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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 915 del 12/12/2017


Ripresa della discussione dei disegni di legge nn.
2801, 5, 13, 87, 177, 443, 485 e 1973 (ore 13,18)

ROMANO (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROMANO (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signor Presidente, chiedo un aggiornamento per quanto riguarda il mio emendamento 1.972.

PRESIDENTE. È stato già respinto.

ROMANO (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Ma io avevo alzato la mano per poter intervenire.

PRESIDENTE. Senatore Romano, io l'ho vista quando sono arrivato all'emendamento 1.5004; prima non l'avevo vista.

ROMANO (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Mi dispiace, ma io ho alzato la mano. Essendo un mio emendamento, tenevo particolarmente...

PRESIDENTE. Se tutti dovessero parlare sui propri... Io come faccio a saperlo?

ROMANO (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signor Presidente, la ringrazio dell'accoglienza che lei ha voluto riservarmi, e ringrazio anche i suoi collaboratori, perché avevo alzato la mano e avevo tutto il diritto e il titolo per poter intervenire su un mio emendamento.

Mi riserverò evidentemente non solo di esprimere il mio dissenso (che esprimo già immediatamente e ufficialmente), ma anche di essere presente attentamente e chiedere anche la vostra attenzione quando ci saranno emendamenti nell'ambito dei quali vorrei intervenire. Grazie ancora.

PRESIDENTE. A lei.

SACCONI (AP-CpE-NCD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SACCONI (AP-CpE-NCD). Signor Presidente, intervengo a proposito di questi emendamenti e di quelli successivi, tra i quali uno a mia prima firma, l'emendamento 1.982, sempre con riferimento al rapporto tra medico e paziente; rapporto che, pur dovendo necessariamente basarsi sulla fiducia e sul rispetto reciproci, non potrà mai essere simmetrico. È infatti il paziente che si affida al medico e non viceversa, mentre è il medico che ha una precisa responsabilità nei confronti del paziente, conformemente al codice deontologico. In questo caso invece si determina addirittura una asimmetria rovesciata: è il paziente che esprime anticipatamente un ordine vincolante ed il medico è chiamato ad eseguirlo ed è proprio su questo punto, come ha detto poco fa il collega Quagliariello, che si consuma il confine che ci conduce all'eutanasia.

È davvero ben strana la storia dell'esame parlamentare di questo provvedimento, nel quale molti in queste Aule e al di fuori di esse ravvisano significativi elementi che conducono a pratiche eutanasiche; non ci è però consentito di esprimere un voto esplicitamente contrario ad esse, in modo da definire un paletto non superabile, quello proprio dell'eutanasia. Si è detto molto fuori di queste Aule, anche autorevolmente, che occorre evitare tanto l'accanimento terapeutico quanto l'eutanasia, ma qui dentro non ci è consentito esprimere un voto che ci permetta di chiarire una volontà che almeno in teoria è anche di molti di coloro che sostengono il provvedimento in esame, quella cioè di voler essere contrari alle pratiche eutanasiche.

Quando il medico si riduce a mero esecutore, quando nella sua attività lo si priva di ogni riferimento a codici deontologici, in quel momento si determina questa sorta di sovranità assoluta dell'individuo, di cui poco fa parlava criticamente un liberale indiscutibile come il senatore Compagna, e si sceglie quindi la via dell'autoannichilimento della persona, che a mio avviso diventa autoannichilimento dell'intera società.

GASPARRI (FI-PdL XVII). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GASPARRI (FI-PdL XVII). Signor Presidente, siamo su uno dei punti fondamentali del dibattito che noi vogliamo richiamare e sottolineare. Abbiamo già parlato di tutto ciò che avviene nel campo della professione medica. Io sono giornalista e non medico, ma credo che in quest'Aula ci siano molti medici - come è normale che sia - i quali sanno meglio di me che anche il codice deontologico medico agli articoli 33 e 35, che illustrano molto meglio delle mie parole le verifiche e i comportamenti che fanno parte dell'esperienza del medico, è molto più chiaro e migliore del disegno di legge in discussione.

Noi stiamo quindi andando contro le convenzioni internazionali, che un emendamento della senatrice Rizzotti richiamava in riferimento a idratazione e nutrimento, ma anche contro - in questo momento ci sono degli studenti che ci stanno osservando dalle tribune - le procedure dell'attività legislativa, atteso che stiamo correggendo questo disegno di legge, che non è ancora stato approvato, con un emendamento alla legge di bilancio che introduce la banca dati nazionale delle disposizioni anticipate di trattamento e che dovrebbe essere approvato. Siccome se si modifica questo testo in Senato, questo poi deve tornare alla Camera e non si sa se si fa in tempo, si modifica il presente disegno di legge con un altro veicolo attualmente all'esame Camera, cioè con la legge di bilancio; questo è un modo singolare e poco razionale di legiferare. Se si dovesse spiegare come si approvano le leggi, occorrerebbe dire che a volte si fanno in modo confuso, anticipando in un'altra legge la correzione di una legge che non esiste.

In questo caso riteniamo che il concetto dell'alleanza terapeutica - lo vogliamo ribadire - sia il fondamento vero delle decisioni da assumere. Come ho detto prima, ognuno di noi nella vita ha avuto un'esperienza in cui si esaurisce la vita di un congiunto o di un parente e in cui il medico a un certo punto ci ha messo di fronte all'amara realtà, dopo le cure e dopo tutto quello che viene fatto. Tutti quindi sappiamo che ovviamente la vita si esaurisce e abbiamo addirittura chiesto di vietare l'accanimento terapeutico in modo ancora più esplicito e avete opposto un rifiuto. Mi chiedo quindi per quale motivo ora si dica di no all'alleanza terapeutica, che è l'unico vero concetto in cui la famiglia, il medico, il paziente o un fiduciario possono fare delle valutazioni sotto il profilo medico, sanitario, della qualità di vita, dell'efficacia o meno dell'idratazione e del nutrimento, che quando non sono più in grado di attivare processi fisiologici non hanno più senso neanche loro. Vi è quindi un furore ideologico che nasconde una volontà - poi quando lo diciamo qualcuno si arrabbia - di introdurre un principio di eutanasia. Tanto è vero che poi al medico si dice che non sarà responsabile penalmente e civilmente. Chi l'ha detto? E dove si decide? Poi ci sarà una legge che verrà superata da un'altra legge; ci sarà un principio costituzionale che sarà invocato dalla coscienza del medico.

Stiamo quindi facendo una legge che entra in sfere molto delicate e complesse e che apre un contenzioso, perché non c'è solo il contenzioso che qualcuno ha aperto in passato, ottenendo pronunciamenti della Cassazione che sono stati arbitrariamente interpretati, visto che anche su casi eclatanti che nel passato hanno scandito la vita italiana e anche la vita di questa Assemblea del Senato ci sarebbe molto da dire: sentenze che non erano sentenze e pronunciamenti che non erano pronunciamenti. Leggi fatte male aprono la strada a sentenze fatte peggio e a incertezze ancora maggiori. Solo che stiamo parlando della vita e della morte delle persone. È allora molto meglio richiamarsi all'alleanza terapeutica tra chi ha la competenza - nel caso del medico - e i familiari e le altre persone che possono assumere decisioni curative che non questa normativa che aprirà la strada all'eutanasia; poi arriverà qualche sentenza, poi qualche contestazione e poi, com'è successo per altre materie altrettanto rilevanti e delicate, andrà tutto davanti alla Corte costituzionale che forse "praticherà l'eutanasia" su una legge sbagliata, in quel caso agendo legittimamente.

Quindi vi invitiamo a votare a favore del principio dell'alleanza terapeutica per affidare al buon senso, alla competenza, alla scienza e alla coscienza di medici e familiari le decisioni che vanno prese, invece che imporre con una legge delle norme che vanno contro il codice penale, tant'è che si dice: chi lo farà, non è colpevole. Si sa già, evidentemente, che non tutto quadra.

Legiferare così è molto sbagliato, cari studenti. So che non bisogna rivolgersi agli studenti, ma alla Presidenza, ma oltre a fare la visita, in questo modo approfondiscono anche le modalità con cui si fanno le leggi e queste sono molto discutibili e sbagliate, come metodo prima ancora che nel merito, caro Presidente. (Applausi dal Gruppo FI-PdL XVII).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.5004, presentato dal senatore Quagliariello e da altri senatori. (Sul tabellone non appaiono gli esiti della votazione). Riproviamo con la simulazione di una votazione di supporto per vedere se riusciamo a sbloccare il sistema (sul tabellone non appaiono gli esiti della votazione. Il sistema è bloccato). Nulla da fare, il sistema si è guastato. Questo è un messaggio subliminale del sistema di votazione elettorale per indurci a più miti consigli.

Stante l'attuale malfunzionamento del sistema di scrutinio elettronico, annullo la votazione dell'emendamento 1.5004 e sospendo la seduta. Ovviamente, essendo già stato posto in votazione con scrutinio nominale elettronico, non sarà ammessa la richiesta di scrutinio segreto sull'emendamento 1.5004.

Apprezzate le circostanze, rinvio il seguito della discussione dei disegni di legge in titolo ad altra seduta.

Comunico altresì ai membri del comitato ristretto della Giunta per il Regolamento che lo stesso è convocato nell'adiacente sala Pannini durante la sospensione dei lavori.

Sospendo la seduta fino alle ore 15.

(La seduta, sospesa alle ore 13,29, è ripresa alle ore 15,03).

Presidenza del presidente GRASSO