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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 917 del 14/12/2017


Ripresa della discussione dei disegni di legge nn.
2801, 5, 13, 87, 177, 443, 485 e 1973 (ore 11,32)

ROMANO (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.

PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.

ROMANO (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signor Presidente, ogni parola è inutile, perché sul tema abbiamo tanto discusso ieri, forse non in un'ottica del dialogo, perché per diversi momenti è stato monologo. Ero tra quelli che erano perfettamente d'accordo che ci fosse una legge. L'ho condivisa all'inizio in un percorso di accompagnamento. Purtroppo, ho notato che questo processo di accompagnamento non ha trovato la soluzione migliore.

Non ho usato le parole dell'emotivismo o dell'ideologia, non ho usato le parole della certezza e della sicurezza. Non ho usato le parole dell'oltre, ma ho usato le espressioni dell'altro. Di conseguenza, ho cercato di costruire un percorso condiviso che si basasse su un principio fondamentale che ho condiviso e ho realizzato in tutta la mia vita prepolitica, vale a dire quello di un'avversità a qualsiasi trattamento che sia sproporzionato o futile.

Presidente, colleghi senatori, non ho trovato risposta a queste mie perplessità e a questi miei interrogativi.

Quel principio di libertà, quel principio di responsabilità che connota ogni nostra azione, da senatore, senza vincolo di mandato, mi dettano l'obbligo morale di votare contro. Senatori, Presidente del Senato, presidente Napolitano, non posso. (Applausi dai Gruppi FI-PdL XVII, Misto, GAL (DI, GS, PpI, RI, SA) e FL (Id-PL, PLI)).

CARRARO (FI-PdL XVII). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.

PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.

CARRARO (FI-PdL XVII). Signor Presidente, care colleghe, cari colleghi, nel 2006 e nel 2016 la consistente maggioranza dei cittadini italiani, bocciando le proposte di modifica della Costituzione, si è espressa a favore del bicameralismo. È un peccato che in questa legislatura due leggi che, comunque la si pensi, incidono profondamente sui diritti delle persone, siano state, nei fatti, approfondite solo in un ramo del Parlamento: quella sulle unioni civili qui in Senato, quella odierna alla Camera dei deputati.

Ho seguito il dibattito e ho considerato con attenzione le motivazioni espresse da chi è contrario al provvedimento e, in particolare, negli interventi dei colleghi del mio Gruppo, che stimo molto, Rizzotti, Caliendo, Floris, Gasparri, Malan, Scilipoti Isgro' e Zuffada. Penso tuttavia che in questo momento storico-culturale, il disegno di legge in esame abbia più aspetti positivi che negativi.

Sono fiducioso che il combinato disposto tra quanto previsto nell'articolo 8 e l'attenzione dell'opinione pubblica farà sì che il prossimo Parlamento apporterà alla legge le modifiche che la sua attuazione evidenziasse come necessarie.

Per rispetto alla maggioranza del mio Gruppo, quello di Forza Italia, cui sono legato da comune visione politica e da amicizia, consolidatasi in questa legislatura per noi assai travagliata, non prenderò parte alla votazione del provvedimento in esame. (Applausi dei senatori Caliendo e Sciascia).

AMORUSO (ALA). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.

PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.

AMORUSO (ALA). Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli senatori, oggi si sta chiudendo una legislatura non certo tra le più brillanti della storia repubblicana, con l'approvazione di un provvedimento che non penso segnerà in positivo la storia di questa Assemblea. È un provvedimento che pone gravi preoccupazioni, come abbondantemente è emerso nel monologo - come lo ha definito il senatore Romano - di questi giorni; un provvedimento che non riconosce la libertà di coscienza da parte del medico, riducendolo ad un semplice burocrate, vincolato ad eseguire la volontà del malato, da attuare anche per via giudiziaria; un provvedimento che prevede l'idratazione e la nutrizione artificiale come terapie e non come diritto del malato all'alimentazione, dovuta sempre e comunque ad ogni persona; un provvedimento che introduce in maniera subdola l'eutanasia nel nostro ordinamento e che non riconosce quella libertà di cura che deve essere sempre garantita, come deve essere sempre respinto l'accanimento terapeutico.

Ieri sera, mentre ascoltavo il dibattito in Assemblea, mi è capitato di leggere il pensiero scritto da un mio carissimo amico, che da due anni lotta contro un male nefasto, dopo che la scienza medica lo aveva dichiarato clinicamente morto. Egli ha scritto: «Non sono un guerriero, non sono un esempio. Ieri sera ho visto il servizio delle Iene relativo al dj Fabo. Ciò che è accaduto a questo ragazzo è qualcosa di tragico, assolutamente peggiore della mia malattia, però mi sono convinto ancora di più che la vita è un dono, un bene prezioso che dobbiamo apprezzare. Non sto dicendo che bisogna aggrapparsi alla vita a tutti i costi, dico semplicemente che bisogna apprezzarla in qualsiasi forma essa si manifesti. Ora l'affetto e l'amore delle persone più care rendono la mia una vita speciale: amare la vita è sorridere sempre e comunque». Grazie, Pablo!

È per questi motivi, onorevoli senatori, che ribadisco con forza il mio no convinto a questo brutto provvedimento. (Applausi dai Gruppi FI-PdL XVII, GAL (DI, GS, PpI, RI, SA) e FL (Id-PL, PLI) e del senatore Formigoni).

SACCONI (AP-CpE-NCD). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.

PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.

SACCONI (AP-CpE-NCD). Signor Presidente, non parteciperò al voto finale, per sottolineare ancor più le ragioni del mio dissenso, di metodo e di merito, in un brutto giorno per la nazione. Questa Camera recepisce infatti, senza modifiche, il testo approvato dalla Camera dei deputati, senza un autentico confronto tra le diverse culture politiche e senza la ricerca di una loro composizione. Si è rinunciato a priori ad individuare, su un tema tanto sensibile, un pavimento condiviso di principi sul quale possa poggiare il suo cammino una comunità già affaticata da molti processi di disgregazione.

Il Senato si appresta ad introdurre nel nostro ordinamento qualcosa di più che una semplice dichiarazione delle preferenze di trattamento in relazione ad uno stato di incoscienza. Viene meno il principio del favor vitae, che ha sin qui orientato il Servizio sanitario nazionale e si esalta la solitudine dell'individuo di fronte ad una patologia invalidante.

Spaventano gli effetti indotti, ancor più di quelli diretti, perché da domani si irrigidisce la professione medica, ridotta alla mera esecuzione di volontà espresse, anche a distanza di tempo, in uno stato di benessere, per paura di una futura sofferenza.

Viene meno quell'alleanza terapeutica, che ha tradizionalmente unito il paziente, i suoi familiari e il medico curante nella situazione concreta e attuale di un grave bisogno di salute.

Il criterio dell'appropriatezza delle terapie e delle cure è sostituito da un imperativo inderogabile anche in presenza di una successiva evoluzione scientifica.

Si allarga ulteriormente lo spazio della discrezionalità giurisprudenziale nella definizione del confine tra la vita e la morte perfino nei confronti di minori e di disabili.

In questo modo non libereremo l'uomo dal dolore, ma alimenteremo solo la fuga della società dall'abbraccio solidale di chi soffre.

La battaglia parlamentare di pochi non è stata tuttavia che l'inizio di un rinnovato impegno di molti uomini di buona volontà affinché il circolo vizioso dell'autoannichilimento possa presto, anche attraverso il prossimo voto, rovesciarsi nel circolo virtuoso della vitalità. Per parte mia vi concorrerò, fuori dal Parlamento, con speranza e spirito laico di verità. (Applausi dei senatori Bianconi, Formigoni e Giovanardi).

PRESIDENTE. Procediamo con la votazione finale.

SANTANGELO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANTANGELO (M5S). Signor Presidente, chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, sperando che sia l'ultima volta della storia parlamentare del Senato che tale modalità di votazione viene richiesta.

PRESIDENTE. Comunque, anche se approveremo il nuovo Regolamento, varrà per la prossima legislatura, quindi speriamo che possa richiederlo ancora qualche altra volta.

SANTANGELO (M5S). Farò questo sacrifico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 2801, nel suo complesso.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B). (Numerosi senatori dei Gruppi PD, M5S, Misto, Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE, Art.1-MDP-LeU e ALA si levano in piedi e applaudono all'indirizzo delle tribune).

Risultano pertanto assorbiti i disegni di legge nn. 5, 13, 87, 177, 443, 485 e 1973.