Caricamento in corso...

Versione HTML base


Attenzione: partizione testo non trovata - Visualizzata una partizione di livello superiore

Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 923 del 09/01/2018


Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

MANCONI, Elena FERRARA, CATTANEO - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

come riferito nell'atto di sindacato ispettivo a firma di 133 senatori, in data 25 ottobre 2017 (2-00486 p.a.), è giunta conferma della condanna a morte del dottor Ahmadreza Djalali, medico ricercatore iraniano di 45 anni, pronunciata dal giudice del Tribunale rivoluzionario iraniano, Abolghasem Salavati;

la motivazione della condanna alla pena capitale risiederebbe nella "collaborazione del medico ricercatore con lo Stato di Israele", sebbene sia evidente quanto sia l'attività di ricerca scientifica di medicina dei disastri, portata avanti dal dottor Djalali, a richiedere il confronto tra diverse realtà internazionali nella pianificazione ospedaliera;

nei giorni successivi alla condanna capitale, gli avvocati di Ahmadreza Djalali hanno ripetutamente e inutilmente contattato la Corte suprema e gli uffici del Tribunale per conoscere la sezione cui era stata assegnata la petizione di ricorso, informazione necessaria per poter presentare, nei tempi previsti di 20 giorni, le proprie osservazioni;

gli avvocati di Ahmadreza Djalali hanno appreso, sabato 9 dicembre, che la sezione 1ª della Corte suprema di Teheran avrebbe esaminato e confermato la sua condanna a morte in modo sommario, senza quindi concedere loro l'opportunità di presentare le loro osservazioni difensive;

in data 17 dicembre, la televisione di Stato iraniana ha diffuso un documentario che mostrava una confessione del dottor Djalali rispetto ai fatti a lui contestati;

si è appreso da organi di stampa ("la Repubblica" del 19 dicembre 2017) che, poche ore dopo la sua presunta confessione diffusa dalla televisione iraniana, il ricercatore ne avrebbe negato la validità e sarebbe riuscito a diffondere una registrazione realizzata in carcere. La confessione sarebbe stata estorta con minacce, era sotto effetto di psicofarmaci e "in pessime condizioni psicologiche" e le sue frasi sarebbero state tagliate e rimontate per manipolarne il contenuto;

sempre in data 19 dicembre, si è riunito il Consiglio superiore per i diritti umani della Repubblica islamica dell'Iran e, alla presenza dei rappresentanti dell'Unione europea e delle nazioni maggiormente interessate alla sorte del ricercatore (Italia, Belgio e Svezia), è stata confermata la condanna a morte senza alcuna possibilità di ricorso ad ulteriore grado di giudizio, fatta salva l'eventualità di concessione della grazia;

in data 25 dicembre, l'agenzia di stampa ufficiale Irna ha riportato le dichiarazioni del procuratore generale di Teheran, Abas Yafari Dolatabadi, che ha riferito di avere visto recentemente Djalali e che il medico avrebbe confessato di avere visitato 8 volte agenti dei servizi segreti stranieri e di avere fornito informazioni al Mossad, l'intelligence israeliana, nonché di avere ricevuto denaro dopo quelle visite;

considerato che:

l'accademico Ahmadreza Djalali è stato docente e ricercatore in Medicina dei disastri presso l'università del Piemonte orientale, presso il Karolinska Institutet di Stoccolma, nonché presso la Vrije Universiteit di Brussel. La sua attività di ricerca gode di molti meriti e riconoscimenti nella comunità scientifica internazionale, motivo per cui era spesso chiamato a tenere dei seminari in vari Paesi;

le università e i centri di ricerca, nonché tutta la comunità scientifica internazionale, da oltre un anno, stanno intraprendendo azioni di sensibilizzazione e un appello per la sua liberazione è stato sottoscritto da 75 premi Nobel;

la campagna "Corri con Amad" di Amnesty international ha raccolto 32.000 firme;

le nazioni che hanno ospitato il ricercatore, l'Unione europea e la comunità internazionale stanno seguendo il caso con attenzione, come da risposta ad interpellanza, a prima firma dell'on. Locatelli (2-01994) da parte del vice Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Mario Giro, in data 10 novembre 2017;

nonostante tutto questo, la situazione sembra avviata ad un esito tragico e tutto ciò è avvenuto fuori da ogni forma di controllo da parte dell'opinione pubblica internazionale e con procedure che sono rimaste segrete e precipitose,

si chiede di sapere:

con quali modalità il Ministro in indirizzo intenda promuovere un urgente rafforzamento della mobilitazione internazionale, sia attraverso la propria sede diplomatica, sia coinvolgendo le istituzioni europee ed in particolare l'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, allo scopo di scongiurare l'esecuzione della sentenza di messa a morte e restituire alla libertà il dottor Ahmadreza Djalali;

quando ritenga di voler convocare l'ambasciatore iraniano a Roma, che ha mostrato una grande attenzione verso questa drammatica vicenda, per chiedere conto di quello che appare un atto di grave violazione dei diritti fondamentali della persona.

(4-08836)

Mauro Maria MARINO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

a seguito della recente ondata di maltempo che ha colpito le regioni settentrionali, sono stati registrati numerosi disagi nei servizi di trasporto, soprattutto aereo. Tali disagi sono perlopiù ricollegabili alle difficoltose condizioni meteorologiche, ma, in riferimento a quanto avvenuto all'aeroporto "Sandro Pertini" di Torino-Caselle, è emerso uno scenario ben più inquietante: nella giornata di martedì 12 dicembre 2017, i voli riferiti a Alitalia diretti a Roma sono rimasti bloccati sulla pista per circa due ore, a causa di ritardi nelle operazioni di de-icing, dovuti all'inadeguatezza dei mezzi messi a disposizione dalla compagnia di handling;

i servizi di de-icing sui mezzi Alitalia, AirFrance e KLM fanno capo alla società Aviapartner Srl, multinazionale con sede a Bruxelles, che gestisce circa un terzo della logistica aeroportuale dello scalo torinese;

la società è già nota alle cronache cittadine perché soggetta, nel mese di ottobre 2017, a una perquisizione da parte della Procura di Torino. L'operazione sarebbe connessa ad un giro di fatture false, collegate a riparazioni di vettori e a lavori di ristrutturazione dello scalo, mai o solo in parte eseguiti, e finalizzate ad ottenere da Roma fondi utilizzati per compensare deficit di bilancio;

Sagat SpA, gestore dell'aeroporto di Caselle, sottolinea come Aviapartner avrebbe "acquisito Alitalia come cliente attraverso un'offerta commerciale aggressiva in termini di prezzo, a discapito della qualità dei servizi erogati" e che, come conseguenza, essa non sarebbe "in grado di assicurare la puntualità dei voli";

la situazione è andata risolvendosi, dopo circa due ore, unicamente grazie all'intervento di Sagat handling, società di handling che fa capo a Sagat SpA, che ha affiancato, gratuitamente e senza esservi obbligata, Aviapartner nelle operazioni;

lo scenario emerso dalla nota rilasciata da Sagat SpA evidenzia una difficoltà strutturale di Aviapartner a garantire il regolare svolgimento delle linee di collegamento aereo di Alitalia, e con esse, si può dedurre, anche di Airfrance e KLM;

Torino, a partire dalle Olimpiadi del 2006, è divenuta un punto di riferimento del turismo invernale in Italia e vedrà, nei prossimi mesi, un notevole afflusso turistico, nazionale e internazionale;

qualora lo scenario descritto da Sagat SpA fosse confermato, non è difficile immaginare, sino ai primi mesi del 2018, disagi ai passeggeri, danni di immagine alla città di Torino e, non per ultimo, ulteriori danni economici ad Alitalia. Non bisogna infatti dimenticare come essa sia attualmente posta in amministrazione straordinaria, né che, al momento, il 100 per cento del suo capitale è detenute da MidCo Srl, società facente capo a CAI, Compagnia aerea italiana, a sua volta partecipata al 19 per cento da Poste italiane SpA,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario avviare un'attività istruttoria per verificare l'effettiva sussistenza delle condizioni sottolineate da Sagat SpA in riferimento all'aeroporto di Torino Caselle e, una volta accertate le responsabilità, non intenda intraprendere le opportune azioni per evitare il verificarsi di disagi.

(4-08837)

Mauro Maria MARINO - Al Ministro dell'interno - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:

notizie di stampa (anche transalpina) riferiscono dell'abitudine delle forze dell'ordine francesi di caricare persone non ben identificate, presumibilmente migranti stranieri, sugli autobus di linea, che percorrono la rotta tra Briançon e Oulx, con l'intento di trasferirli in Italia. Inoltre, nella zona di confine, sarebbero stati segnalati casi di respingimento, da parte della Gendarmerie francese, di minori non accompagnati, senza l'individuazione di alcuna forma di affidamento alle forze dell'ordine italiane;

dall'inizio del 2017, secondo diverse associazioni di volontariato francesi, sarebbero transitati da Bardonecchia più di 1.500 migranti, molti dei quali minorenni, con l'intenzione di attraversare il confine, diretti in Francia;

l'assenza di percorsi di ricollocazione, in strutture di accoglienza, di quanti raggiungono l'alta valle per tentare di superare la frontiera, sta provocando una vera e propria emergenza sicurezza. Queste persone vengono soccorse, accolte presso i locali gestiti dal Comune di Bardonecchia, riscaldate e, se necessario, curate dai medici e infermieri dell'organizzazione non governativa "Rainbow4Africa" e dalla Croce rossa italiana. I Comuni di Oulx e di Chiomonte, con il supporto della casa salesiana e della parrocchia, hanno attivato analoghe misure di accoglienza. La mattina seguente al loro arrivo, i migranti sono invitati a raggiungere Torino in treno, nella completa assenza di un percorso di orientamento verso forme legali di integrazione o di ricongiungimento con i familiari risiedenti in altri Paesi europei, motivazione principale, quest'ultima, che li spinge a tentare di superare il confine alpino;

tale situazione diviene inoltre più drammatica in considerazione dell'ingente presenza di minori non accompagnati. Il consorzio socio assistenziale Con.I.S.A. registra un aumento significativo delle accoglienze e prese in carico di questi soggetti: dai 10-12 del 2015 ai 60 circa nel 2017;

i Comuni coinvolti, il servizio sociale (rappresentato dal consorzio Con.I.S.A), le cooperative sociali e le associazioni di volontariato stanno collaborando tra di loro per far fronte a questa situazione di grave emergenza e di rischio, sia per i minori e gli adulti stranieri coinvolti, sia per gli altri cittadini e le comunità direttamente interessate dal fenomeno;

gli amministratori locali, gli operatori sociali e le forze di sicurezza stanno tentando di gestire questa situazione di emergenza quotidiana con proficua collaborazione e impegno, ma il territorio, peraltro particolarmente esposto proprio per la sua vicinanza alla frontiera, non dispone di risorse sufficienti per mettere a punto iniziative adeguate al consistente e imprevisto numero di ingressi, soprattutto in questo periodo gravato da condizioni climatiche disagevoli,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non intenda intraprendere azioni a sostegno del territorio e dei diversi soggetti indicati, per supportarli nella gestione dell'emergenza quotidiana, anche attraverso una campagna informativa sui pericoli della montagna, tesa a dissuadere i migranti dall'attraversamento illegale della frontiera attraverso i sentieri alpini;

se non ritenga urgente individuare le opportune politiche di inserimento, soprattutto dei soggetti minori, che attualmente varcano il confine in condizione di totale illegalità e con seri rischi per la propria incolumità fisica.

(4-08838)

GIBIINO, MALAN - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

poco si è discusso durante la XVII Legislatura della fusione delle due imprese industriali pubbliche che, con le loro opere infrastrutturali, assicurano un servizio essenziale ai cittadini e al Paese, in quanto garantiscono il libero movimento delle persone e la connessione tra i Comuni e le loro comunità;

l'articolo 49 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, ha disciplinato il trasferimento da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, nel rispetto della disciplina della UE, a Ferrovie dello Stato italiane SpA delle azioni di Anas SpA, mediante aumento di capitale, per un importo corrispondente al patrimonio netto di Anas;

con i decreti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministero dell'economia firmati il 22 dicembre 2017, il Governo ha dato il via libera alla formazione del gruppo industriale e infrastrutturale FS-Anas con il conferimento a FS della totalità delle azioni Anas;

i decreti del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2017, n. 208 e n. 209, hanno decretato, rispettivamente, lo scioglimento delle Camere e la convocazione per il giorno di domenica 4 marzo 2018 dei comizi per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (la prima riunione delle Camere avrà luogo il giorno 23 marzo 2018);

in data 29 dicembre 2017 l'assemblea dei soci del gruppo Ferrovie dello Stato italiane SpA, controllato al 100 per cento dal Ministero dell'economia, ha deliberato l'aumento di capitale da 2,86 miliardi di euro mediante conferimento dell'intera partecipazione Anas detenuta dallo stesso Ministero e, contestualmente, è stato nominato il nuovo consiglio di amministrazione di Ferrovie dello Stato, che resterà in carica per un triennio, che sarà composto da Gioia Ghezzi confermata presidente, Renato Mazzoncini, che rimarrà amministratore delegato, Simonetta Giordani, Federico Lovadina e Wanda Ternau, Francesca Moraci, proveniente dal consiglio di amministrazione di Anas, e Giovanni Azzone, già rettore e presidente del politecnico di Milano;

il consiglio di amministrazione di Ferrovie dello Stato aveva la sua scadenza naturale nel mese di aprile 2018, con l'approvazione del bilancio 2017; la nomina, quindi, sarebbe dunque spettata al prossimo Governo dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018;

il Governo quindi, rimasto in carica per gli affari correnti, cogliendo l'occasione dell'approvazione della fusione FS-Anas, ha anche rinnovato il consiglio di amministrazione, consegnando a Renato Mazzoncini, scelto nel maggio 2014 dal Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore Matteo Renzi, un nuovo mandato triennale come amministratore delegato fino al 2020;

tale scelta, che ha anticipato i tempi rispetto alla scadenza naturale dei vertici del gruppo FS e che poteva essere evitata nonostante le procedure di fusione, è a giudizio degli interroganti scorretta e intollerabile in quanto, come detto in precedenza, sarebbe spettata al prossimo Governo scelto dagli italiani per governare il Paese,

si chiede di sapere:

se non si ritenga politicamente inopportuno aver scelto di procedere alla fusione di Ferrovie dello Stato italiane SpA e di Anas SpA, asset strategici per il Paese, in un arco temporale (dicembre 2017) in cui le Camere erano impegnate ad esaminare l'annuale legge di bilancio, e soprattutto a conclusione della XVII Legislatura, dopo lo scioglimento delle stesse, cioè quando la loro capacità di controllo sugli atti del Governo è, oggettivamente, estremamente contenuta;

quale sia la ragione per la quale l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato italiane, Renato Mazzoncini, audito nel 2017 sul piano industriale del gruppo dall'8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) del Senato, non abbia in quella sede sottolineato che la fusione avesse carattere di priorità per l'azienda ed il Governo, ma anzi fosse considerata come una delle "ottocento cose" che il management di Ferrovie dello Stato ed il Governo stavano valutando;

quali siano stati i motivi che hanno spinto il Governo, oramai a fine mandato, a rinnovare per un ulteriore triennio il consiglio di amministrazione del gruppo Ferrovie dello Stato italiane SpA, la cui scadenza naturale è prevista per il prossimo aprile 2018;

se non si intenda, alla luce delle ormai prossime elezioni politiche, rivedere tale scelta, lasciando tale compito al prossimo Governo scelto dagli italiani.

(4-08839)

LANGELLA - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

in data 5 novembre 2014 si è verificato presso il comune di Carrara un gravissimo evento alluvionale a seguito del collasso strutturale di un tratto di argine del torrente Carrione, già interessato da lavori di consolidamento effettuati dalla Provincia di Massa-Carrara nell'anno 2010;

nella relazione finale redatta dai tecnici e dall'Avvocatura della Regione Toscana a seguito dell'apertura di un'inchiesta giudiziaria prontamente avviata dalla competente Procura di Massa-Carrara, si evidenziano numerose responsabilità a carico di tutti i soggetti che, a vario titolo, hanno avuto un ruolo nei procedimenti di progettazione, realizzazione e controllo dell'opera, essendo emerse significative difformità tra il progetto dell'opera e la sua realizzazione;

nonostante la normativa attualmente in vigore attribuisca all'ente Provincia le responsabilità in materia di manutenzione tanto ordinaria quanto straordinaria del torrente, anche altre istituzioni locali sono state interessate dalle tensioni che hanno investito la città di Carrara a seguito dell'alluvione;

il notevole quantitativo di acqua che per ore ha invaso il territorio ha provocato danni ingenti ad abitazioni e aziende, per un ammontare complessivo di circa 25 milioni di euro;

è notizia recente la condanna inflitta dalla Corte dei conti al progettista dell'intervento e ai dirigenti provinciali preposti alla realizzazione dell'opera e al controllo dei lavori, per un ammontare di 1.226.000 euro,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia al corrente dello stato attuale dell'indagine aperta dalla Procura di Massa-Carrara per accertare cause e responsabilità della rottura del muro d'argine, essendo trascorsi ormai oltre 3 anni ed essendosi già conclusa l'azione intrapresa dalla Corte dei conti per quanto attiene alla parte erariale;

se intenda attivare le proprie prerogative ispettive presso la Procura della Repubblica di Massa-Carrara, alla luce dell'inerzia ad avviso dell'interrogante palesata dalla stessa nell'accertare motivi, cause e responsabilità, con il rischio che sopraggiunga la decorrenza dei termini di prescrizione nei confronti dei soggetti sia pubblici che privati sottoposti ad indagine.

(4-08840)

BARANI - Ai Ministri dello sviluppo economico e della salute - Premesso che:

in Italia, la professione di chimico è attività professionale regolamentata, ai sensi del regio decreto 1° marzo 1928, n. 842;

l'articolo 16 recita: "Le perizie e gli incarichi in materia di chimica pura e applicata possono essere affidati dall'autorità giudiziaria e dalle pubbliche amministrazioni soltanto agli inscritti nell'albo dei chimici (...). Devono poi essere redatte dagli iscritti nell'albo le perizie e le analisi, che devono essere presentate alle pubbliche amministrazioni";

l'iscrizione all'albo professionale dei chimici è subordinata al superamento di apposito esame di Stato, come riformato dal decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328, al cui articolo 36, comma 1, lettera b), viene specificato che la direzione dei laboratori chimici è un'attività professionale esclusiva e riservata ai chimici iscritti all'ordine;

rientra, pertanto, tra le attività tipiche e riservate al chimico quella di fornire agli uffici della pubblica amministrazione che ne abbiano fatto richiesta certificati contenenti giudizi e valutazioni di quanto richiesto, con tanto di apposizione di firma registrata presso l'ordine di appartenenza e relativa assunzione di responsabilità personale circa la documentazione prodotta;

ai sensi dell'articolo 2229 del codice civile, quella di chimico è professione intellettuale e, a norma della legislazione vigente in materia, la direzione dei laboratori chimici può essere affidata e svolta esclusivamente da chimici regolarmente iscritti all'ordine;

l'affidamento della direzione dei laboratori a chimici iscritti all'ordine rappresenta quindi una conditio sine qua non per procedere all'accreditamento degli stessi ai sensi della normativa UNI CEI EN ISO/IEC 17025;

l'accreditamento dei laboratori rientra in un sistema globale di valutazione della conformità e di vigilanza del mercato. L'accreditamento è disciplinato dal regolamento (CE) n. 765/2008 e ha lo scopo di garantire un elevato grado di protezione di interessi pubblici per la protezione dei consumatori, dell'ambiente e della sicurezza pubblica in generale;

il decreto interministeriale 22 dicembre 2009 di attuazione dell'articolo 4 della legge n. 99 del 2009 designa Accredia quale unico organismo nazionale italiano di accreditamento autorizzato a svolgere attività di accreditamento degli organismi di certificazione dei sistemi di gestione, dei prodotti, dei servizi offerti dalle imprese e di certificazione della sussistenza dei requisiti della normativa UNI EN 17025 da parte dei laboratori chimici pubblici e privati preposti alla valutazione della conformità per conto della pubblica amministrazione. Essa opera senza scopo di lucro ed è soggetta alla vigilanza del Ministero dello sviluppo economico;

il combinato disposto del decreto interministeriale 22 dicembre 2009 e del regolamento (CE) n. 765/2008 impone che Accredia subordini l'accreditamento alle "disposizioni di pertinenti legislazioni comunitarie o nazionali" e che "verifichi le competenze professionali del responsabile di laboratorio", stabilendo inoltre che l'accreditamento deve essere effettuato con finalità di interesse pubblico;

considerato che, per quanto risulta all'interrogante:

in realtà, laboratori sia pubblici che privati vengono accreditati da Accredia secondo la normativa UNI EN 17025 anche in assenza di un direttore chimico iscritto all'ordine;

nel modello predisposto per la richiesta di accreditamento per laboratori di prova e laboratori di prova per la sicurezza degli alimenti (DA-02) non si prevede l'obbligatorietà della figura di un chimico regolarmente iscritto all'albo per ricoprire la qualifica di responsabile di laboratorio (direttore) secondo quanto invece previsto dalla normativa vigente;

laddove la citata normativa UNI EN 17025 prevede che il responsabile di laboratorio chimico sia all'apice della struttura, quindi responsabile di tutte le attività, anche certificandone la qualità, Accredia non verifica l'idoneità professionale di tale figura di responsabile secondo quanto invece previsto dalla normativa italiana delle professioni regolamentate;

la presenza del marchio Accredia senza il preventivo accertamento che a capo del laboratorio ci sia la figura professionale idonea produce una rappresentazione ingannevole della realtà del laboratorio stesso anche per le utenze pubbliche alle quali il servizio è destinato, in quanto fornisce di fatto una legittimazione di adeguatezza in realtà solo formale. Questo, nel caso di laboratori pubblici o privati che operano in materia di sanità pubblica e ambientale, può rappresentare un potenziale pericolo per i consumatori, oltre ad una violazione delle norme di legge sia interne che europee,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano al corrente dei fatti esposti e come li valutino;

quali siano le cause e le motivazioni per le quali Accredia possa operare indisturbata e senza ottemperare al dettato normativo vigente in materia;

quali correttivi e accorgimenti intendano porre in essere, al fine di ripristinare una situazione di totale legalità come richiesto dall'ordine dei chimici.

(4-08841)

D'ANNA - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che, secondo quanto è a conoscenza dell'interrogante, la società Sintesi SpA, assegnataria di diversi appalti banditi da enti anche pubblici, prenderebbe in carico i lavoratori portatori di handicap, sollevando quindi la WindTre SpA dall'assunzione diretta di detto personale appartenente a fascia protetta, la cui assunzione è obbligatoria in rapporto di un'unità ogni 15 dipendenti, si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia al corrente di quanto esposto, e se e quali provvedimenti intenda intraprendere;

se corrisponda al vero che tale attività risulti remunerata per 10 milioni di euro annuali.

(4-08842)

D'ANNA - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, della salute e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:

la società Sintesi SpA vince tutte le gare relative ai servizi per la gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;

la stessa società è sotto inchiesta presso la Procura della Repubblica di Roma presso l'Anac, in quanto in una gara indetta dall'Inps avrebbe prodotto autocertificazioni mendaci in merito al possesso dei requisiti richiesti dal bando;

tale eventualità escluderebbe a titolo preventivo la Sintesi SpA dalla possibilità di operare per società statali o partecipate,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano al corrente dei fatti esposti e come li valutino;

se intendano attivare le proprie prerogative, anche ispettive, al fine di richiedere un'attenta verifica delle attività di Sintesi SpA in tutte le società statali e partecipate e per accertare l'avvenuta osservanza di quanto disposto dal decreto legislativo n. 81 del 2008;

se corrisponda al vero che la società Enel SpA ha bloccato i pagamenti in favore della Sintesi SpA in quanto i medici competenti legati alla stessa non avrebbero ricevuto i compensi pattuiti;

se corrisponda al vero, per la gara indetta da Eni SpA di San Donato Milanese (Direzione Procurement), la presenza di emissari della società Sintesi negli uffici di Eni SpA, e se risulti che negli stessi ambienti la società Sintesi verrebbe già accreditata quale vincitrice della gara.

(4-08843)

GUERRA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

nella serata del 7 gennaio 2018, una decina di militanti della formazione neofascista Forza nuova ha inscenato una manifestazione sotto un palazzo che ospita un appartamento di proprietà dell'assessore del Comune di Carpi (Modena), Cesare Galantini, presso la frazione di Fossoli;

l'appartamento è stato messo a disposizione della cooperativa "Caleidos" per l'accoglienza di 6 rifugiati, dunque la presenza di Forza nuova si configura come un'intimidazione a Galantini, agli ospiti e ai volontari;

la manifestazione, rivendicata e pubblicata sulla pagina "Facebook" di Forza nuova Carpi, già intimidatoria di per sé, è stata anche simbolicamente grave: una forza neofascista infatti ha ritenuto far passare pubblicamente i propri slogan reazionari e antidemocratici a poche centinaia di metri da quello che era il campo di concentramento di Fossoli, da dove transitavano i deportati destinati ai campi di sterminio del nord Europa durante la seconda guerra mondiale, come opportunamente ricordato dal sindaco di Carpi;

a quanto risulta, la manifestazione sarebbe stata autorizzata dalla Questura, data anche la presenza della Polizia a presidio dei manifestanti,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo ritenga compatibile con la lettera e lo spirito della nostra Costituzione e delle nostre leggi aver tollerato una manifestazione di tal genere;

che cosa intenda fare per evitare il ripetersi di simili episodi e proteggere la cittadinanza e più in generale la vita pubblica anche solo dalla presenza di gruppi neofascisti che, specie in Emilia-Romagna, dimostrano di volere alzare sempre più il tono delle loro provocazioni.

(4-08844)

VOLPI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

nel 1995 il XIII reparto mobile della Polizia di Stato è stato assegnato alla caserma "Carlo Alberto" di Cagliari, struttura che, nonostante i milioni di euro che si stanno spendendo per la ristrutturazione, non ha le caratteristiche logistiche idonee per ospitarlo. La caserma, costruzione di fine '700 di assoluto pregio architettonico, storico e culturale, nulla ha a che fare con le esigenze di una caserma operativa della Polizia di Stato. È inconcepibile far albergare la sede amministrativa del reparto mobile in metà corridoio di un secondo piano, senza la possibilità di effettuare lo stoccaggio dei materiali (dalle divise agli armamenti) per la mancanza di locali idonei, in quanto per la maggior parte inagibili. Lo stato dei parcheggi versa nel caos, le condizioni di bagni e docce e degli spogliatoi sono inaccettabili, gli armadietti sono ammassati al punto di non consentire il passaggio, gli intonaci versano in rovina;

il Dipartimento della pubblica sicurezza, all'apertura della caserma, prevedeva una forza di circa 250 uomini a fronte degli attuali 150, organico che negli anni non è mai stato integrato per la mancanza degli alloggi previsti;

negli anni si è venuto a creare, inoltre, un sovraffollamento di uffici, tutti inseriti nella medesima caserma, che eliminano a priori infrastrutture tipiche quali autorimesse, distributori di carburante, autolavaggi, officine, piazzali, sale benessere, sala televisione, biblioteca, idonea palestra, idonea armeria, idonei magazzini, idonei spogliatoi con bagni e sale doccia, zona lavanderia, luoghi per l'attività sportiva come campi da calcio, calcetto, tennis od altro;

malgrado le continue segnalazioni alle autorità di pubblica sicurezza della provincia ed alle sedi dipartimentali sono sempre arrivate solo rassicurazioni per le soluzioni meramente formali, cui non ha fatto seguito alcun segnale concreto. L'amministrazione locale si è adoperata in vari tentativi ed un effettivo impegno è stato profuso negli anni, ma il tutto si è sempre scontrato con la corazza delle mura ministeriali;

l'attuale sede del XIII reparto mobile, cui oltretutto si accede solo da due sensi unici alternati, facilmente bloccabili in caso di emergenza ad opera di eventuali malintenzionati, è, dunque, totalmente inadeguata, per cui il suo spostamento è prioritario quanto urgente. Nel capoluogo e nei dintorni esistono numerose caserme ed uffici pubblici non (o poco) utilizzati dalle forze armate, da altre forze di polizia ed altri enti, ove potrebbe utilmente essere attestato il reparto; inoltre vi sono numerose strutture che, ripristinate, potrebbero risultare idonee ed a basso costo;

il progetto di trasferimento non sarebbe neanche troppo dispendioso. Basta infatti analizzare la spesa relativa all'ultima ristrutturazione dell'attuale caserma, terminata a dicembre 2014, della spesa di 4,7 milioni di euro, per rendersi conto di quante risorse vengano ogni giorno sprecate in opere dalle prospettive miopi, e sono ancora in corso periodici, indispensabili e dispendiosi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria;

il trasferimento del reparto mobile consentirebbe anche agli altri sei uffici della Polizia di Stato residenti nel resto della caserma Carlo Alberto di uscire, a loro volta, dalla sofferenza logistica da tutti patita, per scarsità di spazi,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo intenda intraprendere iniziative urgenti volte al trasferimento del reparto mobile della Polizia di Cagliari, che in ogni capoluogo di regione rappresenta istituzionalmente un punto di riferimento per l'ordine e la sicurezza pubblica, superando le gravi insufficienze che si ripercuotono sul personale e sulla cittadinanza;

se non sia, a tal proposito, opportuno promuovere l'assegnazione di un'area demaniale, messa a disposizione dalla Regione Sardegna o dal Comune, dove ergere una nuova, moderna, efficiente caserma: un centro moderno, energicamente autosufficiente e ricco di servizi per i poliziotti, dotato di tutte le infrastrutture per gli addetti ai lavori, di uffici, parcheggi, spazi famiglia ed asili nido.

(4-08845)

VOLPI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dei beni e delle attività culturali e del turismo - Premesso che:

il piano di mobilità del turismo, redatto nel mese di settembre 2017 dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti d'intesa con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e con la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e le Province autonome, reca norme per dotare il Paese di un sistema di infrastrutture moderno ed efficiente, costruito con regole chiare, risorse adeguate e tempi certi, con la finalità di assicurare ai cittadini ed alle merci la piena mobilità sul territorio nazionale, rendendo l'Italia un Paese appetibile per i mercati internazionali;

la mobilità e l'accessibilità delle città d'arte e dei luoghi turistici, oltre a valorizzare l'immagine e il patrimonio culturale e paesaggistico del Paese, possono avere un ruolo determinante per il rilancio dell'economia nazionale. Da qui il ruolo strategico del turismo e l'importanza di un piano dedicato alla mobilità turistica;

nel documento si focalizza l'attenzione: sulle potenzialità turistiche inespresse nel Sud, nelle isole e nelle aree interne del Paese a causa della scarsa accessibilità dei siti turistici; sulla possibilità di finanziamento per progetti di mobilità turistica da parte della UE per lo sviluppo di iniziative pubbliche e private a carattere regionale o locale finalizzati alla fruizione delle eccellenze del territorio; sull'utilizzo di big data per il turismo, per conoscere la domanda turistica, e i relativi flussi, sviluppando servizi di qualità e personalizzati. Il piano si concentra sulle porte d'accesso del turismo in Italia, quali porti, aeroporti e stazioni ferroviarie considerate importanti, strategiche e rilevanti per il turismo nazionale e internazionale, connesse alle reti locali e nazionali;

in Sardegna sono stati individuati solo gli aeroporti e i porti di Cagliari e Olbia come porte d'accesso, a giudizio dell'interrogante "dimenticando" l'aeroporto di Alghero e il porto di Porto Torres. Tale omissione, riconosciuta dal Ministro delle infrastrutture ma ad oggi non ancora corretta, non è stata rilevata dalla Regione Sardegna che ha sottoscritto in data 9 novembre 2017 l'intesa tra Stato, Regioni e Province autonome;

sembra che la Regione e lo Stato vogliano escludere il nord-ovest della Sardegna, territorio che possiede siti turistici di rilevanza internazionale, facilmente raggiungibili, peraltro, dal porto di Porto Torres e dall'aeroporto di Alghero esclusi dal piano, come ad esempio le grotte di Nettuno, il parco dell'Asinara (sede del carcere di massima sicurezza, oggi parco), la necropoli di Anghelu Ruiu, il complesso nuragico Palmavera, la valle dei Nuraghi (siti archeologici molto importanti), il parco di Porto Conte, isola Piana e la miniera dell'Argentiera, località turistiche note per la bellezza delle loro spiagge;

l'esclusione dal piano ha, inoltre, una ricaduta negativa sulla già debole e precaria situazione economica del territorio in quanto preclude l'accesso ai rilevanti finanziamenti che il piano stesso prevede, come, ad esempio, quelli destinati al trasporto pubblico locale e al rinnovo del parco mezzi;

negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo impoverimento del nord-ovest della Sardegna, con il ridimensionamento dello scalo algherese, che nel 2016 ha fatto registrare una perdita di 340.000 passeggeri per la soppressione di molte rotte nazionali ed europee e la loro riduzione ai soli voli per Roma e Milano in continuità territoriale e altre pochissime mete interne ed europee,

si chiede di sapere se non sia opportuno adottare misure per la riqualificazione dei luoghi non inseriti nel piano della mobilità turistica, permettendo, in tal modo, al nord-ovest della Sardegna, dove il turismo rappresenta una delle principali fonti di ricchezza, di usufruire delle opportunità di crescita, di sviluppo, di finanziamenti e di futuro in esso previste.

(4-08846)

PEZZOPANE - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico - Premesso che, già nel mese di settembre 2017, Intecs, struttura di ricerca e sviluppo di alte competenze che era fiore all'occhiello del territorio, ha comunicato alla Regione Abruzzo la volontà di dismettere il laboratorio de L'Aquila e ha quindi avviato la chiusura del sito, senza neanche dar conto alle rappresentanze sindacali unitarie;

tenuto conto che:

fino al mese di giugno la società confermava "la piena fiducia nella collaborazione con tutte le Istituzioni locali e le rappresentanze sindacali per una soluzione positiva del problema";

a distanza di pochissimo tempo da tale affermazione la stessa società ha comunicato che per garantire la sua sopravvivenza era necessario procedere alla chiusura dello stabilimento di L'Aquila;

tale decisione ha inferto un colpo terribile non solo ai lavoratori direttamente coinvolti ma ad un intero comprensorio che vuole candidarsi a centro d'eccellenza per la ricerca e l'alta formazione;

considerato che:

da fonti giornalistiche si apprende che all'annuncio di chiusura del sito non avrebbe fatto seguito da parte della stessa Intecs alcuna lettera di licenziamento ai 65 ricercatori impiegati nella struttura;

i dipendenti, dunque, si sono doverosamente recati sul posto di lavoro ma con grande sorpresa hanno trovato la porta d'ingresso dell'azienda sbarrata e chiusa con un lucchetto. Pertanto le rappresentanze del sindacato Fiom presenti sul luogo hanno richiesto l'intervento delle forze dell'ordine e alla presenza degli agenti hanno contattato la responsabile dell'ufficio del personale, che ha confermato la volontà dell'azienda di procedere alla chiusura del sito aquilano;

considerato che quanto accaduto, qualora confermato, è estremamente grave in quanto lede profondamente i diritti dei lavoratori del sito, vittime di un licenziamento ingiusto, perpetrato in concomitanza delle festività natalizie, e che per le modalità con cui è avvenuto non ha consentito neanche di avviare le pratiche d'accesso alla nuova assicurazione sociale per l'impiego (Naspi),

si chiede di sapere quali orientamenti i Ministri in indirizzo intendano esprimere in riferimento a quanto esposto e, conseguentemente, quali iniziative vogliano intraprendere nell'ambito delle proprie competenze.

(4-08847)

PEZZOPANE - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

a giudizio dell'interrogante l'incomprensibile, inaccettabile ed ormai insostenibile ulteriore aumento del 12,89 per cento dei pedaggi sulle tratte autostradali A24 e A25 a partire dal 1° gennaio 2018, oltre a penalizzare oltremodo i numerosi cittadini utenti che, soprattutto per motivi di studio e di lavoro, non possono prescindere dall'utilizzo di tali servizi, rischia di produrre un vertiginoso calo dell'utenza e la conseguente pericolosa riduzione degli investimenti sulla sicurezza strutturale;

la difficile situazione che si è venuta a determinare ha spinto le istituzioni locali a chiedere il coinvolgimento anche dell'Autorità nazionale di regolazione dei trasporti e dei commissari europei per i trasporti, Violeta Bulc, per la concorrenza, Margrethe Vestager, e per la politica regionale, Corina Cretu, per garantire un servizio necessario ed utile per la cittadinanza;

tenuto conto che spetta alla politica e alle istituzioni offrire soluzioni a tutela della comunità, in un'ottica di accesso ai servizi da parte di tutti i cittadini, in ogni area del Paese, con particolare cura verso i territori maggiormente svantaggiati,

si chiede di sapere quali orientamenti il Ministro in indirizzo intenda esprimere in riferimento a quanto esposto e, conseguentemente, quali iniziative voglia intraprendere, nell'ambito delle proprie competenze.

(4-08848)

MORONESE, MARTELLI, DONNO, BULGARELLI, BUCCARELLA, PAGLINI, SANTANGELO, CIOFFI, CAPPELLETTI, MANGILI, PETROCELLI, BOTTICI, BERTOROTTA, LUCIDI, PUGLIA, AIROLA, MORRA, SCIBONA, NUGNES, TAVERNA - Al Ministro dell'economia e delle finanze -

(4-08849)

(Già 2-00347)

MORONESE, PETROCELLI, DONNO, CAPPELLETTI, SERRA, PAGLINI, MANGILI, BERTOROTTA, SANTANGELO, PUGLIA, BULGARELLI, LUCIDI, BUCCARELLA, CASTALDI, NUGNES, MARTELLI, CIOFFI, FATTORI, GIARRUSSO, LEZZI, MORRA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'interno -

(4-08850)

(Già 3-01464)

MORONESE, MARTELLI, NUGNES, BERTOROTTA, BUCCARELLA, BULGARELLI, CAPPELLETTI, CASTALDI, DONNO, LEZZI, MANGILI, MARTON, MONTEVECCHI, PAGLINI, PETROCELLI, PUGLIA, SANTANGELO, SERRA, TAVERNA, VACCIANO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'istruzione, dell'università e della ricerca -

(4-08851)

(Già 3-01493)

MORONESE, MANGILI, SCIBONA, LEZZI, DONNO, SANTINI, PUGLIA, BERTOROTTA, NUGNES, PAGLINI, BUCCARELLA, PETROCELLI, CAPPELLETTI, LUCIDI, BLUNDO, BOTTICI, BULGARELLI, CASTALDI, CATALFO, ENDRIZZI, FATTORI, FUCKSIA, GAETTI, MORRA, SERRA, TAVERNA, AIROLA - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e delle politiche agricole alimentari e forestali -

(4-08852)

(Già 3-01705)

MORONESE, AIROLA, BENCINI, BERTOROTTA, BOCCHINO, BOTTICI, BULGARELLI, CAPPELLETTI, CASTALDI, CRIMI, DE PIETRO, DONNO, FATTORI, FUCKSIA, GAETTI, LEZZI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MOLINARI, MONTEVECCHI, NUGNES, PAGLINI, PETROCELLI, PUGLIA, SERRA, TAVERNA, VACCIANO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dei beni e delle attività culturali e del turismo -

(4-08853)

(Già 3-01829)

MORONESE, MARTELLI, NUGNES, AIROLA, BERTOROTTA, BLUNDO, BOTTICI, BULGARELLI, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, COTTI, CRIMI, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, GAETTI, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTON, MONTEVECCHI, MORRA, PAGLINI, PETROCELLI, PUGLIA, SANTANGELO, SCIBONA, SERRA, TAVERNA, GIARRUSSO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute -

(4-08854)

(Già 3-01839)

MORONESE, PUGLIA, BERTOROTTA, NUGNES, SANTANGELO, DONNO, SCIBONA, MORRA, PAGLINI - Al Presidente del Consiglio dei ministri -

(4-08855)

(Già 3-01946)

MORONESE, NUGNES, MORRA, DONNO, BERTOROTTA, GIROTTO, SANTANGELO, PUGLIA, BOTTICI, MARTON, BULGARELLI, CASTALDI, PETROCELLI, GAETTI, CIOFFI, CIAMPOLILLO, SCIBONA, PAGLINI, LEZZI, COTTI, CAPPELLETTI, AIROLA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali -

(4-08856)

(Già 3-01984)

MORONESE, SERRA, MONTEVECCHI, AIROLA, BERTOROTTA, BOTTICI, CAPPELLETTI, CASTALDI, CIOFFI, COTTI, DONNO, FUCKSIA, GAETTI, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MARTON, MORRA, NUGNES, PAGLINI, SANTANGELO, SCIBONA, TAVERNA - Ai Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo e delle politiche agricole alimentari e forestali -

(4-08857)

(Già 3-02039)

MORONESE, SERRA, BERTOROTTA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, DONNO, FATTORI, GAETTI, GIARRUSSO, LEZZI, MONTEVECCHI, MORRA, PAGLINI, PUGLIA, SANTANGELO, SCIBONA, TAVERNA - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dei beni e delle attività culturali e del turismo -

(4-08858)

(Già 3-02056)

MORONESE, NUGNES, PUGLIA, TAVERNA, SERRA, SCIBONA, SANTANGELO, PETROCELLI, PAGLINI, MORRA, MONTEVECCHI, LEZZI, GIROTTO, GAETTI, FATTORI, ENDRIZZI, DONNO, CRIMI, COTTI, CIOFFI, CIAMPOLILLO, CASTALDI, CAPPELLETTI, BULGARELLI, BUCCARELLA, BOTTICI, BLUNDO, BERTOROTTA, AIROLA - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute -

(4-08859)

(Già 3-02075)

MORONESE, LEZZI, DONNO, BUCCARELLA, CIAMPOLILLO, NUGNES, PAGLINI, CAPPELLETTI, PUGLIA, ENDRIZZI, COTTI, BERTOROTTA, CASTALDI, SERRA, SANTANGELO, SCIBONA, BOTTICI, GIARRUSSO, GIROTTO, MANGILI, PETROCELLI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle politiche agricole alimentari e forestali e dello sviluppo economico -

(4-08860)

(Già 3-02214)

MORONESE, NUGNES, MARTELLI, SANTANGELO, MANGILI, PUGLIA, CASTALDI, DONNO, PAGLINI, SCIBONA, TAVERNA, LUCIDI, CAPPELLETTI, MORRA, BUCCARELLA - Ai Ministri dell'interno, della giustizia e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare -

(4-08861)

(Già 3-02569)

MORONESE, SANTANGELO, ENDRIZZI, BERTOROTTA, PETROCELLI, PAGLINI, LUCIDI, DONNO, CATALFO, CAPPELLETTI, PUGLIA, MARTELLI, NUGNES, MANGILI, TAVERNA, BUCCARELLA - Ai Ministri dell'interno e per gli affari regionali e le autonomie -

(4-08862)

(Già 3-02570)

MORONESE, DONNO, CAPPELLETTI, SANTANGELO, BUCCARELLA, PAGLINI, CASTALDI, SCIBONA, MARTON, BERTOROTTA, GIARRUSSO, PUGLIA, NUGNES, CATALFO - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali -

(4-08863)

(Già 3-02599)

MORONESE, PUGLIA, DONNO, GIARRUSSO, NUGNES, BLUNDO, BUCCARELLA, BULGARELLI, MARTON, CIOFFI, BERTOROTTA, SANTANGELO, MANGILI, BOTTICI, FATTORI, CATALFO - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico -

(4-08864)

(Già 3-02640)

MORONESE, MONTEVECCHI, SCIBONA, SANTANGELO, CAPPELLETTI, BERTOROTTA, DONNO, PAGLINI, CASTALDI, BUCCARELLA, PUGLIA, AIROLA, GIARRUSSO, MANGILI, NUGNES, MARTON, SERRA, TAVERNA - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo -

(4-08865)

(Già 3-02753)

MORONESE, NUGNES, DONNO, BERTOROTTA, PUGLIA, BUCCARELLA, SANTANGELO, CASTALDI, TAVERNA, GIARRUSSO, PAGLINI, CAPPELLETTI, MORRA, LEZZI, LUCIDI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare -

(4-08866)

(Già 3-02771)

MORONESE, GIARRUSSO, CAPPELLETTI, BUCCARELLA, MANGILI, SANTANGELO, AIROLA, DONNO, GAETTI, PAGLINI, MORRA, CIOFFI, BERTOROTTA, PUGLIA - Al Ministro della giustizia -

(4-08867)

(Già 3-02797)

MORONESE, NUGNES, PUGLIA, SANTANGELO, MANGILI, DONNO, GAETTI, CAPPELLETTI, LEZZI, BERTOROTTA, PAGLINI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze -

(4-08868)

(Già 3-02804)

MORONESE, PUGLIA, ENDRIZZI, DONNO, SANTANGELO, SERRA, CASTALDI, PAGLINI, LEZZI, GIARRUSSO, BUCCARELLA, CAPPELLETTI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare -

(4-08869)

(Già 3-02975)

MORONESE, BLUNDO, PUGLIA, MORRA, CASTALDI, CAPPELLETTI, MONTEVECCHI, GIARRUSSO, LEZZI, DONNO, PAGLINI, SANTANGELO - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo -

(4-08870)

(Già 3-02979)

MORONESE, DONNO, NUGNES, CASTALDI, BERTOROTTA, CAPPELLETTI, BUCCARELLA, SANTANGELO, LEZZI, PUGLIA, PAGLINI, GIARRUSSO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare -

(4-08871)

(Già 3-02992)

MORONESE, CRIMI, SANTANGELO, MARTON, MANGILI, DONNO, CASTALDI, SERRA, PAGLINI, PUGLIA, BUCCARELLA, GIARRUSSO, BERTOROTTA, LEZZI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dei beni e delle attività culturali e del turismo e delle politiche agricole alimentari e forestali -

(4-08872)

(Già 3-03015)

MORONESE, GIARRUSSO, SERRA, DONNO, BUCCARELLA, PUGLIA, CAPPELLETTI, MORRA, SANTANGELO, PAGLINI - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo -

(4-08873)

(Già 3-03031)

MORONESE, MONTEVECCHI, SERRA, CASTALDI, CAPPELLETTI, DONNO, BUCCARELLA, SANTANGELO, PUGLIA, GIARRUSSO - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e delle infrastrutture e dei trasporti -

(4-08874)

(Già 3-03063)

MORONESE, DONNO, BERTOROTTA, CAPPELLETTI, MARTON, CASTALDI, SERRA, SANTANGELO, GIARRUSSO, LEZZI, PUGLIA, MORRA - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dei beni e delle attività culturali e del turismo -

(4-08875)

(Già 3-03090)

MORONESE, PUGLIA, DONNO, PAGLINI, SANTANGELO, GIARRUSSO, AIROLA, CAPPELLETTI, BLUNDO - Al Ministro della giustizia -

(4-08876)

(Già 3-03184)

MORONESE, FATTORI, TAVERNA, MARTON, PUGLIA, DONNO, GIARRUSSO, PAGLINI, BLUNDO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare -

(4-08877)

(Già 3-03214)

MORONESE, PUGLIA, DONNO, SANTANGELO, LEZZI, MORRA, GIARRUSSO, NUGNES, AIROLA, PAGLINI, SERRA - Ai Ministri dell'interno e dell'istruzione, dell'università e della ricerca -

(4-08878)

(Già 3-03234)

MORONESE, DONNO, GIARRUSSO, PUGLIA, SANTANGELO, CAPPELLETTI, PAGLINI, NUGNES - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare -

(4-08879)

(Già 3-03237)

MORONESE, GIARRUSSO, DONNO, CASTALDI, PUGLIA, SANTANGELO, SERRA, CAPPELLETTI, NUGNES - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e delle politiche agricole alimentari e forestali -

(4-08880)

(Già 3-03314)

MORONESE, DONNO, SERRA, CAPPELLETTI, GIARRUSSO, SANTANGELO, NUGNES, PAGLINI, TAVERNA, LEZZI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca -

(4-08881)

(Già 3-03505)

MORONESE, SERRA, MONTEVECCHI, CAPPELLETTI, PUGLIA, LEZZI, MORRA, BERTOROTTA, GIARRUSSO, TAVERNA, BUCCARELLA, NUGNES, DONNO - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'economia e delle finanze -

(4-08882)

(Già 3-03584)

MORONESE, GAETTI, PUGLIA, LEZZI, MARTELLI, GIARRUSSO, PAGLINI, BERTOROTTA, DONNO, TAVERNA, BUCCARELLA, MORRA - Al Ministro della salute -

(4-08883)

(Già 3-03651)

MORONESE, TAVERNA, CAPPELLETTI, GIARRUSSO, PUGLIA, CASTALDI, LEZZI, SANTANGELO, MANGILI, DONNO - Ai Ministri della salute, dell'interno e per gli affari regionali -

(4-08884)

(Già 3-03664)

MORONESE, CAPPELLETTI, GIARRUSSO, CASTALDI, SERRA, BLUNDO, PUGLIA, DONNO, SANTANGELO, LEZZI, NUGNES - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare -

(4-08885)

(Già 3-03713)

MORONESE, SERRA, MONTEVECCHI, BLUNDO, MANGILI, BULGARELLI, GIARRUSSO, MORRA, FATTORI, LEZZI, DONNO, NUGNES, LUCIDI, CATALFO, BUCCARELLA, SANTANGELO, PUGLIA, ENDRIZZI, CIOFFI, GAETTI, BOTTICI, BERTOROTTA, SCIBONA, CASTALDI, AIROLA, TAVERNA, CAPPELLETTI - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per la semplificazione e la pubblica amministrazione, dell'economia e delle finanze e dell'interno -

(4-08886)

(Già 3-03738)

MORONESE, MORRA, CRIMI, BERTOROTTA, GIARRUSSO, SANTANGELO, CATALFO, GAETTI, TAVERNA, LEZZI, SERRA, PUGLIA, MANGILI, PAGLINI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare -

(4-08887)

(Già 3-03795)

MORONESE, NUGNES, CASTALDI, DONNO, GIARRUSSO, CAPPELLETTI, PAGLINI, SANTANGELO, PUGLIA, LEZZI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare -

(4-08888)

(Già 3-03820)

MORONESE, AIROLA, DONNO, SERRA, LEZZI, PUGLIA, CAPPELLETTI, CASTALDI, PAGLINI, NUGNES, SANTANGELO, GIARRUSSO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'interno -

(4-08889)

(Già 3-03825)

MORONESE, PUGLIA, GIARRUSSO, PAGLINI, CAPPELLETTI, LEZZI, SANTANGELO - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti -

(4-08890)

(Già 3-03878)

MORONESE, PUGLIA, CAPPELLETTI, CRIMI, DONNO, LEZZI, PAGLINI, GIARRUSSO, CIOFFI, SERRA, BLUNDO, AIROLA, SANTANGELO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dell'interno e della salute -

(4-08891)

(Già 3-03931)

MORONESE, PAGLINI, LEZZI, CRIMI, PUGLIA, DONNO, GIARRUSSO, NUGNES, SERRA, CAPPELLETTI, CASTALDI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare -

(4-08892)

(Già 3-03939)

MORONESE, DONNO, BUCCARELLA, LEZZI, NUGNES, MONTEVECCHI, GIARRUSSO, CRIMI, SERRA, PUGLIA, CASTALDI, SANTANGELO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare -

(4-08893)

(Già 3-03975)

MORONESE, SANTANGELO, DONNO, PUGLIA, CRIMI, SERRA, CASTALDI, NUGNES, GIARRUSSO, MORRA, TAVERNA, PAGLINI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare -

(4-08894)

(Già 3-03991)

MORONESE, MONTEVECCHI, SERRA, PAGLINI, PUGLIA, DONNO, LEZZI, CRIMI, CASTALDI, NUGNES, MORRA, SANTANGELO - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo -

(4-08895)

(Già 3-04034)

MORONESE, SANTANGELO, CATALFO, GIARRUSSO, PUGLIA, CRIMI, LEZZI, DONNO, BERTOROTTA, NUGNES, CASTALDI, TAVERNA, MANGILI, PAGLINI, BLUNDO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare -

(4-08896)

(Già 3-04079)

MORONESE, DONNO, BLUNDO, MONTEVECCHI, PUGLIA, LUCIDI, CRIMI, LEZZI - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali -

(4-08897)

(Già 3-04091)

PEZZOPANE - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dei beni e delle attività culturali e del turismo - Premesso che ormai da anni, in presenza o in assenza di neve, viene disposta fino ai primi giorni del mese di maggio la chiusura di due strade, il tratto di 17 bis che da Castel del Monte porta a Fonte Vetica e la strada che da S. Stefano di Sessanio sale fino al lago e al rifugio Racollo, che conducono alla piana di Campo Imperatore (L'Aquila);

rilevato che:

quest'anno negli ultimi giorni di dicembre 2017, all'apice dell'accoglienza per il turismo di Capodanno, è stato riversato sulla strada da Santo Stefano di Sessanio al rifugio Racollo un cumulo di sassi che chiude completamente il passaggio;

tale iniziativa ha scatenato il disappunto di numerosi cittadini e operatori turistici;

per manifestare il proprio disappunto contro tale iniziativa, il 3 gennaio 2018 il comitato "Io Vivo il Gran Sasso", un comitato di recente costituzione che comprende gli operatori turistici di tutti i borghi del comprensorio, ha organizzato una manifestazione a cui hanno preso parte decine di cittadini, operatori commerciali e turistici;

considerato che:

l'impossibilità di accedere da tempo a quest'area montana di straordinaria bellezza, particolarmente votata al turismo e agli sport sta creando ingenti danni economici ad un territorio già fortemente depresso, compromettendo il futuro del turismo sul Gran Sasso e vanificando gli sforzi di tanti operatori economici che da tempo investono sulla crescita economica della zona;

l'area propone un turismo lento con il territorio che accoglie l'ospite con le proprie usanze e tradizioni, un turismo bianco di ciaspole e sci di fondo, ma i problemi relativi alla viabilità determinano difficoltà insormontabili;

secondo quanto appreso dalla stampa la chiusura di tali tratti stradali sarebbe determinata dalla mancanza di fondi destinati al pagamento del personale e del gasolio;

tenuto conto che spetta alla politica e alle istituzioni offrire soluzioni che concilino le esigenze di tutela della sicurezza di persone e territori con le corrispondenti esigenze di tutela del lavoro e dell'occupazione degli operatori del turismo delle aree interne,

si chiede di sapere quali orientamenti i Ministri in indirizzo intendano esprimere in riferimento a quanto esposto e, conseguentemente, quali iniziative vogliano intraprendere, nell'ambito delle proprie competenze.

(4-08898)

PEZZOPANE - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che:

da articoli giornalistici si apprende che in numerose città iraniane sono in atto manifestazioni di piazza che il regime iraniano sta reprimendo con la violenza;

il popolo iraniano attendeva un miglioramento delle proprie condizioni di vita dopo l'accordo sul nucleare e la successiva sospensione delle sanzioni internazionali, ma la politica miope del regime iraniano e le spese da questo impiegate per il finanziamento del terrorismo internazionale e del progetto di produzione di missili balistici hanno fatto sì che la situazione economica in Iran precipitasse;

l'incapacità del regime di rispondere adeguatamente alle esigenze della popolazione ha determinato l'esplosione di una rivolta popolare di piazza in diverse città, da Mashhad, la seconda città dell'Iran, a Tuyserkan, Shahinshahr, Ize e Teheran dove una ragazza è diventata il simbolo della protesta per aver sfidato le autorità contravvenendo all'obbligo di indossare il velo; la giovane donna ha pubblicamente sventolato l'hijab nel mezzo di una strada affollata ed è stata arrestata per il suo gesto di libertà;

inoltre, i Pasdaran, i guardiani della rivoluzione, hanno aperto il fuoco sui manifestanti che invocavano l'abbandono della Siria e gridavano "pensate a noi, no Gaza, no Libano - Hezbollah -, la mia vita per Iran";

considerato che:

il numero di vittime conseguente agli scontri, fino alla mattina del 4 gennaio 2018, era di 45 persone, con centinaia di feriti e oltre 3.000 persone arrestate. Più di 90 per cento degli arrestati hanno meno di 25 anni;

il regime ha bloccato l'accesso a internet e filtrato i social media per impedire la diffusione della rivolta e la libera circolazione di notizie su quanto avveniva e avviene nel Paese;

nonostante la repressione, le proteste continuano;

è importante non abbandonare il popolo iraniano ed esprimere ferma condanna contro un regime che reprime il suo popolo;

tenuto conto che spetta alla politica e alle istituzioni offrire soluzioni a tutela dei diritti, della democrazia ed esprimere ferma condanna contro ogni regime violento e autoritario,

si chiede di sapere quali orientamenti il Ministro in indirizzo intenda esprimere in riferimento a quanto esposto e quali iniziative voglia intraprendere, nell'ambito delle proprie competenze.

(4-08899)

BENCINI, Maurizio ROMANI - Ai Ministri della difesa e della salute - Premesso che:

nel corso dell'anno 2012, un maresciallo infermiere, a seguito di alcune analisi condotte già dall'anno precedente sulla potabilità dell'acqua a bordo della nave "Caio Duilio" della Marina militare ove il medesimo svolgeva il proprio servizio, segnalava la presenza di sostanze contaminanti e cancerogene, nello specifico trialometani e idrocarburi, disciolte nell'acqua destinata al consumo. In particolare, la problematica per la salute umana riguardava l'acqua autoprodotta a bordo dell'imbarcazione con dei dissalatori e destinata, dunque, ad essere ingerita dal personale;

a seguito delle segnalazioni, invero, venivano svolte indagini dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ligure, le quali confermavano la non conformità dell'acqua "per uso umano" a causa della presenza delle sostanze cancerogene. Successivamente, veniva depositata un'interrogazione parlamentare sulla vicenda, volta a conoscere lo stato di efficienza degli impianti di potabilizzazione, la tipologia e la frequenza dei controlli delle acque impiegate sia per uso lavanda che per scopi alimentari a bordo delle unità navali militari di ultima generazione, alla quale, non certo casualmente, seguivano l'interruzione della prassi dell'acqua autoprodotta ed opere di manutenzione. Tuttavia, le risposte pervenute si sostanziavano nella semplice rassicurazione circa la disponibilità di idonei laboratori militari certificati così come nella non necessità di ulteriori e specifiche informazioni o comunicazioni in merito ai rischi derivanti dalla contaminazione dell'acqua;

considerato che:

nel marzo 2015 il comando della squadra navale della forza armata (CINCNAV) eseguiva ulteriori accertamenti, presso laboratori esterni o convenzionati in quanto nella sede di La Spezia non disponeva delle idonee attrezzature di laboratorio per le analisi delle acque, che confermavano nuovamente come i marinai imbarcati sulle unità navali della Marina militare venissero costantemente esposti a fattori di rischio per la salute. Di conseguenza, venivano depositati altri atti di sindacato ispettivo sulle eventuali violazioni delle norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e, quindi, circa la responsabilità del datore di lavoro in merito al rischio a cui era stato sottoposto il personale militare che aveva prestato e prestava servizio sulle navi della Marina militare. Nonostante ciò, le risposte pervenute da parte dei Ministeri della difesa e della salute si palesavano ancora una volta insoddisfacenti. Ancora ad oggi, pertanto, i dubbi sulla vicenda restano tali;

inoltre, dalla stampa si apprende di come il maresciallo infermiere sia stato rinviato a giudizio, per il reato contro il servizio militare (rivelazione di comunicazioni), per aver rivelato il contenuto degli accertamenti condotti sulla potabilità dell'acqua utilizzata a bordo della nave in cui prestava servizio. A giudizio degli interroganti, una notizia di tal genere lascia del tutto interdetti sotto ogni punto di vista. In primis, basti pensare al ruolo che svolge l'infermiere a salvaguardia della salute. Al contempo, ci si chiede come possa non essere garantita dall'ordinamento una tutela adeguata ai lavoratori che segnalano reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza per ragioni di lavoro,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo intendano rendere noti i risultati delle analisi realmente condotte sulla potabilità dell'acqua utilizzata a bordo delle navi della Marina militare al fine di un'accurata valutazione dei dati;

quali iniziative intendano intraprendere per garantire il buon andamento dei controlli di qualità, sia interni che esterni, effettuati dai laboratori;

se intendano tutelare il maresciallo infermiere coinvolto nella vicenda affinché il medesimo non venga sottoposto ad alcuna misura che abbia effetto negativo sulle sue condizioni di lavoro.

(4-08900)

MALAN - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che, secondo gli elementi informativi a disposizione dell'interrogante, in prossimità delle elezioni politiche del 4 marzo 2018, l'INPS si appresterebbe ad inviare ai cittadini italiani residenti all'estero delle lettere di invito di iscrizione ai patronati locali, si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di tale iniziativa;

se non ritengano di evitare tale iniziativa, che si rivela inopportuna per la contemporanea attività di campagna elettorale nei medesimi luoghi.

(4-08901)