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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 914 del 06/12/2017


Interrogazioni

PUGLIA, NUGNES, MORRA, CASTALDI, DONNO, GIARRUSSO, PAGLINI, MORONESE - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, per la semplificazione e la pubblica amministrazione e dell'interno - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

il Comune di Pozzuoli (Napoli) è stato oggetto di verifica del Ministero dell'economia e delle finanze, la cui relazione ispettiva è stata notificata al Sindaco con la nota riassuntiva prot. 87056/2016 dell'11 novembre 2016, a firma del ragioniere generale dello Stato;

la richiamata relazione riassume in 16 punti rilievi e gravi irregolarità contestate al sindaco e all'amministrazione del Comune sottoposto all'azione di vigilanza; la perizia degli ispettori, di oltre 120 pagine, ha posto in risalto le innumerevoli illegittimità che hanno riguardato il personale dirigente e non, perpetrate dalla gestione amministrativa relativamente all'ultimo quinquennio 2010-2015. Il Ministero ne richiede la rimozione e il ripristino della legalità, indicando anche le responsabilità per fattispecie;

a distanza di un anno, il sindaco di Pozzuoli non ha prodotto alcun procedimento riparatore, eludendo con ciò la verifica e vanificando i contenuti di legge in materia di gestione del personale, di bilancio economico-finanziario, di tutela e salvaguardia del pubblico interesse e dei principi costituzionali di buon andamento, salva la definizione di sanzioni per diretta responsabilità amministrativa contabile e, ove presenti, anche penali correlate a diretti e personali vantaggi;

tra l'altro, non sarebbero state diverse le risultanze qualora l'esame si fosse protratto anche ai quinquenni antecedenti, come si accerta dai documenti economico-finanziari annuali, per la perdurante reiterata condizione di deficienza strutturale determinata da criticità accuratamente relazionate e conseguenza delle irregolarità contestate dall'organo ispettivo, indice di una gestione tutt'altro che votata alle buone pratiche e all'efficienza;

in particolare, le irregolarità riscontrate includono: 1) slittamento di categoria per verticalizzazioni operate a mezzo di graduatorie scadute, a dimostrazione di comportamenti e procedimento non perequativi per quanto difformi dalle norme contrattuali; 2) assenza di procedure di mobilità ex art. 34 del decreto legislativo n. 165 del 2001, nei procedimenti di reclutamento del personale di cui si indicano le fattispecie concausa della nullità espressa dei contratti di assunzione e di inquadramento nell'organico dell'ente di nuovo personale di categoria D apicale, con connesse responsabilità di chi ha posto in essere procedure fuorvianti dai canoni normativi, creando conseguenti vantaggi; 3) adozione di provvedimenti da parte degli organi di governo riassunti ai punti dal n. 12 al n. 16 della relazione in assenza delle obbligatorie determinazioni del sistema di controllo interno OIV, organismo indipendente di valutazione ex decreto legislativo n. 165 del 2001 e decreto legislativo n. 150 del 2009, malamente sostituiti da relazione e provvedimenti di organi non deputati o incompetenti. Nell'occasione sostituiti da procedimenti del segretario comunale in conflitto con il ruolo di responsabile della trasparenza (ex legge n. 190 del 2012), di responsabile dei controlli di legittimità preventivi e successivi (ex decreto-legge n. 174 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 213 del 2012) e di dirigente, posti ad avvantaggiare se stesso e i vertici dirigenziali con autodichiarazioni finalizzate all'erogazione di premi di risultato eccedenti e in contrasto con le norme contrattuali di categoria e di legge; 4) uso distorto in quanto non conforme alle norme contrattuali (contratto collettivo nazionale di lavoro del 1999, art. 15, comma 2) e di legge (decreto legislativo n. 165 del 2001 e decreto legislativo n. 150 del 2009) per erogazione annuale abitualmente "a pioggia" di premi incentivanti al personale dipendente senza fissazione di obiettivi e di rilevazioni dei risultati soggettivi e complessivi, nei fatti in assenza di qualsivoglia accertamento di effettivi miglioramenti dei servizi alla città; 5) incompatibilità, cumulo di impieghi e alterazione del sistema di anagrafe delle prestazioni contestate al dirigente dottor Carmine Cossiga nella fattispecie per lesione del requisito della "temporaneità" o occasionalità degli stessi ai sensi dell'art. 53 del decreto legislativo n. 165 del 2001, essenziale per la loro regolarità. Accertando per conseguenza la lesione del rapporto di "esclusività" derivante dal contratto di dipendenza sottoscritto con il Comune il Pozzuoli, "tanto più in un contesto come quello del Comune verificato, dove, a seguito delle evidenti carenze della dotazione organica dirigenziale, l'Amministrazione ha dovuto fare ricorso in modo massiccio agli incarichi ad interim";

considerato che, per quanto risulta:

a tutt'oggi perdura l'inadempienza e l'inerzia del sindaco e dell'amministrazione di Pozzuoli che, a distanza di un anno, non ha rimosso le irregolarità contestate all'intero apparato di vertice amministrativo-burocratico-dirigenziale, in cui i segretari comunali hanno conseguito vantaggi personali, stando alla perizia e alla nota del ragioniere generale dello Stato, con erogazioni irregolari di denaro pubblico per quanto in condizione persistente di criticità economico-finanziarie strutturali dell'ente, mai risolte;

si riscontra comunque il protrarsi di attività e comportamenti irregolari che hanno caratterizzato la precedente gestione come l'attuale;

si rileva, insieme alle inerzie, il rischio del permanere di comportamenti volti al mantenimento di privilegi personali per incarichi illegittimi, cumulo di incarichi e autorizzazioni ad attività esterne extracontrattuali, che portano all'assenza giornaliera anche della dirigenza neo assunta, rendendo inaffidabile e ancor più critica la gestione;

inoltre, non viene avvertita la necessità, anche negli organi di auditing esterni, di indagare con maggiore efficienza ed efficacia sulle pendenze creditizie perduranti da decenni con particolare riguardo a: 1) crediti da canoni di locazione e mancata valorizzazione del corposo patrimonio comunale; 2) crediti per affitti e concessione di strutture pubbliche e impianti sportivi a terzi; 3) crediti per mancato recupero dei canoni dei consumi idrici dell'ultimo ventennio; 4) aumento spropositato e ingiustificato dei costi dei servizi di fornitura di energia elettrica delle strutture comunali legate al passaggio dal mercato convenzionato a quello libero; 5) spese ingenti relative alla gestione del ciclo dei rifiuti, i cui bandi non sembrano essere sempre tesi alla piena e libera concorrenza, visti gli affidamenti da anni agli stessi operatori; 6) artificioso frazionamento della gestione del sistema idrico integrato che produce un'inefficiente, inefficace e diseconomica conduzione delle reti e degli impianti; 7) oneroso ricorso a incarichi e convenzioni con professionisti esterni per rappresentanza e difesa dell'ente; 8) esternalizzazione di diversi servizi (in ultimo la gestione dei tributi) a fronte di un piano di prepensionamento che non ha tenuto conto delle reali necessità dell'ente, determinando un aumento della spesa pubblica e nessun miglioramento dell'efficienza,

si chiede di sapere:

quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano porre in essere al fine di ovviare alle inerzie ed omissioni dell'amministrazione di Pozzuoli, perché vengano immediatamente rimosse le irregolarità contestate con nota di prot. n. 87056/2016 e illustrate dalla relazione degli ispettori, valutando l'opportunità di prevedere sanzioni nel contempo per diretta responsabilità degli organismi di vertice di controllo contabile e di auditing che hanno prodotto i comportamenti complessivamente elusivi, le irregolarità e le distrazioni a danno della città per sviamento di fondi destinati al miglioramento dei servizi;

se ritengano, nei limiti delle rispettive competenze, di dover sollecitare l'attivazione delle procedure sanzionatorie alla Procura nazionale e regionale della Corte dei conti, assegnatarie della relazione ispettiva e della richiamata nota del ragioniere generale dello Stato, considerato che, ad oggi, non risulta che abbia conseguito interessamento di tali organi di magistratura competenti, i cui ritardi, sommati alle antecedenti distrazioni, a giudizio degli interroganti rendono complessivamente inefficiente il sistema di controllo invalidando nella fattispecie anche l'intervento ispettivo;

se intendano attivare un processo di verifica circa l'efficacia del sistema e delle attività di auditing negli enti pubblici multilivello sottoposti a reiterate riforme rese inefficaci da carenze normative e relazionali con gli organi locali, assenza di interventi sanzionatori, anche indirizzati a provvedimenti di gestione controllata o scioglimento dell'amministrazione in caso di reiterate irregolarità, omissioni e comportamenti difformi dalle leggi e liquidatori a danno della collettività, come nel caso in specie, laddove sono state periziate dagli ispettori del Ministero dell'economia distorsioni e sviamento di risorse pubbliche, per creare vantaggi e privilegi personali degli apparati di vertice a sostegno della stabilità degli stessi, nel corso della gestione del sindaco Figliolia e l'amministrazione di Pozzuoli che ostinatamente si oppongono alle determinazioni e alla richiesta ministeriale, non producendo atti finalizzati alla rimozione delle irregolarità, avendo già eluso ogni termine e contenuto normativo;

se intendano verificare il sistema di auditing nella sua interezza e costituzione riguardo alle attività preordinate di controllo delle condizioni e della gestione economico-patrimoniale degli enti e degli annuali di spesa per il personale finalizzati ai miglioramenti, a norma degli artt. 40 e 60 del decreto legislativo n. 165 del 2001, al fine di limitare la perdurante progressiva crescita della spesa pubblica per cattiva amministrazione;

se non intendano valutare i presupposti per attivare la procedura di cui gli articoli 141 e seguenti del testo unico sugli enti locali (decreto legislativo n. 267, del 2000), al fine di verificare la sussistenza di violazioni di legge nonché di elementi di condizionamento dell'amministrazione, attese le procedure in atto anche della magistratura penale;

se intendano attivarsi, per quanto di rispettiva competenza, nelle sedi opportune, affinché si provveda all'immediato ripristino della legalità, al rispetto delle normative irriguardosamente aggirate dal sindaco e dalla compagine di governo della città di Pozzuoli, sollecitando continuità ed efficacia nell'azione di controllo e nelle procedure sanzionatorie, ai crescenti aumenti della spesa pubblica, ai disavanzi e al deficit complessivo derivante dalle complessive inerzie, omissioni e inefficienze del sistema di amministrazione e di auditing, per assenza di qualsivoglia sanzione, che ricadono e penalizzano da sempre la collettività costretta a sobbarcarsi le conseguenze dei guasti prodotti dalla burocrazia politica, ma di cui, per mandato e rispetto dei principi costituzionali, di perequatività ed equità, l'amministrazione di governo è tenuta a farsi carico.

(3-04139)

GATTI, GUERRA, DIRINDIN, FORNARO, SONEGO, GRANAIOLA, LO MORO, PEGORER, BATTISTA, GOTOR, BUBBICO, CASSON, CAMPANELLA, RICCHIUTI, CORSINI, MIGLIAVACCA - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

la Castelfrigo Srl è una azienda del settore della macellazione e trasformazione delle carni situata a Castelnuovo Rangone (Modena), dove parte delle lavorazioni sono affidate dall'azienda committente, attraverso appalto, a cooperative operanti sul territorio e non iscritte alle principali centrali cooperative;

più nel dettaglio, l'azienda committente ha appaltato il lavoro al consorzio Job service, dei fratelli Melone, che a sua volta ha proceduto ad un affidamento dei lavori a 5 cooperative aderenti al consorzio;

da notizie di stampa locale e nazionale e da materiali sindacali presentati in convegni universitari, sembrerebbe che chi, materialmente, ha gestito i lavoratori delle cooperative appaltatrici sia il signor Ilia Miltjan che pare svolgere una funzione di prestanome con inconsapevoli incarichi all'interno di quel sistema di imprese cooperative da una parte, e dall'altra di controllo della forza lavoro all'interno dell'azienda;

per quanto riguarda invece Domenico Melone, da visure camerali descritte all'interno della documentazione presentata ai convegni, sembrerebbe aver ricoperto cariche di presidente o di socio in diverse imprese cooperative o società a responsabilità limitata che sono state create e chiuse nel giro di pochi anni o addirittura mesi;

dal 13 ottobre 2017 presso lo stabilimento dell'azienda è in atto una vertenza sindacale che è partita con il licenziamento collettivo di circa 75 lavoratori ed è continuata con la dissoluzione del consorzio che raggruppava le 5 cooperative e la successiva cessazione del contratto di appalto che ha generato il licenziamento di 127 persone;

come riportato da un articolo de "La Stampa" del 5 dicembre 2017, dopo essere stata investita di questi problemi, la Regione Emilia-Romagna ha proceduto a chiedere alla magistratura di indagare sul mondo di questo tipo sistema di cooperative;

considerato inoltre che, per quanto risulta:

l'improvvisa disdetta dei contratti di appalto e il conseguente licenziamento dei lavoratori sono già avvenuti in passato ma è subentrato subito un altro contratto di appalto con altre cooperative, anche di nuova costituzione, organizzate dalle medesime persone e con la riproposizione dello stesso sistema;

quanto avvenuto alla Castelfrigo è uno dei tanti casi di "cooperative spurie" o "false cooperative" cioè quelle realtà pseudo-imprenditoriali che, invece di perseguire scopi mutualistici, agiscono in spregio dei diritti dei lavoratori e delle regole della sana concorrenza al solo fine di massimizzare il profitto;

la prima firmataria dell'interrogazione è stata la relatrice al Senato del disegno di legge divenuto poi legge n. 199 del 2016, recante "Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo"; si rileva come il problema delle cooperative spurie, che nel settore agricolo vengono chiamate "cooperative senza terra", e quello relativo all'affitto di ramo d'azienda erano stati molto presenti durante la discussione del disegno di legge, ma non si era riusciti a formulare una norma capace di sanare una situazione rilevata comunque come degna di urgente intervento;

questi episodi sottolineano che problemi gravissimi non sono solo in agricoltura ma si rilevano in moltissimi altri settori, e ciò rimarca il valore di quanto definito nella legge n. 199 del 2016 che inserisce il reato di sfruttamento lavorativo nel nostro ordinamento valido per tutti i settori produttivi;

considerato infine che:

le vicende della Castelfrigo sembrano inoltre richiamare la "somministrazione fraudolenta" di lavoro, fattispecie di reato tuttavia abrogata a seguito dell'entrata in vigore della legge n. 183 del 2014;

infatti, tra le modifiche introdotte con il decreto legislativo n. 81 del 2015, in attuazione della legge delega n. 183 del 2014 (cosiddetto Jobs act), vi è stata l'abrogazione degli articoli da 20 a 28 del decreto legislativo n. 276 del 2003 riguardanti la "somministrazione di lavoro"; in particolare, l'abrogazione dell'articolo 28 inerente al reato di "somministrazione fraudolenta", ovvero quella posta in essere con la specifica finalità di eludere le norme inderogabili di legge o di contratto collettivo;

inoltre, il reato di somministrazione abusiva di lavoro di cui all'articolo 18 del decreto legislativo n. 276 è stato depenalizzato da successivi interventi normativi,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della grave situazione della Castelfrigo e quali siano i suoi intendimenti al riguardo;

quali ipotesi intenda perseguire per attivare i controlli atti ad impedire che soggetti che abbiano una storia come quella del signor Melone, che risultano già coinvolti in ruoli apicali in aperture di cooperative e società a responsabilità limitata che hanno chiuso dopo pochissimo tempo, possano continuare a fare da prestanome, o comunque, ad operare nell'ambito della creazione di impresa perpetrando una situazione di illegalità sostanziale;

se non intenda ripristinare il reato di somministrazione fraudolenta di lavoro di cui all'ex articolo 28 del decreto legislativo n. 276 del 2003, magari "per fasce" come previsto nell'articolo 22 del decreto legislativo n. 151 del 2015 e non per "lavoratori e giornate", meccanismo quest'ultimo che rende particolarmente difficoltosa l'attività accertativa, lasciando ampi margini di elusività delle norme;

se non intenda vigilare in relazione al rischio sottolineato nell'articolo citato de "La Stampa" che l'organizzazione del sistema nella Castelfrigo non assuma i tratti di discriminazione razziale, visto che il sindacato denuncia che gli impiegati e i dirigenti sono tutti italiani, mentre i lavoratori in appalto addetti alle lavorazioni più pesanti e usuranti sono stranieri, ghanesi, albanesi e cinesi.

(3-04141)

CANDIANI - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali -

(3-04142)

(Già 2-00488)