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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 917 del 14/12/2017


Allegato B

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni:

Disegno di legge n. 2801:

sulla votazione finale, i senatori Di Maggio e Amidei avrebbero voluto esprimere rispettivamente un voto favorevole e uno di astensione.

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Inizio modulo

Anitori, Cattaneo, Chiavaroli, Compagnone, Della Vedova, De Poli, Formigoni, Gentile, Monti, Napolitano, Nencini, Olivero, Piano, Pizzetti, Rubbia, Serafini e Stucchi.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Chiti e Liuzzi, per attività della 14a Commissione permanente; Augello, Bellot, Casini, Ceroni, D'Ali', Del Barba, De Pin, Fabbri, Giannini, Girotto, Marcucci, Marino Mauro Maria, Martelli, Mirabelli, Molinari, Pagnoncelli, Tosato e Zeller, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario (dalle ore 10.30); Casson, Crimi, Esposito Giuseppe, Marton e Romani Paolo, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Corsini, Fazzone e Gambaro, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Migliavacca e Vattuone, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO.

Gruppi parlamentari, nuova denominazione

La Presidente del Gruppo parlamentare Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista ha comunicato che, a partire dal 13 dicembre 2017, il Gruppo parlamentare da lei presieduto integra la denominazione come segue: "Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista - Liberi e Uguali".

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatori Tocci Walter, Lo Giudice Sergio

Norme volte ad istituire la Soprintendenza generale di Roma (2999)

(presentato in data 12/12/2017);

senatrice Ginetti Nadia

Disposizioni per la modifica della proponibilità della querela nei reati previsti dall'articolo 609-septies e dall'articolo 612-bis del codice penale (3000)

(presentato in data 13/12/2017);

senatori Zanda Luigi, Filippin Rosanna

Norme generali in materia di Social Network e per il contrasto della diffusione su internet di contenuti illeciti e delle fake news (3001)

(presentato in data 14/12/2017).

Disegni di legge, presentazione di relazioni

A nome della 6ª Commissione permanente Finanze in data 14/12/2017 il senatore Rossi Gianluca ha presentato la relazione 57/bis-A sul disegno di legge:

Sen. Amati Silvana

"Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo" (57/bis)

(presentato in data 27/10/2017).

Progetti di atti e documenti dell'Unione europea, deferimento a Commissioni permanenti

Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti atti e documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Governo e dalla Commissione europea:

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo - Piano d'azione dell'UE per il 2017-2019. Affrontare il problema del divario retributivo di genere (COM (2017) 678 definitivo) (Atto comunitario n. 512), alla 1ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo - Relazione sull'attuazione della raccomandazione della Commissione sul potenziamento del principio della parità retributiva tra donne e uomini tramite la trasparenza (COM (2017) 671 definitivo) (Atto comunitario n. 513), alla 1ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3a e 14ª;

Relazione della Commissione al Consiglio sull'agenda urbana per l'UE (COM (2017) 657 definitivo) (Atto comunitario n. 514), alla 13ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3a e 14ª;

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni - Verso l'uso più ampio possibile di combustibili alternativi: un piano d'azione sulle infrastrutture per i combustibili alternativi a norma dell'articolo 10, paragrafo 6, della direttiva 2014/94/UE, compresa la valutazione di quadri strategici a norma dell'articolo 10, paragrafo 2, della direttiva 2014/94/UE (COM (2017) 652 definitivo) (Atto comunitario n. 515), alle Commissioni riunite 8ª e 10a e, per il parere, alle Commissioni 1a, 5a, 13a, 3ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'andamento delle spese del FEAGA Sistema d'allarme n. 8-10/2017 (COM (2017) 696 definitivo) (Atto comunitario n. 516), alla 9ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'applicazione del regolamento (UE) n. 260/2012 che stabilisce i requisiti tecnici e commerciali per i bonifici e gli addebiti diretti in euro e che modifica il regolamento (CE) n. 924/2009 (COM (2017) 683 definitivo) (Atto comunitario n. 517), alla 6ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 1a, 2a, 5a, 3ª e 14ª;

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Banca centrale europea, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle Regioni e alla Banca europea per gli investimenti - Analisi annuale della crescita 2018 (COM (2017) 690 definitivo) (Atto comunitario n. 518), alla 5ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Banca centrale europea e al Comitato economico e sociale europeo - Relazione 2018 sul meccanismo di allerta (COM (2017) 771 definitivo) (Atto comunitario n. 519), alla 5ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Proposta di Decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione (COM (2017) 677 definitivo) (Atto comunitario n. 520), alla 11ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'attuazione del regolamento (CE) n. 428/2009 che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione e del transito di prodotti a duplice uso (COM (2017) 679 definitivo) (Atto comunitario n. 521), alla 10ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Comunicazione congiunta al Parlamento europeo e al Consiglio - Miglioramento della mobilità militare nell'Unione europea (JOIN (2017) 41 definitivo) (Atto comunitario n. 522), alla 4ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio Valutazione 2017 dei progressi realizzati dagli Stati membri nel conseguimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica per il 2020 e nell'attuazione della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica a norma dell'articolo 24, paragrafo 3, della medesima (COM (2017) 687 definitivo) (Atto comunitario n. 523), alla 10ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª, 13a e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sulle garanzie che impegnano il bilancio generale. Situazione al 31 dicembre 2016 (COM (2017) 721 definitivo) (Atto comunitario n. 524), alla 5ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Relazione sul funzionamento del mercato europeo del carbonio (COM (2017) 693 definitivo) (Atto comunitario n. 525), alle Commissioni riunite 10a e 13ª e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni - Il futuro dell'alimentazione e dell'agricoltura (COM (2017) 713 definitivo) (Atto comunitario n. 526), alla 9ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sui dati relativi all'incidenza di bilancio dell'attualizzazione annuale del 2017 delle retribuzioni e delle pensioni dei funzionari e degli altri agenti dell'Unione europea e dei coefficienti correttori ad esse applicati (COM (2017) 699 definitivo) (Atto comunitario n. 527), alla 14ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 1a, 3a, 5ª e 11ª;

Raccomandazione di Raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro (COM (2017) 770 definitivo) (Atto comunitario n. 528), alla 5ª Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 3ª e alla 14a.

Progetti di atti e documenti dell'Unione europea, trasmissione di relazioni del Governo

Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 4 dicembre 2017, ha inviato, ai sensi dell'articolo 7, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la seguente relazione concernente il seguito della risoluzione della 4a Commissione permanente (Difesa) del Senato sulla proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa, volto a sostenere la competitività e la capacità di innovazione dell'industria europea della difesa (COM (2017) 294 definitivo), sulla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni - Istituzione del Fondo europeo per la difesa (COM (2017) 295 definitivo) e sul documento di riflessione sul futuro della difesa europea (COM (2017) 315 definitivo) (Doc. XVIII, 220) (Atto n. 1142).

Tale relazione è trasmessa - ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alle Commissioni permanenti 3ª, 4ª e 14ª.

Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti

Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 1° dicembre 2017, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha inviato le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria:

dell'Istituto nazionale di Alta Matematica Francesco Severi (INdAM), per l'esercizio 2016. Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 584);

di ENAV SpA, per l'esercizio 2016. Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 8a Commissione permanente (Doc. XV, n. 585).

Commissione europea, trasmissione di progetti di atti normativi per il parere motivato ai fini del controllo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità

La Commissione europea, in data 12 dicembre 2017, ha inviato, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal protocollo n. 2 del Trattato sull'Unione europea e del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea relativo all'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, la proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la decisione n. 1313/2013/UE su un meccanismo unionale di protezione civile (COM (2017) 772 definitivo).

Ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento, il predetto atto è deferito alla 1a Commissione permanente che, ai fini del controllo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, esprimerà il parere motivato entro il termine del 25 gennaio 2018.

Le Commissioni 3a, 13a e 14a potranno formulare osservazioni e proposte alla 1a Commissione permanente entro il 18 gennaio 2018.

Petizioni, annunzio

E' stata presentata la seguente petizione:

il signor Claudio Saccani, di Senago (Milano), e numerosissimi altri cittadini, chiedono iniziative legislative per l'inserimento dei massofisioterapisti tra le professioni sanitarie (Petizione n. 1663).

Tale petizione, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, è stata deferita, in data 14 dicembre 2017, alla 12a Commissione permanente.

Interrogazioni, apposizione di nuove firme

Il senatore Puglia ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-04153 della senatrice Bertorotta ed altri.

Il senatore Conte ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-08534 del senatore Palermo ed altri.

Risposte scritte ad interrogazioni

(Pervenute dal 6 al 12 dicembre 2017)

SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 189

BATTISTA: sui trasferimenti di personale della Guardia costiera (4-08223) (risp. NENCINI, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

PETRAGLIA: sulla necessità di dotare la Toscana di due Canadair in servizio antincendio (4-07782) (risp. BOCCI, sottosegretario di Stato per l'interno)

SIMEONI ed altri: su strategie efficaci contro la piaga degli incendi estivi (4-07818) (risp. BOCCI, sottosegretario di Stato per l'interno)

Mozioni

MANDELLI, RIZZOTTI, ZUFFADA, PICCINELLI, BARANI, LANGELLA, D'AMBROSIO LETTIERI, FLORIS, BILARDI, BOCCARDI, SCOMA, SERAFINI - Il Senato,

premesso che:

dai dati diffusi nell'ultimo Congresso nazionale dell'associazione dermatologi ospedalieri (Adoi), la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili (Mst) è in rapido aumento, dopo un periodo piuttosto lungo in cui sembrava non rappresentare più un'emergenza;

l'allarme che desta più preoccupazione riguarda il diffondersi della sifilide, che dal 2000 ha visto un incremento di diffusione del 400 per cento. Non meno allarmante il dato sulla gonorrea che è raddoppiata per diffusione in Europa tra il 2008 e il 2013. Anche l'Hiv, retrovirus responsabile dell'Aids, è stabile tra i giovani, ma è in costante crescita tra gli over 50;

dai dati dell'Organizzazione mondiale della sanità, ogni anno vengono diagnosticati 498,9 milioni di nuovi casi di Mts, mentre in Italia, secondo l'Istituto superiore di sanità, negli ultimi anni i casi di malattie sessualmente trasmissibili sono aumentati, passando dai circa 3.500 del 2006 ai circa 6.500 del 2013. Un aumento registrato soprattutto tra i maschi;

sempre l'Oms, dai dati di luglio 2017, informa che la gonorrea è sempre più resistente agli antibiotici e molto difficile da curare. In alcuni casi, la cura diventa impossibile, come nei primi del Novecento, quando non esistevano ancora farmaci adatti per arrestarne la diffusione;

altro caso è quello del linfogranuloma da chlamydia, che, da malattia rara, è divenuta molto diffusa negli ultimi anni, tanto che è in progressivo aumento dal 2003 anche in Europa;

oltre alle malattie batteriche come la sifilide e la Chlamydia, anche quelle determinate da virus come i condilomi dovuti ad alcuni tipi di HPV e le epatiti da virus A o C sono in aumento, così come l'infezione da HIV, che, nonostante la minore percezione del rischio, oggi è la più importante malattia a trasmissione sessuale, per implicazioni cliniche e spesa sanitaria;

i dati nazionali sul consumo dei "condom" in Italia rilevano un'importante riduzione del loro uso, con corrispondente incremento generale delle malattie sessualmente trasmissibili. In particolare, è stato rilevato che il nostro Paese, in Europa, è quello nel quale si registra il più elevato numero di casi di Aids: oltre 3.000 all'anno, 6 ogni 100.000 persone, con 140.000 sieropositivi,

impegna il Governo:

1) a finanziare specifici interventi pluriennali relativi alla prevenzione, informazione e ricerca sulle malattie sessualmente trasmissibili;

2) a promuovere campagne di educazione ad una sessualità consapevole, di informazione e prevenzione contro il diffondersi delle malattie sessualmente trasmissibili;

3) a migliorare l'accesso alle strutture cliniche di coloro che sospettano un'infezione o un rischio mediante tecniche rapide di diagnosi facilmente eseguibili anche fuori dagli ospedali;

4) ad inserire la lotta alle malattie sessualmente trasmissibili nei programmi di studio per le nuove generazioni e a sostenere l'informazione e il coinvolgimento attivo delle popolazioni più a rischio;

5) a garantire il monitoraggio costante sulla diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili, con l'individuazione di gruppi di fragilità sociale.

(1-00868)

Interrogazioni

BERTOROTTA, SERRA, CAPPELLETTI, PUGLIA, LUCIDI - Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della giustizia - Premesso che:

in data 27 settembre 2016, la prima firmataria del presente atto ha presentato un'interrogazione (3-03160) ai Ministri in indirizzo, che a oggi non ha ancora ricevuto risposta, per chiedere di fornire informazioni in merito alla detenzione in Libia di una cittadina italiana, Tiziana Gamannossi;

Tiziana Gamannossi è stata detenuta per oltre 11 mesi nelle carceri libiche ed è attualmente agli arresti domiciliari presso una struttura alberghiera;

in data 7 dicembre 2017 la stessa Gamannossi ha scritto un'e-mail alla prima firmataria del presente atto, sostenendo che le accuse rivoltegli dalle autorità libiche sono in gran parte cadute e che, in casi analoghi, riguardanti cittadini di altre nazionalità, gli Stati interessati hanno celermente ottenuto l'estradizione degli imputati;

il prossimo 20 dicembre il Tribunale libico dovrebbe emettere una sentenza sul caso;

l'ambasciata italiana a Tripoli sta seguendo il caso;

la Gamannossi sostiene inoltre che in Libia sono detenuti altri due cittadini italiani;

considerato che:

secondo l'organizzazione umanitaria "Human rights watch", che nel 2015 ha pubblicato diversi articoli sulla detenzione arbitraria e sulle torture nelle carceri libiche, nel Paese i centri di detenzione non rispettano i più elementari diritti umani;

la stessa Gamannossi si è più volte espressa in maniera critica nei confronti dell'intervento militare contro il Governo libico di Gheddafi e ha più volte manifestato le sue perplessità sul nuovo corso degli eventi politici nel Paese;

in qualità di cittadina italiana, l'imprenditrice detenuta rischierebbe la vita in Libia;

considerato inoltre che, a giudizio degli interroganti:

l'attuale confusione nella distribuzione del potere in Libia non permetterebbe di stabilire con assoluta certezza, e in tempi brevi, la situazione giurisdizionale della Gamannossi;

il conflitto tra fazioni locali potrebbe esporre la nostra cittadina al pericolo di sequestro per scopi estorsivi,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative di competenza siano state assunte per attivare la traduzione della connazionale nel nostro Paese ed eventualmente attivare le procedure necessarie nei confronti della nostra cittadina;

se risulti la presenza in Libia di altri due detenuti italiani e, in caso affermativo, quali siano le loro condizioni di salute e se siano state attivate le opportune procedure per il loro rientro in Italia.

(3-04158)

Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

GUALDANI, AIELLO, DALLA TOR - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

il gruppo Abb, multinazionale svizzera che opera nel settore delle tecnologie per l'automazione industriale, la robotica e le reti elettriche nelle utility, nell'industria, nei trasporti e nelle infrastrutture, impiega nel nostro Paese, come Abb Italia, ben 5.900 dipendenti;

la Abb Italia è un'azienda in salute, come dimostra il fatto che nel corso dell'anno 2016 ha raccolto ordini per 2,1 miliardi di euro, ed il fatturato è stato di 2,2 miliardi di euro, registrando una crescita del 3 per cento rispetto al 2015;

l'azienda ha deciso di formare una nuova società in joint venture per il settore Oil & gas EPC (engineering, procurement and construction) con i sauditi di Arkad engineering & construction;

di fatto, i dipendenti di Abb Italia che operano in questo comparto passeranno alle dipendenze di una nuova società e saranno sottoposti alle direttive del gruppo arabo, che avrà la maggioranza delle quote societarie della nuova realtà che sta per nascere; inoltre, risulta agli interroganti che la joint venture sia destinata a durare solo due anni e che dal terzo anno resterà solo la Arkad engineering & construction unica proprietaria della società;

da diverso tempo, in occasione dei vari incontri con le rappresentanze sindacali, i sindacati avevano richiesto di conoscere quali fossero le prospettive di quest'attività e le possibili ricadute occupazionali, senza però ricevere alcuna risposta da parte di Abb;

il 10 novembre 2017, senza alcuna comunicazione preventiva alle rappresentanze sindacali, l'azienda, attraverso l'amministratore delegato Mario Corsi, comunicava la decisione di cedere le attività e i circa 200 lavoratori attraverso una joint venture con una presenza minoritaria di Abb nel capitale societario;

in quell'occasione, inoltre, le rappresentanze sindacali avevano esplicitato il loro disappunto e la loro contrarietà rispetto al comportamento di Abb che, in concreto, ha impedito il necessario coinvolgimento del coordinamento sindacale, non favorendo l'instaurazione di un clima collaborativo di relazioni industriali;

il 17 novembre 2017, presso la sede di Assolombarda si è tenuto l'incontro richiesto dal coordinamento sindacale Abb a seguito dell'iniziativa aziendale di comunicare, senza un'adeguata informazione, al coordinamento sindacale quello che per i sindacati rappresenta un vero e proprio scorporo di ramo d'azienda, ossia la cessione attraverso una joint venture del settore "Oil & gas";

Abb Italia intanto ha reso ufficiale sia alle rappresentanze sindacali unitarie sia al coordinamento sindacale Abb l'avvio della procedura ex articolo 47 della legge n. 428 del 1990, per la cessione del ramo aziendale, che coinvolge circa 200 dipendenti, oggi occupati prevalentemente nelle realtà di Sesto San Giovanni (Milano) e Genova; la conclusione della procedura rende il futuro di tali lavoratori ancora più incerto, considerando che la nuova joint venture non è ancora nata e Arkad non ha sue sedi in Italia;

considerato che:

sono in corso le assemblee sindacali nei due siti per una prima valutazione, assieme ai lavoratori, della decisione aziendale e di tutte le iniziative sindacali utili ad affrontare la scelta aziendale di esternalizzazione delle attività EPC "Oil & gas" di Abb, e per tutelare tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, assicurando migliori prospettive anche alle rispettive famiglie;

la cessione, che dovrebbe essere perfezionata nei prossimi mesi, non è stata illustrata nei dettagli alle organizzazioni sindacali e rischia di mettere seriamente in pericolo i posti di lavoro degli attuali dipendenti se non saranno previste le opportune garanzie e tutele. Inoltre, un'eventuale chiusura degli stabilimenti attualmente attivi presso le sedi di Sesto San Giovanni e Genova a seguito di una delocalizzazione dell'attività produttiva, che risulta agli interroganti essere già stata decisa dai nuovi acquirenti, e che dovrebbe aver luogo entro 2 anni, oltre a mettere sulla strada gli attuali dipendenti, produrrà gravi ripercussioni sull'indotto collegato agli stabilimenti;

tenuto conto, infine, che:

a quanto risulta agli interroganti, una cordata di imprenditori italiani guidata dal fondo partecipazioni IPE sgr, ha presentato, già dal giugno 2017 un'offerta vincolante di acquisto, basata sul mantenimento della società in Italia, con la conservazione integrale dei posti di lavoro di tutti i lavoratori coinvolti e con un dettagliato programma di espansione. Tale proposta non è stata finora presa in considerazione dal gruppo cedente Abb;

il settore è considerato strategico dal Ministero dello sviluppo economico, che ha recentemente assicurato supporto finanziario pubblico al gruppo Fincantieri, in un progetto nel medesimo settore Oil & gas. Lo stesso Ministero, in occasione di un tavolo negoziale del giugno 2016 tra Abb Italia e rappresentanze dei lavoratori relativo a differenti questioni, si era detto interessato a valorizzare la presenza di Abb in Italia, in quanto essa è ritenuta una delle aziende strategiche per il nostro Paese;

il 12 dicembre 2017, presso il Ministero dello sviluppo economico, si è tenuto un incontro tra azienda e organizzazioni sindacali per approfondire le modalità di svolgimento del processo di costituzione della nuova joint venture e le strategie industriali future, necessariamente riguardanti anche i lavoratori coinvolti,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti riportati, con specifico riferimento alla proposta del fondo partecipazioni IPE sgr;

se non ritengano necessario, anche attraverso il confronto tra tutte le parti in causa, cercare altre soluzioni, invece di scegliere l'opzione più semplice, ma più negativa dal punto di vista del lavoro e della politica industriale, di dismettere un intero settore di attività e di cedere il relativo personale;

quali nuovi e ulteriori iniziative intendano assumere, al fine di tutelare comunque i lavoratori di Abb Italia ed evitare il realizzarsi di una cessione che rappresenta un ulteriore depauperamento del tessuto industriale italiano.

(3-04159)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

DONNO, GIARRUSSO, PAGLINI, BLUNDO, PUGLIA, CASTALDI - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e per la semplificazione e la pubblica amministrazione - Premesso che:

in data 11 dicembre 2017, "lecceprima" con un articolo intitolato "Precari Cnr in assemblea permanente: 'Senza fondi non ci muoviamo'", evidenziava che a Lecce "I precari del Centro nazionale di ricerca, quindi i ricercatori insieme ai tecnologi ed al personale tecnico amministrativo, hanno alzato l'asticella della protesta, dichiarando lo stato d'agitazione e l'inizio dell'assemblea permanente. Si erano già fatti sentire, rivendicando attenzione sul problema che ha una dimensione nazionale, in occasione della visita - poi saltata - del presidente del Cnr, Massimo Inguscio, a Lecce";

veniva aggiunto che "La platea dei precari, complessivamente, raggiunge cifre da capogiro: 2 mila e 200 in totale, di cui 8 mila e 800 gli aventi diritto in base ai requisiti della legge Madia";

sul punto, in data 11 dicembre, "la Repubblica" online segnalava l'allargamento della protesta con l'occupazione di 15 sedi dislocate in tutta Italia del Consiglio nazionale delle ricerche;

considerato che:

come riportato nel sito dell'ente, "dal 1989 il Cnr è un Ente di ricerca, con la missione di realizzare progetti di ricerca, promuovere l'innovazione e la competitività del sistema industriale nazionale, l'internazionalizzazione del sistema di ricerca nazionale, e di fornire tecnologie e soluzioni ai bisogni emergenti nel settore pubblico e privato";

sotto il profilo delle risorse umane, l'ente "conta oltre 8000 dipendenti, la metà dei quali è rappresentata da ricercatori e tecnologi. Circa 4000 sono i giovani ricercatori impegnati in attività di ricerca post-dottorato presso i laboratori dell'Ente, mentre un contributo importante arriva dalle collaborazioni, anche internazionali, con i ricercatori delle Università e delle imprese, rafforzando così il sistema nazionale della ricerca";

nella sezione "il CNR in numeri", viene specificato che "82 ricercatori sono stati assunti nel 2016 (...) per 20 aree di specializzazione. 150 borse di studio Cnr finanziate nel 2016. Più di 5000 collaborazioni di ricerca e scientifiche con le più prestigiose università ed enti di ricerca in Italia e nel mondo nel 2016",

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative di competenza intendano adottare, al fine di garantire al personale del Cnr stabilità e continuità dal punto di vista lavorativo, limitando l'abuso di contratti di lavoro flessibili che alimentano una perdurante precarietà e assicurando idonee risorse funzionali alla stabilizzazione.

(4-08537)

LUMIA - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

in un moderno sistema intermodale, il settore ferroviario ha un ruolo strategico ed innovativo che va potenziato con investimenti mirati sull'intero territorio nazionale, a partire dal Mezzogiorno, dove gli investimenti sulle infrastrutture pubbliche costituiscono ancora un potente volano di autosviluppo e di capacità competitiva sia per il trasporto merci sia per il trasporto passeggeri;

come diffuso da diversi organi di informazione, è stato reso noto il dossier 2017 di Legambiente sullo stato delle linee ferroviarie italiane. Spicca un dato allarmante: sono 10 le linee ferroviarie peggiori d'Italia censite nel 2017. Queste linee creano un disagio enorme a quei 3 milioni gli italiani pendolari che ogni giorno prendono il treno per andare al lavoro, a scuola o all'università. La classifica di Legambiente è stata stilata mettendo insieme diverse informazioni, dalle proteste degli utenti per i ritardi, soppressioni, comfort, tipologia di treno, condizioni di viaggio, frequenza, eccetera;

le linee che hanno conquistato il primato negativo sono la Roma-Lido, la Circumvesuviana, la Reggio Calabria-Taranto, la Verona-Rovigo, la Brescia-Casalmaggiore-Parma, la Agrigento-Palermo, la Settimo torinese-Pont Canavese, la Campobasso-Roma, la Genova-Savona-Ventimiglia e la Bari-Corato-Barletta;

per quanto riguarda la Sicilia, il dossier di Legambiente mette in evidenza la tratta Agrigento-Palermo, che risulta tra l'altro tra le più affollate e, come la maggior parte delle ferrovie siciliane, si dipana ancora lungo un unico binario e senza mezzi veloci. Il tempo di percorrenza risulta essere di poco più di 2 ore, la velocità media addirittura di 67 chilometri orari e sono 12 le coppie di treni che quotidianamente percorrono la linea lunga solo 137 chilometri. Su questa tratta, i treni pertanto sono insufficienti e risultano molto spesso in ritardo, malgrado la linea sia di fondamentale importanza perché collega due importanti città siciliane: Palermo, la città capoluogo di regione, fornita di tutti i più importanti servizi sanitari, giudiziari, commerciali, culturali e universitari; l'altra, Agrigento, che risulta essere una tra le più importanti città turistiche conosciute in Europa e nel mondo. Il collegamento ferroviario tra queste due importanti città siciliane è strategico e decisivo per la mobilità dell'isola. È da segnalare inoltre, che frequentemente nelle giornate di pioggia in molte stazioni si allagano i binari e si verificano continue frane lungo la linea ferrata. Il "comitato pendolari Palermo-Agrigento" ha spesso denunciato gli enormi disagi dei viaggiatori costretti a spostarsi in treni sporchi, sovraffollati e lenti. Il trenino scelto dalle Ferrovie per unire queste due città ha infatti una capacità di 140 posti, ma viaggia con circa 500 persone, naturalmente stipate come sardine,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda superare questa grave situazione di disagio su tutte le 10 linee ferroviarie segnalate da Legambiente ed in particolare sulla tratta Agrigento-Palermo, con investimenti concreti e in tempi veloci, per fare del trasporto pubblico locale una risorsa nazionale strategica di un moderno sistema intermodale di trasporto.

(4-08538)

ARRIGONI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

sulla Gazzetta Ufficiale, Serie generale, n. 213 del 12 settembre 2016, è stato pubblicato il decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177, recante "Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche";

la richiamata legge n. 124 del 2015, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, Serie generale, n. 187 del 13 agosto 2015, prevede espressamente, all'articolo 8, comma 6, che "Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare, nel rispetto dei principi e criteri direttivi e della procedura di cui al presente articolo, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive";

successivamente, il Governo ha trasmesso al Parlamento, per i previsti pareri, lo schema di decreto legislativo, atto n. 451, recante disposizioni integrative e correttive al citato decreto legislativo n. 177, in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato;

la 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) del Senato della Repubblica, in data 11 ottobre 2017, nel corso dell'esame dell'atto, ha espresso parere favorevole con la seguente osservazione: "la lacuna normativa descritta in premessa genera disomogeneità e disparità al trattamento previsto per il personale del Corpo Forestale dello Stato transitato in altri ordinamenti amministrativi. Si sottolinea pertanto l'esigenza di sanare tale situazione adottando una specifica tabella di inquadramento giuridico del personale appositamente individuato per assolvere alle funzioni che la legge ha affidato al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali";

nella seduta del 15 novembre 2017 delle Commissioni riunite I e IV (Affari Costituzionali) e (Difesa) della Camera dei deputati, è stato approvato un parere favorevole con diverse osservazioni, tra le quali al punto 4 si legge: "appare opportuno modificare l'articolo 6 del provvedimento in modo da prevedere che l'inquadramento del personale del Corpo forestale dello Stato transitato nei ruoli del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali avvenga attraverso l'adozione di una tabella di equiparazione che tenga nel debito conto, oltre al criterio della prossimità del trattamento economico, il livello di professionalità e responsabilità precedentemente raggiunto, con particolare riguardo al personale delle qualifiche apicali nell'ambito dei diversi ruoli";

è emersa, quindi, l'esigenza di sanare tale situazione adottando un specifico inquadramento giuridico del personale appositamente individuato per assolvere alle nuove, importanti funzioni ed attività che la legge ha affidato al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali volto a preservarne le elevate competenze professionali;

successivamente, il Consiglio dei ministri n. 61, in data 11 dicembre 2017, ha approvato in via definitiva il decreto legislativo "Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 19 agosto 2016, n.177, in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 7 agosto 2015, n.124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche", senza accogliere l'osservazione resa dalle Commissioni riunite in merito all'opportunità di modificare l'articolo 6 inerente all'inquadramento per il personale assegnato al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali;

considerato che:

l'articolo 8, comma 5, della legge 7 agosto 2015, n. 124, prevede espressamente: "Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per materia possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere adottati";

tale procedura non è stata seguita,

si chiede di sapere se non sia il caso di riconsiderare l'intera procedura di adozione del decreto legislativo e seguire quanto indicato dalla legge delega n. 124 del 2015, ossia trasmettere nuovamente alle Camere il relativo testo, per permettere alle Commissioni competenti per materia di esprimersi sulle osservazioni del Governo prima dell'adozione dell'atto definitivo, anche al fine di evitare eventuali contenziosi legali.

(4-08539)

CASSANO - Al Ministro della salute - Premesso che:

spesso i cittadini lamentano disagi e difficoltà nel rapportarsi con la pubblica amministrazione e la gravosità di adempienze non sempre comprensibili che complicano e non agevolano la vita quotidiana;

a tal riguardo, è meritevole di particolare attenzione, non positiva, quanto riportato da organi di stampa locali in merito a fatti accaduti recentemente a Bari. Nello specifico, una persona ha prenotato presso una ASL due radiografie per il figlio; ai fini del pagamento del ticket la persona ha portato con sé sia denaro contante che la carta elettronica (bancomat);

la ASL ha fissato la radiografia presso il poliambulatorio Bari, ex centro traumatologico ospedaliero: in quella sede alla persona è stato detto che poteva pagare con bancomat, non con POS; ma l'apparecchio in possesso del poliambulatorio ha rifiutato l'operazione di pagamento in quanto ha riconosciuto il bancomat della persona come "internazionale", mentre la carta di pagamento della persona non è "internazionale" ed è utilizzata quotidianamente per acquisti e pagamenti;

per evitare di far perdere la prestazione al figlio e per usufruire del servizio, la persona si è recata presso altra ASL (stazione) dove le è stato comunicato che la macchinetta per il pagamento del ticket non funzionava e che la ditta di manutenzione, essendo giorno prefestivo, non era raggiungibile,

si chiede di sapere, al fine di evitare disagi all'utente, se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno: a) verificare a livello nazionale, attraverso una richiesta di monitoraggio da parte delle ASL, se quanto accaduto a Bari rappresenti un episodio isolato o sia necessario aggiornare le macchinette utilizzate dalle ASL per il pagamento del ticket in modo tale che accettino qualsiasi tipologia di carta bancomat; b) stabilire, nella sottoscrizione dei contratti di manutenzione dei servizi di pagamento elettronico, che venga offerto alle ASL un servizio di reperibilità di 24 ore su 24 durante i giorni di apertura al pubblico.

(4-08540)

DE POLI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che

la direttiva 2000/60/CE, predisposta per tutelare l'ambiente fluviale e recepita con decreto del 13 febbraio 2017 del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, impone di sostituire l'attuale "deflusso minimo vitale" dei fiumi con il "deflusso minimo ecologico": acqua che, necessariamente, non sarebbe più deviata sulle colture;

il caldo e la siccità nel 2017 hanno falcidiato la produzione agricola del 30 per cento nel solo comprensorio bassanese, pertanto, raddoppiare o triplicare il deflusso minimo vitale del Brenta, di questi tempi, significherebbe avviare a desertificazione certa buona parte delle aree coltivate e metterebbe a repentaglio la produzione agricola di tutta l'area che coinvolge circa 20.000 aziende agricole tra Bassano e Padova;

le norme comunitarie probabilmente non creeranno disagi ai grandi fiumi del nord Europa mentre, per un corso d'acqua torrentizio qual è il Brenta, caratterizzato da una notevole variabilità dei flussi d'acqua, la prospettiva sarebbe alquanto critica,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno e urgente intervenire nelle sedi competenti, anche europee, per scongiurare una situazione che si prospetta drammatica per il comparto agricolo dell'area irrigata dal fiume Brenta, al fine di garantire il futuro delle aziende agricole della zona.

(4-08541)

BLUNDO, PUGLIA, BUCCARELLA, FATTORI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

il maestro A. F. in tre periodi differenti ha prestato servizio presso tre scuole o istituti scolastici comprensivi della provincia di Siena (Montalcino, anno scolastico 2004/2005; Monteroni d'Arbia, 2007/2008; Asciano, 2016/2017);

a seguito della sua decisione di fuoriuscire dalla congregazione dei Testimoni di Geova, è stato espulso dalla stessa per "apostasia e ribellione";

nel 2004, dopo aver contestato la scelta del dirigente scolastico dell'istituto comprensivo "Insieme" di Montalcino di togliere dalla sua classe due alunni appartenenti a famiglie della congregazione dei Testimoni di Geova, ha subito una prima ispezione da un ispettore "naturale" di Siena inviato sul posto, Antonio Fratangelo, il quale chiuse la sua relazione (14 dicembre 2004) confermando le ragioni di F. circa il motivo del suo contendere con l'amministrazione, riconoscendo il suo ruolo di maestro competente e stimato;

tale relazione fu, senza apparente motivo, invalidata dal direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale per la Toscana Cesare Angotti e dal capo dell'Ispettorato dello stesso ufficio Nunzio Antonio Langella, il quale in data 14 gennaio 2005 chiese l'avvio di sanzioni disciplinari a carico dell'ispettore Fratangelo in riferimento alle modalità e contenuti dell'ispezione; su richiesta degli stessi dirigenti ne fu avviata un'altra nel marzo 2005;

l'ispettore incaricato, Salvatore Majorana, inviato da Firenze, chiuse la relazione ispettiva di mille pagine con allegati chiedendo una sospensione per aver portato sulla stampa la vicenda ed il "trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale" a carico del maestro F., trasferito d'ufficio ad altro istituto (la direzione didattica del 3° circolo di Siena, dalla quale ha poi ottenuto il trasferimento all'istituto di Monteroni d'Arbia) ed inoltre una richiesta di visita medica collegiale di idoneità, con esito della commissione USL, che dichiarò all'unanimità la totale idoneità nel gennaio 2007;

nel corso di un mese, dal 22 ottobre 2007 al 23 novembre 2007, sono stati portati a termine, a carico dell'interessato, altri tre procedimenti disciplinari, sia dalla direzione scolastica locale che dall'Ufficio scolastico provinciale, uno dei quali concluso con archiviazione e due con l'irrogazione delle sanzioni "avvertimento scritto" e "censura", nonostante lo stesso fosse difeso dall'unica testimone oculare del fatto;

nella seconda metà del mese di gennaio 2008 l'insegnante fu sottoposto ad una nuova ispezione su richiesta del dirigente scolastico dell'istituto comprensivo "Renato Fulcini" di Monteroni d'Arbia, "per presunti comportamenti non adeguati all'ambiente di lavoro" e avviato dallo stesso direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale, Cesare Angotti, che scelse un ispettore distaccato a Massa Carrara, Chiaramonte Umberto;

il sindaco di Monteroni d'Arbia, Jacopo Armini, che aveva come sua consigliera la stessa dirigente scolastica della scuola, Maria Donata Tardio, in data 6 febbraio 2008, quando l'ispezione a carico di F. era già iniziata, scriveva alle autorità scolastiche invitandole "ad individuare e rimuovere al più presto le cause di questa situazione ormai insostenibile", citando altresì eventi interni al mondo scolastico conosciuti solo da personale scolastico;

l'ispettore Chiaromonte, in virtù di detta lettera ufficiale del sindaco e di un colloquio del 29 febbraio 2008 in cui il sindaco denunciò come per lui fastidiosa la presenza di F. ai consigli comunali, concludeva la sua relazione affermando che "F. è valutato (...) dalle autorità scolastiche e municipali come un vero e proprio molestatore dell'altrui tranquillità", mentre risulta stimato e amato dalla stragrande parte del corpo docente e dalla totalità degli amministrativi e dalla quasi totalità dei suoi alunni e relative famiglie;

F. risulta, infatti, essere un maestro da sempre particolarmente amato e stimato, così come viene indicato nell'articolo del settimanale "Panorama" dell'8 settembre 2005, che definisce "da Libro Cuore" la figura e la vicenda del maestro;

considerato che, per quanto consta agli interroganti:

il maestro F. ha subito due ispezioni (istituto di Montalcino marzo-maggio 2005 e istituto di Monteroni d'Arbia gennaio-marzo 2008) affidate a due ispettori appartenenti a uffici scolastici provinciali non del posto e scelti ad hoc dal direttore dell'Ufficio regionale, Salvatore Majorana da Firenze e Chiaramonte Umberto da Massa, le cui conduzioni e le cui relazioni finali sono state denunciate sulla pubblica stampa dagli stessi genitori e anche dai colleghi del maestro, persone che hanno inoltre testimoniato in sua difesa, in sede penale e civile davanti al giudice del lavoro, evidenziando i metodi anomali dell'ispezione tesi a scoraggiare chi voleva difendere F.;

il maestro è stato "licenziato in tronco senza preavviso" nel 2016 dall'istituto comprensivo "Sandro Pertini" di Asciano, per aver "diffamato" la scuola e con una strana "urgenza", visto che ciò sarebbe avvenuto peraltro ben 6 mesi dopo l'aver apertamente denunciato con pubbliche assemblee, volantini e manifesti affissi sulla propria auto, la sua evidente persecuzione, le discriminazioni nonché gli abusi subiti, per citarne i più eclatanti. Anche nel 2016 nessuno degli oltre 60 testimoni indicati da F., (colleghe e genitori) è stato ascoltato dall'Ufficio regionale a difesa dalle accuse formulate da una sola docente; F. ha ricevuto le centinaia di documenti su cui difendersi e fare le controdeduzioni solo la mattina del 21 settembre 2016, giorno in cui era convocato davanti al consiglio di disciplina e senza che gli fosse concessa la proroga da lui richiesta (prima accordata e poi ritirata);

le famiglie degli alunni delle due classi quinte seguite dal maestro si sono mobilitate in massa paventando alcuni di loro la volontà di iscrivere i loro figli altrove se all'inizio dell'anno scolastico 2016/2017 F. non fosse stato ancora maestro, considerato il "rapporto speciale" costruito con gli alunni fin dalla classe prima e, in particolare, con 6 alunni portatori di handicap o con grosse difficoltà di apprendimento, visto che la continuità didattica è stata più volte sottolineata come elemento importante anche dal Ministro in indirizzo;

gli uffici periferici, rimasti insensibili ai continui appelli a favore del maestro, hanno proceduto a licenziarlo il 31 ottobre 2016, dopo che gli era stato consentito di iniziare l'anno scolastico con la classe quinta; a parere degli interroganti dopo averlo, cioè, utilizzato per rassicurare i genitori circa la sua presenza ed evitare un parziale svuotamento delle classi;

sono conseguentemente risultati inutili gli attestati a difesa ricevuti dal maestro mentre era sottoposto a continue sanzioni, del direttore dei servizi generali e amministrativi Menchiari e della vicaria Buti, nonché di tutte le applicate di segreteria, che per 7 anni lo hanno avuto come docente nell'istituto Pertini di Asciano, e del dirigente scolastico Guerranti del biennio precedente;

dopo il licenziamento del maestro è sorto a sua difesa, nel gennaio 2017, a Siena un "comitato" composto da personaggi noti (docenti, giornalisti professionisti, blogger universitari, politici ed amministratori locali, fondatori di associazioni civiche locali) che hanno scritto a suo sostegno a molte istituzioni locali e nazionali, e in primis al Ministro, affinché ritirasse in autotutela il licenziamento; nelle note inviate il comitato ha, tra l'altro, evidenziato che: "Teniamo assai a precisare (...) dopo aver letto le carte ed i documenti che lo riguardano, ciò che ci porta a definire senza mezzi termini un simile licenziamento in tronco persecutorio, assurdo e del tutto privo di ogni minimo fondamento così come tutto l'iter sanzionatorio che l'ha preceduto, basato su inezie e banali dissapori";

lo stesso difensore civico regionale della Toscana, come già fatto durante l'ispezione Chiaramonte nel 22 febbraio 2008, su sollecitazione del Comitato, nel febbraio 2017 ha di nuovo scritto una lettera agli stessi destinatari, invitando il Ministro a ritirare in autotutela il licenziamento del maestro anche nel primario interesse dei suoi alunni;

considerato inoltre che, per quanto risulta:

nel giugno 2017 a sostegno del maestro è sorto un comitato nazionale di dipendenti scolastici, docenti e dirigenti dei servizi generali e amministrativi di ogni ordine e grado di scuola di 14 diverse regioni, che hanno sottoscritto un lungo documento pubblico di solidarietà verso F., indicato come vittima di un evidente accanimento persecutorio senza precedenti e di denuncia del grave e generalizzato "degrado feudale" della scuola pubblica italiana di cui quello del maestro sarebbe soltanto il caso più abnorme e più eclatante;

tale documento, a fine agosto 2017, è stato diffuso dall'agenzia ANSA, dando in particolare rilievo al fatto che il maestro è vittima "del più grave caso di persecuzione che si conosca nella storia della nostra Pubblica Amministrazione";

il sindacato scolastico europeo SAESE ha indetto ben tre scioperi nazionali (12 dicembre 2016, 27 novembre 1017 ed il prossimo per l'8 gennaio 2018) ed uno locale nel solo istituto "Pertini" di Asciano (22 maggio 2017), contro l'evidente persecuzione che da anni subisce il maestro F. e contro il suo licenziamento e più in generale contro la grave e crescente piaga del mobbing e del bossing nella scuola pubblica;

il maestro F. ha fondato dal 2007 il "comitato nazionale contro Mobbing-Bossing scolastico" Onlus, cui aderisce personale docente ed amministrativo di 17 regioni italiane, tramite il quale ha raccolto una grave e documentata casistica di abusi ed illegalità avvenute nella scuola pubblica;

tra i tanti casi gravi evidenziati si rileva quello, a cui ha dedicato un servizio il TG1 dell'8 novembre 2009, della docente di Latina che il suo direttore scolastico mise in "pre-licenziamento in tronco" privandola dello stipendio solo perché usufruiva dei diritti garantiti dalla legge per le sue cure in chemioterapia contro il tumore che l'affliggeva, tanto da costringerla a ricorrere al Tribunale per veder riconosciuti i suoi diritti;

al centro della recente sentenza del Tribunale di Foggia c'è stato l'annullamento del licenziamento in tronco operato nel 2011 a carico della direttrice dei servizi generali e amministrativi Michela Mocciola, che denunciava la gestione disinvolta del dirigente scolastico del liceo "Marconi" di Foggia (RG 8552/2011, sentenza n.543 del 26 gennaio 2017), contro la quale furono messe in atto artate calunnie, da parte di quel dirigente scolastico, Attilio Fratta, espulso da ben due organizzazioni sindacali di categoria e già condannato due volte in primo grado per abusi sui docenti, ciononostante rimasto impunito fino al pensionamento da parte dell'amministrazione scolastica, che non si è appellata a detta sentenza con un evidente danno erariale;

vi sono state condanne in secondo grado in Corte di appello, come la recente di Salerno (sentenza n. 403 del 14 luglio 2017) che ha riconosciuto un risarcimento per mobbing per circa 40.000 euro per gli abusi commessi a carico della professoressa Teresa Masi dalla dirigente scolastica Caterina Cimino dell'Istituto "Genovesi-Da Vinci", la sentenza di Prato per il caso di Rossana Cavaliere, che ha visto condannare in sede penale per vari reati la dirigente scolastica del liceo "Copernico" Lucia Napolitano ed altre 3 professoresse che la spalleggiavano, oltre alla precedente trattata da Gian Antonio Stella sul "Corriere della Sera" del 14 febbraio 2012 e portata da F. a "Rai News 24" già nel 2011, della dirigente di un liceo di Messina, Anna Maria Gammeri, condannata in primo grado per aver usato un collaboratore scolastico al suo personale servizio. Anche in questo caso l'amministrazione non si costituì parte civile e la dirigente fu lasciata in servizio nella stessa scuola con prevedibili ritorsioni nei confronti dei 5 docenti e 2 collaboratori scolastici suoi sottoposti, che avevano con coraggio civico testimoniato in tribunale e che, in conseguenza di ciò, sono stati costretti a chiedere il trasferimento;

la problematica emerge anche nel caso, trattato dall'avvocato chietino Francesco Orecchioni, specializzato in diritto scolastico, relativo ad un'insegnante punita in modo illegittimo da un dirigente scolastico di Fossacesia (Chieti), il quale chiedendo l'annullamento della sanzione, doveroso perché tale tipo di sanzione non era più prevista dalla normativa, si sentì rispondere dal dirigente che in quella scuola dove era lui a dirigere le norme continuavano ad applicarsi anche dopo la loro abrogazione;

inoltre, alla maestra Adele Ferro di Frosinone è stata irrogata dal dirigente scolastico una sospensione di alcuni giorni dal servizio per aver scritto un commento critico, contro la riforma denominata "Buona scuola", espresso su un blog, notato e prontamente scaricato e stampato da una sua collega che l'ha consegnato alla dirigente di riferimento,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della sequela, a parere degli interroganti ingiustificata e inammissibile, di fatti gravi e di abusi acclarati subiti dal maestro F.;

se intenda adoperarsi al fine di disporre la revoca del licenziamento intimato al maestro, affinché sia pienamente reintegrato nel posto di lavoro;

quali provvedimenti intenda assumere affinché sia arginata la generale e crescente crisi di legalità, democrazia e trasparenza che, a notizia degli interroganti, affliggerebbe la scuola pubblica italiana e sia dissipato ogni possibile dubbio circa la percezione di impunità goduta dai dirigenti scolastici, in particolare a seguito di abusi documentati e testimoniati compiuti nei confronti dei docenti e del personale della scuola;

se non ritenga che sia opportuno istituire un organismo che monitori gli abusi commessi a danno dei docenti, a cui questi ultimi possano rivolgersi al fine di ottenere una tutela preliminare, senza dover necessariamente impegnare risorse, psicologiche e finanziarie, ricorrendo per vie legali.

(4-08542)

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, CERVELLINI, DE CRISTOFARO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

da alcuni mesi si è creato un aspro conflitto all'interno dell'istituto "Regina Margherita" di Torino, che ospita centinaia di studenti, tra gli insegnanti e l'attuale dirigente in carica dal mese di settembre 2017;

la preside sembra avere infatti instaurato da subito un clima fortemente intimidatorio e poco rispettoso nei confronti degli insegnanti, tanto da spingere il vicepreside in carica da 12 anni, insieme ad un collaboratore, alle dimissioni dai propri incarichi. A titolo d'esempio, la dirigente avrebbe privato gli insegnanti del bagno comune per trasformarlo in una toilette personale;

molti docenti hanno espresso solidarietà nei confronti dei dimissionari: un primo collegio dei docenti, tuttavia, è stato sciolto d'autorità, e solamente nel secondo 141 insegnanti sui circa 160 hanno potuto votare a favore di una mozione in tal senso;

lo scontro e le umiliazioni non sono tuttavia terminate: la dirigente ha infatti avviato un procedimento disciplinare nei confronti dei rappresentanti sindacali del personale per avere indetto un'assemblea in orari e luoghi a suo avviso non consentiti. Procedimento che è stato trasferito all'ufficio procedimenti disciplinari, aggravando la posizione dei lavoratori coinvolti;

anche in questo caso il personale dell'istituto si è espresso negativamente sull'operato della preside, con la votazione di un'ulteriore mozione di solidarietà nel corso di un'assemblea sindacale;

nonostante le numerose segnalazioni inviate all'Ufficio scolastico regionale e nonostante un tentativo di conciliazione in Prefettura, il conflitto non è stato risolto, conducendo all'indizione di uno sciopero del personale dell'istituto per il 22 dicembre 2017. La dirigente sembra infatti avere mantenuto un atteggiamento di chiusura, invitando i pochi docenti a testimoniare in suo favore nel corso dell'ispezione predisposta dall'Ufficio scolastico regionale: in questo modo, il clima di sospetto non fa che peggiorare;

lo sciopero contro una preside è un fatto rarissimo: tuttavia, proprio in virtù dello strapotere consegnato ai dirigenti dalla riforma "Buona scuola", è necessario che questi ne non abusino imponendolo in modo unilaterale e arbitrario,

si chiede di sapere quali iniziative intenda intraprendere il Ministro in indirizzo al fine di giungere ad una soluzione del conflitto scatenatosi nell'istituto Regina Margherita, tutelando i diritti dei lavoratori dai comportamenti discrezionali e intimidatori della dirigente attualmente in carica, anche al fine di garantire il diritto di riunirsi in assemblea attualmente leso dal procedimento disciplinare avviato dalla preside stessa.

(4-08543)

LUMIA - Al Ministro della salute - Premesso che:

da alcuni mesi, sono state emanate varie circolari dall'Assessorato regionale per la salute, per la riorganizzazione delle aziende sanitarie e ospedaliere siciliane, consentendo così lo sblocco di migliaia di nuove assunzioni nella sanità nell'isola. La notizia ha acceso una domanda di nuova occupazione da parte degli operatori siciliani che attendono da tempo quest'importante sblocco del reclutamento di personale nei vari servizi sanitari sul territorio;

la circolare prevede procedure di armonizzazione tra i criteri di reclutamento del personale nel rispetto, tuttavia, delle norme di legge, in particolare l'art. 30 del decreto legislativo n. 165 del 2001 e del decreto legislativo n. 75 del 2017, "decreto Madia", e relativa circolare attuativa, seguiti dallo scorrimento delle graduatorie di concorsi, in corso di validità, prorogate al 31 dicembre 2018 e nuovi bandi pubblici;

anche l'Azienda sanitaria provinciale di Enna si prepara a bandire così nuovi concorsi, per incrementare la pianta organica di nuovo personale, in attuazione delle diverse circolari dell'Assessorato della Regione Siciliana sul reclutamento del personale;

l'ASP di Enna ha così adottato la delibera, n. 944 del 6 novembre 2017, riguardante l'assunzione a tempo indeterminato di 4 collaboratori professionali tecnici di laboratorio, attingendo però dalla graduatoria del concorso pubblico, approvata dall'ASP di Siracusa, relativa ad un concorso per soli titoli per la copertura di 6 posti di collaboratore tecnico-sanitario di laboratorio biomedico per la quale l'ASP di Siracusa non aveva ancora proceduto all'immissione in servizio dei vincitori di concorso;

l'Azienda sanitaria di Enna ha così stranamente ricorso all'assunzione dei vincitori di un altro concorso pubblico, sulla base di un'"ipotetica opzione di scelta" riservata agli stessi vincitori del concorso di Siracusa e sulla base di una scelta della stessa Azienda sanitaria di Enna di utilizzare la graduatoria di Siracusa, pur in mancanza di idonei criteri stabiliti a priori;

si evidenzia che l'Azienda di Enna, infatti, non ha mai previsto la modalità assunzionale mediante utilizzo di graduatorie di altre aziende nel proprio regolamento di organizzazione e non ha mai stipulato una convenzione con l'amministrazione titolare della graduatoria utilizzata per le assunzioni di personale;

l'Azienda sanitaria di Enna, ad avviso dell'interrogante, non sta rispettando il previo esperimento della mobilità (si veda la sentenza della Corte di cassazione n. 12559/2017) e la riserva del 50 per cento dei posti da coprire, mediante stabilizzazione di coloro che sono in possesso dei requisiti di cui al citato decreto legislativo n. 75 del 2017,

si chiede di sapere se, nell'ambito dei suoi poteri di controllo, il Ministro in indirizzo intenda attivarsi per verificare questa discutibile procedura utilizzata dall'ASP di Enna e ripristinare le condizioni di legalità, per far sì che la fase concorsuale sia trasparente e capace di valorizzare le migliori professionalità sanitarie e le esperienze già acquisite presso la stessa ASP.

(4-08544)

D'ADDA - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'interno - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:

a Busto Arsizio, nel 1892, fu realizzato il calzaturificio Giuseppe Borri, un'azienda calzaturiera fondata dall'omonimo industriale Giuseppe Borri; l'edificio, già eccellenza manifatturiera, si trova alle spalle di Palazzo Gilardoni, sede del municipio e copre un'area di 20.000 metri quadrati;

dopo la chiusura dell'azienda, avvenuta nel 1990, l'edificio è rimasto in stato di abbandono. Il Comune di Busto Arsizio lo ha acquistato nel 2001 per 8 miliardi di lire, senza mai utilizzarlo;

ad oggi, lo stabilimento, che ai tempi della produzione veniva adibito a capannone, costituito da un bipiano di 4.000 metri quadrati posto di fronte al viale principale della città, è lasciato senza manutenzione e in uno stato totale di incuria;

alcune porzioni significative dell'edificio, quali la casa padronale, la portineria e un immobile di tre piani sul lato finale dell'aggregato, hanno subito col tempo numerosi crolli strutturali, in particolare dei tetti;

tenuto conto che:

i crolli intervenuti, provocando l'esposizione dell'amianto contenuto nel materiale di costruzione non bonificato, hanno determinato una condizione, non solo di degrado, ma anche di inquinamento e di pericolo per la salute pubblica;

poiché, né il capannone, né gli altri edifici sono sigillati, vi trovano rifugio emarginati e senza tetto privi di controllo e di aiuto;

una parte degli spazi viene utilizzata dai dipendenti del Comune come parcheggio mattutino;

considerato che il 31 agosto 2016 la Giunta comunale, con la delibera n. 92, ha approvato la convenzione urbanistica per l'intervento di riorganizzazione della città ponendo l'ente locale, col supporto di soggetti privati, nelle condizioni economiche di favorire interventi per la messa in sicurezza degli edifici e la rimozione dell'amianto,

si chiede di sapere:

quali siano le valutazioni e gli orientamenti dei Ministri in indirizzo in merito a quanto esposto;

quali siano le ragioni per le quali l'amministrazione non abbia ancora posto in essere gli specifici interventi citati;

se intendano sollecitare l'ente locale, affinché intervenga per salvaguardare la salute e la sicurezza dei quei cittadini, compresi coloro che vivono in una condizione di disagio sociale.

(4-08545)

MANCONI - Ai Ministri della giustizia e degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che:

nella XVI Legislatura, i senatori Giacomo Santini e Giuseppe Saro rivolgevano al Governo una interrogazione a risposta scritta (4-05075 del 20 aprile 2011) in merito alla detenzione di Denis Cavatassi, nato il 15 agosto 1967 a Tortoreto (Teramo), arrestato il 19 marzo del 2011, con l'accusa di essere il mandante dell'omicidio del cittadino italiano, Luciano Butti, ristoratore e albergatore di Montevarchi (Arezzo) e suo socio in affari, ucciso a Phuket (Thailandia) il 15 marzo del 2011 con vari colpi di arma da fuoco;

il Governo, rispondendo alla suddetta interrogazione, aveva assicurato agli interroganti che il Ministero degli affari esteri, in stretto raccordo con l'Ambasciata italiana a Bangkok, stava seguendo e avrebbe seguito in futuro la vicenda con la massima attenzione, al fine di garantire condizioni di detenzione non afflittive, assicurare piena assistenza consolare al connazionale e favorire un contatto costante tra le autorità giudiziarie locali e i legali e i familiari del nostro connazionale;

il processo a carico di Denis Cavatassi, iniziato nel mese di marzo 2011, si è concluso con una prima, gravissima sentenza di condanna alla pena di morte il 17 dicembre 2015; tale sentenza è stata confermata in secondo grado il 18 gennaio 2017;

contro la sentenza, i legali del nostro connazionale hanno presentato un ricorso presso la Corte suprema del Regno di Thailandia;

Denis Cavatassi ha sempre respinto ogni accusa sostenendo che le modalità di raccolta delle prove a suo carico e l'andamento dei diversi processi fossero avvenuti in violazione al diritto fondamentale a un equo processo;

considerato che a quanto risulta all'interrogante:

la detenzione di Denis Cavatassi in tutte le fasi dell'iter giudiziario dopo l'arresto, è sempre stata di grande durezza; come è stato denunciato a più riprese da lui stesso e dai suoi familiari, le condizioni della sua carcerazione sono state inumane e degradanti: le camere detentive sono sovraffollate, prive dei minimi requisiti di igiene e salubrità, con il rischio costante che possano diffondersi malattie infettive, anche gravi; lo spazio delle celle, vuoto di letti, è così gremito di reclusi da non permettere neanche quel minimo di movimenti indispensabili a stendersi per terra; il vitto è insufficiente e di scarsissima qualità; l'assistenza medico-sanitaria è del tutto insufficiente, non è prevista alcuna attività trattamentale; quando il regime è di isolamento, le condizioni penitenziarie peggiorano considerevolmente: il signor Cavatassi lamenta di essere stato ristretto, in più di una occasione e per diversi mesi, con delle catene ai piedi, collegate al muro della cella in modo da impedirgli qualsiasi movimento,

si chiede di sapere:

quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare allo scopo di assicurare il rispetto dei diritti fondamentali di Denis Cavatassi;

in particolare, come si intenda dare effettività alla tutela del nostro connazionale con riferimento alle elementari forme di tutela previste dall'ordinamento italiano, incluse le visite in carcere, e l'assistenza medico-sanitaria;

quali misure il Governo abbia preso per garantire il pieno sostegno al ricorso contro la pena di morte avviata dalla famiglia Cavatassi;

quali passi il Governo intenda compiere, sia attraverso la sede diplomatica italiana a Bangkok, sia coinvolgendo le istituzioni europee, in particolare l'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, per scongiurare l'esecuzione della sentenza di condanna alla pena capitale;

con quale tempistica l'Italia voglia attivare il Trattato di cooperazione per l'esecuzione delle sentenze penali tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Regno di Thailandia, firmato a Bangkok il 28 febbraio 1984 e ratificato con legge 27 luglio 1988, n. 369, che consente a Denis Cavatassi di essere trasferito nel nostro Paese e di scontare la pena in un istituto penitenziario italiano.

(4-08546)

GASPARRI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia, dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:

il dottor Ingroia, già magistrato presso la Procura di Palermo, risulta essere al vertice di "Sicilia Digitale SpA";

nei giorni scorsi, il dottor Ingroia ha espresso dei pubblici elogi nei confronti del nuovo Presidente della Regione Sicilia, che, all'interrogante e ad alcuni organi d'informazione, sono apparsi volti a ottenere la conferma degli incarichi conseguiti con la precedente Giunta regionale, apparendo come un "cacciatore di poltrone";

Ingroia non è mai stato premiato dal voto degli elettori quando è sceso in politica, candidandosi e fondando anche un partito;

nella sua attività di magistrato ha intentato numerosi processi, tra cui alcuni ad eroici Carabinieri, che si sono conclusi con la loro assoluzione e la conseguente sconfessione dell'impianto accusatorio;

questi fallimenti giudiziari e politici e la ricerca di gratificazioni in posti di sottogoverno ne fanno a giudizio dell'interrogante un emblema dell'Italia che deve cambiare;

qualche giorno fa, inoltre, Ingroia, in una trasmissione radiofonica sulla rete nazionale Radio1, con toni a parere dell'interrogante da rivoluzionario assolutamente inaccettabili, avrebbe dichiarato a proposito del Presidente Berlusconi: "meriterebbe di essere arrestato (...) Bisogna abbatterlo politicamente",

si chiede di sapere:

attesi i toni diffamatori e violenti pronunciati dal dottor Ingroia, se sia ammissibile e conforme agli obblighi derivanti dal contrato di servizio che si usi un programma radiofonico del servizio pubblico per sostenere che il leader di un partito politico debba essere arrestato ed abbattuto;

se risulti che il dottor Ingroia, in ragione dell'incarico che ricopre presso "Sicilia Digitale SpA", percepisca un'indennità e di quale importo e se goda di altri benefici connessi a tali sue funzioni.

(4-08547)

GIRO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

Acilia, frazione (X Municipio) di Roma Capitale, è obbligata ad accogliere presso il centro accoglienza immigrati un ulteriore numero imprecisato di cittadini stranieri, giunti illegalmente in Italia, persone di cui nulla è dato conoscere;

l'inserimento forzato di persone nel territorio di Acilia non favorisce la soluzione di quelle situazioni critiche in materia di ordine pubblico e di sicurezza (furti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsioni, rapine) che la frazione affronta da tempo,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia stato informato della difficile situazione che Acilia affronta in tema di legalità;

quale sia il numero di immigrati che sono stati assegnati alla frazione di Acilia e a quale titolo siano presenti sul territorio italiano;

se le persone straniere assegnate ad Acilia abbiano compiuto reati in passato.

(4-08548)

CONSIGLIO, ARRIGONI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

la raccolta dei rifiuti urbani in Sicilia risulta da decenni caratterizzata da un continuo ricorso alle dichiarazioni di emergenza che hanno comportato il ricorso a centinaia di milioni di euro di fondi pubblici, nonché a "deroghe" che sono state oggetto di statuizioni anche da parte dell'autorità giudiziaria che ne ha accertato le gravissime anomalie;

nel novembre 2012 il presidente della Regione Siciliana Crocetta, appena insediato, ha chiesto ed ottenuto la dichiarazione dello stato di emergenza;

per effetto della richiesta della Regione, con decreto-legge n. 43 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 71 del 2013, è stato dichiarato l'ennesimo stato di emergenza e, grazie ai poteri derogatori concessi, l'assessore competente della Regione ha dirottato nel 2013 oltre 100 milioni di euro per la realizzazione di altre 4 discariche (Palermo "Bellolampo", Gela, Messina ed Enna);

i 100 milioni di euro erano stati precedentemente assegnati, con la disposizione commissariale n. 164 del 2011, alla realizzazione di impianti di compostaggio che sono alternativi alle discariche;

grazie alle deroghe introdotte con l'emergenza del 2013 si è determinata una situazione a giudizio degli interroganti scandalosa, come riconosciuto in base alla legge n. 1 del 2014, di istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, con la relazione approvata all'unanimità in data 19 luglio 2016, secondo la quale le relative gare per le citate 4 discariche "per oltre 100 milioni di euro, si sono svolte in deroga all'obbligo di farle celebrare all'Urega (Ufficio regionale per l'espletamento di gare per l'appalto di lavori pubblici), come disposto dall'articolo 9 della legge regionale n. 9 del 2011 - che non compare tra le norme derogabili dal Commissario delegato ai sensi dell'articolo 9 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3887 del 2010 - e sono state aggiudicate da commissioni composte anche da soggetti estranei alla pubblica amministrazione. Va dato altresì atto che tra le imprese che si sono aggiudicati i lavori della gara in deroga per Bellolampo, indetta nel 2013, vi è anche la Sogeri spa le cui quote sociali sono state sequestrate nell'ambito dell'operazione "mafia capitale" anche per la gara di Bellolampo";

per completezza, va segnalato l'anomala e grave circostanza che secondo gli interroganti si legge nel sito online "livesicilia" del 22 ottobre 2015, ove si rende noto che l'assessore che ha chiesto, ottenuto e gestito l'emergenza rifiuti dell'epoca ha ricevuto finanziamenti per la propria campagna elettorale alle politiche del 2013 da parte di imprenditori riconducibili al gruppo Tecnis, che ha partecipato alle anzidette gare; la circostanza del finanziamento non è stata mai smentita dall'interessato;

alla vigilia del voto in Sicilia del 5 novembre 2017, i "soliti interessati" (in primis il Comune di Palermo) hanno cominciato ad alimentare un dibattito per creare, ancora una volta, l'allarme e chiedere l'ennesima dichiarazione dello stato di emergenza, al fine di finanziare la settima vasca della discarica del Comune di Palermo (Bellolampo), che costerà altri 30 milioni di euro;

il Comune, da quanto risulta dalla documentazione pubblica, si fa pagare due volte lo stesso servizio come risulta dalla determina n. 36 del 2014 del Comune di Carini che liquida alla Risorse ambiente Palermo (RAP) SpA (società del Comune di Palermo) la fattura n. 2014/VI/185, che comprende anche la voce "quota a carico dei Clienti per ammortamento investimento Vasca 6", nonostante per la realizzazione della vasca 6 con le procedure, grazie alle deroghe concesse con l'emergenza nel 2013, fossero stati già erogati oltre 53 milioni di euro di finanziamenti pubblici,

si chiede di conoscere:

quale sia l'esatto ammontare delle risorse pubbliche erogate alla Sicilia dal 1999, a seguito delle reiterate dichiarazioni di emergenza ex art. 5 legge n. 225 del 1992, da parte dei Ministeri dell'ambiente, dell'economia e dell'interno e dalla Cassa depositi e prestiti;

quali atti di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare per impedire altre dichiarazioni dello stato di emergenza, che nel 2013 secondo quanto risulta agli interroganti hanno registrato rapporti e finanziamenti tra chi ha chiesto, ottenuto e gestito l'emergenza e gli imprenditori che hanno partecipato alle relative gare;

quali atti urgenti intenda intraprendere per tutelare l'interesse pubblico, atteso l'ingiusto profitto, con altrui danno, derivante dalle continue emergenze, che consentono al Comune di Palermo attraverso la RAP di incassare due volte per la stessa causa (una con i fondi emergenziali e una con le fatture della società del Comune), realizzando ad avviso degli interroganti una vera e propria truffa i cui beneficiari sono il Comune di Palermo e la sua partecipata, che annunciano un'altra emergenza al solo scopo di finanziare la "vasca 7" di Bellolampo con altri 30 milioni di euro;

se non ritenga di informare in proposito le autorità preposte per gli eventuali adempimenti di competenza.

(4-08549)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:

3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione):

3-04158, della senatrice Bertorotta ed altri, sulla detenzione in Libia di Tiziana Gamannossi.