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Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 890 del 04/10/2017


SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVII LEGISLATURA ------

890a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

MERCOLEDÌ 4 OTTOBRE 2017

(Pomeridiana)

_________________

Presidenza della vice presidente LANZILLOTTA,

indi della vice presidente DI GIORGI

N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: ALA-Scelta Civica per la Costituente Liberale e Popolare: ALA-SCCLP; Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD: AP-CpE-NCD; Articolo 1 - Movimento democratico e progressista: Art.1-MDP; Federazione della Libertà (Idea-Popolo e Libertà, PLI): FL (Id-PL, PLI); Forza Italia-Il Popolo della Libertà XVII Legislatura: FI-PdL XVII; Grandi Autonomie e Libertà (Direzione Italia, Grande Sud, Popolari per l'Italia, Riscossa Italia: GAL (DI, GS, PpI, RI); Lega Nord e Autonomie: LN-Aut; Movimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE: Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE; Misto: Misto; Misto-Campo Progressista-Sardegna: Misto-CP-S; Misto-Fare!: Misto-Fare!; Misto-Federazione dei Verdi: Misto-FdV; Misto-Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale: Misto-FdI-AN; Misto-Insieme per l'Italia: Misto-IpI; Misto-Italia dei valori: Misto-Idv; Misto-Liguria Civica: Misto-LC; Misto-Movimento la Puglia in Più: Misto-MovPugliaPiù; Misto-Movimento X: Misto-MovX; Misto-Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà: Misto-SI-SEL; Misto-UDC: Misto-UDC.

_________________

RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza della vice presidente LANZILLOTTA

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,32).

Si dia lettura del processo verbale.

PEGORER, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverto che nel corso della seduta odierna potranno essere effettuate votazioni qualificate mediante il procedimento elettronico.

Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal preavviso previsto dall'articolo 119, comma 1, del Regolamento (ore 16,35).

Sulla votazione della proposta di risoluzione n. 5
alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2017

MORRA (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MORRA (M5S). Signora Presidente, intervengo perché vorrei prendermi un merito. Grazie al mio voto errato, questa mattina, ho dato da lavorare a tanti che, per le agenzie di informazione e per i giornali, mi hanno tempestato di telefonate. Io voglio far ripartire il Paese e, di conseguenza, volevo far sapere all'Assemblea, come è logicamente comprensibile, che il voto da me espresso a favore - Dio me ne scampi e liberi - della risoluzione proposta dai senatori Zanda, Bianconi e Zeller, è stato un voto errato. L'intenzione era invece quella di votare con il mio Gruppo contro la risoluzione proposta dalla maggioranza.

Segnalo tale circostanza affinché i signori giornalisti ne prendano atto perché, grazie a me, hanno avuto forse da lavorare parecchio. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Ne prendiamo atto.

Deliberazione sulla richiesta di dichiarazione d'urgenza, ai sensi dell'articolo 77 del Regolamento, in ordine al disegno di legge:

(2768) CIAMPOLILLO ed altri. - Modifiche al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, in materia di coltivazione e consumo della cannabis e dei suoi derivati per uso terapeutico (ore 16,36)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la deliberazione sulla richiesta di dichiarazione d'urgenza, ai sensi dell'articolo 77 del Regolamento, in ordine al disegno di legge n. 2768.

Ricordo che su tale richiesta ha luogo una discussione nella quale potrà prendere la parola non più di un oratore per ciascun Gruppo parlamentare e per non più di dieci minuti.

Ha la parola il senatore Ciampolillo per illustrare la richiesta.

CIAMPOLILLO (M5S). Signora Presidente, vorrei citare alcuni dei nostri colleghi: i senatori Barozzino, Battista, Bencini, Bocchino, Buemi, Campanella, Capacchione, Casson, Cervellini, Cirinnà, Dalla Zuanna, De Cristofaro, De Petris, Eposito, Fabbri, Elena Ferrara, Filippi, Ichino, Lo Giudice, Lumia, Manassero, Manconi, Maran, Margiotta, Mattesini, Mirabelli, Morgoni, Mussini, Orellana, Palermo, Pegorer, Petraglia, Pezzopane, Puppato, Ricchiuti, Maurizio Romani, Scalia, Simeoni, Sollo, Spilabotte, Uras, Vaccari e Zanoni.

Quelli citati sono i nomi dei senatori che hanno sottoscritto il disegno di legge dell'Intergruppo parlamentare cannabis legale, promosso tra le due Camere del Parlamento, disegno di legge che prevedeva sull'argomento cannabis un'articolata disciplina. Ebbene, quel disegno di legge è oggi, come ben sapete, definitivamente naufragato. Ora qui votiamo l'urgenza di questa proposta di legge del Movimento 5 Stelle, di cui sono primo firmatario, e molti dei senatori che ho nominato probabilmente oggi non seguiranno la loro coscienza nell'interesse dei malati e di chi soffre, ma piegheranno il loro voto alle logiche dei partiti, del Partito Democratico, delle case farmaceutiche, di quella ciurmaglia della vecchia politica che il Movimento 5 Stelle manderà tra qualche mese a casa. (Commenti delle senatrici Albano e Cardinali).

Voi non ascoltate e non ascolterete il grido di dolore di tante persone che soffrono, persone malate, come Carlo Monaco, che ieri era qui in Senato, in conferenza stampa, ad attendere il voto e che fino a questa mattina, con un video, vi ha implorato di votare oggi a favore della richiesta d'urgenza sul presente disegno di legge, che si compone di un solo articolo e che sicuramente è l'unico che può essere votato entro la scadenza della legislatura.

Oggi invece, signor Presidente, approvando la calendarizzazione urgente del disegno di legge sulla cannabis terapeutica, che consente l'autocoltivazione domestica di quattro piante a ciascun malato munito di apposita certificazione medica, l'Assemblea del Senato ha la possibilità di dare una risposta concreta ai bisogni veri di tanti malati in Italia, di tante persone affette da gravissime malattie, che non riescono a curarsi con un farmaco naturale, perché non si trova in farmacia. In Italia è legale curarsi con la cannabis dal 2007, ma quei pochi fortunati che riescono ad avere la prescrizione medica vanno in farmacia e non la trovano, perché non é sufficiente il raccolto dell'Istituto farmaceutico militare di Firenze e, soprattutto, non è sufficiente il raccolto che arriva dall'Olanda, dalla società Bedrocan, che proprio in questi giorni ha chiesto scusa ai malati, perché non è in grado di garantire la continuità terapeutica.

Confido nella sensibilità dei colleghi di tutti i Gruppi e spero che sappiano dare una risposta a questa richiesta di aiuto, per dimostrare come la politica e i politici siano prima di tutto persone vicine ai bisogni di chi soffre e in grado di comprendere qual è il vero significato del loro impegno in Parlamento. (Brusio). Chiedo ai colleghi della Lega di non urlare.

Invito i colleghi senatori dei partiti a non cadere vittima dei giochi di palazzo, di questi trucchetti parlamentari, di questi trucchi di cinematografia parlamentare. (Brusio).

PRESIDENTE. Colleghi, vi invito ad abbassare il volume del brusio, perché è veramente molto alto e impedisce al senatore Ciampolillo di svolgere il suo intervento. Chiedo questa cortesia a tutti i settori dell'Aula.

CIAMPOLILLO(M5S). Grazie, signora Presidente. Questo è evidentemente l'interesse che hanno nei confronti di chi soffre. (Commenti della senatrice Cardinali).

È notizia di ieri che alla Camera dei deputati, stranamente, si è deciso di anticipare la discussione, dopo l'ennesimo rinvio del rinvio del rinvio (fino alla fine di ottobre) di un generico e inconsistente disegno di legge sulla cannabis, che ricomprenderebbe anche profili terapeutici e che, in ogni caso, non è in grado di affrontare il problema di cui invece parliamo oggi e che possiamo risolvere qui.

Sono certo che, di fronte al grido di dolore di tante persone, affette da gravissime malattie, di fronte alla loro richiesta di aiuto, non ci si possa piegare di certo a meri calcoli politici, da politicanti da strapazzo. Su questi argomenti non dovrebbero esistere trucchetti di palazzo e divisioni politiche, ma solo la volontà comune di dare un senso vero e alto al nostro impegno politico, che trova la sua unica giustificazione nel tentativo di aiutare chi ha bisogno, di dare un sostegno a chi soffre, di offrire una speranza e una risposta concreta alle esigenze dei cittadini, delle persone.

Colleghi, vi invito a votare qui in Senato la calendarizzazione urgente del provvedimento e, nonostante tutto, continuo a sperare nella vostra onestà intellettuale. Qui, oggi, i cittadini che chiedono aiuto sapranno i senatori che, operando sulla base della propria coscienza e dei propri valori, interpreteranno il proprio impegno politico quale servizio per i cittadini e chi invece utilizzerà la politica per salvaguardare una poltrona, illudendosi peraltro che questa vergogna possa continuare e durare ancora a lungo. Vi chiedo di votare in favore delle persone che soffrono, regalando loro un aiuto concreto, per poter alleviare le sofferenze e far vivere loro una vita meno dolorosa e comunque sicuramente più felice. (Applausi dal Gruppo M5S).

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. (Commenti dal Gruppo PD). Colleghi, rispetto per il senatore Giovanardi!

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Signora Presidente, visto che l'argomento che trattiamo e sul quale il Parlamento si sta interrogando è molto serio, faccio innanzitutto una considerazione di carattere parlamentare: è improbabile o comunque non costruttivo che, mentre la Camera sta discutendo da mesi sullo stesso argomento, il Senato si sovrapponga ai suoi lavori, duplicando la discussione.

Ma quello che maggiormente mi preoccupa in questo momento è proprio il problema di chi legittimamente vuole utilizzare i derivati e i principi attivi della cannabis per scopo curativo.

Bisogna che ci capiamo: in Italia è sempre stato assolutamente legittimo e possibile curare le patologie mediche con i derivati della cannabis. Il vero problema era che, per una serie di ragioni (che i membri della Commissione sanità conoscono benissimo), bisognava approvvigionarsi all'estero perché in Italia non c'era produzione. Abbiamo risolto questo problema l'anno scorso, con un intervento legislativo che ha incaricato l'Istituto militare di produrre questi farmaci; nello stesso tempo, se la produzione non fosse sufficiente, si è stabilita la possibilità di stipulare convenzioni che permettano di arrivare a soddisfare pienamente la domanda.

Chiaramente, però, si tratta di un medicinale e, come qualsiasi medicinale, la prescrizione comporta una ricetta medica che, riconosciuta la patologia, consente di accedere al farmaco.

Purtroppo, l'Istituto militare produce questo prodotto curativo in misura limitata e, quindi, secondo quanto anche una trasmissione televisiva ha recentemente dimostrato, non è in grado di soddisfare la domanda e le richieste che vengono, attraverso le ricette mediche, da chi intende curare le proprie patologie attraverso i principi attivi della cannabis. Questo è il vero problema da affrontare, su cui chiederei che anche il Governo desse una risposta. Rivolgo un appello ai membri della Commissione sanità oltre che al Governo, affinché verifichino e monitorino i motivi per cui ciò accade.

Attenzione: ci può essere e c'è discussione e dibattito sull'utilizzo della cannabis e dei suoi derivati per scopi ricreativi e ludici; ma sia chiaro che non vi è alcun tipo di contrapposizione e disaccordo sul fatto che chi è malato abbia tutti i diritti di curarsi con i derivati della cannabis.

Altro è arrivare alla produzione personale, alla possibilità per ognuno di crearsi il medicinale in casa e assumerlo senza avere la garanzia del principio attivo e della relazione esistente tra il prodotto che si assume e i benefici curativi: in qualsiasi Paese civile, in Europa e in tutto il mondo, chiunque sa che quando ha una patologia, se vuole prendere determinati medicinali, deve farlo sotto prescrizione medica.

Credo che siano tutte buone ragioni per sollevare il problema e che sia giusto parlarne e sollecitare il Governo e tutto il Parlamento affinché la decisione che abbiamo preso per legge (di consentire all'Istituto militare di produrre i derivati della cannabis e i principi attivi curativi e, se questo non è sufficiente, di stipulare convenzioni con altri produttori) consenta alla domanda di essere affrontata in maniera esaustiva, senza creare alcuna polemica, arrivando a dare una risposta positiva a tutti coloro che ritengono legittimamente che la loro patologia possa essere meglio curata con i derivati della cannabis.

DE CRISTOFARO (Misto-SI-SEL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-SI-SEL). Signora Presidente, noi invece appoggeremo e voteremo a favore della richiesta di dichiarazione d'urgenza ai sensi dell'articolo 77 del Regolamento. Le ragioni sono presto dette.

Il Gruppo Sinistra Italiana considera l'epilogo con cui si è consumata, in particolare alla Camera, la vicenda nata dall'Intergruppo parlamentare di 220 firmatari dell'appello all'inizio della legislatura, purtroppo, molto poco positivo per il Parlamento. Peraltro, la conclusione della vicenda alla Camera ha visto protagonista in particolare il nostro Gruppo, perché si è conclusa con le dimissioni di un collega del mio partito che, non condividendo il testo che era stato prodotto, molto meno avanzato di quello immaginato, in questo modo ha giustamente voluto segnalare un dissenso. Rimane l'amaro in bocca per un'ennesima occasione perduta.

Ora, anche ascoltando l'ultimo intervento del senatore Giovanardi, avvertiamo la sensazione netta che nel nostro Paese continuino ad esserci alcuni argomenti che sono considerati come fossero tabù. Eppure non siamo più nella California degli anni Cinquanta dove, quando si avevano due grammi di marijuana in tasca, si beccavano sei o sette anni di reclusione; siamo in una fase della storia dell'umanità in cui molti Parlamenti, in giro per il mondo, si interrogano con serietà, senza argomenti ideologici o propagandistici ma con i dati alla mano, sulla necessità di invertire una tendenza. Noi crediamo che, a partire dalle considerazioni svolte dal senatore Ciampolillo ma anche allargando il campo di discussione, tale inversione di tendenza sarebbe particolarmente positiva. Sarebbe positiva perché il Parlamento di un Paese che fa i conti con la realtà con cui ci si confronta, dovrebbe prendere atto di come la strategia che nel corso di questi ultimi decenni ha segnato in particolare le politiche del nostro Paese sulla vicenda delle droghe leggere, cioè la strategia proibizionista, abbia determinato un gigantesco fallimento, non soltanto in relazione a ciò che diceva il senatore Ciampolillo, quindi con riferimento alla poca attenzione nei confronti dei malati, argomento che pure è di grande importanza e di grande centralità, ma anche con una rimozione della realtà. Eppure, abbiamo ormai autorevolissimi studi che dimostrano, numeri alla mano, come un po' più di coraggio sul tema della legalizzazione e della rottura dello schema proibizionista, per esempio, provocherebbe danni molto molto seri, addirittura incalcolabili alle principali organizzazioni criminali di questo Paese. Non semplicemente i frequentatori di un centro sociale ma il procuratore nazionale antimafia, la cui rettitudine e la cui serietà tutti conosciamo, finalmente ha contribuito a squarciare questo velo di ipocrisia che c'è stato nel corso di tutti questi anni.

L'ideologia proibizionista ha fallito in maniera radicale, la legge che porta il nome del senatore Giovanardi ne è stata, purtroppo, un triste manifesto ideologico. Le carceri del nostro Paese straripavano di situazioni di questo genere e, come sappiamo bene, siccome nel febbraio 2014 la Corte costituzionale stabilì l'incostituzionalità della legge Fini-Giovanardi, molte migliaia di persone si sono ritrovate nella situazione davvero molto negativa di dover attendere per molto tempo il riconoscimento del diritto ad ottenere il ricalcolo delle pene sulla base della nuova normativa.

Insomma, siamo in una situazione in cui davvero servirebbe, da parte di questo Parlamento, un po' più di coraggio per affrontare queste situazioni e fare come è stato fatto in altri Parlamenti di altri Paesi europei e finanche in alcuni Stati americani, dove è in corso una sperimentazione molto interessante sulla cannabis e i suoi derivati e sul loro uso terapeutico.

Per di più, in Italia esiste il grande tema del contrasto alle mafie e alla Camorra che sarebbero profondamente messe in difficoltà da una normativa più innovativa.

Francamente, in questo quadro, la sordità del Parlamento e l'impossibilità di trattare questo argomento come se fosse ancora un tabù sembra proprio, ormai, fuori tempo massimo. Ci rendiamo conto che il tempo è ben poco perché siamo nella fase finale della legislatura ma sarebbe molto, molto significativo se in questi pochi mesi che restano, il Parlamento cercasse di avere su questo tema uno scatto di reni.

Per queste ragioni, voteremo molto convintamente a favore della richiesta di dichiarazione d'urgenza al nostro esame. (Applausi dal Gruppo Misto-SI-SEL).

FALANGA (ALA-SCCLP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FALANGA (ALA-SCCLP). Signora Presidente, il perimetro della discussione in questo momento è la richiesta di calendarizzazione d'urgenza illustrata dal senatore del Movimento 5 Stelle. Ragionare d'altro significa andare fuori tema, perché noi dobbiamo semplicemente decidere se questo argomento merita un'attenzione d'urgenza da parte del Parlamento. Poi, nel merito del provvedimento, il senatore Giovanardi ed altri, che hanno i loro legittimi convincimenti, potranno esprimerli, eventualmente anche attraverso emendamenti; ma noi adesso, signori colleghi, distratti colleghi, dobbiamo prendere una decisione che riguarda delle persone che in questo momento stanno soffrendo. Mi riferisco ai soggetti che sono sottoposti a chemioterapia e che soffrono, perché con i derivati e con i principi attivi della cannabis è stato scientificamente accertato che possono avere un alleviamento del loro dolore.

Se il prodotto venisse regolarmente commercializzato e ci fosse la possibilità di reperire nelle farmacie questo prodotto, non credo che il senatore Ciampolillo e gli altri cofirmatari del provvedimento si sarebbero presi la briga di redigere un testo di legge da presentare in questo Senato. Il problema sta proprio qui ed è un problema che fa vergogna al nostro Paese. Infatti, mentre con il decreto del 9 novembre 2015 il Ministro della salute accertava, dichiarava e consentiva la commercializzazione di prodotti derivati dalla cannabis, contemporaneamente non si è attivato perché questo prodotto venisse messo a disposizione nelle farmacie del nostro Paese e quindi utilizzato dai cittadini. Tutto questo fa vergogna.

Auspicabilmente, mentre noi valuteremo ed esamineremo il testo, ci potrebbe essere qualche intervento ministeriale tale da soddisfare la domanda di questo farmaco nelle farmacie e in tal modo si vanificherebbe l'esigenza di approvare questo provvedimento. Ma, poiché ciò non è stato, poiché ciò non è e poiché ritengo che ciò non sarà, a me pare legittima la richiesta volta a consentire eventualmente a questo Senato di esaminare con urgenza un provvedimento che sostanzialmente si può definire un provvedimento fai da te.

Se voi ritenete che chi è affetto da sclerosi multipla e sta soffrendo, chi è affetto da lesioni del midollo spinale e sta soffrendo, chi è sottoposto a terapie per l'HIV o per malattie tumorali e sta soffrendo non meriti l'urgenza dell'attenzione di questo Parlamento e di questo Senato, lo potete dire con il vostro voto contrario. Io personalmente sento sulla mia pelle il disagio, il dolore e le sofferenze di queste migliaia di cittadini italiani e quindi non posso che votare a favore della dichiarazione d'urgenza, invitando il mio Gruppo a fare altrettanto. In quella sede, poi, ascolteremo le ragioni del senatore Giovanardi e di altri, che sono contrari a questo provvedimento, e valuteremo. Ma l'urgenza - ed è questa la domanda che oggi si pone - credo sia legittima, proprio per la condizione di sofferenza di migliaia di italiani.

Invito quindi tutti i colleghi ad avere un pizzico di sensibilità e dire di affrontare urgentemente questo tema. Poi decideremo secondo le nostre coscienze, ma intanto va affrontato con urgenza, per una questione di rispetto non delle persone che soffrono, ma della sofferenza in sé, come condizione di vita di molti italiani. (Applausi del senatore Milo).

RICCHIUTI (Art.1-MDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RICCHIUTI (Art.1-MDP). Signora Presidente, il tema che stiamo affrontando è molto serio e vede molti colleghi impegnati.

La presentazione del collega Ciampolillo, zeppa di insulti nei confronti di questa Assemblea, probabilmente non è andata nella direzione di creare consenso. Nonostante la presentazione del collega Ciampolillo, il Gruppo Articolo 1-MDP voterà a favore della sua proposta. (Applausi dai Gruppi Art.1-MDP e Misto-SI-SEL).

GAETTI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GAETTI (M5S). Signora Presidente, fa piacere dire che si è stabilito che gli impieghi della cannabis a uso medico sono concreti, che si tratta di farmaci e che questi sono lavori scientifici testati internazionalmente. Questo è già un passo n avanti. Voglio aggiungere che si tratta di utilizzo di farmaci per uso terapeutico e non per altre situazioni, come l'uso ricreativo. Questo andrebbe segnalato, perché oggi questi farmaci non sono reperibili sul mercato, se non con grande difficoltà, e sono farmaci che vengono utilizzati per gravi patologie, croniche e invalidanti, con costi non indifferenti, sia in termini sociali che economici. Mediamente, un mese di terapia costa intorno ai 600 euro, cifra che è a carico di un Servizio sanitario nazionale - in alcune Regioni, mentre in altre è a pagamento - che, come abbiamo visto anche oggi, è fortemente sottofinanziato.

Da questo punto di vista non si capisce perché non consentire l'utilizzo da parte… (Il microfono si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE. Senatore Gaetti, guardi se può usare un altro microfono.

GAETTI (M5S). Stavo dicendo che in alcune Regioni questi farmaci sono distribuiti gratuitamente, in altre invece sono a carico dei pazienti.

Va detto che è stata proposta ed è cominciata la produzione da parte dell'Istituto farmaceutico di Firenze, ma tale produzione è insufficiente, come è insufficiente il quantitativo che si è stabilito di importare dall'estero. Per queste ragioni, molti di questi pazienti non riescono a ottenere il farmaco. Inoltre, voglio sottolineare che, purtroppo, alcuni familiari, vedendo la situazione così triste, hanno recuperato il farmaco dal mercato illegale e, proprio perché sono ingenui e non dei tossici, come si vuole far passare, molto di loro sono in carcere. Pochi giorni fa alcuni giornali hanno riportato storie tristissime, cui va la mia solidarietà. È per questo che non si riesce a capire perché vogliamo vietare l'autoproduzione visto che non siamo in grado di fornire loro la somministrazione di questo che, ripeto, è farmaco. È stato ribadito il concetto anche dal procuratore nazionale antimafia.

Quindi, ci sono tutte le situazioni e tutti gli elementi perché noi possiamo approvare questo provvedimento, che è un provvedimento semplice, un provvedimento che non liberalizza nulla, ma dà la possibilità a chi è malato (e, quindi, in possesso di certificazione) di avere quattro piante e di prodursi la dose di cui ha bisogno per sopperire a un dolore, un dolore importante e invalidante. Io ho avuto modo di parlare con alcuni di questi malati. Bisogna sentire la loro sofferenza per capirlo e, da medico, io lo capisco perfettamente.

Esorto davvero tutti a votare questo provvedimento, proprio per il fatto che va incontro ad esigenze di persone, esigenze rispetto alle quali noi abbiamo una responsabilità: non li abbiamo messi in condizioni di avere un farmaco e di questo noi dovremmo tener conto. (Applausi dal Gruppo M5S).

D'AMBROSIO LETTIERI (GAL (DI, GS, PpI, RI)). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'AMBROSIO LETTIERI (GAL (DI, GS, PpI, RI)). Signora Presidente, sul tema della cannabis si intrecciano valutazioni e implicazioni di natura scientifica e anche ideologica. Si passa da un impegno a sostenerne la diffusione e la legalizzazione per fini ricreativi a un altro aspetto (che, personalmente, mi trova molto più attento e sensibile) che riguarda l'uso terapeutico della cannabis per numerose patologie: per la sclerosi multipla, per la sclerosi amiotrofica laterale, per tutte le forme di analgesie in patologie che portano spasticità come sintomi associati. Penso, ancora, al glaucoma.

Ormai la letteratura scientifica, documentata da lavori con elevatissimo impact factor, ci confermano che la cannabis può e deve ritornare ad essere una sostanza di valido uso per il controllo di talune patologie con riferimento alla azione analgesica e non solo.

La discussione di oggi è se avviare o no con procedura d'urgenza l'esame del disegno di legge del collega Ciampolillo. Personalmente, io spiegherò il motivo per cui sono contrario. La mia contrarietà, pur rispettando la posizione del collega Ciampolillo e le finalità che egli si propone, trova le sue motivazioni innanzitutto nel voler mantenere l'ambito del provvedimento legislativo ristretto ad una finalità che sia connessa con l'uso terapeutico secondo i criteri e le modalità che sono a regolamentazione e disciplina di tutte le sostanze ad azione stupefacente e psicotrope, così come novellate dalla legge n. 38 del 2010.

Tuttavia, io ricordo (e qui ci sono autorevoli rappresentanti del Governo che potranno anche confermare) l'esistenza di un protocollo di intesa interministeriale, recentemente siglato dal Ministro della salute e da quello della difesa, che affida allo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze la produzione della cannabis, anche stabilendo i termini e le condizioni, fino a determinarne l'assoluta garanzia di soddisfazione delle esigenze che sull'intero territorio nazionale, invero, ad oggi non sono completamente soddisfatte in termini di quantità e in termini di tempestività.

A mio avviso, quest'Aula potrebbe molto più autorevolmente e forse responsabilmente, sollecitare i Ministeri competenti affinché adottino gli atti amministrativi funzionali, intanto alla armonizzazione dei comportamenti di tutte le Regioni italiane. Un altro problema controverso, infatti, è l'accesso gratuito alla terapia con cannabis, che soltanto in otto Regioni è coperto da oneri di cui si fa carico la finanza pubblica. Nelle residue altre Regioni sono oneri che ricadono sulle tasche del bistrattato cittadino, che è anche sfortunato, perché è paziente in quanto malato.

Credo che un atto di armonizzazione attraverso procedimenti amministrativi possa soddisfare - anche con maggiore tempestività di quanto non possa fare il percorso legislativo, soprattutto in conclusione di legislatura - gli obiettivi che noi intendiamo porci e proporci.

In questo ambito d'impegno e di sollecitazione al competente Ministero, mi riferisco soprattutto al Ministero della salute che è molto sensibile e so che in tal senso è particolarmente apprezzato, si può altresì chiedere di intervenire per una più rapida e tempestiva diffusione anche attraverso il canale delle farmacie, ai fini dell'allestimento delle preparazioni galeniche magistrali contenenti la cannabis, in modo da renderle sempre più facilmente fruibili da parte dei pazienti aventi diritto, muniti delle regolari prescrizioni mediche.

In tal senso, illustri colleghi, signora Presidente, ho espresso il mio pensiero. (Applausi dal Gruppo GAL (DI, GS, PpI, RI)).

GASPARRI (FI-PdL XVII). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GASPARRI (FI-PdL XVII). Signor Presidente, non è questa la sede per affrontare una lunga e dettagliata discussione sul tema dell'uso delle droghe. Stiamo infatti discutendo la richiesta, legittima ai sensi del Regolamento, di urgenza di un provvedimento; la discussione sul merito, invece, che è stata per certi versi anticipata da qualche intervento, si svolgerebbe, si svolgerà o si sarebbe volta (a seconda di quello che decideremo, la declinazione temporale sarà adattata) solo successivamente.

C'è però un problema procedurale; la Camera dei deputati sta discutendo da molto tempo questa proposta, che qualche mese fa è arrivata in Assemblea, dove si è già svolta la discussione generale. La proposta è poi tornata in Commissione, dove è stata modificata liberamente dalla volontà dei colleghi delle Commissioni competenti. Bisogna seguire l'andamento dei lavori perché il Parlamento è rimasto bicamerale, ma non siamo delle realtà avulse. Anche se - lo ripeto - la richiesta d'urgenza è conforme al Regolamento, il mio Gruppo non la condivide per una questione procedurale. Il provvedimento che in Commissione è stato già modificato, tanto che il relatore si è dimesso perché è stata tolta la parte ludico ricreativa e il testo è stato limitato all'uso terapeutico della cannabis, dovrebbe tornare all'attenzione dell'Assemblea il 17 ottobre. La Camera dei deputati, che ha già incardinato il provvedimento, lo ha già discusso in Assemblea, fatto tornare in Commissione e poi, di nuovo tornerà in Assemblea, farà quello che riterrà. Se e quando il provvedimento dovesse arrivare al Senato, faremo le valutazioni e le discussioni che ci competono in un sistema bicamerale quale quello che c'è in Italia.

Tralasciando perciò il merito della discussione, voglio ringraziare il senatore De Cristofaro per aver chiarito i termini della questione; infatti lui, che ha posizioni molto diverse dalla mia, ha motivato il voto favorevole del suo Gruppo come un segnale e un'apertura verso un uso più ampio, verso una legalizzazione di alcune sostanze stupefacenti. Egli ha altresì chiarito - voglio sottolinearlo in un momento di dibattito politico in cui alcuni partiti fingono di non essere di un certo orientamento, ma vogliono fare i partiti securitari - che il Movimento 5 Stelle propone una discussione più rapida su forme di legalizzazione di sostanze stupefacenti che poi altri Gruppi dicono che andrebbe estesa.

C'è infatti tutta la discussione, che qui non riporto, relativa al mercato della droga. Il procuratore della Repubblica di Catanzaro Gratteri, il più grande protagonista italiano della lotta al narcotraffico planetario, vedendo la 'ndrangheta, ahimè, a volte protagonista sulle varie sponde degli oceani, dall'America Latina all'Italia, ha dovuto contrastare fenomeni che passano per l'Italia, ma che hanno una dimensione mondiale.

Un anno fa abbiamo tenuto una conferenza nella Sala Koch del Senato, durante la quale il procuratore Gratteri ha spiegato che la legalizzazione delle droghe - rispondo così al senatore De Cristofaro - non avrebbe l'effetto di bloccare la criminalità per due ragioni: a parte le questioni relative al danno dell'uso terapeutico delle droghe, nel cui merito non voglio entrare ora, perché i tre quarti dei consumi di cannabis sono riconducibili a minorenni e quindi la legalizzazione, anche per chi la propone, non potrebbe essere estesa a tale categoria, a meno che non si voglia proporre anche questo. Ci mancherebbe solo questo, ma non si può fare. Quindi, i tre quarti dello spaccio. Resterebbe così - devo immaginare - un mercato illegale, a meno che non si voglia portare la droga anche nelle scuole.

Ricordo che i proventi derivanti dal commercio di cannabis e marijuana rappresentano il 3-4 per cento del totale dei proventi del narcotraffico, per la gran parte legati ad altre sostanze più costose. Le ricchezze delle narcomafie prolificano infatti sul traffico di eroina, cocaina, droghe chimiche e quant'altro. Pertanto, se si procedesse alla legalizzazione, si interverrebbe sul 25 per cento dell'uso di marijuana, visto che il 75 per cento è per minorenni, che rappresenta il 3-4 per cento del totale dei proventi delle narcomafie. Quindi, interverremmo su una percentuale pari allo 0,8-1 per cento. La fonte di questa mia citazione è il procuratore della Repubblica di Catanzaro Gratteri, che lo ha detto in molte occasioni e ribadito anche nella Sala Koch del Senato.

Per quanto riguarda l'uso terapeutico delle sostanze, ricordo che esso è già previsto nel nostro Paese: pensate alla morfina, che è un antidolorifico. Non è che, mutuando questa proposta, una persona che - ahimè - deve usare la morfina, a cui viene prescritta dai medici (recentemente sono state adottate norme che hanno migliorato la prescrivibilità di alcuni farmaci), avvia la coltivazione di papaveri nel giardino di casa. Se la coltiva e se la produce da solo? No, evidentemente un medico prescriverà la morfina, che verrà somministrata secondo determinate modalità.

Anche per quanto riguarda la questione della cannabis, è stato detto da diversi colleghi che l'uso terapeutico è già previsto. Poi, si può verificare se e come funziona, ma non è l'autoproduzione della sostanza sul balcone che risolve il problema. Peraltro, ci sono varie modalità e quantità di principio attivo. Ogni cittadino si mette a fare il medico? Accanto a me è seduto il senatore Mandelli, che ha fortuna di essere farmacista e quindi sa riconoscere un farmaco e forse anche produrre. Noialtri che abbiamo un dolore o un problema, che facciamo? Ci mettiamo a produrre sul balcone il farmaco? Chi ci dice che è conforme alle sue specifiche qualità? Io ho mal di testa e produco sul balcone l'Oki, l'Aulin o l'aspirina. Chissà quale intruglio ingurgito. Che esistono a fare i medici e i farmacisti se non per prescrivere sostanze che, in condizioni normali, nessuno assumerebbe? Ho citato il caso della morfina come antidolorifico. Non è che una persona coltiva i papaveri a casa, così si prende poi la morfina se ha un dolorino.

Credo che la proposta sia quindi sbagliata. È stato già detto che la coltivazione di cannabis a scopo terapeutico è stata affidata dalle istituzioni allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Tale istituto avendo ormai un'attività limitata consente il controllo della produzione affinché le quantità prodotte non vadano poi in giro per usi impropri, ma vengano destinate alla produzione dei farmaci che sono reperibili (ce ne saranno pochi, tanti, discutiamone). In ogni caso, il problema delle cure non se lo risolve il singolo cittadino sul balconcino con quattro piante. Un conto è farsi un tè o una tisana, altra cosa è produrre un farmaco. Francamente, se io ho un problema mi rivolgo a un medico, che eventualmente mi prescrive un farmaco. Tutti i farmaci, se presi in condizione di normalità, possono creare danni (pensiamo, ad esempio, agli psicofarmaci).

Fermo restando che è legittimo proporlo, ma che è altrettanto legittimo dissentire e che nel merito avremmo molte altre cose da dire, ma qui mi fermo, ricordo che la Camera dei deputati ne sta discutendo. Vediamo cosa succede. I colleghi della Camera, che hanno la nostra stessa dignità e responsabilità, ne hanno discusso sia in Commissione, che in Assemblea. Si sta discutendo con posizioni libere e diverse. Una decisione di questo tipo ha una valenza simbolica, lo dico ai colleghi. La nostra contrarietà è non solo per rispetto della Camera (il Senato potrebbe infatti dire che ne vuole parlare), ma anche per evitare un uso non terapeutico, ma propagandistico della procedura di urgenza. Ringrazio chi ha detto che questo è un modo per aprire la discussione sulla legalizzazione tout court. Dico a qualche collega che ha trattato prima l'argomento di fare qualche riflessione più specifica.

Noi voteremo serenamente, ma convintamente contro la procedura di urgenza, pronti a discutere nel merito gli aspetti sanitari e medici quando e se la proposta arriverà. Infatti, curare le persone implica che ciò che in uso normale potrebbe essere illegale e dannoso, in uso farmaceutico può diventare salutare. Io non sono medico, né farmacista, ma tutti abbiamo esperienza con i medicinali. Ci sono le istruzioni e le controindicazioni, perché anche il farmaco che fa un bene, crea un male. Quindi bisogna usarlo non coltivandolo sul balcone, ma rivolgendosi alle persone che ci possono dire cosa fare e cosa non fare.

La questione non è quindi urgente, ma seria; non affrontiamola con superficialità. Per questo voteremo contro la richiesta di dichiarazione d'urgenza. (Applausi dal Gruppo FI-PdL XVII e del senatore Giovanardi).

DE BIASI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE BIASI (PD). Signora Presidente, innanzitutto vorrei ricordare a quest'Assemblea che un paio di anni fa noi abbiamo votato un provvedimento che prevedeva le possibilità di utilizzare i farmaci off label; nel contempo abbiamo rivisto la normativa sulla cannabis e abbiamo inserito la possibilità di utilizzo della stessa per uso terapeutico. Vorrei ricordarlo perché per onestà intellettuale, caro collega Ciampolillo, quella volta voi avete votato contro. (Applausi dal Gruppo PD). Cominciamo a mettere in chiaro alcune cose sull'onestà intellettuale, perché io credo che la limpidezza sia un punto importante della nostra relazione; inoltre io non sono abituata a insultare e non vorrei essere insultata, né io né nessuno qui dentro credo.

In secondo luogo, signora Presidente, come hanno ricordato altri colleghi, in questo caso si pone l'ennesimo problema che abbiamo visto anche in altre situazioni, quello cioè di disegni di legge sulla stessa materia che sono già incardinati nell'altra Camera. Originariamente, il disegno di legge riguardava la liberalizzazione della cannabis; l'istruttoria in Commissione ha portato a circoscrivere il tema esclusivamente alla cannabis per uso terapeutico. Il disegno di legge, al contrario di quello che ha sostenuto in questa sede il senatore Ciampolillo, è tutt'altro che morto, visto che è stato incardinato per l'esame da parte dell'Assemblea della Camera il 17 ottobre, quindi evidentemente sarà esaminato e se è esaminato non è morto e se non è morto è difficile che lo possiamo incardinare noi. Infatti, anche in altri momenti abbiamo vissuto questo conflitto tra le due Camere e lo abbiamo risolto in modo molto pratico, dando al ramo del Parlamento che aveva già incardinato il provvedimento la possibilità di andare avanti con il lavoro. Ciò significa che, essendo incardinato per il 17 ottobre, si presume che arriverà molto presto anche in Senato e in quell'occasione avremo l'opportunità di discutere nel merito.

Su questo vorrei dire in modo molto chiaro che ritengo una inciviltà il fatto che le persone malate non abbiano accesso alla cannabis ad uso terapeutico. Lo trovo incivile perché credo che nel mondo moderno questo sia un farmaco importante. Si tratta però un farmaco, non di una cosa che uno si fa come gli pare e piace. Ci sono procedure, good manufacturing practices (GMP), protocolli internazionali; ci sono le aziende che producono l'infiorescenza, quelle che producono il principio attivo e ci sono i soggetti che devono trasformare il principio attivo in farmaco. Altrimenti - lo ripeto per l'ennesima volta, visto che abbiamo già avuto il caso Stamina - uno si alza una mattina e decide che quello è un rimedio. Eh no, il farmaco deve seguire dei percorsi scientifici di validazione molto precisi, anche perché, tra le altre cose, la coltivazione individuale dà qualche problema rispetto all'inquinamento, ma è un problema del tutto secondario.

Discuteremo nel merito quando arriverà il disegno di legge. Certo è che lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze non è in grado, perché è piccolino, di rispondere all'intero fabbisogno e quindi è necessario che vi siano anche altri soggetti accreditati e validati per la produzione della cannabis ad uso terapeutico. Discuteremo poi delle preparazioni galeniche, degli ambiti entro cui si può sviluppare questa procedura, ma un punto deve essere chiaro: senza percorso scientifico non c'è farmaco e se non è farmaco, per quanto mi riguarda, non esiste. Questo sì lo dobbiamo al diritto dei malati, più o meno gravi: di essere curati nella sicurezza.

Per questo, signora Presidente, ritengo che dobbiamo aspettare il lavoro della Camera e non acconsento alla proposta di esaminare il disegno di legge presentato dal senatore Ciampolillo. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Buemi).

CENTINAIO (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CENTINAIO (LN-Aut). Signora Presidente, sulla dichiarazione d'urgenza chiesta dal Gruppo Movimento 5 Stelle dichiariamo subito la nostra contrarietà sia sul metodo che sul merito.

Quanto al merito, come Gruppo Lega, se dovessimo trattare questo argomento, lasceremo libertà di voto: ogni senatore del Gruppo avrà libertà di decidere secondo coscienza cosa votare, così almeno tutti avranno la possibilità di scegliere. Ma, visto e considerato che l'utilizzo della cannabis per uso terapeutico esiste già, riteniamo inutile questo provvedimento. Non ci piace il fatto che venga utilizzato un provvedimento di questo tipo semplicemente per permettere a qualcuno di farsi la piccola piantagione domestica per chissà che cosa.

La nostra contrarietà è quindi soprattutto sul metodo: non ci interessa trattarlo in questo momento semplicemente perché riteniamo che non sia un provvedimento da trattare con urgenza. Il nostro Paese ha altre urgenze, colleghi: il nostro Paese ha l'urgenza dell'occupazione, delle aziende che se ne vanno e chiudono, dei 170.000 giovani che dal nostro Paese ogni anno emigrano, dell'immigrazione clandestina, e sicuramente c'è un problema di sicurezza nel nostro Paese. Ma non abbiamo visto... (Commenti del senatore Ciampolillo). Ciampolillo, per favore... (Commenti del senatore Ciampolillo).

Caro collega Ciampolillo del Movimento 5 Stelle... (Commenti del senatore Ciampolillo).

PRESIDENTE. Senatore Ciampolillo, lei è già intervenuto, ora lasci parlare il collega. (Reiterati commenti del senatore Ciampolillo).

CENTINAIO (LN-Aut). Ciampolillo, stai zitto! Stai zitto una volta tanto nella vita!

PRESIDENTE. Senatore Centinaio, si rivolga alla Presidenza e non al senatore Ciampolillo.

CENTINAIO (LN-Aut). Signora Presidente, il senatore Ciampolillo apre la bocca tutte le volte che deve prendere aria e, di conseguenza, quando ha bisogno di prendere aria fa...

PRESIDENTE. Senatore, la prego di rispettare i suoi colleghi. (Commenti del senatore Ciampolillo).

CENTINAIO (LN-Aut). Ciampolillo, stai zitto! Una volta nella vita, stai zitto!

PRESIDENTE. Senatore Centinaio, non raccolga le interruzioni del senatore Ciampolillo.

CENTINAIO (LN-Aut). Ciampolillo, prendi il microfono, chiedi la parola...

PRESIDENTE. Senatore Centinaio, concluda il suo intervento. Il senatore Ciampolillo è già intervenuto.

CENTINAIO (LN-Aut). Quindi facciamolo stare in silenzio una volta tanto.

Dicevamo che, quanto al metodo del provvedimento, il nostro Paese ha altre priorità. Di conseguenza, riteniamo che l'urgenza bisognava chiederla su altro. Il Gruppo Movimento 5 Stelle ha come priorità la cannabis, mentre la Lega ha altre priorità: lavoro, sicurezza e le cose che interessano al nostro Paese. (Applausi dal Gruppo LN-Aut e della senatrice Rizzotti. Commenti dei senatori Cappelletti e Ciampolillo).

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signora Presidente, essendo io tra i sottoscrittori della proposta di legge, è fuori discussione il mio interesse a vedere approvato un provvedimento urgente. Per un certo verso, esso potrebbe essere divisivo ma, vista la finalità terapeutica, dovremmo essere tutti d'accordo sulla possibilità di portarlo all'approvazione delle due Camere il più rapidamente possibile. Proprio per questo, condivido la posizione assunta dalla Presidente della Commissione competente, perché se il provvedimento è incardinato alla Camera e già fissato all'ordine del giorno per il 17 ottobre, è assolutamente inefficiente, contraddittorio e divaricatore delle intenzioni positive portarlo anche in quest'Aula.

Si approvi rapidamente il provvedimento e aggiungo, pur essendo favorevole ad una libertà di uso delle droghe leggere di impostazione diversa da quella terapeutica, che ritengo che la parte terapeutica debba essere salvaguardata e che su questo ci debba essere l'impegno di tutti.

Conseguentemente, anche io dichiaro un voto contrario alla richiesta di urgenza, perché l'urgenza è intrinseca nell'inserimento all'ordine del giorno del provvedimento alla Camera dei deputati.

PRESIDENTE. Metto ai voti la richiesta di dichiarazione d'urgenza, ai sensi dell'articolo 77 del Regolamento, in ordine al disegno di legge n. 2768, avanzata dal senatore Ciampolillo e da altri senatori.

Non è approvata.

CIAMPOLILLO (M5S). Chiediamo la controprova. (Commenti del senatore Mirabelli)

PRESIDENTE. Senatore Ciampolillo, è vietato fare le riprese in Aula, quindi la prego di astenersi.

Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

Non è approvata.

Inversione dell'ordine del giorno

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per una temporanea ma giustificata indisponibilità del relatore del provvedimento oggetto del prossimo punto all'ordine del giorno, dispongo, ai sensi dell'articolo 56, comma 3, l'inversione della trattazione degli argomenti iscritti all'ordine del giorno. Passiamo dunque alle ratifiche di Accordi internazionali.

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(2807) Ratifica ed esecuzione dei seguenti Accordi: a) Accordo euromediterraneo nel settore del trasporto aereo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da un lato, e il Governo dello Stato d'Israele, dall'altro, fatto a Lussemburgo il 10 giugno 2013; b) Accordo sullo spazio aereo comune tra l'Unione europea e i suoi Stati membri e la Repubblica moldova, fatto a Bruxelles il 26 giugno 2012; c)Accordo sui trasporti aerei fra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da un lato, gli Stati Uniti d'America, d'altro lato, l'Islanda, d'altro lato, e il Regno di Norvegia, d'altro lato, con Allegato, fatto a Lussemburgo e Oslo il 16 e il 21 giugno 2011, e Accordo addizionale fra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da un lato, l'Islanda, d'altro lato, e il Regno di Norvegia, d'altro lato, riguardante l'applicazione dell'Accordo sui trasporti aerei fra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da un lato, gli Stati Uniti d'America, d'altro lato, l'Islanda, d'altro lato, e il Regno di Norvegia, d'altro lato, fatto a Lussemburgo e Oslo il 16 e il 21 giugno 2011 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 17,32)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2807, già approvato dalla Camera dei deputati.

La relatrice, senatrice De Pietro, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice.

DE PIETRO, relatrice. Signora Presidente, l'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, per la ratifica di tre accordi internazionali sottoscritti dall'Unione europea, relativi al settore del trasporto aereo: il primo è con Israele, il secondo con la Moldova e il terzo è con Islanda e Norvegia.

L'Accordo con Israele, sottoscritto nel giugno del 2013, risponde all'esigenza di liberalizzare l'accesso al mercato, creare nuove opportunità di investimento per gli Stati membri e garantire pari diritti e opportunità ai vettori aerei dell'Unione europea e israeliani. L'obiettivo è istituire uno spazio aereo liberalizzato tra l'Unione europea, i suoi Stati membri e lo Stato d'Israele, nel cui ambito i vettori di entrambe le parti potranno stabilirsi liberamente, fornire i loro servizi su base equa e paritaria, nonché essere soggetti a condizioni regolamentari equivalenti e armonizzate. Il provvedimento sostituisce precedenti intese, che sono già in vigore e dovrebbe favorire il processo di consolidamento dei soggetti che operano nel settore, per garantire loro le migliori condizioni per affrontare le dinamiche di un mercato sempre più complesso.

A finalità simili risponde anche l'Accordo sullo spazio aereo comune con la Moldova. Oltre a liberalizzare l'accesso al mercato e creare nuove opportunità di investimento, il testo intende garantire pari diritti e opportunità a tutti i vettori aerei dell'area, imponendo a tutti il rispetto delle stesse norme in materia di sicurezza aerea, gestione del traffico aereo e aspetti ambientali.

L'ultimo Accordo estende all'Islanda e alla Norvegia le disposizioni in materia di trasporto aereo già esistenti tra Unione europea e Stati Uniti. Anche in questo caso la finalità del testo è quella di liberalizzare l'accesso al mercato, di creare nuove opportunità di investimento e di garantire pari diritti e opportunità ai vettori aerei. L'estensione ai due Paesi nordici, che non appartengono all'Unione europea, ma sono parte dello Spazio aereo comune europeo, assicurerà un quadro normativo coerente per i voli fra gli Stati Uniti e il mercato unico dell'aviazione civile europea.

Il disegno di legge di ratifica dei tre Accordi consta di quattro articoli che ineriscono rispettivamente, all'autorizzazione alla ratifica, all'ordine di esecuzione, alla clausola di invarianza finanziaria e alla entrata in vigore.

Non ci sono oneri economici.

La ratifica degli strumenti internazionali non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, con l'ordinamento dell'Unione europea o con gli altri obblighi internazionali assunti dall'Italia.

In conclusione, propongo l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Stucchi. Non essendo presente in Aula, si intende abbia rinunziato ad intervenire.

Dichiaro chiusa la discussione generale.

Poiché la relatrice e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica, passiamo all'esame degli articoli, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.

Metto ai voti l'articolo 1.

È approvato.

Passiamo alla votazione dell'articolo 2.

CIAMPOLILLO (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 3.

CIAMPOLILLO (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 4.

CIAMPOLILLO (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione finale.

DALLA TOR (AP-CpE-NCD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DALLA TOR (AP-CpE-NCD). Signora Presidente, il trasporto aereo è un settore sempre più importante per l'economia internazionale e sempre più difficile da gestire, anche per l'aumento del volume complessivo di traffico. Questi Accordi devono essere visti positivamente perché aumentano la cooperazione internazionale in materia, semplificano la gestione del traffico e garantiscono condizioni paritarie di concorrenza agli operatori dei diversi Paesi. Per questo, dichiaro il voto favorevole del Gruppo.

LUCIDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIDI (M5S). Signora Presidente, esprimo il voto favorevole, come abbiamo dimostrato già per i singoli articoli, su questo disegno di legge.

Anche in questo caso ribadiamo quanto abbiamo già detto molte altre volte in questa sede: contestiamo che vengano accorpate in un unico disegno di legge le ratifiche di più trattati internazionali, se pure, in questo caso, per materia attinente, quindi molto più congruenti rispetto ad altre volte. Si tratta comunque di trattati stipulati con Stati esteri abbastanza differenti tra loro, quindi sarebbe stato preferibile avere un'analisi specifica per ogni singolo trattato, caso per caso. Ribadiamo il nostro approccio e il nostro atteggiamento, che prevede sempre una ratifica per singolo trattato. Lo abbiamo fatto per tutta la legislatura e continuiamo a ribadirlo.

Concludo il mio intervento ribadendo il nostro voto comunque favorevole su questo disegno di legge.

MALAN (FI-PdL XVII). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MALAN (FI-PdL XVII). Signora Presidente, premetto che più volte Forza Italia ha chiesto che le ratifiche venissero discusse trattato per trattato, come è stato appena detto dal collega (su questo ci troviamo perfettamente d'accordo). Tuttavia, votiamo a favore poiché siamo a favore di ciascuna di queste ratifiche. Sarebbe bene che il Governo, visto che più volte è stato sollecitato, e non solo da noi, a presentare le ratifiche trattato per trattato, si decidesse a farlo mostrando di ascoltare il Parlamento e non di usarlo solo come uno strumento per apporre un timbro. Non siamo un ufficio burocratico, siamo una delle due Camere del Parlamento e il Parlamento nel suo insieme ha diritto ad esprimersi su ogni singolo Trattato. Cercate la prossima volta di farlo e non semplicemente di dire che accettate questo appunto per poi dimenticarlo al momento di presentare i disegni di legge.

SANGALLI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANGALLI (PD). Signora Presidente, nel preannunciare il voto favorevole del Partito Democratico al disegno di legge al nostro esame, anch'io colgo l'occasione per fare due considerazioni di tipo metodologico sul tema delle ratifiche. La prima è che gli interventi che sono stati fatti circa l'omogeneità degli argomenti e dei temi che devono essere trattati sono corretti. Aggiungo però un'altra considerazione, che non è in conflitto con la precedente ma è ad adiuvandum. Noi, come si è visto anche oggi nelle Commissioni riunite giustizia e affari esteri, abbiamo un'eredità di ratifiche che storicamente arrivano al nostro esame dopo molti anni. In questa legislatura abbiamo intensificato molto l'azione di ratifica dei trattati e delle convenzioni internazionali. Sarebbe utile che sul piano metodologico - e non è tanto un problema del Governo quanto un problema del rapporto tra Parlamento e Governo - oltre ad agire per comparti omogenei agissimo anche per sessioni di ratifica in modo che si possa lavorare con maggiore efficienza e con l'attenzione adeguata ad argomenti che sono di una importanza estrema, come nel caso della ratifica al nostro esame, ma che passano come un automatismo.

Per evitare tutto questo, forse qualche sessione di ratifica che ci consenta di lavorare in modo omogeneo e su blocchi di ratifiche farebbe anche in modo che il nostro Paese si presenti puntualmente alle ratifiche internazionali.

Saluto ad una delegazione dell'Associazione bambini emato-oncologici

PRESIDENTE. Saluto calorosamente a nome dell'Assemblea la delegazione dell'Associazione bambini emato-oncologici di Brescia che assistono ai nostri lavori. Benvenuti al Senato. Facciamo molti auguri a loro e ai loro genitori. (Applausi).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2807 (ore 17,42)

CIAMPOLILLO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CIAMPOLILLO (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(2808) Ratifica ed esecuzione dei seguenti Accordi: a) Accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Emirati Arabi Uniti, nell'ambito della cultura, arte e patrimonio, fatto a Dubai il 20 novembre 2012; b)Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Malta in materia di cooperazione culturale e di istruzione, fatto a Roma il 19 dicembre 2007; c) Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Montenegro, fatto a Podgorica il 26 settembre 2013; d) Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Senegal, fatto a Roma il 17 febbraio 2015; e)Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica slovacca sulla cooperazione in materia di cultura, istruzione, scienza e tecnologia, fatto a Bratislava il 3 luglio 2015; f) Accordo di collaborazione nei settori della cultura e dell'istruzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Slovenia, fatto a Roma l'8 marzo 2000 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 17,43)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2808, già approvato dalla Camera dei deputati.

La relatrice, senatrice Fattorini, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice.

FATTORINI, relatrice. Signora Presidente, il disegno di legge al nostro esame, già approvato dalla Camera, reca la ratifica di sei Accordi internazionali relativi al settore della cooperazione scientifica, culturale e dell'istruzione sottoscritti con: Emirati Arabi Uniti, Malta, Montenegro, Senegal, Slovacchia e Slovenia.

L'Accordo di cooperazione con gli Emirati Arabi Uniti nell'ambito della cultura, arte e patrimonio discende dall'intensificarsi delle relazioni commerciali bilaterali e dall'incremento degli scambi culturali, nel quadro di una rinnovata cooperazione politica. Il testo intende promuovere la comprensione delle rispettive eredità culturali e la diffusione e l'insegnamento delle rispettive lingue nell'altro Paese, nonché la cooperazione nel campo della musica, delle arti visive, del teatro, del cinema e di tutte le altre forme artistiche, sostenendo la cooperazione bilaterale tra le diverse istituzioni e le associazioni culturali.

L'Accordo con Malta, composto da un preambolo e da 15 articoli, aggiorna il quadro politico e normativo risalente alla precedente intesa bilaterale del 1967. È finalizzato a promuovere e favorire iniziative, scambi e collaborazioni nel comparto della cultura, con particolare riferimento alla tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico dei due Paesi.

L'Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica con il Montenegro, sottoscritto nel settembre 2013, è finalizzato a costituire, promuovere e sostenere iniziative comuni in campo scientifico e tecnologico. L'intesa, che è la prima nel suo genere fra i due Paesi, è volta altresì a favorire l'integrazione del Montenegro nel quadro del processo europeo, incoraggiando la sua partecipazione ai programmi multilaterali promossi dall'Unione europea, nonché da specifici organismi regionali quali l'Iniziativa centro europea.

L'Accordo con il Senegal sostituisce una precedente intesa risalente al 1974. Il nuovo Accordo rafforzerà le relazioni culturali bilaterali, contribuirà al miglioramento del sistema culturale ed educativo senegalese, alla diffusione della conoscenza scientifica e della ricerca, con effetti positivi anche in relazione agli interventi di cooperazione allo sviluppo. Ci sono anche alcune previsioni per la valorizzazione della comunità senegalese in Italia, per la collaborazione interuniversitaria e per il sostegno dell'insegnamento dell'italiano in Senegal.

L'Accordo con la Slovacchia, sottoscritto nel luglio 2015 (quindi da poco), si propone di fornire un quadro di riferimento anche alle iniziative di collaborazione culturale, scientifica e tecnologica fra i due Paesi, in considerazione della varietà e della qualità dei rapporti bilaterali esistenti. Anche in questo caso si vuole rispondere alla forte richiesta di lingua e cultura italiana nel territorio slovacco e incoraggiare l'avvio di collaborazioni nel settore della ricerca scientifica e tecnologica.

L'Accordo con la Slovenia è invece limitato ai settori della cultura e dell'istruzione. L'intesa sostituisce un precedente Accordo risalente al 1960 e contiene anche previsioni per agevolare le relazioni culturali tra le minoranze dell'una e dell'altra parte nei rispettivi territori.

Il disegno di legge di ratifica è composto da quattro articoli, che riguardano l'autorizzazione alla ratifica, l'ordine di esecuzione, la copertura finanziaria e l'entrata in vigore. Gli oneri complessivi, per i sei Accordi, sono valutati in circa 1.400.000 euro annui. In conclusione, propongo l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Stucchi. Non essendo presente in Aula, si intende abbia rinunziato ad intervenire.

È iscritta a parlare la senatrice Montevecchi. Non essendo presente in Aula, si intende abbia rinunziato ad intervenire.

Dichiaro chiusa la discussione generale.

Poiché la relatrice e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica, passiamo all'esame degli articoli, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.

Procediamo alla votazione dell'articolo 1.

MARTELLI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 2.

MARTELLI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 3.

MARTELLI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 4.

MARTELLI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione finale.

DALLA TOR (AP-CpE-NCD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DALLA TOR (AP-CpE-NCD). Signora Presidente, in questo disegno di legge si tratta di Accordi stipulati con Paesi diversi tra loro, ma che hanno un'unitarietà di contenuti. L'obiettivo comune, infatti, è quello di intensificare la cooperazione internazionale in ambito culturale, della ricerca scientifica e dell'istruzione. Si tratta di un obiettivo senz'altro condivisibile, soprattutto per un Paese come il nostro, che in questi settori vanta delle eccellenze mondiali. I provvedimenti potranno anche favorire la diffusione della conoscenza della lingua italiana nel mondo. Per questo il Gruppo di Alternativa Popolare voterà favorevolmente.

LUCIDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIDI (M5S). Signora Presidente, anche in questo caso ci troviamo a replicare quanto detto prima, anche se questa volta in maniera più sostanziosa perché stiamo ratificando Accordi che abbiamo fatto con Paesi abbastanza disparati tra loro perché stiamo parlando di Emirati Arabi, Malta, Montenegro, Senegal, Repubblica Slovacca e Slovenia. Sono, quindi, Paesi tra loro differenti e meriterebbero un'analisi differente perché ciascuno ha le proprie criticità indiscusse. Questo è solo uno degli aspetti che voglio rimanga agli atti come analisi fatta dal Movimento 5 Stelle.

Emerge un dato storico e cronologico perché questi Accordi risalgono ormai agli anni 2007, 2012 e 2013. Sono passati degli anni e per uno quasi dieci. Ciò ci fa dubitare sull'efficacia di un Accordo di cooperazione culturale a dieci anni di distanza dalla sua stipula. Ribadiamo ancora una volta il concetto che sicuramente è necessario poter ratificare gli Accordi singolarmente per giudicare, analizzare e comprendere fino in fondo le criticità e gli aspetti positivi del singolo trattato e, soprattutto, è necessario che ciò avvenga in maniera contestuale alla stipula dell'Accordo stesso per dare forma e sostanza alle parole che ratifichiamo con i Paesi alleati.

Nonostante ciò, trattandosi di una sorta di sanatoria dei trattati in materia di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica, ne comprendiamo la validità e non faremo mancare il nostro apporto a questo provvedimento.

Se non fosse chiaro, il Movimento 5 Stelle voterà a favore di questo provvedimento. (Applausi dal Gruppo M5S).

MARTELLI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARTELLI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(2809) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo di Costa Rica sullo scambio di informazioni in materia fiscale, con Allegato, fatto a Roma il 27 maggio 2016 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 17,53)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2809, già approvato dalla Camera dei deputati.

La relatrice, senatrice Bertorotta, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice.

BERTOROTTA, relatrice. Signora Presidente, l'intesa ricalca sostanzialmente il modello predisposto dall'OCSE nel quadro delle iniziative per la trasparenza fiscale e appare in linea con gli orientamenti multilaterali per il contrasto al fenomeno dell'evasione fiscale internazionale.

Il testo favorisce la cooperazione fra le amministrazioni fiscali delle due parti attraverso uno scambio di informazioni in materia fiscale, per garantire il raggiungimento di adeguati livelli di trasparenza. Le imposte oggetto del possibile scambio informativo sono - per l'Italia - IRPEF, IRES, l'imposta regionale sulle attività produttive, l'IVA e le imposte su donazioni e successioni. L'intesa regola le modalità di svolgimento della cooperazione, disciplinando nel dettaglio le tipologie di informazioni che possono essere richieste e prevedendo, fra l'altro, il superamento del segreto bancario. Viene disciplinata la possibilità per le parti di effettuare verifiche fiscali nei rispettivi territori, nonché le ipotesi in cui sia possibile per una delle parti sottrarsi alla richiesta informativa. La parte finale dell'Accordo stabilisce le procedure per la risoluzione amichevole delle eventuali controversie derivanti dall'applicazione e dall'interpretazione del testo e disciplina l'entrata in vigore e la modalità di denuncia.

Il disegno di legge di ratifica in esame si compone di tre articoli. Non sono previsti oneri finanziari.

In conclusione, propongo l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Non essendovi iscritti a parlare nella discussione generale e poiché la relatrice e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica, passiamo all'esame degli articoli, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.

Procediamo alla votazione dell'articolo 1.

MARTELLI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 2.

MARTELLI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 3.

MARTELLI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione finale.

DALLA TOR (AP-CpE-NCD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DALLA TOR (AP-CpE-NCD). Signora Presidente, l'Accordo di cooperazione fiscale con il Costa Rica è una nuova tappa del processo per rafforzare il contrasto all'evasione fiscale internazionale allo stesso modo degli ultimi Accordi stipulati in materia dal nostro Paese.

L'Accordo in esame segue il modello predisposto dall'OCSE che è ormai condiviso e riconosciuto a livello internazionale. Per questo il Gruppo Alternativa Popolare voterà a favore del provvedimento.

PETROCELLI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PETROCELLI (M5S). Signora Presidente, noi siamo oltremodo favorevoli alla trasparenza nelle dichiarazioni fiscali di questo tipo e quindi voteremo a favore di questo provvedimento.

SANGALLI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANGALLI (PD). Signora Presidente, annuncio il voto favorevole del Partito Democratico.

MARTELLI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARTELLI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(2823) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica francese relativo all'attuazione di un servizio di autostrada ferroviaria tra l'Italia e la Francia, fatto a Lussemburgo il 9 ottobre 2009 (Relazione orale) (ore 17,58)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2823.

Il relatore facente funzioni, senatore Corsini, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore facente funzioni.

CORSINI, f.f. relatore. Signora Presidente, l'Accordo in esame è relativo al servizio della cosiddetta "autostrada ferroviaria" fra Italia e Francia. Si tratta di un servizio per il trasporto di merci mediante l'utilizzo di vagoni ferroviari speciali che consentono il trasporto su rotaia di TIR e container attraverso il traforo del Frejus. Tale servizio di trasporto combinato è un'alternativa, più sostenibile dal punto di vista ambientale, rispetto al trasporto su strada.

Il progetto è stato avviato in modo sperimentale nel novembre 2003 da una società di proprietà congiunta tra Trenitalia e la Società delle ferrovie francesi. Il servizio è stato più volte rinnovato, fino al giugno 2013, in attesa di un nuovo accordo fra le parti. La società ha avuto una nuova autorizzazione da parte della Commissione europea nel 2015, in attesa di una nuova procedura di gara per l'assegnazione della concessione decennale, a partire dal giugno 2018.

L'Accordo in esame mira quindi a stabilizzare questo servizio di trasporto, definendo il quadro di riferimento normativo per il suo funzionamento. Il testo definisce gli obblighi delle parti, rinviando la puntuale disciplina a un successivo contratto tra i due Governi e il gestore del servizio. L'Accordo prevede altresì che i Governi italiano e francese, nel rispetto delle norme comunitarie, possano accordarsi e definire, nell'ambito di una convenzione di finanziamento, una equa ripartizione delle sovvenzioni e dei conferimenti necessari per la gestione del servizio.

Il trattato affida ad un apposito gruppo di lavoro il compito di preparare e svolgere la procedura di selezione del gestore del servizio, nonché di elaborare la bozza di convenzione di finanziamento.

Il disegno di legge di ratifica si compone di quattro articoli che riguardano l'autorizzazione alla ratifica, l'ordine di esecuzione, la copertura finanziaria e l'entrata in vigore.

In relazione agli aspetti tecnico-finanziari, la relazione governativa specifica che gli oneri per la prosecuzione del progetto sono già stati stanziati dalla legge di stabilità per il 2016, per un importo complessivo di oltre 29 milioni di euro a copertura del periodo 2013-2018. A sua volta, la legge di stabilità per il 2017 ha disposto lo stanziamento di 10 milioni di euro, per ciascuno degli anni dal 2018 al 2022, per garantire la copertura finanziaria del progetto.

Gli oneri derivanti dal trattato in esame sono invece minimi, perché riguardano solo le spese di missione per partecipare alla riunioni congiunte, e sono quantificati in circa 7.500 euro annui.

L'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento comunitario e con gli altri obblighi internazionali già assunti dal nostro Paese.

In conclusione, propongo l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Non essendovi iscritti a parlare nella discussione generale e poiché il relatore facente funzioni e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica, passiamo all'esame degli articoli.

Procediamo all'esame dell'articolo 1, sul quale è stato presentato un ordine del giorno che si intende illustrato e su cui invito il relatore facente funzioni e il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

CORSINI, f.f. relatore. Signora Presidente, esprimo parere contrario sull'ordine del giorno G1.100.

PIZZETTI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signora Presidente, il parere del Governo è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Senatore Scibona, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G1.100?

SCIBONA (M5S). Sì, signora Presidente.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G1.100.

SCIBONA (M5S). Chiediamo che le votazioni vengano effettuate a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.100, presentato dal senatore Scibona.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 2.

MARTELLI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 3.

MARTELLI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 4.

MARTELLI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.

DALLA TOR (AP-CpE-NCD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DALLA TOR (AP-CpE-NCD). Signora Presidente, l'Accordo stabilizza un servizio, la cosiddetta autostrada ferroviaria tra Italia e Francia, attivo ormai da diversi anni. Si tratta di un servizio di trasporto merci che, svolgendosi su rotaie e utilizzando infrastrutture già esistenti, è ovviamente più sostenibile dal punto di vista ambientale rispetto all'alternativa su gomma. È un Accordo strategico e per tale ragione il nostro Gruppo esprimerà un voto favorevole.

COMAROLI (LN-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

COMAROLI (LN-Aut). Signora Presidente, dichiaro il voto favorevole del Gruppo Lega Nord. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).

SCIBONA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCIBONA (M5S). Signora Presidente, in merito al ratificando Accordo tra il Governo italiano e quello francese relativo all'attuazione dell'incentivazione del servizio Autostrada ferroviaria alpina (AFA), vorrei rilevare che esso provoca parecchie criticità nonostante tutta l'Assemblea dica che vada bene. Prima di tutto, prima di partire con le criticità, volevo ringraziare, come sempre, il premuroso presidente Casini che rifiuta automaticamente le richieste di audizioni per queste tematiche. Infatti, probabilmente rifugge la verità o ha paura dei dati. Bisogna andare sempre per ideologia.

Partiamo dall'unica cosa positiva: si parla di trasporto ferroviario. Sì, però bisogna dire che il nome è fuorviante perché fa immaginare qualcosa di semplice e funzionale: il trasporto dei camion sul ferro, che toglie all'ambiente carichi inquinanti e altro. In realtà, non è affatto così. Con riferimento all'autostrada ferroviaria alpina, si tratta di un sistema molto macchinoso, meccanico e ferroso per quanto riguarda non tanto le rotaie, ma il carro. Il carro ha un peso enorme, perché è strutturato in maniera tale da poter scaricare in qualsiasi tratto, durante il tragitto, qualsiasi mezzo e TIR caricato. Bisogna ricordare che il TIR trasportato è completo di motrice, che porta una tara esorbitante che vanifica la bontà del trasporto ferroviario. Addirittura, si parla di trasporto anche degli autisti, che dovrebbero stare su uno dei vagoni viaggiatori di collegamento a questo convoglio, per far sì che all'arrivo possano ripartire automaticamente. L'idea sarebbe anche buona di per se, però è inapplicabile al corridoio italo-francese che va da Aiton a Orbassano, perché la lunghezza di questa tratta è talmente breve che non consente agli autisti al seguito di poter ripartire all'arrivo, in quanto non hanno fatto abbastanza pausa dal lavoro e devono fermarsi comunque. In effetti, si vede che questo sistema non funziona perché gli autisti al seguito non ci vanno.

Ci sono poi un'altra serie di problematiche relative allo stesso modalohr, perché caricando il rimorchio dei TIR sul carro modalohr si innesca per esempio un doppio sistema di molleggio. Quindi, al molleggio effettivo del carro si aggiunge quello del rimorchio. Questo fa sì che il carico possa oscillare molto più di un treno o convoglio ferroviario tradizionale. A questo andiamo ad aggiungere i lavori fatti nel tunnel Frejus attuale (quello storico, quello che non esisterebbe secondo la maggior parte dei presenti, visto che continuate a parlare di TAV Torino-Lione, perché manca la ferrovia, ma il traforo c'è). Tutti i lavori fatti in quel traforo dallo Stato italiano e da quello francese sono conclusi da anni. Tuttavia, mentre dal lato italiano un ribassamento del piano del ferro ha fatto sì che il tunnel abbia una sagoma PC80 e sia fruibile, dalla parte francese sono stati avvicinati gli interassi tra i binari, con la conseguenza che potrebbe esserci una recondita possibilità di 2,5 centimetri di intersezione tra i due convogli. Considerando il fatto che la maggioranza di questi convogli vengono messi all'interno del tunnel del Frejus perché trasportano merci pericolose, capite che avere un'intersezione di 2 centimetri tra due convogli che trasportano merci pericolose potrebbe provocare danni seri. Questa è la parte più tecnica.

Oltre a ciò, bisogna ricordare che l'incentivazione degli ultimi anni non ha assolutamente portato a risultati di sorta. I soldi - soldi pubblici, ovviamente - sono assolutamente buttati. Questi soldi vanno a finire nelle tasche del signor Modalohr, piuttosto che a favore di una vera traslazione delle merci da gomma a ferro.

Ricordo che sempre in quest'Aula è stata approvata la realizzazione della seconda canna del traforo del Frejus; in Commissione abbiamo da mesi un affare assegnato che non si muove per valutare l'effettiva bontà della realizzazione di questa seconda canna. Ricordo sempre brevemente che, autorizzata come canna d'emergenza, il giorno dopo la firma dei contratti è stata trasformata in canna di libero transito, quindi andando a incentivare il trasporto su gomma, che voi continuate a ribadire di voler contrastare. Voi date i soldi a questo sistema, facendo finta di contrastare la gomma e in realtà la state incentivando. Questi soldi potrebbero benissimo essere utilizzati per un'incentivazione del trasporto tradizionale su ferro con casse basse e pianali, che invece assolutamente non riescono a partire.

Chi si occupa della TAV Torino-Lione sa che non ci sono le merci e che quindi è inutile continuare a incentivare trasporti di merci su quella tratta, perché alla fine non ce ne sono. Vi è quindi il doppio danno, in quanto da una parte stiamo incentivando un sistema retrogrado che non funziona e che è potenzialmente pericoloso e dall'altra lo stiamo facendo scientemente e politicamente convinti, perché bisogna continuare a portare avanti un'idea malsana di una infrastruttura internazionale che non ha futuro e non lo aveva neanche venti anni fa. Ovviamente questa non è una scelta trasportistica o ecologista, ma è una scelta politica per continuare a vendere cemento e tondino.

In pratica le proposte del Movimento 5 Stelle erano queste e le riassumo per brevità: incentivi al trasporto ferroviario combinato tradizionale; pedaggio del trasporto su gomma disincentivante e imposte ad hoc per disincentivare l'uso della gomma; limitazione dei passaggi nei trafori autostradali come la seconda canna autostradale del Frejus; repressione del fenomeno dei furgoncini per utilizzi di distanze superiori ai 150-200 chilometri, perché vanno a evitare le regole di sicurezza degli autisti; creazione delle condizioni politiche e diplomatiche affinché la vicina Francia prenda i necessari provvedimenti strutturali e concluda i lavori (finora malfatti) di ammodernamento della sagoma lato Francia, per far sì che quella galleria abbia su tutto il suo tragitto un profilo sagoma limite PC 80, come attualmente non è.

Tutto questo dice che così com'è il trattato non può funzionare e non può essere approvato; anche l'ordine del giorno che ho presentato prima non l'ho discusso perché non mi interessa un ordine del giorno, ma bloccare cento e oltre milioni di euro che vanno a essere buttati o bruciati in aria.

Noi sappiamo che l'ostinazione dei partiti di queste Aule per quanto riguarda l'autostrada ferroviaria alpina non è strettamente legata all'autostrada alpina, ma alla grande opera che ha bisogno di andare avanti per far prendere la ciccia dalle gallerie e da queste linee.

Pertanto, anche se sicuramente sarà inutile, vi chiedo di votare contro questo trattato che veramente non ha nulla di sensato. (Applausi dal Gruppo M5S).

ESPOSITO Stefano (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ESPOSITO Stefano (PD). Signora Presidente, interverrò molto brevemente perché credo che questa ratifica sia particolarmente rilevante, in quanto, oltre a far riprendere un percorso iniziato nel 2003, a differenza di quanto ho ascoltato nell'ultimo intervento, rappresenta esattamente un obiettivo che l'Italia si è posta, cioè quello di togliere gomma dalla strada, per passare al trasporto su ferro.

Mi sorprende sempre ascoltare contro queste iniziative esponenti del Movimento 5 Stelle, che dicono sempre di ritenere necessaria una Italia più smart, con più attenzione all'ambiente. Sia chiaro: noi pratichiamo quotidianamente questo lavoro. Sono contento che il collega Scibona trovi divertente la cosa (Commenti del senatore Scibona). Io trovo invece divertentissimo che si utilizzino gli argomenti della lobby della gomma per contrastare il trasporto su ferro. Queste risorse non sono regalate e non sono mal spese: queste risorse, collega Scibona, sono investite per fare esattamente quello che voi dite quando fate propaganda. Ma prendiamo atto, invece, che, quando ci sono provvedimenti che colpiscono la gomma a favore del ferro, voi votate contro. È un'abitudine che avete molto spesso: raccontate una cosa fuori, ma in quest'Aula ne fate una sempre diversa. (Applausi dal Gruppo PD. Il senatore Cioffi fa cenno di voler intervenire).

PRESIDENTE. Senatore Cioffi, per il suo Gruppo è già intervenuto il senatore Scibona.

MARTELLI (M5S). Esiste anche il voto in dissenso!

ESPOSITO Stefano (PD). Se interviene in dissenso, poi dovrà votare diversamente dal suo Gruppo.

CIOFFI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.

PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.

CIOFFI (M5S). Signora Presidente, in dissenso dal mio Gruppo non parteciperò al voto, perché le parole pronunciate dal senatore Scibona non rappresentano esattamente tutta la realtà.

La realtà è quella che ci ha voluto manifestare il senatore Stefano Esposito, quando ha detto che noi siamo a favore della lobby della gomma. Ma se noi fossimo a favore della lobby della gomma, sarebbe molto interessante capire come mai in questo Paese si continuano a finanziare coloro che fanno andare i mezzi su gomma e non si interviene in maniera forte contro coloro che gestiscono il sistema stradale e autostradale. (Applausi dal Gruppo M5S).

Vorrei capire fino in fondo se la nostra posizione a favore della lobby è la stessa posizione che ho sentito rimarcare da tante parti, quando si parla della cura del ferro, ma poi in realtà non si è fatto assolutamente niente, visto che si continua a finanziare il sistema basato sul petrolio.

Pertanto, in dissenso, in verità non tanto dal senatore Scibona quanto dal senatore Stefano Esposito, non parteciperò al voto. (Applausi dal Gruppo M5S).

MARTELLI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARTELLI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Discussione del disegno di legge:

(2772) Ratifica ed esecuzione dei seguenti trattati: A) Convenzione relativa alla costruzione e all'esercizio di un Impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X, con allegati, fatta ad Amburgo il 30 novembre 2009; B) Protocollo di adesione del Governo della Federazione russa alla Convenzione del 16 dicembre 1988 sulla costruzione e sulla gestione del laboratorio europeo di radiazione di sincrotrone (ESRF), fatto a Grenoble il 23 giugno 2014 e a Parigi il 15 luglio 2014 (Relazione orale) (ore 18,18)

Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Ratifica ed esecuzione dei seguenti trattati: A) Convenzione relativa alla costruzione e all'esercizio di un Impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X, con allegati, fatta ad Amburgo il 30 novembre 2009; B) Protocollo di adesione del Governo della Federazione russa alla Convenzione del 16 dicembre 1988 sulla costruzione e sulla gestione del laboratorio europeo di radiazione di sincrotrone (ESRF), fatto a Grenoble il 23 giugno 2014 e a Parigi il 15 luglio 2014; C) Protocollo alla Convenzione relativa alla costruzione e all'esercizio di un Impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X riguardante l'adesione del Governo del Regno di Spagna, con Allegato, fatto a Berlino il 6 ottobre 2011

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2772.

Il relatore, senatore Sangalli, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

SANGALLI, relatore. Signora Presidente, vorrei richiamare l'attenzione dell'Assemblea su questa materia piuttosto complessa, che riguarda la ricerca di fisica avanzata. Si tratta della ratifica di tre trattati molto importanti che hanno visto, tra l'altro, la Commissione impegnata e il relatore confrontarsi con i più importanti centri di ricerca sia italiani che operanti nei Paesi menzionati.

Presidenza della vice presidente DI GIORGI(ore 18,19)

(Segue SANGALLI, relatore). Si tratta anche di un atto politico avente una grande rilevanza, perché in una delle società che fra poco citerò c'è l'ingresso della Russia come partner in una fase nella quale le relazioni tra i Paesi membri della società e la Russia stessa sono piuttosto complicate dal punto di vista geopolitico.

L'Assemblea è chiamata ad autorizzare la ratifica di tre trattati internazionali, relativi a due prestigiosi centri di ricerca scientifica. Il primo è relativo alla costruzione e all'esercizio dell'impianto laser europeo a raggi X (XFEL), da parte del Progetto internazionale TESLA, per lo sviluppo di un grande acceleratore per la fisica delle particelle elementari. La Convenzione è finalizzata alla realizzazione di una grande infrastruttura europea di ricerca, dal costo di oltre 1,2 miliardi di euro, situata in Germania, destinata ad aprire nuove possibilità di ricerca negli ambiti della fisica dello stato solido, della scienza dei materiali, delle nanotecnologie, della medicina e della microbiologia strutturale. L'infrastruttura, la cui realizzazione è stata appena ultimata, è considerata un progetto essenziale per le prospettive della ricerca in ambito europeo.

Parti contraenti del progetto sono 11 Paesi dell'Unione europea, tra cui tutti i Paesi più grandi, oltre alla Svizzera e alla Russia. La partecipazione italiana si svolge attraverso il Consiglio nazionale delle ricerche e l'Istituto nazionale di fisica nucleare.

La costruzione e l'esercizio dell'impianto sono affidati a una società a responsabilità limitata di diritto tedesco, di cui la Convenzione definisce gli organi e le modalità di nomina e di revoca. La Convenzione disciplina anche il finanziamento di ciascuna parte contraente e definisce i criteri per l'utilizzo dell'impianto. L'impegno finanziario più rilevante è ovviamente sostenuto dalla Germania, che ospita le infrastrutture operative, con 580 milioni di euro, seguita dalla Russia, con 250 milioni di euro, e dalla Francia con 36 milioni di euro. L'Italia, con la firma della Convenzione, si è impegnata a versare un contributo di 33 milioni di euro.

Il secondo trattato, che disciplina l'adesione della Spagna, è stato incluso nel presente disegno di legge a seguito dell'approvazione in Commissione di un emendamento governativo. Il Protocollo prevede che l'adesione della Spagna avvenga alle stesse condizioni previste per le altre parti, con un contributo di tale Paese in 11 milioni di euro, senza che venga alterata la percentuale delle quote degli altri Paesi partecipanti. Non ci sono quindi nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio italiano.

Il terzo trattato al nostro esame è il Protocollo di adesione della Russia alla Convenzione del 1988 sul laboratorio europeo European synchrotron radiation facility (ESRF) di Grenoble. Il laboratorio rappresenta un eccellente esempio di cooperazione scientifica fra 22 Paesi partner, tra cui ci sono, oltre ai 13 Stati europei, anche Israele, India e Sud Africa. Il laboratorio è uno dei centri di ricerca più importanti al mondo nell'ambito della fisica della materia condensata, della biologia molecolare e della scienza dei materiali. L'adesione della Russia alla Convenzione si realizzerà mediante l'acquisizione del sei per cento delle quote della società e il versamento da parte di Mosca di un contributo una tantum di 10 milioni di euro, come indennità per i costi di costruzione dell'infrastruttura.

Il disegno di legge di ratifica dei tre trattati è composto di cinque articoli, che riguardano l'autorizzazione alla ratifica, l'ordine di esecuzione, la partecipazione scientifica del Consiglio nazionale delle ricerche e dell'Istituto nazionale di fisica nucleare, la copertura finanziaria e l'entrata in vigore. Per l'impianto laser europeo è previsto un onere di circa 3,5 milioni di euro annui. Il provvedimento sul laboratorio di Grenoble, grazie all'ingresso di un nuovo contributore, la Russia, consente un risparmio per l'Italia, che è quantificato in circa 1,6 milioni di euro annui.

Segnalo, in conclusione, che i provvedimenti in esame prevedono un rafforzamento della cooperazione scientifica tra Europa e Russia, che è un fatto certamente positivo e speriamo sia d'auspicio per una ripresa più generale di collaborazione anche geopolitica tra queste aree.

Propongo dunque l'approvazione del disegno di legge, in tal modo articolato, da parte dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Non essendovi iscritti a parlare nella discussione generale e poiché il relatore e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica, passiamo all'esame degli articoli, nel testo proposto dalla Commissione.

Procediamo alla votazione dell'articolo 1.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 2.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 3.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 4.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 5.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione finale.

DALLA TOR (AP-CpE-NCD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DALLA TOR (AP-CpE-NCD). Signora Presidente, annuncio il voto favorevole del Gruppo Alternativa Popolare.

BERTOROTTA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BERTOROTTA (M5S). Signora Presidente, compenso la brevità dell'intervento di chi mi ha preceduto. Il provvedimento è abbastanza complesso e, quindi, ho qualcosa da aggiungere.

La Convenzione per la costruzione di un impianto laser europeo e il Protocollo di adesione della Russia alla stessa presentano due elementi molto interessanti, uno di natura tecnico-scientifica e uno di natura politica ed economica. Dal punto di vista della scienza e della tecnologia, la Convenzione per la costruzione di un impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X, siglata nel 2009, apre le porte dei laser a raggi X verso nuovi orizzonti. È il caso di dirlo.

Le applicazioni di questa tecnologia coprono diversi campi, da quelli farmaceutici a quelli biotecnologici, dall'industria chimica, alimentare, edile, dei trasporti, delle nanotecnologie e dei semi conduttori del settore energetico sino alla metallurgia e ai nuovi materiali.

Uno degli obiettivi è riconoscere i rifiuti per poi separarli, con una riduzione dei costi di raccolta e differenziazione. È una tecnica rivoluzionaria e non a caso questo laboratorio è considerato uno dei progetti più ambiziosi nell'ambito delle roadmap elaborate dallo European Strategy Forum on Research Infrastructures (ESFRI), per definire il fabbisogno di infrastrutture internazionali di ricerca per il prossimo ventennio.

Dal punto di vista politico ed economico, si tratta di uno dei molti progetti inclusivi - non a caso è stato firmato nel 2009 - che coinvolgono anche la Russia, che è entrata a farne parte nel 2012, prima del caos ucraino e dell'irrigidimento dei rapporti bilaterali con l'Unione europea.

Riteniamo dunque che coinvolgere quanti più Paesi possibile in questi progetti sia la strada giusta, che porta benefici non solo futuri, ma anche immediati. Infatti, la relazione tecnico-finanziaria della Convenzione, relativa alla costruzione e all'esercizio di un impianto europeo XFEL, prevede quote annue del nostro Paese nell'ordine di 4,74 milioni di euro per l'anno 2017, 3,43 milioni di euro per il 2018 e 3,49 per il 2019. L'ingresso della Russia nel progetto ha ridotto il contributo italiano da 13,6 a circa 12 milioni di euro, con un risparmio di 1,6 milioni per il bilancio dello Stato.

C'è una serie di criticità relative, invece, al nostro peso specifico all'interno del progetto, che potrebbe essere sicuramente maggiore anche in virtù del know how che il nostro Paese può portare come contributo in natura, come previsto, tra l'altro, dalla Convenzione. A fronte delle nostre risorse economiche e tecnico-scientifiche, pesiamo per il tre per cento all'interno della società che gestisce il progetto, ma corrispondiamo comunque un importo significativo, nell'ordine di 33 milioni di euro complessivi.

Ciò detto, il Gruppo del Senato del Movimento 5 Stelle dichiara il voto favorevole alla Convenzione e al Protocollo di adesione della Russia al nostro esame. (Applausi dal Gruppo M5S).

SANTANGELO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso, nel testo emendato per effetto delle modifiche introdotte dalla Commissione, con il seguente titolo: « Ratifica ed esecuzione dei seguenti trattati: A) Convenzione relativa alla costruzione e all'esercizio di un Impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X, con allegati, fatta ad Amburgo il 30 novembre 2009; B) Protocollo di adesione del Governo della Federazione russa alla Convenzione del 16 dicembre 1988 sulla costruzione e sulla gestione del laboratorio europeo di radiazione di sincrotrone (ESRF), fatto a Grenoble il 23 giugno 2014 e a Parigi il 15 luglio 2014; C) Protocollo alla Convenzione relativa alla costruzione e all'esercizio di un Impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X riguardante l'adesione del Governo del Regno di Spagna, con Allegato, fatto a Berlino il 6 ottobre 2011».

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Discussione e approvazione del disegno di legge costituzionale:

(2643-B) Deputato ALFREIDER ed altri. - Modifiche allo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol in materia di tutela della minoranza linguistica ladina (Approvato, in prima deliberazione, dalla Camera dei deputati; modificato, in prima deliberazione, dal Senato; approvato, nuovamente in prima deliberazione, dalla Camera dei deputati) (Seconda deliberazione del Senato) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) (ore 18,32)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge costituzionale n. 2643-B, già approvato, in prima deliberazione, dalla Camera dei deputati; modificato, in prima deliberazione, dal Senato; approvato, nuovamente in prima deliberazione, dalla Camera dei deputati.

Ricordo che, ai sensi dell'articolo 123 del Regolamento, in sede di seconda deliberazione, il disegno di legge costituzionale, dopo la discussione generale, sarà sottoposto solo alla votazione finale per l'approvazione nel suo complesso, previe dichiarazioni di voto.

Avverto altresì che, ai sensi dell'articolo 138, primo comma, del Regolamento, in seconda deliberazione, il disegno di legge costituzionale sarà approvato se nella votazione finale otterrà il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti del Senato.

Il relatore, senatore Zeller, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

ZELLER, relatore. Signora Presidente, la mia relazione sarà brevissima, perché ho già illustrato il contenuto del provvedimento al nostro esame nella seduta precedente nella quale ce ne siamo occupati. È stato approvato con un testo identico dalla Camera dei deputati e adesso siamo in seconda lettura. La mia relazione è favorevole alla sua approvazione.

PRESIDENTE. Non essendovi iscritti a parlare nella discussione generale e poiché il relatore e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica, passiamo alla votazione finale.

CONSIGLIO (LN-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CONSIGLIO (LN-Aut). Signora Presidente, siamo in fase di seconda lettura. Nulla è cambiato. L'atto con cui si approva e si modifica lo Statuto speciale è una legge costituzionale, e quindi una normativa statale approvata secondo il regime disciplinato dall'articolo 138 della Costituzione.

Questo provvedimento prevede undici articoli che riconoscono la rappresentanza degli esponenti della lingua ladina, e cioè una minoranza linguistica, e nasce come una vera proposta intesa a garantire la rappresentanza dei ladini, sulla cui lingua ed esistenza ci sono parecchie cose scritte; la loro storia è stata messa nella condizione di avere un'evoluzione e, quindi, vanno giustamente tutelati.

Tenuto conto della proposta, avanzata in passato dal senatore Calderoli, di stralciare i due articoli riguardanti la materia elettorale, il provvedimento ha già avuto un via libera da parte nostra.

Colgo l'occasione per ricordare che parecchi scritti ormai considerano le Regioni a Statuto speciale non aver più senso. Noi, come movimento, abbiamo invece l'obiettivo di far sì che vengano addirittura replicate le Regioni a Statuto speciale. A tal proposito, ricordo all'Aula e a chi ci ascolta da casa che le Regioni Lombardia e Veneto il 22 ottobre, proprio per questo motivo, svolgeranno due referendum per avere maggiori forme di autonomia. Tutto questo per far sì che la Lombardia e il Veneto diventino ancora più speciali di quanto già non lo siano, per questioni legate alla laboriosità, alla produttività e alla capacità di far sistema al loro interno. C'è stata poi una polemica legata ai costi; se dovessimo vedere quanto è costato il referendum del 4 dicembre, probabilmente qualche problemino avremo.

Noi siamo favorevoli al provvedimento voteremo in senso positivo. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Signora Presidente, credo che noi abbiamo dato una mano e contribuito al percorso di questo disegno di legge, come il relatore ben sa. E, quindi, confermiamo convintamente il nostro voto favorevole.

Vorrei poi dare una bella notizia all'Assemblea: sta per arrivare al nostro esame - speriamo presto - la ratifica della Carta delle lingue minori, che sarà un altro elemento positivo per questa fine di legislatura, atteso da tantissimi anni.

I senatori di Sinistra Italiana voteranno a favore del disegno di legge costituzionale in esame.

MANCUSO (AP-CpE-NCD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MANCUSO (AP-CpE-NCD). Signora Presidente, annunciando il voto favorevole sul provvedimento in esame, le chiedo di poter consegnare il testo della mia dichiarazione di voto, affinché sia allegato al Resoconto della seduta odierna. (Applausi dal Gruppo AP-CpE-NCD).

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.

ENDRIZZI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ENDRIZZI (M5S). Signora Presidente, la Repubblica tutela le minoranze linguistiche. E questo è uno dei dodici principi fondamentali della Costituzione. Il Movimento 5 Stelle plaude a un provvedimento che inserisce nello Statuto del Trentino-Alto Adige forme di tutela per la minoranza linguistica ladina negli enti locali, dalla composizione di alcuni fondamentali organi fino alle modalità di approvazione dei bilanci. Sono questioni che impattano fortemente su un tessuto sociale ricco e articolato.

Alcune perplessità - come dirò - restano aperte, ma si tratta di un importante passo avanti e dunque il Movimento 5 Stelle esprime la propria soddisfazione, anche perché alcune delle nostre proposte sono state accolte. Penso all'estensione di tutele anche ai ladini residenti in Provincia di Trento; penso alla possibilità di prevedere sedute straordinarie dei Consigli provinciali e regionale in materia di diritti della minoranza ladina e dei gruppi linguistici dei mocheni e dei cimbri. Con questa misura trovano maggiore riconoscimento gruppi linguistici che da tempo chiedono di essere considerati.

Ricordo ancora che è stata espunta la previsione di una quota di riserva nelle nomine politiche nei tribunali amministrativi. Qual è il problema? Oggi nei tribunali amministrativi è la politica a nominare i magistrati che poi dovranno decidere sugli atti amministrativi adottati dai politici. Qui si ha non solo una lesione del principio della separazione dei poteri, ma anche un vero e proprio paradosso, in cui il controllato nomina il controllore. Sarebbe stato stridente che si utilizzasse una norma per la tutela delle minoranze linguistiche per confermare questo principio. Noi abbiamo chiesto non di riservare una quota alla minoranza ladina, ma di togliere le nomine politiche. A questo punto, però, sarebbe stato un emendamento estraneo alla materia del provvedimento e, quindi, ciò potrà essere risolto in un altro contesto. Siamo comunque soddisfatti di aver evitato un danno.

Siamo soddisfatti perché sono state scongiurate altre modifiche in materia elettorale, che nulla avevano a che fare con la tutela delle minoranze, ma che paradossalmente rischiavano di aumentare il potere della maggioranza linguistica locale. Si sarebbe creato un paradosso: la Costituzione italiana tutela in Italia la minoranza linguistica tedesca, mentre le minoranze nella Provincia autonoma di Bolzano sarebbero state prevaricate.

Siamo soddisfatti perché le audizioni si sono rivelate utili ed efficaci, perché altrettanto utili ed efficaci sono stati i nostri rilevi e perché, una volta tanto, la ragionevolezza e il dialogo sono prevalsi sugli interessi di partito.

Siamo soddisfatti perché l'interesse elettorale di parte è stato subordinato a quello del Paese e della democrazia. Volessero gli uomini di buona coscienza rispettare questo principio anche nell'iter della legge elettorale nazionale. Questo, però, è solo un mio auspicio, purtroppo. Vedremo. (Applausi dal Gruppo M5S).

MALAN (FI-PdL XVII). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MALAN (FI-PdL XVII). Signora Presidente, come già abbiamo detto nella scorsa lettura, siamo certamente favorevoli al riconoscimento delle minoranze linguistiche e, in particolare, in questo caso della minoranza ladina, le cui radici affondano in tempi antichi almeno quanto quelli della lingua italiana. Pertanto, noi siamo favorevoli nella sostanza al disegno di legge costituzionale in esame.

A differenza della volta precedente, esprimeremo un voto favorevole, mentre nella scorsa lettura esprimemmo un voto di astensione per richiamare l'attenzione sui problemi riguardanti la minoranza italiana in quella Regione, di cui ci sarebbe molto da parlare per la sua tutela. La tutela di una minoranza non può compromettere la tutela di un'altra. Pertanto, ribadendo la nostra solidarietà e il nostro intendimento di difendere la minoranza italiana che si trova nella Regione Trentino-Alto Adige, dichiariamo il nostro voto a favore del provvedimento a tutela della minoranza di lingua ladina. (Applausi dal Gruppo FI-PdL XVII).

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 138, primo comma della Costituzione, dovendosi procedere alla votazione di un disegno di legge costituzionale, in sede di seconda deliberazione è richiesta la maggioranza assoluta dei componenti del Senato.

Ai sensi del'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo per la seconda deliberazione sul disegno di legge costituzionale, nel suo complesso.

(Segue la votazione).

Il Senato approva in seconda deliberazione con la maggioranza dei suoi componenti. (v. Allegato B). (Applausi).

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

PEZZOPANE (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PEZZOPANE (PD). Signora Presidente, nella giornata di ieri è stato attribuito il premio Nobel per la fisica a tre importantissimi scienziati di fame mondiale, Weiss, Barish e Thorne. I tre importanti scienziati con determinazione hanno cercato per decenni la conferma dell'esistenza delle onde gravitazionali previste dalla teoria della relatività generale.

La cosa importante, signora Presidente, colleghi, che desidero sottolineare in quest'Aula è che, oltre a fare festa nelle realtà di appartenenza degli scienziati, è stata fatta festa anche nella mia città, L'Aquila, dove un gruppo di scienziati, facenti capo al GSSI (il Gran Sasso Science Institute), ha collaborato a questo grandissimo progetto. Il professor Barry Barish, infatti, professore emerito al California Institute of Technology, è anche membro del comitato scientifico della struttura insediata a L'Aquila.

Quello che mi va, in aggiunta, di sottolineare è che questa importantissima struttura di ricerca ha avuto proprio recentemente, nella corrente legislatura, il riconoscimento accademico e universitario dopo una nascita importante, avvenuta all'indomani del terremoto, per sostenere la ricerca e la rinascita culturale a L'Aquila.

Quando venne dato siffatto riconoscimento, in quest'Aula risuonarono boati inopportuni, di contrarietà, nei confronti della creazione della struttura. Ho voluto oggi sottolinearlo, perché si conferma, per l'ennesima volta, il buon lavoro che stiamo facendo, la bontà, la qualità e l'altissimo livello scientifico della struttura che abbiamo voluto e sostenuto a L'Aquila. (Applausi dal Gruppo PD).

CIAMPOLILLO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CIAMPOLILLO (M5S). Signora Presidente, è uscita un'agenzia di stampa, proprio in questo momento, che riporta una dichiarazione della deputata Savino di Forza Italia, la quale ha appena dichiarato che per il Movimento 5 Stelle le canne sono la priorità del Paese.

Evidentemente, ella dimostra tutta la sua ignoranza sull'argomento e soprattutto sulla discussione che abbiamo svolto oggi in Senato. Soprattutto, la deputata Savino di Forza Italia dimostra di non avere neanche letto il testo di legge per il quale oggi abbiamo chiesto l'urgenza.

La deputata Elvira Savino è già nota per avere addirittura depositato un disegno di legge in base al quale i genitori che fanno seguire ai loro figli una alimentazione solo vegetariana dovrebbero essere arrestati. Oggi, la nostra legittima richiesta giunge in realtà da chi è malato e soffre, che non si deve fare una canna - come lei è arrivata a dire - ma già usa questo farmaco e non utilizza il tabacco - nota droga pesante nonostante sia legale - mixato con la marijuana. Invece, coloro che si curano con la cannabis, i malati che chiedevano oggi di far approvare questo provvedimento, lo utilizzano in maniera totalmente diversa, facendolo cioè per vaporizzazione o infusione in acqua.

Pertanto, ancora una volta, dobbiamo prendere atto del livello della deputata Elvira Savino, che tra l'altro viene dalla mia stessa Regione. Prendiamo atto del suo livello di conoscenza dei lavori parlamentari che è praticamente pari a zero.

Per lo svolgimento di un'interpellanza

ORELLANA (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ORELLANA (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signora Presidente, intervengo per sollecitare una risposta alla mia interpellanza 2-00475 rivolta ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali e presentata lo scorso luglio.

Si tratta dell'erogazione del gasolio ad uso agricolo agevolato che, per una peculiare interpretazione della normativa nazionale da parte della Regione Lombardia, ben diversa da quella di altre Regioni confinanti, viene negata agli operatori agromeccanici che agiscono per conto terzi. Questa diversa interpretazione arreca un danno oggettivo agli operatori, in particolare della provincia di Pavia, che si trovano a operare senza questa agevolazione in concorrenza con altri operatori di Regioni confinanti che, invece, ne usufruiscono.

Dopo sedici anni di conforme applicazione della normativa nazionale, l'assessorato per l'agricoltura della Regione Lombardia il 13 marzo 2017 ha formulato un'interpretazione restrittiva delle disposizioni riguardo all'assegnazione di carburante agricolo agevolato da utilizzare per prestazioni di servizi rese con macchine agricole a imprese agricole iscritte nel registro delle imprese della camera di commercio. Da questa interpretazione, esclusivamente lombarda, risulta che le imprese individuali associate non sono riconosciute come imprese agromeccaniche e, quindi, titolate a usufruire della agevolazione, se svolgono due attività: ovvero quella diretta e quella per conto terzi.

Sollecito quindi urgentemente la risposta alla richiesta di sapere quali misure i Ministri dell'economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali intendano adottare al fine di assicurare una uniforme, giusta e regolare attuazione in tutto il territorio nazionale delle disposizioni vigenti in materia. Le interpretazioni della Regione Lombardia, che si discostano da quelle delle Regioni confinanti, stanno creando una oggettiva difficoltà a lavorare a questi operatori agroalimentari, creando una concorrenza, a questo punto ingiustificata, agli operatori delle Regioni vicine quali l'Emilia Romagna o il Piemonte.

Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, interpellanze e interrogazioni pervenute alla Presidenza saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per le sedute di giovedì 5 ottobre 2017

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi domani, in due sedute pubbliche, la prima alle ore 9,30 e la seconda alle ore 16, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 18,52).

Allegato A

DISEGNO DI LEGGE

Ratifica ed esecuzione dei seguenti Accordi: a) Accordo euromediterraneo nel settore del trasporto aereo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da un lato, e il Governo dello Stato d'Israele, dall'altro, fatto a Lussemburgo il 10 giugno 2013; b) Accordo sullo spazio aereo comune tra l'Unione europea e i suoi Stati membri e la Repubblica moldova, fatto a Bruxelles il 26 giugno 2012; c) Accordo sui trasporti aerei fra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da un lato, gli Stati Uniti d'America, d'altro lato, l'Islanda, d'altro lato, e il Regno di Norvegia, d'altro lato, con Allegato, fatto a Lussemburgo e Oslo il 16 e il 21 giugno 2011, e Accordo addizionale fra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da un lato, l'Islanda, d'altro lato, e il Regno di Norvegia, d'altro lato, riguardante l'applicazione dell'Accordo sui trasporti aerei fra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da un lato, gli Stati Uniti d'America, d'altro lato, l'Islanda, d'altro lato, e il Regno di Norvegia, d'altro lato, fatto a Lussemburgo e Oslo il 16 e il 21 giugno 2011 (2807)

ARTICOLI DA 1 A 4 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Art. 1.

Approvato

(Autorizzazione alla ratifica)

1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare i seguenti Accordi:

a) Accordo euromediterraneo nel settore del trasporto aereo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da un lato, e il Governo dello Stato d'Israele, dall'altro, fatto a Lussemburgo il 10 giugno 2013;

b) Accordo sullo spazio aereo comune tra l'Unione europea e i suoi Stati membri e la Repubblica moldova, fatto a Bruxelles il 26 giugno 2012;

c) Accordo sui trasporti aerei fra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da un lato, gli Stati Uniti d'America, d'altro lato, l'Islanda, d'altro lato, e il Regno di Norvegia, d'altro lato, con Allegato, fatto a Lussemburgo e Oslo il 16 e il 21 giugno 2011, e Accordo addizionale fra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da un lato, l'Islanda, d'altro lato, e il Regno di Norvegia, d'altro lato, riguardante l'applicazione dell'Accordo sui trasporti aerei fra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da un lato, gli Stati Uniti d'America, d'altro lato, l'Islanda, d'altro lato, e il Regno di Norvegia, d'altro lato, fatto a Lussemburgo e Oslo il 16 e il 21 giugno 2011.

Art. 2.

Approvato

(Ordine di esecuzione)

1. Piena ed intera esecuzione è data agli Accordi di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della loro entrata in vigore, in conformità a quanto disposto, rispettivamente, dall'articolo 30 dell'Accordo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), dall'articolo 29 dell'Accordo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), e dagli articoli 6 e 9 degli Accordi di cui all'articolo 1, comma 1, lettera c).

Art. 3.

Approvato

(Clausola di invarianza finanziaria)

1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

2. Le amministrazioni e i soggetti interessati provvedono agli adempimenti previsti dalla presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 4.

Approvato

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

DISEGNO DI LEGGE

Ratifica ed esecuzione dei seguenti Accordi: a) Accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo degli Emirati Arabi Uniti, nell'ambito della cultura, arte e patrimonio, fatto a Dubai il 20 novembre 2012; b) Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Malta in materia di cooperazione culturale e di istruzione, fatto a Roma il 19 dicembre 2007; c) Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Montenegro, fatto a Podgorica il 26 settembre 2013; d) Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Senegal, fatto a Roma il 17 febbraio 2015; e) Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica slovacca sulla cooperazione in materia di cultura, istruzione, scienza e tecnologia, fatto a Bratislava il 3 luglio 2015; f) Accordo di collaborazione nei settori della cultura e dell'istruzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Slovenia, fatto a Roma l'8 marzo 2000 (2808)

ARTICOLI DA 1 A 4 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Art. 1.

Approvato

(Autorizzazione alla ratifica)

1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare i seguenti Accordi:

a) Accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Emirati Arabi Uniti, nell'ambito della cultura, arte e patrimonio, fatto a Dubai il 20 novembre 2012;

b) Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Malta in materia di cooperazione culturale e di istruzione, fatto a Roma il 19 dicembre 2007;

c) Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Montenegro, fatto a Podgorica il 26 settembre 2013;

d) Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Senegal, fatto a Roma il 17 febbraio 2015;

e) Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica slovacca sulla cooperazione in materia di cultura, istruzione, scienza e tecnologia, fatto a Bratislava il 3 luglio 2015;

f) Accordo di collaborazione nei settori della cultura e dell'istruzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Slovenia, fatto a Roma l'8 marzo 2000.

Art. 2.

Approvato

(Ordine di esecuzione)

1. Piena ed intera esecuzione è data agli Accordi di cui all'articolo 1, comma 1, a decorrere dalla data della loro entrata in vigore, in conformità a quanto disposto, rispettivamente:

a) dall'articolo 9 dell'Accordo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a);

b) dall'articolo 13 dell'Accordo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b);

c) dall'articolo 12 dell'Accordo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera c);

d) dall'articolo 19 dell'Accordo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera d);

e) dall'articolo 14 dell'Accordo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera e);

f) dall'articolo 21 dell'Accordo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera f).

Art. 3.

Approvato

(Copertura finanziaria)

1. Agli oneri derivanti dalle spese di missione di cui agli articoli 2, 6, 7 e 8 dell'Accordo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), valutate in euro 13.120 per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e in euro 16.960 annui a decorrere dall'anno 2019, e dalle rimanenti spese di cui agli articoli 1, 2, 4, 6 e 7 del medesimo Accordo, pari a euro 172.866 annui a decorrere dall'anno 2017, si provvede ai sensi del comma 7.

2. Agli oneri derivanti dalle spese di missione di cui agli articoli 3, 5 e 11 dell'Accordo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), valutate in euro 12.060 per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e in euro 14.880 annui a decorrere dall'anno 2019, e dalle rimanenti spese di cui agli articoli 3, 4, 5 e 8 del medesimo Accordo, pari a euro 212.960 annui a decorrere dall'anno 2017, si provvede ai sensi del comma 7.

3. Agli oneri derivanti dalle spese di missione di cui agli articoli 2 e 8 dell'Accordo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera c), valutate in euro 4.800 per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e in euro 6.360 annui a decorrere dall'anno 2019, e dalle rimanenti spese di cui all'articolo 2 del medesimo Accordo, pari a euro 148.900 annui a decorrere dall'anno 2017, si provvede ai sensi del comma 7.

4. Agli oneri derivanti dalle spese di missione di cui agli articoli 6, 7, 8, 9, 11 e 16 dell'Accordo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera d), valutate in euro 67.500 per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e in euro 75.540 annui a decorrere dall'anno 2019, e dalle rimanenti spese di cui agli articoli 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13 e 15 del medesimo Accordo, pari a euro 190.130 annui a decorrere dall'anno 2017, si provvede ai sensi del comma 7.

5. Agli oneri derivanti dalle spese di missione di cui agli articoli 3, 4, 6, 7 e 12 dell'Accordo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera e), valutate in euro 21.180 per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e in euro 26.280 annui a decorrere dall'anno 2019, e dalle rimanenti spese di cui agli articoli 3, 4, 6 e 7 del medesimo Accordo, pari a euro 368.680 annui a decorrere dall'anno 2017, si provvede ai sensi del comma 7.

6. Agli oneri derivanti dalle spese di missione di cui agli articoli 2, 11, 17 e 19 dell'Accordo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera f), valutate in euro 3.600 per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e in euro 11.120 annui a decorrere dall'anno 2019, e dalle rimanenti spese di cui agli articoli 2, 3, 4, 7, 9, 10, 11 e 14 del medesimo Accordo, pari a euro 205.320 annui a decorrere dall'anno 2017, si provvede ai sensi del comma 7.

7. Agli oneri derivanti dalla presente legge, pari complessivamente a euro 1.421.116 per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e a euro 1.449.996 annui a decorrere dall'anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

8. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 4.

Approvato

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

DISEGNO DI LEGGE

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo di Costa Rica sullo scambio di informazioni in materia fiscale, con Allegato, fatto a Roma il 27 maggio 2016 (2809)

ARTICOLI 1, 2 E 3 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Art. 1.

Approvato

(Autorizzazione alla ratifica)

1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo di Costa Rica sullo scambio di informazioni in materia fiscale, con Allegato, fatto a Roma il 27 maggio 2016.

Art. 2.

Approvato

(Ordine di esecuzione)

1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 12 dell'Accordo stesso.

Art. 3.

Approvato

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

DISEGNO DI LEGGE

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica francese relativo all'attuazione di un servizio di autostrada ferroviaria tra l'Italia e la Francia, fatto a Lussemburgo il 9 ottobre 2009 (2823)

ARTICOLO 1

Art. 1.

Approvato

(Autorizzazione alla ratifica)

1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica francese relativo all'attuazione di un servizio di autostrada ferroviaria tra l'Italia e la Francia, fatto a Lussemburgo il 9 ottobre 2009.

ORDINE DEL GIORNO

G1.100

SCIBONA

Respinto

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge recante "Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica francese relativo all'attuazione di un servizio di autostrada ferroviaria tra l'Italia e la Francia, fatto a Lussemburgo il 9 ottobre 2009",

        premesso che:

            il disegno di legge in esame autorizza la ratifica e l'esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica francese relativo all'attuazione di un servizio di autostrada ferroviaria (AFA) tra l'Italia e la Francia;

            il servizio di Autostrada Ferroviaria Alpina (AFA) è un servizio di trasporto di autocarri su vagoni ferroviari speciali che viaggiano lungo un percorso di 175 chilometri tra l'Italia e la Francia, attraverso il traforo ferroviario del Frejus. Il collegamento prevede 5 coppie di treni al giorno, per 5 giorni su 7, tra le piattaforme di Aiton (Savoia) e d'Orbassano (Piemonte, Italia). Il servizio è gestito dalla società Autostrada Ferroviaria Alpina s.r.l., controllata pariteticamente da una società della SNCF (SNFC-Geodis) e da Trenitalia;

            nella relazione illustrativa del disegno di legge si ricorda che il servizio è stato avviato in modo sperimentale nel 2003 da una società costituita in forma paritaria da Trenitalia e SNCF e rinnovato più volte, fino al 30 giugno 2013, data fissata dalla Commissione europea in sede di autorizzazione alla concessione dell'aiuto di Stato. Dopo tale data, Trenitalia ha comunque continuato a svolgere il servizio "transitorio" di trasporto intermodale AFA, in attesa di una nuova pronuncia della Commissione europea e in vista della definizione di una procedura di gara internazionale per l'assegnazione del servizio a partire, tendenzialmente, dalla metà del 2018;

            con la decisione (2015) 3455, la Commissione europea ha accolto la tesi dell'aiuto di Stato compatibile, rendendo possibile l'erogazione dei contributi per i servizi AFA nel periodo "transitorio" 1º luglio 2013-30 giugno 2018;

            il comma 654 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016) autorizza la spesa complessiva di circa 29,026 milioni di euro per il periodo dal 1° gennaio 2013 al 30 giugno 2018, per la copertura degli oneri connessi al funzionamento dell'Autostrada Ferroviaria Alpina (AFA), attraverso il Tunnel del Frejus. La norma autorizza inoltre un contributo di 10 milioni di euro per gli anni dal 2018 al 2022 per la compensazione totale o parziale degli oneri derivanti dall'espletamento dei servizi ferroviari di Autostrada Ferroviaria Alpina, a favore di imprese aggiudicatarie dei servizi di AFA mediante gara ad evidenza pubblica;

            gli oneri connessi al funzionamento dell'autostrada ferroviaria sono stati successivamente rimodulati ad opera della legge di bilancio per l'anno 2017 (legge n. 232 del 2016);

            il 1° agosto 2017 è stata pubblicata la gara d'appalto europea per la messa in concessione del servizio di autostrada ferroviaria alpina;

        considerato che:

            se risulta senza dubbio ampiamente condivisibile l'obiettivo di sostenere il trasporto ferroviario delle merci e l'adozione di misure volte a migliorare la produttività e l'efficienza dei servizi merci su rotaia, non si possono negare i dubbi sulla convenienza di tale infrastruttura rispetto ai cospicui investimenti necessari per renderla pienamente operativa;

            la Corte dei conti francese già nel 2012 affermava che i servizi di trasporto combinato strada-rotaia tra l'Italia e la Francia devono ancora dimostrare di essere convenienti ed efficienti. La valutazione della Corte dei conti francese è basata su parametri economici e finanziari. Nel rapporto si osserva che le autostrade viaggianti "devono ancora dimostrare la loro capacità di operare senza alcun contributo pubblico";

            la Corte analizza il servizio di "autostrada viaggiante" (con trasporto accompagnato, cioè con camion interi che viaggiano con autista al seguito, e trasporto di semiarticolati non accompagnati) tra Orbassano (Torino) e Bourgneuf-Aiton (Lione), gestito da imprese a totale capitale pubblico (Trenitalia di FS sul versante italiano, e Geodis di SNCF sul versante francese) e l'analogo servizio tra Perpignan e Lussemburgo, gestito dalla società Lorry - Rail, a sua volta interamente controllata delle ferrovie francesi;

            secondo la Corte francese, l'Autostrada ferroviaria alpina Italia-Francia non ha raggiunto alcuno degli obiettivi, in termini di frequenze giornaliere, di volumi trasportati e prestazioni commerciali prefissi. Ma anche il servizio di autostrada viaggiante lungo i 1.200 chilometri di linea tra Perpignan e il Lussemburgo (istituito con grandi investimenti da parte di SNCF e "fiore all'occhiello del trasporto combinato francese") deve ancora dimostrare, secondo la Corte dei conti transalpina, la sua effettiva convenienza. Il rapporto stigmatizza, inoltre, che entrambe le realtà rischiano di continuare ad operare in perdita ancora per un lungo periodo nel futuro;

            in particolare, occorre segnalare che nel rapporto della Corte dei conti francese vi sono alcune affermazioni meritevoli di essere riferite in questa sede. Secondo la Corte, infatti: a) "non è stato raggiunto neanche lontanamente nessuno degli obiettivi esposti all'inizio della sperimentazione, poi prorogata, degli anni 2003-2006"(pagina 366); b) "la trasformazione a tempo indeterminato del progetto di autostrada ferroviaria si fonda sulla prospettiva di un aumento dei traffici che non è scontato e su criteri di redditività da definire" (pagina 368); c) non è stata condotta nessuna valutazione economica e socio-ambientale per evidenziare la convenienza del servizio rispetto agli investimenti pubblici richiesti"(pagina 377),

        impegna il Governo:

            ad intraprendere, senza indugio alcuno, ogni iniziativa diplomatica volta alla denuncia o ritiro dell'Accordo relativo all'attuazione di un servizio di autostrada ferroviaria tra l'Italia e la Francia, fatto a Lussemburgo il 9 ottobre 2009, ai sensi degli articoli 54 e 56 della Convenzione di Vienna sul diritto dei Trattati (1969);

            a prevedere, contestualmente, la riassegnazione dei fondi già stanziati per il finanziamento della linea all'entrata del bilancio dello Stato per essere destinati ad un piano straordinario e di immediata attuazione per il miglioramento del sistema di trasporto merci su ferro e dell'intera rete ferroviaria italiana.

ARTICOLI DA 2 A 4

Art. 2.

Approvato

(Ordine di esecuzione)

1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 8 dell'Accordo stesso.

Art. 3.

Approvato

(Copertura finanziaria)

1. Agli oneri derivanti dalla presente legge, si provvede mediante utilizzo delle risorse già stanziate, per le medesime finalità, dall'articolo 1, comma 654, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

2. Agli eventuali oneri derivanti dagli articoli 5 e 7 dell'Accordo di cui all'articolo 1 si fa fronte con apposito provvedimento legislativo.

3. Agli oneri derivanti dall'articolo 6 dell'Accordo di cui all'articolo 1, pari a euro 7.740 annui a decorrere dall'anno 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

4. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 4.

Approvato

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

DISEGNO DI LEGGE NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Ratifica ed esecuzione dei seguenti trattati: A) Convenzione relativa alla costruzione e all'esercizio di un Impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X, con allegati, fatta ad Amburgo il 30 novembre 2009; B) Protocollo di adesione del Governo della Federazione russa alla Convenzione del 16 dicembre 1988 sulla costruzione e sulla gestione del laboratorio europeo di radiazione di sincrotrone (ESRF), fatto a Grenoble il 23 giugno 2014 e a Parigi il 15 luglio 2014; C) Protocollo alla Convenzione relativa alla costruzione e all'esercizio di un Impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X riguardante l'adesione del Governo del Regno di Spagna, con Allegato, fatto a Berlino il 6 ottobre 2011 (2772)

ARTICOLI DA 1 A 5 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 1.

Approvato

(Autorizzazione alla ratifica)

1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare i seguenti trattati:

a) Convenzione relativa alla costruzione e all'esercizio di un Impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X, con allegati, fatta ad Amburgo il 30 novembre 2009;

b) Protocollo di adesione del Governo della Federazione russa alla Convenzione del 16 dicembre 1988 sulla costruzione e sulla gestione del laboratorio europeo di radiazione di sincrotrone (ESRF), fatto a Grenoble il 23 giugno 2014 e a Parigi il 15 luglio 2014.

c) Protocollo alla Convenzione relativa alla costruzione e all'esercizio di un Impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X riguardante l'adesione del Governo del Regno di Spagna, con Allegato, fatto a Berlino il 6 ottobre 2011.

Art. 2.

Approvato

(Ordine di esecuzione)

1. Piena ed intera esecuzione è data ai trattati di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della loro entrata in vigore, in conformità a quanto disposto, rispettivamente, dall'articolo 13 della Convenzione di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), dall'articolo 5 del Protocollo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), e dall'articolo 3 del Protocollo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera c).

Art. 3.

Approvato

(Partecipazione alla società per la costruzione e l'esercizio dell'impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X)

1. Ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2, della Convenzione di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) e l'Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) sono autorizzati a sottoscrivere quote della società per la costruzione e l'esercizio dell'impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X in misura rispettivamente pari a due terzi e a un terzo della partecipazione italiana alla medesima società.

Art. 4.

Approvato

(Copertura finanziaria)

1. Ai maggiori oneri derivanti dall'articolo 5, paragrafo 2, della Convenzione di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), pari a euro 3.042.751 per il 2017, e ai maggiori oneri di cui all'articolo 3 e all'articolo 5, paragrafo 5, della medesima Convenzione di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), pari a euro 1.701.623 per l'anno 2017, a euro 3.431.038 per l'anno 2018 e a euro 3.495.247 a decorrere dall'anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

3. Agli oneri derivanti dall'eventuale applicazione dell'articolo 12 della Convenzione di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), si provvede con apposito provvedimento legislativo.

Art. 5.

Approvato

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE

Modifiche allo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol in materia di tutela della minoranza linguistica ladina (2643-B)

________________

N.B. Il Senato approva, in seconda deliberazione, il disegno di legge nel suo complesso con la maggioranza assoluta dei suoi componenti.

ARTICOLI DA 1 A 11 NEL TESTO APPROVATO, IN PRIMA DELIBERAZIONE, DAL SENATO DELLA REPUBBLICA E DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Art. 1.

(Modifica all'articolo 27 del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, in materia di sessioni del Consiglio regionale)

1. All'articolo 27 del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, di seguito denominato «decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670», dopo il primo comma è inserito il seguente:

«Possono svolgersi sessioni straordinarie riguardanti i diritti della minoranza linguistica ladina, del gruppo linguistico dei mocheni e del gruppo linguistico dei cimbri».

Art. 2.

(Modifica all'articolo 49 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, in materia di norme applicabili ai Consigli provinciali)

1. All'articolo 49 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, dopo la parola: «articoli» è inserita la seguente: «27,».

Art. 3.

(Modifiche all'articolo 50 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, in materia di composizione della Giunta provinciale di Bolzano)

1. All'articolo 50 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo comma:

1) al secondo periodo, le parole: «di due vice Presidenti» sono sostituite dalle seguenti: «di due o di tre vice Presidenti»;

2) dopo il secondo periodo è aggiunto il seguente: «La Giunta provinciale di Bolzano è composta di tre vice Presidenti, di cui uno appartenente al gruppo linguistico ladino, quando uno dei suoi componenti appartiene a tale gruppo linguistico»;

b) al secondo comma, il terzo periodo è sostituito dal seguente: «I vice Presidenti appartengono uno al gruppo linguistico tedesco, uno al gruppo linguistico italiano e, nel caso di cui al terzo periodo del primo comma, uno al gruppo linguistico ladino».

Art. 4.

(Modifiche all'articolo 62 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, in materia di composizione degli organi di vertice degli enti pubblici di rilevanza provinciale e degli enti locali intermedi)

1. All'articolo 62 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, e successive modificazioni, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:

«Negli enti pubblici di rilevanza provinciale nei quali sono previsti due vice Presidenti, questi devono appartenere a gruppi linguistici diversi da quello a cui appartiene il Presidente.

Negli enti locali intermedi dei quali fanno parte comuni in cui la maggioranza della popolazione appartiene al gruppo linguistico ladino, la carica di vice Presidente è ricoperta da persona appartenente a questo gruppo linguistico, salvo che un appartenente a tale gruppo ricopra nel medesimo ente la carica di Presidente».

Art. 5.

(Modifiche all'articolo 84 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, in materia di procedura per l'esame dei capitoli di bilancio e per la loro votazione per gruppi linguistici)

1. All'articolo 84 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al terzo comma, le parole: «la maggioranza dei voti di ciascun gruppo linguistico» sono sostituite dalle seguenti: «la maggioranza dei voti del gruppo linguistico italiano ovvero del gruppo linguistico tedesco»;

b) dopo il terzo comma è inserito il seguente:

«I capitoli di bilancio che non hanno ottenuto la maggioranza dei voti del gruppo linguistico ladino sono sottoposti, nel termine di tre giorni, a una commissione di tre consiglieri regionali o provinciali eletta dal Consiglio all'inizio della legislatura e per tutta la durata di questa, composta da un consigliere appartenente al gruppo linguistico italiano, da uno appartenente al gruppo linguistico tedesco e da uno appartenente al gruppo linguistico ladino, in conformità alla designazione di ciascun gruppo»;

c) il quarto comma è sostituito dal seguente:

«Le commissioni di cui ai commi terzo e quarto, entro quindici giorni, devono stabilire, con decisione vincolante per il Consiglio, la denominazione definitiva dei capitoli di bilancio e l'ammontare dei relativi stanziamenti. La decisione è adottata a maggioranza semplice dalla commissione di cui al terzo comma e all'unanimità dalla commissione di cui al quarto comma, senza che alcun consigliere abbia voto prevalente»;

d) al quinto comma, le parole: «Se nella commissione non si raggiunge la maggioranza su una proposta conclusiva,» sono sostituite dalle seguenti: «Se nella commissione di quattro consiglieri non si raggiunge la maggioranza o se nella commissione di tre consiglieri non si raggiunge l'unanimità su una proposta conclusiva,»;

e) al settimo comma, le parole: «di cui al quarto e quinto comma» sono sostituite dalle seguenti: «di cui ai commi quinto e sesto»;

f) al nono comma, le parole: «ai commi terzo, quarto e quinto» sono sostituite dalle seguenti: «ai commi terzo, quarto, quinto e sesto».

Art. 6.

(Modifiche all'articolo 89 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, in materia di trasferimento fuori provincia del personale di lingua ladina e di ripartizione proporzionale dei posti nei ruoli speciali della magistratura in provincia di Bolzano)

1. All'articolo 89 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al sesto comma, dopo le parole: «del personale di lingua tedesca» sono inserite le seguenti: «e di lingua ladina»;

b) al settimo comma:

1) al primo periodo, le parole: «tra i gruppi linguistici italiano e tedesco» sono sostituite dalle seguenti: «tra i gruppi linguistici italiano, tedesco e ladino»;

2) al secondo periodo, dopo le parole: «al gruppo linguistico tedesco» sono inserite le seguenti: «e al gruppo linguistico ladino»;

3) al terzo periodo, dopo le parole: «cittadini di lingua tedesca» sono inserite le seguenti: «e ai cittadini di lingua ladina».

Art. 7.

(Modifica all'articolo 93 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, in materia di integrazione delle Sezioni del Consiglio di Stato investite dei ricorsi avverso le decisioni dell'autonoma sezione di Bolzano del tribunale regionale di giustizia amministrativa)

1. All'articolo 93 del decreto del Presi-dente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, e successive modificazioni, dopo le parole: «al gruppo di lingua tedesca» sono inserite le seguenti: «ovvero al gruppo di lingua ladina».

Art. 8.

(Modifica all'articolo 102 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, in materia di tutela delle minoranze linguistiche)

1. All'articolo 102 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente comma:

«Al Comun General de Fascia, ente sovracomunale costituito nel territorio coincidente con quello dei comuni di cui all'articolo 48, terzo comma, la regione e la provincia di Trento possono attribuire, trasferire o delegare funzioni amministrative, compiti o attività proprie, rilevanti per la valorizzazione della minoranza linguistica ladina».

Art. 9.

(Modifiche all'articolo 107 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, in materia di composizione della commissione paritetica per il parere al Governo sugli schemi di decreto recanti norme di attuazione dello statuto)

1. All'articolo 107 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo comma, secondo periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «o ladino»;

b) al secondo comma, il secondo periodo è sostituito dai seguenti: «Uno dei membri in rappresentanza dello Stato deve appartenere al gruppo linguistico tedesco o ladino; uno di quelli in rappresentanza della provincia deve appartenere al gruppo linguistico italiano. La maggioranza dei consiglieri provinciali del gruppo linguistico tedesco o italiano può rinunciare alla designazione di un proprio rappresentante in favore di un appartenente al gruppo linguistico ladino».

Art. 10.

(Disposizioni finanziarie)

1. All'attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 3, 4, 5, 6 e 7 le amministrazioni interessate provvedono nell'ambito dei rispettivi bilanci.

2. Gli oneri connessi alla partecipazione alle riunioni della commissione paritetica, di cui all'articolo 107 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, come modificato dall'articolo 9 della presente legge costituzionale, sono posti a carico dei rispettivi soggetti rappresentati, i quali vi provvedono nell'ambito dei rispettivi bilanci.

Art. 11.

(Entrata in vigore)

1. Le disposizioni di cui alla presente legge costituzionale entrano in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione della medesima legge costituzionale nella Gazzetta Ufficiale, successiva alla promulgazione .

Allegato B

Dichiarazione di voto del senatore Mancuso sul disegno di legge n. 2643

Gentile Presidente, onorevoli colleghi, in Italia vivono molti gruppi di minoranza linguistica. Secondo le stime del Ministero dell'interno, circa il 5 per cento della popolazione italiana ha come lingua materna una lingua diversa dall'italiano. Le Costituzioni di molti Paesi europei non contengono disposizioni specifiche riguardo la tutela delle minoranze linguistiche, ma si limitano a richiamare il principio di eguaglianza che vieta la discriminazione a causa della religione, della lingua e dell'etnia.

L'Italia, pur non avendo ancora ratificato la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, si è data, nel 1999, una specifica legge-quadro, la n. 482 del 1999, che regola la materia.

Il presente disegno di legge costituzionale rappresenta un passo significativo nella tutela delle minoranze linguistiche e nella promozione di una società plurale e ricca di identità e tradizioni diverse, che è tipica del continente europeo e del nostro Paese. In particolare, per la Provincia di Trento, si tratta di un ulteriore riconoscimento delle minoranze ladina, mochena e cimbra, grazie alla previsione di una loro più piena partecipazione alla vita culturale, sociale e politica della comunità di cui fanno parte.

La Costituzione della Repubblica italiana contiene un riconoscimento giuridico di fondo dell'esistenza, nel contesto sociale italiano, di gruppi linguistici minoritari. Ciò si compie nell'ambito dei "Principi fondamentali", le disposizioni mirate a delineare i valori supremi del nostro ordinamento giuridico. Tra questi si colloca, infatti, l'articolo 6, che recita testualmente: "La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.". È utile sottolineare, in primo luogo, come l'articolo 6 della Costituzione preveda la tutela delle minoranze linguistiche. Tale principio è fondamentale, sia a livello di diritto interno che internazionale. In questo quadro, la nostra Costituzione ha inteso superare il concetto di minoranza oggetto di tutela, per pervenire a un riconoscimento della minoranza stessa come soggetto attivo in ogni settore della società nella quale vive e, dunque, nell'economia, nella cultura, nella politica, nelle attività sociali più significative.

Nel nostro ordinamento giuridico la tutela delle minoranze linguistiche è un principio costituzionale adottato liberamente, cioè a prescindere da vincoli di diritto internazionale, ma l'Italia, nel corso della propria storia repubblicana, ha assunto anche obblighi nei confronti di altri Paesi e in generale della comunità internazionale. Per un verso, si tratta di accordi con cui è stata data soluzione a delicate questioni concernenti le minoranze poste lungo i confini nazionali; per altro, di atti con cui lo Stato italiano ha assunto ulteriori obblighi in tema di tutela delle minoranze linguistiche.

Il disegno di legge costituzionale mira a garantire maggiormente la tutela della minoranza linguistica ladina nella Provincia di Bolzano. Certamente la questione ladina non si esaurisce nel gruppo presente in Provincia di Bolzano e in quello presente in Provincia di Trento, ma c'è anche il bellunese. Io mi auguro che quest'Aula e il Governo possano affrontare la questione ladina nel suo complesso con più avanzati provvedimenti legislativi, ma il metodo della valorizzazione delle minoranze, il metodo della tutela dei diritti, il metodo dell'autonomia solo il metodo della gradualità, il metodo dei piccoli passi: questa è stata la storia di successo delle nostre autonomie.

Senza entrare nel merito del dibattito che ha caratterizzato la forma di autonomia per il Trentino-Alto Adige, il cui primo Statuto fu approvato nel 1948 e, successivamente, rivisto in modo più favorevole nel 1972, occorre sottolineare l'importanza di riconoscere forme di autonomia speciale a determinate Regioni che, per la loro natura o per ragioni storiche, hanno bisogno di un autogoverno, con una struttura istituzionale, economica e normative speciali.

Tra l'altro, è bene ricordare come proprio il Trentino-Alto Adige rappresenti un elemento fondamentale di cosiddetta buona amministrazione, che ha caratterizzato da sempre la storia di questa Regione di confine, con particolare riguardo ai vari settori dell'amministrazione come scuola, sanità, politiche di sviluppo economico-sociale, pianificazione urbanistica, promozione turistica e cooperazione allo sviluppo. Pertanto, anche grazie a questa particolare formazione dei suoi amministratori, la Regione Trentino-Alto Adige è riuscita ad attivare un percorso virtuoso che ha visto crescere nel modo migliore tale territorio sotto diversi e significativi profili.

Per il Trentino-Alto Adige, autonomie e autogoverno hanno sempre rappresentato un inestimabile valore di una forza capace di superare, attraverso lo sviluppo, la cultura, la solidarietà e la condivisione delle responsabilità tra i diversi gruppi etnici, anche vicende complesse che oggi è superfluo ricordare, visto come la Regione si sia integrata con il nostro sistema Paese. Infatti, grazie alla sua autonomia, una terra un tempo povera, da cui si emigrava, è diventata ormai stabilmente ai primi posti fra le regioni europee, sia per qualità della vita sia per ricchezza pro capite, ma anche perché ha sostenuto, con una politica di confronto e di valorizzazione dei loro diritti, le minoranze presenti nel proprio territorio.

Per quanto attiene al merito del provvedimento, ricordiamo che l'articolo 1 prevede sessioni straordinarie del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige riguardanti i diritti della minoranza linguistica ladina, del gruppo linguistico dei mocheni e del gruppo linguistico dei cimbri. Ma la cosa più importante che mi preme sottolineare è come, in sostanza, il provvedimento è volto - come già ho avuto modo di dire - a tutelare e salvaguardare minoranze linguistiche unite alle altre minoranze da molteplici legami storici, culturali e locali. Infatti, proprio al fine di valorizzare le minoranze che rispettano le peculiarità sociali della Regione e rappresentano una ricchezza irrinunciabile per il nostro Paese, occorre approvare questa proposta di legge costituzionale, che ha come fine la conservazione di tradizioni e di culture che meritano un particolare rispetto e un'autentica irrinunciabile necessità. Attraverso la valorizzazione di queste minoranze etniche si contribuisce a creare una situazione di vantaggio per un ulteriore sviluppo economico e sociale di una Regione che è diventata simbolo di benessere economico e di solidarietà.

Il provvedimento va visto anche nell'ottica di una partecipazione effettiva alla vita politica e amministrativa delle minoranze linguistiche in un territorio socialmente ben gestito e ben organizzato. La suddetta partecipazione alla vita politica e amministrativa da parte delle minoranze dimostra, ancora una volta, come, anche nel nostro Paese, le forze politiche in esso presenti, che stanno discutendo e approvando un progetto di legge fondamentale e importante, siano attente a una vera politica di inclusione per tutte le minoranze presenti, che possa garantire un futuro di sviluppo socio-economico e una migliore qualità della vita per tutti i nostri cittadini.

Per questi motivi, il Gruppo parlamentare di Alternativa Popolare voterà a favore della proposta di legge costituzionale recante modifiche allo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in materia di tutela della minoranza linguistica ladina della Provincia di Bolzano.

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni:

Disegno di legge n. 2808:

sull'articolo 3, la senatrice Favero avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.

Disegno di legge n. 2809:

sugli articoli 1, 2 e 3, la senatrice Favero avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.

Disegno di legge n. 2772:

sull'articolo 1, la senatrice Favero avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Airola, Alicata, Anitori, Bubbico, Candiani, Cattaneo, Chiavaroli, Conte, Dalla Tor, Della Vedova, De Poli, D'Onghia, Fattori, Fissore, Formigoni, Gentile, Mangili, Monti, Napolitano, Nencini, Olivero, Pepe, Piano, Pizzetti, Rubbia, Ruvolo, Stucchi e Zuffada.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Scilipoti Isgro', per attività della 13a Commissione permanente; Casson, Crimi, Esposito Giuseppe, Marton e Romani Paolo, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Amoruso, per attività dell'Assemblea parlamentare del Mediterraneo; Compagna e Divina, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).

Gruppi parlamentari, nuova denominazione

Il Presidente del Gruppo parlamentare Grandi Autonomie e Libertà, senatore Mario Ferrara, ha comunicato che il Gruppo parlamentare da lui presieduto assume la seguente nuova denominazione: "Grandi Autonomie e Libertà (Direzione Italia, Grande Sud, Popolari per l'Italia, Riscossa Italia)".

Commissioni permanenti, variazioni nella composizione

Il Presidente del Gruppo parlamentare Forza Italia - Il Popolo della Libertà XVII Legislatura, con lettera in data 3 ottobre 2017, ha comunicato la seguente variazione nella composizione delle Commissioni permanenti:

8a Commissione permanente: cessa di farne parte la senatrice Mariarosaria Rossi;

11a Commissione permanente: entra a farne parte la senatrice Mariarosaria Rossi.

Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione, variazioni nella composizione

Il Presidente del Senato ha chiamato a far parte del Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione il senatore Cappelletti, in sostituzione del senatore Scibona, dimissionario.

Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, variazioni nella composizione

Il Presidente del Senato ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale il senatore Scibona, in sostituzione del senatore Cappelletti, dimissionario.

Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati

Onn. D'Incecco Vittoria, Braga Chiara, Albanella Luisella, Biffoni Matteo, Carra Marco, Casati Ezio Primo, Castricone Antonio, Cimbro Eleonora, Coccia Laura, Coscia Maria, Di Maio Marco, Ferro Andrea, Fontanelli Paolo, Fragomeli Gian Mario, Gasparini Daniela Matilde Maria, Ginoble Tommaso, Giulietti Giampiero, Gozi Sandro, Grassi Gerolamo, Gregori Monica, Gullo Maria Tindara, Iori Vanna, Maestri Patrizia, Magorno Ernesto, Marantelli Daniele, Mariani Raffaella, Martella Andrea, Moscatt Antonino, Quartapelle Procopio Lia, Rampi Roberto, Rubinato Simonetta, Sbrollini Daniela, Senaldi Angelo, Zardini Diego, Argentin Ileana, Realacci Ermete, Capone Salvatore, Fusilli Gianluca

Disposizioni per il coordinamento della disciplina in materia di abbattimento delle barriere architettoniche (2930)

(presentato in data 04/10/2017)

C.1013 approvato dalla Camera dei deputati (assorbe C.1577).

Disegni di legge, ritiro

Il senatore Nunziante Consiglio ha dichiarato di ritirare il disegno di legge: Consiglio. - "Istituzione e disciplina dei punti di accoglienza del neonato" (1947).

Progetti di atti e documenti dell'Unione europea, deferimento a Commissioni permanenti

Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti atti e documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Governo e dalla Commissione europea:

Proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo all'importazione di beni culturali (COM (2017) 375 definitivo) (Atto comunitario n. 431), alla 7ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Comunicazione Congiunta al Parlamento Europeo e al Consiglio Elementi per una Strategia dell'UE sull'Afghanistan (JOIN (2017) 31 definitivo) (Atto comunitario n. 432), alla 3ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 1ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento Europeo e al Consiglio sugli scambi fra gli Stati membri, tramite il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari (ECRIS), delle informazioni estratte dai casellari giudiziari (COM (2017) 341 definitivo) (Atto comunitario n. 433), alla 2ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 1a, 3ª e 14ª;

Comunicazione della Commissione europea al Parlamento europeo, al Consiglio europeo e al Consiglio Ottava relazione sui progressi compiuti verso un'autentica ed efficace Unione della sicurezza (COM (2017) 354 definitivo) (Atto comunitario n. 434), alla 1ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 2a, 3ª e 14ª;

Relazione congiunta al Parlamento europeo e al Consiglio sull'attuazione del Quadro congiunto per contrastare le minacce ibride - La risposta dell'Unione europea (JOIN (2017) 30 definitivo) (Atto comunitario n. 435), alla 1ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª, 4a e 14ª;

Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo Quattordicesima relazione riepilogo delle misure di difesa commerciale adottate dai paesi terzi nei confronti dell'unione europea nel 2016 (COM (2017) 401 definitivo) (Atto comunitario n. 436), alla 10ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Proposta di Decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilizzazione dello strumento di flessibilità per provvedere al finanziamento del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (COM (2017) 480 definitivo) (Atto comunitario n. 437), alla 5ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sulla valutazione dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo che incidono sul mercato interno e sono connessi ad attività transfrontaliere (COM (2017) 340 definitivo) (Atto comunitario n. 438), alla 6ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 2a, 3ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul funzionamento dell'agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (eu-LISA) (COM (2017) 346 definitivo) (Atto comunitario n. 439), alla 1ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 2a, 3ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo Sintesi delle relazioni annuali di attuazione per i programmi operativi cofinanziati dal Fondo di aiuti europei agli indigenti nel 2015 (COM (2017) 404 definitivo) (Atto comunitario n. 440), alla 11ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo e al Consiglio - Quattordicesima relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento (COM (2017) 405 definitivo) (Atto comunitario n. 441), alla 1ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 2a, 3ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'esercizio del potere di adottare atti delegati conferito alla Commissione dal regolamento (UE) n. 549/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Sistema europeo dei conti nazionali e regionali nell'Unione europea (COM (2017) 423 definitivo) (Atto comunitario n. 442), alla 1ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 5a, 3ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'applicazione del regolamento (CE) n. 295/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle statistiche strutturali sulle imprese (COM (2017) 419 definitivo) (Atto comunitario n. 443), alla 1ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª, 10a e 14ª;

Relazione della Commissione - Controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea Relazione annuale 2016 (COM (2017) 370 definitivo) (Atto comunitario n. 444), alla 14ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 1a, 2ª e 3ª;

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo e al Consiglio - Nona relazione sui progressi compiuti verso un'autentica ed efficace Unione della sicurezza (COM (2017) 407 definitivo) (Atto comunitario n. 445), alla 1ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª, 14ª e 2a;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Decima relazione finanziaria della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul funzionamento del fondo europeo agricolo di garanzia esercizio 2016 (COM (2017) 456 definitivo) (Atto comunitario n. 446), alla 9ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3a, 5ª e 14ª;

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei Conti - Conti annuali del fondo europeo di sviluppo - esercizio 2016 (COM (2017) 364 definitivo) (Atto comunitario n. 447), alla 5ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio che valuta in che misura gli Stati membri hanno adottato le misure necessarie per conformarsi alla direttiva 2013/40/UE relativa agli attacchi contro i sistemi di informazione e che sostituisce la decisione quadro 2005/222/GAI del Consiglio (COM (2017) 474 definitivo) (Atto comunitario n. 448), alla 8ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 2a, 3ª e 14ª;

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni concernente l'elenco 2017 delle materie prime essenziali per l'UE (COM (2017) 490 definitivo) (Atto comunitario n. 449), alla 10ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Adeguamento tecnico del quadro finanziario per il 2018 all'evoluzione dell'RNL (SEC 2010) (articolo 6 del regolamento n. 1311/2013 del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2014-2020) che aggiorna e sostituisce la comunicazione COM (2017) 220 final (COM (2017) 473 definitivo) (Atto comunitario n. 450), alla 5ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Comunicazione della Commissione - Accogliere con favore gli investimenti esteri diretti tutelando nel contempo gli interessi fondamentali (COM (2017) 494 definitivo) (Atto comunitario n. 451), alla 5ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Raccomandazione di Decisione del Consiglio che autorizza l'avvio di negoziati per una convenzione che istituisce un tribunale multilaterale per la risoluzione delle controversie in materia di investimenti (COM (2017) 493 definitivo) (Atto comunitario n. 452), alla 3ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 2a, 5ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul Fondo di garanzia per le azioni esterne e sulla relativa gestione nel 2016 (COM (2017) 488 definitivo) (Atto comunitario n. 453), alla 3ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 1ª, 5a e 14ª;

Comunicazione congiunta al Parlamento europeo e al Consiglio - Resilienza, deterrenza e difesa: verso una cibersicurezza forte per l'UE (JOIN (2017) 450 definitivo) (Atto comunitario n. 454), alla 8ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 1a, 3a, 4ª e 14ª;

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni - Una politica commerciale equilibrata e innovativa per gestire la globalizzazione (COM (2017) 492 definitivo) (Atto comunitario n. 455), alla 10ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo e al Consiglio - Quinta relazione sui progressi compiuti relativamente al quadro di partenariato con i paesi terzi nell'ambito dell'agenda europea sulla migrazione (COM (2017) 471 definitivo) (Atto comunitario n. 456), alla 1ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Tutela degli interessi finanziari dell'Unione europea - Lotta contro la frode Relazione annuale 2016 (COM (2017) 383 definitivo) (Atto comunitario n. 457), alla 6ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Proposta di Decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (domanda presentata dall'Italia - EGF/2017/004 IT/Almaviva) (COM (2017) 496 definitivo) (Atto comunitario n. 458), alla 5ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª, 11a e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sugli strumenti finanziari sostenuti dal bilancio generale a norma dell'articolo 140, paragrafo 8, del regolamento finanziario al 31 dicembre 2016 (COM (2017) 535 definitivo) (Atto comunitario n. 459), alla 6ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª, 5a e 14ª;

Relazione della Commissione al Consiglio, alla Banca centrale europea, al Comitato europeo per il rischio sistemico e al parlamento europeo sul monitoraggio degli sviluppi nel mercato UE dei servizi di revisione legale dei conti destinati agli enti di interesse pubblico a norma dell'articolo 27 del regolamento (UE) n. 537/2014 (COM (2017) 464 definitivo) (Atto comunitario n. 460), alla 6ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 2a, 3ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni - Relazione sull'attuazione della Strategia commerciale "Commercio per tutti" - Una politica commerciale innovativa per gestire la globalizzazione (COM (2017) 491 definitivo) (Atto comunitario n. 461), alla 10ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª;

Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo e al Consiglio - Quindicesima relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento (COM (2017) 465 definitivo) (Atto comunitario n. 462), alla 1ª Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3ª e 14ª.

Governo, trasmissione di atti

Negli scorsi mesi di giugno, luglio, agosto e settembre 2017 sono pervenute copie di decreti ministeriali, inseriti nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, della difesa, delle infrastrutture e dei trasporti, delle politiche agricole alimentari e forestali, dell'economia e delle finanze, per l'esercizio finanziario 2017, concernenti le variazioni compensative tra capitoli delle medesime unità previsionali di base e in termini di competenza e cassa.

Tali comunicazioni sono state trasmesse alle competenti Commissioni permanenti.

Corte dei conti, trasmissione di documentazione

Il Segretario generale della Corte dei conti, con lettera in data 26 settembre 2017, ha inviato - ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni - la comunicazione concernente il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale ai dottori Pasquale Le Noci, Matilde Farina e Valeria Sama.

Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Mozioni, apposizione di nuove firme

La senatrice Blundo ha aggiunto la propria firma alla mozione 1-00828 del senatore Crimi ed altri.

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

GRANAIOLA, MIGLIAVACCA, GOTOR, DIRINDIN, BATTISTA, RICCHIUTI, CORSINI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per la semplificazione e la pubblica amministrazione - Premesso che:

ormai da alcuni anni, nell'ambito delle politiche di razionalizzazione della spesa, le pubbliche amministrazioni sono tenute a stipulare i contratti per beni e servizi sotto la soglia comunitaria (134.000 euro per le amministrazioni centrali e 207.000 euro per le restanti), soprattutto tramite il mercato elettronico della pubblica amministrazione (MePA), lo strumento complementare al sistema delle convenzioni gestito da Consip;

la piattaforma elettronica è intesa a favorire risparmio di tempo, trasparenza e tracciabilità per le pubbliche amministrazioni, ma anche a rendere più agevole, per le piccole e medie imprese fornitrici, l'accesso alla domanda pubblica;

per quanto il sistema abbia ormai realizzato volumi di acquisto cospicui e consentito la realizzazione di un risparmio significativo per le amministrazioni, esso continua a evidenziare criticità, la più rilevante delle quali è probabilmente la difficoltà a conciliare l'obbligo di utilizzo del sistema con l'efficienza delle procedure e l'economicità degli acquisti; con conseguente difficoltà a perseguire l'obiettivo di assicurare in modo veloce e trasparente appalti vantaggiosi e qualitativamente validi;

accade spesso che ad una gara siano invitate anche migliaia di imprese, con una tale quantità di offerte da richiedere mesi di lavoro per valutare le offerte, col risultato che circa il 95 per cento delle gare sul MePA è aggiudicato direttamente al prezzo più basso, il che sembra un modo non ottimale di assicurare la qualità dei mezzi e servizi acquisiti;

giustamente il codice degli appalti (di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016) prevede che i fornitori si avvicendino, ma ormai con il MePA si va oltre gli avvicendamenti, dal momento che le politiche di "spending review ", avendo praticamente esteso l'obbligo di ricorrere al MePA a tutte le pubbliche amministrazioni, hanno altresì imposto a tutte le imprese le complesse procedure relative alla gestione dell'abilitazione, al bando, ai capitolati tecnici, al catalogo e alle gare, così da indurre però circa il 90 per cento delle imprese prima fornitrici della pubblica amministrazione a rinunciare al mercato pubblico;

queste problematiche impattano principalmente sul mercato a livello locale, che di regola sarebbe in grado di offrire condizioni migliorative rispetto a quelle dei cataloghi del MePA;

anche la Corte dei conti nella recente "Relazione Consip Spa - esercizio 2015" ha espressamente dichiarato che "con l'estensione del ruolo affidato a Consip, si fa impellente la necessità di una più attenta e oggettiva valutazione dei risparmi di spesa effettivamente conseguiti",

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo non ritengano di dover intervenire perché, pur salvaguardando l'obiettivo di fondo di rendere più trasparente ed economicamente sostenibile il sistema centralizzato di acquisti per la pubblica amministrazione, nella valutazione degli acquisti non rilevi solo il profilo economico del risparmio, ma anche quello della qualità dei beni e servizi interessati;

se non ritengano altresì di intervenire per ovviare alle criticità del sistema di acquisti centralizzati per le pubbliche amministrazioni rilevate dalla stessa Corte dei conti, segnatamente quanto: alla difficile gestione delle gare di più ampie dimensioni; al rischio dell'"emergere di intese anticoncorrenziali tra le imprese dominanti"; alle difficoltà di garantire l'accesso alla domanda pubblica anche da parte di piccole e medie imprese;

se non ritengano opportuno tutelare il mercato locale dei fornitori sia con gare a dimensioni più ridotte, sia differenziando l'offerta in base alla tipologia del soggetto pubblico utilizzatore dell'iniziativa stessa, sia infine assicurando la possibilità del ricorso a strumenti diversi (MePA, gare eccetera) a seconda del servizio proposto;

se non ritengano utile infine, laddove risulti dimostrata la capacità del mercato locale di offrire condizioni migliorative rispetto a quelle dei cataloghi MePA, di assicurare questa possibilità stabilendo il prezzo a base d'asta in considerazione anche dei prezzi di mercato esterno al MePA, assicurando altresì, nel caso vada deserta la richiesta di offerta sul MePA, la possibilità di ripetere la procedura al di fuori del sistema stesso.

(4-08171)

LUMIA - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'interno - Premesso che:

la sicurezza nelle campagne è continuamente minacciata da furti, rapine, estorsioni, danneggiamenti, come risulta da denunce delle varie organizzazioni del mondo agricolo;

come emerge da diverse notizie di stampa, si sta infatti verificando un boom di furti nei campi in Puglia dove vengono rubate soprattutto mandorle e uva, come ha denunciato lo stesso delegato confederale di Coldiretti di Bari, Angelo Corsetti: "Le nostre mandorle vanno letteralmente a 'ruba' in campagna";

per contrastare tale gravissimo fenomeno, la Coldiretti ha deciso di far partire delle ronde notturne per cercare di tutelare e aiutare i coltivatori, già pesantemente danneggiati quest'anno dalla siccità e dalle grandinate, come la violenta grandinata che ad agosto ha letteralmente devastato i campi delle aree rurali di Palo del Colle, Grumo, Toritto, Bitetto, e ancora Molfetta;

i cambiamenti climatici di questi ultimi anni in Puglia hanno di fatto rallentato pesantemente la produzione di questi prodotti agricoli, di ottima qualità, che hanno attirato le attenzioni della malavita locale, visto l'impennata dei prezzi di vendita;

molteplici sono stati i furti, aumentati a dismisura in special modo negli ultimi 4 anni, dove è stata soprattutto colpita la provincia di Bari;

in Puglia le mandorle infatti sono prevalentemente coltivate nelle province di Bari (12.200 ettari, pari al 63 per cento della superficie pugliese coltivata) e Brindisi (4.500 ettari, pari al 23 per cento della superficie pugliese coltivata), rispettivamente con una produzione di 158.500 quintali (pari al 60 per cento dell'intera produzione pugliese) e 54.000 quintali (20 per cento), a seguire le province di Foggia, Taranto e Lecce. Ben il 96 per cento della superficie regionale destinata a frutta in guscio è investita a mandorlo;

gli stessi agricoltori si stanno organizzando in ronde notturne, a rischio della propria incolumità e con un gran dispiego di energie, considerando il lavoro diurno nei terreni e quello notturno per la sicurezza. Spesso sono addirittura costretti ad anticipare la raccolta dalla prima decade di settembre ad agosto proprio per tentare di contrastare i furti. Nel territorio tra Grumo, Palo e Toritto si tratta di vere e proprie squadre organizzate che agiscono di notte e riescono a portare via fino a 3/4 quintali di mandorle alla volta. A Palo del Colle in poche ore una notte sono spariti 20 quintali di mandorle dalle campagne di sole 2 aziende agricole,

si chiede di sapere quale strategia il Ministro in indirizzo intendano sviluppare sul piano operativo per rendere le campagne un "territorio sicuro" e capace di sostenere lo sforzo degli operatori agricoli di valorizzare e promuovere i prodotti dei nostri territori senza subire rischi e danni continui alle aziende locali.

(4-08172)

BUCCARELLA, LEZZI, CAPPELLETTI, BERTOROTTA, DONNO, LUCIDI, CASTALDI, MORRA, NUGNES, PUGLIA, ENDRIZZI, SANTANGELO, MONTEVECCHI, GIROTTO, PAGLINI, GIARRUSSO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e dello sviluppo economico - Premesso che:

la Cementeria Colacem SpA di Galatina (Lecce) ha avviato la procedura di rinnovo dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA), con procedimento delegato dalla Regione Puglia alla Provincia di Lecce presso la quale si sono svolte le prime due conferenze dei servizi in data 24 novembre 2016 e 7 marzo 2017, a cui seguiva la convocazione, da parte del Consiglio regionale, di un'audizione presso la quinta commissione consiliare permanente in data 16 marzo 2017 cui non si presentava la Provincia;

l'assenza a parere degli interroganti è fatto grave e dimostrazione di disattenzione, e come tale è stato sottolineato in sede di commissione consiliare, a cui si aggiunge la mancata partecipazione dei Comuni sul cui territorio insiste l'impianto, cioè Galatina, Soleto e Sogliano Cavour, alla prima seduta di insediamento della conferenza dei servizi per il rinnovo dell'AIA;

la Colacem (classificata come industria insalubre ai sensi del testo unico delle leggi sanitarie di cui al regio decreto n. 165 del 1934, e successive modificazioni e integrazioni) viene collocata al 586° posto in Europa nella graduatoria degli impianti fonte di maggior danno ambientale e sanitario pubblicata dalla European environmental agency (EEA), essendo accreditata per una produzione di 584.000 tonnellate di ossido di carbonio annue e 2.420 tonnellate di ossidi di azoto emesse (ma per quantità di ossidi di azoto emessa è al 250° posto), con un costo dei danni ambientali e sanitari prodotti stimato tra 37 e 67 milioni di euro ("EEA Technical Report No. 15/2011");

la cementeria, con un'area di deposito scoperto di carbon coke di ben 14.000 metri quadri, è ubicata in prossimità dei centri urbani di Galatina, Soleto, Sogliano Cavour, Cutrofiano e Corigliano d'Otranto, al centro dell'unione dei comuni della Grecìa salentina, identificata dall'Istituto superiore di sanità come "area cluster per tumori polmonari"; inoltre, il distretto di Galatina (con i comuni limitrofi) è l'area con la più alta incidenza complessiva di neoplasie e di malattie polmonari croniche della provincia di Lecce secondo i dati del registro tumori della ASL di Lecce, del registro tumori Puglia e dell'osservatorio epidemiologico regionale, nonché una delle aree a maggior rischio di tumori alla vescica identificate dal registro tumori della ASL Lecce (accreditato dall'Associazione italiana dei registri tumori, AIRTUM). La criticità sanitaria dell'area è ulteriormente attestata dal riscontro di un maggior rischio di danni precoci del DNA nei bambini di Galatina emerso dallo studio IMP.AIR (Impatto della qualità dell'aria) dell'università del Salento, estensione dello Studio europeo MAPEC (Monitoring air pollution effects on children), che dimostra che nel 42 per cento dei bambini esaminati sono stati riscontrati micronuclei, indice di esposizione a inquinanti ambientali esterni o indoor: un valore doppio rispetto a quello riscontrato nella città di Lecce;

ARPA Puglia è tenuta ad eseguire attività di monitoraggio per il cementificio Colacem in quanto impianto soggetto ad AIA, ma in sede di conferenza dei servizi presso la Provincia di Lecce, nonché in sede di audizione presso la quinta commissione del Consiglio regionale della Puglia in data 16 febbraio 2017, il direttore del dipartimento provinciale di ARPA Puglia dichiarava che la stessa Agenzia procede solo a monitoraggi occasionali sulle emissioni dell'impianto e che, in particolare, tali sporadiche attività di monitoraggio sono state eseguite, dando preavviso di 48 ore all'azienda come previsto dalla legge, esclusivamente in un'unica giornata nel 2008 (prima del rinnovo dell'AIA richiesto nel 2009), nel 2010 e quindi in un'unica giornata nel 2014 e nel 2016 (l'anno della scadenza del rinnovo). A parere degli interroganti tali affermazioni del dipartimento provinciale di ARPA Puglia rendono evidente la palese inadeguatezza dell'attività di monitoraggio di enti terzi preposti alla vigilanza nell'interesse della salvaguardia dell'ambiente e della salute umana che non può essere basata su autocontrolli;

a giudizio degli interroganti, alla luce della sporadicità di tali monitoraggi concordati, che equivalgono a una totale assenza di attività di vigilanza da parte dell'ente regionale preposto, non sembra rilevante né tranquillizzante che le analisi eseguite nel 2008, 2009, 2014 e 2016 abbiano sempre dato esiti negativi. All'opposto, contribuisce ad aumentare i dubbi sulla tipologia di controlli previsti da ARPA Puglia (per un impianto che l'Agenzia europea per l'ambiente accredita come fonte di rilevante danno ambientale e sanitario) il fatto che i valori di concentrazione della somma dei metalli pesanti riscontrati equivalgano a tracce ai limiti della rilevabilità; valori che sono, invece, notoriamente ricompresi nelle emissioni dei cementifici, con particolare riferimento al mercurio, che è risultato invece elemento critico nello studio dell'impronta idrica condotto dall'università del Salento come estensione dello "Studio Nerò" e presentato all'accademia dei Lincei;

considerato che, per quanto risulta agli interroganti:

gli unici monitoraggi attivi sarebbero quelli gestiti in regime di autocontrollo dalla cementeria, con propri strumenti e proprio personale. In particolare, l'azienda procede a un monitoraggio in continuo delle emissioni al camino (il cosiddetto SME, sistema di monitoraggio delle emissioni), senza che ARPA Puglia provveda alle necessarie attività di calibrazione del sistema quale ente terzo. Tale assoluta mancanza di vigilanza da parete dell'ente terzo preposto emergerebbe dagli stessi rapporti di prova sporadici presentati da ARPA, nei quali la Colacem dichiara di aver ricevuto un preavviso ex lege di 48 ore prima dell'arrivo dei tecnici e di aver provveduto 24 ore prima alla calibrazione dei sistemi SME tramite l'intervento di azienda specializzata;

la qualità dell'aria respirata dagli abitanti di Galatina e comuni limitrofi alla Colacem risulterebbe non essere adeguatamente monitorata da ARPA Puglia, potendo contare su di un'unica centralina a Galatina, centralina di tipo "suburbano", che monitora solo Pm2.5, ozono, diossido di azoto, ossido di carbonio e biossido di zolfo ma non il Pm10 prodotto in ingenti quantità dai cementifici e nemmeno gli IPA o altri microinquinanti, e che sarebbe idonea a monitoraggio dell'inquinamento atmosferico da traffico, ma non industriale. Nessun'altra centralina è attualmente dislocata da ARPA nel Salento a sud di Lecce. Dai dati di quest'unica centralina risulta per l'ultimo anno disponibile una concentrazione media annuale di Pm2.5 nei limiti di legge ma quasi doppia rispetto ai limiti sanitari identificati dalle linee guida 2005 dell'Organizzazione mondiale della sanità, superati i quali si manifesta il 90 per cento degli effetti sanitari dell'inquinamento atmosferico;

considerato inoltre che:

l'analogo cementificio Colacem di Gubbio (Perugia), sebbene di maggiori dimensioni rispetto a quello di Galatina, ha visto modificare in senso virtuoso in sede di rinnovo AIA 2008 la modalità e la tipologia di controlli effettuati da ARPA Umbria, come riportato dal sito "aitec-ambiente"), e che possono essere proposti come best practice di applicazione delle BAT (best available technology) conclusive della direttiva europea 2013/163/UE. In particolare, la Colacem di Gubbio ha provveduto all'installazione di 2 centraline fisse e 2 mobili (per campionamenti vento selettivi nelle aree di ricaduta delle emissioni del cementificio) acquistate dalla stessa azienda ma gestite da ARPA. Le aree di ricaduta sottoposte a monitoraggio ambientale sono individuate con modelli matematici e comprendono luoghi urbani molto frequentati dalla popolazione come scuole, in accordo alle linee guida ISPRA, per la predisposizione delle reti di monitoraggio delle reti della qualità dell'aria in Italia. ARPA Umbria procede inoltre alla pubblicazione giornaliera (e redazione di un bollettino settimanale) sul proprio sito delle concentrazioni medie giornaliere dei macroinquinanti monitorati in continuo dai camini oltre che dalle centraline, calibrazione dei sistemi SME, controllo dei rifiuti prodotti e delle acque reflue con vasche di disoleazione e campionatore automatico, campionamento dei suoli. A parere degli interroganti non è chiaro perché un'analoga prassi non possa essere eseguita anche a Galatina;

la Colacem di Galatina riceve dalla centrale termoelettrica ENEL di Cerano "Federico II" (Brindisi), uno tra gli impianti più grandi d'Europa, una media di 100.000 tonnellate all'anno di ceneri leggere tanto da essere il terzo impianto a livello italiano per quantità di ceneri leggere recuperate nel cemento (codice CER 100102, "modelli unici di dichiarazione ambientale MUD della Camera di commercio");

inoltre, riceve dalla stessa centrale di Cerano una media di 35.000 tonnellate all'anno di ceneri pesanti, ovvero tutte le ceneri pesanti prodotte dalla centrale brindisina, tanto da occupare il primo posto in Italia, e tra i primi in Europa, per quantità di ceneri pesanti recuperate nel cemento (codice CER 100101);

per di più, la Colacem riceve dalla stessa centrale 1.700 tonnellate di ceneri di torba non trattate (codice CER 100103), 13.000 tonnellate di rifiuti solidi prodotti dai processi di desolforazione dei fumi della Federico II oltre ad un enorme quantitativo di loppa contenente microparticelle metalliche,

si chiede di sapere:

se i fatti esposti corrispondano al vero;

se i Ministri in indirizzo intendano attivarsi, per quanto di competenza, affinché sia verificato: se le ceneri leggere e pesanti conferite dalla centrale ENEL di Brindisi Cerano a Colacem di Galatina e a tutti gli altri destinatari pugliesi, italiani ed esteri (risultanti dai MUD) siano state contaminate da metalli pesanti e ammoniaca (analogamente a quanto accertato dalla magistratura per le ceneri conferite da ENEL Cerano al cementificio Cementir-Caltagirone di Taranto) per lo stesso periodo 2011-2016 preso in esame e anche negli anni precedenti; se le ceneri pesanti conferite dalla stessa centrale ENEL a Colacem SpA presentino livelli di radioattività naturale (NORM) potenzialmente pericolose, non potendo considerare esaustiva né l'autovalutazione eseguita da ENEL né l'unico e sporadico controllo effettuato da ARPA Puglia nel 2012 e pubblicato da ISPRA; se le ceneri leggere e pesanti conferite dalla centrale di Cerano a Colacem siano state classificata da ENEL come rifiuti non pericolosi quando invece dovevano essere etichettati come rifiuti pericolosi, e come tali smaltiti da ENEL senza cessione al cementificio Colacem; se a Colacem pervenga anche la loppa dell'Ilva di Taranto che veniva consegnata al cementificio Cementir-Caltagirone di Taranto e costitutiva rifiuto pericoloso smaltito come non pericoloso;

se le autorità sanitarie coinvolte intendano assumere provvedimenti atti ad approfondire gli effetti inquinanti e sulla salute del mercurio e degli altri metalli pesanti e sostanze prodotte dalla cementeria Colacem di Galatina, considerando che, viste le rilevazioni sporadiche condotte da ARPA Puglia, anche concentrazioni sotto i limiti di legge (ad esempio 0,003 milligrammi a metro quadro per il mercurio) possono dare luogo ad ampie contaminazioni, visto il volume di fumi emessi che corrisponde a 600.000 metri quadrati l'anno, che generano 15 chilogrammi di mercurio per anno ovvero 150 chilogrammi ogni 10 anni;

se abbiano ricevuto o siano in possesso di informazioni circa le indagini in corso di svolgimento e condotte dalla Procura della Repubblica di Lecce in merito ai trasferimenti di ceneri pesanti e leggere dall'impianto di Cerano e circa le fonti di inquinamento atmosferico che hanno determinato le attuali criticità sanitarie nell'area di Galatina e comuni limitrofi.

(4-08173)

GASPARRI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:

in un post sulla pagina "Facebook" dell'istituto Ipseoa di Caprarola (Viterbo) del 5 settembre 2017, il professor Riccardo Minciotti avrebbe richiesto la presenza di alunni con divisa da sala per un incontro alla presenza del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, nell'ambito della festa del Partito democratico;

nello stesso post sarebbe stato ben specificato che i partecipanti avrebbero ottenuto dei crediti formativi, oltre ad un rimborso spese;

lo stesso professore, nei giorni successivi, in un altro post avrebbe specificato l'importanza di essere presenti alla manifestazione;

6 alunni, tutti minorenni, avrebbero prestato servizio nel ristorante della festa del Pd, senza ottenere il citato rimborso spese e sostituendo i volontari, che solitamente operano in questo tipo di feste politiche;

la dirigente scolastica avrebbe giustificato l'accaduto parlando di presenza all'intervento istituzionale del Ministro,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo fosse a conoscenza del fatto che i partecipanti avrebbero ottenuto dei crediti formativi, oltre ad un rimborso spese;

se non ritenga che la presenza degli alunni in servizio tra i tavoli in una festa di partito non rappresenti in alcun modo una partecipazione ad un evento istituzionale;

se e quali provvedimenti intenda adottare nei confronti dei responsabili di questa iniziativa.

(4-08174)

ARRIGONI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

da un post sull'"Osservatoriopolitico" del 10 maggio 2017 si è appreso che l'azienda Vipal SpA, con stabilimenti a Ferentillo, Arrone (Terni) e Rieti, rischierebbe la chiusura con il conseguente licenziamento di circa 70 operai, in quanto, dopo aver installato circa 300 sistemi abitativi di emergenza a Norcia e Amatrice per gli sfollati del terremoto del Centro Italia, non avrebbe ancora ricevuto il 60 per cento del compenso ad essa spettante per un importo di 2,8 milioni di euro;

in questo caso, la Vipal rappresenta l'ultimo anello di una catena di appalti e subappalti, e ha preso la commessa dei lavori dalla Cosp Tecnoservice di Terni che, insieme alla Italstem SpA, avrebbero preso in carico (attraverso le associate Gesta e Kineo) i lavori dal Consorzio nazionale servizi, aggiudicatario dell'appalto per la fornitura dei moduli abitativi;

un altro articolo su "la Repubblica" del 21 luglio cerca di far luce sul filo politico che lega consorzi, imprenditori, cooperative, fornitori di materiale, facenti parte della Legacoop, e inchieste dei magistrati de L'Aquila che indagano sugli appalti pilotati della ricostruzione post sisma 2009, ed in particolare sulla vicenda del presidente della cooperativa L'Internazionale di Altamura e sul ruolo del Consorzio nazionale servizi (Cns);

il Cns risulta infatti primo classificato in 2 dei 3 lotti della maxigara preventiva per la fornitura di moduli abitativi di emergenza in tutto il Paese, dal valore totale di 1,18 miliardi di euro, bandita da Consip nel 2014 e aggiudicata nell'agosto 2015. Secondo il protocollo d'intesa firmato con il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, Cns e l'associato consorzio Cogeco 7 si sono impegnati a fornire "fino a 6.000 casette" per il lotto del Centro Italia, insieme con gli altri due classificati;

in seguito all'emergenza del terremoto e l'urgenza della costruzione delle "casette", i lavori sono stati affidati ad una catena di subappaltatori; la fornitura di Norcia, ad esempio, viene affidata alle due consorziate Gesta e Kineo, le quali, secondo quanto spiegato dal giornale, hanno comprato impianti e kit di montaggio da due imprese ternane, la Italstem e la Cosptecnoservice, quest'ultima qualificata in pulizie, segnali stradali e recapito bollette, tanto che, a sua volta, ha dovuto subappaltare alla Vipal la commessa; sembrerebbe che sulla vicenda abbia svolto indagini anche l'Anac;

i ritardi nella consegna delle casette provvisorie sono sotto gli occhi di tutti; sembra che su 3.830 ordinate ne siano state consegnate solo 396 a luglio, numero salito a 966 il 2 ottobre secondo il Dipartimento; il consorzio Stabile Arcale di Impruneta, secondo classificato, fino al mese di luglio sembra che ne abbia consegnate solo 30;

in tutto questo giro di affari e speculazioni sulle disgrazie della gente terremotata, le società che rappresentano gli ultimi anelli della catena del contorto sistema di appalti e subappalti sono fallite o rischiato il fallimento;

la Vipal SpA a giugno ha aperto una procedura di concordato con riserva ed è stata commissariata,

si chiede di sapere quale sia lo stato dei pagamenti alle imprese per la fornitura e installazione delle "casette provvisorie" per la sistemazione dei cittadini colpiti dal sisma del Centro Italia, con particolare riferimento al pagamento delle commesse ai subappaltatori.

(4-08175)

VACCIANO, MOLINARI, BIGNAMI, DE PIETRO, SIMEONI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico - Premesso che:

la realizzazione del deposito nazionale per le scorie nucleari è un tema ancora avvolto da una suspense di natura politica, che sicuramente non verrà dissipata nel corso della XVII Legislatura, nonostante quanto afferma il Ministero dello sviluppo economico per voce del suo più alto rappresentante, il ministro Calenda. A suo dire, per il progetto relativo all'area idonea che sarà individuata per la realizzazione del deposito unico italiano: "sarà poi adottato definitivamente il Programma, con decreto del presidente del Consiglio, al più tardi entro il primo trimestre 2018" anticipando la "pubblicazione del Dpcm anche alla fine del quarto trimestre 2017 ma di base nel quarto trimestre dovremo mettere fuori la Carta". Le dichiarazioni del Ministero dello sviluppo economico sono quindi smentite dall'attuale stasi politica che non contempla alcun dibattito parlamentare in tal senso, né, comunque, più concreti indirizzi del Governo;

nonostante questa scarsa determinazione della politica nazionale, gli enti locali continuano a produrre atti propedeutici al completamento dell'iter burocratico per la selezione del sito idoneo in cui costruire il deposito unico nazionale, luogo sul quale al momento è mantenuto il più stretto riserbo. Il Settore pianificazione urbanistica - Ecologia e ambiente della Provincia di Latina, infatti, l'11 settembre 2017 ha approvato la valutazione ambientale strategica relativa al "Programma nazionale per la gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi", notizia che ha allarmato l'opinione pubblica locale che intravedeva in essa un atto apripista alla costruzione di ulteriore deposito (nel territorio pontino è già stato realizzato un deposito temporaneo all'interno dell'ex centrale nucleare di Borgo Sabotino) a più lunga scadenza;

al netto delle legittime preoccupazioni popolari, chiunque si cimenti nella lettura del documento prodotto dalla Provincia di Latina potrebbe facilmente evincere una grave mancanza di coerenza a livello di controllo delle matrici ambientali: le indicazioni fornite dal Ministero dell'ambiente e della tutela del mare congiuntamente al Ministero dello sviluppo economico per la redazione del rapporto ambientale richiamano i piani regionali di tutela delle acque e dell'aria, i quali, almeno per la Regione Lazio, sono armonizzati al solo decreto legislativo n. 156 del 2006, testo che individua valori limite di molte sostanze inquinanti ad eccezione dei radionuclidi;

considerato che:

l'impianto dell'ex centrale nucleare di Borgo Sabotino, a pochi chilometri dal centro di Latina, che include anche un deposito temporaneo del materiale di risulta radioattivo prodotto dal decommissioning locale, verrebbe automaticamente escluso dalla lista dei siti idonei, soprattutto per quanto stabilito dal criterio di esclusione CE8 ("sino alla distanza di 5 km dalla linea di costa attuale oppure ubicate a distanza maggiore ma ad altitudine minore di 20 m s.l.m. Queste aree possono essere soggette ad ingressioni marine; sono, inoltre, caratterizzate dalla presenza di falde acquifere superficiali e di cunei salini, foci e delta fluviali, dune, zone lagunari e palustri. Gli effetti corrosivi del clima marino possono avere un impatto sulla resistenza alla degradazione delle strutture del deposito. Le aree in prossimità della costa sono, in generale, turistiche e densamente abitate") esposto nella guida tecnica n. 29 pubblicata nel 2014 dall'Ispra. Inoltre, la provincia pontina, in quanto area geografica, mal si presterebbe, nel complesso, come luogo in cui stoccare tutti i rifiuti radioattivi nazionali e quelli di rientro dal riprocessamento all'estero, sia per la vicinanza con il mare per tutta la sua lunghezza, sia per la recente e crescente attività sismica locale, sia perché già penalizzata dall'ingombrante presenza della stessa centrale di Sabotino, che già arreca disagi ambientali e sanitari, dai vicinissimi impianti del Garigliano (Caserta) e di Casaccia (Roma), e, non da ultimo, dalle diverse fonti di inquinamento (l'immensa discarica di Borgo Montello tra tutte) ad oggi lasciate al loro destino dalle istituzioni che penalizzano la provincia pontina quasi da farle guadagnare l'epiteto di nuova "terra dei fuochi";

il piano di tutela delle acque regionali, approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 42 del 2007, e il piano per il risanamento della qualità dell'aria, approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 66 del 2009, come richiamati nella VAS prodotta dal Settore ecologia e ambiente della Provincia di Latina (prot. n. 40451 dell'11 settembre 2017), indicano soglie massime di inquinamento "solo per le emissioni di inquinanti convenzionali disciplinati dal D. Lgs. 152/2006 in quanto i Piani di cui sopra non riguardano inquinanti radiologici di scarichi aeriformi e liquidi prodotti da processi di trattamento e consolidamento di rifiuti radioattivi", discrasia che, oltre ad inficiare alla base le valutazioni ambientali per la scelta del futuro sito di stoccaggio, altera la possibilità di monitorare efficientemente la qualità dell'ambiente delle zone in cui già si stoccano, seppur in maniera "temporanea", rifiuti radioattivi frutto dello smantellamento in loco;

considerato, inoltre, che:

la più recente direttiva 2013/59/EURATOM all'art. 72, rubricato "Programma di monitoraggio ambientale", recita: "Gli Stati membri provvedono affinché sia adottato un programma di monitoraggio ambientale adeguato" azione propedeutica alle garanzie offerte alla popolazione da quanto stabilito nel successivo art. 73 relativo alle zone contaminate: "Gli Stati membri provvedono affinché le strategie di protezione ottimizzate per la gestione delle zone contaminate includano, se del caso, quanto segue: [omissis]";

la direttiva ancora non è stata recepita all'interno dell'ordinamento italiano, poiché non inserita in alcuna legge di delegazione europea approvata fino ad ora dal Parlamento nazionale, vale a dire che quanto statuito dal legislatore comunitario non è propriamente una garanzia per un cittadino italiano che avesse intenzione di fare appello al sistema normativo vigente per la propria tutela. Il termine ultimo per l'assorbimento nel complesso delle norme italiane di questa fonte del diritto dell'Unione europea dotata di efficacia vincolante è il 6 febbraio 2018, pena ulteriore apertura di ennesima procedura di infrazione nei confronti dell'Italia;

in attesa del recepimento della nuova direttiva 2013/59/EURATOM è al momento in vigore il decreto legislativo n. 230 del 1995, recante "Attuazione delle direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 92/3/Euratom e 96/29/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti". Nelle linee guida per il monitoraggio della radioattività redatto da Ispra e Arpa Lazio nell'anno 2012, avverso la piena attuazione del decreto legislativo, si lamentava che: "La gestione delle reti regionali effettuata dalle singole Regioni e il coordinamento tecnico delle reti nazionali effettuato da ISPRA è previsto che siano svolti secondo direttive impartite dai due Ministeri, le quali, però, non sono state ancora emanate ai sensi del citato Decreto Legislativo (230/95)";

a parere degli interroganti, è importante che vengano al più presto dipanati i problemi istituzionali e normativi finora rappresentati, in modo che i cittadini possano avere una reale dimostrazione di integrità morale e politica di un Esecutivo che chiede loro di adeguarsi a decisioni difficili, come, ad esempio, l'imposizione dall'alto di un deposito unico nazionale sul proprio territorio, ovunque sarà dislocato, forti della tutela istituzionale che potrebbe essere loro garantita a livello ambientale e sanitario, se venissero pienamente attuate e armonizzate tra loro leggi e direttive europee, nonostante l'opinabile gestione economica e programmatica da parte di Sogin del decommissioning delle centrali esistenti,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;

se ritengano opportuno procedere con la massima sollecitudine a favore del recepimento della direttiva 59/2013/EURATOM entro il 6 febbraio 2018, per evitare l'apertura dell'ennesima procedura di infrazione nei confronti dell'Italia e per concedere ai cittadini italiani di avvalersi della tutela della più recente normativa comunitaria;

se, nell'ambito delle rispettive competenze, convengano sull'urgente necessità di armonizzazione dei piani di tutela di acqua e aria alla nuova direttiva 59/2013/EURATOM (una volta recepita) e a tutti gli altri atti aventi forza di legge nazionali relativi alla radioprotezione delle persone, quindi non solo al decreto legislativo n. 152 del 2006;

se non ritengano doveroso garantire la piena attuazione del decreto legislativo n. 230 del 1995 tramite l'adozione delle direttive ministeriali la cui mancanza è stata lamentata nel 2012 nella prefazione delle linee guida per il monitoraggio della radioattività redatto da Ispra e Arpa, qualora non si fosse già provveduto in tal senso;

se non intendano chiarire definitivamente dove verrà realizzato il deposito unico nazionale in ossequio ai criteri pubblicati dall'Ispra, al fine di evitare allarmismi causati dal susseguirsi di dichiarazioni e notizie spesso travisabili, affinché venga portato a termine un impegno assunto e vieppiù ostentato a suon di dichiarazioni dai rappresentanti ministeriali competenti in materia dell'attuale Governo.

(4-08176)

Avviso di rettifica

Nel Resoconto stenografico della 888 a seduta pubblica del 3 ottobre 2017, a pagina 140, sotto il titolo: "Disegni di legge, annunzio di presentazione", alla secondo riga, sostituire le parole: "Sangalli Giancarlo" con le seguenti: "Santangelo Vincenzo".