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Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 884 del 26/09/2017


SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVII LEGISLATURA ------

884a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

MARTEDÌ 26 SETTEMBRE 2017

(Pomeridiana)

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Presidenza del vice presidente GASPARRI,

indi della vice presidente LANZILLOTTA

N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: ALA-Scelta Civica per la Costituente Liberale e Popolare: ALA-SCCLP; Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD: AP-CpE-NCD; Articolo 1 - Movimento democratico e progressista: Art.1-MDP; Federazione della Libertà (Idea-Popolo e Libertà, PLI): FL (Id-PL, PLI); Forza Italia-Il Popolo della Libertà XVII Legislatura: FI-PdL XVII; Grandi Autonomie e Libertà (Direzione Italia, Grande Sud, M.P.L. - Movimento politico Libertas, Riscossa Italia: GAL (DI, GS, MPL, RI); Lega Nord e Autonomie: LN-Aut; Movimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE: Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE; Misto: Misto; Misto-Campo Progressista-Sardegna: Misto-CP-S; Misto-Fare!: Misto-Fare!; Misto-Federazione dei Verdi: Misto-FdV; Misto-Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale: Misto-FdI-AN; Misto-Insieme per l'Italia: Misto-IpI; Misto-Italia dei valori: Misto-Idv; Misto-Liguria Civica: Misto-LC; Misto-Movimento la Puglia in Più: Misto-MovPugliaPiù; Misto-Movimento X: Misto-MovX; Misto-Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà: Misto-SI-SEL; Misto-UDC: Misto-UDC.

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RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente GASPARRI

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,32).

Si dia lettura del processo verbale.

FRAVEZZI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 21 settembre.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverto che nel corso della seduta odierna potranno essere effettuate votazioni qualificate mediante il procedimento elettronico.

Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal preavviso previsto dall'articolo 119, comma 1, del Regolamento (ore 16,34).

Discussione e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge:

(2227) FABBRI ed altri. - Disposizioni per la celebrazione dei centocinquanta anni dalla morte di Gioachino Rossini (ore 16,34)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2227.

La relazione è stata già stampata e distribuita. Chiedo al relatore se intende integrarla.

MARTINI, relatore. Signor Presidente, vorrei brevemente aggiungere alcune considerazioni a quelle contenute nel testo della relazione.

Il disegno di legge intende costruire le condizioni migliori per festeggiare degnamente il centocinquantesimo anniversario dalla morte di Gioachino Rossini, avvenuta a Parigi il 13 novembre 1868. Non credo sia necessario dilungarmi sulle ragioni che stanno dietro questa vasta volontà, tant'è universalmente noto a tutto il mondo Gioachino Rossini, così come il contributo da lui dato alla musica e alla cultura del nostro Paese e del mondo intero.

Mi limito a dire poche cose, rimandando per gli aspetti più organizzativi alla lettura della relazione collegata al disegno di legge.

Gioachino Rossini è stato sicuramente una figura eccelsa della creatività culturale e artistica dell'Italia; uno dei massimi esponenti della nostra tradizione lirica, ancora oggi invidiata nel mondo, e fattore dell'attrattività italiana, insieme a tante altre componenti. Rossini è stato un musicista originale, imprevedibile, per certi aspetti inafferrabile; un mix di arguzia e profondità, di buonumore e di slanci eroici. Ha saputo interpretare come pochi un tempo e un Paese. Ha interpretato il primo Ottocento e i suoi mutamenti.

Dopo l'era classicista, dopo l'epopea di Haydn, Mozart e Beethoven, c'era una domanda di nuove emozioni, di nuove sensibilità; una richiesta di rappresentare idee e personaggi diversi, nuovi, e Rossini lo ha fatto, facendo parte di un movimento che poi ha portato al pieno dispiegarsi del Romanticismo musicale in Germania e in tutta Europa. Ha poi interpretato le doti dell'Italia, degli italiani e del loro carattere: la fantasia, l'allegria, la capacità di satira, la voglia di cantare, e anche i buoni sentimenti, gli ideali, le passioni grandi su temi grandi. Da «Il barbiere di Siviglia» al «Guglielmo Tell», a «La Cenerentola», all'«Otello», a «L'italiana in Algeri», a «Tancredi», non hai mai dimenticato le sue grandi realizzazioni sacre. Penso ai due vertici assoluti: «Stabat Mater» e «Petite messe solennelle»: opere della maturità e della vecchiaia.

In conclusione, le celebrazioni saranno utili sicuramente a ripercorrere la straordinaria parabola creativa di Rossini, ma sperabilmente anche ad altro. Penso essenzialmente a un affiancamento, importante e positivo per l'attività del Rossini opera festival di Pesaro, a cui va il nostro plauso per essere diventato ormai uno degli appuntamenti culturali annuali più importanti del nostro Paese; e ciò per provare a recuperare e valorizzare i documenti, gli archivi, i luoghi rossiniani che rappresentano comunque lo spaccato di un periodo significativo nella vita del nostro territorio, e più in generale a stimolare una nuova attenzione per l'opera lirica italiana in tutte le sue forme: quella comica, semiseria, seria, eroica, tragica. Rossini le ha visitate e praticate tutte e per questo è uno dei grandi nel pantheon della musica e della cultura italiana e mondiale.

Vorrei concludere con l'auspicio che, accanto alle celebrazioni rossiniane, quest'anno, insieme alle altre realizzazioni fatte nel campo della cultura, possiamo mettere nel carniere anche altre realizzazioni significative, tra le quali vorrei citare la riorganizzazione del mondo dei conservatori e della formazione musicale, tanto attesa oggi nel nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritta a parlare la senatrice Fucksia. Ne ha facoltà.

FUCKSIA (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, il 13 novembre 2018 ricorrono i centocinquant'anni dalla morte di Gioachino Rossini. Soltanto dopo Rossini - dicevano i suoi contemporanei - si sa cos'è la melodia: bellezza neoclassica, purezza del segno vocale, vitalismo ritmico, il suo noto crescendo.

Amante della bellezza in ogni sua forma, come della buona tavola, il compositore pesarese è stato capace - come pochi altri - di mettere in musica l'italianità.

Nel 2019 si celebrerà la figura di Leonardo da Vinci (cinquecento anni dalla morte). Leonardo è l'icona del genio del Rinascimento italiano, l'ingegno multiforme, il talento poliedrico, la curiosità che non conosce barriere: pittore, scultore, inventore, ingegnere, scenografo, anatomista. Leonardo è una figura unica e inarrivabile: l'incarnazione dell'eccellenza italiana in ogni campo e in ogni forma.

Il 2020 sarà l'anno della ricorrenza dei cinquecento anni dalla morte di Raffaello, il giovane e talentuoso pittore di Urbino. Raffaello è il pennello marchigiano che ha affrescato le stanze vaticane, che col suo sguardo profondo sull'animo ha dipinto un uomo nuovo. Le sue figure così vive lasciano a bocca aperta i suoi contemporanei. La sua modernità sorprende noi ancora oggi.

Nel 2021 cadranno i settecento anni dalla morte del sommo poeta, il padre della nostra letteratura, Dante Alighieri: l'autore della grande e (anche per questo) «Divina Commedia», scrittore, filosofo appassionato politico; uomo medievale ma anche moderno, perché è sempre viva, in ogni uomo e in ogni epoca, la ricerca del ruolo da occupare nella società e nella storia. Come pure attuali sono le rinnovate domande che ognuno di noi si pone di fronte al mistero che avvolge l'universo e pervade il nostro microcosmo particolare. La lingua di cui parliamo è l'eco delle sue parole.

Questo per dire che è giustissimo celebrare e ricordare figure che hanno fatto grande il nostro Paese e hanno portato avanti la nostra cultura E, per ricordarle, vengono istituiti dei comitati nazionali composti da esponenti di spicco della cultura italiana e internazionale, tutte figure di comprovata competenza e conoscenza. Si prospetta una auspicabilissima sinergia tra soggetti pubblici e privati. Si lavorerà alla digitalizzazione e alla condivisione delle opere di questi eccellenti artisti. È stata annunciata anche l'erogazione di borse di studio per i giovani studiosi interessati a tali opere.

Se provvedimenti di questo genere non possono che essere appoggiati, tuttavia viene spontaneo mettere in questione la visione generale che è alla base di siffatte scelte. L'erogazione dei finanziamenti, infatti, non rientra in una visione politica e culturale organica, sistematica e coerente. Esportavamo cultura di eccellenza in ogni campo, ma oggi veniamo considerati analfabeti funzionali. Ce lo dice l'OCSE, che ci mette al primo posto di questa brutta classifica in Europa. Il 47 per cento degli italiani ha una mera capacità di analisi elementare e, quindi, sono analfabeti funzionali e strutturali con una comprensione approssimativa. Gli antropologi e i linguisti dicono che l'Italia è, appunto, al vertice di questa classifica. Ci troviamo al di sotto del livello minimo di comprensione nella lettura e nell'ascolto di un testo di media difficoltà. Abbiamo, quindi, perduto la funzione e la capacità di comprendere. Spesso, non ce ne rendiamo neanche conto. Quasi un italiano su cinque lo scorso anno non ha mai aperto un libro o un giornale, non è mai andato al cinema o al teatro; non è mai andato a un concerto e neanche allo stadio e a ballare.

Allora cosa facciamo noi in tutto questo? Istituiamo un comitato e rievochiamo il passato. Il nostro patrimonio culturale è una risorsa immensa, dalla quale dobbiamo attingere a piene mani. È la nostra ricchezza, sicuramente. Ma sa cosa mi viene in mente, signor Presidente? Mi viene in mente il detto di Maria Antonietta: se il popolo ha fame e non c'è pane, dategli delle brioche. Mi viene, quindi, da chiedere: gli italiani sono incapaci di ricostruire, di cultura, di approfondire? La realtà sfugge? E allora, invece di dare un segno strutturale, un impegno verso la scuola, rivedendo tutti i gradi, dalle elementari fino all'università, noi formiamo i comitati.

Una domanda, però, deve sempre accompagnare ogni nobile iniziativa, per quanto pregevole, ed è la seguente: chi paga? A ogni comitato vengono dati circa dieci milioni di euro (sei e mezzo solo a quello per Rossini), sottratti ai musei e ad altre fonti. E ci si chiede, se siano soldi ben spesi. Ci si chiede se questo sia il modo di risollevare il Paese e se c'è un ritorno.

La settimana scorsa, signor Presidente, abbiamo celebrato Publio Ovidio Nasone. E fa rimanere male e un po' sconcerta che sui giornali, a proposito di Ovidio, non si dica che è nato a Sulmona a cavallo del 43 avanti Cristo e che è morto il 17 dopo Cristo, ma si dica che è stato allontanato dall'imperatore nell'VIII secolo. E lo diciamo nelle sedi parlamentari; abbiamo le idee confuse e guardiamo non l'essenziale e persino di sbieco. Ci si chiede allora dove abbiamo sbagliato, dove sono i vuoti e se ci sia un'autentica volontà di fare cultura e sollevare il Paese o non si tratti, invece, di una marchetta elettorale.

Signor Presidente, il mondo della scuola arranca; la nostra società è sempre più incerta e meno identitaria; le competenze vengono meno e le fake news trionfano su tutto, insieme a studenti svogliati e impenitenti, cui una volta mettevamo le orecchie d'asino, mentre adesso li candidiamo a Premier, in una Repubblica che non è presidenziale, ma che talora si fa fatica a percepire come parlamentare.

Organizziamo i comitati e spendiamo i soldi. E ci chiediamo come il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo spenda questi soldi. Ultimamente si spende per l'Università del camminare, dando soldi a delle persone per fare delle passeggiate in territori che non conoscono, nonostante il camminare sia quanto di più naturale e gratuito ci possa essere. Nello stesso tempo, però, abbiamo scuole con carenze strutturali, giovani sempre più disorientati e una culturale che fa sempre più fatica a emergere a livello internazionale.

Cosa succederebbe se costituissimo un comitato e una promozione per ogni nome illustre che l'Italia ha? E il nostro Paese ne ha tanti. Solo per la Regione Marche, penso a tanti papi e a vari giuristi, da Bartolo da Sassoferrato a Alberico Gentili, che ha costruito le basi del diritto internazionale con il «De iure belli», oltre a Padre Matteo Ricci. C'è poi Augusto Murri, un medico: non lo vogliamo ricordare? Ricordo anche Edgardo Mannucci, Scevola Mariotti, l'autore del vocabolario, e Filippo Bellini. Oltre a tanti papi, ci sono anche Beniamino Gigli, Giacomo Leopardi, Gerolamo Genga e addirittura il Bramante. Abbiamo tantissime personalità da ricordare. C'è anche Mastro Titta, il famoso boia di Roma di origine marchigiana: non lo vogliamo ricordare?

Se dovessimo costituire un comitato e promuovere degli eventi per ogni nome illustre, non so quanto spenderemmo al giorno. E allora, forse, non è il caso di continuare a istituire comitati. La prossima settimana celebreremo altre due personalità, tra cui Mazzini. Dovremmo forse investire alla base, in una visione d'insieme e più strutturale. Non vorrei, infatti, che la prossima volta, quando si parlerà di Ovidio, non lo si collocasse nell'VIII secolo, o, parlando di Nasone, qualcuno lo confondesse con Pinocchio. Può capitare anche questo. Quando si guarda il particolare, non si guarda la sostanza delle cose.

Pertanto, vorrei che qualcuno parlasse di sostanza e ci sia un ritorno lungimirante al culturale, al sociale, al turistico e all'economico esteso a tutto il Paese e non uno svilente ritorno elettorale per pochi. Meno marchette, più studio. (Applausi dei senatori Falanga e Giovanardi).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Liuzzi. Ne ha facoltà.

LIUZZI (GAL (DI, GS, MPL, RI)). Signor Presidente, mi sembra doveroso da parte di quest'Assemblea discutere del tema insieme, contrariamente a una percezione della vulgata che vorrebbe che il Parlamento - nel caso specifico, il Senato - si occupasse di argomenti più seri. Quando arriviamo a giudicare la serietà degli argomenti, tutto è lasciato a un'alea così ampia, tale da non poter mai sfuggire alla discrezionalità dei giudicanti.

Il centenario di cui stiamo parlando è caratterizzato da elementi non proprio adamantini dal punto di vista dell'organizzazione dei comitati celebrativi, che poi diventano pletore di rappresentanti di ogni ordine e specie. Ciò nonostante, data l'importanza della circostanza, mi sembra che il Parlamento debba attribuire attenzione e, quindi, stabilire per legge un'opportunità unica nel panorama delle attività promozionali della cultura italiana all'interno del Paese e all'estero. Non dobbiamo dimenticarci, infatti, che c'è una valenza anche di natura internazionale - globale direi - per le ragioni che sono state declamate dal relatore, in quanto Rossini è stato, già per il suo tempo, un innovatore nella musica. Rispetto a quello che era accaduto fino a qualche decennio prima - mi riferisco, in particolare, alle espressioni musicali incentrate sulla classicità che Mozart aveva composto - Rossini potrebbe rappresentare l'omologo degli inventori della musica jazz agli inizi del Novecento rispetto a tutto quanto era accaduto nell'Ottocento, un innovatore che ha straordinariamente rivoluzionato sia la composizione che l'esecuzione musicale.

Mi sembra, quindi, che, in maniera indubitabile, l'Italia abbia un primato e una primazia che l'occasione del centocinquantenario contribuirà a rafforzare e corroborare. Ritengo che il Parlamento non possa farsi sfuggire l'opportunità di dare maggiore identificazione e identità allo specifico nazionale e mi sembra, pertanto, che le celebrazioni rossiniane cadano a proposito e debbano essere giustamente enfatizzate.

Cosa chiediamo che faccia la proposta di legge che in questa sede stiamo per discutere? Sono previsti concerti, mostre, attività didattiche. Ritengo, signor Presidente, che le mostre debbano essere itineranti, nel senso che non debbano fermarsi ai luoghi di nascita e di esecuzione della musica o della tradizione rossiniana, ma siano portate in musei, pinacoteche e luoghi della cultura, sia celebri che non, a livello nazionale.

Chiediamo, inoltre, che il format didattico che verrà inculcato ed elaborato nelle scuole di ogni ordine e grado per celebrare questo grande italiano sia trasferibile a centinaia di altre scuole, affinché il sentimento rossiniano viva attraverso la trasferibilità di modulo. Allo stesso modo, chiediamo che i concerti siano replicabili in tutte le piazze e i teatri d'Italia, affinché questo evento rappresenti veramente un fenomeno globale e corale, in cui sia rafforzata - come dicevo prima - l'identità italiana, che pure è importante, non soltanto come uno spirito di natura patriottica, ma anche per mettere in evidenza i caratteri fondanti di una italianità spesso messa in discussione - ahimè - da episodi e comportamenti deleteri, che fanno e hanno fatto dell'Italia, in alcuni casi, un esempio non proprio emblematico e positivo.

Signor Presidente, ritengo che a questo anniversario dobbiamo dare la massima importanza e bene fa il Parlamento a occuparsene. Il Parlamento deve sfatare la vulgata messa in circolazione da quella superficialità di giudizio che - ahimè - anche tramite i social network, alberga in larghi strati della popolazione e che spesso vede nei giovani i soggetti sia recettori che proponenti. C'è in buona sostanza un'ignoranza di fondo che viene veicolata in quei circuiti, che va alla fine a omologare tutto ciò che di positivo e di eccellente l'Italia potrebbe offrire.

Con questi sentimenti reputiamo il provvedimento al nostro esame degno di attenzione e bene fa il Parlamento a delegare al Governo la necessità di legiferare a tal proposito. (Applausi del senatore Bruni).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il relatore.

MARTINI, relatore. Signor Presidente, vorrei solo precisare che il testo del disegno di legge prevede uno stanziamento di 700.000 euro e non di 6,5 milioni di euro, come è stato detto in un intervento.

PRESIDENTE. Peraltro, sono trascorsi anche centocinquanta anni dalla morte di Rossini e non un centenario, se vogliamo fare precisazioni, e ce ne sarebbero varie.

Ha facoltà di parlare la rappresentante del Governo.

BORLETTI DELL'ACQUA BUITONI, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo. Signor Presidente, desidero ringraziare il relatore, senatore Martini, per le precise puntualizzazioni sul fatto che Rossini vada celebrato e come ciò rappresenti un veicolo di diffusione di una cultura musicale, forse nel nostro Paese spesso trascurata.

Si tratta quindi non solo di celebrare uno dei grandissimi e sommi geni tra i compositori italiani, che ha spaziato - come ben ricordato dal relatore - tra generi diversi, ma anche di aprire un canale di diffusione di quello che rappresenta la musica nel nostro Paese. C'è particolarmente bisogno di questo e credo che il provvedimento al nostro esame vada sostenuto proprio per la valenza educativa che ha in sé.

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna.

Passiamo all'esame degli articoli, nel testo proposto dalla Commissione, e degli emendamenti ad essi riferiti, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.

MARTINI, relatore. Signor Presidente, invito al ritiro degli emendamenti presentati all'articolo 2, altrimenti il parere è contrario.

Per quanto riguarda l'articolo 3, esprimo lo stesso invito su tutti gli emendamenti, ad eccezione degli emendamenti 3.103 e 3.106, sui quali il parere è favorevole. Per quanto riguarda l'emendamento 3.108, propongo ai presentatori una riformulazione. In tale emendamento si parla di una pubblicazione sul proprio sito web istituzionale; siccome non è scontato che vi sarà un sito web istituzionale - può esservi come non esservi - lo riformulerei aggiungendo che ne dà pubblicità, a garanzia di trasparenza, attraverso gli adeguati strumenti di comunicazione.

PRESIDENTE. Ricordo che sull'emendamento 3.108 la 5a Commissione ha espresso un parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, perché si tratta di misure che possono comportare delle spese che devono essere previste. Non è detto infatti che la pubblicità attraverso tali spazi sia a costo zero. Vi è quindi una preclusione della 5a Commissione.

MARTINI, relatore. Non ne ero a conoscenza, signor Presidente. Ritiro allora la mia proposta, esprimendo parere contrario sull'emendamento 3.108.

BORLETTI DELL'ACQUA BUITONI, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 1.

BIGNAMI (Misto-MovX). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.

(Segue la votazione).

Il Senato approva all'unanimità. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 2 e degli emendamenti ad esso presentati.

Poiché i presentatori non accolgono l'invito al ritiro, procediamo alla votazione dell'emendamento 2.100.

BIGNAMI (Misto-MovX). Chiediamo che le votazioni vengano effettuate a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.100, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.101, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.102, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 3 e degli emendamenti ad esso presentati.

Metto ai voti l'emendamento 3.100.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.101.

CANDIANI (LN-Aut). Chiediamo che le votazioni vengano effettuate a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico. (Commenti del senatore Santangelo).

PRESIDENTE. La votazione a scrutinio simultaneo bisogna richiederla.

SANTANGELO (M5S). Alzi la testa la prossima volta!

PRESIDENTE. Io alzo sempre la testa; io vado sempre a testa alta.

Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.101, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.102, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.103, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.104, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.105, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.106, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.107, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'emendamento 3.108, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

BLUNDO (M5S). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.108.

BLUNDO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BLUNDO (M5S). Signor Presidente, questo è un emendamento di buonsenso, in quanto richiede che l'utilizzo di questi fondi, che vengono destinati alla valorizzazione di grandi personaggi che hanno dato lustro al nostro Paese, avvenga in maniera corretta, trasparente e pubblica, in modo tale da rendere consapevoli i cittadini che ci si sta effettivamente occupando della valorizzazione della cultura.

Mi viene detto, però, che la Commissione bilancio ha espresso la propria contrarietà rispetto ad un'azione così importante, quando nel disegno di legge sull'istituzione dell'anno ovidiano e sulla celebrazione della ricorrenza dei duemila anni dalla morte di Ovidio, approvato la scorsa settimana, abbiamo inserito questo tipo di possibilità volta a dare chiarezza ai cittadini.

Chiederei che comunque, quando ci sono dei fondi da stanziare, si possa anche dare priorità ad una parte di quei fondi per garantire il corretto utilizzo della restante parte dei fondi che vengono stanziati.

Chiedo però che sia possibile, perlomeno, trasformare l'emendamento in un ordine del giorno e solleciterei su questo il parere del relatore e della rappresentante del Governo.

PRESIDENTE. Invito il relatore a pronunciarsi in merito.

MARTINI, relatore. Signor Presidente, sarei stato d'accordo anche rispetto ad una riformulazione.

PRESIDENTE. C'era un problema di copertura, ma come ordine del giorno sarebbe ammissibile.

MARTINI, relatore. Se nell'ordine del giorno si potesse recuperare la riformulazione che avevo proposto, sarebbe più preciso.

PRESIDENTE. Senatrice Blundo, desidera che il relatore ripeta la riformulazione?

BLUNDO (M5S). Sì, grazie.

MARTINI, relatore. Signor Presidente, la riformulazione era molto semplice. Poiché l'emendamento parlava specificatamente del sito web istituzionale e non è detto che questo sia l'unico strumento, proponevo che il testo fosse riformulato nel senso di darne pubblicità, a garanzia di trasparenza, attraverso gli adeguati strumenti di comunicazione, quindi in termini più generali e non solo con riferimento al sito web.

PRESIDENTE. Senatrice Blundo, accoglie questa proposta di riformulazione?

BLUNDO (M5S). Signor Presidente, se l'intento è quello di dare pubblicità nei modi possibili, sempre con lo stesso principio, accetto la proposta di riformulazione.

PRESIDENTE. Invito la rappresentante del Governo a pronunciarsi sull'ordine del giorno.

BORLETTI DELL'ACQUA BUITONI, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

MUSSINI (Misto). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MUSSINI (Misto). Signor Presidente, vorrei anche un chiarimento. Mi sembra di ricordare che nel disegno di legge, sempre che non sia stato modificato, già si prevedeva che tramite un contributo straordinario il comitato provvedesse alla realizzazione di un proprio sito web istituzionale. Mi pare quindi di capire che lo spazio web per poter realizzare una pubblicazione non costosa di quanto chiede la senatrice Blundo sia comunque già previsto.

PRESIDENTE. Mi sembra che la formulazione sia abbastanza chiara.

Resta quindi stabilito che l'emendamento viene trasformato in un ordine del giorno che recepisce la formulazione proposta e più volte illustrata dal relatore.

SANTANGELO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANTANGELO (M5S). Signor Presidente, si trattava di un emendamento e non di un ordine del giorno.

PRESIDENTE. È stato trasformato in un ordine del giorno. La discussione verteva su questo: è stato annunciato dalla senatrice Blundo in questi termini ed il relatore e la rappresentante del Governo si sono espressi sulla trasformazione in ordine del giorno; altrimenti sull'emendamento la 5a Commissione aveva espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

BLUNDO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BLUNDO (M5S). Signor Presidente, capisco che oggi andiamo molto di corsa.

PRESIDENTE. No, non stiamo andando di corsa.

BLUNDO (M5S). Il relatore, quando è intervenuto, ha detto che per lui poteva essere anche accolto, con la riformulazione che proponeva; stava parlando dell'emendamento. Ora, io vorrei capire.

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il relatore. Ne ha facoltà.

MARTINI, relatore. Signor Presidente, io sono intervenuto a illustrare la riformulazione prima di sapere che la 5a Commissione aveva espresso un parere ostativo ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. A questo punto, la questione dell'emendamento è chiusa. Quando la senatrice Blundo ha proposto una trasformazione in ordine del giorno, io ho detto che avremmo potuto recuperare quella formulazione, ma nell'ambito dell'ordine del giorno, non nell'ambito dell'emendamento.

SANTANGELO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANTANGELO (M5S). Signor Presidente, per fare un po' di ordine, chiedo che l'ordine del giorno sia posto ai voti mediante votazione elettronica.

PRESIDENTE. Lo dovrebbe chiedere la senatrice Blundo.

SANTANGELO (M5S). Sono il delegato d'Aula, per cui glielo sto già premettendo io.

FUCKSIA (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FUCKSIA (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, sottoscrivo l'emendamento o ordine del giorno che sia.

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3.108, presentato dalla senatrice Blundo e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.109.

SANTANGELO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANTANGELO (M5S). Signor Presidente, le chiedo gentilmente il voto elettronico su questo emendamento e, nel rispetto della velocità che lei imprime e impone all'Aula, pure su quelli successivi. Quindi, se lei dovesse guardare una volta a destra e una volta a sinistra, al centro c'è il senatore Santangelo che glielo richiede sempre puntualmente. Sempre molto gentile e cortese, signor Presidente.

PRESIDENTE. La ringrazio, senatore Santangelo. Intanto stiamo andando con un ritmo non molto veloce. Inoltre il senatore Candiani, nel momento in cui ha chiesto il voto elettronico, si riferiva evidentemente a tutto l'articolo 3; almeno così l'abbiamo interpretato noi. La ringrazio quindi per la reiterata richiesta.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.109, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.110, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 3.111 è improcedibile.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3, nel testo emendato.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 4.

CANDIANI (LN-Aut). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 5.

BIGNAMI (Misto-MovX). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione finale.

DAVICO (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DAVICO (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento sottoposto al nostro esame è finalizzato a celebrare degnamente, in occasione del 150º anniversario della morte, la prestigiosa figura di Gioachino Rossini. Esso ci è parso meritevole e condivisibile, poiché con esso si propone un'azione ad ampio spettro per favorire la migliore conoscenza, in patria e all'estero, dell'opera e della figura del compositore pesarese.

Vale la pena ricordare il nostro Rossini, se non altro a testimonianza della grandezza e dello spessore della sua figura. Il suo genio musicale seppe adeguare tutte le forme dell'opera tradizionale alla cultura e agli orientamenti dell'epoca post-rivoluzionaria, proponendo un originale rapporto di autonomia tra musica e testo, facendo della sua opera un esempio culturale, capace di innovare gli schemi musicali e introducendo personaggi prima sconosciuti alle opere buffe. L'introduzione dell'ironia e del sarcasmo nel rigido modello settecentesco gli assicurò all'epoca un successo trionfale che è nostro patrimonio e che abbiamo il dovere di tenere vivo, per non disperdere ulteriormente un patrimonio culturale che ci è stato affidato dal tempo. La nota stilistica innovativa ha infatti dato lustro al nostro Paese in tutto il mondo e Rossini - descritto dai biografi come ipocondriaco, umorale e collerico, sovente in preda a profonde crisi depressive, ma anche gioviale, amante della buona tavola e di altre bellezze - è ancora considerato emblema e sinonimo di italianità.

Queste poche e modeste parole, che spendo con ammirazione per ricordare la figura del grande maestro, ci spingono a plaudire al provvedimento in oggetto, poiché esso prevede, per il biennio 2018-2019, una condivisibile collaborazione tra enti pubblici e privati per realizzare numerose attività formative, didattiche, editoriali, espositive, congressuali, seminariali, scientifiche, culturali e di spettacolo per promuovere in Italia, in Europa e nel mondo la conoscenza del patrimonio musicale, artistico e documentario a lui riferibile. A ciò si aggiunga che la previsione del recupero e sistematizzazione dell'imponente materiale storico, artistico, archivistico e culturale riguardante il Rossini, nonché l'impegno per un intervento finalizzato al restauro dei luoghi rossiniani, anche con finalità di promozione turistica, rappresentano un provvedimento efficace ed un modello da proporre anche in altri provvedimenti.

Purtroppo devo notare che, per quanto apprezzabile sia il cuore del provvedimento, ancora risultano particolarmente modeste le risorse stanziate allo scopo: la cultura, checché se ne pensi, è la radice dell'albero della nostra società e ha bisogno di sostanze per potersi rafforzare ed alimentarsi.

Ciò che del provvedimento ci offre lo spunto per una ulteriore notazione di plauso è la previsione di borse di studio per l'elaborazione di saggi sull'opera di Gioachino Rossini da erogare in favore degli studenti dei conservatori e delle accademie musicali, della cui vitalità culturale in questi anni mi sono personalmente occupato. Ciò è importante perché il cammino verso la società della conoscenza e il miglior impiego della conoscenza, anche in economia, passano necessariamente per la valorizzazione, la condivisione e la divulgazione delle opere dei nostri concittadini migliori, che peraltro sono le più rappresentate, conosciute, citate e riprese dalla storia e nel mondo.

L'ultima notazione positiva la riservo alla previsione di forme di divulgazione dell'opera del drammaturgo, da realizzarsi mediante l'utilizzo di tecnologie digitali. È ovvio che tali impostazioni guardino finalmente avanti, verso il futuro: l'attuale conoscenza ha assunto una varietà di forme talmente sofisticate e diffuse nella vita quotidiana, oltre ad aver raggiunto una velocità di circolazione che solo pochi decenni fa appariva inimmaginabile. Ciò ci fa ragionevolmente sperare che gli strumenti predisposti possano far giungere l'eco dell'opera del grande maestro negli angoli più lontani del mondo, per seguitare a dar lustro all'Italia.

Per tutti questi motivi, colleghi, il Gruppo Federazione della Libertà (Idea-Popolo e Libertà, PLI) non farà mancare il proprio voto favorevole al provvedimento in esame. (Applausi del senatore Compagna).

CENTINAIO (LN-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CENTINAIO (LN-Aut). Signor Presidente, noi riteniamo che uno Stato moderno qual è il nostro Paese debba essere capace di guardare al futuro, ma contemporaneamente deve avere la consapevolezza che siamo quello che siamo perché c'è chi è arrivato prima di noi e ci ha lasciato quell'altissimo livello culturale che ci permette di vivere e di essere la Nazione che siamo. Dovremmo quindi essere un grande Paese.

Signor Presidente, ben vengano iniziative come queste e come quella che tratteremo dopo; siamo favorevoli all'idea che debbano essere realizzate, tuttavia stiamo parlando di un provvedimento da 700.000 euro in due anni su una spesa totale dello Stato di 800 miliardi di euro. Siamo in un momento storico in cui cinque milioni di italiani sono al di sotto della soglia di povertà, in cui ci sono problemi di ordine sociale ed economico. Siamo in un momento in cui ci sono problemi di ordine sociale ed economico: abbiamo problemi per quanto riguarda l'immigrazione e abbiamo problemi per quanto riguarda i nostri giovani che se ne vanno all'estero perché non trovano lavoro. Siamo in un momento in cui l'Italia è sotto gli occhi di tutti. Se andassimo a vedere gli atti parlamentari e le proposte di legge che sono ferme nelle Commissioni e non sono ancora state trattate vedremmo che vanno a toccare emergenze importanti. In questo momento, Presidente, noi blocchiamo l'Aula del Senato con un provvedimento che poteva essere tranquillamente trattato in Commissione in sede deliberante. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).

Colleghi, lo dico anche a me stesso in quanto Capogruppo perché ne abbiamo parlato anche in sede di Conferenza dei Capigruppo, vogliamo portare in Aula i provvedimenti che ci stanno chiedendo i nostri concittadini? (Applausi dal Gruppo LN-Aut). Vogliamo portare in Aula i provvedimenti che servono a rilanciare questo Paese e a migliorare la sicurezza? Va benissimo Rossini, va benissimo Dante e tutto quello che volete ma con questi provvedimenti - ahimè, colleghi - non rilanciamo il nostro Paese.

Voteremo a favore del disegno al nostro esame perché è un provvedimento cui non si può votare contro ma vi chiediamo, per le prossime settimane, un minimo di serietà e di portare in Aula quello che serve veramente a rilanciare l'Italia. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).

LIUZZI (GAL (DI, GS, MPL, RI)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LIUZZI (GAL (DI, GS, MPL, RI)). Signor Presidente, come preannunciato in fase di discussione generale, il nostro voto sarà favorevole. Del resto immagino che tutta l'Assemblea si stia predisponendo per celebrare degnamente questo grande italiano che tuttora dona all'Italia frutti copiosi ed in particolar modo rappresenta, in termini di sentimento, quell'italianità che particolarmente all'estero è percepita in modo estremamente positivo.

Per tali ragioni, Presidente, il nostro voto favorevole è anche subordinato alla necessità che il Governo si impegni affinché tutte le iniziative predisposte, anche grazie al contributo straordinario di 680.000 euro più 20.000 nel 2019, possano dispiegare i loro effetti positivi su tutto il territorio nazionale. Le mostre devono essere itineranti, il format didattico nelle scuole deve essere trasferibile in centinaia di istituti, i concerti devono essere replicabili in centinaia di piazze e teatri italiani e in particolar modo deve essere garantita la partecipazione delle comunità italiane all'estero, anche attraverso il coinvolgimento degli istituti di cultura italiana presso i nostri consolati e ambasciate, affinché la risonanza internazionale si tramuti in effetti e in benefici per l'immagine dell'Italia all'estero. (Applausi del senatore Bruni).

BARANI (ALA-SCCLP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BARANI (ALA-SCCLP). Signor Presidente, ovviamente anche noi daremo il nostro voto favorevole al provvedimento al nostro esame. Noi, a differenza di altri, riteniamo che nell'Aula di un Parlamento tutte le leggi siano ugualmente importanti e dello stesso valore come nelle scuole sono importanti tutte le materie oggetto di studio - matematica, inglese, storia, geografia e quant'altro - e non ci può essere una materia più rilevante. Dunque i Capigruppo hanno fatto bene a inserire all'ordine del giorno questa importante disposizione per le celebrazioni dei centocinquanta anni dalla morte di Gioachino Antonio Rossini. Noi riteniamo che, in effetti, abbiano fatto bene e che ci sia poco da dire in tal senso.

Con il mio intervento non vorrei stendere delle ombre su un uomo che la storia ci racconta essere stato straordinariamente vitale ed eclettico; florida la sua composizione, che ha spaziato un po' ovunque, dalle opere, agli inni, alle musiche sacre. È un uomo moderno, riconosciuto precursore dei tempi, che ha associato capacità e versatilità. Era anche un uomo di mondo e non solo per le numerose mogli che ha avuto.

In Commissione non mi è sfuggito di notare che il provvedimento è stato approvato il 21 giugno scorso, giorno in cui si celebra, in Europa e nel mondo, la Festa della musica. La Commissione proprio in quel giorno, come un presagio, ha omaggiato Gioachino Antonio Rossini con l'approvazione del disegno di legge al nostro esame. Ci apprestiamo quindi ad approvare un provvedimento che celebrerà il 2018 quale anno rossiniano. Non dimentichiamo che l'eclettismo di Rossini gli deriva forse anche dal fatto che è nato il 29 febbraio, anno bisestile. È un provvedimento pensato nell'ambito della promozione del nostro patrimonio culturale, storico, artistico e musicale, per il quale l'Italia è conosciuta e primeggia in tutto il mondo.

Si celebra la figura di Gioachino Antonio Rossini, nella ricorrenza dei centocinquant'anni dalla sua morte, valorizzandone l'opera. A nessuno sfugge - come già è stato detto - che è morto a Parigi, ma il suo sepolcro, oltre che a Parigi, si trova nella Basilica di Santa Croce, a Firenze. Rispetto alle sue opere, chi non ricorda «Guglielmo Tell» o «Il barbiere di Siviglia», da cui è stato tratto anche un film? Chi non ricorda «La Cenerentola»?

Vorrei chiudere ricordando che Rossini è stato anche un autore di banda, per cui vorrei citare il «Passo doppio per banda militare». È stato inoltre autore di musica sacra: se il «Miserere» e il «Tantumergo» vengono eseguiti quotidianamente in tutte le chiese del mondo lo dobbiamo a lui.

È stato anche un artista che, con inni e cori, ha diffuso in quel tempo anche messaggi politici, come dimostrano l'«Inno dell'Indipendenza» e il «Coro per il terzo centenario della nascita del Tasso»: da una parte il tema della resistenza e dall'altra l'omaggio a Tasso, uomo di grande cultura. È questo che rende l'idea della versatilità di quest'uomo, battezzato Giovacchino Antonio Rossini, come il nonno Antonio. Forse in pochi sanno che aveva anche un secondo nome.

Detto questo, voteremo convintamente a favore del disegno di legge al nostro esame e riteniamo che sia importante quanto qualsiasi altro provvedimento esaminato in quest'Aula.

GOTOR (Art.1-MDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GOTOR (Art.1-MDP). Signor Presidente, colleghi senatori, rappresentante del Governo, a nome di Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista esprimo il nostro consenso all'atto del Senato che dispone le celebrazioni dei centocinquant'anni dalla morte di Gioachino Rossini e cui preme valorizzare l'opera del grande compositore italiano di origine pesarese.

Ci sembra di particolare utilità il sostegno ad attività didattiche, editoriali e scientifiche legate all'Accademia rossiniana-Rossini opera festival e alla Fondazione Rossini, ma anche il recupero, il restauro e il riordino del materiale storico, archivistico, artistico e museale, insieme con il recupero edilizio e il restauro dei luoghi rossiniani, tra cui il conservatorio.

Sono tutti questi obiettivi di alto profilo che ci inducono come Gruppo Articolo 1- Movimento democratico e progressista a sostenere il provvedimento. (Applausi dal Gruppo Art.1-MDP).

CONTE (AP-CpE-NCD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CONTE (AP-CpE-NCD). Signor Presidente, egregi colleghi, la figura e l'opera di Gioachino Rossini hanno segnato profondamente la cultura e la storia del XIX secolo. A fronte delle innovazioni e dei valori di cui Gioachino Rossini si è fatto portatore, il testo all'esame di quest'Assemblea intende cogliere l'occasione dei centocinquanta anni dalla morte del maestro, che cade il 13 novembre 2018, per celebrarne la figura e le opere.

Il disegno di legge originario ha subito una riscrittura importante durante l'iter legislativo, con la collaborazione dell'intera Commissione, cui va l'apprezzamento per lo spirito collaborativo e per l'unanimità dei consensi con cui ha licenziato questo provvedimento. Durante i lavori sono state, dunque, semplificate le procedure, rese più trasparenti le modalità di costituzione dei comitati promotore e scientifico e riallineate le risorse rispetto ad altri disegni di legge che, analogamente, prevedono celebrazioni di altre ricorrenze, come quelli relativi alla figura di Ovidio nonché di Leonardo da Vinci, Raffaello Sanzio e Dante Alighieri.

Nonostante la profonda riscrittura subita, l'obiettivo dell'articolato è rimasto pressoché immutato in quanto si propone di favorire la massima diffusione internazionale dell'opera e delle conoscenze legate a Gioachino Rossini e alla sua fortuna, attraverso progetti che presentino ampi e qualificati livelli di collaborazione fra istituzioni, istituzioni e scuole ed istituzioni e privati, sul piano nazionale e internazionale, valorizzando anche singole e autonome proposte a livello locale o di singole città.

Le finalità degli interventi da realizzare nei prossimi due anni mirano al sostegno, anche in collaborazione con enti pubblici e privati, alle attività formative (anche di carattere didattico), editoriali, espositive, congressuali, seminariali, scientifiche, culturali e di spettacolo, incluse quelle dell'Accademia rossiniana del Rossini opera festival e della Fondazione Rossini, volte a promuovere in Italia e in Europa la conoscenza, anche mediante l'utilizzazione di tecnologie digitali, del patrimonio musicale, artistico e documentario relativo alla figura e all'opera di Gioachino Rossini, anche in relazione ai riconoscimenti conseguiti sul piano nazionale e internazionale. Si cercherà inoltre di favorire il recupero, restauro e riordino del materiale storico, artistico, archivistico, museografico e culturale riguardante la figura del maestro, nonché il recupero edilizio e il restauro conservativo dei luoghi rossiniani - incluso il conservatorio - ubicati nella provincia di Pesaro e Urbino, anche con finalità di promozione turistica. A tali iniziative è destinata una quota non inferiore al 20 per cento del contributo straordinario. Invece, la promozione della ricerca scientifica in materia di studi rossiniani verrà sostenuta anche attraverso l'istituzione di borse di studio per l'elaborazione di saggi sull'opera di Gioachino Rossini, in favore degli studenti dei conservatori e delle accademie musicali.

Per dare seguito alle finalità appena accennate viene istituito un comitato promotore. All'interno dello stesso è costituito un comitato scientifico, composto da non più di dieci personalità di chiara fama ed esperti della vita e delle opere del compositore, con il compito di formulare le linee di indirizzo per le iniziative suesposte. Il contributo straordinario stanziato per l'organizzazione delle attività celebrative è quantificato in 700.000 euro per il biennio 2018-2019.

Rossini non appartiene solo al nostro Paese ma al mondo intero. È importante che venga conosciuto ancora meglio: la celebrazione dei centocinquant'anni dalla morte sarà una grande occasione per diffondere cultura e ci sarà una struttura solida alle spalle su cui poggeranno tutte le iniziative.

Rossini è l'ambasciatore di Pesaro e dell'Italia nel mondo. Pertanto, la sfida sarà coniugare l'alta qualità alla massima diffusione delle attività toccando le varie città rossiniane: oltre a Pesaro, anche Lugo di Romagna, Napoli, Venezia e Bologna, fino a Vienna e Parigi. Rossini verrà raccontato attraverso l'opera e la musica, il cinema e qualche contaminazione con il contemporaneo.

È in occasioni come queste che la musica, il territorio e le persone si uniscono e l'Italia è capace di raccontarsi: il voto del Gruppo Alternativa Popolare sarà convintamente a favore del provvedimento. (Applausi dal Gruppo AP-CpE-NCD).

BOCCHINO (Misto-SI-SEL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCHINO (Misto-SI-SEL). Signor Presidente, noi senatori di Sinistra Italiana riteniamo che sia giusto onorare la memoria di Gioachino Rossini nelle Aule parlamentari. Fare un gioco di priorità fra gli interventi, come ha fatto il senatore Centinaio, è un po' pericoloso. Se, infatti, si indulge in questo ragionamento e lo si porta alle estreme conseguenze, si può finire in una situazione in cui i provvedimenti riguardanti la cultura e aspetti quali la memoria dei personaggi illustri sono relegati a ruoli sempre più marginali. Noi, invece, pensiamo che con la cultura si mangi e che con la cultura i territori del nostro Paese possano ripartire e che, anzi, debbano ripartire. Quindi, sostanzialmente, non devono mancare discussioni approfondite su questo argomento come non deve mancare il nostro sostegno a questa iniziativa. Poi, naturalmente, potremo discutere se questo obiettivo lo si realizzi bene o male ma, comunque, queste discussioni devono essere sempre ben presenti nelle Aule del Parlamento, in Commissione e in questa Aula.

Per quanto riguarda lo specifico, questo è un provvedimento molto simile a quello che abbiamo analizzato la scorsa settimana su Ovidio, il disegno di legge n. 2304. In quella occasione, abbiamo avuto modo di non far mancare il nostro appoggio e così faremo anche per quanto riguarda il provvedimento su Gioachino Rossini. Abbiamo, però, sottolineato alcune criticità.

Per quanto riguarda i finanziamenti, in questo provvedimento c'è una novità. Essi non insistono più su una partita di giro (come nel provvedimento su Ovidio) afferente al settore degli archivi delle biblioteche in questo caso - ahinoi - i finanziamenti sono relativi ad un fondo, sempre del MIBACT. Quindi, ancora una volta una partita di giro che riguarda però le spese di funzionamento dei musei. Tra l'altro, tale fondo è particolarmente fastidioso perché è un fondo che, in questo momento, dispone di dieci milioni di euro e il provvedimento su Rossini insiste su di esso per circa 700.000 euro: quindi, con una frazione non piccolissima e non trascurabile.

Noi abbiamo voluto, per questo motivo, dare un segnale, come senatori di Sinistra Italiana, e, in occasione della votazione degli emendamenti, ci siamo astenuti sull'articolo riguardante la copertura, così come ci siamo astenuti sull' articolo riguardante il comitato. Anche questo comitato, infatti, presenta alcune criticità, che abbiamo avuto modo di sottolineare in occasione della discussione del provvedimento su Ovidio. Si tratta di un comitato piuttosto verticistico, presieduto dal Presidente del Consiglio, dove c'è una confusione di ruoli tra gli organi propositivi e consultivi e l'organo esecutivo. Inoltre, vi è la grande questione della legge n. 420 del 1997 che già regola i centenari. Interverrò più diffusamente su questo argomento quando discuteremo il provvedimento sui centenari di Leonardo, Dante e Raffaello.

Noi esprimiamo un voto positivo su questo provvedimento, anche perché si tratta della celebrazione di un anniversario di centocinquanta anni. Non è quindi un anniversario "tondo" come quelli previsti dalla legge n. 420 del 1997 e, quindi, per questo motivo riteniamo che sia giusto avere un provvedimento specifico su Rossini. Per tutte queste considerazioni, esprimiamo un voto favorevole sul provvedimento. (Applausi dal Gruppo Misto-SI-SEL).

SERRA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SERRA (M5S). Signor Presidente, qui si vuole celebrare poeti, musicisti e filosofi con dei disegni di legge che stabiliscono microfinanziamenti, per darne un finto lustro, in una mediocre guerra delle reliquie che si tramuta, nella reale quotidianità, in un'assenza di progetto e di visione d'insieme poiché manca una strategia lungimirante che sviluppi un impegno di ampio respiro nazionale. Senza un progetto culturale, che sviluppi interesse e ricerca, gli eventi sulla memoria, così come le targhe, risultano inutili. È come creare un parco giochi per bimbi senza giochi e, soprattutto, senza parco. Sì, perché i nostri parchi e le scuole rimangono ancora luoghi dove i poeti, i musicisti gli autori che hanno dato lustro alla nostra cultura sono relegati in polverosi stanzoni, nel migliore dei casi.

Non poniamo in discussione la centralità delle figure, come quella di Rossini, che si vogliono celebrare, ma vogliamo ribadire che le celebrazioni a sé stanti, se non accompagnate da studio, conoscenza e interesse, rimarranno semplici accadimenti associati a immagini di visi o melodie e, nel caso di Rossini, forse serviranno alla creazione di nuove app, quella delle memorie artificiali.

Ciò che manca - utilizzo un termine ormai desueto - è una politica di servizio pubblico per il cittadino e prova ne è il fatto che quello in esame è l'ennesimo provvedimento culturale in cui non vengono utilizzate risorse aggiuntive. La risposta è sempre la stessa: non ci sono soldi. Ma che risultati si spera di ottenere senza investimenti in cultura e ricerca?

Non dimentichiamo che l'Italia che celebra le sue eccellenze è il Paese in cui la lista della cancellazione di istituzioni culturali si va allungando da anni e dove la presenza di teatri disabitati, orchestre stabili divenute precarie, cinema chiusi, festival soppressi, zone archeologiche trascurate, monumenti e aree culturali che versano in un generale e vero degrado non fa altro che convincerci che disegni di legge come quello in esame non servono.

Queste celebrazioni dovrebbero essere un'occasione per ridefinire sicuramente delle priorità, tracciare una linea e delle prospettive di sviluppo, capire cosa sia davvero essenziale e cosa no, progettare programmi in sinergia con gli istituti artistici e classici e attuare il percorso educativo e formativo affinché i nostri illustrissimi poeti, scrittori, filosofi e musicisti rivivano nella mente e nelle opere dei nostri giovani e non siano relegati a puro marketing, nel migliore dei casi, o a serate di autocelebrazione che non lasciano alcun segno, se non - appunto - delle reliquie ombrose.

Il Movimento 5 Stelle ha preparato un programma di Governo dove cultura e istruzione sono i pilastri della società del futuro, in cui immaginiamo i cittadini liberi di conoscere e comprendere. Sul disegno di legge in esame il Movimento 5 Stelle si asterrà. (Applausi dal Gruppo M5S).

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signor Presidente, esprimo ovviamente il voto favorevole del mio Gruppo al provvedimento in esame, che tende a ricordare uno dei grandi italiani che ha dato un ampio contributo alla lirica italiana e a promuovere la cultura del nostro Paese in tutto il mondo.

Tuttavia, signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso esimermi dal porre un interrogativo. Ha senso che affrontiamo tali questioni con un disegno di legge specifico, che ovviamente ha le sue problematiche e costi di procedura e che sicuramente comporta un impegno per il Parlamento, che invece dovrebbe essere molto più orientato ad affrontare i problemi della quotidianità e dei ritardi di applicazione della nostra Costituzione in materia di diritti dei cittadini e altre questioni?

Pongo questo interrogativo perché credo che dovremmo sforzarci di individuare una modalità. Personalmente ritengo che il Governo possa far da tramite nel rappresentare la volontà del Paese nel ricordare questi grandi personaggi, magari riducendo il contenuto delle deleghe al Governo su questioni più importanti (che dovrebbero avere una sede propria, specifica e ampia all'interno del dibattito parlamentare) e affidando all'Esecutivo un'azione di valutazione e raccordo di queste problematiche, che tra l'altro svolge in maniera puntuale, attraverso i Ministeri. In questo modo, infatti, il Parlamento sarebbe impegnato nella trattazione di questioni di più grande importanza.

Ad ogni modo, visto che oggi lo stato dell'arte e della procedura è questo, non possiamo che esprimere il nostro voto favorevole. (Applausi del senatore Orellana).

GIRO (FI-PdL XVII). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIRO (FI-PdL XVII). Signor Presidente, Forza Italia voterà a favore del provvedimento in esame.

Certo, anche noi abbiamo qualche perplessità. Condivido l'intervento del senatore Centinaio, perché spesso e volentieri la cultura appare nelle Aule parlamentari come un mero riempitivo per allungare i tempi e non affrontare problematiche urgenti che questo Paese, il Governo e il Parlamento hanno il diritto-dovere di affrontare e risolvere. La cultura è un'emergenza, ma certamente non si affronta con provvedimenti tampone, con mance e con iniziative sporadiche e poco coordinate.

Cosa dovrei dire su questo disegno di legge? Che un anno nazionale non si nega a nessuno, visto che nel 2018 celebreremo l'anno europeo del patrimonio culturale, di cui nessuno parla e per il quale sono previsti fondi cospicui da parte della Commissione europea. Ebbene, io non ho ancora visto uno straccio di programma da parte del Ministero per affrontare in modo decoroso (visto che siamo in Italia e in questo Paese abbiamo, secondo le statistiche, larga parte del patrimonio culturale, storico, artistico, architettonico, monumentale paesaggistico e archeologico) tale celebrazione. Non so nulla delle strategie messe in campo dal Ministero dei beni culturali per questa ricorrenza. Nel 2018, inoltre, il ministro Franceschini ha annunciato, dopo l'anno nazionale dei cammini e dopo l'anno nazionale dei borghi, l'anno nazionale del cibo: bene, un altro anno nazionale che verrà celebrato nel 2018.

Oggi, con questo provvedimento, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo - perché, è ben ricordarlo, tutto è in mano al ministro Franceschini, che nominerà i componenti del comitato promotore, che a sua volta nominerà i componenti del comitato scientifico; nulla quaestio su questo, lo abbiamo fatto anche noi quando eravamo al Governo - ha annunciato l'anno nazionale rossiniano.

Nel 2018, quindi, avremo tanti anni da celebrare, con tante risorse messe a disposizione; ripeto, per quanto riguarda l'anno europeo del patrimonio culturale si tratta di risorse europee cospicue e importanti, che spero l'Italia utilizzi, perché ha un patrimonio culturale vastissimo. Ma io non so nulla; forse voi sapete qualcosa, forse il presidente Marcucci ne sa più di me, ma personalmente non so assolutamente nulla.

Su questi 700.000 euro ha ragione il senatore Centinaio ad avere qualche preoccupazione e il suo intervento non può essere derubricato all'intervento dello zotico: non è così, perché la cultura affrontata in questo modo è la cultura degli zotici. Ha, quindi, ragione il senatore Centinaio a chiedere come verranno spesi questi 700.000 euro, che sono una goccia degli 800 miliardi di spesa pubblica; chi decide i criteri? Li decide, naturalmente con un decreto, il Ministero, senza passare in Commissione. Va bene, lo abbiamo fatto anche noi, ma non vorrei che questi 700.000 euro - che non sono bruscolini - venissero semplicemente dati al Rossini opera festival, alla Fondazione Rossini e all'Accademia rossiniana, che già prendono soldi dallo Stato, dal FUS, il famoso fondo unico per lo spettacolo. Cerchiamo di utilizzare questi 700.000 euro per implementare e aumentare le iniziative lodevolmente promosse dall'Accademia rossiniana, dal Rossini opera festival, dalla Fondazione Rossini; quindi, non per tamponare buffi e debiti pregressi, pasticci gestionali che appartengono al passato, ma per fare cose concrete con le scuole e con le accademie.

Un'ultima osservazione. Nel testo al nostro esame c'è un righino, al comma d) dell'articolo 2, dedicato all'Europa: si tratta però di provvedimenti di respiro non nazionale, ma provinciale, comunale. Si parla di Pesaro e Urbino: benissimo, Rossini è nato e vissuto in quei luoghi, ma non si parla di Europa, di mondo. Rossini è famoso nel mondo ed è rappresentato più in Giappone che in Italia.

Cerchiamo, quindi, con questi provvedimenti, che anch'io ho seguito (quindi me ne assumo qualche responsabilità), di dare un respiro internazionale a tali iniziative. Avrei magari gradito qualche riferimento al mondo accademico internazionale, all'UNESCO e alle istituzioni che sono preposte alla promozione del patrimonio culturale e musicale internazionale. Non c'è assolutamente nulla: quando si parla di diffusione in Europa e nel mondo sono parole al vento.

Mi auguro - e concludo - che questo provvedimento sia davvero utile, come ha detto anche il senatore Liuzzi, per promuovere il patrimonio culturale di questo immenso compositore e che i risultati siano certificati, visibili, tangibili; che i giovani possano avvicinarsi a questo personaggio straordinario, la cui musica è molto popolare e armonica, sentita vicina e apprezzata anche da strati sociali non avvezzi a operazioni culturali molto sofisticate. Cerchiamo, quindi, di utilizzare bene i soldi che vengono stanziati.

Dichiaro pertanto il voto favorevole di Forza Italia. (Applausi dal Gruppo FI-PdL XVII. Congratulazioni).

FABBRI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FABBRI (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge al nostro esame risponde alla necessità, ma anche all'opportunità, di celebrare i centocinquanta anni dalla morte di un italiano illustre amatissimo nel nostro Paese e considerato sul piano internazionale, come più volte ricordato, un maestro d'arte musicale senza competitori.

Centocinquanta anni dalla scomparsa di Gioachino Rossini sono un'occasione nazionale unica e rappresentano per la Regione Marche, così drammaticamente segnata dal sisma, anche un motivo di rilancio turistico e artistico. Per la mia città, Pesaro, che a Rossini ha dato i natali il 29 febbraio 1792, è il coronamento di un antico cammino che ha nella musica un radicamento profondo.

L'importanza della ricorrenza rendeva necessario un apposito intervento legislativo per poter garantire una cornice adeguata ai tanti progetti e alle tante iniziative che verranno realizzate per ricordare una figura che seppe rinnovare il teatro musicale italiano e contribuì largamente a rinnovare anche quello europeo, segnando il futuro dell'opera e di tutta la cultura musicale.

Le sue composizioni come «Il barbiere di Siviglia», «La gazza ladra», «La Cenerentola», «Semiramide» ed il «Guglielmo Tell» - solo per limitare le citazioni - sono patrimonio collettivo ancora oggi, e lo saranno domani, immortali e sempre attualissime, nella loro bellezza eternamente duratura.

Quello stile dinamico, irresistibile nel tono caldo e passionale, a tratti irriverente e beffardo, capace di diventare satira di costume, che caratterizza la prima fase della produzione, riuscì ad aprire le porte del teatro anche alle fasce più popolari, prima di virare al sacro, quasi un ripiegamento dell'anima dell'artista nell'intimità dello spirito, con lo «Stabat Mater», composto fra il 1832 e il 1839, nella campagna parigina di Passy, dove il Cigno visse un lungo isolamento, ma anche una fase altamente feconda, scrivendo innumerevoli sonate, composizioni per piano, brani di musica da camera, prima della sua morte, avvenuta il 13 novembre 1868 a Parigi.

Personalità complessa, genio assoluto della musica, Rossini rappresenta il volto dell'Italia nel mondo. Apprezzato, stimato e invidiato. Una carriera intensa, una grande produzione musicale, sempre segnata da una carica innovativa con la quale gli artisti a lui contemporanei sono stati obbligati a confrontarsi e anche a scontrarsi.

Dall'opera buffa al melodramma, Rossini seppe dedicarsi in eguale misura ad entrambi i generi, rielaborando lo stile del Settecento e segnando l'Ottocento, riuscendo a fecondare con la sua capacità innovativa anche il tempo successivo. Decine di opere liriche musicate senza confini di genere, perché seppe appunto spaziare dalla farsa alla commedia, dalla tragedia all'opera seria e semiseria.

Per questo abbiamo, di fronte a tale ricorrenza, un dovere quasi morale: celebrarla al meglio, riconoscendo al nostro Paese quella grandezza artistico culturale di cui, spesso, forse non siamo consapevoli nemmeno noi fino in fondo. Celebrare Rossini, per celebrarci, per dare valore alla nostra comunità al maestro così legata.

Il 2018, come stabilito dal disegno di legge oggi all'attenzione di questa Assemblea, viene indicato come l'anno rossiniano e vedrà lo snodarsi dei tanti appuntamenti previsti fino al 2019. Esposizioni, seminari, lezioni, spettacoli - tutti dedicati al Cigno di Pesaro - potranno caratterizzare, grazie alla collaborazione di enti pubblici e privati, la vita culturale del nostro Paese, della Regione Marche, della città di Pesaro. L'Accademia rossiniana del Rossini opera festival insieme alla Fondazione Rossini daranno il loro contributo prezioso, come da anni del resto fanno, per poter promuovere in Italia e nel mondo la grande arte rossiniana. Accanto agli eventi, sarà possibile realizzare il recupero, il restauro e il riordino di tutto il materiale storico, artistico, archivistico e museografico riguardante la figura di Rossini, ma anche dei luoghi che, nella provincia di Pesaro e Urbino, gli furono cari, soprattutto il conservatorio. Nel suo testamento Gioachino Rossini nominò il Comune di Pesaro quale erede della sua proprietà, con lo scopo proprio di fondare e dotare quella città di un liceo musicale. Un ruolo centrale, così come ci insegna l'idea di una cultura intesa come motore della formazione proprio delle giovani generazioni, lo avranno gli studenti delle accademie e dei conservatori.

Al comitato che il presente disegno di legge istituisce - presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri - spetterà il compito di individuare le dieci figure che siederanno nel comitato scientifico. Sarà scritta - ne sono sicura - una bellissima pagina culturale di cui il Paese potrà essere orgoglioso.

Infine, permettetemi di esprimere un sentito e doveroso ringraziamento agli autorevoli componenti del comitato promotore delle celebrazioni rossiniane: il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano; il dottor Gianni Letta, il presidente della RAI Monica Maggioni; un sentito ringraziamento va anche al collega, presidente della Commissione cultura, Andrea Marcucci e al relatore, collega Claudio Martini. Un ringraziamento giunge ovviamente in questa Assemblea anche dal Presidente della Regione Marche e dal sindaco di Pesaro Matteo Ricci.

Ringrazio, inoltre, ma non per ultimo, il ministro della cultura Dario Franceschini, in particolare per il sostegno dato a questo disegno di legge che rientra nel profondo investimento e nella grande attenzione riposte verso il mondo dell'arte, della musica, della cultura da questo Governo. (Applausi dai Gruppi PD e FI-PdL XVII).

SANTANGELO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo gentilmente che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso, nel testo emendato.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Discussione dei disegni di legge:

(2810) Disposizioni per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e Raffaello Sanzio e dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri (Approvato dalla Camera dei deputati)

(2238) IDEM ed altri. - Norme per la promozione di iniziative in occasione del settimo centenario dalla morte di Dante Alighieri

(Relazione orale) (ore 17,59)

Approvazione del disegno di legge n. 2810

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dei disegni di legge nn. 2810, già approvato dalla Camera dei deputati, e 2238.

La relatrice, senatrice Ferrara Elena, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice.

FERRARA Elena, relatrice. Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, sottosegretario Borletti Buitoni, stiamo dedicando la settimana alle celebrazioni: abbiamo cominciato con Ovidio; abbiamo appena approvato il provvedimento su Rossini e in questo momento affrontiamo un altro disegno di legge d'iniziativa governativa per la celebrazione dei settecento anni dalla morte di Dante e dei cinquecento anni dalla morte di Leonardo e di Raffaello.

Il ministro Franceschini, di concerto con il ministro dell'istruzione Fedeli e il ministro dell'economia Padoan, ha presentato questo disegno di legge. È stato approvato in prima lettura alla Camera il 3 maggio scorso con due emendamenti sostanziali, sui quali tornerò più tardi. È stato assegnato alla 7a Commissione del Senato, in sede referente dove è stato discusso congiuntamente al disegno di legge n. 2238, a prima firma della senatrice Idem, del quale è stato proposto l'assorbimento. La Commissione lo ha approvato all'unanimità il 2 agosto confermando il testo pervenuto dalla Camera. Quindi, i tempi sono stati molto brevi. Probabilmente, si sarebbe potuto chiedere anche una sede deliberante, se questo poteva essere utile; peccato che nessun Gruppo lo abbia chiesto e che quindi ci troviamo a discuterne in Aula.

Occorre premettere che è vero che esiste una legge, la n. 420 del 1997, che regola i comitati celebrativi nazionali e le edizioni nazionali, ma per due ordini di ragioni si è reso necessario questo intervento. Innanzitutto la capienza del capitolo non è mai così consistente da poter dare risposta ad operazioni rilevanti come quelle che ci stiamo trovando ad affrontare; in secondo luogo, per questi tre personaggi, di cui non occorre esplicitare la rilevanza culturale e il livello storico, letterario, artistico e scientifico, rappresentando davvero la sostanza della nostra storia letteraria (mi riferisco al grande poeta) e rinascimentale - vi è la necessità espressa all'interno di questa norma, di lavorare in modo più ampio sul territorio nazionale e non con una programmazione che possa nel contempo coordinare queste tre grandi eventi, che avvengono nel 2019 per quanto riguarda Leonardo, nel 2020 per quanto riguarda Raffaello e nel 2021 per quanto riguarda Dante.

Per il 750º anniversario dalla nascita di Dante, il comitato nazionale per le celebrazioni aveva già contribuito con un finanziamento in due annualità (2015 e 2016) di 100.000 euro circa per tutti e due gli anni. Anche recentemente sono state approvate delle leggi nazionali che possono essere riferite alla celebrazione di centenari: mi riferisco alla legge n. 206 del 2012 per Giuseppe Verdi e la legge n. 63 del 2014 per Alberto Burri. È vero che il comitato nazionale esiste e che quel capitolo non ha una sufficiente capienza, ma il lavoro di questi tre comitati che vengono istituiti, utili alla complessità della progettualità diffusa sul territorio nazionale e non, ci impone di fare un ragionamento specifico per questa operazione. Questi tre comitati collaboreranno tra loro e con il comitato storico-scientifico previsto dalla legge n. 420 per gli anniversari di interesse nazionale, al fine di divulgare e valorizzare un patrimonio culturale unico ed universale, superando possibili frammentazioni: quindi c'è anche un'ottimizzazione del lavoro. Lavoreranno alla realizzazione di un percorso mirato alla creazione di un'offerta culturale ricca ed eterogenea in termini di formazione, ricerca, divulgazione, conoscibilità delle opere di artisti, valorizzazione turistica dei luoghi ad essi legati e sviluppo delle competenze degli studenti nel settore dei beni culturali.

Si istituisce a questo scopo anche una cabina di regia che è composta da un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri, un rappresentante del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ed un rappresentante del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

I finanziamenti previsti, che sono in tutto 3,45 milioni di euro, di cui 450.000 euro che insistono sul bilancio dello Stato di quest'anno ed un milione per il 2018, 2019 e 2020 (quindi spalmati in quattro anni) saranno destinati alla realizzazione di progetti di ricerca scientifica, pubblicazione di materiali inediti, organizzazione di convegni, seminari, mostre e rappresentazioni teatrali, pubbliche letture ed eventi da svolgere nelle principali città e nei luoghi di vita e delle opere dei tre grandi artisti ricordati, con la massima attenzione, come dicevamo, al coordinamento con le università, con gli istituti e con le scuole di ogni ordine e grado.

Un particolare ordine del giorno è stato approvato dalla 7a Commissione per dare risposta ad un rilievo della 1a Commissione riguardo alla composizione dei comitati, formati da quindici soggetti scelti sulla base di specifiche competenze; e il Ministero dei beni e delle attività culturali può integrare tale composizione - si è precisato - sempre con soggetti appartenenti alle categorie previste.

C'è un punto particolare sul quale mi vorrei soffermare (poi naturalmente possiamo fare riferimento alla relazione, cui tutti i colleghi avranno sicuramente già attinto le loro informazioni). Mi riferisco all'articolo 6, che è stato introdotto durante l'esame alla Camera. Ho detto che ci sono stati sostanzialmente due emendamenti rispetto al testo di iniziativa governativa: uno riguarda la presenza della Conferenza Stato-Regioni all'interno del comitati, che giustamente è stato accolto anche dal Governo, mentre l'altro è costituito dall'articolo 6, con cui si è inteso semplificare e razionalizzare le procedure volte a dichiarare un bene monumento nazionale che comunque nel tempo, anche recente, non si sono ridotte.

Si veda ad esempio il riconoscimento come monumenti nazionali della Basilica palladiana nel 2014 e della Casa museo di Gramsci a Ghilarza (diversi decreti del Presidente della Repubblica, adottati su proposta del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo), evidenziando anche l'utilizzo di strumenti di vario rango normativo. Quello che si è verificato negli ultimi anni è che, in assenza di una specifica normativa (anche all'interno del codice dei beni culturali, che fa riferimento dichiarazioni di interesse culturale, ma non di monumento nazionale), si è evidenziata la necessità di una norma che andasse a dare una risposta a questa esigenza di carenza normativa.

Quindi, al fine di superare l'eterogeneità delle soluzioni normative adottate, con l'articolo 6 si riconduce la dichiarazione di monumento nazionale a una delle tipologie di beni culturali previste dal codice, in particolare attraverso la modifica dell'articolo 10, comma 3, lettera d), del codice dei beni culturali, aggiungendo ad esso un periodo: «Se le cose rivestono altresì un valore testimoniale o esprimono un collegamento identitario o civico di significato distintivo eccezionale, il provvedimento di cui all'articolo 13 può comprendere, anche su istanza di uno o più comuni o della regione, la dichiarazione di monumento nazionale».

Ritengo così di avere un po' riassunto i contenuti di questo disegno di legge e ringrazio per l'ascolto. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritta a parlare la senatrice Cantini. Ne ha facoltà.

CANTINI (PD). Signor Presidente, non aggiungo niente rispetto a quanto detto dalla relatrice, se non alcune parole per quanto riguarda Leonardo.

Leonardo di ser Piero da Vinci fu pittore, scultore, inventore, ingegnere, militare, scenografo, anatomista, pensatore, uomo di scienza; un personaggio dal talento universalmente riconosciuto, che più di ogni altro ha saputo incarnare l'epoca rinascimentale. Leonardo è l'icona del Rinascimento italiano, un genio a 360 gradi, che ci ha lasciato in eredità capolavori in tutti i campi in cui si è cimentato. Basti ricordare la Gioconda o le macchine volanti, per non dimenticare le scoperte scientifiche (come gli anelli di accrescimento delle piante) o gli studi anatomici sul corpo umano.

Per la sua genialità, è difficile ancora oggi definire se sia un'artista o uno scienziato, ma è indubbiamente uno dei più grandi geni che l'umanità abbia potuto conoscere. Leonardo, oltre a rappresentare per antonomasia il genio, rappresenta anche nel mondo il Comune di Vinci e quella parte di territorio (l'Empolese Valdelsa, in provincia di Firenze) di cui Vinci fa parte, capace di custodire negli anni e soprattutto di valorizzare il patrimonio lasciatoci da questo grande personaggio. Un connubio così forte, quello tra Leonardo e Vinci, che è quasi impossibile non pronunciarli insieme.

Nel corso degli anni questa parte importante della Provincia di Firenze ed il Comune sono stati capaci, attraverso un'offerta turistica integrata con il territorio, di preservare e valorizzare l'immenso patrimonio che Leonardo ci ha lasciato, offrendo a tutti noi la possibilità di apprezzarlo ancora oggi; un'offerta turistico-museale completa che, partendo dalla Casa natale di Leonardo, passando per il Museo leonardiano, dove attraverso un completo percorso espositivo si può compiere un vero e proprio viaggio alla scoperta della storia, della scienza e della tecnica e terminando poi con la Biblioteca leonardiana, ci dà l'opportunità di conoscere ed apprezzare il genio vinciano nella sua interezza.

Questa nuova e completa offerta turistica è frutto di un lavoro fatto negli anni dalle amministrazioni locali, che ha permesso al territorio di conservare il patrimonio artistico, di aumentare le presenze turistiche e di generare un indotto economico importante per tutta l'area; un indotto economico sostenibile, in grado di creare nuove forme di occupazione, di formazione e di sviluppo.

Chi ha visitato la Casa natale di Leonardo avrà potuto constatare quanto la bellezza e la grandezza delle opere e delle scoperte di Leonardo siano un tutt'uno con il paesaggio, con le dolci colline coltivate ad olivi di Vinci. Sono proprio questi esempi virtuosi che ci permettono di essere sempre più consapevoli delle opportunità offerte dal nostro patrimonio culturale e dobbiamo essere altrettanto consapevoli che per valorizzarlo e renderlo fruibile oggi servono progettualità, competenze ed innovazione.

Oggi, per promuovere e diffondere la cultura italiana non possiamo accontentarci di attrarre i turisti solo nelle città come Roma e Firenze o di affascinarli con opere di eccezionale bellezza come «L'ultima cena» di Leonardo da Vinci; occorre un'offerta culturale diffusa e interconnessa, capace di valorizzare la complessità del patrimonio artistico italiano. Per fare ciò è necessario che le amministrazioni locali a qualsiasi livello si convincano che il turismo può diventare un asset strategico di sviluppo socioeconomico, propulsore di ricchezza e di occupazione. Solo così potremo tornare a primeggiare tra le Nazioni capaci di attrarre, grazie alla ricchezza del proprio patrimonio, i grandi numeri del turismo culturale.

Per questo penso che approvare oggi il provvedimento in discussione ci permetta innanzitutto di dare un giusto riconoscimento alle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, ma anche e non di meno di sostenere le amministrazioni locali impegnate da anni nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale di questo grande italiano. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Liuzzi. Ne ha facoltà.

LIUZZI (GAL (DI, GS, MPL, RI)). Signor Presidente, vorrei esprimere poche parole sul provvedimento in discussione. Anche in questo caso insorgono alcune problematiche, già messe in evidenza nel corso della discussione del precedente provvedimento, in merito alla necessità di contemperare la giusta celebrazione e il richiamo della comunità nazionale verso questi "mostri" - mi si passi il termine - dell'arte, della letteratura, in generale della cultura italiana nel mondo, con l'impossibilità di stanziare somme che vadano oltre il dovuto.

Presidenza della vice presidente LANZILLOTTA(ore 18,14)

(Segue LIUZZI). Avremmo qualche perplessità a tale proposito, ma da questo punto di vista speriamo che ci sia oculatezza da parte dello Stato, e quindi del Governo che dovrà provvedere a inserire nel proprio bilancio le somme stanziate, e dei soggetti che recepiranno questi finanziamenti affinché ne facciano il giusto uso, che è quello di ottenere il massimo del risultato.

Queste celebrazioni non possono sicuramente passare come una delle tante ricorrenze. Pertanto, anche attraverso i finanziamenti stanziati si dia un contributo non soltanto dal punto di vista estetico, ma anche dei contenuti; vengano cioè finanziate e realizzate opere che lascino un segno, una traccia sia nella storia delle comunità locali in cui si realizzeranno, sia a livello della comunità nazionale, che invece deve trarre il massimo vantaggio da queste celebrazioni.

Pertanto penso che sia altrettanto importante sottolineare la notevole valenza delle disposizioni contenute nell'articolo 6 di questo disegno di legge, ovvero quelle inerenti la possibilità per le comunità e per gli enti locali e per le Regioni, di individuare e quindi indirizzare all'attenzione del Ministero una serie di eccellenze ed emergenze architettoniche, storiche e artistiche che rivestano le caratteristiche di monumento nazionale, cioè che siano emblematiche, paradigmatiche della cultura italiana e che possano fregiarsi di tale riconoscimento anche ai fini promozionali e della fruizione turistica.

Questo mi sembra sia il contesto giusto per poter superare quelle enormi difficoltà che abbiamo avuto anche in 7a Commissione - che se n'è a più riprese occupata - quando giungevano, da parte di enti locali o di associazioni pubbliche e private, iniziative promozionali affinché un bene culturale venisse riconosciuto da parte dello Stato come monumento nazionale. Attraverso questo disegno di legge mi sembra che si voglia impiegare tutta la valenza della legge per poter consentire alle comunità locali di proporre ed eventualmente anche disporre di questa ulteriore agevolazione.

Stiamo raccogliendo i risultati frutto di una serie di elaborazioni e di dibattiti tenutisi nella nostra Commissione di elezione, cioè la 7a, e questo provvedimento giunge opportuno. Di qui l'auspicio che tutto ciò che verrà fatto in determinati luoghi (dal punto di vista topico) possa essere replicato in tutta la Nazione. Stiamo parlando, infatti, di tre grandi personalità che hanno legato la loro storia e la loro opera alla grandezza della Nazione. Pertanto è giusto che vengano riconosciuti come monumento e come patrimonio universale italiano, sia in Italia che nel mondo.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Idem. Ne ha facoltà.

IDEM (PD). Signora Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, alla ripresa dei lavori parlamentari, checché ne dicano i colleghi della Lega, è bene sottolineare l'importanza della calendarizzazione in Aula del provvedimento per le celebrazioni di Dante, Raffaello e Leonardo che, aggiungendosi alla riforma della disciplina dello spettacolo dal vivo e al disegno di legge per la celebrazione dei duemila anni dalla morte di Ovidio, dimostra la viva attenzione e la centralità data dal legislatore, da noi, ai temi della cultura.

La costituzione dei comitati nazionali per celebrare coloro che rappresentano l'espressione della migliore cultura italiana, mira a costituire un percorso di valorizzazione a livello nazionale ed internazionale. È la tradizione culturale italiana che può trovare, con le disposizioni del presente provvedimento, un input propositivo di sostanza in occasione dei momenti celebrativi. Ciascun comitato avrà il compito di elaborare un adeguato programma culturale - questo è stato già molto ben esposto dalla relatrice - relativo all'opera e ai luoghi legati alle figure dei tre artisti attraverso l'integrazione e l'azione con il settore della formazione scolastica, dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, dell'università e della ricerca. Ciò costituisce un fattore imprescindibile per raggiungere in modo adeguato gli obiettivi prefissati, ovvero la divulgazione e la diffusione della conoscenza della vita e dell'opera di tre personaggi che sono emblema nel mondo del nostro patrimonio artistico, culturale e intellettivo.

Ritengo, dal punto di vista logistico, che sarà fondamentale assicurare l'interazione e la collaborazione con gli enti territoriali e locali, sia in sede di elaborazione dei programmi generali di celebrazione, sia in quella di promozione delle attività da realizzare, in modo da poter offrire alle iniziative le giuste sinergie con i territori che storicamente e culturalmente sono legati alla vita e alle opere di Raffaello, Leonardo e Dante.

La cabina di regia, istituita al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, avrà dunque un ruolo di coordinamento fondamentale tra i comitati istituiti a Roma, nell'ottica di un'offerta che non sia frammentata o scoordinata, e le realtà locali in cui, in primis, avranno luogo le espressioni celebrative, che peraltro sono una continuazione delle iniziative che si organizzano in queste città, a Ravenna in particolar modo, per ricordare i grandi personaggi che sono stati legati a questi territori.

Uno degli obiettivi del provvedimento è promuovere iniziative di carattere internazionale che contribuiranno a una sempre maggiore e più profonda comprensione della nostra cultura, che, partendo dalle sue radici, ci riporta al nostro presente. L'occasione celebrativa, dunque, guarda all'estero, all'intero territorio italiano e alle sue articolazioni territoriali in un'ottica tripartita e unitaria insieme. È indispensabile dunque, anche ai fini dell'effettività di dare un'adeguata dimensione internazionale a tutti gli eventi, garantire il giusto spazio all'innovazione tecnologica per la divulgazione e l'esposizione di quanto si andrà a realizzare. In quest'ottica la tecnologia potrà metterci a disposizione un bagaglio di informazioni e notizie che trascendono le naturali capacità intellettive.

In campo culturale, d'altra parte, è indispensabile esaltare la prospettiva di guardare oltre per valorizzare le doti artistiche, scientifiche o culturali dei nostri giovani, che, partendo dai temi proposti e dalle opere di Dante, Raffaello e Leonardo, possono trovare spunti di riflessione e di raffronto anche sulla nostra condizione attuale.

Mi sia perciò concessa, infine, una breve digressione su Dante, le cui spoglie sono conservate nella mia città, Ravenna. A quasi sette secoli dalla scomparsa del sommo poeta fiorentino, avvenuta nel 1321, gli studenti italiani continuano a confrontarsi con le molte suggestioni offerte dalla «Divina Commedia», metafora del percorso personale che l'uomo, allora come oggi, si trova a compiere, e che, partendo dalla selva oscura del peccato, può condurre, attraverso la redenzione, alla salvezza.

Parliamo del tema sempre attuale del viaggio che l'uomo compie, al confine tra bisogni e pulsioni personali, e le richieste che la comunità compie nei suoi confronti, che si traducono in convenzioni di convivenza, oggetto di ritrattazioni lungo il corso della nostra storia culturale. Non a caso, infatti, l'opera di Dante, con i temi da lui affrontati, che hanno appunto valore universale nel processo di identificazione delle persone, viene tradotta in quasi tutte le lingue del mondo.

Appare dunque fondamentale che la ricorrenza del settecentesimo anniversario dalla morte del sommo poeta possa costituire un fertile terreno di dibattito e incontro, volto a ribadire l'imprescindibile ruolo svolto da Dante Alighieri, sia nella definizione della specificità letteraria italiana che nella costruzione di un immaginario che ha affascinato le culture di tutto il mondo.

Far rivivere Dante nelle sue città, Firenze, Verona e Ravenna, che hanno rappresentato, ognuna per la propria parte, l'imprescindibile cornice al cui interno hanno preso forma e sostanza la vita e le opere del più grande poeta italiano, nonché approfondire i temi e i contenuti di un messaggio poetico eterno, sulla scia dell'arrangiamento appena proposto, può permettere di trovare nuova risposta anche agli interrogativi che investono, in modo sempre più pressante, la nostra società. È questo che rende impellente l'incontro del nostro Paese e della nostra comunità con la figura di Dante Alighieri, con le sue opere e la sua viva creatività.

L'incontro con Dante, d'altra parte, nel caso di Ravenna, rappresenta l'anima medesima della città. La città di Ravenna, benché abbia ospitato Dante solo negli ultimi anni della sua vita, davvero si identifica con questo poeta e celebra da tempo le ricorrenze dedicate al poeta in un clima sempre avvolgente ed euforico. La rassegna di eventi «Ravenna per Dante», per fare qualche esempio, che raccoglie circa settanta appuntamenti nell'arco di tre mesi, è attualmente in fase di svolgimento e prevede un susseguirsi di letture, traduzioni, incontri didattici, itinerari e cortei celebrativi, a dimostrazione della vitalità continua delle iniziative dantesche nella mia città, Ravenna. Anche il Congresso dantesco internazionale, inaugurato quest'anno, che si svolgerà con cadenza biennale fino al 2021, sintetizza la passione e la volontà delle istituzioni comunali nell'assegnare alla città ravennate un ruolo di primo piano negli studi danteschi.

L'obiettivo del disegno di legge, firmato da settantadue senatori provenienti da diversi Gruppi politici, che avevo presentato nel febbraio 2016 e che prevedeva un contributo straordinario per la promozione e lo svolgimento di iniziative in occasione del settimo centenario dalla morte di Dante Alighieri, pur partendo da una prospettiva decentrata, si prefiggeva in sostanza lo stesso obiettivo della proposta del Governo, ovvero potenziare quegli eventi celebrativi che sono uno strumento fondamentale per la conservazione e la divulgazione del patrimonio letterario dantesco di inestimabile valore. È questo lo spirito che anima le iniziative in corso a Ravenna e che dovrà coinvolgere il percorso che ci separa fino al 2021, un tempo che, anche grazie a questo provvedimento, rappresenta una grande occasione per ridare vitalità al tessuto umanistico, culturale e intellettuale della nostra società.

Ritengo perciò che il provvedimento al nostro esame sia molto importante ed esprimo il mio apprezzamento. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha facoltà di parlare la relatrice.

FERRARA Elena, relatrice. Signora Presidente, più che una replica, il mio è un ringraziamento per come si è svolto il dibattito in quest'Assemblea, così come in Commissione, dove si è arrivati ad un'approvazione unanime.

Mi auguro che gli interventi in discussione generale promettano bene e ringrazio ancora i colleghi per l'attenzione e i contributi forniti.

PRESIDENTE. La rappresentante del Governo non intende intervenire in sede di replica.

Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna.

Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge n. 2810, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.

Procediamo all'esame dell'articolo 1, sul quale sono stati presentati un emendamento e un ordine del giorno che, stante l'assenza del proponente, dichiaro decaduti.

Passiamo alla votazione dell'articolo 1.

CANDIANI (LN-Aut). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 2.

CALDEROLI (LN-Aut). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'esame dell'articolo 3, sul quale sono stati presentati emendamenti, che si intendono illustrati, su cui invito la relatrice e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.

FERRARA Elena, relatrice. Signora Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.

BORLETTI DELL'ACQUA BUITONI, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo. Signora Presidente, esprimo parere conforme alla relatrice.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.100.

CANDIANI (LN-Aut). Chiediamo che le votazioni vengano effettuate a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.100, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.101, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.102, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'emendamento 3.103, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

PETRAGLIA (Misto-SI-SEL). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.103, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.104, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'esame dell'articolo 4, sul quale sono stati presentati emendamenti, che si intendono illustrati, su cui invito la relatrice e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.

FERRARA Elena, relatrice. Signora Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.

BORLETTI DELL'ACQUA BUITONI, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo. Signora Presidente, esprimo parere conforme alla relatrice.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.100.

CANDIANI (LN-Aut). Chiediamo che le votazioni vengano effettuate a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.100, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.101, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.102, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.103, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.104, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 5.

CANDIANI (LN-Aut). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'esame dell'articolo 6, sul quale sono stati presentati emendamenti, che si intendono illustrati, su cui invito la relatrice e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.

FERRARA Elena, relatrice. Signora Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.

Per quanto riguarda l'ordine del giorno G6.100, esso è la riproposizione in Aula di un ordine del giorno sul quale la sottoscritta e la rappresentante del Governo avevano già espresso parere contrario in Commissione. Pertanto, il parere resta contrario.

BORLETTI DELL'ACQUA BUITONI, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo. Signora Presidente, esprimo parere conforme alla relatrice.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.100.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo che le votazioni vengano effettuate a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.100, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.101, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Senatrice Montevecchi, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G6.100?

MONTEVECCHI (M5S). Sì, signora Presidente.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6.100, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 6.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'esame dell'articolo 7, sul quale è stato presentato un emendamento, che si intende illustrato, su cui invito la relatrice e la rappresentante del Governo a pronunziarsi.

FERRARA Elena, relatrice. Signora Presidente, il parere sull'emendamento 7.100 è contrario.

BORLETTI DELL'ACQUA BUITONI, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo. Signora Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dalla relatrice.

PRESIDENTE. Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 7.100 è improcedibile.

Passiamo alla votazione dell'articolo 7.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 7.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione finale.

DAVICO (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DAVICO (FL (Id-PL, PLI)). Signora Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento sottoposto al nostro esame riguarda ancora tre illustri italiani, personaggi tra i più rilevanti della nostra storia e di quella mondiale.

Il provvedimento prevede la costituzione di tre comitati nazionali, così da consentire una migliore celebrazione della morte di Leonardo da Vinci nel 2019, di Raffaello Sanzio nel 2020 e di Dante Alighieri nel 2021.

Riteniamo importante che i tre distinti anniversari non siano lasciati all'azione isolata e purtroppo qualche volta frammentaria di distinti comitati per le celebrazioni, ma inseriti all'interno di un programma integrato e unico di iniziative storico-culturali che spettano proprio al nostro Paese, che ha avuto in sorte di dar loro i natali.

L'istituzione dei comitati nazionali è sorretta, e da noi del Gruppo Federazione della Libertà sostenuta, per il fatto che la Repubblica, nell'ambito delle sue funzioni, ha il compito di promuovere lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica. La Repubblica ha anche la funzione di salvaguardia e valorizzazione della tradizione culturale italiana e del patrimonio artistico e storico della Nazione e sicuramente il ricordo e la promozione dell'opera di Leonardo da Vinci, Raffaello Sanzio e Dante Alighieri rispondono pienamente al dettato costituzionale.

Colleghi, risparmiamo l'apologia dei tre monumenti della nostra cultura. Potremmo discettare in questa sede per ore e giorni della loro opera, eppure non riusciremmo a rendere la loro grandezza. Essi, infatti, costituiscono il nostro più importante, ricercato e invidiato patrimonio culturale, nonché universalmente riconosciuto. Provvedimenti come quello in esame sono però utili e opportuni per diffondere ulteriormente e far conoscere al meglio il valore di tale patrimonio nazionale.

Grazie alle nostre decisioni odierne possiamo disporre che esponenti della cultura italiana e internazionale di comprovata competenza e conoscenza della figura da celebrare compongano i comitati citati in esordio.

Sono peraltro previste benefiche sinergie tra rappresentanti di soggetti pubblici e soggetti privati che operano nel settore culturale e che abbiano maturato una speciale e comprovata competenza, nonché la conoscenza diretta della figura da celebrare.

Nel dettaglio, il provvedimento prevede attività di restauro di oggetti o immobili sottoposti a tutela, nonché la promozione di attività di ricerca, editoriali, formative ed espositive. Sono previste anche forme di organizzazione e gestione di manifestazioni in ambito culturale, storico, letterario, scientifico e artistico, in una prospettiva di internazionalizzazione e di innovazione tecnologica, per riuscire non tanto a dar lustro ai tre geni, quanto a far meglio conoscere precisamente, nel dettaglio, l'opera loro.

In una prospettiva di internazionalizzazione, particolarmente felice ci appare la previsione dell'uso di strumenti digitali, come le piattaforme dinamiche open data, aggiornate e sviluppate attraverso le esplorazioni, per costituire i valori culturali da celebrarsi come patrimonio formativo, particolarmente in ambiti accademici e di ricerca internazionale, in modo che sia possibile utilizzare l'occasione celebrativa come forma condivisa di sviluppo educativo internazionale e come opportunità di esercizio di cittadinanza globale.

La consapevolezza della divulgazione dell'opera di italiani eccezionali, i quali ben prima della Rete o del web hanno saputo farsi precedere dalla propria fama al di là degli angusti confini nazionali, ci fa plaudire alla previsione, per i comitati nazionali, di un'azione da svolgere in stretto coordinamento tra di loro. A questo fine, ci pare misura di buon senso quella relativa all'integrazione e alla coerenza dei lavori dei singoli comitati con i programmi e le attività del comitato storico-scientifico per gli anniversari di interesse nazionale, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Le finalità saranno raggiunte mediante azioni condivise dalle diverse amministrazioni interessate, istituendo, per meglio riuscirvi, presso il Ministero dei beni e delle attività culturali, una cabina di regia formata da tre componenti, in rappresentanza, rispettivamente, della Presidenza del Consiglio dei ministri, del MIUR e del MIBACT.

Particolarmente importanti sono le disposizioni contenute all'articolo 6, che prevede la possibilità di dichiarare cose mobili o immobili come beni di interesse culturale, a chiunque appartenenti, se rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell'arte, della scienza, della tecnica, dell'industria e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dell'identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose. In tal caso possono essere dichiarati monumento nazionale, così come lo possono essere quei beni che rivestano un valore testimoniale o esprimano un collegamento identitario o civico di significato distintivo eccezionale.

Con questa previsione, per la prima volta, si sottopone anche il bene privato alle disposizioni di tutela dettate dal codice dei beni culturali, che viene novellato dal provvedimento. Il codice vigente, in ordine alla dichiarazione di monumento nazionale, non prevede una specifica procedura da porre in essere, limitandosi a stabilire che sono inalienabili, quali beni del demanio culturale, «gli immobili dichiarati monumenti nazionali a termini della normativa all'epoca vigente» e, in altra parte, a far salve le leggi aventi specificamente ad oggetto monumenti nazionali.

Purtroppo la novella proposta non riesce a chiarire tutti i dubbi in materia. Infatti rimane l'esigenza di chiarire se, e in quale misura, dalla dichiarazione di monumento nazionale scaturiscano effetti giuridici ulteriori rispetto a quelli derivanti dalla dichiarazione di interesse culturale. Si è quindi introdotta, forse con troppa fretta, una novella nel codice, prevedendo una procedura per dichiarare un monumento come nazionale, da includersi nella dichiarazione di interesse culturale, con la quale un determinato bene è riconosciuto come bene culturale.

Non ci sfugge che il provvedimento in esame manca però di specificare se e in quale misura dalla dichiarazione di un immobile come monumento nazionale scaturiscano effetti giuridici ulteriori rispetto a quelli derivanti dalla stessa dichiarazione sul medesimo immobile di interesse culturale. Si tratta di un aspetto non secondario, sul quale il Governo dovrebbe intervenire per il miglior coordinamento delle norme stesse ed eventualmente con un decreto attuativo ad hoc.

Nonostante questa notazione, in ordine alla quale esortiamo il Governo ad agire, colleghi, l'iniziativa ci appare meritevole del sostegno del Gruppo Federazione della Libertà, che voterà a favore del provvedimento in discussione.

CENTINAIO (LN-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CENTINAIO (LN-Aut). Signora Presidente, intervengo per ribadire quanto abbiamo detto in sede di dichiarazione di voto precedentemente, né più, né meno.

So che alcuni colleghi si scocceranno e penseranno che ciò che stiamo dicendo sia una perdita di tempo. Abbiamo visto purtroppo un totale disinteresse per il provvedimento da parte di tanti colleghi, che erano presenti solamente per il voto e che poi sono usciti dall'Aula per fare gli affari loro.

Di conseguenza, ancora una volta riteniamo - lo diciamo e vogliamo che rimanga agli atti - che il provvedimento al nostro esame avrebbe dovuto essere trattato in Commissione; non si può impegnare l'Assemblea dalle 16,30 fino alle 19 per trattare un provvedimento come questo. Colleghi, vuol dire che siamo stati a fare melina. (Applausi dal Gruppo LN-Aut). Abbiamo ascoltato colleghi che ci hanno letto da Wikipedia la vita di Leonardo da Vinci. Per ascoltare la vita di Leonardo da Vinci, io non devo venire nell'Aula del Senato; sto a casa, apro Internet oppure mi ricordo quello che ho studiato a scuola. Se l'obiettivo è tirare l'ora e far sì che in due giorni si approvino due disegni di legge e, di conseguenza, la maggioranza porti a casa due provvedimenti possiamo sembrare belli, bravi ed efficienti, ma secondo noi abbiamo perso solo molto tempo. Ricordo che fuori c'è un'Italia che produce, che ha bisogno di risposte dalla politica, che chiede a noi e alle Aule parlamentari di essere più vicini ai cittadini e noi stiamo trattando un provvedimento che non interessa a nessuno se non al ministro Franceschini per avere ancora più potere. (Applausi dal Gruppo LN-Aut e della senatrice Nugnes).

Il mio Gruppo esprimerà un voto a favore del provvedimento perché, come detto in più di un'occasione, voteremo l'argomento e non la metodologia di lavoro e il fatto che abbiamo perso molto tempo. (Applausi dal Gruppo LN-Aut e della senatrice Nugnes).

BARANI (ALA-SCCLP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BARANI (ALA-SCCLP). Signora Presidente, colleghi, da senatore e da componente della 7a Commissione permanente, nonché da Presidente del Gruppo Ala-Scelta Civica, innanzitutto voglio esprime il mio parere favorevole ad aver dedicato queste ore di lavoro a discutere disegni di legge di iniziativa parlamentare e governativa come questo che stiamo trattando nello specifico.

Infatti è necessario dedicare iniziative legislative alla cultura e agli italiani che hanno fatto grande l'Italia. Questo disegno di legge, che celebra i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci e di Raffaello Sanzio e i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri, anniversari che ricorrono, rispettivamente, negli anni 2019, 2020 e 2021, prevede nel suo articolato la composizione di comitati, recito testualmente, i cui «componenti siano scelti, distintamente per ciascuno di essi, tra esponenti della cultura italiana e internazionale aventi comprovata competenza e conoscenza della vita e delle opere di Leonardo da Vinci, di Raffaello Sanzio e di Dante Alighieri, nonché tra rappresentanti di soggetti pubblici e privati che operano nel settore culturale e che, per le finalità statutarie o per l'attività culturale effettivamente svolta, abbiano maturato una speciale competenza e una diretta conoscenza delle figure da celebrare, ovvero che siano particolarmente coinvolti nella celebrazione per l'ambito territoriale o istituzionale in cui agiscono». Quello che mi auguro e che vivamente raccomando al Ministro promotore di questo disegno di legge, - e vorrei che il Sottosegretario glielo facesse presente - è che tali requisiti siano realmente e pedissequamente valutati per far sì che l'approvazione del provvedimento possa davvero avere l'alta valenza istituzionale e culturale che le celebrazioni di questi straordinari italiani meritano.

Celebrare Raffaello Sanzio e Leonardo da Vinci significa celebrare la culla del Rinascimento, una delle migliori espressioni della nostra Italia, che è arricchita ancora oggi del loro genio universale, al quale si deve necessariamente essere riconoscenti e grati. Non mi dilungo ulteriormente perché, sia Raffaello che Leonardo, non hanno bisogno di altre parole di riconoscenza e gratitudine da parte del nostro Gruppo.

La celebrazione che però trattiamo in questo disegno di legge e che, confesso, mi sta più a cuore, è quella di Dante Alighieri. Come già ho avuto modo di dire nel mio intervento su Ovidio, con Dante Alighieri i nostri avi, come troppo spesso è accaduto, non sono stati lungimiranti. Sono stati effettivamente dei giustizialisti. Eppure oggi Dante è considerato in Italia e nel mondo il padre della lingua italiana. Anch'egli, contrastato per la sua vita strettamente legata agli avvenimenti della politica, fu esiliato e non rivide mai più la sua patria. Quando si racconta la vita del poeta, raramente ci si ricorda che Dante ha vissuto per molti anni tra i monti dell'Appennino tosco-emiliano e tosco-romagnolo, nella mia terra, la Lunigiana subito dopo esser fuggito da Bologna. In Lunigiana, compresa Villafranca, Dante ha soggiornato più volte e a lungo e lì, oltre ai territori, ha apprezzato il capitale umano. Ha descritto nell'ottavo canto del Purgatorio i luoghi e il vapor del Magra, il fiume che percorre longitudinalmente la Lunigiana. È stato ospite e ha avuto modo di innalzare nei suoi versi della «Divina Commedia» la famiglia dei Malaspina, dei nobili conosciuti in tutta Europa. Con i Malaspina, nella mia Lunigiana, ha instaurato un rapporto felice, cosa per lui insolita. In quella antica famiglia marchionale trova ancora operanti i veri valori e comportamenti cortesi a lui molto cari.

Da sindaco di Villafranca nel 2006 ho celebrato i settecento anni dalla sua presenza in Lunigiana. Ho potuto dedicargli un monumento, che è l'unico al mondo - forse qualcuno non lo sa - ad avere il vero volto di Dante. L'antropologo Mallegni dell'Università di Pisa, che ha riprodotto i volti di sant'Antonio, Leonardo e tanti altri, ha avuto modo con gli studi sullo scheletro di ricostruire il vero volto. Lì è raffigurato con il marmo bianco di Carrara il vero volto di Dante Alighieri. Se qualcuno passa da quella terra, lo può andare a vedere perché è un'opera scultorea unica nel suo genere perché è il volto di Dante. Essendo vissuto in Lunigiana, lo considero un mio avo: ha vissuto lì per anni e si è impregnato di quella cultura e credo che lì abbia avuto molti discendenti; quindi, è una terra importante anche grazie al contributo dato non solo dal punto di vista culturale.

È molto importante ciò che stiamo facendo per celebrare i settecento anni dalla sua morte perché bisogna stare attenti: nel 2006, quando abbiamo celebrato a Villafranca i settecento anni dalla sua presenza nel Comune, che ha descritto e reso immortale in tutto il mondo insieme ai luoghi della Lunigiana, c'è sempre il diavolo dietro. Mi riferisco a quel diavolo che ha spedito Dante in esilio, condannandolo in contumacia e costringendolo a vagare - so che è stato seppellito a Ravenna e che era stato prima dagli Estensi a Ferrara, ma credo che il ministro Franceschini non abbia il DNA di Dante perché chi ce l'ha non può che essere garantista; i giustizialisti non hanno quel DNA - e che ha colpito anche noi per aver osato celebrare i settecento anni dalla sua presenza anche a Villafranca, inquisendo tutti i membri di quel Consiglio comunale per la spesa di 142 euro. Questi non pagano mai. Adesso che abbiamo fatto una legge, si spera che, quando si celebreranno Leonardo, Dante e Raffaele, non ci sia nessuno a inquisire chi viene alle celebrazioni o chi per fare un convegno spende 142 euro. Tuttavia la procura di Massa, pur di andare sui giornali, è riuscita a fare anche questo: sono convinto che Dante non gliela perdonerà.

Dicevo questo, a proposito degli studi danteschi, perché proprio nella nostra terra, nell'archivio di Sarzana - come sa bene il senatore Massimo Caleo, che è stato sindaco di quel Comune - è stato trovato il documento ufficiale in cui Dante era riuscito a fare la famosa pace tra i vescovi-conti di Luni ed i marchesi Malaspina, in piazza della Carcandola. Sono stati ritrovati quegli atti, sui quali qualcuno dice che forse c'è la firma di Dante (non si sa se sia sua oppure no), ma è certo che il poeta era stato incaricato di sovrintendere a quella famosa pace tra i signori di Lunigiana ed i vescovi-conti di Luni, fra i quali la guerra continuava da decine di danni. Anche quello è un documento accessibile.

Come diceva Aristotele, le radici della cultura sono amare, ma i frutti sono dolci ed è per questo che dobbiamo impegnarci a celebrare e a ricordare la cultura, che da sempre fa grande il nostro Paese, anche contro qualche procuratore che vorrebbe che questo non succedesse. (Applausi dal Gruppo ALA-SCCLP).

LIUZZI (GAL (DI, GS, MPL, RI)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LIUZZI (GAL (DI, GS, MPL, RI)). Signora Presidente, preannuncio il voto favorevole al provvedimento da parte del Gruppo delle Grandi Autonomie e Libertà, che al suo interno raccoglie sensibilità diverse, ma tutte convergenti nel riconoscere il dato celebrativo, etico e promozionale del provvedimento in esame.

Mi preme anche richiamare l'attenzione dell'Assemblea su un aspetto che forse poco è stato messo in evidenza, ovvero l'occasione, da ritenersi straordinaria, di un richiamo ad una comune visione, fondata su radici, tradizioni, valori che la comunità nazionale potrebbe trarre da questo provvedimento per ritrovare punti di vista di natura collegiale e collettiva. Su questa opportunità è fondato il tentativo non solo di recuperare identità, ma anche di trovare punti di incontro unificanti anche negli ambienti in cui la cultura si articola. Mi riferisco chiaramente alla scuola, ai centri di progettazione e di esecuzione culturale quali le accademie, le università ed i conservatori, ai tanti centri studi, alla stessa società Dante Alighieri, agli istituti di cultura italiana all'estero, che potrebbero concorrere a creare una visione collettiva fondata su valori di concordia nazionale. Tali valori potrebbero anche fungere da modello per una società globale, che va sempre più frantumandosi ed indirizzando al particulare le proprie attenzioni, affinché si affermino i valori contenuti nella letteratura italiana (con riferimento a Dante Alighieri) o nella pittura italiana (con riferimento a Raffaello Sanzio) e nell'opera di Leonardo.

Apro a tal proposito una piccola parentesi. Mi sembra che questo punto di vista sia stato colto, anche per gli aspetti identificativi dell'italianità e del genio italiano, in una delle più importanti multinazionali a base italiana quale Finmeccanica, che da qualche mese ha mutato il proprio nome ed ha acquisito quello di Leonardo proprio in omaggio al grande genio, rappresentante dell'italianità nel mondo.

Queste sono le ragioni per cui riteniamo che il provvedimento abbia la dignità per essere discusso in un'Aula del Parlamento e che il Parlamento impieghi del tempo utile per poter porre i giusti accenti sulla questione.

Concludo facendo un rilievo che si riferisce al famoso articolo 6 della proposta di legge, ovvero alle disposizioni in materia di dichiarazione di monumento nazionale. Sembra quasi una foglia di fico; poiché sappiamo che c'è una vexata quaestio sulle modalità e sulla precarietà delle procedure, per cui finora non si è mai compreso come si arrivi a dichiarare un monumento di valenza nazionale, si è voluto approfittare di questo provvedimento per porvi rimedio. Ritengo che ciò avrebbe potuto meritare un provvedimento autonomo e a sé stante, che funzionasse da vademecum per uno o più Comuni o per le Regioni (come si dice all'articolo 6) interessate a dichiarare monumento nazionale un bene civico, un bene storico, un bene architettonico o un bene artistico. Da questo punto di vista, si utilizza quasi come un escamotage il disegno di legge, ma ritengo che, con un provvedimento a parte, avremmo avuto l'opportunità di dare grande dignità a questa giusta esigenza da parte delle comunità locali, per veder riconosciuto un bene che appartiene alla propria storia e alla propria tradizione, elevato alla dignità di monumento nazionale. (Applausi del senatore Davico).

GRANAIOLA (Art.1-MDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GRANAIOLA (Art.1-MDP). Signora Presidente, questo disegno di legge - e non è una perdita di tempo ricordarlo - ha finalità di promozione dello sviluppo della cultura e della ricerca scientifica, nonché della valorizzazione della tradizione culturale italiana e del patrimonio artistico e storico del nostro Paese. Questioni delle quali si discute forse troppo poco in queste Aule, per cui credo davvero che non sia stata assolutamente una perdita di tempo.

In questo disegno di legge sono contenute disposizioni per le celebrazioni dei cinquecento anni dalla morte di Leonardo e di Raffaello Sanzio e dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri. Ciò avviene con il necessario anticipo, perché avverranno rispettivamente nel 2019, nel 2020 e nel 2021. Il provvedimento dunque offre i tempi adeguati per predisporre un programma celebrativo adeguato a dare risalto alla vita, al pensiero e alle opere di artisti considerati tra i più grandi geni dell'umanità.

Peccato, come al solito, che alla congruità dei tempi non corrispondano adeguate risorse, che avrebbero dovuto essere aggiuntive e non andare a ridurre le già troppo scarse risorse assegnate al sistema museale, dando luogo, ahimè, a una semplice partita di giro, che ripropone il tema della scarsità delle risorse dedicate alla cultura nel nostro Paese. Ma trattandosi di un'occasione importante di valorizzazione della cultura e dei nostri territori, Articolo 1-Movimento democratico e progressista voterà a favore di questo provvedimento, anche perché i tre comitati previsti dal disegno di legge, forse un po' pletorici, essendo composti da ben quindici persone ciascuno, dovranno lavorare in stretta collaborazione nell'elaborazione del piano culturale e nella realizzazione delle conseguenti attività, in coerenza con i programmi e le attività del comitato storico-scientifico per gli anniversari di interesse nazionale, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, e con il coordinamento di una cabina di regia formata da tre componenti, uno in rappresentanza della Presidenza del Consiglio, uno del MIUR e uno del MIBACT.

A dire il vero, se non fosse che tutte queste persone coinvolte dovranno essere scelte fra esponenti della cultura italiana e internazionale aventi comprovata competenza e conoscenza della vita e delle opere rispettivamente di Leonardo, Raffaello e Dante, e che un componente di ciascun comitato nazionale dovrà essere designato dalla Conferenza unificata, tanto più che ai membri di ciascun comitato non sarà corrisposto alcun compenso, sinceramente mi sentirei di dubitare che un insieme di persone così numeroso possa davvero coordinarsi, lavorare insieme e dar vita a programmi che abbiano in comune attività di restauro, di ricerca, editoriali, formative, espositive e di innovazione tecnologica che possano divulgare in Italia e all'estero la conoscenza del pensiero, dell'opera, della cultura e dell'eredità di tre personaggi così importanti.

Confidiamo dunque e vigileremo sulle capacità delle persone che saranno coinvolte e soprattutto confidiamo nella capacità di sintesi della cabina di regia e nella vigilanza che il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo saprà effettuare. Sarebbe davvero un peccato sprecare un'occasione per creare lavoro per giovani studiosi e operatori del settore, per investire nella formazione sia scolastica che universitaria, per coinvolgere gli enti locali e valorizzare i territori dove le figure in questione sono vissute e hanno sviluppato il proprio ingegno.

Resta secondo me ancora da chiarire se, con la disposizione che dà al MIBACT la facoltà di integrare ciascun comitato nazionale con ulteriori soggetti pubblici o privati anche successivamente alla loro costituzione, si potrà andare oltre il numero dei quindici componenti e con quale periodicità i comitati devono inviare al Ministero i rendiconti sull'utilizzo del finanziamento ricevuto.

Quanto all'articolo 6, in materia di dichiarazione di monumento nazionale, anche secondo quanto segnalato dalla Commissione affari costituzionali, sarebbe stato opportuno chiarire se da tale dichiarazione scaturiscano effetti giuridici ulteriori rispetto a quelli derivanti dalla dichiarazione di interesse culturale prevista dall'articolo 13 del decreto legislativo n. 42 del 2004. Eppure, vite eccezionali come quelle di Dante, Raffaello e Leonardo meritano di essere ricordate e ripercorse anche andando oltre precisazioni e puntualizzazioni che ci porterebbero inevitabilmente a perdere tempo prezioso per il raggiungimento degli obiettivi che il disegno di legge in esame si propone; obiettivi molto ambiziosi ma condivisibili che, proprio per le scarse risorse messe in campo, hanno bisogno del sostegno di tutte quelle forze politiche sociali che hanno a cuore lo sviluppo culturale e artistico del nostro Paese, che sono da sempre la più efficace arma di pace, lo strumento più valido per il miglioramento della nostra vita e del nostro futuro.

Ribadisco quindi il voto favorevole del Gruppo Articolo 1-Movimento democratico e progressista, con l'auspicio che i dubbi rimasti siano chiariti in corso d'opera e soprattutto che i soldi stanziati, anche se pochi, siano spesi in progetti seri, efficaci e trasparenti. (Applausi dal Gruppo Art.1-MDP).

CONTE (AP-CpE-NCD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CONTE (AP-CpE-NCD). Signora Presidente, onorevoli colleghi, siamo di fronte a un provvedimento importante che il Governo e il ministro Franceschini hanno impostato correttamente sul piano del metodo.

Il disegno di legge si riferisce agli anniversari di tre figure (Leonardo, Raffaello e Dante) che rappresentano i tesori inestimabili del nostro patrimonio culturale; personalità che hanno raggiunto, nei loro campi di azione, risultati ineguagliati e che rappresentano, non soltanto per noi che siamo nati e viviamo nei luoghi in cui loro nacquero, vissero e operarono, ma per tutti i cittadini europei, un motivo di fierezza e orgoglio. Sono personalità dotate di risonanza internazionale e di notorietà, che hanno una capacità di suscitare ammirazione in tutto il mondo e che veramente hanno pochi eguali. Io credo che, di fronte a figure così straordinarie, sia stato corretto prevedere un'iniziativa legislativa non ordinaria, un disegno di legge caratterizzato innanzitutto dalla tempestività, il quale si propone di programmare, fin da ora, iniziative che riguarderanno un triennio, dato che gli anniversari cadranno nel 2019, nel 2020 e nel 2021.

Il Gruppo di Alternativa Popolare voterà convintamente a favore, perché, come ha detto un grandissimo pensatore del Novecento, Von Balthasar: «In un mondo senza bellezza - anche se gli uomini non riescono a fare a meno di questa parola e l'hanno continuamente sulle labbra, equivocandone il senso -, in un mondo che non ne è forse privo, ma che non è più in grado di vederla, di fare i conti con essa, anche il bene ha perduto la sua forza di attrazione, l'evidenza del suo dover - essere - adempiuto; e l'uomo resta perplesso di fronte ad esso e si chiede perché non deve piuttosto preferire il male».

Noi dobbiamo, invece, valorizzare la bellezza, la nostra cultura e farla vedere a tutti, indicarla e sostenerla. È il patrimonio più grande che abbiamo, non ne abbiamo un altro così, e lo è da tutti i punti di vista, dai punti di vista umano, sociale e anche economico. Anche il nostro made in Italy, di cui ci riempiamo la bocca, nasce come frutto sul ramo della nostra tradizione culturale, artistica e musicale. Chi dice che con la cultura non si mangia sbaglia. È con l'ignoranza che non si mangia, e non certamente con la cultura.

Oggi facciamo questa norma per ricordare tre monumenti del nostro grande patrimonio. La parola «monumento» ha la stessa radice di «memoria», ma la memoria non è un fatto del passato: è la vita e la forza del presente e del futuro. Per questo noi abbiamo il dovere di ricordare queste grandi personalità che hanno fatto grande la storia, una straordinaria storia, che è quella del nostro Paese. Il nostro grande patrimonio di bellezza è anche il più grande contributo che l'Italia possa dare all'Europa e al mondo intero, che non ne ha mai avuto bisogno come adesso, perché il mondo ha bisogno di bellezza, positività e di costruzione.

Un altro merito che ha questo provvedimento - forse il primo e il più importante - mi sembra quello di avere messo l'accento sull'importanza di avere iniziative caratterizzate dalla sinergia. In presenza di anniversari così importanti, noi vedremo probabilmente un fiorire di manifestazioni che è importante non sia scoordinato e frammentario e che si deve sottoporre all'azione avveduta e lungimirante di una cabina di regia, nella quale trovino posto rappresentanti delle istituzioni, personalità eminenti della ricerca e tutti i soggetti pubblici e privati che hanno titolo a fare proposte e a organizzare manifestazioni in un campo come questo.

Mi sembra molto importante che con il disegno di legge al nostro esame si pongano le condizioni per una collaborazione proficua tra i comitati nazionali che si istituiranno e il comitato storico-scientifico per gli anniversari di interesse nazionale, che opera dal 2013 presso la Presidenza del Consiglio.

Credo, inoltre, che si debba sottolineare il fatto che, di fronte ad anniversari di questo rilievo, è importante che si organizzino manifestazioni in vari settori. Noi siamo chiamati a dare un impulso al settore scientifico, a quello della ricerca. Mi pare importante il richiamo alla necessità di valorizzare i luoghi in cui queste personalità hanno vissuto e operato. Mi pare importante il riferimento che si fa alla attività di alta formazione e all'attività di formazione scolastica. Mi pare importante il riferimento che si fa alle attività convegnistiche, seminariali, a quelle espositive, alla possibilità di utilizzare le risorse che sono state messe a disposizione per opere di restauro di beni mobili e immobili.

Insomma, è un provvedimento completo, attento alla molteplicità di ricadute importanti che eventi celebrativi di questo tipo possono avere.

Infine, osservo che nel provvedimento è anche adeguatamente rappresentata una necessità che ha ispirato l'azione del Governo e della maggioranza e che ha costituito una costante del lavoro che abbiamo svolto in ambito culturale in questi anni, e cioè la consapevolezza che ricordare in campo culturale ha senso se al ricordo si associa il guardare avanti; se, insieme alla esaltazione di un passato glorioso, si è capaci di indicare nuovi obiettivi, nuovi traguardi, nuove direzioni di studio e di ricerca, nuove conquiste da realizzare. A me pare che nel provvedimento tale necessità abbia avuto una risposta adeguata e che questa consapevolezza sia pienamente presente.

Noi abbiamo bisogno di una cultura che guardi non solo al passato, ma anche al presente e al futuro e sia una grande opportunità, soprattutto per i giovani. Auspico che la norma che oggi facciamo serva veramente per fare memoria nel senso che dicevo prima, e cioè consapevoli del passato, e anche per dare forza e vita al presente e al futuro. (Applausi dal Gruppo AP-CpE-NCD).

BOCCHINO (Misto-SI-SEL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCCHINO (Misto-SI-SEL). Signora Presidente, il disegno di legge al nostro esame ci dà la possibilità di svolgere una riflessione molto generale sul tema dei comitati nazionali per le celebrazioni. È una riflessione con tante ombre, che ha portato noi senatori di Sinistra Italiana a sviluppare su questo disegno di legge una posizione diversa rispetto a quella che abbiamo assunto nei confronti dei provvedimenti esaminati in precedenza, come quello per la celebrazione dei centocinquant'anni dalla morte di Rossini. È infatti una posizione di astensione.

E lo facciamo su questo provvedimento, anziché sui precedenti, per una serie di motivi: innanzitutto quello in esame è un provvedimento di origine governativa, con cui il Governo interviene molto pesantemente, colonizzandoli politicamente, sui comitati che dovranno occuparsi di realizzare gli eventi, composti da ben quarantacinque membri di nomina governativa; il che non fa mai male verso la fine di una legislatura. Sono ben controllati, perché coordinati da una cabina di regia, di nomina diretta del Presidente del Consiglio, del MIUR e MIBACT, che sovraintenderà alle operazioni dei quarantacinque esperti.

In secondo luogo c'è un problema sui finanziamenti: i comitati, con un totale di quarantacinque membri, riceveranno complessivamente 3,5 milioni di euro, che non sono fondi aggiuntivi ma vengono sottratti, ancora una volta, da quelli destinati al funzionamento degli uffici dei musei. E parlo delle spese correnti e di cancelleria. Quindi, se sommiamo i 3,5 milioni di euro ai 700.000 previsti dal disegno di legge per le celebrazioni di Rossini, che abbiamo appena finito di esaminare, e che insistevano sullo stesso capitolo; e se consideriamo che su detto capitolo sono attualmente presenti 10 milioni di euro, il fondo di funzionamento dei musei - come capirete - viene sostanzialmente decurtato di quasi la metà delle risorse. Quindi, se un domani avremo problemi per quanto riguarda il funzionamento di alcuni musei, ne conosceremo il motivo, che è ciò di cui stiamo discutendo oggi.

Inoltre, signora Presidente, c'è il grande tema del funzionamento dei comitati per la celebrazione dei centenari. Esiste una legge, la n. 420 del 1997, che è stata promulgata proprio allo scopo di ordinare il settore. Nella relazione illustrativa del provvedimento in esame, così come nell'illustrazione che ha fatto la relatrice, il Governo e la stessa relatrice si affrettano a sottolineare come la legge n. 420 sia uno strumento inadeguato a finanziare il comitato per la celebrazione delle tre figure in esame. Si tratta, tra l'altro, di tre figure - non spendo più parole per dirlo - di sommo interesse per quanto riguarda la nostra cultura e il nostro voto di astensione non vuole significare in alcun modo un mancato riconoscimento alla figura di questi tre illustri compatrioti, visto che la nostra è una questione di metodo.

Secondo il Governo e la relatrice - come abbiamo sentito - la citata legge non rappresenta uno strumento idoneo. Cerchiamo quindi di capire perché non rappresenta uno strumento idoneo. Cerchiamo di capire che cosa fa la legge n. 420 del 1997. Ebbene, ogni anno il Ministero riceve un certo numero di domande da parte di associazioni, movimenti o cittadini che vogliono costituire comitati per la celebrazione di centenari di personaggi illustri. Le domande, che vengono esaminate dal Ministro ogni anno, devono essere corredate da una relazione tecnica che deve recare gli obiettivi e il programma delle celebrazioni; l'indicazione delle risorse finanziarie necessarie, distinte per fasi di attuazione; un bilancio preventivo delle entrate e delle uscite, redatto in forma analitica; un elenco di istituzioni, enti e studiosi coinvolti nel programma; una documentazione bibliografica aggiornata sui personaggi; proposte di designazione degli organi del comitato nazionale. Tutto questo deve essere presentato prima al Ministero sotto forma di domanda, in risposta a un bando, e poi vengono selezionate le idee migliori.

Pensate inoltre che la legge n. 420 del 1997 può finanziare anche manifestazioni a carattere non esclusivamente locale; eventi o attività pluridisciplinari o plurisettoriali; può comprendere un piano economico che contenga voci di cofinanziamento da parte di altre amministrazioni o di privati; può finanziare reti di istituzioni culturali. Insomma, sembra proprio che questa legge abbia tutte le carte in regola per finanziare dei comitati, anche di grande spessore culturale come quelli di cui stiamo discutendo in questo momento.

Bisogna però competere. Bisogna presentare il programma prima e dire quello che si vuole fare prima. Bisogna competere con altre idee dello stesso tipo. E queste idee vengono inviate al Ministero, che ha costituito la consulta permanente che giudica le proposte e che è formata da esperti del settore; una consulta a insediamento permanente che viene rinnovata ogni tre anni.

A questo Governo però, signora Presidente, non piacciono le procedure per selezionare le idee migliori. Si preferisce intervenire per legge e posticipare il programma a dopo: prima istituiamo il comitato dei quarantacinque e poi vediamo quello che si deve fare, e loro decideranno dopo.

C'è, poi, un punto molto interessante della legge n. 420 del 1997 che mi preme sottolineare. Mi riferisco al controllo che si fa delle attività dei comitati nazionali dei centenari. Ebbene, la legge dice che entro il 31 gennaio di ogni anno i comitati ammessi al contributo devono inviare al Ministero la relazione sui lavori svolti e il bilancio consuntivo delle spese effettuate. Per ogni comitato il Ministero nomina - pensate - un revisore dei conti. Ebbene, signora Presidente, in questo disegno di legge non vi è traccia di revisori dei conti che possano metter naso sulle attività dei comitati per le celebrazioni. Qualora l'attività non si sia svolta secondo il programma approvato dalla Consulta - pensate - la legge n. 420 del 1997 prevede la possibilità di non finanziare ulteriormente il comitato. E sì, c'è un giudizio: oh quale scandalo! C'è un giudizio sulle attività, cosa che manca completamente - manco a dirsi - nel disegno di legge che stiamo esaminando.

C'è anche la questione relativa ai finanziamenti, signora Presidente: la legge n. 422 del 1997, così positiva, che ha così tanti vantaggi, che seleziona le idee migliori, partita nel 1997 con 6,5 milioni di euro - all'epoca l'equivalente in lire - è stata progressivamente definanziata, soprattutto negli ultimi anni, fino - pensate un po' - alla misera cifra di 463.000 euro. In 7a Commissione proprio in questi giorni stiamo discutendo del decreto di riparto dei fondi di questi miseri 463.000 euro, con la speranza di trovarne altri 700.000. Ad ogni modo, si tratta di un discorso che affronteremo in Commissione insieme ai colleghi e alla relatrice.

Ebbene, quella legge è stata destrutturata. C'è un'idea ben precisa, c'è una regia dietro a tutto questo: basta con le procedure che selezionano le idee migliori; basta con gli orpelli; meglio fare leggi ad hoc, specialmente nella fase finale della legislatura. Meglio eliminare tutti i lacci e lacciuoli. Ecco dove stanno i tempi e le modalità non consone che ho letto nella relazione illustrativa del provvedimento. È questo il punto, signora Presidente: si sta destrutturando una legge sacrosanta che seleziona le idee migliori per provvedimenti ad hoc che spianano la strada sostanzialmente al Governo; spianano la strada della colonizzazione politica di questi eventi e soprattutto spianano la strada alle attività.

A ciò si aggiungono alcuni paradossi: pensate che il 750º anniversario della nascita di Dante Alighieri è stato finanziato tramite la suddetta legge n. 420 del 1997, mentre il 700º anniversario della morte è finanziato con una legge ad hoc. E la procedura di destrutturazione della legge del 1997, non riguarda ovviamente solo questa iniziativa governativa, poiché negli ultimi anni ci sono state tante altre iniziative: i comitati sono stati istituiti molto spesso tramite leggi o addirittura - pensate - tramite decreti ministeriali, ancora una volta in spregio a tutti i processi di selezione delle idee migliori e soprattutto dei processi di controllo ex post.

Signora Presidente, concludo questo mio intervento dichiarando che i senatori di Sinistra Italiana, per tutte le motivazioni evidenziate, esprimeranno sul disegno di legge un voto di astensione. (Applausi dal Gruppo (Misto-SI-SEL).

SERRA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SERRA (M5S). Signora Presidente, il Movimento 5 Stelle si asterrà da questo disegno di legge anche perché - come abbiamo già ribadito - il fatto che i finanziamenti arrivino ai comitati nazionali istituiti per le celebrazioni è - a nostro avviso - veramente offensivo.

Per noi la cultura e la conoscenza devono passare prima di tutto per la scuola; devono essere un qualcosa stabilito dentro il sistema istituzione; non possono essere i comitati a occuparsi della gestione delle celebrazioni e godere di finanziamenti da spot.

Per tutte queste ragioni, noi ci asterremo. (Applausi dal Gruppo M5S).

GIRO (FI-PdL XVII). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIRO (FI-PdL XVII). Signora Presidente, Forza Italia voterà a favore del provvedimento in esame, che riguarda tre giganti della cultura italiana ed europea riconosciuti in tutto il mondo. Quindi, non possiamo fare diversamente.

Certo, è un provvedimento scritto - secondo me - in modo abbastanza affrettato, dove la dimensione internazionale è molto fragile e dove il ruolo dei privati non è precisato. Io sono favorevole alla partecipazione del privato nella elaborazione del progetto, ma qui sembra che ai privati chiediamo solo soldi. Anche sotto il profilo del contributo economico, però, non comprendiamo esattamente cosa possano fare e cosa debbano fare, essendo gli enunciati, i criteri e i requisiti molto generali e generici. Si tratta di provvedimenti fatti, naturalmente, per istituire in fretta - come ha ben detto chi mi ha preceduto - i comitati nazionali senza però chiarire esattamente quali requisiti debbano avere. Comitati di quarantacinque persone? Io, francamente, tra il comitato Leonardo da Vinci e il comitato Raffaello vedo molte affinità, in quanto i due personaggi sono abbastanza vicini nel tempo, nell'opera e nel prestigio. Quindi, avremmo anche potuto funzionalizzare il comitato rendendolo unitario.

Ho visto, poi, che nell'articolato si prevede una collaborazione fra i tre comitati nazionali. Spero che vi siano una vera sinergia e - come scritto in mezzo ai commi in modo abbastanza distratto - anche una ricaduta per quanto riguarda il profilo turistico e culturale del territorio e del paesaggio. Sono, cioè, enunciati concetti importanti e, quindi, condivisibili, ma in un provvedimento scarno.

Forse si è fatto sempre così, come sempre si dice. Non è, infatti, questo il primo comitato nazionale. Ne abbiamo nominati diversi nei decenni anche se - come ha ricordato bene il senatore Bocchino - una legge precisa regolamenta l'istituzione dei comitati nazionali e prevede una competizione fra i progetti. I progetti devono essere credibili e possono essere anche dedicati allo stesso tema. Può esservi il progetto A migliore del progetto B o il progetto C assolutamente inaccettabile rispetto al progetto B. Insomma, può esservi una competizione dei progetti anche sullo stesso tema.

Nel caso in esame, invece - come ha ricordato bene il senatore Bocchino - il Presidente del Consiglio e il Governo decidono. E, essendo i tre personaggi di rilevanza tale, è anche comprensibile che vi sia una procedura non normale, ma una irrituale molto rapida. Mi aspettavo, però, che il provvedimento del Governo, visto che è così convinto, esposto e determinato, fosse un po' più decoroso.

I miei colleghi mi prendono anche un po' in giro - nomen omen - dicendo che io critico e poi dichiaro il voto favorevole del Gruppo. Ma se dichiarassi un voto contrario o finanche un voto di astensione, i giornalisti, che sono maliziosi, direbbero che Forza Italia è contro Dante Alighieri, contro Raffaello e contro Leonardo da Vinci. Quindi, dobbiamo far prevalere la Realpolitik. Per questo motivo, dichiaro il nostro voto favorevole nonostante tutti i rilievi che ho enunciato. (Applausi dal Gruppo FI-PdL XVII).

MARCUCCI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCUCCI (PD). Signora Presidente, onorevole Sottosegretaria, oggi ci accingiamo ad approvare una legge importante, volta a celebrare tre altissime figure della cultura italiana: Dante, Leonardo e Raffaello. Lo scopo di questa legge è quello di valorizzare in modo significativo a livello nazionale e internazionale, attraverso le attività di tre distinti comitati, il lascito culturale dei tre grandi, con iniziative di segno diverso, anche nei luoghi che videro sprigionarsi il loro genio, e con il coinvolgimento attivo dei principali studiosi a livello mondiale.

Oggi, approvando in seconda lettura in quest'Aula questo provvedimento, noi sottolineiamo proprio un percorso che vede collaborare lo Stato con il mondo della cultura, con il mondo accademico e con gli enti locali, per sostenere di più e meglio la cultura. È un provvedimento, quindi, importante per noi tutti, per la nostra storia, per l'intero Paese in generale.

È incomprensibile come alcune forze politiche siano state costruttive e abbiano votato a favore in Commissione e non lo facciano oggi in Aula. Avremmo auspicato un segnale diverso.

Una riflessione, sì, che è stata sollecitata deve essere fatta. E dovremmo aprirla su come si possa rinforzare il percorso di valorizzazione senza dover procedere ogni volta - dato che, fortunatamente, in Italia ricorrono spesso centenari meritevoli di celebrazioni - ad approvare un provvedimento di legge ad hoc. E credo di poter dire che una strada, abbastanza facile e già battuta, esista: mi riferisco alla legge 1° dicembre 1997, n. 420, istitutiva dei comitati nazionali, che sarebbe buona cosa rifinanziare adeguatamente proprio per avere un luogo dedicato e sempre attivo che metta al riparo le celebrazioni dal rischio di un iter legislativo che, di volta in volta, potrebbe riservare improvvisi stop, mantenendo comunque la verifica parlamentare prevista dal provvedimento stesso. Quindi, anche in ragione dell'imminente presentazione del disegno di legge di stabilità, rivolgo l'invito al Governo e al Parlamento a pensare a tale legge e all'opportunità che offre.

Al di là di questo, ribadisco che stiamo per votare un provvedimento di grande importanza. Ancora una volta, il mio grazie va all'Assemblea, a cui il disegno di legge è stato trasmesso all'inizio dello scorso maggio e in soli quattro mesi riesce ad approvarlo; nonché alla Commissione istruzione pubblica, beni culturali, che ha lavorato senza distinzioni politiche per arrivare a questo importante risultato.

Ogni euro speso in cultura è una buona cosa per noi tutti e rappresenta un buon investimento. Un provvedimento come quello in esame ci aiuta a valorizzare tre grandi italiani, a riscoprirli e a trasmettere alle nuove generazioni la loro eredità culturale. Le eredità di Leonardo da Vinci, Raffaello Sanzio e Dante Alighieri sono le fondamenta della nostra identità, che tanti fanno finta di difendere, ma che noi sosteniamo realmente anche con l'approvazione del provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo PD).

CALDEROLI (LN-Aut). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CALDEROLI (LN-Aut). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 2810, nel suo complesso.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Risulta pertanto assorbito il disegno di legge n. 2238.

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

AMIDEI (FI-PdL XVII). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

AMIDEI (FI-PdL XVII). Signora Presidente, intervengo per riportare l'attenzione dell'Assemblea su un problema importante che spesso colpisce molti lavoratori: la mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Ricordo che tre anni fa, il 22 settembre 2014, in quel di Adria morivano presso un'azienda - la Co.Im.Po - quattro persone, ai cui funerali partecipò la presidente della Commissione di inchiesta sugli infortuni sul lavoro, senatrice Camilla Fabbri. Quell'incidente segnò duramente le quattro famiglie coinvolte, e nel contempo ha portato ancora una volta all'attenzione del Ministro del lavoro e delle politiche sociali le difficoltà che molti lavoratori sono costretti a subire pur di riuscire a lavorare e portare a casa lo stipendio per mantenere la famiglia.

Vorrei che da parte degli organi competenti ci fosse maggiore attenzione agli ambienti di lavoro. Mi rendo conto che ne parliamo spesso, ma nonostante tutto le cronache quotidiane ci riportano all'attenzione questo grosso problema, che rimane spesso irrisolto.

Vorrei poi con l'occasione ricordare le quattro persone coinvolte: Nicolò Bellato, ventotto anni; Paolo Vallesella, cinquantatre; Marco Berti, quarantasette, e Giuseppe Baldan, quarantasette. E in particolar modo ricordo che il più giovane, impiegato, morì nel tentativo di salvare uno di loro: un esempio di eroismo che tutti noi dobbiamo tenere in considerazione, farne seriamente ammenda perché incidenti del genere non si debbano più verificare.

Ricordo questi miei concittadini non solo perché i fatti si sono verificati nel territorio in cui abito, ma anche perché vorrei che essi rappresentassero tutti i nostri lavoratori che ogni giorno rischiano la vita per portare a casa lo stipendio per far vivere le proprie famiglie. (Applausi dal Gruppo AP-CpE-NCD).

CASTALDI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CASTALDI (M5S). Signora Presidente, sono già intervenuto in quest'Aula su Honeywell International, colosso statunitense presente in 70 Nazioni, con circa 1.250 siti e 129.000 lavoratori, 23.000 dei quali tra scienziati e ingegneri. In Abruzzo produce termocompressori per auto. Si tratta di un'azienda attiva su numerosissimi settori: 80 diversificazioni, investimenti in 60 settori, immenso ritorno di utili. Per inciso informo che è attiva anche nella produzione di trizio per ordigni atomici, che dirige il National Security Campus (quindi testate atomiche statunitensi) e ha ricevuto finanziamenti per un miliardo e 271 milioni di euro da compagnie come Intesa Sanpaolo.

In Italia ha spudoratamente sfruttato tutta la filiera di incentivi e ammortizzatori, per poi pensare bene di trasferire la sede fiscale in Svizzera.

Si tratta, insomma, di un impero economico che, in funzione solo del profitto e a discapito degli interessi generali, ha sottomesso le istituzioni e la politica; la stessa politica che domani mattina, alle ore 9,30, andrà a sfilare e a promettere, come ha sempre fatto.

I lavoratori sono in sciopero permanente dal 18 settembre e conoscono i politici, così come conoscono l'informazione nazionale che, ad oggi, è silente. Difendono le proprie famiglie, che pagano da ben nove anni il costante e ininterrotto utilizzo degli ammortizzatori, per una crisi del turbo che, di fatto, non c'è. Quella che c'è è, invece, una scelta ben precisa della corporate, atta a vanificare i continui sacrifici dei lavoratori. I volumi mondiali dei turbo Honeywell sono in crescita esponenziale. Altro che crisi!

Si tratta di scelte consapevoli, a discapito dell'Italia e a favore di Romania e Slovacchia, giustificate - si fa per dire - dal costo del lavoro. Solo tre anni fa vi fu un accordo modello - lo chiamarono così all'epoca - che regolò la gestione di 70 esuberi e pianificò un rilancio per l'anno successivo. Ad oggi è lapalissiano che l'azienda considera i lavoratori di Atessa come una semplice variabile all'interno di una logica in cui vi è solo il primato del profitto.

Oggi l'imperativo di tutti noi e delle istituzioni è uno solo: salvare questo fondamentale polo produttivo e l'attuale livello occupazionale.

Perché si continua a tenere nell'ombra il piano per il polo di Atessa? Si ha forse paura di alcune conseguenze? Non è possibile che una multinazionale che fattura milioni di dollari e che continua a sfruttare la crisi, attingendo agli ammortizzatori da oltre nove anni, possa decidere in totale libertà di abbandonare il nostro Paese.

A partire dal promesso incontro al Ministero per lo sviluppo economico, previsto per il prossimo 2 ottobre, occorrono delle risposte certe; risposte certe dal Ministro e dal management, ma quello vero, quello che può e deve decidere, e anche molto in fretta. (Applausi dal Gruppo M5S).

RICCHIUTI (Art.1-MDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RICCHIUTI (Art.1-MDP). Signora Presidente, desidero innanzitutto fare i complimenti alla magistratura e alle Forze dell'ordine per l'operazione condotta stamattina in Lombardia. La presenza della 'ndrangheta sul territorio lombardo e nella provincia di Monza e Brianza è nota da tempo, dall'indagine infinita del 2010. E io la denuncio da tempo. Su Seregno, in particolare, ho presentato nel 2015 l'interrogazione 4-04150 e nel 2016 la 4-05420. Emerge un quadro inquietante, di voto di scambio con la locale 'ndrangheta, oltre che di presenza sul territorio di Seregno di droga e di armi. Già in passato vi sono stati sequestri di droga e armi, oltre che chiusura di bar e altri esercizi commerciali per infiltrazione mafiosa.

Alle mie interrogazioni il Governo non aveva ancora risposto; ora è urgente inviare la Commissione prefettizia di accesso e poi sciogliere il Comune per condizionamento mafioso. (Applausi dal Gruppo Art.1-MDP e del senatore Orellana).

MARTON (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARTON (M5S). Signora Presidente, mi associo a quanto richiesto dalla senatrice Ricchiuti. Il nostro territorio questa mattina è stato colpito, per l'ennesima volta, da arresti. La 'ndrangheta è più forte che mai. Nella mia zona, il circondario di Desio e Seregno, una serie di episodi ha portato alla situazione odierna. Vorrei anche informare il ministro Minniti che negli ultimi tempi si susseguono incendi stranissimi.

Vorrei che tutte le risorse che il procuratore capo di Monza, la dottoressa Zanetti, richiede da tempo vengano ripianate quanto prima, perché è molto urgente che la 'ndrangheta trovi finalmente un baluardo nelle istituzioni, come è accaduto oggi.

Mi associo quindi ai complimenti della collega alla magistratura e a tutte le Forze dell'ordine e insisto affinché il ministro Minniti destini più risorse per quella zona. (Applausi del senatore Buccarella).

FUCKSIA (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FUCKSIA (FL (Id-PL, PLI)). Signora Presidente, oggi sono trascorsi venti anni dal tremendo terremoto che ha sconvolto nel 1997 l'asse appenninico centrale, tra le Marche e l'Umbria, con epicentro Colfiorito. Venti secondi sono pochi, ma sono interminabili quando svegliano una città nella notte; quando si vede tremare e crollare la casa e quando la gente si precipita fuori per paura di perdere la vita insieme ai beni e agli affetti più preziosi. Da allora, da quel 26 settembre, si sono susseguite varie scosse che sono durate mesi, di magnitudo 6.1 della scala Richter.

C'è però da dire che la reazione dei cittadini e dei volontari fu encomiabile, come lo è sempre stata e lo è anche nell'ultimo terremoto che ancora oggi ci vede impegnati. Encomiabili sono anche il saper fare e il pragmatismo dei sindaci. E voglio ricordare in particolare tre sindaci che si sono occupati della ricostruzione nella mia città: il sindaco Castagnari, il sindaco Santini e il sindaco Sorci. A quei tempi, senza Facebook e con molti meno mezzi, si è riusciti a gestire l'emergenza in modo encomiabile.

Voglio poi ricordare Giancarlo Sagramola, ai tempi responsabile della Protezione civile nella mia città. E parlo della mia città perché è quella che conosco meglio e di cui ho più elementi, nella quale si ebbe una sola persona deceduta, che oggi piangiamo. Mi riferisco alla signora Agnese Ciccacci, morta in modo assurdo per il rimbalzo di una pietra sulla testa a seguito del crollo di un cornicione.

Fu quello un modello fantastico da prendere come esempio: il 70 per cento degli sfollati è rientrato in casa nel giro di tre anni; il 97 per cento degli edifici fu danneggiato, ma il 90 per cento delle persone evacuate nel 1997 è rientrato nelle proprie abitazioni.

Il modello fu virtuoso: si costruirono dei consorzi e la riparazione e i progetti coinvolsero interi borghi e paesi; un modello virtuoso che non è stato però preso ad esperienza per il recente terremoto. E se in quella realtà, dopo soli tre mesi, c'erano le roulotte e i moduli abitativi, per cui tutti erano al coperto; e se, dopo tre anni, è stata conclusa la ricostruzione, per il terremoto ultimo, per il quale non abbiamo fatto tesoro dell'esperienza, viaggiamo ancora in alto mare. (Applausi del senatore Quagliariello).

Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, interpellanze e interrogazioni pervenute alla Presidenza saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per le sedute di mercoledì 27 settembre 2017

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi domani, mercoledì 27 settembre, in due sedute pubbliche, la prima alle ore 9,30 e la seconda alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 19,46).

Allegato A

DISEGNO DI LEGGE NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Disposizioni per la celebrazione dei centocinquanta anni dalla morte di Gioachino Rossini (2227)

ARTICOLI 1 E 2 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 1.

Approvato

(Finalità)

1. La Repubblica, nell'ambito delle finalità di salvaguardia e di promozione del proprio patrimonio culturale, storico, artistico e musicale, celebra la figura di Gioachino Rossini nella ricorrenza dei centocinquanta anni dalla sua morte e ne valorizza l'opera.

2. L'anno 2018, ricorrenza dei centocinquanta anni dalla morte di Gioachino Rossini, è dichiarato «anno rossiniano».

Art. 2.

Approvato

(Interventi)

1. Lo Stato riconosce meritevoli di finanziamento gli interventi, da realizzare negli anni 2018 e 2019, di promozione, diffusione, approfondimento e salvaguardia della conoscenza della vita, dell'opera e dei luoghi legati alla figura di Gioachino Rossini, finalizzati ai seguenti obiettivi:

a) sostegno, anche in collaborazione con enti pubblici e privati, alle attività formative, anche di carattere didattico, editoriali, espositive, congressuali, seminariali, scientifiche, culturali e di spettacolo, incluse quelle dell'Accademia Rossiniana del Rossini Opera Festival e della Fondazione Rossini, volte a promuovere in Italia, in Europa e nel mondo la conoscenza, anche mediante l'utilizzazione di tecnologie digitali, del patrimonio musicale, artistico e documentario relativo alla figura e all'opera di Gioachino Rossini, anche in relazione ai riconoscimenti conseguiti sul piano nazionale ed internazionale;

b) recupero, restauro e riordino del materiale storico, artistico, archivistico, museografico e culturale riguardante la figura di Gioachino Rossini nonché recupero edilizio e restauro conservativo dei luoghi rossiniani, incluso il conservatorio, ubicati nella provincia di Pesaro e Urbino, anche con finalità di promozione turistica. A tali iniziative è destinata una quota non inferiore al 20 per cento del contributo straordinario di cui all'articolo 4;

c) promozione della ricerca scientifica in materia di studi rossiniani, anche attraverso l'istituzione di borse di studio per l'elaborazione di saggi sull'opera di Gioachino Rossini, in favore degli studenti dei conservatori e delle accademie musicali;

d) realizzazione di ogni altra iniziativa utile per il conseguimento delle finalità della presente legge.

2. All'attuazione del presente articolo si provvede nell'ambito del contributo straordinario di cui all'articolo 4.

EMENDAMENTI

2.100

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Al comma 1, lettera a), sopprimere le parole: «e privati».

2.101

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Al comma 1, lettera b), dopo le parole: «restauro conservativo dei luoghi rossiniani» inserire le seguenti: «attraverso interventi che non comportino aumenti di volumetria».

2.102

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Al comma 1, sopprimere la lettera d).

ARTICOLO 3 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 3.

Approvato nel testo emendato

(Comitato promotore delle celebrazioni rossiniane)

1. Per le finalità di cui all'articolo 1, è istituito il Comitato promotore delle celebrazioni rossiniane, di seguito denominato «Comitato», presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri, o da un suo delegato, e composto dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, o da loro delegati, dal presidente della regione Marche, dal sindaco del comune di Pesaro, nonché da quattro insigni esponenti della cultura e dell'arte musicali italiane ed europee, esperti della vita e delle opere di Gioachino Rossini, nominati con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, da adottare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

2. Il Comitato, anche attraverso la collaborazione di soggetti privati, valorizza e diffonde in Italia e all'estero la conoscenza della figura e dell'opera di Gioachino Rossini mediante gli interventi di cui all'articolo 2, da realizzare avvalendosi del contributo straordinario di cui all'articolo 4.

3. Al termine delle celebrazioni, il Comitato, che rimane in carica fino alla data del 31 dicembre 2019, predispone una relazione conclusiva sulle iniziative realizzate e sull'utilizzazione dei contributi ricevuti, che trasmette al Presidente del Consiglio dei ministri ai fini dell'invio alle Camere.

4. Il Comitato costituisce un comitato scientifico, composto da non più di dieci personalità di chiara fama, esperti della vita e delle opere di Gioachino Rossini, che formula gli indirizzi generali per le iniziative di cui all'articolo 2. Sono componenti di diritto del comitato scientifico i quattro insigni esponenti della cultura e delle arti musicali nominati ai sensi del comma 1, tra i quali il medesimo comitato elegge il proprio coordinatore.

5. Il Comitato, sulla base degli indirizzi del comitato scientifico, redige un programma delle attività, ne monitora l'attuazione e individua i soggetti attuatori di ogni specifica attività.

6. Ai componenti dei comitati di cui al presente articolo non sono riconosciuti compensi o gettoni di presenza comunque denominati. Eventuali costi di funzionamento dei comitati, inclusi eventuali rimborsi delle spese di missione dei componenti, sono posti a carico del contributo straordinario di cui all'articolo 4.

EMENDAMENTI E ORDINE DEL GIORNO

3.100

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Al comma 1, sostituire le parole: «dal Presidente del Consiglio dei ministri, o da un suo delegato,» con le seguenti:«da un membro eletto a maggioranza qualificata tra i suoi componenti».

3.101

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Al comma 1, sostituire le parole da: «quattro insigni esponenti della cultura» sino alla fine del comma, con le seguenti:«tre personalità nominate con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge sulla base del più alto livello di competenza culturale e professionale in materia di studi rossiniani, verificato attraverso una procedura di comparazione dei titoli e delle esperienze maturate».

3.102

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Al comma 1 dopo la parola: «nominati» inserire le seguenti: «, su proposta delle Commissioni parlamentari competenti,».

3.103

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Approvato

Al comma 1 sostituire le parole: «due mesi» con le seguenti: «sessanta giorni».

3.104

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Dopo il comma 1, inserire il seguente: 1-bis.Le decisioni del Comitato promotore sono assunte a maggioranza qualificata».

3.105

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Al comma 2, sopprimere le parole: «, anche attraverso la collaborazione di soggetti privati,».

3.106

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Approvato

Al comma 3, sostituire le parole: «Al termine delle celebrazioni,» con le seguenti: «Entro novanta giorni dal termine delle celebrazioni,».

3.107

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Al comma 3, aggiungere in fine le seguenti parole: «, le quali sono chiamate, attraverso le Commissioni parlamentari competenti, a verificare la corrispondenza degli interventi alle finalità di cui all'art. 2 comma 1 e, in caso negativo, a segnalare eventuali criticità e inadempienze presso gli uffici competenti del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo».

3.108

BLUNDO, MONTEVECCHI, SERRA

Ritirato e trasformato nell'odg G3.108

Al comma 3, aggiungere infine le seguenti parole: «e che contestualmente, a garanzia e tutela di trasparenza e pubblicità, è tenuto a pubblicare sul proprio sito web istituzionale».

G3.108 (già em. 3.108)

BLUNDO, MONTEVECCHI, SERRA, FUCKSIA

Approvato

Il Senato,

        in sede di esame del disegno di legge n. 2227,

        impegna il Governo a dare pubblicità, a garanzia di trasparenza, attraverso gli adeguati strumenti di comunicazione, alla relazione conclusiva sulle iniziative realizzate e sull'utilizzazione dei contributi ricevuti predisposta ai sensi del comma 3 dell'articolo 3.

3.109

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Al comma 4 sostituire le parole da: «di chiara fama» sino alla fine del comma con le seguenti:«nominate con decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca sulla base del più alto livello di competenza culturale e professionale verificato attraverso una valutazione per titoli ed esperienze maturate. I membri del Comitato scientifico non possono contestualmente appartenere al Comitato promotore di cui al comma 1».

3.110

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Al comma 4, dopo le parole:«un comitato scientifico» inserire le seguenti: «, i cui membri vengono scelti sulla base del più alto livello di competenza culturale,».

3.111

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Improcedibile

Al comma 6, sopprimere il secondo periodo.

ARTICOLI 4 E 5 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 4.

Approvato

(Contributo straordinario)

1. Per le iniziative celebrative dei centocinquanta anni dalla morte di Gioachino Rossini è attribuito al Comitato un contributo straordinario di 680.000 euro per l'anno 2018 e di 20.000 euro per l'anno 2019. A valere sul predetto contributo straordinario il Comitato provvede altresì alla realizzazione di un proprio sito web istituzionale.

Art. 5.

Approvato

(Copertura finanziaria)

1. All'onere derivante dall'attuazione dell'articolo 4, pari a 680.000 euro per l'anno 2018 e a 20.000 euro per l'anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 354, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

DISEGNO DI LEGGE

Disposizioni per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e Raffaello Sanzio e dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri (2810)

ARTICOLO 1 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Art. 1.

Approvato

(Finalità)

1. La Repubblica, nell'ambito delle sue funzioni di promozione dello sviluppo della cultura e della ricerca scientifica nonché di salvaguardia e valorizzazione della tradizione culturale italiana e del patrimonio artistico e storico della nazione, a essa attribuite dalla Costituzione, celebra i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e di Raffaello Sanzio e i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, che ricorrono, rispettivamente, negli anni 2019, 2020 e 2021.

EMENDAMENTO E ORDINE DEL GIORNO

1.100

RUVOLO

Decaduto

Al comma 1, dopo le parole: «Costituzione, celebra» inserire le seguenti: «, i 200 anni dalla nascita di Francesco Crispi» e dopo le parole: «negli anni» inserire la seguente: «2018».

        Conseguentemente, all'articolo 2, apportare le seguenti modificazioni:

            1) al comma 1, al primo periodo, dopo le parole: «sono istituiti il Comitato nazionale per la celebrazione» inserire le seguenti: «dei 200 anni dalla nascita di Francesco Crispi, il comitato nazionale per la celebrazione»;

            2) al medesimo comma 1, secondo periodo, sostituire le parole: «3.450.000 euro per gli anni dal 2018 al 2021» con le seguenti: «4.600.000 euro per gli anni dal 2018 al 2021»;

            3) al comma 2, sostituire le parole da: «450.000 euro» a: «per l'anno 2019» con le seguenti: «1.250.000 per l'anno 2018, 1.350.000 per l'anno 2019».

        Conseguentemente all'articolo 3, comma 3, dopo le parole: «della vita e delle opere» inserire le seguenti «di Francesco Crispi,» e dopo le parole: «che operano nel settore» inserire la parola: «storico».

        Conseguentemente, all'articolo 4, comma 2, dopo le parole: «figure, rispettivamente» inserire le seguenti: «di Francesco Crispi».

        Conseguentemente, all'articolo 7, comma 1, apportare le seguenti modificazioni:

            1) sostituire le parole da: «pari a 450.000 euro» a: «per l'anno 2019» con le seguenti: «a 1.250.000 per l'anno 2018, a 1.350.000 per l'anno 2019»;

            2) sostituire le parole da: «riduzione dell'autorizzazione di spesa» sino alla fine del comma, con le seguenti: «le risorse rivenienti dalle disposizioni di cui al comma 1-bis»;

            3) dopo il comma 1, aggiungere il seguente: «1-bis. All'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, sostituire le parole: ''a 125 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018'' con le seguenti: ''126 milioni e 250.000 euro per l'anno 2018, 126 milioni e 350.000 euro per l'anno 2019, 126 milioni per gli anni 2020 e 2021 e 125 milioni di euro a decorrere dall'anno 2022''».

G1.100

RUVOLO

Decaduto

Il Senato,

            in sede d'esame del disegno di legge n. 2810 recante Disposizioni per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e Raffaello Sanzio e dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri,

        premesso che:

            il 4 ottobre 2018 ricorrerà il duecentesimo anniversario della nascita di Francesco Crispi, personaggio storico di fondamentale importanza per la costituzione dello Stato italiano, grazie al suo sostegno alla spedizione dei Mille;

            Francesco Crispi fu, inoltre, il primo cittadino italiano proveniente dal Sud del Paese a ricoprire la carica di Presidente del Consiglio, incarico assegnatogli in quattro occasioni nel decennio tra il 1887 e il 1896;

            una figura storica di tale rilievo necessita di essere ricordata ed analizzata anche attraverso specifiche iniziative dedicate alla sua memoria,

        impegna il Governo a garantire, con opportuni interventi normativi e finanziari, l'organizzazione di eventi celebrativi, attività di ricerca e iniziative culturali in memoria della figura di Francesco Crispi nel corso dell'anno 2018.

ARTICOLI 2 E 3 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Art. 2.

Approvato

(Istituzione dei Comitati nazionali e loro finanziamento)

1. Ai fini delle celebrazioni di cui all'articolo 1 sono istituiti il Comitato nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, il Comitato nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio e il Comitato nazionale per la celebrazione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Per i medesimi fini è autorizzata la spesa complessiva di 3.450.000 euro per gli anni dal 2018 al 2021. A ciascun Comitato nazionale è attribuito un contributo complessivo pari a 1.150.000 euro.

2. I contributi di cui al comma 1 sono autorizzati nella misura di 450.000 euro per l'anno 2018, di un milione di euro per l'anno 2019, di un milione di euro per l'anno 2020 e di un milione di euro per l'anno 2021.

3. Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo stabilisce con propri decreti i criteri di assegnazione e di ripartizione annuale dei contributi di cui al comma 2, nei limiti delle risorse autorizzate per ciascun anno dal medesimo comma, in ragione delle esigenze connesse al cronoprogramma delle attività culturali di ciascun Comitato nazionale.

Art. 3.

Approvato

(Composizione dei Comitati nazionali)

1. Ciascuno dei Comitati nazionali di cui all'articolo 2 è composto da un numero massimo di quindici membri, compreso il presidente.

2. Con decreti da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo nomina i membri di ciascun Comitato nazionale, un terzo dei quali su designazione del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Un componente di ciascun Comitato nazionale è designato dalla Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

3. I membri di ciascun Comitato nazionale sono scelti, distintamente per ciascuno di essi, tra esponenti della cultura italiana e internazionale aventi comprovata competenza e conoscenza della vita e delle opere di Leonardo da Vinci, di Raffaello Sanzio e di Dante Alighieri, nonché tra rappresentanti di soggetti pubblici e privati che operano nel settore culturale e che, per le finalità statutarie o per l'attività culturale effettivamente svolta, abbiano maturato una speciale competenza e una diretta conoscenza delle figure da celebrare, ovvero che siano particolarmente coinvolti nella celebrazione per l'ambito territoriale o istituzionale in cui agiscono. Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo può integrare ciascun Comitato nazionale con ulteriori soggetti pubblici e privati anche successivamente.

4. I decreti di cui al comma 2 determinano altresì le modalità di funzionamento e di scioglimento di ciascun Comitato nazionale.

5. Ai membri di ciascun Comitato nazionale, compresi i titolari di specifici incarichi, non è corrisposto alcun compenso. Essi hanno diritto al solo rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate per le attività strettamente connesse al funzionamento del Comitato di appartenenza, secondo la normativa vigente. Le spese per il funzionamento sono poste a carico del contributo di cui all'articolo 2.

6. I Comitati nazionali sono sottoposti alla vigilanza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. A tale fine inviano al medesimo Ministero periodici rendiconti sull'utilizzo del finanziamento ricevuto nonché l'ulteriore documentazione da esso eventualmente richiesta.

7. I Comitati nazionali hanno sede presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

EMENDAMENTI

3.100

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Al comma 3, ovunque ricorrano, sopprimere le parole: «e privati».

3.101

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Al comma 3, dopo il primo periodo, inserire il seguente: «I membri di ciascun Comitato nazionale vengono selezionati sulla base del più alto livello di competenza culturale e professionale verificato attraverso una procedura pubblica di comparazione dei titoli e delle esperienze maturate».

3.102

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Al comma 4, dopo il primo periodo, aggiungere il seguente: «Le decisioni del Comitato promotore sono assunte a maggioranza qualificata».

3.103

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Al comma 5, al primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «o gettone di presenza comunque denominato».

        Conseguentemente, al medesimo comma, sopprimere il secondo e il terzo periodo.

3.104

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Al comma 6, al secondo periodo, sostituire la parola: «periodici» con le seguenti: «ogni sei mesi».

ARTICOLO 4 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Art. 4.

Approvato

(Durata e compiti dei Comitati nazionali)

1. I Comitati nazionali di cui all'articolo 2 operano a decorrere dalla data di entrata in vigore dei decreti di nomina dei rispettivi membri di cui all'articolo 3.

2. Ciascun Comitato nazionale ha il compito di elaborare un adeguato programma culturale relativo all'opera e ai luoghi legati alle figure, rispettivamente, di Leonardo da Vinci, di Raffaello Sanzio e di Dante Alighieri, comprendente attività di restauro di cose mobili o immobili sottoposte a tutela ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonché attività di ricerca, editoriali, formative, espositive e di organizzazione e gestione di manifestazioni in ambito culturale, storico, letterario, scientifico e artistico di elevato valore, in una prospettiva di internazionalizzazione e di innovazione tecnologica, al fine di divulgare in Italia e all'estero, anche mediante piattaforme digitali, la conoscenza del pensiero, dell'opera, della cultura e dell'eredità del personaggio della cui celebrazione il Comitato stesso è responsabile. In particolare, ciascun Comitato nazionale ha il compito di:

a) elaborare il piano delle iniziative culturali per la divulgazione e la diffusione della conoscenza della vita e dell'opera del personaggio della cui celebrazione è responsabile, anche con riferimento al settore della formazione scolastica, dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, dell'università e della ricerca, tenendo conto degli eventuali riflessi della sua opera in ambito internazionale;

b) predisporre il piano economico sulla base delle risorse finanziarie assegnate dalla presente legge e tenendo conto di ulteriori eventuali risorse finanziarie conferite da soggetti pubblici e privati;

c) elaborare programmi volti a promuovere attività da realizzare attraverso il coinvolgimento di soggetti, pubblici o privati, idonei e di provata esperienza, capaci di apportare ogni utile contributo o risorsa economica;

d) predisporre programmi intesi a favorire processi di sviluppo turistico-culturale e di promozione commerciale in ambito culturale connessi alle celebrazioni.

3. I piani di cui alle lettere a) e b) e i programmi di attività di cui alle lettere c) e d) del comma 2 sono sottoposti all'approvazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

EMENDAMENTI

4.100

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Al comma 2, primo periodo, dopo le parole: «22 gennaio 2004, n. 42,» inserire le seguenti: «attraverso interventi che non comportino aumenti di volumetria».

4.101

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Al comma 2, lettera a), sostituire le parole: «anche con riferimento» con le seguenti: «con particolare riferimento».

4.102

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Al comma 2, lettera b), sopprimere le parole: «e privati».

4.103

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Al comma 2, lettera c), sopprimere le parole: «o privati».

4.104

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Al comma 2, lettera d), sopprimere le parole: «e di produzione commerciale in ambito culturale».

ARTICOLI 5 E 6 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Art. 5.

Approvato

(Modalità attuative)

1. I Comitati nazionali di cui all'articolo 2 operano in stretto coordinamento tra loro nell'elaborazione del piano culturale e nella realizzazione delle conseguenti attività, assicurando l'integrazione e la coerenza con i programmi e con le attività del Comitato storico-scientifico per gli anniversari di interesse nazionale, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

2. Per il raggiungimento della finalità della presente legge mediante azioni condivise di tutte le amministrazioni interessate, è istituita, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, una Cabina di regia composta da tre componenti, di cui uno in rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei ministri, uno in rappresentanza del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e uno in rappresentanza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Art. 6.

Approvato

(Disposizioni in materia di dichiarazione di monumento nazionale)

1. All'articolo 10, comma 3, lettera d), del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «. Se le cose rivestono altresì un valore testimoniale o esprimono un collegamento identitario o civico di significato distintivo eccezionale, il provvedimento di cui all'articolo 13 può comprendere, anche su istanza di uno o più comuni o della regione, la dichiarazione di monumento nazionale».

EMENDAMENTI E ORDINE DEL GIORNO

6.100

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Sopprimere l'articolo.

6.101

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Al comma 1, sostituire le parole: «identitario o civico di significato distintivo eccezionale», con le seguenti: «identitario o storico-artistico-culturale o civico, di significato distintivo eccezionale per la storia d'Italia,».

G6.100

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Il Senato della Repubblica,

            in sede d'esame del disegno di legge n. 2810, recante Disposizioni per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e Raffaello Sanzio e dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri,

        premesso che:

            il disegno di legge in esame reca disposizioni per la costituzione di tre Comitati nazionali finalizzati alle celebrazioni relative alla ricorrenza dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e di Raffaello Sanzio, ricadenti rispettivamente nel 2019 e nel 2020, e dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, che avrà luogo nel 2021;

            a seguito delle modifiche introdotte nel corso dell'esame alla Camera dei deputati, è stato introdotto l'articolo 6 che reca Disposizioni in materia di dichiarazione di monumento nazionale;

        considerato che:

            fino a oggi lo stesso Codice dei Beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, non prevedeva una specifica normativa che disciplinasse coerentemente le «dichiarazioni di monumento nazionale», garantendo alle stesse rilevanza giuridica ed efficacia. In particolare ci si è limitati a definire cosa dovesse intendersi per bene culturale (articolo 10), a dichiarare l'inalienabilità degli «immobili dichiarati monumenti nazionali a termini della normativa all'epoca vigente» (articolo 54, comma 1, lettera b)), nonché ad adottare la specifica procedura circa la dichiarazione dell'interesse culturale (articolo 13) a conclusione di un procedimento avviato dal soprintendente, dunque dallo Stato, o in seguito a motivata richiesta della Regione o di ogni altro ente territoriale interessato;

        considerato altresì che:

            con il presente articolo 6 del provvedimento in esame viene introdotta nel Codice una procedura per la dichiarazione di monumento nazionale, che si configura, alla stregua di un iter amministrativo, come una dichiarazione all'interno della dichiarazione stessa di interesse culturale con la quale un determinato bene è riconosciuto come «bene culturale»;

        rilevato che:

            pur se identificate e circoscritte determinate procedure e caratteristiche, non è affatto specificato se, e in quale misura, dalla dichiarata monumentalità scaturiscano effetti giuridici ulteriori rispetto a quelli derivanti dalla stessa dichiarazione di interesse culturale, anche in merito a un eventuale, specifico regime di conservazione e tutela del bene dichiarato monumento nazionale,

        impegna il Governo:

            ad adottare con sollecitudine le opportune iniziative, anche di carattere normativo, volte a definire una disciplina organica in materia di «dichiarazione di monumento nazionale», che assuma pieno e preciso significato entro un quadro normativo coerente, in particolare affinché sia stabilito il regime giuridico cui devono essere sottoposti, garantendo loro, oltre all'inalienabilità, specifiche disposizioni di tutela;

            a valutare l'opportunità di un ampliamento della dichiarazione di monumento nazionale anche con riferimento al «patrimonio culturale immateriale» o a particolari beni che non rientrano stricto sensu nel novero dei beni culturali come definiti dal citato articolo 10 del Codice dei Beni culturali e del paesaggio.

ARTICOLO 7 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Art. 7.

Approvato

(Disposizioni finanziarie)

1. Agli oneri derivanti dall'articolo 2, comma 2, pari a 450.000 euro per l'anno 2018, a un milione di euro per l'anno 2019, a un milione di euro per l'anno 2020 e a un milione di euro per l'anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 354, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

EMENDAMENTO

7.100

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Improcedibile

Al comma 1, sostituire le parole da: «corrispondente riduzione» sino alla fine con le seguenti: «le risorse rivenienti dalle disposizioni di cui al comma 1-bis».

        Conseguentemente, dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

        «1-bis. All'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 52, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, sostituire le parole: ''a 125 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018'' con le seguenti: ''125 milioni e 450.000 euro per l'anno 2018, 126 milioni per l'anno 2019, 126 milioni per gli anni 2020 e 2021 e 125 milioni di euro a decorrere dall'anno 2022''».

DISEGNO DI LEGGE DICHIARATO ASSORBITO

Norme per la promozione di iniziative in occasione del settimo centenario dalla morte di Dante Alighieri (2238)

ARTICOLI 1 E 2

Art. 1.

(Concessione di un contributo straordinario per la promozione e lo svolgimento di iniziative in occasione del settimo centenario dalla morte di Dante Alighieri)

1. Al fine di consentire la promozione di iniziative funzionali alle celebrazioni del settimo centenario dalla morte di Dante Alighieri, è concesso un contributo straordinario pari a 500.000 euro per gli anni dal 2016 al 2021, per ciascuno dei comuni di Ravenna, Firenze e Verona.

Art. 2.

(Copertura finanziaria)

1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a 1.500.000 euro per ciascuno degli anni dal 2016 al 2021, si provvede, per gli anni 2016-2018, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2016-2018, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.

2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

________________

N.B. Disegno di legge dichiarato assorbito a seguito dell'approvazione del disegno di legge n. 2810 .

Allegato B

Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 2227 e sui relativi emendamenti

La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminato il testo proposto all'Assemblea dalla Commissione di merito per il disegno di legge in titolo, nonché gli emendamenti ad esso riferiti, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.

La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e i relativi emendamenti trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo sul testo.

Esprime altresì parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 3.108 e 3.111.

II parere è non ostativo su tutti i restanti emendamenti.

Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 2810 e sui relativi emendamenti

La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminato il disegno di legge in titolo, nonché i relativi emendamenti, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.

La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e i relativi emendamenti trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo sul testo.

Esprime inoltre parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 1.100, 7.100 e 3.103.

Il parere è non ostativo su tutte le restanti proposte.

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione:

Disegno di legge n. 2810:

sull'emendamento 3.104, il Gruppo M5S avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Aiello, Airola, Amati, Anitori, Bubbico, Catalfo, Cattaneo, Chiavaroli, Della Vedova, De Poli, D'Onghia, Esposito Stefano, Gentile, Lepri, Mangili, Mattesini, Monti, Napolitano, Nencini, Olivero, Piano, Pizzetti, Rubbia, Ruvolo, Sangalli, Scavone, Sciascia, Taverna e Vaccari.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Casini, per attività della 3a Commissione permanente; Casson e Stucchi, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Mirabelli e Molinari, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere; Scalia, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE); Di Biagio, Longo Fausto Guilherme e Zin, per partecipare a un incontro internazionale; Carraro, per partecipare a un incontro istituzionale.

Governo, trasmissione di atti

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 22 settembre 2017, ha inviato - ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni - la comunicazione concernente il conferimento di incarichi di funzione dirigenziale di livello generale ai dottori Roberto Ciciani, Alessandra D'Onofrio, Susanna La Cecilia e Cinzia Simone, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze.

Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 8 settembre, ha inviato il Rapporto sull'attività svolta dal Commissario del Governo per la ricostruzione nei territori interessati dal sisma del 24 agosto 2016, concernente "L'attività del Commissario straordinario ed il futuro della ricostruzione del Centro Italia: una strategia sostenibile".

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 13a Commissione permanente (Atto n. 1091).

Interpellanze

ZELLER, PANIZZA, BERGER, LANIECE, FRAVEZZI - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che:

in data 20 settembre 2017, a Barcellona, la Guardia Civil spagnola ha perquisito i dipartimenti degli Interni, degli Affari esteri e dell'Economia, oltre agli uffici della Presidenza e del Governo della Comunità autonoma della Catalogna, per sequestrare il materiale e la relativa documentazione necessaria allo svolgimento del referendum sull'indipendenza, indetto dalla Catalogna per il prossimo 1° ottobre;

nella stessa giornata, sono stati arrestati 14 funzionari del Governo catalano, che stavano lavorando all'organizzazione del referendum;

a seguito di questi eventi, migliaia di persone hanno pacificamente manifestato per le strade di Barcellona per protestare contro gli arresti. A livello internazionale, sono state numerose le dichiarazioni con le quali è stata espressa preoccupazione per la condotta del Governo centrale di Madrid, condannando gli arresti e chiedendo di ripristinare la strada del confronto e del dialogo;

il primo statuto di autonomia della Catalogna risale al 1979, un anno dopo la promulgazione della nuova Costituzione spagnola, a ribadire, nel contesto di un Paese che riscriveva le sue regole dopo la stagione franchista, la specificità storica e culturale della Catalogna;

nel 2005, il Parlamento della Catalogna, per superare l'impasse di una venticinquennale mancata applicazione del primo statuto, approvò la proposta per un nuovo statuto di autonomia, con la quale si stabilirono principi più chiari per le norme delegate e per l'accordo finanziario con lo Stato centrale;

nel 2006, il Parlamento spagnolo approvò una versione del nuovo statuto, che ricalcava solo parzialmente la proposta del Parlamento catalano. Al referendum confermativo, i "Sì" ottennero il 73,9 per cento dei voti e, dopo la ratifica di Re Juan Carlos I, il nuovo statuto entrò in vigore come legge organica dello Stato;

nel 2010, una sentenza del Tribunale costituzionale riscrisse 14 articoli dello statuto, vigente già da 4 anni, e ne reinterpretò altri 27, cancellando il riferimento alla Catalogna come "nazione"; in particolare reinterpretò tutti quelli legati alla lingua, alla giustizia e al fisco, minando così l'impianto autonomistico e di autogoverno della Catalogna;

tenuto conto che dopo la citata sentenza, il Governo di Madrid non ha voluto riaprire una nuova trattativa sullo statuto e, a seguito di una consultazione popolare non vincolante (non riconosciuta dal Governo spagnolo), la Catalogna si è mossa nella direzione del referendum sull'indipendenza. Si è ingenerata così una situazione di radicale conflittualità, che abbraccia tutti i livelli istituzionali e i cui esiti possono rilevarsi imprevedibili,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso attivarsi tempestivamente presso il Governo spagnolo, affinché avvii una costruttiva trattativa politica con le istituzioni della Catalogna, allo scopo di riformulare lo statuto di autonomia e concedere forme più ampie di autogoverno.

(2-00480p. a.)

Interrogazioni

BERTOROTTA, CRIMI, DONNO, GIARRUSSO, CATALFO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

con il decreto-legge n. 66 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 89 del 2014, si prevede all'art. 24 (Disposizioni in materia di locazioni e manutenzioni di immobili da parte delle pubbliche amministrazioni) un piano di risparmio delle locazioni passive nella misura del 50 per cento;

l'Agenzia delle entrate, con una nota ufficiale, ha predisposto un piano di razionalizzazione per la chiusura a livello nazionale di 53 uffici territoriali e subprovinciali, tra cui l'ufficio territoriale di Canicattì (Agrigento);

presso la sede dell'ufficio territoriale dell'Agenzia delle entrate di Canicattì prestano servizio 36 unità lavorative che si occupano di controlli fiscali ed erogano servizi all'utenza dei seguenti comuni: Canicattì, Racalmuto, Grotte, Castrofilippo, Naro, Camastra, Ravanusa, Campobello di Licata e Palma di Montechiaro;

dipende dall'ufficio anche il punto di assistenza fiscale di Licata, dove prestano attività 13 unità lavorative, che svolgono attività di controllo ed erogano gli stessi servizi fiscali;

risulta agli interroganti che l'ufficio territoriale di Canicattì dell'Agenzia delle entrate opera su un bacino di utenza di 146.733 abitanti con un gettito incassato dai controlli fiscali nel 2016 di oltre 4 milioni e mezzo di euro, oltre gli incassi scaturenti dalla registrazione degli atti privati (dichiarazioni di successione e scritture private); nel corso del 2016 i servizi erogati all'utenza sono stati di oltre 20.000;

inoltre, presso la sede dell'ufficio, per due giorni settimanali (il martedì ed il giovedì) è operativo lo sportello della concessionaria della riscossione della provincia di Agrigento; quindi, in caso di chiusura dell'ufficio territoriale di Canicattì verrebbe a mancare anche il servizio dello sportello;

considerato che, a parere degli interroganti:

è utile evidenziare che l'ufficio territoriale di Canicattì attualmente si trova in una posizione logistica ottimale, essendo facilmente raggiungibile sia da parte dell'utenza che dai professionisti, e la sua eventuale chiusura risulterebbe sia inutile sul piano economico sia dannosa sul piano sociale;

occorre scongiurare l'applicazione della nota emanata dall'Agenzia delle entrate, visto che la chiusura dell'ufficio territoriale comporterebbe una lesione dei diritti di cittadinanza soprattutto alle fasce più deboli dei comuni distanti anche 50 chilometri dal capoluogo di provincia, e i cittadini sarebbero penalizzati dalla mancanza di servizi di cui hanno diritto, nonché costretti ad affrontare i disagi in termini di costo e di tempi di spostamento;

considerato infine che, a parere degli interroganti:

la scelta dell'Agenzia delle entrate di prevedere la chiusura dell'ufficio di Canicattì appare inopportuna, anche in considerazione del fatto che il citato articolo 24 prevede di ridurre gli affitti passivi del 50 per cento, ma non la chiusura degli uffici territoriali per come invece pianificato dall'Agenzia stessa;

inoltre, in considerazione delle esigenze del territorio, parrebbe più opportuno, al fine di pervenire a un'organizzazione territoriale efficiente e ed efficace, che siano attivati all'interno dell'ufficio stesso i servizi catastali in aggiunta a quelli fiscali,

si chiede di sapere:

quali siano i motivi per cui l'Agenzia delle entrate abbia predisposto un piano di razionalizzazione che, tra gli altri, prevede la chiusura dell'ufficio di Canicattì, considerato che verrebbe meno un importante riferimento che priverebbe di un servizio primario ed esclusivo i cittadini di un vasto territorio che, peraltro, lamentano da tempo la mancanza di un ufficio preposto ai servizi catastali;

se il Ministro in indirizzo non ritenga che sarebbe opportuno procedere alla riduzione degli uffici che rendono significativi servizi alle imprese e ai cittadini soltanto dopo aver permesso agli stessi di accedere ed espletare tutte le necessarie procedure on line;

se non ritenga di utilizzare quale sede dell'ufficio territoriale di Canicattì uno degli stabili già confiscati sul territorio ai clan mafiosi, anche nell'ottica del risparmio e della riduzione della spesa, nonché dell'alto valore simbolico che una tale operazione assumerebbe nel territorio.

(3-04006)

GIOVANARDI - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo - Premesso che con decreto, datato 8 giugno 2017, veniva nominato il dottor Francesco Paolo Tronca commissario straordinario dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano;

all'interrogante risulta che:

alla precedente gestione non erano mai stati mossi rilievi né da parte della magistratura ordinaria o contabile né tantomeno dall'Autorità nazionale anticorruzione;

risulta che l'Istituto, alla data di adozione del provvedimento di commissariamento, disponesse di liquidità sui suoi conti correnti, presentasse un DURC regolare e avesse accantonamenti sufficienti a coprire integralmente il trattamento di fine rapporto del personale,

si chiede di sapere quali siano i motivi che hanno portato al commissariamento dell'istituto e se il Ministro in indirizzo non intenda rivedere la sua decisione.

(3-04007)

TAVERNA, GIARRUSSO, DONNO, MORONESE, NUGNES, PUGLIA, SANTANGELO - Al Ministro della salute - Premesso che:

con atto di sindacato ispettivo 3-02649, del 3 marzo 2016, era stato messo in evidenza dagli interroganti l'abnorme taglio della spesa pubblica destinata al comparto sanitario registrato negli ultimi anni;

in particolare, la legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità per il 2016), ha ridotto di oltre 3.172 milioni di euro il fabbisogno sanitario nazionale standard, portandolo a circa 111 miliardi di euro, mentre il patto per la salute per il 2014 prevedeva un finanziamento statale al fondo sanitario pari a 115.444 miliardi di euro;

pertanto, nell'arco di un solo anno, sono stati disposti tagli alla spesa sanitaria superiori a 4 miliardi di euro;

a parere degli interroganti, tale definanziamento del Sistema sanitario nazionale (SSN) ha condotto ad un graduale collasso del medesimo;

in particolare, si assiste a un sempre più difficoltoso accesso alle cure sanitarie con una sempre più diffusa rinuncia alle cure, a causa degli elevati costi dei ticket e delle lunghe liste di attesa, all'aggravio degli oneri economici a carico dei pazienti, alla riduzione quantitativa e qualitativa delle prestazioni, che vanno garantite ai cittadini, a un notevole aumento della mortalità, allo sfruttamento degli operatori sanitari;

nell'atto di sindacato ispettivo citato, gli interroganti avevano già sostenuto che nell'ambito del diritto alla salute non è ammissibile che lo Stato non sia garante dell'universalità e dell'uguaglianza all'accesso alle cure e, di fronte al quadro descritto, evidenziavano la necessità di un massiccio investimento nel settore della sanità;

a distanza di molti mesi dalla presentazione di tale atto, nessuna misura nel senso indicato è stata assunta, con il consequenziale aggravamento delle condizioni in cui versa il SSN e correlativamente dell'accesso alle cure e delle condizioni di salute dei cittadini italiani;

al contrario, la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (DEF) 2017, approvata dal Consiglio dei ministri in data 23 settembre 2017, non prevede alcuna variazione, stimando 114,138 miliardi di euro di spesa pubblica per il 2017, 115,068 miliardi nel 2018, 116,105 nel 2019 e 118,570 nel 2020;

a parere degli interroganti, desta maggiori preoccupazioni la circostanza che secondo la nota di aggiornamento al DEF il rapporto tra spesa sanitaria e PIL dal 6,6 per cento del 2017 si ridurrà al 6,4 per cento nel 2019 per precipitare al 6,3 per cento nel 2020. Percentuali così basse non sono mai state raggiunte in passato. Pertanto, se ne può dedurre un ulteriore peggioramento della qualità del SSN con tutte le conseguenze a danno dei pazienti e degli operatori del comparto accennate;

considerato che:

come evidenziato dall'osservatorio della fondazione GIMBE (comunicato stampa del 25 settembre 2017), la nota di aggiornamento del DEF conferma in maniera inequivocabile che alla documentata ripresa dell'economia non conseguirà un incremento proporzionale del finanziamento pubblico del SSN. In altri termini, se inizialmente il progressivo definanziamento della sanità pubblica era una inevitabile conseguenza della crisi economica, oggi rappresenta una costante irreversibile. Questo trend conferma l'inaccettabile paradosso generato da una programmazione sanitaria sganciata da quella finanziaria: sulla carta i cittadini italiani dispongono di un "paniere" di livelli essenziali di assistenza tra i più ricchi d'Europa, ma al tempo stesso la nostra sanità è agli ultimi posti per finanziamento pubblico. Ecco perché i nuovi LEA (livelli essenziali di assistenza) da grande traguardo politico rischiano di trasformarsi in illusione collettiva con gravi effetti collaterali per la popolazione: allungamento delle liste d'attesa, aumento della spesa out-of-pocket, sino alla rinuncia alle cure;

a giudizio degli interroganti, questo quadro è reso ancora più allarmante dalla circostanza che difficilmente le previsioni del DEF vengono attualizzate;

invero, come sottolinea la medesima fondazione, negli ultimi anni nel comparto sanitario si è registrato un divario enorme tra i livelli di finanziamento programmati e quelli effettivamente erogati;

tale divario è stato certificato anche dalla Corte dei conti nella relazione sulla gestione finanziaria delle Regioni, esercizio 2015, secondo cui "nel periodo 2015-2018 l'attuazione degli obiettivi di finanza pubblica ha determinato una riduzione cumulativa del finanziamento del SSN di € 10,51 miliardi, rispetto ai livelli programmati. Cifra che non include l'ulteriore decurtazione del finanziamento di € 423 milioni per il 2017 e di € 604 milioni per il 2018, prevista dal decreto "Rideterminazione del livello del fabbisogno sanitario nazionale" ("ilsole24ore" del 25 settembre 2017);

considerato infine che, a parere degli interroganti continuare a definanziare la sanità risponde a delle gravissime responsabilità politiche, cui conseguono in termini normativi palesi violazioni della nostra Carta fondamentale, in primo luogo degli articoli 3 e 32, e in termini concreti un ingiusto deterioramento della qualità delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale, un ingiusto aumento del numero di Italiani costretti a rinunciare alle cure e in definitiva un peggioramento delle condizioni di salute del nostro popolo e della sua aspettativa di vita,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

se ritenga tollerabile il continuo definanziamento del SSN che si registra negli ultimi anni e che viene perpetrato nella nota di aggiornamento al DEF 2017;

se ritenga, che a causa di tale finanziamento, si stia conducendo il nostro SSN verso un declino irreversibile, con il conseguente difficoltoso accesso alle cure e il peggioramento delle condizioni di salute dei cittadini;

quali misure di propria competenza intenda assumere, affinché le previsioni finanziare descritte nella nota di aggiornamento al DEF e le conseguenti erogazioni destinate alla sanità vengano completamente riviste, nel senso di passare dal definanziamento al necessario ponderoso finanziamento del SSN, al fine di garantire il rispetto degli articoli 3 e 32 della Costituzione e, in definitiva, l'universalità e l'accessibilità delle cure.

(3-04008)

SCILIPOTI ISGRO' - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

la tematica dell'immigrazione nel nostro Paese è fortemente sentita, perché solleva fortissimi dubbi sul grado di integrazione degli immigrati nel territorio italiano;

come sottolineato anche da studi e ricerche condotte dalla ricercatrice e docente di relazioni internazionali alla Tufts University, Kelly M. Greenhill, nel libro «Armi di migrazione di massa», "gli Stati di origine esercitano sui loro emigranti un controllo molto maggiore di quanto si pensasse in precedenza e possono usarli come una "risorsa nazionale da gestire al pari di qualunque altra";

l'arrivo massiccio di immigrati, che sono nella quasi totalità di religione islamica, sta producendo un grosso cambiamento in tutta Europa, aggravato peraltro dalla bassa natalità e dall'abbandono della fede (in particolare quella cristiana) da parte degli Europei;

il fenomeno migratorio è costituito da masse di immigrati che attraversano il Mediterraneo a bordo di navi fatiscenti e senza controllo, vittime spesso di trafficanti senza scrupoli, nonché masse di immigrati clandestini asiatici e di profughi di guerra siriani e iracheni presenti in Turchia che, aprendo la cosiddetta "rotta balcanica", tengono sotto scacco l'Unione europea (soprattutto la Germania);

dopo l'approvazione nel 1998 del Testo unico sull'immigrazione (decreto legislativo n. 286 del 1998), il più sconcertante punto debole delle teorie migratorie si rischia di realizzarlo attualmente con l'approvazione della legge sullo "ius soli";

infatti, malgrado vi sia una presenza sempre più massiccia di comunità straniere nei Paesi europei, nei quali la popolazione immigrata è più numerosa che in Italia, e considerato che tale "invasione" nelle nostre città, non soltanto è destinata ad avere, in modo diretto, delle conseguenze elettorali e politiche (dagli effetti imprevedibili), ma, stando a quanto scrivono gli studiosi del fenomeno dell'immigrazione, proporrà anche il dilemma del loro rapporto con i Paesi d'origine, coi loro regimi e, quindi, aprirà delle serie questioni circa il condizionamento straniero e la piena indipendenza e sovranità. Ancora oggi si legge nei giornali di presunte intese per far approvare tale legge sullo "ius soli", che, se non modulata, regalerebbe la cittadinanza ai figli degli immigrati clandestini, nati in Italia;

i recenti attacchi criminali e sanguinari messi in atto da parte dei fondamentalisti islamici si sono concentrati in maniera drammatica in gran parte delle città europee, escluse quelle italiane;

l'Italia è stata fortunatamente risparmiata dalle violenze jiahdiste di questi anni; per diversi studiosi, tra i fattori che hanno contribuito a rendere il nostro Paese meno esposto alla minaccia del terrorismo islamico, vi sono, principalmente, l'esperienza maturata, sia dal punto di vista legale, che investigativo, durante gli anni di piombo e con una minaccia costante del terrorismo, del dialogo costante a livello operativo tra l'intelligence e le forze dell'ordine, nonché dal fatto che l'Italia non abbia una consistente popolazione di immigrati di seconda generazione che sono stati radicalizzati o potrebbero esserlo dalla propaganda dell'Isis;

al momento, le autorità italiane, i servizi di sicurezza hanno funzionato perfettamente se si pensa che da gennaio 2017 l'Italia ha già espulso 135 individui;

si comprende, pertanto, che una possibile approvazione sic et simpliciter dello "ius soli", farebbe venire meno tutto questo genere di precauzioni messe in atto da parte dei nostri servizi di sicurezza, perché potrebbe esporre il Paese nell'immediato, o nel prossimo futuro, a seri rischi di attacchi terroristici da parte degli islamici;

si rischierebbe, infatti, con una norma del tutto sbagliata, di creare un bacino enorme tra i figli degli immigrati ai quali venisse riconosciuta la cittadinanza, dei cosiddetti nuovi cittadini musulmani italiani del futuro, al cui interno potrebbero poi trovarsi i potenziali "jiahadisti del futuro", perché suscettibili alla propaganda dell'Isis e ad un possibile rischio di emulazione;

peraltro, i numeri degli arrivi dei migranti sulle nostre coste sono, oramai, del tutto fuori controllo. Infatti, malgrado il Governo abbia espresso in sede europea che "la situazione è grave e va affrontata senza più rinvii", continua l'esodo infinito di uomini, donne e bambini (oltre 12.000 solo nel mese di giugno);

il Ministro dell'interno, Minniti, ed il Presidente del Consiglio dei ministri, Gentiloni, sembrerebbe che abbiano recentemente dato mandato al rappresentante presso l'Unione europea, l'ambasciatore Maurizio Massari di porre formalmente la questione al commissario per le migrazioni, Dimitris Avrampoulos, il quale, peraltro, sembrerebbe riconoscere che il nostro Paese è stato del tutto abbandonato dall'Europa a gestire, insieme a qualche altro Paese, l'emergenza immigrazione;

continuando il fenomeno di flussi migratori verso l'Italia con questi numeri la situazione già ora critica risulterà ingestibile,

si chiede di sapere:

se il Governo ritenga opportuno, non essendo oltremodo sostenibile la situazione dell'arrivo incontrollato dei migranti, negare l'accesso ai porti del nostro Paese alle navi cariche di migranti, che battono bandiera non italiana, dando ordine alla centrale operativa della Guardia costiera di non far avvicinare le navi ai porti, optando per altri porti più sicuri (esempio Tunisi, Malta, eccetera), anche perché, "contemporaneamente" ai salvataggi ed all'accoglienza, va garantita la "sicurezza dei cittadini";

se ritenga che risulterebbe pienamente giustificata la chiusura dei porti, applicando il combinato disposto della misura di diritto interno previsto dall'art. 83 del Codice della Navigazione, che stabilisce che il Ministero dei trasporti possa vietare, "per motivi di ordine pubblico, il transito e la sosta di navi mercantili nel mare territoriale", e la previsione del trattato internazionale che stabilisce le regole generali che, nella fattispecie in esame, è rappresentata dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982, ratificata dall'Italia nel 1994, dove, all'articolo 19, si stabilisce che il passaggio di una nave, qualunque sia la bandiera che batte, nelle acque territoriali di uno Stato è inoffensivo, e dunque permesso, «fintanto che non arreca pregiudizio alla pace, al buon ordine e alla sicurezza dello Stato costiero».

(3-04009)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

CAMPANELLA, FORNARO, CORSINI, RICCHIUTI, GATTI - Al Ministro dell'interno - Premesso che secondo quanto risulta agli interroganti:

nell'ambito dell'operazione "exit poll", in data 21 settembre 2017, gli agenti della Guardia di finanza di Catania hanno eseguito 6 ordinanze di custodia agli arresti domiciliari nei confronti dell'ex sindaco di Vittoria (Ragusa), per due mandati, Giuseppe Nicosia, del fratello dell'ex sindaco, Fabio Nicosia, attuale consigliere comunale, di Giovambattista Puccio, detto "Titta u ballerinu", mafioso della Stidda, di Venerando Lauretta, condannato per mafia, e di Raffaele Di Pietro e Raffaele Giunta, che avrebbero svolto un ruolo di intermediazione attiva nell'ambito di un presunto accordo criminale stretto tra politica e mafia;

le indagini delle Fiamme gialle si sono avvalse anche dell'aiuto di due collaboratori di giustizia;

secondo quanto viene riportato dagli organi di stampa, dalle indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania, risulterebbe che i fratelli Nicosia avrebbero ricevuto il sostegno del gruppo mafioso Stidda, sia nelle votazioni comunali del 2006 e 2011, sia nelle regionali e nazionali del 2008 e 2012;

i voti sarebbero stati ripagati dall'ex sindaco con l'assegnazione di appalti e posti di lavoro;

sembra che i fratelli Nicosia tenessero contatti diretti con esponenti della Stidda, gruppo attivo anche nella gestione economica, infiltrati in vari settori del territorio vittoriese, quali la raccolta della plastica e la produzione degli imballaggi per i prodotti ortofrutticoli;

considerato che, secondo quanto risulta agli interroganti:

nel giugno 2016, le perquisizioni eseguite dalla Guardia di finanza nei comitati elettorali di alcuni candidati hanno fatto partire l'inchiesta sulle amministrative del 2016 a Vittoria con 9 indagati;

anche l'attuale sindaco, avvocato Giovanni Moscato, candidato per il centro-destra ed eletto sindaco nel giugno 2016, risulta tra gli indagati, seppure per lui non risulta prevista alcuna misura cautelare dato che, secondo la Procura, il reato ipotizzato non la prevede;

secondo l'accusa, i fratelli Nicosia avrebbero fatto convergere nel turno di ballottaggio i voti su Moscato, in cambio, sempre secondo l'ipotesi accusatoria, della stabilizzazione di 60 dipendenti di una ditta che si occupa dello smaltimento dei rifiuti,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intenda adottare al fine di dissipare ogni possibile dubbio su eventuali forme di ingerenza nella vita amministrativa locale da parte della criminalità organizzata.

(4-08110)

CERONI - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:

il 27 luglio 2017 il sottosegretario di Stato al Ministero delle politiche, alimentari e forestali, Castiglione, ha firmato il decreto per il fermo pesca 2017, concernente l'arresto temporaneo dell'attività di pesca in mare con sistema a strascico e volante, per un periodo di 42 giorni dal 31 luglio 2017 nella fascia costiera compresa tra Trieste e Ancona e per un periodo analogo da San Benedetto del Tronto a Termoli;

il Governo ha imposto il fermo pesca, nonostante la sua ormai provata inefficacia nel ripopolamento delle specie ittiche, in particolar modo dell'Adriatico, che fornisce a tutto il Paese pescato di eccellente qualità, il quale viene regolarmente acquistato, tanto dalle attività di ristorazione, quanto dai singoli consumatori;

lo scopo del fermo pesca sarebbe infatti quello di incrementare la sostenibilità del settore, ma, nei fatti, si rivela insufficiente al conseguimento di questo fine e ottiene invece il risultato di affossare ulteriormente le economie costiere, fermando l'attività produttiva proprio nel periodo estivo, quello di maggior affluenza turistica sulle coste;

tale disposizione appare, pertanto, a parere dell'interrogante come mera volontà del Governo di assecondare ciecamente talune disposizioni comunitarie in materia di pesca, con il risultato di favorire, attraverso il blocco estivo di parte della produzione nazionale, l'importazione di pescato estero di qualità generalmente inferiore, financo a spingere le attività commerciali a ricorrere quasi esclusivamente a prodotti surgelati nel corso dell'alta stagione;

il 26 luglio il Senato della Repubblica aveva approvato in via definitiva il decreto-legge n. 91 del 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 123 del 2017 ("decreto Mezzogiorno"), che comprendeva, tra l'altro, lo stanziamento da parte del Governo di una somma pari ad euro 7 milioni, volti a coprire l'indennità giornaliera alle imprese di pesca nel periodo del fermo biologico;

provvedimenti analoghi a questo erano stati presi nei due anni precedenti (2015 e 2016), con altrettante garanzie di indennizzo a tutte le imprese ittiche per il periodo di blocco delle attività, in grado di consentire il mantenimento di un introito minimo agli armatori;

per la prima volta nella storia dall'introduzione del fermo pesca, tuttavia, è stata istituita una graduatoria per ordine di priorità delle aziende ittiche: la diretta conseguenza è stata che un elevato numero di aziende nell'area di fermo pesca alto-adriatica si è vista escludere dalla corresponsione dell'indennizzo, con conseguenze economiche catastrofiche;

in tutta l'area adriatica solo un esiguo numero di membri del personale di bordo ha ottenuto la compensazione, mentre molti altri e la totalità degli armatori non ha ancora ricevuto l'indennità per il fermo pesca dell'anno 2015, men che meno per i due anni successivi;

il fermo pesca risulta, pertanto, un provvedimento che, sebbene motivato da esigenze di rispetto di indispensabili vincoli ecologici, si è rivelato poco utile a siffatto scopo e altresì dannoso per le aziende del comparto ittico e della ristorazione. Tale situazione è enormemente aggravata dall'istituzione delle già citate graduatorie, largamente esclusive, secondo criteri che appaiono quantomeno arbitrari, e alla conseguente mancata corresponsione dell'indennizzo ad aziende e lavoratori, fondamentale per la sopravvivenza del tessuto economico locale e delle famiglie stesse,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo abbia contezza dei danni cagionati dal fermo pesca annuale e, al contempo, della sua inefficacia nel ridurre l'impatto ambientale delle attività ittiche;

quale sia attualmente lo stato dei finanziamenti stanziati, a partire dal 2015, per l'indennizzo delle aziende e dei lavoratori del comparto ittico e quando questi saranno effettivamente elargiti in forma di compensazione ai legittimi destinatari;

quali azioni di propria competenza intenda intraprendere per far sì che la sostenibilità possa essere garantita attraverso metodi più incisivi ed efficaci e al contempo meno dannosi per le aziende e i lavoratori del settore;

se intenda motivare l'istituzione di graduatorie secondo l'interrogante almeno in parte arbitrarie, che hanno determinato non la creazione di un ordine di priorità, ma la sostanziale esclusione, per oltre due anni, di gran parte delle aziende dalla fruizione del giusto indennizzo, con conseguenze ancor più gravi sulle condizioni economiche locali;

quali provvedimenti intenda attuare allo scopo di velocizzare le tempistiche per l'elargizione dei fondi previsti per indennizzare quanti hanno subito pregiudizio dal blocco della pesca attualmente in atto e di quelli del 2015 e del 2016.

(4-08111)

DIVINA - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:

a Passo Rolle, frazione del Comune di Primiero-San Martino di Castrozza e parte integrante del parco naturale di Paneveggio-Pale di San Martino, posizionato al cospetto del più esteso gruppo delle Dolomiti, è presente, da quasi un secolo, un distaccamento della scuola alpina della Guardia di finanza di Predazzo (la più antica al mondo) che ha iniziato, proprio sul Passo, i primi corsi di addestramento sciistico nel lontano 1922;

col passare degli anni la presenza della scuola alpina a Passo Rolle si è sempre più consolidata fino alla costruzione di una grande caserma intitolata al generale Giuseppe Ferrari nel 1956, e rimasta attiva per 40 anni;

nel 1996 i finanzieri si sono spostati nella limitrofa caserma Cimon-Colbricon, costruita ex novo abbandonando di fatto la vecchia caserma Ferrari. La scelta di costruire una nuova caserma ed abbandonare quella già esistente invece di ristrutturarla fu ai tempi molto contestata, soprattutto per le ingenti risorse pubbliche utilizzate;

allo stato attuale dunque, sul Passo sono presenti 2 caserme, una abbandonata a se stessa ed in evidente stato di degrado, col tetto sfondato dalle nevicate divenuto un rudere a ciel aperto (caserma G. Ferrari) e l'altra (Cimon Colbricon), ancora operativa, ma scarsamente utilizzata per scelte dovute al comando dell'Arma;

considerato che:

questa situazione di incuria e di mala gestione di beni pubblici si ripercuote negativamente non solo sull'immagine della Guardia di finanza, ma anche sulle attività turistiche di tutta l'area;

infatti l'ex caserma Giuseppe Ferrari, diventata oggi un vero e proprio eco-mostro (peraltro pericolante, mal protetto e di facile accessibilità anche per curiosi e ragazzi, dunque potenzialmente pericoloso) è sita proprio sulla sommità del Passo, visibile da chiunque vi transiti e luogo di sosta molto frequentato dai turisti, perché punto da dove si può ammirare uno dei panorami più belli delle Dolomiti, pubblicizzati anche dalla Regione Trentino-Alto Adige all'Expo di Milano 2015;

va ricordato che proprio le Dolomiti sono da qualche anno riconosciute anche come patrimonio dell'Umanità e per questo tutelate dall'Unesco, che richiede la massima attenzione alle regole di rispetto ambientale sui siti protetti;

non è più accettabile dunque a giudizio dell'interrogante il protrarsi di questa situazione, alla luce anche dell'intervento nei confronti di un altro eco mostro presente sul Passo, l'ex albergo Rolle, acquistato dalla Provincia di Trento proprio per essere demolito allo scopo di un ripristino ambientale dell'area;

tenuto conto anche che la Guardia di finanza è sempre stata una risorsa per il Passo ed è ancora considerata tale dagli abitanti e probabilmente la scuola alpina di Predazzo pur volendo da tempo intervenire al riguardo non lo ha potuto fare perché priva delle risorse adeguate,

si chiede di sapere:

se si intenda dotare delle risorse necessarie la scuola alpina di Predazzo per consentirle di demolire o ristrutturare al più presto l'edificio e riqualificare l'aerea ora in completo stato di degrado della Caserma G. Ferrari;

in alternativa se sia stata prevista la possibilità di vendita a privati o la cessione gratuita o altre forme incentivanti per dare in gestione l'area a enti pubblici, quali il Comune di Primiero-San Martino, il Comune di Predazzo, all'ente Parco naturale di Paneveggio o alla Provincia autonoma di Trento (in cambio magari di altre concessioni) allo scopo di sostenere la vocazione turistica del Passo e allo stesso tempo di risolvere il problema, sia d'immagine per la Guardia di finanza che ambientale, paesaggistico e anche di messa in sicurezza, dovuto al degrado dell'area occupata dalla caserma G. Ferrari.

(4-08112)

PAGLINI, BOTTICI, GIROTTO, SERRA, MORONESE, DONNO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

in Toscana le forti piogge che hanno colpito in particolare le province di Pisa e Livorno nei giorni scorsi hanno messo in luce pratiche poco chiare per quanto riguarda lo smaltimento di sostanze di raffinazione presenti nella raffineria Eni di Stagno, nel Comune di Collesalvetti (Livorno);

a partire dal 10 settembre 2017 si sta consumando un disastro ambientale, come dimostrato dalla moria di pesci nel canale Fossachiara e nelle acque circostanti, dove per tre giorni si è registrato questo fenomeno unitamente al permanere nell'aria di un forte odore di idrocarburi percepito dai cittadini residenti nelle aree limitrofe;

su questa vicenda risulta agli interroganti che è stato presentato un esposto ad Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) da parte della consigliera del MoVimento 5 Stelle del Comune di Pisa, Valeria Antoni;

la notizia è apparsa sui principali quotidiani locali e le immagini dell'insolita moria di pesci sono state ampiamente documentate con servizi fotografici che testimoniano quanto avvenuto ("PisaToday" del 22 settembre 2017, con l'articolo "Sversamenti e maleodoranze alla Raffineria Eni di Stagno, vicino a Pisa Stagno, sversamenti di idrocarburi in mare: Arpat sta monitorando"),

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative di competenza intenda adottare per fare chiarezza su quanto accaduto.

(4-08113)

MUNERATO, BELLOT, BISINELLA - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

un articolo pubblicato sul quotidiano "Il Tempo" di venerdì 22 settembre 2017 dal titolo "Il finto miracolo del Jobs act. Più posti, solo 1 su 4 è stabile", riportando dati forniti dall'Inps, evidenzia come l'"effetto jobs act" sulla ripresa occupazionale sia stato puro fumo;

la spinta alle assunzioni a tempo indeterminato, infatti, è dovuta alla decontribuzione legata appunto al jobs act, di cui alla legge n. 183 del 2014, terminata la quale si è registrata una compressione dei contratti a tempo indeterminato (nei primi 7 mesi del 2017 solo il 24,2 per cento del totale) rispetto a quelli a tempo determinato;

tra le assunzioni a tempo determinato, l'Inps rileva un significativo incremento dei contratti di somministrazione (pari al 20,4 per cento) e quelli a chiamata (pari al 124,7 per cento), questi ultimi dovuti soprattutto all'effetto dell'abrogazione dei voucher;

il quotidiano riporta anche la critica che la Banca centrale europea muove all'Italia sul lavoro, secondo la quale il nostro Paese, insieme a Grecia e Slovenia, mostra un calo della disoccupazione ma non soddisfa ancora i requisiti individuati dalla BCE per parlare di riduzione significativa del tasso di disoccupazione,

si chiede di sapere quali provvedimenti di carattere strutturale il Ministro in indirizzo intenda adottare, anche in occasione della prossima legge di bilancio, per favorire l'occupazione stabile e reale.

(4-08114)

MUNERATO, BELLOT, BISINELLA - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

secondo gli ultimi dati Inail, pubblicati lo scorso 22 settembre 2017, si è registrato un aumento degli incidenti sul lavoro nel primo quadrimestre 2017: 422.000 tra gennaio ed agosto 2017, di cui 682 mortali, 31 in più rispetto ai 651 decessi dell'analogo periodo del 2016 (con un aumento del 4,8 per cento);

le "fotografie" scattate il 31 agosto 2016 ed il 31 agosto 2017 evidenziano, per il totale dei due primi quadrimestri, un aumento di 48 casi (da 526 a 574) nella gestione industria e servizi (con un aumento del 9,1 per cento), una diminuzione di quattro casi (da 92 a 88) in agricoltura (pari al 4,3 per cento) ed un calo di 13 casi (da 33 a 20) nel conto Stato (con un calo del 39,4 per cento);

la gestione industria e servizi registra, dunque, nel periodo considerato, aumenti compresi tra il 10 ed il 20 per cento, con un picco nel mese di gennaio 2017 (quasi il 75 per cento di casi mortali in più rispetto allo stesso mese del 2016: 89 decessi contro 51);

tali dati denunciano che la piaga delle "morti bianche" è tutt'altro che eliminata e che le misure preventive e sanzionatorie previste non sono sufficienti,

si chiede di sapere:

se e quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare per fronteggiare quella che è ormai avvertita a tutti i livelli istituzionali come vera e propria emergenza;

se non ritenga opportuno adottare, già a partire dalla prossima legge di bilancio, misure volte a favorire gli investimenti di impresa nella formazione e nella sicurezza.

(4-08115)

DE PETRIS, PETRAGLIA, BAROZZINO, BOCCHINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

il liceo scientifico "E. Fermi " di Cosenza rappresenta una delle istituzioni scolastiche storiche della città, con circa 1.100 alunni, ubicato nel centro della città e costruito negli anni '60;

in oltre un cinquantennio non sono state mai avviate opere di ristrutturazione in termini di adeguamenti alle norme sismiche o di stabilità in generale, ma solo opere di restyling, che non hanno di fatto modificato l'insieme dello stabile;

è di questi giorni un diffuso allarme tra lavoratori, studenti e famiglie, che vivono direttamente l'istituzione scolastica, e nella cittadinanza tutta. Infatti, a seguito di due perizie, gli esperti incaricati dalla Provincia avrebbero dichiarato la non agibilità dei locali dell'istituto e la non tenuta statica conforme alle normative vigenti;

una tegola pesante abbattutasi sulla scuola, che potrebbe persino risultare fatale;

il primo sopralluogo a rilevare forti criticità risale a marzo 2017. Un secondo sopralluogo è stato effettuato nella seconda metà del mese di luglio e avrebbe confermato la precedente perizia;

nessun elemento di pericolo è mai emerso in questi anni, nonostante l'edificio fosse popolato da centinaia di studenti, fosse stato colpito da copiose nevicate e si trovi in un territorio che ha subito diversi eventi sismici, non tragici, ma importanti;

nessuna notizia è trapelata per mesi, preferendo mantenere un profilo sommesso di diffusione del problema, nonostante la continua presenza all'interno dell'edificio di moltissimi alunni ed operatori scolastici. Tutto ciò si è verificato, senza che la comunità scolastica venisse a conoscenza degli esisti delle perizie,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato in premessa e se non intendano accertare le ragioni per cui, pur essendo l'edificio così gravemente inagibile, tanto da poter crollare da un momento all'altro, la Provincia non sia intervenuta immediatamente, già dopo il primo sopralluogo di marzo, intimando lo sgombero del plesso, ma abbia atteso l'8 settembre (a soli 4 giorni dall'inizio dell'anno scolastico) per emanare il decreto che inibisce l'utilizzo del plesso;

se non intendano verificare le ragioni per cui, pur essendo stati svolti importanti lavori di ristrutturazione dell'edificio solo pochissimi anni addietro con un ingente spesa, non siano stati, altresì, effettuati i controlli richiesti dalle norme nazionali in termini di tenuta degli edifici scolastici;

se non intendano intervenire, al fine di interrompere provvisoriamente i lavori di abbattimento dell'edificio, essendo la cittadinanza fortemente preoccupata dalla possibilità che tale area sia appetibile alle mire della speculazione edilizia, sacrificando un edificio agli interessi di costruttori locali, nonché al fine di svolgere una propria perizia in grado di stabilire se l'edificio possa essere ripristinato a norma con soli lavori di ristrutturazione.

(4-08116)

CONTE, DALLA TOR - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

nell'attuale contesto sociale ed economico la conoscenza assume una centralità fondamentale nei processi di formazione; crescita e competitività si fondano sul sapere, sulla ricerca e sull'innovazione ed in tale contesto il ruolo delle università e dei centri di ricerca che producono innovazione nella conoscenza scientifica sono fondamentali per mettere in relazione il mondo della formazione con quello del lavoro;

le università italiane hanno puntato molto sulla ricerca, sull'innovazione e sulla internazionalizzazione, raggiungendo, in taluni casi, livelli di eccellenza nel contesto europeo ed internazionale;

considerato, inoltre, che:

con il decreto ministeriale del 9 agosto 2017, n. 610 sono stati definiti i criteri di ripartizione del fondo di finanziamento ordinario (FFO) per l'anno 2017 per le università italiane;

il modello di finanziamento adottato include una quota base, una premiale e una quota di perequazione; per l'anno accademico 2017/2018 sono stati applicati nuovi criteri, che hanno modificato, per la quota premiale, alcuni parametri riferiti al successo nella ricerca scientifica, al reclutamento dei giovani, alle politiche di internazionalizzazione, al miglioramento della qualità didattica: si tratta di parametri che negli anni precedenti hanno stimolato in molti atenei il massimo impegno, ottenendo, per molti di essi, risultati riconosciuti di grandissimo valore;

da un'analisi dei finanziamenti assegnati, si riscontra che l'applicazione dei nuovi criteri ha comportato per alcuni atenei un maggior finanziamento, mentre per altri una riduzione. Emerge, altresì, che gli atenei che hanno subìto la riduzione si collocano nelle regioni del nord, mentre quelli che hanno ottenuto un finanziamento maggiore si collocano al sud; si riscontra, pertanto, che il nuovo criterio non risponde alla necessità di incentivare gli atenei che perseguono l'obbiettivo del miglioramento delle performance;

in particolare, i tagli apportati alle università venete si possono così sintetizzare: l'università di Padova riceverà un minore finanziamento per oltre 5 milioni, Ca' Foscari di Venezia subirà una decurtazione di 1 milione e 360.000 euro, l'Università IUAV di Venezia e l'Università di Verona vedranno le proprie risorse diminuire rispettivamente di quasi 519.000 euro e di 1 milione e 752.000 euro. Analoga situazione si è riscontrata in altre regioni del Nord (per l'università di Bologna il taglio è stato di quasi 9 milioni e oltre 2 milioni per quella di Parma);

tenuto conto che:

dal rapporto di valutazione della qualità della ricerca pubblicato da parte dell'ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) nel febbraio 2017 e relativo agli anni 2011/2014, che calcola il numero di pubblicazioni e di citazioni degli atenei italiani nei diversi ambiti di ricerca, emerge che gli atenei veneti si collocano ai primi posti a livello nazionale;

i tagli apportati, pur incidendo percentualmente per circa il 2 per cento, comportano, comunque, per le università interessate il ridimensionamento delle attività previste, in modo particolare quelle finalizzate al miglioramento della qualità del servizio e alla internazionalizzazione;

nel 2016, il 7 per cento dei fondi erano ripartiti in base all'internazionalizzazione degli atenei e l'8 per cento in base alle prestazioni degli studenti. Nelle università venete, per l'anno accademico in corso, si registra anche un sensibile incremento del numero di nuovi studenti (IUAV, ad esempio con un aumento del 13 per cento di nuovi iscritti italiani e un più 10 per cento di studenti stranieri); tuttavia i parametri che distribuivano risorse per queste voci sono stati aboliti;

vengono distribuite risorse con la cosiddetta «autonomia responsabile», che premia i miglioramenti interni degli atenei, mettendoli però tutti sullo stesso piano e senza tenere conto del loro livello precedente;

la scelta di stimolare e incentivare le università del Sud a migliorare la qualità del servizio e le proprie performance è condivisibile, purché questo non avvenga a danno delle università del Nord, che si trovano a dover ridimensionare proprio le attività destinate al miglioramento dell'offerta formativa,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga che il nuovo sistema di parametri, che risulta nella pratica penalizzante per gli atenei che hanno ottenuto risultati migliori e tendente a favorire le istituzioni in difficoltà, rischi di diventare una forma di assistenzialismo, che tende a disincentivare il miglioramento;

se ritenga opportuno assumere iniziative per reintrodurre indicatori di valutazione degli atenei che riconoscano il miglioramento della qualità e delle performance raggiunti e facciano riferimento all'impegno profuso e al successo ottenuto nella ricerca scientifica, nel reclutamento dei giovani, nelle politiche di internazionalizzazione, nella tutela della qualità didattica e del diritto allo studio;

se ritenga possibile reperire nuove risorse aggiuntive da destinare alle università che sono state penalizzate dai nuovi criteri di assegnazione, al fine di ripristinare i contributi quantomeno al livello dell'anno precedente e consentire che i progetti previsti per l'anno accademico 2017/2018 possano essere realizzati.

(4-08117)

CASSINELLI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

il nuovo obbligo di trasmissione telematica dei dati di tutte le fatture, emesse e ricevute, lo "spesometro", ha evidenziato falle e criticità che hanno messo in seria difficoltà i contribuenti ed il lavoro dei commercialisti e degli esperti contabili;

il funzionamento del sistema web "Fatture e corrispettivi", addirittura, è stato interrotto il 22 settembre 2017 perché l'applicazione non garantiva la riservatezza delle comunicazioni inviate da commercialisti e singoli contribuenti che potevano essere consultate da chiunque, semplicemente inserendo i codici fiscali degli interessati;

fin dalla sua approvazione, nel mese di novembre 2016, il consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha sottolineato a più riprese l'estrema complessità e gravosità del nuovo adempimento in termini di tempo e di costi necessari;

la sua introduzione rappresenta quantomeno una singolarità nel panorama normativo dei Paesi a economia avanzata, oltre ad un'evidente non conformità alle raccomandazioni di organismi internazionali come Ocse e Fondo monetario internazionale;

l'utilizzo di canali di trasmissione telematica non tradizionali (SDI, anziché il più collaudato servizio Entratel) ha comportato la necessità di sostenere rilevanti costi aggiuntivi di aggiornamento del software in uso presso gli studi professionali;

lo stesso viceministro dell'economia e delle finanze Casero, nel riconoscere le difficoltà di applicazione del nuovo strumento, ha dichiarato alla stampa che "gli errori non dolosi saranno perdonati e stiamo intervenendo per contenere i casi di rifiuto", considerando quindi alcune criticità oggettive del sistema;

non potranno certo rispondere né i contribuenti né gli studi professionali per eventuali omissioni o ritardi negli invii delle comunicazioni a causa delle inefficienze di un sistema, a oggi, del tutto inadeguato;

la vicenda è già all'attenzione del Garante per la protezione dei dati personale e della Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria,

si chiede di sapere:

quali iniziative, ed in quali tempi, il Ministro in indirizzo intenda assumere per trovare una rapida soluzione alle criticità sopra rappresentate;

quali misure intenda adottare per ripristinare le condizioni minime di rispetto dei contribuenti e dei professionisti, in conformità ai principi dello statuto dei diritti del contribuente;

se intenda avviare un'indagine per appurare eventuali responsabilità sia all'interno dell'Agenzia delle entrate, sia in capo alla Sogei.

(4-08118)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti:

6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro):

3-04006, della senatrice Bertorotta ed altri, sulla chiusura dell'ufficio territoriale di Canicattì (Agrigento) dell'Agenzia delle entrate;

7ª Commissione permanente(Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport):

3-04007, del senatore Giovanardi, sul commissariamento dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano;

12a Commissione permanente(Igiene e sanità):

3-04008, della senatrice Taverna ed altri, sulla continua riduzione dei finanziamenti al Servizio sanitario nazionale.