Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (709 KB)

Versione HTML base



Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 883 del 26/09/2017


SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVII LEGISLATURA ------

883a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

MARTEDÌ 26 SETTEMBRE 2017

(Antimeridiana)

_________________

Presidenza del vice presidente CALDEROLI

N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: ALA-Scelta Civica per la Costituente Liberale e Popolare: ALA-SCCLP; Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD: AP-CpE-NCD; Articolo 1 - Movimento democratico e progressista: Art.1-MDP; Federazione della Libertà (Idea-Popolo e Libertà, PLI): FL (Id-PL, PLI); Forza Italia-Il Popolo della Libertà XVII Legislatura: FI-PdL XVII; Grandi Autonomie e Libertà (Direzione Italia, Grande Sud, M.P.L. - Movimento politico Libertas, Riscossa Italia: GAL (DI, GS, MPL, RI); Lega Nord e Autonomie: LN-Aut; Movimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE: Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE; Misto: Misto; Misto-Campo Progressista-Sardegna: Misto-CP-S; Misto-Fare!: Misto-Fare!; Misto-Federazione dei Verdi: Misto-FdV; Misto-Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale: Misto-FdI-AN; Misto-Insieme per l'Italia: Misto-IpI; Misto-Italia dei valori: Misto-Idv; Misto-Liguria Civica: Misto-LC; Misto-Movimento la Puglia in Più: Misto-MovPugliaPiù; Misto-Movimento X: Misto-MovX; Misto-Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà: Misto-SI-SEL; Misto-UDC: Misto-UDC.

_________________

RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente CALDEROLI

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 11,03).

Si dia lettura del processo verbale.

FRAVEZZI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 21 settembre.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverto che nel corso della seduta odierna potranno essere effettuate votazioni qualificate mediante il procedimento elettronico.

Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal preavviso previsto dall'articolo 119, comma 1, del Regolamento (ore 11,07).

Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario,
composizione e convocazione

PRESIDENTE. Comunico che in data 21 settembre 2017 il Presidente del Senato e la Presidente della Camera dei deputati hanno proceduto alla nomina dei componenti della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, di cui alla legge 17 luglio 2017, n. 107. L'elenco dei componenti sarà pubblicato in Allegato al Resoconto della seduta odierna.

La Commissione è convocata per la sua costituzione domani, mercoledì 27 settembre 2017, alle ore 14,30, presso l'Aula del quarto piano di Palazzo San Macuto, in via del seminario.

Seguito della discussione delle mozioni nn. 812 (testo 3), 813, 814 (testo 2), 815, 816 (testo 2), 830 e 831 sulle responsabilità gestionali delle banche (ore 11,08)

Approvazione dell'ordine del giorno G1. Ritiro delle mozioni nn. 812 (testo 3), 813, 814 (testo 2), 815, 816 (testo 2), 830 e 831

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione delle mozioni 1-00812 (testo 3), presentata dal senatore Augello e da altri senatori, 1-00813, presentata dal senatore Cappelletti e da altri senatori, 1-00814 (testo 2), presentata dalla senatrice De Petris e da altri senatori, 1-00815, presentata dalla senatrice Stefani e da altri senatori, 1-00816 (testo 2), presentata dalla senatrice Guerra e da altri senatori, 1-00830, presentata dai senatori Zanda, Bianconi, Zeller e da altri senatori, e 1-00831, presentata dal senatore Barani e da altri senatori, sulle responsabilità gestionali delle banche.

Ricordo che nella seduta antimeridiana del 19 settembre, dopo l'illustrazione delle mozioni, ha avuto luogo la discussione e, su proposta del rappresentante del Governo, si è convenuto di rinviare il seguito dell'esame per favorire la definizione di un atto di indirizzo unitario.

In attesa dell'arrivo del rappresentante del Governo, sospendiamo i nostri lavori fino alle ore 11,15.

(La seduta, sospesa alle ore 11,09, è ripresa alle ore 11,16).

Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, al quale chiedo anche di esprimere il parere sulle mozioni presentate.

BARETTA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, nella seduta del 19 scorso mi ero assunto l'impegno di prospettare, sulla base del dibattito svolto in Aula, la riscrittura di un atto di indirizzo che incontrasse - mi auguro - il più ampio consenso possibile. Ho completato questo lavoro e consegnato personalmente la bozza ai Gruppi via mail.

Propongo pertanto ai Gruppi di ritirare le loro mozioni e di convergere sulla seguente proposta di atto di indirizzo da condividere in modo unitario di cui do lettura: «Il Senato impegna il Governo: 1) a favorire tempestivamente un'iniziativa normativa sulla responsabilità degli amministratori, degli organi di controllo e dei dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili delle banche fallite, finalizzata ad adottare adeguate misure affinché, ove venga esercitata l'azione di responsabilità, ai sensi dell'articolo 2394-bis del codice civile nei confronti dei medesimi soggetti e ne risultino accertate le responsabilità, sia resa più agevole la facoltà di attivare le pene accessorie, con particolare riferimento all'interdizione perpetua dai pubblici uffici, dall'esercizio delle professioni, dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese ovvero a stabilire l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione; 2) a realizzare in tempi rapidi una ricognizione del complesso delle norme sanzionatone, sia di rango penale che amministrativo, al fine di verificarne l'adeguatezza, tenendo conto del quadro normativo dell'Unione europea in materia, compresa, per quanto riguarda le banche beneficiarie di aiuti di Stato, la Banking Communication del 2013; 3) ad attuare nei tempi previsti le misure per la promozione e l'effettiva diffusione dell'educazione finanziaria - consentendo la piena operatività del comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, di cui al decreto-legge n. 237, convertito dalla legge n. 15 del 17 febbraio 2017 - allo scopo di aumentare la conoscenza da parte dei cittadini degli strumenti e dei servizi finanziari immessi sul mercato, nonché la loro capacità di valutazione dei profili di rischio associati alle diverse tipologie di prodotti offerti. A tal fine ad assumere iniziative, con il coinvolgimento delle autorità nazionali di vigilanza, per garantire la corretta applicazione, da parte di tutti soggetti abilitati a prestare servizi di investimento, delle regole finalizzate ad impedire il collocamento degli strumenti finanziari più rischiosi presso clienti al dettaglio non in grado di comprenderne l'effettivo rischio, e al contempo a rafforzare le sanzioni per il mancato rispetto di tali regole; 4) a favorire, nell'ambito di quanto previsto dalle normative europee e dai criteri stabiliti dalla legislazione vigente, il posticipo del termine previsto per accedere al beneficio del ristoro; 5) a istituire, in accordo con le istituzioni dell'Unione europea e nel rispetto del quadro normativo dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato, un veicolo speciale per assistere le banche nell'opera di pulizia dei bilanci, in grado di creare un mercato dei crediti deteriorati, il cui smobilizzo ordinato, nel medio periodo, costituisce la strada maestra per restituire risorse all'economia reale e ridare capacità di credito alle banche».

Signor Presidente, con questo atto di indirizzo ho ritenuto di raccogliere sostanzialmente quanto di importante era contenuto nelle diverse mozioni presentate e pertanto propongo ai Gruppi di ritirarle e di convergere su di esso, che ovviamente diventerebbe una proposta del Senato e non del Governo, che la assume come tale.

PRESIDENTE. Chiedo al senatore Augello, primo firmatario della mozione n. 812 (testo 3), se intende convergere sulla proposta di atto di indirizzo di cui il rappresentante del Governo ha testé dato lettura.

AUGELLO (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, stiamo lavorando sul testo proposto, che è molto vicino alla soluzione. Avremmo però bisogno di qualche minuto di sospensione, perché ci sono delle piccolissime limature da fare. Oltretutto i firmatari delle mozioni sono molti e vorremo giungere ad una decisione unitaria.

PRESIDENTE. Qual è la sua proposta, per ciò che riguarda la durata della sospensione?

AUGELLO (FL (Id-PL, PLI)). Ritengo che avremmo bisogno di circa venti o trenta minuti.

PRESIDENTE. Se siamo tutti d'accordo, possiamo sospendere la seduta fino alle ore 11,50.

AUGELLO (FL (Id-PL, PLI)). Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sospendiamo dunque i nostri lavori fino alle ore 11,50.

(La seduta, sospesa alle ore 11,22, è ripresa alle ore 11,51).

Comunico che è pervenuto l'ordine del giorno G1, sottoscritto dai senatori Augello, Bonfrisco, Barani, Cappelletti, De Petris, Guerra, Marino Luigi, Marino Mauro Maria, Quagliarello, Tosato e Zanda.

Do la parola al sottosegretario Baretta per eventuali integrazioni al testo.

BARETTA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, rispetto al testo che ho letto prima, d'intesa con tutti i Gruppi, sono state operate tre modifiche.

La prima riguarda il primo capoverso dove, alla terza riga, è stata la tolta la parola «fallite» dopo la parola «banche». Al quarto capoverso, alla prima riga, la parola «normative» è stata sostituita con la seguente: «procedure». Infine, è stato soppresso il capoverso 5).

Ringrazio tutti i Gruppi parlamentari e il Senato per la collaborazione.

PRESIDENTE. Passiamo dunque alla votazione dell'ordine del giorno G1.

*QUAGLIARIELLO (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

QUAGLIARIELLO (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, le vicende bancarie sono state una specialità dei Governi succedutisi a partire dal 2014. Nel corso dell'ultimo biennio le vicende che riguardavano le banche hanno tenuto banco nel Paese e hanno avuto delle conseguenze oggettivamente difficili da gestire penalizzando la competitività dei nostri mercati e monopolizzando a più riprese l'attenzione del Governo.

Un po' di storia non fa male. Quanto sto dicendo si è verificato a partire dalla pausa natalizia di due anni fa. Proprio allora, tra Natale e Capodanno, si è scoperto che quattro banche italiane, capeggiate da Banca Etruria, erano in default e che, al fine di salvarle e ricapitalizzarle, il Governo allora presieduto da Matteo Renzi, aveva ratificato in tempi record la direttiva europea sul bail in, facendo particolare attenzione a salvare gli amministratori delle banche responsabili non solo della cattiva gestione, ma in alcuni casi anche di aver impartito direttive che avrebbero portato alla truffa di migliaia di piccoli risparmiatori, i quali sarebbero stati indotti, a loro insaputa, a investire in titoli obbligazionari altamente rischiosi. Tale solerzia da parte del Governo non fu allora utilizzata per rendere operativa la direttiva gemella che si occupava di proteggere i risparmi dei correntisti degli istituti in crisi, i quali si sarebbero altrimenti visti azzerare i conti.

Qualche mese più tardi una sorte simile, con profili solo apparentemente meno grotteschi, è stata riservata alle banche venete, alla Banca Popolare di Vicenza e a Banca Carige, per le quali lo Stato italiano ha stanziato, tra garanzie e interventi, 20 miliardi di euro di denaro pubblico. Se le banche sono state salvate, i 200.000 piccoli azionisti, che erano stati persuasi a sottoscrivere azioni delle due banche come attività propedeutica alla concessione di un prestito, hanno pagato il prezzo più alto perdendo tutto ciò che avevano investito. Questi piccoli risparmiatori subiranno oltre al danno, la beffa. Infatti, se nel caso di Banca Etruria e delle altre tre banche si era deciso di mettere a disposizione, almeno sulla carta, rimborsi per i risparmiatori con investimenti fino a 100.000 euro, nel caso delle banche venete il trattamento non è stato nemmeno simbolicamente paragonabile.

Non possiamo poi fare a meno di citare in questa sede un terzo caso, che si è insinuato tra i due: il caso di Monte dei paschi di Siena. Per Monte dei paschi di Siena abbiamo assistito a un modus operandi diverso nella forma e nella sostanza, sia dal primo che dal secondo caso. Nonostante l'istituto di Rocca Salimbeni fosse già ricorso al mercato per 8 miliardi negli ultimi due anni precedenti l'ultima iniezione di liquidità, si è di fatto verificato un nuovo fallimento, che è costato allo Stato - quindi ai contribuenti - ulteriori 20 miliardi. In questa occasione il Governo, dopo aver di fatto sostituito i vertici in carica con uomini di sua fiducia e aver affidato una consulenza a sei zeri a JP Morgan, ha trovato il modo di sfuggire - solo in questo caso e solo per Monte dei paschi - all'applicazione del bail in. Gli azionisti e gli obbligazionisti di Monte dei paschi, a differenza dei loro omologhi veneti, toscani, marchigiani e genovesi avrebbero potuto dormire sonni tranquilli. Per loro la via della salvezza era stata imboccata.

Signor Presidente, signori del Governo, io credo che possiamo tirar fuori da tutto ciò un giudizio equo dicendo, in sintesi, che il sistema bancario italiano è per ora salvo. Il prezzo che abbiamo pagato è stato un prezzo alto, in tutti i sensi.

Il Governo è riuscito, nell'applicare le politiche di salvataggio delle banche, a conseguire una serie di risultati di discutibile utilità. Ne faccio una brevissima sintesi. Uno, far pagare agli investitori, e in particolare agli obbligazionisti, le spese della mala gestione delle banche in questione. Due, utilizzare tre pesi e tre misure ai danni dei risparmiatori: nel caso di Banca Etruria e delle altre tre banche sono stati garantiti rimborsi (per ora più simbolici che reali), nel caso delle banche venete nessuna garanzia è stata prevista e nel caso di Monte dei paschi si è garantita la protezione totale di tutti i conti e degli investimenti. Tre, proteggere i vertici delle banche in dissesto - in molti di questi casi palesemente responsabili della mala gestione dei conti - da eventuali responsabilità o da ipotetiche cause di risarcimento da parte dei risparmiatori. Quattro, permettere - a volte anche perché era l'unica strada praticabile - a vari soggetti privati di trarre benefici economici da questi default.

Signor Presidente, alcuni di questi risultati non sono cancellabili, ma sono storia, mentre altri possono essere attenuati. Io credo che questo ordine del giorno vada in questo senso. Credo anche - e mi avvio a concludere - che questo sia innanzitutto una vittoria di chi ha preso l'iniziativa. Devo dire che il nostro Gruppo, che ha presentato per primo la mozione, è orgoglioso di averlo fatto. Ringrazio il senatore Augello per l'iniziativa assunta e ringrazio la senatrice Bonfrisco che con la sua competenza, soprattutto sulle banche venete, ha contribuito nella elaborazione dell'atto.

Ma io credo, signor Presidente, che questa sia soprattutto una vittoria del Parlamento. Vorrei ricordare che alcune delle richieste di modifica contenute in questo ordine del giorno erano già presenti negli emendamenti presentati in Commissione bilancio alla Camera. Occorre ricordare anche che gli stessi sarebbero stati votati e approvati se il Governo non li avesse espunti nel momento in cui ha presentato il maxiemendamento. Oggi, grazie a questo ordine del giorno, gran parte di quegli emendamenti rivivono. Non si tratta di una rivincita, signor Presidente, ma si tratta della vittoria di un modo corretto di concepire il rapporto tra Parlamento e Governo come poteri separati, ma che possono incidere uno sull'altro per far sì che ciò che sarebbe passato sotto silenzio venga invece recuperato. Il fatto che ciò sia avvenuto in Senato, signor Presidente, dà ancora più senso e sapore a questa storia. Per questo il Gruppo Federazione della Libertà (Idea-Popolo e Libertà, PLI) voterà convintamente e orgogliosamente per l'ordine del giorno unitario G1. (Applausi della senatrice Bonfrisco).

PRESIDENTE. Ricordo a tutti i colleghi che i tempi previsti per le dichiarazioni di voto sono di cinque minuti.

TOSATO (LN-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TOSATO (LN-Aut). Signor Presidente, vorrei chiarire da subito che il Gruppo della Lega Nord ha avuto dubbi fino all'ultimo istante rispetto alla richiesta di aderire a un atto di indirizzo unitario. Questo per un semplice motivo: se veramente da parte del Governo c'era la volontà di aderire alle richieste contenute in questo testo, che sostanzialmente, da un lato, propone di stabilire finalmente delle sanzioni severe nei confronti di quei dirigenti bancari, dei vertici degli istituti bancari che hanno creato queste situazioni di dissesto e queste truffe e, dall'altro, di tutelare maggiormente i risparmiatori, allora lo strumento ideale sarebbe stato l'accoglimento di un emendamento in tal senso all'interno della legge di bilancio, quindi all'interno di un provvedimento vincolante. Il fatto che oggi ci troviamo uniti nell'approvare un ordine del giorno può rappresentare una speranza, ma non una certezza e noi siamo abituati a preferire certezze rispetto a dati di fiducia, sopratutto nei confronti di un Governo che non la merita. Tuttavia, alla fine abbiamo deciso di ritirare la nostra mozione, che era più stringente e vincolante e conteneva maggiori punti a tutela dei risparmiatori e contro coloro che hanno creato questo dissesto e lo abbiamo fatto per un semplice motivo: perché vogliamo togliere ogni alibi al Governo rispetto ai contenuti di questo ordine del giorno.

A fronte di questo gesto, di questa volontà di approvare un testo unitario, pretendiamo che in questo scorcio di legislatura il Governo onori concretamente, fattivamente, i contenuti del presente ordine del giorno e agisca in tempi rapidi. Non vorremmo infatti che dinanzi a questo ordine del giorno ci fossero un'inerzia e una sostanziale inadempienza da parte del Governo a fronte di una legislatura che sta terminando.

Questa sfiducia nei confronti del Governo è motivata anche dai tempi di istituzione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario. Sappiamo tutti che questa esigenza è nata quasi due anni fa con il famigerato e pessimo provvedimento salva banche, che ha eliminato il rapporto di fiducia tra risparmiatori, sistema bancario, politica e Governo; la Commissione doveva essere istituita quasi due anni fa, mentre ciò è avvenuto con grandissimo ritardo ed inizierà i suoi lavori solo in queste settimane. È evidente che anche questa sembra una scelta dilatoria voluta dal Governo e dalla maggioranza, per impedire di fatto che questa Commissione arrivi a qualche conclusione.

Noi non vorremmo che questi buoni intendimenti, questa unitarietà del Senato in questa seduta si trasformi nell'ennesima presa in giro nei confronti dei cittadini. Le responsabilità di tutte queste vicende, di questi dissesti e di queste truffe sono di duplice natura: da una parte, della politica, che non ha saputo agire per difendere il proprio sistema economico e di conseguenza bancario e, dall'altra, dei grandi dirigenti di questi istituti, che stanno godendo ancora dell'impunità, nell'inerzia del Governo che non approva leggi che invece li penalizzino. L'unica certezza è che in tutte queste vicende sono stati i cittadini a essere truffati, ad aver perso tutti i loro risparmi, con un atteggiamento incomprensibile del Governo che ha penalizzato maggiormente i risparmiatori di alcune banche rispetto a quelli di altre non ha saputo trovare soluzioni a tutela di azionisti e risparmiatori che hanno investito in obbligazioni le loro risorse.

Ecco, questa è l'unica certezza: i risparmiatori sono stati penalizzati e i responsabili non hanno pagato. Noi vorremmo un modello diverso in cui il Governo tuteli i risparmiatori, si ponga questo obiettivo come primario e necessario, colpisca coloro che sono responsabili e cerchi di cambiare una politica che evidentemente non funziona. (Applausi dal Gruppo LN-Aut).

BARANI (ALA-SCCLP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BARANI (ALA-SCCLP). Signor Presidente, il nostro Gruppo ha sottoscritto l'ordine del giorno G1. Noi non abbiamo mai avuto dubbi: quando si cerca l'unanimità del Senato è sempre una cosa importante e, ovviamente, ognuno deve cercare di rinunciare a qualcosa a favore di altri. Ringraziamo il Governo che ha contribuito, attraverso il Sottosegretario, in maniera determinante alla realizzazione dell'ordine del giorno unitario.

L'unica raccomandazione - e concludo, Presidente, restando quindi abbondantemente entro i cinque minuti - è che il Governo non deve lasciare che l'ordine del giorno resti solo scritto. Noi crediamo che debba darvi esecuzione, che debba essere consequenziale e lo può fare immediatamente, anche inserendo nelle leggi che arrivano alla Camera ed al Senato emendamenti che possono concretizzare quanto è scritto in questo ordine del giorno, che gode del consenso unanime.

Aggiungo una ultimissima considerazione: quando si parla di banche non possiamo dissociare il discorso da quello che succederà domani, quando finalmente si insedierà la Commissione d'inchiesta. Anche in tal caso vi è la necessità che quella Commissione abbia una Presidenza autorevole e non imbavagliata, dunque non di maggioranza, perché quando una maggioranza vuole mettere uno dei suoi a presiedere una Commissione d'inchiesta vuol dire che la vuole imbavagliare. Se la Presidenza verrà data a qualsiasi Gruppo di opposizione, crediamo che svolgerà meglio il proprio compito, verso l'obiettivo prefissato. Anche se mancano sei mesi alla fine della legislatura, questa Commissione d'inchiesta può arrivare a darci molte soddisfazioni e almeno potrebbe chiarire chi siano stati i primi cento che si sono appropriati dei fondi delle banche, facendole poi fallire.

Infine, aggiungo una considerazione estranea all'ordine del giorno: noi crediamo che il Governo debba prendere provvedimenti anche relativamente alla Banca d'Italia ed alla CONSOB, che dovevano vigilare ma non l'hanno assolutamente fatto.

FORNARO (Art.1-MDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FORNARO (Art.1-MDP). Signor Presidente, colleghi, onorevoli rappresentanti del Governo, credo si sia raggiunto un buon risultato, com'è stato anche detto da chi mi ha preceduto, un risultato positivo di un lavoro parlamentare che si incrocia con la disponibilità del Governo ad accogliere in larghissima parte le richieste contenute in questo ordine del giorno.

Credo inoltre che il lavoro svolto vada sottolineato anche per un'altra funzione: un voto unitario, unanime (come spero sarà), di questo ramo del Parlamento, rafforza il Governo in un compito non facile di confronto con l'Unione europea sul tema delle crisi bancarie. Infatti è innegabile, dovendo fare una fotografia di quello che è avvenuto negli ultimi anni, che vi siano stati, nelle diverse fasi, due pesi e due misure. Prima della costituzione della Banking Union certamente vi è stata una maxi-iniezione di denaro pubblico in molti Stati europei per il salvataggio delle banche mentre l'Italia, in quella fase, non scelse questo tipo d'intervento; successivamente, quando in occasione degli stress test, quindi della valutazione della capacità delle banche a resistere ad eventuali crisi sistemiche, sono stati fortemente sottovalutati i rischi connessi ai derivati tossici che si trovavano nella pancia di numerose banche, in particolare di quelle tedesche. Allo stesso modo, un occhio di riguardo è stato rivolto e continua a essere rivolto nei confronti delle casse di risparmio tedesche, che stanno conoscendo una crisi non molto dissimile da quella delle nostre banche minori.

Credo, quindi, che esista un altro problema, che è già stato rimarcato. Nel nostro Paese abbiamo avuto tre strumenti di intervento: burden sharing, ricapitalizzazione e liquidazione coatta amministrativa. Si tratta di tre diverse tutele dei risparmiatori e il fatto che il Governo abbia gestito la crisi a step, fuori da un quadro unitario, ha certamente contribuito ad aumentarne la percezione e ha determinato una vera e propria crisi di fiducia, profonda e di non facile soluzione, da parte dei risparmiatori nei confronti del sistema bancario e delle istituzioni di controllo.

Non credo che ci voglia poco tempo per recuperare questo rapporto di fiducia, ma per farlo è necessario dare alcuni segnali chiari. Innanzitutto, con un pizzico di orgoglio posso dire che il primo punto dell'ordine del giorno G1 recepisce integralmente il senso e il significato dell'emendamento che presentammo alla Camera, che riporta all'idea che occorra tornare al principio fondamentale del «chi sbaglia paga» e, soprattutto, occorra mettere in condizione queste persone di non ripetere più le malefatte. Pertanto, il primo punto impegna il Governo «a favorire tempestivamente un'iniziativa normativa sulla responsabilità degli amministratori, degli organi di controllo e dei dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili delle banche, finalizzata ad adottare adeguate misure affinché, ove venga esercitata l'azione di responsabilità, ai sensi dell'articolo 2394-bis del codice civile nei confronti dei medesimi soggetti e ne risultino accertate le responsabilità, sia resa più agevole la facoltà di attivare le pene accessorie, con particolare riferimento all'interdizione perpetua dai pubblici uffici, dall'esercizio delle professioni, dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese ovvero a stabilire l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione».

Questo è un segnale chiaro e ovviamente l'invito pressante al Governo è di trovare, nel più breve tempo possibile, il veicolo legislativo per poter passare da un impegno in un ordine del giorno a un atto normativo che possa essere più stringente.

Il secondo aspetto che desidero evidenziare riguarda il punto 4) dell'ordine del giorno: i risparmiatori sono tutti uguali, pur in presenza di fattispecie di crisi bancarie differenti. È evidente che, per la normativa europea, burden sharing, ricapitalizzazione e liquidazione coatta amministrativa sono tre mondi differenti, tuttavia è del tutto solare che nella percezione dei risparmiatori occorra trovare un minimo comune denominatore che li tenga tutti assieme.

Per queste ragioni, ringraziando ancora i colleghi e soprattutto il sottosegretario Baretta, il Gruppo Articolo 1-MDP voterà a favore dell'ordine del giorno in esame. (Applausi dal Gruppo Art.1-MDP).

LANIECE (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LANIECE (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signor Presidente, nel sottolineare l'esigenza di riformare e rafforzare il nostro sistema sanzionatorio e di controllo nei confronti degli istituti di credito, riteniamo che si debba proseguire nell'azione di tutela dei risparmiatori e dei detentori di obbligazioni, sia in riferimento agli istituti di credito in dissesto e che sono stati oggetto degli interventi legislativi degli ultimi anni, sia in considerazione del fatto che occorra introdurre profili di maggiore responsabilità al fine di determinare un percorso ordinato e sistemico di riduzione dei fattori di rischio e di sostegno alla stabilità finanziaria del nostro sistema bancario.

Ciò che oggi riteniamo debba costituire oggetto di valutazioni responsabili da parte di tutti i Gruppi parlamentari è l'impegno, che noi intendiamo preservare, a far sì che la Commissione di inchiesta sul sistema bancario sia strumento di una riflessione consapevole sia in ordine ai fattori di criticità, come l'incidenza dei crediti deteriorati sui bilanci bancari, sia in relazione alle condotte illecite e fraudolente che hanno determinato il dissesto di diversi istituti di credito.

Abbiamo tutti una evidente responsabilità politica nell'evitare che i lavori della Commissione di inchiesta, a maggior ragione in questa delicata fase di conclusione della legislatura, siano viziati da logiche di parte e di strumentale contrapposizione politica, in primo luogo, per essere ancor più espliciti, nei confronti della massima autorità di vigilanza rappresentata dalla Banca d'Italia.

La indispensabile valutazione degli elementi di criticità e dei comportamenti illeciti deve avere, a nostro giudizio, una prospettiva fondamentale: indicare gli ulteriori interventi ritenuti necessari per porre il sistema in sicurezza, nel medio e lungo termine, e su queste basi operare affinché il confronto in sede europea affronti il tema di nuove regole per garantire il futuro dell'unione bancaria.

Occorre, infine, rendere efficiente il nostro sistema bancario e ciò, prioritariamente, riguarda il sostegno a un percorso, ulteriore rispetto ai provvedimenti già adottati, ordinato, graduale, ma coerente di riforme che siano in grado di restituire fiducia nei confronti del nostro sistema creditizio e, su un piano sovranazionale, sull'unione del mercato dei capitali in Europa e sulle modalità e forme di finanziamento alle imprese.

Per queste ragioni, il Gruppo per le Autonomie-PSI-MAIE voterà l'ordine del giorno unitario. (Applausi del senatore Orellana).

MARINO Luigi (AP-CpE-NCD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARINO Luigi (AP-CpE-NCD). Signor Presidente, ho sempre ritenuto, quando non ero in questo palazzo, che fare bene politica e con grande realismo fosse una cosa difficile e impegnativa. È difficile perché le soluzioni ai problemi di una società complessa non sono affatto facili ed è difficile perché si tende spesso a semplificare, come in questa circostanza. Per questi motivi non mi sono mai unito alla campagna contro il nostro sistema bancario. Invece, leggendo il Resoconto della seduta della settimana scorsa su queste mozioni, grazie al cielo ricondotte a un unico ordine del giorno, le mie convinzioni sono crollate; la politica è, invece, molto facile e trovare la causa dei mali del nostro Paese è piuttosto semplice, così come sono facili anche i rimedi e le cure.

In questa Assemblea si indulge talvolta in una rilettura capovolta degli avvenimenti capitati nel nostro Paese. Il senatore Gasparri, con la chiarezza che gli si deve ogni volta che parla, ha presentato questa lettura, secondo me capovolta, di quanto avvenuto nel nostro Paese. La sua tesi è presto detta: la responsabilità del tracollo del prodotto interno loro, delle crisi economiche e delle banche è del Governo tecnico del presidente Monti, che ha arrecato danni maggiori - dice il senatore Gasparri - di quelli che avrebbe dovuto evitare. Ovviamente, il senatore Gasparri dimentica che nel gennaio 2011 lo spread era a 173 punti, che nel novembre dello stesso anno superava abbondantemente i 520 punti. Dimentica le liti permanenti di quell'anno all'interno della maggioranza e, soprattutto tra luglio e agosto, tra i ministri Tremonti e Brunetta. Il senatore Gasparri dimentica la riscrittura di numerose manovre finanziarie che hanno dato il segno di un Governo Berlusconi piuttosto allo sbando, di una maggioranza divisa e in confusione; e dimentica anche che, nel contesto di un'economia reale che cominciava a battere in testa, proprio il mondo bancario è riuscito - grazie al cielo - a reggere la tempesta, avendo però in pancia titoli del debito di Stato italiano in misura superiore a quanto la prudenza consigliava agli stessi istituti di credito e si è evitato quel default finanziario che danni incalcolabili e tragici avrebbe prodotto sull'economia e sulla società italiana.

Il fatto di non farmi prendere la mano dalla demagogia e dal populismo, all'insegna del motto «Tutti contro le banche e i poteri forti», non mi impedisce però di vedere che anche nel sistema bancario ci sono state colpe gravi sulla valutazione del rischio di credito, ci sono stati comportamenti criminali nel rapporto con la clientela meno finanziariamente attrezzata e l'inadeguatezza di amministratori e del management nell'affrontare situazioni aziendali sull'orlo di crisi irreversibili. Certo, non è tutto così il sistema del credito in Italia e non è affatto tutto nero, ma è stato anche così; forse oggi meno di ieri, ma certamente in alcuni istituti di credito c'è stata una grave sottovalutazione dei problemi e soprattutto della gestione manageriale.

A noi appare allora che la strada perseguita con quest'ordine del giorno unitario sia condivisibile, perché non è quella solo di coloro che vogliono l'aumento delle punizioni e una normativa giustamente più stringente, che attivi le pene accessorie per gli amministratori irresponsabili (questa, d'altronde, è la strada dell'italica tradizione, ossia di coloro che vogliono aggiungere grida a grida). A noi pare che, oltre a incrementare le pene e a cercare una normativa sanzionatoria nel contesto dell'Unione europea, occorra insistere e attuare un'effettiva diffusione dell'educazione finanziaria, come previsto in quest'ordine del giorno, affinché i risparmiatori siano in grado di conoscere i profili di rischio. Non pare sempre noto a tutti, infatti, che ad alti tassi d'interesse corrispondono maggiori rischi e che comunque, in ogni operazione finanziaria, anche quella apparentemente più sicura, c'è il rischio della perdita totale o parziale del capitale investito. Dopo l'Argentina, dopo la Grecia, dopo il caso Parmalat e di tante altre società, abbiamo ancora fasce della popolazione - di quella popolazione che risparmia - che ritengono l'investimento finanziario esente da rischi. Per questo, come recita il testo dell'ordine del giorno, occorrono regole che impediscano il collocamento degli strumenti finanziari più rischiosi presso il retailer.

L'ordine del giorno presentato, come ha detto il Sottosegretario, non include il capitolo V, nel quale si prevedeva di cercare di assistere le banche insieme all'Unione europea nell'opera di pulizia dei bilanci in ordine ai crediti deteriorati; noi lo avremmo inserito, ma ciò non ci impedisce di votare favorevolmente e con convinzione l'ordine del giorno in esame.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Signor Presidente, voteremo a favore di quest'ordine del giorno unitario. Si è riusciti a fare un lavoro di sintesi efficace, come avevamo precedentemente auspicato, però non possiamo nasconderci che si sta parlando di un ordine del giorno e che le mozioni erano nate dal fatto che all'ultimo minuto era stato estromesso dal decreto-legge salva banche il famoso emendamento Sanga, che ampliava non solo il criterio per il rimborso agli obbligazionisti subordinati delle banche venete, ma soprattutto metteva l'accento sulle responsabilità degli amministratori. Quell'emendamento nel decreto salva banche avrebbe garantito di fare l'operazione che in quel momento era necessario fare per tempo e tempestivamente.

Le mozioni e quest'ordine del giorno unitario, di cui apprezziamo la sintesi, sono uno strumento che intende mettere in campo un'iniziativa volta a favorire l'effettiva possibilità di far pagare coloro che hanno avuto la grande responsabilità dell'enorme danno fatto ai risparmiatori e speriamo che questa volta il Governo sia abbastanza sollecito (non a caso, nell'ordine del giorno compare l'avverbio «tempestivamente»).

Non possiamo però dimenticare la vicenda storica. Ci siamo sentiti ripetere per molto tempo che il sistema bancario era assolutamente solido e che non dovevamo allarmarci e poi invece ci siamo poi ritrovati con il collasso di sette banche, altre in uno stato di grandissima difficoltà, oltre 50 miliardi di risparmi bruciati e almeno altri 50 miliardi di costo socializzato per favori fiscali, 200 inquisiti da parte della magistratura e l'inceppamento del sistema creditizio. Appare quindi ovvio che devono essere messe in campo una serie d'iniziative dal punto di vista normativo, ma ancor di più politico, per consentire la reale tutela dei risparmiatori.

Ci siamo infatti accorti di un altro problema. A tal proposito basta guardare il pronunciamento della CONSOB del 2017, in cui sanziona gli amministratori e i manager di Banca Etruria per aver ingannato il mercato. In tale pronunciamento la CONSOB afferma che tutto sommato non doveva garantire lei la veridicità del prospetto. Quindi, come giustamente fatto nell'ordine del giorno G1, possiamo porre in campo tutte le iniziative volte a promuovere l'effettiva diffusione dell'educazione finanziaria e garantire la lettura del prospetto, ma rimane il problema relativo ai soggetti che devono garantire la veridicità del prospetto stesso. Si inserisce qui anche il problema dei mancati controlli di Banca d'Italia e CONSOB.

Vi è poi il grande capitolo degli amministratori di queste banche. Le regole europee pongono un limite ai bonus dei banchieri, ma il problema è che quando va bene, incassano, ma quando va male, non pagano. Questo è il problema che ci siamo trovati di fronte. Un consigliere su quattro nei consigli di amministrazione delle banche italiane quotate non è in regola, cioè non rispetta i nuovi vincoli BCE, vale a dire le norme introdotte dalla quarta direttiva europea del 2013, la direttiva 2013/36/UE, che indica le norme da seguire. La stessa bozza del decreto ministeriale che recepisce i nuovi criteri, come richiesto dal Testo unico bancario, dà indicazioni chiare. Nonostante questo, un consigliere su quattro non è in regola, non rispetta i vincoli BCE in termini di onorabilità e professionalità.

Vi è infine un'altra questione importante che vorrei rilevare. Si insedierà ora la Commissione d'inchiesta, anche se non so dove potrà approdare in queste poche settimane, ma è evidente, come dimostrano i fatti recenti, che l'altro grande problema è la commistione, alle volte perversa, tra banche e industria, con guasti irreparabili nella gestione del credito.

Dobbiamo perciò fare ancora molto. Speriamo però che l'ordine del giorno G1 fornisca indicazioni chiare e che il Governo s'impegni effettivamente nel segno di perseguire gli amministratori delle banche, soprattutto per tutelare meglio i risparmiatori. (Applausi dal Gruppo Misto-SI-SEL).

CAPPELLETTI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CAPPELLETTI (M5S). Signor Presidente, il mio Gruppo guarda positivamente all'ordine del giorno G1, perché prevede, ad esempio, al primo punto, di favorire l'attuazione di una norma che porti gli amministratori, fatti oggetto di azioni di responsabilità accolte dal giudice, ad una condanna che sia quella da noi richiesta, vale a dire l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, dall'esercizio delle professioni, dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione.

Si tratta di una pena opportuna nei confronti dei manager responsabili degli istituti di credito e di coloro che sono chiamati a rispondere in un'azione di responsabilità. D'altra parte, l'ipotesi che si trovasse una convergenza su un testo condiviso in Parlamento era da ritenersi fondata, perché avevamo registrato talune affermazioni del ministro Padoan, nel corso di un'audizione in Commissione finanze, il quale aveva dichiarato di essere favorevole ad una norma che chiarisse che le responsabilità in questo campo sono sicuramente importanti e devono essere prima di tutto evitate ed, eventualmente, sanzionate. Tale dichiarazione era stata anticipata da una protesta del Movimento 5 Stelle, con l'esposizione di cartelli recanti la scritta: «A casa i banchieri colpevoli!». Forse, con l'ordine del giorno proposto facciamo un passo avanti in quella direzione.

Il Governo aveva già accolto, nel corso dell'esame del decreto-legge sulle banche venete, alcuni ordini del giorno con i quali si impegnava l'Esecutivo proprio in questa direzione, ovvero verso l'adozione tempestiva di una normativa sulla responsabilità degli amministratori delle banche fallite, con particolare riguardo alle responsabilità dei vertici aziendali. Insomma, facciamo un altro passo in quella direzione; si tratta comunque di passi piccoli, ma quantomeno nella direzione giusta.

Altri ordini del giorno importanti sono stati accolti dal Governo, ma non troviamo nessuno di quegli impegni né in questo testo, né in altri atti in arrivo al Senato. Mi riferisco, ad esempio, a un impegno che prevedeva di valutare l'adozione di misure che garantiscano un equo trattamento di ristoro a tutti gli investitori coinvolti e penalizzati dai comportamenti illeciti nella gestione delle banche e che hanno causato la crisi del sistema bancario negli ultimi due anni. Ahimè, questo impegno è rimasto lettera morta.

È bene ricordare sinteticamente che nel caso delle banche venete il sistema bancario - lo sottolineo: il sistema bancario - avrebbe dovuto sborsare 13 miliardi di euro per coprire il valore dei depositi da rimborsare tramite il Fondo interbancario di garanzia: ben 13 miliardi di euro. Il Governo ritenne allora di far risparmiare al sistema bancario quei 13 miliardi andando a chiedere ai cittadini italiani di sobbarcarsi l'onere e il rischio di pagare di tasca propria fino a 17 miliardi di euro solo per Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Dopodiché, la procedura di liquidazione ha tolto ai risparmiatori truffati la possibilità di chiedere un risarcimento in tribunale. Questo è bene ricordarlo, perché, pur in presenza di una sentenza che preveda un risarcimento, avendo il Governo regalato a Banca Intesa la parte sana delle due banche, non vi sarà capitale da aggredire per dare esecuzione alle stesse sentenze. Insomma, è stato dato un colpo di grazia agli oltre 200.000 piccoli azionisti che avevano acquistato, nell'arco degli anni, quote azionarie delle due banche.

Forse più che la responsabilità degli amministratori per i crack bancari andrebbe affrontata la responsabilità della classe politica, ma, mi rendo conto, questo allarga troppo il discorso.

In conclusione, stanti le premesse, esprimo voto favorevole del Movimento 5 Stelle all'ordine del giorno unitario. Tengo a puntualizzare che il punto 3) del dispositivo, quello relativo all'educazione finanziaria che viene auspicata in termini di aumento della conoscenza da parte dei cittadini degli strumenti finanziari, ci trova concordi in quanto l'intervento di per sé mira ad un aumento dell'educazione finanziaria nel nostro Paese, di cui c'è bisogno. Riteniamo, però, sia opportuno far presente che questa mancanza di educazione e di conoscenza degli strumenti finanziari non può e non deve essere attribuita ai cittadini, ai piccoli azionisti, ai risparmiatori che sono stati truffati, perché sono stati vittime non di un incauto acquisto, ma di truffe e raggiri, di falso in bilancio, di ostacolo alla vigilanza, di aggiotaggio, rispetto ai quali non c'erano conoscenze finanziarie che avrebbero potuto trarre rimedio. Dovrebbe essere lo Stato, con un sistema giuridico funzionante, a dar loro giustizia. (Applausi dal Gruppo M5S).

D'ALI' (FI-PdL XVII). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'ALI' (FI-PdL XVII). Signor Presidente, il nostro Gruppo aveva aderito alla mozione a prima firma del collega Augello, che ringrazio, contribuendo alla stesura di quel testo. Oggi ci troviamo di fronte a un testo proposto in maniera condivisa cui riteniamo di dover aderire.

Vogliamo considerare il testo in esame come l'inizio di una politica diversa da parte del Governo, che fino ad ora abbiamo visto essere abbastanza timido su questa materia. Le dinamiche e gli esiti non compiuti relativi alla famosa Commissione d'inchiesta in materia testimoniano come ci sia stata non una volontà dilatoria, ma certamente un atteggiamento frenante da parte del Governo e della maggioranza ad entrare nel vivo di tali questioni.

Non siamo affezionati all'aspetto giustizialista di questa vicenda, ma riteniamo che l'impianto sanzionatorio delle norme vigenti non sia sufficiente, non tanto a punire i colpevoli di eventuali reati di malversazione, quanto a garantire un risarcimento, non solo economico, ma anche morale, alle loro vittime. Quindi riteniamo che il documento in esame costituisca un passo avanti verso una maggiore incisività della politica di controllo su ciò che accade nel sistema bancario, che è anche conseguenza, naturalmente, di una scarsa politica di prevenzione di tali fenomeni, della chiusura di tanti occhi e del voltarsi dall'altra parte, per evitare forse di intercettare comportamenti anomali da parte di persone vicine al vertice governativo. Ripeto, oggi speriamo inizi un atteggiamento diverso, dato che l'intero Parlamento accoglie e promuove l'ordine del giorno in votazione.

Il testo in esame reca poi un invito «ad attuare nei tempi previsti le misure per la promozione e l'effettiva diffusione dell'educazione finanziaria». A parte che tale previsione è legge dello Stato già da un anno, essendo stata approvata da entrambi i rami del Parlamento, il fatto che il Governo si faccia sollecitare o, addirittura, nella sua stessa proposta di bozza unitaria inserisca un sollecito rivolto a se stesso, è significativo di quanto queste procedure siano lente e farraginose. Oggi come oggi l'unica educazione finanziaria che ha potuto maturare il cittadino, "sprovveduto" sulla tecnicalità di molti prodotti finanziari, è costituito dall'amara esperienza. Molte migliaia di cittadini italiani si sono dovute educare sul campo al rischio che hanno subito nel sottoscrivere determinati prodotti finanziari e ciò ha prodotto anche un effetto di conoscenza. Credo che ormai tutti gli italiani che si recano presso le banche o gli intermediari finanziari a sottoscrivere nuovi prodotti siano molto più accorti o, quantomeno, abbiano un'ansia di approfondimento dei possibili rischi del prodotto che vanno a sottoscrivere, che non rappresenta già una salvaguardia, ma che certamente consente loro un atteggiamento di maggiore prudenza. Tale educazione finanziaria sul campo è costato "morti e feriti", ma certamente ha prodotto anche un minimo di cordone sanitario intorno a tale vicenda.

Con l'ordine del giorno presentato abbiamo chiesto una revisione del termine previsto per accedere al beneficio del ristoro e abbiamo sottolineato, nel dibattito che ha preceduto la sua definitiva stesura, quanto sia indispensabile ‑ lo sanno il Governo, le forze politiche e i cittadini - che l'eventuale posticipo del termine venga preceduto da un'interlocuzione comunitaria: non solo dalla valutazione della normativa comunitaria in quanto tale, che già di per sé sarebbe forse ostativa, ma dalle procedure, in base alle quali occorre che il Governo italiano si rechi ancora una volta in Europa, per chiedere una deroga, ove necessario, alle attuali normative. Quindi, porre l'accento sulle procedure è importante, perché autorizza il Governo ad attivare questo tipo di interlocuzione, indispensabile al fine di poter posticipare il termine.

Abbiamo poi chiesto ed ottenuto - e ringrazio di questo il Governo ed il Presidente della 6a Commissione - che non si parlasse, in questo momento, della nuova gestione normativa dei crediti cosiddetti deteriorati, perché la Commissione finanze è attualmente impegnata su una risoluzione specifica e riteniamo sia corretto (ringrazio il Governo per aver accolto questa osservazione) attendere gli esiti del relativo dibattito per poter poi avviare un'attività normativa in grado di gestire - nel modo che le forze politiche riterranno migliore - quella vicenda, che è estremamente delicata nel panorama finanziario nazionale.

I cosiddetti crediti deteriorati, che poi raggruppano diverse fattispecie di crediti (da quelli in sofferenza ai dubbi esiti agli incagli), hanno certamente un'incidenza forte sui bilanci delle banche e sul sistema finanziario complessivo, ma hanno anche una refluenza estremamente importante sull'economia reale, perché in questo momento in cui ancora permangono gli effetti della crisi - per quanto sembri che la crisi stia forse cominciando ad allentare la sua morsa - certamente hanno una refluenza importante sui singoli imprenditori. Pertanto, tali crediti deteriorati non possono essere ricompresi tutti in un'unica categoria da gettare nel cestino o da affidare ai cosiddetti riscossori coattivi fuori dal sistema bancario, ma vanno gestiti con accortezza nell'ambito dello stesso sistema bancario, perché le banche non possono scaricare le proprie responsabilità in questo modo, né tantomeno affidare negativamente a società di solo recupero i rapporti finanziari che le singole aziende tengono col sistema.

Per tali ragioni, voteremo a favore dell'ordine del giorno G1, così come proposto dal Governo e dalle altre forze politiche. (Applausi dal Gruppo FI-PdL XVII).

MARINO Mauro Maria (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARINO Mauro Maria (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghe, signor Sottosegretario, si può dire che per una volta ci troviamo ad affrontare la complessa questione bancaria senza il vizio di uno strabismo elettorale che molte volte, purtroppo, ha connotato un confronto su questo tema importante e delicato. Senza questa forma di strabismo, si è potuto porre invece l'accento sul ruolo del cittadino risparmiatore. Nel caso di queste mozioni, tutto prende le mosse dal decreto-legge n. 99 del 2017, che rappresenta un ulteriore e decisivo passo per la stabilizzazione del sistema bancario, dopo l'intervento fatto sulle quattro banche poste in risoluzione e dopo la ricapitalizzazione precauzionale del Monte dei Paschi di Siena a fronte del risultato negativo di uno stress test condotto in condizioni avverse.

Sono stati adottati, in questi casi, come veniva giustamente ricordato in precedenza, tre strumenti diversi: in un caso il burden sharing, in un altro caso la ricapitalizzazione e nel terzo la liquidazione coatta amministrativa, ma non è mai stato applicato un quarto strumento, ovvero il bail in, che avrebbe veramente fatto pagare al cittadino risparmiatore una serie di oneri estremamente significativi.

Ci sarebbe da fare una riflessione - anche se questa non è la sede, ma voglio introdurre il tema in Assemblea - sul rapporto tra il bail out ed il bail in: il bail in viene introdotto perché non sia più il cittadino contribuente a pagare per interventi fatti sulle singole banche. Noi siamo riusciti ad evitare di ricorrere a questo strumento, ma una riflessione sull'equilibrio che ci deve essere fra questi due meccanismi è assolutamente necessaria.

Presso la 6a Commissione, infatti, è in corso un'ampia ed approfondita analisi delle proposte volte a modificare il bail in stesso e questo secondo un principio che dovremmo applicare in Europa: meno proteste, più proposte, ma soprattutto esserci, nel senso di essere presenti ai tavoli, e quindi affrontare questo tema in fase ascendente, dando un ruolo al Parlamento italiano nel processo legislativo europeo. Penso che ciò rappresenti un salto di qualità per il nostro Parlamento.

Si era previsto proprio in quella sede che questo lavoro, attraverso lo strumento della risoluzione, sarebbe dovuto approdare in Aula. Quella sarà l'occasione per fare una riflessione seria e compiuta, che coinvolga tutto il Senato e non solo la Commissione, su un tema importante e delicato.

Oggi però, fondamentalmente, si è raggiunto un buon risultato grazie al combinato disposto e all'interazione tra il lavoro parlamentare e la disponibilità del Governo, che qui ringrazio. Sicuramente un voto unanime, come quello che si sta profilando, ha il vantaggio, importante e significativo, di rafforzare l'azione del Governo nell'interlocuzione con l'Unione europea. Prima ho citato i tre strumenti utilizzati e ora voglio ricordare, anzitutto a me stesso, che, quando si trattò della procedura di risoluzione di quattro note banche, si pensò di ricorrere al Fondo interbancario di tutela dei depositi, ma fu proprio l'interlocuzione con l'Unione europea a impedircelo. Pertanto, penso che acquisire in maniera forte una maggiore solidità sia un salto di qualità anche nella nostra capacità di stare intorno a quei tavoli.

Allo stesso modo, come emerso anche nelle indagini conoscitive, è importante battersi perché ci sia una diversa valutazione del rischio di mercato rispetto al rischio di credito anche a favore delle nostre banche.

Ad ogni modo, con l'ordine del giorno in esame abbiamo ottenuto un doppio risultato, rafforzando il Governo nell'interlocuzione con l'Unione europea, ma anche - penso - dando un contributo significativo per rimettere in moto un processo di fiducia dei cittadini nei confronti del mondo bancario, essenziale a fronte della rivoluzione copernicana rappresentata dall'introduzione del bail in.

Come Parlamento, abbiamo dimostrato di saper venire incontro a queste istanze e abbiamo messo un ulteriore mattone nella costruzione di un edificio in cui il cittadino risparmiatore si sente a casa propria. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiedo conferma ai presentatori delle mozioni della volontà di ritirarle. Se non vi sono osservazioni, considero tutte le mozioni ritirate.

Procediamo dunque alla votazione dell'ordine del giorno G1.

SANTANGELO (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1, presentato dai senatori Augello, Bonfrisco, Barani, Cappelletti, De Petris, Guerra, Marino Luigi, Marino Mauro Maria, Quagliarello, Tosato e Zanda.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

LANZILLOTTA (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LANZILLOTTA (PD). Preciso di aver votato a favore.

PRESIDENTE. Ne prendo atto.

Apprezzate le circostanze, rinvio l'esame delle mozioni sui monumenti commemorativi di Cristoforo Colombo ad altra seduta.

Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, interpellanze e interrogazioni pervenute alla Presidenza saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ricordo che il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica oggi, alle ore 16,30, con l'ordine del giorno già stampato e distribuito.

La seduta è tolta (ore 12,50).

Allegato A

MOZIONI

Mozioni sulle responsabilità gestionali delle banche

(1-00812) (testo 3) (12 settembre 2017)

AUGELLO, QUAGLIARIELLO, ALICATA, AMIDEI, AURICCHIO, AZZOLLINI, BERNINI, BILARDI, BOCCARDI, BONFRISCO, BRUNI, CARRARO, CASSINELLI, COMPAGNA, D'ALI', D'AMBROSIO LETTIERI, DAVICO, DE SIANO, DI GIACOMO, FAZZONE, FLORIS, FUCKSIA, GALIMBERTI, GASPARRI, GIOVANARDI, GIRO, LIUZZI, MALAN, MARIN, PELINO, PERRONE, PICCINELLI, PICCOLI, RIZZOTTI, SCIASCIA, SCILIPOTI ISGRO', SCOMA, SERAFINI, TARQUINIO, ZIZZA, ZUFFADA. -

Ritirata

            Il Senato,

                    premesso che:

            nel corso dell'esame, presso la Camera dei deputati, del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca popolare di Vicenza SpA e di Veneto Banca SpA, il relatore del provvedimento presso la VI Commissione (Finanze), di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, ha tentato, sulla base degli elementi informativi acquisiti dai firmatari del presente atto, di raccogliere in un maxi-emendamento le nuove norme utili ad irrogare adeguate sanzioni riferibili all'esercizio dell'azione di responsabilità, ai sensi dell'articolo 2394-bis del codice civile, nonché ad ampliare la platea degli obbligazionisti beneficiari di ristoro, ridefinendo il termine di acquisto dei titoli al 1° febbraio 2016, invece che al 12 giugno 2014;

            per ragioni a giudizio dei proponenti incomprensibili, un ripensamento del Ministero dell'economia e delle finanze ha vanificato il lavoro del relatore, privandolo dell'apporto del Governo;

            nel corso dell'esame presso il Senato della Repubblica non è stata presa in considerazione, né discussa alcuna delle ipotesi di correzione del testo a causa dell'apposizione da parte del Governo della questione di fiducia sul testo approvato dalla Camera dei deputati;

            in questo modo, sono state nuovamente frustrate le legittime aspettative della pubblica opinione e dei risparmiatori rispetto all'assunzione delle responsabilità gestionali da parte degli amministratori delle banche fallite e sottoposte a procedura di commissariamento e liquidazione e, di conseguenza, la loro interdizione perpetua dai pubblici uffici, dall'esercizio delle professioni, dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione,

            impegna il Governo a favorire l'adozione tempestiva e comunque all'interno del primo provvedimento utile:

            1) di una normativa sulla responsabilità degli amministratori delle banche fallite che recepisca i contenuti illustrati nelle premesse, al fine di sanzionare adeguatamente i comportamenti irresponsabili e corrispondere alle legittime aspettative della pubblica opinione e dei risparmiatori;

            2) di adeguate misure, quando il curatore del fallimento, il commissario liquidatore e il commissario straordinario richiedano l'esercizio dell'azione di responsabilità, ai sensi dell'articolo 2394-bis del codice civile; in particolare, accertata l'esistenza dei requisiti per l'accoglimento della domanda nei confronti degli amministratori delle banche, la norma dovrebbe consentire ai giudici di condannare sempre questi ultimi all'interdizione perpetua dai pubblici uffici, dall'esercizio delle professioni, dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione;

            3) delle necessarie iniziative volte ad ampliare la platea degli obbligazionisti beneficiari di ristoro, posticipando il termine di acquisto dei titoli al 1° febbraio 2016 (invece che al 12 giugno 2014), affinché i risparmiatori degli istituti bancari falliti dopo il febbraio 2016 possano vedersi garantite le medesime misure prese per gli obbligazionisti di Banca Etruria, Banca delle Marche, Carichieti e Cassa di risparmio di Ferrara;

            4) delle necessarie iniziative volte a riferire l'applicabilità delle norme richiamate a tutte le procedure di amministrazione coatta a far data dal recepimento della direttiva 2014/59/UE mediante i decreti attuativi (decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, e decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 181).

(1-00813) (13 luglio 2017)

CAPPELLETTI, AIROLA, BERTOROTTA, BLUNDO, BOTTICI, BUCCARELLA, BULGARELLI, CASTALDI, CATALFO, CIAMPOLILLO, CIOFFI, COTTI, CRIMI, DONNO, ENDRIZZI, FATTORI, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MARTON, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, NUGNES, PAGLINI, PETROCELLI, PUGLIA, SANTANGELO, SCIBONA, SERRA, TAVERNA. -

Ritirata

            Il Senato,

                    premesso che:

            in sede di esame, in prima lettura, presso la Camera dei deputati, del disegno di legge di conversione del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca popolare di Vicenza SpA e di Veneto banca SpA (AC 4565), il testo del provvedimento non ha subito modifiche, fatta eccezione per il mero coordinamento formale e per la rifusione in esso del decreto-legge 16 giugno 2017, n. 89, recante interventi urgenti per assicurare la parità di trattamento dei creditori nel contesto di una ricapitalizzazione precauzionale nel settore creditizio;

            nel corso dell'esame in VI Commissione (Finanze) alla Camera dei deputati, lo stesso relatore del provvedimento ha presentato un emendamento che poi, a giudizio degli interroganti pretestuosamente, è stato ritirato;

            tale proposta emendativa (1.01 del relatore) raccoglie norme volte ad ampliare la platea degli obbligazionisti beneficiari delle prestazioni del fondo di solidarietà previsto dell'articolo 1, comma 855, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, posticipando il termine di acquisto dei titoli al 1° febbraio 2016 invece che al 12 giugno 2014;

            l'emendamento del relatore prevede, altresì, norme volte a irrogare adeguate sanzioni riferibili all'esercizio dell'azione di responsabilità, ai sensi dell'articolo 2394-bis del codice civile, in particolare per consentire al giudice, accolta la domanda, di condannare gli amministratori delle banche all'interdizione perpetua dai pubblici uffici, all'interdizione perpetua dall'esercizio delle professioni, dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e all'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione;

            il ritiro dell'emendamento da parte del relatore, nonché l'apposizione della questione di fiducia in Aula, non ha consentito il dibattito su temi delicati come il ristoro degli investitori e l'assunzione delle responsabilità da parte dei vertici aziendali delle banche poste in liquidazione;

            a giudizio dei proponenti questa condotta lede, da un lato, le legittime aspettative da parte dei risparmiatori, dall'altro, le prerogative di un Parlamento nuovamente depotenziato e privato della sua primaria funzione;

            appare, pertanto, necessario scongiurare il ripetersi di tale assurda e irragionevole condotta anche in Senato,

                    impegna il Governo:

            1) a favorire tempestivamente il più ampio dibattito sulle problematiche analizzate, anche al fine di definire una normativa sulla responsabilità degli amministratori delle banche fallite nel senso indicato nelle premesse, avendo riguardo in particolar modo alla questione della responsabilità dei vertici aziendali;

            2) a favorire l'adozione di misure adeguate, al fine di consentire all'autorità giudiziaria, accertata la responsabilità dei vertici aziendali, di condannare sempre questi ultimi all'interdizione perpetua dai pubblici uffici, all'interdizione perpetua dall'esercizio delle professioni, dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e all'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione;

            3) a porre in atto misure volte a garantire un equo trattamento di ristoro, a parità di condizioni, per tutti gli investitori coinvolti nelle ormai molteplici crisi che hanno investito il sistema bancario.

(1-00814) (testo 2) (19 settembre 2017)

DE PETRIS, BAROZZINO, BOCCHINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, PETRAGLIA, MINEO, MASTRANGELI. -

Ritirata

            Il Senato,

                    premesso che:

            con il decreto-legge n. 99 del 2017, all'esame della Camera dei deputati, a giudizio dei proponenti, il Governo ha accollato ancora una volta alla collettività tutti i costi dell'operazione di salvataggio di istituti di credito, regalando le due banche venete "ripulite" delle loro sofferenze a Intesa Sanpaolo, senza che siano state previste sanzioni particolari nei confronti degli amministratori responsabili dei fallimenti bancari;

            il relatore del provvedimento alla Camera dei deputati aveva comunque presentato un emendamento che aggiungeva l'articolo 1-bis (1.01, Misure di ristoro ed altre misure) nel quale, tra le altre modifiche, proponeva che, ove i commissari liquidatori esercitassero l'azione di responsabilità ai sensi dell'articolo 2394-bis del codice civile, il giudice, qualora accogliesse la domanda nei confronti degli amministratori delle banche, condannasse sempre questi ultimi all'interdizione perpetua dai pubblici uffici, all'interdizione perpetua dall'esercizio delle professioni, dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e all'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione;

            questo emendamento, che riguardava tutti gli istituti di credito, e dunque anche gli ex amministratori di Banca Etruria, Cassa di risparmio di Chieti, Banca delle Marche, Cassa di risparmio di Ferrara e Monte dei Paschi di Siena, non è stato poi inserito dal Governo nel testo sul quale ha posto la fiducia;

            lo stesso presidente della V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione) della Camera, Boccia (PD), ha definito "incomprensibile e politicamente ingiustificabile non aver colto il lavoro eccellente fatto da Sanga", il relatore;

            l'emendamento Sanga conteneva, inoltre, norme a favore degli ex azionisti e ampliava i criteri per il rimborso agli obbligazionisti subordinati delle banche venete. Concedeva, infatti, l'accesso agli indennizzi a tutti quelli che avevano comprato i bond fino al 1° febbraio 2016, e non più entro giugno 2014,

                    impegna il Governo:

            1) a favorire l'adozione tempestiva, e comunque prima dell'avvio della sessione di bilancio, di una normativa sulla responsabilità degli amministratori delle banche fallite che recepisca i contenuti illustrati nelle premesse, sia per la parte che prevede l'esercizio di responsabilità ai sensi dell'articolo 2394-bis del codice civile, consentendo ai giudici, qualora accogliessero la domanda nei confronti degli amministratori delle banche, di condannare sempre questi ultimi all'interdizione perpetua dai pubblici uffici, all'interdizione perpetua dall'esercizio delle professioni, dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e all'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione, sia per la parte che consente di ampliare la platea dei risparmiatori beneficiari di ristoro;

            2) a favorire il posticipo, dunque, per accedere al beneficio del ristoro, del termine di sottoscrizione o di acquisto degli strumenti finanziari di debito subordinato alla data del 1° febbraio 2016;

            3) ad attivarsi per riferire l'applicabilità delle norme richiamate a tutte le procedure di amministrazione coatta, a far data dal recepimento nel nostro ordinamento legislativo della direttiva 2014/59/UE (BRRD, Bank recovery and resolution directive) mediante i decreti attuativi (decreti legislativi n. 180 e n. 181 del 2015).

(1-00815) (13 luglio 2017)

STEFANI, TOSATO, CENTINAIO, ARRIGONI, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STUCCHI, VOLPI. -

Ritirata

            Il Senato,

                    premesso che:

            la situazione di dissesto di Banca popolare di Vicenza e Veneto banca è stata nota per diversi anni, tanto che il Gruppo della Lega ha continuamente richiesto un intervento statale che tutelasse i risparmiatori e, in particolare, i soci azionisti. Questi ultimi, infatti, essendo originariamente soci (perché i due istituti erano banche popolari che sono state costrette a trasformarsi in società per azioni ai sensi del decreto-legge n. 3 del 2015, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 33 del 2015) e non azionisti professionisti, sono sicuramente meritevoli di una protezione diversa, e privilegiata, rispetto agli speculatori istituzionali, la cui regola è solo quella del profitto;

            si tenga costantemente presente che, anche in questo, come in altri casi italiani, a causa delle regole di condotta delle due banche, i titoli azionari e subordinati sono stati venduti anche a piccoli risparmiatori, veramente inconsapevoli dei rischi connessi alle operazioni di investimento loro proposte;

            il decreto-legge n. 99 del 2017, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca popolare di Vicenza SpA e di Veneto banca SpA, introduce disposizioni urgenti per facilitare la liquidazione coatta amministrativa dei due istituti veneti, al fine di garantire la continuità delle due imprese bancarie, ma presenta diverse criticità;

            quelle più rilevanti riguardano la disparità riservate ai risparmiatori subordinati delle due banche, che avranno un trattamento diverso rispetto a quello stabilito per i detentori di titoli subordinati di Monte dei Paschi di Siena, i quali, invece di espletare complicate procedure arbitrali o richiedere istanza di indennizzo forfettario all'80 per cento, hanno potuto usufruire della conversione dei propri bond subordinati in azioni riacquistate dal Ministero dell'economia e delle finanze. Anche se in base alla rischiosità dei titoli da loro acquistati non tutti avranno il 100 per cento del rimborso, in ogni caso, la maggior parte sarà ristorata interamente, e senza complicazioni burocratiche;

            al contrario, l'articolo 6 di decreto-legge n. 99 prevede di applicare, per i detentori di titoli subordinati delle banche che siano investitori al dettaglio, i complicati meccanismi di "ristoro forfettario" o di "procedura arbitrale", analoghi a quelli stabiliti dal decreto-legge n. 59 del 2016 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 119 del 2016) per i 4 istituti posti in risoluzione nel novembre 2015 (Cassa di risparmio della provincia di Chieti, Banca Etruria, Banca Marche e Cassa di risparmio di Genova) e dalla legge di stabilità per il 2016 (legge n. 208 del 2015), che ha istituito il fondo di solidarietà;

            in particolare, l'articolo riserva tali misure di ristoro solo agli investitori non istituzionali che, al momento dell'avvio della liquidazione coatta amministrativa, detenevano strumenti finanziari di debito subordinato emessi dalle banche poste in liquidazione sottoscritti, o acquistati, entro la data del 12 giugno 2014, data della pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell'Unione europea della direttiva 2014/59/UE (cosiddetta direttiva BRRD, Bank recovery and resolution directive), esclusivamente nell'ambito di un rapporto negoziale diretto con le medesime banche emittenti;

            il Governo, inoltre, in sede di discussione alla Camera del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 99 del 2016 (AC 4565), non ha accolto le proposte di modifica parlamentari finalizzate ad attenuare simili disparità e a rendere meno onerosa la partecipazione dei piccoli risparmiatori al salvataggio delle due banche;

            l'intervento sugli istituti veneti, come tutti gli interventi governativi attuati nel recente passato, dalla riforma delle banche popolari, a quella delle banche cooperative, dalla sottoposizione a risoluzione delle 4 banche Cassa di risparmio di Ferrara, Banca Etruria, Banca Marche e Cassa di risparmio di Chieti, all'intervento su Monte dei Paschi di Siena, si è reso necessario, in parte, a causa della crisi finanziaria che ha causato un numero pericoloso di sofferenze bancarie nel nostro sistema bancario. Dall'altro lato, però, la responsabilità dell'attuale situazione è anche largamente imputabile alla gestione negligente di alcuni vertici che, nell'impunità e nell'irresponsabilità totale, hanno contribuito ad aggravare la situazione patrimoniale delle banche da loro gestite, consapevoli che poi i rischi sarebbero ricaduti sui risparmiatori, non risparmiando neanche le fasce più deboli;

            in questo ambito si rende quindi necessario inasprire le sanzioni penali per i tutti i reati commessi nello specifico settore bancario, al fine di aumentare l'accountability della dirigenza;

            precedentemente alla sottoposizione a tale procedura, le due banche, nell'estremo tentativo di sanare la propria situazione patrimoniale, hanno concordato, mediante offerte pubbliche, accordi transattivi con gli azionisti i quali, in cambio della rinuncia ad agire in giudizio, hanno ricevuto un esiguo indennizzo (il valore delle azioni della Popolare di Vicenza è passato da 62,5 euro a 9 euro, creando una maxi minusvalenza);

            nella procedura di liquidazione, mediante revocatoria, potrebbero essere aggrediti anche tali indennizzi, con considerevole aggravamento del pregiudizio già imposto a questi risparmiatori;

            inoltre, la direzione regionale del Veneto dell'Agenzia delle entrate, mediante circolare, ha già reso noto che gli indennizzi ricevuti non sono esenti dall'imponibilità ai fini IRPEF, in qualità di reddito diverso di cui all'articolo 67, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986,

                    impegna il Governo:

            1) a favorire l'adozione di norme più stringenti per l'accertamento delle responsabilità dei dissesti patrimoniali bancari imputabili alla dirigenza, al fine di sanzionare quest'ultima con pesanti pene pecuniarie di natura amministrativa, di introdurre il divieto assoluto di ricoprire qualsiasi tipo di ruolo dirigenziale negli istituti di credito per coloro che si sono resi responsabili della cattiva gestione e di aumentare le sanzioni penali nel caso specifico in cui, a causa della mala gestio, si verifichino perdite dell'istituto bancario tali da coinvolgere un elevato numero di risparmiatori appartenenti alla clientela retail, e in particolare:

            a) ad adottare ulteriori iniziative legislative, anche con normative emergenziali, al fine di inasprire le pene detentive nel minimo, in modo che detta pena non sia inferiore a 5 anni di reclusione (adeguando, nel caso, la pena massima) per i reati commessi nell'esercizio della funzione dirigenziale bancaria e, nello specifico: per il reato di truffa di cui all'articolo 640 del codice penale; per il reato di aggiotaggio di cui all'articolo 501 del codice penale; per il reato di false comunicazioni che provocano una diminuzione patrimoniale per i soci o i creditori di cui all'articolo 2621 del codice civile; per il reato di ostacolo all'esercizio di funzione della vigilanza da parte di pubbliche autorità di cui all'articolo 2638 del codice civile;

            b) a favorire la previsione in base alla quale, qualora i commissari liquidatori esercitino l'azione di responsabilità ai sensi dell'articolo 2394-bis del codice civile, la sanzione nei confronti degli amministratori delle banche preveda anche l'interdizione perpetua dall'esercizio delle professioni, dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione;

            c) a prevedere ulteriori iniziative legislative al fine di ricomprendere in modo certo, quali soggetti imputabili del reato di bancarotta fraudolenta, anche i dirigenti o comunque coloro che hanno svolto funzioni apicali, anche di fatto, all'interno degli istituti bancari;

            2) ad aumentare la platea dei risparmiatori subordinati ammessi alle procedure di ristoro previste dalla legge di stabilità per il 2016, in modo da rendere meno oneroso per i risparmiatori retail il concorso alla liquidazione delle due banche, ricomprendendo anche coloro che hanno acquistato i titoli subordinati da intermediari finanziari diversi dalle banche emittenti venete, quali, ad esempio, i promotori finanziari;

            3) ad aumentare la platea dei risparmiatori subordinati ammessi alle procedure di ristoro previste dalla legge di stabilità per il 2016, in modo da rendere meno oneroso per i risparmiatori retail il concorso alla liquidazione delle due banche, estendendo oltre il 12 giugno 2014 la data entro la quale i titoli subordinati devono esser stati acquistati come condizione per accedere al fondo, posticipandola, almeno, alla data dell'entrata in vigore della normativa del bail-in prevista dai decreti legislativi n. 180 e 181 del 2015 di recepimento della direttiva BRRD;

            4) considerato l'importo dell'indennizzo ricevuto dai soci ai sensi delle offerte pubbliche, a favorire l'adozione di adeguate misure legislative al fine di introdurre una deroga temporanea alla normativa in tema di imposte stabilita dal testo unico delle imposte sui redditi, in modo da escludere tali esigui indennizzi dall'imposizione fiscale e di prevedere la possibilità di utilizzare le minusvalenze di natura finanziaria realizzate in seguito alla cessione delle medesime azioni in compensazione di eventuali plusvalenze su altri titoli;

            5) ad adottare le opportune iniziative legislative al fine di introdurre, durante l'espletamento delle procedure di liquidazione, le adeguate misure di protezione delle somme ricevute dagli azionisti a titolo di indennizzo a seguito degli accordi transattivi, evitando che queste possano essere oggetto di azione revocatoria da parte dei commissari liquidatori.

(1-00816) (testo 2) (19 settembre 2017)

GUERRA, FORNARO, PEGORER, BATTISTA, CAMPANELLA, CASSON, CORSINI, DIRINDIN, GATTI, GOTOR, GRANAIOLA, LO MORO, MIGLIAVACCA, RICCHIUTI, SONEGO. -

Ritirata

            Il Senato,

                    premesso che:

            durante l'iter di conversione, presso la Camera dei deputati, del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, recante "Disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A.", il relatore del provvedimento presso la VI Commissione permanente (Finanze) aveva accolto in un maxi-emendamento, inizialmente con l'accordo del Ministero dell'economia e delle finanze, la proposta secondo la quale, in caso di esercizio dell'azione di responsabilità nei confronti di amministratori di banche, ai sensi dell'articolo 2394-bis del codice civile, si sarebbero applicate nei confronti dei suddetti amministratori pene accessorie, quali l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, l'interdizione perpetua dall'esercizio delle professioni, nonché dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, oltre all'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione;

            nello stesso emendamento, erano altresì previste norme atte ad ampliare la platea degli obbligazionisti con diritto di rimborso, in particolare stabilendo il termine di acquisto dei titoli dalle banche venete al 1° febbraio 2016, anziché al 12 giugno 2014, così da comprendere anche i milioni di bond emessi nel 2015;

            successivamente, secondo quanto risulta ai proponenti, un improvviso ripensamento del Ministero dell'economia ha tolto al relatore l'appoggio del Governo, vanificandone il lavoro e, soprattutto, frustrando le legittime aspettative della pubblica opinione e dei risparmiatori, che, di fronte a comportamenti di elevato disvalore sociale, si aspettano adeguata assunzione di responsabilità da parte degli amministratori di banche fallite o comunque sottoposte a procedura di commissariamento e liquidazione,

                    impegna il Governo:

            1) a favorire l'adozione tempestiva di una normativa sulla responsabilità degli amministratori delle banche fallite, che recepisca i contenuti indicati nelle premesse, promuovendo, quindi, l'adozione di adeguate misure affinché, ove venga esercitata l'azione di responsabilità, ai sensi dell'articolo 2394-bis del codice civile, e risulti accertata l'esistenza dei requisiti per l'accoglimento della domanda nei confronti degli amministratori delle banche, i giudici siano nella condizione di condannare sempre detti amministratori all'interdizione perpetua dai pubblici uffici, dall'esercizio delle professioni, dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese ovvero a stabilire l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione;

            2) ad adottare le necessarie iniziative volte ad ampliare la platea degli obbligazionisti beneficiari di ristoro, prevedendo che abbiano diritto all'indennizzo tutti coloro che hanno acquistato bond dalla Banca popolare di Vicenza e da Veneto banca al 1° febbraio 2016, non più quindi al 12 giugno 2014, rappresentando questa una misura di equità tesa ad assicurare ai risparmiatori degli istituti bancari falliti, dopo il febbraio 2016, le stesse garanzie già accordate agli obbligazionisti di Banca Etruria, Banca delle Marche, Cassa di risparmio di Chieti e Cassa di risparmio di Ferrara.

(1-00830) (19 settembre 2017)

ZANDA, BIANCONI, ZELLER, Mauro Maria MARINO, TONINI, Gianluca ROSSI, SANTINI, GUERRIERI PALEOTTI, RUSSO. -

Ritirata

            Il Senato,

                    premesso che:

            con il decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017, n. 121, è stato compiuto un ulteriore decisivo passo verso la completa stabilizzazione del sistema bancario italiano;

            tale intervento fa seguito alle misure adottate per la risoluzione di 4 banche e la ricapitalizzazione preventiva del Monte dei Paschi di Siena;

            il sistema bancario italiano ha subito nell'arco di un decennio le conseguenze, prima della crisi finanziaria del 2007-2010, (con minori effetti rispetto alle banche di altri Paesi), successivamente di quella del debito sovrano (in ragione dell'esposizione delle banche italiane verso il Paese, per l'ingente volume di titoli di Stato detenuti) e poi della crisi dell'economia italiana nel suo complesso, che ha inciso pesantemente sui bilanci bancari con l'accumularsi di crediti deteriorati;

            nello stesso tempo, per le banche oggetto di interventi pubblici sono emersi, altresì, pesanti responsabilità nella gestione del credito, con affidamenti rispondenti a logiche relazionali e non di merito di credito e di allocazione di titoli in contrasto con la disciplina di trasparenza e tutela del risparmio;

            considerato inoltre che:

            è stata varata l'Unione bancaria europea, e cioè un meccanismo unico di vigilanza, un meccanismo unico di risoluzione, senza l'impiego di risorse pubbliche;

            a partire dal 1° agosto 2013 gli indirizzi più restrittivi dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato nel settore finanziario hanno limitato gli spazi di manovra, compresi quelli svolti fino ad allora dal Fondo interbancario di tutela dei depositanti;

            dalla fine del 2015 l'Italia ha sperimentato, in accordo con le autorità europee, tre diverse opzioni di intervento in materia bancaria: risoluzione preceduta dal burden sharing dei creditori subordinati, vendita degli enti ponte, ristoro nella forma più ampia permessa dei detentori non professionali di titoli subordinati, vittime di misselling, da parte del sistema bancario tramite il Fondo interbancario di tutela dei depositanti; liquidazione coatta amministrativa con cessione di talune attività e passività ad un soggetto terzo, assistita da risorse pubbliche e ristoro in forma e a condizioni analoghe al caso citato; ricapitalizzazione precauzionale con continuità aziendale e ristoro tramite assegnazione di titoli a rischio contenuto dei detentori di titoli non professionali di titoli subordinati, vittime di misselling;

            è in corso un'ampia disamina delle proposte di modifica delle disposizioni relative alla gestione delle crisi bancarie in ambito europeo, relativa alla direttiva sulla risoluzione degli enti creditizi e quella sui requisiti patrimoniali, con un lavoro cui la 6ª Commissione permanente (Finanze e Tesoro) del Senato sta partecipando con la definizione di risoluzioni e atti in fase ascendente, sulle quali la Commissione stessa aveva ipotizzato un pronunciamento dell'Assemblea;

            visto inoltre che, anche in base alle risultanze delle indagini conoscitive condotte dalla Commissione Finanze del Senato, la gestione del credito, anche nelle banche venete, presentava irregolarità e scarsa valutazione del rischio di credito; che lo status di banca popolare, nello specifico, era stato utilizzato per adottare comportamenti, che andavano nel senso della scarsa trasparenza e della irresponsabilità dei gruppi dirigenti, percepiti come inamovibili; che la crisi economica del territorio non poteva non riflettersi sui bilanci delle banche; che i tentativi del management di tenere a galla la banca aveva dato vita a pesanti pressioni su correntisti e affidatari per l'acquisto di azioni per valori che sono poi crollati in pochi mesi;

            atteso infine che:

            la Commissione di inchiesta sul sistema bancario italiano potrà costituire il luogo e lo strumento di ulteriori approfondimenti e discussioni sulle criticità più importanti del sistema nel suo complesso;

            a normativa vigente, esiste un problema di percezione nell'opinione pubblica di sostanziale mancanza di incisività in termini di sanzioni dei comportamenti irregolari, illeciti o fraudolenti degli amministratori;

            nonostante le misure di ristoro anche nei confronti dei detentori di obbligazioni (strumenti finanziari diversi dalle azioni, ma comunque con carattere di investimento di rischio e ben diversi dai depositi) resta l'esigenza di ricostruire un saldo rapporto di fiducia con le banche,

                    impegna il Governo:

            1) a favorire in tempi rapidi una ricognizione del complesso delle norme sanzionatorie, sia di rango penale che amministrativo, al fine di verificarne l'adeguatezza, tenendo conto del quadro normativo dell'Unione europea in materia, compresa, per quanto riguarda le banche benficiarie di aiuti di Stato, la Banking Communication del 2013;

            2) a verificare l'opportunità di introdurre misure finalizzate a collegare, nei casi di banche sottoposte ad amministrazione straordinaria, l'esercizio dell'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori all'irrogazione di sanzioni nei loro confronti per condotte illecite e fraudolente;

            3) ad assumere iniziative, con il coinvolgimento delle autorità nazionali di vigilanza, per garantire la corretta applicazione, da parte di tutti soggetti abilitati a prestare servizi di investimento, delle regole finalizzate ad impedire il collocamento degli strumenti finanziari più rischiosi presso clienti al dettaglio non in grado di comprenderne l'effettivo rischio, e al contempo a rafforzare le sanzioni per il mancato rispetto di tali regole;

            4) ad avviare iniziative per la promozione e l'effettiva diffusione dell'educazione finanziaria allo scopo di aumentare la conoscenza da parte dei cittadini degli strumenti e dei servizi finanziari immessi sul mercato, nonché la loro capacità di valutazione dei profili di rischio associati alle diverse tipologie di prodotti offerti;

            5) a istituire, in accordo con le istituzioni dell'Unione europea e nel rispetto del quadro normativo dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato, un veicolo speciale per assistere le banche nell'opera di pulizia dei bilanci, in grado di creare un mercato dei crediti deteriorati, il cui smobilizzo ordinato, nel medio periodo, costituisce la strada maestra per restituire risorse all'economia reale e ridare capacità di credito alle banche.

(1-00831) (19 settembre 2017)

BARANI, MILO, COMPAGNONE, SCAVONE, Eva LONGO, LANGELLA, D'ANNA, PAGNONCELLI. -

Ritirata

            Il Senato,

                    premesso che:

            in data 27 luglio 2017 il Senato ha approvato definitivamente e senza modificazioni il decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017, n. 121, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza SpA e di Veneto Banca SpA, su cui il Governo ha posto la questione di fiducia;

            precedentemente, nel corso dell'esame di detto provvedimento alla Camera dei deputati, il relatore aveva presentato una proposta emendativa, in base alla quale si sarebbe disciplinato un inasprimento delle sanzioni attualmente previste circa l'esercizio dell'azione di responsabilità, ai sensi dell'art. 2394-bis del codice civile, oltre che l'ampliamento della platea degli obbligazionisti cui estendere i benefici previsti dal fondo di solidarietà, rimodulando il termine di acquisto dei titoli dal 12 giugno 2014 al 1° febbraio 2016;

            preso atto della contrarietà del Governo all'emendamento citato, il relatore procedeva al ritiro dello stesso e il disegno di legge di conversione del decreto veniva approvato sottoponendo all'Aula, anche in quest'occasione chiamata a esprimere la fiducia al Governo, un maxiemendamento, privo di tali proposte modificative;

            la circostanza ha sollevato un certo clamore politico, anche all'interno della stessa maggioranza di Governo pronta ad avallare l'emendamento del relatore, poi ritirato;

            con la fiducia posta al Senato sul testo licenziato dalla Camera dei deputati non vi è stata possibilità alcuna da parte dell'Assemblea di Palazzo Madama di intervenire a modificare il testo del provvedimento rispetto alle linee decretate dal Governo,

                    impegna il Governo:

            1) a promuovere, nel primo provvedimento attinente alla materia, una normativa atta a delineare con chiarezza i comportamenti e le responsabilità in capo agli amministratori delle banche fallite o in fallimento;

            2) a fare tutto quanto nelle proprie possibilità per garantire i risparmiatori degli istituti bancari falliti dopo il 1° febbraio 2016, al pari di quanto previsto per i beneficiari dei titoli al 12 giugno 2014;

            3) a rendere meno oneroso possibile per i risparmiatori la partecipazione ai processi di liquidazione degli istituti di credito in fallimento.

ORDINE DEL GIORNO

G1

AUGELLO, BARANI, BONFRISCO, CAPPELLETTI, DE PETRIS, GUERRA, Luigi MARINO, Mauro Maria MARINO, QUAGLIARIELLO, TOSATO, ZANDA

Approvato

Il Senato

            impegna il Governo:

            1) a favorire tempestivamente un'iniziativa normativa sulla responsabilità degli amministratori, degli organi di controllo e dei dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili delle banche, finalizzata ad adottare adeguate misure affinché, ove venga esercitata l'azione di responsabilità, ai sensi dell'articolo 2394-bis del codice civile nei confronti dei medesimi soggetti e ne risultino accertate le responsabilità, sia resa più agevole la facoltà di attivare le pene accessorie, con particolare riferimento all'interdizione perpetua dai pubblici uffici, dall'esercizio delle professioni, dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese ovvero a stabilire l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione;

            2) a realizzare in tempi rapidi una ricognizione del complesso delle norme sanzionatone, sia di rango penale che amministrativo, al fine di verificarne l'adeguatezza, tenendo conto del quadro normativo dell'Unione europea in materia, compresa, per quanto riguarda le banche beneficiarie di aiuti di Stato, la Banking Communication del 2013 ;

            3) ad attuare nei tempi previsti le misure per la promozione e l'effettiva diffusione dell'educazione finanziaria - consentendo la piena operatività del comitato per la programmazione e il oordinamento delle attività di educazione finanziaria, di cui al decreto-legge n. 237, convertito dalla legge n. 15 del 17 febbraio 2017 - allo scopo di aumentare la conoscenza da parte dei cittadini degli strumenti e dei servizi finanziari immessi sul mercato, nonché la loro capacità di valutazione dei profili di rischio associati alle diverse tipologie di prodotti offerti. A tal fine ad assumere iniziative, con il coinvolgimento delle autorità nazionali di vigilanza, per garantire la corretta applicazione, da parte di tutti i soggetti abilitati a prestare servizi di investimento, delle regole finalizzate ad impedire il collocamento degli strumenti finanziari più rischiosi presso clienti al dettaglio non in grado di comprenderne l'effettivo rischio, e al contempo a rafforzare le sanzioni per il mancato rispetto di tali regole;

            4) a favorire, nell'ambito di quanto previsto dalle procedure europee e dai criteri stabiliti dalla legislazione vigente, il posticipo del termine previsto per accedere al beneficio del ristoro

.

Allegato B

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione:

Mozioni sulle responsabilità gestionali delle banche:

sull'ordine del giorno G1, la senatrice Lanzillotta avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Airola, Amati, Anitori, Bubbico, Catalfo, Cattaneo, Chiavaroli, Della Vedova, De Poli, D'Onghia, Esposito Stefano, Favero, Gentile, Lepri, Mangili, Monti, Napolitano, Nencini, Olivero, Piano, Pizzetti, Puppato, Rubbia, Ruvolo, Scavone, Sciascia e Vaccari.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Casini, per attività della 3a Commissione permanente; Casson e Stucchi, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Mirabelli e Molinari, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere; Scalia, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE); Di Biagio, Longo Fausto Guilherme e Zin, per partecipare a un incontro internazionale; Carraro, per partecipare a un incontro istituzionale.

Commissioni permanenti, trasmissione di documenti

In data 25 settembre 2017, è stata trasmessa alla Presidenza una risoluzione della 7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport), approvata nella seduta del 19 settembre 2017, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sulla relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni sull'attuazione e la pertinenza del piano di lavoro dell'Unione europea per lo sport (2014-2017) (COM (2017) 22 definitivo) (Atto comunitario n. 303) (Doc. XVIII, n. 218).

Ai sensi dell'articolo 144, comma 2, del Regolamento, il predetto documento è stato trasmesso al Presidente del Consiglio dei ministri e al Presidente della Camera dei deputati.

Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario, composizione

Il Presidente del Senato, in data 21 settembre 2017, ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario i senatori Augello, Bellot, Casini, Ceroni, D'Alì, Del Barba, De Pin, Fabbri, Giannini, Girotto, Marcucci, Mauro Maria Marino, Martelli, Migliavacca, Mirabelli, Molinari, Pagnoncelli, Sangalli, Tosato e Zeller.

La Presidente della Camera dei deputati, in pari data, ha chiamato a far parte della medesima Commissione i deputati Bonifazi, Brunetta, Capezzone, Cenni, Dal Moro, Dell'Aringa, Meloni, Orfini, Paglia, Ruocco, Sanga, Savino, Sibilia, Tabacci, Tancredi, Taranto, Vazio, Villarosa, Zanetti e Zoggia.

Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati

Interventi per il settore ittico. Deleghe al Governo per il riordino e la semplificazione normativa nel medesimo settore e in materia di politiche sociali nel settore della pesca professionale (2914)

(presentato in data 22/09/2017)

C.338 approvato in testo unificato dalla Camera dei deputati (T.U. con C.339, C.521, C.1124, C.4419, C.4421).

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatori Zanoni Magda Angela, Zanda Luigi, Bianconi Laura, Zeller Karl, Guerra Maria Cecilia, De Petris Loredana, Tonini Giorgio, De Biasi Emilia Grazia, Di Giorgi Rosa Maria, Maturani Giuseppina, Borioli Daniele Gaetano, Mandelli Andrea, Orru' Pamela Giacoma Giovanna

Disposizioni per la redazione del bilancio di genere da parte degli enti territoriali (2915)

(presentato in data 21/09/2017);

senatore Panizza Franco

Modifiche alla legge 2 gennaio 1989, n. 6, in materia di ordinamento della professione di guida alpina (2916)

(presentato in data 22/09/2017).

Progetti di atti e documenti dell'Unione europea, trasmissione

Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, nel periodo dal 3 luglio al 3 settembre 2017, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234 - progetti di atti dell'Unione europea, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi. Con tali comunicazioni, il Governo ha altresì richiamato l'attenzione su taluni degli atti inviati.

Nel medesimo periodo, la Commissione europea ha inviato atti e documenti di consultazione adottati dalla Commissione medesima.

I predetti atti e documenti sono trasmessi alle Commissioni, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento.

Il testo degli atti e documenti medesimi è disponibile presso il Servizio affari internazionali - Ufficio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione europea.

Governo, composizione

Il Presidente del Consiglio dei ministri ha inviato la seguente lettera:

"Roma, 25 settembre 2017

Onorevole Presidente,

informo la S.V. che il Presidente della Repubblica, con proprio decreto in data odierna, adottato su mia proposta, sentito il Consiglio dei Ministri, ha nominato Sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri l'on. dott.ssa Paola DE MICHELI, con la cessazione contestuale dalla carica di Sottosegretaria di Stato per l'economia e le finanze.

f.to Paolo Gentiloni"

Governo, trasmissione di atti per il parere

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 22 settembre 2017, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 7 ottobre 2015, n. 167 - lo schema di decreto legislativo recante revisione e integrazione del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante codice della nautica da diporto e attuazione della direttiva 2003/44/CE (n. 461).

Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 22 settembre 2017 - alla 8a Commissione permanente nonché - per le conseguenze di carattere finanziario - alla 5a Commissione permanente, che esprimeranno i propri pareri entro il termine del 12 ottobre 2017. Le Commissioni 1a, 2a e 14a potranno formulare le proprie osservazioni alla 8a Commissione il 6 ottobre 2017.

Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con lettera in data 13 settembre 2017, ha trasmesso, - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, e dell'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213 - lo schema di decreto ministeriale per il riparto della quota del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca per l'anno 2015 destinata al finanziamento premiale di specifici programmi e progetti (n. 462).

Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 7a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine 26 ottobre 2017.

Governo, trasmissione di documenti

Il Ministro della giustizia, con lettera in data 18 settembre 2017, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 294 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, la relazione sull'applicazione della normativa in materia di patrocinio a spese dello Stato, rispettivamente, nei procedimenti civili, riferita agli anni 2015-2016 e, nei procedimenti penali, riferita agli anni dal 1995 al 2016 con aggiornamenti al mese di luglio 2017.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2a Commissione permanente (Doc. XCVI, n. 5).

Governo, trasmissione di documenti e assegnazione

Il Presidente del Consiglio dei ministri, con lettera in data 23 settembre 2017, ha presentato, ai sensi degli articoli 7, comma 2, lettera b), e 10-bis della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2017 (Doc. LVII, n. 5-bis).

Con medesima lettera, il Presidente del Consiglio dei ministri ha altresì trasmesso la relazione ai sensi dell'articolo 6, comma 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 243 (Doc. LVII, n. 5-bis - Annesso).

Alla nota sono inoltre allegati:

le relazioni sulle spese di investimento e sulle relative leggi pluriennali, di cui ai commi 3, 4 e 5 del predetto articolo 10-bis (Doc. LVII, n. 5-bis - Allegato I);

il rapporto programmatico recante gli interventi in materia di spese fiscali, di cui al comma 5-bis del medesimo articolo 10-bis (Doc. LVII, n. 5-bis - Allegato II);

il rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all'evasione fiscale e contributiva, di cui al comma 1 dell'articolo 10-bis.1 della predetta legge n. 196 del 2009 (Doc. LVII, n. 5-bis - Allegato III);

la relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva, predisposta ai sensi del comma 3 del medesimo articolo 10-bis.1 (Doc. LVII, n. 5-bis - Allegato IV).

La Nota di aggiornamento e l'ulteriore documentazione richiamata sono state trasmesse, in data 25 settembre 2017, alla 5a Commissione permanente e, per il parere, a tutte le altre Commissioni permanenti nonché, per eventuali osservazioni, alla Commissione parlamentare per le questioni regionali. Le Commissioni si esprimeranno in tempo utile affinché la Commissione Bilancio riferisca all'Assemblea nei termini che saranno stabiliti dal calendario dei lavori.

Garante del contribuente, trasmissione di atti

Con lettera in data 11 settembre 2017, è stata inviata, ai sensi dell'articolo 13, comma 13-bis, della legge 27 luglio 2000, n. 212, la relazione sull'attività nel 2016 dal Garante del contribuente della Regione Valle d'Aosta.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6a Commissione permanente (Atto n. 1090).

Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti

E' pervenuto al Senato un voto della regione Molise concernente "Linee guida regionali per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare".

Tale voto è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 11a Commissione permanente (n. 139).

Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, trasmissione di documenti

L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, ha inviato, in data 7 luglio 2017, il testo di otto raccomandazioni e di dodici risoluzioni, approvate da quel consesso nel corso della riunione della Commissione Permanente dell'Assemblea svoltasi a Strasburgo dal 26 al 30 giugno 2017. Questi documenti sono stati assegnati, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti nonché, per il parere, alla 3a e alla 14a Commissione permanente, se non già assegnati alle stesse in sede primaria:

raccomandazione n. 2105 - Promuovere l'integrità nella governance per combattere la corruzione politica. Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 2a Commissione permanente (Doc. XII-bis, n. 84);

raccomandazione n. 2106 - Il controllo parlamentare della corruzione: la cooperazione dei Parlamenti con i media investigativi. Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 2a Commissione permanente (Doc. XII-bis, n. 85);

raccomandazione n. 2107 - La situazione in Bielorussia. Il predetto documento è stato altresì trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani (Doc. XII-bis, n. 86);

raccomandazione n. 2108 - Una risposta umanitaria e politica globale alla crisi migratoria e dei profughi e al continuare dei flussi verso l'Europa. Il predetto documento è stato altresì trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (Doc. XII-bis, n. 87);

raccomandazione n. 2109 - La migrazione come opportunità per lo sviluppo dell'Europa. Il predetto documento è stato altresì trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (Doc. XII-bis, n. 88);

raccomandazione n. 2110 - L'esecuzione delle sentenze della Corte Europea dei diritti dell'uomo. Il predetto documento è stato altresì trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 2a Commissione permanente (Doc. XII-bis, n. 89);

raccomandazione n. 2111 - L'influenza politica sui media e i giornalisti indipendenti. Il predetto documento è stato altresì trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (Doc. XII-bis, n. 90);

raccomandazione n. 2112 - Il "Processo di Torino": rafforzare i diritti sociali in Europa. Il predetto documento è stato altresì trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 11a Commissione permanente (Doc. XII-bis, n. 91);

risoluzione n. 2169 - Il riconoscimento e l'attuazione del principio di responsabilità nell'Assemblea parlamentare. Il predetto documento è stato altresì trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (Doc. XII-bis, n. 92);

risoluzione n. 2170 - Promuovere l'integrità nella governance per combattere la corruzione politica. Il predetto documento è stato altresì trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 2a Commissione permanente (Doc. XII-bis, n. 93);

risoluzione n. 2171 - Il controllo parlamentare della corruzione: la cooperazione dei Parlamenti con i media investigativi. Il predetto documento è stato altresì trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 2a Commissione permanente (Doc. XII-bis, n. 94);

risoluzione n. 2172 - La situazione in Bielorussia. Il predetto documento è stato altresì trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani (Doc. XII-bis, n. 95);

risoluzione n. 2173 - Una risposta umanitaria e politica globale alla crisi dei migranti e dei rifugiati in Europa. Il predetto documento è stato altresì trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (Doc. XII-bis, n. 96);

risoluzione n. 2174 - Ripercussioni sui diritti umani della risposta europea ai flussi migratori di transito nel Mediterraneo. Il predetto documento è stato altresì trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani (Doc. XII-bis, n. 97);

risoluzione n. 2175 - La migrazione come opportunità per lo sviluppo dell'Europa. Il predetto documento è stato altresì trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (Doc. XII-bis, n. 98);

risoluzione n. 2176 - L'integrazione dei profughi in una fase critica di pressione: insegnamenti ricavati dalle esperienze recenti ed esempi di buone pratiche. Il predetto documento è stato altresì trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (Doc. XII-bis, n. 99);

risoluzione n. 2177 - Porre fine alla violenza sessuale e alle molestie nei confronti delle donne nei luoghi pubblici. Il predetto documento è stato altresì trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1a e alla 2a Commissione permanente (Doc. XII-bis, n. 100);

risoluzione n. 2178 - L'esecuzione delle sentenze della Corte Europea dei diritti dell'uomo. Il predetto documento è stato altresì trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 2a Commissione permanente (Doc. XII-bis, n. 101);

risoluzione n. 2179 - L'influenza politica sui media e i giornalisti indipendenti. Il predetto documento è stato altresì trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (Doc. XII-bis, n. 102);

risoluzione n. 2180 - Il "processo di Torino": rafforzare i diritti sociali in Europa. Il predetto documento è stato altresì trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 11a Commissione permanente (Doc. XII-bis, n. 103).

Mozioni, apposizione di nuove firme

I senatori Cucca, Idem, Lai, Silvestro, Scilipoti Isgrò e Carraro hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00793 della senatrice Favero ed altri.

Il senatore Cassinelli ha aggiunto la propria firma alla mozione 1-00833 del senatore D'Alì ed altri.

Interrogazioni, apposizione di nuove firme

I senatori Caleo, Borioli, Pezzopane, Fasiolo, Pagliari, Amati, Stefano Esposito, Lai, Angioni e Favero hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-03984 della senatrice Albano.

I senatori Amati, Pezzopane, Favero, Astorre, Angioni e Dirindin hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-04001 della senatrice D'Adda ed altri.

Il senatore Piccinelli ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-08018 del senatore De Poli ed altri.

I senatori Paglini, Blundo e Castaldi hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-08070 del senatore Morra ed altri.

I senatori Serra, Buccarella, Paglini e Girotto hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-08098 del senatore Cappelletti ed altri.

Le senatrici Bignami e Mussini hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-08099 delle senatrici Simeoni e De Pietro.

La senatrice Paglini ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-08100 della senatrice Bottici ed altri.

Mozioni

TURANO, VATTUONE, SANGALLI, GIACOBBE, MICHELONI, ALBANO, FABBRI, Elena FERRARA - Il Senato,

premesso che:

nella società americana si è sviluppato un acceso dibattito sulla conservazione della memoria storica, che si sta esprimendo con posizioni critiche differenti, anche indisponibili a leggere il passato in modo condiviso;

in una forma estrema, questo confronto ha prodotto iniziative iconoclaste che, inizialmente rivolte contro le statue dei generali sudisti e schiavisti sconfitti nella guerra civile, hanno preso di mira quelle raffiguranti personalità italiane legate alla storia americana e tra queste, in particolare, Cristoforo Colombo;

il famoso navigatore genovese è considerato una figura controversa, che il movimento contro il suprematismo bianco ha voluto includere tra "i simboli d'odio e di segregazione razziale", perché avrebbe causato, con la scoperta del continente americano, l'oppressione e lo sterminio delle popolazioni native;

le proteste contro Cristoforo Colombo sono scoppiate in vari Stati. A Baltimora, in Maryland, una statua eretta nel 1792 è stata distrutta a martellate. A Detroit, in Michigan, il monumento all'esploratore del 1910 è stato avvolto in un drappo nero. A Houston, in Texas, una statua donata alla città dalla comunità italo-americana nel 1992, nel cinquecentenario della scoperta delle Americhe, è stata imbrattata di vernice rosso sangue. Altre statue sono sotto accusa anche a Lancaster (Pennsylvania), a Columbus (Ohio) e a San José (California);

ad Oberlin, in Ohio, il Consiglio comunale ha approvato una risoluzione che abolisce il Columbus day, una festa nazionale degli Stati Uniti che, dal 1937, cade ogni secondo lunedì d'ottobre (quest'anno il 9). La stessa decisione, già adottata in Alaska, in Vermont, a Seattle, Albuquerque, San Francisco e Denver, è stata presa a Los Angeles sostituendola con la "indigenous and native people day", ossia la "festa delle popolazioni indigene, aborigene e native", "vittime del genocidio". La vice presidente della commissione dei nativi americani di Los Angeles, Chrissie Castro, ha sostenuto la necessità di "smantellare le celebrazioni di un genocidio sponsorizzate dallo Stato. Celebrare oggi o un altro giorno sarebbe un'ingiustizia";

nella città di New York, la presidente del Consiglio comunale ha proposto di eliminare la statua di Cristoforo Colombo eretta nel 1892 a Columbus circle, davanti all'ingresso principale di Central park. Il sindaco, Bill De Blasio, ha nominato una commissione, affidandole il compito di individuare, in 90 giorni, quali debbano essere gli "standard universali" per la commemorazione di figure storiche e quali statue e monumenti della città debbano essere eliminati in quanto possano istigare all'odio, alla divisione, al razzismo e all'antisemitismo;

considerato che:

quando i grandi personaggi con i propri simboli sono consegnati ai libri e alla storia a nulla serve rimuoverne i simboli, ma piuttosto serve alle nuove generazioni imparare dalla storia a non ripetere gli stessi errori;

la comunità italo-americana statunitense si è mobilitata pacificamente per difendere la memoria di una figura significativa della sua storia e della storia americana, evidenziando il contributo positivo che le rappresentanze dei popoli europei presenti sul territorio americano hanno dato alla maturazione della democrazia, alla lotta contro ogni forma di discriminazione e all'integrazione culturale e sociale;

il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, anche attraverso la sua rete consolare statunitense, sta seguendo da tempo il delicato dibattito americano sulle figure italiane giudicate negativamente dalla critica storica (prima ancora si è trattato di Italo Balbo). La Farnesina ha evidenziato che: "Cristoforo Colombo rappresenta in tutto il mondo, non solo negli Stati Uniti, un simbolo fondamentale della storia e dei successi italiani. La scoperta dell'America resta in ogni caso patrimonio dell'umanità nonostante ogni dibattito volto a voler rileggere oggi eventi di tale grandezza",

impegna il Governo:

1) a favorire, mediante la propria rappresentanza diplomatica, una corretta lettura del significato e del valore che rappresentano per la storia del nostro Paese, e quindi per la comunità italo-americana, nonché per il legame democratico che ha sempre consentito il dialogo e l'amicizia tra l'Italia e gli Stati Uniti, le figure storiche che hanno segnato, in modo dinamico, le diverse epoche e la vita dei popoli;

2) a favorire, anche mediante iniziative da intraprendere in collaborazione con le comunità italo-americane, con i centri studi e le università, un approfondimento della figura di Cristoforo Colombo che ne recuperi, attraverso la conoscenza storica, l'integrità della memoria.

(1-00834)

Interrogazioni

NUGNES, CASTALDI, GIARRUSSO, GIROTTO, MORONESE, PAGLINI, SANTANGELO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della giustizia - Premesso che:

recentemente è tornata alla ribalta in Italia la drammatica situazione degli orsi malgrado rappresentino innegabilmente uno straordinario patrimonio naturalistico, capaci di arricchire, attraverso il turismo culturale e ambientale, tutti i territori dove ancora riescono a sopravvivere;

in data 12 agosto 2017 si è verificato l'abbattimento dell'orsa KJ2 in attuazione dell'ordinanza emessa dal presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, per garantire, secondo sue dichiarazioni, "la sicurezza delle persone" dopo che un uomo era stato aggredito dall'orsa, spaventata dal cane che accompagnava l'uomo, il 22 luglio 2017, durante una passeggiata nei pressi del lago di Lamar;

risulta agli interroganti che, secondo alcune ricostruzioni, per ora senza conferme ufficiali, il 22 luglio sarebbe stato l'uomo ad aggredire per primo l'orsa e non viceversa;

l'ENPA (Ente nazionale protezione animali) ha scritto in un comunicato del 13 agosto: "quello che si è consumato in Trentino, ovvero l'uccisione a sangue freddo di un'orsa, è un vero e proprio delitto, un crimine contro gli animali, la natura, la biodiversità e in spregio ai milioni di cittadini italiani che hanno chiesto di lasciare in pace l'orsa, per chiarire le dinamiche dell'incidente e trovare le soluzioni alternative";

in data 18 agosto il sito "trentinocorrierealpi" pubblicava un'intervista al presidente del parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, Antonio Carrara, il quale, relativamente alla problematica degli abbattimenti degli orsi, così rispondeva ad una domanda: "No, la nostra missione è quella di tenerli vivi. E, se vogliamo dirla tutta, evitare, come è successo, che i nostri orsi siano uccisi: dai bracconieri, con il veleno. O anche che finiscano sotto ad un'auto. Quella dell'orso marsicano è una razza autoctona che, da 40 anni, stiamo difendendo. Noi, va detto, abbiamo gli orsi dentro un Parco: ci sono insediamenti ma non è la stessa cosa che averli liberi su tutto il territorio come da voi";

alla domanda sulla presenza degli orsi "confidenti" presenti in Abruzzo, Carrara così rispondeva: "Beh, siamo finiti su tutti i giornali quando, a fine luglio, uno dei nostri orsi è entrato dentro una casa. Siamo intervenuti: preso e portato molto più in alto, lontano da lì"; ed ancora, alla domanda del giornalista; "da voi, non vorremmo però portare jella, non ci sono mai stati casi di persone aggredite da orsi, no?", così rispondeva: "Sì in 40 anni non c'è mai stata una persona aggredita da uno dei nostri marsicani. Come prevedono i protocolli se un orso è troppo confidente viene seguito, poi colpito con i proiettili di gomma. Se serve spostato in un'altra zona. La gente che vive più vicina a dove gli orsi ci sono sempre stati ha un atteggiamento più tranquillo se ne incontra uno. Chi non è abituato si comporta con molta meno freddezza";

considerato che:

come rilevabile da numerosi articoli apparsi su "greenreport" esistono degli orsi cosiddetti "confidenti", ovvero alcuni esemplari che, nel frequentare i centri abitati alla ricerca di fonti alimentari, in particolare pollai o frutteti, non fuggono alla vista dell'uomo. Per distogliere questi esemplari dalle loro abitudini è stato redatto un "protocollo operativo per la prevenzione e la gestione del fenomeno degli orsi confidenti e/o problematici" che prevede una serie di azioni di "dissuasione" che vanno dalla postura intimidatoria assunta dall'operatore, al lancio di sassi, petardi e, in ultimo, proiettili di gomma sparati da un apposito fucile; tale protocollo è mutuato da esperienze condotte su popolazioni nord americane (orso nero e grizzly), con decine di migliaia di esemplari, responsabili negli ultimi 10 anni di ben 28 vittime a seguito di aggressioni all'uomo. Tale protocollo, a parere degli interroganti, appare pertanto inidoneo, sovradimensionato e pericoloso per la ridottissima e mansueta popolazione di orso bruno marsicano;

il parco nazionale d'Abruzzo è stato istituito quasi 100 anni fa allo scopo di preservare l'esistenza di due specie a rischio d'estinzione: il camoscio d'Abruzzo e l'orso marsicano. A differenza del Trentino, quindi, l'orso in Abruzzo non si è mai estinto (ad oggi nell'Appennino centrale ci sono circa 50 esemplari di orso marsicano). In Trentino-Alto Adige infatti l'orso è tornato grazie al progetto europeo "Life Ursus" che ha importato dalla vicina Slovenia una decina di esemplari di orsi bruni per iniziare un graduale ripopolamento del parco naturale Adamello Brenta. Il fatto che si tratti di due popolazioni diverse rende impraticabile l'ipotesi che il parco nazionale d'Abruzzo possa accogliere gli orsi "indesiderati" della provincia di Trento;

secondo quanto riportato dal quotidiano on line "Next", il 22 agosto 2017 il presidente del parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise ha dichiarato che i video che ritraggono l'orsa Amarena dimostrano che "l'orso bruno marsicano è un animale pacifico, ma possono determinarsi delle condizioni potenzialmente molto pericolose, sia per i cittadini che per l'orso";

considerato inoltre che:

il sindaco di Bisegna (L'Aquila), Antonio Mercuri, aveva emanato un'ordinanza per non far adoperare fucili con proiettili in plastica né l'uso di petardi contro l'orsa Amarena. In un post su "Facebook" ha scritto: "Ogni 23 agosto facciamo la festa dell'orso, con pane del forno a legna e miele. Ma il trattamento riservato a questi orsi confidenti da parte dei responsabili parco naz. d'abruzzo e delle loro guardie è da criminali. L'orso viene annualmente narcotizzato, radiocollarato con un pacco batterie che emette un bip. (…) La gente anziana del paese vuole che all'orso non venga fatto del male perché fa parte della loro storia, dei loro racconti. Appena eletto sindaco ho subito fatto l'ordinanza di non molestare l'orso con proiettili o petardi. Ma subito sono stato contattato dal pres. del parco naz d'abruzzo, il quale contestava l'ordinanza dandomi dell'incapace. Ovviamente a quelle persone che contestano, presso gli uffici del p.n.a., la presenza dell'orso in paese gli viene risposto che è colpa del sindaco, scaricandosi loro di ogni responsabilità. Il 20 agosto, in un terreno fuori il paese, alla presenza di decine di ragazzi, un guardaparco si è permesso di tirare un grosso mattone all'orso colpendolo tra in muso e gli occhi. Alcuni bambini si sono messi a piangere ma loro indifferenti avevano raggiunto il loro scopo...colpire l'orso";

come riportato da " greenreport","la notte del 29 luglio scorso Mario, un orso bruno marsicano di circa tre anni, entra in una cantina di Villavallelonga in Abruzzo e, in cerca di una via di fuga, penetra in casa dove dormono i genitori con due bambini. Dopo le prime, doverose, dichiarazioni di solidarietà alla famiglia coinvolta e di sconcerto e preoccupazione per l'episodio inizia ad emergere un'altra versione: l'orso Mario aveva tentato di avvicinarsi ad un pollaio e la squadra di dissuasione in servizio quella notte a Villavallelonga aveva deciso che era il caso di intervenire per allontanare il selvatico. L'animale, spaventato, si è infilato in un vicolo cieco, ha scavalcato un muretto basso ed ha imboccato la prima porta che si è trovato davanti, appunto quella della cantina, da lì in casa ecc. ecc.";

considerato altresì che come dichiarato dal professor Franco Tassi, ex direttore del parco nazionale d'Abruzzo, in un'intervista del 23 ottobre 2016 a Linda Kelly del Gruppo orso Italia, "Nessuno comprende infatti perché mai tutte le iniziative, che in passato avevano avuto grande successo (Campagna Alimentare, Operazione In bocca all'Orso e Progetto Mela-Orso), siano state abbandonate a partire dalla primavera dell'anno 2002, e poi sostituite con tattiche disastrose, e con metodi di attrazione e dissuasione francamente assai discutibili";

considerato infine che, a parere degli interroganti:

appare ormai chiaro come le azioni di dissuasione non solo non ottengono gli effetti sperati, considerato che gli orsi destinatari tornano immancabilmente sui luoghi, ma rischiano di costituire le vere uniche occasioni di pericolo nell'incontro tra uomo e orso; gli orsi frequentano i paesi, probabilmente, per una serie di motivazioni che vanno dalla ricerca di fonti alimentari che, in periodi critici come la passata stagione estiva, non riescono a reperire a sufficienza in natura, alla necessità di sfuggire (giovani o madri con cuccioli) alle attenzioni non benevole di maschi dominanti;

sarebbe utile ristabilire, con le dovute modifiche suggerite dall'esperienza, alcune buone pratiche avviate negli anni '90 dal parco stesso, quando si organizzavano campagne di piantumazione di essenze fruttifere, alberi e arbusti, prevedendo la creazione di una fascia "trofica" a non molta distanza dai paesi che consentirà un regolare approvvigionamento in caso di necessità, in particolare alla fascia debole della popolazione ursina, riducendo se non eliminando l'accesso ai centri abitati;

nel nostro Paese la tutela degli animali è di fatto inattuata, sia in ragione dell'esiguità delle pene previste per i reati in danno degli animali, sia in ragione dell'inesistenza di qualsivoglia forma di controllo da parte delle forze dell'ordine, che non pongono in atto alcuna attività di tipo repressivo;

la violenza sugli animali è stata scarsamente contrastata e arginata per l'esiguità delle sanzioni previste, che non prevedono quasi mai il ricorso al regime detentivo, e per le lungaggini processuali, che hanno determinato spesso la prescrizione dei reati,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e se non ritengano di dover urgentemente predisporre interventi di competenza aventi quale obiettivo la protezione dell'ambiente e della popolazione ursina che vive nei parchi naturali;

se non reputino necessario avviare una fattiva attività di sensibilizzazione e informazione, nell'ottica di protezione dell'ambiente e della popolazione ursina che vive nei parchi e al di fuori;

se, nell'ambito delle specifiche competenze, non intendano assumere iniziative atte a modificare il codice penale, il codice di procedura penale, il codice civile e alcune leggi speciali in materia di tutela degli animali;

se ritengano che il protocollo operativo per la prevenzione e la gestione del fenomeno degli orsi confidenti e/o problematici, relativamente ad alcune azioni di dissuasione adottate, non si ponga in contrasto con l'attuale normativa che disciplina il reato di maltrattamento degli animali (art. 544-ter del codice penale), mancando tra l'altro lo stato di necessità previsto dalla norma, ovvero "dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona";

se non ritengano che sia necessario giungere ad una nuova formulazione delle strategie di conservazione, in particolare per l'orso marsicano Ursus arctos marsicanus sottospecie endemica italiana, alla luce delle più recenti ricerche svolte nell'ambito della biologia e della socio-ecologia degli ursidi;

quali provvedimenti di competenza intendano assumere per pervenire a un rafforzamento della tutela giuridica dell'animale sotto diversi profili, ovvero contro sia la violenza intenzionale e diretta che la violenza indiretta derivante dalle condizioni innaturali di vita alle quali è costretto l'animale.

(3-04004)

GIROTTO, CASTALDI, CAPPELLETTI, LEZZI, GIARRUSSO, NUGNES, PAGLINI, PUGLIA - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

il documento SEN (Strategia energetica nazionale), posto in consultazione pubblica dal 12 giugno 2017, a pagina 15 riporta che "I nuovi obiettivi di crescita delle rinnovabili al 2030 rendono ancora più utile l'avvio del capacity market per garantire l'adeguatezza del sistema, mantenendo la disponibilità della potenza a gas ancora necessaria, con priorità per quella flessibile e sollecitando nuove risorse (rinnovabili, accumuli, domanda attiva) per aumentare la flessibilità del sistema. Il capacity market, che si prevede di avviare nel 2018, permetterà al TSO di approvvigionarsi di risorse a medio-lungo termine con procedure trasparenti, concorrenziali e complessivamente meno onerose per il sistema, garantendo allo stesso tempo agli investitori stabilità nel medio-lungo termine";

a pagina 99 si legge che: "Il capacity market rappresenta una delle principali soluzioni già messe in campo per garantire l'adeguatezza del sistema e dovrebbe superare le difficoltà di recente incontrate nel mantenimento di adeguati margini di riserva in condizioni di stress (picco di domanda, variazioni di import). Come detto, non sarà riservato solo alla capacità termoelettrica ma aperto ad una pluralità di opzioni tecnologiche, nazionali e cross border";

il Ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, durante il suo intervento al convegno "Efficienza energetica: un'opportunità per il sistema Paese", organizzato da NENS (Nuova Economia Nuova Società) e Enel il 10 luglio 2017, ha dichiarato che "Il capacity market non fa parte strettamente della SEN, ma ad essa è strettamente collegato. Penso dovremmo riuscire a fare la prima asta a novembre, stiamo avendo un problema di capacità che sta diventando molto significativo e contemporaneamente vogliamo accelerare l'uscita dal carbone" ("staffettaonline", dell'11 luglio 2017);

la nuova disciplina sul capacity market attualmente è in fase di notifica presso la Commissione europea ed è caratterizzata da diversi integrazioni al testo originario di Terna derivanti, oltre che dal decreto di approvazione del Ministero dello sviluppo economico del 30 giugno 2014, anche dal confronto europeo e da un atto di indirizzo del Ministero stesso a Terna del 25 ottobre 2016. In particolare, il nuovo sistema prevede l'eliminazione del floor price, le modalità di partecipazione delle risorse cross border, della domanda, delle rinnovabili e delle nuove tecnologie (ad esempio le accumuli), la priorità per le risorse con requisiti di flessibilità, la semplificazione delle aste per la prima attuazione;

considerato che:

a giudizio degli interroganti, lo strumento del capacity market, diversamente da quanto dichiarato dal Ministro Calenda, si pone come elemento centrale degli indirizzi di policy indicati dalla SEN, impegnando nel lungo periodo risorse economiche importanti su tecnologie che sono nella fase terminale della propria competitività rispetto alle fonti rinnovabili. Di fatto si affida agli impianti tradizionali termoelettrici e a gas tutta la gestione della flessibilità e sicurezza del sistema, sull'assunto che ora hanno costi di generazione minori delle fonti rinnovabili, pur sapendo che fra due anni non sarà così e che l'eventuale deficit di capacità ben può essere coperto dalla nuova generazione rinnovabile che ormai sta diventando capace di offrire energia a prezzi competitivi rispetto alla generazione termoelettrica;

inoltre, nelle aste da effettuare per la capacità non risulta agli interroganti che si tenga conto delle esternalità ambientali; si tratta dunque di aste che finiranno con il privilegiare le tecnologie alimentate a fonte fossile che (per breve periodo) sono ancora competitive, solo perché esternalizzano sulla collettività i maggiori costi ambientali e sanitari da loro causati;

difformemente dalle indicazioni della SEN, la Commissione europea sostiene una strategia sulla capacità di autoregolamentazione del mercato e sull'ottimizzazione delle prospettive aperte dallo sviluppo della tecnologia e solamente in via residuale al capacity market;

considerato inoltre che:

a più riprese la Commissione europea ha sottolineato come i mercati a breve termine e la formazione di prezzi di mercato che riflettono la disponibilità delle risorse siano sufficienti a garantire la sicurezza del sistema (considerando 10 della Proposta di regolamento sul mercato interno dell'energia elettrica 2016/379 (COD) e ha sottolineato che: "Prima di introdurre meccanismi di regolazione della capacità gli Stati membri dovrebbero valutare le distorsioni normative che gravano sulla questione connessa dell'adeguatezza delle risorse; dovrebbero essere tenuti ad adottare misure volte a eliminare le distorsioni corredandole del relativo calendario attuativo. I meccanismi di regolazione della capacità dovrebbero essere introdotti solo per le questioni che non possono essere risolte con l'eliminazione delle distorsioni di cui sopra" (considerando 28 della Proposta di regolamento sul mercato interno dell'energia elettrica 2016/379 (COD));

non risulta agli interroganti che la suddetta valutazione sia stata effettuata e, in particolare, contrariamente a quanto valutato dalla Commissione europea, si è ritenuto di avviare il mercato della capacità prima di verificare l'impatto positivo che certamente deriverebbe dalla effettiva apertura del mercato del servizio del dispacciamento (MSD) alle rinnovabili non programmabili e alla domanda e prima di stabilire una regolamentazione sui contratti di fornitura a lungo termine;

il ricorso al mercato della capacità è motivato con riferimento a situazioni di picco, che sono adeguatamente gestibili attraverso l'apertura alla domanda e alle non programmabili del MSD;

si sta rinviando, a parere degli interroganti con il ricorso a limitati e poco utili progetti pilota, a tempo indeterminato l'accesso pieno e a regime della domanda e delle rinnovabili non programmabili ai servizi di dispacciamento, che contribuirebbe in modo determinante a dare servizi sufficienti alla sicurezza del sistema, utilizzando tecnologie innovative e non inquinanti, a minori costi per i cittadini;

nel breve periodo a giudizio degli interroganti i costi di generazione da fonti rinnovabili saranno competitivi rispetto a quelli da fonte termoelettrica, (anche senza considerare l'esternalità) e quindi la nuova capacità rinnovabile, se ammessa ad operare su tutti i mercati ivi compreso il mercato del servizio di dispacciamento, potrebbe coprire le esigenze di sicurezza del sistema elettrico risparmiando le risorse per il mercato della capacità;

considerato infine che, a parere degli interroganti, una disciplina che dia adeguate garanzie legali di validità a contratti di fornitura a lungo termine potrebbe costituire un'alternativa più coerente con i segnali di mercato e meno costosa per i consumatori rispetto al mercato della capacità,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno rivedere il meccanismo di remunerazione della capacità da impianti termoelettrici, o di attuarlo soltanto nei casi in cui sia realmente indispensabile, verificando, come chiesto dall'Unione europea, con quali altri meccanismi può essere tenuta la sicurezza del sistema;

se non consideri che sarebbe opportuno preliminarmente aprire alla domanda e alle fonti rinnovabili non programmabili il mercato del dispacciamento, per verificare a regime gli effetti di tale apertura, prima di indire aste per il mercato della capacità;

quali misure si intendano adottare per valutare nelle procedure d'asta i costi per le esternalità ambientali e sanitarie indotte dall'utilizzo di impianti a fonte fossile.

(3-04005)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

CAPACCHIONE - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

sono centinaia i docenti casertani entrati in ruolo con la fase C dell'art. 1, comma 98, della legge n. 107 del 2015, che erano inseriti nelle graduatorie ad esaurimento e che continuano a lavorare nelle scuole del Nord e del Centro Italia e che, al pari dei colleghi originari del Settentrione, auspicano di vedersi assegnate, almeno per il prossimo anno scolastico, cattedre presso le provincie di provenienza;

molti sono entrati in ruolo perché inseriti in graduatorie a esaurimento, essendo però annualmente destinati a sedi decisamente distanti dai comuni di provenienza;

tale circostanza determina, ovviamente, un aggravio economico a carico di quanti sono costretti a trasferirsi per svolgere la propria attività professionale e che sono, dunque, obbligati anche a separarsi da coniugi e figli;

inoltre, a prescindere dalla specializzazione in loro possesso, molti vengono assegnati a specifiche classi degli istituti scolastici quali insegnanti di sostegno, ai sensi della legge n. 104 del 1992;

paradossalmente, infatti, nonostante vengano assegnati a istituti lontani dalla loro provincia di provenienza, nella maggior parte dei casi essi non possono neanche insegnare le materie per le quali sono abilitati a causa della mancanza di quelle determinate cattedre per i docenti provenienti da altra regione,

si chiede di sapere se e attraverso quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda sanare l'annosa, nonché gravosa, questione esposta.

(4-08101)

CROSIO - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

in vista del 2 ottobre 2017, data in cui scade il termine per la presentazione delle offerte vincolanti per l'aggiudicazione di Alitalia, sembra, dalle indiscrezioni trapelate, che siano due i contendenti finali: Lufthansa e Ryanair;

la compagnia aerea irlandese, che concorre per rilevare un asset strategico per il nostro Paese, in questi giorni ha previsto la cancellazione di centinaia di voli (si parla di circa 700 cancellazioni che interessano l'Italia), ha assistito, nell'ultimo anno, all'abbandono di 700 dipendenti esasperati dalle condizioni di lavoro inadeguate;

in Ryanair, infatti, l'incidenza del costo del lavoro sui costi totali è sotto la quota dell'8 per cento, una percentuale nettamente inferiore se comparata al 20 per cento di Air France o al 22 per cento di Lufthansa, ma anche al 16 per cento di Alitalia;

i problemi che investono Ryanair si sviluppano su diversi fronti: in aggiunta alle preoccupanti condizioni di lavoro e alla conseguente carenza di personale, la compagnia è sempre stata soggetta a molte critiche per gli incentivi ricevuti dagli aeroporti italiani (visti da alcuni come aiuti di Stato lesivi della concorrenza) e il mancato pagamento delle tasse in Italia;

i commissari governativi, nel valutare le offerte di acquisizione di Alitalia, devono tener conto, prioritariamente, della tutela dei diritti dei lavoratori attualmente impiegati nella compagnia;

si chiede di sapere se, alla luce delle problematiche che interessano la compagnia aerea irlandese, i Ministri in indirizzo ritengano che esistano i presupposti perché Ryanair possa concorrere per l'aggiudicazione di un asset così importante per il nostro Paese come Alitalia e quali siano le condizioni vincolanti previste a garanzia delle condizioni di lavoro dei dipendenti.

(4-08102)

MANCONI - Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della giustizia - Premesso che:

nel corso delle manifestazioni che si sono svolte ad Amburgo tra il 7 e l'8 luglio 2017 in concomitanza con il vertice G20, le forze di polizia tedesche hanno tratto in arresto numerosi manifestanti, tutti cittadini comunitari, tra cui 16 italiani. Ad oggi risultano ancora detenuti presso le carceri tedesche 5 nostri connazionali, Emiliano Puleo, Riccardo Lupano, Orazio Sciuto, Alessandro Rapisarda e Fabio Vettorel, senza che siano emersi elementi probatori tali da giustificare una detenzione così lunga nel tempo e senza che le autorità tedesche concedessero loro misure alternative alla permanenza in carcere, quali il rilascio su cauzione e la domiciliazione in territorio tedesco;

le condizioni di trattenimento, come testimoniato dal deputato tedesco Martin Dolzer, sono contrarie alle norme europee: i 5 giovani hanno avuto diverse difficoltà nel contatto con gli avvocati, nell'accesso alla biblioteca del carcere e nella ricezione di pacchi contenenti beni di prima necessità provenienti dall'Italia;

considerato che:

sono state presentate in merito a questa stessa vicenda il 27 luglio un'interrogazione da parte dell'on. Erasmo Palazzotto (4-17511); il 1° agosto un'interrogazione da parte delle sen. Bellot, Bisinella e Munerato (3-03934) e un'altra da parte della sen. Puppato (3-03933); il 20 settembre un'interrogazione a risposta scritta da parte dell'on. Federico D'Incà (4-17862);

a oggi tali atti di sindacato ispettivo risultano ancora inevasi;

visto inoltre che la Germania il 23 luglio 2015 ha ratificato la decisione quadro 2009/829/GAI del Consiglio europeo sull'applicazione tra gli Stati membri della UE del principio del reciproco riconoscimento alle decisioni sulle misure alternative alla detenzione cautelare; il provvedimento prevede, tra l'altro, che i cittadini europei in attesa di giudizio in un altro Paese dell'Unione possano tornare nel Paese di origine fino a quando non inizi il loro processo, venendo presi in custodia, secondo le misure cautelari decise dal Paese in cui si è subito il fermo,

si chiede di sapere:

se ai Ministri in indirizzo risulti che i fatti riportati corrispondano al vero;

quali azioni di competenza abbiano intrapreso e intendano intraprendere affinché vengano rimpatriati al più presto i nostri concittadini, visto che ad oggi sembra assolutamente e gravemente assente la loro iniziativa in questo senso nei confronti delle istituzioni tedesche, come anche il loro supporto all'ambasciata italiana a Berlino;

se non ritengano doveroso chiedere un chiarimento alle autorità tedesche in ordine ai capi di imputazione a carico dei nostri connazionali e degli altri cittadini comunitari vittime dei medesimi trattamenti, ai motivi che giustificano il prolungamento della loro detenzione e alla prassi in materia di carcerazione preventiva che appare discriminatoria verso i cittadini italiani e in contrasto con i principi della Carta di Nizza;

se non sia doveroso sollecitare un richiamo nei confronti della Germania da parte della UE, vista l'evidente violazione di provvedimenti europei (la decisione quadro 2009/829/GAI del Consiglio europeo) ratificati dal parlamento tedesco.

(4-08103)

DONNO, SERRA, GIARRUSSO, PUGLIA, MORONESE, SANTANGELO - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e della salute - Premesso che:

secondo quanto diffuso in data 15 settembre 2017 da "lecce24news", presso l'istituto tecnico statale "Grazia Deledda" di Lecce si è registrata una serie di problematiche legate all'assenza di un'adeguata assistenza per gli studenti disabili ivi presenti. Nello specifico, "64 studenti diversamente abili (...) si sono ritrovati senza assistenti. Tra di loro ci sono sette ragazzi costretti sulla sedia a rotelle che hanno bisogno di un aiuto pratico per ogni loro esigenza, dai piccoli spostamenti fino al cambio del panno. Stamane davanti alla porta di ingresso si è presentata solo un'assistente, ma munita di certificato medico attestante la sua impossibilità a svolgere i compiti assegnati per motivi di salute";

riguardo al personale addetto, il preside dell'istituto, Raffaele Capone, riferiva che "La competenza alla nomina di queste figure (...) è della Asl, in particolare dei relativi Ambiti: lo scorso anno la Provincia, dopo lo l'approvazione dei fondi da parte della Regione, ci ha stanziato quanto dovuto e abbiamo provveduto da noi a chiamare tre assistenti e un OSS, i quali potevano garantire una copertura per un massimo di tre ore. Tra tante fatiche siamo riusciti ad organizzarci, ma quest'anno la situazione è ben diversa". Stando al professor Capone, invero, "la Provincia di Lecce non ha comunicato nulla a riguardo, pensando anche i genitori che la situazione era stata risolta già in seno all'Azienda Sanitaria Locale. E invece no",

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;

se intendano attivarsi, nei limiti delle proprie attribuzioni, affinché siano accertate le eventuali responsabilità degli enti e delle amministrazioni coinvolti nella vicenda;

se non ritengano doveroso garantire, per il tramite dei competenti soggetti, un'adeguata organizzazione e distribuzione organica del personale addetto all'assistenza degli studenti disabili nonché un tempestivo e regolare svolgimento delle attività didattiche di riferimento;

se intendano adottare urgenti iniziative di competenza affinché si ponga immediato rimedio ai disagi già creati agli utenti, specie con riguardo alle incresciose inadempienze assistenziali.

(4-08104)

FATTORI, GIARRUSSO - Al Ministro della salute - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

il decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante "Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie in materia di somministrazione dei farmaci", convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, ha introdotto l'obbligo vaccinale per 10 vaccini pediatrici;

a giudizio degli interroganti, l'impianto del decreto, inizialmente incentrato su misure coercitive irrazionali e di efficacia assolutamente indimostrata, quali la perdita della patria potestà o multe di migliaia di euro a carico dei genitori dei bimbi non vaccinati, poi attenuate nel percorso parlamentare, è sostanzialmente basato sul concetto di obbligo vaccinale e non sulla raccomandazione o persuasione ritenuto più efficace nell'affrontare il fenomeno da "esitazione vaccinale" secondo il documento pubblicato il 2 aprile 2017 dal gruppo di esperti SAGE (strategic advisory group of experts) delle politiche e strategie di immunizzazione dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS);

il lungo e controverso iter del decreto dal suo annuncio prematuro alla sua definitiva approvazione in Parlamento ha mostrato, a parere degli interroganti, uno scarso acume politico generando sconcerto nei cittadini ed è sfociato in proteste popolari da parte di genitori contrari all'impianto coercitivo;

la lungaggine nell'approvazione ha fatto anche sì che tale legittima protesta popolare sia stata intercettata e strumentalizzata da gruppi antivaccino che si sono organizzati e definiti nel corso del tempo in maniera diversa (da anti-vax, no-vax; free-vax; vax-free) e che si oppongono, spesso in maniera aggressiva, non tanto alla specifica modalità obbligatoria ma piuttosto alla somministrazione dei vaccini in toto, assumendo pertanto una posizione contraria all'indirizzo consolidato nella comunità scientifica che ne sottolinea l'efficacia e la sicurezza;

il presidente dei pediatri italiani Alberto Villani in un'intervista del 13 giugno ha denunciato come ci sia "dietro ai no-vax un giro di soldi vergognoso" e come "la violenza e l'aggressività delle campagne dei no-vax derivano proprio dal fatto che ci sono grandi interessi in gioco. Da una parte ci sono i genitori in buona fede, dall'altra questa gente che approfitta di famiglie in difficoltà, magari con un bambino con una malattia neuromuscolare, facendo fare esami inutili innescando l'illusione di risarcimenti", come riportato da "linkiesta";

in data 14 luglio 2017 l'Istituto superiore di sanità (ISS) ha pubblicato sul sito istituzionale una nota dal nome "Fact checking vaccini" che smentisce le false e allarmanti notizie propagandate dai gruppi antivaccino;

nonostante le note dell'ISS e del Ministero della salute i gruppi no-vax si sono persino organizzati in società "scientifiche" e sono stati, durante questo lungo lasso di tempo, molto attivi nella diffusione di fake news e di teorie complottiste, amplificando perciò quel fenomeno di esitazione vaccinale che ha portato a un preoccupante calo delle coperture vaccinali nel nostro Paese;

il 10 agosto nella commissione ambiente del Dipartimento tutela ambientale di Roma capitale è stata firmata una lettera di intenti per la costituzione della società scientifica per il "principio di precauzione" alla presenza di 4 medici (uno dei quali noto negazionista dell'HIV come causa dell'AIDS) e 6 avvocati noti per la attiva diffusione di fake news antivaccini. Un articolo di stampa, dalle dichiarazioni riprese dei sottoscrittori della lettera di intenti, commenta come lo scopo sarebbe quello di "potere fare attività di lobby in sede istituzionale, sperando che l'Associazione con i suoi comitati per la valutazione della soglia dell'immunità di gregge e della profilassi vaccinale possa tornare utile in sede giudiziaria dove gli avvocati dei free-vax si preparano a dare battaglia per difendere le ragioni dei genitori antivaccinisti; l'associazione avrebbe lo scopo di tutelare gli iscritti di fronte procedimenti deontologici legali, l'iscritto infatti potrà semplicemente dire di stare seguendo le linee guida dell'associazione in materia di vaccini e prevenzione, come riportato da "nextquotidiano" l'11 agosto 2017;

la Società italiana di psico neuro endocrino immunologia (SIPNEI), a parere degli interroganti guidata da persone di scarsissima levatura scientifica, il 30 luglio ha pubblicato un documento diventato la bandiera dei no-vax contenente fake news sui vaccini con informazioni prontamente smentite dalla comunità scientifica;

durante i mesi di luglio e agosto, in seguito a una martellante propaganda no-vax sul social network "Facebook" è apparso un gruppo "Segnalazione malattie esantematiche" con l'obiettivo di scambiare contatti e indirizzi e organizzare incontri con bambini già ammalati per poter immunizzare i propri figli per morbillo, rosolia, pertosse, parotite ed evitare i vaccini, attività in chiara violazione dell'art. 438 del codice penale ("Chiunque cagiona un'epidemia mediante la diffusione di germi patogeni è punito con l'ergastolo"). Di ciò deve essersene accorta, si spera in tempo, la stessa fondatrice del gruppo, che ha quindi prontamente avvisato gli adepti e chiuso la relativa pagina;

considerato che:

il grado di fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e delle informazioni fornite dipende dal loro comportamento etico;

il piano nazionale vaccini (PNV), inserito all'interno del piano nazionale preventivo redatto partendo dagli obiettivi generali presenti nel piano d'azione europeo per le vaccinazioni 2015-2020, è stato scritto nel sospetto di importanti conflitti di interesse, oggetto dell'interrogazione 4-04966 del 15 dicembre 2015 presentata dalla prima firmataria del presente atto ad oggi ancora in attesa di risposta, culminati con la sospensione del presidente dell'Agenzia italiana del farmaco (AIFA), Sergio Pecorelli, da parte dell'allora direttore generale Luca Pani in ottemperanza al regolamento sui conflitti di interesse pubblicato sul sito AIFA il 15 maggio 2015. Regolamento evidentemente efficace, dato che Pecorelli è stato costretto a dimettersi per aver ricevuto finanziamenti dai produttori dei farmaci, come riportato ampiamente dalla stampa nazionale e anche dall'autorevole rivista "Science";

la redazione del PNV ha visto la partecipazione, oltre che di Pecorelli, di una sola università, nonché di rappresentanti del Ministero della salute, del Consiglio superiore di sanità, dell'allora commissario straordinario e oggi presidente dell'ISS, Walter Ricciardi, e di 4 società scientifiche;

le società scientifiche, non essendo tenute alla pubblicazione dei bilanci, possono tuttavia violare il principio di trasparenza e trovarsi in altrettanti e gravi rapporti di conflitto di interessi avendo potuto ricevere in un recente passato e continuando a ricevere finanziamenti, anche con l'escamotage della nota ed elegante dicitura "unrestricted educational grant" (finanziamento educazionale non vincolato) da parte di aziende farmaceutiche o fondazioni riconducibili direttamente o indirettamente ad aziende farmaceutiche;

considerato inoltre che:

uno studio statistico recente (Francesco Aquino et al., Short communication "The web and public confidence in MMR vaccination in Italy" Vaccine 35(Pt B):4494-4498, 16 agosto 2017) descrive come la copertura vaccinale contro il morbillo, la parotite e la rosolia (MMR) in Italia sia diminuita a partire dal 2012 e, al momento, nessuna delle Regioni italiane abbia raggiunto l'obiettivo del target di copertura raccomandato dall'OMS del 95 per cento; tale studio suggerisce come la decisione del Tribunale di Rimini nel 2012, che stabilì un indennizzo per danno da vaccino per un caso di autismo, possa essere stato l'evento di innesco che ha portato ad una riduzione della fiducia nei confronti dei vaccini in Italia;

lo scopo dello studio era quello di esplorare il rapporto tra la copertura della vaccinazione MMR e le attività di ricerca on line e su social network sul tema "vaccino autistico e MMR", nel periodo 2010-2015 e trova una correlazione inversa significativa tra la copertura della vaccinazione MMR e l'attività di ricerca su internet suggerendo che i nuovi media potrebbero aver giocato un ruolo nella diffusione della disinformazione; il monitoraggio dei media potrebbe essere utile per valutare il livello di esitazione e per pianificare e mettere a punto campagne di informazione efficaci;

un altro studio (Sara Pluviano, Caroline Watt, Sergio Della Sala, "Misinformation lingers in memory: Failure of three pro-vaccination strategies", PLOS One, 12(7): e0181640 July 27, 2017) mostra come in seguito a disinformazione, l 'incapacità di aggiornare i ricordi alla luce di informazioni correttive può avere importanti conseguenze per la salute pubblica, come nel caso della scelta della vaccinazione. Nello studio si confrontano tre strategie potenzialmente efficaci per la promozione del vaccino: la prima consiste in un contrasto tra miti e fatti; la seconda nell'uso di immagini e schemi, e l'ultima utilizza immagini di bambini malati non vaccinati;

la credenza nella correlazione tra autismo e vaccini e negli effetti collaterali dei vaccini, insieme all'intenzione di vaccinare un futuro figlio, vengono valutati nello studio sia immediatamente dopo l'intervento di correzione che dopo 7 giorni: i risultati mostrano che le strategie esistenti per correggere la disinformazione sono inefficaci e spesso provocano l'effetto contrario non intenzionale, rafforzando le credenze non fondate sulla vaccinazione e riducendo le intenzioni di vaccinare il proprio figlio;

a giudizio degli interroganti, un'informazione scientifica e fruibile sui vaccini studiata in modo da essere efficace in base agli studi recenti e un contrasto alla disinformazione sembrano perciò essere di fondamentale importanza per la salute pubblica. Tale informazione sarà tanto più credibile quanto più le istituzioni eroganti agiranno in totale trasparenza e mettendo in campo strumenti adeguati per garantire indipendenza e assenza di conflitti di interessi,

si chiede di sapere:

se e quali misure di persuasione e raccomandazione vaccinale il Ministro in indirizzo intenda implementare, al fine di ridurre il fenomeno di esitazione vaccinale fomentata da potenti campagne antivacciniste;

quali misure di monitoraggio dei social network intenda porre in essere, alla luce dei recenti studi citati, al fine di organizzare campagne di corretta informazione e prevenire fenomeni di palese disinformazione;

se intenda costituire dei gruppi di esperti indipendenti, non coinvolti in possibili conflitti di interesse e disciplinati da un codice etico stringente, al fine di organizzare e monitorare le campagne di informazione scientificamente corrette così da aumentare il grado di fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e delle informazioni fornite;

come intenda vigilare affinché non si ripetano campagne per la diffusione di malattie prevenibili da vaccino sanzionate dal codice penale, come quella descritta, nonché sulla diffusione da parte di persone fisiche e giuridiche di notizie false ed informazioni pseudoscientifiche sulla pericolosità e tossicità dei vaccini (presenza di nanoparticelle di metalli pesanti, presenza di parti di feti umani, eccetera) creando allarme e paura tra la popolazione con il risultato di potenzialmente ridurre le coperture vaccinali;

se intenda attivarsi al fine di disciplinare le società scientifiche in area medica anche creando albi appositi e obbligo di trasparenza dei bilanci;

se intenda costituire un NITAG (national immunization technical advisory group) ossia un gruppo nazionale di esperti sull'immunizzazione, indipendenti ed esenti da possibili conflitti di interesse per supervisionare le politiche vaccinali nazionali, come raccomandato dalla stessa OMS.

(4-08105)

NUGNES, CASTALDI, GIARRUSSO, GIROTTO, MORONESE, PAGLINI, SANTANGELO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

con un articolo dal titolo "Tragedia della Solfatara, svolta nell'inchiesta: indagato il gestore del parco", a firma di Nello Mazzone, in data 19 settembre 2017, il sito di informazione on line "Il Mattino " riporta la notizia che, rispetto alla tragica morte di Massimiliano Carrer, della moglie Tiziana e del loro figlio Lorenzo di 11 anni, avvenuta recentemente nel cratere della solfatara di Pozzuoli (Napoli), la Procura della Repubblica di Napoli avrebbe iscritto nel registro degli indagati per il reato di omicidio plurimo colposo Giorgio Angarano amministratore unico della società "Vulcano Solfarata Srl", che ha in gestione il cratere;

l'indagine risulterebbe alquanto delicata e riservata e sarebbe stata affidata ai pubblici ministeri della sesta sezione, Anna Frasca e Giuliana Giuliano, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio, che concentra la sua azione nel perseguimento dei reati legati alla colpa professionale e agli incidenti sui luoghi di lavoro; l'ipotesi su cui lavorano i pubblici ministeri concerne le responsabilità del titolare della società e, specificatamente, se tra le sue prerogative e nei suoi compiti di direttore dell'area ci fossero anche quelli relativi alla gestione della sicurezza del sito; inoltre, i pubblici ministeri indagano sulle presunte responsabilità dell'amministratore delegato nell'attuazione del piano di sicurezza, in particolare per verificare se "toccava a lui consegnare al Comune di Pozzuoli e far eseguire il piano di sicurezza contro i rischi che, secondo il dirigente comunale della Protezione civile Franco Alberto De Simone non risulterebbe essere stato depositato";

il piano di sicurezza è previsto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro";

considerato che:

nel suddetto articolo si evidenzia che i magistrati titolari dell'inchiesta vorrebbero inoltre accertare il racconto di alcuni testimoni che avrebbero raccontato alla redazione de "Il Mattino" che la voragine creatasi "non si trovava all'interno della zona recintata e interdetta, bensì all'esterno di essa e nell'area aperta al passaggio dei visitatori";

il punto esatto dove si è verificata la subsidenza sarebbe possibile dedurlo anche guardando il filmato datato 12 dicembre 2014, consultabile sul sito ufficiale "vulcanosolfatara", che riproduce un "tour virtuale" in cui si notano turisti che transitano a pochi metri dalla voragine all'esterno delle staccionate;

il sito di informazione locale "Pozzuoli21" ha pubblicato un articolo in data 13 settembre 2017, intitolato "Morti nella Solfatara: il video esclusivo di Pozzuoli21 fa il giro del mondo. Il geologo Ortolani denuncia: Questa tragedia si poteva evitare", in cui è possibile visionare un video condiviso sulla piattaforma web "Youtube" che mostra come la voragine in cui hanno perso la vita gli ospiti della solfatara si fosse creata a causa delle abbondanti piogge del weekend precedente all'incidente;

sulla base delle anzidette immagini, nello stesso articolo, il geologo Franco Ortolani è stato chiarissimo nell'affermare che, a suo parere, "questa tragedia si poteva evitare con un po' di attenzione in più";

infine, l'intera area è sotto sequestro per ordine della magistratura che ha disposto una serie di accertamenti tecnici e di rilevazioni per accertare le eventuali responsabilità soprattutto in materia di sicurezza,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e di quali altri ulteriori elementi disponga al riguardo;

se non intenda disporre accertamenti urgenti per verificare lo stato dei siti vulcanici sull'intero territorio nazionale e, nel caso, intraprendere le opportune iniziative di competenza finalizzate alla messa in sicurezza delle aree coinvolte;

se non ritenga necessario attivare, nell'ambito della propria competenza, una campagna di interventi sistematici atti alla mitigazione del rischio dei crateri accessibili nonché fornire un report dettagliato inerente ai fenomeni di subsidenza geotecnica;

se non intenda adottare iniziative di propria competenza per sollecitare una campagna di informazione e comunicazione nazionale finalizzata alla formazione e prevenzione dei rischi connessi con la visita nei siti vulcanici.

(4-08106)

GASPARRI - Al Ministro della giustizia - Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante:

il 13 settembre 2017, l'avvocato Carmen Di Genio, nel corso di un incontro pubblico organizzato dal Comune di Salerno, in riferimento allo stupro avvenuto qualche giorno prima a Rimini, avrebbe dichiarato: "Non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia, su una spiaggia, non può violentare una persona, perché lui, probabilmente non lo sa proprio";

l'avvocato Di Genio risulta essere membro del Comitato pari opportunità della Corte d'appello di Salerno,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo ritenga la signora Di Genio idonea a svolgere la delicata funzione di avvocato, in considerazione delle sue pubbliche dichiarazioni esposte in premessa;

se risulti quale ruolo assuma l'avvocato Di Genio all'interno del Comitato pari opportunità della Corte d'appello di Salerno;

se non ritenga incompatibile la presenza della signora Di Genio, che ha giustificato un atto ignobile quale lo stupro avvenuto a Rimini, in un Comitato che dovrebbe garantire i diritti delle donne;

se non ritenga, per quanto di competenza, di dover vigilare affinché la Corte d'appello e l'Avvocatura adottino le dovute sanzioni nei confronti dell'avvocato, quali l'allontanamento dal Comitato pari opportunità e l'eventuale radiazione dall'ordine.

(4-08107)

CASSINELLI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:

l'accordo di proroga sulla cassa integrazione per i lavoratori di Piaggio Aerospace siglato ad aprile 2017, nella sede della Regione Liguria, non ha ancora completato il suo iter di approvazione nei Ministeri competenti;

il decreto di proroga dedicato solo alle industrie strategiche italiane, in base al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro per lo sviluppo economico n. 98189 del 29 dicembre 2016, non prevede più la possibilità di anticipo diretto da parte delle aziende;

in attesa del pagamento da parte dell'Inps, per cui servono 45 giorni circa dalla firma del decreto, per ovviare al problema, le rappresentanze sindacali di Piaggio hanno richiesto comunque all'azienda di intervenire;

grazie a questa azione è stato trovato un accordo che, validato dai singoli lavoratori in cassa integrazione, sopperisce ai ritardi dell'erogazione da parte del "Sistema Paese",

si chiede di sapere:

quali siano le tempistiche con cui si intende apporre la firma al decreto sulla cassa integrazione e quali siano le modalità di erogazione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori di Piaggio Aerospace nel pieno rispetto dell'accordo di proroga siglato nella sede della Regione Liguria, tenendo presente il forte radicamento sul territorio e il valore dell'azienda che istituzioni locali e forze sociali sostengono con fermezza;

quali iniziative il Governo intenda assumere relativamente alla crisi occupazionale del territorio savonese.

(4-08108)

CASSINELLI - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che:

dalla Repubblica bolivariana del Venezuela giungono notizie allarmanti in ordine alla violazione dei diritti costituzionali e delle libertà democratiche;

alcune delle funzioni e prerogative costituzionalmente affidate al Parlamento della Repubblica venezuelana (Asamblea nacional), democraticamente eletto, sono state trasferite ad un nuovo organismo deliberante (Asamblea nacional constituyente), alle dirette dipendenze del Presidente della Repubblica;

l'insediamento della nuova assemblea legislativa, a seguito di elezioni a suffragio limitato, sulla cui regolarità gli osservatori internazionali hanno espresso profonde riserve, ed il trasferimento di molte delle prerogative del Parlamento sono, ad avviso dell'interrogante, l'indice del venir meno dello Stato di diritto e dei valori costituzionali e democratici;

a nulla sono valse le proteste e la strenua resistenza opposte dal popolo venezuelano, soffocate nel sangue e con arresti di massa (gli organi di stampa riferiscono di oltre 120 morti e 500 detenuti politici);

il procuratore generale del Tribunale supremo di giustizia, Luisa Ortega Diaz, oppostasi alla deriva autoritaria del Presidente della Repubblica, ha abbandonato il Paese;

notizie di stampa riferiscono inoltre che alcuni dirigenti dell'opposizione sono stati prelevati di notte, dalle loro abitazioni, e condotti in un carcere militare;

la repressione in atto e la violazione dei diritti politici e costituzionali si accompagnano, nel Paese, ad una crisi economica senza precedenti che ha ridotto alla miseria ed alla fame gran parte del popolo del Venezuela;

molte sono le voci che, nella comunità internazionale, si sono levate per condannare la svolta autoritaria del Governo del presidente Maduro (da ultimo Spagna, Francia e Stati Uniti d'America);

sono in corso consultazioni, tra la Commissione europea ed i rappresentanti degli Stati membri per valutare una risposta appropriata e coordinata alle violazioni dei diritti umani in Venezuela;

l'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Ra'ad al Hussein, ha annunciato l'avvio di un'inchiesta internazionale sull'uso della forza da parte delle autorità venezuelane, per valutare se, durante gli scontri, siano avvenuti crimini contro l'umanità;

l'Italia non può rimanere indifferente alle drammatiche vicende che stanno colpendo il Paese ed il popolo venezuelano, storicamente e culturalmente legati al Paese ed al popolo italiani,

si chiede di sapere:

se ed in quali termini il Governo intenda manifestare al Governo della Repubblica del Venezuela la propria posizione in relazione alla violazione dei diritti costituzionali e politici in atto in quel Paese;

se ed in quali termini intenda adottare, anche presso l'Unione europea ed in collaborazione con gli organismi internazionali, iniziative volte ad ottenere, dal Governo del Venezuela, garanzie in ordine al ripristino dello Stato di diritto e delle libertà fondamentali;

se ed in quali termini intenda vincolare le relazioni bilaterali con il Venezuela al rispetto dei diritti umani e costituzionali.

(4-08109)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti:

10ª Commissione permanente(Industria, commercio, turismo):

3-04005, del senatore Girotto ed altri, sulla nuova disciplina del capacity market;

13a Commissione permanente(Territorio, ambiente, beni ambientali):

3-04004, della senatrice Nugnes ed altri, sulla tutela ambientale e giuridica dell'orso in Italia.

Avviso di rettifica

Nel Resoconto stenografico della 881a seduta pubblica del 21 settembre 2017, a pagina 55, nell'intervento della senatrice Pezzopane, alla terza riga del secondo capoverso sostituire le parole: "8 a.C." con le seguenti: "8 d.C.".