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Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 879 del 20/09/2017


SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVII LEGISLATURA ------

879a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

MERCOLEDÌ 20 SETTEMBRE 2017

(Antimeridiana)

_________________

Presidenza del vice presidente GASPARRI

N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: ALA-Scelta Civica per la Costituente Liberale e Popolare: ALA-SCCLP; Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD: AP-CpE-NCD; Articolo 1 - Movimento democratico e progressista: Art.1-MDP; Federazione della Libertà (Idea-Popolo e Libertà, PLI): FL (Id-PL, PLI); Forza Italia-Il Popolo della Libertà XVII Legislatura: FI-PdL XVII; Grandi Autonomie e Libertà (Direzione Italia, Grande Sud, M.P.L. - Movimento politico Libertas, Riscossa Italia: GAL (DI, GS, MPL, RI); Lega Nord e Autonomie: LN-Aut; Movimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE: Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE; Misto: Misto; Misto-Campo Progressista-Sardegna: Misto-CP-S; Misto-Fare!: Misto-Fare!; Misto-Federazione dei Verdi: Misto-FdV; Misto-Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale: Misto-FdI-AN; Misto-Insieme per l'Italia: Misto-IpI; Misto-Italia dei valori: Misto-Idv; Misto-Liguria Civica: Misto-LC; Misto-Movimento la Puglia in Più: Misto-MovPugliaPiù; Misto-Movimento X: Misto-MovX; Misto-Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà: Misto-SI-SEL; Misto-UDC: Misto-UDC.

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RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente GASPARRI

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 9,34).

Si dia lettura del processo verbale.

SIBILIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del giorno precedente.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverto che nel corso della seduta odierna potranno essere effettuate votazioni qualificate mediante il procedimento elettronico.

Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal preavviso previsto dall'articolo 119, comma 1, del Regolamento (ore 9,37).

Seguito della discussione dei disegni di legge:

(2287-bis) Delega al Governo per il codice dello spettacolo (Collegato alla manovra finanziaria)

(459) DE BIASI. - Legge quadro sullo spettacolo dal vivo

(1116) BIANCONI. - Legge quadro per lo spettacolo dal vivo

(Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (ore 9,38)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione dei disegni di legge nn. 2287-bis, 459 e 1116.

Ricordo che nella seduta pomeridiana di ieri hanno avuto luogo le repliche della relatrice e del rappresentante del Governo e ha avuto l'inizio l'esame degli articoli.

Riprendiamo l'esame degli articoli del disegno di legge n. 2287-bis, nel testo proposto dalla Commissione.

DI GIORGI, relatrice. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DI GIORGI, relatrice. Signor Presidente, ho ritenuto di raccogliere le osservazioni emerse durante il dibattito che ha avuto luogo ieri in merito alla questione delle attività circensi e dello spettacolo viaggiante.

Come sapete, colleghi, abbiamo anche accantonato alcuni emendamenti. Ne presento quindi uno nuovo, sostitutivo della lettera h), comma 4, dell'articolo 2, che recita come segue: «Revisione delle disposizioni nei settori delle attività circensi e degli spettacoli viaggianti, specificamente finalizzata al graduale superamento dell'utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse».

Si tratta quindi di andare nella direzione di superare e, sostanzialmente, sostituire le attività svolte con animali all'interno del circo in modo graduale, come già era stato detto e come già figurava nel testo precedente, al fine di raccogliere le sensibilità emerse nel dibattito di ieri in modo abbastanza ben definito.

Consegno dunque alla Presidenza il testo di questo emendamento.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Signor Presidente, essendo stato presentato un nuovo emendamento da parte della relatrice, la quale, nel formulare questa proposta, evidentemente ha pensato di tener conto solo di alcuni nel dibattito e non di altri e ha cercato di proporre una riscrittura del testo che non va nel senso di una graduale sostituzione degli animali con altre attività artistiche (giocolieri e altro), ma costituisce un ritorno indietro rispetto al testo iniziale, è chiaro, signor Presidente, che ci troviamo di fronte a un testo completamente nuovo. Chiedo pertanto che sia concesso tutto il tempo necessario per formulare i subemendamenti.

PRESIDENTE. È ovvio che bisogna fissare un termine di presentazione, senatrice De Petris: questo mi pare evidente.

Ha chiesto di intervenire il rappresentante del Governo. Ne ha facoltà.

FRANCESCHINI, ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. Signor Presidente, i dibattiti parlamentari servono ovviamente anche per ascoltarsi e per ascoltare le ragioni reciproche; non è che si deve necessariamente trovare una mediazione, ma questo serve per ascoltare le diverse osservazioni.

Mi pare che la proposta della relatrice si faccia positivamente carico di questo dibattito, senza alcun cedimento rispetto alla proposta del Governo, che parlava di eliminazione graduale. Il graduale superamento dell'utilizzo degli animali, accompagnato dal parere positivo del Governo (che credo verrà dopo, temporalmente) e credo anche della relatrice (ci siamo parlati) sull'estensione della previsione contenuta all'emendamento 2.800 allo spettacolo viaggiante (perché effettivamente non ha senso una norma che ponga limiti sui circhi e non sullo spettacolo viaggiante, quando si tratta di settori molto confinanti), consente di raggiungere lo scopo. Vorrei tra l'altro tranquillizzare il Parlamento sul fatto che stiamo parlando di una delega, quindi di un decreto legislativo, che poi, quando sarà scritto, tornerà in Parlamento per i pareri. Lo scopo è dunque quello di gestire la questione in modo non ideologico, ma con buon senso, arrivando all'obiettivo (questo l'ho detto con chiarezza nell'introduzione) di far continuare a lavorare i circhi, in un clima dell'opinione pubblica che è profondamente cambiato rispetto al tema della tutela degli animali. Questo consentirà di affrontare la questione in modo razionale, non soltanto rispetto ai rischi di maltrattamento, che sono un'altra tipologia e che sono trattati in un altro modo, arrivando all'obiettivo del superamento della presenza degli animali nei circhi. Quindi mi pare che, mettendo insieme questi due principi (l'estensione allo spettacolo viaggiante e il graduale superamento), si possa avere una norma ragionevole. Non so che tipo di consenso questa proposta avrà da parte dell'Assemblea (lo dico perché non si pensi che l'obiettivo sia rovesciato, cioè che sia quello di trovare un'intesa in quest'Aula), ma mi pare un passo che va nella direzione emersa ascoltando il dibattito, perché i dibattiti servono per ascoltare.

PRESIDENTE. Propongo di fissare il termine per la presentazione dei subemendamenti alle ore 10,30, anche perché la questione è abbastanza nota, quindi tutti i Gruppi hanno materiali e conoscenze per poter legittimamente svolgere la propria attività emendativa.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, poiché la questione è delicata e, se continuiamo la discussione sull'articolo 4, io ho presentato degli emendamenti su cui dovrei parlare, propongo di sospendere la seduta fino alle ore 10,30, dando la possibilità al sottoscritto e agli altri di scrivere i subemendamenti. Se invece devo stare qui in Aula a intervenire sull'articolo 4 e sui miei emendamenti, riferiti a questo articolo non posso scrivere i subemendamenti all'emendamento della relatrice. Quindi mi sta bene il termine delle 10,30, però propongo di sospendere la seduta fino a tale orario, per dare la possibilità di subemendare.

MONTEVECCHI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, vorrei anzitutto chiedere gentilmente di avere copia di questo nuovo emendamento. Chiedo inoltre di poter avere almeno un'ora di tempo e di sospendere la seduta, perché, come giustamente osservava il senatore Giovanardi, se dobbiamo stare qui e intervenire sugli altri emendamenti, non possiamo certo lavorare sui subemendamenti riferiti alla proposta della relatrice. Chiederei quindi di spostare il termine per la presentazione alle ore 10,45 e chiedo di sospendere la seduta.

PRESIDENTE. Colleghi, avevo fissato il termine per la presentazione dei subemendamenti alle ore 10,30 senza sospendere la seduta; mi sembra invece ragionevole sospendere i lavori, che riprenderanno però alle ore 10,30, perché è un tempo congruo per la presentazione dei subemendamenti all'emendamento 2.800, presentato dalla relatrice, che immagino sia stato distribuito. Se così non fosse, prego di farlo con immediatezza.

La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 9,45, è ripresa alle ore 10,36).

Colleghi, riprendiamo i lavori mantenendo accantonato l'articolo 2 e gli emendamenti ad esso presentati.

Passiamo all'esame dell'articolo 4, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, intendo illustrare l'emendamento 4.0.200, perché voglio richiamare i colleghi sul fatto che ultimamente le procure si interessano anche degli emendamenti. (Brusio). Scusate, colleghi, credo che sia una cosa che riguarda anche voi. Le procure si interessano anche degli emendamenti e di quanto sostenuto dai parlamentari in Aula quando si votano le varie proposte.

Vorrei spiegare che ho presentato questo emendamento sul ripristino del contributo al teatro Eliseo senza avere alcun interesse personale rispetto a tale teatro. Chiedo al Ministro se se sia vero o no un fatto che mi è stato fatto presente. Signor Ministro, vista la delicatezza dell'argomento e il fatto che le procure della Repubblica si interessano agli emendamenti presentati e alle opinioni espresse dai parlamentari, stavo spiegando che ho presentato questo emendamento sul ripristino del contributo al teatro Eliseo perché, secondo la situazione che mi è stata rappresentata (ma non so se sia vera o no), ci sarebbe stato un impegno formale del Governo a finanziare il teatro Eliseo con 4 milioni di euro, che mi dicono sarebbero stati stanziati nella finanziaria, quindi sarebbe un dato certo.

Successivamente, 2 di questi 4 milioni, giusto o sbagliato che sia, sono stati dirottati su spettacoli da tenere da parte delle Regioni nelle zone terremotate, quindi coloro che avevano l'aspettativa di ottenere questa somma se la sono trovata improvvisamente decurtata.

Ho presentato quindi l'emendamento 4.0.200, naturalmente guardandomi bene dal chiedere di recuperare i 2 milioni di euro destinati alle zone terremotate, ma mettendo come copertura il residuo dei fondi stanziati per i diciottenni e per la cultura che non sono stati ritirati e che quindi sono a disposizione.

Queste sono le ragioni per cui ho presentato un emendamento sul teatro Eliseo. Se è vero che nella finanziaria una somma era stata stanziata; se è vero che è stato fatto questo affidamento; se è vero che sono stati fatti investimenti per 4 milioni di euro; se è vero che 2 milioni di euro sono stati sottratti e indirizzati da un'altra parte, mi sembrerebbe giusto ripristinarli.

Se invece il Governo e la relatrice mi dicono che le notizie in mio possesso sono infondate, sarò ben lieto, se le motivazioni saranno di un certo tipo, di cambiare idea sull'emendamento.

Per tale ragione ho presentato un emendamento che cerca di riparare una situazione specifica.

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'emendamento 4.700.

DI GIORGI, relatrice. Naturalmente esprimo parere favorevole.

CESARO, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo. Il parere del relatore è conforme a quello della relatrice.

PRESIDENTE. Gli emendamenti 4.200 e 4.202 sono inammissibili.

L'emendamento 4.201 è stato ritirato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.700.

MONTEVECCHI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, vorrei però segnalare che l'emendamento 4.700 non è presente nel fascicolo degli emendamenti.

PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta per consentire la distribuzione del testo dell'emendamento 4.700.

(La seduta, sospesa alle ore 10,42, è ripresa alle ore 10,44).

Riprendiamo i nostri lavori.

Per completezza ed informazione all'Assemblea, cui è stato reso noto l'emendamento 4.700, rilevo che esso deriva dal parere della 5a Commissione permanente, che specificava che agli oneri derivanti dal presente comma, pari a 4 milioni di euro per l'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 22, comma 8, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96. Pertanto l'emendamento 4.700, presentato dalla relatrice, non fa altro che riprendere quanto prescritto dalla 5a Commissione permanente. Credo che il testo sia stato distribuito a tutti.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.700, presentato dalla relatrice, che ottempera ad una condizione posta dalla Commissione bilancio.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4, nel testo emendato.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

L'emendamento 4.0.200 è inammissibile.

Passiamo all'esame dell'articolo 5, sul quale sono stati presentati emendamenti e ordini del giorno che invito i presentatori a illustrare.

RUTA (PD). Signor Presidente, chiedo brevemente l'attenzione della relatrice e del rappresentante del Governo sull'emendamento 5.0.200.

Se la relatrice e il rappresentante del Governo sono d'accordo, vorrei procedere al ritiro dell'emendamento e alla sua trasformazione in un ordine del giorno volto a impegnare il Governo a valutare l'opportunità di considerare la problematica nella prossima legge di stabilità.

PRESIDENTE. I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati.

Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame.

DI GIORGI, relatrice. Signor Presidente, esprimo naturalmente parere favorevole sull'emendamento 5.700.

Convengo sulla proposta del senatore Ruta di ritirare l'emendamento 5.0.200 e di trasformarlo in un ordine del giorno, su cui esprimo parere favorevole.

Mi pare che tutti gli altri emendamenti all'articolo 5 siano inammissibili.

Chiedo alla senatrice Montevecchi di riformulare l'ordine del giorno G5.100, impegnando il Governo «a valutare l'opportunità di».

Esprimo infine parere favorevole sull'ordine del giorno G5.101.

CESARO, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo. Il parere del Governo è conforme a quello espresso dalla relatrice.

PRESIDENTE. Gli emendamenti 5.200 e 5.201 sono inammissibili.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.700.

BIGNAMI (Misto-MovX). Chiediamo che le votazioni vengano effettuate a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.700, presentato dalla relatrice, che ottempera ad una condizione posta dalla Commissione bilancio.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Senatrice Montevecchi, accetta la proposta di riformulazione dell'ordine del giorno G5.100 avanzata dalla relatrice?

MONTEVECCHI (M5S). No, signor Presidente, non accetto la riformulazione proposta ed insisto per la votazione dell'ordine del giorno, che impegna il Governo a reperire ulteriori risorse finanziarie finalizzate a promuovere e sostenere, anche sotto forma di credito d'imposta, l'iscrizione annuale e l'abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra cinque e diciotto anni, a corsi di danza, teatro e musica.

Parliamo tanto dell'importanza di avviare i giovani allo studio della danza, del teatro o della musica, o comunque di appassionarli a tali discipline creando poi un futuro pubblico di adulti fruitori del nostro grande e bel patrimonio culturale inteso nella sua interezza e poi non ci si impegna neanche ad aiutare i bambini, magari nati in famiglie più disagiate e quindi anche con meno possibilità di iscriverli a questi corsi e mi si invita a chiedere al Governo di valutare l'opportunità? Ma quale opportunità? L'opportunità è già stata valutata, è una cosa da fare e non c'è da "valutare se farla": c'è da farla e basta.

Ribadisco, quindi, che non accetto la proposta di riformulazione ed insisto per la votazione dell'ordine del giorno. (Applausi dal Gruppo M5S).

DI GIORGI, relatrice. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DI GIORGI, relatrice. Poiché tenevo a questo ordine del giorno, chiedo alla presentatrice di fare una riflessione ulteriore su questo punto. È molto importante che ci sia una richiesta al Governo in questo senso. Io avevo condiviso l'ordine del giorno e avevo pensato di non presentarne uno a mia firma proprio perché immaginavo che questa formula, ormai abbastanza utilizzata, desse comunque un segnale. Conosciamo poi la sensibilità del Governo rispetto a questo tema. Abbiamo approvato una legge proprio sulla formazione e sul supporto alle famiglie, perché possano far intraprendere dei percorsi culturali ai ragazzi; quindi a me pare che ci sia davvero un'attenzione su questi temi. Per questo credo sia utile lasciare nelle mani del Governo un ordine del giorno come impegno per la prossima legge di bilancio o comunque per le prossime occasioni, anche immediate.

Invito quindi la senatrice Montevecchi, con la quale abbiamo lavorato molto positivamente in questo senso, ad una riconsiderazione in merito. Vedo in modo positivo un invito al Governo su questo fronte, quindi mi dispiacerebbe che questo ordine del giorno dovesse decadere, perché come impegno al Governo si capisce bene che la maggioranza non potrebbe votarlo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il rappresentante del Governo. Ne ha facoltà.

CESARO, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo. Signor Presidente, il merito di questo ordine del giorno è condiviso dal Governo. Proporre la formula «valutare l'opportunità» non implica che si voglia mettere in dubbio la bontà della proposta avanzata, ma semplicemente che non si vuole precostituire un impegno a fronte della valutazione dei limiti della finanza pubblica con i quali il Governo in futuro si dovrà confrontare. Il Governo, quindi, è disposto ad impegnarsi ad acquisire questa sollecitazione e, compatibilmente con le altre emergenze che si presenteranno, ad addivenire allo stanziamento di fondi, o credito di imposta, in questo senso.

CARRARO (FI-PdL XVII). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CARRARO (FI-PdL XVII). Signor Presidente, non sono esperto di questa materia, ma mi ispiro al buonsenso: se siamo tutti dello stesso avviso e se il Governo è d'accordo sul fatto che sia giusto promuovere la cultura tra i giovani e se c'è un ordine del giorno che va in questo senso, che non comporta una spesa e che quindi deve avere copertura, non si capisce perché non si possa dire che si impegna il Governo. Non è una pistola puntata alla tempia. (Applausi dal Gruppo M5S).

Francamente, voterò a favore dell'ordine del giorno, anche se naturalmente saremo in minoranza. Una volta si diceva che un ordine del giorno non si negava a nessuno, adesso si deve dire che si impegna il Governo a valutare l'opportunità.

PRESIDENTE. La relatrice ha reiterato un appello, desidera rispondere, senatrice Montevecchi?

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, non vorrei commettere uno sgarbo istituzionale nei confronti della relatrice, che si dimostra così aperta al dialogo e così ben disposta. So bene che tiene molto a questo tema, ma è anche vero che l'invito a valutare l'opportunità non è accettabile, mi scusi signor Sottosegretario. Per me in italiano «a valutare l'opportunità» significa valutare l'opportunità di trovare le risorse, non di trovare il modo per ottenere queste risorse.

Pertanto propongo alla relatrice un'altra formula e vediamo se così riusciamo a trovare la quadra. Potremmo dire, visto che il problema è trovare le risorse nell'ambito di quelle disponibili: «impegna il Governo: nei limiti del quadro di compatibilità della finanza pubblica (...)». Così rimane l'impegno e definiamo a che cosa si riferisce tale impegno.

PRESIDENTE. Invito la relatrice e il rappresentante del Governo ad esprimersi nuovamente in merito.

DI GIORGI, relatrice. Per me questa soluzione va bene, ma anch'io vorrei sentire il rappresentante del Governo.

CESARO, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo. Signor Presidente, va bene la riformulazione proposta dalla senatrice Montevecchi, tenendo presente che l'ordine del giorno G5.100 è assai simile all'ordine del giorno G2.102, presentato dalla senatrice Elena Ferrara, ma repetita iuvant. Pertanto, accolgo l'ordine del giorno G5.100 nella nuova riformulazione. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G5.100 (testo 2) e G5.101 non verranno posti ai voti.

L'emendamento 5.0.200 è stato ritirato e trasformato nell'ordine del giorno G5.0.200, su cui la relatrice ha già espresso parere favorevole. Invito quindi il rappresentante del Governo a pronunziarsi su tale ordine del giorno.

CESARO, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo. Conformemente al parere della relatrice, accolgo l'ordine del giorno G5.0.200.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G5.0.200 non verrà posto ai voti.

L'emendamento 5.0.201 è inammissibile.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5, nel testo emendato.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 6.

BIGNAMI (Misto-MovX). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 6.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'articolo 7.

BIGNAMI (Misto-MovX). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 7.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Poiché dobbiamo passare agli emendamenti accantonati e ai relativi subemendamenti, sospendiamo i nostri lavori fino alle ore 11,15 per consentire la distribuzione del fascicolo.

(La seduta, sospesa alle ore 10,58, è ripresa alle ore 11,18).

Riprendiamo l'esame dell'articolo 2 e degli emendamenti ad esso presentati, precedentemente accantonati.

Invito nuovamente la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame e su quelli presentati all'emendamento 2.800.

DI GIORGI, relatrice. Il parere sull'emendamento 2.217 resta contrario.

Esprimo parere contrario sui subemendamenti 2.800/100, 2.800/1, 2.800/101, 2.800/2, 2.800/3, 2.800/4, 2.800/5, 2.800/6, 2.800/7, 2.800/8, 2.800/9, 2.800/102, 2.800/104, 2.800/105, 2.800/10, 2.800/11, 2.800/12, 2.800/13, 2.800/14, 2.800/106, 2.800/15 e 2.800/108.

Per quanto riguarda il subemendamento 2.800/103, a prima firma Granaiola, invito la presentatrice a ritirarlo e a trasformarlo in ordine del giorno. Anche per il subemendamento 2.800/107, a prima firma Cirinnà, il mio invito è di ritirarlo ed eventualmente di trasformarlo in ordine del giorno.

Il parere sull'emendamento 2.800, da me presentato, è ovviamente favorevole.

PRESIDENTE. La invito ad esprimersi nuovamente anche sugli altri emendamenti accantonati, per utilità, dato che sono passate ventiquattro ore dal loro accantonamento. Partiamo dall'emendamento 2.325, a prima firma De Petris, e proseguiamo poi con gli emendamenti a prima firma Giovanardi.

DI GIORGI, relatrice. Il parere è contrario sia sul primo sia sugli emendamenti 2.226, 2.227, 2.228, 2.229, 2.230, 2.231 e 2.232.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, vorrei chiarire un aspetto, per semplificare e magari anche guadagnare tempo, dato che ormai la discussione è tutta incentrata sull'emendamento del Governo e sui subemendamenti, i quali - che vengano approvati o no, riannodando il nastro di ieri - vertono tutti sull'alternativa tra arrivare all'eliminazione - o al superamento, che è la stessa cosa - di ogni forma di collaborazione con gli animali nei circhi o consentire ad animali come cavalli e cani di continuare ad operarvi, come dappertutto. Questo però immagino che lo chiariranno bene prima i subemendamenti e poi, se questi verranno respinti, l'emendamento del Governo.

In tale ottica, dunque, ritiro i miei emendamenti accantonati. È inutile votarli, perché sui subemendamenti questo Senato dirà con grande chiarezza davanti al popolo italiano se per i lavoratori dei circhi e la tradizione circense verrà eliminata anche la possibilità di utilizzare o fare spettacolo con i cavalli e con i cani. Poi, naturalmente, ci sarà il problema degli animali selvatici, ma se concentriamo la discussione su quel subemendamento del Governo e sugli altri subemendamenti, almeno facciamo capire ai lavoratori dei circhi e agli italiani che cosa sta facendo il Parlamento.

PRESIDENTE. Lei ritira quindi gli emendamenti dal 2.226 al 2.232. Ne prendiamo atto.

Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

CESARO, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo. Signor Presidente, esprimo parere conforme al parere espresso dalla relatrice.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.217.

MONTEVECCHI (M5S). Chiediamo che le votazioni vengano effettuate a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.217, presentato dal senatore Tosato e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Signor Presidente, ho chiesto la parola per poter illustrare i subemendamenti.

PRESIDENTE. Lei può sia illustrarli, sia intervenire in dichiarazione di voto, senatrice De Petris. Se preferisce, do la parola ai presentatori per l'illustrazione dei subemendamenti.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). In termini di dichiarazione di voto, anzitutto preannuncio il voto favorevole del Gruppo sull'emendamento 2.325.

Quanto all'illustrazione informo che, insieme con altri colleghi, abbiamo inoltre presentato una serie di subemendamenti all'emendamento 2.800 della relatrice, il quale - è inutile che ci giriamo intorno, signora relatrice, e lo dico anche al Ministro - rappresenta chiaramente un passo indietro rispetto al testo che era arrivato in Aula e che tra l'altro era stato presentato dal Governo. È evidente a tutti che si è voluto segnare, con la sostituzione della parola «eliminazione» con la parola «superamento», non la parte della gradualità, già contenuta nel testo e che nessuno metteva in discussione; questo era evidente a tutti, dal momento che l'italiano, fino a prova contraria, non è proprio un'opinione (si parlava di graduale eliminazione). Accettando di inserire la parola «superamento» con l'emendamento presentato dalla relatrice, rispetto anche al ragionamento svolto, si dà un segnale chiarissimo e si smentiscono il lavoro e la discussione che abbiamo fatto nel corso di un anno e che noi pensavamo avessero portato finalmente a rendersi conto di questa nuova sensibilità, ormai consolidata da parte dell'opinione pubblica, che è diventata un patrimonio condiviso, anche con l'obiettivo di aiutare il processo di riconversione degli spettacoli circensi. Evidentemente ci siamo sbagliati ancora una volta.

La sostituzione della parola «eliminazione» con la parola «superamento», per quanto ci riguarda, avrebbe potuto essere accettata solo nel caso in cui ci fosse stata chiaramente l'indicazione di un termine temporale, e non solo con l'aggiunta degli spettacoli viaggianti, che fa riferimento anche a questo mio emendamento. Questo termine temporale noi l'avevamo indicato in tre anni e inserito nei subemendamenti - arrivo all'illustrazione - anche in modo più articolato. Abbiamo presentato un emendamento che fissa il termine in tre anni, con l'obiettivo anche della ricollocazione dei lavoratori, facendoci carico di un processo di riconversione; così come abbiamo presentato, a mia prima firma, un emendamento che invece fissa un termine massimo di cinque anni, che è un tempo lungo, per dare l'idea che comunque bisognava fissare un termine, se si vuole essere seri.

Sappiamo tutti infatti che stiamo parlando di un disegno di legge delega, quindi non di un fatto di per sé cogente, in cui si indica un obiettivo che senza un termine temporale rischia di non avere assolutamente alcun rilievo.

Abbiamo poi articolato un altro emendamento che prevede una sorta di premialità. Esso propone di ripristinare il termine «eliminazione», ma indica anche una modalità premiale per i circhi e le attività che avviano la riconversione dando una premialità nell'accesso al Fondo unico per lo spettacolo. Negli emendamenti abbiamo quindi provato ad articolare un ragionamento che parte dal ripristino della parola «eliminazione», ma che è più complesso.

Francamente, per una volta ingenuamente (anche se non sono proprio ingenua) avevo pensato che la questione sarebbe stata tranquillamente accettata, proprio perché frutto di una discussione molto lunga e perché si tratta di una questione minimale. Infatti, indicare una «graduale eliminazione» era un passo in avanti, non era certamente risolutivo, quindi avrebbe tranquillamente dato a tutti la possibilità di ritrovarsi sul termine e sulla proposta fatta nel testo della relatrice e del Governo, dando un segnale fuori a tutti coloro - ho citato ieri alcuni sondaggi - che ritengono che non si possono utilizzare gli animali per il nostro divertimento e ai fini dello spettacolo e per i quali questo è un modo diverso di porsi verso gli altri esseri viventi.

Inoltre, in questo modo si darebbe anche un segnale per la salvezza del circo. Infatti, quanti adesso sostengono che noi non ci occupiamo dei lavoratori ma solo di preservare gli animali, evidentemente non sanno di cosa parlano, perché quando diciamo che bisogna avviare rapidamente questo processo con una riconversione e con dei sostegni, lo facciamo anche perché tutti noi siamo coscienti della crisi profonda che sta attraversando questo settore e pertanto, evidentemente, lo facciamo anche per il bene e il futuro non solo di quest'attività, ma anche di coloro che ci lavorano. Ci siamo invece trovati di fronte a una serie di distinzioni (cavalli, animali selvatici) e di discussioni che francamente sono soltanto segnate dal fatto che non si vuol avviare questo processo; in questo senso dispiace molto, moltissimo che il Ministro e la relatrice abbiano di fatto ceduto a questo tipo di ragionamenti che non solo sono assolutamente conservatori, ma che evidentemente non vogliono cambiare nulla. Infatti, aver accettato di modificare e di diluire ancora di più quella che era una semplice indicazione graduale significa che poi nel passaggio della delega e nei decreti attuativi non si vuole dar corso a quello che noi riteniamo essere un passaggio davvero importante e un segno di civiltà, che fa i conti non solo con quello che i cittadini ci chiedono, ma anche con la capacità del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo di saper dare un'impronta forte di riconversione e di preservare la tradizione circense, ma rinnovandola e riportandola più a contatto e in sintonia con una sensibilità ormai ampiamente consolidata.

Spero che dopo i pareri che ha espresso la relatrice vi sia un ulteriore ripensamento e rivolgo un appello ai tanti presenti in quest'Aula, dato che non tutti sono intervenuti, a dare almeno un segno in controtendenza e a votare a favore di qualcuno dei nostri subemendamenti. (Applausi dal Gruppo Misto-SI-SEL).

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, colleghi, come immaginavo, l'argomento è molto più importante e va al di là del problema del circo. Infatti si teorizza che il rapporto con gli animali valga soltanto nei giustissimi casi dei cani-guida per i ciechi o dei cani che salvano le persone dalle valanghe o dalle macerie dei terremoti o funzioni simili, mentre l'animale non può mai essere utilizzato per divertimento. Mi domando, allora, se nel civilissimo Regno Unito, dove amano i cavalli forse più delle persone (ad esempio, nella famiglia reale), vogliamo davvero eliminare l'ippica. Eliminiamo il polo dalle federazioni internazionali sportive perché si gioca a cavallo? Quale finalità hanno le corse dei cavalli se non il divertimento? Volete della socializzazione? Hanno una qualche funzione che non sia quella storica di una collaborazione uomo-animale per necessità? Secondo il ragionamento della collega, tutto questo dovrebbe essere eliminato. Non si possono usare i cavalli per il polo, non si possono usare i cavalli per l'ippica o per il dressage, perché vengono addestrati per attività ludiche e la gente va a vedere le corse dei cavalli perché si diverte.

Ma vi rendete conto di dove stiamo arrivando? Questo discorso, poi, non si ferma qui ma va oltre, come abbiamo visto quattro anni fa, quando abbiamo scritto una normativa che non stava né in cielo né in terra sulla ricerca animale, proibendo la sperimentazione sui topi e scrivendo nero su bianco, però, che, sapendo che la norma era contraria ad una direttiva europea, nel momento in cui l'Europa avesse aperto una procedura di infrazione, avremmo corretto la normativa e, come avviene in tutta Europa, avremmo permesso la ricerca sui topi, che salva vite umane. Abbiamo infranto una direttiva europea ma la proibizione è tutt'ora vigente, dunque l'errore fatto allora ha ripercussioni drammatiche sulla ricerca italiana, sulla scienza italiana e sulla possibilità di salvare delle persone.

Ci stiamo confrontando su una cultura che, come per esempio ieri ha detto onestamente una collega, vuole abrogare il Palio di Siena. Bene: vada a Siena a raccontare ai senesi che vuole abrogare il Palio. Abroghiamo allora il Palio, abroghiamo la ricerca, abroghiamo le corse dei cavalli, abroghiamo i circhi. I vegani dicono (come qualcuno ha detto ieri) di voler abrogare anche il consumo di carne, perché è come mangiare cadaveri di persone e così via. È una deriva assolutamente senza senso.

Se vogliamo arrivare a dire che nei circhi non si devono utilizzare gli animali selvatici e che determinati spettacoli sono fuori dalla concezione comune e quindi vogliamo arrivare ad eliminare progressivamente la presenza di animali selvatici che non possono più essere prelevati in Africa o in Asia, va bene, per l'amor di Dio. Si porrà il problema di quelli che vivono e si riproducono qui, e che vivono vent'anni di più di quanto vivono in Africa, dove le loro condizioni sono chiaramente drammatiche, perché vengono uccisi e maltrattati. Su questo piano, comunque, ci siamo e abbiamo presentato alcuni emendamenti per proporre l'eliminazione dell'utilizzo degli animali selvatici.

Ma qui, signori, stiamo arrivando a teorizzare, ancora una volta, l'eliminazione di un rapporto di collaborazione fra l'uomo e l'animale, sostenendo, in alcuni emendamenti, che l'uomo può mettere a rischio la sua vita e può fare il trapezista, può fare esercizi continui, ore ed ore al giorno, per guadagnarsi da vivere nel circo, ma l'animale no. Un cane, ad esempio, non lo può fare perché sarebbe sfruttato e invece un bambino o una persona che per vivere deve fare il circense e magari deve rischiare la sua vita facendo il trapezista, quella va bene. L'uomo sì, ma l'animale no.

Davanti a questi ragionamenti veramente mi perdo e penso ai riflessi che questo animalismo spinto può avere a livello economico, sociale e culturale. Lo ripeto, perché avevo dieci testimoni a Modena, in dicembre, quando dal banchetto degli animalisti mi è stato detto che sarei dovuto finire in un forno crematorio - questa doveva essere la mia fine - perché, nel corso di una discussione sulle zanzare che portano la malaria, secondo questi animalisti eliminare tali zanzare è un crimine perché anche loro hanno diritto di vivere. Io risposi: signore, lo dite perché in Italia la malaria non c'è, andate in Africa a dirlo! Ma se consultate i testi dell'animalismo più spinto, questo scrivono e questo teorizzano.

E noi ci dobbiamo confrontare con squilibrati di questo tipo? Certo che se compare una zanzara che porta la malaria in Italia c'è allarme sociale e occorre bonificare, affinché non si torni alla situazione di cent'anni fa, come nel caso di quella bambina che è morta di malaria. Ma ci mancherebbe altro! Vi è una gerarchia tra gli uomini e gli animali. (Commenti dal Gruppo Misto-SI-SEL).

Se invece il Senato pensa che uomini, donne, animali e mosche tse-tse e zanzare che portano la malaria siano tutti sullo stesso piano sta facendo un errore madornale. (Commenti della senatrice De Petris).

Evidenzio ancora la ragionevolezza di emendamenti che semplicemente consentono al circo equestre - che tale si chiama - di continuare nella vocazione per cui è nato. Dobbiamo, quindi, consentire di fare gli spettacoli con i cavalli e con i cani, con quegli animali che collaborano con gli uomini e con le donne dappertutto, nello sport, nella cultura, nella necessità e nella disgrazia. (Applausi del senatore Scilipoti Isgro').

ROSSI Luciano (AP-CpE-NCD). Signor Presidente, ho sottoscritto alcuni subemendamenti del collega Giovanardi dopo un'attenta riflessione. Mi sono reso conto, infatti, che si è scivolati verso una forma di contrapposizione estrema, oserei dire integralista, su un tema su cui, invece, il buonsenso deve fare la differenza. Di conseguenza, invito l'Assemblea a riservare attenzione e ad entrare nel merito di questa deriva, che di fatto qualcuno sta sostenendo. Condivido dunque l'analisi del senatore Giovanardi, che vede troppe preclusioni in questa sede, spesso non ascoltate, su temi così importanti e delicati.

L'evoluzione che può di fatto determinarsi - qualcuno ha parlato del Palio di Siena, io parlo della Quintana, qualcun altro può parlare di tante altre cose - può riservare conseguenze critiche per il futuro non solo del Governo, ma anche del Parlamento. Dunque, attenzione, approfondimento e bando a queste forme di integralismo estremista, che sta emergendo anche qui, in Assemblea. (Applausi del senatore Davico).

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signor Presidente, mi limito a dire che sottoscrivo gli emendamenti del senatore Giovanardi.

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.

L'esame degli emendamenti presentati dalle senatrici De Petris e Montevecchi, 2.325, 2.326 e 2.327, sarà ripreso dopo l'esame dei subemendamenti, valutando se, eventualmente, l'esito delle votazioni sugli emendamenti precedenti li rendessero superati. Li consideriamo, pertanto, ancora accantonati.

Ricordo che il senatore Giovanardi ha ritirato i propri emendamenti, da 2.226 a 2.232, privilegiando il sostegno ai subemendamenti che ci ha testé illustrato.

Passiamo dunque alla votazione dell'emendamento 2.800/100.

BENCINI (Misto-Idv). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BENCINI (Misto-Idv). Signor Presidente, mai avrei creduto di avere un contatto con il senatore Giovanardi o, comunque, di pensarla in parte come lui: mai dire mai.

ASTORRE (PD), Mai dire mai!

BENCINI (Misto-Idv). Infatti, mai dire mai.

Con il mio subemendamento propongo di eliminare dall'emendamento presentato dalla relatrice la dicitura «spettacoli viaggianti». Per quanto riguarda gli spettacoli circensi, essi possono essere sia stanziali (ci sono circhi che sono sempre lì, da un anno all'altro), sia non stabili, in quanto viaggiano durante l'anno per la loro attività lavorativa e di spettacolo. Ci sono poi altri spettacoli viaggianti e mi chiedo come vengano classificati gli altri spettacoli: mi riferisco, ad esempio, al Palio di Siena, al Palio di Asti, ai percorsi storici con i butteri a cavallo, ai falconieri (anche se in questo caso ci riferiamo ad animali selvatici e suggerisco anche di inserire la parola «selvatici»), a una serie di spettacoli viaggianti, attualmente presenti in Italia. Come le manifestazioni con i cani della Polizia, che fanno percorsi di agility a dimostrazione di quanto essi siano utili all'uomo. Mi viene in mente la scuola per ciechi in Toscana, a Scandicci, nel mio Comune, che più volte all'anno fa esibire i cani fuori per far vedere quanto essi siano utili e d'ausilio all'uomo.

Mi domando pertanto se non nascerà un contenzioso quando si parla di spettacoli viaggianti. Immagino un circo famoso - ad esempio il Circo Orfei - che dovrà nel tempo togliere i suoi animali dal circo: una volta tolti gli animali, potrà promuovere un contenzioso chiedendo: «Perché, quando faccio lo spettacolo con il circo non posso utilizzare cani e cavalli, mentre i Carabinieri possono fare la parata con i cavalli addestrati, la Polizia fa vedere quanto siano bravi i cani lupo in agility e la scuola in Toscana fa vedere quanto i labrador siano essenziali per una persona non vedente?». Mi domando questo a proposito della possibilità che possano nascere dei contenziosi.

Nel mio subemendamento chiedo anche che alla parola «animali» venga aggiunta la parola «selvatici», perché gli animali selvatici sono tantissimi (sono andata guardare su Wikipedia e su Internet): in Italia abbiamo il cervo, il falco, l'aquila, il gufo, l'orso; selvatici vengono considerati quelli provenienti dall'Africa quali elefanti, tigri, pantere e quant'altro. Eliminiamo gli animali selvatici. Quelli che sono nati in cattività e vengono usati negli spettacoli circensi, poiché hanno un ciclo di vita (nascono, crescono e muoiono) come noi umani, via via che muoiono, sarebbe opportuno che non venissero fatti riprodurre in modo da poterne eliminare l'utilizzo.

D'altra parte, penso anche che nei circhi sappiano che i loro spettacoli sono attualmente obsoleti; lo capiscono dal superamento che hanno avuto da altri tipi di spettacoli: il Cirque du Soleil ne è un esempio palese, in quanto esso ha una platea amplissima e riesce a fare una quantità di spettacoli grandiosi, che invece un semplice circo non riesce a fare così come non ha quel tipo di platea. Ciò significa che l'offerta circense oggi è un po' decaduta e già loro si stanno organizzando per poter presentare spettacoli incentrati più sulla persona e sull'artista che non sull'animale.

Invito quindi a votare l'emendamento 2.800/100, perché credo che sia una corretta mediazione per andare incontro alla naturale evoluzione dei tempi, rispettando però altri tipi di attività fatti con gli animali che continueranno a persistere nel tempo e nel mondo.

CIAMPOLILLO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CIAMPOLILLO (M5S). Signor Presidente, intervengo per chiedere che sia rimossa la tessera del senatore Romani Maurizio. La tessera è lì da questa mattina, ma non vedo il collega in Aula.

PRESIDENTE. Va bene. Chiedo che si provveda a ritirare la tessera del senatore Maurizio Romani. Anzi, poiché il senatore segretario Sibilia deve votare, rimuoveremo la tessera dopo la votazione. Nel frattempo, controllerò personalmente che non venga usata per votare.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.800/100, presentato dalla senatrice Bencini e da altri senatori.

(Segue la votazione).

CIAMPOLILLO (M5S). Signor Presidente, bisogna togliere la tessera!

BENCINI (Misto-Idv). Ma non vota. La vuoi? Eccola, tieni.

CIAMPOLILLO (M5S). Ma smettila! (Commenti della senatrice Bencini).

PRESIDENTE. Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Senatore Ciampolillo, ora il senatore Segretario Sibilia si recherà sul posto per rimuovere la tessera. (Commenti della senatrice Bencini).

Senatrice Bencini, stia calma. Fra poco il senatore Segretario provvederà.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.800/1, presentato dalla senatrice Serra e da altri senatori.

(Segue la votazione).

La votazione rimarrà aperta finché il senatore Segretario Sibilia non sarà tornato al suo posto.

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.800/101.

MUSSINI (Misto). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MUSSINI (Misto). Signor Presidente, chiedo di poter sottoscrivere questo emendamento. Credo che siamo davanti alla necessità di prendere delle posizioni chiare rispetto a un tema che ha sollevato un grande dibattito e in merito al quale bisognerebbe dare indicazioni molto chiare, dopodiché ognuno deciderà in coscienza, sulla base della propria sensibilità.

Continuare però con formule di mediazione, di trapasso e di superamento, credo sia veramente l'ennesimo segno della nostra incapacità di mettere la faccia nelle cose che facciamo.

Chiedo quindi alle senatrici De Petris e Petraglia di poter sottoscrivere l'emendamento 2.800/101 e dichiaro il mio voto favorevole.

PRESIDENTE. La sua sottoscrizione è accettata, senatrice Mussini. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.800/101, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.800/2, presentato dal senatore Bertacco.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.800/3.

BLUNDO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BLUNDO (M5S). Signor Presidente, stiamo parlando del maltrattamento degli animali, una situazione inaccettabile, che stiamo paragonando all'utilizzo che di essi viene fatto per altri scopi. Non ci rendiamo conto che ci sono condizioni gravissime e diverse; se pensiamo, ad esempio, all'utilizzo di un animale per salvare la vita di un uomo, tale utilizzo avviene nel rispetto dell'animale, qualora invece non lo si faccia nel rispetto degli animali, è giusto sanzionare anche quel tipo di pratiche, può in quel caso, più che una legge, ci vorrebbe il controllo sulle modalità di utilizzo degli animali.

Premesso ciò, con l'emendamento 2.800/3 propongo una modifica all'emendamento 2.800 della relatrice, inserendo la graduale eliminazione dell'utilizzo degli animali dalle attività circensi e dagli spettacoli viaggianti, perché togliendolo dalle attività circensi e lasciando l'ambiguità degli spettacoli viaggianti, ci prenderemmo in giro, quindi è giusto che resti anche questa specifica. Nell'inserire la graduale eliminazione dell'utilizzo, poniamo un termine, perché altrimenti, se parliamo, come ha fatto la relatrice, che ha giustamente recepito le sollecitazioni dell'Assemblea, solo di un graduale superamento, non diamo chiarezza e certezza di quello che verrà fatto. Aggiungiamo quindi un termine, perché se ci impegniamo nell'eliminazione di tale utilizzo, facciamolo entro una data e nell'emendamento propongo «entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge».

Nel frattempo avremo l'opportunità di valutare, dai casi più gravi a quelli forse meno gravi, che gli animali abbiano il medesimo rispetto degli esseri umani. (Applausi dal Gruppo M5S).

FUCKSIA (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FUCKSIA (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, assieme alla senatrice Bonfrisco, vorrei sottoscrivere l'emendamento 2.800/3.

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.800/3, presentato dalla senatrice Blundo e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Prendiamo atto che la senatrice Taverna non è riuscita a votare nella precedente votazione.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.800/4, presentato dalla senatrice Serra e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.800/5, presentato dalla senatrice Blundo e da altri senatori, fino alle parole «progressiva eliminazione».

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.800/6.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.800/7, presentato dai senatori Giovanardi e Buemi.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.800/8, presentato dal senatore Bertacco, sostanzialmente identico all'emendamento 2.800/9, presentato dal senatore Bertacco.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.800/102, presentato dalle senatrici De Petris e Petraglia.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.800/104, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

MONTEVECCHI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, è passato dalla votazione dell'emendamento 2.800/102 a quella dell'emendamento 2.800/104, saltando l'emendamento 2.800/103.

PRESIDENTE. Nel fascicolo l'ordine è questo. Adesso passiamo alla votazione dell'emendamento 2.800/103.

MONTEVECCHI (M5S). Noi nel fascicolo li abbiamo in sequenza.

PRESIDENTE. Nel mio fascicolo c'è un ordine logico che non è quello numerico. Ad ogni modo, l'emendamento 2.800/103 viene ora posto in votazione ed è questa la cosa importante.

GRANAIOLA (Art.1-MDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GRANAIOLA (Art.1-MDP). Signor Presidente, con riferimento all'emendamento 2.800/103, la relatrice ne aveva chiesto il ritiro o la trasformazione in un ordine del giorno, su cui il parere sarebbe stato favorevole. Accetto la proposta di trasformare l'emendamento in un ordine del giorno.

PRESIDENTE. Bene. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G2.800/103 non verrà posto ai voti.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.800/105.

REPETTI (Misto-Ipl). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

REPETTI (Misto-Ipl). Signor Presidente, sono parecchio amareggiata per il cambiamento del testo voluto dal Governo e dalla relatrice, con la sostituzione della parola «eliminazione» con la parola «superamento». Ma sono amareggiata anche per l'aridità di certe argomentazioni che sono state fatte, che dimostrano, come al solito, la mancanza di sensibilità in quest'Assemblea. Sono amareggiata anche per la mancanza di coraggio - ne sarebbe bastato poco - per fare dei piccoli passi. Quello che stavamo per fare era infatti un passo piccolissimo, ma significativo. Perché piccolissimo? Perché voglio infatti ricordare che si stava parlando di «graduale eliminazione», permettendo agli operatori del settore di trasformare le loro attività, magari anche con degli incentivi, perché è giusto che nessun lavoratore venga penalizzato. È un piccolo passo perché questa è una legge delega, dove il Governo ha tutta la facoltà di decidere i particolari e quindi cosa e come poteva essere fatto per poter fare questo cambiamento. Inserire la parola «eliminazione» aveva un significato e dava un peso importante al messaggio educativo. Questo era il punto: non è giusto e bisogna farla finita di usare gli animali facendoli soffrire per divertirsi. È inutile che ci raccontiamo delle storie: a certi animali, per far fare certe cose, non basta dare i cioccolatini o qualche piccola ricompensa, ma devono essere per forza maltrattati e snaturati e chiaramente mi riferisco soprattutto agli animali selvatici. Questa era la direzione principale cui si mirava con questo testo e con quella frase, cioè la graduale eliminazione degli animali nei circhi. Quando parliamo di eliminazione degli animali nei circhi, pensiamo all'orso con il tutù che deve andare in bicicletta o all'elefante che deve stare su una zampa sola. E questo è divertimento?

Sono anche stufa di sentir dire da alcuni: «Che cos'è un circo, oggi, senza gli animali?». A questi voglio ricordare che fino a qualche decennio fa, nei circhi c'erano i nani, c'erano le donne cannone, ci si divertiva sulla sofferenza degli altri. (Applausi della senatrice Puppato). Fortunatamente, si è capito che erano degli orrori. Quelli di oggi saranno altri tipi di orrori, ma ogni volta che si sfrutta e si maltratta chi è più debole è sempre un orrore.

Concludo ricordando che più della metà dei Paesi europei oggi vieta l'utilizzo degli animali ed in questo testo si parlava solo di «graduale eliminazione» in una legge delega. Ma la verità è che noi siamo sempre indietro, il nostro è un Paese arretrato, tutte le volte ci lamentiamo, ma siamo sempre allo stesso punto. La verità è che questo è un Paese vecchio, con una mentalità vecchia, che questo Parlamento rappresenta perfettamente. È un Paese conservatore, in cui alcuni si dichiarano progressisti e non conservatori, e poi, ogni volta che c'è da fare un cambiamento, il coraggio viene sempre a mancare.

Io invece voglio sperare lottando - per quel che valgo, cioè molto poco, quasi niente - per un Paese più aperto, che faccia dei cambiamenti in positivo, soprattutto per quel che riguarda certi principi di civiltà. Io penso che sia meglio valere poco, quasi niente, ma è meglio valere uno che valere zero. (Applausi dai Gruppi Misto-Ipl e M5S, e della senatrice Puppato).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.800/105, presentato dalla senatrice Repetti e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.800/10.

BLUNDO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BLUNDO (M5S). Signor Presidente, vorrei intervenire sull'ordine dei lavori, perché non mi è chiaro come si possa accettare un ordine del giorno che contiene esattamente le stesse affermazioni dell'emendamento della relatrice, perché non è che nell'ordine del giorno si chiedesse qualcosa di diverso.

Noi stiamo discutendo, come diceva prima la senatrice Repetti, il cui intervento ho molto apprezzato, su come legiferare al meglio.

Allora come si può mantenere un emendamento della relatrice con identico contenuto e differenze soltanto semantiche e di linguaggio rispetto a un ordine del giorno che è stato accolto della senatrice Granaiola. A me sembra un controsenso.

Siamo in grado di definire normativamente e con il linguaggio? Questo è il lavoro pesante che facevano anche i nostri padri Costituenti, cioè quello di discutere su un termine, ma poi trovavano la quadra. Qui invece si dribbla da una parte e dall'altra e non mi sembra che stiamo raggiungendo la definizione di un disegno di legge delega, che contiene questo e tanto altro in favore e a tutela dell'arte e dello spettacolo in Italia.

MONTEVECCHI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. È intervenuta già la senatrice Blundo in dichiarazione di voto.

MONTEVECCHI (M5S). No, Presidente. Il suo intervento era sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, è chiaro a tutti, come si è visto in fase emendativa, che si è ricorso a un tranello semantico per non compiere quell'atto di coraggio che giustamente nel suo intervento ha richiamato la senatrice Repetti, perché sappiamo tutti che «graduale superamento» non significa nulla, perché la gradualità può durare un anno o vent'anni e anche la parola «superamento» ha un significato debole.

Il Ministro stesso nel suo intervento ci ha spiegato come effettivamente questa manipolazione semantica servisse per rasserenare il clima nell'opinione pubblica che ormai ci chiede di compiere questo passo. Quindi li rassereniamo in previsione delle prossime elezioni politiche e poi si vedrà, perché tanto «graduale superamento» non significa alcunché.

Cerchiamo almeno di mettere una pezza alla gradualità e per questo abbiamo presentato il subemendamento 2.100/10, con il quale si prevede che la gradualità sia compresa in un arco temporale di tre anni a partire dall'entrata in vigore del disegno di legge al nostro esame. Contrariamente a quello che può pensare il ministro Franceschini, l'opinione pubblica italiana non è così ignorante da non capire che la gradualità non significa alcunché; se quindi spera di vendere questa fumata (di gradualità e superamento) a quello che lui spera sia il suo futuro elettorato ha imboccato la strada sbagliata. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.800/10, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.800/11.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, vorrei intervenire sulla scia di un ragionamento che ho già sviluppato con l'Assemblea in merito al rapporto con gli animali, anche sulla base di alcuni interventi che ho ascoltato.

Una settimana fa, purtroppo, due pitbull hanno sbranato una bambina di un anno. Accade in Italia circa sette o otto volte all'anno che dei bambini vengano sbranati dai cani, non per questo però si può dire che non si possono più tenere i cani, perché purtroppo accade che talvolta sbranino i bambini. Mi si dirà che i cani vanno educati ed è giusto. La colpa può essere del padrone, ma se un cane ha un dente cariato qualsiasi medico vi spiegherà che può essere educato finché volete, ma se è in una situazione di dolore, se qualcuno gli si avvicina, come un bambino, lo sbrana perché è un animale e non è in grado di connettere quando è in certe situazioni. Ma, ripeto, il fatto che si verifichino episodi di questo genere deve far alzare la guardia, deve aumentare l'attenzione verso l'educazione dei cani e bisogna naturalmente far sì che i bambini vengano tutelati e non siano lasciati a contatto con animali che mostrano comportamenti irrazionali.

Questo mi sembra un discorso ragionevole, ma perché non viene applicato anche all'argomento che stiamo trattando?

Pensiamo al trekking e a quelli che girano con i cavalli lungo i percorsi natura, che è di grande moda. Se invece si fa con essi un giro di pista nel circo, è proibito. Puoi fare trekking, l'ippica, o terapia con i bambini con il cavallo, ma non si può fare un giro in pista nel circo con il cavallo. Puoi tenere d'estate un pastore tedesco o un San Bernardo in casa, nonostante tutti i pericoli che ho già ricordato e anche se di 20 metri quadrati, quando invece dovrebbero star - almeno il San Bernardo - a 2.000 metri. Tutti gli animalisti sostengono che è giusto e dicono che i nostri appartamenti sono pieni di cani, gatti e di altri animali da affezione, i quali concorrono al benessere del padrone e non tanto al loro. Il San Bernardo - ripeto - starebbe meglio in montagna piuttosto che all'interno di un appartamento a Roma e a una temperatura 40 gradi. Ragionevolmente vengo incontro agli animalisti dicendo che non posso proibire, anche se ci sono dei pericoli, di tenere in casa dei cani, ma perché proibire all'interno di un circo l'utilizzo di cani e cavalli? Al Ministro dello spettacolo chiedo: se fra un anno si gira un film su Roma antica o sul Rinascimento o l'Ottocento, usiamo o meno i cavalli? La risposta è sì. O giriamo facendo le scene storiche con i cavalli di legno? Facciamo girare gli antichi romani con i cavalli di legno, perché non possiamo sfruttare il cavallo?

Tra le altre cose, c'è anche un problema di costituzionalità. Riprendo quanto detto prima: se in un circo si proibisce a una persona di fare un giro di pista a cavallo, questi potrà fare ricorso al TAR chiedendo come mai si può stare a cavallo fuori e non all'interno del circo in pista. Si pagano sanzioni? Si chiude il circo? Si toglie la libertà? Ciò che la senatrice Granaiola ha scritto nel suo ordine del giorno mi sembra vada contro un Paese liberale, perché non può passare un ordine del giorno dove si scrive che dal circo devono andare via gli animali ed esserci degli artisti. Diciamo a quelli del circo ciò che devono fare?

Facciamo, inoltre, attenzione alle minoranze. E faccio l'esempio dell'opera lirica o delle fondazioni lirico-sinfoniche, che vivono solo di denaro pubblico non potendosi sostenere con i biglietti o con lo 0,5 per cento della popolazione che le frequenta. Secondo voi, il 99 per cento della popolazione sarebbe d'accordo nel sostenere l'opera lirica per una minoranza? Probabilmente ogni forma che interessa una minoranza, anche culturale, avrebbe la maggioranza del popolo italiano contro, perché la sensibilità è farsi gli affari propri ed eliminare qualsiasi cosa che non piaccia. Ma in una società liberale non funziona così: chi non vuole andare a teatro non ci va, e credo sia giusto che lo Stato spenda dei soldi per mantenere una nota tradizione lirica, sinfonica e musicale, anche se da sola non si sostiene. Se le nostre fondazioni dovessero sostenersi solo con i biglietti venduti, fallirebbero tutte in una settimana e non avremmo più musica e opera lirica. Noi concorriamo a mantenerle perché costituiscono una nota tradizione culturale. Il circo prende un milionesimo di quanto prendono gli altri. Se agli altri tagliassero i fondi, avrebbero chiuso tutti, anche se dotati di un grande valore artistico.

Abbiamo tre emendamenti consecutivi: il primo chiede di eliminare gli animali selvatici (ma non si sa che fortuna avrà); il secondo propone di eliminare l'utilizzo di alcuni tipi di animali e, quindi, quelli che possono suscitare dubbi circa un utilizzo strumentale; il terzo parla di un progressivo superamento, ma chiede che possano continuare a lavorare nei circhi almeno i cani e i cavalli utilizzati ovunque per ragioni sportive, ludiche, di salvataggio e di collaborazione con l'uomo. Spero che venga approvato almeno di uno di questi tre emendamenti, per non fare una cosa assurda, surreale, anticostituzionale e irrazionale, che sicuramente rimarrà lettera morta e getterà ulteriore discredito sulle istituzioni, come il Senato, che votano una cosa di questo tipo. (Applausi dal Gruppo FL (Id-PL, PLI) e dei senatori Rizzotti e Luciano Rossi).

CATTANEO (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CATTANEO (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signor Presidente, intervengo brevemente per preannunciare il voto favorevole al subemendamento in esame. (Applausi dal Gruppo FL (Id-PL, PLI)).

Devo dire che esso mi convince perché, nel prevedere il graduale superamento dell'utilizzo di alcune specie di animali, mi sembra che lasci ampio margine al Governo nell'esercizio della delega per individuare, su solide basi scientifiche, quali specie sono incompatibili con l'attività circense e quale attività, invece, non reca alcun danno al benessere degli animali.

Annuncio, quindi, il mio voto favorevole. (Applausi dai Gruppi AP-CpE-NCD e FL (Id-PL, PLI) e dei senatori Buemi e Luciano Rossi).

MONTEVECCHI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, Il Movimento 5 Stelle, invece, voterà convintamente contro questo subememendamento.

Innanzitutto, mi fa specie che il senatore Giovanardi, per sostenere e perorare la propria causa, si richiami alle fondazioni lirico-sinfoniche, proprio lui che viene da Modena, città che ha dato i natali a un grande esponente di quel settore e che è stato ambasciatore della nostra cultura nel mondo. Non mi pare che tale ruolo, invece, l'abbiano mai svolto le attività circensi nel mondo. Quindi, cerchiamo di ristabilire un po' di ordine nelle cose e non usiamo tutto a caso! (Commenti del senatore Giovanardi).

Senatore Giovanardi, guardi che sono stata anche molto paziente, perché mai sono intervenuta contro di lei! (Applausi dal Gruppo M5S e della senatrice Simeoni. Commenti dai Gruppi PD e FL (Id-PL, PLI) e della senatrice Rizzotti).

PRESIDENTE. Senatrice Montevecchi, la invito a rivolgersi alla Presidenza. Faremo il dibattito su Pavarotti un'altra volta.

MONTEVECCHI (M5S). Sì, signor Presidente, ma qui abbiamo sentito di tutto e, quindi, nella mia dichiarazione di voto mi permetta di fare dei distinguo. Comunque, la mia osservazione non è la peggiore tra quelle arrivate oggi da quei banchi.

E non siamo neanche d'accordo con la senatrice a vita Elena Cattaneo, che mi scuserà se mi permetto di contraddirla. Mi scusi, senatrice Cattaneo, ma è davvero ipotizzabile che una rigorosa ricerca scientifica o delle solide basi scientifiche siano in grado di decidere quali animali sono atti a essere utilizzati in un circo e quali no? (Applausi dal Gruppo M5S e delle senatrici De Petris, Mussini e Simeoni). Io mi stupisco, perché questo ho inteso nel suo intervento.

Per tale ragione, noi esprimeremo un voto contrario al subemendamento in esame. (Applausi dai Gruppi M5S e Misto).

CIAMPOLILLO (M5S). Vergogna! Vacci tu al circo!

PRESIDENTE. Senatore Ciampolillo, la richiamo all'ordine.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.800/11, presentato dal senatore Giovanardi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

ENDRIZZI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ENDRIZZI (M5S). Signor Presidente, nel corso della votazione ho espresso per sbaglio un voto favorevole. Il mio voto, ovviamente, voleva essere contrario.

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.800/12, identico all'emendamento 2.800/13.

BENCINI (Misto-Idv). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BENCINI (Misto-Idv). Signor Presidente, l'emendamento 2.800/13, identico all'emendamento 2.800/12, a prima firma del senatore Giovanardi, mi trova nuovamente in accordo con il senatore. Questo subemendamento modifica l'emendamento 2.800, della relatrice, aggiungendo, dopo le parole «dell'utilizzo degli animali», l'aggettivo «selvatici». E selvatici viene da selva: anche qui mi sembra che oggi siamo molto avanti.

Gli animali selvatici - come ho già detto prima intervenendo sull'emendamento 2.800/100, che è stato respinto - da enciclopedia sono di vario tipo. In Italia abbiamo i cervi, i lupi, le volpi, gli orsi e i cinghiali e poi ci sono quelli provenienti da Paesi più caldi come la tigre, il leone, il leopardo, la zebra, la pantera, la giraffa, il serpente e poi anche l'aquila, il falco, la civetta, il gufo, il coccodrillo e altri ancora. Si potrebbe fare lo zoo. In tutti i casi, questi animali selvatici non sono da impiegare all'interno dei circhi e, eventualmente, negli spettacoli viaggianti, e questo sempre per evitare il famoso conflitto: se da una parte si vogliono eliminare tutti gli animali, può poi succedere che una serie di spettacoli viaggianti - a mio avviso, sono tali - come la sfilata dei butteri e il Palio di Siena o di Asti e via dicendo potrebbe creare contenziosi, perché qualcuno potrebbe rivendicare il fatto che in un ambiente si usano certi tipi di animali mentre in altri il loro uso viene proibito.

La parola «selvatici» potrebbe quindi evitare possibili contenziosi ed escludere quegli animali che effettivamente non sono così in linea con l'uomo, a differenza del cane o di altri che riescono a interagire maggiormente con lui, a rispondere ai suoi comandi e, quindi, ad essere facilmente addestrati. Ritengo sia più duro addestrare un coccodrillo o una tigre, e per questo spesso nei loro addestramenti come in altri vengono messe in pratica azioni violente che ovviamente non condivido nel modo più assoluto.

Quindi aggiungere la parola «selvatici» per me potrebbe essere un buon proposito e invito a esprimere voto favorevole sul subemendamento in esame.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.800/12, presentato dal senatore Giovanardi e da altri senatori, identico all'emendamento 2.800/13, presentato dalla senatrice Bencini e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.800/14.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, onestà intellettuale è un'espressione forte ma, poiché sono stati citati Pavarotti e Modena, ho difeso loro e la musica. Ho solo constatato che, se non fossero così ingenti i contributi pubblici, non ci sarebbero la lirica, Verona né il Teatro di Modena, perché il costo dei biglietti coprirà forse il 20 per cento, mentre l'80 lo mette lo Stato, e cioè la collettività. Credo sia un bene che la collettività persegua questo. Se fosse però per il pubblico o per la loro capacità di essere autosufficienti economicamente, queste forme artistiche sublimi non ci sarebbero più.

Lo stesso ragionamento, se me lo permettete, posso fare per il circo. Fra le altre cose, Pavarotti andava a cavallo e organizzava a Modena riunioni ippiche. Abbiamo anche ironizzato sul fatto che il cavallo che usava Pavarotti, era un po' sfortunato, vista la sua corporatura. Pavarotti, però, andava a cavallo, signori.

Questa è veramente l'ultima spiaggia, se viene respinto l'emendamento in esame, che prevede un'eccezione per animali come cani e cavalli, abitualmente utilizzati in attività di spettacolo, sportive e di collaborazione con l'uomo. Come vedete, si fa una discriminazione odiosa nei confronti dei circhi: meglio sarebbe dire che 6.000 persone vanno a casa e la nostra tradizione circense è finita. Tutti sanno che è in buona fede - e quel circo internazionale di cui prima abbiamo parlato attraversa grandi difficoltà e ultimamente a Roma ha fatto un buco colossale - ma sicuramente nessuno più andrà a vedere soltanto acrobati e giocolieri nelle decine di circhi italiani. È chiaro che tutti noi andiamo al circo - e siamo tanti - con la famiglia per vedere gli animali, magari cavalli e cani perché viviamo in una civiltà dove - tanti lo hanno detto - i bambini sono abituati ad avere un contatto con la realtà della natura solo attraverso la televisione.

Se volete eliminare anche questo, allora dite che volete cancellare il circo. Qualche collega onesta ha detto che vogliamo eliminare il circo, il Palio di Siena, l'ippica e persino ogni forma di alimentazione animale. E chi lo dice è onesto. Non capisco però perché altri colleghi e il Governo debbano infilarsi in una situazione che diventa poi ingestibile. Voglio vedere cosa farete se i lavoratori dei circhi nel passaggio graduale ipotizzato fanno intervenire in pista cani e cavalli. Li arrestate? Li portate via? Imponete di portare il cane un metro fuori dalla pista, perché non può entrarvi, con il rischio di trovarsi davanti gli animalisti che contestano con i cani al guinzaglio? Non si può far fare a un cavallo un giro di pista? Stiamo scrivendo una cosa del genere?

Diciamo almeno che questi animali, che abitano nelle nostre case e sono i nostri compagni, e sono così diffusi, possono continuare a lavorare anche nel circo, come lavorano in altri mille settori. È un appello che faccio all'Assemblea, per salvare la legge, perché altrimenti ci infiliamo nel solito ridicolo.

Ringrazio la senatrice Cattaneo per il suo intervento. Il Senato non deve disprezzare chi ha alle spalle conoscenze, studi e dati scientifici e irridere la conoscenza (Applausi dal Gruppo FL (Id-PL, PLI) e dei senatori Bencini e Buemi). Verifichiamo - ad esempio - se i cani da valanga o i cani che salvano le persone sotto le macerie hanno delle patologie o se l'addestramento selettivo gli provoca o meno dei danni. Mi sembra una cosa giusta. Vediamo se un cavallo che vive in un circo e fa il giro di pista sta peggio, meglio o sta uguale rispetto a un cavallo che partecipa alle olimpiadi con il dressage oppure a quello che in montagna porta in giro gli escursionisti la domenica, in modo da appurare che il suo benessere sia perfetto.

E ricordatevi, cari signori delle associazioni animaliste, che è ancora in vigore la vergognosa legge che permette alle associazioni animaliste di denunciare, anche penalmente, gli allevatori, i produttori e i circhi. Come voi sapete, tale legge prevede, nel caso in cui vengano assolti, che paga lo Stato, mentre nel caso di una condanna incassano il risarcimento del danno la LAV e le associazioni animaliste, le quali più denunciano e più soldi fanno. Questa è la legge in vigore e questi sono gli interessi sottostanti. (Applausi dei senatori Compagna e Perrone). Pensate che Paese democratico è il nostro, nel quale chi accusa ha solo da guadagnare. Girano i filmati più incredibili sul maltrattamento degli animali, fatti in Cina o in America, che non c'entrano niente con i nostri allevamenti e i nostri circhi.

Vorrei fare allora un richiamo alla cultura scientifica. Esiste un dossier dell'Ente nazionale circhi, che stanno distribuendo, sulla montagna di menzogne (una valanga di bugie) raccontate da alcune associazioni. Lo vogliamo approfondire? Lo vogliamo leggere? Vogliamo verificare se effettivamente il benessere dei cani e degli animali in genere viene meno nel momento in cui essi lavorano nei circhi? Io credo assolutamente di no, altrimenti dovremmo vietare subito, con questo provvedimento, l'utilizzo di cavalli e cani in tutti i settori in cui vengono attualmente utilizzati.

Votiamo questa norma, che secondo me fa anche un favore al Governo e alla maggioranza, perché in qualche modo salva la legge. (Applausi dei senatori Compagna, Formigoni e Luciano Rossi).

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signor Presidente, ho assistito con molto piacere alla manifestazione che ha luogo ogni anno il giorno della festa dell'Arma dei carabinieri. Ho assistito a uno spettacolo - credo che ormai l'utilizzo militare dei cavalli sia superato dal tempo - che ha una sua bellezza e che ha come protagonisti principalmente i cavalli, i cavalli dei Carabinieri, del reggimento dei Carabinieri a cavallo.

Se non facciamo i conti in maniera chiara con le leggi che poniamo in essere, mettiamo in difficoltà chi poi deve osservarle e rispettarle, perché o dà un'interpretazione forzata e di buonsenso rispetto alla norma scritta oppure applica norme che hanno francamente un'irrazionalità senza pari.

Credo che proprio su questioni del genere la sensibilità di molti di noi sia ai livelli più avanzati. Io rispetto gli animali, anzi li mantengo e non ne faccio un uso speculativo di alcun tipo, né di affezione e neanche economico. Gli animali fanno parte del contesto naturale del nostro pianeta e come tali devono essere rispettati, come tutti gli altri esseri viventi, compresi le piante e i minerali (se vogliamo rispettare il nostro mondo, dobbiamo tener conto anche di questo). Ma io credo che ci debba essere una razionalità di comportamenti e di valutazioni per evitare contraddizioni enormi.

La manifestazione della festa anniversaria dell'Arma dei Carabinieri è uno spettacolo che avviene da decine e decine di anni. Vogliamo decidere oggi di abolirla per legge? E vogliamo stabilire un obbligo per i responsabili del Reggimento dei Carabinieri a cavallo e dei Corazzieri che obbligano quei bei cavalli - credo siano nazionali, allevati da qualche parte in Italia - a stare fermi in attesa che arrivino il nostro Presidente della Repubblica e il nostro Presidente del Consiglio? E chi ha fatto il militare sa cosa vuol dire stare sull'attenti immobili per cinque o dieci minuti in attesa dell'arrivo dell'autorità militare o politica.

Noi dobbiamo quindi ricondurre tutta la discussione a un elemento di equilibrio e la scienza ci può dare una grande mano, checché ne dicano i mangiati e vomitati di queste giornate così creative dal punto di vista del bon ton politico. Ritengo pertanto che dobbiamo approvare il subemendamento 2.800/14: riportiamo la razionalità all'interno del nostro agire legislativo. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) e FL (Id-PL, PLI) e del senatore Luciano Rossi).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.800/14, presentato dal senatore Giovanardi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

BENCINI (Misto-Idv). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BENCINI (Misto-Idv). Signor Presidente, vorrei segnalare che la tessera non ha funzionato.

PRESIDENTE. Ne prendiamo atto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.800/106, presentato dalle senatrici De Petris e Petraglia.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.800/15.

DI GIORGI, relatrice. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DI GIORGI, relatrice. Signor Presidente, potremmo prendere in considerazione questo emendamento se ritirato e trasformato in un ordine del giorno.

Eliminando la prima parte (mi pare che la senatrice Fucksia, con cui ho prima parlato, sia d'accordo), è possibile pensare a un maggiore controllo relativamente a spettacoli che non cagionino sofferenza agli animali e nello stesso tempo, nel momento in cui parte il percorso di superamento delle attività che impiegano animali, preoccuparsi di identificare aree utili in modo tale da salvaguardare il benessere degli animali.

Questa parte potrebbe essere accolta, se il Governo è d'accordo.

PRESIDENTE. Senatrice, vorremmo capire bene la formulazione e, quindi, individuare quale parte a suo avviso va eliminata. Avremmo bisogno di un'indicazione puntuale.

DI GIORGI, relatrice. Naturalmente va eliminata la prima parte, che inizia con le parole: «, prevedendo l'immediata sospensione».

L'ordine del giorno impegna il Governo «a valutare l'opportunità di identificare i criteri atti a distinguere le varie attività circensi e gli spettacoli oggetto della disposizione in esame in relazione alla tipologia di utilizzo degli animali; identificare, parimenti, i criteri idonei a identificare le tipologie di animali che possono essere più celermente dismessi dall'utilizzo in attività circensi e spettacoli viaggianti; prevedere per gli animali gradualmente dismessi» - questo è un brutto termine ma, se ci date un margine minimo, troveremo una parola migliore - «il loro inserimento in specifiche aree e in strutture atte alla loro riabilitazione, ivi comprese, compatibilmente con le specifiche esigenze, le aree protette identificate nell'elenco ufficiale delle aree protette, ai sensi del combinato disposto dell'articolo 3, comma 4, lettera c), della legge 6 dicembre 1994, n. 394, e dell'articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, anche mediante il coinvolgimento del personale delle attività circensi e degli spettacoli».

Su questo testo, che il Governo potrebbe accogliere, il mio parere è favorevole, ripeto previo inserimento, prima dell'impegno, della premessa: «a valutare l'opportunità di».

PRESIDENTE. Le chiedo di far pervenire il testo corretto dell'ordine del giorno alla Presidenza, in modo tale che tutti possano prenderne visione.

Come si esprime in merito il rappresentante del Governo?

CESARO, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo. Il tema merita attenzione, per cui accolgo l'ordine del giorno con la riformulazione indicata dalla relatrice.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Signor Presidente, invito la relatrice e anche la senatrice Fucksia a rendersi conto di cosa significhi immettere quegli animali all'interno delle aree protette. Fra l'altro, è in corso una grande discussione proprio al Senato, in Commissione ambiente, relativamente alla riforma della legge n. 394 del 1991 e del sistema delle aree protette. E la discussione verte anche su come garantire il riequilibrio del nostro ecosistema, dato che sono presenti anche specie alloctone. E adesso voi nel Parco dell'Appia antica, che è un'area protetta, o nel Parco di Veio o nel Parco nazionale d'Abruzzo pensate di poter immettere altri animali? Di cosa stiamo parlando?

Dato che in questa sede si evoca la scienza a sproposito, ricordiamo che esistono criteri anche scientifici su come si gestiscono il sistema delle aree protette e la biodiversità, la quale è molto delicata nel nostro Paese. Noi non siamo nella foresta amazzonica o in Africa.

Quindi, vi invito a riflettere quando acconsentite. Almeno espungete dall'ordine del giorno la parte relativa alle aree protette perché, francamente, siamo arrivati al ridicolo.

PRESIDENTE. Senatrice De Petris, anche se non spetta alla Presidenza, vorrei ricordare che si impegna il Governo «a valutare l'opportunità di», per cui mi pare che tutte le sue preoccupazioni siano ricomprese in questa formula. Non credo che si immettano le tigri sui Monti Simbruini.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). E allora lo si tolga!

PRESIDENTE. Comunque, lei ha detto la sua.

Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G2.800/15 non verrà posto ai voti.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Metteranno i leoni con i lupi.

PRESIDENTE. Valutare vuol dire proprio questo: non si metteranno certo i leoni con i lupi e comunque, se non stanno al circo, da qualche parte dovranno pur stare. Non li potranno certo ammazzare.

QUAGLIARIELLO (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

QUAGLIARIELLO (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, è evidente che alcune difficoltà sono state ben evidenziate dalla senatrice De Petris. È altrettanto vero che questo è un ordine del giorno dove c'è scritto «valutare l'opportunità di». E poi, si deve considerare la sua sostanza, e cioè il fatto che il criterio di gradualità vale anche per le specie animali.

L'altro elemento, che fa emergere una contraddizione che oggettivamente esiste, è relativo al fatto che agli animali che non operano più nei circhi deve essere in qualche modo garantita una situazione migliore; altrimenti vale ciò che è stato evidenziato nell'intervento di ieri, e cioè che è possibile creare una situazione peggiorativa anziché un miglioramento Quindi prendiamo la sostanza dell'ordine del giorno e il fatto che l'elemento di gradualità valga sia per il tempo che per le specie animali.

PRESIDENTE. Ricordo che l'ordine del giorno, così riformulato, è stato accolto, e dunque, possiamo procedere.

Sull'emendamento 2.800/107 vi è un invito della relatrice a trasformarlo in ordine del giorno. Senatrice Cirinnà, accoglie l'invito?

CIRINNA' (PD). Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G2.800/107 non verrà posto ai voti.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.800/108, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.800.

DI GIORGI, relatrice. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DI GIORGI, relatrice. Signor Presidente, intervengo solo per specificare che sono stati apportati aggiustamenti di natura linguistica: «revisione delle disposizioni nei settori delle attività circensi e dello spettacolo viaggiante», invece del plurale, come avete visto, colleghi. Proseguendo: «specificamente finalizzata», in quanto si riferisce alla revisione che regge il periodo, «al graduale superamento di utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesso».

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. Lei è di Firenze e sulla lingua ha diritto a modifiche.

DI GIORGI, relatrice. Sciacquiamo i panni in Arno.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, intervengo per motivare il mio voto contrario su questo emendamento che in qualche modo imbroglia tutti: attraverso un artifizio letterale, cancella «eliminare», che si capiva cosa voleva dire, e usa il termine hegeliano «superare» - tesi, antitesi e sintesi - che non si capisce assolutamente cosa voglia dire, se non - come mi hanno riferito autorevoli giuristi del Consiglio di Stato - che è un modo diverso per dire «eliminare». Ma poiché il Senato toglie «eliminare» e mette «superare», è evidente che l'interprete deve dedurre che hanno un significato diverso. Qual è questo significato diverso? È la nostra produzione legislativa: per trovare un compromesso e far passare la legge, facciamo una roba che non ha senso.

Inoltre, si ribadisce il concetto filosofico ideologico di fondo di una visione della negazione assoluta del rapporto di lavoro dell'uomo con l'animale, in relazione anche a situazioni che riguardano i cavalli e i cani. E il collega Buemi ha ricordato il carosello dell'Arma dei carabinieri. È evidente che, rispetto ad alcuni ordini del giorno che abbiamo fatto passare, se un'associazione animalista, che la pensa in un certo modo, presenta una denuncia preventiva sul Palio di Siena, il Palio deve essere chiuso. Non c'è dubbio che deve essere chiuso, perché sia i fantini, sia i cavalli del Palio di Siena corrono un potenziale rischio, e storicamente si sono anche verificati degli incidenti.

È evidente, quindi, che, quando il Governo accetta una cosa così, sta accettando una misura propedeutica a chiudere il Palio di Siena, che è una delle richieste degli animalisti. Stessa sorte toccherà anche al carosello dell'Arma dei carabinieri e a tutto quello che ha a che fare con il cosiddetto benessere animale che, però, ci si rifiuta di determinare dal punto di vista scientifico. Infatti, quando vedo la foto di alcune famose animaliste - ad esempio la signora Brambilla - che abbracciano dei cani nei loro appartamenti, non capisco perché un lavoratore del circo non possa abbracciare il proprio cane. Lei lo può fare e il lavoratore del circo no. E perché? Qual è la motivazione giuridica per cui l'animalista può tenere sette, otto, dieci cani nel proprio appartamento e nel circo, invece, non si possono tenere? Perché si esibiscono in pubblico? Ma anche quelli si esibiscono in pubblico quando vengono fotografati per propagandare la cultura animalista. E allora che facciamo? Facciamo le proibizioni selettive?

Queste sono le motivazioni per le quali voterò contro l'emendamento 2.800.

Mi dispiace che la discussione su questo provvedimento, che avrebbe dovuto essere approfondita sul rilancio della cultura italiana, sugli enti lirici e sul teatro, sia diventata, in maniera approssimativa e pasticciata, totalmente inutile. E ciò perché, alla fine di ore e ore di discussione, hanno ragione anche coloro che hanno detto che il Senato non ha deciso nulla. No, ha aperto un grandissimo contenzioso. Naturalmente inviterò i lavoratori dei circhi a continuare tranquillamente a utilizzare gli animali, perché, con una norma scritta in siffatto modo, voglio vedere quale autorità potrà intervenire per proibirglielo. (Applausi del senatore Luciano Rossi).

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Signor Presidente, come senatori di Sinistra Italiana voteremo contro l'emendamento 2.800 della relatrice, perché anche dal dibattito e da quello che poi in parte è stato accolto - tutto e il contrario di tutto - si capisce chiaramente che avete deciso di fare un passo indietro. Ci avete ripensato rispetto al fatto di dare un piccolo segnale. Sappiamo tutti che è una legge delega e, quindi, ci sarebbero stati dei decreti attuativi. Ma era un segnale chiaro che metteva insieme - ve lo voglio ripetere qui - il fatto che si teneva conto di una nuova sensibilità dell'opinione pubblica e della crisi del settore, cercando anche di avviare un processo di riconversione nel rispetto della dignità degli animali.

Qui si sono dette delle cose ridicole. Si sono confusi i Carabinieri con le attività circensi; si sono fatte confusioni incredibili; si è arrivati al punto di accettare ordini del giorno per cui si possono mettere - ad esempio - leoni e coccodrilli all'interno del sistema delle aree protette del nostro Paese. Ciò è a dimostrazione, al di là dell'invocazione scientifica di qualcuno, che forse non ci si rende proprio conto. Qui non stavamo parlando di chissà quale grande rivoluzione: c'era scritto esattamente «graduale eliminazione». Era un segnale che noi avevamo salutato come un passo in avanti. Ma l'emendamento della relatrice e anche alcuni ordini del giorno ed emendamenti sempre della relatrice accolti ci dicono che ci sarà da parte del Governo non la volontà di arrivare effettivamente a una riconversione; si arriverà a distinguere tra animale e animale e probabilmente tutto questo finirà in niente.

Questo era evidentemente il vostro scopo. Per fare cosa? Per avere quattro preferenze? Di questo stiamo parlando, e ripeto quattro preferenze (Applausi dal Gruppo M5S e della senatrice Simeoni). E fate ciò senza rendervi conto che vi assumete la responsabilità innanzitutto di non tenere conto di alcuni sentimenti ormai comuni tra i cittadini italiani, come il rispetto della dignità degli animali. Allo stesso tempo, non pensiate che state facendo un favore al circo. Con questo atteggiamento non avrete certamente il merito di portare il circo fuori dalla crisi, perché state impedendo nei fatti e decelerando fortemente qualsiasi ipotesi di riconversione. Forse siete voi a non occuparvi e preoccuparvi del futuro di quei lavoratori.

Noi abbiamo proposto di inserire degli incentivi e una premialità per favorire questo processo, ma non ne avete voluto tenere conto e siamo ridotti a fare una discussione legata a delle piccole pressioni, a piccole cose. Non vi rendete conto - lo ha detto benissimo anche la senatrice Repetti - che 15 Paesi in Europa hanno fatto questo percorso. Il Cirque du Soleil è l'unico in attivo in tutta Europa. Forse per una volta potevamo dare un segnale e, anche se non era esattamente quello che volevamo, era comunque un passo importante. Invece anche su questo siete voluti tornare indietro.

Per questo motivo, noi voteremo contro questo emendamento.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.800, presentato dalla relatrice.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

I restanti emendamenti sono stati assorbiti o ritirati.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2, nel testo emendato.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Le dichiarazioni di voto sul provvedimento si svolgeranno all'inizio della seduta pomeridiana.

Rinvio pertanto il seguito della discussione dei disegni di legge in titolo ad altra seduta.

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

ESPOSITO Stefano (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ESPOSITO Stefano (PD). Signor Presidente, vorrei segnalare un tema di cui purtroppo si sta parlando molto poco, che si sta però aggravando giorno dopo giorno.

A causa di una serie di scioperi indetti da alcune sigle sindacali facenti capo ai Cobas, da circa dieci giorni sono in corso picchettaggi davanti agli hub della SDA, una delle più importanti aziende di logistica e spedizione italiane, con particolare riferimento agli hub di Bologna, Piacenza e Milano.

Questi scioperi - la cui ragione rimane misteriosa (sembrerebbe legata ad uno scontro interno tra queste sigle per il controllo della gestione delle tessere sindacali all'interno dei lavoratori delle cooperative), stanno producendo un gravissimo danno ad un'azienda che è partecipata in maniera totale dalle Poste italiane.

Siamo arrivati a 150.000 spedizioni ferme e 500 spedizioni non prese in carico. Ricordo che SDA lavora per moltissime e importanti aziende italiane e consegna i pacchi per Amazon. Stiamo quindi rischiando un danno gravissimo, e soprattutto occupazionale in questo Paese, nel più totale silenzio.

Purtroppo a cominciare da quello che sta avvenendo a Milano, dove stanotte c'è stato un blocco molto duro da parte di un gruppo di lavoratori, non c'è un intervento da parte dei prefetti delle città coinvolte.

Rivolgo quindi un appello al Governo, al ministro Minniti in particolare, affinché accenda un faro su questa situazione. Ricordo che non è in discussione il diritto di sciopero, ma le modalità attraverso le quali questo si sta attuando. Mi auguro soprattutto che il Ministro possa chiedere ai prefetti in particolare di Milano, Piacenza e Bologna un intervento immediato per garantire la funzionalità dell'azienda nel rispetto, come sempre, del diritto di sciopero, che non può però pregiudicare l'esistenza e la funzionalità della SDA. (Applausi della senatrice Fabbri).

CASTALDI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CASTALDI (M5S). Signor Presidente, Honeywell di Atessa, in provincia di Chieti, è uno stabilimento sito nella zona industriale della Val di Sangro. Produce turbine per motori diesel e impiega circa 400 lavoratori. In tale stabilimento i lavoratori sono in sciopero a tempo indeterminato, utilizzando la loro ultima e disperata risorsa prima della chiusura della fabbrica.

L'intenzione del gruppo che gestisce la Honeywell di Atessa è infatti quella di delocalizzare la produzione in Slovacchia, privilegiando un analogo stabilimento che si trova in Francia. Tutto questo avviene nonostante il fatto che la Honeywell di Atessa sia considerata un'eccellenza per qualità e professionalità, nonché un fornitore di importanza strategica per altre fabbriche dell'automotive presenti in Val di Sangro

Quello che indigna di più è che i vertici della Honeywell, proprio per giustificare una decisione incomprensibile, parlano di motivi di sicurezza, con riferimento ai terremoti che negli ultimi anni hanno afflitto l'Abruzzo. A questo punto, dovremmo chiudere baracca e burattini, visto che l'Italia è quasi interamente un territorio sismico. Sentire scuse del genere mi fa male come abruzzese ed essere umano.

II Movimento 5 Stelle si è già mosso da tempo sulla vicenda, chiedendo, con un'interrogazione presentata alla Camera dei deputati, un incontro fra i lavoratori di Atessa e il Ministero dello sviluppo economico. Purtroppo, parlando con i lavoratori della Honeywell proprio stamattina, ho appreso che il loro incontro al Ministero dello sviluppo economico è stato del tutto inutile, senza la presenza di dirigenti Honeywell di primo piano e senza concludere nulla di concreto. È per ora disattesa la richiesta dei lavoratori per un serio piano industriale, senza il quale non arriveranno mai gli aiuti fiscali ed economici necessari.

Pertanto, sottolineo alla Presidenza l'urgenza di anticipare un nuovo e più risolutivo incontro fra Governo, dirigenti della multinazionale e rappresentanti dei lavoratori. Non si può chiedere a lavoratori già esasperati di aspettare ancora qualche settimana. Bisogna chiudere la questione subito e in modo efficace.

Nei prossimi giorni sarò di persona al presidio dei lavoratori in sciopero ad Atessa. Bisogna parlarne il più possibile e nei titoli di giornale devono esserci anche e soprattutto queste storie vere e non solo i trionfanti dati teorici su PIL e occupazione. È una follia rinunciare a una fabbrica che funziona bene, abbandonando centinaia di lavoratori e le loro famiglie. (Applausi del senatore Puglia).

Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, interpellanze e interrogazioni pervenute alla Presidenza saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ricordo che il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica oggi, alle ore 16,30, con lo stesso ordine del giorno.

La seduta è tolta (ore 12,57).

Allegato A

DISEGNO DI LEGGE NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia (2287-BIS)

ARTICOLO 2 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 2.

Approvato nel testo emendato (*)

(Deleghe al Governo)

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il coordinamento e il riordino delle disposizioni legislative e di quelle regolamentari adottate ai sensi dell'articolo 24, comma 3-bis, del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, in materia di attività, organizzazione e gestione delle fondazioni lirico-sinfoniche e degli enti di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, e di cui alla legge 11 novembre 2003, n. 310, nonché per la riforma, la revisione e il riassetto della vigente disciplina nei settori del teatro, della musica, della danza, degli spettacoli viaggianti, delle attività circensi, dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche, mediante la redazione di un unico testo normativo denominato «codice dello spettacolo», al fine di conferire al settore un assetto più efficace, organico e conforme ai princìpi di semplificazione delle procedure amministrative e ottimizzazione della spesa e volto a migliorare la qualità artistico-culturale delle attività, incentivandone la produzione, l'innovazione, nonché la fruizione da parte della collettività, con particolare riguardo all'educazione permanente, in conformità alla raccomandazione 2006/962/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006.

2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati tenuto conto delle disposizioni di cui all'articolo 1 e nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) adeguamento agli articoli 117 e 118 della Costituzione, anche alla luce della giurisprudenza della Corte costituzionale intervenuta nelle materie oggetto di delega;

b) razionalizzazione degli interventi di sostegno dello Stato, mantenendo o prevedendo, tra l'altro, tra le attribuzioni statali:

1) la gestione del Fondo unico per lo spettacolo di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163;

2) la determinazione dei criteri per l'erogazione e delle modalità per la liquidazione e l'anticipazione dei contributi a valere sul Fondo unico per lo spettacolo con decreti non aventi natura regolamentare, da emanare sentito il Consiglio superiore per lo spettacolo istituito dall'articolo 3 della presente legge e previa intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

3) l'armonizzazione degli interventi dello Stato con quelli degli enti pubblici territoriali anche attraverso lo strumento dell'accordo di programma;

4) la promozione della diffusione delle produzioni italiane ed europee dello spettacolo e delle opere di giovani artisti e compositori emergenti di cui al comma 2 dell'articolo 7 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, attraverso appositi spazi di programmazione nelle piattaforme radiotelevisive anche mediante specifici obblighi di trasmissione nel contratto di servizio tra il Ministero dello sviluppo economico e la RAI-Radiotelevisione italiana s.p.a.;

5) la promozione tra le giovani generazioni della cultura e delle pratiche dello spettacolo, anche mediante le nuove tecnologie, attraverso misure rivolte alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e agli enti o istituti di alta formazione;

6) la promozione dell'integrazione e dell'inclusione, attraverso attività formative, nonché mediante la pratica e la fruizione delle attività di spettacolo anche in contesti disagiati;

7) l'individuazione, d'intesa con la Conferenza unificata, di strumenti di accesso al credito agevolato anche attraverso convenzioni con il sistema bancario, ivi incluso l'Istituto per il credito sportivo;

c) indicazione esplicita delle disposizioni abrogate, fatta salva l'applicazione dell'articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile;

d) coordinamento formale e sostanziale del testo delle disposizioni vigenti, apportando le modifiche necessarie per garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa e per adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo;

e) aggiornamento delle procedure, prevedendo la più estesa e ottimale utilizzazione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, anche nei rapporti con i destinatari dell'azione amministrativa.

f) riconoscimento dell'importanza di assicurare la più ampia fruizione dello spettacolo, tenendo conto altresì delle specifiche esigenze delle persone con disabilità, secondo i princìpi stabiliti dalle convenzioni internazionali applicabili in materia.

3. Con particolare riferimento alle fondazioni lirico-sinfoniche, i decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati nel rispetto del seguente criterio direttivo specifico: revisione dei criteri di ripartizione del contributo statale, anche tramite scorporo dal Fondo unico per lo spettacolo delle risorse ad esse destinate, in coerenza con le disposizioni adottate ai sensi dell'articolo 24, comma 3-bis, del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, e con i princìpi di riparto delle risorse di cui all'articolo 1, comma 583, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, nonché sulla base dei seguenti ulteriori parametri:

a) rafforzamento della responsabilità del sovrintendente sulla gestione economico-finanziaria delle singole fondazioni;

b) realizzazione di coproduzioni nazionali e internazionali;

c) promozione e diffusione della cultura lirica, con particolare riguardo alle aree disagiate;

d) risultati artistici e gestionali del triennio precedente.

4. Con particolare riferimento ai settori del teatro, della musica, della danza, degli spettacoli viaggianti e delle attività circensi, dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche, i decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:

a) ottimizzazione dell'organizzazione e del funzionamento dei diversi settori sulla base dei princìpi di tutela e valorizzazione professionale dei lavoratori, di efficienza, corretta gestione, economicità, imprenditorialità e sinergia tra i diversi enti e soggetti operanti in ciascun settore o nell'ambito di settori diversi, anche al fine di favorire l'intervento congiunto di soggetti pubblici e privati, sostenendo la capacità di operare in rete tra soggetti e strutture del sistema artistico e culturale, adeguando il quadro delle disposizioni legislative alla pluralità dei linguaggi e delle espressioni dello spettacolo contemporaneo;

b) riconoscimento del ruolo dell'associazionismo nell'ambito della promozione delle attività di spettacolo;

c) miglioramento e responsabilizzazione della gestione;

d) ottimizzazione delle risorse attraverso l'individuazione di criteri e modalità di collaborazione nelle produzioni;

e) previsione, ai fini del riparto del Fondo unico per lo spettacolo, che i decreti non aventi natura regolamentare di cui al comma 2, lettera b), numero 2), definiscano i seguenti criteri:

1) l'adozione di regole tecniche di riparto sulla base dell'esame comparativo di appositi programmi di attività pluriennale presentati dagli enti e dagli organismi dello spettacolo, corredati di programmi per ciascuna annualità;

2) la valorizzazione della qualità delle produzioni;

3) la definizione di categorie tipologiche dei soggetti ammessi a presentare domanda, per ciascuno dei settori della danza, della musica, del teatro, delle attività circensi, degli spettacoli viaggianti, dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche;

4) l'adozione di misure per favorire la mobilità artistica e la circolazione delle opere a livello europeo e internazionale;

5) il finanziamento selettivo di progetti predisposti da giovani di età inferiore ai trentacinque anni;

6) l'erogazione di contributi per manifestazioni e spettacoli all'estero;

7) l'attivazione di piani straordinari, di durata pluriennale, per la ristrutturazione e l'aggiornamento tecnologico di teatri o strutture e spazi stabilmente destinati allo spettacolo, con particolare riferimento a quelli ubicati nei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti;

8) il sostegno ad azioni di riequilibrio territoriale e diffusione, anche tramite la realizzazione di specifici progetti di promozione e di sensibilizzazione del pubblico, da realizzare in collaborazione con gli enti territoriali, mediante i circuiti di distribuzione che includano anche i piccoli centri urbani;

f) in relazione al settore delle attività musicali di cui alla legge 14 agosto 1967, n. 800, revisione e riassetto della disciplina al fine di assicurare:

1) l'interazione tra i diversi organismi operanti nel settore, con particolare riguardo alle fondazioni lirico-sinfoniche, ai teatri di tradizione, alle istituzioni concertistico-orchestrali e ai complessi strumentali;

2) l'estensione delle misure di sostegno alle attività musicali popolari contemporanee quali componenti fondamentali del patrimonio culturale, artistico, sociale ed economico del Paese, nonché quali elementi di coesione sociale e di aggregazione e strumenti centrali per lo sviluppo dell'offerta turistico-culturale;

3) la definizione delle figure che afferiscono all'organizzazione e alla produzione di musica popolare contemporanea e dei criteri e requisiti per l'esercizio della suddetta attività;

4) la valorizzazione delle musiche della tradizione popolare italiana, anche in chiave contemporanea, con progetti artistico-culturali di valenza regionale e locale;

g) in relazione al settore della danza:

1) revisione della normativa in materia di promozione delle attività di danza, d'intesa con le altre amministrazioni competenti, con l'introduzione di disposizioni finalizzate a dare impulso alle opere di ricostruzione del repertorio coreutico classico e contemporaneo, alla produzione artistica e alla sperimentazione;

2) introduzione di una normativa relativa all'istituzione delle scuole di danza e al controllo e vigilanza sulle medesime nonché, al fine di regolamentare e garantire le professionalità specifiche nell'insegnamento della danza in questi contesti, individuazione di criteri e requisiti finalizzati all'abilitazione di tale insegnamento tramite la definizione di percorsi formativi e professionalizzanti certificati e validi su tutto il territorio nazionale;

h) revisione delle disposizioni in tema di attività circensi, specificamente finalizzate alla graduale eliminazione dell'utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse;

i) introduzione di norme, nonché revisione di quelle vigenti in materia, volte all'avvicinamento dei giovani alle attività di spettacolo e finalizzate a creare un efficace percorso di educazione delle nuove generazioni, con riserva di un importo complessivo pari ad almeno il 3 per cento della dotazione del Fondo unico per lo spettacolo per la promozione di programmi di educazione nei settori dello spettacolo nelle scuole di ogni ordine e grado in coerenza con l'articolo 1, comma 7, lettere c) e f), della legge 13 luglio 2015, n. 107;

l) riordino e introduzione di norme che, in armonia e coerenza con le disposizioni generali in materia, disciplinino in modo sistematico e unitario, con le opportune differenziazioni correlate allo specifico ambito di attività, il rapporto di lavoro nel settore dello spettacolo, nel rispetto, quanto agli aspetti retributivi, dell'articolo 36 della Costituzione e dell'articolo 2099 del codice civile, tenuto conto anche del carattere intermittente delle prestazioni lavorative con riferimento alle specificità contrattuali e alle tutele sociali, anche previdenziali e assicurative;

m) fermo restando quanto previsto dai decreti adottati in attuazione dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124, introduzione di disposizioni volte a semplificare gli iter autorizzativi e gli adempimenti burocratici relativi allo svolgimento di attività di pubblico spettacolo, ivi inclusa, di concerto con le altre amministrazioni competenti, l'autorizzazione di pubblica sicurezza;

n) sostegno alla diffusione dello spettacolo italiano all'estero e ai processi di internazionalizzazione, in particolare in ambito europeo, attraverso iniziative di coproduzione artistica, collaborazione e scambio, favorendo la mobilità e la circolazione delle opere, lo sviluppo di reti di offerta artistico-culturale di qualificato livello internazionale, ferme restando le competenze del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.

o) sostegno all'internazionalizzazione delle produzioni di giovani artisti italiani, nonché degli spettacoli di musica popolare contemporanea, anche attraverso iniziative di coproduzione artistica e collaborazioni intersettoriali.

5. Il decreto o i decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sentito il Consiglio superiore dello spettacolo di cui all'articolo 3 della presente legge e di concerto con i Ministri interessati, previa acquisizione dell'intesa in sede di Conferenza unificata e del parere del Consiglio di Stato, da rendere nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione dello schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Gli schemi di decreto legislativo sono successivamente trasmessi alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti legislativi possono essere comunque adottati. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente il testo alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere adottati.

6. Dal decreto o dai decreti legislativi di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. In conformità all'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, i medesimi decreti legislativi sono emanati solo successivamente o contestualmente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.

7. Disposizioni correttive ed integrative dei decreti legislativi di cui al comma 1 possono essere adottate, nel rispetto degli stessi princìpi e criteri direttivi e con le medesime procedure di cui al presente articolo, entro due anni dalla data della loro entrata in vigore.

________________

(*) Cfr. anche sed. 878

EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO

2.217

TOSATO, CENTINAIO, ARRIGONI, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Respinto

Al comma 4, lettera e), dopo il punto 7, inserire il seguente:

        «7-bis). Revisione delle disposizioni in tema di attività circensi per definire, d'intesa con l'ANCI, norme per l'istituzione di un'anagrafe dei luoghi per lo spettacolo circense e viaggiante, contenente le ipotesi di allestimento di spazi attrezzati con idonee infrastrutture, preautorizzati dalle commissioni di vigilanza, da adottare integralmente, prevedendo che, entro sei mesi dalla data di entra in vigore della presente legge, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, emani, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, un regolamento per assicurare la migliore tutela degli animali, prevedendo nuove modalità per la tempestiva comunicazione on line al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, da parte dei circhi, della detenzione degli esemplari dì cui all'articolo 6, comma 2, della legge 7 febbraio 1992, n. 150, e successive modificazioni, con specificazione del numero, sesso, età e precedente provenienza, a meno che non siano nati nello stesso circo, e comunicazione di nuove nascite; nuove modalità e parametri tecnici per assicurare le idonee condizioni di vita e trasporto per gli animali, e per la loro stabulazione ed addestramento; idonee forme di verifica dei requisiti di idoneità delle persone responsabili dell'addestramento e dell'utilizzazione degli animali;».

2.800/100

BENCINI, Maurizio ROMANI, MOLINARI

Respinto

All'emendamento 2.800 apportare le seguenti modificazioni: sopprimere le parole: «spettacoli viaggianti» e, dopo le parole: «degli animali», inserire la seguente: «selvatici».

2.800/1

SERRA, MONTEVECCHI, BLUNDO

Respinto

All'emendamento 2.800, alla lettera h), sopprimere la seguente parola: «graduale».

2.800/101

DE PETRIS, PETRAGLIA, MUSSINI (*)

Respinto

All'emendamento 2.800, sostituire le parole: «al graduale superamento» con le seguenti: «alla definitiva eliminazione».

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta

2.800/2

BERTACCO

Respinto

All'emendamento 2.800, sostituire le parole: «al graduale superamento» con le seguenti: «all'attenuazione».

2.800/3

BLUNDO, MONTEVECCHI, SERRA, FUCKSIA (*), BONFRISCO (*)

Respinto

All'emendamento 2.800, alla lettera h), sostituire le parole: «al graduale superamento» con le seguenti: «alla graduale eliminazione entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge».

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta

2.800/4

SERRA, MONTEVECCHI, BLUNDO

Respinto

All'emendamento 2.800, alla lettera h), sostituire le parole: «al graduale superamento» con le seguenti: «alla graduale eliminazione».

2.800/5

BLUNDO, SERRA, MONTEVECCHI

Le parole da: «All'emendamento» a: «eliminazione» respinte; seconda parte preclusa

All'emendamento 2.800, alla lettera h), sostituire le parole: «graduale superamento» con le seguenti: «progressiva eliminazione entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge».

2.800/6

MONTEVECCHI, BLUNDO, SERRA

Precluso

All'emendamento 2.800, alla lettera h), sostituire le parole: «graduale superamento» con le seguenti: «progressiva eliminazione».

2.800/7

GIOVANARDI, BUEMI (*)

Respinto

All'emendamento 2.800, alla lettera h), sostituire le parole: «graduale superamento» con le seguenti: «progressiva riduzione».

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta

2.800/8

BERTACCO

Respinto

All'emendamento 2.800, alla lettera h), sostituire le parole: «al graduale superamento» con le seguenti: «alla graduale riduzione».

2.800/9

BERTACCO

Sost. Id. em. 2.800/8

All'emendamento 2.800, alla lettera h), sostituire le parole: «al graduale superamento» con le seguenti: «al graduale abbassamento».

2.800/102

DE PETRIS, PETRAGLIA

Respinto

All'emendamento 2.800, sostituire la parola: «graduale» con la seguente: «definitivo».

2.800/103

GRANAIOLA, DE PETRIS, CIRINNA', PETRAGLIA, REPETTI, AMATI

Ritirato e trasformato nell'odg G2.800/103

All'emendamento 2.800, al comma 4, lettera h), sostituire dalla parola: «superamento» fino alla fine con le seguenti: «sostituzione dell'utilizzo degli animali con esibizioni di artisti».

G2.800/103 (già em. 2.800/103)

GRANAIOLA, DE PETRIS, CIRINNA', PETRAGLIA, REPETTI, AMATI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

      in sede di esame del disegno di legge n. 2287-bis,

        impegna il Governo ad affrontare e risolvere le problematiche di cui all'emendamento 2.800/103.

________________

(*) Accolto dal Governo

2.800/104

DE PETRIS, GRANAIOLA, CIRINNA', PETRAGLIA, REPETTI, AMATI

Respinto

All'emendamento 2.800, al comma 4, lettera h), sostituire dalla parola: «superamento» fino a: «delle stesse» con le seguenti: «eliminazione dell'utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse con criteri di premialità per l'accesso ai Fondi di cui al Fondo Unico dello Spettacolo».

2.800/105

REPETTI, DE PETRIS, CIRINNA', PETRAGLIA, GRANAIOLA, AMATI

Respinto

All'emendamento 2.800, al comma 4, lettera h), sostituire la parola: «superamento» con la seguente: «eliminazione».

2.800/10

MONTEVECCHI, BLUNDO, SERRA

Respinto

All'emendamento 2.800, alla lettera h), dopo le parole: «graduale superamento» aggiungere le seguenti: «, entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge,».

2.800/11

GIOVANARDI, Luciano ROSSI, BUEMI (*)

Respinto

All'emendamento 2.800, alla lettera h), dopo le parole: «graduale superamento dell'utilizzo» eliminare la parola: «degli» e sostituire con le seguenti: «di alcune specie di».

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta

2.800/12

GIOVANARDI, Luciano ROSSI, BUEMI (*)

Respinto

All'emendamento 2.800, alla lettera h), dopo le parole: «dell'utilizzo degli animali» aggiungere la parola: «selvatici».

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta

2.800/13

BENCINI, Maurizio ROMANI, MOLINARI

Id. all'em. 2.800/12

All'emendamento 2.800, alla lettera h), dopo le parole: «degli animali» inserire la seguente: «selvatici».

2.800/14

GIOVANARDI, Luciano ROSSI, BUEMI (*)

Respinto

All'emendamento 2.800, alla lettera h), dopo le parole: «delle stesse» aggiungere le seguenti: «con l'eccezione di animali come cani e cavalli che sono abitualmente utilizzati in attività di spettacolo e sportive o di collaborazione con l'uomo».

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta

2.800/106

DE PETRIS, PETRAGLIA

Respinto

All'emendamento 2.800, aggiungere in fine le seguenti parole: «che conduca alla definitiva eliminazione di tale pratica entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge».

2.800/15

FUCKSIA

Ritirato e trasformato nell'odg G2.800/15

All'emendamento 2.800, dopo le parole: «le stesse» aggiungere le seguenti: «, prevedendo l'immediata sospensione degli spettacoli che cagionino sofferenza agli animali impiegati ed assicurando il loro graduale inserimento, ove non fosse possibile rimetterli in libertà, in strutture atte alla riabilitazione degli stessi o all'interno delle aree identificate dall'elenco ufficiale delle aree protette ai sensi del combinato disposto dell'articolo 3, comma 4, lettera c), della legge 6 dicembre 1994, n. 394, e dell'articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, anche mediante il coinvolgimento del personale delle strutture circensi.».

G2.800/15 (già em. 2.800/15)

FUCKSIA

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            premesso che il disegno di legge delega al Governo per il codice dello spettacolo reca quale specifica delega al Governo quella relativa alla revisione delle disposizioni in tema di attività circensi e degli spettacoli viaggianti con specifico riferimento al graduale superamento dell'utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse;

       considerato che la formulazione dei principi e criteri direttivi sul suddetto specifico settore risulta particolarmente complicata in considerazione delle peculiari attività circensi e degli spettacoli, oltre che degli animali utilizzati, che possono certamente distinguersi tra selvatici, nati e cresciuti in cattività ed altri,

         impegna il Governo a valutare l'opportunità di:

            identificare i criteri atti a distinguere le varie attività circensi e gli spettacoli oggetto della disposizione in esame in relazione alla tipologia di utilizzo degli animali;

            identificare, parimenti, i criteri idonei ad identificare le tipologie di animali che possono essere più celermente dismessi dall'utilizzo in attività circensi e spettacoli viaggianti;

            prevedere per gli animali gradualmente dismessi il loro inserimento in specifiche aree ed in strutture atte alla loro riabilitazione, ivi comprese, compatibilmente con le specifiche esigenze, le aree protette identificate nell'elenco ufficiale delle aree protette ai sensi del combinato disposto dell'articolo 3, comma 4, lettera c), della legge 6 dicembre 1994, n. 394, e dell'articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, anche mediante il coinvolgimento del personale delle attività circensi e degli spettacoli.

________________

(*) Accolto dal Governo

2.800/107

CIRINNA', DE PETRIS, GRANAIOLA, PETRAGLIA, REPETTI, AMATI

Ritirato e trasformato nell'odg G2.800/107

All'emendamento 2.800, al comma 4, lettera h), dopo le parole: «svolgimento delle stesse» aggiungere le seguenti: «entro tre anni o comunque entro un termine che consenta la ricollocazione dei lavoratori».

G2.800/107 (già em. 2.800/107)

CIRINNA', DE PETRIS, GRANAIOLA, PETRAGLIA, REPETTI, AMATI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

      in sede di esame del disegno di legge n. 2287-bis,

        impegna il Governo ad affrontare e risolvere le problematiche di cui all'emendamento 2.800/107.

________________

(*) Accolto dal Governo

2.800/108

DE PETRIS, GRANAIOLA, CIRINNA', PETRAGLIA, REPETTI, AMATI

Respinto

All'emendamento 2.800, al comma 4, lettera h), dopo le parole: «svolgimento delle stesse» aggiungere le seguenti: «entro un termine massimo comunque non superiore a cinque anni».

2.800

La Relatrice

Approvato

Al comma 4 sostituire la lettera h) con la seguente:

        «h) revisione delle disposizioni nei settori delle attività circensi e dello spettacolo viaggiante, specificamente finalizzata al graduale superamento dell'utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse;».

2.325

DE PETRIS, PETRAGLIA, CIRINNA', AMATI, REPETTI, BOCCHINO, GRANAIOLA

Assorbito

Al comma 4, lettera h), dopo le parole: «attività circensi», inserire le seguenti: «e di spettacolo viaggiante,».

2.326

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO, GRANAIOLA

Id. em. 2.325

Al comma 4, lettera h), dopo le parole: «in tema di attività circensi», inserire le seguenti: «e di spettacolo viaggiante».

2.327

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Assorbito

Al comma 4, lettera h), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, che deve comunque essere portata a termine entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge».

2.226

GIOVANARDI

Ritirato

Al comma 4, dopo la lettera o) aggiungere la seguente:

        «o-bis) revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale riduzione dell'utilizzo di determinati animali nello svolgimento della stessa, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150,determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento;».

2.227

GIOVANARDI

Ritirato

Al comma 4, dopo la lettera o), aggiungere la seguente:

            «o-bis) revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale riduzione dell'utilizzo di alcuni animali nello svolgimento della stessa, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento;».

2.228

GIOVANARDI

Ritirato

Al comma 4, dopo la lettera o), aggiungere la seguente:

            «o-bis) revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate ad; graduale riduzione dell'utilizzo di determinate specie di animali nello svolgimento delle stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n.150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento;».

2.229

GIOVANARDI

Ritirato

Al comma 4, dopo la lettera o), aggiungere la seguente:

            «o-bis) revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale riduzione dell'utilizzo di alcune specie di animali nello svolgimento delle stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento;».

2.230

GIOVANARDI

Ritirato

Al comma 4, dopo la lettera o), aggiungere la seguente:

            «o-bis) revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale riduzione dell'utilizzo di determinate specie di animali nello svolgimento delle stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento;».

2.231

GIOVANARDI

Ritirato

Al comma 4, dopo la lettera o), aggiungere la seguente:

            «o-bis) revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale eliminazione dell'utilizzo di alcune specie di animali nello svolgimento delle stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento;».

2.232

GIOVANARDI

Ritirato

Al comma 4, dopo la lettera o), aggiungere la seguente:

            «o-bis) revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale eliminazione dell'utilizzo di alcuni animali nello svolgimento della stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento;».

ARTICOLO 4 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 4.

Approvato nel testo emendato

(Dotazione del Fondo unico per lo spettacolo e interventi in favore di attività culturali nei territori interessati da eventi sismici)

1. La dotazione del Fondo unico per lo spettacolo di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163, è incrementata di 9.500.000 euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e di 22.500.000 euro a decorrere dall'anno 2020.

2. Ai maggiori oneri derivanti dal comma 1 del presente articolo, pari a 9.500.000 euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e a 22.500.000 euro a decorrere dall'anno 2020, si provvede, quanto a 9.500.000 euro per l'anno 2018, a 3 milioni di euro per l'anno 2019 e a 22.500.000 euro a decorrere dall'anno 2020, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, quanto a 5.500.000 euro per l'anno 2019, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 199, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e, quanto a 1 milione di euro per l'anno 2019, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, dei decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

3. Per l'anno 2018, è altresì autorizzata la spesa di 4 milioni di euro in favore di attività culturali nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, ripartiti secondo le medesime modalità previste dall'articolo 11, comma 3, quarto periodo, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19. Conseguentemente, all'articolo 22, comma 8, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, al primo periodo, le parole: «ciascuno degli anni 2017 e 2018» sono sostituite dalle seguenti: «l'anno 2017» e, al secondo periodo, le parole: «per l'anno 2017» e: «per l'anno 2017 e a 4 milioni di euro per l'anno 2018» sono soppresse. Agli oneri derivanti dal presente comma si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

EMENDAMENTI

4.200

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Inammissibile

Al comma 1, sostituire le parole da: « 9.500.000 euro», fino alla fine del comma, con le seguenti:«200 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018»

     Sostituire il comma 2 con il seguente:

        «2. Ai maggiori oneri derivanti dal comma 1 del presente articolo:

            a) quanto a 9.500.000 euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e a 22.500.000 euro a decorrere dal 2020, si provvede quanto a 9.500.000 euro, per l'anno 2018, quanto a 3 milioni di euro per l'anno 2019 e quanto a 22.500.000 euro a decorrere dall'anno 2020, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e per l'anno 2019, quanto a 5.500.000 euro, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 199, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 e, quanto a 1 milione di euro, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 30;

            b) quanto a 190,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e a 177,5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020 con le maggiori entrate derivanti dall'articolo 1-ter«.

        Conseguentemente, dopo l'articolo inserire il seguente:

«Art. 4-bis.

(disposizioni in materia di giochi)

        1. La misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettera b), del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, è fissata, a partire dal 1º gennaio 2018, nell'8 per cento dell'ammontare delle somme giocate».

4.201

GIRO

Ritirato

Al comma 3, sopprimere il secondo periodo.

        Conseguentemente, all'onere derivante dalla presente disposizione, pari a 4 milioni di euro per il 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per le esigenze indifferibili di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

4.202

LIUZZI

Inammissibile

Al comma 3, sopprimere il secondo periodo.

4.700

La Relatrice

Approvato

Al comma 3, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a 4 milioni di euro per l'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 22, comma 8, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.».

EMENDAMENTO TENDENTE AD INSERIRE UN ARTICOLO AGGIUNTIVO DOPO L'ARTICOLO 4

4.0.200

GIOVANARDI

Inammissibile

Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Ripristino contributo al Teatro Eliseo)

        1. Per le spese ordinarie e straordinarie di cui all'articolo 22, comma 8, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96 è autorizzata la spesa di 4 milioni di euro per l'anno 2018. AI relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dei fondi di cui al comma 980 della legge 28 dicembre 2015, n. 208».

ARTICOLO 5 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 5.

Approvato nel testo emendato

(Benefici e incentivi fiscali)

1. Al fine di incentivare ulteriormente la partecipazione dei privati al sostegno e al rafforzamento del settore dello spettacolo, al comma 1 dell'articolo 1 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, dopo la parola: «tradizione» sono inserite le seguenti: «, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione».

2. Al fine di promuovere la produzione musicale delle opere di artisti emergenti, le disposizioni di cui ai commi da 1 a 6 dell'articolo 7 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, continuano ad applicarsi a decorrere dal 1º gennaio 2018. Al comma 2, primo periodo, dell'articolo 7 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, le parole: «prime o seconde» sono sostituite dalle seguenti: «prime, seconde o terze».

3. Agli oneri derivanti dal comma 2, pari a 4,5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018, si provvede, per l'anno 2018 e a decorrere dall'anno 2020, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e, per l'anno 2019, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 199, della medesima legge n. 190 del 2014.

EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO

5.700

La Relatrice

Approvato

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

        «l-bis. Agli oneri derivanti dal comma 1, valutati in 1,1 milioni di euro per l'anno 2018, in 1,8 milioni di euro per l'anno 2019, in 2,3 milioni di euro per l'anno 2020 e in 1,9 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.».

5.200

LIUZZI

Inammissibile

Dopo il comma 2, inserire i seguenti:

        «2-bis) Alla tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) il n. 119) è sostituito dal seguente: ''119) prestazioni artistiche connesse con gli spettacoli di cui al n. 123)'';

            b) dopo il n. 119) è inserito il seguente: ''119-bis) prestazioni di realizzazione degli spettacoli di cui al n. 123) rese nell'ambito di pacchetti onnicomprensivi che includono le prestazioni artistiche di cui al n. 119)'';

            c) il n. 123) è sostituito dal seguente: ''123) diritti di accesso agli spettacoli teatrali di qualsiasi tipo, compresi opere liriche, balletto, prosa, operetta, commedia musicale, rivista, ai concerti vocali e strumentali, alle attività circensi e dello spettacolo viaggiante ed agli spettacoli di burattini, marionette e maschere, compresi corsi mascherati e in costume, ovunque tenuti;''.

        2-ter) Le disposizioni di cui al comma 2-bis entrano in vigore il 1º gennaio 2018».

        Conseguentemente, dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

        «3-bis. Agli oneri derivanti dal comma 2-bis, pari a 6 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018 si provvede, per l'anno 2018 e a decorrere dall'anno 2020, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e, per l'anno 2019, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 199, della medesima legge n. 190 del 2014».

5.201

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Inammissibile

Dopo il comma 3, aggiungere i seguenti:

        «3-bis. All'articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo la lettera i-novies) è aggiunta la seguente:

            ''i-decies) le spese, per un importo non superiore a 210 euro, sostenute per l'iscrizione annuale e l'abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, a corsi di danza, teatro e musica, presso scuole rispondenti alle caratteristiche individuate con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca o presso scuole inserite negli appositi registri previsti dalla legislazione delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano nonché presso gli enti e le associazioni del Terzo settore di cui alla legge 6 giugno 2016, n.106.''.

        3-ter. Agli oneri recati dal comma 3-bis si provvede con le maggiori entrate derivanti dall'articolo 5-bis».

        Conseguentemente dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 5-bis.

(Web-tax)

        1. Dopo l'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, aggiungere il seguente:

        ''Art. 17-bis. - (Acquisto di pubblicità on line) - 1. I soggetti passivi che intendano acquistare servizi di pubblicità e link sponsorizzati on line, anche attraverso centri media e operatori terzi, sono obbligati ad acquistarli da soggetti titolari di una partita IVA rilasciata dall'amministrazione finanziaria italiana.

        2. Gli spazi pubblicitari on line e i link sponsorizzati che appaiono nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca (detti servizi di search advertising), visualizzabili sul territorio italiano durante la visita di un sito internet o la funzione di un servizio on line attraverso rete fissa o rete e dispositivi mobili, devono essere acquistati esclusivamente attraverso soggetti, quali editori, concessionarie pubblicitarie, motori di ricerca o altro operatore pubblicitario, titolari di partita IVA rilasciata dall'amministrazione finanziaria italiana. La presente disposizione si applica anche nel caso in cui l'operazione di compravendita sia stata effettuata mediante centri media, operatori terzi e soggetti inserzionisti.

        3. Il regolamento finanziario, ovvero il pagamento, degli acquisti di servizi e campagne pubblicitarie on line dev'essere effettuato dal soggetto che ha acquistati, esclusivamente tramite lo strumento del bonifico bancario o postale, ovvero tramite altri strumenti idonei ad assicurare la piena tracciabilità delle operazioni ed a veicolare dati identificativi e partita IVA del beneficiario».

G5.100

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

V. testo 2

Il Senato,

            in sede d'esame del disegno di legge recante Delega al Governo per il codice dello spettacolo (A.S. 2287-bis), premesso che:

            all'articolo 5 sono previste forme di incentivi e benefici fiscali vòlte a incentivare ulteriormente la partecipazione dei privati al sostegno e al rafforzamento del settore dello spettacolo, nonché a promuovere la produzione musicale delle opere di artisti emergenti;

            l'intervento pubblico a sostegno delle attività di spettacolo, di cui all'articolo 1, comma 4, rispettivamente alla lettera c), alla lettera d) e alla lettera e), favorisce e promuove in particolare «le attività di spettacolo realizzate con il diretto coinvolgimento dei giovani fin dall'infanzia», «il teatro per ragazzi, incentivando la produzione qualificata e la ricerca», «l'accesso alla fruizione delle arti della scena, intese come opportunità di sviluppo culturale per tutti i cittadini, con particolare attenzione alle nuove generazioni di pubblico, fin dall'infanzia»;

        considerato che:

            il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 60, recentemente adottato, in attuazione dei principi di delega di cui all'articolo 1, commi 180, 181, lettera g), della legge 13 luglio 2015, n. 107 (cosiddetta «Buona Scuola»), recante Norme sulla promozione della cultura umanistica, del patrimonio artistico e della creatività, ponendo l'attenzione sull'importanza delle discipline artistiche, fin dall'infanzia e nelle sue diverse declinazioni, era finalizzato a promuovere lo sviluppo della sensibilità artistica degli alunni e degli studenti al fine di valorizzarne i talenti e di fornire loro una conoscenza artistica di base che si riveli in grado di consentire una crescita personale e cognitiva nonché un armonioso sviluppo delle rispettive personalità;

        valutato che:

            già in fase di audizioni era stato rilevata da più parti la difficoltà di dare attuazione a progetti ambiziosi di così ampio respiro e peraltro ampiamente condivisibili, senza prevedere tuttavia risorse aggiuntive adeguate per la loro realizzazione;

            alle problematiche che il sistema scolastico si trova ad affrontare in ambito formativo si coniuga la difficoltà, per i giovani artisti, di riuscire a conseguire una adeguata crescita professionale e un progressivo inserimento nel mercato lavoro;

            è quanto mai necessario e opportuno, fin dall'età scolare coinvolgere alunni e studenti nell'apprendimento interdisciplinare di tecniche e saperi e dando loro modo di sviluppare quelle attitudini che sono tradizionalmente parte della cultura umanistica quali l'attenzione, il rigore, le capacità critiche, analitiche e metodologiche anche attraverso la conoscenza del patrimonio culturale nelle sue diverse declinazioni,

        impegna il Governo a reperire ulteriori risorse finanziarie finalizzate a promuovere e sostenere, anche sotto forma di credito d'imposta, l'iscrizione annuale e l'abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, a corsi di danza, teatro e musica, presso scuole rispondenti alle caratteristiche individuate con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca o presso scuole inserite negli appositi registri previsti dalla legislazione delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano.

G5.100 (testo 2)

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede d'esame del disegno di legge recante Delega al Governo per il codice dello spettacolo (A.S. 2287-bis), premesso che:

            all'articolo 5 sono previste forme di incentivi e benefici fiscali vòlte a incentivare ulteriormente la partecipazione dei privati al sostegno e al rafforzamento del settore dello spettacolo, nonché a promuovere la produzione musicale delle opere di artisti emergenti;

            l'intervento pubblico a sostegno delle attività di spettacolo, di cui all'articolo 1, comma 4, rispettivamente alla lettera c), alla lettera d) e alla lettera e), favorisce e promuove in particolare «le attività di spettacolo realizzate con il diretto coinvolgimento dei giovani fin dall'infanzia», «il teatro per ragazzi, incentivando la produzione qualificata e la ricerca», «l'accesso alla fruizione delle arti della scena, intese come opportunità di sviluppo culturale per tutti i cittadini, con particolare attenzione alle nuove generazioni di pubblico, fin dall'infanzia»;

        considerato che:

            il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 60, recentemente adottato, in attuazione dei principi di delega di cui all'articolo 1, commi 180, 181, lettera g), della legge 13 luglio 2015, n. 107 (cosiddetta «Buona Scuola»), recante Norme sulla promozione della cultura umanistica, del patrimonio artistico e della creatività, ponendo l'attenzione sull'importanza delle discipline artistiche, fin dall'infanzia e nelle sue diverse declinazioni, era finalizzato a promuovere lo sviluppo della sensibilità artistica degli alunni e degli studenti al fine di valorizzarne i talenti e di fornire loro una conoscenza artistica di base che si riveli in grado di consentire una crescita personale e cognitiva nonché un armonioso sviluppo delle rispettive personalità;

        valutato che:

            già in fase di audizioni era stato rilevata da più parti la difficoltà di dare attuazione a progetti ambiziosi di così ampio respiro e peraltro ampiamente condivisibili, senza prevedere tuttavia risorse aggiuntive adeguate per la loro realizzazione;

            alle problematiche che il sistema scolastico si trova ad affrontare in ambito formativo si coniuga la difficoltà, per i giovani artisti, di riuscire a conseguire una adeguata crescita professionale e un progressivo inserimento nel mercato lavoro;

            è quanto mai necessario e opportuno, fin dall'età scolare coinvolgere alunni e studenti nell'apprendimento interdisciplinare di tecniche e saperi e dando loro modo di sviluppare quelle attitudini che sono tradizionalmente parte della cultura umanistica quali l'attenzione, il rigore, le capacità critiche, analitiche e metodologiche anche attraverso la conoscenza del patrimonio culturale nelle sue diverse declinazioni,

        impegna il Governo, nei limiti del quadro di compatibilità della finanza pubblica, a reperireulteriori risorse finanziarie finalizzate a promuovere e sostenere, anche sotto forma di credito d'imposta, l'iscrizione annuale e l'abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, a corsi di danza, teatro e musica, presso scuole rispondenti alle caratteristiche individuate con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca o presso scuole inserite negli appositi registri previsti dalla legislazione delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano.

________________

(*) Accolto dal Governo

G5.101

BLUNDO, SERRA, MONTEVECCHI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede d'esame del disegno di legge recante Delega al Governo per il codice dello spettacolo (A.S. 2287-bis), premesso che:

            all'articolo 5 sono previste forme di incentivi e benefici fiscali vòlte a incentivare ulteriormente la partecipazione dei privati al sostegno e al rafforzamento del settore dello spettacolo, nonché a promuovere la produzione musicale delle opere di artisti emergenti;

            l'intervento pubblico a sostegno delle attività di spettacolo, di cui all'articolo 1, comma 4, rispettivamente alla lettera c) e alla lettera d), favorisce e promuove in particolare «le attività di spettacolo realizzate con il diretto coinvolgimento dei giovani fin dall'infanzia», nonché «il teatro per ragazzi, incentivando la produzione qualificata e la ricerca»;

        considerato che:

            il rilancio dello spettacolo nelle sue diverse declinazioni non può non passare attraverso una progressiva armonizzazione dei percorsi scolastico-formativi, e, in modo particolare - di concerto con numerosi dispositivi normativi, fra cui, da ultimo, quello al presente esame - attraverso l'estensione di agevolazioni fiscali e credito d'imposta quali efficaci misure di promozione e impulso per lo sviluppo dell'intero comparto,

        impegna il Governo ad adottare ogni iniziativa utile, anche di caratere normativo, finalizzata a introdurre incentivi specifici, per i soggetti che gestiscono, in forma individuale o societaria di qualsiasi tipologia, sale da concerto che ospitano orchestre giovanili e sale teatrali adibite in particolare all'incentivazione della cultura teatrale per i giovani, sotto forma di credito d'imposta, come unicamente riferito all'attività sopradescritta dei predetti soggetti, utilizzabile tramite compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni.

________________

(*) Accolto dal Governo

EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 5 E ORDINE DEL GIORNO

5.0.200

RUTA

Ritirato e trasformato nell'odg G5.0.200

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 5-bis.

(Interpretazione autentica in materia di aliquota IVA per le prestazioni rese dagli intermediari ad oggetto i contratti di scrittura connessi con spettacoli e concerti)

        1. La disposizione di cui al n. 119 della Tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633, e successive modificazioni si interpreta nel senso che l'aliquota ridotta Si applica anche alle prestazioni rese dagli intermediari che abbiano a oggetto i contratti di scrittura connessi con gli spettacoli teatrali di cui al successivo n. 123 della medesima Tabella».

G5.0.200 (già em. 5.0.200)

RUTA, PUPPATO

Non posto in votazione (*)

Il Senato

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di inserire nella prossima legge di bilancio un'apposita modifica legislativa volta a far proprio il contenuto dell'emendamento 5.0.200.

________________

(*) Accolto dal Governo

5.0.201

LIUZZI

Inammissibile

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 5-bis.

(Interpretazione autentica in materia di aliquota IVA per le prestazioni rese dagli intermediari ad oggetto i contratti di scrittura connessi con spettacoli e concerti)

        1. La disposizione di cui al n. 119 della Tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633, e successive modificazioni si interpreta nel senso che l'aliquota ridotta si applica anche alle prestazioni rese dagli intermediari che abbiano a oggetto i contratti di scrittura connessi con gli spettacoli teatrali di cui al successivo n. 123 della medesima Tabella».

ARTICOLI 6 E 7 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 6.

Approvato

(Clausola di salvaguardia)

1. Le disposizioni della presente legge sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione, anche con riferimento alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.

Art. 7.

Approvato

(Disposizione finale)

1. All'articolo 24, comma 3-bis, lettera b), del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, le parole: «31 dicembre 2018» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2019» .

Allegato B

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Airola, Amati, Anitori, Bubbico, Capacchione, Cattaneo, Chiavaroli, Cioffi, Del Barba, Della Vedova, De Poli, Divina, D'Onghia, Formigoni, Gentile, Mangili, Marino Luigi, Monti, Nencini, Olivero, Piano, Pizzetti, Rubbia, Santangelo, Stefani, Turano, Verducci e Zin.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Casini, Sangalli e Stucchi, per attività della 3a Commissione permanente; De Biasi, per attività della 12a Commissione permanente; Nugnes, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati; Puglisi, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere; Lanzillotta, per partecipare ad un incontro internazionale; Fazzone, Gambaro e Giro, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Amoruso, per attività dell'Unione Interparlamentare.

Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati

Senatori Ranucci Raffaele, Puglisi Francesca

Modifiche al decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, in materia di limiti al rinnovo dei mandati degli organi del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e delle federazioni sportive nazionali, e al decreto legislativo 27 febbraio 2017, n. 43, in materia di limiti al rinnovo delle cariche nel Comitato italiano paralimpico (CIP), nelle federazioni sportive paralimpiche, nelle discipline sportive paralimpiche e negli enti di promozione sportiva paralimpica (361-B)

(presentato in data 20/09/2017)

S.361 approvato dal Senato della Repubblica C.3960 approvato con modificazioni dalla Camera dei deputati.

Governo, trasmissione di atti

Il Ministro della difesa, con lettera in data 18 settembre 2017, ha inviato, ai sensi dell'articolo 30, comma 5, della legge 20 marzo 1975, n. 70, le seguenti relazioni sull'attività svolta nell'anno 2016, sul bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2017 e sulla consistenza organica dei seguenti enti, con allegati il bilancio di previsione 2017 ed il conto consuntivo 2016:

Lega navale italiana (LNI) (Atto n. 1081),

Unione italiana tiro a segno (UITS) (Atto n. 1082),

Opera nazionale per i figli degli aviatori (ONFA) (Atto n. 1083),

trasmessi, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 4a Commissione permanente;

Cassa di Previdenza delle Forze armate (Atto n. 1084),

trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 4a e alla 11a Commissione permanente.

Corte costituzionale, ordinanze relative a conflitto di attribuzione

Con ricorso depositato l'8 febbraio 2017, il Tribunale ordinario di Cosenza - Seconda sezione civile, ha sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti del Senato della Repubblica in ordine alla deliberazione con la quale l'Assemblea, nella seduta antimeridiana del 16 settembre 2015, ha dichiarato l'insindacabilità - ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione - delle opinioni espresse dal senatore Antonio Gentile, nell'ambito di un procedimento civile pendente dinanzi allo stesso Tribunale di Cosenza - Seconda sezione civile (Doc. IV-ter, n. 7/XVII Leg.).

Il ricorso è stato dichiarato ammissibile dalla Corte costituzionale con ordinanza del 7 giugno 2017, n. 155, depositata in cancelleria il successivo 4 luglio.

L'ordinanza medesima, unitamente al ricorso introduttivo, sono stati notificati al Senato il 13 settembre 2017.

Ai sensi dell'articolo 34, comma 1, del Regolamento, la questione è stata deferita alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.

Interrogazioni, apposizione di nuove firme

La senatrice Paglini ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-03991 della senatrice Moronese ed altri.

La senatrice Paglini ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-08065 della senatrice Donno ed altri.

Interrogazioni

MONTEVECCHI, BULGARELLI, DONNO, CAPPELLETTI, PAGLINI, GIARRUSSO, BOTTICI, CASTALDI - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo - Premesso che:

l'arena eventi Campovolo di Reggio Emilia è entrata nella graduatoria del bando regionale per la valorizzazione delle aree naturali e del patrimonio culturale dell'Emilia-Romagna;

il POR FESR (programma operativo regionale - fondo europeo di sviluppo regionale) 2014-2020 dell'Emilia-Romagna risulta costituito da 6 assi prioritari che costituiscono la struttura operativa sulla quale si basa il raggiungimento degli obiettivi strategici e specifici individuati. È presente l'asse 5, recante "Valorizzazione delle risorse artistiche, culturali e ambientali";

tra i progetti risultanti nella graduatoria delle domande finanziate vi è quello denominato "Arena Eventi Campovolo", presentato da Aeroporto Reggio Emilia SpA, il quale avrebbe ottenuto un finanziamento di 1,7 milioni di euro;

tale finanziamento presenta le caratteristiche di intervento soggetto alla normativa sugli aiuti di Stato rientrante nell'ambito di quanto stabilito all'art. 53 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014;

considerato che:

al bando hanno partecipato numerosi progetti di valorizzazione e recupero di monumenti importanti e di valore storico e artistico tra cui palazzo Farnese di Piacenza e le antiche mura di Ferrara, ma tra i finanziamenti più cospicui compare quello concesso all'arena, che avrebbe ottenuto il 33 per cento dei 4,9 milioni di euro di spesa ammessi, come riporta un articolo de "Il Resto del Carlino" del 3 settembre 2017, dal titolo "M5S: 'la Regione favorisce i soliti'. Lega: 'E l'anfiteatro romano?'";

conseguentemente, come si apprende nell'articolo, non hanno ottenuto alcun finanziamento i progetti per gli interventi sul patrimonio terremotato di Mirandola, sul vulcano di Tredozio o sui castelli di Bianello e Torrechiara;

attualmente sembrerebbe che il finanziamento deliberato per l'arena eventi Campovolo non sia stato ancora elargito per la presenza di alcuni dubbi sulla natura e sull'identità del soggetto giuridico beneficiario;

considerato inoltre che, a giudizio degli interroganti, a prescindere da ogni valutazione sui possibili interessi economici dei soggetti coinvolti nell'operazione, appare inspiegabile la scelta di far rientrare l'arena tra i beni artistico-culturali al pari di altri beni di comprovato valore culturale finanziati con importi inferiori o perfino esclusi,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intenda adottare affinché venga verificato il valore artistico e culturale dell'arena eventi Campovolo, rendendo noti eventuali pareri della Soprintendenza competente.

(3-03993)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

D'ANNA - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'interno - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:

secondo quanto si apprende da notizie di stampa, la passata gestione delle proprie sedi periferiche da parte del Consiglio nazionale delle ricerche è stata caratterizzata da gravi sperperi di denaro pubblico e manifesta inefficienza;

secondo quanto si apprende dai medesimi organi di informazione, nella gestione pare che possa aver trovato spazio anche la malavita organizzata, favorita da diverse personalità dall'alto profilo, talvolta anche istituzionale;

sembrerebbe essere stato inoltre appurato che, da almeno 6 anni (ma probabilmente da molti di più), la sede del CNR di Catania risulta essere in affitto presso una società, il cui dominus sarebbe tale Mario Ciancio Sanfilippo, che risulta essere destinatario di un rinvio a giudizio per collusione con la mafia;

si legge infatti nel capo di imputazione, riportato anche dalla stampa, che secondo i pubblici ministeri ed il giudice per le udienze preliminari presso il Tribunale di Catania, il signor Ciancio avrebbe favorito l'associazione mafiosa denominata "Cosa nostra" fin dal 1982 ed in attuale permanenza. Il capo d'imputazione è di concorso esterno in associazione mafiosa per un periodo di oltre 30 anni;

le opposizioni ai pronunciamenti del Tribunale finalizzate a ottenere l'archiviazione sono state respinte per ben due volte e la seconda direttamente dalla Cassazione;

a prescindere dall'esito del processo e dalla responsabilità dei singoli, non è ammissibile a parere dell'interrogante che la pubblica amministrazione continui a riversare fiumi di denaro a società accusate di essere connesse alla mafia, specialmente se tali fatti riguardano enti prestigiosi come il Consiglio nazionale delle ricerche;

in qualunque altra circostanza, una normale amministrazione della cosa pubblica porterebbe a cessare subito la locazione e a individuare un'altra sede, atteso che ci si attende che nessuno intenda anche solo correre il rischio di favorire la mafia;

inoltre, ad avviso dell'interrogante, non solo ancora oggi il CNR, per effetto di scelte operate dalle precedenti gestioni, sta costantemente versando denaro ad una società sospettata di collusione con la mafia, ma lo fa in una misura elevatissima e in maniera del tutto priva di controllo: l'affitto in questione, infatti, fino a circa due anni fa, secondo quanto risulta all'interrogante, ammontava a circa un milione di euro all'anno (poi "ridotto" a 800.000 euro), cioè una cifra evidentemente abnorme, completamente fuori mercato, e con la quale il CNR avrebbe potuto procedere all'acquisto di una sede di proprietà;

tale somma viene erogata senza che sia mai stato chiesto all'Agenzia delle entrate il prescritto parere di congruità. Non solo, cioè, la pubblica amministrazione sta versando affitti ad una società sospettata di mafia, ma lo sta facendo per somme totalmente fuori dai valori di mercato e senza alcun controllo di congruità;

forse oggi, grazie alla nuova gestione, si è giunti a una soluzione circa la sede del CNR di Catania, tanto che, a far data dall'agosto 2016, l'ente si sarebbe concretamente attivato per dar corso alla procedura pubblica per la ricerca di un immobile da acquistare, al fine di stabilirvi la propria sede e la procedura di valutazione (durata quasi un anno);

il consiglio di amministrazione del CNR, infatti, secondo quanto risulta all'interrogante, ha deliberato di acquistare l'immobile offerto da una delle società che hanno partecipato al bando (la società Mvrmex Srl), sulla scorta del giudizio di un'apposita commissione, che ha individuato detto immobile come quello tecnicamente più idoneo. Il condizionale è però d'obbligo, perché sembrerebbe che, per impedire che la procedura selettiva finalmente indetta dal CNR vada in porto, si sia scatenata una ridda di reazioni da parte di forze sindacali locali (Filcarn Cgil Catania), delle alte istituzioni (presidenza della Regione Siciliana) e persino di alcuni parlamentari;

considerato che:

per non incorrere in pressapochismo, si informano i Ministri in indirizzo che le ragioni che animano questi soggetti sono state apprese e verificate, ed il quadro che ne è risultato è, se possibile, ancora più indicibile dell'idea iniziale;

in primo luogo, ci sono gli articoli di stampa che riportano le "ragioni" dei sindacati e di alcuni ex dipendenti della società aggiudicataria dell'appalto. Da essi risulterebbe quanto segue;

i sindacati e alcuni ex dipendenti della società aggiudicataria dell'appalto hanno organizzato svariate forme di protesta contro il CNR, sostenendo che la Mvrmex Srl, nel 2011, avrebbe acquistato l'immobile al costo di un euro dal precedente proprietario, e che l'operazione rappresenta quindi una mera speculazione e che pertanto il CNR non dovrebbe procedere;

vi sarebbe, inoltre, una delibera regionale secondo la quale il cespite in questione potrebbe essere rilevato dalla Regione Siciliana allo stesso prezzo di acquisto, cioè asseritamente al costo di un euro. Ma dalle verifiche fatte, peraltro estremamente semplici trattandosi di atti pubblici, si intuisce chiaramente che si tratta di affermazioni manifestamente false e strumentali. Quanto alla presunta "speculazione", è sufficiente leggere il contratto tra Myrmex Srl e la precedente proprietaria (la multinazionale del farmaco Pfizer) per capire che Myrmex non ha affatto acquistato "l'immobile" al prezzo di "un euro", ma risulta aver acquistato un complesso ramo d'azienda in cui l'attivo e il passivo erano equivalenti. Quanto alla tanto sbandierata delibera regionale essa sarebbe inefficace e inapplicabile;

nella vicenda, poi, è intervenuto anche il presidente della Regione, Rosario Crocetta. Risulta addirittura all'interrogante che un alto rappresentante della presidenza della Regione Siciliana, nel corso di una riunione in Prefettura lo scorso mese di agosto 2017, abbia messo nero su bianco che il presidente della Regione abbia ostacolato l'acquisto del cespite da parte del CNR. Se fondata, si tratterebbe di una circostanza di una gravità inaudita;

ostacolare, senza nessun potere o competenza, una gara ad evidenza pubblica è un atto illecito e, se fosse confermato, occorrerebbe informare immediatamente la competente Procura della Repubblica. Ancora una volta, ci si deve chiedere se il motivo per cui si ostacola l'acquisto della sede rientra tra i compiti istituzionali della Regione Siciliana;

a giudizio dell'interrogante questa situazione non può ulteriormente perdurare e occorre intervenire con la dovuta celerità: non ci si può permettere di scoprire, in un futuro magari nemmeno tanto lontano, che per anni lo Stato ha regalato milioni alla mafia,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano al corrente dei fatti esposti e come li valutino;

se corrisponda al vero che l'acquisto dell'immobile individuato come idoneo dal CNR per la sua sede di Catania non è ancora avvenuto e quali siano le motivazioni alla base di tale circostanza;

se corrisponda al vero che la Regione Siciliana, attraverso i suoi organi di governo, sarebbe intervenuta ad ostacolare lo svolgimento della gara pubblica indetta dal CNR per l'acquisto della nuova sede di proprietà a Catania, ed in che modo ciò sarebbe avvenuto;

se il CNR stia tuttora corrispondendo il canone di locazione alla società locatrice e a quanto esso ammonti;

se il Ministro dell'interno sia al corrente della circostanza per la quale la Prefettura di Catania ha provveduto ad informare le parti interessate (e soprattutto il CNR) che l'azionista di maggioranza della società attuale proprietaria dell'immobile condotto in locazione dal CNR ha perduto la capacità di contrarre con la pubblica amministrazione per effetto del rinvio a giudizio per l'ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa.

(4-08079)

DONNO, GIROTTO, PUGLIA, GIARRUSSO, MORONESE, SANTANGELO, MORRA, TAVERNA, PAGLINI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

con un articolo intitolato "Area cantiere TAP si allaga: sono terreni sicuri per un gasdotto?", in data 12 settembre 2017, "tagpress" evidenziava che "mentre in tutta Italia, Salento compreso, si contano i danni del maltempo dei giorni scorsi, a San Foca, in località San Basilio in particolare, ritorna alta l'attenzione sulla compatibilità di quei terreni con un gasdotto, soprattutto in termine di sicurezza";

come documentato dalle immagini diffuse da "tagpress", infatti, l'area del cantiere TAP (Trans Adriatic pipeline) risultava allagata, sollevando innumerevoli dubbi circa l'idoneità dei terreni ad ospitare la prevista infrastruttura;

secondo quanto dichiarato dall'ingegner Alessandro Manuelli, referente tecnico della commissione comunale di Melendugno (Lecce) incaricata dello studio del progetto TAP, e riportato nell'articolo, "anche i manufatti in cemento (...) sono soggetti a spinte idrostatiche e quindi possono anche affondare o addirittura galleggiare (esistono scafi di barche in cemento armato, che galleggiano benissimo), quindi, mancando analisi e calcoli precisi, non c'è garanzia sulla stabilità dell'opera e quindi su eventuali pericoli di rottura del tubo all'interno. Senza contare le difficoltà per muovere i mezzi di cantiere in un terreno paludoso",

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e se non ritengano, nei limiti delle proprie competenze, di dover indagare circa i fenomeni di allagamento evidenziati e sull'attuale stato del cantiere, anche per ciò che concerne la sicurezza e protezione dell'incolumità pubblica;

se non considerino che sia fondamentale fare chiarezza circa la stabilità dei terreni e la connessa opportuna valutazione dei rischi;

quali azioni di ripristino, conformi dal punto di vista tecnico, ambientale e paesaggistico, siano state poste in essere al fine di tutelare e salvaguardare l'area;

se non ritengano che le singole fasi riguardanti la realizzazione del gasdotto TAP, proprio per le innumerevoli problematiche registrate nel corso del tempo, siano caratterizzate da gravi anomalie, sia sotto il profilo tecnico, sia sotto il profilo procedimentale.

(4-08080)

GIROTTO, MORRA, MORONESE, SANTANGELO, SERRA, CAPPELLETTI, PAGLINI, GIARRUSSO, PUGLIA, MONTEVECCHI, CASTALDI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'interno - Premesso che;

il 26 agosto 2017 un grosso incendio si è sviluppato nell'area industriale di Tito scalo (Potenza), all'interno di un capannone di oltre 2.000 metri quadrati della Ageco, un'azienda specializzata nella raccolta differenziata e nello smaltimento di rifiuti urbani, speciali e pericolosi. Il deposito è stato distrutto dalle fiamme assieme a diversi macchinari presenti all'interno. Sull'episodio indagano i Carabinieri di Potenza insieme ai militari della stazione di Tito;

nell'articolo pubblicato l'11 settembre 2017 dal quotidiano locale "La Provincia di Pavese", dal titolo "Incendio Mortara, diossina sopra i limiti anche il secondo giorno" e scritto da Denis Artioli, viene indicato lo sforamento dei rilevamenti della diossina con gravi conseguenze per la salute umana provocate da un altro violento incendio che si è propagato nello stabilimento della "Eredi Berte'' di Mortara (Pavia);

considerato che:

i due episodi sono solo gli ultimi di un lungo elenco che riguarda tutto il territorio italiano interessato da incendi di rifiuti depositati in diverse strutture;

il fenomeno riguarda l'intero territorio nazionale seppure assuma contorni diversi a seconda dei contesti;

nelle regioni del Nord, caratterizzate dalle alte performance di raccolta differenziata, le fiamme hanno colpito solo aziende di trattamento e riciclo, facendo pensare in un primo momento solo a episodi di racket e d'intimidazione legate anche al circuito mafioso, nel resto del Paese hanno investito soprattutto discariche e impianti di stoccaggio e trasferimento. L'innesco parte quasi sempre di mattina, si serve di materiali plastici e gomma per ardere con furore, non fa vittime ma tanti danni. Gli incendi hanno portato in evidenza che la gestione degli impianti coinvolti non era in linea con gli standard di sicurezza, rendendo urgenti i controlli incisivi e coordinati tra i vari attori istituzionali;

secondo il Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ad essi connessi, Alessandro Bratti, attualmente gli incendi censiti sul territorio nazionale sono stati circa 250 in 3 anni e interessano gli impianti di smaltimento e di trattamento di rifiuti e sono di diversa gravità dal punto di vista dell'impatto ambientale. Al fine di affrontare il fenomeno, da parte della Commissione è stato attivato un confronto con l'Arma dei Carabinieri e il sistema delle agenzie di protezione ambientale per rendere più efficaci ed efficienti i controlli sugli impianti di smaltimento e trattamento dei rifiuti;

nell'articolo pubblicato il 6 settembre 2017 dal quotidiano on line "bioecogeo", intitolato "Perché i centri di raccolta rifiuti vanno a fuoco?" e scritto da Stefania Divertito, si ritiene che la regione Veneto sia la "protagonista di una scia di incendi". Nel testo si presume che per trovare il bandolo di questa matassa si dovrebbe andare indietro nel tempo al 2015, quando il Veneto, che vanta percentuali tra le più elevate di raccolta differenziata, "è stata costretta a fronteggiare continuamente incendi con una caratteristica comune: le fiamme aggrediscono i centri per la raccolta, lo smistamento, il trattamento di rifiuti differenziati. Vanno in fumo carta, plastica, ma anche rifiuti pericolosi. In quell'anno, in Veneto, ci sono stati almeno 21 incendi di natura dolosa. Il fenomeno, già in crescita nei due anni precedenti (in particolare vanno segnalati i due attentati incendiari a distanza di pochi giorni nel febbraio 2014 a San Biagio di Callalta, in Provincia di Treviso, entrambi contro la Bigaran servizi ambientali, azienda che si occupa di trattamento e recupero di rifiuti) indica un'attività criminale, dotata di notevoli capacità operative e organizzative, finalizzata a condizionare il mercato della raccolta e smaltimento rifiuti. Vicenza, Verona, Padova, Treviso le province più colpite. Spesso ad andare a fuoco sono impianti essenziali per chiudere il ciclo dei rifiuti";

considerato inoltre che:

nell'articolo pubblicato il 21 ottobre 2016 da "il Fatto Quotidiano", dal titolo "Rifiuti, boom di incendi in centri e impianti" e scritto da Veronica Ulivieri, vengono riportate alcune dichiarazioni di Roberto Pennisi, magistrato della Direzione investigativa antimafia esperto di crimini ambientali, relativo agli incendi alle ditte e alle aziende che operano nel settore dei rifiuti, in cui viene data una chiave di lettura generale, al di là dei casi specifici su cui stanno indagando le procure. Per il magistrato "Le imprese che trattano rifiuti hanno interesse ad acquisirne il più possibile, perché più acquisiscono, più aumentano gli introiti". Il problema viene dopo: "Oggi in Italia c'è una gestione dei rifiuti deviata, in cui la regola è questa: il rifiuto meno lo tocchi più guadagni. Ragione per la quale l'interesse di chi ha acquisito i rifiuti sarebbe quello di portare tutto in discarica". Ma poiché la normativa ambientale prevede la necessità di trattamento, e dunque costi, "per evitare di toccare questi rifiuti tante volte arriva il benedetto fuoco. Quello che brucia va in fumo e il fumo non si tocca più". Non solo. Per Pennisi i casi di autocombustione possono essere "un segnale di una gestione illegale, in cui sono stati messi in discarica o stoccati rifiuti che non avrebbero dovuto essere collocati in quei luoghi per le loro caratteristiche che li rendono predisposti alla combustione. O che non avrebbero dovuto stare insieme";

secondo Walter Ganapini, uno dei massimi esperti sul ciclo dei rifiuti in Italia, che attualmente ricopre l'incarico di direttore generale di Arpa Umbria, "distruggere gli impianti di separazione e riciclaggio è un colpo pesantissimo alla filosofia europea di riuso, recupero e riciclo delle parti utilizzabili del rifiuto. È un enorme favore fatto a chi detiene discariche e a chi vuole costruire inceneritori sul modello dello Sblocca Italia", come dichiarato a "decrescitafelice" l'11 settembre 2017;

gli incendi hanno causato non solo enormi rischi alla salute umana e all'ambiente, ma anche la distorsione di sistemi virtuosi, compromettendo i benefici che il servizio della raccolta dei rifiuti in modo differenziato e il riciclo offre ai cittadini;

in particolare si minano gli sforzi che le istituzioni nazionali e i cittadini hanno intrapreso al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi indicati negli indirizzi della Commissione europea sulla transizione verso "un'economia circolare",

si chiede di sapere:

quali azioni di competenza siano state intraprese dai Ministri in indirizzo al fine di evitare il perpetrarsi del fenomeno descritto e quali interventi siano stati tenuti in sostegno delle imprese colpite;

se risulti che siano state attivate le Direzioni investigative antimafia e le procure competenti territorialmente per effettuare le opportune verifiche, al fine di individuare e caratterizzare la tipologia del fenomeno che appare segnato da una strategia criminale di carattere nazionale;

quali verifiche e accertamenti siano stati effettuati per conoscere lo stato di contaminazione dei territori colpiti e gli eventuali rischi sanitari e quali risultati abbiano determinato;

se sia stata avanzata una verifica sul corretto comportamento di alcuni soci del Consorzio nazionale imballaggi;

se ritengano che siano stati compromessi, e con quali effetti rispetto ai volumi della raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti, gli sforzi intrapresi per il raggiungimento della transizione verso un'economia circolare.

(4-08081)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:

7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport):

3-03993, della senatrice Montevecchi ed altri, sulla concessione di fondi europei per la valorizzazione dell'arena eventi Campovolo di Reggio Emilia.