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Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 878 del 19/09/2017


SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVII LEGISLATURA ------

878a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

MARTEDÌ 19 SETTEMBRE 2017

(Pomeridiana)

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Presidenza del presidente GRASSO,

indi del vice presidente GASPARRI

N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: ALA-Scelta Civica per la Costituente Liberale e Popolare: ALA-SCCLP; Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD: AP-CpE-NCD; Articolo 1 - Movimento democratico e progressista: Art.1-MDP; Federazione della Libertà (Idea-Popolo e Libertà, PLI): FL (Id-PL, PLI); Forza Italia-Il Popolo della Libertà XVII Legislatura: FI-PdL XVII; Grandi Autonomie e Libertà (Direzione Italia, Grande Sud, M.P.L. - Movimento politico Libertas, Riscossa Italia: GAL (DI, GS, MPL, RI); Lega Nord e Autonomie: LN-Aut; Movimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE: Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE; Misto: Misto; Misto-Campo Progressista-Sardegna: Misto-CP-S; Misto-Fare!: Misto-Fare!; Misto-Federazione dei Verdi: Misto-FdV; Misto-Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale: Misto-FdI-AN; Misto-Insieme per l'Italia: Misto-IpI; Misto-Italia dei valori: Misto-Idv; Misto-Liguria Civica: Misto-LC; Misto-Movimento la Puglia in Più: Misto-MovPugliaPiù; Misto-Movimento X: Misto-MovX; Misto-Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà: Misto-SI-SEL; Misto-UDC: Misto-UDC.

_________________

RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del presidente GRASSO

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,33).

Si dia lettura del processo verbale.

SIBILIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 14 settembre.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverto che nel corso della seduta odierna potranno essere effettuate votazioni qualificate mediante il procedimento elettronico.

Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal preavviso previsto dall'articolo 119, comma 1, del Regolamento (ore 16,35).

Senato, composizione

PRESIDENTE. Informo che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha comunicato che, occorrendo prevedere, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 20 dicembre 1993 n. 533, nonché del parere della Giunta per il Regolamento espresso nella seduta del 7 giugno 2006, all'attribuzione del seggio resosi vacante nella Regione Campania a seguito dell'opzione derivante da una situazione di incompatibilità del senatore Vincenzo Cuomo per la carica di sindaco della città di Portici, ha riscontrato nella seduta odierna che il candidato che segue immediatamente l'ultimo degli eletti nell'ordine progressivo della lista alla quale apparteneva il predetto senatore è Lucia Esposito.

Do atto alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di questa sua comunicazione e proclamo senatrice Lucia Esposito. (Applausi).

Avverto che da oggi decorre nei confronti della nuova proclamata il termine di venti giorni per la presentazione di eventuali reclami.

Do il benvenuto alla senatrice Lucia Esposito che può ora prendere posto. (Applausi).

Seguito della discussione dei disegni di legge:

(2287-bis) Delega al Governo per il codice dello spettacolo (Collegato alla manovra finanziaria)

(459) DE BIASI. - Legge quadro sullo spettacolo dal vivo

(1116) BIANCONI. - Legge quadro per lo spettacolo dal vivo

(Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (ore 16,37)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione dei disegni di legge nn. 2287-bis, 459 e 1116.

Ricordo che nella seduta antimeridiana del 14 settembre la relatrice ha integrato la relazione scritta e ha avuto luogo la discussione generale.

Ha facoltà di parlare la relatrice.

DI GIORGI, relatrice. Signor Presidente, utilizzerò pochissimo tempo per rispondere ad alcune delle interessanti sollecitazioni che sono venute dai colleghi, a seguito anche di un percorso molto condiviso del provvedimento in esame. Procedo sulla base dell'ordine degli interventi fatti in Assemblea nella seduta di giovedì scorso.

Il senatore Giovanardi è intervenuto trattando la questione delle attività circensi e ha esposto ragioni di contrarietà rispetto al testo proposto dal Governo, che prevede l'eliminazione graduale delle attività che fanno uso di animali all'interno del circo. Come sanno i membri della Commissione, abbiamo cercato di trovare una soluzione che potesse essere abbastanza di equilibrio e crediamo comunque che quella individuata lo sia: abbiamo inserito all'interno del provvedimento molte misure che prevedono strumenti di incentivazione e misure di semplificazione amministrativa, volte - ad esempio - al superamento del problema storico delle aree attrezzate.

Pertanto, l'intervento concernente l'utilizzo degli animali non deve essere interpretato come una misura particolarmente negativa nei confronti del mondo del circo, che è storicamente consolidato e fa parte della nostra tradizione e cultura e della cultura dello spettacolo. E questo principio di delega si inserisce in un quadro legislativo che da tempo incentiva le attività senza l'utilizzo di animali proprie di un circo contemporaneo. Vi è, quindi, un processo di riconversione già avviato e il provvedimento si inserisce all'interno di siffatto filone.

Per quanto riguarda specificamente questo tema, per l'attivazione del principio di delega bisognerà tener conto - e qui è presente il Ministro, che ne terrà sicuramente conto - delle norme a tutela degli animali di derivazione internazionale ed europea, le quali pongono limiti e condizioni per la detenzione e l'utilizzo degli animali in via di estinzione, selvatici e pericolosi. E il benessere degli animali dovrà essere assicurato, così come la gradualità della misura - evidenzio questo termine molto significativo, ossia «graduale eliminazione» - la quale sarà collegata alle particolari cautele da seguire per garantire il benessere degli animali, sostenendo gli oneri, non indifferenti, per l'idonea collocazione degli animali, che in molti casi sono esemplari di specie in via di estinzione e nati in cattività. E di questo si deve tenere conto, ossia del massimo dell'equilibrio e del rispetto del processo complessivo di graduale superamento di una tale modalità di utilizzo degli animali all'interno del circo.

Il processo sarà, quindi, graduale e responsabile e richiederà, prima di tutto, l'impegno e la collaborazione, in particolare, degli operatori del circo, che hanno a cuore il benessere degli animali con cui lavorano. Per questo, pur comprendendo le sue ragioni, senatore Giovanardi, la invito a riconsiderare, sulla base di queste mie considerazioni, una posizione che, mettendosi in una logica di contrapposizione assoluta, sicuramente non aiuta il processo, che deve essere molto graduale e deve dare spazio e tempo al mondo del circo e consentire agli animali, che sono la nostra prima preoccupazione, di poter essere trattati nel modo adeguato.

Il collega Giro ha ricordato nel suo intervento le tante iniziative intraprese anche dai Governi precedenti, cercando di minimizzare quanto fatto in questa fase dal ministro Franceschini e da noi, che in Parlamento abbiamo molto lavorato a questo provvedimento.

Sicuramente c'è la riforma della disciplina in materia di attività cinematografiche fatta nel 2004. Ma vorrei ricordare, senatore Giro, che non si era per niente considerato il tema dello spettacolo; anzi, nonostante la delega ci fosse, non era stata esercitata dal ministro Urbani: già si prevedeva il riassetto e la codificazione dei settori del teatro, della musica, della danza e di altre forme di spettacolo dal vivo, ma niente era pervenuto. Per questo mi permetto di insistere sull'importanza di approvare il disegno di legge in esame, che smuove in un ceto senso la situazione, e questo credo sia chiaro a tutti.

Tutto il settore dello spettacolo è disciplinato con decreti-legge convertiti, come abbiamo già ricordato. Le risorse, in un transitorio perenne, sono assegnate con decreti non aventi natura regolamentare, che fondano le loro basi normative su leggi risalenti nel tempo. Pertanto, se c'è un minimo di soddisfazione, che ovviamente si è rilevato anche dalle mie parole, credo che ne abbiamo motivo, avendo sbloccato una situazione risalente alla legge n. 800 del 1967.

È importante dare dei segnali - lo ribadisco - alla musica contemporanea e popolare, alla danza che non ha cittadinanza nelle norme. Il disagio di artisti italiani di fama internazionale come Roberto Bolle - è stato citato dalla collega Montevecchi - può trovare riscontro in quest'Aula. Noi abbiamo finalmente parlato di danza; abbiamo dato cittadinanza alla danza anche in quest'Aula.

Per quanto riguarda le fondazioni lirico-sinfoniche toccate in molti interventi e in particolare in quello del senatore Giro, che è stato complesso e pieno di sollecitazioni, evidenzio che il testo in realtà non modifica il quadro, ma prosegue con energia su una strada segnata da anni, e da ultimo con l'intervento d'urgenza nel decreto sugli enti locali, convertito nella legge n. 160 del 2016. Le risorse destinate in quota Fondo unico per lo spettacolo (FUS) sono oggi poco più di 180 milioni di euro, a cui si aggiungono 20 milioni straordinari assegnati dalla legge di bilancio per il 2017 e anche dal milleproroghe del 2017. Si tratta quindi di interventi importanti e chi ha detto, anche in questo dibattito, che non c'è alcuna discontinuità e non ci sono interventi significativi nella cultura, per quanto riguarda sia il patrimonio culturale che le attività culturali, dovrebbe un po' guardare le cifre, perché la situazione è ben diversa.

Vorrei esprimere poi qualche parola sulla preoccupazione espressa negli interventi dei senatori Giro e Bocchino, sull'accentramento di poteri in capo al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. A questo proposito, colleghi, vi suggerisco una diversa lettura del disegno di legge. La previsione di un organismo - ci si riferisce al consiglio superiore dello spettacolo - con rappresentanti di diverse anime, delle categorie e di tutte le varie arti con il compito di valutare gli effetti delle misure previste sullo sviluppo del settore, dovrebbe essere una garanzia di dialogo costruttivo tra il Ministro e gli operatori, assicurando anche un collegamento con le Regioni attraverso il rappresentante della Conferenza unificata. Vi invito quindi a leggerlo nella dimensione che ha e darei l'interpretazione autentica del consiglio superiore dello spettacolo. Si esce da una logica burocratica per puntare a una logica di sostanza, dove, in presenza di poteri marcati di indirizzo politico, ma anche di luoghi di dialogo e verifica dei risultati, si possano maturare scelte adeguate per lo sviluppo del sistema. Ci sarà un coinvolgimento di tutti i soggetti dello spettacolo e questo mi sembra un elemento molto importante e anche molto significativo del provvedimento.

Ho ascoltato con attenzione l'intervento del senatore Tosato, che desidero rassicurare. Concordo sull'esigenza di non fare delle fondazioni lirico-sinfoniche -utilizzo l'espressione del senatore stesso - di tutta l'erba un fascio. Nel solco dell'esperienza degli ultimi anni, i regolamenti di delegificazione e i nuovi criteri di riparto del FUS per le fondazioni seguono una logica volta a distinguere tra le realtà virtuose e quelle problematiche per avere così la certezza delle risorse destinate annualmente.

Rilevo allora l'importanza - e invito i colleghi anche i gruppi politici a tenerne conto - del fatto che abbiamo necessità di rigore per distinguere tra le realtà virtuose e quelle più problematiche, con le conseguenze che ciò comporta. Non è però questo un invito a distruggere, quanto un modo per stimolare in senso positivo.

Concordo altresì con il senatore Tosato sul fatto che le situazioni di deficit sono dovute anche all'incidenza dei tagli. Sappiamo tutti che, nel corso degli anni, si è tagliato molto sulla cultura ed è perciò evidente che l'inversione di tendenza che abbiamo ora innestato non è ancora sufficiente. Le situazioni di deficit ci sono ancora e per tale ragione ritengo necessario prestare molta attenzione affinché si possa ripartire da una situazione meno tragica rispetto a quella che attualmente abbiamo tenuto.

Il senatore Compagna si è posto il problema delle competenze del Ministro dei beni e della attività culturali e del turismo, presente oggi in Aula. A differenza di quanto detto dal collega, ritengo ci sia stata una positiva evoluzione culturale in questo senso. Il senatore Compagna ha detto, con il suo modo espositivo sempre interessante da ascoltare, che tutto sommato il Ministero si deve occupare soltanto di beni culturali e non di attività culturali. Ritengo invece che ci sia stata un'evoluzione culturale positiva in tal senso, che ben vede all'interno di un unico Ministero le competenze relative al mondo dei beni culturali e, quindi, alla tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio storico della Nazione, e lo sviluppo complessivo delle attività culturali, che si coniugano bene anche ai luoghi dell'arte e che, attraverso gli spettacoli, possono avere una valorizzazione maggiore. È uno dei cavalli di battaglia del ministro Franceschini, che io condivido a pieno; i luoghi dell'arte diventano ancora più fruibili con le attività culturali.

A tal proposito trovo utile che il Ministero debba occuparsi anche di turismo. Sono proprio in un'altra logica, senatore Compagna. Il turismo culturale è infatti - e sempre più deve essere - elemento trainante del settore. Vedo pertanto un'armonia di funzioni nell'attuale assetto del Ministero, che ben risponde al dettato costituzionale dell'articolo 9 della Costituzione che - non a caso - abbiamo richiamato nei principi del provvedimento al nostro esame. Non abbiamo messo a caso il riferimento all'articolo 9, che voglio qui ricordare: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». È un unico articolo e, quindi, il riferimento all'attuale organizzazione del Ministero mi sembra assolutamente utile.

Il senatore Panizza ha parlato a lungo condividendo l'impostazione del provvedimento e riportando in Assemblea tanti temi affrontati in Commissione, anche in sede di audizione, relativi alla necessità di favorire, quanto meno con le stesse detrazioni, una sensibilità maggiore nei confronti di queste attività; una richiesta questa che dovrebbe essere rivolta non al ministro Franceschini, ma a quello dell'economia e delle finanze. Tali detrazioni dovrebbero applicarsi a tutte le famiglie che vogliono che i figli seguano attività culturali e corsi, che vanno dalla musica alla danza e anche al terzo settore. Vorremmo quindi che ci fossero le stesse detrazioni che si applicano al mondo dello sport nell'ambito delle rispettive attività. Credo che questa vicenda debba essere ben verificata e calcolata, per dare finalmente alle famiglie questo supporto, anche con l'accesso delle associazioni alla misura del 2 per mille. Non dispero che nella prossima legge di stabilità possa esserci una particolare attenzione a questo tema, che tanto inciderebbe sulla vita delle famiglie e degli operatori del settore.

Signor Presidente, mi avvio a concludere. Il senatore Conte ha sottolineato un aspetto importante. Condividendo l'impostazione della norma, il collega ha evidenziato la necessità per i soggetti dello spettacolo di operare in rete, garantendo minori costi e puntando a una maggiore qualità delle produzioni, e ha rivolto la sua attenzione al tema dei rapporti di lavoro nel mondo dello spettacolo e alla necessità di dare dignità al lavoratore nella retribuzione e nelle tutele. Questo aspetto sottolineato dal collega mi trova assolutamente concorde.

Tra l'altro, di questi aspetti ha trattato anche la senatrice Blundo, che ha collaborato molto con noi, mostrando sensibilità agli aspetti legati ai rapporti di lavoro nel mondo dello spettacolo, e cioè alla necessità di dare dignità alla retribuzione nel mondo del lavoro, con un intervento importante. Tutta la Commissione è stata molto sensibile a questo aspetto e la delega prevista sarà molto importante. Condivido la preoccupazione e anche la sollecitazione della senatrice Blundo che, oltretutto, ha avuto un approccio molto costruttivo durante l'esame in Commissione per far sì che nel testo fosse compresa anche la disciplina dell'insegnamento nelle scuole di danza - ancora la danza - a garanzia delle famiglie e dei bambini. Gli operatori dovranno avere determinate caratteristiche e il Governo è delegato a occuparsi di questo.

Il senatore Bocchino si è soffermato su un punto importante di cui spesso si discute nel dibattito sia in Commissione che in Assemblea. Egli ha parlato di criticità con riferimento al rapporto tra pubblico e privato nel sostegno al settore, che è stata una parte importante del suo intervento. Penso che, data la preoccupazione riferita alla sostituzione dell'intervento pubblico con quello privato, lasciando le attività di spettacolo al libero mercato, il disegno di legge introduce semmai delle garanzie, a cominciare dal richiamo, tra i principi generali, a disposizioni della Costituzione. Non avremmo mai richiamato la Costituzione se non ritenessimo che ci debbano necessariamente essere un assoluto supporto e una presa in carico da parte dello Stato della Repubblica italiana e di tutte le sue articolazioni - mi riferisco a Regioni e Comuni - delle attività legate alla cultura.

Il disegno di legge in esame apre a una logica collaborativa tra i diversi livelli di governo e a una sinergia tra l'intervento pubblico e quello privato, che certamente riteniamo utile. Credo che nell'ambito della cultura ci debba essere un intervento privato, che deve però essere non sostitutivo, ma aggiuntivo. La nostra battaglia, che credo sia comune a tutti in quest'Assemblea e alle varie parti politiche, deve essere - e lo sarà - indirizzata ad avere sempre maggiori risorse pubbliche in questo settore. Ma accanto, ben vengano anche risorse private che, giustamente, come in molte altre parti del mondo, già rappresentano una parte importantissima del finanziamento. In questo senso, abbiamo proposto non solo l'estensione dell'Art bonus, ma anche la valorizzazione dell'associazionismo e il collegamento con il terzo settore (ossia con tutti quei soggetti che possono incrementare questo mondo e anche i finanziamenti e le risorse destinate al mondo della cultura).

Sempre il senatore Bocchino ha parlato con preoccupazione dello sconfinamento nelle competenze regionali. Qui ci sono sempre delle questioni aperte e anche la nostra storia recente ce lo dice. Il disegno di legge in esame - abbiamo fatto attenzione a questo aspetto - in realtà recepisce gli indirizzi della Corte costituzionale, compresi gli ultimi relativi alla cosiddetta legge Bray e alle deleghe della cosiddetta riforma Madia. Quindi, su questo penso che abbiamo risposto alle sue preoccupazioni.

L'intera impostazione cerca di creare una sinergia tra i diversi livelli di governo. Non c'è dubbio - lo si è detto anche con riferimento alle fondazioni lirico-sinfoniche - che i problemi più recenti sono dovuti anche alla perdita di risorse sul territorio, ma proprio per questo motivo l'intervento statale deve essere strettamente interconnesso a quello territoriale per un indirizzo unitario, per favorire il riequilibrio territoriale e - anche questo è molto importante ed era uno degli elementi che in molti interventi, anche in Commissione, la senatrice Petraglia ha ricordato - per verificare che ogni risorsa pubblica realizzi un impatto culturale e territoriale nel migliore dei modi. Questa riforma, quindi, tende a creare le premesse per un approccio di sinergia e leale collaborazione, l'unico - a mio avviso - che possa creare una discontinuità vera con il passato. Anche in questo senso credo che le preoccupazioni emerse siano legittime, ma ritengo che abbiamo risposto nel modo più credibile e più serio possibile.

La senatrice Montevecchi è stata protagonista del lavoro di Commissione con le sue proposte, con i molti emendamenti su cui abbiamo discusso. Il tema affrontato nel corso dell'esame in Assemblea è molto legato alle questioni delle fondazioni lirico-sinfoniche, un argomento sicuramente scottante anche se - come ho detto - in questo provvedimento non è centrale; si dice ben altro. Riconoscere il «ben altro» senza puntualizzare sempre tutto soltanto sulle fondazioni lirico-sinfoniche forse non è nemmeno sbagliato, ma voglio rispondere sulle questioni delle fondazioni. La lettura del disegno di legge impone una riflessione su come in effetti i problemi non siano molto cambiati prima e dopo la trasformazione in fondazioni con natura giuridica di diritto privato, che era uno degli elementi della riforma Veltroni di cui la senatrice ha parlato. E questo ci aiuta a focalizzare le strategie su un approccio totalmente diverso: rimettere in discussione nuovamente il modello potrebbe avere un costo elevato e non essere risolutivo. Non possiamo adesso tornare indietro e pensare di ripubblicizzare completamente le fondazioni dopo tutti gli anni in cui le stesse hanno fatto un loro percorso che, pur con mille problemi, è avvenuto in una logica innovativa e culturalmente avanzata. È una situazione ante 1997, non possiamo tornare indietro; non ha risolto il problema certamente, così come non lo ha risolto l'intervento del ministro Bondi richiamato - se non erro - dal senatore Giro.

Tuttavia, il disegno di legge, sulla base dell'esperienza maturata, rafforza l'azione di riorganizzazione in corso e introduce correttivi anche con riferimento alle responsabilità. In questo senso c'è stato un contributo della collega Montevecchi: abbiamo accolto taluni emendamenti - come mi sembra sia stato detto anche dalla collega - circa una maggiore responsabilità degli organi di gestione e dei sovrintendenti. È davvero importante, infatti, che il senso di responsabilità sia alla base della gestione delle fondazioni, avendo qualche volta lasciato un po' a desiderare. Quindi, la scelta più saggia rispetto alle fondazioni, che in tutti gli interventi sono emerse, colleghi, signor Presidente, sarà andare avanti su questo percorso e auspicare uno sforzo ulteriore in termini finanziari per il rientro delle esposizioni debitorie. Come sappiamo, è uno dei nodi che il Ministro ha ben presente e vedremo come risolverlo. Nessun intento persecutorio si ha, quindi, nei confronti delle fondazioni; nessuna volontà di interferire nella loro progettualità tagliando risorse. Vi è, invece, una forte volontà di richiamare gli organi di gestione alla responsabilità e al rigore negli investimenti, che è ciò che talvolta è mancato. Tutto questo produrrà non certo un decadimento e si pone come condizione necessaria per un rilancio.

La crisi dei corpi di ballo, su cui diversi senatori sono intervenuti, e di cui tanto abbiamo parlato in Commissione e che ci stanno molto a cuore, indubbiamente deriva da una situazione complessiva poco sostenibile, che purtroppo ha condotto a scelte a radicali da parte di alcune gestioni di fondazioni. Confido che una nuova impostazione possa aiutare a riconsiderare all'interno delle varie fondazioni tali scelte, forse a suo tempo obbligate, e ricordiamo dei soggetti significativi che lo hanno voluto.

Riguardo all'impegno del Governo sulla cultura, mi pare incontrovertibile che ci siano stati investimenti che da anni non si facevano sia su questo settore - abbiamo reintegrato i bilanci delle fondazioni più volte in questo quinquennio - che sul personale non tanto delle fondazioni quanto più in generale del Ministero, naturalmente con una certa fatica, ma con una prospettiva che non può che far pensare a uno sviluppo complessivo.

Il senatore Marin, molto criticamente, ha detto che tutto sommato il provvedimento non apporta grossi cambiamenti. Mi rendo conto che nella dialettica politica ci stia tutto, ma credo che con un po' di sforzo si possano trovare le iniziative interessanti anche all'interno di un provvedimento come quello in esame. E la sua approvazione è importante non perché io pensi, evidentemente, che l'approvazione di un quadro organico di regole possa cambiare il mondo, ma perché una buona risposta legislativa, con strumenti efficaci, può essere d'aiuto ad avviare il cambiamento.

Il senatore Marin parla di un eccesso, finanche di un abuso della delega legislativa, un tema emerso nel dibattito. Ma nel caso di specie mi sembra di poter respingere siffatta osservazione, perché in fondo abbiamo introdotto sei articoli di normazione diretta nel testo. E bisogna ricordare che partivamo dall'articolo 34 del disegno di legge n. 2287-bis sul cinema e sullo spettacolo e da quell'unico articolo, mantenendo il collegato, abbiamo derivato sei articoli di normazione diretta, introducendo l'ampia e analitica serie di principi e criteri direttivi: direi che questo era il massimo che potessimo fare in un collegato.

Ringrazio quindi il Ministro per aver consentito al Parlamento di svolgere veramente un grande lavoro, accogliendo tutte le nostre osservazioni e proposte. Su questo credo ci sia stata una certa sintonia che ha prodotto anche buoni risultati.

Naturalmente ringrazio le colleghe, tutte donne, che sono intervenute: le senatrici Ferrara, Fasiolo, Idem, Pezzopane e Granaiola, le quali, trattando aspetti diversi, hanno reso molto ricco il dibattito, che si è svolto con una modalità che personalmente ho trovato di grande soddisfazione. Credo, però, che siano interessanti anche le sollecitazioni venute, perché non si parla molto spesso di cultura in quest'Aula e, quindi, forse non è male se qualche volta, quando se ne parla, anche noi cerchiamo di prestare un'attenzione maggiore.

Le colleghe, ciascuna in modo diverso, hanno offerto, nei loro interventi, vari spunti per l'ulteriore sviluppo del settore, cogliendo bene l'obiettivo che qui si voleva raggiungere, ovvero predisporre, signor Presidente, un provvedimento organico sullo spettacolo, che portasse a prospettive di sviluppo del settore, considerando - come dice la senatrice Idem - che la cultura non è un bene di lusso, ma una materia prima di cui non possiamo fare a meno per plasmare il nostro futuro. Usando le parole della senatrice Ferrara, possiamo dire che, in fondo, quello che abbiamo fatto e stiamo facendo è dare una risposta a quanti credono che il diritto alla cultura e al patrimonio culturale sia un diritto intangibile di tutti i cittadini. Ringrazio quindi la senatrice Ferrara perché credo che in questa affermazione si racchiuda il senso del provvedimento.

Vorrei anche ringraziare tutti i colleghi, perché mi hanno aiutato a cogliere tanti aspetti del disegno di legge, dando un grosso contributo. Abbiamo lavorato ulteriormente agli emendamenti per poter esprimere i pareri sulla base del dibattito che qui c'è stato e adesso siamo pronti a esaminarli in modo tale da poter dare il prima possibile la luce al provvedimento. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

FRANCESCHINI, ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. Signor Presidente, ringrazio la relatrice che con la sua replica compiuta - che sottoscrivo integralmente - mi consente di essere molto breve, anche perché questo provvedimento è davvero di natura parlamentare. Sapete che è partito come collegato al disegno di legge sul cinema, poi è stato stralciato da quel provvedimento e ha iniziato un iter che lo ha profondamente arricchito e cambiato, facendolo diventare un provvedimento che - come dicevo - è di natura parlamentare. Di questo ringrazio la relatrice per il lavoro che ha fatto, ma insieme a lei ringrazio tutta la Commissione.

Siamo agli ultimi mesi di questa legislatura e sono convinto che nel settore della cultura siano state fatte molte cose importanti. Voglio dirlo, a scanso di equivoci, che non vengo qui a rivendicare meriti, perché tutte le cose che sono state fatte sono il frutto di un lavoro parlamentare molto intenso. Anche con riferimento agli atti amministrativi con i quali è stata attuata la riforma dei musei, devo dire che si è trattato di provvedimenti derivati da norme che il Parlamento ha voluto approvare, spesso con una maggioranza più larga di quella parlamentare. Io faccio parte di quelli che pensano che quando la maggioranza su un provvedimento riesce ad allargare i propri consensi non è motivo di imbarazzo, ma è motivo di successo dell'intero Parlamento. Così è successo sul decreto-legge che ha introdotto l'Art bonus, con cui finalmente il rapporto tra pubblico e privato viene ulteriormente integrato, ed è accaduto anche sul disegno di legge sul cinema, altro provvedimento approvato con una maggioranza più ampia di quella parlamentare, e spero che ciò possa avvenire anche oggi.

Ho ascoltato bene le preoccupazioni del senatore Giro e vorrei tranquillizzarlo: non mi sogno e non mi sognerò mai di fare un paragone (anche perché non bisogna mai farlo in prima persona) tra quello che ha fatto questo Governo, o i due Governi in cui ho fatto il Ministro dei beni e delle attività culturali, e i precedenti. Ogni provvedimento è frutto del lavoro degli altri, compreso il fatto che alcuni incentivi, come l'Art bonus, sono stati inseriti nel nostro ordinamento dopo che sono state fatte numerose battaglie da Governi precedenti di diverso colore.

Il dibattito è stato interessante - anche se l'ho dovuto leggere dal Resoconto stenografico - e mi scuso per non essere stato presente. Mi rivolgo alla senatrice Montevecchi che era preoccupata: non è stato uno sgarbo nei confronti dell'Assemblea, ma ero a Corfù in una bilaterale Italia-Grecia con il presidente del Consiglio Gentiloni Silveri e numerosi altri Ministri esattamente quella mattina e una parte di quell'incontro bilaterale era dedicato ai temi della cultura.

Ho ascoltato le preoccupazioni che sono state espresse - mi fermo a quelle che in parte sono state riprese dalla relatrice - rispetto a un tema che ha sollevato molto dibattito, dal senatore Giovanardi ad altri, che si sono preoccupati del futuro dei circhi. È un tema ben chiaro e dobbiamo avere la consapevolezza di operare per tutelare il futuro della grande tradizione italiana dei circhi, conciliandolo con una sensibilità che via via è cambiata. Non è un problema di condizioni estreme; è una sensibilità che è cambiata profondamente negli anni e anche dagli anni, senatore Giovanardi, in cui da bambini andavamo nei circhi.

Rispetto al tema della tutela degli animali è cambiata la sensibilità nell'opinione pubblica. Penso allora che, anziché, come spesso capita, mettersi su posizioni contrapposte e vedere chi vince (non parlo di maggioranza e minoranza, qui parliamo del tema dei circhi), quando la norma parla di «graduale eliminazione» vuol dire che prima e poi gli animali non dovranno esserci più. Quando invece si parla di «graduale riduzione» vuol dire che devono restare, sia pure in misura diversa. (Applausi della senatrice Cirinnà). Penso - e so che la relatrice ci sta lavorando - che si possa trovare una posizione che consenta di andare progressivamente verso una situazione diversa. Ci lavoriamo per capire se, attraverso una riformulazione dell'emendamento, possiamo trovare una soluzione utile e sensata che consenta di rispettare la nuova sensibilità nei confronti del tema della tutela degli animali che, come lei sa bene, è molto trasversale. Non appartiene a uno dei tre schieramenti; è molto trasversale, come lo è il dovere di salvare la grande tradizione dei nostri circhi.

Per le fondazioni lirico-sinfoniche - mi rifaccio alle parole della relatrice e ricordo che dell'argomento se ne è occupato il senatore Tosato - la norma proroga al 31 dicembre 2019 il termine entro il quale le fondazioni devono adeguarsi ai nuovi parametri previsti dal decreto in materia di delegificazione su cui stiamo lavorando. Penso che in questo modo potremo concretamente intervenire. Il Parlamento, peraltro, ha aumentato anche recentemente le risorse alle fondazioni lirico-sinfoniche, ma a condizione che vengano introdotti meccanismi virtuosi: non si premia chi spende molto, ma chi gestisce bene. I primi passi da questo punto di vista sono stati fatti e saranno compiuti proprio in base alla legge.

Senatrice Blundo, il tema della tutela dei lavoratori è presente ed è uno dei punti della legge. È prevista una delega sul riordino delle disposizioni in materia di lavoro. Anche il tema generale della delega ha generato preoccupazioni, ma ricordo che le due cose stanno insieme: delegificare con provvedimenti amministrativi, ministeriali o legislativi consente di non irrigidire le norme in una situazione sempre in evoluzione. Non è una presa di potere da parte del Ministero o del Ministro, tanto più che ci sono le elezioni politiche all'inizio del prossimo anno e, quindi, vedremo chi le vincerà, che Governo si formerà e chi sarà Ministro. Quindi, non sarà sicuramente questo Governo o questo Ministro ad utilizzare la delega che il Parlamento concede in materia di spettacolo (data l'analiticità delle cose che si devono fare, credo sia fondamentale scegliere questo strumento).

Mi pare che nel provvedimento ci siano molte cose buone e innovative come i meccanismi virtuosi e la possibilità di distinguere le fondazioni lirico-sinfoniche dal resto del Fondo unico per lo spettacolo (FUS), il riordino del settore della danza, il sostegno all'internazionalizzazione, a settori nuovi come la musica popolare e contemporanea e - su richiesta parlamentare - i carnevali e le rievocazioni storiche, tutti settori che non c'erano nel precedente FUS. Come è stato fatto dal Parlamento nella legge sul cinema, il 3 per cento viene destinato all'attività formativa e, quindi, alle scuole. Ho già detto dei rapporti di lavoro e c'è poi il tema dell'accessibilità alle persone con disabilità e dell'incremento significativo delle risorse. Non è ciò che vorremmo, ma abbiamo chiuso da tre anni la stagione dei tagli al Fondo unico per lo spettacolo. Oggi le risorse al cinema - che faceva parte del FUS mentre oggi non ne fa più parte - e allo spettacolo dal vivo aumentano in misura davvero molto consistente. Sono poi stati confermati 4 milioni, per il terremoto, che costituiscono un altro segnale importante.

Desidero poi rispondere alla domanda che veniva posta in tutti i dibattiti parlamentari: l'Art bonus ha funzionato? Informo con piacere l'Assemblea che ormai siamo arrivati a circa 180 milioni di euro di donazioni e a oltre 3.500 donatori tra imprese e privati. L'Art bonus è stato introdotto nel nostro ordinamento come misura temporanea per il 65 per cento per i primi due anni e per il 50 per cento per il terzo anno e solo per interventi sul patrimonio. Via via è stato reso permanente, per volontà parlamentare, e allargato ai musei, alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri di tradizione. In questo provvedimento si adotta una misura sacrosanta perché non aveva senso che utilizzasse l'Art bonus e, quindi, il contributo di privati con un'agevolazione fiscale chi si occupava di musica sinfonica o di lirica e non invece chi fa teatro o prosa. Con il provvedimento viene esteso alle istituzioni concertistiche orchestrali, ai teatri nazionali, ai teatri di rilevante interesse culturale, ai festival e alle imprese e ai centri di produzione teatrale di danza, ai circuiti di distribuzione senza scopo di lucro che svolgono attività nel settore dello spettacolo. È un modo forte di aiutare perché l'aiuto è in forma diretta attraverso il FUS e in forma indiretta incentivando i contributi dei privati, imprese o cittadini che siano.

Mi pare che il provvedimento sia veramente innovativo. Vi ringrazio e spero davvero che anche questo provvedimento possa avere un voto più largo di quello della sua maggioranza. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna.

Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge n. 2287-bis, nel testo proposto dalla Commissione.

Procediamo all'esame dell'articolo 1, sul quale sono stati presentati emendamenti e ordini del giorno che invito i presentatori ad illustrare.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, esprimo anzitutto il mio rammarico perché l'intero Gruppo della Lega, presentatore di significativi emendamenti sull'argomento, non partecipa ai lavori; mi sembra un vulnus nella dialettica democratica, soprattutto perché non entrerà nel merito di questioni importanti che stiamo discutendo.

Do poi atto alla signora relatrice e al signor Ministro di aver sottolineato l'esistenza di un problema. Dunque, in forma dialettica e molto tranquilla, vorrei capire perché si eliminano dai circhi, sia pure in maniera graduale, tutti gli animali (compresi i cani e i cavalli), ma non mi sembra che essi vengano eliminati dal cinema (ci sarà dunque una produzione cinematografica ambientata nel passato in cui gli animali verranno utilizzati normalmente), dal teatro (ad esempio all'Arena di Verona, quando si mette in scena l'Aida), dalle manifestazioni ippiche o dalle Olimpiadi, nel caso del dressage, o dal Palio di Siena. Sono arrivato persino a dire, essendo amico degli animali, che ci sono milioni di italiani che tengono negli appartamenti animali anche di grossa dimensione e dunque, se ragionassimo in questo modo, li si dovrebbe obbligare a tenere gli animali liberi o in uno spazio aperto, perché non si può tenere un animale costretto in un appartamento.

Viceversa, né nel cinema, né nel teatro, né nel Palio di Siena, né nell'ippica, né alle Olimpiadi viene vietato l'utilizzo degli animali. Anche a livello costituzionale mi sembra un po'strano dire che gli animali possono essere utilizzati, ma non devono essere fatti lavorare. Colleghi, ricordo che quando c'è un terremoto o una valanga, a salvare gli esseri umani sono gli animali appositamente addestrati, anche con grande rigore, per salvare vite umane. Se dovessi portare fino all'estremo limite questo ragionamento, non potrei addestrare gli animali per quelle finalità e ciò mi sembra un atteggiamento animalista "talebano", che non ha nessuna giustificazione e che non è neanche di amicizia verso gli animali.

Signor ministro Franceschini, mi rivolgo a lei come Ministro dei beni e delle attività culturali: il circo è storia, tradizione e cultura. Vi leggo - e forse è l'ultima volta che lo posso fare - la preghiera dei circensi, del grande Totò. Si tratta di una preghiera che, se oggi verrà approvata la norma in esame, non avrà più senso. Dice infatti la preghiera dei circensi: «Noi ti ringraziamo, nostro buon Protettore, per averci dato anche oggi la forza di fare il più bello spettacolo del mondo. Tu che proteggi uomini, animali e baracconi, tu che rendi i leoni docili come gli uomini e gli uomini coraggiosi come i leoni, tu che ogni sera presti agli acrobati le ali degli angeli, fa' che sulla nostra mensa non venga mai a mancare pane ed applausi» La preghiera dice persino: «Noi ti chiediamo protezione, ma se non ne fossimo degni, se qualche disgrazia dovesse accaderci, fa' che avvenga dopo lo spettacolo e, in ogni caso, ricordati di salvare prima le bestie e i bambini». Mi chiedo se non è collaborazione, se non è amicizia, se non è lavoro comune la preghiera di un clown che dice: «In caso di disgrazia, salva prima gli animali, piuttosto che salvare noi». La preghiera si conclude dicendo: «Tu che permetti ai nani e ai giganti di essere ugualmente felici, tu che sei la vera, l'unica rete dei nostri pericolosi esercizi, fa' che in nessun momento della nostra vita venga a mancarci una tenda, una pista e un riflettore».

Caro Ministro, l'Ente nazionale circhi - si tratta di 10.000 lavoratori - è venuto a spiegare che verranno a mancare, esattamente, una tenda, una pista e un riflettore, perché il circo senza animali muore. Tutti gli esperimenti di circhi senza animali sono falliti, perché i bambini, come i miei nipotini, che vanno a vedere il circo, aspettano di vedere gli animali, ovvero quello che hanno visto solo in televisione, non potendo magari andare ai safari in Africa. Il circo è lo spettacolo - ho verificato ed è così - che ha perso meno spettatori negli ultimi vent'anni, rispetto al cinema e al teatro. È uno spettacolo vivo, che "tira". Il Ministro dice di voler trovare una soluzione. Vogliamo eliminare gli animali selvatici? Può essere un' idea quella che, progressivamente, essi non vengano sostituiti; ma ciò vale anche per gli animali come il cavallo? Come ho detto in precedenza, andando al circo con i nipotini ho visto uno che faceva la pantomima di Zorro mentre combatte a cavallo contro le guardie. Con questa norma, dentro il circo, nessuno può più presentarsi a cavallo di un animale, perché sarà proibito. Se le cose devono essere fatte in maniera razionale, qualcuno mi deve spiegare perché questo provvedimento è così punitivo e così denso di cattiveria verso un settore che così tanto ha dato all'Italia e che è così famoso nel mondo. Il circo italiano è una delle cose famose nel mondo. Vogliamo chiuderlo in Italia e vogliamo obbligarlo ad andare all'estero? Vogliamo mandarlo magari a New York, dove poche settimane fa, durante il concerto di Bocelli, è salita una tigre sul palco? Eppure gli Stati Uniti sono un Paese civilissimo.

Chiedo allora uno sforzo di fantasia. Magari gli emendamenti sul circo possiamo spostarli alla fine e possiamo ragionare sulla riduzione, che non è l'eliminazione. Infatti, si parla di eliminazione progressiva, ma è come entrare nella camera della morte, dove tu entri sapendo di dover morire: lentamente, ti verrà detto in quanto tempo dovrai morire, ma devi morire.

Ebbene, io non voglio che questa tradizione, questa cultura, queste donne, questi uomini e questi artisti muoiano. Io voglio che continuino la loro attività, naturalmente con una grandissima attenzione al benessere animale: controlli, controlli, controlli e ancora più controlli! I collaboratori degli uomini nel circo, infatti, devono essere trattati come i lavoratori del circo. Vogliamo ragionare sugli animali selvatici? Facciamolo. Però, signor Ministro, la condanna a morte, no. L'eliminazione, no. Ripeto, infatti, che: o si e conseguenti e si elimina l'utilizzo degli animali da ogni forma di spettacolo e di presenza nella nostra società; oppure, non si può fare l'eccezione solo per i lavoratori del circo.

Ella ha poi detto, giustamente, che vi è una sensibilità. Ma c'è anche la sensibilità di milioni di persone che al circo ci vanno. E le ho viste io queste persone, mamme e bambini, insultate da estremisti perché andavano al circo, ma che non si sono lasciate intimidire. Coloro che li insultavano, però, avevano i cani al guinzaglio! Io ho chiesto loro: «Ma, scusate, voi avete i cani al guinzaglio e li avete a casa vostra, perché ve la prendete con le mamme e i bambini che vanno a vedere i cavalli e i cani al circo?». Perché siamo noi che non li facciamo lavorare. Ma noi facciamo studiare i bambini, "i cuccioli di uomo", vanno a scuola; che un cane venga addestrato a salvare gli uomini dai terremoti e dalle valanghe, vivaddio, mi sembra una cosa assolutamente giusta e necessaria.

Signor Ministro e signora relatrice, abbiamo ancora un po' di tempo: vediamo allora se riusciamo a salvare, con soddisfazione reciproca, il circo, a salvaguardare il benessere animale e a non cancellare forme di spettacolo, come quelle cui faceva riferimento il grande Totò, che, quando vengono cancellate dalla storia di un popolo, lasciano tutti più poveri: noi e anche gli animali. (Applausi dai Gruppi FL (Id-PL, PLI) e GAL (DI, GS, MPL, RI) e del senatore Rossi Luciano).

PRESIDENTE. Prima di proseguire con l'illustrazione degli emendamenti presentati sull'articolo 1, comunico che tutti gli emendamenti presentati dal Gruppo della Lega Nord sono stati sottoscritti dai senatori Malan e Carraro.

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, intendo illustrare l'emendamento 1.225 che mira a sopprimere dal testo la lettera n) al comma 4 dell'articolo 1. Si tratta di quella che inserisce, tra i principi che dovrebbero ispirare l'intervento pubblico a sostegno delle attività di spettacolo (e anche della loro promozione), il principio che vi siano delle attività di spettacolo realizzate in luoghi di particolare interesse culturale, tali da consentire una reciproca azione di valorizzazione tra il luogo e l'attività.

Riteniamo che inserire espressamente questo principio nel testo del codice sia superfluo oltre che pericoloso. Superfluo perché, in realtà, queste attività sono già consentite a discrezione del sovrintendente, quindi, non capiamo l'utilità di inserire un passaggio ridondante che, anzi, potrebbe avere dei risvolti pericolosi, in quanto potremmo poi trovarci di fronte a delle attività e a delle iniziative che non hanno alcunché di valorizzazione ma che, anzi, ingenerano problemi. Così, en passant, cito un fatto recente che ha riguardato questa estate di spettacoli a Roma, ovvero il famoso musical «Divo Nerone», per il quale adesso non si trovano neanche i soldi per smontare il palco e il resto dell'apparato. Per questo noi riteniamo che questa parte del codice debba essere soppressa perché inutile e, anzi, potenzialmente pericolosa.

PANIZZA (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signor Presidente, ho sentito le parole della relatrice Di Giorgi e la ringrazio per la sua sensibilità, anche perché ha sostenuto in pieno le ragioni dell'emendamento e quindi mi auguro che il Governo, che pure ci ha costretto a ritirare gli emendamenti, possa accogliere l'impegno, contenuto nell'ordine del giorno G1.101, a ripristinare le agevolazioni del 2 per mille ma soprattutto estendere finalmente anche alle associazioni culturali la possibilità di detrarre parte delle spese per i corsi di formazione e tutta una serie di esenzioni e di agevolazioni fiscali delle quali, viceversa, ad esempio le associazioni sportive possono godere.

SERRA (M5S). Signor Presidente, ho presentato l'ordine del giorno G1.105 proprio per incentivare il valore educativo e formativo del patrimonio culturale per le nuove generazioni. È un ordine giorno che è parte integrante del disegno di legge, quindi mi auguro che la relatrice e il Governo vogliano accoglierlo.

PRESIDENTE. I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati.

Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame.

DI GIORGI, relatrice. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.200, 1.205, 1.206, 1.207, 1.204, 1.208, 1.209, 1.210, 1.211, 1.212, 1.213, 1.214, 1.215, 1.216, 1.217, 1.218, 1.219, 1.220, 1.300, 1.221, 1.224, 1.301 e 1.225.

Esprimo parere favorevole sugli emendamenti 1.222 e 1.223.

Esprimo, altresì, parere favorevole sugli ordini del giorno G1.100, G1.101, G1.102, G1.103, G1.104 e G1.105.

CESARO, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice e accolgo tutti gli ordini del giorno presentati all'articolo 1.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.200.

BIGNAMI (Misto-MovX). Chiediamo che le votazioni vengano effettuate a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.200, presentato dal senatore Giovanardi.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Gli emendamenti 1.201, 1.202 e 1.203 sono inammissibili.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.205, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori, fino alle parole «attività circensi».

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1.206 a 1.220.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.300 presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.221.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, come le dicevo, vi è una difficoltà data dal fatto che i presentatori degli emendamenti della Lega...

PRESIDENTE. Forse non sono stato chiaro: sono stati sottoscritti dai senatori Malan e Carraro.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Per dire che evidentemente manca nella loro presentazione la motivazione per cui sono stati presentati. Sono, infatti, una variazione sul tema di altri emendamenti che esamineremo all'articolo 2, che vengono tutti proiettati verso lo stesso risultato, su cui si è aperta una dialettica parlamentare che, come tutte le dialettiche parlamentari importanti, verte su cosa vogliamo fare di questo provvedimento.

Mi rivolgo al Ministro, che, rispetto a «eliminazione», ha proposto anche termini modificativi, tipo «superamento»; ma «superamento» - sono andato a vedere sul vocabolario - vuol dire «accantonamento definitivo». Eliminare o superare qualcosa ha esattamente lo stesso risultato.

Non contestiamo il fatto che alcune specie animali, specialmente quelle su cui verte la polemica (gli elefanti e gli animali selvatici), vengano eliminate. La nostra preoccupazione concerne quel minimo di presenza scenica data, ad esempio, dai cani e dai cavalli, che vengono utilizzati dappertutto e la cui eliminazione penalizzerebbe solo ed esclusivamente il circo.

Poiché è una delega al Governo, non vedo perché il Governo non possa parlare di eliminazione o anche di superamento dell'utilizzo di alcune specie animali. Il Governo, nella legge delega, scriverà che gli animali selvatici, gli elefanti e tutta una serie di animali che non vengono utilizzati normalmente, non siano più utilizzati, ma non darà questa condanna totale al circo, immotivata e incomprensibile. Vorrei che qualcuno dei colleghi mi spiegasse perché, continuando i cavalli a essere, giustamente utilizzati dappertutto, dalle olimpiadi in giù, e i cani lo stesso, collaborando con l'uomo, in un circo equestre (perché la tradizione è quella del circo equestre)...

PRESIDENTE. Senatore Giovanardi, sta facendo un intervento sull'emendamento 1.300, che abbiamo già votato. L'emendamento ora in votazione è l'1.221, che non mi pare parli di animali; la pregherei quindi di limitare il suo intervento. L'ho fatta continuare, ma concluda.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, ho voluto effettuare questo mio intervento prima di passare alla votazione di altri emendamenti perché ci vuole anche il tempo per considerare i motivi per i quali una proposta di questo tipo, che mi sembra assolutamente ragionevole facendo riferimento al circo equestre, non possa e non debba essere accolta.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.221, presentato dal senatore Centinaio e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.222, presentato dalla senatrice Ferrara Elena.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.223, presentato dalla senatrice Ferrara Elena e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.224, presentato dal senatore Centinaio e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.301, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.225, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G1.100, G1.101, G1.102, G1.103, G1.104 e G1.105 non verranno posti ai voti.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1, nel testo emendato.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'esame dell'articolo 2, sul quale sono stati presentati emendamenti e ordini del giorno che invito i presentatori ad illustrare.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, per un certo verso mi scuso, ma per un altro verso sono contento che la dialettica parlamentare consenta eventualmente di progredire nella ricerca di un consenso comune rispetto a questa tematica. Vorrei però anche che le cose che vengono dette sia da parte dei colleghi che del Governo vengano poi documentate in Aula. Oggi nel disegno di legge si utilizza l'espressione «graduale eliminazione», che vuol dire che ogni specie animale in futuro non potrà essere utilizzata nei circhi equestri. Sollevavo prima il problema non secondario che il circo equestre è nato come circo con i cavalli. Basta guardare la grande pittura impressionista francese per sapere che cosa sia il circo con i cavalli, che però, sulla base di questa norma, dovrebbe sparire.

Se invece il graduale superamento - ma questo deve dirlo il Governo, così come può farlo anche la relatrice- significa che si arriverà anche alla conclusione non scontata che la cavallerizza possa fare il giro della pista o il suo spettacolo a cavallo, allora ci può stare bene anche il graduale superamento. Però bisogna che lo si dica, perché se «superamento» è uguale a «eliminazione», non caviamo un ragno dal buco. Se invece il superamento è un'indicazione per arrivare ad eliminare gli animali che la sensibilità popolare oggi non ritiene più utilizzabili nei circhi, ma mantenendo quegli animali che lavorano e collaborano ovunque con l'uomo, questo potrebbe essere un compromesso accettabile per noi, ma anche per i lavoratori dei circhi.

Signori, io voglio bene agli animali, però vorrei che questa Assemblea ricordasse qualche volta che, oltre ai diritti degli animali, ci sono anche i diritti dei lavoratori: 8.000 lavoratori che rischiano di perdere il posto sono un problema sociale molto rilevante, perché si perde anche il patrimonio di conoscenze di questi lavoratori e la loro capacità artistica. Se il Governo si esprime in questa maniera, potremmo anche arrivare - ma bisogna che il relatore presenti un subemendamento - a ritirare i nostri emendamenti.

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, l'emendamento 2.202 chiede di introdurre dei meccanismi di prevenzione e contrasto alle vendite non autorizzate dei biglietti di ingresso, il cosiddetto problema del secondary ticketing, e in particolare chiede di prevedere delle misure efficaci volte alla tracciabilità degli stessi. In merito alla questione ci sono stati incontri pubblici e dibattiti, all'interno dei quali è emersa la possibilità di avere dei software, che sono al momento utilizzati, ad esempio, da una società di Modena, per la rintracciabilità e tracciabilità del biglietto. Si tratta di software che permettono di monitorare e contrastare, se non di neutralizzare, la brutta pratica del secondary ticketing.

Tengo particolarmente poi all'emendamento 2.206 perché esso torna sul discorso delle fondazioni lirico-sinfoniche. Richiamo qui l'attenzione della relatrice e del Ministro, perché nelle loro repliche hanno detto che con questo testo si è fatto molto per le fondazioni lirico-sinfoniche per cercare di introdurre dei correttivi alla mala gestio di tali fondazioni. A nostro avviso non si è fatto abbastanza. Ringrazio la relatrice per aver accolto l'emendamento del Movimento 5 Stelle che prevede l'individuazione delle responsabilità gestionali tra i criteri per erogare i contributi. Nonostante però tale accoglimento, ancora non si è fatto abbastanza perché, per esempio, non si prevede una sorta di Daspo per i sovrintendenti che nel corso degli anni hanno ampiamente dimostrato di non essere in grado di gestire le fondazioni lirico-sinfoniche.

Non faccio i nomi in quest'Aula, ma chi è del settore sa benissimo che mi riferisco ai soliti noti che, per nomina ministeriale, vanno ad occupare il posto di sovrintendente con un giro di valzer da una fondazione all'altra, passando, per esempio, da Bari a Roma o da Roma a Verona.

Chiedo allora al Ministro di fare un atto di coraggio e rompere con un sistema che tutti sappiamo è stato deleterio per la gestione delle fondazioni ed esprimere parere favorevole - la stessa preghiera la rivolgo alla relatrice - all'emendamento 2.206 che prevede delle misure semplicissime, che non abbiamo inventato noi, ma che rispondono a richieste che arrivano da chi vive il mondo delle fondazioni lirico-sinfoniche in tutti i suoi settori.

L'emendamento propone di far venir meno la nomina dei sovrintendenti, selezionandoli invece con bandi pubblici, anche internazionali, permettendo la consultazione pubblica del curriculum dell'aspirante candidato. Esso prevede inoltre l'assenza di interessi di qualsiasi natura per tutte le cariche apicali. Quando il Ministro avrà interrotto la sua conversazione con il senatore Zanda, continuerò il mio intervento perché se, eventualmente, dovrà cambiare il parere, vorrei capire sulla base di cosa lo farà. Sono comunque paziente.

L'emendamento prevede bandi pubblici anche internazionali. Ministro, visto che lei ha introdotto tale procedura per la selezione dei direttori dei musei, non vedo perché non dovremmo avere all'interno delle fondazioni lirico-sinfoniche dei sovrintendenti selezionati con bandi pubblici anche internazionali. Non capisco perché ci si ostini invece a voler fare nomine politiche; a pensar male "ci si piglia".

L'emendamento richiede poi l'assenza di interessi di qualsiasi tipo. Sa bene, infatti, Ministro, che all'interno di alcune fondazioni abbiamo avuto e, forse, abbiamo ancora, direttori artistici che hanno qualche con titolarità nelle agenzie teatrali. Perché non prevedere allora l'assenza di conflitti per le figure apicali?

Si richiede inoltre quello che io ho soprannominato il Daspo per i sovrintendenti; quando si è manifestata incapacità nella gestione di una fondazione, non si può essere nominati in un'altra, ma si è lasciati liberi di andare a svolgere attività altrove.

Credo che questo sia il minimo sindacale indispensabile per dare un messaggio di serietà a chi vive in quel mondo, che oggi sta pagando. Infatti, c'è da dire che chi oggi sta pagando la mala gestio nelle fondazioni non sono gli organi apicali, non è il Moloch amministrativo (anche qui c'è un problema di moltiplicazione delle cariche amministrative, perché a pensar male si commette peccato, ma ci si azzecca). Chi oggi sta pagando sono non coloro che vengono parcheggiati nelle fondazioni, ma le masse tecnico artistiche. Vorrei ricordare a tutti che in una fondazione lirico sinfonica la massa artistica è il cuore, perché senza gli orchestrali, i danzatori e i tecnici lo spettacolo non si fa. Non è il sovrintendente che sale sul palco come one man show. Quindi, signor Ministro, la prego veramente di riflettere su questo. Noi le stiamo dando una grande opportunità con questo emendamento.

Signor Presidente, rubo ancora poco tempo per illustrare l'emendamento 2.212, con cui chiediamo - anche in questo caso - un riordino della normativa per le scuole di formazione dei teatri nazionali e l'introduzione di criteri specifici per rendere un po' più trasparenti le assegnazioni di certi incarichi apicali e assicurare un turnover che forse non è proprio adeguato a questo mondo. (Applausi dal Gruppo M5S).

BLUNDO (M5S). Signor Presidente, ringrazio anch'io la relatrice per aver attenzionato tutte le proposte emendative presentate all'articolo 2.

Vorrei ricollegarmi a quanto detto dal ministro Franceschini, che è presente in Aula, ma, come già successo prima per la collega, che mi ha preceduto, ascolta poco. È un po' difficile rivolgersi al Ministro, impegnato a parlare con una senatrice.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di evitare di distrarre il Ministro mentre si stanno svolgendo gli interventi.

Prego, senatrice Blundo.

BLUNDO (M5S). Chiedo scusa, ma vorrei collegarmi a quanto esposto prima dal ministro Franceschini. È vero che si tratta di un disegno di legge delega dei cui contenuti dovrà probabilmente farsi carico il prossimo Governo, ma tanto vale riflettere per lasciare ai posteri una buona indicazione.

L'emendamento 2.213, a mia prima firma, che si riferisce al comma 4, lettera b), dell'articolo 2, intende semplicemente aggiungere agli interventi che il futuro Governo è chiamato ad assumere anche quello di prevedere specifiche forme di agevolazione fiscale. Infatti è vero che nell'articolo 2 sono elencate alcune modalità per la promozione dello spettacolo per i giovani ma la previsione di specifiche forme di agevolazione fiscale può essere una misura altrettanto utile.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Signor Presidente, vorrei illustrare l'emendamento 2.325, che ritorna sul tema molto dibattuto dell'utilizzo degli animali nelle attività circensi. Vorrei ricordare a me stessa, all'Assemblea tutta, al Ministro e alla relatrice che noi abbiamo cominciato a discutere la questione del finanziamento ai circhi già nella prima legge di stabilità che abbiamo affrontato in questa legislatura. In quell'occasione fu votato, tra l'altro da questa Assemblea, un ordine del giorno, che la stessa maggioranza appoggiò, che impegnava il Governo a intervenire per arrivare ad una graduale - anche in quel caso si usava la parola «graduale», dando un termine che allora era il 2018 - sorta di riconversione degli spettacoli circensi in modo tale da approdare gradualmente ad una forma di civiltà e quindi al divieto di utilizzo degli animali nei circhi.

Vorrei ricordare a tutti noi che stiamo parlando di finanziamenti che vengono dati a queste attività e, come ho detto anche ai rappresentanti dei circhi nel corso delle audizioni in Commissione, penso sia nell'interesse stesso della storia dello spettacolo circense compiere questa operazione, ovvero arrivare finalmente a un processo di riconversione perché serve a salvarlo e a proiettarlo nella modernità di pari passo soprattutto con una sensibilità, che il Ministro stesso ha evidenziato, che è maturata in questi anni da parte dell'opinione pubblica. Al riguardo, un recente rapporto del Censis sui circhi indica questa necessaria transizione proprio per ridare forza e sostanza a quell'antica tradizione, per evitare che possa scomparire anche nel rapporto con i cittadini.

Che sia necessaria una riforma ce lo dice anche un sondaggio recente: è auspicata da quasi il 71 per cento dei cittadini.

Credo, quindi, che quanto previsto in questo testo, e cioè una graduale eliminazione - perché in termini legislativi di questo stiamo parlando senza usare altri termini fantasiosi e confusionari - dà l'indicazione di questo passaggio anche culturale di riconversione che è nell'interesse dei circhi e delle attività circensi.

Abbiamo esempi, in altre parte del mondo, di spettacoli circensi bellissimi, che anche nel nostro Paese hanno moltissimo successo, che sono legati certamente ad antiche tradizioni, ma dai quali emerge l'idea forte del rispetto degli animali. Sono circhi, ripeto, che hanno un grandissimo successo in tutto il mondo.

Il nostro emendamento cerca di eliminare anche un'incongruenza perché al comma 4, lettera h), dell'articolo 2 si parla delle attività circensi ma, per completare il quadro, bisognerebbe aggiungere anche «e di spettacolo viaggiante», perché è evidente che le due questioni stanno insieme.

Mi taccio facendo un ultimo appello: questo è un elemento importante e forte per avviare una riconversione; il Ministro deve stare tranquillo perché è in sintonia con l'opinione pubblica, con la nuova sensibilità maturata in questi anni. Soprattutto questo servirà a salvare il circo; diversamente non si agisce certamente nell'interesse di questa antica tradizione.

PRESIDENTE. I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati.

Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame.

DI GIORGI, relatrice. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 2, ad eccezione dell'emendamento 2.201, per il quale propongo la seguente riformulazione: "Al comma 2, lettera b), dopo il numero 4) inserire il seguente: «4-bis) l'attivazione di un tavolo programmatico tra Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ed Ente nazionale italiano per il turismo (ENIT) finalizzato all'inserimento delle attività di spettacolo nei percorsi turistici in tutto il territorio nazionale;»". Risulterebbero quindi cassate le prime tre righe, dalle parole «il potenziamento» fino alle parole: «risorse disponibili», nonché le parole: «dell'opera lirica».

PRESIDENTE. Senatrice Montevecchi, accetta la proposta di riformulazione?

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, ho compreso la proposta, ma prima di esprimermi vorrei che la relatrice mi chiarisse cosa andrebbe a sostituire l'opera lirica dopo le parole «all'inserimento».

DI GIORGI, relatrice. Le parole «delle attività di spettacolo». In questo modo, si allargherebbe l'ambito, che nell'emendamento è riferito solo all'opera lirica.

MONTEVECCHI (M5S). Devo esprimermi adesso?

PRESIDENTE. Se le occorre più tempo, si esprima al momento del voto.

MONTEVECCHI (M5S). In tal caso, mi esprimerò al momento del voto, signor Presidente.

DI GIORGI, relatrice. Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 2.218 (testo 2) e 2.222.

Chiedo inoltre che sia disposto l'accantonamento degli emendamenti da 2.226 a 2.232.

PRESIDENTE. La Presidenza accoglie la sua richiesta e ne dispone l'accantonamento. Rispetto agli ordini del giorno?

DI GIORGI, relatrice. Signor Presidente, esprimo parere favorevole su tutti gli ordini del giorno, ad eccezione del G2.105, su cui il parere favorevole è subordinato alla seguente riformulazione: alla lettera a) del dispositivo, dopo la parola «nonché», sostituire le seguenti: «a valutare l'adozione di» con le seguenti: «a valutare l'opportunità di adottare».

PRESIDENTE. Senatrice Blundo, accetta la proposta di riformulazione dell'ordine del giorno G2.105?

BLUNDO (M5S). Signor Presidente, accetto la proposta di riformulazione che consiste nella solita formula.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori: la relatrice ha poc'anzi chiesto l'accantonamento di alcuni emendamenti.

PRESIDENTE. Allora interviene sull'accantonamento.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Sì, Presidente, ma si tratta di emendamenti preclusi, perché li abbiamo appena bocciati tutti all'articolo 1. Sono esattamente gli stessi che erano a prima firma del senatore Arrigoni e che l'Assemblea dieci minuti fa ha respinto. Quindi non riesco a comprendere come possano rivivere all'articolo 2 ed essere accantonati.

PRESIDENTE. Si tratta però di due articoli diversi e di contenuto diverso. L'accantonamento in ogni caso non ne condiziona l'esito, che sarà valutato successivamente. (Commenti dal Gruppo M5S).

CESARO, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo. Signor Presidente, esprimo parere conforme alla relatrice su tutti gli emendamenti.

Accolgo l'ordine del giorno G2.105, nel testo riformulato, così come i restanti ordini del giorno.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.300.

BIGNAMI (Misto-MovX). Chiediamo che le votazioni vengano effettuate a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.300, presentato dal senatore Bocchino e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.301, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.200, presentato dal senatore Giovanardi.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.302, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.303, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.304, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Per quanto riguarda l'emendamento 2.201, senatrice Montevecchi, accetta la proposta di riformulazione della relatrice?

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, mi chiedo come mai la prima parte non vada bene e perché non ci sia l'interesse a potenziare gli spettacoli lirici nel palinsesto RAI visto che ravvisiamo tutti la necessità che nel Paese si promuova la cultura lirica e la passione tra i giovani per questa forma di arte. Mi chiedo come mai si voglia espungere questa parte dall'emendamento.

PRESIDENTE. Senatrice, non è un dialogo con domande e risposte. Questa è la proposta di riformulazione per un parere favorevole. Le motivazioni saranno fornite in un chiarimento successivo.

MONTEVECCHI (M5S). Così riformulato, l'emendamento perde parte della sua essenza e la riformulazione non l'accetto.

Visto che la relatrice ha riconosciuto con la sua proposta di riformulazione che, in effetti, l'emendamento può essere suddiviso in due parti, chiedo se è possibile procedere alla votazione per parti separate.

PRESIDENTE. Ci può indicare le parti separate su cui dobbiamo votare?

MONTEVECCHI (M5S). Sono quelle indicate dalla relatrice. La prima parte inizia con le parole: «Il potenziamento di spettacoli lirici nel palinsesto RAI» fino alle parole «risorse disponibili» e la seconda parte inizia con le parole: «L'attivazione di un tavolo programmatico» fino alla fine, con la riformulazione della relatrice che sostituisce le parole: «dell'opera lirica» con le seguenti: «delle attività di spettacolo».

PRESIDENTE. Il problema è che il voto per parti separate dovrebbe far sì che, se una parte viene approvata e l'altra no, abbia comunque una sua autonomia e sia comprensibile da un punto di vista letterale.

MONTEVECCHI (M5S). Ce l'ha la comprensibilità perché l'emendamento può disporre «L'attivazione di un tavolo programmatico». C'è il soggetto, il verbo e il predicato.

PRESIDENTE. Noi votiamo la prima parte che inizia con le parole: «Il potenziamento di spettacoli lirici».

MONTEVECCHI (M5S). Dopo rimarrebbe la parte che inizia con le parole «L'attivazione». Non comprendo la sua obiezione. Per me da un punto di vista linguistico le due parti separate filano.

DI GIORGI, relatrice. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DI GIORGI, relatrice. Signor Presidente, invito la senatrice Montevecchi a riflettere.

La prima parte è già inserita perché questi contenuti li abbiamo già previsti in altre parti del disegno di legge. È, infatti, detto espressamente che le attività di spettacolo debbano avere uno spazio specifico all'interno della programmazione RAI. C'è una parte espressamente dedicata a ciò. L'aspetto interessante che a me piaceva dell'emendamento - e per questo le propongo di accogliere la riformulazione - è l'attivazione del tavolo programmatico tra Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e l'Ente nazionale italiano per il turismo proprio per la valorizzazione, attraverso i percorsi di arte, dello spettacolo che può servire in questo senso. Visto che la prima parte è già ampiamente trattata e introdotta nel provvedimento, mi sembra francamente abbastanza inutile votare per parti separate, considerando che nel testo è espresso molto bene il concetto che lei pone nella prima parte dell'emendamento. A questo punto, sarei contraria alla votazione per parti separate e invito la senatrice Montevecchi ad accogliere la mia riformulazione, se può. Credo che sia un concetto importante che andremmo ad inserire all'interno del provvedimento.

MONTEVECCHI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, poiché al momento non ho la possibilità di verificare che effettivamente questa previsione sia contenuta all'interno del provvedimento e la memoria mi sta tradendo perché non riesco a ricordare, sulla fiducia accetto la riformulazione.

PRESIDENTE. Siccome è un disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica, ci serve il parere della Commissione bilancio. Senatore Tonini, può esprimerlo? Altrimenti accantoniamo anche questo emendamento.

Si tratta di attivare un tavolo programmatico e penso che dei tavoli siano disponibili.

TONINI (PD). Signor Presidente, dovrei esaminare il testo scritto dell'emendamento.

PRESIDENTE. Dispongo pertanto l'accantonamento dell'emendamento 2.201.

BULGARELLI (M5S). Il tavolo è sempre lo stesso: cambia solo l'argomento!

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.305, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.202, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.306, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.307, presentato dal senatore Bocchino e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.308, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.203, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.204.

MONTEVECCHI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, con l'emendamento in esame chiediamo al Governo di prendere atto del fatto che ormai non ci si può sottrarre, dati anche i fatti di attualità, all'esigenza di mettere mano, prima o poi, al monopolio della SIAE nella gestione dei diritti d'autore e dei diritti connessi, quale attività di intermediazione. Mesi fa ci siamo ostinati a recepire una direttiva e a continuare a garantire alla SIAE una sorta di monopolio in materia, di fatto mascherandolo. Credo dunque che in questo caso il Governo e la relatrice abbiano perso una grande occasione per iniziare a sanare questa situazione, che - lo ribadisco - prima o poi, come un nodo, arriverà al pettine. Anche in questi giorni se ne sta parlando e proprio questa mattina presso la Commissione cultura, scienza e istruzione della Camera dei deputati è stato audito il presidente della SIAE, Filippo Sugar. Prima o poi ci dovremo rassegnare a conformarci alla normativa europea e a togliere questo "benedetto" monopolio alla SIAE.

Tra l'altro, a segnalare questo problema non è stato solo il Movimento 5 Stelle perché si è inventato di sana pianta tale necessità, ma anche l'Autorità antitrust ha aperto una procedura di indagine rispetto alle attività della SIAE, a seguito delle numerose segnalazioni che ha ricevuto dagli artisti e dagli utilizzatori. Quindi, anche questa volta mettete la testa sotto la sabbia, ma il problema si ripresenterà. (Applausi del senatoreLucidi).

FUCKSIA (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FUCKSIA (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente,vorrei sostenere l'emendamento in esame, dicendo che il Gruppo Federazione della Libertà lo voterà convintamente, così come ha votato l'emendamento 2.212. Chiedo inoltre la possibilità di aggiungere all'emendamento la firma di tutti i componenti del Gruppo.

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.204, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Presidente Tonini, è in grado di esprimere il parere sull'emendamento 2.201 (testo 2), precedentemente accantonato?

TONINI (PD). Signor Presidente, esprimo un parere di nulla osta.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.201 (testo 2), presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.309, presentato dal senatore Bocchino e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.205, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 2.206.

MONTEVECCHI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, faccio una veloce dichiarazione di voto su questo emendamento perché, nonostante l'occasione che abbiamo dato, sia al Ministro che alla relatrice e, quindi, anche alla maggioranza e al Governo, di fare una cosa buona per le fondazione lirico-sinfoniche, per il loro futuro e per la loro gestione, questa occasione è stata rifiutata. Leggiamo, allora, cosa hanno rifiutato.

Esprimendo un parere contrario a questo emendamento e votando in maniera contraria, si farà sì che i sovrintendenti continuino ad essere nominati dal Ministro. Quindi, essi continueranno, probabilmente, a essere sottoposti a delle logiche più politiche che di merito: continua ad esserci questo grave pericolo. Continuerà ad esserci questo pericolo e, forse, continueranno ad esistere, all'interno di alcune fondazioni, conflitti di interesse fra sovrintendenti, direttori artistici o, comunque, organi apicali che possono avere cotitolarità all'interno di agenzie teatrali e, quindi, decidere quali artisti lavorano, o non lavorano, non in base a logiche di merito, ma in base a logiche di profitto o clientelari. E continueremo ad assistere al valzer delle stagioni dei sovrintendenti che si sono distinti per la mala gestio delle fondazioni e che continueranno a danzare tra una fondazione e l'altra. Per questa loro mala gestio, continueranno a pagare soprattutto (anzi, esclusivamente) le masse artistiche e tecniche.

Grazie al Movimento 5 Stelle, che ha presentato un emendamento e lo ha fatto approvare in Commissione, tra i criteri per l'erogazione dei fondi ci sarà l'eventuale individuazione della responsabilizzazione del sovrintendente nella gestione, che è il massimo che siamo riusciti ad ottenere.

Quindi, signor Ministro, in questo momento lei e il suo Governo vi assumete questa responsabilità e - mi creda- non solo in quest'Aula. Io sono convinta, infatti, che, quando poi ci saranno altri incontri con gli operatori delle fondazioni lirico-sinfoniche, questo fatto le sarà ampiamente ricordato. Lei sta perdendo una grande occasione, dimostrando una profonda incapacità di ascolto. (Applausi dal Gruppo M5S).

Presidenza del vice presidente GASPARRI (ore 18,25)

ENDRIZZI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ENDRIZZI (M5S). Signor Presidente, prima di procedere alla votazione, chiedo di controllare le tessere incustodite. Magari qualche collega risulta presente a sua insaputa.

PRESIDENTE. Invito i senatori Segretari a effettuare un controllo a tal riguardo.

MONTEVECCHI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, perché votiamo solo la prima parte dell'emendamento?

PRESIDENTE. Perché vi sono delle parti comuni con altri emendamenti, in base a valutazioni della Presidenza, e poi vi sono delle preclusioni successive, qualora il Senato respinga l'emendamento.

CALIENDO (FI-PdL XVII). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CALIENDO (FI-PdL XVII). Signor Presidente, se votiamo soltanto la prima parte di questo emendamento (che ritroviamo anche nei successivi fino al 2.209) ricordo che non potremmo votare a favore del punto 3) sul quale invece dovremmo essere tutti d'accordo. Dunque, se votiamo la prima parte dell'emendamento 2.206 per precluderne la restante parte - probabilmente per votare contro i punti 1) e 2), sui quali anch'io voterei contro - rischiamo di non poter votare a favore del punto 3). Credo che il fatto che un sovrintendente, che non solo non è meritevole ma addirittura ha demeritato, non possa essere più nominato in un'altra funzione dello stesso tipo, ci trovi tutti d'accordo, signor Ministro.

MONTEVECCHI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, mi indicherebbe cortesemente qual è la prima parte dell'emendamento?

PRESIDENTE. Senatrice Montevecchi, dovrebbe essere messa ai voti la prima parte dell'emendamento 2.206 fino alle parole: «del direttore artistico». Gli emendamenti successivi iniziano con le medesime parole, dunque verrebbero preclusi dall'eventuale respingimento della prima parte dell'emendamento 2.206.

MALAN (FI-PdL XVII). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MALAN (FI-PdL XVII). Signor Presidente, la votazione della prima parte dell'emendamento 2.206, che lei ha sottolineato, è finalizzata al cosiddetto "canguro". Infatti, se non passa la prima parte di questo emendamento sono preclusi anche gli emendamenti seguenti, dunque se non si supera questa prima votazione non si può affrontare nessuno dei punti presenti in questi emendamenti.

Allora io interpreto l'intervento del senatore Caliendo e ne ribadisco la proposta di soprassedere all'aspetto, diciamo cosi, "canguristico" della votazione e di votare per parti separate, ad esempio prima i punti 1) e 2) e poi separatamente il punto 3), in modo tale che l'Assemblea possa esprimersi sul contenuto dell'emendamento.

PRESIDENTE. Quindi lei propone una votazione per parti separate, mettendo ai voti prima i punti 1) e 2) dell'emendamento e poi il punto 3).

MALAN (FI-PdL XVII). Sì, Presidente.

PRESIDENTE. Dobbiamo verificare se l'Assemblea è d'accordo con la sua proposta, secondo le nostre regole.

Metto ai voti la proposta di votare l'emendamento 2.206 per parti separate.

È approvata.

Sarà dunque messa ai voti la prima parte dell'emendamento 2.206 dall'inizio del testo fino alle parole «lirico-sinfoniche», cioè fino alla fine del punto 2).

MALAN (FI-PdL XVII). Fermo restando che deve restare votabile anche il punto 3).

PRESIDENTE. Se si vota per parti separate, è scontato che sia così, senatore Malan.

MALAN (FI-PdL XVII). Non vorrei che mancando le prime due righe poi non si possa votare il punto 3).

PRESIDENTE. Stia sereno, senatore Malan.

Invito la relatrice a pronunziarsi sulle due parti dell'emendamento 2.206.

DI GIORGI, relatrice. Signor Presidente, confermo il parere contrario sulla prima parte dell'emendamento 2.206, ovvero sui punti 1) e 2).

Per quanto riguarda la seconda parte, cioè sul punto 3) in cui si legge: «nei casi di casi di responsabilità accertata per lo scorretto svolgimento delle funzioni relative alla gestione economico-finanziaria, al soprintendente è preclusa la possibilità di essere nominato per lo stesso ruolo e ruoli affini, anche in altre fondazioni», esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Per essere precisi, la separazione del testo riguarda i punti 1) e 2), che ora voteremo insieme, perché la premessa a-bis) dell'emendamento deve essere mantenuta insieme al punto 3), per una logica di funzionamento della norma e di rispetto della grammatica.

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo dei punti 1) e 2) dell'emendamento 2.206, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della restante parte dell'emendamento 2.206, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Dobbiamo verificare ora le preclusioni alla luce delle votazioni sull'emendamento 2.206, che hanno avuto esiti alterni di parziale approvazione e parziale bocciatura. Pertanto accantoniamo momentaneamente gli emendamenti 2.207, 2.208 e 2.209.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.210, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Abbiamo sciolto il nodo delle preclusioni: resta precluso l'emendamento 2.208.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.207, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.209, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

L'emendamento 2.211 è inammissibile.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.212, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.310.

PETRAGLIA (Misto-SI-SEL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PETRAGLIA (Misto-SI-SEL). Signor Presidente, l'emendamento 2.310, che abbiamo presentato e sul quale ovviamente voteremo a favore, pone un tema puntuale rispetto a tutto il disegno di legge, che è il rapporto tra pubblico e privato. Il ministro Franceschini, nel suo intervento in replica, ci ha riferito che con l'Art bonus sono stati raccolti oltre 180 milioni di euro. Con questo emendamento vogliamo dire che l'intervento di finanziamenti privati non può assolutamente costituire un alibi per eliminare l'investimento che deve necessariamente fare il pubblico, sia esso Stato, Regioni o Comuni. Spero che questa precisazione possa essere condivisa da tutti. Tutti noi, infatti, abbiamo detto che i tagli profondi alla cultura hanno portato in questi anni a un impoverimento culturale dell'intero Paese e pensare di dover sostituire l'investimento e il ruolo del pubblico con il ruolo del privato vorrebbe dire non aver assolutamente risolto il problema. (Applausi del senatore Cervellini).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.310, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

L'emendamento 2.213 è inammissibile.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.311, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.312, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.313, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.314, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.316, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.317, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.318, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.319, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.320, presentato dal senatore Bocchino e da altri senatori, identico all'emendamento 2.214, presentato dal senatore Centinaio e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

L'emendamento 2.215 è inammissibile.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.216, presentato dal senatore Centinaio e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.217.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, signor Ministro, sempre in uno spirito di collaborazione e di dialogo, visto che questo è un emendamento che in qualche modo si rifà a quelli accantonati, e sempre approfondendo l'argomento che ci sta appassionando, evidenzio che, partendo dall'etimologia della parola «circo», il circo equestre italiano è una pista rotonda di circa 13 metri creata per permettere l'esibizione armonica dei cavalli che ne costituiscono il fondamento. Quindi, nella tradizione del circo equestre italiano, esso è costruito per far esibire i cavalli. È evidente che l'eliminazione di ogni tipo di animale dal circo vuol dire semplicemente cancellare la tradizione del circo italiano e la sua storia. Pensate soltanto alle decine di film, alle centinaia di pittori, alla sterminata produzione di libri sul circo, sulla sua storia, sulla sua tradizione e sugli animali nel circo.

Signor Ministro, glielo dico con il cuore in mano e con una battuta: chi è senza Brambilla scagli la prima pietra. Intendo dire che ognuno di noi sa che nei vari Gruppi ci sono posizioni che definirei fondamentaliste, ma che hanno tutto il diritto di esistere. Tuttavia, davanti ad obiezioni ragionevoli (che comunque fanno fare un passo avanti nella loro direzione rispetto a determinate specie animali), tali posizioni non devono arrivare a paradossi che, secondo me, rendono incostituzionale la legge. Il paradosso sarebbe quello di arrivare ad eliminare gli animali per i quali il circo è nato e che trovano nel circo la loro collocazione naturale, così come in tantissime altre attività che non sono proibite, anzi vengono agevolate dallo Stato, come quelle che ho ricordato prima. Pertanto, chiedo se sia possibile, per una questione di stile e di forma, non votare questo emendamento ed accantonarlo, mettendolo nel sacco con gli altri.

PRESIDENTE. Chiedo alla relatrice se è favorevole alla proposta del senatore Giovanardi relativa all'accantonamento dell'emendamento 2.217.

DI GIORGI, relatrice. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. L'emendamento 2.217 è pertanto accantonato.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.321, presentato dal senatore Bocchino e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.322, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.324, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.323, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.218 (testo 2).

ICHINO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ICHINO (PD). Signor Presidente, vorrei sottolineare l'importanza dell'emendamento 2.218 (testo 2), volto a risolvere il problema cui si è fatto cenno in precedenza con riferimento ad un emendamento presentato dalla senatrice Montevecchi, sulla strada dell'armonizzazione dell'ordinamento italiano in materia di tutela di diritti d'autore rispetto alla direttiva europea.

BIGNAMI (Misto-MovX). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BIGNAMI (Misto-MovX). Signor Presidente, vorrei aggiungere la mia firma all'emendamento 2.218 (testo 2).

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.218 (testo 2), presentato dal senatore Ichino e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.219, presentato dal senatore Bocchino e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.325, identico all'emendamento 2.326.

MONTEVECCHI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, abbiamo presentato l'emendamento 2.326 perché in realtà potrebbe esserci una scappatoia nei confronti della norma che prevede il progressivo abbandono dell'utilizzo degli animali nei circhi, con un gioco semantico, vale a dire utilizzando l'espressione «spettacoli viaggianti» anziché circhi per mascherare questi ultimi come spettacoli viaggianti con animali. Giocando su questa ambiguità semantica, quando la norma entrerà a regime, si potrebbero di nuovo trovare in Italia circhi che, sotto le spoglie di spettacoli viaggianti, continuano ad utilizzare animali per i propri spettacoli.

Pertanto, poiché il legislatore ha manifestato chiaramente la volontà che in Italia si vada verso la progressiva dismissione dell'utilizzo degli animali nei circhi, credo si debba evitare questo rischio e specificare chiaramente nella norma che qualunque tipo di spettacolo itinerante non può utilizzare animali al proprio interno.

BONFRISCO (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BONFRISCO (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, gli emendamenti in esame sono indice di una vicenda che sta attraversando quest'Assemblea, così come il Paese e che, secondo me, si divide in due parti. Signor Presidente, sarò molto rapida e non abuserò del tempo dei colleghi. La prima parte è rappresentata da un tema culturale, di avanzamento su un terreno difficile, delicato e fragile dell'umanità, della natura e del rapporto tra l'uomo e la natura, anche attraverso tutti quegli esseri viventi che sono gli animali. C'è poi un tema più legato all'ordinario e al quotidiano. Nel nostro quotidiano, come ha giustamente ricordato prima il collega Giovanardi, ovviamente con il senso e il gusto del paradosso, abbiamo occasioni di misurarci non tanto e non solo con una questione culturale, ma anche con una questione molto più terrena, che attiene non solo alla cultura, ma proprio al rispetto di noi e di tutti gli esseri senzienti.

Penso che prima di affrontare un tema che attraversa tutti noi con gradazioni e sensibilità diverse, ma che ormai vanno pian piano unificandosi (infatti, mentre prima consideravamo naturale il totale sfruttamento degli animali, oggi sull'argomento abbiamo invece gradazioni diverse), dobbiamo riflettere sul fatto che ci sono cose che ancora consideriamo indispensabili, come mangiare (anche se non ci domandiamo quanto costa) o divertirci. Penso che quando è in ballo il divertimento dell'uomo, il tempo non possa essere fermato. Ma quel divertimento, se passa attraverso la sofferenza di un altro essere, per me non è più tale.

Credo che in questo secolo un passo avanti in questo senso vada fatto. Chiedo allora alle colleghe che hanno presentato questi emendamenti, importanti al pari di altri, di trovare quella mediazione utile per andare avanti. Se noi oggi possiamo procedere gradualmente, facciamolo, ma tenendo fisso il principio per cui tutto può pian piano evolvere e cambiare, ma che sul divertimento c'è poco da discutere e cambiare.

Concludo questo mio breve intervento, che è solo una dichiarazione di voto a sostegno dell'istanza di un nuovo rispetto nei confronti degli animali, anche attraverso la modalità degli spettacoli viaggianti, del circo e del divertimento in generale, ovunque questo si realizzi (su questo ha ragione il collega Giovanardi). Concludo ricordando al collega Giovanardi e a tutti coloro che si ispirano anche a importanti culture e tradizioni religiose, che «anche gli animali sono creature di Dio, che nella loro muta sofferenza sono un segno dell'impronta universale del peccato e dell'universale attesa della redenzione». Credo che queste parole di Paolo VI ci aiuteranno a trovare quel punto di equilibrio che quest'Assemblea civile ha l'obbligo di trovare.

CIRINNA' (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CIRINNA' (PD). Signor Presidente, prendo brevemente la parola, avendo sottoscritto anche io l'emendamento 2.325, per rivolgere un appello al Ministro e alla Commissione istruzione pubblica, beni culturali.

Se di cultura stiamo parlando - ed è appunto di spettacolo che stiamo discutendo - dobbiamo renderci conto che, a oggi, fare cultura e spettacolo con lo sfruttamento degli animali non ci porta da nessuna parte. Abbiamo la possibilità di far vedere ai nostri figli gli animali in libertà attraverso migliaia di possibilità (penso a tanti canali televisivi, anche specifici, che entrano nelle nostre case tutti i giorni).

Vi ricordo, colleghi, che l'unico circo del mondo in attivo che viene in tutte le città d'Italia, tra cui Roma, che fa overbooking di biglietteria e non riesce a soddisfare tutte le prenotazioni è il Cirque du Soleil, un circo nel quale esistono solo umani. Ebbene, io penso che l'uomo debba stupire l'uomo con le sue capacità: non c'è una tigre che salta nel fuoco che mi stupisce più di un trapezista o di un giocoliere o comunque di chi ha capacità fisiche anche per il suo allenamento. Mi domando, allora, per quale motivo, signor Ministro, mantenere il gioco di parole con «spettacolo viaggiante».

Sono stata consigliera comunale a Roma per ventidue anni: capitano quei grandi camion, dove dentro c'è uno squalo o una tartaruga d'acqua, che si appostano nelle grandi periferie delle nostre città chiedendo un biglietto ridicolo, di uno, due, cinque euro, per tenere quell'animale in una sofferenza perenne. Mi domando, allora, perché noi che stiamo discutendo di un immenso cambiamento, finalmente con un nuovo regolamento, non vogliamo mantenere la barra dritta su ciò che nel mondo è ormai in via di superamento.

Hanno parlato alcune colleghe prima di me, ma io vi dico che anche i nostri sindaci sono in grande difficoltà: ci sono decine di sindaci che non concedono più l'occupazione di suolo, che non danno le aree ai circhi che hanno animali. Poi ci sono i ricorsi al TAR. Pertanto, veniamo incontro a chi fa uno sforzo eliminando gli animali dal suo spettacolo, facendo, per esempio, una politica di incentivazione fiscale, prevedendo alcuni sgravi, concedendogli gratuitamente le aree nei Comuni a fronte della dismissione degli animali. Allora sì, signor Ministro, potremmo mantenere un supporto e un aiuto ai circhi che, rinunciando allo sfruttamento, all'ostentazione degli animali in cattività, mantengono la parte preponderante del loro spettacolo dove è l'uomo che stupisce, l'uomo con le sue capacità. Questo potrebbe incentivare e non abolire una tradizione circense, che è quella, per esempio, della grande scuola di Verona, dove i nostri giovani imparano a diventare trapezisti piuttosto che giocolieri o acrobati. Proviamo in questo modo a mantenere una tradizione con un aiuto concreto, ma diamo finalmente un segnale e allineamoci all'Europa.

Colleghi, i bambini capiscono che la tigre che salta nel fuoco non lo farebbe mai per sua libera scelta, e se dobbiamo fare cultura facciamola veramente. (Applausi delle senatrici De Petris e Taverna).

CALIENDO (FI-PdL XVII). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CALIENDO (FI-PdL XVII). Signor Presidente, pur condividendo quanto detto in ultima istanza dalla collega Cirinnà, credo che gli emendamenti in questione, 2.325, 2.326 e 2.327, tenuto conto del contenuto della lettera h) del comma 4, dovrebbero essere accantonati. Seguo le indicazioni della relatrice per quanto riguarda gli emendamenti presentati dal collega Giovanardi che trattavano in parte la stessa questione, in particolare le attività circensi e la limitazione dell'uso degli animali. Credo, quindi, che debbano essere accantonati insieme a quelli del senatore Giovanardi in modo che alla fine Governo e relatrice diano un'indicazione unica su tutto il complesso della questione.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, continuo a fare la stessa domanda: il benessere animale vuol dire essere tutti schierati contro ogni forma di sfruttamento o di attività che porti sofferenza agli animali? Sì, su questo non ci piove. Se, però, sosteniamo che l'utilizzo degli animali in qualsiasi forma è sfruttamento, allora, ripeto, perché con un provvedimento come questo o con un provvedimento analogo non proibiamo l'ippica? Gli ippodromi devono essere chiusi o devono rimanere aperti? Alle olimpiadi le attività ippiche, il dressage devono essere fatti o è sfruttamento del cavallo? In tutte le attività del cinema e del teatro in cui vengano utilizzati gli animali questo è possibile o deve essere proibito? Il Palio di Siena deve continuare o essere abrogato? Io conosco la risposta delle colleghe che sono intervenute prima di me: tutte queste cose devono essere eliminate. Ma io non credo che debba essere così.

Anche per l'uomo il lavoro è fatica ed impegno, ma ci sono lavori svolti dall'uomo in simbiosi con l'animale che esaltano l'uomo. Così come il lavoro, anche faticoso, esalta l'uomo, ci sono lavori che portano l'animale a collaborare con l'uomo e che non lo umiliano. È ciò che avviene anche con gli animali da compagnia negli appartamenti: quando dal quinto piano scende il cane vestito in un certo modo o che comunque viene utilizzato dalla signora anziana come compagnia, quel cane non sta svolgendo una funzione relativa alla sua natura, ma sta facendo un servizio a quella signora ed io lo ritengo anche giusto, perché non ritengo che le persone non possano tenere un cane nell'appartamento, anche se in realtà, riparametrando il discorso che facciamo sui circhi, come il cane non può lavorare nel circo, allo stesso modo non potrebbe stare neanche in un appartamento.

Se vogliamo ottenere un risultato dignitoso, teniamo presente che il circo senza animali muore, fallisce, perché milioni di famiglie e di bambini oggi, alle soglie del 2018, vanno al circo. Chi come me c'è stato con i suoi nipotini conosce il grande entusiasmo dei bambini, le loro risate, il loro divertimento e la loro ammirazione quando vedono arrivare gli animali. Certo, a determinate condizioni. Se poi a qualcuno il circo non piace, non ci vada, ma non tolga agli altri la libertà di farlo. Una volta che lo Stato ha fissato tutte le condizioni di rigido controllo sul benessere animale, non impedisca agli animali, in particolare ai cavalli, di fare quello che fanno ovunque, a partire dai maneggi. Nei giorni scorsi, ho visto nelle colline lucane tante persone che andavano a cavallo. Ebbene, il cavallo per essere montato deve essere domato, il cavaliere quando gira a cavallo, in qualche modo lo sfrutta. E allora vogliamo vietare l'ippica? Seguendo determinati ragionamenti, così dovrebbe essere, ma io non sono per l'eliminazione dell'ippica.

La senatrice Bonfrisco ha fatto dei ragionamenti intelligenti sulla sensibilità che cambia. Duemila anni fa erano i leoni che mangiavano i cristiani perché la gente si divertisse; certo c'è stata una bella evoluzione da allora, ma adesso non esageriamo: mi sembra eccessivo passare dalle belve che mangiavano i cristiani ad un sistema in cui non è possibile avere una relazione umana di lavoro neanche con i cani e i cavalli. Ripropongo ancora alla saggezza del Ministro e della relatrice la possibilità che di qui alla fine della discussione si trovi un compromesso onorevole, che soprattutto non ci copra di ridicolo davanti al mondo, perché in Europa non c'è Paese dove non si possano utilizzare gli animali. Contrariamente a quanto alcuni sostengono, in Europa si possono utilizzare gli animali, addirittura in Francia il circo è una gloria nazionale che viene esaltata - e non umiliata - come una delle manifestazioni più grandi che la Francia ha prodotto.

Troviamo una soluzione dignitosa, di compromesso se volete, ma che abbia una sua ragionevolezza. (Applausi dal Gruppo FL (Id-PL, PLI)).

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Signor Presidente, vorrei ancora una volta ricordare a tutti - e i dati sono assolutamente controvertibili - che stiamo parlando di un settore che è in una crisi profonda e che rischia di fallire, non parliamo certamente di un settore che è in attivo. Il ragionamento che abbiamo tentato di fare è finalizzato a conciliare una sensibilità nuova e diversa per accompagnare un passaggio che gradualmente sta avvenendo in tutti i settori e che pone il valore del rispetto degli animali come nuovo elemento comune. I dati ci dimostrano ogni volta che vi è una sensibilità diversa. Questi milioni di spettatori che vanno al circo li vede soltanto il senatore Giovanardi, perché stiamo parlando di un settore che è in crisi.

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Ma chi lo ha detto?

DE PETRIS (Misto-SI-SEL). Parliamoci chiaro: questo è un processo di riconversione che non pone soltanto la questione del rispetto degli animali, che non possono essere utilizzati per il nostro divertimento. Ma cosa c'entrano gli animali di affezione con il loro utilizzo a fini di spettacolo? Con questa delega sulla cultura e sullo spettacolo, si cerca di introdurre un criterio forte ed importante, un vero salto culturale, che è anche nell'interesse delle attività circensi.

Le colleghe hanno spiegato benissimo - questi sono i dati che contano - che abbiamo ospitato anche a Roma (e non sono bastate le prenotazioni per soddisfare tutte le richieste) un grande circo come le Cirque du soleil, che è fatto di grandissimi artisti: acrobati, giocolieri e una scuola che ha reso di nuovo viva e importante la tradizione circense, proprio perché ha fatto di quell'elemento, cioè del superamento dell'utilizzo degli animali, un elemento di forza. Ed è stata una scelta importante dal punto di vista etico e culturale.

A questo oggi siamo chiamati e gli emendamenti 2.325 e 2.326 hanno il fine di chiarire un elemento molto importante: non ci sono solo le attività circensi, ma bisogna anche aggiungere le attività di spettacolo viaggiante, perché ci troviamo di fronte a possibili utilizzi che rischiano di far entrare dalla finestra quello che abbiamo voluto far uscire dalla porta.

Tra l'altro non è vero che questo non accade in altri Paesi europei. Vorrei ricordare che sono ormai quaranta i Paesi nel mondo che hanno vietato l'utilizzo degli animali nei circhi e quindici nell'Unione europea. Quindi, cosa stiamo proponendo? Stiamo tentando di fare un passo in avanti e un salto di qualità che incontra una sensibilità trasversale. Qui non c'è maggioranza e opposizione, ma si tratta di maturazioni e sensibilità diverse. Questo sarebbe - mi rivolgo di nuovo al Ministro - un atto importante e darebbe un segnale al nostro Paese, perché consentirebbe veramente di far vivere il circo e non di farlo morire, come invece sta accadendo.

Pertanto, rivolgo un ulteriore appello a non tentennare e a non pensare che stiamo facendo un passo troppo avventato. Stiamo facendo un passo nella giusta direzione e per completarlo chiediamo di comprendere nella norma anche gli spettacoli viaggianti, perché credo che sia un elemento ulteriore di chiarimento. (Applausi dal Gruppo Misto-SI-SEL).

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). Signor Presidente, apprezzo molto il dibattito appassionato su questo tema. Quanto prima spero che affronteremo in quest'Assemblea anche la questione del destino degli esseri umani, anche loro in ballo e da molti punti di vista, come la salute, l'immigrazione e la condizione economica. Speriamo di ritrovarci presto su questo.

Credo che dobbiamo porci un problema e valutare con equilibrio questa materia, mettendo in discussione questioni che hanno una rilevanza economica e su cui si attuano diversità di trattamento. Faccio un esempio: il cavallo e il mulo che vengono utilizzati in montagna per trasportare la legna in luoghi impraticabili non sono sottoposti a fatica e a stress? Oppure lo fanno per divertimento? Lo stesso vale per il cavallo o altro animale che viene impegnato in un spettacolo. Un delfino che viene incentivato a saltare continuamente, lavorando e producendo spettacolo, è nel massimo della sua esaltazione di libertà, oppure anche lui viene orientato rispetto a certe fatiche?

Credo che dobbiamo approcciare il problema con minore radicalità, sapendo che c'è un'evoluzione che non è necessaria di indurre per legge, ma passa attraverso una maturazione culturale. Non vedo la necessità di imporre percorsi obbligati e vietare in assoluto determinati utilizzi, perché fanno parte della dinamica delle cose. Anche l'essere umano nel secolo scorso era sfruttato in maniera diversa (e ciò avviene ancora molto in certe zone del mondo) ed era utilizzato e sottoposto a condizionamenti più gravi, sia dal punto di vista del lavoro che del rischio, rispetto alla condizione attuale. È nella normale evoluzione delle cose, però teniamo sempre conto che tra un uomo e una patata c'è un po' di differenza.

MONTEVECCHI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, alle osservazioni già espresse dalle colleghe, in particolare dalla collega De Petris, volevo aggiungere una domanda. Si chiede l'accantonamento di due emendamenti sulla base di un accantonamento già effettuato degli emendamenti del senatore Giovanardi dall'emendamento 2.226 in poi.

Mi preme osservare che gli emendamenti del senatore Giovanardi sono aggiuntivi al comma 4, alla lettera o), intervengono sulla lettera o) del comma 4 aggiungendo la lettera o-bis), mentre l'emendamento 2.325 della senatrice De Petris e l'emendamento 2.326, da me presentato, intervengono sulla lettera h) aggiungendo le parole: «e di spettacolo viaggiante» dopo le parole in tema di «attività circensi».

Vorrei chiedere alla Presidenza, alla relatrice e al Governo di valutare quale attinenza possa esservi tra questi due emendamenti e quelli proposti dal senatore Giovanardi, perché effettivamente i nostri intervengono sulla lettera h), mentre quelli del senatore Giovanardi sulla lettera o). Credo non ci sia nessuna connessione logica tra gli emendamenti del senatore Giovanardi e i nostri, che hanno come obiettivo quello di aggiungere una specificazione, mentre quelli del senatore Giovanardi intervengono su altra materia, seppur affine perché parliamo sempre di utilizzo di animali presenti nei circhi. Aspetto una risposta. (Applausi dal Gruppo M5S).

QUAGLIARIELLO (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

QUAGLIARIELLO (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, il dibattito, in realtà, ha una sostanza serissima che consiste nell'evoluzione dell'antropocentrismo e del rapporto tra uomo e animale.

Signor Presidente, penso che tra le sensibilità presenti in questa Assemblea una possibilità di mediazione ci sia. Mi trovo nella condizione di presiedere il Gruppo più piccolo del Senato all'interno del quale ci sono sensibilità completamente diverse come quelle della senatrice Fucksia e del senatore Giovanardi. Siamo riusciti a trovare una conciliazione su un elemento. Non si può passare improvvisamente da una situazione che, tra le altre cose, è radicata nella tradizione a una situazione completamente opposta. Per arrivare a fare il circo 4.0, bisogna fare il circo 2.0, 3.0 e poi si arriverà al 4.0. Mi sembra di aver colto nell'intervento del ministro Franceschini una consapevolezza importante in questo senso, perché dire che c'è bisogno di una soppressione graduale, a mio modo di vedere, significa due cose: non solo che la gradualità va interpretata nel tempo, ma anche rispetto alle diverse specie di animali. È chiaro che ve ne sono alcune per cui i maltrattamenti sono più evidenti e altre che, come è stato dimostrato, sono maggiormente legate alle radici del circo e per le quali la collaborazione con l'uomo è una cosa maggiormente scritta nella tradizione. Tra il giro di pista di un cavallo e il salto all'interno di un cerchio infuocato di un leone c'è una differenza evidente; è senso comune e questa Assemblea dovrebbe farlo proprio.

Signor Presidente, mi appello ai colleghi, alla relatrice e al Governo di fare quello stesso sforzo di comprensione che, nel nostro piccolo, abbiamo sostenuto. Se siamo riusciti ad arrivare a una sintesi partendo da posizioni così diverse - avete sentito gli interventi della senatrice Bonfrisco e del senatore Giovanardi - credo che lo stesso sforzo può sostenere l'Assemblea, dando un contributo complessivo a una materia su cui è bene - e c'è la possibilità - che nessuno esca sconfitto. (Applausi dal Gruppo FL (Id-PL, PLI)).

CALIENDO (FI-PdL XVII). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CALIENDO (FI-PdL XVII). Signor Presidente, intervengo solo per richiamare l'attenzione sul fatto che la senatrice Montevecchi ha ritenuto di fermarsi alla questione della lettera o)-bis degli emendamenti presentati dal senatore Giovanardi, che in effetti hanno lo stesso contenuto della lettera h), con una specificazione ulteriore. Abbiamo accantonato l'emendamento 2.217, a prima firma del senatore Tosato, che ha lo stesso identico contenuto della lettera h), anche se riferito alla lettera e).

Se vengono accantonati tutti questi emendamenti, il relatore e il Governo possono darci una risposta uniforme, tale da poter orientare il nostro voto.

CIAMPOLILLO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CIAMPOLILLO (M5S). Signor Presidente, ho ascoltato tutti gli interventi dei colleghi e bisogna ribadire un concetto che forse qui non è chiaro a molti.

Molti colleghi hanno detto che al circo i bambini si divertono: certamente sono incuriositi nel vedere gli animali, ma sicuramente gli animali del circo non si divertono. Signor Presidente, vorrei dire al senatore Quagliariello che non ci sono animali di serie A e animali di serie B, che possono essere torturati nel circo. Gli animali vanno tolti tutti dal circo (Applausi della senatriceSimeoni), perché sono tutti uguali e hanno lo stesso diritto di vivere su questo pianeta, così come il senatore Quagliariello e gli altri senatori intervenuti, e come il senatore Giovanardi, con cui devo dire sono anche d'accordo. Egli ha detto infatti che, se dobbiamo togliere gli animali dal circo, allora vanno tolti anche dall'ippodromo e dal cinema. Ha ragione: dobbiamo farlo subito!

GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)). Il mio era un paradosso!

CIAMPOLILLO (M5S). Cominciamo ora: togliamo dal circo tutti gli animali. Andate a vedere come vengono torturati nelle gabbie durante gli esercizi e le prove. Gli animali soffrono terribilmente. Questa è una grande vergogna, nonostante il Vice Presidente che presiede l'Assemblea in questo momento stia ridendo per non so quale motivo.

PRESIDENTE. Poi glielo dico.

CIAMPOLILLO (M5S). Bisogna allora ribadire con forza un concetto che deve essere chiaro e deve esserlo, magari, anche a chi in questa Assemblea si vanta di bere un litro di latte al giorno e di difendere gli animali o, magari, a chi pensa di amare talmente quegli animali che poi a pranzo mangia.

Cominciamo dal circo: togliamo tutti gli animali e subito, togliamoli dagli spettacoli viaggianti e soprattutto togliamo i delfini, che soffrono terribilmente e vengono letteralmente torturati nei delfinari. (Applausi dai Gruppi M5S e Misto).

RANUCCI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RANUCCI (PD). Signor Presidente, intervengo dopo un intervento molto appassionato, quello del collega Ciampolillo, per riportare tutto in una dimensione molto più serena.

Mi sembra che il Senato stia facendo una discussione costruttiva e vorrei ricordare che ormai da decenni non vengono più presi animali selvatici nelle foreste o nelle savane; la riproduzione degli animali avviene direttamente nei circhi. Sicuramente, quegli animali potranno mai essere ricollocati, né nella natura né negli zoo.

È chiaro che nessuno di noi vuol vedere soffrire gli animali. Anche io non voglio vedere soffrire i cani che vivono in dieci o quindici in appartamenti di 30 metri quadri. Anch'io non voglio vedere i cavalli che, col dressage, vengono tutti i giorni punzecchiati e subiscono un certo tipo di allenamento. E, allora, proprio in virtù di questa discussione pacata, potremmo veramente trovare un punto di incontro per una graduale diminuzione degli animali nei circhi, come - ad esempio - per alcune specie come quelle feroci e selvatiche, in modo tale da preservare la presenza del cavallo, del cane e di quegli animali che da sempre sono presenti nei circhi. Voglio qui ricordare che i cani, con gli agility dog, vengono sottoposti sicuramente a una pressione e, comunque, non hanno una predisposizione naturale per fare certi esercizi. Quindi, anch'essi subiscono una forma di pressione psicologica.

Chiedo, quindi, alla relatrice di trovare davvero un punto di incontro. Ricordo che parliamo di seimila italiani che lavorano in tale ambito. È vero che il Cirque du Soleil è uno spettacolo meraviglioso, ma lo vedete a Las Vegas, a New York, a Berlino o a Parigi. Non c'entra niente con il circo italiano. È una multinazionale che fa soldi con grandissimi artisti. Noi stiamo parlando di un'altra cosa.

Signor Ministro, lei ha fatto un intervento di grandissimo equilibrio. Io penso a un punto di incontro: nessuno vuole più vedere la tigre saltare nel cerchio di fuoco, ma non possiamo fare a meno di far sì che questo avvenga in modo graduale. Quegli animali non possono essere abbattuti e non possono essere ricollocati in altri ambienti, se non con grande difficoltà. E bisogna fare in modo che comunque vi siano degli spettacoli che possano allietare lo stesso i bambini con alcuni tipi di animali. (Applausi dei senatori Giovanardi e Rizzotti).

GRANAIOLA (Art.1-MDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GRANAIOLA (Art.1-MDP). Signor Presidente, nel chiedere di sottoscrivere entrambi gli emendamenti in esame, vorrei sottolineare un aspetto che ho già evidenziato nel mio intervento in discussione generale. L'intervento del senatore Giovanardi mi ha creato grande sofferenza e continuano a procurarmi grande sofferenza anche gli interventi di oggi e i paragoni effettuati.

Sì, senatore Giovanardi, sono contraria anche al Palio di Siena perché, quando vedo gli animali trattati in un certo modo, per me non vi è alcun divertimento; anzi, grandissima è la mia sofferenza. Io vivo in una città di provincia dove - ahimè - i circhi che si fermano non tengono gli animali nelle dovute condizioni. Credo, però, di non essere l'unica a vivere in una città di provincia che vede certi fenomeni.

Voglio anche ricordare che la questione dello spettacolo viaggiante è già nella sfera del MIBACT. Quindi, bene hanno fatto le colleghe e i colleghi a presentare gli emendamenti in questione per fare chiarezza. Inoltre, siccome sono una persona che, quando crede fermamente a una cosa, non è disposta a mediare, penso che il Ministro abbia fatto la massima mediazione possibile; anzi, secondo me, è pure troppa. Questa, infatti, è una questione non solo di civiltà ma anche economica. E non è vero, senatore Ranucci, che il Cirque du Soleil va solo a Las Vegas. Abito a Viareggio e per fortuna, grazie alla illuminata presidentessa della Fondazione Carnevale, abbiamo assistito a un bellissimo spettacolo del Cirque du Soleil.

Inoltre, reputo la scuola di Verona una delle poche scuole che dia ancora delle opportunità importanti di lavoro ai giovani. Per questo, è assolutamente importante sostenere siffatti punti. (Applausi del Gruppo PD e della senatrice De Petris).

FUCKSIA (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Senatrice Fucksia, le ricordo che il suo Gruppo si è già ampiamente espresso. Ne ha facoltà.

FUCKSIA (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, vorrei dire soltanto che il concetto di gradualità e di miglioramento va comunque accettato, perché è un discorso di principio che difficilmente si può contraddire. Invito, però, anche a non fare facile retorica. Oggi parliamo di circo equestre, e quindi del trattamento degli animali, e, parlando di divertimento, i bambini sono felici di vedere gli animali e di avere con loro un contatto, perché hanno perso il contatto con la natura, con le stagioni, con il tempo. E, quindi, si divertono a vedere gli animali, ma non ridicolizzati.

Inoltre, quella oggi al nostro esame è solo una parte del problema perché poi, entrando nel merito di come vengano addestrati e trattati gli animali, ci sarebbero da mettere molti paletti. Il disegno di legge in esame, però, non rappresenta l'occasione giusta per affrontare il tema, perché non si occupa degli allevamenti intensivi, delle botticelle, dei maltrattamenti verso gli animali, delle gare e di tante altre cose.

Vi invito, quindi, per l'ennesima volta, prima della chiusura di questa legislatura, ad affrontare il discorso globalmente attraverso un testo unico da emendare nel dettaglio relativo agli animali, alla loro alimentazione, alla medicina veterinaria, agli animali da compagnia e a quelli da allevamento e quant'altro. E lo possiamo fare calendarizzando un disegno di legge sollecitato da più di due anni da milioni e milioni di persone. È arrivata a tutti la sollecitazione. Leggo i vostri nomi, ma la cosa arriva per conoscenza anche ad altri. Parlo del disegno di legge n. 1482, il testo unico sulla tutela degli animali. Allora davvero, basandoci su un unico testo, emendabile, potremmo cambiare la prospettiva e affermare che gli animali sono esseri senzienti, e potremmo quindi evolverci e parlare non più soltanto di Industria 4.0 o di circo 4.0, ma anche di uomo 4.0. Vediamo il circo, infatti, non più nella sua sede propria, ma in altre situazioni, e spesso anche in questo Parlamento. (Applausi dei senatori Bignami e Giovanardi).

ZUFFADA (FI-PdL XVII). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ZUFFADA (FI-PdL XVII). Signor Presidente, la discussione che si è instaurata oggi ha una portata molto ampia e non riguarda solo il benessere degli animali dei circhi viaggianti e dei circhi equestri. Ha riguardato e riguarda - parlando della così tanto declamata civiltà - il benessere degli animali nella sua interezza, il che comprende anche gli animali allevati per la produzione di alimenti di origine animale. Il discorso, quindi, è molto più ampio, com'è d'altronde evidente.

Anche sulla base delle mie conoscenze di carattere professionale, posso dire che è abbastanza improbabile che nei circhi equestri vi sia la possibilità che gli animali vivano in uno stato di benessere complessivo. Le modalità di spostamento, di allevamento e di custodia degli animali spesso e volentieri non sono sicuramente ottime, anzi vi è molto da migliorare. Però, tralasciando gli animali esotici, sui quali credo non vi sia discussione, perché sono assolutamente fuori dal loro mondo e quindi non devono essere portati nei circhi equestri, vorrei ricordare che per quanto riguarda, ad esempio, gli equini, nati e vissuti all'interno del circo, è evidente che bisogna porsi il problema del dopo. La chiusura nell'immediato degli spettacoli equestri all'interno dei circhi comporterebbe il fatto che siffatti animali verrebbero mandati al macello. (Applausi dei senatori Quagliariello e Rizzotti). Questa mi pare una considerazione elementare. Tutti dicono che non è così, ma basta andare a vedere la fine che fanno i cavalli quando non corrono più nei galoppatoi: vengono mandati sistematicamente al macello.

La proposta è dunque duplice: da un lato, vi sono l'opportunità e la necessità di stabilire criteri e metodi di verifica per il benessere animale nel mondo del circo. In modo particolare, alcuni animali vengono tenuti bene, mentre altri vengono tenuti molto male, per cui devono esistere regole e controlli precisi. Dall'altro lato, occorre considerare gli animali che sono attualmente all'interno del circo equestre. Pertanto, l'ipotesi della gradualità nella scelta, logica e legittima, dell'allontanamento degli animali del circo è comprensibile, altrimenti non si fa l'interesse di quegli animali, che verrebbero condotti al macello. Occorre un minimo di miglioramento delle condizioni e una certa attenzione nell'erogazione dei finanziamenti, nel rispetto del benessere dell'animale; ma, dall'altro lato, credo che la gradualità sia la risposta più logica, nell'interesse sia degli animali, sia dei lavoratori all'interno del circo. (Applausi dal Gruppo FI-PdL XVII e della senatrice Bignami).

DI GIORGI, relatrice. Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DI GIORGI, relatrice. Signor Presidente, considerando la discussione che si è svolta, credo che vi sia bisogno di un ulteriore momento di riflessione. Propongo, pertanto, l'accantonamento degli emendamenti 2.325, 2.326 e 2.327.

PRESIDENTE. La Presidenza dispone in tal senso.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.220, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.221, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.222, presentato dalla senatrice Ferrara Elena e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.328, presentato dal senatore Bocchino e da altri senatori, identico all'emendamento 2.223, presentato dal senatore Centinaio e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.329, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.224, presentato dal senatore Liuzzi.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.330, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.225, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Gli emendamenti da 2.226 a 2.232 sono accantonati.

Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G2.100, G2.101, G2.102, G2.103, G2.104 e G2.105 (testo 2) non verranno posti ai voti.

Dal momento che vi sono degli emendamenti accantonati, non possiamo procedere alla votazione dell'articolo 2.

Passiamo pertanto all'esame dell'articolo 3, sul quale sono stati presentati emendamenti e un ordine del giorno che invito i presentatori ad illustrare.

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, l'articolo 3 è importante perché in esso è prevista la creazione del consiglio superiore per lo spettacolo dal vivo, il quale - come abbiamo visto anche in altri provvedimenti - è nella quasi sua totalità di nomina ministeriale ed è concepito anche come organo di accentramento del potere. Siccome esso sarà chiamato a svolgere le funzioni particolarmente importanti per il settore dello spettacolo dal vivo, perché esprimerà pareri, darà le linee guida al Ministero, formulerà delle proposte e guiderà anche dei tavoli tecnici, credo che sarebbe opportuno, come un gesto minimo sindacale, rendere pubbliche le sue attività, soprattutto in riferimento ai pareri o agli atti inerenti lo stanziamento o la gestione delle risorse pubbliche.

Mi auguro che sull'articolo 3 ci sia un buon ascolto e si prenda spunto dalle proposte emendative che arrivano dal Movimento 5 Stelle, perché questa potrebbe essere un'occasione per iniziare a introdurre le nuove prassi, un nuovo modus operandi all'interno dei consigli superiori. Nell'emendamento 3.201 si chiede di dare maggiore trasparenza alle attività, anche perché ricordo che quelli pubblici sono soldi dei cittadini e, quindi, è giusto che un qualunque cittadino abbia la possibilità, qualora interessato, di verificare le attività di controllo e monitoraggio del consiglio superiore.

Altri emendamenti, sui quali interverrò in seguito in dichiarazione di voto, riguardano la composizione del consiglio. Noi ci siamo concentrati non tanto sul numero dei membri che compongono il consiglio e su quanti saranno scelti da un organismo piuttosto che da un altro, ovvero da un ambito del mondo dello spettacolo dal vivo piuttosto che da un altro. Ci siamo invece preoccupati di chiedere al Ministro di introdurre il meccanismo non della nomina, ma della scelta, perché crediamo che prima o poi ci si debba conformare un po' anche alle prassi in atto in altri Paesi, che prediligono, proprio per dare maggiore rilevanza al merito, la selezione piuttosto che la nomina.

Ci siamo anche premurati di allargare la platea di coloro che potranno avere rappresentanti o potranno scegliere i propri rappresentanti all'interno del consiglio. Se è vero infatti che esso è chiamato a svolgere funzioni importanti, per farlo al meglio crediamo si debba garantire la maggiore rappresentatività possibile nel perimetro dell'efficienza e dell'efficacia dell'attività del consiglio stesso.

PRESIDENTE. I restanti emendamenti e ordine del giorno si intendono illustrati.

Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sull'ordine del giorno in esame.

DI GIORGI, relatrice. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 3.200, 3.300, 3.201, 3.301, 3.302, 3.202, 3.203 e 3.204. Terrei invece in sospeso il parere sull'emendamento 3.205. Esprimo poi parere contrario sugli emendamenti 3.303, 3.206, 3.207 e 3.208. Esprimo altresì parere contrario sull'ordine del giorno G3.100.

PRESIDENTE. Senatrice Di Giorgi, attendiamo le sue determinazioni sull'emendamento 3.205.

CESARO, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo. Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello della relatrice, e resta in attesa del parere sull'emendamento 3.205.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.200, presentato dal senatore Giovanardi.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.300.

MONTEVECCHI (M5S). Chiediamo che le votazioni vengano effettuate a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.

(La richiesta risulta appoggiata).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.300, presentato dal senatore Bocchino e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.201, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 3.301, presentato dalla senatrice Petraglia e da altri senatori, fino alle parole «con la seguente».

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 3.302 e 3.202.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.203, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.204, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Senatrice Di Giorgi, ha maturato un'opinione sull'emendamento 3.205?

DI GIORGI, relatrice. Signor Presidente, esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Il parere del rappresentante del Governo?

CESARO, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo. Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello della relatrice.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.205, presentato dai senatori Ferrara Elena e Lepri.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.303, presentato dal senatore Bocchino e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 3.206, presentato dal senatore Centinaio e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.207.

MONTEVECCHI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, l'emendamento 3.207 chiede che sia data pubblicità del curriculum di coloro che saranno nominati membri del consiglio superiore almeno dieci giorni prima della nomina.

Ciò perché dare tale pubblicità per un tempo congruo, prima di provvedere a una nomina, fa sì che alle persone che operano in quel settore o comunque a tutti gli altri cittadini interessati a sapere e capire chi ricoprirà delle cariche all'interno del consiglio, e quindi sarà chiamato a dare un contributo a livello decisionale quando ci sarà da controllare, monitorare e proporre anche sull'utilizzo delle risorse pubbliche, si è data la possibilità di valutare i curriculum e di capire se il Ministro abbia intenzione di procedere con nomine adeguate.

Anche in siffatto caso credo che sia il minimo, perché in questo Paese regna sovrana l'opacità. Nonostante si parli tanto di regole e spesso si sventoli la bandiera della condivisione e della trasparenza, in realtà ancora molto c'è da fare.

Pertanto, prego il Ministro di prendere atto del fatto che, esprimendo parere contrario all'emendamento, verrà bocciato e si andrà nella direzione dell'opacità, anziché in quella della trasparenza, con tanti ringraziamenti dei cittadini. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.207, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.208, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3.100, presentato dalla senatrice Montevecchi e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3, nel testo emendato.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Rinvio il seguito della discussione dei disegni di legge in titolo ad altra seduta.

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

TAVERNA (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TAVERNA (M5S). Signor Presidente, intervengo in merito alle gravi e sconcertanti dichiarazioni fatte il 15 settembre scorso dal senatore D'Anna in un'intervista a Radio Cusano Campus.

Mi limiterò a citare qualche dato per ricordare la portata dell'assurdità delle affermazioni di un membro di questo Parlamento. E faccio quest'intervento per chiedere formalmente al presidente Grasso e alla incredibilmente silente presidente Boldrini di intervenire su quanto detto dal senatore D'Anna nell'intervista rilasciata a Radio Cusano Campus.

Prima di cominciare a riportare le vergognose parole pronunciate, vorrei ricordare che ci sono 6 milioni di vittime in Italia. Il 21 per cento delle donne italiane, pari a 4,5 milioni, è stato costretto a compiere atti sessuali e 1,5 milioni ha subito la violenza più grave. Sono 653.000 le donne vittime di stupro.

Nell'intervista il senatore D'Anna ha dichiarato: «Sono abbastanza vecchio per ricordarmi donne più accorte. Una donna aggredita da un cingalese alle 3 di mattina un tempo non ci sarebbe mai stata. La donna porta con sé l'idea del corpo, l'idea della preda. Se si trova in una zona di periferia sola, in mezzo alla strada, può anche essere oggetto di un'aggressione. Se cammina un uomo solo alle 3 di notte, non gli succede niente. Se cammina una bella ragazza, magari vestita in modo provocante e si trova in determinati ambienti, si espone. Qui tutti vogliono fare tutto. Io non sono un maschilista, ma il corpo della donna è oggetto e fonte di desiderio da parte dell'uomo. È un istinto, sarà primordiale, ancestrale, quello che volete. Molte volte servirebbe un minimo di cautela. Le donne devono pensare che c'è gente in giro che può far loro del male. Le donne hanno un appeal diverso da quello degli uomini. Potrei parlare degli ormoni, dell'aggressività. Certe volte un tipo di abbigliamento, un tipo di contesto fa pensare a dei soggetti che siano una manifestazione di disponibilità da parte della donna. Serve un po' di buon senso, un poco di cautela, alle donne non farebbe male. Non è una manifestazione di inferiorità».

No, la manifestazione di inferiorità è il modo con cui il senatore D'Anna si esprime parlando delle donne. (Applausi dai Gruppi M5S e PD e della senatrice De Petris).

Ribadisco che, quando in quest'Assemblea si va a legiferare di animali, bisognerebbe escludere gli animali che qua dentro sono presenti, che a tutto titolo devono essere considerati una razza inferiore. Il senatore D'Anna si deve vergognare.

E parimenti devono vergognarsi il presidente Grasso e la presidente Boldrini, che non sono intervenuti per sanzionare una siffatta vergogna. (Applausi dai Gruppi M5S, PD e della senatrice De Petris).

GIARRUSSO (M5S). Il senatore D'Anna è uno sterco!

PRESIDENTE. Senatore Giarrusso, per cortesia.

GIARRUSSO (M5S). Sterco si può dire, Presidente (Commenti dal Gruppo M5S).

MATTESINI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MATTESINI (PD). Signor Presidente, con questo intervento di fine seduta continua oggi, qui in Senato, la staffetta con cui, insieme a tante senatrici e a tanti senatori, ricordiamo ogni donna che viene uccisa per mano di un uomo a cui è o è stata legata da relazione amorosa. Lo faremo sino a che sarà necessario ricordare al Parlamento e al Paese tutto l'urgenza di arginare la violenza nei confronti delle donne.

Sono ad oggi 79 le donne che abbiamo ricordato e, dal 2 luglio, data del nostro ultimo intervento, sono state uccise altre 10 donne. Le ricordo: il 31 luglio Alba Chiara Baroni, di ventiquattro anni, è stata uccisa in provincia di Trento dal proprio compagno, che poi si è suicidato. Sempre 31 luglio a Palmanova, in provincia di Udine, Nadia Orlando, di ventuno anni, è stata strangolata dal suo fidanzato, che ha poi vagato tutta la notte con il suo corpo accasciato sul sedile del passeggero.

Il 4 agosto a Ferrara, Mariella Mangolini, di settantasette anni, è stata uccisa con un colpo di pistola dal marito, che ha poi ucciso allo stesso modo il figlio di quarantotto anni.

Il 17 agosto, a Dogaletto di Mira, in provincia di Venezia, Sabrina Panzonato, di cinquantadue anni, dopo essere stata ferita con una coltellata al fianco, è fuggita in strada, dove l'ha raggiunta il marito e l'ha uccisa con un colpo alla testa, per poi suicidarsi. La coppia lascia soli due figli.

Il 21 agosto, a Bressanone, in provincia di Bolzano, Marianna Obrist, di trentanove anni, è stata uccisa a coltellate dal compagno, mentre faceva il bagno. Laura Pirri, di trentuno anni, è invece morta in ospedale il 25 marzo scorso, dopo diciotto giorni di agonia, per ustioni gravi su tutto il corpo. Ma non si trattava di un incidente domestico: il 6 settembre il marito è stato arrestato con l'accusa di omicidio, per avere dato fuoco volontariamente alla moglie, come ultimo atto di una lunga serie di maltrattamenti e violenze nei suoi confronti. Decisiva è stata la testimonianza del figlio di dieci anni.

Il 3 settembre, a Specchia, in provincia di Lecce, Noemi Durini, di sedici anni, è stata uccisa dal fidanzato di diciassette anni. Il ragazzo era stato denunciato alla procura dalla mamma di Noemi per violenze nei confronti della figlia. Erano, infatti, in atto due procedimenti, uno penale e uno civile, nei suoi confronti.

L'8 settembre, il gip del tribunale di Napoli Nord ha convalidato l'arresto dell'ex fidanzato di Alessandra Madonna, di ventiquattro anni, accusato di averne provocato la morte, trascinandola con l'auto nel parco in cui risiede, a Mugnano di Napoli. Il 9 settembre a Donoratico, in provincia di Cagliari, Joelle Demontis, di cinquantotto anni, è stata uccisa a coltellate nella sua abitazione. La donna portava ancora i segni di percosse probabilmente subite nei giorni precedenti la morte. Per l'omicidio sono stati arrestati il compagno della donna e una ragazza di ventisei anni che abitava con loro.

Il 15 settembre, a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, Elena Seprodi, di quarantotto anni, è stata uccisa a coltellate dall'ex marito nella sua abitazione al culmine di un litigio. La donna lascia un figlio.

Mi sono sempre chiesta cosa succede nella testa di quell'uomo che trasforma quasi in una sagoma di cartone, contro cui scagliare la propria furia omicida, la donna con cui ha condiviso passione, amore, sogni, progetti e magari ha generato figli. Questa domanda è importante, ma è bene ricordare che noi donne siamo persone, non semplici cose di cui disporre a proprio piacimento.

Abbiamo buone leggi: il Governo e il Parlamento, nel corso del tempo, hanno fatto molto e molto stanno facendo. Sto pensando al rafforzamento della rete delle case rifugio, all'introduzione del congedo retribuito per le donne lavoratrici, comprese quelle autonome, quando devono allontanarsi da casa, per la loro sicurezza. Sto pensando all'educazione di genere inserita nella legge sulla buona scuola. E dovremo sicuramente lavorare per fare ancora di più sul versante della certezza della pena. E l'auspicio che faccio è che il Parlamento e il Governo rafforzino, anche nella prossima legge di stabilità, risorse importanti utile alla lotta della violenza sulle donne. Allo stesso modo, spero che approveremo rapidamente il disegno di legge sugli orfani di femminicidio.

Le leggi, quindi, sono importanti, ma tutto questo non basta, perché il problema è culturale. Il problema sono quegli uomini, sempre più numerosi, che, non essendo capaci di ritrovare dentro se stessi un nuovo equilibrio, scelgono di uccidere piuttosto che accettare la fine di una relazione amorosa. Il problema sono quelli uomini che di fronte - ad esempio - agli stupri e alle violenze, dicono che le donne devono essere più caute. Quando una relazione amorosa finisce, può aprirsi il baratro dell'abbandono e si deve sicuramente imparare ad andare avanti lo stesso, anche se talvolta può essere doloroso e può sembrare impossibile. Ma tutto questo dolore non può assolutamente giustificare mai la violenza e mai la violenza omicida. È davvero drammatico che tanti uomini oggi non riescano ancora a capirlo né a farsene una ragione, arrogandosi il diritto di strappare alla vita chi da quella relazione vuole uscire. E allora l'impegno e la battaglia sono sicuramente quelli che ho detto prima, ma devono essere anche sul piano culturale ed è su questo piano che dobbiamo lavorare tutti insieme, uomini e donne.

Da questo ramo del Parlamento, dal Senato, io mi sento di rivolgere un appello in modo forte in via principale agli uomini dicendo loro: prendete parola, anche autonomamente; organizzatevi; dite no alla violenza sulle donne; raccontate agli altri uomini, voi che siete quella parte capace di apprezzare la differenza e di stare in modo paritario e rispettoso all'interno di una relazione, quanto sia bello essere persone libere; amateci per quello che siamo, e cioè persone libere capaci di rispetto anche all'interno di una relazione amorosa. Ditelo, perché l'amore è sicuramente l'energia più potente, ma così, come ci si innamora in modo naturale, è altrettanto naturale e normale che quell'amore sfumi, senza che ci siano vinti o vincitori. La violenza non è una variante dell'amore: è violenza e basta. Nasce, si sviluppa e si nutre dentro una cultura o sottocultura che ancora oggi ha come contesto lo svantaggio sociale per le donne.

Per tutto questo, ripropongo il nostro appello a tutto il Paese e ai media dico: smettete di giustificare, anche solo con un linguaggio sbagliato, gli assassini. Smettete di chiamarli, come ad esempio in tutte le trasmissioni televisive in cui si parla di Noemi, «il fidanzatino». Non sono fidanzatini o altro: sono assassini. E smettete di colpevolizzare le donne. (Applausi dai Gruppi PD e M5S).

Al Paese tutto dico di avere un sussulto, ma non temporaneo, di indignazione e di sdegno permanente, perché sono davvero troppe le donne che vengono uccise. Ormai è una strage che non possiamo più accettare. (Applausi dai Gruppi PD, M5S e Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE e della senatrice Bignami. Congratulazioni).

GUERRA (Art.1-MDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GUERRA (Art.1-MDP). Signor Presidente, Isidoro Ferrante è stato condannato per il tentato femminicidio di Lidia Vivoli, episodio consumatosi la notte del 25 giugno 2012 e che ha lasciato sul corpo e nell'anima della Vivoli segni indelebili. Il prossimo 10 ottobre Isidoro Ferrante uscirà dal carcere di Palermo: nonostante le pesantissime accuse di sequestro e tentato omicidio, è stato condannato a quattro anni e sei mesi in quanto ha usufruito del patteggiamento allargato.

Dopo cinque mesi di carcere, ha ottenuto i domiciliari, ma li ha evasi sistematicamente per pedinare la Vivoli, la quale diveniva così vittima di uno stalking assillante, con continui messaggi con i quali l'uomo dimostrava di sapere sempre dove lei si trovasse e cosa facesse; il tutto per due anni interi.

Ferrante è stato denunciato per l'aggressione dell'attuale compagno della Vivoli, con cui la donna ha avuto due gemellini di appena un anno e mezzo. Nel novembre 2014 Ferrante, incurante del divieto di avvicinamento, affrontava nuovamente Lidia Vivoli, in strada, in pieno giorno, tentando dapprima un approccio e poi colpendola con uno schiaffo, che provocava alla donna la lacerazione del labbro inferiore.

Solo a novembre 2015, a seguito delle nuove denunce, Ferrante è stato condotto nuovamente in carcere ma - a quanto dichiarato dalla Vivoli - non ha mancato di farle sapere che è seriamente intenzionato a vendicarsi su di lei e forse anche sui suoi cari.

Tra pochi giorni Isidoro Ferrante sarà libero, con il solo divieto di avvicinamento alla frazione di Bagheria in cui abitano Lidia Vivoli e la sua nuova famiglia, ma con la concreta possibilità che, mentre lui sarà libero di muoversi, lei sia costretta a chiudersi in casa, nella sua frazione, per stare al sicuro.

C'è poi anche il rischio che il Ferrante non rispetti affatto il divieto, o che trovi altri mezzi per arrivare comunque alla Vivoli o alla sua famiglia, come - sempre secondo quanto sostenuto dalla donna - ha promesso.

Ora Lidia Vivoli chiede aiuto e lo fa a gran voce, usando tutti i mezzi di comunicazione, diffondendo anche le immagini che la ritraggono ferita dopo quella notte di giugno.

Negli ultimi tempi - come ci ha ricordato prima anche la senatrice Mattesini - è emerso a più riprese come le denunce inascoltate da parte di donne che sono state oggetto di violenza hanno provocato morti ingiuste e laceranti e svelato quanto sia breve il passo dalla minaccia all'epilogo tragico. Occorre evitare in tutti i modi che quello di Lidia Vivoli sia il prossimo caso di femminicidio annunciato.

Per questo, assieme ad altri senatori e senatrici del mio Gruppo, ho presentato un'interrogazione per sapere se il Ministro dell'interno sia a conoscenza della situazione di Lidia Vivoli e se ritenga o meno necessario intervenire con urgenza con misure di protezione adeguate e, se sì, quali, a tutela di una donna la cui drammatica vicenda suscita timori più che fondati circa la sua integrità e la sua stessa esistenza.

Vorrei quindi chiamare il Parlamento a testimonianza di questa sollecitazione. (Applausi dai Gruppi Art.1-MDP, PD e Misto).

ENDRIZZI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ENDRIZZI (M5S). Signor Presidente, se suo nipote le portasse una pagella dove in Geschichte avesse come voto befriedigend, lei lo elogerebbe o lo rimprovererebbe? E, se le consegnassero un referto medico con scritto Ruckenschmerzen, lei si preoccuperebbe o tirerebbe un sospiro di sollievo?

Vede, mentre a lei queste ipotesi possono sembrare assurde, per un padre italiano che ci ha scritto sono la normalità. Sarebbe un fatto normale se parlassimo di un emigrante a Francoforte, ma questo accade su territorio italiano, a Bolzano, dove la scuola alla quale il figlio è iscritto - scuola dell'obbligo, ci tengo a precisare - consegna pagelle completamente scritte in tedesco. Non solo: la medesima persona si è visto consegnare anche la cartella clinica del figlio in lingua tedesca. E, purtroppo, si tratta non di un caso isolato, ma di una problematica diffusa.

«Siamo una scuola di madrelingua tedesca e quindi niente italiano né con i bambini né con i genitori italiani. Si può parlare in italiano semmai con i genitori di bambini extracomunitari che, essendo in Alto Adige da poco tempo, non hanno avuto la possibilità di imparare il tedesco»: queste sono parole non raccolte da un avventore al bar, ma di una dirigente scolastica citate dal quotidiano «Alto Adige». E c'è di più: nella stessa intervista viene riportato anche un episodio accaduto a Terenten in Pustertal; alla richiesta degli stessi genitori di parlare qualche volta ai bimbi anche in italiano, reputandolo opportuno, non avendo altre occasioni di imparare la lingua, in risposta l'assessore si raccomandava invece di non esagerare a farlo, come se stesse raccomandando di non esagerare col bere.

Se non ricordo male, fu il Presidente Mattarella lo scorso anno a celebrare a Trento l'accordo De Gasperi-Gruber sull'uso paritario della lingua italiana e tedesca nelle pubbliche amministrazioni. La tutela delle minoranze linguistiche in Italia va giustamente in difesa dei cittadini di lingua tedesca, ma in Trentino-Alto Adige le minoranze linguistiche da tutelare sono due: l'italiano e il ladino.

Chiediamo quindi che sul territorio italiano, dal Brennero a Lampedusa, l'accesso alle informazioni, tanto più se riferite a dati rilevanti come l'andamento scolastico di un figlio o le condizioni di salute di un familiare, debbano essere garantite sempre anche in lingua italiana, ferma restando, sicuramente, la tutela del bilinguismo, come recita la nostra Costituzione. (Applausi della senatrice Donno).

MALAN (FI-PdL XVII). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MALAN (FI-PdL XVII). Signor Presidente, l'assenza del Gruppo della Lega Nord non può essere passata sotto silenzio: è stata un'assenza reale e i loro emendamenti sarebbero decaduti in tale circostanza. È una scelta che posso anche non condividere, ma il problema che segnalano i colleghi della Lega Nord è reale: il fatto cioè che, con un provvedimento d'urgenza, tutti i conti, e quindi l'operatività economica di un importante partito politico, votato dagli elettori e rappresentato in Parlamento, sono stati bloccati con un provvedimento cautelare.

Ricordiamo che, quando sono successi episodi che, dal punto di vista giudiziario e con sentenza definitiva, sono stati definiti allo stesso modo - si tratta, cioè, di un uso distorto e contrario alla legge dei fondi del partito, e mi riferisco alla Margherita, di cui era tesoriere il nostro ex collega Luigi Lusi, che all'epoca in cui il fatto emerse era però senatore del Partito Democratico - non c'è stato alcun provvedimento di tal genere. Anzi, i tribunali stabilirono che, semmai, il partito avrebbe potuto chiedere di essere rimborsato di quanto era stato speso male.

Nel caso in esame abbiamo un sequestro per una somma enormemente superiore ai fondi di cui sarebbe stato accertato il cattivo uso con una mancanza totale di operatività da parte del partito. Ricordo che i partiti politici sono previsti dalla Costituzione e non sono delle aziende private. Se il Senato dovesse dimenticare di pagare delle bollette - cosa del tutto esclusa - si blocca la possibilità del Senato di lavorare? I partiti politici - piaccia o no - sono contemplati dalla Costituzione e sono un organo attraverso il quale i cittadini si possono esprimere.

Impedire a un partito di poter lavorare per un provvedimento cautelare, che è totalmente difforme dal precedente, lo trovo davvero grave e credo vada detto in questa Aula in un momento in cui per protesta i rappresentanti di quel movimento politico non sono presenti.

BONFRISCO (FL (Id-PL, PLI)). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BONFRISCO (FL (Id-PL, PLI)). Signor Presidente, ho chiesto la parola, e non ne abuserò, per associarmi alle amare parole del collega Endrizzi, che ancora una volta segnalano una condizione di particolare disagio dei cittadini di etnia italiana nei territori in Alto Adige. In quella realtà, un po' alla volta, si è perso il senso della misura, e soprattutto quel comune senso di coabitazione espresso dalle sue popolazioni negli ultimi anni, giungendo a essere una delle realtà più interessanti del nostro Paese; una realtà, però, dove non è possibile tollerare che, partendo da un presupposto di coabitazione, si arrivi invece alla discriminazione quotidiana delle popolazioni italiane residenti in Alto Adige, perché sarebbe davvero un bel effetto paradossale.

E, tra le tante situazioni paradossali, quella appena ricordata dal senatore Malan è davvero inquietante, perché agisce direttamente su uno degli strumenti della democrazia previsti dalla Costituzione. Anche la vita delle imprese è segnata da scelte drammatiche, spesso operate dalla magistratura, che distruggono ogni loro impossibilità di recupero della condizione e capacità di spesa, ma in questo caso va in discussione proprio il sale della democrazia. Quel finanziamento spettava e spetta alla Lega in virtù di una legge dello Stato ed è pubblico, e quelle somme non possono essere oggetto di un abnorme sequestro che nulla ha a che vedere realmente con la sicurezza del fatto che debbano essere oggetto di una revisione finanziaria e amministrativa. Lo abbiamo detto già in tante riprese ed è giusto ricordarlo anche in Assemblea. Spero che presto questa situazione si risolva positivamente; ne andrebbe, altrimenti, dell'integrità di questa Aula e della sua efficacia.

Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, interpellanze e interrogazioni pervenute alla Presidenza saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per le sedute di mercoledì 20 settembre 2017

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi domani, mercoledì 20 settembre, in due sedute pubbliche, la prima alle ore 9,30 e la seconda alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 20,01).

Allegato A

DISEGNO DI LEGGE NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia (2287-BIS)

ARTICOLO 1 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 1.

Approvato nel testo emendato

(Princìpi)

1. La Repubblica, in attuazione degli articoli 9, 21, 33 e 36 della Costituzione e nel quadro dei princìpi stabiliti dall'articolo 167 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, dalla Convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, fatta a Parigi il 17 ottobre 2003, di cui alla legge 27 settembre 2007, n. 167, e dalla Convenzione Unesco sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali, adottata a Parigi il 20 ottobre 2005, di cui alla legge 19 febbraio 2007, n. 19:

a) promuove e sostiene lo spettacolo, nella pluralità delle sue diverse espressioni, quale fattore indispensabile per lo sviluppo della cultura ed elemento di coesione e di identità nazionale, strumento di diffusione della conoscenza della cultura e dell'arte italiane in Europa e nel mondo, nonché quale componente dell'imprenditoria culturale e creativa e dell'offerta turistica nazionale;

b) riconosce il valore formativo ed educativo dello spettacolo, anche per favorire l'integrazione e per contrastare il disagio sociale, e il valore delle professioni artistiche e la loro specificità, assicurando altresì la tutela dei lavoratori del settore;

c) riconosce l'utilità sociale dello spettacolo, anche ai sensi della legge 6 giugno 2016, n. 106.

2. La Repubblica promuove e sostiene le attività di spettacolo svolte in maniera professionale, caratterizzate dalla compresenza di professionalità artistiche e tecniche e di un pubblico, in un contesto unico e non riproducibile, e in particolare:

a) le attività teatrali;

b) le attività liriche, concertistiche, corali;

c) le attività musicali popolari contemporanee;

d) le attività di danza classica e contemporanea;

e) le attività circensi tradizionali e nelle forme contemporanee del circo di creazione, nonché le attività di spettacolo viaggiante;

f) le attività a carattere interdisciplinare e multidisciplinare quali espressioni della pluralità dei linguaggi artistici;

g) i carnevali storici e le rievocazioni storiche.

3. La Repubblica riconosce altresì:

a) il valore delle pratiche artistiche a carattere amatoriale, ivi inclusi i complessi bandistici e le formazioni teatrali e di danza, quali fattori di crescita socio-culturale;

b) il valore delle espressioni artistiche della canzone popolare d'autore;

c) la peculiarità del linguaggio espressivo del teatro di figura, sia nelle forme tradizionali sia nelle interpretazioni contemporanee;

d) la tradizione dei corpi di ballo italiani;

e) l'apporto degli artisti di strada alla valorizzazione dei contesti urbani e extra-urbani;

f) l'attività dei centri di sperimentazione e di ricerca, di documentazione e di formazione nelle arti dello spettacolo.

4. L'intervento pubblico a sostegno delle attività di spettacolo favorisce e promuove, in particolare:

a) la qualità dell'offerta, la pluralità delle espressioni artistiche, i progetti e i processi di lavoro a carattere innovativo, riconoscendo il confronto e la diversità come espressione della contemporaneità;

b) la qualificazione delle competenze artistiche e tecniche, nonché l'interazione tra lo spettacolo e l'intera filiera culturale, educativa e del turismo;

c) le attività di spettacolo realizzate con il diretto coinvolgimento dei giovani fin dall'infanzia;

d) il teatro per ragazzi, incentivando la produzione qualificata e la ricerca;

e) l'accesso alla fruizione delle arti della scena, intese come opportunità di sviluppo culturale per tutti i cittadini, con particolare attenzione alle nuove generazioni di pubblico, fin dall'infanzia;

f) il riequilibrio territoriale e la diffusione nel Paese dell'offerta e della domanda delle attività di spettacolo, anche con riferimento alle aree geograficamente disagiate;

g) lo sviluppo di circuiti regionali di distribuzione, promozione e formazione tra i diversi soggetti e le strutture operanti nel settore dello spettacolo, anche con riferimento alle residenze artistiche, al fine di assicurare un'offerta di qualità su tutto il territorio nazionale e favorire la collaborazione con il sistema dell'istruzione scolastica di ogni ordine e grado;

h) la diffusione dello spettacolo italiano all'estero e i processi di internazionalizzazione, in particolare in ambito europeo, attraverso iniziative di coproduzione artistica, collaborazione e scambio, prevedendo forme di partenariato culturale, anche attraverso gli organismi preposti alla promozione all'estero, e favorendo la circolazione delle opere con specifico riguardo alle produzioni di giovani artisti;

i) la trasmissione dei saperi, la formazione professionale e il ricambio generazionale, al fine di valorizzare il potenziale creativo dei nuovi talenti;

l) la conservazione del patrimonio musicale, teatrale, coreutico, nonché della tradizione della scena e dei suoi mestieri;

m) l'iniziativa dei singoli soggetti, volta a reperire risorse ulteriori rispetto al contributo pubblico;

n) le attività di spettacolo realizzate in luoghi di particolare interesse culturale, tali da consentire una reciproca azione di valorizzazione tra il luogo e l'attività;

o) le modalità di collaborazione tra Stato ed enti locali per l'individuazione di immobili pubblici non utilizzati o che versino in stato di abbandono o di degrado o di beni confiscati da concedere, nel rispetto di quanto previsto dalle disposizioni vigenti in ordine all'utilizzazione, alla valorizzazione e al trasferimento dei beni immobili pubblici, per le attività di cui al comma 2.

EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO

1.200

GIOVANARDI

Respinto

Apportare le seguenti modificazioni:

            1) al comma 1 sostituire le parole: «in attuazione degli articoli 9, 21, 33 e 36 della Costituzione» con le parole: «in attuazione degli articoli 9, 21, 33, 36 e 45 della Costituzione»;

            2) al comma 1, lettera a) dopo le parole: «promuove e sostiene lo spettacolo» aggiungere le seguenti: «dal vivo»;

            3) all'articolo 1, comma 1, lettera b) dopo le parole: «anche per favorire l'integrazione» aggiungere la seguente: «multiculturale»;

            4) al comma 2 sostituire le parole: «svolte in maniera professionale» con le seguenti: «esercitate nel rispetto dei contratti collettivi nazionali del settore»;

            5) al comma 2, lettera e) dopo le parole: «spettacolo viaggiante» aggiungere le seguenti: «purché effettuate in pista, in strada e in spazi messi a disposizione dalle autorità competenti»;

            6) al comma 3 le parole: «e di danza» sono sostituite con le seguenti: «, di danza e di circo contemporaneo»;

            7) al comma 4, lettera g) dopo le parole: «circuiti regionali» aggiungere le seguenti: «pubblici e privati»;

            8) al comma 4 lettera h) dopo le parole: «la diffusione» aggiungere le seguenti: «, d'intesa con il Ministero degli affari esteri per l'individuazione delle aree di particolare interesse geopolitico e culturale,»;

            9) al comma 4 lettera l) dopo la parola: «coreutico» aggiungere le seguenti: «e circense» e dopo le parole: «della scena» aggiungere le seguenti: «, della pista».

1.201

TOSATO, CENTINAIO, ARRIGONI, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Inammissibile

Al comma 2, lettera c), aggiungere le seguenti parole: «, a tal fine l'articolo 5 del decreto ministeriale 3 febbraio 2014, recante criteri ripartizione del Fondo unico per lo spettacolo per le fondazioni lirico-sinfoniche è così modificato:

        ''Art. 5. - (Procedimento di erogazione) - 1. Le fondazioni comunicano, anche in via telematica, entro l'ultimo giorno di giugno, i programmi di attività previsti per l'anno successivo, la sintesi dell'attività con indicazione delle tipologie della produzione di cui all'articolo 2 e delle singole rappresentazioni ed esecuzioni, i valori contabili di cui all'articolo 3, comma 2, le attestazioni relative al rispetto di quanto previsto dall'articolo 4, secondo gli schemi stabiliti dal Direttore generale competente.

        2. Il Direttore generale competente, nell'anno successivo all'erogazione della rata di cui al seguente comma 3, determinato il riparto in valori percentuali delle sub-quote ai sensi dell'articolo 3, sulla base degli elementi e dei dati consolidati dalle fondazioni relativi all'anno precedente, provvede ad acquisire il parere di cui all'articolo 3, comma 3, della Commissione consuItiva competente.

        3. Il contributo è erogato in un'unica rata entro il mese di settembre sulla stima dell'attività prevista per l'anno successivo, previa verifica dell'effettiva attività svolta nell'anno precedente a bilancio d'esercizio consolidato e a conguaglio contabile della stessa ai sensi dell'articolo 3, comma 1 e 2, salva diversa disposizione di legge e compatibilmente con le disponibilità di bilancio.

        4. L'erogazione non comprende la sub-quota del 25 per cento di cui all'articolo 3 comma 3 da erogarsi nell'anno successivo, ai sensi del precedente comma 2, sulla base del parere acquisito dal Direttore generale competente della Commissione consultiva di cui all'articolo 3, comma 3''.

        All'attuazione della disposizione, si provvede, nel limite massimo di 20 milioni di euro a decorrere dall'anno 2017, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma ''Fondi di riserva e speciali'' della missione ''Fondi da ripartire'' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero».

1.202

TOSATO, CENTINAIO, ARRIGONI, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Inammissibile

Al comma 2) lettera e) aggiungere le seguenti parole: «promuovendo la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi affinché, ferma restando l'estinzione naturale e non sostituzione degli animali in cattività per i quali sussiste divieto di importazione ai sensi della convenzione CITES (Convenzione di Washington del 3 marzo 1973), ratificata in Italia con legge 19 dicembre 1975) n. 874, possano essere ammessi ai finanziamenti pubblici, a valere sui fondi FUS) le attività circensi di produzione, programmazione, promozione, formazione i cui titolari non siano stati oggetto, negli ultimi due anni, di condanne definitive per gravi violazioni della normativa nazionale ed europea in materia di protezione, detenzione utilizzazione e trasporto degli animali e siano in possesso di idonea certificazione, rilasciata nel merito dopo verifica delle autorità amministrative e mediche nazionali e territoriali competenti, nonché al fine di definire, d'intesa con l'ANCI, norme per l'istituzione di un'anagrafe dei luoghi per lo spettacolo circense e viaggiante, contenente le ipotesi di allestimento di spazi attrezzati con idonee infrastrutture, preautorizzati dalle commissioni di vigilanza, da adottare integralmente».

1.203

TOSATO, CENTINAIO, ARRIGONI, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Inammissibile

Al comma 2, lettera e), aggiungere le seguenti parole: «promuovendo la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi che prevedano la graduale riduzione dei finanziamenti pubblici a valere sui fondi FUS per le attività circensi di produzione, programmazione, promozione, formazione che utilizzino gli animali di cui all'elenco specie protette della convenzione CITES, (Convenzione di Washington del 3 marzo 1973) ratificata in Italia con legge 19 dicembre 1975, n. 874, ad esclusione di spettacoli di particolare valore artistico che possono prevedere la partecipazione di animali di cui all'elenco specie protette della CITES, laddove sia coerente e necessaria con il progetto artistico presentato e se siano comunque assicurate adeguate condizioni di protezione, detenzione utilizzazione, attestate dalle istituzioni competenti, nonché la definizione, d'intesa con l'ANCI, di norme per l'istituzione di un'anagrafe dei luoghi per lo spettacolo circense e viaggiante, contenente le ipotesi di allestimento di spazi attrezzati con idonee infrastrutture preautorizzati dalle commissioni di vigilanza, da adottare integralmente;».

1.205

ARRIGONI, CENTINAIO, TOSATO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Le parole da: «Al comma» a: «circensi» respinte; seconda parte preclusa

Al comma 2, lettera e) aggiungere in fine le seguenti parole: «anche attraverso la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale riduzione dell'utilizzo di determinati animali nello svolgimento della stessa, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività;».

1.206

ARRIGONI, CENTINAIO, TOSATO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Precluso

Al comma 2, lettera e) aggiungere in fine le seguenti parole: «anche attraverso la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale riduzione dell'utilizzo di alcuni animali nello svolgimento della stessa, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150,determlnate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività;».

1.207

ARRIGONI, CENTINAIO, TOSATO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Precluso

Al comma 2, lettera e) aggiungere in fine le seguenti parole: «anche attraverso la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale riduzione dell'utilizzo di determinate specie di animali nello svolgimento delle stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività;».

1.204

TOSATO, CENTINAIO, ARRIGONI, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Precluso

Al comma 2, lettera e), aggiungere le seguenti parole: «promuovendo la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi attraverso la riaffermazione del principio che nei circhi, negli spettacoli in genere ed in qualsiasi forma di utilizzazione degli animali di qualunque specie, questi non possono essere utilizzati in modi traumatici per gli animali stessi o lesivi della loro incolumità, attraverso l'aggravamento delle attuali norme penali e amministrative per coloro che violano le attuali norme in materia., nonché la definizione, d'intesa con l'ANCI, di norme per l'istituzione di un'anagrafe dei luoghi per lo spettacolo circense e viaggiante, contenente le ipotesi di allestimento di spazi attrezzati con idonee infrastrutture, preautorizzati dalle commissioni di vigilanza, da adottare integralmente».

1.208

ARRIGONI, CENTINAIO, TOSATO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Precluso

Al comma 2, lettera e) aggiungere in fine le seguenti parole: «anche attraverso la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale riduzione dell'utilizzo di alcune specie di animali nello svolgimento delle stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150,determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività;».

1.209

ARRIGONI, CENTINAIO, TOSATO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Precluso

Al comma 2, lettera e) aggiungere in fine le seguenti parole: «anche attraverso la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale eliminazione dell'utilizzo di alcune specie di animali nello svolgimento delle stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro Il del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150,determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure dì semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività».

1.210

ARRIGONI, CENTINAIO, TOSATO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Precluso

Al comma 2, lettera e), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «anche attraverso la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale eliminazione dell'utilizzo di alcuni animali nello svolgimento della stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività».

1.211

ARRIGONI, CENTINAIO, TOSATO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Precluso

Al comma 2, lettera e), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «anche attraverso la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale eliminazione dell'utilizzo di determinate specie di animali nello svolgimento delle stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bisdel Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività».

1.212

ARRIGONI, CENTINAIO, TOSATO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Precluso

Al comma 2, lettera e), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «anche attraverso la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale eliminazione dell'utilizzo di determinati animali nello svolgimento della stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bisdel Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività».

1.213

ARRIGONI, CENTINAIO, TOSATO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Precluso

Al comma 2, lettera e), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «anche attraverso la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale riduzione dell'utilizzo di alcuni animali nello svolgimento della stessa, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento;».

1.214

ARRIGONI, CENTINAIO, TOSATO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Precluso

Al comma 2, lettera e), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «anche attraverso la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale riduzione dell'utilizzo di determinate specie di animali nello svolgimento delle stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge Il febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento;».

1.215

ARRIGONI, CENTINAIO, TOSATO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Precluso

Al comma 2, lettera e), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «anche attraverso la revisione delle disposizioni in tema dì attività circensi finalizzate alla graduale riduzione dell'utilizzo di alcune specie di animali nello svolgimento delle stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e dì quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento;».

1.216

ARRIGONI, CENTINAIO, TOSATO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Precluso

Al comma 2, lettera e), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «anche attraverso la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale riduzione dell'utilizzo di determinate specie di animali nello svolgimento delle stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento;».

1.217

ARRIGONI, CENTINAIO, TOSATO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Precluso

Al comma 2, lettera e), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «anche attraverso la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale eliminazione dell'utilizzo di alcune specie di animali nello svolgimento delle stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bisdel Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento».

1.218

ARRIGONI, CENTINAIO, TOSATO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Precluso

Al comma 2, lettera e), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «anche attraverso la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale eliminazione dell'utilizzo di alcuni animali nello svolgimento della stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento».

1.219

ARRIGONI, CENTINAIO, TOSATO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Precluso

Al comma 2, lettera e), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «anche attraverso la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale eliminazione dell'utilizzo di determinate specie di animali nello svolgimento delle stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bisdel Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento».

1.220

ARRIGONI, CENTINAIO, TOSATO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Precluso

Al comma 2, lettera e), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «anche attraverso la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale eliminazione dell'utilizzo di determinati animali nello Svolgimento della stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bisdel Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento».

1.300

DE PETRIS, PETRAGLIA, BOCCHINO, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 2, lettera e), aggiungere, infine, le seguenti parole: «qualora non comprendano l'utilizzo di animali».

1.221

CENTINAIO, ARRIGONI, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, TOSATO, VOLPI, MALAN, CARRARO

Respinto

Al comma 3, lettera a), aggiungere, infine, il seguente periodo: «Per le prime si prevedono interventi specifici a loro favore e loro riconoscimento in qualità di attività formative, indirizzando verso tale settore parte delle risorse statali e disciplinando altresì ulteriori modalità di finanziamento pubblico e privato. All'attuazione della delega di cui all'articolo 1, comma 3, lettera a), limitatamente ai complessi bandisti ci si provvede, nel limite massimo di 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2017, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma ''Fondi di riserva e speciali'' della missione ''Fondi da ripartire'' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero».

1.222

Elena FERRARA

Approvato

Al comma 4, lettera d), dopo le parole: «il teatro» inserire le seguenti: «e altre forme dello spettacolo».

1.223

Elena FERRARA, MARCUCCI, LEPRI, IDEM, PUGLISI, MARTINI, TOCCI, ZAVOLI

Approvato

Al comma 4, lettera g), dopo le parole: «al fine di assicurare» inserire le seguenti: «, anche in collaborazione con gli enti del terzo settore dì cui alla legge 6 giugno 2016, n. 106,».

1.224

CENTINAIO, TOSATO, ARRIGONI, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Respinto

Al comma 4, lettera m), aggiungere le seguenti parole: «anche al fine di introdurre meccanismi di prevenzione e contrasto alle vendite non autorizzate di biglietti di ingresso, anche prevedendo misure efficaci volte alla tracciabilità degli stessi».

1.301

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO

Respinto

Al comma 4, lettera m), aggiungere infine le seguenti parole: «non sostitutive dello stesso».

1.225

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Al comma 4, sopprimere la lettera n).

G1.100

Elena FERRARA, MARCUCCI, IDEM, PUGLISI, MARTINI, TOCCI, ZAVOLI, PEZZOPANE

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede d'esame del disegno di legge recante delega al Governo per il codice dello spettacolo (A.S. 2287-bis-A),

        premesso che:

            l'articolo 1, comma 4, lettera f), numero 3), indica, tra i princìpi e i criteri direttivi cui il Governo deve attenersi nell'adozione dei decreti legislativi cui è delegato in relazione al settore delle attività. musicali, «la revisione e il riassetto della disciplina in relazione al settore delle attività musicali» al fine di assicurare anche «la definizione delle figure che afferiscono all'organizzazione e alla produzione di musica popolare contemporanea e dei criteri e requisiti per l'esercizio della suddetta attività»;

        premesso inoltre che:

            è in fase di approvazione lo schema di decreto legislativo recante codice del terzo settore (Atto del Governo n. 417);

            in particolare, nel suddetto schema di decreto legislativo si stabilisce che gli enti di terzo settore, anche in forma volontaristica e associativa, possano prevedere nelle proprie attività l'organizzazione e la gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale,

        impegna il Governo a tener conto, nella definizione delle figure che afferiscono all'organizzazione e nella definizione dei criteri e dei requisiti per l'esercizio della suddetta attività, della necessità di armonizzare la futura normativa con la normativa sul terzo settore, con particolare riferimento alla pluralità esistente delle figure preposte all'organizzazione degli spettacoli e alla salvaguardia del ruolo e della funzione svolti dalle varie figure di organizzatori.

________________

(*) Accolto dal Governo

G1.101

PANIZZA

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

        premesso che:

        in sede d'esame, in Commissione cultura, del presente disegno di legge «Delega al Governo per il codice dello spettacolo» lo scrivente ha presentato degli emendamenti volti ad introdurre:

            a) benefici fiscali a favore della promozione delle attività bandistiche, corali, filodrammatiche e folkloristiche per l'organizzazione di corsi di formazione, per i compensi da riconoscere ai collaboratori tecnici, ricomprendendo coloro che effettuano prestazioni di natura non professionale per l'espletamento di tali attività;

            b) detrazione di oneri sostenuti per l'iscrizione e la frequenza di corsi per la formazione artistica dilettantistica musicale per i ragazzi presso associazioni bandistiche, corali, filodrammatiche e folkloristiche legalmente costituite;

            c) revisione della disciplina del diritto d'autore in favore delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale per le iniziative, a scopo benefico, di libera esecuzione dal vivo di brani musicali, nonché previsione della reintroduzione dei compensi per gli organi collegiali degli enti dello spettacolo;

            quanto alla possibilità di introdurre la disposizione sulle detrazioni fiscali in favore delle famiglie per le spese legate ai corsi di teatro, musica e danza, si fa presente che anche la Relatrice ha presentato il subemendamento 1.0.3/100, seguito dall'1.0.3/100 (testo 2), entrambi sottoposti a un vaglio contrario della Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, che li ha dichiarati inammissibili;

            i summenzionati emendamenti della Relatrice prevedevano, in particolare, l'inserimento all'articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo la lettera i-novies), della seguente i-decies) circa la detrazione delle spese, per un importo non superiore a 210 euro, sostenute per l'iscrizione annuale e l'abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, a corsi di danza, teatro e musica, presso scuole rispondenti alle caratteristiche individuate con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca o presso scuole inserite negli appositi registri previsti dalla legislazione delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano,

        tanto premesso, impegna il Governo a valutare la possibilità di compiere un ulteriore sforzo affinché, almeno nella prossima legge di bilancio, possano essere introdotte misure di aiuto alle famiglie, con riguardo al settore dello spettacolo di cui agli emendamenti dello scrivente e della Relatrice sopra menzionati.

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(*) Accolto dal Governo

G1.102

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede d'esame del disegno di legge recante Delega al Governo per il codice dello spettacolo (A.S. 2287-bis),

        premesso che:

            con riferimento all'articolo 1, comma 1, lettera c), viene «riconosciuta l'utilità sociale dello spettacolo, anche ai sensi della legge 6 giugno 210 16, n. 106» (cd Terzo Settore);

        considerato che:

            il Terzo Settore, per ciò che concerne le forme dell'associazionismo, ha un ruolo non secondario e spesso di primo piano per la realizzazione di spettacoli;

        considerato inoltre che:

            i finanziamenti non erogati attraverso il Fondo unico per lo spettacolo dal vivo, prevedono - nella maggior parte dei casi - bandi con elargizione di fondi solo a progetto realizzato e previa rendicontazione a seguito di un lungo iter burocratico;

            simili modalità penalizzano, in particolare e in maniera estesa le piccole associazioni che non dispongono di risorse economiche sufficienti e che per la realizzazione di spettacoli sono costrette a usufruire di prestiti bancari,

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di privilegiare - entro le forme di finanziamento previste - modalità di erogazione che prevedano un anticipo di quota parte delle risorse per facilitare la realizzazione di una quantità maggiore di progetti.

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(*) Accolto dal Governo

G1.103

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede d'esame del disegno di legge recante Delega al Governo per il codice dello spettacolo (A.S. 2287-bis),

        premesso che:

            con riferimento all'articolo 1, comma 1, lettera b), viene riconosciuto «il valore formativo ed educativo dello spettacolo», nonché «il valore delle professioni artistiche e la loro specificità, assicurando altresì la tutela dei lavoratori del settore»;

        considerato che:

            il compito del cosiddetto «agente lirico» - figura chiamata a svolgere un'attività di collocamento nell'ambito della professione lirica - ha subìto, a far tempo dall'Ottocento e fino in anni recenti, alterne fortune, ora venendo concesso agli artisti solisti di «nominare» un agente in loro rappresentanza, ora invece venendo loro proibito;

        valutato che:

            allo stato attuale e secondo il dispositivo normativo vigente, che fa riferimento al solo Codice civile, stipulare contratti di scrittura artistica conto terzi (per commissione, cioè, di cantanti lirici solisti) è attività libera e, di fatto, deregolamentata;

            tale stato di cose appare doppiamente negativo per gli effetti che ne conseguono, proteggendo gli uni e minacciando gli altri, anche a fronte di una figura quale può essere considerata quella dell'artista lirico solista che, non avendo ancora ricevuto dal legislatore una chiara interpretazione del suo status, nutre non poche difficoltà a vedere riconosciuti i propri diritti. Il fatto che sia consentito a chiunque, spesso senza competenze specifiche adeguate, intraprendere l'attività di «agente lirico», non solo lascia chiaramente affiorare un pericoloso «vuoto normativo» ma danneggia in modo considerevole gli artisti, spesso vittime di approssimazione e incompetenza,

        impegna il Governo ad adottare ogni iniziativa utile, anche di carattere normativo, affinché siano meglio definiti requisiti e competenze degli «agenti lirici», valutando l'opportunità di emanare una disciplina specifica a tutela della professionalità degli agenti stessi e degli artisti lirici rappresentati.

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(*) Accolto dal Governo

G1.104

TOSATO, CENTINAIO, ARRIGONI, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MARCUCCI, MALAN, CARRARO

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

        premesso che:

            il costante definanziamento pubblico, l'aumento dei costi per le forniture, per i cachets artistici, per l'adeguamento amministrativo ai dettati legislativi in tema di sicurezza, appalti, corruzione, rischi, ha di fatto portato alla paralisi dei teatri lirici;

        agli stessi viene chiesto, malgrado la diminuzione dei finanziamenti, di produrre di più, con una migliore qualità e con l'obbligo di pareggio di bilancio:

            in questo modo le fondazioni liriche rischiano seriamente il fallimento;

            a fronte di tale estrema incertezza economica si suggerisce quanto meno di invertire le modalità e il calcolo dell'erogazione del finanziamento pubblico, che oggi avviene in acconto a febbraio e a consuntivo dell'anno precedente in ottobre;

            in tale lasso di tempo spesso si sono verificati tagli al FUS non preventivati, che non consentono di soddisfare le programmazioni artistiche già in corso,

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di invertire il flusso del finanziamento prevedendo l'erogazione completa sull'esercizio successivo in base allo storico precedente e, a bilancio consolidato l'anno successivo, la successiva erogazione sarà effettuata a conguaglio dell'effettiva attività svolta nel precedente esercizio.

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(*) Accolto dal Governo

G1.105

SERRA, BLUNDO, MONTEVECCHI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede d'esame del disegno di legge recante Delega al Governo per il codice dello spettacolo (A.S. 2287-bis);

        premesso che:

            l'intervento pubblico a sostegno delle attività di spettacolo, di cui all'articolo 1, comma 4, rispettivamente alla lettera i) e alla lettera l), favorisce e promuove in particolare «la trasmissione dei saperi, la formazione professionale e il ricambio generazionale, al fine di valorizzare il potenziale creativo dei nuovi talenti», e «la conservazione del patrimonio musicale, teatrale, coreutico, nonché della scena e dei suoi mestieri»;

            è inoltre prevista, con riferimento all'articolo 2, comma 4, lettera f), n. 2) «l'estensione delle misure di sostegno delle attività musicali popolari contemporanee quali componenti fondamentali del patrimonio culturale, artistico, sociale ed economico del Paese, nonché quali elementi di coesione sociale e di aggregazione e strumenti centrali per lo sviluppo dell'offerta turistico-culturale»;

        considerato che:

            il patrimonio culturale immateriale è quel complesso di saperi, capacità ed espressioni che appartengono alle comunità o ai gruppi in quanto parte integrante del patrimonio culturale in grado di definirne e identificarne l'appartenenza. La crisi sociale, culturale ed economica degli ultimi anni, ha, indubbiamente, inciso nella promozione e, soprattutto, nella conservazione di questi valori identitari;

        valutato che:

            le opportunità di conservazione di tale peculiare forma di patrimonio si stanno assottigliando progressivamente, pur nonostante lo si possa considerare come un veicolo privilegiato per la promozione della tutela delle diversità culturali, per la loro diffusione, nonché per l'osservanza e il rispetto dei diritti umani e per la sostenibilità dello sviluppo economico del Paese,

        impegna il Governo a individuare e adottare interventi specifici, anche di carattere normativo, al fine di incentivare la promozione, la conservazione e la tutela di ogni forma e occasione di espressione del patrimonio culturale immateriale, anche attraverso opportuni progetti, in sinergia con gli Enti locali, allo scopo di valorizzarne le potenzialità, anche sotto il profilo didattico ed educativo delle nuove generazioni, nonché al fine di incentivare e sostenere progetti artistici e storico-culturali promossi da artisti legati al territorio.

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(*) Accolto dal Governo

ARTICOLO 2 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 2.

(Deleghe al Governo)

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il coordinamento e il riordino delle disposizioni legislative e di quelle regolamentari adottate ai sensi dell'articolo 24, comma 3-bis, del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, in materia di attività, organizzazione e gestione delle fondazioni lirico-sinfoniche e degli enti di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, e di cui alla legge 11 novembre 2003, n. 310, nonché per la riforma, la revisione e il riassetto della vigente disciplina nei settori del teatro, della musica, della danza, degli spettacoli viaggianti, delle attività circensi, dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche, mediante la redazione di un unico testo normativo denominato «codice dello spettacolo», al fine di conferire al settore un assetto più efficace, organico e conforme ai princìpi di semplificazione delle procedure amministrative e ottimizzazione della spesa e volto a migliorare la qualità artistico-culturale delle attività, incentivandone la produzione, l'innovazione, nonché la fruizione da parte della collettività, con particolare riguardo all'educazione permanente, in conformità alla raccomandazione 2006/962/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006.

2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati tenuto conto delle disposizioni di cui all'articolo 1 e nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) adeguamento agli articoli 117 e 118 della Costituzione, anche alla luce della giurisprudenza della Corte costituzionale intervenuta nelle materie oggetto di delega;

b) razionalizzazione degli interventi di sostegno dello Stato, mantenendo o prevedendo, tra l'altro, tra le attribuzioni statali:

1) la gestione del Fondo unico per lo spettacolo di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163;

2) la determinazione dei criteri per l'erogazione e delle modalità per la liquidazione e l'anticipazione dei contributi a valere sul Fondo unico per lo spettacolo con decreti non aventi natura regolamentare, da emanare sentito il Consiglio superiore per lo spettacolo istituito dall'articolo 3 della presente legge e previa intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

3) l'armonizzazione degli interventi dello Stato con quelli degli enti pubblici territoriali anche attraverso lo strumento dell'accordo di programma;

4) la promozione della diffusione delle produzioni italiane ed europee dello spettacolo e delle opere di giovani artisti e compositori emergenti di cui al comma 2 dell'articolo 7 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, attraverso appositi spazi di programmazione nelle piattaforme radiotelevisive anche mediante specifici obblighi di trasmissione nel contratto di servizio tra il Ministero dello sviluppo economico e la RAI-Radiotelevisione italiana s.p.a.;

5) la promozione tra le giovani generazioni della cultura e delle pratiche dello spettacolo, anche mediante le nuove tecnologie, attraverso misure rivolte alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e agli enti o istituti di alta formazione;

6) la promozione dell'integrazione e dell'inclusione, attraverso attività formative, nonché mediante la pratica e la fruizione delle attività di spettacolo anche in contesti disagiati;

7) l'individuazione, d'intesa con la Conferenza unificata, di strumenti di accesso al credito agevolato anche attraverso convenzioni con il sistema bancario, ivi incluso l'Istituto per il credito sportivo;

c) indicazione esplicita delle disposizioni abrogate, fatta salva l'applicazione dell'articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile;

d) coordinamento formale e sostanziale del testo delle disposizioni vigenti, apportando le modifiche necessarie per garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa e per adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo;

e) aggiornamento delle procedure, prevedendo la più estesa e ottimale utilizzazione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, anche nei rapporti con i destinatari dell'azione amministrativa.

f) riconoscimento dell'importanza di assicurare la più ampia fruizione dello spettacolo, tenendo conto altresì delle specifiche esigenze delle persone con disabilità, secondo i princìpi stabiliti dalle convenzioni internazionali applicabili in materia.

3. Con particolare riferimento alle fondazioni lirico-sinfoniche, i decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati nel rispetto del seguente criterio direttivo specifico: revisione dei criteri di ripartizione del contributo statale, anche tramite scorporo dal Fondo unico per lo spettacolo delle risorse ad esse destinate, in coerenza con le disposizioni adottate ai sensi dell'articolo 24, comma 3-bis, del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, e con i princìpi di riparto delle risorse di cui all'articolo 1, comma 583, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, nonché sulla base dei seguenti ulteriori parametri:

a) rafforzamento della responsabilità del sovrintendente sulla gestione economico-finanziaria delle singole fondazioni;

b) realizzazione di coproduzioni nazionali e internazionali;

c) promozione e diffusione della cultura lirica, con particolare riguardo alle aree disagiate;

d) risultati artistici e gestionali del triennio precedente.

4. Con particolare riferimento ai settori del teatro, della musica, della danza, degli spettacoli viaggianti e delle attività circensi, dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche, i decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:

a) ottimizzazione dell'organizzazione e del funzionamento dei diversi settori sulla base dei princìpi di tutela e valorizzazione professionale dei lavoratori, di efficienza, corretta gestione, economicità, imprenditorialità e sinergia tra i diversi enti e soggetti operanti in ciascun settore o nell'ambito di settori diversi, anche al fine di favorire l'intervento congiunto di soggetti pubblici e privati, sostenendo la capacità di operare in rete tra soggetti e strutture del sistema artistico e culturale, adeguando il quadro delle disposizioni legislative alla pluralità dei linguaggi e delle espressioni dello spettacolo contemporaneo;

b) riconoscimento del ruolo dell'associazionismo nell'ambito della promozione delle attività di spettacolo;

c) miglioramento e responsabilizzazione della gestione;

d) ottimizzazione delle risorse attraverso l'individuazione di criteri e modalità di collaborazione nelle produzioni;

e) previsione, ai fini del riparto del Fondo unico per lo spettacolo, che i decreti non aventi natura regolamentare di cui al comma 2, lettera b), numero 2), definiscano i seguenti criteri:

1) l'adozione di regole tecniche di riparto sulla base dell'esame comparativo di appositi programmi di attività pluriennale presentati dagli enti e dagli organismi dello spettacolo, corredati di programmi per ciascuna annualità;

2) la valorizzazione della qualità delle produzioni;

3) la definizione di categorie tipologiche dei soggetti ammessi a presentare domanda, per ciascuno dei settori della danza, della musica, del teatro, delle attività circensi, degli spettacoli viaggianti, dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche;

4) l'adozione di misure per favorire la mobilità artistica e la circolazione delle opere a livello europeo e internazionale;

5) il finanziamento selettivo di progetti predisposti da giovani di età inferiore ai trentacinque anni;

6) l'erogazione di contributi per manifestazioni e spettacoli all'estero;

7) l'attivazione di piani straordinari, di durata pluriennale, per la ristrutturazione e l'aggiornamento tecnologico di teatri o strutture e spazi stabilmente destinati allo spettacolo, con particolare riferimento a quelli ubicati nei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti;

8) il sostegno ad azioni di riequilibrio territoriale e diffusione, anche tramite la realizzazione di specifici progetti di promozione e di sensibilizzazione del pubblico, da realizzare in collaborazione con gli enti territoriali, mediante i circuiti di distribuzione che includano anche i piccoli centri urbani;

f) in relazione al settore delle attività musicali di cui alla legge 14 agosto 1967, n. 800, revisione e riassetto della disciplina al fine di assicurare:

1) l'interazione tra i diversi organismi operanti nel settore, con particolare riguardo alle fondazioni lirico-sinfoniche, ai teatri di tradizione, alle istituzioni concertistico-orchestrali e ai complessi strumentali;

2) l'estensione delle misure di sostegno alle attività musicali popolari contemporanee quali componenti fondamentali del patrimonio culturale, artistico, sociale ed economico del Paese, nonché quali elementi di coesione sociale e di aggregazione e strumenti centrali per lo sviluppo dell'offerta turistico-culturale;

3) la definizione delle figure che afferiscono all'organizzazione e alla produzione di musica popolare contemporanea e dei criteri e requisiti per l'esercizio della suddetta attività;

4) la valorizzazione delle musiche della tradizione popolare italiana, anche in chiave contemporanea, con progetti artistico-culturali di valenza regionale e locale;

g) in relazione al settore della danza:

1) revisione della normativa in materia di promozione delle attività di danza, d'intesa con le altre amministrazioni competenti, con l'introduzione di disposizioni finalizzate a dare impulso alle opere di ricostruzione del repertorio coreutico classico e contemporaneo, alla produzione artistica e alla sperimentazione;

2) introduzione di una normativa relativa all'istituzione delle scuole di danza e al controllo e vigilanza sulle medesime nonché, al fine di regolamentare e garantire le professionalità specifiche nell'insegnamento della danza in questi contesti, individuazione di criteri e requisiti finalizzati all'abilitazione di tale insegnamento tramite la definizione di percorsi formativi e professionalizzanti certificati e validi su tutto il territorio nazionale;

h) revisione delle disposizioni in tema di attività circensi, specificamente finalizzate alla graduale eliminazione dell'utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse;

i) introduzione di norme, nonché revisione di quelle vigenti in materia, volte all'avvicinamento dei giovani alle attività di spettacolo e finalizzate a creare un efficace percorso di educazione delle nuove generazioni, con riserva di un importo complessivo pari ad almeno il 3 per cento della dotazione del Fondo unico per lo spettacolo per la promozione di programmi di educazione nei settori dello spettacolo nelle scuole di ogni ordine e grado in coerenza con l'articolo 1, comma 7, lettere c) e f), della legge 13 luglio 2015, n. 107;

l) riordino e introduzione di norme che, in armonia e coerenza con le disposizioni generali in materia, disciplinino in modo sistematico e unitario, con le opportune differenziazioni correlate allo specifico ambito di attività, il rapporto di lavoro nel settore dello spettacolo, nel rispetto, quanto agli aspetti retributivi, dell'articolo 36 della Costituzione e dell'articolo 2099 del codice civile, tenuto conto anche del carattere intermittente delle prestazioni lavorative con riferimento alle specificità contrattuali e alle tutele sociali, anche previdenziali e assicurative;

m) fermo restando quanto previsto dai decreti adottati in attuazione dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124, introduzione di disposizioni volte a semplificare gli iter autorizzativi e gli adempimenti burocratici relativi allo svolgimento di attività di pubblico spettacolo, ivi inclusa, di concerto con le altre amministrazioni competenti, l'autorizzazione di pubblica sicurezza;

n) sostegno alla diffusione dello spettacolo italiano all'estero e ai processi di internazionalizzazione, in particolare in ambito europeo, attraverso iniziative di coproduzione artistica, collaborazione e scambio, favorendo la mobilità e la circolazione delle opere, lo sviluppo di reti di offerta artistico-culturale di qualificato livello internazionale, ferme restando le competenze del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.

o) sostegno all'internazionalizzazione delle produzioni di giovani artisti italiani, nonché degli spettacoli di musica popolare contemporanea, anche attraverso iniziative di coproduzione artistica e collaborazioni intersettoriali.

5. Il decreto o i decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sentito il Consiglio superiore dello spettacolo di cui all'articolo 3 della presente legge e di concerto con i Ministri interessati, previa acquisizione dell'intesa in sede di Conferenza unificata e del parere del Consiglio di Stato, da rendere nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione dello schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Gli schemi di decreto legislativo sono successivamente trasmessi alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti legislativi possono essere comunque adottati. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente il testo alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere adottati.

6. Dal decreto o dai decreti legislativi di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. In conformità all'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, i medesimi decreti legislativi sono emanati solo successivamente o contestualmente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.

7. Disposizioni correttive ed integrative dei decreti legislativi di cui al comma 1 possono essere adottate, nel rispetto degli stessi princìpi e criteri direttivi e con le medesime procedure di cui al presente articolo, entro due anni dalla data della loro entrata in vigore.

EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO

2.300

BOCCHINO, PETRAGLIA, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 2, lettera b), sotituire la parola: «razionalizzazione», con la seguente: «armonizzazione».

2.301

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO, GOTOR

Respinto

Al comma 2, lettera b), aggiungere, infine, le seguenti parole: «anche al fine di semplificare e accelerare le relative procedure».

2.200

GIOVANARDI

Respinto

Apportare le seguenti modificazioni:

            1) al comma 2, lettera b) punto 1) aggiungere in fine le seguenti parole: «d'intesa con la Conferenza Unificata di cui di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281»;

            2) al comma 2, lettera b) punto 3) dopo le parole: «con quelli»aggiungere le parole: «delle Regioni, e»;

            3) al comma 2, lettera b), punto 6) aggiungere in fine le seguenti parole «con la collaborazione ed il coordinamento di operatori professionali del settore»;

            4) al comma 2, lettera b), punto 7) dopo le parole: «credito agevolato» aggiungere le seguenti: «e di prestazioni di garanzie fideiussorie»;

            5) al comma 4, lettera b) dopo la parola: «associazionismo» aggiungere la seguente: «riconosciuto»;

            6) al comma 4, lettera e), punto 5) dopo le parole: «finanziamento selettivo» aggiungere le seguenti: «,su proposta delle Regioni e degli enti locali»;

            7) al comma 4, lettera i) dopo le parole: «di ogni ordine e grado» aggiungere le seguenti: «con l'ausilio delle attività professionali del settore»;

            8) al comma 4, lettera m) dopo le parole: «di pubblica sicurezza» aggiungere le seguenti: «e l'effettuazione del servizio permanente antincendio da parte del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco».

2.302

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO, GOTOR

Respinto

Al comma 2, lettera b), dopo il numero 2), inserire i seguenti:

            «2-bis) garanzia di un finanziamento statale certo ed adeguato, con il superamento del modello della sola copertura del deficit di bilancio, mediante l'istituzione di un Fondo per lo sviluppo degli investimenti nello spettacolo dal vivo, da alimentare anche attraverso il gettito fiscale del settore stesso sotto forma di autofinanziamento;

            2-ter) istituzione, in linea con la razionalizzazione di cui alla lettera b) di un Fondo di rotazione per la ristrutturazione e l'adeguamento tecnologico delle sale teatrali».

        Conseguentemente, dopo l'articolo 2 inserire il seguente:

«Art. 2-bis.

(Copertura finanziaria)

        1. All'attuazione della delega di cui all'articolo 2, comma 2, lettera b-ter), si provvede, nel limite massimo di 10 milioni di euro per l'anno 2017 e 15 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma ''Fondi di riserva e speciali'' della missione ''Fondi da ripartire'' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero».

2.303

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO, GOTOR

Respinto

Al comma 2, lettera b), dopo il numero 2), inserire i seguenti:

            «2-bis) garanzia di un equilibrio tra le diverse attività, interdipendenti, dei vari settori dello spettacolo, con particolare riguardo alla produzione e distribuzione;

            2-ter) promozione della trasparenza nei criteri di assegnazione delle risorse statali, sia tra i vari settori che tra le diverse attività;».

2.304

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO, GOTOR

Respinto

Al comma 2, lettera b), dopo il numero 2), inserire il seguente:

            «2-bis) lo sviluppo di politiche redistributive sul territorio nazionale, in ambito produttivo e di programmazione, volte a diminuire le disparità territoriali tra Nord e Sud Italia e tra centro e periferie, anche attraverso un piano strategico nazionale sulla base del quale le Regioni definiscano le proprie politiche di investimento in modo complementare;».

2.201

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

V. testo 2

Al comma 2, lettera b), dopo il numero 4) inserire il seguente:

        «4-bis) il potenziamento di spettacoli lirici nel palinsesto Rai finalizzati a una maggiore diffusione della cultura lirico-musicale e - nell'ambito delle risorse disponibili l'attivazione di un tavolo programmatico tra Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ed Ente nazionale italiano per il turismo (ENIT) finalizzato all'inserimento dell'opera lirica nei percorsi turistici in tutto il territorio nazionale;».

2.201 (testo 2)

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Approvato

Al comma 2, lettera b), dopo il numero 4) inserire il seguente:

        «4-bis) l'attivazione di un tavolo programmatico tra Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ed Ente nazionale italiano per il turismo (ENIT) finalizzato all'inserimento delle attività di spettacolo nei percorsi turistici in tutto il territorio nazionale;».

2.305

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Apportare le seguenti modificazioni:

            a) al comma 2, lettera b), dopo il numero 5, inserire il seguente:

            «5-bis. l'introduzione di adeguate forme di incentivazione e sostegno in favore dei soggetti che operano nel settore, con particolare riguardo alle imprese culturali, compatibili con le disposizioni europee in materia di aiuti di Stato di cui agli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, volte a eliminare l'attuale discriminazione che pone le PMI culturali in una posizione di svantaggio competitivo rispetto ad altri soggetti aventi diversa natura giuridica,»

            b) al comma 4, lettera e), dopo il numero 2) inserire il seguente:

            «2-bis. La valutazione della qualità adeguatamente motivata e verificata nel corso di un'intera stagione di spettacolo;».

        Conseguentemente, dopo l'articolo 2, inserire il seguente:

«Art. 2-bis.

(Copertura finanziaria)

        1. All'attuazione della delega di cui all'articolo 2, comma 2, lettera b), numero 5-bis si provvede, nel limite massimo di 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2017, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma ''Fondi di riserva e speciali'' della missione ''Fondi da ripartire'' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero».

2.202

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Al comma 2, lettera b), dopo il numero 6 inserire il seguente:

        «6-bis) introduzione di meccanismi di prevenzione e contrasto alle vendite non autorizzate di biglietti di ingresso, anche prevedendo misure efficaci vòlte alla tracciabilità degli stessi».

2.306

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 2, dopo la lettera b) inserire la seguente:

        «b-bis) revisione della disciplina per la ripartizione del Fondo unico per lo spettacolo, prevedendo che la dotazione annuale sia suddivisa in quote distinte tra il settore lirico-musicale, teatrale, della danza, del circo e degli spettacoli viaggianti, con un successiva ripartizione della quota assegnata al settore lirico-musicale tra le categorie individuate sulla base di una valutazione comparativa delle funzioni esercitate e dei progetti realizzati dai soggetti ed enti operanti in tale ambito;».

2.307

BOCCHINO, PETRAGLIA, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 2, lettera d), sostituire la parola: «necessarie» con la seguente: «migliorative».

2.308

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 2, sostituire la lettera f) con la seguente:

            «f) garanzia di una completa accessibilità delle attività da parte delle persone con disabilità, anche con riguardo alle disposizioni di cui alla legge 3 marzo 2009, n. 18, e previsione del requisito dell'accessibilità per l'assegnazione di contributi e finanziamenti pubblici, disponendo in tal senso modalità di vigilanza e relative sanzioni;».

2.203

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Al comma 2, dopo lettera f), aggiungere la segtuente:

        «f-bis) introduzione di adeguati strumenti di informazione, partecipazione, contraddittorio, trasparenza e pubblicità nei procedimenti amministrativi attuativi e nella organizzazione e gestione delle fondazioni lirico-sinfoniche e degli altri enti e organismi che ricevono contributi pubblici nel settore dello spettacolo, secondo i princìpi enunciati nella legge 7 agosto 1990, n. 241, e nella legge 6 novembre 2012, n. 190;».

2.204

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO (*)

Respinto

Al comma 2, dopo lettera f), aggiungere la seguente:

        «f-bis). Nel rispetto della normativa europea, prevedere la liberalizzazione dell'esercizio delle attività di intermediazione dei diritti d'autore limitandone comunque l'esercizio a organismi di gestione collettiva dei diritti e degli enti di gestione indipendenti in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente e idonei ad assicurare ai titolari dei diritti una puntuale rendicontazione dell'attività svolta nel loro interesse; nonché assicurare ai titolari dei diritti la gestione autonoma degli stessi, anche tramite ricorso a licenze di tipo creative commons, previo eventuale assolvimento degli obblighi di comunicazione previsti nel mandato conferito all'organismo di gestione collettiva o all'ente di gestione indipendente».

________________

(*) Aggiungono la firma in corso di seduta la senatrice Fucksia e i restanti componenti del Gruppo FL (Id-PL, PLI)

2.309

BOCCHINO, PETRAGLIA, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO, GOTOR

Respinto

Al comma 3 sostituire le parole da: «del seguente criterio direttivo specifico», fino alla fine del comma con le seguenti: «dei seguenti ulteriori principi e criteri direttivi:

            a) completamento del percorso di riforma avviato con il citato decreto legislativo n. 367 del 1996, favorendo il funzionamento organizzativo, assicurando una maggiore offerta di spettacoli, destinati anche al pubblico giovanile, anche mediante la realizzazione di coproduzioni o mediante lo scambio di materiale scenico e la promozione dell'acquisto o la condivisione di beni e servizi comuni al settore, anche con riferimento alla nuova produzione musicale;

            b) previsione del controllo e della vigilanza sulla gestione economico-finanziaria della fondazione, con rafforzamento della responsabilizzazione della fondazione nella gestione economico-finanziaria e attribuzione della responsabilità dell'equilibrio di bilancio al sovrintendente e al consiglio di amministrazione;

            c) revisione dei criteri di ripartizione del contributo statale al fine di incentivare il miglioramento dei risultati della gestione, dare impulso alla buona gestione amministrativo-contabile, operativa ed economica della fondazione, nonché alla qualità dell'attività lirica, sinfonica e di balletto realizzata e alla capacità di reperire risorse private e di altri soggetti pubblici compresi gli enti locali;

            d) incentivazione di un'adeguata contribuzione da parte degli enti locali, mantenendo, altresì, un equilibrio con tutte le realtà musicali in loco;

            e) rafforzamento e consolidamento del percorso di risanamento e di stabilizzazione economico-finanziaria e patrimoniale avviato dalle fondazioni sulla base dell'articolo 11 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112 nel rispetto del principio dell'articolo 36 della Costituzione».

2.205

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Al comma 3 apportare le seguenti modificazioni:

            a) sostituire la parola: «specifico» con le seguenti: «, al quale dovranno essere conformati i regolamenti di cui all'articolo 24, comma 3-bis, del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160:»;

            b) sopprimere le parole da: «le disposizioni adottate» fino a: «e con».

        Conseguentemente al comma 1, sostituire le parole da: «e di quelle regolamentari»fino a: «n. 160» con le seguenti: «nel rispetto dei criteri di cui al comma 3».

2.206

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Votato per parti separate. Approvata la parte evidenziata in neretto; respinta la restante parte

Al comma 3, dopo lettera a), inserire la seguente:

        «a-bis) revisione delle modalità di nomina e dei requisiti del sovrintendente e del direttore artistico prevedendo in particolare:

            1) bandi pubblici anche internazionali permettendo la consultazione pubblica del curriculum dei partecipanti;

            2) assenza di interessi di qualsiasi natura in conflitto con le funzioni svolte all'interno delle fondazioni stesse dal sovrintendente e dal direttore artistico, nonché da tutti i componenti degli organi di gestione delle fondazioni lirico-sinfoniche;

            3) nei casi di responsabilità accertata per lo scorretto svolgimento delle funzioni relative alla gestione economico-finanziaria, al soprintendente è preclusa la possibilità di essere nominato per lo stesso ruolo e ruoli affini, anche in altre fondazioni;».

2.207

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Al comma 3, dopo lettera a), inserire la seguente:

            «a-bis) revisione delle modalità di nomina e dei requisiti del sovrintendente e del direttore artistico, prevedendo in particolare assenza di interessi di qualsiasi natura in conflitto con le funzioni svolte all'interno delle fondazioni stesse dal sovrintendente e dal direttore artistico, nonché da tutti i componenti degli organi di gestione delle fondazioni lirico-sinfoniche».

2.208

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Precluso

Al comma 3, dopo lettera a), inserire la seguente:

            «a-bis) revisione delle modalità di nomina e dei requisiti del sovrintendente e del direttore artistico prevedendo in particolare che, nei casi di responsabilità accertata per lo scorretto svolgimento delle funzioni relative alla gestione economico-finanziaria, al soprintendente sia preclusa la possibilità di essere nominato per lo stesso ruolo e ruoli affini, anche in altre fondazioni».

2.209

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Al comma 3, dopo lettera a), inserire la seguente:

            «a-bis) revisione delle modalità di nomina e dei requisiti del sovrintendente e del direttore artistico, prevedendo in particolare bandi pubblici anche internazionali previa consultazione pubblica del curriculum dei partecipanti».

2.210

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Al comma 3, dopo lettera a), inserire la seguente:

            «a-bis) previsione di strumenti di garanzia e trasparenza sia nei processi di rendicontazione sia di attribuzione dei contributi statali, anche prevedendo che la nomina dei membri della commissione che dispone in merito all'erogazione di tali contributi avvenga mediante selezione pubblica per titoli;».

2.211

TOSATO, CENTINAIO, ARRIGONI, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Inammissibile

Al comma 3, alla letterad), aggiungere le seguenti parole: «e previsione dell'inversione del flusso del finanziamento prevedendo l'erogazione completa sull'esercizio successivo in base allo storico precedente e, a bilancio consolidato l'anno successivo, la successiva erogazione sarà effettuata a conguaglio dell'effettiva attività svolta nel precedente esercizio. All'attuazione della delega di cui all'articolo 1, comma 2, lettera b), si provvede, nel limite massimo di 20 milioni di euro, a decorrere dall'anno 2017, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma ''Fondi di riserva e speciali'' della missione ''Fondi da ripartire'' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero».

2.212

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

        «3-bis. Con particolare riferimento ai teatri nazionali i decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:

            a) riordino della normativa relativa alla creazione e al funzionamento delle scuole di formazione dei teatri nazionali finalizzata a una migliore formazione e a un adeguato inserimento lavorativo;

            b) revisione delle modalità di nomina e dei requisiti degli incarichi dirigenziali dei teatri nazionali, prevedendo in particolare:

                1) bandi di selezione pubblici anche internazionali;

                2) rotazione degli incarichi».

2.310

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 4, lettera a), dopo le parole: «pubblici e privati», inserire le seguenti: «garantendo che l'intervento privato non si configuri come sostitutivo del finanziamento pubblico,».

2.213

BLUNDO, MONTEVECCHI, SERRA

Inammissibile

Al comma 4, lettera b), aggiungere, infine, le seguenti parole: «, anche prevedendo specifiche forme di agevolazione fiscale».

2.311

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 4, dopo la lettera d),inserire le seguenti:

            «d-bis) previsione della destinazione di una quota del Fondo unico per lo spettacolo a favore di organismi che svolgono attività di spettacolo multidisciplinare;

            d-ter) istituzione di un fondo aggiuntivo a favore del settore lirico-musicale, finanziato anche mediante prelievi sull'acquisto di prodotti audiovisivi del settore, compresi quelli effettuati per via telematica, da destinare alla promozione della musica e della lirica dal vivo, con particolare riguardo ai nuovi linguaggi musicali e ai giovani musicisti italiani;».

        Conseguentemente, dopo l'articolo 2 inserire il seguente:

«Art. 2-bis.

(Copertura finanziaria)

        1. All'attuazione della delega di cui all'articolo 2, comma 4, lettera d-ter), si provvede, nel limite massimo di 10 milioni di euro per l'anno 2017 e 15 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma ''Fondi di riserva e speciali'' della missione ''Fondi da ripartire'' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero».

2.312

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 4, dopo la lettera d), inserire la seguente:

            «d-bis) estensione della tipologia di soggetti cui è consentito l'accesso ai contributi per la produzione, comprendendo tra essi le reti o i consorzi di produttori, i centri con diversi soggetti operanti, le residenze d'artista, le case della musica e ulteriori soggetti ad essi assimilabili;».

        Conseguentemente, dopo l'articolo 2, inserire il seguente:

«Art. 2-bis.

(Copertura finanziaria)

        1. All'attuazione della delega di cui all'articolo 2, comma 4, lettera d-bis), si provvede, nel limite massimo di 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2017, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma ''Fondi di riserva e speciali'' della missione ''Fondi da ripartire'' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero».

2.313

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 4, dopo la lettera d), inserire la seguente:

            «d-bis) introduzione del criterio dell'impatto sociale nel contesto dell'ottimizzazione delle risorse di cui alla lettera c), intendendo quale impatto sociale la valutazione qualitativa e quantitativa nel breve, medio e lungo periodo, degli effetti delle attività svolte sulla comunità di riferimento rispetto all'obiettivo individuato;».

2.314

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 4, dopo la lettera d), inserire la seguente:

            «d-bis) valorizzazione, nell'ambito dell'ottimizzazione delle risorse di cui alla lettera d), del supporto discografico, video o in forma digitale quale compimento dell'intero percorso produttivo;».

2.316

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO, GOTOR

Respinto

Al comma 4, lettera e), dopo le parole: «i seguenti criteri», aggiungere le seguenti: «, con il contestuale superamento del sistema incentrato sulla quantità della produzione».

2.317

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO, GOTOR

Respinto

Al comma 4, lettera e), dopo il numero 1) inserire il seguente:

        «1-bis) assegnazione del finanziamento statale a consuntivo sulla base dell'attività svolta previe congrue anticipazioni, semplificando i criteri di valutazione mediante l'individuazione di un ridotto numero di specifici parametri quantitativi, relativi anche ai risultati di gestione, e qualitativi, commisurando in particolare a questi ultimi la destinazione di una quota crescente del finanziamento statale;».

2.318

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO, GOTOR

Respinto

Al comma 4, lettera e), dopo il numero 1), inserire il seguente:

        «1-bis) revisione delle modalità di assegnazione delle risorse pubbliche, garantendo la stabilità e la certezza dei finanziamenti;».

2.319

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 4, lettera e), dopo il numero 2), inserire il seguente:

        2-bis) il superamento del sistema incentrato sulla quantità della produzione a favore di un meccanismo che valorizzi la qualità della stessa;».

2.320

BOCCHINO, PETRAGLIA, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 4, lettera e), numero 4), sostituire le parole: «mobilità artistica» con le seguenti: «diffusione delle creazioni artistiche» e la parola: «opere» con la seguente: «stesse».

2.214

CENTINAIO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, TOSATO, VOLPI, MALAN, CARRARO

Id. em. 2.320

Al comma 4, lettera e), al punto 4), sostituire le parole: «mobilità artistica» con le seguenti: «diffusione delle creazioni artistiche» e la parola: «opere» con la seguente: «stesse».

2.215

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Inammissibile

Al comma 4, lettera e), dopo il numero 7, inserire i seguenti:

        «7-bis) l'adozione di misure per l'istituzione di aree attrezzate destinate alle attività di spettacolo viaggiante, con vincolo di destinazione pluriennale, ovvero forme di parchi permanenti installati stabilmente, anche al fine della tutela della sicurezza e del consolidamento e sviluppo del settore;

        7-ter) erogazione di contributi per gli spettacoli viaggianti finalizzate alla ristrutturazione e alla riparazione delle attrazioni in esercizio e per l'acquisto di singole componenti eventualmente danneggiate o usurate».

2.216

CENTINAIO, ARRIGONI, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, TOSATO, VOLPI, MALAN, CARRARO

Respinto

Al comma 4, lettera e), dopo il punto 7, inserire il seguente:

        «7-bis) l'applicazione delle previsioni dell'articolo 9 della legge n. 337 del 1968 in ordine alla individuazione da parte delle Amministrazioni comunali di aree per lo svolgimento delle manifestazioni e per la collocazione di carovane abitazione e carriaggi al servizio dell'attività».

2.217

TOSATO, CENTINAIO, ARRIGONI, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Accantonato

Al comma 4, lettera e), dopo il punto 7, inserire il seguente:

        «7-bis). Revisione delle disposizioni in tema di attività circensi per definire, d'intesa con l'ANCI, norme per l'istituzione di un'anagrafe dei luoghi per lo spettacolo circense e viaggiante, contenente le ipotesi di allestimento di spazi attrezzati con idonee infrastrutture, preautorizzati dalle commissioni di vigilanza, da adottare integralmente, prevedendo che, entro sei mesi dalla data di entra in vigore della presente legge, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, emani, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, un regolamento per assicurare la migliore tutela degli animali, prevedendo nuove modalità per la tempestiva comunicazione on line al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, da parte dei circhi, della detenzione degli esemplari dì cui all'articolo 6, comma 2, della legge 7 febbraio 1992, n. 150, e successive modificazioni, con specificazione del numero, sesso, età e precedente provenienza, a meno che non siano nati nello stesso circo, e comunicazione di nuove nascite; nuove modalità e parametri tecnici per assicurare le idonee condizioni di vita e trasporto per gli animali, e per la loro stabulazione ed addestramento; idonee forme di verifica dei requisiti di idoneità delle persone responsabili dell'addestramento e dell'utilizzazione degli animali;».

2.321

BOCCHINO, PETRAGLIA, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 4, lettera e), numero 8), sostituire la parola: «riequilibrio» con la seguente: «diffusione».

2.322

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 4, lettera f), dopo il numero 2 inserire il seguente:

        «2-bis) interventi specifici in favore delle bande musicali e loro riconoscimento in qualità di attività formative, indirizzando verso tale settore parte delle risorse statali e disciplinando altresì ulteriori modalità di finanziamento pubblico».

        Conseguentemente, dopo l'articolo 2, inserire il seguente:

«Art. 2-bis.

(Copertura finanziaria)

        1. All'attuazione della delega di cui all'articolo 2, comma 4, lettera f), numero 2-bis), si provvede, nel limite massimo di 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2017, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero».

2.324

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 4, dopo la lettera f), inserire la seguente:

        «f-bis) previsione di interventi specifici in favore delle bande musicali e loro riconoscimento in qualità di attività formative, indirizzando verso tale settore parte delle risorse statali e disciplinando altresì ulteriori modalità di finanziamento pubblico e privato;».

        Conseguentemente, dopo l'articolo 2, aggiungere il seguente:

«Art. 2-bis.

(Copertura finanziaria)

        1. All'attuazione della delega di cui all'articolo 2, comma 4, lettera f-bis), si provvede, nel limite massimo di 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2017, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero».

2.323

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 4, dopo la lettera f), inserire la seguente:

        «f-bis) valorizzazione della specificità del teatro di figura attraverso l'attivazione di politiche volte alla tutela del patrimonio artistico e al riconoscimento della figura professionale del burattinaio o marionettista, promuovendo in tal senso la formazione degli operatori anche durante il percorso scolastico e universitario;».

        Conseguentemente, dopo l'articolo 2, inserire il seguente:

«Art. 2-bis.

(Copertura finanziaria)

        1. All'attuazione della delega di cui all'articolo 2, comma 4, lettera f)-bis), si provvede, nel limite massimo di 10 milioni di euro per l'anno 2017 e 15 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero».

2.218 (testo 2)

ICHINO, PUPPATO, BIGNAMI (*)

Approvato

Al comma 4, dopo la lettera f), inserire la seguente:

            «f-bis) previsione del progressivo superamento dello strumento del contrassegno SIAE di cui all'articolo 181-bis della legge n. 633 del 1941 per quanto concerne la registrazione di opere musicali;».

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta

2.219

BOCCHINO, PETRAGLIA, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 4, lettera g), numero 2), aggiungere, in fine, le parole: «nonché a dare impulso alle scuole di ballo delle fondazioni lirico-sinfoniche;».

2.325

DE PETRIS, PETRAGLIA, CIRINNA', AMATI, REPETTI, BOCCHINO, GRANAIOLA (*)

Accantonato

Al comma 4, lettera h), dopo le parole: «attività circensi», inserire le seguenti: «e di spettacolo viaggiante,».

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta

2.326

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO, GRANAIOLA (*)

Accantonato

Al comma 4, lettera h), dopo le parole: «in tema di attività circensi», inserire le seguenti: «e di spettacolo viaggiante».

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta

2.327

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Accantonato

Al comma 4, lettera h), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, che deve comunque essere portata a termine entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge».

2.220

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 4, alla lettera i), dopo le parole: «nuove generazioni» inserire le seguenti: «anche attraverso la promozione di un efficace e organico insegnamento delle arti musicali e teatrali in tutti i gradi dell'istruzione scolastica,».

2.221

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 4, alla lettera i), dopo le parole: «nuove generazioni» inserire le seguenti: «avviato sin dalla scuola primaria».

2.222

Elena FERRARA, MARCUCCI, IDEM, PUGLISI, MARTINI, TOCCI, ZAVOLI

Approvato

Al comma 4, lettera i), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e con l'articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 60».

2.328

BOCCHINO, PETRAGLIA, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 4, lettera l), sopprimere le seguenti parole: «del carattere intermittente».

2.223

CENTINAIO, ARRIGONI, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, TOSATO, VOLPI, MALAN, CARRARO

Id. em. 2.328

Al comma 4, lettera l), sopprimere le seguenti parole: «del carattere intermittente».

2.329

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 4, lettera l), aggiungere, infine, le seguenti parole: «anche attraverso l'avvio di specifici bandi destinati al sostegno della creatività dei giovani artisti e la valorizzazione della loro presenza all'interno di manifestazioni musicali, festival e della programmazione radiofonica nazionale».

        Conseguentemente, dopo l'articolo 2, aggiungere il seguente:

«Art. 2-bis.

(Copertura finanziaria)

        1. All'attuazione della delega di cui all'articolo2, comma 4, lettera l), si provvede, nel limite massimo di 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2017, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma ''Fondi di riserva e speciali'' della missione ''Fondi da ripartire'' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero».

2.224

LIUZZI

Respinto

Al comma 4, alla lettera m), dopo le parole: «pubblica sicurezza», aggiungere il seguente periodo: «Nell'ambito della semplificazione dei procedimenti autorizzativi di cui al periodo precedente, porre particolare riguardo alla semplificazione della disciplina relativa alla circolazione di mezzi pesanti limitatamente ai veicoli e complessi di veicoli adibiti al trasporto di strumentazione per gli spettacoli, con particolare riferimento allo spettacolo di musica popolare contemporanea e viaggiante;».

2.330

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 4, dopo la lettera n), inserire la seguente:

            «n-bis) introduzione di norme volte a promuovere un'azione coordinata tra i diversi Ministeri competenti per attuare un indirizzo politico-amministrativo unitario in favore dello sviluppo delle attività dello spettacolo dal vivo, in stretta connessione con le politiche del turismo culturale;».

2.225

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Al comma 4, lettera o), aggiungere, infine, le seguenti parole: «e attraverso gli organismi preposti alla promozione all'estero e l'internalizzazione delle imprese italiane».

2.226

GIOVANARDI

Accantonato

Al comma 4, dopo la lettera o) aggiungere la seguente:

        «o-bis) revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale riduzione dell'utilizzo di determinati animali nello svolgimento della stessa, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150,determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento;».

2.227

GIOVANARDI

Accantonato

Al comma 4, dopo la lettera o), aggiungere la seguente:

            «o-bis) revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale riduzione dell'utilizzo di alcuni animali nello svolgimento della stessa, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento;».

2.228

GIOVANARDI

Accantonato

Al comma 4, dopo la lettera o), aggiungere la seguente:

            «o-bis) revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate ad; graduale riduzione dell'utilizzo di determinate specie di animali nello svolgimento delle stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n.150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento;».

2.229

GIOVANARDI

Accantonato

Al comma 4, dopo la lettera o), aggiungere la seguente:

            «o-bis) revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale riduzione dell'utilizzo di alcune specie di animali nello svolgimento delle stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento;».

2.230

GIOVANARDI

Accantonato

Al comma 4, dopo la lettera o), aggiungere la seguente:

            «o-bis) revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale riduzione dell'utilizzo di determinate specie di animali nello svolgimento delle stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento;».

2.231

GIOVANARDI

Accantonato

Al comma 4, dopo la lettera o), aggiungere la seguente:

            «o-bis) revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale eliminazione dell'utilizzo di alcune specie di animali nello svolgimento delle stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento;».

2.232

GIOVANARDI

Accantonato

Al comma 4, dopo la lettera o), aggiungere la seguente:

            «o-bis) revisione delle disposizioni in tema di attività circensi finalizzate alla graduale eliminazione dell'utilizzo di alcuni animali nello svolgimento della stesse, al rafforzamento di misure per la tutela degli animali secondo le disposizioni di cui al Titolo IX-bis del Libro II del codice penale, alla legge 7 febbraio 1992, n. 150, determinate alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, e ad ogni altra disposizione normativa statale o dell'Unione europea in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali, nonché all'introduzione di specifiche misure di semplificazione del regime autorizzatorio previsto per tali attività e di quello per la concessione delle aree pubbliche necessarie al loro svolgimento;».

G2.100

MARCUCCI, PEZZOPANE, PUPPATO (*)

Non posto in votazione (**)

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge n. 2287-bis, 459 e 1116-A, recante disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia;

        considerato che l'articolo 2, comma 3, del provvedimento in titolo stabilisce:

            un criterio direttivo specifico per la delega sul coordinamento e riordino delle disposizioni inerenti le fondazioni lirico-sinfoniche, basato essenzialmente sullo scorporo dal Fondo unico per lo spettacolo (FUS) delle risorse ad esse destinate;

            dei parametri ulteriori per l'assegnazione delle risorse, imperniati sul rafforzamento della responsabilità del sovrintendente nella gestione economico-finanziaria, sulla realizzazione di coproduzioni nazionali e internazionali, sulla promozione della cultura lirica e sui risultati artistici e gestionali;

            tenuto conto altresì del processo di delegificazione in atto, in virtù dell'articolo 24, comma 3-bis, del decreto-legge n. 113 del 2016, in base al quale saranno individuati modelli organizzativi e gestionali efficaci, idonei a garantire la stabilità economico- finanziaria;

            osservato peraltro che l'articolo 7 del provvedimento in titolo proroga dal 31 dicembre 2018 al 31 dicembre 2019 il termine entro cui le fondazioni lirico-sinfoniche devono dimostrare di possedere determinati requisiti al fine dell'inquadramento, alternativamente, come «fondazione lirico-sinfonica» o «teatro lirico-sinfonico», con conseguente revisione delle modalità di organizzazione, gestione e funzionamento, secondo princìpi di efficienza, efficacia, sostenibilità economica e valorizzazione della qualità,

        impegna il Governo:

            a) a prendere in considerazione soluzioni di lungo termine per la rimodulazione dei debiti pregressi delle fondazioni lirico-sinfoniche, onde permettere loro di poter contare su tempi sostenibili per il risanamento;

            b) ad assicurare la massima trasparenza nella governance, nonché a verificare la correttezza dei bilanci, tanto più che tali enti sono chiamati a dimostrare il raggiungimento dell'equilibrio economico-finanziario.

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta

(**) Accolto dal Governo

G2.101

MARCUCCI, PANIZZA, PEZZOPANE, PUPPATO (*)

Non posto in votazione (**)

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge n. 2287-bis, 459 e 1116-A, recante disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia;

            giudicata positivamente l'inclusione dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche tra le attività di spettacolo come definite dall'articolo 1, comma 2, e conseguentemente tra i settori oggetto della delega di cui all'articolo 2, comma 1;

            considerato che tra i principi e criteri direttivi specifici della delega, di cui all'articolo 2, comma 4, applicabili ai carnevali storici e le rievocazioni storiche, sono dettate anche indicazioni dettagliate per il riparto del Fondo unico per lo spettacolo (FUS);

            rilevato quindi con favore che, in base all'articolo 2, comma 4, lettera e), i carnevali storici e le rievocazioni storiche rientrano appieno tra i settori cui sono destinati i finanziamenti del FUS,

        impegna il Governo ad assicurare, nell'ambito delle risorse del FUS, un adeguato finanziamento dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche, anche in un'ottica selettiva che punti all'incremento della qualità e al pieno coinvolgimento dei territori.

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta

(**) Accolto dal Governo

G2.102

Elena FERRARA, MARCUCCI, IDEM, PUGLISI, MARTINI, TOCCI, ZAVOLI, PANIZZA, PEZZOPANE, PUPPATO (*)

Non posto in votazione (**)

Il Senato,

            in sede d'esame del disegno di legge recante delega al Governo per il codice dello spettacolo (A.S. 2287-bis-A),

        premesso che:

            l'articolo 2, comma 2, lettera b), del disegno di legge indica, tra i principi e i criteri direttivi cui il Governo deve attenersi nell'adozione dei decreti legislativi cui è delegato, la razionalizzazione degli interventi di sostegno dello Stato, mantenendo o prevedendo, tra l'altro, tra le attribuzioni statali: ''la promozione tra le giovani generazioni della cultura e delle pratiche dello spettacolo, anche mediante le nuove tecnologie, attraverso misure rivolte alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e agli enti o istituti di alta formazione'' e ''la promozione dell'integrazione e dell'inclusione, attraverso attività formative, nonché mediante la pratica e la fruizione delle attività di spettacolo anche in contesti disagiati'';

            l'articolo 2, comma 4, lettera i), del disegno di legge indica, altresì, tra i principi e i criteri direttivi cui il Governo deve attenersi nell'adozione dei decreti legislativi cui è delegato, ''l'introduzione di norme, nonché la revisione di quelle vigenti in materia, volte all'avvicinamento dei giovani alle attività dello spettacolo e finalizzate a creare un efficace percorso di educazione delle nuove generazioni'';

        considerato che:

            nel documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sul diritto dei minori a fruire del patrimonio artistico e culturale nazionale, approvato all'unanimità dalla Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza il 4 aprile 2017, si sottolinea la necessità di introdurre agevolazioni, come detrazioni fiscali, per le famiglie i cui figli svolgono specifiche attività culturali (corsi di danza, teatro, musica), come già previsto dall'articolo 15, comma 1, lettera i-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica del 22 dicembre 1986, n. 917 (testo unico delle imposte sui redditi), per le attività sportive svolte in palestre, piscine e in altre strutture ed impianti sportivi;

        premesso inoltre che:

            i temi delle povertà educative e culturali e del connesso disagio dei bambini, da un lato, e quello delle possibilità offerte ai minori di fruire del patrimonio artistico e culturale nazionale, dall'altro, sono strettamente connessi. Infatti, la possibilità di accrescere il livello culturale dei cittadini, a iniziare dai bambini, dovrebbe essere un obiettivo politico da perseguire, perché la crescita del livello culturale è strettamente legata alla possibilità di avere condizioni di vita migliori sotto il profilo sociale ed economico;

            occorre quindi prevedere formule tariffarie che consentano alle famiglie di recarsi nei luoghi della cultura senza oneri eccessivi e beneficiando di servizi specifici volti ad incentivare la pratica e la fruizione delle arti performative,

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di prevedere una detrazione fiscale delle spese sostenute per l'iscrizione annuale e l'abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra i 5 e i 18 anni, anche ai corsi di danza, teatro e musica, come già previsto per le attività sportive;

            a valutare altresì l'opportunità di introdurre specifiche misure, anche di carattere tariffario, volte ad agevolare l'accesso e la frequentazione dei beni e dei prodotti culturali a cominciare dalle famiglie, incrementando i servizi rivolti ai fruitori sia in termini di accesso e fruizione culturale, sia in termini di risposte alle necessità specifiche dei minori e delle famiglie (bimbi piccoli, disabili, anziani) e, più in generale, al benessere del visitatore o del fruitore.

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta

(**) Accolto dal Governo

G2.103

Elena FERRARA, MARCUCCI, IDEM, PUGLISI, MARTINI, TOCCI, ZAVOLI, PEZZOPANE, PUPPATO (*)

Non posto in votazione (**)

Il Senato,

            in sede d'esame del disegno di legge recante delega al Governo per il codice dello spettacolo (A.S. 2287-bis-A),

        premesso che:

            l'articolo 2, comma 4, lettera i), del disegno di legge indica, tra i principi e i criteri diretti vi cui il Governo deve attenersi nell'adozione dei decreti legislativi cui è delegato, «l'introduzione dì norme, nonché la revisione di quelle vigenti in materia, volte all'avvicinamento dei giovani alle attività dello spettacolo e finalizzate a creare un efficace percorso di educazione delle nuove generazioni»;

            l'articolo 3, comma 2, prevede che il Consiglio superiore dello spettacolo svolga attività di monitoraggio e valutazione delle politiche pubbliche, nonché l'emanazione di linee guida cui deve attenersi il Ministero dei beni e delle attività culturali nella redazione di relazioni analitiche e descrittive inerenti l'attività nel settore dello spettacolo, nonché relative analisi d'impatto;

        considerato che:

            l'indagine conoscitiva sul diritto dei minori a fruire del patrimonio artistico e culturale nazionale, approvato all'unanimità dalla Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza il 4 aprile 2017, ha evidenziato la carenza di sistemi di rilevazione per l'accesso e la fruizione del patrimonio artistico da parte dei minori;

            a tutt'oggi non esiste una registrazione puntuale delle fasce di età che hanno accesso al patrimonio artistico e culturale del Paese, anche se dai dati relativi all'accesso ai musei si desume una più larga partecipazione di minori a cui sono destinati i biglietti gratuiti, pari a circa 22,582.000, su un totale di 43.300.000 biglietti emessi nel 2015;

            risulta quindi assolutamente ineludibile il superamento dell'attuale quasi assoluta carenza dei sistemi di rilevazione di dati concernenti la fruizione dei beni e dei prodotti culturali da parte dei minori,

        impegna il Governo a verificare l'opportunità di predisporre un sistema di registrazione degli accessi per fasce d'età e, rispetto ai minori, la necessità di distinguere le attività scolastiche dalle altre (familiari, gruppi extrascolastici) al fine di consentire una lettura, avvertita come necessaria, dell'impatto delle politiche pubbliche e della qualità dei servizi offerti, con particolare riferimento alla fruizione dei beni e dei prodotti culturali da parte dei minori.

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta

(**) Accolto dal Governo

G2.104

BLUNDO, SERRA, MONTEVECCHI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede d'esame del disegno di legge recante Delega al Governo per il codice dello spettacolo (A.S. 2287-bis),

        premesso che:

            il comma 4 dell'articolo 2, lettera l), prevede il riordino e l'introduzione «di norme che, in armonia e coerenza con le disposizioni generali in materia, disciplinino in modo sistematico e unitario, con le opportune differenziazioni correlate allo specifico ambito di attività, il rapporto di lavoro nel settore dello spettacolo, nel rispetto, quanto agli aspetti retributivi, dell'articolo 36 della Costituzione e dell'articolo 2099 del codice civile, tenuto conto anche del carattere intermittente delle prestazioni lavorative con riferimento alle specificità contrattuali e alle tutele sociali, anche previdenziali e assicurative»;

        considerato che:

            l'introduzione nel testo, in sede referente, del «carattere intermittente delle prestazioni lavorative con riferimento alle specificità contrattuali e alle tutele sociali, anche previdenziali e assicurative», denota nel merito, come connaturate alla professione artistica, quelle particolari specificità che si traducono, sul piano strettamente lavorativo e funzionale, in elementi e fattori di flessibilità, precarietà e mobilità, spesso penalizzanti per chi svolge tale genere di attività;

            tra le figure maggiormente penalizzate dalla precari età e mobilità di cui sopra rientra sicuramente quella dell'artista lirico solista che, non avendo ancora ricevuto dal legislatore una chiara interpretazione del suo status, ha molta difficoltà a vedere riconosciuti i propri diritti. Una recente sentenza della Corte costituzionale (la n. 260 dell'11 dicembre 2015) ha fornito una chiara interpretazione circa la «temporaneità» del rapporto di lavoro tra artista solista e committente ma non ha comunque formulato alcuna indicazione sull'inquadramento professionale del primo;

            della debolezza contrattuale e d'una «condizione asimmetrica» in cui versa, di fatto, l'artista lirico solista rispetto al datore di lavoro (teatro, fondazione lirica ecc.) s'è occupato in modo approfondito e specifico anche il Parlamento Europeo nella risoluzione del 7 giugno 2007 nella quale si invitano «gli Stati Membri a promuovere lo sviluppo di un quadro giuridico e istituzionale al fine di sostenere la creazione artistica mediante l'adozione di una serie di misure coerenti e globali che riguardino la situazione contrattuale, la sicurezza sociale, l'assicurazione malattia, la tassazione diretta e indiretta e la conformità alle norme europee»;

        valutato, inoltre, che:

            attualmente la prassi contrattuale è quella di considerare l'artista lirico alla stregua di un libero professionista e di qualificare il suo contratto come contratto d'opera. Tuttavia, lo status di libero professionista contrasta fortemente con la realtà attuale che vede l'artista lirico solista soggetto a una forte etero determinazione e di direzione da parte del teatro o fondazione,

        impegna il Governo ad adottare ogni iniziativa utile, anche di carattere normativo, affinché sia definito lo status giuridico di «artista lirico», individuando precisi limiti al potere del datore di lavoro di etero determinazione e di direzione dell'artista stesso e siano rimodulate le tipologie di ammortizzatori sociali previsti dalla vigente normativa al fine di favorire una loro estensione ai lavoratori dello spettacolo.

________________

(*) Accolto dal Governo

G2.105

BLUNDO, SERRA, MONTEVECCHI

V. testo 2

Il Senato,

            in sede d'esame del disegno di legge recante Delega al Governo per il codice dello spettacolo (A.S. 2287-bis),

        premesso che:

            il comma 4 dell'articolo 2, lettera l), prevede il riordino e l'introduzione «di norme che, in armonia e coerenza con le disposizioni generali in materia, disciplinino in modo sistematico e unitario, con le opportune differenziazioni correlate allo specifico ambito di attività, il rapporto di lavoro nel settore dello spettacolo, nel rispetto, quanto agli aspetti retributivi, dell'articolo 36 della Costituzione e dell'articolo 2099 del codice civile, tenuto conto anche del carattere intermittente delle prestazioni lavorative con riferimento alle specificità contrattuali e alle tutele sociali, anche previdenziali e assicurative»;

        considerato che:

            l'introduzione nel testo, in sede referente, del «carattere intermittente delle prestazioni lavorative con riferimento alle specificità contrattuali e alle tutele sociali, anche previdenziali e assicurative», denota nel merito, come connaturate alla professione artistica, quelle particolari specificità che si traducono, sul piano strettamente lavorativo e funzionale, in elementi e fattori di flessibilità, precarietà e mobilità, spesso penalizzanti per chi svolge tale genere di attività;

            ci si riferisce, in parti colar modo, ai giovani artisti, per i quali - oltre a essere spesso estremamente difficile trovare inserimento nel mercato e conseguire una adeguata crescita professionale ed economica - è raro che venga puntualmente remunerato il proprio lavoro, compresi i periodi di prova, ovvero che siano riconosciute specifiche tutele nei periodi di inattività;

        ritenuto infine che:

            occorre un sistema di tutele maggiormente efficace per i lavoratori dello spettacolo e soprattutto, per i giovani artisti, al fine di garantire loro la puntualità nei pagamenti delle prestazioni lavorative, la congrua retribuzione dei periodi di prova e il riconoscimento e l'erogazione degli ammortizzatori sociali, qualora si sia in possesso dei necessari requisiti,

        impegna il Governo:

        ad adottare ogni iniziativa utile, anche di carattere normativo, finalizzata a:

            a) prevedere l'adozione di criteri premiaIi in favore di teatri che inseriscono nel loro cast giovani artisti e degli enti che adempiono puntualmente al pagamento del personale utilizzato, nonché a valutare l'adozione di criteri sanzionatori per gli enti che ritardano nell'adempiere a tali pagamenti;

            b) armonizzare e rimodulare le tipologie di ammortizzatori sociali previsti dalla vigente normativa al fine di favorire una loro estensione ai lavoratori dello spettacolo;

            c) prevedere, in particolare, l'introduzione di una specifica disciplina vòlta a riconoscere le prove di spettacolo quale periodo lavorativo effettivo con obbligo di retribuzione.

G2.105 (testo 2)

BLUNDO, SERRA, MONTEVECCHI

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede d'esame del disegno di legge recante Delega al Governo per il codice dello spettacolo (A.S. 2287-bis),

        premesso che:

            il comma 4 dell'articolo 2, lettera l), prevede il riordino e l'introduzione «di norme che, in armonia e coerenza con le disposizioni generali in materia, disciplinino in modo sistematico e unitario, con le opportune differenziazioni correlate allo specifico ambito di attività, il rapporto di lavoro nel settore dello spettacolo, nel rispetto, quanto agli aspetti retributivi, dell'articolo 36 della Costituzione e dell'articolo 2099 del codice civile, tenuto conto anche del carattere intermittente delle prestazioni lavorative con riferimento alle specificità contrattuali e alle tutele sociali, anche previdenziali e assicurative»;

        considerato che:

            l'introduzione nel testo, in sede referente, del «carattere intermittente delle prestazioni lavorative con riferimento alle specificità contrattuali e alle tutele sociali, anche previdenziali e assicurative», denota nel merito, come connaturate alla professione artistica, quelle particolari specificità che si traducono, sul piano strettamente lavorativo e funzionale, in elementi e fattori di flessibilità, precarietà e mobilità, spesso penalizzanti per chi svolge tale genere di attività;

            ci si riferisce, in parti colar modo, ai giovani artisti, per i quali - oltre a essere spesso estremamente difficile trovare inserimento nel mercato e conseguire una adeguata crescita professionale ed economica - è raro che venga puntualmente remunerato il proprio lavoro, compresi i periodi di prova, ovvero che siano riconosciute specifiche tutele nei periodi di inattività;

        ritenuto infine che:

            occorre un sistema di tutele maggiormente efficace per i lavoratori dello spettacolo e soprattutto, per i giovani artisti, al fine di garantire loro la puntualità nei pagamenti delle prestazioni lavorative, la congrua retribuzione dei periodi di prova e il riconoscimento e l'erogazione degli ammortizzatori sociali, qualora si sia in possesso dei necessari requisiti,

        impegna il Governo ad adottare ogni iniziativa utile, anche di carattere normativo, finalizzata a:

            a) prevedere l'adozione di criteri premiaIi in favore di teatri che inseriscono nel loro cast giovani artisti e degli enti che adempiono puntualmente al pagamento del personale utilizzato, nonché a valutare l'opportunutà di adottare criteri sanzionatori per gli enti che ritardano nell'adempiere a tali pagamenti;

            b) armonizzare e rimodulare le tipologie di ammortizzatori sociali previsti dalla vigente normativa al fine di favorire una loro estensione ai lavoratori dello spettacolo;

            c) prevedere, in particolare, l'introduzione di una specifica disciplina vòlta a riconoscere le prove di spettacolo quale periodo lavorativo effettivo con obbligo di retribuzione.

________________

(*) Accolto dal Governo

ARTICOLO 3 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 3.

Approvato nel testo emendato

(Consiglio superiore dello spettacolo)

1. Al fine di assicurare la migliore e più efficace attuazione della presente legge, è istituito il Consiglio superiore dello spettacolo, di seguito denominato «Consiglio superiore».

2. Il Consiglio superiore svolge compiti di consulenza e supporto nell'elaborazione ed attuazione delle politiche di settore, nonché nella predisposizione di indirizzi e criteri generali relativi alla destinazione delle risorse pubbliche per il sostegno alle attività di spettacolo. In particolare, il Consiglio superiore:

a) svolge attività di analisi del settore dello spettacolo, nonché attività di monitoraggio e valutazione delle politiche pubbliche, con particolare riferimento agli effetti delle misure di sostegno previste dalla normativa vigente, utilizzando anche i dati resi disponibili, a richiesta, dalle competenti strutture del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, di seguito denominato «Ministero»;

b) formula proposte in merito agli indirizzi generali delle politiche pubbliche di sostegno, promozione e diffusione dello spettacolo, ai relativi interventi normativi e regolamentari, nonché all'attività di indirizzo e vigilanza, attribuita al Ministero;

c) esprime pareri sugli schemi di atti normativi e amministrativi generali afferenti la materia dello spettacolo e su questioni di carattere generale di particolare rilievo concernenti la suddetta materia;

d) esprime pareri e contribuisce a definire la posizione del Ministero in merito ad accordi internazionali nel settore dello spettacolo, nonché in materia di rapporti con le istituzioni dell'Unione europea o internazionali e con le altre istituzioni nazionali aventi attribuzioni nel medesimo settore;

e) esprime parere in merito ai criteri di ripartizione delle risorse tra i diversi settori di attività e sulle condizioni per la concessione dei contributi finanziari;

f) organizza consultazioni periodiche con i rappresentanti dei settori professionali interessati e con altri soggetti sull'andamento del settore dello spettacolo, nonché sull'evoluzione delle professioni, sul loro contesto tecnico, giuridico, economico e sociale, nonché sulle condizioni di formazione e di accesso alle medesime professioni;

g) formula proposte, tenendo conto delle analisi effettuate ai sensi della lettera a) e a seguito di apposite consultazioni organizzate ai sensi della lettera f), in merito ai contenuti delle disposizioni applicative inerenti il riparto del Fondo unico per lo spettacolo;

h) emana le linee guida cui deve attenersi il Ministero nella redazione di relazioni analitiche e descrittive inerenti l'attività nel settore dello spettacolo, nonché nelle relative analisi d'impatto;

i) esprime parere sui documenti d'analisi realizzati dal Ministero.

3. Il Consiglio superiore è composto da:

a) undici personalità del settore dello spettacolo di particolare e comprovata qualificazione professionale e capacità anche in campo giuridico, economico, amministrativo e gestionale, nominate, nel rispetto del principio dell'equilibrio di genere, dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, tre delle quali su designazione della Conferenza unificata;

b) quattro membri scelti dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo nell'ambito di una rosa di nomi proposta dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore dello spettacolo.

4. Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo nomina il presidente del Consiglio superiore tra le personalità di cui al comma 3, lettera a). Il Ministero provvede alla comunicazione dei nominativi del presidente e dei componenti del Consiglio superiore alle Commissioni parlamentari competenti, allegando il curriculum vitae dei soggetti nominati.

5. Il Consiglio superiore adotta un regolamento interno per il proprio funzionamento. I pareri del Consiglio superiore sono espressi, di norma, entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta; nei casi di urgenza, il termine è ridotto a dieci giorni. In caso di parità di voti prevale il voto del presidente. Presso il Consiglio superiore opera una segreteria tecnica, formata da personale in servizio presso il Ministero. Le risorse umane, finanziarie e strumentali necessarie per il funzionamento del Consiglio superiore sono assicurate dal Ministero nell'ambito di quelle disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

6. Con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, sono stabiliti il regime di incompatibilità dei componenti e le modalità di svolgimento dei compiti del Consiglio superiore. Ai componenti del Consiglio superiore non spettano gettoni di presenza, compensi, indennità ed emolumenti comunque denominati, ad eccezione del rimborso delle spese effettivamente sostenute previsto dalla normativa vigente.

7. Il Consiglio superiore dura in carica tre anni. A decorrere dalla data del primo insediamento del Consiglio superiore è soppressa la Consulta per lo spettacolo prevista dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 89, e le relative attribuzioni sono assegnate al Consiglio superiore.

EMENDAMENTI E ORDINE DEL GIORNO

3.200

GIOVANARDI

Respinto

Apportare le seguenti modificazioni:

            1) al comma 2, lettera e) dopo la parola: «parere»aggiungere la seguente: «vincolante»;

            2) al comma 3) lettera b) aggiungere infine: «secondo i criteri di rappresentatività di cui alla presente legge».

3.300

BOCCHINO, PETRAGLIA, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 2, lettera f), dopo le parole: «settori professionali interessati» inserire le seguenti: «al fine di sintetizzarne le istanze».

3.201

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Al comma 2, dopo la lettera i) aggiungere la seguente:

        «i-bis) gli atti e i documenti presentati e approvati dal Consiglio sono resi disponibili e consultabili sul sito web istituzionale del Ministero, in una apposita sezione, senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica e sulla base delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili, a legislazione vigente».

3.301

PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Le parole da: «Al comma» a: «seguente:» respinte; seconda parte preclusa

Al comma 3, lettera a), sostituire la parola: «undici» con la seguente: «quattro».

3.302

BOCCHINO, PETRAGLIA, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Precluso

Al comma 3, lettera a), sostituire la parola: «undici», con la seguente: «cinque».

3.202

CENTINAIO, TOSATO, ARRIGONI, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Precluso

Al comma 3, lettera a) sostituire la parola: «undici», con la seguente: «cinque».

3.203

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Al comma 3, lettera a), aggiungere in fine le seguenti parole: «e tre su designazione delle associazioni di categoria del settore dello spettacolo».

3.204

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Al comma 3, lettera b), apportare le seguenti modificazioni:

            a) sostituire la parola: «scelti» con la seguente: «nominati»;

            b) aggiungere in fine le seguenti parole: «fra gli appartenenti alle stesse».

3.205

Elena FERRARA, LEPRI

Approvato

Al comma 3, lettera b), sostituire le parole: «dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore dello spettacolo», con le seguenti: «dalle associazioni di categoria e dagli enti del terzo settore di cui alla legge 6 giugno 2016, n. 106, maggiormente rappresentativi del settore dello spettacolo».

3.303

BOCCHINO, PETRAGLIA, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, MINEO

Respinto

Al comma 4, sostituire il primo periodo con il seguente:«Il Consiglio superiore nomina il presidente del Consiglio superiore tra le personalità di cui al comma 3».

3.206

CENTINAIO, TOSATO, ARRIGONI, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, VOLPI, MALAN, CARRARO

Sost. id. em. 3.303

Al comma 4, sostituire il primo periodo con il seguente:«Il Consiglio superiore nomina il proprio presidente tra le personalità di cui al comma 3».

3.207

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Al comma 4, secondo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, ciascuno dei quali dovrà comunque essere reso pubblico e consultabile sul sito del Ministero almeno dieci giorni prima della nomina».

3.208

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Al comma 5, secondo periodo, dopo la parola:«espressi», inserire le seguenti: «, pubblicati e resi consultabili sul sito del Ministero».

G3.100

MONTEVECCHI, SERRA, BLUNDO

Respinto

Il Senato,

            in sede d'esame del disegno di legge recante delega al Governo per il codice dello spettacolo (A.S. 2287-bis), premesso che:

            con riferimento all'articolo 3, comma 1, viene istituito il Consiglio superiore dello spettacolo, mentre il successivo comma 3 indica modalità e criteri relativi alla composizione e alla nomina dei membri del Consiglio;

        considerato che:

            il Consiglio è chiamato a svolgere compiti di fondamentale importanza per il settore dello spettacolo dal vivo e che richiedono competenze tecniche specifiche;

            la nomina e la scelta dei membri del Consiglio avviene nella pressoché esclusiva competenza del Ministero, lasciando agli operatori dello spettacolo dal vivo solo la possibilità di indicare una rosa di nomi propedeutica alla scelta di quattro membri;

        valutato inoltre che:

            il comparto dello spettacolo dal vivo rappresenta la totalità delle arti performative per lungo tempo sottoposte a regole non uniformi e alla soddisfazione di meri interessi economici di pochi operatori del settore;

            non è infrequente il caso relativo a nomine di membri di istituzioni importanti che, non prevedendo la partecipazione degli addetti ai lavori, si sono rivelate inadeguate o, in alcuni casi, addirittura dannose,

        impegna il Governo a coinvolgere maggiormente le associazioni di categoria del settore dello spettacolo dal vivo, nonché a valutare l'opportunità di pubblicare i curricula di tutti i componenti del Consiglio superiore dello spettacolo dal vivo prima dell'atto di nomina da parte del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo per un tempo congruo, sufficiente a verificare l'adeguatezza delle competenze e delle esperienze degli stessi.

Allegato B

Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo dei disegni di legge nn. 2287-bis, 459 e 1116 e sui relativi emendamenti

La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminato il testo proposto all'Assemblea dalla Commissione di merito per i disegni di legge in titolo, nonché i relativi emendamenti, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.

La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di relativi emendamenti, esprime parere non ostativo sul testo, condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, a seguito dei diversi e nuovi elementi pervenuti:

- alla sostituzione, all'articolo 4, comma 3, del secondo e terzo periodo con il seguente; «Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a 4 milioni di .euro per l'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 22, comma 8, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.»;

- all'inserimento, all'articolo 5, dopo il comma 1, del seguente: «1-bis. Agli oneri derivanti dal comma 1, valutati in 1,1 milioni di euro per l'anno 2018, in 1,8 milioni di euro per l'anno 2019, in 2,3 milioni di euro per l'anno 2020 e in 1,9 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.».

In merito agli emendamenti, il parere è contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.201,1.202, 1.203, 2.211, 4.200, 5.200, 5.201, 5.0.200, 5.0.201, 2.213, 2.215, 4.202 e 4.0.200.

Il parere è di semplice contrarietà sugli emendamenti 1.221 e 2.200 (limitatamente al punto 8).

Il parere è non o stativo sui restanti emendamenti.

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni:

Disegno di legge n. 2287-bis:

sull'emendamento 2.312, il senatore Collina avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 2.221, il senatore Amidei avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Airola, Amati, Anitori, Bernini, Bubbico, Cattaneo, Chiavaroli, Chiti, Della Vedova, De Poli, D'Onghia, Formigoni, Gentile, Ginetti, Mangili, Marino Luigi, Marino Mauro Maria, Micheloni, Monti, Mucchetti, Nencini, Olivero, Pepe, Piano, Pizzetti, Rubbia, Santangelo, Turano, Valentini e Zin.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Casini, Sangalli e Stucchi, per attività della 3a Commissione permanente; Latorre, per attività della 4a Commissione permanente; Casson, Crimi, Esposito Giuseppe, Marton e Romani Paolo, per attività del Comitato Parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Nugnes, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati; Puglisi, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere; Lanzillotta, per partecipare ad un incontro internazionale; Fazzone, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Amoruso, per attività dell'Unione Interparlamentare.

Gruppi parlamentari, variazioni nella composizione

La senatrice Lucia Esposito ha comunicato di aderire al Gruppo parlamentare Partito Democratico.

Il Presidente del Gruppo Partito Democratico ha accettato tale adesione.

Commissioni permanenti, variazioni nella composizione

Il Presidente del Gruppo parlamentare Partito Democratico ha comunicato che la senatrice Lucia Esposito entra a far parte della 13a Commissione permanente.

Governo, trasmissione di atti

Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, con lettera in data 5 settembre 2017, ha inviato - ai sensi dell'articolo 19, comma 9, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni - la comunicazione concernente il conferimento dell'incarico di livello dirigenziale generale di Segretario generale del Ministero medesimo, all'architetto Carla Di Francesco.

Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 11, 15 e 18 settembre 2017, ha inviato - ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni - le comunicazioni concernenti il conferimento o la revoca dei seguenti incarichi di livello dirigenziale generale:

alla dottoressa Alessandra Dal Verme, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze;

ai dottori Silvio Borrello, Massimo Casciello, Giuseppe Celotto, Giovanni Leonardi, Marcella Marletta, Giuseppe Ruocco, Rossana Ugenti e Giuseppe Viggiano, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale, nell'ambito del Ministero della salute;

al dottor Fabio Bartolomeo, estraneo all'amministrazione, la revoca di incarico di funzione dirigenziale di livello generale di Direttore generale di statistica nell'ambito del Dipartimento dell'Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi nell'ambito del Ministero della giustizia.

Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Il Ministro della giustizia, con lettera in data 15 settembre 2017, ha inviato, ai sensi dell'articolo 30, comma 5, della legge 20 marzo 1975, n. 70, la relazione per l'anno 2016, sull'attività svolta dall'Ente di assistenza per il personale dell'Amministrazione penitenziaria, unitamente ai relativi allegati (Atto n. 1085).

I predetti documenti sono stati trasmessi, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2a e alla 11a Commissione permanente.

Corte dei conti, trasmissione di documentazione

La Sezione di controllo per gli affari comunitari ed internazionali della Corte dei conti, con lettera in data 4 agosto 2017, ha inviato la deliberazione n. 15/2017 con la quale la Sezione stessa ha approvato la relazione speciale sulla "Partecipazione italiana al Programma Joint Strike Fighter F35 Lightning II".

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento alla 4a e alla 5a Commissione permanente (Atto n. 1080).

Il Presidente della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, con lettera in data 11 settembre 2017, ha inviato la deliberazione n. 13/2017/G - Relazione concernente "La gestione dei contratti di filiera nel settore agro-alimentare (2004-2016)".

La predetta deliberazione è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a e alla 9a Commissione permanente (Atto n. 1086).

Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti

E' pervenuto al Senato un voto della regione Veneto affinché il Governo Italiano si attivi a livello internazionale per cercare di risolvere la crisi sociale del Venezuela.

Tale voto è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 3a Commissione permanente (n. 138).

Commissione europea, trasmissione di progetti di atti normativi per il parere motivato ai fini del controllo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità

La Commissione europea, in data 19 settembre 2017, ha inviato, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal protocollo n. 2 del Trattato sull'Unione europea e del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea relativo all'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, la proposta di regolamento recante modifica del regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee (COM (2017) 481 definitivo).

Ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento, il predetto atto è deferito alla 1ª Commissione permanente che, ai fini del controllo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, esprimerà il parere motivato entro il termine del 2 novembre 2017.

Le Commissioni 3ª e 14ª potranno formulare osservazioni e proposte alla 1ª Commissione entro il 26 ottobre 2017.

Interrogazioni

GUERRA, LO MORO, CAMPANELLA, GOTOR, DIRINDIN, RICCHIUTI, SONEGO, GRANAIOLA, FORNARO, PEGORER, CORSINI, GATTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno - Premesso che secondo quanto risulta agli interroganti:

Isidoro Ferrante è stato condannato per il tentato femminicidio di Lidia Vivoli, episodio consumatosi la notte del 25 giugno 2012 e che ha lasciato sul corpo e nell'anima della Vivoli segni indelebili;

il prossimo 10 ottobre 2017 Isidoro Ferrante uscirà dal carcere di Palermo;

Ferrante, nonostante le pesantissime accuse di sequestro e tentato omicidio, è stato condannato a soli 4 anni e 6 mesi, in quanto ha usufruito del patteggiamento allargato;

dopo 5 mesi di carcere, ha anzi ottenuto i domiciliari, ma li ha evasi regolarmente per pedinare la Vivoli, la quale diveniva così vittima di uno stalking assillante, con continui messaggi con i quali l'uomo dimostrava di sapere sempre dove lei si trovasse e cosa facesse; il tutto per due anni interi;

pare che Ferrante abbia anche aggredito l'attuale compagno della Vivoli, con cui la donna ha avuto due gemellini di appena un anno e mezzo; da quanto risulta l'uomo avrebbe anche presentato una denuncia nei confronti di Ferrante, che però sarebbe stata successivamente archiviata;

nel novembre 2014 Ferrante, incurante del divieto di avvicinamento, affrontava nuovamente Lidia Vivoli, in strada, in pieno giorno, tentando dapprima un approccio e poi colpendola con uno schiaffo che provocava alla donna la lacerazione del labbro inferiore;

solo a novembre 2015, a seguito delle nuove denunce, Ferrante è stato condotto nuovamente in carcere, ma, a quanto dichiarato dalla Vivoli, egli non ha mancato di farle sapere che è seriamente intenzionato a vendicarsi, su di lei e forse anche sui suoi cari;

tra poco tempo Isidoro Ferrante sarà libero, con il solo divieto di avvicinamento alla frazione di Bagheria in cui abitano Lidia Vivoli e la sua nuova famiglia, ma con la concreta possibilità che, mentre lui sarà libero di muoversi, lei sia costretta a chiudersi in casa, nella sua frazione, per stare al sicuro;

c'è poi anche il rischio che Ferrante non rispetti affatto il divieto, o che trovi altri mezzi per arrivare comunque alla Vivoli o alla sua famiglia, come, sempre secondo quanto sostenuto dalla donna, ha promesso;

Lidia Vivoli è una donna che ha cercato in tutti i modi di riprendersi la propria vita, di ricominciare, ha avuto il coraggio civile di offrire la sua esperienza a sostegno delle tante donne che si trovano purtroppo nella drammatica condizione di vittime di uomini violenti;

ora Lidia Vivoli chiede aiuto e lo fa a gran voce, usando tutti i mezzi di comunicazione, diffondendo anche le immagini che la ritraggono ferita dopo quella notte di giugno;

negli ultimi tempi è emerso a più riprese come le denunce inascoltate da parte di donne che sono state oggetto di violenza hanno provocato morti ingiuste e laceranti e svelato quanto sia breve il passo dalla minaccia all'epilogo tragico;

occorre evitare in tutti i modi che quello di Lidia Vivoli sia il prossimo caso di femminicidio annunciato,

si chiede di sapere se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti e se ritenga o meno necessario intervenire con misure di protezione adeguate, e se sì quali, a tutela di una donna la cui drammatica vicenda suscita timori più che fondati circa la sua integrità e la sua stessa esistenza.

(3-03990)

MORONESE, SANTANGELO, DONNO, PUGLIA, CRIMI, SERRA, CASTALDI, NUGNES, GIARRUSSO, MORRA, TAVERNA - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che a quanto risulta agli interroganti con determina dirigenziale del Settore tecnico amministrativo provinciale (STAP) Ecologia di Caserta, la ditta Eco Transider Srl, con sede legale a Napoli, in via Gramsci 19, è stata autorizzata, ai sensi dell'art. 208 del decreto legislativo n. 152 del 2006, alla realizzazione e gestione di un impianto di trattamento e recupero di rifiuti non pericolosi nel comune di Gricignano di Aversa, zona Asi (Caserta);

per quanto risulta agli interroganti:

il Consorzio Steel Woman Srl, con sede in Gricignano di Aversa 81030, in via della Stazione, Loc. Pioppo Lungo, e le ditte consorziate PTFMR Immobiliare Srl, Italiana Profili Srl, Sidersud Srl, Eco Transider Srl, Ecologistica Srl, il 4 agosto 2011 ebbero a stipulare atto di convenzione per l'assegnazione di aree per metri quadri 31.195 con il consorzio per l'area di sviluppo industriale (ASI) della provincia di Caserta;

il 23 novembre 2015 il consorzio ASI, con delibera n. 281, ha avviato un procedimento di revoca assegnazione suolo alla ditta consorzio Steel Woman Srl, di cui fa parte la Eco Transider Srl;

il 19 aprile 2016, il consorzio ASI, con delibera n. 179, procedeva alla revoca dell'assegnazione alla ditta Consorzio Steel Woman Srl, di cui fa parte la Eco Transider Srl, del suolo di sito in tenimento del Comune di Gricignano D'Aversa, per una superficie complessiva di metri quadri 31.195;

ai sensi degli articoli 178 e 208 del decreto legislativo n. 152 del 2006, con determina dirigenziale della Direzione generale per l'ambiente e l'ecosistema della Regione Campania, del 28 settembre 2016, è stata disposta la sospensione dell'autorizzazione all'esercizio dell'impianto per un periodo di 30 giorni, fatta eccezione per l'adeguamento delle prescrizioni dell'autorità giudiziaria, per la rimozione totale dal sito dei rifiuti gestiti in maniera difforme e per il ripristino della piena funzionalità dei sistemi di abbattimento delle emissioni in atmosfera;

considerato che:

con atto di sindacato ispettivo 3-03205, presentato il 6 ottobre 2016, la prima firmataria del presente atto interrogava i Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute preoccupata dalle anomalie gestionali connesse alle Eco Transider, e in considerazione del fatto che i cittadini dei comuni limitrofi, e in particolare quelli residenti a Gricignano d'Aversa, hanno innumerevoli volte manifestato il loro disagio in relazione ai miasmi e ai cattivi odori provenienti dalla Eco Transider, situazione che è notevolmente peggiorata a seguito del grave incendio divampato il 5 ottobre 2016;

il sottosegretario Barbara Degani, rispondendo alla suddetta interrogazione, in data 2 marzo 2017, riferiva che la Eco Transider Srl è sottoposta ad amministrazione controllata, a seguito di un provvedimento di sequestro del 10 luglio 2012 e del sequestro preventivo disposto dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere, il 23 settembre 2013, e che, il 13 gennaio 2017, il competente ufficio della Regione Campania ha comunicato alla ditta Eco Transider Srl l'avvio del procedimento per la revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'impianto di gestione di rifiuti pericolosi e non pericolosi sulla scorta della predetta deliberazione del comitato direttivo dell'ASI;

dalla citata risposta si evince altresì che: "Il 21 febbraio 2017 si è tenuta una riunione alla presenza dell'Amministratore Giudiziario della ditta, del Consorzio ASI di Caserta e della Regione Campania per valutare l'attivazione di un nuovo rapporto tra le parti e di considerare l'opportunità di procedere ad accordi transattivi. Il Rappresentante della Regione Campania si è riservato la possibilità di riconsiderare il procedimento di revoca dell'autorizzazione all'esito delle determinazioni del Consorzio ASI di Caserta [...]. Inoltre, al fine di acquisire gli elementi di dettaglio necessari per svolgere le opportune valutazioni in relazione ai possibili profili di danno ambientale, la competente Direzione generale del Ministero dell'ambiente, con nota del 18 ottobre scorso, ha sollecitato gli Enti locali competenti a trasmettere aggiornate informazioni in merito all'attuale stato dei luoghi e alle iniziative intraprese a tutela dell'ambiente e della salute pubblica. Le informazioni e la documentazione raccolta saranno trasmesse ad Ispra che, su apposito incarico del Ministero, procederà ad elaborare la relazione di valutazione del danno ambientale";

considerato inoltre che:

avverso l'atto della Regione Campania - UOD Autorizzazioni ambientali e rifiuti di Caserta prot. 2017 0026636 del 13 gennaio 2017, recante "Ditta Eco Transider srl con impianto ubicato in Gricignano di Aversa (CE) alla via Stazione loc. Pioppo Lungo zona ASI- Avvio del procedimento di revoca dell'autorizzazione ai sensi degli artt. 7 e 10 bis della L. 241/90 e smi", nella parte in cui diffida la ricorrente "ad astenersi dallo svolgere qualsiasi attività", la Eco Transider ha presentato ricorso presso il TAR Campania;

come si evince dalla sentenza pubblicata il 2 settembre 2017, il TAR Campania, Sezione di Napoli, ha rigettato il ricorso presentato contro la Regione Campania. Il ricorso è stato dichiarato infondato in considerazione del fatto che "assume rilievo decisivo la perdita - in capo alla parte ricorrente - della disponibilità dell'area sulla quale insiste l'impianto"; perdita avvenuta formalmente con la delibera 179 del 2016 con la quale il consorzio ASI procedeva alla revoca dell'assegnazione alla ditta Consorzio Steel Woman Srl. "Alla luce di tale revoca dell'assegnazione dell'area, non si vede come la Regione potesse adottare un atto diverso da quello impugnato";

il Tribunale amministrativo regionale per la Campania, Settima sezione di Napoli, definitivamente pronunciando, disattesa e respinta ogni diversa istanza, domanda, deduzione ed eccezione, così provvede: respinge il ricorso n. 186 dell'anno 2017. Condanna la parte ricorrente a rifondere alla Regione Campania le spese del presente giudizio, che liquida in complessivi 3.000 euro oltre IVA, C.N.A.P. (Cassa nazionale di previdenza e assistenza) e rimborso spese generali, come per legge; e contributo unificato, se ed in quanto versato,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto illustrato;

quale sia lo stato attuale della società Eco Transider e se sia stata programmata la definitiva chiusura;

se sia a conoscenza di eventuali accordi transattivi intercorsi tra la società e la Regione Campania, che possano permettere, a parere degli interroganti inspiegabilmente, il proseguimento delle attività alla Eco Transider, nonostante tutte le vicende descritte;

se, alla luce della revoca da parte del consorzio ASI, nonché della recente sentenza del TAR Campania, non si ritenga opportuno sollecitare le amministrazioni locali a monitorare la chiusura della società in questione e, conseguentemente, lo sgombero e la bonifica del sito;

se abbia acquisito informazioni aggiornate in merito all'attuale stato dei luoghi e alle iniziative intraprese a tutela dell'ambiente e della salute pubblica, anche a seguito della citata richiesta dello scorso ottobre rivolta agli enti locali competenti;

se sia stata redatta dall'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) la relazione di valutazione del danno ambientale;

se abbia ricevuto o sia in possesso di informazioni circa le indagini avviate dalla competente Procura, a seguito del citato incendio avvenuto all'interno dello stabilimento il 5 ottobre 2016.

(3-03991)

GAMBARO, PAGNONCELLI, MILO, BARANI - Al Ministro dell'interno - Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

il giorno 8 agosto 2017, ha destato molto scalpore l'atto di sgombero dell'ex caserma Masini, in via Orfeo, in centro a Bologna, occupata da fine 2012 dal collettivo Làbas;

l'azione di sgombero è stata operata delle forze dell'ordine in assetto antisommossa accompagnati da blindati, che hanno circondato l'edificio e chiuso la strada di accesso, mentre all'ingresso principale decine di attivisti si sono fatti trovare seduti davanti al cancello, pronti alla resistenza passiva;

l'avanzata della Polizia ha scatenato i tafferugli violenti tra le parti, con bastoni, manganelli, fumogeni e petardi, i disordini sono durati alcuni minuti e alla fine la Polizia è riuscita ad entrare nella struttura, provocando un'onda lunga di paura e sconcerto in città;

considerato che:

lo spazio occupato ha ospitato in questi anni diversi progetti e attività sociali di rilevante e considerevole entità, come ad esempio forme di protezione civica al disagio abitativo, dalla spesa a chilometro 0 agli spazi ricreativi per i bambini e altre "offerte civiche" encomiabili, raccogliendo anche notevole apprezzamento tra i residenti del quartiere e non solo;

non è in alcun modo possibile ricostruire come "abusiva" o "dannosa socialmente" questa esperienza di uso civico di una pubblica struttura inutilizzata, in quanto ha rappresentato per anni invece una interessante e importante forma di collettivizzazione pacifica di intenti e progettualità di solidarietà urbana e sociale;

il 9 settembre, circa 5.000 persone, tra cui noti personaggi pubblici cittadini, artisti e intellettuali, tante altre associazioni e sigle, hanno manifestato pacificamente e hanno fatto sentire il loro appoggio agli attivisti del Làbas al fine di trovare, unitamente alle istituzioni cittadine, una soluzione temporanea che possa dare loro una casa per continuare questa rilevante avventura civica;

da più fonti si apprende che il sindaco Merola avrebbe prospettato la possibilità di fornire a Làbas, qualora vengano soddisfatti alcuni obblighi amministrativi ed autorizzativi della stessa, la possibilità di ricollocarsi presso l'ex area-impianto Staveco, dove potrebbero insediarsi in futuro anche le sedi giudiziarie, laddove dunque sarebbe bello immaginare gli uffici della legalità di fianco agli "uffici" della socialità,

si chiede di sapere se il Governo non voglia ipotizzare forme concrete e veloci di sostegno alle istituzioni locali, al fine di permettere alle stesse una più rapida e soddisfacente soluzione per tutte le parti in causa della spiacevole vicenda ed assicurare una sistemazione adeguata ai giovani del collettivo Làbas.

(3-03992)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

SANTANGELO, BUCCARELLA, DONNO, MORONESE, MARTON, CRIMI, PUGLIA, GIARRUSSO, PAGLINI - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che:

il peschereccio "Anna Madre" di proprietà della società Pesca Giovane Srl di Mazara del Vallo è stato sequestrato dalle autorità tunisine nel canale di Sicilia, a sud di Lampedusa, come appreso da notizie diffuse il 16 settembre 2017 da numerosi organi di stampa;

pochi minuti dopo la mezzanotte 5 militari sono saliti a bordo dell'Anna Madre, motopesca del comparto di Mazara del Vallo, prendendo il comando dell'imbarcazione che, come anche asserito dall'equipaggio, si sarebbe trovata in acque internazionali;

l'imbarcazione è stata condotta presso il comando a Sfax, città portuale situata sulla costa orientale a circa 270 chilometri a sud di Tunisi, dove è giunta nella tarda mattinata del 16 settembre. Come riportato dal giornale on line "la Repubblica", cronaca di Palermo, il capitano Giacomo Giacalone sarebbe stato chiuso a chiave nei locali sottostanti alla cabina. "È stato lui stesso a raccontarlo, grazie a un telefono satellitare nascosto: 'Avvertite tutti, abbiamo bisogno di aiuto', ha detto all'armatore";

considerato che:

lo stesso "Anna Madre" e la motopesca "Aliseo", sempre del comparto marittimo di Mazara del Vallo, il 2 agosto 2017, mentre si trovavano in acque internazionali antistanti alla località tunisina di Zarzis, non distante dal confine con la Libia, hanno subito da parte di una motovedetta tunisina un attacco;

in quell'occasione i due motopesca sventarono il sequestro anche grazie al contemporaneo intervento di un elicottero militare italiano e di un'unità navale della Marina tunisina. Lo stesso armatore Giampiero Giaccone ha assicurato che la nave si trovava in acque internazionali, dichiarando: "lo dimostra quello che c'è in stiva: tre tonnellate di gamberi e 100 chili di pesce misto che non si pesca in mare tunisino";

considerato inoltre che:

risulta agli interroganti che l'ambasciatore Raimondo De Cordona ha incontrato il Ministro dell'agricoltura e della pesca della Tunisia Samir Taieb per richiedere il rilascio dell'imbarcazione bloccata a sud di Lampedusa, in acque internazionali e ormeggiata nel porto di Sfax dallo scorso sabato 16 settembre;

le acque territoriali e le questioni di sicurezza marittima che ne derivano rappresentano un problema non solo italiano o mediterraneo, ma globale;

alla base del sequestro dell'Anna Madre sembrerebbe esserci, ancora una volta, il contenzioso circa la zona di mare del "mammellone", che la Tunisia considera ancora oggi come propria zona riservata di pesca;

nel 1988 la Marina italiana e tunisina firmarono un accordo di cooperazione per pattugliare tali acque ed evitare dispute,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti;

quali urgenti iniziative intenda adottare al fine di scongiurare che l'imbarcazione permanga nel porto di Sfax;

se intenda riprendere il dialogo con la Tunisia in merito agli accordi bilaterali, anche al fine di garantire la sicurezza dei motopescherecci italiani operanti nel canale del Mediterraneo;

di quali altre notizie disponga relativamente quanto avvenuto la notte del sequestro dell'Anna Madre e, in particolare, se quanto avvenuto nel specchio delle acque internazionali non sia stato immediatamente registrato da unità navali militari italiane presenti nel Mediterraneo.

(4-08071)

CROSIO - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e della salute - Premesso che:

in seguito alla riorganizzazione del traffico aereo dello scalo internazionale di Orio al Serio, in provincia di Bergamo, in vigore dal 22 giugno 2017, molti velivoli in fase di decollo o atterraggio passano ore a bassa quota sulla zona del Meratese;

la maggior parte delle nuove rotte, modificate su sollecitazione del sindaco di Bergamo per ridurre l'impatto acustico per coloro che abitano attorno all'hub, hanno semplicemente spostato il problema sui cittadini, che vivono nella zona di Merate e che ora subiscono l'inquinamento acustico ed ambientale dovuto al traffico aereo;

la deviazione delle rotte sulla Brianza non è stata preceduta da una doverosa comunicazione agli abitanti della zona, che oggi subiscono gravi disagi a causa del rumore assordante e dei gas di scarico provocati dai propulsori degli aviogetti di linea;

dopo le proteste e le sollecitazioni della cittadinanza, nei giorni scorsi la questione è stata affrontata in un tavolo della Commissione regionale territorio e trasporti. La soluzione auspicata, ovvero quella del ritorno alla situazione precedente, non è stata raggiunta, ma comunque i residenti hanno ottenuto di far collocare centraline volte a verificare l'impatto acustico e di inquinamento;

l'inquinamento, sia acustico che ambientale, crea gravi problemi per la salute pubblica e sono varie le norme, a livello nazionale e a livello locale, che disciplinano l'inquinamento prodotto dalle infrastrutture del trasporto aereo;

il trasporto aereo incide per il 10 per cento sul totale globale dell'effetto serra e gli sforzi e gli investimenti che si faranno nei prossimi 2 o 3 decenni avranno un grande impatto sulle opportunità di realizzare dei livelli di stabilizzazione più bassi e una diminuzione del rischio di impatti severi sui cambiamenti climatici,

si chiede di sapere:

quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano intraprendere al fine di tutelare il diritto alla salute degli abitanti della zona del Meratese, messo a rischio dall'emissione di gas inquinanti e dal rumore degli aeromobili che sorvolano la zona in seguito alla deviazione delle rotte sulla Brianza, e se non ritengano opportuno rendere note quali siano le azioni preventive e correttive per minimizzare i danni causati alla salute e all'ambiente;

se non ritengano doveroso garantire a tutte le parti interessate, anche attraverso un tavolo di concertazione che coinvolga i cittadini del Meratese, una preventiva e corretta informazione sulle azioni programmate, nel caso specifico riferite al settore aeroportuale, che impattano direttamente sulla popolazione.

(4-08072)

FATTORI, NUGNES, PUGLIA, GIARRUSSO, SANTANGELO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

il comma 5 dell'articolo 101 del decreto legislativo n. 152 del 2006, e successive modifiche e integrazioni, sancisce il divieto di immissione nel sistema fognario pubblico di acque chiare derivanti dal sopravanzo degli impianti idrici potabili non soggette a trattamento depurativo;

il 19 maggio 2017 è stata emessa una diffida nei confronti di Acea Ato2, gestore del sistema idrico integrato di gran parte dei comuni di Roma e provincia, da parte del Dipartimento IV, servizio 2 "Tutela acque e risorse idriche" della Città metropolitana di Roma capitale, in persona del dirigente dottoressa Maria Zagari, che intimava a ripristinare una situazione di legalità in zona Monte Gentile, consorzio privato in cui insiste il centro idrico Monte Tondo (Comune di Ariccia) che risulta versare in fogna pubblica le acque chiare in esubero (pratica n. 5382);

nella stessa diffida è presente la comunicazione dell'interruzione dell'attività autorizzativa allo scarico del depuratore pubblico intercomunale a servizio dei comuni di Ardea, Albano laziale, Ariccia, Genzano di Roma e Nemi;

tale provvedimento è stato preso anche grazie alla segnalazione del consorzio stradale "Monte Gentile", che con alcune note inviate al Comune, al gestore e alla Città metropolitana riferiva sulla situazione del centro idrico Monte Tondo in merito: alla mancata chiarezza del tipo di acque trattate nel centro idrico, che dalle risposte dell'azienda sembrano essere di carattere potabile; ad un esubero di acqua che va a finire direttamente in fogna pubblica; agli iter autorizzativi alla canalizzazione delle acque, che non trovano riscontro cronologicamente coerente nelle dichiarazioni dell'azienda rispetto a un'autorizzazione rilasciata dal precedente sindaco nel 2011 (protocollo n. 4860) laddove l'azienda (protocollo n. 63647 ip del 20 marzo 2017) in risposta alle sollecitazioni del consorzio stradale Monte Gentile (prot. n. 4/2017 del 13 marzo 2017) sostiene che invece la canalizzazione in fogna è precedente; al problema ambientale e sanitario legato allo spreco; alla potenziale presenza di arsenico e fluoruri oltre la soglia massima consentita;

considerato che:

la stessa dottoressa Zagari, in un'intervista al giornale "il Caffè" dei Castelli romani aveva dichiarato che ogni giorno vengono sprecati per i comuni menzionati serviti da Acea Ato 2 circa un milione e 300.000 metri cubi di acqua complessivi per i 5 impianti di dearsenificazione presenti nella zona (4 a Genzano di Roma e uno a Lanuvio), pari a circa 260.000 metri cubi al giorno a impianto;

i mesi estivi hanno visto una siccità senza precedenti e, a giudizio degli interroganti, casi di spreco ed esubero idrico proprio in quei mesi sono un pessimo esempio di gestione che ancora di più mette in difficoltà cittadini ed enti locali;

le incoerenze gestionali, quelle autorizzative, soprattutto in termini di tempi, e di intervento stanno seguendo interventi istituzionali tra i diversi enti (gestore, Città metropolitana, Regione Lazio e Comuni) ma quelle legate all'ambiente e ai potenziali pericoli sanitari legati ai valori di arsenico e fluoruri non stanno vedendo coinvolta la Asl di riferimento;

considerato inoltre che:

la prima firmataria del presente atto ha precedentemente presentato un'interrogazione sui livelli di arsenico e fluoruri presenti nell'acqua a uso potabile e la crisi idrica nel Lazio (4-07931, pubblicato il 1° agosto 2017), che ad oggi non ha ricevuto risposta;

si apprende da un articolo del 29 luglio 2017, pubblicato su "il Caffè", che: "per i Castelli Romani, epicentro dell'emergenza arsenico in provincia di Roma, il sito Acea fornisce qualche generico valore medio. Mentre la Asl Roma6 su internet offre dati vecchi e incompleti, con l'esclusione di molti mesi. Alcuni dati degni di nota sempre da "Il Caffè ": Ariccia ha i dati fermi a febbraio, tre valori, con il non rassicurante 9 µg/l di arsenico in Largo Savelli e piazza San Nicola (il limite è 10). (...) I valori più "nuovi" risalgono per Lanuvio al 22 febbraio (al limite massimo consentito l'acqua in piazza Mazzini: 10 µg/l; a 9 µg/l quella in via Borgo San Giovanni). Genzano a singhiozzo: dati solo al 17 febbraio e 10 aprile. Parliamo di due Comuni ove la situazione era così grave che hanno dovuto mettere i dearsenizzatori. Uno sforamento" dai limiti di legge "si registra a Castel Gandolfo in via Nettunense, [zona Pavona Laghetto]: 12 microgrammi/litro il 13 marzo",

si chiede di sapere quali iniziative di competenza, anche in termini di coordinamento e sollecito, il Ministro in indirizzo intenda intraprendere affinché sia garantito un monitoraggio costante della qualità delle acque, con il coinvolgimento diretto anche delle Asl territoriali.

(4-08073)

DE CRISTOFARO, DE PETRIS, BOCCHINO - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

il 19 gennaio 2017 veniva pubblicato nell'edizione di Salerno del "Il Mattino" l'articolo intitolato "Parco fotovoltaico, pressing per rinegoziare il contratto" a firma di Ivana Infantino. L'articolo ripropone il tema del parco fotovoltaico di Monte di Eboli, il terzo più grande in Italia, già al centro di svariati articoli di stampa che unanimemente evidenziano fondate e numerose perplessità sulla sua realizzazione e gestione;

nel 2010, infatti, il Comune di Salerno ha avviato la procedura di gara diretta all'individuazione del soggetto cui affidare la realizzazione e la gestione del parco. La Toto costruzioni generali SpA ha fatto pervenire una proposta (canone annuo di 3,5 milioni di euro per 19 anni di gestione dell'impianto), si è aggiudicata la gara e ha affidato la costruzione materiale dell'impianto alla Renexia, sempre del gruppo Toto. Sempre nel 2010 l'impresa Toto ha chiesto al Comune di Salerno un riequilibrio delle previsioni del piano economico finanziario prodotto in sede di partecipazione alla gara a causa della riduzione prevista nel 2011 degli incentivi statali sulla produzione di energia elettrica da fonte solare;

il nuovo piano economico concordato dalla Giunta comunale e dall'azienda nel 2011 prevedeva la gestione dell'impianto per 20 anni con un canone diminuito di quasi 2 terzi rispetto a quanto pattuito inizialmente, determinato quindi in 1,2 milioni di euro circa;

nel frattempo, nel rapporto di concessione intervenuto tra Toto costruzioni generali SpA e Comune di Salerno è subentrata la società di progetto Monteboli SpA, controllata dal gruppo Toto, che ha ottenuto quasi immediatamente un finanziamento di 75 milioni di euro da parte di vari istituti di credito per la realizzazione dell'opera;

nel 2011, i lavori per la realizzazione del parco fotovoltaico sono stati completati ed il costo complessivo dell'opera ammonta a 72 milioni di euro a fronte di presunti ricavi di gestione di 13 milioni l'anno;

nel 2012, il gruppo RTR (posseduto dal fondo di private equity Terra Firma, con sede legale anche nell'isola di Guernsey, territorio a regime fiscale agevolato) ha acquistato da Renexia per 90 milioni di euro la partecipazione totalitaria nella Monteboli SpA, con un'evidente e gigantesca sproporzione tra i ricavi che i privati coinvolti acquisivano dalla realizzazione e gestione del parco e quanto invece percepito dalla parte pubblica dell'operazione, il Comune di Salerno;

RTR, peraltro, è di fatto una società straniera che risulta essere tra i maggiori beneficiari del conto energia per il fotovoltaico: solo nel 2014, ad esempio, lo Stato italiano le ha assegnato oltre 140 milioni di euro per gli impianti acquisiti e gestiti in Italia;

tenuto conto che l'impianto fotovoltaico di Monte di Eboli, costruito su un terreno di 42 ettari di proprietà del Comune di Salerno, è di fatto il più grande progetto realizzato in questo settore in public-private partnership in Italia ed in Europa, con una potenza nominale di 24 megawatt e una produzione di circa 33.000 megawattora l'anno di energia elettrica ceduta alla rete elettrica Enel;

tenuto conto inoltre che:

è ormai certa la notizia che Terra Firma, il fondo inglese a cui fa capo la società, si prepara a vendere RTR rete rinnovabile per un importo superiore al miliardo di euro;

gli interroganti rimangono fortemente perplessi di fronte all'immobilismo del Comune di Salerno, che, in un momento storico di forti contrazioni di bilancio, non attivi alcun canale di mediazione, così come richiesto da esponenti di opposizione del Consiglio comunale, per una rinegoziazione di un nuovo piano economico che riporti almeno alla cifra di 3,5 milioni di euro inizialmente pattuito il canone annuo, con grandissimo beneficio di tutta la cittadinanza salernitana,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e se non ritenga di dovere intervenire, nei limiti dei propri poteri e competenze, al fine di verificare la linearità e la correttezza delle svariate operazioni commerciali che hanno coinvolto a vario titolo il parco fotovoltaico di Monte di Eboli, anche prevedendo regimi di compensazione, ad esempio sotto forma di cessione gratuita dell'energia necessaria per gli impianti di pubblica illuminazione e per gli impianti elettrici degli edifici pubblici del Comune di Salerno, a cominciare dalle strutture ospedaliere e scolastiche;

se non ritenga di dovere intervenire tempestivamente al fine di rimodulare la normativa vigente in materia di incentivi per la produzione di energie rinnovabili, anche parametrandoli ai ricavi dell'ente gestore degli impianti, al fine di affermare i principi costituzionali sanciti all'art. 53 della Carta costituzionale.

(4-08074)

ARRIGONI, CENTINAIO, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STEFANI, STUCCHI, TOSATO, VOLPI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

la docenza di sostegno costituisce la risposta della società alle esigenze di crescita e di benessere degli alunni con disabilità;

in base all'articolo 34 della Costituzione a tutti deve essere garantito il diritto all'istruzione e lo stesso principio è stato ribadito dalla convenzione dell'ONU per i diritti delle persone con disabilità, ratificata dal Parlamento italiano con la legge n. 18 del 2009;

la "Buona scuola", di cui alla legge n. 107 del 2015, non risolve a giudizio dell'interrogante le problematiche legate all'assunzione degli insegnanti di sostegno che, anche per il nuovo anno scolastico 2017/2018, non sono sufficienti a coprire le ore necessarie nelle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie. Infatti, stando alle sempre più frequenti segnalazioni, molte regioni evidenziano come il nuovo anno scolastico è iniziato con una carenza di insegnanti di sostegno rispetto a quelli necessari per i 234.000 alunni disabili (dato nazionale con un aumento del 4-5 per cento rispetto al 2016, in base a dati forniti dal Ministero);

molti studenti disabili subiranno inevitabilmente il cambio del proprio insegnante di sostegno, a discapito della continuità didattica, poiché, in alcuni casi, sono gli stessi insegnanti di sostegno a chiedere il trasferimento di sede o il passaggio al ruolo comune, come consentito dalla legge in vigore; il che non è privo di conseguenze per i bambini ed i ragazzi più fragili, che vengono lasciati durante il percorso educativo, e costretti molto spesso a cambiare insegnante ogni anno con inevitabili disagi;

molti studenti, anche con disabilità riconosciuta al 100 per cento, ottengono dall'ufficio scolastico regionale l'assegnazione di molte meno ore di sostegno rispetto a quelle cui avrebbero diritto, condizione che spinge diversi genitori a rivolgersi al TAR per ottenere il riconoscimento delle ore in più alle quali hanno diritto. Dall'inizio del corrente anno scolastico i ricorsi sono già numerosi e spesso sono gli stessi dirigenti scolastici a consigliare ai genitori la via del ricorso; in molti casi, le ore in più riconosciute vengono affidate ad altra maestra o ad una supplente, che ogni anno cambia, magari arrivando ad anno scolastico abbondantemente iniziato, ed è per questo che gli uffici scolastici regionali nominano docenti di altre materie pur di coprire i posti vuoti, tanti insegnanti sicuramente di buona volontà, ma non professionalmente preparati ad affrontare casi di gravi disabilità,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda attuare, al fine di rendere rapidamente effettivo il diritto allo studio sancito dalla Costituzione e quali siano le motivazioni che ostacolano una maggiore tempestività nell'assegnazione delle risorse professionali di supporto agli alunni con disabilità, che tenga conto del fabbisogno di organico e delle effettive esigenze di ciascuno;

se non ritenga urgente assumere un'iniziativa normativa, al fine di risolvere in maniera definitiva i problemi tuttora esistenti, che all'inizio di ogni anno scolastico regolarmente si ripresentano, relativi alla gestione e al potenziamento delle iniziative concernenti gli insegnamenti di sostegno, nonché le politiche sociali rivolte ai disabili, al fine di garantire una scuola della qualità e dell'inclusione, adottando misure opportune a garantire la continuità didattica agli studenti disabili;

per quali ragioni l'iter per le assunzioni del personale di sostegno per l'anno scolastico 2017/2018 non abbia preso in considerazione le esigenze specifiche degli istituti scolastici, risultando anche quest'anno notevolmente sottodimensionata rispetto alle necessità l'assegnazione degli insegnanti di sostegno;

se non ritenga opportuno rendere pubblici i dati relativi alle ore di sostegno effettivamente richieste e a quelle effettivamente concesse agli studenti e agli alunni disabili nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, fornendo i dati per regione e per provincia;

se non intenda adottare misure urgenti, al fine di garantire il rispetto dell'art. 1, comma 181, lettera c), punto 2), della legge n. 107 del 2015, in modo da assicurare allo studente disabile la cosiddetta continuità didattica, ovvero il medesimo insegnante di sostegno per l'intero ordine o grado di istruzione.

(4-08075)

MORRA, ENDRIZZI, CRIMI, MORONESE, DONNO, GIARRUSSO, SERRA, CASTALDI - Al Ministro della difesa - Premesso che secondo quanto risulta agli interroganti:

la Direzione generale per il personale civile del Ministero della difesa, con circolari n. 0041113 del 5 luglio 2016 e n. 0066334 del 2 novembre 2016, ha attivato due procedure di interpello per la copertura di posizioni dirigenziali di livello non generale vacanti. Tali circolari prevedono, per la prima volta, a parere degli interroganti in maniera illegittima, che "Nel caso in cui, in esito al suddetto interpello, non vengano ricoperti tutti i posti dirigenziali con dirigenti di ruolo dell'A.D. si potrà provvedere al ripianamento delle vacanze facendo riferimento anche al personale di cui all'art. 19, comma 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (ivi incluso il personale dirigenziale militare)";

successivamente, all'esito delle procedure, con la "Relazione per il sig. Segretario generale" redatta dalla Direzione generale per il personale civile, cui seguiva apposito decreto del Ministro della difesa, si provvedeva a conferire, ai sensi del predetto comma 5-bis, "previo collocamento fuori ruolo, aspettativa non retribuita, comando o analogo provvedimento secondo i rispettivi ordinamenti", 5 incarichi dirigenziali civili ad altrettanti ufficiali militari (con il grado di colonnello o equiparato);

gli enti della difesa ove i predetti ufficiali, previo collocamento in aspettativa non retribuita, hanno assunto un incarico dirigenziale civile, sono i seguenti: l'arsenale militare marittimo di Augusta, quello di La Spezia, il centro interforze munizionamento avanzato di Aulla, la direzione generale per il personale militare a Roma;

il richiamato art. 19, comma 5-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001 prevede l'assegnazione di incarichi dirigenziali anche a dirigenti di altre amministrazioni, ma non a ufficiali militari. Questi ultimi per il grado rivestito (colonnello o generale) svolgono funzioni "dirigenziali", ma non possono qualificarsi "dirigenti" a tutti gli effetti, come invece richiede la vigente normativa;

tali nomine hanno suscitato enorme sconcerto ed agitazione presso i dirigenti e funzionari della difesa i quali, a parere degli interroganti a ragione, si ritengono ingiustamente penalizzati dall'arbitraria privazione di numerosi posti dirigenziali tabellarmente attribuiti al personale civile;

considerato che:

risulta agli interroganti che ad alimentare ulteriormente il malumore dei lavoratori vi è anche il timore di altre sottrazioni di incarichi dirigenziali a favore della componente militare, a seguito della recente pubblicazione del decreto legislativo n. 94 del 2017 che prevede l'acquisizione (senza concorso), dal prossimo 1° gennaio 2018, dello status di dirigente per circa 10.000 ufficiali con appena 13 anni di servizio (ossia quelli con il grado di maggiore o tenente colonnello);

in merito alla copertura di posti dirigenziali civili con ufficiali militari, ritenuta gravemente illegittima, anche la Dirstat, il sindacato dei dirigenti e funzionari della pubblica amministrazione, ha diramato apposito comunicato di protesta, preannunciando azioni anche di tipo giudiziario per il loro annullamento;

le nomine irregolari, qualora non rimosse, potrebbero esporre l'erario a possibili pregiudizi economici, sicuramente derivanti dai numerosi contenziosi che potrebbero innescarsi qualora gli interessati continuassero ad occupare i posti indebitamente conferiti;

la condotta dell'amministrazione della difesa, quindi, a parere degli interroganti, sembrerebbe risultare non rispondente all'interesse pubblico, in quanto non rispettosa degli obblighi di correttezza, imparzialità e buona fede gravanti sulla medesima in ossequio ai principi di buon andamento della pubblica amministrazione,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e quali siano gli orientamenti rispetto alla problematica;

quali urgenti provvedimenti intenda adottare al fine di riportare l'amministrazione della difesa nelle condizioni di assoluta legalità, in ossequio ai precetti recati dall'art. 97 della Costituzione

(4-08076)

MUSSINI, VACCIANO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca -

(4-08077)

(Già 3-03571)

SCHIFANI - Al Ministro dello sviluppo economico -

(4-08078)

(Già 3-02670)

Interrogazioni, già assegnate a Commissioni permanenti, da svolgere in Assemblea

L'interrogazione 3-03852, del senatore Battista ed altri, precedentemente assegnata per lo svolgimento alla 11a Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale), sarà svolta in Assemblea, in accoglimento della richiesta formulata in tal senso dall'interrogante.

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:

13a Commissione permanente(Territorio, ambiente, beni ambientali):

3-03991, della senatrice Moronese ed altri, sulla realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti non pericolosi a Gricignano di Aversa (Caserta).