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Legislatura 17¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 876 del 14/09/2017


SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVII LEGISLATURA ------

876a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

GIOVEDÌ 14 SETTEMBRE 2017

(Pomeridiana)

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Presidenza della vice presidente LANZILLOTTA

N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: ALA-Scelta Civica per la Costituente Liberale e Popolare: ALA-SCCLP; Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD: AP-CpE-NCD; Articolo 1 - Movimento democratico e progressista: Art.1-MDP; Federazione della Libertà (Idea-Popolo e Libertà, PLI): FL (Id-PL, PLI); Forza Italia-Il Popolo della Libertà XVII Legislatura: FI-PdL XVII; Grandi Autonomie e Libertà (Direzione Italia, Grande Sud, M.P.L. - Movimento politico Libertas, Riscossa Italia: GAL (DI, GS, MPL, RI); Lega Nord e Autonomie: LN-Aut; Movimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE: Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE; Misto: Misto; Misto-Campo Progressista-Sardegna: Misto-CP-S; Misto-Fare!: Misto-Fare!; Misto-Federazione dei Verdi: Misto-FdV; Misto-Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale: Misto-FdI-AN; Misto-Insieme per l'Italia: Misto-IpI; Misto-Italia dei valori: Misto-Idv; Misto-Liguria Civica: Misto-LC; Misto-Movimento la Puglia in Più: Misto-MovPugliaPiù; Misto-Movimento X: Misto-MovX; Misto-Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà: Misto-SI-SEL; Misto-UDC: Misto-UDC.

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RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza della vice presidente LANZILLOTTA

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,30).

Si dia lettura del processo verbale.

AMATI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giorno precedente.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Svolgimento di interrogazioni (ore 16,33)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.

Sarà svolta per prima l'interrogazione 3-02749 sulle dimissioni del garante dei detenuti del carcere di Sondrio.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.

CHIAVAROLI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signora Presidente, con l'atto ispettivo in discussione sono state richieste notizie in ordine alle vicende che hanno indotto, nel marzo dello scorso anno, il garante dei diritti delle persone detenute di Sondrio a rassegnare le dimissioni in seguito ad incomprensioni insorte con il direttore della casa circondariale del capoluogo, unitamente alle iniziative assunte per risolvere le ulteriori criticità prospettate.

Nel riferire sulla vicenda, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha comunicato che il provveditorato regionale, appresa la notizia delle dimissioni, è immediatamente intervenuto sollecitando una ricomposizione dei rapporti tra la direzione della casa circondariale ed il garante dei diritti delle persone detenute, avviando un'ispezione amministrativa presso l'istituto penitenziario.

Sulla scorta di quanto emerso dall'accertamento ispettivo, il provveditore regionale ha provveduto a impartire alla direzione talune prescrizioni di carattere generale e, più in particolare, ad armonizzare il rapporto con i garanti delle persone limitate della libertà: a tale riguardo, ha prescritto l'immediato ritiro dell'ordine di servizio - duramente contestato dal garante dimissionario - con il quale la direzione aveva disposto che le istanze di colloquio con il garante fossero specificamente motivate dal detenuto.

Nell'ambito delle iniziative assunte, il provveditore ha altresì sollecitato la direzione della casa circondariale di Sondrio ad attivarsi nei confronti dell'amministrazione comunale per la stipula di un protocollo che disciplini nel dettaglio lo svolgimento dell'autonoma attività del garante.

Oltre alle iniziative assunte nell'immediatezza, l'attività di verifica ed impulso ha portato al conseguimento di risultati positivi rappresentati dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. In primo luogo risulta che, in data 28 ottobre 2016, Marina Martinelli, già volontaria presso la casa circondariale di Sondrio, è stata nominata garante per i diritti dei detenuti in luogo del precedente dimissionario. È stato, inoltre, avviato un programma di iniziative di stampo trattamentale, che ha agevolato il progressivo superamento delle criticità che ha attraversato l'istituto nel corso del 2016.

Al miglioramento dei rapporti con l'esterno si è accompagnato un significativo innalzamento delle condizioni di vita all'interno della struttura, anche grazie all'inaugurazione di una nuova biblioteca e di un nuovo laboratorio produttivo, con conseguente aumento dell'offerta culturale e delle opportunità lavorative e formative.

Nel medesimo senso, l'amministrazione penitenziaria ha evidenziato la piena ripresa delle attività di volontariato e di partecipazione delle associazioni nell'organizzazione delle attività trattamentali.

I positivi risultati evidenziati hanno quindi consentito di superare difficoltà momentanee nella vita dell'istituto di Sondrio, nel solco delle politiche che hanno sempre caratterizzato ed ispirato l'azione del Ministero in questi anni.

Nella consapevolezza dell'importanza delle condizioni delle strutture penitenziarie per il benessere di quanti sono ivi ristretti e vi lavorano, evidenzio che il tema ha visto il Dicastero impegnato in ogni iniziativa necessaria e utile alla realizzazione dell'obiettivo predetto. Si tratta di finalità alla cui attuazione certamente concorre, tra le altre iniziative, il ruolo del garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, istituito con il decreto del Presidente della Repubblica del 1° febbraio 2016 e il decreto del Presidente della Repubblica del 3 marzo 2016.

Sul versante organizzativo, in attuazione del regolamento di riorganizzazione del Ministero, sono stati adottati i decreti ministeriali con cui si è provveduto al riordino complessivo degli uffici di livello dirigenziale non generale, presso il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, sia a livello centrale che periferico, per dare impulso in termini di efficienza all'azione amministrativa e sono stati stabiliti criteri e modalità di assegnazione degli incarichi di funzione ai dirigenti penitenziari da parte della competente direzione generale del personale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP).

Grazie ad un impegno politico intenso e costante, articolato in contestuali interventi di carattere normativo ed organizzativo, di edilizia penitenziaria e di politiche del personale, le complessive condizioni detentive, in ambito locale così come sul piano nazionale, sono decisamente migliorate.

L'azione sin qui svolta, nel solco tracciato dall'esperienza degli Stati generali dell'esecuzione penale, risulterà ulteriormente rafforzata dalle misure in corso di adozione nell'ambito dell'attuazione della delega per la riforma dell'ordinamento penitenziario, che permetterà di introdurre strumenti più adeguati per garantire una autentica funzione recuperatoria e risocializzante, in chiave costituzionalmente orientata all'esecuzione penale.

La positiva e pronta soluzione della vicenda verificatasi presso la casa circondariale di Sondrio rappresenta manifestazione di coerenza dell'azione amministrativa rispetto alle linee di indirizzo politico dettate in questo delicato e fondamentale settore.

DEL BARBA (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DEL BARBA (PD). Signora Presidente, ringrazio la signora Sottosegretaria per la risposta, che reputo esauriente e di cui mi dichiaro fin da subito soddisfatto, a partire dell'esito finale cui ha condotto l'intervento del Governo, e nel suo complesso dell'amministrazione penitenziaria, che ha posto rimedio ad una situazione che si presentava alquanto critica e problematica.

Mi ritengo soddisfatto soprattutto perché si è trattato di un intervento organico dell'amministrazione pubblica, dei livelli centrali, regionali e locali, e perché sebbene l'unica nota dolente potrebbe essere data dai tempi e dalla distanza della risposta di oggi al mio atto di sindacato ispettivo del 7 aprile 2016, che potrebbero far intendere che ci sia stata un'eccessiva dilazione, in realtà, la complessità della problematica richiedeva tempo e, giustamente, cautele.

Posso quindi definire tempestivo l'intervento nel suo complesso, sebbene la risposta possa apparire dilazionata e, per quanto abbiamo ottenuto, persino equilibrato; si è dato infatti riscontro alle denunce fatte dal garante dei diritti delle persone detenute, che hanno trovato poi un riscontro effettivo anche nell'ispezione amministrativa - che oggi apprendiamo essere stata effettuata - e attraverso le prescrizioni che sono state estese a livello regionale. Mi sembra che questo sia un esempio, come ho detto, di organicità, tempestività ed equilibrio, ma soprattutto di efficienza.

Spiace che a livello pubblico solo oggi si possa conoscere quanto di positivo è stato fatto. Probabilmente questa dilazione dei tempi si rendeva necessaria per la delicatezza e la riservatezza con cui certe indagini devono essere compiute, affinché vengano svolte con il necessario scrupolo. Credo che, se proprio si debba ancora integrare l'azione del Governo, forse le prescrizioni cui si fa riferimento nella sua risposta potrebbero essere rese pubbliche affinché, oltre all'autorevole parere del Governo circa la piena soddisfazione che queste prescrizioni hanno trovato all'interno dell'amministrazione carceraria, ci possa essere anche una verifica pubblica, nonché del nuovo garante e della stessa amministrazione comunale che viene citata dalle prescrizioni che sono state indicate.

Mi associo alla considerazione su quanto questa vicenda, risolta positivamente, contribuisca in senso positivo a insegnare a livello nazionale circa l'importanza della figura del garante dei diritti delle persone detenute. Abbiamo in questo caso la dimostrazione di come l'interazione tra l'amministrazione penitenziaria e la figura del garante possa portare a notevoli miglioramenti. Anche quanto annunciato dal Governo mi sembra essere molto positivo. A questo punto vorrei semplicemente ringraziare il garante, che ha consentito che tutto ciò emergesse con la sua lettera di dimissioni e la denuncia di quanto, dal suo punto di vista, non era corretto. Le dimissioni del dottor Francesco Racchetti non sono state un atto formale ma sostanziale, utile non solo all'amministrazione penitenziaria, la casa circondariale di Sondrio, ma, credo, a tutto il nostro sistema penitenziario.

PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-03430 sull'equipaggiamento dei Vigili del fuoco.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.

RUGHETTI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signora Presidente, onorevoli senatori, prima di entrare nel merito delle questioni poste dagli interroganti, mi sia consentito di esprimere la piena riconoscenza alle donne e agli uomini del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. L'elevatissimo livello del loro dispositivo di soccorso ha saputo far fronte alle numerosissime situazioni di grande complessità all'indomani dei tragici eventi sismici che dal 24 agosto 2016 hanno colpito diverse aree del nostro Paese, assicurando e garantendo l'assistenza alla popolazione con ineccepibile competenza tecnica e professionale. Al salvataggio delle persone nell'immediatezza degli eventi si aggiungono le migliaia di operazioni compiute per la messa in sicurezza degli immobili pubblici e privati o per il recupero dei beni delle abitazioni lesionate e delle attività commerciali. Innumerevoli sono stati anche i sopralluoghi, le verifiche di stabilità e le demolizioni degli edifici pericolanti; molteplici gli interventi per la difesa e il recupero di beni storici, architettonici e culturali fatti in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Con riferimento più puntuale ai quesiti posti nell'atto di sindacato ispettivo, e in particolare alla presunta inadeguatezza delle dotazioni invernali utilizzate dai Vigili del fuoco, evidenzio che il Corpo nazionale utilizza un vestiario studiato per garantire un'adeguata tutela dell'integrità fisica dell'operatore e un buon isolamento termico, in conformità alle vigenti normative e direttive comunitarie.

Venendo ora alla questione degli automezzi di soccorso, il parco del Corpo nazionale dei vigili del fuoco è stato effettivamente interessato in questi ultimi anni da un progressivo fenomeno di invecchiamento, in ragione delle note carenze di fondi legate alla sfavorevole congiuntura economica. Purtuttavia, in questa legislatura sono stati previsti interventi normativi che hanno consentito l'avvio da parte dell'amministrazione dell'interno di linee di finanziamento per realizzare un piano di ammodernamento dei mezzi operativi del Corpo nazionale e, quindi, di rafforzare le strutture e il dispositivo di soccorso tecnico urgente, in un'ottica di modularità e interoperabilità con tutti gli altri enti coinvolti nelle emergenze.

Mi limito, in proposito, a richiamare le più recenti misure: il decreto-legge n. 113 del 2016, che ha autorizzato la spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2016-2018. Per l'anno 2016 si è già provveduto all'acquisto di 100 autoveicoli Jeep, per una spesa di euro 2.029.917,74 e di 40.000 uniformi invernali per una spesa di euro 7.528.376,00.

I fondi previsti per gli anni 2017 e 2018, saranno utilizzati per il rinnovo di dispositivi di protezione individuale.

Il decreto-legge n. 189 del 2016 ha autorizzato la spesa di 5 milioni di euro per l'anno 2016 e di 45 milioni di euro per l'anno corrente. Con l'utilizzo delle predette risorse del 2016, unitamente a fondi ordinari, sono stati stipulati contratti per l'acquisizione di otto autoscale, attualmente in fase di allestimento, e dieci autocarri in fase di assegnazione. Inoltre, le risorse stanziate per il 2017 verranno utilizzate per l'acquisizione di 160 autopompe, 16 automezzi per soccorso nei centri storici, e infine dieci autoscale.

La legge di bilancio 2017 ha stanziato 70 milioni di euro per l'anno in corso e 180 milioni di euro annui per il periodo 2018-2030 da ripartire tra le forze di polizia e il Corpo nazionale secondo un programma pluriennale di finanziamento. A tal riguardo comunico che è in corso di definizione il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per la suddivisione del fondo ed è stata predisposta una bozza di piano di ripartizione delle risorse in argomento, che tiene conto anche delle esigenze del Dipartimento della pubblica sicurezza.

Da ultimo, segnalo l'incremento, pari a 5 milioni di euro, delle risorse destinate all'acquisto di automezzi in considerazione dell'eccezionale sforzo operativo del Corpo nazionale sostenuto quest'estate per lo spegnimento degli incendi boschivi.

In merito, infine, alle attività di addestramento professionale e aggiornamento formativo, ricordo che il Ministero dell'interno organizza regolarmente corsi di formazione, aggiornamento, perfezionamento professionale e addestramento per il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Tali attività si svolgono con specifici istruttori attraverso modelli organizzativi che prevedono una puntuale programmazione, con una diversa articolazione dell'orario di lavoro sostitutiva e non aggiuntiva ai turni di servizio obbligatori.

Concludo ricordando che prima della pausa estiva è stato insediato il tavolo per l'apertura della fase negoziale, che porterà al rinnovo dell'intesa negoziale che consentirà di dare una risposta importante a un comparto e a una procedura ferma da otto anni. Aggiungo che tale rinnovo arriva dopo altri due provvedimenti adottati dal Governo relativi al cosiddetto riordino delle carriere e alle assunzioni straordinarie, molto attese dai Vigili del fuoco, ancorché non esaustive a coprire tutti i vuoti in organico.

SCIBONA (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCIBONA (M5S). Signora Presidente, signor Sottosegretario, nove mesi per rispondere a un'interrogazione di questo tipo sono un tempo abbastanza lungo, ma se andiamo a vedere le statistiche dei tempi di risposta alle interrogazioni normali si tratta di un periodo relativamente breve. Questo è il primo dato di fatto.

Ovviamente l'interrogazione era una scusante per far risaltare la problematica. È notorio che i Vigili del fuoco e gli altri Corpi statali, come la Protezione civile, sono sempre con l'acqua alla gola per quanto riguarda strumentazioni, mezzi e quant'altro. Ho sentito cifre importanti, ma probabilmente non sono sufficienti, perché ho notizia anche di requisizioni di mezzi e dotazioni ai vigili del fuoco volontari da parte dei permanenti. Questo, per carità, nell'ottica della sicurezza va bene, ma significa che anche i permanenti non hanno e continuano a non avere mezzi e dispositivi per poter operare.

Non vorrei che questa politica di tagli indiscriminati fosse tutta incentrata nell'ottica di togliere oneri allo Stato per far sì che il tutto venga poi gestito solo a livello di volontariato. Ovviamente, non si può pretendere che lo Stato abbia numeri elevati di personale professionista per attendere - speriamo mai - una catastrofe o altro, ma è altrettanto ovvio che ci deve essere una base professionale stanziale molto ben equipaggiata che possa entrare subito in azione in caso di emergenza, incidente o incendio.

Mi sembra che, rispetto a quanto continuiamo a sentire da parte dei Vigili del fuoco o di altri Corpi, a livello di lamentele e carenze, quella percorsa non sia la strada giusta. Lo Stato dovrebbe invertire assolutamente la rotta, aumentare gli stanziamenti e far sì che i Corpi chiamati a intervenire in caso di emergenza siano molto meglio equipaggiati, che siano sì avvicendati con un corpo di volontari in caso di grande catastrofe, ma che in prima istanza possano operare al meglio con quello che hanno.

PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-03942 su iniziative in favore del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.

RUGHETTI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signora Presidente, onorevoli senatori, con l'interrogazione all'ordine del giorno la senatrice Bisinella, unitamente ad altri, chiede di conoscere quali iniziative si intendano porre in essere per il rafforzamento dell'organico, l'ammodernamento dei mezzi e delle attrezzature del Corpo nazionale dei vigili del fuoco al fine di rendere più efficiente il dispositivo del soccorso urgente, particolarmente impegnato in questi mesi estivi per l'emergenza incendi. Chiede, altresì, di conoscere la tempistica per l'attivazione del fondo previsto dalla legge di bilancio 2017, da destinare, tra l'altro, all'implementazione delle risorse strumentali a disposizione del Corpo nonché se se sia possibile prevedere la proroga, al 31 dicembre 2018, della graduatoria del concorso pubblico per 814 vigili del fuoco.

Voglio ricordare in via preliminare che la legge-quadro in materia di incendi boschivi del 21 novembre 2000, n. 353, attribuisce alle Regioni e alle Province autonome il compito di programmare e attuare le attività di prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi mediante l'approvazione di un piano regionale, a revisione annuale, per la programmazione delle connesse attività. In tale contesto normativo va a innestarsi la riforma introdotta dal decreto legislativo n. 177 del 2016, che ha previsto una quota parte delle funzioni svolte dal Corpo forestale, con le connesse risorse umane e strumentali, trasferita all'Arma dei carabinieri e quota parte al Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Il nuovo assetto normativo, comunque, non ha arrecato modifiche all'assetto delle attribuzioni in materia di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi che la citata legge quadro assegna alle Regioni. In effetti, dai dati disponibili relativi alle recenti attività di competenza statale, per l'intervento in materia di lotta attiva agli incendi boschivi - dati che comprendono il numero dei velivoli impiegati in tali attività - risulta con evidenza che la citata riforma non ha inciso in alcun modo sulla funzionalità e sull'efficacia degli interventi antincendio né, tantomeno, sulla disponibilità dei mezzi.

Venendo quindi alle questioni poste dall'interrogante in ordine alle carenze di organico del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, rappresento innanzi tutto che l'amministrazione dell'Interno, pur in presenza di ripetute manovre di contenimento della spesa pubblica connesse alla difficile congiuntura economica finanziaria del Paese, ha dedicato una particolare attenzione al ripianamento delle dotazioni organiche del Corpo, sia con iniziative legislative di incremento dell'organico teorico, di circa 2.500 unità, sia con il rafforzamento delle presenze effettive presso le strutture territoriali. Tali decisioni hanno permesso di assumere recentemente 848 unità di vigili del fuoco, 398 dei quali hanno assunto servizio il 5 giugno scorso, mentre i restanti 450, ridottisi di tre unità rinunciatarie, sono stati assegnati alle sedi di servizio il 7 agosto scorso. L'Amministrazione sta procedendo, inoltre, all'espletamento di una procedura concorsuale per l'assunzione di 250 vigili del fuoco; procedura che presumibilmente avrà termine entro l'anno. Le nuove assunzioni oltre a ridurre le carenze di organico, attualmente pari, nel complesso, a 3.314 unità su un totale di 37.481, consentiranno di incidere sull'età media del personale in servizio, che rischia di diventare una seria criticità sul piano operativo.

Ricordo, inoltre, che con la legge di bilancio 2017 è stato attivato uno speciale Fondo per finanziare una serie di istituti attinenti al personale del pubblico impiego, compreso il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Con la ripartizione del predetto Fondo, avvenuta con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 27 febbraio scorso, sono stati destinati 119 milioni di euro per l'anno 2017 e 153 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato, in aggiunta alle facoltà assunzionali previste a legislazione vigente. Tali assunzioni riguarderanno le amministrazioni dello Stato, ivi compresi i Corpi di polizia e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Preciso che per le assunzioni straordinarie del Corpo nazionale sono stati stanziati 16 milioni di euro che consentiranno l'assunzione di 400 unità.

Informo, inoltre, che entro la data del prossimo 15 dicembre è prevista l'assunzione di altre 301 unità di vigili del fuoco a copertura del turnover per l'anno 2016.

Quanto poi alla questione dell'ammodernamento delle risorse strumentali, va segnalato che le criticità relative alle condizioni e all'età media dei mezzi e delle attrezzature in dotazione al Corpo risentono dei mancati investimenti degli anni passati. Tuttavia, l'attenzione del Governo sull'esigenza di procedere all'ammodernamento dei mezzi a disposizione dei Vigili del fuoco non è mai venuta meno.

Solo riferendomi ai più recenti interventi normativi, ricordo, oltre alla già citata legge di bilancio 2017, il decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016, che ha previsto lo stanziamento complessivo di 50 milioni di euro (cinque per il 2016 e 45 per il 2017) per i mezzi operativi dei Vigili del fuoco. Con l'utilizzo delle predette risorse per il 2016, unitamente a fondi ordinari, sono stati stipulati contratti per l'acquisizione di otto autoscale e 10 autocarri.

Segnalo, da ultimo, l'incremento, pari a cinque milioni di euro, delle risorse destinate all'acquisto di automezzi in considerazione dell'eccezionale sforzo operativo del Corpo sostenuto quest'estate.

Riguardo, invece, alla tempistica della ripartizione del Fondo previsto sempre dalla legge di bilancio per il 2017, per l'acquisto e l'ammodernamento dei mezzi strumentali in uso sia alle forze di polizia che al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, informo che è in corso di definizione il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per la suddivisione del predetto fondo; a tal proposito i competenti Dipartimenti dell'amministrazione dell'interno hanno già predisposto una bozza di piano di ripartizione delle risorse in argomento.

Vengo, infine, all'ultimo quesito relativo alla proroga al 31 dicembre 2018 della graduatoria del personale idoneo al concorso a 814 posti di vigile del fuoco, bandito nel 2008. Come è noto, la citata graduatoria è stata più volte prorogata e, da ultimo, fino al 31 dicembre 2017. In ragione delle assunzioni effettuate nel corso degli anni, la graduatoria del concorso ha già visto uno scorrimento di circa 4.500 idonei, che attualmente sono ridotti a circa 3.100 persone. Sulla possibilità di una ulteriore proroga ricordo che il Governo, il 2 agosto scorso, ha espresso il proprio parere favorevole in sede di approvazione di una specifica risoluzione sulla questione in I Commissione alla Camera.

BISINELLA (Misto-Fare!). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BISINELLA (Misto-Fare!). Ringrazio il Sottosegretario per la risposta, che certamente è molto articolata, della quale però mi dichiaro parzialmente soddisfatta. Apprezzo senz'altro gli interventi previsti per incrementare i fondi per l'acquisizione di nuovi mezzi e per l'ammodernamento delle dotazioni strumentali, che veniva riconosciuto come necessario tenuto conto delle vetustà dei mezzi in dotazione al personale (autopompe e autocarri), che è in media di quindici-sedici anni su tutto il territorio nazionale, ed anche alla luce degli ultimi interventi nella stagione estiva, che si sta ora concludendo: solo nei mesi di giugno e luglio del 2017 sono stati registrati oltre 45.000 interventi su tutto il territorio nazionale a fronte dei 24.000 del 2016.

Era evidente, quindi, che fosse necessario un intervento urgente. Da questo punto di vista, quindi, apprezzo gli sforzi in corso, ma ricordo che si inseriscono nel quadro di una situazione gravemente deficitaria che riguarda non soltanto l'approvvigionamento di mezzi e dotazioni strumentali, ma anche una grave carenza di organico che il Corpo nazionale dei vigili del fuoco ancora sconta. Mi fa piacere sapere che sono in corso nuove procedure per l'assunzione di ulteriori unità di personale e apprendo anche con favore il fatto che sia stata data dal Governo una risposta affermativa a questa esigenza di ulteriore proroga del concorso che veniva citato nella mia interrogazione che, lo ricordo, è stata firmata anche da altri colleghi; il che indica quanto, da più parti politiche, sia sentita la necessità di sostenere il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Apprezzo le parole di ringraziamento che il Sottosegretario ha rivolto a nome del Ministero per l'opera mirabile che tutto il personale dei Vigili del fuoco costantemente porta avanti a tutela di tutti i cittadini a fronte di ogni situazione di emergenza che si viene a creare. Mi associo ai ringraziamenti ricordando lo spirito mirabile di abnegazione e di servizio che sempre dimostrano.

Tuttavia faccio presente, e per questo mi ritengo solo parzialmente soddisfatta della risposta, che a seguito delle recenti modifiche che hanno previsto il ridimensionamento e la soppressione del Corpo forestale, se da un lato vi è stato un passaggio di competenze e funzioni ai Vigili del fuoco relativamente alla lotta contro gli incendi boschivi e allo spegnimento con mezzi aerei, dall'altro, in maniera palesemente non proporzionale a tali nuove competenze, non sono state assegnate unità di personale sufficienti dato che sono state aggiunte poco meno di 400 unità. Spero quindi che l'intento di provvedere in futuro sia effettivo.

Ricordo anche che vi sono altre gravi carenze che da sempre il Corpo nazionale evidenzia, come quelle relative alla disparità di trattamento economico che purtroppo scontano rispetto agli altri Corpi che si occupano di sicurezza pubblica e di soccorso pubblico. Quindi, mi auguro che i tavoli tecnici avviati - ormai è questione annosa, lo so bene perché sono più anni che se ne parla - per cercare di ovviare a questi temi, siano portati avanti anche con celerità a fronte delle situazioni emergenziali che purtroppo sempre si verificano chiamando in causa il suddetto Corpo nazionale che si trova oggettivamente in condizioni di grandi difficoltà; magari si potrebbe intervenire con la nuova legge di bilancio che ci accingiamo ad approvare entro fine anno.

Riguardo ai criteri di assegnazione dei fondi che la legge di bilancio dello scorso anno prevedeva - i 180 milioni per il periodo dal 2018 e successivi - auspico che siano emanati in tempi molto veloci e che si possa avere contezza di questi risultati.

Concludendo, mi auguro che il Ministero tenga conto davvero delle reali esigenze del Corpo nazionale che non attengono, e ci tengo a sottolinearlo, solamente all'ammodernamento dei mezzi ma ad una situazione generale di reali esigenze oggettive di aiuto e di sostegno. Ripeto, è un Corpo nazionale che purtroppo, ad oggi, rispetto ad altre forze di polizia, peraltro anch'esse bistrattate, sconta ancora enormi differenze. Il nostro movimento - FARE! con Tosi - sarà sempre attento a portare avanti queste istanze e mi auguro che vi sia una disponibilità a condividere e ad accogliere nuove richieste e magari ad esaminare insieme nuove possibilità con la legge di bilancio che ci accingiamo ad affrontare in Parlamento.

PRESIDENTE. Avverto che il senatore Orellana ha comunicato alla Presidenza di voler trasformare l'interrogazione 3-03326 in interrogazione a risposta scritta che prenderà il numero 4-08047.

Seguono le interrogazioni 3-03141 e 3-03360 sull'organizzazione di seminari di studio sulla riforma costituzionale da parte della Scuola nazionale dell'amministrazione.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere congiuntamente a tali interrogazioni.

RUGHETTI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, la Scuola nazionale dell'amministrazione (SNA), costituendo il punto centrale del sistema unico del reclutamento e della formazione pubblica, è deputata a selezionare, reclutare e formare i funzionari e i dirigenti nell'ottica di migliorare l'efficienza e la qualità delle pubbliche amministrazioni del nostro Paese.

La sua attività formativa, pertanto, riguarda l'organizzazione di percorsi didattici che comprendono l'analisi tecnica della legislazione vigente e in itinere, al fine di permettere a dirigenti e funzionari interessati di sviluppare e potenziare le loro competenze analitiche e la capacità di approfondimento.

Nell'ambito delle suddette attività istituzionali, nell'anno 2016 sono stati organizzati alcuni seminari in materia di riforme costituzionali e amministrative, in linea con la programmazione didattica che da alcuni anni contiene i corsi in questa materia.

Premetto che condivido la valutazione dell'interrogante rispetto al commento che la stessa SNA ha dato nella presentazione del corso rispetto alla riforma costituzionale. Quello espresso è un giudizio che nulla ha a che vedere con l'attività di formazione che si compone, invece, di argomenti e contenuti tecnici. Aggiungo che, nel momento in cui io e la Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione venimmo a conoscenza di questo episodio, esprimemmo all'allora commissario della SNA tutte le nostre perplessità.

Rispetto ai docenti invitati a tenere le lezioni, posso dire che essi sono stati scelti tra professori ed esperti di indiscusso valore scientifico e sono stati chiamati in qualità di persone di comprovata e specifica competenza. Rispetto al procedimento cui è stato sottoposto il professore a cui si fa riferimento nell'interrogazione in oggetto, aspetterei la conclusione dello stesso procedimento prima di emettere valutazioni o - peggio - sentenze di condanna in quest'Assemblea.

Per quanto riguarda i costi sostenuti dalla SNA, si segnala che i suddetti docenti hanno svolto le loro lezioni in quanto già docenti temporanei della Scuola o a titolo gratuito. Di conseguenza, nei decreti di approvazione delle iniziative in parola non sono stati previsti oneri specifici a carico della Scuola.

Infine, si precisa che, come illustrato nell'offerta formativa della Scuola, è consuetudine organizzare seminari di analisi tecnica della legislazione in itinere, risultando di particolare interesse il procedimento formativo delle leggi in quanto tale. Nel caso specifico, l'approfondimento del complesso iter di approvazione parlamentare di un disegno di legge di riforma costituzionale poteva essere sicuramente un'importante occasione di studio per sviluppare le competenze in materia dei funzionari e dei dirigenti pubblici.

SIMEONI (Misto). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SIMEONI (Misto). Signor Sottosegretario, ho ascoltato con attenzione la sua risposta e non posso che manifestarle tutta la mia insoddisfazione per quanto da lei esposto.

È un fatto che questi corsi siano stati organizzati e regolarmente tenuti, così come è un fatto che siano stati spesi (lei dice che si sono svolti a titolo gratuito, non sappiamo bene), senza alcuna motivazione plausibile, i soldi dei contribuenti, anche in funzione dell'esito referendario che vide nettamente prevalere i voti a favore del no.

L'allora ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, onorevole Marianna Madia, senza alcun pudore politico, né rispetto istituzionale, promosse la tenuta di questi corsi ben prima che l'eventuale esito referendario, se favorevole al si, li rendesse necessari. Quindi, non è assurdo pensare che tutto ciò fu voluto al solo fine di allestire una campagna referendaria a favore del sì, facendone sostenere i costi alla collettività, allo scopo di soggiogare al pensiero unico dell'allora Governo Renzi, anche la dirigenza pubblica, destinataria di quel percorso formativo. Qualunque giustificazione ella possa proporre a quest'Assemblea, a fronte di ciò, è dunque da ritenersi complice di chi ha tenuto comportamenti palesemente contrari al proprio dovere istituzionale. E l'attuale Governo, indubbio clone del precedente, ha ritenuto suo dovere premiare l'onorevole Madia con la riconferma al Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione. Mi sembra non ci sia altro da aggiungere.

PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno è così esaurito.

Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, interpellanze e interrogazioni pervenute alla Presidenza saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per le sedute di martedì 19 settembre 2017

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi martedì 19 settembre, in due sedute pubbliche, la prima alle ore 11 e la seconda alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 17,10).

Allegato A

INTERROGAZIONI

Interrogazione sulle dimissioni del garante dei detenuti del carcere di Sondrio

(3-02749) (07 aprile 2016)

DEL BARBA. - Al Ministro della giustizia -

                    Premesso che:

            in data 29 marzo 2016, il Garante dei diritti delle persone limitate nella libertà personale (cosiddetto Garante dei detenuti) della casa circondariale di Sondrio, dottor Francesco Racchetti, ha rassegnato le proprie dimissioni, sostenendo che "nella situazione che si è venuta a creare, l'esercizio della funzione di Garante delle persone detenute non è più possibile";

            ha dichiarato che, dal momento dell'assunzione della direzione della casa circondariale di Sondrio da parte della dottoressa Stefania Mussio, l'attività del Garante dei detenuti ha subìto una radicale battuta d'arresto proprio per i profili che ne costituiscono il nucleo essenziale. Con l'arrivo della nuova direttrice, ha pubblicamente sostenuto il dottor Racchetti, si è aperto "un periodo difficile, anche umiliante, perché mi sono trovato nella situazione di non poter svolgere nulla nella Casa Circondariale, con la Casa Circondariale, per la Casa Circondariale. A Sondrio la funzione del Garante è stata annullata";

            il Comune di Sondrio riconosce la funzione del Garante dei detenuti attraverso il proprio statuto e il relativo regolamento attuativo, secondo cui le azioni poste in essere dal Garante devono ritenersi volte a "promuovere l'esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile e di fruizione dei servizi comunali delle persone comunque limitate nella libertà personale" e a "garantire (alle stesse persone) il diritto al lavoro, alla formazione, alla crescita culturale, alla tutela della salute, alla cura della persona, anche mediante la pratica di attività formative, culturali e sportive" (art. 48-bis);

            il garante Racchetti, nella sua relazione del 9 marzo 2016, indirizzata al Comune di Sondrio, ha evidenziato alcuni punti di particolare gravità in merito alla situazione che sarebbe in atto presso la casa circondariale di Sondrio, quali: la pretesa, da parte della direzione, di conoscere in anticipo le motivazioni delle richieste di colloquio avanzate dai detenuti e gli argomenti da trattare, tanto da impedire, qualora la richiesta fosse ritenuta impropria, il colloquio tra Garante e detenuto; lo spostamento della sede dei colloqui da una stanza apposita all'interno della sezione ad altri locali, in contrasto con le indicazioni della circolare n. 3622/6072; la sospensione o la mancata attivazione delle attività formative volte al reinserimento sociale dei detenuti, quali il laboratorio di informatica e il relativo corso, previsti dal protocollo tra Provveditorato e amministrazione provinciale, ma mai attivati, e l'aula laboratorio, realizzata col contributo dell'amministrazione provinciale e rimasta inutilizzata, nonostante il positivo coinvolgimento dell'associazione Artigiani con la quale era stato condiviso un percorso di avviamento alle attività produttive; l'interruzione della collaborazione attiva tra direzione e Garante in materia di educazione alla legalità per le realtà scolastiche del territorio, sostituita da una partecipazione disgiunta e non coordinata;

                    considerato che:

            la casa circondariale di Sondrio è l'unico penitenziario di una provincia, quale quella di Sondrio, caratterizzata da un territorio interamente montano e da un'elevata difficoltà di spostamento tra i diversi comuni; pertanto, la sua presenza nel capoluogo è ritenuta rilevante per la comunità;

            a seguito delle sue dimissioni, il garante Racchetti ha ricevuto attestazioni di stima e solidarietà da parte di tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale, culminate nell'approvazione di due ordini del giorno unitari a sostegno del suo operato e del ritiro delle sue dimissioni;

            a partecipazione attiva di soggetti istituzionali e privati del territorio ha instaurato, negli anni, delle prassi virtuose di azioni e attività interne alla casa circondariale il cui futuro è reso oggi incerto a causa della situazione in atto;

            il 1° marzo 2016 i Garanti per i detenuti regionale e locali della Lombardia e il Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria della stessa regione hanno sottoscritto un protocollo d'intesa allo scopo di realizzare "la più ampia collaborazione finalizzata alla tutela dei diritti dei detenuti e al miglioramento degli standard di qualità della vita e il rispetto della legalità degli istituiti penitenziari della Regione Lombardia" il quale, tra le altre cose, stabilisce che "le richieste di colloquio con il Garante non dovranno essere necessariamente motivate" (art. 1);

            il 31 marzo 2016, a seguito delle dimissioni del garante Racchetti, il provveditore regionale della Lombardia, Luigi Pagano, gli ha richiesto di ritirare le proprie dimissioni, fissando per il successivo 6 aprile un incontro a Milano "per esaminare la situazione e valutare congiuntamente possibili soluzioni";

            a livello nazionale, le istituzioni sono impegnate in un processo di generale riconsiderazione degli strumenti previsti dall'ordinamento penitenziario, al fine di rendere più efficaci i percorsi di reinserimento sociale dei detenuti, anche attraverso anche l'incremento dei rapporti con l'esterno e delle interazioni con la comunità locale;

            ritenuto, infine, che:

            la figura e il ruolo del Garante dei detenuti sono un importante presidio di trasparenza e correttezza nell'azione dello Stato e delle sue amministrazioni periferiche;

            la vicenda presenta degli aspetti di obiettiva criticità, sui quali appare necessario fare luce tempestivamente. Le circostanze segnalate dal garante Racchetti, infatti, se comprovate, imporrebbero netti correttivi alla situazione esistente, a tutela del ruolo rieducativo e riabilitativo dello Stato nei confronti dei condannati a pene detentive,

            si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, nell'esercizio delle sue prerogative e competenze, non intenda attivarsi, anche attraverso la promozione di un'apposita attività ispettiva, per fare piena luce sulla vicenda, consentendo alle istituzioni e a tutte le forze attive del territorio di svolgere nelle migliori condizioni le rispettive funzioni e di operare efficacemente per garantire, allo stesso tempo, il rispetto della legalità negli istituti penitenziari e la possibilità di reinserimento sociale e lavorativo delle persone condannate a pene detentive, a beneficio delle stesse e dell'intera comunità locale.

Interrogazione sull'equipaggiamento dei Vigili del fuoco

(3-03430) (25 gennaio 2017)

SCIBONA, AIROLA, CASTALDI, DONNO, MONTEVECCHI, CAPPELLETTI, GIARRUSSO, SANTANGELO, PUGLIA, MORONESE, PAGLINI. - Al Ministro dell'interno -

            Premesso che, a quanto risulta agli interroganti dall'articolo "Nella neve sul terremoto senza guanti, senza indumenti termici e con mezzi vecchi senza catene", pubblicato, in data 19 gennaio 2017, dalla testata on line "Il Piacenza", plurisettimanale telematico, si apprende come in un nota il coordinamento provinciale Cgil dei Vigili del fuoco di Piacenza abbia denunciato le numerose criticità a cui il proprio personale è stato sottoposto nell'espletamento dei compiti di protezione civile presso le zone terremotate del Centro Italia;

                    considerato che:

            si evince come i Vigili del fuoco siano stati inviati presso le zone di intervento, ricoperte da metri di neve e con temperature sotto lo zero, senza indumenti protettivi adeguati, senza guanti, né stivali da neve;

            inoltre, si evince che gli automezzi in dotazione sarebbero, in larga parte, vetusti e privi di dispositivi antineve e che gli stessi operatori alloggiano in tende in cui non è garantito il riscaldamento, né i minimi servizi igienico-sanitari;

            considerato infine che pur non essendo attualmente nella situazione determinatasi nel corso delle prime ore dall'evento emergenziale, risulta agli interroganti che la gestione dell'emergenza non sembrerebbe ancora consolidata; gli stessi turni e gli invii di personale non sarebbero cadenzati ed avverrebbero spesso senza o con minimo preavviso, evidenziando una totale disorganizzazione logistica,

            si chiede di sapere:

            se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

            quali iniziative intenda intraprendere, affinché siano reperiti con urgenza fondi straordinari per dotare tutti i reparti dei Vigili del fuoco impiegati o da impiegare nell'emergenza post sisma del Centro Italia di adeguato equipaggiamento personale e mezzi, per far fronte agli eventi climatici in atto;

            se intenda avviare urgentemente una ricognizione del sistema di protezione civile, al fine di adeguare di mezzi e risorse le strutture che concorrono agli interventi necessari durante o a seguito di un'emergenza o calamità naturale;

            se, a prescindere dagli interventi emergenziali, intenda stanziare fondi da destinarsi ai reparti effettivi dei Vigili del fuoco ai fini di addestramento e di acquisto di dotazioni.

Interrogazione su iniziative in favore del Corpo nazionale dei vigili del fuoco

(3-03942) (02 agosto 2017)

BISINELLA, BELLOT, MUNERATO, PUPPATO, CASSINELLI, VACCIANO, MASTRANGELI, CONTE, PANIZZA, ZIZZA, Maurizio ROMANI. - Al Ministro dell'interno -

                    Premesso che:

            il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco da sempre adempie alle proprie funzioni con abnegazione e mirabile spirito di servizio, rivelandosi determinante per la salvezza di vite umane in condizioni e contesti che spesso hanno messo a repentaglio l'incolumità stessa degli operatori;

            nei mesi di giugno e luglio 2017 si sono registrati oltre 45.000 interventi su tutto il territorio nazionale, a fronte dei 24.000 dello stesso periodo del 2016. Allo stesso tempo è triplicato il numero di interventi aerei, che sfiora i 2.000, così come sono aumentate le ore di impiego della flotta aerea;

            simbolico il numero dei lanci effettuati da elicotteri e Canadair: circa 21.000, sempre nel periodo giugno-luglio, rispetto ai 7.300 nello stesso periodo del 2016;

            il quadro emerso in seguito all'emergenza incendi degli ultimi mesi, se da un lato conferma il ruolo fondamentale del Corpo nazionale, in termini di interventi risolutivi e salvaguardia dei territori, dall'altro ha messo in luce le evidenti difficoltà che il Corpo è chiamato quotidianamente a fronteggiare, dovute in particolare alla carenza di organico e deterioramento o obsolescenza di mezzi e attrezzature;

            da tempo, infatti, i comandi provinciali segnalano la necessità di rinnovare il parco automezzi al fine di svolgere in modo efficiente e in sicurezza i compiti assegnati;

            i dati forniti da una delle maggiori organizzazioni sindacali di categoria fotografano una situazione tutt'altro che incoraggiante. A livello nazionale, ad esempio, le autopompa serbatoio (APS) hanno un'età media di 14 anni, 17 gli anni per le autobotti pompa (ABP), e una media di 9 anni di servizio per le autovetture. Gli automezzi boschivi hanno un'età media di 18 anni;

            ad avviso degli interroganti si tratta di dati allarmanti, specie se si considera l'elevato chilometraggio percorso. Al comando di Verona, ad esempio, sono in dotazione 11 APS, con età media 15 anni e 207.000 chilometri all'anno percorsi medi; 15 anni anche per le 4 APB; i 16 mezzi della colonna mobile, tenuti alla partenza immediata in caso di un'emergenza straordinaria come terremoti, alluvioni e frane, hanno un'età media di 24 anni;

            gli interventi di parte governativa volti ad arginare il problema e contenuti nei decreti-legge n. 113 e n. 189 del 2016, convertiti, con modificazioni, rispettivamente dalle leggi n. 160 e n. 229 del 2016, ad oggi, e come dimostrato dai fatti delle ultime settimane, non hanno ottenuto i risultati sperati;

            più di recente, con la legge n. 232 del 2016 (legge di bilancio per il 2017), all'art. 1, comma 623, è stato istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un fondo, con una dotazione finanziaria di 70 milioni di euro per l'anno 2017 e di 180 milioni di euro annui per il periodo 2018-2030, per l'acquisto e l'ammodernamento dei mezzi strumentali in uso alle forze di polizia e al Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Tuttavia, manca ancora la definizione dei criteri di assegnazione delle risorse;

            l'annosa questione del rinnovo e del deterioramento degli automezzi in dotazione al Corpo si affianca drammaticamente alla persistente carenza di organico, più volte lamentata dai comandi e dalle forze sindacali di categoria e aggravata dalle disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 177 del 2016, che ha previsto, tra l'altro, il passaggio dal Corpo forestale dello Stato ai Vigili del fuoco delle competenze in materia di lotta attiva contro gli incendi boschivi e spegnimento con mezzi aerei;

            in maniera palesemente non proporzionale alle nuove competenze, ai Vigili del fuoco sono state assegnate poco meno di 400 unità di personale provenienti dal soppresso Corpo forestale,

            si chiede di sapere:

            se e quali ulteriori interventi, anche di carattere normativo, il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto in risposta alle reali esigenze del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, in termini di organico, mezzi e attrezzature;

            quali siano le tempistiche di attivazione del fondo previsto dal citato art. 1, comma 623, della legge di bilancio 2017;

            se non ritenga opportuno prevedere la proroga al 31 dicembre 2018 della graduatoria del concorso pubblico per 814 vigili del fuoco, di cui al bando indetto con decreto ministeriale n. 5140 del 6 novembre 2008.

Interrogazione sulla mobilità ferroviaria delle persone con disabilità

(3-03326) (23 novembre 2016)

Trasformata nell'interrrogazione a risposta scritta 4-08047

ORELLANA. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti -

                    Premesso che:

            il considerando n. 10 del regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2007, relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario, afferma che i servizi di trasporto ferroviario di passeggeri dovrebbero andare a vantaggio di tutti i cittadini e che, conseguentemente, le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta, a causa di disabilità, età avanzata o per altre ragioni, dovrebbero poter accedere al trasporto ferroviario a condizioni comparabili a quelle degli altri cittadini;

            inoltre, il considerando n. 11 specifica che le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni dovrebbero tener conto delle esigenze delle persone con disabilità o delle persone a mobilità ridotta, attenendosi alle specifiche tecniche di interoperabilità (STI) per le persone a mobilità ridotta, onde garantire che, nel rispetto delle norme comunitarie sugli appalti pubblici, tutti gli edifici e tutto il materiale rotabile siano resi accessibili, eliminando progressivamente gli ostacoli fisici e gli impedimenti funzionali al momento di acquistare nuovo materiale o di realizzare nuovi fabbricati o importanti opere di ristrutturazione;

            in particolare l'articolo 21, comma 2, stabilisce che: "In mancanza di personale di accompagnamento a bordo di un treno o di personale in una stazione, le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni compiono tutti gli sforzi ragionevoli per consentire alle persone con disabilità o alle persone a mobilità ridotta di avere accesso al trasporto ferroviario", mentre l'articolo 22, comma 1, specifica che: "In caso di partenza, transito o arrivo di una persona con disabilità o una persona a mobilità ridotta in una stazione ferroviaria dotata di personale, il gestore della stazione fornisce gratuitamente l'assistenza necessaria all'interessato per salire sul treno in partenza o scendere dal treno in arrivo per cui ha acquistato un biglietto";

                    considerato che:

            nel recepire le indicazioni contenute nel regolamento europeo, Rete ferroviaria italiana (RFI) del gruppo Ferrovie dello Stato ha organizzato un servizio offerto nelle stazioni del circuito di assistenza costituito dalle "Sale blu" presenti in 14 principali stazioni e aperte tutti i giorni dalle ore 6:45 alle ore 21:30. Ciascuna sala blu assicura l'informazione sull'assistenza offerta da RFI in tutte le stazioni del circuito e la prenotazione dei servizi;

            tuttavia, diverse associazioni di persone affette da disabilità hanno posto l'attenzione su numerose criticità relative al circuito delle sale blu, quali la necessità di prenotare per telefono il servizio assistenza almeno 48 ore prima, l'obbligo di arrivare in stazione 60 minuti prima, l'impossibilità di scegliere di viaggiare in prima classe, nonché la carrozza o il posto. Inoltre, possono viaggiare solo due persone in carrozzina quindi l'eventuale terzo viaggiatore con disabilità dovrà scegliere un altro treno in un altro orario. Ancora, il circuito riguarda solo 14 tra le principali stazioni, mentre sui treni regionali o locali spesso non è disponibile il carrello solleva persone, le toilette non sono accessibili, e ai viaggiatori affetti da disabilità sono riservati ambienti non climatizzati, rilevando, inoltre, una discrepanza tra stazione di partenza accessibile (come per esempio Milano) e stazione di destinazione non accessibile, con specifico riferimento a località marittime;

            in un articolo del 23 novembre 2016 dell'edizione on line del quotidiano "la Repubblica", si riporta il caso di una dipendente dell'università "Bicocca" di Milano affetta da atassia di Friedreich, una malattia genetica che colpisce il sistema nervoso, alla quale è stato recentemente comunicato dalla direzione commerciale della società Trenord Srl l'impossibilità di "continuare a fornire l'assistenza alle operazioni di incarrozzamento nella stazione di Milano Greco-Pirelli in partenza con il treno 5147 poiché la normativa vigente richiede, per ragioni di sicurezza, per tali operazioni l'utilizzo di un carrello elevatore e di personale abilitato all'uso";

            la comunicazione specifica, inoltre, l'impossibilità di richiedere tale servizio (perché la stazione di Milano Greco-Pirelli non rientra nel circuito delle sale blu) "che invece è assolutamente disponibile se potesse prendere in considerazione la possibilità di partire dalla stazione di Milano Porta Garibaldi", stazione raggiungibile dalla signora solo con un'ora di viaggio,

            si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno adottare, per quanto di propria competenza, tutte le misure necessarie al fine di migliorare l'accessibilità delle stazioni ferroviarie per le persone affette da disabilità.

Interrogazioni sull'organizzazione di seminari di studio sulla riforma costituzionale da parte della Scuola nazionale dell'amministrazione

(3-03141) (21 settembre 2016)

SIMEONI, MUSSINI, BOCCHINO, DE PIETRO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione -

                    Premesso che:

            come apparso in un articolo de "il Fatto Quotidiano" dell'8 settembre 2016, a firma della giornalista Wanda Marra, la Scuola nazionale dell'amministrazione (Sna), e come peraltro a tutt'oggi riscontrabile sul sito internet della stessa, avrebbe programmato diversi seminari di studi dedicati alla riforma costituzionale;

            riforma che, come è noto, attende ancora non solo la pronuncia popolare che ne confermi l'effettiva entrata in vigore, ma anche la determinazione della data in cui i cittadini saranno chiamati ad esprimersi;

            gli eventi promossi consisterebbero in numerosi incontri, iniziati nel mese di aprile 2016 e conclusisi con 2 distinti seminari di studio dal titolo "La riforma costituzionale e la legge elettorale", previsto per il 15 settembre a Roma, l'uno, e "L'evoluzione dei controlli della Corte dei Conti alla luce delle recenti riforme", in programma per il 16 settembre a Caserta, l'altro. I corsi, tra i vari destinatari, si rivolgerebbero, inoltre, stando a quanto pubblicato sul bando, anche a funzionari e dirigenti della Presidenza del Consiglio dei ministri e si caratterizzerebbero per essere costituiti da "sette ore di formazione", mentre, l'obiettivo sarebbe "realizzare un confronto per approfondire i vari argomenti connessi alla riforma costituzionale";

            rilevato che:

            come riportato sul sito della Scuola nazionale dell'amministrazione, essa risulterebbe esser "fondata nel 1957 come parte integrante della Presidenza del Consiglio dei Ministri, (…) è l'istituzione deputata a selezionare, reclutare e formare i funzionari e i dirigenti pubblici e costituisce il punto centrale del Sistema unico del reclutamento e della formazione pubblica, istituito per migliorare l'efficienza e la qualità della Pubblica Amministrazione italiana";

            in tale ottica, si incentrerebbe, pertanto, la decisione di includere nell'offerta formativa, seminari inerenti alla riforma costituzionale, in quanto sarebbe consuetudine della Scuola quella di "organizzare momenti di analisi tecnica della legislazione in itinere per sviluppare le competenze analitiche dei funzionari e dirigenti pubblici". Ed invero, nelle schede introduttive degli incontri del 15 e 16 settembre 2016, veniva sottolineato l'intento degli organizzatori di esaminare "luci e ombre" di "una tanto auspicata e discussa riforma";

                    considerato che:

            a parere degli interroganti, non si comprende la necessità di impiegare tempo e risorse pubbliche per organizzare corsi di formazione inerenti ad una riforma costituzionale, ancora non entrata in vigore, in attesa della pronuncia popolare;

            l'organizzazione di dibattiti, o comunque occasioni, ove proporre validi spunti di riflessione ed analisi, mal si concilia con la presentazione degli stessi, in cui la riforma costituzionale viene dipinta come "tanto auspicata". Siffatto giudizio, oltre ad apparire del tutto inopportuno, travalicherebbe a giudizio degli interroganti l'esigenza di dotare gli eventi in calendario e la Scuola stessa di quell'auspicato prestigio istituzionale che si presume che dovrebbero rivestire. Prestigio, peraltro, fortemente minato, se non addirittura compromesso, dalla presenza, tra i docenti dei seminari, del professore Caravita, ordinario di diritto pubblico alla Luiss di Roma e tra i firmatari del "Manifesto del Sì", attualmente indagato dalla Procura di Roma nel noto processo relativo ai concorsi truccati. Tale circostanza solleverebbe, inoltre, negli interroganti il legittimo dubbio se un docente indagato per questioni di concorsi truccati rappresenti la scelta più idonea per formare funzionari e dirigenti pubblici,

            si chiede di sapere:

            quali siano le motivazioni che sottendono alla decisione di impiegare tempo e risorse dello Stato, che dovrebbero essere investiti per la formazione dei dirigenti e funzionari, a favore di una materia che, per quanto delicata, quale la riforma costituzionale, non solo non è in vigore, ma non è detto che lo sia in futuro;

            

            quali siano i costi sostenuti dall'amministrazione statale per la promozione, l'organizzazione e lo svolgimento di corsi e seminari incentrati sull'indubbia attività formativa di preparare il personale pubblico ad una riforma che, di fatto, almeno per il momento, non esiste ancora;

            

            se non si intenda impedire futuri, almeno fino al giorno del referendum, corsi, seminari, incontri e quant'altro abbia ad oggetto una riforma al momento inesistente, distraendo fondi pubblici e risorse umane, nonché strumentali, all'opinabile beneficio dei pubblici dipendenti.

(3-03360) (21 dicembre 2016)

SIMEONI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri -

                    Premesso che:

            come apparso in un articolo de "il Fatto Quotidiano" dell'8 settembre 2016, a firma della giornalista Wanda Marra, la Scuola nazionale dell'amministrazione (Sna), e come peraltro, a tutt'oggi riscontrabile sul sito internet della stessa, avrebbe programmato diversi seminari di studi dedicati alla riforma costituzionale che, come ben noto, è stata bocciata in sede di consultazione referendaria il 4 dicembre 2016;

            gli eventi promossi sarebbero consistiti in numerosi incontri, iniziati nel mese di aprile e conclusisi con due distinti seminari di studio dal titolo "La riforma costituzionale e la legge elettorale", previsto per il 15 settembre a Roma, l'uno, e "L'evoluzione dei controlli della Corte dei Conti alla luce delle recenti riforme", in programma per il 16 settembre a Caserta, l'altro. I corsi, tra i vari destinatari, si sarebbero inoltre rivolti, stando a quanto pubblicato sul bando, anche a funzionari e dirigenti di palazzo Chigi e si sarebbero caratterizzati per essere costituiti da "sette ore di formazione", con l'obiettivo ultimo di "realizzare un confronto per approfondire i vari argomenti connessi alla riforma costituzionale";

            rilevato che:

            come riportato sul sito della Scuola nazionale dell'amministrazione, essa risulterebbe esser stata "fondata nel 1957 come parte integrante della Presidenza del Consiglio dei Ministri, (…) è l'istituzione deputata a selezionare, reclutare e formare i funzionari e i dirigenti pubblici e costituisce il punto centrale del Sistema unico del reclutamento e della formazione pubblica, istituito per migliorare l'efficienza e la qualità della Pubblica Amministrazione italiana";

            in tale ottica, si sarebbe inserita, pertanto, la decisione di includere nell'offerta formativa seminari inerenti alla riforma costituzionale, in quanto sarebbe consuetudine della Scuola quella di "organizzare momenti di analisi tecnica della legislazione in itinere per sviluppare le competenze analitiche dei funzionari e dirigenti pubblici". Ed invero, nelle schede introduttive degli incontri del 15 e 16 settembre 2016, veniva sottolineato l'intento degli organizzatori di esaminare "luci e ombre" di "una tanto auspicata e discussa riforma";

                    considerato che:

            a parere dell'interrogante, già interessatasi della questione, presentando quale prima firmataria l'atto di sindacato ispettivo 3-03141, pubblicato il 21 settembre 2016, non è comprensibile la necessità di impiegare tempo e risorse pubbliche per organizzare corsi di formazione inerenti ad una riforma costituzionale mai entrata in vigore, ma anzi, fermamente bocciata dalla pronuncia popolare;

            l'uso a giudizio dell'interrogante sconsiderato di risorse pubbliche, siano esse umane, economiche, finanziare e strumentali, si configura, sempre e comunque, quale atto che arreca grave danno alla collettività, indipendentemente dall'entità delle stesse risorse utilizzate e pertanto si auspica che il Governo voglia senza dubbio adoperarsi al fine di evitare la reiterazione di incresciose situazioni quali quelle esposte;

            l'organizzazione di dibattiti, o comunque occasioni ove proporre validi spunti di riflessione ed analisi, si sarebbe, tra l'altro, mal conciliata con la presentazione degli stessi, laddove la riforma costituzionale è stata dipinta come "tanto auspicata". Tale giudizio, oltre ad apparire del tutto inopportuno, avrebbe travalicato l'esigenza di dotare gli eventi in calendario e la Scuola stessa di quell'auspicato prestigio istituzionale che si presume che dovrebbe rivestire. Prestigio, peraltro, fortemente minato, se non addirittura compromesso, dalla presenza, tra i docenti dei seminari, del professor Caravita, ordinario di diritto pubblico alla Luiss e tra i firmatari del "Manifesto del sì", attualmente indagato dalla Procura di Roma nel noto processo relativo ai concorsi truccati. Tale circostanza solleverebbe, inoltre, nell'interrogante il legittimo dubbio se un docente indagato per questioni di concorsi truccati rappresenti la scelta più idonea per formare funzionari e dirigenti pubblici,

            si chiede di sapere:

            quali siano le motivazioni sottese alla decisione di impiegare tempo e risorse dello Stato, che dovrebbero essere investiti per la formazione dei dirigenti e funzionari, a favore di una materia che, per quanto delicata qual è la riforma costituzionale, non è mai entrata in vigore;

            quali siano i costi sostenuti dall'amministrazione statale per la promozione, l'organizzazione e lo svolgimento di corsi e seminari incentrati sull'indubbia attività formativa di preparare il personale pubblico ad una riforma mai esistita;

            se si intenda valutare l'adozione di azioni di competenza al fine di verificare l'idoneità dei professori preposti alla preparazione dei funzionari e dirigenti dello Stato e, qualora si ritenga necessario, sollevarli da detti incarichi .

Allegato B

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Airola, Anitori, Bubbico, Cattaneo, Chiavaroli, Comaroli, Cuomo, Della Vedova, De Poli, D'Onghia, Gentile, Giacobbe, Mangili, Monti, Mucchetti, Nencini, Olivero, Piano, Pizzetti, Romano, Rossi Gianluca, Rubbia, Stucchi e Tomaselli.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Arrigoni, Compagnone, Nugnes e Puppato, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati; Di Biagio, Micheloni, Pagano, Petrocelli e Spilabotte, per attività del Comitato per le questioni degli italiani all'estero; Battista, De Pietro, Scilipoti Isgrò, Uras e Vattuone, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO; Romani Paolo, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE); Carraro e Mauro Mario Walter, per partecipare a incontri internazionali; Amoruso, per attività dell'Unione Interparlamentare.

Governo, trasmissione di atti per il parere

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 13 settembre 2017, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 3 della legge 12 agosto 2016, n. 170 - lo schema di decreto legislativo concernente adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1143/2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive (n. 453).

Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 13a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 24 ottobre 2017. Le Commissioni 1a, 2a, 5a, 9a, 12a e 14a potranno formulare le proprie osservazioni alla 13a Commissione entro il 14 ottobre 2017.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 13 settembre 2017, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 13 della legge 12 agosto 2016, n. 170 - lo schema di decreto legislativo recante norme di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 2015/760, relativo ai fondi di investimento europei a lungo termine (n. 454).

Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 6a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 24 ottobre 2017. Le Commissioni 1a, 5a, 10a e 14a potranno formulare le proprie osservazioni alla 6a Commissione entro il 14 ottobre 2017.

Garante del contribuente, trasmissione di atti

Con lettera in data 27 luglio 2017, è stata inviata, ai sensi dell'articolo 13, comma 13-bis, della legge 27 luglio 2000, n. 212, la relazione sull'attività nel 2016 dal Garante del contribuente dell'Abruzzo.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6a Commissione permanente (Atto n. 1077).

Parlamento europeo, trasmissione di documenti

Il Vice Segretario generale del Parlamento europeo, con lettera in data 7 settembre 2017, ha inviato il testo di ventuno risoluzioni approvate dal Parlamento stesso nel corso della tornata dal 3 al 6 luglio 2017:

una risoluzione sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla concessione di assistenza macrofinanziaria a favore della Repubblica di Moldova (Doc. XII, n. 1246). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a, alla 5a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l'introduzione di misure commerciali autonome temporanee per I'Ucraina che integrano le concessioni commerciali disponibili nel quadro dell'accordo di associazione (Doc. XII, n. 1247). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a, alla 10a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale (Doc. XII, n. 1248). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 2a, alla 3a, alla 6a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sul quadro giuridico dell'Unione relativo alle infrazioni e alle sanzioni doganali (Doc. XII, n. 1249). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a, alla 6a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (European Fund for Sustainable Development, EFSD) e che istituisce la garanzia dell'EFSD e il fondo di garanzia EFSD (Doc. XII, n. 1250). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a, alla 5a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a taluni utilizzi consentiti delle opere e di altro materiale protetto da diritto d'autore e da diritti connessi a beneficio delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa, e che modifica la direttiva 2001 /29/CE sull'armonizzazione di tal uni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione (Doc. XII, n. 1251). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 2a, alla 3a, alla 7a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo allo scambio transfrontaliero tra l'Unione e i paesi terzi di copie in formato accessibile di determinate opere e altro materiale protetto da diritto d'autore e da diritti connessi, a beneficio delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa (Doc. XII, n. 1252). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 2a, alla 3a, alla 6a, alla 7a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione sulla proposta di direttiva del Consiglio sui meccanismi di risoluzione delle controversie in materia di doppia imposizione nell'Unione europea (Doc. XII, n. 1253). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a, alla 6a, alla 10a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un accordo quadro tra l'Unione europea e il Kosovo sui principi generali della partecipazione del Kosovo ai programmi dell'Unione (Doc. XII, n. 1254). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione recante raccomandazioni alla Commissione concernenti i termini di prescrizione per gli incidenti stradali (Doc. XII, n. 1255). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 2a, alla 3a, alla 8a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione recante raccomandazioni alla Commissione concernenti norme minime comuni di procedura civile nell'Unione europea (Doc. XII, n. 1256). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 2a, alla 3a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 2/2017 dell'Unione europea per l'esercizio 2017 che iscrive l'eccedenza dell'esercizio 2016 (Doc. XII, n. 1257). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a, alla 5a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione sulla lotta alle violazioni dei diritti umani nel contesto di crimini di guerra e crimini contro l'umanità, incluso il genocidio (Doc. XII, n. 1258). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1a, alla 3a e alla 14a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani;

una risoluzione sulle imprese di sicurezza private (Doc. XII, n. 1259). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1a, alla 3a, alla 4a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, dell'emendamento di Kigali del protocollo di Montreal sulle sostanze che riducono lo strato di ozono (Doc. XII, n. 1260). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a, alla 13a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione sul progetto di decisione del Consiglio relativa all'accettazione, a nome dell'Unione europea, di una modifica del protocollo del 1999 della convenzione sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza, del1979, per la riduzione dell'acidificazione, dell'eutrofizzazione e dell'ozono troposferico (Doc. XII, n. 1261). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a, alla 13a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo di dialogo politico e di cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Cuba, dall'altra (Doc. XII, n. 1262). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione non legislativa sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo di dialogo politico e di cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Cuba, dall'altra (Doc. XII, n. 1263). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione sul tema "Verso una strategia dell'Unione europea per le relazioni culturali internazionali" (Doc. XII, n. 1264). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a, alla 7a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione sulla creazione di un'ambiziosa strategia industriale per I'UE come priorità strategica per la crescita, l'occupazione e l'innovazione in Europa (Doc. XII, n. 1265). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a, alla 10a, alla 11a e alla 14a Commissione permanente;

una risoluzione sulla situazione in Burundi (Doc. XII, n. 1266). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a e alla 14a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani.

Interrogazioni, apposizione di nuove firme

Il senatore Santangelo ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-03975 della senatrice Moronese ed altri.

Il senatore Santangelo ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-03983 della senatrice Montevecchi ed altri.

Interrogazioni

ANGIONI, CUCCA, LAI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

l'articolo 1, comma 187, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio per il 2017) ha modificato le norme concernenti il diritto alla corresponsione della cosiddetta quattordicesima mensilità per i pensionati, così come previsto dall'articolo 5, commi da 1 a 4, del decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n. 127;

l'Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS), con messaggio n. 2549 del 20 giugno 2017, esponendo gli aspetti innovativi della legge di bilancio per il 2017, ha comunicato che nel corso dei mesi di aprile e maggio 2017 "è stata effettuata la lavorazione centrale finalizzata all'erogazione d'ufficio della quattordicesima, da corrispondere unitamente alla mensilità di pensione di luglio 2017";

considerato che risulta agli interroganti che, ad oggi, un numero imprecisato di pensionati che pur ne avrebbe diritto, non ha ancora percepito la cosiddetta quattordicesima, che l'INPS avrebbe dovuto accreditare in automatico con l'assegno di pensione del luglio scorso,

si chiede di sapere:

se sia conosciuto il numero dei pensionati, che, pur avendone diritto, non ha ricevuto la cosiddetta quattordicesima mensilità e quali siano le ragioni per le quali non l'abbia ancora ricevuta;

quali siano le ragioni per le quali l'INPS non abbia ancora provveduto a comunicare a tutti gli aventi diritto, che non hanno ricevuto la quattordicesima mensilità, le motivazioni del ritardo nell'accredito;

quali siano i termini entro i quali l'INPS provvederà a liquidare la quattordicesima a tutti i pensionati che ne abbiano diritto.

(3-03987)

FASIOLO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:

negli incontri svolti dall'interrogante sul territorio del Friuli-Venezia Giulia, numerosi imprenditori agricoli e associazioni di categoria hanno segnalato criticità nella compilazione e tenuta dei registri telematici delle aziende vitivinicole, a seguito del processo di dematerializzazione dei registri cartacei;

il registro telematico presenta, a detta degli operatori, un livello di complessità e di farraginosità tale che sta mettendo in difficoltà anche chi ha una conoscenza tecnico- informatica di alto livello; il sistema, pertanto sarebbe poco fruibile dalle aziende che si trovano in grande difficoltà, anche perché le nuove regole sarebbero state applicate senza alcuna formazione sul territorio;

il nuovo sistema telematico contiene in modo troppo schematico la complessa normativa vitivinicola e ciò sta generando ulteriori dubbi interpretativi sulle informazioni che le aziende sono tenute a trasmettere telematicamente, con conseguenti difficoltà operative a danno degli imprenditori che corrono il rischio di essere sanzionati, loro malgrado;

un esempio concreto di questo problema è rappresentato dal previsto inserimento, secondo le indicazioni del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, dei codici degli spumanti e dei vini sfusi che richiedono l'inserimento delle manipolazioni da parte delle aziende;

a detta degli operatori, il software ministeriale presenta seri problemi; in particolare segnalano che il tracciato del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali non accetta una sola registrazione per più movimenti nella stessa giornata e per ovviare a tale problema gli operatori hanno dovuto reinserire dal 1° gennaio 2017 i movimenti di declassamento, i tagli e le riclassificazioni;

inoltre, le distinte giornaliere devono essere ripassate nella speranza di ottenere il giorno successivo un riscontro di esito positivo (visto che ogni distinta va creata, abilitata e trasmessa) senza poter conoscere, in caso di esito negativo, il motivo per cui eventualmente il primo tentativo non sia andato a buon fine; è evidente che una procedura siffatta non fa altro che dilatare i tempi a dismisura;

numerose aziende agricole hanno poi riscontrato che il collegamento con il sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha una durata limitata a qualche minuto, tempo spesso non sufficiente per concludere l'operazione che deve essere ripetuta anche più volte, con conseguente esasperazione della categoria;

la situazione è aggravata dalla vendemmia in corso; il nuovo sistema telematico impedisce di fatto ad aziende e programmatori di poter operare serenamente con gravi ripercussioni su un settore trainante della nostra economia che, al contrario di quanto avviene, meriterebbe maggiore attenzione, rispetto e sostegno da parte dello Stato,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle problematiche evidenziate e se non ritenga necessario intervenire con la massima urgenza per semplificare le procedure nella compilazione e tenuta dei registri da parte delle aziende vitivinicole e rendere il sistema telematico realmente fruibile da parte degli imprenditori agricoli e degli operatori del settore;

se non si ritenga opportuno prevedere una proroga dei termini per gli adempimenti in scadenza alla luce delle difficoltà riscontrate dagli interessati nel processo di dematerializzazione dei registri cartacei vitivinicoli.

(3-03988)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

FABBRI, BORIOLI - Ai Ministri dell'interno e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

sull'edizione del giorno 2 agosto 2017 del quotidiano "Avvenire" e de "l'Espresso" online sono riportate due inchieste giornalistiche, rispettivamente a firma di Antonio Maria Mira e di Floriana Bulfon, sulle condizioni di lavoro in agricoltura nell'agro pontino di cittadini immigrati e cittadini stranieri richiedenti asilo;

dalla lettura degli articoli, corredati da numerose testimonianze dirette sulle condizioni di lavoro e su quelle igienico-abitative delle persone ivi impiegate, si evince chiaramente come ormai si sia venuto a creare un vero e proprio sistema di sfruttamento che trae profitto dallo stato di bisogno di persone richiedenti asilo;

in particolare, emergerebbe come ancora oggi gran parte del lavoro agricolo stagionale si basi totalmente sullo sfruttamento quotidiano dei lavoratori richiedenti asilo prelevati dal centro di accoglienza straordinaria (CAS) del consorzio "Eriches 29", già riconducibile a Salvatore Buzzi e oggi affidato ad amministratori giudiziari;

tale sfruttamento potrebbe essere artatamente utilizzato da alcuni imprenditori agricoli con l'aiuto di caporali privi di scrupoli, contro la comunità di cittadini indiani sikh, ampiamente presente nell'agro pontino, anche come ritorsione contro la sindacalizzazione di tali lavoratori al fine di ingenerare una sorta di concorrenza al ribasso tra lavoratori sfruttati;

considerato che:

le notizie, documentate in modo approfondito, evidenziano la diffusione di varie attività criminali e in particolare di attività di sfruttamento del lavoro irregolare e di caporalato a favore delle aziende agricole dell' agro pontino e rappresentano in modo puntuale quella che è l'organizzazione sistematica del prelievo, trasporto, collocamento e sfruttamento degli stranieri richiedenti asilo per circa 20 euro al giorno, per lavori agricoli in condizioni prive di qualsiasi forma di tutela;

la drammatica situazione di sfruttamento in cui versano gli immigrati e gli stranieri richiedenti asilo è già emersa in altre recenti indagini coordinate dal servizio centrale operativo della Polizia di Stato su molte province ad alta vocazione agricola del territorio italiano tra cui, appunto, l'agro pontino;

considerato inoltre che, a giudizio degli interroganti:

alla luce di quanto è emerso è necessario ed improrogabile rafforzare ed applicare su tutto il territorio il sistema dei controlli preventivi e repressivi con gli efficaci strumenti penali, processuali e amministrativi predisposti dalla legge n. 199 del 2016;

l'attuale gestione del CAS non sembra affatto assicurare agli ospiti del centro le condizioni di vita che è tenuta a garantire;

si chiede di sapere:

se le notizie riportate nelle inchieste corrispondano al vero;

quali siano i controlli e con quale frequenza vengono effettuati all'interno di tali strutture, in particolare dal centro di accoglienza straordinaria del consorzio "Eriches 29";

quali provvedimenti amministrativi e specificamente di Polizia siano stati ad oggi adottati dagli organi di vigilanza della ASL competente per territorio e dall'Ispettorato nazionale del lavoro per prevenire e reprimere ogni forma di sfruttamento lavorativo e caporalato ai sensi della legge n. 199 del 2016 e, specificamente, dell'art. 603-bis del codice penale e quali si intenda adottare;

quali connessioni, complicità o contiguità vi siano tra datori di lavoro, sfruttatori e gestori del CAS;

quali provvedimenti i Ministri in indirizzo intendano adottare circa il rapporto contrattuale intercorrente con i gestori del CAS.

(4-08054)

DI BIAGIO, MICHELONI - Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dello sviluppo economico - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

nel settembre 2015 la segnalazione da parte della United States environmental protection agency, unità dell'FBI, dell'installazione di un meccanismo di manipolazione delle emissioni dei motori TDI cilindrata 2000 e 3000 delle vetture prodotte dal gruppo Volkswagen ha rappresentato la battuta di inizio di quello che sarebbe stato identificato sotto il profilo mediatico "dieselgate" i cui strascichi internazionali sono tuttora evidenti;

stando alle accuse e alle indagini condotte negli USA i software, il cui utilizzo era stato immediatamente ammesso dalla casa automobilistica, avrebbero manomesso i test di emissione, consentendo di eluderli in maniera illegale, considerando che le emissioni prodotte dai motori diesel Volkswagen superavano di 40 volte il limite sancito dalla normativa;

nel luglio 2017 l'ingegner Giovanni Pamio ex dirigente di Audi, parte del gruppo Volkswagen, è stato accusato dal Dipartimento di giustizia USA di associazione a delinquere, frode e violazione della normativa ambientale: attualmente è in arresto a Monaco per truffa e pubblicità ingannevole;

l'accusa rivolta dagli USA all'ingegnere italiano, fino al 2015 responsabile dell'area termodinamica nel dipartimento di sviluppo dei motori diesel di Audi, era quella di aver progettato i software attraverso cui è stata attuata la manipolazione alla base dello scandalo, in quanto referente di un panel di ingegneri incaricato di effettuare i controlli delle emissioni dei motori: l'accusa, stando a quanto trapelato dai media, sarebbe legittimata dalle dichiarazioni di un dipendente Audi, il cui profilo non è stato reso noto;

stando agli elementi strutturanti l'accusa, l'ingegnere italiano non avrebbe prestato attenzione alle segnalazioni provenienti da altri colleghi operanti presso la medesima casa automobilistica e relativi al fatto che i sistemi di controllo delle emissioni dei motori diesel operavano in violazione della normativa in materia ambientale statunitense: questo perdurare di avvisi disattesi sarebbe durato paradossalmente, stando all'accusa, almeno 7 anni, nel totale silenzio del management Audi e Volkswagen la cui responsabilità risulta non pervenuta;

di contro, risulta agli interroganti che l'ex dirigente Audi ricopriva, nell'ambito delle attività del dipartimento di sviluppo motori, una responsabilità di natura tecnica e non decisionale, poiché le competenze di tale natura spettavano ai manager del gruppo, che risultano stranamente esenti da qualsivoglia approfondimento o indagine: elemento, questo, che indurrebbe quanto meno a sollevare qualche dubbio circa la reale dinamica dei fatti alla base della attuazione degli illeciti del cosiddetto dieselgate;

risulta inoltre paradossale che un'accusa tanto grave quanto complessa possa basarsi esclusivamente sulla testimonianza di un dipendente, la cui mancata identificazione in uno scenario di iperinformazione come quello che connesso allo scandalo Volkswagen risulta quanto mai bizzarra;

risulta ulteriormente agli interroganti, che il confluire delle responsabilità in capo ad un unico profilo, soprattutto dinanzi ad evidenze che sembrano rendere insussistenti le medesime responsabilità, rischia di lasciar apparire l'ingegner Pamio come il capro espiatorio dell'intera vicenda, in quanto, tra l'altro, unico dipendente non solo coinvolto nelle indagini ma addirittura ancora in carcere, rispetto alla maggioranza dei dirigenti tedeschi apparentemente "estranei" ai fatti e dunque liberi di continuare ad operare;

si ritiene opportuno segnalare che l'ingegnere italiano starebbe collaborando con la giustizia e avrebbe fornito informazioni tali da segnalare la responsabilità di altri dirigenti del gruppo, tra cui il CEO di Audi, al cui carico non vi sarebbe paradossalmente alcuna accusa o coinvolgimento formale;

lo scenario surreale che emergerebbe dall'intera inchiesta, a due anni dallo scoppio dell'affaire sarebbe quello di un intero gruppo automobilistico "truffato" da un unico ingegnere, per lo più unico dirigente italiano rispetto all'indiscutibile maggioranza tedesca, che pur non rientrante nel top management dello stesso e non avendo l'autorità decisionale avrebbe operato uno dei peggiori e più delicati illeciti della storia del comparto automotive mondiale;

al momento l'ingegner Pamio rischia l'estradizione negli Usa, in ragione delle accuse a lui rivolte dalla Procura di Detroit, ma le informazioni in suo possesso, che egli ha più volte evidenziato di voler rendere pubbliche in occasione della prossima udienza in Germania, sembrerebbero altamente critiche per le sorti del gruppo automobilistico: pertanto, stando anche a quanto trapela da giornali tedeschi, l'Audi avrebbe tutto l'interesse ad evitare di rendere pubblici informazioni e carteggi compromettenti nelle disponibilità dell'ingegner italiano anche perché tutto questo potrebbe rendere criticica la posizione della casa automobilistica amplificando l'ammontare dei danni richiesti in sede giudiziaria dai consumatori, proprietari delle vetture con i motori diesel "incriminati";

pertanto lo scenario entro il quale si è evoluto l'affaire soprattutto per quanto attiene al ventaglio delle responsabilità risulta non solo opaco ma anche surreale, in quanto la ricostruzione del vero e proprio processo decisionale aziendale che ha condotto all'attuazione dell'illecito risulta ancora non definito e non chiaro in quanto evidenziata la sola responsabilità di un profilo non detentore di specifica autorità;

secondo gli interroganti, ad aggravare uno scenario già complesso ed opaco si aggiunge anche un particolare non trascurabile, quale la nazionalità dell'ingegnere arrestato, unico italiano, quasi ad attuare una sempreverde retorica della natura truffaldina degli italiani in contrapposizione a quella "integerrima" dei dirigenti tedeschi: un particolare balzato all'attenzione di molti referenti oltre confine che andrebbe ad amplificare la delicatezza dell'intera vicenda imponendo una doverosa attenzione da parte delle istituzioni italiane, finora non interessate e coinvolte, anche in ragione dei risvolti poco gratificanti sull'immagine del nostro Paese,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza degli elementi di indagine e delle accuse descritti;

se non intendano valutare un intervento istituzionale volto a richiedere, nelle opportune sedi, chiarimenti circa le reali dinamiche dell'intera vicenda, tutelando nel contempo il profilo del professionista italiano, al momento capro espiatorio in uno scenario molto più ampio e complesso;

se non intendano intervenire nelle opportune sedi al fine di esorcizzare la paventata estradizione dell'ingegner Pamio in ragione delle istanze sollevate dalla Procura di Detroit.

(4-08055)

MANCONI, AMATI, FABBRI, LO GIUDICE, VALENTINI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

la condizione dei detenuti del carcere iraniano di Gohardasht a Karaj, noto come Raja'i Shahr, è da alcuni anni oggetto di crescente attenzione da parte di diversi organi di informazione e di istituzioni e associazioni impegnate sul fronte della tutela e difesa dei diritti umani con rispettivi rappresentanti anche presso l'ONU;

il massacro di 30.000 prigionieri politici avvenuto in Iran nell'estate 1988 costituisce ancora una pagina drammatica e attuale che vulnera non solo il diritto fondamentale alla giustizia, ma anche il diritto dei popoli alla libertà e alla democrazia;

il 30 luglio 2017, circa 53 prigionieri politici sono stati forzatamente trasferiti nella sezione 10 del carcere di Raja'i Shahr a Karaj; i detenuti sono stati malmenati e non hanno potuto portare con loro i beni personali, compresi farmaci, vestiti, quaderni, foto, lettere;

la sezione 10 costringe i detenuti a condizioni di vita inaccettabili: celle claustrofobiche, con le finestre oscurate da lamiere e porte sigillate, in ambienti umidi e privi di aria, senza acqua potabile e con letti insufficienti per tutti, dispositivi di controllo elettronico sistemati ovunque, proibizione di ricevere visite da parte dei familiari e addirittura di avere con loro contatti telefonici;

da allora almeno 21 detenuti hanno iniziato uno sciopero della fame, che mette ormai seriamente a rischio la loro salute e financo la loro vita;

tra i detenuti del carcere di Raja'i Shahr, vi sono difensori dei diritti umani, sindacalisti, giornalisti, studenti, dissidenti politici e appartenenti alla comunità "Baha'i", minoranza religiosa perseguitata in Iran;

i detenuti chiedono di poter tornare nelle sezioni di provenienza, nonché di vedersi restituiti o risarciti i loro averi;

a tale iniziativa si sono uniti detenuti di altre carceri, come quelli di Ardebil, che il 24 agosto hanno annunciato uno sciopero della fame di una settimana;

nella stessa prigione di Raja'i Shahr-Gohardasht, hanno luogo esecuzioni capitali mediante impiccagione, le ultime ad aprile, secondo quanto si è appreso, di 8 condannati;

il procuratore generale di Teheran, Jafari-Dolatabadi, che si trova nella "lista nera" dell'Unione europea (atto n. 359/2011 del 12 aprile 2011) per le gravi violazioni dei diritti umani di cui si è reso responsabile, ha minacciato pubblicamente i detenuti, dichiarando che "le loro azioni falliranno" e che "il sistema giudiziario non è condizionabile da azioni dei prigionieri come lo sciopero della fame";

il 31 agosto le madri dei detenuti massacrati nel 1988 e quelle delle vittime delle proteste del 2009, nonché quelle dei prigionieri politici giustiziati negli ultimi anni, in un comunicato col quale si chiede il processo per i responsabili di quegli eccidi, hanno sostenuto la protesta e l'appello dei detenuti in sciopero della fame;

la vicenda è stata denunciata da "Nessuno Tocchi Caino", che ha sollecitato un intervento urgente di Asma Jahangir, special rapporteur delle Nazioni Unite sui diritti umani in Iran e del Governo italiano;

il commissario per i diritti umani della Repubblica federale di Germania, Bärbel Kofler, criticando le autorità iraniane per quanto sta accadendo nel carcere di Raja'i Shahr, ha chiesto alle autorità di quel Paese di adempiere agli obblighi assunti attraverso convenzioni e trattati internazionali, adottando misure in difesa dei diritti dei detenuti;

sono numerose le iniziative portate avanti in Iran e a livello internazionale a sostegno del gruppo di detenuti e prigionieri politici costituito in gran parte da militanti dei diritti umani, giornalisti, studenti e dissidenti politici perseguitati in Iran, al fine di sensibilizzare i governi e indurli ad azioni concrete, sul piano sia bilaterale, sia multilaterale, perché venga affrontato il problema della violazione dei diritti umani dei detenuti in Iran, e, in particolare, il tema dei prigionieri politici del carcere di Gohardasht a Karaj; tali iniziative vengono rese note sia dai mezzi di informazione sia da specifici osservatori come il Consiglio nazionale della resistenza iraniana e da altre organizzazioni nazionali e internazionali impegnate nella tutela e difesa dei diritti umani,

si chiede di sapere:

se le notizie riportate rispetto alla drammatica situazione descritta risultino al Governo italiano;

se e quali iniziative il Governo italiano voglia porre in essere nei rapporti con la Repubblica islamica dell'Iran, d'intesa con gli altri Paesi dell'Unione europea, affinché vengano ripristinate condizioni minime di rispetto dei diritti umani nel carcere di Raja'i Shahr e la protesta possa avere termine.

(4-08056)

BIGNAMI, SIMEONI, VACCIANO, MUSSINI, BISINELLA, ORELLANA, BELLOT, MUNERATO, BENCINI, PANIZZA, PICCOLI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

come ogni anno, con la ripresa delle attività scolastiche, si manifesta il problema della mancata assegnazione degli insegnanti di sostegno agli alunni e agli studenti disabili dal primo giorno di scuola, con pesanti ricadute sui bambini e sui ragazzi più fragili e conseguentemente sulle loro famiglie;

la prassi appare in contrasto con il dettato della Costituzione e con la convenzione dell'ONU per i diritti delle persone con disabilità, ratificata dal Parlamento italiano con la legge 3 marzo 2009, n. 18, in quanto lede i diritti all'istruzione e alla corretta formazione degli alunni disabili;

in data 24 settembre 2014 la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato un'interrogazione in 7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato (3-01231) per chiedere al Governo quanti fossero gli alunni disabili presenti nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, di quante ore di sostegno necessitassero e quante di queste fossero coperte da insegnanti di sostegno; tali dati venivano richiesti suddivisi per provincia e regione;

considerato che:

l'atto di sindacato ispettivo è stato svolto nella seduta n. 134 della 7a Commissione permanente in data 22 ottobre 2014, durante la quale il Sottosegretario di Stato Gabriele Toccafondi ha fornito una risposta a giudizio degli interroganti alquanto parziale e non ha soddisfatto nel dettaglio i puntuali quesiti rivolti;

nella risposta non è stata data indicazione né della percentuale di ore coperte dagli insegnanti di sostegno rispetto al fabbisogno necessario, né di quali fossero le regioni e le province deficitarie, atteso che non è stato indicato il numero totale degli alunni disabili rispetto a cui parametrare quello dei docenti;

alla risposta del Governo ha fatto seguito una nuova interrogazione parlamentare rivolta ai Ministri dell'istruzione dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, presentata in data 17 febbraio 2015 (4-03458), per chiedere un approfondimento circa i quesiti rimasti inevasi, a cui è pervenuta durante la seduta dell'Aula n. 549 del 3.12.2015, essendo stata trasformata in interrogazione orale 3-02410;

inoltre, al fine di ottenere una risposta puntuale ed esauriente da parte del Ministro in indirizzo la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato una nuova interrogazione in 7a Commissione permanente (3-02180 trasformato in 2-00313) in data 10 settembre 2015, alla quale è stata data risposta nella citata seduta dell'Assemblea del 3 dicembre 2015 da parte del Sottosegretario di Stato D'Onghia che, tuttavia, non solo non risponde compiutamente alla domanda reiterata, ma precisa che "Non si può rilevare centralmente l'orario effettivo di sostegno assegnato ad ogni singolo studente e alunno", attestando dunque come allo stato esista un vuoto, certamente colmabile, nelle procedure di rilevazione dei dati da parte del Ministero;

tenuto conto che, a giudizio degli interroganti:

la "Buona scuola", di cui alla legge n. 107 del 2015, non risolve le problematiche legate all'assunzione degli insegnanti di sostegno che, per il nuovo anno scolastico 2017/2018, non sembrerebbero sufficienti a coprire le ore necessarie nelle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie;

stando alle sempre più frequenti segnalazioni poste in evidenza dai media, molte regioni evidenziano come il nuovo anno scolastico è iniziato con una carenza di insegnanti di sostegno rispetto a quelli necessari per i 234.000 alunni disabili (dato nazionale con un aumento del 4-5 per cento rispetto al 2016, come comunicato dal Ministero e riportato da alcuni quotidiani);

considerato altresì che:

molti studenti disabili saranno costretti a cambiare il proprio insegnante di sostegno, a discapito della continuità didattica, poiché, in alcuni casi, sono gli stessi insegnanti di sostegno a chiedere il trasferimento di sede o il passaggio al ruolo comune, come consentito dalla legge in vigore; il che non è privo di conseguenze per i bambini ed i ragazzi più fragili, che vengono lasciati durante il percorso educativo, e costretti molto spesso a cambiare insegnante ogni anno con inevitabili disagi;

vale la pena ricordare come la recente sentenza della Corte costituzionale n. 275/2016 recita "È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l'equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione" e che pertanto ogni sforzo deve essere compiuto per garantire la continuità didattica agli alunni e agli studenti disabili tanto più che, nella medesima sentenza, la Corte ricorda come abbia già avuto modo di affermare che "in attuazione dell'art. 38, terzo comma, Cost., il diritto all'istruzione dei disabili e l'integrazione scolastica degli stessi sono previsti, in particolare, dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104 (legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate)", la quale "attribuisce al disabile il diritto soggettivo all'educazione ed all'istruzione a partire dalla scuola materna fino all'università"; e che "la partecipazione del disabile "al processo educativo con insegnanti e compagni normodotati costituisce (...) un rilevante fattore di socializzazione e può contribuire in modo decisivo a stimolare le potenzialità dello svantaggiato (sentenza n. 215 del 1987)" (sentenza n. 80 del 2010),

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo, ed in caso contrario per quale motivo, non ritenga opportuno rendere pubblici i dati relativi alle ore di sostegno effettivamente richieste e a quelle effettivamente concesse agli studenti e agli alunni disabili nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, fornendo in ogni caso i dati per regione e per provincia;

se, non ritenga che l'avere i sostegni sin dal primo giorno di scuola da parte degli studenti disabili, sia elemento imprescindibile per una scuola moderna, efficiente, inclusiva e in grado di garantire la piena attuazione del dettato degli articoli 34, primo comma, e 38, terzo comma, della Costituzione;

se non intenda adottare misure urgenti al fine di garantire il rispetto dell'art. 1, comma 181, lettera c) punto 2) della legge n. 107 del 2015 in modo da rendere possibile allo studente di fruire dello stesso insegnante di sostegno per l'intero ordine o grado di istruzione, fornendo nel contempo la percentuale di alunni per regione e per provincia per i quali, allo stato, è garantito il medesimo insegnante per l'intero ciclo di istruzione al fine di poterne calcolare l'efficienza percentuale a fronte degli oltre 234.000 studenti disabili per l'anno 2017/2018.

(4-08057)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti:

9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare):

3-03988, della senatrice Fasiolo , sulle difficoltà nella compilazione dei registri telematici delle aziende vitivinicole del Friuli-Venezia Giulia;

11a Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale):

3-03987, dei senatori Angioni ed altri, sulla liquidazione della quattordicesima mensilità a tutti i pensionati aventi diritto.

Avviso di rettifica

Nel Resoconto stenografico della 832a seduta pubblica del 30 maggio 2017, a pagina 26, sotto il titolo "Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti", all'ultima riga del quarto capoverso, sostituire le parole: "per l'esercizio 2015" con le seguenti: "per gli esercizi dal 2013 al 2015".

Nel Resoconto stenografico della 874a seduta pubblica del 13 settembre 2017, a pagina 26, alla quindicesima riga, dopo la parola: "tabelle" inserire le seguenti: ", nel testo emendato per effetto delle modifiche introdotte dalla Commissione".