Legislatura 19ª - 1ª e 2ª riunite - Resoconto sommario n. 46 del 22/01/2025

IN SEDE REFERENTE

(1236) Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell'usura e di ordinamento penitenziario, approvato dalla Camera dei deputati

(Seguito dell'esame e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri, martedì 21 gennaio.

Si passa alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 18.

Il relatore LISEI (FdI) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.

Il sottosegretario MOLTENI esprime parere conforme a quello del relatore.

Sugli emendamenti identici 18.1, 18.2, 18.3, 18.4 e 18.5, interviene in dichiarazione di voto il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), auspicando che - tra le modifiche al testo annunciate da parte della maggioranza, probabilmente in Aula - vi sia anche la soppressione dell'articolo in esame. Come hanno spiegato tutte le associazioni di categoria nelle audizioni, la norma danneggia l'intera filiera della canapa industriale, che non ha nulla a che fare con la cannabis, neanche quella light, nella quale peraltro ha un ruolo importante l'imprenditoria giovanile. La canapa infatti è utilizzata nella produzione di oli e fibre per la realizzazione di sedie e amache. Si tratta quindi di una disposizione irragionevole, con finalità propagandistiche e basata su un pregiudizio ideologico, su cui invita la maggioranza a un confronto, per evitare un clamoroso errore.

Osserva, infine, che sul disegno di legge n. 1337, di conversione del decreto-legge in materia di termini normativi, il cui esame è in corso in Commissione affari costituzionali, è stato presentato un elevato numero di emendamenti e quelli proposti dalla maggioranza sono più di quelli delle opposizioni. Ciò conferma che le critiche rivolte alle opposizioni circa l'intento ostruzionistico sul disegno di legge in titolo sono del tutto immotivate.

La senatrice Sabrina LICHERI (M5S) ritiene che sarebbe stato preferibile se la disposizione in esame fosse stata oggetto di un autonomo provvedimento, da esaminare nella 9a Commissione, certamente più competente in materia. In effetti, la coltivazione della canapa industriale non sembra avere alcuna attinenza con il tema della sicurezza. È infatti una forzatura considerare la canapa industriale come una sostanza psicotropa. In questo modo, si colpisce una filiera in cui sono coinvolte tremila aziende e quindicimila lavoratori, con un fatturato annuo di cinquecento milioni di euro. Auspica quindi una ulteriore riflessione per evitare un grave errore.

Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE), ricordando la propria esperienza come Sottosegretario per lo sviluppo economico, ritiene che la norma in esame determinerà una perdita di credibilità del sistema Paese, in quanto si sta colpendo un'attività produttiva autorizzata e su cui, in precedenza, sono stati sollecitati gli investimenti. Ora, invece, sulla base di teorie non suffragate da evidenze scientifiche, si arreca un danno gravissimo sia agli operatori economici del settore, per i quali peraltro non sono previste neanche misure di sostegno, sia alla reputazione del Paese, con il conseguente rischio di scoraggiare gli investimenti sul territorio italiano.

Il senatore FRANCESCHELLI (PD-IDP) ritiene indispensabile la soppressione dell'articolo 18 del disegno di legge in esame, per non mettere in crisi un settore produttivo agricolo nel quale il 65 per cento delle imprese coinvolte è gestito da giovani sotto i quarant'anni. L'intervento normativo è urgente perché si sta avvicinando il tempo della semina, tra marzo e aprile, e l'incertezza determinata dalla norma in esame costringerà gli imprenditori a dismettere il macchinario specializzato. Segnala tra l'altro che la coltivazione della canapa consente di utilizzare terreni che, altrimenti, resterebbero incolti.

Sottolinea che solo gli accordi di filiera possono garantire il prezzo nel medio e lungo periodo, ma le norme in esame rischiano di causare danni permanenti al comparto, considerato che in altri Paesi europei, nel frattempo, aumentano la produzione, il fatturato e gli investimenti. Auspica quindi che si abbia il coraggio di riconoscere l'errore e porvi rimedio.

Posti congiuntamente ai voti, gli emendamenti identici 18.1, 18.2, 18.3, 18.4 e 18.5 sono respinti.

Si passa alla votazione dell'emendamento 18.6.

Il senatore CATALDI (M5S) ribadisce che la canapa sativa, utilizzata a scopo industriale, contiene tracce trascurabili di THC e quindi non determina effetti psicotropi, come è stato spiegato anche dalle associazioni audite. Ciò conferma che la norma discende da un pregiudizio ideologico, che impedisce qualsiasi forma di dialogo costruttivo tra maggioranza e opposizioni. A suo avviso, si tratta anche di un errore politico da parte della maggioranza, che avrà di certo conseguenze negative dal punto di vista dei consensi.

Sotto il profilo della sicurezza, appare allora incoerente che si consenta l'uso di tabacco e alcol, che inducono il cosiddetto effetto gateway, cioè portano all'uso di droghe pesanti, mentre non vi sono dimostrazioni scientifiche che il THC provochi dipendenza fisica.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) ritiene inaccettabile che non si tenga conto delle evidenze scientifiche e delle testimonianze degli auditi, che hanno unanimemente chiesto la soppressione dell'articolo. È stato dimostrato, infatti, che si tratta di un prodotto agricolo non attinente alla cannabis, di un settore economico di nicchia, ma remunerativo, nel quale sono impegnati imprenditori per la maggior parte giovani, di una coltivazione che consente di impiegare terreni altrimenti improduttivi e quindi di tutelare il territorio e l'ambiente.

Questo è il motivo per cui sarebbe preferibile sopprimere l'articolo, non essendo possibile una soluzione meditata. Se la maggioranza ritiene che il settore non sia sufficientemente disciplinato, si potrebbe svolgere un confronto su questo tema, invece di opporre una chiusura totale e immotivata.

Posto ai voti, l'emendamento 18.6 è respinto.

Si passa alla votazione dell'emendamento 18.7.

Il senatore CATALDI (M5S) osserva che il tema in esame pone nuovamente la questione sollevata all'inizio della discussione generale, cioè l'inopportunità di accorpare molteplici argomenti in un unico provvedimento, comprimendo il dibattito democratico. È stata infatti limitata anche la possibilità di indicare esperti da audire, in numero di certo inferiore a quello dei nuovi reati inseriti nell'ordinamento.

Ritiene incomprensibile l'ostinazione con cui si insiste nel commettere un grave errore, basandosi su un pregiudizio che, peraltro, trae origine da una campagna mediatica contro la coltivazione della canapa, condotta negli anni Trenta da un editore americano solo perché questa era concorrenziale rispetto alla produzione della carta.

La senatrice VALENTE (PD-IDP) ritiene che, per vietare l'utilizzo di alcune sostanze che possano alterare lo stato psicofisico per motivi di sicurezza, bisogna tenere conto delle conclusioni scientifiche, altrimenti si tratta di una misura dettata da furore ideologico, che per di più penalizza un intero settore produttivo. Ritiene irragionevole l'ostinazione della maggioranza nel voler perseverare nell'errore già commesso nella stesura del testo.

Posto ai voti, l'emendamento 18.7 è respinto.

La senatrice Sabrina LICHERI (M5S) esprime il voto favorevole del suo Gruppo sugli emendamenti sostanzialmente identici 18.8, 18.9, 18.10 e 18.11, che correggono la disposizione introdotta dal Governo offrendo una proposta alternativa, che prevede la legittimità della coltivazione della canapa per la filiera agro-industriale. Infatti, la canapa industriale rappresenta un prodotto dai molteplici utilizzi - nel settore alimentare, tessile ovvero cosmetico - e dalla facilità di coltivazione; la pianta, peraltro, viene coltivata con successo anche nei terreni che si trovano in aree impervie e non necessità di molta acqua né di fitofarmaci, rappresentando pertanto una utile risorsa per lo sviluppo dell'agricoltura in molte zone del Paese. Inoltre, l'irragionevole divieto imposto dal Governo con l'articolo 18 colpisce un settore dell'industria nazionale in cui trovano impiego molti giovani e molte donne; non bisogna dunque cadere negli inganni di chi manipola l'informazione, vietando del tutto la coltivazione della cannabis sativa che non ha effetti stupefacenti e invece viene utilizzata nell'industria. Peraltro, la canapa dovrà essere importata per gli usi industriali da altri Paesi, come gli Stati Uniti, e quindi si depaupererà l'industria nazionale, favorendo del tutto immotivatamente la concorrenza estera.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS), esprimendosi favorevolmente sugli emendamenti da 18.8 a 18.11, ritiene che una possibile soluzione possa essere rappresentata dalla completa legalizzazione della cannabis, operazione che consentirebbe di combattere alla radice l'illegalità e le organizzazioni criminali che ne gestiscono il mercato. Peraltro, ritiene che la formulazione dell'articolo 18 sia frutto di un errore materiale, in quanto si è confusa la cannabis con effetti psicoattivi con la pianta della canapa che, invece, ha un uso esclusivamente industriale. L'effetto perverso di questo errore è che un Governo che, a parole, promuove l'industria ed in particolare l'agricoltura nazionale, introduce una norma che costringerà ad importare dall'estero questa pianta, al fine di proseguire nelle produzioni industriali che la utilizzano. Su questo punto auspica un confronto nel merito con il Governo e con la maggioranza che, tuttavia, non sembrano interessati al dibattito.

Il senatore FRANCESCHELLI (PD-IDP) dichiara il voto favorevole del proprio Gruppo sugli emendamenti da 18.8 a 18.11, ritenendo che l'alternativa proposta rappresenti una valida soluzione rispetto alla disposizione introdotta dal Governo. Ribadisce la necessità di una riflessione più ampia sul divieto di cui all'articolo 18, in quanto le industrie che utilizzano la canapa e le imprese produttrici hanno dei tempi che non possono dipendere dal legislatore, specialmente per quanto concerne la coltivazione. L'articolo 18 manda a queste aziende un messaggio estremamente preoccupante, così come è stato per l'entrata in vigore del nuovo codice della strada che - nonostante non siano cambiati i limiti relativi al tasso alcolemico consentito - ha provocato nella percezione del cittadino una preoccupazione, che ha determinato una riduzione del consumo di alcool, non necessariamente connessa alla sicurezza stradale. Poiché la sicurezza rappresenta un valore che anche il Partito democratico intende difendere e rafforzare, ritiene sia poco serio e irresponsabile, da parte del Governo, condizionare determinati settori produttivi su cui sono state investite risorse finanziarie solo per lanciare dei messaggi all'opinione pubblica. Invita, pertanto, nuovamente questa maggioranza a modificare l'articolo 18 e approvare un correttivo.

Posti congiuntamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti 18.8, 18.9, 18.10 e 18.11, sostanzialmente identici.

Sull'emendamento 18.12, interviene il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE) per dichiarare il suo voto favorevole sulla proposta che reca, analogamente ai precedenti, una disciplina che prevede la piena legittimità della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa. Poiché si tratta di un settore produttivo nazionale, esprime il più vivo stupore rispetto al fatto che il Ministro dell'agricoltura sia rimasto insensibile di fronte ai danni che questa disposizione causerà all'industria agroalimentare italiana. Concorda poi con gli interventi che hanno rilevato come l'articolo 18 nasca da un errore materiale, ovvero dalla sovrapposizione immotivata tra cannabis con effetti stupefacenti e la cannabis sativa che, invece, ha soltanto un impiego industriale. Invita quindi il Governo ad accogliere la proposta 18.12, al fine di tutelare una produzione agroalimentare importante anche rispetto alla finalità di tutela del territorio.

La Commissione respinge l'emendamento 18.12.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) dichiara il voto favorevole del suo Gruppo sull'emendamento 18.13, ritenendo che, sotto il profilo del merito, l'articolo 18 rappresenti una disposizione del tutto irragionevole, frutto di un evidente errore materiale, dal momento che vengono vietate sostanze che non hanno effetti psicoattivi, ma esclusivamente una utilizzazione in ambito industriale, nei settori tessile, alimentare o cosmetico. Rileva quindi come, da parte di tutte le opposizioni, sono stati svolti interventi che hanno messo in luce l'importanza, anche rispetto alla produzione nazionale, di questo settore: propone quindi di procedere ad un accantonamento di proposte di modifica riferite all'articolo 18, al fine di consentire un lavoro costruttivo delle Commissioni riunite sul punto. Questo metodo di lavoro dimostrerebbe il rispetto politico di Governo e maggioranza nei confronti delle argomentazioni delle opposizioni e una valorizzazione del lavoro parlamentare come momento di confronto e dialogo.

Posti distintamente ai voti, sono respinti gli emendamenti 18.13, 18.14 e 18.16.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.