Legislatura 19ª - 1ª e 2ª riunite - Resoconto sommario n. 45 del 21/01/2025
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IN SEDE REFERENTE
(1236) Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell'usura e di ordinamento penitenziario, approvato dalla Camera dei deputati
(Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 15 gennaio.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) interviene incidentalmente per chiedere se siano fondate le notizie di stampa circa la possibilità, valutata dalla maggioranza, di interrompere l'esame del disegno di legge in titolo in sede referente, per sottoporlo subito al vaglio dell'Assemblea, dove si apporterebbero poi le modifiche ritenute necessarie.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) si associa alla richiesta del senatore De Cristofaro.
Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE) sottolinea che, nel caso si accedesse all'ipotesi di modificare il testo in sede referente, si potrebbe circoscrivere l'esame agli emendamenti più significativi.
La senatrice MAIORINO (M5S) ricorda che tale questione è già stata affrontata, ma le Commissioni continuano a non essere informate circa le intenzioni della maggioranza e del Governo. In ogni caso, ritiene incomprensibile l'accelerazione dei lavori, posto che quello in esame non è un provvedimento d'urgenza.
Il PRESIDENTE assicura che, nella riunione di maggioranza, svoltasi in mattinata, si è considerata l'opportunità di accelerare l'esame del disegno di legge in titolo, valutandone modi e tempi; tuttavia, non è stata assunta alcuna determinazione. Qualora fosse assunta una decisione in merito all'organizzazione dei lavori, le Commissioni riunite saranno tempestivamente informate.
Ricorda altresì di aver già fatto presente l'opportunità di esaminare in modo più approfondito un numero ridotto di emendamenti sulle questioni più rilevanti, ma tale proposta non è stata accolta dalle opposizioni.
Ritiene che sia parte del confronto democratico non solo il tentativo delle opposizioni di rinviare quanto più possibile l'avvio dell'esame in Assemblea, ma anche quello della maggioranza di approvare definitivamente il provvedimento in tempi ragionevoli.
Avverte quindi che si procederà alla votazione dell'emendamento 15.0.6, rimasto in sospeso nella scorsa seduta.
Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE), intervenendo in dichiarazione di voto, sottolinea che l'emendamento in esame propone una soluzione costruttiva per conciliare la necessità di sanzionare tentativi di evasione o altre condotte pericolose realizzate da detenute madri e quella di tutelare i figli minori di un anno, stabilendo che la persona sia condotta in istituto senza la prole, nel rispetto sia delle norme costituzionali e dell'ordinamento internazionale sia dei principi di umanità.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) evidenzia l'atteggiamento costruttivo delle opposizioni, dimostrato dall'emendamento proposto dai senatori di Italia viva, che mira a offrire una soluzione più avanzata rispetto a quella del testo in esame. Sarebbe auspicabile che, su proposte di questo tenore, si svolgesse un dibattito serio e approfondito, con l'intervento anche di esponenti della maggioranza per spiegare le ragioni della loro contrarietà.
Respinge quindi la ricostruzione del Presidente secondo cui l'obiettivo delle opposizioni sarebbe solo quello di attuare pratiche ostruzionistiche. In realtà, la maggioranza ha adottato un atteggiamento di chiusura totale anche sulle proposte di modifica più costruttive e ragionevoli.
Il senatore MAGNI (Misto-AVS) concorda con il senatore Giorgis, ricordando che, anche all'interno della maggioranza, è in corso un confronto sulla necessità di apportare alcune modifiche al testo licenziato dalla Camera dei deputati. Occorre capire se vi è la disponibilità a un confronto costruttivo sul merito delle proposte avanzate.
La senatrice MAIORINO (M5S) osserva che l'emendamento 15.0.6 dimostra come si possa affrontare la questione della custodia delle detenute madri e della tutela dei loro bambini con un approccio equilibrato e ragionevole. Al contrario, le norme in esame, in modo ideologico e propagandistico, sollecitano un atteggiamento discriminatorio nei confronti di poche decine di donne che praticano il borseggio e che tuttavia sono già in una condizione di vulnerabilità.
Posto ai voti, l'emendamento 15.0.6 è respinto.
Si passa alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 16.
Il relatore LISEI (FdI) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.
Il sottosegretario MOLTENI esprime parere conforme a quello del relatore.
Si passa alla votazione degli emendamenti identici 16.1 e 16.2.
Il senatore CATALDI (M5S) evidenzia la necessità, a fronte di situazioni di disagio sociale, come quella di un bambino che chiede l'elemosina in strada, di un intervento della politica non solo in senso punitivo, tanto più che il codice penale già sanziona l'induzione all'accattonaggio, ma piuttosto per affrontare le cause del problema. Per far questo, ovviamente, è necessario stanziare risorse adeguate, mentre il disegno di legge in esame reca una clausola di invarianza finanziaria.
Questo approccio panpenalistico, in realtà, non produrrà risultati positivi sotto il profilo della sicurezza, perché in questo modo non si porrà certo fine all'accattonaggio praticato per motivi di sopravvivenza. L'inasprimento di queste norme contrasta poi con l'attenuazione delle misure adottate in altri casi, come quello delle società colpite da una interdittiva antimafia, a cui, in talune circostanze, può essere consentita la prosecuzione dell'attività economica.
Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE) nota un aumento irragionevole e squilibrato delle pene anche per l'accattonaggio, reato che ha origini molto risalenti nel tempo, per cui l'aggiornamento delle sanzioni non risponderebbe neanche a quelle esigenze di adeguamento dovute all'evoluzione tecnologica che il ministro Nordio ha citato nel question time della settimana scorsa, rispondendo a una specifica domanda del senatore Renzi sul continuo incremento di fattispecie incriminatrici. In questa ottica, sarebbe comprensibile solo l'innalzamento dell'età del minore indotto all'accattonaggio da 14 a 16 anni, essendo cambiata l'età dell'obbligo scolastico.
In ogni caso, è evidente che le misure previste dagli articoli 15 e 16 mirano a colpire uno specifico gruppo sociale, già vittima dei campi di sterminio, dal momento che furto con destrezza e accattonaggio sono due reati solitamente commessi da appartenenti alla comunità rom. In questo modo, però, si fa leva su pregiudizi che finiscono per colpire anche chi non delinque.
A suo avviso, tali misure non comporteranno un miglioramento del livello di sicurezza nelle città.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) ritiene opportuno approvare gli emendamenti in esame, che propongono di sopprimere una norma con la quale non si dà alcuna risposta alle esigenze di sicurezza dei cittadini, in quanto non si otterrà un effetto di deterrenza. Si tratta di un'operazione puramente propagandistica, per andare incontro a una parte dell'elettorato. In realtà, lo Stato non dovrebbe ignorare le situazioni di disagio sociale, per cui all'intervento repressivo dovrebbe affiancare un'azione di recupero sociale. A tal fine, però, occorre prevedere personale, risorse e strutture adeguate.
Il senatore MAGNI (Misto-AVS) sottolinea che l'aumento delle pene per l'induzione all'accattonaggio non determinerà alcun beneficio. Piuttosto che favorire atteggiamenti discriminatori, bisognerebbe coinvolgere le comunità più disagiate nel lavoro sociale: dove questo esperimento è stato realizzato, sono stati risolti o quanto meno attenuati i problemi con il vicinato, l'inserimento negli alloggi e l'accesso a opportunità lavorative. Per supportare i servizi sociali, tuttavia, occorrono adeguate risorse e formazione professionale.
Posti congiuntamente ai voti, gli emendamenti identici 16.1 e 16.2 sono respinti.
Gli emendamenti 16.3 e 16.4 sono improponibili per estraneità di materia.
Sugli identici emendamenti 16.5 e 16.6 interviene per dichiarazione di voto favorevole il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE) il quale, richiamandosi ai suoi interventi precedenti, invita i commissari ad approvare la proposta di modifica, diretta a sopprimere la lettera a) del comma 1 che incide proprio sul reato di cui all'articolo 600-opties del codice penale sia innalzando l'età dei minori impiegati nell'accattonaggio il cui sfruttamento integra la fattispecie di reato, sia aumentando le pene previste.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) dichiara il voto favorevole del suo Gruppo sugli emendamenti 16.5 e 16.6. Rileva come l'articolo 16 del provvedimento all'apparenza sembra voler contrastare un fenomeno assolutamente deprecabile come lo sfruttamento e l'impiego di minori nell'accattonaggio. Tuttavia, ad una analisi più approfondita, l'intervento sembra essere privo delle necessarie analisi e verifiche di impatto. Chiede pertanto al rappresentante del Governo di conoscere il numero di reati relativi al delitto di cui all'articolo 600-octies del codice penale che si sono verificati negli ultimi anni, ed in particolare in quanti casi sia stata pronunciata sentenza di condanna e, ancora, in quanti casi il soggetto già condannato sia risultato recidivo per il medesimo reato. A ben vedere, infatti, l'unica ragione che giustifica l'aumento della pena da uno a cinque anni in luogo dei tre anni attualmente previsti dovrebbe risiedere nella circostanza, tutta da dimostrare, che la pena non ha svolto la propria funzione deterrente. Laddove si scoprisse dai dati che non solo non vi sono state condanne per i reati in questione né tanto meno casi di recidiva, si dovrebbe convenire sul fatto che anche nel caso dell'articolo 16 il Governo ha adottato un approccio di demagogia penale. Ciò anche in considerazione del fatto che nelle carceri quasi mai si svolge un trattamento del condannato funzionale alla rieducazione e che pertanto la recidiva deve essere considerata anche sintomatica della situazione drammatica in cui versano le carceri. Ribadisce quindi che anche in questa occasione l'opposizione ha mantenuto un atteggiamento di collaborazione e che le accuse di ostruzionismo sono oltre che ingiuste ingannevoli, in quanto le norme introdotte dal Governo risultano prive delle valutazioni di opportunità necessarie.
Il senatore BERRINO (FdI) interviene brevemente per precisare le modifiche normative intervenute sull'articolo 600-opties del codice penale successivamente alla sua introduzione nel 2009.
Posti congiuntamente ai voti, la Commissione respinge gli identici emendamenti 16.5 e 16.6.
Sulle proposte 16.7 e 16.8, di identico contenuto dichiara il voto favorevole a nome del suo Gruppo la senatrice LOPREIATO (M5S) invitando la Commissione ad approvare il suo emendamento diretto a confermare il vigente massimo edittale di pena previsto dall'articolo 600-octies del codice penale. Sotto il profilo del metodo, invece, nell'ottica di una valorizzazione anche del lavoro dell'opposizione, invita il Governo e la maggioranza a valutare una sospensione dei lavori delle Commissioni riunite in attesa della presentazione degli emendamenti da parte del Governo, che potranno auspicabilmente essere discusse e modificate anche dalle opposizioni.
Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE) dichiara il voto favorevole del suo Gruppo sugli emendamenti 16.7. e 16.8 ritenendo certamente meritevole di apprezzamento la richiesta di chiarimenti avanzata dal senatore Giorgis in relazione alle ragioni dell'aumento della pena da tre a cinque anni. In assenza di elementi ulteriori - come ad esempio pronunce giurisprudenziali che abbiano sottolineato questa esigenza - non sembra infatti esservi alcuna correlazione tra l'aumento della pena l'efficacia deterrente della stessa. L'articolo 16 del provvedimento è un'ulteriore conferma della tecnica di manipolazione e distorsione dell'uso del diritto penale adottata dal Governo, che non giustifica il suo intervento nell'ambito di un rapporto causa-effetto. Come ribadito in tutti i suoi interventi il panpenalismo attuato da questa maggioranza preoccupa in quanto nello stato di diritto la norma penale, incidendo sulla libertà personale dei cittadini, deve essere sempre utilizzata con cautela.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) richiamando gli interventi dei senatori Giorgis e Scalfarotto, dichiara il voto favorevole del suo Gruppo sulle proposte 16.7 e 16.8. E' necessario esaminare gli effetti concreti delle modifiche al codice penale introdotte all'articolo 16, in particolare sotto il profilo della deterrenza, del miglioramento della qualità sociale della convivenza e della finalità repressiva. Un esame attento evidenzia che anche questo articolo 16 rappresenta una norma squilibrata frutto di una ferocia legislativa che utilizza il codice penale nel presupposto di una fiducia illimitata nel potere evocativo dell'aumento dei reati e delle pene.
Posto ai voti gli identici emendamenti 16.7 e 16.8 sono respinti.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) si esprime favorevolmente sull'emendamento 16.9 che rappresenta una scelta di politica legislativa diretta a valorizzare il momento applicativo della sanzione mantenendo l'attuale massimo edittale e consentendo al giudice di valutare in concreto il minimo di pena. Il parere contrario su questo emendamento espresso dai relatori e dal Governo è forse figlio della concezione critica che questa maggioranza ha dell'esercizio della funzione giurisdizionale, come dimostrato ampiamente in tutti i provvedimenti approvati nel corso di questa legislatura.
La Commissione respinge quindi l'emendamento 16.9.
Sugli analoghi emendamenti 16.10 e 16.11 interviene per dichiarazione di voto favorevole il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE), il quale esprime forti perplessità sotto il profilo della qualità della legislazione con riferimento alla configurazione della fattispecie di organizzazione e favoreggiamento dell'accattonaggio proposta alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 16.
La senatrice MAIORINO (M5S) a nome del proprio Gruppo esprime un voto convintamente favorevole sulle proposte 16.10 e 16.11, la cui approvazione risulta necessaria ai fini di una correzione del testo. Sotto un profilo più generale rileva come questo Governo abbia cancellato l'unico sistema di protezione sociale esistente in Italia, ovvero il reddito di cittadinanza, favorendo di fatto un aumento esponenziale e preoccupante della povertà. La ratio dell'inasprimento delle pene per il reato di accattonaggio a fronte di una situazione sociale esplosiva risulta totalmente incoerente e incomprensibile: la storia insegna infatti che aumentare le pene non rappresenta un deterrente, soprattutto in condizioni sociali di povertà, ottenendo l'unico risultato di riempire ulteriormente le carceri che versano - come è noto - in una situazione drammatica all'attenzione anche degli organismi internazionali. L'atteggiamento del Governo, dal volto truce e dal pugno di ferro, appare poi incoerente quando, in relazione a ministri indagati per reati gravissimi, non prende alcuna decisione.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP), nel dichiarare il voto favorevole sugli emendamenti 16.10 e 16.11, insiste nel mettere in luce l'approssimazione e la superficialità delle scelte di politica penale di questa maggioranza. Fa infatti presente che in diverse città italiane sono sempre più frequenti modalità di accattonaggio che vedono come soggetti indotti a questa pratica donne già adulte sfruttate da organizzazioni criminali. Rileva come anche su questo tema occorrerebbe svolgere una riflessione circa il contrasto ai fenomeni di accattonaggio che invece, anche nelle loro cause sociali, non sono considerati dal Governo che pensa solo a soffiare sulle paure dei cittadini. Ribadisce infine la disponibilità dell'opposizione a un dialogo vero sui temi della sicurezza che devono essere sottratti alla contrapposizione tutta politica tra maggioranza e opposizione.
La Commissione, posti congiuntamente ai voti, respinge quindi gli emendamenti 16.10 e 16.11, sostanzialmente identici.
Il PRESIDENTE informa che l'emendamento 16.12 è stato ritirato.
Posto ai voti, l'emendamento 16.13 è respinto.
Si passa alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 17.
Il relatore LISEI (FdI) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.
Il sottosegretario MOLTENI esprime parere conforme a quello del relatore.
Si passa alla votazione dell'emendamento 17.1.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) sottolinea che, se il fine del disegno di legge è davvero quello di garantire maggiore sicurezza ai cittadini, oltre ad aiutare le persone che sono ai margini della società, si dovrebbe prevedere un incremento del presidio territoriale, come richiesto dai sindaci. In tal senso, l'emendamento in esame propone di procedere all'assunzione di ulteriori unità di personale non dirigenziale del corpo della polizia locale, ovviamente stanziando allo scopo le risorse finanziarie necessarie.
Posto ai voti, l'emendamento 17.1 è respinto.
Si passa alla votazione dell'emendamento 17.2.
Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE) ritiene che le esigenze di sicurezza sarebbero meglio garantite estendendo la previsione di cui all'articolo 17 a tutte le città della Regione siciliana, considerato che vi sono centri importanti afflitti dai medesimi problemi di sicurezza delle città metropolitane di Palermo e Catania. A tal fine, l'emendamento in esame tiene conto del maggior fabbisogno per le ulteriori assunzioni di personale della polizia locale.
Posto ai voti, l'emendamento 17.2 è respinto.
In esito a distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 17.3, 17.0.1 e 17.0.2.
L'emendamento 17.0.3 è improponibile per estraneità di materia.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 22.