Legislatura 19ª - 1ª e 2ª riunite - Resoconto sommario n. 33 del 26/11/2024

COMMISSIONI 1ª e 2ª RIUNITE

(Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione)

(Giustizia)

MARTEDÌ 26 NOVEMBRE 2024

33ª Seduta (pomeridiana)

Presidenza del Presidente della 1ª Commissione

BALBONI

Interviene il sottosegretario di Stato per l'interno Molteni.

La seduta inizia alle ore 15,30.

IN SEDE REFERENTE

(1236) Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell'usura e di ordinamento penitenziario, approvato dalla Camera dei deputati

(Seguito dell'esame e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di giovedì 21 novembre.

Il PRESIDENTE comunica che il senatore Alfieri ha aggiunto la propria firma agli emendamenti 27.0.2, 30.0.2, 33.6, 34.0.12, 37.0.32, 37.0.33, 37.0.34, 37.0.35 e 37.0.36; il senatore Martella ha aggiunto la propria firma agli emendamenti 27.0.3 e 30.0.8; la senatrice Rando ha sottoscritto gli emendamenti 27.0.4, 30.0.9, 32.15 e 37.0.26; il senatore Franceschelli ha aggiunto la firma agli emendamenti 27.0.5, 30.0.5, 30.0.10 e 37.0.2; il senatore Verini ha aggiunto la propria firma all'emendamento 28.7.

Comunica altresì che l'emendamento 27.15 è stato ritirato.

Riprende l'illustrazione degli emendamenti, a cominciare da quelli riferiti all'articolo 22.

La senatrice CUCCHI (Misto-AVS) illustra tutti gli emendamenti presentati dal suo Gruppo all'articolo 22, diretto a garantire la tutela legale gratuita al personale delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco indagati o imputati per fatti inerenti al servizio. Le proposte presentate modificano sia l'importo assicurato per ogni grado del processo, in quanto ritenuto troppo elevato, sia i profili relativi alla colpevolezza, in quanto la copertura è garantita anche in caso di negligenza e colpa grave. La misura non è congrua rispetto a quanto previsto per gli altri dipendenti pubblici; viene pertanto introdotta nell'ordinamento una tutela sproporzionata con il rischio che questa si applichi anche nei casi in cui vi è stata una violazione evidente dei diritti umani. Sottolinea infine l'intrinseca incoerenza del disegno di legge, in quanto non vi è nessuna connessione tra gli articoli che stabiliscono la tutela legale per le Forze di polizia ed il rafforzamento della sicurezza pubblica.

Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE) illustra gli emendamenti presentati, segnalando una possibile aporia normativa, laddove si prevede che la corresponsione delle spese legali per il personale di polizia e dei vigili del fuoco sia estesa anche al coniuge e al convivente di fatto di cui all'articolo 1, comma 36, della legge n. 76 del 2016 e non anche a coloro che hanno contratto un'unione civile. Ritiene pertanto che la stesura dell'articolo sia veramente singolare e necessiti di un chiarimento per capire se valga la norma di chiusura di cui all'articolo 1 della legge richiamata, che estende le disposizioni del matrimonio anche alle unioni civili, o se invece si sia voluto escludere questa fattispecie. Ciò sarebbe molto grave, in quanto la legge del 2016 è ormai patrimonio culturale del Paese e un ritorno indietro non sarebbe accettabile. Peraltro in paesi europei governati dalle destre, come la Grecia, si è dato accesso al codice civile anche il matrimonio egualitario che in un'ottica di riconoscimento più ampio dei legami familiari dovrebbe essere riconosciuto anche in Italia. Dichiara poi di condividere anche alcune delle obiezioni sollevate dalla senatrice Cucchi in ordine alla disparità di trattamento tra le forze dell'ordine e tutti gli altri dipendenti pubblici, continuando il Governo a introdurre norme che trattano in maniera differente situazioni simili. In proposito ricorda che di recente un professore è stato sospeso, con una riduzione dello stipendio, per aver manifestato le proprie opinioni in ordine alle azioni di un ministro: mentre ai poliziotti viene offerta tutela legale anche in caso di colpa grave, ai professori viene ridotto lo stipendio. Conclude infine rimarcando come costituisce un principio generale del diritto il fatto che la colpa grave sia equiparata al dolo e pertanto offrire tutela legale anche a chi ha compiuto reati con colpa grave rappresenta un'opzione assai discutibile, oltre all'essere l'intervento in questione molto costoso.

La senatrice LOPREIATO (M5S), nell'illustrare gli emendamenti presentati dal Gruppo del Movimento 5 Stelle, sottolinea come il messaggio sotteso alla norma abbia un carattere fortemente propagandistico e contenga, alla luce di una lettura complessiva delle disposizioni introdotte dal provvedimento, un messaggio alle forze dell'ordine che in sostanza sono autorizzate ad operare varie forme di repressione nel presupposto che poi la loro difesa legale sarà a carico dello Stato. Gli emendamenti presentati dal suo Gruppo intervengono, pertanto, sia per eliminare la colpa grave tra le condotte che prevedono tutela legale, tanto per estendere tale tutela anche ad altri servitori dello Stato che avrebbero nei riguardi delle forze dell'ordine un trattamento deteriore e che, se dovessero difendersi in giudizio per ragioni di servizio, dovrebbero interamente sostenere i costi della propria difesa. Ritiene inoltre, come la senatrice Cucchi, che anche la cifra messa a disposizione per la tutela legale introdotta dall'articolo 22 sia oggettivamente troppo elevata.

Si passa alla illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 23.

Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE), nell'illustrare gli emendamenti presentati dal suo Gruppo all'articolo 23, ribadisce che le stesse considerazioni svolte sull'articolo 22 valgono anche per questa norma che sembra escludere le parti delle unioni civili dalla copertura delle spese legali. Chiede pertanto anche in questo caso di avere i chiarimenti già richiesti in ordine all'articolo 22 sul punto. Anche in questo caso si manifesta altresì la disparità di trattamento tra i membri delle Forze dell'ordine e tutti gli altri dipendenti della pubblica amministrazione che non godono delle stesse tutele e chiede quale sia la ragione dell'esclusione, a titolo di esempio, di insegnanti o membri della protezione civile o altri dirigenti dello Stato che non potranno beneficiare della copertura dei costi della propria difesa legale.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) si associa alle considerazioni svolte dal senatore Scalfarotto, sottolineando che la norma appare discriminatoria, in quanto - nell'ambito della pubblica amministrazione - prevede un sostegno destinato esclusivamente al personale delle Forze armate che necessiti di tutela legale in quanto indagato o imputato per fatti inerenti al servizio.

Sottolinea che la disposizione appare ancora più discutibile, se si considera il rifiuto del Governo di dotare ogni operatore di polizia di un codice individuale identificativo alfanumerico, proprio per consentirne l'identificazione durante le manifestazioni. Ciò lascia supporre che si intenda garantire una sorta di impunità alle forze dell'ordine, attraverso un provvedimento fortemente connotato dal punto di vista ideologico, proprio in una materia in cui sarebbe necessario un approccio più equilibrato. Se si vogliono prevedere misure a favore del comparto sicurezza, infatti, si dovrebbe intervenire piuttosto su aumenti salariali e integrazioni assunzionali.

A suo avviso, l'impostazione del provvedimento giustifica anche il ricorso a emendamenti ostruzionistici.

Il senatore CATALDI (M5S) illustra l'emendamento 23.0.1, con cui si intende offrire un contributo costruttivo al miglioramento del disegno di legge, proponendo di potenziare le infrastrutture ICT per la digitalizzazione dei sistemi di gestione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e per la dematerializzazione degli archivi delle sedi centrali e territoriali del Dipartimento dei vigili del fuoco. Tra l'altro, in questo modo si riduce l'utilizzo della carta, la cui produzione ha effetti dannosi per l'ambiente.

Sottolinea che tale proposta necessita di risorse aggiuntive, come del resto tutte le misure volte ad aumentare la sicurezza. È infatti solo contrastando la povertà e le forme di marginalità sociale che si riducono le cause di tensione sociale e quindi il contesto in cui prolifera la criminalità. A tale riguardo, ritiene sia stato un grave errore sopprimere il reddito di cittadinanza, che per esempio in Germania ha ottimi risultati, perché affiancato da un efficace sistema di reinserimento lavorativo.

Si passa quindi all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 24.

Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE) illustra tutti gli emendamenti presentati dal suo Gruppo all'articolo 24, riguardante la tutela di beni mobili e immobili adibiti all'esercizio di funzioni pubbliche, sottolineando come anche questa norma rappresenti quella giustizia à la carte di cui ormai il Governo ha abituato il Paese. Ogni volta che un fatto di cronaca mette in luce un'inquietudine o un disagio dei cittadini - si vedano le norme penali sui rave, sulle aggressioni nelle stazioni, sui blocchi stradali dei giovani che protestano per il cambiamento climatico - il Governo sull'onda emozionale di questi malesseri, anziché cercare di capire e dare una risposta alle cause che provocano questi sentimenti, risponde introducendo pene più severe, nuovi reati o aggravanti. In pratica, con una propaganda che lungi dall'essere risolutiva dei problemi, l'Esecutivo dà l'illusione di gestire situazioni che invece vengono lasciate a loro stesse. Questo fenomeno è particolarmente preoccupante perché rispondere alla pancia del Paese con il diritto penale rappresenta un atteggiamento grave e poco responsabile: si potrebbe invece provare ad agire sulle cause. La norma in questione, peraltro, non ha alcuna deterrenza nei riguardi di coloro che protestano, ma sembra avere - come molte altre contenute nel provvedimento - l'obiettivo di reprimere il dissenso.

Il senatore BAZOLI (PD-IDP) illustra tutti gli emendamenti presentati dal suo Gruppo all'articolo 24 e si richiama integralmente alle considerazioni critiche svolte dal senatore Scalfarotto. Ricorda che, in relazione al reato di deturpamento e imbrattamento di cose altrui, poco meno di un anno fa il Governo fosse già intervenuto con un disegno di legge di modifica approvato in via definitiva: è paradossale che lo stesso Governo intervenga nuovamente sul medesimo reato per sanzionare la condotta di imbrattamento, già oggetto di un recentissimo intervento normativo. Appare chiaro che l'Esecutivo voglia colpire una particolare categoria di consociati che - con modalità certamente discutibili - imbrattano cose altrui per sensibilizzare rispetto al cambiamento climatico. Anche in questo caso si tratta di una norma penale introdotta dopo fatti di cronaca che hanno colpito l'opinione pubblica; anche in questo caso esprime vive perplessità non solo sull'opportunità di un nuovo intervento del legislatore sull'articolo 639 del codice penale, ma anche sulla corretta formulazione tecnica della fattispecie di reato. Ai sensi dell'articolo 24, infatti, per configurare il nuovo reato di imbrattamento di beni adibiti all'esercizio di funzioni pubbliche occorre infatti che esso sia compiuto con la finalità di ledere l'onore, il prestigio o il decoro dell'istituzione a cui il bene appartiene: come è noto l'individuazione delle finalità nella configurazione di una fattispecie è assai difficile, soprattutto in relazione alla prova dell'elemento psicologico. Pertanto la norma ha solo una finalità di propaganda, in un disegno complessivo che preoccupa in relazione alla sistematica repressione del dissenso.

Stante l'imminente inizio dei lavori dell'Assemblea, il PRESIDENTE rinvia il seguito dell'esame del disegno di legge in titolo.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

CONVOCAZIONE DI UN UFFICIO DI PRESIDENZA DELLE COMMISSIONI RIUNITE

Il PRESIDENTE convoca una riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari per l'organizzazione dei lavori delle Commissioni riunite.

La seduta, sospesa alle ore 16,25, riprende alle ore 16,30.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

Il PRESIDENTE riferisce l'esito della riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari appena conclusa, nella quale si è convenuto di completare l'illustrazione degli emendamenti presentati al disegno di legge n. 1236 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica) entro la giornata di domani, mercoledì 27 novembre.

Le Commissioni riunite prendono atto.

La seduta termina alle ore 16,35.