Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 204 del 09/04/2024
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IN SEDE REFERENTE
(935) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Modifiche agli articoli 59, 88, 92 e 94 della Costituzione per l'elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri, il rafforzamento della stabilità del Governo e l'abolizione della nomina dei senatori a vita da parte del Presidente della Repubblica
(830) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - RENZI e altri. - Disposizioni per l'introduzione dell'elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri in Costituzione
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)
Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta di giovedì 4 aprile.
Riprende la votazione dei subemendamenti riferiti all'emendamento 4.2000 del Governo.
Si passa alla votazione del subemendamento 4.2000/48.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) chiede chiarimenti al Ministro in merito alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, che la scorsa settimana, in una trasmissione televisiva, si è espressa a favore del presidenzialismo, quasi sconfessando il testo sul premierato. Ritiene che, prima di procedere oltre nell'esame del provvedimento, sarebbe opportuno precisare se la maggioranza e il Governo intendono ancora portare a termine l'iter del disegno di legge costituzionale n. 935.
Il senatore CATALDI (M5S) sottolinea che l'emendamento 4.2000 del Governo presenta alcune criticità, la più grave delle quali consiste nel privare il Presidente della Repubblica del potere di respingere la richiesta di scioglimento delle Camere avanzata dal Presidente del Consiglio. Pertanto, esprime l'auspicio che sia accolta quanto meno la lettera b) del subemendamento in esame.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) si associa al senatore Giorgis nel chiedere che il Ministro fornisca chiarimenti in merito alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, se cioè vi è l'intenzione di puntare nuovamente sul presidenzialismo, dopo aver preso atto delle molteplici incongruenze del testo in esame, fatte rilevare dalle opposizioni.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) sottolinea incidentalmente che, nei giorni successivi all'intervista del Presidente del Consiglio, è stata avanzata l'ipotesi - non smentita - che il presidenzialismo basato sull'elezione diretta del Presidente della Repubblica sia un progetto non alternativo, ma addirittura complementare a quello del premierato, configurandosi una sorta di bipresidenzialismo.
Il ministro Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI esprime stupore per le considerazioni degli esponenti delle opposizioni, volte a strumentalizzare le parole del Presidente del Consiglio, la quale si è limitata a ribadire che, inizialmente, la maggioranza aveva scelto il modello del semipresidenzialismo alla francese per rimettere ai cittadini la scelta del Capo dello Stato, anche per contrastare la crescente disaffezione nei confronti della politica. Tuttavia, dopo le lunghe consultazioni che hanno coinvolto in misura ampia e prolungata i rappresentanti delle opposizioni, si è preferita l'opzione del premierato, proprio per venire incontro ai rilievi formulati. Inoltre, nel tentativo di favorire il dialogo, il Governo ha presentato alcuni emendamenti, tra cui la proposta 4.2000, al fine di recepire le osservazioni delle opposizioni e dei costituzionalisti, dimostrando così di non avere pregiudizi ideologici. Auspica quindi che anche da parte delle opposizioni vi sia la disponibilità a un dialogo costruttivo, in un clima di reciprocità.
Posto ai voti, il subemendamento 4.2000/48 è respinto.
Si passa alla votazione del subemendamento 4.2000/49.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) ritiene che la proposta di modifica in esame renderebbe più chiara la formulazione del secondo comma dell'emendamento 4.2000, che attualmente potrebbe dar adito a interpretazioni contrastanti, nonostante le spiegazioni fornite dal Ministro e dal Presidente, la scorsa settimana. È stato infatti spiegato che, secondo un orientamento dottrinale, le dimissioni del Presidente del Consiglio in caso di sconfitta sul voto di fiducia non sarebbero giuridicamente obbligate. Ribadisce, inoltre, che sarebbe incongruo prevedere che il Premier, una volta dimessosi, possa chiedere lo scioglimento delle Camere.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) sottolinea che la disposizione di cui al secondo comma dell'emendamento 4.2000 risulta contraddittoria e non comprende la fattispecie che, peraltro, rappresenta la causa più frequente della caduta degli Esecutivi. I chiarimenti forniti dal relatore e dalla rappresentante del Governo durante il dibattito non sembrano coerenti con la formulazione del testo.
Il presidente BALBONI (FdI), in qualità di relatore, alla luce del dibattito svoltosi, considerato che la parola: «volontarie» risulta suscettibile di interpretazioni non univoche, modifica il parere precedentemente espresso e si pronuncia a favore del subemendamento 4.2000/49.
Il ministro Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI, nel ribadire che il Governo tiene conto delle osservazioni delle opposizioni e non si contrappone in modo pretestuoso, esprime parere favorevole sul subemendamento in esame.
Posto ai voti, il subemendamento 4.2000/49 è approvato all'unanimità.
Si passa alla votazione del subemendamento 4.2000/50, per la parte non assorbita né preclusa a seguito dell'approvazione del subemendamento 4.2000/49.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) esprime apprezzamento per l'ammissione, da parte del Presidente e del Ministro, che in caso di sconfitta sulla questione di fiducia le dimissioni del Capo del Governo sono obbligatorie. Chiede se vi sia la disponibilità a riconsiderare la formulazione della previsione dell'emendamento 4.2000 relativa alla proposta di scioglimento delle Camere da parte del Premier.
Il ministro Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI rileva che, in caso di dimissioni, il Presidente del Consiglio potrà scegliere se chiedere lo scioglimento delle Camere o invitare il Presidente della Repubblica ad affidare l'incarico a un altro parlamentare della maggioranza eletto in collegamento con la sua lista, ferma restando anche la possibilità di un reincarico al Presidente del Consiglio eletto.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) ribadisce che l'attuale formulazione lascia intuire che il Presidente della Repubblica possa respingere la richiesta del Presidente del Consiglio di sciogliere le Camere, trattandosi di una mera proposta. Dal momento che il Governo, invece, intende sottrarre al Capo dello Stato qualsiasi discrezionalità sulla richiesta avanzata dal Premier, bisognerebbe modificare in modo conseguente il testo.
Il PRESIDENTE precisa che, in presenza di dubbi interpretativi, si potrebbe prevedere che il Presidente del Consiglio possa avanzare la richiesta e che il Presidente della Repubblica debba disporre lo scioglimento delle Camere.
Il ministro Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI sottolinea che la formulazione utilizzata, peraltro adottata dopo aver consultato diversi esperti di diritto costituzionale, risulta più adeguata anche dal punto di vista della cortesia istituzionale.
Il senatore PARRINI (PD-IDP), pur apprezzando le considerazioni del Ministro, ribadisce che, non essendo sindacabile - ad avviso della maggioranza - il diritto del Presidente del Consiglio di esigere lo scioglimento delle Camere, dopo le dimissioni a seguito della sconfitta sul voto di fiducia, le parole: «può proporre» non sembrano corrette. Bisognerebbe rifarsi all'articolo 68 della Costituzione tedesca, secondo cui il Cancelliere può proporre lo scioglimento, ma il Presidente federale può respingere tale richiesta.
Il PRESIDENTE fa presente che la parte del subemendamento che è da porre in votazione riguarda la modifica del terzo capoverso dell'emendamento 4.2000, mentre le dichiarazioni di voto sono relative al secondo capoverso, su cui il dibattito è già stato ampio e articolato.
Posto ai voti, il subemendamento 4.2000/50 è respinto.
Il subemendamento 4.2000/51 risulta precluso.
Stante l'assenza dei proponenti, il subemendamento 4.2000/52 è dichiarato decaduto.
I subemendamenti identici 4.2000/53 e 4.2000/54 sono dichiarati preclusi.
Si passa alla votazione dei subemendamenti identici 4.2000/55 e 4.2000/56.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) sottolinea che anche le proposte in esame sono finalizzate a conservare, nell'interesse generale, la forma di governo parlamentare, dotata di maggiore flessibilità e quindi più adattabile alle contingenze. Per questo motivo, sarebbe opportuno prevedere che i Presidenti delle Camere forniscano al Presidente della Repubblica gli elementi informativi per accertare l'impossibilità del Parlamento di esprimere una nuova maggioranza a sostegno del Governo, prima di procedere allo scioglimento.
Il presidente BALBONI (FdI), in qualità di relatore, conferma il parere contrario, sottolineando che - se approvati - i subemendamenti in esame renderebbero non vincolante la richiesta di scioglimento del Presidente del Consiglio.
Posti congiuntamente ai voti, i subemendamenti identici 4.2000/55 e 4.2000/56 sono respinti.
Si passa alla votazione dei subemendamenti identici 4.2000/57 e 4.2000/58.
Il senatore PARRINI (PD-IDP), nel ribadire di non condividere l'opzione scelta dal Governo di vincolare il potere del Presidente della Repubblica di sciogliere le Camere, rileva l'opportunità di adottare una formulazione più corretta.
Posti congiuntamente ai voti, i subemendamenti identici 4.2000/57 e 4.2000/58 sono respinti.
Si passa alla votazione dei subemendamenti sostanzialmente identici 4.2000/59, 4.2000/60, 4.2000/61 e 4.2000/62.
La senatrice VALENTE (PD-IDP) ribadisce che le parole: «può proporre» riferite al Presidente del Consiglio sono fuorvianti, in quanto quella che rivolge al Presidente della Repubblica non è una mera proposta, che quindi può anche non essere accolta, ma piuttosto un'imposizione. Infatti, il Capo dello Stato non ha margini di discrezionalità per valutare se accogliere o meno la richiesta del Premier.
Il senatore PERA (FdI), pur riconoscendo che il testo non risulta del tutto chiaro, sottolinea che la facoltà indicata nel secondo capoverso dell'emendamento 4.2000 è riferita al Presidente del Consiglio, il quale - in caso di dimissioni - può scegliere se chiedere lo scioglimento o lasciare che l'incarico sia assegnato a un altro parlamentare della maggioranza, come peraltro specificato in precedenza dal Ministro.
La senatrice VALENTE (PD-IDP) ritiene che, nell'ottica della logica seguita dalla maggioranza, sarebbe più opportuno sostituire le parole: « può proporre» con altre più adeguate, per esplicitare che il Presidente della Repubblica non può respingere la richiesta del Capo del Governo.
Il senatore PARRINI (PD-IDP), preso atto della differenza di opinioni tra maggioranza e opposizioni sul punto, chiede che quanto meno la formulazione della disposizione sia chiara, in modo da non ingenerare illusioni sull'attribuzione al Presidente della Repubblica di un margine di discrezionalità, nel valutare la richiesta di scioglimento avanzata dal Capo del Governo, margine che in realtà non esiste.
Posti congiuntamente ai voti, i subemendamenti sostanzialmente identici 4.2000/59, 4.2000/60, 4.2000/61 e 4.2000/62 sono respinti.
Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.