Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 198 del 27/03/2024

1ª Commissione permanente

(AFFARI COSTITUZIONALI, AFFARI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E DELL'INTERNO, ORDINAMENTO GENERALE DELLO STATO E DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, EDITORIA, DIGITALIZZAZIONE)

MERCOLEDÌ 27 MARZO 2024

198ª Seduta (1ª antimeridiana)

Presidenza del Presidente

BALBONI

Interviene il ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa Maria Elisabetta Alberti Casellati.

La seduta inizia alle ore 9.

SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI

Il PRESIDENTE avverte che la Commissione ha richiesto l'attivazione del circuito audiovisivo interno, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento, sulla parte di seduta riguardante l'esame dei disegni di legge nn. 935 e 830.

Poiché la Presidenza del Senato ha preventivamente fatto conoscere il proprio assenso, in assenza di obiezioni, dispone quindi l'attivazione di tale forma di pubblicità.

La Commissione prende atto.

IN SEDE REFERENTE

(935) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Modifiche agli articoli 59, 88, 92 e 94 della Costituzione per l'elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri, il rafforzamento della stabilità del Governo e l'abolizione della nomina dei senatori a vita da parte del Presidente della Repubblica

(830) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - RENZI e altri. - Disposizioni per l'introduzione dell'elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri in Costituzione

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

Riprende l'esame congiunto, sospeso nella seconda seduta pomeridiana di ieri.

Si procede all'esame degli identici subemendamenti 3.2000/399 e 3.2000/400

La senatrice MAIORINO (M5S) osserva che - come più volte sottolineato dalle opposizioni anche nella seconda seduta pomeridiana di ieri- l'elezione contestuale del Presidente del Consiglio e delle due Camere risulta gravemente lesiva del principio di democraticità dell'ordinamento.

La costituzionalizzazione del premio di maggioranza aggraverebbe quindi il problema: qualora sorgesse in futuro l'esigenza di una riforma della materia elettorale, sarebbe infatti obbligatorio ricorrere al procedimento di revisione costituzionale, per sua natura assai gravoso e complesso.

Conclude preannunciando il voto favorevole della propria parte politica.

Il senatore PARRINI (PD-IDP), nell'associarsi alle considerazioni svolte dalla senatrice Maiorino, osserva come, a fronte dell'inopportuna costituzionalizzazione del premio di maggioranza, la riforma proposta dal Governo non prevede, sorprendentemente, alcuna disposizione sulle modalità di elezione del Presidente del Consiglio.

Le previsioni contenute nell'emendamento 3.2000 potrebbero inoltre rivelarsi controproducenti per la stessa maggioranza: nella successiva definizione della legge elettorale, le opzioni praticabili saranno infatti confinate in spazi ridottissimi (ad esempio, non sarebbe possibile far tornare in vigore - come ipotizzato proprio da alcuni partiti che oggi sostengono il Governo - la legge elettorale n. 276 del 1993).

Nell'auspicare che le forze politiche di maggioranza possano rivedere il proprio orientamento, preannuncia, a nome del Gruppo di appartenenza, il voto favorevole.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) ritiene condivisibili i rilievi formulati dalla senatrice Maiorino e dal senatore Parrini e sottolinea la necessità di non trattare come un unicum le elezioni dei due rami del Parlamento e del vertice dell'Esecutivo.

Osserva inoltre che la rilevante concentrazione di poteri in capo al Presidente del Consiglio impone, per evidenti ragioni di salvaguardia della democraticità del sistema, di fissare precisi limiti alla sua rielezione, limitandola a un massimo di due mandati consecutivi.

Posti congiuntamente ai voti, gli identici subemendamenti 3.2000/399 e 3.2000/400 sono respinti.

Il PRESIDENTE avverte che, stante l'analogia di contenuto, sui subemendamenti 3.2000/401, 3.2000/402 e 3.2000/403 si svolgerà una unica dichiarazione di voto, cui seguiranno distinte votazioni.

La senatrice VALENTE (PD-IDP) osserva che i subemendamenti in questione, qualora approvati, garantiranno la qualità democratica delle Istituzioni, conferendo alla forma di governo un'effettiva rispondenza all'orientamento manifestato dagli elettori.

La necessità di garantire un sistema pluralistico effettivamente rappresentativo impone, infatti, che la legge elettorale non sia frutto degli interessi contingenti della maggioranza pro tempore, bensì di un'effettiva condivisione fra tutte le forze politiche: ciò viene assicurato tramite la richiesta di una maggioranza qualificata per la sua approvazione.

Conclude preannunciando il voto favorevole della propria parte politica.

Si associa il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), osservando che la riforma costituzionale risulta prevalentemente orientata ad assicurare la governabilità a discapito della rappresentanza, ponendosi in linea con un discutibile indirizzo politico solidificatosi da almeno un trentennio. Tale indirizzo ha dato luogo, in concreto, a mediocri interventi di riforma tra cui spicca, tra l'altro, l'introduzione di sbarramenti percentuali inutilmente elevati in relazione alle elezioni europee.

E'quindi necessario, a suo avviso, ripensare il dibattito in termini di maggiore equilibrio, spostandone il baricentro verso la tutela del pluralismo e della rappresentanza (temi che, durante la cosiddetta "prima Repubblica", rimanevano sempre alla costante attenzione dei partiti, anche in presenza di un'alta partecipazione popolare alla vita pubblica).

Ad avviso del senatore CATALDI (M5S) il legame tra l'elezione delle Camere e quella del Presidente del Consiglio non garantirà alcuna reale stabilità al potere esecutivo. Ciò dovrebbe indurre le forze politiche di maggioranza a considerare nel merito gli interventi di modifica alla Costituzione, non limitandosi a valutazioni squisitamente pregiudiziali.

L'attribuzione con norma costituzionale di un premio di maggioranza alla coalizione vincente alle elezioni impone, inoltre, di definire puntualmente le soglie percentuali per l'attribuzione stessa del premio, nonché di introdurre un sistema di maggioranze qualificate per l'approvazione della legge elettorale, pena il rischio di pronunce di incostituzionalità.

Con distinte votazioni, la Commissione respinge i subemendamenti 3.2000/401, 3.2000/402 e 3.2000/403.

Il PRESIDENTE avverte che, stante l'analogia di contenuto, sui subemendamenti 3.2000/404, 3.2000/405, 3.2000/406, 3.2000/407, 3.2000/412, 3.2000/413, 3.2000/414 e 3.2000/415 si svolgerà una unica dichiarazione di voto, cui seguiranno distinte votazioni.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) osserva che i subemendamenti spostano, opportunamente, il baricentro del dibattito dalla governabilità alla rappresentatività.

Il problema democratico italiano, connotato da una cronica debolezza della politica e dei partiti, potrebbe infatti trovare soluzione con una riforma in chiave rappresentativa della vigente legge elettorale (basata su liste bloccate), senza intervenire direttamente sulla Costituzione.

Ribadisce infine la necessità di discutere il progetto della nuova legge elettorale contestualmente alla riforma costituzionale iscritta all'ordine del giorno.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) osserva che, nel corso dell'iter che portò al varo della Costituzione vigente, l'Assemblea costituente aveva ponderatamente studiato la crisi vissuta dal precedente ordinamento liberale. Ciò al fine di elaborare un testo condiviso in grado di prevenire future involuzioni autoritarie.

L'attuale maggioranza, invece, sorvola con agilità sull'attuale crisi democratica, insistendo su un incoerente progetto di riforma che non tiene conto, tra le tante cose, dell'incidenza di un elevato astensionismo sull'effettiva legittimazione del Presidente del Consiglio eletto e della necessità di non intervenire di continuo sulla materia elettorale, al fine di garantire un'autentica stabilità politica.

Nel preannunciare il voto favorevole del suo Gruppo, conclude osservando che la questione della governabilità dovrebbe essere correttamente inquadrata nell'ottica del perseguimento dell'interesse generale e non ridotta alla semplice elezione diretta del Presidente del Consiglio.

Con separate votazioni, sono quindi respinti i subemendamenti 3.2000/404, 3.2000/405, 3.2000/406, 3.2000/407, 3.2000/412, 3.2000/413, 3.2000/414 e 3.2000/415.

Il PRESIDENTE avverte che, stante l'analogia di contenuto, sui subemendamenti 3.2000/408, 3.2000/409, 3.2000/410 e 3.2000/411 si svolgerà una unica dichiarazione di voto, cui seguiranno distinte votazioni.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP), richiamando le considerazioni precedentemente svolte, ribadisce che riforma costituzionale sottoposta all'esame della Commissione è palesemente viziata da un problema di metodo.

Infatti, se le forze politiche che sostengono il Governo avessero compiuto un'attenta analisi della realtà attuale sarebbe subito emersa con chiarezza la necessità di sottrarre la materia elettorale alla piena disponibilità delle maggioranze pro tempore, attraverso l'istituzione di opportuni limiti costituzionali.

L'insistere sull'attuale progetto riformatore, nei fatti sostanzialmente inapplicabile, darà invece luogo ad insanabili contraddizioni, nonché a seri problemi di costituzionalità (come peraltro già emerso dalle audizioni effettuate dalla Commissione), con indubbi effetti negativi per la tenuta democratico-istituzionale del Paese.

Nel preannunciare, a nome del Gruppo di appartenenza, il voto favorevole, esprime l'auspicio a che il dibattito possa orientarsi verso l'elaborazione di un testo ampiamente condiviso.

Con separate votazioni, sono quindi respinti i subemendamenti 3.2000/408, 3.2000/409, 3.2000/410 e 3.2000/411.

Il PRESIDENTE, apprezzate le circostanze, rinvia infine il seguito dell'esame dei provvedimenti in titolo.

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 9,55.