Legislatura 19ª - 3ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 75 del 13/03/2024

3ª Commissione permanente

(AFFARI ESTERI E DIFESA)

MERCOLEDÌ 13 MARZO 2024

75ª Seduta

Presidenza della Presidente

CRAXI

Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa Perego Di Cremnago.

La seduta inizia alle ore 9.

AFFARI ASSEGNATI

(Doc. XXVI, n. 2) Relazione analitica sulle missioni internazionali in corso e sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, riferita all'anno 2023, anche al fine della relativa proroga per l'anno 2024, deliberata dal Consiglio dei ministri il 26 febbraio 2024

(Esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all'articolo 50 del Regolamento, e rinvio)

Il senatore DREOSTO (LSP-PSd'Az), relatore, illustra il Documento in titolo, rilevando preliminarmente come le deliberazioni sottoposte all'esame della Commissione, ai sensi della legge n. 145 del 2016, autorizzino la proroga della partecipazione italiana alle missioni militari e agli interventi a sostegno della cooperazione e lo sviluppo, per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre dell'anno in corso.

Prima di esporre i profili delle diverse missioni su cui chiede l'autorizzazione - osserva il Relatore - il Governo, nella Relazione analitica, presenta un quadro degli scenari geopolitici generali, rimarcando come l'attuale contesto internazionale rimanga caratterizzato da una congiuntura fluida e instabile, segnato in particolare da un conflitto, quello in Ucraina, che determina ripercussioni sistemiche di ampia portata sulle fondamenta stesse del sistema internazionale, le cui evoluzioni interessano da vicino l'Italia, con effetti diretti sulla nostra sicurezza nazionale. A loro volta, le crisi scoppiate nella seconda metà del 2023 in Medio Oriente e nel Mar Rosso hanno accresciuto il rischio che si determini una polarizzazione della Comunità internazionale, rafforzando le spinte centrifughe rispetto all'ordine internazionale. In tale ambito, viene ribadito come l'Italia abbia nella saldezza della sua appartenenza all'Unione Europea e all'Alleanza Atlantica la pietra angolare del suo operare nelle relazioni internazionali, ricordando altresì come la Presidenza di turno italiana del G7 nel 2024 avrà quale priorità trasversale proprio quella della promozione del rispetto della Carta delle Nazioni Unite. Priorità strategiche più immediate per il nostro Paese restano in ogni caso il Mediterraneo e Balcani, i cui equilibri regionali sono profondamente toccati dalle crisi in atto.

Punto di riferimento fondamentale per l'azione italiana nel contesto delle missioni internazionali è, ancora una volta, l'identità mediterranea, con il Paese particolarmente sensibile ed attento a tutto ciò che in questo bacino e nel contiguo Medio Oriente si origina, in termini di accentuata instabilità, ma anche di opportunità. Di fondamentale rilevanza appaiono gli sforzi per la stabilizzazione della Tunisia - Paese che vanta con l'Italia legami strettissimi e che svolge un ruolo centrale nella gestione dei flussi migratori irregolari nel Mediterraneo centrale - e della Libia, rispetto alla quale prosegue il sostegno all'azione del Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Abdoulaye Bathily, e della Missione UNSMIL.

Nell'ambito del Mediterraneo allargato, acquista rilievo centrale la questione israelo-palestinese, con il conflitto in corso fra Israele e Hamas che appare ancora ben lungi dall'essere risolto. Prioritaria per il Paese è altresì la stabilizzazione del Libano, Paese nel quale alla grave crisi economica, sociale e politica in atto da tempo si somma il rischio di estensione del conflitto fra gli Hezbollah e l'esercito israeliano. Irrisolta appare inoltre la crisi in Siria, dove si assiste ad uno stallo del processo a guida ONU e ad un acuirsi della crisi economica ed umanitaria, anche per le conseguenze del terremoto che il 6 febbraio 2023 ha colpito le regioni settentrionali del Paese. Nel documento vengono inoltre menzionati i contributi assicurati dal Paese in Iraq, per l'azione di contrasto al terrorismo internazionale nonché per assicurare la libertà e la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, e per la sicurezza marittima nel Mar Rosso, nel Golfo di Aden e nel Golfo Persico, dove la partecipazione italiana alla missione europea EMASOH è stata estesa nella nuova operazione militare europea EUNAVFOR ASPIDES, già esaminata.

In tale quadro, prosegue l'impegno dell'Italia per mantenere un dialogo costruttivo ma esigente con l'Iran, in particolare in relazione alla situazione dello Yemen e nei riguardi dei ribelli Houthi, coltivando al contempo rapporti positivi con tutti i Paesi del Golfo.

La Relazione offre, quindi, una ricognizione degli impegni per l'Afghanistan, nel quadro delle operazioni e missioni - militari e civili - dell'Unione Europea, nonché in ambito Nazioni Unite e NATO, menzionando in particolare il contributo qualificato che l'Italia intende offrire, anche in vista del ruolo che le spetterà alla Presidenza del G7, nell'ottica della prevenzione dei conflitti e per la costruzione di un'architettura internazionale volta al disarmo e alla non proliferazione.

L'impegno dell'Italia prosegue anche nei Paesi dei Balcani occidentali, chiamati ad una delicata fase di completamento dei processi di riconciliazione e di progressiva integrazione nell'Unione. Particolare attenzione viene dedicata alla difficile normalizzazione dei rapporti tra Serbia e Kosovo e allo scenario in atto in Bosnia-Erzegovina, segnato tuttora da disfunzionalità istituzionali e dalle iniziative della leadership della Repubblica Srpska che appaiono in aperto contrasto con le prospettive europee del Paese.

Grande rilievo viene, inoltre, riservato dalla Relazione al continente africano, dove alle problematiche legate allo sviluppo - e al ruolo assunto da nuovi attori come la Russia, la Turchia, i Paesi del Golfo e la Cina - si intrecciano fattori di instabilità politica e istituzionale, correlati a sfide epocali come la crescita demografica, i traffici illeciti, il terrorismo, la crisi climatica e le dinamiche migratorie. In questo scenario si inserisce il Piano Mattei, che intende affrontare le cause profonde dell'instabilità del continente, ma tenendo conto della prospettiva africana.

Preoccupante appare soprattutto la situazione securitaria in Sahel, con criticità emergenti nella "zona delle tre frontiere" (Niger, Mali, Burkina Faso) e nell'area del bacino del Lago Ciad (fra Nigeria, Niger, Camerun e Ciad), dove si assiste ad un aumento delle attività terroristiche nei confronti di popolazioni civili in cui cresce il malcontento nei confronti delle élite al potere. Anche la regione del Corno d'Africa rimane esposta a numerosi fattori di instabilità politica, securitaria ed economica oltre che al perdurare di tensioni sociali ed etniche, aggravate oltretutto dall'impatto della guerra in Ucraina e dalla situazione critica in atto in Sudan. La recentissima intesa fra l'Etiopia e il Somaliland per l'affitto a beneficio di Addis Abeba di un'area costiera in prossimità della città portuale di Berbera, in cambio di un possibile riconoscimento internazionale dell'autoproclamata repubblica somala separatista, rischia a sua volta di aggravare il quadro degli equilibri regionali.

Uno sguardo ulteriore della Relazione viene dedicato alla regione dei Grandi Laghi, ricchissima di risorse naturali e minerarie e che rappresenta a sua volta un'area di crisi complessa, segnata da ricorrenti crisi umanitarie e conflitti inter-etnici, crocevia di attività di gruppi terroristici e organizzazioni criminali impegnati in traffici illeciti e lotte armate contro i governi locali. Anche in tale contesti, sottolinea la Relazione, l'impegno italiano si inserisce nell'ambito di un'azione internazionale calibrata con gli attori regionali e in sinergia con le Nazioni Unite e l'Unione europea.

Una panoramica complessiva viene, inoltre, riservata dal documento anche all'America latina e Caraibi e all'Asia, con un focus specifico incentrato sul Caucaso e sull'Asia centrale, per gli scenari di crisi e le opportunità che queste aree presentano per la politica estera.

Per ogni missione, la relazione analitica riporta due schede: la prima contiene un resoconto di quanto si è fatto nel 2023; la seconda (su cui si concentrerà la presente disamina) dà invece conto delle risorse e degli assetti previsti per il 2024. Nella relazione si può seguire la ripartizione delle missioni contenuta nei documenti del Governo.

Il Relatore ricorda, quindi, che le missioni vengono suddivise per aree geografiche di intervento.

In Europa sono indicate le seguenti: missione NATO nei Balcani (Joint Enterprise) (scheda 1/2024); missione dell'Unione europea EUFOR ALTHEA in Bosnia-Erzegovina (scheda 2/2024); missione Onu per la sorveglianza della "linea verde" (United Nations Peacekeeping Force in Cyprus - UNFICYP) (scheda 3/2024); Operazione NATO Sea Guardian nel Mar Mediterraneo (scheda 4/2024); EUNAVFOR MED operazione Irini (scheda 5/2024); EUMAM Ucraina (scheda 6/2024).

Tra le missioni in Europa, l'impegno più rilevante è costituito, ancora una volta, dalla missione NATO nei Balcani (scheda 1/2024), con un numero massimo di 1.550 unità di personale (in lieve diminuzione rispetto alle 1.573 unità di personale previste lo scorso anno), cui si affiancano 455 mezzi terrestri e un mezzo aereo, per un fabbisogno finanziario programmato di 122,14 di milioni di euro (in aumento rispetto ai 105,99 milioni dello scorso anno), dei quali 23 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2025. Ampliato considerevolmente l'impegno nell'ambito di EUFOR ALTHEA in Bosnia-Erzegovina (scheda 2/2024), la missione dell'Unione europea chiamata ad offrire un contributo al mantenimento delle condizioni di sicurezza per l'attuazione dell'accordo di pace di Dayton, aprendo altresì la strada all'integrazione del Paese balcanico nell'Unione europea, con un numero massimo di 247 unità di personale (in aumento rispetto alle 195 unità dello scorso anno), di 53 mezzi terrestri (rispetto ai 40 dello scorso anno) e di quattro mezzi aerei (contro un solo mezzo previsto in passato), per un fabbisogno finanziario programmato di 23,34 di milioni di euro (a dispetto degli 8,73 milioni previsti lo scorso anno), dei quali 5,83 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2025.

In lieve aumento gli assetti impiegati (2 unità navali, 2 aeree ed un numero massimo di 268 unità di personale) nell'ambito della operazione NATO Sea Guardian nel Mediterraneo (scheda 4/2024), con cui si intende contribuire al mantenimento di un ambiente marittimo sicuro, per un fabbisogno finanziario programmato di 9,81 milioni di euro (in diminuzione rispetto agli 11,30 milioni di euro dello scorso anno), di cui 2,45 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2024.

Di rilievo, per le implicazioni di carattere geostrategico che comporta, è, inoltre, la missione EUNAVFOR MED Irini (scheda 5/2024), che è un'operazione militare condotta dall'Unione europea nel Mediterraneo nel quadro della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), preposta all'attuazione dell'embargo sulle armi imposto dall'ONU nei confronti della Libia con mezzi aerei, satellitari e marittimi, nonché di controllo sulle esportazioni illecite di petrolio dalla Libia, e che ha il proprio comando operativo a Roma. La missione aumenta il numero massimo di unità di personale previste lo scorso anno (459 anziché 406), e di mezzi navali e aerei disponibili (rispettivamente 2 e 3, rispetto ad un mezzo navale e due mezzi aerei previsti lo scorso anno), per un fabbisogno finanziario programmato di 36,63 milioni di euro (in aumento rispetto ai 31,85 milioni di euro dello scorso anno), di cui 9,15 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2025. Ricordo che il termine di scadenza dell'operazione è al momento fissato al 31 marzo 2025.

In Asia, invece, sono riportate le seguenti missioni: UNIFIL, missione ONU in Libano (scheda 7/2024); missione bilaterale di addestramento delle forze armate libanesi (MIBIL) (scheda 8/2024); missione bilaterale di addestramento delle forze di sicurezza palestinesi (scheda 9/2024); Coalizione internazionale di contrasto alla minaccia terroristica del Daesh (scheda 10/2024); missione NATO denominata NATO Mission in Iraq (NM-I) (scheda 11/2024); missione ONU di osservazione al confine tra India e Pakistan (UNMOGIP) (scheda 12/2024); personale militare impiegato negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait, Bahrain, Qatar e a Tampa per le esigenze connesse con le missioni in Medio Oriente e Asia (scheda 13/2024).

In Asia, e in particolare in Medio Oriente, l'Italia ha molti impegni rilevanti. Alla missione Onu in Libano (UNIFIL) (scheda 7/2024) - dal 2022 a guida spagnola, dopo un quadriennio a responsabilità italiana - l'Italia partecipa con un numero massimo di 1.292 unità di personale (in aumento rispetto alle 1.169 unità dello scorso anno), nonché con 375 mezzi terrestri, 1 mezzo navale e 7 mezzi aerei, per un fabbisogno finanziario di 160,57 milioni di euro (in aumento rispetto ai 149,66 milioni dello scorso anno), di cui euro 32 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2025.

Rilevante, per il contributo formativo riconosciuto dai beneficiari, anche la proroga della partecipazione di personale militare alla missione bilaterale di addestramento delle Forze armate libanesi (MIBIL) (scheda 8/2024), che prevede di impiegare quest'anno fino a 105 unità di personale (in diminuzione rispetto ai 190 dello scorso anno), con un onere di 8,04 milioni di euro (rispetto ai 11,82 milioni dello scorso anno), di cui 2 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2025.

Va segnalato, inoltre, secondo il Relatore, in particolare per il suo rilievo in termini di fabbisogno finanziario, il contributo italiano per la Coalizione internazionale di contrasto alla minaccia terroristica del Daesh (scheda 10/2024), che impiega 180 mezzi terrestri, 16 mezzi aerei e 1.055 unità di personale (in aumento rispetto alle 1.005 dello scorso anno), con un onere di 242,12 milioni di euro, di cui 48 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2025.

In considerevole diminuzione rispetto agli anni scorsi, è, viceversa, l'impegno per la proroga della partecipazione di personale militare alla Missione NATO in Iraq (NM-I) (scheda 11/2024) che, per quest'anno, impiega fino a 75 unità di personale (rispetto alle 225 dello scorso anno), con un onere di 17,34 milioni di euro (rispetto ai 31,06 milioni dello scorso anno), di cui 4,33 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2025.

In Africa, invece, l'Italia partecipa alle seguenti missioni: missione ONU di supporto in Libia (UNSMIL) (scheda 14/2024); missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia (scheda 15/2024); missione bilaterale di cooperazione in Tunisia (scheda 16/2024); missione bilaterale di supporto nella Repubblica del Niger (scheda 17/2024); missione ONU denominata United Nations Mission for the Referendum in Western Sahara (MINURSO) (scheda 18/2024): missione multinazionale di osservazione in Egitto (Multinational Force and Observers - MFO), (scheda 19/2024); missione UE denominata EUTMSomalia, per addestramento delle forze armate locali (scheda 20/2024); missione bilaterale di addestramento delle forze di polizia somale e gibutiane e dei funzionari yemeniti e delle forze armate gibutiane (scheda 21/2024); impiego di personale militare presso la base militare nazionale nella Repubblica di Gibuti per le esigenze connesse con le missioni internazionali nell'area del Corno d'Africa e zone limitrofe (scheda 22/2024); missione UE denominata EUTM Mozambico, per addestramento delle forze armate locali (scheda 23/2024); missione UE di partenariato militare nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune EUMPM Niger (scheda 24/2024); missione bilaterale di supporto nella Repubblica del Burkina Faso (scheda 25/2024).

Per quanto riguarda gli impegni più rilevanti, il Relatore segnala la missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia (scheda 15/2024), che impiega un mezzo aereo ed un numero massimo di 200 unità di personale (come lo scorso anno), per un fabbisogno finanziario di 25,02 milioni di euro (in diminuzione rispetto ai 20,6 milioni di euro dello scorso anno), di cui 6,25 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2025.

Di assoluto rilievo è la missione bilaterale di supporto nella Repubblica del Niger (scheda 17/2024), che impiega 15 mezzi terrestri, 5 mezzi aerei e un numero massimo di 500 unità di personale (come lo scorso anno), per un fabbisogno finanziario di 58,24 milioni di euro (in aumento rispetto ai 52,93 milioni di euro del 2023), di cui 11,64 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2025.

Di primo piano è altresì la proroga della partecipazione di personale militare alla missione UE denominata EUTM Somalia (scheda 20/2024) - finalizzata alla costituzione e al rafforzamento delle forze armate nazionali somale (SNAF) -, con 35 mezzi terresti ed un numero massimo di 171 unità di personale, per un fabbisogno finanziario pari a 19,63 milioni di euro (in aumento rispetto ai 16 milioni dello scorso anno), di cui 4,9 per obbligazioni esigibili nel 2025.

Il Relatore menziona, infine, la proroga dell'impiego di personale militare presso la base militare nazionale nella Repubblica di Gibuti (scheda 22/2024) per le esigenze connesse con le missioni internazionali nell'area del Corno d'Africa e zone limitrofe, che impegna 9 mezzi terresti ed un numero massimo di 155 unità di personale, per un fabbisogno finanziario pari a 11,68 milioni di euro, di cui 2,92 per obbligazioni esigibili nel 2025.

Per quanto attiene al potenziamento dei dispositivi nazionali e della NATO sono invece prorogate le seguenti missioni: "Mediterraneo Sicuro": dispositivo aeronavale nazionale nel Mar Mediterraneo, nel cui ambito è inserita la missione bilaterale in supporto alla Marina libica (scheda 26/2024); impiego di un dispositivo aeronavale nazionale per attività di presenza, sorveglianza e sicurezza nel Golfo di Guinea (scheda 27/2024); partecipazione di personale militare all'iniziativa della NATO denominata Implementation of the Enhancement of the Framework for the South (scheda 28/2024); partecipazione di personale militare al potenziamento del dispositivo NATO per la sorveglianza dello spazio aereo dell'Alleanza (scheda 29/2024); partecipazione di personale militare al potenziamento del dispositivo NATO per la sorveglianza navale nell'area sud dell'Alleanza (scheda 30/2024); partecipazione di personale militare al potenziamento dell'Air Policing e dell'Air Shielding della NATO per la sorveglianza dello spazio aereo dell'Alleanza (scheda 31/2024); partecipazione di personale militare al potenziamento della presenza della NATO nell'area sud-est dell'Alleanza (enhanced Vigilance Activities - Forward Land Forces) (scheda 32/2024); partecipazione di personale militare al potenziamento della presenza della NATO in Lettonia (enhanced Forward Presence) (scheda 33/2024).

Per quanto attiene al potenziamento dei dispositivi nazionali, la proroga investe il dispositivo aeronavale nazionale apprestato per la sorveglianza e la sicurezza dei confini nazionali nell'area del Mediterraneo centrale e orientale, rinominato Mediterraneo Sicuro, comprensivo della missione in supporto alla Marina libica (scheda 26/2024). La missione impiega 6 mezzi navali, 8 mezzi aerei ed un numero massimo di 822 unità di personale, per un fabbisogno finanziario di 132,27 milioni di euro (in aumento rispetto ai 104,6 milioni dello scorso anno), di cui 27,09 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2025.

Ulteriore misura riguarda la proroga del potenziamento del dispositivo aeronavale nazionale per attività di presenza, sorveglianza e sicurezza nel Golfo di Guinea (scheda 27/2024), che impiega 1 mezzo navale, 1 mezzo aereo ed un massimo di 162 unità di personale (in diminuzione rispetto alle 192 unità dello scorso anno), per un fabbisogno finanziario di 11,89 milioni di euro (a fronte dei 13,87 milioni di euro del 2024), di cui 2,97 milioni per obbligazioni esigibili nel 2025.

Per ciò che concerne gli impegni più rilevanti per il sostegno alle iniziative NATO, il Relatore segnala, in particolare, la proroga della partecipazione di personale militare al potenziamento della presenza nell'area sud-est dell'Alleanza (scheda 32/2024) che impegna 1.052 mezzi terresti e 9 mezzi aerei ed un massimo di 2.340 unità di personale (rispetto alle 2.120 unità dello scorso anno), per un fabbisogno finanziario di oltre 170,97 milioni di euro (in aumento 150 milioni del 2024), di cui 34,19 milioni per obbligazioni esigibili nel 2025.

Segnala, inoltre, il potenziamento dell'Air Policing e dell'Air Shielding per preservare l'integrità dello spazio aereo europeo dell'Alleanza (scheda 31/2024), che impegna 12 mezzi aerei ed un numero massimo di 300 unità di personale, per un fabbisogno finanziario di 70,95 milioni di euro (in aumento rispetto ai 52,89 milioni dello scorso anno), di cui 14,19 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2025.

Di assoluto rilievo è altresì la proroga della partecipazione di personale militare al potenziamento del dispositivo NATO per la sorveglianza navale nell'area sud dell'Alleanza (scheda 30/2024), che impegna 3 mezzi navali, 2 mezzi aerei ed un numero massimo 452 unità di personale (in diminuzione rispetto alle 567 unità dello scorso anno), per un fabbisogno finanziario di 49,37 milioni di euro (rispetto ai 64,39 milioni di euro del 2024), di cui 12,34 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2025.

Corposo, infine, è l'impegno per la proroga della partecipazione di personale militare al potenziamento della presenza della NATO in Lettonia (scheda 33/2024), che coinvolge 103 mezzi terrestri e un numero massimo di 303 unità di personale (in diminuzione rispetto alle 370 unità dello scorso anno), per un fabbisogno finanziario di 35,39 milioni di euro (rispetto ai 39,62 milioni del 2024), di cui 8,84 per obbligazioni esigibili nel 2025.

Per quanto attiene la partecipazione di personale della difesa alle missioni civili sono prorogate le seguenti missioni: partecipazione di personale militare impiegato nelle missioni civili istituite dall'Unione Europea (scheda 34/2024) e per esigenze comuni a più teatri operativi delle Forze armate (scheda 35/2024).

Con riferimento alla scheda 34/2024, il documento sottolinea come essa - che costituisce una novità nel panorama delle missioni - sia stata inserita per ottimizzare il contributo della Difesa alle missioni civili organizzate dal Servizio europeo di azione esterna in ambito PESC-PSDC, racchiudendo le aliquote di personale della Difesa già impegnate nelle missioni EULEX Kosovo (scheda 2/2023), EUAM Iraq (scheda 12/2023), EUCAP Sahel Niger (scheda 20/2023), EUCAP Somalia (scheda 26/2023), EUBAM Libia (scheda 16-bis/2023), ovvero di altre iniziative PESC-PSDC a connotazione civile.

La scheda che prende in considerazione le esigenze comuni a più teatri operativi delle Forze armate - fa presente il Relatore - include gli interventi disposti dai comandanti dei contingenti militari delle missioni internazionali (fra cui attività di cooperazione civile-militare a supporto delle missioni, per sostenere progetti di ricostruzione, operazioni di assistenza umanitaria e sanitaria, nonché interventi nei settori dell'istruzione e dei servizi di pubblica utilità) - per un fabbisogno finanziario di 3 milioni di euro - e la stipulazione dei contratti di assicurazione del personale, il trasporto del personale, dei mezzi e dei materiali e la realizzazione di infrastrutture e lavori connessi con le esigenze organizzative e di sicurezza (scheda 35/2024), per un fabbisogno finanziario di 78 milioni di euro (in linea con quello dello scorso anno), di cui 23,4 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2025.

Sono, inoltre, confermate le esigenze di mantenimento del dispositivo info-operativo dell'AISE a protezione del personale impiegato delle Forze armate impiegato nelle missioni internazionali e incrementate le attività di cooperazione con le forze di sicurezza locali (scheda 36/2024), per un fabbisogno finanziario di 30 milioni di euro.

Per quanto riguarda il personale militare impiegato nelle missioni internazionali, la relazione illustrativa rileva che, complessivamente, la consistenza massima annuale complessiva dei contingenti delle Forze armate impiegati nei teatri operativi è pari a 11.166 unità (in leggera diminuzione rispetto alle 11.342 unità dello scorso anno), quella media a 7.632 unità (rispetto alle 7.720 unità dello scorso anno).

Sempre con riferimento al periodo 1° gennaio - 31 dicembre 2023, è, inoltre, intendimento del Governo prorogare la partecipazione alle missioni e operazioni internazionali di polizia di seguito indicate: per l'Europa, partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione UE denominataEuropean Union Rule of Law Mission in Kosovo-EULEX Kosovo (scheda 37/2024); partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione ONU denominata United Nations Mission in Kosovo - UNMIK (scheda 38/2024); missione bilaterale di cooperazione delle Forze di polizia italiane in Albania e nei Paesi dell'area balcanica (scheda 39/2024); per l'Asia, partecipazione di personale della Polizia di Stato e di personale di magistratura collocato fuori ruolo, alla missione civile dell'Unione Europea denominata European Union Police Mission for the Palestinian Territories - EUPOL COPPS (scheda 40/2024); per l'Africa, Partecipazione di personale della Polizia di Stato e di un Ufficiale della Guardia di finanza alla missione civile dell'Unione Europea denominata EUBAM Libya (scheda 41/2024); missione bilaterale di assistenza alla Guardia costiera della Marina militare libica ed alla General Administration for Coastal Security (scheda 42/2024).

Per lo svolgimento di tali missioni è stato autorizzato il fabbisogno finanziario per la durata programmata in misura pari a 22,76 milioni di euro (in aumento rispetto ai 18,64 milioni di euro dello scorso anno), di cui: Ministero dell'interno - Forze di polizia: 3,86 milioni di euro; Ministero dell'economia e delle finanze - Guardia di finanza: 18,81 milioni di euro; Ministero della giustizia: 83.897 euro.

Per quanto attiene, quindi, agli oneri finanziari, il fabbisogno complessivo (per la proroga delle missioni e per la istituzione delle nuove missioni) è individuato in circa 1 miliardo e 825 milioni di euro (1.825.440.680) - di cui 45.930.444 euro per le nuove missioni e 1.779.510.236 euro per le proroghe -, in aumento rispetto al fabbisogno previsto lo scorso anno che era stato pari a circa 1 miliardo e 720 milioni di euro (1.720.424.576). Questa somma, in linea con quanto dispone la riforma della contabilità pubblica, è in parte relativa a spese esigibili nel 2025.

Il Relatore definisce - quindi - la ripartizione delle spese tra i vari dicasteri per le proroghe delle missioni: le missioni a carico del Ministero della difesa hanno un onere di 1 miliardo e 365 milioni di euro (1.365.148.673) (in aumento rispetto all'onere dello scorso anno, che era pari a 1 miliardo e 301 milioni), di cui circa 289,35 milioni per obbligazioni esigibili nell'anno 2025; la missione a carico della Presidenza del Consiglio (AISE) presenta oneri per 30 milioni di euro (di identico importo rispetto allo scorso anno); le missioni a carico del Ministero dell'interno hanno un onere di 3 milioni e 864 mila euro (in lieve aumento rispetto ai 3 milioni e 758 mila euro dello scorso anno); la missione a carico del Ministero della giustizia ha un onere di 83.897 euro; le missioni a carico del Ministero dell'economia e delle finanze hanno un onere di 18,82 milioni di euro (in aumento rispetto ai 14,80 milioni dello scorso anno); le missioni a carico del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale presentano oneri per 361,60 milioni di euro (in lieve aumento rispetto ai per 358,69 milioni di euro dello scorso anno).

Con riferimento alla prosecuzione degli interventi di cooperazione allo sviluppo previsti a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, le aree geografiche interessate per il 2024 confermano un orientamento dell'azione italiana, in continuità con le iniziative del recente passato, incentrato soprattutto sull'area del Mediterraneo e sull'Africa, ma anche su Paesi fragili del continente asiatico, e, ovviamente, in relazione alla crisi ucraina, al conflitto in atto fra Israele e Hamas, con una tipologia di azioni finalizzate a rafforzare la sicurezza e la stabilità di quelle realtà, e a sostenere le realtà istituzionali maggiormente impegnate nella lotta al terrorismo e al contrasto dei traffici illegali e delle migrazioni irregolari.

L'oratore passa, quindi, all'illustrazione degli interventi di cooperazione allo sviluppo, di cui alle schede 43, 44, 45 e 46 delle Relazioni analitica e tecnica per la proroga. Il fabbisogno finanziario complessivo, per il periodo 1° gennaio - 31 dicembre 2024, per questi interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione è pari a 361,60 milioni di euro (come detto, in aumento rispetto ai 358,69 milioni di euro dello scorso anno), oneri a carico del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

Con riferimento alle iniziative di cooperazione allo sviluppo e di sminamento umanitario (scheda 43/2024), il fabbisogno finanziario per il periodo 1° gennaio - 31 dicembre 2024 risulta pari a 251 milioni di euro (di identico importo rispetto a quanto previsto lo scorso anno).

Le risorse effettive destinate per il 2024 alle iniziative di cooperazione allo sviluppo - fra progetti di sviluppo, interventi umanitari e di emergenza - ammontano, come si evince dalle Relazioni tecniche allegate al provvedimento, a 243 milioni di euro (di identico importo rispetto a quanto previsto lo scorso anno), di cui 94 milioni di euro destinati a progetti in Africa (in aumento rispetto ai 70 milioni di euro dello scorso anno), 76 milioni di euro per iniziative in Medio Oriente (in aumento rispetto ai 67 milioni di euro dello scorso anno), e 12 milioni di euro riservati a programmi in Asia (in considerevole diminuzione rispetto ai 38 milioni dello scorso anno). Da ultimo, il Relatore evidenzia come tali risorse vengano destinate anche per iniziative di carattere umanitario in Europa, in particolare in relazione alla grave crisi internazionale in atto in Ucraina e a beneficio anche dei Paesi limitrofi, per un ammontare di 61 milioni di euro (in diminuzione rispetto ai 68 milioni dello scorso anno).

La scheda evidenzia come l'Africa costituisca una delle principali priorità della politica estera italiana, richiamando anche il Piano Mattei, del quale la Cooperazione Italiana è una componente essenziale. Fra i Paesi africani beneficiari degli interventi, la scheda annovera in particolare quelli del Corno d'Africa come l'Etiopia, la Somalia, il Sudan, il Sud Sudan e l'Eritrea, i Paesi dell'Africa occidentale e del Sahel come il Niger, il Mali, il Burkina Faso, Mali e Mauritania, oltre a realtà dell'Africa mediterranea, con particolare riferimento alla Libia e alla limitrofa Tunisia, in linea con le priorità geopolitiche individuate nel Documento triennale di programmazione ed indirizzo per il triennio 2021-2023 previsto dalla legge sulla cooperazione allo sviluppo (legge n. 125 del 2014).

Con riferimento all'area del Medio Oriente, il documento ricorda, in primo luogo, come in Siria e nei Paesi del Medio Oriente maggiormente interessati dal flusso dei rifugiati siriani (Libano e Giordania in particolare) proseguirà il contributo italiano allo sforzo della Comunità internazionale per rafforzare la resilienza delle comunità locali, con interventi nei settori sanitario, dell'istruzione e della protezione dei minori e della parità di genere. Una particolare attenzione viene riservata proprio al Libano, gravato dal perdurante stallo istituzionale, dalla crisi economico-finanziaria, sociale e sanitaria, e dall'elevato numero di rifugiati siriani e dalle conseguenze della crisi in atto tra Israele e Hamas. Nel Paese dei Cedri l'Italia intende continuare ad intervenire a sostegno della popolazione civile con interventi di sviluppo e di emergenza. Un richiamo viene dedicato anche all'Iraq, con l'obiettivo di continuare a sostenere la stabilizzazione del Paese, contribuendo alla crescita economica e all'accesso ai servizi di base, nell'ottica di favorire la coesione sociale interna. In relazione alla Palestina, la scheda ricorda come a seguito del conflitto iniziato con l'attacco di Hamas il 7 ottobre 2023 e alla crisi umanitaria che ne è derivata, l'Italia e gli altri principali donatori sono chiamati a dare un importante contributo sul canale umanitario e di emergenza, ma anche nel ristabilire, in particolare nella Striscia di Gaza, le infrastrutture distrutte o danneggiati durante il conflitto.

Ulteriori iniziative continueranno ad essere svolte anche in Asia, in particolare in Afghanistan, in Myanmar (in particolare a tutela della minoranza Rohingya) e in Bangladesh.

In relazione alle attività di sminamento umanitario, pertinenti alla stessa scheda 43, la relazione illustrativa evidenzia che le risorse disponibili, pari a 8 milioni di euro (cifra di identico importo rispetto a quanto stanziato lo scorso anno), saranno destinate a rifinanziare l'apposito Fondo istituito dalla legge n. 58 del 2001, in linea con l'impegno assunto dal nostro Paese in occasione del Vertice umanitario mondiale di Istanbul del 2016 di allocare risorse a tale scopo non inferiori a 2 milioni di euro.

La scheda 44/2024 descrive gli interventi di sostegno ai processi di pace, stabilizzazione e rafforzamento della sicurezza, destinati ad alcuni Paesi dell'Africa, del Medio Oriente, oltre all'Afghanistan, all'America Latina e alla regione caraibica. Lo stanziamento per l'intero 2024 è di 28,85 milioni di euro, in diminuzione rispetto alla somma resa disponibile lo scorso anno e che era stata pari a 29,95 milioni di euro. Una quota rilevante delle risorse disponibili (14,5 milioni di euro) sarà destinata ad iniziative volte assicurare sostegno ai processi di pace, stabilizzazione e rafforzamento della sicurezza all'intera area del Medio Oriente e Nord Africa (MENA), in particolare continuando a facilitare il percorso di riconciliazione nazionale in Libia, perseguendo la stabilizzazione della Tunisia e del Libano e garantendo sostegno al processo politico siriano sotto l'egida dell'ONU. Il documento specifica altresì come l'Italia intenda contribuire al processo di sviluppo democratico e consolidamento istituzionale nei Territori palestinesi, affinché sia possibile nella fase postbellica sostenere concretamente una soluzione a due Stati giusta, durevole e negoziata tra le parti. Impegni analoghi per la stabilità istituzionale e per il raggiungimento della pace vengono menzionati anche in relazione - rispettivamente - all'Iraq e allo Yemen. Di rilievo anche l'impegno per l'attuazione del piano italiano per il popolo afghano, da realizzarsi mediante il coinvolgimento dei Paesi vicini destinati ad accogliere rifugiati e sfollati.

Parte rilevante delle risorse della scheda, pari a 12,5 milioni di euro, è destinata ad iniziative in Africa sub-Sahariana, in America latina e caraibica e in Asia. Per l'Africa sub-sahariana sono previsti, fra gli altri, interventi concentrati nella fascia di instabilità che va dal Sahel al Corno d'Africa, fino alla regione dei Grandi Laghi e al Mozambico, aree la cui fragilità rappresenta una minaccia per l'Italia e l'Europa stessa e in cui sono previsti interventi di sostegno al consolidamento dello stato di diritto e ai processi di rafforzamento della democrazia, alla lotta alla criminalità, ai traffici illeciti ed al terrorismo, con particolare riguardo a quello di matrice jihadista.

Per il Corno d'Africa si prevedono finanziamenti a favore delle iniziative di formazione e capacity building dell'Arma dei Carabinieri a beneficio di funzionari delle forze di sicurezza dei Paesi della regione e relative al controllo del territorio, delle frontiere e delle dogane, al rafforzamento delle tecniche investigative, al contrasto ai traffici illeciti, alla lotta al crimine organizzato.

Per il Sahel, il Golfo di Guinea e l'Africa centrale è prevista la prosecuzione della collaborazione, già avviata negli esercizi finanziari precedenti, con le Agenzie delle Nazioni Unite in particolare in materia di contrasto al terrorismo, controllo delle frontiere, formazione di donne e giovani, rafforzamento della governance pubblica, supporto ai processi elettorali, sostegno ai fori di coordinamento regionale e multilaterale, contrasto al traffico di esseri umani ed quello di beni culturali, tutela del patrimonio culturale e ambientale.

In relazione alla Regione dei Grandi Laghi e al Mozambico, la scheda rimarca l'intenzione di realizzarvi progetti di capacity building istituzionale, già avviati nei Paesi vicini, e di tutela e promozione dei diritti umani, anche in collaborazione con agenzie delle Nazioni Unite ed Organizzazioni regionali, nonché con università italiane.

A beneficio dei Paesi dell'America Latina e caraibica sono previsti interventi di promozione della cultura della legalità e dello stato di diritto, e verrà - fra l'altro - garantito ulteriore sostegno al programma multidisciplinare, intitolato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, di assistenza tecnica in materia di sicurezza per il contrasto alla criminalità organizzata transnazionale ed alla corruzione organizzato in favore dei Paesi latinoamericani e caraibici ed attuato in collaborazione con l'Organizzazione internazionale italo-latina americana (IILA).

Risorse per 1,85 milioni di euro (in lieve aumento rispetto a quelle stanziate lo scorso anno, pari a 1,7 milioni) vengono destinate ad iniziative a carattere regionale europeo mirate alla promozione della stabilità e della pace, con particolare riferimento alle sfide poste dall'emarginazione sociale e dal proliferare degli estremismi violenti e del terrorismo in Europa, con particolare riferimento ai Paesi dell'area balcanica.

In relazione agli impegni per la partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per la pace e la sicurezza (scheda 45/2024), lo stanziamento complessivo per il 2024 è di 21,75 milioni di euro, in aumento rispetto alle risorse stanziate nel 2023 che ammontavano a 17,72 milioni di euro. La maggior parte dei contributi (pari a 12,25 milioni di euro, in aumento rispetto alla cifra dello scorso anno che era stata pari a 8,37 milioni di euro) sarà destinata: a Fondi ed Organizzazioni internazionali (tra cui il Fondo Fiduciario a sostegno del Dipartimento degli Affari Politici e per il Consolidamento della Pace delle Nazioni Unite, il Fondo ONU per il consolidamento della Pace, UNDP Libia, ed altri); ad iniziative dell'Unione europea (per 3,63 milioni di euro, in linea con lo stanziamento dello scorso anno) di cui 3,43 milioni di euro per la partecipazione italiana alle missioni civili del Servizio Europeo di Azione Esterna; ad iniziative dell'Organizzazione per la sicurezza e cooperazione in Europa (OSCE) (per 3,36 milioni di euro, in aumento rispetto alle risorse disponibili lo scorso anno che erano state pari a 3,22 milioni), di cui 2,12 milioni di euro per la partecipazione italiana alle missioni OSCE sul terreno e presso il segretariato e 1 milione di euro quale contributo dell'Italia al bilancio del Programma di supporto all'Ucraina (SPU), nonché a progetti extra-bilancio dell'OSCE; alle Organizzazioni regionali in Europa (per un totale 2,5 milioni di euro, in linea con lo stanziamento dello scorso anno), - fra cui il Segretariato permanente dell'Iniziativa Adriatico-Ionica (IAI) (per 300.000 euro), il Fondo INCE presso la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (per 2 milioni di euro) e l'Ufficio di Venezia del Consiglio d'Europa (per 150.000 euro).

Con riferimento agli interventi operativi di emergenza e di sicurezza in aree di crisi (scheda 46/2024), lo stanziamento per il 2024 è pari a 60 milioni di euro, di identico importo rispetto alle risorse disponibili per il 2023. La maggior parte di tali fondi - 53,20 milioni di euro, in lieve diminuzione rispetto ai 53,75 milioni di euro resi disponibili lo scorso anno per il medesimo scopo - sono destinati, stante la perdurante gravità del contesto di sicurezza a livello globale, al potenziamento delle misure di sicurezza a tutela delle rappresentanze diplomatiche, degli uffici consolari, degli istituti italiani di cultura e delle istituzioni scolastiche all'estero, non solo nelle aree di crisi, ma anche nelle sedi europee e ovunque sia necessario garantire adeguatamente l'incolumità del personale e degli utenti. La relazione evidenzia inoltre come 5,15 milioni di euro siano destinati alla sicurezza dei connazionali all'estero, di cui in particolare 3,25 milioni di euro per il potenziamento del personale dell'Arma dei Carabinieri presso le sedi diplomatico-consolari, e 1,9 milioni di euro per fornire idonea copertura assicurativa al personale del MAECI dell'Arma dei Carabinieri inviati in missioni di scorta e sicurezza in Paesi a rischio. Ulteriori fondi vengono infine previsti per l'invio in missione o in viaggio di servizio del personale del MAECI in aree di crisi, per un totale di 1,65 milioni di euro, di cui 70.000 euro per le missioni di personale del MAECI in aree di crisi, 880 mila euro per assicurare risorse agli inviati speciali e al consigliere per la cooperazione civile del Comandante della Missione NATO Kosovo Force (KFOR), e 700.000 euro per il rimborso spese di trasferimento.

Il presidente Stefania CRAXI si congratula con il relatore per l'esauriente illustrazione testé svolta e apre la discussione generale.

Informa, inoltre, i commissari che, per quanto concerne la deliberazione in titolo, sono previste, per il momento, le seguenti audizioni congiunte con le omologhe Commissioni della Camera dei deputati: martedì 19 marzo, alle ore 13,15, saranno sentiti il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, e il Ministro della difesa, Guido Crosetto; martedì 26 marzo, alle ore 14, sarà sentito il Capo di Stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone.

Il senatore SPAGNOLLI (Aut (SVP-PATT, Cb)) pone un quesito relativamente alla spesa relativa alla missione a carico del Ministero della giustizia, cui replica brevemente il sottosegretario PEREGO DI CREMNAGO.

Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.

La seduta termina alle ore 9,20.