Legislatura 19ª - 1ª e 3ª riunite - Resoconto sommario n. 8 del 13/02/2024

COMMISSIONI 1ª e 3ª RIUNITE

(Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione)

(Affari esteri e difesa)

MARTEDÌ 13 FEBBRAIO 2024

8ª Seduta

Presidenza del Presidente della 1ª Commissione

BALBONI

indi del Vice Presidente della 3ª Commissione

MENIA

Intervengono i sottosegretari di Stato per l'interno Wanda Ferro e per gli affari esteri e la cooperazione internazionale Silli.

La seduta inizia alle ore 11.

IN SEDE REFERENTE

(995) Ratifica ed esecuzione del Protocollo tra il Governo della Repubblica italiana e il Consiglio dei ministri della Repubblica di Albania per il rafforzamento della collaborazione in materia migratoria, fatto a Roma il 6 novembre 2023, nonché norme di coordinamento con l'ordinamento interno, approvato dalla Camera dei deputati

(Seguito dell'esame e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di giovedì 8 febbraio.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.18.

Il senatore ALFIERI (PD-IDP) interviene in dichiarazione di voto, evidenziando come tale emendamento sia stato predisposto per cercare di ovviare, in qualche misura, alla più che opportuna preoccupazione che l'allestimento di strutture di accoglienza in Albania generi una probabile violazione dei diritti fondamentali di soggetti fragili quali risultano essere i migranti.

Il senatore MARTON (M5S) domanda di aggiungere la propria firma alla suddetta proposta modificativa, chiedendosi, inoltre, quali opzioni alternative il Governo abbia approntato rispetto al mero salvataggio in mare dei profughi.

Accertata la presenza del prescritto numero dei senatori, posti ai voti, l'emendamento 3.18 viene respinto.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.19.

Interviene in dichiarazione di voto il senatore ALFIERI (PD-IDP), sottolineando come detto emendamento cerchi di superare una ulteriore criticità del provvedimento, che esclude una precisa categoria di persone vulnerabili dal trattamento di base in materia di diritti dei migranti.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) sottoscrive l'emendamento 3.19, annunciando il proprio voto favorevole.

Il senatore MARTON (M5S), pur essendo consapevole di trovarsi nella sede della dichiarazione di voto, reitera al Governo il quesito volto a chiarire come effettivamente saranno realizzate le strutture di accoglienza, anche, ad esempio, per garantire uno status adeguato alle persone più deboli, come le donne incinte e i soggetti bisognosi di cure urgenti.

Posto ai voti, l'emendamento 3.19 è respinto.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.20.

Il senatore CATALDI (M5S) interviene in dichiarazione di voto, sottolineando che, con l'emendamento in esame, si richiamano i principi di altre fonti normative che è preferibile esplicitare formalmente per sollecitare un diverso approccio al tema dell'immigrazione. A suo avviso, infatti, se si identifica il migrante come una minaccia per la collettività, si fomentano l'odio e il disprezzo e ciò è in contrasto con i valori di un Paese democratico.

Posto ai voti, l'emendamento 3.20 viene respinto.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.21.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) precisa che con la proposta in esame si intende evitare il trasferimento delle persone che abbiano presentato domanda di protezione internazionale o richiesta di asilo, in attesa che queste siano valutate, anche per evitare che poi debbano essere riportate in Italia, qualora fosse riconosciuto il loro diritto di ricevere accoglienza.

Il senatore MARTON (M5S) fa presente che la proposta emendativa in titolo, paradossalmente, mira a realizzare quanto già affermato, in varie sedi, da diversi rappresentanti del Governo.

Posto ai voti, l'emendamento 3.21 è respinto.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.22.

Interviene in dichiarazione di voto il senatore GIORGIS (PD-IDP) richiamando le considerazioni espresse con riferimento all'emendamento 3.21, volto a evitare irragionevoli spostamenti di persone, con costi inutili e rischi che queste patiscano trattamenti lesivi dei loro diritti fondamentali.

Il senatore MARTON (M5S) ribadisce le proprie perplessità sul testo che si vuole emendare con la proposta in argomento, sottolineando come l'Esecutivo non abbia previsto le varie situazioni che possono verificarsi laddove i soggetti interessati, dopo lo scadere dei diciotto mesi di permanenza, abbandonino il CPR.

Posto ai voti, l'emendamento 3.22 viene respinto.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.23.

Il senatore MARTON (M5S) interviene in dichiarazione di voto, ribadendo quanto già affermato in precedenza, e lamentando, in particolare, l'assenza, da parte del Governo, di un approccio complessivo sulle varie opzioni che possono avverarsi laddove i menzionati soggetti dovessero abbandonare i siti predisposti in Albania.

Il senatore Enrico BORGHI (IV-C-RE) chiede di poter aggiungere la propria firma all'emendamento 3.23, che, a suo avviso, costituisce una proposta del tutto condivisibile e accoglibile da parte del Governo, concretandosi in una richiesta che racchiude il minimo della protezione internazionale dei migranti.

Il senatore ALFIERI (PD-IDP), dichiarando il voto favorevole del proprio Gruppo in merito a tale emendamento, tiene a precisare che esso si limita a garantire il rispetto della normativa internazionale standard in materia.

Posto ai voti, l'emendamento 3.23 è respinto.

Si passa alla votazione degli emendamenti identici 3.24.e 3.25.

Nessuno chiedendo di intervenire in dichiarazione di voto gli emendamenti 3.24 e 3.25, posti congiuntamente ai voti, sono respinti.

Interviene in dichiarazione di voto sull'emendamento 3.26 il senatore MAGNI (Misto-AVS), il quale annuncia il proprio voto favorevole sull'emendamento in esame e sui successivi, fino all'emendamento 3.29, di analogo tenore, volti a garantire che le famiglie, o le donne in stato di gravidanza, con figli minorenni siano condotti nella medesima struttura. Esprime sgomento, infatti, davanti alla prospettiva che si intenda risolvere il problema dei flussi migratori nascondendolo all'opinione pubblica, attraverso la realizzazione di strutture di detenzione in un altro Paese e per di più dividendo i nuclei familiari.

Il senatore MARTON (M5S), in sede di dichiarazione di voto, mette in risalto come la ratio dell'emendamento in questione risieda nel puro buon senso che chiede a tutti di rispettare un basilare senso di umanità nel trattamento delle persone che fuggono essenzialmente da guerre o catastrofi naturali.

Posto ai voti, l'emendamento 3.26 viene respinto.

L'emendamento 3.27 risulta pertanto assorbito.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.28.

La senatrice VALENTE (PD-IDP) ritiene inaccettabile che si possa pensare di dividere i nuclei familiari, magari con figli piccoli. Soprattutto da una maggioranza che richiama tra i propri valori la tutela della maternità e della responsabilità genitoriale ci si attenderebbe un approccio differente. Al contrario, nel provvedimento sono inserite misure disumane, che contrastano con i principi del rispetto della dignità della persona. Chiede di sottoscrivere l'emendamento, sul quale annuncia il proprio voto favorevole.

La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) chiede di poter aggiungere la propria firma all'emendamento 3.28. Si associa alle considerazioni svolte dalla senatrice Valente, ritenendo inconcepibile la prospettiva di dividere le madri dai propri figli. Peraltro, il Governo dovrebbe tenere conto della necessità, in tal caso, di attivare le procedure previste per i minori non accompagnati, con aggravio di spese, nomina di un tutore e verifica del ricongiungimento familiare. Auspica, quindi, un ripensamento del Governo, ritenendo che, nella predisposizione della norma, non si sia tenuto conto di tutte le questioni che le istituzioni e le autorità locali affrontano quotidianamente per la gestione dei flussi migratori.

Posto ai voti, l'emendamento 3.28 è respinto.

L'emendamento 3.29 risulta, pertanto, assorbito.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.30.

Interviene in dichiarazione di voto il senatore Enrico BORGHI (IV-C-RE), evidenziando il vulnus giuridico di carattere generale che risiede alla base di questo accordo con l'Albania, ovvero il fatto che, in un'ultima analisi, risultino del tutto indifferenti, per il Governo, le conseguenze che possono insorgere dalla possibile fuoriuscita degli ospiti dalle strutture di accoglienza. In tale frangente, costoro sarebbero facile oggetto di mira da parte delle reti malavitose che, notoriamente, condizionano la vita di questo Paese.

Il senatore DELRIO (PD-IDP) , dichiarando il voto della propria parte politica, ribadisce come tale emendamento, come, del resto, i precedenti, non abbia natura ostruzionistica, bensì sia volto a garantire i diritti basilari che vengono assicurati ai rifugiati quando arrivano in Italia.

Il senatore MARTON (M5S), in sede di dichiarazione di voto, richiama l'attenzione dei commissari sull'evenienza, per niente peregrina, già ampliamente sottolineata da altri colleghi, dei migranti che lasciano i centri di accoglienza e sono suscettibili di diventare facile preda delle organizzazioni criminali albanesi.

Posto ai voti, l'emendamento 3.30 è respinto.

È, quindi, messo in votazione l'emendamento 3.31, che risulta respinto.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.32.

Interviene in dichiarazione di voto il senatore MAGNI (Misto-AVS), il quale precisa che la proposta in esame è volta a garantire ai parlamentari italiani ed europei, nonché alle organizzazioni internazionali e alle agenzie dell'Unione europea, l'accesso alle strutture realizzate in Albania, che si stanno sempre più configurando come "lager", prigioni a cielo aperto, essendo negati diritti come quelli che si chiedeva fossero riconosciuti con gli emendamenti precedenti, che la maggioranza ha respinto. Ritiene che sia pericoloso spersonalizzare i migranti, privandoli dei loro diritti, come purtroppo è già successo in una recente e drammatica fase storica.

Il senatore MARTON (M5S), paventa il rischio che gli hotspot e il CPR in Albania si tramutino, di fatto, in veri e propri centri di detenzione.

Il senatore ALFIERI (PD-IDP) esprime il più che fondato timore che l'accesso di parlamentari nei siti albanesi risulti, effettivamente, di difficile attuazione.

Posto ai voti, l'emendamento 3.32 è respinto.

Si passa, quindi, all'esame dell'emendamento 3.33.

Interviene in dichiarazione di voto, il senatore SPAGNOLLI (Aut (SVP-PATT, Cb)), il quale tiene a precisare l'esatto significato del termine lager, testé evocato dal collega Magni, che equivale a "luogo di stoccaggio". Nel caso di specie, sarebbe prioritario definire l'oggetto proprio del paventato "stoccaggio", il che non risulta molto chiaramente dalle enunciazioni normative desumibili dal provvedimento in esame.

Posto ai voti, l'emendamento 3.33 è respinto.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.34.

Interviene in dichiarazione di voto il senatore ALFIERI (PD-IDP), secondo cui, soprattutto in un Paese come l'Albania, non è propriamente auspicabile replicare, di fatto, "zone di frontiera o di transito".

Posto ai voti, l'emendamento 3.34 viene respinto.

È, quindi, posto ai voti l'emendamento 3.35, che risulta respinto.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.36.

Interviene in dichiarazione di voto la senatrice MUSOLINO (IV-C-RE), la quale precisa che l'emendamento in esame, come gli altri presentati dalla sua parte politica, sono volti a garantire che le strutture che saranno realizzate in Albania siano dotate di locali e servizi idonei all'accoglienza dei migranti, secondo gli standard igienico-sanitari internazionali, tanto più che, essendo stati respinti gli emendamenti precedenti, è molto probabile che vi saranno condotte anche donne in stato di gravidanza.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) sottoscrive l'emendamento 3.36 e annuncia il proprio voto favorevole.

Posto ai voti, l'emendamento 3.36 è respinto.

È quindi, posto, ai voti l'emendamento 3.37, che risulta respinto.

Si passa alla votazione degli emendamenti 3.38 e 3.39, sostanzialmente identici.

Interviene in dichiarazione di voto la senatrice VALENTE (PD-IDP), la quale ritiene inopportuno definire "trattenuto" il migrante trasferito nei centri per il rimpatrio albanesi, prima ancora che sia valutato il suo diritto all'asilo o alla protezione internazionale. Sarebbe pertanto preferibile indicarlo come "soggetto condotto nelle aree di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera b), del Protocollo". A suo avviso, nella predisposizione dei testi legislativi è anche importante utilizzare un linguaggio rispettoso della cultura giuridica italiana.

Posti congiuntamente ai voti, gli emendamenti identici 3.38 e 3.39 sono respinti.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.40.

Interviene in dichiarazione di voto la senatrice VALENTE (PD-IDP), la quale annuncia un voto favorevole, richiamandosi alle considerazioni svolte sull'emendamento 3.38.

Posto ai voti, l'emendamento 3.40 è respinto.

Si passa alla votazione degli emendamenti identici 3.41 e 3.42.

Interviene in dichiarazione di voto il senatore CATALDI (M5S), il quale auspica la soppressione del comma 6 dell'articolo 3, in quanto attribuisce al responsabile italiano, in casi eccezionali, la decisione di trasferire in Italia il soggetto trattenuto in territorio albanese. Si tratta, tuttavia, di una previsione eccessivamente generica, che sconfina nell'arbitrarietà.

Posti congiuntamente ai voti, gli emendamenti identici 3.41 e 3.42 sono respinti.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.43.

Interviene in dichiarazione di voto il senatore DELRIO (PD-IDP) specificando che, con tale proposta, si intende, per quanto possibile, ovviare all'estrema genericità della norma proposta dal Governo, genericità assai pericolosa, in quanto suscettibile di causare confusione nell'applicazione delle norme.

Posto ai voti, l'emendamento 3.43 viene respinto.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.44.

La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) intervenendo in dichiarazione di voto, osserva che, quando per legge sono disposte deroghe o eccezioni, nella norma devono essere precisati - e a volte persino indicati tassativamente - i requisiti che le giustificano.

Nel caso in esame, invece, è lo stesso funzionario italiano, in base al proprio buonsenso, a dover valutare se vi siano le condizioni di eccezionalità per applicare la deroga. Inoltre, non è chiaro se tale eccezione costituirà un unicum o invece potrà valere come precedente.

Posto ai voti, l'emendamento 3.44 viene respinto.

Interviene, sull'ordine dei lavori, il senatore Enrico BORGHI (IV-C-RE) per annunciare che i componenti del proprio Gruppo non potranno più partecipare ai lavori delle Commissioni riunite, perché impegnati in una concomitante riunione del Gruppo medesimo.

Prendono atto le Commissioni riunite.

Posto ai voti, l'emendamento 3.45 viene respinto.

Posti congiuntamente ai voti, gli identici emendamenti 3.46 e 3.47 risultano respinti.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.48.

Interviene in dichiarazione di voto il senatore MARTON (M5S), chiedendo quale legislazione nazionale debba essere applicata laddove si verifichino problematiche o incidenti di qualsivoglia tipologia in capo agli ospiti delle strutture ubicate in Albania.

Il sottosegretario Wanda FERRO, nel sottolineare che la questione è stata affrontata in occasione dell'audizione dell'ambasciatore italiano in Albania, precisa che, nel caso ipotizzato, la competenza spetterebbe all'amministrazione che si occupa della realizzazione della struttura.

Posto ai voti, l'emendamento 3.48 è respinto.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.49.

La senatrice VALENTE (PD-IDP) formula considerazioni critiche sulla previsione della possibilità di derogare, nella stipula o esecuzione da parte delle amministrazioni pubbliche dei contratti o delle convenzioni di appalto per lavori, servizi o forniture, ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e dei vincoli derivanti dall'appartenenza all'Unione europea. Auspica, quindi, che vi sia una rigorosa osservanza del principio di legalità.

Posto ai voti, l'emendamento 3.49 è respinto.

L'emendamento 3.50, in assenza dei proponenti, decade.

Si passa alla votazione degli emendamenti identici 3.51 e 3.52.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) ritiene necessario che si applichino le leggi italiane, senza alcuna deroga.

Il senatore CATALDI (M5S) sottolinea che la possibilità di derogare alle disposizioni di legge vigenti in Italia non consentirebbe di garantire un livello uniforme dell'accoglienza, in violazione del principio di uguaglianza.

Posti congiuntamente ai voti, gli emendamenti identici 3.51 e 3.52 sono respinti.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.53.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) interviene in dichiarazione di voto, precisando che, essendo stati respinti gli emendamenti precedenti, con la proposta in esame si stabiliscono quanto meno dei limiti alle possibilità di deroga.

Posto ai voti, l'emendamento 3.53 è respinto.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.54.

Interviene in dichiarazione di voto su tale emendamento il senatore MARTON (M5S), esprimendo il favore del proprio Gruppo in merito a tale proposta emendativa.

Posto ai voti, l'emendamento 3.54 viene respinto.

Si passa alla votazione degli emendamenti identici 3.55 e 3.56.

Il senatore CATALDI (M5S) ritiene incomprensibile il motivo per cui l'Italia dovrebbe dichiarare impignorabili da parte di terzi i crediti della Repubblica di Albania nei confronti dello Stato italiano, derivanti dall'attuazione del Protocollo.

Posti congiuntamente ai voti, gli emendamenti identici 3.55 e 3.56 sono respinti.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.57.

Interviene in dichiarazione di voto il senatore MARTON (M5S), esprimendo il favore del proprio Gruppo in merito a tale proposta emendativa.

Posti distintamente ai voti, vengono respinti gli emendamenti 3.57 e 3.58.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.59.

Interviene in dichiarazione di voto il senatore MARTON (M5S), esprimendo il favore del proprio Gruppo in merito a tale proposta emendativa.

Posto ai voti, l'emendamento 3.59 viene respinto.

Il Presidente MENIA, apprezzate le circostanze, soprattutto alla luce delle imminenti convocazioni di sedute sia della Commissione affari costituzionali che della Commissione affari esteri e difesa, nonché dell'odierna calendarizzazione dei lavori dell'Aula del Senato, è dell'avviso che sia opportuno rinviare il seguito dell'esame, constatando altresì come, stante il numero degli emendamenti finora votati rispetto al numero complessivo dei medesimi presentati, risulterà estremamente difficile concludere l'esame del provvedimento.

Le Commissioni riunite concordano.

La seduta termina alle ore 12,50.