Legislatura 19ª - 1ª e 3ª riunite - Resoconto sommario n. 6 del 07/02/2024

COMMISSIONI 1ª e 3ª RIUNITE

(Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione)

(Affari esteri e difesa)

MERCOLEDÌ 7 FEBBRAIO 2024

6ª Seduta

Presidenza del Presidente della 1ª Commissione

BALBONI

Interviene il sottosegretario di Stato per l'interno Wanda Ferro.

La seduta inizia alle ore 8,35.

IN SEDE REFERENTE

(995) Ratifica ed esecuzione del Protocollo tra il Governo della Repubblica italiana e il Consiglio dei ministri della Repubblica di Albania per il rafforzamento della collaborazione in materia migratoria, fatto a Roma il 6 novembre 2023, nonché norme di coordinamento con l'ordinamento interno, approvato dalla Camera dei deputati

(Seguito dell'esame e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta notturna di ieri, martedì 6 febbraio.

Si passa all'esame e alla votazione degli emendamenti all'articolo 2.

Il relatore DREOSTO (LSP-PSd'Az) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 2.

Il sottosegretario Wanda FERRO esprime parere conforme a quello del relatore.

Posti congiuntamente ai voti, gli emendamenti identici 2.1 e 2.2 sono respinti.

Si passa alla votazione dell'emendamento 2.3.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) ritiene opportuno che il Governo ritiri il provvedimento in esame perché, rispetto all'obiettivo che si intende raggiungere, comporta costi sproporzionati e prevede modalità inefficaci e illegittime sotto il profilo del rispetto dei diritti costituzionali. In particolare, è grave che alle strutture che saranno realizzate in Albania saranno destinate solo alcune categorie di migranti, senza tenere conto dei legami familiari di queste persone. A tali preoccupazioni finora non è stata data risposta dal Governo.

Il PRESIDENTE invita ad attenersi al merito dei singoli emendamenti, in sede di dichiarazione di voto.

Posto ai voti, l'emendamento 2.3 è respinto.

Si passa all'esame e alla votazione degli emendamenti all'articolo 3.

Il relatore DREOSTO (LSP-PSd'Az) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 3.

Il sottosegretario Wanda FERRO esprime parere conforme a quello del relatore.

Si passa alla votazione degli emendamenti identici 3.1 e 3.2.

Interviene il senatore Enrico BORGHI (IV-C-RE) in dichiarazione di voto sull'emendamento soppressivo 3.1, richiamando l'attenzione dei commissari sul vulnus, evidenziato indirettamente, peraltro, anche dall'ambasciatore d'Italia a Tirana, presente in tale formulazione e che si concreta nel fatto che le autorità italiane chiamate a svolgere il lavoro di coordinamento negli hot spot e nel CPR che verranno allestiti in Albania non hanno ben definite le loro funzioni quanto, ad esempio, determinati ospiti, per qualsivoglia motivo, escano dai suddetti siti e siano, quindi, presenti nel territorio albanese, dove, ovviamente, si applica il diritto interno di quel Paese.

Emerge, conseguentemente, la necessità che il suddetto disegno di legge venga accompagnato da una ulteriore normativa volta a regolare tutte le possibili fattispecie inerenti alla condotta delle autorità italiane in merito ai fatti che possono accadere in Albania, dove, notoriamente, agiscono in maniera pervasiva non poche associazioni di natura criminale.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) si associa alle considerazioni del senatore Borghi, chiedendo chiarimenti su eventuali responsabilità e competenze nel caso che i migranti trovino il modo di evadere dalle strutture di detenzione. Annuncia pertanto un voto favorevole sugli emendamenti in esame.

Il senatore ALFIERI (PD-IDP), intervenendo in sede di dichiarazione di voto, tiene a sottolineare come le risorse allocate, in maniera del tutto irrazionale, per allestire un simile sistema di accoglienza in Albania, avrebbero potuto essere più proficuamente impiegate per garantire una adeguata protezione internazionale ai migranti accolti in Italia. Inoltre, palesa la preoccupazione che il complessivo sistema di accoglienza predisposto in Albania non garantisca sufficientemente quanto al rispetto del fondamentale principio di non respingimento.

Il senatore CATALDI (M5S), nel richiamarsi alle considerazioni del senatore Borghi, ritiene necessario un chiarimento se, nell'ambito degli ulteriori oneri cui si dovrebbe far fronte con il fondo di garanzia, siano stati considerati anche spese mediche e rischi sanitari derivanti da eventuali epidemie. A nome del Gruppo, dichiara un voto favorevole.

Posti congiuntamente ai voti, gli emendamenti identici 3.1 e 3.2 sono respinti.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.4.

Il senatore CATALDI (M5S) osserva che, come denunciato anche da Amnesty International, nelle strutture che si prevede di realizzare in Albania vi è il rischio di violazioni dei diritti umani. L'Italia, pertanto, proprio per la sua tradizione culturale e giuridica, dovrebbe accertare il rispetto delle norme internazionali sull'accoglienza delle persone straniere. A suo avviso, piuttosto che cercare di nascondere il problema dei migranti trasferendoli in un altro Paese, sarebbe preferibile impiegare le risorse stanziate nell'ambito di una pianificazione più ampia, con interventi mirati alla cooperazione allo sviluppo.

Sempre sull'emendamento 3.2, il senatore MARTON (M5S) prende la parola in sede di dichiarazione di voto per rilevare criticamente come l'Esecutivo non si sia posto il problema della gestione di una situazione in loco che registri, ad esempio, l'insorgere di epidemie o di emergenze sanitarie.

Posti ai voti, sono respinti gli emendamenti 3.1 e 3.2.

Il senatore CATALDI (M5S) interviene in dichiarazione di voto sull'emendamento 3.4.

Il senatore Enrico BORGHI (IV-C-RE) in sede di dichiarazione di voto, invita i colleghi a riflettere sulla questione non secondaria, che desta viva preoccupazione alla propria parte politica, concernente la "zona grigia" di possibile contiguità tra l'intervento italiano e l'ineludibile interferenza con gli amministratori albanesi coinvolti nella costruzione delle infrastrutture di cui al provvedimento in titolo. Ciò, occorre sottolinearlo ancora una volta, costituisce un'ipotesi non peregrina, dal momento che nel Paese schipetaro le cronache giornalistiche e giudiziarie hanno, non poche volte, registrato fenomeni di affinità, se non di simbiosi, tra il côtè politico-amministrativo e gli ambienti della criminalità organizzata.

Posto ai voti, l'emendamento 3.4 è respinto.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.3.

Al senatore DELRIO (PD-IDP) preme mettere in rilievo, in sede di dichiarazione di voto, l'incongruenza, che, probabilmente, non è stata abbastanza evidenziata, basata sulla circostanza per cui le strutture che verranno costruite in Albania, alcuni spot e un CPR, non potranno essere considerate come un semplice distaccamento delle istituzioni italiane (Prefettura, Questura, ...), ma, soprattutto, non potranno assumere la funzione di centro di detenzione amministrativa. Esiste, pertanto, un malinteso di fondo, assai pericoloso, che si concreta poi, in ultima analisi, in un vero e proprio "pasticcio" di natura amministrativa, per cui, i migranti ivi accolti non potranno in alcun modo essere trattenuti da chi gestisce tali strutture e, conseguentemente, in molti casi, sarà facile per loro disperdersi in territorio albanese.

Il senatore MARTON (M5S) svolge la propria dichiarazione di voto concordando pienamente con quanto affermato dal collega Delrio.

Il senatore Enrico BORGHI (IV-C-RE) interviene per stigmatizzare, da un lato, il conferimento di fatto di poteri insindacabili in capo ai prefetti, i quali, tuttavia, necessitati ad interloquire con le autorità del luogo, non avranno ben chiaro quali effettive mansioni amministrative saranno in grado di espletare.

Posto ai voti, l'emendamento 3.3 è respinto.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.5.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) ritiene incomprensibile che, tra le tante autorità competenti per l'esecuzione del Protocollo, di cui al comma 1 dell'articolo 3 del disegno di legge, in particolare prefettura, questura, commissione territoriale di asilo e provveditorato dell'amministrazione penitenziaria del Lazio, non sia stata indicata anche la procura della Repubblica di Roma, per i provvedimenti di competenza. Invita pertanto a votare a favore sull'emendamento 3.5, che propone tale modifica.

Il senatore Enrico BORGHI (IV-C-RE) domanda al sottosegretario quale sia la procura competente in caso di commissione di reati nel CPR realizzato in Albania.

Il sottosegretario Wanda FERRO precisa che le questioni sollevate sono già state approfondite nel corso del dibattito alla Camera.

In particolare, all'articolo 4 si precisa che per le procedure di riconoscimento dello status di rifugiato e di convalida dei trattenimenti dei migranti si applica la giurisdizione e la legge italiana, anche nei casi in cui lo straniero commetta un delitto nelle aree date in concessione. A tale proposito, chiarisce che si tratta di aree di proprietà dello Stato albanese e non private.

Per quanto riguarda le spese sanitarie, queste rientrano tra quelle coperte dal fondo di garanzia, di cui all'allegato 2 al Protocollo.

Per quanto riguarda le dotazioni di personale, all'articolo 5 è previsto che il Ministero dell'interno potrà assumere 45 funzionari per le esigenze delle commissioni e delle sezioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale; il Ministero della giustizia, inoltre, potrà procedere all'assunzione di personale presso i Dipartimenti dell'amministrazione penitenziaria e dell'organizzazione giudiziaria del Dicastero, per incrementare il ruolo organico della magistratura ordinaria, e autorizzare il CSM ad attivare la procedura per la copertura di ulteriori posti di giudice di pace; il Ministero della salute, infine, è autorizzato ad assumere cinque dirigenti sanitari con il profilo di medico e sei unità di personale non dirigenziale, da inquadrare nell'area dei funzionari, di cui quattro con il profilo di funzionario sanitario e due con il profilo di funzionario amministrativo.

Con riferimento alle autorità competenti, ritiene che le prefetture fino ad oggi abbiano svolto un lavoro egregio per le procedure di accoglienza, nonostante le gravi ristrettezze di organico.

Sebbene il provvedimento possa essere migliorato, assicura che il Governo ha previsto tutte le garanzie necessarie per i migranti che saranno trattenuti nelle nuove strutture.

Il PRESIDENTE nota che la rappresentante del Governo ha fornito i chiarimenti richiesti, sebbene in questa fase ciò non sia previsto dal Regolamento, per dimostrare che le questioni sollevate sono già state oggetto di attenta valutazione in prima lettura.

Comunica che la Commissione bilancio, per quanto di competenza, ha espresso parere non ostativo sul testo.

Posto ai voti, l'emendamento 3.5 è respinto.

Si passa alla votazione dell'emendamento 3.6.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) sottolinea che la proposta in esame è volta ad assicurare ai migranti le necessarie informazioni sulla cultura e sulle norme vigenti in Italia, a partire dalla questione del rispetto delle differenze di genere, per favorirne l'integrazione. Sono infatti l'esclusione e la non conoscenza che aumentano i rischi di comportamenti in contrasto con la legge.

Il senatore ALFIERI (PD-IDP) prende la parola per ricordare come, in materia di informativa di cultura legale per i migranti, siano in vigore due importanti direttive dell'Unione europea, la 32/2013 e la 33/2013, che pongono dei precisi oneri di informazione e carico dello Stato che accoglie.

La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) chiede di aggiungere la firma all'emendamento 3.6, ritenendo che, in materia di gestione dei flussi migratori, oltre all'approccio securitario occorra fare attenzione anche ai profili della mediazione culturale e linguistica e del rispetto dei diritti umani. In particolare, nota il rischio di una violazione del diritto alla difesa, poiché, secondo il testo in esame, è probabile che i colloqui tra avvocato e assistito saranno complessi e inefficaci, essendo per lo più svolti da remoto.

La senatrice MAIORINO (M5S) ritiene che anche la maggioranza dovrebbe riflettere sulla proposta in esame, che in effetti accoglie anche le sensibilità delle forze politiche di centrodestra. L'obiettivo, infatti, è contrastare aspetti culturali, come il patriarcato e la mancanza di rispetto nei confronti delle donne, che si ritiene siano diffusi nei Paesi da cui provengono i migranti.

Evidenzia l'importanza di garantire una effettiva integrazione dello straniero, attraverso corsi di formazione come quelli ben strutturati in Germania, peraltro tenuti da enti pubblici e non affidati solo al volontariato o all'associazionismo. A fronte delle aberranti proposte del Ministro delle infrastrutture che, facendo leva sull'indignazione sollevata dal terribile episodio di violenza accaduto a Catania ai danni di una tredicenne da parte di ragazzi egiziani, propone la castrazione chimica, si dovrebbero invece privilegiare soluzioni alternative, a suo avviso più serie ed efficaci, come quella proposta dall'emendamento in esame.

A nome del Gruppo, dichiara pertanto un voto favorevole.

La senatrice PUCCIARELLI (LSP-PSd'Az) replica alla collega Maiorino, reputando assai semplicistica la sua interpretazione dei fatti avvenuti a Catania e sottolineando, altresì, come sia alquanto dubbia l'efficacia di possibili corsi di formazione impartiti a soggetti che comunque sono risultati pericolosi e criminogeni.

Il PRESIDENTE concorda con le considerazioni della senatrice Pucciarelli, sottolineando che lo stupro è considerato reato anche nel Paese di provenienza di quei ragazzi stranieri.

Posto ai voti, l'emendamento 3.6 è respinto.

Il PRESIDENTE, stante l'imminente inizio della seduta dell'Assemblea e considerato che il provvedimento è calendarizzato per le ore 14, avverte che riferirà in Aula sullo stato dei lavori delle Commissioni riunite.

Comunica altresì che è pervenuta della documentazione da UNHCR che sarà resa disponibile per la pubblica consultazione sulla pagina web delle Commissioni 1a e 3a, al pari dell'ulteriore documentazione che sarà depositata nell'ambito dell'esame del disegno di legge in titolo.

Le Commissioni riunite prendono atto.

Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.

La seduta termina alle ore 10.