Legislatura 19ª - 1ª e 3ª riunite - Resoconto sommario n. 3 del 01/02/2024
Azioni disponibili
COMMISSIONI 1ª e 3ª RIUNITE
1ª (Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione)
3ª (Affari esteri e difesa)
GIOVEDÌ 1° FEBBRAIO 2024
3ª Seduta
Presidenza del Presidente della 1ª Commissione
indi della Presidente della 3ª Commissione
Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale Silli.
La seduta inizia alle ore 12,15.
IN SEDE REFERENTE
(995) Ratifica ed esecuzione del Protocollo tra il Governo della Repubblica italiana e il Consiglio dei ministri della Repubblica di Albania per il rafforzamento della collaborazione in materia migratoria, fatto a Roma il 6 novembre 2023, nonché norme di coordinamento con l'ordinamento interno, approvato dalla Camera dei deputati
(Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri, mercoledì 31 gennaio.
Il presidente BALBONI ricorda che si era convenuto di svolgere questa mattina, in sede di Uffici di Presidenza riuniti, le audizioni dell'Ambasciatore italiano in Albania e del commissario europeo Schinas o di un rappresentante del relativo ufficio. Tuttavia, l'ambasciatore Bucci non ha potuto dare la sua disponibilità in tempi così ristretti, mentre il Commissario europeo ha preferito declinare l'invito, ritenendo non opportuno intervenire sul tema, trattandosi di un provvedimento all'esame del Parlamento.
Propone quindi di chiedere all'ambasciatore Bucci di inviare una nota scritta entro lunedì prossimo, definendo però con maggiore precisione l'oggetto della richiesta di contributo. Ritiene infatti che, in luogo di una testimonianza sullo stato d'animo dell'opinione pubblica albanese, sarebbe preferibile una valutazione del rappresentante diplomatico sui contenuti del Protocollo e una indicazione dei soggetti istituzionali albanesi coinvolti nella sua attuazione.
Ricorda, in ogni caso, che la Conferenza dei Capigruppo ha calendarizzato l'esame del disegno di legge in titolo in Assemblea per il pomeriggio di mercoledì 7 febbraio.
Il relatore DREOSTO (LSP-PSd'Az), nel ribadire quanto già affermato nella precedente seduta, sottolinea che il Governo, sempre presente in Commissione, potrà fornire tutte le informazioni necessarie sollevate sull'accoglienza in Albania e la compatibilità con la normativa dell'Unione europea in via di definizione. Esprime comunque una non contrarietà di massima sulla richiesta di memorie.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) ritiene che non sia inappropriato insistere affinché l'ambasciatore esprima la propria opinione sulle materie oggetto del Protocollo poiché, sebbene sia di diretta espressione del Ministero degli affari esteri, è comunque un rappresentante dello Stato italiano.
Considerata l'impossibilità di svolgere le audizioni, chiede di invitare a consegnare una memoria scritta anche la rappresentante per l'Italia presso l'Agenzia Onu per i Rifugiati (UNHCR), Chiara Cardoletti.
Il presidente BALBONI, anche a nome della presidente Craxi, ritiene che, essendo venuta meno la possibilità di svolgere audizioni, si possa consentire anche un ampliamento dell'elenco dei soggetti a cui richiedere un contributo scritto, purché sia inviato entro lunedì 5 febbraio.
Il senatore Enrico BORGHI (IV-C-RE), nell'affermare che la sua parte politica non ha alcun intento ostruzionistico, sottolinea la necessità di svolgere un ordinato dibattito sul provvedimento in esame. Ricorda che l'approvazione del calendario nella Conferenza dei Capigruppo ha avuto luogo in un diverso contesto, rispetto al quale sono emerse nuove esigenze. Propone, quindi, di rinviare il termine di presentazione degli emendamenti anche al fine di assicurare a tutti i Gruppi parlamentari i tempi necessari per predisporre delle proposte di modifica.
Il senatore CATALDI (M5S) sottolinea che il tema dell'immigrazione è particolarmente complesso e deve essere affrontato in modo organico, con un'adeguata programmazione. Finora invece il Governo ha adottato diversi provvedimenti per tamponare situazioni d'emergenza, ma l'aumento degli sbarchi dimostra che la sua politica migratoria è in realtà fallimentare, nonostante i tentativi di nascondere questi dati.
A suo avviso, sarebbe più opportuno favorire lo sviluppo in Africa, attraverso la creazione di scuole e ospedali, in modo che quelle popolazioni non abbiano più necessità di fuggire alla ricerca di migliori condizioni di vita.
In questa occasione, poi, la restrizione dei tempi del dibattito non è determinata da una reale esigenza: non trattandosi di un decreto-legge prossimo alla decadenza, le decisioni della Conferenza dei Capigruppo potrebbero essere modificate. Lamenta quindi la mancanza di tempi distesi per poter svolgere il proprio ruolo di parlamentare in modo più consapevole e costruttivo, per esempio dopo avere acquisito informazioni specifiche in materia di diritti umani, eventualmente con l'audizione di un docente di diritto internazionale.
Chiede quindi di rimodulare l'organizzazione dei lavori, per consentire una maggiore ponderazione ed eventualmente proporre una soluzione migliore rispetto a quella prospettata dal Governo.
Il senatore MAGNI (Misto-AVS) ritiene inopportuno comprimere i tempi del dibattito, stabilendo addirittura per domani il termine per gli emendamenti. In questo modo, a suo avviso, è impossibile offrire un apporto costruttivo.
Anche se la Conferenza dei Capigruppo ha deliberato il calendario per la prossima settimana all'unanimità, si dovrebbe tenere conto dell'esigenza di svolgere un lavoro più approfondito su un tema così complesso come quello dell'immigrazione, su cui peraltro il Governo ha già adottato cinque provvedimenti in un anno senza riuscire a ottenere una inversione di tendenza.
Il PRESIDENTE, pur ritenendo condivisibili le considerazioni delle opposizioni circa la mancanza di tempo adeguato per un approfondimento dell'argomento, obietta che tali rilievi si sarebbero dovuti proporre in sede di Conferenza dei Capigruppo o tutt'al più al momento della lettura del calendario in Assemblea. Peraltro, il termine per gli emendamenti è stato concordato nella seduta di ieri e non ritiene opportuno che sia rimesso in discussione.
Il senatore BARCAIUOLO (FdI) ricorda che le Commissioni riunite non sono la sede idonea per la modifica del calendario adottato dalla Capigruppo.
Il PRESIDENTE propone in ogni modo di posticipare il termine per la presentazione di emendamenti dalle ore 11 alle ore 14 di domani, venerdì 2 febbraio.
Le Commissioni riunite prendono atto.
Il senatore MARTON (M5S) afferma che la minoranza sta cercando il dialogo con la maggioranza, per condurre a buon fine il disegno di legge di ratifica del Protocollo. Domanda, quindi, al governo perché le strutture di cui al provvedimento in esame non possano essere allestite in Italia con un maggior risparmio di risorse umane e finanziarie e dichiara di non comprendere il senso della scelta del Governo.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) sottolinea che le decisioni della Conferenza dei Capigruppo non sono immodificabili: secondo la prassi, se una Commissione ritiene di avere bisogno di più tempo per concludere l'esame di un disegno di legge, può chiedere una nuova convocazione della Conferenza dei Capigruppo o segnalare tale esigenza in Aula, attraverso il Presidente.
Il PRESIDENTE, accogliendo le sollecitazioni delle opposizioni, si riserva di prendere contatti con la Presidenza del Senato, per rappresentare l'opportunità di posticipare la calendarizzazione in Aula di una settimana.
Il senatore MAGNI (Misto-AVS) sottolinea che, in caso di un riscontro positivo, si potrà rimodulare l'organizzazione dei lavori, poiché a quel punto ci sarà il tempo per lo svolgimento delle audizioni, che possono essere utili proprio per la discussione generale.
Il PRESIDENTE, dichiara aperta la discussione generale.
Il senatore MAGNI (Misto-AVS) ritiene che le misure previste nel Protocollo non rappresentino una soluzione opportuna. È infatti disumano, a suo avviso, rinchiudere in un carcere persone che già hanno affrontato tante difficoltà e rischi per arrivare in Italia, che fuggono da guerre e desertificazione, dividendo le famiglie. Tra l'altro, anche nel territorio dove si costruisce questa sorta di hub si provocano situazioni di disagio; sarebbe preferibile invece una distribuzione dei migranti diffusa sul territorio, in nuclei più piccoli. Tra l'altro, poiché questi centri di detenzione saranno collocati in Albania, sarà quasi impossibile accedervi per verificare il rispetto dei diritti umani.
Bisognerebbe allora discutere di temi più ampi, come il contrasto ai cambiamenti climatici e la cessazione dei conflitti in corso, per risolvere il problema di fondo. Il Governo, invece, prima pensava di fermare i flussi migratori con il blocco navale, poi ha deciso di stipulare un accordo con l'Albania senza sottoporlo al vaglio del Parlamento. Infine, è stato sottoscritto questo Protocollo, ma se ne limitano i tempi di discussione.
Dopo aver ricordato che gli italiani sono emigrati in tutto il mondo e quindi dovrebbero ben comprendere la drammatica situazione dei migranti, ribadisce l'inopportunità di affrontare il problema solo dal punto di vista securitario, come del resto si è fatto anche negli anni scorsi, per di più delegando l'intervento a un Paese terzo.
Il senatore BARCAIUOLO (FdI) rammenta che il vertice Italia-Africa dello scorso 29 gennaio e la rivoluzione culturale improntata sulla collaborazione non predatoria con i Paesi dell'Africa, avviata con il Piano Mattei. Rispetto al tema dei migranti, rileva la distinzione tra chi scappa dalle guerre e dalle persecuzioni, che deve essere in ogni modo tutelato, e chi emigra per motivi economici. I migranti economici devono ricevere ogni rispetto ed essere adeguatamente accolti nei Paesi di destinazione. Rammenta la sofferenza per le pessime condizioni di vita subite in certi casi dagli emigranti italiani nel corso del secolo scorso. Una rispettosa accoglienza non può prescindere dalle reali capacità di ospitalità e integrazione dei Paesi ospitanti. Desidera inoltre contrastare una obsoleta narrazione di una "destra ostile ai migranti" che non tiene conto delle riflessioni, dei dibattiti e dell'impegno della sua parte politica per affrontare quella che è una sfida epocale e che riguarda tutte le forze politiche.
Il senatore Ettore Antonio LICHERI (M5S), riconoscendo le difficoltà a governare un fenomeno epocale e globale, si domanda quale sia il senso delle misure previste nel provvedimento in esame. Ricorda quindi che, rispetto alle circa 320.000 richieste presentate nel 2023 dai datori di lavoro per lavoratori extra Ue nell'ambito del "decreto flussi", sono stati concessi dal Governo solamente 50.000 permessi. A suo avviso, i diversi punti critici del provvedimento in esame riguardano anche il trasferimento in Italia degli immigrati che non hanno potuto essere rimpatriati dalle strutture di accoglienza in Albania dopo 18 mesi di soggiorno. Tale criticità aumenterà non solo l'incertezza della gestione dei flussi migratori, ma anche i suoi già elevati costi. Afferma infine che l'iniziativa del Governo, rappresenta solo una cortina di fumo rispetto alle problematiche migratorie.
Il senatore PARRINI (PD-IDP), nel rispondere al senatore Barcaiuolo, conviene sulla necessità di favorire lo sviluppo dell'Africa per diminuire i flussi migratori, ma a tal fine ci sarebbe bisogno di una politica europea nella gestione dell'accoglienza, che invece è ostacolata proprio dall'esercizio del veto posto da Governi sovranisti.
In ogni caso, ritiene che le soluzioni proposte siano meramente propagandistiche, perché adottate senza il coinvolgimento di tutti i Paesi beneficiari, come rilevato dal presidente della Commissione dell'Unione Africana Moussa Faki, senza risorse adeguate, come precisato dal capo del Governo del Marocco Aziz Akhannouch, e senza la partecipazione dell'Unione europea.
Pertanto, a suo avviso, il Protocollo con l'Albania si pone nel medesimo solco del Protocollo con la Tunisia, che si è rivelato fallimentare a dispetto delle attese, se si considera che nel 2023 si sono registrati, secondo i dati forniti dal ministro Piantedosi, 155.754 sbarchi, a fronte dei 103.846 del 2022, quindi con un incremento del 50 per cento. In attesa di potersi compiacere di un eventuale risultato positivo nel 2024, al momento non può che considerare inefficaci le politiche poste in essere dal Governo in materia di immigrazione.
Il senatore MARTON (M5S) chiede un chiarimento in merito all'articolo 3, comma 2, del disegno di legge relativo al trasferimento di persone imbarcate su mezzi delle autorità italiane anche a seguito di operazioni di soccorso.
Il sottosegretario SILLI ritenendo di replicare a questa prima parte di interventi in discussione generale, sottolinea che sul tema dell'immigrazione si sono nel tempo stratificati i provvedimenti assunti dai diversi Governi, fino a costituire una sorta di "codice degli stranieri". Del resto, si tratta di un problema complesso, che presenta tante sfumature e infatti investe le competenze di più Dicasteri, in particolare le politiche sociali, il lavoro, l'imprenditoria e l'ordine pubblico.
Ricorda che l'Italia non conosceva il fenomeno dell'immigrazione alla pari di altri Paesi che avevano una significativa tradizione coloniale, poi però dalla fine degli anni Novanta la questione ha assunto dimensioni rilevanti ed è stata strumentalizzata alla ricerca del consenso elettorale da parte di tutte le forze politiche.
Il Governo ora intende finalmente disegnare una politica di prospettiva per superare il cosiddetto "codice degli stranieri" e gestire il fenomeno, attuando misure che non sono neanche paragonabili a quelle severissime applicate per esempio in Australia, che pure ha un governo progressista, e che sono giustamente impostate in base alla necessità di forza lavoro.
A suo avviso, le misure previste nel Protocollo, che sono volte alla tutela dell'ordine pubblico, per evitare che l'arrivo di numeri significativi di immigrati possa destabilizzare la tranquillità sociale, sono efficaci e condivisibili. In ogni caso, si riserva di fornire risposta alle domande poste nel prosieguo della discussione generale.
La presidente CRAXI avverte che la discussione generale proseguirà la prossima settimana.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 13,50.