Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 127 del 30/01/2024

4ª Commissione permanente

(POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA)

MARTEDÌ 30 GENNAIO 2024

127ª Seduta

Presidenza del Presidente

TERZI DI SANT'AGATA

Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Matilde Siracusano.

La seduta inizia alle ore 14,20.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

Interviene sull'ordine dei lavori il senatore SENSI (PD-IDP), per auspicare un impegno comune, nella Commissione e in tutte le sedi competenti, sul grave caso di Ilaria Salis, cittadina italiana detenuta in Ungheria. La sua situazione riguarda da vicino il rispetto dei diritti e delle garanzie della persona da parte di uno Stato membro dell'Unione europea. Ritiene prioritario, al riguardo, che il Governo faccia tutto il possibile per il positivo esito della vicenda.

Il senatore ZANETTIN (FI-BP-PPE) rassicura il senatore Sensi, ricordando che il ministro Tajani si è sin da subito attivato con il suo omologo ungherese e che l'impegno del Governo è massimo a tutela dei diritti della cittadina italiana.

Il PRESIDENTE assicura che le rappresentanze diplomatiche italiane hanno sempre preteso, come stanno facendo anche in questo caso, il rispetto di tutte le rilevanti convenzioni internazionali, in una vicenda che reputa di una gravità indiscutibile.

La Commissione si associa.

IN SEDE REFERENTE

(969) Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2022-2023, approvato dalla Camera dei deputati

(Doc. LXXXVI, n. 1) Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2023

(Doc. LXXXVII, n. 1) Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2022

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 24 gennaio.

Il PRESIDENTE ricorda che, nella precedente seduta, si era sospeso l'esame mentre erano in corso le dichiarazioni di voto sugli identici emendamenti soppressivi 4.1, 4.2 e 4.3.

Il senatore SENSI (PD-IDP) si riferisce a quanto già espresso in sede di illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 4 per ribadire che, a fronte della generale preoccupazione nel mondo dell'informazione, su una questione che non è solo di natura politica, ma anche giuridica ed etica, emerge la sensazione di un'intenzione di rivalsa, da parte di parlamentari con un'appartenenza trasversale, nei confronti del mondo e della libertà dell'informazione.

Richiama quindi l'attenzione sui rischi insiti nella chiusura alle fondate critiche contro il cosiddetto "bavaglio", ricordando che le garanzie non si costruiscono in un clima di contrapposizione. Per questi motivi, pur avendo la sua parte politica espresso una posizione di astensione durante l'esame del disegno di legge alla Camera dei deputati, in considerazione degli sviluppi e dell'inasprimento del confronto politico, prospetta l'eventualità di un voto contrario sull'intero provvedimento.

Il PRESIDENTE, quindi, previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone in votazione contestualmente gli identici emendamenti 4.1, 4.2 e 4.3.

La Commissione respinge.

Sull'emendamento 4.4, la senatrice BEVILACQUA (M5S) preannuncia il voto favorevole del suo Gruppo, invitando i commissari a sostenere la sua posizione, al fine di limitare gli effetti negativi dell'emendamento Costa e consentire in tal modo ai cittadini di essere informati almeno attraverso l'estratto delle ordinanze di custodia cautelare.

Ribadisce che il divieto di pubblicazione in questione si pone in contrasto con la normativa e la giurisprudenza dell'Unione europea e inoltre impedisce ai cittadini il diritto di esercitare il controllo sugli atti di organi pubblici.

La senatrice ROJC (PD-IDP) concorda con la senatrice Bevilacqua e preannuncia il voto favorevole del suo Gruppo.

Il senatore LOMBARDO (Misto-Az-RE) richiama la sua posizione già espressa nella precedente seduta e ribadisce che l'emendamento non configura ciò che viene definito come un "bavaglio", non ostacolando né le inchieste giudiziarie, né quelle giornalistiche.

Ritiene inoltre che l'opinione pubblica non ha il diritto di esercitare un controllo continuativo e generalizzato sulle inchieste giudiziarie. Preannuncia quindi il suo voto contrario all'emendamento, sulla base della cultura garantista propria della sua parte politica.

Posto, quindi ai voti, è respinto l'emendamento 4.4.

Il senatore SENSI (PD-IDP) chiede di accantonare l'emendamento 4.0.1, in attesa di ulteriori riscontri dal Governo in merito alla copertura finanziaria.

Il Rappresentante del GOVERNO preannuncia comunque la contrarietà sull'emendamento, motivata da criticità relative alla copertura delle spese che esso implica. Pur ritenendo improbabile un ripensamento, non si oppone alla richiesta di accantonamento.

Il PRESIDENTE, quindi, dispone l'accantonamento dell'emendamento 4.0.1.

Si passa quindi alla illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 7.

Il senatore LOREFICE (M5S) illustra gli emendamenti a sua firma riferiti all'articolo 7, ricordando come i crediti deteriorati, cosiddetti NPL (non performing loans), per un valore di decine di miliardi di euro, abbiano generato grande instabilità per il sistema bancario.

In tale contesto, l'emendamento 7.1 è finalizzato ad assicurare il rispetto delle norme sulla protezione dei dati personali e sulla tutela dei diritti del soggetto che ha generato il credito poi deteriorato, mentre l'emendamento 7.2 è volto anche ad assicurare allo stesso soggetto il diritto di essere informato sulle successive cessioni del suo credito, per consentirgli di poter ricostruire i fatti per un'adeguata difesa dei propri diritti.

Il relatore MATERA (FdI) esprime parere contrario sia sull'emendamento 7.1, in quanto la direttiva già prevede le tutele su cui esso insiste, sia sull'emendamento 7.2, poiché la direttiva disciplina anche gli obblighi di comunicazione al debitore da parte dell'acquirente dei crediti.

Il Rappresentante del GOVERNO esprime un parere conforme al relatore.

Con distinte votazioni sono quindi respinti gli emendamenti 7.1 e 7.2.

Nessun senatore chiede di intervenire in sede di illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 8.

Il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 8.

L'emendamento 8.1, sottoscritto dal senatore LOMBARDO (Misto-Az-RE), posto ai voti, è respinto.

Il senatore LOREFICE (M5S) sostiene l'emendamento 8.2, ricordando l'importanza del tema, approfondito anche con diverse audizioni, relativo all'esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni sul luogo di lavoro, soffermandosi sulla novità circa gli aspetti inerenti alle sostanze tossiche per la riproduzione umana.

Chiede quindi al Governo attenzione su questo tema, che ha importanti impatti non solo sulla salute umana, ma anche sulla tenuta del Sistema sanitario e della crescita economica. Con l'emendamento si vuole assicurare la corretta "e integrale" attuazione della direttiva, per non lasciare margini ai decreti legislativi, data la grande sensibilità del tema in questione.

Posto quindi ai voti, è respinto l'emendamento 8.2 e, successivamente, l'emendamento 8.3.

All'emendamento 8.4 aggiungono la propria firma i senatori LOMBARDO (Misto-Az-RE), ROJC (PD-IDP), FRANCESCHINI (PD-IDP), SENSI (PD-IDP) e MALPEZZI (PD-IDP).

Il senatore LOMBARDO (Misto-Az-RE) sostiene l'emendamento 8.4, volto ad assicurare sanzioni particolarmente efficaci e dissuasive a carico del datore di lavoro per violazioni della normativa a tutela della salute dei lavoratori.

Posto ai voti, l'emendamento 8.4 è quindi respinto.

Il senatore LOREFICE (M5S) chiede la motivazione del parere contrario sull'emendamento 8.5.

Il Rappresentante del GOVERNO chiarisce che la contrarietà è dovuta al fatto che sono state già attivate le procedure per il rinnovo del Comitato richiamato nell'emendamento e che la modifica degli allegati al decreto legislativo sarà comunque necessaria per dare attuazione alla direttiva in recepimento, con l'inclusione anche delle sostanze reprotossiche.

Posto, quindi, ai voti, l'emendamento 8.5 è respinto.

La senatrice ROJC (PD-IDP) preannuncia l'astensione del suo Gruppo sull'emendamento 8.6, per la delicatezza del tema della salute riproduttiva.

Posti ai voti, con distinte votazioni sono quindi respinti gli emendamenti 8.6, 8.7, 8.8, 8.9 e 8.10.

Si passa quindi all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 9.

La senatrice MALPEZZI (PD-IDP) illustra l'emendamento 9.1, che affronta il tema del divieto di discriminazione previsto dall'articolo 4 della direttiva 2006/54/CE, con particolare riferimento al congedo paritario, che è una realtà vigente in molti Stati europei, mentre l'Italia stenta ancora a garantirlo pienamente.

Il congedo paritario consente, allo stesso modo, sia al papà di poter esplicare la sua genitorialità al pari della mamma, sia al bambino di poter godere di tutti gli stimoli di cui ha bisogno per il suo sviluppo, e dovrebbe quindi essere una battaglia trasversale.

Il senatore LOMBARDO (Misto-Az-RE) aggiunge la sua firma all'emendamento 9.1, ritenendo inoltre che si dovrebbe affrontare il tema non solo sul piano giuridico, ma anche su quello culturale, per assicurare la piena e paritaria condivisione dei compiti di cura e di possibilità di esplicazione del ruolo genitoriale.

Il relatore MATERA (FdI) esprime parere contrario sugli emendamenti riferiti all'articolo 9.

Il Rappresentante del GOVERNO esprime allo stesso modo parere contrario, evidenziando, con particolare riferimento all'emendamento 9.1, che lo stesso non aggiunge elementi sostanziali integrativi, pur a fronte di una condivisione generale sul tema.

La senatrice ROJC (PD-IDP) ritiene deplorevole non cogliere questa occasione per assicurare pienamente un diritto della famiglia come nucleo e non solo dei genitori singolarmente.

Posto, quindi, ai voti, l'emendamento 9.1 è respinto.

La senatrice MALPEZZI (PD-IDP) e il senatore LOMBARDO (Misto-Az-RE) aggiungono la propria firma agli emendamenti 9.2 e 9.3, sui quali il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario.

Posti separatamente ai voti, sono respinti gli emendamenti 9.2 e 9.3.

Si passa all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 10.

Il senatore LOREFICE (M5S) ricorda i contenuti della direttiva sulle apparecchiature radio, su cui ritiene importante disciplinare anche la fase del fine vita, aggiungendo il criterio dell'economia circolare.

Il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 10.

Con distinte votazioni sono quindi respinti gli emendamenti 10.1 e 10.2.

Similmente, sono respinti contestualmente gli identici emendamenti 10.0.1 e 10.0.6 e, con distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 10.0.2, 10.0.3, 10.0.4, 10.0.5, 10.0.7, 10.0.8 e 10.0.9.

Si passa quindi all'unico emendamento riferito all'articolo 11.

Nessuno intervenendo ad illustrare l'emendamento 11.0.1, il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario su tale proposta.

Posto ai voti, è respinto l'emendamento 11.0.1.

Si passa quindi all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 12.

Il senatore LOREFICE (M5S) ricorda che l'articolo 12 riguarda l'estensione del sistema di scambio di quote di emissione ETS (Emission Trading System) anche ai settori aereo e marittimo. In particolare, l'emendamento 12.2 si riferisce al tema della gestione e della gerarchia dei rifiuti. Al riguardo, ricorda che dal 1° gennaio 2024 anche gli inceneritori sono sottoposti al quadro normativo.

Con i successivi emendamenti si chiede di destinare le risorse derivanti dall'estensione dell'ETS all'incentivazione degli investimenti in tecnologie innovative volte proprio a evitare l'incenerimento e a favorire il riuso e il riciclo.

Il senatore LOMBARDO (Misto-Az-RE) illustra l'emendamento 12.10, condividendo la scelta europea di estendere il sistema ETS al settore marittimo, ma ritenendo necessario fare attenzione a non pregiudicare il tema occupazionale e ambientale con particolare riguardo ai porti italiani, tra cui il porto di Gioia Tauro, che è il principale porto di transhipment a livello europeo.

Segnala che, in mancanza di accorgimenti normativi specifici, al fine di non pagare la quota prevista dal sistema ETS, le navi dirotteranno verosimilmente le loro operazioni di trasbordo nei porti del Nord Africa, con conseguente irreversibile perdita di quote di mercato dei porti italiani.

La senatrice ROJC (PD-IDP) illustra l'emendamento 12.9, sull'indicazione del miglioramento dell'efficienza energetica delle navi e dei porti, e delle tecnologie e infrastrutture e combustibili alternativi sostenibili.

Illustra quindi l'emendamento 12.0.1, ricordando che la questione del porto franco di Trieste è stata affrontata anche nelle precedenti Legislature. Evidenzia come sulla questione non vi sono ormai ostacoli e che l'Unione europea attende un'iniziativa da parte del nostro Paese per chiedere il superamento del regime della zona franca europea e per l'esclusione del Porto franco di Trieste dalla zona doganale europea.

L'esigenza di procedere è oggi ulteriormente accentuata dalla crisi in atto nel Mar Rosso che preclude un facile accesso al Canale di Suez. L'approvazione dell'emendamento in esame consentirebbe quindi di mitigare i problemi e di sfruttare anche la capacità di stoccaggio del Porto, a servizio non solo dell'Italia, ma di tutta l'Europa centro-orientale.

Il RELATORE esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 12.

In particolare, il parere è contrario sull'emendamento 12.1 dal momento che la proposta emendativa è priva di effettiva portata innovativa, sull'emendamento 12.2 poiché esso restringe la destinazione dei proventi derivante dalle aste, sull'emendamento 12.3 poiché inserisce un criterio di delega non necessario, sugli emendamenti 12.4 e 12.5 poiché il criterio di delega previsto è indeterminato e di dubbia compatibilità con l'articolo 10 della direttiva.

Il parere è contrario sugli emendamenti 12.6 e 12.7, poiché il tema del carbon footprint esula dalle direttive in recepimento. È contrario anche sugli emendamenti 12.9 e 12.10, dal momento che si introduce uno specifico vincolo di destinazione nell'impiego delle risorse non previsto, né necessitato, e sull'emendamento 12.8 (testo 2) dal momento che si introduce uno specifico vincolo di destinazione nell'impiego delle risorse in contrasto con la destinazione già prevista.

Per quanto riguarda l'emendamento 12.0.1 (testo 2), il parere è contrario poiché il criterio di delega riguarda disposizioni della direttiva 2006/112/CE non modificate dalla direttiva (UE) 2022/542, nonché in quanto l'emendamento presuppone una modifica dell'articolo 4 del regolamento (UE) 952/2013 che definisce il territorio doganale europeo e che non appare compatibile con una delega legislativa conferita al Governo ai sensi dell'articolo 76 della Costituzione.

Il Rappresentante del GOVERNO esprime parere conforme a quello del Relatore, esprimendo peraltro disponibilità all'accoglimento degli emendamenti 12.6, 12.7 e 12.9, ove trasformati in ordini del giorno.

Il senatore LOREFICE (M5S) ritira quindi gli emendamenti 12.6 e 12.7, che riguardano il metodo di calcolo dell'impatto ambientale, trasformandoli nell'ordine del giorno G/969/2/4.

La senatrice ROJC (PD-IDP) ritira l'emendamento 12.9, trasformandolo nell'ordine del giorno G/969/3/4.

Il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere favorevole sugli ordini del giorno G/969/2/4 e G/969/3/4, pubblicati in allegato al resoconto, che, con distinte votazioni, sono approvati dalla Commissione.

Con distinte votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti 12.1, 12.2, 12.3, 12.4, 12.5, 12.10, 12.8 (testo 2) e 12.0.1 (testo 2).

Si passa all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 13.

Nessuno chiedendo di illustrare, il RELATORE e il Rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 13.

Con distinte votazioni sono quindi respinti gli emendamenti 13.1 e 13.2.

Sull'emendamento 13.0.1, relativo alla fissazione di principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva 2022/2041, sui salari minimi adeguati nell'Unione europea, già contenuta nell'allegato A al disegno di legge, interviene il senatore LOMBARDO (Misto-Az-RE) per sostenere le ragioni di una richiesta unanime di tutte le forze di opposizione, per l'introduzione di un salario minimo legale.

Ritiene al riguardo che, sebbene la direttiva non preveda un obbligo a stabilire un salario minimo per legge, obblighi tuttavia ad assicurare che non vi siano rapporti di lavoro con stipendi inferiori a una soglia adeguata. Ricorda che, degli oltre 900 contratti collettivi nazionali, solo il 20 per cento sono sottoscritti da organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.

A fronte di una realtà italiana in cui esistono ampi settori di sfruttamento di chi ha un lavoro povero, pagato meno di 9 euro lordi l'ora, è evidente che la contrattazione collettiva non è sufficiente e va integrata con un salario minimo assicurato per legge. Mantenendosi la situazione nei termini attuali, ritiene che certamente verrà aperta una procedura di infrazione contro l'Italia.

La senatrice MALPEZZI (PD-IDP) concorda con le considerazioni del senatore Lombardo, ricordando inoltre che la direttiva sui salari minimi andrà comunque recepita nell'ordinamento interno e che non comporta oneri per le finanze pubbliche. La motivazione per non farlo è quindi unicamente di natura politica.

Ritiene infatti infondato il rischio che una soglia legale possa attirare verso il basso gli stipendi che oggi la superano, a fronte di oltre tre milioni di lavoratori che hanno un lavoro povero, a cui il Governo ha tolto anche il reddito di cittadinanza, che legittimamente integrava lo stipendio.

Ricorda infine che in Germania il salario minimo legale è pienamente congruo ad assicurare le esigenze di vita dei lavoratori, essendo fissato in 12,5 euro l'ora.

La senatrice BEVILACQUA (M5S) condivide gli interventi precedenti e si sofferma sui recenti dati sull'occupazione che, pur dimostrando un incremento nei numeri, scontano necessariamente, a fronte di un'economia che non cresce in modo adeguato, dei livelli retributivi molto bassi. Ciò rende urgente procedere con il recepimento della direttiva sui salari minimi.

Riguardo al reddito di cittadinanza, ricorda che 200.000 percettori erano anche lavoratori poveri che, in tal modo, integravano il loro basso stipendio. Ricorda infine che, sebbene in Italia la contrattazione collettiva superi la soglia minima posta dalla direttiva dell'80 per cento, il 30 per cento di questa è una contrattazione fraudolenta, di sfruttamento, che produce un dumping salariale che impatta negativamente sul mercato del lavoro e sulla dignità dei lavoratori.

Posto quindi ai voti, è respinto l'emendamento 13.0.1.

Il senatore SENSI (PD-IDP) chiede di conoscere i numeri della votazione e di sapere se anche il Presidente ha partecipato alla votazione.

Il PRESIDENTE replica che sono stati espressi 7 voti a favore dell'emendamento e 8 voti contrari, incluso il suo.

Il senatore LOMBARDO (Misto-Az-RE) interviene quindi sull'emendamento 13.0.2 (testo 2), che reca una delega per la soluzione della procedura di infrazione n. 2020/4118 sulle concessioni balneari, ricordando che si tratta di un tema annoso relativo al principio della concorrenza, che dovrebbe essere motivo di convergenza tra le forze politiche.

Si tratta infatti di valorizzare la redditività delle coste italiane, di riconoscere gli investimenti effettuati dai titolari, di prevedere le più adeguate tutele occupazionali e di porre fine a una procedura di infrazione che rischia di determinare pesanti sanzioni pecuniarie e un contenzioso con le Istituzioni europee che non agevola gli interessi del nostro Paese. Chiede di conoscere con maggiore precisione le motivazioni del parere contrario.

Il senatore LOREFICE (M5S) chiede di conoscere le motivazioni anche del parere contrario sul precedente emendamento 13.0.1.

La senatrice MALPEZZI (PD-IDP) si associa nel richiedere le motivazioni anche del parere contrario sull'emendamento 13.0.1.

Il PRESIDENTE chiarisce che si è in fase di dichiarazione di voto sull'emendamento successivo e che i pareri sono già stati espressi. Aderisce comunque alla richiesta di chiarimenti.

Il relatore MATERA (FdI) precisa che il parere è contrario sull'emendamento 13.0.1 in quanto il tema del salario minimo è attualmente oggetto di un disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati e attualmente all'esame del Senato.

Il Rappresentante del GOVERNO precisa che è intenzione del Governo dare attuazione alla direttiva sui salari minimi adeguati nell'Unione europea e risolvere il problema del lavoro povero. Conferma che il tema è anche all'attenzione del Parlamento con un altro disegno di legge.

Si tratta peraltro di una questione politicamente divisiva, in cui si confrontano visioni diverse su come arrivare al medesimo obiettivo, che è peraltro condiviso. Ad avviso del Governo, infatti, stabilire un salario minimo per legge potrebbe depotenziare l'attuale sistema italiano fondato sulla contrattazione collettiva.

Il senatore LOREFICE (M5S) chiede di ripetere la votazione sull'emendamento 13.0.1, poiché le motivazioni successivamente addotte, soprattutto con riferimento al fatto che la direttiva è oggetto di recepimento con l'attuale disegno di legge e con altro contestuale provvedimento, rendono le stesse incongruenti.

La senatrice MALPEZZI (PD-IDP) esprime disappunto per la motivazione prodotta dal relatore e dal rappresentante del Governo, che ritiene essere particolarmente lacunosa, a fronte della necessità di dare una soluzione efficace al contrasto del lavoro povero e della pur asserita condivisione dell'obiettivo.

Interviene il senatore SENSI (PD-IDP), richiamando l'attenzione sull'incongruenza di una discussione di merito, relativa ai contenuti di un emendamento che già è stato votato e su cui vi sono ora sviluppi tali da richiedere la ripetizione del voto su un tema di prioritaria rilevanza per il Paese come quello del salario minimo.

Esprime quindi le sue fortissime critiche rispetto alla conduzione dei lavori della Commissione da parte del Presidente, che non avrebbe dovuto partecipare alla votazione, e che dovrebbe permettere di procedere alla ripetizione del voto, che reputa svolto in maniera non corretta.

Il PRESIDENTE replica attestando la correttezza del voto sull'emendamento sul salario minimo, in cui sono state rispettate le diverse fasi dell'illustrazione, dell'espressione dei pareri da parte del Relatore e del Governo, e poi degli interventi in dichiarazione di voto. Al momento della votazione nessuno ha sollevato obiezioni, tanto che si è passati al successivo emendamento.

Respinge quindi, nel modo più fermo, le critiche di parzialità sulla conduzione dei lavori e le perplessità sui diritti del Presidente di Commissione di partecipare alle votazioni. Ritiene che non sussistano quindi le condizioni per procedere alla ripetizione del voto.

Ricorda in ogni caso di avere, su richiesta dei senatori Lorefice e Malpezzi, chiesto al relatore e al Governo di precisare la motivazione del parere contrario sull'emendamento appena votato.

Il senatore LOREFICE (M5S) evidenzia che il parere contrario non era stato argomentato e che si è quindi proceduto al voto in modo affrettato, potendo esserci dubbi sul fatto che si fosse ancora in sede di illustrazione degli emendamenti. Preannuncia, quindi, di voler chiedere, in futuro, la pubblicità dei lavori in Commissione, come permesso dal Regolamento.

Nel merito, sottolinea che per motivare la contrarietà si è addotta la sussistenza anche di un diverso provvedimento legislativo per recepire la direttiva sul salario minimo, che rischia però di essere esso stesso in contrasto con i principi che la stessa direttiva chiede agli Stati membri di introdurre nei loro ordinamenti.

Interviene il senatore ZANETTIN (FI-BP-PPE) per confermare il diritto e il dovere del Presidente di Commissione di esprimersi e votare sui provvedimenti e sugli emendamenti, come da prassi di tutte le Commissioni.

Ricorda che in questa Legislatura, a causa della forte riduzione del numero dei parlamentari, in ogni Commissione i senatori delle forze di maggioranza sono talvolta in numero superiore di una sola unità rispetto ai senatori delle forze di opposizione. È quindi inevitabile che il Presidente partecipi alle votazioni.

Il senatore SCURRIA (FdI) condivide quanto testé osservato dal senatore Zanettin, richiamando quanto ha potuto osservare personalmente nei casi in cui ha partecipato ai lavori di molte altre Commissioni, in cui il Presidente ha votato senza contestazioni. Ritiene quindi del tutto fuori luogo le accuse relative alla conduzione dei lavori.

Il senatore LOMBARDO (Misto-Az-RE) non contesta la legittimità, ma l'opportunità del voto del Presidente quando questo è decisivo con riguardo a un tema della rilevanza politica di quello del salario minimo. Anche la motivazione del parere di contrarietà, fornita dal relatore e dal Governo, avrebbe dovuto essere resa prima del voto.

Nel merito, ritiene che la fissazione di un salario minimo legale, lungi dall'indebolire il potere della contrattazione collettiva, la rafforzi, ponendosi così in coerenza con l'articolo 39 della Costituzione.

Interviene nuovamente la senatrice MALPEZZI (PD-IDP) sul tema della parzialità nella conduzione dei lavori della Commissione, con riguardo al fatto di non consentire la ripetizione del voto, nonostante la mancata conoscenza, da parte dei senatori, delle motivazioni del parere contrario.

Rileva come la votazione si sia svolta in un contesto di confusione, derivante dalla decisione, a cui pur l'opposizione aveva acceduto, di procedere con l'illustrazione e il voto sugli emendamenti articolo per articolo.

Il Rappresentante del GOVERNO osserva come la mancata motivazione del parere contrario non infici la regolarità del voto. Rassicura inoltre sul fatto che non si tratta di una scelta politica contro l'opposizione, poiché il disegno di legge in esame delega il Governo a recepire una direttiva che non obbliga, in assoluto, all'adozione di un salario minimo legale, ma lascia spazio anche alla contrattazione collettiva.

Il PRESIDENTE conferma che, in base al Regolamento e alla prassi, il Relatore e il Governo non sono tenuti necessariamente a motivare il parere prima di poter procedere alla votazione. Non potendosi postulare una invalidità del voto in Commissione sull'emendamento 13.0.1, poiché il parere di contrarietà era stato in ogni caso formulato, ritiene esaurita la discussione incidentale.

Riprendendo i lavori, ricorda che il senatore Lombardo aveva chiesto, in riferimento all'emendamento 13.0.2, di conoscere la motivazione del parere contrario.

Il Rappresentante del GOVERNO ricorda che l'applicazione della direttiva sui servizi nel mercato interno alle concessioni balneari è stata oggetto di un'intensa e lunga interlocuzione con le parti coinvolte e con le Istituzioni europee, che è ancora in corso, per addivenire a una soluzione che sia compatibile con l'ordinamento europeo e soddisfacente per tutti i soggetti a vario titolo interessati.

La senatrice BEVILACQUA (M5S), riferendosi all'intenzione dichiarata del Governo di cercare un compromesso tra l'ordinamento europeo e la realtà del tessuto economico, ricorda che in questo dovrebbe essere compresa anche la tutela dei cittadini, che beneficerebbero dell'apertura alla concorrenza.

Ricorda anche che, sul tema, il Presidente della Repubblica aveva espresso perplessità sull'operato del Governo.

Interviene incidentalmente la senatrice MALPEZZI (PD-IDP), che chiede chiarimenti sulle sostituzioni dei commissari, ritenendo che di norma per ogni seduta un senatore può avere un'unica sostituzione e che, pertanto, la procedura di voto effettuata sull'emendamento 13.0.1 potrebbe essere stata inficiata da un vizio di forma.

Intervengono sul tema la senatrice MURELLI (LSP-PSd'Az), il senatore SENSI (PD-IDP) e il PRESIDENTE che, nel dare rassicurazioni alla senatrice Malpezzi sulla regolarità delle sostituzioni, invita a moderare i toni.

Su richiesta del senatore LOMBARDO (Misto-Az-RE), il PRESIDENTE, in considerazione dell'imminente avvio dei lavori dell'Assemblea, rinvia il seguito dell'esame.

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 16,30.

ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE

N. 969

 

G/969/2/4 (già em. 12.6 e 12.7)

Sironi, Lorefice, Bevilacqua

Approvato

Il Senato,

          in sede di esame del disegno di legge n. 969 recante "Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti normativi dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2022-2023";

          premesso che l'articolo 12 reca i princìpi e criteri direttivi per l'esercizio della delega per il recepimento delle direttive (UE) 2023/958 e (UE) 2023/959, e della decisione (UE) 2015/1814, in materia di sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nell'Unione;

      impegna il Governo:

          a valutare l'opportunità di prevedere, in sede di attuazione delle direttive (UE) 2023/958 e (UE) 2023/959, e della decisione (UE) 2015/1814, le occorrenti modificazioni alla normativa vigente, finalizzate a introdurre il calcolo dell'impronta di carbonio (carbon footprint) come criterio di misurazione dell'impatto ambientale, soprattutto in relazione agli interventi edilizi, delle tecniche costruttive e dei materiali da costruzione anche mediante la definizione di un sistema di carbon management nel settore dell'edilizia finalizzato all'individuazione di interventi di riduzione delle emissioni che utilizzano tecnologie a basso contenuto di carbonio, nonché a introdurre il calcolo dell'impronta d'acqua (water footprint) e l'impronta ecologica (ecological footprint), anche in base alla metodologia sviluppata da ISPRA nell'Annesso Metodologico Ispra Rapporti 288/2018 (ISBN 978-88-448-0902-7).

G/969/3/4 (già em.12.9)

Basso, Rojc

Approvato

Il Senato,

          in sede di esame del disegno di legge n. 969 recante "Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti normativi dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2022-2023";

          premesso che l'articolo 12 reca i princìpi e criteri direttivi per l'esercizio della delega per il recepimento delle direttive (UE) 2023/958 e (UE) 2023/959, e della decisione (UE) 2015/1814, in materia di sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nell'Unione;

          considerata l'applicazione, dal 2024, del Sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS) anche al settore marittimo, che comporterà l'esigenza per gli operatori di acquistare quote per le emissioni rilasciate dalle loro navi nelle rotte intra-Unione europea e da e verso Paesi terzi;

          preso atto che risultano interessa circa 100 compagnie di navigazione marittima, per un numero di imbarcazioni di circa 600;

          in considerazione dell'esigenza di sostenere l'industria europea nel settore marittimo della costruzione di navi efficienti e intelligenti e della trasformazione e refitting navale;

          assicurato che una parte dei proventi nazionali generati dall'estensione del sistema ETS al trasporto marittimo, non attribuiti al bilancio dell'Unione europea, è destinata a promuovere la decarbonizzazione del settore del trasporto marittimo;

     impegna il Governo:

          a valutare, nell'esercizio della delega per l'attuazione della direttiva (UE) 2023/958 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, e della direttiva (UE) 2023/959 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, l'inserimento di interventi volti a sostenere il rinnovo delle flotte, il miglioramento dell'efficienza energetica, aerodinamica ovvero dei sistemi di propulsione delle navi, dei porti, tecnologie e infrastrutture innovative e combustibili alternativi sostenibili.