Legislatura 19ª - 5ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 171 del 14/12/2023
Azioni disponibili
IN SEDE REFERENTE
(926) Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2024 e bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026,
(Tab.1) - Stato di previsione dell'entrata per l'anno finanziario 2024 e per il triennio 2024-2026 (limitatamente alle parti di competenza)
(Tab.2) - Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2024 e per il triennio 2024-2026 (limitatamente alle parti di competenza)
(Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame sospeso nell'odierna seduta antimeridiana.
Il PRESIDENTE comunica che sono state presentate le riformulazioni 34.0.39 (testo 2), 50.0.61 (testo 2) e 56.21 (testo 2) e l'emendamento dei relatori 010.500 (testo corretto), pubblicati in allegato.
Avverte quindi che si procederà all'espressione dei pareri sugli emendamenti riferiti all'articolo 1.
Intervenendo sull'ordine dei lavori, il senatore MANCA (PD-IDP) sottolinea il rischio di una disparità nella trattazione degli emendamenti non presentati dal Governo o dai relatori, in conseguenza della mancanza del lavoro istruttorio da parte del Governo necessario alla definizione dei pareri. Sollecita pertanto la convocazione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi al fine di determinare il prosieguo dell'esame.
Il PRESIDENTE rammenta che le modalità di svolgimento dell'esame sono state già oggetto della trattazione dell'Ufficio di Presidenza e che comunque la Commissione è tenuta ad adeguare i propri lavori alla calendarizzazione della discussione del disegno di legge di bilancio in Assemblea, già fissata al 18 dicembre. Rimarca inoltre la natura politica del parere del Governo sulle proposte emendative.
La senatrice CASTELLONE (M5S) osserva che il rispetto delle prerogative parlamentari dovrebbe comportare l'analisi esaustiva delle coperture finanziarie relativamente agli emendamenti del Governo e dei relatori nonché analoghi necessari approfondimenti istruttori sugli emendamenti delle opposizioni parlamentari.
Il senatore MAGNI (Misto-AVS) fa presente la mancanza di approfondimento sui profili finanziari connessi alla generalità degli emendamenti dei parlamentari. Osserva inoltre che sono previste ulteriori convocazioni della Commissione fino a lunedì 18 dicembre, che consentirebbero, con l'istruttoria dell'Esecutivo, di approfondire l'esame del disegno di legge di bilancio.
Il PRESIDENTE fa presente che il complesso delle convocazioni è funzionale alla trattazione dei numerosi argomenti all'ordine del giorno.
Il senatore PATUANELLI (M5S) chiede ragguagli in merito all'inammissibilità per materia dell'emendamento 60.11, recante un contributo a una realtà associativa come l'ASVIS, a fronte di determinazioni difformi riguardo proposte emendative di analoga natura presentate dai relatori. Rammenta inoltre la richiesta già formulata in passato in merito alla dotazione finanziaria dei fondi del patrimonio disponibile disposti dal cosiddetto decreto "crescita", già richiesta al Governo più di un mese fa.
Il senatore NICITA (PD-IDP) esprime perplessità in ordine alla possibilità di procedere alla votazione di emendamenti in mancanza dell'apporto istruttorio della Ragioneria generale dello Stato. Suscita ulteriori perplessità la mancanza di informazioni in merito allo stesso ammontare della manovra economico-finanziaria. Sussistono poi incertezze riguardo la copertura delle disposizioni concernenti la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina.
La senatrice PAITA (IV-C-RE) suggerisce di convocare l'Ufficio di Presidenza allo scopo di definire un più ordinato percorso dell'esame del provvedimento.
La richiesta è condivisa dalla senatrice LORENZIN (PD-IDP) la quale pone in evidenza la gravità di procedere con la trattazione degli emendamenti senza la necessaria chiarezza sulla sussistenza delle coperture finanziarie, anche in relazione alle misure concernenti il ponte sullo Stretto di Messina.
Il PRESIDENTE dichiara la propria disponibilità ad accogliere l'orientamento della Commissione.
Il senatore PATUANELLI (M5S) rileva la sussistenza di una convergenza in ordine all'opportunità della convocazione di un Ufficio di Presidenza.
La senatrice PAITA (IV-C-RE) ribadisce la richiesta di svolgimento dell'Ufficio di Presidenza.
Il PRESIDENTE rileva che i relatori e il Governo sono in grado di procedere alla necessaria espressione dei pareri, i quali hanno fisiologicamente contenuto politico, essendo l'esame del disegno di legge di bilancio in sede referente.
Il senatore MANCA (PD-IDP) sostiene la valenza negativa dell'eventuale passaggio alla votazione degli emendamenti in mancanza di un esame delle loro implicazioni finanziarie, considerato che tali proposte sono presentate esclusivamente da parlamentari dei gruppi di opposizione.
Il PRESIDENTE ribadisce il carattere prevalentemente politico, nell'attuale fase, dei pareri sugli emendamenti.
Il senatore MAGNI (Misto-AVS) condivide la proposta di convocazione dell'Ufficio di Presidenza. Fa inoltre presente che il carattere politico del parere sugli emendamenti, in assenza di valutazioni tecnico-finanziarie, non può che dare luogo a una contrarietà preconcetta nei confronti delle proposte provenienti dal Parlamento.
Il sottosegretario FRENI interviene per rilevare che i pareri sugli emendamenti hanno per definizione natura tecnica, relativamente agli aspetti di bilancio, e politica, posto che il Governo non può essere favorevole a modificazioni che snaturerebbero l'impianto del disegno di legge presentato. L'approfondimento tecnico-finanziario sugli emendamenti porterà eventualmente alla rimodulazione delle coperture indicate.
Il senatore MANCA (PD-IDP) ribadisce la richiesta di convocazione dell'Ufficio di Presidenza, sottolineando la necessità del medesimo livello di approfondimento su tutti gli emendamenti presentati.
Il senatore LOTITO (FI-BP-PPE) ritiene la richiesta di convocazione dell'Ufficio di Presidenza accettabile, purché nel quadro di un complessivo rispetto dei tempi, così da consentire lo svolgimento ordinato e proficuo dei lavori della Commissione.
Il PRESIDENTE dispone la sospensione della seduta e avverte che l'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi è immediatamente convocato.
La seduta, sospesa alle ore 16,35, riprende alle ore 19.
Il PRESIDENTE dà conto del fatto che, a seguito di quanto chiarito in Ufficio di Presidenza, si procederà con la votazione degli emendamenti riferiti ai primi articoli dal disegno di legge. Il seguito della seduta odierna sarà dedicato alle proposte emendative relative all'articolo 1 e all'articolo 2. Chiede quindi al Governo di formulare il parere sull'emendamento 1.1.
Il sottosegretario FRENI esprime parere contrario sull'emendamento 1.1.
I RELATORI formulano un parere concorde a quello appena formulato dal Governo.
Il PRESIDENTE invita i senatori ad interventi in dichiarazioni di voto non superiori a 5 minuti, auspicando, peraltro, che essi si riferiscano ad una pluralità di proposte emendative con riferimento alle tematiche trattate nei diversi titoli del disegno di legge.
Il senatore MAGNI (Misto-AVS), in relazione all'emendamento 1.1, sottolinea come esso, pur annoverando una misura onerosa ma con le opportune coperture, sia finalizzata a consentire misure di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e alla esclusione sociale. Ritiene pertanto un errore l'indicazione del Governo e dei relatori di formulare su di esso un parere contrario.
Il senatore PATUANELLI (M5S), intervenendo in dichiarazione di voto sulle proposte emendative relative all'articolo 1 presentate dal suo Gruppo di appartenenza, stigmatizza le critiche mosse allo strumento del reddito di cittadinanza, tenuto conto del fatto che si trattava di una misura universale a sostegno del reddito di cittadini in difficoltà, oltretutto in una fase estremamente critica dal punto di vista economico. Evidenzia, inoltre, come questo tipo di strumento debba essere disgiunto da altre misure a sostegno delle politiche attive. Le proposte della maggioranza di Governo su tali questioni, al contrario, appaiono, a suo giudizio, del tutto insufficienti.
Il senatore NICITA (PD-IDP), intervenendo in dichiarazione di voto sull'emendamento 1.1, evidenzia come esso annoveri una misura universale di sostegno al reddito e ulteriori misure che risultano estranee per materia. Ricorda, peraltro, come uno strumento universale di tutela fosse stato già previsto col reddito di inclusione, nonché, in un momento successivo, proprio col reddito di cittadinanza. La decisione del Governo di smantellare tali strumenti di tutela rischia di produrre tensioni sociali, soprattutto al Sud. Evidenzia altresì come la vischiosità del mondo del lavoro successiva alla fase pandemica, continui a sussistere. Molte delle proposte emendative presentate in relazione all'articolo 1 sono finalizzate a porre il tema della tutela di queste fasce più fragili della popolazione.
La senatrice LORENZIN (PD-IDP), non essendo ammessa la votazione dell'emendamento 1.1 per parti separate, interviene per evidenziare il disagio personale a poter esprimere un voto favorevole in relazione all'articolo 16-ter ivi incluso, preannunciando un voto di astensione sulla proposta, di cui condivide le restanti parti.
Il senatore Enrico BORGHI (IV-C-RE) sottolinea l'importanza di misure universali a sostegno del reddito di fasce più deboli della popolazione, ma evidenzia come le soluzioni prospettate dall'emendamento 1.1 non risultino sostenibili sul piano economico e, in parte, appaiano non condivisibili sul piano dei contenuti. A suo giudizio andrebbe valutata la possibilità di una reintroduzione del reddito di inclusione a supporto della rete di assistenza fornita dagli enti territoriali. Preannuncia in ogni caso un voto contrario sull'emendamento 1.1 in ragione della prevista introduzione di una imposta patrimoniale, nonché del meccanismo connesso al monopolio della cannabis. Sottolinea, peraltro, come la legge di bilancio non sia lo strumento giuridico attraverso cui normare tali questioni.
Si passa alla votazione sull'emendamento relativo all'articolo 1.
Il PRESIDENTE, verificata la presenza del numero legale, mette ai voti l'emendamento 1.1, che risulta respinto.
Si passa, quindi, all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 2.
Il sottosegretario FRENI formula parere contrario su tutte le proposte emendative riferite all'articolo 2.
I RELATORI formulano un parere concorde a quello testè espresso dal rappresentante del Governo.
La senatrice CASTELLONE (M5S), nell'intervenire in dichiarazione di voto in relazione agli emendamenti formulati dal suo Gruppo di appartenenza, ricorda l'importanza di quelli volti al contrasto della povertà. Ricorda, al riguardo, come oltre 5,5 milioni di persone del nostro Paese versino in condizioni di povertà assoluta, auspicando la realizzazione di un fondo dedicato al contrasto alla povertà minorile. Stigmatizza la decisione del Governo di considerare l'assegno di inclusione come unica misura di sostegno a persone che versino in condizione di fragilità sociale, anche tenuto conto dei criteri arbitrari adottati per valutare l'occupabilità dei beneficiari. A suo giudizio, viceversa, andrebbero separate le misure volte a contrastare la povertà da quelle dedicate alle politiche attive. Al riguardo ricorda come i dati ISTAT confermino l'efficacia svolta nel recente passato dal reddito di cittadinanza. Si rammarica, inoltre, per il fatto che il Governo non si sia accorto delle condizioni di povertà in cui versa larga parte della popolazione, ricordando, al riguardo, come troppo spesso sia un'organizzazione come la Caritas a dover rispondere al disagio dilagante. Auspica, da ultimo, che il Governo possa riconsiderare la propria posizione su tali questioni.
Il senatore MAGNI (Misto-AVS) sottolinea la necessità di ripristinare il reddito di cittadinanza come strumento di contrasto all'aumento diffuso della povertà.
Il senatore MANCA (PD-IDP), intervenendo in dichiarazione di voto sull'emendamento 2.1, chiarisce come esso sia stato pensato come misura volta a garantire le comunità locali per il sostegno offerto a famiglie in difficoltà economiche. A suo giudizio i benefici prodotti, ove la misura fosse approvata, sarebbero misurabili in termini di coesione sociale. Al riguardo chiede al Governo di chiarire i motivi della sua contrarietà a tale proposta emendativa, tenuto altresì conto che essa affronta anche il tema della sanità territoriale.
Il senatore NICITA (PD-IDP) esprime perplessità per il parere contrario formulato dal Governo in relazione agli emendamenti 2.6, 2.9 (testo 2), 2.10 e 2.11, tenuto conto che essi non recano misure onerose.
Il PRESIDENTE ricorda come l'emendamento 2.11 sia stato dichiarato inammissibile.
Il senatore NICITA (PD-IDP) evidenzia come l'emendamento 2.9 (testo 2) si riferisca ad una ipotesi estrema ma realizzabile di alta inflazione, presentandosi, di conseguenza, quale strumento di cautela. Ricorda altresì l'importanza delle proposte emendative 2.12, 2.14, 2.19, 2.20, 2.21 e 2.22, che recano, in particolare, misure in materia di abitazione, affitti, derrate alimentari e trasporto pubblico.
Il senatore Enrico BORGHI (IV-C-RE) chiede l'accantonamento dell'emendamento 2.15.
Il PRESIDENTE mette, quindi, in separate votazioni, con parere contrario del GOVERNO e dei RELATORI, gli emendamenti 02.1, 02.2, 02.3, 2.1, 2.2 e 2.3 (posti insieme in votazione), 2.4, 2.5, 2.6, gli identici 2.7 e 2.8, 2.9 (testo 2), 2.13 e 2.14 (posti insieme in votazione), 2.16, 2.17, 2.18, 2.19, 2.20, 2.21, 2.22, 2.23, 2.0.1, 2.0.2, 2.0.3 (testo 3), 2.0.4, 2.0.5, 2.0.6, 2.0.7, 2.0.8, 2.0.9, 2.0.10, 2.0.11, 2.0.12 (testo 2), 2.0.13, 2.0.14, 2.0.15, 2.0.16 e 2.0.17, che risultano tutti respinti.
L'emendamento 2.15 è accantonato.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.