Legislatura 19ª - 3ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 57 del 23/11/2023
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IN SEDE REFERENTE
(936) Conversione in legge del decreto-legge 15 novembre 2023, n. 161, recante disposizioni urgenti per il «Piano Mattei» per lo sviluppo in Stati del Continente africano
(Esame e rinvio)
Il senatore SPERANZON (FdI), relatore, introduce il disegno di legge in titolo, rilevando preliminarmente che esso, composto da 7 articoli, va a disciplinare il documento programmatico denominato «Piano strategico Italia-Africa: Piano Mattei», finalizzato a potenziare le iniziative di collaborazione tra l'Italia e gli Stati del Continente africano, nonché a promuovere lo sviluppo economico e sociale e a prevenire le cause profonde delle migrazioni irregolari.
Come evidenziato nella relazione illustrativa, il Piano persegue la costruzione di un nuovo partenariato tra Italia e Stati del Continente africano, mediante la promozione di uno sviluppo comune, sostenibile e duraturo, nella dimensione politica, economica, sociale, culturale e di sicurezza. L'idea nasce dalla convinzione dell'importanza strategica di questo rapporto e dall'esigenza di arricchirlo di contenuti concreti. La cooperazione è attuata attraverso la condivisione e la partecipazione degli Stati africani all'individuazione, definizione e attuazione degli interventi previsti dal Piano, nonché l'impegno compartecipato alla stabilità e alla sicurezza regionali e globali, perseguendo obiettivi di interesse comune come promuovere una crescita comune, incentivare la creazione di opportunità di lavoro, migliorare l'istruzione e la formazione professionale sono priorità cruciali per avviare un circolo virtuoso di investimenti, sviluppo e crescita reciproca, capace di assicurare alle giovani generazioni africane il diritto a non emigrare e a rimanere nella propria Patria per contribuire al suo futuro.
L'articolo 1, in particolare, dispone che il Piano Mattei, di durata quadriennale e aggiornabile anche antecedentemente alla scadenza, individui ambiti di intervento e priorità di azione nei settori della cooperazione allo sviluppo, della promozione delle esportazioni e degli investimenti, dell'istruzione, della formazione superiore e formazione professionale, della ricerca e innovazione, della salute, dell'agricoltura e sicurezza alimentare, dell'approvvigionamento e sfruttamento sostenibile delle risorse naturali, incluse quelle idriche ed energetiche, della tutela dell'ambiente e dell'adattamento ai cambiamenti climatici, dell'ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture anche digitali, della valorizzazione e dello sviluppo del partenariato energetico anche nell'ambito delle fonti rinnovabili, del sostegno all'imprenditoria e in particolare a quella giovanile e femminile, della promozione dell'occupazione, della cultura, del turismo, della prevenzione e del contrasto dell'immigrazione irregolare e della gestione dei flussi migratori legali.
L'articolo 2 reca misure in relazione alla Cabina di regia per il Piano Mattei volte alla finalizzazione e l'implementazione del Piano. La Cabina di regia è presieduta dal Presidente del Consiglio dei ministri e composta dal ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con funzioni di vicepresidente, dagli altri Ministri, dal vice ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale delegato in materia di cooperazione allo sviluppo e dal vice ministro delle Imprese e del Made in Italy, delegato in materia di promozione e valorizzazione del made in Italy nel mondo, dal Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, dal direttore dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, dal presidente dell'ICE-Agenzia italiana per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, nonché da un rappresentante della società Cassa depositi e prestiti S.p.A., uno della società SACE S.p.A. e uno della SIMEST S.p.A.. Della Cabina di regia faranno altresì parte rappresentanti di imprese a partecipazione pubblica, del sistema dell'università e della ricerca, della società civile e del terzo settore, rappresentanti di enti pubblici o privati, esperti nelle materie trattate.
Ai sensi dell'articolo 3, la Cabina di regia avrà il compito di coordinare, nel quadro della tutela e promozione degli interessi nazionali, le attività di collaborazione tra Italia e Stati del Continente africano svolte, nell'ambito delle rispettive competenze, dalle amministrazioni pubbliche ad essa partecipanti, di finalizzare il Piano Mattei e i relativi aggiornamenti, nonché di monitorare, anche ai fini del suo aggiornamento, l'attuazione del Piano. Ad essa spetterà, inoltre, il compito di approvare la relazione annuale al Parlamento, nonché di promuovere il coordinamento tra i diversi livelli di governo, gli enti pubblici nazionali e territoriali e ogni altro soggetto pubblico e privato interessato, promuovere iniziative finalizzate all'accesso a risorse messe a disposizione dall'Unione europea e da organizzazioni e istituzioni internazionali, anche di natura finanziari e coordinare le iniziative di comunicazione relative all'attuazione del Piano.
Ai fini di supportare le attività connesse al Piano Mattei e i lavori della Cabina di regia, l'articolo 4 istituisce, a decorrere dal 1° dicembre 2023, una apposita struttura di missione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, individuandone la composizione e le funzioni alla stessa attribuite. In particolare, l'articolo stabilisce che la struttura sia composta da due unità dirigenziali di livello generale, di cui una con il ruolo di coordinatore, da due unità dirigenziali di livello non generale e da quindici unità di personale non dirigenziale. Il personale della struttura di missione non appartenente alla Presidenza del Consiglio dei ministri è previsto sia collocato in posizione di comando o fuori ruolo o altro analogo istituto. Si prevede altresì che le unità di personale non dirigenziale siano individuate tra il personale della Presidenza del Consiglio dei ministri e dei ministeri e di altre amministrazioni pubbliche, autorità indipendenti, enti o istituzioni, con esclusione del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche. Inoltre, il contingente di personale non dirigenziale potrà essere composto anche da personale di società pubbliche controllate o partecipate dalle amministrazioni centrali, in base a un rapporto regolato mediante convenzioni. Alla struttura di missione sarà altresì assegnato un contingente di esperti, che prestano la propria attività a tiolo gratuito con rimborso delle spese di missione. Al fine di valorizzare le competenze e le professionalità maturate, per il conferimento degli incarichi dirigenziali, ivi compreso quello di coordinatore, della struttura di missione non si applicano le disposizioni in materia di divieto di attribuzione di incarichi a soggetti in quiescenza. È infine previsto che la struttura di missione assicuri il supporto al Presidente del Consiglio dei ministri per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e coordinamento dell'azione strategica del Governo relativamente all'attuazione del Piano Mattei e ai suoi aggiornamenti, oltre che supportare il presidente e il vicepresidente della Cabina di regia nell'esercizio delle loro funzioni previste, curando il segretariato della struttura e predisponendo la relazione annuale al Parlamento.
L'articolo 5 prevede che entro il 30 giugno di ciascun anno, il Governo trasmetta alle Camere una relazione sullo stato di attuazione del Piano, previa approvazione da parte della Cabina, che indichi le misure volte a migliorare l'attuazione del Piano Mattei e ad accrescere l'efficacia dei relativi interventi rispetto agli obiettivi perseguiti.
Da ultimo, gli articoli 6 e 7recano, rispettivamente, la disposizione finanziaria e i termini per l'entrata in vigore del provvedimento.
Il PRESIDENTE, nel ringraziare il relatore per l'esposizione svolta, apre la discussione generale.
Il senatore MONTI (Misto) tiene ad evidenziare, in via preliminare, come la legittima ambizione dell'Italia a voler assumere un ruolo di leadership nel coordinamento della cooperazione economica e politica con l'Africa rischia di rivelarsi irrealistica se priva del presupposto europeo. A tale riguardo, occorre prendere atto con rammarico che il provvedimento in esame rischia di risolversi in una attestazione autoreferenziale, non contenendo alcun riferimento all'imprescindibile legame che l'Italia deve mantenere con l'Unione europea, che, notoriamente, costituisce il retroterra istituzionale per la sua proiezione nel Mediterraneo.
Il senatore ALFIERI (PD-IDP), in linea con quanto testé dichiarato dal senatore Monti, è anch'egli dell'avviso che l'Italia, nell'impostare una politica coerente verso il continente africano - come delineata dallo stesso Premier Meloni, già nel suo discorso per la fiducia in Parlamento - non possa prescindere dall'agire secondo una prospettiva europea. Dal suo canto, l'Unione europea dovrebbe agire con maggiore assertività sottoponendo ai partner africani una alternativa di collaborazione "non predatoria", e, di tal guisa, diversa rispetto a quelle offerte da altri competitor.
Conclude auspicando che la Commissione proceda ad una serie di audizioni, necessarie per approfondire tale importante tematica.
Il senatore Enrico BORGHI (IV-C-RE) fa notare che, a fronte di un'enfasi dell'Esecutivo sulla priorità da attribuire al cosiddetto "Piano Mattei", occorre constatare una oggettiva sproporzione rispetto agli strumenti operativi messi effettivamente in campo: si rischia concretamente di limitarsi a mere declamazioni di auspicio, in quanto, con il provvedimento approntato ed ora all'esame del Senato, si è raggiunto il solo risultato di mettere in piedi due strutture burocratiche, con copertura finanziaria minima, che, in quanto tali, non saranno sicuramente sufficienti a strutturare l'aspirazione dell'Italia a coordinare, singolarmente e in modo autonomo, una collaborazione strategica con l'Africa. Ciò in ragione del fatto che, come è noto, l'Italia da sola non possiede il peso economico e politico per assumere una così ambiziosa funzione, senza raccordarsi, ad esempio, con Paesi mediterranei come la Francia e la Spagna.
Il senatore CASINI (PD-IDP), condividendo in pieno le argomentazioni addotte dai colleghi Borghi e Alfieri, è costretto a rimarcare la grave insufficienza dello strumento legislativo messo in campo dal Governo, i cui obiettivi, irrealisticamente ottimistici, si potrebbero perseguire, peraltro, ricorrendo ad un semplice decreto ministeriale.
Quanto, invece, ai contenuti sostanziali del "Piano Mattei", è dell'avviso che il Parlamento possa svolgere un ruolo di supplenza, indicando le linee di azione concrete, i progetti e programmi suscettibili di essere implementati con i Paesi africani.
Il senatore MARTON (M5S) chiede lumi al Governo sulla parte sostanziale del "Piano Mattei", che finora non è stata portata a conoscenza delle Camere.
Il vice ministro CIRIELLI tiene a fornire alcuni dati e delucidazioni a seguito del giro di interventi testé svolto, precisando che il decreto legge in argomento intende delineare un quadro di riferimento generale per la futura collaborazione tra Italia e Africa, con lo scopo precipuo di mobilitare le Camere, chiamate ad elaborare proprie proposte in proposito.
Del resto, lo stesso Esecutivo ha già provveduto a rimodulare, spostando finanziamenti e risorse verso progetti che hanno come campo d'azione l'Africa, tutta una serie di stanziamenti già a regime.
Ad esempio, il programma Global Gateway, ma anche altri programmi che vedono coinvolti sia organizzazioni internazionali che enti locali, e che prevedono una copertura di decine di miliardi di euro da parte dell'Unione europea, finora però rimasti al palo, sono oggetto dell'attenzione del Governo affinché vengano mobilitati e utilizzati nella cornice del "Piano Mattei".
In ultima analisi, si tratta di riempire il suddetto Piano di contenuti e di risorse, che già esistono, procedendo a reindirizzarle verso l'Africa.
Segue un breve intervento del senatore MONTI (Misto) il quale chiede che venga predisposto un promemoria storico della strategia dell'Unione europea verso l'Africa, anche al fine di rendere più proficue le previste audizioni.
Il PRESIDENTE si rivolge, quindi, ai Gruppi affinché segnalino i nominativi degli enti e delle personalità da audire.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.
La seduta termina alle ore 10,15.