Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 132 del 14/11/2023

IN SEDE REFERENTE

(615) Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione

(62) BOCCIA e altri. - Disposizioni per l'attuazione dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, in materia di attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle regioni a statuto ordinario

(273) MARTELLA. - Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione

- e petizione n. 180 ad essi attinente

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta notturna di mercoledì 8 novembre.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) interviene sull'ordine dei lavori, chiedendo di acquisire la documentazione relativa al lavoro del Comitato per l'individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni, illustrata dal professor Cassese nel corso dell'audizione svoltasi in mattinata. Ritiene quindi opportuno rinviare di quindici giorni la votazione del mandato ai relatori, per consentire una valutazione approfondita della documentazione e, di conseguenza, l'espressione di una dichiarazione di voto più ponderata e consapevole.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), a nome della componente Alleanza Verdi e Sinistra del Gruppo Misto, condivide la proposta avanzata dal senatore Giorgis.

La senatrice MAIORINO (M5S) si associa alle considerazioni del senatore Giorgis.

Il relatore TOSATO (LSP-PSd'Az) ricorda che, la scorsa settimana, si era convenuto di concludere la votazione delle proposte emendative entro stasera e poi di organizzare i lavori per le successive fasi procedurali. Su questo argomento, si potrebbe convocare un apposito Ufficio di Presidenza.

Il PRESIDENTE sottolinea che non vi sono certezze sulla data in cui il documento del CLEP potrà essere acquisito.

Il ministro CALDEROLI precisa di aver ricevuto solo ieri sera il documento in bozza. Non appena la relazione avrà una versione definitiva, sarà sottoposta alla Cabina di regia per l'invio successivo alle Camere. Sottolinea, in ogni caso, che il procedimento per la definizione dei LEP affianca il provvedimento in esame, restandone però distinto e separato.

Il senatore OCCHIUTO (FI-BP-PPE) ritiene opportuno prevedere una pausa di riflessione, anche se non proprio di due settimane, per l'acquisizione del documento del CLEP, che è molto ponderoso, anche al fine di non mortificare il lavoro svolto finora dalla Commissione.

La senatrice GELMINI (Misto-Az) condivide la proposta del senatore Giorgis di acquisire il documento illustrato dal professor Cassese e di consentirne una lettura approfondita, in quanto potrebbe incidere sull'orientamento di voto dei Gruppi. Per accelerare i tempi, si potrebbe prevedere un rinvio dei lavori più breve, mentre il ministro Calderoli potrebbe provvedere a sollecitare l'invio del documento in tempi ravvicinati.

Il senatore LISEI (FdI) ritiene che i tempi per l'invio del documento siano decisivi per assumere una decisione sul seguito dei lavori, evitando che la proposta del senatore Giorgis determini un effetto dilatorio. A suo avviso, tra l'altro, sarebbe sufficiente qualche giorno per esaminare il documento.

Il PRESIDENTE propone di iniziare le dichiarazioni di voto già domani, mercoledì 15 novembre, quanto meno per i Gruppi che già abbiano maturato un convinto orientamento, in modo anche da lasciare più tempo rispetto al limite dei dieci minuti per ciascun Gruppo previsto dall'articolo 109 del Regolamento. Nel frattempo, il Ministro potrebbe sollecitare l'invio del documento, affinché si possa procedere in ogni caso alla votazione del mandato ai relatori entro mercoledì della prossima settimana. Chiede quindi a un rappresentante per Gruppo di esprimersi su tale proposta.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) ritiene preferibile rinviare a mercoledì prossimo sia le dichiarazioni di voto che il voto del mandato ai relatori, ove si decidesse di concludere l'esame in sede referente indipendentemente dall'acquisizione del documento del CLEP.

Il PRESIDENTE precisa che, iniziando le dichiarazioni di voto già da domani, si potrebbe consentire un margine di tempo più ampio per gli interventi.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) si dichiara disponibile ad accogliere la proposta del Presidente.

La senatrice GELMINI (Misto-Az) si associa.

Il senatore BORGHESE (Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE) conviene con la proposta formulata dal Presidente.

Il senatore LISEI (FdI) chiede di conoscere l'orientamento del Gruppo della Lega.

La senatrice PIROVANO (LSP-PSd'Az) ricorda che, la scorsa settimana, si era convenuto di completare nella giornata di oggi la votazione degli emendamenti e solo dopo discutere sulla organizzazione dei lavori per il voto sul mandato ai relatori. Osserva che, qualora il documento non dovesse pervenire in tempo, il rinvio di una settimana risulterebbe ingiustificato, oltre che eccessivo.

Il PRESIDENTE, constatando che non vi è unanimità sulla proposta di organizzazione dei lavori, ritira la propria proposta e annuncia che porrà in votazione la proposta del senatore Giorgis.

Il senatore LISEI (FdI) ritiene opportuno procedere intanto alla votazione degli emendamenti. Nel frattempo, il rappresentante del Governo potrà eventualmente acquisire maggiori informazioni sui tempi necessari per l'invio del documento, in modo da decidere poi sull'organizzazione dei lavori in modo più consapevole. Altrimenti, il rinvio di una settimana avrebbe solo una finalità dilatoria.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) invita la maggioranza ad assumersi la responsabilità di procedere con le votazioni, qualora ritenga inutile l'approfondimento del documento finale sui lavori del CLEP.

Il PRESIDENTE fa quindi presente che si riprenderà la votazione degli emendamenti e, successivamente, si assumeranno le determinazioni in ordine alla organizzazione dei lavori, in vista della votazione del mandato ai relatori.

La Commissione prende atto.

Previo intervento del relatore TOSATO (LSP-PSd'Az), che ribadisce il parere contrario, l'emendamento 9.33 è posto ai voti e respinto.

Si passa alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 10.

Posto ai voti, l'emendamento 10.1 non è approvato.

Sono quindi posti congiuntamente ai voti gli emendamenti identici 10.2 e 10.3, che risultano respinti.

Si passa alla votazione degli emendamenti identici 10.4, 10.5, 10.6 e 10.7.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP), in assenza della proponente, fa proprio l'emendamento 10.4 e annuncia, a nome del Gruppo, un voto favorevole. Ritiene infatti indispensabile la soppressione del comma 1 dell'articolo 10, in quanto si prevede che con la presente legge ordinaria siano fatti rivivere gli atti di iniziativa delle Regioni per le intese già adottati in passato, in contesti economico-sociali e politici differenti. A suo avviso, la fase procedurale, invece, dovrebbe essere riavviata dal principio.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) si associa alle considerazioni del senatore Giorgis.

Il senatore CATALDI (M5S) condivide le considerazioni del senatore Giorgis. A suo avviso, la previsione del comma 1 svuota di significato il lavoro del Parlamento e quindi costituisce un vulnus per la democrazia rappresentativa.

Il senatore OCCHIUTO (FI-BP-PPE) sottolinea che, anche in base alle valutazioni espresse dal professor Cassese circa la gradualità del percorso per la definizione dei LEP, per la cui attuazione bisognerà poi individuare le risorse necessarie, risulta ragionevole che, dopo l'approvazione della nuova disciplina sull'autonomia differenziata, le Regioni si trovino tutte nella stessa condizione di partenza. Sarebbe pertanto inopportuno far rivivere le preintese raggiunte in passato.

Il ministro CALDEROLI precisa che undici regioni a statuto ordinario hanno già presentato richiesta di ulteriori forme di autonomia, in modi e tempi differenti, a cui non è stato dato seguito per ritardi attribuibili allo Stato. Si tratta in ogni caso di atti di iniziativa, e non di preintese, che devono essere considerati validi. A questi atti si applica la legge in corso di approvazione, a meno che non sopraggiunga una legge regionale o una delibera del consiglio o della giunta regionale di senso opposto, ossia di revoca della volontà precedentemente manifestata dalla regione.

Il PRESIDENTE osserva che l'iniziativa adottata con legge regionale mantiene ovviamente la sua efficacia anche con il cambio di legislatura, mentre lo stesso non può dirsi con sicurezza per gli atti di indirizzo. Ritiene quindi che il comma 1 dell'articolo 10 debba riferirsi agli atti di indirizzo politico non formalizzati in legge regionale, per cui gli emendamenti in esame sono, a suo avviso, condivisibili.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) sottolinea che l'atto di iniziativa con cui la Regione chiede di avviare la procedura per le intese è adottato dal consiglio o dalla giunta regionale. Pertanto, ritiene che sia un grave precedente stabilire che la legge ordinaria faccia rivivere un atto conclusosi in una fase storica e politica diversa. A suo avviso, invece, le Regioni dovrebbero riattivare la procedura, alla luce della nuova disciplina di cui al disegno di legge n. 615.

Il PRESIDENTE ricorda che in Emilia-Romagna e Lombardia il procedimento è stato avviato con l'approvazione di risoluzioni da parte del consiglio regionale, mentre in Veneto è stata deliberata una proposta di legge statale di iniziativa regionale.

La senatrice VALENTE (PD-IDP) sottolinea che il comma 1 dell'articolo 10, nel disporre che l'esame degli atti di iniziativa delle Regioni già presentati al Governo prosegua secondo quanto previsto dalle disposizioni della presente legge, si riferisce a tutti gli atti di iniziativa, in qualunque forma siano stati adottati. Quindi la finalità della disposizione in esame è appunto quella di non azzerare la procedura per la richiesta di ulteriori forme di autonomia.

Il senatore LISEI (FdI) condivide l'avviso del Governo, sottolineando che gli atti di indirizzo o le deliberazioni della giunta precedono l'inizio della procedura, rappresentando esclusivamente una manifestazione di volontà dell'ente, che resta valida anche qualora dovesse affermarsi una diversa maggioranza politica al governo della Regione, a meno che non sia espressamente revocata.

Posti congiuntamente ai voti, gli emendamenti identici 10.4, 10.5, 10.6 e 10.7 sono respinti.

Sono quindi posti congiuntamente ai voti gli emendamenti identici 10.8 e 10.10, che risultano respinti.

Si passa alla votazione dell'emendamento 10.9.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) non comprende il motivo della contrarietà del Governo, posto che l'emendamento in esame sostanzialmente esplicita quanto precisato dal Ministro, stabilendo che gli atti di iniziativa delle Regioni siano riesaminati alla luce delle disposizioni recate dal disegno di legge in esame.

Il PRESIDENTE conviene con il senatore Giorgis che l'emendamento in esame non è in contrasto con l'articolo 10 del disegno di legge, in quanto prevede - peraltro con una formulazione più chiara - che gli atti di iniziativa precedentemente adottati siano riesaminati alla luce delle nuove disposizioni.

La senatrice MAIORINO (M5S) ritiene che la formulazione proposta con l'emendamento 10.9 sia più comprensibile. Auspica pertanto un ripensamento del Governo sul parere contrario.

Il ministro CALDEROLI, nel prendere atto che la parola "prosegue" possa dare adito a dubbi interpretativi, propone di modificare l'emendamento in esame sostituendo la parola "riesaminati" con "esaminati".

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) osserva che sarebbe pleonastico prevedere che gli atti di iniziativa siano esaminati alla luce della disciplina vigente.

Il senatore OCCHIUTO (FI-BP-PPE), nel ritenere condivisibile l'emendamento in esame, invita i proponenti ad accogliere la modifica proposta dal Governo, che - a suo avviso - non incide in modo sostanziale sulla norma proposta.

Il relatore DELLA PORTA (FdI) concorda con l'impostazione proposta dal Ministro, in quanto la parola "esaminati" ha un significato più ampio e può ricomprendere anche gli atti d'iniziativa che siano già stati oggetto di valutazione.

Il senatore LISEI (FdI), nel replicare al senatore Giorgis, ribadisce che gli atti di indirizzo dei consigli regionali non decadono con la fine della consiliatura regionale, ma restano efficaci finché non venga adottato un atto di senso contrario.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) non accetta la proposta di modifica del rappresentante del Governo.

Posto ai voti, l'emendamento 10.9 è quindi respinto.

Previa dichiarazione di voto favorevole del senatore CATALDI (M5S), l'emendamento 10.11 non è approvato.

Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 10.13 e 10.14 sono respinti.

È quindi posto ai voti l'emendamento 10.15, che risulta respinto.

Posto ai voti con i pareri di semplice contrarietà della Commissione bilancio e favorevoli dei relatori e del Governo, l'emendamento 10.12 (testo 2) è approvato.

Gli emendamenti 10.16 e 10.17 sono inammissibili, per effetto del parere contrario della Commissione bilancio, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Il senatore DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, Cb)) ritira l'emendamento 10.18, su cui la Commissione bilancio ha espresso un parere contrario, dal momento che il contenuto della proposta è stato trasfuso nel disegno di legge costituzionale n. 304, recante modifiche agli statuti delle Regioni ad autonomia speciale concernenti la procedura per la modificazione degli statuti medesimi.

Posto ai voti, l'emendamento 10.19 è respinto.

L'emendamento 10.20 è inammissibile, a causa del parere contrario della Commissione bilancio, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Il PRESIDENTE avverte che la votazione degli emendamenti è così conclusa.

Si passa alla votazione di due ordini del giorno precedentemente accantonati.

Il ministro CALDEROLI conferma il parere contrario sull'ordine del giorno G/615/7/1, mentre esprime parere favorevole sull'ordine del giorno G/615/8/1 (testo 2).

Posto ai voti, l'ordine del giorno G/615/7/1 è respinto.

È quindi posto ai voti l'ordine del giorno G/615/8/1 (testo 2), che risulta approvato.

Il PRESIDENTE, propone quindi di sconvocare la seduta già convocata per le ore 20 di oggi. Propone altresì che le dichiarazioni di voto sul mandato ai relatori inizino nella seduta già convocata per le ore 14 di domani, mercoledì 15 novembre, e proseguano giovedì 16 e martedì 21 novembre. Entro la sera di martedì 21, si procederà quindi alla votazione del mandato ai relatori, a prescindere dall'acquisizione del documento del CLEP.

La Commissione conviene.

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.