Legislatura 19ª - 2ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 94 del 09/11/2023

IN SEDE REFERENTE

(806) ZANETTIN e Giulia BONGIORNO. - Modifiche al codice di procedura penale in materia di sequestro di dispositivi e sistemi informatici, smartphone e memorie digitali

(690) SCARPINATO. - Introduzione dell'articolo 254-terdel codice di procedura penale recante norme in materia di sequestro di strumenti elettronici

(Esame congiunto e rinvio)

Il PRESIDENTE ricorda che i due disegni di legge sono stati rimessi dalla sede redigente alla sede referente e che la Commissione prima del cambio sede di entrambi aveva adottato come testo base per il seguito dell'esame il disegno di legge n. 806, al quale sono stati presentati 25 emendamenti che saranno pubblicati in allegato al resoconto della seduta odierna.

Ricorda infine che la 1a Commissione ha espresso il proprio parere su entrambi i disegni di legge. Invita quindi i senatori che hanno presentato emendamenti a darne illustrazione.

Il senatore SCARPINATO (M5S) illustrando le proposte di modifica presentate dal suo Gruppo sottolinea come il provvedimento n. 806, scelto come testo base per la presentazione degli emendamenti violi non solo il principio della segretezza delle indagini ma anche quello della privacy dei soggetti coinvolti nel caso di sequestro di dispositivi elettronici. Il suo disegno di legge, invece, parte dalla considerazione che i flussi informativi contenuti in questi dispositivi, ormai assimilati anche dalla Corte costituzionale a quelli delle intercettazioni tramite captatore informatico, debbano essere trattati esattamente allo stesso modo. Infatti, la normativa riguardante il captatore informatico tiene conto di entrambe le esigenze, ovvero quella di garantire sia la segretezza delle indagini per non comprometterne l'esito sia della riservatezza delle informazioni acquisite non connesse alle indagini delle persone intercettate e dei terzi coinvolti. La proposta del disegno di legge n. 806 di procedere ad un contradditorio anticipato sui dati contenuti nei dispostivi sequestrati comporta esattamente il rischio di una compromissione grave delle indagini e, dato il rilevante numero dei soggetti che potrebbero dover partecipare a questa fase per la selezione dei contenuti, mette fortemente a rischio la privacy. Peraltro, la norma si pone in maniera fortemente asistematica rispetto a quanto previsto per le intercettazioni effettuate con il captatore informatico. Ritiene pertanto che l'anticipazione del contradditorio sia sconsigliabile anche per questa ragione. Come proposto nel suo disegno di legge e negli emendamenti deve essere posticipato alla fase della conclusione delle indagini, per la selezione di contenuti rilevanti ai fini delle medesime e il contraddittorio tra le parti senza il rischio di compromettere il diritto alla riservatezza di terzi eventualmente coinvolti nel flusso informativo. Gli emendamenti vanno pertanto nella direzione di riportare a sistema anche la norma sul sequestro di questi dispositivi.

Il senatore ZANETTIN (FI-BP-PPE) ricorda che il suo Gruppo ha presentato due emendamenti al provvedimento, a firma del senatore Paroli, diretti a circoscrivere solo ai reati più gravi la possibilità di sequestrare dispostivi elettronici: il sequestro di tali strumenti rappresenta un tema molto delicato che coinvolge la riservatezza dei cittadini, che deve essere tutelata e garantita. Infatti, diversamente da quanto affermato dal senatore Scarpinato, il disegno di legge a sua prima firma non è certamente diretto a compromettere le indagini e né a violare la privacy di terzi, bensì a porre su un piano di parità accusa e difesa, principio questo tutelato dalla Costituzione e dal codice di procedura penale.

La senatrice ROSSOMANDO (PD-IDP), nell'illustrare gli emendamenti presentati dal suo Gruppo, auspica che la discussione di questo provvedimento possa rappresentare l'occasione di un vero confronto fra le parti politiche in Parlamento, anche alla luce degli elementi acquisiti sul tema nell'indagine conoscitiva sulle intercettazioni. Auspica pertanto che il confronto sia proficuo e tenga conto delle indicazioni venute anche dal Procuratore nazionale antimafia proprio su questo tema. Inoltre le questioni sollevate dal senatore Scarpinato sono tutt'altro che secondarie. Mettere a rischio la segretezza delle indagini, potrebbe infatti rivelarsi molto rischioso nel contrasto della criminalità e in particolare di quella organizzata. Tuttavia, anche il principio del contradditorio è questione che va tenuta nella giusta considerazione ed è necessario, pertanto, trovare il momento più efficace sia per garantire la segretezza delle indagini che la tutela della riservatezza delle medesime e dei soggetti che ne sono coinvolti. Il suo Gruppo ritiene pertanto che la soluzione individuata dal disegno di legge n. 806, non sia quella corretta ai fini della tutela delle due esigenze ricordate. Rispetto a quanto proposto dal provvedimento n. 806 pertanto la fase del contradditorio va posticipata e a tale riguardo la sua parte politica ha individuato, con gli emendamenti presentati, due soluzioni di gradazione diversa, entrambe tese tuttavia a valorizzare l'archivio riservato così come sottolineato dal Procuratore nazionale antimafia. La questione fondamentale è come gestire questo momento del procedimento. Invita quindi anche il senatore Zanettin a un'attenta riflessione non solo su questo aspetto ma anche sulla limitazione dei reati per il sequestro dei dispositivi mobili a cui le proposte emendative del Gruppo di Forza Italia.

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.