Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 126 del 07/11/2023
Azioni disponibili
IN SEDE REFERENTE
(615) Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione
(62) BOCCIA e altri. - Disposizioni per l'attuazione dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, in materia di attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle regioni a statuto ordinario
(273) MARTELLA. - Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione
- e petizione n. 180 ad essi attinente
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)
Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta pomeridiana di mercoledì 18 ottobre.
Il PRESIDENTE dà conto della richiesta, formulata tramite lettera consegnata per le vie brevi, del senatore Giorgis di sconvocare la seduta della Commissione per la contestuale riunione della Giunta per il Regolamento, di cui egli è componente insieme al senatore Parrini. A tale proposito, osserva, tuttavia, che in questi casi, è prevista la possibilità di sostituzione dei senatori impegnati in altre sedi istituzionali da parte di colleghi del medesimo Gruppo.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) osserva che lo stesso problema si verificherà questa sera, essendo stata convocata, in concomitanza con la seduta della Commissione affari costituzionali prevista per le ore 20, anche quella della Commissione parlamentare di vigilanza RAI, di cui fa parte. A tale riguardo, evidenzia che per i Gruppi meno numerosi è difficile garantire la presenza in più sedi, quindi anche la sostituzione non risolve il problema.
Chiede inoltre come si intenda procedere a proposito dell'esame del disegno di legge costituzionale n. 764, d'iniziativa popolare, recante la modifica dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, e dell'articolo 117, commi primo, secondo e terzo, della Costituzione.
Il PRESIDENTE, pur rammaricandosi per la difficoltà segnalata dai senatori Giorgis e De Cristofaro, ritiene di non poter fare a meno di procedere con i lavori della Commissione, come previsto.
Quanto al disegno di legge costituzionale n.764, informa che è pervenuta una comunicazione per posta elettronica del professor Villone, presidente del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, indirizzata anche al Presidente del Senato e ai presidenti dei Gruppi parlamentari, con la quale si fa presente che, essendo decorsi i tre mesi per la conclusione dell'esame in sede referente, ai sensi dell'articolo 74, comma 3, del Regolamento, il testo dovrebbe essere trasmesso all'Assemblea e che pertanto ogni ulteriore trattazione in Commissione dovrebbe, ad avviso del professor Villone, intendersi preclusa.
Resta ovviamente impregiudicata ogni determinazione della Presidenza del Senato e della Conferenza dei Presidenti di Gruppo.
La senatrice VALENTE (PD-IDP), a proposito della richiesta del senatore Giorgis, ritiene che si sarebbe potuto posticipare l'inizio della seduta, in modo da consentire di parteciparvi anche ai due senatori del Gruppo PD attualmente impegnati nella Giunta per il Regolamento.
Il PRESIDENTE, pur rendendosi conto delle difficoltà segnalate dall'opposizione, in particolare dai Gruppi meno numerosi, sottolinea la necessità di proseguire l'esame del disegno di legge in titolo, che si protrae ormai da molto tempo, per giungere alla conclusione in sede referente.
A proposito degli emendamenti 7.15, 7.17, 7.19, 7.25 e 7.34, precedentemente accantonati per una ulteriore riflessione, avverte che il Governo ha predisposto una proposta di riformulazione.
Il ministro CALDEROLI fa presente che, prima di procedere all'esame di questi emendamenti, sarebbe preferibile attendere il senatore Giorgis, primo firmatario di due delle proposte coinvolte.
Il PRESIDENTE, nel concordare con il rappresentante del Governo, avverte quindi che si riprenderà la votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 7, a partire dall'emendamento 7.35.
Posto ai voti, l'emendamento 7.35 è respinto.
È quindi posto ai voti l'emendamento 7.40, che risulta altresì respinto.
L'emendamento 7.41 è inammissibile a seguito del parere contrario della Commissione bilancio, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Posto ai voti, l'emendamento 7.42 è respinto.
Si passa alla votazione dell'emendamento 7.43.
Il senatore CATALDI (M5S) annuncia il voto favorevole, ritenendo indispensabile prevedere un obbligo di verifica sulle attività oggetto dell'intesa, con riferimento alla garanzia del raggiungimento dei livelli essenziali delle prestazioni, in luogo della mera facoltà prevista dal comma 4 dell'articolo 7.
La senatrice VALENTE (PD-IDP) si associa alle considerazioni del senatore Cataldi, in quanto dovrebbe ritenersi scontata, soprattutto in sede di prima applicazione di un provvedimento così rilevante, la necessità di una verifica puntuale dell'attuazione dei LEP.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) concorda con il senatore Cataldi e la senatrice Valente, in quanto appare indispensabile prevedere specifiche garanzie di attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni, considerato che in vent'anni non si è mai riusciti a definirli e attuarli.
Il PRESIDENTE sottolinea che la riformulazione del Governo sugli emendamenti 7.15, 7.17, 7.19, 7.25 e 7.34 potrebbe superare le perplessità dell'opposizione.
Posto ai voti, l'emendamento 7.43 non è approvato.
Previa dichiarazione di voto favorevole della senatrice VALENTE (PD-IDP), l'emendamento 7.44 è posto ai voti e respinto.
Si passa alla votazione dell'emendamento 7.45, sul quale la 5a Commissione ha espresso un parere di semplice contrarietà.
Il senatore CATALDI (M5S), a nome del Gruppo, dichiara un voto favorevole, sottolineando l'opportunità che sia dichiarata la cessazione dell'intesa, qualora risulti, a seguito di apposito monitoraggio, che non è garantito l'integrale finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) si associa alle considerazioni del senatore Cataldi, ritenendo ragionevole la proposta di modifica in esame.
Coglie l'occasione, utilizzando il tempo previsto per la dichiarazione di voto, per stigmatizzare la decisione della maggioranza di procedere nell'esame del provvedimento, nonostante non siano state risolte numerose criticità: non si è ancora proceduto all'audizione del ministro Giorgetti per chiarire le ragioni del collegamento del disegno di legge alla legge di bilancio, nonostante la clausola di invarianza finanziaria, né a quella del professor Cassese, in merito ai lavori del CLEP; non è ancora stato acquisito il parere della Commissione parlamentare per le questioni regionali; non è stato ancora approfondito il contenuto della lettera inviata al CLEP dall'ex governatore della Banca d'Italia Visco, di cui propone l'audizione.
Posto ai voti, l'emendamento 7.45 è respinto.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) interviene incidentalmente sull'ordine di lavori, auspicando un'organizzazione delle sedute che tenga conto anche degli impegni dei componenti in altre Commissioni. Ritiene incomprensibile la rigidità nella fissazione degli orari delle sedute, a fronte di esigenze legittime dovute alla contestuale convocazione di più organismi parlamentari, stigmatizzando altresì la drammatizzazione dei tempi di esame dell'A.S. 615.
Il PRESIDENTE ribadisce il proprio rammarico per le difficoltà dovute alla concomitanza di più impegni istituzionali, acuite dalla riduzione del numero dei parlamentari, ma ritiene indispensabile proseguire i lavori della Commissione.
Dopo aver ricordato che l'esame degli emendamenti all'articolo 7 si protrae ormai da più di un mese, informa che ieri è stata nuovamente sollecitata la disponibilità del ministro Giorgetti, il quale tuttavia, a causa dei numerosi impegni, non è ancora in grado di garantire la sua presenza in Commissione. Ricorda che il professor Cassese si è impegnato a tornare in audizione quando i lavori del CLEP saranno completati. Sottolinea, inoltre, che non è possibile riaprire la fase delle audizioni per ascoltare l'ex Governatore della Banca d'Italia.
Dà poi conto dei tempi per l'espressione del parere da parte della Commissione parlamentare per le questioni regionali, specificando che questo dovrà essere reso prima che venga votato il mandato ai relatori in 1a Commissione.
Dà quindi lettura della proposta di riformulazione, da parte del Governo, degli emendamenti 7.15, 7.17, 7.19, 7.25 e 7.34.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) ritiene che non sia accettabile prevedere la mera facoltà per lo Stato di disporre la cessazione dell'intesa anche a fronte della mancata osservanza, direttamente imputabile alla Regione, dell'obbligo di garantire i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali e civili.
Il PRESIDENTE, nel ricordare che anche gli emendamenti di cui si propone la riformulazione prevedevano la facoltà di disporre la cessazione dell'intesa, propone di sostituire le parole: «può disporre» con l'altra: «dispone», ricordando tuttavia che la cessazione dell'intesa è comunque soggetta alla deliberazione delle Camere, a maggioranza assoluta.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) ritiene che tale formulazione sia preferibile.
Il senatore CATALDI (M5S), accettando l'ulteriore modifica proposta dal Presidente, riformula gli emendamenti 7.15 e 7.25 nel senso indicato dal Governo in altrettanti testi 2, pubblicati in allegato.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP), pur rilevando che il nuovo testo si discosta in parte dalle proposte originarie, riformula gli emendamenti 7.17, 7.19 e 7.34 nel senso indicato dal Governo in altrettanti testi 2, pubblicati in allegato, identici agli emendamenti riformulati 7.15 e 7.25.
Posti congiuntamente ai voti, gli emendamenti identici 7.15 (testo 2), 7.17 (testo 2), 7.19 (testo 2), 7.25 (testo 2) e 7.34 (testo 2) sono approvati all'unanimità.
Il PRESIDENTE ricorda che, a seguito dell'approvazione dell'emendamento 7.31 (testo 2), a prima firma del senatore Occhiuto, avvenuta nella seduta n. 125 del 18 ottobre scorso, erano stati dichiarati assorbiti o preclusi gli emendamenti da 7.50 a 7.63 compresi. Tuttavia, considerato che l'emendamento 7.31 (testo 2), nel sopprimere il comma 5 dell'articolo 7, inserisce un nuovo articolo 7-bis, il cui comma 1 riproduce quasi integralmente il soppresso comma 5 dell'articolo 7, dispone - in via eccezionale e senza che ciò costituisca precedente - di mettere comunque in votazione gli emendamenti da 7.50 a 7.63, laddove risultino, in tutto o in parte, non preclusi né assorbiti dall'emendamento 7.31 (testo 2) e, ovviamente, a condizione, che non risultino inammissibili, per effetto del parere contrario espresso dalla 5ª Commissione, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Pertanto, saranno messi in votazione e - laddove approvati - riferiti al disposto del nuovo articolo 7-bis, comma 1, i seguenti emendamenti: 7.51, 7.53, limitatamente alla lettera b), 7.58, 7.59, 7.60 e 7.63, se riformulato espungendo le parole: «alle Camere».
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) si riserva in ogni caso di sottoporre la questione generale degli effetti delle preclusioni e degli assorbimenti alla Giunta per il Regolamento, per evitare che in futuro la declaratoria di preclusione di un emendamento in quanto non più riferibile a una disposizione riformulata, anche qualora il suo contenuto sia integralmente riproposto nella nuova formulazione, sebbene con una collocazione differente, sia utilizzata per comprimere il dibattito.
Si passa alla votazione dell'emendamento 7.46.
Il senatore CATALDI (M5S) ritiene opportuno prevedere ulteriori garanzie per la cessazione delle intese, rispetto a quelle indicate dalla riformulazione proposta dal Governo. Infatti, mentre in quel caso si stabilisce che debbano ricorrere motivate ragioni a tutela della coesione e solidarietà sociale, l'emendamento in esame prevede che possano essere presi in esame altri motivi, su richiesta di un quinto dei componenti delle Camere.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) dichiara il voto favorevole del Gruppo, ritenendo opportuno estendere le misure di precauzione da adottare per scongiurare che l'autonomia differenziata determini la violazione di diritti fondamentali.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) dichiara il proprio voto favorevole. Annuncia che non potrà più partecipare ai lavori della Commissione nella giornata odierna, prima per la imminente riunione della Conferenza dei Capigruppo e stasera per la concomitante seduta della Commissione parlamentare di vigilanza sulla RAI, di cui è componente. Ritiene che, a fronte della riduzione del numero dei parlamentari, si dovrebbe programmare i lavori in modo tale da consentire a tutti i Gruppi, anche a quelli più piccoli, di partecipare ai lavori delle Commissioni, a garanzia dei diritti delle minoranze.
Posto ai voti, l'emendamento 7.46 è respinto.
Si passa alla votazione degli identici 7.47 e 7.48.
Il senatore CATALDI (M5S) ribadisce la necessità di prevedere un puntuale monitoraggio sull'andamento delle intese, che in questo caso può essere richiesto da un quinto dei componenti delle Camere.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) stigmatizza la decisione di proseguire i lavori della Commissione nonostante l'assenza del senatore De Cristofaro, impegnato nella riunione della Conferenza dei Capigruppo. Chiede inoltre conferma che si intenda svolgere anche la seduta convocata per le ore 20, nonostante la impossibilità a parteciparvi del senatore De Cristofaro e della senatrice Musolino, a causa della contestuale seduta della Commissione di vigilanza sulla RAI. Ritiene incomprensibili tali forzature, con il rischio di deteriorare il clima di collaborazione che tutto sommato finora è stato mantenuto.
Il presidente TOSATO sottolinea che il presidente Balboni ha già rinviato la definizione della questione dell'organizzazione dei lavori alle ore 20.
La senatrice MUSOLINO (Az-IV-RE) fa presente che la convocazione della Commissione di vigilanza sulla RAI risale a due settimane fa e che quindi si sarebbe potuto tenerne conto, tanto più che l'audizione prevista per questa sera è stata deliberata a maggioranza, con la contrarietà delle opposizioni. Ribadisce che per i Gruppi meno numerosi è difficile anche ricorrere alla sostituzione per garantire la presenza in tutte le sedi.
Il presidente TOSATO ricorda che la Commissione è convocata alle ore 20 o al termine dei lavori dell'Assemblea, che potrebbero concludersi prima. Sottolinea altresì che spesso le sedute notturne vengono sconvocate a causa di concomitanti riunioni dei Gruppi o dei partiti o di sedute delle Commissioni bicamerali.
Il senatore LISEI (FdI), dopo aver evidenziato che le difficoltà di partecipazione ai lavori parlamentari in caso di sedute concomitanti sono state determinate dalla riduzione del numero dei parlamentari, sottolinea che nella seduta di questa sera della Commissione di vigilanza sulla RAI non vi saranno votazioni e che sarà consentito seguire l'audizione anche da remoto.
Il senatore CATALDI (M5S) ritiene che non vi siano motivi ragionevoli per imporre un ritmo serrato nell'esame di un provvedimento così significativo, considerato che non vi sono tempi prestabiliti per la votazione, come per la conversione di un decreto-legge, e che la legislatura è appena iniziata.
Il PRESIDENTE assicura che riferirà al presidente Balboni i rilievi formulati sulla organizzazione dei lavori anche prima della seduta prevista per le ore 20.
Posti congiuntamente ai voti, gli emendamenti identici 7.47 e 7.48 sono respinti.
Previa dichiarazione di voto favorevole della senatrice VALENTE (PD-IDP), è posto ai voti l'emendamento 7.49, che risulta respinto.
Gli emendamenti 7.50 e 7.52 sono inammissibili, a seguito del parere contrario della Commissione bilancio, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Si passa alla votazione dell'emendamento 7.51.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) annuncia un voto favorevole, in quanto l'emendamento propone di sottoporre alla Conferenza unificata le informazioni relative agli oneri finanziari raccolte dalla Commissione paritetica, la quale è tenuta anche a trasmettere immediatamente al Governo e alla Regione interessata una proposta di modifica dell'intesa, in caso di parere contrario della Conferenza unificata sull'informativa.
Posto ai voti, l'emendamento 7.51 è respinto.
Il senatore DE PRIAMO (FdI), stante l'avviso contrario del Governo, ritira l'emendamento 7.53, riservandosi di trasformarlo in ordine del giorno.
Gli emendamenti da 7.54 a 7.57 sono assorbiti dall'approvazione dell'emendamento 7.31 (testo 2).
Si passa alla votazione dell'emendamento 7.58.
La senatrice VALENTE (PD-IDP) annuncia il voto favorevole del Gruppo, ritenendo indispensabile l'acquisizione del parere della Commissione parlamentare per le questioni regionali, anche al fine di valorizzare il ruolo del Parlamento.
Il senatore CATALDI (M5S) ritiene necessario il coinvolgimento della Commissione per le questioni regionali, a maggior tutela delle Regioni coinvolte.
Posto ai voti, l'emendamento 7.58 è respinto.
Previa dichiarazione di voto favorevole dei senatori MELONI (PD-IDP) e CATALDI (M5S), è posto ai voti l'emendamento 7.59, che risulta respinto.
Previa dichiarazione di voto favorevole della senatrice VALENTE (PD-IDP), è posto ai voti e respinto l'emendamento 7.60.
Gli emendamenti 7.61 e 7.62 sono preclusi, per effetto dell'approvazione dell'emendamento 7.31 (testo 2).
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 15,55.