Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 124 del 18/10/2023

IN SEDE REFERENTE

(615) Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione

(62) BOCCIA e altri. - Disposizioni per l'attuazione dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, in materia di attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle regioni a statuto ordinario

(273) MARTELLA. - Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione

- e petizione n. 180 ad essi attinente

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta di ieri, martedì 17 ottobre.

Riprende la votazione degli emendamenti all'articolo 7, a partire dall'emendamento 7.8.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) precisa che intende intervenire sull'ordine dei lavori senza però sottrarre tempo al dibattito, quindi utilizzerà il tempo previsto per la dichiarazione di voto sull'emendamento in esame.

Innanzitutto, ricorda di aver chiesto di sottoporre alla Giunta per il regolamento la questione della interpretazione della norma sulla dichiarazione di inammissibilità degli emendamenti, per effetto del parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, da parte della Commissione bilancio, anche in assenza di relazione tecnica. A suo avviso, sarebbe opportuno sollecitare il Presidente del Senato a convocare la Giunta - considerato che la richiesta è stata sottoscritta da tre Presidenti di Gruppo la cui consistenza numerica è pari ad almeno un terzo dei componenti del Senato, come previsto dall'articolo 18, comma 3-bis, del Regolamento - affinché si pronunci prima che il disegno di legge sia sottoposto all'Aula, in modo che anche in quella sede la valutazione degli emendamenti non sia condizionata da una errata interpretazione delle norme regolamentari.

In secondo luogo, ribadisce la opportunità di audire il Ministro dell'economia, per comprendere le ragioni per cui il disegno di legge n. 615 sia stato dichiarato "collegato" alla manovra finanziaria, nonché il professor Cassese, per un aggiornamento sui lavori del Comitato per la individuazione dei LEP da lui presieduto. Infine, ribadisce la necessità di approfondire le criticità del provvedimento in esame segnalate dal Governatore della Banca d'Italia, con una lettera inviata al presidente del CLEP.

Il PRESIDENTE assicura che contatterà per le vie brevi il Presidente del Senato, per verificare l'opportunità di una convocazione della Giunta per il regolamento. A tale riguardo, tuttavia, sarebbe opportuna una sollecitazione, in Conferenza dei Capigruppo, da parte dei tre Capigruppo che hanno sottoscritto la richiesta.

Informa, inoltre, che sono già in corso i contatti con le segreterie del ministro Giorgetti e del professor Cassese, per organizzare le rispettive audizioni.

Il senatore CATALDI (M5S) sottolinea che l'emendamento 7.8 consente, come ulteriore facoltà, di sospendere l'applicazione dell'intesa, per dare una risposta immediata nel caso che si verifichino criticità.

Posto ai voti, l'emendamento 7.8 è respinto.

Il PRESIDENTE, nel ricordare che vi è un parere favorevole del Governo sulla prima parte dell'emendamento 7.10 e sull'emendamento 7.9, invita i proponenti dell'emendamento 7.10 a riformularlo in un testo identico al 7.9, in modo da porli congiuntamente ai voti.

Il senatore LOMBARDO (Az-IV-RE), accogliendo l'invito del Presidente, riformula l'emendamento 7.10 in un testo 2, identico all'emendamento 7.9, pubblicato in allegato.

Posti congiuntamente ai voti, gli emendamenti identici 7.10 (testo 2) e 7.9 sono approvati all'unanimità.

Sull'emendamento 7.11, interviene in dichiarazione di voto favorevole il senatore OCCHIUTO (FI-BP-PPE). Secondo la proposta in esame, nell'intesa saranno indicati anche i tempi, oltre ai casi e alle modalità con cui lo Stato o la Regione possono chiedere la cessazione della sua efficacia, in modo da scongiurare l'ipotesi che si possa recedere dall'accordo solo per un cambio di maggioranza nel consiglio regionale.

Posto ai voti, l'emendamento 7.11 è approvato.

Sull'emendamento 7.12, prende la parola in dichiarazione di voto il senatore CATALDI (M5S) per precisare l'opportunità di prevedere una deliberazione a maggioranza semplice delle Camere, qualora sia la Regione a chiedere la cessazione dell'efficacia dell'intesa.

Posto ai voti, l'emendamento 7.12 non è approvato.

L'emendamento 7.13, su cui la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, è inammissibile.

Si passa alla votazione dell'emendamento 7.14.

Il senatore CATALDI (M5S) auspica l'accoglimento dell'emendamento in esame, che prevede la cessazione dell'intesa per il preminente interesse nazionale, qualora si verifichi un conflitto tra lo Stato e la Regione.

Il senatore PARRINI (PD-IDP) ritiene che l'emendamento sia da tenere in considerazione, poiché configura una sorta di clausola di supremazia a garanzia dell'unità nazionale.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) ritiene che la previsione di una soluzione all'eventuale conflitto tra lo Stato e la Regione interessata, o anche tra due o più Regioni, applicando il principio del preminente interesse nazionale, sia una norma di buonsenso. Pertanto, voterà a favore dell'emendamento in esame.

Posto ai voti, l'emendamento 7.14 non è approvato.

Si passa all'esame dell'emendamento 7.15.

La senatrice MAIORINO (M5S) sottolinea che, con la proposta in esame, si restituisce dignità al ruolo del Parlamento, che potrà deliberare, a maggioranza assoluta, la cessazione dell'intesa, nel caso che se ne ravvisi la necessità.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) auspica l'approvazione dell'emendamento in esame, che prevede fin da subito un rimedio nel caso in cui l'intesa si riveli contraria all'interesse nazionale, senza dover attendere l'intervento della Corte costituzionale. Esprime rammarico per la rinuncia della maggioranza e del Governo a un confronto costruttivo sulle proposte di merito formulate dall'opposizione. A tale riguardo, fa notare che nessuno tra gli esperti, i soggetti istituzionali e i corpi intermedi ha sollecitato l'attuazione dell'autonomia differenziata al fine di rilanciare l'economia del Paese.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) nota un certo nervosismo della maggioranza e del Governo, che si sono posti l'obiettivo di far entrare in vigore l'autonomia differenziata entro un termine prestabilito, probabilmente prima delle elezioni europee. In realtà, come ricordato dal senatore Giorgis, non vi sono ragioni di particolare urgenza, né si registrano pressioni in tal senso dall'opinione pubblica o dai settori produttivi. Al contrario, anzi, le indicazioni sono per una maggiore ponderazione.

Il ministro CALDEROLI precisa che l'articolo 7 del disegno di legge disciplina le modalità di modifica e cessazione dell'efficacia dell'intesa, che devono essere deliberate dalle Camere con la medesima maggioranza richiesta per l'approvazione dell'intesa. Inoltre, l'iniziativa per la cessazione dell'intesa può essere adottata anche dal Governo, in base all'articolo 120, secondo comma, della Costituzione.

Il PRESIDENTE ritiene che, proprio perché vi è un riferimento a un principio costituzionale, non sarebbe scorretto esplicitarlo nel testo del disegno di legge. Auspica che il Governo rivaluti la proposta in esame, anche in una logica di confronto costruttivo che è stata mantenuta finora.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) rileva che sarebbe preferibile prevedere ex ante in modo esplicito la procedura per l'applicazione di un principio costituzionale, che va comunque attuato nei casi specifici.

Il relatore DELLA PORTA (FdI) propone di accantonare l'esame dell'emendamento 7.15, per un approfondimento, considerato che la proposta è volta alla tutela dell'interesse nazionale.

Il PRESIDENTE dispone l'accantonamento dell'emendamento 7.15.

Si passa alla votazione dell'emendamento 7.16.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) ritiene che anche questo emendamento dovrebbe essere accantonato insieme al precedente, per analogia.

La senatrice MAIORINO (M5S) sottolinea che l'emendamento in esame prevede in modo più dettagliato gli strumenti a disposizione dello Stato per intervenire tempestivamente nel caso che si verifichi una inadempienza di una Regione o una lesione dei diritti civili e sociali.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) ricorda che, anche in caso di inadempienza di una Regione, il cittadino ha il diritto costituzionalmente riconosciuto di ricevere i servizi essenziali che lo Stato è tenuto a garantire. Pertanto, essendo in capo allo Stato tale responsabilità, è indispensabile stabilire in modo dettagliato le modalità di intervento, come è risultato evidente nel settore sanitario durante la pandemia, a meno che la maggioranza e il Governo non ipotizzino di ricorrere in questi casi a un decreto-legge.

Chiede in ogni caso di accantonare tutti gli emendamenti riferiti a questo argomento, dal 7.15 al 7.19.

Il senatore LOMBARDO (Az-IV-RE) ritiene che inevitabilmente si interverrà con un provvedimento d'urgenza, sebbene ciò non sia esplicitato in questa sede. A suo avviso, sarebbe opportuna una riflessione più approfondita, in particolare con riferimento alle prestazioni sanitarie. Basti pensare, ad esempio, che già attualmente esistono sistemi sanitari privati convenzionati differenti tra le Regioni.

Il PRESIDENTE precisa che l'emendamento 7.16 ha un contenuto differente dalle altre proposte sul medesimo argomento. Inoltre, il parere contrario dei relatori e del Governo è motivato dall'inserimento all'articolo 3, con l'emendamento 3.5 (testo 2) a sua prima firma, di un potere sostitutivo del Governo ai sensi dell'articolo 120, secondo comma, della Costituzione, in caso di inadempienza della Regione o lesione anche parziale dei diritti sociali e civili.

Pertanto, dispone l'accantonamento, oltre all'emendamento 7.15, degli emendamenti 7.17 e 7.19.

Posto ai voti, l'emendamento 7.16 non è approvato.

L'emendamento 7.17 è quindi accantonato.

Si passa alla votazione dell'emendamento 7.18.

Il senatore PARRINI (PD-IDP) auspica l'approvazione della proposta in esame, con cui si prevede che nell'intesa siano individuate le modalità di revisione alla quale si deve procedere ogni volta che siano modificati o aggiornati i LEP, in modo che non vi siano incertezze su tale aspetto.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) esprime dubbi sulla reale intenzione del Governo di garantire effettivamente i LEP, altrimenti non dovrebbero esservi incertezze nel prevedere la revisione dell'intesa ogni volta che intervenga una modifica dei livelli essenziali delle prestazioni. A suo avviso, vi è il rischio che tale diritto resti una mera enunciazione di principio, considerato che non è stato chiarito neanche come si intende finanziarli.

Posto ai voti, l'emendamento 7.18 è respinto.

L'emendamento 7.19 è quindi accantonato.

Sull'emendamento 7.20, prende la parola in dichiarazione di voto il senatore PARRINI (PD-IDP), che ritiene preferibile sopprimere il comma 2 dell'articolo 7, per evitare automatismi nel meccanismo di rinnovo dell'intesa.

Posto ai voti, l'emendamento 7.20 è respinto.

Si passa alla votazione dell'emendamento 7.21.

Il senatore PARRINI (PD-IDP) auspica l'approvazione della proposta, con cui si prevede che in qualsiasi momento lo Stato e la Regione possano assumere l'iniziativa per la revisione dell'intesa.

Il PRESIDENTE nota che al comma 1 dell'articolo 7 è già previsto che l'intesa possa essere modificata su iniziativa dello Stato o della Regione interessata.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) sottolinea che l'emendamento in esame, sostituendo il comma 2, elimina ogni automatismo, quindi vi è una differenza tra le due disposizioni.

La senatrice MAIORINO (M5S) ritiene importante specificare le modalità con cui lo Stato e la Regione possono modificare l'intesa, qualora si verifichino distorsioni nell'erogazione dei servizi essenziali. A nome del Gruppo, annuncia pertanto un voto favorevole.

Posto ai voti, l'emendamento 7.21 non è approvato.

Si passa alla votazione dell'emendamento 7.22.

Il senatore CATALDI (M5S) ritiene necessario riflettere in modo più approfondito sull'opportunità di eliminare qualsiasi automatismo relativo al rinnovo dell'intesa.

La senatrice VALENTE (PD-IDP) si associa alle considerazioni del senatore Cataldi, ritenendo necessaria una maggiore ponderazione sull'inserimento di automatismi nel meccanismo di rinnovo dell'intesa.

Posto ai voti, l'emendamento 7.22 è respinto.

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 10,05.