Legislatura 19ª - 2ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 88 del 18/10/2023
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IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO
Proposta di nomina del professor Felice Maurizio D'Ettore a presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (n. 19)
Proposta di nomina dell'avvocato Irma Conti a componente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (n. 20)
Proposta di nomina del dottor Mario Serio a componente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (n. 21)
(Parere al ministro per i Rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 1, della legge 24 gennaio 1978, n. 14. Esame congiunto e rinvio)
Il senatore RAPANI (FdI), relatore, illustra il parere sulle proposte di nomina del Presidente e di due componenti del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (nn. 19, 20 e 21) all'esame della Commissione. Ricorda che il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale è stato istituito, presso il ministero della Giustizia, dall'articolo 7 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 146, convertito con modificazioni dalla legge n. 10 del 2014 - recante misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria.
Il Garante - la cui istituzione rappresenta una risposta ad alcune delle criticità evidenziate dalla Corte europea dei diritti dell'uomo con la sentenza cosiddetta "Torreggiani" dell'8 gennaio 2013 - vigila affinché l'esecuzione della custodia dei detenuti e dei soggetti comunque sottoposti a forme di limitazione della libertà personale sia attuata in conformità ai principi costituzionali e alle previsioni interne ed internazionali in materia di diritti umani. Nell'ambito delle competenze attribuite al Garante rientrano, tra le altre: lo svolgimento di visite ed ispezioni presso gli istituti penitenziari o strutture pubbliche e private dove si trovano soggetti comunque privati della libertà personale; l'accesso agli atti contenuti nel fascicolo dei detenuti; la formulazione di raccomandazioni alle amministrazioni che non adempiono agli obblighi di legge. Esso, inoltre, collabora con i Garanti territoriali definendo gli obiettivi da realizzare e occupandosi del coordinamento con tali strutture periferiche e informa annualmente le Camere ed il Governo sull'attività svolta.
Il comma 2 del citato articolo 7 disciplina la procedura di nomina dei componenti del Garante nazionale: il Presidente e due membri, che restano in carica per cinque anni non prorogabili, scelti tra persone indipendenti e competenti nelle discipline afferenti la tutela dei diritti umani, sono nominati, previa delibera del Consiglio dei ministri, con decreto del Presidente della Repubblica e sentite le competenti Commissioni parlamentari.
Il Consiglio dei ministri, nella seduta del 25 settembre 2023 ha avviato la procedura di nomina dei componenti del Collegio del Garante, i cui curricula sono in distribuzione dalla scorsa settimana, e su cui la Commissione è chiamata ad esprimersi entro il 23 ottobre ai sensi dell'articolo 139-bis del Senato.
Esprime pertanto parere favorevole alle proposte di nomina.
Interviene il senatore BAZOLI (PD-IDP) che, a nome del Gruppo del Partito Democratico, annuncia che il suo Gruppo non parteciperà alla votazione in quanto ritiene che, in assenza delle audizioni dei candidati, alle quali la maggioranza si è rifiutata di procedere, non sia possibile verificare le specifiche qualità dei candidati, previste dalle norme istitutive, che non appaiono desumibili dai curricula. Il decreto-legge n. 146 del 2013 richiede ai soggetti che compongono il Collegio del Garante per i detenuti di monitorare e verificare le condizioni in cui vivono le persone private della libertà. Fra le altre cose si richiede che ciascuno di loro sia competente sulla materia dei diritti umani, che sia indipendente dalle forze politiche e non sia dipendente di pubbliche amministrazioni. Il soggetto proposto per la presidenza del Collegio non sembra dal curriculum avere nessuna di queste caratteristiche, posto che non si evince la sua competenza sui diritti umani, è dipendente di una pubblica amministrazione in quanto professore associato e ha svolto l'attività parlamentare fino alla scorsa legislatura. Tutte queste ragioni non consentono al suo Gruppo di esprimere alcun voto in quanto in assenza di audizioni e dalla sola lettura dei curricula non è possibile poter esprimere un giudizio compiuto.
Il senatore SCALFAROTTO (Az-IV-RE) annuncia a sua volta che non parteciperà al voto anche in ragione della torsione antidemocratica che ha assunto questa procedura in cui la maggioranza non ha consentito l'audizione dei candidati. Come rilevato anche dal senatore Bazoli, infatti, il curriculum di ciascuno dei candidati non tranquillizza affatto sulla loro esperienza a poter svolgere un incarico tanto delicato su un problema costantemente all'attenzione del Paese. Il sovraffollamento carcerario e i suicidi che nei luoghi di detenzione avvengono con frequenza allarmante sono solo la punta dell'iceberg di un sistema che invece avrebbe necessità di un monitoraggio serio proprio per la gravità della situazione. L'unica candidata proposta che potrebbe avere in linea teorica qualcuna delle caratteristiche richieste dalla legge istitutiva del Garante, come si evince dal suo curriculum, si occupa tuttavia di reati societari e non sembra che nelle carceri i colletti bianchi siano i detenuti più numerosi. L'audizione di questi soggetti avrebbe certamente consentito di fugare i dubbi che invece i tre curricula sollevano. Lo scandalo, pertanto, non è l'atteggiamento dell'opposizione nei confronti di queste nomine, ma le proposte di nomina che sembrano del tutto inadeguate, in tutti e tre i casi, a ricoprire un ruolo così delicato. Ritiene pertanto che per una questione di serietà nessun voto possa essere espresso nei riguardi di nessuna delle tre proposte di nomina.
La senatrice CUCCHI (Misto-AVS), nell'annunciare che a sua volta non parteciperà al voto, si associa alle obiezioni avanzate sia dal senatore Bazoli quanto dal senatore Scalfarotto, sottolineando che per quanta poca possa essere la sua esperienza di parlamentare, tuttavia, come è noto, la condizione personale in cui si è trovata la rende particolarmente sensibile ed esperta del mondo delle carceri e dei luoghi di detenzione, che visita con regolarità. Le condizioni che ogni volta le è dato di verificare sono terribili. Il solo fatto che il Garante che sta per lasciare l'incarico sia una persona che ha adempiuto nel modo più straordinario alla sua funzione e che sta per essere sostituito da persone di cui non si conoscono né la competenza né la sensibilità, lascia davvero amareggiati. Chiede pertanto alle forze di maggioranza di cambiare il loro atteggiamento e rivolge loro un appello in questo senso; diversamente, troverebbero triste conferma alcune tendenze che è dato vedere in tante loro posizioni politiche: un totale disinteresse per i diritti umani dei più fragili, a fronte di una pervicace attenzione per gli interessi dei loro elettori. Ritiene pertanto particolarmente grave non aver consentito al Parlamento di svolgere pienamente questa procedura mediante l'audizione dei candidati proposti dal Governo.
La senatrice LOPREIATO (M5S) esprime il proprio rammarico per non aver avuto l'opportunità di procedere alle audizioni dei tre candidati che avrebbero consentito di valorizzare lo spessore dei loro curricula e non certo bloccato la procedura.
Il senatore VERINI (PD-IDP) sottolinea come quello del suo Gruppo non sia affatto un atteggiamento di carattere ostruzionistico, ma semplicemente la sottolineatura dell'inanità delle argomentazioni utilizzate dal relatore nell'esprimere un parere favorevole senza alcun altro argomento.
Il senatore SCARPINATO (M5S) interviene infine per chiedere a sua volta di poter svolgere le audizioni dei tre candidati.
Il senatore BERRINO (FdI), invece, ritiene che si debba procedere al più presto alle votazioni in ragione dei termini previsti dalle previsioni regolamentari.
Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.