Legislatura 19ª - 1ª e 2ª riunite - Resoconto sommario n. 6 del 11/10/2023

IN SEDE REFERENTE

(878) Conversione in legge del decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, recante misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché per la sicurezza dei minori in ambito digitale

(Seguito dell'esame e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri, martedì 10 ottobre.

Il PRESIDENTE comunica che, alla scadenza fissata alle ore 15 di martedì 10 ottobre, sono stati presentati 328 emendamenti e 13 ordini del giorno, pubblicati in allegato.

Avverte poi che l'emendamento 4.12 è stato riformulato in un testo 2, pubblicato in allegato.

Su richiesta della senatrice Malpezzi, fornisce quindi chiarimenti circa l'applicazione dell'articolo 100, comma 9, del Regolamento in relazione ai tempi a disposizione dei senatori per l'illustrazione d egli emendamenti.

Per illustrare gli emendamenti presentati all'articolo 1 del provvedimento, interviene il senatore SCALFAROTTO (Az-IV-RE), che segnala come tutte le proposte a sua prima firma, a partire dall'emendamento 1.1, siano dirette a colmare una delle grandi debolezze del decreto-legge in esame che, sotto il profilo della prevenzione e ricostruzione del tessuto sociale, si occupa solo del comune di Caivano e non anche delle altre zone disagiate e delle periferie pur presenti nei comuni limitrofi. Come altri provvedimenti urgenti emanati dal Governo, anche questo decreto-legge interviene su fenomeni che destano allarme sociale soltanto in superficie, a favore di fotografi e social media: l'enorme problema sociale ed il disagio giovanile, tuttavia, non sono presenti solo nel comune di Caivano e il Governo dovrebbe avere l'obbligo di intervenire strutturalmente su tutti i comuni italiani che fronteggiano quotidianamente situazioni di degrado e di abbandono. Il piano periferie adottato nel biennio 2015-2016 per "rammendare" il Paese - secondo un'espressione utilizzata dal senatore Renzo Piano - rappresenta un esempio di interventi strutturali dotati di risorse economiche sufficienti per agire sul tessuto sociale e sul disagio di aree dell'intero Paese. Seguendo questo esempio, gli ulteriori emendamenti presentati all'articolo 1 prevedono un aumento delle risorse finanziarie messe a disposizione affinché tutti i comuni limitrofi a quello di Caivano possano agire sotto il profilo della prevenzione e della ricostruzione, in modo da migliorare un provvedimento, come quello in esame, che presenta una sproporzione tra le disposizioni repressive e punitive e le disposizioni che intervengono alla radice del problema solo nel comune di Caivano.

Il senatore DE PRIAMO (FdI) illustra l'emendamento 1.7 che, nell'ottica di un bilanciamento degli interventi complessivi contenuti nel decreto-legge, anche alla luce delle audizioni svolte, promuove la pratica sportiva nei territori e nelle periferie disagiate come strumento di prevenzione del disagio giovanile e del degrado urbano. Attraverso la previsione di bandi per la riqualificazione di impianti sportivi, la proposta è diretta a favorire nuove forme di aggregazione sociale.

La senatrice MALPEZZI (PD-IDP) illustra l'emendamento 1.9, frutto del lavoro dell'intergruppo delle professioni educative che si è attivato raccogliendo le istanze di tutto il mondo dell'educazione. Rappresenta infatti come sia necessaria la presenza del mondo educativo nella fase di ricostruzione in quanto è necessario lavorare insieme per ricostruire il tessuto sociale e culturale di territori degradati. In particolare, la lettera b) è diretta ad assicurare una continuità progettuale alla relazione educativa attraverso assunzioni a tempo indeterminato di educatori che possano intervenire in profondità sul tessuto sociale.

Il senatore CATALDI (M5S) dichiara di aggiungere la propria firma agli emendamenti presentati dalle senatrici Maiorino, Lopreiato ed Aloisio. Nell'illustrare il complesso degli emendamenti presentati all'articolo 1, evidenzia come l'approccio del Gruppo del Movimento 5 Stelle sia completamente diverso da quello adottato nel decreto-legge, in quanto ritiene che la devianza giovanile rappresenti un disagio che la società non ha saputo leggere e che pertanto non siano utili interventi repressivi, in quanto occorre valorizzare i giovani senza descriverli come un problema. I giovani infatti, in particolare in determinate aree del territorio nazionale, vivono un profondo disagio sia economico che psicologico peggiorato da condizioni esterne che diventano ostacoli insormontabili e portano alla rassegnazione. Costruire la credibilità di un futuro possibile porterebbe alla risoluzione di molti dei problemi dei giovani, a partire dalla dispersione scolastica. È altresì necessario creare luoghi di aggregazione come impianti sportivi, teatri, strumenti che veicolano un sistema valoriale al quale può certamente contribuire anche il terzo settore. Nel decreto-legge, invece, prevale decisamente l'aspetto punitivo, come se il Governo cercasse di togliere acqua da una barca che sta affondando, senza individuare la falla. Diversamente, invece, gli emendamenti di cui è firmatario si occupano prima di tutto delle cause del disagio giovanile, sostenendo al contempo la necessità della completa attuazione dei principi costituzionali in materia di funzione rieducativa della pena in particolare per i reati minorili.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) illustra l'emendamento 1.11 che, analogamente all'emendamento 1.9 già illustrato, rappresenta la necessità di una maggiore e stabile presenza del mondo educativo all'interno di territori in cui la solitudine e l'abbandono sociale costituiscono uno dei problemi fondamentali. Sottolinea, poi, che, in condizioni fortemente critiche come quelle del comune di Caivano e dei comuni limitrofi, è sicuramente necessario un intervento securitario attraverso il quale lo Stato dimostri la propria presenza; tuttavia, come già segnalato dal senatore Scalfarotto, è necessario che sia assicurato sempre un equilibrio tra lo strumento repressivo e quello preventivo, equilibrio che in questo decreto-legge non è stato trovato. Poiché investire solo sulla repressione non è efficace ai fini del contrasto alla criminalità, in particolare a quella minorile, sottolinea come le sue proposte emendative investono sul terreno dell'educazione e della creazione di una base culturale comune.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) sottolinea come le proposte a sua prima firma riferite all'articolo 1 siano dirette a coniugare due esigenze che il Gruppo del Partito Democratico ritiene fondamentali per contrastare il degrado di alcuni territori ed il disagio giovanile: se, da un lato, è necessario garantire effettiva legalità e sicurezza ai cittadini, è altrettanto imprescindibile operare con strumenti di natura sociale, educativa, e culturale. Sotto il profilo del sostegno economico il provvedimento in esame manifesta un'effettiva carenza che pertanto renderà impossibile il superamento del degrado; anzi, attraverso l'inasprimento delle sanzioni penali, il decreto-legge contribuirà a peggiorare il sovraffollamento del sistema carcerario italiano, già oggi in difficoltà nello svolgimento della sua essenziale funzione rieducativa. Gli emendamenti presentati agiscono dunque sul versante della prevenzione, attraverso la previsione di presidi di legalità delle forze dell'ordine che segnalino la presenza dello Stato in territori dove esso fatica ad affermarsi.

Interviene la senatrice VALENTE (PD-IDP), per illustrare gli emendamenti 1.22 e 1.32 che evidenziano le carenze del provvedimento in esame, troppo sbilanciato verso la repressione in assenza di un serio investimento educativo e preventivo. L'articolo 1 del decreto-legge dimostra un approccio che non individua soluzioni strutturali, ma interventi straordinari: le sue proposte emendative, invece, manifestano una tensione verso il futuro e una stabilizzazione di interventi fondamentali per il recupero di un tessuto sociale ed economico degradato che non può essere abbandonato nuovamente. Con riferimento all'emendamento 1.32, in particolare, che prevede l'istituzione di un centro antiviolenza nel comune di Caivano, sottolinea come le devianze e i disagi rappresentati dalla cronaca più recente abbiano sicuramente riguardato anche il profilo della violenza maschile nei confronti delle donne. Tale violenza, come noto, ha un carattere culturale e deve essere combattuta con strumenti strutturali e stabili come i centri antiviolenza che, oltre a fornire immediata assistenza alle vittime, rieducano ad un sano rapporto tra sessi.

Il presidente BALBONI (FdI), in qualità di relatore, reputa meritevole di attenzione l'emendamento 1.32, invitando altresì il Governo a svolgere un approfondimento sul punto.

Il senatore SCURRIA (FdI) illustra l'emendamento 1.0.1 diretto a rendere immediatamente fruibili ed effettivi nel territorio di Caivano le risorse dei fondi europei già stanziati al fine di promuovere l'attività giovanile, l'inclusione sociale e lo sviluppo culturale dei giovani attraverso l'Agenzia nazionale dei giovani.

Il PRESIDENTE, attesa l'imminente ripresa dei lavori dell'Assemblea, propone di sospendere la seduta e di riprenderla alle ore 18,15.

Le Commissioni riunite prendono atto.

La seduta, sospesa alle ore 15,30, riprende alle ore 18,15.

Si passa alla illustrazione degli emendamenti all'articolo 2.

La senatrice MALPEZZI (PD-IDP) esprime apprezzamento per le misure previste dall'articolo 2 in favore dell'orientamento universitario per gli studenti del Comune di Caivano. Tuttavia, occorre considerare che questi ragazzi spesso non arrivano neanche a frequentare le scuole superiori. Sarebbe opportuno, quindi, anticipare le misure di sostegno di cui all'articolo 2 alla scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, con la collaborazione del Ministero dell'istruzione e del merito, al fine di evitare la dispersione scolastica, fenomeno che riguarda soprattutto i quindicenni.

Si sofferma sull'emendamento 2.1, che prevede la collaborazione delle università con enti e istituzioni locali, per non escludere quelle agenzie e associazioni che sono attualmente impegnate sul territorio in attività educative. L'emendamento 2.2, invece, propone percorsi di supporto sociale, culturale e psicologico agli studenti dalle elementari alle superiori, con il coinvolgimento delle famiglie.

Passa a illustrare quindi l'emendamento 2.0.1, che - prendendo spunto dagli interventi previsti tra il 2013 e il 2018 per il cosiddetto "Piano periferie", come ricordato dal senatore Scalfarotto - propone un programma straordinario per la rigenerazione, la sicurezza e la coesione delle periferie e delle aree degradate, attraverso il recupero e riuso di aree pubbliche e strutture edilizie esistenti, ovviamente con i relativi necessari stanziamenti. Segnala che su questo argomento vi è anche l'emendamento 3.0.1, a prima firma della senatrice Pirovano, che prevede l'istituzione di un Osservatorio con il compito di monitorare la situazione delle periferie italiane.

I senatori SCALFAROTTO (Az-IV-RE) e DE CRISTOFARO (Misto-AVS) aggiungono la propria firma all'emendamento 2.0.1.

Il presidente BALBONI (FdI), in qualità di relatore, auspica che il Governo e la maggioranza tengano in considerazione l'emendamento 2.0.1. Sottolinea che gli emendamenti 2.6 e 2.7 del Gruppo di Fratelli d'Italia propongono misure in linea con quelle prefigurate dalla senatrice Malpezzi, a riprova del fatto che vi è una sensibilità trasversale su questi temi.

Il senatore CATALDI (M5S), nell'illustrare l'emendamento 2.8, condivide le considerazioni della senatrice Malpezzi sulla opportunità di intervenire prima dell'università, per favorire l'orientamento scolastico, anche attraverso seminari e campus, trattandosi di ragazzi che difficilmente concludono regolarmente il ciclo di studi. In ogni caso, ritiene fondamentale che i percorsi rieducativi siano finalizzati non solo alla formazione scolastica, ma anche alla trasmissione del patrimonio di valori sociali condivisi e alla prospettazione di un modello di vita diverso da quello criminale.

La senatrice VALENTE (PD-IDP) sottolinea che l'emendamento 2.0.2 integra le proposte 2.8 e 2.0.1, prevedendo misure per favorire la formazione professionale e l'accesso al mercato del lavoro di quei ragazzi che decidono di non proseguire gli studi dopo la scuola dell'obbligo, offrendo loro un'alternativa ai facili guadagni consentiti dalla criminalità.

Il PRESIDENTE osserva che l'emendamento, facendo riferimento ai Comuni ad alta dispersione scolastica, andrebbe riferito all'intero territorio nazionale, quindi sarebbe ultroneo il riferimento specifico a Caivano e alla Campania.

La senatrice VALENTE (PD-IDP), nel concordare con il Presidente, si riserva di riformularlo.

Si passa all' illustrazione degli emendamenti all'articolo 3.

Il senatore SCALFAROTTO (Az-IV-RE) illustra l'emendamento 3.1, soppressivo dell'intero articolo, che prevede un inasprimento delle misure di sicurezza, aumentando le sanzioni o estendendone l'ambito di applicazione. Tuttavia, a suo avviso, tale approccio è criticabile sotto due profili. Innanzitutto, ritiene che all'azione penale debbano essere affiancate misure con finalità rieducative, soprattutto quando si tratta di minorenni. In secondo luogo, è inaccettabile, per uno Stato di diritto, che le norme penali siano modificate attraverso un decreto-legge, che - a causa dei tempi ristretti per la sua conversione - impedisce la necessaria ponderazione da parte del Parlamento, con l'ascolto di esperti e l'acquisizione di dati.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), nell'illustrare gli emendamenti soppressivi 3.2 e 3.4, si associa alle considerazioni del senatore Scalfarotto. Formula considerazioni critiche, in particolare, sul rafforzamento del cosiddetto Daspo urbano, con l'attribuzione di una più ampia discrezionalità al questore nella valutazione della pericolosità del soggetto. A suo avviso, tale previsione presenta profili di illegittimità costituzionale, in quanto viola il principio della riserva di legge in ambito penale.

Inoltre, contesta la scelta politica di intervenire in materia penale attraverso un provvedimento d'urgenza, che ha un forte riscontro mediatico, ma non risolve i problemi alla radice. Del resto, a Napoli si susseguono da anni operazioni "ad alto impatto", poste in essere da Governi di tutti gli schieramenti, senza risultati concreti e duraturi. Invita, quindi, ad affrontare la questione della sicurezza in modo più strutturale e organico e con maggiore ponderazione.

La senatrice LOPREIATO (M5S) illustra l'emendamento 3.3, che propone di sopprimere la norma con cui si applica la misura di prevenzione del divieto di accesso a determinati luoghi anche ai minorenni ultraquattordicenni. Tra l'altro, si estende l'ambito di applicazione della misura, che prima riguardava solo i condannati in modo definitivo, anche ai soggetti ritenuti pericolosi dal questore. Ritiene che tali interventi, oltre a essere sproporzionati, saranno inefficaci, in quanto, nei contesti sociali come quello di Caivano, la sanzione non solo non è un deterrente, ma è considerata perfino un motivo di vanto da chi la riceve.

La senatrice STEFANI (LSP-PSd'Az) illustra l'emendamento 3.11, volto a prevedere che, nei casi di condanna per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti commesso all'interno o nelle immediate vicinanze di locali pubblici o aperti al pubblico, la concessione della sospensione condizionale della pena sia sempre subordinata all'imposizione del Daspo, mentre, attualmente, il comma 7 dell'articolo 13 del decreto-legge n. 14 del 2017 stabilisce solo una facoltà in tal senso.

La senatrice PIROVANO (LSP-PSd'Az) illustra l'emendamento 3.12, con cui si autorizza l'assunzione a tempo indeterminato di addetti di polizia locale per tutti quei comuni che non rispettino il rapporto di un agente ogni mille abitanti, stabilito dalla normativa vigente. Segnala che, soprattutto nei comuni più piccoli, vi sono molte difficoltà sotto il profilo della sicurezza, dato anche l'incremento degli episodi di criminalità e del fenomeno delle baby gang verificatosi dopo le misure di isolamento per la pandemia.

Dopo aver precisato che l'emendamento 3.15 ha natura tecnica, in quanto riferito ai mutui stipulati dagli enti locali, passa a illustrare la proposta 3.16, che ha l'obiettivo di escludere il trattamento economico degli agenti di polizia locale dal tetto di spesa per il personale, analogamente a quanto già fatto per i segretari comunali, nei Comuni che non rispettano gli standard relativi al rapporto tra residenti e numero di addetti di polizia locale.

Il senatore LISEI (FdI) illustra l'emendamento 3.13, che introduce la possibilità per la vigilanza privata di intervenire anche in difesa della sicurezza delle persone, oltre che per quella degli immobili, chiedendo l'intervento delle forze dell'ordine, in linea con quanto previsto nella maggior parte degli altri Paesi europei.

Si passa all' illustrazione degli emendamenti all'articolo 4.

La senatrice LOPREIATO (M5S) illustra complessivamente gli emendamenti a sua prima firma, che sono volti a sopprimere l'intero articolo 4 o, in alternativa, i commi 1, 2 e 3. Ritiene, infatti, che l'articolo presenti criticità significative, in particolare con l'aumento da quattro a cinque anni della pena massima della reclusione per i reati di lieve entità relativi alla produzione, al traffico e alla detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope. Infatti, ciò comporta l'applicabilità della custodia cautelare in carcere anche agli indagati adulti, con conseguente rischio di aggravamento del sovraffollamento delle carceri.

Il senatore SCALFAROTTO (Az-IV-RE) illustra l'emendamento 4.2, soppressivo dell'intero articolo, con il quale si innalzano le sanzioni per lo spaccio di stupefacenti e il porto d'armi abusivo.

In primo luogo, a suo avviso, non si comprende l'esigenza di intervenire con particolare urgenza per queste fattispecie di reato. Del resto, di fronte al fenomeno delle tossicodipendenze, l'approccio solo repressivo risulta inefficace, come dimostrano i dati relativi alle normative proibizioniste. Pur essendo favorevole alla depenalizzazione, ritiene che sarebbe preferibile un lavoro serio e approfondito su questo tema, rispettoso della drammaticità del problema.

Richiama poi l'attenzione sul rischio di aggravare l'affollamento delle carceri, questione per cui l'Italia è già stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo nel 2013. Ricorda infatti che, a seguito della sentenza Torreggiani, fu necessaria una incisiva azione di depenalizzazione, proprio per i reati connessi agli stupefacenti, i cui effetti ora rischiano di essere vanificati dalle modifiche introdotte con il provvedimento in esame. Peraltro, a seguito della predetta sentenza, l'allora Presidente della Repubblica Napolitano inviò alle Camere un messaggio - l'unico nei quasi nove anni di Presidenza - dedicato al drammatico sovraffollamento delle carceri.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) si associa alle considerazioni del senatore Scalfarotto. Anche gli emendamenti a sua prima firma propongono di sopprimere in tutto o in parte l'articolo 4, ritenendo che sia un errore limitarsi a innalzare la pena edittale e, favorendo l'applicazione della custodia cautelare in carcere.

Innanzitutto, si rischia in questo modo di replicare la violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani, per cui l'Italia è già stata condannata con la sentenza Torreggiani. Con il sovraffollamento degli istituti penitenziari, infatti, non è possibile garantire a ogni detenuto condizioni compatibili con il rispetto della dignità umana. Tra l'altro, i dati dimostrano che la pena della reclusione per reati di lieve entità favorisce la recidiva e che le politiche proibizioniste hanno avuto risultati fallimentari.

A suo avviso, su questo tema sarebbe necessario un confronto approfondito, scevro da approcci ideologici.

La senatrice UNTERBERGER (Aut (SVP-Patt, Cb, SCN)), nell'illustrare l'emendamento 4.10, formula considerazioni molto critiche sull'articolo 4, che - aumentando le sanzioni per reati di lieve entità - si pone in controtendenza rispetto ad altri Paesi, come la Germania, dove i reati legati agli stupefacenti sono stati depenalizzati. Tra l'altro, elevando la pena, si impedisce l'applicazione della detenzione domiciliare ai piccoli spacciatori, che causeranno così un sovraffollamento delle carceri e poi magari chiederanno anche un risarcimento per ingiusta detenzione, data purtroppo la difficoltà di provarne la colpevolezza.

Pertanto, pur concordando sulle linee generali del provvedimento nel suo complesso, ritiene preferibile sopprimere la norma in esame.

Il PRESIDENTE avverte che, nella seduta già convocata per le ore 9 di domani, proseguirà l'illustrazione degli emendamenti, a partire da quelli rimasti in sospeso sull'articolo 4.

Sono invece dati per illustrati i restanti emendamenti riferiti ai primi tre articoli.

Le Commissioni riunite prendono atto.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 19,50.