Legislatura 19ª - 1ª e 2ª riunite - Resoconto sommario n. 5 del 10/10/2023
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IN SEDE REFERENTE
(878) Conversione in legge del decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, recante misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché per la sicurezza dei minori in ambito digitale
(Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di mercoledì 4 ottobre.
Il PRESIDENTE ricorda che nella precedente seduta aveva avuto inizio la discussione generale e che alle ore 15 scade il termine per presentare emendamenti e ordini del giorno.
Riprende la discussione generale.
Interviene il senatore SCALFAROTTO (Az-IV-RE) che sottolinea come rispetto alle dichiarazioni iniziali del ministro Nordio sul programma di lavoro del dicastero della Giustizia, sulle quali il suo Gruppo esprime un giudizio positivo, il Governo invece fa della normativa penale un uno parossistico: più nuovi reati, pene più severe e, da ultimo, una particolare passione per i reati universali. Esprime quindi forte preoccupazione sulle norme contenute in questo disegno di legge che toccano un tema delicatissimo come quello della giustizia minorile che andrebbe maneggiato e valutato con grande attenzione. L'aggravante è che tutte queste norme penali vengono adottate, ormai routinariamente, mediante decreti-legge che aggiungono una ulteriore inquietudine per la torsione democratica che ciò comporterebbe e tra l'altro norme penali approvate in fretta, con decretazione d'urgenza, immediatamente operative, cambiano immancabilmente in sede di conversione ma, nel frattempo, qualche cittadino incappa nella norma originaria aggiungendo quindi un compito interpretativo per i giudici assai complicato. Questo meccanismo si rivela particolarmente pericoloso nella modifica del diritto penale minorile. Inoltre il provvedimento cammina su due gambe fra di loro non proporzionate e calibrate. Da un lato vi sono gli interventi che riguardano soltanto il comune di Caivano con misure di carattere sociale e anche finanziario, e dall'altro misure repressive generalizzate per tutto il Paese. Anche la parte di carattere più squisitamente sociale che riguarda solo Caivano e non per esempio i comuni limitrofi che, come è noto, soffrono delle stesse problematiche, risulta del tutto incomprensibile. La parte penale invece, come già detto, è applicata a tutto il territorio nazionale a prescindere dagli interventi di carattere sociale e ciò senza valutare in alcun modo l'impatto che le misure repressive potranno avere sulle carceri minorili. Al riguardo fa presente che un alleggerimento delle misure penali per evitare
il sovraffollamento carcerario era stato oggetto di un messaggio del Presidente della Repubblica in ordine alla condanna dell'Italia da parte della Corte EDU sul caso Torreggiani. Ritiene pertanto che sia quanto mai utile capire che impatto possano avere le norme del decreto-legge sulla situazione carceraria, altrimenti il Governo, come in numerose altre occasioni, dovrà tornare indietro e modificare le norme. Se solo con l'aumento delle pene si potessero risolvere i problemi del disagio minorile, ormai il Paese dovrebbe essere fuori da questa emergenza, invece purtroppo povertà educativa, dispersione scolastica e criminalità minorile sono fenomeni vieppiù presenti nella società e che, evidentemente, non dipendono dall'aumento delle sanzioni o dall'inasprimento della normativa penale e di sicurezza. A nome della sua parte politica esprime pertanto una valutazione molto critica su un provvedimento dal sapore fortemente propagandistico, buono più per la comunicazione sui social media che non per la soluzione dei problemi del Paese.
Il senatore RASTRELLI (FdI) dichiara di apprezzare le argomentazioni che sono venute dai Gruppi di opposizione che, in relazione a taluni temi, invitano ad una riflessione più approfondita ma, invece, non ritiene di poter apprezzare le ipocrisie e le distorsioni del significato del provvedimento in esame come se si trattasse di un'operazione giustizialista e forcaiola imputabile soltanto alle forze di maggioranza. Ricorda infatti che è stato il Presidente della Regione Campania, all'indomani dei fatti di Caivano, a parlare di necessità di uno stato di assedio di quella zona e di sospensione di alcune delle libertà per sottoporre quel territorio ad un'operazione di polizia che possa riportare all'interno dei confini di legalità dello Stato. Il provvedimento in esame, a suo parere, è invece coraggioso, equilibrato e necessario. Peraltro, anche i soggetti che sono stati auditi hanno espresso tutti un giudizio molto positivo sulle norme approvate dal governo. Da ultimo, anche la nota inviata alle Commissioni riunite dal Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza. Il decreto-legge in fase di conversione rispetta i criteri costituzionali di necessità, omogeneità e urgenza. In qualità di rappresentante della Regione Campania rivendica con forza la necessità di un intervento normativo urgente per il territorio di Caivano che, per essere stato storicamente abbandonato dallo Stato in tutti questi anni, deve essere in qualche misura indennizzato. Peraltro non si può tacere che il provvedimento ha preso le mosse da nefandezze inaccettabili come lo stupro ripetuto nel tempo di due bambine. Un intervento risarcitorio è necessario proprio perché serve a restituire speranza in zone del Paese nelle quali deve essere invertita una rotta pericolosamente incontrollata. Con il decreto-legge l'intento è quello di coniugare il principio di legalità con la socialità degli interventi per il contrasto al disagio minorile, alla povertà educativa e alla dispersione scolastica, fenomeni questi che purtroppo sfociano spesso nella devianza e nella criminalità minorile. Anche la questione, da più parti sollevata, sui limiti anagrafici dei minori che saranno sottoposti alle misure di tutela preventiva non deve in alcun modo avere una funzione meramente assolutoria né nei riguardi di questi ragazzi né tantomeno nei riguardi delle istituzioni. Quella che a Caivano viene chiamata "la stesa", proprio perché si tratta di sparatorie per strada fatte da minori con armi pesanti che costringono i cittadini a stendersi per terra per evitare i colpi di arma da fuoco, è la rappresentazione di come i minorenni possano essere soggetto di azioni molto pericolose e come la loro educazione debba passare anche attraverso azioni sanzionatorie. Ritiene pertanto che sia necessario un cambio di passo anche potenziando, come fa il provvedimento, le misure pre-processuali che servono ad anticipare la soglia della tutela penale al fine di evitare che la devianza si trasformi in criminalità, come per esempio la misura dell'ammonimento o il trasferimento di soggetti ormai maggiorenni che stiano scontando le pene nelle carceri minorili in quelle per adulti. In sostanza si tratta di una costante e preoccupata attenzione alla tutela dei minori. Esprime infine un giudizio molto favorevole sulle misure inserite nel provvedimento per il contrasto alla povertà educativa e per combattere la dispersione scolastica. Dichiara quindi di non condividere in alcun modo lo scenario dipinto in alcuni interventi dell'opposizione e ribadisce invece la valutazione positiva rispetto a misure connotate da equilibrio e attenzione al principio di legalità.
La senatrice CUCCHI (Misto-AVS) si associa anzitutto alle richieste avanzate da alcuni senatori dell'opposizione di acquisire dati sull'impatto che le norme in esame potrebbero avere sulle carceri minorili, che già si trovano in una situazione piuttosto difficile e di cui il Governo non può non tener conto. Dichiara altresì di condividere le critiche già espresse da altri senatori sull'utilizzo della decretazione d'urgenza per l'adozione di norme di carattere penale ed in particolare per quelle riguardanti il diritto penale minorile. Ritiene infatti che vi sia un'ampia letteratura che mostra come l'inasprimento delle pene non abbia alcun effetto sulla diminuzione della devianza e della criminalità giovanile. Peraltro questo elemento è stato ricordato anche da moltissimi soggetti che sono stati auditi sul provvedimento, i quali hanno espresso forti perplessità sull'introduzione di norme repressive a fini di carattere educativo. Come è noto, infatti, vi è una stretta correlazione tra la criminalità minorile e gli ambienti, sia di carattere sociale che territoriale, in cui i giovani formano la loro personalità. I luoghi poveri e degradati, come certamente è il caso di Caivano, comune in cui sono accaduti i fatti da cui ha preso le mosse il provvedimento, avrebbero bisogno di interventi assai più consistenti di quelli che il provvedimento intende operare e gli investimenti dovrebbero riguardare molti, settori da quello urbano a quello educativo. Se invece lo Stato si limita a intervenire solo sul piano della repressione, ciò non potrà che avere l'effetto di rendere più autorevoli le organizzazioni criminali agli occhi dei giovani in assenza di interventi strutturali e profondi. Esprime pertanto preoccupazione e perplessità sul provvedimento
Il senatore BAZOLI (PD-IDP) dichiara anzitutto di condividere la necessità di intervenire per contrastare il disagio minorile che dopo il Covid si è diffuso ben al di là del territorio comunale di Caivano, che ha delle peculiarità sue proprie. Il disagio giovanile, manifestato anche da azioni illegali come quelle che si registrano ormai su tutto il territorio nazionale ad opera delle cosiddette baby-gang è pertanto un'azione di fronte alla quale il Parlamento ha l'obbligo di intervenire ma non intravede nessuna ragione di farlo attraverso la decretazione d'urgenza. A questo riguardo ricorda infatti
che sul tema delle baby-gang la Commissione giustizia stava già lavorando su un provvedimento a prima firma del senatore Romeo. Essere costretti a intervenire sul diritto penale minorile con i tempi contingentati, inevitabilmente legati alla conversione in legge di un decreto-legge, rappresenta pertanto una scelta molto discutibile in particolare per la delicatezza del tema. Il sistema penale minorile italiano è considerato fiore all'occhiello di altri paesi europei. Proprio perché il diritto penale minorile del nostro Paese è fortemente legato al recupero sociale e rieducativo del minore, le recidive in Italia sono molto minori che in altri Stati con legislazioni più squisitamente repressive. La questione infatti non è la severità della pena ma la rieducazione e la risocializzazione dei minori che delinquono. Ritiene inoltre sbagliato quello che il provvedimento intende fare allineando una serie di misure repressive per i minori a quelle già previste per gli adulti; ciò rappresenta sicuramente un peggioramento che non solo non è utile ma può essere molto pericoloso. Lamenta poi di non aver avuto alcuna indicazione riguardo ai dati di impatto di queste norme, né ai dati in generale riguardanti le carcerazioni minorili. Ritiene poi piuttosto rischioso far scontare ai minori diventati maggiorenni la pena iniziata in un carcere minorile in un carcere per adulti proprio perché in questo modo il recupero diventerà sostanzialmente impossibile. Stigmatizza pertanto che su temi così socialmente rilevanti si possa giocare la propaganda delle forze politiche. Lamenta inoltre la scarsità di risorse per le misure di rieducazione e recupero del disagio minorile che meriterebbero uno sforzo maggiore in quanto i giovani rappresentano il futuro di ogni società. Si augura infine che la maggioranza si mostri disponibile a migliorare il testo con gli emendamenti che anche la sua parte politica ha presentato e chiede ancora una volta di avere i dati di impatto del provvedimento non condividendo in alcun modo la visione cinica di alcuni senatori di maggioranza i quali ritengono di dover intervenire come legislatori semplicemente aumentando le pene e l'aspetto securitario senza aver chiaro quali possano essere le ricadute sul tessuto in cui queste norme vanno ad incidere. Il carcere infatti, dovrebbe, soprattutto per i minori, essere la soluzione estrema e non il punto di caduta di una normativa che si potrebbe rivelare miope e dannosa.
Interviene infine la senatrice ROSSOMANDO (PD-IDP) che, dichiarando di condividere quanto già affermato dal senatore Bazoli, esprime forti perplessità sulla metodologia adottata con il decreto-legge in esame in relazione al presidio del territorio. Drammatizzare una situazione critica, infatti, non significa necessariamente prendere sul serio tutte le problematiche ad essa connesse: il tema del disagio giovanile affrontato nel decreto-legge, infatti, deve essere calato in un contesto territoriale in cui è evidente l'assenza dello Stato. Se lo Stato deve tornare a presidiare il territorio, non può farlo soltanto attraverso retate una tantum ma adottando misure strutturali. In luoghi come nel comune di Caivano, oltre a stazioni di polizia e carabinieri per la sicurezza di prossimità, avrebbe infatti fondamentale importanza un sostanzioso intervento per la rigenerazione urbana, alla quale invece risulta siano stati sottratti i fondi del PNRR anche in relazione agli interventi sulle Vele di Napoli. Tutto ciò rende molto parziale l'intervento del Governo. Ritiene inoltre del tutto insufficienti anche le risorse che riguardano gli interventi di carattere sociale che invece sarebbero indispensabili, attraverso investimenti consistenti su tutto il territorio nazionale ma in particolare nei luoghi di maggior degrado che, purtroppo, non sono soltanto nel comune di Caivano. Il provvedimento scarica tutto sulla giustizia minorile che viene inasprita anche attraverso le misure preventive che, a suo parere, non rappresentano affatto un'anticipazione della tutela penale. Ritiene infatti che un quattordicenne, anche se imbraccia un'arma molto pericolosa, rimanga sempre un minorenne, sul quale è molto più difficile ma al contempo ancor più necessario intervenire in termini di recupero e risocializzazione. Ritiene quindi che il ricorso alla norma penale rappresenti una comoda scorciatoia che porterà pochi benefici e potrà invece creare problemi. Ritiene inoltre che su questi temi vi sia la necessità di un approfondimento ed un confronto serio tra tutte le forze politiche che, in relazione alle questioni riguardanti i minori, hanno atteggiamenti molto diversi anche da regione a regione. Ricorda al riguardo come la Regione Piemonte, governata dalla destra, si sia dichiarata favorevole al cosiddetto "allontanamento zero" di minori molto problematici dalle loro famiglie. La
normativa penale e securitaria non può essere pertanto l'unico presidio dei territori, i quali necessitano, invece, di interventi articolati e di risorse sostanziose. Fa da ultimo presente che il provvedimento, contraddicendo quanto più volte affermato dai partiti di maggioranza, dà ampia discrezionalità ai giudici nell'applicazione delle norme, giudici che al contempo vengono criticati per l'eccesso di discrezionalità.
Il PRESIDENTE dichiara chiusa la discussione generale.
Il correlatore ZANETTIN (FI-BP-PPE) interviene in replica, sottolineando innanzitutto l'esigenza di un intervento da parte delle autorità statali a fronte di una situazione di degrado e violenza, che si protrae da molto tempo, nel territorio di Caivano. È stato quindi indispensabile e doveroso adottare misure urgenti per contrastare la delinquenza minorile e il disagio giovanile, raccogliendo anche l'allarme lanciato dal parroco che opera in quell'area, le cui parole non potevano rimanere inascoltate.
Assicura che gli emendamenti saranno valutati con cura, al fine di individuare un punto di equilibrio fra le diverse istanze, nella consapevolezza che non è più rinviabile un intervento per ripristinare la legalità in quel territorio
Il presidente BALBONI (FdI), in qualità di correlatore, si associa integralmente alle considerazioni del senatore Zanettin.
Il sottosegretario OSTELLARI fornisce alcuni dati sulla popolazione carceraria minorile, che consta attualmente di 454 soggetti, pari al 30 per cento in più rispetto allo scorso anno. Ciò dimostra che finora il fenomeno della delinquenza giovanile è stato trascurato. Per affrontarlo, però, sarebbe opportuno evitare divisioni tra i fautori di un approccio più repressivo e quelli per cui dovrebbe prevalere il lato della prevenzione e rieducazione.
Assicura che il Governo non intende riaprire o incrementare gli istituti penitenziari minorili. In realtà, anche se attualmente si stanno ripristinando strutture prima fatiscenti e degradate, come il Beccaria e gli istituti di Catanzaro e Treviso, l'obiettivo è quello di individuare soluzioni simili alle comunità, dove effettivamente il minorenne possa seguire un percorso rieducativo.
Ritiene che, nel dibattito, sia stato eccessivamente enfatizzata la parte sanzionatoria, che in realtà è minima rispetto alle altre misure previste. Si è piuttosto deciso di investire, anche in via di sperimentazione, su misure preventive come l'ammonimento per i minori tra 12 e 14 anni, l'avviso orale e il Daspo, applicando il modello della giustizia riparativa anche nell'ambito di quella minorile, in funzione del reinserimento di questi ragazzi nella società. I medesimi strumenti possono essere applicati anche nel contrasto del fenomeno delle baby-gang che operano nelle Regioni settentrionali e che si distinguono solo per le differenti modalità di azione.
Sottolinea che l'ammonimento e l'avviso orale stanno già dando risultati positivi, a riprova del fatto che finora l'applicazione del provvedimento in esame non ha causato un aumento delle pene detentive. Ribadisce in ogni caso la necessità di costruire nuove strutture più moderne, nelle quali siano garantiti spazi adeguati alla socializzazione.
Nel replicare al senatore Bazoli, ritiene che le cause dei crimini non possano essere ricercate solo negli effetti delle restrizioni per la pandemia o nella incapacità educativa dei genitori. Per contrastarli, però, occorre un approccio cooperativo tra diversi Ministeri, oltre a quello della giustizia, come il Ministero dell'istruzione e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nonché gli enti locali, che possono mettere a disposizione i luoghi dove i ragazzi possono creare una comunità.
Sottolinea che il provvedimento in esame è solo un primo passo per la realizzazione di un nuovo modello di giustizia minorile, a cui l'opposizione è invitata a contribuire.
Il PRESIDENTE avverte che l'illustrazione degli emendamenti sarà svolta a partire dalla seduta già convocata per domani, mercoledì 11 ottobre, alle ore 14 o alla prima sospensione dei lavori dell'Assemblea.
Le Commissioni riunite prendono atto.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 15,35.