Legislatura 19ª - 1ª e 2ª riunite - Resoconto sommario n. 3 del 04/10/2023
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IN SEDE REFERENTE
(897) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 105, recante disposizioni urgenti in materia di processo penale, di processo civile, di contrasto agli incendi boschivi, di recupero dalle tossicodipendenze, di salute e di cultura, nonché in materia di personale della magistratura e della pubblica amministrazione, approvato dalla Camera dei deputati
(Seguito dell'esame)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri, martedì 3 ottobre.
Il PRESIDENTE ricorda che è previsto per le ore 10 l'inizio dell'esame del provvedimento in Aula. Comunica che, alla scadenza del termine di presentazione, fissato per le ore 17,30, sono stati presentati 125 emendamenti e 22 ordini del giorno, pubblicati in allegato. Dopo aver precisato che molto difficilmente vi sarà il tempo per concludere l'esame in sede referente, avverte che si passerà alla illustrazione degli emendamenti.
I senatori Ada LOPREIATO (M5S) e SCALFAROTTO (Az-IV-RE) lamentano di non aver avuto il tempo sufficiente per approfondire il fascicolo degli emendamenti complessivamente presentati, dati i tempi ristrettissimi concessi a questo ramo del Parlamento per l'esame di un provvedimento piuttosto ampio, anche per l'eterogeneità dei contenuti.
Il PRESIDENTE precisa che l'organizzazione dei lavori è modulata è decisa in base alle determinazioni della Conferenza dei Capigruppo. Eventuali ulteriori valutazioni politiche e considerazioni sul rispetto delle norme costituzionali potranno essere svolte anche in Assemblea.
Si passa alla illustrazione degli emendamenti all'articolo 1.
Interviene quindi il senatore SCALFAROTTO (Az-IV-RE), per illustrare gli emendamenti a sua prima firma all'articolo 1 del testo del decreto legge, lamentando ancora una volta di non aver neanche potuto approfondire le norme che sono state approvate dalla Camera dei deputati. Peraltro, il tema delle intercettazioni, anche nell'altro ramo del Parlamento, è stato modificato in limine all'approvazione del provvedimento in prima lettura, in parziale contraddizione con i contenuti del Documento XVII, n. 1 approvato dalla Commissione giustizia all'esito dell'indagine conoscitiva sul tema delle intercettazioni.
Richiama ancora una volta la necessità che le norme penali siano approvate con strumenti ordinari che consentano un vero dibattito e un reale confronto tra le forze politiche senza le forzature a cui questo Governo ha costretto il Parlamento sin dal primo decreto-legge sui rave. Non può non notare lo scarso rispetto che la maggioranza mostra sistematicamente per i cittadini e le loro libertà civili.
Il senatore SCARPINATO (M5S), intervenendo sugli emendamenti presentati dal suo Gruppo all'articolo 1, sottolinea come, in questa sua prima esperienza parlamentare, sia forte l'impressione di essere un figurante di una democrazia recitativa. Il Parlamento in questa legislatura è soltanto la cinghia di trasmissione della volontà dell'Esecutivo e questo decreto non è, purtroppo, un'eccezione. In questo caso, il Senato è stato marginalizzato, mortificando così anche le funzioni dei parlamentari che debbono rispondere a coloro che li hanno eletti. Ritiene peraltro che anche i parlamentari della maggioranza non abbiano alcuna chiara percezione delle norme che il Governo li ha obbligati ad approvare, come ad esempio la scriminante introdotta per le operazioni telematiche di polizia. Esprime, pertanto, una forte protesta per l'impossibilità di discutere di norme così rilevanti e di impatto su tutti i cittadini, a partire dai parlamentari stessi.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) chiede di intervenire sull'ordine dei lavori, per sottolineare la manifesta contraddizione tra l'unanime deplorazione per l'abuso della decretazione d'urgenza e l'incapacità di reazione da parte del Parlamento a tutela delle proprie prerogative costituzionali.
Il PRESIDENTE nota che l'intervento non riguarda l'ordine dei lavori. Si tratta piuttosto di una sorta di questione di carattere preliminare, già argomentata, in discussione generale, nella seduta di ieri.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) sottolinea che il Presidente ha la facoltà di togliere la parola, se ritiene che in questo modo sia meglio garantito il ruolo delle Commissioni.
Il PRESIDENTE ribadisce che l'oggetto dell'intervento è fuori tema, rispetto all'illustrazione degli emendamenti.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) sottolinea che il proprio intervento riguarda appunto i lavori delle Commissioni riunite, chiamate ad esaminare un provvedimento molto complesso ed eterogeneo in meno di un giorno. Considerato che non vi sono i tempi per la conclusione dell'esame in sede referente, ritiene che la discussione in atto sia una farsa. A fronte del reiterato ricorso alla decretazione d'urgenza, sarebbe opportuno che la stessa maggioranza respingesse il provvedimento del Governo.
Si passa poi alla illustrazione degli emendamenti all'articolo 2.
Interviene quindi il senatore BAZOLI (PD-IDP), per illustrare gli emendamenti a sua prima firma all'articolo 2, pur sapendo che si tratta di una finzione, dal momento che il Senato non è stato messo neanche nella condizione minima per poter esaminare il testo, ed è la prima volta che, nella sua esperienza parlamentare, riscontra una torsione così pesante delle regole della democrazia rappresentativa. L'aggravante in questo caso è peraltro che la materia del provvedimento è a dir poco varia, rendendo ancor più difficile la cognizione di quello che l'altro ramo del Parlamento ha approvato. Sottolinea infine l'assurdità di continuare ad aumentare le pene di reati esistenti in funzione di una deterrenza che tutti sanno bene, anche i parlamentari di maggioranza, non avere nessun effetto. Lo si è chiaramente constatato con il decreto cosiddetto "Cutro" e sarà certamente così anche per gli incendi boschivi. Tutti i parlamentari sanno pertanto che si tratta di pura propaganda che, tuttavia, non servirà alla soluzione dei problemi. Gli emendamenti presentati dal suo Gruppo sono, ovviamente, quelli già presentati anche nell'altro ramo del Parlamento, data l'impossibilità per i tempi così ristretti di poterne presentare altri. Esprime quindi una formale protesta a nome del suo Gruppo, perché questo modo di procedere trasforma la democrazia parlamentare in un simulacro.
Si passa alla illustrazione degli emendamenti all'articolo 2-bis.
Dopo un'interlocuzione tra il senatore SCARPINATO (M5S) e il PRESIDENTE, la senatrice MAIORINO (M5S), ritenendo inaccettabile e umiliante il comportamento del Presidente, annuncia che il Gruppo M5S abbandonerà i lavori delle Commissioni riunite.
Il senatore SCALFAROTTO (Az-IV-RE), procedendo all'illustrazione degli emendamenti all'articolo 3, sottolinea che questo provvedimento è stato adottato dal Governo il 10 agosto, il che ha ovviamente ritardato il suo iter nel quale, peraltro, si è scaricato il contrasto tra le forze politiche di maggioranza a tutti evidente. Una divisione tra cosiddetti "manettari" e cosiddetti "garantisti" che ha sfarinato la maggioranza durante l'esame presso la Camera dei deputati, con ripercussioni anche sugli esiti dell'indagine conoscitiva sulle intercettazioni svolta dalla Commissione giustizia del Senato. Mentre, infatti, da un lato vengono predicati il diritto penale minimo e la tutela della presunzione di innocenza, dall'altro il Governo assume provvedimenti d'urgenza per introdurre ulteriori sanzioni penali, persino in relazione all'abbattimento dell'orso marsicano. Al riguardo fa presente di aver presentato l'emendamento 6bis.1 e di ritenere tale modo di procedere contrario ai principi che dovrebbero sorreggere il diritto penale sostanziale.
La senatrice ROSSOMANDO (PD-IDP), nell'illustrare gli emendamenti aggiuntivi presentati all'articolo 5, si sofferma in particolare sull'emendamento 5.0.1 riguardante le dotazioni del dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, lamentando che ancora una volta, in questo settore, non vengono fatti gli investimenti che invece sarebbero necessari. Sottolinea poi come la maggioranza, all'interno di questo provvedimento, abbia eluso il tema gigantesco delle nuove tecnologie e del loro impatto sul controllo e la gestione delle intercettazioni: si continua, infatti, a intervenire su un tema ormai risolto dalla cosiddetta "riforma Orlando" come quello della circolazione delle intercettazioni, al di fuori del processo, senza considerare questioni assai più rischiose legate all'evoluzione tecnologica. Lamenta dunque non soltanto il continuo uso della decretazione d'urgenza su cui molti interventi si sono soffermati, ma la cifra di questi provvedimenti che, contraddicendo ciò che il Ministro della giustizia va ripetendo nelle interviste rilasciate agli organi di stampa, insistono sull'aumento delle pene a fini di deterrenza dei fenomeni criminali, nella consapevolezza che tale aumento non avrà alcun riscontro nella realtà. Non può che definire questo fenomeno come una forma evidente di populismo giudiziario finalizzato alla sola propaganda e non alla soluzione dei problemi.
Interviene, infine, brevemente, il senatore ZANETTIN (FI-BP-PPE) per sottolineare che i casi verificatisi nella regione Veneto, con la diffusione delle intercettazioni tra il Presidente e un consulente della regione, attualmente parlamentare, e quelli ancora più recenti occorsi al sindaco di Santa Marinella rendono evidente la necessità di migliorare la normativa vigente.
Il PRESIDENTE, stante l'imminente inizio dei lavori dell'Assemblea, avverte che riferirà in Aula circa l'impossibilità di completare l'esame in sede referente, a causa dei tempi eccessivamente ristretti.
Le Commissioni riunite prendono atto
La seduta termina alle ore 10.