Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 83 del 02/08/2023

SUI SEGUITI ALLA RISOLUZIONE DOC. XVIII-BIS, N. 2 IN MATERIA DI RICONOSCIMENTO DELLA FILIAZIONE

Prosegue la discussione sui seguiti alla risoluzione Doc. XVIII-bis, n. 2, sulla proposta di direttiva COM(2022) 695 in materia di riconoscimento della filiazione, avviata ieri.

La senatrice BEVILACQUA (M5S), richiamando anche la risoluzione di minoranza che era stata da lei presentata sulla proposta di regolamento in materia di filiazione, sottolinea come nella discussione si rischi di perdere di vista l'obiettivo principale che è quello di assicurare pienamente i diritti del minore, a prescindere dal modo in cui è venuto al mondo.

L'Italia non può sottrarsi a questo obiettivo, dovendo adeguare ad esso il proprio ordinamento, come ribadito dalla Corte di Cassazione e dalla Corte costituzionale, le quali, pur indicando la soluzione dell'adozione in casi particolari, non la ritengono pienamente soddisfacente e sollecitano il Legislatore a provvedere per assicurare una piena tutela dei diritti del minore.

L'approvazione e il recepimento del regolamento europeo darebbero proprio questa occasione al Legislatore nazionale, dando quindi pari dignità e pari tutela a tutti i minori, ivi inclusi quelli nati da maternità surrogata, i quali non sono i responsabili ma le eventuali vittime del reato di surrogazione di maternità. Nulla vieta, infatti, di perseguire i responsabili del reato, pur riconoscendo il rapporto di filiazione dei minori, già accertato in altro Stato membro e già consolidato da esperienze di vita in comune.

In questo senso, si comprende anche la risposta della Commissione europea, che ribadisce come la contrarietà all'ordine pubblico non può prevalere sul preminente interesse del minore e come gli Stati membri restino pienamente liberi di disciplinare e perseguire il reato di gestazione per altri.

Non è invece condivisibile che il Governo indichi ai prefetti e quindi ai sindaci di non procedere alla trascrizione in tali casi, indicando il ricorso all'adozione in casi particolari, e così aggravando una situazione di discriminazione a danno dei minori.

La Senatrice riprende quindi i contenuti del parere motivato del Senato francese, che ricalcano i medesimi punti della risoluzione della 4ª Commissione, e si sofferma sul punto relativo alla possibilità per la Commissione europea di modificare, con atto delegato, l'allegato V che specifica i contenuti del certificato europeo di filiazione, per sottolineare che ciò deve passare anche per il Parlamento europeo, diversamente da quanto affermato dal Senato francese.

La senatrice ROJC (PD-IDP) esprime piena adesione alle considerazioni svolte dalla senatrice Bevilacqua, ribadendo che sui diritti dei minori, che peraltro non hanno alcuna colpa, non si può transigere, come sottolineato anche dall'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza.

La senatrice MALPEZZI (PD-IDP), parimenti, osserva che l'interesse del minore deve essere sempre preminente. Peraltro, la proposta di regolamento non configura un'interferenza nel diritto degli Stati, prevedendo solo una sorta di "portabilità" dei diritti del minore che viaggia all'interno dell'Unione europea.

Per quanto riguarda il divieto di trascrizione da parte dei sindaci, sottolinea come la stessa Corte di cassazione ha specificato che l'adozione in casi particolari non è una soluzione perfetta a che quindi il Legislatore deve intervenire.

Il presidente TERZI DI SANT'AGATA ringrazia gli intervenuti per la ricca discussione, che ha consentito di proseguire nell'approfondimento su un tema così importante come quello della tutela dei minori. Evidenzia al riguardo come, sia nella risoluzione approvata, sia nell'operato dell'attuale Governo, non si scorga alcuna attenuazione rispetto alla piena adesione al principio fondamentale, alla "grundnorm", del preminente interesse del minore. Si tratta poi, concretamente, di addivenire alle migliori forme di attuazione del principio, su cui possono anche esserci delle diversità di vedute.

Il senatore LOREFICE (M5S) chiede quindi le modalità procedurali con cui si intenda procedere, considerando il tema di primaria importanza e attualità e considerando le novità sostanziali rappresentate dalla risposta della Commissione europea e dalla relazione del Governo. Esprime, al riguardo, la preferenza per un ulteriore iter di esame, con l'eventuale intervento anche di soggetti esterni, per addivenire eventualmente a una seconda risoluzione.

La senatrice BEVILACQUA (M5S) si associa alla richiesta del senatore Lorefice, in funzione della procedura legislativa europea, in cui il Governo italiano dovrà esprimere una posizione. Rileva al riguardo che la risoluzione approvata dalla Commissione indica come preminente la salvaguardia dell'ordine pubblico rispetto all'interesse del minore a essere riconosciuto come figlio, a prescindere dalle modalità del concepimento e dal tipo di famiglia di appartenenza. Su tale aspetto, la Commissione europea ritiene invece che sia da salvaguardare sempre l'interesse del minore.

Il PRESIDENTE si riserva di valutare le modalità con cui eventualmente procedere e di sottoporre la questione alla valutazione di un prossimo Ufficio di presidenza.