Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 65 del 28/06/2023

ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro atto a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche e che modifica i regolamenti (UE) n. 168/2013, (UE) 2018/858, (UE) 2018/1724 e (UE) 2019/1020 (COM(2023) 160 definitivo)

(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 7 giugno.

Il presidente TERZI DI SANT'AGATA (FdI), relatore, svolge una relazione integrativa sulla proposta di regolamento in titolo che, come già illustrato, istituisce un quadro atto a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche da parte dell'Unione europea (UE), finalizzato a raggiungere, entro il 2030, una capacità estrattiva dell'UE del 10 per cento del consumo europeo, nonché una capacità trasformativa europea del 40 per cento e una capacità di riciclaggio del 15 per cento del consumo europeo di tali materie. Inoltre, entro la stessa data, si vuole aumentare la diversificazione delle importazioni, riducendo a non più del 65 per cento del consumo europeo, la dipendenza dell'UE dalle importazioni provenienti da un unico Paese terzo.

Nella precedente seduta era stato chiesto, dal senatore Lorefice, un approfondimento circa un passaggio della relazione integrativa, tratto dalla relazione del Governo, relativo alla possibile adozione di incentivi o criteri per gli appalti verdi, per favorire la produzione e l'utilizzo di materie prime aventi un impatto ambientale inferiore.

Il riferimento è tratto testualmente dalle premesse dalla proposta di regolamento, la quale all'articolo 30 prevede la possibilità di stabilire, con atti delegati della Commissione europea, un sistema di calcolo e certificazione della "impronta ambientale" di una materia prima critica, al fine di indirizzare il consumo verso quelle materie con minore impatto ambientale.

In particolare, si prevede una prima valutazione sul possibile impatto di una specifica materia prima critica, in base alla quale decidere se adottare un atto delegato. In caso positivo, l'atto delegato è adottato conformemente all'allegato V e tenendo conto dei metodi di valutazione scientificamente validi e delle pertinenti norme internazionali. Con l'atto delegato si stabiliscono quindi le norme di calcolo e di verifica, per l'individuazione della categoria di impatto principale della materia considerata. Una volta adottato l'atto delegato, gli importatori, o chiunque immetta sul mercato la materia prima critica, hanno l'obbligo di emettere una specifica "dichiarazione dell'impronta ambientale" della materia, sulla base dei metodi di calcolo e della categoria principale stabiliti. La dichiarazione deve quindi essere pubblicata su un sito internet e deve comunque essere resa accessibile ai clienti prima dell'acquisto.

Come si legge al considerando n. 50 della proposta di regolamento, al fine di incentivare la produzione di materie prime critiche più sostenibili, è opportuno conferire alla Commissione europea il potere di elaborare un sistema per il calcolo della loro impronta ambientale, in modo da garantire che le informazioni relative a tale impronta, definite in classi di prestazione, consentano ai potenziali acquirenti di confrontare agevolmente le impronte ambientali dei materiali disponibili, orientando così il mercato verso materiali più sostenibili.

Secondo la Commissione europea, poi, il predetto sistema di trasparenza sull'impronta ambientale delle materie prime critiche immesse sul mercato dell'Unione potrebbe anche consentire, successivamente, l'adozione di altre politiche, a livello dell'Unione e nazionale, come incentivi o criteri per gli appalti pubblici verdi, per favorire la produzione di materie prime critiche con un impatto ambientale inferiore.

Pertanto, l'approfondimento che era stato richiesto riguarda le possibili misure, da adottare in un secondo momento, volte a rafforzare l'efficacia del descritto sistema di trasparenza sull'impronta ambientale, con lo scopo di contribuire ulteriormente alla riduzione dell'impatto ambientale derivante dalle attività di estrazione, raffinazione, trasformazione e utilizzo delle materie prime critiche, peraltro essenziali per realizzare le transizioni verde e digitale.

Con riguardo alla citata delega di potere, si ricorda che si tratta di una tecnica normativa che incentra il potere normativo in capo alla Commissione europea, salva la possibilità per il Consiglio e il Parlamento europeo di revocare in qualsiasi momento il potere conferito, e che, secondo l'articolo 290 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, può riguardare solo "elementi non essenziali dell'atto legislativo".

Infine, come già evidenziato, il termine delle 8 settimane previste dal Protocollo n. 2 sulla sussidiarietà scadrà il prossimo 3 luglio, potendosi comunque proseguire l'esame nell'ambito del dialogo politico con le Istituzioni europee. Finora, 16 Camere dei Parlamenti nazionali dell'UE hanno esaminato la proposta, senza sollevare criticità.

Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta.

La seduta termina alle ore 9,15.