Legislatura 19ª - Risposta ad interrogazione scritta n. 4-00141
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Risposta all'interrogazione n. 4-00141
Fascicolo n. 19
Risposta. - Relativamente agli episodi minatori e aggressivi occorsi nel carcere di Pesaro, il primo è datato 31 dicembre 2022, allorquando il detenuto B.O.M., di nazionalità tunisina, si è diretto verso un altro detenuto di origine senegalese per picchiarlo, ma ha finito per colpire al volto l'assistente ivi presente che riportava una frattura composta dell'osso nasale sinistro, con prognosi clinica di 21 giorni. Già dalle prime ore del pomeriggio c'erano state discussioni animate tra detenuti di varie nazionalità che vedevano coinvolti anche detenuti nordafricani.
Naturalmente, di quanto accaduto è stata redatta informativa di reato per l'inoltro alla competente Procura della Repubblica, con sospensione del giudizio disciplinare nei confronti del detenuto autore dell'aggressione, ai sensi dell'art. 79, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000. Dal 23 gennaio 2023, il detenuto è allocato presso la sezione a custodia aperta della casa circondariale di Ancona, dove è stato trasferito per sfollamento su disposizione del locale provveditorato regionale.
Il secondo episodio data 4 gennaio 2023, e riguarda il detenuto V.O. che è stato sorpreso dal personale in servizio mentre inalava del gas dalla bomboletta in dotazione; nel momento in cui egli si è accorto che l'addetto alla vigilanza della sezione ne aveva contezza, gli si è scagliato contro, minacciandolo anche di morte. Il personale, messosi in sicurezza, ha notato dal vetro di sbarramento della sezione che il detenuto, brandendo una lametta in mano, cercava di convincere ad alta voce la restante popolazione detenuta a non rientrare nelle rispettive camere di pernottamento. All'atto della chiusura, tutti i detenuti, anche i più titubanti, hanno fatto rientro nelle rispettive camere di appartenenza, mentre il detenuto V.O. ha opposto resistenza, decidendo di rientrare solo dopo l'intervento del comandante del reparto. Il detenuto è stato sanzionato disciplinarmente e trasferito per motivi di sicurezza presso la casa circondariale di Modena.
Un ulteriore episodio si è verificato il 6 gennaio 2023, e riguarda il detenuto L.L. che doveva essere spostato presso altro reparto ma ha opposto resistenza e pronunciato parole oltraggiose nei confronti del personale in servizio. Il detenuto non è stato sanzionato in virtù del disagio psichico di cui risulta portatore.
Quanto agli eventi critici occorsi nel carcere di Ancona, il primo episodio è relativo al detenuto A.Y., che, in data 2 gennaio 2023, durante la distribuzione della terapia farmacologica, ha chiesto all'infermiera una bustina per il mal di denti, rifiutandosi al contempo di procurarsi un bicchiere per la somministrazione del farmaco, così come gli era stato richiesto, e ha iniziato ad insultare l'infermiera e l'agente con parole offensive. Nella stessa mattinata, all'atto della chiusura della sezione, il detenuto si è rifiutato di fare rientro nella propria camera di pernottamento, lamentando il fatto di non essere stato inserito nella lista dei lavoranti. Per questi fatti, il ristretto è stato sanzionato disciplinarmente. Sempre il 2 gennaio 2023, il detenuto C.N., ristretto presso la sezione disabili, ha chiesto al personale addetto alla vigilanza della sezione di andare a telefonare, rivolgendosi con toni aggressivi nonostante gli venisse spiegato che la cabina telefonica era occupata.
Per completezza, quanto ai dati statistici relativi alle aggressioni e alle minacce fisiche perpetrate in danno degli operatori di Polizia penitenziaria da parte di detenuti ristretti presso gli istituti penitenziari di Ancona e Pesaro, ed occorsi nel biennio 2022-2023 (al 21 febbraio 2023), si conteggiano in 85 nel corso del 2022 ed 11 nel 2023; 85 e 10 quanto al carcere di Pesaro.
Trattando della tutela delle persone detenute affette da problematiche di salute mentale, per questi è prevista l’assegnazione presso le cosiddette articolazioni per la tutela della salute mentale. Queste riguardano, nello specifico, i soggetti detenuti che presentino disturbi psichici gravi, con specifico riferimento ai soggetti di cui all'art. 111 del decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000 (comma 5 e 7), ai soggetti di cui all'art. 148 del codice penale e ai soggetti di cui all'art. 112 del decreto del Presidente della Repubblica n. 230. In tali sezioni gli interventi diagnostici e di tipo terapeutico-riabilitativo sono assicurati dai dipartimenti di salute mentale delle aziende sanitarie territorialmente competenti, oltre che dagli specialisti del servizio. La loro organizzazione dovrà essere necessariamente definita attraverso specifici accordi operativi tra le direzioni e le autorità sanitarie territoriali che ne hanno la primaria responsabilità e sotto la supervisione dei provveditorati regionali.
Al fine di consegnare al personale specifici protocolli operativi finalizzati a fronteggiare il disagio mentale in carcere, particolare cura dovrà essere garantita alla formazione, centrale e decentrata, al fine di favorire l'acquisizione degli strumenti operativi più efficaci (ad esempio tecniche di de-escalation e risoluzione dei conflitti). Allo stato, le articolazioni per la tutela della salute mentale sono presenti in 34 istituti penitenziari, di fatto insufficienti a coprire l'effettiva richiesta; ragion per cui, la competente Direzione generale dei detenuti e del trattamento svolge una continua opera di promozione per la realizzazione di queste strutture detentive attraverso una continua interlocuzione con le Regioni e le ASL che procedono alla definizione dei presidi e alle dotazioni di personale sanitario.
Per quanto concerne il provveditorato regionale per l'Emilia-Romagna e le Marche, sezioni ATSM sono presenti unicamente presso gli istituti penali di Reggio Emilia, la casa circondariale di Piacenza e la casa circondariale di Ascoli Piceno. Inoltre, in virtù della riorganizzazione dei circuiti detentivi, il provveditorato regionale ha proposto l'individuazione, sia presso la casa circondariale di Pesaro sia presso quella di Ancona, di camere da destinare all'allocazione dei soggetti di cui all'art. 32 del decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000.
Trattando dell'annosa questione del deficit degli organici, come ribadito in altre occasioni, il Ministero, a mezzo del preposto Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e del Dipartimento della giustizia minorile e di comunità, pone notevole attenzione alle esigenze di garantire un efficace turn over del personale, risultando indubbie le criticità indicate e derivanti, altresì, da organici ridotti o comunque fortemente limitati. Come è noto, la riduzione complessiva è stata operata dalla “legge Madia” che, rivista anche da successivi interventi normativi, ha rimodulato al ribasso la dotazione complessiva del corpo della Polizia penitenziaria, e su cui andrà, evidentemente, reimpostata una politica di implementazione. Sul punto, giova evidenziare che, allo stato, a fronte di un organico totale di 42.150 unità, come da ultimo incremento della dotazione organica di 1.000 unità del ruolo degli agenti assistenti di cui alla legge n. 197 del 2022 (legge di bilancio per il 2023), il personale del Corpo ammonta a 36.126 unità.
Ancora, a fini razionalizzazione ed efficienza nonché adeguamento agli interventi legislativi medio tempore intervenuti, è in via di predisposizione il nuovo decreto ministeriale che andrà a sostituire il decreto 2 ottobre 2017, per la redistribuzione della dotazione organica del Corpo. Nell’elaborazione del nuovo decreto ministeriale si è tenuto conto delle sopravvenute esigenze prospettate dalle varie articolazioni del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e del Dipartimento della giustizia minorile e di comunità. Ancora, va rammentato che nell'arco del quinquennio 2021-2025, è autorizzata, oltre al turnover, anche l'assunzione straordinaria di complessive 2.804 unità.
Passando alla specifica dotazione organica del carcere di Ancona, a fronte di 176 unità previste, la forza presente risulta attualmente pari a 124, considerate 15 unità distaccate in uscita ed aggiunta un’unità distaccata in entrata, e dunque inferiore di 52 unità. L'analisi dei dati rivela le seguenti carenze: ruolo degli ispettori (8 unità in meno), ruolo dei sovrintendenti (16 unità in meno) e ruolo degli agenti assistenti (14 unità in meno).
Relativamente alla carenza nel ruolo degli ispettori, il 16 novembre 2022 si è concluso il VII corso per allievo vice ispettore, relativo al concorso interno, per titoli, a complessivi 691 posti, a conclusione del quale l'organico della casa circondariale di Ancona è stato incremento di 4 unità maschili ed una femminile. Si evidenzia inoltre, che con provvedimento del direttore generale 25 novembre 2022, è stato indetto un ulteriore concorso pubblico per 411 posti per l'accesso alla qualifica iniziale del ruolo degli ispettori e che, all'esito delle relative procedure concorsuali, l'amministrazione terrà nella massima considerazione la situazione di relativa carenza di personale che connota il penitenziario di cui si tratta, attraverso l'assegnazione di un adeguato numero di unità del ruolo.
Per quanto riguarda il ruolo dei sovrintendenti, con provvedimento del direttore generale 17 giugno 2021 è stato indetto il concorso interno, per titoli, a complessivi 583 posti, a conclusione della relativa procedura concorsuale è prevista l'assegnazione dei vincitori, destinando al carcere di Ancona 2 unità maschile del ruolo nonché, prevedibilmente, ulteriori 6 unità all'esito dello scorrimento di graduatoria. Infine, con riferimento al ruolo degli agenti assistenti, si rappresenta che l'organico del carcere di Ancona è stato incrementato di 7 unità maschili e 5 femminili, in occasione della mobilità ordinaria collegata alle assegnazioni degli agenti del 180° corso avvenuta nel mese di luglio 2022.
Quanto alla dotazione organica del carcere di Pesaro, a fronte di 188 unità previste, la forza presente risulta attualmente pari a 145, considerate le 4 unità distaccate in uscita ed aggiunta un’unità distaccata in entrata, e dunque inferiore di 43 unità. L'analisi dei dati rivela le seguenti carenze: ruolo degli ispettori (10 unità in meno), ruolo dei sovrintendenti (16 unità in meno) e ruolo degli agenti assistenti (13 unità in meno). Relativamente alla carenza nel ruolo degli ispettori, all'esito del concorso interno, per titoli, a complessivi 691 posti, l'organico è stato incremento di un’unità maschile. Per quanto riguarda il ruolo dei sovrintendenti, all'esito del concorso interno, per titoli, a complessivi 583 posti, è prevista l’assegnazione di ulteriori 5 unità maschili e di 2 unità femminili all'esito dello scorrimento di graduatoria.
Infine, con riferimento al ruolo degli agenti assistenti, si rappresenta che l'organico del carcere di Ancona è stato incrementato di 4 unità maschili e 5 unità femminili, in occasione della mobilità ordinaria collegata alle assegnazioni degli agenti del 179° e 180° corso avvenuta nei mesi di maggio e luglio 2022.
Circa le criticità strutturali si riferisce degli interventi edilizi previsti presso gli istituti di pena di Ancona e Pesaro. Per entrambi gli istituti penitenziari è in atto l'analisi della vulnerabilità sismica delle strutture. Nell'anno in corso è inoltre previsto l'affidamento dei servizi di redazione delle diagnosi energetiche con emissione degli attestati di prestazione energetica. Sulla base delle risultanze di tali diagnosi, saranno poi avviate le attività di progettazione degli interventi di efficientamento energetico (già contemplati nell'ambito del programma di edilizia penitenziaria anno 2022 e che si intende porre a gara entro il 2023) per un importo di spesa stimato in circa 3.500.000 euro per l'istituto di Ancona e circa 2.000.000 euro per quello di Pesaro. Relativamente alla casa circondariale di Pesaro, in occasione della progettazione dei lavori per l'efficientamento energetico delle strutture, si procederà alla contestuale progettazione dei lavori di manutenzione straordinaria e adeguamento al decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000 delle sezioni detentive dell'istituto; invero lavori già previsti nella programmazione edilizia relativa all'anno 2022, ma posticipati poiché subordinati anch'essi alle risultanze dell'analisi di vulnerabilità sismica.
Il Ministro della giustizia
NORDIO