Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 282 del 06/03/2025
Azioni disponibili
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIX LEGISLATURA ------
282a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
GIOVEDÌ 6 MARZO 2025
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Presidenza del vice presidente CASTELLONE,
indi del vice presidente ROSSOMANDO
N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Civici d'Italia-UDC-Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare: Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-Il Centro-Renew Europe: IV-C-RE; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: LSP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-PATT, Campobase): Aut (SVP-PATT, Cb); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS; Misto-Azione-Renew Europe: Misto-Az-RE.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente CASTELLONE
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 10,03).
Si dia lettura del processo verbale.
LOMBARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Svolgimento di interrogazioni (ore 10,08)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.
Sarà svolta per prima l'interrogazione 3-01691 sugli effetti negativi dei provvedimenti di dimensionamento scolastico e la carenza di dirigenti.
Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
FRASSINETTI, sottosegretario di Stato per l'istruzione e il merito. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricordo che la riforma del dimensionamento scolastico discende da una puntuale indicazione del PNRR, mirante ad adeguare la rete scolastica all'andamento anagrafico della popolazione studentesca. L'attuazione di questa riforma costituisce, dunque, un obbligo specifico dello Stato italiano cui è ricondotta l'erogazione delle risorse PNRR.
La riforma ha l'obiettivo di collegare la distribuzione delle istituzioni scolastiche a livello regionale con l'andamento della denatalità. Si ricorda, infatti, che la precedente disciplina individuava il numero delle istituzioni scolastiche sulla base di un rapporto col numero degli alunni, indicati con dei valori soglia predeterminati. Le altre scuole cosiddette sottodimensionate venivano invece assegnate in reggenza.
Proprio al fine di superare l'utilizzo patologico delle reggenze, peraltro fortemente aggravato da un provvedimento del ministro Azzolina - mi riferisco al comma 978 della legge 30 dicembre 2020, n. 178, che aveva consentito l'istituzione di scuole con parametri ancora più bassi, 500 e 300 alunni, in via temporanea e senza al contempo aumentare la dotazione organica - il nuovo sistema organizzativo introdotto dalla riforma non prevede alcun parametro dimensionale e, lungi dal determinare la chiusura di plessi scolastici, tende ad assicurare una migliore programmazione pluriennale della rete scolastica, riducendo il fenomeno patologico delle reggenze.
La misura del PNRR ha introdotto, dunque, un parametro oggettivo, vale a dire la popolazione studentesca regionale, sulla base del quale viene definito il numero di scuole per Regione, la cui dislocazione sul territorio è interamente rimessa all'autonomia regionale che, a tale scopo, non è vincolata ad alcun parametro predeterminato a livello statale. Con questa impostazione, dunque, è stato valorizzato il ruolo delle Regioni nella dislocazione delle autonomie scolastiche sul territorio, a tutela proprio di quelle marginalità e di quei divari sociali e territoriali evocati dalla presente interrogazione.
Con l'introduzione della riforma, l'amministrazione è ora in grado di programmare meglio il piano assunzionale dei dirigenti scolastici, così da permettere la riduzione progressiva delle reggenze, contribuendo a un indubbio miglioramento dell'efficienza amministrativa e gestionale del sistema scolastico. Il Governo, peraltro, è stato ben consapevole delle difficoltà incontrate da talune Regioni e a tal fine ha accompagnato con interventi legislativi ad hoc l'attuazione graduale della riforma, senza che ne potessero derivare pregiudizi in ordine al raggiungimento degli obiettivi finali della stessa, concordati con la Commissione europea. E così, sia in occasione dell'anno scolastico 2024-2025, sia del prossimo 2025-2026, il Ministero è intervenuto con risorse proprie, pari a circa 25 milioni di euro, per consentire alle Regioni che avessero riscontrato le maggiori difficoltà nell'attuazione della riforma di attivare un ulteriore numero di autonomie scolastiche rispetto a quelle previste dal piano di dimensionamento. Allo stesso tempo, abbiamo inserito anche ulteriori misure di accompagnamento alle Regioni nel processo di dimensionamento, sempre coperte con risorse statali, quali la possibilità di istituire classi anche senza il requisito del numero minimo di studenti, la salvaguardia del contingente ATA per l'anno scolastico 2025-2026 e la nomina di un docente con funzioni vicarie del dirigente scolastico sulle scuole oggetto di dimensionamento.
In questo quadro, sono anche lieta di far presente che il nuovo meccanismo di programmazione degli organici, reso più stabile per effetto della riforma del dimensionamento, ha consentito in due anni di espletare due procedure concorsuali per dirigenti scolastici che hanno portato, per questo primo anno, all'assunzione di 563 dirigenti scolastici e che, nel prossimo anno, porteranno all'assunzione di 587 dirigenti scolastici, saturando di fatto l'organico di questa importante figura.
Da ultimo, voglio comunque dare rassicurazione che, proprio come auspicato dalla senatrice interrogante, il Ministero ha già avviato un primo confronto con il rappresentante della competente commissione della Conferenza delle Regioni, in modo da valutare insieme i possibili ulteriori accorgimenti da apportare in occasione dell'aggiornamento del piano di dimensionamento per il terzo e ultimo anno di applicazione della riforma PNRR.
FLORIDIA Barbara (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLORIDIA Barbara (M5S). Signor Presidente, ringrazio la Sottosegretaria. La senatrice Castellone, io e tutta la Commissione cultura e istruzione ci siamo posti questa domanda perché l'assunzione di dirigenti è fondamentale.
Mi sembra di capire, dalla sua risposta, che in realtà inizierete in futuro questa interlocuzione, vedrete e farete. Ma diciamoci una cosa da donne di scuola, Sottosegretaria: il dimensionamento è una norma fallimentare e non rievochi ciò che ha fatto la ministra Azzolina, perché nel Governo Conte II avevamo appunto - come ha detto lei - limitato il numero degli alunni per scuola perché - come sa - non conta il numero dei ragazzi, ma conta dove i ragazzi abitano e dove devono frequentare la scuola. Quindi, se anche in un paesino, in una provincia, in una periferia ci sono pochi ragazzi, la scuola, che è lo Stato, lì deve restare aperta e con il dimensionamento non resterà aperta a lungo, perché servono dirigenti e non reggenze per far funzionare la scuola. Per far funzionare la scuola servono direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA) e non facenti funzioni: non basta un insegnante. Anche io ho fatto l'insegnante vicaria che sostituisce la dirigente e non è la stessa cosa.
Siamo davanti - e ci dispiace dirlo, ma è così, è palese e drammatico - al più grande disinvestimento sulla scuola pubblica. E questo è gravissimo per tutta la popolazione e per tutte le famiglie. State arrecando alla scuola un danno incredibile e lei lo sa. La Meloni non parla mai di scuola e di investimenti nella scuola. Questo sta davvero mettendo in difficoltà e in ginocchio un Paese. Avete tagliato nell'ultima legge di bilancio 8.000 unità. In che cosa volete investire se non nella scuola?
Il dimensionamento non funziona, perché le scuole devono restare aperte sotto le case dei ragazzi, non a chilometri di distanza, e un dirigente non può gestire tre scuole, anche considerato che spesso ogni istituto ha più plessi. Lei è stata mai a scuola? Io ci sono stata vent'anni: so esattamente come funziona e il fatto di non investire, questo dimensionamento e il taglio delle unità stanno facendo chiudere le nostre scuole, mentre tutto ciò sta permettendo a tutte le scuole private di fiorire, anche perché avete investito nelle scuole private. Preferite mettere risorse nelle scuole private.
Questo per il MoVimento 5 Stelle è sbagliato e, quindi, la sua risposta non ci soddisfa affatto. (Applausi).
PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-00546 sulla realizzazione di una discarica nel Comune di Petriano, in provincia di Pesaro e Urbino.
Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, onorevole Siracusano, d'intesa con il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
SIRACUSANO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signora Presidente, ringrazio il senatore Verducci per il quesito posto, in merito al quale giova premettere che il progetto in questione prevede la realizzazione della nuova discarica di Petriano in località Ponte Armellina (Riceci), in provincia di Pesaro Urbino, in variante del vigente Piano regionale di gestione dei rifiuti. L'intervento rientra nell'ambito delle discariche di rifiuti urbani non pericolosi, con capacità complessiva superiore a 100.000 metri cubi, da doversi autorizzare ai sensi dell'articolo 67 della legge della Regione Marche n. 11 del 2019 e dell'articolo 27-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006.
Si rappresenta che il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, ai sensi della normativa vigente, non ha alcuna competenza nel procedimento in questione, né a livello amministrativo, né a livello pianificatorio o programmatorio.
Con riferimento alla procedura per il rilascio del provvedimento autorizzatorio unico regionale, sentiti gli enti territoriali interessati, risulta che, a seguito dell'istanza di avvio del procedimento presentata dalla ditta Aurora SrL alla Provincia di Pesaro e Urbino in data 6 febbraio 2023, la relativa documentazione è stata pubblicata sul sito web istituzionale dal 20 aprile al 20 maggio 2023, al fine di acquisire le eventuali osservazioni dei cittadini e degli enti interessati.
Successivamente, nelle date 16 giugno 2023 e 10 agosto 2023, la Provincia, tenuto conto delle osservazioni formulate dagli enti coinvolti e dall'ANAS, ha chiesto all'impresa di integrare la documentazione. L'impresa ha quindi trasmesso gli ulteriori elementi richiesti, poi ulteriormente integrati con gli esiti del piano di indagini svolte nel termine del 16 luglio 2024 sull'area interessata, attraverso una specifica strumentazione geotecnica per il monitoraggio della zona e di quelle contermini, nonché effettuando letture strumentali protrattesi per quattro mesi.
Pertanto, a far data dal 19 gennaio 2024, la Provincia ha avviato una prima consultazione pubblica in merito alla documentazione integrativa e una seconda a seguito degli esiti delle indagini geotecniche.
Nelle more delle predette indagini risulta essere stata svolta, nel mese di marzo 2024, la Conferenza dei servizi istruttoria, volta a una prima preliminare valutazione della documentazione prodotta dall'impresa e delle osservazioni pervenute, nonché alla rilevazione dei principali profili di criticità correlati alla realizzazione dell'impianto, anche con riguardo ai profili localizzativi riguardanti le distanze dal centro abitato.
In seguito, il 6 agosto 2024, si è svolta la prima riunione della Conferenza dei servizi decisoria sugli esiti del monitoraggio effettuato sull'area e della seconda consultazione pubblica, nell'ambito della quale è stato illustrato il contributo fornito dal genio civile Marche Nord, in relazione agli aspetti geologici, geomorfologici, ideologici, idraulici e alla componente forestale del progetto in questione e alle opere connesse in variante al PRGR (Programma regionale di gestione dei rifiuti).
In data 19 settembre 2024 risulta essersi svolta la seconda e conclusiva riunione della Conferenza dei servizi decisoria. La Provincia riferisce che tutti gli enti presenti hanno concorso direttamente alla formazione della determinazione conclusiva della Conferenza medesima. Più nel dettaglio, la Provincia ha espresso valutazione negativa di impatto ambientale e diniego dell'autorizzazione integrata ambientale.
Infine, con determina dirigenziale del 15 ottobre 2024, è stata formalizzata la conclusione della Conferenza dei servizi decisoria con esito negativo ed è stato assunto il diniego al rilascio del provvedimento autorizzativo unico regionale. La società Aurora, avverso il provvedimento di diniego in esito alla citata Conferenza dei servizi, ha presentato ricorso al tribunale amministrativo regionale per le Marche contro la provincia di Pesaro-Urbino.
Atteso quanto sopra esposto e ferme le questioni giudiziali, sarà cura del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, nell'ambito delle proprie attribuzioni, in uno spirito di leale collaborazione con le amministrazioni interessate e competenti, mantenere la più doverosa attenzione sul tema.
*VERDUCCI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VERDUCCI (PD-IDP). Signora Presidente, voglio ringraziare la Sottosegretaria per la risposta, anche se non posso e non possiamo essere soddisfatti. Lei qui ha voluto evidenziare il disimpegno da parte del Governo su questo tema. Tra l'altro, Sottosegretaria, come lei sa perfettamente, il Governo risponde oggi ad un'interrogazione che abbiamo depositato due anni fa; la tempestività in questa vicenda è decisiva. Una tempestività che, con tutta evidenza, il Governo non ha avuto e oggi si rimarca una distanza da un tema che invece è urgente e non riguarda solo le popolazioni interessate, ma anche il Governo.
Noi in tutto questo tempo abbiamo continuato a dare voce alle istanze della popolazione di Urbino e di tutta l'area ampia della vallata del fiume Foglia che chiedono di fermare quello che sarebbe uno scempio inaccettabile, la costruzione cioè di una discarica che è assolutamente incompatibile con la natura del luogo e con la qualità della vita. Un progetto di discarica, come lei ha detto, che prevede per venticinque anni - un tempo enorme, che potrebbe essere ulteriormente prolungato - 200.000 tonnellate di rifiuti all'anno, stoccate in un sito gigantesco di 268.000 metri quadrati. Presidente, vorrebbero che questo avvenisse in un ecosistema che, per interesse naturalistico e paesaggistico, è tra i più importanti non solo delle Marche, ma del mondo: è il paesaggio collinare simbolo della pittura del Rinascimento, quello che vediamo ritratto nei dipinti di Raffaello e di Piero della Francesca. Un paesaggio che è simbolo della bellezza dell'Italia e che ha contribuito al riconoscimento internazionale della città di Urbino come sito UNESCO, patrimonio della umanità.
Presidente, noi contrastiamo un'iniziativa che consideriamo speculativa, che avrebbe un impatto devastante su un territorio dove è nato in questi anni il distretto biologico più grande d'Italia, dove c'è una produzione casearia DOP che è diventata un'eccellenza della filiera agroalimentare nazionale, dove c'è un'economia solida cresciuta reinventandosi intorno ad un'agricoltura sostenibile e di qualità.
Stiamo facendo questa battaglia insieme alle associazioni del territorio, sulla spinta dei consiglieri comunali di opposizione del Comune di Urbino, a fronte invece di una pazzesca inerzia dell'amministrazione stessa del Comune nel dare seguito all'apposizione del vincolo su un iter che non ha avuto alcun coinvolgimento della cittadinanza, che è in violazione della direttiva europea del 1998 e - come lei ha detto - delle ripetute delibere degli enti locali.
Per tali ragioni, Sottosegretaria, chiediamo da due anni il pronunciamento da parte del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica affinché esso si esprima e non continui, come anche oggi sta facendo, a girarsi dall'altra parte. Siamo in attesa dal dicembre del 2023 che la giunta regionale apponga finalmente il vincolo paesaggistico. C'è stato invece e c'è tuttora un ritardo inaccettabile che ha impedito che questa speculazione venisse bloccata immediatamente, come doveva essere.
Chiediamo che il vincolo dalla Regione venga posto subito, non la prossima estate come è stato annunciato, perché questo ritardo può alimentare contenziosi giudiziari e amministrativi (come quelli che sono in atto) rischiosi per il territorio. Signora Presidente, se questa discarica andasse avanti, come vogliono molti interessi - anche opachi - un intero territorio, il suo paesaggio, la sua fisionomia, la sua identità, verrebbero compromessi. Sarebbe un enorme danno morale e materiale, con un contraccolpo economico negativo per il turismo, per le attività legate all'agricoltura e all'allevamento, con il deprezzamento di valore dell'intera area. Sarebbe un rischio anche per la salute, per l'ambiente, per la qualità dell'aria, dell'acqua, delle falde di sottosuolo; un rischio di inquinamento e di malattie tra la popolazione. Per questo la nostra battaglia andrà avanti: per Riceci - Urbino - e ovunque in Italia, per il rispetto assoluto di regole e vincoli a tutela della popolazione, per impedire speculazioni ingannevoli che pregiudicano il futuro delle nuove generazioni e di interi territori. (Applausi).
PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-01404 sul transito di alcuni comandi dallo Stato maggiore dell'Esercito al comando delle forze operative terrestri.
Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, onorevole Siracusano, d'intesa con il Ministero della difesa ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
SIRACUSANO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signora Presidente, vorrei in premessa rassicurare i senatori interroganti rispetto al costante impegno della Difesa nel processo di trasformazione volto a garantire lo sviluppo delle capacità necessarie ad assicurare l'assolvimento delle missioni assegnate.
In tale contesto, a far data dal 1° maggio 2024, è stato disposto il transito del comando forze operative Nord, del comando forze operative Sud, del comando truppe alpine e del comando delle forze operative di supporto (cosiddetti comandi intermedi) dalle dirette dipendenze del Capo di Stato maggiore dell'Esercito alle dipendenze del comandante del comando forze operative terrestri (Comfoter), consentendo in tal modo di ottenere una struttura di vertice più rispondente all'esigenza di unicità di comando per l'area operativa dell'Esercito. La Forza armata ha inoltre provveduto ad allineare la linea di comando per l'area operativa e territoriale, consentendo una gestione unitaria e permettendo una completa direzione da parte di Comfoter dei propri assetti e risorse con risvolti positivi, ad esempio sugli aspetti connessi alla preparazione delle unità di prossimo impiego dei teatri operativi.
Contrariamente a quanto evidenziato dall'interrogante, specifico che, nell'ambito del citato transito, non è stato operato alcun provvedimento di razionalizzazione che abbia comportato un ridimensionamento dei volumi organici dei cosiddetti comandi intermedi dell'Esercito. Evidenzio inoltre che fino al 2016, anno di costituzione di Comfoter in Roma, i già citati comandi, fra cui il comando truppe alpine, seppur di rango corpo d'armata, erano posti alle dipendenze del comando delle forze operative terrestri, allora in Verona, anch'esso di rango corpo d'armata.
ALFIERI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFIERI (PD-IDP). Signora Presidente, mentre apprezziamo il passaggio sul tema che non verranno fatte operazioni di ridimensionamento sull'organico, rimaniamo comunque perplessi e non condividiamo il trasferimento sotto Comfoter. Questo per il semplice motivo che il fatto di dipendere direttamente dal Capo di Stato maggiore dà uno status diverso e riconosce un'importanza a un Corpo, quello degli alpini, che è stato fondamentale per quella parte di territorio, per Bolzano, per l'Alto Adige. Esso, inoltre, non rappresenta solo un corpo militare, ma è un pezzo d'identità di quel territorio e ha sempre garantito relazioni culturali e sociali, come dimostrano le manifestazioni, le marce, le celebrazioni. È un tutt'uno: sono considerati una parte di quel territorio. A quelle latitudini servono comunque un investimento sempre maggiore, un'attenzione soprattutto per la comunità italiana.
Il rischio è che passi il messaggio di una minore attenzione e questo comunque viene percepito - lo è, di fatto - come un declassamento. Mi riferisco al fatto di non essere più alle dipendenze dello Stato maggiore, ma di essere inseriti all'interno del comando delle forze operative terrestri.
Quindi, se da una parte ci soddisfa la risposta in termini di organico; dall'altra parte c'è quello che forse per noi è l'aspetto più importante, perché non è un tema tecnico-giuridico. Capisco e comprendo alcune delle motivazioni tecniche che la Sottosegretaria ci ha avanzato, ma qui c'è un tema politico: un investimento su un Corpo che fa parte dell'identità del nostro Paese e in particolare di quel territorio, perché ha saputo interpretare i valori di quella terra e ha fatto sì che il modello di convivenza che si è costruito in tutti questi anni avesse proprio negli Alpini uno dei punti fondamentali che ha trasmesso sicurezza e serenità a quella parte di territorio.
Noi pensiamo che sia un errore e speriamo che si possa in futuro tornare indietro. (Applausi).
PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-01302 sulla realizzazione della nuova sede dei reparti di eccellenza dell'Arma dei Carabinieri a Pisa.
Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, onorevole Siracusano, d'intesa con il Ministero della difesa ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
SIRACUSANO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, ringrazio la senatrice Zambito e la informo che, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 gennaio 2022, è stato individuato, quale opera destinata alla difesa nazionale, l'intervento infrastrutturale destinato ad ospitare il Gruppo intervento speciale, il 1° Reggimento Carabinieri paracadutisti Tuscania e il Centro cinofili. Inizialmente la realizzazione di tale infrastruttura era prevista presso l'area di Coltano. Ma, a seguito delle criticità sollevate a livello locale circa l'impatto ambientale dell'opera, prevista su un'area di circa 73 ettari ricadenti all'interno del parco regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, è stata ravvisata la necessità di avviare un percorso condiviso con enti territoriali e locali per condurre opportuni approfondimenti sulla tematica.
A tal fine il signor Ministro della difesa pro tempore, con decreto del 22 maggio 2022, ha istituito uno specifico tavolo operativo interistituzionale finalizzato a rilocare le sedi dei citati reparti dell'Arma dei Carabinieri sul territorio del Comune di Pisa, valutando altresì l'opportunità di inserire il borgo di Coltano nel medesimo progetto attraverso la rigenerazione urbana degli immobili di proprietà pubblica. In tale quadro si sono svolti numerosi confronti, nei quali sono state avanzate ipotesi di soluzione, anche sulla base delle indicazioni fornite dai rappresentanti degli enti territoriali e locali, che inizialmente prevedevano lo sviluppo della nuova base in area CISAM di Pisa oppure in Ospedaletto e, in alternativa, presso il Comune di Pontedera.
A seguito di vari approfondimenti, opposizioni e criticità di varia natura, il sito del CISAM è stato ritenuto quello maggiormente rispondente a tutte le esigenze rappresentate. In particolare, ci si è accordati sul principio della base militare diffusa, che prevede unità operative e di comando all'interno del CISAM, un presidio del reparto biodiversità dei Carabinieri forestali presso alcuni edifici pubblici nel borgo di Coltano e una pista addestrativa per la guida sicura in località Ospedaletto. Tale soluzione presenta vantaggi in termini di costi più contenuti e di una maggiore rapidità realizzativa.
Al riguardo sottolineo che, in data 18 settembre 2023, la comunità del parco, composta dalle Province di Pisa e Lucca e dai Comuni di Pisa, Massarosa, Vecchiano, San Giuliano Terme e Viareggio, ha espresso parere favorevole sull'ipotesi di rigenerazione della base del CISAM. Tale parere è stato riportato nel verbale della riunione del comitato interistituzionale, firmato da tutti i partecipanti. Voglio evidenziare che la Provincia di Pisa, seppur chiamata a partecipare al tavolo, è risultata assente e, solo al termine dei lavori, il Presidente della Provincia ha comunicato di non ritenere condivisibile il modo in cui è stata gestita la trattazione della collocazione della nuova caserma dell'Arma dei carabinieri in area CISAM.
Tuttavia la soluzione individuata prevede, per il soddisfacimento delle esigenze dei Carabinieri, la riqualificazione del solo CISAM mediante linee progettuali con basso impatto ambientale, che vedono la realizzazione di edifici prossimi all'autosufficienza energetica, minor consumo di suolo, riqualificazione di infrastrutture esistenti, iniziative nel settore della biodiversità (con piantumazione di circa 12.000 nuove piante) e opere di compensazione condivise con gli enti locali interessati.
Si stima inoltre che la nuova base assicurerà circa 200 nuovi posti di lavoro a civili dell'area.
Dettaglio, infine, che la progettualità, oltre a prevedere la realizzazione delle strutture necessarie, contempla: la riqualificazione degli immobili in uso alla Marina militare; il completamento dello smantellamento dell'edificio ex reattore utilizzato dalla Difesa; la ristrutturazione degli immobili pubblici nel territorio pisano quale opera di compensazione; infine, l'adozione di iniziative nel settore della biodiversità a vantaggio del parco.
ZAMBITO (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAMBITO (PD-IDP). Signor Presidente, ringrazio la Sottosegretaria che ha chiarito anche in un certo senso l'iter che ha portato alle decisioni in questione. Voglio subito affermare che i Carabinieri paracadutisti Tuscania e il Centro cinofili a Pisa sono i benvenuti, ovviamente: non c'è mai stata una contrapposizione del Partito Democratico rispetto alla possibilità che i Carabinieri si insediassero nella nostra città. Siamo abituati ad avere Forze dell'ordine diffuse in tutta la città.
La cosa che ci ha sempre preoccupato riguarda la localizzazione all'interno del parco. Vorrei ricordare - per suo tramite, signor Presidente - alla Sottosegretaria, sperando che lei lo riporti al Ministro competente, che questo parco ricade all'interno della riserva della biosfera dell'UNESCO "Selve costiere di Toscana", e si inserisce nel sito di importanza comunitaria zona speciale di conservazione "Selva pisana" della Rete Natura 2000, in applicazione della direttiva europea 92/43/CEE Habitat, recepita nella normativa nazionale e regionale. Ricordo, inoltre, che esiste la deliberazione del Consiglio regionale della Toscana n. 37 del 27 marzo 2015, con la quale è stato approvato il piano di indirizzo territoriale (PIT) con valenza di piano paesaggistico, d'intesa con il Ministero dei beni culturali, in applicazione del codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42). Infine, ricordo che esiste la legge regionale della Toscana istitutiva del parco Migliarino San Rossore e Massaciuccoli (legge n. 61 del 1979). Ho richiamato tutte queste leggi perché la localizzazione all'interno del parco di tali manufatti è in contrasto con tutte queste norme.
Voglio ricordare - ed è questo il problema principale - un altro aspetto: ben venga la riqualificazione della base CISAM, ben venga lo smaltimento del reattore, ben venga la riqualificazione dell'area, e potevamo anche apprezzare la sostituzione edilizia dei manufatti che attualmente sono da ristrutturare. Fin qui ci si poteva arrivare. Il problema è che è saltato del tutto il presupposto: dai disegni che abbiamo potuto apprezzare, che sono semplicemente dei disegni su Google Maps - quindi non abbiamo progetti e non abbiamo visto ancora niente - e da calcoli approssimativi che abbiamo potuto fare attraverso detti disegni, abbiamo visto che la base presso il parco prevede 73 ettari di parco, che sono molti di più di quelli che attualmente occupano i manufatti esistenti. Si passa da 73 ettari che erano previsti a Coltano a 90 ettari previsti presso il CISAM. Questa occupazione viene stimata nell'abbattimento di circa 10.000 alberi di macchia mediterranea.
La mia interrogazione, signora Sottosegretaria, chiedeva se il Ministero fosse disponibile a discutere ulteriormente con la comunità di questo intervento, perché, se si tratta di quello che abbiamo visto nei disegni, sarebbe molto impattante e andrebbe molto oltre l'utilizzo dei manufatti esistenti. E al riguardo tutta la comunità pisana è molto, ma molto preoccupata e crede - crediamo tutti - sia necessario coinvolgerla perché le cose fatte con la forza dall'alto non portano mai fortuna.
Non vorrei che la comunità pisana e tutte le associazioni ambientaliste, se non coinvolte in un percorso di comune condivisione degli obiettivi e dei progetti preliminari, si mettessero contro un progetto che sarebbe letto come un no ai Carabinieri, mentre dovrebbe essere letto come un sì alla tutela della biosfera, del parco e dell'ambiente. (Applausi).
PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno è così esaurito.
Sui lavori del Senato
SIRONI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRONI (M5S). Signor Presidente, mi sembra importante condividere con quest'Assemblea quanto accaduto nella giornata di ieri con riferimento alla norma cosiddetta salva-Milano (disegno di legge n. 1309).
È emerso che - ahimè - ci sono state delle influenze. Quando la norma era ancora al vaglio della Camera pare che il relatore, all'epoca onorevole Foti, e altri esponenti sia della Lega, che di Noi Moderati, Morelli e Lupi, siano entrati in contatto con i dirigenti comunali che erano sotto indagine (e attualmente agli arresti), i quali avrebbero agevolato la bozza del testo dell'emendamento, che poi è diventato parte integrante del provvedimento, che in sostanza era preordinato a disinnescare i procedimenti penali che erano e sono tuttora pendenti.
Questo mi sembra veramente un episodio gravissimo, anche perché i dipendenti comunali sono stati arrestati con capi di imputazione quali la corruzione, il falso, la frode processuale e il traffico di influenze. È stato arrestato colui che per tantissimi anni è stato il dirigente dello Sportello unico dell'edilizia e membro della Commissione paesaggistica, Giovanni Oggioni. Tra l'altro, anche tale Cerri, sempre membro della Commissione paesaggistica, attualmente è anche membro della Commissione Via-Vas per il Ponte sullo Stretto.
Questo - chiamiamolo così - traffico di influenze deve essere approfondito. Non è possibile che in Parlamento legiferiamo su mandato di indagati e arrestati.
La richiesta è pertanto di un'informativa urgente per capire gli intendimenti sulla prosecuzione dell'iter di questa norma, che sembra quantomeno bizzarra, e per contrastare e prevenire fenomeni corruttivi e un tale tipo di disponibilità all'interazione.
Ritengo che si stia violando il diritto e le norme parlamentari e non si stiano rispettando i cittadini. Non è possibile legiferare con l'idea di disinnescare procedimenti penali in corso e su suggerimento degli stessi indagati. Credo che abbiamo raggiunto il culmine. Non è possibile che il Governo non risponda su quello che vuole fare in merito alle sorti del provvedimento in questione e anche per approfondire come si sono verificati e succeduti nel tempo i fatti, quali siano le responsabilità e come si voglia evitare che in questo Parlamento entrino fenomeni corruttivi gravissimi. (Applausi).
PRESIDENTE. Senatrice Sironi, come sa, il provvedimento è in discussione in Commissione ed è quella la sede per approfondire questi profili.
La richiesta di informativa, invece, può essere trattata in sede di Conferenza dei Capigruppo.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 15 con il question time.
(La seduta, sospesa alle ore 10,45, è ripresa alle ore 15).
Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO
Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (ore 15)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time), ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, il Ministro per la pubblica amministrazione e il Ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa.
Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso.
Il senatore Fina ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01734 sul funzionamento dell'Ente nazionale della cinofilia italiana, per tre minuti.
FINA (PD-IDP). Signor Presidente, la mia interrogazione sarà molto semplice. Signor Ministro, leggiamo insieme lo statuto dell'Ente nazionale della cinofilia italiana (ENCI) sottoposto alla vigilanza del suo Ministero: «L'Ente esercita una serie di competenze legate alla regolazione e al controllo della produzione e dell'allevamento di cani di razza, allo svolgimento di gare canine, nonché alla promozione di studi e ricerche interessanti la cinotecnia e aiuta le iniziative qualificate rivolte allo studio, al controllo, al miglioramento e alla diffusione delle razze canine».
In questo quadro, signor Ministro, per citare un suo predecessore, che c'azzecca aver dato 460.000 euro a Rete 4, cioè a Mediaset, per una trasmissione dell'onorevole Michela Vittoria Brambilla? Se vuole glielo dico, visto che siamo in un'Aula parlamentare, in quest'altro modo: in virtù di quale interpretazione normativa e soprattutto nell'esercizio di quale volontà politica un ente pubblico può trasferire ben 460.000 euro a un privato per la produzione di una trasmissione televisiva?
Sa, Ministro, perché lo chiedo a lei? Perché questo ente, che ha 11,5 milioni di euro di bilancio, lo utilizza sotto la vostra vigilanza; c'è una partecipazione diretta di un rappresentante del Ministero dell'agricoltura al consiglio direttivo e il collegio sindacale, i cui membri sono nominati in maggioranza dal Ministero dell'agricoltura, controlla i dati di bilancio, verifica la regolarità degli atti amministrativi e in genere sull'andamento dell'amministrazione. Mentre accade questo, come lei sa, le tariffe a carico degli allevatori, a fronte di servizi invariati, sembrerebbero aumentate; parimenti sarebbero aumentati i costi dell'ENCI relativi a rimborsi spese e a favore dei vertici dell'Ente stesso.
PRESIDENTE. Il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, onorevole Lollobrigida, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
LOLLOBRIGIDA, ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Signor Presidente, ringrazio l'onorevole senatore per aver posto questo settimo quesito delle opposizioni rispetto alla vicenda ENCI. Proverò a chiarire le questioni che l'interrogante pone ulteriormente perché il Parlamento abbia coscienza e contezza e questo report, ovviamente, è uno dei più seri, perché dice la verità, rivolgendosi a un'Assemblea per la quale proviamo grande e profondo rispetto.
Lei, senatore Fina, ha parlato - correttamente - di relazione tra il Ministero dell'agricoltura e l'ENCI, esercitata, però, non in maniera preminente, perché ha un solo rappresentante all'interno del Consiglio direttivo su 15, dei quali 11 sono eletti su base associativa, due cooptati dagli eletti e uno è un rappresentante dall'Associazione italiana allevatori (AIA) e le vicende alle quali fa riferimento, solo per precisare, sono tutte avvenute prima dell'insediamento dell'attuale Governo.
Come già evidenziato anche nelle altre occasioni in cui abbiamo fornito risposte compiute e trasparenti, l'ENCI è un ente di diritto privato, riconosciuto con regio decreto del 13 giugno 1940, n. 1051, dotato di un proprio statuto, che ne regola l'attività, le funzioni e ne specifica lo scopo.
La natura giuridica privata è stata confermata anche dalla giurisprudenza amministrativa: in particolare il Consiglio di Stato, con sentenza n. 250 del 2016, ha ribadito che l'ENCI conserva la propria identità giuridica privata pur svolgendo funzioni di interesse pubblico, come la tenuta dei libri genealogici e dei registri anagrafici delle razze canine. Il potere di vigilanza del Ministero dell'agricoltura - in quella sentenza si specifica - è limitato esclusivamente alla verifica del corretto esercizio, da parte dell'Ente, dell'attività di tenuta dei libri genealogici e dei requisiti anagrafici delle razze canine. La giurisprudenza citata ha chiarito che al Ministero è consentito intervenire in via sostitutiva mediante la nomina di commissari ad acta solo nel caso in cui si verifichino fatti o eventi che pongano in pericolo la corretta gestione del libro genealogico. Per il resto della sua attività, l'Ente gode di piena autonomia e il Ministero non può - né, mi permetta di dire, deve - interferire con le scelte gestionali, tra le quali naturalmente le decisioni in merito all'impiego di risorse a disposizione, come lei ricordava. Allo stesso modo, saranno eventualmente la magistratura o gli altri organi competenti nei quali crediamo che potranno invece intervenire. L'ENCI non beneficia di contributi pubblici a nessun titolo.
Oggi ha un bilancio particolarmente sano, come lei ricordava. È una rarità trovarci a contestare una gestione virtuosa, o almeno io non lo faccio.
Però voglio aggiungere una cosa che credo per lei sia importante. I fatti avvengono tutti prima del 2022. I membri che sono all'interno del consiglio di amministrazione, nominato dal Ministero, sono stati designati dal precedente Governo, quindi dal mio collega Patuanelli. Anche i revisori dei conti sono stati nominati dal mio collega Patuanelli. Devo dire la verità: con il collega Patuanelli ho avuto sempre un rapporto di rispetto e stima, senza dubbio da parte mia, tanto da farmi pensare che lui abbia agito nella nomina con grande oculatezza e che le persone che sono lì dentro, in piena autonomia, come devono agire i revisori dei conti e il consigliere d'amministrazione, agiscano a tutela della visione che il Ministero ha di correttezza legittima.
Quello che volevo significarle è che noi non solo abbiamo fatto questo, ma abbiamo anche nominato nel 2023 una commissione per verificare la parte che riguarda il Ministero. Di più non possiamo fare: non credo che vogliate mettere in discussione le oculate nomine di allora, visto che facevate parte di quel Governo. Io ero all'opposizione, quindi non sappiamo molto del metodo di scelta delle persone. Certamente quello che potevamo fare l'abbiamo fatto, la trasparenza dell'ENCI è stata testimoniata dal punto di vista delle mie competenze. Il resto, quello che esula dalle mie competenze, come le cose che ha citato di natura televisiva o programmatoria, non spettano in alcun modo a me. Spero che anche le trasmissioni televisive attenzionino la nostra relazione e provino a entrare nel merito, senza fare un grande calderone nel quale, nella confusione, si tendono ad attribuire responsabilità a chi le avrebbe volentieri, ma non le ha.
In questo caso, le assicuro che quello che dovevamo fare sull'ENCI non solo l'abbiamo fatto, ma voglio ribadire che chi lavora nell'ENCI e anche tutto il mondo della gestione del settore lavora con alta qualità e alto profilo da quello che vedo e da quello che posso verificare nella mia azione quotidiana. (Applausi).
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Fina, per due minuti.
FINA (PD-IDP). Signor Ministro, la stupirò: io sono sia insoddisfatto che soddisfatto della sua risposta.
Insoddisfatto se penso al Paese, perché chi ha visto la trasmissione «Report» e chi ci segue adesso, si è fatto una semplice domanda che ripeto: è normale che queste risorse che andrebbero spese per ben altri scopi, 460.000 euro, siano state date all'ex onorevole Michela Vittoria Brambilla e a Rete 4? La risposta doveva essere altrettanto semplice: no. Invece, lei ha risposto non c'ero e se c'ero non ho visto e che comunque il potere di vigilanza dovrebbe averlo, secondo una curiosa teoria, l'ex Ministro e non chi amministra adesso. Vede, i soldi pubblici vanno usati per il bene pubblico e non per foraggiare gli amici.
Sono anche soddisfatto, perché - parliamoci chiaro - lei è il migliore amico dell'opposizione. Lei generosamente fa metà del nostro lavoro, perché ci aiuta a dire che cosa non siamo e che cosa non vogliamo. Lei è un produttore seriale di perle di saggezza, lo dico con rispetto: dalla sostituzione etnica ai poveri che mangiano meglio, dall'invenzione di passi biblici ai cibi sintetici che alterano il DNA, dai cambiamenti climatici che fanno bene all'agricoltura, mentre l'acqua fa male alla salute, fino all'esigenza diffusa e popolare di abbassare l'IVA sulle ostriche. Mica sanità, salari da fame, economia che arretra, costo dell'energia e beni alimentari che sono alle stelle.
Volete intervenire sull'IVA? Ci sono 66.000 operatori medici veterinari, 60 milioni di animali di affezione, un settore che vale un miliardo: abbassate l'IVA dal 22 al 10 per cento. Volete sapere dove prendere i soldi? Dai multimiliardari che non pagano le tasse in questo Paese, quelli delle nuove tecnologie, gli amici tipo Elon Musk che devono 50 miliardi alla nostra Patria, perché pagano un centoventesimo delle tasse di una piccola e media impresa italiana.
Vede, Ministro, il problema non è l'inadeguatezza. Io non parlo né da una cattedra, né da un pulpito; il problema è la parabola, perché si fa presto ad essere underdog, gente del popolo che urla contro le accise ai distributori di benzina, ma si fa altrettanto presto a diventare gente con ostriche, limone e sudditanza ai multimiliardari e amichettismo.
PRESIDENTE. La senatrice Fallucchi ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01735 sul nuovo documento programmatico della politica agricola europea e i riflessi nel settore agroalimentare italiano, per tre minuti.
FALLUCCHI (FdI). Signora Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, il 19 febbraio scorso in una conferenza stampa congiunta il vice presidente della Commissione europea, Raffaele Fitto, e il commissario dell'agricoltura, Christophe Hansen, hanno presentato un importante documento programmatico per una nuova visione dell'agricoltura e dell'alimentazione europea. È un passo fondamentale che ci coinvolge direttamente.
Consideriamo infatti che il sistema agroalimentare rappresenta un asset strategico non solo per l'economia nazionale, ma anche per la tenuta sociale dei nostri territori rurali. Gli ultimi dati Istat confermano che il settore agroalimentare sta registrando ottimi risultati con una crescita del valore aggiunto del 2 per cento nel 2024, confermando la sua importanza come uno dei settori principali che trainano la crescita economica dell'Italia. Un successo che si riflette non solo nell'agricoltura, ma anche in attività correlate, come la silvicoltura e la pesca. Tuttavia è necessario fare attenzione all'approccio ideologico che ha caratterizzato le politiche comunitarie precedenti, dove l'agricoltore veniva spesso visto come un nemico dell'ambiente.
Tutto ciò premesso, siamo a chiederle in che misura il documento programmatico presentato abbia recepito le richieste avanzate dal mondo produttivo e dal nostro Governo per una politica agricola moderna, competitiva e realmente sostenibile.
Chiediamo, inoltre, come tali proposte possano contribuire a sostenere l'ulteriore crescita, innovazione ed eccellenza del nostro settore agroalimentare che è una delle eccellenze del nostro Paese.
PRESIDENTE. Il ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, onorevole Lollobrigida, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
LOLLOBRIGIDA, ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Signor Presidente, ringrazio la senatrice Fallucchi per avermi dato la possibilità di rivolgere l'attenzione su un documento di visione sul futuro del sistema agroalimentare, presentato dalla Commissione europea.
In questi giorni ho già avuto modo di esprimere la mia soddisfazione per quanto esposto dal vice presidente esecutivo della Commissione, onorevole Raffaele Fitto, e dal commissario all'agricoltura e all'alimentazione Hansen. Il documento accoglie infatti la nostra idea di agricoltura e fa proprie molte delle battaglie promosse dall'Italia, superando l'ideologia ambientalista che ha provocato gravi problemi al mondo agricolo, nei confronti della quale si è mobilitato l'intero settore, devo dire, in maniera unitaria in gran parte del sistema Italia.
Nel documento presentato dalla Commissione, gli agricoltori e i pescatori non sono più considerati nemici dell'ambiente, ma parte fondamentale della soluzione alle sfide ecologiche del nostro tempo e custodi delle risorse naturali. Si tratta di un vero e proprio cambio di passo che è frutto dell'impegno del Governo Meloni, che ha riportato l'agricoltura al centro dell'agenda politica nazionale ed europea, riprendendo quello che era il percorso nato nei Trattati di Roma il 25 marzo del 1957.
Allo stesso modo la sovranità alimentare è indicata come principio non negoziabile, con l'obiettivo di rafforzare le filiere strategiche europee. Immaginiamo che chi parlava abbinando la sovranità alimentare all'impedimento della vendita di ananas abbia finalmente, dopo due anni e mezzo dall'insediamento del nostro Governo, abbia compreso che era qualcosa di ben più elevato.
Si è compreso che i mercati interni devono essere tutelati dall'importazione di prodotti provenienti da Stati che non rispettano quello che imponiamo ai nostri agricoltori e ai nostri pescatori. È un obiettivo fondamentale rappresentato dal sostegno al ricambio generazionale che serve sulla base del reddito che sapremo fornire agli agricoltori e ai nostri pescatori per dare prospettiva ai giovani che hanno passione di avere anche la possibilità di vivere.
Tante delle nostre richieste sono entrate a pieno titolo nella strategia europea; dalla semplificazione delle normative per ridurre il carico burocratico alla riduzione degli oneri per gli agricoltori, al contrasto alle pratiche sleali, fino a un nuovo orientamento sull'uso dei fitofarmaci, gli agrofarmaci, le medicine per le piante. Le richieste di cibo sano e di qualità sono prioritarie e vanno adeguatamente sostenute, abbandonando sistemi di etichettatura controversi e fuorvianti come il nutri-score. Il sistema Italia ha risposto in maniera dura ad un'etichettatura condizionante e finalmente sembra che si riesca a vincere questa nostra partita condivisa da tutto il Parlamento e nata proprio dai banchi del Senato con una proposta di Fratelli d'Italia.
Il documento, inoltre, mette al centro il ruolo della ricerca e dell'innovazione, rilevando l'urgenza di completare al più presto l'iter legislativo delle nuove tecniche genomiche; tematica su cui l'Italia ha avviato per prima un proprio processo di sperimentazione grazie sempre a un emendamento che proponeva il Gruppo di cui lei oggi si è fatta portavoce.
Il cambio di rotta dell'Unione europea è particolarmente importante in questo momento di complessità geopolitica. Occorre una rinnovata e più incisiva azione comune europea, soprattutto a difesa e valorizzazione delle nostre produzioni.
Vorrei citare, in conclusione, dei dati. L'Italia sta vivendo una fase positiva. Il settore dell'olio, a lei caro essendo pugliese, ha visto il commissario Hansen dire che in tutta Europa c'è un calo di produzione e di valore, salvo in una Nazione, l'Italia. Siamo orgogliosi di aver contribuito, con investimenti molto rilevanti in questo settore, a questo tipo di andamento. Nel valore aggiunto in Italia vediamo crescere l'agricoltura del 2 per cento rispetto allo 0,7 per cento di crescita italiana. Abbiamo dei dati sull'agricoltura e sul valore aggiunto dell'agricoltura italiana che ci hanno posto al primo posto in Europa, superando Germania e Francia.
Diciamo che le cose vanno abbastanza bene, perché non siamo mai soddisfatti: siamo e saremo soddisfatti solamente quando l'agricoltura e la pesca, settore primario, lo saranno davvero, anche nella consapevolezza di tutti. Per questo celebreremo l'anniversario dei Trattati di Roma anche con un dibattito molto rilevante in questa città che possa coinvolgere tutto il mondo produttivo.
In ultimo, dobbiamo stare attenti anche a certe dinamiche. Io desidero ringraziare in questa sede i Gruppi di opposizione, il Partito Democratico, il MoVimento 5 Stelle, Italia Viva, ma anche i Gruppi di maggioranza, Lega e Forza Italia, perché hanno proposto prima di me il taglio dell'IVA sulle ostriche; lo hanno fatto ben prima, tant'è vero che «il Fatto Quotidiano», con una certa irriverenza - mi permetto di dirlo - definì il Partito Democratico come il partito delle ostriche, perché all'epoca lanciò questa battaglia. (Applausi). Allo stesso modo desidero ringraziare i tanti esponenti del Partito Democratico, i presidenti di Regione e il mio collega e predecessore Paolo De Castro che hanno sottoscritto la legge contro il cibo sintetico che ci ha permesso poi di approvarla in Parlamento con il consenso di gran parte dell'Assemblea, comprese alcune forze dell'opposizione. Potrei continuare, ma mi fermo qui, ringraziando il Gruppo Fratelli d'Italia per avermi permesso di rispondere in maniera puntuale a questi quesiti. (Applausi).
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Fallucchi, per due minuti.
FALLUCCHI (FdI). Signora Presidente, signor Ministro, sono pienamente soddisfatta della sua risposta, che conferma l'impegno costante del Governo Meloni e del suo Dicastero nel rafforzare il settore agroalimentare nazionale. Tra l'altro, proprio in questi giorni noi del Gruppo Fratelli d'Italia abbiamo presentato anche un disegno di legge per valorizzare le eccellenze dei prodotti delle nostre aziende agricole nella ristorazione e soprattutto negli agriturismi. Questo è senza dubbio un pilastro fondamentale per l'economia italiana e per la coesione sociale delle aree rurali.
I recenti dati Istat che lei ha citato, secondo i quali siamo primi in Europa, ci parlano di una crescita del 2 per cento del valore aggiunto nel settore agroalimentare nel 2024, a testimonianza del successo delle politiche adottate. Questi risultati fanno sì che questo comparto diventi uno dei motori principali della crescita economica e della creazione di occupazione.
Inoltre, anche l'iniziativa di presentare questo villaggio che ci darà una nuova visione dell'agricoltura e dell'alimentazione europea in collaborazione con la Commissione europea rappresenta un passo significativo, un approccio più equilibrato che riconosce il valore degli agricoltori non come nemici dell'ambiente, ma come protagonisti di una gestione sostenibile e produttiva delle risorse naturali. Ciò è senza dubbio fondamentale per il futuro del nostro settore. (Applausi).
Saluto ad una rappresentanza di studenti
PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti meritevoli delle classi terza media, nonché i rappresentanti del consiglio dei ragazzi dell'Istituto comprensivo «Giuseppe Parini» di Podenzano, in provincia di Piacenza, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).
Ripresa dello svolgimento di interrogazioni a risposta immediata,
ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (ore 15,18)
PRESIDENTE. La senatrice Guidolin ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01731 sulla verifica del raggiungimento degli obiettivi programmatici della pubblica amministrazione, per tre minuti.
GUIDOLIN (M5S). Signora Presidente, signor Ministro, l'interrogazione che le rivolgiamo oggi tratta il tema dei controlli nella pubblica amministrazione. Come lei sa, il corpus normativo che ha dettato le regole per la riforma della pubblica amministrazione dal 1992 in poi ha avuto e ha come focus un sistema di regole che dovrebbero consentire dinamiche organizzative e funzionali centrate sul raggiungimento degli obiettivi. Ciò allo scopo di avere una pubblica amministrazione orientata al risultato, dove l'aspetto dell'adempimento legittimo sia strumentale e servente rispetto alle finalità principali. Con il tempo, invece, si è venuto a creare un sistema eccessivamente orientato all'adempimento e poco al risultato, a causa di un'eccessiva stratificazione di norme che spesso si sovrappongono e che generano anche insoddisfazione tra i dipendenti.
Nell'interrogazione ho fatto un elenco abbastanza lungo di questi adempimenti. Ne cito alcuni: il decreto legislativo n. 267 del 2000 che prevede l'adozione del Piano esecutivo di gestione (PEG), il decreto-legge n. 80 del 2021 che prevede il piano integrato di attività e organizzazione (PIAO), il decreto-legge n. 33 del 2013, e così via. Come vede, negli anni gli adempimenti sono cresciuti ed è sufficiente leggere i piani integrati delle performance per realizzare che si tratta di documenti estremamente corposi e difficilmente comprensibili dal cittadino a cui si rivolgono e che non hanno niente a che fare con un modello strutturato di programmazione che pone l'attenzione sugli obiettivi e sulla rendicontazione al fine di ottenere dei risultati.
Nel frattempo, proprio in questi giorni è uscito l'indice di percezione della corruzione nel settore pubblico, che vede passare l'Italia dal quarantaduesimo posto, in cui era nel 2023, al cinquantaduesimo posto per il 2024 e questo è un problema.
A fronte di tutto ciò, Ministro, le chiedo di sapere se abbia intrapreso o abbia intenzione di intraprendere iniziative normative di razionalizzazione e semplificazione in tal senso, atte a risolvere le criticità evidenziate. (Applausi).
PRESIDENTE. Il ministro per la pubblica amministrazione, senatore Zangrillo, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
ZANGRILLO, ministro per la pubblica amministrazione. Signor Presidente, ringrazio gli onorevoli interroganti per l'opportunità che mi viene offerta di illustrare il percorso che abbiamo avviato al fine di prevedere un sistema di misurazione e di valutazione della performance omogeneo ed innovativo, che sappia valorizzare il personale pubblico e contribuire al soddisfacimento delle esigenze e delle aspettative di cittadini e imprese.
In via preliminare, dico subito che condivido il tema sollevato dagli onorevoli interroganti sulla stratificazione che c'è stata nel tempo, che ha reso la programmazione un sistema direi a dir poco aggrovigliato. Ma emerge in tutta la sua evidenza che questo non è stato un tema centrale nell'azione degli ultimi tre Governi; invece, come cercherò di illustrarvi, esso rappresenta un asset strategico per questo Esecutivo.
Entrando nel merito, ritengo che intervenire sulla redazione del PIAO (Piano integrato di attività e organizzazione) e sui piani di performance, se prima non siamo in grado di misurare e valutare le nostre persone con indici e strumenti adeguati, risulta un'azione piuttosto limitata, che non valorizza i dipendenti pubblici e non aiuta le amministrazioni, specie gli enti locali, nella fase di programmazione e di rendicontazione. L'attenzione deve ricondursi prima di tutto nel superare l'attuale approccio, che vede il processo di valutazione della performance come un mero adempimento burocratico, e passare dunque a un sistema di assegnazione e valutazione per obiettivi, dove le persone vengono valutate e premiate sulla base dei risultati raggiunti.
Partendo da questo presupposto, nel novembre 2023 ho adottato una direttiva proprio sul tema della misurazione e valutazione della performance dei dipendenti pubblici. Tale direttiva stabilisce che ogni amministrazione preveda, nell'ambito dei rispettivi sistemi, che tutto il personale, a partire da quello dirigenziale, venga necessariamente valutato non solo rispetto agli obiettivi di mestiere, ma anche con riferimento alle capacità di esercitare adeguatamente la propria leadership (mi riferisco ai comportamenti organizzativi). La direzione tracciata è quindi quella del progressivo superamento di una semplice valutazione gerarchica e unidirezionale, a beneficio di sistemi in cui le valutazioni sono frutto del contributo di una pluralità di soggetti interni ed esterni all'organizzazione.
A determinare peraltro l'inadeguatezza degli attuali sistemi di valutazione della performance è intervenuta la Corte dei conti, che, nella delibera del 17 aprile 2024, ha certificato l'appiattimento verso l'alto delle valutazioni del personale e l'attribuzione di premialità senza adeguati presupposti meritocratici. Questo non lo dice Zangrillo, lo dice la Corte dei conti.
A testimonianza dell'attenzione che il Governo sta riservando al tema della valorizzazione dei dipendenti pubblici, anche in considerazione del mancato utilizzo di strumenti di programmazione, come evidenziato peraltro dagli onorevoli interroganti, segnalo che nelle prossime settimane presenterò in Consiglio dei ministri un apposito disegno di legge, che segna un radicale cambio di passo anche nella programmazione degli obiettivi, nonché nella misurazione e valutazione del loro raggiungimento, a cui agganciare i percorsi di crescita delle nostre persone.
A questo proposito, nell'ottica di garantire un vero e proprio sistema per obiettivi, prevediamo peraltro che il trattamento retributivo legato alla performance sia progressivo e strettamente correlato in termini percentuali alla valutazione conseguita. In questo modo, le persone potranno essere premiate per il lavoro svolto e accedere a effettivi percorsi di crescita e di carriera all'interno dell'amministrazione.
Concludendo, saremo quindi in grado non solo di migliorare il sistema di programmazione degli obiettivi, ma di comprendere l'andamento delle attività e delle organizzazioni, al fine di offrire le migliori soluzioni orientate sempre e comunque a soddisfare le esigenze dei nostri utenti, nonché al rispetto e al valore delle persone che lavorano nelle nostre amministrazioni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Guidolin, per due minuti.
GUIDOLIN (M5S). Signor Presidente, nel ritenermi parzialmente soddisfatta della risposta, vorrei ricordare una cosa che mi sta particolarmente a cuore, ossia che con la riforma del 1992 si è fatta passare l'idea per cui meno Stato e più mercato all'interno della pubblica amministrazione fosse la soluzione per contrastare quei problemi di inefficienza che venivano descritti al tempo. Credo che qualsiasi impresa privata, con un sistema così corposo e veramente importante - non so quale aggettivo usare per descriverlo - per il controllo della pubblica amministrazione, fallirebbe dopo due minuti. Su questo credo che siamo d'accordo tutti.
Spero davvero che si ponga attenzione nel redigere documenti che sintetizzino tutto ciò che ho elencato nell'interrogazione e che pongano l'attenzione sulla rendicontazione e la trasparenza della valutazione, rendendo più efficace la pubblica amministrazione. Ricordiamoci infatti che la pubblica amministrazione è la presenza dello Stato sui territori, e va dalla sanità agli enti locali e alla scuola. (Applausi).
PRESIDENTE. La senatrice Musolino ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01732 sulla modifica della legge elettorale volta ad introdurre il sistema delle preferenze, per tre minuti.
MUSOLINO (IV-C-RE). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, signora Ministro, come lei ben sa, la presidente Meloni prima di essere Presidente del Consiglio dei ministri, quando era una componente particolarmente agguerrita e tenace dell'opposizione, ha sempre manifestato la sua contrarietà all'attuale sistema elettorale che prevede i cosiddetti listini, cioè i collegi bloccati e le liste bloccate, per le quali sostanzialmente i partiti ormai scelgono chi candidare e dalla posizione che attribuiscono nella lista determinano la facilità di accesso al seggio. Da parte della Meloni questo è sempre stato considerato un sistema che falsa il rapporto tra l'elettorato e gli eletti ed è stato oggetto di contestazione anche quando è diventata Presidente del Consiglio. Lo scorso anno, a maggio 2024, intervenendo in un convegno sulla Costituzione italiana e il premierato, ha ribadito la sua posizione dicendo sostanzialmente che era ora di restituire agli elettori la facoltà di scegliere e di eleggere i rappresentanti in Parlamento.
Queste però sono enunciazioni di principio nella misura in cui siamo al terzo anno di legislatura e, a tutt'oggi, ancora non risulta che sia stato presentato un disegno di legge da parte di questo Governo per modificare il sistema elettorale. A questo punto, ci sembra davvero che quando si fa parte dell'opposizione si dicano determinate cose, ma poi, una volta seduti ai banchi del Governo con la massima posizione di Presidente del Consiglio dei ministri, alle parole non si facciano seguire i fatti, almeno finora. Quello che chiediamo - e credo che tutti gli italiani attendono una risposta in tal senso - è se almeno su questo argomento il Governo Meloni intenda confermare i programmi enunciati in campagna elettorale e le aspettative che ha ingenerato nel suo elettorato e procedere a una riforma della legge elettorale. (Applausi).
PRESIDENTE. Il ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa, senatrice Alberti Casellati, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
ALBERTI CASELLATI, ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa. Signor Presidente, gli onorevoli interroganti pongono due questioni tra loro correlate: se siano allo studio del Governo disegni di legge volti a modificare la legge elettorale attualmente in vigore e se vi sia l'intenzione di intervenire sullo specifico tema delle preferenze. La questione va affrontata tenendo a mente il più vasto processo di riforma delle nostre istituzioni, che è stato avviato con l'approvazione del disegno di legge costituzionale sull'elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri, una riforma che è prioritaria nell'agenda del Governo, come ho sempre chiarito io stessa e come ha ribadito anche di recente il Presidente del Consiglio.
È evidente che qualsiasi proposta di modifica della legislazione elettorale non potrà prescindere dalla previa definizione, quantomeno all'esito della prima lettura delle Camere, della riforma costituzionale, che richiederà di intervenire sulla legge elettorale vigente per adattarla al rinnovato quadro costituzionale.
Già l'opzione per l'elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri esplicita il nostro chiaro intendimento di valorizzare la volontà espressa dal corpo elettorale rispetto agli eccessi dell'intermediazione partitica che rischiano di compromettere il rapporto tra opinione pubblica e classe politica. Per questo verso, si ricostruisce il rapporto tra elettore ed eletto cui ella fa riferimento.
In coerenza con questa premessa, il disegno di legge costituzionale che abbiamo predisposto, da un lato, conferisce ai cittadini il diritto di eleggere direttamente la persona che guiderà la macchina del Governo e, dall'altro, impedisce ribaltoni e tradimenti delle indicazioni espresse dal corpo elettorale.
Il cantiere della legge elettorale che si aprirà immediatamente dopo il passaggio parlamentare della riforma costituzionale dovrà dare seguito ai principi che informano questo progetto. Come sempre, darò avvio a un'ampia attività di ascolto di tutte le forze politiche senza preclusioni e pregiudizi. L'obiettivo della più ampia valorizzazione del voto degli elettori e della semplificazione del rapporto tra rappresentanti e rappresentati può infatti essere raggiunto attraverso una molteplicità di soluzioni tecniche nell'ambito di diversi sistemi elettorali. Le preferenze in un sistema proporzionale rispondono certamente a quest'obiettivo, così come, d'altronde, i collegi uninominali che implicano per definizione una scelta sul singolo candidato.
Ricordo però a tutti che, secondo la stessa Corte costituzionale, anche liste corte nell'ambito di collegi plurinominali di dimensioni circoscritte corrispondono all'esigenza di rendere chiara la scelta dell'elettore sul candidato proposto. Sono tutte opzioni che ho ben presenti e sulle quali ci confronteremo - ne sono certa - con spirito di collaborazione, ma all'indomani della conclusione dei lavori della Camera dei deputati sul disegno di legge costituzionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Borghi Enrico, per due minuti.
BORGHI Enrico (IV-C-RE). Signora Presidente, signora Ministra, Italia Viva le ha posto una domanda semplice, alla quale lei non ha voluto rispondere: volete o non volete ridare il potere ai cittadini elettori, attraverso le preferenze, di selezionare la classe parlamentare?
Non si capisce il motivo per il quale gli italiani debbano votare con il sistema delle preferenze per scegliersi il proprio Consiglio comunale, votino con il sistema delle preferenze per scegliere i nostri rappresentanti all'Europarlamento, votino con le preferenze per eleggere i consiglieri regionali e, quando si tratta di passare a selezionare i membri di questo Parlamento, assistiamo a questa illustrazione che lei ci ha testé fornito: cioè non avete il coraggio di dire che voi le preferenze non le volete introdurre. (Applausi).
Mi faccia però dire, signora Ministra, che, intanto, dovreste mettervi d'accordo all'interno del vostro Governo, visto che autorevoli esponenti dicono che il premierato è sostanzialmente arenato. Peraltro, se ritenete che sia una cosa di così impellente strategicità, perché non l'avete ancora calendarizzato alla Camera?
Lei sta ricadendo esattamente nello stesso errore in cui era caduta quando discutemmo tra questi banchi, ossia che il premierato non si può discutere in maniera sganciata rispetto al modello della legge elettorale, in quanto le due cose si tengono in maniera inestricabile.
Quindi, se lei oggi qui dice che vuole subordinare la discussione della legge elettorale all'approvazione del premierato, sta dicendo, in sillogismo, che non vuole il premierato fino in fondo. (Applausi). È l'esatta conferma di quello che immaginavamo. Il risultato è che questa straordinaria stagione di riforme partorirà il topolino e la vicenda delle riforme elettorali non sarà altro che il settimo sigillo della vostra incoerenza, perché ci avevate detto che volevate abbassare le tasse e nel 2024 le avete aumentate; ci avevate detto che avreste fatto il blocco navale e invece avete dato vita alla clamorosa vicenda del centro migranti, che è un totale fallimento e che non funziona; avevate detto che avreste dato la caccia ai trafficanti di esseri umani su tutto il globo terracqueo e li avete riportati a casa con l'aereo di Stato; avevate detto che avreste abolito le accise e le avete aumentate; avevate detto che avreste eliminato il canone RAI e l'avete portato da 70 a 90 euro; avevate detto che avreste abolito la legge Fornero e avete aumentato l'età pensionabile.
Le sue riforme, signora Ministra, saranno il settimo sigillo della vostra incoerenza. (Applausi).
PRESIDENTE. Il senatore Zanettin ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01640 sulle iniziative di semplificazione normativa e di miglioramento della qualità della regolazione, per tre minuti.
ZANETTIN (FI-BP-PPE). Signor Presidente, come lei diceva parliamo ora di semplificazione normativa e ci rivolgiamo alla ministra Casellati. Si tratta di una materia di cui parliamo da tanti anni; è un'esigenza trasversale e di particolare rilievo ed è quindi necessario avere un approccio strutturale e strumenti adeguati verso le politiche di semplificazione. Ce lo richiedono i cittadini e le imprese: meno burocrazia, regole chiare e certe, risposte celeri e trasparenti, mentre l'eccesso di normazione e regolamentazione aumenta esponenzialmente il rischio di irregolarità, contenziosi e corruzione ed è una palla al piede per il Paese. Il Presidente del Consiglio ha attribuito a lei, signor Ministro, le deleghe per le riforme istituzionali, ma anche una delega specifica alla semplificazione normativa e le ha affidato la direzione politica di un'apposita struttura di missione volta, appunto, a semplificare.
Il problema dell'ipernormazione, tuttavia, non solo italiano, ma anche europeo e riguarda il futuro e la competitività europea, tant'è che l'eccesso di regole per certi versi filtra, almeno in filigrana, anche all'interno di quel molto discusso e discutibile intervento che ha fatto il vice presidente degli Stati Uniti J. D. Vance, proprio recentemente, a Monaco.
Il problema dell'ipernormazione, che ha un'incidenza anche sull'attività economica e sui rapporti, a questo punto, anche internazionali, richiede risposte precise. A questo proposito, le rivolgiamo, signor Ministro, la richiesta di spiegare cosa sta facendo, quali siano le semplificazioni attualmente in corso e da lei promosse, orientate sia a una riduzione dello stock normativo, sia al miglioramento della qualità della regolazione.
PRESIDENTE. Il ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa, senatrice Alberti Casellati, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
ALBERTI CASELLATI, ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa. Signor Presidente, ringrazio i senatori interroganti, che mi consentono di illustrare alcune direttrici fondamentali della mia azione di Ministro. Ho sempre ritenuto che chiarezza e semplicità del sistema normativo rappresentassero il primo ineludibile anello di una catena da cui discendono razionalizzazione, trasparenza, economicità ed efficacia dell'azione amministrativa. Un circolo virtuoso che contribuisce a rinsaldare il rapporto tra istituzioni e società civile, liberando famiglie e imprese dal peso della burocrazia, che grava sul nostro Paese per circa 230 miliardi l'anno. È una strategia che ha trovato ora pieno accoglimento anche a livello europeo, con il conferimento di un'apposita delega per la semplificazione nell'ambito della Commissione. Martedì ho incontrato a Bruxelles il commissario europeo Dombrovskis, aprendo in tal modo un canale diretto tra Roma e Bruxelles, un vero e proprio ponte per semplificare le norme attraverso un confronto e un dialogo che avverranno a monte, cioè nel momento della fase istruttoria della norma.
A tal fine, ho invitato in Italia il Commissario, che ha confermato l'intenzione di formare un tavolo tecnico aperto alle categorie economiche per un lavoro continuo sulla semplificazione normativa e condiviso tra Italia e Unione europea.
Sul versante interno sta proseguendo l'attività del mio Ministero attraverso una strategia articolata su tre assi tra loro integrati: in via preliminare, la riduzione dello stock della legislazione vigente; in seconda battuta, il riordino e la semplificazione normativa per ambiti tematici omogenei; infine, il miglioramento della qualità della regolazione.
Per quanto attiene al primo di questi profili, ho dato vita a un'opera di massiccio disboscamento normativo, proponendo l'abrogazione di una vastissima serie di atti normativi prerepubblicani tuttora vigenti, ma privi di effetto. Si tratta per l'esattezza di 30.709 atti, adottati tra il 1861 e il 1946, la cui abrogazione determinerà la riduzione del 28 per cento dello stock normativo vigente. La Camera ha già approvato tali disegni di legge, che sono ora all'esame di questo ramo del Parlamento.
Il secondo e il terzo asse della strategia trovano espressione nel disegno di legge in tema di semplificazioni normative, attualmente all'esame della Commissione affari costituzionali del Senato, che avrà carattere strutturale nella forma di una legge annuale. Il riordino e la semplificazione riguardano materie individuate come prioritarie: istruzione, università e ricerca, disabilità, protezione civile e affari esteri.
Il disegno di legge introduce inoltre un'innovazione che pone l'Italia in prima fila in Europa: la valutazione di impatto generazionale delle leggi. Si tratta della valutazione preventiva dei progetti normativi del Governo in relazione agli effetti ricadenti sui giovani e sulle generazioni future, nell'ottica dell'equità intergenerazionale.
La semplificazione è un interesse bipartisan. Per questo confido nello spirito di collaborazione di tutte le forze politiche. (Applausi).
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Zanettin, per due minuti.
ZANETTIN (FI-BP-PPE). Ringrazio molto la signora Ministro per la sua risposta, che è molto esaustiva.
Lei ha ribadito la necessità di semplificare e rendere meno burocratica la nostra legislazione. Su questo sa di avere tutto il sostegno del Gruppo Forza Italia, ma credo dell'intero Parlamento, che la accompagnerà in questo suo lavoro così impegnativo, che peraltro - come dicevo prima - è risalente nel tempo, perché se ne parla da tanto tempo. Speriamo che questa sia la legislatura giusta per arrivare veramente a risultati eclatanti, anche perché il mondo dell'economia e delle imprese ce lo chiede.
Noi siamo convinti che lei - la conosciamo da tanti anni - sia una persona tenace e capace e quando si pone un obiettivo lo persegue con totale dedizione e impegno. Già in passato ci fu chi si impegnò su questo tema. Ricordo in particolare una figura, che è rimasta forse anche nell'immaginario collettivo, che è stato il ministro Calderoli, che in una certa occasione si presentò a una caserma dei Vigili del fuoco con il lanciafiamme per bruciare dei faldoni di leggi inutili. Lei magari, per lo stile che la contraddistingue, non arriverà a gesti così eclatanti, ma siamo sicuri che l'obiettivo finale sarà perseguito. (Applausi).
PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata (question time) all'ordine del giorno è così esaurito.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di martedì 11 marzo 2025
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 11 marzo e, previ accordi tra i Gruppi, la seduta inizierà alle ore 17, anziché alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 15,45).
Allegato A
INTERROGAZIONI
Interrogazione sugli effetti negativi dei provvedimenti di dimensionamento scolastico e la carenza di dirigenti
(3-01691) (18 febbraio 2025)
Castellone, Barbara Floridia. - Al Ministro dell'istruzione e del merito -
Premesso che:
il recente dimensionamento scolastico sta determinando la soppressione di 627 autonomie scolastiche a partire dall'anno scolastico 2023/2024 e per i prossimi 4 anni scolastici (nell'anno 2023/2024 i dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali e amministrativi in servizio erano 7.936, nel 2026/2027 saranno 7.309), portando in molti casi alla creazione di maxi istituti con oltre 2.000-3.000 alunni e più di 300 docenti e personale ATA, aggravando la frammentazione organizzativa e riducendo l'efficienza del sistema educativo;
le reggenze scolastiche comportano un carico di lavoro insostenibile per i dirigenti scolastici, costretti a gestire più istituti senza poter garantire un'adeguata supervisione pedagogica e gestionale, con evidenti ricadute negative sulla qualità dell'insegnamento;
la carenza di dirigenti scolastici titolari sta determinando una situazione emergenziale, che mina la stabilità e l'efficacia della gestione scolastica, con il rischio concreto di un aumento della dispersione scolastica, specialmente nelle aree più svantaggiate;
la stessa problematica riguarda i direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA), costretti a operare su più istituti, con conseguente disorganizzazione amministrativa e aggravamento delle difficoltà burocratiche e contabili;
la reggenza scolastica non solo non garantisce la continuità gestionale e programmatica degli istituti scolastici, ma crea un clima di instabilità e incertezza, impedendo l'attuazione efficace di progetti educativi e penalizzando il rapporto con gli enti locali e l'organizzazione delle attività extracurricolari;
in molte aree del Paese, soprattutto nelle regioni meridionali, le distanze tra le scuole assegnate in reggenza rendono la gestione ancora più complessa, costringendo i dirigenti a spostamenti continui che ostacolano la presenza e il coordinamento operativo;
la riduzione delle autonomie scolastiche è stata incentivata tramite misure agevolative alle Regioni che hanno applicato il dimensionamento, senza valutare adeguatamente le difficoltà operative, con il risultato di un aumento delle criticità nel sistema scolastico;
il piano nazionale di ripresa e resilienza prevede misure per il miglioramento della qualità dell'istruzione e dell'organizzazione scolastica, che rischiano di essere completamente vanificate dall'attuale sistema di reggenze e accorpamenti eccessivi, che sviliscono l'autonomia e la qualità delle istituzioni scolastiche,
si chiede di sapere:
quali iniziative urgenti intenda assumere il Ministro in indirizzo per ridurre il numero delle reggenze scolastiche e garantire la stabilità e l'efficienza delle istituzioni scolastiche;
se intenda procedere con nuove immissioni in ruolo di dirigenti scolastici e DSGA per coprire le attuali carenze di organico e scongiurare il rischio di collasso organizzativo;
se ritenga opportuno modificare i criteri di dimensionamento scolastico al fine di evitare la creazione di mega istituti ingestibili, che penalizzano la qualità dell'istruzione e riducono l'accessibilità e l'equità del sistema scolastico;
quali misure intenda adottare per garantire la continuità didattica e gestionale negli istituti scolastici assegnati in reggenza, al fine di evitare interruzioni dannose per studenti, famiglie e personale scolastico;
se non ritenga necessario avviare un confronto con le Regioni per valutare soluzioni alternative alla riduzione delle autonomie scolastiche, garantendo il diritto degli studenti a un'istruzione di qualità e il buon funzionamento delle scuole, senza sacrificare la stabilità del personale e l'efficienza della gestione educativa.
Interrogazione sulla realizzazione di una discarica nel Comune di Petriano (Pesaro e Urbino)
(3-00546) (29 giugno 2023)
Verducci, Fina, Camusso, Furlan, Rando, Zambito, Franceschelli, Rojc, La Marca, Giacobbe, Alfieri, Martella, Verini, Nicita, Manca, Losacco, Valente. - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica -
Premesso che:
il 20 aprile 2023 è stato avviato il procedimento autorizzatorio unico relativo ad un impianto di discarica per rifiuti speciali non pericolosi vicino a Ponte Armellina, in località Riceci nel comune di Petriano, in provincia di Pesaro e Urbino, su istanza della ditta AURORA S.r.l.;
a quanto si apprende, la suddetta ditta è stata recentemente costituita al fine della realizzazione della discarica ed è detenuta al 40 per cento da Marche multiservizi S.p.A., società a partecipazione pubblica, e per il restante 60 per cento da Ecoservizi S.r.l., società con sede a San Marino;
il progetto prevede che per 25 anni potranno essere conferite 200.000 tonnellate di rifiuti all'anno, in un sito dalla capacità complessiva di 5 milioni di metri cubi, con una superficie di 115.790 metri quadri e una superficie di intervento complessiva di 268.000 metri quadri, situato in una vallata di grande interesse naturalistico e a meno di 2 chilometri di distanza dall'abitato di Gallo;
la discarica potrebbe, inoltre, essere visibile anche da Urbino, il cui centro storico è nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO;
si apprende che il progetto della realizzazione della discarica è stato portato avanti senza aver mai adottato iniziative di coinvolgimento della cittadinanza;
considerato che:
la presenza di una discarica di così grandi dimensioni porta con sé importanti rischi, non solo per la salute e per l'ambiente, in quanto ci sarà un impatto sulla qualità dell'aria, dell'acqua e del sottosuolo, aumentando potenzialmente l'incidenza di malattie connesse all'inquinamento, ma anche dal punto di vista economico, in quanto saranno penalizzate le attività sostenibili legate ad agricoltura, allevamento e turismo, si verificheranno cali del valore degli immobili adiacenti e si assisterà a un aumento del traffico dei rifiuti;
la direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive, nel considerato numero 6, afferma che "l'obiettivo principale di qualsiasi politica in materia di rifiuti dovrebbe essere di ridurre al minimo le conseguenze negative della produzione e della gestione dei rifiuti per la salute umana e l'ambiente", mentre, nel considerato numero 7, citando la risoluzione del Consiglio del 24 febbraio 1997 sulla strategia comunitaria per la gestione dei rifiuti, ribadisce che "la priorità principale della gestione dei rifiuti dovrebbe essere la prevenzione e che il riutilizzo e il riciclaggio di materiali dovrebbero preferirsi alla valorizzazione energetica dei rifiuti, nella misura in cui essi rappresentano le alternative migliori dal punto di vista ecologico";
rilevato che:
il Consiglio provinciale di Pesaro e Urbino con deliberazione n. 2/2018, ai sensi dell'articolo 197 del decreto legislativo n. 152 del 2006, ha individuato le suddette zone come non idonee alla localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti, secondo i criteri di localizzazione definiti dal piano regionale per la gestione dei rifiuti delle Marche;
nel corso della seduta n. 112 del 6 giugno 2023, il Consiglio regionale delle Marche ha approvato tre mozioni per esprimere contrarietà all'ipotesi di realizzazione della discarica in località Riceci, nel comune di Petriano,
si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di stimare un impatto sulla salute, ambientale ed economico della realizzazione della discarica di Petriano, e, in ogni caso, se intenda tempestivamente attivarsi, affinché venga trovata un'alternativa alla realizzazione della suddetta discarica in un'altra località e che risulti in linea con le priorità sancite dalla citata direttiva 2008/98/CE.
Interrogazione sul transito di alcuni comandi dallo Stato maggiore dell'Esercito al Comando delle forze operative terrestri
(3-01404) (10 ottobre 2024)
Alfieri, Spagnolli. - Al Ministro della difesa -
Premesso che:
secondo documentazione pervenuta all'interrogante, lo Stato maggiore dell'Esercito italiano avrebbe disposto, per mezzo di alcune circolari, il transito del comando truppe alpine (COMTA), del comando forze operative sud (COMFOP Sud), del comando forze operative nord (COMFOP Nord) e del comando delle forze operative terrestri di supporto (COMFOTER SPT) dalle dipendenze del capo di Stato maggiore dell'Esercito alle dipendenze del comando delle forze operative terrestri;
secondo quanto disposto per quanto attiene ai flussi connessi alle specifiche attribuzioni su determinate tematiche, quali, tra le altre, la pianificazione d'impiego e istanze di parte, i richiami in servizio, le istanze di incompatibilità ambientale, le richieste di accesso agli atti e le pratiche relative a disposizioni ordinative, i comandi riportati riferiranno al comando delle forze operative terrestri per l'opportuno intervento o parere di competenza in qualità di comando sovraordinato;
in esito a tali disposizioni, i comandi oggetto del provvedimento non potranno dialogare direttamente con lo Stato maggiore e saranno, invece, costretti a interfacciarsi con il COMFOTER di Roma. Il declassamento de facto (che priva i corpi di armata di alcune delle loro competenze) investe i comandi con sede a Napoli, Firenze, Padova e Bolzano;
nel caso specifico dell'Alto Adige, si tratterebbe di un vero e proprio ridimensionamento della forza militare in una regione in cui la comunità italiana risulta sempre più penalizzata,
si chiede di sapere se al Ministro in indirizzo risulti che i fatti riportati corrispondano al vero e quali siano le ragioni che hanno portato a tale decisione.
Interrogazione sulla realizzazione della nuova sede dei reparti di eccellenza dell'Arma dei carabinieri a Pisa
(3-01302) (01 agosto 2024)
Zambito. - Ai Ministri della difesa e dell'ambiente e della sicurezza energetica -
Premesso che:
l'articolo 5, comma 3, del decreto-legge n. 89 del 2024, detto "DL infrastrutture", introduce disposizioni volte a fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione e assicurare il celere avvio dei lavori afferenti alla realizzazione del primo lotto funzionale della nuova sede dei reparti di eccellenza dell'Arma dei Carabinieri a Pisa, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 1831 del 2022;
l'intervento infrastrutturale per la realizzazione della sede del gruppo intervento speciale del primo reggimento Carabinieri paracadutisti "Tuscania" e del centro cinofili, a Pisa, area Coltano, è stato individuato quale "opera destinata alla difesa nazionale", cui si applicano le misure di semplificazione procedurale previste dall'art. 44 del decreto-legge n. 77 del 2021, dall'articolo 1, comma 1, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 gennaio 2022;
l'opera è stata individuata, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del decreto-legge n. 32 del 2019, tra gli interventi infrastrutturali caratterizzati da un elevato grado di complessità progettuale, da una particolare difficoltà esecutiva o attuativa, da complessità delle procedure tecnico-amministrative ovvero che comportano un rilevante impatto sul tessuto socio-economico a livello nazionale, regionale o locale, per la cui realizzazione o il cui completamento si è reso necessario procedere alla nomina di un commissario straordinario con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 1831 del 2022;
l'onere per il complessivo intervento è stato nuovamente stimato all'attualità in 520 milioni di euro, di cui 120 milioni per bonifica dell'ex reattore, con un piano di realizzazione di circa 10 anni. Attualmente è in via di completamento la redazione del documento di indirizzo alla progettazione;
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 gennaio 2022, tra le opere destinate alla difesa nazionale era stato inserito un intervento infrastrutturale per la realizzazione a Coltano di una base militare per antiterrorismo e azioni speciali, destinata al gruppo di intervento speciale, primo reggimento Carabinieri paracadutisti "Tuscania" e centro cinofili. Il decreto prevedeva la realizzazione di una grande cittadella militare a Coltano, da costruire con 190 milioni di euro provenienti dal fondo per lo sviluppo e la coesione sociale. La zona allora individuata, demaniale, fa parte delle aree contigue al parco regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, equiparate per legge regionale al parco stesso per le materie paesaggistiche, urbanistiche e edilizie;
una fortissima opposizione al progetto di una base nel parco è stata dichiarata da associazioni ambientaliste, cittadini, partiti politici e movimenti;
nell'adunanza della comunità del parco dell'11 maggio 2022 veniva affermato che "indirizzo della comunità del parco è che il progetto debba essere valutato fuori dal territorio del parco", come riportato nel verbale sottoscritto dal sindaco di Pisa, presidente della comunità, dal sindaco di Vecchiano e presidente della Provincia di Pisa, dal sindaco di San Giuliano Terme, dall'assessore per l'ambiente del Comune di Massarosa e dal presidente dell'ente parco regionale;
il 14 settembre 2023 il sindaco di Vecchiano e presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori aveva indirizzato al presidente della comunità del parco, sindaco di Pisa, una comunicazione ufficiale in cui evidenziava "che resta come punto fermo la posizione già espressa nelle sedi istituzionali di non occupare le aree interne al parco MSRM" ed evidenziava "ad oggi l'assenza di documenti progettuali su cui ragionare, al netto della breve illustrazione avvenuta a Roma lo scorso 6 settembre", ribadendo la "disponibilità ad un confronto ragionato e informato (...) che però può essere costruito solo e soltanto dopo aver avuto la possibilità di prendere visione della documentazione progettuale comprensiva delle carte relative allo studio di prefattibilità tecnica" e concludendo con la richiesta "Considerato che il contenuto del verbale della riunione interministeriale non può essere ritenuto la base su cui costruire il parere della Comunità del Parco, chiedo il rinvio della seduta della comunità, in attesa di ricevere la documentazione progettuale, come già chiesta dal collega di San Giuliano Terme, e di avere il tempo necessario per una analisi della stessa.". Il sindaco di San Giuliano Terme, con comunicazione ufficiale in data 13 ottobre 2023 chiedeva al direttore dell'ente parco la rettifica in autotutela della deliberazione adottata, ritenuta ambigua e finanche illegittima, evidenziando che "il provvedimento richiama l'illustrazione del verbale fatta dal Presidente senza tuttavia mai esporne, neppure in modo sintetico, i contenuti" e che "il provvedimento dispone di prendere atto del verbale, il cui contenuto come si è detto è del tutto omesso ed oscuro e, di seguito, di esprimere parere favorevole sull'ipotesi di rigenerazione della base del CISAM";
sulla base di un'evidente contraddizione fra alcuni punti del verbale, del notevole aumento del costo ipotizzato per la realizzazione del progetto, passato dai 190 milioni inizialmente previsti ai 520 milioni di euro (di cui 120 milioni per bonifica dell'ex reattore), del dissenso espresso dalla Provincia di Pisa e dai Comuni di Vecchiano e San Giuliano Terme e di una stima effettuata da alcune associazioni ambientaliste (sulla base della densità media di alberi per ettaro nei boschi di questo tipo e sulla base delle superfici che sembrerebbero interessate dagli abbattimenti, guardando la planimetria allegata al disegno di legge, per almeno 5 ettari), diffusa dalla stampa, che arriva ad ipotizzare l'abbattimento di oltre 10.000 alberi di alto fusto, è emerso nel territorio pisano un forte stato di preoccupazione per il reale impatto dell'opera;
il parco naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli è un'area protetta istituita dalla Regione Toscana nel 1979, è riserva UNESCO per la biodiversità, è un grande patrimonio naturale, ambientale e culturale sul quale ricade il vincolo paesaggistico di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio) e al piano di indirizzo territoriale della Regione con valenza di piano paesaggistico. L'area CISAM è, inoltre, ricompresa nel sito di interesse comunitario selva pisana, ai sensi delle direttive europee per la tutela degli habitat e della fauna;
il territorio di Pisa ospita numerose strutture militari e caserme, in buona parte sottoutilizzate e in aree in cui è consentito dagli strumenti di programmazione e regolamentazione urbanistica di procedere ad ampliamenti e rifunzionalizzazioni,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno adoperarsi nel più breve tempo possibile al fine di favorire l'interruzione dell'iter procedurale avviato e di individuare modalità alternative di realizzazione dell'opera, anche attraverso il riuso delle numerose strutture e aree già destinate alle attività del Ministero della difesa nella zona e comunque fuori dal territorio del parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli e riducendo al minimo l'impatto ambientale ed economico, in ragione della priorità politica della minimizzazione del consumo di suolo e della crisi sociale e della finanza pubblica da cui il Paese è investito;
se non ritengano altresì opportuno promuovere un confronto politico trasparente, informato e ragionato sulla proposta fatta o sulle eventuali ulteriori proposte, fornendo i necessari dettagli progettuali in tempi compatibili con le necessità del dibattito pubblico e dei processi deliberativi agli enti interessati e alla cittadinanza.
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA, AI SENSI DELL'ARTICOLO 151-BIS DEL REGOLAMENTO
Interrogazione sul funzionamento dell'Ente nazionale della cinofilia italiana
(3-01734) (05 marzo 2025)
Fina, Boccia, Tajani. - Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste -
Premesso che:
nel corso di alcune puntate della trasmissione "Report", andate in onda su RAI3 nei mesi di gennaio e febbraio 2025, sono emersi gravi elementi in relazione all'impiego delle risorse dell'Ente nazionale della cinofilia italiana, sottoposto alla vigilanza del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste;
nella puntata del 2 febbraio, secondo quanto emerso a margine dell'inchiesta giornalistica, è emerso che l'ENCI risulta tra i soggetti che finanziano il programma televisivo "Dalla parte degli animali", trasmesso da Rete4 e condotto dall'on. Michela Vittoria Brambilla, per la cifra complessiva di 460.000 euro; tra gli scopi dell'ente e tra le sue competenze non rientra di certo il finanziamento di una trasmissione televisiva, peraltro condotta da un'esponente politica nota soprattutto per l'impegno sul fronte della tutela dei diritti degli animali e che, come tale, potrebbe vedere accresciuto il proprio consenso personale anche grazie alla risonanza del programma televisivo;
nella puntata del 23 febbraio, inoltre, sono emerse notizie sia in merito al comportamento di alcuni giudici dell'ENCI, in aperto conflitto di interesse, che avrebbero assunto comportamenti discrezionali in occasioni di competizioni e di certificazioni di alcune razze canine, sia, soprattutto, relativamente ad una disponibilità di bilancio dell'ente pari a 11,5 milioni di euro, che non risultano reinvestiti dall'ente per i suoi scopi istituzionali: mentre sono aumentate le tariffe a carico degli allevatori, a fronte di servizi invariati, sembrerebbero aumentare i costi dell'ENCI relativi ai rimborsi spese a favore dei vertici dell'ente stesso;
considerato che:
ai sensi dell'articolo 2 dello statuto sociale, approvato con decreto ministeriale n. 20640 del 24 febbraio 2000, l'ENCI ha lo scopo di "tutelare le razze canine riconosciute pure, migliorandone ed incrementandone l'allevamento, nonché disciplinandone e favorendone l'impiego e la valorizzazione ai fini zootecnici, oltre che sportivi"; a tal fine, esercita una serie di competenze legate alla regolazione e al controllo della produzione e dell'allevamento di cani di razza, allo svolgimento di gare canine, nonché alla promozione di "studi e ricerche interessanti la cinotecnia ed aiuta le iniziative qualificate rivolte allo studio, al controllo, al miglioramento ed alla diffusione delle razze canine";
lo statuto prevede poi, all'articolo 12, una partecipazione diretta di un rappresentante del Ministero alla gestione dell'ENCI. Al consiglio direttivo sono attribuiti tutti i poteri decisionali, gestionali e amministrativi;
ai sensi dell'articolo 26, inoltre, stabilisce che il collegio sindacale, i cui membri sono nominati in maggioranza dal Ministero, "controlla i dati di bilancio, verifica la regolarità degli atti amministrativi e in genere sull'andamento dell'amministrazione";
compito del Ministero è dunque quello di vigilare sul corretto funzionamento dell'ente e, soprattutto, sul corretto impiego dei fondi di cui esso, a diverso titolo, dispone,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;
quali urgenti iniziative intenda assumere nei confronti dell'Ente nazionale della cinofilia italiana al fine di assicurare il corretto impiego dei fondi e delle risorse di cui esso dispone, e in particolare con quali modalità intenda verificare la conformità delle attività gestionali dell'ENCI a quanto disposto dalla normativa vigente.
Interrogazione sul nuovo documento programmatico della politica agricola europea ed i riflessi nel settore agroalimentare italiano
(3-01735) (05 marzo 2025)
Fallucchi, De Carlo, Malan, Pogliese, Amidei, Ancorotti, Maffoni. - Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste -
Premesso che il 19 febbraio 2025, in conferenza stampa congiunta, il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto, ed il commissario all'agricoltura Christophe Hansen hanno presentato un documento programmatico per una nuova visione dell'agricoltura e dell'alimentazione europea;
considerato che:
il sistema agroalimentare è un asset strategico per l'economia nazionale e la tenuta sociale dei territori rurali;
gli ultimi dati ISTAT testimoniano i buoni risultati del sistema agroalimentare nazionale, registrando nel 2024 una crescita del valore aggiunto pari al 2 per cento, che fa di questo uno dei settori trainanti la crescita economica dell'Italia, capace di generare sviluppo e occupazione;
tale incremento si riflette non solo nell'agricoltura, ma anche in attività correlate come la silvicoltura e la pesca;
considerato, altresì, l'approccio, ad avviso degli interroganti ideologico, che ha caratterizzato le precedenti politiche comunitarie, tendente ad identificare l'agricoltore come nemico dell'ambiente,
si chiede di sapere:
in quale misura il citato documento programmatico abbia recepito le richieste avanzate dal mondo produttivo e dal Governo italiano per una nuova politica agricola moderna e competitiva;
come tali proposte siano in grado di sostenere l'ulteriore crescita, innovazione ed eccellenza del settore agroalimentare italiano.
Interrogazione sulla verifica del raggiungimento degli obiettivi programmatici della pubblica amministrazione
(3-01731) (05 marzo 2025) (già 4-01860) (25 febbraio 2025)
Guidolin, Mazzella. - Al Ministro per la pubblica amministrazione -
Premesso che, a giudizio degli interroganti:
il corpus normativo che ha dettato le regole per la riforma della pubblica amministrazione dal 1992 in poi ha determinato, nel periodo in riferimento, una nuova declinazione del principio costituzionale di buon andamento, il cui focus fosse rappresentato da un sistema di regole che consentissero dinamiche organizzative e funzionali centrate sulla prefigurazione di obiettivi da raggiungere e sulla predisposizione di strumenti idonei per realizzarli e per misurarne il grado di raggiungimento, allo scopo di avere pubbliche amministrazioni "orientate al risultato" e dove l'aspetto dell'adempimento legittimo, pur evidentemente indeclinabile, fosse strumentale e servente rispetto alla finalità principale;
occorre evidenziare una criticità del processo di riforma che ne ha, nel tempo, determinato una progressiva inefficacia: pur nel riconoscere un ruolo "strategico" alla funzione di controllo, è importante infatti affermare l'esigenza di un allineamento "valoriale" tra la mission e il controllo, poiché l'attività di controllo esercita un'importante funzione di "orientamento" delle scelte e dei comportamenti;
un controllo di tipo eccessivamente "orientato all'adempimento" genera deresponsabilizzazione rispetto ai risultati da conseguire, mentre un controllo sul presidio delle funzioni o sui risultati genera motivazione e responsabilizzazione; da ciò discende la necessità che gli strumenti e gli organi di controllo siano strettamente finalizzati alla realizzazione delle finalità istituzionali, allo scopo di rafforzarne il conseguimento;
non è stata questa la direzione presa dagli interventi normativi sul controllo i quali, soprattutto negli ultimi anni, hanno visto crescere il loro tasso di "orientamento all'adempimento" con effetti che in alcuni casi sono diventati paralizzanti dell'attività o, comunque, si sono riverberati non positivamente sull'"orientamento al risultato" delle pubbliche amministrazioni, senza peraltro riuscire a garantire efficacemente il miglioramento del tasso di legalità e di legittimità della loro attività;
il principio di imparzialità e quello di buon andamento, che la Costituzione ha concepito e voluto sinergici, si sono trovati progressivamente a risultare quasi antinomici e per le pubbliche amministrazioni si è generato un dilemma di natura paradossale, quello tra adempiere o funzionare, dilemma il cui risultato è una crescente caduta dell'efficacia dell'azione amministrativa, in piena contraddizione con le finalità di tutti gli interventi riformatori;
per gli enti locali si è avuta nel tempo una proliferazione poco coordinata di obiettivi che non consente una programmazione funzionale. In particolare, l'articolo 170 del decreto legislativo n. 267 del 2000 prevede (in modo confuso) che gli enti locali sono tenuti a predisporre il documento unico di programmazione (DUP) che al suo interno, con riferimento al principio contabile, si articola in una "sezione strategica" e una "sezione operativa", ciascuna delle quali contiene "obiettivi"; il piano integrato di attività e organizzazione (PIAO), introdotto con il decreto-legge n. 80 del 2021, prevede, oltre agli obiettivi di valore pubblico, anche obiettivi programmatici e strategici della performance, di performance individuale, di performance organizzativa, formativi, di reclutamento, di contrasto alla corruzione, di semplificazione e di accessibilità; la risoluzione adottata dall'Assemblea generale ONU il 25 settembre 2015 ha individuato 17 obiettivi di sostenibilità racchiusi all'interno della denominazione dell'agenda 2030; il decreto legislativo n. 33 del 2013, all'art. 14, prevede obiettivi di trasparenza; l'articolo 5 del decreto legislativo n. 150 del 2009 ("riforma Brunetta") prescrive, al comma 1, che gli obiettivi si articolano in generali e specifici; l'articolo 9 prescrive obiettivi di settore e individuali e contiene l'espressione "altri obiettivi specifici individuati nel contratto"; la commissione ARCONET raccomanda un'articolazione in tre livelli: indirizzi strategici, obiettivi strategici e obiettivi operativi; l'agenda digitale come è noto ha previsto ulteriori obiettivi di inclusione che peraltro utilizzano la stessa espressione, obiettivi di accessibilità, sia per esprimere la facilitazione nell'utilizzo dei servizi informatizzati, sia l'accesso ai servizi da parte delle persone disabili; l'articolo 169 del decreto legislativo n. 267 del 2000 prescrive l'adozione del piano esecutivo di gestione (PEG) con obiettivi di gestione;
le tipologie di obiettivi negli anni sono cresciute per effetto di una stratificazione conseguente a interventi succedutisi nel tempo che non hanno tenuto conto delle esigenze del sistema nel suo complesso o non hanno creato un sistema realmente integrato e funzionale rendendo la programmazione un sistema aggrovigliato che tradisce la sua funzione;
è sufficiente leggere i piani integrati di attività e organizzazione o i piani delle performance per realizzare che si tratta di documenti esageratamente corposi e difficilmente comprensibili al cittadino, a cui dovrebbero rivolgersi. Peraltro, non è da escludere che lo siano anche per gli stessi operatori che, in considerazione di ciò, non utilizzano gli strumenti di programmazione per orientare la propria azione, ma come adempimento iniziale e strumento di valutazione;
a fronte di un ingente impegno nella fase di programmazione, che può spingersi fino alla seconda metà dell'anno, non vi è una corrispondente attenzione per la fase di rendicontazione, né vi è un modello strutturato e minimamente corrispondente alla programmazione;
la stessa ANAC insiste sulla predisposizione del piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza (PTPC), ma poi richiede una "relazione annuale" in un semplice foglio di calcolo in cui interroga sui reati e sulle violazioni, non sull'attuazione del piano;
considerato che, a parere degli interroganti:
la soluzione a queste problematiche potrebbe essere quella di creare un sistema snello e integrato, comprensibile e utile, che dia importanza sia alla programmazione che alla rendicontazione, articolato nei seguenti livelli: 1) livello strategico: agenda 2023 e obiettivi di valore pubblico; 2) livello di indirizzo politico: priorità e ambiti di intervento; 3) livello programmatico: elencazione dei programmi di mandato (collegati al documento unico di programmazione); 4) livello operativo: elencazione degli obiettivi operativi (performance e piano esecutivo di gestione), con indicatori che alimentano il controllo di gestione;
la rendicontazione, allo stesso modo, dovrebbe essere obbligatoria e resa pubblica, secondo lo stesso schema, con la validazione da parte degli organismi indipendenti di valutazione (OIV) e la possibilità per i cittadini di comunicare proposte, osservazioni o rilievi prima di renderla efficace e idonea per la valutazione;
questo modello (che già molti enti utilizzano, per ragioni di sopravvivenza funzionale) potrebbe essere definito intervenendo sul decreto legislativo n. 150 del 2009 e sul testo unico degli enti locali e consentirebbe di avere un sistema omogeneo di performance e rendicontazione comune all'intero Paese,
si chiede di sapere se, per quanto di propria competenza, i Ministri in indirizzo abbiano intrapreso, o abbiano intenzione di intraprendere, senza ulteriore indugio, iniziative normative di razionalizzazione e semplificazione in tal senso, atte a risolvere le criticità evidenziate.
Interrogazione sulla modifica della legge elettorale volta ad introdurre il sistema delle preferenze
(3-01732) (05 marzo 2025)
Enrico Borghi, Paita, Renzi, Musolino, Fregolent, Sbrollini, Scalfarotto. - Al Ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa -
Premesso che:
in merito alla legge elettorale che disciplina l'elezione dei componenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, la Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, nel corso degli anni e in diverse occasioni, ha dichiarato di voler "cancellare le liste bloccate" come "garanzia anti inciucio", dicendosi a favore di un sistema che contempli al suo interno la possibilità, per gli elettori, di esprimere le cosiddette "preferenze" e garantire, così, la scelta del rappresentante da parte dell'elettore, depotenziando il meccanismo che la medesima Presidente ha definito di "nomina di partito";
durante il convegno "La Costituzione di tutti - Dialogo sul premierato", svoltosi in data 8 maggio 2024, la Presidente del Consiglio ha tenuto a riaffermare che "un buon servizio alla nazione" sarebbe approvare "una legge elettorale che ricostruisca il rapporto eletto-elettore e consolidi la democrazia dell'alternanza", sottolineando come Fratelli d'Italia, in passato, abbia presentato emendamenti che reintroducevano le preferenze per l'elezione dei parlamentari, dichiarando altresì di non essere mai stata contraria a tale meccanismo di voto e di essere aperta a un discussione sulla sua eventuale introduzione;
l'attuale legge elettorale non prevede al suo interno la possibilità per gli elettori di esprimere preferenze per i candidati (quale meccanismo di trasformazione dei voti in seggi) e, allo stato, il Governo non ha presentato alcun disegno di legge in materia, nonostante l'attuale Presidente del Consiglio si sia espressa più volte e con fermezza a favore dell'introduzione del meccanismo delle "preferenze"; pare, quindi, opportuno che la Ministra in indirizzo esponga se nelle proprie intenzioni vi sia una modifica normativa volta a introdurre il sistema delle preferenze all'interno del sistema elettorale,
si chiede di sapere se il Governo intenda presentare una proposta legislativa volta a modificare l'attuale legge elettorale per la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica, al fine di introdurre il sistema delle preferenze e per quali ragioni il relativo procedimento di riforma non sia stato ancora avviato.
Interrogazione sulle iniziative di semplificazione normativa e di miglioramento della qualità della regolazione
(3-01640) (28 gennaio 2025)
Gasparri, Ternullo, Damiani, De Rosa, Fazzone, Galliani, Lotito, Paroli, Occhiuto, Ronzulli, Rosso, Silvestro, Trevisi, Zanettin. - Al Ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa -
Premesso che:
è ampiamente condivisa l'opinione che la semplificazione normativa sia esigenza trasversale e di particolare rilievo in Italia, Paese che soffre da sempre di ipertrofia normativa;
nelle precedenti Legislature, le politiche di semplificazione sono state affrontate, secondo gli interroganti, con scarsa continuità, con strumenti non sempre adeguati allo scopo e senza un approccio organico;
sin dalle dichiarazioni programmatiche, il Presidente del Consiglio dei ministri ha affermato che le imprese chiedono meno burocrazia, regole chiare e certe, risposte celeri e trasparenti e che l'eccesso normativo, burocratico e regolamentare aumenta esponenzialmente il rischio di irregolarità, contenziosi e corruzione;
a tal fine, il Presidente del Consiglio ha attribuito una delega specifica sulla semplificazione normativa al Ministro per le riforme istituzionali, affidandole peraltro la direzione politica di una apposita struttura di missione, che si avvale delle competenze di specialisti ed esperti, quantomai necessari in un ambito così complesso;
il "Rapporto Draghi" sul futuro della competitività europea contiene numerosi riferimenti alla semplificazione normativa, all'impatto della regolazione ed anche alcune indicazioni agli Stati membri. Il rapporto evidenzia la grande incidenza della semplificazione normativa sulle potenzialità di crescita economica del continente europeo;
da ultimo, la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nelle recenti linee guida per la nuova Commissione europea, ha particolarmente valorizzato l'obiettivo della semplificazione normativa, anche designando Valdis Dombrovskis quale commissario per l'economia, la produttività, l'attuazione e la semplificazione, sottolineando l'importanza che riveste la semplificazione normativa, sia a livello europeo, che nazionale,
si chiede di sapere quali siano le misure di semplificazione attualmente in corso e promosse dal Ministro in indirizzo orientate tanto alla riduzione dello stock normativo quanto al miglioramento della qualità della regolazione.
Allegato B
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori:Barachini, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Calenda, Castelli, Cattaneo, De Poli, Durigon, Fazzolari, Garavaglia, Giacobbe, La Pietra, Meloni, Mirabelli, Monti, Morelli, Nastri, Ostellari, Rando, Rauti, Rubbia, Segre, Sisto e Stefani.
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Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Spinelli, per attività della 1ª Commissione permanente; Pucciarelli, per attività della 3ª Commissione permanente; Floridia Aurora, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; La Marca, per partecipare a un incontro internazionale.
Alla ripresa pomeridiana della seduta sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Damiani e Malan, per attività della Commissione di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti.
Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dell'insularità, Ufficio di Presidenza
La Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dell'insularità, in data 5 marzo 2025, ha proceduto all'elezione di un Segretario, in sostituzione della deputata Alessandra Todde, cessata dal mandato parlamentare.
E' risultata eletta la senatrice Concetta Damante.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
Senatori Bergesio Giorgio Maria, Fallucchi Anna Maria, Fregolent Silvia, Rosso Roberto
Disposizioni in materia di cerca, raccolta, coltivazione e commercializzazione dei tartufi destinati al consumo (1412)
(presentato in data 05/03/2025);
senatrice Bucalo Carmela
Disposizioni in materia di riscatto agevolato dei corsi universitari di studio per il personale del comparto istruzione e ricerca (1413)
(presentato in data 05/03/2025).
Disegni di legge, assegnazione
In sede redigente
1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione
Sen. Iannone Antonio
Modifiche all'articolo 64 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di incompatibilità tra la carica di assessore comunale e le funzioni di consigliere comunale (1367)
previ pareri delle Commissioni 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 06/03/2025);
2ª Commissione permanente Giustizia
Sen. Spinelli Domenica
Introduzione dell'articolo 2-bis della legge 20 luglio 2004, n. 189, in materia di disposizioni per il benessere degli animali (1405)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale
(assegnato in data 06/03/2025);
7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport
Sen. Verducci Francesco, Sen. D'Elia Cecilia
Dichiarazione di monumento nazionale del Teatro dell'Aquila di Fermo (1080)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio
(assegnato in data 06/03/2025);
8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica
Sen. Iannone Antonio
Modifiche al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di pianificazione paesaggistica (1381)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 06/03/2025);
10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale
Sen. Nave Luigi ed altri
Norme in materia di verifiche periodiche di macchine e impianti elettrici nelle strutture sanitarie, nei luoghi di interesse ambientale e in quelli con rischio di esplosione, nonché disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro (1347)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 06/03/2025);
10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale
Sen. Furlan Annamaria ed altri
Disposizioni per il riconoscimento della sindrome di Sjögren primaria sistemica come malattia rara (1361)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio
(assegnato in data 06/03/2025);
10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale
Sen. Mazzella Orfeo ed altri
Disposizioni per l'istituzione del Comitato interministeriale One Health (1362)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare
(assegnato in data 06/03/2025).
Disegni di legge, nuova assegnazione
10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale
in sede referente
Gov. Meloni-I: Ministro della salute Schillaci Orazio ed altri
Misure di garanzia per l'erogazione delle prestazioni sanitarie e altre disposizioni in materia sanitaria (1241)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, Commissione parlamentare questioni regionali
Già deferito in sede redigente, alla 10ª Commissione permanente (Sanità e lavoro), è stato rimesso, ai sensi dell'articolo 36, comma 3, del Regolamento, alla discussione e alla votazione dell'Assemblea.
(assegnato in data 06/03/2025).
Camera dei deputati, trasmissione di documenti
Il Presidente della Camera dei deputati, con lettere in data 5 marzo 2025, ha trasmesso:
il documento concernente la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a una deroga temporanea a talune disposizioni del regolamento (UE) 2017/2226 e del regolamento (UE) 2016/399 per quanto riguarda l'entrata in funzione graduale del sistema ingressi/uscite (COM (2024) 567 final) approvato, nella seduta del 27 febbraio 2025, dalla XIV Commissione (Politiche dell'unione europea) della Camera dei deputati, nell'ambito della verifica di sussidiarietà di cui all'articolo 6 del Protocollo n. 2 allegato al Trattato di Lisbona (Doc. XVIII-bis, n. 46) (Atto n. 720);
il documento concernente la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla cooperazione tra le autorità di contrasto incaricate di applicare la direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare (COM (2024) 576 final), approvato, nella seduta del 27 febbraio 2025, dalla XIV Commissione (Politiche dell'unione europea) della Camera dei deputati, nell'ambito della verifica di sussidiarietà di cui all'articolo 6 del Protocollo n. 2 allegato al Trattato di Lisbona (Doc. XVIII-bis, n. 47) (Atto n. 721);
il documento concernente la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) n. 1308/2013, (UE) 2021/2115 e (UE) 2021/2116 per quanto riguarda il rafforzamento della posizione degli agricoltori nella filiera alimentarfe (COM (2024) 577 final), approvato, nella seduta del 27 febbraio 2025, dalla XIV Commissione (Politiche dell'unione europea) della Camera dei deputati, nell'ambito della verifica di sussidiarietà di cui all'articolo 6 del Protocollo n. 2 allegato al Trattato di Lisbona (Doc. XVIII-bis, n. 48) (Atto n. 722).
Detti documenti sono depositati presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli Onorevoli senatori.
Governo, trasmissione di atti e documenti
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 5 e 6 marzo 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, le comunicazioni concernenti il conferimento o la revoca dei seguenti incarichi:
- al dottor Giuseppe Pierro, il conferimento ad interim di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'istruzione e del merito;
- al dottor Onofrio Giustino Angelo Cutaia, la revoca di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero della cultura;
- alla dottoressa Patrizia Nardi, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze;
- al dottor Francesco Paolo Schiavo, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze.
Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.
Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 6 marzo 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 10, comma 10-ter, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, la relazione sull'evoluzione dell'andamento degli indicatori di benessere equo e sostenibile, per l'anno 2025.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a Commissione permanente (Doc. LIX, n. 3).
Autorità garante della concorrenza e del mercato, trasmissione di documenti. Deferimento
Il Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con lettera in data 27 febbraio 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, della legge 20 luglio 2004, n. 215, la relazione sullo stato delle attività di controllo e vigilanza in materia di conflitti di interessi, relativa al secondo semestre 2024.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 9a Commissione permanente (Doc. CLIII, n. 5).
Risposte scritte ad interrogazioni
(Pervenute dal 28 febbraio al 6 marzo 2025)
SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 91
GASPARRI: sui risarcimenti ai parenti delle vittime del disastro aereo di Ustica (4-01718) (risp. NORDIO, ministro della giustizia)
Interrogazioni
ALFIERI, IRTO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:
il Molise, per la sua conformazione geografica, soffre storicamente di una carenza di infrastrutture viarie, sia su gomma sia su ferro, che hanno penalizzato la regione nel corso degli anni rallentandone lo sviluppo industriale ed economico;
nell'ambito dell'accordo di programma quadro a valere sulle risorse del fondo per lo sviluppo e la coesione 2007-2013 sono state previste diverse opere di infrastrutturazione al fine di favorire lo sviluppo e l'ammodernamento della rete ferroviaria regionale;
nel secondo atto integrativo all'accordo di programma quadro sono stati riprogrammati e ridefiniti dal punto di vista finanziario, con un importo di 26,8 milioni di euro, gli interventi da affidare a RFI, Regione Molise e Comuni destinati all'ammodernamento della rete ferroviaria molisana;
a valere sulla seconda rimodulazione delle risorse finanziarie del programma è stato previsto l'intervento per "l'elettrificazione del I tronco - Roccaravindola-Isernia - del tratto Roccaravindola- Campobasso" del valore di 15 milioni di euro a valere sulle risorse del FSC 2014-2020, parte integrante e non scindibile del più ampio intervento denominato "elettrificazione e velocizzazione Roccaravindola-Isernia-Campobasso prima fase", il cui soggetto attuatore è RFI SpA;
in data 9 agosto 2017, tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la Regione Molise e RFI è stato sottoscritto il protocollo di intesa atto alla velocizzazione ed elettrificazione della tratta ferroviaria Roccaravindola-Isernia-Campobasso, con conclusione degli interventi prevista entro il 2023;
in data 23 luglio 2018, a Campobasso, è stata siglata dall'allora presidente della Regione Donato Toma e dall'amministratore delegato di RFI Maurizio Gentile l'intesa per l'avvio dei lavori, con un costo complessivo degli interventi pari a 80 milioni di euro;
considerato che:
RFI ha usufruito di ulteriori 150 milioni di euro a valere su risorse del PNRR per ulteriori lavori per la rete infrastrutturale ferroviaria sulla linea Venafro-Campobasso-Termoli con un avanzamento di spesa pari al 19,74 per cento al 13 dicembre 2024;
i cantieri per la realizzazione di questi progetti sono fermi o in forte rallentamento a causa di diversi fattori, tra cui quello più rilevante riguarda l'adeguamento delle gallerie di Colle Alto e Colle Barone, situate nei territori comunali di Vinchiaturo e Baranello, dove diverse infiltrazioni d'acqua hanno causato un crollo all'interno dei tunnel;
a bloccare ulteriormente l'avanzamento dei lavori è l'aumento dei costi di elettrificazione della linea ferroviaria, per cui il costo totale della rete Venafro-Campobasso è stimata attualmente da RFI in circa 290 milioni di euro;
ad oggi, in Molise, risultano chiuse le tratte ferroviarie Campobasso-Matrice-Larino-Termoli, Carpinone-Castel di Sangro, Boscoredole-Benevento;
queste chiusure ledono in maniera severa il diritto alla mobilità dei residenti in Molise, con gravi conseguenze in particolare sul tessuto socio-economico non solo della città di Campobasso ma dell'intera regione,
si chiede di sapere:
quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti riportati e se non ritenga necessario convocare tempestivamente Rete ferroviaria italiana ed i rappresentanti della Regione Molise al fine di garantire tempi certi alla realizzazione dell'elettrificazione e velocizzazione della linea Roccaravindola-Isernia-Campobasso;
quali iniziative intenda intraprendere, per quanto di propria competenza, al fine di agevolare il percorso di realizzazione degli interventi, considerata l'importanza dell'infrastruttura in termini di mobilità per i cittadini molisani e di riqualificazione e sviluppo dell'intera regione;
se intenda chiarire quale sia l'impegno finanziario che intende mettere a disposizione per garantire la realizzazione in tempi veloci dell'infrastruttura ferroviaria.
(3-01738)
SPINELLI - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
il Governo italiano ha integrato e potenziato i contenuti del piano nazionale di ripresa e resilienza attraverso il piano nazionale complementare stanziando ulteriori 30,6 miliardi di euro di risorse nazionali per la realizzazione di 30 interventi: 24 finanziati in via esclusiva e dunque a carico del bilancio dello Stato e 6 cofinanziati con il PNRR; per la giustizia, il PNC prevede 132,90 milioni di euro, suddivisi in due sub investimenti: gli interventi del sub investimento 1, proposti dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, per 84 milioni di euro, e gli interventi del sub investimento 2, proposti dal Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità e che riguardano l'adeguamento strutturale, l'aumento dell'efficienza energetica ed interventi antisismici su 4 complessi demaniali sede di istituti penali per i minorenni; in relazione al settore giustizia, il PNRR prevede risorse per 2.679.789.053,73 euro, di cui 875.721.921,24 spesi al 30 giugno 2024, per riforme e investimenti di efficienza e competitività nel sistema giustizia italiano;
la casa circondariale di Rimini, costruita nel 1950, con interventi che si sono protratti sino al 1980, ufficialmente aperta nel 1974, a maggio 2024 contava 152 persone detenute (per il 53 per cento stranieri) su una capienza regolamentare di 118 e tollerabile di 165; il numero è soggetto ad ulteriore aumento nella stagione estiva;
l'intero complesso è stato ristrutturato, ad eccezione della prima sezione che versa in condizioni inidonee per problemi di umidità, muri scrostati, celle anguste, alcune delle quali con il bagno provo di aerazione; la situazione della prima sezione determina un risarcimento ai detenuti nei termini di diminuzione di un giorno di pena su 10 scontati; tale automatismo parrebbe aver paradossalmente determinato che diversi detenuti preferiscano esservi reclusi nonostante le condizioni non confortevoli e il pessimo stato di manutenzione; a fine 2021 l'azienda USL della Romagna di Rimini ha indicato la prima sezione come pericolosa per la salute delle persone detenute e sottolinea che la situazione non è risolvibile con ordinaria manutenzione; i lavori di ristrutturazione previsti per l'allargamento dell'area trattamentale risultano al momento sospesi; gli altri spazi della casa circondariale sono decorosi e puliti;
il Governo è fortemente impegnato sugli interventi di edilizia penitenziaria, come dimostrato dallo stanziamento di oltre 250 milioni di euro per recuperare 7.000 posti detentivi attraverso ristrutturazioni di spazi esistenti e la costruzione di nuovi padiglioni;
vi è la necessità di migliorare lo stato della casa circondariale di Rimini, per ragioni di tutela della salute, della dignità delle persone, per garantire la sicurezza ed evitare disordini dovuti a questo stato di idoneità di una sua parte; vi è anche la necessità di un potenziamento dell'organico della Polizia penitenziaria che vi presta servizio,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga possibile intervenire nell'anno in corso e quale ritenga che possa essere il cronoprogramma degli interventi.
(3-01739)
(già 4-01833)
VALENTE, D'ELIA, SENSI, CAMUSSO, PARRINI, FRANCESCHELLI, MARTELLA, LA MARCA, FURLAN, RANDO, BASSO, MELONI, VERDUCCI - Ai Ministri della giustizia e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
nelle scorse settimane la cronaca giudiziaria ha riportato all'attenzione il femminicidio di Giulia Galiotto, una giovane donna di 30 anni uccisa nel 2009 a Sassuolo a colpi di pietra dal marito Marco Manzini che, dopo averla adescata in un garage con la scusa di proporle un accordo di separazione, l'aveva colpita nove volte alla testa con una pietra fino ad ucciderla. Successivamente, con freddezza, aveva gettato il corpo nel vicino fiume Secchia per simulare il suicidio della donna e aveva poi chiamato la famiglia fingendo di essere preoccupato. A seguito delle indagini e del conseguente giudizio, l'uomo, riconosciuto colpevole di omicidio, è stato condannato a 19 anni di carcere, nonché a corrispondere alla famiglia della vittima, a titolo di risarcimento del danno, la cifra di un milione e duecentomila euro, che però non aveva versato, poiché si era dichiarato incapiente;
nel 2022 Manzini, ottenuto il regime di semi libertà con affidamento ai servizi sociali, aveva ripreso a lavorare a tempo pieno con un contratto a termine in un'azienda reggiana, con mansioni analoghe a quelle che svolgeva prima dell'arresto. La famiglia della vittima, che aveva rifiutato l'offerta di Manzini di corrispondere 50 euro al mese come mediazione penale per il risarcimento, aveva ottenuto il pignoramento di un quinto dello stipendio che percepiva. Nel luglio 2024, tornato in libertà, Manzini si è licenziato dal posto di lavoro ed ha fatto perdere le proprie tracce, sottraendosi quindi all'obbligo di corrispondere il risarcimento del danno riconosciuto con sentenza passata in giudicato;
la famiglia di Giulia Galiotto ha recentemente ricevuto tre cartelle esattoriali di 6.000 euro ciascuna da parte dell'Agenzia delle entrate, cartelle che ingiungono il pagamento di tasse per la registrazione dell'ordinanza esecutiva del giudice civile, che riconosce il risarcimento spettante alla famiglia; questi importi rivendicati dall'Agenzia delle entrate sono stati calcolati sulla base dell'intera cifra precettata e non su quella effettivamente percepita; di fatto la famiglia non ha percepito alcun tipo di risarcimento a causa delle condizioni di incapienza di Manzini; i familiari di Giulia Galiotto hanno impugnato le cartelle esattoriali e la notizia delle richieste di pagamento ha sollevato grande indignazione, al punto che l'Agenzia delle entrate con un comunicato ufficiale ha manifestato vicinanza e comprensione alla famiglia Galiotto, ribadendo tuttavia la correttezza del proprio operato, motivato dall'applicazione della normativa vigente in materia di imposta di registro;
a parere degli interroganti questa vicenda rappresenta l'ennesima forma di abuso economico da parte dello Stato ai danni dei familiari di vittime di femminicidio, i quali, oltre a dover rinunciare ad un risarcimento morale solo in parte a compensazione della perdita della persona congiunta, vedono rinnovare il proprio dolore dalle pretese del fisco, in una sorta di vittimizzazione secondaria dello Stato verso i familiari della vittima,
si chiede di sapere se sussistano i presupposti per intraprendere iniziative di competenza, volte a riconsiderare l'operato dell'Agenzia delle entrate, e quali misure anche di carattere normativo i Ministri in indirizzo intendano intraprendere al fine di scongiurare il ripetersi di vicende come quella descritta.
(3-01740)
NATURALE, LICHERI Sabrina, DAMANTE, LOREFICE, BEVILACQUA - Ai Ministri dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:
secondo quanto diffuso dagli organi di stampa in data 3 marzo 2025, il presidente Trump sul canale social "Truth", ha avvisato i "grandi agricoltori americani" di prepararsi a un aumento della domanda dei loro prodotti paventando, a partire dal prossimo 2 aprile, l'imposizione di dazi sui prodotti agroalimentari provenienti dall'estero;
nel 2024, l'export agroalimentare italiano negli Stati Uniti ha toccato una cifra pari a 7,8 miliardi di euro e, come rilevato dalle associazioni di categoria, una tassazione del 25 per cento sulle esportazioni potrebbe costare ai consumatori fino a 2 miliardi di euro in più;
in particolare, gli Stati Uniti sono il primo mercato di destinazione per vini, liquori e distillati italiani. L'anno scorso il mercato dei vini italiani ha raggiunto i 2 miliardi di euro. I vini fermi e frizzanti sono le categorie più vendute, seguiti dagli spumanti. In base alle considerazioni estese dalla Confederazione italiana agricoltori, per questa specifica filiera, "il rischio di dazi lascerebbe strada libera ai competitor che potranno aggredire una quota di mercato molto appetibile: dal Malbec argentino, allo Shiraz australiano, fino al Merlot cileno";
parimenti disastroso risulterebbe l'impatto sull'olio extravergine di oliva italiano, un altro prodotto di punta delle esportazioni verso gli Stati Uniti;
anche i formaggi costituiscono un'importante fetta della domanda di beni alimentari italiani oltreoceano, basti pensare che il primo mercato estero per il parmigiano reggiano è proprio quello statunitense. Non solo, per la mozzarella di bufala il mercato americano vale tra il 4 e il 7 per cento dell'export totale;
i possibili effetti avversi di una simile presa di posizione si sostanzierebbero in un drastico calo degli acquisti da parte dei consumatori americani, oltre a una dilagante diffusione delle imitazioni e del fenomeno dell'Italian sounding, arrecando un gravissimo danno alle imprese italiane e agli stessi consumatori;
anche la catena distributiva subirebbe effetti nefasti, con riverberi negativi riguardanti l'interruzione delle relazioni con le piattaforme europee e la compromissione della solidità dei rapporti con i buyer statunitensi, costretti a ricercare mercati alternativi, più convenienti sotto il profilo economico,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo ritengano che le misure citate possano compromettere la competitività del made in Italy agroalimentare e, più specificatamente, dei prodotti distintivi nazionali maggiormente esportati;
se reputino che le misure possano attivare un meccanismo ritorsivo attraverso l'apposizione reciproca, su vari versanti, ivi incluso quello agroalimentare, di tariffe aggiuntive, generando un complessivo inasprimento, per il settore primario, delle relazioni commerciali;
nel caso in cui le misure citate trovino effettiva attuazione, se ritengano che si possa avverare un'irreversibile lesione degli interessi degli anelli deboli della filiera agroalimentare, ovvero i produttori agricoli italiani e i consumatori, e quali iniziative intendano promuovere per contenere i possibili rischi collaterali legati ad un calo degli acquisti dei prodotti agroalimentari nazionali e a una dilagante diffusione delle imitazioni;
se ritengano imprescindibile, per quanto di competenza e unitamente agli altri dicasteri coinvolti, avviare un confronto per tutelare il valore commerciale delle produzioni agroalimentari nazionali.
(3-01741)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
BILOTTI, MAZZELLA - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
fonti di stampa e testimonianze dirette riportano che centinaia di ex dipendenti, già in pensione e alcuni addirittura deceduti, del consorzio di bacino "Salerno 2", ente pubblico regionale precedentemente incaricato dello smaltimento dei rifiuti di alcuni dei comuni nella provincia di Salerno, attendono da oltre 5 anni il pagamento del trattamento di fine servizio o del trattamento di fine rapporto, a seconda dell'anno di assunzione. La vicenda coinvolge dunque centinaia di famiglie, per importi che in alcuni casi superano i 50.000 euro, fino ad arrivare a oltre 95.000 euro;
nello specifico, il consorzio di bacino Salerno 2 è stato liquidato tra il 2019 e il 2020, ma i lavoratori non hanno ancora ricevuto il TFS o il TFR, nonostante a tal fine siano stati emessi decreti ingiuntivi dal Tribunale di Salerno o, per vicende del tutto assimilabili, siano state emesse sentenze definitive da parte del Tribunale di Napoli, senza considerare le numerose sentenze della Corte costituzionale e della Corte di cassazione, che riconoscono il diritto dei lavoratori al pagamento. Sul punto, occorre sottolineare che, sulla base di quanto riportato, i decreti ingiuntivi non sarebbero stati ancora liquidati, lasciando i lavoratori che li avevano ottenuti in uno stato di incertezza e precarietà economica, così come gli altri che non hanno ancora intrapreso le vie legali;
i colleghi ex dipendenti del consorzio di Napoli, in una situazione analoga e anche grazie alla sentenza ricordata, hanno ricevuto il trattamento loro spettante, mentre gli ex lavoratori del consorzio di bacino di Salerno 2 continuano ad attendere, creandosi di conseguenza una disparità di trattamento ingiustificata e lesiva dei principi di equità e giustizia sociale;
considerato che:
la mancata liquidazione appare dovuta all'inadempienza di molti Comuni afferenti al consorzio, che non hanno versato le somme dovute. Nonostante ciò, non si è proceduto al pignoramento dei crediti, lasciando le somme "congelate" e inaccessibili ai lavoratori, in attesa della risoluzione delle vertenze giudiziarie avviate dal consorzio nei confronti dei Comuni;
appare evidente come la situazione abbia creato un grave disagio per i lavoratori e le loro famiglie;
considerato inoltre che il trattamento di fine servizio e il trattamento di fine rapporto, seppure quest'ultimo abbia esclusivo carattere di salario differito, mentre il primo abbia anche carattere previdenziale, rappresentano entrambi un diritto fondamentale e irrinunciabile dei lavoratori, sancito dall'articolo 2120 del codice civile e da numerose disposizioni legislative e contrattuali. Il mancato pagamento costituisce una grave violazione dei diritti dei lavoratori e un danno economico significativo per le famiglie coinvolte,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo ritenga di promuovere un tavolo di confronto tra la Regione Campania, i Comuni interessati e i rappresentanti dei lavoratori per risolvere la questione in tempi brevi, garantendo un coinvolgimento diretto delle parti interessate;
se ritenga necessario adottare ulteriori misure per prevenire situazioni analoghe in futuro, garantendo che i lavoratori vedano rispettati i propri diritti in caso di liquidazione di enti pubblici o consortili, evitando che situazioni di ingiustizia protratta come quella descritta si ripetano.
(4-01880)
SATTA, ZEDDA - Al Ministro della salute. - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:
in sede di Consiglio regionale della Sardegna, nel corso della seduta pomeridiana n. 48 del 25 febbraio 2025 sul disegno di legge n. 40/A, recante "Disposizioni urgenti di adeguamento dell'assetto organizzativo ed istituzionale del Sistema sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 11 settembre 2020, n. 24", l'assessore "tecnico" per l'igiene e la sanità e l'assistenza sociale, dottor Armando Bartolazzi, ha affermato che la discussione del provvedimento è "l'occasione per ricordare a tutti che il sistema sanitario regionale della Sardegna ha bisogno di un lavoro congiunto, ha bisogno di una urgentissima riforma funzionale e riorganizzativa, perché abbiamo visto i LEA, abbiamo visto quello che succede sui giornali, recentemente di cose molto gravi. Appena arrivato, mi ricordo, ci fu una bambina trasferita con appendicite da Sassari a Cagliari, insomma cose che nemmeno in Sudan si osservano per una appendicite acuta" e che "tutti noi, lo auguro a tutti un poter risorgere, ma in un posto, in una Regione, in un mondo dove se porti un figlio all'ospedale per una tonsillite o per una tonsillectomia, ci esce vivo";
presumibilmente, queste ultime parole fanno riferimento a Natalie Tanda, la bambina di 8 anni di Villanova Monteleone (Sassari) deceduta il 10 febbraio all'ospedale civile di Alghero, 48 ore dopo un intervento alle tonsille; per chiarire meglio i motivi di questa tragedia, per la quale sono indagati due medici che prestano servizio nel reparto di otorinolaringoiatria nell'ospedale, il pubblico ministero Enrica Angioni ha affidato a un medico legale, un anestesista e un otorinolaringoiatra le analisi post mortem, eseguite il 19 febbraio, i cui risultati saranno noti tra circa 60 giorni; l'inchiesta della Procura della Repubblica di Sassari è volta a verificare se ci siano state responsabilità dei singoli, durante l'intervento e soprattutto nel monitoraggio post operatorio; questa tragedia familiare ha scosso profondamente l'isola e tutti i sardi si sono uniti al dolore dei genitori;
l'ordine dei medici della provincia di Sassari ha preso posizione e ha censurato le parole del dottor Bartolazzi in quanto esprimono un giudizio di presunta "malasanità" che suona come un verdetto in una fase in cui le indagini, sui diversi fronti, sono appena iniziate e qualsiasi considerazione è al momento priva di fondamento; tali giudizi non appaiono appropriati in un momento storico in cui è forte il dibattito mediatico su tematiche quali la depenalizzazione dell'atto medico e si susseguono le aggressioni agli operatori sanitari da parte di pazienti o dei loro familiari; le parole appaiono ancora meno accettabili se si considera che il dottor Armando Bartolazzi è un medico, e come tale è tenuto deontologicamente al rispetto dei colleghi, non già all'espressione di giudizi gratuiti ed al momento privi di fondamento; l'articolo 58 del codice di deontologia medica che regola i rapporti tra colleghi, e al quale tutta la categoria si conforma, stabilisce che "Il medico, in caso di errore professionale di un collega, evita comportamenti denigratori e colpevolizzanti"; è opportuno evitare l'uso incauto di quei giudizi che possono fomentare o alimentare reazioni e comportamenti violenti da parte dei cittadini e appaiono come un utilizzo strumentale di fatti dolorosi; duole che un uso incauto di giudizi provenga dalla massima figura istituzionale di rappresentanza della sanità regionale,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno acquisire elementi utili a verificare la fondatezza delle accuse di inefficienza del sistema sanitario della Regione Sardegna e di inadeguatezza del personale medico e paramedico operante nelle strutture ospedaliere del territorio.
(4-01881)
RASTRELLI - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
il 4 marzo 2025 si è verificato ad Acerra (Napoli) uno sconcertante episodio che desta grande preoccupazione e rappresenta un serio allarme sociale per le modalità con cui si è concretizzato;
durante le manifestazioni per il carnevale, è sfilato per le strade della città un carro allegorico, recante la riproduzione di una statua della Libertà con nelle mani un grosso mitra, anziché con la fiaccola, avente l'intento di inneggiare alla liberazione dei detenuti;
il carro sarebbe stato realizzato dalla comunità del rione Gescal, quartiere popolare segnato da anni di disagio economico e sociale, ma anche da profonde infiltrazioni dei clan camorristici;
a giudizio dell'interrogante l'episodio rappresenta un tratto evidente di quella sottocultura di condiscendenza a richiami criminali che infesta i territori, e rafforza la necessità di non cedere di fronte a intimidazioni della criminalità organizzata e di proteggere tutti i cittadini che rifuggono dall'assuefazione e difendono con determinazione i principi di legalità,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda valutare l'opportunità di verificare l'accaduto per comprendere come sia stato possibile che quel carro, accompagnato da musica neomelodica e da figuranti vestiti da detenuti, possa aver attraversato la città senza incontrare opposizioni e come sia stato possibile che un evento ufficialmente finanziato dal Comune abbia potuto includere un elemento tanto controverso senza alcun controllo e supervisione.
(4-01882)
FALLUCCHI - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
il 26 febbraio 2025, presso il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno, si è svolto un incontro riguardante la riorganizzazione dei reparti di prevenzione del crimine sul territorio nazionale, durante il quale è stata avanzata la proposta di chiudere il reparto di San Severo, istituito solo nel 2018 che, se dismesso, lascerebbe un vuoto profondo nella lotta contro la criminalità nel territorio;
da tempo, diverse fonti stampa hanno diffuso notizie sulla possibile chiusura di questo e di altri reparti di prevenzione del crimine in tutta Italia;
il reparto di San Severo, istituito con l'intento di contrastare la crescente criminalità e il radicamento mafioso nella provincia di Foggia, ha rappresentato una risposta concreta alle crescenti problematiche legate alla sicurezza e la sua presenza, infatti, ha permesso un monitoraggio costante del territorio e interventi tempestivi contro la violenza mafiosa e la microcriminalità che affliggono la zona;
considerato che:
la chiusura della struttura rappresenterebbe una grave perdita per la collettività, lasciando di nuovo spazio alla diffusione della criminalità, le cui attività violente sono da anni una triste realtà del territorio;
non è da sottovalutare l'importanza che tale reparto ha per la sicurezza di San Severo e dei comuni limitrofi, né si può dimenticare che la sua nascita, avvenuta nel 2018, rispondeva alla necessità di rafforzare la presenza dello Stato in una zona molto problematica, caratterizzata da una forte influenza della criminalità organizzata,
si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per fare in modo che il territorio di San Severo non resti sprovvisto di una struttura fondamentale per il contrasto alla criminalità organizzata.
(4-01883)
LOMBARDO - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Premesso che:
il 12 luglio 2024 è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il regolamento (UE) n. 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024, che stabilisce regole armonizzate sull'intelligenza artificiale;
l'articolo 77 prevede che ciascuno Stato membro debba individuare le "autorità o gli organismi pubblici nazionali che controllano o fanno rispettare gli obblighi previsti dal diritto dell'Unione a tutela dei diritti fondamentali, compreso il diritto alla non discriminazione", autorizzate a richiedere la documentazione relativa all'uso dei sistemi di IA ad alto rischio, di cui all'allegato III, ed entro il 2 novembre 2024 procedere alla pubblicazione dell'elenco e alla notifica alla Commissione europea e agli altri Stati membri;
il 6 maggio 2024, la Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro della giustizia hanno depositato in Senato il disegno di legge n. 1146, recante "Disposizioni e delega al Governo in materia di intelligenza artificiale", attualmente in discussione in seno alle Commissioni 8ª e 10ª riunite del Senato della Repubblica;
l'articolo 18 del disegno di legge, rubricato "Autorità nazionali per l'intelligenza artificiale", designa l'Agenzia per l'Italia digitale (AGID) e l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) quali autorità nazionali per l'intelligenza artificiale;
AGID e ACN sono entrambe inquadrabili come autorità governative che operano per la realizzazione di politiche pubbliche, seguendo l'indirizzo governativo;
la "Rete diritti umani digitali", la maggiore coalizione delle organizzazioni della società civile impegnate per i diritti umani digitali in Italia, si è espressa più volte sulla contrarietà a questa scelta rispetto al regolamento europeo sull'intelligenza artificiale;
in data 5 novembre 2024, la Commissione europea ha inviato all'Italia il parere circostanziato (C(2024) 7814) che include, tra le varie osservazioni, anche un richiamo all'Italia a conformarsi ai livelli di indipendenza fissati dalla direttiva (UE) 2016/680, che devono essere garantiti alle autorità nazionali per l'intelligenza artificiale previste dall'articolo 70 del regolamento europeo sull'intelligenza artificiale;
la direttiva (UE) 2016/680, pur consentendo la nomina dei vertici delle autorità di riferimento da parte dei governi, si riferisce ad autorità indipendenti dall'influenza dell'indirizzo politico del Governo;
considerato che:
in data 27 novembre 2024, nell'ambito dell'approvazione del proprio parere sugli emendamenti relativi al disegno di legge n. 1146, la Commissione Politiche dell'Unione europea del Senato ha recepito il parere della Commissione europea (C(2024) 7814) in tutte le sue parti;
il dibattito sul disegno di legge n. 1146 in seno alle Commissioni 8ª e 10ª del Senato risulta fermo alla seduta del 27 novembre 2024;
ad oggi, non risulta ancora pubblicato l'elenco delle autorità nazionali per i diritti umani autorizzate a richiedere la documentazione relativa all'uso dei sistemi di IA ad alto rischio di cui all'allegato III, previsto dall'articolo 77 del regolamento europeo sull'intelligenza artificiale;
a partire dal 2 febbraio 2025, trovano applicazione le disposizioni generali del regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, contenute nel capo I, e le disposizioni relative alle pratiche di IA vietate, previste all'articolo 5 del medesimo regolamento,
si chiede di sapere:
quali azioni il Governo intenda intraprendere per conformarsi al parere della Commissione europea (C(2024) 7814);
qualora venisse confermata la designazione di AGID e ACN come autorità nazionali per l'intelligenza artificiale, come il Governo intenda conformarsi rispetto a quanto disposto dall'articolo 70 del regolamento europeo sull'intelligenza artificiale in materia di indipendenza e imparzialità;
se l'elenco delle autorità nazionali per i diritti umani previsto dall'articolo 77 del regolamento europeo sull'intelligenza artificiale sia stato stilato, pubblicato e notificato entro la data del 2 novembre 2024, e in caso contrario, quando il Governo intenda adempiere a tale obbligo.
(4-01884)
CUCCHI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:
da organi di stampa si apprende che nel comune di Fiumicino, in prossimità della spiaggia del Vecchio Faro, nella località Isola Sacra, la notte antecedente il 4 marzo 2025 sarebbe stato realizzato un muro di cemento lungo 500 metri, che ha completamente precluso l'accesso da parte della cittadinanza all'arenile e al demanio marittimo pubblico;
è dubbia la natura dell'intervento, visto che il progetto risulterebbe essere ancora fermo alla procedura di valutazione di impatto ambientale e constatato che i lavori del cantiere non sono stati pubblicizzati neppure con il prescritto cartello informativo a segnalazione delle autorizzazioni, delle motivazioni, e di chi sovraintenda a tali lavori;
il cancello che dava accesso alla spiaggia risulta essere stato chiuso da un lucchetto e un cartello, posto dalla società Fiumicino Waterfront S.r.l., vieterebbe l'accesso;
il comitato "Tavoli del Porto" ha diffuso un comunicato dal quale si evince che la società che ha posizionato i jersey di cemento sarebbe la stessa che insieme alla Fiumicino Waterfront S.r.l. avrebbe presentato la domanda per ottenere i permessi per realizzare il nuovo molo dedicato alle navi da crociera. Il progetto del porto di Fiumicino sembrerebbe far parte del "decreto Giubileo";
considerato che:
non risulterebbero essere stati affissi cartelli con indicazioni riguardanti l'inizio dei lavori o l'iter del progetto. Non si hanno informazioni chiare neanche sulle autorizzazioni;
la Fiumicino Waterfront, a seguito delle segnalazioni e delle lamentele dei cittadini, ha diramato un comunicato stampa in cui si dichiara titolare della concessione demaniale che comprende una vasta area di Isola Sacra e che "la società ha deciso di garantire una chiara delimitazione dell'area sotto la propria responsabilità per facilitare il riconoscimento rispetto all'area che è invece sotto la responsabilità del Comune di Fiumicino, area che è usata da persone che vi sostano e soggiornano liberamente. In virtù di questo uso promiscuo dell'area di Isola Sacra che si affaccia al mare, la società ha inoltre ritenuto necessario delimitare l'area inclusa nell'attuale concessione per consentire agli addetti impegnati nelle operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria di operare in piena sicurezza",
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione e delle problematiche esposte;
fatto salvo l'operato della magistratura al riguardo, quali provvedimenti siano stati intrapresi nei confronti delle società che hanno realizzato il manufatto, che appare abusivo;
se possano escludere che non vi siano ulteriori casi, analoghi a quelli descritti, negli stabilimenti balneari gestiti dai titolari della concessione citata;
se non ritengano opportuno attivarsi per quanto di competenza affinché ovunque nel territorio nazionale venga garantita la libera fruizione degli arenili ai cittadini, e, nel caso di tratti di demanio oggetto di concessione balneare, il libero accesso e il transito alla battigia antistante all'area ricompresa nella concessione.
(4-01885)
SBROLLINI, RENZI, PAITA, BORGHI Enrico, FREGOLENT, MUSOLINO, SCALFAROTTO - Al Ministro per le disabilità. - Premesso che:
il decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2025, n. 15, detto "milleproroghe 2025", ha previsto la proroga dal 1° gennaio 2026 al 1° gennaio 2027 del termine di decorrenza dell'applicazione, nell'intero territorio nazionale, della disciplina relativa ai nuovi procedimenti pubblici generali per le persone con disabilità;
di fatto, durante l'iter parlamentare in Commissione, il Governo ha deciso di appoggiare l'approvazione di un emendamento che ha prorogato al 2027 i termini per l'attuazione del decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, che attua l'articolo 1, comma 5, lettere a), b), c), d) e h), della legge 22 dicembre 2021, n. 227, volto ad assicurare alla persona il riconoscimento della propria condizione di disabilità, per rimuovere gli ostacoli e per attivare i sostegni utili al pieno esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, delle libertà e dei diritti civili e sociali nei vari contesti di vita, liberamente scelti;
questa decisione del Governo è stata compiuta senza aver previamente consultato l'Osservatorio sulla disabilità, ossia l'organo consultivo che dovrebbe essere interpellato ogniqualvolta venga affrontato il tema della disabilità: la scelta di prorogare i termini della richiamata legge delega sulla disabilità è stata assunta senza alcun confronto con le parti interessate, affrontando un tema di estrema importanza in modo unilaterale e negando un confronto istituzionale con le associazioni rappresentative;
dal 1° gennaio 2025, la nuova riforma della disabilità, prevista dalla legge n. 227 del 2021 e dal decreto legislativo n. 62 del 2024, ha iniziato la sua fase sperimentale: tuttavia, appunto, l'art. 19-quater, comma 2, lettera a), e) ed f) del decreto-legge n. 202 del 2024, ha prorogato al gennaio 2027 l'attuazione su tutto il territorio nazionale, inizialmente prevista fino al 1° gennaio 2026;
in particolare, il periodo di sperimentazione attualmente previsto appare fortemente problematico, poiché per esso viene previsto un termine addirittura successivo al termine per l'adozione dei decreti legislativi correttivi previsti dall'articolo 1, comma 4, della legge n. 227 del 2021;
non è accettabile che dopo quattro anni il Governo decida di prorogare ulteriormente (per ancora due anni) l'attuazione della legge delega sulla disabilità, approvata nel 2021: così facendo si sta continuando a comprimere il diritto alla vita indipendente delle persone con disabilità, negando loro una maggior autonomia decisionale in ambiti estremamente personali e importanti, come la scuola e il lavoro, diritti che hanno tutte le altre cittadine e cittadini;
è necessario che la Ministra in indirizzo si attivi rapidamente affinché la legge delega sulla disabilità (l'articolo 1, comma 5, lettere a), b), c), d) e h), della legge n. 227 del 2021) venga attuata in tempi rapidi e senza ulteriori proroghe, attivandosi altresì per individuare i fondi necessari per realizzare i diritti delle persone con disabilità,
si chiede di sapere:
se la Ministra in indirizzo, alla luce del fatto che la proroga della sperimentazione suddetta comporta il superamento del termine entro il quale è possibile adottare i decreti legislativi correttivi, intenda chiarire se il Governo sia già intenzionato a prorogare il termine per l'adozione dei decreti legislativi correttivi ovvero se intenda promuovere azioni volte a modificare la disciplina introdotta con altri atti legislativi successivi che prescindano dalla legge delega;
se non intenda esporre le ragioni per le quali è stato dato esito favorevole alla proroga dei termini richiamati e per quali ragioni non sia stato consultato previamente l'Osservatorio sulla disabilità;
quali iniziative intenda adottare affinché la legge delega sulla disabilità venga attuata in tempi rapidi e senza ulteriori proroghe.
(4-01886)
DE CRISTOFARO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
da notizie di stampa si apprende della morte di un uomo, Igor Squeo, milanese di 33 anni, avvenuta il 12 giugno 2022, poco dopo l'intervento della polizia e del personale di pronto soccorso all'interno del suo appartamento a Milano, allertati dal coinquilino, in seguito ad un diverbio fra Squeo e un terzo uomo, suo conoscente, con il quale avrebbe assunto cocaina;
una volta arrivata la prima volante, visto lo stato di agitazione dell'uomo, gli agenti sarebbero ricorsi per due volte all'arco di avvertimento del taser. Poco dopo sarebbero arrivate sul posto ben 6 volanti. Gli agenti hanno sostenuto di essersi trovati di fronte a una situazione caotica, con Squeo intenzionato a lanciarsi dalla finestra e a procurarsi delle ferite e di essere stati costretti a mettergli le manette, legargli fasce di velcro attorno alle caviglie e a metterlo in posizione laterale di sicurezza;
risulta inoltre che dopo poco sia giunto sul posto il personale sanitario che gli avrebbe somministrato un forte sedativo utilizzato in anestesia generale, Propofol, e che dopo pochi minuti Squeo sia andato in arresto cardiocircolatorio per poi morire alle ore 6.45 del mattino;
gli agenti hanno sostenuto di averlo messo in posizione laterale di sicurezza, dopo averlo ammanettato, circostanza però che sarebbe stata smentita dagli operatori sanitari che, intervenuti in un secondo momento, avrebbero testimoniato di essersi trovati di fronte a un uomo ammanettato, messo in posizione prona, tenuto fermo da più di un agente che gli faceva pressione sulle spalle, comprimendogli il torace sul pavimento. Nonostante la crisi respiratoria in atto, in tale posizione gli sarebbe stato somministrato il farmaco dopo il quale Squeo avrebbe avuto il primo arresto cardiaco;
il pubblico ministero aveva chiesto l'archiviazione in base agli esiti della consulenza secondo cui l'uomo sarebbe morto per l'assunzione di cocaina, ma il giudice per le indagini preliminari ha rigettato la richiesta e disposto nuove indagini ritenendo necessario approfondire le cause della morte sulla base degli ulteriori elementi emersi dalla difesa;
dalla memoria depositata dalla legale della famiglia emergerebbe una serie di criticità che richiedono ulteriori approfondimenti: l'ora dell'assunzione della cocaina risalirebbe alle ore 1.30 di notte, quindi quasi tre ore prima del primo arresto cardio-circolatorio e 5 ore prima del decesso, il che ha conseguenze sulla valutazione del rapporto di causalità tra l'assunzione della sostanza e il decesso; la somministrazione dell'anestetico comporta, fra gli effetti collaterali, effetti di depressione respiratoria. Soprattutto, gli operatori della Croce rossa intervenuti hanno testimoniato che l'uomo era tenuto faccia a terra, con il torace compresso dai corpi e dalle ginocchia dei poliziotti a turno. Di fatto, quindi, le testimonianze degli operatori sanitari smentirebbero quanto affermato dagli agenti che da subito avevano sostenuto di aver posizionato Squeo in modalità di sicurezza. Il quadro sarebbe così coerente con le ecchimosi rinvenute dalla consulenza del pubblico ministero: il corpo di Squeo presentava diversi ematomi sul dorso e diverse fratture costali;
considerato che:
l'interrogante ritiene necessario continuare a farsi domande sul rischio letale che presenta l'attuazione di quella che comunemente viene chiamata la "manovra Floyd" (dal nome dell'afroamericano ucciso nel 2020 da un agente di polizia americano che gli compresse il collo con il ginocchio per 9 minuti), una tecnica adottata tanto frequentemente da essersi rivelata fattore critico in numerose vicende di fermo da parte di operatori di polizia. Emblematico quanto accadde a Riccardo Magherini il 3 marzo 2014 e ad Andrea Soldi il 5 agosto 2015, ma i casi in cui la manovra Floyd ha avuto effetti pericolosi e perfino letali sono numerosi;
risulta all'interrogante che questa tecnica per un periodo venne vietata da una circolare interna dell'Arma dei Carabinieri, per poi, sorprendentemente, essere ripristinata,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda descritta;
nel rispetto delle prerogative proprie della magistratura, quali attività, anche sotto il profilo disciplinare, abbia attivato per verificare eventuali responsabilità dei componenti delle forze dell'ordine sull'accaduto;
se non ritenga opportuno intervenire per disporre, in modo definitivo, il divieto per le forze dell'ordine di utilizzare la manovra Floyd.
(4-01887)
CANTALAMESSA - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:
la ferrovia Circumvesuviana è una rete ferroviaria della Campania che offre un servizio di tipo metropolitano;
la rete copre in maniera capillare la zona orientale e meridionale della città metropolitana di Napoli, oltre all'agro nocerino-sarnese e al Baianese e si estende per 142 chilometri distribuiti su 6 linee e 97 stazioni;
la gestione dell'intera rete è stata affidata dalla Regione Campania all'Ente autonomo Volturno (EAV);
da luglio 2023, una sperimentazione, sorta da un accordo tra il presidente dell'EAV e le amministrazioni dei Comuni interessati, ha visto la soppressione della storica e importante fermata "Ercolano Scavi" per i treni diretti e direttissimi Napoli-Sorrento sia in andata che in ritorno; inoltre, il nuovo piano sperimentale sulla tratta Napoli-Sorrento effettua la prima sosta a Torre Annunziata, saltando così, oltre alla fermata di Ercolano Scavi, anche quella di Portici, sede del Dipartimento di agraria dell'università degli studi di Napoli "Federico II";
la soppressione di tali fermate ha inevitabilmente allungato i tempi di attesa e di viaggio, e non vi è traccia, due anni dopo l'inizio della sperimentazione, di una chiara informazione sul nuovo corso delle linee;
su 37 treni direttissimi, sono previste appena due fermate a Ercolano, creando non pochi disagi, non solo per il turismo e il commercio, ma anche per i tanti studenti, insegnanti e lavoratori pendolari;
la linea Napoli-Sorrento, per ovvie ragioni di natura legata al turismo, ma anche perché tocca comuni importanti della provincia, oltre che densamente abitati, è sempre stata la più frequentata ed importante;
la città di Ercolano rappresenta la strada di accesso principale al cono del Vesuvio ed è sede di uno dei siti archeologici meglio conservati e più famosi al mondo,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato e se intenda attivarsi, per quanto di competenza, al fine di pervenire al ripristino delle fermate soppresse sulla tratta, in considerazione della loro importanza per il turismo e per lo sviluppo economico e sociale del territorio e dell'intero Paese.
(4-01888)
FAZZONE - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:
la società CPL 2000 Srl, in possesso dell'attestazione SOA n. 108926/31/10, con delibera del 7 febbraio 2023 ha effettuato una scissione societaria in favore della MS Lavori Srl appalti e costruzioni, a seguito della quale sono stati trasferiti alla beneficiaria tutti i requisiti di carattere speciale afferenti alla CAT OG3, unitamente ai relativi contratti di appalto in essere con ANAS SpA: (PZ 104-19 codice identificativo della gara accordo quadro 8078561F6B, 5.000.000 euro; contratto applicativo n. 1 codice identificativo della gara derivato 8635910261, 1.903.936,61 euro; PZ 105-19 codice identificativo della gara accordo quadro 8078561F6B, 5.000.000 euro; DG 38/17 codice identificativo della gara accordo quadro 72715397CE, 12.500.000 euro);
a seguito di tale scissione, la società CPL 2000 si è spogliata dei requisiti speciali necessari per il possesso dell'attestazione SOA nella CAT OG3 e per la prosecuzione dei lavori, mentre la neocostituita beneficiaria MS Lavori Srl, pur acquisendo tali requisiti, è rimasta priva dell'attestazione SOA in OG3 per un anno intero, e cioè fino all'11 febbraio 2024;
nel contempo, la scissa CPL 2000, pur essendo priva dei requisiti speciali che legittimano il possesso dell'attestato SOA, ha omesso di comunicare tempestivamente tale situazione all'organismo di attestazione, risultando così, del tutto illegittimamente, ancora in possesso dell'attestazione SOA nella CAT OG3;
le operazioni straordinarie poste in essere dalle due società possono interessare anche ANAS SpA, in forza dei rapporti contrattuali stipulati;
Bierre costruzioni Srl, a seguito del contenzioso con CPL 2000 per mancato pagamento di corrispettivi per lavori eseguiti (giusta sentenza emessa dal Tribunale di Velletri n. 161/2024, la cui esecutività è stata confermata dalla Corte di appello di Roma con il diniego dell'invocata inibitoria (Rg:1423/24) di condanna di CPL 2000), ha incardinato la procedura esecutiva sottesa alla citata sentenza;
ANAS in data 25 giugno 2024 ha notificato a mezzo PEC al procuratore di Bierre costruzioni la dichiarazione di terzo negativa, dichiarando che "ad oggi non sussistono crediti del debitore esecutato CPL 2000 Srl nei confronti di ANAS SpA";
ANAS, in veste di stazione appaltante, è tenuta alla verifica di legittimità sul soggetto avente titolo in qualità di aggiudicatario a svolgere lavori, relativi a contratti regolarmente registrati;
ANAS è una società per azioni italiana parte del gruppo Ferrovie dello Stato ed è vigilata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
si chiede di sapere:
quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di chiarire le azioni messe in campo da ANAS con riguardo alle modalità e tempistiche con le quali ha appreso del subentro della beneficiaria alla società scissa;
se ANAS abbia proceduto alla sospensione dei lavori e per quale motivo;
se ANAS abbia emesso stati di avanzamento lavori e corrisposto pagamenti dalla data di scissione ad oggi e, nel caso affermativo, perché e a chi li abbia corrisposti;
che cosa sia accaduto agli appalti, nel corso del lasso temporale di circa 12 mesi in cui né la scissa CPL 2000, né la beneficiaria MS Lavori erano qualificate ad eseguire i lavori;
se la scissa CPL 2000 abbia proseguito nella realizzazione dei lavori, pur in carenza di attestazione SOA;
se tutti i contratti indicati nel progetto di scissione e in essere tra ANAS e CPL 2000 o MS Lavori siano stati conclusi e come si siano conclusi;
se ANAS abbia somme derivanti dai suddetti appalti da mettere a disposizione del creditore.
(4-01889)
Interrogazioni, da svolgere in Commissione
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:
9ª Commissione permanente(Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare):
3-01741 della senatrice Naturale ed altri, sugli effetti dell'imposizione di dazi americani sui prodotti agroalimentari italiani.