Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 281 del 05/03/2025
Azioni disponibili
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIX LEGISLATURA ------
281a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
MERCOLEDÌ 5 MARZO 2025
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Presidenza del vice presidente CASTELLONE,
indi del vice presidente RONZULLI
e del vice presidente ROSSOMANDO
N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Civici d'Italia-UDC-Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare: Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-Il Centro-Renew Europe: IV-C-RE; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: LSP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-PATT, Campobase): Aut (SVP-PATT, Cb); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS; Misto-Azione-Renew Europe: Misto-Az-RE.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente CASTELLONE
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 11,07).
Si dia lettura del processo verbale.
LOMBARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento.
Seguito della discussione del disegno di legge:
(1359) Conversione in legge del decreto-legge 24 gennaio 2025, n. 3, recante misure urgenti per assicurare la continuità produttiva ed occupazionale degli impianti ex ILVA (Relazione orale)(ore 11,10)
Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2025, n. 3, recante misure urgenti per assicurare la continuità produttiva ed occupazionale degli impianti ex ILVA
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1359.
Ricordo che nella seduta di ieri il relatore ha svolto la relazione orale, ha avuto luogo la discussione generale e il relatore ed il rappresentante del Governo hanno rinunciato ad intervenire in sede di replica.
Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.
La Presidenza, conformemente a quanto stabilito nel corso dell'esame in sede referente, dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, per estraneità di materia rispetto ai contenuti del decreto-legge, i seguenti emendamenti: 1.17, 1.18, 1.26 e 1-sexies.0.106.
Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge, nel testo proposto dalla Commissione.
Procediamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.
TURCO (M5S). Signor Presidente, con riferimento all'articolo 1, anzitutto chiediamo la soppressione della disposizione che prevede che il Governo distragga ulteriori 250 milioni dal fondo del patrimonio destinato alle bonifiche, dal quale il Governo già aveva sottratto 150 milioni. Con questi 250 milioni sottrae ulteriori risorse alle bonifiche, per un totale di 400 milioni. A seguito di questa distrazione, le bonifiche a Taranto si fermeranno, non partiranno più. A questo punto il fondo verrebbe utilizzato come un vero e proprio bancomat di Stato per la continuità produttiva a carbone, che non garantisce la riconversione green dell'impianto e non chiude le fonti inquinanti. Di conseguenza, non ci sono tutele a favore dei cittadini e dei lavoratori. Per questo motivo, chiediamo la soppressione di tale disposizione.
CAMUSSO (PD-IDP). Signor Presidente, l'articolo 1 è il cuore del decreto-legge in esame. C'è, tuttavia, qualcosa che manca, a nostro avviso, ed è per questo che abbiamo presentato innanzitutto i primi due emendamenti che vado a illustrare. (Brusìo).
PRESIDENTE. Senatrice, mi scusi se la interrompo.
Colleghi, vi prego di ridurre il brusìo perché ho difficoltà ad ascoltare la senatrice Camusso.
CAMUSSO (PD-IDP). Occorre mettere a premessa dell'articolo 1 il senso che si vuole dare a questo nuovo intervento, che da un lato è un intervento economico e, dall'altro, dovrebbe essere un intervento che coniuga piano industriale e tema delle bonifiche, della decarbonizzazione e sostenibilità ambientale, determinando quali sono gli obiettivi.
Questo è importante perché, come sapete, stiamo discutendo di questo decreto e di scelte mentre non conosciamo il piano industriale, se non per le anticipazioni date alle organizzazioni sindacali nell'incontro di ieri sul rinnovo della cassa integrazione, quindi non è che si possa dire che tutto va bene e che è migliorato improvvisamente tutto; quella che ci troviamo di fronte è una situazione in cui un terzo dei lavoratori è comunque in cassa integrazione e ieri è stata annunciata una previsione di diminuzione della produzione industriale. Si pone il tema di determinare quali sono gli obiettivi che si dà la definizione della nuova compagnia che subentrerà, di cui al momento non sappiamo granché.
Con il secondo emendamento proponiamo un altro tema, ovvero che ci sia una quota pubblica dentro il nuovo azionariato che subentrerà nell'azienda, anche al fine di garantirsi gli elementi per cui riteniamo strategica la produzione siderurgica. Devo dire che i giornali oggi riportano un dibattito di ieri, che avrebbe visto una decisione da parte del Governo, che si è detto disponibile a detenere una quota pubblica, qualora richiesto dagli acquirenti. Io penso che non possa essere una richiesta degli acquirenti, ma che debba essere lo Stato a decidere se ha interesse o meno ad essere parte di quella scelta azionaria. Credo che lo si debba fare e che ci debba essere un controllo pubblico, anche per il livello di investimenti e di risorse che comunque vengono utilizzate e per garantire l'equilibrio tra produzione, occupazione, ambientalizzazione e decarbonizzazione, che restano gli obiettivi di sostenibilità aziendale. (Applausi).
MAGNI (Misto-AVS). Signora Presidente, vorrei sottolineare un dato di cui ho parlato anche ieri in discussione generale. Vorrei sapere se questo Governo deciderà di essere parte della nuova proprietà, visto che si sente parlare di interessamenti, che sono stati confermati ieri. Il problema fondamentale, per quanto ci riguarda, è il fatto che la continuità produttiva veda la partecipazione dello Stato anche dentro l'assetto della nuova società; il punto è: come si pensa di intervenire sulla bonifica? Poi arriveremo agli emendamenti più specifici, ma come si intende dare davvero un segnale forte? La questione che non si può continuamente scaricare nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici è il rischio tra lavoro e salute. È per questo che condivido in pieno quello che diceva prima il senatore Turco. Non si possono distrarre risorse destinate alle bonifiche, come se fossero un bancomat, e continuare a rinviarle, per poi ricostruire un fondo che però non interverrà nel 2026 e forse interverrà nel 2027 con una cifra irrisoria. È necessario garantire continuità al necessario, totale cambiamento delle modalità di produzione. Questo è possibile, perché nel nostro Paese lo si sta già facendo. Nello stesso tempo, però, bisogna intervenire fortemente nel senso di garantire la salute ai cittadini, ai lavoratori e alle lavoratrici. Questo è un tema fondamentale per la città di Taranto e per tutti gli abitanti di Taranto.
PRESIDENTE. Invito i presentatori a illustrare gli emendamenti riferiti all'articolo 1-bis.
TURCO (M5S). Signora Presidente, negli emendamenti che abbiamo presentato all'articolo, oltre al ripristino dei fondi per le bonifiche, chiediamo innanzitutto l'ingresso dello Stato all'interno della compagine societaria nella futura gestione di Ilva, sia per realizzare la chiusura delle fonti inquinanti e la riconversione industriale green dello stesso impianto, sia per garantire il lavoro e soprattutto la tutela dei cittadini e dell'ambiente.
Inoltre, abbiamo presentato un emendamento a sostegno dell'esodo dei lavoratori, per consentire loro di uscire da Ilva (perché oggi sono in una vera e propria trappola), chiedendo al Governo un fondo di 200 milioni di euro, al fine di consentire loro di uscire con una buonuscita di 200.000 euro ciascuno. Chiediamo inoltre un accordo di programma proprio per attivare la riconversione e la chiusura di tutte le fonti inquinanti, così come ha decretato la Corte di giustizia dell'Unione europea.
Infine, chiediamo al Governo di togliere lo scudo penale per ripristinare il diritto dei cittadini alla difesa dell'ambiente e della propria salute.
CAMUSSO (PD-IDP). Signora Presidente, vorrei porre l'attenzione in particolare sui nostri emendamenti 1-bis.100 e 1-bis.101, per segnalare che, quando parliamo di Ilva, non possiamo mai dimenticarci del tema dell'impatto sanitario che ha avuto sul territorio, che continua a essere una delle ragioni di grande preoccupazione. Per questo abbiamo insistito e insistiamo sul fatto che bisogna non solo continuare a valutare, ma che non è possibile affidare questo elemento solo all'autorizzazione integrata ambientale (AIA), senza tenere conto di come bisogna interpretare la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. Allo stesso modo pensiamo che non si possano attuare valutazioni significative dell'impatto sanitario escludendo gli organismi della Regione rispetto a come questi avvengono.
Ci sono poi altri emendamenti successivi volti a intervenire su particolari aspetti, però i due elementi sono i seguenti: il primo concerne l'AIA e la coerenza rispetto alle sentenze che già ci sono per le valutazioni di impatto sanitario; il secondo elemento è che la Regione e gli organismi tecnici devono essere coinvolti in questo processo.
MAGNI (Misto-AVS). Signora Presidente, per certi aspetti condivido quanto appena affermato dalla senatrice Camusso, in quanto anche noi abbiamo presentato emendamenti per ovviare alla circostanza che il soggetto controllato sia anche controllore o viceversa. In più, in tutto questo procedimento c'è un modo per distaccare dal giudizio tutti gli organismi più vicini ai cittadini, invece non si possono escludere le strutture territoriali dalla valutazione ambientale. Inoltre, non si può fare una valutazione dei rischi senza considerare lavoratori e lavoratrici che sono particolarmente esposti alle sostanze cancerogene. Siamo di fronte a un allentamento di tutte le strumentazioni che intervengono sulla condizione ambientale all'interno e all'esterno della fabbrica, cioè si tende a dare mano libera a chi probabilmente interverrà nella gestione di questa nuova azienda e noi su questo non siamo per niente d'accordo.
PRESIDENTE. Invito i presentatori a illustrare gli emendamenti riferiti all'articolo 1-ter.
TURCO (M5S). Signora Presidente, con l'articolo 1-ter il Governo intende intervenire rispetto a una prescrizione della Corte di giustizia dell'Unione europea volta ad associare il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale ad una valutazione d'impatto sanitario. Su questo tema, a questo punto, il Governo è costretto a recepire quanto affermato dalla Corte di giustizia dell'Unione europea.
Il MoVimento 5 Stelle ritiene, però, che questa sia innanzitutto una sua vittoria perché già dalla scorsa legislatura con un disegno di legge, peraltro, a mia prima firma, aveva richiesto al Parlamento di associare il rilascio o il riesame dell'autorizzazione integrata ambientale ad una valutazione preventiva dell'impatto sanitario e ambientale, associando tale autorizzazione alla valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario (VIIAS). Il Governo, a questo punto, è costretto a fare ad associare l'autorizzazione integrata ambientale ad una valutazione di impatto sanitario, commettendo però un errore, perché lo strumento metodologico che il Governo introduce è la valutazione del danno sanitario. Si fa quindi una valutazione ex post, quando ormai i danni alla salute dei cittadini si sono verificati. Chiediamo, per tale ragione, in diversi emendamenti, l'introduzione della VIIAS, una valutazione preventiva di impatto, che sia però integrata perché anche laddove gli inquinanti sono al di sotto delle soglie, dobbiamo valutare come questi inquinanti incidano sulla salute e sull'ambiente di Taranto.
Abbiamo perciò proposto e chiediamo al Governo, a questo punto di tornare indietro sulla scelta della valutazione del danno sanitario per introdurre la VIIAS, che darebbe maggiore certezza sulle tutele ambientali e sanitarie. (Applausi).
PRESIDENTE. Invito i presentatori ad illustrare gli emendamenti riferiti all'articolo 1-quater.
MAGNI (Misto-AVS). Signor Presidente, vorrei sottolineare il fatto che in sostanza sulle questioni ambientali è stato ripristinato un fondo di 80 milioni, che sarà pari a 68 milioni nel 2027 e 12 milioni nel 2028. È stato respinto invece un emendamento da me presentato, che si proponeva di stabilire un fondo di 600 milioni sulle bonifiche per gli anni dal 2026 al 2028. Sul tema, infatti, non si può fare come con la foglia di fico, cancellando prima il fondo e poi ripristinandolo con una quota che poi si spenderà come previsto nel 2027. Le bonifiche devono seguire un iter di intervento che sia caratterizzato da continuità e tempestività. Ricordo che stiamo parlando di un'area in cui ci sono migliaia e migliaia di morti per problematiche cancerogene. Non è una questione che si può rinviare sine die. È necessario intervenire, trovare e destinare risorse che diano un senso di continuità, altrimenti sembra quasi che qualche volta si interviene, seppur parzialmente, ma questa non è la volontà. Voi avete accettato di ripensare questo fondo sulle politiche perché le opposizioni ne hanno sostenuto la necessità, ma il problema è che poi non vi date seguito.
Ribadiamo che è necessario, invece, intervenire proprio perché quella terra è martoriata da tanti morti a causa di problemi cancerogeni prodotti dall'azienda Ilva.
TURCO (M5S). Signor Presidente, con riferimento all'articolo 1-quater vorrei evidenziare tre emendamenti importanti.
Chiediamo anzitutto al Governo e alla maggioranza di approvare una disposizione a sostegno dei lavoratori esposti all'amianto. Dato che i lavoratori ex Ilva vi sono stati esposti pesantemente, chiediamo per loro un contributo.
Inoltre, con riferimento ai lavoratori in cassa integrazione ormai da oltre dieci anni, ricordando che a Taranto abbiamo oltre 4.000 lavoratori in questa condivisione, chiediamo un adeguamento della cassa integrazione all'inflazione, che oggi ha eroso il loro potere di acquisto.
Inoltre, chiediamo al Governo e alla maggioranza un sostegno alle imprese che subiscono gli effetti negativi dell'inquinamento. Mi rivolgo alle imprese che operano nell'ambito della mitilicoltura, che oggi subiscono gli effetti negativi dell'inquinamento. Chiediamo, a favore di questo importante settore dell'economia locale, un reale sostegno per risollevarlo dalle ceneri. (Applausi).
PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.
Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame.
POGLIESE, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti e ordini del giorno riferiti all'articolo 1.
BERGAMOTTO, sottosegretario di Stato per le imprese e il made in Italy. Esprimo parere conforme al relatore.
PRESIDENTE. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.1, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Passiamo all'emendamento 01.2, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione.
FURLAN (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FURLAN (PD-IDP). Signora Presidente, prendo la parola per dichiarazione di voto sull'emendamento 01.2, perché lo ritengo uno dei più importanti passaggi che abbiamo proposto, prima nelle Commissioni e poi ovviamente in quest'Aula.
Non siamo davanti a una vicenda che riguarda un'unica azienda in crisi; siamo davanti a una scelta strategica per il Paese. Nella produzione dell'acciaio di grande qualità noi ci siamo sempre collocati ai primi posti in termini globali e in modo particolare in termini europei: siamo il secondo produttore di acciaio nella nostra Europa. Non l'abbiamo fatto soltanto in termini di sfida sulla quantità, ma sulla qualità riconosciuta nel mondo, in tutti i Paesi europei; questo ha caratterizzato la ricostruzione di questo Paese, ma anche i bisogni del consumo interno di acciaio delle nostre imprese.
Le vicissitudini giudiziarie, economiche e produttive che hanno coinvolto l'ex Ilva sono note a tutti noi e sono dovute a tanti fattori e anche a errori strategici che ci sono stati nel Paese. Le vicissitudini, anche occupazionali - essere per anni in cassa integrazione è qualcosa di molto vicino a essere licenziati - si sommano a tutta una serie di grandi preoccupazioni per la salute ambientale e delle persone.
Ilva non riguarda solo una città, Taranto, seppure importantissima; riguarda anche fattori produttivi della stessa azienda in tutto il nostro Paese e un indotto molto forte che ha sofferto in modo particolare in questi anni.
Allora, con quale piano industriale, con quale certezza di investimenti, con quale certezza occupazionale, come riposizioniamo la nostra produzione in termini di quantità e di qualità, come tuteliamo l'ambiente e soprattutto la salute delle persone non è indifferente. Ed è per questo che abbiamo chiesto (come hanno chiesto, peraltro, anche le organizzazioni sindacali), che comunque ci sia una presenza pubblica a gestire e a garantire questo processo complesso, che per tante volte non ha avuto, nel nostro Paese, i risultati positivi che ci si poteva aspettare, se gestito in modo diverso.
Il mio voto, quindi, è assolutamente favorevole e se il Paese ed il Governo considerano strategica la produzione dell'acciaio, credo non possa mancare il voto favorevole di tutta l'Assemblea.
MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGNI (Misto-AVS). Signor Presidente, chiedo di poter aggiungere la firma all'emendamento 01.2.
PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 01.2, presentato dal senatore Martella e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.1.
PIRONDINI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRONDINI (M5S). Signor Presidente, io vorrei spiegare la motivazione per cui chiediamo, con questo emendamento, la soppressione dell'articolo 1, perché è chiaro che in questo testo stiamo parlando anche di tutela della salute dei cittadini e di come lo Stato può garantirla. Lo facciamo compiendo un ragionamento complessivo, anche sul quadro generale.
In questo momento, è evidente che l'Italia sia in bolletta e questo non è soltanto un gioco di parole. Mentre l'Italia è in bolletta, l'Europa, con Ursula von der Leyen, si preoccupa di stanziare 800 miliardi di euro per riarmare l'Europa. Trenta di questi 800 miliardi finiranno all'Italia e Giorgia Meloni li avrà a disposizione per comprare più armi.
Il MoVimento 5 Stelle è contrario ad impoverire i cittadini italiani per comprare nuove armi. (Applausi). Il MoVimento 5 Stelle è contrario anche ad impoverire i cittadini italiani per favorire le lobby del gioco d'azzardo. Io voglio qui denunciare che questa mattina, nella Commissione cultura del Senato, la maggioranza ha votato una marchetta a favore delle lobby del gioco d'azzardo, che costano 85 milioni di euro all'anno all'Italia. Lo Stato che fa il biscazziere è una porcheria, perché l'azzardo non è un gioco. Non può lo Stato lucrare sulle fragilità delle persone, sulle loro dipendenze. È una vergogna! Bisogna tutelare queste persone, non lucrare sulle loro debolezze. Il MoVimento 5 Stelle sarà totalmente intransigente rispetto a questa cosa! (Applausi. Commenti. I senatori del Gruppo M5S espongono cartelli recanti la scritta «L'azzardo non è un gioco»).
PRESIDENTE. Invito i senatori del MoVimento 5 Stelle a mettere via i cartelli. Prego gli assistenti di rimuovere i cartelli, che non possono essere esposti in Aula.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dal senatore Turco e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.2, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, fino alle parole: «con oneri a carico del bilancio pubblico», su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.3.
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.4, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.5, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.6, presentato dai senatori Floridia Aurora e Spagnolli, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.8, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.9, presentato dal senatore Magni e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.10, presentato dai senatori Floridia Aurora e Spagnolli, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.11, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.12, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.13, presentato dal senatore Turco e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.14, presentato dai senatori Floridia Aurora e Spagnolli, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.15, presentato dal senatore Turco e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.16, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Gli emendamenti 1.17 e 1.18 sono improponibili.
Passiamo all'emendamento 1.19, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione.
CAMUSSO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMUSSO (PD-IDP). Signora Presidente, vorrei sottolineare, ovviamente invitando al voto favorevole sull'emendamento 1.19, che gli impianti siderurgici sono macchine piuttosto complesse e, se non attentamente manutenute e controllate, anche piuttosto pericolose. Sono tra quei classici impianti in cui la manutenzione è oggettivamente un salvavita per le persone che ci lavorano. La lunga crisi del settore che è intervenuta ha spesso provocato un rallentamento e, in qualche caso, un'inefficacia della manutenzione. Questa è la ragione per cui noi pensiamo che occorra far sì, attraverso un fondo istituito presso il Ministero delle imprese e del made in Italy, che la manutenzione sia continua e regolare e intervenga soprattutto su quegli impianti che hanno carattere strategico, a partire da quelli siderurgici.
Confesso che è davvero difficile capire perché si dica no a un emendamento con queste caratteristiche. (Applausi). Come sempre, quando siamo in tema di prevenzione su una questione così delicata come la salute e la sicurezza, poi si tira via la manina e non si stanziano le risorse. Invito davvero a pensarci, perché si tratta di impianti essenziali e strategici, come abbiamo detto, per la nostra prospettiva; facciamo sì che siano anche strategici per la sicurezza sul lavoro. (Applausi).
Saluto a rappresentanze di studenti
PRESIDENTE. A nome dell'Assemblea, saluto i docenti e gli studenti dell'Istituto di istruzione superiore «Medaglia d'Oro-Città di Cassino» di Cassino, in provincia di Frosinone, e i docenti e gli studenti dell'Istituto «Marymount High School» di Roma, presenti nelle tribune di primo ordine, nonché i docenti e gli studenti dell'Istituto di istruzione superiore «Stenio» di Termini Imerese, in provincia di Palermo, presenti nelle tribune di secondo ordine. (Applausi).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1359 (ore 11,45)
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.19, presentato dal senatore Martella e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.20.
TURCO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURCO (M5S). Signor Presidente, con questo emendamento rinnoviamo una proposta che abbiamo già presentato nel 2023, quando il Governo ha finanziato Acciaierie d'Italia con uno stanziamento di 680 milioni di euro.
Chiediamo anzitutto che il Governo renda un'informativa al Parlamento perché vogliamo sapere come sono stati spesi questi 680 milioni di euro. A oggi, infatti, a distanza di oltre due anni dal finanziamento, non esistono un piano industriale, né una rendicontazione. Peraltro, questo prestito di denaro pubblico non viene oggi utilizzato con gare pubbliche (in altre parole, non ci sono avvisi pubblici, ma solo affidamenti diretti).
Pertanto, chiediamo che, a questo punto, si istituisca l'obbligatorietà di un'informativa dei commissari al Parlamento sulle modalità di utilizzo di queste risorse.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.20, presentato dal senatore Turco e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.21, presentato dal senatore Turco e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Passiamo all'emendamento 1.22, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione.
FURLAN (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FURLAN (PD-IDP). Signor Presidente, ritengo questo emendamento assolutamente importante.
Nelle tante vicende dell'Ilva, in tutti i suoi percorsi, spesso negativi, vi è stato un fattore di sofferenza che troppo spesso è passato quasi in secondo piano, cioè quello delle imprese dell'indotto. Vi sono stati tanti ritardi nei pagamenti dei lavoratori dell'indotto, e spesso le famiglie si sono trovate in una situazione di disagio totale, e tante imprese hanno chiuso (mi riferisco sia all'indotto diretto, sia alle aziende dell'indotto che devono e hanno lavorato per il risanamento ambientale).
Dobbiamo quindi dotarci - da subito, senza aspettare le tragedie - di un fondo che sostenga questo aspetto che troppo spesso diventa secondario per molti, ma non certo per le tante imprese che hanno chiuso e i tanti lavoratori che si sono trovati senza lavoro e reddito.
PATUANELLI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PATUANELLI (M5S). Signor Presidente, comunico che, per un mio errore (e me ne scuso con l'Assemblea), il voto di tutto il Gruppo MoVimento 5 Stelle sull'emendamento 1.19 era da intendersi favorevole e non contrario.
PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.22, presentato dal senatore Martella e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.23, presentato dal senatore Magni e da altri senatori, fino alle parole «dalle seguenti: "per ciascuno degli anni 2024 e 2025"», su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 1.24 e 1.25.
L'emendamento 1.26 è improponibile.
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.27, presentato dal senatore Basso e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Senatore Magni, sugli ordini del giorno G1.100, G1.101, G1.102 e G1.103 è stato espresso parere contrario. Insiste per la votazione?
MAGNI (Misto-AVS). Sì, signora Presidente.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G1.100.
MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGNI (Misto-AVS). Signor Presidente, farò una sola dichiarazione di voto per i miei ordini del giorno, in particolare sottolineando ciò che dicevo poc'anzi: occorre garantire la presenza dello Stato per far sì che questa impresa possa finalmente affrontare un problema gigantesco che abbiamo visto in tutti questi anni, ossia evitare la scelta tra morire andando a lavorare o morire per l'inquinamento. È necessario prevedere un intervento di riconversione e di decarbonizzazione di questo impianto industriale e nello stesso tempo intervenire fortemente sulla questione ambientale e sanitaria. Questo è l'obiettivo di uno degli ordini del giorno che abbiamo presentato. È per questo che vi chiedo di impegnarci davvero per dare risposte ai problemi dei lavoratori e dei cittadini di Taranto e di votare a favore di questi ordini del giorno.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giornoG1.100, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.101, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.102, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.103, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.104, presentato dalla senatrice Floridia Aurora.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti riferiti all'articolo 1-bis, già illustrati.
POGLIESE, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.
BERGAMOTTO, sottosegretario di Stato per le imprese e il made in Italy. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-bis.100, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-bis.101, presentato dal senatore Martella e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1-bis.102, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, fino alle parole «con le seguenti:».
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 1-bis.103 e 1-bis.104.
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-bis.105, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-bis.106, presentato dal senatore Magni e da altri senatori, identico all'emendamento 1-bis.107, presentato dai senatori Floridia Aurora e Spagnolli, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-bis.108, presentato dal senatore Magni e da altri senatori,su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-bis.109, presentato dai senatori Floridia Aurora e Spagnolli, identico all'emendamento 1-bis.110, presentato dal senatore Magni e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-bis.111, presentato dal senatore Turco e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-bis.112, presentato dai senatori Floridia Aurora e Spagnolli, identico all'emendamento 1-bis.113, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-bis.114, presentato dai senatori Floridia Aurora e Spagnolli, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-bis.115, presentato dalla senatrice Fregolent.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti riferiti all'articolo 1-ter, già illustrati.
POGLIESE, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.
BERGAMOTTO, sottosegretario di Stato per le imprese e il made in Italy. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.100, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.101, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1-ter.102, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, fino alle parole: «l'Istituto superiore di sanità (ISS)», su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1-ter.103.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.104, presentato dal senatore Martella e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.105, presentato dal senatore Turco e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.106, presentato dal senatore Magni e da altri senatori, identico all'emendamento 1-ter.107, presentato dai senatori Floridia Aurora e Spagnolli, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.108, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.109, presentato dal senatore Turco e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.110, presentato dal senatore Martella e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.111, presentato dal senatore Magni e da altri senatori, identico all'emendamento 1-ter.112, presentato dai senatori Floridia Aurora e Spagnolli, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.113, presentato dal senatore Magni e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.114, presentato dal senatore Magni e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.115, presentato dal senatore Magni e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 1-ter.116, presentato dal senatore Martella e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.117, presentato dai senatori Floridia Aurora e Spagnolli, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.118, presentato dal senatore Magni e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.119, presentato dal senatore Turco e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.120, presentato dal senatore Turco e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.0.100, presentato dal senatore Turco e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.0.101, presentato dal senatore Turco e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.0.102, presentato dal senatore Turco e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.0.103, presentato dal senatore Turco e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.0.104, presentato dal senatore Turco e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-ter.0.105, presentato dal senatore Turco e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti riferiti all'articolo 1-quater, già illustrati.
POGLIESE, relatore. Signora Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.
BERGAMOTTO, sottosegretario di Stato per le imprese e il made in Italy. Signora Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-quater.100, presentato dal senatore Turco e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1-quater.101, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, fino alle parole: «Regione territorialmente competente», su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1-quater.102.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-quater.103, presentato dal senatore Magni e da altri senatori, identico all'emendamento 1-quater.104, presentato dai senatori Floridia Aurora e Spagnolli.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti riferiti all'articolo 1-sexies, già illustrati.
POGLIESE, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.
BERGAMOTTO, sottosegretario di Stato per le imprese e il made in Italy. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1-sexies.100, presentato dal senatore Turco e da altri senatori, fino alle parole: «2) sostituire le parole: "68 milioni di euro per l'anno 2027 e 12 milioni di euro per l'anno 2028" con le seguenti», su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1-sexies.101.
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-sexies.102, presentato dal senatore Magni e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-sexies.103, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-sexies.104, presentato dalla senatrice Fregolent.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-sexies.105, presentato dal senatore Turco e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1-sexies.0.100, presentato dai senatori Floridia Aurora e Spagnolli, fino alle parole: «risorse finanziarie disponibili», su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1-sexies.0.101.
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-sexies.0.102, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Passiamo all'emendamento 1-sexies.0.103, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione.
CAMUSSO (PD-IDP) Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMUSSO (PD-IDP). Signora Presidente, nel votare gli ultimi due articoli, potremmo riassumere dicendo che abbiamo deciso che basta una verifica ogni sette anni per capire che cosa succede in un luogo, senza bisogno di chiedere pareri all'Istituto superiore di sanità per verificare se quelle relazioni sono giuste, che non serve la valutazione dei rischi dei lavoratori qualora ci sia la valutazione di ordine sanitario. Abbiamo cioè fatto una costruzione in cui avete negato qualunque emendamento che ricordasse che un luogo di lavoro è popolato da persone. Purtroppo nel caso dell'Ilva siamo in un luogo popolato di persone che per tanta parte vivono di cassa integrazione, seppure a rotazione e con la formazione tra chi sta nella vecchia Ilva e nella vecchia cassa integrazione e chi sta nella nuova.
Allora io vi inviterei, vista l'attenzione che avete avuto in tutti i precedenti articoli, a valutare che il fatto che si possano incrementare i trattamenti di integrazione salariale in favore dei lavoratori non è un orpello inutile, ma avere attenzione a quelle persone, a una lunga storia di crisi di quell'azienda, alla necessità che abbiamo ancora davanti perché i processi di riorganizzazione, se vogliamo la decarbonizzazione, continueranno e magari anche all'economia di una città e di una provincia dove un alto peso della cassa integrazione ha ovviamente degli effetti sull'economia collettiva. Io credo che sarebbe un gesto d'attenzione che finora ho visto poco nel provvedimento al nostro esame. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-sexies.0.103, presentato dal senatore Martella e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-sexies.0.104, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-sexies.0.105, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
L'emendamento 1-sexies.0.106 è improponibile.
Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1-sexies.0.107, presentato dal senatore Martella e da altri senatori, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Passiamo alla votazione finale.
FREGOLENT (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FREGOLENT (IV-C-RE). Signora Presidente, rappresentanti del Governo, gentili colleghi, questo è il quarto decreto-legge in cui parliamo di ex Ilva, tra la reindustrializzazione e la bonifica, da quando è iniziata la legislatura. (Brusio).
PRESIDENTE. Colleghi, se volete lasciare l'Aula, vi prego di farlo in silenzio per permettere alla senatrice Fregolent di parlare.
FREGOLENT (IV-C-RE). Abbiamo posto attenzione all'ex Ilva, ma fin dal primo decreto-legge ci è sembrato che mancasse una visione su dove si vuole portare l'acciaio italiano e su come, una volta che ArcelorMittal si è sfilata, anche per colpa delle mancate garanzie da parte di questo Governo, riprendere l'attività produttiva di un comparto importantissimo per la nostra industria come l'acciaio.
È inutile lamentarsi del fatto che la Cina produce l'acciaio a minor costo; questo riguarda tutta l'Europa, ma la crisi di Ilva è una crisi particolare che viene da lontano per scelte industriali sbagliate, che questo Governo non ha di certo raddrizzato. Poi si è paventata addirittura una nazionalizzazione, o almeno questo è il titolo, perché poi lo svolgimento della nazionalizzazione è che forse ci sarà un nuovo investitore privato. Altro titolo. Qui parliamo di bonifica, tema molto importante, non solo per Taranto. Chi vi parla è piemontese, Novi Ligure è in Piemonte e l'ex Ilva sta anche in Piemonte; vicino a me c'è la collega Paita e l'ex Ilva è anche Liguria. L'ex Ilva è un pezzo importante della nostra industria ed è importantissimo che l'ambiente venga tutelato.
Questo è un decreto-legge che sembrava riportare, come sottotitolo, «Aspettando Godot». Noi abbiamo presentato degli emendamenti, già con l'avvertimento che sarebbe potuto arrivare un emendamento del Governo. Abbiamo continuato a lavorare con questa spada di Damocle, che sarebbe cioè arrivato l'emendamento del Governo che avrebbe finalmente fatto chiarezza rispetto alla bonifica. È arrivato il penultimo giorno: 80 milioni e bonifica nel 2027. Sono soldi presi dal fondo europeo che riguarda le Regioni. Ti viene da chiedere: avete dovuto aspettare tutto questo tempo, cioè quasi l'ultimo momento per emettere un topolino?
80 milioni nel 2027, infatti, vuol dire delle due l'una: o che non credete nella bonifica o che, fino ad oggi, non avete preparato un piano effettivo di bonifica. Il fondo di coesione, dove avete preso i soldi, è un fondo dove i finanziamenti sono già stabiliti.
Quindi, vi preannuncio che come Italia Viva presenteremo un'interrogazione per chiedere quali sono i piani di bonifica. Io ho presentato un emendamento con il quale chiedevo che almeno venissero invitate le organizzazioni sindacali dei lavoratori e gli enti locali, per fare un timing sulla bonifica. È stato respinto dicendo che questo per le bonifiche avviene già. Allora, almeno accettate l'emendamento. Al massimo, se il piano c'è già, sarà ultroneo.
Credo invece che l'abbiate bocciato perché, ad oggi, non c'è un vero e proprio piano ed è meglio evitare che, al tavolo di chi dovrà organizzare la bonifica, vi siano anche le parti sociali e gli enti locali.
Ciò che chiederemo con questa interrogazione è a quali progetti avete sottratto i fondi per pagare la bonifica di Ilva. Visto che la destinazione del fondo è già stata prestabilita, perché sono fondi pluriennali e quantomeno il fondo è stato destinato nel 2024, ciò vuol dire che, se togliete ottanta milioni, o ci sono stati dei progetti che non sono stati realizzati (e allora vogliamo sapere quali) o, banalmente, avete tolto soldi ad altri progetti.
Io temo che l'Europa non sarà completamente soddisfatta della risposta e non vorrei che arrivasse un'altra procedura di infrazione, come quella sui Campi Flegrei, perché non occuparsi dei problemi tende a far arrabbiare chi chiede che su quei problemi vi sia una rendicontazione.
In più, lo si deve ai cittadini. Gli emendamenti delle opposizioni che chiedevano una maggiore trasparenza nel percorso non miravano ad evitare che si facesse la bonifica, ma ad evitare che nel 2025 vi fosse ancora una dicotomia orrenda tra salvaguardia del posto del lavoro e salvaguardia della salute. Nel 2025 questa dicotomia non ci può più essere, neanche per l'acciaio. (Applausi).
Infatti, l'acciaio non si produce soltanto in Italia. In Europa lo si produce e questa dicotomia non c'è. Possibile che ci sia soltanto nel nostro Paese? Possibile che riguardi prevalentemente Taranto, ma non solo Taranto? (Applausi).
Faccio mie le parole della collega Camusso, che raccontava di emendamenti che parlavano banalmente della sicurezza dei posti di lavoro. Non vorrei di nuovo trovarmi di fronte a un'ennesima vittima e di fronte alla rassicurazione della ministra Calderone che questo Governo sta facendo il massimo, quando, in questo decreto avete detto di no a un emendamento sulla sicurezza dei posti di lavoro. (Applausi).
E non è una seconda lettura blindata. Questa è la prima, quindi sarà blindata quella della Camera e non aver approvato l'emendamento qui, vuol dire che non verrà approvato alcun emendamento riguardante la sicurezza dei posti di lavoro sull'Ilva.
Il nostro sarà un voto contrario. Fino ad oggi, ogni volta che si parlava di Ilva ci siamo sempre astenuti, anche su decreti che non ci convincevano appieno, perché è un tema troppo importante la salvaguardia dell'acciaio italiano, che sappiamo fare, che sappiamo realizzare, che produce tante cose di cui abbiamo bisogno. A chi viene da Torino come me, l'acciaio fa venire subito in mente il mondo dell'automotive. Dio ci scampi dalla possibilità che venga meno anche l'acciaio, visto che sta cambiando il modo di produrre l'automotive e il comparto dell'automobile.
Oggi, però, di fronte a una mancata bonifica, di fronte a mancate risposte (perché il termine del 2027 vuol dire prendere in giro i cittadini, non solo di Taranto), noi votiamo contro.
Noi votiamo contro il provvedimento, che non è stato all'altezza di dare un senso compiuto a una tragedia che ormai da troppo tempo va avanti e che probabilmente avrebbe bisogno di una parola di dignità. Dignità significa fare un progetto vero per la bonifica.
Quando ieri il relatore, velocemente, raccontava il senso del provvedimento, ho cominciato a notare tutti i termini dei pareri: sessanta giorni per quello del Ministero, altri sessanta giorni per un altro, altri novanta per un altro ancora. Era un continuo. Avremmo dovuto giocare i numeri al Superenalotto probabilmente. Ma siamo ancora a questo punto? Siamo ancora al punto di dover avere i pareri, le autorizzazioni? Vuol dire che non è stato fatto nulla e, infatti, gli 80 milioni di euro arriveranno nel 2027. Non vorrei che si arrivasse a fine Governo. Sarà, quindi, compito di chi verrà dopo fare la bonifica? Ah, bene, allora ho capito! Scusate, ma dichiaro un voto doppiamente contrario. (Applausi).
BIANCOFIORE (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCOFIORE (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP). Signor Presidente, colleghi senatori, quella della cosiddetta ex Ilva è una delle storie industriali più controverse e connaturate al nostro Paese, che i provvedimenti dei Governi tecnici o politici col cuore a sinistra che si sono affastellati prima dell'attuale sono riusciti anche a funestare. Pertanto noi oggi siamo chiamati a risolvere uno dei dossier industriali più complessi che il Paese abbia mai dovuto affrontare. Quello al nostro esame, infatti, è il quattordicesimo decreto-legge che interviene sull'ex Ilva da dodici anni a questa parte, a conferma dell'importanza strategica dello stabilimento di Taranto, ma certamente anche a testimonianza dei gravi errori che sono stati commessi dai Governi precedenti. Parlo dei vari Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte I, Conte II e compagnia danzante.
Ma noi non faremo lo stesso errore, non guarderemo indietro, scaricando le colpe su tutti quelli che ci hanno preceduto. Al contrario, se oggi siamo ancora qui a discutere di Taranto, della continuità produttiva e occupazionale dell'ex Ilva, del futuro della siderurgia italiana e soprattutto del benessere ambientale e della salute (sottolineo della salute) dei tarantini è perché vogliamo guardare avanti, essendoci tutti gli elementi per far ripartire la siderurgia nel nostro Paese, per ridare linfa e futuro a un settore che costituisce l'impalcatura della produzione industriale della nostra Italia.
Se non avessimo, infatti, creduto convintamente nel nostro acciaio, che è tra i migliori al mondo, data la situazione insostenibile in cui si trovava Acciaierie d'Italia, non saremmo riusciti ad arrivare a un completo cambio di rotta, restituendo una prospettiva alla produttività del sistema siderurgico e degli stabilimenti ex Ilva di tutta Italia, ma anche un concreto sostegno ai tanti settori strategici della nostra produzione nazionale.
Se oggi possiamo parlare di rilancio della produzione, se oggi possiamo tracciare una nuova rotta in netta discontinuità con un passato che non ha portato a nulla, se non a stagnazione, lo dobbiamo al Governo di Giorgia Meloni, che se n'è assunto la responsabilità, ponendo al centro dell'azione politica l'Ilva, la salvaguardia della salute dei tarantini, i livelli occupazionali e la filiera tutta.
È di ieri l'accordo raggiunto dal nostro Governo con i sindacati, che proroga la cassa integrazione guadagni straordinaria per dodici mesi, a partire dal 1° marzo, a tutela di 3.062 lavoratori, secondo le necessità tecnico, produttive, organizzative connesse al piano di ripartenza. Un accordo che conferma la massima attenzione del Governo alla tutela dei livelli occupazionali (ricordiamo tutti che l'occupazione in Italia ha raggiunto un incremento di 120.000 occupati, sempre grazie al nostro Governo e nel silenzio, purtroppo, dei sindacati, soprattutto di sinistra) e dei redditi dei lavoratori, soprattutto in questa delicata fase di transizione dell'azienda.
Ecco perché, Presidente, da certi banchi dell'opposizione avremmo preferito ascoltare il suono di un religioso e dignitoso silenzio, piuttosto che assistere nuovamente a una strenua difesa d'ufficio di passate scelte scellerate ictu oculi, come direbbero i giuristi. Non si possono accettare lezioni da chi ha dimostrato in passato di non dare valore all'Ilva, alla sua storia, alle sue potenzialità. Devono essere i fatti, colleghi, a parlare, non certo accuse mosse senza fondamento, perché è sotto gli occhi di tutti che per Taranto e per i cittadini di Taranto il Governo Meloni non si è mai, viceversa, girato dall'altra parte, ma ha deciso - con grande decisionismo - di intervenire a più riprese con altrettanti provvedimenti da oltre due anni a questa parte.
Una storia che con orgoglio contempla nuovamente tutta la nostra attenzione al futuro di Taranto e dello stabilimento produttivo, autorizzando un nuovo incremento di risorse da trasferire all'amministrazione straordinaria della società Acciaierie d'Italia; risorse che potranno arrivare fino a 400 milioni di euro, che serviranno, se non a respirare, comunque ad assicurare la continuità operativa degli stabilimenti industriali ex Ilva, che - ricordiamo - sono di interesse strategico nazionale ed europeo, e a garantire una continuità per la tutela dell'ambiente, della salute e della sicurezza dei lavoratori addetti.
Peraltro, mi preme ricordare che si tratta in larga parte di risorse provenienti, con lungimiranza, dalla confisca Riva e, dunque, risorse private destinate a finalità di ripristino ambientale e continuità produttiva (un unicum).
Questo - e lo dico con orgoglio - è il quarto provvedimento d'urgenza che dal suo insediamento il Governo Meloni ha assunto per salvaguardare in particolar modo l'indotto di Taranto. Stiamo parlando, infatti, di 20.000 lavoratori e di tantissime imprese che costituiscono la filiera: lavoratrici e lavoratori troppe volte illusi anche da chi ha seduto tra questi banchi.
Non me ne vogliano, allora, costoro se dico che è bene ricordare certi successi, perché è innegabile che un Governo attento e lungimirante come quello guidato dal nostro presidente Meloni sia stato l'unico a giocare d'anticipo e a costruire realmente la possibilità di eliminare la zavorra Mittal e potersi così concentrare sul nuovo piano industriale e sulla possibilità di coinvolgere nuovi acquirenti e vagliare nuove prospettive per diversi siti produttivi di Acciaierie d'Italia e per le tante altre realtà, ad essi collegati, presenti su tutto il nostro territorio nazionale.
Anche questa volta il nostro Esecutivo e questa maggioranza hanno voluto mettere al centro della propria azione l'interesse nazionale, intenzionati, come siamo, a costruire un nuovo futuro per la siderurgia del nostro Paese.
Se l'industria italiana esiste, se esistono un'industria dell'automotive che è un orgoglio nel mondo, un'industria della cantieristica e della nautica, un'industria manifatturiera, e se l'Italia è oggi il secondo polo manifatturiero d'Europa, è perché - a monte - vi è stata un'industria siderurgica che ha fornito gli elementi perché l'industria italiana crescesse. L'ex Ilva ha radici profonde nella storia industriale italiana e può ancora proiettare i suoi rami in un futuro di crescita e sviluppo.
Oltre al polo industriale strategico, è chiaro che intendiamo difendere soprattutto i 20.000 lavoratori diretti e indiretti che vivono degli stipendi dell'Ilva, le imprese dell'indotto e il futuro dei territori interessati, anche dal punto di vista della tutela ambientale, della salute e della sanità pubblica. Ricordo che Taranto è non solo l'Ilva, ma anche agricoltura, turismo e, soprattutto, esseri umani.
Colleghi, rispetto a quei famosi parco giochi, acquario green e allevamento di cozze, noi ci stiamo battendo per dare invece risposte concrete ai lavoratori e all'indotto. E lo vogliamo fare guardando al futuro, al fatto che oggi si può produrre acciaio green perché è chiaro che il diritto al lavoro e il diritto alla salute sono due facce della stessa medaglia. Questa è la sola possibilità oggi: produrre acciaio e avere sul territorio un'azienda che guardi a valori importanti quali la tutela ambientale, la produttività da garantire, il lavoro e la salute.
Signor Presidente, lo abbiamo detto in tutte le lingue: l'ex Ilva rappresenta un asset produttivo strategico di primaria importanza per il Paese e noi continuiamo ad avere l'assoluta ambizione di vincere una sfida che, speriamo insieme a tutto il resto del Parlamento, consideriamo epocale: ridare a Taranto la centralità che merita. Lo stiamo facendo da oltre due anni, passo dopo passo, sfidando pure l'infinita storia di passi avanti e passi indietro che hanno caratterizzato la storia dell'Ilva.
Come Gruppo Civici d'Italia-UDC-Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare, continuiamo a non tirarci indietro e il voto favorevole alla conversione del provvedimento rappresenta, ancora una volta, il nostro contributo per ridare ai cittadini di Taranto quella fiducia nel futuro che meritano dopo tanti disastri. (Applausi).
MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGNI (Misto-AVS). Signor Presidente, onorevoli colleghi, voteremo convintamente no a questo provvedimento. Lo dico in premessa del mio intervento, pur avendolo già detto in discussione generale e nonostante si sia capito dal sostegno dato agli emendamenti.
Dico no perché è vero che la questione Ilva è complicata da molti anni (e quindi la responsabilità non è solo di questo Governo), però dopo due anni e mezzo nessuno di noi ha ancora capito qual sia l'intenzione dell'Esecutivo, quale politica industriale intenda sviluppare e, di conseguenza, quale ruolo debba avere Acciaierie d'Italia. Questo mi pare il dato: non vi sono una prospettiva e un'idea dal punto di vista industriale.
Siamo ormai al quarto o quinto intervento tampone e continuiamo a investire dei soldi. Se facciamo interventi tampone, non si interviene sull'ambiente, né sulla questione produttiva.
Sono questi i due temi che vanno affrontati: da una parte, se si vuole continuare a produrre, bisogna cambiare e quindi decarbonizzare, chiudendo larga parte di quello che c'è oggi e pensando a una nuova produzione con un acciaio che non inquini. Bisogna porsi questo problema. Dall'altra parte, bisogna intervenire fortemente sulla questione dell'ambiente e della salute. Non si può continuare a mettere di fronte a questa dicotomia i lavoratori e i cittadini di Taranto. Tutto ciò va fatto da parte di chi oggi gestisce l'Ilva. Diversamente, chi subentrerà, continuerà così; ma se si continua così, noi non siamo per niente d'accordo, anzi siamo totalmente contrari. Bisogna quindi intervenire. Sarà colpa mia o nostra, ma non ho capito dove si intende andare. Chi interverrà sulla questione di trasformare la produzione in acciaio verde a Taranto? Chi lo farà? Chi interverrà sulla questione della bonifica? Su questo non c'è nessuna idea e nessuna proposta; c'è solo un tamponare i problemi - per di più utilizzando soldi destinati alla questione ambientale - per poter intervenire anche in termini di salvaguardia momentanea della produzione. Questo è l'altro dato negativo che va in questa direzione.
Voi continuate a dire che ci sono degli interessi internazionali su questo grande impianto. Per fortuna, vi siete anche posti il problema di proseguire con la presenza dello Stato italiano nella produzione dell'Ilva, perché avete capito - e vi siete posti questa domanda - che per fare le cose che dicevo all'inizio, ossia fare una produzione con decarbonizzazione, da una parte, e interventi ambientali, dall'altra parte, c'è bisogno di grandi interventi e di grandi stanziamenti economici. È una cosa che però bisognava fare, perché non si può continuare ad assistere al fatto che in quel territorio non solo muoiono le persone che lavorano nell'azienda, ma soprattutto anche le persone fuori: nella popolazione c'è un alto tasso di mortalità anche tra i bambini. Per questo dico che è un problema serio che bisognava affrontare.
Presidenza del vice presidente RONZULLI (ore 12,34)
(Segue MAGNI). In più, come è stato sottolineato anche da altri, c'è il problema che si lavora da anni in una situazione in cui la sicurezza è molto precaria. Mi è capitato di intervenire in un'altra realtà, a Genova, dove veniva denunciato che si faceva solo la cosiddetta manutenzione ordinaria in uno stabilimento ad alto rischio come lo è un'acciaieria. Di fronte a tutto questo, avete continuato a pensare e sperare che arrivasse qualcun altro. Il problema è il messaggio che si deve dare ai cittadini di Taranto. Che speranze hanno? Cosa devono immaginare i cittadini di Taranto di fronte al fatto che arriverà una nuova impresa? Si continuerà così? Si farà un'altra cosa? Si risponderà alle esigenze poste dalla cittadinanza? Penso che su queste cose bisogna dare delle risposte indicando un indirizzo. Non vorrei infatti trovarmi nella solita discussione in cui interviene uno e dice che prende l'azienda così com'è.
Inoltre, non sono stati coinvolti neanche le parti sociali e il sindacato. Certo, c'è stato un incontro ieri sulla cassa integrazione. Abbiamo presentato degli emendamenti sul terreno della cassa integrazione per dare continuità, poiché le persone hanno bisogno di certezza da questo punto di vista. Come dicevo, ieri c'è stato un incontro e qualcosa è stata fatta, però è insufficiente.
Dall'altra, però, su quell'impostazione non si capisce qual è il livello di attenzione, cioè di indirizzo che viene prospettato, anche perché le cifre che vengono messe a disposizione sono sempre una tantum.
In sostanza, noi pensiamo che sia necessario, dal punto di vista di chi oggi gestisce l'azienda, avere una prospettiva su cosa intende fare e su quanti soldi intende strutturalmente mettere a disposizione. E non mi si può rispondere come ha fatto durante la legge di bilancio il ministro Giorgetti: quando gli dissi che mancava qualsiasi politica industriale da parte del Governo, in particolare sulle grandi imprese, Ilva compresa, mi ha risposto che sono gli imprenditori che fanno la politica industriale. No, non funziona così, perché sono le scelte politiche di indirizzo e di politica economica e strategica che fa il Governo che poi danno la possibilità ai privati di sviluppare certe filiere di produzione.
In quale modo farlo? Se si intende mantenere lo status quo, difficilmente potrà innovarsi e quindi competere sul terreno della diversificazione e della messa in sicurezza dal punto di vista ambientale e sanitario, nonché dal punto di vista di una prospettiva economica. Oggi, a livello italiano ed europeo, la strada è quella della decarbonizzazione. L'acciaio è una cosa fondamentale per l'impresa, soprattutto in Italia, visto che sono molti i produttori di acciaio; però si va in questa direzione. Su questo punto devo dire che non c'è chiarezza, anzi non c'è nessuna proposta. Questo ci lascia ovviamente insoddisfatti ed è per questo che voteremo contro, in quanto non si capisce dove si intende andare e si lascia in un'incertezza continua i lavoratori e le lavoratrici e, in generale, i cittadini della città di Taranto e della Puglia intera. Per queste ragioni, noi voteremo contro. (Applausi).
Saluto ad una rappresentanza di studenti
PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto tecnico industriale «Pino Hensemberger» di Monza, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1359 (ore 12,37)
DAMIANI (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAMIANI (FI-BP-PPE). Signor Presidente, Governo, colleghi senatori, ritorna in quest'Aula un tema che abbiamo già esaminato qualche tempo fa; un tema importante, caldo, al centro del dibattito e dell'agenda politica di questo Governo, quello dell'ex Ilva. Ancora una volta dispiace dover dire una cosa, alla luce dei fatti che ieri sera hanno visto protagonista il Governo in merito a una questione che riguarda i lavoratori: la proroga della cassa integrazione. Il Governo si è impegnato su questo tema e ha trovato un accordo importante per i lavoratori (il prosieguo della cassa integrazione per un altro anno), con la soddisfazione di tutte le sigle sindacali che hanno partecipato, le quali oggi hanno espresso la loro soddisfazione con comunicati stampa sui giornali. Mi aspettavo quindi oggi da una certa sinistra delle parole positive in questa direzione, almeno in questa direzione. Invece, ancora una volta, la difesa dei lavoratori non spetta più oramai alla sinistra e al centrosinistra, e, grazie a questo Governo, noi continuiamo a tutelare dei lavoratori in grande difficoltà di un'azienda importante nel panorama nazionale ed internazionale, che stiamo cercando in tutti i modi di salvare.
Il tema è caro ed è importante per il Governo. È per questo che è stato varato un ulteriore decreto che si occupa della continuità produttiva e occupazionale, con un ulteriore stanziamento di risorse e con l'utilizzo certo delle risorse che ci sono e che devono essere destinate ad alcune attività, tra cui quelle della bonifica e della tutela ambientale; risorse che si possono utilizzare oggi per la continuità produttiva a 400 milioni di euro.
Proprio perché l'impianto è in una fase - ci arriverò anche al termine del mio intervento - di prossima assegnazione ad un soggetto privato che ne acquisterà le funzioni, vi è la necessità di non spegnere l'impianto, ma di continuare a farlo lavorare. Per questo il Governo stanzia delle risorse che rivengono anche dalla cosiddetta confisca Riva. Si tratta di 1,1 miliardi più altri 230 milioni; risorse e fondi che in tutti questi anni sono comunque stati utilizzati, prima 410 milioni per la continuità, così come altri 410 milioni; ne erano rimasti 278 e a questi oggi il Governo ne aggiunge anche altri 250, più altri 80 milioni per continuare il discorso sulle bonifiche ambientali.
Il Governo è quindi impegnato, come anche gli Esecutivi precedenti; pertanto, se guardiamo alle risorse pubbliche che sono state stanziate sull'Ilva, notiamo che sono tante, a dimostrazione del fatto che anche in passato ci sono stati Governi che si sono interessati e hanno messo a disposizione dei fondi, come sta facendo in questi anni l'Esecutivo attuale, anche attraverso risorse pubbliche di Invitalia, con un primo versamento d'ingresso nel capitale sociale di 400 milioni, con un finanziamento arrivato da Invitalia ad Acciaierie d'Italia nel 2023 per circa 680 milioni; penso poi altresì a un altro finanziamento ponte per 320 milioni. Si tratta di risorse importanti stanziate da questo Governo, fino ad arrivare, non da ultimo, al decreto-legge n. 3 del 2025 con cui il Consiglio dei ministri ha deliberato uno stanziamento di ulteriori 250 milioni di euro per Acciaierie d'Italia al fine di portare avanti le azioni necessarie affinché l'asset continui ad operare al completamento delle procedure di assegnazione.
Oltre a questo, sono a disposizione delle risorse anche per l'indotto, che, ricordiamolo, è in gravissima sofferenza; anche grazie alla precedente manovra finanziaria che abbiamo approvato è stato previsto un fondo per il sostegno delle piccole e medie imprese che sono fornitrici di beni e servizi connessi all'attività dell'Ilva e al risanamento ambientale. Si tratta, quindi, di un fondo importante.
Ho fatto tutte queste premesse per dire quante risorse pubbliche sono state utilizzate proprio a significare quanto sia centrale la questione siderurgica, che oggi rappresenta una priorità, un tema politico importante per il nostro Governo perché ha un impatto socioeconomico decisivo su un territorio che è in grave difficoltà, non soltanto per i tanti lavoratori direttamente impiegati nella struttura dell'ex Ilva, ma per i tanti lavoratori, imprenditori e piccole e medie imprese impegnate nell'indotto. Bisogna scongiurare a tutti i costi il rischio della chiusura dello stabilimento, quindi evitare una situazione di grave crisi occupazionale per quel territorio. È dunque indispensabile essere attenti e vigilare. Il Governo, con il Ministero delle imprese e del made in Italy, in tutti questi anni lo ha fatto bene, prendendo decisioni importanti, utilizzando significative risorse pubbliche e oggi siamo quasi arrivati alla definizione della gara che porterà l'ex Ilva nelle mani di un soggetto privato e speriamo che possa quanto prima rilanciarne l'azione. L'impegno del Governo per dare un destino a questa attività è stato notevole.
La vicenda dell'ex Ilva si inquadra in un ragionamento molto più ampio che riguarda la politica energetica del nostro Paese, che va gestita secondo criteri sociali e ambientali. Da tempo parliamo di come oggi è possibile coniugare il diritto al lavoro, il diritto all'attività industriale con il diritto sacrosanto a vivere in un ambiente salubre. Sappiamo benissimo quali sono le condizioni, però oggi c'è una situazione difficile che dobbiamo cercare di tutelare tutti quanti insieme. Le norme che il decreto-legge in esame adotta sono volte a risolvere questioni aperte sulle problematiche ambientali, coniugandole con il rispetto del diritto alla salute delle comunità locali e soprattutto con la tutela dell'occupazione, che è un problema fondamentale.
Se ci si domanda cosa hanno fatto il Parlamento e il Senato in particolare, in queste settimane ci sono state numerose e importanti audizioni in Commissione, dove sono emerse delle proposte importanti.
Sono altresì emerse delle critiche da parte delle organizzazioni che sono intervenute in audizione. Ma il confronto e l'ascolto che il Parlamento ha avuto in queste settimane è stato però importante per migliorare la proposta stessa del Governo e per prevedere anche delle diverse e migliori soluzioni che vadano incontro proprio a quelle che erano le esigenze e le proposte che venivano dalla base, dal territorio, dalle categorie professionali e imprenditoriali che sono state che sono state ascoltate.
Il testo è stato anche migliorato dal lavoro che è stato svolto in Commissione con diverse proposte che prevedono il riesame dell'autorizzazione ambientale con delle nuove procedure, la valutazione del danno sanitario, un fondo di 80 milioni per far fronte ad ulteriori interventi di ripristino e di bonifica.
Un altro tema importante che è stato trattato concerne gli ulteriori interventi di integrazione al reddito per i lavoratori dell'indotto dell'Ilva, con una sorta di tutela di salario dei lavoratori stessi. Ecco perché noi diciamo che, certo, si può fare di più e meglio, che questo decreto-legge non risolve oggi definitivamente il problema dell'Ilva, ma è un ulteriore passo in avanti verso la definizione e non la chiusura, che noi non vogliamo, di uno stabilimento centrale ed importante. Il Governo lo ha fatto con grande impegno in tutti questi anni ed è per questo che noi esprimiamo oggi, come Gruppo Forza Italia, il nostro voto favorevole. (Applausi).
TURCO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURCO (M5S). Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ancora una volta in quest'Aula torniamo a parlare di Ilva nell'assenza del Governo: non ci sono Ministri (Applausi), non c'è il ministro Urso, c'è un Sottosegretario allo sviluppo economico.
Parliamo di Ilva come se la storia tragica di questi lunghi anni non avesse insegnato nulla; cinque condanne della Corte europea dei diritti umani, una sentenza di condanna del tribunale di Taranto per disastro ambientale, sospesa in attesa di pronuncia, un impianto che rimane sotto sequestro, un'AIA scaduta ad agosto 2023 e non ancora rinnovata, per cui oggi l'impianto svolge un esercizio abusivamente, un processo risarcitorio inibitorio presso il tribunale di Milano in attesa di giudizio, una nuova inchiesta della procura di Taranto per truffa sulle quote CO2 per inquinamento, delle raccomandazioni inascoltate dell'OMS sugli elevati limiti degli inquinanti, i diversi studi scientifici completamente disattesi. Ricordo, in ultimo, una sentenza di condanna della Corte di giustizia dell'Unione europea che afferma che l'attività deve essere sospesa, chiusa, in caso di gravi e rilevanti pericoli per l'ambiente e la salute umana.
Per questo il MoVimento 5 Stelle con più forza continua a sostenere la chiusura di tutte le fonti inquinanti. Oggi, come nel 2016-2017, il Governo ha una grande responsabilità: quella di decidere la ripartenza. Nel 2016-2017 si decise di continuare a produrre a carbone, affidando lo stabilimento a un'impresa straniera. Noi purtroppo non siamo riusciti a fermare quella ripartenza e qui chiediamo scusa per questo. Abbiamo cercato di modificare però quella scelta sbagliata, decidendo la nazionalizzazione prima dell'impianto con l'ingresso di Invitalia e programmando la realizzazione di due forni elettrici a idrogeno verde, destinando oltre un miliardo di euro del PNRR (poi cancellati dal ministro Fitto) a cui si aggiungono gli oltre 600 milioni di fondi europei della transizione equa, in attesa ancora di essere spesi.
Questo Governo ha l'ennesima possibilità di cambiare il futuro dell'Ilva.
Con questi due ultimi provvedimenti non cambierà nulla, anzi si ritorna al passato, si ritorna a quella decisione del 2016-2017. Si continuerà ancora, per altri dieci anni, a produrre a carbone, perché questo è attestato dal nuovo riesame dell'AIA. Si decide di fare un bando per vendere a questo punto, anzi svendere l'impianto. Oggi accertiamo che gli unici soggetti interessati sono imprenditori stranieri che non avranno garanzie da offrirci e siamo convinti che questo Governo, in funzione di quelle proposte che sono arrivate, insufficienti a tutelare la salute e l'ambiente, ma anche a garantire la sostenibilità, presto tornerà indietro e tornerà alla nostra decisione di nazionalizzare la fabbrica.
Con questo provvedimento si decidono due cose: innanzitutto stanziare ulteriori risorse a garanzia della continuità produttiva a carbone, solo a carbone (non c'è nulla di green). In questi due anni ci sono stati quattro provvedimenti salva Ilva con l'introduzione dello scudo penale; avete deciso di bruciare oltre 1,5 miliardi di euro. Lo dovete dire agli italiani: 1,5 miliardi di euro, prima deliberando, ad aprile 2023, di stanziare 680 milioni tramite Invitalia in Acciaierie d'Italia; poi avete deciso di porre in stato di insolvenza la fabbrica. Quindi, con il "bidone di Stato" che avete deciso di fare contro le imprese, oggi abbiamo un passivo fallimentare di oltre un miliardo di euro: assumetevi questa responsabilità nei confronti dei creditori. In secondo luogo, adesso avete deciso di privatizzare la fabbrica, stanziando 420 milioni di prestiti che non saranno mai restituiti. Infine, la cosa più grave è che destinate 400 milioni del patrimonio destinato per le bonifiche alla continuità produttiva a carbone. Siete in totale confusione.
L'ex Ilva è ormai per voi un pozzo senza fondo, un bancomat di Stato. Viaggiate peraltro a vista, senza un piano industriale: questa è la cosa più grave. Stanziate 1,5 miliardi senza un obbligo di rendicontazione, senza richiedere un'informativa; eppure, su questi aspetti abbiamo presentato tutta una serie di emendamenti, tutti respinti. Fate questo con affidamenti diretti, senza tutele e garanzie per nessuno.
Avete bocciato le nostre proposte sulla chiusura delle fonti inquinanti, sulla riconversione industriale, sulla riconversione economica del territorio, sull'accordo di programma, sul ripristino dei fondi sulle bonifiche di 400 milioni, sulle misure a favore dei lavoratori per l'amianto, sulle misure a favore dell'adeguamento della cassa integrazione dei lavoratori, sul contributo a favore dell'esodo per un importo di 200.000 euro cadauno. Infine, avete bocciato anche tutte le nostre proposte a favore di quelle imprese che soffrono per l'inquinamento, come il settore della mitilicoltura.
Altro aspetto importante di questo provvedimento è la sentenza della Corte di giustizia europea. Siete adesso costretti a condizionare il rilascio dell'AIA alla valutazione di impatto sanitario: questa è una piccola vittoria del MoVimento 5 Stelle. (Applausi). Già dalla scorsa legislatura abbiamo chiesto di condizionare l'AIA al rilascio della valutazione preventiva dell'impatto sanitario e ambientale: una proposta che il Parlamento non ha voluto sostenere, quindi tutte le forze politiche non l'hanno voluto sostenere. Oggi però abbiamo ragione, perché la Corte di giustizia europea dice questo che oggi voi ratificate, ma lo ratificate in maniera errata, ingannando nuovamente i cittadini di Taranto, ingannando il Paese e soprattutto la Corte di giustizia europea, perché andate a condizionare l'AIA alla valutazione del danno sanitario, cioè sempre una valutazione ex post. Ma noi sappiamo, però, che i danni si sono già verificati. Ce lo dice ARPA Puglia, ce lo dice l'Istituto superiore di sanità, ce lo dice l'ASL di Taranto, ce lo dicono gli studi scientifici.
Inoltre, ci proponete di escludere le Regioni dalla valutazione dell'impatto sanitario. A noi sembra che questa proposta, quello che oggi voi andate ad approvare, violi l'articolo 117 della Costituzione, rimettendo la valutazione e la tutela sanitaria solo alla potestà legislativa.
Sul tema della valutazione dell'impatto sanitario, escludete quella già dichiarata dall'ARPA Puglia e dall'ASL di Taranto per accogliere la VIS presentata dai commissari. È uno scandalo, perché questa valutazione di impatto sanitario è stata bocciata proprio qualche giorno fa dall'Istituto superiore di sanità. Quindi, state barando sulla pelle dei cittadini. (Applausi).
Signor Presidente, concludo dicendo che, ancora una volta, questa ripartenza è un inganno. È un inganno per i cittadini di Taranto, per i lavoratori e per tutte le imprese dell'indotto. Concludo ricordando le parole di Lincoln: potete ingannare tutti per qualche tempo o alcuni per tutto il tempo, ma non potete prendere per i fondelli tutti per tutto il tempo. Per queste ragioni, esprimo il nostro voto contrario. (Applausi).
PRESIDENTE. Per correttezza di informazioni e a beneficio anche di chi leggerà il Resoconto stenografico, il Governo è presente in Aula, pienamente e adeguatamente rappresentato dal sottosegretario per le imprese e il made in Italy Bergamotto.
BERGESIO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BERGESIO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, non serve in questa sede sottolineare ulteriormente l'interesse strategico che rivestono per il nostro Paese lo stabilimento siderurgico ex Ilva e tutto il settore della siderurgia nel nostro Paese. Sappiamo bene che le difficoltà di questa azienda non sono cominciate ieri, ma vanno avanti da tempo. Risale al 2013 il commissariamento deciso dal Governo Letta, seguito dal bando indetto nel 2016 con l'acquisizione da parte di Arcelor Mittal, seguito a sua volta dai vari passaggi che sono stati segnati, dal 2012 ad oggi, tra decreti e DPCM, da oltre sedici provvedimenti.
Tramite lei, signor Presidente, vorrei comunicare al collega che ha parlato prima di me che ha dimenticato che per tre anni questo Paese è stato governato da un Presidente del Consiglio chiamato Giuseppe Conte, che faceva riferimento al MoVimento 5 Stelle. Egli ha citato le responsabilità precedenti e le successive, infatti, dimenticandosi di dare un po' di centralità alle responsabilità anche del proprio Movimento. Da qui, però, l'importanza del disegno di legge che oggi votiamo, che interviene sulle procedure relative agli impianti dell'ex Ilva e agli impianti strategici di interesse nazionale, per garantire soprattutto la continuità produttiva ed occupazionale, ma anche la tutela dell'ambiente. Non è vero che non ci occupiamo della salute e della sicurezza degli addetti. Entro marzo, poi, i commissari ci diranno chi acquisterà lo stabilimento tarantino. Il Governo, però, per evitare quanto accaduto con Mittal ha lavorato con attenzione per garantire l'aspetto occupazionale e soprattutto ambientale.
Per quanto riguarda l'aspetto occupazionale è di ieri l'accordo sulla cassa integrazione, che dovrà soddisfare le problematiche degli attuali lavoratori dipendenti. Qui va un plauso al Governo, per suo tramite, al sottosegretario Bergamotto, perché credo sia stato fatto tutto il possibile per l'anno 2025 ed era molto importante.
Tra le misure contenute nel disegno di legge, mi limito a sottolineare quella che prevede che l'amministrazione straordinaria di Ilva SpA trasferisca all'amministrazione straordinaria di Acciaierie d'Italia, su richiesta del commissario, somme fino a un massimo di 150 milioni di euro, incrementabili di altri 150. La norma stabilisce anche che la soglia di tale incremento è innalzata fino a 400 milioni di euro, affinché venga scongiurato il rischio di chiusura dello stabilimento di Taranto conseguente all'insufficienza delle risorse necessarie alla gestione commissariale, nelle more della procedura di gara finalizzata alla definitiva cessione del compendio aziendale, considerando tale rischio come il più rilevante dal punto di vista non solo occupazionale, ma anche dell'indotto economico di quella Regione e non solo.
A questo abbiamo aggiunto in extremis, proprio ieri, un fondo di 80 milioni di euro per il biennio 2027-2028, destinati a interventi di ripristino e di bonifica. Dobbiamo ricordare che dal 2012 e fino al 2015 Ilva aveva già beneficiato di 600 milioni di euro. Vi è stato poi un ulteriore finanziamento di 400 milioni di euro stabilito con decreto-legge n. 1 del 2015, erogato dagli istituti di credito con garanzia del Ministero dell'economia e finanze. Queste ultime, però, sono risorse che non sono state messe direttamente. Risorse statali, poi, sono state utilizzate per l'ingresso di Invitalia nel capitale sociale di Acciaierie d'Italia, con un aumento di capitale sottoscritto e versato pari a 400 milioni di euro.
Per quanto riguarda il finanziamento ponte disposto a favore di Acciaierie d'Italia nel 2024 per 320 milioni di euro, non si è trattato di un costo, ma di un finanziamento erogato a condizioni di mercato.
Ancora, il 23 gennaio 2025 il Consiglio dei ministri ha deliberato l'ulteriore stanziamento di 250 milioni di euro per Acciaierie d'Italia al fine di portare avanti le azioni necessarie perché l'asset continui a operare fino al completamento delle procedure di assegnazione.
In questa sede mi preme ricordare, signor Presidente, che la crisi dell'Ilva non riguarda soltanto Taranto, come mi pare sostengano alcuni colleghi che hanno parlato in precedenza. In Piemonte vi è uno stabilimento molto importante a Novi Ligure; nel cuneese, a Racconigi, è in attività anche uno stabilimento ex Ilva. Lo stabilimento di Nuovi Ligure è importante e la sua storia rispecchia fedelmente la crisi del settore. Vent'anni fa contava oltre duemila dipendenti e produceva un milione e mezzo di tonnellate di acciaio l'anno. La fabbrica era un gioiello, la migliore del polo siderurgico italiano, e forniva le case automobilistiche più importanti; oggi produce meno di un quinto (nel 2024 meno di 300.000 tonnellate). Gli operai sono rimasti appena 560, non c'è abbastanza lavoro per tutti e un terzo è in cassa integrazione. Da quando c'è il commissario la fabbrica ha ripreso un po' le forze, anche se non si supera mai il 70 per cento dell'utilizzo dei macchinari. Tutto ciò è legato strettamente a quanto accade a Taranto, perché meno si produce a Taranto, meno arriva allo stabilimento di Novi Ligure e meno si lavora.
A fronte di tutto questo non è più possibile limitarci a pensare all'oggi, come alcuni colleghi hanno detto. È cruciale cominciare a pensare a cosa deve accadere da oggi in poi, come chiedono i lavoratori, che non meritano di continuare a vivere - posso dire, a sopravvivere - nell'incertezza, come avviene da almeno dieci anni, in un settore così strategico per il nostro Paese.
I problemi sono molti, non si cancellano dall'oggi al domani. Questo provvedimento è un passo avanti, ma ovviamente sono convinto che non basti. Oggi, ad esempio, il rischio è che l'acciaio italiano venga penalizzato sui mercati internazionali se l'energia per produrlo costa troppo - almeno il doppio molte volte - e il materiale ferroso viene esportato fuori dall'Unione europea. A questo si aggiunge ora anche la problematica legata ai dazi degli Stati Uniti.
Non bastano, quindi, interventi per dare risposte immediate a famiglie e imprese, ma servono strategie di lungo periodo, che il Governo sta impostando, e che mirano al raggiungimento dell'autonomia energetica del Paese, che passa sempre dalla minore dipendenza dal gas, dalla spinta verso le fonti di energia rinnovabili, ma soprattutto da una lucida riflessione sul nucleare di nuova generazione, partendo dai reattori di piccole dimensioni e sicuri (quel famoso nucleare che vogliamo definire come made in Italy).
L'acciaio resta un asset indispensabile e decisivo per il nostro Paese e per tutta l'Europa. Negli ultimi ventitré mesi il calo della produzione industriale del nostro Paese è stato del 5 per cento, più basso di quello della Germania e naturalmente più basso anche di quello della Francia.
Il problema deve essere analizzato nella sua dimensione europea. Con l'auto abbiamo visto che il punto di partenza della crisi è stato quello delle politiche del green new deal. Da sempre, dal 2018-2019, ci battiamo contro scelte scandalose che sono dilagate poi nella siderurgia e nella componentistica, con ricadute devastanti sull'occupazione anche in Italia. È evidente che, se a tutte le politiche del green new deal riusciamo ad ottemperare facendo chiudere le aziende automobilistiche, la nostra produzione industriale, anzitutto quella siderurgica, non potrà mai recuperare il terreno perso.
Ricordo ai colleghi che l'Europa è anche quella che ci vuole imporre la carne sintetica e che voleva imporci i sistemi di etichettatura che privilegiano le produzioni ultra processate delle multinazionali a discapito del made in Italy, scelta che forse, proprio grazie alla battaglia condotta da questo Governo italiano, potrebbe rientrare. Pensate che l'Europa vorrebbe che, entro il mese di giugno, entri in vigore la Sugar Tax. Con un ordine del giorno al decreto proroga termini abbiamo chiesto il rinvio almeno alla fine dell'anno, per trovare le risorse per prorogarla anche per il futuro. Credo che questo Governo si sia impegnato a fondo per combattere questa visione che ritengo assolutamente ideologica e miope. Se a livello europeo passerà il principio della neutralità tecnologica e riusciremo finalmente a cambiare impostazione con regole di merito, sarà soprattutto merito del nostro Paese.
Se l'Italia vuole sopravvivere, è ora di dire basta e far prevalere il buonsenso e la concretezza. È tempo di stare vicino ai nostri cittadini e ai lavoratori e non più agli affaristi mascherati da primi della classe imposti sino a oggi dall'Unione europea e che magari governano anche in Europa. Non possiamo più permetterci di non essere padroni a casa nostra: questo non è solo uno slogan, ma deve essere anche un modo di agire. È ora di dire basta a questa Unione che è tale solo a parole per i soliti noti, ma non nei fatti e per i cittadini.
Desidero concludere ringraziando per il lavoro svolto in Commissione dal sottosegretario Bergamotto, in rappresentanza del Governo. Ringrazio il presidente Luca De Carlo per l'azione veloce e immediata che è riuscito a svolgere anche in Commissione. (Applausi). Ringrazio anche il relatore, senatore Pogliese, per l'impegno.
Per tutto quanto detto, preannuncio il voto assolutamente favorevole del Gruppo Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi).
MARTELLA (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARTELLA (PD-IDP). Signora Presidente, colleghe e colleghi, il provvedimento che stiamo per votare fa parte di un nuovo capitolo, l'ennesimo, della lunghissima vicenda dell'ex Ilva. Chiuso il capitolo della fallimentare gestione di ArcelorMittal e passati un anno fa all'amministrazione straordinaria, siamo oggi all'interno della procedura di vendita dei beni e dei complessi aziendali di Acciaierie d'Italia.
Una cosa va però detta fin dal principio: in tutti i diversi scenari in cui ci siamo trovati negli ultimi tempi ci sono state delle costanti che anche oggi sono evidenti e tutte assolutamente negative.
La prima è la situazione anzitutto a Taranto, che continua a essere oggettivamente drammatica: sul piano della produzione, che è crollata, e dell'indotto messo duramente alla prova da pagamenti ritardati e fallimenti; su quello occupazionale, con migliaia di famiglie costrette a guardare al futuro con angoscia; sul piano della manutenzione e della sicurezza degli impianti; su quello ambientale e sanitario, per la salute e la tutela dei lavoratori e dei cittadini.
La seconda costante, tanto intrecciata alla prima da esserne in buona parte causa, è costituita dall'insipienza, dall'inadeguatezza, dall'incapacità che il Governo ha dimostrato in questi due anni e mezzo (Applausi): decreti miopi, di corto respiro, nessuna vera strategia, ingenti risorse pubbliche sprecate.
Ora eccoci nuovamente allo stesso refrain, alla stessa coazione a ripetere: nessuna chiarezza, nessuna prospettiva strategica e totale mancanza di trasparenza.
Dopo quattro decreti-legge negli ultimi due anni, ne sono arrivati altri due, mentre è in corso una procedura negoziale di cui non è dato sapere né esiti né contorni precisi. Gli azeri di Baku Steel? Gli indiani di Jindal Steel? Gli americani di Bedrock? Le offerte degli uni, i rilanci degli altri, le rinunce, i termini scaduti e poi più volte prorogati per proposte di acquisto: altro che padroni a casa nostra, come ha dichiarato poco fa l'esponente della Lega. Di tutto questo siamo costretti, con il Parlamento mortificato, a leggere ipotesi e supposizioni sui giornali, in base ad anticipazioni e indiscrezioni delle solite fonti vicine al Governo. L'unica cosa certa è che ormai è evidente l'acclarata inadeguatezza delle misure adottate, in questo caso con l'incastro di decreti-legge che si rincorrono, perché il Governo non è riuscito ad approvarne uno completo; lo stesso Governo che in Commissione ha trasformato uno dei decreti in un emendamento e poi di lì ha avviato la discussione con dei tempi parlamentari più compressi.
Nel merito si è riusciti a prevedere solo un aumento di 250 milioni per le risorse necessarie ad aumentare la continuità produttiva dell'azienda, fino alla cessione ai nuovi investitori, portando quindi complessivamente la quota a 400 milioni, però anche in questo caso - va detto - con la solita partita di giro a cui ci avete abituati: togliendo di qua e mettendo di là; togliendo questa volta alle risorse assegnate al cosiddetto patrimonio destinato, creato con la confisca al gruppo Riva e destinato a finalità di riqualificazione ambientale e alla decarbonizzazione. Dopodiché, avete pensato che era troppo anche per voi e avete provato a rimediare almeno in parte, istituendo un fondo di 80 milioni nel 2027 per interventi di bonifica ambientale. Poi, però, avete fatto un'ulteriore marcia indietro: gli 80 milioni sono stati spalmati in due anni, ma non a partire dal 2025, bensì nel 2027 e nel 2028, peraltro prendendo queste risorse dal Fondo per lo sviluppo e la coesione, trattato come un vero e proprio bancomat, senza tenere in considerazione nemmeno le intese che, rispetto a questo fondo, sono previste con le Regioni. (Applausi).
È davvero poco, troppo poco. Potevate almeno ascoltare quanto abbiamo proposto con un nostro emendamento e fare l'indispensabile sforzo di aggiungere agli 80 milioni altri 160 milioni, sia per il 2025 che per il 2026. L'ascolto non è, però, decisamente cosa che vi appartiene. Il vostro modo di fare, la vostra cifra, è la chiusura: l'abbiamo visto anche questa mattina con la chiusura totale a tutti i nostri emendamenti e il rifiuto al confronto. Avete alzato un muro rispetto a una serie di proposte che avevano l'obiettivo di introdurre qualche miglioramento rispetto a un provvedimento che, quindi, resta del tutto insufficiente. Avete detto di no a tutti gli emendamenti: agli emendamenti che prevedevano più fondi per le bonifiche; a quelli che subordinavano l'acquisizione dell'azienda alla presentazione di un piano industriale in grado di garantire continuità produttiva e occupazionale; a tutti gli emendamenti che proponevano maggiore sostenibilità e ripristino ambientale, tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori; a quelli per istituire un tavolo con la partecipazione del Governo, le istituzioni territoriali, le organizzazioni sindacali e le imprese, anche quelle dell'indotto.
L'unica timida apertura è stata la modifica della tempistica riguardante i criteri per effettuare la valutazione del danno sanitario: da dieci anni originari si è passati a sette anni, che restano comunque un tempo lunghissimo, anche tenendo conto della rapidissima evoluzione tecnologica. Sono rimaste inascoltate tutte le istanze degli enti locali che chiedevano di essere coinvolti nel processo per la revisione dell'autorizzazione integrata ambientale; così come sono rimaste inascoltate tutte le istanze delle autorità preposte al monitoraggio, come l'Agenzia regionale per la protezione ambientale.
E - della serie indecisi su tutto - quando in Commissione vi abbiamo sollecitato a chiarire la questione dell'eventuale partecipazione pubblica nella nuova governance, in modo tale da garantire un vero e proprio piano industriale per un tempo congruo, sulle prime avete escluso tale ipotesi e poi avete ammesso che si tratta di una possibilità. Ancora oggi non sapremo cosa avverrà da questo punto di vista, perché navigate senza una rotta precisa, perché sembra davvero che non abbiate una meta, che non abbiate un approdo.
Farebbero sorridere, se la situazione non fosse così grave, le parole del ministro Urso, che pochi giorni fa a Parigi ha dichiarato che questo è il momento dei fatti e non più delle dichiarazioni. Ci permetta, signora rappresentante del Governo, di non essere molto fiduciosi. Sono mesi e mesi che in realtà il momento dei fatti è arrivato, ma dei fatti, fino a adesso, non si è visto proprio nulla. (Applausi).
Per queste ragioni il nostro sarà un voto convintamente contrario, perché è troppo il tempo perso, perché sono così numerosi e gravi gli errori che avete commesso, sono così evidenti e preoccupanti le incertezze che contraddistinguono ogni passo che provate a fare, che non può che essere tale: un voto contrario rispetto non solo a questo provvedimento, ma anche rispetto alla mancanza di un vero e proprio progetto sulle prospettive di un'azienda e di un settore produttivo fondamentale per la nostra economia; un voto contrario rispetto all'assenza di una visione compiuta di politica industriale e di politica energetica nel nostro Paese; un voto contrario con cui oggi sarete chiamati a misurarvi, così come domani sarete chiamati a misurarvi con il giudizio degli italiani. (Applausi).
FALLUCCHI (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALLUCCHI (FdI). Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, oggi ci troviamo di fronte a una decisione fondamentale per il futuro della nostra industria e, più in generale, per l'economia del nostro Paese. Il decreto-legge 24 gennaio 2025, n. 3, che ci apprestiamo a votare, contiene misure urgenti per garantire la continuità produttiva e occupazionale degli impianti ex Ilva. È un tema che riguarda non solo Taranto, la Regione Puglia e le sue comunità, ma anche l'intero sistema industriale italiano. Si tratta di una questione cruciale che mette al centro il lavoro, la produzione e il futuro del nostro settore siderurgico, in un contesto geopolitico ed economico che richiede risposte tempestive e decisive.
In particolare, il decreto-legge mira a garantire che gli impianti ex Ilva possano proseguire la loro attività produttiva senza interruzioni, mantenendo al contempo i livelli occupazionali e tutelando tutti i lavoratori coinvolti, le loro famiglie, l'economia del territorio e soprattutto la loro salute. Questo intervento, che non è un atto isolato, ma si inserisce in un più ampio quadro di azioni messe in campo dal Governo Meloni, è necessario per evitare che la chiusura o il rallentamento delle attività possano provocare una crisi economica e sociale irreversibile, in un territorio già provato da decenni di difficoltà.
Un primo obiettivo del provvedimento è quello di assicurare la continuità produttiva degli impianti, evitando che il settore siderurgico, di cui il gruppo ex Ilva è uno degli attori principali, subisca un ulteriore colpo. In un contesto internazionale in cui la domanda di acciaio è in continua evoluzione e la concorrenza globale è sempre più agguerrita, è fondamentale mantenere in funzione impianti strategici per la nostra economia. Senza una produzione stabile e competitiva rischieremmo di perdere terreno su mercati cruciali, compromettendo la posizione dell'Italia nel settore industriale europeo e mondiale. Questo non farebbe bene alla Puglia, non lo merita Taranto, dopo i tanti anni di difficoltà, e sarebbe un danno per l'Italia intera. (Applausi).
Allo stesso tempo, il provvedimento si concentra sulla salvaguardia dell'occupazione. L'ex Ilva è una realtà che impiega migliaia di lavoratori e l'immediato rischio di disoccupazione di massa è un pericolo concreto, che non possiamo permetterci di ignorare.
La nostra priorità è garantire che i lavoratori possano continuare a svolgere il loro lavoro in condizioni sicure e dignitose, evitando che la loro vita e quella delle loro famiglie venga messa in pericolo da scelte politiche che non tengano conto delle necessità occupazionali del nostro Paese.
Inoltre, il decreto-legge prevede misure specifiche per la tutela dell'ambiente e della salute pubblica, conciliando la necessaria continuità produttiva con la crescente esigenza di una gestione ecologicamente responsabile degli impianti industriali. La sostenibilità deve essere parte integrante di qualsiasi processo industriale e il Governo Meloni, sin dal suo insediamento, ha lavorato per garantire che l'industria italiana possa fare la transizione verso un modello più green, ma senza compromettere la competitività e l'occupazione, che non aiuterebbero la transizione. (Applausi).
Le misure introdotte dal decreto-legge mirano a garantire che la transizione ecologica avvenga in maniera graduale, senza stravolgere la struttura economica e soprattutto senza mettere a rischio i posti di lavoro. Il provvedimento si inserisce in un contesto di continuità rispetto alle azioni che il Governo Meloni ha già intrapreso in precedenza per supportare il settore industriale e l'occupazione. Fin dal primo momento il nostro Governo ha dimostrato una visione chiara e determinata, affrontando con decisione le problematiche strutturali del Paese, tra cui quelle legate all'industria dell'acciaio. Interventi come la ristrutturazione degli impianti, il rafforzamento delle normative per la sicurezza sul lavoro e il sostegno alle aziende in difficoltà sono solo alcuni degli esempi tangibili di un approccio che pone al centro il rilancio della nostra industria.
Fratelli d'Italia ha sempre sostenuto con forza che il rilancio del settore industriale debba andare di pari passo con la protezione dell'ambiente e la tutela dei diritti dei lavoratori. Non esistono soluzioni semplici quando si parla di conciliare sviluppo economico e sostenibilità, ma il decreto-legge in esame è una risposta concreta, un punto di partenza per una ripartenza che non dimentica nessuno e che guarda al futuro con ottimismo e realismo. (Applausi).
In questo contesto il nostro voto favorevole alla conversione in legge del decreto-legge 24 gennaio 2025, n. 3, non è solo un atto di piena fiducia nell'operato del Governo Meloni, ma è anche un impegno verso il nostro Paese, verso le famiglie che dipendono da questi impianti, verso la città che da anni vive il peso di una situazione difficile. Fratelli d'Italia, fin dal primo momento, ha fatto propria la battaglia per la difesa dell'occupazione, per la tutela delle eccellenze produttive italiane e per la gestione responsabile delle risorse pubbliche. (Applausi). Non possiamo assolutamente permetterci di fare passi indietro.
Il nostro voto favorevole rappresenta anche il riconoscimento dell'impegno costante del Governo nel risolvere una problematica che ha attraversato diversi Esecutivi, ma che oggi, finalmente, grazie al provvedimento varato da questo Governo, trova una soluzione concreta e duratura. Le misure contenute nel decreto-legge in esame sono un segno tangibile dell'attenzione che il Governo Meloni riserva al mondo del lavoro e dell'industria e al Mezzogiorno con azioni mirate e tempestive che mirano a rilanciare la competitività del nostro sistema produttivo, rispettando le esigenze sociali e ambientali.
In conclusione, il decreto-legge 24 gennaio 2025, n. 3, è un passo fondamentale per la difesa e il rilancio del nostro settore siderurgico. Fratelli d'Italia esprime pertanto un convinto e fermo voto favorevole, consapevoli che solo con politiche coraggiose come questa proposta oggi possiamo assicurare un futuro prospero e sostenibile per l'Italia e per le generazioni future. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato per effetto delle modifiche introdotte dalla Commissione, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2025, n. 3, recante misure urgenti per assicurare la continuità produttiva ed occupazionale degli impianti ex ILVA».
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Discussione e approvazione del disegno di legge:
(1319) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di Moldova in materia di sicurezza sociale, fatto a Roma il 31 ottobre 2024 (Relazione orale) (ore 13,24)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1319. (Commenti). Presidente Casini, sì, facciamo tutte le ratifiche senza pausa, senza soluzione di continuità.
La relatrice, senatrice Mieli, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.
Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice.
MIELI, relatrice. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge di ratifica dell'Accordo in materia di sicurezza sociale sottoscritto dall'Italia e dalla Moldova nell'ottobre 2024, finalizzato a realizzare un più efficace coordinamento tra le legislazioni di settore fra i due Paesi, con il proposito di migliorare la condizione dei lavoratori e dei membri delle loro famiglie che sono soliti spostarsi per ragioni professionali fra le due aree territoriali.
L'intesa, in via di ratifica, reca innanzitutto disposizioni generali in cui vengono individuati rispettivamente i campi di applicazione materiale e personale e posti i principi di parità di trattamento per le persone a cui l'Accordo si applica e di esportabilità delle prestazioni. Per l'Italia in particolare, l'Accordo trova applicazione con riguardo alle prestazioni di invalidità, vecchiaia e superstiti previste dall'assicurazione generale obbligatoria, dai regimi speciali dei lavoratori autonomi, dalla gestione separata, dai regimi esclusivi e sostitutivi e dai regimi assicurativi generali obbligatori istituiti per alcune categorie di lavoratori e gestiti dall'INPS.
La copertura finanziaria dell'Accordo è predisposta dall'articolo 3, che valuta gli oneri complessivi del provvedimento in 7,2 milioni di euro per l'anno 2025, disponendo un crescendo di stanziamenti fino al 2034, con relativa copertura.
In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. (Applausi).
PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Saluto e ringrazio il sottosegretario Silli.
Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.
Passiamo all'esame degli articoli, nel testo proposto dalla Commissione.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).(Commenti).
Il senatore Magni non è riuscito a votare e dichiara il proprio voto favorevole.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Passiamo alla votazione finale.
LOMBARDO (Misto-Az-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO (Misto-Az-RE). Signor Presidente, oggi ci troviamo qui a votare la ratifica e l'esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Moldova. Si tratta di un Accordo importante perché riguarda 107.000 moldavi che vivono nel nostro Paese, ma lo è anche per una questione politica più generale sulla quale vorrei richiamare l'attenzione del Parlamento, salutando, per il suo tramite, Presidente, sua eccellenza l'ambasciatore della Repubblica di Moldova, che sta seguendo la discussione. (Applausi).
Questo Accordo non è solamente volto a promuovere relazioni politiche ed economiche eccellenti tra i nostri Paesi con uno scambio commerciale che ha superato i 660 milioni di euro. Non significa semplicemente riconoscere le 100.000 persone che vivono in Italia, che potranno avere, ai fini pensionistici, tutti i diritti che sono loro riconosciuti all'interno dell'Accordo.
Questo è un momento, signora Presidente, in cui vi sono Paesi che usano i dazi come strumenti di geopolitica internazionale. Segnalo a tutti i colleghi che poche ore fa l'ambasciatore cinese negli Stati Uniti ha usato un'espressione molto forte, dicendo di essere pronto a qualsiasi tipo di guerra, sia sotto forma di dazi sia sotto altre forme: sono parole che ci segnalano la delicatezza del momento che stiamo attraversando. Allora, stipulare un accordo tra due Paesi significa ricordarsi che la diplomazia internazionale ha ancora un valore nella comunità internazionale. Significa ricordarsi che la cooperazione, gli accordi e gli scambi sono importanti fattori di stabilizzazione non solo delle relazioni economiche, ma anche delle relazioni di amicizia tra i popoli.
Signora Presidente, c'è un valore politico in questo Accordo che va al di là dei suoi singoli punti, cioè il fatto - leggo - che «L'Italia sostiene la prospettiva di adesione della Repubblica di Moldova all'Unione europea». Questo è il punto essenziale politico. Stiamo parlando di un Paese - lo dico a beneficio di chi ci ascolta - che ha subito interferenze straniere nei suoi processi elettorali durante un referendum pro-Europa che è stato vinto per un soffio, in cui è stato accertato che oltre 39 milioni di dollari sono arrivati a 138.000 cittadini moldavi per orientarli nel voto.
Vorrei che ci rendessimo conto di cosa vuol dire oggi investire sulla prospettiva di ingresso nell'Unione europea che la Repubblica di Moldova deve avere (Applausi), perché a luglio questo Paese sarà chiamato a votare e da quel voto dipenderà la stabilizzazione che vogliamo rispetto ai nostri confini. Allora votare oggi tutti insieme questo Accordo significa non solo dare un segnale a quelle 107.000 persone della comunità moldava che vivono e sono integrate nel nostro territorio, ma anche dire a quel Paese che noi siamo con loro, perché stanno con noi nella prospettiva europea.
Questo è il senso dell'Accordo e spero che ci possa riportare tutti a pensare che abbiamo una responsabilità importante con le nostre parole, affinché la cooperazione, la diplomazia e il rapporto di amicizia tra i popoli rimangano la grammatica comune di come si sta in una comunità internazionale pacifica e sicura. (Applausi).
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente, aggiungo la mia voce a quella del collega Lombardo, naturalmente per dichiarare il nostro voto favorevole alla ratifica di questo Accordo.
Voglio sottolineare che è l'Accordo, al di là delle sue evidenti implicazioni politiche, prima facie, immediatamente, ha un valore relativo ai rapporti di lavoro. Ricordiamo che molte delle 107.000 persone a cui il collega Lombardo giustamente faceva riferimento lavorano nelle nostre famiglie e sono perfettamente integrate nella vita nazionale. Spesso ricoprono ruoli e incarichi di estrema fiducia, perché sono occupate in lavori che hanno a che fare con la cura e il sostegno delle persone più deboli, anche di soggetti che sono vicini al cuore delle famiglie, magari i più deboli e gli anziani.
È dunque un ruolo anche estremamente delicato quello che queste persone svolgono. Mi piace ricordare, attraverso la loro esperienza, il lavoro di tantissimi lavoratori che non provengono dall'Unione europea e che pure fanno parte solidamente della nostra comunità nazionale e contribuiscono, con il loro lavoro, alla nostra prosperità. Sono persone che, naturalmente, pagano i contributi e aiutano le loro famiglie.
Vedo che un collega mi invita alla sintesi, ma alla sintesi mi richiamerà la Presidenza quando avrò esaurito il mio tempo. Come dicevo, si tratta di persone che contribuiscono alla nostra prosperità nazionale, che svolgono lavori per i quali spesso i nostri imprenditori non trovano candidati italiani. Dunque, riconoscere pienezza di diritti a queste persone che, appunto, vengono da un Paese che aspira a entrare nell'Unione europea, ma ancora non ne fa parte, credo sia assolutamente doveroso.
È giusto poi rimarcare le parole del collega Lombardo, perché è evidente che il ruolo della Moldova in questa fase storica e la sua fortissima aspirazione a una piena integrazione nell'Unione europea vanno sostenuti fortemente da parte italiana. Ed è giusto - com'è stato fatto pochi minuti fa - non tacere sulle interferenze non dovute da parte del vicino russo, che non ha grande rispetto per le regole internazionali e non si fa scrupolo di violarle, sia con aggressioni aperte come quella criminale che è stata fatta nei confronti dell'Ucraina, sia in modo più subdolo e sottile, come abbiamo visto in Moldova e come vediamo in Georgia e in Romania.
Purtroppo, cari colleghi, lo vediamo anche in Italia, perché la stessa Russia che ha interferito nelle dinamiche elettorali della Moldova è quella che attacca con i suoi hacker le nostre infrastrutture. Ricordo con dispiacere che il Segretario alla Difesa americano ha da poco sospeso le attività di contrasto a questi attacchi informatici. Quindi, dobbiamo sempre sapere da che parte stiamo e fare il tifo, appunto, perché la Moldova resti dove il suo popolo vuole, e cioè dalla parte della libertà e della democrazia. La sua aspirazione all'ingresso nell'Unione europea dice esattamente questo.
Quindi, il nostro voto di ratifica a un trattato di tipo tecnico in realtà è gravido di conseguenze politiche. Il nostro voto favorevole, appunto, sarà ispirato anche a una testimonianza di amicizia, di solidarietà e di vicinanza, che anch'io voglio esprimere a sua eccellenza l'ambasciatore della Moldova che ci guarda dalle tribune. (Applausi).
MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGNI (Misto-AVS). Signor Presidente, noi voteremo a favore di questo Accordo per più ragioni. La prima è che - come diceva chi mi ha preceduto - quando si costruisce un rapporto di relazione con altri Paesi, è un fatto importante dal punto di vista degli scambi commerciali, dei rapporti diplomatici e del riconoscimento reciproco degli Stati. In un momento in cui c'è chi pensa di regolare il mondo solo con le guerre, fare iniziative di carattere diplomatico mi pare un fatto rilevante.
La seconda ragione, altrettanto importante, è che il riconoscimento dei lavoratori e delle lavoratrici che lavorano nel nostro Paese, in particolare che per poter usufruire delle posizioni sociali che hanno maturato, favorisce anche una emersione.
Diciamolo francamente: molti lavoratori e lavoratrici che vengono dalla Moldova lavorano nelle nostre famiglie. Quando abbiamo fatto discussioni sulle migrazioni, ad esempio, ho utilizzato spesso questo esempio: se tutti quelli che stanno nelle nostre famiglie a fare i badanti e a darci una mano con i nostri anziani decidessero di ritornare a casa propria, noi come Paese non reggeremmo, perché sono milioni di persone.
Nella relazione tecnica è scritto che sono coinvolte 271.000 persone solo con la Repubblica di Moldova e questo è un fatto di grande rilevanza, che credo sia molto importante riconoscere. È necessario che non ci siano lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Chi ha contribuito con il proprio lavoro e con i propri contributi deve avere questa possibilità. Anche i nostri anziani o i nostri bisnonni hanno vissuto l'esperienza dei cittadini di molti Paesi che emigrano verso il nostro e riconoscere i loro diritti è un fatto importante, mettendo alla pari chi presta la propria opera nel nostro Paese. Questo ci avvicinerà anche in termini diplomatici, fermo restando che saranno loro a decidere cosa fare. Spetta però a noi impostare questo rapporto.
Per queste motivazioni, voteremo a favore di questo disegno di legge di ratifica.
DE ROSA (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE ROSA (FI-BP-PPE). Signor Presidente, il mio intervento è solo per sottolineare il focus di questo disegno di legge, che ratifica il lungo Accordo del 2024 in materia di sicurezza sociale. Esso è volto a coordinare le legislazioni di settore dei due Paesi, al fine di migliorare le condizioni dei lavoratori e dei membri delle loro famiglie, che per motivi di lavoro frequentano i due Paesi. Per questo motivo, annuncio il voto favorevole dei senatori di Forza Italia.
MARTON (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARTON (M5S). Signora Presidente, annuncio fin da subito il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle e non ripeterò quanto già riportato dal senatore Lombardo e dal senatore Scalfarotto che mi hanno preceduto, perché condivido parola per parola. Questo disegno di legge si ispira a principi di equità, giustizia e uguaglianza. Qualsiasi lavoratore che nella propria vita si sia trovato, si trovi o si troverà a lavorare in uno dei due Paesi avrà diritto al medesimo trattamento, sia previdenziale, sia di protezione sociale. Io credo che sia quanto di più bello nelle relazioni internazionali possa accadere. Sono già stati citati i centomila cittadini moldavi in Italia (tra cui ho diversi amici, tra l'altro), ma anche i quattromila italiani che si trovano ad aver costruito una famiglia in Moldova, che lavorano là e che contribuiscono alla prosperità di quel Paese.
Noi sosteniamo anche il percorso di adesione della Repubblica di Moldova all'Unione europea. La settimana scorsa l'ambasciatore, che è qui presente, ci ha illustrato quale sia lo stato di attuazione di questo percorso per l'adesione, evidenziando le preoccupazioni che ci sono attualmente, considerata la posizione geografica del suo Paese. Noi siamo al suo fianco e supporteremo in qualsiasi modo il suo Paese, anche con questi piccoli, ma enormi progetti di legge.
Dichiaro quindi nuovamente il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi).
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, rivolgo un saluto anche da parte nostra a sua eccellenza l'ambasciatore della Repubblica di Moldova. Dichiaro fin da subito il voto favorevole del nostro Gruppo a un accordo che mira a migliorare il coordinamento tra le normative di sicurezza sociale dei nostri Paesi.
Mi lasci aggiungere, Presidente - e mi rivolgo ai colleghi che sono appena intervenuti - che io, che al Parlamento europeo mi sono occupato di ingerenze e interferenze nei processi democratici dell'Unione europea e dei suoi Stati, recentemente sono stato oggetto di minacce da parte proprio di quegli hacker russi che stanno minando le nostre infrastrutture. Sono però altrettanto preoccupato che, con la scusa di queste ingerenze o di queste interferenze, si voglia in qualche modo sovvertire l'ordine popolare delle elezioni negli Stati. Questa è una preoccupazione che mi sento di lanciare. (Applausi).
Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 13,44)
DELRIO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DELRIO (PD-IDP). Signor Presidente, anche noi salutiamo l'ambasciatore e, per suo tramite, rivolgiamo un caloroso saluto a tutti i cittadini moldavi che sono in Italia (Applausi) e che, con il loro lavoro, contribuiscono alla ricchezza e alla prosperità del nostro Paese.
Sono tanti i cittadini di Paesi anche extraeuropei che vengono nel nostro Paese per lavorare e spesso, come ha ricordato il collega Scalfarotto, per svolgere lavori di cura, ossia mansioni delicatissime che richiedono un rapporto di fiducia e assoluto affidamento con le famiglie. A loro affidiamo i nostri cari, i nostri anziani, le persone a cui teniamo di più e a cui siamo più grati. Credo che questi cittadini meritassero e meritino uguale dignità e uguale trattamento a tutti i cittadini italiani.
Da questo punto di vista, quella di oggi è una ratifica importante perché garantisce uguali diritti in materia di sicurezza sociale e trattamento pensionistico; è quindi un dovuto riconoscimento e non una concessione ai lavoratori che contribuiscono al benessere e al progresso del nostro Paese.
Questa ratifica, poi, è particolarmente benvenuta in questo momento per la situazione della Repubblica di Moldova, che ha recentemente affermato, anche se con margini ristretti, la sua volontà di stare nello spazio europeo e aderire all'Unione europea. Questo ci fa molto piacere, specie perché avviene in un momento in cui altri Paesi occidentali paiono negare e dismettere i principi fondanti della civiltà occidentale come il multilateralismo, il dialogo, la cooperazione e il libero commercio, che hanno fatto ricca la civiltà occidentale, con la capacità di scambio e riconoscimento reciproco. Nel momento in cui alcuni Paesi fanno altri passi, l'Europa rimane un ancoraggio saldo se saprà rimanere fedele ai suoi principi di democrazia, riconoscimento della pari dignità delle persone e garanzia di un sistema di welfare e protezione sociale che non ha eguali in tutto il mondo.
L'Europa è un sogno per tanti Paesi proprio perché rappresenta questi valori e principi. Noi ci auguriamo che presto il popolo moldavo possa essere parte, insieme a noi, della grande famiglia europea. (Applausi).
MENIA (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MENIA (FdI). Signor Presidente, anche io rivolgo un saluto al signor ambasciatore, che ho avuto modo di conoscere, così come ho conosciuto meglio la realtà moldava. Vi dirò qualcosa di più.
Inizialmente ero tentato di usare nel mio intervento il termine Moldavia, perché così ho imparato, in quanto in italiano storicamente si chiamava così. Ora mi è però stato fatto presente, da loro, che preferiscono la dizione Moldova, in lingua rumena (la loro lingua), perché Moldavia è la dizione russa. In omaggio a questo, la chiamano Moldova. Per assonanza, mi viene in mente, anche se è cosa diversa, la Moldava, quel bellissimo poema sinfonico di Smetana che, per chi se ne intende e apprezza queste cose, abbiamo imparato quando eravamo più giovani.
Perché questo Paese è davvero importante? Chi guarda la carta geografica si accorgerà che la Moldova è un budello tra l'Ucraina e la Romania e oggi si trova sulla frontiera della libertà, anche perché l'area più orientale è quella della Transnistria, una Repubblica autoproclamata dove esiste il più grande deposito di armi, munizioni ed esplosivi, con la presenza di 1.500 soldati russi che vengono da prima ancora del 1989, quindi dalla vecchia Europa che conoscevamo un tempo.
Tutto ciò è importante non solo perché questo è un popolo a noi vicino. È stato molto bello quando abbiamo incontrato l'ambasciatore in 3a e 4a Commissione qualche giorno fa e ci ha detto che in fin dei conti tutto ci richiama a Roma. Sentendoli parlare, anche senza bisogno dell'interprete, l'80 per cento di quello che dicono lo capireste tranquillamente. Perché tutto ciò è importante? Come vi dicevo, questo è un Paese che oggi sta alla frontiera della libertà. È un Paese che ha votato recentemente (ottobre 2024) e la presidente Sandu è stata riconfermata; soprattutto, è stato riconfermato il suo indirizzo del cammino europeo. Dobbiamo sostenere il cammino verso l'Europa di un Paese che si trova comunque tra due fuochi ed ha avuto episodi di corruzione e di dilagante interferenza: c'erano soldi, c'erano interferenze di carattere informatico e c'erano grosse questioni di approvvigionamento energetico. Si tratta di un Paese che è difficile, ma che è bello e giusto sostenere, soprattutto per questo cammino europeo che ha scelto contro tutto e contro tutti, anche laddove si è dimostrato difficile.
Si tratta di un Paese tra l'altro che, proprio perché vive questa condizione, ha una forte diaspora e infatti esiste un Ministero per la diaspora. La diaspora moldava ha proprio nell'Italia il suo centro: sono 120.000 i registrati in Italia, ma probabilmente sono almeno il doppio. È stato proprio il voto della diaspora che ha fatto scegliere l'Europa invece di un'altra cosa. Dobbiamo quindi sostenere il percorso filoeuropeo della Moldova. In questo senso, l'Accordo in discussione afferma principi che sono soprattutto quelli della solidarietà, della tutela del lavoro e tutti quei principi che sono fondamentali e che abbiamo bisogno di assicurare loro subito. Tutto questo, com'è evidente, assume un significato non soltanto sociale, ma più profondamente politico e vorrei dire geopolitico. Questo è il motivo per cui sosteniamo con forza e con convinzione il voto favorevole, che riaffermo a nome di Fratelli d'Italia, salutando ancora una volta con simpatia i nostri amici moldavi. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Saluto agli ambasciatori della Moldova e dell'Albania e al ministro di Stato per i rapporti con il Parlamento dell'Albania
PRESIDENTE. La Presidenza rinnova il saluto all'ambasciatore della Repubblica di Moldova Oleg Nica, che è presente in tribuna. (Applausi). Salutiamo inoltre il ministro di Stato per i rapporti con il Parlamento della Repubblica d'Albania Taulant Balla e l'ambasciatore della Repubblica d'Albania in Italia Anila Bitri Lani, presenti in tribuna. (Applausi).
Discussione e approvazione del disegno di legge:
(857-B) Ratifica ed esecuzione del Trattato sul trasferimento delle persone condannate tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Emirati Arabi Uniti, fatto a Dubai l'8 marzo 2022 (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 13,52)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 857-B, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati.
Ricordo che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale.
Il relatore facente funzioni, senatore Menia, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.
Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore facente funzioni.
MENIA,f. f. relatore. Signor Presidente, in questo caso si tratta della ratifica e dell'esecuzione del Trattato sul trasferimento delle persone condannate tra la nostra Repubblica e il Governo degli Emirati Arabi, fatto a Dubai l'8 marzo del 2022.
In questo caso lo dobbiamo esaminare una seconda volta, perché è stato modificato nel corso del suo passaggio alla Camera dei deputati.
Va ricordato che l'Assemblea del Senato ebbe modo di esaminare il testo in prima lettura e di approvarlo all'unanimità nella seduta del 29 novembre 2023. Le modifiche successivamente introdotte dalla Camera, conseguenti a un parere favorevole con condizioni volte a garantire il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione, formulato in questo caso dalla Commissione bilancio, riguardano l'articolo 3, relativo alle disposizioni finanziarie della ratifica. Esse fanno decorrere la relativa autorizzazione di spesa dall'anno 2025 e non più dal 2023.
Si ricorda altresì che il trattato in esame si inserisce tra gli strumenti volti all'implementazione dei rapporti tra l'Italia e i Paesi esterni all'Unione europea in materia di cooperazione giudiziaria internazionale, al fine di rendere più efficace il contrasto alla criminalità anche mediante una più incisiva cooperazione in materia di esecuzione delle sentenze di condanna. In conclusione, com'è evidente, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire.
Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.
Passiamo all'esame degli articoli, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati.
Ricordo che gli articoli 1 e 2 sono identici agli articoli 1 e 2 del testo approvato dal Senato.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Ricordo che l'articolo 4 è identico all'articolo 4 del testo approvato dal Senato.
Passiamo alla votazione finale.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente, intervengo soltanto per dichiarare il nostro voto favorevole. (Applausi).
CUCCHI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUCCHI (Misto-AVS). Signora Presidente, sarò brevissima. Questo accordo è finalizzato a consentire il trasferimento dei cittadini residenti detenuti nel territorio dell'altro Stato contraente, in modo da permettere loro di scontare nel proprio Paese di origine la pena irrogata a seguito di sentenza di condanna definitiva, anche al fine di favorirne il reinserimento sociale. Tra i presupposti necessari per il trasferimento ci sono, in particolare, la concorde volontà dei due Stati e il consenso del diretto interessato. L'accordo è conforme al modello comune già utilizzato con altri Paesi e il suo scopo è quello di innalzare il livello della collaborazione nel settore giudiziario anche con gli Emirati Arabi Uniti.
È importante dire - ed è forse l'ultima cosa, Presidente - che nella relazione illustrativa allegata a questo disegno di legge il Governo giustamente fa presente che questo accordo si rende necessario perché gli Emirati Arabi Uniti non hanno aderito alla Convenzione del Consiglio d'Europa del 1983, che costituisce di fatto lo strumento giuridico di più ampia applicazione in materia di trasferimento internazionale dei soggetti detenuti al fine di eseguire condanne definitive. Insomma, è un accordo simile a quello già sottoscritto con gli altri Paesi. Per questo voteremo a favore, come Alleanza Verdi e Sinistra.
DE ROSA (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE ROSA (FI-BP-PPE). Signor Presidente, questa ratifica tratta di un argomento molto importante in materia di giustizia. Si tratta di un accordo per consentire il trasferimento dei propri cittadini detenuti nel territorio dell'altro Stato, al fine di permettere loro di scontare la pena a seguito di sentenza di condanna irrevocabile nel proprio Paese di origine o in altro luogo in cui abbiano legami familiari, sociali e lavorativi, anche per favorirne il reinserimento sociale dopo la pena. Per questo motivo annuncio il voto favorevole dei senatori di Forza Italia. (Applausi).
MARTON (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARTON (M5S). Signora presidente, come già detto dal relatore, questo è il terzo passaggio parlamentare della ratifica in oggetto; noi abbiamo già dichiarato il nostro voto favorevole durante la prima lettura e in questo caso si tratta semplicemente di modificare il provvedimento in relazione alla decorrenza della copertura finanziaria, dal 2024 al 2025. Pertanto, poiché nella sostanza il provvedimento non è cambiato, dichiaro nuovamente il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi).
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Signora Presidente, gli Emirati Arabi Uniti sono un partner di primaria importanza per l'Italia, con investimenti rilevanti in settori strategici come l'intelligenza artificiale, l'energia e le infrastrutture. Questo Trattato, dunque, oltre ad avere un valore umanitario e giuridico, come abbiamo già sottolineato, si inserisce proprio in una relazione bilaterale sempre più strutturata, orientata in settori chiave per il futuro dei nostri Paesi.
Con questo dichiaro il voto favorevole del Gruppo Lega.
DELRIO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DELRIO (PD-IDP). Signora Presidente, vorrei solo annunciare il voto favorevole del Gruppo Partito Democratico. Com'è stato ricordato, abbiamo già approvato questa ratifica; d'altra parte, la modifica introdotta dalla Camera è stata opportuna, quindi confermiamo il nostro voto favorevole. (Applausi).
SPERANZON (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPERANZON (FdI). Signora Presidente, come hanno ricordato anche molti altri colleghi, in realtà abbiamo già ratificato questo accordo, però vogliamo anche sottolineare che attraverso questa ratifica colmiamo un vuoto normativo, perché gli Emirati Arabi Uniti non avevano aderito alla convenzione del Consiglio d'Europa del 1983 sul trasferimento delle persone condannate. Pertanto, disciplinare la materia con uno strumento bilaterale rappresenta la scelta sicuramente più efficace per garantire un'adeguata esecuzione delle sentenze e consolidare il contrasto alla criminalità internazionale. Da parte del Gruppo Fratelli d'Italia, c'è quindi un convinto voto favorevole. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Discussione e approvazione del disegno di legge:
(1339) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta, detto Sovrano Militare Ordine di Malta - SMOM, fatto a Roma il 23 ottobre 2023 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 14,02)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1339, già approvato dalla Camera dei deputati.
Il relatore facente funzioni, senatore Menia, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.
Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore facente funzioni.
MENIA, f. f. relatore. Signora Presidente, l'Assemblea è chiamata a esaminare il disegno di legge n. 1339, già approvato dalla Camera dei deputati, recante ratifica dell'Accordo sottoscritto nell'ottobre 2023 tra l'Italia e il Sovrano militare ordine di Malta (SMOM), che è volto a consentire al Corpo italiano di soccorso dell'ordine di Malta (CISOM), che è ente di diritto melitense, di iscriversi al Registro unico nazionale del terzo settore, previsto all'articolo 45 del codice del terzo settore, di cui al decreto legislativo n. 117 del 2017, istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. L'Accordo si inserisce nel contesto delle relazioni esistenti tra la Repubblica italiana e il Sovrano militare ordine di Malta che prevedono che l'Italia stessa riconosca la personalità giuridica delle istituzioni dell'ordine quali enti di diritto pubblico appartenenti all'ordinamento giuridico dello stesso SMOM.
Con la ratifica dell'accordo in esame il CISOM potrà svolgere nel territorio della Repubblica italiana le attività di interesse generale, in conformità alle disposizioni del codice del terzo settore, nonché alla normativa nazionale che ne disciplina l'esercizio. In particolare, l'iscrizione al Registro unico nazionale del terzo settore costituisce il presupposto ai fini della fruizione dei benefici previsti dal codice stesso.
In conclusione, si propone l'approvazione da parte dell'Assemblea del disegno di legge appena illustrato. (Applausi).
PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire.
Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.
Passiamo all'esame degli articoli, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Passiamo alla votazione finale.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente, il mio Gruppo esprimerà un voto favorevole sul provvedimento al nostro esame. Questo consente al Sovrano militare ordine di Malta di iscriversi nell'elenco degli enti del terzo settore e quindi di poter svolgere la propria attività nel nostro Paese anche dentro un quadro normativo chiaro. Il nostro voto sarà favorevole, perché pensiamo che si tratti di un Accordo sicuramente positivo.
CUCCHI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUCCHI (Misto-AVS). Signor Presidente, annuncio il voto favorevole del Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra sul provvedimento al nostro esame.
DE ROSA (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE ROSA (FI-BP-PPE). Signor Presidente, annuncio il voto favorevole dei senatori del Gruppo Forza Italia.
MARTON (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARTON (M5S). Signor Presidente, ricordo che il Sovrano militare ordine di Malta opera in Italia in modo molto meritorio. Con il provvedimento al nostro esame si dà la possibilità, dopo aver avuto la possibilità di iscriversi al Registro unico del terzo settore, di ricevere i fondi tramite il 5 per mille, quindi chiunque poi vorrà sostenere quest'opera meritoria ne avrà finalmente la possibilità. Dichiaro quindi il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi).
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, come detto dai colleghi, si tratta di un passo tecnico necessario che permette di valorizzare ulteriormente il contributo di un ente già profondamente radicato nella nostra società. Per questo motivo, il Gruppo Lega dichiara il proprio voto favorevole.
DELRIO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DELRIO (PD-IDP). Signor Presidente, anche il Partito Democratico voterà a favore della ratifica al nostro esame, sottolineando il fatto che con essa il CISOM può essere iscritto nel Registro unico nazionale del terzo settore, frutto di una riforma sostanziale - vorrei sottolinearlo - del codice del terzo settore che attuammo con il nostro Governo, a volte molto criticato, che ha permesso però a tutto il terzo settore di fare un grande passo in avanti nei suoi fini, con il perseguimento del bene comune e la cittadinanza attiva.
Ci fa molto piacere che il CISOM con questa ratifica possa iscriversi al Registro del terzo settore.
SPERANZON (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPERANZON (FdI). Signor Presidente, con questo Accordo non solo si valorizza il ruolo del Corpo italiano di soccorso dell'ordine di Malta nel nostro sistema di protezione civile, ma si riafferma anche la volontà dell'Italia di riconoscere e supportare le organizzazioni che operano per il bene comune, ovviamente nel rispetto dell'ordinamento europeo e delle norme nazionali.
Per queste ragioni, il Gruppo Fratelli d'Italia esprimerà un voto favorevole. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Discussione e approvazione del disegno di legge:
(1341) Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese relativa alla manutenzione ordinaria e all'esercizio del tratto situato in territorio francese della linea ferroviaria Cuneo-Breil-Ventimiglia, fatta a Milano il 12 aprile 2024, nonché norme di coordinamento con l'ordinamento interno (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 14,10)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1341, già approvato dalla Camera dei deputati.
Il relatore, senatore Dreosto, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.
Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.
DREOSTO, relatore. Signora Presidente, l'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica della Convenzione tra l'Italia e la Francia, sottoscritta il 12 aprile 2024, relativa alla manutenzione ordinaria e all'esercizio del tratto situato in territorio francese della linea ferroviaria Cuneo-Breil-Ventimiglia.
La Convenzione in via di ratifica, frutto di un lungo iter di confronto tra le parti e materialmente elaborata da una Commissione mista, è finalizzata a determinare una più equa ripartizione dei costi di manutenzione ordinaria del tratto ferroviario francese e una diversa suddivisione dei compiti e delle responsabilità tecniche, amministrative e finanziarie tra Italia e Francia, evidentemente sulla base dei principi di territorialità e proporzionalità.
Con l'intesa bilaterale in esame si intende abrogare la legge di ratifica della Convenzione del giugno 1970 tra Italia e Francia, in quanto ritenuta non più conforme al diritto dell'Unione europea.
In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire.
Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.
Passiamo all'esame degli articoli, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Passiamo alla votazione finale.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente, voteremo a favore di questo disegno di legge di ratifica. Speriamo che serva, perché questa meravigliosa ferrovia, che chiamano la ferrovia delle meraviglie, che parte da Cuneo e poi scende da un lato verso la Liguria e dall'altro verso la Costa Azzurra, a cui cominciò a pensare il Conte di Cavour nel 1853 e che poi fu inaugurata nel 1928, è una delle opere d'ingegno più belle della nostra penisola e probabilmente del pianeta. Tra l'altro è importantissima, perché mette in collegamento comunità umane ricche, prospere e produttive, che sono vicine, ma separate dalle montagne, quindi in una situazione difficile.
Ebbene, questa è una delle tante ferrovie che ci fanno disperare in questo Paese, nel disastro ferroviario guidato da un Ministro assente o completamente inutile, nella migliore delle ipotesi. Anche stamattina i treni tra Roma e Napoli hanno avuto almeno un'ora di ritardo. Quindi, nel disastro generale, in cui le nostre ferrovie non funzionano, almeno arriva una ratifica che parla di treni (Applausi): la prendiamo come un segnale positivo. È però evidente che non ci basta: sta qui, sulla carta, ma bisognerà fare in modo che da parte delle popolazioni interessate, che sempre si lamentano dei massi che cadono sui binari e degli scioperi e hanno dovuto addirittura sventare la chiusura di questa ferrovia, che sciaguratamente qualcuno pensava di voler chiudere e che invece, grazie proprio alla pressione e alla volontà popolare, è rimasta aperta, sia manutenuta e gestita con l'attenzione che necessita.
Naturalmente, alle complessità ordinarie si aggiunge quella di dover essere gestita da due Paesi differenti, perché il tratto francese, appunto, è gestito dalla società dei treni francesi e questa nuova ripartizione dovrebbe assicurare un miglior funzionamento. Il nostro voto a favore è come un'apertura di credito, nella speranza che le cose migliorino.
Se dobbiamo giudicare dallo stato dei treni nel nostro Paese, temiamo che resti lettera morta. Continueremo pertanto a seguire con grande attenzione, come stiamo facendo in questo disastro, tutte le ferrovie italiane, quelle ad altissima velocità e anche quelle che meravigliosamente si arrampicano sulle montagne. (Applausi).
CUCCHI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUCCHI (Misto-AVS). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il voto favorevole di Alleanza Verdi e Sinistra alla ratifica di questa convenzione, che stabilisce una ripartizione più equilibrata dei costi di manutenzione ordinaria di un tratto ferroviario situato in territorio francese, basandosi sui principi di territorialità e proporzionalità.
Noi ci uniamo al parere positivo su questa Convenzione, non solo perché è più equa e risponde alla cornice normativa europea, ma anche perché favorisce la cooperazione transfrontaliera, migliora i collegamenti ferroviari e promuove lo sviluppo economico e turistico delle Regioni interessate.
In conclusione, signor Presidente, vorrei sottolineare che siamo convinti che la stessa cosa fatta con questa Convenzione si possa fare sulla tratta storica della Torino-Lione. Lo vogliamo dire con forza: esiste anche l'Alta velocità. Ad un certo punto riparte e non c'è bisogno di fare un tunnel a tutta velocità, soprattutto se per recuperare trenta minuti dobbiamo spendere miliardi e miliardi di euro e distruggere una valle. Per questo diciamo al popolo No TAV, al popolo della Val di Susa, ma anche a tutti coloro che hanno difeso questa ferrovia storica, che si può fare. (Applausi).
DE ROSA (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE ROSA (FI-BP-PPE). Signor Presidente, la Convenzione ha l'obiettivo di mettere mano al tratto della linea ferroviaria Cuneo-Breil-Ventimiglia, definendo la ripartizione delle responsabilità in materia di esercizio di manutenzione della linea. Si tratta di 96 chilometri, di cui 49 in territorio italiano. Essa collega Piemonte e Liguria con la regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
L'Accordo garantisce una più equa distribuzione degli oneri finanziari e maggiori livelli di qualità dei servizi di sicurezza dell'infrastruttura. Le Regioni Piemonte e Liguria attendevano da anni questa ratifica, che consentirà di programmare gli interventi per rendere questa linea un collegamento internazionale a servizio di transfrontalieri e pendolari, ma anche dei tanti turisti. È una infrastruttura che diventerà più efficiente per accompagnare l'economia dei nostri territori. Quindi, annuncio il voto favorevole dei senatori di Forza Italia.
SIRONI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRONI (M5S). Signor Presidente, intervengo volentieri su questa ratifica. Stiamo parlando di una linea ferroviaria molto antica, inaugurata nel 1928, che va a collegare Cuneo, attraverso Breil, che è un territorio in Francia, a Ventimiglia. C'è una biforcazione da Breil che porta invece in Costa Azzurra.
Mi è capitato di utilizzare tale linea ed è veramente un trenino meraviglioso. Infatti, è noto come treno delle meraviglie. In pratica, la ferrovia corre lungo il crinale delle montagne che, a strapiombo, vanno giù nella valle dove passa il fiume Roia. È un'opera di ingegneria incredibile, con ponti e gallerie, anche elicoidali, di estremo pregio.
La messa in sicurezza di questo tratto ferroviario è sicuramente importante, perché, vista la costituzione morfologica dei luoghi, spesso ci sono cadute di massi e frane, quindi la messa in sicurezza è molto importante, però, trattandosi di un trenino principalmente turistico, che funge anche da importante collegamento con il Nord Europa, mi sembra che la priorità nella manutenzione straordinaria di questa ferrovia dovrebbe essere improntata alla sicurezza, più che alla velocità.
Su un trenino turistico, infatti, non puoi godere della meraviglia del paesaggio, sfrecciando ad alta velocità. Se vai lentamente, invece, riesci a godere il paesaggio. Questo, secondo me, è lo scopo principale. Noi, purtroppo, in Italia abbiamo avuto la bruttissima idea, a un certo punto, di sopprimere tutti i piccoli collegamenti ferroviari. Io sono lombarda e penso, per esempio, al collegamento con la Val Seriana: era comodissimo ed era, anche quello, di una certa rilevanza panoramica.
Adesso, invece, chi si reca in Val Seriana, soprattutto quando poi rientra in città, è costretto a lunghissime file. Viceversa, se si potessero usare i treni, sarebbe l'ideale.
La stessa cosa si poteva pensare nell'ambito delle Olimpiadi, ovvero di creare il collegamento tra Cortina e la stazione di Calalzo di Cadore. Di un altro bellissimo trenino turistico si può parlare nel caso di Bormio. Insomma, se avessimo un Ministro lungimirante, oltre che efficiente, si sarebbe potuto pensare di incrementare questo tipo di collegamenti ferroviari che, oltre a essere un'attrazione turistica, consentirebbero anche di ridurre le emissioni di CO2 che, vista la condizione del Nord Italia e quindi anche di quest'area del cuneese, sarebbero interventi preziosi.
Mi associo quindi a quanto detto dal senatore Scalfarotto: questa è un'apertura di credito, ma concentratevi sui servizi ecosistemici, sulla salvaguardia e sull'incremento dell'attrattività del turismo, che, in una situazione del genere, non è stimolato dalla velocità, ma dalla sicurezza che dev'essere una priorità. (Applausi).
POTENTI (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Magari ditelo anche alla Presidenza.
POTENTI (LSP-PSd'Az). È mancata una comunicazione.
PRESIDENTE. Senatore De Carlo, se lei comunica all'Assemblea che è per l'autogestione, è un fatto politico rilevante. (Applausi).
POTENTI (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, intervengo per esprimere, ovviamente, l'ampio gradimento del Gruppo Lega e il voto favorevole sulla ratifica di questa Convenzione tra Repubblica italiana e Repubblica francese, perché dopo cinquant'anni di incertezze, grazie all'impegno del nostro ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, si è giunti a un accordo che garantisce una gestione più equa ed efficiente della tratta, nel rispetto delle normative europee. Questo risultato non solo migliora la mobilità e la qualità del servizio, ma rafforza anche i rapporti bilaterali e quindi anche i benefici economici e turistici per le aree coinvolte.
Le opposizioni e la sinistra continuino pertanto su questo binario, perché saremo tranquilli per i prossimi anni di poter investire sul fronte delle infrastrutture anche del trasporto turistico le ingenti somme che già grazie a questo Governo abbiamo dimostrato di poter mettere in campo. Ricordo ai colleghi del MoVimento 5 Stelle solo alcuni numeri: Fondazione FS Italiane ha riversato, ad esempio, sulle linee storico-turistiche oltre 250 milioni provenienti da fondi PNRR, dando un segnale ben preciso sulla strategia di questo Governo in merito alle linee ferroviarie. (Applausi).
DELRIO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DELRIO (PD-IDP). Signor Presidente, anche il mio Gruppo voterà a favore della ratifica della Convenzione con il Governo della Repubblica francese. Sono particolarmente felice che si sia giunti alla conclusione di questo iter, perché quando si arriva a ratifiche di questo tipo ci sono, alle spalle, anni di lavoro molto faticosi, perché le aziende devono contrattare ogni singolo dettaglio. Mi compiaccio che possiamo approvare in quest'Aula la ratifica di un Accordo che riguarda una linea storica che, come sapete, copre oltre 95 chilometri ed è per metà italiana e per metà francese, ma soprattutto è un simbolo della capacità e della forza che possono avere le connessioni, quando sono utili alle comunità, per lo sviluppo dei territori.
Per queste ragioni, voteremo convintamente a favore della ratifica in esame. (Applausi).
BARCAIUOLO (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARCAIUOLO (FdI). Signor Presidente, anche il Gruppo Fratelli d'Italia voterà convintamente a favore della ratifica di questa Convenzione stipulata soltanto nell'aprile 2024. Tra l'altro, noto che tutte le ratifiche all'ordine del giorno di oggi, tranne forse una, hanno un'anzianità sempre inferiore ai due anni. Credo quindi che anche il lavoro della Commissione esteri da questo punto di vista vada applaudito, perché eravamo abituati spesso a ratificare Convenzioni ben più vecchie.
Nello specifico, condivido molto di ciò che è stato detto. Questa linea ferroviaria di quasi 100 chilometri e di quasi cent'anni di età, che collega l'Italia e la Francia, meritava un'attenzione particolare rispetto alle norme che presiedono alla sua custodia e alla sua manutenzione.
Con l'esecuzione della Convenzione ci auguriamo tutti - anzi, ne siamo certi - che vi sarà un miglioramento del funzionamento della tratta e del suo utilizzo. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Discussione e approvazione del disegno di legge:
(1340) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Albania in materia di sicurezza sociale, fatto a Roma il 6 febbraio 2024 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 14,26)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1340, già approvato dalla Camera dei deputati.
Il relatore, senatore Spagnolli, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.
Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.
SPAGNOLLI, relatore. Signor Presidente, l'Assemblea è chiamata oggi a esaminare il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, che reca la ratifica dell'Accordo in materia di sicurezza sociale, sottoscritto tra l'Italia e l'Albania il 6 febbraio 2024, quindi poco più di un anno fa, come sottolineava il collega Barcaiuolo pocanzi. Esso reca disposizioni generali in cui vengono individuati rispettivamente i campi di applicazione materiale e personale e posti i principi di parità di trattamento per le persone a cui l'Accordo si applica.
Per l'Italia, in particolare, l'Accordo trova applicazione con riguardo all'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i familiari superstiti dei lavoratori dipendenti, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, alla gestione separata dell'assicurazione generale obbligatoria, all'assicurazione per l'indennità di malattia, all'assicurazione contro la disoccupazione e ai regimi speciali di assicurazione per determinate categorie di lavoratori.
La copertura finanziaria dell'Accordo è predisposta dall'articolo 3, che valuta gli oneri complessivi del provvedimento in 12 milioni di euro per il 2025 fino all'anno 2032, disponendo la relativa copertura annuale.
Questo Accordo dà una risposta all'auspicato rispetto da parte di migliaia di cittadini e di cittadine di entrambe le nazionalità del diritto a una previdenza sociale equa. È un atto di responsabilità istituzionale del nostro Paese nell'onorare gli impegni internazionali e rappresenta un passo fondamentale verso la giustizia sociale per dei lavoratori che, è bene ricordarlo, hanno contribuito al sistema previdenziale di entrambi i Paesi.
Signor Presidente, vorrei cogliere l'occasione della presenza in tribuna delle autorità rappresentanti le istituzioni albanesi per ricordare il forte rapporto di amicizia che c'è tra il popolo italiano e il popolo albanese; un rapporto secolare, che si è particolarmente rafforzato in questi ultimi decenni, a seguito dei noti eventi della caduta della dittatura in Albania, ma anche grazie a sempre nuovi rapporti di collaborazione, per esempio, a livello universitario e imprenditoriale, ma anche commerciale e culturale, per non parlare del settore militare, in cui i nostri eserciti collaborano. Questa interazione tra Italia e Albania trova ogni giorno nuovi sviluppi. Questo è un ulteriore capitolo e io invito l'Assemblea ad approvare il disegno di legge in esame. (Applausi).
PRESIDENTE. Non essendovi iscritti a parlare nella discussione generale, ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
SILLI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale. Signor Presidente, il provvedimento è stato ampiamente spiegato e riassunto dal relatore.
Colgo l'occasione - e credo di avere il favore di tutta l'Assemblea - per salutare il Ministro dei rapporti con il Parlamento della Repubblica di Albania. La sua presenza è un gesto di grande considerazione e di grande attenzione per la ratifica che oggi approveremo in seconda lettura. (Applausi).
Soprattutto è la dimostrazione di una profonda amicizia. Permettetemi, colleghi tutti, di considerare l'Albania non solo come un Paese dirimpettaio e amico, ma anche come la manifesta evidenza che nella storia del mondo, così come nelle storie familiari e interpersonali, vi sono momenti di tensione e vi sono momenti di grande amore e di amicizia. L'Italia e l'Albania sono la rappresentazione plastica di come i momenti brutti siano stati metabolizzati e superati e ora insieme guardiamo avanti in maniera complementare per un futuro radioso.
Ringrazio ancora una volta per la presenza odierna il Governo albanese. Auspico veramente che oggi il voto sia unanime.
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.
Passiamo all'esame degli articoli, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Passiamo alla votazione finale.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signor Presidente, è sempre un piacere poter lavorare su Accordi che intercorrono tra l'Italia e l'Albania. Come detto anche dai colleghi e dal rappresentante del Governo, quello tra i nostri due Paesi è un rapporto di fratellanza e vicinanza; gli albanesi sono i nostri fratelli dall'altra parte del mare.
Nel rinnovare il saluto a sua eccellenza l'ambasciatore, voglio sottolineare il modo assolutamente positivo con cui molti albanesi arrivati in Italia si sono integrati in questi anni. Ho l'età per ricordare molto bene il 1991, l'arrivo massiccio e la nave Vlora; tra l'altro, sono cresciuto in Puglia e sono momenti che ricordo benissimo.
Quell'integrazione, con tantissimi cittadini albanesi arrivati in Italia che sono diventati parte integrante del nostro tessuto sociale, è una sorta di modello che dovremmo tenere bene a mente, perché l'integrazione è possibile e quel caso ce lo ricorda bene.
Va detto che la crescita impetuosa dell'economia albanese ha dato anche la possibilità a tanti imprenditori e lavoratori italiani di avere un'esperienza dall'altra parte dell'Adriatico. Questo tipo di accordo è esattamente quello che serve per riconoscere e mettere in moto un ingranaggio positivo per fare in modo che le esperienze di lavoro che possono verificarsi da una parte o dall'altra dell'Adriatico, magari in una vita e anche in più occasioni, possano essere correttamente gestite mettendo in sicurezza le persone che hanno lavorato in Italia e/o in Albania.
In genere questi sono accordi a cui guardiamo con grandissimo favore; quando poi servono a suggellare un'amicizia così forte, è evidente che, ancor di più, c'è la soddisfazione di poterli appoggiare e ratificare.
Non renderei però onore al mio compito e alla mia funzione se non cogliessi l'occasione per chiedere al sottosegretario Silli, che così entusiasticamente si è espresso su questo accordo, di consentirci di parlare in Aula, con questa ricchezza di tempi e argomenti, di tutti gli accordi che facciamo con l'Albania. C'è infatti un altro accordo che - lo dico sinceramente - ci convince meno e di cui ancora non vediamo pienamente la funzione: mi riferisco, come lei sa, signor Sottosegretario, a quello legato ai centri di permanenza in Albania, su cui mi piacerebbe avere occasione di discutere con lei o con i suoi colleghi di Governo nello stesso modo. Signor Sottosegretario, le parlo avendo svolto il suo stesso incarico alla Farnesina ed essendomi occupato di commercio estero, quindi lavorando con l'Albania anche dalla parte del Ministero dello sviluppo economico. Se devo pensare alle 1.000 occasioni che abbiamo per arricchire e stringere il nostro rapporto con l'Albania (e ringrazio nuovamente per la presenza di sua eccellenza l'ambasciatore), questo mi sembra il tipo di accordo che rappresenta davvero un lievito nella relazione bilaterale.
Quanto alla creazione di centri che restano ancora vuoti, tra i lavoratori che stanno prestando servizio in Albania ci sono nostri poliziotti che ancora non hanno nulla da fare, e questo non so se poi ricadrà sotto l'Accordo in discussione o meno. Quel tipo di accordo non credo che sia proprio il modo migliore per stringere i rapporti tra le due parti e comunque sarebbe bello poter avere una circostanza per poterne discutere con ampiezza qui in Aula; una circostanza che, se non vado errato, non abbiamo ancora avuto. Approfitto dunque di questo positivo Accordo, che votiamo con grande soddisfazione, per chiedere al nostro Governo di darci l'opportunità anche di fare un po' il punto su queste cattedrali nel deserto.
Abbiamo anche fatto una proposta, visto che abbiamo parlato di altri accordi che prevedono il trasferimento di detenuti da un Paese all'altro. Per esempio, una funzione che potrebbero avere quei centri è di trasferire detenuti con cittadinanza albanese per poter espiare la loro pena in un posto più vicino a casa. Insomma, bisognerebbe parlarne. In questo momento, abbiamo soltanto un grande spreco di denaro pubblico. Lo ripeto: il desiderio di avere un rapporto fruttuoso e ricco con i nostri amici e fratelli albanesi penso che passi più dalla nostra cooperazione economica, dal nostro lavorare insieme e dal nostro mescolare le nostre due culture e le nostre lingue, come già succede in questo momento. Meglio questo che altri accordi.
MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGNI (Misto-AVS). Signor Presidente, intanto saluto, a nome mio e di Alleanza Verdi e Sinistra, il Ministro di Stato per i rapporti con il Parlamento dell'Albania. Credo che questo Accordo lo aspettino con una certa sollecitudine: nei giorni scorsi ho avuto modo di registrare un sollecito in merito alla possibilità di arrivare alla sua approvazione. Si tratta di un fatto molto positivo, perché è la seconda ratifica - mi richiamo a quanto detto prima sulla Moldova - che dà una soluzione al fatto che i lavoratori che operano nel nostro Paese non siano più di serie B. Leggendo la relazione che accompagna questo Trattato, si parla di oltre 400.000 residenti albanesi nel nostro Paese, quindi non è una cosa di poco conto. Riconoscere i diritti sociali e pensionistici e le cose di cui parlava il relatore è un fatto molto rilevante.
L'approvazione in tempi rapidi dell'Accordo in esame va in questa direzione, ma anche in quella di affrontare diversamente la questione delle migrazioni. È inutile girarci intorno: siamo di fronte a una situazione in cui nel nostro Paese ci sono milioni di lavoratori stranieri - lo sottolineo - che vengono da diverse parti del mondo, svolgono lavori che magari molti nostri concittadini non fanno più, ma non hanno gli stessi diritti di altri lavoratori e lavoratrici. Il fatto di riconoscere questi diritti è un passo in avanti nella relazione tra gli Stati, soprattutto perché si riconosce che i lavoratori e le lavoratrici hanno gli stessi diritti, mettendoli tutti sullo stesso piano, invece di avere lavoratori di serie A e di serie B. Questa è la strada che noi dovremmo fare: affrontare questo tema con più determinazione, anche perché ne beneficiamo; vorrei sottolineare che molto spesso i lavoratori e le lavoratrici stranieri contribuiscono allo Stato sociale italiano; molto spesso sono più giovani e contribuiscono per molti anni al nostro sistema di sicurezza sociale. Dovremmo regolarizzare tutti questi rapporti, perché solo così garantiremmo loro, quando tornano nel loro Paese, il diritto sacrosanto di sommare il periodo in cui hanno lavorato da noi a quello in cui hanno lavorato nel loro Paese. Nello stesso tempo, però, vogliamo sottolineare che loro contribuiscono già oggi al sostegno dello stato sociale nel nostro Paese.
Per queste ragioni, come Alleanza Verdi e Sinistra, voteremo convintamente a favore di questo disegno di legge di ratifica.
DE ROSA (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE ROSA (FI-BP-PPE). Signor Presidente, per il suo tramite, vorrei porgere un saluto ai rappresentanti del Governo albanese e dichiarare il voto favorevole a questa ratifica e a quelle successive da parte dei senatori di Forza Italia.
MARTON (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARTON (M5S). Signora Presidente, non ripeterò quanto già detto in dichiarazione di voto sul disegno di legge di ratifica dell'accordo con la Moldova, ma mi preme ricordare le comunità albanesi in Puglia e in Lombardia, molto numerose, i cui lavoratori, veramente incredibili, stanno facendo crescere la nostra Nazione e anche la loro. Penso agli imprenditori italiani con lavoratori in Albania e penso agli imprenditori albanesi con lavoratori in Italia.
Questo accordo - vorrei ribadirlo, perché non l'ho detto bene in precedenza - si occupa di normare l'assicurazione sull'invalidità per tutti i lavoratori che dovessero farsi male, l'assicurazione sull'indennità di malattia e quella sulla disoccupazione. Credo che questi accordi vadano estesi quanto più possibile a tutti i rapporti bilaterali. Saluto anch'io l'ambasciatore e mi auguro di avere in futuro la possibilità di parlarne in altra sede. Dichiaro pertanto il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle.
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, l'Italia, attraverso questo accordo, si conferma ancora una volta partner privilegiato con Tirana e con l'Albania, in un contesto ormai evidentemente, non solo per questo, di cooperazione sempre più strategica, anche per la stabilità dell'intera area balcanica. Per questo motivo, riteniamo importantissimo questo accordo e voteremo favorevolmente. (Applausi).
DELRIO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DELRIO (PD-IDP). Signora Presidente, anche noi voteremo convintamente a favore di questo accordo. Mi consenta, mentre saluto il Ministro per i rapporti con il Parlamento albanese e, attraverso di lui, tutta la comunità albanese, di ricordare che questo è il frutto di un lungo lavoro. Abbiamo relazioni storiche con la comunità albanese, com'è stato ricordato prima da tanti colleghi, ma vorrei ricordare che questo è anche il frutto di un lavoro partito dal basso. Ciò è particolarmente importante, perché, grazie alla raccolta di firme dell'attivista Geri Ballo, che è qui con noi oggi, grazie alla sensibilità dell'ex ministro Orlando e dell'ex ministro Amendola durante il precedente Governo e grazie all'iniziativa dell'ex senatore Nannicini, si è arrivati a costituire la Commissione che poi ha portato a questo Accordo. È stato fatto un grande lavoro. Quella petizione aveva un titolo: «La pensione è un diritto».
Ribadiamo con forza che noi oggi riconosciamo diritti a lavoratori fondamentali per il presente e per il futuro del nostro Paese, a centinaia di migliaia di lavoratori. Riconosciamo e non concediamo diritti; i loro sacrosanti diritti a una sicurezza personale e delle loro famiglie, a poter avere il riconoscimento delle loro pensioni, a non essere sfruttati, a vivere in un ambiente dignitoso in cui il lavoro consente a loro e alle loro famiglie di vivere in maniera adeguata. Questo è il termine di un percorso importante e di un lavoro collettivo, e di questo siamo molto soddisfatti. Ne approfittiamo per dire che forse accordi di questo tipo e non accordi di altro tipo sono quelli che davvero rinsaldano l'amicizia e la collaborazione tra i popoli delle due sponde dell'Adriatico. (Applausi).
BARCAIUOLO (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARCAIUOLO (FdI). Signor Presidente, poche parole per annunciare il voto a favore del Gruppo Fratelli d'Italia rispetto alla ratifica di una convenzione che era attesa, com'è stato giustamente detto poc'anzi da chi è intervenuto, nonostante anche questa sia un Accordo abbastanza "fresco", perché a poco più di un anno ci troviamo già a ratificarlo.
È vero che questo Accordo non è giuridicamente prodromico a un percorso dell'Albania verso l'integrazione nell'Unione europea, però è chiaro che anche questo tipo di convenzioni e di trattati va nella direzione da noi auspicata di un'estensione dell'Unione europea a tutta la zona balcanica e sub-balcanica. Salutando il Ministro presente oggi, credo che la sua presenza sia la testimonianza di una serie di contatti e di reti tra Italia e Albania che stanno emergendo sempre con maggior forza; testimonianza di una collaborazione che questi due popoli dirimpettai sulle sponde dell'Adriatico devono e possono portare avanti, anche in riferimento a quanto citato dal collega Scalfarotto - che mi perdonerà una breve vena polemica - richiamando il Governo su altri accordi con l'Albania. È evidente che non è questa la sede per parlarne; è evidente che il Governo è a disposizione per parlare e approfondire, ma se vuole un suggerimento ci sono anche tanti partiti europei di sinistra che guardano a quell'Accordo come un esempio da seguire, quindi siamo convinti che quella sarà la buona strada per una gestione migliore dei flussi migratori. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Discussione e approvazione del disegno di legge:
(1352) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo del Giappone in materia di vacanza-lavoro, fatto a Roma il 2 maggio 2022 (Relazione orale) (ore 14,42)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1352.
Il relatore, senatore Marton, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.
Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.
MARTON, relatore. Signora Presidente, l'Assemblea è chiamata all'esame del disegno di legge d'iniziativa governativa recante la ratifica dell'accordo del maggio 2022 tra l'Italia e il Giappone in materia di vacanza-lavoro.
L'intesa in via di ratifica, che si inserisce nel quadro di un progressivo rafforzamento delle relazioni bilaterali tra Italia e Giappone, mira a promuovere la mutua conoscenza fra i due popoli, facilitando, per i cittadini di età compresa tra i diciotto e i trent'anni di entrambi i Paesi, l'acquisizione di una migliore comprensione della cultura, della società e della lingua dell'altra parte, attraverso un'esperienza di viaggio, di lavoro e di vita all'estero.
L'accordo specifica i requisiti e le condizioni per l'ottenimento del visto per la vacanza-lavoro rilasciato a titolo gratuito, fra cui quello di avere l'intenzione di entrare nel Paese ospitante principalmente allo scopo di trascorrervi una vacanza, di non essere accompagnati da persone a carico, di essere in possesso di un passaporto avente validità di almeno tre mesi in più rispetto al periodo previsto di soggiorno, di disporre delle sostanze necessarie a mantenersi nel Paese ospitante e di un'assicurazione medica sufficiente.
In conclusione, si propone all'Assemblea l'approvazione del disegno di legge in titolo.
PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire.
Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.
Passiamo all'esame dell'ordine del giorno G100, che si intende illustrato e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi.
SILLI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale. Signora Presidente, il parere del Governo è favorevole.
PRESIDENTE. Chiedo al relatore, presentatore dell'ordine del giorno, se insiste per la votazione.
MARTON, relatore. Signora Presidente, insisto per la votazione dell'ordine del giorno G100. L'Accordo fa infatti riferimento a una platea di giovani dai diciotto ai trent'anni e, per com'è stato formulato, è riferito a persone con una disponibilità economica piuttosto elevata, perché prevede una vacanza in Giappone, di conseguenza non tutti avranno la possibilità di usufruire di questo Accordo.
Con il Governo è stata quindi cercata una soluzione affinché questa opportunità venisse data anche a chi in realtà non ha la capacità economica per permettersi una vacanza di quel tipo, seppur poi in presenza di un lavoro, laddove si trasferisce per un anno nell'altro Paese. Essendoci state varie interlocuzioni col Governo e non essendo stato individuato uno strumento legislativo o giuridico tale da consentire di integrare subito l'Accordo all'atto dell'approvazione odierna, il Governo si è impegnato a reperire in un prossimo futuro sostanze e coperture economiche affinché tale possibilità venga estesa anche a chi non possiede questo sostentamento economico. Chiedo quindi di mettere ai voti l'ordine del giorno G100 in modo tale da esplicitare il voto favorevole dell'Assemblea, volto a dare la possibilità anche a chi non ha potere economico di usufruire dei benefici di cui al provvedimento in esame.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G100, presentato dal relatore.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Passiamo all'esame degli articoli.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Passiamo alla votazione finale.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole del mio Gruppo sul provvedimento al nostro esame. (Applausi).
CUCCHI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUCCHI (Misto-AVS). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole della componente Alleanza Verdi e Sinistra del Gruppo Misto.
DE ROSA (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE ROSA (FI-BP-PPE). Signor Presidente, come accennato in precedenza, dichiaro il voto favorevole del mio Gruppo.
LICHERI Ettore Antonio (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LICHERI Ettore Antonio (M5S). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole del mio Gruppo. (Applausi).
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, il mio Gruppo esprimerà un voto favorevole sul provvedimento in esame. Voglio ricordare che non solo è un'opportunità per i giovani tra i diciotto e i trent'anni, ma contribuisce anche a rafforzare i rapporti e i legami tra l'Italia e il Giappone, dove esiste già evidentemente una solida collaborazione dal punto di vista sia economico sia diplomatico.
DELRIO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DELRIO (PD-IDP). Signor Presidente, annuncio il voto favorevole del Partito Democratico. (Applausi).
BARCAIUOLO (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARCAIUOLO (FdI). Signor Presidente, annuncio il voto favorevole del Gruppo Fratelli d'Italia. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Discussione e approvazione del disegno di legge:
(1358) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica della Macedonia, ora Repubblica della Macedonia del Nord, in materia di sicurezza sociale, fatto a Skopje il 25 luglio 2014 (Relazione orale) (ore 14,52)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1358.
Il relatore facente funzioni, senatore Menia, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.
Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore facente funzioni.
MENIA, f. f. relatore. Signor Presidente, è all'esame dell'Assemblea la ratifica dell'Accordo in materia di sicurezza sociale sottoscritto dall'Italia con la Macedonia dieci anni fa, nel luglio 2014. Come sapete, la Macedonia ora si chiama Macedonia del Nord grazie all'accordo di Prespa del 2018, che pose fine alla vecchia questione del contenzioso sul nome con la Grecia, che accampava - a mio modo di vedere, giustamente - una serie di ragioni storiche, culturali e tradizionali.
Per quanto ci riguarda, questo accordo risponde all'esigenza di determinare il coordinamento tra le legislazioni di sicurezza sociale dei due Paesi al fine di migliorare la condizione dei lavoratori che si spostano e delle relative famiglie.
L'intesa in realtà serve a sostituire una precedente Convenzione della Repubblica Italiana con la Repubblica Federale Jugoslava, che all'epoca incamerava anche la Repubblica di Macedonia, ed era del 1957.
Ci sono qui disposizioni generali e norme sulla legislazione applicabili a disposizioni particolari relative a malattia, maternità, pensioni e infortuni sul lavoro, malattie professionali, disoccupazione e prestazioni familiari. Per l'Italia, in particolare, l'Accordo trova applicazione con riguardo all'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti, gestioni speciali dei lavoratori autonomi e gestione separata dell'assicurazione generale obbligatoria; assicurazione per indennità di malattia, prestazioni familiari, assicurazione contro la disoccupazione e regimi speciali di assicurazione per determinate categorie di lavoratori.
La copertura finanziaria dell'Accordo è garantita dall'articolo 3, fino all'anno 2034, disponendo la relativa copertura annuale.
Si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. (Applausi).
PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire.
Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.
Passiamo all'esame degli articoli.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Passiamo alla votazione finale.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente, votiamo anche questo Accordo con molto piacere. La Macedonia del Nord è uno dei Paesi dell'area dei Balcani occidentali il cui percorso verso l'Unione europea guardiamo con grande simpatia e speriamo che possa presto entrare a far parte della grande famiglia dell'Unione europea.
Sottolineo ancora una volta che questo è il terzo Accordo che abbiamo votato oggi sulla previdenza sociale per i lavoratori che lavorano in Italia, venendo da Paesi ancora all'esterno dell'Unione europea, il che ci segnala quanto importante sia il contributo di queste persone, la loro integrazione e la loro partecipazione alla nostra prosperità nazionale e al nostro sistema di previdenza sociale.
Quindi, nel momento in cui il Governo ci sottopone questo tipo di accordi, penso che dovrebbe fare una riflessione su quanto sia importante, per un Paese che ha problemi demografici come il nostro, approfittare dei flussi migratori come fossero un'opportunità e non presentarli e viverli sempre come una minaccia, perché noi di questi lavoratori stranieri abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno che siano formati, abbiamo bisogno che possano godere di tutti i diritti che spettano ai cittadini, come la sanità, l'istruzione e quant'altro e abbiamo bisogno di modelli di integrazione.
Quindi, voto con grande piacere a favore di questo Accordo, come ho fatto per i due precedenti, perché ci consente di regolarizzare situazioni importanti. È stato detto più volte anche dal collega Delrio che spesso i lavoratori che vengono da questa parte d'Europa lavorano nelle nostre famiglie a strettissimo contatto con le persone più care e magari più bisognose di cura e assistenza. Accordi di questo tipo sono estremamente importanti: consideriamoli anche un'occasione per riflettere su quanto la presenza di lavoratori stranieri serva, sia utile e faccia bene al nostro Paese. (Applausi).
MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGNI (Misto-AVS). Signora Presidente, nel dichiarare il voto favorevole del Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, vorrei chiedere scusa ai lavoratori e alle lavoratrici della Macedonia, perché è dal 2014 che c'è questo Accordo. Ci sono voluti oltre dieci anni per ratificare un accordo in cui si parla di malattia, maternità, pensioni, infortuni sul lavoro e malattie professionali. Questo non è un esempio da dare. L'esempio da dare è ratificare l'Accordo e dare le istruzioni, non quello di aspettare più di dieci per approvarlo.
Come ho detto all'inizio, noi voteremo convintamente a favore del disegno di legge al nostro esame.
DE ROSA (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE ROSA (FI-BP-PPE). Signora Presidente, esprimo il voto favorevole dei senatori di Forza Italia.
MARTON (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARTON (M5S). Signor Presidente, questo Accordo ricalca esattamente quelli già votati in precedenza con Albania e Repubblica di Moldova. Pertanto, il nostro voto non può che essere il medesimo, e cioè favorevole.
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, ometto quanto già sottolineato dai colleghi. Voglio però sottolineare che questo Accordo non è solo uno strumento a tutela dei lavoratori, ma è sicuramente anche un tassello di più ampia strategia italiana nel consolidamento delle relazioni in un'area di grande importanza, sia economica sia diplomatica, che è quella prossima all'area balcanica.
Per questo motivo, voteremo a favore della ratifica.
DELRIO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DELRIO (PD-IDP). Signor Presidente, confermo il voto favorevole anche su questa terza ratifica in materia di sicurezza sociale, che, come le precedenti, sottolinea l'urgenza che il percorso di avvicinamento e di integrazione nell'Unione europea dei Balcani venga accelerato, perché può garantire più diritti e più opportunità non solo ai popoli della zona balcanica, ma anche alla stessa Europa, che ha bisogno che quelle persone vengano considerate lavoratori non più stranieri, ma europei.
BARCAIUOLO (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARCAIUOLO (FdI). Signor Presidente, sulla scorta di quanto già votato per quanto riguarda gli accordi, molto simili, fatti con Albania e Moldova, si pone anche questo Accordo con la Macedonia del Nord, per quanto, evidentemente, ha ragione il senatore Magni: questo è più datato. I due precedenti erano due accordi dell'anno scorso, mentre questo ha una decina d'anni.
Lo si è andato a recuperare e implementare e finalmente oggi riusciamo a ratificarlo. Io ritengo che questa sia la cifra del buon lavoro che il Governo, unitamente ai Presidenti delle Commissioni esteri di Camera e Senato, la senatrice Craxi e l'onorevole Tremonti, hanno fatto in questi mesi per andare a recuperare quanto non era stato fatto in passato.
Per questo, evidentemente, annuncio il voto a favore del Gruppo Fratelli d'Italia. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno
MALPEZZI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALPEZZI (PD-IDP). Signor Presidente, desidero ricordare qui in quest'Aula Bruno Pizzul, che ci ha lasciato questa mattina. (Applausi). Come indica anche l'applauso con cui viene accolto questo ricordo, per tutti noi qui e anche per tantissimi italiani Bruno Pizzul può essere ricordato davvero come la voce narrante di tante belle avventure, di momenti importanti, anche di imprese.
Egli non era solo un telecronista. Con quel suo timbro inconfondibile ha raccontato sempre, senza troppi orpelli, ma con capacità di coinvolgere, quello che lui vedeva e che stava succedendo, riuscendo a trasmettere sempre tantissime emozioni. Era un signore garbato, che amava spiegare il gioco del calcio, forse perché nella vita, in una prima parentesi della sua lunga vita, si era anche dedicato all'insegnamento, quindi voleva la chiarezza, perché voleva provare a spiegare a tutti quello che stava succedendo. Ci piace pensare anche a questa cosa.
Penso che ciascuno di noi abbia dei ricordi legati alla voce di Bruno Pizzul: di sicuro, le notti magiche di Italia '90. Ciascuno di noi, poi, ha un episodio particolare. Io dico, da interista, che non posso dimenticare il suo commento a quella galoppata - da lui definita così - di Nicola Berti in una partita importantissima nel 1988. (Applausi).
Ha fatto storia nella narrazione e lo ha fatto perché, al netto del suo lavoro e della sua professionalità, c'era un altro elemento: a lui piaceva il calcio - aveva anche provato a fare il calciatore e lo era stato per una breve parentesi della sua vita - e quindi osservava sempre con uno sguardo indulgente, che traspariva dal suo racconto, le vicende che riguardavano i calciatori, gli allenatori e gli arbitri. Questo perché sapeva che c'era la fatica nello sport e voleva riconoscerla e metterla al centro.
Tutti noi ne ricordiamo la vita pubblica, ma c'è anche il suo pezzo di vita privata, con il suo legame fortissimo e viscerale con il Friuli, che ha sempre rimarcato; fino agli ultimi giorni, ha continuato anche a scrivere per quei territori e con la vicinanza forte alla sua famiglia, alla moglie Maria, alle figlie e al figlio Fabio, che partecipa con noi alla vita democratica del nostro partito, che ha un timbro di voce molto simile a quello di suo padre e che di sicuro riporta a tutti noi, nell'esempio di suo padre, la serietà con cui si affrontano tutte le questioni della vita. A loro diamo un sentito abbraccio. (Applausi).
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi il mondo del giornalismo sportivo e del calcio italiano perde una delle sue voci più iconiche: Bruno Pizzul ci ha lasciati e con lui se ne va un pezzo di storia delle nostre domeniche, delle notti magiche, delle emozioni condivise davanti alla radio o alla televisione.
Davvero orgogliosamente friulano, Bruno Pizzul ha incarnato l'eleganza e la competenza nel racconto dello sport. La sua voce calda e inconfondibile ha accompagnato generazioni di italiani, trasformando ogni partita in un'esperienza coinvolgente, ricca di passione e di cultura. Con le sue celebri note di colore, ha reso unici i momenti di telecronaca, regalando espressioni e modi di dire che sono entrati nel linguaggio comune. La sua è stata una carriera non solo straordinaria, ma testimoniata anche dalla grande professionalità e da un grande senso di umiltà. Bruno Pizzul ha sempre raccontato il calcio con il rispetto e la misura di chi sa che dietro a ogni azione, a ogni gol, a ogni vittoria, ma anche a ogni sconfitta, ci sono uomini, storie e sacrifici. È un approccio, il suo, che oggi, nell'epoca della comunicazione veloce, spesso urlata, dovremmo davvero riscoprire, apprezzare e valorizzare.
Bruno Pizzul, però, non è stato solo un grande giornalista: è stato anche un uomo profondamente attento al sociale, sostenendo con discrezione e costanza molte iniziative di solidarietà. Era, tra l'altro, un alpino e per questo il suo ricordo va oltre il campo del calcio e diventa un'eredità morale e civile per tutti noi e per le future generazioni. Il Friuli sarà sempre casa sua e noi friulani saremo sempre fieri di lui.
Grazie, Bruno, per la tua voce, per il tuo stile, per il tuo esempio. (Applausi). Oggi l'Italia intera ti rende omaggio. Mandi frut, il Friûl ti ringrazie. (Applausi).
PATUANELLI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PATUANELLI (M5S). Signor Presidente, intervengo per aggiungere solo poche parole.
Mi associo, insieme a tutto il mio Gruppo, alle parole di cordoglio, di vicinanza e di ricordo a un grande giornalista italiano che è entrato nelle case di tutti con la sua voce profonda, con la sua pacatezza, la sua competenza e la sua eleganza, figlia del legame con quella terra, il Friuli, che ha sempre tanto amato e onorato. Non è un caso che la sua ultima telecronaca fu per l'amichevole Italia-Slovenia, da Trieste, con cui volle legarsi ancor di più alla sua Regione, che tanto amava. Ci lascia un grande giornalista, che però continuerà a rimanere nei nostri cuori e nelle nostre teste, perché quella sua voce inconfondibile continuiamo a sentirla quotidianamente. (Applausi).
SPAGNOLLI (Aut (SVP-PATT, Cb)). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAGNOLLI (Aut (SVP-PATT, Cb)). Signor Presidente, mi associo a quanto detto finora e porto una piccola testimonianza personale del mio rapporto con Bruno Pizzul, che iniziò - lo ricordo perfettamente - con la finale di Coppa delle Coppe del 1973 tra il Milan e il Leeds United. Io sono milanista, al contrario della senatrice Malpezzi che è interista. Fu una partita molto sofferta perché Luciano Chiarugi, che era passato al Milan dalla Fiorentina, quell'anno segnò al quinto minuto e poi ci fu barricata per tutto il resto della partita davanti al portiere Villiam Vecchi, con Pizzul che commentava gli assalti inglesi che non ebbero successo. Vinse il Milan di Nereo Rocco.
Proprio Nereo Rocco è protagonista di un aneddoto, che provo a raccontare brevemente, legato a quanto avvenne nell'enoteca della piazza principale di Cormons. Ricordo che Pizzul aveva cominciato a giocare a calcio nella Cormonese. In quella enoteca si beveva e discuteva. Nereo Rocco e Bruno Pizzul discutevano di calcio ed evidentemente Pizzul aveva qualche parola in più di Nereo Rocco che - come sappiamo - era di poche parole. A chiusura di quella discussione Nereo Rocco guardò Bruno Pizzul e gli disse: tasiti, traditor dell'impero! È una frase che appartiene alle popolazioni di confine, quelle che avevano vissuto sotto l'Impero austro-ungarico, e che rappresenta l'essenza di Bruno Pizzul: una persona forse, se vogliamo, diversamente italiana, ma che ha contribuito a far grande il nostro Paese. È stato un grande italiano e lo ricordiamo tutti con grande affetto; dai confini del Paese vengono anche grandi persone come lui. (Applausi).
GASPARRI (FI-BP-PPE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GASPARRI (FI-BP-PPE). Signor Presidente, anche il Gruppo Forza Italia si associa al cordoglio per la scomparsa di Bruno Pizzul. Già altri colleghi ne hanno descritto l'epopea giornalistica e la familiarità che, attraverso le sue cronache, si è realizzata nella vita quotidiana di ciascuno di noi.
C'è stato un tempo in cui il calcio, lo sport più seguito dagli italiani, era una voce: lo è stato con Nicolò Carosio - ho abbastanza anni per ricordare le sue telecronache - e lo è stato con Nando Martellini, con la sua esultazione del triplice «Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo!» che resta nella storia e nell'iconografia italiana, riproposta in qualsiasi vicenda, racconto e filmato della storia italiana.
E poi c'è Bruno Pizzul che, dopo questi due grandi protagonisti, è stato il terzo grande protagonista, insieme a tanti altri giornalisti che ci hanno raccontato il calcio con le moviole, le domeniche sportive e le telecronache. Oggi non è più così, perché vediamo tutto: la serie A, la serie B, il calcio inglese e spagnolo, i Mondiali, il calcio maschile e quello femminile. Basta cliccare un'app e vediamo tutte le partite. Una volta, invece, c'era la partita che veniva descritta.
Le voci sono tante. Probabilmente ce ne saranno di giornalisti più bravi, eclettici e competenti; alcuni li conosciamo, mentre di altri sentiamo la voce, ma non è la voce del calcio.
Penso quindi che il modo migliore per rendere onore a Bruno Pizzul sia dire che lui appartiene alla generazione delle voci del calcio. Oggi le voci sono tante. Un tempo la voce principale era una e quella di Bruno Pizzul è stata una voce del calcio. (Applausi).
TUBETTI (FdI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUBETTI (FdI). Signor Presidente, mi associo, da isontina come Bruno Pizzul, al cordoglio di quest'Assemblea per la sua scomparsa.
Bruno Pizzul: il giornalista, il telecronista, il calciatore, ma soprattutto lo sportivo nell'animo; il maestro, e non solo il giovanissimo insegnante della scuola media di San Lorenzo Isontino, ma anche maestro di cultura sportiva fatta attraverso le sue dirette, entrando nella quotidianità della vita delle famiglie italiane.
Bruno Pizzul: grande amico della sua terra, un po' come lo siamo tutti noi in quello strano angolo di Nord Est. Grande amante della sua Cormons, dove era tornato a vivere negli ultimi anni: una realtà territoriale a cui Bruno non ha mai fatto mancare il proprio sostegno, facendo conoscere il Collio e l'intero Friuli-Venezia Giulia, narrando le storie e le leggende di grandi vini. Poche parole e tanta sostanza.
Le sue telecronache variavano: ci ricordiamo del calcio, ma lui era la voce delle bocce e del canottaggio, passando per l'ippica, il pugilato, la vela, il ciclismo - seguiva tutte le tappe del giro in rosa o del giro maschile che arrivavano in Friuli e non solo - per arrivare, come abbiamo ricordato, al calcio e alla Nazionale. Divenne così un familiare, uno di noi, un padre delle tante generazioni a cui, nelle «Notti magiche», ha trasmesso la bruciante passione.
Oggi la nostra vicinanza e le più sentite condoglianze vanno alla famiglia Pizzul, alla moglie Maria, ai figli e ai tanti nipoti. Un pensiero personale: direttamente a te, Bruno, va il pensiero del cuore e quello tra i gol e i grappoli del tuo Collio. Mandi, Bruno. (Applausi).
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signor Presidente, vorrei aggiungermi alla voce dei colleghi per ricordare Bruno Pizzul, appunto una voce. Riflettevo sul fatto che i suoni sono tra le cose più potenti dal punto di vista evocativo. Sappiamo che, quando riascoltiamo una canzone e quando qualcosa tocca i nostri timpani, ha la capacità di rievocare momenti, sensazioni, ricordi, quasi come se tornassero a vivere. Una voce come quella di Bruno Pizzul è stata esattamente tutto questo: una specie di musica che ogni volta che risentivamo, anche quando magari veniva intervistato o parlava non impegnato in una telecronaca, era lì a riportarci il senso dell'ansia della partita, dell'intervallo, del momento della gioia della vittoria e della depressione della sconfitta. La voce di Bruno Pizzul aveva esattamente una tale potenza, perché, a pensarci, è stata la voce di cinque campionati mondiali e noi sappiamo quanto per noi italiani quella fase dell'estate, una volta ogni quattro anni - almeno quando ci qualificavamo sempre - fosse un momento di festa nazionale.
Voglio ricordarlo anche probabilmente in quella che è stata la più difficile delle sue telecronache, quella del 29 maggio 1985 a Bruxelles, quando ci fu la tragedia dello stadio Heysel. Fu un momento assurdo per tutti noi. Ricordo - ho l'età per ricordarlo molto bene - che non si capiva cosa stesse succedendo. Era chiaro che la tragedia era disastrosa e terribile: le immagini della gente schiacciata attaccata a quel muretto credo siano rimaste nella mente di tutti. In quel momento, occorreva saper gestire una situazione complessa e difficile, nella quale appunto le notizie arrivavano a spizzichi e bocconi, e non si sapeva se si sarebbe giocato o meno (incredibilmente poi si giocò in quella situazione). Sono convinto che fu difficilissimo non soltanto per i giocatori della Juventus che si trovarono in quella situazione, ma certamente anche per chi dovette provare a fare una "normale" telecronaca in un momento che era una tragedia assoluta. Lui ebbe la forza, la capacità e la professionalità, anche in quel momento, di essere il migliore.
Credo pertanto che sia stato doveroso da parte nostra e di questo Senato ricordarlo. Voglio anch'io unirmi al cordoglio per la sua famiglia e mandare un particolare abbraccio a Fabio, con il quale i percorsi politici, da milanese, si sono spesso intrecciati. Voglio davvero dire che oggi lasciamo il Senato con la musica della voce di Bruno Pizzul chiaramente nelle orecchie. (Applausi).
VERSACE (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VERSACE (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP). Signor Presidente, anch'io trovo doveroso ricordare Bruno Pizzul in quest'Aula, in questa prestigiosa Aula, perché lui è stato un prestigioso, iconico personaggio, che ha segnato un pezzo di storia.
È stato detto che era una persona perbene; sì, era veramente una persona perbene, capace, competente, passionale e travolgente. Voglio ricordare un episodio particolare, quando nel 2015 ho condotto "La Domenica Sportiva" e lui era tra gli opinionisti fissi. Devo dire che considero un grande privilegio nella mia vita il fatto di aver potuto condividere con lui un pezzo di strada. Ho avuto il privilegio di commentare fuori dai microfoni delle partite, di confrontarmi con lui, con un dibattito quasi acceso, ma che lui sempre riusciva a portare avanti con stile e con garbo, anche quando era in disaccordo rispetto a qualche punto di vista, sempre molto gentile, sull'ammodernamento degli stadi, per esempio.
Una cosa che ricordo è che era uno tra i pochi che, appena mi incrociava, muovendo i miei primi passi, seppure in carbonio, timidi, dentro quella grande famiglia, in quel grande contenitore che era e che è tuttora «La Domenica Sportiva», la prima cosa che mi chiedeva era: «Ciao Giusy, come stai?». Il fatto che chiedesse «come stai?» rende anche lo spessore umano di chi era Bruno Pizzul.
Non dobbiamo piangere perché non c'è più; dobbiamo ringraziare per il fatto di averlo avuto, perché possa essere di stimolo e di esempio per le nuove generazioni. Lo studio e la competenza certamente ti portano avanti, ma la passione ti dà quell'accelerata in più, che è quell'accelerata che lui ha avuto, lasciando un segno indelebile nelle sue telecronache, che hanno permesso di vedere le partite anche a chi non poteva vedere.
Mi unisco anch'io con un abbraccio affettuoso di cordoglio a tutta la sua famiglia e ai suoi cari e prego perché gli angeli lo accolgano in cielo. Ciao, Bruno. (Applausi).
PRESIDENTE. Anche la Presidenza rivolge un saluto alla famiglia e si unisce al cordoglio.
Certamente possiamo dire che la telecronaca sportiva, in questo caso di Bruno Pizzul, è praticamente un genere letterario per la funzione, per la ricchezza dell'eloquio e per la trasmissione di emozioni.
Grazie a tutti i colleghi che sono voluti intervenire. (Applausi).
LICHERI Sabrina (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LICHERI Sabrina (M5S). Signora Presidente, esattamente cinquant'anni fa, il 5 marzo 1975, moriva Emilio Lussu. Intervengo per ricordare la sua figura di senatore e di Padre costituente; un uomo di grandissima caratura politica, culturale e morale.
Nato nel 1890 ad Armungia, un piccolo paese nella provincia di Cagliari, che lo ricorda con un anno intero di celebrazioni curate dal centro polifunzionale del museo dedicato proprio ad Emilio Lussu, fu mobilitato nel 1915 e destinato alla brigata Sassari. Coincidenza vuole che qualche giorno fa la brigata Sassari abbia compiuto 110 anni, e quindi ne approfitto, anche da qui, per rinnovare gli auguri, i complimenti e i ringraziamenti. Il senatore Emilio Lussu fu promosso tenente capitano nel 1916 e fu per quasi tutto il periodo del conflitto in trincea; insignito di due medaglie d'argento e due di bronzo al valore militare, fu poi congedato nel 1919.
Eletto presidente dell'associazione dei reduci di Cagliari, Lussu si distinse sempre per il suo convinto antifascismo. Sarà, come pubblicava «La Nuova Sardegna» nel 1923, irriducibilmente solidale con quelli che oggi in Italia combattono arditamente per la libertà contro il fascismo. Perseguitato dal regime, venne condannato a cinque anni di confino a Lipari, da cui fuggì verso la Francia. Deputato del Regno, Lussu intervenne per la prima volta in Aula nel dicembre del 1921, per precisare di essere autonomista e non separatista (una confusione ancora oggi presente quando si parla di Sardegna). Negò poi la fiducia al primo Governo Mussolini e partecipò alla protesta per l'omicidio del deputato Matteotti. Membro del movimento Giustizia e Libertà, fu fautore convinto del socialismo democratico, praticamente per tutta la sua vita.
Fu membro della Consulta nazionale, Ministro dell'assistenza postbellica; eletto poi all'Assemblea costituente nel collegio di Cagliari, farà parte della Commissione dei 75, incaricata di redigere la bozza della Costituzione repubblicana, in relazione alle autonomie regionali. Senatore nella legislatura repubblicana, siederà proprio tra questi banchi dal 1948 al 1968.
Emilio Lussu fu anche uomo di cultura con i suoi celebri scritti: ricordiamo «Marcia su Roma e dintorni», «Un anno sull'altipiano». Fu marito di una donna straordinaria, compagna di incredibili avventure, Joyce Salvadori Lussu.
Concludo il mio intervento, signora Presidente, facendo mie le parole di Alessandro Galante Garrone, che lo ricordò come segue: un uomo di cui oggi l'Italia avrebbe disperatamente bisogno. (Applausi).
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di giovedì 6 marzo 2025
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 6 marzo, alle ore 10, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 15,25).
Allegato A
DISEGNO DI LEGGE NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2025, n. 3, recante misure urgenti per assicurare la continuità produttiva ed occupazionale degli impianti ex ILVA (1359)
ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE
Art. 1.
1. Il decreto-legge 24 gennaio 2025, n. 3, recante misure urgenti per assicurare la continuità produttiva ed occupazionale degli impianti ex ILVA, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
2. Il decreto-legge 30 gennaio 2025, n. 5, recante misure urgenti per il riesame dell'autorizzazione integrata ambientale per gli impianti di interesse strategico, è abrogato. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base del medesimo decreto-legge n. 5 del 2025.
3. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
________________
N.B. Approvato il disegno di legge composto del solo articolo 1.
ALLEGATO RECANTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA COMMISSIONE
Dopo l'articolo 1 sono inseriti i seguenti:
« Art. 1-bis. - (Rapporto di valutazione del danno sanitario - VDS per gli impianti di interesse strategico nazionale) - 1. Al fine di dare compiuta attuazione alle disposizioni della direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali, afferenti, in particolare, al rapporto tra valutazioni sanitarie e riesame del procedimento di autorizzazione integrata ambientale (AIA) secondo l'interpretazione datane dalla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 25 giugno 2024, resa nella causa C-626/22, all'articolo 1-bis del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012, n. 231, dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
"2-bis. Il decreto adottato ai sensi del comma 2 è aggiornato, almeno ogni sette anni, includendo criteri predittivi in ragione degli sviluppi delle conoscenze scientifiche relative al rischio per la salute associato all'esposizione ad emissioni industriali. In sede di prima applicazione, il decreto del Ministro della salute 24 aprile 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 197 del 23 agosto 2013, è aggiornato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.
2-ter. Il rapporto di VDS, in quanto elaborato alla luce delle risultanze correlate a un'installazione esistente e operante, ha l'obiettivo, in coerenza con la normativa dell'Unione europea in materia di prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento, di fornire elementi di valutazione di carattere sanitario, rilevanti anche ai fini del riesame dell'autorizzazione integrata ambientale.
2-quater. Resta fermo, in ordine ai rapporti tra VDS e autorizzazione integrata ambientale, quanto previsto dall'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 89".
Art. 1-ter. - (Procedura di riesame dell'autorizzazione integrata ambientale per gli impianti di interesse strategico nazionale) - 1. Nell'ambito di quanto previsto dall'articolo 29-octies, comma 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, i gestori degli impianti di interesse strategico nazionale di cui all'articolo 1 del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012, n. 231, forniscono, oltre alle informazioni necessarie ai sensi del comma 5 del medesimo articolo 29-octies, il rapporto di valutazione del danno sanitario (VDS) relativo allo scenario emissivo connesso all'assetto impiantistico e produttivo oggetto dell'istanza di riesame. Nelle more dell'aggiornamento del decreto di cui all'articolo 1-bis, comma 2-bis, secondo periodo, del decreto-legge n. 207 del 2012, introdotto dall'articolo 1-bis del presente decreto, i gestori degli impianti di interesse strategico nazionale di cui al primo periodo predispongono lo studio di valutazione di impatto sanitario (VIS).
2. Lo studio di VIS a corredo dell'istanza di riesame dell'AIA, relativo allo scenario emissivo connesso all'assetto impiantistico e produttivo interessato oggetto di riesame, è predisposto e valutato sulla base delle linee guida adottate con decreto del Ministro della salute 27 marzo 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 126 del 31 maggio 2019, utilizzando, per la valutazione dell'impatto sulla qualità dell'aria, i valori limite di riferimento di cui al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155, e, per la valutazione del rischio sanitario, i valori di riferimento stabiliti dalla norma tecnica dell'Environmental Protection Agency degli Stati Uniti d'America (US-EPA), vigente alla data del 31 gennaio 2025.
3. Per le attività di valutazione, controllo e monitoraggio, il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica acquisisce il parere dell'Istituto superiore di sanità (ISS) che opera con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. L'ISS trasmette al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica il parere sulla base della documentazione in possesso, entro trenta giorni dalla ricezione dello studio di VIS. Ove siano necessarie integrazioni dello studio, esse sono richieste direttamente, e senza possibilità di reiterazione, dall'ISS al gestore entro quindici giorni. Il termine di cui al terzo periodo è sospeso sino alla produzione delle integrazioni da parte del gestore.
4. La Commissione di cui all'articolo 8-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006 rilascia il proprio parere entro sessanta giorni dalla data di ricezione delle valutazioni rese ai sensi del comma 3. Entro dieci giorni dalla data di ricezione del parere della Commissione, il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica convoca la conferenza di servizi di cui all'articolo 29-quater, comma 5, del decreto legislativo n. 152 del 2006, al fine di acquisire le determinazioni finali a chiusura del procedimento di riesame dell'AIA. La determinazione motivata conclusiva della conferenza di servizi è rilasciata entro sessanta giorni dalla data della prima riunione della conferenza medesima.
Art. 1-quater. - (Disposizioni transitorie) - 1. Nel caso di procedimenti di riesame di cui all'articolo 29-octies del decreto legislativo n. 152 del 2006, in corso alla data del 31 gennaio 2025 e aventi a oggetto impianti di interesse strategico nazionale, gli atti già prodotti dal gestore rimangono validi se conformi a quanto previsto dall'articolo 1-ter del presente decreto, il parere dell'ISS è reso entro il 15 febbraio 2025, la Commissione di cui all'articolo 8-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006, integrata con un esperto in materia sanitaria designato dal Ministero della salute, rilascia il proprio parere nei successivi trenta giorni e la determinazione motivata conclusiva della conferenza di servizi è rilasciata nei successivi trenta giorni.
Art. 1-quinquies. - (Clausola di invarianza finanziaria) - 1. All'attuazione delle disposizioni di cui agli articoli da 1-bis a 1-quater del presente decreto le amministrazioni competenti provvedono nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Art. 1-sexies. - (Stanziamento di ulteriori risorse per finalità ambientali nelle aree dell'ex ILVA S.p.A.) - 1. Per interventi di ripristino e di bonifica ambientale di cui all'articolo 3, comma 1, decimo periodo, del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2015, n. 20, da realizzare a cura dell'amministrazione straordinaria di ILVA S.p.A. su aree di proprietà di quest'ultima ricomprese nel sito di interesse nazionale (SIN) di Taranto e diverse da quelle occupate dal gestore ovvero oggetto di trasferimento a terzi, che non trovano copertura finanziaria nelle residue disponibilità del patrimonio destinato di cui all'articolo 3, comma 1, del predetto decreto-legge n. 1 del 2015, è istituito presso il Ministero delle imprese e del made in Italy un fondo con una dotazione di 68 milioni di euro per l'anno 2027 e 12 milioni di euro per l'anno 2028.
2. L'organo commissariale di ILVA S.p.A. elabora un cronoprogramma degli interventi a valere sul fondo di cui al comma 1, aggiornato trimestralmente, approvato con decreto del Ministero delle imprese e del made in Italy, sentito il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, nel limite delle risorse di cui al comma 3. Le somme necessarie sono erogate per stati di avanzamento su richiesta dell'organo commissariale e rendicontate con periodicità mensile.
3. Agli oneri di cui al comma 1, pari a 68 milioni di euro per l'anno 2027 e 12 milioni di euro per l'anno 2028, si provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, programmazione 2021-2027, di cui all'articolo 1, comma 177, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 ».
Nel titolo, le parole: « ed occupazionale degli impianti ex ILVA » sono sostituite dalle seguenti: « ed occupazionale degli impianti dell'ex ILVA S.p.A., nonché per il riesame dell'autorizzazione integrata ambientale per gli impianti di interesse strategico nazionale ».
ARTICOLO 1 DEL DECRETO-LEGGE COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA COMMISSIONE
Articolo 1.
(Misure finanziarie)
1. All'articolo 39, comma 1, secondo periodo, del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 aprile 2024, n. 56, le parole: « fino a 150 milioni » sono sostituite dalle seguenti: « fino a 400 milioni ».
EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO
01.1
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
All'articolo, premettere il seguente:
«Art. 01.
(Piano industriale e tavolo istituzionale)
1. Il Ministro delle imprese e del made in Italy, d'intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, subordina l'acquisizione dei complessi aziendali di ADI in amministrazione straordinaria alla presentazione da parte dei potenziali acquirenti, di un dettagliato piano industriale, basato su criteri di sostenibilità economica e finanziaria, che garantisca la ripresa e il rilancio industriale ed occupazionale e che assicuri la sostenibilità ambientale della produzione dell'acciaio, la realizzazione degli interventi di decarbonizzazione degli stabilimenti ex Ilva, degli interventi di ripristino ambientale, di bonifica delle aree escluse, nonché la tutela della salute e di attuazione delle misure di igiene e sicurezza del lavoro, e che corrisponda all'interesse strategico del Paese e dei territori sede degli stabilimenti. Ai fini della valutazione del piano industriale, è istituito presso il Ministero delle imprese e del made in Italy un apposito tavolo istituzionale con la partecipazione di rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero delle imprese e del made in Italy, del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, del Ministero della salute, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del Ministero dell'economia e delle finanze, del Ministro per gli affari europei, il sud, le politiche di coesione e il PNRR, delle istituzioni territoriali e locali, nonché dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e delle imprese, ivi comprese quelle dell'indotto. Il Ministro delle imprese e del made in Italy comunica alle competenti Commissioni parlamentari, con apposito documento, le determinazioni assunte dal tavolo istituzionale.»
01.2
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan, Magni (*)
Respinto
All'articolo, premettere il seguente:
«Art. 01.
(Partecipazione pubblica alla nuova compagine azionaria dei complessi aziendali di ADI in amministrazione straordinaria)
1. Al fine di salvaguardare l'interesse strategico del Paese nel settore siderurgico, di garantire il rilancio della produzione dell'acciaio e dell'occupazione, di verificare la sostenibilità ambientale e la realizzazione degli interventi di decarbonizzazione degli stabilimenti ex Ilva, nonché degli interventi di ripristino ambientale e di bonifica delle aree, di assicurare la tutela della salute e di attuazione delle misure di igiene e sicurezza del lavoro delle acciaierie e dell'indotto, il Ministero dell'economia e delle finanze è autorizzato ad acquisire, in via temporanea e con oneri a carico del bilancio pubblico, direttamente o tramite una società controllata, una quota azionaria non inferiore al 5 per cento della nuova compagine azionaria dei complessi aziendali di Acciaierie d'Italia (ADI) in amministrazione straordinaria.
2. Entro cinque anni dall'acquisizione di cui al comma 1, il Ministero dell'economia e delle finanze, preso atto dei risultati raggiunti ai sensi del comma 1, valuta la possibilità e l'opportunità della dismissione, integrale o parziale, della partecipazione pubblica a condizioni di mercato.»
________________
(*) Firma aggiunta in corso di seduta
1.2
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Al comma 1, premettere i seguenti:
«01. Le somme del patrimonio destinato di cui all'articolo 3, comma 1, decimo periodo, del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2015, n. 20, sono incrementate di ulteriori 400 milioni di euro, con oneri a carico del bilancio pubblico. Tali somme sono vincolate alle attività di ripristino ambientale. Ai relativi maggiori oneri, si provvede a valere sui risparmi di spesa e le maggiori entrate di cui al comma 01-bis.
01-bis. Entro il 30 aprile 2025, mediante ulteriori interventi di razionalizzazione e di revisione della spesa pubblica, sono approvati provvedimenti regolamentari e amministrativi, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, che assicurino minori spese a carico del bilancio pubblico per un ammontare pari a 400 milioni di euro per l'anno 2025. Qualora le misure previste dai precedenti periodi non siano adottate o siano adottate per importi inferiori a quelli indicati, sono disposte misure di rimodulazione ed eliminazione dei sussidi dannosi per l'ambiente (SAD) di cui all'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221. A tal fine, entro il 31 maggio 2025, con provvedimento del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro delle imprese e del made in Italy, sono individuati i sussidi di cui all'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, oggetto di rimodulazione ed eliminazione, al fine di conseguire risparmi di spesa o maggiori entrate non inferiori a 400 milioni di euro a decorrere dall'anno 2025.»
1.3
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Precluso
Al comma 1, premettere i seguenti:
«01. Le somme del patrimonio destinato di cui all'articolo 3, comma 1, decimo periodo, del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2015, n. 20, sono incrementate di ulteriori 400 milioni di euro, con oneri a carico del bilancio pubblico. Tali somme, anche al fine di garantire l'impiego dei lavoratori confluiti in ILVA in amministrazione straordinaria, sono vincolate alla bonifica delle aree escluse degli stabilimenti ex Ilva. Ai relativi maggiori oneri, si provvede a valere sui risparmi di spesa e le maggiori entrate di cui al comma 01-bis.
01-bis. Entro il 30 aprile 2025, mediante ulteriori interventi di razionalizzazione e di revisione della spesa pubblica, sono approvati provvedimenti regolamentari e amministrativi, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, che assicurino minori spese a carico del bilancio pubblico per un ammontare pari a 400 milioni di euro per l'anno 2025. Qualora le misure previste dai precedenti periodi non siano adottate o siano adottate per importi inferiori a quelli indicati, sono disposte misure di rimodulazione ed eliminazione dei sussidi dannosi per l'ambiente (SAD) di cui all'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221. A tal fine, entro il 31 maggio 2025, con provvedimento del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro delle imprese e del made in Italy, sono individuati i sussidi di cui all'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, oggetto di rimodulazione ed eliminazione, al fine di conseguire risparmi di spesa o maggiori entrate non inferiori a 400 milioni di euro a decorrere dall'anno 2025.»
1.4
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Sostituire il comma 1 con i seguenti:
«1. Al fine di supportare le indifferibili e urgenti esigenze di continuità produttiva e aziendale, indispensabile a preservare la continuità produttiva degli impianti siderurgici di Acciaierie d'Italia (ADI) in amministrazione straordinaria e per assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali, l'approvvigionamento di risorse, beni e servizi, la salvaguardia dell'ambiente e la sicurezza dei luoghi di lavoro, sono stanziati 400 milioni di euro.
1-bis. Entro il 31 marzo 2025, mediante interventi di razionalizzazione e di revisione della spesa pubblica, sono approvati provvedimenti regolamentari e amministrativi, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, che assicurino minori spese pari a 400 milioni di euro per l'anno 2025. Qualora le misure previste dai precedenti periodi non siano adottate o siano adottate per importi inferiori a quelli indicati, sono disposte misure di entrata da lotta all'evasione e di rimodulazione ed eliminazione dei sussidi dannosi per l'ambiente (SAD) di cui all'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221. A tal fine, entro il 30 aprile 2025, il Ministro dell'economia e delle finanze, individua, in attuazione della legge 9 agosto 2023, n. 111, le misure atte a garantire maggiori entrate dalla lotta all'evasione fiscale ed entro la medesima data, con provvedimento del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro delle imprese e del made in Italy, sono individuati i sussidi di cui all'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, oggetto di rimodulazione ed eliminazione, al fine di conseguire risparmi di spesa o maggiori entrate non inferiori a 400 milioni di euro per l'anno 2025.».
1.5
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Sostituire il comma 1 con il seguente:
«1. All'articolo 39, comma 1, secondo periodo, del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 aprile 2024, n. 56, le parole: «possono essere incrementate fino a 150 milioni di euro a valere sulle risorse di cui all'articolo 3, comma 1, decimo periodo, del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2015, n. 20 » sono sostituite dalle seguenti: «possono essere incrementate di ulteriori 500 milioni di euro per l'anno 2025, a valere:
a) quanto a 100 milioni di euro per l'anno 2025, sulle risorse del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, che viene corrispondentemente ridotto;
b) quanto a 400 milioni di euro per l'anno 2025, sui risparmi di spesa e le maggiori entrate derivanti dalla rimodulazione e dall'eliminazione dei sussidi dannosi per l'ambiente (SAD) di cui all'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge, il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, sentito il Ministero dell'economia e delle finanze e il Ministero delle imprese e del made in Italy, individua i sussidi di cui all'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, oggetto di rimodulazione ed eliminazione al fine di conseguire risparmi di spesa o maggiori entrate pari a 400 milioni di euro per l'anno 2025.».
1.7
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Al comma 1, sostituire le parole: «fino a» con le seguenti: «complessivamente nel limite massimo di».
1.6
Respinto
Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:
a) sostituire le parole: «400 milioni» con le seguenti: «500 milioni»;
b) aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e, infine, sono aggiunte le seguenti parole: "e devono essere impiegate prioritariamente per la realizzazione del piano delle misure di bonifica e tutela ambientale, al fine anche di garantire la tutela della salute, nonché la sicurezza dei lavoratori, in vista della decarbonizzazione di tutti gli impianti produttivi."».
Conseguentemente, dopo il comma 1, inserire il seguente:
«1-bis. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 100 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025, si provvede a valere sulle risorse disponibili sui capitoli dello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica e del Ministero delle imprese e del made in Italy, finanziati con quota parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO2, di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30.».
1.8
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Al comma 1, aggiungere in fine il seguente periodo: «, e sono aggiunte in fine le seguenti parole: ", da integrare con successivi provvedimenti con finanziamenti pubblici in grado di garantire la continuità produttiva degli impianti siderurgici di ADI in amministrazione straordinaria e il mantenimento dei livelli occupazionali, l'approvvigionamento di minerali, energia, attività e servizi, le manutenzioni degli investimenti a garanzia della salute, dell'ambiente e dei cittadini".»
1.9
Respinto
Al comma 1 aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", e sono destinate improrogabilmente ad interventi che contemperino la salvaguardia degli impianti, l'occupazione, la salute, la sicurezza e l'ambiente".»
1.10
Respinto
Al comma 1 aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", e sono destinate prioritariamente alle improrogabili azioni di bonifica ambientale, atte a garantire la tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini, nonché la decarbonizzazione di tutti gli impianti produttivi,".».
1.11
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Al comma 1, aggiungere in fine le seguenti parole: «Tali risorse sono utilizzate prioritariamente per provvedere ai pagamenti dei fornitori e dei sub-fornitori di ADI in amministrazione straordinaria, che attendono i compensi da almeno trenta giorni.»
1.12
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Al comma 1, aggiungere in fine le seguenti parole: «Tali risorse sono utilizzate prioritariamente per effettuare la manutenzione degli impianti da mettere in sicurezza e/o da riavviare per ridurre il ricorso alla cassa integrazione.»
1.13
Turco, Sabrina Licheri, Naturale
Respinto
Dopo il comma 1, aggiungere, in fine, i seguenti:
«1-bis. Nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali è istituito un fondo, con una dotazione iniziale pari a 200 milioni di euro per l'anno 2025, destinato a finanziare la concessione di incentivi all'esodo, di importo non inferiore a 200.000 euro a lavoratore, nei confronti dei dipendenti percettori di trattamento straordinario di integrazione salariale della società ex ILVA S.p.A. in amministrazione straordinaria e della società Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria.
1-ter. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono definite le modalità attuative delle disposizioni di cui al presente articolo. Le modalità di ripartizione delle risorse del fondo di cui al comma 1, sono stabilite in sede di contrattazione integrativa.
1-quater. Agli oneri derivanti dal comma 1-bis, pari a 200 milioni di euro per l'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.».
1.14
Respinto
Dopo il comma 1, aggiungere i seguenti:
«1-bis. Al fine di ridurre il rischio cancerogeno e di assicurare la salvaguardia dell'ambiente, la concentrazione di benzene al di fuori del perimetro dello stabilimento non deve superare la soglia di concentrazione stabilita dal decreto legislativo n. 155 del 2010 e deve tendere a non superare la soglia individuata da studi della comunità scientifica internazionale di 27 microgrammi a metro cubo quale media oraria.
1-ter. In caso di tre superamenti nello stesso anno del limite di cui al comma 1-bis, l'ARPA, di concerto con la Asl, compie gli accertamenti per verificare se tali superamenti siano correlabili a incrementi di emissioni di benzene dovuti alle attività produttive dello stabilimento. Qualora le verifiche diano esito positivo, il Ministero dell'economia e delle finanze provvede ad interrompere ogni ulteriore finanziamento. Negli anni successivi, eventuali ulteriori finanziamenti possono essere concessi unicamente previa verifica che la soglia di cui al comma 1-bis non sia stata superata in più di un'occasione su base annuale.».
1.15
Turco, Sabrina Licheri, Naturale
Respinto
Dopo il comma 1, aggiungere, in fine, i seguenti:
«1-bis. Al fine di concorrere al miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori, per l'anno 2025, i trattamenti di integrazione salariale corrisposti ai lavoratori di ILVA in amministrazione straordinaria e di Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria sono adeguati alle variazioni dell'indice del costo della vita. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle Finanza, da adottarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità attuative delle disposizioni di cui al presente comma.
1-ter Per le finalità di cui al comma 1-bis, è autorizzata una spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2025. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.»
1.16
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Dopo il comma 1, aggiungere i seguenti:
«1-bis. All'articolo 2-bis, comma 1, del decreto-legge 18 gennaio 2024, n. 4, le parole: "fino alla misura" sono sostituite dalle seguenti parole: "nella misura".
1-ter. Agli oneri di cui al comma 1-bis, pari a 150 milioni di euro per l'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.».
1.17
Damante, Sabrina Licheri, Naturale
Improponibile
Dopo il comma 1, aggiungere, in fine, i seguenti:
«1-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 1-bis, comma 1, del decreto-legge 5 gennaio 2023, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 marzo 2023, n. 17, si applicano anche per l'anno 2025.
1-ter. Agli oneri derivanti dal comma 1-bis, valutati in euro 853.000 per l'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 1, comma 199, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.»
1.18
Damante, Naturale, Sabrina Licheri
Improponibile
Dopo il comma 1, aggiungere, in fine, i seguenti:
«1-bis. Al fine di sostenere la competitività del sistema produttivo nazionale, nonché al fine della salvaguardia dei livelli occupazionali nei casi di situazioni di crisi industriali complesse con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, con particolare riferimento al territorio della Regione siciliana, all'articolo 1-bis del decreto-legge 5 gennaio 2023, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 marzo 2023, n. 17, dopo il comma 1 è inserito il seguente: "1-bis. L'indennità di cui al comma 1 è altresì concessa ai lavoratori che hanno presentato la domanda entro il 31 dicembre 2022.".
1-ter. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1-bis, pari a 331.000 euro per l'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.»
1.19
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
«1-bis. Presso il Ministero delle imprese e del made in Italy è istituito un apposito Fondo, con dotazione pari a 200 milioni di euro per l'anno 2025, finalizzato all'attuazione di interventi volti a garantire la prevenzione degli incidenti e la messa in sicurezza degli altoforni presso gli stabilimenti siderurgici di Acciaierie d'Italia (ADI) in amministrazione straordinaria, nonché per assicurare l'attuazione dei necessari interventi di risanamento ambientale e tutela della salute. Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità attuative e di erogazione delle risorse di cui al presente comma. Ai relativi oneri di cui al presente articolo, pari a 200 milioni di euro per l'anno 2025, si provvede:
a) quanto a 100 milioni per l'anno 2025, mediante corrispondente riduzione delle risorse del Fondo di cui all'articolo 1, comma 5, decreto legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;
b) quanto a 100 milioni per l'anno 2025, a valere sui risparmi di spesa e le maggiori entrate rivenienti a decorrere dall'anno 2025 dalla rimodulazione e dall'eliminazione dei sussidi dannosi per l'ambiente (SAD) di cui all'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221. Entro il 30 marzo 2025, il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, sentito il Ministero dell'economia e delle finanze e il Ministero delle imprese e del made in Italy, individua i sussidi di cui all'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, oggetto di rimodulazione ed eliminazione al fine di conseguire risparmi di spesa o maggiori entrate pari a 100 milioni di euro per l'anno 2025.»
1.20
Turco, Sabrina Licheri, Naturale
Respinto
Dopo il comma 1, aggiungere, in fine, il seguente:
«1-bis. Al fine di conseguire una valutazione circa la coerenza, l'efficacia e l'economicità della partecipazione statale in Acciaierie d'Italia (ADI) Holding S.p.A., nonché al fine di assicurare la verifica dell'impiego delle risorse destinate alla realizzazione del piano di tutela ambientale e sanitaria e di bonifica del territorio, i commissari straordinari di cui all'articolo 2 del decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy del 17 aprile 2024, presentano alle Camere, entro il 30 marzo 2025, un piano industriale e degli investimenti, comprensivo della situazione economica e finanziaria dell'impresa, e corredato da una relazione contenente la rendicontazione dettagliata, e aggiornata ogni sei mesi, sull'utilizzo:
a) del finanziamento soci di 680 milioni di euro disposto da Invitalia ad ADI nel corso dell'anno 2023;
b) del finanziamento ponte disposto a favore di ADI nel 2024 per 320 milioni di euro, incrementato di ulteriori 100 milioni di euro per l'anno 2025;
c) delle risorse del patrimonio destinato al ripristino ambientale, pari a 400 milioni di euro, destinate alla continuità produttiva.»
1.21
Turco, Naturale, Sabrina Licheri
Respinto
Dopo il comma 1, aggiungere, in fine, il seguente:
«1-bis. Ai fini dell'utilizzo delle risorse di cui al comma 1, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, la Presidenza del Consiglio dei ministri promuove la stipula di un accordo di programma tra il Ministero delle imprese e del made in Italy, il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero della cultura, il Ministero della Difesa, gli enti territoriali ricadenti nell'area dell'impianto siderurgico di Taranto e le organizzazioni sindacali e di categoria maggiormente rappresentative, finalizzato:
a) all'adozione di interventi straordinari per la salvaguardia e la tutela ambientale e sanitaria;
b) alla gestione e attuazione degli interventi di bonifica;
c) alla salvaguardia dei livelli occupazionali e alla relativa formazione, riqualificazione professionale e reinserimento lavorativo;
d) alla diversificazione industriale ecosostenibile dell'intera area territoriale;
e) a favorire nuovi insediamenti economico-produttivi;
f) ai programmi di investimento e di riconversione industriale delle attività imprenditoriali dell'indotto;
g) alla riconversione economica, sociale e culturale dell'intera provincia di Taranto;
h) alla definizione di indirizzi per la riqualificazione urbana della città di Taranto;
i) a migliorare e rafforzare le infrastrutture materiali e istituire centri di ricerca, università e incubatori d'impresa.»
1.22
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
«1-bis. La dotazione del Fondo a sostegno delle imprese dell'indotto della società ILVA in amministrazione straordinaria, di cui all'articolo 1, comma 201, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, è incrementata di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027. Tali risorse del Fondo di cui al comma 201 sono destinate alle piccole e medie imprese fornitrici di beni o servizi connessi al risanamento ambientale o funzionali alla continuazione dell'attività degli impianti, il cui fatturato derivi esclusivamente o prevalentemente da rapporti commerciali con le imprese che gestiscono gli impianti siderurgici della società ILVA S.p.A in amministrazione straordinaria. Ai relativi oneri, pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.»
1.23
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Dopo il comma 1, inserire il seguente:
«1-bis. All'articolo 2-quinquies del decreto-legge 18 gennaio 2024, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 2024, n. 28, sono apportate le seguenti modificazioni:
1) al comma 1, le parole: "per l'anno 2024" sono sostituite dalle seguenti: "per ciascuno degli anni 2024 e 2025" e le parole: "per un periodo non superiore a sei settimane, prorogabile fino a un massimo di dieci settimane", sono soppresse;
2) al comma 8, le parole: "16,7 milioni di euro per l'anno 2024" sono sostituite dalle seguenti: "16,7 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025";
3) al comma 11, le parole: "nel limite di 16,7 milioni di euro per l'anno 2024" sono sostituite dalle seguenti: "nel limite di 16,7 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025".»
1.24
Precluso
Dopo il comma 1, inserire il seguente:
«1-bis. All'articolo 2-quinquies del decreto-legge 18 gennaio 2024, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 2024, n. 28, sono apportate le seguenti modificazioni:
1) al comma 1, le parole: "per l'anno 2024" sono sostituite dalle seguenti: "per ciascuno degli anni 2024 e 2025";
2) al comma 8, le parole: "16,7 milioni di euro per l'anno 2024" sono sostituite dalle seguenti: "16,7 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025";
3) al comma 11, le parole: "nel limite di 16,7 milioni di euro per l'anno 2024" sono sostituite dalle seguenti: "nel limite di 16,7 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025".»
1.25
Turco, Sabrina Licheri, Naturale
Precluso
Dopo il comma 1, aggiungere, in fine, il seguente:
«1-bis. All'articolo 2-quinquies del decreto-legge 18 gennaio 2024 n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 2024, n. 28, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: "per l'anno 2024" sono sostituite dalle seguenti: "per ciascuno degli anni 2024 e 2025";
b) al comma 8, le parole: "16,7 milioni di euro per l'anno 2024" sono sostituite dalle seguenti: "16,7 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025";
c) al comma 11, le parole: "nel limite di 16,7 milioni di euro per l'anno 2024" sono sostituite dalle seguenti: "nel limite di 16,7 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025".»
1.26
Damante, Sabrina Licheri, Naturale
Improponibile
Dopo il comma 1, aggiungere, in fine, il seguente:
«1-bis. All'articolo 3 del decreto-legge 18 gennaio 2024, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 2024, n. 28, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2-bis, le parole "per l'anno 2024" sono sostituite dalle seguenti: "per gli anni 2024 e 2025";
b) al comma 2-ter, dopo le parole: "valutati in euro 973.400 per l'anno 2024" sono inserite le seguenti: "e in euro 853.000 per l'anno 2025".»
1.27
Basso, Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Furlan
Respinto
Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
«1-bis. Al fine di assicurare la continuità del ciclo produttivo della banda stagnata, nonché l'attuazione di interventi volti a garantire la prevenzione degli incidenti e la messa in sicurezza degli impianti dello stabilimento di Acciaierie d'Italia (ADI) in amministrazione straordinaria di Cornigliano, e dei necessari interventi a tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, presso il Ministero delle imprese e del made in Italy è istituito un apposito Fondo, con dotazione pari a 15 milioni di euro per l'anno 2025. Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità attuative e di erogazione delle risorse di cui al presente comma. Ai relativi oneri di cui al presente articolo, pari a 15 milioni di euro per l'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse del Fondo di cui all'articolo 1, comma 5, decreto legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.»
G1.100
Respinto
Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 24 gennaio 2025, n. 3, recante misure urgenti per assicurare la continuità produttiva ed occupazionale degli impianti ex ILVA» (Atto Senato 1359),
premesso che:
il provvedimento fa seguito ad una serie di interventi succedutisi nel tempo che non necessariamente hanno tenuto conto delle diverse esigenze, da tenere insieme, e rispetto alle quali servirebbero, non misure frammentate e di breve periodo, bensì politiche di lungo periodo, e contemperando le necessità legate a profili ambientali, sanitari, produttivi e occupazionali,
impegna il Governo:
a provvedere alla valutazione di impatto delle misure previste dal provvedimento, considerando, in maniera integrata, gli aspetti ambientali, sanitari, produttivi e occupazionali.
G1.101
Respinto
Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 24 gennaio 2025, n. 3, recante misure urgenti per assicurare la continuità produttiva ed occupazionale degli impianti ex ILVA» (Atto Senato 1359),
premesso che:
la vicenda riguardante lo stabilimento siderurgico dell'ex ILVA di Taranto, a distanza di tredici anni dall'apertura delle inchieste della magistratura, non è ancora arrivata ad una soluzione in grado di garantire le esigenze di tutela della salute e dell'ambiente con la continuità dei livelli occupazionali e della produzione, nonostante i numerosi interventi legislativi susseguitisi nel corso degli anni;
si ricorda in tal senso come a partire dal 1965, anno dell'inaugurazione dell'impianto controllato dalla holding pubblica Finsider, si sia giunti trent'anni dopo alla privatizzazione dell'azienda attraverso l'acquisizione da parte della famiglia Riva, oggi condannata per disastro ambientale;
successivamente all'intervento della magistratura, nel 2012, l'ILVA è stata dapprima commissariata, nel 2013, e successivamente, nel 2017, aggiudicata alla cordata Arcelor Mittal, Marcegaglia (ritiratasi poco dopo) e Banca Intesa al termine della gara indetta a gennaio 2016. Arcelor Mittal ha poi preso in gestione lo stabilimento di Taranto, con l'assicurazione di grandi investimenti in favore della riconversione dell'impresa e del risanamento ambientale;
nel tempo le perdite di Arcelor Mittal sono progressivamente cresciute, sino a richiedere un intervento via via più significativo dello Stato: alla fine del 2020 Arcelor Mittal e la società pubblica Invitalia firmarono infatti il contratto per l'ingresso di quest'ultima nel capitale delle Acciaierie d'Italia, cui sono seguiti ulteriori aumenti di capitale e finanziamenti;
l'accordo prevedeva allora un percorso di progressiva decarbonizzazione dello stabilimento, attraverso l'attivazione di un forno elettrico capace di produrre fino a 2,5 milioni di tonnellate l'anno e l'obiettivo di trasformare l'ex ILVA di Taranto nel più grande impianto di produzione di acciaio "green" in Europa. Si segnala in tal senso come, tuttavia, le risorse pari a un miliardo di euro previste all'interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per il progetto del preridotto (DRI) siano stato dirottate da questo Governo verso i Fondi di sviluppo e coesione;
il modello prospettato sinora non ha consentito la predisposizione di un progetto efficace ai fini del risanamento e della tutela ambientale (e, dunque, della salute) e non è riuscito nemmeno a svolgere un ruolo di supporto e rilancio della produzione, conducendo l'azienda sull'orlo del collasso;
la realtà privata si è dimostrata inaffidabile nel presentare ed attuare un piano industriale sostenibile e credibile e, allo stesso tempo, lo Stato ha continuato ad operare con un atteggiamento attendista, o intervenendo, per via legislativa, con continui decreti tesi soltanto a prorogare di qualche mese l'agonia di un intero territorio. La tutela dei lavoratori, il rispetto dell'ambiente e della salute devono avere una protezione efficace, attraverso un modello produttivo rispettoso di quei principi, come impone il novellato articolo 41 della nostra Costituzione;
la siderurgia è un asset strategico per tutta l'industria del Paese;
è evidente che lo Stato non potrà disimpegnarsi, e dovrà entrare in equity nel nuovo assetto societario di Acciaierie d'Italia al fine di garantire l'occupazione, il risanamento ambientale e la decarbonizzazione,
impegna il Governo:
ad intraprendere ogni iniziativa utile affinché lo Stato entri in equity nel nuovo assetto societario di Acciaierie d'Italia, in tal modo garantendo le ulteriori indifferibili azioni di risanamento ambientale e sanitario, la decarbonizzazione e l'occupazione, contestualmente provvedendo ad un piano industriale nazionale che faccia della riconversione ecologica il proprio fulcro e che si assuma la responsabilità di settori produttivi che non possono essere preda di appetiti privati di tipo speculativo.
G1.102
Respinto
Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 24 gennaio 2025, n. 3, recante misure urgenti per assicurare la continuità produttiva ed occupazionale degli impianti ex ILVA» (Atto Senato 1359),
premesso che:
il provvedimento in esame non offre alcuna prospettiva di rilancio produttivo dello stabilimento ex ILVA e non risponde alla necessità di garantire il risanamento ambientale e la tutela dell'occupazione;
in attesa di conoscere quali siano le soluzioni che verranno proposte per la ripresa della produzione siderurgica dello stabilimento ex ILVA, andrebbero compresi, in ogni caso, tra le misure di protezione, tutti i crediti vantati per la fornitura di beni e servizi finalizzati alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti dello stabilimento industriale, nonché quelli per il risanamento ambientale, l'attuazione delle misure di igiene e sicurezza del lavoro, nonché per l'attuazione degli interventi in materia di tutela ambientale e della salute,
impegna il Governo:
ad intervenire, a livello normativo, per dare soluzione a tutti i crediti vantati per la fornitura di beni e servizi finalizzati alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti dello stabilimento industriale, nonché a quelli vantati per il risanamento ambientale, l'attuazione delle misure di igiene e sicurezza del lavoro, nonché per l'attuazione degli interventi in materia di tutela ambientale e della salute previsti dal piano di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 marzo 2014.
G1.103
Respinto
Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 24 gennaio 2025, n. 3, recante misure urgenti per assicurare la continuità produttiva ed occupazionale degli impianti ex ILVA» (Atto Senato 1359),
premesso che:
l'area di Taranto è stata dichiarata «ad elevato rischio di crisi ambientale» con la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata il 30 novembre 1990. Successivamente è stata inserita tra i siti di bonifica di interesse nazionale (SIN) dalla legge n. 426 del 1998;
nel 2012 una perizia chimica ed epidemiologica disposta dal GIP Patrizia Todisco aprì la strada per la successiva verifica di un'ipotesi di "disastro ambientale", a fronte di un eccesso di mortalità nella città (circa 11.550 vittime in sette anni a causa delle emissioni). Il GIP di Taranto dispose il sequestro senza facoltà d'uso dell'intera area a caldo dello stabilimento siderurgico e vennero arrestati Emilio Riva, presidente di ILVA fino a maggio 2010, e il figlio Nicola;
da quel momento si sono susseguiti numerosi provvedimenti volti a salvaguardare la continuità produttiva dello stabilimento, nel tentativo di coniugare la stessa con la bonifica ambientale, la riconversione ecologica dello stabilimento e la tutela della salute di lavoratori e cittadini. Obiettivi che ancora oggi, dopo dodici anni, risultano ancora troppo lontani;
la sentenza del processo "Ambiente svenduto" per i reati di disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari e omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro commessi fino al 2013 si è conclusa con la condanna, tra gli altri, di Fabio Riva a ventidue anni e Nicola Riva a venti anni di reclusione. Disposta anche la confisca degli impianti dell'acciaieria ma anche per equivalente dell'illecito profitto nei confronti delle tre società ILVA S.p.A., Riva fire e Riva forni elettrici per una somma di 2,1 miliardi. La frase pronunciata da Fabio Riva, intercettata durante una conversazione telefonica del giugno 2010, secondo la Corte "riassume meglio di ogni altro elemento di prova la volontarietà della condotta delittuosa posta in essere dagli imputati, e anzi la consapevolezza degli effetti dell'inquinamento sulla salute della popolazione tarantina". Nella sentenza stessa, di cui partirà l'appello nell'aprile di quest'anno, è stato utilizzato il concetto di "razzismo ambientale: zone economicamente arretrate sono individuate come luoghi ove realizzare grandi impianti industriali o altre fonti inquinanti, senza che le istituzioni preposte ai controlli esercitino efficacemente le proprie prerogative e, in ultima analisi, senza alcuna considerazione della popolazione residente, costretta a vivere in un ambiente gravemente compromesso e esposta a maggiori rischi per la salute";
ad agosto 2023 è scaduta l'autorizzazione integrata ambientale relativa allo stabilimento: per alcune prescrizioni sono state proposte rinvii e misure compensative. Negli ultimi anni l'ARPA e l'ASL di Taranto hanno riscontrato picchi di benzene nella centralina afferente alla zona di Tamburi, con un trend spesso in aumento a fronte di una produzione ai minimi storici;
i valori registrati dalla centralina di via Orsini risultano più che raddoppiati dal 2019 al 2022 (passando rispettivamente da 1,32 a 3,3 microgrammi), e nel 2023 sono aumentate ancora, con una media di 4,2 microgrammi registrata nei primi sette mesi dell'anno. Siamo ormai prossimi al raggiungimento dei limiti di legge, pari a 5 microgrammi per metro cubo;
sono in corso verifiche da parte di ISPRA: i gas di cokeria sono sicuramente una sorgente di benzene. La concentrazione misurata dalla centralina interna allo stabilimento, presso le cokerie, passa da 18,4 microgrammi del 2019 ai 32,9 del 2022, quasi un raddoppio. La massima ricaduta, con venti da nord ovest, è proprio sul quartiere Tamburi dove le concentrazioni di PM10 e PM2,5 nel 2023 peraltro non diminuiscono, nonostante la riduzione della produzione;
il benzene e il benzo(a)pirene sono entrambi classificati come «cancerogeni certi» dallo IARC;
come scrive la dottoressa Annamaria Moschetti, premiata come «Ambientalista dell'anno» 2022 e referente dell'Associazione culturale pediatri di Puglia e Basilicata: «Lo studio SENTIERI dello scorso racconta dello stato di salute dei bambini che vivono nell'infelice SIN di Taranto documentando nel periodo di studio 2015-2018 un eccesso di bambini con malformazioni congenite, nel periodo di studio 2014 -2018 un eccesso di bambine ricoverate per tumori maligni e tumori del sistema nervoso e un eccesso di leucemie mieloidi e linfoidi sia tra le bambine che tra i bambini. Documentato anche un eccesso di decessi per leucemia nelle bambine. Questi bambini tarantini si sono ammalati e sono morti mentre gli impianti, sotto sequestro della magistratura per aver causato morte e malattia nella popolazione, funzionavano (e funzionano ancora) perché si ritenne che le nuove prescrizioni dell'autorizzazione integrata ambientale del 2012 fossero tali da "bilanciare" le esigenze della produzione con quelle della salute e della vita e si consentì dunque la prosecuzione dell'attività produttiva. La morte e la malattia di questi bambini tarantini, eventi "sentinella" di una situazione ambientale critica, devono indurci a riflettere se quella valutazione non sia stata drammaticamente errata.»;
è evidente, dunque, come non si sia riusciti a tutelare la salute, né l'ambiente, né il lavoro;
il processo di produzione con altoforno e convertitore produce 2 Kg di CO2 per ogni Kg di acciaio prodotto. La politica europea sul clima prevede che i permessi gratuiti per l'emissione di CO2 per tonnellata andranno gradualmente eliminati tra il 2026 e il 2034 e costeranno sempre di più. L'innovazione per i settori industriali è quindi obbligatoria per continuare a rimanere sul mercato. Nei prossimi anni anche le aziende siderurgiche dovranno pagare per le proprie emissioni di anidride carbonica e questo incrementerà a dismisura il costo della produzione di acciaio fatta col ciclo integrale con conseguenze negative inevitabili anche in termini di occupazione del settore;
è urgente pensare a un cambiamento radicale nel processo produttivo dell'area a caldo, la più inquinante, rinunciando al carbone, agli altoforni e cokerie;
è già matura in tal senso la tecnologia DRI H2 based (Direct Reduced Iron - preridotto) e ad arco elettrico (EAF), utilizzata in diverse parti del mondo come l'India (28 milioni di tonnellate (Mt)/anno di capacità DRI) e l'Iran (26 Mt/anno di capacità DRI). In Europa nuovi impianti sono in costruzione in diversi Stati: la Svezia con il modello HYBRIT che grazie a un impianto DRI a idrogeno verde punta a produrre dal 2026 1,3 Mt l'anno di acciaio pulito, per arrivare a 2,7 Mt nel 2030 e la H2 Green Steel che punta invece a produrre 5 Mt di acciaio verde a Boden (avvio della produzione previsto entro la fine del 2025); la Finlandia dove la Blastr Green Steel vuole investire 4 miliardi di euro per produrre 2,5 milioni di tonnellate (Mt) di acciaio low carbon dal 2026 utilizzando idrogeno verde; la Germania che punta a produrre 100.000 tonnellate l'anno di acciaio tramite idrogeno grigio ottenuto dal gas, per poi passare all'idrogeno verde, tramite un progetto avviato nel 2019 proprio da Arcelor-Mittal che prevede un investimento di 65 milioni di euro per sperimentare la produzione di acciaio verde ad Amburgo; e infine l'Austria, che con il progetto H2FUTURE, finanziato dall'Unione europea, ha costruito a Linz quello che attualmente è il più grande impianto pilota per la produzione di idrogeno per l'industria siderurgica;
nello stabilimento di Taranto, un forno a riduzione diretta potrebbe entrare in funzione già nel 2026, alimentato dapprima a gas naturale e in futuro con idrogeno prodotto da fonti rinnovabili. La decarbonizzazione dei settori hard to abate, (quelli più inquinanti ed energivori) come la siderurgia, è collegata strettamente all'incremento e ad una veloce transizione del settore elettrico verso le rinnovabili presenti sul territorio nazionale,
impegna il Governo:
a predisporre, in attesa di conoscere il nuovo assetto proprietario, una fase transitoria, a guida pubblica, nella gestione dello stabilimento siderurgico ex ILVA di Taranto, che consenta un lasso di tempo utile ad avviare una strategia industriale in grado di procedere in modo determinato, con obiettivi scadenzati e ravvicinati, alla riconversione ecologica dello stabilimento, valutando in tal senso la costruzione e la messa in funzione di un forno a riduzione diretta attraverso l'utilizzo della tecnologia DRI H2 based (Direct Reduced Iron - preridotto) e ad arco elettrico (EAF);
ad elaborare con urgenza un Piano nazionale acciaio con l'obiettivo di riconvertire gli stabilimenti nazionali, rendendo sostenibile la produzione dell'acciaio, come già avvenuto in molti Paesi europei dove massicci investimenti sia pubblici che privati sono indirizzati su forni elettrici, impianti di preridotto, utilizzo dell'idrogeno verde. Soltanto un comparto siderurgico competitivo e sostenibile, che avvii nell'immediato la decarbonizzazione, potrà consentire infatti lo sviluppo dell'industria italiana nel prossimo futuro.
G1.104
Respinto
Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge recante «Conversione in legge del decreto-legge 24 gennaio 2025, n. 3, recante misure urgenti per assicurare la continuità produttiva ed occupazionale degli impianti ex ILVA» (Atto Senato 1359-A),
premesso che:
l'area di Taranto è stata dichiarata «ad elevato rischio di crisi ambientale» con la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata il 30 novembre 1990. Successivamente è stata inserita tra i siti di bonifica di interesse nazionale (SIN) dalla legge n. 426 del 1998;
nel 2012 una perizia chimica ed epidemiologica disposta dal GIP Patrizia Todisco aprì la strada per la successiva verifica di un'ipotesi di "disastro ambientale", a fronte di un eccesso di mortalità nella città (circa 11.550 vittime in sette anni a causa delle emissioni). Il GIP di Taranto dispose il sequestro senza facoltà d'uso dell'intera area a caldo dello stabilimento siderurgico e vennero arrestati Emilio Riva, presidente di ILVA fino a maggio 2010, e il figlio Nicola;
da quel momento si sono susseguiti numerosi provvedimenti volti a salvaguardare la continuità produttiva dello stabilimento, nel tentativo di coniugare la stessa con la bonifica ambientale, la riconversione ecologica dello stabilimento e la tutela della salute di lavoratori e cittadini. Obiettivi che ancora oggi, dopo dodici anni, risultano ancora troppo lontani;
la sentenza del processo "Ambiente svenduto" per i reati di disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari e omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro commessi fino al 2013 si è conclusa con la condanna, tra gli altri, di Fabio Riva a ventidue anni e Nicola Riva a venti anni di reclusione. Disposta anche la confisca degli impianti dell'acciaieria ma anche per equivalente dell'illecito profitto nei confronti delle tre società ILVA S.p.A., Riva fire e Riva forni elettrici per una somma di 2,1 miliardi. La frase pronunciata da Fabio Riva, intercettata durante una conversazione telefonica del giugno 2010, secondo la Corte "riassume meglio di ogni altro elemento di prova la volontarietà della condotta delittuosa posta in essere dagli imputati, e anzi la consapevolezza degli effetti dell'inquinamento sulla salute della popolazione tarantina". Nella sentenza stessa, di cui partirà l'appello nell'aprile di quest'anno, è stato utilizzato il concetto di "razzismo ambientale: zone economicamente arretrate sono individuate come luoghi ove realizzare grandi impianti industriali o altre fonti inquinanti, senza che le istituzioni preposte ai controlli esercitino efficacemente le proprie prerogative e, in ultima analisi, senza alcuna considerazione della popolazione residente, costretta a vivere in un ambiente gravemente compromesso e esposta a maggiori rischi per la salute";
ad agosto 2023 è scaduta l'autorizzazione integrata ambientale relativa allo stabilimento: per alcune prescrizioni sono state proposte rinvii e misure compensative. Negli ultimi anni l'ARPA e l'ASL di Taranto hanno riscontrato picchi di benzene nella centralina afferente alla zona di Tamburi, con un trend spesso in aumento a fronte di una produzione ai minimi storici;
i valori registrati dalla centralina di via Orsini risultano più che raddoppiati dal 2019 al 2022 (passando rispettivamente da 1,32 a 3,3 microgrammi), e nel 2023 sono aumentate ancora, con una media di 4,2 microgrammi registrata nei primi sette mesi dell'anno. Siamo ormai prossimi al raggiungimento dei limiti di legge, pari a 5 microgrammi per metro cubo;
sono in corso verifiche da parte di ISPRA: i gas di cokeria sono sicuramente una sorgente di benzene. La concentrazione misurata dalla centralina interna allo stabilimento, presso le cokerie, passa da 18,4 microgrammi del 2019 ai 32,9 del 2022, quasi un raddoppio. La massima ricaduta, con venti da nord ovest, è proprio sul quartiere Tamburi dove le concentrazioni di PM10 e PM2,5 nel 2023 peraltro non diminuiscono, nonostante la riduzione della produzione;
il benzene e il benzo(a)pirene sono entrambi classificati come «cancerogeni certi» dallo IARC;
come scrive la dottoressa Annamaria Moschetti, premiata come «Ambientalista dell'anno» 2022 e referente dell'Associazione culturale pediatri di Puglia e Basilicata: «Lo studio SENTIERI dello scorso racconta dello stato di salute dei bambini che vivono nell'infelice SIN di Taranto documentando nel periodo di studio 2015-2018 un eccesso di bambini con malformazioni congenite, nel periodo di studio 2014 -2018 un eccesso di bambine ricoverate per tumori maligni e tumori del sistema nervoso e un eccesso di leucemie mieloidi e linfoidi sia tra le bambine che tra i bambini. Documentato anche un eccesso di decessi per leucemia nelle bambine. Questi bambini tarantini si sono ammalati e sono morti mentre gli impianti, sotto sequestro della magistratura per aver causato morte e malattia nella popolazione, funzionavano (e funzionano ancora) perché si ritenne che le nuove prescrizioni dell'autorizzazione integrata ambientale del 2012 fossero tali da "bilanciare" le esigenze della produzione con quelle della salute e della vita e si consentì dunque la prosecuzione dell'attività produttiva. La morte e la malattia di questi bambini tarantini, eventi "sentinella" di una situazione ambientale critica, devono indurci a riflettere se quella valutazione non sia stata drammaticamente errata.»;
è evidente, dunque, come non si sia riusciti a tutelare la salute, né l'ambiente, né il lavoro;
il processo di produzione con altoforno e convertitore produce 2 kg di CO2 per ogni kg di acciaio prodotto. La politica europea sul clima prevede che i permessi gratuiti per l'emissione di CO2 per tonnellata andranno gradualmente eliminati tra il 2026 e il 2034 e costeranno sempre di più. L'innovazione per i settori industriali è quindi obbligatoria per continuare a rimanere sul mercato. Nei prossimi anni anche le aziende siderurgiche dovranno pagare per le proprie emissioni di anidride carbonica e questo incrementerà a dismisura il costo della produzione di acciaio fatta col ciclo integrale con conseguenze negative inevitabili anche in termini di occupazione del settore;
è urgente pensare a un cambiamento radicale nel processo produttivo dell'area a caldo, la più inquinante, rinunciando al carbone, agli altoforni e cokerie;
è già matura in tal senso la tecnologia DRI H2 based (Direct Reduced Iron - preridotto) e ad arco elettrico (EAF), utilizzata in diverse parti del mondo come l'India (28 milioni di tonnellate (Mt)/anno di capacità DRI) e l'Iran (26 Mt/anno di capacità DRI). In Europa nuovi impianti sono in costruzione in diversi Stati: la Svezia con il modello HYBRIT che grazie a un impianto DRI a idrogeno verde punta a produrre dal 2026 1,3 Mt l'anno di acciaio pulito, per arrivare a 2,7 Mt nel 2030 e la H2 Green Steel che punta invece a produrre 5 Mt di acciaio verde a Boden (avvio della produzione previsto entro la fine del 2025); la Finlandia dove la Blastr Green Steel vuole investire 4 miliardi di euro per produrre 2,5 milioni di tonnellate (Mt) di acciaio low carbon dal 2026 utilizzando idrogeno verde; la Germania che punta a produrre 100.000 tonnellate l'anno di acciaio tramite idrogeno grigio ottenuto dal gas, per poi passare all'idrogeno verde, tramite un progetto avviato nel 2019 proprio da Arcelor-Mittal che prevede un investimento di 65 milioni di euro per sperimentare la produzione di acciaio verde ad Amburgo; e infine l'Austria, che con il progetto H2FUTURE, finanziato dall'Unione europea, ha costruito a Linz quello che attualmente è il più grande impianto pilota per la produzione di idrogeno per l'industria siderurgica;
nello stabilimento di Taranto, un forno a riduzione diretta potrebbe entrare in funzione già nel 2026, alimentato dapprima a gas naturale e in futuro con idrogeno prodotto da fonti rinnovabili. La decarbonizzazione dei settori hard to abate, (quelli più inquinanti ed energivori) come la siderurgia, è collegata strettamente all'incremento e ad una veloce transizione del settore elettrico verso le rinnovabili presenti sul territorio nazionale,
impegna il Governo:
a predisporre, in attesa di conoscere il nuovo assetto proprietario, una fase transitoria, a guida pubblica, nella gestione dello stabilimento siderurgico ex ILVA di Taranto, che consenta un lasso di tempo utile ad avviare una strategia industriale in grado di procedere in modo determinato, con obiettivi scadenzati e ravvicinati, alla riconversione ecologica dello stabilimento, valutando in tal senso la costruzione e la messa in funzione di un forno a riduzione diretta attraverso l'utilizzo della tecnologia DRI H2 based (Direct Reduced Iron - preridotto) e ad arco elettrico (EAF);
ad elaborare con urgenza un Piano nazionale acciaio con l'obiettivo di riconvertire gli stabilimenti nazionali, rendendo sostenibile la produzione dell'acciaio, come già avvenuto in molti Paesi europei dove massicci investimenti sia pubblici che privati sono indirizzati su forni elettrici, impianti di preridotto, utilizzo dell'idrogeno verde. Soltanto un comparto siderurgico competitivo e sostenibile, che avvii nell'immediato la decarbonizzazione, potrà consentire infatti lo sviluppo dell'industria italiana nel prossimo futuro.
ARTICOLO 1-BIS DEL DECRETO-LEGGE COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA COMMISSIONE
Articolo 1-bis.
(Rapporto di valutazione del danno sanitario - VDS per gli impianti di interesse strategico nazionale)
1. Al fine di dare compiuta attuazione alle disposizioni della direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali, afferenti, in particolare, al rapporto tra valutazioni sanitarie e riesame del procedimento di autorizzazione integrata ambientale (AIA) secondo l'interpretazione datane dalla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 25 giugno 2024, resa nella causa C-626/22, all'articolo 1-bis del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012, n. 231, dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
« 2-bis. Il decreto adottato ai sensi del comma 2 è aggiornato, almeno ogni sette anni, includendo criteri predittivi in ragione degli sviluppi delle conoscenze scientifiche relative al rischio per la salute associato all'esposizione ad emissioni industriali. In sede di prima applicazione, il decreto del Ministro della salute 24 aprile 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 197 del 23 agosto 2013, è aggiornato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.
2-ter. Il rapporto di VDS, in quanto elaborato alla luce delle risultanze correlate a un'installazione esistente e operante, ha l'obiettivo, in coerenza con la normativa dell'Unione europea in materia di prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento, di fornire elementi di valutazione di carattere sanitario, rilevanti anche ai fini del riesame dell'autorizzazione integrata ambientale.
2-quater. Resta fermo, in ordine ai rapporti tra VDS e autorizzazione integrata ambientale, quanto previsto dall'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 89 ».
EMENDAMENTI
1-bis.100 (già 1.0.1000/1)
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Sostituire l'articolo con il seguente:
«Art. 1-bis.
(Rapporto di valutazione di impatto sanitario per gli impianti ex Ilva)
1. Al fine di dare compiuta attuazione alle disposizioni della direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali, afferenti, in particolare, al rapporto tra valutazioni sanitarie e riesame del procedimento di autorizzazione integrata ambientale (AIA) secondo l'interpretazione datane dalla sentenza della Corte di Giustizia 25 giugno 2024, C-626/2022, nell'ambito di quanto previsto dall'articolo 29-octies, comma 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, l'Istituto superiore di sanità (ISS) fornisce lo studio di valutazione di impatto sanitario (VIS), elaborato sulla base delle linee guida adottate con decreto del Ministro della salute del 27 marzo 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 126 del 31 maggio 2019.».
1-bis.101 (già 1.0.1000/2)
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Al comma 1, al capoverso "2-bis", dopo le parole: «è aggiornato», aggiungere le seguenti: «previa intesa con la Regione Puglia e gli organi tecnici e scientifici della medesima,».
1-bis.102 (già 1.0.1000/4)
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Apportare le seguenti modificazioni:
a) al comma 1:
1) al capoverso "2-bis", sostituire le parole: «sette anni» con le seguenti: «due anni» e, al secondo periodo, dopo le parole: «è aggiornato» aggiungere le seguenti: «, d'intesa con la Regione Puglia e gli organi tecnici e scientifici della medesima,»;
2) sostituire il capoverso "2-ter" con il seguente: «2-ter. Ai fini della tutela della salute pubblica e in conformità con la normativa dell'Unione europea in materia di prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento, il rapporto di valutazione del danno sanitario può determinare modifiche alle prescrizioni dell'autorizzazione integrale ambientale in corso di validità.».
b) dopo il comma 1, aggiungere il seguente: «1-bis. All'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2013, n. 89, le parole: "Il rapporto di valutazione del danno sanitario non può unilateralmente modificare le prescrizioni dell'autorizzazione integrata ambientale in corso di validità, ma legittima la regione competente a chiedere il riesame ai sensi dell'articolo 29-octies, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152" sono soppresse.».
1-bis.103 (già 1.0.1000/3)
Turco, Naturale, Sabrina Licheri
Precluso
Al comma 1, capoverso "2-bis", apportare le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo sostituire le parole: «sette anni» con le seguenti: «due anni»;
b) al secondo periodo sostituire le parole: «entro dodici mesi» con le seguenti: «entro tre mesi».
1-bis.104 (già 1.0.1000/6)
Precluso
Al comma 1, capoverso "2-bis", sostituire le parole: "sette anni", con le seguenti: "cinque anni".
1-bis.105 (già 1.0.1000/7)
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Al comma 1, al capoverso "2-bis" aggiungere, in fine, le seguenti parole: «L'aggiornamento del decreto è proposto dall'ISS di concerto con gli enti di cui all'articolo 1-bis, comma 1, del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012, n. 231».
1-bis.106 (già 1.0.1000/9)
Respinto
Al comma 1, capoverso "2-ter", dopo le parole: «autorizzazione integrata ambientale», inserire le seguenti: «, nonché per l'attuazione di un piano di riduzione degli inquinanti entro 12 mesi.».
1-bis.107 (già 1.0.1000/9)
Id. em. 1-bis.106
Al comma 1, capoverso "2-ter", dopo le parole: «autorizzazione integrata ambientale», inserire le seguenti: «, nonché per l'attuazione di un piano di riduzione degli inquinanti entro dodici mesi.».
1-bis.108 (già 1.0.1000/8)
Respinto
Al comma 1, capoverso "2-ter", aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e comprende, altresì, i dati del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e del registro dei lavoratori esposti a sostanze cancerogene».
1-bis.109 (già 1.0.1000/10)
Respinto
Al comma 1, dopo il capoverso "2-quater", aggiungere i seguenti:
«2-quinquies. La valutazione del danno sanitario (VDS) include un monitoraggio specifico degli effetti sanitari sui lavoratori degli impianti ex ILVA, nonché sulla popolazione del territorio interessato con particolare attenzione all'esposizione agli inquinanti industriali. A tal fine, è istituita presso l'Istituto superiore di sanità (ISS) una biobanca per la raccolta e la conservazione di campioni biologici, con l'obiettivo di tracciare nel tempo le esposizioni e gli effetti sulla salute, garantendo la protezione dei dati personali e il rispetto della normativa in materia di privacy.
2-sexies. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, è disciplinata l'organizzazione il funzionamento della biobanca di cui al comma 2-quinquies.
2-septies. Agli oneri di cui al presente articolo, pari a 10 milioni di euro a decorrere dal 2025, si provvede a valere sulle maggiori entrate rivenienti a decorrere dall'anno 2025 dall'annuale e progressiva eliminazione nella misura del dieci per cento dei sussidi dannosi per l'ambiente (SAD) di cui al catalogo istituito presso il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, limitatamente a quelli che non impattano sulla tutela, costituzionalmente garantita, delle famiglie vulnerabili, della salute e del lavoro.».
1-bis.110 (già 1.0.1000/10)
Id. em. 1-bis.109
Al comma 1, dopo il capoverso "2-quater", aggiungere i seguenti:
«2-quinquies. La Valutazione del Danno Sanitario (VDS) include un monitoraggio specifico degli effetti sanitari sui lavoratori degli impianti ex Ilva, nonché sulla popolazione del territorio interessato con particolare attenzione all'esposizione agli inquinanti industriali. A tal fine, è istituita presso l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) una biobanca per la raccolta e la conservazione di campioni biologici, con l'obiettivo di tracciare nel tempo le esposizioni e gli effetti sulla salute, garantendo la protezione dei dati personali e il rispetto della normativa in materia di privacy.
2-sexies. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell'Ambiente e delle Sicurezza energetica, è disciplinata l'organizzazione il funzionamento della Biobanca di cui al comma 2-quinquies.
2-septies Agli oneri di cui al presente articolo, pari a 10 milioni di euro a decorrere dal 2025, si provvede a valere sulle maggiori entrate rivenienti a decorrere dall'anno 2025 dall'annuale e progressiva eliminazione nella misura del dieci per cento dei sussidi dannosi per l'ambiente (SAD) di cui al catalogo istituito presso il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, limitatamente a quelli che non impattano sulla tutela, costituzionalmente garantita, delle famiglie vulnerabili, della salute e del lavoro.»
1-bis.111 (già 1.0.1000/11)
Turco, Naturale, Sabrina Licheri
Respinto
Al comma 1, dopo il capoverso «2-quater», inserire il seguente:
«2-quinquies. Ai fini della valutazione del danno sanitario (VDS) relativo agli impianti ex ILVA, l'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA) della regione Puglia provvede alla rilevazione costante della concentrazione degli inquinanti cianuro e fenoli nelle acque di scarico, nonché del biossido di azoto (NO?) nelle emissioni in atmosfera. I dati raccolti sono pubblicati sul sito istituzionale di Arpa con cadenza mensile e comunicati alle autorità competenti ai fini della valutazione preventiva del danno sanitario e del riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale. I gestori degli impianti provvedono all'utilizzo di impianti di trattamento delle acque reflue per eliminare o diminuire la quantità di fenoli e cianuri nelle acque di scarico. Per le finalità di cui al presente comma è autorizzata una spesa di 1 milione di euro a decorrere dall'anno 2025. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.»
1-bis.112 (già 1.0.1000/12)
Respinto
Al comma 1, dopo il capoverso "2-quater", aggiungere il seguente:
«2-quinquies. Il gestore di un'installazione, come disposto dalla sentenza della Corte di giustizia 25 giugno 2024, C-626/2022, è soggetto all'obbligo di fornire informazioni relative al tipo, all'entità e al potenziale effetto negativo delle emissioni che possono essere prodotte da tale installazione, affinché le autorità competenti possano fissare valori limite relativi alle relative emissioni, con la sola eccezione di quelle che, per il loro tipo o per la loro entità, non sono tali da costituire un rischio per l'ambiente o la salute umana.».
1-bis.113 (già 1.0.1000/12)
Id. em. 1-bis.112
Al comma 1, dopo il capoverso "2-quater", aggiungere il seguente:
«2-quinquies. Il gestore di un'installazione, come disposto dalla sentenza della Corte di Giustizia 25 giugno 2024, C-626/2022, è soggetto all'obbligo di fornire informazioni relative al tipo, all'entità e al potenziale effetto negativo delle emissioni che possono essere prodotte da tale installazione, affinché le autorità competenti possano fissare valori limite relativi alle relative emissioni, con la sola eccezione di quelle che, per il loro tipo o per la loro entità, non sono tali da costituire un rischio per l'ambiente o la salute umana.».
1-bis.114 (già 1.0.1000/13)
Respinto
Al comma 1, dopo il capoverso "2-quater", aggiungere il seguente:
«2-quinquies. I fondi destinati alle attività di bonifica e risanamento ambientale sono destinati esclusivamente ad interventi di decontaminazione, ripristino, risanamento ambientale e a misure di tutela della salute pubblica.».
1-bis.115 (già 1.0.2000/5)
Respinto
Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
«1-bis. Gli interventi di ripristino e di bonifica ambientale di cui all'articolo 3, comma 1, decimo periodo, del decreto-legge 5 gennaio 2025, n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 4 marzo 2015, n. 20, sono eseguiti previa consultazione dei rappresentanti delle parti sociali, degli enti locali e dei rispettivi organismi associativi, delle categorie produttive e sociali e della società civile dei territori interessati.»
ARTICOLO 1-TER DEL DECRETO-LEGGE COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA COMMISSIONE
Articolo 1-ter.
(Procedura di riesame dell'autorizzazione integrata ambientale per gli impianti di interesse strategico nazionale)
1. Nell'ambito di quanto previsto dall'articolo 29-octies, comma 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, i gestori degli impianti di interesse strategico nazionale di cui all'articolo 1 del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012, n. 231, forniscono, oltre alle informazioni necessarie ai sensi del comma 5 del medesimo articolo 29-octies, il rapporto di valutazione del danno sanitario (VDS) relativo allo scenario emissivo connesso all'assetto impiantistico e produttivo oggetto dell'istanza di riesame. Nelle more dell'aggiornamento del decreto di cui all'articolo 1-bis, comma 2-bis, secondo periodo, del decreto-legge n. 207 del 2012, introdotto dall'articolo 1-bis del presente decreto, i gestori degli impianti di interesse strategico nazionale di cui al primo periodo predispongono lo studio di valutazione di impatto sanitario (VIS).
2. Lo studio di VIS a corredo dell'istanza di riesame dell'AIA, relativo allo scenario emissivo connesso all'assetto impiantistico e produttivo interessato oggetto di riesame, è predisposto e valutato sulla base delle linee guida adottate con decreto del Ministro della salute 27 marzo 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 126 del 31 maggio 2019, utilizzando, per la valutazione dell'impatto sulla qualità dell'aria, i valori limite di riferimento di cui al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155, e, per la valutazione del rischio sanitario, i valori di riferimento stabiliti dalla norma tecnica dell'Environmental Protection Agency degli Stati Uniti d'America (US-EPA), vigente alla data del 31 gennaio 2025.
3. Per le attività di valutazione, controllo e monitoraggio, il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica acquisisce il parere dell'Istituto superiore di sanità (ISS) che opera con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. L'ISS trasmette al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica il parere sulla base della documentazione in possesso, entro trenta giorni dalla ricezione dello studio di VIS. Ove siano necessarie integrazioni dello studio, esse sono richieste direttamente, e senza possibilità di reiterazione, dall'ISS al gestore entro quindici giorni. Il termine di cui al terzo periodo è sospeso sino alla produzione delle integrazioni da parte del gestore.
4. La Commissione di cui all'articolo 8-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006 rilascia il proprio parere entro sessanta giorni dalla data di ricezione delle valutazioni rese ai sensi del comma 3. Entro dieci giorni dalla data di ricezione del parere della Commissione, il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica convoca la conferenza di servizi di cui all'articolo 29-quater, comma 5, del decreto legislativo n. 152 del 2006, al fine di acquisire le determinazioni finali a chiusura del procedimento di riesame dell'AIA. La determinazione motivata conclusiva della conferenza di servizi è rilasciata entro sessanta giorni dalla data della prima riunione della conferenza medesima.
EMENDAMENTI
1-ter.101 (già 1.0.1000/8)
Respinto
Al comma 1, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e recante, altresì, i dati del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e del registro dei lavoratori esposti a sostanze cancerogene».
1-ter.102 (già 1.0.1000/15)
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Apportare le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, secondo periodo, sostituire le parole: «i gestori degli impianti di interesse strategico nazionale di cui al primo periodo predispongono» con le seguenti: «l'Istituto superiore di sanità (ISS) predispone»;
b) al comma 2, sostituire le parole da: «i valori limite di riferimento di cui al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155» fino alla fine del periodo, con le seguenti: «nonché per la valutazione del rischio sanitario, i valori limite di cui alla Direttiva 23 ottobre 2024, n. 2024/2881/UE».
c) al comma 3, secondo periodo, sopprimere le parole: «sulla base della documentazione in possesso» e sostituire la parola «trenta» con la seguente: «sessanta»;
d) al comma 3, terzo periodo, sopprimere le parole: «, e senza possibilità di reiterazione,» e sostituire la parola «quindici» con la seguente: «trenta».
1-ter.103 (già 1.0.1000/16)
Turco, Sabrina Licheri, Naturale
Precluso
Al comma 1, sostituire le parole: «i gestori degli impianti di interesse strategico nazionale di cui al primo periodo predispongono» con le seguenti: «l'istituto superiore di sanità (ISS), di concerto con l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), le agenzie regionali per la protezione dell'ambiente (ARPA) e le aziende sanitarie locali predispongono»
1-ter.104 (già 1.0.1000/17)
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Al comma 1, dopo la parola: «predispongono» inserire le seguenti: «, previa consultazione degli enti di governo del territorio interessati e degli enti di cui all'articolo 1-bis, comma 1, del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012, n. 231,».
1-ter.105 (già 1.0.1000/18)
Turco, Naturale, Sabrina Licheri
Respinto
Apportare le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, sostituire le parole: «lo studio di valutazione di impatto sanitario (VIS)» con le seguenti: «, a corredo dell'istanza di riesame dell'AIA, la valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario (VIIAS) di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b-bis.1), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, introdotta dal comma 2 del presente decreto»;
b) sostituire il comma 2 con il seguente:
«2. Al fine di tenere conto dell'impatto ambientale e sanitario delle procedure di autorizzazione integrata ambientale, al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 5, comma 1, dopo la lettera b-bis), è inserita la seguente:
"b-bis.1) valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario, di seguito VIIAS: combinazione di procedure, metodi e strumenti, con i quali si possono stimare, anche preventivamente, gli effetti potenziali sulla salute della popolazione nell'ambito della procedura di autorizzazione integrata ambientale (AIA).";
b) all'articolo 29-ter, dopo il comma 2, è inserito il seguente: "2-bis. La domanda di autorizzazione integrata ambientale, nonché la domanda di riesame della stessa, deve altresì contenere, pena il mancato rilascio dell'autorizzazione da parte delle autorità competenti, la VIIAS, redatta sulla base delle linee guida adottate entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione di cui al presente decreto, dal Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il Ministro della salute, sentiti l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), le agenzie regionali per la protezione dell'ambiente (ARPA) e le agenzie provinciali per la protezione dell'ambiente (APPA).";
c) all'articolo 29-duodecies, comma 1, dopo le parole: "domande ricevute," sono inserite le seguenti: "integrate dalla VIIAS,".»
1-ter.106 (già 1.0.1000/19)
Respinto
Al comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: "e un piano di riduzione degli inquinanti entro 12 mesi.".
1-ter.107 (già 1.0.1000/19)
Id. em. 1-ter.106
Al comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e un piano di riduzione degli inquinanti entro dodici mesi.».
1-ter.108 (già 1.0.1000/20)
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Al comma 2, sopprimere le seguenti parole: «per la valutazione dell'impatto sulla qualità dell'aria, i valori limite di riferimento di cui al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155 e,».
1-ter.109 (già 1.0.1000/21)
Turco, Sabrina Licheri, Naturale
Respinto
Apportare le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, dopo le parole: «i valori limite di riferimento di cui al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155,» inserire le seguenti: «come rivisti dal comma 2-bis,»;
b) dopo il comma 2, inserire il seguente: «2-bis. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con decreto del Ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR, di concerto con i Ministri dell'ambiente e della sicurezza energetica, della salute, delle imprese e del made in Italy e delle infrastrutture e dei trasporti, sono rivisti i limiti previsti dal decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155, recante "Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa", al fine di migliorare i criteri di valutazione della qualità dell'aria e di allineare gli standard nazionali alle linee guida sulla qualità dell'aria "WHO global air quality guidelines" dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) del 22 settembre 2021.»
1-ter.110 (già 1.0.1000/22)
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Sostituire il comma 3 con il seguente: «3. Per le attività di valutazione, controllo e monitoraggio, il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica acquisisce il parere dell'Istituto superiore di sanità (ISS) che opera con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. L'ISS, previa acquisizione, in sede istruttoria, delle valutazioni tecnico-scientifiche già elaborate dagli enti territorialmente competenti per l'ambiente e la salute, trasmette al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica il parere sulla base della documentazione in possesso, entro novanta giorni dalla ricezione dello studio di valutazione dell'impatto sanitario. Ove siano necessarie integrazioni dello studio, esse sono richieste direttamente dall'ISS al Gestore entro quindici giorni. Il termine di cui al terzo periodo è sospeso sino alla produzione delle integrazioni da parte del gestore.».
1-ter.111 (già 1.0.1000/23)
Respinto
Al comma 3, sostituire il primo periodo con il seguente:
"Per le attività di valutazione, controllo e monitoraggio, il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica acquisisce il parere dell'Istituto superiore di sanità (ISS), redatto di concerto con l'Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell'Ambiente (ARPA), l'Azienda sanitaria locale (ASL) e l'Agenzia regionale strategica per la salute e il sociale (ARESS) che operano con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, e comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.".
1-ter.112 (già 1.0.1000/23)
Id. em. 1-ter.111
Al comma 3, sostituire il primo periodo con il seguente:
«Per le attività di valutazione, controllo e monitoraggio, il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica acquisisce il parere dell'Istituto superiore di sanità (ISS), redatto di concerto con l'Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell'ambiente (ARPA), l'Azienda sanitaria locale (ASL) e l'Agenzia regionale strategica per la salute e il sociale (ARESS) che operano con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, e comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.».
1-ter.113 (già 1.0.1000/24)
Respinto
Al comma 3, primo periodo, dopo le parole: " finanza pubblica", inserire le seguenti: ", nonché dell'ARPA, dell'ARESS e della ASL territorialmente competenti."
Conseguentemente:
1) nel secondo periodo, sostituire le parole: "sulla base della documentazione in possesso", con le seguenti: "elaborato congiuntamente all'ARPA, all'ARESS e alla ASL territorialmente competenti";
2) all'articolo 1-quater, comma 1, dopo le parole "parere dell'ISS", aggiungere le seguenti: "elaborato congiuntamente all'ARPA, all'ARESS e alla ASL territorialmente competenti".
1-ter.114 (già 1.0.1000/25)
Respinto
Apportare le seguenti modificazioni:
1) al comma 3:
a) al secondo periodo, sostituire le parole "trenta giorni", con le seguenti: "quarantacinque giorni";
b) al terzo periodo, sostituire le parole: "quindici giorni", con le seguenti: "trenta giorni";
2) al comma 4:
a) al primo periodo, sostituire le parole "sessanta giorni", con le seguenti: "novanta giorni";
b) al secondo periodo, sostituire le parole "dieci giorni", con le seguenti: "venti giorni";
c) all'ultimo periodo, sostituire le parole "sessanta giorni", con le seguenti: "novanta giorni";
Conseguentemente, all'articolo 1-quater:
1) sostituire le parole: "15 febbraio 2025", con le seguenti: "3 marzo 2025";
2) sostituire le parole "trenta giorni", ovunque ricorrano, con le seguenti: "quarantacinque giorni".
1-ter.115 (già 1.0.1000/26)
Respinto
Al comma 3, terzo periodo, sopprimere le seguenti parole: ", e senza possibilità di reiterazione,".
1-ter.116 (già 1.0.1000/27)
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Sost. id. em. 1-ter.115
Al comma 3, sopprimere le seguenti parole: «e senza possibilità di reiterazione».
1-ter.117 (già 1.0.1000/28)
Respinto
Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:
«3-bis. Il parere dell'Istituto superiore di sanità (ISS), redatto ai sensi del precedente comma, è vincolante ai fini della decisione conclusiva sul riesame dell'autorizzazione integrata ambientale.».
1-ter.118 (già 1.0.1000/29)
Respinto
Al comma 4, apportare le seguenti modificazioni:
a) al secondo periodo, dopo le parole: "152 del 2006", inserire le seguenti: "e l'Istituto superiore di sanità (ISS);
b) sostituire l'ultimo periodo con il seguente: "Le determinazioni motivate conclusive della conferenza dei servizi e dell'Istituto superiore di sanità sono rilasciate entro sessanta giorni dalla data della prima riunione dei due organismi."
Conseguentemente, all'articolo 1-quater, sostituire le parole "la determinazione motivata conclusiva della conferenza dei servizi è rilasciata", con le seguenti: "Le determinazioni motivate conclusive della conferenza dei servizi e dell'Istituto superiore di sanità sono rilasciate"
1-ter.119 (già 1.0.1000/31)
Turco, Sabrina Licheri, Naturale
Respinto
Dopo il comma 4, inserire il seguente:
«4-bis. Al fine di assicurare la salvaguardia dell'ambiente e la tutela della salute, sono adottati gli opportuni provvedimenti affinché la concentrazione di benzene al di fuori del perimetro dello stabilimento non superi la soglia di 27 microgrammi a metro cubo quale media oraria. In caso in cui si riscontrino tre superamenti della soglia nello stesso anno, l'Agenzia regionale per l'ambiente (Arpa) di concerto con la Asl locale, verificano se i superamenti dipendano da incrementi di emissioni di benzene derivanti dalle attività produttive dello stabilimento. In tal caso l'Arpa comunica le verifiche effettuate ad ISPRA, al ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, al ministero della Salute e al Ministero dell'Economia e delle Finanze che provvede alla sospensione dei prestiti per danni causati alla salute delle persone e all'ambiente.».
1-ter.120 (già 1.0.1000/30)
Turco, Sabrina Licheri, Naturale
Respinto
Dopo il comma 4, inserire il seguente:
«4-bis. In caso di violazioni delle condizioni di autorizzazione che comportino un pericolo immediato, grave e rilevante per l'integrità dell'ambiente e della salute umana, il gestore dell'impianto adotta immediatamente le misure necessarie per garantire il ripristino della conformità nel più breve tempo possibile. Fino al ripristino della conformità l'esercizio degli impianti è sospeso.»
1-ter.0.100 (già 1.0.1000/32)
Turco, Naturale, Sabrina Licheri
Respinto
Dopo l'articolo inserire il seguente:
«Art. 1-ter.1
(Disposizioni in materia di responsabilità penali)
«1. Al decreto legge 5 gennaio 2023, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 marzo 2023, n. 17, gli articoli 7 e 8 sono abrogati.
2. Al decreto legge 13 giungo 2023, n. 69, convertito con modificazioni, dalla legge 10 agosto 2023, n. 103, articolo 9-bis, il comma 5 è abrogato.»
1-ter.0.101 (già 1.0.1000/33)
Turco, Naturale, Sabrina Licheri
Respinto
Dopo l'articolo inserire il seguente:
«Art. 1-ter.1
(Riesame e aggiornamento del Piano di emergenza interna degli stabilimenti ILVA e del Piano di emergenza esterna città di Taranto)
«1. Al fine di assicurare i più elevati standard di sicurezza, entro 3 mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, i commissari straordinari di cui all'articolo 2 del decreto del Ministro delle imprese e del Made in Italy del 17 aprile 2024, provvedono al riesame e all'aggiornamento del piano di emergenza interna di cui all'articolo 20, del decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105, degli impianti della società ex ILVA s.p.a. in a.s.. 2. Entro il medesimo termine di cui al comma 1, il piano è trasmesso all'autorità competente per l'aggiornamento del piano di emergenza esterna di cui all'articolo 21 del predetto decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105.»
1-ter.0.102 (già 1.0.1000/34)
Turco, Sabrina Licheri, Naturale
Respinto
Dopo l'articolo inserire il seguente:
«Art. 1-ter.1
(Disposizioni relative alla verifica degli adempimenti prescritti in materia di prevenzione incendi)
1. All'articolo 14, comma 1, del decreto legge 15 maggio 2024, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2024, n. 101, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Nel caso in cui il sopralluogo di verifica degli adempimenti prescritti in materia di prevenzione incendi di cui all'Allegato L dia esito negativo è disposto il divieto di esercizio dell'impianto.".»
1-ter.0.103 (già 1.0.1000/35)
Turco, Sabrina Licheri, Naturale
Respinto
Dopo l'articolo inserire il seguente:
«Art. 1-ter.1
(Fondo per la riqualificazione e la bonifica del SIN di Taranto)
1. In considerazione dell'elevato rischio di crisi ambientale e sanitaria del sito di interesse nazionale di Taranto, anche al fine di sostenere gli interventi del Programma per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell'area di Taranto di cui all'articolo 6 del decreto legge 5 gennaio 2015, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2015, n. 4, nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica è istituito un Fondo, con una dotazione pari a 400 milioni di euro per l'anno 2025.
2. Il Fondo di cui al comma 1 è destinato al finanziamento di interventi finalizzati alla bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione nonché a definire strategie comuni utili allo sviluppo compatibile e sostenibile del territorio idonee a garantire il più alto livello di sicurezza per le persone e per l'ambiente.
3. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, da emanare entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità attuative del fondo di cui al presente articolo.
4. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 400 milioni di euro per l'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.».
1-ter.0.104 (già 1.0.1000/36)
Turco, Sabrina Licheri, Naturale
Respinto
Dopo l'articolo inserire il seguente:
«Art. 1-ter.1
(Fondo per il sostegno dell'idrogeno verde e per la decarbonizzazione degli impianti della Società ILVA S.p.A in A.S.)
1. Al fine di fronteggiare e superare le gravi situazioni di criticità ambientale gravanti sul territorio di Taranto e promuovere interventi di riqualificazione produttiva e diversificazione industriale, mediante la progressiva decarbonizzazione del processo produttivo dell'acciaio, nello stato di previsione del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica è istituito un Fondo, denominato "Fondo per il sostegno dell'idrogeno verde e per la decarbonizzazione degli impianti della Società ILVA S.p.A. in a.s.", con una dotazione finanziaria pari a 1,2 miliardi di euro per l'anno 2025, finalizzato alla realizzazione di forni elettrici alimentati con idrogeno verde da installare presso gli impianti siderurgici della Società ILVA S.p.A in a.s. siti a Taranto.
2. Con decreto del Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, di concerto con il Ministero del made in Italy e dell'economia e delle finanze da adottarsi entro 60 giorni dalla entrata in vigore della presente disposizione, sono definite le modalità attuative del Fondo. 3. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a 1,2 miliardi per l'anno 2025 si provvede a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, periodo di programmazione 2021-2027, di cui all'articolo 1, comma 177, della legge 30 dicembre 2020, n. 178.».
1-ter.0.105 (già 1.0.1000/38)
Turco, Naturale, Sabrina Licheri
Respinto
Dopo l'articolo inserire il seguente:
«Art. 1-ter.1
(Disposizioni in materia di maggiorazioni contributive per il personale siderurgico esposto all'amianto)
1. I lavoratori dipendenti degli impianti ex ILVA che sono stati esposti all'amianto per oltre dieci anni hanno diritto alle maggiorazioni contributive con un coefficiente pari all'1,5 del periodo di esposizione, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257.
2. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.»
ARTICOLO 1-QUATER DEL DECRETO-LEGGE COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA COMMISSIONE
Articolo 1-quater.
(Disposizioni transitorie)
1. Nel caso di procedimenti di riesame di cui all'articolo 29-octies del decreto legislativo n. 152 del 2006, in corso alla data del 31 gennaio 2025 e aventi a oggetto impianti di interesse strategico nazionale, gli atti già prodotti dal gestore rimangono validi se conformi a quanto previsto dall'articolo 1-ter del presente decreto, il parere dell'ISS è reso entro il 15 febbraio 2025, la Commissione di cui all'articolo 8-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006, integrata con un esperto in materia sanitaria designato dal Ministero della salute, rilascia il proprio parere nei successivi trenta giorni e la determinazione motivata conclusiva della conferenza di servizi è rilasciata nei successivi trenta giorni.
EMENDAMENTI
1-quater.101 (già 1.0.1000/40)
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Al comma 1 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) sostituire parole: «entro il 15 febbraio 2025» con le seguenti: «entro trenta giorni dalla ricezione di eventuali integrazioni richieste»;
b) dopo le parole: «designato dal Ministero della Salute,» aggiungere le seguenti: «, nonché con un esperto in materie scientifiche designato dal Presidente della Regione territorialmente competente»;
c) dopo la parola: «rilascia» aggiungere le seguenti: «, previa consultazione pubblica cui partecipano gli enti e gli organi tecnici territorialmente competenti,».
1-quater.102 (già 1.0.1000/41)
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Precluso
Al comma 1, sostituire le parole: «entro il 15 febbraio 2025» con le seguenti: «entro trenta giorni dalla ricezione di eventuali integrazioni richieste» e dopo le parole: «designato dal Ministero della Salute,» aggiungere le seguenti: «nonché con un esperto in materie scientifiche designato dal Presidente della Regione territorialmente competente».
1-quater.103 (già 1.0.1000/42)
Respinto
Al comma 1, dopo le parole: "designato dal Ministero della salute," inserire le seguenti: "che tenga conto dei principi di indipendenza e pari opportunità di genere, nonchè dei requisiti di particolare e comprovata qualificazione professionale ed esperienza in materia ambientale e climatica.".
1-quater.104 (già 1.0.1000/42)
Id. em. 1-quater.103
Al comma 1, dopo le parole: «designato dal Ministero della salute,» inserire le seguenti: «che tenga conto dei principi di indipendenza e pari opportunità di genere, nonché dei requisiti di particolare e comprovata qualificazione professionale ed esperienza in materia ambientale e climatica».
ARTICOLI 1-QUINQUIES E 1-SEXIES DEL DECRETO-LEGGE COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA COMMISSIONE
Articolo 1-quinquies.
(Clausola di invarianza finanziaria)
1. All'attuazione delle disposizioni di cui agli articoli da 1-bis a 1-quater del presente decreto le amministrazioni competenti provvedono nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Articolo 1-sexies.
(Stanziamento di ulteriori risorse per finalità ambientali nelle aree dell'ex ILVA S.p.A.)
1. Per interventi di ripristino e di bonifica ambientale di cui all'articolo 3, comma 1, decimo periodo, del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2015, n. 20, da realizzare a cura dell'amministrazione straordinaria di ILVA S.p.A. su aree di proprietà di quest'ultima ricomprese nel sito di interesse nazionale (SIN) di Taranto e diverse da quelle occupate dal gestore ovvero oggetto di trasferimento a terzi, che non trovano copertura finanziaria nelle residue disponibilità del patrimonio destinato di cui all'articolo 3, comma 1, del predetto decreto-legge n. 1 del 2015, è istituito presso il Ministero delle imprese e del made in Italy un fondo con una dotazione di 68 milioni di euro per l'anno 2027 e 12 milioni di euro per l'anno 2028.
2. L'organo commissariale di ILVA S.p.A. elabora un cronoprogramma degli interventi a valere sul fondo di cui al comma 1, aggiornato trimestralmente, approvato con decreto del Ministero delle imprese e del made in Italy, sentito il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, nel limite delle risorse di cui al comma 3. Le somme necessarie sono erogate per stati di avanzamento su richiesta dell'organo commissariale e rendicontate con periodicità mensile.
3. Agli oneri di cui al comma 1, pari a 68 milioni di euro per l'anno 2027 e 12 milioni di euro per l'anno 2028, si provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, programmazione 2021-2027, di cui all'articolo 1, comma 177, della legge 30 dicembre 2020, n. 178.
EMENDAMENTI
1-sexies.100
Turco, Naturale, Sabrina Licheri
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Apportare le seguenti modificazioni:
a) al comma 1:
1) sopprimere le parole: «che non trovano copertura finanziaria nelle residue disponibilità del patrimonio destinato di cui all'articolo 3, comma 1, del predetto decreto-legge,»;
2) sostituire le parole: «68 milioni di euro per l'anno 2027 e 12 milioni di euro per l'anno 2028» con le seguenti: «400 milioni di euro per l'anno 2025»;
b) al comma 3:
1) sostituire le parole: «68 milioni di euro per l'anno 2027 e 12 milioni di euro per l'anno 2028» con le seguenti: «400 milioni di euro per l'anno 2025»;
2) aggiungere, in fine le seguenti parole: «, a valere sulla quota riservata alle amministrazioni centrali dello Stato»
1-sexies.101
Turco, Sabrina Licheri, Naturale
Precluso
Apportare le seguenti modificazioni:
a) al comma 1:
1) sopprimere le parole: «che non trovano copertura finanziaria nelle residue disponibilità del patrimonio destinato di cui all'articolo 3, comma 1, del predetto decreto-legge,»;
2) sostituire le parole: «68 milioni di euro per l'anno 2027 e 12 milioni di euro per l'anno 2028» con le seguenti: «250 milioni di euro per l'anno 2025»;
b) al comma 3:
1) sostituire le parole: 68 milioni di euro per l'anno 2027 e 12 milioni di euro per l'anno 2028» con le seguenti: «250 milioni di euro per l'anno 2025»;
2) aggiungere, in fine le seguenti parole: «, a valere sulla quota riservata alle amministrazioni centrali dello Stato»
1-sexies.102 (già 1.0.2000/4)
Respinto
Al comma 1, sostituire le parole: "68 milioni di euro per l'anno 2027 e 12 milioni di euro per l'anno 2028", con le seguenti: "600 milioni di euro complessivi per il triennio 2026- 2028";
Conseguentemente, sostituire il comma 3, con il seguente:
"3. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 600 milioni di euro complessivi per il triennio 2026- 2028, si provvede a valere sulle maggiori entrate rivenienti per gli anni 2026, 2027 e 2028 dall'annuale e progressiva eliminazione nella misura del dieci per cento dei sussidi dannosi per l'ambiente (SAD) di cui al catalogo istituito presso il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, limitatamente a quelli che non impattano sulla tutela, costituzionalmente garantita, delle famiglie vulnerabili, della salute e del lavoro".
1-sexies.103 (già 1.0.2000/3)
Martella, Franceschelli, Giacobbe
Respinto
Apportare le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, sostituire le parole: «68 milioni di euro per l'anno 2027» con le seguenti: «160 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026 e di 80 milioni di euro per l'anno 2027»;
b) al comma 3, sostituire le parole: «68 milioni per l'anno 2027» con le seguenti: «160 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026 e di 80 milioni di euro per l'anno 2027» e sostituire le parole: « del Fondo per lo sviluppo e la coesione, programmazione 2021-2027, di cui all'articolo 1, comma 177, della legge 30 dicembre 2020, n. 178» con le seguenti: «del Fondo per gli interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, di 160 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026 e».
1-sexies.104 (già 1.0.2000/6)
Respinto
Dopo il comma 2, inserire il seguente: «2-bis. Il cronoprogramma di cui al comma 2, i suoi aggiornamenti ed i relativi rendiconti, sono trasmessi periodicamente al Parlamento a cura del Ministero delle imprese e del made in Italy, fino al completamento degli interventi, ovvero fino all'esaurimento della capienza del Fondo.»
1-sexies.105
Turco, Sabrina Licheri, Naturale
Respinto
Al comma 3, aggiungere, in fine le seguenti parole: «, a valere sulla quota riservata alle amministrazioni centrali dello Stato»
1-sexies.0.100 (già 1.0.1)
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Dopo l'articolo inserire il seguente:
«Art. 1-septies.
1. In considerazione della complessità e della gravità della perdurante crisi dello stabilimento siderurgico ex ILVA di Taranto, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituito un gruppo di lavoro presso il Ministero delle imprese e del made in Italy per definire un progetto operativo di riconversione dell'area dello stabilimento strategico ex ILVA, nonché di formazione e di orientamento dei lavoratori per un loro possibile reimpiego in attività per la transizione ecologica.
2. Il gruppo di lavoro, di cui al comma 1, è composto da:
a) rappresentanti del Ministero delle imprese e del made in Italy, con funzioni di coordinamento;
b) esperti in transizione ecologica e riconversione industriale, selezionati tra professionisti del settore accademico e di enti di ricerca specializzati;
c) rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative per garantire la tutela e il reimpiego dei lavoratori coinvolti;
d) delegati delle istituzioni locali, inclusi rappresentanti della Regione Puglia e del Comune di Taranto, per favorire l'integrazione con le esigenze territoriali;
e) rappresentanti del settore industriale e delle piccole e medie imprese, al fine di promuovere sinergie con il tessuto economico locale;
f) esperti in finanziamenti europei e riconversione economica, per l'ottimizzazione delle risorse finanziarie disponibili.
3. La composizione, i criteri di nomina dei membri, l'organizzazione e il funzionamento del gruppo di lavoro sono definiti con decreto attuativo del Ministero delle imprese e del made in Italy, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
4. Agli oneri di cui al presente articolo, pari a 100.000 euro per l'anno 2025 e a 150.000 euro per l'anno 2026, si provvede mediante la graduale riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi definiti nel catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli, di cui all'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 22.».
1-sexies.0.101 (già 1.0.2)
Precluso
Dopo l'articolo inserire il seguente:
«Art. 1-septies.
1. In considerazione della complessità e della gravità della perdurante crisi dello stabilimento siderurgico ex ILVA di Taranto, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, è istituito un gruppo di lavoro presso il Ministero delle imprese e del made in Italy per definire un progetto operativo di riconversione dell'area dello stabilimento strategico ex ILVA, nonché di formazione e di orientamento dei lavoratori per un loro possibile reimpiego in attività per la transizione ecologica.
2. Il gruppo di lavoro di cui al comma 1 è composto da:
a) rappresentanti del Ministero delle imprese e del made in Italy, con funzioni di coordinamento;
b) esperti in transizione ecologica e riconversione industriale, selezionati tra professionisti del settore accademico e di enti di ricerca specializzati;
c) rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative per garantire la tutela e il reimpiego dei lavoratori coinvolti;
d) delegati delle istituzioni locali, inclusi rappresentanti della Regione Puglia e del Comune di Taranto, per favorire l'integrazione con le esigenze territoriali;
e) rappresentanti del settore industriale e delle piccole e medie imprese, al fine di promuovere sinergie con il tessuto economico locale;
f) esperti in finanziamenti europei e riconversione economica, per l'ottimizzazione delle risorse finanziarie disponibili.
3. La composizione, i criteri di nomina dei membri, l'organizzazione e il funzionamento del gruppo di lavoro sono definiti con decreto del Ministero delle imprese e del made in Italy, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
4. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.».
1-sexies.0.102 (già 1.0.3)
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Dopo l'articolo inserire il seguente:
«Art. 1-septies.
(Garanzia SACE per l'accesso al credito delle imprese fornitrici di ADI)
1. La società SACE S.p.A. può concedere le garanzie di cui all'articolo 15 del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2022, n. 91, alle condizioni, secondo le procedure e nei termini ivi previsti, in favore di banche, di istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e degli altri soggetti abilitati all'esercizio del credito in Italia, per finanziamenti sotto qualsiasi forma, strumentali a sopperire alle esigenze di liquidità delle imprese fornitrici di beni e servizi, ivi comprese quelle in subappalto, che abbiano fatturato e maturato crediti non riscossi da più di trenta giorni nei confronti di Acciaierie d'Italia (ADI) in amministrazione straordinaria.»
1-sexies.0.103 (già 1.0.4)
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Dopo l'articolo inserire il seguente:
«Art. 1-septies.
(Incremento dei trattamenti di integrazione salariale in favore dei dipendenti di stabilimenti di interesse strategico nazionale)
1. Al fine di garantire l'integrazione salariale di cui all'articolo 1-bis del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18, all'articolo 1, comma 192, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, le parole: "nel limite di spesa di 19 milioni di euro" sono sostituite dalle seguenti: "nel limite di spesa di 25 milioni di euro";
b) al secondo periodo, le parole:" pari a 19 milioni di euro" sono sostituite dalle seguenti:" 25 milioni di euro".
2. Ai maggiori oneri di cui al comma 1, pari a 6 milioni di euro per l'anno 2024, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.».
1-sexies.0.104 (già 1.0.5)
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Dopo l'articolo inserire il seguente:
«Art. 1-septies.
(Integrazione al reddito per lavoratori di ADI in amministrazione straordinaria in caso di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa)
1. Ai lavoratori subordinati, impiegati alle dipendenze di Acciaierie d'Italia (ADI) in amministrazione straordinaria, che sospendono o riducono l'attività lavorativa, è riconosciuta per il 2025 dall'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) una integrazione al reddito, con relativa contribuzione figurativa, nella misura pari a quella prevista per le integrazioni salariali dall'articolo 3 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, per tutta la durata della sospensione o riduzione di attività delle predette imprese. Ai fini del riconoscimento dell'integrazione al reddito di cui al presente comma non si applicano le disposizioni di cui agli articoli 15 e 25 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.
2. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabilite le modalità di erogazione dell'integrazione al reddito di cui al comma 1.
3. Le integrazioni al reddito di cui al presente articolo sono concesse nel limite di spesa di 100 milioni di euro per l'anno 2025 e le medesime sono autorizzate dall'INPS nel rispetto del predetto limite di spesa. L'INPS, che disciplina i termini e le modalità di presentazione delle domande, provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa fornendo i risultati dell'attività di monitoraggio al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze. Qualora dall'attività di monitoraggio dovesse emergere, anche in via prospettica, il raggiungimento del complessivo predetto limite di spesa, il Ministero dell'economia e delle finanze, sentito il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, provvede all'individuazione delle ulteriori risorse finanziarie da mettere a disposizione per le finalità di cui al presente articolo affinché l'INPS proceda all'accoglimento di tutte le domande per l'accesso ai benefici di cui al presente articolo.
4. Alle attività di cui al presente articolo l'INPS provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
5. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede nel limite di 100 milioni di euro per l'anno 2025 a valere sulle disponibilità del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.».
1-sexies.0.105 (già 1.0.6)
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Dopo l'articolo inserire il seguente:
«Art. 1-septies
(Misure per la sospensione degli oneri contributivi e fiscali per le imprese di autotrasporto che operano con contratto diretto con ADI S.p.A.)
1. Per il sostegno immediato delle piccole e medie imprese di autotrasporto, ivi comprese quelle che operano in regime di sub-vezione, che operano per garantire la continuità produttiva di Acciaierie d'Italia (ADI) in amministrazione straordinaria, è istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze un apposito fondo, con dotazione pari a 25 milioni di euro per l'anno 2025, finalizzato alla copertura, entro il limite massimo della dotazione del Fondo, degli oneri previdenziali e fiscali delle predette imprese di autotrasporto per il periodo di amministrazione straordinaria.
2. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sono definiti, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, i criteri e le modalità per l'accesso, nei limiti delle risorse di cui al comma 1, ai benefici del Fondo da parte delle imprese di autotrasporto di cui al comma 1.
3. Ai maggiori oneri di cui al presente articolo, pari a 25 milioni di euro per l'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.».
1-sexies.0.106
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Misiani, Camusso, Basso, Furlan
Improponibile
Dopo l'articolo inserire il seguente:
«Art. 1-septies
(Rifinanziamento del fondo istituito ai sensi dell'articolo 77, comma 2-bis, del decreto-legge n. 73 del 2021)
1. Le risorse del Fondo istituito ai sensi dell'articolo 77, comma 2-bis, del decreto-legge n. 73 del 2021, a copertura dell'indennizzo per i danni agli immobili derivanti dall'esposizione prolungata all'inquinamento provocato dagli stabilimenti siderurgici di Taranto del Gruppo ILVA, sono incrementate di 15 milioni di euro per l'anno 2025, di cui una quota pari a 7,5 milioni di euro destinata ad integrare gli indennizzi riconosciuti per l'annualità 2024, e di 8 milioni di euro a decorrere dall'anno 2026. Ai relativi maggiori oneri, pari a 15 milioni per l'anno 2025 e 8 milioni annui a decorrere dall'anno 2026, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.».
1-sexies.0.107 (già 1.0.9)
Martella, Franceschelli, Giacobbe, Camusso, Misiani, Basso, Furlan
Respinto
Dopo l'articolo inserire il seguente:
«Art. 1-septies
(Risorse aggiuntive per gli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione del SIN di Taranto)
1. Al fine di sostenere la prosecuzione degli interventi di cui all'articolo 6 del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2015, n. 4, nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica è istituito un Fondo, con una dotazione pari a 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026. Le risorse del Fondo sono destinate al finanziamento di interventi urgenti finalizzati alla bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell'area di cui all'articolo 6 del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2015, n. 4 atte a garantire la tutela della salute e l'innalzamento del livello di sicurezza per le persone e per l'ambiente. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità di erogazione delle risorse ai fini dell'attuazione dei predetti interventi.
2. Ai maggiori oneri di cui al comma 1, pari a 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, si provvede:
a) quanto a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;
b) quanto a 400 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026 a valere sui risparmi di spesa e le maggiori entrate derivanti dalla rimodulazione e dall'eliminazione dei sussidi dannosi per l'ambiente (SAD) di cui all'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, sentito il Ministero dell'economia e delle finanze e il Ministero delle imprese e del made in Italy, individua i sussidi di cui all'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, oggetto di rimodulazione ed eliminazione al fine di conseguire risparmi di spesa o maggiori entrate pari a 400 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026.».
ARTICOLO 2 DEL DECRETO-LEGGE COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA COMMISSIONE
Articolo 2.
(Entrata in vigore)
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
DISEGNO DI LEGGE NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di Moldova in materia di sicurezza sociale, fatto a Roma il 31 ottobre 2024 (1319)
ARTICOLI DA 1 A 4 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE
Art. 1.
Approvato
(Autorizzazione alla ratifica)
1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di Moldova in materia di sicurezza sociale, fatto a Roma il 31 ottobre 2024.
Art. 2.
Approvato
(Ordine di esecuzione)
1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 26 dell'Accordo stesso.
Art. 3.
Approvato
(Disposizioni finanziarie)
1. Agli oneri derivanti dall'attuazione degli articoli 7, 9, 10, 11, 12 e 14 dell'Accordo di cui all'articolo 1 della presente legge, valutati in 7,2 milioni di euro per l'anno 2025, 9,7 milioni di euro per l'anno 2026, 12 milioni di euro per l'anno 2027, 13,6 milioni di euro per l'anno 2028, 13,8 milioni di euro per l'anno 2029, 15,4 milioni di euro per l'anno 2030, 17,3 milioni di euro per l'anno 2031, 18 milioni di euro per l'anno 2032, 18,4 milioni di euro per l'anno 2033 e 19 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2034, si provvede, quanto a 7,2 milioni di euro per l'anno 2025 e 9,7 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2025-2027, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2025, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, e, quanto a 2,3 milioni di euro per l'anno 2027, 3,9 milioni di euro per l'anno 2028, 4,1 milioni di euro per l'anno 2029, 5,7 milioni di euro per l'anno 2030, 7,6 milioni di euro per l'anno 2031, 8,3 milioni di euro per l'anno 2032, 8,7 milioni di euro per l'anno 2033 e 9,3 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2034, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
2. Dall'attuazione della presente legge, a esclusione di quanto previsto al comma 1 del presente articolo, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni competenti provvedono all'attuazione delle disposizioni della presente legge nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
Art. 4.
Approvato
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
DISEGNO DI LEGGE
Ratifica ed esecuzione del Trattato sul trasferimento delle persone condannate tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Emirati Arabi Uniti, fatto a Dubai l'8 marzo 2022 (857-B)
ARTICOLI DA 1 A 4 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Art. 1.
Identico all'articolo 1 approvato dal Senato
(Autorizzazione alla ratifica)
1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare il Trattato sul trasferimento delle persone condannate tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Emirati Arabi Uniti, fatto a Dubai l'8 marzo 2022, di seguito denominato « Trattato ».
Art. 2.
Identico all'articolo 2 approvato dal Senato
(Ordine di esecuzione)
1. Piena ed intera esecuzione è data al Trattato a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 25 del Trattato stesso.
Art. 3.
Approvato
(Disposizioni finanziarie)
1. Agli oneri derivanti dagli articoli 8, 11, 17 e 20, paragrafo 1, del Trattato, valutati in euro 22.120 annui a decorrere dall'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2025-2027, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2025, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
2. Agli eventuali oneri derivanti dall'articolo 20, paragrafo 2, del Trattato si fa fronte con apposito provvedimento legislativo.
Art. 4.
Identico all'articolo 4 approvato dal Senato
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
DISEGNO DI LEGGE
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta, detto Sovrano Militare Ordine di Malta - SMOM, fatto a Roma il 23 ottobre 2023 (1339)
ARTICOLI DA 1 A 4 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Art. 1.
Approvato
(Autorizzazione alla ratifica)
1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta, detto Sovrano Militare Ordine di Malta - SMOM, fatto a Roma il 23 ottobre 2023.
Art. 2.
Approvato
(Ordine di esecuzione)
1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 5 dell'Accordo stesso.
Art. 3.
Approvato
(Clausola di invarianza finanziaria)
1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
2. Le amministrazioni competenti provvedono all'attuazione dei compiti derivanti dalla presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Art. 4.
Approvato
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
DISEGNO DI LEGGE
Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese relativa alla manutenzione ordinaria e all'esercizio del tratto situato in territorio francese della linea ferroviaria Cuneo-Breil-Ventimiglia, fatta a Milano il 12 aprile 2024, nonché norme di coordinamento con l'ordinamento interno (1341)
ARTICOLI DA 1 A 5 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Art. 1.
Approvato
(Autorizzazione alla ratifica)
1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese relativa alla manutenzione ordinaria e all'esercizio del tratto situato in territorio francese della linea ferroviaria Cuneo-Breil-Ventimiglia, fatta a Milano il 12 aprile 2024.
Art. 2.
Approvato
(Ordine di esecuzione)
1. Piena ed intera esecuzione è data alla Convenzione di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 15 della Convenzione stessa.
Art. 3.
Approvato
(Clausola di invarianza finanziaria)
1. Dall'attuazione delle disposizioni della Convenzione di cui all'articolo 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Art. 4.
Approvato
(Abrogazione)
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della Convenzione di cui all'articolo 1, è abrogata la legge 18 giugno 1973, n. 475.
Art. 5.
Approvato
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
DISEGNO DI LEGGE
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Albania in materia di sicurezza sociale, fatto a Roma il 6 febbraio 2024 (1340)
ARTICOLI DA 1 A 4 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Art. 1.
Approvato
(Autorizzazione alla ratifica)
1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Albania in materia di sicurezza sociale, fatto a Roma il 6 febbraio 2024.
Art. 2.
Approvato
(Ordine di esecuzione)
1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 31 dell'Accordo stesso.
Art. 3.
Approvato
(Disposizioni finanziarie)
1. Agli oneri derivanti dall'attuazione degli articoli 12, 13, 14 e 16 dell'Accordo di cui all'articolo 1 della presente legge, valutati in 12 milioni di euro per l'anno 2025, 13,6 milioni di euro per l'anno 2026, 13,1 milioni di euro per l'anno 2027, 15,1 milioni di euro per l'anno 2028, 17 milioni di euro per l'anno 2029, 19,3 milioni di euro per l'anno 2030, 21,3 milioni di euro per l'anno 2031 e 23,4 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2032, si provvede:
a) quanto a 10,9 milioni di euro per l'anno 2025, a 10,5 milioni di euro per l'anno 2026, a 10 milioni di euro per l'anno 2027, a 12 milioni di euro per l'anno 2028, a 13,9 milioni di euro per l'anno 2029, a 16,2 milioni di euro per l'anno 2030, a 18,2 milioni di euro per l'anno 2031 e a 20,3 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2032, a valere sulle risorse di cui all'articolo 1, comma 1004, della legge 30 dicembre 2021, n. 234;
b) quanto a 1,1 milioni di euro per l'anno 2025 e a 3,1 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2025-2027, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2025, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
2. Dall'attuazione della presente legge, a esclusione di quanto previsto dal comma 1, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni competenti provvedono all'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Art. 4.
Approvato
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
DISEGNO DI LEGGE
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo del Giappone in materia di vacanza-lavoro, fatto a Roma il 2 maggio 2022 (1352)
ORDINE DEL GIORNO
G100
Il Relatore
Approvato
Il Senato,
in sede di esame dell'A.S. 1352 recante "Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo del Giappone in materia di vacanza-lavoro, fatto a Roma il 2 maggio 2022",
premesso che:
l'Accordo chiarisce che l'intenzione dei richiedenti il visto per vacanza-lavoro sia quella di entrare nel Paese ospitante principalmente allo scopo di trascorrervi un periodo di vacanza di un anno, durante il quale verrà consentito di esercitare un'attività professionale per un periodo non superiore a sei mesi;
lo stesso indica inoltre i requisiti e le condizioni per l'ottenimento del visto, delimitando la platea ad una età compresa fra i 18 e i 30 anni, che disponga però delle sostanze necessarie a mantenersi nel periodo in questione all'interno del Paese ospitante e di una assicurazione medica sufficiente,
considerato che:
i costi per un anno di soggiorno e per la relativa assicurazione medica - in Italia come in Giappone - rischiano di rappresentare, di fatto, una forma di selezione indiretta dei richiedenti, limitandone così la partecipazione,
impegna il Governo:
a valutare, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, la possibilità di prevedere modalità per favorire la partecipazione di una più ampia platea di soggetti.
ARTICOLI DA 1 A 4
Art. 1.
Approvato
(Autorizzazione alla ratifica)
1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo del Giappone in materia di vacanza-lavoro, fatto a Roma il 2 maggio 2022.
Art. 2.
Approvato
(Ordine di esecuzione)
1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 7 dell'Accordo stesso.
Art. 3.
Approvato
(Disposizioni finanziarie)
1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
2. Le amministrazioni competenti provvedono all'attuazione dei compiti derivanti dalla presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Art. 4.
Approvato
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
DISEGNO DI LEGGE
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica della Macedonia, ora Repubblica della Macedonia del Nord, in materia di sicurezza sociale, fatto a Skopje il 25 luglio 2014 (1358)
ARTICOLI DA 1 A 4
Art. 1.
Approvato
(Autorizzazione alla ratifica)
1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Macedonia, ora Repubblica della Macedonia del Nord, in materia di sicurezza sociale, fatto a Skopje il 25 luglio 2014.
Art. 2.
Approvato
(Ordine di esecuzione)
1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 48 dell'Accordo stesso.
Art. 3.
Approvato
(Disposizioni finanziarie)
1. Agli oneri derivanti dall'attuazione dell'articolo 22 dell'Accordo di cui all'articolo 1, valutati in 25.000 euro per l'anno 2025, 76.000 euro per l'anno 2026, 128.000 euro per l'anno 2027, 183.000 euro per l'anno 2028, 239.000 euro per l'anno 2029, 298.000 euro per l'anno 2030, 360.000 euro per l'anno 2031, 423.000 euro per l'anno 2032, 489.000 euro per l'anno 2033 e 558.000 euro annui a decorrere dall'anno 2034, si provvede mediante utilizzo di quota parte dei risparmi di spesa derivanti dall'attuazione dell'articolo 31 dell'Accordo di cui all'articolo 1.
2. Dall'attuazione dell'Accordo, considerato quanto previsto al comma 1, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni competenti svolgono le attività previste dalla presente legge con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
Art. 4.
Approvato
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Allegato B
Parere espresso dalla 5ª Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 1359 e sui relativi emendamenti
La Commissione programmazione economica bilancio, esaminato il disegno di legge e i relativi emendamenti, trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di competenza, in relazione al testo parere non ostativo.
In merito agli emendamenti, esprime parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 01.1, 01.2, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.14, 1.15, 1.16, 1.17, 1.18, 1.19, 1.21, 1.22, 1.23, 1.24, 1.25, 1.26, 1.27, 1-bis.100, 1-bis.103, 1-bis.104, 1-bis.105, 1-bis.106, 1-bis.107, 1-bis.108, 1-bis.109 e 1-bis.110, 1-bis.111, 1-bis.114, 1-ter.102, 1-ter.103, 1-ter.105, 1-ter.106, 1-ter.107, 1-ter.108, 1-ter.109, 1-ter.111, 1-ter.112, 1-ter.113, 1-ter.117, 1-ter.118, 1-ter.119, 1-ter.120, 1-ter.0.100, 1-ter.0.102, 1-ter.0.103 e 1-ter.0.104, 1-ter.0.105, 1-quater.101, 1-quater.102, 1-sexies.100, 1-sexies.101, 1-sexies.102, 1-sexies.103, 1-sexies.105, 1-sexies.0.100, 1-sexies.0.101, 1-sexies.0.102, 1-sexies.0.103, 1- sexies.0.104, 1-sexies.0.105, 1-sexies.0.106 e 1-sexies .0.107 .
Il parere è di semplice contrarietà sulle proposte 1-bis.102 e 1-ter.104.
Sui restanti emendamenti il parere è non ostativo.
Parere espresso dalla 5ª Commissione permanente sul disegno di legge n. 1319
La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.
Parere espresso dalla 5ª Commissione permanente sul disegno di legge n. 857-B
La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.
Parere espresso dalla 5ª Commissione permanente sul disegno di legge n. 1339
La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisiti gli elementi informativi forniti dal Governo, preso atto che:
viene confermato che, dal punto di vista prettamente finanziario, l'iscrizione del Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta al Registro unico nazionale italiano del Terzo settore non presenta elementi innovativi e pertanto non incide sulle valutazioni d'impatto di gettito già effettuate sul nuovo regime fiscale del Terzo settore, sostitutivo dei regimi agevolativi previgenti, che consideravano gli effetti delle variazioni normative sull'intera platea dei potenziali soggetti interessati,
esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.
Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1341
La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.
Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1340
La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisiti gli elementi informativi forniti dal Governo, preso atto che:
in relazione agli articoli da 11 a 17 dell'Accordo, concernenti la materia pensionistica, viene confermato che la relazione tecnica non ha tenuto conto degli effetti derivanti dalle disposizioni derogatorie alla legge n. 214 del 2011, compresa la possibilità di usufruire della cosiddetta "quota 100", in quanto la collettività considerata non risulta interessata da tali possibilità, essendo stata prevista l'entrata in vigore della Convenzione a partire dal 1° gennaio 2025;
per quanto riguarda i valori di cui alle tavole 2.1 e 2.2 della relazione tecnica, con riferimento all'anno considerato, ossia il 2020, viene rappresentato che le statistiche più recenti non sono dissimili da quelle precedenti e pertanto viene confermata l'attendibilità delle stime già proposte;
ad integrazione dei dati forniti nella relazione tecnica, vengono riportate due tabelle, contenenti maggiori elementi di dettaglio sulla platea considerata, recanti rispettivamente la distribuzione per classe d'età dei cittadini albanesi che hanno versato contributi all'INPS nel corso degli anni, con l'indicazione dell'anzianità media in Italia e in Albania in settimane, nonché la distribuzione per sesso e classe d'età dei cittadini albanesi che hanno versato contributi all'INPS nel 2020 in settimane;
viene confermato che nella relazione tecnica non si è tenuto conto di un'eventuale effetto incentivante derivante dalle disposizioni rispetto all'opzione di raggiungere l'Italia anche in tarda età per completare la propria carriera lavorativa, in quanto si ritiene che il numero di persone eventualmente interessate possa essere compensato da coloro che, proprio in virtù dell'applicazione della nuova norma, potrebbero avere interesse ad anticipare il rientro al proprio Paese di origine completando in tale luogo la propria carriera lavorativa;
viene inoltre ribadito che nella relazione tecnica è riportato lo sviluppo degli oneri a partire dall'anno 2025; nel primo anno di proiezione, in assenza dell'Accordo, risulta un importo medio annuo della pensione pari a 11.610 euro per 1042 beneficiari e un importo medio annuo relativo alla rendita di cui alla legge n. 189 del 2002, pari a circa 2.548 euro per 1.685 beneficiari; in presenza dell'Accordo, sempre nel primo anno di proiezione degli oneri, tali importi risultano rispettivamente pari a 10.320 euro e 1.874 euro e il numero previsto dei beneficiari pari a 4.749 e 1.365. In seguito all'attivazione della Convenzione, aumenta il numero dei beneficiari di pensione e diminuisce l'importo medio annuo, mentre per la rendita di cui alla legge n. 189 del 2002 diminuisce sia l'importo medio che il numero di beneficiari: il differenziale tra questi oneri dà luogo a maggiori oneri quantificabili, per il primo anno, a 12 milioni di euro;
viene infine confermato che dal 2032 la platea può considerarsi a regime, con costi anch' essi a regime,
esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.
Parere espresso dalla 5ª Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 1352
La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno dì legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.
Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1358
La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, alla luce dei chiarimenti forniti dal Governo, preso atto che:
viene confermato che la vigente Convenzione italo-jugoslava già ricomprende nel suo campo di applicazione quanto previsto dall'Accordo oggetto di ratifica all'articolo 2, paragrafo 1, numero 1;
in riferimento all'osservazione relativa all'articolo 31 dell'Accordo, in materia di diritto alle prestazioni di disoccupazione, viene confermato che l'ipotesi relativa alla quota di lavoratori che, una volta rimasti disoccupati, farebbero ritorno in Macedonia, pari a un terzo, è ragionevole e prudente;
per quanto riguarda quanto previsto dall'articolo 3, comma l, del disegno di legge di ratifica, per i profili di quantificazione degli oneri relativi al 2025, tenuto conto della notevole rilevanza politica dell'Accordo, viene reputato alquanto prevedibile che il disegno di legge sia approvato in via definitiva in tempi brevi e, per conseguenza, si ritiene opportuno mantenere inalterato il testo originario del suddetto articolo 3;
viene infine confermato che dall'Accordo non derivano ulteriori effetti finanziari rispetto a quelli contenuti nella relazione tecnica,
esprime, per quanto dì competenza, parere non ostativo.
VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA
SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA
Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni:
Disegno di legge n. 1359:
sull'emendamento 1-quater.100, i senatori Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Cataldi, Damante, Di Girolamo, Floridia Barbara, Gaudiano, Guidolin, Licheri Ettore Antonio, Licheri Sabrina, Lopreiato, Lorefice, Maiorino, Marton, Mazzella, Naturale, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Sironi e Turco avrebbero voluto esprimere un voto favorevole.
Disegno di legge n. 1319:
sulla votazione finale, il senatore Martella avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.
Disegno di legge n. 1341:
sulla votazione finale, il senatore Lotito avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.
Disegno di legge n. 1358:
sull'articolo 4, il senatore Sensi avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Barachini, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Calenda, Castelli, Cattaneo, De Poli, Durigon, Fazzolari, Galliani, Garavaglia, Giacobbe, La Pietra, Meloni, Mirabelli, Monti, Morelli, Nastri, Occhiuto, Ostellari, Pera, Rando, Rauti, Rosso, Rubbia, Segre, Sisto, Stefani e Ternullo.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Pucciarelli, per attività della 3ª Commissione permanente; Borghi Claudio, Borghi Enrico, Mieli, Ronzulli e Scarpinato, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Floridia Aurora e Spinelli per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; La Marca, per partecipare a un incontro internazionale.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
Senatori Losacco Alberto, Lorenzin Beatrice
Disposizioni in materia di accertamenti diagnostici neonatali per la prevenzione e la cura di patologie rare su base genetica ad esordio precoce (1409)
(presentato in data 03/03/2025);
senatrice Rojc Tatjana
Disposizioni in materia di riconoscimento dei titoli di laurea conseguiti all'estero ai fini di partecipazione a pubblici concorsi (1410)
(presentato in data 05/03/2025);
senatrice Gelmini Mariastella
Statuto giuridico ed economico del personale docente delle istituzioni dell'Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) ed equiparazione con il personale docente del sistema universitario (1411)
(presentato in data 05/03/2025).
Disegni di legge, assegnazione
In sede redigente
2ª Commissione permanente Giustizia
Sen. Zanettin Pierantonio, Sen. Gasparri Maurizio
Disposizioni in materia di rafforzamento del rispetto del domicilio e del diritto di difesa del contribuente nell'ambito di accessi, ispezioni e verifiche di natura fiscale (1376)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare
(assegnato in data 05/03/2025);
7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport
Sen. Mazzella Orfeo ed altri
Disposizioni in materia di abolizione dell'utilizzo degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti (1363)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale
(assegnato in data 05/03/2025);
8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica
Sen. Basso Lorenzo
Modifiche alla legge 27 dicembre 2002, n. 289, in materia di continuità territoriale della Liguria (1387)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 05/03/2025);
9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare
Sen. Fallucchi Anna Maria ed altri
Modifiche alla legge 20 febbraio 2006, n. 96, in materia di qualificazione e valorizzazione della ristorazione nell'esercizio dell'attività agrituristica (1373)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 05/03/2025);
10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale
Sen. Potenti Manfredi
Disposizioni per il riconoscimento del cane da assistenza (1107)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 05/03/2025);
10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale
Sen. Turco Mario
Misure per il riordino del settore dei call center (1369)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 05/03/2025);
10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale
Sen. Gasparri Maurizio ed altri
Disposizioni in materia di medici di medicina generale (1370)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 05/03/2025).
In sede referente
1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione
Sen. Meloni Marco ed altri
Disposizioni per l'estensione del diritto di voto di cui all'articolo 1-ter del decreto-legge 29 gennaio 2024, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 marzo 2024, n. 38, a coloro che sono domiciliati in un comune diverso da quello di residenza per motivi di studio, lavoro o cura in occasione dei referendum indetti nell'anno 2025 (1382)
previ pareri delle Commissioni 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio
(assegnato in data 05/03/2025);
9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare
Sen. Tosato Paolo ed altri
Delega al Governo in materia di revisione del sistema di vigilanza sulle cooperative (1129)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 05/03/2025).
Disegni di legge, ritiro
Il senatore Giorgio Maria Bergesio ha dichiarato di ritirare il disegno di legge: Bergesio. - "Disposizioni in materia di cerca, raccolta, coltivazione e commercializzazione dei tartufi destinati al consumo" (315).
Governo, trasmissione di atti e documenti
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 4 marzo 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, le comunicazioni concernenti il conferimento dei seguenti incarichi:
- all'ingegner Paolo Amoroso, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
- al dottor Piero D'Alessio, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
- alla dottoressa Caterina Bova, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero della cultura;
- alla dottoressa Antonella Iunti, il conferimento ad interim di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'istruzione e del merito;
- alla dottoressa Daniela Mastrofrancesco, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'interno.
Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 4 marzo 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 49, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, la relazione sulla consistenza, destinazione e utilizzo dei beni sequestrati o confiscati e sullo stato dei procedimenti di sequestro o confisca, riferita al secondo semestre 2024.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2a Commissione permanente (Doc. CLIV, n. 5).
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con lettere in data 28 febbraio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 gennaio 1978, n. 14, le comunicazioni concernenti:
la nomina del prof. Sergio Prete a Commissario straordinario dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ionio (n. 72);
la nomina del dott. Daniele Rossi a Commissario straordinario dell'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale (n. 73).
Tali comunicazioni sono deferite, per competenza, alla 8a Commissione permanente.
Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento
Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234:
- Proposta di decisione di esecuzione del Consiglio che modifica la decisione di esecuzione (UE) 2018/1696 del Consiglio, del 13 luglio 2018, concernente le regole di funzionamento del comitato di selezione di cui all'articolo 14, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2017/1939 relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione della Procura europea ("EPPO") (COM(2025) 69 definitivo), alla 2a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente;
- Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Una visione per l'agricoltura e l'alimentazione. Realizzare insieme un settore agricolo e alimentare dell'UE attrattivo per le generazioni future (COM(2025) 75 definitivo), alla 9a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente.
Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti
Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettera in data 5 marzo 2025, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso la determinazione e la relativa relazione sulla gestione finanziaria dell'Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani Società per Azioni, per l'esercizio 2023.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5ª e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 352).
Corte dei conti, trasmissione di documentazione. Deferimento
La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, con lettera in data 5 marzo 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 6, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, la deliberazione n. 40/2025/G, concernente "Quadro programmatico dei controlli sulla gestione delle amministrazioni dello Stato per l'anno 2025 e nel contesto triennale 2025-2027".
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 5a Commissione permanente (Atto n. 719).
Parlamento europeo, trasmissione di documenti. Deferimento
Il Vice Segretario generale del Parlamento europeo, con lettera inviata il 3 marzo 2025, ha inviato il testo di 8 documenti, approvati dal Parlamento stesso nella tornata dal 10 al 13 febbraio 2025, deferiti, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni competenti per materia:
risoluzione sul progetto di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda le norme IVA per l'era digitale, alla 4a e alla 6a Commissione permanente (Doc. XII, n. 581);
risoluzione sulla proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 2011/16/UE relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale, alla 4a e alla 6a Commissione permanente (Doc. XII, n. 582);
risoluzione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo tra l'Unione europea e la Repubblica popolare del Bangladesh su alcuni aspetti dei servizi aerei, alla 3a, alla 4a e alla 8a Commissione permanente (Doc. XII, n. 583);
risoluzione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, del protocollo (2024-2029) di attuazione dell'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e la Repubblica di Capo Verde, alla 3a, alla 4a e alla 9a Commissione permanente (Doc. XII, n. 584);
risoluzione sul progetto di decisione del Consiglio relativa al rinnovo dell'accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra la Comunità europea e l'Ucraina, alla 3a e alla 4a Commissione permanente (Doc. XII, n. 585);
risoluzione sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti o derivati da granturco geneticamente modificato DP910521 a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, alla 4a, alla 9a e alla 10a Commissione permanente (Doc. XII, n. 586);
risoluzione sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti o derivati da granturco geneticamente modificato MON 95275 a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003, del Parlamento europeo e del Consiglio, alla 4a, alla 9a e alla 10a Commissione permanente (Doc. XII, n. 587);
risoluzione sull'ulteriore deterioramento della situazione politica in Georgia, alla 3a e alla 4a Commissione permanente (Doc. XII, n. 588).
Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento
La Commissione europea ha trasmesso, in data 5 marzo 2025, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea:
la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2017/1938 per quanto riguarda il ruolo dello stoccaggio del gas nell'assicurare l'approvvigionamento di gas prima della stagione invernale (COM(2025) 99 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 4ª Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 5 marzo 2025. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 8a Commissione permanente, con il parere della Commissione 4ª.
Interrogazioni, apposizione di nuove firme
I senatori Irto, Rossomando, Giorgis, Malpezzi e Rando hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-01726 della senatrice Valente ed altri.
Interrogazioni, integrazione dei Ministri competenti
L'interrogazione 3-01731, della senatrice Guidolin e del senatore Mazzella, rivolta ai Ministri per la pubblica amministrazione e dell'interno, è rivolta solo al Ministro per la pubblica amministrazione.
Interrogazioni
GUIDOLIN, MAZZELLA - Al Ministro per la pubblica amministrazione. - Premesso che, a giudizio degli interroganti:
il corpus normativo che ha dettato le regole per la riforma della pubblica amministrazione dal 1992 in poi ha determinato, nel periodo in riferimento, una nuova declinazione del principio costituzionale di buon andamento, il cui focus fosse rappresentato da un sistema di regole che consentissero dinamiche organizzative e funzionali centrate sulla prefigurazione di obiettivi da raggiungere e sulla predisposizione di strumenti idonei per realizzarli e per misurarne il grado di raggiungimento, allo scopo di avere pubbliche amministrazioni "orientate al risultato" e dove l'aspetto dell'adempimento legittimo, pur evidentemente indeclinabile, fosse strumentale e servente rispetto alla finalità principale;
occorre evidenziare una criticità del processo di riforma che ne ha, nel tempo, determinato una progressiva inefficacia: pur nel riconoscere un ruolo "strategico" alla funzione di controllo, è importante infatti affermare l'esigenza di un allineamento "valoriale" tra la mission e il controllo, poiché l'attività di controllo esercita un'importante funzione di "orientamento" delle scelte e dei comportamenti;
un controllo di tipo eccessivamente "orientato all'adempimento" genera deresponsabilizzazione rispetto ai risultati da conseguire, mentre un controllo sul presidio delle funzioni o sui risultati genera motivazione e responsabilizzazione; da ciò discende la necessità che gli strumenti e gli organi di controllo siano strettamente finalizzati alla realizzazione delle finalità istituzionali, allo scopo di rafforzarne il conseguimento;
non è stata questa la direzione presa dagli interventi normativi sul controllo i quali, soprattutto negli ultimi anni, hanno visto crescere il loro tasso di "orientamento all'adempimento" con effetti che in alcuni casi sono diventati paralizzanti dell'attività o, comunque, si sono riverberati non positivamente sull'"orientamento al risultato" delle pubbliche amministrazioni, senza peraltro riuscire a garantire efficacemente il miglioramento del tasso di legalità e di legittimità della loro attività;
il principio di imparzialità e quello di buon andamento, che la Costituzione ha concepito e voluto sinergici, si sono trovati progressivamente a risultare quasi antinomici e per le pubbliche amministrazioni si è generato un dilemma di natura paradossale, quello tra adempiere o funzionare, dilemma il cui risultato è una crescente caduta dell'efficacia dell'azione amministrativa, in piena contraddizione con le finalità di tutti gli interventi riformatori;
per gli enti locali si è avuta nel tempo una proliferazione poco coordinata di obiettivi che non consente una programmazione funzionale. In particolare, l'articolo 170 del decreto legislativo n. 267 del 2000 prevede (in modo confuso) che gli enti locali sono tenuti a predisporre il documento unico di programmazione (DUP) che al suo interno, con riferimento al principio contabile, si articola in una "sezione strategica" e una "sezione operativa", ciascuna delle quali contiene "obiettivi"; il piano integrato di attività e organizzazione (PIAO), introdotto con il decreto-legge n. 80 del 2021, prevede, oltre agli obiettivi di valore pubblico, anche obiettivi programmatici e strategici della performance, di performance individuale, di performance organizzativa, formativi, di reclutamento, di contrasto alla corruzione, di semplificazione e di accessibilità; la risoluzione adottata dall'Assemblea generale ONU il 25 settembre 2015 ha individuato 17 obiettivi di sostenibilità racchiusi all'interno della denominazione dell'agenda 2030; il decreto legislativo n. 33 del 2013, all'art. 14, prevede obiettivi di trasparenza; l'articolo 5 del decreto legislativo n. 150 del 2009 ("riforma Brunetta") prescrive, al comma 1, che gli obiettivi si articolano in generali e specifici; l'articolo 9 prescrive obiettivi di settore e individuali e contiene l'espressione "altri obiettivi specifici individuati nel contratto"; la commissione ARCONET raccomanda un'articolazione in tre livelli: indirizzi strategici, obiettivi strategici e obiettivi operativi; l'agenda digitale come è noto ha previsto ulteriori obiettivi di inclusione che peraltro utilizzano la stessa espressione, obiettivi di accessibilità, sia per esprimere la facilitazione nell'utilizzo dei servizi informatizzati, sia l'accesso ai servizi da parte delle persone disabili; l'articolo 169 del decreto legislativo n. 267 del 2000 prescrive l'adozione del piano esecutivo di gestione (PEG) con obiettivi di gestione;
le tipologie di obiettivi negli anni sono cresciute per effetto di una stratificazione conseguente a interventi succedutisi nel tempo che non hanno tenuto conto delle esigenze del sistema nel suo complesso o non hanno creato un sistema realmente integrato e funzionale rendendo la programmazione un sistema aggrovigliato che tradisce la sua funzione;
è sufficiente leggere i piani integrati di attività e organizzazione o i piani delle performance per realizzare che si tratta di documenti esageratamente corposi e difficilmente comprensibili al cittadino, a cui dovrebbero rivolgersi. Peraltro, non è da escludere che lo siano anche per gli stessi operatori che, in considerazione di ciò, non utilizzano gli strumenti di programmazione per orientare la propria azione, ma come adempimento iniziale e strumento di valutazione;
a fronte di un ingente impegno nella fase di programmazione, che può spingersi fino alla seconda metà dell'anno, non vi è una corrispondente attenzione per la fase di rendicontazione, né vi è un modello strutturato e minimamente corrispondente alla programmazione;
la stessa ANAC insiste sulla predisposizione del piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza (PTPC), ma poi richiede una "relazione annuale" in un semplice foglio di calcolo in cui interroga sui reati e sulle violazioni, non sull'attuazione del piano;
considerato che, a parere degli interroganti:
la soluzione a queste problematiche potrebbe essere quella di creare un sistema snello e integrato, comprensibile e utile, che dia importanza sia alla programmazione che alla rendicontazione, articolato nei seguenti livelli: 1) livello strategico: agenda 2023 e obiettivi di valore pubblico; 2) livello di indirizzo politico: priorità e ambiti di intervento; 3) livello programmatico: elencazione dei programmi di mandato (collegati al documento unico di programmazione); 4) livello operativo: elencazione degli obiettivi operativi (performance e piano esecutivo di gestione), con indicatori che alimentano il controllo di gestione;
la rendicontazione, allo stesso modo, dovrebbe essere obbligatoria e resa pubblica, secondo lo stesso schema, con la validazione da parte degli organismi indipendenti di valutazione (OIV) e la possibilità per i cittadini di comunicare proposte, osservazioni o rilievi prima di renderla efficace e idonea per la valutazione;
questo modello (che già molti enti utilizzano, per ragioni di sopravvivenza funzionale) potrebbe essere definito intervenendo sul decreto legislativo n. 150 del 2009 e sul testo unico degli enti locali e consentirebbe di avere un sistema omogeneo di performance e rendicontazione comune all'intero Paese,
si chiede di sapere se, per quanto di propria competenza, i Ministri in indirizzo abbiano intrapreso, o abbiano intenzione di intraprendere, senza ulteriore indugio, iniziative normative di razionalizzazione e semplificazione in tal senso, atte a risolvere le criticità evidenziate.
(3-01731)
(già 4-01860)
BORGHI Enrico, PAITA, RENZI, MUSOLINO, FREGOLENT, SBROLLINI, SCALFAROTTO - Al Ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa. - Premesso che:
in merito alla legge elettorale che disciplina l'elezione dei componenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, la Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, nel corso degli anni e in diverse occasioni, ha dichiarato di voler "cancellare le liste bloccate" come "garanzia anti inciucio", dicendosi a favore di un sistema che contempli al suo interno la possibilità, per gli elettori, di esprimere le cosiddette "preferenze" e garantire, così, la scelta del rappresentante da parte dell'elettore, depotenziando il meccanismo che la medesima Presidente ha definito di "nomina di partito";
durante il convegno "La Costituzione di tutti - Dialogo sul premierato", svoltosi in data 8 maggio 2024, la Presidente del Consiglio ha tenuto a riaffermare che "un buon servizio alla nazione" sarebbe approvare "una legge elettorale che ricostruisca il rapporto eletto-elettore e consolidi la democrazia dell'alternanza", sottolineando come Fratelli d'Italia, in passato, abbia presentato emendamenti che reintroducevano le preferenze per l'elezione dei parlamentari, dichiarando altresì di non essere mai stata contraria a tale meccanismo di voto e di essere aperta a un discussione sulla sua eventuale introduzione;
l'attuale legge elettorale non prevede al suo interno la possibilità per gli elettori di esprimere preferenze per i candidati (quale meccanismo di trasformazione dei voti in seggi) e, allo stato, il Governo non ha presentato alcun disegno di legge in materia, nonostante l'attuale Presidente del Consiglio si sia espressa più volte e con fermezza a favore dell'introduzione del meccanismo delle "preferenze"; pare, quindi, opportuno che la Ministra in indirizzo esponga se nelle proprie intenzioni vi sia una modifica normativa volta a introdurre il sistema delle preferenze all'interno del sistema elettorale,
si chiede di sapere se il Governo intenda presentare una proposta legislativa volta a modificare l'attuale legge elettorale per la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica, al fine di introdurre il sistema delle preferenze e per quali ragioni il relativo procedimento di riforma non sia stato ancora avviato.
(3-01732)
FINA, BOCCIA, TAJANI - Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. - Premesso che:
nel corso di alcune puntate della trasmissione "Report", andate in onda su RAI3 nei mesi di gennaio e febbraio 2025, sono emersi gravi elementi in relazione all'impiego delle risorse dell'Ente nazionale della cinofilia italiana, sottoposto alla vigilanza del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste;
nella puntata del 2 febbraio, secondo quanto emerso a margine dell'inchiesta giornalistica, è emerso che l'ENCI risulta tra i soggetti che finanziano il programma televisivo "Dalla parte degli animali", trasmesso da Rete4 e condotto dall'on. Michela Vittoria Brambilla, per la cifra complessiva di 460.000 euro; tra gli scopi dell'ente e tra le sue competenze non rientra di certo il finanziamento di una trasmissione televisiva, peraltro condotta da un'esponente politica nota soprattutto per l'impegno sul fronte della tutela dei diritti degli animali e che, come tale, potrebbe vedere accresciuto il proprio consenso personale anche grazie alla risonanza del programma televisivo;
nella puntata del 23 febbraio, inoltre, sono emerse notizie sia in merito al comportamento di alcuni giudici dell'ENCI, in aperto conflitto di interesse, che avrebbero assunto comportamenti discrezionali in occasioni di competizioni e di certificazioni di alcune razze canine, sia, soprattutto, relativamente ad una disponibilità di bilancio dell'ente pari a 11,5 milioni di euro, che non risultano reinvestiti dall'ente per i suoi scopi istituzionali: mentre sono aumentate le tariffe a carico degli allevatori, a fronte di servizi invariati, sembrerebbero aumentare i costi dell'ENCI relativi ai rimborsi spese a favore dei vertici dell'ente stesso;
considerato che:
ai sensi dell'articolo 2 dello statuto sociale, approvato con decreto ministeriale n. 20640 del 24 febbraio 2000, l'ENCI ha lo scopo di "tutelare le razze canine riconosciute pure, migliorandone ed incrementandone l'allevamento, nonché disciplinandone e favorendone l'impiego e la valorizzazione ai fini zootecnici, oltre che sportivi"; a tal fine, esercita una serie di competenze legate alla regolazione e al controllo della produzione e dell'allevamento di cani di razza, allo svolgimento di gare canine, nonché alla promozione di "studi e ricerche interessanti la cinotecnia ed aiuta le iniziative qualificate rivolte allo studio, al controllo, al miglioramento ed alla diffusione delle razze canine";
lo statuto prevede poi, all'articolo 12, una partecipazione diretta di un rappresentante del Ministero alla gestione dell'ENCI. Al consiglio direttivo sono attribuiti tutti i poteri decisionali, gestionali e amministrativi;
ai sensi dell'articolo 26, inoltre, stabilisce che il collegio sindacale, i cui membri sono nominati in maggioranza dal Ministero, "controlla i dati di bilancio, verifica la regolarità degli atti amministrativi e in genere sull'andamento dell'amministrazione";
compito del Ministero è dunque quello di vigilare sul corretto funzionamento dell'ente e, soprattutto, sul corretto impiego dei fondi di cui esso, a diverso titolo, dispone,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;
quali urgenti iniziative intenda assumere nei confronti dell'Ente nazionale della cinofilia italiana al fine di assicurare il corretto impiego dei fondi e delle risorse di cui esso dispone, e in particolare con quali modalità intenda verificare la conformità delle attività gestionali dell'ENCI a quanto disposto dalla normativa vigente.
(3-01734)
FALLUCCHI, DE CARLO, MALAN, POGLIESE, AMIDEI, ANCOROTTI, MAFFONI - Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. - Premesso che il 19 febbraio 2025, in conferenza stampa congiunta, il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto, ed il commissario all'agricoltura Christophe Hansen hanno presentato un documento programmatico per una nuova visione dell'agricoltura e dell'alimentazione europea;
considerato che:
il sistema agroalimentare è un asset strategico per l'economia nazionale e la tenuta sociale dei territori rurali;
gli ultimi dati ISTAT testimoniano i buoni risultati del sistema agroalimentare nazionale, registrando nel 2024 una crescita del valore aggiunto pari al 2 per cento, che fa di questo uno dei settori trainanti la crescita economica dell'Italia, capace di generare sviluppo e occupazione;
tale incremento si riflette non solo nell'agricoltura, ma anche in attività correlate come la silvicoltura e la pesca;
considerato, altresì, l'approccio, ad avviso degli interroganti ideologico, che ha caratterizzato le precedenti politiche comunitarie, tendente ad identificare l'agricoltore come nemico dell'ambiente,
si chiede di sapere:
in quale misura il citato documento programmatico abbia recepito le richieste avanzate dal mondo produttivo e dal Governo italiano per una nuova politica agricola moderna e competitiva;
come tali proposte siano in grado di sostenere l'ulteriore crescita, innovazione ed eccellenza del settore agroalimentare italiano.
(3-01735)
BORGHI Enrico - Al Ministro della difesa. - Premesso che:
il contesto della difesa è in rapida evoluzione, gli eventi delle ultime settimane richiedono una revisione critica delle strategie e decisioni prese;
la "partita" del carro armato europeo, probabilmente la tappa industriale più importante nella costruzione della difesa comune, ha messo a segno un punto importante con il via libera delle autorità tedesche e francesi al programma MGCS (main ground combat system). Nella partita sono coinvolti tre soggetti: KNDS, joint venture tra la tedesca KMW (produttrice dei carri "Leopard"), e la francese Nexter (carri "Leclerc"), la tedesca Rheinmetall e la francese Thales (componenti elettronici);
come si può notare, da questa combinazione è esclusa l'Italia, come peraltro altri Paesi che avevano fatto richiesta di parteciparvi;
a inizio febbraio 2025, la Germania ha dato il via al programma di sviluppo del "Leopard3", ossia l'evoluzione del carro "Leopard2", che rappresenta lo standard europeo ad oggi: un programma ancora, per quanto si evince, alla fase iniziale degli studi preliminari;
l'Italia ha varato un ambiziosissimo programma di acquisizione di carri armati e veicoli meccanizzati per l'Esercito da 20 miliardi di euro (finanziato per circa 11 miliardi) che è il più importante d'Europa, e tale da catalizzare alleanze e accordi produttivi e commerciali;
nel 2023, Leonardo aveva avviato una trattativa per addivenire ad un accordo industriale con KNDS, volti alla fornitura di Leopard2, oltre a costituire un'alleanza industriale sul modello di MBDA. Auspicabilmente, questa alleanza avrebbe posizionato il Paese nel momento in cui il programma MGCS fosse stato aperto ad altri. La trattativa è stata interrotta, Leonardo ha stipulato degli accordi con Rheinmetall, per la fornitura di entrambi i programmi, A2CS (famiglia di 16 tipologie di veicoli per la fanteria) e il carro armato oltre alle versioni specialistiche. Per il programma A2CS il veicolo base sarebbe il "Lynx" ad oggi adottato dalla sola Ungheria, per la famiglia dei carri si tratterebbe del "Panther", un carro allo stato prototipale non acquisito da nessuna forza armata;
il Parlamento ha approvato entrambi i decreti per A2CS e MBT, nello specifico l'atto di Governo n. 119 del febbraio 2024 relativo al carro armato è stato annullato e sostituito con l'atto di Governo n. 212;
in assenza di informazioni al riguardo, presupponendo che l'aggiudicatario dell'appalto sia la joint venture tra Leonardo e Rheinmetall, l'Italia si avvia a sviluppare e acquisire una famiglia di carri medi e pesanti per entrambi i programmi, senza poter beneficiare di accordi con altri Paesi, nello specifico la Germania, diversamente da quanto avvenuto per il GCAP che si basa su solidi accordi intergovernativi: in altri termini, senza beneficiare della condivisione dei costi, di garanzie di vendita all'estero, di standard tecnologici e interoperabilità tra forze armate, oltre ad una sostenibilità del programma nel lungo termine;
astenendosi da considerazioni sulla fattibilità dell'impresa, ossia sulla messa a disposizione nei tempi, nei costi e con i requisiti coerenti con le esigenze della forza armata e degli impegni internazionali, oltre che sulla garanzia di un adeguato ritorno industriale e sulle prospettive per il comparto industriale, la direzione intrapresa per quanto possa essere stata giustificabile nel 2024, a fronte degli eventi intercorsi, della necessità stringente di concretizzare alleanze nella difesa da parte non solo dell'Italia ma di tutti i Paesi europei, oltre a portare verso un modello autarchico che parrebbe escludere il nostro Paese dalla partita del carro europeo, sia esso MGCS o Leopard3, priva l'Italia della possibilità di capitalizzare attraverso alleanze, oltre ad esporre il Paese al rischio di ritardi di anni. L'evoluzione del quadro geopolitico, da un lato, e la pesante obsolescenza delle forze corazzate italiane, dall'altro, hanno creato una forte urgenza nell'Esercito che i programmi approvati in Parlamento con i relativi atti di Governo dovrebbero soddisfare;
lo scorso 29 gennaio, in audizione alla Commissione Difesa, il capo di Stato maggiore dell'Esercito, generale Carmine Masiello, ha posto l'accento sulla necessità di uno stretto rapporto tra industria e il settore difesa, con l'obiettivo di snellire i processi di acquisizione e accelerare la trasformazione. Di recente lo stesso CEO di Leonardo, Roberto Cingolani, ha lamentato che in Europa il numero di piattaforme (ovvero veicoli da combattimento) è superiore a 20, laddove negli Stati Uniti e in altre grandi potenze si parla di 3-4 unità. Quindi, anche nella difesa terrestre, come già in molti altri settori produttivi, il punto debole dell'Europa è la dispersione degli investimenti su un gran numero di iniziative;
nel caso dei carri armati, tuttavia, si assiste a una progressiva concentrazione della domanda verso un solo prodotto, ovvero il Leopard2 di KNDS, attorno al quale si è sviluppato un sistema di alleanze industriali, sinergie tra clienti, condivisione di costi e di standard tecnologici, che hanno fatto di Leopard2 e dell'annunciata evoluzione al Leopard3 l'unica piattaforma diffusa a livello continentale;
d'altro lato, il crescente impegno nella difesa, che impone all'Italia di raggiungere investimenti pari al 2 per cento del PIL nel 2028, mentre l'amministrazione Trump esercita pressioni per salire al 5 per cento negli anni successivi, rende la strada dell'Italia stretta e accidentata. Ne dovrebbe conseguire la razionalizzazione della spesa, la collaborazione con altri Paesi, la ricerca di alleanze per condividere i costi crescenti per lo sviluppo di nuovi prodotti;
la linea del Ministero dell'economia e delle finanze e del Ministero della difesa è quella di portare fuori bilancio questa categoria di spese, ma andrà confrontata con le posizioni dei partner europei: il primo appuntamento è previsto con l'ECOFIN del prossimo aprile. Il sillogismo investimenti comuni, debito comune, sistemi di armamento comuni può diventare il punto di convergenza del dibattito,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga che, vista la situazione internazionale e il recente cambio di paradigma, non sia il caso di valutare una soluzione condivisa con altri Paesi per quanto riguarda il carro armato e il veicolo della fanteria, con l'obiettivo di contribuire a una difesa comune europea e al rafforzamento della competitività dell'industria nazionale;
se non ritenga opportuno che il progetto di acquisizione del carro armato e del veicolo di fanteria A2CS debba essere sviluppato all'interno di un accordo intergovernativo tra Italia e Germania o con altri Paesi europei.
(3-01736)
BIZZOTTO, TESTOR, TOSATO, BERGESIO, SPELGATTI - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:
i continui avvistamenti di lupi in diverse zone del Veneto confermano come la loro presenza stia diventando numericamente rilevante, determinando preoccupazione tra la popolazione anche per l'avvistamento di questi animali nel centro delle città;
in particolare in provincia di Vicenza si evidenziano numerosi episodi di predazioni da parte di lupi, che fanno vere e proprie stragi di bestiame. Gli attacchi agli animali da allevamento, e in maniera sempre più frequente anche agli animali domestici, dimostrano un trend in crescita ormai fuori controllo: dai 90 casi rilevati ad agosto 2024, si è passati ai 193 nel mese di dicembre, quando in tutto il 2023 si erano verificati 101 casi;
la crescente confidenza dei lupi con gli spazi antropizzati sta determinando un clima di insicurezza;
sono inoltre gravi le ripercussioni economiche sulle attività legate all'allevamento e al turismo, due settori fondamentali per il territorio vicentino e veneto;
la situazione rischia di portare all'abbandono delle aree montane e delle malghe, con conseguente degrado ambientale e aumento del dissesto idrogeologico;
si tratta di un fenomeno che, oltre al Veneto, coinvolge altre regioni dell'arco alpino, prealpino e dell'Appennino centrale, con continui episodi di predazioni e avvicinamento dei lupi ai centri abitati e agli insediamenti produttivi;
la gestione della specie lupo è attualmente vincolata da atti giuridici internazionali e da normative europee, che ne prevedono la tutela come specie particolarmente protetta; recentemente il Consiglio Competitività della UE ha approvato in via definitiva la decisione relativa alla presentazione a nome dell'Unione di una proposta di modifica degli allegati II e III della convenzione di Berna per abbassare lo status di protezione del lupo da "rigorosamente protetto" a "protetto";
alla luce della necessità di adottare misure concrete per garantire la sicurezza della popolazione e la tutela delle attività economiche locali, così come chiesto da molti sindaci della provincia di Vicenza,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione segnalata e delle sue gravi ripercussioni sociali ed economiche e quali azioni immediate intenda adottare per affrontare l'incremento della popolazione dei lupi e mitigare i danni agli allevatori e agli operatori economici del territorio;
se e come intenda sollecitare l'iter legislativo in UE per la modifica della direttiva "Habitat" sul declassamento del lupo da specie "particolarmente protetta" a "protetta", al fine di consentire una gestione più flessibile del fenomeno;
se voglia fornire indicazioni circa lo stato di avanzamento dei lavori per definire la pianificazione della gestione del lupo su base regionale, così come previsto anche dal "disegno di legge montagna" e precisare quando saranno operativi ed efficaci i nuovi protocolli ISPRA per gli abbattimenti in deroga.
(3-01737)
Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento
CROATTI, LOPREIATO, LICHERI Sabrina, NAVE, BEVILACQUA, NATURALE - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
la visita alla casa circondariale di Rimini del 3 gennaio 2025, effettuata da una delegazione del Partito radicale, ha confermato le criticità emerse nel corso della visita svolta nell'agosto 2024 dal primo firmatario della presente interrogazione;
la sezione prima del carcere conferma il degrado e il luogo malsano in cui le persone detenute e il personale penitenziario sono ormai da lunghi anni costretti. Celle con muffe diffuse, angolo cottura e cucina accanto alla tazza del water, bagni senza docce e porte. Le docce in comune non funzionano, delle 5 presenti solo 2 sono considerate agibili per l'igiene personale e anche queste sono in condizioni non degne. L'AUSL già dal 2020 ha indicato la sezione rischiosa per la salute di chi vi permane e non risolvibile con ordinaria manutenzione;
il magistrato di sorveglianza è a conoscenza della situazione in cui verte la sezione. In passato, accogliendo alcuni ricorsi presentati dai detenuti ai sensi dell'art. 35-ter dell'ordinamento penitenziario, ha riconosciuto che gli elementi di criticità riscontrati, e segnalati anche dall'AUSL, contribuiscono a intensificare la sofferenza inevitabilmente legata alla condizione detentiva, rendendola tale da superare la soglia del trattamento inumano e degradante in violazione dell'art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo;
considerato che:
sono stati stanziati 2 milioni di euro per la ristrutturazione dell'ala che comprende al primo piano la sezione prima e al piano terra la sezione sesta, inagibile dal 2016, e in cui è prevista la realizzazione di uno spazio di lavoro nell'ambito della "legge Smuraglia". L'inizio dei lavori da mesi è dato per imminente e le ultime indicazioni erano per gennaio 2025, "ma la direzione segnala che non sono state ancora date indicazioni per la gestione delle persone all'interno detenute e la preoccupazione è che se passa questo periodo invernale poi con l'avvicinarsi del periodo estivo per esigenze di carcerazione l'intervento possa slittare ancora" ("newsrimini.it", 3 gennaio 2025);
lo stato dell'area sanitaria della casa circondariale conferma nelle proporzioni quanto riportato dalla relazione del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Rimini dell'11 settembre 2024: "attualmente non vi sono malati psichiatrici mentre i detenuti che soffrono di disturbi psichici o comportamentali sono 72, di cui 70 in terapia con psicofarmaci". A fronte di tale situazione al gennaio 2025 non era in forza uno psichiatra ed era prevista una riduzione del suo già scarso orario di 9 ore alla settimana; erano presenti 5 psicologi;
dai dati diffusi a seguito della recente visita, i posti regolamentari presso la casa circondariale di Rimini sono 118, i detenuti presenti 133 con un sovraffollamento del 113 per cento, la pianta organica prevede 139 unità di personale penitenziario, di cui effettivamente in servizio 72, ossia circa la metà,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione critica in cui versa da tempo la casa circondariale di Rimini;
quali azioni urgenti intenda intraprendere per affrontare le criticità;
quali siano le tempistiche in merito ai lavori previsti e se intenda adoperarsi affinché si provveda a velocizzare l'avvio dei lavori.
(3-01733)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
CUCCHI - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
risulta all'interrogante che nel mese di luglio 2024, la Procura della Repubblica di Bologna abbia delegato la squadra mobile della Questura affinché indagasse su una serie di ingenti furti presso una struttura nazionale di logistica, con danni significativi e denunce rimaste inascoltate per lungo tempo;
a seguito di un'attività investigativa articolata e complessa, il responsabile dell'unità anticorruzione della squadra mobile, F.N., ha completato le prime indagini individuando sette soggetti presumibilmente responsabili;
in data 19 settembre 2024, il suddetto ispettore ha informato la Procura dell'imminente deposito di una relazione sugli sviluppi dell'indagine;
il 4 ottobre 2024, è stata depositata la comunicazione di reato firmata dai dirigenti competenti, in seguito tuttavia il fascicolo è stato archiviato senza ulteriori attività investigative;
in contemporanea l'ispettore è stato improvvisamente rimosso dal proprio incarico presso la squadra mobile e assegnato, senza preavviso né contraddittorio, ad altro ufficio della Questura;
tale provvedimento è stato successivamente prorogato e infine trasformato in un trasferimento definitivo presso un'altra sede, lontana dalla residenza dell'ispettore;
considerato che:
risulta che il dipendente in questione vantasse una carriera pluridecennale priva di censure disciplinari, fosse insignito di riconoscimenti istituzionali e rivestisse un ruolo sindacale attivo;
la documentazione acquisita evidenzierebbe che i provvedimenti di rimozione e trasferimento siano stati fondati su relazioni interne prive di protocollazione,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo, per quanto di propria competenza, ritenga opportuno accertare la correttezza delle procedure di trasferimento adottate nei confronti dell'ispettore, con particolare riferimento alla sua improvvisa rimozione e ai successivi trasferimenti;
se si intenda verificare se vi siano stati profili di condotta antisindacale nella gestione amministrativa del caso, alla luce del ruolo sindacale del dipendente e dell'assenza di motivazioni disciplinari formali a supporto dei provvedimenti adottati;
se intenda adottare misure per garantire maggiore trasparenza e tracciabilità nelle procedure di trasferimento di personale di Polizia, al fine di prevenire il rischio di abusi o discriminazioni.
(4-01878)
MALPEZZI, ALFIERI, BASSO, BAZOLI, CAMUSSO, D'ELIA, DELRIO, FRANCESCHELLI, FURLAN, GIORGIS, IRTO, MANCA, MARTELLA, MISIANI, PARRINI, RANDO, ROJC, ROSSOMANDO, TAJANI, VERDUCCI, VERINI, ZAMBITO, ZAMPA - Al Ministro per le disabilità. - Premesso che:
la legge n. 227 del 2021, recante "Delega al governo in materia di disabilità", e, in particolare, l'articolo 2, comma 2, lettera f), prevede l'istituzione del Garante nazionale delle disabilità al fine di assicurare la piena attuazione e la tutela dei diritti e degli interessi delle persone con disabilità;
con il decreto legislativo n. 20 del 2024 è stata istituita l'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, in attuazione della delega conferita al Governo;
si prevede al comma 1 dell'articolo 2 che: "Il Garante è l'organo collegiale composto dal presidente e da due componenti. Nell'ambito della propria autonomia organizzativa, il Garante, con il regolamento di cui all'articolo 3, comma 1, disciplina l'esercizio delle attività del collegio e del presidente. Su proposta del presidente, con delibera collegiale del Garante, possono essere attribuite a ciascuno dei componenti del Garante deleghe per il compimento di singoli atti o per sovraintendere a determinati settori e materie di competenza del Garante stesso";
al comma 2 si individuano le caratteristiche dei componenti del collegio: "Il presidente e i componenti del collegio sono scelti tra persone di notoria indipendenza e di specifiche e comprovate professionalità, competenze o esperienze nel campo della tutela e della promozione dei diritti umani e in materia di contrasto delle forme di discriminazione nei confronti delle persone con disabilità";
al comma 3 si evidenzia che: "Il presidente e i componenti del collegio non possono essere scelti tra persone che rivestono incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali o che abbiano rivestito tali incarichi e cariche nell'anno precedente la nomina e, in ogni caso, non devono essere portatori di interessi in conflitto con le funzioni del Garante";
con determinazione del 23 dicembre 2024 il Presidente della Camera dei deputati e il Presidente del Senato della Repubblica hanno provveduto a nominare il presidente e i due componenti del collegio dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, per quanto di competenza;
in particolare la determinazione ha visto la nomina a presidente dell'avvocato Maurizio Borgo;
con decreto del 9 novembre 2022 il Ministro in indirizzo aveva nominato l'avvocato Maurizio Borgo, avvocato dello Stato, quale capo di gabinetto, incarico che ha ricoperto sino alla nomina a garante,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della sequela di atti che hanno portato alla nomina dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità e se ritenga opportuna la nomina dell'avvocato Maurizio Borgo quale presidente del collegio alla luce dell'incarico precedentemente svolto e dalla lettura della norma relativa alle caratteristiche necessarie per ricoprire l'incarico.
(4-01879)
Interrogazioni, da svolgere in Commissione
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti:
3ª Commissione permanente(Affari esteri e difesa):
3-01736 del senatore Enrico Borghi, sui mancati accordi tra Italia ed altri Paesi europei per la produzione di sistemi di armamento condivisi;
8ª Commissione permanente(Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica):
3-01737 della senatrice Bizzotto ed altri, sull'incremento della presenza del lupo in Veneto.