Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 277 del 25/02/2025
Azioni disponibili
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIX LEGISLATURA ------
277a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
MARTEDÌ 25 FEBBRAIO 2025
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Presidenza del presidente LA RUSSA,
indi del vice presidente CASTELLONE
e del vice presidente RONZULLI
N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Civici d'Italia-UDC-Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare: Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-Il Centro-Renew Europe: IV-C-RE; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: LSP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-PATT, Campobase): Aut (SVP-PATT, Cb); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS; Misto-Azione-Renew Europe: Misto-Az-RE.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del presidente LA RUSSA
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,44).
Si dia lettura del processo verbale.
SILVESTRONI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 20 febbraio.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento.
Sulla scomparsa di Francesco Occhiuto
PRESIDENTE. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Onorevoli senatori, vorrei a nome di tutti voi rivolgere un commosso pensiero di vicinanza e di cordoglio al senatore Mario Occhiuto e alla sua famiglia per la tragica scomparsa del figlio Francesco. Una notizia terribile e inattesa che ha lasciato tutti noi profondamente addolorati.
Francesco aveva trent'anni ed era dottorando in psicologia presso l'Università di Parma. Ci piace ricordarlo, così come hanno fatto in questi giorni i tanti amici e colleghi di università che ne hanno sottolineato la grande umanità e sensibilità.
Al senatore Mario Occhiuto, alla moglie Paola, ai fratelli Giovanni e Maria Clara, e agli altri parenti, alcuni dei quali abbiamo conosciuto - uno in particolare - in Parlamento, rinnovo l'abbraccio e le condoglianze di tutte le senatrici e i senatori.
Anche a nome di tutti i Capigruppo invito l'Assemblea a osservare qualche attimo di silenzio in ricordo del giovane Francesco. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio). (Applausi).
Sul quarto anniversario dell'assassinio di Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci e Mustaphà Milámbo
PRESIDENTE. Onorevoli senatori, siamo arrivati al quarto anniversario del vile agguato che a Goma, in Congo, il 22 febbraio del 2021, strappò alla vita l'ambasciatore Luca Attanasio e insieme a lui il carabiniere scelto Vittorio Iacovacci e l'autista Mustaphà Milámbo.
Desidero rivolgere, a nome di tutta l'Assemblea del Senato, un commosso pensiero al ricordo di questi giovani servitori dello Stato.
Luca Attanasio aveva quarantatré anni e rappresentava l'Italia nella Repubblica democratica del Congo dal 2017. Era padre di tre bambine ed era quotidianamente attivo, assieme alla moglie Zakia Seddiki, in molti programmi umanitari a favore di quelle popolazioni. Luca Attanasio è caduto vittima di un agguato mentre con un convoglio, come sapete, nell'ambito di un'attività destinata al Programma alimentare mondiale, si recava a Rutshuru. Era un diplomatico esperto e competente; oltre che in Congo, era stato in Marocco e in Nigeria. Nel 2020 era stato insignito del Premio internazionale Nassiriya per il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli e aveva fondato l'organizzazione non governativa Mama Sofia, per realizzare progetti in ambito sociale e sanitario in Congo.
Vittorio Iacovacci, l'altro servitore dello Stato che perse la vita e che è stato insignito di una medaglia per il modo eroico in cui si comportò in quel frangente, era un giovanissimo militare dell'Arma dei Carabinieri. Avrebbe compiuto trentun anni pochi giorni dopo l'attentato ed era in Congo con il delicato compito di assistere e proteggere l'ambasciatore Attanasio. Vittorio aveva svolto tale incarico con coraggio ed esemplare senso del dovere, fino a sacrificare la sua stessa vita nel tentativo di mettere in salvo l'ambasciatore, facendogli da scudo con il proprio corpo.
Entrambi si erano fatti carico di una missione difficile e gravosa, in un'area caratterizzata da intensa conflittualità e in un contesto geopolitico complesso e particolarmente delicato, consapevoli dei rischi che ogni giorno correvano e senza mai arretrare di un solo passo di fronte al pericolo o di fronte alla paura.
Con loro voglio ricordare con orgoglio tutti coloro che ogni giorno, in divisa o con la divisa morale di rappresentanti dell'Italia nel mondo (come i dipendenti del Ministero degli affari esteri), fanno il loro dovere senza arretrare di un solo passo di fronte al loro desiderio di portare pace e sicurezza. Li voglio ricordare tutti, ma noi ricordiamo con particolare orgoglio sia Vittorio, sia l'ambasciatore Attanasio, in questa quarta ricorrenza del loro sacrificio, perché la loro vita, il loro coraggio e il loro valore sono un prezioso esempio di speranza, di pace e di solidarietà, che come Nazione abbiamo il dovere di onorare e tenere vivo nel nostro cuore e nella nostra memoria.
Alla famiglia dell'ambasciatore Luca Attanasio, a quella del carabiniere scelto Vittorio Iacovacci e anche alla famiglia di Mustaphà Milámbo rivolgiamo i nostri sentimenti di vicinanza e di immutato cordoglio. Invitiamo tutti gli italiani a ricordarli, raccogliendoci per qualche istante in silenzio. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio). (Applausi).
BORGHI Enrico (IV-C-RE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORGHI Enrico (IV-C-RE). Signor Presidente, come molto opportunamente lei ha ricordato, sono passati già quattro anni dalla drammatica giornata in cui l'ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l'autista Mustaphà Milámbo sono stati uccisi in un drammatico attentato nell'area del Kivu del Nord, nei pressi di Goma, nella Repubblica Democratica del Congo. A riprova di quanto il passato parli ancora e quelle vicende siano ancora assolutamente inserite nel contesto della nostra cronaca, proprio l'area che fu oggetto di quel drammatico evento è oggi il teatro nel quale si compie una insurrezione da parte di alcuni ribelli filo-ruandesi del movimento M23, che determinano quindi ancora violenze e scontri e che stanno perpetuando una situazione per la quale il nostro ambasciatore diede la vita.
Noi ci dobbiamo interrogare - ed è giusto commemorare in questa sede queste figure - sul chi e sul perché di queste vicende. Sappiamo che cinque uomini congolesi sono stati condannati in primo grado come esecutori materiali, ma va definito tutto il percorso legato ai mandanti e vanno capite quali sono state le gravi inadempienze che hanno portato alla mancata tutela dei nostri rappresentanti. Forse - lo dico al Governo - bisogna riprendere in mano la posizione sulla mancata costituzione di parte civile al fine di assicurare una maggiore capacità di incidere sotto il profilo giurisdizionale.
Al di là di questi aspetti, penso sia anche giusto ricordare chi era l'ambasciatore Luca Attanasio, che è stato definito dalla moglie, la signora Zakia Seddiki, con una frase credo straordinaria: era una persona che rappresentava tante persone. Era qualcosa, quindi, che rappresentava un valore in sé. Forse, in un mondo che sembra arrendersi al cinismo delle ragioni dei più forti, avere avuto un rappresentante diplomatico, un carabiniere e un autista che si sono spesi fino all'estremo per difendere le ragioni dei più deboli, i diritti umani e le ragioni di chi oggi sta ai margini, credo sia qualcosa che parli straordinariamente… (Il microfono si disattiva automaticamente)… all'oggi per il domani. In questo vogliamo mandare un abbraccio alle bambine di Luca Attanasio, ai familiari, ai congiunti di queste straordinarie persone, e dire loro che la loro testimonianza, il loro valore, il loro ricordo non passeranno invano all'interno di queste Aule. (Applausi).
SALVITTI (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SALVITTI (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP). Signor Presidente, onorevoli colleghi, è grande l'emozione nel ricordare un servitore dello Stato che ha pagato il prezzo più alto, l'estremo sacrificio, per la sua dedizione e la sua propensione al dialogo come mezzo di pace. L'ambasciatore effettivamente si sentiva un missionario, come da più parti è stato definito e descritto. Ricordare Luca Attanasio - e chi con lui perse la vita quattro anni fa - è un dovere, perché il suo esempio insegna dedizione e il senso delle istituzioni. Luca Attanasio era un ambasciatore che, come aveva ripetuto più volte, dedicava il suo impegno diplomatico per aiutare e dare speranza a chi ha più bisogno.
Questi sono momenti imprescindibili per uno Stato: è sempre doloroso farlo, ma va fatto, perché è una ferita che si riapre. Perdere un uomo che da subito ha dedicato la propria vita al servizio degli altri significa poter perdere quell'entusiasmo che lo aveva contraddistinto nei suoi anni in Congo.
Prima di quel tragico 22 febbraio del 2021 in pochi conoscevano la sua storia, anche se solo pochi mesi prima del suo barbaro omicidio aveva ricevuto il premio Nassiriya dedicato ad altri uomini, i nostri Carabinieri, che hanno perso la vita in nome della pace e della libertà. La pace, un vocabolo che tornava spesso nelle parole di Luca Attanasio e che descrive il suo modo di essere e di affrontare sfide difficili e pericolose, come quelle in cui ha trovato la morte.
La Repubblica Democratica del Congo è così bisognosa di pace: una frase che ripeteva spesso e adesso probabilmente suona come un testamento morale. Ha sempre sottolineato che in Congo tante di quelle cose che diamo per scontate in molte parti del mondo, anzitutto la pace, la salute e l'istruzione, lì non esistono, o rappresentano un privilegio per pochissimi. Pace, famiglia e solidarietà sono le tre parole chiave che raccontano il suo essere, una persona fortemente convinta che la diplomazia potesse contribuire al raggiungimento della pace del mondo.
Naturalmente il ricordo va anche a Vittorio Iacovacci, una persona che ha dedicato la sua vita a difendere Luca Attanasio e a portare a termine quel suo compito, che era la difesa dell'ambasciatore. L'ha fatto nella maniera più simbolica, se vogliamo definirla così, gettandosi a corpo morto su di lui per poterlo proteggere.
È giusto ricordare anche Mustaphà Milámbo, che insieme a Vittorio Iacovacci e a Luca Attanasio ha perso la vita quel giorno. (Applausi).
LOMBARDO (Misto-Az-RE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO (Misto-Az-RE). Signor Presidente, Luca Attanasio era un giovane e brillante diplomatico italiano. Ha lavorato presso l'ambasciata italiana di Berna dal 2006 al 2010 e ha ricoperto il ruolo di console generale reggente a Casablanca.
A soli quarant'anni ha ottenuto il grado di consigliere di legazione nella Repubblica democratica del Congo, dov'è stato confermato ambasciatore nel 2019. Ma Luca Attanasio non era solo un brillante diplomatico; era un sognatore, un missionario, un uomo che credeva nella cooperazione internazionale allo sviluppo e per questo aveva ricevuto nel 2020 il premio internazionale Nassiriya per la pace per il suo impegno nei progetti umanitari, con particolare attenzione alla società civile africana.
Il 22 febbraio di quattro anni fa la brillante carriera e la giovane vita dell'ambasciatore vennero stroncate, insieme a quelle del Carabiniere scelto Vittorio Iacovacci e dell'autista congolese Mustaphà Milámbo. Io non sono persuaso che si sia trattato di un tragico agguato, non credo che si sia trattato di una rapina finita male. Nonostante le autorità giudiziarie congolesi abbiano condannato in primo grado - si è in attesa di appello - sei uomini per la presunta esecuzione materiale, permangono forti dubbi sul movente di questo triplice omicidio e sui mandanti. L'ambasciatore Luca Attanasio voleva forse fare chiarezza sull'uso delle risorse destinate al programma alimentare mondiale dell'ONU? L'ambasciatore Luca Attanasio voleva forse portare trasparenza sulle attività svolte dall'ambasciata italiana nella Repubblica del Congo, coinvolta in un presunto scandalo di corruzione sui passaporti falsi? Per quale motivo il giovane ambasciatore è stato ucciso?
È il primo ambasciatore italiano ad essere stato ucciso nell'adempimento delle sue funzioni. Lo Stato italiano non è riuscito a tutelare la sua vita e quella di altre due vittime. Il compito dello Stato è quello di tutelare gli italiani che risiedono fuori dal territorio nazionale e ancora di più il compito dello Stato è quello di proteggere chi rappresenta lo Stato stesso e muore nell'adempimento dei suoi doveri. Io mi chiedo se in questi casi, come nel caso del giovane cooperante Mario Paciolla, morto, non suicida, ma omicida, in Colombia, sia giusto conformarsi al principio consuetudinario che riconosce le immunità diplomatiche dei funzionari dell'ONU. Io mi chiedo se in questo caso sia giusto che lo Stato italiano non si sia costituito parte civile nel processo a Roma.
Il compito della Repubblica - non solo dello Stato, quindi di tutti noi - è di fare il possibile per contribuire all'accertamento della verità storica e processuale. Bisogna avere il coraggio di cercare la verità, anche quando la verità è scomoda, perché oltre a dedicare doverosamente e meritoriamente a queste persone dei luoghi della Farnesina, abbiamo il dovere di onorare fino in fondo la loro memoria, per le loro famiglie e per quell'ideale di giustizia e di cooperazione internazionale per i quali sono caduti. (Applausi).
CRAXI (FI-BP-PPE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRAXI (FI-BP-PPE). Signor Presidente, quattro anni fa, il 22 febbraio 2021, l'ambasciatore Luca Attanasio, rappresentante diplomatico italiano nella Repubblica democratica del Congo, cadde vittima di un agguato in cui persero la vita anche il carabiniere scelto Vittorio Iacovacci e l'autista Mustaphà Milámbo.
È viva nella memoria la commozione dei primi momenti successivi a quel barbaro assassinio; scorrono nella mente le immagini forti e dignitose dei familiari dell'ambasciatore nel chiedere giustizia per il sacrificio del loro congiunto, un uomo dello Stato caduto in servizio. I racconti e le testimonianze dei tanti che Luca Attanasio l'avevano conosciuto lo descrivevano come una persona brillante, preparata, che viveva in quella regione martoriata dell'Africa, declinando il suo impegno all'insegna del dialogo, instancabile nel segnalare che soltanto lo sviluppo, la prosperità, il benessere potranno pavimentare la strada della pace e funzionare da argine contro il dilagare di ogni fondamentalismo omicida. Luca Attanasio era una risorsa preziosa, un alfiere dell'Italia nel mondo; dalla qualità del lavoro del nostro corpo diplomatico, dalle sue capacità di leggere la realtà in modo critico, non convenzionale e scevro da condizionamenti di sorta dipende la capacità stessa della politica e delle istituzioni di definire l'interesse nazionale e orientare in modo sapiente la nostra presenza nei contesti globali, specialmente in un frangente complesso come quello che stiamo vivendo.
La commemorazione odierna, oltre a rappresentare un doveroso tributo a chi è scomparso mentre prestava servizio per il suo Paese, sia un monito a non abbassare la guardia, a tenere in debito conto i diversi bisogni della rete diplomatica, che spaziano dal personale dedicato fino alle risorse per la cooperazione allo sviluppo, passando certamente per le esigenze di sicurezza, soprattutto di quanti operano in realtà fortemente instabili e sono, per questo, ancora più esposti. E sia da insegnamento l'opera dell'ambasciatore Luca Attanasio per le giovani generazioni che devono attingere alle fonti della saggezza, dell'impegno, del soccorso ai più deboli, della propensione alla pace, ovvero tutto ciò per cui Luca Attanasio ha consacrato la sua breve vita. (Applausi).
MARTON (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARTON (M5S). Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, ricordare e commemorare: è difficile trovare il modo giusto per farlo, sempre che ne esista uno. Di solito, si cerca di raccontare la carriera e il percorso di chi non c'è più. Si prova, quindi, narrando, a dare un'idea del valore della persona tramite la sua storia personale. Oggi le persone da ricordare e da commemorare sono tre: Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci e Mustaphà Milámbo. Sarebbe impossibile farlo compiutamente in questo poco tempo. Diciamo subito una cosa: queste persone meritano che si sappia la verità, che si sappia cosa è realmente accaduto. I loro familiari ne hanno tutto il diritto e il pensiero non può non correre subito alle tre figlie piccole di Luca, che forse non sanno ancora quanto il loro papà lavorasse per inseguire il sogno di aiutare e migliorare la vita di tutte le persone più sfortunate e - per dirla con le sue parole - nate nella parte sbagliata del mondo, alla moglie Zakia, che ancora lo fa con l'associazione Mama Sofia, e ai genitori che perseguono la sua opera di portare nelle scuole quella rettitudine, dovere morale da divulgare con l'esempio che Luca caparbiamente applicava ogni giorno della sua vita. Luca Attanasio aveva poco più di quarant'anni, era di Limbiate, un paese a poche centinaia di metri da casa mia. Lui era l'ambasciatore italiano più giovane.
Con Luca ha perso la vita anche Vittorio, che viaggiava con lui, lo scortava, lo proteggeva. Vittorio aveva solo trent'anni, l'età dei progetti a lungo termine, l'età in cui inizi a realizzare i desideri, l'età in cui non ti risparmi e lui davvero non l'ha fatto, fino in fondo.
Un pensiero va ai suoi fratelli, ai suoi genitori e alla fidanzata.
E infine Mustaphà - di cui conosco poco, solo pochi frammenti di ricordi - come Luca e Vittorio, si spendeva per aiutare gli altri, i bimbi e le donne, le persone più bisognose del suo Paese.
Mi si permetta un'ultima considerazione per Luca, anzi per l'ambasciatore Luca Attanasio. Credo che Salvatore lo racconterà alle nipoti: molti dei progetti per l'Africa che sono parte del Piano Mattei sono suoi. Uno è già partito: riguarda il Marocco ed è un progetto di telemedicina con l'ospedale Gaslini. Ecco il papà Luca, il marito Luca, il figlio Luca mancherà sicuramente molto, ma l'orgoglio per lui ci sarà per sempre. (Applausi).
PUCCIARELLI (LSP-PSd'Az). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PUCCIARELLI (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, onorevoli colleghi senatori, ricordiamo oggi Luca Attanasio, ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo, il Carabiniere scelto Vittorio Iacovacci e il loro autista Mustaphà Milámbo, barbaramente uccisi in un attentato mentre erano in una missione umanitaria quattro anni fa. Il loro sacrificio rappresenta il volto più alto del servizio allo Stato e all'umanità.
Attanasio non era solo un diplomatico, ma era un uomo profondamente impegnato per la pace e la cooperazione internazionale. Credeva nel dialogo, nella solidarietà e nella possibilità di un futuro migliore per le popolazioni più vulnerabili. La sua attività era volta a rafforzare i rapporti tra l'Italia e il Congo, con particolare attenzione a progetti umanitari per i bambini e le comunità locali.
Il Carabiniere Vittorio Iacovacci incarnava i valori di dedizione e coraggio propri dell'Arma. La sua missione era proteggere l'ambasciatore, ma il suo compito andava ben oltre: rappresentava la presenza dello Stato italiano nei contesti più difficili, mettendo a rischio la propria vita, garantendo la sicurezza e la stabilità.
Come Commissione diritti umani del Senato abbiamo audito il papà dell'ambasciatore e il fratello del carabiniere uccisi e quello che accomuna le due famiglie, oltre all'aver perso un proprio caro in un modo così drammatico, è la ricerca della verità e la necessità che la vicenda non cada nell'oblio. Ricordare il sacrificio di Luca Attanasio e di Vittorio Iacovacci significa ribadire l'importanza del servizio reso allo Stato dalle sue istituzioni nei consessi internazionali più delicati. Il loro esempio deve rimanere per sempre una testimonianza di valore, altruismo e dedizione. Chiedere la verità sull'omicidio di questi servitori dello Stato è nostro dovere, e non solo per rendere giustizia alle vittime e alle loro famiglie, ma anche per affermare un principio fondamentale: chi serve il Paese non può essere lasciato senza tutela e senza risposte. (Applausi).
La giustizia, Presidente, non è solo una questione legale, ma è anche un atto di riconoscimento verso chi ha servito il Paese con dedizione e coraggio fino al costo della propria vita come hanno fatto Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci. (Applausi).
CAMUSSO (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMUSSO (PD-IDP). Signor Presidente, come hanno ricordato le colleghe e i colleghi che mi hanno preceduto, il 22 febbraio del 2021 l'ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l'autista Mustaphà Milámbo sono stati assassinati e credo che noi dobbiamo innanzitutto rendere onore a due rappresentanti del nostro Paese, a due servitori dello Stato e riconoscere che sono innanzitutto caduti nell'esperimento delle loro funzioni, nella loro attività.
Sono passati quattro anni, ma forse non ci siamo dimenticati l'emozione e la commozione nel Paese di fronte alla notizia che di per sé è eccezionale, non solo perché non c'erano precedenti, ma perché credo che a nessuno sia sfuggita la gravità del fatto che un ambasciatore, un diplomatico italiano in un altro Paese, giovane ma assolutamente conosciuto e in grado di far valere la sua professionalità, fosse stato assassinato.
Non credo che sfugga che, fin da quel momento, soprattutto le famiglie, ma anche tutte le persone che si interrogano sul grande tema dei diritti umani e della cooperazione internazionale, del come si può stare nella rappresentanza e servire il Paese, si sono domandate quali fossero la verità e la giustizia di quegli avvenimenti. Se è giusto che oggi le Camere ricordino, è altrettanto importante che oggi noi, non facendo cadere l'oblio, ci facciamo delle domande. Se spetta allo Stato la difesa dei suoi cittadini (dei suoi cittadini nel Paese e all'estero), bisogna anche sapere che quella difesa è un dovere cui non si può derogare.
Credo, allora, che dobbiamo cominciare a dirci che non appare plausibile la ricostruzione del tentativo di sequestro andato male, su cui si è basato il processo che si è svolto in Congo, che ha abbandonato e tralasciato indizi, dichiarazioni, strade che potevano portare a un'altra verità.
Per questo credo che sia doveroso dire che noi ci mobiliteremo perché non si archivi adesso il processo, come hanno chiesto le famiglie di Vittorio Iacovacci e di Luca Attanasio, che hanno aperto una finestra che noi dobbiamo impedire che si chiuda. Da questo punto di vista la mancata costituzione di parte civile è un interrogativo che abbiamo in molti.
Ancora, quando verità e giustizia sono l'unica risposta a difesa di due cittadini caduti nel servizio per lo Stato, credo che bisogna avere il coraggio anche di guardare a verità che possono essere… (Il microfono si disattiva automaticamente)… a non cercare solo fuori di noi, fuori dalla nostra nazionalità, le ragioni che hanno portato a quell'agguato e domandarci se non bisogna guardare anche dentro l'ambasciata, alla storia di contrasto a possibili corruzioni che l'ambasciatore ha sicuramente attuato.
Io credo che sia assolutamente questo il modo vero per onorare e rendere verità e giustizia. (Applausi).
TERZI DI SANT'AGATA (FdI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TERZI DI SANT'AGATA (FdI). Signor Presidente, vorrei anch'io aggiungere alle cose che sono state dette, a cominciare dalle sue, un pensiero commosso ai familiari di Luca Attanasio, di Vittorio Iacovacci e di Mustaphà Milámbo, ma in particolare ai genitori di Attanasio, Salvatore e Alida, alla moglie Zakia Seddiki e alle figlie Sofia, Miral e Lilia. (Applausi).
È come se l'ammirazione e il dolore infinito dei familiari per la scomparsa di Luca, così come per le altre vittime di questo terribile episodio di quattro anni fa, non subissero l'usura del tempo. In effetti abbiamo visto, nei giorni scorsi, come nei luoghi originari di Attanasio, a Limbiate, nelle istituzioni accademiche dove si è formato, all'università Bocconi e, oggi, nel nostro Parlamento, qui in Senato e alla Camera dei deputati, con un importante convegno commemorativo, si continui a parlare sempre di più dell'opera di questo grande giovanissimo ambasciatore.
È difficile parlare di grandi personalità, di servitori dello Stato così giovani, che si siano formati, distinti e riconosciuti in età così giovane rispetto ai percorsi professionali. Ma Attanasio è stato un uomo delle istituzioni nel più profondo senso del termine; un visionario profondamente desideroso di servire il Paese, attraverso un lavoro diplomatico in cui affermare la solidarietà, la dignità, la giustizia, la libertà, un costruttore di pace. Aveva la Costituzione come faro ed era un cultore dello Stato di diritto.
Con questo spirito era andato all'estero, in Congo, come ambasciatore italiano, dove l'ambasciata era scoperta da quasi due anni. Attanasio lì si è impegnato a trasmettere il messaggio che l'Italia c'è e che la fiducia tra i due Paesi poteva e doveva ristabilirsi; una convinzione, la sua, che conferma come l'unico colore per lui fosse il Tricolore, nessun colore politico; sempre fedele alle istituzioni, quale che fosse l'espressione politica delle istituzioni.
Dimostra il suo impatto anche la circostanza che, nei giorni scorsi, molte ambasciate europee sono state attaccate e distrutte dopo i fatti di Goma, mentre l'ambasciata italiana è stata risparmiata. Indubbiamente, quello che ha dato Attanasio a Kinshasa è stato un elemento che ha portato a risparmiare da attacchi la nostra ambasciata.
Un altro ruolo chiave lo ricopre la fondazione "Mama Sofia", che è adesso parte integrante dei progetti del Piano Mattei. È stato, Luca Attanasio, un precursore di quella visione che oggi chiamiamo Piano Mattei per l'Africa, cioè la cooperazione da pari a pari. Attanasio sapeva ascoltare quei popoli con umiltà e curiosità, con volontà di capire le loro ragioni. Aveva compreso a fondo cos'è l'Africa. Quanto fatto da lui racconta com'era Attanasio e dà il senso di come un singolo individuo possa fare veramente la differenza.
Luca è cresciuto con il senso del dovere, prima ancora della rivendicazione dei diritti e con la capacità di ascoltare. La madre Alida ha detto - ed io la cito - che Luca aveva dentro di sé una fede che faceva sì che pensasse con la testa, ma agisse col cuore. Un grande diplomatico, che non dimenticheremo mai. (Applausi).
Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo, composizione e convocazione
PRESIDENTE. Comunico di avere chiamato a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo i senatori Bergesio, Di Girolamo, Franceschelli, Gelmetti, Magni, Melchiorre, Mennuni, Musolino, Orsomarso, Patton, Salvitti, Tajani, Testor e Zanettin.
La Commissione è convocata per procedere alla sua costituzione giovedì 27 febbraio, alle ore 9.
Saluto ad una rappresentanza di studenti
PRESIDENTE. Nel ringraziare il senatore ed ambasciatore Terzi di Sant'Agata, saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto tecnico agrario «Ottavio Munerati» di Rovigo, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).
Presidenza del vice presidente CASTELLONE (ore 17,20)
Discussione del disegno di legge:
(1384) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2024, n. 208, recante misure organizzative urgenti per fronteggiare situazioni di particolare emergenza, nonché per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Approvato dalla Camera dei deputati)(ore 17,20)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1384, già approvato dalla Camera dei deputati.
Ha facoltà di intervenire il vice presidente dell'8a Commissione permanente, senatore Rosa, per riferire sui lavori della Commissione.
ROSA (FdI). Signor Presidente, le comunico che la Commissione oggi non è riuscita a completare l'esame del provvedimento e, quindi, non è riuscita a dare alcun mandato al relatore. (Applausi).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in relazione a quanto riferito dal senatore Rosa, il disegno di legge n. 1384, non essendosi concluso l'esame in Commissione, sarà discusso nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati senza relazione, ai sensi dell'articolo 44, comma 3, del Regolamento.
Dichiaro aperta la discussione generale.
È iscritta a parlare la senatrice Musolino. Ne ha facoltà.
MUSOLINO (IV-C-RE). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, membri del Governo, sottosegretario Siracusano, come ha detto il vice presidente Rosa, in Commissione non si è potuta concludere (anzi non è stata neanche avviata) la discussione sul provvedimento. Quindi, i lavori si sono conclusi senza conferire il mandato al relatore.
Tocca dunque a quest'Assemblea discutere di un testo sul quale il Governo, al solito, pone tempi rapidissimi per la sua approvazione e conversione, impedendo sostanzialmente al Parlamento di svolgere il suo ruolo. Di fatto, arriva un pacchetto preconfezionato, sul quale nulla si può fare e in alcun modo si può incidere. Non lo si può neanche discutere.
Di fatto, arriviamo a discutere a scatola chiusa norme che sono state trasmesse dalla Camera e che pedissequamente così dobbiamo accettare. Questo è indice di un meccanismo che evidentemente non funziona e di un potere legislativo che viene sempre mortificato, ogni volta di più, da questo Governo.
Questa premessa era necessaria, anche ai fini di esaminare il testo per la parte di cui intendo occuparmi, che è quella relativa alle disposizioni del PNRR. Vi è, infatti, un grande problema, che ormai diventa sempre più chiaro, che si staglia all'orizzonte in maniera granitica, che è quello della gestione delle risorse del PNRR, o meglio dell'attuazione dei progetti che sono stati finanziati col PNRR.
Prima che il ministro Fitto venisse nominato Commissario europeo e addirittura Vice Presidente della Commissione europea - nomina per la quale nuovamente gli rinnoviamo gli auguri - e lasciasse il suo incarico come Ministro per la coesione e il PNRR, sui dati aveva una narrazione abbastanza edulcorata, quantomeno non del tutto aderente alla realtà. Diceva che si andava avanti. Si andava avanti, ma i dati, in verità, ci dicono tutt'altro e ci rappresentano un problema che non si potrà allontanare o non si potrà negare che esista.
Ormai siamo alle battute finali dell'attuazione di questo Piano ed è quindi ora che il Governo si dia una svegliata e la finisca con provvedimenti come quello in discussione oggi.
A fronte dei dati relativi alla spesa del PNRR, mi sarei aspettata in questo provvedimento delle disposizioni specifiche con cui, con riferimento agli interventi rimasti indietro (sono la maggior parte), il Governo intervenisse in maniera efficiente ed efficace e desse gli strumenti per portarli avanti, velocizzare la spesa e garantirne l'attuazione. Tutto mi sarei aspettata fuorché trovare, in un decreto che si occupa di PNRR, delle disposizioni che, pur inserendosi nel contesto generale del Piano, di fatto non hanno nulla di urgente.
Sono norme regolamentari che potevano avere un iter regolare e che, invece, come al solito vengono calate all'interno di un testo ancor più corposo, con una tecnica che io definirei randomica: pescando qua e là, si inseriscono norme che vanno dai necessari interventi per contrastare il degrado sociale, all'intervento per la realizzazione dei dissalatori in Sicilia, a quelli sulla gestione del MOSE a Venezia. Si tratta, ormai, di una tecnica legislativa randomica.
Sul PNRR ci sono interventi che francamente lasciano il senso di una mancata aderenza alla realtà. Restituiamo velocemente questa realtà: parlo della Sicilia, che è destinataria di 329 miliardi di euro per progetti che devono essere eseguiti. Il 61 per cento di questi progetti è in capo alla Regione Siciliana, che ne è responsabile. Secondo le ultime stime e i dati che vengono anche dall'Ufficio parlamentare di bilancio, soltanto il 13 per cento di questi interventi è stato eseguito in Sicilia.
A fronte della lentezza veramente impressionante e molto pericolosa, l'unica misura che trovo nel provvedimento in ordine alla necessità di accelerare la spesa è quella che prevede la nomina dei vice prefetti e dei vice prefetti vicari per i posti vacanti per la durata di un anno, con proroga di un successivo anno. Siccome all'epoca il Governo ha deciso che le prefetture dovevano diventare delle cabine di regia per vigilare sull'attuazione del PNRR, si ritiene che tutto quello che si può fare sia semplicemente procedere alla nomina dei vice prefetti e dei vice prefetti vicari. Siamo evidentemente lontani dalla realtà.
Allo stesso modo, non possiamo condividere il provvedimento sulla realizzazione dei dissalatori in Sicilia (a Porto Empedocle, Gela e Trapani), per i quali ci sono un commissario straordinario nominato nel 2023 - e siamo nel 2025 - e un soggetto attuatore, Siciliacque, che gestisce il sistema idrico siciliano da anni con i risultati sotto gli occhi di tutti. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Sironi. Ne ha facoltà.
SIRONI (M5S). Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, siamo al solito davanti alla decretazione d'urgenza. Se non sbaglio, siamo arrivati alla novantesima fiducia che, con un calcolo a spanne, fa circa una fiducia alla settimana. Credo che siate riusciti a battere qualsiasi record ed è una vergogna, in quanto significa non avere rispetto delle istituzioni e del ruolo di noi parlamentari.
Nel merito di questo decreto per le emergenze, rilevo che a monte mancano una pianificazione, interventi strutturali, un piano e un percorso di riferimento. Questo significa muoversi alla cieca. Il provvedimento lascia inoltre fuori emergenze davvero importanti. Penso, per esempio, a tutte le situazioni sotto procedura di infrazione UE, che dovrebbero essere prese in considerazione. Recentemente è stata emessa la sentenza di condanna dell'Italia per la situazione della Terra dei fuochi.
Visto che provengo da un territorio altrettanto critico, evidenzio la drammatica situazione della Pianura padana. Ogni anno muoiono 31.000 persone nelle sole Regioni del Nord a causa dell'inquinamento atmosferico, 26.000 nella sola Pianura padana a causa dell'esposizione all'eccesso di polveri sottili PM2,5, e più di 5.000 in riferimento al biossido di carbonio.
I sindaci delle città di Milano, Bologna, Torino, Venezia e Treviso, hanno sottoscritto un patto dei sindaci per una Pianura padana che respiri, chiedendo al Governo fondi straordinari per i piani di sostituzione delle caldaie obsolete e, più in generale, per l'efficientamento energetico degli edifici e la riforestazione urbana in tempi rapidi.
In occasione del decreto-legge fiscale n. 39 del 29 marzo 2024, ho presentato un ordine del giorno in questo senso che è stato accolto; a questo punto mi chiedo quanto valgano gli ordini del giorno per questo Governo. Quella di oggi era l'occasione utile per inserire l'emergenza delle morti nella Pianura padana a causa dell'inquinamento, mettendo a disposizione dei fondi per sovvenzionare l'efficientamento energetico degli edifici, per evitare le emissioni inquinanti del riscaldamento e favorire la riforestazione urbana. Questa occasione però non è stata colta. In realtà gli ordini del giorno per questo Governo valgono come lo zero a sinistra. E anche le istanze dei sindaci pertanto non sono state prese in considerazione.
Ho ripresentato oggi l'ordine del giorno in Assemblea che, purtroppo, a causa della metodologia di lavoro che svilisce e svuota i contenuti della democrazia parlamentare, posso però solo citare in questo mio intervento in discussione generale. Ricordo infatti che sarà tutto accantonato. Peraltro, segnalo che oggi, in Commissione, il Governo ha accolto diversi miei ordini del giorno: da una parte, ne sono soddisfatta; ma, dall'altra, sottolineo che ciò segnala quanto l'attività propositiva delle minoranze potrebbe avere un valore prezioso per l'attività legislativa. Purtroppo però non vi è mai tempo per un confronto produttivo: sono buoni consigli, accettati, che restano però lettera morta.
In relazione al modello Caivano che è rivolto alla questione del degrado sociale, il Governo individua sette aree. Immagino che nessuno pretenda così di aver risolto un problema che riguarda molte altre aree del nostro Paese. Le altre aree cosa sono? Figli di un Dio minore? Penso al quartiere Mazzini a Milano e alle case popolari del Corvetto. Ricordate la triste vicenda di Ramy, il ragazzo di diciannove anni morto in seguito ad un inseguimento della Polizia? Ricordate le ripetute e clamorose manifestazioni per le strade e le piazze di Milano? Ne hanno abbondantemente parlato le cronache, ma niente il caso non ha vinto il premio di essere inserito qui tra quelli prescelti.
Ho presentato un ordine del giorno affinché se ne occupi il Parlamento in sede di esame del disegno di legge sulla rigenerazione urbana. Proviamo a fare un ragionamento più organico. Spero non faccia la fine dell'ordine del giorno sull'efficientamento energetico in Pianura padana.
Le politiche devono essere integrate e non fatte da interventi spot, non poltronifici per decidere a chi dare i soldi e a chi no, con l'accentramento del potere senza una visione globale. Bisogna prestare maggiore attenzione ai contributi istituzionali dei senatori.
In merito alla siccità, di nuovo, non si prevede alcun piano organico, ma soluzioni tamponi con i dissalatori. Non si affronta la causa, ma il sintomo, con gravi conseguenze ambientali perché la salamoia, insieme agli agenti chimici, va a creare problemi ambientali al mare. Per tappare un buco si rischia di aprire una voragine.
Bisognerebbe prima di tutto ridurre gli sprechi, con investimenti per rifare gli acquedotti. In Sicilia, ad esempio, abbiamo il 42 per cento di dispersione idrica. Per questo non ci sono i soldi, ma per il Ponte sullo Stretto li troviamo. (Applausi).
Ho proposto di aggiungere l'indicatore water footprint ad integrazione dei criteri minimi ambientali nell'ambito delle gare pubbliche, in modo che rappresenti la quantità di acqua utilizzata per la produzione e dia premialità a chi ne utilizza meno. Ho proposto l'etichettatura, l'informazione, ma niente. Caro bollette, niente. Per quanto riguarda costi ed energia, proponiamo il nucleare tra trent'anni, ma l'emergenza è ora. Vi è un calo della produzione industriale da due anni; per forza, con questi costi energetici, vorrei vedere come facciamo ad essere competitivi.
Niente soldi per le famiglie, né salario minimo e incertezza per quanto riguarda il PNRR. Siamo preoccupati perché siamo responsabili. Osserviamo questo Governo muoversi a tentoni, a suon di emergenze e di commissari, senza però un piano e una visione seguendo una strada che conduce al baratro.
Ascoltate le minoranze perché abbiamo la mente più lucida. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Verducci. Ne ha facoltà.
*VERDUCCI (PD-IDP). Signora Presidente, un emendamento di Fratelli d'Italia a questo decreto-legge sottrae 90 milioni di euro ai fondi per la ricostruzione pubblica del cratere del sisma 2016, il terremoto devastante che tra il 2016 e il 2017 ha colpito le Marche, l'Umbria, l'Abruzzo e il Lazio, devastante per numero di morti e per intensità e ampiezza dei territori colpiti. Quando parliamo di ricostruzione pubblica, parliamo di scuole, di asili per l'infanzia, di strutture universitarie, di luoghi pubblici, di strade.
Parliamo del cuore di un cratere che è una ferita ancora aperta e lo sarà fino a che ogni edificio non sarà stato risanato, soprattutto fino a che non riapriranno tutte le scuole, fino a quando non sarà ricostruito un tessuto di lavoro, imprese e servizi. Ancora adesso, entrare nei centri storici e vedere edifici ancora chiusi e transennati è un pugno nello stomaco.
Questo, Presidente, colleghi, è un tema politico, non è un tema privato che riguarda solo i cittadini che sono stati colpiti, ma è un tema che riguarda tutti, come è stato dal decreto del 2016, che oggi questo emendamento definanzia. Noi pensiamo che debba continuare assolutamente ad essere un tema politico e continueremo a porlo, a fare in modo che non venga stralciato e marginalizzato, come invece troppe volte si rischia. Per questo, Presidente, pensiamo che nel metodo questo emendamento sia inaccettabile e per questo chiediamo che il Governo reintegri immediatamente i 90 milioni di euro sottratti alla ricostruzione. Il fatto che questi fondi vengano destinati ad un'altra emergenza, quella dei terremoti del 2022 e del 2023, è un fatto importante; ma questo modo di operare è totalmente inaccettabile, perché è come fare il gioco delle tre carte sulle calamità.
Aggiungo, Presidente, rivolgendomi alla Sottosegretaria, che questo è un precedente dannoso e pericoloso, anche concettualmente, nel metodo e nel merito. Già da tempo il Governo sarebbe dovuto intervenire a sostegno dei cittadini colpiti dal terremoto di Ancona nel 2022 e dal terremoto di Pierantonio, Umbertide e Perugia nel 2023. Invece c'è stata troppa colpevole inerzia. Si è intervenuti, e con poche risorse, solamente nella ultima legge di bilancio, ma ancora è praticamente tutto fermo. Adesso si interviene con un emendamento che toglie le risorse ai terremotati del 2016.
Questo, Presidente, è pazzesco! È un modo di fare all'incontrario, che diventa umiliante. Noi dobbiamo aggiungere risorse, il dovere era quello di aggiungere risorse specifiche, non di toglierle. Almeno si abbia la decenza di non dire che è tutto ok, come hanno fatto esponenti della destra e del Governo, la decenza di non dire che tanto le risorse arriveranno nel 2027. Il Governo toglie 90 milioni oggi e dice che forse arriveranno nel 2027; questo, Presidente, è inaccettabile. (Applausi). È inaccettabile per coloro che sono stati colpiti nel 2016 ed è inaccettabile anche per coloro che sono stati colpiti nel 2022 e nel 2023, cui saranno destinati questi fondi, perché gli uni e gli altri meritano stanziamenti propri, come è sempre stato fino a adesso, con tutti i Governi.
Evidentemente, invece, il Governo Meloni ha un concetto di emergenza singolare: anziché risolvere le emergenze come si dovrebbe, in maniera virtuosa, rischia di crearle, perché togliere 90 milioni alla ricostruzione pubblica significa toglierli alla ricostruzione di scuole, asili, biblioteche, musei, chiese e infrastrutture.
Stiamo parlando di territori che rischiano di vedersi nuovamente bloccati progetti che erano in dirittura di arrivo e che adesso rischiano una ricaduta di caos, di rallentamenti, di incertezze, come hanno denunciato in queste ore tantissime associazioni economiche e sociali, di cittadini.
Questo emendamento, per il metodo, è uno sfregio ai discorsi che tutti insieme abbiamo il dovere di fare tutti insieme sulla ripartenza delle aree interne, su una strategia solida per creare lavoro, servizi, opportunità nelle aree interne. Del resto, lo ha ammesso lo stesso Ministro qualche tempo fa: c'è un ritardo gigantesco del Governo su questo tema delle aree interne, quando invece servono assolutamente tempestività e urgenza. Sappiamo per esperienza che quando realtà locali chiudono poi non riapriranno più. È impossibile vivere senza servizi essenziali, senza scuole, senza lavoro, senza strutture sociosanitarie. L'allarme, signor Presidente, è su tutto. Stanno chiudendo gli sportelli bancari in tutti i Comuni delle aree montane e interne, nell'indifferenza del Governo. Questo aggiunge disagio e senso di abbandono a una situazione già pesante di frustrazione.
Tempo fa il Governo ha candidamente ammesso che, dei 200 milioni di euro del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane stanziati dal Governo Draghi per ogni anno, più della metà saranno tolti alle Regioni a favore del bilancio nazionale, come se invece non fossero risorse essenziali contro il dissesto idrogeologico, per rafforzare i servizi e per tutte le necessità che sappiamo. Il Governo, anziché aumentare le risorse per le aree interne e montane, fa un prelievo forzoso su quelle già destinate a regioni e a enti locali. Colleghi, tutto questo è allucinante. Dopo due anni di silenzio, il Governo ha presentato un piano nazionale sulle aree interne che è debolissimo e dentro il quale ci sono dei buchi pazzeschi. Ne cito uno: il fatto che i pochi fondi stanziati (4 milioni), destinati a sanità, mobilità e scuola, sono stati poi alla fine in gran parte dirottati su altri capitoli di spesa. Del resto, signora Presidente, questo è il Governo che ha tolto la zona franca urbana dall'area del cratere, non rifinanziandola; è il Governo che ha cancellato il sisma bonus con un contraccolpo pesantissimo per l'economia complessiva dei territori; è un Governo che continua reiteratamente a ignorare la richiesta di una decontribuzione per il lavoro e per le imprese dei territori del cratere.
Avete bocciato tutti i nostri emendamenti, ma noi continueremo a ripresentarli. Ci sono interi distretti importantissimi legati alla filiera della moda, che sono tanta parte della nostra forza nel mondo: penso al distretto delle calzature e a quello del cappello, che sono un vanto per il nostro made in Italy. Ebbene, tali distretti, in questa fase di difficoltà dell'intera filiera della moda, vivono essi stessi una crisi durissima, ma il Governo è completamente assente. Ci sono nostre mozioni depositate ma che ci è stato impedito di discutere. La Beko di Comunanza rischia di chiudere; sono a rischio centinaia di lavoratori e di famiglie, con un indotto vitale per intere regioni e per tutti i territori colpiti dal sisma del 2016. In una situazione del genere, così difficile, in cui ogni giorno è una battaglia e in cui ogni giorno un'impresa rischia di chiudere, il Governo che fa? Toglie 90 milioni di euro dalla ricostruzione! È come ragionare per rovescio e mortificare il lavoro che, tra un milione di difficoltà, è stato fatto in tutti questi anni. Signora Presidente, chiediamo che immediatamente quei fondi vengano reintegrati; ripeto, immediatamente, non chissà quando.
Chiediamo che si apra in Parlamento con urgenza una sessione di lavoro per avere una strategia per le aree interne: investimenti strutturali in occupazione, istruzione, sanità, infrastrutture e cultura.
Su proposta del Partito Democratico è stata approvata nelle settimane scorse un'importante mozione alla Camera su questo e altre iniziative abbiamo in Senato. È inaccettabile che il Governo metta tutto questo su un binario morto. Noi chiediamo certezze di progettualità e di investimenti.
Il tema delle aree interne è una grande questione nazionale, una questione che va imposta al dibattito politico europeo e all'agenda della Commissione europea. Va fatto adesso, Presidente, altrimenti sarà tardi. Perdere altro tempo, come il Governo Meloni sta facendo, significherà che sarà irrimediabilmente tardi. Non bastano incentivi una tantum, serve volontà politica strategica, serve impostare un nuovo modello di sviluppo che guardi ai prossimi decenni e impedisca che le nostre aree interne diventino una reminiscenza di una fase storica passata e superata. Questa è l'ampiezza della sfida che abbiamo, adesso, che riguarda il presente e il futuro, che riguarda le attuali e le nuove generazioni. Non possiamo perdere quello che è il cuore della nostra identità, del nostro Paese.
Noi ci siamo, Presidente, e siamo pronti su questo a collaborare con il Governo, a patto che il Governo ci sia, a patto che faccia sul serio. Allo stato attuale non è così. Lo dimostra quello che è avvenuto sui 90 milioni sottratti alla ricostruzione del cratere 2016. Reintegrate quei fondi e venite in Parlamento a dare risposte. Noi faremo e continueremo a fare la nostra parte. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Russo. Ne ha facoltà.
RUSSO (FdI). Signora Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, il provvedimento in discussione reca misure urgenti volte a fronteggiare situazioni di particolare emergenza, con riguardo a realtà di degrado, vulnerabilità sociale, disagio giovanile, crisi idrica della Regione Siciliana, prevenzione delle tossicodipendenze e di altre dipendenze patologiche, in materia di Protezione civile su molte delle emergenze che hanno costellato la recente storia repubblicana.
È un provvedimento che, per definizione, dovendosi occupare di cose urgenti, non può che utilizzare questo metodo, la decretazione d'urgenza, perché è chiaro che in un mondo che è sempre più veloce le esigenze che si avvertono nell'azione governativa necessitano di strumenti urgenti. La Costituzione ci dà questo e lo approviamo con le tempistiche e le necessità che servono non al Governo o alla maggioranza, ma alla popolazione.
All'articolo 1, uno dei punti più importanti di questo provvedimento, si pone particolare attenzione alle situazioni di vulnerabilità sociale e di emergenza legate al disagio giovanile e alla presenza delle comunità nelle nostre periferie, individuando alcuni territori fondamentali delle nostre città, quali Rozzano, Milano, Roma (quartieri Alessandrino e Quarticciolo), Napoli (quartieri Scampia e Secondigliano), Orta Nova, Rosarno, San Ferdinando, a Catania il quartiere di San Cristoforo, a Palermo Borgo Nuovo.
Forse è arrivato il tempo di essere veloci nel dare risposte a queste realtà. È il momento di dare risposte concrete secondo un modello che ha già funzionato, il cosiddetto modello Caivano. Lo dicono persone che fanno non politica, ma altro: don Patriciello, il magistrato Gratteri. Quel modello ha dimostrato come, quando si vuole, lo Stato può intervenire efficacemente per venire incontro alle esigenze di sviluppare porzioni fondamentali del nostro territorio che altrimenti sarebbero esclusivamente preda della criminalità organizzata, della tossicodipendenza e della marginalità sociale.
Allora, in questo provvedimento vi sono importanti risorse, più di 180 milioni di euro, che - come ho richiamato prima - vengono destinate a queste aree obiettivo, che non sono naturalmente esaustive dell'intera Nazione, ma rappresentano dei particolari vulnus nel nostro territorio urbano. Lo si fa attraverso un commissario straordinario che predispone, d'intesa con i Comuni interessati e con il Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud e con la Presidenza del Consiglio, un piano straordinario di interventi infrastrutturali - e non solo - e di progetti di riqualificazione sociale.
Si tratta di progetti che vengono implementati dalle ulteriori risorse che le amministrazioni locali metteranno a disposizione; penso al caso che conosco meglio, il quartiere di Borgo Nuovo a Palermo, dove alle risorse del Governo vengono aggiunte altrettante risorse da parte del Comune di Palermo attraverso altri progetti per arrivare a una progettualità di almeno 45 milioni di euro su un territorio altrimenti destinato al degrado. Si può sempre fare di più, ma il tema è iniziare ad aggredire i costi laddove le emergenze sono più evidenti. L'abbiamo fatto a Caivano, lo faremo a Borgo Nuovo, lo faremo a Scampia, lo continueremo a fare sempre e comunque.
La considerazione che vorrei già esprimere è che votare contro questo decreto significa votare contro questo tipo di provvedimenti, quindi contro le popolazioni dei ragazzi, dei giovani e di coloro che vogliono sfuggire alla presa della criminalità e del degrado in queste zone. (Applausi).
Si aggiungono altri interventi relativi alla crisi idrica, problema che non si risolve certamente dall'oggi al domani e che ha bisogno di interventi strutturali, ma c'è un problema: dobbiamo lavorare a breve, medio e lungo termine e da siciliano posso dire che i tre dissalatori servono eccome, perché, in attesa di realizzare opere sulle quali ci sono ritardi che appartengono anche ad altre epoche, non possiamo non intervenire immediatamente per andare incontro alle esigenze della popolazione e dell'agricoltura. Rimettere in moto, con tecnologie moderne, tre dissalatori in aree strategiche della Regione non è cosa di poco conto, quindi gli interventi che sono presenti nel decreto-legge in esame, che servono a rendere ancora più funzionale l'azione del commissario straordinario, non sono una invenzione, ma sono una necessità e derivano dalla verifica sull'attuazione pratica dei provvedimenti che servono.
Allo stesso modo, è utile intervenire nel Giubileo per l'utilizzo delle strutture di Protezione civile.
Il provvedimento in esame contiene, inoltre, importanti interventi che riguardano altri aspetti, come la proroga contrattuale per i lavoratori portuali dei porti di Taranto, Gioia Tauro e Cagliari: viene prevista e finanziata una proroga di ventiquattro mesi per quanto concerne l'operatività delle agenzie di somministrazione lavoro di questi porti, i cui contratti sarebbero scaduti il 31 dicembre 2024. Ringraziamo il ministro del lavoro Marina Calderone per il grande lavoro che ha svolto in merito a questa norma e per aver impegnato, insieme a tutto il Governo, le risorse necessarie per garantire a questi 700 lavoratori di percepire l'indennità ancora per due anni, nel corso dei quali saranno impegnati nella formazione e nella riqualificazione professionale, in maniera tale da essere reintrodotti nel mondo lavorativo. Sono queste le vere politiche attive del lavoro che noi sosteniamo, al di là di qualsiasi facile assistenzialismo.
Vi sono ulteriori norme, nel decreto in esame, per cui i lavoratori interessati dalla prestazione del trattamento di integrazione salariale straordinaria possono accedere al programma Garanzia di occupabilità dei lavoratori (GOL) finanziato dal PNRR ed è prevista una proroga per i lavoratori assegnati dal PNRR al Ministero del lavoro per il 2025 e il 2026. Si prevede la possibilità di utilizzare le quote dell'8 per mille destinata allo Stato anche e soprattutto per la prevenzione delle tossicodipendenze, tema sempre più attuale e importante per quanto riguarda i nostri giovani. Vi sono misure per l'attuazione della riforma del capitolo REPowerEU e altre misure che puntano all'efficientamento delle politiche di attuazione del PNRR.
Si parla di ritardi del PNRR, ma fino adesso l'Italia ha avuto la validazione di tutte le rate che ha chiesto, per tutti gli stati di avanzamento, per così dire, ed è tra i Paesi europei che più di tutti stanno impegnando queste risorse. Certo, ci troviamo alla fine del percorso del PNRR che forse era stato disegnato anche in maniera errata rispetto alle esigenze del Paese, laddove conosciamo la difficoltà che spesso si riscontra, nonostante i modelli semplificativi che sono stati predisposti per questo strumento, nella progettazione e nell'affidamento degli appalti, dovendone garantire altresì la cornice di legalità, per cui esiste un'apposita cabina di regia.
Allora è chiaro che stiamo arrivando, finita la fase progettuale, a questi ultimi due anni in cui i lavori stanno partendo, sono in corso e si arriverà alla fine della spesa. Probabilmente, se si fosse evitato di parcellizzare molti interventi e si fosse pensato per tempo a realizzare un modello basato maggiormente sulle grandi infrastrutture, avremmo meno difficoltà, riscontrate soprattutto dalle stazioni appaltanti più piccole quali sono gli enti territoriali. Nondimeno, la cronaca ci dimostra come il Governo sia sul pezzo, sia attento e tutto ciò che è stato fatto fin adesso, prima dal ministro Fitto e adesso dal ministro Foti, serve a far sì che queste risorse non vengano semplicemente spese, ma vengano investite, abbiano un ritorno oggettivo per il nostro popolo e la nostra Nazione, perché il tema non è spendere, ma investire con qualità, investire laddove serve, investire soprattutto avendo chiaro che anche gli investimenti di questo programma, se non vengono inseriti in una programmazione complessiva dello sviluppo del Sud, per cui è nata la ZES e per cui è intervenuta una diversa attenzione al mondo delle imprese e al mondo delle politiche del lavoro, se tutto questo non va assieme, chiaramente sono risorse che potrebbero rimanere non tanto inutilizzate, ma non finalizzate allo scopo che avevano, anche perché ricordo che, come sempre, non sono soldi regalati. Buona parte di quelle sono risorse su cui abbiamo fatto debito che dobbiamo pagare.
Ribadisco che, sempre grazie all'attuale Governo, questo debito per fortuna costa sempre di meno, perché abbiamo acquisito una credibilità internazionale sui mercati e nel sistema europeo tale per cui il famoso spread si riduce e quindi avremo anche le risorse che probabilmente serviranno a implementare il tema delle bollette e anche i temi richiamati da alcuni colleghi dell'opposizione relativi alle emergenze, perché attuando una legge di bilancio di cautela, come abbiamo fatto l'anno scorso, potremo sicuramente rilanciare ulteriori investimenti nel breve e nel medio futuro. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Damante. Ne ha facoltà.
DAMANTE (M5S). Signora Presidente, colleghi e colleghe, Governo, lo dico subito: questo decreto d'urgenza che serve a risolvere le emergenze e implementare il Piano nazionale di ripresa e resilienza - e per suo tramite, Presidente, rispondo anche al senatore Russo - non serve a nulla. Non serve a nulla! (Applausi).
Non accelera di un centesimo la spesa sul PNRR. È un decreto d'urgenza vuoto per quel che concerne il PNRR, ma anche per le altre materie trattate di cui parleranno meglio i miei colleghi. Un decreto d'urgenza che, pensando a Shakespeare e al Macbeth, mi fa pensare che sia narrato da un idiota che grida, che urla, che strepita e che è pieno di furore, ma che non porta a nulla. Si sente solo lui. Il resto degli italiani non lo stanno vedendo e forse la maggioranza e il Governo non leggono neanche i dati sull'attuazione del PNRR. Ci riempiamo la bocca con il fatto che siano state erogate le rate. L'ho già detto: un conto è l'erogazione delle rate, un conto è l'attuazione della spesa. Proprio ieri c'era un articolo che diceva che il PNRR è al palo. Ancora non sono stati avviati neanche il 48 per cento dei progetti al Sud (lo riporta il Corriere del Mezzogiorno). E nonostante il ministro Foti dica che siamo arrivati a 61 miliardi di spesa, bene colleghi, vi do una notizia: ne mancano ancora tanti all'appello. Dobbiamo arrivare a giugno 2026, cioè fra meno di sedici mesi, a 194 miliardi. (Applausi). Non si tratta di altri 10 o 20 milioni o anche 20 miliardi: ne mancano parecchi ancora per raggiungere l'obiettivo del PNRR, ma noi a questi decreti d'urgenza che non servono a nulla e che non conducono a nulla ci siamo ormai abituati.
Faccio un esempio: il decreto-legge sulle liste d'attesa è servito a qualcosa? Mancano ancora i decreti attuativi. È questo il modo di procedere di questo Governo, che si riempie la bocca di decreti d'urgenza e fa finta di governare il processo, ma non lo governa. È come se avesse bisogno solo dello spot.
Invece, siamo davanti a una responsabilità enorme: governare il processo e governare questo Piano di ripresa e resilienza che è fondamentale per lo sviluppo del territorio. Anche l'ex ministro Fitto lo dice oggi, dalla Commissione europea: dobbiamo accelerare, dobbiamo accelerare.
Quanto è bravo l'ex ministro Fitto, proprio lui che ha bloccato la macchina, che ha cambiato la governance, che ha tirato il freno a mano a una macchina in corsa, perché doveva rivedere e rivedere. E che cosa abbiamo fatto? Nulla. Oggi il ministro Foti non fa ancora nulla. Io ancora non ho soluzioni da parte di questo Ministro. Ho dovuto presentare un'interrogazione per sapere quali azioni vuole mettere in campo per aiutare le Regioni, per aiutare i Comuni, per aiutare i soggetti attuatori.
Anche per questo avevamo chiesto, a mia prima firma, l'istituzione di una Commissione di vigilanza e di controllo: sull'attuazione del PNRR, non per trovare qualcosa di sconvolgente, come dice il vice presidente della Commissione europea Fitto.
Noi non vogliamo vedere cosa sta succedendo dietro le quinte. Noi vogliamo solo capire a che punto stanno i progetti, perché non vorrei, signor Presidente, colleghi, che ci fosse proprio la volontà di non spendere questi soldi, magari anche per fare l'occhiolino alla Commissione UE. Da qualche giorno, infatti, leggendo anche le notizie uscite sul «Financial Times», si sente dire che magari, non spendendo questi soldi, le economie che vengono fuori dal recovery plan verranno utilizzate per il riarmo in Europa.
Ma i soldi che Giuseppe Conte, il presidente Conte, ha portato per uscire dalla crisi economica post-pandemica devono servire a riarmare l'Europa? Noi non ci stiamo, signor Presidente. Non ci stiamo in nessuna forma e non ci dovreste stare neanche voi, perché quei soldi servono per la crescita economica dell'Italia e del Sud. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Floridia Aurora. Ne ha facoltà.
FLORIDIA Aurora (Aut (SVP-PATT, Cb)). Signor Presidente, colleghe e colleghi, oggi ci troviamo a discutere di un decreto-legge frutto di non scelte, di apparenti dimenticanze del Governo, di grandi assenti, che purtroppo però pesano sulle vite delle persone.
Questo decreto, di fatto, ignora il diritto a vivere in un ambiente sano, il diritto alla salute ed alla giustizia sociale. Il provvedimento in questione parla infatti di PNRR, ma ignora completamente i 24 miliardi di euro che ogni anno il Governo eroga sotto forma di sussidi ambientalmente dannosi. Sono risorse pubbliche destinate a sostenere economia e industria, ma che, di fatto, finiscono per incentivare l'inquinamento e il degrado ambientale.
È come cercare di spegnere un incendio versando acqua da una parte e benzina dall'altra. Allo stesso modo, le politiche contraddittorie del Governo, non solo non contrastano efficacemente la crisi climatica, ma alimentano il fuoco dell'inquinamento con scelte che vanno nella direzione opposta alla sostenibilità.
Nella relazione sullo stato di attuazione del Piano di ripresa e resilienza, il Governo ha promesso di ridurre questi sussidi di due miliardi di euro entro il 2026, che ricordo essere ormai alle porte. Intanto, però, continua a proteggere chi inquina. Capirete bene che questo è un cortocircuito: significa voltarsi dall'altra parte. Significa rifiutarsi di affrontare la situazione. Non è un dettaglio irrilevante quello di cui sto parlando, poiché i sussidi ambientalmente dannosi erogati dal Governo accelerano il degrado del nostro territorio e mettono a rischio il futuro delle nuove generazioni, incluso il comparto economico e la sua competitività.
Eppure, il Governo continua a distribuirli, li conserva, non ne modifica lo status quo. Sta continuando a premiare chi inquina, mentre chi chiede un cambiamento viene ignorato. Lo stiamo anche vedendo qui in Aula: non interessa evidentemente a nessuno il fatto che non stiamo parlando di una richiesta politica di parte. Questa non è una battaglia ideologica, ma un impegno che, lo ripeto, lo stesso Governo ha inserito nella revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza concordato con la Commissione europea.
Parliamo anche di un diritto sancito nella nostra Costituzione, dagli articoli 9 e 41.
L'eliminazione di questi sussidi non è una mera operazione contabile, ma la chiave per accelerare la transizione ecologica del nostro Paese, in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030, per assicurare il diritto a vivere in un ambiente sano per le presenti e future generazioni, non per cosiddette ideologie green.
Purtroppo il decreto non affronta il problema alla radice, lasciando irrisolte le contraddizioni di un sistema che continua a incentivare attività inquinanti a scapito dello sviluppo sostenibile, con un Governo che continua a decretare compulsivamente e interviene esclusivamente in fase di post-criticità. Come ho già detto più volte in Aula, sarebbe veramente un sogno leggere, un giorno, nel titolo di un provvedimento il prefisso «pre»: pre-emergenza, pre-calamità, pre-rischio, prevenzione. Questo è ciò di cui ha bisogno il Paese e il PNRR era l'occasione giusta per dimostrarlo: i soldi e le risorse economiche ci sono, ma evidentemente il Governo non è in grado di programmare e ciò causa un danno enorme al nostro Paese.
Non smetterò mai di chiedere interventi concreti per sostenere le fasce sociali più deboli che da troppo tempo attendono misure efficaci per abbattere i costi delle energie. Abbiamo il dovere di diminuire il costo delle bollette per le famiglie che soffrono in modo particolare per il rincaro dei prezzi, ma lo dobbiamo anche alle aziende e a tutti i comparti economici del nostro Paese. Siamo il Paese con i più alti costi delle bollette in Europa: è un altro tristissimo primato di cui non sono per niente orgogliosa e che pesa su comunità, artigiani, industrie e quant'altro. Mentre il Governo resta a guardare, chi lavora e produce paga il prezzo dell'inazione.
Abbiamo poi la necessità di assicurare l'efficientamento energetico delle abitazioni, che è, di nuovo, una questione non solo ambientale, ma anche di giustizia sociale. È veramente scandaloso che questo tema sia stato così strumentalizzato.
Investire nelle energie rinnovabili e nell'efficientamento energetico non solo significa ridurre le emissioni inquinanti, ma rappresenta anche la chiave per abbattere i costi dell'energia, garantendo proprio a chi ha meno risorse economiche la possibilità di risparmiare sulle bollette e migliorare la qualità di vita. Anche questo è non ideologia, ma senso di responsabilità nei confronti del proprio Paese.
È per questo motivo che sarebbe stato fondamentale leggere nel provvedimento (purtroppo debole e privo di visione) il disaccoppiamento della formazione del prezzo del gas fossile da quello delle energie rinnovabili; un intervento necessario per proteggere le imprese, ma soprattutto le famiglie che soffrono maggiormente il carovita. Lo ripeto: ogni famiglia in Italia ha visto salire le bollette alle stelle. Mentre le multinazionali dell'energia fanno profitti record, le persone comuni fanno i conti per arrivare a fine mese.
Il Governo, purtroppo, non affronta il problema con misure strutturali e di prevenzione, ma mantiene un sistema che lega il costo dell'energia pulita alle speculazioni sui combustibili fossili, un vero danno al Paese.
Ma non basta. Una vera riforma non si limita a eliminare i sussidi dannosi, ma li trasforma in sussidi ambientalmente favorevoli, in investimenti per un futuro sostenibile che preveda più trasporto su ferro e meno dipendenza dal trasporto su gomma, più energia rinnovabile e meno emissioni climalteranti, più mobilità elettrica e meno combustibili fossili.
È per questo che, per esempio, abbiamo proposto investimenti concreti per il potenziamento della rete ferroviaria nella Regione Veneto e nelle Province autonome di Trento e di Bolzano, destinando fondi specifici alla conversione della mobilità ferroviaria dal diesel all'elettrico. La decarbonizzazione dei trasporti non può più essere rimandata. Dispiace che il Governo sia sordo a queste legittime richieste da due anni e mezzo, ossia dall'inizio della legislatura, e preferisca favorire il cemento e l'asfalto, come dimostra il provvedimento sui grandi eventi con cui ha stanziato tre miliardi per nuove strade e appena 400 milioni per le ferrovie. Poi ci stupiamo se il nostro sistema ferroviario è in crisi, se i treni sono insufficienti e se le cittadine e i cittadini restano bloccati in infrastrutture obsolete.
Colleghe e colleghi, è imperativo decidere se continuare a difendere chi inquina o mettervi finalmente dalla parte di chi reclama il diritto a vivere in un ambiente sano, dalla parte di chi lotta per respirare aria pulita, per pagare meno l'energia, per vivere in un Paese che guarda avanti e non indietro. Scegliete da che parte stare e agite di conseguenza per le presenti e le future generazioni. (Applausi).
Saluto ad una rappresentanza di studenti
PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto di istruzione superiore «Carlo Maria Carafa», di Mazzarino Riesi, in provincia di Caltanissetta, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1384 (ore 18,10)
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Fregolent. Ne ha facoltà.
FREGOLENT (IV-C-RE). Signora Presidente, spendere i soldi del PNRR e farlo velocemente è un dovere morale, dato il pregiudizio, non completamente infondato, che l'Italia non riesca mai a spendere i fondi europei. Quando ci fu data la prima dotazione, in misura rilevante, perché il nostro era un Paese che aveva subito molti danni dalla pandemia, nonostante vi fosse un certo pregiudizio, soprattutto dei Paesi del Nord che vedono la nostra atavica incapacità di spesa dei fondi europei come una cosa senza senso, si pensava che questa volta noi ce l'avremmo fatta. C'era una giustificazione del fatto che non eravamo mai riusciti a spendere i fondi europei, ma anche una possibilità di cambiamento. In fondo l'Italia aveva dimostrato come proprio non aver speso negli anni quei fondi europei l'aveva resa negli anni più fragile rispetto ad altre Nazioni. La critica che noi facciamo all'Unione europea di essere egoista, di vedere in misura maggiore i numeri dei bilanci e poco le politiche sociali, vede un'unica eccezione proprio nei fondi del PNRR.
Non poterli e non saperli spendere fa perciò un doppio danno non solo al nostro Paese che si è dimostrato così fragile nella pandemia. Fa un danno altresì perché l'Europa dei burocrati, quelli che non vogliono dare i soldi nel sociale, oggi hanno una scusa in più. È inutile dare i soldi ai Paesi fragili, quando essi non riescono a spenderli. Mi auguravo che in questo decreto-legge ci fossero le soluzioni a tutti gli intoppi burocratici che nel frattempo l'esecuzione del PNRR ha reso evidente. Domenica ero ad Alessandria e alcuni rappresentanti dei Comuni, che hanno creato un collettore per l'acqua piovana e hanno avuto i soldi del PNRR, hanno evidenziato delle criticità, perché a partecipare al bando c'era anche la multiutility, che tecnicamente è una SpA (e che loro, poiché gestisce l'acqua piovana, consideravano una società pubblica), ma che in realtà tecnicamente è una società privata. Visto che nel bando c'era scritto che potevano partecipare solo società pubbliche, oggi si vedono l'opera fermata, con il rischio di dover restituire la somma. Ricordo che stiamo parlando di piccoli Comuni, che oggi non avrebbero tale somma.
Mi aspettavo che in questo provvedimento, dopo ormai quattro anni, ci fossero soluzioni a problemi che sono stati anche creati da questo Governo. Ci ricordiamo tutti infatti che al primo provvedimento sul PNRR - questo è almeno il terzo che vediamo - vi era stato un cambiamento radicale di governance. Noi allora ci astenemmo, a differenza di altri partiti delle opposizioni che espressero un voto contrario sul primo provvedimento. Mi spiace che il collega Lombardo non ci sia perché all'epoca in discussione generale dicemmo che vi sareste assunti la responsabilità di cambiare la governance a metà del guado, essendo già passati due anni e mezzo, quasi tre. Voi, a tre anni dall'inizio, cambiate la governance. Avete ben idea di quello che state facendo? Evidentemente no, perché i ritardi accumulati sono dovuti al fatto che c'è stato un primo stop per ridisegnare chi doveva decidere su cosa e il secondo è stato dato, come sappiamo tutti, dal mitico e insostituibile provvedimento che vede la luce grazie al ministro Salvini, il nuovo codice degli appalti. Anche lì, purtroppo, fummo profeti in patria, seppur non ascoltati. Siete proprio sicuri di dover cambiare il codice degli appalti con il PNNR in corso? (Applausi). Non vorrà significare questo il blocco delle infrastrutture?
La risposta fu: no, così noi risolviamo alla radice i problemi di gestione.
In questo provvedimento, in questo libello, c'è l'ennesima nomina di commissari: in tutto siamo a 60. Chi vi parla non è contraria ai commissari (noi facemmo il piano shock per rilanciare il Paese), forse però ci dobbiamo capire. Se noi abbiamo votato un nuovo codice degli appalti con il presupposto che finalmente i commissari non si facevano più, perché si continuano a fare? Forse quel codice non funziona? Sì, forse quel codice non funziona. Anzi, quel codice non funziona (togliamo il «forse»). In più ci sono delle emergenze (basta vedere oggi l'ennesimo guasto ai treni) che richiederebbero che le risorse del PNRR venissero utilizzate in maniera rapida, con decisione e con lungimiranza. E invece no, su tutte le emergenze.
Qui ne viene affrontata una che a me sta molto a cuore: l'emergenza idrica. Chiedo scusa ai miei colleghi, perché me l'avranno sentito dire 500 volte; gli offrirò sicuramente una cena per risarcirli dei danni, perché questa sarà la cinquecentesima e una volta. Questo Paese sull'acqua continua a ragionare come se i cambiamenti climatici non ci fossero. L'unico problema al quale pensa è quello delle infrastrutture idriche, intese come i tubi degli acquedotti, ma c'è un mare di infrastrutture da fare sull'uso e il riuso delle acque grigie, sull'uso e il riuso delle acque piovane, cosa che però nel PNRR non ha ricevuto abbastanza attenzione.
Anche quando si decide di andare avanti con le infrastrutture - cito una diga che a me sta molto a cuore, perché è nel mio collegio, la diga di Vetto - viene nominato il commissario (e questa non è una novità); ma, visto che il progetto e lo studio sono stati fatti dalla Regione Emilia-Romagna e visto che di solito (fino a questo momento) i commissari venivano nominati con l'intesa della Regione, indovinate in questo caso cosa è stato cancellato? Il commissario? No, l'intesa con la Regione, alla faccia di chi soltanto due settimane fa, con il ministro Calderoli, si professava completamente sicuro che l'autonomia differenziata avrebbe rilanciato le Regioni, salvo il fatto che poi, quando bisogna fare le nomine, gli enti locali vengono dimenticati, perché c'è sempre un amico di Roma che deve essere accontentato.
Per questi motivi, noi voteremo profondamente contro questo decreto, perché non risolve i problemi del PNRR e perché è un omnibus (sembrava un milleproroghe, mentre è il decreto sul PNRR). Voi verrete ricordati sicuramente per quelli che hanno preso le tranche, ma che non hanno saputo spenderle. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Magni. Ne ha facoltà.
MAGNI (Misto-AVS). Signora Presidente, onorevoli colleghi, in questa discussione generale vorrei sottolineare alcune questioni di carattere generale. Se all'opposizione ci fosse ancora l'attuale maggioranza, avrebbe gridato a un golpe continuo, per questo modo di procedere di decreto-legge in decreto-legge, di decreto omnibus in decreto omnibus. Vorrei ricordare che il disegno di legge di conversione di questo decreto-legge è stato approvato giovedì sera alla Camera e che ci siamo trovati oggi pomeriggio a discutere il provvedimento in Commissione, dovendo subito portarlo in Aula. In sostanza, diciamocelo chiaro, non c'è alcuna possibilità per l'opposizione di intavolare un ragionamento, una proposta o una discussione in merito ai problemi posti. Di fatto, c'è uno svuotamento della democrazia parlamentare e in particolare del ruolo dell'opposizione, perché è chiaro che un metodo di questa natura lede il diritto dell'opposizione di fare il proprio lavoro, cioè quello di emendare e di avanzare delle proposte alternative. Voi avete l'arroganza di dire: l'abbiamo approvato e adesso lo approvate così com'è. Questo è il primo elemento: c'è un vulnus democratico che vorrei sottolineare con forza.
L'altro elemento è che ogni decreto-legge è un decreto omnibus. È stato definito come un decreto sul PNRR (poi ci arrivo), ma il dato vero è che c'è di tutto, tranne le questioni che riguardano il PNRR.
Ci sono misure che vanno dal contrasto al degrado e alla vulnerabilità sociale, alla gestione commissariale del Mose, alla Protezione civile per il Giubileo, all'impianto funiviario di Savona, fino a interventi forse sul PNRR, passando alle elezioni degli enti pubblici e federazioni sportive. C'è di tutto e di più. Su questi temi la domanda è d'obbligo: il Governo ha una visione complessiva? Soprattutto alcuni di questi temi meriterebbero una riflessione collettiva. In generale, in quale contesto si affrontano? Su questo tornerò in seguito per cercare di spiegare il concetto. Continuamente si va di emergenza in emergenza senza risolvere neanche un problema.
Affronto un tema molto delicato: avete deciso di individuare il cosiddetto modello Caivano in sette zone del Paese. Io sono della Lombardia e credo di conoscerla un po'. Avete scelto Rozzano, ma perché non Buccinasco? Perché non Trezzano sul Naviglio? Perché non Binasco? Perché non Lacchiarella? Potrei andare avanti. Rozzano è un Comune che ultimamente è stato governato da un esponente di Fratelli d'Italia e dove purtroppo vanno rifatte le elezioni perché il sindaco è deceduto. Si sceglie Rozzano. La cosa che vorrei sottolineare è che voi date un segnale secondo cui gli enti locali sono incapaci, perché c'è un'idea commissariale che esautora il potere dell'ente locale, che, come sapete benissimo, è il primo avamposto di cui i cittadini hanno bisogno, perché, quando hanno bisogno o hanno un problema, vanno dall'assessore o dal sindaco, non vengono dal Primo Ministro o da noi parlamentari, ma vanno sostanzialmente nei Comuni. Affrontare questo tema non significa avere commissari da tutte le parti esautorando, come detto prima, il potere locale e anche quello regionale.
Semmai, occorre discutere e cercare di capire perché c'è questo disagio, perché ci sono questi problemi. Probabilmente c'è un problema di inclusione. Invece, voi cosa fate? Come nella logica del decreto-legge sicurezza, aumentate l'aspetto repressivo, perché l'unica proposta che avete è quella di reprimere, non di capire perché ci sono un disagio o una difficoltà, intervenendo, ad esempio, sui servizi di prossimità, oppure di capire come si affrontano dei problemi nella scuola o come si aumenta il personale docente per poterlo fare. Il discorso lo si affronta esclusivamente da un punto di vista repressivo e autoritario, pensando - e davvero non riesco a capacitarmene - che un uomo solo al comando, il commissario, risolverà il problema.
Davvero pensate che si risolvano così le questioni in particolare delle giovani generazioni, anziché affrontare il problema della marginalità sociale, di come si inseriscono e come si dà loro un'attività produttiva o come si affronta la questione di insegnamento? In sostanza, la parola «prevenzione» per voi non esiste: questo è il dato. Bisognerebbe intervenire su questo. La legislazione dovrebbe dare gli strumenti per andare in questa direzione: risorse, personale qualificato e via dicendo. Invece, non si fanno queste cose, ma si fa altro.
In questa logica - e c'è una vostra coerenza - ad esempio bisogna affrontare una serie di problematiche che abbiamo e c'è una pletora di commissari che vanno nominati. Prima di me sono intervenuti altre colleghe e altri colleghi ed hanno spiegato, ad esempio, la questione climatica.
In Sicilia, di fronte al fatto che manca l'acqua, bisogna trovare subito il modo di trovarla, ma ormai sono tre anni che governate. Qual è l'idea, in Sicilia, di fronte alla siccità? Come si affronta? Negando che esista un problema di cambiamento climatico, come continuate a pensare? Quindi, il problema è solo quello di fare dei tubi da dissalazione, oppure c'è un avanzamento della desertificazione e, quindi, bisogna affrontare questo tema?
Presidenza del vice presidente RONZULLI (ore 18,25)
(Segue MAGNI). Questa maggioranza nega che esista il problema e di fronte a una Regione a Statuto speciale nomina una fila di commissari. Come faranno a mettersi d'accordo con più commissari? Non so, c'è qualche regia, qualcuno ha una responsabilità maggiore e coordina tutti i commissari che sono stati nominati. Non so, però questo è il dato. O bisogna far occupare un po' di posti a persone normalmente incapaci che non hanno risolto il problema? Questa è un'altra questione, bisogna dirlo, perché molto spesso non è vero che hanno risolto i problemi. Si sono acuiti, sono peggiorati e alla fine si è andati in questa direzione.
La tendenza, su questo terreno, non è quella di aumentare le postazioni di un uomo solo al comando, ma è quella di costruire una socialità e di affrontare il tema per quello che è. Allora, ripeto, non bisogna negare che esiste un cambiamento climatico, ma a quel punto bisognerebbe intervenire, ad esempio sul consumare meno suolo. Invece ogni giorno si aumenta il consumo di suolo. Bisognerebbe affrontare la questione riducendo le produzioni intensive: su questo si potrebbe andare avanti. Questo non lo fate, eppure il PNRR dava e dà queste possibilità.
Molto spesso, se parliamo in particolare del Sud, il PNRR aveva l'obiettivo di recuperare le disuguaglianze tra Nord e Sud del Paese, tant'è che bisognava spendere almeno il 40 per cento nelle aree del Mezzogiorno. Io mi sarei aspettato di capire quali sono le difficoltà, quanto abbiamo speso e quali sono i ritardi. Dovete sapere che quegli enti locali che voi bistrattate, almeno per quello che conosco io, sono quelli che stanno spendendo e stanno facendo le opere del PNRR, perché se fosse per lo Stato centrale è molto difficile che avremmo speso qualche euro in questa direzione. Noi ci saremmo aspettati questo elemento.
Tutto questo non c'è. C'è un decreto in cui c'è di tutto, tranne un punto concreto su come stanno le cose e siamo a febbraio 2025. Vorrei ricordare che abbiamo poco più di un anno per dimostrare quanto abbiamo speso. Bisogna sapere che mai nessun Governo di questo Paese, dopo la Liberazione, ha avuto a disposizione così tante risorse economiche, in questo caso grazie all'Europa, non a Musk. Grazie all'Europa che voi bistrattate e pensate che non serva.
Per questo chiediamo di correggere la rotta, di dare più ascolto e avere un po' più rispetto delle opposizioni, che possono fornire dei contributi da tenere in considerazione. Quindi, chiediamo di non respingere qualsiasi proposta avanziamo. (Applausi).
PRESIDENTE. Senatore Magni, solo per precisare su Rozzano: la sindaca facente funzione era vice sindaca eletta in una lista civica e il defunto Ferretti era di Forza Italia.
È iscritta a parlare la senatrice Castellone. Ne ha facoltà.
CASTELLONE (M5S). Signora Presidente, Ministro, colleghi, siamo all'ennesimo decreto e andiamo verso l'ennesima fiducia. Ormai siamo a 90 fiducie, il record di tutti i tempi.
Avete chiamato questo decreto «emergenza»; in realtà la vera emergenza è il vostro non sapere amministrare questo Paese, tanto da rischiare di perdere il più grande piano di investimenti pubblici che l'Italia abbia avuto dal dopoguerra ad oggi, che è il PNRR.
Il punto è che quella che per voi è emergenza in realtà non è emergenza per il Paese. Per voi è emergenza costruire un ponte sullo Stretto e spendere 14 miliardi di euro per farlo, ma non è un'emergenza per il Paese. Per voi è un'emergenza spendere 500 milioni di euro per gli stipendi di Ministri e Sottosegretari e vi assicuro che non è un'emergenza per il Paese. (Applausi). Per voi è emergenza creare dei nuovi reati per i rave party, per reprimere il dissenso pacifico, ma quella non è un'emergenza per i cittadini. Per voi è emergenza abolire le intercettazioni e attaccare la magistratura, ma nemmeno quella è emergenza per il Paese. Sapete quali sono le emergenze per questo Paese? Sono, ad esempio, le liste di attesa, con i tempi di attesa che sono i più lunghi di sempre: 700 giorni per una mammografia (fare una mammografia due anni dopo non serve a nulla, perché non è più prevenzione), un anno e mezzo per un intervento chirurgico, un anno per una visita specialistica. Quelle sono emergenze. È emergenza il sovraffollamento dei pronto soccorso, dove il personale sanitario rischia la pelle per le aggressioni che subisce, eppure state facendo fallire la riforma della medicina territoriale prevista nel PNRR perché non siete in grado di dire ai medici di medicina generale che devono lavorare nelle case di comunità.
È emergenza la disoccupazione giovanile, anche nei territori di cui vi occupate in questo decreto, per la quale non avete fatto assolutamente niente. È emergenza il lavoro povero, il lavoro precario. Sono emergenza i morti sul lavoro, con tre morti al giorno, così come è un'emergenza quella dei femminicidi, con una donna uccisa ogni tre giorni. È emergenza il crollo della produzione industriale: i dati dicono che siamo arrivati al ventitreesimo mese consecutivo di crollo della produzione industriale e siamo ai livelli del periodo del Covid, con la differenza che allora c'era una pandemia in corso, oggi invece non avete giustificazioni. È emergenza anche l'attuazione del PNRR. Speravo che in questo decreto ci fosse qualcosa per velocizzare la spesa, che invece è ferma al 20 per cento. Sono un'emergenza le bollette, le più alte d'Europa, ma continuate a rimandare il Consiglio dei ministri da dedicare all'argomento e non avete nessuna strategia energetica. (Applausi). Ci avete liberati dal gas russo, ma ci avete resi schiavi del gas americano - speriamo che Trump non metta i dazi anche sul gas - o del gas nordafricano, che infatti viene usato come strumento di ricatto e l'abbiamo visto nel caso Almasri.
In questo decreto-legge parlate del famoso modello Caivano. In realtà, quello che voi vorreste usare come modello non è altro che un modesto intervento di riqualificazione di una palestra; avete solo individuato degli altri luoghi dove andare a fare delle passerelle, esattamente come avete fatto a Caivano. (Applausi). Cosa avete fatto a Caivano? Avete riqualificato una palestra, avete fatto delle perquisizioni, quasi a far passare il messaggio che chi vive in quei territori deve essere per forza un criminale. Anch'io sono nata nella periferia a Nord di Napoli e in quelle zone manca tutto, non servono le perquisizioni; in quelle zone, bisogna combattere la povertà, che non è solo quella economica: c'è povertà educativa, c'è povertà culturale, c'è povertà abitativa. Dov'è il piano di edilizia popolare che aveva promesso il ministro Salvini? (Applausi). C'è un'emergenza di povertà sanitaria, soprattutto per le dipendenze, per la salute mentale. Avete bocciato tutto quello che avevamo provato a proporre, ma avete bocciato anche tutte le proposte di maggioranza e mi rivolgo a voi, colleghi della maggioranza: non è umiliante venire qui solo a schiacciare un pulsante e non riuscire a incidere in nessun modo? (Applausi). Oppure pensate che questa sia la normalità? O vi state convincendo che il fantastico mondo di Meloni che raccontate in quest'Aula sia una realtà? La realtà non è in questo Palazzo, la realtà è fuori da qui e voi dovreste uscire, ascoltare il Paese e poi venire qui a proporre come risolvere i problemi del Paese; quelle sì che sono emergenze. Oggi, invece, è un'altra occasione mancata. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Di Girolamo. Ne ha facoltà.
DI GIROLAMO (M5S). Signora Presidente, non posso che accodarmi agli interventi della collega Castellone e della collega Damante. Come dare loro torto? Oggi, signor Ministro - mi rivolgo a lei tramite la Presidente - dovremmo parlare delle vere emergenze del Paese e di come attuare il PNRR.
Quando guardiamo fuori a questo Paese, ci rendiamo conto dei disagi che vivono i cittadini, come quando sabato scorso c'è stato lo sciopero generale di tutto il comparto dei metalmeccanici; oppure come quando ieri a Roma, Genova, Milano e in diverse altre Regioni come Sicilia, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Toscana e tante altre, ci sono stati ulteriori scioperi per il mancato rinnovamento del contratto collettivo nazionale di lavoro per il comparto degli autisti del trasporto pubblico locale; oppure come gli operatori di call center che sono scesi in piazza in sciopero dal momento in cui le sigle datoriali hanno deciso di staccarsi dalla vecchia piattaforma e aggregarsi ad una nuova che va a cancellare trent'anni di diritti del lavoro acquisiti nel tempo; oppure ancora operai messi in cassa integrazione, con contratti di solidarietà. Situazioni che preannunciano veri e propri casi di crisi aziendali che a volte qualcuno di questa maggioranza stenta a riconoscere, per negare l'infausto destino che si prospetta per questo tipo di aziende.
Le crisi industriali sono la diretta conseguenza del ventitreesimo mese di calo industriale della produzione di queste aziende. Come facciamo a non renderci conto che fuori da questi palazzi ci sono genitori che ascoltano dalla bocca dei propri figli parole quali: mamma, papà, vado fuori. Grazie per avermi fatto conseguire la laurea qui in Italia, ma qui in Italia non c'è meritocrazia. Vado fuori perché avrò la possibilità di avere uno stipendio più adeguato alle mie competenze e a quello che ho studiato. Non come qui in Italia dove vanno avanti sempre i soliti, i figli dei soliti e con gli stessi metodi. Questi sono i veri problemi del Paese. Un decreto-legge come quello al nostro esame viene definito decreto emergenze ma non tratta di emergenze. Le emergenze sono il mancato livellamento dei salari, l'aumento del costo della vita, sono il caro energia, il caro spese, l'inflazione, l'aumento delle accise che prospettate di mettere su tutti i carburanti che faranno aumentare i costi della materia prima. Come fate a non rendervi conto che le vere necessità ed emergenze di queste di questo Paese sono tutt'altre?
Per voi le emergenze sono altre, appunto, e ci portate in Aula un decreto-legge che è come un potpourri profumato e variopinto, e ce lo dipingete come la soluzione alle emergenze che voi avete individuato e in cui troviamo delle soluzioni la cui logica è chiara solamente a voi, ai membri di questa maggioranza e di questo Governo.
Parlate del modello Caivano che deve essere esportato in tutta Italia, che deve risolvere la piaga del degrado sociale e del disagio giovanile sulla base della ristrutturazione di un centro sportivo che è stato, sì, riconsegnato alla città, ma che è a 700 metri di distanza dal Parco Verde. Parliamo di quasi un chilometro che i ragazzini e le persone del Parco Verde dovranno fare a piedi, attraversando una strada dove c'è un'uscita autostradale con un'alta intensità di traffico e di velocità e dove non sono stati previsti trasporti adeguati per permettere di raggiungere questa struttura a chi è interessato e riesce a sostenere i costi dei corsi che vengono fatti lì dentro. Infatti avete deciso di mettere tutto in mano a un'organizzazione che ovviamente chiede dei prezzi per il reinserimento sociale e l'educazione sportiva di ragazzi in un luogo degradato, con corsi che ovviamente sono a pagamento.
Scusate, ma come pensate che famiglie in disagio e povertà possano permettersi delle quote mensili per poter portare i loro figli a frequentare dei corsi sportivi? Difatti è quello che è successo: questi corsi non sono frequentati. Non avete permesso alle associazioni locali, alle persone che davvero lo fanno con il cuore e gratuitamente, di poter dare una mano per risolvere questo disagio a chi ci ha vissuto a Caivano, a chi si è fatto anche la galera ed è tornato lì con una testa diversa, perché ha capito l'errore e vuole cercare di recuperare il recuperabile; a quelli che vengono dopo.
Parliamo degli alloggi del Parco Verde, alloggi con amianto sui tetti, con infiltrazioni d'acqua. Dov'è la riqualificazione del Parco Verde? Parliamo di un'area che non ha pulizia nelle strade, che non ha raccolta differenziata: ma è davvero questo il modello che volete esportare?
Sulla siccità, io ricordo che due anni fa abbiamo lavorato in Commissione su un decreto siccità che doveva essere la panacea di tutti i mali. Oggi siamo ancora qui a parlare di una grande crisi. Sì, questa sì, questa è una vera emergenza per il Paese, ma che voi volete affrontare in maniera semplicistica e dispendiosa, attraverso l'uso di nuovi dissalatori.
Voi dovreste, invece, mettervi insieme a tutto il Parlamento, alle opposizioni, perché così vi daremmo anche una mano e non saremmo qui a recriminare quello che non ci piace, al fine di mettere su un vero e proprio piano Marshall che vada a recuperare tutta la materia prima, l'acqua sprecata nella rete colabrodo: il 42 per cento dell'acqua, infatti, viene sprecata prima di giungere nelle nostre case.
Io davvero non so se quello che vi ferma dall'effettuare un'operazione del genere sulle reti idriche possa essere l'elevato costo che potete immaginare. Ma a me pare che il Ponte sullo Stretto non sia un'opera che si faccia in maniera gratuita. Evitiamo, dunque, di parlare di sperperare risorse quando poi, magari, servono per la sanità, per la costruzione di nuovi ospedali in Regioni come la Sicilia e come la Calabria.
Sull'attuazione del PNRR come dar torto alla collega Damante? Quando, con il sottosegretario Siracusano abbiamo avuto un breve scambio in Commissione, ella mi ha ricordato che le Regioni del Sud Italia sono note come quelle che rimandano indietro fondi europei perché non riescono a spenderli. L'Italia non ha capacità di spesa.
Ebbene, io concludo il mio intervento dicendo che, se le Regioni del Sud non hanno capacità di spesa, certamente questo Governo sarà ricordato come quello che avrà rimandato a casa il più grande quantitativo di fondi pervenuti dall'Europa proprio per incapacità di spesa. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Germanà. Ne ha facoltà.
GERMANA' (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'importanza di questo decreto è evidente a tutti, anche a chi la nega, come la senatrice che è intervenuta in precedenza, il vice presidente Castellone. Questa importanza noi l'abbiamo chiara perché andiamo tra la gente, a differenza di chi va sulle piattaforme. Noi sappiamo bene che la verità sta fuori da questo Palazzo e non sempre nel Palazzo che era poi quello che avreste dovuto aprire come una scatoletta di tonno. Invece, ne avete riempito i magazzini, sempre con quei banchi a rotelle mai utilizzati: i costosissimi banchi a rotelle. (Applausi).
È un provvedimento importante, perché ha come obiettivo l'attuazione del PNRR, che contribuirà in maniera importante allo sviluppo del nostro Paese, a patto però che velocizziamo la tempistica: non solo con l'ottimizzazione della pianificazione, ma anche con l'approvazione e con la concretizzazione dei numerosi progetti finanziati.
Per quanto riguarda il rilancio dell'Italia, non a caso l'articolo 1 riguarda le periferie che, dopo tanta indifferenza, hanno bisogno di un reale riscatto. La nostra Lega, la Lega di Matteo Salvini, ha ampiamente dimostrato che governare il territorio significa mettere a disposizione di chi è emarginato socialmente ed economicamente degli strumenti di riscatto.
Le nostre periferie sono piene di giovani che non hanno speranza di futuro ed è a loro che ci rivolgiamo con questo decreto-legge. I giovani che ci stanno a cuore non sono quelli che imbrattano monumenti o che bloccano la circolazione impedendo a onesti cittadini di andare a lavorare. Quei giovani li difendano loro; li difendano i radical chic nei loro salotti magari discutendo anche sulla necessità di liberalizzare le droghe.
I giovani ai quali ci rivolgiamo sono quelli che un domani dovranno costruire l'ossatura sana del paese, quelli che si rifanno ai nostri padri e ai nostri nonni che ottant'anni fa, chiusa la tragica parentesi della Seconda guerra mondiale, si rimboccarono le maniche e diedero vita a un'Italia sana e produttiva.
Ovviamente, i giovani ai quali noi guardiamo non sono neanche quelli del reddito di cittadinanza come unica speranza di futuro: un'elemosina di Stato che non ha prodotto nulla se non false aspettative e assistenzialismo a domicilio.
Per proseguire nel percorso di ricostruzione intrapreso dal nostro Governo abbiamo bisogno di continuare ad affiancare alle amministrazioni locali in affanno quei commissari con poteri speciali che si sono dimostrati un valido supporto.
Sempre a proposito di commissari, il provvedimento in esame è fondamentale anche per affrontare una crisi cronica della Sicilia. Mi riferisco all'emergenza idrica, che nell'estate del 2024 non solo ha creato gravi problemi alle famiglie, ma ha messo in ginocchio migliaia di imprese e settori per noi sono strategici, come quelli turistico e agricolo. Il commissario che in Sicilia si affianca alle autorità locali per attuare i progetti dei dissalatori di Gela, Porto Empedocle e Trapani è fondamentale per dare risposte concrete a chi ha sete da generazioni.
Nella mia città, Messina, la crisi idrica verrà invece risolta proprio grazie al Ponte sullo Stretto che, non mi stanco di dire, è l'opera infrastrutturale ingegneristica più importante del secolo e grande attrattore, visto che la Webuild - la multinazionale che lo realizzerà - costruirà ben due dissalatori che, una volta ultimata l'opera, resteranno a disposizione del territorio; questo con buona pace dei soliti no pontisti che hanno detto che, per far fronte alla crisi idrica, non c'è bisogno dei costosissimi, inquinanti e di energivori impianti di dissalazione. (Applausi).
Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo riguadagnato credibilità a livello internazionale, siamo un interlocutore autorevole per gli Stati Uniti; a livello interno ci stiamo impegnando per rendere l'Italia un Paese appetibile per gli investitori esteri. Tuttavia, per recuperare il tempo perduto e tornare ai vecchi livelli di produttività dobbiamo puntare allo spostamento rapido ed efficace di uomini e merci. Ecco perché per la Lega e il ministro Salvini gli investimenti sulle infrastrutture sono una priorità non negoziabile. Stiamo lavorando in tutto il territorio nazionale e sono sicuro che, giusto per fare due esempi, uno al Nord e uno al Sud, quando avremo il completamento del nodo ferroviario del Terzo valico dei Giovi e del Ponte sullo Stretto (fondamentale, quest'ultimo, per intercettare le merci provenienti da Suez), saremo ancora più incisivi a livello economico.
La Lega non è solo il partito che punta al Ponte sullo Stretto per il rilancio del Meridione e dell'intero sistema Paese; a noi stanno a cuore i giovani con disabilità ed è per questo che, con un nostro emendamento, abbiamo implementato di ben 15 milioni di euro il fondo loro destinato. Inoltre, con buona pace dei soliti detrattori delle sinistre, che si distinguono solo per la grande capacità di dire sempre e soltanto no, con un altro nostro emendamento puntiamo alla promozione della sinergia tra pubblico e privato, indispensabile per un'ottimale gestione dei beni demaniali che devono essere valorizzati nel miglior modo possibile.
Smentiamo, infine, un altro cavallo di battaglia dell'opposizione, anche questo zoppo, secondo cui il Governo Meloni taglierebbe i fondi destinati alle scuole. Non è così, ovviamente, visto che a imporre il dimensionamento scolastico tramite il PNRR è l'Unione europea. Nonostante ciò, sia chiaro che nessuna scuola chiuderà.
Non è questo quello a cui puntano questo Governo e questa maggioranza, che hanno come obiettivo proprio l'opposto e, senza alcun taglio a risorse o servizi, intendono continuare a investire e puntare su un'Italia viva, forte e produttiva, in grado di garantire un futuro ai propri giovani e a far rientrare chi è stato costretto ad andarsene per dimostrare il proprio valore. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fina. Ne ha facoltà.
FINA (PD-IDP). Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, rappresentanti del Governo, il testo che ci impegna nella discussione di oggi e domani rappresenta molto bene, anche meglio di tanti altri sui quali ci siamo confrontati in questi anni, la sintesi dell'idea che la maggioranza ha del Paese e del modo in cui governarlo.
Se ne ha la chiara dimostrazione sin dal primo articolo del provvedimento - è stato più volte ricordato - laddove si introduce una norma che punta alla diffusione del modello Caivano per affrontare situazioni di degrado e marginalità della città, tanto da richiedere un intervento commissariale. Il Governo ha voluto chiamarlo Caivano due, con tutto il portato di propaganda che una tale indicazione ha l'obiettivo di promuovere: propaganda e commissariamento. Questo è il modus operandi del Governo che ha caratterizzato e caratterizza la legislatura presente, rispondendo a un'ossessiva logica del consenso che ha sempre privilegiato la retorica del potere a discapito della reale e concreta soluzione dei problemi.
Purtroppo, non fa eccezione questo decreto-legge. Il Governo Meloni, nel corso di due anni e mezzo, ha promosso oltre 60 procedure di nomina di commissari alla qualunque: dalla tangenziale in Valtellina, al carcere borbonico di Ventotene; dalla metropolitana di Torino, fino alla realizzazione di posti letto per studenti in applicazione della missione 4 del PNRR, di cui pure questo provvedimento dovrebbe occuparsi.
Una via commissariale al Governo, insomma; è questa in fondo la concezione che la maggioranza e le forze politiche che la sostengono hanno per il governo del Paese. D'altronde lo abbiamo visto in tutti i provvedimenti che il Parlamento è stato chiamato a ratificare più che a discutere, nel superamento di fatto del bicameralismo che avete introdotto; decreti-legge e testi normativi, sempre più orientati a una verticalizzazione dei processi decisionali e delle strutture incaricate di farlo.
Potrei portare l'esempio di quanto accade proprio in queste settimane nella discussione del disegno di legge post calamità, una legge quadro che non ha in sé dal punto di vista formale un carattere di urgenza; un provvedimento normativo a lungo atteso per dare al Paese un testo unico delle norme per la gestione delle emergenze e delle ricostruzioni, che si sta rivelando una fonte normativa di forte accentramento sul vertice del Governo in un sistema in cui si pone al centro Palazzo Chigi invece che i territori e la loro legittima autodeterminazione decisionale. È un testo che pure è stato discusso e approvato alla Camera, di cui abbiamo chiesto la riapertura della discussione in Senato, ma nemmeno in questo caso, nemmeno di fronte a una legge quadro, si può discutere nella seconda Camera.
È una cultura politica chiara, dunque; è un metodo che non investe mai sul coinvolgimento e la coesione, preferendo dirigismo e paternalismo istituzionale senza naturalmente risolvere un problema. Non è però l'unico marchio di fabbrica del Governo Meloni che possiamo ritrovare in questo decreto-legge. È sufficiente analizzare la parte dedicata alla gestione delle emergenze, in particolare di quella idrica, per ritrovare un'altra caratteristica inconfondibile e sempre più marcata della destra al Governo, quella di un tendenziale negazionismo climatico.
Sono anni che chiediamo al Governo una presa di coscienza sul tema dei cambiamenti climatici e da anni siamo spettatori indignati di un atteggiamento che oscilla tra negazionismo e irresponsabilità. In pieno stile trumpiano, sostenuto sfacciatamente dai suoi fan che siedono al Consiglio dei ministri, il Governo Meloni derubrica una problematica epocale dedicando qualche comma a emergenze che richiederebbero ben altre misure e ben altri sforzi.
La cabina di regia sulla crisi idrica, attivata con il decreto siccità appena due anni fa, nel 2023, si è riunita poco e ha prodotto ancora meno. Tuttavia il commissario ha pubblicamente dichiarato che servono 1,6 miliardi per opere emergenziali con 800 milioni da destinare alla sola Sicilia. Cifre importanti, ma non impossibili - lo dico al senatore Germanà - per un Governo che volesse affrontare il problema, magari, ad esempio, rivedendo il progetto del Ponte che di miliardi ne costerebbe dieci volte tanto.
Per non parlare dei danni all'agricoltura che siccità e cambiamenti climatici stanno arrecando in modo grave e drammatico. Parlo di una Regione che conosco, la mia; un decreto del Ministero dell'agricoltura per la ripartizione di 112 milioni di ristori ha escluso centinaia di imprese agricole che da mesi attendevano risorse fondamentali dopo una stagione difficile. Questo naturalmente è estendibile all'intero Paese.
Per non parlare della viticoltura pesantemente colpita in tutta Italia, con cali di produzione del 60-70 per cento e danni per decine di milioni di euro che, dopo tante promesse, è stata abbandonata. Non era forse questa la sede per far fronte a tali problematiche in un decreto-legge rubricato e teoricamente dedicato alle emergenze? Pare, evidentemente, di no. D'altronde come dice la storia di questi anni recenti, le calamità sono in aumento per frequenze e gravità. Un fenomeno che meriterebbe l'attenzione di un Governo avveduto e invece se un territorio è colpito da calamità naturali, la vostra preoccupazione è solo quella di nominare un commissario in base al colore politico di chi amministra quella città e quella Regione. Non esiste caso più emblematico di quanto accaduto in Emilia-Romagna, dove per l'alluvione avete voluto escludere il presidente della Regione, causando mesi di ritardi e paralisi amministrativa per interventi che dovevano essere immediati, evitando uno scontro politico del tutto improprio sulle sciagure della gente.
Sui cambiamenti climatici attendiamo con fiducia le forze politiche di maggioranza e il Governo, auspicando che vogliano presto prendere atto della situazione in cui versa il Paese investendo in prevenzione e mitigazione del rischio. Un investimento capace di mettere al sicuro comunità e attività produttive e, al contempo, aiutare l'economia in difficoltà.
Un'economia alle prese con dati impietosi; una crescita dimezzata rispetto alle previsioni per quest'anno e prossima allo zero per il 2026. Nel mentre in Europa, Paesi come la Spagna crescono di oltre il 3 per cento.
Abbiamo una produzione industriale in discesa da 750 giorni e di fatto una prospettiva di recessione per i prossimi anni, quando non avremo più il PNRR a sostenere gli investimenti; proprio il PNRR del quale questo decreto dovrebbe occuparsi e che in questi anni ha garantito al Paese la tenuta economica, in un contesto difficile dopo la pandemia.
Diciamolo con chiarezza: gli italiani, dopo oltre due anni di Governo Meloni, hanno la percezione di trovarsi in una condizione peggiore rispetto al 2022. Il caro bollette la fa da padrone, nel mentre il Governo, ancora ieri, rinvia la discussione su un annunciato decreto-legge per porre rimedio ai costi fuori controllo. La sanità pubblica non è più in grado di rispondere al diritto costituzionale e universalistico alle cure. Il lavoro è sempre più in crisi e meno tutelato, in un Paese che ha milioni di lavoratrici e lavoratori poveri, senza una legge sul salario minimo. Un disastro economico che scontano le famiglie italiane, non più in grado di sostenere gli aumenti (RC auto, carburanti, spese scolastiche, beni alimentari, caro affitti, caro bollette). Questa è la condizione delle famiglie, che peraltro aspettano anche i dazi di Trump, che sono un'ulteriore tassa, sia diretta che indiretta. (Applausi).
Senza il PNRR in questi anni tale situazione sarebbe stata notevolmente aggravata e senza di noi, che quel Piano di ripresa e resilienza lo abbiamo voluto in Italia e in Europa, il nostro non sarebbe stato il Paese in Europa ad avere le maggiori risorse, nonostante la contrarietà della destra, allora all'opposizione e oggi al Governo. Anche oggi, nella discussione su questo provvedimento, l'equivoco di fondo di questa contraddizione non è stato sciolto: gestite le risorse del PNRR dopo averlo osteggiato e bocciato in Parlamento. Avete generato in questi anni ritardi e difficoltà di applicazione, che in tante zone del Paese rischiano di far saltare programmi e progetti. Temiamo che non basterà un decreto-legge, con la solita formula della necessità e urgenza, a salvare il salvabile.
Guardate che questo tema riguarda anche il futuro. Noi oggi avremmo bisogno di un'Europa che decidesse un PNRR o un Next Generation EU strutturale (800 miliardi ogni anno). Già immagino gli argomenti di tanti che hanno osteggiato questo sforzo comune europeo e che domani utilizzeranno un unico argomento: vi abbiamo dato i soldi e non li avete nemmeno spesi. È inutile che chiedete che l'Europa continui a investire risorse che non siete in grado di spendere.
Insomma, commissariamenti, negazionismo sulla crisi climatica, ritardi e fallimenti sul PNRR: questo decreto-legge è davvero la migliore sintesi di come siete, cosa siete e come avete governato l'Italia in questi anni. Abbiamo combattuto e continueremo a combattere questa logica del malgoverno. (Applausi).
Saluto ad una rappresentanza di studenti
PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto di istruzione superiore «Carlo Maria Carafa» di Mazzarino e Riesi, in provincia di Caltanissetta, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1384 (ore 18,56)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in base all'intesa raggiunta per le vie brevi tra i Gruppi, la discussione generale proseguirà nella seduta di domani mattina.
Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.
Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno
LA MARCA (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA MARCA (PD-IDP). Signora Presidente, prendo la parola stasera per portare all'attenzione dell'Assemblea un tema di grande rilevanza per i nostri connazionali residenti in Nord America, ovvero il reciproco riconoscimento delle patenti di guida. Nel 2017 è stato siglato un accordo quadro tra Italia e Canada proprio a questo riguardo. Eppure, dopo ben otto anni, questo accordo non può essere implementato, poiché il nostro Stato ostacola la sottoscrizione con le due province che ospitano il maggior numero di cittadini italiani: Ontario e Quebec. Ciò comporta notevoli disagi per i nostri connazionali, i quali, una volta trasferitisi in Canada, si vedono costretti a sostenere nuovamente gli esami di guida, con procedure burocratiche onerose, pur avendo guidato per anni con la patente italiana.
Per questo ho presentato un'interrogazione diversi mesi addietro, al fine di conoscere lo stato delle trattative in corso tra l'Italia e queste due province canadesi e tra l'Italia e due stati americani. Ma ad oggi il Ministero competente non ha ancora fornito alcuna risposta.
La stessa problematica, come appena anticipato, si ripete negli Stati Uniti. È inaccettabile che Stati con una fortissima presenza italiana come New York e Florida, con numeri AIRE che aumentano ogni anno, non abbiano ancora raggiunto un'intesa con il nostro Paese. Il riconoscimento delle patenti di guida è una misura di buon senso che faciliterebbe la vita di centinaia di migliaia di italiani che si trasferiscono ogni anno in Nord America.
In questa legislatura ho già presentato numerose interrogazioni e promosso diversi momenti istituzionali a questo riguardo, compreso un incontro con gli attuali Premier e il Ministro dei trasporti della provincia dell'Ontario, ma da parte del ministro Salvini continua a mancare la dovuta attenzione.
Rinnovo dunque la richiesta affinché il Governo chiarisca lo stato delle trattative e si attivi per giungere al più presto a un accordo che risponda alle esigenze delle nostre comunità all'estero. (Applausi).
LOPREIATO (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOPREIATO (M5S). Signor Presidente, ruberò pochi minuti all'Assemblea per parlare dell'importanza degli ICAM, istituiti con la legge n. 62 del 2011. Attualmente in Italia esistono soltanto quattro ICAM (Torino, Milano, Venezia e Lauro). Abbiamo però appreso - sono notizie che abbiamo appreso tramite giornali o televisione - che, senza una precisa motivazione, le due detenute che erano all'interno dell'ICAM di Lauro sono state trasferite a Milano e a Venezia. Vorremmo sapere perché, visto e considerato che l'ICAM di Lauro è l'unico che esiste nel Mezzogiorno. Perché l'ICAM è stato istituito? Per dare modo ai bambini che sono a carico delle madri detenute di avere un contatto con il territorio. Signor Presidente, può bene capire che il repentino trasferimento delle mamme con i propri figli a Milano e a Venezia interromperà, l'anno scolastico e i contatti dei bambini che con le mamme già vivono una realtà particolare all'interno dell'ICAM. In questo modo sono stati sradicati totalmente da quella che era una loro "normalità" nell'istituto a metà anno scolastico.
Ho quindi depositato un'interrogazione per capire quali sono le motivazioni e perché ora il Mezzogiorno resterà scoperto dagli ICAM. È urgente intervenire e riportare le mamme a Lauro, per il bene dei figli che già vivono una situazione particolare e a cui in questo momento stiamo creando un danno irreparabile. (Applausi).
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di mercoledì 26 febbraio 2025
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 26 febbraio, alle ore 10, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 19,03).
Allegato A
DISEGNO DI LEGGE DISCUSSO AI SENSI DELL'ARTICOLO 44, COMMA 3, DEL REGOLAMENTO
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2024, n. 208, recante misure organizzative urgenti per fronteggiare situazioni di particolare emergenza, nonché per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (1384)
ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Art. 1.
1. Il decreto-legge 31 dicembre 2024, n. 208, recante misure organizzative urgenti per fronteggiare situazioni di particolare emergenza, nonché per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
2. Il decreto-legge 16 gennaio 2025, n. 1, è abrogato. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base del medesimo decreto-legge n. 1 del 2025.
3. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
ALLEGATO RECANTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
All'articolo 1:
al comma 1:
al primo periodo, dopo le parole: « del 28 dicembre 2023, » sono inserite le seguenti: « pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 8 dell'11 gennaio 2024, », dopo le parole: « legge 13 novembre 2023, n. 159 » è inserito il seguente segno d'interpunzione: « , », dopo le parole: « progetti di riqualificazione sociale » sono inserite le seguenti: « e ambientale », le parole: « in ambito » sono sostituite dalle seguenti: « negli ambiti » e le parole: « di contrasto alla povertà » sono sostituite dalle seguenti: « nel contrasto della povertà »;
al secondo periodo, le parole: « entro sessanta giorni » sono sostituite dalle seguenti: « entro novanta giorni »;
al terzo periodo, dopo le parole: « legge 30 dicembre 2020, n. 178 » è inserito il seguente segno d'interpunzione: « , », le parole: « numero 1 », ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: « numero 1) » e le parole: « e per i giovani » sono sostituite dalle seguenti: « e i giovani »;
al quinto periodo, le parole: « e per i giovani » sono sostituite dalle seguenti: « e i giovani » e le parole: « e destinate » sono sostituite dalla seguente: « destinate »;
al sesto periodo, le parole: « , da altri » sono sostituite dalle seguenti: « e da altri »;
al comma 2, secondo periodo, le parole: « e comunque » sono sostituite dalla seguente: « , comunque »;
al comma 3:
al primo periodo, dopo le parole: « legge 13 novembre 2023, n. 159 » è inserito il seguente segno d'interpunzione: « , » e le parole: « e quattro » sono sostituite dalla seguente: « , quattro »;
al terzo periodo, le parole: « di supporto, è » sono sostituite dalle seguenti: « di supporto è » e dopo le parole: « della Presidenza del Consiglio dei ministri » è inserito il seguente segno d'interpunzione: « , »;
al quarto periodo, le parole: « in posizione di comando o fuori ruolo » sono sostituite dalle seguenti: « fuori ruolo o in posizione di comando »;
al settimo periodo, le parole: « Con il provvedimento istitutivo della struttura di supporto » sono sostituite dalle seguenti: « Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, recante modifica del provvedimento istitutivo della struttura di supporto, »;
al comma 5, le parole: « nei programmi » sono sostituite dalle seguenti: « nel piano straordinario »;
al comma 6, le parole: « quantificati in » sono sostituite dalle seguenti: « pari a »;
al comma 7, le parole: « le parole "un anno prorogabile di un ulteriore anno" sono sostituite dalle seguenti: "fino » sono sostituite dalle seguenti: « le parole: "resta in carico un anno, prorogabile di un ulteriore anno," sono sostituite dalle seguenti: "resta in carica fino »;
al comma 8, le parole: « all'attuazione » sono sostituite dalle seguenti: « dell'attuazione » e la parola: « egual » è sostituita dalla seguente: « eguale ».
All'articolo 2:
al comma 1, dopo le parole: « legge 13 giugno 2023, n. 68 » è inserito il seguente segno d'interpunzione: « , »;
al comma 2:
alla lettera a), dopo le parole: « 90 milioni di euro » è inserito il seguente segno d'interpunzione: « , », le parole: « in Gazzetta Ufficiale » sono sostituite dalle seguenti: « nella Gazzetta Ufficiale », le parole: « e la Regione Siciliana » sono sostituite dalle seguenti: « e la Regione siciliana », le parole: « , d'intesa con la Regione Siciliana, è autorizzato a trasferire » sono sostituite dalle seguenti: « è autorizzato a trasferire, d'intesa con la Regione siciliana, », dopo le parole: « 14 aprile 2023, n. 39, » sono inserite le seguenti: « convertito, con modificazioni, dalla legge 13 giugno 2023, n. 68, », dopo le parole: « al comma 4 » sono inserite le seguenti: « del presente articolo », le parole: « delibera CIPESS » sono sostituite dalle seguenti: « delibera del CIPESS » e le parole: « al relativo utilizzo secondo modalità » sono sostituite dalle seguenti: « al loro utilizzo secondo le modalità »;
alla lettera b), dopo le parole: « 10 milioni di euro » è inserito il seguente segno d'interpunzione: « , », le parole: « Regione Siciliana » sono sostituite dalle seguenti: « Regione siciliana » e la parola: « bilancio.". » è sostituita dalla seguente: « bilancio. »;
al comma 4:
al primo periodo, le parole: « convertito con modificazioni » sono sostituite dalle seguenti: « convertito, con modificazioni, »;
al secondo periodo, dopo le parole: « all'articolo 141, comma 1, del » sono inserite le seguenti: « codice dei contratti pubblici, di cui al », le parole: « decreto-legge n. 39 del 2023 » sono sostituite dalle seguenti: « decreto-legge 14 aprile 2023, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 giugno 2023, n. 68 » e dopo le parole: « al libro III del » è inserita la seguente: « medesimo »;
dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti:
« 4-bis. Al fine di garantire un'immediata risoluzione della fase critica per l'idrologia del lago Trasimeno e di ripristinare i normali livelli di sostenibilità ambientale e sociale del medesimo lago, è autorizzata la spesa di 1 milione di euro per l'anno 2025, da destinare al Commissario straordinario di cui all'articolo 3 del decreto-legge 14 aprile 2023, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 giugno 2023, n. 68, per la realizzazione, con le modalità previste dal comma 2 del medesimo articolo 3, di interventi di manutenzione straordinaria volti al ripristino dell'officiosità idraulica.
4-ter. Agli oneri derivanti dal comma 4-bis, pari a 1 milione di euro per l'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2025-2027, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2025, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica. Le risorse di cui al primo periodo confluiscono nella contabilità speciale di cui all'articolo 3, comma 2, del citato decreto-legge n. 39 del 2023 »;
al comma 5, le parole: « 30 giugno 2025 » sono sostituite dalle seguenti: « 31 dicembre 2025 »;
al comma 6, le parole: « 31 ottobre 2025 » sono sostituite dalle seguenti: « 30 giugno 2026 »;
dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti:
« 6-bis. All'articolo 2, comma 2, primo periodo, del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18, le parole: ", ivi inclusa la gestione degli impianti fino a quando l'agglomerato urbano corrispondente non sia reso conforme a quanto stabilito dalla Corte di giustizia dell'Unione europea e comunque per un periodo non superiore a due anni dal collaudo definitivo delle opere, nonché il trasferimento degli stessi" sono sostituite dalle seguenti: ". Entro sessanta giorni dal collaudo definitivo delle opere, il Commissario unico provvede al trasferimento delle stesse".
6-ter. All'articolo 2, comma 9, del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "La durata delle convenzioni di cui al presente comma non può eccedere il termine di novanta giorni dalla scadenza del mandato del Commissario unico. Nelle more della stipulazione delle nuove convenzioni, il Commissario subentrante ha la facoltà di prorogare la durata delle convenzioni in essere per un massimo di sei mesi dalla data della sua nomina".
6-quater. All'articolo 2 del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 11-ter, il secondo, il terzo, il quarto e il quinto periodo sono soppressi;
b) dopo il comma 11-quater è aggiunto il seguente:
"11-quinquies. In caso di mancata conclusione, entro i termini previsti dal presente articolo, dei procedimenti per il rilascio dei pareri e degli atti di assenso in materia ambientale, ivi compresi quelli di valutazione di impatto ambientale e di valutazione di incidenza, o relativi alla tutela dei beni culturali e paesaggistici, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, sentito il Ministro della cultura per gli atti e i provvedimenti di competenza, assegna all'autorità competente un termine non superiore a quindici giorni per provvedere. In caso di perdurante inerzia, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sentita l'autorità competente, il Consiglio dei ministri nomina un commissario ad acta al quale attribuisce, in via sostitutiva, il potere di adottare gli atti e i provvedimenti necessari, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Può essere nominato commissario ad acta il Commissario unico di cui al comma 1. Al commissario ad acta non spettano compensi, gettoni di presenza, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati".
6-quinquies. Al fine di garantire la razionalizzazione e la gestione efficiente delle risorse idriche, gli impianti industriali o quelli oggetto di ammodernamento presenti nella Regione siciliana che prevedono l'utilizzo di acque nei processi industriali o di raffreddamento possono dotarsi di ogni sistema idoneo a chiudere il ciclo delle acque interne, anche mediante la realizzazione di reti duali per il riutilizzo interno delle acque.
6-sexies. All'articolo 1, comma 289, della legge 31 dicembre 2023, n. 213, dopo le parole: "sistema acquedottistico del Peschiera'" sono inserite le seguenti: ", del commissario straordinario dell'opera 'Invaso di Campolattaro'".
6-septies. Al fine di procedere celermente al completamento del progetto di fattibilità tecnico-economica e della progettazione esecutiva della diga di Vetto, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, è nominato un Commissario straordinario, con i poteri e le funzioni di cui all'articolo 4, commi 2 e 3, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55. La durata dell'incarico del Commissario straordinario è di ventiquattro mesi decorrenti dall'adozione del decreto di nomina di cui al primo periodo. Al Commissario straordinario spetta un compenso determinato con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al primo periodo in misura non superiore a quella indicata all'articolo 15, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, comprensivo degli oneri a carico dell'amministrazione. Il Commissario straordinario può avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, delle strutture delle amministrazioni territoriali interessate. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a 99.525 euro per l'anno 2025, a 132.700 euro per l'anno 2026 e a 33.175 euro per l'anno 2027, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2025-2027, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2025, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti »;
alla rubrica sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , nonché per il ciclo delle acque negli impianti industriali e in quelli oggetto di ammodernamento ».
Dopo l'articolo 2 sono inseriti i seguenti:
« Art. 2-bis. - (Misure urgenti per fronteggiare situazioni di rischio idrogeologico) - 1. All'articolo 1, comma 438, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, dopo le parole: "Relativamente agli immobili di cui al comma 436" sono inserite le seguenti: ", fermo restando quanto previsto dal comma 437," e sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Relativamente agli immobili oggetto di alienazione ai sensi del comma 436 è altresì riconosciuto il diritto di prelazione in favore dei soggetti che dimostrino, mediante apposita attestazione della regione o degli enti regionali competenti, di aver realizzato sugli immobili medesimi, con proprie risorse economiche, rilevanti opere di pubblico interesse dirette alla mitigazione del rischio idrogeologico, favorendo lo sviluppo e la valorizzazione del territorio. Fatto salvo quanto previsto dal comma 437, tale diritto di prelazione prevale, a parità di condizioni, su quello degli altri soggetti indicati nel presente comma".
Art. 2-ter. - (Disposizioni urgenti in materia di recupero, rifunzionalizzazione e valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata) - 1. Dopo il comma 1 dell'articolo 6 del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 aprile 2024, n. 56, è inserito il seguente:
"1-bis. Tra le attribuzioni del Commissario straordinario è compresa l'adozione di tutti gli atti o provvedimenti necessari al raggiungimento delle finalità di cui al comma 1, compresi quelli inerenti ai procedimenti relativi alle funzioni di cui all'articolo 50, comma 1, del decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 aprile 2023, n. 41, limitatamente agli interventi di cui al presente articolo".
Art. 2-quater. - (Interventi di risanamento dell'area marino-costiera di Coroglio-Bagnoli) - 1. All'articolo 1 del decreto-legge 20 settembre 1996, n. 486, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 novembre 1996, n. 582, dopo il comma 14-bis è aggiunto il seguente:
"14-ter. Per la definizione degli interventi di messa in sicurezza, bonifica e risanamento ambientale relativi all'area marino-costiera di cui al comma 14 del presente articolo, si applica la procedura di analisi di rischio sanitario ambientale sito-specifica, secondo criteri e metodi scientifici definiti in ambito nazionale e internazionale, basata anche sulla determinazione dei valori di fondo dei sedimenti. Per lo svolgimento delle attività di cui al primo periodo, il Commissario straordinario di cui all'articolo 33, comma 11-bis, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, si avvale, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, dell'Istituto superiore di sanità nonché, mediante la stipulazione di apposita convenzione ai sensi del quattordicesimo periodo del medesimo comma 11-bis, dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale" ».
All'articolo 3:
al comma 1, capoverso 489-bis:
al primo periodo, dopo le parole: « nella città di Roma » sono inserite le seguenti: « e nella regione Umbria », dopo le parole: « il supporto » sono inserite le seguenti: « delle organizzazioni di volontariato di protezione civile impiegate anche ai sensi del comma 489 nonché » e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , pubblicato per comunicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell'11 marzo 2022 »;
al secondo periodo, le parole: « nell'ambito delle » sono sostituite dalle seguenti: « nei limiti delle » e le parole: « dell'anno 2025 » sono sostituite dalle seguenti: « dell'anno 2025" »;
dopo il comma 1 è inserito il seguente:
« 1-bis. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2024, n. 207, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 677, primo periodo, dopo le parole: "avviare i processi di ricostruzione" è inserita la seguente: "pubblica";
b) al comma 678:
1) dopo la parola: "ricostruzione" sono inserite le seguenti: "pubblica e privata in relazione agli eventi sismici di cui al comma 677";
2) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Il Commissario straordinario di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto-legge 11 gennaio 2023, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 marzo 2023, n. 21, provvede agli interventi necessari a tali fini, nell'osservanza delle procedure, nell'ambito dei mezzi e nell'esercizio dei poteri di cui agli articoli 2, 3, 4, da 5 a 18, 50 e 50-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229. Al fine di assicurare l'immediato avvio degli interventi di ricostruzione di cui al presente comma è autorizzata la spesa nel limite di 30 milioni di euro per l'anno 2025 e di 60 milioni di euro per l'anno 2026. Agli oneri derivanti dal terzo periodo del presente comma, pari a 30 milioni di euro per l'anno 2025 e a 60 milioni di euro per l'anno 2026, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 362, lettera b), della legge 11 dicembre 2016, n. 232" »;
al comma 2, le parole: « è autorizzato, a » sono sostituite dalle seguenti: « è autorizzato a », le parole: « dell'Ordinanza », ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: « dell'ordinanza » e le parole: « e all'articolo 1 » sono sostituite dalle seguenti: « e dall'articolo 1 »;
dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
« 2-bis. All'articolo 9-ter del decreto-legge 11 giugno 2024, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2024, n. 111, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 12, terzo periodo, le parole: "31 dicembre 2024" sono sostituite dalle seguenti: "30 giugno 2025";
b) al comma 13, lettera b), dopo le parole: "degli esiti dell'istruttoria svolta congiuntamente" sono inserite le seguenti: "dal Commissario straordinario di cui al comma 1,".
2-ter. Al medesimo articolo 9-ter del decreto-legge 11 giugno 2024, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2024, n. 111, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Ai provvedimenti del Commissario straordinario aventi natura regolatoria e organizzativa, esclusi quelli di natura gestionale, si applica quanto previsto dall'articolo 33 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229";
b) dopo il comma 2 è inserito il seguente:
"2-bis. Il Commissario straordinario di cui al comma 1 può coordinare l'attuazione degli interventi pubblici complementari a quelli inseriti nei programmi di cui al comma 2, lettera a), numeri 1) e 2), a condizione che si tratti di interventi già programmati da pubbliche amministrazioni, da società in house dello Stato o della regione Campania o da società partecipate a controllo statale nonché interamente finanziati senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. In tali casi, ferma restando la competenza attuativa spettante ai soggetti titolari degli interventi pubblici complementari, i medesimi interventi sono individuati sulla base di convenzioni non onerose sottoscritte con i soggetti titolari e il Commissario straordinario può, con i poteri e le modalità di cui ai commi 1, 4, 5 e 6, stabilire le misure amministrative di accelerazione e semplificazione, procedurali e gestionali, con cui il soggetto titolare dell'intervento può provvedere alla realizzazione delle opere e dei lavori. Agli interventi di cui al presente comma si applica l'articolo 9-quater";
c) al comma 10, lettera b), le parole: "inseriti nel primo piano di interventi urgenti" sono soppresse;
d) al comma 13, lettera a):
1) al primo periodo, dopo le parole: "nonché le risorse europee e nazionali utilizzabili allo scopo" sono aggiunte le seguenti: ", ivi comprese, nel limite di 80 milioni di euro complessivi, quelle di cui al comma 10, lettera b)";
2) al secondo periodo, le parole da: "anche gli interventi oggetto di affidamento" fino alla fine della lettera sono sostituite dalle seguenti: "gli interventi, ivi compresi quelli oggetto di affidamento a concessionari o a contraenti generali da parte del Presidente della regione Campania, quale Commissario straordinario ai sensi del predetto articolo 11, diciottesimo comma, della legge n. 887 del 1984, per i quali non ricorrono le condizioni di cui alla lettera b) del presente comma".
2-quater. Il secondo periodo del comma 5 dell'articolo 9-novies del decreto-legge 11 giugno 2024, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2024, n. 111, e il secondo periodo del comma 698 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2024, n. 207, si interpretano nel senso che, nel caso di interventi relativi a edifici con più unità immobiliari, la presenza nell'edificio anche soltanto di un'unità immobiliare adibita ad abitazione principale, abituale e continuativa, consente la concessione del contributo anche in favore dei soggetti titolari delle altre unità immobiliari componenti il medesimo edificio, ancorché adibite ad abitazione non principale o aventi destinazione d'uso diversa da quella residenziale »;
al comma 3, le parole: « del comma 2, provvede » sono sostituite dalle seguenti: « del comma 2 provvede » e il segno: « % » è sostituito dalle seguenti parole: « per cento »;
dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:
« 3-bis. Le disposizioni dell'articolo 17, comma 3, del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, si applicano, nei limiti delle risorse di cui al secondo periodo del presente comma, a immobili da delocalizzare a causa dell'elevato e non mitigabile rischio idrogeologico, come individuati dal piano di ricostruzione di cui all'articolo 24-bis del citato decreto-legge n. 109 del 2018, integrato dal piano commissariale di interventi urgenti per la sicurezza e la ricostruzione previsto dall'articolo 5-ter del decreto-legge 3 dicembre 2022, n. 186, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2023, n. 9, e dall'aggiornamento del piano di assetto idrogeologico per l'isola di Ischia previsto dall'articolo 5-quater del medesimo decreto-legge n. 186 del 2022. Per gli edifici a rischio non danneggiati dagli eventi calamitosi del 2017 e del 2022 di cui al presente comma è autorizzata la spesa di 4 milioni di euro per l'anno 2025.
3-ter. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 3-bis, pari a 4 milioni di euro per l'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2025-2027, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2025, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero ».
All'articolo 4:
al comma 2, lettera b), le parole: « e di euro 2.664.300 » sono sostituite dalle seguenti: « , di euro 2.664.300 »;
al comma 3, le parole: « per l'occupazione e la formazione » sono sostituite dalle seguenti: « per occupazione e formazione, »;
al comma 4, dopo le parole: « e delle politiche sociali » è inserito il seguente segno d'interpunzione: « , »;
al comma 5, dopo le parole: « al 2026 » è inserito il seguente segno d'interpunzione: « , »;
al comma 6, le parole: « di cui al decreto-legge » sono sostituite dalle seguenti: « medesima ai sensi dell'articolo 3 del decreto-legge »;
al comma 7, dopo le parole: « 2025 e 2026 » è inserito il seguente segno d'interpunzione: « , »;
dopo il comma 7 sono aggiunti i seguenti:
« 7-bis. Il fondo di cui all'articolo 28, comma 1, del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85, è incrementato di 15 milioni di euro per l'anno 2025.
7-ter. Agli oneri derivanti dal comma 7-bis, pari a 15 milioni di euro per l'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo unico per l'inclusione delle persone con disabilità, di cui all'articolo 1, comma 210, della legge 30 dicembre 2023, n. 213 ».
All'articolo 5:
al comma 1:
al primo periodo, le parole: « di Venezia-Magistrato alle acque » sono sostituite dalle seguenti: « di Venezia - Nuovo Magistrato alle Acque » e le parole: « alla risorse » sono sostituite dalle seguenti: « alle risorse »;
al secondo periodo, le parole: « per la laguna di Venezia-Nuovo Magistrato delle Acque » sono sostituite dalle seguenti: « per la Laguna di Venezia - Nuovo Magistrato alle Acque »;
al quinto periodo, le parole: « della presente disposizione » sono sostituite dalle seguenti: « del presente decreto » e le parole: « per la laguna di Venezia - Nuovo Magistrato delle Acque » sono sostituite dalle seguenti: « per la Laguna di Venezia - Nuovo Magistrato alle Acque »;
al comma 2, le parole: « per la laguna di Venezia » sono sostituite dalle seguenti: « per la Laguna di Venezia »;
al comma 3:
all'alinea, le parole: « 94-bis, del » sono sostituite dalle seguenti: « 94-bis del »;
alla lettera b):
al numero 1), le parole: « sostituire le parole » sono sostituite dalle seguenti: « le parole: » e le parole: « con le seguenti » sono sostituite dalle seguenti: « sono sostituite dalle seguenti: »;
al numero 2), le parole: « sono sostituire » sono sostituite dalle seguenti: « sono sostituite »;
al numero 3):
all'alinea, la parola: « inserire » è sostituita dalle seguenti: « è aggiunta »;
al capoverso b-bis), le parole: « dell'art. 2 della legge 2 agosto 1952 » sono sostituite dalle seguenti: « dell'articolo 2 della legge 2 agosto 1952, »;
al comma 4:
al primo periodo, dopo le parole: « a decorrere dalla » sono inserite le seguenti: « data di »;
al terzo periodo, dopo le parole: « di cui al comma 5 » sono inserite le seguenti: « del presente articolo »;
al quarto periodo, le parole: « alla scadenza del Commissario straordinario di cui all'articolo 94-bis, comma 7-bis, del citato decreto-legge n. 18 del 2020 » sono sostituite dalle seguenti: « alla scadenza delle funzioni del Commissario straordinario di cui al primo periodo del presente comma »;
al quinto periodo, le parole: « le proprie funzioni » sono sostituite dalle seguenti: « dalle funzioni »;
al sesto periodo, le parole: « della presente disposizione » sono sostituite dalle seguenti: « del presente decreto »;
al comma 5, le parole: « mediante la corrispondente » sono sostituite dalle seguenti: « mediante corrispondente » e le parole: « legge n. 178 del 2020 » sono sostituite dalle seguenti: « legge 30 dicembre 2020, n. 178 »;
dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:
« 5-bis. Il Commissario straordinario per il completamento dei lavori del Nodo ferroviario di Genova e del collegamento dell'ultimo miglio tra il Terzo Valico dei Giovi e il Porto storico di Genova, di cui all'articolo 4, comma 12-octies, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55, è autorizzato a conferire incarichi di consulenza, fino al numero massimo di quattro, di durata non superiore al 31 dicembre 2027, a esperti di elevata qualificazione in materia tecnica, amministrativa, giuridica e di comunicazione nel settore delle infrastrutture, scelti anche tra soggetti estranei alla pubblica amministrazione e in deroga a quanto previsto dall'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Il relativo trattamento economico è stabilito con il provvedimento di conferimento dell'incarico, nel limite massimo di euro 60.000 annui per ciascun esperto, al lordo dei contributi previdenziali e degli oneri fiscali. Agli oneri di cui al presente comma, pari a 240.000 euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2027, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 671, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 ».
Dopo l'articolo 6 sono inseriti i seguenti:
« Art. 6-bis. - (Attività di formazione a iniziativa aziendale a favore dei lavoratori) - 1. All'articolo 1, comma 197, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo le parole: "le risorse assegnate alle regioni, nell'ambito di tale programma," sono inserite le seguenti: "previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131,";
b) le parole: "le iniziative di formazione attivate dalle imprese a favore dei lavoratori" sono sostituite dalle seguenti: "le attività di formazione a iniziativa aziendale a favore dei lavoratori".
Art. 6-ter. - (Disposizioni in materia di efficacia dei decreti di ripartizione del Fondo per il gioco d'azzardo patologico) - 1. All'articolo 1, comma 367, quarto periodo, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, dopo le parole: "già adottati" sono inserite le seguenti: "o il cui procedimento di adozione risulti già avviato" ».
All'articolo 7:
al comma 1:
al primo periodo, le parole: « decreto legislativo n. 242 del 1999 » sono sostituite dalle seguenti: « decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, »;
al secondo periodo, le parole: « del presente decreto-legge questi enti pubblici » sono sostituite dalle seguenti: « del presente decreto, gli enti pubblici di cui al primo periodo » e le parole: « alle presenti disposizioni » sono sostituite dalle seguenti: « alle disposizioni del presente articolo »;
al terzo periodo, le parole: « il termine di cui al presente comma » sono sostituite dalle seguenti: « il termine di cui al secondo periodo » e le parole: « nomina un » sono sostituite dalle seguenti: « si provvede alla nomina di un »;
al quarto periodo, dopo le parole: « n. 111 » è inserito il seguente segno d'interpunzione: « , »;
al quinto periodo, le parole: « della presente disposizione » sono sostituite dalle seguenti: « delle disposizioni del presente articolo ».
All'articolo 8:
al comma 1:
al capoverso 2-bis, le parole da: « I requisiti e gli obblighi » fino a: « a legislazione vigente. » sono trasposte alla fine del primo periodo, di seguito dopo le parole: « di cui al medesimo comma 2-ter. », le parole: « e, allo scopo » sono sostituite dalle seguenti: « ; a tale fine » e le parole: « al presente articolo » sono sostituite dalle seguenti: « al presente comma »;
al capoverso 2-ter:
al primo periodo, le parole: « annui, per ciascuno » sono sostituite dalle seguenti: « annui per ciascuno » e la parola: « destinata » è sostituita dalla seguente: « destinati »;
al secondo periodo, le parole: « da effettuarsi » sono sostituite dalle seguenti: « da emanare ».
All'articolo 9:
al comma 1:
all'alinea, le parole: « , è aggiunto » sono sostituite dalle seguenti: « è inserito »;
al capoverso 4-bis, le parole: « indicati dal » sono sostituite dalle seguenti: « indicati al » e dopo le parole: « b), c), d) » è inserito il seguente segno d'interpunzione: « , ».
Dopo l'articolo 9 sono inseriti i seguenti:
« Art. 9-bis. - (Disposizioni urgenti per l'attuazione della riforma 1.3 "Riorganizzazione del sistema scolastico" della Missione 4 - Componente 1 del PNRR) - 1. Al fine di garantire l'attuazione della riforma 1.3 "Riorganizzazione del sistema scolastico" della Missione 4 - Componente 1 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), dopo il comma 83-quater dell'articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, sono inseriti i seguenti:
"83-quinquies. Al fine di sostenere il processo di dimensionamento della rete scolastica previsto dalla riforma 1.3 'Riorganizzazione del sistema scolastico' della Missione 4 - Componente 1 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), per l'anno scolastico 2025/2026, a beneficio delle istituzioni scolastiche delle regioni che hanno adottato entro il 30 dicembre 2024 la deliberazione di dimensionamento ai sensi e nei termini previsti dall'articolo 19, commi 5-quater e 5-quinquies, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono messe a disposizione ulteriori posizioni di esonero o di semiesonero dall'insegnamento di cui al comma 83-quater del presente articolo, nel limite di spesa di 3.597.000 euro per l'anno 2025 e di 5.395.000 euro per l'anno 2026, ferma restando la dotazione organica del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, con esclusione del profilo professionale dei direttori dei servizi generali e amministrativi, in misura non inferiore a quella prevista per l'anno scolastico 2024/2025. Per le finalità di cui al presente comma, il decreto di cui al secondo periodo del comma 83-quater è aggiornato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Al fine di ridurre i divari territoriali e degli apprendimenti favorendo, nell'ambito del processo di dimensionamento della rete scolastica, l'istituzione delle classi nelle aree interne, montane, isolane o, comunque, caratterizzate da maggiori livelli di dispersione scolastica, per l'anno scolastico 2025/2026 i dirigenti degli uffici scolastici regionali delle regioni di cui al primo periodo possono derogare al numero minimo di alunni per classe previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, nei limiti dell'organico dell'autonomia assegnato a livello regionale. All'attuazione del terzo periodo del presente comma si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
83-sexies. Le regioni che non hanno provveduto al dimensionamento della rete scolastica per l'anno scolastico 2025/2026 ai sensi e nei termini previsti dall'articolo 19, commi 5-quater e 5-quinquies, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, adottano la deliberazione di dimensionamento, entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, con le modalità previste dal presente comma. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 1, comma 557, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, e dal decreto del Ministro dell'istruzione e del merito n. 127 del 30 giugno 2023, di cui al comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 46 del 24 febbraio 2024, per la definizione del contingente dell'organico dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi e la sua distribuzione tra le regioni relativamente all'anno scolastico 2026/2027, le regioni di cui al primo periodo del presente comma, per il solo anno scolastico 2025/2026, possono attivare un ulteriore numero di autonomie scolastiche in misura non superiore al 2,99 per cento del contingente dei posti di dirigente scolastico e di direttore dei servizi generali e amministrativi definito, per ciascuna regione per il medesimo anno scolastico 2025/2026, dal citato decreto e comunque non superiore al contingente autorizzato per l'anno scolastico 2024/2025, senza un corrispondente incremento delle facoltà assunzionali ovvero delle reggenze. In caso di dimensionamento ai sensi del presente comma senza attivazione di ulteriori autonomie scolastiche rispetto al contingente dei posti di dirigente scolastico e di direttore dei servizi generali e amministrativi definito, per ciascuna regione, dal citato decreto del Ministro dell'istruzione e del merito n. 127 del 30 giugno 2023, alla regione si applica il comma 83-quinquies del presente articolo e le corrispondenti economie di spesa accrescono il limite di spesa di cui al medesimo comma 83-quinquies. In ogni regione, il numero delle autonomie scolastiche attivate in misura non superiore al 2,99 per cento di cui al secondo periodo non rileva ai fini della mobilità e delle nomine in ruolo dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi.
83-septies. Per l'attuazione dei commi 83-quinquies e 83-sexies del presente articolo è autorizzata la spesa di 5.370.000 euro per l'anno 2025 e di 8.798.000 euro per l'anno 2026. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, di cui all'articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
83-octies. La regione Friuli Venezia Giulia può attivare, per gli anni scolastici 2025/2026 e 2026/2027, in deroga ai contingenti definiti per le scuole di lingua slovena dal decreto del Ministro dell'istruzione e del merito n. 127 del 30 giugno 2023, di cui al comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 46 del 24 febbraio 2024, un ulteriore numero di autonomie scolastiche in misura tale da non superare il contingente definito per le medesime scuole dal decreto del Ministro dell'istruzione e del merito n. 70 del 19 aprile 2023, senza un corrispondente incremento delle facoltà assunzionali ovvero delle reggenze. Per l'attuazione del primo periodo è autorizzata la spesa di 43.121 euro per l'anno 2025, di 150.923 euro per l'anno 2026 e di 129.363 euro per l'anno 2027. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2025-2027, nell'ambito del programma 'Fondi di riserva e speciali' della missione 'Fondi da ripartire' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2025, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'istruzione e del merito".
2. All'articolo 19, comma 5-quater, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al terzo periodo, le parole: "entro il 30 novembre" sono sostituite dalle seguenti: "entro il 31 ottobre";
b) al quarto periodo, le parole: "Con deliberazione motivata della regione" sono sostituite dalle seguenti: "Con decreto del Ministro dell'istruzione e del merito".
3. Al fine di garantire il proseguimento delle attività amministrative e gestionali di competenza dell'Ufficio scolastico regionale, per il raggiungimento degli obiettivi del PNRR, gli incarichi di funzione dirigenziale di livello generale di tali uffici in scadenza entro il 30 giugno 2025 possono essere prorogati, con il provvedimento da emanare ai sensi dell'articolo 19, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, fino al conferimento degli incarichi di funzione dirigenziale di livello generale connesso alla riorganizzazione prevista dal regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 ottobre 2024, n. 185.
Art. 9-ter. - (Disposizioni in materia di risparmi di spesa conseguenti al dimensionamento della rete scolastica) - 1. Al fine di rendere più efficace l'utilizzo dei risparmi di spesa conseguenti al dimensionamento della rete scolastica previsto dalla riforma 1.3 "Riorganizzazione del sistema scolastico" della Missione 4 - Componente 1 del PNRR, all'articolo 1, comma 558, primo periodo, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: "I risparmi" sono sostituite dalle seguenti: "Gli eventuali risparmi";
b) le parole da: "possono essere" fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: "sono destinati a incrementare il fondo unico nazionale per la dirigenza scolastica e il fondo integrativo di istituto, con riferimento alle indennità destinate ai direttori dei servizi generali e amministrativi" ».
ARTICOLI DA 1 A 10 DEL DECRETO-LEGGE NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Capo I
MISURE URGENTI PER FRONTEGGIARE SITUAZIONI DI PARTICOLARE EMERGENZA
Articolo 1.
(Interventi infrastrutturali e di riqualificazione urgenti al fine di fronteggiare situazioni di degrado, vulnerabilità sociale e disagio giovanile)
1. Fermo restando quanto previsto dal piano straordinario di interventi infrastrutturali o di riqualificazione funzionali al territorio del Comune di Caivano, approvato con delibera del Consiglio dei ministri del 28 dicembre 2023, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 8 dell'11 gennaio 2024, al fine di fronteggiare le situazioni di degrado e disagio giovanile nelle zone d'Italia ad alta vulnerabilità sociale, al Commissario straordinario nominato ai sensi dell'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 159, è demandato il compito di predisporre ed attuare un piano straordinario di interventi infrastrutturali e di progetti di riqualificazione sociale e ambientale, funzionali ai comuni o alle aree metropolitane ad alta vulnerabilità sociale di Rozzano (MI), Roma Quartiere Alessandrino-Quarticciolo, Napoli Quartiere Scampia-Secondigliano, Orta Nova (FG), Rosarno-San Ferdinando (RC), Catania Quartiere San Cristoforo, Palermo - Borgo Nuovo, prevedendo, laddove occorra, anche una semplificazione per le procedure di concessione di immobili pubblici per fini sociali, con particolare riferimento al sostegno a enti del terzo settore operanti negli ambiti artistico e culturale, sociosanitario, sportivo, nel contrasto della povertà educativa e per l'integrazione. Il piano straordinario è predisposto dal Commissario straordinario entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, d'intesa con i comuni interessati e con il Dipartimento per le politiche di coesione e per il sud della Presidenza del Consiglio dei ministri, ed è approvato con delibera del Consiglio dei ministri. Per la realizzazione del piano è autorizzata la spesa complessiva nel triennio 2025-2027 di 180 milioni di euro, di cui 100 milioni di euro per l'anno 2025, 50 milioni di euro per l'anno 2026 e 30 milioni di euro per l'anno 2027, a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione, periodo di programmazione 2021-2027, di cui all'articolo 1, comma 177, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, e imputati sulla quota afferente alle amministrazioni centrali di cui all'articolo 1, comma 178, lettera b), numero 1), della medesima legge n. 178 del 2020 come determinata dal Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) con la delibera adottata ai sensi del citato articolo 1, comma 178, lettera b), numero 1), nella seduta del 29 novembre 2024, per la parte relativa al Ministro per lo sport e i giovani. Con la delibera di approvazione del piano sono assegnate le risorse di cui al terzo periodo e stabilite le modalità attuative per il trasferimento e l'utilizzo delle stesse. L'accordo per la coesione da definire tra il Ministro per lo sport e i giovani e il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione di cui all'articolo 1, comma 178, lettera c), della legge n. 178 del 2020 dà evidenza delle risorse di cui al citato terzo periodo destinate alla realizzazione degli interventi inseriti nel piano. Per la realizzazione degli interventi inseriti nel piano possono essere, altresì, utilizzate ulteriori risorse messe a disposizione dalle regioni, dai comuni e da altri enti o istituzioni locali e nazionali, nell'ambito delle proprie competenze e nei limiti delle risorse disponibili nei propri bilanci.
2. Per la realizzazione degli interventi approvati ai sensi del comma 1 si provvede in deroga a ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto dei principi generali dell'ordinamento, delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, nonché dei vincoli inderogabili derivanti dall'appartenenza all'Unione europea. In relazione agli interventi inseriti nel piano di cui al comma 1, il Commissario straordinario può avvalersi del supporto tecnico-operativo, ai sensi dell'articolo 10, commi 1 e 2, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa - INVITALIA S.p.A. ovvero della Società Sport e Salute Spa, che svolgono altresì le funzioni di centrali di committenza ai sensi dell'articolo 63 del codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, con oneri posti a carico dello stanziamento previsto dal comma 1, comunque nel limite massimo del due per cento delle risorse destinate.
3. Per l'esercizio delle funzioni di cui al comma 1, il Commissario straordinario opera fino al 31 dicembre 2027 e si avvale della struttura di supporto di cui all'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 159, posta alle sue dirette dipendenze, il cui contingente massimo di personale è incrementato di ulteriori ventisette unità, di cui una di personale dirigenziale di livello generale, quattro di personale dirigenziale di livello non generale, nominate anche ai sensi dell'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e ventidue unità di personale non dirigenziale, dipendenti di pubbliche amministrazioni centrali e di enti locali o territoriali, individuati previa intesa con le amministrazioni e con gli enti predetti, in possesso delle competenze e dei requisiti di professionalità richiesti per il perseguimento delle finalità e l'esercizio delle funzioni di cui al presente articolo, con esclusione del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche. Il personale di cui al primo periodo, ai sensi dell'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, è collocato fuori ruolo o in posizione di comando, distacco o altro analogo istituto o posizione previsti dai rispettivi ordinamenti, conservando lo stato giuridico e il trattamento economico fondamentale dell'amministrazione di appartenenza. Al personale non dirigenziale della struttura di supporto è riconosciuto il trattamento economico accessorio, ivi compresa l'indennità di amministrazione, del personale non dirigenziale della Presidenza del Consiglio dei ministri, e, con uno o più provvedimenti del Commissario straordinario, può essere riconosciuta la corresponsione di compensi per prestazioni di lavoro straordinario nel limite massimo di trenta ore mensili effettivamente svolte, oltre a quelle già previste dai rispettivi ordinamenti e comunque nel rispetto della disciplina in materia di orario di lavoro, di cui al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66. Il trattamento economico del personale collocato fuori ruolo o in posizione di comando o altro analogo istituto è corrisposto secondo le modalità previste dall'articolo 70, comma 12, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Al personale dirigenziale di livello generale e non generale della struttura di supporto è riconosciuta la retribuzione di parte variabile e di risultato in misura pari a quella riconosciuta rispettivamente ai dirigenti di livello generale e di livello non generale della Presidenza del Consiglio dei ministri. All'atto del collocamento fuori ruolo è reso indisponibile, nella dotazione organica dell'amministrazione di provenienza, per tutta la durata del collocamento fuori ruolo, un numero di posti equivalente dal punto di vista finanziario. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, recante modifica del provvedimento istitutivo della struttura di supporto, sono determinate, nei limiti di quanto previsto dal comma 6, le specifiche dotazioni finanziarie e strumentali nonché quelle del personale, anche dirigenziale, di cui al primo periodo del presente comma, necessarie al funzionamento della medesima struttura. Per l'esercizio delle funzioni di cui al presente articolo, il Commissario straordinario può avvalersi, altresì, delle strutture delle amministrazioni locali e degli enti territoriali, nonché, mediante apposite convenzioni e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, delle strutture, anche periferiche, delle amministrazioni centrali dello Stato. Al personale dirigenziale e non dirigenziale della struttura di supporto non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 5, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, fermo restando quanto previsto dall'articolo 1, comma 489, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e dagli articoli 14, comma 3, e 14.1, comma 3, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26.
4. Per l'attuazione del piano straordinario approvato ai sensi del comma 1, il Commissario straordinario nomina sei subcommissari di cui si avvale e ai quali delega le attività e le funzioni proprie. I subcommissari sono scelti dal Commissario straordinario tra soggetti in possesso di specifica professionalità ed esperienza in relazione ai compiti da svolgere. La remunerazione dei subcommissari è stabilita nell'atto di conferimento dell'incarico entro la misura massima, per ciascun subcommissario, prevista al quinto periodo del presente comma. Per l'esercizio delle proprie funzioni, il Commissario straordinario può altresì avvalersi di un numero massimo di due esperti di comprovata qualificazione professionale, in aggiunta a quelli previsti dall'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 159, da esso nominati con proprio provvedimento, cui compete un compenso massimo annuo di euro 50.000 al lordo dei contributi previdenziali e degli oneri fiscali a carico dell'amministrazione per singolo incarico. Per l'espletamento delle funzioni di cui al presente articolo, il compenso del Commissario straordinario e dei subcommissari è determinato con oneri a carico delle risorse di cui al comma 6 fino al raggiungimento del limite previsto dall'articolo 1, comma 471, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e, comunque, in misura non superiore a quella indicata all'articolo 15, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
5. Al Commissario straordinario è intestata apposita contabilità speciale aperta presso la tesoreria dello Stato su cui sono assegnate le risorse destinate alla realizzazione degli interventi inseriti nel piano straordinario di cui al comma 1 e le eventuali risorse finanziarie a qualsiasi titolo destinate o da destinare alla realizzazione degli interventi di cui al medesimo comma 1.
6. Agli oneri derivanti dai commi 3 e 4, pari a complessivi euro 4.370.368 per l'anno 2025, euro 5.009.840 per l'anno 2026 ed euro 5.009.840 per l'anno 2027, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
7. All'articolo 1, comma 3, primo periodo, del decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 159, le parole: « resta in carico un anno, prorogabile di un ulteriore anno, » sono sostituite dalle seguenti: « resta in carica fino al 31 dicembre 2027 ».
8. Al fine di assicurare lo svolgimento delle attività di competenza delle Prefetture-Uffici territoriali del Governo, anche relativamente ai compiti di monitoraggio e supporto dell'attuazione degli interventi del PNRR, all'articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, il secondo periodo è sostituito dal seguente: « In ragione della specificità ed unitarietà della carriera ed al fine di garantire la continuità dei servizi, negli uffici individuati ai sensi del presente comma, i funzionari della carriera prefettizia assicurano la provvisoria sostituzione del titolare in caso di assenza o di impedimento e, qualora il posto di funzione risulti vacante, possono essere destinatari di provvedimenti di temporanea attribuzione di un incarico ulteriore o diverso per un periodo massimo di un anno, prorogabile per un eguale periodo, anche più volte, entro il successivo biennio. ».
Articolo 2.
(Ulteriori misure urgenti per il contrasto della scarsità idrica, per il potenziamento e l'adeguamento delle infrastrutture idriche, nonché per il ciclo delle acque negli impianti industriali e in quelli oggetto di ammodernamento)
1. Il Commissario di cui all'articolo 3 del decreto-legge 14 aprile 2023, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 giugno 2023, n. 68, provvede, in via d'urgenza, alla realizzazione di impianti di dissalazione, anche mobili, nei comuni di Porto Empedocle, Trapani e Gela. Per la realizzazione degli interventi di cui al presente comma, il Commissario opera ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del decreto-legge 14 aprile 2023, n. 39, avvalendosi della società Siciliacque SpA quale soggetto attuatore, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
2. Agli oneri derivanti dal comma 1, nel limite di spesa di 100 milioni di euro, si provvede:
a) quanto a 90 milioni di euro, a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, periodo di programmazione 2021-2027, di cui all'articolo 1, comma 177, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, assegnate con delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) n. 41 del 9 luglio 2024, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 256 del 31 ottobre 2024, per la rifunzionalizzazione degli impianti di dissalazione ad osmosi inversa a Gela, Trapani e Porto Empedocle, di cui all'Allegato A1 dell'Accordo per la coesione stipulato ai sensi dell'articolo 1, comma 178, lettera d), della medesima legge n. 178 del 2020 tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione siciliana in data 27 maggio 2024. Il Dipartimento per le politiche di coesione e per il sud della Presidenza del Consiglio dei ministri è autorizzato a trasferire, d'intesa con la Regione siciliana, le relative risorse sulla contabilità speciale di cui all'articolo 3, comma 2, del decreto-legge 14 aprile 2023, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 giugno 2023, n. 68, secondo le modalità di cui al comma 4 del presente articolo. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, si provvede all'aggiornamento della delibera del CIPESS n. 41 del 9 luglio 2024 al fine di dare autonoma evidenza alle risorse di cui al primo periodo e al loro utilizzo secondo le modalità stabilite dal presente articolo;
b) quanto a 10 milioni di euro, a valere sulle risorse rese disponibili dalla Regione siciliana nell'ambito del proprio bilancio.
3. Per le finalità di cui al comma 1, il Commissario di cui all'articolo 3 del decreto-legge 14 aprile 2023, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 giugno 2023, n. 68, nelle more del trasferimento delle risorse di cui al comma 2, è autorizzato ad utilizzare, a titolo di anticipazione, le risorse sulla contabilità speciale di cui all'articolo 3, comma 2, del medesimo decreto-legge n. 39 del 2023, destinate alla realizzazione delle opere già individuate agli allegati I e II del medesimo decreto, nei limiti delle risorse ivi disponibili e salvo immediato reintegro al momento del trasferimento delle somme di cui al comma 2.
4. Al fine di assicurare la liquidità necessaria per i pagamenti di competenza del soggetto attuatore di cui al comma 1 e fatte salve le soglie massime previste per i trasferimenti di cui all'articolo 2 del decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 162, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 18-quinquies del decreto-legge 9 agosto 2024, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2024, n. 143. Il soggetto attuatore di cui al comma 1, in qualità di soggetto gestore degli schemi acquedottistici della Sicilia e del relativo servizio di erogazione di acqua per uso idropotabile, opera in qualità di stazione appaltante di cui all'articolo 141, comma 1, del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, applicando, salve le eventuali deroghe disposte dal Commissario nel rispetto dell'articolo 3, comma 2, del decreto-legge 14 aprile 2023, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 giugno 2023, n. 68, la disciplina di cui al libro III del medesimo codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36.
4-bis. Al fine di garantire un'immediata risoluzione della fase critica per l'idrologia del lago Trasimeno e di ripristinare i normali livelli di sostenibilità ambientale e sociale del medesimo lago, è autorizzata la spesa di 1 milione di euro per l'anno 2025, da destinare al Commissario straordinario di cui all'articolo 3 del decreto-legge 14 aprile 2023, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 giugno 2023, n. 68, per la realizzazione, con le modalità previste dal comma 2 del medesimo articolo 3, di interventi di manutenzione straordinaria volti al ripristino dell'officiosità idraulica.
4-ter. Agli oneri derivanti dal comma 4-bis, pari a 1 milione di euro per l'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2025-2027, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2025, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica. Le risorse di cui al primo periodo confluiscono nella contabilità speciale di cui all'articolo 3, comma 2, del citato decreto-legge n. 39 del 2023.
5. All'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 14 aprile 2023, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 giugno 2023, n. 68, le parole: « 31 dicembre 2024 » sono sostituite dalle seguenti: « 31 dicembre 2025 ».
6. All'articolo 21-bis, comma 1, del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 2022, n. 51, le parole: « 30 giugno 2025 » sono sostituite dalle seguenti: « 30 giugno 2026 ».
6-bis. All'articolo 2, comma 2, primo periodo, del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18, le parole: « , ivi inclusa la gestione degli impianti fino a quando l'agglomerato urbano corrispondente non sia reso conforme a quanto stabilito dalla Corte di giustizia dell'Unione europea e comunque per un periodo non superiore a due anni dal collaudo definitivo delle opere, nonché il trasferimento degli stessi » sono sostituite dalle seguenti: « . Entro sessanta giorni dal collaudo definitivo delle opere, il Commissario unico provvede al trasferimento delle stesse ».
6-ter. All'articolo 2, comma 9, del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « La durata delle convenzioni di cui al presente comma non può eccedere il termine di novanta giorni dalla scadenza del mandato del Commissario unico. Nelle more della stipulazione delle nuove convenzioni, il Commissario subentrante ha la facoltà di prorogare la durata delle convenzioni in essere per un massimo di sei mesi dalla data della sua nomina ».
6-quater. All'articolo 2 del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 11-ter, il secondo, il terzo, il quarto e il quinto periodo sono soppressi;
b) dopo il comma 11-quater è aggiunto il seguente:
« 11-quinquies. In caso di mancata conclusione, entro i termini previsti dal presente articolo, dei procedimenti per il rilascio dei pareri e degli atti di assenso in materia ambientale, ivi compresi quelli di valutazione di impatto ambientale e di valutazione di incidenza, o relativi alla tutela dei beni culturali e paesaggistici, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, sentito il Ministro della cultura per gli atti e i provvedimenti di competenza, assegna all'autorità competente un termine non superiore a quindici giorni per provvedere. In caso di perdurante inerzia, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sentita l'autorità competente, il Consiglio dei ministri nomina un commissario ad acta al quale attribuisce, in via sostitutiva, il potere di adottare gli atti e i provvedimenti necessari, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Può essere nominato commissario ad acta il Commissario unico di cui al comma 1. Al commissario ad acta non spettano compensi, gettoni di presenza, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati ».
6-quinquies. Al fine di garantire la razionalizzazione e la gestione efficiente delle risorse idriche, gli impianti industriali o quelli oggetto di ammodernamento presenti nella Regione siciliana che prevedono l'utilizzo di acque nei processi industriali o di raffreddamento possono dotarsi di ogni sistema idoneo a chiudere il ciclo delle acque interne, anche mediante la realizzazione di reti duali per il riutilizzo interno delle acque.
6-sexies. All'articolo 1, comma 289, della legge 31 dicembre 2023, n. 213, dopo le parole: « sistema acquedottistico del Peschiera" » sono inserite le seguenti: « , del commissario straordinario dell'opera "Invaso di Campolattaro" ».
6-septies. Al fine di procedere celermente al completamento del progetto di fattibilità tecnico-economica e della progettazione esecutiva della diga di Vetto, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, è nominato un Commissario straordinario, con i poteri e le funzioni di cui all'articolo 4, commi 2 e 3, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55. La durata dell'incarico del Commissario straordinario è di ventiquattro mesi decorrenti dall'adozione del decreto di nomina di cui al primo periodo. Al Commissario straordinario spetta un compenso determinato con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al primo periodo in misura non superiore a quella indicata all'articolo 15, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, comprensivo degli oneri a carico dell'amministrazione. Il Commissario straordinario può avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, delle strutture delle amministrazioni territoriali interessate. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a 99.525 euro per l'anno 2025, a 132.700 euro per l'anno 2026 e a 33.175 euro per l'anno 2027, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2025-2027, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2025, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Articolo 2-bis.
(Misure urgenti per fronteggiare situazioni di rischio idrogeologico)
1. All'articolo 1, comma 438, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, dopo le parole: « Relativamente agli immobili di cui al comma 436 » sono inserite le seguenti: « , fermo restando quanto previsto dal comma 437, » e sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « Relativamente agli immobili oggetto di alienazione ai sensi del comma 436 è altresì riconosciuto il diritto di prelazione in favore dei soggetti che dimostrino, mediante apposita attestazione della regione o degli enti regionali competenti, di aver realizzato sugli immobili medesimi, con proprie risorse economiche, rilevanti opere di pubblico interesse dirette alla mitigazione del rischio idrogeologico, favorendo lo sviluppo e la valorizzazione del territorio. Fatto salvo quanto previsto dal comma 437, tale diritto di prelazione prevale, a parità di condizioni, su quello degli altri soggetti indicati nel presente comma ».
Articolo 2-ter.
(Disposizioni urgenti in materia di recupero, rifunzionalizzazione e valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata)
1. Dopo il comma 1 dell'articolo 6 del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 aprile 2024, n. 56, è inserito il seguente:
« 1-bis. Tra le attribuzioni del Commissario straordinario è compresa l'adozione di tutti gli atti o provvedimenti necessari al raggiungimento delle finalità di cui al comma 1, compresi quelli inerenti ai procedimenti relativi alle funzioni di cui all'articolo 50, comma 1, del decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 aprile 2023, n. 41, limitatamente agli interventi di cui al presente articolo ».
Articolo 2-quater.
(Interventi di risanamento dell'area marino-costiera di Coroglio-Bagnoli)
1. All'articolo 1 del decreto-legge 20 settembre 1996, n. 486, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 novembre 1996, n. 582, dopo il comma 14-bis è aggiunto il seguente:
« 14-ter. Per la definizione degli interventi di messa in sicurezza, bonifica e risanamento ambientale relativi all'area marino-costiera di cui al comma 14 del presente articolo, si applica la procedura di analisi di rischio sanitario ambientale sito-specifica, secondo criteri e metodi scientifici definiti in ambito nazionale e internazionale, basata anche sulla determinazione dei valori di fondo dei sedimenti. Per lo svolgimento delle attività di cui al primo periodo, il Commissario straordinario di cui all'articolo 33, comma 11-bis, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, si avvale, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, dell'Istituto superiore di sanità nonché, mediante la stipulazione di apposita convenzione ai sensi del quattordicesimo periodo del medesimo comma 11-bis, dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ».
Articolo 3.
(Disposizioni urgenti in materia di protezione civile)
1. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2023, n. 213, dopo il comma 489 è inserito il seguente:
« 489-bis. In relazione ad eventi celebrativi del Giubileo della Chiesa cattolica per il 2025 nella città di Roma e nella regione Umbria aventi carattere di particolare rilevanza e impatto, il supporto delle organizzazioni di volontariato di protezione civile impiegate anche ai sensi del comma 489 nonché delle strutture operative di protezione civile ai sensi dell'articolo 16, comma 3, del codice della protezione civile di cui al decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, può essere chiesto anche dal Commissario straordinario di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 4 febbraio 2022, pubblicato per comunicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell'11 marzo 2022. All'attuazione del presente comma si provvede nei limiti delle risorse assegnate, ai sensi del comma 490, dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 aprile 2024, recante l'approvazione della proposta di piano delle azioni di intervento connesse con le celebrazioni del Giubileo della Chiesa cattolica dell'anno 2025 ».
1-bis. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2024, n. 207, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 677, primo periodo, dopo le parole: « avviare i processi di ricostruzione » è inserita la seguente: « pubblica »;
b) al comma 678:
1) al primo periodo, dopo la parola: « ricostruzione » sono inserite le seguenti: « pubblica e privata in relazione agli eventi sismici di cui al comma 677 »;
2) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « Il Commissario straordinario di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto-legge 11 gennaio 2023, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 marzo 2023, n. 21, provvede agli interventi necessari a tali fini, nell'osservanza delle procedure, nell'ambito dei mezzi e nell'esercizio dei poteri di cui agli articoli 2, 3, 4, da 5 a 18, 50 e 50-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229. Al fine di assicurare l'immediato avvio degli interventi di ricostruzione di cui al presente comma è autorizzata la spesa nel limite di 30 milioni di euro per l'anno 2025 e di 60 milioni di euro per l'anno 2026. Agli oneri derivanti dal terzo periodo del presente comma, pari a 30 milioni di euro per l'anno 2025 e a 60 milioni di euro per l'anno 2026, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 362, lettera b), della legge 11 dicembre 2016, n. 232 ».
2. A decorrere dalla scadenza dello stato di emergenza, di cui alla delibera del Consiglio dei ministri 27 novembre 2022, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 283 del 3 dicembre 2022, dichiarato in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nel territorio del Comune di Casamicciola, dell'isola di Ischia, il giorno 26 novembre 2022, prorogato, da ultimo, fino al 31 dicembre 2024 dall'articolo 9, comma 7, del decreto-legge 17 ottobre 2024, n. 153, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 dicembre 2024, n. 191, il soggetto subentrante cui sono trasferite le attività di assistenza alla popolazione e il coordinamento degli interventi pianificati e non ancora ultimati, nei limiti delle risorse finanziarie già stanziate e disponibili, in conseguenza dei citati eccezionali eventi meteorologici, è autorizzato a rimodulare, fino al termine massimo del 31 dicembre 2025, le misure di supporto operativo alla pianificazione comunale di protezione civile per il rischio idraulico e idrogeologico previste dagli articoli 3, 5 e 6, comma 1, dell'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri n. 951 dell'11 dicembre 2022, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 293 del 16 dicembre 2022, e dall'articolo 1 dell'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri n. 954 del 24 dicembre 2022, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2022.
2-bis. All'articolo 9-ter del decreto-legge 11 giugno 2024, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2024, n. 111, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 12, terzo periodo, le parole: « 31 dicembre 2024 » sono sostituite dalle seguenti: « 30 giugno 2025 »;
b) al comma 13, lettera b), dopo le parole: « degli esiti dell'istruttoria svolta congiuntamente » sono inserite le seguenti: « dal Commissario straordinario di cui al comma 1, ».
2-ter. Al medesimo articolo 9-ter del decreto-legge 11 giugno 2024, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2024, n. 111, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Ai provvedimenti del Commissario straordinario aventi natura regolatoria e organizzativa, esclusi quelli di natura gestionale, si applica quanto previsto dall'articolo 33 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229 »;
b) dopo il comma 2 è inserito il seguente:
« 2-bis. Il Commissario straordinario di cui al comma 1 può coordinare l'attuazione degli interventi pubblici complementari a quelli inseriti nei programmi di cui al comma 2, lettera a), numeri 1) e 2), a condizione c he si tratti di interventi già programmati da pubbliche amministrazioni, da società in house dello Stato o della regione Campania o da società partecipate a controllo statale nonché interamente finanziati senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. In tali casi, ferma restando la competenza attuativa spettante ai soggetti titolari degli interventi pubblici complementari, i medesimi interventi sono individuati sulla base di convenzioni non onerose sottoscritte con i soggetti titolari e il Commissario straordinario può, con i poteri e le modalità di cui ai commi 1, 4, 5 e 6, stabilire le misure amministrative di accelerazione e semplificazione, procedurali e gestionali, con cui il soggetto titolare dell'intervento può provvedere alla realizzazione delle opere e dei lavori. Agli interventi di cui al presente comma si applica l'articolo 9-quater »;
c) al comma 10, lettera b), le parole: « inseriti nel primo piano di interventi urgenti » sono soppresse;
d) al comma 13, lettera a):
1) al primo periodo, dopo le parole: « nonché le risorse europee e nazionali utilizzabili allo scopo » sono aggiunte le seguenti: « , ivi comprese, nel limite di 80 milioni di euro complessivi, quelle di cui al comma 10, lettera b) »;
2) al secondo periodo, le parole da: « anche gli interventi oggetto di affidamento » fino alla fine della lettera sono sostituite dalle seguenti: « gli interventi, ivi compresi quelli oggetto di affidamento a concessionari o a contraenti generali da parte del Presidente della regione Campania, quale Commissario straordinario ai sensi del predetto articolo 11, diciottesimo comma, della legge n. 887 del 1984, per i quali non ricorrono le condizioni di cui alla lettera b) del presente comma ».
2-quater. Il secondo periodo del comma 5 dell'articolo 9-novies del decreto-legge 11 giugno 2024, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2024, n. 111, e il secondo periodo del comma 698 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2024, n. 207, si interpretano nel senso che, nel caso di interventi relativi a edifici con più unità immobiliari, la presenza nell'edificio anche soltanto di un'unità immobiliare adibita ad abitazione principale, abituale e continuativa, consente la concessione del contributo anche in favore dei soggetti titolari delle altre unità immobiliari componenti il medesimo edificio, ancorché adibite ad abitazione non principale o aventi destinazione d'uso diversa da quella residenziale.
3. Per le finalità di cui al comma 2, il soggetto subentrante individuato ai sensi del comma 2 provvede, entro il 31 gennaio 2025, alla ricognizione dei relativi fabbisogni per l'anno 2025, comunque entro il limite massimo del 40 per cento degli oneri attualmente pianificati per l'anno 2024 e in ogni caso nel limite massimo di 775.500 euro per l'anno 2025, alla quantificazione delle risorse finanziarie effettivamente disponibili e all'adozione della propria ordinanza per la rimodulazione delle predette misure, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
3-bis. Le disposizioni dell'articolo 17, comma 3, del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, si applicano, nei limiti delle risorse di cui al secondo periodo del presente comma, a immobili da delocalizzare a causa dell'elevato e non mitigabile rischio idrogeologico, come individuati dal piano di ricostruzione di cui all'articolo 24-bis del citato decreto-legge n. 109 del 2018, integrato dal piano commissariale di interventi urgenti per la sicurezza e la ricostruzione previsto dall'articolo 5-ter del decreto-legge 3 dicembre 2022, n. 186, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2023, n. 9, e dall'aggiornamento del piano di assetto idrogeologico per l'isola di Ischia previsto dall'articolo 5-quater del medesimo decreto-legge n. 186 del 2022. Per gli edifici a rischio non danneggiati dagli eventi calamitosi del 2017 e del 2022 di cui al presente comma è autorizzata la spesa di 4 milioni di euro per l'anno 2025.
3-ter. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 3-bis, pari a 4 milioni di euro per l'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2025-2027, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2025, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.
Articolo 4.
(Disposizioni urgenti in materia di lavoro)
1. All'articolo 4 del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: « a novanta mesi » sono sostituite dalle seguenti: « a centoquattordici mesi »;
b) al comma 7, dopo le parole: « per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024 » sono aggiunte le seguenti: « , 7.276.600 euro per l'anno 2025 e 7.417.100 euro per l'anno 2026 ».
2. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2021, n. 234, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 997, secondo periodo, le parole « i trentasei mesi » sono sostituite dalle seguenti: « i cinquantaquattro mesi »;
b) al comma 998, dopo le parole « nel limite delle risorse aggiuntive di euro 4.830.000 per ciascuno degli anni dal 2022 al 2024 » sono aggiunte le seguenti: « , di euro 2.664.300 per l'anno 2025 e di euro 2.715.400 per l'anno 2026 ».
3. Agli oneri derivanti dai commi 1 e 2, pari complessivamente a 9.940.900 euro per l'anno 2025 e 10.132.500 euro per l'anno 2026, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
4. All'articolo 25-ter, comma 2, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n 148, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « I lavoratori interessati dal trattamento di integrazione salariale straordinaria di cui al comma 1 accedono al programma denominato "Garanzia di occupabilità dei lavoratori" (GOL) di cui all'articolo 1, comma 324, della legge 30 dicembre 2020, n. 178. A tal fine i nominativi dei lavoratori coinvolti sono comunicati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che li mette a disposizione delle regioni interessate. ».
5. Al fine di proseguire nell'attuazione degli interventi, degli obiettivi e dei traguardi in materia di lavoro e politiche sociali previsti nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, di continuare a fornire supporto all'unità di missione di cui all'articolo 8, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, per il personale assegnato agli uffici di diretta collaborazione del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, per ciascuno degli anni dal 2025 al 2026, è autorizzata la spesa di 562.277 euro annui.
6. Al fine di garantire l'attuazione delle attività connesse al processo di riorganizzazione in atto nel Ministero del lavoro e delle politiche sociali, tenuto conto anche delle nuove competenze attribuite in conseguenza della soppressione dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro e del trasferimento delle funzioni dell'Agenzia medesima ai sensi dell'articolo 3 del decreto-legge 22 giugno 2023, n. 75, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 agosto 2023, n. 112, è autorizzata la spesa di 461.247 euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026.
7. Agli oneri derivanti dai commi 5 e 6, pari a 1.023.524 euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, si provvede mediante corrispondente utilizzo delle risorse di parte corrente iscritte nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ai sensi dell'articolo 34-ter, comma 5, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
7-bis. Il fondo di cui all'articolo 28, comma 1, del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85, è incrementato di 15 milioni di euro per l'anno 2025.
7-ter. Agli oneri derivanti dal comma 7-bis, pari a 15 milioni di euro per l'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo unico per l'inclusione delle persone con disabilità, di cui all'articolo 1, comma 210, della legge 30 dicembre 2023, n. 213.
Articolo 5.
(Disposizioni urgenti in materia di infrastrutture)
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, i compiti e le funzioni del Commissario straordinario di cui all'articolo 4, comma 6-bis, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55, sono trasferiti all'Autorità per la Laguna di Venezia - Nuovo Magistrato alle Acque, di cui all'articolo 95, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, unitamente alle risorse finanziarie eventualmente disponibili. L'Autorità per la Laguna di Venezia - Nuovo Magistrato alle Acque provvede allo svolgimento delle attività di cui al primo periodo nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Commissario straordinario di cui all'articolo 4, comma 6-bis, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55, cessa le proprie funzioni. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti antecedentemente alla data di entrata in vigore del presente decreto. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto il Commissario straordinario di cui all'articolo 4, comma 6-bis, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55, trasmette all'Autorità per la Laguna di Venezia - Nuovo Magistrato alle Acque e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti una relazione circa lo stato di attuazione degli interventi di competenza, gli impegni finanziari assunti nell'espletamento dell'incarico, nonché la ricognizione delle risorse di cui al primo periodo.
2. Al fine di assicurare l'avvio delle attività dell'Autorità per la Laguna di Venezia - Nuovo Magistrato alle Acque, istituita dall'articolo 95 del decreto-legge 14 agosto 2020 n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020 n. 126, il Presidente della suddetta Autorità è autorizzato a conferire gli incarichi di livello dirigenziale non generale previsti dall'articolo 95, comma 10, del decreto-legge n. 104 del 2020, con una percentuale del 50 per cento, in deroga alle percentuali di cui all'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sulle risorse autorizzate dall'articolo 95, comma 16, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.
3. All'articolo 94-bis del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 7-bis:
1) al primo periodo, le parole: « per un periodo massimo di ventiquattro mesi » sono sostituite dalle seguenti: « per un periodo massimo di quarantotto mesi »;
2) al secondo periodo le parole: « non oltre il 31 dicembre 2024 » sono sostituite dalle seguenti: « non oltre il 31 dicembre 2026 »;
b) al comma 7-quinquies:
1) all'alinea le parole: « e di euro 5.600.000 a decorrere dall'anno 2023 » sono sostituite dalle seguenti: « , di euro 5.600.000 per ciascuno degli anni 2023 e 2024 e di euro 4.900.000 per ciascuno degli anni 2025 e 2026 »;
2) alla lettera b) le parole « a decorrere dall'anno 2023 » sono sostituite dalle seguenti: « per ciascuno degli anni 2023 e 2024 »;
3) dopo la lettera b) è aggiunta la seguente:
« b-bis) quanto a euro 4.900.000 per ciascuno degli anni 2025 e 2026 a valere sulle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti destinate alle sovvenzioni per l'esercizio di ferrovie, tranvie extraurbane, funivie e ascensori in servizio pubblico e autolinee non di competenza delle regioni ai sensi dell'articolo 2 della legge 2 agosto 1952, n. 1221 ».
4. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 94-bis, comma 7-bis, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, i compiti e le funzioni del Commissario straordinario di cui al medesimo articolo 94-bis, comma 7-bis, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, sono trasferiti al Presidente della Regione Liguria, unitamente alle risorse di cui al comma 7-quinquies dell'articolo 94-bis del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18. Per le finalità di cui al primo periodo, il Presidente della Regione Liguria, in qualità di Commissario straordinario, opera con i poteri di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 4 del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55, e può nominare un subcommissario. Il compenso del subcommissario di cui al secondo periodo può essere fissato in misura non superiore a quella indicata all'articolo 15, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e i relativi oneri sono posti a carico delle risorse di cui al comma 5 del presente articolo, nel limite di 75.000 euro annui al lordo dei contributi previdenziali e degli oneri fiscali a carico dell'amministrazione. L'incarico del subcommissario di cui al secondo periodo cessa alla scadenza delle funzioni del Commissario straordinario di cui al primo periodo del presente comma. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale cessa dalle funzioni di Commissario straordinario di cui all'articolo 94-bis, comma 7-bis, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti antecedentemente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
5. Agli oneri derivanti dal comma 4, pari a 75.000 euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 671, della legge 30 dicembre 2020, n. 178.
5-bis. Il Commissario straordinario per il completamento dei lavori del Nodo ferroviario di Genova e del collegamento dell'ultimo miglio tra il Terzo Valico dei Giovi e il Porto storico di Genova, di cui all'articolo 4, comma 12-octies, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55, è autorizzato a conferire incarichi di consulenza, fino al numero massimo di quattro, di durata non superiore al 31 dicembre 2027, a esperti di elevata qualificazione in materia tecnica, amministrativa, giuridica e di comunicazione nel settore delle infrastrutture, scelti anche tra soggetti estranei alla pubblica amministrazione e in deroga a quanto previsto dall'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Il relativo trattamento economico è stabilito con il provvedimento di conferimento dell'incarico, nel limite massimo di euro 60.000 annui per ciascun esperto, al lordo dei contributi previdenziali e degli oneri fiscali. Agli oneri di cui al presente comma, pari a 240.000 euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2027, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 671, della legge 30 dicembre 2020, n. 178.
Articolo 6.
(Disposizioni urgenti in materia di prevenzione delle tossicodipendenze e delle altre dipendenze patologiche)
1. Alla legge 20 maggio 1985, n. 222 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 47, terzo comma, la parola « cinque » è soppressa;
b) all'articolo 48 dopo le parole: « adibiti all'istruzione scolastica nonché » sono inserite le seguenti: « prevenzione e ».
Articolo 6-bis.
(Attività di formazione a iniziativa aziendale a favore dei lavoratori)
1. All'articolo 1, comma 197, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo le parole: « le risorse assegnate alle regioni, nell'ambito di tale programma, » sono inserite le seguenti: « previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, »;
b) le parole: « le iniziative di formazione attivate dalle imprese a favore dei lavoratori » sono sostituite dalle seguenti: « le attività di formazione a iniziativa aziendale a favore dei lavoratori ».
Articolo 6-ter.
(Disposizioni in materia di efficacia dei decreti di ripartizione del Fondo per il gioco d'azzardo patologico)
1. All'articolo 1, comma 367, quarto periodo, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, dopo le parole: « già adottati » sono inserite le seguenti: « o il cui procedimento di adozione risulti già avviato ».
Articolo 7.
(Disposizioni urgenti necessarie a garantire lo svolgimento delle elezioni degli enti pubblici con natura anche di federazione sportiva)
1. Il comma 2 dell'articolo 16 del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, e il comma 2 dell'articolo 14 del decreto legislativo 27 febbraio 2017, n. 43, si interpretano nel senso che gli stessi non si applicano agli enti pubblici che hanno anche natura di federazione sportiva, per i quali continua ad applicarsi quanto disposto dall'articolo 6 della legge 24 gennaio 1978, n. 14. Entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, gli enti pubblici di cui al primo periodo adottano ogni atto necessario all'indizione di nuove elezioni in conformità alle disposizioni del presente articolo. Decorso il termine di cui al secondo periodo, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o dell'Autorità politica delegata in materia di sport, da adottare entro i quindici giorni successivi, si provvede alla nomina di un commissario straordinario per l'indizione di nuove elezioni. Ai commissari eventualmente nominati può essere riconosciuto un compenso, da determinarsi con il decreto di nomina ai sensi di legge, in misura non superiore a quella indicata all'articolo 15, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, con oneri a carico degli enti pubblici commissariati. Dall'attuazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Capo II
DISPOSIZIONI URGENTI PER L'ATTUAZIONE DEL PNRR
Articolo 8.
(Misure urgenti per l'attuazione della riforma numero 4 del capitolo Repower del PNRR)
1. All'articolo 28 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
« 2-bis. Ai fini dello sviluppo dei contratti di lungo termine attraverso la piattaforma di mercato organizzato di cui al comma 2, primo periodo, con decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalità e le condizioni in base alle quali il GSE assume, nei limiti di cui al comma 2-ter, il ruolo di garante di ultima istanza per la gestione dei rischi di inadempimento di controparte nei contratti di lungo termine da fonti rinnovabili, secondo criteri di mercato e di contenimento dei rischi di inadempimento e in coerenza con il sistema di garanzie definito ai sensi del secondo periodo del presente comma, nonché le modalità di funzionamento del meccanismo previsto, ivi incluse le procedure operative per l'utilizzo delle risorse destinate alla garanzia anche al fine del rispetto del limite di spesa di cui al medesimo comma 2-ter. I requisiti e gli obblighi di garanzia per i contraenti, anche attraverso gli strumenti utilizzati nel mercato elettrico, e le misure disciplinari in caso di inadempimento dei contraenti medesimi sono definiti con il decreto di cui al comma 2, secondo periodo, che è conseguentemente aggiornato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita l'ARERA. L'ARERA definisce il corrispettivo a carico dei contraenti per l'accesso alla garanzia di ultima istanza di cui al primo periodo. Le attività di cui al presente comma sono svolte senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica; a tale fine, il GSE e l'ARERA svolgono le attività di cui al presente comma con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
2-ter. Agli oneri derivanti dal comma 2-bis, nel limite di 45 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2025 al 2027, si provvede mediante corrispondente utilizzo di quota parte dei proventi delle aste, relative ai medesimi anni, delle quote di emissione di anidride carbonica di cui all'articolo 23, comma 7, del decreto legislativo 9 giugno 2020, n. 47, destinati al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica. A tal fine il GSE trattiene tale quota non trasferendo i corrispondenti proventi, incassati negli anni 2025, 2026 e 2027, sull'apposito conto acceso presso la Tesoreria dello Stato, dandone comunicazione al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento del Tesoro e Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, ai fini del relativo computo nei decreti di riparto da emanare rispettivamente entro il 31 maggio di ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, ai sensi e per gli effetti del comma 4 del citato articolo 23 del decreto legislativo 9 giugno 2020, n. 47. ».
Articolo 9.
(Disposizioni urgenti per l'attuazione della Riforma 1.1 degli istituti tecnici - M4C1 PNRR)
1. All'articolo 26 del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 novembre 2022, n. 175, dopo il comma 4 è inserito il seguente:
« 4-bis. In sede di prima applicazione, per l'anno scolastico 2025/2026, con decreto del Ministro dell'istruzione e del merito sono individuate, nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, le misure necessarie per l'applicazione dei criteri indicati al comma 2, lettere a), numero 1), numero 1-bis) e numero 2), primo periodo, b), c), d), e) e f), nel rispetto dei principi del potenziamento dell'autonomia delle istituzioni scolastiche e della maggiore flessibilità nell'adeguamento dell'offerta formativa. ».
Articolo 9-bis.
(Disposizioni urgenti per l'attuazione della riforma 1.3 « Riorganizzazione del sistema scolastico » della Missione 4 - Componente 1 del PNRR)
1. Al fine di garantire l'attuazione della riforma 1.3 « Riorganizzazione del sistema scolastico » della Missione 4 - Componente 1 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), dopo il comma 83-quater dell'articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, sono inseriti i seguenti:
« 83-quinquies. Al fine di sostenere il processo di dimensionamento della rete scolastica previsto dalla riforma 1.3 "Riorganizzazione del sistema scolastico" della Missione 4 - Componente 1 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), per l'anno scolastico 2025/2026, a beneficio delle istituzioni scolastiche delle regioni che hanno adottato entro il 30 dicembre 2024 la deliberazione di dimensionamento ai sensi e nei termini previsti dall'articolo 19, commi 5-quater e 5-quinquies, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono messe a disposizione ulteriori posizioni di esonero o di semiesonero dall'insegnamento di cui al comma 83-quater del presente articolo, nel limite di spesa di 3.597.000 euro per l'anno 2025 e di 5.395.000 euro per l'anno 2026, ferma restando la dotazione organica del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, con esclusione del profilo professionale dei direttori dei servizi generali e amministrativi, in misura non inferiore a quella prevista per l'anno scolastico 2024/2025. Per le finalità di cui al presente comma, il decreto di cui al secondo periodo del comma 83-quater è aggiornato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Al fine di ridurre i divari territoriali e degli apprendimenti favorendo, nell'ambito del processo di dimensionamento della rete scolastica, l'istituzione delle classi nelle aree interne, montane, isolane o, comunque, caratterizzate da maggiori livelli di dispersione scolastica, per l'anno scolastico 2025/2026 i dirigenti degli uffici scolastici regionali delle regioni di cui al primo periodo possono derogare al numero minimo di alunni per classe previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, nei limiti dell'organico dell'autonomia assegnato a livello regionale. All'attuazione del terzo periodo del presente comma si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
83-sexies. Le regioni che non hanno provveduto al dimensionamento della rete scolastica per l'anno scolastico 2025/2026 ai sensi e nei termini previsti dall'articolo 19, commi 5-quater e 5-quinquies, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, adottano la deliberazione di dimensionamento, entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, con le modalità previste dal presente comma. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 1, comma 557, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, e dal decreto del Ministro dell'istruzione e del merito n. 127 del 30 giugno 2023, di cui al comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 46 del 24 febbraio 2024, per la definizione del contingente dell'organico dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi e la sua distribuzione tra le regioni relativamente all'anno scolastico 2026/2027, le regioni di cui al primo periodo del presente comma, per il solo anno scolastico 2025/2026, possono attivare un ulteriore numero di autonomie scolastiche in misura non superiore al 2,99 per cento del contingente dei posti di dirigente scolastico e di direttore dei servizi generali e amministrativi definito, per ciascuna regione per il medesimo anno scolastico 2025/2026, dal citato decreto e comunque non superiore al contingente autorizzato per l'anno scolastico 2024/2025, senza un corrispondente incremento delle facoltà assunzionali ovvero delle reggenze. In caso di dimensionamento ai sensi del presente comma senza attivazione di ulteriori autonomie scolastiche rispetto al contingente dei posti di dirigente scolastico e di direttore dei servizi generali e amministrativi definito, per ciascuna regione, dal citato decreto del Ministro dell'istruzione e del merito n. 127 del 30 giugno 2023, alla regione si applica il comma 83-quinquies del presente articolo e le corrispondenti economie di spesa accrescono il limite di spesa di cui al medesimo comma 83-quinquies. In ogni regione, il numero delle autonomie scolastiche attivate in misura non superiore al 2,99 per cento di cui al secondo periodo non rileva ai fini della mobilità e delle nomine in ruolo dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi.
83-septies. Per l'attuazione dei commi 83-quinquies e 83-sexies del presente articolo è autorizzata la spesa di 5.370.000 euro per l'anno 2025 e di 8.798.000 euro per l'anno 2026. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, di cui all'articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
83-octies. La regione Friuli Venezia Giulia può attivare, per gli anni scolastici 2025/2026 e 2026/2027, in deroga ai contingenti definiti per le scuole di lingua slovena dal decreto del Ministro dell'istruzione e del merito n. 127 del 30 giugno 2023, di cui al comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 46 del 24 febbraio 2024, un ulteriore numero di autonomie scolastiche in misura tale da non superare il contingente definito per le medesime scuole dal decreto del Ministro dell'istruzione e del merito n. 70 del 19 aprile 2023, senza un corrispondente incremento delle facoltà assunzionali ovvero delle reggenze. Per l'attuazione del primo periodo è autorizzata la spesa di 43.121 euro per l'anno 2025, di 150.923 euro per l'anno 2026 e di 129.363 euro per l'anno 2027. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2025-2027, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2025, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'istruzione e del merito ».
2. All'articolo 19, comma 5-quater, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al terzo periodo, le parole: « entro il 30 novembre » sono sostituite dalle seguenti: « entro il 31 ottobre »;
b) al quarto periodo, le parole: « Con deliberazione motivata della regione » sono sostituite dalle seguenti: « Con decreto del Ministro dell'istruzione e del merito ».
3. Al fine di garantire il proseguimento delle attività amministrative e gestionali di competenza dell'Ufficio scolastico regionale, per il raggiungimento degli obiettivi del PNRR, gli incarichi di funzione dirigenziale di livello generale di tali uffici in scadenza entro il 30 giugno 2025 possono essere prorogati, con il provvedimento da emanare ai sensi dell'articolo 19, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, fino al conferimento degli incarichi di funzione dirigenziale di livello generale connesso alla riorganizzazione prevista dal regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 ottobre 2024, n. 185.
Articolo 9-ter.
(Disposizioni in materia di risparmi di spesa conseguenti al dimensionamento della rete scolastica)
1. Al fine di rendere più efficace l'utilizzo dei risparmi di spesa conseguenti al dimensionamento della rete scolastica previsto dalla riforma 1.3 « Riorganizzazione del sistema scolastico » della Missione 4-Componente 1 del PNRR, all'articolo 1, comma 558, primo periodo, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: « I risparmi » sono sostituite dalle seguenti: « Gli eventuali risparmi »;
b) le parole da: « possono essere » fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: « sono destinati a incrementare il fondo unico nazionale per la dirigenza scolastica e il fondo integrativo di istituto, con riferimento alle indennità destinate ai direttori dei servizi generali e amministrativi ».
Articolo 10.
(Entrata in vigore)
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
Allegato B
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Ancorotti, Barachini, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Calandrini, Calenda, Castelli, Cattaneo, De Poli, Durigon, Fazzolari, Garavaglia, Giacobbe, La Pietra, Malpezzi, Meloni, Mennuni, Mirabelli, Monti, Morelli, Nastri, Ostellari, Rauti, Rubbia, Segre, Sisto e Turco.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Spelgatti e Spinelli, per attività della 1ª Commissione permanente; Borghi Claudio, Borghi Enrico, Mieli, Ronzulli e Scarpinato, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Lorefice e Spagnolli, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati; Valente, per partecipare a un incontro istituzionale.
Commissioni permanenti, variazioni nella composizione
Con lettera in data 21 febbraio 2025, il senatore Giuseppe De Cristofaro, Presidente del Gruppo Misto, ha comunicato di entrare a far parte dell'8a Commissione permanente.
Commissioni permanenti, approvazione di documenti
La 7a Commissione permanente (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport), nella seduta del 18 febbraio 2025, ha approvato, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, una risoluzione a conclusione dell'esame dell'affare assegnato sullo stato di attuazione della riforma dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) (Doc. XXIV, n. 23).
Il predetto documento è inviato al Ministro della cultura e al Ministro dell'istruzione e del merito.
Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l'emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2, variazioni nella composizione
Il Presidente della Camera dei deputati, in data 21 febbraio 2025, ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l'emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2 il deputato Filiberto Zaratti in sostituzione della deputata Luana Zanella, dimissionaria.
Domande di autorizzazione ai sensi dell'articolo 68, terzo comma, della Costituzione, trasmissione e deferimento
Il Giudice per l'udienza preliminare presso il Tribunale Ordinario di Roma, con lettera pervenuta in data 24 febbraio 2025, ha richiesto, ai sensi dell'articolo 6 della legge 20 giugno 2003, n. 140, in riferimento ad un procedimento penale nei confronti dell'onorevole Armando Siri, senatore all'epoca dei fatti, l'autorizzazione a utilizzare alcune conversazioni e comunicazioni captate tra maggio e agosto 2018 nell'ambito di un procedimento penale pendente dinanzi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo.
La predetta richiesta è deferita, ai sensi degli articoli 34, comma 1, e 135 del Regolamento, alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari (Doc. IV, n. 5).
Disegni di legge, annunzio di presentazione
iniziativa CNEL
Disposizioni in materia di tutela, razionalizzazione ed efficientamento delle risorse idriche (1393)
(presentato in data 20/02/2025);
iniziativa popolare
Introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione sentimentale in tutte le scuole di ogni ordine e grado, statali, private e paritarie (1394)
(presentato in data 21/02/2025);
senatori Maiorino Alessandra, Castellone Maria Domenica, Floridia Barbara, Pirro Elisa, Damante Concetta, Bevilacqua Dolores, Lorefice Pietro, Guidolin Barbara, Licheri Sabrina, Licheri Ettore Antonio, Nave Luigi, Croatti Marco, Sironi Elena, Marton Bruno, Turco Mario
Modifiche alla legge 20 febbraio 1958, n. 75, nonché in materia di abolizione della prostituzione (1395)
(presentato in data 21/02/2025);
senatrice Paita Raffaella
Divieto di vendita, di titolarità e di possesso a qualsiasi titolo di cani di razza Pitbull terrier e istituzione dell'albo delle razze canine pericolose (1396)
(presentato in data 24/02/2025);
senatori Cantalamessa Gianluca, Bergesio Giorgio Maria, Bizzotto Mara, Cantu' Maria Cristina, Potenti Manfredi, Stefani Erika
Modifiche al decreto 24 settembre 2014, n. 202, regolamento recante i requisiti di iscrizione nel registro degli organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento, ai sensi dell'articolo 15 della legge 27 gennaio 2012, n. 3, come modificata dal decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 (1397)
(presentato in data 25/02/2025);
senatori Potenti Manfredi, Bergesio Giorgio Maria, Bizzotto Mara, Cantalamessa Gianluca, Cantu' Maria Cristina, Murelli Elena, Pirovano Daisy, Pucciarelli Stefania, Spelgatti Nicoletta, Stefani Erika
Sanzioni accessorie per i reati contro gli animali (1398)
(presentato in data 25/02/2025);
senatori Crisanti Andrea, Rando Vincenza, La Marca Francesca, Rojc Tatjana, Valente Valeria, Malpezzi Simona Flavia, Floridia Aurora
Modifiche al decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, in materia di attività di competenza dell'ostetrica (1399)
(presentato in data 25/02/2025);
senatori Crisanti Andrea, Rando Vincenza, Lorenzin Beatrice, Camusso Susanna Lina Giulia, Furlan Annamaria, Sensi Filippo, Basso Lorenzo, Verini Walter, Giacobbe Francesco, La Marca Francesca, Rossomando Anna, Verducci Francesco, Manca Daniele, Franceschelli Silvio, Tajani Cristina, Martella Andrea, Alfieri Alessandro, Nicita Antonio
Disposizioni per la celebrazione del centenario della morte di Giovanni Battista Grassi (1400)
(presentato in data 25/02/2025);
senatori Lopreiato Ada, Pirro Elisa
Istituzione della Giornata Nazionale contro il Figlicidio (1401)
(presentato in data 25/02/2025).
Disegni di legge, assegnazione
In sede referente
7ª (Cultura, istruzione) e 8ª (Ambiente, lavori pubblici)
Sen. Marti Roberto
Delega al Governo per la revisione del codice dei beni culturali e del paesaggio in materia di procedure di autorizzazione paesaggistica (1372)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 25/02/2025).
Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli
In data 25/02/2025 la 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea ha presentato il testo degli articoli proposti dalla Commissione stessa, per il disegno di legge: "Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2024" (1258)
(presentato in data 03/10/2024)
Affari assegnati
È deferito alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento, l'affare sul tema della parità di genere in Afghanistan (Atto n. 714).
Camera dei deputati, trasmissione di documenti
Il Presidente della Camera dei deputati, con lettera in data 20 febbraio 2025, ha trasmesso il documento approvato, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento della Camera dei deputati, dalla IX Commissione (Trasporti), nella seduta del 18 febbraio 2025, concernente la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai diritti dei passeggeri nel contesto di viaggi multimodali (COM(2023) 752 final) e la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (CE) n. 261/2004, (CE) n. 1107/2006, (UE) n. 1177/2010, (UE) n. 181/2011 e (UE) 2021/782 per quanto riguarda l'applicazione dei diritti dei passeggeri nell'Unione (COM(2023) 753 final) (Doc. XVIII, n. 23) (Atto n. 715).
Detto documento è depositato presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli Onorevoli senatori.
Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento
Il Ministro della difesa, con lettera del 24 febbraio 2025, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 311, comma 2, del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 - lo schema di decreto interministeriale concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze armate della Repubblica del Niger (n. 251).
Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di documento è deferito alla 3a Commissione permanente, che dovrà esprimere il parere entro 20 giorni dall'assegnazione.
Il Ministro della difesa, con lettera del 24 febbraio 2025, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 311, comma 2, del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 - lo schema di decreto interministeriale concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze armate del Governo federale della Repubblica di Somalia (n. 252).
Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di documento è deferito alla 3a Commissione permanente, che dovrà esprimere il parere entro 20 giorni dall'assegnazione.
Governo, trasmissione di atti e documenti
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 21 febbraio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, le comunicazioni concernenti i seguenti incarichi:
- al dottor Ettore Acerra, la proroga di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'istruzione e del merito;
- al dottor Ernesto Pellecchia, la proroga di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'istruzione e del merito;
- alla dottoressa Marianna D'Angelo, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 21 febbraio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, della legge 21 luglio 2016, n. 145, la deliberazione del Consiglio dei ministri in merito alla partecipazione dell'Italia a ulteriori missioni internazionali per l'anno 2025, adottata il 19 febbraio 2025 (Doc. XXV, n. 3) nonché, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, della legge 21 luglio 2016, n. 145, la relazione analitica sulle missioni internazionali in corso e sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, riferita all'anno 2024, anche al fine della relativa proroga per l'anno 2025, deliberata dal Consiglio dei ministri il 19 febbraio 2025 (Doc. XXVI, n. 3).
I predetti documenti sono deferiti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all'articolo 50 del Regolamento, alla 3a Commissione permanente.
Con lettere pervenute in data 20 febbraio 2025, il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi dei decreti del Presidente della Repubblica concernenti lo scioglimento dei consigli comunali di Bisegna (AQ), Contigliano (RI) e Fontevivo (PR).
Il Ministro della giustizia, con lettera in data 18 febbraio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 10 della legge 1° luglio 1977, n. 404, la relazione sullo stato di attuazione del programma di edilizia penitenziaria, riferita all'anno 2024.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2a e alla 8a Commissione permanente (Doc. CXVI, n. 3).
Il Ministro dell'università e della ricerca, con lettera in data 21 febbraio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213, la comunicazione di nomina del prof. Giuseppe Saccomandi a componente del Consiglio di amministrazione dell'Istituto Nazionale di Alta Matematica "Francesco Severi" (INdAM) (n. 70).
Tale comunicazione è stata trasmessa, per competenza, alla 7a Commissione permanente.
Governo, comunicazioni dell'avvio di procedure di infrazione
Il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, con lettera in data 21 febbraio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 15, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la seguente comunicazione concernente l'avvio di procedure d'infrazione ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) - notificate il 12 febbraio 2025 - che sono trasmesse alle sottoindicate Commissioni permanenti:
comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2024/2277, concernente la violazione di alcune disposizioni dell'Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999 in tema di progressione salariale dei docenti a tempo determinato - alla 4a, alla 7ª e alla 10ª Commissione permanente (procedura d'infrazione n. 46);
comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2024/2268, concernente il mancato o non corretto recepimento della direttiva 1999/31/CE sulle discariche di rifiuti, così come modificata dalla direttiva (UE) 2018/850 - alla 4ª e alla 8ª Commissione permanente (procedura d'infrazione n. 47).
comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2024/4012, concernente la non corretta applicazione della direttiva 2008/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali. Mancata organizzazione di corsi di formazione per i revisori della sicurezza stradale - alla 4ª e alla 8ª Commissione permanente (procedura d'infrazione n. 48).
Governo, trasmissione di atti concernenti procedure d'infrazione
Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 24 febbraio 2025, ha inviato, in ottemperanza dell'articolo 15, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la relazione sulla procedura d'infrazione n. 2025/0061 - ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea - concernente il mancato recepimento della direttiva (UE) 2024/1174 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, che modifica la direttiva 2014/59/UE e il regolamento (UE) n. 806/2024 per quanto riguarda taluni aspetti del requisito minimo di fondi e passività ammissibili.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 4a e alla 6a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 45/1).
Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento
Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, è deferito alle sottoindicate Commissioni permanenti il seguente documento dell'Unione europea, trasmesso dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234:
- Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Un'Europa più semplice e più rapida
- Comunicazione sull'attuazione e la semplificazione (COM(2025) 47 definitivo), alla 4a Commissione permanente.
Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti
Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettera in data 21 febbraio 2025, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso la determinazione e la relativa relazione sulla gestione finanziaria di AMCO - Asset Management Company S.p.A., per l'esercizio 2023.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5ª e alla 10a Commissione permanente (Doc. XV, n. 346).
Interrogazioni, apposizione di nuove firme
Il senatore Scarpinato ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-01687 della senatrice Naturale ed altri.
Mozioni
BORGHI Claudio, BERGESIO, BIZZOTTO, CANTALAMESSA, PAGANELLA, SPELGATTI, GERMANÀ, MINASI, POTENTI, CANTÙ, ROMEO, MURELLI - Il Senato,
premesso che:
l'OMS, la cui missione principale è "migliorare la salute di tutti, dappertutto", è stata da più parti criticata per aver commesso gravi errori nella gestione della pandemia da COVID-19. In particolare le si attribuiscono i colpevoli ritardi nella dichiarazione dell'emergenza sanitaria internazionale nonché le contraddizioni sull'utilizzo dei tamponi e dei dispositivi individuali di protezione, oltre a una presunta mancanza di indipendenza da influenze politiche di alcuni Stati membri;
in seguito alle recenti polemiche emerse a livello di cronaca internazionale, in base alle quali le politiche dell'OMS sono state messe in discussione, sia da un punto di vista della gestione economica sia da un punto di vista dell'indipendenza, attuale e pregressa, di alcuni dei suoi vertici, il neoeletto presidente degli Stati Uniti, primo Paese finanziatore dell'organizzazione, ha annunciato il ritiro degli USA dall'OMS;
le motivazioni principali a sostegno della scelta degli USA, oltre alla cattiva gestione della pandemia da COVID-19 e di altre crisi sanitarie globali, risiedono nell'incapacità, da parte dell'organizzazione, di adottare riforme urgenti e di dimostrare indipendenza, nell'inappropriata influenza politica dei suoi Stati membri e nella critica ad un'eccessiva richiesta di fondi;
a distanza di due settimane dall'annuncio di Donald Trump, anche l'Argentina ha reso nota l'intenzione di uscire dall'OMS, ponendo allo stesso modo, oltre alla questione della cattiva gestione della pandemia, la questione della minaccia alla sovranità degli Stati membri;
considerato, inoltre, che:
esistono preoccupazioni riguardo all'efficacia nell'utilizzo delle risorse da parte dell'OMS. Invero, il bilancio annuale dell'OMS ammonterebbe a circa 3,4 miliardi di dollari, di cui 1,1 miliardi destinati agli stipendi e 1,4 miliardi alle consulenze. Complessivamente, circa il 74 per cento del bilancio sarebbe impiegato per costi fissi, lasciando una porzione limitata per le attività operative dirette, come progetti sanitari sul campo, distribuzione di vaccini o interventi in situazioni di emergenza;
tra l'altro, da quanto si evince dai dati contenuti nella tabella ufficiale allegata all'ultimo bilancio dell'OMS, emerge un aspetto che, se confermato, rappresenterebbe un grave vulnus all'immagine e alla credibilità dell'OMS stessa; risulterebbe, infatti, che la cifra allocata per medicine e apparecchiature mediche per tutta l'Africa, pari a 45 milioni di dollari, sarebbe inferiore alle sole spese di viaggio per il personale OMS Africa, quantificate in 53 milioni;
preso atto, infine, che:
l'OMS ha perso negli anni la sua indipendenza, non solo a causa del congelamento del suo bilancio ordinario ma anche dalla necessità di fare affidamento per oltre l'80 per cento su contributi volontari di donatori provenienti dal settore privato;
importanti decisioni di politica sanitaria e con impatto su molteplici aspetti personali e sociali della vita dei cittadini italiani vengono presi da un organismo sovrastatale senza che i diretti rappresentanti degli Stati possano avere voce in capitolo;
l'Italia, tra contributi diretti e indiretti, partecipa con circa 100 milioni di euro ogni due anni, una somma alquanto cospicua che potrebbe essere investita per il nostro sistema sanitario nazionale, ad esempio nell'abbattimento delle liste di attesa, l'acquisto di apparecchiature mediche di nuova generazione nonché l'aumento delle remunerazioni del personale sanitario;
le decisioni prese in sede all'OMS potrebbero non sempre riflettere le esigenze specifiche del Paese e rispondere ai bisogni sanitari dei cittadini italiani,
impegna il Governo:
1) a considerare l'opportunità di una seria e radicale modifica dei meccanismi di funzionamento dell'OMS stessa, come suggeriscono anche le recenti esperienze di gestione della pandemia;
2) a valutare una proposta di opposizione alle modifiche al regolamento sanitario internazionale che sono state approvate senza votazioni alla scorsa assemblea OMS e che vanno nella direzione di affidare maggiori poteri all'OMS stessa;
3) a valutare un eventuale disimpegno dall'OMS dell'Italia, qualora gli USA persistano nella volontà di recedere, come da ordine esecutivo del 21 gennaio 2025 del presidente Donald Trump.
(1-00128)
Interpellanze
NATURALE, MAIORINO, BEVILACQUA, LICHERI Sabrina, NAVE, BILOTTI, LOREFICE, DAMANTE, GAUDIANO, CROATTI - Ai Ministri dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:
la direttiva 2009/147/CE, direttiva "Uccelli", concerne la conservazione degli uccelli selvatici nel territorio degli Stati membri;
al considerando 4, afferma che le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio degli Stati membri sono in gran parte specie migratrici. Esse costituiscono un patrimonio comune e l'efficace protezione degli uccelli è un problema ambientale tipicamente transnazionale, che implica responsabilità comuni;
al considerando 5, afferma che la conservazione delle specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio UE è necessaria per raggiungere gli obiettivi comunitari in materia di miglioramento delle condizioni di vita e di sviluppo sostenibile;
all'articolo 2 prevede che gli Stati membri adottino tutte le misure necessarie per mantenere o adeguare un livello di conservazione delle popolazioni delle specie di uccelli selvatici che corrisponde in particolare alle esigenze ecologiche, scientifiche e culturali;
all'articolo 7, comma 1, si legge: "In funzione del loro livello di popolazione, della distribuzione geografica e del tasso di riproduzione in tutta la comunità le specie elencate all'allegato II possono essere oggetto di atti di caccia nel quadro della legislazione nazionale. Gli Stati membri faranno in modo che la caccia di queste specie non pregiudichi le azioni di conservazione intraprese nella loro area di distribuzione";
all'articolo 7, comma 4, prevede che gli Stati membri si accertino che l'attività venatoria rispetti i principi di un saggio utilizzo e di una regolazione ecologicamente equilibrata delle specie di uccelli interessate;
la direttiva è stata recepita in Italia principalmente dalla legge quadro nazionale 11 febbraio 1992, n. 157, e successive modificazioni, che tutela la fauna selvatica e disciplina l'attività venatoria;
ai sensi dell'articolo 1, comma 1, la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale;
ai sensi dell'articolo 1, comma 1-bis, lo Stato, le Regioni e le Province autonome adottano le misure necessarie per mantenere o adeguare la protezione delle popolazioni di tutte le specie di uccelli di cui all'articolo 1 della direttiva ad un livello corrispondente alle esigenze ecologiche, scientifiche, turistiche e culturali, tenendo conto delle esigenze economiche e ricreative e facendo in modo che le misure adottate non provochino un deterioramento dello stato di conservazione degli uccelli;
ai sensi dell'articolo 1, comma 2, l'esercizio dell'attività venatoria è consentito "purché non contrasti con l'esigenza di conservazione della fauna selvatica" e tale esigenza trova una sua massima espressione nella tutela della biodiversità, assunta a principio fondamentale dell'ordinamento, in virtù di quanto disposto dal novellato articolo 9 della Costituzione;
considerato che:
nel luglio 2023 la Commissione europea ha aperto nei confronti dello Stato italiano la procedura Pilot EUP (2023)10542, per il mancato rispetto del diritto europeo della natura in relazione a una serie di problematiche venatorie in Italia;
nella procedura sono state evidenziate varie criticità riguardanti la gestione e la regolamentazione dell'attività venatoria in Italia in relazione al rispetto del dettato della normativa europea;
fra i rilievi mossi dalla Commissione europea vi è l'abbattimento di alcune specie di uccelli con stato della popolazione non favorevole, in assenza di adeguati piani di gestione e conservazione efficacemente applicati;
l'elenco delle specie comprende: allodola, alzavola, beccaccino, codone, combattente, coturnice, fagiano di monte, fischione, folaga, marzaiola, mestolone, moretta, moriglione, pavoncella, pernice rossa, pernice sarda, porciglione, quaglia, starna, tordo sassello, tortora selvatica;
dalla data dell'apertura della procedura non è stata adottata nessuna iniziativa in merito all'obbligo di mantenere o adeguare le popolazioni delle specie citate;
laddove presenti (allodola, coturnice, fagiano di monte, moriglione, tortora selvatica), i piani di gestione e conservazione non sono stati adeguatamente implementati. A tal riguardo non esistono rapporti ufficiali sullo stato di attuazione dei piani se non due, riferiti a coturnice e allodola, redatti dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, risalenti al 2019, di cui si evince sostanzialmente la scarsa applicazione; quindi, le specie indicate dalla Commissione europea sono rimaste cacciabili nonostante lo stato di conservazione sfavorevole;
queste evidenze costituiscono una chiara violazione della normativa comunitaria e nazionale,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, in ottemperanza a quanto stabilito al comma 3 dell'articolo 18 della legge n. 157 del 1992, intendano promuovere l'adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con cui si escludano dall'elenco delle specie cacciabili le specie di uccelli richiamate nella procedura EUP (2023)10542 (allodola, alzavola, beccaccino, codone, combattente, coturnice, fagiano di monte, fischione, folaga, marzaiola, mestolone, moretta, moriglione, pavoncella, pernice rossa, pernice sarda, porciglione, quaglia, starna, tordo sassello, tortora selvatica), anche al fine di evitare l'apertura di una nuova procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano.
(2-00023)
Interrogazioni
MARTELLA - Al Ministro della salute. - Premesso che:
i professionisti sanitari dell'azienda sanitaria AOUI di Verona hanno rilevato l'inefficienza del sistema informatico ospedaliero (SIO) che, nelle intenzioni della Regione, avrebbe dovuto funzionare in tutto il Veneto;
si tratta di un progetto che, nell'idea originaria, avrebbe dovuto essere un importante strumento di supporto nello svolgimento del lavoro di medici e infermieri, ma che, al contrario, si è rivelato di ostacolo;
sin da subito esso ha mostrato seri limiti di funzionamento al punto da "costringere" l'azienda ospedaliera sperimentante a introdurre la figura di un "risolutore" in ogni reparto, ora non più presente con la conseguenza di un ulteriore aggravamento delle criticità già emerse;
le difficoltà del sistema si evidenziano nella complessità nelle richieste di esami, anche in situazioni di emergenza, nel reperimento di referti o accesso agli esami di laboratorio con la conseguente impossibilità per i professionisti di un corretto svolgimento delle loro attività;
questo sistema informatico, costato 120 milioni di euro, a causa dell'inaffidabilità e inefficienza dimostrate, ha paradossalmente aumentato la lunghezza delle liste di attesa, il carico di lavoro del personale, i rischi clinici, la fuga di personale per eccesso di stress e ridotto il tempo disponibile per l'assistenza ai pazienti;
in risposta a questo fallimento, la dirigenza sanitaria e la Regione si sono limitate ad accusare i professionisti sanitari, costretti a tornare all'uso della carta a tutela dei pazienti, di "scarsa apertura all'innovazione",
si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare, nell'ambito delle sue competenze, al fine di attivare un confronto fra la dirigenza sanitaria, la Regione Veneto e le organizzazioni sindacali al fine di coinvolgere i professionisti sanitari nella sperimentazione per superare le criticità che finora non hanno consentito al sistema di funzionare in modo corretto e di verificare altresì la congruità del costo del sistema informatico ospedaliero.
(3-01707)
NATURALE, BEVILACQUA, LICHERI Sabrina, NAVE, BILOTTI, LOREFICE, DAMANTE, GAUDIANO, CROATTI - Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. - Premesso che:
in data 22 gennaio 2025, secondo quanto diffuso da fonti giornalistiche, 39 comuni in provincia di Foggia, pur avendo subito ingenti danni a causa della siccità, non sono stati inclusi tra i beneficiari del sostegno finanziario di emergenza di cui al decreto del Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste 23 dicembre 2024;
nel decreto vengono definiti i beneficiari, la quantificazione del sostegno, le modalità di controllo e le tempistiche di esecuzione dei pagamenti per i settori agricoli colpiti da eventi climatici avversi, in attuazione del regolamento di esecuzione (UE) 2024/2675 della Commissione del 10 ottobre 2024;
il sostegno finanziario complessivo stanziato, pari a 112,2 milioni di euro, risulta essere costituito dalla somma tra 37,4 milioni di euro prelevati dalla riserva di crisi e 74,8 milioni di euro derivanti da fondi nazionali;
tuttavia, la metodologia di rilievo utilizzata da "Copernicus land monitoring services" e i dati satellitari "Sentinel" non hanno permesso una corretta classificazione delle aree effettivamente colpite dai fenomeni siccitosi. Ciò ha determinato, oltre ad una forte preoccupazione, anche la richiesta di chiarimenti avanzata in sede regionale da parte degli agricoltori e delle associazioni di categoria;
la situazione, infatti, ha creato una frattura tra le istituzioni e gli agricoltori, portando ad un crescente reclamo di trasparenza e coerenza nell'applicazione delle misure di emergenza e nell'impiego delle corrette metodologie di rilievo;
considerato che simili problematiche, riguardanti proprio la corretta rilevazione dei danni, hanno aggravato anche la situazione di numerosi agricoltori alluvionati dell'Appennino romagnolo cui è stata rigettata la domanda di indennizzo,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo, mediante opportuna revisione degli elenchi dei comuni che hanno sperimentato condizioni di siccità estrema, ritenga imprescindibile includere, tra i beneficiari dei sostegni finanziari disposti, anche i comuni foggiani;
se reputi necessario avviare un'operazione di verifica attiva e di accertamento della conformità dei sistemi e delle connesse modalità di rilevazione del danno finora adottate, le quali hanno a giudizio degli interroganti colpevolmente escluso numerose aree bisognose di intervento.
(3-01708)
SENSI, ALFIERI, IRTO - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e della difesa. - Premesso che:
nella notte tra il 14 febbraio e il 15 febbraio una nave petroliera battente bandiera di Malta, la Seajewel (costruita nel 2009, lunga 245 metri e larga 42, capace di trasportare 108.000 tonnellate di petrolio) è stata danneggiata dopo un'esplosione, mentre era ancorata nel campo boe di Vado Ligure, in provincia di Savona, in Liguria. Il danno ha provocato una falla di circa un metro nella chiglia. Secondo il procuratore di Savona, Ubaldo Pelosi, la falla sarebbe stata causata da un'esplosione;
la nave era partita martedì 11 febbraio dal porto algerino di Bethioua, uno scalo petrolifero a metà strada tra Algeri e lo Stretto di Gibilterra, ed era arrivata al largo di Vado Ligure, venerdì 14 febbraio alle 6:54, nel campo boe della Sarpom per scaricare il greggio destinato alla raffineria di Trecate;
secondo quanto riportato dall'agente marittimo della nave il personale di bordo avrebbe riferito di avere sentito un forte boato, e che nel punto in cui si è aperta la falla le lamiere della chiglia erano rivolte verso l'interno della nave. Sull'episodio sta indagando la Procura di Genova, che ha aperto un fascicolo per naufragio di natante per finalità di terrorismo contro ignoti, sebbene al momento non siano arrivate rivendicazioni di alcun tipo;
la Seajewel era stata oggetto di un'inchiesta della testata ucraina "Ukrainska Pravda" sulla cosiddetta "flotta fantasma" russa, di cui fanno parte quelle navi che trasportano clandestinamente il petrolio per aggirare le sanzioni contro la Russia; imbarcazioni che, con triangolazioni sospette attraverso Stati extra UE, aggirano le sanzioni per trasportare illegalmente greggio russo verso il mercato europeo. Sempre secondo "Ukrainska Pravda", questa nave avrebbe più volte fatto scalo a Novorossijsk, il porto russo sul Mar Nero, per poi ripartire verso la Turchia e, successivamente, dirigersi in Europa;
all'inchiesta della testata ucraina ha fatto seguito, a riprova della gravità dei fatti riportati, un'indagine della Procura antifrode europea, che a disposizione ha anche una foto dell'imbarcazione mentre attracca nel porto di Costanza, in Romania,
si chiede di sapere:
se le autorità italiane abbiano contezza della possibilità che navi appartenenti alla cosiddetta "flotta fantasma russa" entrino nelle acque territoriali italiane, violando le sanzioni in vigore nei confronti della Federazione Russa;
se le autorità italiane abbiano verificato l'appartenenza della Seajewel alla cosiddetta "flotta fantasma russa", secondo quanto affermato da fonti di stampa ucraine;
quali provvedimenti il Governo intenda adottare nei confronti di simili imbarcazioni e simili traffici, qualora fosse verificata la loro appartenenza alla citata "flotta fantasma russa" e dunque l'aperta violazione delle sanzioni nei confronti della Federazione Russa.
(3-01710)
SENSI, ZAMPA, CAMUSSO, FURLAN, ZAMBITO, D'ELIA, DELRIO, FINA, GIACOBBE, GIORGIS, IRTO, LA MARCA, LORENZIN, LOSACCO, MALPEZZI, MELONI, PARRINI, RANDO, ROJC, ROSSOMANDO, TAJANI, VALENTE, VERDUCCI, VERINI - Ai Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
con la legge 7 dicembre 2023, n. 193, recante disposizioni per la prevenzione delle discriminazioni e la tutela dei diritti delle persone che sono state affette da malattie oncologiche, è stato approvato in Italia il cosiddetto "oblio oncologico", il diritto delle persone guarite da un tumore di non fornire informazioni, né subire indagini in merito alla propria pregressa condizione patologica;
si stima che in Italia la legge riguardi circa una persona su sessanta. Nel nostro Paese sono circa 1 milione le persone che hanno ricevuto una diagnosi di tumore e risultano essere guarite da almeno dieci anni. A questo numero si aggiungono circa 3,6 milioni di persone vive dopo una diagnosi di tumore, anche se ancora non sono trascorsi dieci anni dalla diagnosi;
nel corso del 2024 sono stati adottati i primi tre decreti attuativi, dei quattro previsti, che forniscono le indicazioni sull'attuazione del diritto all'oblio oncologico;
il primo, risalente al 22 marzo 2024, stabilisce quali siano le patologie per cui è previsto un termine ridotto per il maturarsi dell'oblio oncologico, rispetto al limite generale dei dieci anni dalla fine del trattamento o dall'ultimo intervento chirurgico. In ambito ginecologico, la riduzione a cinque anni riguarda i tumori al corpo dell'utero, senza limite di età;
il secondo decreto, risalente al 30 luglio 2024, disciplina le modalità di richiesta della certificazione che attesta l'avvenuto oblio oncologico;
il terzo decreto, del 9 agosto 2024, stabilisce che il certificato di oblio oncologico possa essere presentato anche durante le pratiche di domanda per adozioni di minori, aprendo così questa opportunità anche a ex pazienti oncologici;
la legge, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, relativo all'accesso alle procedure concorsuali e selettive, al lavoro e alla formazione professionale, prevede, "nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente", la promozione di "specifiche politiche attive per assicurare, a ogni persona che sia stata affetta da una patologia oncologica, eguaglianza di opportunità nell'inserimento e nella permanenza al lavoro, nella fruizione dei relativi servizi e nella riqualificazione dei percorsi di carriera e retributivi";
manca il suddetto decreto, che da informazioni di stampa sarebbe in elaborazione, che riguarda appunto le procedure concorsuali per l'accesso al lavoro e stabilisce che in tutti i concorsi e selezioni per l'accesso al lavoro, pubblici e privati che prevedono l'accertamento di requisiti psico-fisici o concernenti lo stato di salute, non possano essere richieste informazioni relative allo stato di salute del candidato rispetto a malattie oncologiche da cui è guarito;
l'attuazione della citata previsione normativa prevede l'adozione di un decreto ministeriale di concerto tra il Ministero della salute e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sentite le organizzazioni di pazienti oncologici iscritte nella sezione Reti associative del Registro unico nazionale del Terzo settore, ai sensi dell'articolo 41 del codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, o che abbiano la forma giuridica di associazioni di secondo livello iscritte al predetto Registro,
si chiede di sapere:
in quali tempi sarà adottato il quarto decreto interministeriale;
quali siano, a distanza di oltre un anno, gli ostacoli burocratici alla definizione del quarto decreto attuativo, fondamentale per l'efficacia effettiva della legge sull'oblio oncologico, ostacoli che impediscono ai cittadini interessati di potersi vedere riconosciuto il diritto di non fornire informazioni, né subire indagini in merito alla propria pregressa condizione patologica.
(3-01711)
Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento
ZAMBITO, D'ELIA, ZAMPA, CAMUSSO, CRISANTI, FURLAN, RANDO, VERDUCCI, BASSO, BAZOLI, DELRIO, FINA, FRANCESCHELLI, GIACOBBE, GIORGIS, IRTO, LORENZIN, MALPEZZI, MANCA, MARTELLA, MELONI, NICITA, PARRINI, ROJC, ROSSOMANDO, TAJANI, VALENTE, VERINI - Al Ministro dell'università e della ricerca. - Premesso che, a giudizio degli interroganti:
il disegno di legge recante delega al Governo per la revisione delle modalità di accesso ai corsi di laurea magistrale in medicina e chirurgia, in odontoiatria e protesi dentaria e in medicina veterinaria, attualmente all'esame della Camera dei deputati, non incide, né potrebbe, sul numero di medici chirurghi, odontoiatri e medici veterinari;
nonostante la "propaganda" fatta dal Governo, l'oggetto della delega non è il superamento del test di accesso che, per le modalità inique con cui si svolge, ma un tema ben più complesso come la qualità della formazione;
pur non sapendo come sarà attuata la delega, in sede di esame al Senato è stato approvato un emendamento della maggioranza che ha reso del tutto evidente la necessità di chiarire che l'iscrizione deve tener conto della disponibilità dei posti nelle università: quindi non è veramente "libera", come il Governo ha cercato di far credere alle ragazze e ai ragazzi che si accingono a iscriversi alla facoltà di medicina; purtroppo, "fatta la legge, trovato l'inganno";
lo svolgimento degli esami "secondo standard uniformi" non significa nulla e non è verosimile, la formulazione è vaga e rappresenta, di fatto, una delega in bianco: non si specifica come sarà formata la graduatoria di merito nazionale, né quali saranno i criteri per la sua formazione, con il risultato che il sistema di selezione, in assenza di qualsiasi criterio, potrebbe essere anche peggiore di quello attuale e produrre ulteriori sperequazioni;
il risultato è un percorso di accesso vago, opaco e incerto;
ai "contenuti" della delega, decisamente preoccupanti nel merito, si aggiunge l'assoluto caos creato dall'annuncio fatto dal Governo più e più volte che, già per il prossimo anno accademico, non ci sarebbero più stati i test di accesso a medicina;
a tutt'oggi le università statali non sanno come comportarsi, mentre molte università private hanno già pubblicato il calendario delle iscrizioni al test, con date fissate per i mesi di febbraio e marzo 2025;
i rettori di molte università statali non hanno ancora stabilito le date per i test di ingresso alle facoltà di medicina, lasciando nell'incertezza migliaia di famiglie e di studenti;
quindi, a oggi c'è una grande incertezza, dovuta al fatto che il Governo ha promesso l'abolizione del test di ingresso già per il prossimo anno accademico mentre il provvedimento è ancora all'esame del Parlamento e, ovviamente, non ci sono ancora i decreti attuativi;
secondo quanto riportato su "X", la Ministra in indirizzo ha dichiarato: "stiamo lavorando affinché le nuove regole entrino in vigore già dal prossimo anno accademico, mettendo al centro trasparenza, equità e merito. Superiamo un sistema di selezione ingiusto e iniquo e costruiamo un percorso che valorizzi davvero le competenze, puntando all'eccellenza formativa",
si chiede di sapere se la Ministra in indirizzo non ritenga opportuno e doveroso fare chiarezza sulla presenza o meno dei test di accesso per il prossimo anno accademico e sui tempi di attuazione della delega, nel rispetto di migliaia di studentesse e studenti e delle loro famiglie.
(3-01709)
CROATTI, NAVE, GAUDIANO - Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. - Premesso che:
il 23 settembre 2024, il ministro Lollobrigida, durante un incontro con la stampa a Bruxelles, ha annunciato l'impegno del Governo a favore degli agricoltori colpiti dall'alluvione in Romagna, promettendo fondi immediati, copertura totale dei danni e sostegno concreto;
ad oggi, la situazione appare difforme da quanto dichiarato. L'80 per cento delle 5.000 richieste di indennizzo presentate sono state respinte, lasciando migliaia di agricoltori senza risarcimento;
le cifre erogate a chi ha avuto accesso ai risarcimenti risultano irrisorie e lontane dalla copertura dei danni subiti, con casi di importi accreditati di pochi euro, una cifra offensiva per chi ha subito perdite ingenti;
i danni complessivi tra Romagna e altre province emiliane toccano ormai un miliardo di euro, mettendo in ginocchio migliaia di aziende agricole che, a distanza di oltre un anno dall'evento calamitoso, non hanno ricevuto il sostegno promesso e sono allo stremo;
considerato che:
"AgriCat", fondo mutualistico nazionale per la copertura dei danni catastrofali meteoclimatici alle produzioni agricole, ha mostrato evidenti criticità, specialmente per quanto riguarda i criteri adottati per la rilevazione e il riconoscimento dei danni, basati su rilevazioni satellitari "Copernicus" inadeguate per eventi catastrofali come quello in questione, in particolare per le aree appenniniche;
nonostante le criticità, si è deciso di insistere su "Agricat", con il risultato che la maggior parte delle imprese agricole, soprattutto in area appenninica, si sono viste negare qualsiasi indennizzo a causa della mancata rilevazione dei danni da frane e smottamenti da parte di "Agricat" stesso;
a seguito di numerose proteste, "Agricat" ha dovuto fare marcia indietro, sospendendo la validità delle lettere di rifiuto e riservandosi di rivedere i criteri di rilevazione e riconoscimento danni;
considerato infine che:
ad oggi la situazione per le aziende agricole dell'Appennino è rimasta identica, con le domande di indennizzo respinte a causa della mancata considerazione dei danni da frane e smottamenti;
alcune associazioni di categoria avrebbero affermato che non sarebbe più Agricat a gestire le domande di questi agricoltori, bensì la Regione Emilia-Romagna, ma tale passaggio non è stato comunicato ufficialmente,
si chiede di sapere:
quali siano le motivazioni per cui la maggior parte delle richieste di indennizzo presentate dagli agricoltori colpiti dall'alluvione in Romagna sono state respinte, e quali siano i criteri adottati per la concessione o il diniego dei risarcimenti, con particolare riferimento alle difficoltà riscontrate con "AgriCat" e ai parametri di rilevazione dei danni;
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle somme irrisorie che sono state effettivamente erogate ai pochi agricoltori che hanno ricevuto il risarcimento, e come giustifichi il fatto che queste cifre sono palesemente insufficienti a coprire i danni subiti, soprattutto alla luce delle promesse di copertura totale dei danni;
quali siano le misure concrete e immediate che intenda adottare per garantire agli agricoltori colpiti dall'alluvione un risarcimento adeguato e tempestivo, in linea con quanto promesso, e per evitare che situazioni simili possano ripetersi in futuro, con particolare riferimento all'eventuale coinvolgimento della Regione Emilia-Romagna nella gestione delle domande di indennizzo e alle modalità, istruttorie, criteri ed elaborazioni che verranno adottati;
se si intenda procedere il prima possibile all'erogazione di un primo parziale sostegno a titolo di anticipo, per tutte quelle aziende agricole dell'Appennino che si sono viste per la seconda volta rigettare la domanda da "Agricat", e quali siano i tempi previsti per l'erogazione di tale sostegno.
(3-01712)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
ROJC - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
con l'art. 81 della legge 30 dicembre 2024, n. 207, viene modificato l'art. 51, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (testo unico delle imposte sui redditi);
la nuova normativa stabilisce che i rimborsi ai lavoratori (tanto dipendenti, quanto autonomi) delle spese di vitto, alloggio, viaggio e trasporto mediante autoservizi pubblici non di linea, sostenute in occasione di missioni o trasferte, non concorrono a formare il reddito solo se i relativi pagamenti sono eseguiti mediante versamenti bancari, o postali, oppure tramite sistemi di pagamento elettronico;
dal 1° gennaio 2025 è pertanto necessario corredare i fogli di viaggio sia dei documenti giustificativi delle spese delle quali si chiede il rimborso (scontrini, ricevute fiscali, fatture, eccetera) e sia delle ricevute delle relative transazioni "tracciate" (carta di debito, carta di credito, bancomat o postamat, bonifico, eccetera);
in alternativa, nei documenti giustificativi delle spese deve risultare che i pagamenti sono avvenuti con modalità elettroniche;
da tale obbligo sono esonerati solamente gli acquisti di 2 biglietti di viaggio su mezzi di trasporto pubblico di linea (aereo, treno, bus, eccetera), mentre non è chiaro quale sia il trattamento dei rimborsi forfettari;
sempre per effetto di tale norma, qualora i lavoratori chiedessero i rimborsi senza allegare la prova dell'effettuazione dei pagamenti con modalità tracciate, gli importi dovuti a tale titolo incrementerebbero il reddito imponibile, ed i datori di lavoro sarebbero obbligati ad assoggettare i rimborsi a ritenuta fiscale e contributiva;
la norma porta inevitabilmente nocumento a numerose categorie di lavoratori autonomi e dipendenti, in quanto anziché ricevere i rimborsi delle spese sostenute riceveranno gli importi decurtati dall'IRPEF e dalle ritenute previdenziali e dalle trattenute alla fonte,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire per ristabilire la precedente normativa o, quantomeno, per prevedere un periodo congruo di transizione, per permettere alle amministrazioni e alle imprese di organizzarsi e recepire questa norma tesa evidentemente a ridurre l'utilizzo del denaro contante.
(4-01851)
BASSO - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:
l'articolo 13 del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104 ("decreto asset"), consente al Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle imprese e del made in Italy, di dichiarare di preminente interesse nazionale un programma di investimento estero in Italia di importo non inferiore a un miliardo di euro, prevedendo la possibilità di nominare un commissario straordinario di governo con poteri speciali per accelerare le procedure autorizzative;
tale norma è stata applicata per la prima volta il 27 settembre 2024 per il programma di investimento della società Silicon box e, per la seconda volta, il 29 novembre 2024, con la delibera del Consiglio dei ministri che ha riconosciuto di interesse strategico nazionale l'investimento di Amazon web services (AWS), pari a 1,2 miliardi di euro, destinato allo sviluppo di infrastrutture cloud in Italia;
considerato che:
la ratio della norma è quella di snellire e velocizzare l'iter autorizzativo per gli investimenti strategici, garantendo tempi certi e procedure semplificate attraverso il rilascio di un'autorizzazione unica da parte del commissario straordinario;
in contraddizione con gli obiettivi della norma, tuttavia, risultano esserci tempi estremamente lunghi per la nomina dei commissari straordinari, con il rischio di ritardi significativi nell'attuazione dei progetti e di conseguenza con effetti negativi sulla credibilità del Paese agli occhi degli investitori,
si chiede di sapere:
se non appaia contraddittorio e in aperta antitesi con l'obiettivo dell'articolo 13 del decreto-legge n. 104 del 2023 che l'attivazione delle procedure di accelerazione relative all'iter autorizzativo per gli investimenti strategici richiedano mesi prima di entrare nella fase operativa; se il Ministro in indirizzo abbia stimato quali siano gli effetti dei ritardi e quanti siano gli investimenti potenzialmente a rischio di realizzazione;
se si ritenga che l'articolo 13 del decreto-legge n. 104 del 2023 stia effettivamente garantendo tempi rapidi e certezza delle procedure; in caso contrario, se si intenda adottare misure correttive per assicurare che gli strumenti di accelerazione vengano attivati senza ritardi ingiustificati;
se intenda rendere noti quali siano gli esiti dell'applicazione della procedura per i progetti finora approvati;
quali iniziative intenda assumere, per quanto di competenza, al fine di garantire che l'Italia diventi realmente attrattiva per gli investimenti strategici, evitando che le stesse misure introdotte per velocizzare le procedure si trasformino in un ulteriore fattore di incertezza e rallentamento.
(4-01852)
MALPEZZI, ALFIERI, BAZOLI, MIRABELLI, TAJANI, CAMUSSO, FURLAN, RANDO, ROJC, GIACOBBE, DELRIO - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:
il Ministero delle imprese e del made in Italy ha annunciato l'emissione di una serie tematica di francobolli dedicata alle eccellenze del patrimonio culturale italiano, con particolare attenzione alle rievocazioni storiche;
tra gli eventi inizialmente selezionati figuravano il palio di Siena, il palio di Asti, il palio dei normanni di Piazza Armerina (Enna), la giostra del saracino di Arezzo e le giostre della quintana di Foligno (Perugia) e di Ascoli Piceno;
sorprendentemente, in un primo momento non era stato incluso il palio di Legnano (Milano), una delle rievocazioni storiche più importanti d'Italia, che affonda le sue radici nel 1176 e rievoca la celebre battaglia di Legnano, episodio di fondamentale rilievo nella storia del nostro Paese;
il palio di Legnano rappresenta un evento di grande richiamo turistico e culturale per la Lombardia e per l'intero Paese, coinvolgendo migliaia di persone tra figuranti, volontari e spettatori, con un impatto economico e promozionale significativo per il territorio;
tale iniziale esclusione aveva suscitato perplessità e preoccupazione tra gli organizzatori e le istituzioni locali, che si erano prontamente attivate per chiedere il riconoscimento dell'evento;
solo dopo un immediato intervento da parte del consiglio di amministrazione della fondazione Palio di Legnano, il Ministero, lo scorso 21 gennaio, ha annunciato l'inserimento del palio nella serie filatelica con emissione prevista per maggio 2025, riconoscimento importante per la città di Legnano per cui è giusto ringraziare il Ministro in indirizzo per il suo impegno,
si chiede di sapere:
come sia stato possibile escludere in prima istanza un evento di tale rilevanza storica e culturale, e con quali modalità si sia poi giunti al suo inserimento in un secondo momento;
quali siano stati i criteri specifici adottati dal Ministero per la selezione delle rievocazioni storiche inserite nella serie tematica "le eccellenze del patrimonio culturale italiano" e per quale motivo il palio di Legnano sia stato inizialmente escluso dalla selezione; se si intenda rivedere i meccanismi di selezione per garantire maggiore trasparenza e tutela delle manifestazioni di rilevanza nazionale.
(4-01853)
LOREFICE - Al Ministro della cultura. - Premesso che:
il castello svevo di Gela (Caltanissetta), detto "castelluccio", è un importante sito culturale siciliano che si erge su una collina di gesso che domina la città di Gela e il mare antistante;
il sito è stato classificato dalla Soprintendenza per i beni culturali quale immobile di rilevante interesse storico: "esempio di edilizia fortificata risalente al periodo svevo, rappresenta una rara testimonianza dell'età medievale della storia di Gela e delle campagne circostanti in quanto elemento indispensabile di un sistema di fortificazioni che avevano consentito il controllo strategico della piana di Gela";
a seguito dell'abbandono dei secoli scorsi e dei bombardamenti degli alleati nel 1943, nel 1988 il Governo regionale aveva avviato un cantiere di restauro al fine di mettere in sicurezza la struttura;
il 22 febbraio 1992 la società Finanziaria agricola industriale S.p.A. aveva citato in giudizio l'Assessorato regionale per il turismo e quello per i beni culturali per l'illegittima occupazione del sito, rivendicandone la proprietà;
il 7 aprile 1999 la causa era stata posta in decisione e, con sentenza non definitiva del 22 febbraio 2002, il Tribunale di Caltanissetta ha dichiarato il difetto di legittimazione passiva dell'Assessorato per i beni culturali, disponendone l'estromissione dal giudizio, mentre, in accoglimento della domanda della società, condannava l'Assessorato per il turismo al risarcimento del danno derivato dall'occupazione del castello e del fondo adiacente;
gli Assessorati coinvolti hanno fatto ricorso in appello contro la sentenza il 17 febbraio 2007 lamentando la mancanza della prova della legittimazione attiva della società Finanziaria agricola industriale ma la Corte d'appello di Caltanissetta, con sentenza n. 684 del 13 settembre 2010, ha rigettato il ricorso; tuttavia, la Regione Siciliana continua a rivendicare la proprietà del bene;
considerato che:
l'interrogante si è rivolto in data 9 agosto 2023 al Dipartimento regionale finanze e credito, servizio 6 demanio e patrimonio indisponibile, ricevendo in riscontro la nota prot. 48115 del 13 settembre nella quale il servizio ha risposto che dalla sentenza citata si evinceva che "il progetto di espropriazione del bene è stato promosso dall'Assessorato regionale del Turismo, tanto che lo stesso viene condannato al risarcimento dei danni in favore della proprietà per l'occupazione del Castello Svevo di Gela e dei terreni su cui insiste, non essendo intervenuto li provvedimento di espropriazione definitiva";
successivamente, il 4 ottobre, l'interrogante si è rivolto all'Assessorato per il turismo chiedendo tutta la documentazione in possesso riguardo al "castelluccio" con particolare al titolo di proprietà. In aggiunta, al fine di facilitare la ricerca documentale e a seguito di una richiesta da parte della struttura regionale, l'interrogante ha inviato la sentenza citata al servizio 4 dell'Assessorato stesso, il quale in data 17 novembre ha riscontrato che "sulla base della documentazione integrativa trasmessa, il Servizio 4 ha non ha reperito, dall'archivio corrente, nessun Atto o documentazione riconducibile alla Sua richiesta" e per tale motivo ha inoltrato la richiesta al "Servizio Cooperazione interistituzionale per la Promozione del Territorio regionale e dello Sviluppo del Turismo, competente in materia" che, ad oggi, non ha riscontrato la richiesta;
in data 13 ottobre 2023 l'interrogante ha inviato analoga richiesta all'Assessorato per i beni culturali della Regione, il quale ha riscontrato in data 25 ottobre con nota prot. 6134 allegando la risposta del servizio demanio del Dipartimento delle finanze della Regione, che risultava essere la stessa ricevuta dall'interrogante nel settembre 2023. Da ultimo, in data 28 novembre, l'interrogante ha inviato richiesta di accesso agli atti alla Soprintendenza di Caltanissetta chiedendo copia di tutto il materiale relativo agli interventi fatti sul castelluccio di Gela dagli anni '80 ad oggi, richiesta rimasta ancora senza riscontro;
considerato infine che, nel caso in cui la proprietà del bene risultasse in capo alla società Finanziaria agricola industriale, la Regione sarebbe intervenuta con risorse pubbliche su un bene privato, seppure per garantirne la conservazione,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;
se non ritenga opportuno un approfondimento tecnico o un'attività ispettiva in modo da far luce su quanto esposto e appurare se il bene sia di proprietà pubblica o privata.
(4-01854)
(già 3-00839)
MAGNI - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:
in data 13 febbraio 2025, la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani si è riunita per lo svolgimento dell'audizione di Antonella Napoli, giornalista, sul caso dell'ambasciatore Luca Attanasio, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui livelli e i meccanismi di tutela dei diritti umani in Italia e nella realtà internazionale;
Antonella Napoli, giornalista e autrice di un libro inchiesta sul delitto di Luca Attanasio, ambasciatore d'Italia presso la Repubblica democratica del Congo assassinato il 22 febbraio 2021, ha ripercorso le tragiche circostanze nelle quali persero la vita, durante un agguato in Congo, lo stesso ambasciatore, il carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e l'autista congolese Mustapha Milambo;
in particolare, ha ricordato come per le autorità congolesi si sia trattato di un tentativo di sequestro a scopo di estorsione "finito male"; tuttavia, le successive indagini, le testimonianze raccolte sul posto e le informazioni documentate fornite da militari e inquirenti che avevano per primi indagato sull'uccisione di Attanasio, Iacovacci e Milambo sembrerebbero far emergere una verità diversa: l'attacco era premeditato, non un episodio estemporaneo con un obiettivo casuale;
tale tesi risulterebbe, peraltro, avvalorata dall'emersione di nuovi elementi e testimonianze che farebbero riferimento ad atti di corruzione relativi al rilascio di visti e passaporti da parte dell'ambasciata d'Italia nella Repubblica del Congo, oltre alla sottrazione di fondi dell'ambasciata destinati a progetti del World food programme;
sul caso, va ricordato, nessuna ricostruzione convincente dei fatti è stata prodotta, nessun processo si è celebrato nel nostro Paese, malgrado i capi d'imputazione, nessuna iniziativa del Governo italiano volta a rimuovere gli ostacoli per l'accertamento della verità è stata intrapresa,
sul caso Attanasio, l'interrogante aveva già presentato un'interrogazione parlamentare in data 26 settembre 2023 (4-00721), senza tuttavia ricevere mai risposta,
si chiede di sapere, anche alla luce dell'emersione di nuovi elementi e testimonianze: 1) quali motivazioni abbiano portato il Governo a non costituirsi "parte civile" nel processo in corso presso il Tribunale di Roma; 2) se il Ministro in indirizzo non ritenga di intraprendere iniziative diplomatiche urgenti affinché si ottenga finalmente verità e giustizia sugli omicidi di Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo.
(4-01855)
LOMBARDO - Ai Ministri dell'università e della ricerca e della salute. - Premesso che:
le istituzioni universitarie non statali possono essere autorizzate dal Ministero dell'università e della ricerca a rilasciare titoli aventi valore legale, al termine di percorsi di studio conformi agli standard minimi nazionali. L'autorizzazione viene rilasciata a seguito di valutazione positiva dell'ordinamento didattico e della certificazione della qualità della docenza impiegata, nonché dei requisiti di sostenibilità economica e di adeguatezza della sede da parte dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR). Il possesso di tali requisiti viene verificato periodicamente ai fini della conferma del riconoscimento ministeriale;
la procedura di accreditamento iniziale dei corsi di studio è disciplinata da decreto legislativo n. 19 del 2012, dal decreto ministeriale n. 1154 del 14 ottobre 2021 e dal decreto ministeriale n. 289 del 25 marzo 2021 e il decreto direttoriale n. 2711 del 22 novembre 2021;
il Ministero ha pubblicato il 20 dicembre 2023 la nota n. 25514 contenente le indicazioni operative relative all'accreditamento iniziale dei nuovi corsi di studio 2024/2025 prevedendo sia le tempistiche che la documentazione che gli atenei sono tenuti a rispettare ai fini della valutazione prima del consiglio universitario nazionale (CUN) e poi dell'ANVUR;
considerato che:
l'articolo 4, comma 3, del decreto ministeriale n. 1154 recita: "L'accreditamento di nuovi corsi di studio può essere concesso anche a fronte di un piano di raggiungimento dei requisiti di docenza secondo quanto previsto dall'Allegato A e che si completi entro la durata normale del corso assicurando una presa di servizio dei docenti di riferimento in stretta relazione al numero di anni di corso da attivare secondo quanto riportato nell'allegato A; tale piano deve essere approvato dagli organi di governo e valutato positivamente dal NUV. In questo caso, o anche qualora siano già presenti piani di raggiungimento per corsi accreditati negli anni precedenti, l'accreditamento e l'istituzione di nuovi corsi può essere proposto nel limite massimo del 2 per cento dell'offerta formativa già accreditata e in regola con i requisiti di docenza";
l'articolo 8, comma 7, del decreto legislativo n. 19 del 2012 recita: "Il Ministro, con proprio decreto, concede ovvero nega l'accreditamento, su conforme parere dell'ANVUR. Il decreto è trasmesso all'università richiedente e al nucleo di valutazione della stessa in tempo utile per l'avvio dell'anno accademico successivo a quello in corso e, comunque, non oltre la data del 15 giugno che precede l'avvio dell'anno accademico";
ai fini dell'accreditamento dei nuovi corsi di laurea, la nota ministeriale n. 25514 del 20 dicembre 2023 fissa al 28 marzo 2024 il termine ultimo per presentare la documentazione necessaria ai fini della valutazione da parte dell'ANVUR;
rilevato che la "Link campus university" ha presentato, come risulta dal sito internet dell'ateneo, l'accreditamento dei seguenti nuovi corsi di laurea: a) per la sede di Roma, il corso di laurea in infermieristica, fisioterapia, tecnico di laboratorio biomedico e tecnico di radiologia medica e per immagini; b) per la sede di Città di Castello (Perugia), il corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria e il corso di laurea in infermieristica, in fisioterapia e osteopatia;
verificato che:
i corsi di laurea in infermieristica, fisioterapia, tecnico di laboratorio biomedico e tecnico di radiologia medica e per immagini della sede di Roma risultano accreditati secondo quanto riportato nel sito internet dell'ateneo;
i corsi di laurea in infermieristica, fisioterapia, osteopatia e odontoiatria della sede di Città di Castello risultano in fase di accreditamento (sempre dalla stessa fonte),
si chiede di sapere:
se la Link campus abbia presentato entro il termine ultimo consentito del 28 marzo 2024 il parere positivo del presidente della Regione Umbria per il nuovo corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria presso la sede decentrata di Città di Castello;
se entro il medesimo termine del 28 marzo 2024 abbia presentato per i nuovi corsi di laurea delle professioni sanitarie il protocollo o lo schema di convenzione tra università e Regione che regola i rapporti in materia di attività sanitarie svolte per conto del servizio sanitario sia per i corsi della sede di Roma che per i corsi della sede di Città di Castello nel rispetto della normativa vigente;
se abbia presentato un numero di docenti in servizio alla data del 28 marzo 2024 tali da soddisfare i requisiti di docenza necessari per tutti i nuovi corsi di laurea presentati. Quale sia l'elenco dei docenti di riferimento per ciascun nuovo corso di laurea presentato poiché appare evidente che in mancanza l'ateneo avrebbe potuto presentare un solo corso di laurea ai sensi del decreto ministeriale n. 1154 (art. 4, comma 3);
se i corsi di laurea in infermieristica, fisioterapia, tecnico di laboratorio biomedico e tecnico di radiologia medica e per immagini della sede di Roma risultino effettivamente accreditati poiché sul sito dell'ANVUR (per quanto risulta all'interrogante come è consuetudine dell'Agenzia, che con disprezzo del suo ruolo non pubblica che pochi documenti e in grande ritardo) non è pubblicata alcuna delibera che attesti una valutazione positiva da parte di quest'ultimo. Quale sia il decreto ministeriale di accreditamento dei suddetti corsi di studio;
se la valutazione dei corsi di laurea in infermieristica, fisioterapia, osteopatia e odontoiatria della sede di Città di Castello si sia conclusa con una valutazione negativa oppure sia ancora in essere, anche se in quest'ultimo caso i tempi previsti dalla valutazione sono ampiamente superati, visto quanto previsto dal decreto legislativo n. 19 del 2012 che fissa al 15 giugno il termine ultimo per il decreto ministeriale di accreditamento dei nuovi corsi di studio. Qualora invece l'iter sia ancora in essere, quali siano le ragioni di tale ritardo e le ragioni che hanno concesso di fatto solo alla Link campus tempi "a la carte".
(4-01856)
MANCA, GIORGIS, FRANCESCHELLI, NICITA, VERDUCCI, ZAMBITO, ROJC, FURLAN, TAJANI, MALPEZZI, CAMUSSO, DELRIO, VALENTE, RANDO, PARRINI, IRTO, FINA, MARTELLA - Ai Ministri per la protezione civile e le politiche del mare e dell'interno. - Premesso che:
da notizie di stampa si apprende che migliaia di documenti in possesso del commissario straordinario relativi alla vicenda dell'alluvione in Emilia-Romagna sarebbero stati trasmessi dal commissario straordinario generale Figliuolo e da un suo collaboratore alla privata cittadina, Elena Ugolini, candidata alle elezioni a presidente della Regione Emilia-Romagna. Insieme alla documentazione le è stata altresì fornita la possibilità di accedere a molti documenti della Regione;
Elena Ugolini, in pubbliche riunioni, si sarebbe resa disponibile a sua volta a mettere a disposizione la suddetta documentazione a qualsiasi cittadino interessato;
tali fatti sarebbero confermati da un incontro tenutosi nella cittadina di Faenza, in data 12 ottobre 2024, alla presenza di non ben precisati rappresentanti degli alluvionati dell'Emilia-Romagna, di cittadini e della stampa locale. In tale circostanza, la candidata Ugolini, come riportato da un verbale reso pubblico, avrebbe aperto la riunione affermando pubblicamente che "il Generale Figliuolo e il Tenente Colonnello Martella le hanno mandato migliaia di documenti, così come è riuscita ad avere accesso a tanti documenti anche della Regione, per cui è disponibile a metterli a disposizione in caso di richiesta";
non appare chiaro allo stato attuale quale sia la natura dei documenti che Figliuolo e Martella avrebbero messo a disposizione della privata cittadina Ugolini, e da questa ai comitati e ai cittadini richiedenti, e se riguardino anche atti delle amministrazioni pubbliche centrali, degli enti locali e della Regione per i quali vige una specifica procedura d'accesso,
si chiede di sapere:
se il Governo intenda tempestivamente verificare i fatti esposti e appurare se il commissario straordinario Figliuolo e il tenente colonnello Martella abbiano trasmesso alla privata cittadina Elena Ugolini documenti e atti riguardanti l'alluvione del 2023 in Emilia-Romagna e per quali finalità abbiano posto in essere tale iniziativa;
qualora i fatti corrispondano al vero, se intenda rendere note le tipologie di atti e documenti messi a disposizione di privati cittadini e se riguardino anche atti delle amministrazioni pubbliche centrali, degli enti locali e della Regione, per i quali vige una specifica procedura d'accesso agli atti;
quali misure intenda adottare al fine di evitare che si verifichino nuovamente fatti simili a quelli descritti.
(4-01857)
(già 3-01428)
MUSOLINO - Ai Ministri delle imprese e del made in Italy, dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
la STMicroelectronics NV (STM) è una multinazionale italo-francese quotata alla borsa di Parigi, New York e Milano, che opera dal 1987 nel campo dei semiconduttori, rappresentando una fra le maggiori società attive settore a livello mondiale;
il controllo relativo è detenuto da STMicroelectronics holding NV, mentre per il 13 per cento le quote sono detenute dal Ministero dell'economia e delle finanze italiano e altrettanti da veicoli societari facenti capo alla Francia;
l'industria dei semiconduttori rappresenta un comparto fondamentale per la competitività europea, in quanto componente essenziale per rafforzare la sovranità tecnologica e l'indipendenza strategica dell'industria europea in settori quali automotive, automatizzazione industriale, intelligenza artificiale e l'internet of things;
i semiconduttori sono inoltre essenziali per la digitalizzazione e per la transizione ecologica, poiché alimentano le infrastrutture di comunicazione a 5G, le energie rinnovabili e le tecnologie per l'efficienza energetica;
in Italia STM impiega oltre 12.000 unità di personale altamente specializzato, suddivise tra i due principali siti di Catania e Agrate Brianza (Monza e Brianza), Aosta, Napoli, Palermo, Lecce, Pisa e Pavia;
la sede STM di Catania impiega oltre 5.000 dipendenti, rappresentando la più grande realtà industriale nel Centro-Sud Italia nel settore della produzione di semiconduttori e tecnologia al silicio;
il sito catanese, grazie anche alla sua attività di ricerca e sviluppo, rappresenta un enorme bacino di opportunità tanto per l'azienda quanto per i giovani ricercatori siciliani grazie alla stretta collaborazione con i diversi dipartimenti "STEM" dell'università di Catania;
STM ha ricevuto un finanziamento di 292,5 milioni di euro a valere sui fondi PNRR e di circa 2 miliardi di fondi derivanti dal "Chips act", il pacchetto legislativo europeo sui semiconduttori, approvato l'8 febbraio 2022 dalla Commissione europea. A fronte di tali finanziamenti, il Ministro delle imprese e del made in Italy aveva dichiarato un piano assunzionale di circa 3.000 unità di personale;
la multinazionale aveva stimato per il 2024 un fatturato di 17 miliardi di euro, in linea con quello dell'anno precedente. Il contesto congiunturale ha però rivisto il raggiungimento degli obiettivi di fatturato, attestatosi a 13 miliardi di dollari. Sebbene positivo, il fatturato è risultato inferiore alle attese;
STM ha recentemente annunciato un piano di cassa integrazione a zero ore per circa due settimane tra marzo e aprile e un piano di prepensionamenti che prevede l'assunzione di una nuova unità ogni tre pensionamenti, un numero molto inferiore rispetto alle aspettative iniziali;
per tali ragioni si registra una profonda preoccupazione per il futuro occupazionale e per la sostenibilità a lungo termine delle attività produttive nel sito di Catania, specialmente alla luce della notevole partecipazione statale nella compagine societaria,
si chiede di sapere:
quali misure si intenda adottare per sostenere e rafforzare il polo industriale di Catania, evitando un possibile ridimensionamento che avrebbe gravi ripercussioni economiche e sociali;
se vi sia l'intenzione di convocare presso il Ministero delle imprese e del made in Italy un tavolo di confronto con le parti sociali e la STMicroelectronics per discutere e definire un piano industriale che chiarisca le future strategie di sviluppo e investimento, non solo relative al nuovo impianto ma anche alle altre linee di produzione.
(4-01858)
LOPREIATO, PIRRO - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
gli Istituti a custodia attenuata per le detenute madri (ICAM), istituiti con legge 21 aprile 2011, n. 62, sono strutture penitenziarie destinate alla detenzione di donne con figli a carico, che svolgono un ruolo fondamentale nel garantire il mantenimento dei legami familiari e nel favorire il reinserimento sociale delle detenute. Questi istituti sono infatti pensati per garantire una custodia meno severa rispetto agli altri penitenziari, consentendo alle madri di scontare la pena in un contesto che permetta loro di mantenere la relazione con i propri bambini e di partecipare a percorsi educativi e riabilitativi;
in Italia, prima della chiusura dell'ICAM di Lauro (Avellino), esistevano solo quattro strutture del genere, sparse su tutto il territorio nazionale. La chiusura dell'ICAM di Lauro, l'unico istituto di questo tipo nel Mezzogiorno, ha di fatto ridotto drasticamente la disponibilità di queste strutture del 25 per cento, essendo rimaste attive solo quelle di Milano, Torino e Venezia. Questa condizione crea un grave vuoto nel centro e sud Italia, costringendo le detenute e i loro figli a essere trasferiti a centinaia di chilometri dalle loro case, interrompendo così i legami familiari e creando ulteriori difficoltà per il reinserimento sociale e professionale delle donne detenute;
la presenza degli ICAM nelle diverse aree geografiche è cruciale per garantire a tutte le detenute, indipendentemente dalla loro provenienza, pari opportunità di accesso a percorsi di recupero e reintegrazione, rispettando i loro diritti e quelli dei loro bambini. Il sistema degli ICAM rappresenta una risorsa per il Paese, contribuendo a ridurre la recidiva e a migliorare le condizioni di vita delle detenute e dei minori coinvolti. La chiusura dell'unico istituto nel Mezzogiorno, dunque, non solo penalizza le donne e i bambini che vi erano ospitati, ma crea anche un pericoloso squilibrio nell'offerta di strutture adeguate all'intero territorio nazionale;
la decisione di chiudere l'ICAM di Lauro, presa con modalità rapide e senza una chiara comunicazione delle motivazioni, non solo ha interrotto un percorso riabilitativo avviato, ma ha anche vanificato ingenti investimenti effettuati per la ristrutturazione della struttura, risalenti al 2016. Inoltre, il trasferimento delle detenute è stato effettuato in un momento particolarmente critico, ossia nel pieno dell'anno scolastico, privando i bambini della possibilità di continuare la loro formazione educativa e di mantenere una quotidianità stabile,
si chiede di sapere:
quali siano le motivazioni che hanno portato alla chiusura dell'ICAM di Lauro e se siano stati presi in considerazione gli effetti di tale scelta sulle detenute e sui loro figli, così come le possibili ripercussioni sociali e familiari;
se siano state valutate alternative valide per la tutela dei diritti delle detenute madri, considerando che il trasferimento a centinaia di chilometri di distanza non consente il mantenimento dei legami familiari e impedisce l'efficacia dei programmi di reinserimento territoriale;
se siano previsti interventi concreti per garantire il rispetto dei diritti umani delle detenute e dei minori coinvolti, e come si intenda procedere per tutelare l'integrità dei progetti educativi e riabilitativi già avviati;
quali siano le politiche in atto per evitare che simili decisioni, che pregiudicano il benessere delle persone più vulnerabili, possano ripetersi in futuro, e se non si ritenga necessario un ripensamento complessivo della gestione delle strutture penitenziarie, anche alla luce dei recenti sviluppi negativi nel settore della giustizia.
(4-01859)
GUIDOLIN, MAZZELLA - Ai Ministri per la pubblica amministrazione e dell'interno. - Premesso che, a giudizio degli interroganti:
il corpus normativo che ha dettato le regole per la riforma della pubblica amministrazione dal 1992 in poi ha determinato, nel periodo in riferimento, una nuova declinazione del principio costituzionale di buon andamento, il cui focus fosse rappresentato da un sistema di regole che consentissero dinamiche organizzative e funzionali centrate sulla prefigurazione di obiettivi da raggiungere e sulla predisposizione di strumenti idonei per realizzarli e per misurarne il grado di raggiungimento, allo scopo di avere pubbliche amministrazioni "orientate al risultato" e dove l'aspetto dell'adempimento legittimo, pur evidentemente indeclinabile, fosse strumentale e servente rispetto alla finalità principale;
occorre evidenziare una criticità del processo di riforma che ne ha, nel tempo, determinato una progressiva inefficacia: pur nel riconoscere un ruolo "strategico" alla funzione di controllo, è importante infatti affermare l'esigenza di un allineamento "valoriale" tra la mission e il controllo, poiché l'attività di controllo esercita un'importante funzione di "orientamento" delle scelte e dei comportamenti;
un controllo di tipo eccessivamente "orientato all'adempimento" genera deresponsabilizzazione rispetto ai risultati da conseguire, mentre un controllo sul presidio delle funzioni o sui risultati genera motivazione e responsabilizzazione; da ciò discende la necessità che gli strumenti e gli organi di controllo siano strettamente finalizzati alla realizzazione delle finalità istituzionali, allo scopo di rafforzarne il conseguimento;
non è stata questa la direzione presa dagli interventi normativi sul controllo i quali, soprattutto negli ultimi anni, hanno visto crescere il loro tasso di "orientamento all'adempimento" con effetti che in alcuni casi sono diventati paralizzanti dell'attività o, comunque, si sono riverberati non positivamente sull'"orientamento al risultato" delle pubbliche amministrazioni, senza peraltro riuscire a garantire efficacemente il miglioramento del tasso di legalità e di legittimità della loro attività;
il principio di imparzialità e quello di buon andamento, che la Costituzione ha concepito e voluto sinergici, si sono trovati progressivamente a risultare quasi antinomici e per le pubbliche amministrazioni si è generato un dilemma di natura paradossale, quello tra adempiere o funzionare, dilemma il cui risultato è una crescente caduta dell'efficacia dell'azione amministrativa, in piena contraddizione con le finalità di tutti gli interventi riformatori;
per gli enti locali si è avuta nel tempo una proliferazione poco coordinata di obiettivi che non consente una programmazione funzionale. In particolare, l'articolo 170 del decreto legislativo n. 267 del 2000 prevede (in modo confuso) che gli enti locali sono tenuti a predisporre il documento unico di programmazione (DUP) che al suo interno, con riferimento al principio contabile, si articola in una "sezione strategica" e una "sezione operativa", ciascuna delle quali contiene "obiettivi"; il piano integrato di attività e organizzazione (PIAO), introdotto con il decreto-legge n. 80 del 2021, prevede, oltre agli obiettivi di valore pubblico, anche obiettivi programmatici e strategici della performance, di performance individuale, di performance organizzativa, formativi, di reclutamento, di contrasto alla corruzione, di semplificazione e di accessibilità; la risoluzione adottata dall'Assemblea generale ONU il 25 settembre 2015 ha individuato 17 obiettivi di sostenibilità racchiusi all'interno della denominazione dell'agenda 2030; il decreto legislativo n. 33 del 2013, all'art. 14, prevede obiettivi di trasparenza; l'articolo 5 del decreto legislativo n. 150 del 2009 ("riforma Brunetta") prescrive, al comma 1, che gli obiettivi si articolano in generali e specifici; l'articolo 9 prescrive obiettivi di settore e individuali e contiene l'espressione "altri obiettivi specifici individuati nel contratto"; la commissione ARCONET raccomanda un'articolazione in tre livelli: indirizzi strategici, obiettivi strategici e obiettivi operativi; l'agenda digitale come è noto ha previsto ulteriori obiettivi di inclusione che peraltro utilizzano la stessa espressione, obiettivi di accessibilità, sia per esprimere la facilitazione nell'utilizzo dei servizi informatizzati, sia l'accesso ai servizi da parte delle persone disabili; l'articolo 169 del decreto legislativo n. 267 del 2000 prescrive l'adozione del piano esecutivo di gestione (PEG) con obiettivi di gestione;
le tipologie di obiettivi negli anni sono cresciute per effetto di una stratificazione conseguente a interventi succedutisi nel tempo che non hanno tenuto conto delle esigenze del sistema nel suo complesso o non hanno creato un sistema realmente integrato e funzionale rendendo la programmazione un sistema aggrovigliato che tradisce la sua funzione;
è sufficiente leggere i piani integrati di attività e organizzazione o i piani delle performance per realizzare che si tratta di documenti esageratamente corposi e difficilmente comprensibili al cittadino, a cui dovrebbero rivolgersi. Peraltro, non è da escludere che lo siano anche per gli stessi operatori che, in considerazione di ciò, non utilizzano gli strumenti di programmazione per orientare la propria azione, ma come adempimento iniziale e strumento di valutazione;
a fronte di un ingente impegno nella fase di programmazione, che può spingersi fino alla seconda metà dell'anno, non vi è una corrispondente attenzione per la fase di rendicontazione, né vi è un modello strutturato e minimamente corrispondente alla programmazione;
la stessa ANAC insiste sulla predisposizione del piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza (PTPC), ma poi richiede una "relazione annuale" in un semplice foglio di calcolo in cui interroga sui reati e sulle violazioni, non sull'attuazione del piano;
considerato che, a parere degli interroganti:
la soluzione a queste problematiche potrebbe essere quella di creare un sistema snello e integrato, comprensibile e utile, che dia importanza sia alla programmazione che alla rendicontazione, articolato nei seguenti livelli: 1) livello strategico: agenda 2023 e obiettivi di valore pubblico; 2) livello di indirizzo politico: priorità e ambiti di intervento; 3) livello programmatico: elencazione dei programmi di mandato (collegati al documento unico di programmazione); 4) livello operativo: elencazione degli obiettivi operativi (performance e piano esecutivo di gestione), con indicatori che alimentano il controllo di gestione;
la rendicontazione, allo stesso modo, dovrebbe essere obbligatoria e resa pubblica, secondo lo stesso schema, con la validazione da parte degli organismi indipendenti di valutazione (OIV) e la possibilità per i cittadini di comunicare proposte, osservazioni o rilievi prima di renderla efficace e idonea per la valutazione;
questo modello (che già molti enti utilizzano, per ragioni di sopravvivenza funzionale) potrebbe essere definito intervenendo sul decreto legislativo n. 150 del 2009 e sul testo unico degli enti locali e consentirebbe di avere un sistema omogeneo di performance e rendicontazione comune all'intero Paese,
si chiede di sapere se, per quanto di propria competenza, i Ministri in indirizzo abbiano intrapreso, o abbiano intenzione di intraprendere, senza ulteriore indugio, iniziative normative di razionalizzazione e semplificazione in tal senso, atte a risolvere le criticità evidenziate.
(4-01860)
Interrogazioni, già assegnate a Commissioni permanenti, da svolgere in Assemblea
L'interrogazione 3-00431 della senatrice Malpezzi ed altri, precedentemente assegnata per lo svolgimento alla 10ª Commissione permanente (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), sarà svolta in Assemblea, in accoglimento della richiesta formulata in tal senso dall'interrogante;
L'interrogazione 3-01135 del senatore Parrini ed altri, precedentemente assegnata per lo svolgimento alla 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione), sarà svolta in Assemblea, in accoglimento della richiesta formulata in tal senso dall'interrogante;
L'interrogazione 3-01687 della senatrice Naturale ed altri, precedentemente assegnata per lo svolgimento alla 9ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare), sarà svolta in Assemblea, in accoglimento della richiesta formulata in tal senso dall'interrogante.
Interrogazioni, da svolgere in Commissione
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti:
9ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare):
3-01708 della senatrice Naturale ed altri, sul sistema di rilevazione dei danni all'agricoltura causati da siccità e maltempo;
10ª Commissione permanente (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale):
3-01711 del senatore Sensi ed altri, sull'efficacia della legge sull'oblio oncologico.