Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 269 del 04/02/2025
Azioni disponibili
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIX LEGISLATURA ------
269a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
MARTEDÌ 4 FEBBRAIO 2025
_________________
Presidenza del vice presidente RONZULLI
N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Civici d'Italia-UDC-Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare: Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-Il Centro-Renew Europe: IV-C-RE; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: LSP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-PATT, Campobase): Aut (SVP-PATT, Cb); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS; Misto-Azione-Renew Europe: Misto-Az-RE.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente RONZULLI
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 17,01).
Si dia lettura del processo verbale.
MURELLI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 29 gennaio.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Comunicazione, ai sensi dell'articolo 77, secondo comma, della Costituzione, della presentazione di disegno di legge di conversione di decreto-legge (ore 17,03)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca: «Comunicazione, ai sensi dell'articolo 77, secondo comma, della Costituzione, della presentazione di disegno di legge di conversione di decreto-legge».
Comunico che in data 30 gennaio 2025 è stato presentato il seguente disegno di legge:
dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro delle imprese del made in Italy:
«Conversione in legge del decreto-legge 30 gennaio 2025, n. 5, recante misure urgenti per il riesame dell'autorizzazione integrata ambientale per gli impianti di interesse strategico» (1366).
Sui lavori del Senato
PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha approvato modifiche e integrazioni al calendario corrente e il nuovo calendario dei lavori fino all'8 maggio.
Nella giornata di domani, alle ore 15,30, con trasmissione diretta televisiva, si svolgerà in Aula l'informativa dei Ministri dell'interno e della giustizia in merito alla vicenda del cittadino libico Najeem Osema Almasri Habish. I Gruppi potranno intervenire per cinque minuti, il Gruppo Misto per otto minuti.
La prossima settimana sarà discusso il decreto-legge su disposizioni in materia di termini normativi. Terminata la discussione generale, si è stabilito che - secondo quanto anticipato dal Governo - dopo l'eventuale posizione della questione di fiducia, si procederà direttamente alle dichiarazioni di voto, alle quali seguirà la chiama.
Il calendario della settimana prevede, inoltre, la discussione dei disegni di legge per l'aggiornamento della delega in materia di intermediazione finanziaria e per la dichiarazione di monumento nazionale del Palazzo Fortunato in Rionero in Vulture, dalla sede redigente.
Sempre la prossima settimana saranno altresì discusse le mozioni già calendarizzate e non concluse.
Gli argomenti all'ordine del giorno saranno trattati secondo quanto disposto dalla Presidenza, in ragione dell'andamento dei lavori delle competenti Commissioni.
Il Parlamento in seduta comune è convocato giovedì 13 febbraio, alle ore 9,30, per l'elezione di quattro giudici della Corte costituzionale. Voteranno per primi gli onorevoli senatori.
Nelle successive settimane, oltre all'eventuale seguito degli argomenti non conclusi, saranno discussi: decreti-legge in materia di cultura e su situazioni di particolare emergenza e attuazione del PNRR, dal 18 al 20 febbraio; legge di delegazione europea 2024 e connessa relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, dal 25 al 27 febbraio; decreto-legge per la continuità produttiva ed occupazionale degli impianti ex ILVA e, ove concluso dalla Commissione, disegno di legge di interpretazione autentica in materia urbanistica ed edilizia, dal 4 al 6 marzo; disposizioni in materia di spoglie mortali delle vittime di omicidio e, dalla sede redigente, responsabilità dei componenti del collegio sindacale e prestazioni sanitarie, dall'11 al 13 marzo; intelligenza artificiale, collegato alla manovra di finanza pubblica, dal 18 al 20 marzo; ratifiche di accordi internazionali e, dalla sede redigente, legge quadro in materia di interporti e disegno di legge per l'abrogazione di atti normativi prerepubblicani, dal 1° al 3 aprile; legge quadro in materia di ricostruzione post-calamità e disegno di legge in materia di valorizzazione e promozione della ricerca, dall'8 al 10 aprile; modifiche alla disciplina della magistratura onoraria, collegato alla manovra di finanza pubblica, dal 15 al 16 aprile; ove presentata dal Governo, relazione di monitoraggio sull'attuazione del Piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine, dal 23 al 24 aprile con eventuale seguito dal 28 aprile al 2 maggio (quest'ultima settimana sarà altrimenti riservata ai lavori delle Commissioni); semplificazione normativa, collegato alla manovra di finanza pubblica e, ove concluso dalle Commissioni, disegno di legge su disposizioni in materia di morte medicalmente assistita, dal 6 all'8 maggio.
Il calendario potrà essere integrato con discussione del disegno di legge in materia di sicurezza pubblica, comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 marzo 2025, documenti definiti dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.
La settimana dal 24 al 28 marzo sarà riservata ai lavori delle Commissioni.
Giovedì 13, 20 e 27 febbraio, giovedì 6, 13 e 20 marzo, giovedì 3 e 10 aprile, nonché giovedì 8 maggio avranno luogo il sindacato ispettivo e, alle ore 15, il question time.
Programma dei lavori dell'Assemblea, integrazioni
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 53 del Regolamento - la seguente integrazione al programma dei lavori del Senato:
- Disegno di legge n. 1351 - Disposizioni di aggiornamento della delega di cui alla legge 5 marzo 2024, n. 21 (voto finale con la presenza del numero legale)
- Disegno di legge n. 1309 - Disposizioni di interpretazione autentica in materia urbanistica ed edilizia (approvato dalla Camera dei deputati) (ove concluso dalla Commissione)
- Disegno di legge n. 1261 - Modifiche al codice penale e al regolamento di polizia mortuaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, in materia di disposizione delle spoglie mortali delle vittime di omicidio
- Disegno di legge n. 1155 - Modifica dell'articolo 2407 del codice civile, in materia di responsabilità dei componenti del collegio sindacale (approvato dalla Camera dei deputati) (dalla sede redigente)
- Disegno di legge n. 1241 - Misure di garanzia per l'erogazione delle prestazioni sanitarie e altre disposizioni in materia sanitaria (dalla sede redigente)
- Disegno di legge n. 1146 - Disposizioni e delega al Governo in materia di intelligenza artificiale (collegato alla manovra di finanza pubblica) (voto finale con la presenza del numero legale)
- Disegno di legge n. 1055 e connesso - Legge quadro in materia di interporti (approvato dalla Camera dei deputati) (dalla sede redigente)
- Disegno di legge n. 1314 - Abrogazione di atti normativi prerepubblicani relativi al periodo dal 1861 al 1946 (approvato dalla Camera dei deputati) (dalla sede redigente)
- Disegno di legge n. 1294 - Legge quadro in materia di ricostruzione post-calamità (approvato dalla Camera dei deputati)
- Disegno di legge n. 1240 e connessi - Disposizioni in materia di valorizzazione e promozione della ricerca
- Disegno di legge n. 1322 - Modifiche alla disciplina della magistratura onoraria (approvato dalla Camera dei deputati) (collegato alla manovra di finanza pubblica) (voto finale con la presenza del numero legale)
- Disegno di legge n. 1192 - Misure per la semplificazione normativa e il miglioramento della qualità della normazione e deleghe al Governo per la semplificazione, il riordino e il riassetto in determinate materie (collegato alla manovra di finanza pubblica) (voto finale con la presenza del numero legale)
- Ratifiche di accordi internazionali
Calendario dei lavori dell'Assemblea
PRESIDENTE. Nel corso della stessa riunione, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha altresì adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - modifiche e integrazioni al calendario corrente e il nuovo calendario dei lavori dell'Assemblea fino all'8 maggio:
| Mercoledì | 5 | febbraio | h. 15,30 | - Informativa dei Ministri dell'interno e della giustizia in merito alla vicenda del cittadino libico Najeem Osema Almasri Habish |
| Martedì | 11 | febbraio | h. 16,30 | - Disegno di legge n. 1337 - Decreto-legge n. 202/2024, Disposizioni in materia di termini normativi (scade il 25 febbraio) - Disegno di legge n. 1351 - Aggiornamento della delega in materia di intermediazione finanziaria e di società di capitali (voto finale con la presenza del numero legale) - Disegno di legge n. 983 - Dichiarazione di monumento nazionale del Palazzo Fortunato in Rionero in Vulture (dalla sede redigente) - Mozione n. 109, sen. Pucciarelli, sui reati di violenza sessuale commessi con l'ausilio di sostanze stupefacenti - Mozione n. 117, sen. Calenda, sui rincari del prezzo dell'energia elettrica - Mozione n. 119, sen. Boccia, sull'aumento dei prezzi dei beni essenziali e dell'energia - Mozione n. 120, sen. Cattaneo, sui programmi di finanziamento pubblico alla ricerca - Mozione n. 121, sen. Paroli, sul sostegno agli investimenti nel settore idroelettrico - Seguito della mozione n. 83, sen. Maiorino, sul riconoscimento italiano e internazionale dello Stato di Palestina - Seguito della mozione n. 97, sen. Scalfarotto, su iniziative volte a sostenere il processo di pacificazione tra Armenia e Azerbaijan - Sindacato ispettivo (giovedì 13) - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 13, ore 15) |
| Mercoledì | 12 | " | h. 10 | |
| Giovedì | 13 | " | h. 10 |
I termini di presentazione degli emendamenti ai disegni di legge n. 1337 (Decreto-legge n. 202/2024, Disposizioni in materia di termini normativi) e n. 1351 (Aggiornamento della delega in materia di intermediazione finanziaria e di società di capitali) saranno stabiliti in relazione ai lavori delle Commissioni.
Il Parlamento in seduta comune è convocato giovedì 13 febbraio, alle ore 9,30, per l'elezione di quattro giudici della Corte costituzionale. Voteranno per primi gli onorevoli Senatori.
| Martedì | 18 | febbraio | h. 16,30 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi - Disegno di legge n. … - Decreto-legge n. 201/2024, Misure in materia di cultura (ove approvato dalla Camera dei deputati) (scade il 25 febbraio) - Disegno di legge n. … - Decreto-legge n. 208/2024, Situazioni di particolare emergenza e attuazione PNRR (ove approvato dalla Camera dei deputati) (scade il 1° marzo) - Sindacato ispettivo (giovedì 20) - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 20, ore 15) |
| Mercoledì | 19 | " | h. 10 | |
| Giovedì | 20 | " | h. 10 |
I termini di presentazione degli emendamenti ai disegni di legge n. … (Decreto-legge n. 201/2024, Misure in materia di cultura) e n. … (Decreto-legge n. 208/2024, Situazioni di particolare emergenza e attuazione PNRR) saranno stabiliti in relazione ai lavori delle Commissioni.
| Martedì | 25 | febbraio | h. 16,30 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi - Disegno di legge n. 1258 - Legge di delegazione europea 2024 (voto finale con la presenza del numero legale) e connesso documento LXXXVI, n. 2 - Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea - Sindacato ispettivo (giovedì 27) - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 27, ore 15) |
| Mercoledì | 26 | " | h. 10 | |
| Giovedì | 27 | " | h. 10 |
Il termine di presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. 1258 (Legge di delegazione europea 2024) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione.
| Martedì | 4 | marzo | h. 16,30 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi - Disegno di legge n. 1359 - Decreto-legge n. 3, Continuità produttiva ed occupazionale degli impianti ex ILVA (scade il 25 marzo 2025) - Disegno di legge n. 1309 - Disposizioni di interpretazione autentica in materia urbanistica ed edilizia (approvato dalla Camera dei deputati) (ove concluso dalla Commissione) - Sindacato ispettivo (giovedì 6) - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 6, ore 15) |
| Mercoledì | 5 | " | h. 10 | |
| Giovedì | 6 | " | h. 10 |
I termini di presentazione degli emendamenti ai disegni di legge n. 1359 (Decreto-legge n. 3, Misure per continuità produttiva ed occupazionale degli impianti ex ILVA) e n. 1309 (Disposizioni di interpretazione autentica in materia urbanistica ed edilizia) saranno stabiliti in relazione ai lavori delle Commissioni.
In relazione ai lavori delle Commissioni riunite 1ª e 2ª, il calendario può essere integrato con il disegno di legge n. 1236 - Disposizioni in materia di sicurezza pubblica(approvato dalla Camera dei deputati).
| Martedì | 11 | marzo | h. 16,30 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi - Disegno di legge n. 1261 - Disposizioni in materia di spoglie mortali delle vittime di omicidio - Disegno di legge n. 1155 - Responsabilità dei componenti del collegio sindacale (approvato dalla Camera dei deputati) (dalla sede redigente) - Disegno di legge n. 1241 - Prestazioni sanitarie (dalla sede redigente) - Sindacato ispettivo (giovedì 13) - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 13, ore 15) |
| Mercoledì | 12 | " | h. 10 | |
| Giovedì | 13 | " | h. 10 |
Gli emendamenti al disegno di legge n. 1261 (Disposizioni in materia di spoglie mortali delle vittime di omicidio) dovranno essere presentati entro le ore 10 di giovedì 6 marzo.
| Martedì | 18 | marzo | h. 16,30 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi - Disegno di legge n. 1146 - Intelligenza artificiale (collegato alla manovra di finanza pubblica) (voto finale con la presenza del numero legale)
- Sindacato ispettivo (giovedì 20) - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 20, ore 15) |
| Mercoledì | 19 | " | h. 10 | |
| Giovedì | 20 | " | h. 10 |
Il termine di presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. 1146 (Intelligenza artificiale) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione.
Il calendario sarà integrato con le Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 marzo 2025.
La settimana dal 24 al 28 marzo sarà riservata ai lavori delle Commissioni.
| Martedì | 1° | aprile | h. 16,30 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi
- Ratifiche di accordi internazionali - Disegno di legge n. 1055 e connesso - Legge quadro in materia di interporti (approvato dalla Camera dei deputati) (dalla sede redigente)
- Disegno di legge n. 1314 - Abrogazione di atti normativi prerepubblicani (approvato dalla Camera dei deputati) (dalla sede redigente) - Sindacato ispettivo (giovedì 3) - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 3, ore 15) |
| Mercoledì | 2 | " | h. 10 | |
| Giovedì | 3 | " | h. 10 |
| Martedì | 8 | aprile | h. 16,30 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi - Disegno di legge n. 1294 - Legge quadro in materia di ricostruzione post-calamità (approvato dalla Camera dei deputati)
- Disegno di legge n. 1240 e connessi - Disposizioni in materia di valorizzazione e promozione della ricerca - Sindacato ispettivo (giovedì 10) - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 10, ore 15) |
| Mercoledì | 9 | " | h. 10 | |
| Giovedì | 10 | " | h. 10 |
I termini di presentazione degli emendamenti ai disegni di legge n. 1294 (Legge quadro in materia di ricostruzione post-calamità) e n. 1240 e connessi (Disposizioni in materia di valorizzazione e promozione della ricerca) saranno stabiliti in relazione ai lavori delle Commissioni.
| Martedì | 15 | aprile | h. 16,30 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi - Disegno di legge n. 1322 - Modifiche alla disciplina della magistratura onoraria (approvato dalla Camera dei deputati) (collegato alla manovra di finanza pubblica) (voto finale con la presenza del numero legale) |
| Mercoledì | 16 | " | h. 10 |
Il termine di presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. 1322 (Modifiche alla disciplina della magistratura onoraria) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione.
| Mercoledì | 23 | aprile | h. 10 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi |
| Giovedì | 24 | " | h. 10 |
Il calendario potrà essere integrato con la discussione della Relazione di monitoraggio sull'attuazione del Piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine, prevista dall'articolo 21 del Regolamento (UE) 2024/1263 del 29 aprile 2024, ove presentata dal Governo.
La settimana dal 28 aprile al 2 maggio sarà riservata ai lavori delle Commissioni. Il calendario può comunque essere integrato per l'esame della Relazione di monitoraggio sull'attuazione del Piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine, ove non conclusa nella settimana precedente.
| Martedì | 6 | maggio | h. 16,30 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi - Disegno di legge n. 1192 - Semplificazione normativa (collegato alla manovra di finanza pubblica) (voto finale con la presenza del numero legale)
- Disegno di legge n. 104 - Disposizioni in materia di morte medicalmente assistita (ove concluso dalle Commissioni) - Sindacato ispettivo (giovedì 8) - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 8, ore 15) |
| Mercoledì | 7 | " | h. 10 | |
| Giovedì | 8 | " | h. 10 |
I termini di presentazione degli emendamenti ai disegni di legge n. 1192 (Semplificazione normativa) e n. 104 (Disposizioni in materia di morte medicalmente assistita) saranno stabiliti in relazione ai lavori delle Commissioni.
Il calendario potrà essere integrato con i documenti definiti dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1337
(Decreto-legge n. 202/2024, Disposizioni in materia di termini normativi)
(Gruppi 4 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| FdI | 50' | |
| PD-IDP | 35' | |
| L-SP-PSd'AZ | 30' | |
| M5S | 29' | |
| FI-BP-PPE | 25' | |
| Misto | 19' | |
| Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) | 18' | |
| IV-C-RE | 17' | |
| Aut (SVP-PATT, Cb) | 17' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. …
(Decreto-legge n. 201/2024, Misure in materia di cultura)
(Gruppi 3 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| FdI | 38' | |
| PD-IDP | 26' | |
| L-SP-PSd'AZ | 23' | |
| M5S | 21' | |
| FI-BP-PPE | 19' | |
| Misto | 14' | |
| Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) | 14' | |
| IV-C-RE | 13' | |
| Aut (SVP-PATT, Cb) | 13' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. …
(Decreto-legge n. 208/2024, Situazioni di particolare emergenza e attuazione PNRR)
(Gruppi 3 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| FdI | 38' | |
| PD-IDP | 26' | |
| L-SP-PSd'AZ | 23' | |
| M5S | 21' | |
| FI-BP-PPE | 19' | |
| Misto | 14' | |
| Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) | 14' | |
| IV-C-RE | 13' | |
| Aut (SVP-PATT, Cb) | 13' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1258
(Legge di delegazione europea 2024)
e del connesso documento LXXXVI, n. 2
(Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea)
(Gruppi 4 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| FdI | 50' | |
| PD-IDP | 35' | |
| L-SP-PSd'AZ | 30' | |
| M5S | 29' | |
| FI-BP-PPE | 25' | |
| Misto | 19' | |
| Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) | 18' | |
| IV-C-RE | 17' | |
| Aut (SVP-PATT, Cb) | 17' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1359
(Decreto-legge n. 3, Continuità produttiva ed occupazionale degli impianti ex ILVA)
(Gruppi 4 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| FdI | 50' | |
| PD-IDP | 35' | |
| L-SP-PSd'AZ | 30' | |
| M5S | 29' | |
| FI-BP-PPE | 25' | |
| Misto | 19' | |
| Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) | 18' | |
| IV-C-RE | 17' | |
| Aut (SVP-PATT, Cb) | 17' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1146
(Intelligenza artificiale)
(Gruppi 4 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| FdI | 50' | |
| PD-IDP | 35' | |
| L-SP-PSd'AZ | 30' | |
| M5S | 29' | |
| FI-BP-PPE | 25' | |
| Misto | 19' | |
| Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) | 18' | |
| IV-C-RE | 17' | |
| Aut (SVP-PATT, Cb) | 17' |
Ripartizione dei tempi per la discussione sulle Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri
in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 marzo 2025
(Gruppi 3 ore, incluse dichiarazioni di voto)
| Governo | 30' | |
| Gruppi 3 ore, di cui: | ||
| FdI | 38' | |
| PD-IDP | 26' | |
| L-SP-PSd'AZ | 23' | |
| M5S | 21' | |
| FI-BP-PPE | 19' | |
| Misto | 14' | |
| Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) | 14' | |
| IV-C-RE | 13' | |
| Aut (SVP-PATT, Cb) | 13' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1322
(Modifiche alla disciplina della magistratura onoraria)
(Gruppi 3 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| FdI | 38' | |
| PD-IDP | 26' | |
| L-SP-PSd'AZ | 23' | |
| M5S | 21' | |
| FI-BP-PPE | 19' | |
| Misto | 14' | |
| Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) | 14' | |
| IV-C-RE | 13' | |
| Aut (SVP-PATT, Cb) | 13' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del documento …
(Relazione di monitoraggio sull'attuazione del Piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine)
(Gruppi 4 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| FdI | 50' | |
| PD-IDP | 35' | |
| L-SP-PSd'AZ | 30' | |
| M5S | 29' | |
| FI-BP-PPE | 25' | |
| Misto | 19' | |
| Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) | 18' | |
| IV-C-RE | 17' | |
| Aut (SVP-PATT, Cb) | 17' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1192
(Semplificazione normativa)
(Gruppi 4 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| FdI | 50' | |
| PD-IDP | 35' | |
| L-SP-PSd'AZ | 30' | |
| M5S | 29' | |
| FI-BP-PPE | 25' | |
| Misto | 19' | |
| Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) | 18' | |
| IV-C-RE | 17' | |
| Aut (SVP-PATT, Cb) | 17' |
Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno
NAVE (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NAVE (M5S). Signora Presidente, desidero portare a conoscenza dell'Assemblea che ormai da una settimana è in atto una mobilitazione sul territorio nazionale: più di cinquanta presidi di allevatori e agricoltori, sotto la nomenclatura dei "trattori", si sono mobilitati per chiedere alla Nazione la proclamazione di uno stato di crisi sociale ed economica per il gap ormai evidente tra i costi della produzione e il prezzo al pubblico: il produttore vende un chilo di grano a 20 centesimi di euro, mentre un chilo di pane costa 4,2 euro. Per questa discrepanza gli agricoltori sono scesi in piazza e vogliono che il Ministero presti loro attenzione e li ascolti.
Agli agricoltori si sono associati anche gli allevatori, soprattutto gli allevatori di bufali campani, chiedendo una revisione del prezzo del latte e delle modalità con cui viene controllata la filiera.
Mi farò successivamente promotore di tali istanze presso le Commissioni competenti, affinché possano essere ascoltati anche in questa sede. (Applausi).
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di mercoledì 5 febbraio 2025
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 5 febbraio, alle ore 15,30, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 17,10).
Allegato B
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Barachini, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Castelli, Cattaneo, De Poli, Durigon, Fazzolari, Garavaglia, La Pietra, Monti, Morelli, Nastri, Ostellari, Rauti, Rubbia, Segre e Sisto.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Losacco, Malpezzi, Marcheschi e Paroli, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO; Terzi Di Sant'Agata, per attività della 4ª Commissione permanente; Borghi Claudio, Borghi Enrico, Mieli, Ronzulli e Scarpinato, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.
Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, trasmissione di documenti
Il Presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza ha inviato, in data 30 gennaio 2025, ai sensi dell'articolo 1, comma 5, della legge 23 dicembre 1997, n. 451, la relazione sull'attività svolta, approvata dalla Commissione nella seduta del 28 gennaio 2025 (Doc. XVI-bis, n. 2).
Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l'emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2, variazioni nella composizione
Il Presidente della Camera dei deputati, in data 30 gennaio 2025, ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l'emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2 il deputato Gian Antonio Girelli in sostituzione della deputata Chiara Braga, dimissionaria.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
iniziativa popolare
Il nucleare nel mix elettrico nazionale ora (1365)
(presentato in data 28/01/2025);
Presidente del Consiglio dei ministri
Ministro delle imprese e del made in Italy
Conversione in legge del decreto-legge 30 gennaio 2025, n. 5, recante misure urgenti per il riesame dell'autorizzazione integrata ambientale per gli impianti di interesse strategico (1366)
(presentato in data 30/01/2025);
senatore Iannone Antonio
Modifiche all'articolo 64 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, in materia di incompatibilità tra la carica di assessore comunale e le funzioni di consigliere comunale (1367)
(presentato in data 29/01/2025);
senatori Basso Lorenzo, Fina Michele, Irto Nicola
Modifiche al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, e al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di cancellazione dal pubblico registro automobilistico di veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo (1368)
(presentato in data 30/01/2025);
senatori Turco Mario, Di Girolamo Gabriella
Misure per il riordino del settore dei call center (1369)
(presentato in data 30/01/2025);
senatori Gasparri Maurizio, Paroli Adriano, Rosso Roberto, Craxi Stefania Gabriella Anastasia, Damiani Dario, De Rosa Raffaele, Fazzone Claudio, Galliani Adriano, Lotito Claudio, Occhiuto Mario, Silvestro Francesco, Ternullo Daniela, Trevisi Antonio Salvatore, Zanettin Pierantonio
Disposizioni in materia di medici di medicina generale (1370)
(presentato in data 04/02/2025);
senatore Scalfarotto Ivan
Disposizioni in materia di attività prestata dal personale religioso nell'ambito di ordini, congregazioni e associazioni di confessioni religiose diverse dalla cattolica (1371)
(presentato in data 04/02/2025).
Disegni di legge, assegnazione
In sede referente
9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare
Gov. Meloni-I: Presidente del Consiglio dei ministri Meloni Giorgia, Ministro delle imprese e del made in Italy Urso Adolfo ed altri
Conversione in legge del decreto-legge 30 gennaio 2025, n. 5, recante misure urgenti per il riesame dell'autorizzazione integrata ambientale per gli impianti di interesse strategico (1366)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Commissione parlamentare questioni regionali, Comitato per la legislazione
(assegnato in data 04/02/2025).
Governo, trasmissione di atti e documenti
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 24 gennaio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1-bis del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, l'estratto del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 gennaio 2025, recante l'esercizio di poteri speciali in ordine all'approvazione, con raccomandazione, del Piano annuale 2025, notificato dalla società Infrastrutture Wireless Italiane S.p.a., relativo agli acquisti di beni e servizi nel settore della comunicazione elettronica a banda larga basata sulla tecnologia 5G.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a, alla 8a e alla 9a Commissione permanente (Atto n. 652).
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 29 gennaio e 4 febbraio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, le comunicazioni concernenti il conferimento dei seguenti incarichi:
- all'ingegner Sergio Moschetti, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
- all'ingegner Gaetano Servedio, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
- al dottor Gabriele Aulicino, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze;
- alla dottoressa Tiziana De Luca, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze.
Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 30 gennaio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 9-bis, comma 7, della legge 21 giugno 1986, n. 317, la procedura di informazione, attivata presso la Commissione europea dall'Unità Centrale di notifica del Ministero delle imprese e del made in Italy, concernente la notifica 2025/0042/IT - B20, recante "Schema di decreto interministeriale di adozione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio delle gallerie stradali non appartenenti alla rete stradale transeuropea ex articolo 15, comma 1, decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139".
La predetta documentazione è deferita alla 4ª e alla 8ª Commissione permanente (Atto n. 650).
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 30 gennaio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 15 della legge 16 aprile 2015, n. 47, la relazione, predisposta dal Ministero della giustizia, sull'applicazione delle misure cautelari personali e sui provvedimenti di riconoscimento del diritto alla riparazione per ingiusta detenzione, riferita all'anno 2024.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2a Commissione permanente (Doc. XCIV, n. 3).
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 30 gennaio 2025, ha inviato - ai sensi dell'articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400 - la comunicazione di nomina del dottor Guido Castelli, confermato nell'incarico a Commissario straordinario del Governo per la riparazione, la ricostruzione, l'assistenza alla popolazione e la ripresa economica dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 (n. 68).
Tale comunicazione è stata trasmessa, per competenza, alla 8a Commissione permanente.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 31 gennaio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 gennaio 1978, n. 14, la comunicazione di nomina del dottor Pino Musolino a Commissario straordinario dell'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro-settentrionale (n. 69).
Tale comunicazione è stata trasmessa, per competenza, alla 8a Commissione permanente.
Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 29 gennaio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 18, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, l'elenco degli importi che vengono conservati alla fine dell'anno finanziario 2024 e che potranno essere utilizzati nell'esercizio 2025 a copertura degli oneri dei corrispondenti provvedimenti legislativi.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a Commissione permanente (Atto n. 655).
Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 30 gennaio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 59 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, l'Atto di indirizzo concernente gli sviluppi della politica fiscale, le linee generali e gli obiettivi della gestione tributaria, le grandezze finanziarie e le altre condizioni nelle quali si sviluppa l'attività delle Agenzie fiscali, per gli anni 2025-2027.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a e alla 6a Commissione permanente (Doc. CII, n. 3).
Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 29 gennaio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 6, comma 17, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, la relazione sull'attività svolta dalla SACE S.p.A. - Servizi assicurativi del commercio estero, riferita all'anno 2023.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a e alla 9a Commissione permanente (Doc. XXXV, n. 2).
Il Ministro della giustizia, con lettera in data 30 gennaio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 5, comma 3, della legge 22 giugno 2000, n. 193, la relazione sullo svolgimento da parte dei detenuti di attività lavorative o di corsi di formazione professionale per qualifiche richieste da esigenze territoriali, relativa all'anno 2024.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2a e alla 10a Commissione permanente (Doc. CXCIV, n. 2).
Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con lettera in data 30 gennaio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 della legge 30 marzo 2001, n. 152, la relazione sulla costituzione e sul riconoscimento degli istituti di patronato e di assistenza sociale, nonché sulle strutture, sulle attività e sull'andamento economico degli istituti stessi, riferita all'anno 2023.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a e alla 10a Commissione permanente (Doc. CXCIII, n. 3).
Il Ministro della difesa, con lettera in data 31 gennaio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, la relazione sullo stato di avanzamento dei provvedimenti di ristrutturazione delle Forze armate, riferita all'anno 2024.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3a Commissione permanente (Doc. XXXVI-bis, n. 3).
Nello scorso mese di gennaio 2025 sono pervenute copie di decreti ministeriali, inseriti nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l'esercizio finanziario 2025, concernenti le variazioni compensative tra capitoli delle medesime unità previsionali di base e in termini di competenza e cassa.
Tali comunicazioni sono state trasmesse alle competenti Commissioni permanenti.
Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento
Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234:
- Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sui progressi compiuti nell'Unione europea nella lotta alla tratta di esseri umani (quinta relazione) (COM(2025) 8 definitivo), alla 2a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente;
- Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sulla negoziazione di intese o accordi bilaterali tra gli Stati membri dell'Unione europea e il Regno Unito relativi alla cooperazione amministrativa nel settore dell'IVA o dell'assistenza in materia di recupero crediti, a norma dell'articolo 8, paragrafo 2, della decisione (UE) 2021/689 del Consiglio (COM(2025) 16 definitivo), alla 3a e alla 6a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente;
- Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Relazione 2024 sulle sovvenzioni all'energia nell'UE (COM(2025) 17 definitivo), alla 8a e alla 9a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente.
Governo e Commissione europea, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea
Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, nel periodo dal 16 al 31 gennaio 2025, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234 - atti e documenti dell'Unione europea.
Nel medesimo periodo, la Commissione europea ha inviato atti e documenti da essa adottati.
L'elenco dei predetti atti e documenti, disponibili presso l'Ufficio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione europea, è trasmesso alle Commissioni permanenti.
Avvocatura generale dello Stato, trasmissione di atti
L'Avvocatura generale dello Stato, con lettera in data 22 gennaio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19, comma 9, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni e integrazioni, la comunicazione concernente il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale alla dottoressa Paola Iandolo, nell'ambito della Direzione generale per le risorse finanziarie, contratti e sistemi informativi dell'Avvocatura generale dello Stato.
Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.
Garante del contribuente, trasmissione di atti. Deferimento
In data 23 gennaio 2025 è pervenuta, ai sensi dell'articolo 13, comma 13-bis, della legge 27 luglio 2000, n. 212, la relazione sull'attività svolta nell'anno 2024 dal Garante del contribuente per la Provincia autonoma di Bolzano.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6a Commissione permanente (Atto n. 651).
In data 30 gennaio 2025 è pervenuta, ai sensi dell'articolo 13, comma 13-bis, della legge 27 luglio 2000, n. 212, la relazione sull'attività svolta nell'anno 2024 dal Garante del contribuente della Liguria.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6a Commissione permanente (Atto n. 654).
Autorità nazionale anticorruzione, trasmissione di atti. Deferimento
Il Presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, con lettera in data 28 gennaio 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettere f) e g), della legge 6 novembre 2012, n. 190, la segnalazione approvata, con delibera n. 16 del 14 gennaio 2025, concernente la proposta di modifica normativa dell'articolo 47 del decreto legislativo n. 33 del 2013 con attribuzione all'Autorità del potere sanzionatorio di cui agli articoli 15, comma 3 e 15-bis, comma 2.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 2a Commissione permanente (Atto n. 653).
Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, trasmissione di documenti. Deferimento
Il direttore dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, con lettera in data 29 gennaio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 12, comma 5-bis, del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, la relazione sulla sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, riferita all'anno 2024.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8a Commissione permanente (Doc. CLXXX-bis, n. 3).
Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti
Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 4 febbraio 2025, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria:
della Fondazione Casa Buonarroti, per gli esercizi 2022 e 2023. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 340);
del Consorzio interuniversitario CINECA, per l'esercizio 2022. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 341).
Petizioni, annunzio
Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia.
Il signor Massimo Torre da Genova chiede:
- disposizioni stringenti in materia di sicurezza e diritto alla riservatezza in relazione all'utilizzo di software di intelligenza artificiale (Petizione n. 1129, assegnata alle Commissioni permanenti riunite 1a e 8a);
- misure urgenti a tutela della giustizia in materia di controversie immobiliari in ambito condominiale (Petizione n. 1130, assegnata alla 2a Commissione permanente);
il signor Marco Pepe da Roma chiede modifiche all'articolo 1, comma 814, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027", in materia di spese di giustizia, al fine di contrastare l'aumento dei costi nell'ambito dei procedimenti di accertamento della cittadinanza italiana per via giudiziaria nonché al fine di rimuovere gli ostacoli economici che impediscono ai discendenti di italiani residenti all'estero di esercitare il proprio diritto alla richiesta della cittadinanza (Petizione n. 1131, assegnata alle Commissioni permanenti riunite 1a e 2a);
il signor Aniello Traino da Neirone (Genova) chiede l'esclusione della pensione di reversibilità dal calcolo dell'ISEE per i cittadini con invalidità al 100% con reddito personale annuale inferiore ai limiti stabiliti per l'accesso alla pensione di invalidità (Petizione n. 1132, assegnata alla 6a Commissione permanente);
il signor Francesco Pedone da Bari chiede l'abrogazione degli istituti dell'interdizione giudiziale, dell'inabilitazione e del trattamento sanitario obbligatorio nonché la previsione di nuove disposizioni in materia di amministrazione di sostegno (Petizione n. 1133, assegnata alla 2a Commissione permanente);
il signor Domenico Sergi da Platì (Reggio Calabria) chiede modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, recante il Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, al fine di prevedere un inasprimento della normativa in materia di narcotraffico e consumo di sostanze stupefacenti (Petizione n. 1134, assegnata alle Commissioni permanenti riunite 2a e 10a);
la signora Larysa Levchun, in qualità di Presidente dell'Associazione Congresso Nazionale delle associazioni ucraine in Italia, chiede:
- disposizioni volte a prevedere il riconoscimento della lingua ucraina come lingua minoritaria in Italia e la sua inclusione nei programmi scolastici (Petizione n. 1135, assegnata alla 7a Commissione permanente);
- il riconoscimento della Risoluzione del Parlamento europeo del 23 novembre 2022 che ha individuato la Federazione russa come Stato sostenitore del terrorismo (2022/2896(RSP)) (Petizione n. 1136, assegnata alle Commissioni permanenti riunite 3a e 4a);
il signor Giuseppe Amato da San Martino Siccomario (Pavia) chiede misure urgenti a tutela dei senzatetto (Petizione n. 1137, assegnata alla 10a Commissione permanente);
il signor Pasquale Mancino da Roma chiede modifiche al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante il Codice in materia di protezione dei dati personali, al fine di istituire la figura del Rappresentante dei lavoratori per la privacy (Petizione n. 1138, assegnata alla 1a Commissione permanente);
il signor Antonio Lepore da Bari chiede l'innalzamento della pensione di inabilità agli invalidi civili ad un importo minimo di euro 1.500 mensili (Petizione n. 1139, assegnata alla 10a Commissione permanente);
il signor Tommaso Picchioni da Brescia chiede una riforma della normativa in materia elettorale, in particolare attraverso l'introduzione della possibilità di candidature libere e quindi scollegate all'appartenenza di lista (Petizione n. 1140, assegnata alla 1a Commissione permanente);
i signori Giovanni Ricchiuti (Presidente dell'Associazione Pax Christi), Alex Zanotelli (Direttore della rivista di Pax Christi), Alessandro Marescotti e altri cittadini chiedono la sospensione della cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell'Ucraina (Petizione n. 1141, assegnata alle Commissioni permanenti riunite 3a e 4a);
il signor Luciano Battaglini da Trani chiede l'istituzione di un Ufficio ad hoc con funzioni giudicanti in materia di ricorsi gerarchici nell'ambito della Pubblica Amministrazione (Petizione n. 1142, assegnata alla 1a Commissione permanente);
il signor Rodrigo Tindaro Foti da Roma chiede modifiche agli articoli 492, comma 2, e 501, comma 2, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, recante "Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado", in materia di sanzioni e riabilitazione (Petizione n. 1143, assegnata alla 7a Commissione permanente);
il signor Renato Lelli da Sant'Ambrogio di Valpolicella (Verona) chiede una rigorosa applicazione dell'articolo 337 del codice penale in materia di resistenza a un pubblico ufficiale (Petizione n. 1144, assegnata alla 2a Commissione permanente);
il signor Francesco Di Pasquale da Cancello ed Arnone (Caserta) chiede:
- l'istituzione del Ministero straordinario per il Sud (Petizione n. 1145, assegnata alla 1a Commissione permanente);
- l'istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri dell'Ufficio dello Stato contro la corruzione (Petizione n. 1146, assegnata alla 1a Commissione permanente);
- l'avvio di un dibattito in sede parlamentare in materia di corruzione e illegalità (Petizione n. 1147, assegnata alla 2a Commissione permanente);
- l'istituzione della tassa unica nazionale sul reddito (Petizione n. 1148, assegnata alla 6a Commissione permanente);
- la previsione di meccanismi di risarcimento per i cittadini vittime di abusi da parte della Pubblica Amministrazione (Petizione n. 1149, assegnata alla 1a Commissione permanente);
- misure volte a rendere perseguibili i dipendenti della Pubblica Amministrazione per illeciti perpetrati a danno di altri cittadini nell'esercizio delle loro funzioni (Petizione n. 1150, assegnata alla 2a Commissione permanente);
- nuove disposizioni in materia di regolamentazione dei lavori pubblici (Petizione n. 1151, assegnata alla 8a Commissione permanente);
- la restituzione degli importi relativi all'IVA applicata alla tassa sui rifiuti (Petizione n. 1152, assegnata alla 6a Commissione permanente);
- l'istituzione della Giornata della politica e della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica (Petizione n. 1153, assegnata alla 1a Commissione permanente);
- l'istituzione della Festa nazionale della Giornata della sicurezza stradale (Petizione n. 1154, assegnata alla 8a Commissione permanente);
- nuove disposizioni volte a prevedere l'elezione diretta del Presidente della provincia e del Consiglio provinciale (Petizione n. 1155, assegnata alla 1a Commissione permanente);
- l'istituzione della Consulta popolare dei cittadini (Petizione n. 1156, assegnata alla 1a Commissione permanente);
- disposizioni volte a prevedere la nullità degli atti firmati dal Responsabile Unico del procedimento in caso di frode (Petizione n. 1157, assegnata alla 2a Commissione permanente);
- misure a tutela della qualità dell'acqua (Petizione n. 1158, assegnata alla 8a Commissione permanente);
- misure a tutela della salute, in particolare attraverso controlli di qualità dei prodotti agroalimentari (Petizione n. 1159, assegnata alle Commissioni permanenti riunite 9a e 10a);
- controlli stringenti in materia di conferimento di incarichi a personale esterno alla Pubblica Amministrazione (Petizione n. 1160, assegnata alla 1a Commissione permanente);
- misure volte a prevedere una maggiore tutela e assistenza agli anziani (Petizione n. 1161, assegnata alla 10a Commissione permanente);
il signor Alessio Paiano da Cavallino (Lecce) chiede modifiche all'articolo 2103 del codice civile in materia di prestazione del lavoro nel senso di prevedere tutele a favore del lavoratore cui venga negata la possibilità di usufruire del trasferimento richiesto (Petizione n. 1162, assegnata alla 2a Commissione permanente);
il signor Amilcare Dondé da Cremona e altri cittadini chiedono la sospensione dell'invio di armi e attrezzature militari italiane a sostegno dei contingenti militari ucraini (Petizione n. 1163, assegnata alla 3a Commissione permanente);
il signor Enrico Maranzana da Lecco chiede l'abrogazione dell'ordinanza ministeriale 9 gennaio 2025, n. 3, in materia di valutazione periodica e finale degli apprendimenti nella scuola primaria e valutazione del comportamento nella scuola secondaria di primo grado (Petizione n. 1164, assegnata alla 7a Commissione permanente);
il signor Marco Bava da Torino chiede un'attenta valutazione in merito ai possibili danni erariali derivanti da investimenti finalizzati alla produzione di energia nucleare (Petizione n. 1165, assegnata alla 8a Commissione permanente);
il signor Stefano Cardella da Raffadali (Agrigento) e numerosi altri cittadini chiedono misure a sostegno degli studi del Prof. Maurizio Federico in materia di ricerca contro il cancro (Petizione n. 1166, assegnata alla 10a Commissione permanente);
il signor Raffaele Mancuso da Agrigento chiede nuove disposizioni in materia di responsabilità civile del magistrato in caso di dolo, colpa grave o colpa lieve (Petizione n. 1167, assegnata alla 2a Commissione permanente);
il signor Gianpaolo Penco da Trieste chiede nuove disposizioni in materia di regolamentazione dei lavori pubblici, con particolare riguardo alla semplificazione delle procedure di approvazione e realizzazione (Petizione n. 1168, assegnata alla 8a Commissione permanente);
il signor Simone Franzoni da Brescia e numerosi altri cittadini chiedono disposizioni urgenti in materia di borse di studio per gli specializzandi di area non medica, al fine di prevederne l'equiparazione a quanto previsto per gli specializzandi di area medica (Petizione n. 1169, assegnata alla 7a Commissione permanente);
i signori Mariangela Pantaleo, Roberta Pitti, Agata Mascali, Marianna Carrini, Maria Brunetti, Maria Letizia Bauccio, Grazia Catanese, Marco Foti, Katia Santo, Vanessa Alexandra Petrolito, Antonella Noto, Susanna Guarnera, Maria Giovanna Pettinato, Maria Rita Tedesco Oricchiella, Carmelo Lo Pumo, Maria Catalano, Salvatore Munafò, Maria Concetta Munafò, Mario Coniglione, Severia Pietra Pennisi, Enzo Mauro, Teresa Scimone, Andrea Cutrona, Sandra Curcio, Rosy Nicolosi, Maria Francesca Barrese, Giuseppe Caprino Miceli, Sandra Princiotta, Antonino Maria Smecca, Calogera Privitelli, Lorenzo Mannarà, Giovanni Tomasello, Margherita Spadaro, Gaetana Gagliano, Annalisa Gentile, Giusi Irene Tringale, Elia Vittorio La Tora, Francesco Pierpaolo Romeo, Simona Tamburino, Francesca Cancaro, Annalisa Occhipinti, Rosanna Di Bella, Simona Musumeci, Claudia Abate, Alessandra Rosolino, Valeria Castro, Patrizia Cosentino, Irene Trommino, Lucia Cuscani, Rosa La Marca, Domenica Raffa, Maria Grazia Scoglio, Vanessa Trainito, Simona Gioco, Valentina Pennisi, Viviana Spadaro, Veronica Russo Facciazza e Claudia Mottola, chiedono un intervento urgente in relazione alla carenza di operatori socio-sanitari nelle aziende pubbliche siciliane nonché l'accelerazione delle assunzioni dalla graduatoria del concorso per operatori socio sanitari (approvazione atti graduatoria delibera n. 1068 del 20 settembre 2023, albo pretorio Asp di Catania) (Petizione n. 1170, assegnata alla 10a Commissione permanente);
il signor Massimo Torre da Genova chiede l'abrogazione dell'articolo 76, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, recante "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia", relativamente alle condizioni per l'ammissione al patrocinio (Petizione n. 1171, assegnata alla 2a Commissione permanente);
il signor Giuseppe Puccio da Capaci (Palermo) chiede che venga data piena ed immediata applicazione alla legge 11 gennaio 2018, n. 3, recante "Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché' disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute", con particolare riguardo al riconoscimento del profilo di autista/soccorritore nell'ambito dell'area delle professioni socio-sanitarie (Petizione n. 1172, assegnata alla 10a Commissione permanente);
il signor Francesco Pedone da Bari chiede disposizioni volte a vietare l'internamento forzato nelle comunità terapeutiche o in strutture psichiatriche per un periodo di tempo maggiore rispetto a quello previsto per il trattamento sanitario obbligatorio (Petizione n. 1173, assegnata alla 10a Commissione permanente);
il signor Roberto Di Gaetano da Nodica (Pisa) chiede disposizioni volte alla riduzione della produzione e vendita di prodotti dannosi per la salute umana (Petizione n. 1174, assegnata alle Commissioni permanenti riunite 9a e 10a Commissione permanente);
il signor Alex Marini, in qualità di Presidente dell'A.P.S. Più democrazia in Trentino, e numerosi altri cittadini, chiedono disposizioni volte ad introdurre in via permanente la predisposizione di un opuscolo informativo ufficiale in occasione delle consultazioni referendarie (Petizione n. 1175, assegnata alla 1a Commissione permanente).
Petizioni, nuova assegnazione
La petizione n. 1083, presentata dalla signora Paola Santospirito da Taranto, già assegnata alla 3a Commissione permanente è stata nuovamente assegnata alla 10a Commissione permanente.
Interrogazioni, integrazione dei Ministri competenti
L'interrogazione 4-01764, della senatrice Paita, rivolta al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, è rivolta anche al Ministro della salute.
Mozioni
ROMEO, MINASI, POTENTI, GERMANÀ, BERGESIO, BIZZOTTO, BORGHESI, BORGHI Claudio, CANTÙ, DREOSTO, GARAVAGLIA, MURELLI, PIROVANO, PUCCIARELLI, STEFANI, TESTOR - Il Senato,
premesso che:
i principali strumenti messi in campo dall'Unione europea per diventare il primo continente "green" sono la decarbonizzazione di vari settori, incluso quello energetico ed il sistema per lo scambio delle quote di emissione ETS (emission trading system);
l'aumento del prezzo del gas, unitamente al forte incremento del prezzo dell'anidride carbonica (oltre 75 euro a tonnellata) sul mercato ETS in conseguenza dei più sfidanti obiettivi di decarbonizzazione (55 per cento di riduzione delle emissioni al 2030 rispetto al 1990) del green deal, ha portato ad un forte aumento del prezzo dell'energia elettrica;
nel 2024 il prezzo medio giornaliero dell'energia elettrica in Italia, pari a 108,5 euro a megawattora, è risultato il più alto dell'Unione europea: l'87 per cento in più della Francia, il 72 per cento in più della Spagna e il 38 in più della Germania;
nei giorni di gennaio 2025 il prezzo medio giornaliero dell'elettricità in Italia è aumentato a circa 143 euro a megawattora, mentre il prezzo medio giornaliero del gas è quasi a 50 euro a megawattora. Le quotazioni (future) del prezzo gas al mercato TTF di Amsterdam si attestano per tutto il 2025 a valori prossimi ai 50 euro a megawattora;
oltre agli alti prezzi dell'energia elettrica, sulle bollette degli italiani impattano anche gli elevati oneri di sistema (con uno scenario di prezzi dell'energia ipotizzato per il 2025 a 125 euro a megawattora la componente ASOS è stimata a 8,5 miliardi di euro), quali corrispettivi destinati alla copertura dei costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema energetico, tra i quali rientrano la promozione dell'efficienza energetica, il sostegno alle energie rinnovabili (componente maggiormente rilevante), il capacity market (necessario a per garantire l'adeguatezza del sistema elettrico nazionale a fronte delle fonti rinnovabili intermittenti), il bonus sociale e il regime tariffario speciale per le ferrovie;
gli alti costi dell'energia colpiscono, sia direttamente con gli aumenti in bolletta e sia per gli inevitabili aumenti dei prezzi dei beni di consumo per effetto degli aumenti dei costi di produzione, le famiglie, le pubbliche amministrazioni e le attività economiche italiane, che vedono ulteriormente indebolita la propria competitività sui mercati europei e internazionali che da anni beneficiano di prezzi dell'energia inferiori di quelli italiani;
secondo l'andamento storico degli indicatori sulla povertà energetica proposti dalla raccomandazione UE 2023/2047, dal 2021 è in aumento la popolazione che non riesce a scaldare adeguatamente la propria casa;
occorre cautela nella revisione del system marginal price, sistema comune nel mercato europeo che ha dimostrato negli anni di funzionare. È opportuno che il disaccoppiamento del prezzo delle energie rinnovabili da quello delle programmabili (gas e carbone) venga attuato attraverso il ricorso a strumenti come quelli basati sui contratti per differenza (CFD) a due vie su base pluriennale (20-25 anni), o come l'energy release, oppure attraverso un maggiore ricorso a contratti a lungo termine (PPA) concepiti in primis come accordi di natura privata liberamente negoziati in tutte le loro parti;
il recente decreto-legge 31 dicembre 2024, n. 208 (detto "emergenze - PNRR"), in fase di conversione alla Camera dei deputati, all'articolo 8 assegna al GSE il ruolo di garante di ultima istanza per la gestione dei rischi di inadempimento di controparte (offtaker o produttore) nei contratti di lungo termine da fonti rinnovabili;
è ormai diffusa la consapevolezza che l'efficienza energetica in tutti i settori (residenziale, terziario e industriale) rappresenta nella transizione energetica e nel percorso di decarbonizzazione il driver principale, ancor più dello sviluppo delle rinnovabili, secondo il principio dell'energy efficiency first, cioè efficienza energetica al primo posto. L'efficienza energetica, come il risparmio energetico, assume un ruolo prioritario e fondamentale per la riduzione dei consumi e l'abbattimento delle bollette, per la riduzione della domanda complessiva di energia, per la riduzione delle emissioni (decarbonizzazione), per la riduzione dipendenza dalle importazioni di energia e, inoltre, consente il recupero in tempi brevi o ragionevoli della spesa sostenuta per l'intervento;
il lento processo di elettrificazione dei consumi in atto e i ritardi nella produzione e diffusione dell'idrogeno verde determineranno anche nei prossimi anni consumi significativi di gas naturale, e ciò avverrà nonostante i progressivi interventi di efficientamento energetico teso a ridurre i consumi (gas ed energia elettrica) e l'incremento progressivo della produzione di biometano;
i consumi di gas naturale sono diminuiti dai 76,1 miliardi di metri cubi del 2021, ai 61,5 del 2023, per effetto di una contrazione dei consumi legata anche al conflitto russo-ucraino, per una maggiore capacità installata delle rinnovabili, ma soprattutto per gli ultimi inverni miti. I consumi di gas naturale nel 2024, secondo le stime preliminari, non sono ulteriormente diminuiti ma dovrebbero attestarsi ai valori del 2023. Dal 2022, anno del conflitto russo-ucraino, il maggiore fornitore dell'Italia di gas naturale, dopo che per diversi anni lo è stata la Russia, risulta essere l'Algeria, ancora attraverso gasdotto. Le importazioni italiane di gas russo attraverso l'Ucraina, drasticamente diminuite a partire dal 2022 e ridotte a circa 5,5 miliardi di metri cubi nel 2024, dal 1° gennaio 2025 sono interrotte;
nonostante la contrazione dei consumi, la dipendenza dall'estero dell'Italia in ordine al gas naturale resta rischiosamente superiore al 95 per cento, anche a causa della costante diminuzione della produzione nazionale. Ai fini della sicurezza nazionale risulta opportuno aumentare la produzione nazionale di gas naturale e diversificare le fonti di approvvigionamento;
la decarbonizzazione del sistema di generazione elettrico non potrà essere raggiunta facendo affidamento alle sole fonti rinnovabili, anche a causa della non programmabilità del fotovoltaico e dell'eolico, ma attraverso l'introduzione del nucleare nel mix elettrico. Anche l'Agenzia internazionale per l'energia (IEA) ha messo in risalto che per raggiungere le emissioni nette di gas serra pari a zero entro il 2050 sarà necessario incrementare la quota di energia nucleare a livello globale. Il nucleare è ritenuto la tecnologia che, combinata alle rinnovabili, nel medio-lungo termine consentirà di perseguire gli obiettivi di decarbonizzazione con emissioni nette pari a zero al 2050, permetterà di avere energia elettrica a prezzi competitivi e allo stesso tempo permetterà sia di rispondere alla domanda sempre crescente di energia elettrica per la progressiva elettrificazione dei consumi, sia di garantire un sistema energetico sicuro e stabile, nonché di produrre idrogeno senza emissioni,
impegna il Governo:
1) a prevedere un sostegno ai clienti domestici economicamente svantaggiati, crescente con il numero di componenti del nucleo familiare, ed ai clienti domestici in gravi condizioni di salute, attraverso un rafforzamento del bonus sociale che prevede sconti nelle bollette di luce e gas;
2) a dare piena attuazione all'energy release 2.0 di cui all'articolo 1 del decreto-legge 9 dicembre 2023, n. 181, che garantisce ai clienti finali energivori di beneficiare, nell'immediato, di energia elettrica a prezzo calmierato (65 euro a megawattora) a fronte dell'impegno di sviluppare nuova capacità di generazione da fonti rinnovabili;
3) a potenziare lo strumento dei contratti di lungo termine per l'energia verde, sia favorendo l'aggregazione della domanda con le piccole e medie imprese e sia prevedendo la partecipazione attiva sulla piattaforma del GME di una controparte centralizzata pubblica che possa offrire ai consumatori finali quota dell'energia elettrica da fonti rinnovabili e relative garanzie di origine oggetto delle procedure competitive relative ai sistemi di incentivazione tariffaria delle rinnovabili (FERX, FER2);
4) a dare attuazione il meccanismo del gas release 2.0 di cui all'art. 2 del citato decreto-legge n. 181, per contribuire mediante l'aumento della produzione nazionale di gas naturale al rafforzamento della sicurezza degli approvvigionamenti, alla riduzione della dipendenza energetica e delle emissioni di gas climalteranti, nonché, soprattutto, per garantire forniture di gas naturale di nuova produzione a prezzi calmierati a favore, in via prioritaria, dei clienti industriali a forte consumo di gas naturale;
5) nonostante si stia attendendo il completamento ad opera di SNAM (previsto entro il 2027) dell'adeguamento della rete adriatica del gas per rimuovere la "strozzatura" di Sulmona, ad attivare le procedure per consentire la realizzazione del rigassificatore di Gioia Tauro, considerato opera strategica, al fine di potenziare la capacità di ingresso da sud del gas in coerenza con il ruolo dell'Italia di hub strategico per l'energia a livello europeo;
6) nell'individuare nuovi strumenti di promozione e sostegno dell'efficientamento energetico, in particolare per la riqualificazione degli edifici residenziali, a prevedere un accesso diretto alle energy service company (ESCO), operatori certificati che assumendosi il rischio tecnico ed economico dell'iniziativa garantiscono progettazione, finanziamento, realizzazione e gestione degli interventi, mediante lo strumento contrattuale dell'energy performance contract (EPC);
7) ad assicurare e far osservare in Unione europea il principio della neutralità tecnologica nel definire le politiche e nel promuovere lo sviluppo delle diverse tecnologie per il raggiungimento dei target climatici al 2030 e al 2050 e, in tale contesto, ad attuare un utilizzo equilibrato dei proventi delle aste ETS per calmierare i prezzi delle bollette di cittadini e imprese, senza tuttavia pregiudicare la quota destinata a finanziare interventi strutturali per la decarbonizzazione dei settori industriali manifatturieri, come previsto dalla direttiva (UE) 2018/410 e dalle nuove prescrizioni del pacchetto "Fit for 55", anche attraverso la costituzione di un fondo di decarbonizzazione;
8) ad accelerare il rilancio del nucleare attraverso l'impiego di mini reattori nucleari modulari (noti come SMR), non solo per contenere prezzi dell'elettricità ai fini della tutela della competitività, ma soprattutto per l'efficacia della tecnologia dell'atomo per la decarbonizzazione e per la sicurezza del sistema energetico.
(1-00123)
Interrogazioni
FALLUCCHI, ZULLO, MELCHIORRE, NOCCO - Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. - Premesso che:
con il decreto-legge 29 marzo 2019, n. 27, sono stati stanziati 300 milioni di euro per l'attuazione del "piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia";
con il decreto interministeriale n. 2484 del 6 marzo 2020, sono stati ripartiti 120 milioni di euro, trasferiti interamente alla Regione Puglia, per finanziare interventi compensativi a favore delle imprese olivicole colpite dalla diffusione del batterio Xylella fastidiosa;
il successivo decreto ministeriale n. 6703 del 23 giugno 2020, comunicato alla Commissione europea come aiuto di Stato in esenzione di notifica ai sensi dell'articolo 26 del regolamento (UE) n. 702/2014, ha previsto che l'aiuto compensativo fosse limitato a una sola annata agraria, ad eccezione delle imprese che si impegnassero a proseguire l'attività mediante coltivazioni arboree e che adottassero tutte le misure previste per il contenimento e l'eradicazione della malattia, per le quali l'aiuto poteva essere concesso per un periodo massimo di 3 anni;
non risultano, ad oggi, notizie ufficiali rispetto il numero di imprese olivicole che hanno beneficiato degli aiuti compensativi previsti dal piano straordinario per la rigenerazione olivicola, né della percentuale di queste che hanno continuato l'attività agricola impegnandosi nella ricostituzione del potenziale produttivo;
non sono altresì chiari né i criteri utilizzati dalla Regione per selezionare i beneficiari e determinare gli importi da erogare, né le modalità con cui vengono monitorati i progressi delle imprese in relazione alle misure per il contenimento ed eradicazione;
è anche preoccupante il fatto che il batterio continui a diffondersi sul territorio pugliese, ampliando le zone colpite e danneggiando nuove aree;
considerato che:
la Regione Puglia aveva il compito di fornire dettagliate informazioni sull'utilizzo delle risorse assegnate, come l'elenco dei beneficiari, la localizzazione delle aziende, l'entità del contributo erogato a ciascun soggetto, l'anno o gli anni di riferimento della compensazione, nonché l'attuazione degli interventi di ricostituzione del potenziale produttivo;
peraltro, consultando l'apposita pagina del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, emergono solo informazioni generiche relative all'istruttoria delle domande e al trasferimento dei fondi ai Comuni e all'ARIF (Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali), incaricati dalla Regione Puglia di gestire gli indennizzi alle imprese agricole;
è necessario fare piena luce sull'efficacia e sull'effettiva distribuzione delle risorse, ed è altrettanto necessario avere risposte sulla situazione attuale del piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia e sugli interventi compensativi a favore delle imprese agricole colpite dal batterio Xylella fastidiosa,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia in possesso dei dati su quanti fondi siano stati effettivamente erogati alle imprese agricole pugliesi tra il 2020 e il 2024, e sulla distribuzione territoriale di questi fondi;
se intenda valutare di porre in essere interventi mirati anche in merito alla dannosa e preoccupante espansione del batterio in territori e province che fino ad oggi erano estranee al fenomeno.
(3-01647)
ZAMPA, RANDO, CAMUSSO, GIACOBBE, ROJC, BASSO, MARTELLA, LA MARCA, D'ELIA, ZAMBITO, DELRIO, VALENTE, IRTO, MALPEZZI, FURLAN, GIORGIS, VERINI, FRANCESCHELLI - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
la mattina del 28 gennaio 2025 un uomo è stato trovato morto a Roma, in via Teofilo Patini, nei pressi dell'ufficio immigrazione;
in quegli stessi luoghi, in queste settimane, decine e decine di persone straniere sono costrette a sostare in coda, giorno e notte, per accedere agli sportelli dell'ufficio immigrazione al fine di disbrigare le pratiche amministrative legate al proprio status e, in particolare, per ottenere il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno;
secondo quanto dichiarato dalla Questura, la persona deceduta è un "cittadino comunitario a cui era stato notificato un ordine di allontanamento dal territorio nazionale"; non è chiaro, tuttavia, se la persona deceduta si trovasse in via Patini in coda o se, come pure dichiarato dalla Questura, avesse trovato "rifugio" nei pressi dell'ufficio immigrazione;
gravi malfunzionamenti degli uffici immigrazione si segnalano, peraltro, non solo a Roma; solo pochi giorni fa, il 22 gennaio, il quotidiano "La Stampa" ha riportato la notizia di lunghissime code dinanzi all'ufficio immigrazione di Torino, in quel caso finalizzate, addirittura, unicamente a prendere un successivo appuntamento con l'ufficio; sempre secondo il quotidiano, in particolare, gli uffici restano aperti a tale scopo per sole 6 ore a settimana;
sia a Torino che a Roma, i malfunzionamenti determinano (come già denunciato dal gruppo parlamentare del Partito democratico con l'interrogazione del 21 novembre 2023, a firma della senatrice D'Elia ed altri 3-00787, rimasta senza risposta) lunghissime code, sia di giorno che di notte, esponendo le persone interessate a disagi gravissimi, in condizioni di aperta violazione dei più elementari diritti umani; sono condizioni che, come dimostra il tragico decesso del 28 gennaio in via Patini, mettono a rischio la salute e, drammaticamente, la sopravvivenza stessa di persone che hanno il pieno diritto di accedere ad uffici e servizi pubblici efficienti in condizioni dignitose;
i malfunzionamenti sembrano derivare sia da carenze strutturali degli uffici, sia dall'affastellarsi di continue innovazioni normative dettate in materia a giudizio degli interroganti esclusivamente dal furore ideologico e non, come sarebbe doveroso, dall'esigenza di garantire alle persone straniere che si trovano sul nostro territorio accoglienza, assistenza e una possibilità di futuro, contemporaneamente al pieno accesso ai servizi e alle prestazioni di cui hanno pieno diritto,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e, in particolare, delle condizioni in cui è avvenuto il decesso del cittadino straniero rinvenuto nei pressi dell'ufficio immigrazione di Roma nella mattina del 28 gennaio 2025;
quali iniziative intenda intraprendere per assicurare la piena efficienza e funzionalità degli uffici immigrazione, onde scongiurare i gravi disagi descritti.
(3-01648)
FINA - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
la casa circondariale di Teramo, sita in località Castrogno, registra una presenza di circa 400 detenuti, a fronte di una capacità massima di 255, destinata ad aumentare ulteriormente con la riattivazione di una delle sezioni che la compongono;
gli agenti della Polizia penitenziaria, inoltre, sono di molto al di sotto dell'organico previsto, pari a 221 agenti, in quanto ammontano attualmente a 174 unità, numero del tutto insufficiente considerate le circa 50.000 ore di straordinario che il personale in ruolo è costretto ad espletare;
si aggiunga che l'istituto è stato costruito nel 1986 e nel tempo non ha subito interventi di manutenzione e di ammodernamento;
a titolo meramente esemplificativo, si segnala che le celle che ospitano due detenuti hanno un'ampiezza di appena 9 metri quadrati, che le docce comuni, sebbene dispongano di acqua calda, nel periodo estivo sono difficilmente utilizzabili a causa del razionamento del servizio idrico e che le stanze della caserma destinate all'alloggio del personale non sono dotate di alcun comfort e sono ammobiliate con arredi fatiscenti;
inoltre, sono numerose e ripetute le infiltrazioni d'acqua dal tetto del padiglione detentivo e della caserma degli agenti, le quali rendono praticamente inutilizzabili diverse camere e locali ad uso comune e causano sovente blackout elettrici, che ostacolano anche gli interventi per improvvise esigenze nei piani alti dell'istituto, serviti dall'ascensore;
ai numerosi deficit strutturali se ne aggiunge uno di natura logistica: la struttura, infatti, è situata al di fuori della città e non sono previsti mezzi pubblici che garantiscano un adeguato collegamento;
si aggiunga che i servizi interni al carcere sono portati avanti, con notevoli difficoltà, solo grazie all'infaticabile impegno degli operatori e della direzione, anche se gravemente oberati dalle attività di servizio;
all'interno del carcere vi è, infatti, un polo didattico e vi lavorano 5 funzionari giuridico-pedagogici, che si servono della collaborazione di psicologi, criminologi, psichiatri, funzionari di servizio sociale e mediatori culturali;
al contempo, solo 10 detenuti sono ammessi al lavoro all'esterno, due sono in corso di inserimento in aziende locali ed alcuni svolgono attività lavorativa all'interno;
considerato inoltre che il fenomeno dei suicidi in carcere ha interessato in particolar modo l'istituto penitenziario di Castrogno, dove si sono verificati numerosi suicidi nel corso del 2024, a causa delle condizioni di sovraffollamento e di degrado generale in cui sono costretti a vivere i detenuti, situazione che non rende onore all'impegno di chi quotidianamente opera all'interno di quelle realtà con estrema diligenza, competenza e dedizione,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle condizioni in cui versa l'istituto penitenziario di Castrogno e quali valutazioni esprima al riguardo;
quali iniziative intenda adottare al fine di porre rimedio al fenomeno del sovraffollamento e al degrado generale in cui versa l'istituto.
(3-01649)
FURLAN, ZAMPA, CAMUSSO, ZAMBITO, BASSO, D'ELIA, FRANCESCHELLI, GIACOBBE, IRTO, LA MARCA, MALPEZZI, MANCA, RANDO, ROJC, ROSSOMANDO, TAJANI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
il 1° dicembre 2022 INPS Servizi S.p.A., società per azioni in house providing interamente partecipata da INPS, ha dato avvio alla fase operativa di internalizzazione del servizio di contact center multicanale dell'INPS;
l'operazione, sostenuta dalle rappresentanze sindacali per il processo di stabilizzazione dei lavoratori, ha determinato criticità salariali e normative per la mancata applicazione della clausola sociale;
a più riprese i rappresentanti di categoria di CGIL, CISL e UIL hanno richiesto, nel corso degli ultimi due anni, un tavolo di confronto con INPS Servizi ed INPS per superare le criticità;
in particolare si segnalano alcuni punti fondamentali, come l'assenza di un piano industriale aziendale, e problematiche per i lavoratori come il recupero del valore degli scatti di anzianità e dei superminimi contrattuali frutto di armonizzazioni, persi con il passaggio ad INPS Servizi, ed il consolidamento dell'orario di lavoro per i part time;
considerato che:
lo scorso 17 dicembre si è tenuto un incontro tra le segreterie nazionali e una rappresentanza delle segreterie territoriali SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL e la dirigenza di INPS rappresentata dal direttore generale Valeria Vittimberga, dalla responsabile della Direzione centrale Partecipazioni societarie Alessia Rimmaudo, e di INPS Servizi, con la Presidente del CdA Susanna Masi;
nel corso dell'incontro, ritenuto fallimentare dalle organizzazioni sindacali, è stato registrato un nuovo rinvio dei vertici societari per la presentazione del piano industriale. "Nessuna novità in vista per nuove attività del contact center - hanno spiegato in una nota stampa SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL - e nessun chiarimento sulla paralisi amministrativa di Inps Servizi generata dalle dimissioni del direttore generale",
si chiede di sapere:
se, alla luce di quanto premesso e considerato, il Ministro in indirizzo ritenga di dover verificare quali iniziative siano state avviate da INPS Servizi S.p.A. per far sì che i lavoratori del contact center possano svolgere le loro funzioni secondo quanto previsto dal CCNL, superando le criticità emerse in premessa;
se non intenda dare seguito alle sollecitazioni dei sindacati sull'organizzazione di INPS Servizi S.p.A. e sull'assenza di un piano industriale, anche prevedendo un tavolo di confronto ministeriale.
(3-01650)
MARTELLA, ROSSOMANDO, CAMUSSO, ZAMBITO, LA MARCA, RANDO, SENSI, FURLAN, TAJANI, VALENTE, ROJC, MALPEZZI, IRTO, D'ELIA, FRANCESCHELLI, VERINI, MANCA, NICITA, VERDUCCI, DELRIO - Ai Ministri delle imprese e del made in Italy e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
la produzione industriale italiana ha registrato, negli ultimi due anni, un calo tendenziale caratterizzato da una diminuzione ininterrotta della produzione da oltre 21 mesi; la crisi ed in particolare le difficoltà del settore manifatturiero si riflettono anche sull'occupazione, come evidenziato dal maggiore ricorso alla cassa integrazione nel settore industriale già a partire dall'ultimo trimestre 2023 e dalla crescita costante delle domande di disoccupazione;
particolarmente colpito risulta il settore del lusso, interessato da una frenata negli acquisti dei prodotti che si è riflesso nella diminuzione di ricavi e utili dei grandi gruppi, e nel calo vistoso degli ordini per le aziende della filiera dell'alta gamma; secondo le ultime stime, tra il 2022 e il 2024 i volumi di produzione dei beni personali di lusso sono calati tra il 20 e il 25 per cento; particolarmente colpita la moda made in Italy, che nel 2024 ha visto un calo del fatturato del 5,3 per cento rispetto al 2023;
anche le esportazioni, in particolare verso la Svizzera, vero e proprio hub logistico dei gruppi del lusso, hanno manifestato un drammatico calo: i dati parlano di un 51 per cento in meno, pari a 1,7 miliardi di euro, per i settori "core" quali il tessile, l'abbigliamento e gli accessori, e un 19,1 per cento in meno per i settori collegati della gioielleria, del beauty e degli occhiali;
la crisi ha determinato gravi difficoltà per interi distretti produttivi causando una massiccia richiesta di accesso agli ammortizzatori sociali: ad esempio, nel settore pelle e pelletteria nei primi 9 mesi del 2024 sono aumentate del 13 per cento rispetto al 2023 le ore di cassa integrazione autorizzate, nel settore dell'abbigliamento del 124 per cento, e nel tessile del 74 per cento;
per fronteggiare la crisi occupazionale della filiera, gli stanziamenti pubblici per finanziare la cassa in deroga erano pari a circa 73 milioni di euro nel 2024, ma nonostante la manifesta crisi sono stati dimezzati per il 2025 a circa 36 milioni di euro,
si chiede di sapere:
quali siano le valutazioni dei Ministri in indirizzo rispetto ai preoccupanti dati relativi alla crisi della manifattura italiana, ed in particolare del settore del lusso, caratterizzata dal calo di fatturato, dalla mancata crescita della produzione e dal contestuale incremento del ricorso alla cassa integrazione, e quali conseguenti politiche di intervento intendano adottare al fine di modificare il perdurante trend negativo, sostenere lo sviluppo industriale e la competitività del sistema economico, e scongiurare ulteriori gravi ripercussioni sul livello occupazionale della manifattura italiana;
se intendano predisporre con urgenza adeguati provvedimenti finalizzati al rilancio degli investimenti e al sostegno della filiera del lusso, che interessa 60.000 imprese e oltre 600.000 dipendenti, gravemente colpita, nell'attuale congiuntura economica e nella complessa situazione geopolitica, a partire dal ripristino delle risorse destinate a rafforzare gli investimenti produttivi e lo sviluppo.
(3-01652)
MARTELLA, ROSSOMANDO, CAMUSSO, ZAMBITO, LA MARCA, RANDO, SENSI, FURLAN, TAJANI, VALENTE, ROJC, MALPEZZI, IRTO, D'ELIA, FRANCESCHELLI, VERINI, MANCA, NICITA, VERDUCCI, DELRIO - Ai Ministri delle imprese e del made in Italy e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
la produzione industriale italiana attraversa, da ormai due anni, una fase di calo tendenziale, con previsioni critiche anche per il 2025 e l'ultimo aumento tendenziale che risale a gennaio 2023;
uno dei settori più colpiti è quello dell'automotive che continua a registrare una contrazione senza precedenti e a condizionare l'andamento dell'industria metalmeccanica; in particolare, il calo dei volumi di Stellantis in Italia, abbinato a una più generale crisi del settore in Europa, ha ridimensionato la produzione dell'intero settore;
l'ultimo report dell'Associazione nazionale filiera dell'industria automobilistica evidenzia un calo dell'indice della produzione dell'industria automotive italiana pari al 28,5 per cento su novembre 2023, e una contrazione nella produzione di auto da inizio anno pari al 42,3 per cento;
sull'andamento del settore incidono anche i dati relativi alle esportazioni che attestano un calo dell'export di autoveicoli di oltre il 22 per cento, e conseguente bilancia commerciale negativa per oltre 15 miliardi di euro; l'andamento delle esportazioni di componenti ha invece registrato un calo del 2 per cento, segno che per i componentisti italiani le difficoltà sono state registrate soprattutto nel mercato interno, dunque nel flusso di forniture verso gli stabilimenti dove si assemblano auto, veicoli commerciali e industriali;
in particolare, gli stabilimenti Stellantis in Italia hanno registrato pesanti riduzioni, con Mirafiori, Melfi e Cassino a che si attestano alla metà dei volumi di produzione rispetto al 2023;
considerato inoltre che:
per affrontare i cali di commesse, le aziende dell'indotto hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, e le imprese dell'automotive hanno utilizzato contratti di solidarietà e incrementato il carico di ore di cassa integrazione rispetto al 2023;
nel solo Piemonte, regione dove si concentra circa un terzo della produzione della componentistica per l'auto made in Italy, nell'ultimo anno le ore di cassa integrazione ordinaria sono passate da 20,4 milioni a 35,6 milioni, con un incremento a dicembre 2024 del 173 per cento rispetto ai livelli del 2023, e anche la cassa integrazione straordinaria ha registrato un aumento del 30 per cento nel mese e del 50 per cento nell'anno;
si tratta di un dato in linea con l'intero settore manifatturiero, che ha riportato un aumento delle ore autorizzate di cassa integrazione di circa il 30 per cento rispetto a quanto registrato nel 2023 e più che raddoppiato rispetto ai livelli pre COVID: 426,5 milioni di ore nel 2024 contro i 201,9 milioni nel 2019,
si chiede di sapere:
quali misure i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di sostenere il settore dell'automotive e l'intera filiera nel superare l'attuale grave fase di crisi di produzione, così da favorire un incremento dei volumi produttivi almeno in linea con i livelli pre COVID e per tali vie scongiurare la grave crisi occupazionale del settore;
quali misure intendano adottare nei confronti di Stellantis, i cui stabilimenti nel 2024 sono stati tutti coinvolti da un preoccupante dimezzamento della produzione che ha anche dato avvio a una fase di proteste da parte dei lavoratori, al fine di garantire un futuro certo agli stabilimenti in Italia, nonché all'indotto, tutelando soprattutto i livelli occupazionali;
come intendano garantire risorse adeguate a sostenere i lavoratori nell'attuale crisi occupazionale del settore automotive.
(3-01653)
ZAMPA, RANDO, ZAMBITO, FURLAN, ROSSOMANDO, BASSO, CAMUSSO, BAZOLI, LA MARCA, DELRIO, TAJANI, VERINI, VERDUCCI, MANCA, MALPEZZI, FRANCESCHELLI, ROJC, GIACOBBE, MARTELLA, VALENTE - Al Ministro della salute. - Premesso che:
il tema delle liste d'attesa rappresenta una delle maggiori criticità del Servizio sanitario nazionale, con significative ripercussioni sull'effettivo accesso alle cure da parte dei cittadini e sulla tutela del diritto fondamentale alla salute, ed è stato richiamato, proprio per la sua gravità, anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso del 31 dicembre 2024;
per far fronte a questa vera e propria emergenza, il Governo Meloni ha deciso di emanare il decreto-legge 7 giugno 2024, n. 73, recante misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2024, n. 107;
tale iniziativa legislativa prevede la successiva approvazione di almeno sei decreti attuativi e proprio tale previsione è apparsa, sin da subito, in contrasto con il carattere di urgenza del decreto, in ragione della pesante alea sugli effettivi tempi di attuazione delle misure previste;
nonostante le dichiarazioni istituzionali sottolineino progressi nell'attuazione delle misure volte ad abbattere i tempi di attesa per l'accesso alle prestazioni sanitarie, una recente analisi indipendente condotta dalla Fondazione GIMBE evidenzia una situazione di grave e preoccupante stallo;
alla data del 29 gennaio 2025, a sei mesi esatti dall'approvazione della suddetta legge, secondo lo studio della Fondazione GIMBE, e come riportato dal Dipartimento per il programma di Governo, risulta approvato un solo decreto attuativo relativo alle "modalità con cui la Piattaforma nazionale delle liste di attesa opera in coerenza con il «Modello Nazionale di Classificazione e Stratificazione della popolazione»", pubblicato il 28 ottobre 2024;
sempre secondo lo studio, i termini previsti per tre decreti attuativi risultano, da tempo, scaduti. Nello specifico, il termine previsto per il decreto relativo all'adozione dei criteri di realizzazione, di funzionamento e di interoperabilità tra la Piattaforma nazionale e le piattaforme regionali delle liste di attesa risulta scaduto il 30 settembre 2024. Il termine del decreto relativo alle modalità e procedure per l'esercizio dei poteri sostitutivi da parte dell'Organismo di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria è scaduto lo scorso 31 agosto 2024, mentre, sempre al 30 settembre 2024, è scaduto l'ulteriore decreto relativo all'adozione di un piano d'azione finalizzato al rafforzamento della capacità di erogazione dei servizi sanitari e all'incremento dell'utilizzo dei servizi sanitari e sociosanitari sul territorio per le Regioni destinatarie del Programma nazionale equità nella salute 2021-2027;
a risultare non ancora approvati sono anche il decreto sulle linee di indirizzo, a livello, nazionale, contenenti le indicazioni tecniche per gestire, da parte del CUP, un nuovo sistema di disdetta delle prenotazioni e ottimizzazione delle agende di prenotazioni, e il decreto, o decreti, relativo all'adozione di una metodologia per la definizione del fabbisogno di personale degli enti del SSN;
in relazione al decreto (o decreti) relativo al superamento del tetto di spesa per il personale sanitario, desta ulteriore e particolare preoccupazione il fatto che, dopo la sperimentazione 2022-2024, la "nuova metodologia" AGENAS per stimare il fabbisogno di personale non risulti ancora approvata andando pertanto a condizionare nei fatti l'attuazione e applicazione dell'intero articolo 5 del decreto-legge 7 giugno 2024, n.73, perché vincola la necessaria e fondamentale assunzione di personale sanitario;
considerato che:
lo stato di avanzamento dei decreti attuativi sulle liste d'attesa è stato oggetto di una seduta di question time alla Camera in data 6 novembre 2024, in cui il ministro Schillaci ha dichiarato che erano alla sua attenzione le linee guida per la definizione dei criteri di realizzazione del funzionamento della piattaforma predisposta da AGENAS e che "dal mese di febbraio del 2025 sarà disponibile il cruscotto con gli indicatori di monitoraggio delle liste d'attesa, con i dati relativi a tutte le Regioni e le Province autonome";
le Linee guida di realizzazione, funzionamento e interoperabilità della Piattaforma nazionale liste di attesa sono state inviate alle Regioni solo il 17 dicembre 2024 con uno schema di decreto attuativo, e nella seduta del 18 dicembre le Regioni hanno chiesto il rinvio del parere per meglio esaminare il testo. Nella successiva seduta, tenutasi lo scorso 23 gennaio 2025, tale tema non è stato trattato per cui, ad oggi, risulta ampiamente improbabile che la piattaforma possa essere operativa entro febbraio 2025;
sempre nel corso del predetto question time il Ministro in indirizzo ha inoltre dichiarato che "sono prossimi all'adozione tutti i rimanenti decreti attuativi, quindi il processo di attuazione del decreto n. 73 del 2024 è in dirittura d'arrivo";
i potenziali benefici previsti dal decreto-legge sulla riduzione delle liste d'attesa, quali l'obbligo per le Regioni di creare un centro unico di prenotazione integrato con le agende delle strutture pubbliche e private accreditate, l'introduzione di un sistema di disdetta delle prenotazioni, il divieto di chiudere le agende e l'attivazione dei percorsi di garanzia, a distanza di sei mesi dall'approvazione del provvedimento con carattere di necessità e urgenza, stentano pertanto ancora a vedersi concretizzati,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo intenda dare puntuali aggiornamenti sugli effettivi tempi di approvazione dei previsti decreti attuativi e motivare i ritardi sino ad oggi accumulati;
se intenda assumere iniziative urgenti, ed eventualmente quali, al fine di dare seguito, in maniera efficace e compiuta, alla riduzione delle liste di attesa.
(3-01654)
PARRINI, MELONI, MALPEZZI, CAMUSSO, FURLAN, NICITA, IRTO, VERDUCCI, ROJC, D'ELIA, DELRIO, FRANCESCHELLI, ROSSOMANDO, TAJANI, VALENTE, MARTELLA, RANDO, VERINI, ZAMBITO, MANCA, GIACOBBE, FINA - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della giustizia. - Premesso che:
il 27 giugno 1944 a Falzano nel comune di Cortona (Arezzo) ebbe luogo la feroce uccisione per mano nazista di 16 civili, dieci dei quali trucidati facendo saltare per aria l'abitazione in cui erano stati rinchiusi dopo la cattura;
il 20 gennaio 2025 il Tribunale civile di Arezzo ha riconosciuto in favore dei 17 eredi dei martiri di Falzano il risarcimento del danno subito per complessivi 3,7 milioni di euro, condannando la Repubblica federale di Germania al pagamento di tale somma e delle spese processuali;
come noto, del pagamento di tali somme dovrà farsi carico lo Stato italiano a valere sul Fondo di ristoro dei danni subiti dalle vittime di crimini di guerra e contro l'umanità per la lesione di diritti inviolabili della persona, compiuti sul territorio italiano o comunque in danno di cittadini italiani dalle forze del Terzo Reich nel periodo tra il 1° settembre 1939 e l'8 maggio 1945, istituito dall'articolo 43 del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, a mente del quale hanno diritto all'accesso al Fondo coloro che hanno ottenuto un titolo costituito da sentenza passata in giudicato, avente ad oggetto l'accertamento e la liquidazione dei danni, a seguito di azioni giudiziarie già avviate alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 36 del 2022 ovvero successivamente, entro il 31 dicembre 2023;
risulta agli interroganti che a pochi giorni dal deposito della sentenza, e prima del suo passaggio in giudicato, l'Agenzia delle entrate avrebbe inopinatamente richiesto alle parti il pagamento dell'imposta di registro della sentenza, per una somma complessiva di 113.000 euro, pari a circa 7.000 euro per ciascuna delle persone a favore delle quali è stata pronunciata la sentenza di condanna;
tale richiesta appare agli interroganti non solo gravemente lesiva della posizione dei soggetti interessati, ma anche incredibilmente inopportuna, se solo si considera il contesto storico e normativo in cui è maturata la condanna al risarcimento e potrà aver luogo la concreta soddisfazione della pretesa degli aventi diritto;
considerato che:
l'articolo 10, comma 1 lettera c) del decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, recante Testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, prevede che sono obbligati a richiedere la registrazione, tra gli altri, "i cancellieri e i segretari per le sentenze, i decreti e gli altri atti degli organi giurisdizionali alla cui formazione hanno partecipato nell'esercizio delle loro funzioni";
l'articolo 59, comma 1, lettera d) del medesimo decreto prevede che "Si registrano a debito, cioè senza contemporaneo pagamento delle imposte dovute […] d) le sentenze che condannano al risarcimento del danno prodotto da fatti costituenti reato";
non è dunque chiaro, al momento, se la richiesta di pagamento sia dovuta a una decisione autonoma dell'Agenzia delle entrate ovvero consegua alla richiesta di registrazione proveniente dagli uffici giudiziari coinvolti;
considerato altresì che:
come già più volte ricordato dal presente primo firmatario con atti di sindacato che, purtroppo, rimangono ancora senza risposta, le vicende legate al risarcimento dei danni legati ai crimini di guerra nazifascisti compiuti su territorio italiano sono state caratterizzate, pur dopo l'istituzione del richiamato Fondo di ristoro, da un atteggiamento di grave insofferenza, ove non di aperta ostilità, da parte dei soggetti istituzionali che, secondo la legge, sono coinvolti nella procedura di liquidazione e ristoro; così, si è dovuto attendere un anno dall'entrata in vigore del decreto-legge perché si avesse l'adozione del decreto interministeriale attuativo dell'articolo 43 (e previsto dal comma 4 del medesimo articolo); si è dovuto assistere alle "strategie difensive" poste in essere dall'Avvocatura dello Stato, che in moltissimi giudizi si è costituita, facendo valere non solo la prescrizione della pretesa risarcitoria, ma anche l'assenza di interesse al risarcimento (ad esempio, perché l'assassinio di un genitore si era verificato prima che il richiedente potesse instaurare un rapporto significativo con il medesimo) e financo l'inesistenza del fatto storico (si vedano gli atti di sindacato ispettivo 3-00294, 3-00828 e 3-01194); infine, non si hanno ad oggi informazioni precise e dettagliate sui tempi di liquidazione delle somme riconosciute, a carico del Fondo di ristoro (tempi che, secondo l'esperienza sin qui maturata, possono arrivare fino ai due anni) né, fatto ancor più grave, sulla capienza effettiva di tale Fondo e, dunque, sulle concrete aspettative di ottenere ristoro a valere sul Fondo per coloro che ancora non abbiano avuto accesso ad esso (atto n. 4-01668);
nel caso portato all'attenzione degli interroganti, le persone interessate hanno già subito il pregiudizio derivante dall'attesa di oltre 80 anni per l'ottenimento di un risarcimento che, al di là del profilo economico, rappresenta il dovuto riconoscimento, da parte della Repubblica italiana, del gravissimo disvalore del danno subito, che incarna tutto ciò al quale la fondazione della Costituzione sull'antifascismo ha voluto reagire con forza, dando forma a una comunità repubblicana unita attorno ai valori della libertà, della democrazia, dell'eguaglianza e della giustizia; a tale pregiudizio si somma l'incertezza assoluta circa i tempi di concreta liquidazione, a valere sul Fondo, di quanto dovuto;
a questa situazione, foriera di disagi e di persistenti danni a carico delle persone interessate e aventi diritto al ristoro, si aggiunge oggi la beffa della richiesta di pagamento di una elevatissima somma a titolo di imposta di registro,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali siano state le ragioni che hanno condotto l'Agenzia delle entrate ad adottare una decisione tanto inopportuna quanto grave;
quali misure intendano adottare per rimediare a una decisione a parere degli interroganti scandalosa e intollerabile e ancora una volta, per dare certezza di ristoro alle moltissime persone che ancora attendono giustizia.
(3-01655)
GIORGIS, ZAMPA, ROSSOMANDO, BAZOLI, CAMUSSO, BASSO, D'ELIA, ZAMBITO, FURLAN, RANDO, LA MARCA, TAJANI, VERDUCCI, MANCA, MALPEZZI, FRANCESCHELLI, ROJC, VALENTE - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
l'Ufficio immigrazione della Questura di Torino gestisce le pratiche per tutti i cittadini stranieri residenti nei 312 comuni della provincia del capoluogo piemontese e, a fronte di circa 136.000 soggiornanti stranieri nel territorio, costretti come noto a costanti pratiche di rinnovo dei vari permessi, appare, al momento, in grado di garantire un monte di circa 212.500 accessi all'anno;
da oltre due anni, decine e decine di stranieri passano la notte in fila, con bambini e anziani, davanti all'Ufficio suddetto, sito in corso Verona 4, nel tentativo di prendere un appuntamento per le pratiche di rilascio, rinnovo o aggiornamento dei permessi di soggiorno;
una situazione umanamente insostenibile che ha spinto alla mobilitazione e all'impegno la Croce Rossa e la Protezione Civile, insieme a volontari di diverse associazioni e ai sindacati;
considerato che:
l'incertezza sui tempi dei rinnovi si traduce spesso in una ulteriore violazione di fondamentali diritti come ad esempio rischia di avvenire nel caso raccontato in questi giorni da diversi organi di stampa di una ragazza di origine nigeriana, nata a Torino, che non può presentare la domanda per l'esame di maturità e rischia di perdere l'anno proprio se non riuscirà a ottenere il formale e ordinario rinnovo del permesso di soggiorno;
numerosi consigli comunali, come da esempio quelli di Torino, Napoli, Verona, Bologna, Settimo Torinese, Ivrea, Rivalta, Grugliasco, San Mauro, hanno approvato mozioni che sollecitano il Governo ad affrontare tale emergenza attraverso misure strutturali, volte innanzi tutto a semplificare le procedure amministrative di richiesta e di rinnovo dei permessi di soggiorno, predisporre strutture adeguate, dotarsi di un adeguato numero di personale preposto, senza escludere, nel breve termine, l'opportunità di coinvolgere i Comuni per alleggerire l'attuale carico di lavoro;
presso la Camera dei deputati, in data 26 novembre 2024, è stato approvato all'unanimità un Ordine del Giorno (9/02088-AR/041) a prima firma dell'onorevole Bakkali, con il quale il Governo si è impegnato "a valutare l'opportunità di potenziare gli Uffici immigrazione della questura e lo Sportello unico, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica";
rilevato che:
in data 18 gennaio 2025, la Questura di Torino ha reso noto che i disagi che si registrano all'Ufficio immigrazione di Torino sono dovuti alla "riduzione della capacità ricettiva della struttura" e che si stanno "avviando le procedure per risolvere la problematica della riallocazione delle attività attualmente svolte in corso Verona alla sede della questura di via Tommaso Dorè e al commissariato di Barriera Milano" e che una soluzione "più strutturata e funzionale è attesa entro il prossimo autunno, nelle more della realizzazione di una nuova palazzina prevista all'interno della caserma di via Tirreno";
sempre nella nota redatta dalla Questura si legge inoltre che "a seguito di un rafforzamento dell'organico dell'ufficio immigrazione con ulteriori 10 unità di personale, è previsto l'ampliamento degli sportelli di ricevimento" e che per il prossimo autunno è "in programma il trasferimento dell'ufficio immigrazione al Santo Volto";
tenuto conto che:
per far fronte all'importante mole di lavoro sopraggiunta a seguito del conflitto russo ucraino, il Ministero dell'interno ha disposto, nel 2024, il rinnovo automatico di un anno dei permessi di soggiorno rilasciati ai rifugiati ucraini;
in data 31 dicembre 2024 è scaduta la proroga dell'Accordo Quadro per il servizio di somministrazione di lavoro a tempo determinato di 570 lavoratori interinali distribuiti presso gli Sportelli unici per l'immigrazione,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo, al fine di superare l'attuale situazione emergenziale, non ritenga opportuno disporre la proroga di un anno per i permessi di soggiorno in scadenza, così come già fatto nel 2024 per i rifugiati ucraini;
se intenda disporre tempestivamente la proroga degli interinali assunti dalla Questura di Torino e se ritenga necessario disporre, come promesso nella nota della stessa Questura, un immediato aumento del personale da destinare agli Sportelli unici per l'immigrazione;
se stia dando seguito, ed eventualmente in quali tempi e con quali iniziative, agli impegni assunti alla Camera dei deputati a seguito dell'approvazione dell'ordine del giorno 9/02088-AR/041 a prima firma Bakkali;
se non ritenga opportuno destinare una parte delle somme versate dagli immigrati stessi nell'ambito del rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno per implementare i servizi e l'efficienza degli uffici incaricati di espletare le predette funzioni;
se non ritenga necessario e prioritario disporre misure e iniziative di semplificazione in relazione alle procedure di rilascio dei permessi di soggiorno, al fine di evitare che la burocrazia diventi un ulteriore strumento di esclusione e sofferenze;
se non ritenga utile costituire un tavolo con l'Associazione nazionale dei comuni italiani, al fine di coinvolgere le amministrazioni dei Comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti in una gestione innovativa e fattiva delle procedure proprie al rilascio dei permessi di soggiorno per motivi familiari.
(3-01656)
BERGESIO - Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. - Premesso che:
la recente decisione dell'Unione europea di consentire l'immissione in commercio della polvere di larve intere di Tenebrio molitor (larva gialla della farina), trattata con raggi ultravioletti, ha riacceso un intenso dibattito all'interno dell'opinione pubblica;
la commercializzazione di insetti a scopo alimentare è stata resa possibile con il Regolamento UE sui Novel Food, in vigore dal 1° gennaio 2018; sono tuttavia molti i dubbi legati alle procedure di produzione;
il ricorso a trattamenti con raggi UV modifica la composizione nutrizionale della farina di larve, aumentando il contenuto di vitamina D in modo artificiale. Vi sono dunque preoccupazioni in merito alla sicurezza alimentare di questo alimento, ultra trasformato e non naturale, in particolare per i soggetti allergici ai crostacei e agli acari della polvere;
la provenienza di molte di queste farine inoltre è da Paesi extra UE (Vietnam, Thailandia, Cina), noti per elevati livelli di allarmi alimentari;
per la tutela del Made in Italy e della dieta mediterranea, che costituiscono un patrimonio alimentare e culturale a livello globale, e nel pieno rispetto delle scelte dei consumatori, è essenziale l'adozione di un sistema di etichettatura per l'immediato riconoscimento di questi prodotti,
si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire maggiore trasparenza nell'etichettatura di prodotti derivanti da farina di larve, a tutela dei consumatori nella scelta consapevole degli alimenti, e più in generale a difesa dell'agroalimentare Made in italy.
(3-01657)
NATURALE, TURCO - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'ambiente e della sicurezza energetica e dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. - Premesso che:
i fenomeni siccitosi che interessano vaste aree del Meridione, in particolare della regione Puglia, destano un'allarmante preoccupazione per i potenziali forti impatti e criticità generati, destinati ad intensificarsi nei prossimi mesi estivi, con conseguenti effetti drammatici in ambito ambientale, economico e sociale;
la gestione della risorsa acqua al Sud deve crescere virtuosamente, per sostenere non solo le esigenze di approvvigionamento idrico delle aree abitate, ma anche le necessità connesse al settore primario, secondo criteri di sostenibilità economica ambientale e sociale nel lungo periodo;
tra le risorse idriche principali, attualmente disponibili sul territorio regionale del Molise, figura l'invaso della diga di Ponte Liscione sul fiume Biferno;
come sottolineato anche a livello regionale pugliese, al fine di utilizzare in maniera più razionale ed efficace le disponibilità esistenti, le risorse idriche dell'invaso potrebbero essere utilmente convogliate, tramite opere di collegamento interregionale tra Puglia e Molise, verso il nodo di Finocchito, permettendo all'intero territorio della Capitanata di beneficiare di acqua che, allo stato attuale, finisce in mare e rimane, dunque, inutilizzata;
considerato che la risorsa idrica, anche per quanto concerne il versante colturale, rappresenta un punto di forza in termini di reddito e di occupazione, per cui diventa strategico garantire un'amministrazione dell'acqua più conveniente,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo non ritengano, mediante l'attivo coinvolgimento degli enti e delle autorità statali, regionali e territoriali differentemente coinvolti, avviare un processo di collaborazione interregionale che porti al superamento di eventuali criticità attuative e alla finalizzazione degli interventi di collegamento, tesi ad impiegare proficuamente le risorse idriche interessate;
se, anche mediante la diretta attività di competenza del commissario straordinario nazionale per l'adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica, intendano facilitare l'individuazione di una strategia condivisa, tale da aggregare e coordinare i differenti interessi in campo e le iniziative progettuali, per apportare benefici ai territori coinvolti, in termini di approvvigionamento funzionale della risorsa idrica per gli opportuni usi civili, industriali e agricoli.
(3-01658)
CASTELLONE - Al Ministro della salute. - Premesso che:
il 22 marzo 2019 il Parlamento ha approvato all'unanimità la legge n. 29 del 2019, recante "Istituzione e disciplina della rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione";
l'articolo 4 prevede l'istituzione del referto epidemiologico, al fine di consentire un controllo permanente dello stato di salute della popolazione, anche nell'ambito dei sistemi di sorveglianza, dei registri di mortalità dei tumori e di altre patologie, con particolare riferimento alle aree più critiche del territorio nazionale;
considerato che:
con l'espressione "terra dei fuochi" ci si riferisce a una vasta area tra le province di Napoli e Caserta dove la criminalità organizzata gestisce e smaltisce illegalmente, bruciandoli e interrandoli, rifiuti speciali provenienti da tutta Italia e dove è stato registrato un aumento di tumori e altre malattie e malformazioni;
con sentenza definitiva del 30 gennaio 2025 (ricorso 51767/14 e altri) la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato lo Stato italiano per inazione di fronte all'interramento di rifiuti tossici per mano delle mafie nel territorio campano in quanto, pur conoscendo la situazione, non ha preso le dovute misure. La Corte ha stabilito che l'Italia deve introdurre, senza indugio, misure generali in grado di affrontare in modo adeguato il fenomeno della "terra dei fuochi";
la CEDU ha riconosciuto per i cittadini che vivono nell'area a nord di Napoli un rischio per la vita "sufficientemente grave, reale e accertabile", che può essere qualificato come "imminente". I giudici ritengono che "non ci siano prove sufficienti di una risposta sistematica, coordinata e completa da parte delle autorità nell'affrontare la situazione della Terra dei Fuochi" ed evidenziano che i progressi nel valutare l'impatto dell'inquinamento sono stati lenti, quando invece occorreva celerità;
la Corte ha per questo ordinato all'Italia di elaborare entro due anni una strategia articolata per far partire le bonifiche e mettere in sicurezza la salute dei cittadini, anche attraverso la raccolta e la comunicazione trasparente dei dati e l'istituzione di un meccanismo di monitoraggio indipendente;
considerato inoltre che:
sono passati quasi 6 anni dall'approvazione della legge n. 29 del 2019, ma non sono stati ancora approvati i regolamenti e i decreti attuativi;
la rete nazionale dei registri tumori è uno strumento indispensabile per avere una fotografia dello stato di salute della popolazione e mettere in atto strategie di prevenzione e contenimento del rischio sanitario laddove si registri un rischio elevato per determinate patologie,
si chiede di sapere, alla luce della sentenza CEDU del 30 gennaio 2025 in cui la Corte ordina all'Italia di istituire un meccanismo di monitoraggio indipendente entro dicembre 2027 e di creare una piattaforma pubblica atta a favorire la trasparenza e la raccolta dei dati, quale sia lo stato dell'arte rispetto all'attuazione della rete nazionale dei registri tumori (legge n. 29 del 2019) e quale sia il cronoprogramma per l'emanazione del regolamento e del decreto per l'istituzione del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione previsti dalla legge.
(3-01659)
LOREFICE - Al Ministro dell'istruzione e del merito. - Premesso che:
con decreto del direttore generale (DDG) n. 2575 del 6 dicembre 2023, ai sensi dell'articolo 3, comma 7, del decreto ministeriale 26 ottobre 2023, n. 205, è stata bandita la procedura concorsuale per l'accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado su posto comune e di sostegno 2023;
con nota n. 202382 del 26 novembre 2024 il Ministero ha disposto: "A norma dell'articolo 13, comma 2, e dell'articolo 18-bis, comma 4, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, i docenti assunti con contratto a tempo determinato su posto comune nella scuola secondaria, in quanto vincitori del concorso bandito con DDG 2575 del 6 dicembre 2023 privi di abilitazione all'atto dell'assunzione, svolgeranno il periodo di prova e formazione dell'anno scolastico 2025/2026 a seguito dell'assunzione a tempo indeterminato, previo conseguimento dell'abilitazione stessa";
tuttavia ciò si tradurrebbe in una disparità di trattamento tra i vincitori del concorso che hanno preso servizio prima di conseguire l'abilitazione, che non potrebbero svolgere l'anno di prova nell'anno scolastico 2024-2025, di contro agli altri vincitori che, avendo avuto la graduatoria di merito pubblicata tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre 2024, erano già in possesso dell'abilitazione al momento dell'assunzione;
considerato che:
il completamento dei percorsi abilitanti entro i mesi di novembre-dicembre 2024 è avvenuto in conformità alla nota ministeriale n. 9171 del 14 maggio 2024, recante "Indicazioni operative sulle procedure di attivazione dei percorsi di formazione insegnanti a.a. 2023/2024 e 2024/2025", e, dunque, non è in alcun modo imputabile agli aspiranti docenti, i quali si sono trovati nell'impossibilità di svolgere l'anno di prova, ma non per loro responsabilità;
la previsione in esame, paradossalmente, penalizza i più meritevoli, che avendo un posto in graduatoria migliore, vedono tuttavia preclusa la possibilità di effettuare l'anno di prova nell'anno scolastico 2024-2025, a differenza di coloro che, per scorrimenti nella graduatoria (già in possesso dell'abilitazione e benché siano stati assunti dopo il 10 dicembre 2024) hanno potuto svolgere l'anno di prova nel 2024-2025,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e, pertanto, se non ritenga opportuno sanare il vulnus che nella fattispecie penalizza (con palese diversità di giudizio e valutazione «nel merito») una intera classe concorsuale di docenti;
ovvero se non ritenga di intervenire tempestivamente affinché ai vincitori del concorso bandito con DDG n. 2575 del 6 dicembre 2023, e che al momento dell'assunzione non avevano ancora ottenuto l'abilitazione, sia consentito di poter svolgere l'anno di prova nel corrente anno scolastico 2024-2025.
(3-01660)
CASTELLONE, NAVE - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:
il 30 gennaio 2025 la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia, con sentenza definitiva (ricorso 51767/14 e altri), per aver messo a rischio la salute dei cittadini che vivono nella "terra dei fuochi", stabilendo che entro due anni vanno introdotte, senza indugio, misure in grado di affrontare in modo adeguato il fenomeno dell'inquinamento;
i siti di interesse nazionale sono zone considerate altamente a rischio in cui la quantità e pericolosità degli inquinanti presenti hanno un impatto sull'ambiente circostante sotto il profilo sia ecologico che sanitario (art. 252, comma 1, del decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modifiche, detto testo unico ambientale);
l'art. 53 del decreto-legge n. 76 del 2020 ha introdotto all'art. 252 del decreto legislativo n. 152 il comma 9-bis, che individua quale ulteriore sito di interesse nazionale l'area vasta di Giugliano (Napoli), in quanto area interessata dalla presenza di discariche ed impianti di trattamento dei rifiuti;
dei 42 siti di interesse nazionale presenti in Italia l'unico a non essere ancora stato perimetrato è quello dell'area vasta di Giugliano;
considerato che:
la CEDU ha riconosciuto per i cittadini che vivono nell'area a nord di Napoli un rischio per la vita "sufficientemente grave, reale e accertabile", che può essere qualificato come "imminente";
la Corte ha stigmatizzato la frammentazione di competenze in termini di gestione dei rifiuti tra Regioni e Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, ordinando all'Italia di elaborare entro due anni una strategia articolata per far partire le bonifiche e mettere in sicurezza la salute dei cittadini;
secondo un recente rapporto della Corte dei conti sul fondo per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti di interesse nazionale, approvato con delibera n. 87/2024/G, i SIN richiedono un'azione congiunta a livello sia nazionale che regionale, con interventi urgenti di messa in sicurezza e bonifica da effettuare con investimenti adeguati, una migliore collaborazione tra enti e una solida gestione dei dati, considerati i gravi rischi sanitari, ecologici e socio-economici connessi;
sempre secondo il rapporto della Corte dei conti, il sito area vasta di Giugliano è l'unico senza perimetrazione;
l'ultima conferenza dei servizi avviata dalla Direzione generale dell'uso sostenibile del suolo e delle risorse idriche del Ministero per il procedimento per la perimetrazione del sito di Giugliano risale al 25 ottobre 2022 e da allora non ci sono stati aggiornamenti,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo intenda procedere celermente al completamento della perimetrazione del sito di interesse nazionale area vasta di Giugliano, sollecitando la Regione Campania ad espletare tutte le procedure necessarie in tal senso;
come intenda rispondere all'appello della Corte dei corti circa l'urgenza di bonificare i territori compresi nei siti di interesse nazionale, tra cui l'area vasta di Giugliano in Campania;
quali strategie intenda mettere in atto per tutelare i cittadini che vivono nella "terra dei fuochi".
(3-01661)
FINA - Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. - Premesso che:
nel corso della trasmissione "Report", andata in onda su RAI3 nella serata di domenica 2 febbraio 2025, sono emersi gravi elementi in relazione alle modalità di finanziamento del programma televisivo "Dalla parte degli animali", trasmesso da Rete 4 e condotto dall'on. Michela Vittoria Brambilla;
in particolare, secondo quanto emerso a margine dell'inchiesta giornalistica, la produzione del programma, i relativi costi e l'approvvigionamento dei fondi destinati a coprirli sono affidati da Mediaset a un soggetto esterno all'azienda; sempre secondo quanto emerso, parte delle sponsorizzazioni finalizzate a coprire i costi di produzione è rinvenuta e procurata dalla stessa conduttrice;
tra i soggetti che finanziano il programma c'è anche l'Ente nazionale della cinofilia italiana, sottoposto alla vigilanza del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (art. 1, comma 1, dello statuto sociale dell'ente, approvato con decreto ministeriale n. 20640 del 24 febbraio 2000); l'ENCI, in particolare, avrebbe finanziato la produzione del programma per la cifra complessiva di 460.000 euro;
considerato che:
scopo dell'ENCI, ai sensi dell'articolo 2 dello statuto, è quello di "tutelare le razze canine riconosciute pure, migliorandone ed incrementandone l'allevamento, nonché disciplinandone e favorendone l'impiego e la valorizzazione ai fini zootecnici, oltre che sportivi"; a tal fine, l'ente esercita una serie di competenze legate alla regolazione e al controllo della produzione e dell'allevamento di cani di razza (art. 2, lett. a) e b)), allo svolgimento di gare canine (lett. c) e d)) nonché alla promozione di "studi e ricerche interessanti la cinotecnia ed aiuta le iniziative qualificate rivolte allo studio, al controllo, al miglioramento ed alla diffusione delle razze canine" (lett. e)); tra gli scopi dell'ENCI e tra le sue competenze non rientra, dunque, il finanziamento di una trasmissione televisiva, peraltro condotta da un'esponente politica nota soprattutto per l'impegno sul fronte della tutela dei diritti degli animali e che, come tale, potrebbe vedere accresciuto il proprio consenso personale anche grazie alla risonanza del programma televisivo;
compito del Ministero è quello di vigilare sul corretto funzionamento dell'ente e, soprattutto, sul corretto impiego dei fondi di cui esso, a diverso titolo, dispone,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intenda assumere nei confronti dell'Ente nazionale della cinofilia italiana al fine di assicurare il corretto impiego dei fondi e delle risorse di cui esso dispone.
(3-01662)
RASTRELLI - Ai Ministri della giustizia e degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:
il 18 gennaio 2025, la prima Camera preliminare della Corte penale internazionale ha emesso un mandato d'arresto internazionale per il generale libico Osama Elmasry Njeem, conosciuto anche con il nome di Almasri;
lo stesso 18 gennaio 2025 il mandato d'arresto è stato trasmesso a sei Paesi europei (e una richiesta di collaborazione è stata inviata anche all'INTERPOL) dopo che gli investigatori avevano saputo che Almasri poteva trovarsi in Europa;
la Corte si è consultata con le autorità competenti dei diversi Paesi e ha agito in coordinamento con i rispettivi organi, condividendo in tempo reale le informazioni circa gli spostamenti del sospettato;
l'arresto è avvenuto a Torino la mattina di domenica 19 gennaio 2025;
la procedura che l'Italia deve seguire per cooperare con la Corte è regolata dalla legge di adeguamento allo Statuto della Corte penale internazionale 20 dicembre 2012, n. 237, secondo la quale la cooperazione con la Corte, anche in materia di consegna del ricercato, avviene sempre tramite il Ministro della giustizia, cui spetta «ricevere le richieste provenienti dalla Corte e di darvi seguito», avvalendosi eventualmente della collaborazione degli altri ministri (in particolare, in caso di richiesta di arresto e consegna di un ricercato, del Ministro dell'interno);
la citata legge di adeguamento allo Statuto della Corte penale internazionale, in quanto ratifica del trattato istitutivo della Corte penale internazionale del 1998, recepisce quanto sancito dall'articolo 59 dello Statuto, ovvero che lo Stato deve ricevere dalla Corte una espressa richiesta di fermo o di arresto prima di poter procedere;
la Corte d'appello di Roma ha ritenuto illegittimo l'arresto effettuato dalla polizia di Torino, in quanto operato senza avere previamente concordato l'operazione con il Ministro della giustizia, come espressamente previsto dalla citata legge 20 dicembre 2012, n. 237, all'articolo 2, commi 1, 2 e 3, nonché dall'articolo 59 dello Statuto della Corte penale internazionale, firmato a Roma il 17 luglio 1998;
la Corte d'appello di Roma, quindi, ha agito in assoluta autonomia secondo quanto previsto dall'articolo 104 della Costituzione proprio in materia di autonomia ed indipendenza della magistratura;
il rispetto di quanto previsto dall'articolo 104 della Costituzione da parte della Corte d'appello di Roma in merito alla scarcerazione di Almasri dimostra che non vi è stato alcun ruolo del Governo nel prendere una tale decisione,
si chiede di sapere quali siano le iniziative, per quanto di competenza, che i Ministri in indirizzo intendano intraprendere al fine di chiarire, in relazione alla vicenda, l'avvenuto rispetto da parte dell'Italia di quanto previsto dallo Statuto della Corte penale internazionale, nonché del principio di indipendenza della magistratura previsto dall'articolo 104 della Costituzione.
(3-01664)
Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento
ZAMBITO, CAMUSSO, FURLAN, MARTELLA - Al Ministro della salute. - Premesso che:
in data 28 gennaio 2025 è stato firmato, con effetto a decorrere dalla data di registrazione dell'atto, il decreto di nomina di Domenico Mantoan, ex direttore generale di AGENAS, quale consulente esperto in materia di gestione delle liste di attesa e aggiornamento delle tariffe associate alle diverse categorie di ricovero (DRG), nell'ambito del contingente, di cui agli articoli 1, comma 5, e 8, comma 2, primo periodo, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 ottobre 2023, n. 195;
nel suo nuovo incarico a titolo gratuito affidatogli dal Ministro della salute dovrà valutare i primi dati relativi ai tempi di attesa in ciascuna regione e in ogni singola azienda sanitaria e ospedaliera relativi al mese in corso, attesi al Ministero entro il prossimo 10 febbraio;
si tratta di un nuovo incarico per Mantoan, dopo le sue dimissioni alla guida dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali alla fine del 2024 e la recente nomina di amministratore delegato dell'Ospedale "Pederzoli" di Peschiera del Garda, incarico assunto ufficialmente l'8 gennaio scorso, insieme a quello di consigliere senza deleghe di Salus S.p.A., capogruppo che controlla oltre all'Ospedale Pederzoli, il Centro riabilitativo Veronese la clinica "Madonna della Salute" di Porto Viro, la casa di cura "Città di Rovigo" e la "Solatrix" di Rovereto;
ad avviso degli interroganti, l'incarico pubblico quale consulente per il Ministero della salute sulla gestione delle liste di attesa e l'incarico nel settore della sanità privata quale amministratore delegato dell'Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda sono confliggenti in un'ottica di tutela degli interessi della salute pubblica,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno procedere al ritiro del suddetto decreto di nomina, alla luce di un possibile conflitto d'interessi che potrebbe interessare Mantoan, considerato il doppio ruolo che ricopre all'interno del settore sanitario.
(3-01651)
FAZZONE - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
l'Agenzia delle entrate con il principio di diritto n. 17 del 17 dicembre 2018 ha precisato che, quando per l'esecuzione di appalti pubblici si costituisce un'associazione o un raggruppamento temporaneo tra imprese, gli obblighi di fatturazione nei confronti della stazione appaltante devono essere assolti dalle singole imprese associate, relativamente ai lavori di competenza eseguiti da ciascuna, e non devono essere a carico esclusivo della mandataria;
in molti e frequenti casi, le stazioni appaltanti (generalmente enti pubblici territoriali) hanno richiesto, con specifiche clausole contrattuali determinate all'esito di procedure di gare pubbliche, alle imprese consorziate in associazioni o raggruppamenti, che la fatturazione delle prestazioni fosse svolta dalla sola capogruppo mandataria (senza coinvolgimento delle mandanti nel processo di fatturazione) in maggiore adesione all'ordinamento finanziario e contabile degli enti pubblici che prevede le fasi di gestione della spesa sono l'impegno, la liquidazione, l'ordinazione ed il pagamento;
tali imprese hanno, in buona fede e per obblighi contrattuali, assecondato e ottemperato a questa richiesta delle stazioni appaltanti;
dal 2018 al 2023 si è quindi consolidata tale prassi operativa che, apparentemente non rispettosa del principio di diritto, ha comportato la fatturazione "accentrata", da parte della mandataria capogruppo alle stazioni appaltanti, dell'intera prestazione di servizi resa;
in molti casi si è trattato di operazioni caratterizzate da regimi IVA non omogenei, applicandosi il regime IVA ordinario nella fatturazione tra mandante e mandataria e il cosiddetto split payment,con assolvimento dell'IVA da parte della stazione pubblica appaltante, sulle fatture ricevute, senza esposizione dell'IVA, dalla mandataria capogruppo;
l'Agenzia delle entrate ha ritenuto che le imprese consorziate o raggruppate avrebbero dovuto fatturare separatamente la propria quota di esecuzione del servizio esclusivamente alla stazione appaltante e ha iniziato a contestare l'indebita detrazione dell'IVA operata dalle mandatarie sulle fatture emesse nei loro confronti dalle mandanti (nonostante l'imposta sia stata integralmente assolta dagli enti pubblici territoriali che hanno ricevuto le fatture dalle mandatarie, in regime di split payment, e, in molti casi, anche dalle mandanti che hanno esercitato la rivalsa IVA nei confronti delle mandatarie e l'hanno versata all'erario);
le imprese mandanti e mandatarie consorziate e le stazioni appaltanti, che non hanno operato secondo il principio di diritto indicato dall'Agenzia delle entrate, ma ottemperando agli obblighi contrattuali imposti dagli enti pubblici, rischiano di dover affrontare un contenzioso fiscale rispetto a diverse contestazioni;
a seguito del recupero dell'IVA dalle mandatarie per illegittima detrazione, l'Agenzia delle entrate sarebbe comunque tenuta a restituire la stessa alle mandanti, dal momento che può incassare l'IVA una volta sola;
ma soprattutto a seguito del recupero dell'IVA le mandatarie per errata fatturazione sarebbero legittimate a recuperare dall'ente pubblico, che sarebbe comunque tenuto a restituire l'IVA addebitata erroneamente;
al fine di evitare pertanto molti contenziosi dall'esito incerto e lungo, laddove non siano ravvisabili comportamenti frodatori (essendo stata l'IVA integralmente assolta dalle stazioni appaltanti e dalle mandanti), oltre ad impegni finanziari notevoli anche da parte degli enti pubblici committenti, che dovrebbero restituire parte dell'IVA loro addebitata erroneamente, sarebbe necessaria ed esaustiva l'adozione di un provvedimento normativo che consenta la prosecuzione della prassi operativa adottata dagli enti pubblici;
infatti, nelle more, molti uffici dell'Agenzia delle entrate hanno avviato azioni di verifica nei confronti delle aziende, per cui si ritiene molto stringente tale esigenza soprattutto per gli enti pubblici committenti,
si chiede di sapere:
se il principio di diritto n. 17/2018 dell'Agenzia delle entrate, alla cui applicazione sono ipoteticamente ricollegate ingentissime violazioni fiscali, sia proveniente da sentenze della Corte di cassazione, e quali, o se sia frutto di elaborazione interna alla pubblica amministrazione;
se il principio di diritto n. 17/2018, che regola le modalità di fatturazione, negli appalti pubblici, dei raggruppamenti temporanei di imprese verso la stazione appaltante, sia stato inviato, e quando, alle diverse stazioni appaltanti, allo scopo di evitare l'insorgere di vertenze come quella in essere, con richiesta di stringente applicazione; nel caso sia stato comunicato, per quale motivo diverse stazioni appaltanti della pubblica amministrazione abbiano continuato a prevedere gare d'appalto in asserita violazione di tale principio di diritto;
se l'asserita violazione del citato principio di diritto sia stata contestata a tutte le aziende quali mandatarie di raggruppamenti temporanei di impresa;
se l'asserita violazione sia contestata anche alle diverse stazioni appaltanti, nella loro veste di enti pubblici, o solo anche alla persona del loro legale rappresentante, che hanno ricevuto e quietanzato fatture, a dire di controparte, erroneamente emesse, erroneamente registrate ed erroneamente pagate;
se non appaia un'affermazione in evidente violazione sia del principio costituzionale, stabilito dall'articolo 97 della Costituzione, che sancisce l'imparzialità della pubblica amministrazione, che del principio di affidamento e buona fede, immanente nei rapporti tra pubblica amministrazione e contribuente, espressamente ricordato dall'articolo 10, comma 1, dello statuto del contribuente, laddove non tiene conto: che le "previsioni contrattuali" sono formate, previste, messe a gara, e sottoscritte da altra articolazione della pubblica amministrazione che le contesta; che gli asseriti "comportamenti contrari alle stesse" sono previsti e pretesi da enti locali della medesima pubblica amministrazione che li contesta; che il principio di diritto n. 17 del 2018, e la risposta dell'Agenzia n. 47/2024, non sono norme di legge;
se il Ministro in indirizzo intenda adottare un provvedimento normativo affinché le aziende impegnate nell'esecuzione di opere e servizi in appalti pubblici possano operare in maggiore conformità fiscale, eliminando rischi di molti e lunghi contenziosi anche di notevole entità ed un'inutile pratica di restituzione ai vari soggetti lo stesso importo dell'IVA recuperata.
(3-01663)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
CANTALAMESSA - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
nella serata di domenica 26 gennaio 2025, a Castellammare di Stabia (Napoli), alla fermata di via Nocera della ferrovia Circumvesuviana, un gruppo di ultras con casco e passamontagna ha preso d'assalto il convoglio che trasportava alcuni tifosi del Sorrento, di ritorno dalla vicina trasferta di Torre del Greco contro la Turris, partita di calcio del campionato di serie C vinta dalla squadra del Sorrento;
gli assalitori hanno lanciato pietre e bottiglie di vetro contro il convoglio, provato a distruggere le porte lanciando bidoni della spazzatura precedentemente rimossi dalla strada, e provato, in tutti i modi, a raggiungere, armati di spranghe, i passeggeri;
il treno è rimasto ostaggio della furia degli ultras per diversi minuti prima di ripartire ed ha riportato gravi danni a finestrini e porte, e fortunatamente i passeggeri hanno scongiurato un incendio, soffocandolo sul nascere;
nell'assalto alcuni tifosi del Sorrento sono rimasti feriti e due di loro sono stati trasportati in ospedale quando il treno è arrivato nella penisola Sorrentina;
il Governo sta portando avanti un crescente potenziamento delle attività di prevenzione e contrasto all'illegalità negli scali ferroviari e questo risulta quanto mai fondamentale per offrire una più efficace risposta in alcune zone dove la percezione di insicurezza è diffusa,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno, per quanto di sua competenza, mettere in atto azioni utili a fare chiarezza sulle dinamiche dell'accaduto, anche utilizzando a tale scopo le telecamere di sicurezza per identificare gli assalitori;
nell'ambito del programma di potenziamento della sicurezza sui treni e nelle stazioni ferroviarie che il Governo sta portando avanti al fine di contrastare la grave situazione di delinquenza e criminalità che si verifica troppo spesso nelle aree interne e limitrofe delle stazioni, compresi gli scali ferroviari della Circumvesuviana, quali siano le iniziative che ritenga efficaci per scongiurare simili episodi.
(4-01773)
MAGNI - Ai Ministri dell'istruzione e del merito e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
numerose segnalazioni denunciano il mancato pagamento per mesi degli stipendi ai docenti precari con contratti di supplenza breve e saltuaria;
i fondi destinati al pagamento dei supplenti brevi vengono trasferiti dal Ministero dell'economia e delle finanze solo in base alla disponibilità di cassa, determinando gravi ritardi e costringendo i docenti a lavorare senza retribuzione per periodi prolungati;
tale situazione colpisce lavoratori che già affrontano difficoltà economiche, spesso costretti a sostenere spese elevate per l'affitto e per l'acquisizione di titoli necessari alla progressione in graduatoria;
parallelamente, circa 50.000 vincitori del concorso PNRR per l'assunzione a tempo indeterminato nella scuola pubblica sono ancora in attesa di nomina, mentre le scuole devono ricorrere a personale precario per coprire cattedre che, di fatto, dovrebbero già essere assegnate a docenti di ruolo;
il ritardo nelle nomine e l'ingresso in corso d'anno dei docenti di ruolo causano discontinuità didattica, destabilizzando gli studenti e compromettendo la qualità dell'insegnamento;
considerato che:
il pagamento degli stipendi ai supplenti brevi dovrebbe essere garantito con la stessa regolarità di quello del personale a tempo indeterminato;
la non tempestiva corresponsione degli stipendi rappresenta una violazione dei diritti dei lavoratori e mina la dignità della professione docente;
l'attuale modalità di pagamento per i supplenti brevi si è dimostrata inefficace e deve essere urgentemente riformata;
ritenuto che la situazione, a parere dell'interrogante, è inaccettabile per qualsiasi ambito lavorativo, aggravata dal costo della vita nelle grandi città,
si chiede di sapere:
quali misure urgenti i Ministri in indirizzo intendano adottare per garantire il pagamento regolare e puntuale degli stipendi ai supplenti con contratto breve e saltuario;
se vogliano trattare la spesa per la retribuzione dei supplenti brevi come partita di spesa fissa, analogamente a quanto avviene per i supplenti in maternità, per porre fine ai ritardi nei pagamenti;
quali iniziative il Ministro dell'istruzione e del merito intenda adottare per accelerare la nomina dei vincitori del concorso PNRR, evitando il ricorso sistematico a personale precario e garantendo stabilità alle scuole e agli studenti;
se non ritenga opportuno rivedere le modalità di gestione delle supplenze e delle assunzioni, al fine di garantire una maggiore continuità didattica e il rispetto dei diritti dei lavoratori della scuola.
(4-01774)
MALAN - Ai Ministri per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione e dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:
secondo quanto rileva un'inchiesta del quotidiano olandese "De Telegraaf", l'Unione europea avrebbe "pagato segretamente gruppi ambientalisti per promuovere i piani verdi dell'ex commissario Frans Timmermans";
in particolare, sarebbe "stato utilizzato denaro da un fondo per sussidi climatici e ambientali da miliardi di euro" per finanziare una "lobby ombra" al fine di portare le politiche green in cima all'agenda europea;
sempre secondo le informazioni riportate nell'inchiesta, "alle organizzazioni sono stati addirittura assegnati obiettivi concreti di lobbying presso eurodeputati e Paesi membri", come, ad esempio, una campagna a favore della contestata "nature restoration law", fortemente voluta da Timmermans e "promossa da un'organizzazione coordinata di 185 associazioni ambientaliste";
come ha spiegato al Telegraaf dall'eurodeputato olandese Dirk Gotink, membro della commissione Bilancio del Parlamento europeo, "c'erano persino liste redatte dalle lobby con nomi di tutti i politici che dovevano essere contattati" e le associazioni coinvolte erano tenute anche a "rendicontare i risultati", come, ad esempio, l'European environmental bureau, l'organizzazione europea ombrello dell'attivismo green, esplicitamente incaricata di fornire almeno 16 casi in cui il Parlamento europeo ha spinto la legislazione verso posizioni più estreme grazie alla loro attività lobbistica;
se la notizia fosse confermata, sarebbe un fatto gravissimo, forse indice di un sistema che potrebbe aver influenzato le politiche nazionali dei vari Paesi membri della UE e indirizzato l'opinione pubblica su un tema complesso e, in particolare, sul controverso green deal, ricorrendo all'utilizzo di fondi comunitari per fini contrari al processo decisionale democratico; un finanziamento per fini di parte come questo sarebbe paragonabile, infatti, al sostegno a un partito a danno di altri in occasione di elezioni;
quello che appariva un approccio ideologico ai temi della transizione energetica si rivelerebbe dunque un approccio "monetario" che avrebbe impegnato risorse pubbliche non nell'interesse degli Stati membri e dei loro cittadini, ma a danno centinaia di migliaia lavoratori dell'agricoltura e dell'allevamento, che vedono il futuro compromesso dalle clausole ecologiste del piano, così come centinaia di migliaia di operai, in particolare delle imprese automobilistiche europee, strangolate dagli obiettivi di produzione e vendita di veicoli elettrici imposti dalla Commissione, a tutto vantaggio delle produzioni cinesi;
le lobby ambientaliste hanno il diritto di promuovere i loro interessi o le loro idee, ma non con risorse pubbliche, derivanti dai tributi pagati anche da chi ha interessi e idee opposte: il tutto per imporre politiche asseritamente ambientali, a giudizio dell'interrogante folli, che devastano il sistema industriale nazionale ed europeo con ripercussioni sul piano occupazionale, già evidenti oggi, ma che rischiano in breve tempo di divenire catastrofiche,
si chiede di sapere quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano assumere per fare piena chiarezza sulla grave vicenda, al fine di accertare: a) se e quante risorse siano state versate a soggetti non istituzionali per condizionare e falsare il dibattito pubblico sul piano green deal dell'ex commissario Frans Timmermans; b) se attività di tal genere siano state adottate dalle istituzioni dell'Unione europea anche su altre tematiche; c) come sia possibile a istituzioni dell'Unione indirizzare finanziamenti a soggetti non istituzionali senza che ciò risulti con chiarezza pubblica.
(4-01775)
LICHERI Sabrina, LICHERI Ettore Antonio - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:
il Parco nazionale dell'Asinara e l'Area marina protetta rappresentano due siti di rilevante interesse ambientale, naturalistico ed economico per il territorio del Nord Sardegna, coinvolgendo direttamente oltre 70 imprese e 350 addetti del settore turistico e dei servizi correlati;
a partire dal mese di agosto 2024, l'Ente Parco è privo di governance, in quanto non è stato nominato né un presidente né un commissario straordinario, non è stato costituito il consiglio direttivo e il mandato dell'attuale direttore è in scadenza imminente (11 febbraio 2025), situazione che rischia di paralizzare completamente l'operatività dell'Ente;
questa prolungata assenza di governance impedisce l'approvazione degli strumenti essenziali per la gestione del Parco, quali il bilancio di previsione per l'anno 2025, pregiudica la selezione e la nomina di un nuovo direttore e rende impossibile la programmazione delle attività economiche e turistiche, causando incertezza tra gli operatori e compromettendo l'intera stagione turistica;
molti operatori economici e i sindaci del territorio hanno a più riprese manifestato la propria preoccupazione e lamentano la mancata gestione di temi essenziali per l'attività del Parco, tra cui il rinnovo delle concessioni per le imprese, le autorizzazioni per i mezzi a terra (scadute il 31 dicembre 2024), la mancata apertura delle strutture carcerarie storiche e l'assenza di strutture di accoglienza adeguate per pernottamenti e servizi di ristorazione;
la comunità del Parco, la cui presidenza è della Regione Sardegna, è stata regolarmente costituita e già a novembre ha provveduto alle designazioni di propria competenza trasmettendole al Ministro per gli atti di propria competenza, ma nessuna azione è stata intrapresa ad oggi dal Ministro in indirizzo,
si chiede di sapere:
quali siano i motivi che hanno portato a un così lungo ritardo nella nomina degli organi apicali dell'Ente Parco dell'Asinara, in particolare del presidente e del consiglio direttivo, e quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per sbloccare tale situazione;
se non ritenga urgente provvedere quanto meno alla nomina immediata di un commissario straordinario, provvedendo contestualmente ad avviare l'iter per giungere in tempi rapidi alla ricostituzione degli organi ordinari di Governo del Parco, al fine di garantire la continuità amministrativa e operativa;
quali iniziative siano previste per assicurare il rinnovo delle concessioni alle imprese operanti sull'isola e delle autorizzazioni per i mezzi a terra, scadute al 31 dicembre 2024, garantendo agli operatori economici la possibilità di programmare la stagione turistica ormai alle porte;
se il Ministero intenda adottare misure specifiche per il rilancio del Parco e dell'Area marina protetta, con particolare riferimento alla riapertura delle strutture carcerarie storiche e all'implementazione di infrastrutture per l'accoglienza turistica;
quali provvedimenti intenda adottare per evitare che situazioni analoghe di stallo amministrativo si ripetano in futuro, compromettendo la gestione e lo sviluppo sostenibile di un patrimonio naturale di importanza nazionale e internazionale.
(4-01776)
LA MARCA, GIACOBBE, ZAMBITO, ROJC, FURLAN, D'ELIA, MANCA, SENSI, DELRIO, RANDO, FINA, VERDUCCI, VERINI, CAMUSSO, ZAMPA, VALENTE, CRISANTI - Ai Ministri dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che con precedente atto di sindacato ispettivo 4-00060, pubblicato in data 29 novembre 2022, la presente prima firmataria, nel sottolineare la fondamentale importanza per il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di poter accedere all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero e al patrimonio informativo in essa contenuto, aveva chiesto ai Ministri in indirizzo se fosse dagli stessi condivisa la necessità di rendere accessibili e interoperabili i dati contenuti nel predetto sistema anche al Ministero degli esteri;
considerato che la risposta al citato atto di sindacato ispettivo, pubblicata nel febbraio 2023 e ritenuta dall'interrogante insufficiente e non esaustiva, si limitava a confermare la possibilità per il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di attivare ulteriori servizi, al fine di facilitare l'interoperabilità tra le varie banche dati pubbliche e che risultavano "in corso approfondimenti con l'amministrazione dell'interno, al fine di ampliare la possibilità di scambio telematico di informazioni tra uffici consolari e Comuni",
si chiede di sapere:
se sia sopraggiunta, da parte dei Ministri in indirizzo, dopo circa due anni dalla citata risposta, una valutazione sulla necessità di attivare eventuali ulteriori servizi, ovvero sulla possibilità di fare ricorso alla piattaforma digitale nazionale dati (PDND), al fine di facilitare per il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale l'interoperabilità tra le varie banche dati pubbliche e alla quale l'Anagrafe nazionale della popolazione residente è collegata;
se il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale sia in grado di fornire eventuali aggiornamenti sulle interlocuzioni, così come riportate nella risposta al precedente atto di sindacato ispettivo, con il Ministero dell'interno in relazione alla possibilità di scambio telematico di informazioni tra uffici consolari e Comuni e quindi di accesso interoperativo all'Anagrafe degli Italiani Residente all'Estero.
(4-01777)
GASPARRI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della difesa, dell'interno e della giustizia. - Premesso che:
in questi giorni, a margine dell'iniziativa del procuratore della Repubblica Lo Voi di emettere avvisi di garanzia a carico del Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, dei ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, è emersa una vicenda su un volo di Stato al centro di un contenzioso con il Governo;
il procuratore Lo Voi avrebbe affermato che «L'uso del volo di Stato consente uno spostamento molto più rapido rispetto a quello dei voli di linea, evita la presenza dello scrivente in ambienti e situazioni di facile riconoscibilità personale (aerei e aeroporti) ed evita altresì l'impiego di personale di scorta»;
nel mese di gennaio 2023, in merito alla richiesta della disponibilità di voli di Stato del procuratore della Repubblica di Roma Lo Voi, per i suoi spostamenti sulla tratta Roma-Palermo-Roma, già utilizzati in passato, di cui ha dato conto il TG1, il sottosegretario Mantovano deliberava di non autorizzare i voli spiegando che «la maggiore rapidità del volo di Stato non è un argomento in sé decisivo se non per indifferibili esigenze di servizio» e che «la maggiore rapidità dei voli di Stato non è un argomento in sé decisivo se non accompagnato dalla dimostrazione che un tempo di viaggio maggiore sarebbe incompatibile … con indifferibili esigenze di servizio» e che «la presenza della scorta supererebbe le preoccupazioni della riconoscibilità»;
si apprende, altresì, che il procuratore Lo Voi si sarebbe opposto alla risposta del sottosegretario Mantovano appellandosi al Ministero dell'interno e al Consiglio di Stato;
da articoli di stampa emerge che il costo di un volo (di Stato) Roma-Palermo è di 13.000 euro, a fronte di un costo del volo di linea che si aggira intorno a 700 euro;
le motivazioni addotte dal procuratore per la preferenza dei voli di Stato appaiono all'interrogante deboli e inconsistenti, tanto da indurre a ipotizzare l'intenzione di legare l'immediata iscrizione dei membri del Governo nel registro degli indagati a un malcelato risentimento per la negazione dei voli stessi;
consta all'interrogante che i voli di Stato siano espletati dall'Aeronautica militare e dalla società CAI, che esercita questo servizio soprattutto per il trasporto di personalità oggetto di misure di sicurezza;
è, inoltre, imbarazzante e inverosimile che un magistrato si rivolga alla giurisdizione amministrativa per ottenere benefici personali,
si chiede di sapere:
come il Governo valuti le richieste del procuratore;
se ritenga che le pressanti proposte dello stesso configurino un troppo insistito richiamo alla propria posizione e al proprio ruolo;
quali orientamenti intenda esprimere in riferimento a quanto esposto in premessa.
(4-01778)
POGLIESE, BUCALO, RUSSO, SALLEMI - Ai Ministri delle imprese e del made in Italy e della giustizia. - Premesso che:
il gruppo Valtur ha rappresentato per decenni un pilastro dell'industria turistica nazionale, gestendo numerose strutture ricettive in Italia e all'estero, tuttavia, a causa di una grave crisi economico-finanziaria, nel 2011 Valtur è stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria, con la nomina di commissari straordinari;
obiettivo di tale procedura concorsuale, destinata alle imprese di grandi dimensioni in stato di crisi, è quello di risanare economicamente l'azienda garantendo la salvaguardia dei posti di lavoro;
il Tribunale di Trapani nel 2018 ha disposto la confisca dei beni delle società del gruppo Valtur, nell'ambito di un procedimento penale concluso con l'applicazione di misure di prevenzione antimafia nei confronti di Carmelo Patti, ex proprietario del gruppo, con la conseguente nomina di un amministratore giudiziario;
nel 2024 la Corte di Appello di Palermo ha revocato la confisca restituendo i beni agli eredi di Carmelo Patti, riattivando la procedura di amministrazione straordinaria;
considerato che:
i commissari straordinari nominati nel 2011, dopo il loro reintegro e senza un'apparente motivazione, hanno rassegnato le proprie dimissioni;
oltre a non risultare redatto né depositato alcun bilancio annuale delle società del Gruppo, sono emersi dati critici in merito alla gestione del patrimonio aziendale, in particolare locazioni e vendite degli immobili a valori non congrui e con modalità potenzialmente lesive degli interessi dei creditori,
si chiede di sapere:
se ai Ministri in indirizzo, nell'ambito delle rispettive competenze, risulti quale fosse il valore complessivo del patrimonio del Gruppo Valtur nel 2011, al momento dell'ammissione in amministrazione straordinaria e quale sia l'attuale consistenza patrimoniale;
quali attività operative e gestionali siano state effettivamente svolte durante il mandato dei commissari straordinari dimessi, quali motivazioni abbiano portato gli stessi a rassegnare le dimissioni dopo il loro reintegro, nonché quali iniziative siano state intraprese dai nuovi commissari straordinari per la valorizzazione del patrimonio immobiliare e la gestione del contenzioso legale in essere;
inoltre, quali attività siano state effettuate dall'amministratore giudiziario del Gruppo Valtur durante il periodo di applicazione della misura di prevenzione.
(4-01779)
SCALFAROTTO - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:
nei giorni scorsi, Giacomo Passeri è stato condannato in secondo grado da un tribunale egiziano a 25 anni di reclusione, con l'accusa di traffico internazionale di droga, nonostante la famiglia abbia più volte dichiarato che l'arresto è avvenuto a causa di una modica quantità di droga trovata al giovane ragazzo;
tramite organi di stampa, il fratello di Giacomo Passeri ha ribadito come le accuse di spaccio siano del tutto infondate, ricordando altresì come più volte nelle lettere ricevute dal fratello, quest'ultimo abbia raccontato delle torture e delle sevizie inflitte dal sistema penitenziario egiziano, come noto fortemente avverso e lesivo della dignità umana e contrario a qualsiasi principio di diritto: inoltre il fratello ha ribadito come il Ministro in indirizzo non abbia mai rettificato le dichiarazioni espresse secondo le quali Giacomo Passeri avrebbe ingoiato 40 ovuli di cocaina, una circostanza completamente infondata;
sempre come riportato da organi di stampa, inoltre, la famiglia di Giacomo Passeri ha lamentato un totale disinteresse verso la vicenda da parte del Ministro, il quale non si sarebbe attivato in alcun modo per fornire l'adeguata assistenza materia, legale e psicologica, né a Giacomo Passeri, né alla sua famiglia;
è necessario e urgente che il Ministro, tramite gli uffici diplomatici preposti, si attivi all'istante, affinché venga richiesto il trasferimento di Giacomo Passeri in Italia, sottraendolo così a una condanna degradante derivante da un sistema giudiziario repressivo e da un regime detentivo del tutto contrario ai principi umani: è altresì importante che venga fornito tutto l'aiuto richiesto dalla famiglia, affinché possa quantomeno comunicare per vie telefoniche con Giacomo Passeri, circostanza finora negata, assicurando inoltre a quest'ultimo il massimo del sostegno al fine accertarsi che gli sia garantita una detenzione dignitosa,
si chiede di sapere:
quali urgenti azioni diplomatiche, anche per il tramite della rappresentanza italiana in Egitto, il Ministro in indirizzo intenda adottare, affinché sia richiesto il trasferimento di Giacomo Passeri in Italia;
quali misure intenda adottare al fine di fornire alla famiglia tutto il necessario supporto legale, materiale e psicologico e come intenda assicurarsi che Giacomo Passeri sia soggetto a una detenzione dignitosa e priva di violazioni fisiche e psicologiche.
(4-01780)
BORGHI Enrico - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
organi di stampa riportano un tragico fatto avvenuto a Tortona, in provincia di Alessandria, dove un diciannovenne è stato ucciso a colpi di coltello: l'aggressione è avvenuta intorno alle 13:00 del 30 gennaio davanti alla stazione ferroviaria e secondo le prime ricostruzioni la vittima sarebbe intervenuta per impedire il furto del suo monopattino, venendo colpito con più fendenti al torace;
alcuni testimoni, come riportano i mezzi di informazione, hanno raccontato come la vittima, dopo essere entrata in stazione poco prima dell'aggressione, si sarebbe accorta del tentativo di furto del monopattino e avrebbe cercato di riprendersi il mezzo, scatenando la colluttazione con l'aggressore: il diciannovenne è stato immediatamente soccorso e trasportato al pronto soccorso, ma le ferite riportate si sono rivelate fatali;
il drammatico fatto di cronaca riporta alla memoria un altro caso di violenza avvenuto sempre in provincia di Alessandria, quando il 14 ottobre 2022, alla stazione ferroviaria di Casale Monferrato, un 34enne morì in seguito alle gravi ferite riportate durante un pestaggio;
appare quindi necessario che il Ministro in indirizzo si attivi al fine di aumentare i controlli di prevenzione nella provincia di Alessandria, al fine di evitare che drammatici eventi, da ultimo come quello avvenuto a Tortona, non si ripetano,
si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di aumentare i controlli di prevenzione nella provincia di Alessandria, per evitare che i tragici eventi come quello descritto in premessa non si ripetano.
(4-01781)
SCALFAROTTO - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
organi di stampa riportano come nel carcere minorile "Ferrante Aporti", a Torino, un'agente avrebbe comunicato la propria gravidanza, ma nonostante la segnalazione avrebbe continuato a indossare il cosiddetto "cinturone" e l'arma di ordinanza: si ricorda, infatti, come l'articolo 9 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 imponga che "durante la gravidanza è vietato adibire al lavoro operativo le appartenenti alla Polizia di Stato", il cui divieto, nel caso specifico, pare essere stato disatteso;
l'agente, infatti, avrebbe denunciato di essere stata assegnata al servizio portineria della struttura il 3 dicembre 2024, nonostante la comunicazione della gravidanza in atto sia avvenuta il 29 novembre: tuttavia l'organizzazione sindacale autonoma Polizia penitenziaria (OSAPP), in un comunicato, ha sottolineato come il posto di servizio di addetto alla portineria del carcere è un presidio armato dove transitano anche i detenuti, il che obbliga a indossare il cinturone e l'arma d'ordinanza;
se i fatti denunciati dal sindacato risultassero veritieri, ci si troverebbe di fronte a un'evidente inadeguatezza e impreparazione dei responsabili nei confronti del personale, i quali avrebbero messo a serio rischio la salute dell'agente penitenziaria non impartendo le necessarie direttive e impiegandola in un servizio da cui avrebbe dovuto essere esentata: data la situazione descritta, appare consono che il Ministro in indirizzo si attivi al fine di verificare se vi sia stata una lesione del citato articolo 9, attivandosi altresì per garantire, in tutte le strutture penitenziarie nazionali, il divieto di adibire al lavoro operativo, durante la gravidanza, le appartenenti alla Polizia di Stato,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo, alla luce dei fatti descritti, intenda verificare se all'interno del carcere minorile "Ferrante Aporti", a Torino, vi sia stata una lesione l'articolo 9 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 ai danni di un'agente che avrebbe denunciato la propria gravidanza e nonostante ciò pare non sia stata esentata dal servizio operativo;
quali misure intenda adottare affinché vi sia la sicurezza che le agenti della Polizia penitenziaria, qualora segnalino la propria gravidanza agli organi preposti, abbiano la certezza di essere esentate da servizi pericolosi, il quali rischierebbero di compromettere la gravidanza.
(4-01782)
PAITA - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:
l'anno 2024 per il trasporto ferroviario in Liguria è stato di estrema difficoltà, a causa del ripetersi di numerosi guasti che hanno provocato disagi ai pendolari e ai viaggiatori: secondo i dati forniti da Assoutenti, la puntualità dei treni su alcune tratte ferroviarie è scesa al 50,8 per cento nel 2024, rispetto al 70,5 per cento di cinque anni fa, con il 91 per cento dei ritardi dovuto a carenze infrastrutturali;
da ultimo, si sono registrati diversi problemi alla linea elettrica sulle tratte ferroviarie tra Tigullio e Genova, con rallentamenti e soppressioni di treni regionali: il primo episodio segnalato su detta tratta risale al 15 gennaio scorso, con ulteriori guasti il 20, il 21 e il 23 gennaio;
il 23 gennaio, in particolare, si sono registrate soppressioni di treni e gravi ritardi sulle linee da La Spezia a Genova, con treni cancellati tra Rapallo e Sestri Levante: inoltre pare irrisolta la questione dei pendolari che viaggiano alla volta de La Spezia e dell'alta Toscana, ai quali non è garantita la frequenza di una corsa attorno alle ore 7.30, dopo la modifica degli orari determinata dall'inizio dei lavori sulla linea in Toscana;
questi disservizi hanno comportato gravi disagi per i pendolari, che si spostano quotidianamente per lavoro e studio, e si sommano alla già compromessa situazione della rete ferroviaria ligure, che negli ultimi anni ha portato a segnalazioni sempre più ricorrenti di guasti e ritardi che incidono negativamente sulla mobilità dei cittadini: appare urgente che il Ministro in indirizzo intervenga in modo celere per risolvere definitivamente gli ormai noti disservizi sulla linea ferroviaria ligure, al fine di garantire a tutti i pendolari e viaggiatori (come nel caso dei cittadini de La Spezia) un servizio certo e di livello,
si chiede di sapere quali misure operative il Ministro in indirizzo intenda adottare affinché vengano risolti in modo definitivo i problemi tecnici che hanno interessato le linee ferroviarie liguri e quali iniziative intenda adottare al fine di garantire a tutti i pendolari e viaggiatori (come nel caso dei cittadini di La Spezia) corse senza ritardi negli orari più interessati e sensibili della giornata.
(4-01783)
PAITA - Al Ministro dell'interno. - Premesso che ai fini delle prerogative costituzionali riservate al Parlamento, quale l'esercizio di controllo sull'attività dell'Esecutivo, risulta fondamentale reperire, da parte del Ministro in indirizzo, i dati dei rimpatri di irregolari avvenuti dal mese di ottobre 2022,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda esporre i dati quantitativi dei rimpatri di irregolari avvenuti da ottobre 2022.
(4-01784)
PAITA - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
la recente riorganizzazione nazionale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli ha inspiegabilmente declassato la direzione regionale della Liguria e degli uffici di La Spezia e Savona: infatti, a fine 2024, la riforma ha ricollocato in quarta fascia la direzione ligure, sebbene dal 2001, anno di istituzione dell'Agenzia, sia sempre stata posta nella prima fascia;
la decisione del declassamento appare ancora di più inspiegabile di fronte ai dati, in quanto la direzione ligure è stata superata da direzioni territoriali come quelle del Veneto e Friuli-Venezia Giulia, dell'Emilia-Romagna e Marche nonché del Lazio e Abruzzo che gestiscono, attraverso i propri uffici operativi, traffici commerciali in TEU (twenty-foot equivalent unit) nemmeno lontanamente paragonabili a quelli di competenza della direzione regionale della Liguria;
a rendere ancora più incomprensibile la decisione, si segnala come il porto di La Spezia, che verrà declassato dopo 20 anni dalla prima alla seconda fascia di rilievo, gestisce un traffico di container (1.069.791 TEU) secondo solo a quello di Genova (2.176.561 TEU), segnalando una distanza abissale con altri porti come quello di Livorno, Napoli, Trieste e Venezia, che movimentano circa la metà del traffico de La Spezia;
il declassamento rischia di portare profonde conseguenze negative all'economia ligure sia in termini di traffico delle merci che di occupazione, che rischia di essere penalizzata a causa di scelte che, visti i dati, appaiono incomprensibili e privi di qualsiasi ratio: pertanto appare necessario che in primis il Ministro in indirizzo esponga rapidamente la ragione che si cela dietro il declassamento della direzione regionale della Liguria e gli uffici de La Spezia e Savona e se intende confermare tale grave scelta, mettendo così a rischio una delle economie maggiormente virtuose e profittevoli del nostro Paese,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda esporre la ratio che ha visto all'interno della recente riorganizzazione nazionale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli il declassamento in quarta fascia della direzione regionale della Liguria e gli uffici de La Spezia e Savona e se nei prossimi provvedimenti intenda confermare tale decisione, nonostante, si ricorda, i porti liguri generino un gettito erariale di circa 4 miliardi e 600 milioni di euro e rappresentino uno dei pilastri fondamentali per lo sviluppo economico della regione Liguria e dell'intero Paese.
(4-01785)
CUCCHI - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:
la società Idea4 S.r.l. gestisce una discarica di rifiuti inerti a Magliano romano (Roma);
la società ha ottenuto la certificazione EMAS (eco-management and audit scheme) il 16 novembre 2020, con validità fino al 5 maggio 2023, un sistema volontario di gestione ambientale cui possono aderire le organizzazioni, private e pubbliche, che intendono valutare e migliorare le proprie prestazioni ambientali e fornire al pubblico informazioni in merito. Il regolamento EMAS ha l'obiettivo di migliorare gli aspetti ambientali delle organizzazioni attraverso il rispetto della normativa in materia ambientale e del miglioramento continuo delle prestazioni ambientali, del coinvolgimento degli stakeholder e della comunicazione e trasparenza con le istituzioni e con il pubblico;
l'associazione ecologica "Monti Sabatini - No discarica Magliano romano" ha segnalato al comitato EMAS, che ha il compito di verificare il rispetto da parte dell'organizzazione di tutti i requisiti del regolamento, e alla competente direzione del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, dal febbraio 2023, numerose criticità in merito alle dichiarazioni ambientali e al sistema di gestione ambientale EMAS della società Idea4;
alla prima segnalazione ne sono seguite altre dieci, l'ultima delle quali nel gennaio 2025;
le criticità segnalate dall'associazione riguardano il presunto possesso della società di autorizzazioni che in realtà sembrerebbero non esserci, la questione relativa ai molteplici superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione che ha portato i Carabinieri forestali ad accertare la mancata notifica di cui all'art. 242 del decreto legislativo n. 152 del 2006, punita dall'art. 257, che peraltro non esclude altre responsabilità penali, la presenza di strutture a servizio della discarica in un'area boscata, quindi sottoposta a vincolo paesaggistico, come sancito dal TAR Lazio con la sentenza n. 12639 del 5 ottobre 2022 e come chiarito anche dalla Regione nella determinazione n. G03300 del 25 marzo 2024;
inoltre, nelle segnalazioni è stato evidenziato che sussistono diverse rilevanti incongruenze tra i dati meteoclimatici dichiarati dalla società e quelli delle 8 stazioni pluviometriche limitrofe all'area, con importanti ricadute sulla produzione del percolato della discarica;
l'associazione in ogni sua segnalazione ha richiesto al comitato EMAS di valutare se permangano le condizioni per il mantenimento della certificazione ambientale rilasciata nel novembre 2020 e, per gli effetti, l'eventuale applicazione di quanto previsto dal regolamento (CE) n. 1221/2009 all'articolo 15 "Sospensione o cancellazione di un'organizzazione dal registro", nonché di fare le medesime valutazioni anche per il rinnovo della certificazione richiesto dalla società il 27 marzo 2023;
nel frattempo, gli uffici regionali del Lazio hanno rilasciato al riguardo almeno tre determinazioni regionali, n. G14758 del 7 novembre 2023, n. G15308 del 17 novembre 2023 e n. G03300 del 25 marzo 2024, quest'ultima relativa al rinnovo alla gestione della discarica di inerti, nelle quali si fa riferimento ad una certificazione EMAS senza specificare che la stessa è scaduta da mesi;
l'area autorizzazione integrata ambientale della Regione Lazio, nella risposta alla consigliera regionale Zeppieri, oltre a ribadire l'irregolarità di opere e manufatti, specifica che il rinnovo alla gestione della discarica di inerti del marzo 2024 si sorregge soltanto grazie alla certificazione EMAS, nonostante, come detto, questa sia scaduta molti mesi prima, cioè il 5 maggio 2023;
ad oggi, vi sono state due risposte interlocutorie del comitato EMAS (5 aprile 2023 e 2 luglio 2024) ed una, anch'essa interlocutoria, della Direzione generale economia circolare del Ministero dell'8 aprile 2024, senza però che in tali testi sia stata dato alcun riscontro alle molteplici criticità segnalate dall'associazione;
si segnala, inoltre, che con la legge regionale n. 20 del 2024 è stato sancito l'ampliamento del parco di Veio nel comune di Magliano romano, e l'ampliamento riguarda anche l'area su cui insite la discarica gestita dalla società Idea4, ed in virtù di ciò diviene vigente quanto previsto dalla legge n. 394 del 1991, inclusi i divieti stabiliti dall'articolo 11, comma 3, come chiarito nella nota prot. n. 47058 del 15 gennaio 2025 della competente Direzione regionale;
l'importanza naturalistica dell'area di ampliamento appare in maniera chiara leggendo lo studio di due biologi (Roscioni e Belluardo) che hanno compiuto campagne di monitoraggio nell'area, dalle quali emerge la presenza di 7 specie di chirotteri tutelate dalla direttiva "Habitat";
di tutti gli elementi richiamati è stato messo al corrente il comitato EMAS;
l'associazione ha anche avviato un'interlocuzione, a partire dal gennaio 2022, con la commissione PETI del Parlamento europeo, petizione n. 0029/2022, ed è stata audita dalla stessa il 13 luglio 2022;
la commissione PETI è costantemente messa al corrente degli sviluppi riguardanti ogni aspetto relativo alla discarica, compresi quelli richiamati nella presente interrogazione, e ha sollecitato diverse volte il Ministro in indirizzo e il presidente delle Regione Lazio al fine di ricevere molteplici delucidazioni in merito, ma non ha ricevuto alcuna risposta,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda relativa alla discarica presente nel comune di Magliano romano;
se non intenda richiedere chiarimenti e delucidazioni in merito all'operato del comitato EMAS per quanto la certificazione EMAS della società;
se non intenda promuovere una verifica in merito alla certificazione EMAS della società per poi comunicarne gli esiti alla Regione Lazio che ha fatto leva su tale certificazione per rilasciare almeno tre autorizzazioni;
se non intenda fornire i chiarimenti richiesti dalla commissione PETI;
quali iniziative intenda adottare al fine di garantire il rispetto della legge n. 394 del 1991, compresi i divieti di cui all'articolo 11, comma 3, per l'area di ampliamento del parco regionale di Veio, e per la tutela di specie inserite negli allegati della direttiva Habitatche risultano essere lì presenti.
(4-01786)
BIZZOTTO - Al Ministro della salute. - Premesso che:
a Vigasio, in provincia di Verona, è stato accertato un nuovo focolaio di influenza aviaria presso un allevamento di 800.000 galline ovaiole, che fa registrare il totale regionale a 24 casi;
il direttore del dipartimento di Scienze biomediche comparate dell'Istituto zooprofilattico delle Venezie ha tracciato un quadro riguardo alla situazione epidemiologica. Il virus, seppure risulti che stia circolando in nuove aree del territorio per via di un'alta concentrazione di volatici selvatici infetti, è in ogni caso sotto stretto controllo;
le misure di controllo e prevenzione finora adottate, l'istituzione di zone di protezione e sorveglianza e l'abbattimento dei capi coinvolti dall'infezione sono state in grado di evitare il dilagare della malattia;
ora più che in passato è tuttavia necessario mettere in atto tutti gli sforzi possibili per contrastare la diffusione del virus, anche per ridurne l'impatto sui costi connessi ai danni diretti e indiretti;
il 30 per cento della carne avicola nazionale arriva dal Veneto, che conta 6.300 aziende produttrici con un fatturato pari a 700 milioni di euro annui. Le imprese rispettano elevati standard produttivi che conferiscono ai prodotti elevata qualità e sicurezza,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno un potenziamento delle misure di biosicurezza per contrastare con efficacia la diffusione del virus dell'influenza aviaria nei territori a maggiore vocazione aviaria, favorendo in primo luogo soluzioni tecnologicamente avanzate per la cura, la prevenzione e la gestione della malattia, anche con riferimento alla possibilità di adozione di vaccini, che sono già in fase di sperimentazione.
(4-01787)
SCALFAROTTO - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
il 21 dicembre 2024, il sottosegretario Delmastro, a seguito delle dimissioni di Giovanni Russo, ha comunicato la nomina di Lina Di Domenico alla guida del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria; si deve ricordare, tuttavia, come tale nomina, la quale non è ancora avvenuta formalmente, ai sensi dell'articolo 30 della legge 15 dicembre 1990, n. 395 deve essere disposta "con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro di grazia e giustizia";
organi di stampa riportano come la ragione dello stallo nella suddetta nomina sia da ritrovarsi nelle modalità dell'annuncio, poiché, da quanto si rinviene, non vi sarebbe stato da parte del Ministro in indirizzo alcuna previa comunicazione del nominativo al Presidente della Repubblica, venendo quindi a mancare una prassi istituzionale e producendosi una dimenticanza grave e senza precedenti;
la figura del capo di Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria è di estrema importanza e rilevanza, in quanto si occupa della gestione amministrativa del personale, dei beni dell'amministrazione penitenziaria, svolgendo inoltre compiti relativi all'esecuzione delle misure cautelari, delle pene, delle misure di sicurezza detentive, e occupandosi, altresì, del trattamento dei detenuti e degli internati: è secondo l'interrogante inaccettabile che una nomina ad un così importante ruolo non sia ancora avvenuta a causa dell'evidente mancanza di rispetto delle prassi istituzionali, in primis del sottosegretario Del Mastro, e avallata dal Ministro;
la decisione del sottosegretario Delmastro di annunciare la nomina di Lina di Domenico in spregio alla prassi istituzionale che prevede quantomeno un previo coinvolgimento del Capo dello Stato, certifica ancora una volta l'inadeguatezza del sottosegretario per l'incarico assegnato, il quale, nuovamente, ha trattato il tema delle carceri con totale noncuranza e con una visione padronale, in spregio alle procedure e alle prassi istituzionali codificate: appare urgente che il Ministro in indirizzo chiarisca le motivazioni che hanno causato uno stallo nella nomina del capo di Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, attivandosi affinché si possa addivenire all'adozione dell'atto di nomina,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda esporre le ragioni che hanno causato lo stallo nella nomina del capo di Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e quali azioni intenda adottare affinché venga instaurata un'interlocuzione istituzionale che possa consentire in tempi rapidi tale nomina, garantendo il coinvolgimento di tutti organi costituzionali interessati.
(4-01788)
GAUDIANO, DI GIROLAMO, MAZZELLA - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e per le disabilità. - Premesso che:
ai sensi dell'articolo 14, comma 1, lettera b), del Regolamento (UE) n. 2024/1679 l'infrastruttura del trasporto ferroviario comprende le stazioni lungo le linee ferroviarie specificate nelle mappe di cui all'allegato I per il trasferimento di passeggeri all'interno del nodo ferroviario. Tra le linee indicate nelle mappe dell'allegato I è compresa la tratta alta velocità (AV) Battipaglia-Praja a Mare, in costruzione;
la linea ferroviaria Sicignano-Lagonegro, che attraversa tutto il Vallo di Diano, è stata inserita, con decreto interministeriale del 17 maggio 2022, nell'elenco delle linee ad uso turistico, su cui possono circolare i treni turistici, compresi quelli della società FS Treni turistici italiani del Gruppo Ferrovie dello Stato, le cui condizioni generali di trasporto prevedono l'applicazione del Regolamento (UE) n. 2021/782, che presta particolare attenzione alle persone con disabilità, regolamentando i diritti di chi viaggia in caso di soppressione o ritardo del servizio, compreso il loro diritto all'indennizzo;
le persone con disabilità sono richiamate già nell'articolo 1, lettera a) del suddetto Regolamento (UE) n. 2021/782 nel quale, tra le regole applicabili al trasporto ferroviario, è individuata anche: "la non discriminazione tra passeggeri per quanto riguarda le condizioni di trasporto e l'emissione di biglietti";
le persone con disabilità hanno diritto ai seguenti servizi gratuiti: assistenza necessaria per salire sul treno, trasbordando verso il servizio ferroviario in coincidenza; assistenza necessaria per scendere dal treno e durante il viaggio ferroviario;
i suddetti diritti sono garantiti a prescindere dal vettore ferroviario, ma sono applicabili al solo trasporto su ferro;
ai sensi del Regolamento (UE) n. 2011/181, che regolamenta i diritti dei passeggeri del trasporto su gomma, l'assistenza alle persone disabili o con mobilità ridotta è garantita solo per viaggi in autobus con percorrenza superiore ai 250 chilometri di distanza;
la scelta della localizzazione a Padula (Salerno) della nuova stazione intermedia AV, prevista dal Progetto di fattibilità tecnico economica (PFTE), della tratta Romagnano-Praia a Mare (linea AV Salerno-Reggio Calabria) garantisce, esclusivamente, il trasferimento intermodale ferro-gomma dei passeggeri ferroviari e non, anche, quello intramodale ferro-ferro, con i treni, compresi quelli della FS Treni turistici italiani, circolanti sulla linea Sicignano-Lagonegro;
la suddetta localizzazione a Padula, in contrasto con il Regolamento (UE) n. 2024/1679, avrebbe un impatto decisamente negativo e discriminatorio per i passeggeri con disabilità e a mobilità ridotta, per non parlare dei passeggeri in generale, che verranno privati dei diritti di rimborso, riprotezione e alloggio gratuito (in caso di cancellazioni), garantito esclusivamente dal trasporto ferroviario effettuato anche da imprese ferroviarie diverse, attraverso l'acquisto di un biglietto cumulativo;
considerato che la prevista fermata intermedia da realizzare nel Vallo di Diano, sulla tratta Alta Velocità Battipaglia-Praja a Mare, dovrebbe essere localizzata ad Atena Lucana (Salerno), che, connotata dalla possibilità del trasferimento intramodale dei passeggeri ferro-ferro, garantirebbe il rispetto del Regolamento (UE) n. 2024/1679 (Rete TEN-T) e del Regolamento (UE) n. 2021/782 (Diritti passeggeri trasporto ferroviario),
si chiede di sapere:
se, alla luce di quanto esposto, il Governo intenda garantire il rispetto dei diritti sanciti dalla normativa europea anche nella nuova stazione intermedia AV nel Vallo di Diano, con la localizzazione, differentemente da quanto previsto dal PFTE, di detta stazione ad Atena Lucana, da inserire nel progetto definitivo;
se si intenda provvedere a una ricognizione generale per accertare se vi siano altre criticità alla medesima fattispecie, al fine di intervenire e rimuovere ogni tipo di barriera alla libera circolazione di soggetti portatori di disabilità, nonché garantire loro il pieno godimento del diritto di assistenza prevista per i viaggiatori.
(4-01789)
NAVE, MAZZELLA, LOPREIATO, DI GIROLAMO, CASTELLONE - Ai Ministri dell'ambiente e della sicurezza energetica e della salute. - Premesso che:
la zona tristemente conosciuta come la "Terra dei Fuochi" e che ospita circa 2,9 milioni di abitanti si estende tra la provincia di Napoli e l'area sud-occidentale della provincia di Caserta;
la storia della "Terra dei Fuochi" inizia nel giungo 1994, quando Legambiente nel suo report "Rifiuti spa" denuncia per la prima volta il legame tra la camorra e il traffico di rifiuti illegali. Questi due fenomeni, sebbene distinti, sono entrambi legati alla criminalità organizzata. Da una parte, la realizzazione di discariche illegali dove venivano scaricati rifiuti tossici e dall'altra parte, i roghi a cielo aperto e accesi nottetempo per smaltire gli scarti di alcune lavorazioni industriali inquinanti, come le balle di scarti tessili sulle quali venivano versati liquidi infiammabili per favorirne la combustione;
nel 2005, viene ufficialmente riconosciuto che i roghi e le discariche sono pericolosi non solo per l'ambiente, ma anche per la salute umana. Un dossier dell'Istituto superiore di Sanità ha confrontato i dati sui tumori in quella zona della Campania con il resto d'Italia e ha trovato forti anomalie. Inizia così il monitoraggio della salute e la segnalazione di mortalità eccessiva nella zona interessata e alla fine del 2015, lo stesso Istituto superiore di Sanità certifica che nella "Terra dei Fuochi" vi è un aumento significativo della mortalità e delle ospedalizzazioni per diverse patologie legate all'esposizione a inquinanti ambientali provenienti da siti di smaltimento illegale e dalla combustione incontrollata di rifiuti pericolosi e urbani. Si rivela, inoltre, un aumento preoccupante di ricoveri e tumori tra i bambini soprattutto nel primo anno di vita e nella fascia di età 0-14 anni. Patologie come tumore al seno, asma, varie forme di leucemia e malformazioni congenite sono legate allo smaltimento illegale di rifiuti quale dato emerso anche negli anni successivi, ovvero nel rapporto del 10 febbraio 2021, frutto dell'accordo tra la Procura di Napoli Nord e l'Istituto superiore di Sanità siglato proprio nel 2016;
in troppi anni, i rifiuti illegali in Campania hanno danneggiato non solo l'ambiente e la salute umana, ma anche ingentemente l'agricoltura. I consumatori hanno boicottato tutta l'ortofrutta e i formaggi campani in quanto prodotti con alte percentuali e oltre la soglia di sostanze dannose;
considerato che:
in data 30 gennaio 2025 la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) ha condannato, con una sentenza che si può definire storica, l'Italia per la gestione della "Terra dei Fuochi". Lo Stato italiano è stato, infatti, condannato dalla Corte di Strasburgo per mancata azione di fronte all'interramento dei rifiuti tossici da parte delle mafie campane, richiamando alla responsabilità il Governo. La CEDU ha stabilito che l'Italia deve introdurre "senza indugio" misure generali per affrontare adeguatamente il problema dell'inquinamento in questione e nello specifico dovrà introdurre misure per tutelare la salute pubblica nelle aree dove è stato registrato un aumento dei tassi di patologie e dell'inquinamento. La Corte riconosce un rischio per la vita "sufficientemente grave, reale e accertabile" qualificandolo come "imminente", i giudici ritengono che "non ci siano prove sufficienti di una risposta sistematica, coordinata e completa da parte delle autorità nell'affrontare la situazione della "Terra dei Fuochi". Per la Corte i progressi nel valutare l'impatto dell'inquinamento sono stati lenti, mentre era necessaria una maggiore rapidità e lo Stato italiano non è stato capace di dimostrare di aver intrapreso tutte le azioni penali necessarie per combattere lo smaltimento illegale di rifiuti nella terra campana;
sempre per la CEDU "data l'ampiezza, la complessità e la gravità della situazione era necessaria una strategia di comunicazione completa e accessibile, per informare il pubblico in modo proattivo sui rischi potenziali o reali per la salute e sulle azioni intraprese per gestire tali rischi. Questo non è stato fatto. Anzi, alcune informazioni sono state coperte per lungi periodi dal segreto di Stato";
considerato infine che, a parere degli interroganti:
la suddetta sentenza conferma ciò che il Movimento 5 Stelle sostiene da tempo, ovvero che la "Terra dei Fuochi" è un dramma continuo che affligge migliaia di cittadini da decenni nel silenzio imbarazzante del Governo Meloni;
la situazione della "Terra dei Fuochi" è stata denunciata dal Movimento 5 Stelle insieme alle associazioni, ai medici e alla Chiesa;
Sergio Costa, Ministro pro tempore dell'ambiente dei Governi Conte (I-II), avviò le principali indagini sulla "Terra dei Fuochi" da generale del Corpo forestale, poi da Ministro avviò alcune riforme necessarie per attuare le bonifiche. In particolare, per accelerare sulle bonifiche di tutte le aree interessate istituì una Direzione generale ad hoc, dispose risorse per finanziarle e aumentò la spesa del 900 per cento in un anno, nonché un piano di azione a più livelli garantendo un dialogo costante con Regioni, Comuni interessati e comitati;
l'art. 53 del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 ha inserito all'art. 252 del decreto legislativo n. 152 del 2006 il comma 9-bis, che ha individuato "quale sito di interesse nazionale [SIN] ai sensi della normativa vigente l'area interessata dalla presenza di discariche ed impianti di trattamento dei rifiuti, compresa nel sito dell'Area vasta di Giugliano (Napoli)" precisando che "con successivo decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare si provvede alla perimetrazione della predetta area";
in data 21 settembre 2022, come documentato sul portale bonifiche del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, la Direzione generale USSRI ha avviato il procedimento per la perimetrazione del SIN "Area Vasta Giugliano (Napoli)". La prima riunione della Conferenza di Servizi è stata fissata per il giorno 25 ottobre 2022;
ad oggi, a distanza di più di due anni dalla suddetta comunicazione, non si ha notizia di aggiornamenti in merito;
a parere degli interroganti il Governo deve intervenire con urgenza e prendersi carico di detta tragedia, senza pari in tutta Europa, per un territorio martoriato con decine di migliaia di cittadini affetti da patologie oncologiche e non solo,
si chiede di sapere:
quali siano i motivi per cui non sia stata data priorità alle bonifiche invece di cancellare la Direzione generale sulle bonifiche e ritirare i fondi;
a che punto sia l'iter relativo al procedimento per la perimetrazione del SIN "Area Vasta Giugliano";
quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano mettere in atto per assicurare la riconversione e riqualificazione della terra campana contrastando il rischio imminente per i cittadini;
se intendano, di conseguenza, procedere a siglare un accordo di programma che stanzi le risorse necessarie per una risposta sistematica, coordinata e completa da parte delle istituzioni nell'affrontare la situazione della "Terra dei Fuochi".
(4-01790)
BORGHI Claudio - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
il 23 gennaio 2025 l'ufficio stampa del Ministero dell'economia e delle finanze ha reso noti i dati relativi alla scelta dei contribuenti di destinare il 2 per mille dell'IRPEF ai partiti politici, riferiti alle dichiarazioni dei redditi del 2024 (anno di imposta 2023);
dai dati pubblicati, si evince che le percentuali di destinazione rivolte ai singoli partiti sono notevolmente divergenti rispetto al peso elettorale dei medesimi, come da esito delle ultime elezioni politiche;
per quanto consta all'interrogante, esisterebbero diverse segnalazioni secondo cui presso alcuni centri di assistenza fiscale, legati ad alcuni sindacati, esisterebbe una prassi di compilare il modulo relativo alla destinazione del 2 per mille dell'IRPEF ai partiti politici in favore di determinate forze politiche, senza previa o completa informazione nei confronti del contribuente,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano informati dei fatti richiamati e quali iniziative di propria competenza intendano adottare al fine di verificare la regolarità delle dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti attraverso i centri di assistenza fiscale legati ai sindacati in relazione alla destinazione del 2 per mille dell'IRPEF ai partiti politici, così da consentire ai contribuenti di effettuare la propria scelta in modo libero e consapevole.
(4-01791)
Interrogazioni, da svolgere in Commissione
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti:
2ª Commissione permanente (Giustizia):
3-01664 del senatore Rastrelli, sull'arresto del generale libico Almasri;
7ª Commissione permanente (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport):
3-01660 del senatore Lorefice, sulla procedura concorsuale per l'accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado;
8ª Commissione permanente (Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica):
3-01658 della senatrice Naturale e del senatore Turco, sul possibile convogliamento in Puglia delle acque dalla diga di Ponte Liscione in Molise;
10ª Commissione permanente (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale):
3-01650 della senatrice Furlan ed altri, sul servizio di contact center della società INPS Servizi S.p.A..