Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 259 del 08/01/2025
Azioni disponibili
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIX LEGISLATURA ------
259a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
MERCOLEDÌ 8 GENNAIO 2025
_________________
Presidenza del vice presidente CASTELLONE,
indi del presidente LA RUSSA
e del vice presidente ROSSOMANDO
N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Civici d'Italia-UDC-Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare: Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-Il Centro-Renew Europe: IV-C-RE; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: LSP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-PATT, Campobase): Aut (SVP-PATT, Cb); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS; Misto-Azione-Renew Europe: Misto-Az-RE.
_________________
RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente CASTELLONE
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 11,09).
È la prima seduta del 2025. Auguro a tutti voi un buon anno.
Si dia lettura del processo verbale.
STEFANI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 28 dicembre 2024.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento.
NICITA (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICITA (PD-IDP). Signor Presidente, vorrei ricordare che il Gruppo Partito Democratico ha presentato diverse interrogazioni alle quali attende una risposta, inviando anche una lettera in tal senso al presidente La Russa, in relazione alle tematiche relative al coinvolgimento, che risulta anche da alcune notizie di stampa, delle società Starlink e SpaceX su azioni che riguardano il Governo italiano.
Si parla di un accordo di circa un miliardo e mezzo. È stata smentita la firma di questo accordo, ma non le interlocuzioni in essere. Noi nelle nostre interrogazioni richiedevamo informazioni sulla natura di questo tipo di rapporti, atteso che la tipologia di comunicazione Starlink non rispetta gli standard previsti dagli investimenti PNRR e Digital Compass 2030 e che nessun Paese europeo ad oggi ha avviato questo tipo di interlocuzioni; segno che evidentemente non c'è un tema di urgenza.
Abbiamo anche chiesto di capire come questo si collegherebbe con gli investimenti che l'Italia ha intrapreso per IRIS², che è la risposta europea unitaria e pubblica nella proprietà proprio all'azione di Starlink, con la creazione di un concorrente che, in cinque anni, dovrebbe rappresentare una risposta puntuale e qualificata.
A tutte queste domande non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Abbiamo riproposto le nostre interrogazioni e scritto una lettera in cui chiediamo che il Governo venga a fare comunicazioni ai sensi dell'articolo 105 del Regolamento.
Abbiamo avuto rassicurazioni - e ringraziamo il presidente La Russa - che ciò avverrà in tempi rapidi. Tuttavia, chiediamo di nuovo che venga inserita all'ordine dei lavori questa importante questione, che è dirimente dal punto di vista della sicurezza, della trasparenza e delle tasche dei cittadini. Infatti, ancora una volta si parla di miliardi che verrebbero sprecati a fronte delle tante urgenze che il popolo italiano si aspetta vengano risolte. (Applausi).
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signor Presidente, mi unisco anche io alla richiesta che il Presidente del Consiglio venga a riferire in Aula sull'accordo riportato, prima, da Bloomberg e, poi, da tutta la stampa nazionale.
Da quando il rapporto tra la Presidente del Consiglio ed Elon Musk è nato e si è sviluppato sotto gli occhi di tutti, noi abbiamo chiesto con insistenza che il Governo chiedesse a Musk di fare degli investimenti in Italia. Per esempio, dato che conosciamo la crisi dell'automotive nel nostro Paese e sappiamo di essere legati a un solo produttore, avremmo auspicato che la Presidente del Consiglio favorisse la creazione di investimenti in questo settore da parte di Elon Musk. E invece cosa succede? Con grande stupore veniamo a sapere che non è Elon Musk a fare investimenti nel nostro Paese, ma siamo noi a versare un miliardo e mezzo di soldi dei contribuenti a lui. Come direbbe il generale Vannacci, il mondo al contrario.
Sappiamo che la Presidente del Consiglio spende i soldi degli italiani con una certa allegria. Peraltro, ha speso 900 milioni per fare un centro migranti in Albania, che continua a restare vuoto. Riteniamo che occorra ragionare quando si prendono decisioni così importanti dal punto di vista finanziario e strategico. Presidente, mi lasci dire che è veramente bizzarro che un Governo che si definisce nazionalista e che ha sostituito la parola Paese con la parola Nazione prenda tutte le nostre comunicazioni più delicate e strategiche e le metta nelle mani di un monopolista sudafricano che sta negli Stati Uniti e che è esponente della futura amministrazione americana, e quindi di un Governo straniero. Se questi sono il nazionalismo, il sovranismo e la protezione degli interessi nazionali di questo Governo, mi lasci dire che c'è molto di cui preoccuparsi.
Vorremmo sapere esattamente dalla Presidente quali sono il retroscena e la verità su questo accordo e vorremmo anche un impegno da parte del Governo e della maggioranza a rafforzare l'Unione europea. Noi qui giochiamo a indebolire l'Unione europea. Se ci troviamo sempre nello schema per cui gli Stati Uniti innovano, i cinesi copiano e noi regolamentiamo e basta, è perché l'Unione europea non è abbastanza forte. Per esempio, l'Unione europea non ha un mercato dei capitali unico. Anche finanziare questo tipo di progetti, che richiederebbero grandissimi investimenti, è più facile da fare negli Stati Uniti piuttosto che in Europa. Infatti, avere in Europa 27 mercati dei capitali è un problema. Se così è, è anche perché questo è il Governo che non ha voluto ratificare il MES, che impedisce l'unione bancaria.
Vorremmo poi sapere se questo Governo ha intenzione di rafforzare l'Europa in senso federale, in modo tale da darle la possibilità di gestire da sé questi aspetti così strategici, oppure se, indebolendola, intende consegnarci mani e piedi a Trump per fare, dopo il Canada cinquantunesimo Stato degli Stati Uniti, l'Italia cinquantaduesimo. (Applausi).
MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGNI (Misto-AVS). Signor Presidente, intervengo brevemente per associarmi alla richiesta fatta dal senatore Nicita. Mi pare molto importante che quest'Assemblea discuta di tali argomenti in modo chiaro e trasparente, visto che in questo periodo è stato tutto tranne che chiaro e trasparente.
L'unica cosa chiara è che siamo molto ancillari rispetto a quanto deciso da qualche personaggio negli Stati Uniti d'America. Vorrei discutere tra di noi, dentro quest'Aula, se questo è il ruolo che avrà il Governo, oppure se intende rivendicare un'autonomia progettuale e autonoma dentro un protagonismo a livello internazionale, a partire dall'Europa.
Per questa ragione, anche noi ci associamo alla richiesta fatta dal senatore Nicita.
PATUANELLI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PATUANELLI (M5S). Signor Presidente, vorrei associarmi alle parole di chi mi ha preceduto. Penso che farlo in un'Aula che non ascolta e con un brusìo insopportabile sia assolutamente inutile (Applausi), perché mi sembra che ci sia un assoluto disinteresse verso gli interventi dei colleghi. Stiamo probabilmente dando a qualche scuola che ci guarda dalle tribune un segnale pessimo; nemmeno nella scuola primaria si ha una tale confusione: c'è molto più rispetto tra gli studenti che in quest'Aula. Credo sia vergognoso il brusìo che si sente dall'inizio della seduta. (Applausi).
PRESIDENTE. Condivido la richiesta di provare a ridurre il brusio.
Saluto ad una rappresentanza di studenti
PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo delle scienze umane «E. Pascal» di Pompei, in provincia di Napoli, che stanno assistendo ai nostri lavori. Benvenuti in Senato. (Applausi).
Discussione e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge:
(1262) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica della Costa d'Avorio in materia di migrazione e di sicurezza, fatto ad Abidjan il 22 marzo 2023 (Relazione orale) (ore 11,21)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1262.
Il relatore, senatore Alfieri, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.
Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.
ALFIERI, relatore. Signor Presidente, oggi proponiamo all'Assemblea la ratifica e l'esecuzione dell'Accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica della Costa d'Avorio in materia di immigrazione e di sicurezza, fatto ad Abidjan il 22 marzo 2023.
È uno schema classico di accordo quadro relativo a eventuali progetti di cooperazione in una serie di materie che di solito il Ministero degli affari esteri mette in campo per costruire una cornice comune rispetto ai rapporti bilaterali. In questo caso si individuano una serie di materie. L'intesa individua innanzitutto nel Ministero dell'interno (Dipartimento della pubblica sicurezza), per la parte italiana, e nel Ministero dell'interno della sicurezza, per la controparte ivoriana, le autorità nazionali competenti per l'attuazione dell'Accordo.
Si elencano i principali settori di cooperazione, includendo tra gli altri: la criminalità organizzata transnazionale, i reati contro la persona e il patrimonio, la tutela della salute, la produzione e il traffico illecito di sostanze stupefacenti, la tratta di persone, il traffico illecito di migranti, il traffico illecito di armi, la criminalità informatica, i reati finanziari, i reati contro il patrimonio culturale e l'ambiente, la corruzione, la pirateria, la contraffazione alimentare, la prevenzione e repressione del terrorismo. Si tratta quindi di temi molto ampi e settori vasti su cui poi si innesterà la possibilità, per i singoli Ministeri e le controparti della Costa d'Avorio, di costruire progetti di cooperazione.
L'Accordo disciplina inoltre la forma di cooperazione bilaterale includendovi lo scambio di informazioni, l'analisi sulle fenomenologie delittuose di comune interesse, il coordinamento di tecniche investigative e la cooperazione strategica.
Con riferimento agli oneri economici totali derivanti dall'Accordo, l'articolo 3 li quantifica in 138.478 euro annui, a decorrere dal 2024; dovremo quindi intervenire successivamente con un emendamento per provvedere a decorrere dal 2025, visto che non siamo stati in grado di approvare la ratifica entro il 31 dicembre 2024. Saranno imputabili per le spese di missioni di viaggio, per lo svolgimento di visite ufficiali e per gli incontri operativi previsti nel quadro della cooperazione bilaterale.
In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. (Applausi).
PRESIDENTE. Non essendovi iscritti a parlare nella discussione generale, ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
TRIPODI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale. Signor Presidente, mi unisco ai suoi auguri ai senatori per l'anno nuovo e formulo auguri di buon lavoro.
L'Accordo in oggetto rappresenta, anche per le nostre relazioni bilaterali, un esempio di positività. La Costa d'Avorio - come sapete - è un modello di stabilità politico-economica per tutta l'Africa occidentale, nonché un partner importante per l'Italia, in un'ottica di contenimento delle minacce securitarie a livello regionale e di gestione coordinata dei flussi migratori.
L'Accordo in esame si colloca nell'ambito della strategia italiana di rafforzamento della cooperazione in materia migratoria e di sicurezza con i Paesi dell'Africa occidentale, in funzione di contrasto alla minaccia terroristica proveniente dal Sahel. Affrontiamo dunque la sfida comune delle migrazioni di massa con una forte visione di lungo termine, stabilendo legami saldi con le Nazioni di origine, transito e destinazione dei migranti, al fine di combattere la tratta e il traffico di esseri umani.
L'Accordo fornirà un inquadramento importante anche per l'ulteriore sviluppo della nostra collaborazione in materia migratoria e per il potenziamento del settore dei rimpatri.
PRESIDENTE. Prima di passare alle votazioni, in attesa che decorra il termine previsto dall'articolo 119, comma 1, del Regolamento, sospendo la seduta.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11,26, è ripresa alle ore 11,39).
Sul rilascio e il ritorno in Italia di Cecilia Sala
PRESIDENTE. Cari colleghi, con grande gioia, a nome del presidente La Russa, vi informo che è stata rilasciata ed è in volo verso l'Italia la giornalista Cecilia Sala. (Vivi, generali applausi).
Su questo argomento do la parola al rappresentante del Governo, il sottosegretario Tripodi. Prenderà poi la parola un rappresentante per Gruppo.
TRIPODI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale. Signor Presidente, onorevoli senatori, questa notizia l'aspettavamo da quel 19 dicembre. Oggi è una giornata bellissima per l'Italia; è una giornata bellissima per Cecilia Sala, cui va l'abbraccio più affettuoso, e per la sua famiglia. È una giornata bellissima per la libertà.
Come stanno dando notizia le agenzie di stampa, pochi minuti fa il nostro presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha informato la famiglia di Cecilia che la nostra connazionale è decollata con un volo da Teheran e nel pomeriggio arriverà a Roma. È una notizia che, naturalmente, ci conforta.
Signor Presidente, mi consenta di rivolgere un ringraziamento alla nostra intelligence, al lavoro che ha portato avanti la nostra diplomazia, in silenzio, con costanza. Il Governo italiano non ha mai mollato di un centimetro per riportare a casa la nostra connazionale.
Oggi, onorevoli senatori, è una giornata di festa. Io mi voglio soffermare sulla gioia che tutto il Paese sente in questo momento per la liberazione di Cecilia e voglio sorvolare sulle sterili polemiche, su tutto quello che abbiamo sentito, all'indirizzo del nostro Governo, in questi giorni di trattative e di lavoro intenso. (Applausi).
Qualcuno potrebbe soffermarsi su quello che è stato, ma noi, invece, poniamo sempre l'interesse dell'Italia e dei nostri connazionali come stella polare della nostra azione. Grazie, quindi, alla nostra diplomazia alla nostra intelligence ed anche alla leadership esercitata dal Presidente del Consiglio, che oggi fa sì che l'Italia possa riabbracciare Cecilia Sala. (Applausi).
ALFIERI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFIERI (PD-IDP). Signor Presidente, voglio esprimere, a nome del Gruppo del Partito Democratico, la soddisfazione per la liberazione di Cecilia Sala, la vicinanza e la gioia per i familiari della giornalista, per i colleghi de «Il Foglio» e di Chora Media.
Un sentito ringraziamento all'intelligence, alle donne e agli uomini dell'intelligence, a partire dal generale Caravelli, direttore dell'AISE, alla nostra diplomazia, all'ambasciatrice Paola Amadei, che ha lavorato in maniera incessante, e al nostro presidente del Consiglio Meloni. (Applausi).
Quando l'Italia si muove insieme, noi siamo orgogliosi come Paese e non abbiamo il minimo dubbio nel ringraziare e nel riconoscere i meriti di chi ha lavorato.
Quindi, grande soddisfazione in un momento in cui dobbiamo sentirci tutti soddisfatti e orgogliosi. Oggi l'Italia scrive una bella pagina di politica e riporta a casa una delle migliori giornaliste che abbiamo. (Applausi).
RENZI (IV-C-RE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RENZI (IV-C-RE). Signora Presidente, membro del Governo, onorevoli colleghi, oggi è un giorno di festa per tutta l'Italia. Noi diciamo grazie a tutte le istituzioni, a cominciare dal signor Presidente della Repubblica, che ha ricordato Cecilia Sala nel suo messaggio dell'ultimo dell'anno (Applausi), a cominciare dalla Presidente del Consiglio dei ministri, a cominciare dai Ministri che si sono occupati della vicenda, a cominciare dalle autorità dell'intelligence.
Oggi si conferma una linea che in settant'anni nessuno ha mai messo in discussione: quando c'è un italiano in pericolo all'estero, che ci sia un Governo di destra o di sinistra, di sopra o di sotto, tutti insieme, si lavora per riportarlo a casa. Saremo felici se in queste ore le forze politiche dell'opposizione e della maggioranza rinunceranno a fare polemica anche su questo e si stringeranno in un abbraccio; intorno a chi? Intorno ai genitori di Cecilia Sala, a cominciare dalla mamma Elisabetta. (Applausi). Una volta che un nostro connazionale è stato liberato nel 2014, in circostanze molto complesse, la mamma di quel connazionale, quando ebbe la notizia, iniziò al telefono a piangere di gioia e mi disse: «È un nuovo parto per me». Io credo che oggi sia un nuovo parto per la mamma di Cecilia Sala, ma sia soprattutto un giorno di festa per questa brillante giornalista, che tornerà a fare il suo mestiere in una Repubblica democratica, che riconosce le differenze, ma che nei momenti di difficoltà sa agire in modo unitario. (Applausi).
Grazie al Governo, grazie alle istituzioni. (Applausi).
CALENDA (Misto-Az-RE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALENDA (Misto-Az-RE). Signora Presidente, poche parole per aggiungere i convinti ringraziamenti al Governo italiano e alla Presidente del Consiglio per il lavoro che è stato fatto, su cui mai Azione ha fatto polemica. Infatti, quando si tratta di lavorare seriamente, dietro le quinte, spesso con contatti riservati, ogni polemica è fuori posto.
Cecilia Sala, come ha detto la mamma, è un'eccellenza di questo Paese; lo è da tanto tempo e lo è anche per il coraggio che ci vuole per andare in un posto dove le libertà sono negate, alle donne in primo luogo, alle giornaliste in secondo luogo.
Io credo che tutti noi oggi gioiamo per Cecilia Sala, ma anche per l'efficacia e la capacità che le istituzioni democratiche hanno dimostrato e per il lavoro che è stato fatto. Dunque, di cuore, un ringraziamento al Governo italiano per il lavoro svolto. (Applausi).
PATUANELLI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PATUANELLI (M5S). Signor Presidente, anche da parte nostra un commento di grande felicità per il ritorno a casa di Cecilia Sala e un ringraziamento a tutte le donne e agli uomini che hanno lavorato affinché questo diventasse possibile, a cominciare ovviamente dal Presidente del Consiglio, che ha potuto gestire una complessa operazione di rientro di Cecilia, a tutte le donne e gli uomini dell'intelligence e al Governo nel suo complesso. Oggi festeggiamo una giornata veramente bella per il ritorno di Cecilia. (Applausi).
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signora Presidente, intervengo solo per associarmi alle parole dei colleghi e naturalmente per ringraziare con grande forza, anche da parte del nostro Gruppo, tutti e tutte coloro che hanno lavorato in questi giorni difficili alla liberazione di Cecilia Sala: è stato ricordato il Presidente della Repubblica, fin dal messaggio di fine anno, naturalmente la Presidente del Consiglio e, devo dire, tutte le forze politiche che, penso, con grande senso di responsabilità, in una situazione come questa, hanno rispettato - e secondo me hanno fatto molto bene - l'appello della famiglia di Cecilia Sala a mantenere una condizione di massimo riserbo. Mi pare che davvero possiamo essere tutti felici di questa notizia e, naturalmente, ringraziare anche l'intelligence e la diplomazia, che hanno lavorato per questo obiettivo. Grazie davvero. (Applausi).
PUCCIARELLI (LSP-PSd'Az). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PUCCIARELLI (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, anch'io mi vorrei unire ai colleghi, nel ringraziare per la notizia della liberazione della nostra connazionale Cecilia Sala, in un'immagine di un Paese che si è unito, senza bandierine di partito, proprio per far sì che tutte quelle azioni potessero essere messe in atto per arrivare a tale liberazione.
Un grazie anche al Governo e ai Ministri che hanno permesso di arrivare a questa meravigliosa notizia. Un grazie ai nostri Servizi, in modo particolare al generale Caravelli, e mi lasci ringraziare la nostra ambasciatrice Paola Amadei che ho avuto modo di sentire proprio nei giorni della detenzione di Cecilia Sala. Una donna che ci rappresenta in un Paese come l'Iran dimostra che l'Italia sul tema della libertà e dei diritti umani ci crede e lo fa con atti concreti. Oggi è una bella pagina di storia per il nostro Paese. (Applausi).
GASPARRI (FI-BP-PPE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GASPARRI (FI-BP-PPE). Signora Presidente, anche il Gruppo di Forza Italia esprime grande soddisfazione per questa notizia che ci consente di aprire questa fase dei lavori parlamentari con maggiore serenità. Vogliamo unirci al ringraziamento a tutti coloro che hanno operato, dalle strutture diplomatiche italiane in Iran al generale Caravelli, all'autorità delegata nel Governo, onorevole Mantovano, al Ministro degli affari esteri Tajani e alla Presidente del Consiglio anche per la tempestività con cui hanno agito in Italia e all'estero e per la serietà con cui sono state condotte le vicende, anche nei confronti del Parlamento, che, nei limiti di quello che era opportuno e nei luoghi a ciò dedicati, è stato informato e aggiornato.
L'occasione è positiva e favorevole, quindi ci induce a evitare - lo ha detto prima anche la sottosegretaria Tripodi, che ringrazio - qualsiasi altra considerazione, sia sulla natura di alcuni regimi oscurantisti che non sono sufficientemente considerati come tali, sia su altri aspetti su cui torneremo quando qualche polemica dovesse riaffiorare. Ma oggi è il giorno della soddisfazione; le riflessioni verranno in altre occasioni. (Applausi).
SPERANZON (FdI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPERANZON (FdI). Signora Presidente, anche da parte del Gruppo di Fratelli d'Italia c'è grandissima soddisfazione per la notizia che lei ha riferito all'Assemblea. Ovviamente c'è grande gioia per Cecilia Sala, per la sua famiglia e c'è anche grande soddisfazione per l'operato di tutti coloro che si sono adoperati perché questo si potesse realizzare e affinché la liberazione di Cecilia potesse avvenire nel più breve tempo possibile, in tempi che, francamente, in passato, quando siamo stati governati in altre occasioni, l'Italia non era riuscita purtroppo a garantire. (Commenti). Anche in questa occasione… (Commenti).
PRESIDENTE. Lasciate intervenire per favore il senatore Speranzon.
SPERANZON (FdI). Anche in questa occasione l'Italia ha dimostrato che conta, che a livello internazionale è credibile (Applausi), che ha la forza e la determinazione per raggiungere i risultati. Voglio ringraziare, anche a nome del Gruppo Fratelli d'Italia, tutte le forze di opposizione, non solo quelle di maggioranza, che hanno raccolto l'appello che, attraverso il Governo, hanno diffuso i familiari di Cecilia Sala, per evitare che la sua liberazione e l'attività che stavano svolgendo l'intelligence, il Ministero degli affari esteri e il Presidente del Consiglio dei ministri per raggiungere l'obiettivo della sua liberazione venissero ostacolate.
Per cui oggi davvero è un giorno di festa per Cecilia Sala, per il mondo dell'informazione e del giornalismo, per la democrazia e - concedetemelo - anche per l'importanza e la credibilità che in questa occasione, grazie al Governo Meloni, l'Italia ha saputo conquistare. (Applausi).
PRESIDENTE. Grazie veramente a tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1262 (ore 11,53)
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.
Passiamo all'esame degli articoli.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Passiamo all'esame dell'articolo 3.
Avverto che il relatore ha presentato l'emendamento 3.500 al fine di recepire le condizioni poste, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, dal parere della 5a Commissione permanente.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.500, presentato dal relatore.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Passiamo alla votazione finale.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signor Presidente, intervengo soltanto per annunciare il nostro voto favorevole. Si tratta di un accordo quadro e quindi attendiamo di vederlo riempito di progetti di cooperazione. Sarebbe poi naturalmente opportuno e auspicabile essere aggiornati su come questi accordi procedono. Per il momento, però, ovviamente, esprimeremo un voto favorevole sul provvedimento.
MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGNI (Misto-AVS). Signor Presidente, anche il mio Gruppo esprimerà un voto favorevole sulla ratifica al nostro esame.
Seppur in modo favorevole, vorrei sottolineare e cogliere un aspetto carente di questa ratifica. Abbiamo sottolineato il fatto che ci si confronta dal punto di vista amministrativo e culturale e del controllo delle migrazioni, manca però il tentativo, una volta tanto, di ragionare sui flussi e quindi governarli per evitare che accadano cose che abbiamo cercato di inserire nella ratifica e che va contrastato. Vorrei sottolineare tale aspetto perché forse andrà affrontato in termini più precisi: quello che manca è il governo dei flussi in questo caso tra la Repubblica della Costa d'Avorio e il nostro Paese.
DE ROSA (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE ROSA (FI-BP-PPE). Signor Presidente, farò una breve dichiarazione per evidenziare il voto favorevole dei senatori del Gruppo Forza Italia alle due ratifiche che oggi abbiamo in esame; il primo riguarda la ratifica ed esecuzione dell'accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Costa d'Avorio in materia di migrazione e di sicurezza, fatto ad Abidjan il 22 marzo 2023.
Si tratta di un'intesa che riguarda alcuni temi sensibili per il nostro ordine pubblico. Tra questi la tratta di persone e il traffico illecito di migranti, posto che i migranti arrivati dalla Costa d'Avorio che hanno chiesto asilo in Italia sono stati circa 1.700 nel 2022. In generale sono oggetto d'accordo anche temi riguardanti la criminalità organizzata transnazionale, i reati contro la persona e il patrimonio, la prevenzione del traffico illecito di sostanze stupefacenti, il traffico illecito di armi, la criminalità informatica, la prevenzione e la repressione del terrorismo e altri reati. Una ratifica che renderà quindi migliore la cooperazione tra i due Paesi in materia di ordine pubblico.
Il secondo, che anticipo, riguarda la ratifica ed esecuzione della convenzione che istituisce l'Organizzazione internazionale per gli ausili alla navigazione marittima fatta a Parigi il 27 gennaio 2021. Si tratta in realtà della trasformazione giuridica dell'organizzazione non governativa Associazione internazionale del segnalamento marittimo in un'organizzazione intergovernativa. Lo scopo è quello di sostenere la sicurezza e l'efficacia del traffico marittimo attraverso il miglioramento e lo sviluppo degli ausili alla navigazione. Si tratta di tematiche fondamentali per il corpo della Capitaneria di porto, la nostra guardia costiera, che, come sappiamo, ha competenze in materia di sicurezza della navigazione e gestione del traffico navale e della sicurezza marittima, navale e portuale, di ricerca e soccorso in mare e di servizi di assistenza marittima.
Le due ratifiche hanno contenuti assolutamente condivisibili e su di esse il Gruppo Forza Italia esprimerà un voto favorevole.
MARTON (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARTON (M5S). Signor Presidente, chiedo innanzitutto di consegnare il testo integrale del mio intervento e annuncio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle sul provvedimento.
Torno però a richiedere, come già fatto in precedenza per accordi di questo tipo già sottoscritti con altri Paesi, che ci sia la possibilità di avere dal Governo e dai Ministeri competenti un report sul risultato di accordi già firmati con altri Paesi. Infatti, ritengo fondamentale per il nostro lavoro sapere se questi accordi funzionano, oppure no. Ho già fatto questa richiesta in altre circostanze e vorrei che fosse seguita questa via.
Vorrei altresì far notare che questo accordo presenta una piccola differenza rispetto agli altri che abbiamo già sottoscritto. Tale accordo prevede infatti delle deroghe per il regolamento della protezione dei dati personali, in quanto la Costa d'Avorio parrebbe non rispettare tutti i requisiti per poter difendere questi dati. Chiedo alla rappresentante del Governo di vigilare anche sotto questo aspetto, perché riteniamo importantissima la difesa dei dati personali.
In conclusione, ribadisco il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle, nella speranza che tutto quanto richiesto sia portato a termine.
PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, sarò sintetico. Intendo sottolineare che ogni iniziativa di cooperazione che si pone l'obiettivo di contrastare la criminalità, il terrorismo e la tratta delle persone, favorendo l'immigrazione clandestina, non può che avere il voto favorevole del Gruppo Lega. (Applausi).
ALFIERI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFIERI (PD-IDP). Signor Presidente, annuncio il voto favorevole del Gruppo Partito Democratico a questa e alla ratifica successiva. (Applausi).
MENIA (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MENIA (FdI). Signor Presidente, non posso non iniziare il mio intervento sottolineando, ancora una volta, come questa, che tra l'altro è la prima giornata di seduta dell'anno, si sia aperta con una notizia bellissima, ossia la liberazione di Cecilia Sala.
Questo è un fatto che va rimarcato una volta di più, in quanto rende nobili l'attività del nostro Governo, le giornate della politica e quello che si è saputo ottenere e fare. Quando si privilegia per davvero l'interesse nazionale, quando ci sono di mezzo la vita, la libertà e il rispetto del diritto di un nostro cittadino o di una nostra cittadina, non esistono esitazioni o obiezioni; si va e i risultati si raggiungono. Questo vale oggi, come valeva un tempo per i marò, nonostante qualcuno dicesse che era opportuno lasciarli là.
Detto questo, l'importanza dell'accordo che ci apprestiamo a ratificare segna l'interventismo del nostro Governo. Tale accordo fu siglato meno di due anni fa e trova già oggi discussione e approvazione in Parlamento. Esso si rivolge alla Costa d'Avorio, che è un Paese strategico nel quadrante africano. Questo Paese rappresenta una realtà essenzialmente stabile in un quadro invece devastato e difficile come quello del Sahel, dove la criminalità, le migrazioni e l'instabilità segnano un quadrante estremamente difficile del Continente africano.
Questo è un accordo quadro, che perseguiremo tanto più nell'ottica del piano Mattei che il Governo ha lanciato sul piano della cooperazione e collaborazione, intervenendo anche sulle grandi questioni di apertura del millennio (le grandi migrazioni, la criminalità transnazionale, la tratta di uomini, il traffico illecito). Interveniamo su tutto questo e il Gruppo Fratelli d'Italia esprime il suo voto convintamente favorevole.
GUIDI (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUIDI (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP). Signor Presidente, colleghe e colleghi, è con fortissima emozione che intervengo in questa giornata storica. Dico storica perché è piena di gioia; la gioia è spesso trascurata in quest'Aula, ma dobbiamo cercarla ad ogni costo. La liberazione di Cecilia Sala ci ha colmato di soddisfazione e, soprattutto, ci ha fatto comprendere ancora una volta che il coro è superiore al solista, da tutti i punti di vista: da quello psicologico a quello politico, a quello artistico. Tuttavia, proprio per il mio mestiere o forse perché rappresento un potenziale prigioniero di me stesso, legato alla disabilità su cui interverremo ancora, credo che bisogna certo gioire dell'oggi, ma pensare al domani. Le ferite psicologiche restano; la solitudine, l'estraniamento, il non sapere cosa succederà di sé, il sapere che ci sono le persone care che soffrono: tutto questo lascia tracce profondissime. Dobbiamo circondare questa nostra compaesana - lo dico nel senso buono, cioè non solo italiana ma compaesana - con affetto, senza celebrarla e farne troppo un totem. Dobbiamo coccolarla, dobbiamo agire risarcendola con sentimenti come la dolcezza che prende il posto della celebrazione. Capisco che è difficile, e anche oggi in parte abbiamo espresso questi sentimenti, ma credo che la tenerezza, la dolcezza e la leggerezza siano per la nostra compatriota Sala le cose più importanti: altrimenti creeremo, non volendolo, danno al danno.
Per quello che riguarda le dichiarazioni di voto di oggi, non posso che esprimere un voto favorevole. Evviva la vita! Viva la libertà. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Discussione e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge:
(1233) Ratifica ed esecuzione della Convenzione che istituisce l'Organizzazione internazionale per gli ausili alla navigazione marittima, con Allegato, fatta a Parigi il 27 gennaio 2021 (Relazione orale) (ore 12,07)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1233.
Il relatore, senatore Dreosto, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.
Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.
DREOSTO, relatore. Signor Presidente, l'Assemblea è chiamata all'esame del disegno di legge di ratifica della Convenzione del 2021 con cui è stato dato corso alla trasformazione giuridica dell'organizzazione non governativa denominata Associazione internazionale del segnalamento marittimo in organizzazione internazionale governativa denominata Organizzazione internazionale per gli ausili alla navigazione marittima. Con la nuova configurazione, questa Organizzazione manterrà la sua sede in Francia, ma acquisterà maggiore autorevolezza come soggetto di diritto internazionale, con la capacità di elaborare raccomandazioni, linee guida non vincolanti e meccanismi di cooperazione tecnica tra gli Stati membri e le agenzie delle Nazioni Unite.
Infine, con riferimento agli oneri economici, l'articolo 3 li valuta complessivamente in 151.800 euro per il 2025 e in 160.460 euro per gli anni a decorrere dal 2026, individuandone anche la relativa copertura.
Per questi motivi, chiedo all'Assemblea di approvare questa relazione.
PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire.
Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.
Passiamo all'esame degli articoli, nel testo proposto dalla Commissione.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Avverto che il relatore ha presentato l'emendamento 3.300, interamente sostitutivo dell'articolo 3, al fine di recepire le condizioni poste, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, dal parere della 5a Commissione permanente.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.300, presentato dal relatore,interamente sostitutivo dell'articolo.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Passiamo alla votazione finale.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente, intervengo solo per annunciare il nostro voto favorevole.
MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGNI (Misto-AVS). Signora presidente, intervengo per sottolineare una cosa e per dichiarare il nostro voto favorevole. Spero che questa trasformazione da ONG ad agenzia intergovernativa favorisca la prevenzione dei morti nei nostri mari. Vorrei ricordare che anche il 2024 ha visto molte persone perire nel Mar Mediterraneo, quindi spero che questo modo di lavorare collettivamente serva a prevenire le morti nel Mediterraneo.
MARTON (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARTON (M5S). Signora Presidente, intervengo per annunciare il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. Chiedo che il testo del mio intervento sia pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.
PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso.
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DREOSTO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, anche il Gruppo della Lega conferma il suo voto favorevole.
MENIA (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MENIA (FdI). Signor Presidente, l'obiettivo di questo Accordo è chiaro: si tratta di assegnare maggiore autorevolezza ed efficacia allo svolgimento delle mansioni di questa organizzazione, che da non governativa diventa invece internazionale e governativa. L'interesse italiano è palese: siamo un Paese con 8.000 chilometri di costa, distesi su quello che un tempo chiamavamo mare nostrum. Il nostro non può essere che un voto favorevole. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Discussione dalla sede redigente e approvazione del disegno di legge:
(1239) Deputato MULÈ ed altri. - Istituzione della Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda Guerra mondiale (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 12,12)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 1239, già approvato dalla Camera dei deputati.
La relatrice, senatrice Petrenga, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.
Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice.
PETRENGA, relatrice. Signor Presidente, il disegno di legge in esame dispone il riconoscimento del 20 settembre di ogni anno quale Giornata degli internati italiani, militari e civili, nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale, al fine di preservarne la memoria. Per celebrare la Giornata è previsto possano essere organizzate iniziative, manifestazioni pubbliche o cerimonie per il conferimento di medaglie d'onore e per la deposizione di una corona commemorativa all'Altare della patria, come altrettante occasioni di conoscenza del valore storico, militare e morale della vicenda degli internati e di ricordo delle sofferenze da loro patite in violazione di tutte le leggi di guerra e dei diritti inalienabili della persona, nonché quale messaggio di pace rivolto alle giovani generazioni.
Ai sensi dell'articolo 2, spetta ai Ministeri dell'istruzione e del merito, dell'università e della ricerca, della cultura, della difesa e dell'interno stabilire le direttive per disciplinare l'eventuale coinvolgimento delle pubbliche amministrazioni e delle istituzioni scolastiche alla Giornata commemorativa.
Per l'attuazione delle disposizioni relative alla Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale, che non è considerata solennità civile, ai sensi dell'articolo 3 le amministrazioni competenti sono chiamate a concorrere con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
TRIPODI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale. Signor Presidente, rinuncio a intervenire.
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.
Passiamo alla votazione degli articoli, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Passiamo alla votazione finale.
PAITA (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAITA (IV-C-RE). Signor Presidente, come prima cosa voglio ringraziare i proponenti di questa iniziativa così giusta e opportuna, che sana anche una lacuna storica che questo Paese ha nei confronti degli internati militari. L'istituzione di una Giornata dedicata agli internati militari nei campi rappresenta quindi un'iniziativa davvero molto importante per continuare a ricordare il sacrificio di tanti militari italiani all'indomani dell'8 settembre per il riscatto della nostra Patria.
Ricordare il contributo dato dai nostri militari per restituire dignità e libertà al nostro Paese ha per me, che vengo da La Spezia, un significato ancora più pregnante: fu proprio a La Spezia che il 9 settembre del 1943 si suggellò la scelta patriottica compiuta dai militari in quello che in tanti hanno indicato poi successivamente come il giorno del riscatto. L'armistizio dell'8 settembre del 1943 ha rappresentato, infatti, uno spartiacque per la storia italiana; pochi altri avvenimenti nel corso del Novecento furono così carichi di significati e conseguenze. Furono circa 800.000 i militari trasferiti con viaggi interminabili in campi di prigionia di guerra, gestiti attraverso la forza lavoro. Si tratta del più consistente gruppo di italiani trattenuti con la forza in Germania durante la guerra, oltre 50.000 - alcuni parlano di 65.000 - persone morirono prima di poter riabbracciare le proprie famiglie per le dure condizioni di prigionia a cui furono sottoposti. Gli uomini catturati dalle truppe naziste furono inizialmente considerati prigionieri di guerra a tutti gli effetti, ma il 20 settembre del 1943 Hitler impose che fossero classificati come internati militari italiani: un cambiamento vero e proprio di status, ispirato dalla volontà di punire la scelta dell'8 settembre, di eludere i controlli della Croce rossa internazionale e, soprattutto, di eludere le limitazioni imposte dalle Convenzioni internazionali. I cosiddetti IMI - questo è l'acronimo con cui venivano definiti gli internati militari italiani - divennero così vittime dell'ideologia nazista, considerati appartenenti a una razza inferiore e inaffidabile, furono relegati ai gradini più bassi della società.
Le sofferenze dei soldati italiani non terminarono neanche dopo la fine delle ostilità; soltanto nella seconda metà degli anni Ottanta, a quasi quarant'anni dai fatti, si è aperto un serio percorso storico e politico che ha contribuito a non farne naufragare la memoria. Con l'istituzione di una giornata in memoria di queste persone portiamo a compimento questo lungo e dovuto percorso di riconoscimento.
Vorrei ricordare che anche mio nonno è stato tra queste persone: ritornò, liberato dai russi, in condizioni davvero inaccettabili; purtroppo nel suo corpo e anche nella sua mente il dolore per quanto avvenuto e le gravissime sofferenze, soprattutto di carattere fisico e alimentare, furono una cifra che condizionò tutta la sua vita. Mio nonno era un carabiniere. Nel suo diario di prigionia, Giovannino Guareschi scriveva: «io non mi considero prigioniero, io mi considero combattente… Sono un combattente senz'armi, e senz'armi combatto. La battaglia è dura perché il pensiero dei miei lontani e indifesi, la fame, il freddo, la tubercolosi, la sporcizia, le pulci, pidocchi, i disagi sono non meno micidiali delle palle di schioppo... Io servo la Patria, facendo la guardia alla mia dignità di italiano». (Applausi).
Il riscatto della dignità della nostra Patria, dopo che la dittatura fascista e l'occupazione nazifascista l'avevano calpestata, passa anche dalle storie della Resistenza e da queste storie di centinaia di migliaia di persone. È una pagina che deve essere conservata nella memoria. Considerate che tante di queste persone sono arrivate in condizioni così inaccettabili che non hanno avuto nemmeno un riconoscimento successivo come vittime di guerra e quindi c'è in più un dovere. Credo anzi che questa proposta, che è sacrosanta, alla fine dovrà essere ulteriormente ragionata per specificare anche il recupero della memoria di chi non ha avuto in quei momenti la forza o il sostegno familiare per poter avere un riconoscimento rispetto a ciò che aveva vissuto.
«Quando il giardino della memoria inizia a inaridire» scrive Pamuk «si accudiscono le ultime piante e le ultime rose rimaste con un affetto ancora maggiore. Per non farle avvizzire, le bagno, le accarezzo dalla mattina alla sera. Ricordo, ricordo in modo da non dimenticare». Ecco, il nostro compito è non dimenticare; il nostro compito è continuare a annaffiare il giardino della memoria per tutti coloro - dico tutti - che hanno lottato per la dignità e la libertà dell'Italia. Ringrazio i proponenti del disegno di legge e osservo che questa è una bellissima giornata perché, dai voti che ho visto espressi sugli articoli, oggi potremo essere tutti uniti nel riconoscere una centralità anche a queste persone e per restituire loro dignità e orgoglio. (Applausi).
ZANETTIN (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANETTIN (FI-BP-PPE). Signora Presidente, il disegno di legge in esame, già approvato dalla Camera dei deputati, d'iniziativa del vice presidente della Camera, onorevole Mulè, che ringrazio, intende istituire la Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda guerra mondiale.
Oggi è doveroso ricordare che 800.000 italiani, sia militari che civili, vennero trasferiti coattivamente nel territorio tedesco del Terzo Reich per contribuire con il loro lavoro all'economia bellica della Germania, prendendo il posto di molti operai tedeschi arruolati e impegnati in guerra. La tragica storia degli internati militari italiani (circa 650.000) che dissero no alla collaborazione col regime nazista ebbe inizio l'8 settembre 1943, il giorno dell'armistizio con le forze alleate annunciato da Badoglio. A partire da quella tragica data centinaia di migliaia di soldati furono indotti a consegnare le armi e a collaborare con i tedeschi e con la Repubblica di Salò o costretti ad essere internati nei campi di concentramento, dove subirono violenze fisiche e morali. Furono numerosi gli episodi di disobbedienza agli ordini nazisti e di resistenza durante la durissima vita quotidiana nei campi di concentramento e tutti attestano il grande valore etico e morale dei prigionieri che scelsero di non collaborare con i nazisti, sopportandone le tragiche conseguenze.
Il 20 settembre 1943 vennero definiti IMI, internati militari italiani, con un provvedimento di Hitler che negò loro le tutele previste dalla Convenzione di Ginevra per i prigionieri di guerra. In accordo con Mussolini, sempre per ordine del Führer, il 12 agosto 1944 gli IMI cambiarono nuovamente di status e vennero trasformati in lavoratori civili formalmente liberi, ma in realtà non lo erano. Solo a partire dal crollo imminente della Germania, nel febbraio del 1945 e fino al maggio, furono gradualmente liberati.
L'effettivo rimpatrio dalla Germania è potuto avvenire solo con la cessazione delle ostilità. Rientrarono prima nel veronese, per poi venire trasportati in varie destinazioni in Italia. Tra coloro che non accettarono la collaborazione con il regime nazista, circa 50.000 soldati persero la vita nel corso della prigionia.
Le sofferenze dei soldati italiani non terminarono neanche dopo la fine delle ostilità: di fatto, il rientro a casa degli IMI fu estremamente complicato per la mancanza di un efficace coordinamento da parte dello Stato italiano. Migliaia di uomini si trovarono costretti a organizzarsi da soli per tornare a casa. Una volta giunti in patria, gli ex IMI non trovarono qualcuno che li accogliesse e alle volte, quando si presentarono ai distretti militari di appartenenza, furono addirittura costretti a rimettere la divisa per concludere il periodo di leva.
In pochi in Italia presero davvero sul serio la loro tragedia, interpretata, nel migliore dei casi, come sfortunato corollario della guerra o letta financo come prova di vigliaccheria e rifiuto di combattere. Soltanto a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta, a quasi quarant'anni dai fatti, si è aperto un serio percorso storico e politico che ha contribuito a non farne naufragare la memoria e a valorizzarne il sacrificio.
La vicenda degli internati che rimasero fedeli al giuramento al re, rifiutando la collaborazione con l'invasore nazista e la RSI, costituisce infatti una pagina a sé stante all'interno del fenomeno della Resistenza da cui è nata la nostra Repubblica democratica.
Nella giornata del 20 settembre si intende, quindi, con questo testo di legge, onorare la memoria di tutti questi militari italiani e affidarla ai giovani, che in troppe occasioni sono distratti rispetto alle vicende storiche del nostro Paese. Tante sono le monografie, i saggi, le memorie, i diari, le testimonianze e le ricerche che hanno ricostruito quel periodo storico, rivalutando la figura degli internati italiani troppo a lungo dimenticati.
Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha più volte fatto riferimento a quel periodo. Più recentemente il 3 novembre 2023, ha ricordato, e cito le sue parole: «Lo fecero nei campi di concentramento tedeschi, dove gli oltre 650.000 internati militari, rifiutando di aderire alla guerra nazista, patirono brutali vessazioni e immani sofferenze, che causarono la morte di 50.000 di loro». Ma il presidente Mattarella lo aveva ricordato anche nel corso del suo primo mandato, in occasione di un intervento in data 24 aprile 2018.
Se questo testo di legge oggi sarà approvato, il 20 settembre di ogni anno si potranno organizzare cerimonie pubbliche, incontri, dibattiti, momenti comuni di raccordo e riflessione per diffondere la conoscenza del valore storico, militare e morale della vicenda degli internati italiani.
A tal proposito, c'è già un museo a Roma, il museo Vite di IMI, che è meta di pellegrinaggio civico di decine di migliaia di studenti italiani e di nostri concittadini, allestita nella sede dell'Associazione nazionale reduci della prigionia. Molto materiale di quel periodo è stato conservato nell'archivio storico dello stato maggiore dell'Esercito italiano, per testimoniare le terribili condizioni di vita e di lavoro imposte ai nostri internati. Sulla base di questi spazi e della vasta documentazione esistente possono essere quindi creati ulteriori momenti di riflessione e di studio per gli studenti.
Con questa legge si riscatta, anche se solo in parte e tardivamente, una parte della nostra memoria storica, ridando onore a quei nostri soldati italiani. Per tutte queste ragioni, annuncio il voto convintamente favorevole dei senatori di Forza Italia.
Saluto ad una rappresentanza di studenti
PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo scientifico statale «Galeazzo Alessi» di Perugia, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).
Vi invito, se riuscite durante questa permanenza a Roma, a visitare anche la mostra «San Francesco, tra Cimabue e Perugino», organizzata in occasione del Giubileo 2025 e promossa dal Senato in collaborazione con la vostra Galleria nazionale dell'Umbria. (Applausi).
Ripresa della discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 1239 (ore 12,30)
MARTON (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARTON (M5S). Signora Presidente, colleghi e rappresentante del Governo, oggi siamo chiamati ad esprimerci su un disegno di legge che non è soltanto un atto legislativo, ma anche un gesto di riconoscimento, di memoria e di giustizia. Votando a favore dell'istituzione della Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda guerra mondiale rendiamo omaggio a quegli uomini e a quelle donne che scelsero la dignità, la libertà e il rifiuto della tirannia a costo della loro stessa vita.
Nel settembre del 1943, quando l'Italia attraversava la sua ora più buia, oltre 650.000 militari italiani si trovarono di fronte ad un bivio e con un atto di coraggio rifiutarono di collaborare con il nazismo e i fascisti della Repubblica sociale italiana. Molti di loro pagarono questo rifiuto con la deportazione, la fame, le malattie e in migliaia con la morte nei campi di lavoro e di sterminio.
Noi oggi ricordiamo quegli internati militari italiani, un gruppo il cui sacrificio spesso è rimasto nell'ombra della storia. Con questa legge vogliamo portare la luce su quelle vite spezzate e su quel coraggio che deve continuare a ispirare le generazioni future. Le loro sofferenze non furono vane: la loro resistenza silenziosa fu un seme piantato nel terreno della democrazia e della libertà che noi oggi continuiamo a coltivare. Con questo gesto non celebriamo solo il passato, ma affermiamo anche i valori di pace, di libertà e di dignità umana, su cui si fonda la nostra Repubblica.
Il 20 settembre sarà un giorno per riflettere, per educare, per rendere omaggio. Sarà un giorno per dire: non dimentichiamo. Non dimentichiamo che la storia si ripete solo quando si perde la memoria. Non dimentichiamo che la libertà non è mai scontata. Non dimentichiamo che ognuno di noi, oggi come allora, può essere chiamato a scegliere tra il giusto e il comodo.
Signora Presidente, colleghi, il nostro è un voto di speranza, un voto di riconoscimento e un voto di impegno, affinché questa memoria diventi un monito permanente per il nostro Paese. Annuncio quindi il voto favorevole mio personale e del MoVimento 5 Stelle. (Applausi).
PAGANELLA (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANELLA (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, con l'approvazione del disegno di legge oggi in discussione la Repubblica italiana compie un atto dovuto verso vittime troppo spesso dimenticate. Con l'istituzione della Giornata degli internati italiani deportati nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda guerra mondiale viene, inoltre, colmato un vuoto nella memoria storica del nostro Paese. Dopo l'armistizio dell'8 settembre del 1943, un numero consistente di militari italiani impegnati in guerra non si ritennero, infatti, più vincolati: Italia e Germania non erano più alleate e il nostro Paese non era più in guerra contro gli angloamericani. Quei militari rifiutarono perciò di arruolarsi nell'esercito tedesco o nel nascente esercito della Repubblica di Salò, che della Germania nazista era da considerarsi una sorta di avamposto. Per ordine di Hitler e delle più alte cariche del Terzo Reich, che li giudicavano dei traditori, fu avviata allora una vasta operazione di rastrellamento su tutto il territorio nazionale ed anche in tutti gli altri teatri di guerra ove i nostri militari erano impegnati, dai Balcani alla Francia, alle isole del Mediterraneo. In molti riuscirono a fuggire, ma circa un milione di loro non ce la fece: caricati e rinchiusi in camion o treni blindati, viaggiando in condizioni disumane, fra stenti e privazioni, essi furono trasferiti nei lager tedeschi. Una quota di loro non arrivò nemmeno a destinazione; gli altri, circa 600.000, ribadirono il loro no all'arruolamento anche una volta arrivati in Germania. Ad essi non venne riconosciuto lo status di prigionieri di guerra che, in base alle convenzioni internazionali, avrebbe comunque dato loro uno status giuridico e li avrebbe sottoposti alle cure della Croce rossa internazionale. Essi furono definiti internati con un'ordinanza delle autorità tedesche del 20 settembre 1943, data in cui si celebrerà la Giornata istituita dalla legge in discussione.
In Germania i militari italiani furono sottoposti ad ogni sorta di arbitrio e a ripetute angherie, destinati in maggior parte ad un intenso lavoro coatto che ne minò il fisico e ne segnò profondamente la psiche. Veri e propri eroi della Resistenza, non si può però dire che essi siano stati considerati tali nel dopoguerra. Anche quelli che dopo la Liberazione fecero ritorno a casa si sentirono subito emarginati, messi da parte, considerati quasi rappresentanti di una Resistenza di serie B. La loro voce non fu reclamata nelle manifestazioni di piazza o rievocata nelle commemorazioni ufficiali e anche da un punto di vista storico la vicenda di quei militari non ha sollecitato un interesse approfondito, tanto che pochi sono ancora oggi gli studi in materia. L'istituzione della Giornata in loro memoria ha perciò anche il compito di portare all'attenzione questa vicenda, colmando questa lacuna.
Con il dissolversi dell'esercito fascista e l'ingloriosa fuga del re, i combattenti italiani si erano trovati senza una guida, soli davanti alla loro coscienza. Il fatto che un numero consistente di loro fece la scelta più difficile e pericolosa per le loro vite, pur di salvare l'onore, è encomiabile e non può essere dimenticata. Essi seppero conservare la dignità anche in un momento altamente drammatico della storia nazionale. La loro vicenda porta forse a rivedere anche il giudizio della morte della patria, formulato da molti studiosi relativamente a quel periodo storico. Quella morte fu cosa reale nelle istituzioni e in una parte consistente delle vecchie classi dirigenti, ma non lo fu nel cuore di tanti italiani, ove il sentimento di libertà continuò a vivere. Rendere onore a quei militari, integrando e rendendo nello stesso momento più completa la nostra memoria, era perciò un atto dovuto e non più rinviabile a ottant'anni da quei tragici fatti. Lo è per chi subì quelle conseguenze, ma anche per le Forze armate che ancora oggi compiono con onore e fedeltà la loro missione al servizio della Repubblica e della nostra sicurezza.
L'auspicio è che l'atto di giustizia che oggi compiamo serva a rinsaldare l'unità del Paese attorno alle sue istituzioni democratiche, nonché alla continua ricerca delle vie della pace come alternative alle logiche di guerra. A nome della Lega, dichiaro perciò il voto favorevole del nostro Gruppo alla ratifica di questo disegno di legge. (Applausi).
PARRINI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARRINI (PD-IDP). Signora Presidente, colleghi, noi oggi abbiamo un'opportunità importante, quella di fare una scelta estremamente giusta e di colmare una lacuna. Il primo auspicio che formulo è che l'Assemblea del Senato faccia questa scelta, così com'è avvenuto lo scorso mese di settembre alla Camera, all'unanimità, perché è davvero il segnale che dobbiamo dare al Paese rispetto a una questione come questa, per alcune ragioni che io credo debbano essere sottolineate.
Perché dico che colmiamo una lacuna? Quella degli internati militari italiani in Germania, la deportazione di oltre 600.000 persone, con la morte di decine di migliaia di loro per fame, stenti e malattie è una delle pagine più tragiche della nostra storia recente e a tutti gli effetti rappresenta uno dei crimini più grandi che il nazifascismo ha consumato in danno di cittadini italiani. Per molto tempo queste persone sono state considerate quasi dei deportati di serie B e invece non c'era nessuna ragione per considerarli tali. Dobbiamo il superamento di questo pregiudizio all'opera instancabile di molti storici e anche ad un'azione importante di educazione civica e di educazione al senso storico che hanno portato avanti Presidenti della Repubblica che sono stati decisivi per la storia di questo Paese.
Penso per esempio a Carlo Azeglio Ciampi e a Oscar Luigi Scalfaro. Quest'ultimo nel 1997 decise di assegnare con un suo decreto la medaglia d'oro alla memoria all'internato militare ignoto. Il presidente del Senato Mancino, nel 1998, andò a consegnare in una cerimonia che suscitò grande emozione questa medaglia d'oro nel tempio del milite ignoto, che si trova nella città di Padova.
Ciampi, con un gesto altrettanto significativo, nel 2005, nel cinquantesimo anniversario della Liberazione, volle intitolare all'internato militare italiano, una delle sale del Vittoriano.
Tali atti contribuirono a far crescere la consapevolezza del dramma che avevano vissuto tanti nostri connazionali prigionieri del nazismo in Germania. Devo dire che un'opera che in quegli anni fu anche molto importante perché raccontava una vicenda personale, ma rappresentava anche un modo di raccontare una pagina importante della nostra storia, fu il volume «L'altra Resistenza», che venne pubblicato presso Einaudi da un grande studioso e grande dirigente politico come Alessandro Natta, che era stato un internato militare. Un aspetto su cui misero molto l'accento sia Scalfaro che Ciampi, e in particolare quest'ultimo, fu il fatto che non si può parlare di una Resistenza. Ci sono state nel nostro Paese tante resistenze; quella in armi dei partigiani, quella silenziosa e coraggiosissima di tantissimi cittadini che hanno aiutato prigionieri, nascosto fuggiaschi e portato un esempio di non resa all'abiezione che ha contribuito a infondere coraggio e ha dato un aiuto importante alla lotta contro il nazifascismo. C'è stata questa Resistenza; la Resistenza degli IMI che, senza armi, hanno detto no alla collaborazione con Hitler e Mussolini e che si sono ribellati ai diktat di un regime infame che aveva portato il nostro Paese prima alla dittatura, alla perdita della libertà e poi a un'alleanza drammatica con il nazismo e la guerra.
Ecco, io penso che questa forma di resistenza debba avere un riconoscimento importante e sottolineo tre caratteristiche del disegno di legge al nostro esame che, a mio avviso, lo rendono particolarmente efficace. La prima è che si propone di organizzare iniziative coinvolgendo tutte le associazioni che sono state, nel corso del tempo, impegnate a diffondere la memoria del sacrificio degli internati militari italiani in Germania. È giusto quindi valorizzare il ruolo dell'ANED, dell'ANEI e dell'ANRP.
Un'altra cosa importante che fa questa legge è decidere che a queste persone o meglio, dato che purtroppo in vita non ce ne sono più, ai loro discendenti, possa essere riconosciuta, sulla base di una disposizione che era contenuta nella legge finanziaria per il 2007, una medaglia d'onore dalla Repubblica italiana che ha un valore che va molto più in là di una semplice onorificenza.
Vi è poi un punto che io credo fondamentale e si ricollega a quanto dicevo sul fatto che anche questa fu una forma di Resistenza. Nella legge si scrive - e noi alla Camera abbiamo molto insistito perché ciò avvenisse - che le celebrazioni del giorno del 20 settembre, il giorno in cui i prigionieri di guerra italiani vennero trasformati in internati militari italiani per poterli trattare più disumanamente e per non applicare loro la convenzione di Ginevra del 27 luglio 1929, si devono intrecciare in un legame di complementarietà con quelle del 27 gennaio, giorno della memoria della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz e con quelle del 25 aprile, proprio perché ha la caratteristica di un evento simbolo di una delle tante forme di Resistenza al nazifascismo che ci sono state nel nostro Paese.
Infine, voglio portare l'attenzione dell'Assemblea su un effetto importante che, mi auguro, l'approvazione di questo provvedimento potrà avere. Come sapete, nel 2022 vi è stata l'istituzione di un fondo di ristoro per dare risarcimenti e indennizzi agli italiani vittime di crimini del nazifascismo in Italia o fuori dal territorio italiano, o ai loro discendenti nel caso non siano più vivi. È una storia su cui sono intervenuto molte volte in quest'Aula e non voglio riprenderla adesso in maniera dettagliata. Dico soltanto che, purtroppo, a noi giungono notizie di sentenze di alcuni tribunali del nostro Paese che, mentre sono tutte favorevoli alle vittime di rappresaglie, eccidi e stragi, per quanto riguarda la deportazione per ragioni politiche e razziali, non lo sono relativamente alla condizione di internato militare italiano in Germania.
Questa situazione è paradossale e molto ingiusta, proprio perché gli IMI furono degradati da prigionieri di guerra a internati militari per poterli ritrattare in maniera più bestiale e, poi, furono degradati ancora in lavoratori civili per l'economia di guerra per poterli usare come schiavi e manodopera coatta nei campi di sterminio.
Per queste ragioni, non si comprende come mai non possano essere considerati vittime di crimini del nazifascismo allo stesso titolo e nello stesso modo in cui lo sono i deportati razziali e politici e le vittime di eccidi e stragi.
C'è l'aspettativa diffusa che l'approvazione del provvedimento, rappresentando anche un riconoscimento solenne, possa cambiare il giudizio della magistratura su questi eventi.
Nel massimo rispetto per le prerogative della magistratura e la divisione dei poteri, dico che queste sentenze hanno suscitato angoscia e allarme e mi auguro davvero che questo atto del Parlamento possa fare chiarezza e correggere un orientamento nella misura in cui esso è stato il frutto certo non di malafede, ma di un'interpretazione errata dei fatti storici. (Applausi).
MALAN (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAN (FdI). Signor Presidente, la realtà degli internati italiani in Germania, che erano in gran parte internati militari, è stata spesso e a lungo ignorata, come già hanno detto alcuni colleghi intervenuti prima di me.
Essi rappresentavano una categoria intermedia. Certamente le condizioni e la struttura non erano quelle cui andarono incontro coloro che andavano nei campi di sterminio (ebrei e altre categorie di prigionieri), ma le condizioni erano completamente diverse da quelle dei prigionieri di guerra, ad esempio americani, inglesi o francesi. Altro discorso era per i russi: anch'essi ebbero un trattamento estremamente crudele e con molti morti.
Per spiegare questo basta citare un fatto: i morti italiani tra gli internati in Germania sono stati il numero di caduti maggiore di tutti i teatri di guerra dell'Italia durante la Seconda guerra mondiale, con la sola eccezione della spedizione in Russia, dove 90.000 soldati italiani persero la vita. Il numero degli internati militari italiani in Germania che persero la vita si aggira intorno ai 50.000. I numeri non sono precisi. Ce ne sono 41.000 classificati negli archivi del Ministero della difesa, ma i numeri sono difficili da chiarire. Le condizioni erano infatti davvero anomale, come è stato detto da chi mi ha preceduto. Non erano prigionieri di guerra, se non per i primi giorni.
Mio padre, che era uno di essi, fu colpito dal fatto che il trattamento migliore lo ricevettero dai soldati tedeschi che li catturarono dopo aspri combattimenti in cui persero la vita diversi soldati tedeschi (e naturalmente molti italiani). I soldati tedeschi li trattarono da prigionieri di guerra, come era giusto. Dopo i combattimenti erano, sotto ogni aspetto, prigionieri di guerra.
Il resto fu completamente diverso: alloggiamenti del tutto inadeguati e un lavoro a cui erano sottoposti obbligatoriamente, dove per obbligo si intendeva che chi non lavorava poteva essere anche ucciso sul posto o sottoposto a trattamenti ulteriormente duri, tanto da mettere completamente a repentaglio la loro vita. La situazione era tale per cui, tra queste decine di migliaia di morti, alcuni morirono sotto i bombardamenti alleati che cercavano di distruggere in particolare le installazioni militari e le installazioni produttive nelle quali molto spesso c'erano dei prigionieri che erano obbligati a effettuare quei lavori. Fu una scelta difficile, perché in ogni momento potevano decidere di tornare in Italia e arruolarsi o nella Repubblica sociale italiana o tra le SS (non era una scelta loro, bensì di coloro che gliela imponevano). Dunque, giorno per giorno sapevano di portare avanti la loro forma di Resistenza in condizioni davvero particolari.
Ci furono le condizioni anche più diverse, perché alcuni riuscirono ad avere talora dei trattamenti più umani, mentre altri furono sottoposti a condizioni tali da far perdere loro la vita. Ci sono anche state, secondo le stime, circa 2.600 esecuzioni, che spesso erano determinate anche soltanto dal cosiddetto rifiuto di lavorare, perché spesso le forze mancavano pur essendo giovani e, a parte le condizioni in cui si trovavano, in salute.
La diversità di trattamento si è perpetuata anche nel dopoguerra, perché forse non erano funzionali a una narrazione di carattere politico e di parte, pur evitando grazie al loro contributo di portare altre centinaia di migliaia di combattenti sul suolo italiano. Furono quindi spesso relegati e non ricordati. Negli ultimi decenni è cambiata la situazione e si è riconosciuta questa realtà, anche se nella stragrande maggioranza dei casi soltanto a livello morale, il che è già qualcosa, perché queste sofferenze e queste morti, che sono state molto numerose, sono comunque state riconosciute.
Sappiamo che le giornate di commemorazione non risolvono i problemi, però l'istituzione di questa Giornata rimedia all'oblio al quale queste centinaia di migliaia di italiani erano stati sottoposti. Il Gruppo Fratelli d'Italia voterà pertanto convintamente a favore di questo disegno di legge. (Applausi).
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il rappresentante del Governo. Ne ha facoltà.
TRIPODI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale. Signor Presidente, esprimo un ringraziamento doveroso all'Assemblea per il lavoro svolto, come ha ben detto lei, e per l'unanimità con la quale tutte le forze politiche si sono espresse su un provvedimento così importante riguardante l'istituzione della Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda guerra mondiale.
Onorevoli senatori, è una pagina davvero molto significativa quella che scrivete in un momento in cui il nostro Paese ha assolutamente bisogno di trasferire alle future generazioni una memoria condivisa. Vi ringrazio per il lavoro che avete portato avanti e per l'unanimità su questo provvedimento. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi).
Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 16,30 con il ricordo del nostro senatore Francesco Castiello, mentre alle 15,30 si terrà la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 12,54, è ripresa alle ore 16,36).
Presidenza del presidente LA RUSSA
Sulla scomparsa di Francesco Castiello
PRESIDENTE. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Onorevoli senatrici, onorevoli senatori, vi prego di prestare un minuto di raccolta attenzione perché, come sapete, il 31 dicembre, l'ultimo giorno dell'anno, purtroppo è venuto a mancare il senatore Francesco Castiello. Sapete, perché lo avete conosciuto, quale fosse il suo apporto sempre pacato e attento, mai fuori dalle righe in quest'Aula e così lo ricordiamo con grande affetto e amicizia.
Forse non tutti sanno che, oltre ad essere avvocato, magistrato amministrativo e uomo politico, ha anche conseguito ben quattro lauree e lo studio è stato sempre uno dei punti essenziali della sua vita, dedicata, oltre che alla professione, alle istituzioni e anche all'amore verso il suo territorio.
È stato eletto per la prima volta nel 2018 qui al Senato e in questa sua seconda legislatura l'abbiamo visto, finché ha potuto, sempre impegnatissimo. I tanti pensieri di cordoglio che sono giunti in questi giorni a noi stessi come Presidenza del Senato, al Gruppo, ma anche ai familiari sono la migliore testimonianza del suo valore umano e politico.
Sono presenti qui in Aula i familiari, a cui rivolgo un deferente e affettuoso saluto, nonché - voglio dirlo - il presidente Conte, che ringrazio della partecipazione. Rivolgo quindi a nome di tutto il Senato un pensiero di cordoglio e in suo ricordo invito l'Assemblea a osservare qualche momento di raccolto silenzio. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio). (Applausi).
PATUANELLI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PATUANELLI (M5S). Signor Presidente, colleghi, innanzitutto rivolgo anch'io un affettuoso abbraccio alla moglie Gertrude, a Sara e a Mina, qui presente, a Francesco, suo nipote, alla sorella Giuseppina e ai tanti amici che oggi sono venuti qui in tribuna per ricordare Francesco.
Vorrei ringraziare davvero i tantissimi colleghi di tutte le forze politiche che mi hanno scritto personalmente per segnalare il loro sconcerto per la morte di Francesco e la loro vicinanza al Gruppo e alla famiglia.
Vorrei leggere, magari anche per calmare le emozioni, alcuni passaggi biografici di Francesco Castiello. Nato a Vallo della Lucania il 13 ottobre 1942, dopo la laurea in giurisprudenza ha lavorato in Banca d'Italia fino al 1983; è stato prima vincitore di concorso come procuratore, poi, lasciato l'impiego in banca, dov'era diventato primo avvocato, si è dedicato alla carriera di magistrato del tribunale amministrativo regionale, in quanto vincitore di concorso; ha concluso la sua carriera nel 1995 col pensionamento.
Come ricordava il Presidente La russa, aveva quattro lauree: in giurisprudenza e scienze politiche all'università Federico II di Napoli e in sociologia e filosofia all'università di Urbino. È stato docente stabile di diritto amministrativo presso la Scuola superiore della pubblica amministrazione, di diritto della cooperazione presso l'università di Cosenza, di diritto bancario presso l'università di Campobasso e di istituzioni di diritto pubblico presso la Sapienza; è stato consigliere giuridico alla Presidenza del Consiglio nel periodo 1988-1989 e presso il Ministero della sanità; è stato docente di diritto amministrativo presso il Formez; è stato componente del comitato etico e consigliere giuridico presso l'Azienda ospedaliera San Camillo; è stato presidente del comitato per la riforestazione della Regione Campania, territorio che amava tanto; è stato consigliere giuridico presso l'Azienda ospedaliera San Filippo Neri dal 2009; è stato consigliere giuridico e legale delle aziende sanitarie locali Roma 1, Roma 2, Roma 3 e Roma 6; è stato presidente del comitato etico presso l'Azienda ospedaliera San Filippo Neri nel 2010; è stato presidente della Banca di credito cooperativo del Cilento, Vallo di Diano e Lucania Sud; ha ricoperto il ruolo di presidente della fondazione Grande Lucania onlus. Poi è stato senatore della Repubblica nella scorsa legislatura e in questa, nella quale è stato membro della 7a Commissione e della Commissione antimafia.
Quando qualcuno se ne va, si dice che lascia un grande vuoto, ma Francesco lascia un grande pieno, quello della sua intelligenza e della sua capacità di analisi di tutti i problemi che affrontava con noi; lascia la sua grande competenza e umanità e la grande dignità con cui ha affrontato anche le fasi difficili della sua vita; lascia il coraggio con cui ha affrontato gli ultimi mesi; insomma, lascia tante cose dentro di noi.
Chi ha il dono della fede probabilmente oggi lo vede da un'altra parte, nella vita dopo la morte; purtroppo, però, io non ho questo dono, tuttavia penso che continuerà a vivere dentro di noi nelle cose che faremo qui, in suo ricordo e in sua memoria, con impegno e dedizione, con la serietà con cui affrontava tutte le cose che ha affrontato in questa sede, ma sempre con quel sorriso che spiazzava e faceva capire che si può affrontare ogni problema col sorriso sulle labbra. Ciao Francesco. (Vivi, prolungati applausi).
SPAGNOLLI (Aut (SVP-PATT, Cb)). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAGNOLLI (Aut (SVP-PATT, Cb)). Signor Presidente, dopo le parole commoventi del collega Patuanelli è difficile aggiungere qualcosa. Io vorrei soltanto ricordare Francesco Castiello non solo per l'uomo di cultura e di grande esperienza che è stato, ma soprattutto per quel suo particolare e straordinario senso delle istituzioni, che è proprio, spesso, degli uomini e delle donne del Sud. Lo posso dire io, che vengo dal territorio più settentrionale del Paese.
Tale senso delle istituzioni lo portava, come lei stesso ha detto, signor Presidente, ad avere il suo approccio pacato, perché è soltanto così che si possono affrontare i problemi enormi che arrivano in quest'Aula, cui lui contribuiva con quel suo modo molto distaccato. Mi sento di dire anche che qualche volta pareva starsene davvero per conto suo, ma rielaborava e poi, quando era il momento, tirava fuori quello che pensava.
Io ci ho messo un po' di tempo a entrare in confidenza con lui, ma negli ultimi mesi ho avuto modo di parlare di diverse questioni con il senatore Castiello e tutte le volte ho potuto apprezzare la sua profondità, che rimane nel nostro ricordo.
Come Gruppo Autonomie, mi sento di doverlo ringraziare per il contributo che ha portato a questa legislatura, in cui sono presente anch'io, mentre non c'ero nella scorsa. Auguro alla sua famiglia di superare questo dolore, che è molto profondo e capiamo tutti il perché. (Applausi).
BORGHI Enrico (IV-C-RE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORGHI Enrico (IV-C-RE). Signor Presidente, a nome del Gruppo Italia Viva e, se mi è consentito, anche a nome personale, desidero esprimere i sentimenti di vicinanza, di cordoglio e di solidarietà alla famiglia, agli amici, ai collaboratori, al Gruppo MoVimento 5 Stelle del Senato e al movimento politico nel quale il senatore Castiello ha militato.
Penso che i tratti caratteristici del nostro collega che hanno colpito tutti quanti noi siano stati la sua professionalità, la sua esperienza e la sua capacità di uomo di scienza, unite a un sentimento che mi verrebbe da definire di umiltà, di discrezione e di attenzione. Mi pare ancora di vederlo, su quel banco, leggere, studiare, approfondire e cercare di capire. Credo che abbiano colpito tutti quanti noi, che abbiamo avuto la fortuna di intercettarlo, sia pure per un breve momento della nostra storia personale, la sua esperienza e la sua capacità di intelletto.
Vorrei ricordare, fra le tante questioni che sono state richiamate, in maniera molto puntuale, dal presidente Patuanelli, anche un ulteriore momento. Ho avuto la fortuna di condividere con il senatore Castiello, nella scorsa legislatura, alcuni anni di impegno all'interno del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Sono stati anni difficili, quelli del Covid-19, in cui abbiamo dovuto affrontare nuove vicende che interpellavano la scienza e la coscienza.
Devo dire che, in quel contesto così delicato e significativo, l'intervento, le parole, la capacità di moderazione e la scienza del senatore Castiello in molti momenti sono stati decisivi per trovare composizioni, equilibri, momenti e punti di caduta, che hanno consentito al Parlamento di affrontare questioni particolarmente significative.
Personalmente, verso di lui conservo un sentimento di ringraziamento e apprezzamento. In conclusione, signor Presidente, credo che l'esperienza del senatore Castiello ci dica che è possibile ascoltarsi e confrontarsi, pur partendo da esperienze diverse e da radici culturali e geografiche differenti, per trovare però alla fine, in nome del bene comune, un punto di caduta ed un momento di convergenza. Credo che questo sia il lascito più importante e più significativo che ciascuno di noi si porta nel cuore, rinnovando i sentimenti di cordoglio, di amicizia e di vicinanza. (Applausi).
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signor Presidente, voglio anch'io ricordare, a nome del Gruppo Misto e della componente Alleanza Verdi e Sinistra, ma penso in questo caso anche a nome della componente dei colleghi di Azione, il collega Francesco Castiello. La sua scomparsa è stata davvero una grande perdita per questa nostra Assemblea del Senato e per tutto il Parlamento: era una persona davvero rara e un politico prezioso, che anche a me è apparso in tutti questi mesi aperto al dialogo, capace di costruire soluzioni e dotato anche di grande sensibilità, grandissima cultura e competenza.
Per l'appunto, com'è stato ricordato giustamente nel suo intervento commosso dal presidente Patuanelli, il senatore Castiello aveva un curriculum personale che parlava da solo e dimostrava la sua competenza straordinaria: primo avvocato della Banca d'Italia, magistrato amministrativo, avvocato cassazionista. Insomma, la vorrei dire così: era un autentico esponente di quella società civile del Sud - la parte migliore del Mezzogiorno d'Italia - colta e appassionata che ha dato sempre tantissimo al nostro Paese.
Francesco Castiello è stato uno di quegli esponenti politici che sentono davvero nel profondo il senso e la passione del proprio mandato parlamentare; era vicino al proprio territorio, a cui era molto legato e dove per due volte è stato candidato; da uomo delle istituzioni, ha saputo coniugare la passione con l'impegno politico al servizio dei propri ideali, della propria gente, del proprio territorio e delle persone.
Ho avuto modo anche in questi mesi di condividere con lui, assieme per l'appunto al mio Gruppo, una serie di battaglie politiche comuni. Ricordo davvero in quest'Aula i suoi interventi sempre molto appassionati, ben argomentati e profondamente di parte, com'era giusto che fosse, però mai inutilmente polemici.
Per queste ragioni, anch'io desidero davvero unirmi, a nome di tutto il Gruppo Misto, al cordoglio di quest'Assemblea. Esprimo a mia volta le nostre condoglianze alla sua famiglia che è qui in tribuna e naturalmente al Gruppo MoVimento 5 Stelle. (Applausi).
CANTALAMESSA (LSP-PSd'Az). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANTALAMESSA (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, non conoscevo bene il collega Castiello e penso di essermi perso molto, al di là del fatto che mi hanno impressionato le sue quattro lauree (parliamo di scienze politiche, giurisprudenza, filosofia e sociologia, il che significa avere una fame di sapere di cui abbiamo bisogno tutti, non solo in quest'Aula, ma in tutto il Paese), unite ad un rispetto e ad un silenzio tipici delle persone ricche dentro. Trovo che questa sia una cosa bellissima.
Mi dispiace non aver potuto vivere meglio il collega Castiello, dal quale da parlamentare campano mi separavano alcune battaglie politiche. Ad esempio, lui era fortemente contrario all'autonomia, mentre io ho scelto la Lega undici anni fa perché fortemente autonomista, ma la cosa che ci univa e ci continuava a unire era la passione per il territorio. Cercavamo quindi in ogni modo, da lati diversi, di raggiungere comunque un miglioramento per quel che riguarda la Campania e mi piaceva anche il modo con il quale lo faceva. Non ricordo chi - mi sembra il collega De Cristofaro - prima ha parlato del modo con il quale far passare le idee, che vale tanto in politica e credo che questo debba far riflettere tutti. Il Senato oggi perde una persona importante non solo per quello che sapeva e per quello che ha fatto, ma per come lo ha fatto, perché spesso lo stile in politica vale almeno quanto la sostanza.
Da ultimo, mi piace ricordare qualcosa che mi hanno detto amici in comune, cioè la passione che aveva per l'arte sacra e la sua volontà di donare anche alcune sue opere ad un museo che voleva aprire (e credo che ci sia riuscito, in provincia di Salerno, terra dalla quale non si è mai staccato).
Il Senato oggi perde tanto. Condoglianze da parte di tutto il Gruppo Lega alla famiglia, al Gruppo MoVimento 5 Stelle e al presidente Patuanelli, che ha regalato un attimo di umanità a quest'Assemblea. (Applausi).
OCCHIUTO (FI-BP-PPE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
OCCHIUTO (FI-BP-PPE). Signor Presidente, ho avuto il piacere di conoscere il senatore Castiello in Commissione, dove ho potuto apprezzare la sua competenza giuridica e la profondità delle sue riflessioni, che sapevano coniugare il rispetto per le radici culturali italiane con una visione proiettata al futuro. Era un uomo che interveniva con pacatezza, come lei ha sottolineato, signor Presidente, ma anche con grande determinazione, portando contributi mai scontati, spesso arricchiti da riferimenti filosofici e culturali che, com'è stato sottolineato, erano frutto anche delle sue molteplici esperienze professionali e accademiche.
Castiello, come tutti coloro che hanno davvero competenza, aveva il dono raro di saper ascoltare, cercando il dialogo e favorendo il confronto anche su temi complessi e spesso divisivi. Il suo legame con il territorio del Cilento, come sottolineato, emergeva come filo conduttore anche delle sue proposte, aveva a cuore la valorizzazione delle culture locali e credeva nel ruolo dell'istruzione e della cultura come strumenti di riscatto sociale.
Questo amore per il suo territorio e il suo impegno per la tutela del patrimonio culturale italiano si riflettevano nell'approccio che aveva in Commissione, dove portava sempre una visione concreta e orientata al bene comune.
Con la sua scomparsa perdiamo non solo un collega stimato e competente, ma anche una persona di straordinaria sensibilità. A nome mio e del Gruppo Forza Italia esprimo sentimenti di vicinanza e di cordoglio alla famiglia e a tutti gli amici che conoscevano il senatore Castiello. (Applausi).
*VERDUCCI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VERDUCCI (PD-IDP). Signor Presidente, i senatori del Gruppo Partito democratico si stringono con grande cordoglio e commozione ai familiari del senatore Francesco Castiello che sono oggi qui presenti, alla moglie, alle figlie e al nipote, al presidente Patuanelli e ai colleghi del MoVimento 5 Stelle, a tutte le persone che nel corso della sua vita lo hanno conosciuto, lo hanno stimato e rispettato e gli hanno voluto bene.
Presidente, penso di poter interpretare il sentimento di tutta l'Assemblea del Senato nel dire che Franco Castiello è stato innanzitutto un galantuomo e penso che a lui questa definizione non sarebbe dispiaciuta. Un galantuomo, nel senso di persona retta e leale nei rapporti sociali e nei rapporti con gli altri. La testimonianza di questo è data dal fatto che oggi tutti noi - lo sottolineo - perdiamo un collega stimato e rispettato e molti di noi - mi rivolgo in particolare ai senatori del MoVimento 5 Stelle - perdono un amico e un compagno di battaglie politiche e parlamentari.
Il senatore Castiello era contraddistinto da una forte e determinata passione civile, e questo traspariva sempre in ogni conversazione e in ogni suo intervento. Non facevano velo a questa passione la sua mitezza e la sua gentilezza, anzi l'accrescevano. Del resto, aveva un tratto meridionale molto marcato nei modi e lo dico in senso positivo: era un tratto di cortesia, di affabilità e di generosità che era il naturale corollario di una cultura solida ed eclettica.
Franco Castiello è stato molte cose nella sua vita professionale: "primo avvocato" in Banca d'Italia, giudice nei tribunali amministrativi, insegnante. È stata una persona profondamente impegnata nei suoi valori e in politica. Questo lo ha portato qui, in Senato, dove tutti noi abbiamo potuto conoscerlo, apprezzarlo ed essergli amici. Nella scorsa legislatura in Commissione difesa, al Copasir, com'è stato ricordato, e in Commissione antimafia; in questa legislatura, come collega autorevole ed ascoltato nella nostra Commissione cultura.
Presidente, permettetemi poi di ricordare, tra tante, la sua battaglia di questi mesi, risoluta, contro l'autonomia differenziata e contro un'idea di Paese che riteneva profondamente sbagliata, perché divide persone e territori, i forti contro i deboli.
E - in conclusione di questo intervento - permettetemi di ricordare l'impegno continuo per il territorio al quale sentiva di appartenere, il Cilento, per il suo sviluppo, per le infrastrutture, per i beni culturali e, in particolare, per la valorizzazione dell'area archeologica di Velia-Elea, dove con Parmenide nacque la filosofia occidentale. Facemmo insieme quella battaglia e continueremo con tanti colleghi a portarla avanti, anche in suo nome.
L'estate scorsa, nel suo Cilento, presentammo insieme un libro sul brigantaggio durante il Festival della dieta mediterranea. Eravamo nella sua amata Pioppi - lo ricorderanno i familiari - davanti al mare, nel giardino di Palazzo dei Vinciprova, un luogo emblematico del Risorgimento e della questione meridionale, dove si accesero i primi moti insurrezionali contro la tirannia borbonica, dove tante speranze nacquero e poi andarono anche represse e perdute, avviluppandosi fino ai giorni nostri e reclamando ancora risposte urgenti. Quelle risposte che Francesco Castiello ha provato a dare. E per questo a lui vanno il nostro saluto e la nostra gratitudine. (Applausi).
IANNONE (FdI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Il senatore Iannone, insieme alla senatrice Castellone, è stato il primo a comunicarmi la triste notizia.
IANNONE (FdI). Signor Presidente, a nome del Gruppo Fratelli d'Italia desidero esprimere le mie più sincere e profonde condoglianze alla famiglia dell'amico Franco e naturalmente al Gruppo MoVimento 5 Stelle del Senato.
Ho avuto il privilegio di conoscere da ragazzino, da giovane militante, il senatore Castiello. Al tempo lo chiamavamo il giudice Castiello e debbo dire che dalla sua esperienza abbiamo tratto sul territorio tanti insegnamenti non soltanto per la sua grandissima capacità professionale, il suo curriculum e il suo bagaglio esperienziale che lei, Presidente, e tanti colleghi avete ribadito in quest'Aula, ma anche e soprattutto, come nel mio caso, per le sue straordinarie doti umane.
Voglio ringraziare il mio Capogruppo per avermi dato la possibilità di portare questo saluto all'amico Franco, che mi dà anche l'occasione di sanare una mia mancanza, perché non ho potuto partecipare ai funerali nella sua Vallo della Lucania, in quanto ero impegnato a essere vicino alla mia anziana madre, che ha avuto un infortunio domestico. Il senatore Castiello meritava un pensiero veramente grato, innanzitutto da cittadino e da persona della Provincia di Salerno, per tutto quello che ha fatto.
Sono stato candidato con lui nello stesso collegio uninominale. Scherzavamo, definendoci nemici di fiducia, perché con Franco non c'è mai stato un momento di acrimonia; c'è stato sempre un confronto franco, schietto e sincero, ma sempre con il garbo, la civiltà e l'educazione dei grandi, qual era Franco Castiello.
Il senatore Castiello era una persona che amava profondamente il suo territorio. Anche negli ultimi giorni, in cui ho avuto il privilegio di parlare con lui, nonostante la sofferenza, il pensiero era sempre rivolto alla propria terra, alla provincia di Salerno e al Cilento, che amava tanto. Credo che il modo migliore per salutarlo, nel momento in cui quest'Assemblea perde il suo decano, sia di fare in modo che essa non perda, com'è stato per l'essere perenne e immutabile di Parmenide e Zenone della nostra Elea, i suoi insegnamenti, e dire a Franco due cose delle quali parlavamo sempre e che gli stavano particolarmente a cuore: che il museo di Velia e l'elettrificazione del monte Gelbison si faranno.
Sta a noi seguire il suo esempio, i suoi insegnamenti e la sua tensione e attenzione nei confronti del territorio. Franco non è passato come una carezza nel vento: resta tutta la sua opera. Io cercherò di farne un pezzetto anche per lui. (Applausi).
Saluto ad una rappresentanza di studenti
PRESIDENTE. A seguire i nostri lavori sono venuti - non si sono fermati - da Eboli i docenti e gli studenti dell'Istituto tecnico statale «Mattei-Fortunato», che ringraziamo per la loro presenza e a cui diamo il nostro benvenuto. (Applausi).
Senato, composizione
PRESIDENTE. Informo che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha comunicato che, occorrendo provvedere, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, all'attribuzione del seggio resosi vacante nella Regione Campania, a seguito del decesso dell'appena ricordato senatore Francesco Castiello, ha riscontrato nella seduta odierna che la candidata che segue immediatamente l'ultimo degli eletti nell'ordine progressivo di lista è Felicia Gaudiano. Do atto alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di questa sua comunicazione e proclamo senatrice Felicia Gaudiano, a cui va il mio augurio di buon lavoro. (Applausi).
Avverto che da oggi decorre nei confronti della nuova proclamata il termine di venti giorni per la presentazione di eventuali reclami, semmai ve ne fossero.
Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 17,08)
Sui lavori del Senato
PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha approvato il calendario dei lavori fino al 6 marzo.
La seduta di oggi proseguirà con la discussione del disegno di legge, dalla sede redigente, per l'istituzione della Giornata nazionale della cittadinanza digitale.
Domani avranno luogo il sindacato ispettivo e, alle ore 15, il question time con la presenza dei Ministri delle imprese e del made in Italy, della salute e per gli affari regionali.
La prossima settimana saranno discussi il decreto-legge recante misure in materia di giustizia, il disegno di legge costituzionale, in prima deliberazione, per la tutela delle vittime di reato, nonché il disegno di legge sulla sottrazione o il trattenimento di persone minori o incapaci.
Nella settimana dal 21 al 23 gennaio saranno discussi il decreto-legge per la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore dell'Ucraina e il disegno di legge, dalla sede redigente, per l'istituzione del parco ambientale della laguna di Orbetello.
Mercoledì 22 gennaio, alle ore 10, il Ministro della giustizia renderà la relazione sull'amministrazione della giustizia.
Nella settimana dal 28 al 30 gennaio saranno discusse mozioni da definire. I Gruppi concorderanno i temi specifici entro la prossima settimana e la Presidenza potrebbe assegnare tendenzialmente, per ciascuna mozione, i seguenti tempi per ogni Gruppo: 10 minuti comprensivi di illustrazione e discussione generale e 10 minuti per le dichiarazioni di voto.
La settimana dal 3 al 7 febbraio sarà riservata ai lavori delle Commissioni.
Nella settimana dall'11 al 13 febbraio saranno discussi i decreti-legge in materia di cultura e di termini normativi, il disegno di legge, dalla sede redigente, per la dichiarazione di monumento nazionale del Palazzo Fortunato in Rionero in Vulture, nonché documenti definiti dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.
Nella settimana dal 18 al 20 febbraio sarà discusso il decreto-legge su situazioni di particolare emergenza e attuazione PNRR, attualmente all'esame della Camera dei deputati.
Nella settimana dal 25 al 27 febbraio saranno discusse la legge di delegazione europea 2024 e la connessa relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea e, ove concluso dalle Commissioni, il disegno di legge su disposizioni in materia di morte medicalmente assistita.
La settimana dal 4 al 6 marzo sarà dedicata all'esame di eventuali seguiti di argomenti non conclusi.
Giovedì 16, 23 e 30 gennaio, nonché giovedì 13, 20 e 27 febbraio avranno luogo il sindacato ispettivo e, alle ore 15, il question time.
In relazione ai lavori delle Commissioni, il calendario potrà essere integrato con la discussione del disegno di legge su disposizioni in materia di sicurezza pubblica, approvato dalla Camera dei deputati.
La Conferenza dei Capigruppo ha convenuto di confermare nella sessione annuale del 2025 la delegazione dei senatori attualmente in carica presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.
Programma dei lavori dell'Assemblea
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 53 del Regolamento - il seguente programma dei lavori del Senato per i mesi di gennaio e febbraio 2025:
- Disegni di legge costituzionale nn. 427, 731, 888, 891 - Tutela delle vittime di reato (prima deliberazione del Senato) (voto finale con la presenza del numero legale)
- Disegno di legge n. 404 - Abrogazione degli articoli 574 e 574-bis, nonché introduzione dell'articolo 605-bis del codice penale in materia di sottrazione o trattenimento anche all'estero di persone minori o incapaci
- Relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia
- Disegno di legge n. 1275 - Istituzione del Parco ambientale per lo sviluppo sostenibile della laguna di Orbetello (approvato dalla Camera dei deputati) (dalla sede redigente)
- Disegno di legge n. 983 - Dichiarazione di monumento nazionale del Palazzo Fortunato in Rionero in Vulture (PZ) (dalla sede redigente)
- Disegno di legge n. 1258 - Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2024 (voto finale con la presenza del numero legale)
- Documento LXXXVI, n. 2 - Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2024
- Disegno di legge n. 104 - Disposizioni in materia di morte volontaria medicalmente assistita (ove concluso dalle Commissioni)
- Disegno di legge n. 125 - Disciplina dell'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi (dalla sede redigente) (ai sensi dell'articolo 53, comma 3, del Regolamento)
- Disegno di legge n. 943 - Introduzione dell'educazione sentimentale, sessuale e affettiva nelle scuole (dalla sede redigente) (ai sensi dell'articolo 53, comma 3, del Regolamento)
- Disegno di legge n. 6 - Modifiche al codice penale in materia di contrasto dell'istigazione all'odio e alla discriminazione di genere (dalla sede redigente) (ai sensi dell'articolo 53, comma 3, del Regolamento)
- Disegni di legge di conversione di decreti-legge
- Mozioni
- Interpellanze e interrogazioni
- Documenti definiti dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari
Calendario dei lavori dell'Assemblea
PRESIDENTE. Nel corso della stessa riunione, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha altresì adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - modifiche al calendario corrente e il nuovo calendario dei lavori dell'Assemblea fino al 6 marzo:
| Giovedì | 9 | gennaio | h. 10 | - Sindacato ispettivo
- Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (ore 15) |
| Martedì | 14 | gennaio | h. 16,30-20 | - Disegno di legge n. 1315 - Decreto-legge n. 178/2024, Misure in materia di giustizia (scade il 28 gennaio 2025)
- Disegni di legge costituzionale nn. 427, 731, 888, 891 - Tutela delle vittime di reato (prima deliberazione del Senato) (voto finale con la presenza del numero legale)
- Disegno di legge n. 404 - Sottrazione o trattenimento anche all'estero di persone minori o incapaci
- Sindacato ispettivo (giovedì 16)
- Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 16, ore 15) |
| Mercoledì | 15 | " | h. 10-20 | |
| Giovedì | 16 | " | h. 10 |
Il termine di presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. 1315 (Decreto-legge n. 178/2024, Misure in materia di giustizia) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione.
Gli emendamenti ai disegni di legge costituzionale nn. 427, 731, 888, 891 (Tutela delle vittime di reato) e al disegno di legge n. 404 (Sottrazione o trattenimento anche all'estero di persone minori o incapaci) dovranno essere presentati entro le ore 12 di giovedì 9 gennaio.
| Martedì | 21 | gennaio | h. 16,30-20 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi
- Disegno di legge n. 1335 - Decreto-legge n. 200/2024, Cessione mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore dell'Ucraina (scade il 25 febbraio)
- Relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia (mercoledì 22, ore 10)
- Disegno di legge n. 1275 - Istituzione del parco ambientale della laguna di Orbetello (approvato dalla Camera dei deputati) (dalla sede redigente)
- Sindacato ispettivo (giovedì 23)
- Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 23, ore 15) |
| Mercoledì | 22 | " | h. 10-20 | |
| Giovedì | 23 | " | h. 10 |
Il termine di presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. 1335 (Decreto-legge n. 200/2024, Cessione mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore dell'Ucraina) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione.
| Martedì | 28 | gennaio | h. 16,30-20 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi
- Mozioni da definire
- Sindacato ispettivo (giovedì 30)
- Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 30, ore 15) |
| Mercoledì | 29 | " | h. 10-20 | |
| Giovedì | 30 | " | h. 10 |
La settimana dal 3 al 7 febbraio sarà riservata ai lavori delle Commissioni.
| Martedì | 11 | febbraio | h. 16,30-20 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi
- Disegno di legge n. … - Decreto-legge n. 201/2024, Misure in materia di cultura (ove approvato dalla Camera dei deputati) (scade il 25 febbraio)
- Disegno di legge n. 1337 - Decreto-legge n. 202/2024, Disposizioni in materia di termini normativi (scade il 25 febbraio)
- Disegno di legge n. 983 - Dichiarazione di monumento nazionale del Palazzo Fortunato in Rionero in Vulture (dalla sede redigente)
- Documenti definiti dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari
- Sindacato ispettivo (giovedì 13)
- Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 13, ore 15) |
| Mercoledì | 12 | " | h. 10-20 | |
| Giovedì | 13 | " | h. 10 |
I termini di presentazione degli emendamenti ai disegni di legge n. … (Decreto-legge n. 201/2024, Misure in materia di cultura) e n. 1337 (Decreto-legge n. 202/2024, Disposizioni in materia di termini normativi) saranno stabiliti in relazione ai lavori delle Commissioni.
| Martedì | 18 | febbraio | h. 16,30-20 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi
- Disegno di legge n. … - Decreto-legge n. 208/2024, Situazioni di particolare emergenza e attuazione PNRR (ove approvato dalla Camera dei deputati) (scade il 1° marzo)
- Sindacato ispettivo (giovedì 20)
- Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 20, ore 15) |
| Mercoledì | 19 | " | h. 10-20 | |
| Giovedì | 20 | " | h. 10 |
Il termine di presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. … (Decreto-legge n. 208/2024, Situazioni di particolare emergenza e attuazione PNRR) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione.
| Martedì | 25 | febbraio | h. 16,30-20 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi
- Disegno di legge n. 1258 - Legge di delegazione europea 2024 (voto finale con la presenza del numero legale) e connesso documento LXXXVI, n. 2 - Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea
- Disegno di legge n. 104 - Disposizioni in materia di morte medicalmente assistita (ove concluso dalle Commissioni)
- Sindacato ispettivo (giovedì 27)
- Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 27, ore 15) |
| Mercoledì | 26 | " | h. 10-20 | |
| Giovedì | 27 | " | h. 10 |
I termini di presentazione degli emendamenti ai disegni di legge n. 1258 (Legge di delegazione europea 2024) e n. 104 (Disposizioni in materia di morte medicalmente assistita) saranno stabiliti in relazione ai lavori delle Commissioni.
| Martedì | 4 | marzo | h. 16,30-20 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi |
| Mercoledì | 5 | " | h. 10-20 | |
| Giovedì | 6 | " | h. 10 |
In relazione ai lavori delle Commissioni riunite 1ª e 2ª, il calendario potrà essere integrato con la discussione del disegno di legge n. 1236 - Disposizioni in materia di sicurezza pubblica (approvato dalla Camera dei deputati).
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1315
(Decreto-legge n. 178/2024, Misure in materia di giustizia)
(Gruppi 4 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| FdI |
| 50' |
| PD-IDP |
| 35' |
| L-SP-PSd'AZ |
| 30' |
| M5S |
| 29' |
| FI-BP-PPE |
| 25' |
| Misto |
| 19' |
| Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) |
| 18' |
| IV-C-RE |
| 17' |
| Aut (SVP-PATT, Cb) |
| 17' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1335
(Decreto-legge n. 200/2024, Cessione mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore dell'Ucraina)
(Gruppi 4 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| FdI |
| 50' |
| PD-IDP |
| 35' |
| L-SP-PSd'AZ |
| 30' |
| M5S |
| 29' |
| FI-BP-PPE |
| 25' |
| Misto |
| 19' |
| Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) |
| 18' |
| IV-C-RE |
| 17' |
| Aut (SVP-PATT, Cb) |
| 17' |
Ripartizione dei tempi per la discussione sulla Relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia
(Gruppi 3 ore, incluse dichiarazioni di voto)
| FdI |
| 38' |
| PD-IDP |
| 26' |
| L-SP-PSd'AZ |
| 23' |
| M5S |
| 21' |
| FI-BP-PPE |
| 19' |
| Misto |
| 14' |
| Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) |
| 14' |
| IV-C-RE |
| 13' |
| Aut (SVP-PATT, Cb) |
| 13' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. …
(Decreto-legge n. 201/2024, Misure in materia di cultura)
(Gruppi 3 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| FdI |
| 38' |
| PD-IDP |
| 26' |
| L-SP-PSd'AZ |
| 23' |
| M5S |
| 21' |
| FI-BP-PPE |
| 19' |
| Misto |
| 14' |
| Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) |
| 14' |
| IV-C-RE |
| 13' |
| Aut (SVP-PATT, Cb) |
| 13' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1337
(Decreto-legge n. 202/2024, Disposizioni in materia di termini normativi)
(Gruppi 4 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| FdI |
| 50' |
| PD-IDP |
| 35' |
| L-SP-PSd'AZ |
| 30' |
| M5S |
| 29' |
| FI-BP-PPE |
| 25' |
| Misto |
| 19' |
| Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) |
| 18' |
| IV-C-RE |
| 17' |
| Aut (SVP-PATT, Cb) |
| 17' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. …
(Decreto-legge n. 208/2024, Situazioni di particolare emergenza e attuazione PNRR)
(Gruppi 3 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| FdI |
| 38' |
| PD-IDP |
| 26' |
| L-SP-PSd'AZ |
| 23' |
| M5S |
| 21' |
| FI-BP-PPE |
| 19' |
| Misto |
| 14' |
| Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) |
| 14' |
| IV-C-RE |
| 13' |
| Aut (SVP-PATT, Cb) |
| 13' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1258
(Legge di delegazione europea 2024)
e del connesso documento LXXXVI, n. 2
(Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea)
(Gruppi 4 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| FdI |
| 50' |
| PD-IDP |
| 35' |
| L-SP-PSd'AZ |
| 30' |
| M5S |
| 29' |
| FI-BP-PPE |
| 25' |
| Misto |
| 19' |
| Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) |
| 18' |
| IV-C-RE |
| 17' |
| Aut (SVP-PATT, Cb) |
| 17' |
Discussione dalla sede redigente e approvazione del disegno di legge:
(1123) STEFANI. - Istituzione della Giornata nazionale della cittadinanza digitale(Relazione orale)(ore 17,12)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 1123.
Il relatore, senatore Paganella, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.
Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.
PAGANELLA, relatore. Signor Presidente, colleghi, giunge all'esame dell'Assemblea il disegno di legge n. 1123, di iniziativa della senatrice Stefani, approvato dalla 7a Commissione permanente lo scorso 5 novembre 2024. Il disegno di legge, all'esito dell'esame in sede redigente, risulta composto da cinque articoli.
L'articolo 1 ha ad oggetto l'istituzione della Giornata nazionale della cittadinanza digitale, da celebrare il giorno 22 ottobre di ogni anno, con la finalità di promuovere nel Paese l'alfabetizzazione e l'educazione digitale, in particolare tra gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. Si prevede che nella istituenda Giornata le scuole di ogni ordine e grado, gli enti locali e le associazioni promuovano, nell'ambito della loro autonomia e competenza, iniziative di sensibilizzazione sui temi della cittadinanza digitale e dell'educazione all'alfabetizzazione digitale, di diffusione di informazioni e di condivisione di esperienze positive di uso della tecnologia, nonché iniziative dirette a sviluppare le competenze digitali dei bambini e dei ragazzi.
A conferma del clima collaborativo e costruttivo che ha contraddistinto lo svolgimento dei lavori in sede redigente, le finalità delle suddette iniziative sono state integrate, con il consenso unanime della Commissione, con l'obiettivo di sensibilizzare sull'importanza della prevenzione delle forme di odio e violenza online.
L'articolo 2 prevede che, in occasione della Giornata nazionale, possano essere organizzati, in collaborazione con le istituzioni e le associazioni che si occupano di cittadinanza digitale, eventi e iniziative finalizzati a informare sull'educazione digitale e la cittadinanza digitale. Prevede altresì che, nella settimana che anticipa la Giornata nazionale, le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, anche in collaborazione con le associazioni operanti nel settore, possano organizzare, nell'ambito della loro autonomia, iniziative informative in merito all'educazione digitale e alla cittadinanza digitale.
L'articolo 3 conferisce alla società concessionaria del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale, secondo le disposizioni previste dal contratto di servizio, il compito di dedicare adeguati spazi a temi connessi alla Giornata nazionale della cittadinanza digitale nell'ambito della programmazione televisiva pubblica nazionale e regionale.
Infine, l'articolo 4 e l'articolo 5 recano rispettivamente la clausola di invarianza finanziaria e la disposizione di entrata in vigore della legge il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. (Applausi).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
FRASSINETTI, sottosegretario di Stato per l'istruzione e il merito. Signor Presidente, rinuncio a intervenire.
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna.
Passiamo alla votazione degli articoli, nel testo formulato dalla Commissione.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Passiamo alla votazione finale.
SBROLLINI (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SBROLLINI (IV-C-RE). Signora Presidente, rappresentante del Governo, ringrazio subito le Commissioni competenti, il relatore, senatore Paganella, la prima firmataria, la senatrice Stefani, e tutti coloro che hanno lavorato su questo tema.
Motiverò più avanti la nostra astensione sul provvedimento, ma è anzitutto necessaria una premessa. Stiamo vivendo un momento particolare a livello globale, in cui le tecnologie e le grandi opportunità che esse ci offrono ci pongono certamente delle sfide importantissime e fondamentali e la cittadinanza digitale è sicuramente una di queste. E fa piacere che, nel momento in cui stiamo affrontando temi come questi, sia presente anche un numero importante di studenti e docenti. Quelli della cittadinanza digitale e dell'educazione civica sono due temi che in questo momento bisogna assolutamente tenere insieme in un binomio, e non solo perché è una sfida importante che ci si pone dinanzi, ma perché opportunità di lavoro, educazione e formazione sono tutti temi che sono correlati alla tematica che oggi stiamo affrontando.
Se allora il Gruppo Italia Viva si esprime per un'astensione sul provvedimento è perché ancora una volta - e mi dispiace doverlo sottolineare - questo Governo va a istituire l'ennesima giornata su un tema che invece sicuramente doveva essere affrontato in modo diverso, toccando i vari aspetti che ho cercato di spiegare prima nella premessa. È vero che ormai una giornata non si nega più a nessuno, perché questo Parlamento si occupa molto spesso di istituire giornate nazionali. Vi dico anche che ormai stiamo finendo tutte le date sul calendario e vorrei anche sottolineare senza troppa ironia questo aspetto. (Applausi).
Ciò detto, la cosa che ancora una volta ci stupisce è che si continuano ad approvare provvedimenti così importanti, che vanno a coinvolgere prima di tutto il mondo della scuola, e quindi le generazioni che dovrebbero rappresentare la nostra società - speriamo anche di vederle presto all'opera - ancora una volta ad invarianza finanziaria, secondo quanto disposto dall'articolo 4 del provvedimento in esame. Pertanto, come sempre, si istituisce una giornata nazionale, si parla di temi che riguardano le sfide che abbiamo davanti oggi e domani, come anche quello di avere nuove tecnologie e nuovi strumenti innovativi, ma lo si fa con provvedimenti manifesto senza inserire alcuna risorsa economica. (Applausi).
La domanda, quindi, viene naturale: perché non si fa un investimento? Io faccio parte anche della 7a Commissione e, quindi, mi chiedo per quale ragione, invece, non si fanno provvedimenti in cui si cerca davvero di mettere delle risorse permanenti, facendo un investimento prima di tutto sulla formazione e non delegando - come spesso facciamo - tutto soltanto al mondo della scuola e ai docenti. Vi è inevitabilmente un lavoro immane che ancora una volta affidiamo al corpo dei docenti italiani, che già fa moltissimo e a cui va un ringraziamento, perché il mondo della scuola, anche questa volta, dopo la sciagurata manovra finanziaria, continua a lavorare con tagli sempre più pesanti e mettendoci del proprio in ogni lavoro quotidiano che svolge, sapendo che i problemi della scuola sono sempre più grandi e complessi.
Per tutte queste ragioni, signora Presidente, vorrei invece che si trovasse il momento, sia nelle Commissioni competenti che nell'Aula del Senato, per affrontare bene queste tematiche che incidono sulla formazione, sul mondo della scuola e della cultura, dell'ambiente digitale e potremmo continuare, sapendo - cito un dato per tutti, di cui abbiamo discusso anche in provvedimenti precedenti su cui anch'io mi sono soffermata - che, rispetto alla povertà educativa e alla povertà digitale, purtroppo l'Italia è tra i peggiori Paesi del mondo, soprattutto per analfabetismo funzionale. Questo è un grande campanello d'allarme, come ho sottolineato anche intervenendo sui provvedimenti che abbiamo affrontato prima della pausa estiva. Questo ci vedrebbe davvero tutti uniti, con grande responsabilità, per affrontare il tema in maniera seria.
Il mio è un appello che rivolgo al Governo: parliamo di questo tema, affrontiamo il tema della povertà educativa, perché anche con i provvedimenti che voi avete introdotto (pensando all'autonomia differenziata e non solo), le divergenze e le diseguaglianze sociali, geografiche, culturali, sociali andranno ad aumentare tra Regione e Regione. Il voto di astensione è quindi un auspicio affinché prima o poi questo Governo e questo Parlamento - mi rivolgo alla maggioranza - possano davvero affrontare questi temi non con provvedimenti manifesto, ma facendo meno propaganda e investendo risorse strutturali per dare una visione di futuro al Paese. (Applausi).
GUIDI (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUIDI (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP). Signor Presidente, onorevoli senatori, non lo dico solo io: oggi è una giornata unica, di grandissime emozioni. E di emozioni, se non delle mie, me ne intendo abbastanza dal punto di vista professionale. Purtroppo, le mie non riesco a dominarle neanche adesso, ma posso riesco ad interpretare quelle degli altri.
Abbiamo pianto di gioia per la libertà della nostra collega giornalista in Iran; abbiamo pianto di dolore per la realtà extra senatoriale di Franco Castiello. Dico con molta franchezza, per poi rientrare nel tema del mio intervento, che non credo fossi molto simpatico a Franco. Ci dividevamo molte cose, ma una cosa posso affermare, per poi andare avanti.
Io ho sempre letto, nei suoi silenzi, nel suo capolavoro di comunicazione non verbale, nei suoi sguardi, un grande rispetto, e non solo per me, ma anche per la sofferenza che, più o meno, in alcuni momenti della mia vita ho rappresentato. Questo capolavoro, quindi, spesso silenzioso, pieno di dignità, di saperi, di voglia di migliorare la nostra benedetta società, partendo dal Sud, poca gente come Franco Castiello l'ha rappresentato in questo ultimo periodo.
Parlo di capolavori perché so che, come me - molto meglio di me - Franco gestiva con molta passione alcuni pezzi di arte, nel suo sogno di realizzare un museo. Quindi, davvero questa figura a tutto tondo non ci mancherà per i vuoti, ma ci colmerà con quella dignità e rispetto per gli altri che ci ha lasciato.
Certe persone, anche quando vanno da un'altra parte, che non so bene quale sia, non finiranno mai di insegnarci la dignità: in questo caso la dignità della politica, della scienza e soprattutto della cultura, da lui sempre cercata in ogni modo. Grazie, Franco.
Io credo che l'intervento legislativo di oggi sia importante perché è come il titolo di un tema: non è la rinuncia a fare, ma è la proposta di fare. Quindi, è un intervento di grande valore, che ci ricorda costantemente, in un calendario dei nostri eventi, l'importanza estrema, ogni giorno di più, di questa realtà.
È una realtà legata alla comunicazione e alla responsabilità individuale e collettiva del comunicare, spesso rappresentando grandi problemi, addirittura trabocchetti: quello della libertà di comunicazione, quello della delega eccessiva all'intelligenza artificiale, quello della diffusione di fake news che non fanno mai bene a nessuno, e anche dell'eccessiva concentrazione. Pensiamo a Meta, dove - mi ricordavano stamattina - un algoritmo nega la validità di tanti valori, anzi li contrasta, e chi gestisce Meta, senza arrossire, dice che sono un errore dell'algoritmo e dell'intelligenza artificiale.
Ripeto: ho sentito con attenzione e anche affetto, se posso permettermi, l'intervento della senatrice Sbrollini, che ascolto sempre con rispetto per la sua onestà, ma credo che una Giornata non è qualcosa di lieve che non si nega a nessuno, ma è un impegno importante dello Stato per ricordare ogni giorno, per chi vuole che sia ricordato, l'importanza di un elemento. Allora credo che ricordare la libertà di stampa, il contrasto delle fake news, il contrasto di un algoritmo e di un'intelligenza artificiale che nega il valore di contrastare l'odio, valorizzare le differenze e accettare le diversità, sia importante oggi e subito. Certo, ci saranno contraddizioni, ci sarà un momento di macerazione, occorrerà individuare dei correttivi, ma sono certo che da questo impegno che nasce non solo dalla Camera, ma anche dal Senato, si potrà avviare con più consapevolezza un discorso di democrazia della comunicazione individuale e collettiva.
Grazie a chi ha presentato il disegno di legge. Grazie a lei, Presidente, alle colleghe e ai colleghi. (Applausi).
OCCHIUTO (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
OCCHIUTO (FI-BP-PPE). Signora Presidente, oggi discutiamo di un tema che potrebbe sembrare secondario, quasi scontato, ma che invece tocca il cuore delle trasformazioni che stiamo vivendo. Viviamo in un mondo in cui il è digitale ovunque: ogni bambino, ogni ragazzo ha una dimestichezza naturale con smartphone e computer, si muove in questo ambiente come nativo digitale. Ma essere nativo digitale non significa automaticamente essere cittadino digitale consapevole, cittadino che rispetta gli altri, che sa distinguere il vero dal falso, che comprende le conseguenze delle sue azioni online. Ecco perché questo disegno di legge è importante, e ringrazio chi l'ha presentato. E non è solo una celebrazione, come qualcuno ha detto, ma è un'occasione concreta per sensibilizzare i giovani, e anche i meno giovani, sui diritti e doveri che la vita digitale comporta; un modo per affiancare l'educazione civica tradizionale a quella digitale, perché buona parte dei nostri comportamenti sociali passa dalla Rete.
Questo disegno di legge può promuovere iniziative che aiutino tutti a capire meglio un mondo che spesso usiamo senza davvero conoscerlo. Il digitale non è un mondo parallelo, non è una dimensione alternativa dove possiamo rifugiarci o nasconderci: è uno spazio che vive e si costruisce dentro il nostro mondo reale, è parte integrante della nostra vita quotidiana. Proprio come una città fisica, anche la Rete è uno spazio abitato, fatto di strade, di piazze, di luoghi di incontro e purtroppo anche di angoli bui. Oggi la Rete in un certo senso è la nuova agorà: già nell'antica Grecia l'agorà era il cuore pulsante della vita cittadina, uno spazio fisico dove si discuteva, si decideva e si commerciava. Era il luogo dove i cittadini si incontravano per costruire il bene comune. Quindi anche la Rete, come ogni spazio, deve essere progettata, curata e regolamentata per evitare che diventi caotica o pericolosa.
Chi progetta città sa che uno spazio non è mai neutro: può includere o escludere; può favorire l'incontro o l'isolamento, la violenza o la coesione. E lo stesso vale anche per lo spazio digitale: se lasciamo che si sviluppi senza regole e principi, rischiamo di costruire una città virtuale che non rispecchia i nostri valori, dove le persone si perdono invece di trovarsi.
C'è un precedente storico. Quando Gutenberg inventò la stampa a caratteri mobili nel Quattrocento, il mondo cambiò; per la prima volta il sapere poteva diffondersi velocemente, rompendo i monopoli culturali. Non fu un cambiamento facile, ma ci furono resistenze, paure e errori. Oggi, però, riconosciamo che quella rivoluzione ha posto le basi per la nostra modernità. È questa la portata di ciò che stiamo parlando. Il digitale rappresenta una rivoluzione analoga: sta trasformando ogni aspetto della nostra vita, il modo in cui lavoriamo, in cui comunichiamo e apprendiamo. Come accadde nel passato, dobbiamo accompagnare questa rivoluzione con regole, valori e strumenti critici. Questo disegno di legge è un piccolo passo in quella direzione. Educare i cittadini digitali significa non solo migliorare le loro competenze tecniche, ma anche rafforzare i loro valori etici e civici che ci legano come comunità.
Ogni spazio costruito riflette i bisogni e i valori di chi lo abita. Pensiamo per esempio alla basilica di San Pietro: non è solo una chiesa, ma è anche un luogo che parla di spiritualità, di bellezza e di comunità. Pensiamo altresì al ponte di Brooklyn, un simbolo di connessione e di progresso. Allo stesso modo lo spazio digitale deve essere progettato con cura perché non è solo uno spazio virtuale, ma è anche una proiezione di noi stessi. Non possiamo lasciare che diventi un deserto anonimo o una giungla senza regole.
Questo disegno di legge, con le sue iniziative di sensibilizzazione, è un'occasione per educare i cittadini a costruire insieme uno spazio digitale che rispecchi i nostri valori: rispetto, collaborazione, conoscenza, bellezza dei luoghi. Inoltre la Rete, se usata bene, è uno strumento necessario per avvicinare le persone, per costruire ponti tra culture e generazioni diverse. Pensiamo ai progetti internazionali che potrebbero nascere da questa giornata: scambi tra studenti, eventi che coinvolgono scuole e territori. Il Consiglio d'Europa ha dedicato il 2025 all'educazione digitale. Questo disegno di legge si inserisce perfettamente in quel contesto, permettendo all'Italia di essere parte attiva in un dibattito globale.
Il digitale non è un luogo lontano e astratto: è una città che stiamo costruendo; un ponte tra passato e futuro; un laboratorio per sperimentare nuovi modi di vivere e di collaborare. La Giornata della cittadinanza digitale può aiutarci a progettare questo spazio con intelligenza, rispetto e visione. Per questo, signora Presidente, esprimeremo un voto favorevole sul provvedimento al nostro esame. E non è soltanto un atto formale, ma è anche un impegno morale.
Votiamo a favore di una visione in cui il digitale diventa il riflesso migliore di ciò che siamo e non un'ombra dei nostri limiti. Votiamo per costruire una sorta di città digitale, che è anche una città ideale e - come le grandi opere del passato - deve unire anziché dividere, educare anziché confondere, ispirare anziché intimorire. Votiamo a favore perché crediamo in un futuro dove il progresso tecnologico non cancelli la nostra umanità, ma la elevi. Come il Rinascimento e come la storia ci hanno insegnato a coniugare bellezza e conoscenza, questo disegno di legge ci offre l'opportunità di intrecciare innovazione e valori, lasciando un'eredità che non solo comprenderemo, ma di cui potremo andare fieri. (Applausi).
PIRONDINI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRONDINI (M5S). Signor Presidente, il provvedimento in oggetto sull'istituzione della Giornata nazionale della cittadinanza digitale tratta un tema importante, meritando al contempo una riflessione più ampia - da una parte - sull'utilizzo che il Parlamento sta facendo in questa legislatura sull'istituzione delle giornate nazionali e - dall'altra parte - sulla reale efficacia di questi provvedimenti se sprovvisti di copertura economiche e di risorse economiche.
L'istituzione della Giornata nazionale della cittadinanza digitale rappresenterebbe senza dubbio un passo positivo, utile per sensibilizzare i cittadini sui diritti e doveri legati alla dimensione digitale. Viviamo in un'epoca in cui la tecnologia permea ogni aspetto della nostra quotidianità, educazione, lavoro, relazioni sociali, accesso ai servizi pubblici.
Una giornata dedicata a questi temi potrebbe essere un'occasione preziosa per promuovere la consapevolezza e la responsabilità nell'uso degli strumenti digitali per affrontare il problema del divario digitale, ma anche per contrastare fenomeni dannosi come la disinformazione e il cyberbullismo.
Il MoVimento 5 Stelle crede profondamente in una trasformazione digitale che sia inclusiva e consapevole. Siamo convinti che l'educazione digitale debba essere una priorità per il nostro Paese e che questa giornata potrebbe stimolare dibattiti, interventi formativi e politiche pubbliche più incisive in questo ambito.
Tuttavia, non possiamo esimerci dal sottolineare due ordini di problemi. Il primo è quello delle risorse. In questo provvedimento non c'è, di fatto, un euro. L'articolo 4, su cui abbiamo votato contro, stabilisce che, all'attuazione delle disposizioni previste dalla presente legge, si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Quindi, di fatto, tutti i buoni intenti che abbiamo ascoltato finora sono e rimarranno tali perché, se sprovvisti di risorse, è evidente che non si riuscirà purtroppo a dare seguito a quello che - secondo noi - è un tema assolutamente importante.
Il secondo problema è quello dell'uso smodato che si sta facendo, in particolare in questa legislatura, dell'istituzione delle Giornate nazionali. Faccio presente che dall'inizio di questa legislatura siamo a più di 90 richieste di Giornate nazionali, quindi con una media superiore alle 3 al mese. Credo che utilizzare molto questo tipo di provvedimenti finisca con lo svilire e rimpicciolire l'importanza che, invece, avrebbe un tale tipo di iter. È evidente che, se molti temi vengono portati alla luce utilizzando questo tema, si finisca poi con il disperderlo.
Abbiamo richieste per l'istituzione di Giornate nazionali del panettone italiano, della cultura motociclistica, degli inventori, dei risvegli, dell'agricoltura, degli abiti antichi, delle periferie urbane, della prevenzione veterinaria, in difesa della scrittura a mano, per celebrare il calendario gregoriano.
Non voglio sminuire neanche uno di questi temi, per cui nutro il massimo rispetto. Però ricordo che questi documenti, come quello di oggi, che di fatto - e mi spiace dirlo, perché vorrei contrario - sarà inutile, richiedono per il loro iter anche un certo tempo all'interno delle Commissioni. E in Commissione abbiamo tante cose importanti da seguire.
Posso portare l'esempio della Commissione cultura, nella quale mi onoro di rappresentare il Gruppo MoVimento 5 Stelle insieme ai miei colleghi, che ha delle deleghe estremamente importanti: sullo spettacolo dal vivo, che in questo Paese avrebbe bisogno di più attenzione e risorse (Applausi); sulla scuola e sull'università, che sicuramente hanno bisogno di riforme strutturali e investimenti per garantire un'istruzione di qualità a tutti i nostri giovani; sullo sport, che potrebbe essere un esempio di aggregazione e inclusione sociale.
Lo dico perché penso che la Commissione cultura abbia, in particolare, una responsabilità enorme e anche un po'sottovalutata, che è quella di occuparsi dei temi che toccano la formazione delle persone, la trasmissione del sapere e il valore del nostro immenso patrimonio culturale. Credo che si debba evitare di cadere nella tentazione di concentrarci su iniziative che, seppur meritorie, rischiano di restare superficiali se non accompagnate da politiche concrete e interventi strutturali.
Il Gruppo MoVimento 5 Stelle è consapevole dell'importanza della cittadinanza digitale in una società sempre più connessa. Ma vogliamo ribadire con forza la necessità di un approccio più equilibrato all'uso di questo tipo di iter che - dal nostro punto di vista - è usato in modo assolutamente eccessivo. La tecnologia può essere uno straordinario strumento di crescita e spetta a noi garantire che venga utilizzata con responsabilità, equità e rispetto per le persone.
Concludo annunciando il voto di astensione del MoVimento 5 Stelle per i motivi sopra esposti, perché trattiamo un tema sicuramente importante, che però meriterebbe anche delle risorse, perché diversamente parliamo di un tema utile, ma che di fatto non avrà alcuna attuazione nella concretezza e nella verità.
Votiamo astenendoci e sottolineando l'importanza di continuare a lavorare per dare risposte concrete a tutti i settori culturali e sociali di cui siamo responsabili. Solo così potremo realmente contribuire al benessere e al progresso del nostro Paese. (Applausi).
STEFANI (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STEFANI (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, penso e pensiamo tutti che istituire queste Giornate, che abbiamo inserito anche nel corso di questa legislatura, non debba essere una mera retorica; come non lo sono le altre, così non lo sarà questa Giornata sulla cittadinanza digitale. Le Giornate sono importanti perché danno la possibilità di approfondire dei temi; anche oggi in Aula avremmo avuto la possibilità di parlare di un tema, quello del fenomeno digitale, invece di sollevare una polemica sul fatto se sia o meno necessaria una Giornata ad esso dedicata. È chiaro che essa non nasce soltanto per una pura velleità; nasce in realtà da una Giornata che era stata promossa dalla Commissione europea e che si è svolta a Roma il 7 febbraio 2023: il Safer Internet Day, che ha guardato soprattutto a delle problematiche che nascono dal digitale ma che ha riguardato, per alcuni aspetti, anche il profilo del cyberbullismo. Il ministro Valditara, in occasione del Safe Internet Day, ha sottolineato come sia fondamentale e importantissimo che all'interno delle scuole ci sia una sensibilizzazione sul tema del digitale e che ci sia un'educazione al suo uso.
Ringrazio tutto il Gruppo Lega per aver raccolto anche questa iniziativa per l'istituzione della Giornata. Ringrazio la Commissione cultura, il presidente Marti e il relatore Paganella per avere supportato e sostenuto tale progetto. Ricordiamo che nell'ambito dell'Europa questa è la prima Giornata che viene riconosciuta sull'ambito della cittadinanza digitale. Penso che come Italia potremo veramente aprire una strada.
Qual è il punto di riflessione sul tema del mondo del digitale? È un mondo che ci sta cambiando la vita, ne ha agevolato alcuni processi, è fondamentalmente utile, ma il progresso tecnologico ha avuto una velocità ben superiore alla velocità di un'amministrazione e a una governance del fenomeno della digitalizzazione e dell'uso del digitale. Forse ci dobbiamo anche domandare se possiamo governare e amministrare tale fenomeno. È come il tema dell'intelligenza artificiale, di cui stiamo discutendo anche nelle Commissioni di merito: l'intelligenza artificiale è più veloce di quello che può essere il tempo di un Parlamento e di un Governo. Lo sviluppo di queste tecnologie non è appannaggio di un ente pubblico che, per suo statuto e vocazione, persegue un interesse pubblico. Lo sviluppo di queste tecnologie è oggi in mano a società, enti e compagnie commerciali che hanno nel naturale perseguimento del loro lavoro l'interesse all'ottenimento di un profitto. Quello che ci possiamo domandare è come riusciremo a far sì che questo progresso tecnologico sia un modo per migliorare la nostra vita e non per svilire e perdere il senso dei nostri percorsi. La sostanza e l'obiettivo di questo disegno di legge è quello di far sì che in questa Giornata - ma ciò non deve limitarsi a tale occasione - siano promossi, all'interno delle scuole, delle associazioni e degli enti, eventi volti ad educare all'uso del digitale e a capire che vi è un'etica dietro al digitale, a capire che cos'è questo mondo e quali sono i pericoli che esso nasconde. Non siamo qui certamente a ostracizzare un processo tecnologico. Per certi versi è come parlare di una supercar da 500 cavalli: non tutti sono in grado di guidare un'auto da 500 o 700 cavalli, ma questo non significa che le dobbiamo eliminare. Ci saranno coloro che sono allenati per poter guidare un veicolo con tanti cavalli. Allo stesso modo, il mondo del digitale ha bisogno che noi stessi siamo educati ad utilizzarlo e in grado di dominarlo, per far sì che non sia il digitale a dominarci. Penso a tutti coloro che appartengono a una generazione precedente rispetto a quella attuale dei giovani e che fanno fatica a capire certi processi che ci sono nei nostri ragazzi.
Ma, se l'uso della tecnologia e di tutto questo mondo digitale può arrivare a creare delle forme di alienazione, di inebetimento (perdonatemi) e delle forme di estraneizzazione dai meccanismi sociali, ciò significa che questo è un percorso di sviluppo e di progresso, che però ha anche delle insidie. Noi dobbiamo essere in grado di individuarle e di avere un'attenzione particolare su questi temi.
L'istituzione di una Giornata non è certo la soluzione, ma di sicuro è un elemento per cominciare ad attenzionare e a mettere la testa su un fenomeno che non possiamo abbandonare meramente ai percorsi industriali e agli obiettivi di perseguimento del profitto. Dobbiamo fare in modo che la tecnologia, che effettivamente è utile, non sia giustificata per il solo fatto della sua utilità. Per questa ragione il Gruppo Lega voterà a favore di questo disegno di legge. (Applausi).
D'ELIA (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ELIA (PD-IDP). Signora Presidente, colleghe e colleghi, poche parole per motivare il voto di astensione del Partito Democratico su questo provvedimento. Siamo chiamati a esprimere il voto su una proposta di legge che presenta secondo noi alcune criticità rispetto a un tema che è effettivamente centrale, come adesso diceva la stessa proponente della proposta di legge. La cittadinanza digitale e l'educazione all'uso consapevole delle tecnologie sono temi centrali per il futuro del Paese.
Però rispetto a questo tema e ai ritardi che ci sono in questo Paese francamente la proposta di istituire una giornata appare veramente fragile. Noi riconosciamo l'importanza dei temi trattati e il valore di promuovere un uso responsabile del digitale, ma pensiamo che sia inutile cominciare dall'istituzione di un'ennesima Giornata (perché di fatto questo fa il provvedimento). Come ricordava prima il senatore Pirondini, in questa legislatura siamo alla novantesima richiesta di istituzione di una Giornata. Oggi ne abbiamo votato un'altra molto importante, che abbiamo tutti sostenuto. Però, di fatto, una nuova Giornata rischia di esautorare e svuotare il senso di queste date simboliche.
Siamo entrati nel 2025, l'anno europeo dedicato all'educazione alla cittadinanza digitale. Ma l'anno europeo e l'Europa ci chiedono di avere degli obiettivi, di sviluppare un pensiero critico e una partecipazione attiva, di tutelare dal cyberbullismo e dai discorsi di odio, ci invitano ad agire ed invitano gli Stati dell'Unione europea ad agire. Invece questa proposta e la stessa Giornata presentano un'ambiguità negli obiettivi, sono generiche e prive di una chiara definizione delle priorità. Quindi rischiano di rimanere davvero una mera enunciazione di principi, senza un reale impatto pratico.
Come è già stato ricordato in questo dibattito, si tratta di una giornata a invarianza finanziaria. Quindi tutte le attività delle scuole e degli enti locali e la stessa formazione che bisognerebbe fare in quei giorni non sono finanziate. Essa oltretutto si sovrappone ad altre giornate che pure esistono su questo tema: veniva prima ricordato il 6 febbraio, il Safer Internet Day, oppure la giornata mondiale contro la cyber-censura, il 12 marzo. Quindi ci sono iniziative già consolidate a livello europeo e internazionale e non si capisce cosa questa giornata debba dare in più.
Poi c'è anche il tema più generale di come vogliamo trattare la questione della cittadinanza digitale, se, cioè, si tratta di un ambito separato dalla vita reale, di un settore specifico della cittadinanza; se rischiamo di frammentare lo stesso concetto di cittadinanza che è più ampio, comprensivo di diritti, doveri e responsabilità anche nell'ambito digitale, ma che complessivamente riguarda la competenza di ogni cittadina e di ogni cittadino di essere anche autonomo, di autodeterminarsi, di avere gli strumenti per comprendere il mondo e per saper utilizzare le opportunità che le trasformazioni tecnologiche aprono nella nostra vita.
Se posso parlare di un'esperienza che ho fatto in questo territorio, ben venticinque anni fa, a Roma, Tullio De Mauro, Alfonso Molina e Mariella Gramaglia fondavano Mondo Digitale, una Fondazione che lavora per una società democratica della conoscenza. Il tema non è solo quello della cittadinanza digitale, ma anche quello di avere un'idea democratica di una società della conoscenza, delle tecnologie e dell'innovazione a vantaggio di tutte e di tutti. (Applausi). Il nostro Paese si trova di fronte a due grandi questioni: da un lato quella dei divari digitali, che rientrano fra i grandi divari presenti in questo Paese, e dall'altro quella della posizione del nostro Paese otto punti sotto la media dell'Unione europea per numero di occupati nel mondo del lavoro. C'è un tema enorme di investimento nella forza lavoro e di politiche del lavoro e di investimento in istruzione, come ricordava sempre Tullio De Mauro, perché solo così si accresce il livello culturale di un'intera popolazione. C'entra l'istruzione, ma l'istruzione tutta e noi invece stiamo parlando in un momento in cui - veniva ricordato - abbiamo azzerato il Fondo per il contrasto della povertà educativa e come pensiamo di intervenire su questi divari e su queste problematiche che non sono altro rispetto a quello che qui stiamo trattando? L'Italia fatica in questi campi e oltretutto in Italia oltre un terzo dei cittadini tra i sedici e i settantaquattro anni non ha competenze digitali sufficienti. Il nostro è un Paese che offre, per esempio, un alto numero di soluzioni di e-government, ma è tra i Paesi in cui i cittadini le usano di meno, quindi c'è una grande questione di educazione, di infrastrutture, di controllo, di democrazia. Si discuteva anche delle grandi potenze economiche presenti in questo campo e quindi anche dei controlli. Non solo, ma ogni volta che costruiamo un'infrastruttura digitale dobbiamo pensare a dei meccanismi incentivanti anche rispetto all'educazione digitale, all'accesso e all'utilizzo di quelle infrastrutture. Tutto questo, chiaramente, non si può chiedere a una giornata, ma comunque in questa legge il tema non c'è.
Noi del Partito Democratico riteniamo che, se vogliamo davvero affrontare in modo strutturale le sfide del digitale, sia opportuno pensare a una legge annuale per il digitale e c'è una proposta depositata a prima firma del nostro senatore Nicita (Applausi), che mira appunto a coordinare e a rimuovere ostacoli normativi e amministrativi, a promuovere Reti e servizi digitali, a tutelare consumatori, lavoratrici e lavoratori.
C'è quindi da parte nostra una grande disponibilità a collaborare per promuovere iniziative più incisive e strutturate sui temi della cittadinanza digitale, che sono una grande questione democratica aperta nel nostro Paese; temi troppo importanti per essere affrontati con soluzioni parziali e, fatemelo dire, con l'ennesima Giornata.
Per queste ragioni, il Gruppo Partito Democratico si asterrà su questa proposta di legge. (Applausi).
BUCALO (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUCALO (FdI). Signora Presidente, oggi ci apprestiamo ad approvare il disegno di legge che prevede l'istituzione della Giornata nazionale della cittadinanza digitale.
Sappiamo tutti che ormai la tecnologia fa parte della vita quotidiana di ogni individuo e che essa ha profondamente modificato il modo in cui comunichiamo, lavoriamo e accediamo alle informazioni. Viviamo, quindi, in una società dove Internet e le altre tecnologie toccano da vicino ogni aspetto del quotidiano, divenendo elementi quasi imprescindibili del vivere di ogni giorno. In questo contesto, quindi, diventa fondamentale promuovere e sviluppare la cittadinanza digitale, ossia la capacità di partecipare attivamente e in modo responsabile alla società utilizzando strumenti digitali, dal momento che le carenze di queste competenze possono generare problemi di inclusione sociale.
Per questo la cittadinanza digitale è un tema cardine del futuro della nostra società e riguarda tutte le generazioni. Essa, infatti, non si basa solo sulla conoscenza delle tecnologie, ma implica altri aspetti importanti, come il fatto di riuscire a proteggere i propri dati personali, prevenire truffe informatiche e comprendere i rischi legati alla privacy, riuscire a distinguere le informazioni affidabili senza lasciarsi influenzare dalle fake news; acquisire la consapevolezza di usare i social media e le piattaforme digitali per esprimere opinioni, rispettando sempre le idee altrui e promuovendo il dialogo costruttivo.
Con il presente disegno di legge si prevede quindi di istituire la prima Giornata nazionale della cittadinanza digitale, che viene individuata il 22 ottobre, nell'ambito della quale gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, gli enti locali e le associazioni promuovono, secondo la propria autonomia e competenza, iniziative volte a sensibilizzare sull'importanza della cittadinanza digitale e dell'educazione all'alfabetizzazione digitale. Come ho già detto, promuovere la cittadinanza digitale è un fatto essenziale per formare soprattutto cittadini consapevoli, capaci di affrontare le sfide della società contemporanea e di contribuire al suo sviluppo in modo positivo. In un mondo sempre più interconnesso, la cittadinanza digitale rappresenta non solo un diritto, ma anche e soprattutto una responsabilità collettiva, per garantire un futuro più equo e sostenibile.
Pertanto, istituire la Giornata nazionale della cittadinanza digitale, dedicata all'innovazione educativa nelle scuole di ogni grado, rappresenta un'opportunità unica, durante la quale gli studenti, attraverso attività specializzate, potranno affrontare temi di grande attualità, come le sfide dell'era digitale, l'intelligenza artificiale, la sicurezza informatica, il cyberbullismo, l'uso consapevole delle tecnologie, dell'informazione e della comunicazione digitale, con l'unico obiettivo di costruire insieme una società più consapevole, inclusiva e resiliente, in cui il digitale sia un'opportunità per tutti. Per questi motivi annuncio il voto favorevole di Fratelli d'Italia. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno
ALOISIO (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALOISIO (M5S). Signor Presidente, onorevoli colleghi, nelle ultime settimane abbiamo assistito a un tragico episodio che ha profondamente scosso il nostro Paese. Mi riferisco alla tragica morte di una donna in Sicilia, costretta ad attendere una visita per otto giorni su una barella al pronto soccorso. Questo drammatico evento non è solo un numero in un bollettino, ma una storia di vita e di dignità calpestata. È un grido di dolore che risuona in tutte le nostre comunità e ci invita ad una seria riflessione sulla situazione attuale del nostro sistema sanitario.
È una situazione che già avevo denunciato con un'interrogazione, la 3-00226, depositata il 15 febbraio 2023, alla quale è seguito il silenzio assoluto.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo episodio è il simbolo di un'emergenza che non può più essere tollerata e che rappresenta il fallimento di un sistema che non riesce a garantire cure appropriate.
Sempre più cittadini si trovano in situazioni simili e bisogna avere il coraggio di dire la verità, cioè che la parola pronto soccorso non ha più senso, se un cittadino deve attendere giorni per essere visitato. Pertanto il pronto soccorso diventa un'anticamera, una sala d'aspetto: non saprei come definirlo.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, il sistema sanitario deve essere ripensato e bisogna cambiare paradigma, ridisegnando un nuovo modello di sanità, che si basi su tre pilastri: sanità di prossimità, percorsi diagnostici, prevenzione.
La sanità di prossimità deve partire dal superamento del medico di famiglia, facendolo confluire in centri polidiagnostici, distribuiti sui territori, nei quali è possibile fornire una prima assistenza. Centri che devono costituire un filtro che riduce gli accessi al pronto soccorso.
Percorsi diagnostici scientificamente strutturati devono portare a diagnosi chiare e tempestive, al fine di stabilire protocolli efficaci che garantiscano la necessità di una terapia o un'indagine di secondo livello. La prevenzione gioca un ruolo centrale nel caratterizzare precocemente lo stato di salute di un cittadino. Sotto questo profilo, evidenzio la necessità di ripristinare nelle scuole di ogni livello e grado il medico di base con annesso ambulatorio.
Signor Presidente, attraverso di lei mi rivolgo al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per dire che è nostro compito trasformare la triste realtà delle barelle in un sistema sanitario che rispetti la vita e la dignità di ogni individuo. Investire nella sanità di prossimità, nella prevenzione ed in percorsi diagnostici, permette di individuare le patologie in fase iniziale e giungere a diagnosi precoci e a cure efficaci.
La vera sfida consiste nell'integrare questi aspetti, trasformando il nostro approccio alla salute in un percorso che guarda al futuro, con l'obiettivo di garantire a tutti una qualità della vita in salute e - udite, udite - anche abbattendo i costi del servizio sanitario nazionale, quindi razionalizzando la spesa.
È ora di voltare pagina e impegnarsi per costruire un futuro in cui la salute non sia più un privilegio, ma un diritto fondamentale per tutti, come sancisce l'articolo 32 della nostra Carta costituzionale. (Applausi).
FREGOLENT (IV-C-RE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FREGOLENT (IV-C-RE). Signor Presidente, la notte di Capodanno, a Roma, una coppia di fidanzati gay è stata malmenata e aggredita da un gruppo di persone che li ha visti per strada prendersi per mano. Per questo, costoro si sono sentiti in obbligo di scendere dall'abitazione dove stavano festeggiando Capodanno e prenderli a calci e pugni.
Esprimiamo la solidarietà a Stefano e Matteo, perché penso e spero che amarsi in questo Paese non sia ancora un reato, ma una cosa bella, da festeggiare in qualsiasi giorno dell'anno, a maggior ragione nell'ultimo giorno di un vecchio anno per l'inizio di uno nuovo pieno di gioia e di felicità. Vorremmo rivolgere pertanto un appello a questo Governo che ci ha abituati in questi mesi, anzi in questi due anni e mezzo, al fatto che ogni evento socialmente riprovevole sia tradotto in un decreto dove è presente una norma punitiva per quell'evento riprovevole: pensiamo al decreto Caivano, pensiamo al decreto rave party o alla norma che serve a tutelare gli orsi marsicani. Insomma, per ogni evento considerato pericoloso per questo Paese c'è un aggravamento della pena e un nuovo reato. Allora per rendere giustizia a Stefano e Matteo ma non solo a loro (a Milano qualche giorno dopo è avvenuta la stessa cosa), chiedo a questo Governo di approvare il reato di omofobia e transfobia e tutti i reati che riguardano le coppie LGBTQ (Applausi). Ci rendiamo conto che questo può essere un momento di difficoltà e quindi, visto che si susseguono eventi così violenti e ripetuti in questo Paese, è giusto che ci siano un reato e una norma appropriati a un evento così riprovevole.
A parte l'affetto per Stefano e Matteo e per tutti quelli che in questi anni hanno subito eventi del genere, credo che sia arrivato il momento di approvare una norma definitiva sull'argomento. (Applausi).
DE PRIAMO (FdI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE PRIAMO (FdI). Signora Presidente, il 7 gennaio del 1978 Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, due giovani appartenenti al Fronte della Gioventù, all'uscita della sezione di via Acca Larenzia dell'allora Movimento Sociale Italiano, trovano la morte tramite una mitraglietta Scorpion, arma che colpirà ancora in quella drammatica stagione degli anni di piombo. Arriverà nelle mani delle Brigate rosse, colpirà l'ex sindaco di Firenze Lando Conti, il sindacalista Tarantelli e anche Ruffilli.
Nel pomeriggio, in seguito al ritrovo di tutti gli amici di Ciavatta e di Bigonzetti, trovò la morte anche Stefano Recchioni, colpito esattamente al centro della fronte da un colpo partito da una persona che non verrà mai identificata. Verrà indagato per questo un comandante dei Carabinieri, ma di fatto non ci sarà mai una verità giudiziaria.
Un anno dopo, esattamente l'8 gennaio del 1979, anche Alberto Giaquinto, che frequentava il terzo anno del liceo «Giuseppe Peano» di Roma, trovò la morte in una manifestazione che ricordava Acca Larenzia. Sono i momenti più drammatici di quegli anni di piombo, gli anni in cui, oltre alle drammatiche vicende del terrorismo e delle stragi, c'è una contrapposizione violenta che dà luogo a una vera e propria carneficina: giovani che si uccidono, giovani che non riescono in quel contesto a contrapporsi in modo civile, giovani, anche di sinistra, come Ivo Zini, come Roberto Scialabba, probabilmente uccisi per una logica cieca di vendetta, come tanti altri.
Noi oggi abbiamo un modo per onorare la memoria di quei ragazzi e per ricordarli, che sicuramente passa per l'insegnamento che dobbiamo dare alle giovani generazioni ad affermare la logica e la cultura del confronto civile (Applausi), il valore del confronto e la cultura del rispetto reciproco delle idee.
E dunque, se la ricerca di una verità giudiziaria (ma - perché no? - anche di quella, e da questo punto di vista chiediamo alla procura di Roma di cercare fino in fondo, anche attraverso le nuove tecnologie i colpevoli di quegli omicidi), è sicuramente difficile, è certamente percorribile la ricerca di una verità storica per accertare chi ha armato quei ragazzi (Applausi), chi ha consentito stragi come quella di Acca Larenzia e chi non ha fatto nulla per impedire che quei ragazzi fossero privati della loro vita.
Dobbiamo impegnarci su questo fronte, lo dobbiamo a quei ragazzi e lo dobbiamo ai ragazzi di oggi, che devono confrontarsi in modo civile, che devono imparare a vivere nel rispetto reciproco e non devono mai più vivere quella cieca violenza. (Applausi).
VERINI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VERINI (PD-IDP). Signor Presidente, sono stimolato ad intervenire da quanto detto dal senatore De Priamo. Ieri mi sarei aspettato e avrei auspicato, credo come tutti, che il 7 gennaio fosse un'occasione per riflettere seriamente su quegli anni. Non credo che si possa mai raggiungere anche su quegli anni una memoria condivisa, ma sarebbe importante che si costruisse, ragionasse e ottenesse una memoria intera. Nella memoria intera c'è infatti tutto, ci sono i torti e le ragioni e soprattutto, per riferirci a quegli anni, ci sono delle giovani vite, come quelle di Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e di Stefano Recchioni che a Acca Larenzia hanno pagato quel clima di odio, per il quale (a volte qualche eco ne abbiamo anche nel confronto politico di oggi) le persone che stanno dall'altra parte non sono avversari, ma dei nemici da abbattere. Molti di voi lo sanno anche generazionalmente che allora le città italiane, Roma, in particolare, erano questo; bastava avere in tasca un giornale con un titolo di sinistra per poter essere bastonati, pugnalati, colpiti, ammazzati. È successo a Roma, a Walter Rossi, a Valerio Verbano in maniera particolarmente orribile, a Zinzi. I nomi sono tanti e ce ne sono anche a Milano: Fausto e Iaio, per esempio. Poi è successo a tanti giovani di destra; ad Acca Larenzia, a Roma Paolo Di Nella, i fratelli Mattei, a Milano Sergio Ramelli.
Ecco, allora dobbiamo deciderci davvero su due questioni, Presidente. Il primo punto: è necessario cercare davvero una memoria intera di quegli anni. È difficile trovare condivisioni perché ci sono i torti e le ragioni, però c'è un punto che voglio sollecitare anche alla destra, che dovrebbe invece essere l'elemento anche di condivisione. Questo punto si chiama Costituzione della Repubblica italiana, che è la base per la quale tutti oggi possiamo andare a manifestare.
Il secondo punto; secondo me da qualunque parte vengano estremismi, apologie di orrori, qualunque essi siano, questi vengano condannati in maniera radicale. Tradotto per ieri, io comprendo tutto, anche il fatto che dei ragazzi vogliano andare il pomeriggio, diversamente dalle istituzioni, a fare quelle manifestazioni. Quelle manifestazioni, che certamente avranno anche dolore, che va rispettato, richiamavano però in maniera marziale apologie di fascismo che oggi non devono più esserci. Non è mai capitato, anzi i nostri morti sono stati anche a causa delle Brigate rosse, ma sarebbe come se noi in qualche modo dicessimo onore a quelli delle Brigate rosse. Presenti, ma quali presenti? Sono stati degli assassini. Allora quei gesti, quella gestualità, che è fuori della Costituzione sarebbe una conquista importante che aiuterebbe a costruire memorie intere, rispetto e a superare quegli anni di piombo che hanno massacrato tanti giovani di tutte le parti.
Presidente, mi sentivo di dire questo senza ipocrisia, con profondo rispetto per i tre ragazzi di Acca Larentia, per chi prova dolore per loro che giustamente li onora e li ricorda nella memoria, ma senza tipologie di manifestazioni che richiamano cose fuori dalla Costituzione. (Applausi).
GASPARRI (FI-BP-PPE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GASPARRI (FI-BP-PPE). Signor Presidente, capisco che siamo in conclusione di seduta e non voglio inasprire polemiche. Fermo restando che, riguardo ad alcune ritualità che sentivo prima criticare da alcuni colleghi, la mia posizione di condanna di gesti apologetici o saluti romani è totale e assoluta, voglio solo esprimere la mia amarezza. Ho conosciuto quei ragazzi, Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni, due dei quali uccisi da terroristi a cui non si è mai dato un nome. Esprimo il rammarico per il fatto che la procura della Repubblica di Roma in quarantacinque anni non ha mai aperto una seria inchiesta su quegli assassini. (Applausi). Noi chiediamo la verità su tante vicende italiane, stragi ed eventi vari.
Nei giorni scorsi si è saputa una possibile verità su uno degli omicidi di quegli anni, anche se di altra natura (un omicidio di stampo mafioso), che si è verificato a Palermo, quello di Piersanti Mattarella del 1980, quarantacinque anni fa. In questo caso sono passati quarantasette anni, eppure le tracce ci sono, perché la mitraglietta Skorpion che uccise Bigonzetti e Ciavatta poi è stata utilizzata dalle Brigate rosse. Quelli che ieri, sbagliando, facevano i saluti romani non inneggiavano alle Brigate nere, ma ricordavano, con ritualità che non condivido, dei militanti di un partito politico (Applausi), non dei terroristi. Le Brigate rosse sono quelle che hanno usato la mitraglietta Skorpion che, dopo aver ucciso Bigonzetti e Ciavatta, ha ucciso Lando Conti, ex sindaco di Firenze, e il professor Ruffilli, che era impegnato nella Democrazia Cristiana. Quell'arma è finita lì perché probabilmente quelli che l'hanno usata sono passati anche loro con le Brigate rosse. Basterebbe un'inchiesta per cercare di capire quali gruppi dell'estrema sinistra della estrema periferia sud di Roma hanno poi fatto questo transito. C'è anche un libro di un giornalista, che si chiama Nicola Rao, che ha descritto tali vicende. È una vergogna che la procura della Repubblica di Roma non abbia mai fatto un'inchiesta seria. (Applausi). L'ho detto pubblicamente a Lo Voi come a tutti i procuratori del passato.
Non entro sulle ritualità sbagliate, che ovviamente non condivido, però protesto per le verità mancate, con tracce evidenti di storia italiana tragica che avrebbero consentito alla magistratura, che non ha voluto la verità su quella vicenda, di fare un'inchiesta. Questa è la cosa che mi indigna, perché poi si parla della manifestazione e delle ritualità sbagliate, ma non si parla delle verità mancate. Io voglio parlare delle verità mancate. (Applausi).
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di giovedì 9 gennaio 2025
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 9 gennaio, alle ore 10, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 18,24).
Allegato A
DISEGNO DI LEGGE
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica della Costa d'Avorio in materia di migrazione e di sicurezza, fatto ad Abidjan il 22 marzo 2023 (1262)
ARTICOLI DA 1 A 3
Art. 1.
Approvato
(Autorizzazione alla ratifica)
1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica della Costa d'Avorio in materia di migrazione e di sicurezza, fatto ad Abidjan il 22 marzo 2023, di seguito denominato « Accordo ».
Art. 2.
Approvato
(Ordine di esecuzione)
1. Piena e intera esecuzione è data all'Accordo, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 14 dell'Accordo stesso.
Art. 3.
Approvato nel testo emendato
(Disposizioni finanziarie)
1. Agli oneri derivanti dalle spese di cui all'articolo 9 dell'Accordo, valutati in euro 20.131 annui, a decorrere dall'anno 2024 e alle rimanenti spese di cui agli articoli 4, 9 e 10 del medesimo Accordo, pari a euro 118.347 annui a decorrere dall'anno 2024, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2024-2026, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2024, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
2. Agli eventuali oneri derivanti dall'articolo 11 dell'Accordo si farà fronte con apposito provvedimento legislativo.
EMENDAMENTO
3.500
Il Relatore
Approvato
Sostituire il comma 1 con il seguente:
"1. Agli oneri derivanti dalle spese di cui all'articolo 9 dell'Accordo, valutati in euro 20.131 annui a decorrere dall'anno 2025 e alle rimanenti spese di cui agli articoli 4, 9 e 10 del medesimo Accordo, pari a euro 118.347 annui a decorrere dall'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2025-2027, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2025, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.".
ARTICOLO 4
Art. 4.
Approvato
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
DISEGNO DI LEGGE NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE
Ratifica ed esecuzione della Convenzione che istituisce l'Organizzazione internazionale per gli ausili alla navigazione marittima, con Allegato, fatta a Parigi il 27 gennaio 2021 (1233)
ARTICOLI DA 1 A 3 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE
Art. 1.
Approvato
(Autorizzazione alla ratifica)
1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione che istituisce l'Organizzazione internazionale per gli ausili alla navigazione marittima, con Allegato, fatta a Parigi il 27 gennaio 2021.
Art. 2.
Approvato
(Ordine di esecuzione)
1. Piena ed intera esecuzione è data alla Convenzione di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 20 della Convenzione stessa.
Art. 3.
Non posto in votazione (*)
(Disposizioni finanziarie)
1. Agli oneri di missione derivanti dagli articoli 7, 8 e 9 della Convenzione di cui all'articolo 1 della presente legge, valutati in 18.500 euro annui a decorrere dall'anno 2025 e in 8.660 euro ogni tre anni a decorrere dall'anno 2026 e agli ulteriori oneri derivanti dall'articolo 13 della medesima Convenzione, valutati in 133.300 euro annui a decorrere dall'anno 2025 si provvede, nella misura di 151.800 euro per l'anno 2025 e 160.460 euro annui a decorrere dall'anno 2026, mediante corrispondente riduzione della proiezione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2024-2026, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2024, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
________________
(*) Approvato l'emendamento 3.300, interamente sostitutivo dell'articolo.
EMENDAMENTO
3.300
Il Relatore
Approvato
Sostituire l'articolo 3 con il seguente:
"Art. 3.
(Disposizioni finanziarie)
1. Agli oneri di missione derivanti dagli articoli 7, 8 e 9 della Convenzione di cui all'articolo 1 della presente legge, valutati in 18.500 euro annui a decorrere dall'anno 2025 e in 8.660 euro ogni tre anni a decorrere dall'anno 2026 e agli ulteriori oneri derivanti dall'articolo 13 della medesima Convenzione, valutati in 133.300 euro annui a decorrere dall'anno 2025, si provvede, nella misura di 151.800 euro per l'anno 2025 e 160.460 euro annui a decorrere dall'anno 2026, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2025-2027, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2025, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.".
ARTICOLO 4 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE
Art. 4.
Approvato
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
DISEGNO DI LEGGE
Istituzione della Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda Guerra mondiale (1239)
ARTICOLI DA 1 A 4 NEL TESTO FORMULATO DALLA COMMISSIONE IN SEDE REDIGENTE, IDENTICO AL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Art. 1.
Approvato
1. La Repubblica riconosce il 20 settembre di ciascun anno, giorno nel quale nel 1943 Hitler modificò la condizione dei prigionieri di guerra italiani catturati dopo l'armistizio dell'8 settembre in quella di internati militari, quale « Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda Guerra mondiale », al fine di conservare la memoria dei cittadini italiani, militari e civili, internati nei campi di concentramento, ove subirono violenze fisiche e morali e furono destinati al lavoro coatto, a causa del proprio rifiuto di collaborare con lo Stato nazionalsocialista e con la Repubblica sociale italiana dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943. La Giornata ha anche lo scopo di onorare la memoria di tutti i militari italiani uccisi a causa del rifiuto di collaborare con lo Stato nazionalsocialista e con la Repubblica sociale italiana, dopo l'armistizio.
2. Per celebrare la Giornata di cui al comma 1, in ciascuna provincia o ente territoriale di livello equivalente, secondo quanto previsto dalla legge 7 aprile 2014, n. 56, o dagli specifici ordinamenti degli enti locali delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, gli organi competenti possono promuovere e organizzare iniziative, manifestazioni pubbliche, cerimonie pubbliche per il conferimento della medaglia di cui al comma 4 e per la deposizione di una corona commemorativa presso l'Altare della Patria in Roma, nonché incontri, dibattiti, momenti comuni di ricordo e di riflessione, ricerche e pubblicazioni per diffondere la conoscenza del valore storico, militare e morale della vicenda degli internati italiani nonché il ricordo delle sofferenze ad essi inferte, in violazione di tutte le leggi di guerra e dei diritti inalienabili della persona e quale atto di coercizione, affinché si trasformino in un messaggio di pace rivolto soprattutto alle giovani generazioni.
3. Le iniziative di cui al comma 2 sono complementari rispetto a quelle previste per il 27 gennaio, « Giorno della Memoria », e per la festività del 25 aprile, anniversario della liberazione.
4. In occasione della celebrazione della Giornata di cui al comma 1 è conferita la medaglia d'onore di cui all'articolo 1, comma 1272, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
Art. 2.
Approvato
1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 4, i Ministeri dell'istruzione e del merito, dell'università e della ricerca, della cultura, della difesa e dell'interno stabiliscono le direttive per disciplinare l'eventuale coinvolgimento delle pubbliche amministrazioni, delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nell'ambito della loro autonomia, e delle università nella promozione delle iniziative per celebrare l'alto valore storico, morale ed educativo della Giornata di cui all'articolo 1.
2. Alla realizzazione delle iniziative di cui al comma 1 partecipano, sulla base di un protocollo d'intesa con i Ministeri di cui al medesimo comma 1, l'Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti (ANED), l'Associazione nazionale ex internati nei Lager nazisti (ANEI), l'Associazione nazionale reduci dalla prigionia, dall'internamento, dalla guerra di liberazione e loro familiari (ANRP) e il suo centro studi, documentazione e ricerca, quest'ultima con funzioni di coordinamento.
3. Le associazioni di cui al comma 2, con le medesime modalità ivi previste, partecipano altresì alla realizzazione e alla promozione delle iniziative di cui all'articolo 1, comma 2.
Art. 3.
Approvato
1. La Giornata di cui all'articolo 1 della presente legge non è considerata solennità civile ai sensi dell'articolo 3 della legge 27 maggio 1949, n. 260.
Art. 4.
Approvato
1. Le amministrazioni competenti provvedono all'attuazione delle disposizioni degli articoli 1 e 2 con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
DISEGNO DI LEGGE NEL TESTO FORMULATO DALLA COMMISSIONE
Istituzione della Giornata nazionale della cittadinanza digitale (1123)
ARTICOLI DA 1 A 5 NEL TESTO FORMULATO DALLA COMMISSIONE IN SEDE REDIGENTE
Art. 1.
Approvato
(Istituzione della Giornata nazionale della cittadinanza digitale)
1. La Repubblica riconosce il giorno 22 ottobre quale Giornata nazionale della cittadinanza digitale, di seguito denominata « Giornata nazionale », al fine di per promuovere l'alfabetizzazione e l'educazione digitale in tutta Italia, in particolare tra gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado.
2. La Giornata nazionale non determina gli effetti civili di cui alla legge 27 maggio 1949, n. 260.
3. In occasione della Giornata nazionale, gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, gli enti locali e le associazioni possono promuovere, nell'ambito della propria autonomia e competenza nonché delle risorse disponibili a legislazione vigente, iniziative volte a:
a) sensibilizzare sull'importanza della cittadinanza digitale e dell'educazione all'alfabetizzazione digitale;
b) diffondere informazioni sull'apprendimento della cittadinanza digitale, anche attraverso eventi online che coinvolgano diverse realtà territoriali con la finalità di condividere esperienze positive ed etiche di uso della tecnologia;
c) sviluppare le competenze digitali di bambini e ragazzi attraverso un percorso di consapevolezza e cittadinanza digitale;
d) sviluppare campagne nazionali di sensibilizzazione sulla cittadinanza digitale;
e) sensibilizzare sull'importanza della prevenzione delle forme di odio e violenza online.
Art. 2.
Approvato
(Iniziative culturali e celebrazioni)
1. In occasione della Giornata nazionale, possono essere organizzati eventi e iniziative finalizzati a informare sull'educazione digitale e la cittadinanza digitale, in collaborazione con le istituzioni e le associazioni che si occupano di cittadinanza digitale.
2. Le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, anche in collaborazione con le associazioni operanti nel settore, possono organizzare, nell'ambito della loro autonomia, nella settimana che anticipa la Giornata nazionale, iniziative in attuazione delle finalità di cui al comma 1.
Art. 3.
Approvato
(Informazione radiofonica, televisiva e multimediale)
1. La società concessionaria del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale, secondo le disposizioni previste dal contratto di servizio, può dedicare adeguati spazi a temi connessi alla Giornata nazionale nell'ambito della programmazione televisiva pubblica nazionale e regionale.
Art. 4.
Approvato
(Clausola di invarianza finanziaria)
1. All'attuazione delle disposizioni previste dalla presente legge si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Art. 5.
Approvato
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Allegato B
Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1262
La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione, all'articolo 3, del comma 1 con il seguente: "1. Agli oneri derivanti dalle spese di cui all'articolo 9 dell'Accordo, valutati in euro 20.131 annui a decorrere dall'anno 2025 e alle rimanenti spese di cui agli articoli 4, 9 e 10 del medesimo Accordo, pari a euro 118.347 annui a decorrere dall'anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2025-2027, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2025, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.".
Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1233
La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione dell'articolo 3 con il seguente:
"Art. 3.
(Disposizioni finanziarie)
1. Agli oneri di missione derivanti dagli articoli 7, 8 e 9 della Convenzione di cui all'articolo 1 della presente legge, valutati in 18.500 euro annui a decorrere dall'anno 2025 e in 8.660 curo ogni tre anni a decorrere dall'anno 2026 e agli ulteriori oneri derivanti dall'articolo 13 della medesima Convenzione, valutati in 133.300 euro annui a decorrere dall'anno 2025, si provvede, nella misura di 151.800 euro per l'anno 2025 e 160.460 euro annui a decorrere dall'anno 2026, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2025-2027, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2025, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.".
Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1239
La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.
Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1123
La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.
Testo integrale della dichiarazione di voto del senatore Marton sul disegno di legge n. 1262
Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge n. 1262 che siamo chiamati a ratificare è l'esecuzione dell'Accordo di cooperazione tra Italia e Costa d'Avorio, con l'obiettivo di intensificare la collaborazione in materia di sicurezza e lotta alla criminalità organizzata transnazionale.
L'Accordo prevede una cornice giuridica per affrontare sfide comuni, quali: il contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, alla tratta di esseri umani, ai reati finanziari, e alla criminalità informatica; la condivisione di informazioni e buone pratiche tra le Forze di polizia dei due Paesi; l'istituzione di un Comitato congiunto per monitorare e migliorare la collaborazione.
Questi elementi dimostrano una volontà di rafforzare la cooperazione strategica e operativa, che potrebbe tradursi in un aumento dell'efficacia nella prevenzione e repressione di fenomeni criminosi complessi. Non possiamo ignorare un aspetto che merita attenzione. L'Accordo prevede deroghe agli standard del GDPR per gli scambi di dati con la Costa d'Avorio, il che potrebbe rappresentare un rischio se non gestito con rigore. È cruciale che il Governo vigili sull'applicazione di queste norme per evitare abusi.
La lista dei reati coperti è ampia e variegata, ma ciò potrebbe tradursi in una dispersione delle risorse. Sarebbe opportuno stabilire priorità operative per massimizzare l'impatto.
Il nostro voto sarà favorevole, nella convinzione che l'Accordo possa rappresentare uno strumento utile per rafforzare la sicurezza internazionale e promuovere una maggiore cooperazione tra Italia e Costa d'Avorio. Allo stesso tempo, sottolineo l'importanza di un monitoraggio costante per affrontare eventuali criticità emergenti e garantire l'efficacia degli strumenti previsti e auspico che il Governo possa fornire un report periodico che illustri i risultati ottenuti con questo e gli altri Accordi già siglati con altri Stati.
Testo integrale della dichiarazione di voto del senatore Marton sul disegno di legge n. 1233
Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle a questo disegno di legge che ratifica la Convenzione per l'istituzione dell'Organizzazione Internazionale per gli Ausili alla Navigazione Marittima (IALA).
Questa ratifica che rappresenta un passo nel contesto internazionale della sicurezza e dell'efficienza del trasporto marittimo, sappiamo essere cruciale per il nostro Paese, considerando la nostra posizione strategica nel Mediterraneo.
La trasformazione della IALA in organizzazione intergovernativa
conferisce un peso maggiore alle decisioni prese e ne rafforza la capacità di influire sulla regolamentazione internazionale.
Il coordinamento e l'armonizzazione degli standard tecnologici e operativi rafforzeranno la sicurezza marittima, incentivando l'adozione di nuove tecnologie in linea con l'evoluzione del settore.
Favorirà la cooperazione tra Stati membri promuovendo la condivisione di conoscenze e buone pratiche, elementi essenziali per affrontare le sfide dei trasporti marittimi moderni.
Sebbene sostenibili, i costi annuali previsti rappresentano un ulteriore impegno per il bilancio dello Stato, in un contesto economico già complesso.
Le raccomandazioni dell'organizzazione non saranno vincolanti, potrebbe pertanto rallentare l'adozione di standard armonizzati, riducendo l'impatto concreto delle misure proposte.
Nonostante queste criticità, ritengo che i benefici complessivi di questa ratifica superino le possibili difficoltà. La sicurezza marittima e l'efficienza dei trasporti rappresentano priorità strategiche per l'Italia e l'adesione a questa convenzione è un ulteriore passo. Per queste ragioni, rinnovo il voto favorevole del MoVimento 5 stelle.
VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA
SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA
Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni:
Disegno di legge n. 1123:
sull'articolo 1, il senatore Magni e il senatore Martella avrebbero voluto esprimere un voto di astensione.
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Ancorotti, Balboni, Barachini, Bongiorno, Borghese, Borgonzoni, Butti, Cantu', Castelli, Cattaneo, Craxi, De Poli, Durigon, Fazzolari, Galliani, Garavaglia, Gelmetti, Germana', Giacobbe, La Pietra, Meloni, Mirabelli, Monti, Morelli, Murelli, Nastri, Ostellari, Paroli, Pera, Pirovano, Rauti, Rubbia, Segre, Sisto, Ternullo e Versace.
Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, trasmissione di documenti
Il Presidente della Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, con lettera in data 18 dicembre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 5, della legge 5 maggio 2009, n. 42, la relazione semestrale sull'attuazione della medesima legge sul federalismo fiscale, approvata dalla Commissione nella seduta del 18 dicembre 2024 (Doc. XVI-bis, n. 1).
Ufficio parlamentare di Bilancio, trasmissione di documentazione
Il Presidente dell'Ufficio parlamentare di bilancio, con lettera in data 20 dicembre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, unitamente alla relazione illustrativa, il bilancio di previsione del medesimo Ufficio per il 2025, comprensivo del bilancio di previsione pluriennale 2025-2027, che sarà pubblicato quale allegato al bilancio interno del Senato della Repubblica per l'anno 2025 (Doc. VIII-bis, n. 3).
Disegni di legge, annunzio di presentazione
Senatore Turco Mario
Disposizioni in materia di limiti massimi agli emolumenti e agli incarichi affidati ai top manager delle società di capitali (1338)
(presentato in data 08/01/2025).
Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento
Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera del 13 dicembre 2024, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55 - lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante conferimento di incarichi di Commissario straordinario per interventi concernenti la riqualificazione della strada statale 106 Jonica e la realizzazione del corridoio tirrenico-adriatico E78 Grosseto-Fano (n. 240).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 7 gennaio 2025 - alla 8ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 20 giorni dall'assegnazione. La 5ª Commissione permanente potrà formulare le proprie osservazioni alla 8ª Commissione permanente in tempo utile rispetto al predetto termine.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 27 dicembre 2024, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi degli articoli 1 e 16 della legge 21 febbraio 2024, n. 15 - lo schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2022/2554, relativo alla resilienza operativa digitale per il settore finanziario e che modifica i regolamenti (CE) n. 1060/2009, (UE) n. 648/2012, (UE) n. 600/2014, (UE) n. 909/2014 e (UE) 2016/1011, e per il recepimento della direttiva (UE) 2022/2556, che modifica le direttive 2009/65/CE, 2009/138/CE, 2011/61/CE, 2013/36/UE, 2014/59/UE, 2014/65/UE, (UE) 2015/2366 e (UE) 2016/2341 per quanto riguarda la resilienza operativa digitale per il settore finanziario (n. 242).
Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 7 gennaio 2025 - alla 6ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 40 giorni dall'assegnazione. Le Commissioni permanenti 4ª e 5ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 6ª Commissione permanente in tempo utile rispetto al predetto termine.
Il Ministro della cultura, con lettera del 23 dicembre 2024, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, commi 9 e 10, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 - lo schema di decreto ministeriale recante approvazione del programma per l'utilizzazione delle risorse del Fondo per la tutela del patrimonio culturale, per gli anni 2025, 2026 e 2027 (n. 241).
Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 7 gennaio 2025 - alla 7ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 20 giorni dall'assegnazione.
Il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, con lettera del 2 gennaio 2025, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 28 agosto 1997, n. 285 - lo schema di decreto ministeriale concernente il riparto del Fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza a favore delle città riservatarie per l'anno 2024 (n. 243).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 10ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 20 giorni dall'assegnazione.
Governo trasmissione di atti e documenti
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 3 gennaio 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 8, comma 3, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e dell'articolo 6, comma 4, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 aprile 2024, il bilancio di previsione della Presidenza del Consiglio dei ministri per l'anno 2025 e per il triennio 2025-2027.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 5a Commissione permanente (Atto n. 625).
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 30 dicembre 2024 e 3 gennaio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, le comunicazioni concernenti il conferimento o la revoca dei seguenti incarichi:
al dottor Floriano Siniscalco, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
al dottor Giuseppe Lo Presti, la revoca di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica.
Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 30 dicembre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 5, comma 3, lettera a-bis), della legge 23 agosto 1988, n. 400, come introdotto dalla legge 9 gennaio 2006, n. 12, la relazione sullo stato di esecuzione delle pronunce della Corte europea dei diritti dell'uomo nei confronti dello Stato italiano per l'anno 2023.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a, alla 2a e alla 3a Commissione permanente (Doc. LXXXIV, n. 3).
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 20 dicembre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 25 febbraio 1999, n. 66, la relazione d'inchiesta relativa all'incidente occorso all'aeromobile Robinson R22 Beta II, marche di identificazione I-GPES, in località Pegognaga (MN), in data 3 maggio 2019.
La predetta documentazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8a Commissione permanente (Atto n. 623).
Il Ministro delle imprese e del made in Italy, con lettera in data 31 dicembre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 32, comma 7, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, la relazione sullo stato di attuazione delle misure per la nascita e lo sviluppo di imprese start-up innovative, aggiornata al 31 dicembre 2023, con aggiornamenti al terzo trimestre 2024.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 9a Commissione permanente (Doc. CCXIII, n. 3).
Il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, con lettera in data 30 dicembre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, lettera f), del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, la relazione sull'effettiva applicazione del principio di parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica e sull'efficacia dei meccanismi di tutela, nonché sull'attività svolta dall'Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull'origine etnica, riferita all'anno 2023.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (Doc. CXXX, n. 3).
Il Ministro della giustizia, con lettera in data 20 dicembre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 10, comma 6, della legge 21 aprile 2023, n. 49, la prima relazione sull'attività di vigilanza svolta dall'Osservatorio nazionale sull'equo compenso, riferita all'anno 2024.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2a Commissione permanente (Doc. CCXXXV, n. 1).
Nello scorso mese di dicembre 2024 sono pervenute copie di decreti ministeriali, inseriti nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del Ministero della difesa, del Ministero dell'interno, del Ministero dell'università e della ricerca e del Ministero dell'economia e delle finanze, per l'esercizio finanziario 2024, concernenti le variazioni compensative tra capitoli delle medesime unità previsionali di base e in termini di competenza e cassa.
Tali comunicazioni sono state trasmesse alle competenti Commissioni permanenti.
Con lettera in data 23 dicembre 2024, il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi dei decreti del Presidente della Repubblica concernenti lo scioglimento del consiglio comunale di Rozzano (Milano).
Governo, comunicazioni dell'avvio di procedure di infrazione
Il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, con lettera in data 24 dicembre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 15, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la seguente comunicazione concernente l'avvio di procedure d'infrazione ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) - notificate il 14 novembre e 16 dicembre 2024 - che sono trasmesse alle sottoindicate Commissioni permanenti:
comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2024/2226, concernente la violazione degli obblighi imposti dall'articolo 7, paragrafo 2, dall'articolo 14, dall'articolo 16, paragrafo 2, lettera a, e articolo 17 del regolamento UE n. 1143/2014 relativo alla diffusione della specie Solenopsis invicta "formica di fuoco" - alla 4a e alla 8a Commissione permanente (procedura d'infrazione n. 42);
comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2024/2235, concernente la presunta incompatibilità della legislazione italiana con il regolamento CE n. 1072/2009 che fissa norme comuni per l'accesso al mercato internazionale del trasporto di merci su strada. Procedura per la riscossione delle sanzioni pecuniarie comminate durante i controlli su strada dei veicoli utilizzati per il trasporto di merci - alla 2a, alla 4ª e alla 8ª Commissione permanente (procedura d'infrazione n. 43).
comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2024/2111, concernente il riconoscimento delle qualifiche professionali. Verifica preventiva delle qualifiche in caso di prestazione temporanea di servizi per determinate professioni - alla 4a Commissione permanente (procedura d'infrazione n. 44).
Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento
Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234:
- Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'esercizio del potere di adottare atti delegati conferito alla Commissione a norma del regolamento (UE) 2019/2144 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2019, relativo ai requisiti di omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché di sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli, per quanto riguarda la loro sicurezza generale e la protezione degli occupanti dei veicoli e degli altri utenti vulnerabili della strada (COM(2024) 582 definitivo), alla 8a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente;
- Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Relazione annuale 2023 sull'attuazione del Regolamento (CE) N. 300/2008 che istituisce norme comuni per la sicurezza dell'aviazione civile (COM(2024) 579 definitivo), alla 8a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente;
- Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Corte dei conti europea - Valutazione intermedia a norma del regolamento (UE) 2021/785 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2021, che istituisce il programma antifrode dell'Unione e abroga il regolamento (UE) n. 250/2014 (COM(2024) 572 definitivo), alla 6a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente;
- Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Settima relazione nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto (COM(2024) 571 definitivo), alla 1a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente;
- Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul contrasto alle minacce ibride causate dall'uso della migrazione come arma e sul rafforzamento della sicurezza alle frontiere esterne dell'UE (COM(2024) 570 definitivo), alla 1a e alla 3a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente.
Governo e Commissione europea, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea
Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, nel periodo dal 16 al 31 dicembre 2024, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234 - atti e documenti dell'Unione europea.
Nel medesimo periodo, la Commissione europea ha inviato atti e documenti da essa adottati.
L'elenco dei predetti atti e documenti, disponibili presso l'Ufficio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione europea, è trasmesso alle Commissioni permanenti.
Autorità garante della concorrenza e del mercato, trasmissione di atti e documenti. Deferimento
Il Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, in data 20 dicembre 2024, ha inviato una segnalazione, ai sensi degli articoli 21 e 22 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, in merito alle proposte di riforma concorrenziale ai fini della legge annuale per il mercato e la concorrenza per l'anno 2024.
La predetta segnalazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 4a e alla 9a Commissione permanente (Atto n. 624).
Il Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con lettera in data 20 dicembre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 31, comma 4, della legge 14 novembre 2016, n. 220, la relazione sullo stato della concorrenza nel settore della distribuzione cinematografica, riferita all'anno 2023.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 7a e alla 9a Commissione permanente (Doc. CLXXII, n. 3).
Corte costituzionale, trasmissione di sentenze. Deferimento
La Corte costituzionale ha trasmesso, a norma dell'articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, la seguente sentenza, che è deferita, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni competenti per materia:
sentenza n. 211 del 14 novembre 2024, depositata il successivo 20 dicembre 2024, con la quale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 378, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023) (Doc. VII, n. 105) - alla 1a, alla 2a, alla 6a e alla 8a Commissione permanente.
Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti
Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 30 dicembre 2024 e 3 gennaio 2025, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria:
della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, per l'esercizio 2022. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 8a Commissione permanente (Doc. XV, n. 329);
dell'Acquedotto Pugliese S.p.A., per l'esercizio 2022. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 8a Commissione permanente (Doc. XV, n. 330);
del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), per l'esercizio 2022. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 331);
dell'Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani "Giovanni Amendola" (INPGI), per l'esercizio 2022. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 10a Commissione permanente (Doc. XV, n. 332).
Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti
È pervenuto al Senato un voto della regione Veneto concernente: "Risoluzione relativa a «Rifinanziamento della legge speciale per Venezia» per impegnare il Governo a garantire adeguati finanziamenti agli interventi di disinquinamento della Laguna di Venezia e del suo bacino scolante".
Il predetto voto è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 138 del Regolamento, alla 8a Commissione permanente (n. 27).
Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento
La Commissione europea ha trasmesso, in data 6 gennaio 2025, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea:
la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a una deroga temporanea a talune disposizioni del regolamento (UE) 2017/2226 e del regolamento (UE) 2016/399 per quanto riguarda l'entrata in funzione graduale del sistema di ingressi/uscite (COM(2024) 567 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 4ª Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 6 gennaio 2025. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente, con il parere della Commissione 4ª.
Interrogazioni, integrazione dei Ministri competenti
L'interrogazione 3-01486, delle senatrici Naturale e Maiorino, rivolta ai Ministri della salute e dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, è rivolta solo al Ministro della salute.
Interrogazioni
MISIANI, MARTELLA, MALPEZZI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:
secondo quanto riportato dal quotidiano "la Repubblica", il 19 dicembre 2024, il Ministro in indirizzo avrebbe ricevuto una lettera, inviata per conoscenza anche al Ministero dell'economia e delle finanze e a RFI S.p.A., che evidenzierebbe una serie di criticità legate alla mancata proroga di una norma contenuta nell'articolo 18 del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104 ("decreto asset"), che contiene "misure urgenti per la realizzazione degli interventi del PNRR di competenza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti";
le criticità riguarderebbero, in particolare, la realizzazione delle ferrovie ad alta velocità Milano-Genova, dal valore di 10,6 miliardi di euro, e Brescia-Padova, dal valore di 11,6 miliardi, rientranti tra i progetti PNRR di grande valore strategico per il potenziamento della rete infrastrutturale del Paese;
nello specifico, secondo quanto denunciato dai consorzi committenti dei lavori (CEPAV Due, COCIV e IRICAV Due), la mancata proroga delle disposizioni dell'articolo 18 del "decreto asset" comporterebbe pesanti conseguenze sul piano economico e finanziario, rendendo i contratti eccessivamente onerosi, poiché i costi delle opere sarebbero considerevolmente superiori ai fondi stanziati e i contraenti non possono operare in assenza di una remunerazione idonea a coprire i costi effettivi. La conseguenza inevitabile sarebbe, secondo quanto scritto dai consorzi committenti, il blocco dei cantieri già a partire dal mese di gennaio 2025;
tra i general contractor di queste opere ci sono Saipem e Webuild, società quotate e partecipate dalla Cassa depositi e prestiti;
il blocco dei cantieri comporterebbe gravi conseguenze economiche e occupazionali e impatterebbe molto negativamente sulla tempistica di realizzazione delle due opere, fissata dal PNRR entro il 30 giugno 2026;
per prorogare quanto previsto dal suddetto articolo 18 del decreto-legge n. 104 del 2023 sarebbe necessario reperire risorse aggiuntive per circa 400 milioni di euro,
si chiede di sapere:
quali iniziative il Ministro in indirizzo abbia adottato o intenda assumere per risolvere tempestivamente le criticità evidenziate dai consorzi committenti relativamente alle opere citate;
se intenda provvedere all'immediato stanziamento delle risorse necessarie per coprire i costi aggiuntivi, evitando per tale via il blocco dei cantieri che produrrebbe pesanti conseguenze economiche e occupazionali e metterebbe a rischio la tempistica di realizzazione di due progetti strategici del PNRR.
(3-01572)
MALPEZZI, D'ELIA, RANDO, VERDUCCI, ALFIERI, BASSO, CAMUSSO, FURLAN, MANCA, ROJC, ROSSOMANDO, TAJANI, VALENTE, VERINI, ZAMBITO - Al Ministro dell'istruzione e del merito. - Premesso che:
nel 2023 l'Agenzia nazionale anticorruzione ha reso obbligatorio l'utilizzo del mercato elettronico MePA per le gite scolastiche, mentre il nuovo codice degli appalti, di cui al decreto legislativo n. 36 del 2023, impone alle scuole di diventare stazioni appaltanti qualificate per stipulare contratti superiori ai 140.000 euro;
le conseguenze sono molteplici e non di semplice soluzione per le scuole: le nuove regole prevedono infatti procedure lunghe e complesse per le gare d'appalto, costi lievitati, un aumento di lavoro per le segreterie e responsabilità maggiori per i docenti che accompagnano gli studenti;
per organizzare un appalto pubblico bisogna essere "stazione appaltante qualificata", cioè un ente che programma, progetta e pubblica il bando, valuta le offerte e infine aggiudica l'appalto;
nei Comuni tutte queste procedure vengono gestite da uffici appositi, con personale formato e consulenti competenti in materia, che le scuole non hanno a disposizione;
come segnalato dalle scuole, per ciò che concerne i viaggi di istruzione è facile superare il limite stabilito poiché negli ultimi anni i costi dei trasporti, in particolare degli aerei, sono cresciuti molto, così come quelli degli alberghi delle città d'arte. Per di più il calo demografico ha accelerato la riorganizzazione e l'accorpamento di molte scuole: ci sono meno istituti con più alunni;
in tal senso, in una scuola superiore con più di 1.500 persone tra studenti e studentesse è del tutto evidente che tale soglia possa essere ampiamente superata e ciò ha determinato la conseguenza di limitare le gite solo ad alcune classi oppure di abolirle completamente, come accaduto a Pavia dove, con una circolare firmata dai dirigenti scolastici, è stato comunicato che le scuole non risultano essere stazioni appaltanti qualificate per operare con importi sopra la soglia comunitaria, e per questo non possono avviare le procedure negoziali per l'affidamento di uscite didattiche, viaggi di istruzione e scambi culturali;
nel febbraio scorso l'ANAC, in seguito alle proteste dei dirigenti scolastici e delle associazioni che rappresentano le agenzie di viaggio, ha approvato una deroga fino al 30 settembre 2024 per garantire alle scuole di procedere autonomamente agli appalti per organizzare viaggi d'istruzione, stage linguistici e scambi culturali, e per assegnare concessioni di distributori automatici, indipendentemente dal valore degli affidamenti;
in tal senso, l'ANAC ha riconosciuto che le norme pensate per chi organizza gli appalti non sono adatte alle scuole. La deroga, come dichiarato dal presidente Busia, è stata concessa proprio per consentire al Ministero dell'istruzione e del merito e agli uffici scolastici regionali di studiare "strumenti più opportuni" per controllare le spese e favorire la concorrenza;
più precisamente, l'ANAC ha sollecitato il Ministero competente "a individuare sin d'ora le soluzioni più idonee per agevolare gli istituti scolastici nell'affidamento di tali servizi essenziali per i prossimi anni";
nel frattempo, la deroga è scaduta lo scorso 30 settembre e, non essendo pervenuta dal Ministero alcuna ulteriore deroga relativa alla data del 1° ottobre 2024, la programmazione delle gite scolastiche si è fermata;
per studenti e studentesse è un'occasione formativa persa, per gli imprenditori invece le conseguenze sono più materiali con una sensibile diminuzione del fatturato e un aumento della competitività e un abbassamento della qualità dell'offerta per contendersi le poche scuole che potranno permettersi di organizzare le gite,
si chiede di sapere quali iniziative urgenti si intenda avviare per mettere a disposizione dei dirigenti scolastici, quanto prima, strumenti che possano garantire modalità semplici e immediate per attivare tali affidamenti che sono parte integrante della vita di tutte le scuole e del percorso formativo di alunni e studenti.
(3-01573)
(già 4-01658)
ROJC, FURLAN, LA MARCA, MANCA, CAMUSSO, RANDO, VALENTE, GIACOBBE, FINA, LORENZIN, BASSO, TAJANI, NICITA, IRTO, VERDUCCI, MARTELLA, ROSSOMANDO, FRANCESCHELLI, ZAMBITO, D'ELIA, MALPEZZI, PARRINI, BAZOLI, LOSACCO, ALFIERI, VERINI, MELONI - Al Ministro dell'istruzione e del merito. - Premesso che:
i viaggi di istruzione e le gite scolastiche sono regolati da apposita circolare ministeriale;
organizzare una gita scolastica comporta per gli istituti molta programmazione e una tempistica adeguata;
in passato è accaduto che qualche gita, programmata per tempo, saltasse o venisse rinviata;
ora, però, organizzare gite scolastiche sta diventando una vera e propria corsa ad ostacoli per molti istituti, in particolare in quelli più numerosi del Friuli-Venezia Giulia, come il "Malignani" e il "Copernico" di Udine e il liceo "Leopardi-Majorana", l'ITIS "Zanussi" e il liceo "Grigoletti" di Pordenone;
dal 1° gennaio 2024, infatti, una scuola strutturata e con molti studenti non può più organizzare la classica gita scolastica da sola;
la causa risiede nel nuovo codice degli appalti che, equiparando le scuole pubbliche a degli enti come i Comuni, ha di fatto reso un labirinto normativo l'organizzazione di una gita;
la procedura è diventata lunga e comparabile a quella di un appalto pubblico gestito da un Comune;
l'ostacolo principale è quello della stazione appaltante, poiché al di sopra dei 140.000 euro totali (quindi sommando tutte le gite organizzate da un singolo istituto) è necessario una stazione appaltante qualificata, quindi di un soggetto che per conto di terzi gestisca quella che è diventata una vera e propria gara d'appalto;
l'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), con una circolare, ha provato a rimediare provvisoriamente alla situazione, istituendo una sorta di proroga fino a settembre, ma il danno per molte scuole era già stato prodotto;
in particolare, è balzata alle cronache locali la vibrante protesta di oltre 150 studenti del liceo "Leopardi-Majorana" di Pordenone, che avevano già programmato la propria gita scolastica in Grecia;
gli studenti, che hanno protestato in modo fermo nell'atrio della scuola, si sono sentiti dire dalle autorità scolastiche che "la scuola deve agire rimanendo nel perimetro della legalità";
è del tutto evidente che qualsiasi istituto scolastico deve "muoversi nell'ambito della legalità", ma deve anche avere la possibilità di organizzare le proprie gite secondo percorsi più snelli e veloci, e i criteri con i quali ora i singoli istituti dovrebbero individuare le "società appaltanti" risultano farraginosi e penalizzanti, a fronte di un'offerta sul mercato tutt'altro che sufficiente,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo condivida che i viaggi scolastici di istruzione abbiano un vero e proprio valore didattico all'interno di una programmazione più ampia, offrano agli studenti l'occasione di una vera e propria crescita personale e di gruppo, permettano di estendere l'ambito delle esperienze di conoscenza, e siano quindi da agevolare e incentivare;
se intenda agevolare gli istituti scolastici che vogliano promuovere viaggi d'istruzione e ritenga quindi di rivedere la norma in termini definitivi, come auspicato anche dall'ANAC, mettendo a disposizione dei presidi, quanto prima e comunque fin dall'inizio del prossimo anno scolastico, "strumenti che possano garantire modalità semplici e immediate per attivare tali affidamenti, che sono parte integrante della vita di tutte le scuole italiane e delle famiglie di alunni e studenti".
(3-01574)
(già 4-01090)
BASSO - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:
il progetto di trasferimento del rigassificatore "Golar Tundra" da Piombino a Vado Ligure è stato proposto dal Governo come parte della strategia nazionale di approvvigionamento energetico per aumentare la capacità di rigassificazione in Italia;
la nave rigassificatrice Golar Tundra è stata inizialmente installata nel porto di Piombino e la sua ricollocazione a Vado Ligure è stata considerata senza una motivazione emergenziale, considerando che non comporta l'aumento della capacità energetica del Paese;
le comunità locali di Vado Ligure, Savona e dintorni hanno espresso forte contrarietà al progetto, sollevando preoccupazioni in merito agli impatti ambientali e socio-economici del rigassificatore sul territorio;
l'area di Vado Ligure è già soggetta a criticità ambientali dovute alla presenza di altre servitù industriali e portuali, che hanno generato preoccupazioni di ordine sociale ed ecologico nella popolazione;
la Giunta regionale e il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, hanno in diverse occasioni dichiarato pubblicamente la propria contrarietà al trasferimento del rigassificatore, sebbene tali dichiarazioni non fossero state, fino al voto del 7 gennaio 2025, formalizzate in atti ufficiali;
il Consiglio regionale della Liguria, proprio il 7 gennaio 2025, ha approvato all'unanimità una mozione che respinge il progetto di trasferimento, sottolineando la contrarietà istituzionale e politica di tutte le forze politiche;
la mozione approvata impegna il presidente della Regione a formalizzare questa contrarietà nelle sedi opportune e a richiedere al Governo di rispettare la volontà del territorio;
il trasferimento del rigassificatore non risulta motivato da esigenze di emergenza energetica attuali, come confermato da analisi politiche e tecniche, rendendo la proposta di ricollocazione priva di giustificazione strategica convincente;
il Ministro in indirizzo, in precedenti dichiarazioni, ha sottolineato l'importanza di rispettare la volontà dei territori per progetti che abbiano un impatto significativo sull'ambiente e sulle comunità locali;
considerato che:
ignorare la chiara volontà del Consiglio regionale della Liguria, delle istituzioni locali e delle comunità coinvolte rischierebbe di compromettere il principio di leale collaborazione tra Governo centrale ed enti territoriali;
la Liguria, e in particolare l'area di Vado Ligure e Savona, ha già contribuito in misura significativa alle infrastrutture energetiche e industriali nazionali, e un ulteriore carico infrastrutturale potrebbe aggravare criticità preesistenti;
il voto unanime del Consiglio regionale rappresenta un segnale politico inequivocabile che il progetto di trasferimento non ha alcun sostegno sul territorio,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo intenda prendere atto della decisione unanime del Consiglio regionale della Liguria e delle preoccupazioni espresse dalla popolazione e dagli enti locali sul trasferimento del rigassificatore;
se, in coerenza con le proprie dichiarazioni precedenti, intenda confermare l'impegno a rispettare la volontà del territorio e a mettere la parola fine al progetto di trasferimento del rigassificatore a Vado Ligure;
quali siano le valutazioni e gli atti che intenda intraprendere per garantire che le politiche energetiche nazionali non si impongano sulle legittime esigenze e sulle preoccupazioni delle comunità locali, tutelando al contempo il principio di sostenibilità ambientale e sociale.
(3-01575)
SALVITTI, BIANCOFIORE - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:
in Italia sono operativi sei stabilimenti Stellantis di assemblaggio: Torino Mirafiori, Modena, Cassino, Pomigliano d'Arco, Melfi e Atessa. Inoltre, tre centri si occupano della produzione dei cambi (Torino Mirafiori, Termoli e Verrone) e tre stabilimenti si occupano della produzione di motori (Cento, Pratola Serra e Termoli). Nel complesso, i citati stabilimenti Stellantis occupano circa 40.000 addetti;
nel 2024, la produzione di autovetture e furgoni commerciali si è fermata a 475.090 unità, contro le 751.384 dell'anno precedente (36,8 per cento in meno), un calo che si inserisce in un quadro di grave crisi dell'industria automobilistica in tutta Europa;
la transizione green, con la sua visione ideologica, ha infatti generato un crollo dei volumi di mercato determinando una "tempesta perfetta", che sta colpendo duramente l'intero settore; Volkswagen ha raggiunto un difficile accordo sindacale che prevede la chiusura di due stabilimenti in Germania, un taglio di oltre 35.000 posti di lavoro negli stabilimenti tedeschi entro il 2030, ossia il 29 per cento della forza lavoro totale, con la riduzione degli stipendi. Altre chiusure di stabilimenti e tagli del personale sono stati annunciati da Ford e da aziende della componentistica, quali Michelin e Bosch;
è notizia di qualche giorno fa che i sindacati europei abbiano indetto una manifestazione a Bruxelles per il 5 febbraio 2025, in cui chiederanno misure specifiche a sostegno dei lavoratori del settore auto, mentre anche la Germania ha chiesto al Presidente della Commissione europea una revisione urgente delle regole del "Green deal", con interventi in linea con quanto previsto in modo più organico nel "non paper" presentato dall'Italia;
il "non paper" italiano, sostenuto da 15 Paesi europei, propone di rivedere il percorso della transizione green, con un piano automotive della UE che sostenga gli investimenti delle imprese e gli acquisti di veicoli, con incentivi comuni, stabili e duraturi nel tempo. Esso sollecita, inoltre, la rimozione del sistema delle multe che farebbe collassare del tutto l'industria dell'auto e una visione di piena neutralità tecnologica;
in un contesto così difficile, il Governo italiano è riuscito, dopo le dimissioni dell'amministratore delegato Carlos Tavares, a impegnare Stellantis a mantenere tutti gli stabilimenti, garantire i livelli occupazionali e il ricambio generazionale, con un "piano Italia" che rivede investimenti quest'anno per almeno 2 miliardi di euro e 6 miliardi di acquisto di componenti nazionali, con la realizzazione di nuove piattaforme produttive e nuovi modelli, anche ibridi, così da aumentare la produzione di almeno il 50 per cento nel prossimo anno, sino a raggiungere una capacità produttiva di un milione di veicoli nel 2030;
è una chiara inversione di tendenza rispetto a quanto accaduto nel passato, nel disimpegno e spesso nella sudditanza dei precedenti Esecutivi, e in netta controtendenza con quanto sta accadendo nel resto dell'Unione europea, cosa evidenziata con sorpresa anche nei principali giornali europei;
un obiettivo di grande rilievo che era stato sollecitato dal Parlamento nelle mozioni approvate alla Camera dei deputati il 16 ottobre 2024 e che è stato pienamente raggiunto, come riconosciuto a conclusione del tavolo Stellantis del 17 dicembre dai presidenti delle Regioni interessate, dall'ANFIA, associazione delle imprese della componentistica, e dai sindacati metalmeccanici;
anche il futuro dell'automotive italiano è, però, legato alle decisioni che verranno prese dalla nuova Commissione europea che, anche su indicazione del Governo italiano, intende affrontare le problematiche del settore nelle prossime settimane,
si chiede di sapere:
se al Ministro in indirizzo risulti che sia vero che Stellantis abbia rinunciato ad ogni supporto pubblico, a differenza di quanto accadeva nel passato;
quali siano nello specifico gli impegni di Stellantis con il "piano Italia";
se, dopo essere riuscito a cambiare la politica dell'automotive in Italia, il Governo ritenga di riuscire a cambiare anche le regole in Europa per rilanciare un settore strategico per la nostra economia;
quali azioni di competenza il Ministro stia mettendo in atto per assicurare adeguate risorse a sostegno della riconversione e della riqualificazione industriale delle imprese del settore.
(3-01576)
GELMETTI, MALAN, DE CARLO, POGLIESE, AMIDEI, ANCOROTTI, FALLUCCHI, MAFFONI, RUSSO - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:
Piaggio Aerospace è un gruppo industriale strategico per la difesa e per il sistema economico italiano, attivo non solo nel mercato dell'aviazione commerciale, della difesa e della sicurezza, ma anche per costruzione di parti, assemblaggio finale e manutenzione di motori aeronautici ad alta tecnologia;
nel 2014 il gruppo è stato interamente acquisito da Mubadala development company, fondo sovrano del Governo di Abu Dhabi, senza opposizione da parte dell'allora Governo Renzi, come riportato da diverse testate giornalistiche dell'epoca che denunciarono il passaggio del gruppo in mani straniere;
l'operazione, rivelatasi fallimentare, costrinse nel dicembre 2018, dopo appena 4 anni, il Governo pro tempore ad attivare la procedura dell'amministrazione straordinaria prima per la Piaggio Aero Industries S.p.A. e l'anno successivo anche per la controllata Piaggio aviation, mentre il programma di cessione dei complessi aziendali, presentato dal commissario straordinario ed autorizzato dall'allora Ministero dello sviluppo economico, non è mai stato realizzato;
dal 2023 il Governo ha posto in essere tutte le azioni possibili per garantire la continuità produttiva salvaguardando anche i posti di lavoro dei dipendenti;
è notizia di qualche giorno fa che è stata autorizzata la vendita dell'azienda Piaggio Aerospace al gruppo turco Baykar,
si chiede di sapere quali siano i progetti industriali del gruppo e se si possano configurare anche ulteriori alleanze strategiche con altre aziende italiane del settore.
(3-01577)
BOCCIA, GIORGIS, MELONI, PARRINI, VALENTE - Al Ministro per gli affari regionali e le autonomie. - Premesso che:
il 14 novembre 2024, la Corte costituzionale, a seguito dei ricorsi presentati da alcune Regioni, ha emesso un comunicato con cui ha annunciato l'incostituzionalità di ben sette profili della legge 26 giugno 2024, n. 86, recante disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione;
al comunicato ha fatto seguito la sentenza n. 192 nella quale la Corte costituzionale, riguardo alla determinazione dei LEP, dopo aver specificato la necessità della fonte primaria (e la conseguente illegittimità del ricorso ai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri), ha dichiarato "costituzionalmente illegittimo" anche l'articolo 3, comma 1, poiché conferisce "un potere legislativo delegato illegittimo (...) per insufficienza di principi e criteri direttivi";
"la dichiarazione di illegittimità costituzionale" del suddetto articolo contenente la delega al Governo per la determinazione dei LEP "determina l'inapplicabilità dell'articolo 3, commi 2 (che regola il procedimento di adozione dei decreti legislativi di cui al comma 1), 4 (che affida ai decreti di cui al comma 1 la disciplina del monitoraggio sulla garanzia dell'erogazione dei LEP), 5 e 6 (riguardanti adempimenti successivi allo stesso monitoraggio)";
la Corte costituzionale ha inoltre sottolineato, confermando nella sostanza quanto denunciato da diversi componenti del CLEP che hanno rassegnato anche per tali motivi le dimissioni, la necessità di determinare tutti i LEP attinenti all'esercizio di diritti civili e sociali e la definizione del loro finanziamento secondo i principi e le procedure dell'articolo 119 della Costituzione, prima di poter attribuire a una o più Regioni nuove e specifiche funzioni che attengono a prestazioni concernenti i diritti civili e sociali;
commentando la decisione della Corte, il ministro Calderoli, secondo quanto riportato da varie agenzie di stampa pubblicate a ridosso del deposito della sentenza, ha dichiarato: "La sentenza della Corte costituzionale sulla legge 86/2024 conferma che la strada intrapresa dal Governo e dal Parlamento per l'attuazione dell'autonomia differenziata è giusta (...) Per quanto riguarda i LEP e relativi costi e fabbisogni standard, infatti, siamo al lavoro per una soluzione da condividere in Parlamento. Per quanto riguarda le funzioni non LEP, riprenderemo il cammino dei negoziati, dando piena attuazione alle prescrizioni della sentenza, a partire dall'applicazione del principio di sussidiarietà",
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo abbia individuato la "soluzione da condividere in Parlamento" e, in caso positivo, di che cosa si tratti;
se e quando intenda adottare le iniziative necessarie a dare attuazione a quanto stabilito dalla Corte costituzionale e, di conseguenza, se abbia sospeso, nell'attesa del lavoro del Governo e del Parlamento, i negoziati avviati con alcune Regioni.
(3-01578)
BERGESIO, ROMEO - Al Ministro della salute. - Premesso che:
sulla filiera zootecnica nazionale si sono abbattute, negli ultimi anni, diverse emergenze, dalla peste suina africana, alla malattia della lingua blu e all'aviaria;
il numero di animali positivi alla PSA in Italia, al 22 dicembre 2024, ammonta a 2.512 casi di cinghiali e 47 casi di focolai negli allevamenti, per un totale di oltre 128.000 animali negli allevamenti coinvolti;
il settore suinicolo in Italia ha un fatturato di circa 3 miliardi di euro per la fase agricola e di circa 8 miliardi di euro per quella industriale, incidendo per il 5,8 per cento sul totale agricolo e agroindustriale nazionale. Nel comparto delle macellerie e gastronomico sono attive circa 22.250 aziende, con circa 70.000 occupati, mentre i supermercati che trattano carni sono circa 6.246. Il valore generato da tutta la filiera ammonta a circa 20 miliardi di euro complessivi, impiegando circa 40.000 addetti, senza contare l'indotto;
sono numeri che rendono l'Italia leader europeo nella produzione di salumi, con un patrimonio consistente di ben 43 eccellenze DOP e IGP riconosciute a livello internazionale;
la diffusione della peste suina africana rappresenta dunque una minaccia grave per l'industria suinicola nazionale ed europea; un'eventuale epidemia sul territorio nazionale si ripercuoterebbe pesantemente sul patrimonio zootecnico, con danni ingenti sia per la salute animale che per il comparto suinicolo e per il commercio comunitario e internazionale;
dalla comparsa del virus sul territorio continentale italiano le aziende italiane hanno perso notevoli quote di mercato estero, per via delle mancate esportazioni in Paesi terzi che hanno imposto divieti all'ingresso di prodotti italiani, diventando così vulnerabili alla concorrenza straniera, ed al fenomeno dell'Italian sounding;
già dal 2020, l'Italia ha adottato annualmente un piano nazionale di sorveglianza della PSA, approvato e cofinanziato dall'Unione europea, che contempla le attività di sorveglianza passiva da effettuare in ambiente domestico e in quello selvatico, le misure da adottare in caso di sospetto e conferma di malattia, incluse le misure di eradicazione per la regione Sardegna, e ogni altra attività possa rientrare nel contesto della sorveglianza, controllo ed eradicazione della malattia. Il piano ha l'obiettivo di proteggere il patrimonio suinicolo nazionale dal virus;
alla luce della mutata situazione epidemiologica da gennaio 2022, il piano è stato negli anni adattato ed articolato sulla base dei nuovi scenari epidemiologici, dettagliando sempre meglio le misure da condurre nelle aree in restrizione e volte all'eradicazione contemplate dalle norme di settore vigenti;
si è riscontrato che il principale vettore della malattia è da individuare nella fauna selvatica, in particolare nei cinghiali, e dunque nel contesto delle azioni da mettere in campo per arginare il rischio di ulteriore diffusione della PSA sul territorio nazionale il commissario straordinario ha emanato il piano straordinario catture, abbattimento e smaltimento dei cinghiali (Sus scrofa) e azioni strategiche per l'elaborazione dei piani di eradicazione nelle zone di restrizione da peste suina africana 2023-2028;
per quanto il Governo abbia investito nella lotta contro la peste suina africana notevoli risorse che hanno permesso di mitigarne l'impatto, e recentemente di bloccare l'ondata epidemiologica che, da agosto fino a fine ottobre 2024, ha interessato diversi allevamenti ubicati in aree fortemente vocate alla produzione suinicola, è tuttavia indispensabile proseguire nell'azione di contrasto in maniera adeguata e tempestiva;
per consentire di affrontare l'emergenza con immediatezza e capacità di gestione, la legge di bilancio per il 2025 ha dotato la struttura commissariale di nuove risorse;
la corretta gestione della malattia veterinaria richiede un approccio sinergico e condiviso, che permetta di rendere efficaci e concrete le misure di contenimento ed eradicazione, al fine di mettere in sicurezza la filiera zootecnica italiana, e contemporaneamente di sviluppare soluzioni tecnologicamente avanzate per la cura e la prevenzione della PSA,
si chiede di sapere:
se le misure di biosicurezza adottate abbiano dato i risultati sperati e se le zone di controllo dell'espansione virale (zone CEV), ovvero le "zone bianche" siano adeguate al contenimento e alla eradicazione della PSA;
se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno e urgente mettere in atto tutte le iniziative necessarie che permettano di realizzare in tempi brevi le misure di contenimento ed eradicazione della peste suina africana, prevedendo lo sviluppo di soluzioni tecnologicamente avanzate per la cura, la prevenzione e la gestione della PSA, in particolare prevedendo adeguati investimenti in nuove tecnologie diagnostiche, la creazione di modelli predittivi, nonché lo sviluppo di vaccini efficaci.
(3-01579)
MAGNI, DE CRISTOFARO - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:
la produzione industriale è in calo dal mese di febbraio 2023, per 22 mesi consecutivi, con un crollo della capacità produttiva scesa al 75 per cento, il minimo da quattro anni. In sostanza, prima del COVID, nel 2019, la quota di ricchezza generata dall'industria era pari al 19,9 per cento del PIL. Oggi si è scesi al 18,1 per cento: in pratica, due punti in meno in soli cinque anni;
si trova in grave sofferenza non solo il settore dell'auto, ma anche quello dell'elettrodomestico, il tessile e il calzaturiero;
sul dato dell'attuale contrazione dei consumi pesa il calo del potere d'acquisto delle famiglie europee, pesantemente colpito dall'inflazione e non rilanciato da politiche economiche espansive; sono cresciuti, inoltre, anche a causa delle guerre e delle tensioni geopolitiche, i costi dell'energia, sia per i consumatori, sia per i produttori e, per il sistema industriale, i problemi nel garantirsi catene di fornitura efficienti senza aumentare i costi;
emblematici i casi della Beko Europe, oggetto di un atto di sindacato ispettivo (4-01595) a prima firma del medesimo primo interrogante, sul quale il Governo ha annunciato l'esperimento della "golden power"; della Bystronic, parimenti oggetto di una interrogazione (4-01543); come anche della STMicroelectronics (4-01678) e della Berco di Ferrara (4-01506), che si aggiungono alle altre molteplici situazioni di crisi che percorrono da nord a sud tutto il Paese;
nel corso del 2024 sono enormemente aumentati i tavoli presso l'unità di crisi al Ministero delle imprese e del made in Italy: sono 105.974 i lavoratori coinvolti da crisi industriali per le quali sono ad oggi aperti confronti al Ministero. A gennaio 2024 erano 58.026. A questi si aggiungono 12.336 addetti di piccole e medie aziende che hanno perso il lavoro, vertenze che non sono neppure arrivate alle istituzioni. Complessivamente ad essere coinvolti, secondo i dati diffusi da "Collettiva.it", sono ben 118.310 lavoratori e lavoratrici. A costoro vanno aggiunte le decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori di aziende in crisi che hanno tavoli aperti a livello regionale, per i quali non esiste una mappatura nazionale da parte delle istituzioni;
in questo scenario sconfortante occorre che le istituzioni pubbliche indirizzino le politiche industriali in settori strategici e rilevanti per il Paese, affinché il sistema delle imprese non sia lasciato solo a rispondere all'imponente crisi industriale e alle sfide delle grandi transizioni, verde e digitale, che da potenziale volano per l'economia rischiano di trasformarsi in un'ulteriore occasione di impoverimento per il nostro sistema produttivo e industriale, con la conseguente crescita della precarietà lavorativa;
considerato anche che, quando le crisi si chiudono positivamente, spesso il saldo occupazionale è negativo e il ridimensionamento dell'impresa, del suo indotto e delle aziende della fornitura appare essere la costante di tutte le ultime reindustrializzazioni guidate dal Governo,
si chiede di sapere quali siano le iniziative che il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per far fronte alla gravissima crisi in corso nel comparto industriale e in particolare quali siano i settori dei quali il Governo intenda favorire lo sviluppo nel breve e medio periodo.
(3-01580)
LOMBARDO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:
il 7 gennaio 2025 è stato presentato dall'associazione "Europa radicale" un report sui ritardi dei treni ad alta velocità di Trenitalia (Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca) nel trimestre ottobre-dicembre 2024;
su 22.865 treni monitorati (corrispondenti a una media di circa 260 treni ad alta velocità al giorno), 16.515 hanno registrato ritardi, pari al 72 per cento. In pratica, solo il 28 per cento dei treni ad alta velocità arriva in orario; i minuti di ritardo complessivamente accumulati sono stati 278.482, pari a 4.641 ore; più di un treno "ritardatario" su 7 ha accumulato ritardi superiori alla mezzora;
il ritardo medio sulle singole tratte, che rappresenta l'indice più significativo di affidabilità per i viaggiatori, mostra che il disservizio è generalizzato: solo il 20 per cento dei treni ha infatti avuto un ritardo medio inferiore ai 6 minuti e solo il 3 per cento ha avuto ritardi medi pari o inferiori a zero (visto che alcune corse arrivano in anticipo);
i ritardi, oltre che per gli utenti, rappresentano un costo economico anche per Trenitalia; considerando le opzioni di rimborso previste (per ritardi tra i 30 e i 119 minuti viene rimborsato il 25 per cento del biglietto e per ritardi sopra i 120 minuti il 50 per cento), il report ha anche fatto una stima sull'ammontare dei rimborsi che Trenitalia dovrebbe liquidare se tutti gli aventi diritto ne presentassero richiesta, secondo le modalità stabilite;
in base alla stima, Trenitalia potrebbe dover versare ogni anno ai viaggiatori un totale di ben 102.255.741 euro per i rimborsi dei ritardi, pari a più di 8,5 milioni di euro al mese;
è noto che moltissimi aventi diritto non presentano domanda di rimborso; a partire dal 2025 il rimborso per i ritardi (che peraltro rimane particolarmente penalizzante per gli utenti) sarà automatico per i biglietti acquistati elettronicamente e dunque il rischio finanziario per Trenitalia si farà più concreto,
si chiede di sapere:
a che cosa siano imputabili i ritardi e quali spese per rimborsi siano state sostenute da Trenitalia nell'anno 2024;
in che misura i ritardi dipendano dai lavori di potenziamento dell'infrastruttura ferroviaria;
quali iniziative siano in atto o in preparazione per riportare i ritardi medi dei treni ad alta velocità di Trenitalia a livelli fisiologici e più sostenibili per gli utenti.
(3-01581)
MUSOLINO, BORGHI Enrico - Al Ministro per gli affari regionali e le autonomie. - Premesso che:
la Corte costituzionale ha dichiarato costituzionalmente illegittime diverse disposizioni della legge n. 86 del 2024, recante disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, promossa dalla maggioranza e dal Governo Meloni per trasferire alle Regioni maggiori poteri e prerogative finora gestite dallo Stato centrale;
l'Ufficio centrale per il referendum, con l'ordinanza del 12 dicembre 2024, ha dichiarato conformi a legge le richieste di referendum relative all'abrogazione totale della legge n. 86 medesima, trasmettendo gli atti alla Corte costituzionale per il giudizio di ammissibilità sul referendum che riguarda le parti non censurate;
nel caso in cui con il referendum venissero abrogate le restanti disposizioni si avrebbe l'esito per cui una delle grandi riforme annunciate dal Governo risulterebbe incostituzionale e respinta dal corpo elettorale,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo intenda proseguire su questo percorso nonostante la legge sia stata svuotata nel suo contenuto e quindi debba necessariamente tornare in Parlamento;
se non ritenga necessario fermarsi anche nella sottoscrizione delle intese con le Regioni sulle materie, a cui si può astrattamente procedere, in considerazione della necessità della riscrittura della norma;
considerata la bocciatura della Corte costituzionale, se non ritenga di dover aspettare l'esito del referendum e, in tal caso, quale condotta ritenga di dover adottare nel caso in cui il referendum avesse esito favorevole all'abrogazione.
(3-01582)
TURCO - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:
la sottoscrizione del contratto collettivo nazionale di lavoro da parte di Assocontact e CISAL segna un pesante passo indietro nelle conquiste raggiunte con anni di lotte dei lavoratori delle aziende del settore customer relationship management - business process outsourcing (CRM/BPO). In un solo colpo si cancellano diritti e stabilità contrattuale eludendo al contempo anche leggi dello Stato che hanno rappresentato un porto sicuro per migliaia di lavoratori, come quelli che prestano servizio nella sede del call center "Network contacts" di Taranto, solo per fare un esempio;
nel pieno dei lavori per il rinnovo del contratto delle telecomunicazioni, nel vivo del confronto sindacale su tutti gli aspetti collegati alla parte economica, la Assocontact, dopo aver tergiversato per 9 mesi osservando la trattativa a distanza, è uscita finalmente allo scoperto, sottoscrivendo un contratto che rischia di introdurre un forte dumping salariale e normativo nel settore CRM/BPO: un contratto collettivo sottoscritto da Assocontact con un'organizzazione sindacale non rappresentativa del settore, che riconosce aumenti salariali irrisori per i prossimi 3 anni, dimenticandosi che i lavoratori hanno un contratto scaduto da due anni e in beffa all'erosione provocata da un periodo di inflazione che ha galoppato con percentuali a doppia cifra;
si tratta di un contratto collettivo che non incontra il consenso delle principali sigle sindacali del comparto in quanto irrompe nel panorama delle trattative introducendo diversi profili pregiudizievoli per i diritti dei lavoratori e i loro salari. In particolare, oltre all'irrisorio aumento di 7,74 euro per i prossimi 3 anni sull'equivalente del terzo livello delle telecomunicazioni, esso prevede: la riduzione di oltre il 50 per cento delle ore di permesso (dalle 104 previste dal contratto collettivo nazionale delle telecomunicazioni a sole 48 ore); l'abbattimento graduale dell'integrazione economica sui primi tre giorni di malattia (dall'attuale integrazione al 100 per cento ad un sistema di graduale riduzione prima al 50 per cento per poi arrivare all'azzeramento totale); lo smantellamento della clausola sociale (rivedendo i criteri selettivi del personale avente diritto e superando il principio di territorialità); il riconoscimento di una paga oraria per le lavoratrici ed i lavoratori in collaborazione coordinata e continuativa di soli 6,50 euro; lo sdoganamento del controllo a distanza con dato individuale, per il monitoraggio real time delle performance, legandolo anche a pezzi di salario;
considerato che:
il contratto Assocontact/CISAL rapportato al contratto maggiormente applicato nel settore CRM/BPO, sottoscritto dalle associazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative, comporterebbe a regime una riduzione di oltre il 15 per cento sul costo orario del lavoro, smantellando completamente la "clausola sociale" che ha garantito piena continuità occupazionale a circa 30.000 addetti in sei anni di cambi di appalto;
il settore, cuore pulsante delle relazioni tra grandi aziende e clienti oppure tra istituzioni e cittadini, si distingue per l'alto livello di interazione umana e per il valore strategico che le competenze dei lavoratori apportano alla qualità del servizio. In questo contesto, l'applicazione del contratto collettivo nazionale delle telecomunicazioni assume un ruolo fondamentale per garantire un equilibrio tra sostenibilità economica, qualità del lavoro e dei diritti e competitività, e in passato ha rappresentato una tappa fondamentale nel mondo del lavoro, servita a strappare migliaia di lavoratrici e lavoratori dal precariato più assoluto che ne faceva dei veri e propri "fantasmi";
il contratto Assocontact/CISAL costituisce un fattore di pericolosa frammentazione del settore e di rottura con i progressi socio-economici faticosamente raggiunti con la contrattazione collettiva e rischia di portare il comparto indietro di 20 anni. Soprattutto in un momento cruciale come quello attuale, caratterizzato dalle sfide della transizione digitale e dell'intelligenza artificiale, è quanto mai necessario che si favorisca l'adozione uniforme del contratto collettivo nazionale delle telecomunicazioni nel settore CRM/BPO per sostenere la concorrenza leale, eliminando squilibri generati dall'adozione di contratti meno tutelanti e sottocosto a danno dei lavoratori e della qualità servizio offerto, oltre che per rafforzare l'immagine di sostenibilità e responsabilità sociale del settore, elemento sempre più rilevante per clienti e investitori,
si chiede di sapere:
se sia nelle intenzioni dei Ministri in indirizzo mantenere l'impegno nel riconoscere il contratto collettivo nazionale delle telecomunicazioni come contratto di riferimento per le aziende con codice ATECO che rientrano nel mondo dei CRM/BPO e se intendano aprire finalmente il confronto sul futuro di questo settore, che continua a dare occupazione stabile in aree molto complesse del Paese, soprattutto nel Sud d'Italia, dove insiste una grande difficoltà nel realizzare percorsi di diversificazione socio-economica del territorio;
se intendano adoperarsi per fornire il massimo supporto nell'indirizzare le politiche delle aziende rappresentate nel pretendere che le gare di appalto indette, in particolar modo quelle pubbliche, tengano conto della centralità dell'applicazione del contratto collettivo nazionale delle telecomunicazioni da parte delle stesse che partecipano alle gare, smettendo di considerare il CRM come un mero costo da comprimere, favorendo pratiche scorrette e la nascita di contratti in dumping, causa di precarietà lavorativa ed esistenziale.
(3-01583)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
DE CRISTOFARO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
il 25 dicembre 2024, il calciatore belga Stephane Omeonga, sotto contratto con la squadra israeliana Bnei Sakhnin, è stato prelevato con la forza da un aereo in transito a Roma Fiumicino, diretto a Tel Aviv, su intervento della Polaria, la polizia aeroportuale;
secondo quanto riportato dagli organi di stampa, l'intervento sarebbe avvenuto su richiesta del capo scalo e del comandante della compagnia aerea, a causa della presunta presenza del calciatore in una "black list" di Israele;
Omeonga ha denunciato sui social network di essere stato vittima di brutalità da parte della polizia, riferendo di essere stato ammanettato, gettato a terra, picchiato e trattenuto in condizioni umilianti per diverse ore senza cibo né acqua, subendo anche un'accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni;
le immagini video dell'accaduto, pubblicate sui canali social, mostrano due poliziotti che costringono il calciatore ad alzarsi e che lo trascinano fuori dall'aereo;
Omeonga, nel suo racconto, ha sottolineato di non aver ricevuto alcuna spiegazione valida per il suo arresto e ha denunciato una possibile matrice discriminatoria nell'accaduto, collegandolo a più ampie problematiche di razzismo;
considerato che:
il calciatore era in possesso di documenti validi per il viaggio e stava raggiungendo il Paese dove lavora regolarmente come atleta professionista;
la questione solleva interrogativi sulla legittimità dell'intervento delle autorità italiane, nonché sulla tutela dei diritti fondamentali di Omeonga durante l'operazione;
episodi di presunta brutalità e discriminazione, se confermati, rappresentano una violazione dei principi fondamentali di uguaglianza e rispetto della dignità umana sanciti dalla Costituzione italiana,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti e quali verifiche siano state avviate per accertare la legittimità e la proporzionalità dell'intervento delle autorità di polizia nei confronti di Stephane Omeonga;
quali siano stati i presupposti giuridici per l'intervento della Polaria, considerato che Omeonga era in possesso di documenti validi e diretto in Israele, dove lavora regolarmente;
se siano state avviate indagini interne per verificare eventuali abusi o condotte non conformi da parte degli agenti coinvolti;
quali misure intenda adottare per garantire che episodi simili non si ripetano, tutelando i diritti fondamentali delle persone in transito negli aeroporti italiani;
se non ritenga opportuno chiarire con le autorità israeliane le ragioni del presunto inserimento di Omeonga in una "black list", anche al fine di prevenire future situazioni analoghe.
(4-01709)
MARTELLA, CUCCHI, BAZOLI, MIRABELLI, ROSSOMANDO, VERINI, VERDUCCI - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
come riportato domenica 25 febbraio 2024 dal quotidiano "Il Gazzettino" e successivamente da altri organi di stampa, un giovane detenuto ventitreenne di origini romene sarebbe stato vittima di un brutale pestaggio da parte di agenti della Polizia penitenziaria nella casa circondariale di "Santa Maria Maggiore" a Venezia. In seguito al pestaggio il giovane detenuto avrebbe riportato lesioni alla testa, al volto, al corpo e finanche lo spappolamento della milza che gli avrebbe causato un'emorragia interna;
a causa delle percosse il giovane sarebbe stato ricoverato nell'ospedale veronese di Borgo Roma e sottoposto ad intervento chirurgico;
il detenuto sta scontando una pena di 7 anni e sei mesi per una rapina e, secondo quanto riferito dalla madre, già in precedenza sarebbe stato vittima di altri pestaggi all'interno del predetto istituto penitenziario;
sempre secondo quanto riportato dagli organi di informazione, il detenuto ha presentato denuncia a seguito della quale la Procura di Venezia ha aperto un fascicolo di indagine;
considerato che:
il dettato costituzionale di cui all'articolo 27 prevede che "le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato";
in Veneto da tempo la situazione carceraria versa in condizioni estremamente preoccupanti;
il presidente della Corte d'appello di Venezia in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario ha evidenziato la criticità in termini di sovraffollamento con quasi 2.500 detenuti effettivi su 1.900 posti previsti. Si registra, inoltre, un pericoloso aumento dei suicidi, dei tentati suicidi, nonché di atti di autolesionismo;
ad aggravare le criticità si aggiunge il sottodimensionamento degli agenti di Polizia penitenziaria in servizio e degli operatori del DAP a supporto delle attività carcerarie;
le diverse criticità evidenziate hanno comportato un peggioramento delle condizioni generali per i detenuti e per chi lavora negli istituti penitenziari veneti, aumentando esponenzialmente i rischi di tensione connessi,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative necessarie e urgenti intenda assumere per quanto di sua competenza per verificare quanto accaduto;
quali sanzioni di carattere disciplinare intenda adottare nei confronti dei responsabili, nonché quali ulteriori azioni intenda intraprendere per porre rimedio al sovraffollamento carcerario degli istituti penitenziari veneti, al fine di migliorare le condizioni di vita dei detenuti e di chi opera all'interno degli stessi istituti.
(4-01710)
(già 3-00989)
SBROLLINI - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:
organi di stampa hanno riportato come il gruppo Coin intenda chiudere 8 punti vendita nel 2025, i quali coinvolgono 92 dipendenti: da quello che risulta, a gennaio 2025 verrà dismesso il negozio di Grugliasco, nel torinese, e successivamente due a Roma, uno a San Donà di Piave, in provincia di Venezia, uno a Latina, uno a Vicenza, uno a Milano e infine uno a Sesto Fiorentino;
la crisi del gruppo ha radici lontane, ben prima degli anni delle chiusure e delle limitazioni dettate dall'emergenza della pandemia da COVID-19: attualmente, da come riportato dagli organi di stampa, il debito complessivo del gruppo ammonterebbe a circa 80 milioni di euro;
a giugno 2024 è stata avviata la procedura di composizione negoziata della crisi, che aveva l'obiettivo di consentire il risanamento dell'impresa grazie al supporto di un esperto indipendente al fine di agevolare le trattative con i creditori, la quale, evidentemente, non ha portato i frutti sperati;
il 4 febbraio 2025, presso il Ministero delle imprese e del made in Italy, è fissato un tavolo per discutere della crisi con le organizzazioni sindacali e con i rappresentanti dell'azienda: tale incontro risulta fondamentale al fine di individuare una soluzione industriale che possa consentire il mantenimento dei livelli occupazionali ed evitare la cessazione delle attività di alcuni punti vendita;
data la gravità della situazione industriale del gruppo Coin, che rischia di mettere a repentaglio il futuro di numerosi lavoratori e famiglie, è necessario che il Ministro in indirizzo si attivi rapidamente al fine di proporre una mediazione che permetta di rivedere le posizioni assunte dalla proprietà e contestualmente avviare possibili dialoghi con investitori interessati a subentrare nell'attività imprenditoriale, favorendo così la continuità aziendale e tutelando i posti di lavoro,
si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda adottare affinché si possa scongiurare la chiusura dei citati 8 punti vendita del gruppo Coin, promuovendo soluzioni che permettano di rivedere le posizioni assunte dalla proprietà, ottenere chiarimenti sulle strategie aziendali e garanzie sul futuro professionale dei lavoratori diretti e indiretti, e contestualmente quali iniziative intenda perseguire al fine di attivare un dialogo con possibili investitori interessati a subentrare.
(4-01711)
MAGNI - Ai Ministri delle imprese e del made in Italy e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
Stanadyne S.p.A. opera nel settore automotive, producendo iniettori diesel per motori endotermici presso il sito di Castenedolo (Brescia) dal 1970;
a febbraio 2024, quando è stato sottoscritto il contratto di solidarietà, figuravano 104 addetti, oggi ne risultano 95;
l'azienda consta di 7 stabilimenti dislocati nel mondo, fra i quali Castenedolo, unico sito produttivo in Italia, per un fatturato totale di 240 milioni e 12 milioni nel nostro Paese;
in particolare, a Castenedolo, viene prodotto uno dei componenti "iniettori", parte del prodotto finito assemblato presso il sito indiano e distribuito ai vari grandi costruttori di motori endotermici (CNH Torino, JD, Kohler); inoltre, vengono prodotti componenti "polverizzatori" customizzati per clienti di dimensioni più piccoli, per i quali il fermo dello stabilimento di Castenedolo costituisce un ulteriore elemento di forte preoccupazione per il tessuto industriale del territorio bresciano;
Stanadyne è da molti anni di proprietà di fondi finanziari, che si sono susseguiti mantenendo comunque sempre una vocazione a carattere industriale;
nel 2023, negli USA, è stata aperta la proceduta "chapter 11", cui ha fatto seguito l'acquisizione da parte del fondo finanziario "Cerberus", con capitale sociale di 65 miliardi di dollari;
ad aprile 2024 Cerberus ha nominato amministratore delegato Angelo Rodolfi e il suo staff, facenti capo alla società "3X Capital", con il compito di verificare la situazione economico-finanziaria aziendale;
l'amministratore ha più volte dichiarato ai tavoli sindacali la volontà di proseguire l'attività, in quanto le verifiche effettuate non avevano evidenziato alcuna sofferenza economica o criticità, ed anche sottolineando che, fino a quel momento, l'azienda era stata ben gestita e non aveva maturato alcuna forma di debito;
negli incontri successivi non ha mai smentito tali affermazioni, né paventato scenari traumatici, fino all'incontro del 4 dicembre 2024 nel corso del quale, invece, ha comunicato la decisione, assunta a novembre 2024 dal consiglio di amministrazione, di liquidare la società, operazione che, in particolare, prevede la nomina dello stesso Rodolfi alla carica di liquidatore e un esercizio provvisorio per un periodo di circa 6 mesi lavorativi;
va segnalato che il contratto di solidarietà, sottoscritto tra organizzazioni sindacali e azienda in data 24 febbraio 2024 e regolarmente autorizzato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ha come principio fondante la tutela dell'occupazione tramite la riduzione generalizzata dell'orario di lavoro con il fine ultimo di non procedere a licenziamenti;
il contratto di solidarietà è previsto fino a febbraio 2025 e ha un valore pari a circa 1.500.000 euro;
la messa in liquidazione della società non può non confliggere con lo spirito e lo scopo del contratto di solidarietà, mettendo in discussione quanto percepito dall'INPS,
si chiede di sapere quali siano le iniziative, per quanto di competenza, che i Ministri in indirizzo intendano intraprendere, e in quali tempi, per salvaguardare l'occupazione dei lavoratori della Stanadyne, nonché per garantire la continuità di un'azienda, quale la Stanadyne S.p.A., fondamentale per la produzione italiana di componenti indispensabili del settore automotive.
(4-01712)
BORGHI Claudio - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Premesso che:
la nota vicenda che ha interessato l'attuale Presidente della Regione Sardegna ha riacceso l'attenzione sul personaggio pubblico e politico, che ha svolto importanti incarichi anche nel Governo Draghi (2021-2023) in qualità di viceministro presso il Ministero delle imprese e del made in Italy;
nella sua veste istituzionale, il viceministro ha reso pubblico, in ottemperanza alle disposizioni sulla trasparenza, il suo curriculum, che risulta tuttora consultabile;
nel caso specifico, stando alle informazioni in possesso dell'interrogante, le informazioni contenute nel curriculum dell'ex viceministro Todde sembrano non essere del tutto veritiere;
infatti, sempre stando alle informazioni in possesso dell'interrogante, la medesima Alessandra Todde non risulterebbe presente nell'albo degli ingegneri, né sembrerebbe aver ricoperto il ruolo di amministratore delegato della società Olidata per un intero anno, come si lascia intendere dal curriculum;
la trasparenza degli atti pubblici, oltre ad essere regolata da normative specifiche, risulta essere un valore aggiunto per avvicinare i cittadini alle istituzioni. Si deduce ovviamente che le norme sulla trasparenza, se non accompagnate da relativi controlli di veridicità, rischiano di generare nei cittadini un senso di disaffezione nei confronti delle istituzioni,
si chiede di sapere quali provvedimenti si intenda adottare per formalizzare le procedure di controllo che garantiscano, prima della pubblicazione sui siti istituzionali, la veridicità delle informazioni contenute nei curricula, in particolar modo per quanto riguarda l'iscrizione ad un ordine professionale, che prevede l'attribuzione di un titolo.
(4-01713)
MUSOLINO - Ai Ministri della cultura e per la protezione civile e le politiche del mare. - Premesso che:
l'isola di Stromboli non è solo di grande rilevanza per la vulcanologia e la geologia, ma ospita anche la riserva naturale di Stromboli e Strombolicchio, una delle aree protette più importanti della Sicilia;
la vegetazione della riserva include numerose specie rare o endemiche, mentre la fauna offre un ecosistema intatto e isolato, in cui si sono evolute specie autoctone, oltre a una ricca avifauna composta da specie migratorie che attraversano l'arcipelago, uccelli tipici della macchia mediterranea e predatori marini;
il prezioso patrimonio naturalistico dell'isola è stato però gravemente compromesso dall'incendio scoppiato il 25 maggio 2022, che ha devastato ettari di macchia mediterranea, animali, alberi e piante;
l'incendio, che ha richiesto un'intera giornata per essere domato grazie all'intervento congiunto di Vigili del fuoco, protezione civile, aerei antincendio e numerosi volontari, sarebbe, secondo le indagini preliminari, divampato durante le riprese della serie televisiva "Sempre al tuo fianco", prodotta per la RAI e incentrata sul lavoro della protezione civile;
il rogo, originatosi in località San Vincenzo, si è propagato per decine di ettari fino a raggiungere Scari, sul lato opposto di Stromboli, provocando un danno inestimabile al patrimonio arboreo;
la società che ha prodotto la serie per conto della RAI dichiarò, subito dopo l'incidente, che l'incendio era stato causato da eventi imprevedibili, nonostante avesse richiesto il supporto dei vigili del fuoco e ottenuto le necessarie autorizzazioni;
tuttavia, l'allora sindaco di Lipari Marco Giorgianni rese noto che in quella giornata era in vigore un'ordinanza che vietava l'accensione di fuochi, e che non era stata concessa alcuna autorizzazione per operazioni a 400 metri di quota. Inoltre, nella sceneggiatura fornita dalla produzione non era segnalata la presenza di fuochi sul set;
ad aprile 2024, la procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha concluso le indagini preliminari, imputando a quattro persone il reato di disastro ambientale e a due società (escludendo la RAI) la responsabilità amministrativa per il reato ambientale. Nonostante ciò, la serie è stata inserita nell'offerta RAI per la stagione 2024-2025, presentata il 19 luglio scorso;
la decisione ha suscitato dure critiche da parte delle istituzioni locali e degli abitanti di Stromboli, che avevano espresso la loro contrarietà alla trasmissione della serie prima che fossero chiarite tutte le responsabilità. Ciononostante, la messa in onda è stata programmata su RAI1 a partire dal 15 settembre 2024;
anche il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha manifestato pubblicamente la sua contrarietà alla trasmissione della fiction, descrivendola come "una produzione che non ha assolutamente la valenza di promozione turistica e che appare controproducente e inopportuna", annunciando inoltre l'intenzione di richiederne la sospensione;
il senso della suddetta produzione non è chiaro neanche sul piano economico, posto che le forti contestazioni della popolazione e lo scarso ritorno in termini di share (appena dell'11,5 per cento rispetto all'ultima puntata) sembrerebbero caratterizzarla in decisa perdita,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione;
quali valutazioni siano state effettuate in merito ai potenziali rischi ambientali legati alla realizzazione della produzione;
quali misure siano state intraprese per accertare le responsabilità relative all'incendio e per garantire che le produzioni cinematografiche future rispettino pienamente le normative ambientali e di sicurezza;
se risulti quali siano stati gli introiti derivanti dalla produzione, in particolare quelli della raccolta pubblicitaria, nonché i costi sostenuti dalla stessa;
quali siano state le valutazioni che hanno portato ad approvare il progetto.
(4-01714)
Interrogazioni, da svolgere in Commissione
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:
8ª Commissione permanente(Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica):
3-01575 del senatore Basso, sul trasferimento del rigassificatore "Golar Tundra" da Piombino a Vado Ligure.