Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 254 del 17/12/2024

SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIX LEGISLATURA ------

254a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

MARTEDÌ 17 DICEMBRE 2024

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Presidenza del presidente LA RUSSA,

indi del vice presidente CENTINAIO

e del vice presidente RONZULLI

N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Civici d'Italia-UDC-Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare: Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-Il Centro-Renew Europe: IV-C-RE; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: LSP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-PATT, Campobase): Aut (SVP-PATT, Cb); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS; Misto-Azione-Renew Europe: Misto-Az-RE.

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RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del presidente LA RUSSA

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 11,04).

Si dia lettura del processo verbale.

SBROLLINI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di giovedì 12 dicembre.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento.

Consegna del testo delle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 dicembre 2024 (11,10)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca: «Consegna del testo delle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 dicembre 2024».

Ha facoltà di parlare il presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Meloni.

MELONI, presidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, onorevoli senatrici e onorevoli senatori, mi limiterò a consegnare il testo dell'intervento che ho appena reso alla Camera. Non sottraggo altro tempo e la ringrazio. (Applausi).

PRESIDENTE. Ringrazio lei, signor Presidente del Consiglio, e prendo atto della consegna del testo delle comunicazioni che ha reso alla Camera dei deputati.

Comunico che il documento da lei consegnato sarà stampato e pubblicato nella sua interezza nell'Allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Colleghi, secondo quanto stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 dicembre 2024 avrà luogo nella seduta di domani, a partire dalle ore 10.

In attesa dell'arrivo del relatore sui Documenti XXII, n. 14, e XXII, n. 15, sospendo la seduta per sei minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 11,12, è ripresa alle ore 11,19).

Presidenza del vice presidente CENTINAIO

Discussione dei documenti:

(Doc. XXII, n. 14) ZANETTIN. - Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo, con particolare riguardo alla tutela dei risparmiatori

(Doc. XXII, n. 15) TURCO ed altri. - Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario

(Relazione orale) (ore 11,19)

Approvazione, con modificazioni, del documento XXII, n. 14, con il seguente titolo: Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente dei documenti XXII, nn. 14 e 15.

Il relatore, senatore Lotito, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

LOTITO, relatore. Signor Presidente, colleghi senatori, la proposta al nostro esame, di iniziativa del senatore Zanettin, intende istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo, con particolare riguardo alla tutela dei risparmiatori.

Si tratta di una Commissione monocamerale, quindi composta solamente da senatori. L'intento è quello di far tesoro del lavoro importante della Commissione bicamerale della XVIII legislatura, seppur in contesti economici completamente differenti. È necessario completare l'attività sui temi di particolare rilievo, quali le criptoattività, i non performig exposure e la finanza sostenibile. I sistemi bancario, finanziario e assicurativo hanno registrato significativi mutamenti e hanno introdotto nuovi modelli di business, di servizi e di prodotti. Così come ci sono stati processi di riorganizzazione e di ottimizzazione delle risorse, è cambiata l'attività creditizia tradizionale in favore dei servizi e delle attività di investimento, anche in competizione col Fintech.

Siamo cioè in presenza di una serie di dinamiche che pongono profili di attenzione sulla tutela del risparmio e dei risparmiatori. Quindi, il testo, che sinteticamente illustro, propone una nuova attenzione del Parlamento, in questo caso del Senato, al sistema bancario, finanziario e assicurativo, raccogliendo gli elementi per dare una corretta valutazione sull'adeguatezza e sul funzionamento rispetto alle esigenze dei cittadini e delle imprese, cioè del nostro sistema economico nel suo complesso.

Darò conto del testo approvato dalla Commissione finanze che ha apportato diverse modifiche e integrazioni condivise al testo iniziale, in un clima di collaborazione che non ha visto l'unanimità finale, ma nemmeno evidenti contrarietà da parte dell'opposizione.

L'articolo 1 propone l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo, con particolare riguardo alla tutela dei risparmiatori, ma anche all'accesso al credito di giovani famiglie e imprese, incluse quelle micro, piccole e medie. Si potrà presentare una relazione annuale al Senato sull'attività svolta.

L'articolo 2 prevede che la Commissione sia composta da 14 senatori nominati dal Presidente del Senato, in proporzione al numero dei componenti dei Gruppi parlamentari e assicurando comunque la presenza di un rappresentante per ciascun Gruppo.

L'Ufficio di Presidenza della Commissione è composto dal Presidente, da due vice Presidenti e da due segretari.

La Commissione ha i seguenti compiti, previsti dall'articolo 3 (anche qui, il lavoro della Commissione finanze, presieduto dal presidente Garavaglia, ha integrato il testo iniziale): acquisire e analizzare la documentazione della Commissione banche della XVIII legislatura, perché da qui si parte; acquisire dati e informazioni circa il funzionamento del sistema bancario, finanziario e assicurativo, anche al fine di tutelare i risparmiatori; in relazione alla concessione del credito, esaminare la normativa per evitare il formarsi di tassi usurai e il fenomeno dell'anatocismo bancario; acquisire informazioni sulle situazioni di crisi che hanno visto coinvolti istituti bancari, finanziari e assicurativi; analizzare il finanziamento degli organismi di risoluzione delle controversie in relazione alla tutela del risparmio; analizzare la normativa delle banche popolari e di credito cooperativo; analizzare la normativa di settore e monitorare lo sviluppo della finanza digitale con un'attenzione alle criptoattività; monitorare il fenomeno della desertificazione bancaria; analizzare l'impatto dell'intelligenza artificiale sull'utilizzo dei cloud nei settori citati; analizzare e monitorare lo sviluppo dei modelli di finanza sostenibile; analizzare la disciplina in materia di non performing exposure, cioè i crediti deteriorati, nelle loro varie articolazioni; analizzare la disciplina per prevenire e contrastare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo; analizzare la disciplina fiscale sulle attività finanziarie al fine di incentivare l'afflusso del risparmio verso l'economia reale; verificare le condizioni di risparmio in Italia; verificare in che modo sia data attuazione al Fondo indennizzo risparmio, il cosiddetto FIR; analizzare i modelli di governo, le procedure di governance e quanto ad esse connesso delle autorità nazionali di vigilanza a tutela di risparmio; analizzare l'adeguatezza e l'efficacia della disciplina sulla collocazione dei prodotti ad alto rischio.

Agli esiti della sua attività di analisi, verifica e monitoraggio, che ho sintetizzato, la Commissione potrà segnalare la necessità di proporre apposite iniziative legislative anche per promuovere l'educazione finanziaria.

L'articolo 4 prevede che la Commissione proceda con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria. Alla Commissione, limitatamente all'oggetto di sua competenza, non possono essere opposti il segreto d'ufficio, professionale o bancario. La Commissione non può adottare provvedimenti che restringano la libertà e la segretezza della corrispondenza, né la libertà personale.

L'articolo 5 prevede, a determinate condizioni, che la Commissione possa richiedere copie di atti e documenti di procedimenti e inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria.

L'articolo 6 prevede l'obbligo del segreto su tutto quanto riguarda gli atti e i documenti acquisiti al procedimento d'inchiesta della Commissione che siano assoggettati al vincolo del segreto.

L'articolo 7 prevede che le sedute della Commissione siano pubbliche, salvo che essa non disponga diversamente.

Infine, sono previste le disposizioni per il suo puntuale funzionamento.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Damiani. Ne ha facoltà.

DAMIANI (FI-BP-PPE). Signor Presidente, sicuramente utilizzerò pochi minuti per ringraziare il relatore, la 6a Commissione, il primo firmatario del documento in esame, appartenente al mio Gruppo parlamentare, il senatore Zanettin, che propone l'istituzione, a differenza di quanto fatto nelle precedenti legislature, quando furono istituite Commissioni bicamerali, di una Commissione monocamerale d'inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo, con particolare riguardo alla tutela dei risparmiatori. La formula odierna è molto importante e individua i compiti della Commissione, che non saranno quelli tradizionali della Commissione d'inchiesta, ma guarderanno anche e soprattutto alla tutela dei risparmiatori, perché nel corso degli ultimi anni anche le forme del risparmio sono sicuramente cambiate e sono diverse.

Come dicevo, si tratta di una Commissione monocamerale; l'intento è quello di riprendere tutto il lavoro svolto nella XVIII legislatura dalla Commissione bicamerale e continuare una serie di indagini, alcune particolari, importanti al centro anche del dibattito politico odierno e non solo, come le vicende che riguardano le criptovalute, o ad esempio un'analisi sulle non performing exposure (NPE); si tratta quindi di riprendere un'attività iniziata nella precedente legislatura e che continua ancora oggi, anche guardando a quello che secondo me è un tema importante, ossia la finanza sostenibile.

Il sistema bancario, come dicevo, ha subito una serie di mutamenti, si sono introdotti servizi nuovi e i modelli di business sono cambiati in questo lasso di tempo; in particolar modo, oggi anche la tutela del risparmio non è più indiretta, ma è diventata più che altro diretta, più protettiva e rivolta a fasce di clientela non professionale che hanno bisogno più di protezione, anche a seguito delle gravi crisi finanziarie che si sono avute in tutti questi anni. Siamo in presenza di dinamiche differenti, che pongono profili di attenzione sulla tutela del risparmio e dei risparmiatori; pertanto oggi l'attenzione della Commissione sarà anche su questo.

Il relatore ha poi enunciato altri compiti che ritengo importanti. Mi riferisco all'adeguatezza del funzionamento del sistema bancario, nei confronti non soltanto dei cittadini, ma anche e soprattutto delle imprese. Tra i compiti principali che vorrei sottolineare vi sono sicuramente l'acquisizione di documenti, dati e informazioni della passata legislatura circa il funzionamento del sistema bancario, la tutela dei risparmiatori, la concessione del credito e la normativa relativa all'andamento dei tassi di interesse, perché di questo si parla sempre tanto (si avrà quindi anche un'indagine in merito ai tassi di interesse). La Commissione avrà anche il compito di acquisire informazioni sulle situazioni di crisi perché, ahimè, nel corso di questi anni abbiamo anche constatato una serie di crisi bancarie che hanno determinato anche situazioni che ancora oggi sono in esame in alcune parti d'Italia, quindi si indagherà anche sulla tutela degli stessi azionisti nel merito. Si tratterà altresì di acquisire queste informazioni, di analizzare anche il funzionamento degli organismi di risoluzione delle controversie in relazione alla tutela del risparmio; altro compito riguarda l'attenzione e la tutela alla normativa sulle banche popolari e di credito cooperativo, che oggi sono le più vicine al cittadino e le più legate al territorio, quindi anche questo è un aspetto importante.

Altro compito della Commissione è monitorare la desertificazione bancaria: tante volte veniamo contattati da utenti perché enormi zone del nostro Paese sono diventate bianche e non hanno più sportelli bancari di riferimento, perché, anche in questo caso, c'è stata un'opera di razionalizzazione. Occorre quindi verificare questi aspetti, come pure analizzare la disciplina dei non performing loan (NPL), in particolar modo, ossia i crediti deteriorati; analizzare la disciplina e contrastare il riciclaggio al finanziamento. Le condizioni del risparmio in Italia sono un altro tema importante.

In particolar modo, sono contento perché la Commissione tratterà anche di una materia che è stata oggetto di una delle battaglie mie e del mio Gruppo in Parlamento e che ha visto finalmente concretizzazione nel decreto capitali, che ne contiene la legge istitutiva: mi riferisco all'educazione finanziaria. Questa Commissione guarderà agli aspetti relativi alla legge sull'introduzione negli studi scolastici, sin dalla scuola primaria, di nozioni di educazione finanziaria, oggi agganciata all'educazione civica.

Questi sono i temi e gli argomenti che la Commissione tratterà ed ecco perché esprimiamo la nostra fiducia sul lavoro che le Commissioni passate hanno svolto e che la nuova Commissione, che andiamo ad istituire oggi con il voto di quest'Assemblea, farà nell'immediato futuro.

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «Leonardo da Vinci» di Guidonia Montecelio, in provincia di Roma, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).

Ripresa della discussione dei documenti XXII, nn. 14 e 15 (ore 11,31)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Croatti. Ne ha facoltà.

CROATTI (M5S). Signor Presidente, oggi riflettiamo sull'istituzione di una Commissione monocamerale d'inchiesta sul sistema bancario finanziario. La proposta è stata licenziata dalla 6ª Commissione lo scorso 15 ottobre e rappresenta un passaggio cruciale per rafforzare la trasparenza e la fiducia nei confronti di un settore che tocca profondamente le vite dei cittadini e dell'economia nazionale.

Le banche e gli istituti finanziari hanno un ruolo fondamentale nella gestione del risparmio, ma soprattutto nel sostegno alle imprese e nella stabilità economica del nostro Paese. Tuttavia, non possiamo ignorare che negli ultimi anni sono emersi episodi critici in questo settore: crisi bancarie, cattive gestioni e, in alcuni casi, pratiche opache, che hanno minato la credibilità dell'intero sistema.

Questi problemi non solo hanno danneggiato i risparmiatori, ma hanno anche avuto un impatto negativo sulla fiducia generale nel settore finanziario del nostro Paese. L'obiettivo di questa Commissione è chiaro: comprendere meglio i problemi strutturali di governance del sistema bancario e finanziario, proporre soluzioni, tutelare maggiormente i cittadini e migliorare la vigilanza. Non si tratta di un'iniziativa punitiva, ma di un'opportunità per analizzare le criticità e porre un percorso di riforma che garantisca maggiore stabilità, trasparenza e, soprattutto, competitività. (Applausi).

Un'indagine approfondita condotta da una Commissione parlamentare ci permette di raccogliere informazioni cruciali su temi come la gestione del credito, i rapporti tra banche e autorità di vigilanza a sostegno delle piccole e medie imprese, che spesso si trovano in difficoltà nell'accesso ai finanziamenti. Sarà uno strumento per avvicinare le istituzioni ai cittadini e dimostrare che il Parlamento è attento, concreto e vicino alla collettività.

La Commissione avrà anche il compito di analizzare il rapporto tra innovazione tecnologica e finanziaria come l'ascesa delle criptovalute e delle piattaforme digitali di pagamento, fenomeni che stanno trasformando profondamente questo comparto nella sua interezza e il settore dal suo interno. Serve però una visione chiara, che possa coniugare le opportunità offerte dall'innovazione con la necessità di tutelare la stabilità finanziaria e i diritti degli utenti.

Tuttavia, nonostante i dovuti ringraziamenti al Presidente e al relatore per l'accoglimento di diversi punti di vista e di emendamenti del MoVimento 5 Stelle, permangono le criticità poste in Commissione, derivanti dal mancato accoglimento di alcune proposte che potevano essere molto qualificanti per supportare il superamento delle criticità che sottolineerò.

Innanzitutto, è mancata una chiara definizione dei compiti per verificare la correttezza delle procedure adottate dagli istituti di credito, soprattutto nella gestione dei crediti in sofferenza, cosa che costituisce quindi un vuoto nel controllo del sistema bancario.

In secondo luogo, non è stata accolta la proposta di circoscrivere l'indagine solo al settore bancario e finanziario: un ambito troppo ampio rischia di ridurre l'efficacia della Commissione, che opererebbe meglio in un contesto molto più mirato.

C'è poi la mancata valutazione dell'istituzione di una Procura nazionale per i reati bancari e finanziari, che potrebbe assicurare maggiore coordinamento e rapidità nel contrasto a una criminalità sempre più complessa, come vediamo tutti i giorni.

Infine, manca un riferimento al monitoraggio del ruolo del settore bancario nella produzione e nel commercio di armi, in particolare nella concessione di prestiti e accordi ai produttori di armi in questo Paese. Il tema merita attenzione per garantire trasparenza e controllo.

Queste criticità sono il motivo per cui, nonostante lo spirito ampiamente collaborativo, il MoVimento 5 Stelle ha espresso voto di astensione in Commissione finanze e tesoro.

In sintesi, la Commissione sarà una garanzia per i cittadini e un modo per rivedere e migliorare il nostro sistema bancario e finanziario. Questo passo rafforza la democrazia economica del nostro Paese e dimostra la volontà delle istituzioni di affrontare con serietà le sfide del presente e del futuro. Confidiamo che questo percorso possa contribuire a restituire fiducia al settore bancario e favorire una crescita economica più equa e sostenibile. (Applausi).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Orsomarso. Ne ha facoltà.

ORSOMARSO (FdI). Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo un'ampia discussione in Commissione, che ha visto il contributo anche delle minoranze, ci apprestiamo a votare la costituzione dell'ennesima, per quanto giusta, Commissione d'inchiesta, in questo caso sul tema delle banche.

Il lavoro è la prosecuzione di quello delle ultime due legislature ed è stato sollecitato dal Parlamento, ma soprattutto dagli operatori economici e dalle famiglie per tutto ciò che ha riguardato la crisi bancaria negli ultimi dieci anni.

Questa mattina, alla vigilia dell'intervento, ho letto l'articolo principale della Costituzione in merito alla gestione e organizzazione del risparmio, a cui si richiama anche il primo firmatario. All'articolo 47, elaborato fra il giugno del 1946 e il gennaio del 1948, i Padri costituenti, che spesso sentiamo richiamare in Aula, hanno scritto che «la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito». Questo è stato scritto negli anni Quaranta, in un mondo totalmente diverso rispetto a quello attuale.

Peraltro, ricordo che siamo alla vigilia dell'approvazione della legge di bilancio, pertanto i colleghi della Camera e poi noi in Senato discuteremo di numeri. Le banche, in quanto imprese e aziende, rappresentano un elemento fondamentale per la tenuta economica, sociale e civile di questo Paese.

Quanto agli obiettivi assegnati alla Commissione, che sono stati già citati dai colleghi che mi hanno preceduto, nei sette articoli del Documento si prevede di monitorare, tramite un lavoro di inchiesta, i comportamenti e gli errori, alla luce di tutte le riforme che ci sono state.

Attraverso questa Commissione d'inchiesta si va a fare un lavoro diverso, tra Parlamento e Governo. Nel dibattito pubblico e in merito alla questione di MPS, di ieri, oggi e domani, ci sono schieramenti diversi, al di là del concetto liberale dell'organizzazione delle imprese, su cui lo Stato non deve intervenire. Credo sia la madre di tutte le battaglie. Ogni Governo, nel dibattito asfissiante che vi è anche con l'opposizione (su quanto si può fare in legge di bilancio o meno) è condizionato. Sono stati condizionati anche i Governi tecnici, pure quelli di cui è stato protagonista il PD, ad esempio da fondi come BlackRock, che i Padri costituenti nel 1948, quando scrissero questo articolo, non potevano nemmeno immaginare quanta incidenza potessero avere.

Mi pare di capire che in questo clima, in cui la globalizzazione è venuta sempre meno e in cui tutti gli Stati, i Governi e soprattutto il Parlamento, sono stati condizionati da fondi internazionali, sia emerso uno scenario nuovo. Ne abbiamo dibattuto in questi otto giorni anche nell'ambito della nostra iniziativa Atreju, con il contributo di tante weltanschauung, di tanti ospiti e anche di tanti leader della sinistra italiana ed europea. C'è un nuovo paradigma: Parlamenti e Governi devono tornare ad essere sempre più protagonisti del futuro, certo, anche attraverso il sostegno dei fondi internazionali. Su questo il presidente Mattarella recentemente ha fatto un intervento molto importante, affrontando quello che è, poi, il tema delle ultime ore. Ricordiamo che, rispetto all'Europa, l'Italia - vivaddio - sta godendo, grazie al Governo Meloni, di un buon momento: siamo la quinta economia mondiale in termini di PIL e la quarta economia a livello di esportazione. Attraversiamo quindi un momento felice, a fronte invece di uno schema che ci ha sempre condizionato, anche rispetto alla solidità delle banche, dato dalle agenzie di rating, cioè dai soggetti che ci dicono se abbiamo fatto bene i compiti a casa.

Per questo penso che, nell'ambito di tale narrazione, questa Commissione, che sarà non bicamerale, ma monocamerale, possa fare, con il contributo di tutti, un lavoro, più che di inchiesta, di prospettiva e di previsione rispetto al nuovo mondo. Sul selciato ci sono grandi sfide: c'è la sfida dell'intelligenza artificiale, quella delle criptovalute, quella del Fin Tech, tutto un mondo nuovo che i Padri costituenti, quando scrivevano che «la Repubblica tutela e coordina il risparmio», non potevano prevedere.

In questo scenario, così complesso, dobbiamo parlare in termini semplici rispetto all'obiettivo. Tutte le imprese - come sa chi ha studiato un po' di economia aziendale - nascono per morire: non c'è nessuna impresa che nasce per esistere in eterno. Vale lo stesso per le banche. Se leggiamo i titoli dei giornali, si parla di Orcel versus Caltagirone e di Castagna rispetto all'offerta di Unicredit, importante banca italiana che si sveglia adesso e non quando lo Stato le ha chiesto un contributo, che invece abbiamo messo noi, con circa 4 miliardi di euro di risorse degli italiani. È quindi un dibattito che non può restare surreale rispetto agli obiettivi.

Quali sono gli obiettivi che il Parlamento e il Governo Meloni, che esercita la sua funzione attraverso attività di governo, considerano centrali anche nella riorganizzazione della funzione principale, garantita dall'articolo 47 della Costituzione, di istituti bancari? Ci sono stati gli accordi di Basilea 1, Basilea 2 e Basilea 3, in base ai quali gli istituti bancari devono avere una certa percentuale da accantonare rispetto al rischio del credito.

Le legislature finiscono sempre troppo presto e per questo - lo dico a livello incidentale - la madre di tutte le riforme è quella del premierato, per garantire un po' di continuità i Governi, che siano di centrodestra o di centrosinistra. Ma nelle relazioni che recepiremo, dobbiamo riportare quella funzione principe, che è garantita dalla Costituzione, delle banche, che non sono imprese qualunque. Per questo nel dibattito intervengono il Governo e il Parlamento. Ad esempio, rispetto alle fusioni, si pone il tema della desertificazione bancaria. Molte volte interviene Poste Italiane SpA, che è come i Carabinieri, un presidio dello Stato in ogni piccolo Comune.

Per questo, tra gli obiettivi che la Commissione si pone vi è quello di affermare, al di là dei comportamenti dei grandi istituti che, in ragione degli accordi di Basilea, devono competere in un mercato globale e quindi essere solidi in termini di capitalizzazione, l'idea di non disperdere risorse, che sono anche risorse umane, che sul tema dell'educazione finanziaria sono il primo presidio.

Noi abbiamo approvato un disegno di legge sui capitali, che rappresenta un pezzo di rivoluzione per quanto riguarda la finanza e il modo attraverso il quale l'Italia, soprattutto al Sud, deve finanziarsi. La Commissione, più che indagare, avendo strumenti speciali di inchiesta, sugli errori o gli orrori - se volessimo guardarli con il torcicollo - della gestione delle risorse, che poi sono i risparmi dei cittadini, deve riaffermare l'idea che le banche, che sono un pezzo della nostra economia, europea e italiana, devono sempre di più servire piccolissime, piccole e medie imprese, giovani e famiglie, che sono l'ossatura della nostra convivenza sociale e civile.

Cosa è accaduto in questi anni, rispetto alla distrazione? E per questo è importante che il Parlamento intervenga con la sua autorevolezza.

Faccio un esempio: sul merito creditizio CRIF, gli istituti bancari hanno fatto un po' come volevano e su quello dovremmo andare a indagare. È accaduto che con Basilea 1, Basilea 2 e Basilea 3, le banche, con management che hanno altre latitudini, non hanno più che altro svolto la loro funzione principale, e cioè prestare denaro a chi la mattina si sveglia, fa figli e fa impresa. Anche nella relazione di quest'anno di Banca d'Italia e nella relazione del ministro Giorgetti, c'è l'idea che le banche debbano essere il primo grande partner per combattere l'inverno demografico di questo Paese (Applausi). La funzione principe è quella di cui all'articolo 47 della Costituzione, al di là di tutti gli aspetti che abbiamo e ho segnalato in questo dibattito.

Vorrei aggiungere una cosa: noi molto spesso per garantire le banche interveniamo. Lo Stato fa la sua parte rispetto al mercato liberale, perché noi interveniamo con il supporto delle garanzie al 40-50 per cento sulla liquidità e all'80 per cento anche sugli investimenti. Diciamocelo chiaramente, al di là del tecnicismo e della difficoltà, perché poi in Commissione ci dovremmo dotare anche delle competenze, perché spesso il Parlamento è indifeso rispetto al marasma delle normative. Che cosa accade? Noi dobbiamo dire alle banche che devono fare sempre più le banche. Tanti istituti bancari chiederanno a breve l'assicurazione. Sapete bene che, usciti dal regolamento, quando si vuole fare impresa, anche con la garanzia dell'80 per cento dello Stato italiano, in molte banche chiedono l'assicurazione. Chiedono qualcosa in più che non è previsto e che grava su questa economia. Pertanto, dobbiamo dare libertà e solidità alle nostre banche, le quali, anche quando ci sono fattori minori di rischio, come con questi tassi di interesse, hanno fatto grandi volumi. E oggi il Parlamento e il Governo chiedono loro di intervenire con quelle misure che riguardano i cosiddetti extraprofitti bancari. La definiamo comunque una stagione positiva del mercato, per cui devono contribuire.

La nostra Commissione sta lavorando bene, senza fare terrorismo - nessuno odia le banche, che sono la nostra ossatura - e deve lavorare per prevenire rischi, crisi e soprattutto per andare al di là di quelle regole. Per questo dobbiamo lavorare per dare anche all'Europa, con i nostri rappresentanti in quella sede, tutti gli strumenti per evitare quella normativa complicata e abbattere i costi sulle banche del territorio, che sono poi le banche popolari e le banche del credito cooperativo, che hanno una funzione diversa rispetto ai grandi istituti che pur servono. Dobbiamo riportare le banche, secondo il già citato articolo 47 della Costituzione, a prestare soldi a famiglie e imprese - soprattutto alle famiglie con figli - e a non complicare loro la vita, applicando giusti tassi senza aggiungere complicanze. In poche parole, dobbiamo tenere insieme la nostra Italia. (Il microfono si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE. La prego di concludere, senatore Orsomarso.

ORSOMARSO (FdI). L'Italia è divisa, c'è il digital divide. C'è da indagare rispetto a un Sud che ha l'obiettivo convergenza, per cui ha i fondi straordinari, ma senza le banche non ce la può fare. C'è da indagare sul rapporto inverso fra raccolta e impieghi, cioè una grande raccolta che avviene al Sud e impieghi che vengono realizzati da altre parti, perché il risparmio dei cittadini è il nostro risparmio. Noi con il criterio di unità e solidarietà nazionale, in questa Commissione lavoreremo per riportare alla normalità il credito, che è fondamentale. Quelle famiglie, imprese e piccole imprese che non possono avere accesso al credito, o a cui si complica l'accesso al credito, negli ultimi dieci anni sono stati un grido d'allarme e di dolore, al di là dei fallimenti su cui pure indagheremo e su cui questo Parlamento - credo con una visione comune - vorrà impegnarsi nei prossimi anni di legislatura. (Applausi).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il relatore.

LOTITO, relatore. Signor Presidente, mi pare di capire che questo provvedimento abbia trovato, peraltro a seguito delle dichiarazioni del MoVimento 5 Stelle, ampio consenso, al di là della dichiarata posizione di astensione. E lo ha trovato perché si ritiene che, in questo momento, la tutela dei risparmiatori e la possibilità di intervenire per verificare alcuni procedimenti, che hanno minato la salute economica delle famiglie, e soprattutto il fatto di incentivare le banche verso il finanziamento delle piccole imprese e dei giovani per avere accesso al credito, sia un elemento fondamentale.

Nessuno degli interventi svolti ha sottolineato delle criticità, ma ha posto soltanto problemi interpretativi, per cui non intendo assolutamente contrastare o replicare a posizioni condivise da tutti. Questo è l'intendimento mio e del Gruppo cui appartengo.

PRESIDENTE. Il rappresentante del Governo non intende intervenire in sede di replica.

Comunico che sono pervenuti - e sono in distribuzione - i pareri della 5a Commissione permanente sul documento in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna.

Passiamo all'esame degli articoli del documento XXII, n. 14, nel testo proposto dalla Commissione.

Procediamo all'esame degli emendamenti presentati sull'articolo 1, che invito i presentatori ad illustrare.

TAJANI (PD-IDP). Signor Presidente, abbiamo riproposto in Aula alcuni degli emendamenti che avevamo presentato durante l'attività istruttoria in 6a Commissione. Rispetto all'articolo 1, vorrei illustrare un solo emendamento, chiedendo che venga approvato. (Brusio).

PRESIDENTE. Colleghi, capisco il clima quasi natalizio, ma vi chiedo di fare un po' di silenzio.

TAJANI (PD-IDP). Dato che facciamo lo sforzo di istituire questa Commissione, chiediamo che perlomeno la Commissione sia tenuta a riferire all'Assemblea con una relazione dell'attività svolta, visto che nel testo che oggi è al nostro esame non esiste una tale previsione. Nell'articolo 1 chiediamo che sia un dovere, un obbligo della Commissione riferire con una relazione all'Assemblea.

Chiedo pertanto ai colleghi di maggioranza di rivedere la propria posizione su detto punto e approvare questo emendamento all'articolo 1. (Applausi).

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

LOTITO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti per le ragioni espresse già in Commissione.

SAVINO, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.1.

CASINI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CASINI (PD-IDP). Signor Presidente, vorrei annunciare che su tutti questi emendamenti, così come sul voto finale, mi asterrò o non parteciperò al voto.

Ho denunciato da tempo un proliferare delle Commissioni d'inchiesta che è assolutamente autolesionista per le istituzioni parlamentari. La costituzione di tali Commissioni dovrebbe essere limitata ad eventi particolari. Nonostante questo, direi che il compito principale di questo Parlamento, e non solo del Senato ma anche della Camera, sembra essere continuare a istituire in modo indefesso nuove Commissioni d'inchiesta.

Voglio ringraziare il relatore, senatore Lotito, perché ho visto che nella sua relazione ha annunciato il proposito di continuare il lavoro a cui si fa riferimento nelle conclusioni della Commissione d'inchiesta che mi trovai a presiedere. Devo dire che il mio voto di astensione e il mio sentimento di contrarietà erano esattamente già stati espressi prima di essere Presidente di quella Commissione, per cui non sono cambiati. Ritengo che ci siano già le autorità di vigilanza - a meno che non le si voglia mettere in discussione in modo chiaro - che debbono compiere il lavoro che viene attribuito in modo aggiuntivo e improprio a una Commissione d'inchiesta parlamentare.

I parlamentari - secondo me - devono fare le leggi; in casi eccezionali possono creare delle Commissioni di inchiesta, ma, proprio perché tali Commissioni hanno gli stessi poteri dell'autorità giudiziaria, bisogna essere parsimoniosi nell'insediarle.

So che la mia denuncia cadrà nel vuoto, ne prendo atto, con grande rispetto per i colleghi che fanno scelte diverse, a partire da quelli del Gruppo a cui mi onoro di aderire.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dalla senatrice Tajani e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.2, presentato dalla senatrice Tajani e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.3, presentato dalla senatrice Tajani e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo all'esame dell'articolo 3, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

LOTITO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.

SAVINO, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.1, presentato dalla senatrice Tajani e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.2, presentato dalla senatrice Tajani e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.3, presentato dalla senatrice Tajani e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.4, presentato dalla senatrice Tajani e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.5, presentato dalla senatrice Tajani e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.6, presentato dalla senatrice Tajani e da altri senatori.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.7, presentato dai senatori Martella e Tajani.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 6.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 7.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione finale.

MUSOLINO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

Prima che la senatrice Musolino prenda la parola, chiedo ai colleghi che vogliano chiacchierare di uscire, perché durante la discussione generale c'è stata un po' di confusione.

MUSOLINO (IV-C-RE). Signor Presidente, colleghi, Governo, l'istituzione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo nasce già con una sua particolarità. All'inizio l'intitolazione di questa Commissione prevedeva anche la dicitura «con particolare riferimento alla tutela dei risparmiatori», ma poi in Commissione la tutela dei risparmiatori è stata eliminata e già questo la dice lunga sul fatto che forse le idee sulle finalità di tale Commissione non sono così univoche.

Indubbiamente, la tutela del risparmio è un tema centrale e trova tutela e riconoscimento nella Costituzione italiana e in Italia ha un valore importante, considerato che oltre un terzo della ricchezza delle famiglie è oggi investito in strumenti del risparmio gestito; per cui sicuramente una verifica, un'indagine, un apporto conoscitivo e analitico sul sistema bancario e finanziario sono un approccio importante e da consigliare.

Non stiamo facendo un'innovazione assoluta, perché la Commissione è stata istituita già nella XVII legislatura e si era occupata prevalentemente delle analisi delle cause del fallimento delle sette banche, fra le quali la Montepaschi di Siena, che erano entrate in crisi, e degli strumenti adottati dal legislatore per risolvere quelle crisi. Poi nella XVIII legislatura la Commissione parlamentare era bicamerale, per cui aveva ulteriore impulso nella sua attività, e lì devo dire che la verifica delle attività del sistema bancario e creditizio è stata ovviamente condizionata dalla pandemia, dall'emergenza Covid, che ha messo in crisi il settore produttivo-economico italiano e mondiale, e quindi la Commissione ha focalizzato la sua indagine sugli strumenti della liquidità.

Con l'istituzione della Commissione parlamentare monocamerale per la XIX legislatura, si riannodano i fili di quel discorso che era stato portato avanti dalla XVIII legislatura e si tenta di svilupparli ulteriormente. In questo senso, certamente ci sono degli spunti interessanti tra le finalità della Commissione che sono state individuate e sono diverse e aggiuntive rispetto a quelle delle Commissioni precedenti. Esse vogliono tenere conto certamente di un mutato panorama e di esigenze dei sistemi creditizio ed economico italiano che devono trovare un'analisi, una attenzione specifica da parte del legislatore. Certo, ha detto bene il presidente Casini nell'affermare che il Parlamento deve fare il ruolo del Parlamento, ossia il legislatore, e le inchieste le deve fare la magistratura, che detiene il potere giudiziario. Sicuramente anche di questo va tenuto conto, nel momento in cui certe volte sembra esserci un po' di ipertrofia nella costituzione di Commissioni bicamerali. E dico ciò soprattutto se si considera - mi permetto di osservare - che, quando l'impulso per l'istituzione di una Commissione parlamentare proviene dalla maggioranza, sembra esserci una sollecita risposta, mentre quando analoga richiesta proviene dall'opposizione - faccio riferimento specifico all'iniziativa di Italia Viva di istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta sui dossieraggi e sulle intercettazioni abusive compiute nei confronti del Presidente del Senato e anche del senatore Renzi - pare arenarsi - non si sa perché - da qualche parte. Come sempre, sappiamo che, quando a una cosa non si vuol dare seguito, si dice che è stata incardinata e va avanti, ma da lì in poi sono tanti i cassetti e i meandri dove farla decantare. Su questo esprimo il nostro totale disappunto. Si vorrebbe infatti che ci fosse la stessa attenzione a tutti i temi sui quali il Parlamento ritiene importante istituire una Commissione d'indagine e non soltanto su quelli proposti dalla maggioranza. E certamente sul sistema bancario e creditizio l'attenzione continua a rinnovarsi.

Un tema importante è quello relativo all'accesso al credito per le famiglie, sul quale mi auguro che la Commissione sia effettivamente in grado di svolgere un'indagine. C'è la necessità di garantire che tutti abbiano diritto all'accesso al credito, almeno al conto corrente e all'utilizzo dei sistemi telematici di pagamento. Se questo viene impedito o non viene tutelato espressamente, significa che porzioni sempre più ampie della popolazione verranno tagliate fuori dal sistema bancario e creditizio e diventeranno una facile preda per le organizzazioni criminali. Su questo va fatto un focus importante e mi auguro che ci sia le volontà di obbligare o comunque di formulare una normativa specifica che preveda la tutela dei consumatori.

C'è la necessità di indagare il fenomeno per cui le banche svolgono ormai anche una funzione immobiliare, con la partecipazione massiva alle aste giudiziarie, con l'acquisto degli immobili dei debitori che non sono riusciti a onorare le rate del mutuo; si verifica quindi, in sostanza, l'espropriazione immobiliare nei confronti di quelle famiglie e persone dalle fasce di reddito sempre più in crisi, a cui corrisponde un accumulo di proprietà immobiliari da parte degli istituti bancari, che va certamente osservato e indagato con particolare attenzione, per evitare fenomeni speculativi.

Nella proposta di istituzione della Commissione d'inchiesta c'è una finalità molto importante. (Brusio). Signor Presidente, dico sinceramente incidenter tantum che mi sento in questo momento di stare in un bar: parlo e mi trovo a dover ascoltare conversazioni di qua e di là.

PRESIDENTE. Senatrice, io continuo a chiedere ai colleghi di fare silenzio. Tutte le volte che siedo su questo scranno lo chiedo, ma non vengo mai ascoltato e ciò succede da parte di senatori di tutti i Gruppi. Di più non so cosa fare. Se vuole, comincio a mandare qualcuno fuori dall'Aula.

MUSOLINO (IV-C-RE). Speriamo che sia stato efficace il suo richiamo con le sue ultime parole.

Stavo dicendo che tra gli altri obiettivi della istituenda Commissione d'inchiesta ce n'è uno specifico che mi colpisce favorevolmente, ed è quello relativo alle indagini sul fenomeno dell'anatocismo, degli interessi usurari e dei tassi di interesse applicati sui contratti o comunque su tutti i contratti relativi ai conti correnti bancari e ai contratti di finanziamento. Su questo temo ci sia da fare un lavoro molto importante, ma non so quanto la Commissione d'inchiesta potrà incidere su quella che purtroppo in Italia si caratterizza come una legislazione sempre in favore delle banche. Peraltro, si riscontrano mutamenti di orientamento giurisprudenziale che lasciano davvero l'amaro in bocca non soltanto ai correntisti e ai cittadini italiani, ma anche a chi opera nel settore del diritto e si trova a dover fare i conti con mutamenti giurisprudenziali e addirittura espressioni di principi di diritto che sovvertono, o comunque decidono di porre la parola fine a battaglie condotte anche dagli organismi di tutela dei consumatori, dagli avvocati e comunque da chiunque abbia a cuore la tutela del risparmio, con delle pronunce esiziali per il credito e il risparmio degli italiani. Il tema è bello e sicuramente interessante, ma non so quanto la Commissione d'inchiesta possa influire su questo sistema giurisprudenziale, che alla fine si pronuncia in un modo poco razionale per certi versi, e ne è prova il fatto che si susseguono nel tempo pronunce del tutto contrastanti tra loro.

Esiste poi un problema di cui si deve sicuramente far carico non la Commissione d'inchiesta, ma il Parlamento, ed è quello relativo ai crediti deteriorati e ai crediti difficilmente esigibili che - come emerso grazie al lavoro fatto nella XVIII legislatura relativamente alla cessione dei crediti derivanti dall'utilizzo del superbonus e di tutti i sistemi di agevolazioni finanziarie nella materia edilizia - adesso è diventato una vera e propria bolla, ormai esplosa. Siamo passati da un problema che nella XVIII legislatura non era ancora pienamente esposto, ad una fase in cui i crediti di fatto ceduti alle banche sono rimasti fermi lì e non hanno alcun valore né per chi li ha ceduti, né per le banche cessionarie, che a loro volta non hanno possibilità di utilizzarli.

Quindi, sono crediti deteriorati che incidono notevolmente sul nostro sistema creditizio e bancario ed espongono le banche, che comunque li portano nel bilancio. Hanno causato grossi problemi, anche per le piccole imprese edili, che hanno ceduto tali crediti e non sono riuscite a recuperare le liquidità.

Non ultimo, vi è un problema per i cedenti, e cioè per i cittadini che, pagando tali somme, erano convinti di ottenere i lavori del superbonus e invece si sono trovati molto spesso con i ponteggi installati di fronte alle finestre di casa e con l'impresa che diceva di non avere i soldi per proseguire quei lavori. Quindi, su questo certamente c'è da fare un approfondimento.

Soprattutto, al di là dell'indagine, da parte mia e di Italia Viva, vi è un invito fermo al Governo a prendere in mano la situazione, a risolverla definitivamente e a mettere una fine ai provvedimenti temporanei che purtroppo sono stati fatti negli ultimi due anni, che non risolvono la questione e, soprattutto, determinano una impasse totale per l'economia italiana.

Signor Presidente, in conclusione, vi sono ulteriori e nuovi strumenti di accesso al credito e leggi di gestione dello stesso, i cosiddetti Fintech, e cioè le nuove tecnologie. Qui, unitamente alla intelligenza artificiale e a tutto il sistema dell'accesso al credito, vi è la necessità di promuovere la cultura finanziaria nel risparmiatore, nell'utente finale, nel cittadino, e di tutelarlo apertamente da quelle che sono delle proposte commerciali che spesso finiscono solo per causare un indebitamento, senza alcun vantaggio.

Per queste ragioni, pur esprimendo una nostra non totale adesione allo strumento della Commissione d'inchiesta, per le finalità e le motivazioni che ho esposto in narrativa, annuncio comunque il voto favorevole di Italia Viva-Il Centro-Renew Europe. (Applausi).

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signor Presidente, intervengo molto brevemente per dire che noi di Alleanza Verdi e Sinistra, seppure giudichiamo condivisibile la finalità dell'istituzione della Commissione, in particolare con riferimento alla tutela dei risparmiatori, ci asterremo su questo provvedimento per la sua istituzione.

Questo perché - come è stato più volte ricordato anche nel corso degli ultimi giorni - ci siamo chiesti e ci chiediamo se davvero fosse necessario attivare una Commissione d'inchiesta su tali temi oppure se non fossero più opportuni altri strumenti parlamentari che si sarebbero potuti utilizzare.

Peraltro, non possiamo neanche evitare di sollevare alcuni rilievi critici. L'impostazione specifica del documento secondo noi risente, inevitabilmente, dei fatti accaduti in passato, ma non fornisce - come invece dovrebbe - una reale prospettiva di lavoro, in particolare per i grandi cambiamenti in atto relativamente ai mercati finanziari.

Leggiamo che la Commissione dovrebbe indagare su vicende e comportamenti che hanno provocato la crisi di istituti bancari nazionali, sui fallimenti bancari dell'ultimo decennio e, più in generale, monitorare il complessivo funzionamento del sistema finanziario del Paese.

Se l'intento è realmente quello di tutelare i risparmiatori, piuttosto che volgere lo sguardo al passato e riesaminare una serie di vicende, sulle quali peraltro la magistratura sta facendo il proprio corso, noi crediamo che occorrerebbe focalizzare l'attenzione sulla adeguatezza e sul funzionamento delle attuali regole dei mercati finanziari per i cittadini e le imprese, in termini, ad esempio, di accesso al credito, di impiego delle nuove tecnologie, della digitalizzazione, dei sistemi innovativi di pagamento e delle diverse tipologie di servizi.

Per queste ragioni, pur giudicando condivisibile la finalità dell'istituzione della Commissione, avendo noi una serie di rilievi che ho qui esposto molto sinteticamente, ci asterremo dalla votazione.

ZANETTIN (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ZANETTIN (FI-BP-PPE). Signor Presidente, come era già accaduto nelle due precedenti legislature, anche in questa XIX legislatura si ravvisa la necessità di istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario italiano per monitorarne il complessivo funzionamento, garantendo soprattutto la tutela dei piccoli risparmiatori, che è la finalità primaria che l'articolo 47 della Costituzione affida al Parlamento.

Sono state già due le Commissioni banche. La prima, presieduta dal presidente Casini nella XVII legislatura, è intervenuta all'indomani della grave crisi finanziaria e dei crack bancari che hanno interessato il nostro Paese e ha avuto il merito di studiarne le cause e individuarne responsabilità e criticità, ponendo le basi per la successiva approvazione del Fondo indennizzo risparmiatori (FIR).

La Commissione presieduta dall'onorevole Carla Ruocco nella scorsa legislatura ha invece svolto un grande lavoro su tanti, diversi e articolati temi. Forse, se mi è consentito, si è dispersa in troppi filoni d'indagine, lasciandone molti in sospeso. Quella Commissione ha però indubbiamente avuto il merito di monitorare attentamente l'andamento del FIR e il frutto di quel prezioso lavoro ha consentito, in questa legislatura, di ottenere l'importante aumento della percentuale dell'indennizzo. Tale risultato, assai significativo e del tutto imprevedibile alla vigilia, è andato a beneficio di una vasta platea di risparmiatori truffati. Voglio, quindi, ancora ringraziare il ministro Giorgetti.

Anche in questa legislatura è opportuno istituire una Commissione d'inchiesta per proseguire il lavoro delle precedenti due e seguire le evoluzioni del settore finanziario, che è strategico per il Paese e appare in costante e inarrestabile evoluzione.

Di anno in anno, per non dire di mese in mese, il sistema bancario, finanziario e assicurativo registra significativi cambiamenti, in particolare la diffusione di nuovi modelli di business, servizi e prodotti, processi di riorganizzazione e ottimizzazione delle risorse, la progressiva riduzione dei volumi di attività creditizie atipiche in favore del sempre maggior peso dei servizi e delle attività di investimento, nonché significative pressioni competitive derivanti soprattutto dal settore fintech.

Tali dinamiche pongono profili di attenzione sulla tutela del risparmio, sulla bassa educazione finanziaria dei consumatori, sul corretto funzionamento del sistema bancario, finanziario e assicurativo, nonché sul benessere lavorativo del personale impiegato negli istituti di credito e assicurativi. Tutte queste condizioni sono necessarie per il perseguimento del miglior interesse del cliente.

La finalità della Commissione sarà anche quella, approfondite le particolari tematiche di propria competenza, di individuare e predisporre eventuali proposte normative da sottoporre al Parlamento.

A differenza delle precedenti legislature, in questa XIX legislatura la Commissione sarà monocamerale, anziché bicamerale. L'iniziale disegno di legge, a mia prima firma, prevedeva una Commissione bicamerale, ma poi, in seguito alle difficoltà operative che si stanno riscontrando in questa legislatura in tutte le Commissioni bicamerali, abbiamo optato per una Commissione monocamerale. Il taglio dei parlamentari, mai criticato a sufficienza per i guasti che ha creato, ha infatti complicato assai la vita ai singoli parlamentari, che sono ormai impegnati in tante, probabilmente troppe Commissioni. Diventa dunque arduo far conciliare gli orari delle convocazioni delle sedute di deputati e senatori. Per questo, la Commissione monocamerale meglio si addice alla funzionalità e all'efficienza di una Commissione d'inchiesta come quella che stiamo discutendo. Da ciò è derivata la scelta che abbiamo compiuto.

Mi soffermerò ora brevemente su alcuni temi potenzialmente oggetto delle indagini della Commissione, che reputo - almeno a mio giudizio - degni di particolare sottolineatura.

Per la prima volta, nell'indagine della Commissione affianchiamo al settore finanziario quello assicurativo. Negli ultimi anni il fenomeno delle insolvenze ha riguardato purtroppo non solo le banche, ma anche le imprese di assicurazioni. Dopo il caso Eurovita, salvata dal crack attraverso una soluzione di sistema con l'intervento di cinque big player nazionali, il recentissimo dissesto finanziario di un'altra compagnia assicurativa mette a rischio il risparmio di molti consumatori. Recentemente il tribunale di Monaco di Baviera ha dichiarato l'insolvenza della società tedesca di servizi finanziari e tecnologico FWU AG. Al provvedimento hanno fatto seguito analoghe decisioni da parte dell'autorità di vigilanza di Lussemburgo e Austria, che hanno coinvolto le filiali locali, filiali che - per quanto ci costa - in Italia hanno distribuito polizze del ramo vita. La nostra Commissione si dovrà certamente preoccupare anche della tutela di questi consumatori italiani.

Altro tema su cui dovremo ragionare è quello dell'impatto dell'intelligenza artificiale sui mercati finanziari. Come in tutti i settori, l'intelligenza artificiale generativa finirà con lo stravolgere i canoni tradizionali degli investimenti finanziari. Dovremo quindi considerare anche in questo settore il rafforzamento delle difese contro i rischi esacerbati dall'uso indiscriminato dell'intelligenza artificiale generativa in finanza, ponendo l'accento sul primato umano nel processo decisionale.

Il fenomeno delle criptovalute merita una speciale attenzione. La quotazione delle criptovalute, bitcoin in testa, soprattutto sulla scorta dell'entusiasmo per l'elezione del presidente Trump, ha raggiunto valori stratosferici, probabilmente irrealistici, ma si tratta di strumenti finanziari ad altissimo rischio, privi ad oggi di dispositivi normativi adeguati, a tutela soprattutto dei piccoli risparmiatori. Non è escluso, inoltre, che si tratti di una enorme bolla speculativa che, se dovesse esplodere, come in passato è accaduto per i subprime, provocherebbe danni gravissimi al sistema finanziario globale. L'utilizzo e la diffusione di queste criptovalute devono quindi essere attentamente monitorati e disciplinati.

Un altro punctum dolens riguarda la capitalizzazione della Borsa italiana, che ormai da vent'anni perde sempre più terreno rispetto alle altre Borse dei Paesi avanzati. Per fare degli esempi, la capitalizzazione della Borsa italiana corrisponde oggi a circa il 37 per cento del PIL nazionale, la più bassa fra i Paesi del G7. Siamo assai lontani dalla Borsa di Francoforte, che capitalizza il 45 per cento del PIL tedesco, dalla Borsa di Madrid, che capitalizza il 90 per cento del PIL spagnolo, e dalla Borsa di Parigi, che capitalizza addirittura il 125 per cento del PIL francese. Questo trend negativo va purtroppo accentuandosi di anno in anno e la nostra Commissione dovrà quindi porsi il problema di invertirlo, magari suggerendo possibili soluzioni al Governo.

Da ultimo, come ci ha ricordato il ministro Giorgetti nel corso di un recente question time al Senato, il Fondo indennizzo risparmiatori (FIR) ha cessato di esistere e la commissione tecnica ha cessato di operare. Tra i compiti assegnati alla Commissione d'inchiesta vi era, però, quello di valutare l'efficacia e l'efficienza delle procedure adottate nella sua erogazione. Su questo, la istituenda Commissione sarà certamente impegnata. A tale proposito, rimane la questione di un riesame delle domande respinte per errori meramente formali e/o procedurali, su cui da tempo è in corso una proficua interlocuzione con il Ministero dell'economia e delle finanze.

A conclusione di questa mia dichiarazione di voto, voglio rivolgere dei ringraziamenti, innanzitutto al presidente della Commissione, ma soprattutto al relatore, presidente Lotito, che ha seguito questo provvedimento con la puntigliosità e la competenza che ormai caratterizzano costantemente il suo impegno parlamentare. Un ringraziamento anche al personale della Commissione finanze e, in particolare, al segretario della Commissione, il dottor Bruschi, per i preziosi suggerimenti forniti nel corso dell'iter del provvedimento.

Ciò premesso, anticipo il voto convintamente favorevole del Gruppo Forza Italia al provvedimento in esame. (Applausi).

Saluto ad una delegazione

PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea una delegazione di dipendenti della BNL in visita in Senato, che stanno assistendo ai nostri lavori. Benvenuti. (Applausi).

Ripresa della discussione dei documenti XXII, nn. 14 e 15 (ore 12,22)

TURCO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TURCO (M5S). Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, l'esigenza di istituire una Commissione d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario non è nuova nel nostro ordinamento giuridico: già nel corso delle precedenti legislature, in particolare della XVII e della XVIII legislatura, sono state istituite delle Commissioni d'inchiesta con lo scopo di valutare lo stato di salute del sistema bancario, la sua stabilità, la solidità finanziaria e le politiche gestionali. I risultati di tali Commissioni, però, sono stati alla fine modesti e di poco rilievo rispetto alle tante attese e propositi.

È bene ricordare che la necessità di istituire una Commissione d'inchiesta in Italia, così come in altri Paesi occidentali, nacque all'indomani della grande crisi finanziaria che colpì in modo devastante le economie occidentali nello scorso decennio.

Con riferimento alla grande crisi finanziaria del 2008-2010, molte sono ancora le domande che non hanno ricevuto risposta e su cui ancora si dibatte: precisamente, sulle dinamiche che hanno prodotto le diverse crisi bancarie sulle loro cause, sui soggetti responsabili e sui loro conflitti di interesse, sui relativi costi sociali (perché le perdite del sistema finanziario sono state socializzate e trasferite ai singoli Stati) e, soprattutto, sugli strumenti, laddove adeguati, messi in campo dalla Banca centrale europea, dalla Commissione europea e dai singoli Stati, tutti ispirati all'austerity e senza un reale cambio di paradigma economico e finanziario.

Peraltro, è una politica austeritaria tutt'oggi seguita, che non è servita a contenere il debito sovrano, non è servita a sostenere una politica di investimenti orientata all'innovazione tecnologica e di processo e non ha garantito una solida crescita economica. I responsabili di tali scelte oggi si ravvedono, senza però fare un mea culpa.

Oggi ritorniamo a discutere sull'opportunità di istituire una nuova Commissione d'inchiesta sulle banche e sul sistema finanziario. Il MoVimento 5 Stelle aveva presentato una propria proposta di legge, che alla fine in Commissione finanze è stata associata a quella della maggioranza. È un settore, quello bancario e finanziario, con cui il Governo si è mostrato debole sin dall'inizio di questa legislatura, dato che non ha avuto il coraggio, nonostante i diversi annunci e proclami, di introdurre un prelievo straordinario sugli extraprofitti.

Anche per questo atteggiamento remissivo e referenziale, il testo in discussione oggi si presenta in una versione soft e alleggerita sia rispetto al testo originario presentato in Commissione finanze dalla maggioranza, sia rispetto al testo presentato dal MoVimento 5 Stelle, sia rispetto alle diverse proposte emendative depositate dai diversi Gruppi parlamentari. Siamo consapevoli, però, che la Commissione d'inchiesta avrà certamente un primo grande problema, ovvero il tempo che avrà a disposizione, perché in meno di tre anni dovrà indagare sui tanti temi assegnati, che si presentano abbastanza ampi e articolati. Per questo abbiamo insistito affinché il campo di indagine fosse ristretto a pochi temi e soprattutto ad alcuni settori e avevamo anche chiesto di escludere il settore assicurativo.

Tra le tematiche di particolare attenzione della prossima Commissione di inchiesta, segnaliamo innanzitutto le vicende che hanno provocato i fallimenti di alcuni istituti bancari, in questo caso assicurativi, dell'ultimo decennio, ma anche la valutazione delle conseguenze della pandemia, l'esame dei nuovi modelli di governance e gli effetti della desertificazione bancaria, perché oggi questa desertificazione bancaria, soprattutto nelle aree interne del Paese, limita i servizi resi ai cittadini e anche l'accesso al credito, oltre a produrre effetti devastanti sui livelli occupazionali.

Infine, la Commissione d'inchiesta indagherà sui rapporti tra banche, intermediari e clientela. In tale ambito sarà cura del MoVimento 5 Stelle dedicare particolare attenzione alla tutela dei risparmiatori e all'etica bancaria, alla finanza digitale, alle sue prospettive e ai rischi, alla compliance, alla gestione dei rischi, alla trasparenza e alla correttezza dei rapporti bancari con la clientela. A tal riguardo, sono ancora diversi i provvedimenti sanzionatori dell'Antitrust sul rispetto delle regole formali e sostanziali di comportamento e sulle pratiche scorrette verso la clientela. Inoltre, sarà sempre premura del MoVimento 5 Stelle verificare che le nuove tecnologie a sostegno del sistema finanziario e le nuove prospettive del mercato bancario, soprattutto con riferimento alle criptovalute, non si traducano in minori tutele per il pubblico risparmio.

Altre tematiche su cui il MoVimento 5 Stelle chiederà particolare attenzione alla Commissione sono le retribuzioni e il numero di incarichi dei top manager bancari, così come la funzionalità mutualistica delle banche di credito cooperativo, sempre più banche universali e lontane dai cittadini e dalle imprese di vicinato (Applausi).

Con riferimento ai top manager, sollecito a questo punto per l'occasione il Parlamento a discutere di una nostra proposta, già depositata in Senato, ispirata ad Adriano Olivetti, che prevede un rapporto di 1 a 25 rispetto alla retribuzione media del personale dipendente. A questi temi spero che la Commissione, così come il Parlamento, dedichino particolare attenzione.

Entrando nel merito, poi, dei lavori in Commissione, innanzitutto sono stati ispirati alla massima collaborazione ed è pertanto doveroso ringraziare per la disponibilità il relatore, il primo firmatario, il Presidente, il dottor Bruschi e l'intera Commissione. A tal riguardo, diverse sono state le proposte dell'opposizione, in particolare del MoVimento 5 Stelle, che sono state accolte e hanno così migliorato il testo in discussione.

In particolare tra le proposte emendative accolte, segnaliamo il tema dell'usura, dell'anatocismo bancario, delle procedure di iscrizione e di cancellazione delle sofferenze alla Centrale rischi finanziari (CRIF) da parte degli istituti di credito. Nonostante questi miglioramenti, permangono dei vuoti e delle criticità che potevano essere superati accogliendo anche altre nostre proposte. A tal riguardo non risultano accolti temi come la gestione delle procedure esecutive e dei crediti in sofferenza, dove sempre più spesso si annidano abusi verso la clientela.

Avevamo anche chiesto maggiore trasparenza sulle scelte strategiche relative a come le banche e gli istituti finanziari utilizzano il pubblico risparmio, ovvero se lo destinano a finanziare l'economia reale o a fare speculazione finanziaria oppure a concedere finanziamenti a favore dell'industria delle armi o della transizione ecologica.

Esclusa dai compiti della nuova Commissione sarà anche la valutazione di istituire una procura nazionale per i reati bancari e finanziari, seguendo il modello organizzativo previsto per la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, al fine di garantire il corretto, puntuale ed uniforme esercizio dell'azione penale e di contrasto alla criminalità organizzata e al terrorismo.

In conclusione, signor Presidente, il mancato accoglimento di queste ulteriori proposte va a motivare il nostro voto di astensione al provvedimento. (Applausi).

BORGHESI (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BORGHESI (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, come già ricordato da tanti colleghi intervenuti prima di me, ci troviamo in una fase caratterizzata da sfide nuove come quella delle criptovalute, quella delle aziende fintech, quella dell'intelligenza artificiale. In un tale contesto ben venga una Commissione d'inchiesta come quella che stiamo per approvare qui oggi, che ha dei compiti specifici. Ricordiamo che già nelle due passate legislature simili Commissioni d'inchiesta sono state istituite e hanno avuto una loro utilità.

È da sottolineare il fatto che, tra i compiti di questa nuova Commissione, vi sarà anche quello di acquisire e analizzare la documentazione già raccolta dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario istituita nella XVIII legislatura. Accanto a questa funzione ve ne sono altre molto strategiche ed importanti che mirano a tutelare il nostro sistema economico e produttivo e i diritti dei nostri risparmiatori, il tutto nell'ottica di far sviluppare e crescere il Paese.

La Commissione che ci apprestiamo ad istituire si occuperà di acquisire informazioni circa il funzionamento del sistema bancario, finanziario e assicurativo, al fine di analizzare eventuali riflessi sulla tutela dei cittadini, delle imprese, dei risparmiatori e della finanza pubblica. Essa andrà altresì ad analizzare la disciplina legislativa e regolamentare sul sistema bancario, finanziario e assicurativo in relazione al rispetto del principio di proporzionalità delle norme, alla modernità e all'attrattività del Paese, alla parità di trattamento degli intermediari operanti su scala internazionale e, soprattutto, alla prevenzione di fenomeni di arbitraggio regolamentare, nonché alla tutela del risparmio.

In relazione alla concessione del credito, si esaminerà la normativa vigente per evitare il formarsi di tassi usurari e il fenomeno dell'anatocismo bancario. Verranno inoltre analizzate le procedure di iscrizione alla Centrale rischi finanziari. Si analizzerà la normativa di settore per monitorare lo sviluppo della finanza digitale. Si monitorerà e analizzerà il fenomeno della cosiddetta desertificazione bancaria, con le connesse ripercussioni sull'economia dei territori, sulle tutele occupazionali e sugli effetti su risparmi e investimenti. Si analizzerà l'impatto dell'intelligenza artificiale e l'utilizzo dei cosiddetti cloud sul modello di sviluppo del settore bancario, finanziario e assicurativo. Verrà analizzata la disciplina legislativa e regolamentare in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo. Si analizzerà la disciplina fiscale sulle attività finanziarie in relazione alla capacità di incentivare l'afflusso del risparmio verso l'economia reale, gli investimenti a medio e lungo termine, nonché il rafforzamento dell'attrattività e della competitività del Paese.

Queste sono alcune delle principali funzioni e alcuni dei principali compiti di cui si occuperà questa Commissione. Noi che abbiamo lavorato in Commissione, dove c'è stato anche, come ho ricordato, il contributo da parte delle opposizioni, non possiamo che dichiarare il nostro voto favorevole all'istituzione di questa Commissione. (Applausi).

TAJANI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TAJANI (PD-IDP). Signor Presidente, è lecito, se non addirittura doveroso, come ha fatto il senatore Casini, dubitare che in questo momento, tra le priorità del Paese, in un contesto geopolitico così complesso, in un momento così complesso anche dal punto di vista economico, vi sia l'istituzione di un'ennesima Commissione di inchiesta. Già durante i lavori preparatori in 6a Commissione abbiamo evidenziato come alcuni degli obiettivi, anche condivisibili, che la Commissione si è data avremmo potuto perseguirli attraverso strumenti ordinari; penso all'attività ordinaria della Commissione finanze oppure a strumenti diversi, come le indagini conoscitive.

Non vi era quindi una stringente necessità di istituire una Commissione di inchiesta per perseguire obiettivi che sono anche condivisibili, come l'analisi dell'impatto delle nuove tecnologie e dell'intelligenza artificiale sull'attività ordinaria e straordinaria delle banche, le indagini sull'attività di erogazione o mancata erogazione (contrazione) del credito verso le famiglie e le piccole e medie imprese o il tema della desertificazione bancaria sui territori. Sono questi obiettivi che condividiamo, nella necessità che il Parlamento verifichi, proponga e legiferi. Essi sono stati oggetto anche di nostri emendamenti accolti in Commissione; per questo ringrazio il relatore Lotito, nel momento in cui ha accolto le nostre proposte.

Ma non possiamo non rimanere convinti che alcune di quelle finalità e alcuni di quegli obiettivi sarebbe stato utile, lecito e possibile perseguire ed indagare attraverso gli strumenti dell'attività ordinaria e non attraverso un'apposita Commissione di inchiesta. È anche lecito sospettare che l'insistenza della maggioranza nella costituzione di un'apposita Commissione, con una sua Presidenza e con i Vice Presidenti, rispondesse forse più a logiche di equilibri interni ai partiti di Governo che non a una stringente necessità operativa.

In questa sede, senza alcuna volontà di far polemica, non possiamo non ricordare e non menzionare che, ogniqualvolta il Governo e la maggioranza dall'inizio della legislatura hanno approcciato i temi degli equilibri bancari e finanziari del Paese e generali, a voler essere generosi è sembrato che si muovessero come un elefante dentro una cristalleria. È difficile dimenticare la telenovela che ha appassionato gli italiani nell'agosto 2023, quando, con toni roboanti, si è annunciato un intervento di tassazione degli extra-profitti, che prima ha provocato un crollo dei titoli in Borsa, poi un litigio e un braccio di ferro all'interno della maggioranza e infine, come esito finale, zero introiti nelle casse dello Stato.

È difficile dimenticare, perché i fatti sono ancora più recenti, come in maniera sgrammaticata e impropria un vice Premier di questo Governo sia recentemente intervenuto sulla presunta non italianità di un grande gruppo bancario del nostro Paese, solo perché le azioni intraprese sul mercato da questo gruppo non erano gradite al Governo. È difficile anche dimenticare la telenovela e il pasticcio della legge capitali, con cui il Governo e la maggioranza stanno tentando di orientare e di governare i cambi di vertice dei consigli di amministrazione dei grandi gruppi, anche bancari e assicurativi, con una norma pasticciata e lontana dagli standard internazionali e dalle buone pratiche internazionali, che oggi la Consob sta cercando di riaggiustare e di rattoppare con una formulazione che sia utilizzabile e accettabile.

Questi precedenti, a voler essere generosi, di goffaggine e sgrammaticatura non depongono a favore dell'azione della maggioranza su questi temi, fanno parte di una valutazione di fondo che ha portato il Gruppo PD a scegliere anche in Commissione di astenersi - ed è lo stesso atteggiamento che terremo in Aula - e si accompagnano alle valutazioni di metodo che ho premesso in questa dichiarazione di voto, cioè la non stringente necessità di istituire una Commissione d'inchiesta per perseguire anche obiettivi giusti, leciti e condivisibili come quelli che ho elencato nel mio intervento. Questo insieme di valutazioni di metodo e anche politiche, perché non possiamo esimerci dal farle, inducono il Gruppo Partito Democratico a scegliere la strada di un'astensione attenta e vigile. Ovviamente parteciperemo ai lavori della Commissione e speriamo di poter trarre poi un giudizio conclusivo quando, sebbene nel poco tempo a disposizione, la Commissione porterà, spero, alla discussione dell'Assemblea l'esito del lavoro svolto. (Applausi).

MELCHIORRE (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MELCHIORRE (FdI). Signor Presidente, onorevoli colleghi, pubblico qualificato (Applausi), oggi ci troviamo a discutere un tema di straordinaria rilevanza per la stabilità economica e sociale del nostro Paese, ovvero la proposta di istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo, uno strumento essenziale per garantire la trasparenza, così come richiamato da tutti i colleghi, la responsabilità e la tutela del risparmio dei cittadini italiani. Questa iniziativa si inserisce in un contesto di particolare attenzione del Governo Meloni, nella consapevolezza che il sistema bancario e finanziario non è semplicemente una rete di istituzioni che gestiscono denaro: esso rappresenta l'ossatura economica della società, un sistema che influisce direttamente sulla vita dei cittadini, sul funzionamento delle imprese e sulla capacità dello Stato di attuare politiche economiche efficaci.

Negli ultimi anni, il sistema bancario ha attraversato momenti di grande difficoltà, con ripercussioni significative sull'economia nazionale e sulla fiducia dei risparmiatori. È nostro dovere indagare a fondo sulle cause di questa crisi, analizzare le responsabilità e proporre soluzioni concrete per evitare che simili situazioni si ripetano in futuro. (Applausi). È necessario farlo per tutelare il patrimonio economico del nostro Paese, che è rappresentato in modo cospicuo dai risparmiatori. Se guardiamo allo scenario attuale, da un lato abbiamo le famiglie e le imprese, che si trovano a fare i conti con tassi di interesse crescenti, difficoltà di accesso al credito e incertezza sulle garanzie offerte dai prodotti finanziari. Dall'altro, le nuove tecnologie, come l'intelligenza artificiale e la finanza digitale, stanno trasformando radicalmente il settore, introducendo opportunità, ma anche nuovi rischi, che devono essere adeguatamente compresi e regolamentati. (Applausi).

La proposta che discutiamo oggi prevede quindi la creazione di una Commissione d'inchiesta con competenze ampie e mirate, che intende guardare con attenzione al sistema bancario, finanziario e assicurativo, valutandone l'adeguatezza e il corretto funzionamento rispetto alle mutevoli necessità dei cittadini e delle imprese, proponendo eventuali correttivi alla normativa di riferimento.

Tra le competenze previste, vorrei evidenziare la tutela del risparmio, che è una pietra angolare della nostra Costituzione, che lo tutela all'articolo 47. Negli ultimi anni, però, abbiamo visto casi in cui i risparmi di intere famiglie sono stati messi a rischio da gestioni irresponsabili o da vere e proprie pratiche scorrette da parte di alcuni operatori finanziari e poco si è fatto in passato. La Commissione avrà quindi il compito di analizzare queste situazioni e proporre soluzioni concrete per evitare che si ripetano.

Altra competenza riguarda la gestione delle crisi bancarie. In passato molti istituti bancari e finanziari, in situazioni di difficoltà o dissesto, hanno ricevuto ingenti risorse pubbliche per evitare il collasso. È essenziale, quindi, capire come siano state gestite queste crisi, quali siano state le responsabilità e soprattutto se le risorse pubbliche, in passato, siano state utilizzate in modo efficace e trasparente. (Applausi).

Vi è poi il fenomeno della desertificazione bancaria. In molte aree del Paese, specialmente nelle zone rurali e meno sviluppate, assistiamo ad una progressiva riduzione della presenza fisica delle banche. Questo fenomeno non solo limita l'accesso ai servizi finanziari, ma ha un impatto devastante sull'economia locale, sulla coesione sociale e sulla fiducia dei cittadini nel sistema bancario.

Un'altra competenza riguarda le nuove sfide tecnologiche. Come è stato evidenziato dai colleghi che mi hanno preceduto, l'adozione di tecnologie come l'intelligenza artificiale sta cambiando il volto anche del sistema bancario, finanziario e assicurativo. La Commissione dovrà monitorare attentamente l'impatto di queste innovazioni, valutandone le opportunità, ma anche i rischi, in particolare per quanto riguarda la sicurezza dei dati, la privacy e la prevenzione di frodi. Queste innovazioni possono offrire enormi benefici, come una maggiore efficienza e servizi ancora più personalizzati; tuttavia - di questo non dobbiamo dimenticarci - senza una regolamentazione adeguata, rischiamo di amplificare le disuguaglianze, esporre i consumatori a nuovi rischi e compromettere la fiducia nel sistema. La Commissione avrà il compito di analizzare anche queste dinamiche, assicurandosi che l'adozione di nuove tecnologie avvenga in un quadro di trasparenza e di responsabilità, con regole chiare per proteggere cittadini e imprese.

In ultimo, vi è la lotta alle pratiche scorrette. Fenomeni come l'usura, l'anatocismo bancario e le difficoltà legate alle sofferenze bancarie continuano a rappresentare un problema per molti cittadini e imprese. È necessario - mi rivolgo ai colleghi delle opposizioni - esaminare la normativa vigente e proporre eventuali modifiche per garantire maggiore giustizia ed equità. (Applausi). Un altro tema che sarà cruciale affrontare è quello dell'educazione finanziaria: in un contesto in cui i prodotti finanziari diventano sempre più complessi e meno comprensibili ai cittadini, è essenziale quindi che gli stessi abbiano gli strumenti per comprendere e valutare le loro scelte economiche. L'educazione finanziaria non è solo un diritto, ma anche una necessità per costruire un sistema più equo e resiliente. Vorrei ricordare a tutti che in passato questo non è avvenuto.

Signor Presidente, onorevoli colleghi, pubblico qualificato, istituire questa Commissione non è solo un dovere verso i cittadini, ma anche un'opportunità per rafforzare la fiducia nel nostro sistema economico, come sta facendo il nostro Governo Meloni. La trasparenza, la correttezza e la tutela dei diritti devono essere i principi cardine su cui si basa il funzionamento del settore bancario e finanziario. Questa Commissione non sarà un mero esercizio formale, ma uno strumento concreto per affrontare le sfide del presente e costruire un futuro più giusto e sicuro per tutti.

Anche io ringrazio, come tutti i colleghi, la Commissione finanze e tesoro, il Presidente, il relatore, senatore Lotito, il dottor Bruschi e tutta la Commissione, sia la maggioranza che l'opposizione, perché questo tema è stato affrontato con molta civiltà e con la stessa civiltà sarà affrontato in futuro.

Mi auguro che questa astensione di oggi possa, infatti, trasformarsi in un voto favorevole quando presenteremo la relazione finale. Quindi, mi auguro che questa proposta, alla luce di quello che ho detto, incontri il più ampio consenso e possano essere anche riviste le dichiarazioni di voto testé fatte. Infatti solo con una vigilanza rigorosa ed un impegno collettivo e condiviso possiamo garantire un sistema bancario, finanziario e assicurativo all'altezza delle aspettative dei cittadini e delle imprese. Pertanto, con grande onore esprimo il voto favorevole di Fratelli d'Italia. (Applausi).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del documento XXII, n. 14, nel testo emendato per effetto delle modifiche introdotte dalla Commissione, con il seguente titolo: «Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo».

(Segue la votazione).

Il Senato approva.

Risulta pertanto assorbito il documento XXII, n. 15.

Sospendo la seduta fino alle ore 15,30.

(La seduta, sospesa alle ore 12,51, è ripresa alle ore 15,33).

Discussione del disegno di legge:

(1323) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 ottobre 2024, n. 160, recante disposizioni urgenti in materia di lavoro, università, ricerca e istruzione per una migliore attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 15,33)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1323, già approvato dalla Camera dei deputati.

La relatrice, senatrice Bucalo, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice.

BUCALO, relatrice. Signor Presidente, onorevoli senatori, giunge all'esame dell'Assemblea il decreto-legge n. 160 del 2024, recante disposizioni urgenti in materia di lavoro, università, ricerca e istruzione per una migliore attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, a seguito della conclusione dell'esame in sede referente da parte della 7a Commissione, che ha confermato il testo come modificato in prima lettura dalla Camera dei deputati.

L'articolo 1 reca misure per il contrasto del lavoro sommerso: in particolare, i commi 1 e 2 sostituiscono il riferimento alla soppressa Agenzia nazionale politiche attive lavoro (ANPAL) con il riferimento all'Istituto nazionale assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro (Inail) nelle norme relative alla rete del lavoro agricolo di qualità e al tavolo operativo per la definizione di una nuova strategia di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura.

Mentre il comma 3 prevede la definizione, da parte dell'Inail, di criteri di premialità (al fine dell'accesso ad alcuni finanziamenti) per le imprese iscritte alla suddetta rete. Il comma 4 limita gli effetti dell'iscrizione nella lista di conformità conseguenti agli accertamenti dell'ispettorato nazionale del lavoro. La novella non esclude (come invece faceva la versione previgente) che l'ispettorato svolga accertamenti omologhi con riferimento al medesimo datore di lavoro anche nei dodici mesi successivi alle iscrizioni, prevedendo soltanto che gli accertamenti possano non essere svolti nel suddetto periodo temporale.

I commi da 5 a 9 dell'articolo 1 prevedono l'istituzione di indici sintetici di affidabilità contributiva (ISAC) relativi alla contribuzione previdenziale e assistenziale e applicabili a due settori economici di imprese o lavoratori autonomi dal 1° gennaio 2026 e successivamente anche gradualmente ad almeno altri sei settori. Questi ultimi devono essere definiti entro il 31 agosto 2026.

Si demanda ai decreti ministeriali, emanati secondo la procedura di cui al comma 7, l'individuazione dei settori - nell'ambito di quelli a maggior rischio di evasione ed elusione contributiva - e l'approvazione dei relativi ISAC, nonché la definizione: delle misure premiali per i soggetti che rientrano in determinati i valori dell'indice; dei criteri e delle modalità per l'aggiornamento periodico della classificazione dei soggetti; delle ipotesi di esclusione dell'applicabilità degli indici per determinate tipologie di contribuenti.

Il comma 10 provvede alla quantificazione dell'onere finanziario derivante dal costo di elaborazione degli ISAC (onere quantificato in 414.800 euro per l'anno 2025 e 1,25 milioni per l'anno 2026) e provvede alla relativa copertura a valere sulle risorse finanziarie residue dei piani urbani integrati previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, progetti generali e superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura.

La relazione tecnica allegata all'originario disegno di legge di conversione del presente decreto-legge rileva che i Comuni interessati hanno già espresso formale rinuncia ai fondi derivanti dalle economie relative ai suddetti interventi.

Il successivo comma 11 prevede che l'Ispettorato nazionale del lavoro assicuri l'accessibilità al Portale nazionale del sommerso da parte delle pubbliche amministrazioni e degli enti che erogano e gestiscono fondi pubblici per le finalità di verifica nelle attività di propria competenza. Tutti questi interventi sono una rappresentazione di quanto si continui a realizzare la lotta al lavoro sommerso, che è una piaga che colpisce non solo i singoli lavoratori, perché non possono avere qualità e condizioni migliori di lavoro, ma colpisce anche lo Stato, perché lo priva di entrate importanti. Incide in maniera negativa sull'incremento del PIL, incide sull'aumento dell'occupazione e sulla diminuzione dell'inflazione.

L'articolo 2 invece consente, per una frazione di periodo dell'anno 2024 e per il mese di gennaio 2025, il riconoscimento da parte dell'INPS di un intervento di integrazione salariale per i lavoratori dipendenti di datori di lavoro, anche artigiani, con un numero medio di dipendenti non superiore a 15 nel semestre precedente ed operanti in alcuni settori. L'ambito di questi ultimi è costituito dai settori tessili, dell'abbigliamento, del calzaturiero, del conciario, nonché - limitatamente alle attività svolte dagli addetti alle lavorazioni di montature e saldatura di accessori della moda -e dai settori individuati dalla tabella A e da quello dei lavori di meccanica generale. L'intervento è previsto per un periodo massimo di dodici settimane, compreso tra la data di entrata in vigore del presente decreto e il 31 gennaio 2025. Il trattamento in oggetto è di ammontare pari a quello stabilito per i trattamenti ordinari e straordinari di integrazione salariale ed è riconosciuto, in deroga ai limiti di durata massima, per interventi ordinari di integrazione salariale e, per le imprese artigiane, in deroga ai limiti di durata dell'assegno di integrazione salariale per causali ordinarie. L'intervento in esame, anticipato dal datore di lavoro e rimborsato a quest'ultimo dall'INPS, salva la possibilità di pagamento diretto da parte dell'INPS, contemplata dal comma 3. L'intervento è riconosciuto nel rispetto di un limite di spesa pari a 73,6 milioni di euro per l'anno 2024 e a 36,8 milioni per l'anno 2025. Il comma 7 provvede alla copertura finanziaria dell'onere corrispondente al suddetto limite.

Queste sono misure importanti per tutelare un settore che rappresenta il 60 per cento del nostro made in Italy e ha una duplice finalità: quella di tutelare il posto di lavoro, ma anche e soprattutto di tutelare le competenze acquisite da questi lavoratori nel tempo. Abbiamo dei dati drammatici: si dice che entro il 2027 mancheranno 346.000 lavoratori specializzati nel settore della moda, nel settore del design, nell'ospitalità, nell'alimentare. Questi sono dei settori strategici per il nostro tessuto produttivo. Quindi, li dobbiamo tutelare ed è innegabile che questi lavoratori specializzati rappresentano una vera risorsa per l'intera nostra Nazione. Indirettamente, tutelando questi lavoratori, si tutelano anche le aziende e la nostra produzione di qualità.

L'articolo 3 reca misure relative al Fondo unico per il pluralismo e l'innovazione digitale, dell'informazione e dell'editoria. In particolare, si dispone che nell'ambito del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, già previsto a legislazione vigente, per la determinazione della quota del Fondo da destinare al finanziamento di misure volte alla risoluzione di situazioni di crisi occupazionali, sia stabilito il rifinanziamento degli interventi volti a sostenere l'accesso anticipato alle pensioni per i giornalisti professionisti, già iscritti all'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani, dipendenti dalle imprese editrici di giornali, quotidiani, di giornali periodici e di agenzie di stampa a diffusione nazionale.

L'articolo 4, comma 1, istituisce, nell'ambito della tornata dell'abilitazione scientifica nazionale 2023-2025, i quadrimestri quarto e quinto, successivi ai tre quadrimestri previsti nell'apposito bando emanato nel 2023, al fine di garantire il regolare svolgimento delle procedure di abilitazione scientifica nazionale e di promuovere le politiche di reclutamento del personale docente delle università in attuazione del PNRR. A tal fine, la domanda di partecipazione alla procedura per il conseguimento dell'abilitazione scientifica nazionale, a pena di esclusione, è presentata rispettivamente a decorrere dal 6 novembre 2024 ed entro il 4 marzo 2025, per il quarto quadrimestre, e a decorrere dal 5 marzo 2025 ed entro il 3 luglio 2025, per il quinto quadrimestre. I lavori riferiti al quinto quadrimestre si concludono entro il 3 novembre 2025. Le commissioni nazionali già formate sulla base dell'apposito decreto direttoriale emanato nel luglio 2023 restano in carica fino al 15 aprile 2026.

Il comma 2 differisce, dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2026, il termine ultimo entro il quale ciascuna università può procedere, nell'ambito delle risorse disponibili per la programmazione, alla chiamata nel ruolo di professori di prima e seconda fascia e di professori di seconda fascia e ricercatori a tempo indeterminato in servizio nel medesimo ateneo che abbiano conseguito l'abilitazione scientifica. La finalità indicata è quella di conseguire il rafforzamento dell'organico dei docenti universitari anche in funzione dell'attuazione delle misure del PNRR e stabilizzare il quadro di reclutamento universitario nelle more della sua revisione complessiva.

Il comma 2-bis, inserito dalla Camera, va ad elevare da undici a dodici anni la durata dell'abilitazione scientifica nazionale per le funzioni di professore universitario di prima e di seconda fascia.

L'articolo 5, nelle more della riforma del Consiglio universitario nazionale, prevede che quest'ultimo, nella composizione annuale in carica, continui a svolgere le proprie funzioni sino al termine del 31 luglio 2025. È conseguentemente prorogato fino a tale termine il mandato degli attuali componenti del Consiglio.

L'articolo 6, comma 1, reca disposizioni tese a far sì che anche i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata possano essere destinati a residenze e alloggi universitari. Questa è una strategia molto simbolica, perché i luoghi dell'illegalità vengono trasformati al servizio dei nostri studenti, per le loro esigenze e anche per le esigenze delle famiglie, perché spesso tanti studenti devono rinunciare anche a sogni e aspirazioni per sostenere le spese di un alloggio.

L'articolo 6 inoltre estende l'applicazione del regime semplificato di autorizzazioni urbanistiche ed edilizie introdotto per l'attuazione della riforma del PNRR in materia di alloggi universitari agli interventi volti a destinare i beni immobili dello Stato a quelli confiscati alla criminalità organizzata a residenze e alloggi universitari, per i quali la struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici dell'agenzia del Demanio svolge il ruolo di stazione appaltante. Esso inserisce, infine, il Ministero dell'università e della ricerca e il commissario straordinario incaricato di assicurare il conseguimento entro il 30 giugno 2026.

Nel corso dell'esame alla Camera dei deputati sono stati inseriti due commi aggiuntivi. Con il comma 1-bis si dispone un ulteriore elemento di semplificazione, consentendo il mutamento di destinazione d'uso funzionale degli immobili da destinare a residenze universitarie, anche in deroga a specifiche normative regionali e statali, salvo il rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza e dei requisiti igienico-sanitari.

Con il comma 1-ter si dispone infine l'abrogazione dell'articolo 1-ter della legge n. 338 del 2000 recante la disciplina di un regime autorizzatorio specifico per l'esercizio delle strutture residenziali universitarie beneficiarie delle risorse destinate al cosiddetto nuovo housing universitario.

L'articolo 7 autorizza la spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025 da destinare al Politecnico di Milano per il completamento degli interventi di ammodernamento strutturale e tecnologico del campus del Politecnico di Milano, denominato "Campus Nord", situato nel quartiere Bovisa di Milano.

L'articolo 8, modificato nel corso dell'esame alla Camera, prevede invece misure volte a promuovere l'internalizzazione degli ITS Academy, anche nell'ambito del Piano Mattei. Questo è un primo passo verso l'attuazione di un progetto ambizioso di questo Governo. Infatti, attraverso l'internalizzazione, l'Italia può giocare un ruolo importantissimo e può creare un ponte non solo di cultura, ma anche formativo ed educativo tra l'Italia e l'Africa, creando le figure professionali necessarie richieste dal mercato del lavoro e soprattutto richieste dalle aziende italiane che investono nei Paesi africani. A tal fine è autorizzata la spesa di 3,1 milioni di euro per l'anno 2024 per il potenziamento delle strutture e dei laboratori, anche con riferimento ai percorsi attivi all'estero. Inoltre, è prevista la spesa di 1 milione di euro per l'anno 2024 per l'ampliamento dell'offerta formativa in tutto il territorio nazionale, anche per i percorsi attivati all'estero.

È importante andare a rafforzare gli ITS Academy, perché rappresentano un ponte diretto tra la formazione e il mondo del lavoro e permettono, a chi li frequenta e completa questo percorso, di avere delle competenze tecniche specifiche che sono subito spendibili nel mondo del lavoro. La nostra sfida è proprio quella di dare una risposta concreta a tutto il sistema produttivo italiano. Sappiamo che oggi soffriamo di un importante mismatch tra la domanda e l'offerta di lavoro. Inoltre va combattuto questo stigma, tutto italiano, secondo cui i percorsi di studio tecnici e professionali sono dei percorsi di serie B, quando invece gli ultimi dati del rapporto di Unioncamere indicano che ci sarà un'esigenza di lavoratori specializzati che escono da questo tipo di scuole da 182.000 a 207.000 unità, a fronte di circa 156.000 giovani effettivamente in uscita da questi indirizzi. Anche qui abbiamo dei dati molto preoccupanti, perché c'è una carenza di tali figure professionali da 26.000 a 51.000 unità all'anno.

L'articolo 8-bis, aggiunto nel corso dell'esame alla Camera dei deputati, dispone che l'opzione economico-sociale presente all'interno del percorso del liceo delle scienze umane permanga in via ordinaria (e non più solo fino ad esaurimento), quale percorso autonomo rispetto a quello del liceo del made in Italy, non dovendo più confluire quest'ultimo come previsto dalla normativa oggi vigente. Grazie a questo intervento finalmente abbiamo la coesistenza, all'interno del sistema liceale, di due percorsi. I LES sono un percorso molto apprezzato; basti pensare che, nell'anno scolastico 2023-2024, quasi 90.000 studenti vi risultano iscritti. Bisogna puntare tantissimo su un percorso di alta formazione per i nostri i giovani, perché valorizza e quindi crea le specializzazioni e le competenze necessarie per tutelare e valorizzare il nostro grande patrimonio (stiamo parlando del made in Italy).

Il made in Italy, Presidente, non è solo un marchio, ma è la nostra identità e rappresenta il nostro patrimonio, che è frutto dell'eccellenza, della competenza e della capacità di noi italiani di creare dei prodotti di alta qualità, non solo per le materie prime che utilizziamo, ma anche per tutti i processi produttivi che applichiamo. Il made in Italy è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. (Applausi). Avere un percorso di studi così innovativo fa capire quanto questo Governo voglia investire sul futuro dei nostri giovani, creando delle nuove figure, come il liceo del made in Italy, che sono fortemente radicate e connesse con il tessuto economico-produttivo della nostra Nazione.

L'articolo 9, integralmente sostituito nell'esame alla Camera dei deputati, intende precisare che anche i vincitori di concorso per i posti di insegnante tecnico-pratico che vi abbiano partecipato durante la fase transitoria con il solo possesso del titolo di studi richiesto a legislazione vigente sono tenuti, nel primo anno di servizio, ovvero quello attuale (2024-2025), a conseguire l'abilitazione mediante il conseguimento dei CFU previsti per analoghe categorie di docenti. Si chiarisce altresì che i medesimi soggetti accedono ai percorsi universitari e accademici di formazione iniziale di diritto.

L'articolo 10 dispone l'incremento del Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa al fine di incentivare il maggiore impegno connesso al supporto delle azioni previste dal PNRR e a quelle conseguenti alla transizione al nuovo sistema di gestione delle pratiche pensionistiche. L'aumento di 13,7 milioni di euro per l'anno 2024 rappresenta ed è un fatto concreto e dimostra come noi abbiamo a cuore chi vive giornalmente e porta avanti il sistema scolastico e inoltre svolge un ruolo che è insostituibile. Tutte le segreterie sono sempre più oberate non solo da scadenze collegate con il PNRR, ma anche dalle nuove scadenze, come quelle di cui ho già detto, che sono state introdotte da quest'anno, come la gestione pensionistica informatizzata.

L'articolo 11 prevede un incremento di 4 milioni di euro per il 2024 dell'autorizzazione di spesa relativa alla fornitura dei libri di testo alle famiglie meno abbienti e l'articolo 12 dispone in merito all'entrata in vigore del provvedimento. (Applausi).

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Verducci.

*VERDUCCI (PD-IDP). Signor Presidente, questo decreto-legge è stato incardinato in Commissione qui in Senato ieri pomeriggio alle 18 e si è preteso, con una forzatura evidente, che venisse assegnato alla sola Commissione istruzione e non anche a quella lavoro, nonostante gran parte del testo parli di lavoro. Si è preteso, con una ulteriore smaccata forzatura, che gli emendamenti venissero presentati entro un'ora - una sola ora Presidente! - e dopo neanche ventiquattro ore si vuole chiudere la discussione in Aula e andare al voto, senza audizioni, senza nessun dibattito che non sia, evidentemente, finto, con una mortificazione di tutto il Parlamento che è inaccettabile, che è uno sfregio continuo. (Applausi).

Signor Presidente, lo dico rivolto ai senatori della maggioranza: abbiate un sussulto di dignità! Mortificare il Parlamento significa mortificare i cittadini! E lo dico a lei, signor Presidente, in modo che venga trasmesso all'intera Presidenza di questa Assemblea: avete il dovere di far rispettare le prerogative di questa Camera e le prerogative di entrambi i rami del Parlamento, perché il nostro non è un sistema di monocameralismo alternato, come la prassi sta forzosamente imponendo: il nostro è un sistema di bicameralismo paritario! Così lo hanno voluto i Costituenti e questo dice la Costituzione, a tutela della voce e della rappresentanza di ogni cittadino e non può essere che tutto questo venga travolto ogni volta, ogni settimana, sistematicamente, dalla decretazione d'urgenza (che molto spesso non ha niente di urgente ed è solo un espediente per aggirare il dibattito parlamentare) o dall'uso abnorme dei voti di fiducia (che sono anch'essi il più delle volte un modo per impedire la dialettica parlamentare). Tutti noi siamo stati eletti per fare il nostro lavoro di parlamentari e non per fare i passacarte del Governo!

E neanche voi, colleghi della destra che attualmente siete in maggioranza, siete qui per fare i passacarte del Governo. (Applausi). Allora dateci una mano a pretendere che vengano rispettate le prerogative nostre, dei cittadini e del Parlamento, anche perché era quello che chiedevate quando eravate minoranza ed è nel vostro interesse quando tornerete all'opposizione; è nell'interesse di una democrazia sana e solida, che poggia sui cittadini e non sull'arroganza del Governo.

Signor Presidente, vengo al merito del decreto-legge in esame, nonostante i contenuti siano talmente scarsi e deludenti da far sì che questo sia un provvedimento vuoto, con un titolo e niente intorno. Un titolo altisonante: disposizioni urgenti in materia di lavoro, università, ricerca e istruzione per una migliore attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si tratta, però, di un titolo bugiardo, Sottosegretario, colleghi, come bugiardo è il presente decreto-legge, il cui vero titolo dovrebbe essere: incapacità di attuare il PNRR; dimostrazione plastica del ritardo che il Governo Meloni ha accumulato sugli obiettivi del PNRR, mettendo a rischio miliardi di euro destinati dall'Europa al nostro Paese, per rafforzare punti nevralgici per la tenuta e per lo sviluppo del nostro Paese. State dimostrando l'incapacità del vostro Governo di utilizzare le risorse europee conquistate nel pieno dei giorni drammatici della tempesta del Covid, quando - lo voglio ricordare, signor Presidente, in quest'Aula - si moriva ogni giorno ed erano esposti soprattutto i più fragili e gli anziani, i medici e gli infermieri, tutto il personale dell'emergenza e dell'assistenza, e si moriva in modo tremendo, da soli, intubati, senza sapere come curarsi, pregando che potesse arrivare un vaccino che ancora non c'era. Nel nostro Paese sono morte a causa del Covid più di 187.000 persone e non sono un numero: sono un nome e un cognome, un viso, una storia, affetti che continuano. Lo voglio dire oggi più che mai, signor Presidente: io ricordo quello che avvenne, ricordo chi non ce l'ha fatta, chi stava al fronte per salvare vite. Lo voglio ricordare a questo Governo e ai parlamentari di destra che strizzano l'occhio ai novax, tradendo la correttezza e l'esempio di 49 milioni di cittadini italiani che si sono vaccinati per rispettare gli altri - i più deboli - prima ancora che se stessi e per sconfiggere la pandemia, che senza vaccino avrebbe mietuto altre centinaia di migliaia di vittime. (Applausi).

Signor Presidente, nel pieno della pandemia noi socialisti e democratici europei ci siamo battuti perché ci fosse il Next generation EU, un piano di investimenti pubblici che ridesse all'Unione europea il senso e la missione per cui era nata all'indomani della Seconda guerra mondiale: costruire welfare diffuso, infrastrutture, servizi sociali, democrazia, inclusione, beni comuni; dare alle nuove generazioni strumenti di emancipazione, di riscatto sociale, per stare meglio dei padri. Dopo gli anni delle politiche sbagliate dell'austerità cieca, il Next generation EU e il PNRR che ne è scaturito hanno significato questo, significano questo. Le destre al Parlamento europeo non lo votarono e va ricordato sempre a tutti i nostri concittadini: c'era chi lavorava e c'era chi, invece, stava a guardare e magari tifava perché tutto andasse a male. Noi invece, oggi come allora, vogliamo che nessun euro di questi investimenti conquistati a frutto di una grande battaglia politica vada sprecato, vada perduto.

Nel decreto-legge in esame parlate di PNRR e di università. Ci sono un paio di norme di natura amministrativa, che però saranno completamente irrilevanti.

Il tema vero è un altro ed è gigantesco: perché il Governo Meloni, a più di due anni dall'insediamento, non è stato ancora in grado di costruire i 60.000 posti letto per studenti universitari previsti da un obiettivo specifico e strategico del PNRR e per cui noi abbiamo ottenuto dall'Europa 1,2 miliardi. Perché il Governo Meloni è stato incapace di farlo ed è tuttora incapace di farlo! (Applausi).

Avete rimandato una prima volta, poi avete rimandato una seconda volta, con il rischio, come hanno denunciato le associazioni studentesche, che una parte di fondi vada ad altri capitoli di spesa e venga sottratta ai bisogni degli studenti: rischio che tuttora c'è, è reale e che noi vogliamo sventare.

Il Ministero dell'università si è mosso tardi, sui regolamenti e sulle convenzioni, sia con i privati sia con i soggetti pubblici. Il ritardo e il mancato monitoraggio da parte del Governo stanno portando ad un effetto completamente distorto: cioè che, in mancanza del coinvolgimento dei soggetti pubblici per gli studentati, i privati facciano lievitare il prezzo finale dei posti letto per gli studenti.

Altro che housing sociale! Voi state avallando, nei fatti, una speculazione inaccettabile sulla pelle degli studenti, operata con i fondi del PNRR, che invece avevano l'obiettivo opposto: e cioè ampliare e costruire posti gratuiti, far scendere i prezzi, calmierare un mercato che è senza regole. (Applausi).

Invece niente! Qui, invece, avviene il contrario! Voi state facendo housing per i ricchi e non per il diritto allo studio, non per le ragazze e i ragazzi che ne hanno bisogno perché, altrimenti, non avrebbero le condizioni per potersi mantenere e per poter andare avanti.

L'Italia è tra i Paesi dove studiare costa di più. Il diritto all'abitare è una delle fondamenta del diritto allo studio; eppure, i costi degli alloggi sono sempre più alti. E aggiungete, a quei costi, quelli delle tasse, dei trasporti, dei libri e dei materiali didattici, delle spese per le utenze, luce, acqua, riscaldamento, e delle spese per mangiare. Noi, su ognuna di queste voci, abbiamo presentato emendamenti e voi li avete bocciati tutti, senza neanche spendere una parola.

La questione abitativa è il problema che grava maggiormente sulle spalle della comunità studentesca e delle famiglie. È il primo motivo di diseguaglianza. Servono, in media, più di 600 euro per una stanza singola, più di 300 euro per una stanza doppia, spesso in condizioni anche pessime. È un costo che cade interamente sulle spalle degli studenti e delle loro famiglie e questo, colleghi, è inaccettabile. Significa che solo i ragazzi ricchi andranno avanti: non quelli poveri e non gli studenti lavoratori costretti a lavorare per mantenersi.

Questa è l'ingiustizia che la destra in questi due anni ha amplificato: altro che merito! A voi del merito non interessa niente. Vi interessa un'università per pochi e non per tutti. Vi interessa che a comandare siano pochi, figli di chi già comanda.

Signor Presidente, quante ragazze e quanti ragazzi sono costretti ad abbandonare gli studi e un progetto di vita per motivi economici? Quanti sono costretti ad abbandonare a causa delle politiche contro l'università pubblica di questa destra? In queste ore, in tutti gli atenei c'è una mobilitazione contro i vostri tagli e contro il vostro disegno di legge che vuole tornare a precarizzare ferocemente l'università e il lavoro della ricerca.

Signor Presidente, i ragazzi accampati nelle tende sui selciati delle università, che protestavano contro il caro affitti, questo Governo li ha ignorati e presi in giro. La situazione oggi è peggiore rispetto ad allora. Questo decreto vuoto ne è la dimostrazione. Incapacità e indifferenza del Governo Meloni, mentre una generazione chiede il diritto ad avere futuro.

Noi continueremo a dare voce, in quest'Aula e nel Paese, a quella generazione, a quelle studentesse e a quegli studenti, perché la loro istanza, la loro battaglia, è decisiva per il futuro di tutto il Paese. (Applausi).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rando. Ne ha facoltà.

RANDO (PD-IDP). Signor Presidente, colleghe e colleghi, non ci sono altre parole per dirlo: siamo di fronte a un provvedimento che mette insieme in maniera disorganica, senza visione, né risorse, disposizioni sull'attuazione del PNRR in materia di lavoro, scuola, università e ricerca.

Continuate a modificare l'attuazione del PNRR perdendo di vista le finalità per cui questo strumento è nato: ridurre le diseguaglianze economiche e sociali e il divario territoriale in campi di primario interesse come l'istruzione e l'università. Sembra essere diventata quasi un'abitudine per questa maggioranza fare propaganda delle emergenze, senza però sognarsi di affrontare le criticità nella loro complessità. Il risultato è una grande disattenzione sui temi dell'università, nessuna iniziativa per gli studenti e le studentesse e nessuna cura e attenzione su temi delicati quali la povertà educativa, l'inclusione e la disabilità.

Che dire, poi, della proroga fino al luglio 2025 del Consiglio universitario nazionale (CUN)? Una proroga che arriva senza che vi siano una riforma, né quantomeno i suoi contorni. Più che una proroga, questo sembra un rinvio a data ignota e rinviare significa non affrontare e risolvere le questioni.

È opportuno, ancora, menzionare la norma relativa al liceo del made in Italy, introdotta in Commissione alla Camera, e all'opzione economico-sociale all'interno dei licei economico-sociali. Sapevamo tutti e tutte, forse anche lo stesso Governo, quando abbiamo approvato quel decreto omnibus, che le 375 iscrizioni complessive in Italia non bastavano a giustificare l'invenzione di un nuovo liceo (Applausi), evidentemente non attraente per i ragazzi e le ragazze quanto invece la maggioranza avrebbe sperato. Noi avevamo invece posto l'attenzione sulla tutela dei licei economico-sociali che, dati alla mano, hanno prodotto grandi risultati negli anni, al contrario del liceo da copertina che la maggioranza tanto energicamente sponsorizzava. E, invece, nella versione iniziale del testo, addirittura lo si cancellava a beneficio del liceo del made in Italy. Si è previsto che vi andasse a confluire, privandolo così della tutela che avevamo convintamente proposto, dato che siete dovuti poi intervenire con un cambio di rotta. È chiaro, però, che le preoccupazioni delle opposizioni non sono mai svanite, anche perché nell'emendamento approvato si prevede che il percorso economico-sociale sia salvato, sì, ma nel limite del contingente organico, dei dirigenti scolastici, dei direttori dei servizi generali e amministrativi, dell'organico dell'autonomia e dell'ATA. Di nuovo, zero risorse per l'offerta didattica e formativa.

Con gli emendamenti presentati il Gruppo Partito Democratico ha posto questioni importanti che avevano l'obiettivo di sostenere il diritto allo studio di tutte e di tutti e aiutare le famiglie per l'acquisto dei libri di testo, anche per i ragazzi non vedenti, ma in Commissione non vi è stata alcuna disponibilità al confronto. Abbiamo suggerito provvedimenti per alleviare la situazione disastrosa del personale ATA assunto a tempo determinato per Agenda Sud del PNRR; altri per creare un fondo di contrasto alla povertà alimentare a scuola. Il vostro atteggiamento è stato di totale chiusura a ogni proposta.

Presidenza del vice presidente RONZULLI (ore 16,14)

(Segue RANDO). Per queste ragioni, il decreto in esame ci sembra inadeguato e insoddisfacente e sicuramente non migliorerà l'attuazione del PNRR.

Per non parlare, poi, dell'altra misura sulle residenze universitarie, su cui ormai è in atto un vero e proprio calvario. In quella odierna assistiamo all'istituzione persino di un commissario per il raggiungimento entro il 2026 dei 60.000 posti letto nelle residenze, ovvero una necessità concreta più volte denunciata e richiesta dagli stessi studenti e studentesse. Non serve specificare che si tratta di un obiettivo che assomiglia sempre più a un miraggio.

Oggi sappiamo che se ci saranno novità per la scuola è grazie al lavoro del Partito Democratico. È notizia di poche ore fa l'approvazione di un nostro emendamento al disegno di legge di bilancio che istituisce un fondo per il benessere psicologico delle studentesse e degli studenti. La differenza è tra chi è incapace di ascoltare le proteste delle associazioni studentesche e chi, invece, mette al centro le questioni essenziali che potranno migliorare la crescita dei nostri ragazzi e ragazze.

Per il momento, con i decreti e le misure proposte, il nostro Paese resta ancora davvero troppo lontano da tali obiettivi e il sistema universitario, parimenti, resta indietro sul piano dell'equità, dell'accessibilità e dell'inclusività.

Se guardiamo, poi, alle misure sul lavoro contenute nel provvedimento, il risultato non cambia. Affrontare temi drammatici come il caporalato e il lavoro sommerso, senza occuparsi dei nodi cruciali per contrastare questi fenomeni, è un fallimento.

Il fenomeno del caporalato è in drammatico aumento delle nostre campagne, e non solo: servono nuove leggi sull'immigrazione che diano certezze ai lavoratori e alle lavoratrici e soprattutto serve accendere i riflettori sulla connivenza tra imprese e organizzazioni criminali.

Lo sfruttamento del lavoro in molte zone del nostro Paese è un business in mano alle mafie e lo Stato deve alzare il livello dei controlli e del contrasto, ma in queste norme non c'è traccia di tale impegno.

Signora Presidente, è un decreto vuoto, che sposta poco rispetto alle questioni essenziali. È un decreto che anticipa di poco l'arrivo della finanziaria, con i pesantissimi tagli previsti per scuola e università, che rischiano di essere un macigno sul futuro delle nuove generazioni.

Un Governo che non mette al centro la scuola, la ricerca, l'università e la tutela del lavoro non sa guardare al futuro, non ha uno sguardo lungo e largo: questo Governo e questa maggioranza hanno uno sguardo corto e stretto. (Applausi. Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mazzella. Ne ha facoltà.

MAZZELLA (M5S). Signor Presidente, onorevole Sottosegretario, oggi siamo qui a discutere un provvedimento che cerca in modo tardivo e spesso inefficace di affrontare alcune delle gravi criticità nell'attuazione delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza negli ambiti di lavoro, istruzione, ricerca e cultura.

Diciamo subito chiaramente, però, che tali criticità non sono una novità per questo Governo: sono il frutto di una sua gestione approssimativa e arrogante (Applausi), che mette a rischio il futuro di tutto il Paese. Come MoVimento 5 Stelle, lo abbiamo denunciato sin dall'inizio, utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione (emendamenti, ordini del giorno e interrogazioni). Ma, purtroppo, ci siamo sempre scontrati con un muro di indifferenza, che riguarda non solo l'opposizione, ma anche le istanze dei sindacati, delle associazioni studentesche e della società civile.

Quest'arroganza è il sintomo di una maggioranza autoreferenziale, che oggi rischia di compromettere il pieno successo del PNRR. Non è solo l'opposizione a dirlo, ma è la stessa Corte dei conti, che nella sua recente relazione ha evidenziato ritardi e gravi inefficienze. E penso adesso alla Missione 4 del PNRR, quella dedicata proprio all'istruzione e alla ricerca: il tasso di realizzazione è fermo al 25 per cento e l'anno scorso era solo al 17. In due anni dovevamo correre, ma che abbiamo fatto? Sappiamo però che con questo Governo è più probabile assistere a rimodulazioni e tagli che a progressi significativi, ma non ce lo possiamo permettere. Non se lo può permettere un Paese che già oggi ha una crescita economica prossima allo zero e che nella prossima legge di bilancio non mostra alcuna traccia di investimenti seri per il futuro.

Vorrei ricordare a quest'Assemblea che le risorse del PNRR sono state conquistate grazie al lavoro instancabile del presidente Giuseppe Conte (Applausi): grazie al suo impegno, l'Italia ha ottenuto un piano straordinario, che ha riscritto le priorità politiche europee. Non dimentichiamo mai che chi oggi governa e siede in questi banchi ha votato contro quel Piano di ripresa e di resilienza; un Piano che doveva colmare i divari territoriali con un vincolo preciso, destinando il 40 per cento delle risorse al Sud. Il Governo, però, non ha ancora reso pubblici i dati e noi temiamo che questo 40 per cento non sia più tale.

Passiamo ora al tema dell'istruzione: l'Italia investe solo il 4 per cento del PIL. In questo settore, la media OCSE è del 4,9 per cento e siamo penultimi in Europa per numero di laureati, seguiti solo dalla Romania. Invece di investire in capitale umano e innovazione, stiamo assistendo a uno smantellamento del sistema universitario: pensiamo ai tagli al Fondo per il finanziamento ordinario delle università (FFO), un definanziamento che mette a rischio la sopravvivenza di interi settori universitari e che favorisce, come sempre, le università telematiche.

Nel frattempo, il precariato nel mondo della ricerca ha raggiunto livelli insostenibili, con il 30 per cento dei lavoratori precari rispetto al personale di ruolo; e ora, con la riforma del preruolo universitario della ministra Bernini, quel numero è destinato ad aumentare. La Ministra la definisce una cassetta degli attrezzi, ma in realtà è un kit di demolizione, che costringerà migliaia di cervelli a lasciare il nostro Paese e ogni volta che un ricercatore migra perdiamo non solo talento, ma anche gli investimenti fatti per formarlo, che vanno a beneficio di altri Paesi.

Un altro fanalino di coda, un altro fallimento conclamato è quello relativo agli alloggi per gli studenti universitari: il target è di 60.000 alloggi e ora, a questo livello, è irraggiungibile. Anche con questo provvedimento si tenta di salvare il salvabile, semplificando le procedure per coinvolgere il settore privato, ma ciò che servirebbe davvero è un maggiore investimento pubblico. Invece, il Governo ha scelto di alzare bandiera bianca.

E che dire poi della scuola? Questo Governo la sta mortificando con tagli draconiani: 8.000 posti in meno tra docenti e personale ATA e a questi si aggiungono i ritardi nel concorso PNRR, che hanno fatto iniziare l'anno scolastico con un numero record di precari. La gestione caotica del ministro Valditara è evidente anche in provvedimenti come il liceo del made in Italy: un progetto tanto fumoso quanto inefficace. Infatti, non possiamo ignorare il costo esorbitante dei percorsi abilitanti: fino a 2.500 euro, interamente a carico dei partecipanti; un sistema che premia chi ha mezzi economici, non il merito.

Sul fronte del lavoro, poi, il quadro non è meno desolante. Le risorse destinate al programma GOL ammontano a 2 miliardi, ma ne sono stati spesi meno di 70 milioni. Questo provvedimento, come altri prima di esso, è solo una toppa, ma non abbiamo bisogno di toppe: abbiamo bisogno di una visione e di un cambio di passo che questo Governo non sembra in grado di offrire.

Il nostro Paese merita molto di più: merita una gestione del PNRR che sia all'altezza delle sfide che abbiamo di fronte. Noi, come MoVimento 5 Stelle, continueremo a batterci con proposte concrete e costruttive, come abbiamo sempre fatto. Non ci interessa il gioco politico tra maggioranza e opposizione: ci interessa il futuro del Paese e quel futuro passa dall'istruzione, dalla ricerca, dal lavoro e dalla giustizia sociale. Le misure contenute in questo provvedimento, seppure in alcuni casi possono essere condivisibili, restano largamente insufficienti e non possiamo accettare che un piano straordinario come il PNRR venga ridotto a un insieme di obiettivi mancati e occasioni sprecate. (Applausi).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Furlan. Ne ha facoltà.

FURLAN (PD-IDP). Signora Presidente, colleghe e colleghi, con questo decreto-legge che arriva oggi al Senato ci troviamo ancora una volta - come ormai è abitudine da due anni - a un provvedimento che è una sommatoria di tanti piccoli interventi su settori diversi: una sommatoria di modifiche normative che non sfiorano nemmeno gli aspetti cruciali delle tematiche affrontate, dall'università al contrasto al caporalato, passando per le modifiche sugli ammortizzatori sociali e PNRR. Si tratta di interventi spot davanti ai quali sfugge la visione generale che ne dovrebbe essere alla base. Si tratta di un puzzle di tanti tasselli che non combaciano, signora Presidente, e non produrranno effetti significativi sui tanti temi malamente affrontati.

Stavolta però - questo va detto, perché ne ha merito il Partito Democratico - qualche piccolo passo avanti è stato fatto, sebbene solo per i lavoratori dell'industria della moda. È accaduto un fatto eccezionale e incredibile, e cioè che alla Camera la maggioranza ha accettato di discutere una proposta del Partito Democratico. Siamo rimasti colpiti da tutto questo: lo dico ai tre o quattro colleghi della maggioranza presenti in quest'Aula. (Applausi). Noi prendiamo atto che c'è stata dalla maggioranza e dal Governo una prima risposta a una proposta del PD: una cosa incredibile e ci siamo davvero emozionati di tanta attenzione.

È una risposta insufficiente per far fronte alla situazione che abbiamo davanti, ma lo consideriamo comunque un primo passo. La crisi del settore tessile è gravissima e aver esteso gli ammortizzatori sociali fino a tutto gennaio 2025 sarà meglio che niente. Ma nulla di più che questo, signora Presidente, perché avremmo voluto - e così avevamo chiesto - almeno un prolungamento di un anno, il minimo per cercare di creare condizioni diverse. Non basta quindi, signora Presidente, colleghi della maggioranza, questo piccolo passo per farci dire che l'insieme dei provvedimenti è positivo.

Pensiamo al caporalato. Introducete modifiche alla rete delle imprese agricole di qualità; modifiche che possono anche essere utili, ma che non toccano l'essenziale. La rete agricola rappresenta sicuramente uno strumento da valorizzare per il contrasto al lavoro sommerso e al caporalato. Ma è sotto gli occhi di tutti che sia uno strumento da rivedere affinché possa davvero funzionare, perché ad oggi non ha funzionato per niente. Da mesi, anche durante l'iter dei tanti decreti che avete fatto sul tema del lavoro, vi chiediamo di prevedere modifiche sostanziali a questo strumento. E lo abbiamo fatto anche presentando emendamenti a questo decreto, che voi avete liquidato con una discussione di pochi minuti, nemmeno fatta in Commissione lavoro.

C'è una cosa stranissima, signora Presidente, che non riesco a capire: come mai un decreto che parla di università, ma tratta altrettanto di lavoro, non ha visto una riunione, nemmeno una, delle due Commissioni congiunte? (Applausi). Si è avuta l'impressione che la volontà fosse quello di fare presto, in modo sbrigativo, senza tanta discussione con l'opposizione, e così avete fatto.

Siamo ben lontani da quello che avevamo chiesto per promuovere una rete agricola di qualità che rispondesse al bisogno che anche le parti sociali, sindacali e datoriali da tanto tempo vi stanno esternando, ma purtroppo siete proprio sordi. A proposito, vedo che sul ruolo del sindacato state facendo di tutto: dalla rappresentanza al definire in modo diverso i contatti più significativi e rappresentativi. Bene: stiamo attenti a giocare su queste cose.

Signora Presidente, a proposito dei morti di una settimana fa vicino a Firenze in un grosso stabilimento ENI, la manutenzione era stata affidata proprio ad uno di quei contratti di quei sindacati che ne firmano tanti senza rappresentare nessuno. (Applausi). E il frutto di quello sono stati i morti e i feriti. Signora Presidente, ricordo bene la commozione anche in quest'Aula - e sono convinta che fosse sincera - da parte di tutti. Dopo la morte di Satnam Singh a Latina quella commozione sembra già scomparsa. Gli appelli al dialogo e alla partecipazione di tutti i soggetti per il contrasto al caporalato ce li ricordiamo in quei giorni? Erano un linguaggio comune, eppure sono scomparsi. Non c'è più un appello, non si chiede più di fare le cose insieme; anzi, si bocciano tutti gli emendamenti che abbiamo proposto per rendere il lavoro più sicuro e dignitoso.

Signor Presidente, siamo ancora una volta in quest'Aula a parlare di lavoro sommerso e di caporalato, senza una norma chiara, senza risorse per aumentare, ad esempio, gli ispettori degli istituti di vigilanza. È da qui che deve partire la lotta allo sfruttamento. I sindacati, tutti i sindacati in audizione alla Camera hanno fatto notare un aspetto che non possiamo nasconderci: nell'ultimo anno sono calate le ispezioni ed è aumentato il lavoro sommerso. Cosa significa tutto questo? Significa che servono più ispettori per assicurare un lavoro dignitoso e garantire il rispetto delle norme sulla sicurezza. Invece alle nostre richieste avete nuovamente risposto con un no.

Sembrate rincorrere i problemi senza riuscire mai ad affrontarli, figuriamoci a risolverli. Anche sull'introduzione degli indici sintetici di affidabilità contributiva (una misura prevista dal PNRR) arrivate con oltre un anno di ritardo e li applicate solo a due settori, rinviando la loro estensione al 2026, e chissà se avverrà nel 2026.

Nel corso dell'esame in Commissione, nonostante i tempi compressi e la discussione ridotta a qualche decina di minuti, abbiamo provato a migliorare il testo, cercando di guardare ai problemi del lavoro e dei lavoratori. L'abbiamo fatto, ad esempio, con un emendamento che aumentava il fondo per le nuove competenze; ma avete bocciato anche quello. Avete presente cosa abbiamo davanti quando parliamo di transizione digitale ed ecologica? Avete presente i posti di lavoro a rischio, se i lavoratori non saranno supportati da una dose massiccia e straordinaria di formazione e riconversione? (Applausi). No, di tutto questo non ve ne abbiamo mai sentito parlare, se non per titoli, ma senza risorse; e senza risorse non si fa niente.

Non avete voluto fare niente per i rider e avete respinto un emendamento che riconosceva a quei lavoratori e a quelle lavoratrici un minimo di indennità quando ci sono le alluvioni, con le piogge alluvionali che ormai sconvolgono il nostro Paese. Ce li ricordiamo in bicicletta sotto la pioggia, ormai torrenziale, non coperti da nulla. Nemmeno questo avete voluto fare.

Non sono certo le imprese che vi chiedono queste cose. Le imprese italiane non hanno bisogno di queste cose: hanno bisogno di investimenti sulla formazione e sulla digitalizzazione e di infrastrutture digitali degne di questo nome. Ancora una volta non siete riusciti a rispondere a nulla, né alle richieste delle imprese, né alle richieste dei lavoratori, con uno dei tanti, tantissimi provvedimenti che creano soltanto una grande confusione nella legislazione del lavoro. E non è di questo che il Paese ha bisogno. (Applausi).

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del polo liceale «Enrico Medi» di Battipaglia, in provincia di Salerno, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1323 (ore 16,33)

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha facoltà di parlare la relatrice.

BUCALO, relatrice. Signor Presidente, sarò molto breve, anzi brevissima. Ormai siamo abituati ad ascoltare interventi, da parte dei colleghi senatori, con delle profezie nefaste. Però voglio rispondere a quegli interventi con dati certi, Presidente.

Nei primi due anni del Governo Meloni si è avuta una crescita dell'occupazione del 3,6 per cento: abbiamo creato quasi un milione di posti di lavoro, la metà dei nuovi occupati - questo lo voglio sottolineare - è costituita da donne. La disoccupazione giovanile è scesa di cinque punti. Lo spread si attesta al 112 per cento contro il 233 per cento di due anni fa. Questo sta a significare che abbiamo la possibilità, nel medio e lungo tempo, di avere più capitale, che adesso andiamo a versare per coprire il debito pubblico, per investire nelle politiche per il lavoro e per le esigenze delle famiglie.

È logico che questi interventi così negativi provengano da chi, in questi anni, invece di affrontare le problematiche - così come abbiamo fatto noi negli ultimi due anni - le ha rinviate o ha introdotto solo misure di tipo assistenzialistico fini a sé stesse.

Signor Presidente, per queste ragioni concludo il mio intervento dicendo che il Governo continua a dare risposte concrete, visto che i dati e i fatti ci confortano, così come abbiamo fatto con questo provvedimento.

PRESIDENTE. Il rappresentante del Governo non intende intervenire in sede di replica.

In attesa del parere della 5a Commissione sugli emendamenti presentati al provvedimento, rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo altra seduta.

Atti e documenti, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per la seduta di mercoledì 18 dicembre 2024

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 18 dicembre, alle ore 10, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 16,36).

Allegato A

DOCUMENTO NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo (Doc. XXII, n. 14)

ARTICOLO 1 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 1.

Approvato

(Istituzione e durata)

        1. È istituita, per la durata della XIX legislatura, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo, di seguito denominata «Commissione», con particolare riguardo alla tutela dei risparmiatori, all'accesso al credito di giovani, famiglie e imprese, incluse le microimprese e le piccole e medie imprese, e ai rapporti con la clientela, considerando l'utilizzo delle nuove tecnologie, ivi compresa l'intelligenza artificiale.

        2. La Commissione può presentare annualmente al Senato una relazione sull'attività svolta e sui risultati dell'inchiesta. Sono ammesse relazioni di minoranza. La Commissione riferisce al Senato ogniqualvolta lo ritenga opportune e comunque al termine dei suoi lavori.

EMENDAMENTI

1.1

Tajani, Boccia, Losacco

Respinto

Al comma 1, sostituire le parole: «considerando l'utilizzo delle nuove tecnologie, ivi compresa l'intelligenza artificiale» inserire le seguenti: «all'impatto delle nuove tecnologie nei rapporti con la clientela, a partire dalla progressiva digitalizzazione e dall'utilizzo dell'intelligenza artificiale, nonché delle nuove modalità di gestione e acquisizione delle informazioni, dei nuovi servizi di pagamento e della moneta digitale.»

1.2

Tajani, Boccia, Losacco

Respinto

Al comma 2, sostituire le parole: «può presentare» con le seguenti: «presenta»

1.3

Tajani, Boccia, Losacco

Respinto

Al comma 2, aggiungere in fine le seguenti parole: «La Commissione presenta alle Camere una relazione finale sull'attività svolta e sui risultati dell'inchiesta. Nell'ambito della relazione finale la Commissione può indicare alle Camere proposte sulle materie oggetto dell'inchiesta, con particolare riguardo alle problematiche dell'accesso a credito di giovani famiglie e imprese, incluse le microimprese e le piccole e medie imprese, famiglie e giovani, nonché all'impatto delle nuove tecnologie nei rapporti con la clientela, a partire dalla progressiva digitalizzazione e dall'utilizzo dell'intelligenza artificiale, nonché delle nuove modalità di gestione e acquisizione delle informazioni, dei nuovi servizi di pagamento e della moneta digitale. Sono ammesse relazioni finali di minoranza.»

ARTICOLI 2 E 3 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 2.

Approvato

(Composizione)

        1. La Commissione è composta da quattordici senatori nominati dal Presidente del Senato, in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari, assicurando comunque la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo. I componenti della Commissione dichiarano alla presidenza del Senato l'assenza di precedenti incarichi di amministrazione e di controllo in istituti bancari, finanziari e assicurativi nei tre anni antecedenti la data di entrata in vigore della presente legge.

        2. Il Presidente del Senato, entro dieci giorni dalla nomina dei componenti, convoca la Commissione per la costituzione dell'ufficio di presidenza.

        3. L'ufficio di presidenza, composto dal presidente, da due vicepresidenti e da due segretari, è eletto dai componenti della Commissione a scrutinio segreto. Nell'elezione del presidente, se nessuno riporta la maggioranza assoluta dei voti, si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti è proclamato eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età.

        4. La Commissione elegge al proprio interno due vicepresidenti e due segretari. Per l'elezione, rispettivamente, dei due vicepresidenti e dei due segretari, ciascun componente della Commissione scrive sulla scheda un solo nome. Sono eletti coloro che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti è proclamato eletto il più anziano di età.

Art. 3.

Approvato

(Competenze)

        1. La Commissione ha il compito di:

           a) acquisire e analizzare la documentazione già raccolta dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario istituita nella XVIII legislatura in previsione di indagini e di accertamenti nell'ambito delle competenze previste ai sensi del presente articolo;

           b) acquisire informazioni e dati circa il funzionamento del sistema bancario, finanziario e assicurativo, anche al fine di analizzare eventuali riflessi sulla tutela dei cittadini, delle imprese, dei risparmiatori e della finanza pubblica;

           c) analizzare la disciplina legislativa e regolamentare, nazionale ed europea, sul sistema bancario, finanziario e assicurativo in relazione al rispetto del principio di proporzionalità delle norme, alla modernità e all'attrattività del Paese, alla parità di trattamento degli intermediari operanti su scala internazionale, alla prevenzione dei fenomeni di arbitraggio regolamentare nonché alla tutela del risparmio;

           d) in relazione alla concessione del credito, esaminare la normativa vigente per evitare il formarsi di tassi usurari, il fenomeno dell'anatocismo bancario e analizzare le procedure di iscrizione alla Centrale rischi finanziari (CRIF) S.p.a. da parte degli istituti di credito;

           e) acquisire informazioni in merito alla gestione degli istituti bancari, finanziari e assicurativi, che sono rimasti coinvolti in situazioni di crisi o di dissesto e sono stati o sono destinatari, anche in forma indiretta, di risorse pubbliche o sono stati posti in risoluzione;

           f) analizzare il funzionamento degli organismi di risoluzione delle controversie, tra clienti e intermediari, operanti presso le autorità nazionali di vigilanza in relazione alla tutela del risparmio, alla salvaguardia della fiducia e al corretto funzionamento del sistema bancario, finanziario e assicurativo;

           g) analizzare, con particolare riferimento al principio di proporzionalità, la normativa che regola le banche popolari e di credito cooperativo tenuto conto del loro ruolo di valorizzazione e di supporto ai territori;

           h) analizzare la normativa di settore e monitorare lo sviluppo della finanza digitale con particolare riferimento alla dimensione, all'impatto, alle opportunità per il sistema economico nazionale nonché ai profili di attenzione che le cripto-attività pongono sulla tutela del risparmio nonché sulla stabilità e sul buon funzionamento del sistema finanziario;

           i) monitorare e analizzare il fenomeno della cosiddetta «desertificazione bancaria» con le connesse ripercussioni sull'economia dei territori, sulle tutele occupazionali e sugli effetti sul risparmio e sugli investimenti;

           l) analizzare l'impatto dell'intelligenza artificiale e dell'utilizzo dei cosiddetti «cloud» sul modello di sviluppo dei settori bancario, finanziario e assicurativo e le risposte normative per regolamentare il loro impiego;

           m) analizzare la normativa di settore e monitorare lo sviluppo dei modelli di finanza sostenibile, le metriche e i processi aziendali utilizzati dagli intermediari in relazione al loro impatto sulla competitività e sui costi di finanziamento delle imprese affidate e degli strumenti finanziari distribuiti;

           n) analizzare la disciplina legislativa e regolamentare nazionale in materia di Non Performing Exposures (NPE), alla luce della normativa europea vigente;

           o) analizzare la disciplina legislativa e regolamentare in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo nonché di adeguata verifica della clientela in relazione agli effetti e alle limitazioni che producono nel rapporto tra il soggetto segnalato e il sistema bancario, finanziario e assicurativo;

           p) analizzare la disciplina fiscale sulle attività finanziarie in relazione alla capacità di incentivare l'afflusso del risparmio verso l'economia reale, gli investimenti a medio e lungo termine nonché di rafforzare l'attrattività e la competitività del Paese;

           q) verificare la condizione del risparmio in Italia;

           r) acquisire elementi per valutare l'efficacia e l'efficienza delle procedure seguite nell'attuazione delle disposizioni che hanno disciplinato le erogazioni delle prestazioni del Fondo indennizzo risparmiatori (FIR) di cui all'articolo 1, commi da 493 a 502-ter, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, tenuto conto della cessazione dell'attività del FIR e alla luce del quadro normativo nazionale ed europeo;

           s) analizzare i modelli di governo delle autorità nazionali di vigilanza in relazione alla tutela del risparmio, alla competitività e all'attrattività del Paese;

           t) analizzare l'adeguatezza e l'efficacia della disciplina vigente in materia di responsabilità di tutti i soggetti che collocano presso il pubblico i prodotti finanziari ad alto rischio.

        2. In relazione agli esiti delle analisi e delle indagini sulle attività di cui al comma 1, la Commissione, ove ritenuto necessario, può segnalare la necessità di avviare apposite iniziative legislative per rafforzare la salvaguardia della fiducia nel sistema finanziario, la tutela degli investitori, la stabilità e il buon funzionamento del sistema finanziario medesimo, la proporzionalità delle norme, la competitività del sistema finanziario ed economico, la promozione dell'insegnamento dell'educazione finanziaria di cui all'articolo 3, comma 1, lettera h-bis), della legge 20 agosto 2019, n. 92, e la cultura di fare impresa nonché il benessere lavorativo.

EMENDAMENTI

3.1

Tajani, Boccia, Losacco

Respinto

Al comma 1, sostituire la lettera a), con la seguente:

        «a) acquisire documentazione e procedere ad audizioni sulle materie di competenza della Commissione, con particolare riguardo alle problematiche dell'accesso a credito per le imprese, le famiglie e i giovani, nonché dell'impatto delle nuove tecnologie nei rapporti con la clientela, della progressiva digitalizzazione dei servizi, delle nuove modalità di gestione e acquisizione delle informazioni sulla clientela, dei nuovi servizi e modalità di pagamento e della moneta digitale.»

3.2

Tajani, Boccia, Losacco

Respinto

Al comma 1, dopo la lettera a), aggiungere la seguente:

        «a-bis) analizzare le cause e gli ostacoli che impediscono un più agevole accesso al credito da parte delle imprese, con particolare riguardo alle micro e alle piccole e medie imprese;»

3.3

Tajani, Boccia, Losacco

Respinto

Al comma 1, dopo la lettera a), aggiungere la seguente:

        «a-bis) analizzare le cause e gli ostacoli che impediscono un più agevole accesso al credito da parte delle famiglie e dei giovani, con particolare riguardo all'acquisto della prima casa;»

3.4

Tajani, Boccia, Losacco

Respinto

Al comma 1, dopo la lettera n), aggiungere la seguente:

        «n-bis) verificare l'efficacia e l'adeguatezza degli strumenti di vigilanza sul sistema bancario e finanziario a disposizione degli organi preposti, anche alla luce dell'impatto sul settore bancario e sulla tutela dei risparmiatori delle nuove tecnologie, della progressiva digitalizzazione, dell'intelligenza artificiale, dalle nuove modalità di gestione e acquisizione delle informazioni, dei nuovi servizi di pagamento e della moneta digitale.»

3.5

Tajani, Boccia, Losacco

Respinto

Al comma 1, dopo la lettera n), aggiungere la seguente:

        «n-bis) analizzare l'adeguatezza e l'efficacia della disciplina vigente relativa al sistema bancario, con particolare riguardo alle responsabilità degli amministratori e dei direttori generali relative al collocamento presso il pubblico di prodotti finanziari ad alto rischio;»

3.6

Tajani, Boccia, Losacco

Respinto

Al comma 1, dopo la lettera n), aggiungere la seguente:

        «n-bis) analizzare l'adeguatezza e l'efficacia delle disposizioni vigenti a tutela dei risparmiatori e degli investitori in relazione alla sottoscrizione di prodotti finanziari rischiosi;»

3.7

Martella, Tajani

Respinto

Al comma 1, lettera r), aggiungere in fine le seguenti parole: «, anche ai fini di segnalare la necessità di apposite iniziative legislative finalizzate al ristoro di tutti i risparmiatori che pur avendo presentato la domanda di indennizzo sono rimasti esclusi dall'erogazione delle prestazioni del FIR.»

 

 

ARTICOLI DA 4 A 7 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Art. 4.

Approvato

(Attività di indagine)

        1. La Commissione procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le medesime limitazioni dell'autorità giudiziaria;

        2. Ferme restando le competenze dell'autorità giudiziaria, alla Commissione, limitatamente all'oggetto delle indagini di sua competenza, non può essere opposto il segreto d'ufficio né il segreto professionale o quello bancario, fatta eccezione per il segreto tra difensore e parte processuale nell'ambito del mandato. Per il segreto di Stato si applica quanto previsto dalla legge 3 agosto 2007, n. 124.

        3. La Commissione non può adottare provvedimenti che restringano la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione nonché la libertà personale, fatto salvo l'accompagnamento coattivo di cui all'articolo 133 del codice di procedura penale.

Art. 5.

Approvato

(Richiesta di atti e documenti)

        1. La Commissione può ottenere, anche in deroga a quanto stabilito dall'articolo 329 del codice di procedura penale, nelle materie attinenti all'oggetto dell'inchiesta, copie di atti o documenti relativi a procedimenti o inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria o altri organi inquirenti, nonché copie di atti e documenti relativi a indagini e a inchieste parlamentari in corso. L'autorità giudiziaria provvede tempestivamente e può ritardare, con decreto motivato solo per ragioni di natura istruttoria, la trasmissione di copie degli atti e documenti richiesti. Il decreto ha efficacia per trenta giorni e può essere rinnovato. Quando tali ragioni vengono meno, l'autorità giudiziaria provvede senza ritardo a trasmettere quanto richiesto. L'autorità giudiziaria può trasmettere copie di atti e documenti anche di propria iniziativa.

        2. Qualora gli atti o i documenti siano stati assoggettati al vincolo del segreto da parte delle competenti Commissioni parlamentari di inchiesta, detto segreto non può essere opposto alla Commissione.

        3. La Commissione stabilisce quali atti e documenti non devono essere divulgati, anche in relazione ad esigenze attinenti ad altre istruttorie o inchieste in corso. Devono comunque essere coperti dal segreto i nomi, gli atti e i documenti attinenti a procedimenti giudiziari nella fase delle indagini preliminari.

Art. 6.

Approvato

(Obbligo del segreto)

        1. I componenti della Commissione, il personale in posizione di distacco, comando o altro analogo istituto da amministrazioni pubbliche, i consulenti della Commissione, i funzionari e il personale addetti alla Commissione stessa e ogni altra persona che collabora con essa o compie o concorre a compiere atti d'inchiesta oppure ne viene a conoscenza per ragioni d'ufficio o di servizio sono obbligati al segreto, anche dopo la cessazione dell'incarico, per tutto quanto riguarda gli atti e i documenti acquisiti al procedimento d'inchiesta, di cui all'articolo 5. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, la violazione del segreto è punita ai sensi dell'articolo 326 del codice penale.

Art. 7.

Approvato

(Organizzazione interna)

        1. Le sedute della Commissione sono pubbliche, salvo che la Commissione disponga diversamente.

        2. L'attività e il funzionamento della Commissione sono disciplinati da un regolamento interno, approvato dalla Commissione stessa prima dell'inizio dei lavori. Ciascun componente può proporre modifiche al regolamento.

        3. La Commissione può avvalersi dell'opera di agenti e ufficiali di polizia giudiziaria, nonché di tutte le collaborazioni ritenute necessarie. Il presidente effettua le designazioni sentita la Commissione.

        4. Per l'espletamento dei propri compiti la Commissione fruisce di personale, locali e strumenti operativi messi a disposizione dal Presidente del Senato.

        5. Le spese per il funzionamento della Commissione sono stabilite nel limite massimo di 240.000 euro per l'anno 2024 e per ciascuno degli anni successivi e sono poste a carico del bilancio interno del Senato. Il Presidente del Senato può autorizzare un incremento delle spese di cui al periodo precedente, comunque in misura non superiore al 30 per cento, a seguito di richiesta formulata dal presidente della Commissione per motivate esigenze connesse allo svolgimento dell'inchiesta, corredata di certificazione delle spese sostenute.

DOCUMENTO DICHIARATO ASSORBITO

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario (Doc. XXII, n. 15)

ARTICOLI DA 1 A 7

Art. 1.

((Istituzione e durata))

        1. È istituita, per la durata della XIX legislatura, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, di seguito denominata «Commissione».

        2. La Commissione presenta annualmente al Senato una relazione sull'attività svolta e sui risultati dell'inchiesta nonché eventuali proposte di modifica al quadro normativo sulle materie oggetto dell'inchiesta. Sono ammesse relazioni di minoranza.

Art. 2.

(Composizione)

        1. La Commissione è composta da dieci senatori, nominati dal Presidente del Senato in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari, assicurando comunque la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo esistente.

        2. I componenti della Commissione dichiarano alla Presidenza del Senato l'assenza di precedenti incarichi di amministrazione o di controllo o rapporti di collaborazione e di consulenza continuativa con gli enti creditizi e le imprese di investimento oggetto dell'inchiesta.

        3. Il Presidente del Senato, entro dieci giorni dalla nomina dei componenti, convoca la Commissione per la costituzione dell'ufficio di presidenza.

        4. L'ufficio di presidenza, composto dal presidente, dal vicepresidente e da due segretari, è eletto dai componenti della Commissione a scrutinio segreto. Nell'elezione del presidente, se nessuno riporta la maggioranza assoluta dei voti, si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti è proclamato eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età.

        5. La Commissione elegge al proprio interno un vicepresidente e due segretari. Per l'elezione, rispettivamente, del vicepresidente e dei due segretari, ciascun componente della Commissione scrive sulla propria scheda un solo nome. Sono eletti coloro che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti è proclamato eletto il più anziano di età.

        6. Le disposizioni dei commi 4 e 5 si applicano anche in caso di elezioni suppletive.

Art. 3.

(Competenze)

        1. La Commissione ha il compito di:

          a) acquisire e analizzare la documentazione raccolta dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario istituita nella XVIII legislatura in previsione di indagini e di accertamenti nell'ambito delle competenze previste ai sensi del presente articolo;

          b) valutare l'istituzione della «procura nazionale per i reati bancari e finanziari» seguendo il modello organizzativo previsto per la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, al fine di garantire il corretto, puntuale e uniforme esercizio dell'azione penale, l'eventuale coordinamento delle indagini finalizzato ad assicurare la conoscenza delle informazioni tra tutti gli uffici interessati e collegare le direzioni distrettuali quando emergano fatti o circostanze rilevanti, anche in ragione della complessità delle indagini, così da rendere più spedito ed efficace il contrasto a tale tipologia di criminalità;

          c) effettuare un'analisi di diritto comparato tra gli Stati membri dell'Unione europea e dell'area euro al fine di individuare, caso per caso, le modalità di recepimento e di applicazione agli istituti di credito cooperativo della disciplina europea in materia di vigilanza e requisiti prudenziali e valutare gli effetti delle medesime modalità di recepimento e di applicazione per le banche popolari e di credito cooperativo italiane;

          d) effettuare una valutazione di impatto della regolamentazione (VIR) sulle banche popolari e di credito cooperativo tenendo conto delle soluzioni normative vigenti negli altri stati membri dell'Unione europea e del ruolo mutualistico, di valorizzazione e di supporto ai territori svolto da tali intermediari e delle agevolazioni fiscali ad essi spettanti;

          e) valutare ed analizzare le effettive entrate derivanti dalla previsione dell'opzionalità dell'imposta sostitutiva sui margini di interesse delle banche operanti nel territorio dello Stato e della possibilità, in luogo della stessa, di versare un importo, non inferiore a due volte e mezzo l'imposta a una riserva non distribuibile;

          f) monitorare l'andamento dei tassi di interesse, anche alla luce della stazionarietà del PIL globale rispetto al 2023 per effetto delle politiche monetarie restrittive e del peggioramento della fiducia di consumatori e imprese;

          g) analizzare la normativa di settore e monitorare lo sviluppo della finanza digitale con particolare riferimento alla dimensione, all'impatto, alle opportunità per il sistema economico nazionale nonché all'impatto sulla tutela del risparmio e sul buon funzionamento del sistema finanziario;

          h) monitorare e analizzare il fenomeno della desertificazione bancaria con le connesse ripercussioni sull'economia dei territori, le tutele occupazionali e le scelte di fare investimenti;

          i) analizzare le disposizioni emanate dalle autorità di vigilanza nei confronti degli organi di amministrazione e di controllo degli enti creditizi in materia di gestione dei crediti deteriorati e gli effetti delle medesime disposizioni;

          l) verificare la condizione del risparmio in Italia, considerando anche le forme diverse da depositi ed investimenti, quali, ad esempio, le gestioni separate dei fondi per le prestazioni assicurative e previdenziali;

          m) esaminare la normativa relativa alla procedura di calcolo delle soglie dei tassi di usura, nonché indagare sul fenomeno dell'anatocismo bancario, in relazione alla normativa vigente in merito negli altri Stati membri dell'Unione europea, anche alla luce della evoluzione giurisprudenziale in materia di usura e di anatocismo della Corte di cassazione; indagare sul modello e sulla procedura di iscrizione alla Centrale rischi finanziari (CRIF) S.p.a. da parte degli istituti di credito;

          n) monitorare la gestione delle sofferenze bancarie e delle conseguenti azioni di pignoramento e vendita degli immobili, anche al fine di verificare la solidità finanziaria degli istituti di credito;

          o) analizzare e valutare il debito pubblico nella componente di esposizione al rischio in relazione alle garanzie sulla cartolarizzazione delle sofferenze (GACS), nonché la disciplina legislativa e regolamentare, nazionale ed europea, in materia di Non Performing Exposures (NPE);

          p) analizzare la gestione degli enti creditizi e delle imprese di investimento, compresi quelli coinvolti in situazioni di crisi o di dissesto e destinatari, anche in forma indiretta, di risorse pubbliche oppure sottoposti a procedura di risoluzione;

          q) esaminare la normativa relativa al contenzioso bancario, avuto riguardo in particolare agli strumenti a tutela del risparmiatore;

          r) monitorare il ruolo del settore finanziario nella produzione e nel commercio delle armi, con particolare riferimento alla concessione di prestiti e sottoscrizioni ai produttori di armi;

          s) acquisire le informazioni disponibili dalla Banca centrale europea al fine di verificare, per le banche di dimensioni significative, le cosiddette «procedure di due diligence» rafforzate o nuovi criteri di eliminazione graduale per limitare le attività di finanziamento altamente esposte ai rischi legati al clima;

          t) procedere alle eventuali ulteriori indagini necessarie al corretto svolgimento dei lavori della Commissione in relazione alle competenze previste dal presente articolo

Art. 4.

(Attività di indagine)

        1. La Commissione procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le medesime limitazioni dell'autorità giudiziaria.

        2. Ferme restando le competenze dell'autorità giudiziaria, alla Commissione, limitatamente all'oggetto delle indagini di sua competenza, non può essere opposto il segreto d'ufficio né il segreto professionale o quello bancario, fatta eccezione per il segreto tra difensore e parte processuale nell'ambito del mandato. Per il segreto di Stato si applica quanto previsto dalla legge 3 agosto 2007, n. 124.

        3. Qualora gli atti o i documenti attinenti all'oggetto dell'inchiesta siano stati assoggettati al vincolo del segreto da parte delle competenti Commissioni parlamentari di inchiesta, detto segreto non può essere opposto alla Commissione.

        4. La Commissione non può adottare provvedimenti che restringano la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione nonché la libertà personale, fatto salvo l'accompagnamento coattivo di cui all'articolo 133 del codice di procedura penale.

Art. 5.

(Richiesta di atti e documenti)

        1. La Commissione può ottenere, anche in deroga a quanto stabilito dall'articolo 329 del codice di procedura penale, copie di atti o documenti relativi a procedimenti o inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria o altri organi inquirenti, inerenti all'oggetto dell'inchiesta. L'autorità giudiziaria provvede tempestivamente e può ritardare, con decreto motivato solo per ragioni di natura istruttoria, la trasmissione di copie degli atti e documenti richiesti. Il decreto ha efficacia per trenta giorni e può essere rinnovato. Quando tali ragioni vengono meno, l'autorità giudiziaria provvede senza ritardo a trasmettere quanto richiesto. L'autorità giudiziaria può trasmettere copie di atti e documenti anche di propria iniziativa.

        2. La Commissione stabilisce quali atti e documenti sono coperti da segreto e comunque non devono essere divulgati, anche in relazione a esigenze attinenti ad altre istruttorie o inchieste in corso. Devono comunque essere coperti dal segreto i nomi, gli atti e i documenti attinenti a procedimenti giudiziari nella fase delle indagini preliminari.

Art. 6.

(Obbligo del segreto)

        1. I componenti della Commissione, i funzionari e il personale addetto alla Commissione stessa e ogni altra persona che collabora con essa o compie o concorre a compiere atti di inchiesta oppure ne viene a conoscenza per ragioni d'ufficio o di servizio sono obbligati al segreto, anche dopo la cessazione dell'incarico, per tutto quanto riguarda gli atti e i documenti acquisiti al procedimento di inchiesta, di cui all'articolo 5, comma 2.

Art. 7.

(Organizzazione interna)

        1. Le sedute della Commissione sono pubbliche, salvo che la Commissione disponga diversamente.

        2. L'attività e il funzionamento della Commissione sono disciplinati da un regolamento interno, approvato dalla Commissione stessa prima dell'inizio dei lavori. Ciascun componente della Commissione può proporre modifiche al regolamento.

        3. La Commissione può avvalersi dell'opera di agenti e ufficiali di polizia giudiziaria, nonché di tutte le collaborazioni ritenute necessarie. Il presidente effettua le designazioni sentita la Commissione.

        4. Per l'espletamento dei propri compiti la Commissione fruisce di personale, locali e strumenti operativi messi a disposizione dal Presidente del Senato.

        5. Le spese per il funzionamento della Commissione sono stabilite nel limite massimo di 90.000 euro per l'anno 2024 e di 180.000 euro per ciascuno degli anni successivi e sono poste a carico del bilancio interno del Senato. Il Presidente del Senato può autorizzare un incremento delle spese di cui al primo periodo, comunque in misura non superiore al 30 per cento, a seguito di richiesta formulata dal presidente della Commissione per motivate esigenze connesse allo svolgimento dell'inchiesta, corredata di certificazione delle spese sostenute.

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NB. Documento dichiarato assorbito a seguito dell'approvazione del Documento XXII, n. 14.

 

 

 

Allegato B

Governo, testo delle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 dicembre 2024

Signor Presidente, onorevoli colleghi, il prossimo Consiglio europeo sarà, di fatto, il primo Consiglio di questa nuova legislatura europea, il primo presieduto dal nuovo Presidente António Costa che ha manifestato a me e agli altri Capi di Stato e di Governo la volontà di rendere i lavori del Consiglio più snelli e concreti, focalizzando maggiormente l'attenzione su dibattiti di carattere strategico ed evitando, invece, di addentrarsi, anche nelle conclusioni, in questioni di dettaglio che possono essere più efficacemente affrontate nei tavoli negoziali e consiliari. È personalmente una impostazione che condivido molto perché, oggi più che mai, di fronte a sfide sempre nuove e sempre più complesse e stante il concreto rischio di marginalizzazione, se non addirittura di irrilevanza, che l'Unione europea fronteggia in diversi ambiti, settori e quadranti geopolitici, abbiamo bisogno di focalizzare la nostra attenzione su quale debba essere, invece, la missione dell'Europa, partendo dalle ragioni profonde che ci tengono insieme.

Questo sarà anche il primo Consiglio europeo dopo l'insediamento della nuova Commissione e proprio da qui vorrei partire. L'ultima volta che sono venuta in quest'Aula dovevamo ancora attraversare il percorso parlamentare necessario alla conferma del Collegio dei commissari, proposto e guidato, per la seconda volta, da Ursula von der Leyen. Certamente non si è trattato di un percorso semplice né immune da polemiche politiche anche aspre, ma al termine di quel percorso mi sento di poter dire con orgoglio: missione compiuta.

Un italiano è stato nominato Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, un politico di valore, stimato in Italia e in Europa. A lui, a Raffaele Fitto, è stato affidato un portafoglio importante che vale complessivamente circa 1.000 miliardi di euro, tra i fondi delle politiche di coesione del bilancio 2021- 2027, circa 400 milioni di euro ai quali vanno sommati quelli della nuova programmazione che verrà in ogni caso definita da questa Commissione, e le risorse del Next Generation EU, circa 600 milioni di euro, competenza che Fitto condividerà con il Commissario Dombrovskis. Così come la Vicepresidenza esecutiva assegnata al Commissario italiano non è, per noi, semplicemente un titolo onorifico, ma è piuttosto uno strumento concreto che consentirà al Commissario italiano di supervisionare e coordinare le politiche dell'Unione europea in settori strategici come l'agricoltura, la pesca, i trasporti, il turismo, l'economia del mare e l'housing sociale; settori nei quali una sensibilità italiana può certamente contribuire a riportare il dibattito su un approccio pragmatico, superando quella deriva ideologica e dogmatica che Bruxelles ha mostrato in troppi ambiti negli ultimi anni.

Credo che tutti in quest'Aula possiamo riconoscere come il ruolo assegnato all'Italia nella nuova Commissione sia adeguato al peso della nostra Nazione in Europa: è un risultato che conferma la centralità dell'Italia nel nuovo contesto europeo e, dal mio punto di vista, anche la capacità del nostro Governo di far valere le ragioni dell'Italia; ma si tratta anche di un riconoscimento personale per Raffaele Fitto e per gli ottimi risultati che ha raggiunto in questi due anni da Ministro della Repubblica italiana. Se oggi l'Italia è al primo posto in Europa per obiettivi raggiunti e avanzamento finanziario del Piano nazionale di ripresa e resilienza, lo si deve soprattutto all'ottimo lavoro svolto da lui e dai suoi uffici, oltre che all'impegno di tutti i Ministri e di tutti i livelli istituzionali del sistema Italia nel suo complesso.

Come sapete, questa difficile eredità è stata raccolta dall'onorevole Tommaso Foti, una persona seria e capace che quest'Aula ha imparato a conoscere, al quale rinnovo, a nome dell'intero Governo, i migliori auguri di buon lavoro.

Direi in sostanza che, nonostante vi sia ancora chi, non curante della realtà, continua a ripetere il mantra di un presunto isolamento internazionale dell'Italia, i fatti sembrano dimostrare l'esatto contrario. Il Governo italiano è sempre più indicato dagli osservatori internazionali come centrale in numerose dinamiche ed è un cambiamento in positivo che, al di là delle personali convinzioni politiche, dovrebbe inorgoglire ogni sincero italiano, così come l'Italia è sempre più protagonista nei nuovi formati di dialogo che nascono in Europa per cercare di affrontare in modo pragmatico e concreto i numerosi dossier strategici che stiamo discutendo: penso alla riunione sulle migrazioni, inaugurata a margine dello scorso Consiglio europeo nella sede della delegazione italiana a Bruxelles, un format promosso da Italia, Danimarca e Paesi Bassi che raccoglie diverse Nazioni, al quale partecipa anche la Presidente della Commissione europea, per fare stato dell'avanzamento della nuova politica migratoria dell'Unione e ragionare insieme su soluzioni innovative.

Ma penso anche al Vertice Nord-Sud sulla sicurezza, che si svolgerà nei prossimi giorni in Finlandia, promosso dal Primo Ministro Orpo, al quale l'Italia è stata invitata a partecipare insieme ai Primi Ministri di Grecia e Svezia e all'Alto rappresentante UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Mi sono soffermata su questi aspetti perché mi piacerebbe che insieme provassimo a fare un salto di livello, nel nostro dibattito sull'Europa, nel merito delle scelte da compiere e sul ruolo che l'Italia deve svolgere.

È un fatto che la nostra straordinaria condizione di stabilità - straordinaria non solo rispetto al passato della nostra Repubblica, ma anche rispetto alle turbolenze politiche che diverse grandi Nazioni europee si trovano ad affrontare - sia un importante capitale, che l'Italia può e deve saper mettere a frutto e che è nel nostro interesse nazionale saper evidenziare in ogni occasione.

Consolidare l'idea di un'Italia stabile consente di rafforzare la nostra cooperazione con i partner, consente di attrarre maggiori investimenti esteri, consente di lavorare per riportare a casa i nostri troppi cervelli in fuga, ai quali dobbiamo provare, insieme, a regalare un nuovo gratificante sogno in patria.

Naturalmente, il primo dovere per garantire questa stabilità spetta alla maggioranza, che approfitto per ringraziare della compattezza che sta dimostrando nella quotidiana azione di Governo e nell'attività parlamentare, ma il valore aggiunto dato da questa stabilità è certamente una carta preziosa da giocare anche all'interno del Consiglio europeo. Detto questo, il Consiglio di giovedì verrà preceduto, nella giornata di mercoledì, dal Vertice dell'Unione europea con i Balcani occidentali. Grazie anche all'Italia, l'adesione delle Nazioni dei Balcani occidentali è oggi in cima alle priorità dell'Unione europea. Parliamo di Nazioni che si trovano nel cuore del nostro continente, che sono europee per storia e per questo siamo convinti che il loro ingresso nell'Unione sancirebbe finalmente il completamento della riunificazione dell'Europa.

È arrivato il momento di riconoscere concretamente i progressi che hanno compiuto e di premiare i loro sforzi, continuando a lavorare anche con loro per la stabilità e la sicurezza europea. Il Consiglio europeo si occuperà quasi esclusivamente, come è giusto che sia, delle grandi crisi geopolitiche che stanno attraversando e sconvolgendo il nostro tempo, a partire, ovviamente, dall'Ucraina. Il 19 novembre scorso abbiamo ricordato i mille giorni dell'eroica resistenza ucraina alla guerra di aggressione russa.

L'Italia ha ribadito, in ogni occasione internazionale, il proprio sostegno alla legittima difesa dell'Ucraina, alla sua indipendenza, alla sua sovranità territoriale: principi a cui abbiamo ispirato anche la nostra azione come Presidenza G7, nel corso della quale abbiamo raggiunto l'accordo per mettere a disposizione di Kiev una linea di credito da 50 miliardi di dollari, un prestito che sarà presto erogato e che sarà garantito dagli extraprofitti sui beni russi immobilizzati in Europa. Si è trattato di un lavoro estremamente complesso, che ha portato a un risultato estremamente importante. Si è trattato di un successo della Presidenza italiana del G7.

In questa fase, desta particolare preoccupazione la sistematica azione russa volta a colpire le infrastrutture energetiche ucraine in vista dell'inverno. Garantire la loro sicurezza, così come quella della centrale nucleare di Zaporizhzhia, è per noi un obiettivo fondamentale. L'Italia continua, inoltre, a sostenere finanziariamente e politicamente le iniziative europee in favore dell'Ucraina, partecipando alla missione militare di addestramento EUMAM, alla missione civile di assistenza EUAM e al sostegno militare, tramite lo Strumento europeo per la pace.

La fine della guerra e la costruzione di una pace giusta, complessiva e duratura, fondata sui principi della Carta ONU, rimangono i nostri obiettivi, perché è interesse vitale dell'Italia e dell'Europa il mantenimento di un sistema di regole basato sul rispetto del diritto internazionale. Come ho già detto tante volte in quest'Aula, da membro dell'opposizione e da Capo del Governo, non c'è alcuna convenienza per noi a vivere in un mondo basato sulla forza delle armi e della sopraffazione. Vogliamo continuare a spendere ogni energia in questa direzione, coinvolgendo in questo sforzo anche altri attori globali, per giungere il prima possibile a una pace giusta.

Proprio per questa ragione, l'Italia continuerà a fare la propria parte anche nel rafforzamento delle sanzioni, assistendo le imprese che svolgono la loro attività nel rispetto delle stesse. Abbiamo sostenuto la recente adozione del quindicesimo pacchetto di sanzioni, mentre già un sedicesimo è in corso di elaborazione. L'incontro che avrò con il Presidente Zelensky alla vigilia del Consiglio europeo, insieme ad altri leader europei e al Segretario generale della NATO, Rutte, permetterà di ribadire questi principi e di riaffermare la linea di azione comune. Si tratta di un'occasione importante anche per discutere del futuro del conflitto, mantenendo uno stretto coordinamento sui prossimi passi da compiere.

Come sempre, guardare al futuro dell'Ucraina significa anche immaginare la sua ricostruzione, che va sostenuta insieme alle istituzioni finanziarie internazionali e al settore privato. Il 10 e l'11 luglio 2025 l'Italia ospiterà la Conferenza sulla ricostruzione, importante evento sul quale il Governo è già al lavoro e per il quale conta sul sostegno di tutte le forze politiche e di tutto il sistema Italia. Ma pace e ricostruzione non sono una priorità solamente in Ucraina, anche il Medio Oriente merita una prospettiva di stabilizzazione da questa crisi permanente in cui è precipitato, ulteriormente complicata da ciò che abbiamo visto accadere in Siria in pochi giorni.

La caduta del regime di Bashar al-Assad è una buona notizia, giustamente celebrata dalla popolazione siriana dopo oltre un decennio di guerra civile. Le forze ribelli che si sono affermate sono eterogenee, hanno una diversa estrazione e interessi potenzialmente contrastanti. C'è ovviamente preoccupazione per il futuro della Nazione. L'Italia, unica tra le Nazioni del G7 ad avere un'ambasciata aperta a Damasco, è pronta a interloquire con la nuova leadership siriana, ovviamente in un contesto di valutazioni e azioni condivise con i partner europei e internazionali. I primi segnali sembrano incoraggianti, ma serve la massima prudenza.

Alle parole devono seguire i fatti e sui fatti giudicheremo le nuove autorità siriane. Elemento decisivo sarà l'atteggiamento verso le minoranze etniche e religiose, e penso, in particolare, ai cristiani, che hanno già pagato un prezzo altissimo e sono stati troppo spesso oggetto di persecuzione. Come ci ha insegnato Papa Benedetto XVI - ma consentitemi di approfittare per fare, a nome del Governo, e penso anche dell'Aula, gli auguri di buon compleanno a Papa Francesco - oggi la libertà religiosa è un bene che appartiene al nucleo essenziale dei diritti dell'uomo, a quei diritti universali e naturali che la legge umana non può mai negare.

La lotta al terrorismo è un altro aspetto determinante di questo scenario, non ci deve essere spazio per un ritorno dell'ISIS o ambiguità verso gruppi che intendano fare della Siria una base per nuovi nuclei terroristici. Di questo intendo parlare a Bruxelles con i partner europei, anche perché sono convinta che l'Unione europea abbia un ruolo fondamentale da svolgere in Siria, particolarmente in materia di ricostruzione di una Nazione profondamente devastata. I siriani avranno un ruolo guida, ovviamente, nella ricostruzione, ma avranno bisogno del sostegno europeo e internazionale, particolarmente con le Nazioni arabe.

È un tema su cui è urgente non solamente riflettere, ma anche individuare i migliori strumenti di azione. Sullo sfondo, l'annosa questione dei rifugiati siriani: negli scorsi mesi molti rifugiati hanno fatto ritorno in Siria, si è trattato di movimenti che non erano determinati dalla volontà di rientrare in patria, ma dalla necessità di sfuggire agli scontri in Libano. Dopo la caduta di Assad, abbiamo assistito a ulteriori movimenti di ritorno. L'Italia, come sapete, è da tempo impegnata per favorire i ritorni che siano volontari, sicuri, dignitosi, sostenibili, e intende continuare a lavorare in questa direzione con i partner UE, con le agenzie ONU, prima fra tutte l'UNHCR, che è in prima linea sul dossier e - lo auspico - con le nuove autorità di Damasco.

La recente visita della Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e l'annuncio della prossima conclusione di un'intesa strategica tra UE e Giordania vanno anche in questa direzione, una direzione che è stata promossa con convinzione da parte italiana. Chiaramente, la situazione siriana si inserisce nel più ampio e complesso scenario mediorientale. Il raggiungimento di una tregua in Libano è un importante passo in avanti, sul quale il Governo italiano è stato costantemente impegnato.

L'Italia, come ho avuto modo di confermare anche sabato scorso al Primo Ministro libanese Mikati, farà la sua parte per contribuire al monitoraggio del rispetto dell'accordo e garantire piena sovranità al Libano. Lo faremo soprattutto continuando a lavorare per coordinare il sostegno internazionale alle Forze armate libanesi tramite il comitato tecnico-militare per il Libano, alla cui guida è, non a caso, un generale italiano, e lo faremo con i nostri soldati presenti in UNIFIL che questo Governo non ha mai voluto ritirare proprio perché era consapevole che sarebbero stati fondamentali una volta cessate le ostilità. E consentitemi, in quest'Aula, di inviare, a nome di tutta la Nazione, un ringraziamento sentito e convinto alle donne e agli uomini delle nostre Forze armate in Libano che, così come hanno sempre fatto e fanno in tutto il mondo, sono rimasti al loro posto, con coraggio e senso del dovere, al servizio della Nazione e della pace.

Un impegno molto forte, quindi, dell'Italia a favore della stabilità e della sovranità libanese, ma è ovvio che anche l'Unione europea può e deve contribuire al nuovo equilibrio nel Paese dei cedri e sono soddisfatta del fatto che, anche su impulso italiano, l'Unione europea abbia, a sua volta, cominciato a sostenere le Forze armate libanesi con un primo contributo di 15 milioni di euro, che è stato deliberato lo scorso settembre. Al contempo, occorre mantenere alta l'attenzione su Gaza. Rinnoviamo la nostra richiesta forte per un immediato cessate il fuoco basato sul non più rinviabile rilascio degli ostaggi israeliani ancora detenuti da Hamas e sulla fornitura di un'assistenza umanitaria adeguata a Gaza.

L'Italia è in prima linea nel sostegno alla popolazione civile palestinese. Abbiamo stanziato 70 milioni per la risposta alla crisi e con l'iniziativa Food for Gaza abbiamo organizzato due voli umanitari per oltre 100 tonnellate di aiuti. Ma il nostro obiettivo non è solo l'assistenza immediata: il nostro obiettivo in prospettiva è di contribuire alla stabilizzazione e alla ricostruzione materiale e sociale della Striscia e dobbiamo continuare a lavorare per la ripresa di un processo politico credibile. Una pace giusta e sostenibile nella regione potrà raggiungersi soltanto attraverso una soluzione a due Stati che garantisca tanto agli israeliani quanto ai palestinesi sicurezza e mutuo riconoscimento.

Ho incontrato venerdì scorso il Presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Abu Abbas, al quale ho garantito il sostegno italiano al processo di riforma di quello che è l'unico interlocutore possibile della Palestina e al quale ho ribadito la convinzione che debba essere l'Europa a giocare il ruolo di protagonista nell'impulso a una soluzione strutturale e definitiva per la questione israelo-palestinese. Il Presidente Abbas, dal canto suo, ha ringraziato l'Italia che l'Autorità nazionale palestinese considera una Nazione amica per la sua postura equilibrata e per il suo impegno in prima linea.

Sempre a proposito di sicurezza, voglio brevemente ricordare anche che l'Italia continua a mantenere alta l'attenzione sulla sicurezza della navigazione nel mar Rosso grazie soprattutto al nostro ruolo di punta nella missione navale Aspides. In Consiglio europeo discuteremo poi anche del rapporto predisposto dall'ex Presidente della Repubblica finlandese, Sauli Niinisto, sul rafforzamento della preparazione civile e militare europea in materia di pronto intervento. Un rapporto che evidenzia la necessità di moltiplicare gli sforzi per assicurare all'Unione europea una maggiore preparazione in tutti i settori di riferimento per rafforzare le nostre capacità di reazione e garantire la nostra sicurezza in qualsiasi scenario.

L'Italia è più che interessata a contribuire al dibattito politico sul futuro ruolo dell'UE come gestore di crisi e come fornitore di sicurezza, partendo non tanto da proposte legislative della Commissione, che in questa fase rischierebbero di essere premature, ma dalla necessità di massimizzare l'impatto combinato degli sforzi nazionali ed europei nella gestione delle crisi, in linea con il principio di sussidiarietà. In particolare, l'Italia non è disposta a rinunciare a un'eccellenza nazionale come quella rappresentata dalla nostra Protezione civile, ma possiamo senz'altro condividere la nostra esperienza e il nostro saper fare con i nostri partner.

Un'importante discussione strategica sarà poi dedicata al macro-tema: l'Unione europea nel mondo. L'interazione sempre più stretta tra le crisi e le guerre che ci circondano, disegnando un arco di instabilità che va dall'Artico al Sahel, impone una lettura di insieme e maggiori sforzi per rilanciare il ruolo globale dell'Unione europea, a partire da un suo rinnovato dialogo con tutti i partner basato sul rispetto e non su un approccio paternalistico. E chiaramente, un'Europa che abbia la pretesa di essere più forte e più autonoma non può prescindere da un comune impegno per rafforzare la sua difesa, costruendo finalmente un pilastro europeo della NATO da affiancare a quello nordamericano, con pari peso e pari dignità. Il nostro impegno nei confronti dell'Alleanza atlantica rimane la pietra angolare della nostra sicurezza, ma certamente l'Europa deve puntare ad avere un ruolo maggiore al suo interno.

Per fare questo è però vitale progredire rapidamente sulla strada dell'autonomia strategica aperta e cercare soluzioni innovative per garantire fondi adeguati agli investimenti necessari, ad esempio, avviando un dibattito concreto sulla possibilità di emettere obbligazioni europee per gli investimenti nella difesa, continuando a spingere per l'esclusione degli investimenti sulla difesa dal calcolo del rapporto deficit/PIL del Patto di stabilità.

Anche in questa chiave è indispensabile mantenere un approccio pragmatico, costruttivo e aperto con la nuova amministrazione Trump, sfruttando le aree di potenziale e fruttuosa cooperazione UE-USA e cercando di prevenire diatribe commerciali che certamente non farebbero bene a nessuno. A proposito di commercio internazionale, non voglio sottrarmi a fornire uno spunto di riflessione su un tema di forte dibattito in questi giorni che è la questione dell'Accordo UE-Mercosur, anche se non sarà all'ordine del giorno del Consiglio europeo.

L'Italia condivide la priorità geopolitica di tornare a investire su una forte presenza europea in America latina: un continente di cultura molto simile alla nostra, che rischiamo di abbandonare alla penetrazione politica ed economica di attori globali non occidentale. Una prospettiva già in atto che indebolisce l'Europa e l'Occidente, in un contesto globale in cui le crisi regionali e la forte spinta del sud globale e dei BRICS Plus portano a ridiscutere gli assetti di un mondo non più soltanto multipolare ma profondamente frammentato.

Il problema che si pone oggi non è quindi l'opportunità geopolitica di procedere verso una nuova stagione di accordi di cooperazione politica e commerciale con i Paesi terzi, quanto la sostenibilità dell'impatto di questi accordi su alcuni settori, come l'agricoltura, che hanno spesso pagato il prezzo più alto con l'apertura del mercato europeo a prodotti realizzati in Paesi terzi, nei quali non vengono rispettati gli stessi standard ambientali e di sicurezza alimentare che imponiamo ai nostri produttori.

L'accordo UE-Mercosur deve quindi offrire garanzie concrete e opportunità di crescita anche al mondo agricolo europeo, la cui redditività e competitività è stata in questi anni minata da una devastante deriva ideologica. In questi anni ci siamo battuti affinché gli agricoltori non venissero più trattati da nemici dell'ambiente ma da ciò che sono, ovvero i primi custodi della natura, e ci siamo battuti per far cadere l'assurda contrapposizione tra sostenibilità ambientale e competitività che quella deriva ideologica aveva imposto. Importanti segnali sono arrivati in questo senso, ma c'è ancora molto da lavorare e dunque non possiamo ignorare le preoccupazioni del nostro settore agricolo.

Vanno attuati meccanismi efficaci di salvaguardia, incluso un sistema di adeguate compensazioni per le filiere che dovessero essere danneggiate. Stiamo studiando con attenzione l'intesa preliminare chiusa la scorsa settimana dalla Commissione europea a Montevideo e sosterremo con convinzione le nostre posizioni, prendendo il tempo necessario a valutare se le nostre richieste verranno soddisfatte. In assenza di questo indispensabile riequilibrio, il sostegno dell'Italia non ci sarà perché siamo convinti che l'Accordo UE-Mercosur debba portare vantaggi per tutti e non solo per alcuni.

Nel frattempo, continueremo a batterci con forza e con coerenza a sostegno di un'agricoltura europea forte e competitiva. La sovranità alimentare europea rimane una risorsa strategica alla quale l'Europa non può e non deve rinunciare.

Rimane poi centrale il tema delle relazioni con l'Africa: una vera e propria priorità nell'agenda internazionale dell'Italia, come dimostrato dalla centralità che vi abbiamo voluto attribuire nell'ambito della Presidenza del G7 che sta per concludersi.

Consentitemi, su questo punto, di rinnovare la mia soddisfazione per le iniziative ad alto potenziale lanciate in ambito G7 sotto la nostra Presidenza - l'Apulia Food Systems Initiative sulla produzione agricola, la Energy for Growth in Africa per lo sviluppo dell'energia verde, l'Adaptation Accelerator Hub sull'adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici -, ma, soprattutto, per la condivisione dell'impegno italiano a costruire, non solo con l'Africa, ma con tutto il Sud globale, un nuovo modello di cooperazione e di sviluppo, da pari a pari. Credo che questa sia una delle eredità più importanti della Presidenza italiana, che si concluderà formalmente tra pochi giorni.

È stato un anno importante, ma, in chiusura della nostra Presidenza del G7, voglio ringraziare, anche di fronte a quest'Aula, tutti coloro che hanno lavorato con dedizione per il successo dell'Italia, un successo che viene riconosciuto anche pubblicamente da tutti i nostri alleati, da tutte le Nazioni che hanno partecipato al summit dei leader, alle 23 riunioni ministeriali. Voglio ringraziare per questo anche tutti i Ministri e, particolarmente, il Ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani.

Il nostro Piano Mattei, che è già in fase di attuazione avanzata, continua a raccogliere interesse tra i nostri partner. Non è un Piano di questo Governo, ma è piuttosto un'iniziativa di interesse nazionale e, a mio avviso, è un'iniziativa di interesse europeo. Anche per questo, stiamo lavorando per europeizzare e internazionalizzare sempre più questa iniziativa, rafforzando la sinergia, da una parte, con il Global Gateway dell'Unione europea e, dall'altra, con la Partnership for Global Infrastructure and Investment, che è stata lanciata in ambito G7.

Un nuovo partenariato tra l'Unione europea e le Nazioni africane è fondamentale per affrontare le sfide globali comuni. Tra queste, come sempre, naturalmente, c'è anche il governo dei flussi migratori, a maggior ragione oggi, con la nuova crisi siriana, che rischia di generare nuovi flussi.

La lotta al traffico di esseri umani resta per noi fondamentale. Abbiamo accolto con favore la nuova direttiva europea in materia di traffico di esseri umani, che amplia la fattispecie di reato, ricomprendendo anche lo sfruttamento della maternità surrogata. Dall'altra parte, siamo impegnati nel negoziato per la nuova direttiva anti-traffico di migranti, al fine di rafforzare il quadro normativo europeo sulla materia. Il lavoro svolto finora per rafforzare la collaborazione dell'UE con alcune Nazioni di origine e transito - penso alla Tunisia, ma non solo - ha contribuito a una diminuzione dei flussi irregolari del 60 per cento rispetto al 2023 lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Continuare in questa direzione è l'unico modo per contenere gli arrivi irregolari, diminuire le tragedie nel Mediterraneo, rendere più sicure le frontiere esterne dell'UE e affrontare le cause profonde della migrazione.

L'Italia ha avuto un ruolo decisivo nell'avviare il dibattito in corso a livello UE sulla ricerca di soluzioni innovative al fenomeno migratorio, soprattutto per quello che riguarda la politica dei rimpatri. Consideriamo improcrastinabile una revisione della direttiva rimpatri e un'accelerazione della Commissione sulla revisione del concetto di Paese terzo sicuro. Così come consideriamo importante anticipare il più possibile quanto previsto dal nuovo Patto sulla migrazione e l'asilo sulla definizione di Paese di origine sicuro, anche al fine di fare definitiva chiarezza su un argomento che è stato oggetto di recenti provvedimenti giudiziari dal sapore ideologico, che, se fossero sposati nella loro filosofia di fondo dalla Corte di Giustizia UE, rischierebbero di compromettere, almeno fino all'entrata in vigore del 2026 delle nuove regole UE in materia di procedure di asilo, le politiche di rimpatrio di tutti gli Stati membri: una prospettiva preoccupante e inaccettabile, che occorre prevenire con determinazione.

Allo stesso modo, continueremo a lavorare con i 15 Stati membri firmatari della lettera con la quale si chiedeva alla Commissione di individuare soluzioni innovative per contrastare l'immigrazione illegale e agli altri 4 che, nel frattempo, hanno chiesto di partecipare ai gruppi tecnici di lavoro nati a seguito di quella iniziativa. Tra queste soluzioni innovative, c'è, ovviamente, anche il Protocollo tra Italia e Albania. E voglio ribadire, anche in quest'Aula, che intendiamo andare avanti nell'attuazione di questo Protocollo, nel pieno rispetto della legge italiana e delle norme europee.

Infine, nel prossimo Consiglio europeo non tratteremo dei temi più strettamente economici, ma, ovviamente, rimane centrale la questione della competitività. Consentitemi di fare un passaggio anche su questo. Dando seguito ai Rapporti Letta e Draghi, la Presidenza di turno ungherese dell'UE ha organizzato, il mese scorso, un Consiglio europeo informale, da cui è scaturita la Dichiarazione di Budapest. È un documento ambizioso, che sancisce un nuovo patto per la competitività europea e fissa obiettivi condivisi per colmare il divario che l'Europa ha accumulato in termini di produttività e innovazione con i suoi concorrenti globali.

Allora, parlando di competitività, voglio cogliere l'occasione per un importante aggiornamento sul lavoro che il Governo sta facendo su un tema davvero molto importante, che sta animando anche il nostro dibattito nazionale: mi riferisco, segnatamente, alla crisi dell'automotive. Parliamo, come tutti sappiamo, di un settore fondamentale per il futuro e per la competitività dell'industria europea. Eppure, il quadro che abbiamo davanti oggi è un quadro tutt'altro che positivo. Le cause all'origine delle difficoltà del settore sono diverse, e, tra queste, figura certamente l'aver imposto un modello di decarbonizzazione basato unicamente sull'elettrico, che, se fosse confermato, rischierebbe di portare al collasso l'intera industria automobilistica europea. Per questo motivo, come Italia, insieme alla Repubblica Ceca e con il sostegno di altri partner europei, ci siamo fatti promotori di un'importante iniziativa finalizzata a proporre una strategia alternativa. Lo scopo di questa nostra iniziativa, contenuta nel non-paper per una nuova politica europea per l'automotive, promosso dal Ministro Urso, è di fornire idee e spunti per agire con urgenza a livello europeo e scongiurare conseguenze irreversibili.

Chiediamo nell'immediato la sospensione delle multe nei confronti delle case costruttrici, multe che stanno già portando alla chiusura di importanti stabilimenti, proprio per evitare di incorrere in quelle penalità, ma, nel medio periodo, ci diamo l'obiettivo più ambizioso di riaprire il capitolo della neutralità tecnologica, rendendo utilizzabili tutte le tecnologie mature che possano contribuire alla riduzione delle emissioni inquinanti.

Cogliamo con favore le aperture che stanno emergendo in questi giorni dalle parole del Commissario europeo all'industria Séjourné, nonché da importanti gruppi politici al Parlamento europeo. Ci auguriamo di poter fare ulteriori e significativi passi avanti per correggere una traiettoria sbagliata, che sta causando fortissime difficoltà. Colleghi - e vado alla conclusione -, il prossimo Consiglio europeo celebra anche un anniversario simbolico molto importante: sono trascorsi, infatti, 50 anni dal primo Consiglio europeo della storia. Era il 1974 quando i Capi di Stato e di Governo dell'allora Comunità europea decisero, nel corso del Vertice di Parigi, di formalizzare la prassi di riunirsi periodicamente per confrontarsi sulle priorità comuni e delineare insieme l'indirizzo politico dell'Unione.

Da allora, il mondo è profondamente cambiato, l'Europa è profondamente cambiata, l'Italia è profondamente cambiata. Quello che non può e non deve cambiare, invece, è il bisogno di un'Europa che sia consapevole del ruolo che ha nella storia. Non sempre il continente ha dimostrato di saper coltivare questa consapevolezza, offuscato, com'è stato a volte, da dannosi schemi ideologici e dalle troppe regole imposte, forse proprio per sopperire alla debolezza di visione e di strategia. In fondo, se tornassimo indietro a quel 1974, troveremmo un'idea d'Europa molto diversa da quella che, spesso, abbiamo visto realizzare. Disse Aldo Moro, che partecipava in rappresentanza dell'Italia in quel consesso, che l'Europa è il luogo in cui le Nazioni diventano più grandi, senza perdere la loro anima. È una casa comune per le differenze. È una lettura che condivido, è una lettura che condivido molto più di letture che ho sentito dare decisamente più di recente. E, allora, forse, per andare avanti dobbiamo, soprattutto, tornare all'origine del progetto, e credo che questa legislatura europea ci dia l'occasione storica per farlo, perché le crisi, come sempre, nascondono anche delle opportunità. Sta a noi saper cogliere quelle opportunità, e l'Italia, ovviamente, intende fare la sua parte fino in fondo. Vi ringrazio

Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sui Doc. XXII, n.14 e 15-A

La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il documento in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.

Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sugli emendamenti ai Doc. XXII, n.14 e 15-A

La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti relativi al documento in titolo trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Barachini, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Calenda, Castelli, Cattaneo, De Poli, Durigon, Fazzolari, Fregolent, Galliani, Garavaglia, La Pietra, Monti, Morelli, Nastri, Occhiuto, Ostellari, Paroli, Pellegrino, Rauti, Rossomando, Rubbia, Scalfarotto, Scurria, Segre, Sisto, Speranzon e Tosato.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Versace, per attività di rappresentanza del Senato; Borghi Claudio, Borghi Enrico, Mieli, Ronzulli e Scarpinato, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Camusso, Magni e Mancini, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati.

Commissioni permanenti, variazioni nella Composizione

Il Presidente del Gruppo parlamentare Fratelli d'Italia ha comunicato la seguente variazione nella composizione delle Commissioni permanenti:

5a Commissione permanente: entra a farne parte il senatore Russo;

10a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Russo.

Disegni di legge, nuova assegnazione

8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica

in sede referente

Sen. Mirabelli Franco

Misure per la rigenerazione urbana (29)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, Commissione parlamentare questioni regionali

Già deferito in sede redigente, alla 8ª Commissione permanente (Ambiente, lavori pubblici), è stato rimesso, ai sensi dell'articolo 36, comma 3, del Regolamento, alla discussione e alla votazione dell'Assemblea.

(assegnato in data 17/12/2024);

8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica

in sede referente

Sen. Rossomando Anna

Disposizioni per il contrasto al consumo di suolo e per promuovere il riuso e la rigenerazione urbana (42)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, Commissione parlamentare questioni regionali

Già deferito in sede redigente, alla 8ª Commissione permanente (Ambiente, lavori pubblici), è stato rimesso, ai sensi dell'articolo 36, comma 3, del Regolamento, alla discussione e alla votazione dell'Assemblea.; precedentemente deferito in sede referente, alle Commissioni riunite 8ª Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica e 9ª Industria,

(assegnato in data 17/12/2024);

8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica

in sede referente

Sen. Gasparri Maurizio, Sen. Paroli Adriano

Disposizioni in materia di rigenerazione urbana (761)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

Già deferito in sede redigente, alla 8ª Commissione permanente (Ambiente, lavori pubblici), è stato rimesso, ai sensi dell'articolo 36, comma 3, del Regolamento, alla discussione e alla votazione dell'Assemblea.

(assegnato in data 17/12/2024);

8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica

in sede referente

Sen. Occhiuto Mario ed altri

Disposizioni in materia di rigenerazione urbana (863)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Commissione parlamentare questioni regionali

Già deferito in sede redigente, alla 8ª Commissione permanente (Ambiente, lavori pubblici), è stato rimesso, ai sensi dell'articolo 36, comma 3, del Regolamento, alla discussione e alla votazione dell'Assemblea.

(assegnato in data 17/12/2024);

8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica

in sede referente

Sen. Dreosto Marco

Disposizioni in materia di rigenerazione urbana (903)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Commissione parlamentare questioni regionali

Già deferito in sede redigente, alla 8ª Commissione permanente (Ambiente, lavori pubblici), è stato rimesso, ai sensi dell'articolo 36, comma 3, del Regolamento, alla discussione e alla votazione dell'Assemblea.

(assegnato in data 17/12/2024);

8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica

in sede referente

Sen. Sironi Elena ed altri

Rigenerazione urbana e uso sostenibile del suolo (1028)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Commissione parlamentare questioni regionali

Già deferito in sede redigente, alla 8ª Commissione permanente (Ambiente, lavori pubblici), è stato rimesso, ai sensi dell'articolo 36, comma 3, del Regolamento, alla discussione e alla votazione dell'Assemblea.

(assegnato in data 17/12/2024);

8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica

in sede referente

Sen. De Priamo Andrea ed altri

Disposizioni in materia di rigenerazione urbana (1122)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Commissione parlamentare questioni regionali

Già deferito in sede redigente, alla 8ª Commissione permanente (Ambiente, lavori pubblici), è stato rimesso, ai sensi dell'articolo 36, comma 3, del Regolamento, alla discussione e alla votazione dell'Assemblea.

(assegnato in data 17/12/2024);

8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica

in sede referente

Sen. Gelmini Mariastella

Disposizioni in materia di politiche, programmi e interventi di rigenerazione urbana (1131)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Commissione parlamentare questioni regionali

Già deferito in sede redigente, alla 8ª Commissione permanente (Ambiente, lavori pubblici), è stato rimesso, ai sensi dell'articolo 36, comma 3, del Regolamento, alla discussione e alla votazione dell'Assemblea.

(assegnato in data 17/12/2024).

Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli

In data 13/12/2024 la 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione ha presentato il testo degli articoli proposti dalla Commissione stessa, per i disegni di legge:

- Sen. Iannone Antonio ed altri "Modifica all'articolo 111 della Costituzione in materia di tutela delle vittime di reati e delle persone danneggiate da reati" (427)

(presentato in data 21/12/2022)

- Sen. Marton Bruno ed altri "Modifica dell'articolo 111 della Costituzione, in materia di tutela delle vittime di un reato" (731)

(presentato in data 24/05/2023)

- Sen. Parrini Dario ed altri "Modifica dell'articolo 111 della Costituzione, in materia di tutela delle vittime di un reato" (888)

(presentato in data 26/09/2023)

- Sen. De Cristofaro Peppe "Modifica dell'articolo 111 della Costituzione, in materia di tutela delle vittime di un reato" (891)

(presentato in data 27/09/2023)

Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento

Il Ministro della difesa, con lettera del 16 dicembre 2024, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 536, comma 3, lettera b), del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 - lo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 21/2024, denominato "Infra/infostrutture di rete (TLC e T-B-T)", relativo all'ammodernamento e adeguamento tecnologico della capacità di radiocomunicazione Terra/Bordo/Terra operativa dell'Aeronautica militare (n. 239).

Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 3ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 40 giorni dall'assegnazione. La 5ª Commissione permanente potrà formulare le proprie osservazioni alla 3ª Commissione permanente in tempo utile rispetto al predetto termine.

Governo, trasmissione di atti e documenti

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 11 dicembre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1-bis del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, gli estratti del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 dicembre 2024, recante l'esercizio di poteri speciali, approvato con prescrizioni, in ordine alla notifica della società Eolo S.p.a. - Aggiornamento piano annuale relativo al programma di acquisti di beni e servizi nel settore della comunicazione elettronica a banda larga basata sulla tecnologia 5G per il periodo giugno 2024 - maggio 2025.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a, alla 8a e alla 9a Commissione permanente (Atto n. 610).

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 13 dicembre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, la comunicazione concernente il conferimento dei seguenti incarichi:

al dottor Giovanni Salvia, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;

all'ingegner Lorenza Dell'Aera, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Il Ministro della salute, con lettera in data 10 dicembre 2024, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 3, comma 5, della legge 11 gennaio 2018, n. 3, la prima relazione sulle azioni di promozione e di sostegno della medicina di genere, riferita agli anni 2020 e 2021.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10a Commissione permanente (Doc. CCXXXIV, n. 1).

Governo, trasmissione di sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea. Deferimento

Il Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri ha trasmesso, in data 12 dicembre 2024, le seguenti sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea, relative a cause in cui la Repubblica italiana è parte o adottate a seguito di domanda di pronuncia pregiudiziale proposta da un'autorità giurisdizionale italiana, che sono inviate, ai sensi dell'articolo 144-ter del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni:

Sentenza della Corte (Quinta sezione) del 7 novembre 2024, causa C-683/22, Adusbef -Associazione difesa utenti servizi bancari e finanziari contro Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministero dell'economia e delle finanze, Ministero delle infrastrutture e delle mobilità sostenibili, DIPE - Dipartimento programmazione e coordinamento della politica economica, Autorità di regolazione dei trasporti, Corte dei conti, Avvocatura generale dello Stato, nei confronti di Mundys Spa, Autostrade Spa e con l'intervento di Holding Reti Autostradali Spa. Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale amministrativo regionale per il Lazio. Direttiva 2014/23/UE - Procedura di aggiudicazione dei contratti di concessione - Articolo 43 - Modifica di una concessione, durante il periodo della sua validità, senza apertura alla concorrenza - Concessione di autostrade - Crollo del ponte Morandi a Genova (Italia) - Procedimento nazionale per grave inadempimento agli obblighi di manutenzione e custodia della rete autostradale - Nuovi obblighi a carico del concessionario - Obbligo dell'amministrazione aggiudicatrice di esprimersi preliminarmente sulla necessità di organizzare una nuova procedura di aggiudicazione - Obbligo dell'amministrazione aggiudicatrice di esaminare preliminarmente l'affidabilità del concessionario - alla 2a, alla 4a, e alla 8a Commissione permanente (Doc. XIX, n. 50);

Sentenza della Corte (Prima sezione) del 7 novembre 2024, causa C-503-23, Centro di Assistenza Doganale (Cad) Mellano Srl contro Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Agenzia delle Dogane - Direzione Interregionale per la Liguria, Ministero dell'Economia e delle Finanze. Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte. Unione doganale - Codice doganale dell'Unione - Regolamento (UE) n. 952/2013 - Articolo 18 - Rappresentante doganale - Libera prestazione dei servizi - Direttiva 2006/123/CE - Articoli 10 e 15 - Centri di assistenza doganale - Limitazione territoriale dell'attività - Restrizione - Giustificazione - alla 2a, alla 4a, e alla 6a Commissione permanente (Doc. XIX, n. 51);

Sentenza della Corte (Quinta sezione) del 7 novembre 2024, causa C-126/23, UD, QO, VU, LO, CA contro Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell'Interno. Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale Ordinario di Venezia. Cooperazione giudiziaria in materia penale - Direttiva 2004/80/CE - Articolo 12, paragrafo 2 - Sistemi nazionali di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti - Delitto di omicidio - Indennizzo dei familiari stretti della persona deceduta - Nozione di "vittime" - Sistema di indennizzo "a cascata" secondo l'ordine di devoluzione successoria - Normativa nazionale che esclude il versamento di un indennizzo agli altri familiari della persona deceduta in presenza di figli e di un coniuge superstite - Genitori, fratelli e sorelle della persona deceduta - Indennizzo "equo ed adeguato" - alla 1a, alla 2a, e alla 4a Commissione permanente (Doc. XIX, n. 52);

Sentenza della Corte (Quinta sezione) del 14 novembre 2024, causa C-646/22, Compass Banca SpA contro Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nei confronti di: Metlife Europe Dac, Metlife Europe Insurance Dac, Europ AssistanceItalia SpA. Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato. - Tutela dei consumatori - Direttiva 2005/29/CE - Articolo 2, lettera j), articoli 5, 8 e 9 - Nozione di "consumatore medio" - Pratiche commerciali sleali delle imprese nei confronti dei consumatori - Nozione di "pratica commerciale aggressiva" - Vendita abbinata di un finanziamento personale e di un prodotto assicurativo non collegato a tale finanziamento - Orientamento delle informazioni fornite al consumatore - Nozione di "framing" (incorniciamento) - Pratica commerciale consistente nel proporre simultaneamente a un consumatore un'offerta di finanziamento personale e un'offerta di prodotto assicurativo non collegato a tale finanziamento - Assenza di un periodi di riflessione tra la sottoscrizione del contratto di finanziamento e quella del contratto assicurativo - Direttiva (UE) 2016/97 - Articolo 24 - alla 2a, alla 4a, e alla 9a Commissione permanente (Doc. XIX, n. 53).

Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento

Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, è deferito alle sottoindicate Commissioni permanenti il seguente documento dell'Unione europea, trasmesso dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234:

- Relazione della Commissione - Prima relazione biennale dell'Unione europea alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici relativa alla trasparenza (prevista dal quadro di riferimento rafforzato per la trasparenza) (COM(2024) 552 definitivo), alla 8a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente.

Governo e Commissione europea, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea

Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, nel periodo dal 1° al 15 dicembre 2024, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234 - atti e documenti dell'Unione europea.

Nel medesimo periodo, la Commissione europea ha inviato atti e documenti da essa adottati.

L'elenco dei predetti atti e documenti, disponibili presso l'Ufficio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione europea, è trasmesso alle Commissioni permanenti.

Corte costituzionale, trasmissione di sentenze. Deferimento

La Corte costituzionale ha trasmesso, a norma dell'articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, la seguente sentenza, che è deferita, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni competenti per materia:

sentenza n. 195 del 29 ottobre 2024, depositata il successivo 6 dicembre 2024, con la quale dichiara:

1) l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 527, quinto periodo, della legge 30 dicembre 2023, n. 213 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2024 e bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026), nel testo modificato dall'articolo 3, comma 12-octies, del decreto-legge 30 dicembre 2023, n. 215 (Disposizioni urgenti in materia di termini normativi), convertito, con modificazioni, nella legge 23 febbraio 2024, n. 18, nella parte in cui non esclude dalle risorse che è possibile ridurre quelle spettanti per il finanziamento dei diritti sociali, delle politiche sociali e della famiglia, nonché della tutela della salute;

2) l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 557, della legge n. 213 del 2023, nella parte in cui non prevede che il decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sia adottato d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie autonome di Trento e di Bolzano (Doc. VII, n. 102) - alla 1a, alla 2a, alla 5a, alla 6a e alla 10a Commissione permanente.

Corte dei conti, trasmissione di documentazione. Deferimento

La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, con lettere in data 11 e 16 dicembre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 6, della legge 14 gennaio 1994, n. 20:

la deliberazione n. 92/2024/G, concernente "Gli esiti dell'attività di controllo svolta nell'anno 2023 e le misure conseguenziali adottate dalle amministrazioni". Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 5a Commissione permanente (Atto n. 608);

la deliberazione n. 93/2024/G, concernente "Interventi a sostegno delle filiere agricole". Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a e alla 9a Commissione permanente (Atto n. 609).

Corte di cassazione, trasmissione di ordinanze su richieste di referendum

L'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte Suprema di Cassazione, con lettera in data 12 dicembre 2024, ha trasmesso, ai sensi degli articoli 13 e 32 della legge 25 maggio 1970, n. 352, copia autentica delle sei ordinanze, emesse in data 12 dicembre 2024, con le quali l'Ufficio stesso ha dichiarato conforme a legge le richieste di referendum popolare abrogativo sui quesiti individuati dalle seguenti denominazioni:

Cittadinanza italiana: dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana;

Piccole imprese - Licenziamenti e relativa indennità: abrogazione parziale;

Contratto di lavoro a tutele crescenti - Disciplina dei licenziamenti illegittimi: abrogazione;

Legge 26 giugno 2024, n. 86: "Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione": abrogazione totale;

Esclusione della responsabilità solidale del committente, dell'appaltatore e del subappaltatore per infortuni subiti dal lavoratore dipendente di impresa appaltatrice o subappaltatrice, come conseguenza dei rischi specifici propri dell'attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici: abrogazione;

Abrogazione parziale di norme in materia di apposizione di termine al contratto di lavoro subordinato, durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi.

Le predette ordinanze sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli onorevoli senatori.

Interpellanze

ALFIERI, BOCCIA, CASINI, DELRIO, MALPEZZI, SENSI, SPAGNOLLI, IRTO, CRAXI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

il 19 agosto 2024 è stato il 70º anniversario della scomparsa di Alcide De Gasperi, figura centrale della storia democratica e repubblicana italiana e padre fondatore con Schumann e Adenauer della Comunità europea e della scelta atlantica della NATO;

nel 2024 ricorre anche l'80° anniversario della liberazione di Roma, città nella quale De Gasperi, trentino, ha trascorso la maggior parte della sua vita familiare e politica;

De Gasperi ha pagato con il carcere e l'esilio in Vaticano l'essere stato uno degli artefici della resistenza cattolica a Roma e da quella esperienza nacque nel 1945 la Democrazia cristina clandestina che poi terrà il suo primo congresso fondativo presso l'università "La Sapienza": congresso aperto dalla relazione di Enrico Mattei sul grande contributo dei partigiani cristiani alla Resistenza;

nel 1945 volle fortemente il voto alle donne che parteciparono nel 1946 alle elezioni amministrative, per il referendum e l'assemblea costituente. Fu uno dei protagonisti della Costituente e come capo del Governo prima e soprattutto dopo le elezioni del 1948 fu artefice della ricostruzione morale e materiale dell'Italia;

si ricorda che la fondazione trentina "De Gasperi", in occasione del 70º anniversario della scomparsa, ha promosso, in collaborazione con la struttura di missione per gli anniversari nazionali della Presidenza del Consiglio dei ministri, un programma commemorativo denominato "anno degasperiano". Le celebrazioni prevedono iniziative di grande rilievo tra cui convegni, mostre, pubblicazioni e attività formative, tese a valorizzare l'eredità politica e civile di De Gasperi;

l'importanza di questa ricorrenza è stata riconosciuta da numerosi enti e organismi istituzionali tra cui il Consiglio comunale di Roma che si è fatto promotore di una mozione unitaria per sostenere la proposta di intitolare ad Alcide De Gasperi il palazzo dei congressi dell'Eur, attualmente in fase di restauro;

l'Associazione nazionale partigiani cristiani ha lanciato a settembre una petizione, raccogliendo 20.000 firme, per l'intitolazione a Alcide De Gasperi del palazzo dei Congressi dell'Eur;

la fondazione De Gasperi ha espresso la propria piena disponibilità a collaborare e a sostenere ogni iniziativa utile a raggiungimento di questo importante obiettivo che risulterebbe particolarmente significativo per rendere omaggio a uno dei protagonisti principali della storia nel nostro Paese;

si evidenzia altresì che il presidente di Eur S.p.A., Enrico Gasbarra, ha sottolineato in precedenti occasioni che l'intitolazione del palazzo dei Congressi richiede una valutazione e una decisione formale da parte dei soci della società, in particolare del Ministero dell'economia e delle finanze, che detiene un ruolo preminente nella compagine societaria;

alla luce del profondo debito di riconoscenza che i cittadini romani e italiani nutrono nei confronti di Alcide De Gasperi,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda valutare, in qualità di rappresentante principale dei soci di Eur S.p.A., la proposta di intitolare il palazzo dei Congressi dell'Eur ad Alcide De Gasperi, quale riconoscimento del suo contributo storico alla ricostruzione del Paese e alla nascita dell'Unione europea.

(2-00022)

Interrogazioni

TURCO - Ai Ministri delle imprese e del made in Italy e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:

nei giorni scorsi, quasi 100 lavoratori dello stabilimento Logistica (Logitech e Tecnoservice) della Stellantis che per circa 30 anni hanno curato la movimentazione delle vetture sui piazzali interni della sede di Melfi (Potenza), hanno ricevuto una lettera di licenziamento che scatterà il prossimo 31 dicembre, mentre attendono di essere chiamati dai turni di una cassa integrazione che non sta ruotando affatto per molti di loro, che già da qualche settimana denunciano l'anomalia;

si tratta dell'ennesima vertenza, un nuovo dramma che si consuma nel periodo dell'anno in cui ogni famiglia avrebbe diritto a vivere serenamente il Natale e invece, in questo caso, le famiglie coinvolte si ritroveranno a fare i conti con la fine di un progetto di vita improntato sul lavoro e sulla propria permanenza in Basilicata;

l'attuale stato di crisi è generale, giacché il dramma della nuova realtà industriale dell'indotto legato a Stellantis rischia di innescare una pericolosa bomba sociale, i cui effetti devastanti riguardano non solo Melfi, ma la tenuta stessa dell'intera regione. Questa preoccupazione è alquanto verosimile, visti i recenti dati Svimez che confermano quanto la politica industriale lucana sia basata prevalentemente sull'automotive;

considerato che la crisi di questo settore rappresenta, inevitabilmente, la crisi di un'intera regione come la Basilicata che, notoriamente, assiste impotente al fenomeno dello spopolamento più volte denunciato e che con questa ennesima emergenza sociale non può far altro che prendere atto dell'aggravarsi della situazione, non avendo altri strumenti a disposizione per riuscire ad invertire la rotta di questo drammatico trend negativo,

si chiede di sapere:

se il Ministro delle imprese e del made in Italy ritenga di rendere noto il piano industriale di rilancio del settore dell'automotive anche con riguardo a possibili strategie di riconversione e diversificazione produttiva di Stellantis e di tutte le imprese dell'indotto;

se il Ministro del lavoro e delle politiche sociali intenda adoperarsi per fornire chiarimenti e rassicurazioni ai lavoratori di Stellantis in merito all'operatività degli ammortizzatori sociali e se ritenga di estenderli anche alle imprese dell'indotto, comprese quelle con un organico fino a 15 dipendenti.

(3-01558)

LOMBARDO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:

il decreto interministeriale n. 226/2024, che avrebbe in teoria dovuto limitarsi a disciplinare le modalità di compilazione, da parte degli esercenti del servizio di noleggio con conducente, del "foglio di servizio in formato elettronico", previsto dall'articolo 11, comma 4, della legge n. 21 del 1992, è stato surrettiziamente e illegittimamente utilizzato per imporre restrizioni e vincoli alla predetta attività, incompatibili con le disposizioni di legge;

in particolare il decreto, attraverso i tempi prescritti nel sistema di registrazione delle prenotazioni, impone una pausa obbligata di 20 minuti tra la corsa precedente e quella successiva e stabilisce specifiche tecniche di compilazione del foglio di servizio, che comportano incombenze burocratiche e oneri organizzativi immotivati e comunque superiori a quelli previsti dalla legge;

il decreto è particolarmente grave, perché interviene a danno di un settore economico ripetutamente oggetto di un trattamento legislativo discriminatorio, censurato anche dalla Corte costituzionale;

si vedano sul punto le sentenze della Consulta n. 56 del 2020, che ha dichiarato l'incostituzionalità della norma che imponeva ai vettori di rientrare in rimessa dopo ogni prestazione, e n. 137 del 2024, che ha dichiarato l'incostituzionalità del divieto di rilasciare nuove autorizzazioni per il servizio di noleggio con conducente sino alla piena operatività del registro informatico nazionale delle imprese titolari di licenza taxi e di autorizzazione NCC;

a giudizio dell'interrogante non è solo un decreto emanato in violazione della legge e del principio di legalità, contravvenendo alle disposizioni di cui al citato articolo 11, comma 4, della legge n. 21 del 1992 e utilizzando una fonte secondaria per modificare il contenuto normativo di una fonte primaria, ma introduce anche una palese discriminazione tra operatori economici operanti sullo stesso mercato, suscettibile di nuove censure da parte del giudice delle leggi;

da non sottovalutare per le imprese del settore anche l'onere imposto per il trattamento dei dati personali raccolti, che il decreto prescrive irragionevolmente debbano essere archiviati per un periodo di tre anni, senza che ciò abbia nessuna rilevanza, né rispetto alla trasparenza, né rispetto alla sicurezza del servizio;

nel complesso le conseguenze del decreto interministeriale comportano una limitazione dell'attività e un danno economico ingente e ingiustificabile a operatori di un servizio che nel nostro Paese continua a mostrare un deficit di offerta clamoroso e clamorosamente correlato proprio a scelte legislative e regolamentari di tipo protezionistico,

si chiede si sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di sospendere l'applicazione del decreto, la cui decorrenza è attualmente fissata a partire dal 2 gennaio 2025, prevedendone una riformulazione legittima dal punto di vista giuridico e riaprendo sul tema il negoziato con le organizzazioni degli esercenti il servizio di noleggio con conducente.

(3-01559)

VALENTE, FURLAN, SENSI, CAMUSSO, VERDUCCI, ROSSOMANDO, RANDO, NICITA, MISIANI, LOSACCO, FRANCESCHELLI, BASSO, ROJC - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:

l'area marina protetta parco sommerso di Gaiola a Napoli rappresenta l'area marina costiera di più alto pregio ambientale dell'intero settore costiero napoletano-flegreo, per la presenza di delicatissimi habitat e specie marine tutelate da vincoli nazionali e comunitari; si contano infatti oltre 15 differenti comunità biologiche, 3 habitat di rilevanza comunitaria, alcuni anche oggetto di progetti di ripopolazione, ed oltre 20 specie protette, concentrate in 167 ettari di mare;

nonostante i numerosi divieti e vincoli ambientali a tutela del sito, l'area è da anni soggetta a scarichi di bypass dell'impianto di pretrattamento delle acque reflue di Coroglio, che esonda direttamente in mare, con conseguenze gravissime non solo per il parco, ma per l'intero settore costiero napoletano; appare infatti evidente che la grande rilevanza biologica, ambientale, culturale e paesaggistica presupporrebbe una tutela ben più stringente, da attuare soprattutto attraverso una delocalizzazione degli impianti inquinanti che sversano direttamente in mare;

in data 29 agosto 2024, la commissione piano energia e clima del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica ha espresso parere positivo sulla procedura di valutazione di impatto ambientale ed incidenza ambientale relativamente al progetto di "adeguamento del collettore Arena S. Antonio ASA e dei relativi scarichi in mare", progetto che, nell'ambito del programma di risanamento ambientale e rigenerazione urbana del SIN Bagnoli-Coroglio, prevede l'apertura di un nuovo ulteriore scarico di bypass sulla linea di costa, proprio all'interno della zona speciale di conservazione IT8030041 "fondali marini di Gaiola e Nisida", individuata ai sensi della direttiva "Habitat" 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche ed al mantenimento della biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali nel territorio europeo;

il progetto causerà il convogliamento di tutte le acque reflue e di dilavamento urbano dell'intero bacino di drenaggio occidentale della città di Napoli presso l'esistente impianto di pretrattamento delle acque reflue di Coroglio, con un aumento di portata massima delle acque reflue che passerà dagli attuali 100 metri cubi al secondo a 2.006 metri cubi al secondo, oltre il doppio. Il solo carico di acque nere triplicherà passando dagli attuali 2.015 litri al secondo ai futuri 728 metri cubi al secondo. Di questi solo 3,6 metri cubi al secondo saranno ripompati all'impianto di depurazione di Cuma, mentre l'eccedenza fino a 206 metri cubi al secondo sarà convogliata in mare nell'area mediante l'ampliamento delle condotte subacquee (per 5,4 metri al secondo) e la realizzazione di un nuovo imponente scolmatoio sulla spiaggia di Coroglio, a pochi metri da quello già esistente, che, attualmente sta provocando gravi danni alla zona speciale di conservazione ed all'area marina protetta. L'impatto degli scarichi, non soltanto costituiti da acque reflue, ma anche da plastiche e sostanze tossiche altamente inquinanti derivanti dal dilavamento urbano, non solo rischia di compromettere gli habitat naturali presenti nel parco, ma potrebbe compromettere anche i progetti di restoration habitat della zona, peraltro già finanziati con programmi comunitari;

numerose associazioni territoriali si sono mobilitate per bloccare questo progetto a protezione della biodiversità e del pregio archeologico dell'area del parco sommerso di Gaiola; l'ente parco aveva già espresso parere negativo sulla fattibilità dell'opera di raddoppio del collettore fognario con due diverse e dettagliate relazioni tecnico-scientifiche, nell'ambito dell'apposita procedura di VINCA; ai pareri tecnici espressi dal parco si sono affiancati oltre 80 pareri contrari di merito pervenuti dal mondo della ricerca scientifica, della cultura, della società civile e della risorsa mare, che hanno democraticamente partecipato alla consultazione pubblica svoltasi nel giugno scorso nell'ambito della procedura di VIA,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti e quali misure urgenti e necessarie intenda adottare al fine di tutelare, ai sensi degli articoli 9 e 117, secondo comma, lett. s), della Costituzione, l'area marina protetta parco sommerso di Gaiola e la costa della città di Napoli.

(3-01560)

TAJANI, SENSI, FINA, BAZOLI, ROJC, BASSO, ZAMBITO, RANDO, MANCA, DELRIO, FURLAN, CAMUSSO, MARTELLA, ROSSOMANDO, GIORGIS, VERDUCCI, VALENTE, LOSACCO, D'ELIA, NICITA - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

nonostante i ripetuti interventi volti ad allargare i benefici della misura, il tasso di adesione al "concordato preventivo biennale", alla scadenza del 31 ottobre 2024, ha raggiunto risultati molto inferiori alle attese del Governo, attestandosi a circa il 15 per cento della platea potenziale. Sulla base dei dati disponibili, le adesioni alle proposte hanno riguardato circa 500.000 contribuenti, di cui 400.000 soggetti ISA (indici sintetici di affidabilità fiscale);

alla scadenza del 31 ottobre 2024, per gran parte le adesioni al concordato preventivo biennale si sono concentrate su alcune categorie di contribuenti e in particolare su attività con valutazione ISA 10, 9 o 8, in ragione dell'enorme convenienza delle proposte di adesione rispetto all'imposizione ordinaria. I contribuenti che hanno aderito hanno valutato attentamente la convenienza economica dell'adesione confrontando il reddito effettivo 2024 con quello proposto per lo stesso periodo dall'amministrazione finanziaria, decidendo di aderire perché ragionevolmente sicuri di raggiungere nel 2024, ma anche nel 2025, un reddito effettivo più alto rispetto a quello che risulta dal concordato e conseguentemente un significativo risparmio di imposta, oltre all'accesso alle tutele che il patto con il fisco garantisce;

milioni di soggetti autonomi ed imprese con bassi indici ISA o con maggiori difficoltà, determinate anche da congiunture sfavorevoli a livello settoriale di appartenenza, al contrario hanno rifiutato le proposte di adesione al concordato in ragione del pesante aggravio di imposte previsto per il biennio 2025 e 2026, in alcuni casi fino al raddoppio di quanto conseguito nel 2023. Fra i soggetti con ISA basso, numerose sono le imprese con uno o due dipendenti, artigiani, esercenti del settore abbigliamento o simili che si trovano ad affrontare una difficile situazione economica e una profonda incertezza sulle aspettative future di reddito: un motivo sufficiente per rifiutare in massa l'adesione al concordato preventivo biennale a cui associano un pesante aggravio di imposte;

in sintesi, alla data del 31 ottobre 2024, i soggetti che hanno aderito al concordato preventivo biennale si sono assicurati un forte abbattimento delle imposte a discapito delle preventivate entrate per il bilancio dello Stato per i prossimi due anni, mentre la gran parte dei contribuenti che hanno rifiutato di aderire al concordato ha determinato il sostanziale fallimento dello strumento;

alla luce dei risultati ottenuti e nel tentativo di recuperare adesioni e gettito, il Governo, con il decreto-legge 14 novembre 2024, n. 167, ha previsto la riapertura dei termini per aderire al concordato preventivo biennale, consentendo a coloro che non hanno aderito entro il 31 ottobre di farlo entro la data del 12 dicembre 2024. Nel frattempo, sono stati diffusi a mezzo stampa, in radio e in televisione messaggi minacciosi nei confronti dei soggetti non propensi ad aderire prefigurando l'inserimento in liste di soggetti da sottoporre a controlli, mentre l'Agenzia delle entrate ha inviato 700.000 lettere di compliance ai titolari di partita IVA contenenti presunte anomalie nei redditi dichiarati, suggerendo di integrare le dichiarazioni e di aderire al concordato preventivo biennale per il biennio 2024-2025;

in più occasioni il Governo ha comunicato che gli "ipotetici" maggiori incassi derivanti dal concordato preventivo biennale sarebbero stati utilizzati per completare la riforma dell'IRPEF, in particolar modo per quanto riguarda la riduzione delle aliquote fiscali, come ribadito dal decreto-legge 19 ottobre 2024, n. 155. Nei giorni scorsi il Governo ha annunciato, alla luce dei risultati ottenuti, il rinvio della riduzione delle aliquote fiscali a data da destinarsi;

inizia ad emergere dai primi calcoli che il gettito complessivo da concordato preventivo biennale, anche a seguito della riapertura dei termini fino al 12 dicembre 2024, sarà nettamente inferiore alle attese preventivate dal Governo, prefigurando altresì evidenti problemi di gettito effettivo per il bilancio dello Stato in considerazione dell'elevato numero di soggetti che hanno aderito al concordato perché certi di raggiungere nel 2024, ma anche nel 2025, un reddito effettivo più alto rispetto a quello proposto dal concordato e, quindi, certi di pagare imposte inferiori a quelle effettivamente dovute all'erario;

inoltre, a seguito delle numerose modifiche introdotte per consentire il più ampio utilizzo dello strumento, iniziano ad emergere preoccupanti valutazioni sui possibili abusi del concordato a beneficio sia dei soggetti che vi aderiscono sia dei soggetti che decidono di non aderire, allargando le possibilità di evasione fiscale a danno dell'erario. Allo stato attuale, la normativa non esclude la possibilità che un contribuente che ha aderito alla proposta di definizione biennale dei propri redditi e delle imposte dovute, in ragione dell'assenza dei controlli, possa simulare in tale biennio prestazioni di servizi nei confronti di altri contribuenti che non hanno aderito al concordato. Per effetto di tale simulazione, per il simulato erogatore di servizi i proventi incassati non formerebbero base imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell'IRAP, in quanto "coperti" dalla definizione biennale oggetto di adesione. Di contro, per il simulato fruitore di servizi, i relativi costi formerebbero elemento di riduzione della base imponibile ai fini delle imposte;

si prefigurano preoccupanti conseguenze sulle entrate future del bilancio dello Stato, tanto più gravi a fronte dell'elevato livello del debito pubblico e del difficile percorso di rientro dall'indebitamento, in attuazione della nuova governance europea,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo intenda fornire in dettaglio il numero complessivo delle adesioni al concordato preventivo biennale, alla data del 12 dicembre 2024, e nell'ambito delle adesioni complessive se intenda specificare le adesioni per categoria ISA e per importi conseguiti relativamente a ciascuna categoria, anche al fine di verificare la dimensione della perdita di gettito associata alle adesioni dei contribuenti rispetto alle imposte da questi effettivamente dovute; se intenda tempestivamente trasmettere al Parlamento una relazione tecnica della Ragioneria generale dello Stato sugli effetti reali della misura, con particolare riferimento alle conseguenze sulle future entrate del bilancio dello Stato e richiedere una valutazione dell'UPB e della Corte dei conti sulla misura, da trasmettere alle competenti Commissioni parlamentari;

se intenda rafforzare le misure di controllo nei confronti dei soggetti che aderiscono al concordato preventivo biennale al fine di contrastare con efficacia le condotte illegittime riconducibili a prestazioni di servizi fittizie nei confronti di altri contribuenti che non hanno aderito al concordato; se intenda altresì rafforzare le misure finalizzate al controllo dei contribuenti aderenti in merito agli obblighi di adempimento delle ordinarie previsioni contabili e dichiarative; quali misure intenda introdurre per sanzionare i comportamenti scorretti, sia nei confronti del simulato prestatore sia per il simulato fruitore di servizi e per recuperare integralmente le somme illegittimamente sottratte all'erario;

se intenda chiarire, a fronte del mancato gettito atteso derivante dall'applicazione del concordato preventivo biennale, se e come intenda affrontare la questione del finanziamento della riforma IRPEF, rinviata a data da destinarsi, per quanto riguarda in particolare la riduzione delle aliquote d'imposta, e se a tal fine intenda procedere mediante l'ulteriore abbattimento della spesa sociale e delle detrazioni per i contribuenti IRPEF che contribuiscono a garantire la progressività del sistema fiscale.

(3-01561)

MARTELLA, MANCA, CAMUSSO, TAJANI, ROSSOMANDO, LA MARCA, BAZOLI, FURLAN, MELONI, D'ELIA, VERDUCCI, BASSO, ROJC, FRANCESCHELLI, SENSI, RANDO, GIORGIS, GIACOBBE - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:

recenti rilevazioni statistiche dei principali istituti economici internazionali prefigurano un forte rallentamento in atto dell'economia italiana. L'OCSE ha previsto una crescita del PIL italiano dello 0,5 per cento nel 2024 (rispetto all'1 per cento previsto dal Governo), dello 0,9 per cento nel 2025 e dell'1,2 nel 2026, ad un livello costantemente inferiore alla media europea e lontana dalle performance di Francia e Spagna. Il rallentamento dell'economia italiana, e in particolare del settore manifatturiero, è certificato anche da recenti pubblicazioni dell'ISTAT. Nella nota relativa ai conti economici trimestrali, l'Istituto ha riferito che, in base ai dati provvisori, nel terzo trimestre 2024, il livello del PIL in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è rimasto stazionario rispetto ai tre mesi precedenti e l'attività economica ha registrato un rallentamento rispetto alla prima metà dell'anno, segnando un risultato peggiore rispetto ai principali partner europei e alla media dell'area euro (0,4 per cento in più);

sempre secondo l'ISTAT, a settembre 2024, l'indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,4 per cento rispetto ad agosto, segnando il 20° calo consecutivo e portandosi ai livelli di luglio 2020, in piena pandemia. Su base annua, precisa che il calo registrato si attesta al 4 per cento a causa soprattutto del tracollo di specifici settori quali quello della fabbricazione di mezzi di trasporto (15,4 per cento in meno), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (10,7 per cento in meno) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (8,1 per cento in meno). Più precisamente, nei primi 9 mesi del 2024, la produzione nel settore automotive identificata dal codice ATECO 29, compresi la componentistica e i motori, ha registrato un calo del 19,4 per cento rispetto agli stessi mesi del 2023, e, in termini tendenziali, a settembre si è attestata a 32,4 per cento in meno, di cui 42,7 per cento in meno per gli autoveicoli. La produzione dei settori riconducibili alla moda ha subito una forte flessione registrando il calo del 15,1 per cento per le pelli (dopo il calo del 9,9 per cento del 2023), del 9,5 per cento per l'abbigliamento e del 5,9 per cento per il tessile;

in relazione alla produzione industriale per settore di attività economica, l'ISTAT riporta che, nel periodo gennaio-settembre 2024 in relazione a gennaio-settembre 2023, le più marcate diminuzioni hanno riguardato l'attività estrattiva (3,7 per cento in meno), l'attività manifatturiera (3,4 per cento in meno) rispetto alla quale assumono particolare rilievo le variazioni relative alle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori che registrano il 10,8 per cento in meno, la fabbricazione di mezzi di trasporto con un 9,2 per cento in meno, la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) con 3,7 per cento in meno, la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, di misurazione con un 2,5 per cento in meno. per una variazione percentuale totale della produzione industriale che è attestata a 3,4 per cento in meno;

nel report pubblicato il 29 novembre 2024, l'ISTAT ha riportato che, nel terzo trimestre 2024, in termini congiunturali, il fatturato dell'industria, al netto dei fattori stagionali, ha registrato un calo sia in valore (1,3 per cento in meno) sia in volume (1,8) e, nello stesso arco temporale, il fatturato dei servizi ha segnato una diminuzione in valore (0,3 per cento in meno) e in volume (0,9). L'indice in valore, al netto dei fattori stagionali, si attesta sul livello più basso da gennaio 2022, mentre per i volumi si colloca sul livello minimo da febbraio 2021. Su base tendenziale, il fatturato dell'industria, corretto per gli effetti di calendario, ha registrato una flessione sia in valore (5,7 per cento in meno) sia in volume (4,7) che è sintesi di diminuzioni del 6,8 per cento sul mercato interno (6,2 per cento in meno in volume) e del 3,6 per cento su quello estero (1,7 per cento in meno in volume). Tra gli indici che hanno registrato un calo più marcato emergono quello per l'energia (22,5 per cento in meno) e per i beni strumentali (9,7 per cento in meno). In relazione al fatturato dell'industria estrattiva e manifatturiera e dei servizi, le variazioni tra settembre 2024 e settembre 2023 restituiscono, rispetto alle attività manifatturiere, una diminuzione del 5,8 per cento, rispetto al commercio all'ingrosso, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli una diminuzione di 3 punti e rispetto alle attività immobiliari una variazione in valore del 6,5 per cento. Anche i valori in termini di fatturato hanno registrato notevoli diminuzioni a partire dalle attività manifatturiere che hanno registrato una riduzione del 4,7 per cento con alcune voci in particolare come il commercio all'ingrosso che ha segnato il 2,2 per cento in meno in volume e le attività immobiliari con un calo del 5,7 per cento;

il rallentamento dell'economia italiana è certificato anche da altri importanti dati. Nei primi 9 mesi del 2024 sono state autorizzate oltre 350 milioni di ore di ammortizzatori sociali con una crescita del 23,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2023. La fetta più grossa di questi strumenti di sostegno al reddito dei lavoratori, per sospensioni o riduzioni dell'attività, è rappresentata dalla cassa integrazione ordinaria che ha registrato la salita delle ore autorizzate, su base annua, del 30 per cento. I comparti più interessati sono quello relativo a pelli, cuoio e calzature, nel quale le ore autorizzate sono cresciute su base annua del 139,4 per cento, l'abbigliamento (124,7 per cento), il tessile (74,6), la meccanica (48,3 per cento);

ad aggravare ulteriormente il quadro si aggiungono anche i dati relativi all'indice del clima di fiducia pubblicati sempre dall'ISTAT il 28 novembre, che riportano di un calo da parte delle imprese per il terzo mese consecutivo e che si assesta su un livello minimo da aprile 2021 a causa del peggioramento nel comparto dei servizi di mercato e in quello delle costruzioni. L'indicatore di fiducia dei consumatori e l'indicatore composito del clima di fiducia delle imprese sono stimati in diminuzione (da 97,4 a 96,6 e da 93,4 a 93,1 rispettivamente) e tra i consumatori, viene anche riportato un peggioramento soprattutto delle opinioni sulla situazione economica generale e su quella futura dal momento che il clima economico cala da 99,7 a 97,8 e quello futuro si riduce da 95,0 a 93,8. Cresce invece per i consumatori la componente relativa all'opportunità attuale di risparmio che segna un 144,5 in più, in ragione anche della scelta di ricostruire i risparmi erosi dall'inflazione ma con conseguenze che si determinano in aspettative di acquisto di beni durevoli in forte calo (71 in meno). Con riferimento alle imprese, ISTAT riporta come l'indice di fiducia sia diminuito nelle costruzioni (da 103,9 a 101,5) e nei servizi di mercato (l'indice passa da 95,2 a 93,7) e, relativamente al comparto dei servizi, emerge un diffuso peggioramento di tutte le componenti;

i settori maggiormente in crisi sono quelli trainanti del Paese quali l'automotive e il tessile a cui cominciano ad associarsi anche preoccupanti andamenti critici nel settore dell'edilizia. La politica industriale è un argomento assente nel dibattito quotidiano e parlamentare e nelle principali iniziative del Governo, a partire dai contenuti del disegno di legge di bilancio per il 2025;

nel frattempo, il Governo favorisce la privatizzazione di importanti asset a controllo pubblico, consente cessioni di importanti reti infrastrutturali del Paese a investitori esteri, come nel caso della rete delle telecomunicazioni, e affida il completamento di una parte importante del PNRR relativa alla banda larga a "Starlink" (con risvolti per la sicurezza nazionale ed europea), assiste inerte all'acquisizione di importanti e storiche imprese del Paese, ha abbandonato al proprio destino la più grande fabbrica siderurgica europea e il settore tessile e da ultimo affossa il settore dell'automotive con la drastica riduzione del fondo relativo e l'abbandono degli incentivi all'acquisto di veicoli,

si chiede di sapere:

se il Governo abbia attentamente valutato il quadro d'insieme che viene restituito in questi giorni dal trend emergente del PIL, dal calo di fatturato degli ordinativi, dalla mancata crescita della produzione industriale e dal contestuale incremento del ricorso alla cassa integrazione e quali siano le misure che intenda adottare al fine di invertire tale situazione, per sostenere concretamente la competitività del nostro sistema economico ed evitare ripercussioni occupazionali;

se intenda tempestivamente predisporre appositi ed adeguati provvedimenti volti al rilancio degli investimenti e al sostegno dei settori produttivi maggiormente colpiti in termini di contrazione della produttività a partire proprio dal ripristino dei fondi relativi all'automotive, ad industria 4.0 e transizione 5.0.

(3-01562)

MARTELLA - Al Ministro della salute. - Premesso che:

dal 1999, in Veneto, il centro regionale per lo studio e la cura dell'invecchiamento cerebrale assicura diagnosi e servizi, degenze nei posti letto "protetti" e visite ambulatoriali, pubblicazioni a beneficio di pazienti e famiglie, ricerche scientifiche con una banca dati notevole;

il CRIC, incardinato nelle "schede ospedaliere" della Regione Veneto nell'ambito dell'azienda ospedale università di Padova, è attualmente operante a Selvazzano (Padova) all'interno di palazzo Bolis, struttura di "Alta vita - IRA" (ente controllato dal Comune di Padova);

l'organico del CRIC (che dispone di 8 posti letto) conta su 4 dirigenti medici, una psicologa psicoterapeuta, l'équipe riabilitativa, il personale infermieristico;

in base agli ultimi dati, afferenti al 2022, contenuti nella relazione sociosanitaria della Regione Veneto si certificano ben 65.746 assistiti affetti da varie forme di demenza, di cui nel dettaglio gli assistiti affetti da Parkinson sono 17.892 e per la sclerosi multipla 10.058;

sempre in base ai suddetti dati l'USL 6 Euganea con 13.957 pazienti risulta essere il territorio provinciale più esposto a tali problematiche;

all'orizzonte si prospettano nuovi farmaci biologici che potrebbero incidere positivamente sul decorso delle suddette patologie;

si tratta di farmaci già stati approvati dall'EMA, e che in Italia attendono il via libera da parte dell'AIFA;

vi è preoccupazione perché il prezioso patrimonio clinico, assistenziale e scientifico del CRIC rischia di essere disperso considerato che la direzione generale dell'azienda ospedale università di Padova starebbe già lavorando all'ipotesi di "trasloco" esclusivamente degli 8 posti letto all'interno dell'ospedale "Sant'Antonio di Padova" per dar vita ad una nuova unità operativa con ben altre caratteristiche rispetto al CRIC;

si tratterebbe di una scelta devastante che andrebbe a pesare sulle famiglie e sulla capacità di presa in carico dei pazienti affetti sul territorio da tali patologie;

solo non smantellando tale struttura è possibile garantire un'opportunità unica, anche a livello nazionale, per gestire in modo efficiente, d'intesa con i medici di medicina generale, gli specialisti ospedalieri e le strutture della sanità pubblica a livello territoriale, l'arrivo dei nuovi farmaci e non disperdere il patrimonio di conoscenze maturato in questi 25 anni di attività,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato e quali iniziative per quanto di competenza intenda assumere con la Regione Veneto affinché possa essere confermata l'attuale struttura del CRIC, rafforzandone la piena operatività con i progetti sottoposti all'Istituto superiore di sanità e valorizzandone la funzione nell'ambito del piano nazionale demenze e del tavolo permanente sulle demenze nel pieno rispetto dei LEA e di un'eccellenza della sanità territoriale.

(3-01563)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

POTENTI - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:

nelle ultime settimane, e in particolare negli ultimi giorni, in Italia si sta assistendo a una drammatica impennata del costo dell'energia, con il prezzo unico nazionale (PUN) che ha raggiunto livelli comparabili a quelli osservati durante la "grande crisi energetica" del 2022, con conseguenze dirette sui risparmi delle famiglie italiane;

la rapida diminuzione delle temperature e la limitata disponibilità di fonti di energia rinnovabile stanno esacerbando la situazione, creando una forte pressione sui mercati energetici europei;

alcuni analisti del settore, come riportato da diverse fonti stampa, hanno evidenziato il rischio di un'ulteriore impennata al rialzo dei prezzi nei prossimi mesi, a causa del rapido consumo delle scorte di gas e delle sfide legate alla tabella di marcia dell'Unione europea per ricostruire gli stoccaggi;

in Italia, i consumi di gas nel mese di novembre 2024 sono aumentati di oltre il 13 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, un dato che aggiunge ulteriore pressione sulla domanda di energia;

considerato che:

la Francia, che dipende fortemente dalla produzione di energia nucleare, ha recentemente messo in manutenzione alcune delle sue centrali nucleari, creando incertezze sull'approvvigionamento energetico europeo, in particolare per i Paesi importatori di energia come l'Italia;

la situazione ricorda quella del 2022, quando la Francia ha dovuto mettere fuori servizio diverse centrali nucleari per manutenzione o per problemi tecnici, riducendo la sua capacità di produzione di energia elettrica e influenzando negativamente il mercato energetico, con notevoli impatti sugli importatori;

in questo quadro, è realistico il timore di una spirale speculativa con l'effetto di far aumentare i prezzi dell'energia per i consumatori italiani, i cui effetti si stanno già vedendo, considerando che i prezzi dell'energia in Italia, in alcuni casi, sono più di tre volte superiori al costo del gas e, in alcuni periodi, anche quattro volte,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo, per quanto di competenza, stia monitorando l'andamento della situazione nazionale e europea relativa al mercato energetico e quali misure intenda adottare per evitare che si creino situazioni capaci di alimentare una spirale speculativa sul mercato dell'energia, con conseguenze devastanti per i consumatori e le imprese italiane;

se, inoltre, siano previsti interventi urgenti per contenere i costi dell'energia, soprattutto in vista dell'aumento dei consumi e della crescente difficoltà di approvvigionamento, anche esplorando alternative per diversificare le fonti di approvvigionamento energetico e ridurre la dipendenza da singoli fornitori, al fine di evitare ulteriori impatti negativi sul mercato dell'energia e sul prezzo per i consumatori italiani.

(4-01677)

MAGNI - Ai Ministri delle imprese e del made in Italy e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

STMicroelectronics, leader globale nei semiconduttori con clienti in tutti i settori applicativi dell'elettronica, è una multinazionale italo-francese controllata in modo paritetico dallo Stato italiano e da quello francese attraverso il possesso di un uguale pacchetto azionario pari a circa il 18 per cento ciascuno e la quota italiana è detenuta dal Ministero dell'economia e delle finanze;

l'azienda è una grande realtà italiana ed europea ed impiega persone di elevata qualità tecnica, con eccellente preparazione specifica; in Lombardia ha due sedi, a Castelletto, frazione di Cornaredo (Milano), e Agrate Brianza (Monza e Brianza), dove è presente il centro di ricerca tecnologico. Complessivamente, nelle due sedi lavorano più di 5.500 dipendenti, con un indotto, in termini occupazionali, pari all'azienda stessa: circa 10.000 lavoratori gravitano intorno al distretto della microelettronica. A Catania esiste un altro sito molto importante con circa 5.000 addetti;

dopo gli anni post pandemia segnati da una crescita del fatturato, STMicroelectronics sta attraversando ora un periodo di grave crisi, imputabile al crollo del mercato industriale e, in particolare, al rallentamento del settore automobilistico specialmente in Europa e Stati Uniti;

la concorrenza cinese sui prodotti più consolidati, le tensioni geopolitiche e le distorsioni del mercato causate da sovvenzioni pubbliche in diverse regioni hanno gelato i sogni di gloria dell'azienda che fino a un anno fa prevedeva di aumentare il suo fatturato sino a 20 miliardi di dollari nel 2027; l'obiettivo è stato quindi spostato in avanti al 2030;

la riorganizzazione profonda della società, iniziata a fine 2023, con la riduzione del numero di divisioni prodotto da tre a due, non ha migliorato la situazione: l'anno 2024 si avvia a chiusura con un fatturato di poco più di 13 miliardi di dollari (contro un fatturato 2023 di 17,3 miliardi di dollari) ed una perdita del valore azione del 50 per cento;

il CEO Jean-Marc Chéry ha indicato il 2025 come un anno di transizione con una visibilità limitata per il mercato automotive, e ancora più critica per il mercato industriale; il dottor Grandi ha definito un modello finanziario per il prossimo triennio che porti l'azienda ai 18 miliardi di dollari e ad un margine operativo tra il 22 e il 24 per cento entro il 2027-2028. Tale obiettivo intermedio sarà raggiunto attraverso un programma di revisione della base manifatturiera e una riduzione delle spese operative di diverse centinaia di milioni di dollari. La produzione verrà modificata portando il più possibile i prodotti in silicio nelle linee a 300mm di Crolles e Agrate Brianza e i prodotti in carburo di silicio a 200mm negli stabilimenti di Catania e cinese di Chongqing;

ciò comporta un'accelerazione degli investimenti su tali nuove linee di produzione e, nel contempo, una riduzione selettiva della capacità di produzione nelle vecchie linee a 200mm e 150mm, che saranno chiuse o riconvertite ad altre tecnologie. Nel nostro Paese le linee a 200mm sono presenti sia ad Agrate Brianza sia a Catania, con diverse migliaia di persone impiegate; in relazione alle nuove linee, nonché ad altre funzioni aziendali, il processo di digitalizzazione in atto richiede meno personale e con qualifiche diverse, ed è evidente che l'attuazione del programma avrà impatti sul personale attraverso un programma di prepensionamenti e un blocco parziale del turnover;

le strategie per assicurare dal 2027 in poi una crescita di STM migliore del mercato sono legate al programma "China for China", che punta a portare STM tra i primi fornitori per automotive e a conquistare il 30-33 per cento di quota di mercato per il silicio (oggi intorno al 14 per cento), che prevede di produrre e sviluppare in Cina quanto sarà venduto in quel Paese, alla crescita di APMS, che conta sulla crescita del mercato delle auto ibride e della smart mobility, sull'espansione delle energie rinnovabili e dell'efficientamento nella gestione della distribuzione dell'energia, nonché all'espansione di MDRF per diventare leader nel settore automotive MCU con Stellar e STM32 per auto, mantenere la posizione nelle Secure MCU, restare i primi nel mercato LEO che sta crescendo velocemente, e diventare leader nel mercato AI cloud interconnect tramite collaborazioni importanti,

si chiede di sapere:

quali siano le informazioni in possesso dei Ministri in indirizzo, per quanto di competenza, rispetto ai piani industriali per Agrate Brianza e per Catania e, in particolare, ai tempi nei quali saranno attuati, e con quali garanzie occupazionali;

se non ritengano che i processi di trasformazione debbano essere necessariamente accompagnati a percorsi di formazione del personale, per erudirlo circa l'applicazione del lavoro a linee più moderne, quali AG300;

se non intendano adottare iniziative, per quanto di competenza, per vigilare sulla ricchezza rivestita per il panorama industriale e sociale italiano dalla STM e garantire che, nel piano di riduzione dei costi, l'azienda non agisca unilateralmente nel nostro Paese, ma attraverso soluzioni concordate;

se non ritengano di adottare tutte le iniziative possibili per verificare che i piani industriali previsti dall'azienda (qualità ed entità di programmi, investimenti, progetti) siano del medesimo tenore e rilevanza per i siti presenti nel nostro Paese e per quelli in Francia.

(4-01678)

FLORIDIA Aurora, SPAGNOLLI, PATTON - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:

come riportato da organi di stampa specializzata, la Regione Lombardia ha recentemente adottato una soluzione alternativa all'utilizzo di strade o passerelle sospese per il completamento del tratto della ciclovia del Garda compreso tra Gardone Riviera e Limone sul Garda. Lungo tale tratto, pericoloso a causa dell'elevato rischio idrogeologico e dei frequenti fenomeni franosi, si è scelto di adottare un sistema di trasporto intermodale basato sull'utilizzo di battelli sostenibili;

la ciclovia è stata finanziata con risorse del PNRR per un importo di circa 30 milioni di euro. Tuttavia, il costo chilometrico attuale, pari a circa 1,6 milioni di euro, è stato definito "decisamente spropositato" dalla Corte dei conti nella delibera n. 64/2024/G del 20 giugno 2024;

il tracciato ciclopedonale previsto attraversa aree protette della rete "Natura 2000", quali zone di protezione speciale e zone speciali di conservazione, tutelate dalla direttiva 92/43/CEE (direttiva "Habitat"), senza che sia stata effettuata una valutazione di impatto ambientale;

amministratori locali e comitati, tra cui il "Coordinamento interregionale per la tutela del Garda", hanno sollevato preoccupazioni relative alla sicurezza idrogeologica, stradale e ambientale, nonché alla sostenibilità economica del progetto;

la mobilità ciclistica sostenibile deve garantire il rispetto degli ecosistemi naturali e della biodiversità;

considerato che:

l'interrogazione 4-01594, presentata in data 19 novembre 2024, ha già evidenziato la pericolosità geologica delle aree interessate dalla costruzione della ciclovia e il rischio di crolli e frane frequenti, senza che ad oggi sia pervenuta una risposta;

recenti verifiche della Provincia autonoma di Trento sulle barriere paramassi esistenti nei tratti interessati di sua competenza hanno evidenziato la loro inadeguatezza, rendendo necessaria una sostituzione urgente;

in alcune sezioni del tratto veneto e di quello trentino la ciclovia prevede passerelle a sbalzo sulle falesie, caratterizzate da notevole instabilità geologica, e il progetto di mitigazione appare insufficiente rispetto ai rischi rilevati;

preso atto che:

la decisione della Regione Lombardia è stata ufficializzata dall'assessore regionale in un vertice con amministratori locali e tecnici. La soluzione prevede l'acquisto di due battelli ibridi, con un investimento di 10 milioni di euro, importo significativamente inferiore rispetto ai costi preventivati per il tratto ciclabile, garantendo sicurezza e tutela del paesaggio, oltre a una riduzione stimata del 30 per cento del traffico veicolare sulla strada statale 45 bis "Gardesana occidentale";

analoghe criticità idrogeologiche si riscontrano nei tratti della regione Veneto e della provincia autonoma di Trento, nei quali le condizioni geologiche complesse e gli spazi limitati tra montagna e lago pongono sfide simili alla sicurezza e sostenibilità delle infrastrutture ciclabili,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della soluzione adottata dalla Regione Lombardia per il tratto della ciclovia tra Gardone Riviera e Limone sul Garda e se ne condividano i principi ispiratori;

se ritengano opportuno promuovere, nei tratti veneti e trentini, l'adozione di soluzioni alternative che garantiscano sicurezza e tutela del paesaggio;

se siano disponibili finanziamenti statali o europei per supportare sistemi di trasporto intermodale sostenibili, come i battelli ibridi, nel territorio veneto e trentino interessato dalla ciclovia;

se non si reputi necessario avviare un tavolo tecnico congiunto tra Lombardia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento per individuare soluzioni condivise e sostenibili sotto il profilo ambientale per il completamento dell'infrastruttura;

se abbiano verificato la conformità del progetto della ciclovia alle direttive "Habitat" e 2009/147/CE ("Uccelli"), nonché agli standard di sicurezza stradale e di gestione dei fondi comunitari;

quali misure intendano adottare per verificare e potenziare le strutture di protezione, come barriere paramassi, lungo l'intero perimetro del lago, garantendo il rispetto degli standard europei (ETAG 027) e della normativa UNI 11211-01/05;

se, alla luce delle criticità evidenziate dalla Corte dei conti, intendano promuovere una revisione progettuale per una maggiore sostenibilità economica e ambientale della ciclovia;

se ritengano necessario richiedere una valutazione di impatto ambientale approfondita e coordinarsi con gli enti territoriali per garantire la sicurezza e sostenibilità ambientale, economica e sociale del progetto.

(4-01679)

GASPARRI - Ai Ministri della giustizia e per le pari opportunità e la famiglia. - Premesso che, per quanto risulta all'interrogante:

i primi giorni del mese di maggio 2024, la presidente di "FederVita" dell'Emilia-Romagna è stata contattata da un avvocato dell'hinterland milanese per il caso di una giovane emiliana a cui era stata tolta e data in affido, alcuni mesi prima, una bambina. L'avvocato le aveva confermato l'esistenza di un padre, straniero, immigrato da tempo, benché i due non vivessero insieme, nonostante fosse un obiettivo della coppia;

la richiesta era quella di individuare una comunità mamma-bambino in grado di accogliere la giovane, al fine di un possibile ricongiungimento con la figlia;

in breve tempo erano state individuate ben due opportunità, ma la ragazza era nuovamente incinta e l'assistente sociale che la seguiva ha fatto pressioni perché abortisse fissandole due successivi appuntamenti, l'ultimo dei quali per indurla ad assumere la pillola abortiva RU486, con una certa urgenza, entro due giorni;

la ragazza, non essendo assolutamente intenzionata ad abortire, ha cercato una ginecologa che potesse seguirla, consentendole di staccarsi dal consultorio presso il quale si sentiva indotta all'aborto;

anche in questo caso, in poche ore è stata individuata una professionista in grado di seguire la gravidanza della ragazza;

nonostante tutto sembrasse procedere per il meglio (la gravidanza e il possibile ricongiungimento tra mamma e bambina in una casa di accoglienza della federazione per la vita dell'Emilia-Romagna), nei primi giorni di giugno l'incontro tra servizi sociali, avvocati e tribunale minorile ha generato una situazione preoccupante, modificando la disposizione, da affido a possibile adozione, senza che si fossero verificate ulteriori problematiche;

non sfugge la forte preoccupazione della ragazza, prossima al parto della seconda figlia, per il timore che l'adozione diventi esecutiva e che anche la seconda bambina sia tolta alla famiglia naturale;

a nulla è valso il grande lavoro di rete e di accoglienza (compreso un progetto nazionale del MOIGE proprio per casi simili) creato attorno a questa giovane mamma da parte della città, della federazione regionale intera, di professionisti che gratuitamente danno appoggio e prestazioni specialistiche;

desta più di qualche perplessità che, piuttosto che ricevere aiuto concreto, la famiglia si trovi nella condizione di vedersi privata dei propri figli senza che ci siano problemi di lavoro (avendo il padre un contratto a tempo indeterminato), di uso di sostanze stupefacenti, di violenza, di microcriminalità;

l'insieme di questi elementi fa ritenere che non sussistano i presupposti per una soluzione che preveda una collocazione dei bambini al di fuori della famiglia;

è ancora di più incomprensibile come oggi, in Italia, nonostante tutte le disponibilità delle associazioni e delle persone, non si riesca a invertire la rotta innescata dai servizi sociali,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Ministro della giustizia intenda intraprendere affinché il caso abbia risposta;

se il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità ritenga di adottare iniziative di competenza volte a rivedere la rete dei servizi sociali, individuando maggiori forme di aiuto e di garanzia per i minori e le famiglie in difficoltà, senza dover ricorrere a misure drastiche come la separazione dai figli.

(4-01680)

SBROLLINI, SCALFAROTTO - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:

il 16 novembre 2024, lo scrittore francoalgerino Boualem Sansal è stato arrestato dopo essere atterrato ad Algeri, per violazione della sicurezza dello Stato, a causa dei suoi scritti contro il regime e per aver difeso la libertà di espressione, la giustizia e i diritti umani: secondo quanto riportato da "Le Figaro", la divisione d'accusa della Corte d'appello di Algeri ha respinto il ricorso per la scarcerazione presentato dai suoi tre avvocati algerini nominati dal presidente dell'ordine degli avvocati di Algeri;

da quello che si apprende da organi di stampa, Sansal è stato inoltre trasferito in un centro di detenzione senza che ne sia stata data informazione all'avvocato e alla famiglia: gli avvocati dello scrittore hanno annunciato la loro intenzione di presentare ricorso all'ONU, alla commissione giuridica dell'UNESCO, alla Commissione africana dei diritti dell'uomo e delle popolazioni dell'Unione africana se non vi saranno le condizioni necessarie per lo svolgimento di un giusto processo e per denunciare l'intralcio al diritto della difesa del loro assistito;

nei giorni scorsi, la casa editrice Neri Pozza, la quale pubblica in Italia le opere dello scrittore algerino naturalizzato francese, ha pubblicato un comunicato nel quale esprime il profondo dolore per l'arresto e il respingimento da parte del Tribunale di Algeri della richiesta di scarcerazione, sottolineando come lo scrittore sia "vittima di aver difeso, con parole e fatti, la libertà di espressione, la giustizia e l'importanza dei diritti umani, principi fondamentali che dovrebbero essere rispettati da ogni governo"; la casa editrice, inoltre, ha attivato una raccolta fondi internazionale per sostenere le spese legali dello scrittore;

l'arresto di Boualem Sansal, accusato per essersi espresso a favore della libertà e dei diritti, testimonia la forte repressione in Algeria per il dissenso, facendo paventare come il processo nel quale è imputato rischi di essere svolto senza il minimo rispetto dei diritti umani e del diritto di difesa: data la grave situazione, è urgente che il Ministro in indirizzo rappresenti alle autorità diplomatiche algerine la preoccupazione dell'Italia per le sorti di Sansal, chiedendone altresì l'immediata liberazione,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell'arresto dello scrittore francoalgerino Boualem Sansal e quali iniziative intenda adottare affinché la diplomazia italiana rappresenti all'Algeria la preoccupazione dell'Italia per le sorti dello scrittore, chiedendone l'immediata liberazione.

(4-01681)

FREGOLENT - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:

la definizione del mercato elettrico si basa su due pilastri, rinnovabili e flessibilità, rispettivamente regolate dal "decreto FER-X" e dal nuovo meccanismo di approvvigionamento di capacità di stoccaggio (MACSE);

le fonti di energia rinnovabili sono, per loro stessa natura, risorse non programmabili e proprio per questo motivo il loro sviluppo deve andare di pari passo con quello dei BESS (impianti di batterie elettrochimiche o impianti di accumulo);

a conferma di quanto asserito, il 12 marzo 2019, nell'audizione dell'allora amministratore delegato di Terna in X Commissione permanente (Attività produttive) della Camera dei deputati in occasione dell'indagine conoscitiva "sulle prospettive di attuazione e di adeguamento della strategia energetica nazionale al piano nazionale energia e clima per il 2030", il dirigente ebbe a dichiarare: "Le rinnovabili, come è intuitivo, funzionano a pieno regime soprattutto solare nell'arco della giornata. Prendendo come riferimento il mese di aprile 2018 e confrontando la domanda di energia con la produzione rinnovabile, le rinnovabili coprono una parte, ma non tutto della domanda di energia nel corso della giornata, cioè dalle 7-8 del mattino alle 19. Se ipotizziamo un aprile 2030 con tutte le rinnovabili in esercizio, si verifica un fenomeno di cui dobbiamo tenere assolutamente conto, cioè che le rinnovabili eccedono nell'arco della giornata la domanda stimata nell'arco della medesima giornata. La conseguenza di questo, se non si prendono adeguati provvedimenti, è che rischiamo di trovarci in una situazione in cui durante il giorno andiamo in quello che tecnicamente viene definito 'over generation', un eccesso di disponibilità di rinnovabili rispetto alla domanda. Se non troviamo un modo per stoccare, per trattenere questa potenzialità, rischiamo di essere inefficienti e di non utilizzare appieno le potenzialità di questo strumento. Occorre quindi lavorare anche sullo sviluppo di capacità di stoccaggio di energia";

grazie agli impianti di accumulo, quindi, è possibile immagazzinare l'energia rinnovabile generata in momenti di picco produttivo, che poi può essere erogata in rete, a beneficio di tutti, in qualsiasi momento ed indipendentemente dalle condizioni meteorologiche, favorendo così l'integrazione dell'energia pulita nel sistema energetico nazionale;

gli impianti di stoccaggio, quindi, sono anche funzionali ad una maggiore stabilità della rete di trasmissione nazionale (Terna): l'energia immagazzinata può essere, infatti, usata anche per prevenire eventuali scompensi tra domanda ed offerta, soprattutto in aree con rilevante penetrazione delle fonti rinnovabili come solare ed eolico, riducendo così rischi di disservizi o blackout;

inoltre, attraverso impianti BESS è anche possibile modulare la quantità di energia prelevata a seconda dei prezzi e delle necessità, evitando così picchi di consumo e garantendo la sicurezza e la flessibilità del sistema elettrico, con effetti positivi anche in tema di riduzione del costo dell'energia e degli oneri di sistema;

l'ultima versione del piano nazionale integrato energia e clima ribadisce ulteriormente la necessità di favorire nuova capacità di stoccaggio elettrico, al fine di integrare stabilmente le rinnovabili all'interno del sistema;

con decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 210, è stato quindi istituito un nuovo meccanismo di approvvigionamento di capacità di stoccaggio elettrico. Esso permetterà di acquisire nuova capacità di accumulo tramite contratti a lungo termine assegnati con procedure competitive organizzate da Terna;

secondo le tempistiche stabilite da Terna, è probabile che le prime aste si tengano a giugno 2025; per partecipare però, gli operatori devono essere in possesso delle autorizzazioni alla costruzione e all'esercizio dell'impianto, emesse dal Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, ed in particolare dalla Direzione generale fonti energetiche e titoli abilitativi (ad eccezione della Sicilia, dove le autorizzazioni vengono rilasciate dalla Regione);

la Direzione ha processato centinaia di pratiche e autorizzato già molti megawatt di potenza di accumulo da realizzare sul territorio nazionale, ma lo sforzo amministrativo potrebbe non essere sufficiente per raggiungere gli obiettivi sfidanti che il nostro Paese si è dato;

l'ufficio della Direzione generale, infatti, necessiterebbe di ulteriori risorse umane da dedicare in parallelo alla gestione delle procedure autorizzative necessarie a garantire la partecipazione alle aste di tutti gli operatori interessati;

la carenza di personale rischia non solo di pregiudicare il conseguimento degli obiettivi PNIEC al 2030, ma soprattutto di ostacolare lo sviluppo dell'unica tecnologia in grado di contrastare, sia direttamente (contribuendo alla riduzione del costo) che indirettamente (favorendo il ricorso stabile e duraturo alle energie rinnovabili), le criticità del sistema energetico nazionale;

risulta presentato un emendamento al disegno di legge di bilancio, in discussione nell'altro ramo del Parlamento, a firma dei relatori, che prevede che il Ministero dell'ambiente possa avvalersi, per l'anno 2025, del supporto operativo del Gestore dei servizi energetici S.p.A. in relazione ai procedimenti di autorizzazione dei sistemi di accumulo, sulla base di un'apposita convenzione, nel limite di spesa di un milione di euro,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia contezza di quale potrà essere, in caso di approvazione dell'emendamento, l'apporto che il GSE potrà fornire allo snellimento dei processi autorizzatori dei sistemi di accumulo e se non ritenga necessario prevedere risorse aggiuntive, in termini tanto economici che di personale, al fine di raggiungere gli ambiziosi obiettivi PNIEC al 2030, ma anche di evitare di ostacolare lo sviluppo dell'unica tecnologia in grado di contrastare, sia direttamente (contribuendo alla riduzione del costo dell'energia) che indirettamente (favorendo il ricorso stabile e duraturo alle energie rinnovabili), le attuali gravi criticità del sistema energetico nazionale.

(4-01682)

FREGOLENT - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:

organi di stampa riportano come la sala d'aspetto della Motorizzazione civile di Parma, situata in via Chiavari, non sia accessibile al pubblico, il che costringe le persone a lunghe code al freddo fuori dalla struttura, in attesa che esca la guardia giurata per consegnare il numero di prenotazione, così da attendere fuori la chiamata: l'inaccessibilità della sala d'attesa risulta surreale, considerato come ormai siano passati quattro anni dallo scoppio della pandemia e in tutti gli uffici pubblici e privati le sale d'attesa siano tornate ad essere agibili;

molti cittadini hanno denunciato l'evidente disagio e malcontento, sottolineando come all'interno della struttura vi sia uno spazio adibito a sala d'attesa: al disagio dell'attesa fuori dalla struttura, si aggiunge il disagio provocato dagli orari della motorizzazione, aperta solo due giorni a settimana (martedì e giovedì) dalle ore 9 alle ore 12, cosa che causa lunghe code fuori dalla struttura durante i giorni di apertura;

si aggiunge anche una serie di disguidi informatici, avvenuti nell'ultimo periodo, a causa di un attacco hacker, che ha reso impossibile prenotare un appuntamento on line sul sito della motorizzazione;

appare evidente come le problematiche che stanno interessando la motorizzazione di Parma stiano arrecando un serio danno e profondi disguidi ai cittadini, pertanto sono necessarie azioni urgenti volte a migliorare il servizio, rendendolo maggiormente efficace e accessibile: è inaccettabile che dopo quattro anni dalla pandemia vi sia ancora una struttura pubblica non accessibile al pubblico, costringendo i cittadini a interminabili file fuori dalla struttura, anche durante condizioni meteorologiche avverse,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e delle problematiche che stanno interessando la sede della motorizzazione di Parma, e quali iniziative intenda adottare affinché venga resa accessibile al pubblico la sala d'attesa della struttura pubblica, consentendo ai cittadini di aspettare il proprio turno in una sala al chiuso e non più fuori dalla motorizzazione, come ormai da anni sta accadendo.

(4-01683)

SBROLLINI - Al Ministro dell'istruzione e del merito. - Premesso che:

organi di stampa riportano come, a causa del ritardo da parte del Ministero dell'istruzione e del merito nell'emanazione della circolare recante le regole dei campionati sportivi studenteschi, l'organizzazione di questi eventi sia fortemente a rischio, mancando i tempi per adempiere gli obblighi burocratici da parte delle scuole;

la circolare n. 3681 del 12 dicembre 2024 recante l'organizzazione dei campionati sportivi studenteschi è stata infatti emanata nel mese di dicembre, mentre negli anni precedenti veniva pubblica tra settembre e ottobre per dare il tempo alle scuole di organizzarsi: il ritardo rischia di causare l'impossibilità di inserire nella piattaforma ministeriale le iscrizioni delle scuole e i nominativi degli studenti che partecipano alle gare, i quali devono anche essere coperti da assicurazione;

il rischio concreto è che le scuole, come sottolinea anche l'Associazione vicentina degli insegnanti di educazione fisica, non riescano a programmare le attività previste e si vedano costrette ad annullare molti eventi sportivi ormai consolidati negli anni;

alla luce dei preoccupanti dati sullo sport in età giovanile, è fondamentale che le discipline sportive nelle scuole siano tutelate e incentivate, rendendole alla portata di tutti e sostenendo gli istituti scolastici in tutte le attività: pertanto è necessario che il Ministro in indirizzo si attivi al fine di fornire soluzioni che possano rimediare al ritardo nella pubblicazione della circolare suddetta, al fine di consentire il regolare svolgimento dei campionati sportivi studenteschi,

si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di fornire soluzioni che possano rimediare al ritardo nella pubblicazione della circolare n. 3681 del 12 dicembre 2024 e consentire così il regolare svolgimento dei campionati sportivi studenteschi.

(4-01684)

CROATTI, PIRONDINI, MAZZELLA, BEVILACQUA, CATALDI, SIRONI - Al Ministro della cultura. - Premesso che:

villa Verdi, sita a Sant'Agata di Villanova sull'Arda (Piacenza), storica dimora appartenuta al maestro Giuseppe Verdi, è chiusa al pubblico da quasi due anni;

si è appreso da notizie di stampa che l'immobile e il parco annesso versano in uno stato di progressivo degrado;

in tale situazione potrebbe rendere estremamente oneroso e difficoltoso il ripristino della villa e del parco, pregiudicando la possibilità di renderli fruibili al pubblico in tempi ragionevoli;

considerato che:

villa Verdi rappresenta un bene culturale di eccezionale valore storico e artistico, la cui conservazione è di rilevante interesse nazionale;

la Regione Emilia-Romagna e le istituzioni locali hanno espresso, già in passato, la volontà di contribuire alla salvaguardia del bene, ma ad oggi nulla sarebbe stato previsto;

considerato inoltre che:

il sottosegretario di Stato per la cultura Mazzi rispondendo, nella seduta d'Aula del 12 gennaio 2023, all'interrogazione 3-00047 presentata dal sen. Pirondini sulla salvaguardia di villa Verdi ha riferito: "In data 3 dicembre il tribunale ordinario di Parma ha disposto la vendita del bene. L'impegno all'acquisizione è stato poi onorato dal Ministro sin dal primo provvedimento normativo utile, vale a dire il disegno di legge di bilancio, che già nella versione presentata alla Camera dei deputati prevedeva, all'originario articolo 108, rubricato 'Acquisto di beni culturali nell'esercizio del diritto di prelazione', un incremento dell'autorizzazione di spesa, di cui all'articolo 1, comma 574, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, pari a 20 milioni di euro, a decorrere dal 2023. Tale disposizione è finalizzata proprio all'esercizio della facoltà di acquisizione in via di prelazione di beni culturali, ai sensi dell'articolo 60 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo del 22 gennaio 2004, n. 42. Tale disposizione è stata poi inserita, in sede di approvazione, nel testo approvato definitivamente in Senato e ripristinata, nel corso dell'esame alla Camera dei deputati, nell'ambito della tabella n. 14 della sezione II, che a decorrere dal 2023 incrementa di 18 milioni di euro annui lo stato di previsione del Ministero della cultura, missione 21, 'Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali e paesaggistici', programma 12, 'Tutela delle belle arti e tutela e valorizzazione del paesaggio', e di 2 milioni di euro annui lo stato di previsione del Ministero della cultura, missione 21, 'Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali e paesaggistici', programma 13, 'Valorizzazione del patrimonio culturale e coordinamento del sistema museale'";

il sottosegretario ha concluso spiegando che il Ministero della cultura confermava "l'intento di provvedere alla massima salvaguardia e tutela di un bene di straordinaria rilevanza per la memoria e l'identità collettiva nazionale";

da un comunicato stampa pubblicato sul sito ministeriale in data 21 maggio 2024 si apprende che "il Direttore generale Archeologia, Belle arti e Paesaggio ha notificato in data odierna ai proprietari il decreto di pubblica utilità, finalizzato all'esproprio, ai sensi dell'art. 95 del Codice dei Beni culturali (D.Lgs. n. 42/2004)" di villa Verdi;

gli eredi di Giuseppe Verdi hanno presentato ricorso al TAR contro il procedimento di dichiarazione di pubblica utilità finalizzato all'esproprio;

considerato infine che:

attualmente la villa è oggetto della disputa legale sull'esproprio tra il Ministero e gli eredi del compositore;

i tempi necessari per la conclusione delle procedure amministrative e giudiziarie, verosimilmente lunghi, rischiano di compromettere ulteriormente le condizioni strutturali e ambientali della proprietà,

si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per garantire interventi di manutenzione urgenti e necessari per evitare il decadimento di villa Verdi e del parco annesso.

(4-01685)

FLORIDIA Aurora - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:

l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale svolge un ruolo cruciale nella conservazione e nella gestione delle risorse faunistiche del nostro Paese, operando nel rispetto dei principi costituzionali, della normativa europea e della strategia dell'Unione europea per la biodiversità al 2030;

la legge n. 157 del 1992 prevede che l'ISPRA fornisca pareri tecnico-scientifici per garantire che i piani venatori regionali siano elaborati nel rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale, in armonia con quanto disposto dalle normative europee e gli obiettivi di conservazione della fauna selvatica;

negli ultimi anni, l'ISPRA è stato sottoposto a critiche che all'interrogante appaiono sempre più ingiustificate, come denunciato in una lettera aperta indirizzata il 24 ottobre 2024 alla Presidenza del Consiglio dei ministri da esponenti del mondo scientifico e della conservazione faunistica. Nella lettera si evidenzia come tali attacchi, mossi principalmente da associazioni venatorie e settori vicini, non siano fondati su dati scientifici, ma su pregiudizi ideologici volti a delegittimare l'attività dell'Istituto. Particolare oggetto di contestazione sono stati i pareri forniti dall'ISPRA in merito ai calendari venatori regionali, pareri che rispettano la direttiva 2009/147/CE sulla conservazione degli uccelli selvatici e si basano su solide evidenze scientifiche, coerenti con il principio di precauzione e con l'obiettivo di assicurare una caccia ecocompatibile;

le procedure di infrazione avviate contro l'Italia per il mancato rispetto delle direttive europee in materia di protezione dell'avifauna e regolamentazione venatoria confermano l'urgenza di preservare l'autonomia dell'ISPRA e rafforzare il suo ruolo di garante tecnico-scientifico nella gestione faunistica;

considerato che:

la recente direttiva (UE) 2024/2013 sulla tutela penale dell'ambiente rappresenta un ulteriore strumento giuridico cruciale per rafforzare la protezione della biodiversità e prevenire crimini ambientali, come il bracconaggio e il traffico illegale di specie protette;

il recepimento efficace di questa direttiva impone una revisione della normativa penale e amministrativa italiana, per garantire che le sanzioni siano effettive, proporzionate e dissuasive, e per allinearsi alle richieste dell'Unione europea;

la conservazione della fauna selvatica è strettamente legata alla lotta contro la criminalità organizzata, che sfrutta la vulnerabilità degli ecosistemi naturali e delle specie per trarre vantaggi economici, con impatti negativi anche sulla salute umana e sull'ambiente;

eventuali lacune o ritardi nel recepimento della direttiva potrebbero esporre l'Italia a ulteriori procedure di infrazione e compromettere il raggiungimento degli obiettivi europei di tutela della biodiversità;

preso atto che:

l'Italia ha già subito condanne e sanzioni a livello europeo per l'applicazione inadeguata delle normative ambientali e venatorie;

la direttiva (UE) 2024/2013 richiede un impegno concreto e coordinato per garantire la conservazione delle specie animali e degli habitat naturali, attraverso azioni legislative e amministrative incisive;

la protezione della fauna selvatica, oltre a rispondere a obblighi internazionali, costituisce un valore fondamentale per la salvaguardia della biodiversità e degli ecosistemi nazionali, con riflessi positivi sulla qualità della vita e sulla sostenibilità ambientale,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia consapevole delle crescenti pressioni per indebolire l'autonomia dell'ISPRA e se intenda adottare misure per garantirne la piena indipendenza scientifica e operativa;

se ritenga necessario accelerare il processo di recepimento della direttiva (UE) 2024/2013, assicurando un adeguato inasprimento delle pene per i reati contro la fauna selvatica, in linea con i parametri europei;

se intenda promuovere un coordinamento interistituzionale che favorisca una gestione più efficace delle politiche di tutela della fauna selvatica, prevenendo ulteriori procedure di infrazione e consolidando il ruolo dell'Italia come modello di riferimento nella conservazione della biodiversità.

(4-01686)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:

9ª Commissione permanente(Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare):

3-01558 del senatore Turco, sulla crisi dello stabilimento Logistica di Stellantis della sede di Melfi (Potenza).