Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 224 del 26/09/2024
Azioni disponibili
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIX LEGISLATURA ------
224a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
GIOVEDÌ 26 SETTEMBRE 2024
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Presidenza del vice presidente CENTINAIO,
indi del vice presidente RONZULLI,
del presidente LA RUSSA
e del vice presidente ROSSOMANDO
N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Civici d'Italia-Noi Moderati (UDC-Coraggio Italia-Noi con l'Italia-Italia al Centro)-MAIE: Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-Il Centro-Renew Europe: IV-C-RE; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: LSP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-PATT, Campobase): Aut (SVP-PATT, Cb); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS; Misto-Azione-Renew Europe: Misto-Az-RE.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente CENTINAIO
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 10).
Si dia lettura del processo verbale.
MURELLI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 24 settembre.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Votazione per l'elezione di due componenti del consiglio di amministrazione della RAI-Radiotelevisione italiana SpA (Votazione a scrutinio segreto mediante schede) (ore 10,01)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca: «Votazione per l'elezione di due componenti del consiglio di amministrazione della RAI-Radiotelevisione italiana SpA».
Per questa votazione ciascun senatore riceverà una scheda sulla quale indicherà, ai sensi dell'articolo 63, comma 15, lettera a), del decreto legislativo 8 novembre 2021 n. 208, un solo nominativo tra coloro che hanno presentato la propria candidatura nell'ambito della procedura di selezione prevista dal comma 16 del medesimo articolo 63 del decreto legislativo n. 208 del 2021, il cui curriculum è pubblicato nel sito Internet del Senato.
Saranno proclamati eletti i due candidati che otterranno il maggior numero di voti.
Dopo la chiama, che avverrà in ordine alfabetico, le urne resteranno aperte fino alle ore 13, mentre l'Assemblea proseguirà nell'esame del successivo punto all'ordine del giorno.
Dichiaro aperta la votazione e invito il senatore Segretario a procedere all'appello in ordine alfabetico.
(Il senatore Segretario Murelli e, successivamente, il senatore Segretario Ternullo fanno l'appello).
Dichiaro chiusa la votazione dei senatori presenti in questo momento in Aula.
Avverto gli onorevoli senatori che non hanno ancora votato che potranno farlo fino alle ore 13.
(Le urne restano aperte).
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché le Commissioni riunite 5a e 6a non hanno terminato l'esame del decreto-legge recante misure urgenti di carattere fiscale, proroghe di termini normativi e interventi di carattere economico, passiamo direttamente al punto successivo dell'ordine del giorno.
Svolgimento di interrogazioni (ore 10,41)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.
Sarà svolta per prima l'interrogazione 3-00806 sulla celebrazione della Giornata nazionale per la sicurezza scolastica del 22 novembre.
Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
FRASSINETTI, sottosegretario di Stato per l'istruzione e il merito. Signor Presidente, gentili senatori, rispondo all'interrogazione 3-00806, presentata dalla senatrice Rando.
Desidero innanzitutto rappresentare che il Ministero è attivamente impegnato nella diffusione della cultura della sicurezza all'interno delle istituzioni scolastiche con l'obiettivo primario di garantire alle studentesse e agli studenti spazi sicuri e idonei all'apprendimento, alla socializzazione e alla convivenza civile.
Nella convinzione che il tema della sicurezza nelle scuole non debba limitarsi alla celebrazione di una giornata a essa dedicata, ma debba costituire un impegno costante, il Ministero, attraverso campagne di informazione e attività di formazione sulla gestione dei rischi, condivisione di buone pratiche, collaborazione tra tutti i soggetti istituzionali, continua a ribadire che la sicurezza a scuola è un diritto inalienabile per gli studenti, il personale scolastico e le famiglie.
A tal proposito, segnalo che si sta procedendo al rinnovo del protocollo d'intesa tra il Ministero dell'istruzione e del merito e il dipartimento della Protezione civile, denominato «Azioni di collaborazione per la sicurezza nelle scuole», la cui scadenza è prevista per il prossimo novembre.
Inoltre, in vista dell'approssimarsi della Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole, fissata come di consueto per il 22 novembre, il Ministero si sta attivando per il rinnovo dell'accordo di collaborazione con Cittadinanza attiva.
Mi preme sottolineare che, proprio in occasione della Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole, ma non solo in tale occasione, il Ministero è impegnato nel sensibilizzare e sostenere le istituzioni scolastiche affinché promuovano iniziative didattiche e formative sul tema. Il Ministero ha inoltre fornito supporto al Ministero per la protezione civile e le politiche del mare nella distribuzione del fumetto «L'attimo decisivo - La virgola» nelle scuole secondarie di primo e secondo grado situate nella zona rossa dei Campi Flegrei, attività da noi promossa anche attraverso il sito istituzionale.
Tra le iniziative di rilievo, segnalo l'adesione di questo Dicastero alla campagna nazionale «Io non rischio», che prevede percorsi esperienziali e attività laboratoriali, gestite dai volontari della Protezione civile, sui temi inerenti ai rischi naturali e alle norme di comportamento, già avviata in collaborazione con alcuni uffici scolastici regionali.
Nell'ambito delle attività previste in collaborazione col dipartimento della Protezione civile, desidero inoltre ricordare i campi scuola «Anch'io sono la Protezione civile», lo sviluppo di percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento sul tema, nonché la partecipazione al progetto «Edurisk» e ad altri progetti di rilevanza internazionale.
La collaborazione tra il Ministero e il dipartimento della Protezione civile si è ulteriormente concretizzata nella condivisione dei dati del Sistema nazionale dell'anagrafe dell'edilizia scolastica, che ha permesso l'elaborazione di nuove mappe ai fini della valutazione del rischio sismico.
Infine, per quanto riguarda l'Osservatorio per l'edilizia scolastica, desidero rassicurare che il Ministero si sta impegnando per convocare la prossima riunione proprio in occasione della Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole.
Concludo assicurando che è di vivo interesse del Ministero, come testimoniato dalla sintetica illustrazione fin qui fornita, promuovere e rafforzare ogni iniziativa volta alla diffusione della cultura della sicurezza e della prevenzione dei rischi, affinché la sicurezza sia davvero un diritto.
MALPEZZI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALPEZZI (PD-IDP). Signor Presidente, ringrazio la signora Sottosegretaria, che ci dà una serie di notizie, ma - non è colpa sua - la risposta non è soddisfacente. Nell'interrogazione noi ponevamo due domande specifiche. Innanzitutto, da quando è in carica questo Governo, la Giornata nazionale per la sicurezza scolastica non è più stata celebrata nella modalità che la legge n. 107 del 2015 prevedeva, come la signora Sottosegretaria sa benissimo. È una legge che abbiamo approvato il 13 luglio 2015, che fissa per il 22 novembre di ogni anno la data in cui fare tutte le attività per sensibilizzare sulla sicurezza nelle scuole. Questa celebrazione, per esempio, l'anno scorso non ha visto la presenza del Ministero e lei ce ne dà conferma oggi, dicendo che molto probabilmente ci sarà la manifestazione con la presenza del Ministero per le iniziative del 2024. Tuttavia, quando abbiamo presentato questa interrogazione non risultava nessuna circolare e nessun tipo di informazione rispetto a questo. Io le voglio credere sulla parola, però la Giornata è alle porte e, di norma, la si prepara con un certo margine di tempo.
C'è un altro tema, signora Sottosegretaria, che a noi sta particolarmente a cuore. È la convocazione dell'Osservatorio sull'edilizia scolastica. La legge relativa è del 1996; poi, per vent'anni, quell'Osservatorio previsto dalla legge non è più stato convocato. Noi (dico noi, perché è stato il Governo della «buona scuola», il Governo della legge n. 107 del 2015) abbiamo fatto ripartire l'Osservatorio, ma con un'aggiunta. Come ricorderà bene, all'epoca avevamo un'unità di missione sull'edilizia scolastica, che ha fatto partire quell'anagrafe dell'edilizia scolastica che era completamente bloccata. L'Osservatorio e l'unità di missione sull'edilizia scolastica lavoravano insieme. L'Osservatorio sull'edilizia scolastica non è stato più convocato dal 2021; ciò significa che, dal momento in cui c'è stato il cambio di Governo, nel 2022, non è stato più convocato.
Noi non vorremmo che si ripetesse quello che è successo nel ventennio in cui l'Osservatorio, nonostante fosse previsto per legge, non è stato mai contattato, perché l'Osservatorio serve, insieme all'anagrafe, non solo per attuare quella mappatura e per verificare lo stato delle nostre scuole. Lei ha fatto bene a ricordare Cittadinanzattiva, che svolge un lavoro incredibile proprio su questo tema. I dati li ho scaricati dal sito di Cittadinanzattiva, che tiene una mappa che riporta gli edifici su cui bisogna intervenire con priorità. Il problema è che, senza convocare l'Osservatorio, senza aggiornare l'anagrafe secondo i criteri necessari, noi ci ritroviamo a non sapere quali sono gli interventi che devono essere fatti.
Signora Sottosegretaria, aggiungo che, purtroppo, anche le risorse per l'edilizia scolastica non sono così continue e definite secondo la programmazione che noi avevamo istituito. Io non penso che si debba agire così quando sono in vigore delle leggi che, anche se fatte da Governi precedenti, garantiscono una programmazione su temi che ci vedono assolutamente uniti. Io lo so, infatti, signora Sottosegretaria, che lei non è contraria ai lavori per l'edilizia scolastica ed è favorevole a formazione e prevenzione, ma sta di fatto che i risultati in questi due anni sono questi.
Non si vuol attuare una misura perché fatta dai Governi precedenti e quindi si creano problemi nella continuità, anche programmatica, che serve ai nostri enti locali, dalle Regioni ai Comuni. Spesso, i nostri Comuni vengono lasciati soli e poi si trovano di fronte a situazioni che capitano e non sanno perché.
Siccome a tutti noi sta a cuore la questione, io spero davvero che alla giornata del 22 novembre il Ministero dia il rilievo dovuto, perché è un momento di sensibilizzazione che serve a quello. Non serve ai bambini nella formazione sulla sicurezza, che è importantissima, non serve a loro. Serve a tutti noi per ricordarci che di edilizia scolastica dobbiamo continuare a parlare. Spero che, a questo punto, l'Osservatorio venga convocato al più presto. (Applausi).
PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-01057 con carattere d'urgenza, ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento, sulle sedi di svolgimento del concorso per docenti di ruolo per i residenti in Sardegna.
Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
FRASSINETTI, sottosegretario di Stato per l'istruzione e il merito. Signor Presidente, senatore Meloni, gentili senatori, è doveroso precisare che i decreti ministeriali che regolano le procedure concorsuali ordinarie per il reclutamento del personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado, nonché della scuola dell'infanzia e primaria, stabiliscono che i bandi di concorso possono prevedere, in caso di esiguo numero di posti disponibili, l'aggregazione territoriale delle procedure concorsuali.
Inoltre, la stessa disposizione prevede che, con decreto del Direttore generale per il personale scolastico, possano essere disposte ulteriori aggregazioni, anche nel caso di esiguo numero di aspiranti. Sulla base della disciplina vigente, il Ministero con i decreti direttoriali 89 e 90 del 18 gennaio 2024, relativi rispettivamente alla scuola dell'infanzia e primaria, alla scuola secondaria di primo e secondo grado, ha disposto le aggregazioni delle procedure concorsuali, sia in caso di esiguo numero di posti disponibili in una determinata Regione, sia in caso di esiguo numero di aspiranti che hanno presentato domanda per una determinata Regione.
Sulla base di quanto esposto, il Ministero, nel predisporre le aggregazioni secondo le modalità sopraindicate, ha comunque cercato di tutelare al meglio la posizione di coloro che hanno presentato domanda per la Regione Sardegna. In particolare, con riferimento all'aggregazione legata al numero esiguo di posti disponibili per la scuola dell'infanzia e primaria, il bando ha previsto aggregazioni territoriali soltanto per i posti di sostegno, designando l'USR Toscana come ufficio responsabile della procedura concorsuale.
Per quanto riguarda, invece, la scuola secondaria di primo e secondo grado, sono stati previsti accorpamenti solo per cinquantuno classi di concorso e tipologie di posto. Questa tipologia di aggregazione ha avuto, peraltro, un impatto relativamente limitato sulla Regione Sardegna rispetto ad altre Regioni per le quali sono stati previsti un maggior numero di accorpamenti. A titolo esemplificativo, per la Regione Sicilia sono state previste aggregazioni per cinquantacinque classi di concorso e tipologie, di cui sei presentavano un numero di posti superiore a dieci.
Inoltre, a livello nazionale, dall'esame dei dati risulta che circa 109.000 candidati non sosterranno la prova orale nella Regione di destinazione. Di questi, solo il 2,91 per cento ha presentato domanda per la Regione Sardegna.
Questo dato assume rilevanza se posto a confronto, ad esempio, con la Regione Sicilia e la Regione Campania, dove i candidati che sosterranno la prova orale in una Regione diversa da quella per cui hanno presentato domanda sono rispettivamente pari al 10,38 e al 16,23 per cento.
Infine, si sottolinea che, al fine di salvaguardare nel miglior modo possibile gli aspiranti docenti che sosterranno la prova orale in una Regione diversa da quella per cui hanno presentato domanda, entrambi i bandi di concorso prevedano che la traccia da sviluppare per la lezione simulata venga estratta dal candidato ventiquattr'ore prima dell'orario programmato per la prova. A tutela del candidato che non possa essere presente all'orario previsto per l'estrazione, la Commissione procederà in ogni caso all'estrazione della traccia e ne darà comunicazione al candidato tramite l'indirizzo di posta elettronica indicato nella domanda di partecipazione al concorso.
MELONI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MELONI (PD-IDP). Signor Presidente, signora Sottosegretaria, mi sembra che questa sia una risposta molto burocratica e formale. Mi rendo conto che lei ha riportato le valutazioni sulla base delle quali si è creato questo problema.
Vorrei però rappresentare alcuni dati fondamentali al Governo. Credo sappiate che la Sardegna, come anche la Sicilia, è un'isola e che, relativamente recentemente (nel 2022), è stato inserito all'articolo 119 della Costituzione il comma 6, che afferma il principio secondo cui occorre intervenire a livello di legislazione, risorse finanziarie e modalità di organizzazione di tutte le attività istituzionali e amministrative al fine di rimuovere tutto ciò che possa determinare una carenza di eguaglianza sostanziale nel trattamento delle persone.
Pensiamo a una persona che, per sostenere una prova concorsuale, deve viaggiare. Ad esempio, dalla Sardegna, per raggiungere le Marche, si deve fare un viaggio che è molto complesso. Per raggiungere città non vicine a Roma o a Milano, dalla Sardegna non c'è continuità territoriale e si devono spendere tanti soldi. Lei mi dirà che ciò vale anche per la Sicilia e io credo che anche per questa Regione si debba prevedere un trattamento specifico e differente.
In più, ci sono persone che magari possono sostenere più prove e quindi devono viaggiare tra diverse altre Regioni. Sappiamo che di prove sostenute a luglio non si conosce ancora l'esito. Questa interrogazione è stata presentata ad aprile: una larga parte di queste prove si sono già tenute, altre sono da tenere.
Inoltre, lei afferma che queste aggregazioni sono previste quando i posti messi a concorso sono esigui. Ricordo che nei prossimi mesi dovrebbero esserci concorsi per molte migliaia di posti per docenti.
In Sardegna patiamo particolarmente il precariato diffuso, che rappresenta un problema sia per i docenti, che per gli studenti. La Regione si colloca agli ultimi posti in Europa per livello di istruzione e i tassi di abbandono scolastico sono molto alti.
Spero che per il futuro possiate provvedere a quelle persone che sostengono prove concorsuali in Regioni di una specificità e una complessità tali da rendere complicato viaggiare per sostenere una prova concorsuale. Penso sia ragionevole che vi assumiate un impegno per fare in modo che almeno le prossime prove concorsuali possano essere sostenute nelle proprie Regioni dalle persone che vivono in Sardegna e Sicilia. Campania, Molise, Basilicata o Lazio sono Regioni dalle quali si può prendere un'automobile, un treno o un autobus e andare a sostenere le prove concorsuali. Dalla Sardegna ciò non è possibile e, tutto sommato, anche dalla Sicilia è molto complicato. A me sembra una cosa ragionevole e credo sarebbe giusto che voi assumiate l'impegno di affrontare un nodo che riguarda anche altre condizioni.
Faccio riferimento a una questione che ho trattato mesi fa, in interrogazioni rispetto alle quali non ho ancora avuto una risposta (ma speriamo sempre che in futuro la diate) sul dimensionamento scolastico, su cui abbiamo presentato anche degli emendamenti. La Sardegna è una Regione che ha una specificità, ovvero una densità di popolazione molto ridotta, e sottoporre alla stessa regola la Sardegna e la Lombardia della senatrice Malpezzi non ha molto senso, perché si applica l'autonomia scolastica in una località rispetto alla quale gli istituti distano decine e decine di chilometri, tante attività che si organizzano nell'ambito degli istituti stessi si svolgeranno con maggiore difficoltà e tutto questo allontana gli studenti della scuola, ritarda la risposta alla nostra necessità di favorire tutto ciò che può migliorare una condizione che - lo ripeto - se guardiamo i numeri è davvero drammatica. L'abbandono scolastico e il livello di istruzione sono un dramma per le Regioni meno sviluppate d'Italia e la Sardegna è tra queste.
A mio avviso, sia per attuare la Costituzione sia per garantire l'eguaglianza dei cittadini e la coesione territoriale e sociale che i provvedimenti sull'autonomia differenziata stanno in realtà rallentando e sostanzialmente distruggendo, sarebbe bene che il Governo si ravvedesse e stabilisse che almeno per il futuro sia garantita l'uguaglianza sostanziale delle persone che vogliono e possono accedere a un posto stabile da docente, di cui c'è tanto bisogno per loro e per gli studenti, in particolare nella mia Regione, ma credo in tutta l'Italia. (Applausi).
PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-01162 sul fenomeno del bullismo nelle scuole, con particolare riferimento ad un caso avvenuto a Torino.
Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
FRASSINETTI, sottosegretario di Stato per l'istruzione e il merito. Signor Presidente, il tema del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo è di forte interesse per il Ministero dell'istruzione e del merito, il quale ha adottato numerose iniziative per prevenire e contrastare tali fenomeni, in particolare all'interno delle istituzioni scolastiche.
Desidero innanzitutto sottolineare l'importanza dell'educazione civica nel contrasto al bullismo. Le nuove linee guida adottate con decreto ministeriale n. 183 del 7 settembre scorso si configurano, infatti, come strumento di supporto e sostegno ai docenti, specialmente di fronte a gravi emergenze educative e sociali del nostro tempo, tra le quali rientra di certo anche l'aumento di atti di bullismo e di cyberbullismo. Nel nucleo delle nuove linee guida, che include l'educazione alla legalità intesa come promozione del rispetto delle norme per il benessere di tutti i cittadini, rientra anche l'educazione contro ogni forma di discriminazione e bullismo.
Per il contrasto al fenomeno del bullismo abbiamo, inoltre, previsto una revisione della disciplina sulla valutazione del comportamento che sta per divenire legge proprio in questi giorni. Con questa riforma il bullo dovrà sempre di più assumersi la responsabilità delle proprie azioni svolte in ambito scolastico. Rispetto alla precedente normativa che prevedeva la sospensione a casa, la nuova legge favorirà la permanenza a scuola con approfondimenti e attività di cittadinanza solidale.
Ricordo inoltre che la legge n. 70 del 2024, che modifica la legge n. 71 del 2017, ha ampliato il campo di applicazione della stessa, estendendo la prevenzione e il contrasto del solo cyberbullismo alla prevenzione e al contrasto anche del bullismo. L'accento è posto su azioni preventive, su una strategia di attenzione e tutela nei confronti dei minori, sia in qualità di vittime sia di responsabili di illeciti, privilegiando interventi di carattere formativo ed educativo. La suddetta legge prevede che ogni istituto scolastico, nell'ambito della propria autonomia e in conformità alle linee di orientamento, adotti un codice interno per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo e istituisca un tavolo permanente di monitoraggio composto da rappresentanti degli studenti, degli insegnanti, delle famiglie ed esperti del settore.
Ancora, al fine di rafforzare l'impegno verso un'azione educativa mirata alla cultura del rispetto, all'educazione alla relazione, al contrasto alla violenza maschile sulle donne, il Ministero ha emanato la direttiva «Educare alle relazioni». Infine, nell'ambito delle azioni di educazione per un uso corretto e consapevole della Rete e delle tecnologie digitali, il progetto «Safer internet center-Generazioni connesse» rappresenta una delle iniziative più significative del Ministero. Questo progetto ha sviluppato un percorso di formazione rivolto ai docenti, finalizzato alla realizzazione di un documento programmatico interno all'istituto.
Tale documento è fondamentale per programmare o aggiornare le attività di cittadinanza digitale, riconoscere, gestire e monitorare episodi legati a un utilizzo scorretto delle tecnologie digitali e per individuare azioni didattiche di prevenzione ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo, che diventano quindi parte integrante del Piano triennale dell'offerta formativa.
Al quadro sin qui delineato aggiungo con orgoglio che è di pochi giorni fa la notizia che per la prima volta una scuola italiana è tra le tre finaliste del premio per la migliore scuola al mondo per un progetto contro il bullismo, confermando che le iniziative da noi intraprese sono giuste e proficue.
Concludo confidando di aver dato prova che le azioni illustrate costituiscono iniziative concrete che sono state svolte da questo Governo nel forte convincimento di dover intervenire a monte per prevenire i fenomeni del bullismo e i casi, come quelli richiamati nel presente atto ispettivo, che denotano una preoccupante perdita di valore delle relazioni tra i giovani.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signor Presidente, ringrazio la Sottosegretaria, che ha concluso auspicando che il suo intervento servisse a dimostrare che il Governo ha agito per prevenire. Ebbene, io ho la sensazione che, come spesso accade con questo Governo, agiate soprattutto per reprimere. Oggi leggiamo su tutti i giornali di queste nuove norme, a cui ha fatto cenno anche lei, sul voto di condotta e sulle sospensioni. È un po' la traslazione - mi perdoni - della politica criminale del Governo, infatti quando agite sul codice penale, lo fate aumentando le pene e i reati. Ce n'è una lunga lista nel decreto cosiddetto sicurezza che ci hanno appena mandato dalla Camera che credo contenga venti reati nuovi. Quindi, anche nella scuola, l'atteggiamento è quello repressivo, che ovviamente si accompagna a quello burocratico. Ho sentito parlare di tavoli, di programmi, di documenti.
Guardi, signora Sottosegretaria, se lo lasci dire da un signore ormai di una certa età, che però è stato un adolescente gay in un liceo del Mezzogiorno d'Italia negli anni Ottanta: i ragazzi sono meravigliosi perché sono tutti diversi gli uni dagli altri, perché sono in un certo senso non conformi, perché c'è sempre qualcosa per cui si può essere bullizzati - puoi avere gli occhiali, puoi avere una taglia un po' più grande di quella desiderabile secondo certi schemi, puoi avere la pelle di un altro colore o puoi esserti innamorato del tuo compagno di banco, come accadde a me - e prima ancora di sospendere o di decidere che cosa si fa nella sospensione, sarebbe indispensabile che la scuola si decidesse a prendersi la responsabilità di parlare di rispetto reciproco, di accettazione reciproca, di spiegare che non esistono dei modelli preordinati, che non è vero come dicono alcuni esponenti - ogni riferimento al generale Vannacci è puramente casuale - che tutto ciò che non rientra nella maggioranza non è normale. La scuola dovrebbe occuparsi anche di raccontare che il range della normalità contiene cose che sono maggioritarie, ma che le cose minoritarie sono anche del tutto normali e - mi lasci dire - sono anche bellissime, perché che palle sarebbe il mondo - mi perdoni il francesismo - se fosse tutto uguale e se i nostri ragazzi fossero tutti uguali. La scuola, però, questa responsabilità dovrebbe prendersela e non dovrebbe poi urlare, come per esempio si fa normalmente, contro la dottrina gender. Dire, per esempio, a una ragazzina che vuole fare l'ingegnere meccanico che va bene o dire a un ragazzino che vuole fare il ballerino classico che va bene servirebbe moltissimo a prevenire questo tipo di fenomeni e questo non significa dire loro che possono cambiare sesso, ma significa dire che ogni ragazzo e ogni ragazza ha diritto a compiere il percorso verso le proprie aspirazioni e i propri sogni anche se non sono propriamente quelli della maggioranza dei loro amici e delle loro amiche di scuola, e questo non lo si fa.
Bisognerebbe, per esempio, anche approvare leggi dello Stato volte a passare il messaggio che avere modelli di vita, di affettività o un colore della pelle che non sono quelli della maggioranza va bene. Se noi avessimo una legge che dice che i ragazzi che sono nati qui sono italiani o che le due mamme di quella nostra compagna di scuola sono sposate come le mamme e i papà degli altri, passeremmo dei modelli di inclusione potentissimi e nelle scuole diminuirebbero il bullismo e il cyberbullismo. Non ci sarebbe nessuno infatti da puntare come non conforme.
Quello che allora chiedo al suo Governo, tramite lei, è di lavorare su questi principi e di costruire una cultura inclusiva nel nostro Paese. Ritengo infatti che, come per i crimini, più che reprimere (perché poi non si riesce mai a farlo del tutto) i comportamenti antisociali, come il bullismo andrebbero prevenuti, facendo dell'Italia un Paese accogliente per tutti.
PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno è così esaurito.
I lavori dell'Assemblea proseguono con le votazioni dei membri del consiglio d'amministrazione della RAI.
Presidenza del vice presidente RONZULLI (ore 12,07)
Saluto ad una rappresentanza di studenti
PRESIDENTE. Salutiamo e diamo il benvenuto agli studenti dell'Istituto comprensivo di Atri, in provincia di Teramo. Benvenuti.
Chiusura di votazione (ore 13)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione per l'elezione di due componenti del consiglio di amministrazione della Rai-Radiotelevisione italiana SpA.
Ai sensi dell'articolo 25, comma 2, del Regolamento, invito tre senatori Segretari a procedere allo spoglio delle schede e al computo dei voti nella sala Pannini.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 13,01, è ripresa alle ore 13,25).
Presidenza del presidente LA RUSSA (ore 13,25)
Risultato di votazione
PRESIDENTE. Ad esito del computo dei voti effettuato dai senatori Segretari, proclamo il risultato della votazione a scrutinio segreto per l'elezione di due componenti del consiglio di amministrazione della Rai-Radiotelevisione italiana SpA:
| Senatori presenti | 131 |
| Senatori votanti | 131 |
Hanno ottenuto voti:
| Antonio Marano | 97 |
| Alessandro di Majo | 27 |
| Ruggero Aricò | 1 |
| Schede bianche | 2 |
| Schede nulle | 4 |
Proclamo eletti Antonio Marano e Alessandro di Majo, ai quali rivolgo i migliori auguri di buon lavoro. (Applausi).
Non c'è molta gente, ma chi c'è ha applaudito. Credo che l'applauso sia anche perché è stato rispettato il senso di un eletto di maggioranza e un eletto di opposizione, al di là del numero dei votanti.
I lavori dell'Assemblea riprenderanno alle ore 15 con il question time con i ministri Calderone e Zangrillo.
(La seduta, sospesa alle ore 13,26, è ripresa alle ore 15).
Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO
Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (ore 15)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time), ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro per la pubblica amministrazione e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali.
Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso.
Il senatore Rosso ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01361 sul piano di assunzioni nella pubblica amministrazione, per tre minuti.
ROSSO (FI-BP-PPE). Signor ministro Zangrillo, come lei ha più volte affermato, nel 2023 nel settore pubblico sono state reclutate oltre 170.000 persone, lo stesso numero viene replicato quest'anno ed è in progetto anche per il 2025. Si tratta di un piano di assunzioni estremamente importante, anche in considerazione del fatto che nei prossimi dieci anni andrà in pensione all'incirca un milione di dipendenti pubblici. È quindi assolutamente necessario sostenere le amministrazioni con nuovo personale, anche in considerazione degli impegni stringenti previsti dal PNRR.
In questo percorso di importante rinnovo dei dipendenti della pubblica amministrazione è fondamentale approntare misure per renderla attrattiva nei confronti delle giovani generazioni e anche nei confronti di quei giovani che definiamo i giovani cervelli, che troppe volte ci lasciamo sfuggire verso altri Paesi.
Tra l'altro, signor Ministro, le devo fare i complimenti per la campagna di comunicazione del suo Ministero, perché ha centrato il punto: i giovani non sono più tanto interessati al posto fisso, ma sicuramente al posto "figo", perché vogliono essere valorizzati, sentirsi parte di una macchina che corre e che premia chi se lo merita, non di lenti carrozzoni.
Ecco perché, signor Ministro, le chiedo di illustrare il piano di assunzioni e quali iniziative sono state adottate per rendere la pubblica amministrazione attrattiva, soprattutto nei confronti dei giovani.
PRESIDENTE. Il ministro per la pubblica amministrazione, senatore Zangrillo, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
ZANGRILLO, ministro per la pubblica amministrazione. Signor Presidente, ringrazio il senatore Rosso, che ha descritto una situazione abbastanza complicata e complessa. Abbiamo ereditato effettivamente una situazione del capitale umano non delle migliori: tra il 2009 e il 2020 la pubblica amministrazione ha perso 300.000 persone per effetto del blocco del turnover; l'età media dei dipendenti pubblici è passata da quarantaquattro a cinquant'anni; ora siamo di fronte a una transizione demografica veramente significativa: un milione di persone nei prossimi cinque o sei anni.
Abbiamo però invertito la rotta e avviato una nuova stagione di assunzioni. Grazie alla completa digitalizzazione delle procedure concorsuali, oggi, con il portale inPA, siamo passati da settecentottanta giorni di tempo medio della durata delle procedure concorsuali a centottanta. Lei ricordava che abbiamo inserito 670.000 persone nel 2023 e altrettanto faremo nei prossimi tre anni. Per dirvi che non stiamo parlando soltanto di sogni o di aspirazioni, ma di realtà, da gennaio ad agosto di quest'anno abbiamo pubblicato 13.200 bandi, abbiamo bandito 288.000 posizioni e abbiamo ottenuto 2,1 milioni di candidature. Questo significa che un po' di attrattività la pubblica amministrazione ancora ce l'ha.
Abbiamo messo a terra iniziative finora sconosciute al pubblico impiego per attrarre i giovani e cercare di migliorare il mix generazionale: lo abbiamo fatto con il contratto di apprendistato per i neolaureati e con il contratto di formazione e lavoro per i ragazzi di età inferiore ai ventiquattro anni. I ragazzi vengono selezionati e hanno poi la possibilità, al termine del contratto, di essere confermati a tempo indeterminato.
Da quest'anno, il 2024, abbiamo inserito altre due iniziative, i tirocini e i dottorati, per consentire a chi sta completando gli studi universitari o si è appena laureato di scoprire le dimensioni della pubblica amministrazione. Nello specifico, abbiamo attivato 300 tirocini curriculari della durata di sei mesi per un valore di 600 euro mensili e 20 contratti di apprendistato di alta formazione e ricerca della durata di tre anni, con una retribuzione di 30.000 euro all'anno.
Stiamo poi registrando anche importanti e significativi miglioramenti sul fronte delle competenze. Anche il tema della formazione era un'altra delle criticità della nostra organizzazione. Alla fine del 2022, il tempo medio dedicato alla formazione dei dipendenti pubblici non raggiungeva le sette ore all'anno. Oggi, con il potenziamento del nostro portale digitale Syllabus, le nostre persone già nel 2024 sfiorano mediamente i tre giorni all'anno di attività formativa. L'obiettivo evidentemente è quello di puntare ai migliori talenti a cui noi dobbiamo offrire - come lei ricordava, senatore Rosso - prospettive di crescita e di valorizzazione, dal punto di vista non solo economico, ma anche professionale. Ed è questo il motivo per il quale molto presto, credo entro la fine dell'anno, presenterò un disegno di legge per un nuovo sistema di assegnazione di obiettivi e di valutazione della performance a cui legare la carriera delle nostre persone.
Per concludere, quindi, modalità e tempi di accesso rapidi, nonché sviluppo delle competenze, a cui dobbiamo aggiungere anche sistemi gestionali a onor del mondo, quindi volti a premiare il merito, sono gli elementi e le carte su cui dobbiamo puntare per vincere la scommessa del futuro: una pubblica amministrazione all'altezza dei suoi compiti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Rosso, per due minuti.
ROSSO (FI-BP-PPE). Signor Ministro, la ringrazio per la risposta, che mi soddisfa completamente, anche perché emerge che stiamo lavorando nella giusta direzione, con le nuove assunzioni (facendo la somma, ci avviciniamo a quasi un milione di posti di lavoro attrattivo per i giovani), la formazione continua (che porta alla crescita personale e, tra l'altro, positivi sono anche i risultati ottenuti in pochissimi mesi con Syllabus) e la valorizzazione economica e professionale delle persone finalmente attraverso il merito, ma anche altre cose che sta portando avanti lei con il suo Ministero, come le semplificazioni e la digitalizzazione. Questi sono grandi temi, utili per rendere finalmente efficace ed efficiente la pubblica amministrazione, e lei, insieme al nostro Governo, li sta affrontando tutti egregiamente.
PRESIDENTE. La senatrice Paita ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01368 sulle criticità che interessano l'occupazione giovanile, per tre minuti.
PAITA (IV-C-RE). Signor Presidente, in una formula, con il Governo Meloni questo non è più un Paese per giovani e vi dimostro perché.
Ci sono dati drammatici sull'occupazione, davvero allarmanti, che preoccupano e che non ci fanno percepire speranza nel nostro Paese, e ce ne sono altri molto brutti sul piano degli stipendi per gli under 35: il 43 per cento percepisce uno stipendio mensile inferiore a 1.000 euro.
Abbiamo dati che ci indicano che i Millennials, ma anche la generazione Z, guadagnano meno rispetto ai propri genitori, mentre secondo dati molti recenti il costo della vita continua ad aumentare.
Dal 2022 al 2023 100.000 giovani italiani si sono trasferiti all'estero. Le azioni che questo Governo ha messo in atto per recuperare talenti e cervelli dall'estero sono state però penalizzanti e hanno messo in discussione anche quella positiva impostazione che aveva voluto il Governo Renzi nel passato, producendo così un effetto negativo su queste cifre.
È del tutto evidente che un Paese che vuole provare a giocare la carta dell'innovazione e la sfida della modernità, come primissimo obiettivo deve avere quello di creare un ambiente giusto per i propri giovani, dove formarsi, studiare e provare a trovare un'occupazione stabile, in grado di dar loro risultati e soddisfazione.
Servirebbero misure efficaci, per esempio in tema di taglio del cuneo fiscale dedicato ai giovani, o che, come nel caso del reddito di formazione, investano proprio sul patrimonio più prezioso che i giovani hanno, cercando di renderli competitivi con le generazioni di altri Paesi in tema formazione e scuola.
Ministro, le dico con franchezza che, a due anni di vita del Governo, nulla di tutto ciò è stato messo in atto ed è davvero una grande delusione. Ho sentito spesso parlare di famiglia da parte di questo Governo e ricordo che la famiglia sono innanzitutto i figli e le loro aspettative e speranze verso la costruzione di un mondo nuovo e più giusto, dove possano competere e dimostrare le loro capacità. Questo non è un Governo amico delle famiglie e - me lo faccia dire - nemmeno dei giovani.
PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, dottoressa Calderone, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
CALDERONE, ministro del lavoro e delle politiche sociali. Signor Presidente, la questione sollevata dai senatori interroganti è certamente di rilievo, dal momento che ci si riferisce al tema delle retribuzioni e dell'inserimento lavorativo dei giovani, sul quale il Ministero del lavoro sta ponendo la massima attenzione.
In questa direzione credo vadano le misure già introdotte, come ad esempio, gli sgravi contributivi e gli specifici incentivi che hanno rimesso in moto il circuito produttivo, favorendo assunzioni e contratti stabili. Questo è l'ultimo indicatore. Il nostro mercato del lavoro ci restituisce un aumento dell'occupazione stabile anche nella fascia giovanile.
In particolare, mi riferisco certamente all'occupazione di giovani e donne: abbiamo messo in campo azioni concrete per il riconoscimento del diritto alla riqualificazione delle competenze e per la garanzia dell'occupabilità sul posto di lavoro e nelle transizioni da lavoro a lavoro.
Basti ricordare che, nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Piano nuove competenze ha l'obiettivo di rafforzare la formazione professionale e innalzare il livello delle competenze delle persone in cerca di occupazione e sostenere le transizioni dei lavoratori.
Nel cosiddetto decreto coesione abbiamo introdotto meccanismi qualitativi per la valutazione della formazione finanziata, legandone l'efficacia e l'effettivo ingresso al lavoro dei fruitori della formazione. Stiamo facendo un lavoro apposito affinché la formazione finanziata sia valutata in termini di efficacia legata all'ingresso lavorativo.
Credo inoltre che per i giovani l'accrescimento delle competenze ai fini del miglioramento dell'occupabilità sia fondamentale. In questo senso, ricordo il rafforzamento dell'offerta dei percorsi di formazione duale e la recente riforma del sistema di formazione professionale, che ha creato una maggiore coerenza dei percorsi di formazione di secondo grado. Al riguardo, voglio ricordare che il decreto coesione incentiva l'assunzione a tempo indeterminato di giovani privi di occupazione stabile. Sto parlando del nuovo bonus giovani, che riconosce ai datori di lavoro privati che, dal 1° settembre 2024 e fino al 31 dicembre 2025, assumono giovani under 35 con contratto di lavoro subordinato l'esonero dal versamento del 100 per cento dei contributi previdenziali. Nel caso di assunzioni presso una sede o unità produttiva ubicata nelle Regioni del Sud, l'esonero è riconosciuto per un importo massimo pari a 650 euro su base mensile. Nel decreto-legge coesione abbiamo anche aggiunto tutto ciò che ha a che vedere con la promozione dell'autoimpiego nel lavoro autonomo, nelle libere professioni, nell'attività di impresa a favore di giovani di età inferiore a trentacinque anni, con una dotazione complessiva di 800 milioni di euro, e incentivi all'autoimpiego nei settori strategici e per lo sviluppo di nuove tecnologie e la transizione digitale ed ecologica, con una dotazione di 239 milioni.
Ribadisco che, nell'ambito delle valutazioni sulla prossima legge di bilancio, resta saldo l'impegno del Governo a prorogare la riduzione del cuneo contributivo e fiscale. Sono inoltre allo studio di questo Ministero ulteriori misure per dare impulso all'incrocio tra domanda e offerta di lavoro, a favore in primis di giovani e donne, delle quali si sta verificando la compatibilità con le politiche di bilancio.
Ribadisco pertanto che il percorso da promuovere è certamente quello di un lavoro equo, dignitoso e che possa saldare le esigenze delle diverse generazioni. Su questo assicuro i senatori interroganti la massima attenzione per quanto riguarda il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Governo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Paita, per due minuti.
PAITA (IV-C-RE). Signora Presidente, intanto apprezzo il fatto che la signora Ministro non abbia messo in discussione i miei dati allarmanti sul tema dell'occupazione: ha fatto bene perché non avrebbe avuto argomenti per contrastare i dati che ho citato.
Devo dire che apprezzo l'onestà intellettuale, ma apprezzo meno il lungo elenco di azioni che evidentemente, visti i dati, non stanno dando i risultati che servono a questo Paese e ai nostri giovani. Bisognerebbe cominciare a tracciare una linea, perché non è passato un giorno da quando il Governo migliore di questa Repubblica si è insediato di fronte ai cittadini: cominciano a essere due anni e in questo arco di tempo i risultati sono quelli che ho dato io, non il lungo elenco che la Ministra ha voluto fornire a tutti noi, perché in quel lungo elenco di risultati non ce ne sono stati, non ne sono stati prodotti.
Faccio alcuni esempi: l'intervento sulla questione del costo dei libri di testo è un grande tema che riguarda le famiglie; interventi per quanto riguarda gli sgravi sulla formazione, sulle certificazioni sulla lingua straniera sarebbero un grande aiuto alle famiglie. Perché avete voluto eliminare la 18app, cioè uno dei pochi interventi che consegnava ai nostri giovani autonomia nella formazione e nell'acquisto di libri, anche di carattere universitario? Vi siete riempiti la bocca con il tema degli affitti per gli universitari, ma non avete intrapreso un'azione che vada in quella direzione. Oggi ci dite che probabilmente riuscirete a confermare il cuneo fiscale. Vi lanciamo una sfida: noi abbiamo bisogno non solo di confermare il cuneo fiscale, come già Draghi aveva fatto, ma di avere un intervento specifico, duraturo, costante sulle giovani generazioni, altrimenti questo Paese non avrà speranza. Inoltre, mi spiace moltissimo prendere atto che anche un Ministro tecnico come lei abbia ceduto notevolmente all'impostazione della demagogia politica, perché in quel lungo elenco di effetti e di risultati per i nostri ragazzi non ce ne sono. (Applausi).
PRESIDENTE. Il senatore Mazzella ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01364 sulle disparità nell'erogazione dei trattamenti di fine rapporto e di fine servizio, per tre minuti.
MAZZELLA (M5S). Signora Presidente, signora Ministra, il settore della pubblica amministrazione ha subito significativi tagli lineari e indiscriminati, con ripetute revisioni della spesa pubblica in Italia. Questi interventi includono il decreto-legge n. 138 del 2011, introdotto per affrontare l'instabilità finanziaria, e il decreto legge n. 201 del 2011, noto come salva Italia, che ha introdotto la riforma Fornero del sistema pensionistico. Inoltre, ci sono state altre misure successive, come il decreto-legge n. 95 del 2012 e il decreto-legge n. 101 del 2013 per la razionalizzazione della spesa nelle pubbliche amministrazioni.
Si consideri inoltre che la disciplina di erogazione del trattamento di fine rapporto (TFR) e del trattamento di fine servizio (TFS), modificata ai sensi del combinato disposto dei provvedimenti che ora ho citato, rappresenta oggi, di fatto, un elemento di oggettiva disparità tra lavoratori del settore pubblico e del settore privato e che la regolamentazione del trattamento di fine rapporto per i lavoratori del settore pubblico presenta disparità appunto rispetto a quello del settore privato. Nel pubblico impiego, infatti, i tempi di attesa per il pagamento del trattamento variano da un minimo di 105 giorni ad oltre due anni a seconda della causa di cessazione del lavoro. Al contrario, nel settore privato i tempi di attesa per il TFR sono definiti dalla contrattazione collettiva, con una scadenza che va da un massimo di 30 giorni nel terziario a 45 giorni nel commercio.
L'articolo 12, comma 7, del decreto-legge n. 78 del 2010 stabilisce poi le modalità di erogazione dei fondi: un solo pagamento annuale se l'importo è fino a 50.000 euro, due pagamenti annuali se l'importo è tra 50.000 e 100.000 euro, tre pagamenti annuali se l'importo è oltre 100.000 euro. Inoltre, la Corte costituzionale, con sentenza n. 130 del 23 giugno 2023, ha accolto la questione di legittimità costituzionale sollevata dal TAR Lazio sulla disparità di trattamento tra TFR e TFS. Questa questione era emersa da un ricorso di un dipendente pubblico che richiedeva il pagamento immediato del TFS ritenendo il pagamento rateale lesivo dell'articolo 36 della Costituzione. La Corte ha dichiarato incostituzionale il rinvio del pagamento dei trattamenti di fine servizio, affermando che questi fanno parte della retribuzione e devono essere erogati in modo tempestivo. Nonostante ciò, l'INPS continua a versare il TFR seguendo criteri ritenuti illegittimi dalla sentenza senza fornire spiegazioni.
Si chiede pertanto di sapere quali iniziative ancora di carattere normativo il Ministro in indirizzo intenda adottare per dare attuazione alle decisioni della Corte costituzionale e quali siano le motivazioni per cui ancora perduri la disparità di trattamento. (Applausi).
PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, dottoressa Calderone, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
CALDERONE, ministro del lavoro e delle politiche sociali. Signor Presidente, ringrazio l'onorevole interrogante per aver affrontato il tema della disparità di trattamento nell'erogazione dei trattamenti di fine rapporto o servizio tra i lavoratori del settore pubblico e quelli del settore privato.
In merito all'interrogazione oggetto di questa discussione, è opportuno evidenziare che nel settore pubblico i termini di pagamento delle prestazioni di TFS e TFR sono differenziati in base alla causale di cessazione dell'iscritto, come diceva il senatore interrogante. Come è noto, questa differenziazione deriva dalla disciplina contenuta nell'articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 97, n. 79, convertito dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, sulla quale è intervenuta la Corte costituzionale, richiamata dagli interroganti, sebbene esclusivamente in riferimento alla disposizione che differisce di dodici mesi la liquidazione di questi emolumenti in caso di ordinaria cessazione dal servizio. Come la stessa Consulta ha osservato, sebbene il differimento possa incidere sulla funzione previdenziale propria delle predette prestazioni, non si può non considerare che tali prestazioni costituiscono un aggregato della spesa pubblica di parte corrente particolarmente rilevante. Per questa ragione si rappresenta che, nelle more di un intervento normativo di più ampio respiro, il consiglio di indirizzo e vigilanza dell'INPS ha già adottato una deliberazione, la n. 2 del 2024, con la quale a legislazione vigente ha inteso adottare un piano di azione concreto volto a superare, da un lato, eventuali ritardi dovuti alla mancanza di risorse umane e materiali per l'elaborazione delle istanze e, dall'altro, a introdurre le più idonee misure normative per garantire un'adeguata tutela alla platea dei lavoratori interessati. Occorre invero considerare che nel solo 2023 sono state liquidate 624.000 pratiche, le quali, al netto di un congruo numero di importo modesto legato alle liquidazioni delle supplenze brevi del comparto istruzione, impattano in modo ben più che significativo sulle risorse pubbliche disponibili, circostanza che rende imprescindibile un intervento non solo complessivo, ma soprattutto coordinato con tutti i Ministeri interessati. Il tema è pertanto all'attenzione del Ministero, il quale ha avviato, in necessaria sinergia con il Ministero dell'economia e delle finanze, le necessarie procedure istruttorie al fine di addivenire a un risultato in linea con quanto evidenziato dalla Consulta, nel rispetto delle inderogabili esigenze di coordinamento della finanza pubblica.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Mazzella, per due minuti.
MAZZELLA (M5S). Signora Ministra, pur a fronte dei chiarimenti che lei ha portato in questo question time, resta però la condizione negativa del grave ritardo cui i versamenti di queste spettanze sono ancora soggette. Pertanto non possiamo ritenerci soddisfatti della sua risposta. Inoltre, le sottolineo che questo Governo ha una bella gatta da pelare che si aggiunge ad altre, ovviamente, visto che siamo anche in procedura di infrazione. Solo il prossimo anno si prevede infatti che vadano in pensione 150.000 dipendenti pubblici, calcolando una media di 70.000 euro ciascuno di buonuscita si arriva ad una spesa cospicua fino a 10,5 miliardi di euro che, come abbiamo appreso adesso, non avete intenzione di gestire visto che vale quasi una mezza finanziaria.
A ciò però si aggiunge anche la mancata rivalutazione delle indennità di buonuscita dei lavoratori postali per circa un miliardo. Buonuscita dei postali che non è rivalutata dal 28 febbraio 1998 e coinvolge 200.000 postali.
Io credo che sia giunto il momento - e il nostro MoVimento 5 Stelle lo sottolinea con forza - di porre fine a questo sequestro per dipendenti pubblici. È un sequestro illegittimo delle liquidazioni dei dipendenti pubblici. Ribadiamo con forza a questo Governo che il differimento del pagamento della liquidazione dei dipendenti pubblici è anticostituzionale dal momento che contrasta con il principio della giusta retribuzione contenuta nell'articolo 36 della Costituzione. (Applausi).
PRESIDENTE. La senatrice Murelli ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01367 sull'estensione dell'assicurazione INAIL al comparto scuola, per tre minuti.
MURELLI (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, ministra Calderone, la sicurezza sul lavoro è un tema importante e di attualità perché purtroppo ogni giorno si perdono tre vite. Anche la scuola è un luogo di lavoro, non solo di apprendimento, dove il personale scolastico deve essere tutelato, ma anche gli stessi allievi nella loro salute e sicurezza, nelle attività extra scolastiche, nei tirocini e nelle attività di apprendistato.
Storicamente la tutela assicurativa in ambito scolastico era limitata allo svolgimento di esperienze tecnico scientifiche ed esercitazioni nonché all'uso non occasionale di alcune tipologie di macchinari.
L'articolo 18 del decreto-legge del 4 maggio 2023, n. 48, voluto prontamente da questo Governo, ha stabilito l'estensione per l'anno scolastico 2023-2024 dell'ambito di applicazione dell'assicurazione INAIL contro gli infortuni sul lavoro ai settori dell'istruzione, della formazione e anche alla formazione aziendale.
Chiedo quindi al signor Ministro, tramite lei, Presidente, quali siano stati gli effetti ottenuti a seguito dell'estensione dell'ambito di applicazione dell'assicurazione INAIL al comparto scuola e come proseguire gli interventi coerenti con quello in oggetto per tutelare la salute e la sicurezza degli studenti e del personale scolastico.
PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, dottoressa Calderone, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
CALDERONE, ministro del lavoro e delle politiche sociali. Signor Presidente, ringrazio i senatori interroganti per aver voluto affrontare un tema estremamente importante. Il Governo considera la protezione dei nostri studenti una priorità assoluta, consapevole che la scuola rappresenta un luogo centrale per la crescita e la formazione delle nuove generazioni. Garantire un ambiente sicuro e protetto è essenziale non solo per l'apprendimento, ma anche per il benessere complessivo degli studenti e di tutto il personale scolastico. Come evidenziato, il decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, ha segnato una svolta importante, estendendo per l'anno scolastico e accademico 2023-2024 l'ambito di applicazione dell'assicurazione INAIL al mondo della scuola.
Non è un intervento soltanto tecnico, ma rappresenta un impegno concreto del Governo per tutelare tutti coloro che partecipano alle attività didattiche, dai docenti agli studenti, garantendo loro copertura assicurativa anche in contesti educativi prima non contemplati.
I primi risultati di questa estensione sono estremamente incoraggianti. Il numero di soggetti assicurati è cresciuto in modo significativo, permettendo di coprire incidenti e infortuni in settori che prima non godevano di queste protezioni. Significa che sempre più studenti e lavoratori del settore scolastico possono contare su un sistema di sicurezza più ampio e inclusivo.
Gli ultimi dati INAIL sull'andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali risentono degli effetti dell'estensione assicurativa operata con il decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, la cui efficacia è raccontata dai dati relativi agli ultimi tre anni scolastici, dunque rilevati tra il 1° settembre e il 30 giugno.
In particolare, si osserva come le denunce di infortuni degli studenti siano passate dalle 60.244 dell'anno scolastico 2021-2022 alle 75.290 dell'anno scolastico 2023-2024, facendo registrare un incremento del 25 per cento (uguale per studenti e studentesse), il che testimonia l'efficacia della copertura. Contestualmente all'incremento delle denunce di infortunio degli studenti c'è stato anche un significativo incremento delle definizioni positive, passate da 28.888 dell'anno scolastico 2021-2022 alle 48.902 dell'anno scolastico 2023-2024. Questi dati hanno sostenuto il nostro impegno a rinnovare la copertura assicurativa anche per l'anno scolastico da poco cominciato. Vogliamo dare continuità a questa misura, individuando al contempo percorsi e risorse per attivare ulteriori interventi a tutela della sicurezza in ambito scolastico.
I giovani sono il nostro futuro e il futuro dell'Italia ed è nostro dovere proteggere la loro salute e rendere sicuri i luoghi in cui si formano. In questi due anni abbiamo realizzato numerose attività con le scuole per coinvolgere attivamente gli studenti sui temi della sicurezza nei luoghi di lavoro e abbiamo riscontrato una sensibilità e un'attenzione sorprendenti. Sono certa che, con l'impegno di tutti, riusciremo a diffondere la cultura del lavoro sicuro e garantisco al Senato che il Governo proseguirà sul percorso sino ad oggi tracciato. (Applausi).
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Murelli, per due minuti.
MURELLI (LSP-PSd'Az). Grazie, ministra Calderone, per i numeri così rassicuranti, ma soprattutto per l'estensione dell'assicurazione INAIL all'anno scolastico appena iniziato. È importante, perché la scuola è ambiente di vita per gli alunni e ambiente di lavoro per gli insegnanti; è il luogo primario della prevenzione, dove la formazione alla salute e alla sicurezza può trovare un terreno fertile sul quale radicarsi e diventare patrimonio dell'individuo e del gruppo fin dai primi momenti della socializzazione. L'educazione scolastica è infatti determinante nell'impostare negli individui comportamenti adeguati agli stili di vita sani, oltre che nel favorire l'interlocuzione delle regole e dei valori fondamentali di responsabilità sociale e civile.
Di fronte all'incremento del tasso di mortalità e malattia dovuto agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali, è fondamentale rivalutare il ruolo educativo e formativo della scuola nel fornire gli strumenti culturali e le competenze relazionali utili all'inserimento in una futura realtà lavorativa. È quindi importante quello che sta facendo questo Governo per inserire nei percorsi formativi la sicurezza sul lavoro e per investire - come lei ha confermato - sulla tutela della salute e sulla sicurezza degli studenti e del personale scolastico. (Applausi).
PRESIDENTE. La senatrice Camusso ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01369 sull'efficacia dei nuovi strumenti di sostegno al reddito e di inclusione lavorativa, per tre minuti.
CAMUSSO (PD-IDP). Signora Ministra, come lei sa da tempo si discute del fatto che abbiamo, dentro il mondo del lavoro, una crescita del lavoro povero, che è in difficoltà a mantenere la propria condizione di autosufficienza, che dovrebbe essere la prima condizione e il primo esito del lavoro. Eppure, come sappiamo, rispetto a questo è stata spesso usata la categoria degli occupabili, che avete ampiamente utilizzato nella cosiddetta riforma del reddito di cittadinanza.
Vorrei concentrare l'attenzione sugli effetti di quella che è stata poi definita SFL, cioè l'attivazione dei percorsi di formazione e lavoro, affinché quegli occupabili diventassero effettivamente componenti del mondo del lavoro. Gli ultimi dati noti provengono da un report dell'INPS, i cui numeri tutto sommato non tornano, perché parrebbe che dell'SFL hanno beneficiato solo 140.000 lavoratori. Rammento che vi era una platea potenziale prevista di 436.000 lavoratori. La prima domanda che ci viene in mente è cosa sia successo di tutti questi.
Ci risultainoltre che siano circa 30.000 le persone che hanno trovato un lavoro attraverso il sistema informativo che è stato attivato e che, peraltro, è stato ulteriormente implementato dal fatto che su quella piattaforma vi sono anche i lavoratori in disoccupazione, in cassa integrazione e così via.
Le domande che vorrei porle dipendono da un tema che credo dovrebbe vedere tutto il sistema lavorare congiuntamente. La formazione è uno degli elementi fondamentali per il mercato del lavoro. Per prima cosa vorrei sapere: quali sono davvero le persone cosiddette occupabili, ex percettori di reddito, che hanno effettivamente trovato lavoro. Inoltre, quanti sono i progetti di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale che derivano dal decreto-legge n. 48 del 2023 che siano stati effettivamente attivati; infine, cosa si intende fare per migliorare e rendere efficiente il sistema delle politiche attive e l'incontro tra domanda e offerta di lavoro. Perché se dobbiamo basarci sui numeri a cui facevo riferimento prima, ossia 30.000 persone a fronte di 300.000 potenziali posti di lavoro, evidentemente il sistema non dà le risposte che sono necessarie.
PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, dottoressa Calderone, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
CALDERONE, ministro del lavoro e delle politiche sociali. Signor Presidente, ci vorrebbe molto tempo per poter dare una risposta esaustiva con tutti i dati che sono stati richiesti, ma cercherò di essere breve.
Con riferimento all'interrogazione illustrata, segnalo che i dati richiesti sono rinvenibili consultando l'osservatorio INPS sulle misure dell'assegno di inclusione e del supporto per formazione e lavoro. Sul punto sono state accolte quasi 700.000 domande relative all'assegno di inclusione che fanno riferimento ad altrettanti nuclei familiari e che coinvolgono circa 1,7 milioni di cittadini: è il target della platea che era stata ipotizzata in legge di bilancio.
Per quanto riguarda il supporto per la formazione e il lavoro, sono state 96.000 le persone a cui è stata accolta la domanda ed erogata la prestazione. Il periodo di riferimento va dal primo mese di operatività della misura (settembre 2023 per il supporto formazione e lavoro, e gennaio 2024 per l'assegno di inclusione) e, per i pagamenti, fino a maggio 2024 (ultimo mese in cui i dati possono ritenersi statisticamente consolidati). In particolare a maggio 2024 il numero di nuclei beneficiari dell'assegno di inclusione è stato pari a 625.000, mentre l'importo medio erogato mensilmente è pari a 617 euro.
Per quanto riguarda il supporto per la formazione e il lavoro, i beneficiari tra settembre e dicembre 2023 erano 33.000, aumentando a 93.000 tra gennaio e maggio 2024. Complessivamente, le domande accolte fino a giugno 2024 sono state 96.000.
Con riferimento alla platea degli ex percettori di reddito di cittadinanza, a partire dal 1° gennaio 2023 a tutt'oggi hanno avuto almeno un rapporto di lavoro nel periodo circa 500.000 soggetti. Ovviamente la lettura di questo dato può innescare una serie di riflessioni: una fra tutte è la valutazione degli impatti sul supporto per formazione e lavoro (SFL). Se consideriamo che molti dei fruitori hanno comunque dei rapporti di lavoro sia pur temporanei con bassa retribuzione, è anche ragionevole che la platea già impiegata a vario titolo non abbia fatto domanda per SFL. I soggetti che invece hanno trovato lavoro dopo la sottoscrizione del piano di attivazione digitale (PAD) sono 26.845.
È utile segnalare che sul sistema di inclusione sociale e lavorativa sono presenti 27.303 corsi di formazione, pari a 419.727 posti, mentre sono attivi ad oggi 5.957 progetti utili alla collettività, per complessivi 75.569 posti. Ricordo che il supporto per la formazione e il lavoro nasce per ripristinare il criterio di attivazione e condizionalità nelle politiche attive. Il target di riferimento era un target potenziale che si è notevolmente ridotto a causa dell'andamento dell'occupazione che, come è noto, ha raggiunto il record più alto degli ultimi vent'anni.
In questo contesto, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha provveduto a creare il sistema informativo per l'inclusione sociale e lavorativa, che consente l'attivazione di percorsi personalizzati per i beneficiari delle nuove misure di inclusione sociale e lavorativa. Nel suo sviluppo, la piattaforma ha già l'obiettivo di favorire l'incontro di domanda e offerta di lavoro, peraltro erogando numerosi servizi a livello nazionale.
Da ultimo, rappresento che, già dal mese di novembre, come previsto dal decreto legge coesione, verranno utilizzati tutti i dati dei beneficiari di Naspi e Dis-Coll in collaborazione con tutti i Centri per l'impiego e le agenzie per il lavoro presenti in piattaforma, fornendo un nuovo e importante servizio al fine di favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro in maniera efficiente e sistematica.
Voglio ribadire, in ultimo, che la piattaforma che è stata creata non è solo ed esclusivamente rivolta a fornire servizi e a erogare prestazioni agli ex percettori di reddito di cittadinanza, oggi titolari di assegno di inclusione e di supporto per la formazione e il lavoro. È rivolta a questi soggetti, ma è ancor più rivolta a tutti coloro i quali, in Italia, cercano lavoro e vogliono cambiare lavoro. (Applausi).
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Camusso, per due minuti.
CAMUSSO (PD-IDP). Signora Presidente, ringrazio la signora Ministra. Credo che, pur avendo fornito molti numeri rispetto alle azioni che avete deciso di intraprendere, che sono tutte però azioni che spezzettano le platee di riferimento e quindi non danno risposte universali alle persone, il punto fondamentale continua ad essere quello di quali politiche facciamo per l'occupabilità non di chi è già nel mercato del lavoro ed è in grado di agire concretamente, ma di quelle persone che ne sono in qualche modo estranee.
La preoccupazione è sui numeri che non tornano mai, perché si perdono nel nulla, ma evidentemente sono persone che stanno nel nostro Paese, che esistono e che avrebbero bisogno delle risposte. In realtà, continuare a disgregare e a perdere di vista gli strumenti permette la crescita di un lavoro sommerso e irregolare, la scomparsa delle persone e quindi una condizione negativa. Credo che non si possa cancellare questo dato dicendo che l'occupazione intanto è aumentata, perché vorrei ricordarle, Ministro - lei lo sa benissimo - che giusto nel rapporto INPS di qualche giorno fa un milione di persone risulta avere una settimana contributiva nell'anno. Allora, capisco che sono sicuramente state occupate, ma non sono certamente persone in condizioni di gestire autonomamente la loro vita e che si possono considerare concretamente nel mercato del lavoro.
Quindi, io ribadirei il tema e la domanda: quanto è efficace uno strumento come quello della formazione lavoro per recuperare quelle persone che voi definite occupabili e collocarle effettivamente e stabilmente nel mercato del lavoro. (Applausi).
PRESIDENTE. La senatrice Mancini ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01365 sull'istituzione della patente a crediti per l'edilizia, come strumento di prevenzione e di contrasto degli infortuni sul lavoro, per tre minuti.
MANCINI (FdI). Signor Presidente, gentile Ministro, la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro costituisce un'assoluta priorità di cui le istituzioni sono chiamate a farsi carico, in quanto ogni infortunio mortale sul lavoro rappresenta una profonda ferita per l'intera società.
I dati pubblicati da INAIL il 3 settembre 2024 rivelano come, rapportando il numero di casi di infortuni mortali agli occupati Istat, nel confronto tra i primi sette mesi del 2019 (ricordiamo essere l'ultimo anno pre-pandemia) e lo stesso periodo del 2024, l'incidenza scende da 2,59 decessi denunciati ogni 100.000 occupati Istat del 2019 a 7,4 del 2024, ovvero 7,3 per cento in meno. Appare opportuno, secondo gli interroganti, proseguire nella direzione tracciata e con le politiche dell'ultimo biennio per rafforzare ulteriormente i livelli di sicurezza dei lavoratori tramite interventi legislativi mirati ed efficaci.
In tale scenario, il decreto legislativo n. 19 del 2 marzo 2024 ha previsto, all'articolo 29, l'introduzione dal 1° ottobre nel 2024 della patente a crediti per l'edilizia, dando finalmente attuazione alle disposizioni del decreto legislativo n. 81 del 2009, che prevedeva un sistema di qualificazione delle imprese. In attuazione alla suddetta disposizione, il 20 settembre 2024 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale 18 settembre 2024, n. 132, che va proprio a regolare le modalità di presentazione della domanda per il conseguimento della patente per le imprese e i lavoratori autonomi operanti nei cantieri temporanei o mobili.
Si chiede quindi di sapere quali siano i punti di forza del nuovo sistema di qualificazione delle imprese e come si ritenga che la patente a crediti possa incidere sulla prevenzione e il contrasto degli infortuni sul lavoro. (Applausi).
PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, dottoressa Calderone, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
CALDERONE, ministro del lavoro e delle politiche sociali. Signor Presidente, con la conversione in legge del decreto PNRR-bis abbiamo introdotto, come si diceva, un nuovo sistema di qualificazione delle imprese: la cosiddetta patente a crediti: una misura senza precedenti che risponde, allo stesso tempo, a una richiesta storica che veniva dalle parti sociali di dare attuazione a quanto disposto dall'articolo 27 del decreto legislativo n. 81 del 2008.
La tutela della sicurezza sui luoghi del lavoro e la promozione della cultura della prevenzione sono al centro del programma di Governo e ne hanno caratterizzato l'azione sin dall'insediamento. D'altronde, proprio come indicato da quest'Assemblea con una mozione unitaria, è nostra responsabilità garantire che ogni lavoratore operi in condizioni di sicurezza adeguate, in particolare nei settori più a rischio.
In questo senso, il sistema di qualificazione delle imprese basato su crediti sarà operativo a partire dal 1° ottobre 2024, con possibilità di presentare la relativa domanda sull'apposito applicativo reso disponibile dall'Ispettorato nazionale del lavoro.
La patente a crediti offrirà una dotazione iniziale di 30 crediti alle imprese e ai lavoratori autonomi che operano nei cantieri, con la possibilità di ottenere ulteriori crediti sulla base di altri criteri, come lo storico aziendale e l'assenza di provvedimenti di decurtazione, la partecipazione a percorsi formativi specifici, l'avvio di investimenti mirati. Il meccanismo di assegnazione e di eventuale penalizzazione è regolato, come si ricordava, dal decreto ministeriale 18 settembre 2024, n. 132.
Inoltre, per dare alle imprese modo di operare immediatamente, già dal 1° ottobre è possibile presentare via PEC una dichiarazione sostitutiva concernente il possesso dei requisiti richiesti. Quella della patente a crediti è una misura ambiziosa, le cui prospettive sono di grande impatto. Implementiamo il sistema di sicurezza nei cantieri, incentivando le imprese a mettere in atto le migliori pratiche in materia di sicurezza che garantiscono una graduale riduzione degli incidenti sul lavoro, e valorizziamo chi adotta pratiche virtuose secondo un principio di responsabilità progressiva dato dal riconoscimento dei crediti, favorendo lo sviluppo di azioni concrete sul piano della prevenzione della formazione e degli investimenti. È la cifra del nostro agire da quando ci siamo insediati come Governo: promuovere a tutti i livelli la cultura della prevenzione.
Oltretutto, la patente ci consentirà di creare un sistema di maggiore trasparenza che permetterà di identificare più chiaramente le imprese che operano in conformità con gli standard di sicurezza, aumentando così la fiducia nei confronti degli operatori del settore. È proprio per questo che ritengo sia essenziale, a questo fine, un'azione concertata con il coinvolgimento di imprese e lavoratori. Per questo, abbiamo attivato una campagna informativa capillare per chiarire i dettagli applicativi della misura, promuovendo webinar, incontri e tavoli di confronto con le principali associazioni di categoria e i sindacati.
In conclusione, la patente a crediti rappresenta una misura innovativa oggi rivolta al mondo dell'edilizia, ma estendibile in futuro ad altri settori, che potrà portare benefici tangibili in termini di sicurezza sul lavoro e competitività delle imprese. In questo senso sarà determinante la collaborazione delle parti sociali, cui rivolgo il mio invito affinché, come avvenuto in tutta la fase di elaborazione della misura, si riesca a giungere uniti all'obiettivo comune di assicurare ai lavoratori contesti del lavoro sempre più sicuri e tutelati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Mancini, per due minuti.
MANCINI (FdI). Signor Presidente, per suo tramite ringrazio il Ministro perché finalmente mettiamo a terra un provvedimento concreto e diamo una risposta alle oltre 800.000 imprese del settore, ai loro lavoratori.
Lo strumento, come lei ha anticipato, va da una parte a monitorare e dall'altra a incentivare. Da una parte si premia e dall'altra si sanziona. Quindi bisogna istruire, perché bisogna fare molta formazione, e bisogna sanzionare laddove non viene fatta questa formazione e nemmeno forniti i dispositivi per mettersi in sicurezza; dall'altra parte vanno premiate le aziende virtuose.
Continuiamo su questa strada. Io credo che quest'Assemblea abbia dimostrato più volte quanta attenzione ci sia sul tema della sicurezza sul lavoro. (Applausi).
PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata (question time) all'ordine del giorno è così esaurito.
Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno
*VERDUCCI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VERDUCCI (PD-IDP). Signora Presidente, voglio ricordare in quest'Aula Massimo Canalini, un nome oggi forse sconosciuto ai più, ma che ha lasciato un segno importante.
Dalla sua città, Ancona, nel decennio tra gli anni Ottanta e Novanta del Novecento, Canalini ha sperimentato il crocevia di una nuova scena letteraria. Massimo Canalini ha rivoluzionato la letteratura italiana, con un talento editoriale unico, visionario, sovversivo che ha segnato un prima e un dopo. Il suo sodalizio con Pier Vittorio Tondelli fu bruciante e stellare e diede vita ad una delle esperienze più dirompenti per la nostra cultura, cambiando nel profondo non solo la narrativa, ma l'intero immaginario collettivo di un Paese, il nostro, in profondissima trasformazione. Irruppero voci nuove e urgenti, bisogni esistenziali, periferie e linguaggi che reclamavano spazio.
In Ancona, Canalini aveva fondato con Giorgio Mangani «Il lavoro editoriale» e poi diede vita alla leggendaria "Transeuropa", molto più di una casa editrice, un laboratorio che ruppe canoni e convenzioni, chiamando a raccolta una nuova generazione: Enrico Brizzi, Silvia Ballestra, Angelo Ferracuti, solo per fare qualche nome. Egli convinse Joyce Lussu a pubblicare con "Transeuropa" uno dei suoi libri più belli - «Portrait» -, il romanzo di una vita per immagini.
Signora Presidente, ho di Massimo Canalini dei ricordi personali che dicono molto di lui e ai quali tengo molto. All'inizio di settembre del 1999, durante il secondo dei nostri anni anconetani, con mia moglie Cristina prendemmo una casa in affitto in via Goito, la strada che da piazza Roma si arrampica come una vertigine verso il faro; era all'ultimo piano, poco più di un monolocale, freddo e umido, ma con intorno una terrazza bellissima, da cui si vedeva tutta Ancona fino al porto e al mare. Al piano terra di quella palazzina di inizio Novecento abitava Canalini con la sua giovane compagna, Alessia. Un giorno lo vidi che, sporgendosi da una finestra che quasi toccava terra, simulava un gesto teatrale, di eroismo o di protesta o non so. Ci conoscemmo in quella comune militanza di affittuari. Mia moglie e la sua compagna divennero molto amiche, anche perché entrambe incinte. Il nostro primo figlio, Federico, e il loro figlio, Pier Vittorio, nacquero negli stessi giorni. Una volta, a casa sua in quel pianterreno, mentre discutevamo animatamente, Massimo troncò tutto e disse che comunque la cosa più importante era il rock. E lì, seduta stante, mi regalò il suo disco preferito dei Led Zeppelin, quello con all'interno la canzone «Stairway to heaven». E allora ci abbracciammo, sotto gli sguardi attoniti e un po' straniti di Alessia, di Cristina, dei piccoli Pier Vittorio e Federico. Furono anni belli e romantici. E questo fu anche Massimo Canalini. (Applausi).
PRESIDENTE. La ringrazio, senatore Verducci, per questo ricordo intenso e anche per questa concezione della cultura profonda, a tutto campo e soprattutto vissuta.
ALOISIO (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALOISIO (M5S). Signor Presidente, onorevoli colleghi, trovo del tutto fuori luogo le risate con cui il ministro Calderoli, ieri, in occasione di un'audizione tenutasi presso la Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, ha accolto alcune domande da me poste. Erano quesiti sacrosanti, che nascevano dalle recenti notizie di stampa, secondo cui il Comitato per la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (CLEP) sarebbe in procinto di approvare un documento propedeutico alla determinazione dei fabbisogni standard in base a criteri determinati sulla base delle caratteristiche dei territori, del clima, del costo della vita e della demografia.
Analizzando questi parametri, onorevoli colleghi, riflettiamo tutti su cosa significano: da un punto di vista razionale, equivalgono a legittimare una differenziazione dei diritti sulla base del criterio di nascita, quindi questa scelta viola i dettami della Carta costituzionale; la Costituzione recita infatti che è compito dello Stato tutelare chi rischia di rimanere indietro. Siamo intellettualmente onesti, però: questo evidenzia la logica secessionista secondo cui, laddove c'è maggiore ricchezza, ci devono essere anche migliori servizi e ulteriori diritti.
L'aspetto più grave è che noi parlamentari non possiamo mettere bocca su queste metodologie elaborate dai tecnici del CLEP, presieduto dal noto giurista Sabino Cassese. Chi sono questi tecnici? Ne cito alcuni: l'onorevole Marco Stradiotto, che lavora da tempo al federalismo fiscale; la presidente Elena D'Orlando, storica consulente del leghista Zaia; il professor Andrea Giovanardi, già consulente della Regione Veneto; il professor Giovanni Guzzetta, consulente della Regione Lombardia. Ho fatto richiesta al Ministro - richiesta sacrosanta - che il lavoro effettuato dagli esperti venga sottoposto al voto parlamentare e inoltre ho esortato a rendere pubblici i verbali delle riunioni del CLEP e gli ho chiesto dove fossero le risorse per finanziare i LEP, che, secondo molti giuristi, ammontano ad oltre 100 miliardi.
Purtroppo, reputo a dir poco imbarazzante l'atteggiamento del ministro Calderoli, anzi tengo a precisare che si è limitato a leggere una relazione sicuramente prodotta dalla Commissione tecnica e - cosa realmente indegna per un Ministro - ha precluso il dibattito della Commissione, svuotando di contenuto la sua stessa essenza, con la premessa, agli inizi dei lavori, che non avrebbe dato risposte, se non per iscritto e successivamente.
Onorevoli colleghi, questo atteggiamento non ha mortificato tanto la mia figura e quella di tutti gli altri parlamentari, quanto tutte le istituzioni e, soprattutto, milioni di italiani. (Applausi).
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di lunedì 30 settembre 2024
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica lunedì 30 settembre, alle ore 16, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 15,56).
Allegato A
INTERROGAZIONI
Interrogazione sulla celebrazione della Giornata nazionale per la sicurezza scolastica del 22 novembre
(3-00806) (05 dicembre 2023)
Rando, Basso, Camusso, Fina, Franceschelli, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Losacco, Malpezzi, Nicita, Sensi, Tajani, Zambito. - Al Ministro dell'istruzione e del merito -
Premesso che:
il 22 novembre 2008 crollò a Rivoli (Torino) il controsoffitto del liceo "Darwin": morì sul colpo uno studente di 17 anni, Vito Scafidi, mentre restarono feriti, alcuni gravemente, altri 17 studenti della stessa scuola;
nel 2015 la Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dai 6 imputati confermando integralmente le condanne emesse dalla Corte d'appello di Torino il 28 ottobre 2013, rendendo definitiva la condanna degli imputati;
considerato che:
nel 2015 con la legge n. 107 (detta "la buona scuola") è stata prevista l'istituzione della giornata nazionale per la sicurezza;
con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 914 del 2015, tale giornata è stata prevista per il 22 novembre di ogni anno e dedicata a tutte le vittime degli incidenti avvenuti nelle scuole italiane; a decorrere dall'attuazione di tale decreto, il Ministero nel corso di questi anni ha sempre promosso, insieme alle scuole, una serie di eventi finalizzati alla diffusione della cultura della sicurezza e alla gestione e prevenzione dei rischi: sono infatti state diverse le iniziative (e i relativi bandi di gara) volti a promuovere il protagonismo degli studenti e degli insegnanti su questi temi (ideazione di loghi, sviluppo di pensieri sulla scuola che desiderano, eccetera);
com'è noto agli addetti ai lavori, nel corso degli anni al tavolo per la condivisione delle attività proposte dal Ministero per la giornata sono sempre state invitate le associazioni che si occupano del tema, spesso anche con la convocazione dell'osservatorio sull'edilizia scolastica; la stessa partecipazione alla giornata è sempre stata veicolata per tramite di una circolare, al fine di stimolare le scuole ad attivarsi per celebrarla in autonomia;
nel 2023, da quanto è stato possibile verificare, il Ministero dell'istruzione e del merito, a differenza di quanto accaduto dalla data di istituzione della giornata del 22 novembre, non ha veicolato alcuna circolare né ha proposto alcuna iniziativa istituzionale in merito alle tematiche, e neppure ha indetto alcuna riunione dell'osservatorio per l'edilizia scolastica (che, nel caso specifico, non si riunisce da due anni), nonostante il tema della sicurezza scolastica resti centrale, come si evince dagli ultimi rapporti che parlano, solo per l'ultimo anno, di 61 crolli e incidenti nelle scuole di tutta Italia,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se non intenda chiarire le ragioni per cui, nell'anno in corso, vi sia stato un cambio di prassi rispetto a circolari del passato riguardanti indicazioni per preparare la giornata nazionale per la sicurezza istituita dal Ministero;
se non ritenga che, nel contempo, l'assenza di iniziative istituzionali sul tema rappresenti una colpevole dimenticanza e una mancanza di rispetto per le vittime (il cui sacrificio dovrebbe essere al centro di questa giornata) e per le loro famiglie;
se non ritenga opportuno convocare, quanto prima, una riunione dell'osservatorio per l'edilizia scolastica.
Interrogazione con carattere d'urgenza sulle sedi di svolgimento del concorso per docenti di ruolo per i residenti in Sardegna
(3-01057) (09 aprile 2024)
Meloni, Furlan, Nicita. - Al Ministro dell'istruzione e del merito -
Premesso che:
con i decreti del 6 dicembre 2023 nn. 2575 e 2576, il Ministero dell'istruzione e del merito ha bandito concorsi per titoli ed esami per l'accesso ai ruoli del personale docente della scuola dell'infanzia, primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, su posto comune e di sostegno;
tali concorsi sono finalizzati alla copertura di 9.641 posti vacanti nell'anno scolastico 2023/2024 per la scuola dell'infanzia e primaria e 20.575 posti vacanti nell'anno scolastico 2023/2024 per la scuola secondaria;
l'86,51 per cento dei candidati per la scuola secondaria sarda e il 76,51 per cento dei candidati per la scuola dell'infanzia e primaria sarde hanno superato la prova scritta e sono in attesa di convocazione per la prova orale;
i decreti del direttore generale per il personale scolastico del 6 dicembre 2023, nn. 2575 e 2576, hanno individuato gli USR (Uffici scolastici regionali) responsabili delle distinte procedure concorsuali in caso di esiguo numero di posti conferibili, prevedendo la possibilità di procedere ad ulteriori aggregazioni;
con decreti del 18 gennaio 2024 il Ministero dell'istruzione e del merito ha poi effettivamente proceduto all'accorpamento delle sedi concorsuali;
per lo svolgimento della prova orale per la copertura di posti di sostegno nella scuola dell'infanzia e primaria (classe di concorso ADAA e ADEE), gli aspiranti docenti sardi dovranno recarsi in Toscana; o ancora, per la scuola secondaria, gli aspiranti docenti sardi dovranno svolgere la prova orale in Campania (per esempio, per le c.d.c. A002, A038, A040, A051), Toscana (per esempio, per le c.d.c. A005, A013, A014, A018), Lazio (per esempio, per le c.d.c. A008, A010, A021), Emilia-Romagna (per esempio, per le c.d.c. A009, A015, A031), Piemonte (per esempio, per la c.d.c. A027), Marche (per esempio, per le c.d.c. A017 o A049), Liguria (per esempio, per le c.d.c. A019 o A037), Veneto (per esempio, per le c.d.c. A033 o A043);
per la prova orale ogni candidato ammesso riceverà la convocazione, ai sensi dei decreti dipartimentali del dicembre 2023 menzionati, "almeno 15 giorni prima" rispetto alla data del calendario d'esame sul Portale unico del reclutamento;
considerato che:
la finestra di preavviso concordato dal bando (15 giorni) è indicativa, dipendendo tutto dall'Ufficio scolastico regionale responsabile e dalle disponibilità delle commissioni. A tutt'oggi non è noto quando inizieranno le prove;
è di tutta evidenza che l'accorpamento delle sedi concorsuali penalizza gli aspiranti docenti residenti in Sardegna, che dovranno affrontare un viaggio di gran lunga più dispendioso rispetto ai colleghi residenti nel continente. La continuità territoriale, infatti, assicura prezzi calmierati per i residenti in Sardegna, ma unicamente sulle tratte da e per Roma e Milano. Negli altri casi, i cittadini residenti in Sardegna dovranno organizzare lo spostamento sulla base delle poche disponibilità delle compagnie aeree e saranno loro applicate tariffe che dipendono dalla stagionalità e dal periodo di prenotazione. Tra le sedi individuate per lo svolgimento delle prove scritte, infatti, vi sono regioni come la Campania, verso la quale parte un solo aereo diretto al giorno e unicamente da Cagliari; la Liguria, raggiungibile effettuando scali o con un solo volo diretto che effettua servizio tre giorni a settimana; o addirittura le Marche, verso la quale non esiste, ad oggi, un collegamento diretto da e per l'isola;
a ciò si aggiunga che, da indicazioni del bando, la traccia da sviluppare per svolgere la "lezione simulata" verrà estratta, dal candidato, se presente, o dalla Commissione, 24 ore prima dell'orario programmato per la prova; circostanza che costringerà molti degli aspiranti docenti sardi a un pernottamento più lungo nella regione indicata, a causa della preparazione della prova;
inoltre, gli aspiranti docenti erano autorizzati a inoltrare domanda per lo svolgimento delle prove per più classi di concorso; vi sono già segnalazioni di aspiranti docenti residenti in Sardegna che dovranno sostenere due prove d'esame in due regioni differenti, probabilmente a pochi giorni l'una dall'altra,
si chiede di sapere:
quale criterio sia stato utilizzato nella scelta delle sedi concorsuali e se sia stato preso in considerazione nell'individuazione delle regioni responsabili delle procedure concorsuali il fattore insulare, costituzionalmente riconosciuto come elemento legittimante strumenti volti a rimuovere diseguaglianze e svantaggi derivanti dall'insularità, in un'ottica di uguaglianza sostanziale, che garantisca pari opportunità ai cittadini e cittadine su tutto il territorio nazionale;
quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire agli aspiranti docenti residenti in Sardegna e che dovranno effettuare la prova orale in una diversa regione, il pieno esercizio di un diritto costituzionalmente garantito, come quello di non essere discriminati nell'accesso e svolgimento delle procedure concorsuali.
Interrogazione sul fenomeno del bullismo nelle scuole, con particolare riferimento ad un caso avvenuto a Torino
(3-01162) (22 maggio 2024)
Scalfarotto. - Al Ministro dell'istruzione e del merito -
Premesso che:
organi di stampa riferiscono di un ennesimo nuovo caso di bullismo nelle scuole italiane: in un liceo di Torino una studentessa sarebbe stata soggetta di continue violenze, minacce, vessazioni e altre forme di bullismo nonostante le diverse denunce e le numerose richieste di aiuto rimaste del tutto inascoltate, fino a rassegnarsi ad abbandonare la scuola;
spintoni in palestra durante le ore di ginnastica, lanci di immondizia addosso, deturpazione dei libri di testo, minacce fisiche e la costante offesa da parte di compagni di non valere niente, perché indietro nel percorso scolastico, istigandola anche a più riprese a suicidarsi;
le offese e le umiliazioni sarebbero avvenute non solo in presenza fisica, ma anche tramite social network, con un susseguirsi di insulti e di fotomontaggi anche a sfondo sessuale, tanto da provocare alla ragazza uno svenimento, rendendo del tutto costanti le vessazioni e le persecuzioni, invadendo anche la sfera privata;
dopo i costanti atti di bullismo, la diciottenne ha chiesto aiuto ai professori, senza ottenere nessun tipo di difesa e di intervento concreto, che si sono limitati solo a generici discorsi in classe: la ragazza, dopo avere contattato il 112 per sporgere denuncia, ha chiesto aiuto anche al preside, non ottenendo anche in questo caso il doveroso e necessario sostegno;
dopo la denuncia della studentessa, la Procura dei minori di Torino ha aperto un'inchiesta e ha acquisito gli screenshot delle chat e raccolto testimonianze, indagando infine per stalking uno studente;
appare inaccettabile che ancora oggi si debba assistere a fenomeni così gravi di violenza tra i giovani, con l'aggravante che tali atti si verificano all'interno delle istituzioni scolastiche, che dovrebbero essere un luogo sicuro e di vera formazione, non solo civile e culturale, ma anche emotiva per i futuri cittadini: il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo è in continuo aumento e colpisce sempre più spesso bambini e adolescenti all'interno delle nostre istituzioni scolastiche;
il tema del bullismo e del cyberbullismo deve essere affrontato in modo profondo, riflettendo su quali siano le ragioni che portano i giovani a compiere atti di sopraffazione e di sopruso nei confronti dei loro coetanei. Per contrastare gli atti di bullismo, un approccio basato esclusivamente su regole punitive per chi compie atti di violenza è tutto inefficace e privo di formazione: è necessario un percorso di prevenzione attraverso un processo di educazione e sensibilizzazione condivisa, che avvenga nell'ambito familiare ma soprattutto nelle scuole, le quali hanno il fondamentale compito di sensibilizzare al rispetto della dignità individuale, alla valorizzazione delle differenze e al contrasto di tutte le discriminazioni,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, intenda adottare al fine di chiarire l'intera vicenda, che ha costretto una ragazza ad abbandonare il percorso scolastico dopo il reiterarsi di inaccettabili atti di bullismo, e quali siano le ragioni della sostanziale inerzia del liceo interessato;
se sia in grado di fornire dati sul fenomeno di bullismo e cyberbullismo all'interno delle scuole e quali siano le iniziative concrete, adottate finora, per prevenire gli atti di bullismo;
se intenda, infine, promuovere misure al fine di instaurare percorsi formativi all'interno degli istituti scolastici, volti alla promozione di una cultura del rispetto reciproco e delle differenze, che possa permettere il venir meno di fenomeni di bullismo e di sopraffazione.
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA, AI SENSI DELL'ARTICOLO 151-BIS DEL REGOLAMENTO
Interrogazione sul piano di assunzioni nella pubblica amministrazione
(3-01361) (24 settembre 2024)
Gasparri, Damiani, De Rosa, Fazzone, Galliani, Lotito, Occhiuto, Paroli, Ronzulli, Rosso, Silvestro, Ternullo, Trevisi, Zanettin. - Al Ministro per la pubblica amministrazione -
Premesso che:
come riportato da ultime dichiarazioni, il Ministro in indirizzo ha affermato che nel 2023 nel settore pubblico sono state reclutate oltre 170.000 persone e lo stesso numero viene replicato quest'anno e il prossimo;
si tratta di un piano assunzionale notevole, soprattutto in considerazione del fatto che, come sostenuto dal Ministro, nei prossimi 10 anni andrà in pensione circa un milione di impiegati ed è dunque necessario sostenere le amministrazioni per fare fronte agli impegni previsti anche dal PNRR;
in questo percorso è fondamentale improntare delle misure per rendere la pubblica amministrazione attrattiva anche nei confronti delle giovani generazioni,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda illustrare il piano di assunzioni e quali iniziative siano state adottate per rendere la pubblica amministrazione attrattiva soprattutto nei confronti delle giovani generazioni.
Interrogazione sulle criticità che interessano l'occupazione giovanile
(3-01368) (25 settembre 2024)
Paita, Enrico Borghi. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali -
Premesso che:
organi di stampa riportano numeri drammatici sull'occupazione giovanile: 0,6 per cento in meno di tasso di occupazione da giugno 2023 a luglio 2024 per la fascia 25-34 anni; 0,5 per cento in meno da luglio 2023 a luglio 2024 per la fascia 15-24 anni; 1,9 per cento in più gli inattivi a luglio 2024 rispetto a luglio 2023 per la fascia 15-24 anni; mentre il tasso di occupazione giovanile (15-29 anni) nel 2023 è stato pari al 34,7 per cento, rispetto alla media europea pari al 49,7 per cento:
a destare sconcerto sono anche gli stipendi degli under 35, dove il 43 per cento percepisce uno stipendio mensile inferiore ai 1.000 euro, costringendo il 61 per cento di loro ad accettare un lavoro sottopagato a causa di offerte inadeguate, mentre si registra un elevato numero di contratti atipici (a termine, in somministrazione, stagionali e intermittenti), pari all'80 per cento, dei contratti attivati in favore degli under 30 nel 2023: questi dati, inevitabilmente, si traducono in un'alta percentuale, pari al 54,2 per cento, di under 35 che hanno dichiarato di aver svolto uno o più lavori in nero;
i dati riportano altresì come l'Italia sia l'unico Paese europeo dove i "Millennials" (persone nate tra il 1980 e il 1994) e la "Gen Z" (persone nate tra il 1995 e il 2010) guadagnano meno dei propri genitori, mentre il costo della vita continua ad aumentare;
in tutto, dal 2022 al 2023, sono stati circa 100.000 i giovani italiani che si sono trasferiti all'estero, producendo come effetto secondario il rientro nel nostro Paese di molti giovani lavoratori, i quali successivamente collaborano e prendono parte allo sviluppo lavorativo e sociale del nostro Paese: tuttavia, con l'introduzione del decreto legislativo n. 209 del 2023, si sono resi più stringenti i vantaggi per i rimpatriati (come, per esempio, l'abbassamento della detasassazione IRPEF al 50 per cento per i redditi da lavoro dipendente e assimilati, nonché da lavoro autonomo, e la riduzione dell'orizzonte temporale del beneficio), introducendo di fatto condizioni fortemente peggiorative rispetto al primo regime di tassazione agevolata temporaneo per favorire il rimpatrio dei giovani in Italia, introdotto dall'articolo 16, comma 1, del decreto legislativo n. 147 del 2015;
questi dati riportano con ogni evidenza come le misure poste in campo dell'Esecutivo siano del tutto inadeguate e inefficaci rispetto al grave problema della scarsa qualità del lavoro giovanile in Italia che costringe migliaia di lavoratori a trasferirsi (o rimanere) all'estero: davanti a questa situazione drammatica sono necessarie riforme urgenti e profonde, investendo in modo strutturale nella riduzione del cuneo fiscale per i giovani che entrano nel mondo del lavoro, affinché possano godere di stipendi consoni e adeguati al costo della vita, e investendo soprattutto nel reddito di formazione, finalizzato a sostenere economicamente gli studenti meritevoli, chiedendo a questi ultimi come condizione di restare a lavorare in Italia,
si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda attuare al fine di promuovere condizioni normative strutturali ed efficaci che possano aumentare l'occupazione giovanile e quali misure intenda adottare affinché vi sia un incremento significativo della retribuzione dei giovani lavoratori che entrano nel mondo del lavoro.
Interrogazione sulle disparità nell'erogazione dei trattamenti di fine rapporto e di fine servizio
(3-01364) (25 settembre 2024) (già 4-00879) (05 dicembre 2023)
Mazzella, Guidolin, Lopreiato, Sabrina Licheri, Bevilacqua, Castiello, Nave, Ettore Antonio Licheri, Marton, Aloisio. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali -
Premesso che:
il comparto della pubblica amministrazione ha vissuto una stagione di forte compressione e di tagli, tendenzialmente lineari e indiscriminati;
la revisione della spesa pubblica ha più volte interessato lo Stato italiano, ad esempio con l'approvazione del decreto-legge n. 138 del 2011, adottato con urgenza in considerazione del quadro di instabilità finanziaria al quale il Paese è stato sottoposto in particolar modo dalle pressioni internazionali, oppure con l'approvazione del decreto-legge n. 201 del 2011, meglio noto come "decreto salva Italia", attraverso il quale il Governo Monti introdusse, all'articolo 24, la "riforma Fornero" del sistema pensionistico, fino al varo di numerose disposizioni successive, quali quelle contenute nel decreto-legge n. 95 del 2012, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica, e ancora nel decreto-legge n. 101 del 2013, per la razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni (Governo Letta);
considerato che:
la disciplina di erogazione del trattamento di fine rapporto (TFR) o del trattamento di fine servizio (TFS), modificata ai sensi del combinato disposto dei provvedimenti citati, rappresenta oggi, di fatto, un elemento di oggettiva disparità tra lavoratori del settore pubblico e del settore privato;
per i lavoratori del pubblico impiego, infatti, come specificato ampiamente dalle circolari dell'Istituto nazionale di previdenza sociale n. 73 del 5 giugno 2014 e n. 154 del 17 settembre 2015, a seconda delle cause di cessazione del rapporto di lavoro, i tempi di attesa per l'erogazione del trattamento variano da un minimo di 105 giorni, in caso di decesso o inabilità del lavoratore, ad un massimo di oltre 2 anni per una serie di casi, tra i quali la pensione anticipata;
per quanto riguarda i lavoratori del settore privato, invece, i tempi di attesa per l'erogazione del trattamento variano in base alla contrattazione collettiva: ad esempio, nel settore terziario si dispone che venga erogato entro 30 giorni dal termine del rapporto, mentre nel settore del commercio il termine è fino al 45° giorno dalla cessazione del rapporto di lavoro;
l'articolo 12, comma 7, del decreto-legge n. 78 del 2010 prevede le seguenti modalità e tempi di erogazione: a) un unico importo annuale se l'ammontare complessivo è pari o inferiore a 50.000 euro; b) due importi annuali se l'ammontare complessivo è superiore a 50.000 euro e inferiore a 100.000 euro (in tal caso la prima tranche è pari a 50.000 euro e la seconda è pari al corrispettivo mancante); c) tre importi annuali se l'ammontare complessivo è superiore a 100.000 euro (in tal caso la prima e la seconda tranche sono entrambe pari a 50.000 euro, la terza è pari al corrispettivo mancante);
considerato infine che:
con sentenza n. 130 del 2023 la Corte costituzionale ha dichiarato fondata la questione di legittimità costituzionale sulla disparità di trattamento fra TFR e TFS sollevata dal TAR Lazio in seguito ad un ricorso di un dipendente pubblico che aveva chiesto il riconoscimento del trattamento di fine servizio senza dilazioni e rateizzazioni, ritenendo che il pagamento rateale potesse ledere l'art. 36 della Costituzione. Con la pronuncia la Corte costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità del differimento della corresponsione dei trattamenti di fine servizio, componente integrante della retribuzione, spettanti ai dipendenti pubblici, poiché in contrasto con il principio della giusta retribuzione che si sostanzia non solamente nella congruità dell'ammontare corrisposto, ma anche nella tempestività dell'erogazione;
l'INPS prosegue con il versamento del TFR secondo i criteri dichiarati illegittimi dalla suddetta sentenza senza dare alcuna motivazione al riguardo,
si chiede di sapere quali iniziative, anche di carattere normativo, i Ministri in indirizzo intendano adottare per dare attuazione alle decisioni della Corte costituzionale e quali siano le motivazioni per cui ancora perduri la disparità di trattamento.
Interrogazione sull'estensione dell'assicurazione INAIL al comparto scuola
(3-01367) (25 settembre 2024)
Murelli, Romeo. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali -
Premesso che:
la tutela della salute e della sicurezza in ambito scolastico è un tema meritevole di grande attenzione, coinvolgendo milioni di soggetti tra studenti, docenti e personale scolastico;
storicamente, la tutela assicurativa in ambito scolastico era limitata allo svolgimento di esperienze tecnico-scientifiche, esercitazioni pratiche e di lavoro, nonché all'uso non occasionale di alcune tipologie di macchinari;
l'articolo 18 del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85, ha stabilito l'estensione, per l'anno scolastico ed accademico 2023/2024, dell'ambito di applicazione dell'assicurazione INAIL contro gli infortuni sul lavoro ai settori dell'istruzione e della formazione (includendo la formazione superiore, anche quella universitaria) e alla formazione aziendale;
questo strumento innovativo riguarda l'ampia platea di soggetti che operano nel comparto scuola, come docenti o personale con altre funzioni, nonché gli studenti o allievi, che vengono pertanto inclusi nel regime assicurativo in relazione agli eventuali infortuni occorsi in occasione delle attività di insegnamento e apprendimento,
si chiede di sapere quali siano stati gli effetti ottenuti a seguito dell'estensione dell'ambito di applicazione dell'assicurazione INAIL al comparto scuola, e se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno proseguire con interventi coerenti con quello in oggetto, per tutelare la sicurezza in ambito scolastico.
Interrogazione sull'efficacia dei nuovi strumenti di sostegno al reddito e di inclusione lavorativa
(3-01369) (25 settembre 2024)
Camusso, Boccia, Zampa, Furlan, Zambito. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali -
Premesso che:
a seguito dell'abrogazione, prevista dalla legge di bilancio per l'anno 2023, del reddito di cittadinanza (RdC), con il decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, recante "Misure urgenti per l'inclusione sociale e l'accesso al mondo del lavoro", convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85, sono state introdotti l'assegno d'inclusione (ADI) e il supporto per la formazione e il lavoro (SFL), quali misure sostitutive del RdC;
rispetto al reddito di cittadinanza, l'assegno d'inclusione è una misura categoriale, riconosciuta solo ai nuclei familiari con componenti con disabilità, minorenni o con almeno 60 anni di età ovvero con componenti in condizione di svantaggio e inseriti in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali certificati dalla pubblica amministrazione;
il supporto per la formazione e il lavoro, invece, è stato previsto quale misura di attivazione al lavoro, mediante la partecipazione a progetti di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale, di orientamento, di accompagnamento al lavoro e di politiche attive del lavoro, comunque denominate, ed è utilizzabile dai componenti dei nuclei familiari, di età compresa tra 18 e 59 anni, con un valore dell'ISEE familiare, in corso di validità, non superiore a 6.000 euro annui, che non hanno i requisiti per accedere all'assegno di inclusione;
il decreto-legge ha quindi distinto, a giudizio degli interroganti, in modo netto e tranchant (sulla base dell'età) tra persone "occupabili" (destinatarie del supporto per la formazione e il lavoro) e persone "non occupabili" (destinatarie dell'assegno di inclusione);
considerato che:
secondo quanto riportato dal quotidiano "Il Sole-24 ore" dell'11 settembre 2024, mentre dell'ADI hanno beneficiato 750.000 nuclei familiari, più di quanto previsto dal Governo, del SFL hanno beneficiato solo in 140.000, cifra nettamente inferiore ai 322.000 stimate dalla relazione tecnica del decreto-legge n. 48 del 2023 per l'anno 2024 (su una platea potenziale di 436.000);
la conseguenza di questo "andamento" negativo è che, alla fine del 2024, ci sarà un risparmio di circa un miliardo di euro: per questo motivo la Ministra del lavoro e delle politiche sociali, da quanto riportato, avrebbe intenzione di aumentare le soglie ISEE per allargare la platea dei beneficiari dell'ADI;
non ci si può non chiedere quale sia il destino dei 650.000 percettori del reddito di cittadinanza, "occupabili" secondo il decreto-legge: si stima che circa 150.000 abbiano chiesto l'ADI, non potendosi attivare al lavoro momentaneamente per situazioni di fragilità; che circa 140.000 possano essere passati al SFL e che circa 100.000-150.000 abbiano un lavoro regolare;
resta da capire quale sia stata la sorte di circa 210.000-260.000 ex percettori del reddito "occupabili": si ritiene che siano "impegnati" nel sommerso e non abbiano chiesto né lo SFL né l'ADI;
infine, risulta che circa 30.000 persone abbiano trovato lavoro mediante il sistema informativo per l'inclusione sociale e lavorativa (SIISL, realizzato dall'INPS), a fronte di più di 300.000 potenziali posti di lavoro;
il SIISL avrebbe dovuto agevolare "la ricerca di lavoro, l'individuazione di attività di formazione e rafforzamento delle competenze e la partecipazione a progetti utili alla collettività, tenendo conto da una parte delle esperienze educative e formative e delle competenze professionali pregresse del beneficiario, dall'altra della disponibilità di offerte di lavoro, di corsi di formazione, di progetti utili alla collettività, di tirocini e di altri interventi di politica attiva", secondo quanto previsto dall'articolo 5 del decreto-legge citato;
considerato altresì che i numeri riportati, di cui si chiede conto alla Ministra, rendono evidente come il supporto per la formazione e il lavoro e il sistema informativo per l'inclusione sociale e lavorativa siano strumenti, ad oggi, inefficaci, consapevoli del fatto che nel nostro Paese il sistema delle politiche attive e di una formazione di qualità non siano mai stati pienamente efficienti,
si chiede di sapere:
quale sia il numero esatto delle persone "occupabili", ex percettori del reddito di cittadinanza, che hanno trovato lavoro grazie agli strumenti introdotti dal decreto-legge;
quali e quanti "progetti di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale, di orientamento, di accompagnamento al lavoro e di politiche attive del lavoro", nonché "corsi di formazione, tirocini di orientamento e formazione, progetti utili alla collettività e altri strumenti di politica attiva del lavoro", previsti dal decreto-legge n. 48 del 2023, siano stati attivati fino a questo momento e con quali risultati;
quali iniziative la Ministra in indirizzo intenda adottare per migliorare e rendere efficiente il sistema delle politiche attive e per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, anche utilizzando i risparmi derivanti dal mancato utilizzo del supporto per la formazione e il lavoro.
Interrogazione sull'istituzione della "patente a crediti" per l'edilizia, come strumento di prevenzione e di contrasto degli infortuni sul lavoro
(3-01365) (25 settembre 2024)
Mancini, Malan, Zaffini, Russo, Berrino, Leonardi, Satta, Zullo. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali -
Premesso che:
la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro costituisce un'assoluta priorità di cui le istituzioni sono chiamate a farsi carico, in quanto ogni infortunio mortale sul lavoro rappresenta una profonda ferita per l'intera società;
i dati pubblicati da INAIL il 3 settembre 2024 rilevano come, rapportando il numero dei casi di infortuni mortali agli occupati ISTAT, nel confronto tra i primi sette mesi del 2019 (ultimo anno pre pandemia) e lo stesso periodo del 2024, l'incidenza scenda da 2,59 decessi denunciati ogni centomila occupati ISTAT del 2019 a 2,40 del 2024 (7,3 per cento in meno);
appare opportuno, secondo gli interroganti, proseguire nella direzione tracciata con le politiche dell'ultimo biennio, per rafforzare ulteriormente i livelli di sicurezza dei lavoratori, tramite interventi legislativi mirati ed efficaci;
in tale scenario, il decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, ha previsto, all'articolo 29, l'istituzione dal 1° ottobre 2024 della patente a crediti per l'edilizia, dando finalmente attuazione alla disposizione del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, che prevedeva un sistema di qualificazione delle imprese;
in attuazione della suddetta disposizione, il 20 settembre 2024 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale 18 settembre 2024, n. 132, recante "Regolamento relativo all'individuazione delle modalità di presentazione della domanda per il conseguimento della patente per le imprese e i lavoratori autonomi operanti nei cantieri temporanei o mobili", cui è seguita una circolare dell'Ispettorato nazionale del lavoro (n. 4/2024), volta a definire i diversi profili applicativi concernenti il rilascio e la gestione della patente,
si chiede di sapere quali siano i punti di forza del nuovo sistema di qualificazione delle imprese e come si ritenga che la patente a crediti possa incidere sulla prevenzione e il contrasto degli infortuni sul lavoro.
Allegato B
VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Barachini, Basso, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Castelli, Cattaneo, De Poli, Durigon, Fazzolari, Garavaglia, La Pietra, Melchiorre, Meloni, Mirabelli, Monti, Morelli, Ostellari, Pera, Rauti, Rubbia, Segre, Sisto e Tosato.
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Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Craxi, per attività della 3ª Commissione permanente; Mieli, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Paroli, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO.
Procedimenti relativi ai reati previsti dall'articolo 96 della Costituzione, trasmissione di decreti di archiviazione
Con lettera pervenuta il 24 settembre 2024, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Roma ha comunicato, ai sensi dell'articolo 8, comma 4, della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1, che il Collegio per i reati ministeriali, costituito presso il Tribunale di Roma, ha disposto, con decreto in data 17 settembre 2024, l'archiviazione degli atti relativi ad ipotesi di responsabilità penale nei confronti della professoressa Maria Cristina Messa, Ministro dell'università e della ricerca pro tempore.
Insindacabilità, presentazione di relazioni su richieste di deliberazione
A nome della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, la senatrice Cucchi ha presentato la relazione sulla richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale pendente dinanzi il Tribunale di Reggio Emilia - Sezione dibattimento penale monocratico nei confronti dell'onorevole Vanna Iori, senatrice all'epoca dei fatti (Doc. IV-ter, n. 8-A).
Disegni di legge, annunzio di presentazione
DDL Costituzionale
Senatori Musolino Dafne, Borghi Enrico
Modifiche all'articolo 77 della Costituzione in materia di decretazione d'urgenza (1244)
(presentato in data 25/09/2024);
senatori Basso Lorenzo, Nicita Antonio, Sensi Filippo
Istituzione dell'Autorità nazionale per l'intelligenza artificiale e le neurotecnologie (1245)
(presentato in data 25/09/2024).
Disegni di legge, assegnazione
In sede redigente
2ª Commissione permanente Giustizia
Sen. Mirabelli Franco ed altri
Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale, alla legge 26 luglio 1975, n. 354, e alla legge 21 aprile 2011, n. 62, in materia di tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori (96)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 26/09/2024);
3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa
Dep. Mule' Giorgio ed altri
Istituzione della Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda Guerra mondiale (1239)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, Commissione parlamentare questioni regionali
C.1835 approvato dalla Camera dei deputati (assorbe C.1851)
(assegnato in data 25/09/2024);
5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio
Sen. Damante Concetta ed altri
Istituzione di una Commissione Parlamentare per l'indirizzo, la vigilanza e il controllo dell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e del Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC) (1218)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 25/09/2024);
6ª Commissione permanente Finanze e tesoro
Regione Valle d'Aosta
Disposizioni concernenti l'istituzione di zone produttive speciali e di zone franche montane in Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste (1195)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 26/09/2024);
7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport
Sen. Irto Nicola
Disposizioni per la salvaguardia e la valorizzazione dell'architettura e altre disposizioni in materia di promozione della qualità architettonica e di disciplina della progettazione (1112)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 26/09/2024);
7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport
Sen. Borghese Mario Alejandro
Disposizioni per la promozione e la diffusione della lingua italiana nel mondo (1194)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 26/09/2024);
7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport
Gov. Meloni-I: Ministro dell'università e della ricerca Bernini Anna Maria
Disposizioni in materia di valorizzazione e promozione della ricerca (1240)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale
(assegnato in data 26/09/2024);
8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica
Sen. Martella Andrea
Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 208, in materia di servizio pubblico radiotelevisivo (631)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 25/09/2024);
9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare
Sen. Gelmetti Matteo
Istituzione dell'Albo nazionale delle imprese operanti nel settore della distribuzione del canale HORECA (1223)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 25/09/2024);
10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale
Sen. De Poli Antonio
Disposizioni in materia di ricerca e di utilizzo di tessuti e di cellule staminali a fini terapeutici (521)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 25/09/2024);
10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale
Sen. Nicita Antonio ed altri
Modifiche al testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo del 26 marzo 2001, n. 151, e altre disposizioni a sostegno dei genitori in lutto (1221)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 25/09/2024);
10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale
Sen. Cantu' Maria Cristina
Disposizioni di rafforzamento della sanità veterinaria e della sicurezza alimentare, per un sistema globale di valutazione del benessere del consumatore mediante integrazione con la filiera agroalimentare e la qualità del benessere animale (225)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 26/09/2024);
2ª (Giustizia) e 3ª (Aff. esteri e difesa)
Sen. Iannone Antonio
Modifiche all'articolo 40 della legge 17 giugno 2022, n. 71, che conferisce deleghe al Governo in materia di ordinamento giudiziario militare, e modifiche ai codici penali militari di pace e di guerra nonché alla legge 9 dicembre 1941, n. 1383, in materia di giurisdizione militare (1220)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro
(assegnato in data 26/09/2024).
In sede referente
1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione
Sen. Stefani Erika, Sen. Potenti Manfredi
Modifica all'articolo 111 della Costituzione recante l'introduzione di princìpi inerenti la funzione e il ruolo dell'avvocato (1189)
previ pareri delle Commissioni 2ª Commissione permanente Giustizia
(assegnato in data 26/09/2024);
1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione
Sen. Gelmini Mariastella, Sen. Versace Giusy
Disposizioni in materia di doppia preferenza di genere per l'elezione dei consigli metropolitani e dei consigli provinciali (1208)
(assegnato in data 26/09/2024);
3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa
Gov. Meloni-I: Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Tajani Antonio ed altri
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica Araba d'Egitto sul trasporto internazionale di merci per mezzo di veicoli trainati (rimorchi e semirimorchi) con l'uso di servizi di traghettamento marittimo, fatto a Il Cairo il 22 gennaio 2024 (1228)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare
(assegnato in data 26/09/2024);
3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa
Gov. Meloni-I: Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Tajani Antonio ed altri
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato economico interinale tra il Ghana, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra, fatto a Bruxelles il 28 luglio 2016 (1229)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale
(assegnato in data 26/09/2024);
3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa
Gov. Meloni-I: Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Tajani Antonio ed altri
Ratifica ed esecuzione della Convenzione che istituisce l'Organizzazione internazionale per gli ausili alla navigazione marittima, con Allegato, fatta a Parigi il 27 gennaio 2021 (1233)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica
(assegnato in data 26/09/2024);
10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale
Sen. Magni Tino ed altri
Disposizioni per l'istituzione del salario minimo (1237)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare
(assegnato in data 26/09/2024).
Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento
Il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, con lettera del 24 settembre 2024, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 40, della legge 28 dicembre 1995, n. 549 - lo schema di decreto ministeriale concernente il riparto dello stanziamento iscritto nel capitolo 1551 dello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica per l'anno 2024, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi (n. 201).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 8ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 20 giorni dall'assegnazione.
Il Ministro della difesa, con lettere del 24 settembre 2024, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 536, comma 3, lettera b), del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 - gli schemi di decreto ministeriale di approvazione dei seguenti programmi pluriennali di A/R (Ammodernamento e Rinnovamento):
- SMD 9/2024, denominato «Ammodernamento di mezza vita dell'obice semovente PzH2000», relativo all'adeguamento tecnologico delle piattaforme di artiglieria terrestre PzH2000 dell'Esercito italiano (n. 202);
- SMD 11/2024, relativo all'approvvigionamento di sistemi d'arma di tipo obice semovente ruotato e relativo munizionamento a favore delle unità di artiglieria terrestre di supporto alle Forze medie dell'Esercito italiano (n. 203);
- SMD 14/2024, relativo all'approvvigionamento di sistemi d'arma e relativi missili guidati con capacità loitering a favore delle unità di artiglieria terrestre dell'Esercito italiano (n. 204);
- SMD 16/2024, denominato «Sistema d'arma controcarro a corta gittata per le unità operative dello strumento militare terrestre», relativo all'acquisizione e al sostegno di sistemi controcarro a corta gittata e del relativo munizionamento (n. 205).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, gli schemi di decreto sono deferiti alla 3ª Commissione permanente, che esprimerà i pareri entro 40 giorni dall'assegnazione. La 5ª Commissione permanente potrà formulare le proprie osservazioni alla 3ª Commissione permanente in tempo utile rispetto al predetto termine.
Governo, richieste di parere per nomine in enti pubblici. Deferimento
Il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, con lettera del 24 settembre 2024, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la proposta di nomina del dottor Lorenzo Viviani a presidente dell'Ente parco nazionale delle Cinque Terre (n. 53).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, la proposta di nomina è deferita alla 8ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 20 giorni dall'assegnazione.
Governo, trasmissione di atti e documenti
Il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, con lettere in data 24 settembre 2024, ha inviato - ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - le comunicazioni concernenti:
- la proroga del dottor Italo Cucci a Commissario Straordinario dell'Ente Parco Nazionale dell'Isola di Pantelleria (n. 57);
- la proroga della dottoressa Emanuela Zappone a Commissario Straordinario dell'Ente Parco Nazionale del Circeo (n. 58);
- la nomina della dottoressa Rosanna Giudice a Commissario Straordinario dell'Ente Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena (n. 59);
- la proroga dell'architetto Renato Carullo a Commissario Straordinario dell'Ente Parco Nazionale dell'Aspromonte (n. 60).
Tale comunicazioni sono deferite, per competenza, alla 8a Commissione permanente.
Il Ministro per la pubblica amministrazione, con lettera in data 24 settembre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 2, comma 6, del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218, la relazione - per l'anno 2023 - concernente gli esiti del monitoraggio sull'attuazione delle prescrizioni del medesimo decreto legislativo n. 218 del 2016, recante semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca, da parte dell'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT).
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (Doc. CXXXII, n. 7).
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 25 settembre 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, la comunicazione concernente il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale al dottor Fabrizio Corbo, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze.
Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.
Con lettere in data 24 settembre 2024, il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi dei decreti del Presidente della Repubblica concernenti lo scioglimento dei consigli comunali di Cirimido (Como) e Melito Porto Salvo (Reggio Calabria).
Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento
Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234:
- Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio conformemente all'articolo 278-bis del Codice doganale dell'Unione sui progressi compiuti nello sviluppo dei sistemi elettronici previsti dal Codice nel 2023 (COM(2024) 395 definitivo), alla 6a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente;
- Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sui negoziati avviati dalla Commissione in materia di crediti all'esportazione, ai sensi del regolamento (UE) n. 1233/2011 (COM(2024) 400 definitivo), alla 9a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente.
Interrogazioni
ROJC - Ai Ministri dell'ambiente e della sicurezza energetica, della cultura e delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:
con decreto n. 448 del 16 novembre 2021 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, è stato finanziato il progetto relativo alla cabinovia metropolitana Trieste-Porto vecchio-Carso;
nell'ottobre 2022 la competente Soprintendenza ha espresso parere negativo alla richiesta di adeguamento al piano paesaggistico regionale della variante al piano regolatore generale comunale di livello C;
la Soprintendenza ha inviato il parere alla conferenza dei servizi, evidenziando le numerose criticità registrate, sia per quel che riguarda l'impatto dell'intervento nell'ambito delle aree tutelate, sia per la compatibilità rispetto ai numerosi provvedimenti di tutela diretta e indiretta riguardanti l'area e le relative prescrizioni;
a seguito di ulteriore richiesta di parere da parte del Comune di Trieste, la Soprintendenza ha rilasciato, nel novembre 2022, parere positivo con prescrizioni;
in sede di conferenza dei servizi per il progetto di fattibilità tecnica ed economica integrato ai fini dell'affidamento congiunto di progettazione ed esecuzione dei lavori del parco lineare verde di archeologia industriale, la Soprintendenza ha rilasciato un parere nel quale evidenziava l'esistenza di numerose criticità concernenti il progetto di cabinovia, in particolare nel tratto del Porto vecchio;
nell'aprile 2023 la Soprintendenza speciale PNRR, insediata presso il Ministero della cultura, ha rilasciato parere non favorevole nell'ambito della consultazione VAS al piano regolatore generale del Comune denominato "Accesso nord: mobilità sistematica e turistica", confermando, di fatto, il parere formulato dalla Soprintendenza;
l'assessora regionale per infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, ha affermato il 24 settembre 2024 che "il ruolo della Valutazione ambientale strategica non è un orpello burocratico obbligatorio, ma una grande opportunità con cui accompagnare tutta la fase di progetto di piano";
con verbale n. 10 del 18 settembre 2023 i comitati tecnico-scientifici della Direzione generale archeologia belle arti e paesaggio del Ministero della cultura hanno espresso numerose e rilevanti perplessità relative al progetto, auspicando una revisione;
la cabinovia e le sue stazioni erano state inserite nella variante al piano regolatore del Porto vecchio già nel 2021, ma nell'eventualità di una conferenza dei servizi sull'esecutivo il parere del Ministero della cultura avrà un peso comunque discriminante, considerando i tanti vincoli storici e architettonici cui è sottoposto lo scalo ed evidenziati dalla Soprintendenza in fase preliminare: tra le prescrizioni c'erano in particolare le richieste di scartare le stazioni inizialmente disegnate da Fuksas, e di adeguare il posizionamento dei piloni al fronte degli edifici;
come riportato dalla stampa il 22 settembre 2024 e sostanzialmente confermato dall'amministrazione comunale di Trieste, il Ministero delle infrastrutture avrebbe inviato una missiva, lo scorso 11 settembre, allo stesso Comune in cui comunicava che: "l'intervento della cabinovia non può avere accesso alle risorse del PNRR". Nella stessa lettera è riportato l'invito al Comune di Trieste a "rimodulare il programma di interventi" e a "valutare nel rispetto della normativa nazionale ed europea la possibilità di diverse forme di finanziamento",
si chiede di sapere:
se sia intendimento del Ministro delle infrastrutture impegnare ingenti fondi nazionali per supplire alla perdita dei fondi europei, imputando alla fiscalità generale, già costretta da vincoli e ristrettezze, il peso di un progetto forzato dalle origini e quindi la realizzazione di un'opera come la cabinovia metropolitana Trieste-Porto vecchio-Carso, che non ha superato il vaglio di Bruxelles, in quanto "non soddisfa i criteri di biodiversità" e su cui incombono le prescrizioni della Soprintendenza;
se i Ministri in indirizzo intendano proporre al Comune di Trieste di rimodulare il progetto della cabinovia in un altro progetto di mobilità sostenibile con caratteristiche tali da utilizzare i fondi PNRR già assegnati.
(3-01363)
MAZZELLA, GUIDOLIN, LOPREIATO, LICHERI Sabrina, BEVILACQUA, CASTIELLO, NAVE, LICHERI Ettore Antonio, MARTON, ALOISIO - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
il comparto della pubblica amministrazione ha vissuto una stagione di forte compressione e di tagli, tendenzialmente lineari e indiscriminati;
la revisione della spesa pubblica ha più volte interessato lo Stato italiano, ad esempio con l'approvazione del decreto-legge n. 138 del 2011, adottato con urgenza in considerazione del quadro di instabilità finanziaria al quale il Paese è stato sottoposto in particolar modo dalle pressioni internazionali, oppure con l'approvazione del decreto-legge n. 201 del 2011, meglio noto come "decreto salva Italia", attraverso il quale il Governo Monti introdusse, all'articolo 24, la "riforma Fornero" del sistema pensionistico, fino al varo di numerose disposizioni successive, quali quelle contenute nel decreto-legge n. 95 del 2012, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica, e ancora nel decreto-legge n. 101 del 2013, per la razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni (Governo Letta);
considerato che:
la disciplina di erogazione del trattamento di fine rapporto (TFR) o del trattamento di fine servizio (TFS), modificata ai sensi del combinato disposto dei provvedimenti citati, rappresenta oggi, di fatto, un elemento di oggettiva disparità tra lavoratori del settore pubblico e del settore privato;
per i lavoratori del pubblico impiego, infatti, come specificato ampiamente dalle circolari dell'Istituto nazionale di previdenza sociale n. 73 del 5 giugno 2014 e n. 154 del 17 settembre 2015, a seconda delle cause di cessazione del rapporto di lavoro, i tempi di attesa per l'erogazione del trattamento variano da un minimo di 105 giorni, in caso di decesso o inabilità del lavoratore, ad un massimo di oltre 2 anni per una serie di casi, tra i quali la pensione anticipata;
per quanto riguarda i lavoratori del settore privato, invece, i tempi di attesa per l'erogazione del trattamento variano in base alla contrattazione collettiva: ad esempio, nel settore terziario si dispone che venga erogato entro 30 giorni dal termine del rapporto, mentre nel settore del commercio il termine è fino al 45° giorno dalla cessazione del rapporto di lavoro;
l'articolo 12, comma 7, del decreto-legge n. 78 del 2010 prevede le seguenti modalità e tempi di erogazione: a) un unico importo annuale se l'ammontare complessivo è pari o inferiore a 50.000 euro; b) due importi annuali se l'ammontare complessivo è superiore a 50.000 euro e inferiore a 100.000 euro (in tal caso la prima tranche è pari a 50.000 euro e la seconda è pari al corrispettivo mancante); c) tre importi annuali se l'ammontare complessivo è superiore a 100.000 euro (in tal caso la prima e la seconda tranche sono entrambe pari a 50.000 euro, la terza è pari al corrispettivo mancante);
considerato infine che:
con sentenza n. 130 del 2023 la Corte costituzionale ha dichiarato fondata la questione di legittimità costituzionale sulla disparità di trattamento fra TFR e TFS sollevata dal TAR Lazio in seguito ad un ricorso di un dipendente pubblico che aveva chiesto il riconoscimento del trattamento di fine servizio senza dilazioni e rateizzazioni, ritenendo che il pagamento rateale potesse ledere l'art. 36 della Costituzione. Con la pronuncia la Corte costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità del differimento della corresponsione dei trattamenti di fine servizio, componente integrante della retribuzione, spettanti ai dipendenti pubblici, poiché in contrasto con il principio della giusta retribuzione che si sostanzia non solamente nella congruità dell'ammontare corrisposto, ma anche nella tempestività dell'erogazione;
l'INPS prosegue con il versamento del TFR secondo i criteri dichiarati illegittimi dalla suddetta sentenza senza dare alcuna motivazione al riguardo,
si chiede di sapere quali iniziative, anche di carattere normativo, i Ministri in indirizzo intendano adottare per dare attuazione alle decisioni della Corte costituzionale e quali siano le motivazioni per cui ancora perduri la disparità di trattamento.
(3-01364)
(già 4-00879)
MANCINI, MALAN, ZAFFINI, RUSSO, BERRINO, LEONARDI, SATTA, ZULLO - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro costituisce un'assoluta priorità di cui le istituzioni sono chiamate a farsi carico, in quanto ogni infortunio mortale sul lavoro rappresenta una profonda ferita per l'intera società;
i dati pubblicati da INAIL il 3 settembre 2024 rilevano come, rapportando il numero dei casi di infortuni mortali agli occupati ISTAT, nel confronto tra i primi sette mesi del 2019 (ultimo anno pre pandemia) e lo stesso periodo del 2024, l'incidenza scenda da 2,59 decessi denunciati ogni centomila occupati ISTAT del 2019 a 2,40 del 2024 (7,3 per cento in meno);
appare opportuno, secondo gli interroganti, proseguire nella direzione tracciata con le politiche dell'ultimo biennio, per rafforzare ulteriormente i livelli di sicurezza dei lavoratori, tramite interventi legislativi mirati ed efficaci;
in tale scenario, il decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, ha previsto, all'articolo 29, l'istituzione dal 1° ottobre 2024 della patente a crediti per l'edilizia, dando finalmente attuazione alla disposizione del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, che prevedeva un sistema di qualificazione delle imprese;
in attuazione della suddetta disposizione, il 20 settembre 2024 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale 18 settembre 2024, n. 132, recante "Regolamento relativo all'individuazione delle modalità di presentazione della domanda per il conseguimento della patente per le imprese e i lavoratori autonomi operanti nei cantieri temporanei o mobili", cui è seguita una circolare dell'Ispettorato nazionale del lavoro (n. 4/2024), volta a definire i diversi profili applicativi concernenti il rilascio e la gestione della patente,
si chiede di sapere quali siano i punti di forza del nuovo sistema di qualificazione delle imprese e come si ritenga che la patente a crediti possa incidere sulla prevenzione e il contrasto degli infortuni sul lavoro.
(3-01365)
IRTO, MISIANI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2023 ha previsto ingenti proventi da nuove dismissioni di partecipate pubbliche per un ammontare pari a circa 21 miliardi di euro nell'arco del triennio 2024-2026, corrispondente all'1 per cento del PIL. Il Ministro dell'economia e delle finanze, nel corso del suo intervento durante l'esame della NADEF aveva sottolineato che: "il piano di entrate destinato alla riduzione del debito pubblico attraverso operazioni su asset detenuti direttamente o indirettamente dallo Stato, prevede una serie di modalità da attuare singolarmente o congiuntamente". Il Presidente del Consiglio dei ministri il 12 dicembre 2023 in sede di comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 14 e 15 dicembre ha affermato che il Governo "ha dato vita a un piano di privatizzazioni, che però mai diventeranno svendite";
nel corso degli ultimi mesi, senza un piano preciso e in assenza di trasparenza e comunicazione nei confronti del Parlamento, il Governo ha messo in atto una serie di operazioni di dismissione del patrimonio pubblico che destano particolare preoccupazione per il futuro di importanti asset strategici del nostro Paese e per le ricadute economiche ed occupazionali;
considerato l'obiettivo da raggiungere entro il 2026, tutte le principali partecipate pubbliche rischiano di essere coinvolte nel piano di dismissione del Governo in favore di investitori internazionali, a partire dai principali fondi di investimento;
dopo le operazioni di dismissione che hanno interessato Monte dei Paschi di Siena e Poste italiane, emergono nel corso degli ultimi mesi preoccupanti notizie di dismissione che riguardano altre importanti aziende a controllo pubblico, ivi compresa Ferrovie dello Stato;
in un articolo pubblicato dalla testata giornalistica "Milano Finanza" del 12 settembre 2024, veniva riportata la notizia, diffusa dal network "Bloomberg", secondo cui "BlackRock" sarebbe in trattative con SACE, gruppo assicurativo e finanziario controllato dal Ministero dell'economia e preposto a fornire sostegno alle imprese nazionali, per gestire sino a 3 miliardi di euro di asset presenti in Italia;
BlackRock è uno dei più importanti asset manager mondiali e uno dei principali fornitori di servizi di gestione degli investimenti al mondo con 10.600 miliardi di dollari in gestione. La società è presente in Italia da oltre 20 anni e, al 31 dicembre 2023, vantava un portafoglio italiano del valore di 97,3 miliardi di dollari, comprese quote del 7 per cento del capitale di Unicredit, del 5 per cento di Intesa San Paolo, oltre il 5 per cento di BPM e partecipazioni in ENI, ENEL e Generali. È già per distacco il più grande investitore istituzionale estero per consistenze azionarie nelle quotate di piazza Affari con partecipazioni che ammontano a 17 miliardi di euro. All'inizio del 2024, la società ha acquistato il fondo infrastrutturale GIP che ha in portafoglio il 50 per cento dei treni Italo in società con la MSC di Aponte;
l'amministratore delegato di BlackRock, Larry Fink, che ha partecipato tra l'altro al 50° vertice del G7 sotto la presidenza italiana in Puglia, riveste un ruolo di attore chiave nella gestione della liquidità pubblica e privata in Italia;
in data 17 settembre 2024, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, il Governo italiano avrebbe autorizzato BlackRock a detenere una partecipazione in Leonardo superiore al 3 per cento. L'autorizzazione, resa in base alla normativa sul golden power, prevedrebbe alcune condizioni legate all'acquisizione, i cui dettagli specifici non sono stati tuttavia resi pubblici;
Leonardo S.p.A. è una società pubblica italiana attiva nei settori della difesa, dell'aerospazio e della sicurezza, il cui maggiore azionista è il Ministero dell'economia italiano, che possiede il 30,2 per cento delle azioni,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo intenda presentare un piano dettagliato riguardante i criteri, le modalità, la tempistica e le aziende interessate dalle dismissioni di partecipate pubbliche, al netto di quelle già portate a termine, da sottoporre alla valutazione del Parlamento, corredato dalle stime dei proventi che si presume di ottenere dalle singole operazioni;
se intenda rendere noti i dettagli dell'accordo stipulato in data 17 settembre 2024 relativo all'acquisizione da parte dei BlackRock di una partecipazione "superiore al 3 per cento" in Leonardo e se intenda rendere pubbliche le condizioni legate all'acquisizione, nonché i proventi attesi dall'operazione;
se non ritenga opportuno chiarire le ragioni e le modalità che hanno portato il Governo a trattare la dismissione di quote di Leonardo in favore di BlackRock e se abbia consultato anche altri investitori nazionali e internazionali in relazione a tale operazione di dismissione;
se intenda altresì rendere noti i termini della trattativa in essere tra BlackRock e SACE (gruppo assicurativo e finanziario controllato dal Ministero dell'economia e preposto a fornire sostegno alle imprese nazionali) per gestire sino a 3 miliardi di euro di asset presenti in Italia;
quali misure il Governo abbia adottato al fine di scongiurare il rischio di distorsioni della libera concorrenza ovvero situazioni potenzialmente contrarie all'interesse nazionale innanzi a casi di cambiamenti della gestione di asset italiani strategici oppure di significativo rilievo finanziario ed economico.
(3-01366)
MURELLI, ROMEO - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
la tutela della salute e della sicurezza in ambito scolastico è un tema meritevole di grande attenzione, coinvolgendo milioni di soggetti tra studenti, docenti e personale scolastico;
storicamente, la tutela assicurativa in ambito scolastico era limitata allo svolgimento di esperienze tecnico-scientifiche, esercitazioni pratiche e di lavoro, nonché all'uso non occasionale di alcune tipologie di macchinari;
l'articolo 18 del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85, ha stabilito l'estensione, per l'anno scolastico ed accademico 2023/2024, dell'ambito di applicazione dell'assicurazione INAIL contro gli infortuni sul lavoro ai settori dell'istruzione e della formazione (includendo la formazione superiore, anche quella universitaria) e alla formazione aziendale;
questo strumento innovativo riguarda l'ampia platea di soggetti che operano nel comparto scuola, come docenti o personale con altre funzioni, nonché gli studenti o allievi, che vengono pertanto inclusi nel regime assicurativo in relazione agli eventuali infortuni occorsi in occasione delle attività di insegnamento e apprendimento,
si chiede di sapere quali siano stati gli effetti ottenuti a seguito dell'estensione dell'ambito di applicazione dell'assicurazione INAIL al comparto scuola, e se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno proseguire con interventi coerenti con quello in oggetto, per tutelare la sicurezza in ambito scolastico.
(3-01367)
PAITA, BORGHI Enrico - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
organi di stampa riportano numeri drammatici sull'occupazione giovanile: 0,6 per cento in meno di tasso di occupazione da giugno 2023 a luglio 2024 per la fascia 25-34 anni; 0,5 per cento in meno da luglio 2023 a luglio 2024 per la fascia 15-24 anni; 1,9 per cento in più gli inattivi a luglio 2024 rispetto a luglio 2023 per la fascia 15-24 anni; mentre il tasso di occupazione giovanile (15-29 anni) nel 2023 è stato pari al 34,7 per cento, rispetto alla media europea pari al 49,7 per cento:
a destare sconcerto sono anche gli stipendi degli under 35, dove il 43 per cento percepisce uno stipendio mensile inferiore ai 1.000 euro, costringendo il 61 per cento di loro ad accettare un lavoro sottopagato a causa di offerte inadeguate, mentre si registra un elevato numero di contratti atipici (a termine, in somministrazione, stagionali e intermittenti), pari all'80 per cento, dei contratti attivati in favore degli under 30 nel 2023: questi dati, inevitabilmente, si traducono in un'alta percentuale, pari al 54,2 per cento, di under 35 che hanno dichiarato di aver svolto uno o più lavori in nero;
i dati riportano altresì come l'Italia sia l'unico Paese europeo dove i "Millennials" (persone nate tra il 1980 e il 1994) e la "Gen Z" (persone nate tra il 1995 e il 2010) guadagnano meno dei propri genitori, mentre il costo della vita continua ad aumentare;
in tutto, dal 2022 al 2023, sono stati circa 100.000 i giovani italiani che si sono trasferiti all'estero, producendo come effetto secondario il rientro nel nostro Paese di molti giovani lavoratori, i quali successivamente collaborano e prendono parte allo sviluppo lavorativo e sociale del nostro Paese: tuttavia, con l'introduzione del decreto legislativo n. 209 del 2023, si sono resi più stringenti i vantaggi per i rimpatriati (come, per esempio, l'abbassamento della detassazione IRPEF al 50 per cento per i redditi da lavoro dipendente e assimilati, nonché da lavoro autonomo, e la riduzione dell'orizzonte temporale del beneficio), introducendo di fatto condizioni fortemente peggiorative rispetto al primo regime di tassazione agevolata temporaneo per favorire il rimpatrio dei giovani in Italia, introdotto dall'articolo 16, comma 1, del decreto legislativo n. 147 del 2015;
questi dati riportano con ogni evidenza come le misure poste in campo dell'Esecutivo siano del tutto inadeguate e inefficaci rispetto al grave problema della scarsa qualità del lavoro giovanile in Italia che costringe migliaia di lavoratori a trasferirsi (o rimanere) all'estero: davanti a questa situazione drammatica sono necessarie riforme urgenti e profonde, investendo in modo strutturale nella riduzione del cuneo fiscale per i giovani che entrano nel mondo del lavoro, affinché possano godere di stipendi consoni e adeguati al costo della vita, e investendo soprattutto nel reddito di formazione, finalizzato a sostenere economicamente gli studenti meritevoli, chiedendo a questi ultimi come condizione di restare a lavorare in Italia,
si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda attuare al fine di promuovere condizioni normative strutturali ed efficaci che possano aumentare l'occupazione giovanile e quali misure intenda adottare affinché vi sia un incremento significativo della retribuzione dei giovani lavoratori che entrano nel mondo del lavoro.
(3-01368)
CAMUSSO, BOCCIA, ZAMPA, FURLAN, ZAMBITO - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
a seguito dell'abrogazione, prevista dalla legge di bilancio per l'anno 2023, del reddito di cittadinanza (RdC), con il decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, recante "Misure urgenti per l'inclusione sociale e l'accesso al mondo del lavoro", convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85, sono state introdotti l'assegno d'inclusione (ADI) e il supporto per la formazione e il lavoro (SFL), quali misure sostitutive del RdC;
rispetto al reddito di cittadinanza, l'assegno d'inclusione è una misura categoriale, riconosciuta solo ai nuclei familiari con componenti con disabilità, minorenni o con almeno 60 anni di età ovvero con componenti in condizione di svantaggio e inseriti in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali certificati dalla pubblica amministrazione;
il supporto per la formazione e il lavoro, invece, è stato previsto quale misura di attivazione al lavoro, mediante la partecipazione a progetti di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale, di orientamento, di accompagnamento al lavoro e di politiche attive del lavoro, comunque denominate, ed è utilizzabile dai componenti dei nuclei familiari, di età compresa tra 18 e 59 anni, con un valore dell'ISEE familiare, in corso di validità, non superiore a 6.000 euro annui, che non hanno i requisiti per accedere all'assegno di inclusione;
il decreto-legge ha quindi distinto, a giudizio degli interroganti, in modo netto e tranchant (sulla base dell'età) tra persone "occupabili" (destinatarie del supporto per la formazione e il lavoro) e persone "non occupabili" (destinatarie dell'assegno di inclusione);
considerato che:
secondo quanto riportato dal quotidiano "Il Sole-24 ore" dell'11 settembre 2024, mentre dell'ADI hanno beneficiato 750.000 nuclei familiari, più di quanto previsto dal Governo, del SFL hanno beneficiato solo in 140.000, cifra nettamente inferiore ai 322.000 stimate dalla relazione tecnica del decreto-legge n. 48 del 2023 per l'anno 2024 (su una platea potenziale di 436.000);
la conseguenza di questo "andamento" negativo è che, alla fine del 2024, ci sarà un risparmio di circa un miliardo di euro: per questo motivo la Ministra del lavoro e delle politiche sociali, da quanto riportato, avrebbe intenzione di aumentare le soglie ISEE per allargare la platea dei beneficiari dell'ADI;
non ci si può non chiedere quale sia il destino dei 650.000 percettori del reddito di cittadinanza, "occupabili" secondo il decreto-legge: si stima che circa 150.000 abbiano chiesto l'ADI, non potendosi attivare al lavoro momentaneamente per situazioni di fragilità; che circa 140.000 possano essere passati al SFL e che circa 100.000-150.000 abbiano un lavoro regolare;
resta da capire quale sia stata la sorte di circa 210.000-260.000 ex percettori del reddito "occupabili": si ritiene che siano "impegnati" nel sommerso e non abbiano chiesto né lo SFL né l'ADI;
infine, risulta che circa 30.000 persone abbiano trovato lavoro mediante il sistema informativo per l'inclusione sociale e lavorativa (SIISL, realizzato dall'INPS), a fronte di più di 300.000 potenziali posti di lavoro;
il SIISL avrebbe dovuto agevolare "la ricerca di lavoro, l'individuazione di attività di formazione e rafforzamento delle competenze e la partecipazione a progetti utili alla collettività, tenendo conto da una parte delle esperienze educative e formative e delle competenze professionali pregresse del beneficiario, dall'altra della disponibilità di offerte di lavoro, di corsi di formazione, di progetti utili alla collettività, di tirocini e di altri interventi di politica attiva", secondo quanto previsto dall'articolo 5 del decreto-legge citato;
considerato altresì che i numeri riportati, di cui si chiede conto alla Ministra, rendono evidente come il supporto per la formazione e il lavoro e il sistema informativo per l'inclusione sociale e lavorativa siano strumenti, ad oggi, inefficaci, consapevoli del fatto che nel nostro Paese il sistema delle politiche attive e di una formazione di qualità non siano mai stati pienamente efficienti,
si chiede di sapere:
quale sia il numero esatto delle persone "occupabili", ex percettori del reddito di cittadinanza, che hanno trovato lavoro grazie agli strumenti introdotti dal decreto-legge;
quali e quanti "progetti di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale, di orientamento, di accompagnamento al lavoro e di politiche attive del lavoro", nonché "corsi di formazione, tirocini di orientamento e formazione, progetti utili alla collettività e altri strumenti di politica attiva del lavoro", previsti dal decreto-legge n. 48 del 2023, siano stati attivati fino a questo momento e con quali risultati;
quali iniziative la Ministra in indirizzo intenda adottare per migliorare e rendere efficiente il sistema delle politiche attive e per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, anche utilizzando i risparmi derivanti dal mancato utilizzo del supporto per la formazione e il lavoro.
(3-01369)
ZAMBITO, ZAMPA, CAMUSSO, FURLAN, BASSO, BAZOLI, D'ELIA, FRANCESCHELLI, GIACOBBE, LA MARCA, MARTELLA, RANDO, ROJC, SENSI, VALENTE, VERDUCCI - Al Ministro della salute. - Premesso che:
il nirsevimab, noto anche con il nome commerciale Beyfortus, è un anticorpo monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale umano (VRS), una delle cause delle bronchioliti nei bambini con meno di un anno;
il VRS è un virus piuttosto diffuso e, come quello dell'influenza, soprattutto tra il mese di novembre e quello aprile. Nelle persone adulte in salute non dà sintomi particolarmente rilevanti, ma può essere pericoloso nei bambini con meno di un anno di età;
con la circolare n. 139 del 18 settembre 2024 il Ministero della salute ha avviato la campagna di vaccinazione, precisando che la spesa per il nirsevimab (farmaco in fascia C) sarà a carico dei cittadini, salvo diverse decisioni delle Regioni (con limiti per quelle in piano di rientro);
il giorno successivo all'adozione del decreto, la responsabile del Dipartimento della prevenzione, Maria Rosaria Campitiello, ha diffuso una nota a mezzo stampa con la quale ha annunciato l'avvio di un confronto con l'AIFA per rivedere le regole di accesso al farmaco: "È nostra intenzione rafforzare le strategie di prevenzione e immunizzazione universale a tutela dei bambini su tutto il territorio nazionale, garantendo a tutte le regioni la somministrazione dell'anticorpo monoclonale senza oneri per i pazienti", ha detto, con ciò intervenendo in modo ad avviso degli interroganti scorretto rispetto all'autonomia di AIFA;
dopo la nota diffusa il 19 settembre non si ha notizia di nuovi atti ufficiali, ma da ricostruzioni giornalistiche sembra che la soluzione individuata sia quella di "passare" il farmaco dalla fascia C alla fascia A,
si chiede di sapere:
per quali motivi il Ministero si sia espresso in modo diverso in sole 24 ore riguardo alla collocazione del farmaco nirsevimab in fascia A, a giudizio degli interroganti dando prova di un evidente pressapochismo, generando confusione e causando, di conseguenza, lo slittamento della campagna vaccinale;
in quali tempi il Ministro in indirizzo ritenga di dare inizio alla campagna vaccinale;
se non ritenga di fondamentale importanza tutelare sempre e in ogni circostanza l'autonomia di AIFA.
(3-01370)
FINA, MISIANI, GIACOBBE, SENSI, LA MARCA, BASSO, ROSSOMANDO, FURLAN, FRANCESCHELLI, CAMUSSO, MARTELLA, IRTO, VERINI, ROJC, RANDO, MANCA, TAJANI, NICITA - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:
le società Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies hanno dato vita ad una joint venture denominata Automotive cells company (ACC), incaricata di realizzare tre gigafactory in Europa, la prima in Francia, la seconda in Germania e la terza in Italia, presso l'esistente stabilimento Stellantis di Termoli;
ACC ha già inaugurato la sua prima gigafactory in Francia, a Billy-Berclau Douvrin, e sta portando avanti i progetti per quelle in Germania e in Italia, e quest'ultima, secondo gli originari impegni, dovrebbe sorgere a partire dal 2026 nell'attuale stabilimento Stellantis di Termoli;
già nel mese di giugno 2024 la stampa nazionale aveva riportato la notizia di una revisione degli investimenti e dei programmi da parte di ACC sul progetto della gigafactory a Termoli;
lo stabilimento di Termoli prevede un investimento di oltre 2 miliardi di euro e, secondo le stime fornite da ACC, avrebbe dovuto garantire lavoro a più di 1.800 addetti, da selezionare, in via prioritaria, tra i dipendenti di Stellantis dello stabilimento molisano, così come concordato con i sindacati;
il 17 settembre 2024 si è svolto presso il Ministero delle imprese e del made in Italy un incontro alla presenza dei vertici di Stellantis e dei sindacati, dal quale è emerso che il Ministero intende tagliare 400 milioni di fondi PNRR per la realizzazione dello stabilimento gigafactory di Termoli;
una tale decisione compromette in modo definitivo la realizzazione dell'importante progetto con gravi ricadute occupazionali e di sviluppo per il territorio;
a seguito dell'incontro presso il Ministero sono state diverse le reazioni da parte del sindacato e delle istituzioni,
si chiede di sapere:
quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare affinché siano garantite tutte le risorse necessarie per la realizzazione del progetto della gigafactory di Termoli;
quali iniziative intenda adottare per assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali, della competitività e dello sviluppo per lo stabilimento di Termoli.
(3-01371)
MATERA, FALLUCCHI - Al Ministro della salute. - Premesso che:
il sistema sanitario nazionale sta attraversando un momento di particolare crisi. In base ai dati forniti dall'ISTAT mancherebbero 100.000 posti letto di degenza ordinaria e 12.000 di terapia intensiva. Negli ultimi 10 anni sono stati chiusi circa 95 nosocomi e, da ultimo, la carenza di medici ha indotto alcune Regioni e alcune aziende ospedaliere a chiudere diversi punti di pronto soccorso o a ridurne l'orario di funzionamento giornaliero;
la chiusura degli ospedali non deriva esclusivamente dai continui tagli alla sanità posti in essere negli ultimi decenni, ma anche dall'incrementale carenza di personale medico, soprattutto nelle zone più remote e meno agevoli del Paese e, in alcuni casi, da una programmazione regionale poco attenta alle esigenze delle aree interne;
i dati ISTAT evidenziano una carenza di 11.000 medici a cui va aggiunto il pensionamento, entro il 2025, di ulteriori 29.000 medici: numeri, questi ultimi, che destano particolare preoccupazione perché difficilmente i medici verranno sostituiti in quanto il personale medico specializzato in Italia preferisce collocarsi all'estero dove le retribuzioni sono pari a 3 volte quelle italiane e le condizioni di lavoro sono migliori;
i bandi per specializzazioni con condizioni di lavoro particolarmente gravose, anche alla luce del sovraccarico generato dall'emergenza epidemiologica da COVID-19, come ad esempio l'emergenza-urgenza e, in particolare, anestesiologia e rianimazione, radioterapia e alcune chirurgie, restano in gran parte deserti e sono poco attrattivi per le carenti potenzialità di lavoro autonomo intramoenia ed extramoenia;
12 Regioni su 21 non garantiscono i livelli essenziali di assistenza;
il Governo ha aumentato i finanziamenti complessivi nel settore: nel 2019 il fondo sanitario nazionale ammontava a 114,5 miliardi di euro, con l'emergenza COVID nel 2020, il medesimo fondo è salito a 120 miliardi, con un incremento di 5,5 miliardi di euro, e a queste risorse si sono aggiunti ulteriori 6,6 miliardi di spese straordinarie per affrontare l'emergenza pandemica;
il Governo ha continuato su questa strada portando il fondo a 128,8 miliardi nel 2023, con un aumento di 8 miliardi rispetto al 2020, e a 134 miliardi nel 2024, con un ulteriore incremento del 4 per cento (20 miliardi in più rispetto al 2019). La legge di bilancio per il 2024 prevede una crescita del finanziamento di ben 11,2 miliardi per il triennio 2024-2026, e in particolare, grazie ai nuovi parametri introdotti per il riparto del fondo, molte Regioni hanno ottenuto maggiori risorse, come la Campania che beneficerà di ulteriori 84 milioni di euro;
per porre rimedio alla carenza di personale medico e sanitario nelle aziende e negli enti del servizio sanitario nazionale e al fine di ridurre le liste di attesa ed il ricorso alle esternalizzazioni, il Governo, con la legge di bilancio per il 2024, ha esteso fino al 31 dicembre 2026 la facoltà di ricorrere agli incrementi delle tariffe orarie delle prestazioni aggiuntive del personale medico pari a 100 euro lordi onnicomprensivi e del personale sanitario pari a 60 euro lordi onnicomprensivi. Questa importante misura ha generato un impatto positivo per il personale medico e sanitario, ma non è risultata sufficiente a porre rimedio all'inarrestabile esodo dalle specializzazioni mediche in emergenza-urgenza, anestesiologia e rianimazione, radioterapia e alcune chirurgie, per le quali sembrerebbe che sia necessario, così come dichiarato dal Ministro in indirizzo, ricorrere ad una contrattazione integrativa a carico delle Regioni che potrà valere anche per assumere medici in quelle zone d'Italia più impervie dove ci sono maggiori carenze;
la poca disponibilità di personale medico e infermieristico, in particolare nei servizi di emergenza e urgenza ospedalieri, potrebbe, infatti, compromettere la corretta erogazione dei livelli essenziali di assistenza, con pregiudizi irreparabili per il nostro sistema sanitario che, da sempre, risulta essere tra i più evoluti ed efficaci al mondo,
si chiede di sapere:
quali misure il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di migliorare le condizioni di lavoro e sostenere economicamente il personale medico specializzato in emergenza-urgenza, anestesiologia e rianimazione, radioterapia e alcune chirurgie, per le quali si riscontrano carenza di personale e condizioni di lavoro particolarmente impegnative;
se le misure proposte anche nei riguardi delle aggressioni al personale sanitario siano ritenute sufficienti a scongiurare ulteriori episodi criminali ai danni del personale sanitario.
(3-01372)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
DE CRISTOFARO - Ai Ministri per gli affari regionali e le autonomie e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
da organi di stampa si apprende che il CLEP (Comitato per la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni), presieduto dal professor Sabino Cassese per la definizione dei LEP (livelli essenziali delle prestazioni), sarebbe convocato per il 25 settembre 2024;
in questa riunione il CLEP dovrebbe approvare un fondamentale documento propedeutico alla determinazione dei fabbisogni e quindi dei diritti in ottica autonomia differenziata;
il comitato ha nominato un sottogruppo di 12 componenti con il compito di coordinarsi con la commissione tecnica dei fabbisogni standard e alla quale presenterà le proposte per quantificare le risorse necessarie a finanziare le funzioni che saranno devolute alle Regioni e le conseguenti proposte per distribuirle sul territorio, sulla base delle caratteristiche dei territori, del clima, del costo della vita e della demografia;
considerato che:
da quanto si legge, i tecnici dovrebbero solo stimare un fabbisogno per ognuno delle funzioni dei LEP e fissare di conseguenza il criterio di riparto delle risorse e quindi ci si troverebbe di fatto ad una differenziazione dei diritti sulla base di criteri che andrebbero a mortificare le aree interne e il Mezzogiorno;
è noto infatti che nelle aree interne e nel Sud il costo della vita è più basso e il suo trend demografico è in piena "glaciazione", visto il costante e progressivo spopolamento, ma questo non significa che si possano produrre servizi a costi pro capite inferiori;
ritenuto che:
assoggettare la definizione dei LEP a questi criteri, così come intenderebbe fare il CLEP, costituirebbe ad avviso dell'interrogante un pregiudizio nella declinazione dei diritti costituzionali per le popolazioni residenti nelle aree interne e al Sud, in particolare su sanità, istruzione, servizi all'infanzia e mobilità;
inoltre, a parere dell'interrogante non si ravvede l'utilità di individuare i medesimi LEP se poi il loro contenuto non sarà ben articolato e definito finanziariamente, oltre al fatto che chi lavorerà per garantirli potrà essere inquadrato e retribuito in maniera difforme a seconda della Regione,
si chiede di sapere se il Governo intenda fornire chiarimenti circa l'attendibilità della notizia e se quindi sia davvero intenzione dell'Esecutivo definire dei LEP che favorirebbero le disuguaglianze.
(4-01458)
TREVISI, DAMIANI - Ai Ministri dell'interno e per la pubblica amministrazione. - Premesso che:
sul quotidiano on line "Nuovo Corriere nazionale", diretto da Andrea Viscardi, è apparso, in data 12 settembre 2024, un articolo a firma del giornalista Nicola Mangialardi, in cui viene menzionata un'azione popolare (ex art. 22 del decreto legislativo n. 267 del 2000) promossa da un cittadino elettore barese, Donato Cippone, per far accertare e dichiarare l'ineleggibilità di Vito Leccese, proclamato sindaco di Bari a seguito delle recenti amministrative, in quanto avrebbe conservato, di fatto e de iure, fino all'elezione, la carica di capo di gabinetto, da cui viceversa avrebbe dovuto dimettersi ai sensi dell'art. 60 dello stesso testo unico che al comma 1, n. 5, così recita secondo la Corte costituzionale: "i titolari di organi individuali ed i componenti di organi collegiali che esercitano poteri di controllo istituzionale sull'amministrazione del comune o della provincia nonché i dipendenti che dirigono o coordinano i rispettivi uffici";
detta disposizione, secondo la Corte costituzionale "rientra tra quelle per le quali le limitazioni del diritto di elettorato passivo sono fondate sul timore di distorsione della volontà degli elettori, a causa dell'influenza che su di essi può` essere esercitata da chi ricopre determinati uffici" (si veda la sentenza n. 257 del 2010);
la ratio della norma è quella di salvaguardare la par condicio dei candidati, evitando abusi di posizioni dominanti, rappresentate, appunto, dalla conservazione di cariche suscettibili di attirare voti, per l'influenza decisionale sull'amministrazione dell'ente territoriale;
ebbene, si legge nell'articolo, e si apprende dalle informazioni raccolte, che il dottor Leccese sarebbe stato ritenuto cessato dalla carica di capo di gabinetto al 31 dicembre 2023 in quanto, essendo stato posto in quiescenza dall'ente di appartenenza, cioè l'università di Bari, è stato ritenuto incompatibile con l'incarico. Ma con lettera del 14 febbraio 2024, regolarmente protocollata, vergata a mano da Leccese su carta intestata del capo di gabinetto del Comune, egli rivolgendosi al sindaco Antonio De Caro, attuale europarlamentare, ha dichiarato di continuare a esercitare il ruolo e le funzioni di capo di gabinetto, al punto da preannunciarne le dimissioni, in realtà non più inoltrate rispetto a quell'incarico, bensì rispetto al parallelo incarico gratuito conferitogli con decorrenza 1° gennaio 2024, di semplice consulente per trasferire, conservando lo stesso ufficio sul piano topografico, esperienze e competenze al successore, in realtà mai nominato nella carica di capo di gabinetto;
non risulta che l'allora sindaco De Caro abbia mosso obiezioni alla lettera del 14 febbraio 2024. Essa dimostra: a) la prosecuzione, quanto meno di fatto, dell'incarico; b) la consapevolezza della necessità di dismetterla, senza poi averlo fatto, per essere validamente eleggibile;
si aggiunga che Leccese era compatibile anche dopo il pensionamento col ruolo di capo di gabinetto, perché era intervenuta la legge n. 127 del 2023, ignorata dal Comune, a consentirlo, onde la ricognizione dichiarativa che ha indotto il Comune a ritenere risolto de iure il contratto tra Leccese e Comune di Bari per lo svolgimento delle mansioni di capo di gabinetto, si rivela pure erronea e inefficace, dovendosi, pertanto, ritenere che Leccese abbia conservato le suddette mansioni anche de iure;
difatti, con l'articolo 11, comma 3, del decreto-legge n. 105 del 2023, e vigente già dal 14 luglio 2023, il legislatore ha disposto che "Il divieto di cui all'articolo 5, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, non si applica agli incarichi di vertice degli uffici di diretta collaborazione delle autorità politiche nonché agli incarichi dei relativi vice impegnati nella cura delle attività di vice Ministri dotati di delega di competenze per uno specifico intero comparto di materia";
per di più, risulta dall'articolo di stampa che il Comune abbia fornito all'attore popolare per l'ineleggibilità non tutta ma solo parte della documentazione richiesta al fine di corroborare l'assunto di cui sopra, in particolare omettendo di fornire le informazioni topiche che seguono: a) comunicazione o attestazione della data esatta in cui sul sito telematico del Comune è scomparsa, se effettivamente scomparsa, la dicitura "capo di gabinetto: Vito Leccese"; b) comunicazione o attestazione circa la data della corrispondente variazione informatica del profilo e delle mansioni, sul sito ufficiale del Comune, come da risultanze registrate sul server di gestione dello strumento informatico, relativamente a Leccese e al suo eventuale successore; c) indicazione delle mansioni concretamente svolte per il Comune da Leccese dal 1° gennaio 2024 fino alla data della sua candidatura a sindaco, nonché fino ai risultati delle elezioni amministrative e successivo ballottaggio;
si è appreso inoltre che, con lettera diffida del 9 settembre 2024, inoltrata a mezzo PEC e con consegna a protocollo in data 11 settembre 2024 Donato Cippone, a mezzo del proprio legale, avvocato Ascanio Amenduni del foro di Bari, abbia richiesto anche la seguente informazione, da produrre all'udienza del 28 ottobre 2024, fissata per la discussione sull'azione popolare avanti al collegio del Tribunale di Bari: "corrispondenza in entrata e in uscita della mail istituzionale v.leccese con specificazione dell'eventuale data di interruzione del suo funzionamento, o, in mancanza, di comunicazione se sia rimasta sempre attiva",
si chiede di sapere:
se il Dipartimento della funzione pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei ministri possa intervenire per sollecitare l'adempimento dei pubblici doveri amministrativi relativi all'istanza di accesso civico generalizzato, inoltrata dal signor Donato Cippone riguardo al dottor Vito Leccese e al Comune di Bari, vigilando sulla corretta, tempestiva e completa evasione della richiesta, onde non privare l'azione popolare proposta, che riveste interesse per tutta la collettività barese, del necessario corredo probatorio ulteriore, in difesa della par condicio elettorale e contro eventuali abusi di posizione dominante;
se si possa disporre una verifica, delegata al prefetto, circa la conservazione de iure e de facto in capo al dottor Leccese delle funzioni di capo di gabinetto durante la campagna elettorale, come la sua lettera del 14 febbraio 2024 fa supporre o presumere fino a prova contraria.
(4-01459)
SBROLLINI - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:
nei giorni scorsi, la società Metro Italia S.p.A. ha informato i propri dipendenti del punto vendita di Pozzuoli la decisione di chiudere lo stabilimento sito in via Campana il prossimo 30 aprile 2025, comunicando, di fatto, il licenziamento collettivo di 65 lavoratori;
il cash&carry nel corso degli anni è diventato un punto di riferimento non solo per l'area flegrea ma anche per l'intera a nord di Napoli, diventando fondamentale per il livello occupazione dell'area di Pozzuoli;
da quello che si apprende da organi di stampa, la decisione è stata comunicata alle maestranze senza che alcun preavviso fosse stato dato alle rappresentanze sindacali unitarie e al personale dipendente e senza che fossero state concordate preventivamente le ricollocazioni dei lavoratori (la società Metro Italia ha una struttura anche a Salerno e 4 a Roma);
tra le cause della chiusura del punto vendita di Pozzuoli, indicate nel comunicato inviato ai dipendenti, sono stati indicati i bilanci in perdita della sede e l'eccessiva concorrenza presente nell'area geografica di Napoli che determina una frammentazione del mercato: di fatto i dipendenti pagano la poca competitività dell'azienda e la mancanza assoluta di investimenti sul territorio campano e sul punto vendita, il quale da anni necessita di urgenti interventi di manutenzione e ammodernamento, più volte segnalate dai vari direttori e dal personale;
i rappresentanti dei lavoratori, tuttavia, tramite un comunicato, hanno sottolineato come la chiusura del punto vendita di Pozzuoli risulti inspiegabile alla luce dell'ottima salute finanziaria di cui gode l'azienda, avendo chiuso il 2022-2023 con un fatturato di 1,97 miliardi di euro (9,4 per cento in più rispetto all'anno fiscale precedente) mentre complessivamente il gruppo ha registrato un fatturato di 30,6 miliardi di euro (2,7 per cento in più rispetto al 2021-2022);
è necessario sollecitare ogni interlocuzione utile con la società, al fine di analizzare in modo approfondito le cause che hanno comportato la chiusura dell'azienda, e fornire soluzioni affinché i lavoratori del punto vendita di Pozzuoli possano avere garanzie sul proprio futuro lavorativo,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e quali iniziative intenda adottare al fine di attivare canali di interlocuzione con la società Metro Italia affinché si possa instaurare un dialogo con le istituzioni volto a evitare la chiusura del punto vendita sito a Pozzuoli, salvaguardando così i lavoratori coinvolti.
(4-01460)
BORGHI Enrico, SCALFAROTTO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
dal mese di agosto 2024, soprattutto a Roma, sono stati affissi diversi cartelloni outdoor in cui viene riportato lo slogan "La Russia non è nostra nemica", con l'invito contestuale a interrompere la fornitura di armi all'Ucraina e a Israele: un articolo pubblicato dal "Linkiesta", in data 24 settembre, riporta come il committente della campagna pubblicitaria sia Domenico Agliotti, già consigliere municipale nella scorsa consiliatura nel quartiere Monte Mario (Roma XVI), nonché fondatore del Movimento Cinque stelle a Roma e, secondo quanto riferisce il giornalista Massimiliano Coccia, uomo politico vicino all'ex sindaca di Roma Virginia Raggi;
attualmente nella città di Roma è stata segnalata almeno una ventina di manifesti affissi da oltre due settimane e almeno 5 vele motorizzate che girano per la città: secondo esperti del settore, come riportato dall'articolo, il costo di una campagna pubblicitaria di simili dimensioni si aggira tra i 30.000 e i 50.000 euro, di fatto una cifra significativa che merita approfondite indagini volte a verificare se non via sia un sostegno economico da parte di soggetti o enti esteri;
iniziative di questo tipo sono state segnalate a Genova, sull'isola d'Elba, a Lamezia Terme, Milano, Modena, Reggio Emilia, Sondrio, Verona e Vicenza;
negli ultimi giorni, in particolare, i cartelloni sono stati esposti anche a Morbegno e Sondrio, provocando un forte senso di disappunto da parte della nutrita comunità ucraina (nella quale molte persone hanno perso parenti e amici) della zona della Valtellina, la quale ha chiesto fermamente la rimozione dei cartelloni, ricordando come la Russia abbia deliberatamente invaso uno Stato indipendente e stia continuando incessantemente a bombardare migliaia di ucraini, causando distruzione e morte;
appare inoltre necessario verificare che dietro l'affissione dei manifesti riportanti lo slogan "La Russia non è nostra nemica" non vi sia il finanziamento da parte di soggetti esteri, con l'apposito intento di infiltrarsi e destabilizzare il nostro sistema democratico con attacchi di natura ibrida contro la sicurezza nazionale,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda compiere verifiche per accertare quali siano i soggetti che hanno pianificato, ordinato, coordinato e finanziato (anche solo indirettamente) la stampa e l'affissione dei manifesti, quali siano le reali motivazioni di tali iniziative e se vi siano soggetti o organizzazioni stranieri che hanno finanziato l'affissione dei manifesti.
(4-01461)
PAITA - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
in data 3 settembre 2024, sui propri profili social, l'associazione dei "Giovani palestinesi" ha annunciato una manifestazione a Roma per il prossimo 5 ottobre al fine celebrare l'anniversario del massacro compiuto da Hamas il 7 ottobre 2023, evento definito nella descrizione della manifestazione come "la data di una rivoluzione", sostenendo, inoltre, come "dopo un anno il valore dell'operazione della resistenza palestinese e della battaglia del 'Diluvio di Al Aqsa' è chiaro a tutto il mondo";
l'idea di organizzare una manifestazione per celebrare una strage, in cui sono state trucidate 1.200 persone e altre 250 sono state prese in ostaggio, lascia attoniti e rappresenta un fatto disumano su cui non si possono fare commenti;
la manifestazione annunciata per il 5 ottobre a Roma, volta nelle intenzioni degli organizzatori a celebrare un carneficina di vite umane, costituisce con ogni evidenza e un'istigazione al terrorismo e all'odio: viste le motivazioni riportate che hanno spinto i Giovani palestinesi ad indire tale manifestazione, appare di assoluta importanza che il Ministro in indirizzo si attivi al fine di verificare da quale ambiente e da quale realtà sia nata l'idea di promuoverla e quali siano le reali finalità dell'evento annunciato, al fine di assicurare che non vi sia alcun tipo di pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica;
sebbene l'articolo 17 della Costituzione sancisca il diritto di riunione, tuttavia, il comma secondo stabilisce che le autorità possono vietarle per "motivi di sicurezza o di incolumità pubblica": considerate le intenzioni degli organizzatori, ossia celebrare un atto terroristico che ha causato la morte di migliaia di persone, appare evidente come le motivazioni che hanno spinto ad indire una tale manifestazione pongano in serio pericolo i limiti costituzionalmente stabiliti, motivo per il quale sono necessarie attente verifiche da parte delle autorità preposte,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle motivazioni, ossia la celebrazione della strage compiuta da Hamas il 7 ottobre 2023, che hanno indotto l'associazione dei Giovani palestinesi a promuovere la manifestazione del prossimo 5 ottobre a Roma e se ritenga corretto lo svolgimento di una manifestazione volta celebrare un atto terroristico, la quale si pone in evidente contrasto con i limiti di sicurezza e ordine pubblico costituzionalmente stabiliti all'interno della sfera del diritto di riunione;
quali iniziative intenda adottare al fine di verificare da quale ambiente politico-sociale provenga l'iniziativa di indire tale manifestazione e quali misure di controllo intenda adottare per assicurare che le reali finalità della manifestazione non siano volte a creare un serio pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica.
(4-01462)
CAMPIONE - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
come si apprende da fonti stampa, poco prima della mezzanotte di lunedì 23 settembre 2024, nel capoluogo piemontese si è consumato l'ennesimo femminicidio del 2024: la trentaquatrenne tunisina Nabu Roua è stata uccisa dall'ex marito, Ben Alaya Abderlkader, con una coltellata al torace;
l'uomo, al quale già nel mese di agosto l'autorità giudiziaria aveva imposto il divieto di avvicinamento all'ex moglie, è stato fermato subito dopo il femminicidio, mentre era in fuga e inseguito da uno dei suoi figli, dai carabinieri del nucleo radiomobile di Torino;
oltre al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall'ex moglie, disposto a seguito di diverse denunce per violenza sporte dalla sua ex coniuge, all'autore del femminicidio era stato imposto di indossare il braccialetto elettronico anti stalking, che tuttavia, sempre secondo quanto si apprende dalla stampa, non era funzionante; infatti, secondo quanto riferito da una vicina di casa della donna, l'uomo si aggirava già nel tardo pomeriggio del giorno dell'aggressione nei pressi del palazzo dove abitava la donna;
il braccialetto elettronico nei casi previsti dal "codice rosso" funziona in modo molto diverso da quello con cui si garantisce che il soggetto agli arresti domiciliari non lasci la sua abitazione: nei casi previsti dal codice rosso, infatti, i dispositivi sono due, entrambi muniti di GPS, uno non rimovibile per lo stalker e un altro per la sua vittima, la quale, insieme ai Carabinieri e alla Polizia di Stato, viene tempestivamente avvertita nel caso in cui ci sia un avvicinamento oltre i limiti consentiti,
si chiede di sapere se e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per accertare i motivi del mancato funzionamento del braccialetto elettronico in questo caso e per verificare l'integrità funzionale dei dispositivi già in circolazione.
(4-01463)
Interrogazioni, da svolgere in Commissione
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:
10ª Commissione permanente(Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale):
3-01370 della senatrice Zambito ed altri, sulla gratuità di un farmaco contro il virus respiratorio sinciziale.
Interrogazioni, ritiro
È stata ritirata l'interrogazione 4-01438 del senatore Fazzone.