Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 222 del 19/09/2024

SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIX LEGISLATURA ------

222a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

GIOVEDÌ 19 SETTEMBRE 2024

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Presidenza del vice presidente CASTELLONE,

indi del vice presidente CENTINAIO

N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Civici d'Italia-Noi Moderati (UDC-Coraggio Italia-Noi con l'Italia-Italia al Centro)-MAIE: Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-Il Centro-Renew Europe: IV-C-RE; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: LSP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-PATT, Campobase): Aut (SVP-PATT, Cb); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS; Misto-Azione-Renew Europe: Misto-Az-RE.

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RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente CASTELLONE

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 10).

Si dia lettura del processo verbale.

SBROLLINI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Svolgimento di interrogazioni (ore 10,05)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.

Saranno svolte per prime le interrogazioni 3-01282 e 3-01346 sui danni derivanti dall'eccessiva diffusione del granchio blu.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere congiuntamente a tali interrogazioni.

LA PIETRA, sottosegretario di Stato per l'agricoltura, la sovranità alimentare e le foreste. Signor Presidente, considerata l'analogia dell'argomento trattato rispondo, come annunciato, congiuntamente alle interrogazioni del senatore Lombardo.

La presenza invasiva del granchio blu nei mari antistanti le coste nazionali merita particolare attenzione, in considerazione del fatto che l'anomala proliferazione di questa specie aliena comporta danni gravi ai prodotti della molluschicoltura, atteso che trattasi di una specie che non ha predatori naturali.

Per tali ragioni, il Ministero ha immediatamente attivato, a valere sui fondi nazionali, misure di sostegno in favore delle imprese colpite che hanno provveduto alla cattura e allo smaltimento della predetta specie. Nello specifico, al fine di contenere il fenomeno della diffusione della specie granchio blu e di impedire l'aggravamento dei danni determinatesi, a far data dal 1° agosto 2023 l'articolo 10 del decreto-legge n. 104 del 2023 ha autorizzato la spesa di 2,9 milioni di euro per l'anno 2023 a favore dei consorzi e delle imprese di acquacoltura e della pesca che provvedono alla cattura e allo smaltimento della già menzionata specie. Le istanze pervenute sono state tutte liquidate entro il dicembre 2023.

Inoltre, al fine di dare continuità agli interventi a supporto del settore ittico e contenere gli effetti della crisi economica generata dalla prolificazione della specie granchio blu, con decreto del 13 novembre 2023 il Ministero ha destinato 10 milioni di euro del Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell'acquacoltura per sostenere una rapida ripresa del settore, indennizzando le imprese per la semina, il ripopolamento e la protezione degli allevamenti.

Il provvedimento ha previsto il rimborso delle spese sostenute per il prodotto immesso già nell'anno 2022, nonché per l'acquisto di strutture fisse e mobili istallate per la protezione degli allevamenti nell'anno 2023. Sempre in tale ottica, ricordo che con la legge finanziaria 2024 è stato modificato il decreto legislativo n. 102 del 2004 ed estesa conseguentemente l'operatività del Fondo di solidarietà nazionale anche alle imprese e ai consorzi dell'acquacoltura e della pesca.

A seguito della modifica legislativa, al fine di riattivare le misure in questione, sono stati predisposti due provvedimenti ministeriali notificati quali aiuti di Stato in esenzione, ai sensi del Regolamento UE 2022/2473.

Ciò posto, mi preme evidenziare che lo scorso mese di agosto è stato nominato quale Commissario straordinario per l'emergenza granchio blu il dottor Enrico Caterino, ex prefetto di Ravenna. La nomina del Commissario per elaborare una strategia e uscire dall'emergenza granchio blu evidenzia la determinazione del ministro Lollobrigida e di tutto il Governo nell'affrontare il problema in maniera risoluta.

Al riguardo, rilevo che, per l'attuazione delle relative misure previste dal piano di intervento per contenere e contrastare il fenomeno della diffusione e della proliferazione della specie granchio blu a cura del Commissario straordinario, sono destinati un milione di euro per l'anno 2024, tre milioni di euro per l'anno 2025 e sei milioni di euro per l'anno 2026.

Ricordo poi che con il decreto-legge agricoltura n. 63 del 2024 sono state destinate ulteriori risorse del Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell'acquacoltura, per sostenere interventi di supporto e per lo sviluppo della filiera ittica, nonché di contrasto alla crisi economica generata dalla proliferazione del granchio blu. In linea con tale previsione è stato predisposto un decreto ministeriale che destina 12 milioni di euro a favore dei consorzi, delle cooperative, delle imprese della pesca e dell'acquacoltura, nonché delle imprese della pesca lagunare professionale delle acque interne per il rimborso delle spese sostenute per la semina, il ripopolamento e la protezione degli allevamenti. Il testo del citato decreto ha ottenuto l'intesa della Conferenza Stato-Regioni lo scorso 12 settembre ed è in fase di perfezionamento con la relativa sottoscrizione.

Inoltre, considerato che i fondi a disposizione non permettono di liquidare il 100 per cento del contributo richiesto dalle suddette imprese, sono stati stanziati ulteriori 15 milioni di euro del cosiddetto Fondo filiere ed è stato predisposto il relativo decreto ministeriale. Anche tale decreto, ottenuta l'intesa della Conferenza Stato-Regioni il 12 settembre scorso, è in fase di perfezionamento.

Occorre tuttavia tener presente che le misure finora stanziate riguardano l'impegno italiano a sostegno del comparto. Pertanto in Europa, durante la riunione dell'ultimo Agrifish abbiamo ribadito l'importanza di strategie comuni, perché le specie invasive e le malattie non rispettano i confini nazionali e richiedono una risposta unitaria.

Riguardo poi agli enti e alle istituzioni coinvolte per i quali l'interrogante fa specifica richiesta, segnalo che - come previsto al comma 6 dell'articolo 7 del decreto-legge n. 63 del 2024 - il Commissario si può avvalere del supporto tecnico dell'ISPRA, del CNR e del CREA.

Da ultimo, informo l'interrogante che il Ministero sta valutando di intraprendere, a valere sul FEAMPA 2021-2027, eventuali azioni per il finanziamento di progetti di studio della biologia della specie, finalizzate non solo al contrasto del crostaceo, ma anche alla creazione di una filiera del granchio blu per il suo utilizzo alimentare come integratori e mangimi per acquacultura e per la commercializzazione e promozione nei confronti del consumatore.

LOMBARDO (Misto-Az-RE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LOMBARDO (Misto-Az-RE). Signor Presidente, ringrazio innanzitutto il Sottosegretario e quindi il Governo per la risposta che ci ha voluto dare. Visto che il tema non solo riguarda lo stesso territorio, ma presenta anche delle affinità con le notizie che ci giungono rispetto all'alluvione dell'Emilia-Romagna, mi sia consentito rivolgere un messaggio da quest'Aula di vicinanza e solidarietà alla Protezione civile e a tutti coloro che oggi sono vicino alla popolazione e agli sfollati.

Non solo il tema riguarda l'Emilia-Romagna, ma anche la causa è la stessa, derivando dai cambiamenti climatici. La presenza della specie invasiva dei granchi blu deriva dal fatto che le temperature dell'acqua si modificano a seguito dei cambiamenti climatici. Questo richiede che le istituzioni, insieme alla scienza, alla ricerca e agli enti che governano i territori, siano in grado tempestivamente di adottare misure di adattamento e di mitigazione.

Come lei giustamente ha riportato, ho presentato a luglio delle interrogazioni per chiedere la nomina di un commissario straordinario, che poi effettivamente è stato nominato dal Governo. C'è una serie di richieste importanti per tutto un comparto ittico che, soprattutto nei comuni di Goro e di Comacchio, determina non solo l'economia, ma anche la tenuta sociale di quel territorio.

Al di là della nomina che forse - come giustamente è stato ricordato - andava fatta già nel 2023, visto che già in quell'anno si parlava di una tale presenza e della attuale situazione, per noi è importante dare subito ristori alle imprese danneggiate. La stima parla di 40 milioni di euro di danni. Lei ha citato diversi fondi che in qualche modo possono arrivare, ma le imprese e i lavoratori hanno bisogno di risposte immediate. Il Commissario ha bisogno di adottare un piano che risponda oggi e non domani ai danni che vengono subiti dalle imprese e dalle famiglie del territorio.

Quello che noi chiediamo al Governo, al di là del decreto e non abbiamo alcun dubbio che il commissario, essendo stato prefetto di quei territori, li conosca bene, agisca con tempestività, dia risposte concrete a quelli che sono i bisogni della popolazione locale, degli imprenditori e di tutto il comparto ittico. Dia altresì a questo tema una strategia europea. Lei ha giustamente citato il fatto che questo tema è stato portato dal Ministro nelle sedi opportune, che sono quelle dell'Unione europea. Io penso che anche l'accesso al Fondo europeo FEAMP sia una delle cose da porre sul tavolo. O noi affrontiamo questi temi anche nell'ottica della prevenzione nel contesto europeo o è evidente che saremo sempre costretti a rincorrere la dittatura dell'emergenza.

Noi, quindi, chiediamo al Governo non solo di mantenere l'attenzione su questo tema, ma anche di dare risposte tempestive e di farci capire qual è il piano che il Commissario sta adottando, perché il comparto ittico e agricolo di quel territorio ha bisogno non di proclami e di annunci, ma di fatti concreti.

PRESIDENTE. Seguono le interrogazioni 3-00986 e 3-01074 su un caso di sentenza rinvenuta nel fascicolo prima della conclusione del processo.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere congiuntamente a tali interrogazioni.

OSTELLARI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, con gli atti di sindacato ispettivo in oggetto si chiede di conoscere le iniziative che saranno assunte per fare chiarezza in merito all'episodio relativo al rinvenimento, nel fascicolo del dibattimento, prima ancora che il pubblico ministero svolgesse la sua requisitoria e i difensori argomentassero le loro difese, del dispositivo privo di sottoscrizione recante l'indicazione, oltre che del nominativo dell'imputato e della data della precedente udienza, anche della decisione di condanna e della pena da irrogare.

Sulla base della relazione trasmessa dal presidente della corte d'appello di Firenze, il processo in questione veniva per discussione già alla precedente udienza, ma subiva un rinvio in ragione della presentazione, da parte del difensore dell'imputato, di un'istanza per l'accesso alla giustizia riparativa, sulla quale il collegio si era riservato ogni decisione. All'udienza di rinvio, durante una pausa e nell'assenza dei componenti del collegio e del cancelliere, il difensore dell'imputato, con il consenso del pubblico ministero, esaminava il fascicolo processuale, rinvenendovi il dispositivo completo di alcuni dati, ma non ancora firmato. Ciò induceva il difensore a chiedere un rinvio per poter depositare un'istanza di ricusazione nei confronti del collegio giudicante, istanza poi superata dalla decisione dello stesso collegio di depositare un'istanza di autorizzazione all'astensione, puntualmente concessa.

Ciò posto, anche a fronte del clamore mediatico che ha accompagnato la vicenda, lo stesso presidente del tribunale di Firenze, dopo aver autorizzato la richiesta di astensione del collegio della seconda sezione penale, ha ritenuto opportuno portare l'accaduto all'attenzione della procura generale della Corte di cassazione, pur evidenziando come - a suo avviso - non fossero ravvisabili comportamenti scorretti integranti illeciti disciplinari. Sul versante disciplinare, tuttavia, rappresento che la vicenda è all'attenzione delle competenti articolazioni, che valuteranno - come sempre, con la dovuta ponderazione - se l'accaduto possa rappresentare o meno un'anomalia del processo e nel processo decisionale idonea a determinare un'effettiva compromissione del diritto di difesa.

ZANETTIN (FI-BP-PPE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ZANETTIN (FI-BP-PPE). Signor Sottosegretario, porti pazienza, ma la sua mi pare una risposta salomonica, burocratica e anche evasiva. Se abbiamo dei dubbi che questo sia un illecito disciplinare, allora non so quale possa essere un illecito disciplinare. È del tutto evidente che qualcuno ha scritto la sentenza prima ancora di ascoltare la requisitoria del pubblico ministero e la difesa. Magari si tratterà di un errore. Sappiamo qual è la formula che in situazioni del genere si tende ad accreditare da parte del magistrato incolpato: era solo una minuta preparata dall'ufficio del processo, ma è inaccettabile. Vale il principio che abbiamo declamato tante volte: la giustizia non solo deve essere imparziale, ma deve anche apparire imparziale.

La invito caldamente a risollecitare gli uffici del Ministero. Ricordo che il Ministro ha anche la possibilità di attivare l'azione disciplinare. Credo che in casi così eclatanti non si possa far finta di niente, ma si debbano invece adottare delle misure che sono previste dalla legge e non sono eccessivamente punitive. Sappiamo qual è l'esito delle azioni disciplinari, ma occorre che questa venga almeno iniziata e il caso attenzionato. Se ho ben capito, lei ha detto che il fatto verrà ponderato, ma ricordo che la mia interrogazione risale al mese di febbraio. La questione mi pare di lapalissiana evidenza e credo che dal Ministero ci si debba attendere delle iniziative più articolate e severe rispetto a quelle illustrate nella sua risposta.

POTENTI (LSP-PSd'Az). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

POTENTI (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, rivolgendomi per suo tramite al Sottosegretario, non posso che condividere le preoccupazioni espresse dal collega Zanettin.

In un momento storico in cui l'azione requirente - come già dimostrato dalla vicenda Palamara - appare fortemente soggetta ad azioni di condizionamento di raggruppamenti di interesse, è quanto mai opportuno che almeno la figura del giudice mantenga quella terzietà e quella capacità di discernimento giuridico indispensabili a garantire, con la propria autonomia, la pura applicazione della legge alle pendenze processuali.

La vicenda fiorentina, del resto, emerge solo grazie a una puntuale e ferma reazione della camera penale di Firenze, che ci ha permesso di esaminare un caso emblematico che risale allo scorso 15 febbraio. Un legale che era in attesa del processo davanti al tribunale scopre, dopo un'attività di visione del fascicolo, il dispositivo datato, ma non sottoscritto.

Ringrazio l'interrogato Ministero, perché la risposta necessitava non tanto e solo a questo interrogante, quanto all'intero settore dell'Avvocatura e degli utenti della giustizia.

Come è noto, il dibattimento si chiude, al termine della discussione, con la dichiarazione di chiusura che fa il Presidente, ai sensi del codice di procedura penale. Quindi, non possiamo permetterci di originare alcun dubbio circa la capacità di amministrare la giustizia. L'episodio denota una visione del processo penale in cui, a volte, le ragioni della difesa vengono intese alla stregua di un inutile orpello cui si possa tranquillamente rinunciare o di cui fare a meno, con conseguenze anche abbastanza delicate, ad esempio per il ruolo e la funzione del difensore.

È pertanto opportuno non restare indifferenti alla reiterazione di simili condotte che possono incidere significativamente sul diritto degli imputati e sul giusto processo, con un'intollerabile compromissione della dignità della funzione difensiva e di chi indossa la toga. Bene ha fatto il presidente del tribunale, dottoressa Marilena Rizzo, ad autorizzare quest'attività di accertamento per capire in cosa consisteva quello scritto, se in un'idea di uno dei tre magistrati o magari di un tirocinante, ma di certo non poteva corrispondere a quello che il collegio avrebbe poi dovuto emettere con una sentenza, perché quella è una cosa ben diversa anche dal punto di vista rituale. Noi ci pregiamo di aver sollecitato, attraverso questo intervento ispettivo, la sua attenzione e quella del Dicastero che lei rappresenta, perché vogliamo che episodi del genere non passino assolutamente inosservati e siano invece un po' di spunto per il comportamento e la condotta che spesso richiediamo ai nuovi giovani magistrati che, in maniera integerrima, è opportuno che colmino delle lacune anche di loro predecessori che non hanno dimostrato quella integerrima condotta che anche il Presidente della Repubblica più volte ha ricordato essere indispensabile nell'esercizio della funzione giudiziaria.

PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-01195 sul potenziamento dell'organico del tribunale di sorveglianza di Roma.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.

OSTELLARI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, onorevoli senatori, con riguardo alle criticità segnalate dal tribunale di sorveglianza di Roma, ricordo che per il Ministero della giustizia - come ribadito in varie occasioni - costituisce un obiettivo primario assicurare una giustizia efficace ed efficiente attraverso anche politiche di valorizzazione delle risorse umane. In quest'ottica, dunque, mi accingo ad illustrare le iniziative assunte per far fronte alle lamentate criticità, sia per quanto riguarda il personale amministrativo che l'organico della magistratura.

Relativamente alla situazione del tribunale di sorveglianza di Roma, si registra una scopertura del 31 per cento, ove, a fronte di una dotazione organica di 78 unità, prestano servizio 54 risorse. Il dato, tuttavia, non tiene conto dell'assenza per distacco di altro ufficio di due assistenti giudiziari e di un direttore e di un altro distacco di ufficio di un assistente giudiziario. Le vacanze registrate nei vari profili interessano le seguenti figure professionali: assistente giudiziario, 5 vacanze su 20 in organico; cancelliere, 12 vacanze su 14 in organico; direttore, 1 vacanza su 6 posti; conducente di automezzi, 7 vacanze su 9 posti. Le figure dell'assistente alla vigilanza dei locali e al servizio automezzi e dell'ausiliario del contabile risultano coperte. Di contro, si evidenzia la presenza di posizioni in sovrannumero: operatore giudiziario più 3 e funzionario giudiziario più 7. La posizione dirigenziale risulta coperta con incarico di titolarità.

Passando alle attività assunzionali realizzate per il tribunale di sorveglianza di Roma nell'arco temporale riferibile a questo Governo, 2022-2024, si segnala che sono state effettuate 8 assunzioni ordinarie, 3 stabilizzazioni di operatori giudiziari, 2 riqualificazioni di ausiliari in operatori giudiziari, 6 riqualificazioni cancellieri in funzionari giudiziari. Inoltre, per il distretto di Roma è di prossima pubblicazione un bando di concorso per 1.000 posti per il profilo di conducente di automezzi e, quindi, area assistenti.

È stato disposto, con avviso del 31 maggio, lo scorrimento degli idonei del concorso pubblico per il reclutamento di un contingente complessivo di 2.293 unità di personale di area assistenti. La procedura è in itinere e per il distretto di Roma sono riservati 278 posti nel profilo amministrativo, di cui 226 nel solo circondario di Roma.

È in programma la pubblicazione di un corso concorso SNA (Scuola nazionale dell'amministrazione) per l'assunzione di ulteriori 70 unità di dirigenti di seconda fascia.

Per fronteggiare le ulteriori criticità che nel frattempo dovessero sopravvenire - con tale espressione mi riferisco al pensionamento del personale, ovvero alle altre situazioni di carattere temporaneo, come maternità, malattia, eccetera - l'organico dell'ufficio interessato potrà essere implementato facendo ricorso all'istituto della mobilità temporanea del personale, previsto dall'accordo sulla mobilità interna del personale. Per il futuro, infine, si segnala la disponibilità del Ministero a procedere alla sottoscrizione di accordi quadro con le Regioni interessate, aventi ad oggetto anche forme di collaborazione in tema di selezione e reclutamento di personale con procedure concorsuali uniche per far fronte ai reciproci e coincidenti fabbisogni.

Le tematiche relative alla copertura delle piante organiche del personale di magistratura sono invece un'attribuzione - come sapete - del Consiglio superiore della magistratura, a cui spetta assumere le relative determinazioni. Tuttavia, relativamente ai profili di competenza di questo Ministero della giustizia, si evidenzia che la riforma della geografia giudiziaria ha determinato rilevanti modifiche all'assetto dei tribunali di sorveglianza, considerato che la competenza territoriale di tali uffici si estende alle circoscrizioni di due o più tribunali.

In tale contesto, sono stati realizzati nell'arco temporale 2014-2016 settoriali e mirati interventi di adeguamento delle relative piante: si fa riferimento ai decreti ministeriali del 2014, 2015 e 2016, che hanno determinato un aumento di complessive 31 unità di personale di magistratura. Si rimarca il deciso rafforzamento dell'organico della magistratura di sorveglianza avvenuto mediante l'impegno profuso da questo Governo, che ha portato all'attribuzione di 21 unità con il decreto ministeriale 23 novembre 2022. Anche di recente, in un'ottica di leale collaborazione, il Ministro della giustizia ha rappresentato al Consiglio superiore della magistratura di mettere a concorso i posti sopra individuati al fine di assicurare una copertura completa dell'organico.

In definitiva, gli uffici di sorveglianza hanno beneficiato, nell'ultimo decennio, di un deciso rafforzamento dei relativi organici: specificatamente, l'aumento del personale di magistratura è stato di complessive 73 unità, di cui 42 per effetto dei recenti e ravvicinati interventi ministeriali, l'ultimo dei quali realizzato nel mese di novembre 2022. Si tratta quindi di un incremento del 36 per cento rispetto alla pianta organica preesistente, che non ha eguali in altre tipologie di ufficio.

L'opera di rafforzamento ha riguardato anche gli uffici di sorveglianza del distretto di Roma. Il citato decreto ministeriale 14 settembre 2020 ha previsto, tra l'altro, l'aumento di una unità per l'ufficio di sorveglianza di Roma. L'intero distretto aveva già beneficiato in tempi recenti di due unità complessive per effetto dei decreti ministeriali del 2014 e del 2015, specificatamente assegnati in ragione di una unità ciascuna agli uffici di sorveglianza di Viterbo e Frosinone. Da ultimo, con decreto ministeriale 23 novembre 2022 è stata disposta un'ulteriore attribuzione di due unità all'ufficio di sorveglianza di Roma, con un incremento complessivo del 20 per cento della pianta organica nel periodo di riferimento.

VERINI (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VERINI (PD-IDP). Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario Ostellari per la lettura della nota che ha appena pronunciato. Tuttavia, dichiariamo la nostra insoddisfazione sia nel merito delle risposte che - per usare la parola pronunciata dal senatore Zanettin - appaiono burocratiche, sia più in generale, perché questa risposta si inquadra in una incapacità e anche in una mancanza di volontà del Governo e del Ministero che questa mattina lo rappresenta qui in Aula di voler affrontare seriamente la questione delle carceri e, nel caso specifico, la questione collegata della magistratura di sorveglianza.

Noi siamo partiti mesi fa, nel presentare questa interrogazione, da un vero e proprio grido d'allarme che lei, signor Sottosegretario, certamente conosce e che lanciarono le camere penali di Roma, l'Avvocatura e soggetti che si occupano da vicino della problematica delle carceri. Questo grido d'allarme sulla drammatica situazione dello stato della magistratura di sorveglianza venne raccolto dalla presidente del tribunale di sorveglianza di Roma, la dottoressa Marina Finiti, la quale mandò una risposta chiedendo a sua volta, quasi supplicando il Governo, il CSM e tutti i soggetti preposti, di dare delle risposte, perché il suo ufficio non era e non è in grado di dare quelle risposte che i detenuti aspettano. È per questo che abbiamo presentato un'interrogazione, ma mi creda, signor Sottosegretario - e lei lo sa bene, perché conosce la situazione - avremmo potuto presentarla per tanti altri tribunali di sorveglianza del nostro Paese.

Le vostre risposte a questa situazione sono state intanto tutte declinate al futuro (faremo, abbiamo in programma, vedremo), quando invece - anche se so bene che non è facile - se davvero ci fosse una volontà reale, andrebbero declinate al presente, nell'immediatezza, perché la situazione è davvero drammatica. Inoltre, avete replicato anche con un provvedimento, il cosiddetto decreto carceri, che è un po' - come ha detto Antigone - come provare a ridipingere le pareti di una casa quando essa sta crollando dalle fondamenta. E mi riferisco al sistema carcerario italiano: suicidi, sovraffollamento, tutte cose di cui abbiamo parlato anche in quest'Aula.

Avete aggravato la situazione anche della magistratura di sorveglianza nella relazione con i detenuti, in un momento di fortissima tensione negli istituti di pena. Lo diceva molto bene il magistrato di sorveglianza Gianfilippi in una delle audizioni che abbiamo svolto, ma lo diceva anche il coordinamento dei magistrati di sorveglianza, che ha presentato un documento di forte critica del vostro provvedimento: c'è un tema - e il dottor Gianfilippi ce lo ricordava - perché con la vostra legge voi adesso avete addirittura tolto le valutazioni periodiche, semestrali, che i magistrati di sorveglianza elaboravano per valutare l'andamento del trattamento, valutando cioè la qualità e la quantità del percorso di recupero che ogni detenuto aveva deciso di intraprendere in quelle situazioni. Per un detenuto questo è fondamentale: è come una pagella quadrimestrale in una scuola.

Voi avete abolito le pagelle quadrimestrali; avete assegnato al magistrato di sorveglianza solo il giudizio finale in vista di quando scatterebbe la possibilità della liberazione anticipata, creando un'ulteriore tensione. Quella pagella, quel giudizio temporale serviva - e serve - anche al detenuto a capire se il suo percorso è tale da poter poi meritare quell'auspicata e agognata liberazione anticipata. L'avete abolita. I magistrati di sorveglianza hanno protestato, ma anche questa protesta sacrosanta è andata nella vostra indifferenza.

Signora Presidente, credo che la risposta del Sottosegretario, burocratica, declinata al futuro, è uguale a quella del decreto-legge che avete approvato in cui si fa riferimento a quando assumeremo nuovi agenti di polizia penitenziaria: entro la fine del 2025 alcuni e del 2026 altri. Tuttavia la situazione scoppia ora. Sul tema dell'affettività, avete previsto la possibilità di fare due telefonate in più al mese. Infine, oltre a tutte le cose gravi presenti nel vostro decreto-legge, che non danno risposte e che rendono parole vuote, per causa vostra, i principi fondamentali dell'articolo 27 della Costituzione - in esso si parla di pena come rieducazione e reinserimento, e quindi di sicurezza della società, perché quando un detenuto esce risocializzato non torna a delinquere - voi avete anche ignorato il ruolo del Parlamento. E al riguardo abbiamo presentato emendamenti anche significativi. Il Sottosegretario lo sa, ne abbiamo parlato anche in Commissione più volte: è stata ripetutamente bocciata anche una norma che durante i precedenti Governi avevamo elaborato insieme, quella cioè che durante il Covid consentiva ai detenuti in semilibertà, che uscivano la mattina per lavorare e tornavano la sera in carcere, di dormire fuori o nel proprio domicilio o altrove. L'abbiamo prorogata per due anni e adesso due volte nella legge di bilancio e nel milleproroghe noi abbiamo presentato emendamenti in questo senso, perché sono 800-900 persone e possono rappresentare un piccolo contributo a combattere il sovraffollamento. Insomma, avete bocciato anche questa una norma, che funzionava bene, che non aveva conosciuto alcuna revoca e questo è segno di una insensibilità. Invece avete creato nuovi reati che hanno portato anche nelle carceri minorili detenuti ragazzi, con drammatici problemi anche in quel caso.

Signora Presidente, colgo l'occasione della presenza del sottosegretario Ostellari per dire una cosa. Noi siamo stati tutti profondamente dispiaciuti e addolorati per la improvvisa e repentina scomparsa del garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale D'Ettore, che ricordiamo e la cui memoria è in tutti noi. Tuttavia, in una situazione del genere, quando nominerete il nuovo Garante, con quali criteri, ne parlerete col Parlamento, cosa che non avete fatto l'altra volta? Darete un segnale di serietà anche su questo punto che, con la vostra politica carceraria, non state dando? (Applausi).

PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno è così esaurito.

Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 15 con il question time.

(La seduta, sospesa alle ore 10,37, è ripresa alle ore 15).

Presidenza del vice presidente CENTINAIO

Parlamento in seduta comune, convocazione

PRESIDENTE. Comunico che il Parlamento in seduta comune è convocato martedì 24 settembre 2024, alle ore 12,30, con all'ordine del giorno la votazione per l'elezione di un giudice della Corte costituzionale. Voteranno per primi gli onorevoli senatori.

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (ore 15,01)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time), ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro dell'interno e il Ministro della giustizia.

Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso.

Il senatore Renzi ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01354 sulle misure per contrastare l'aumento dei reati violenti, per tre minuti.

RENZI (IV-C-RE). Signor Ministro, c'è una realtà dei fatti e c'è la propaganda del Governo. La propaganda del Governo è che questo è un Paese da due anni più sicuro. La realtà dei fatti, purtroppo, dice il contrario e lo diciamo con dispiacere. I dati dicono che, da quando c'è il Governo Meloni, ci sono più reati e c'è meno sicurezza. Uno potrebbe pensare che questo derivi dall'aumento delle previsioni normative, perché è noto che in una iperproduzione legislativa, da quello di rave party in poi, vi siete inventati i reati più strani. Ma in realtà i numeri che ci vengono offerti dalla banca dati interforze del Ministero dell'interno - parliamo, quindi, dei dati che ci vengono offerti da quegli straordinari professionisti del Viminale, perché voglio dare atto della straordinaria capacità delle nostre Forze dell'ordine - dicono che c'è, rispetto al periodo pre-Covid, un aumento del 24 per cento di rapine (non di rave party), un aumento del 15,6 per cento di percosse (non di rave party) e che aumentano persino gli omicidi volontari rispetto al 2022 e rispetto al 2019.

Signor Ministro, nell'augurarle buon lavoro e nel dirle che sui temi della pubblica sicurezza ovviamente siamo dalla sua parte, le diciamo anche che quest'estate siamo rimasti colpiti: una volta la Presidente del Consiglio evocava un complotto, una volta il Ministro - lei stesso - parlava di trappolone - penso che scopriremo, prima o poi, che il trappolone e il complotto ve li siete fatti da soli - ma il concetto di fondo è che, mentre il Palazzo discute di complotti e trappoloni, la sicurezza del ceto medio, degli ultimi o forse dei penultimi, è messa in discussione. Da quando ci siete voi, ci sono più reati. Che cosa intendete fare per cambiare linea? (Applausi).

PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, prefetto Piantedosi, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

PIANTEDOSI, ministro dell'interno. Signor Presidente, fin dal mio insediamento ho dedicato una particolare attenzione - come veniva ricordato - alla sicurezza nelle città, attivando un forum con i sindaci delle Città metropolitane sui temi della sicurezza urbana e presiedendo personalmente comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica in molti Capoluoghi.

I dati, in realtà, indicano che nel primo semestre 2024 i delitti sono calati sul territorio nazionale complessivamente dell'1,1 per cento rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente, con una rilevante flessione, tra l'altro, proprio degli omicidi volontari, diminuiti del 28 per cento.

Nello stesso periodo sono stati oltre 400.000 i soggetti denunziati ed arrestati, di cui circa 139.000 stranieri. Vista l'incidenza dei reati commessi da migranti irregolari, un forte impulso è stato dato proprio all'attività di rimpatrio degli stessi, anche grazie ad operazioni straordinarie realizzate dalle questure. Sono 3.724 i rimpatri effettuati dall'inizio dell'anno ad oggi, a fronte dei 3.164 dello stesso periodo dello scorso anno. Confidiamo in un progressivo ulteriore incremento di questi dati in relazione alla prossima riattivazione di alcune centinaia di posti nei centri per il rimpatrio, danneggiati dagli stessi occupanti. I risultati ottenuti sono frutto della sempre più incisiva attività di presidio e controllo del territorio assicurata dalle Forze di polizia, che ha portato a un aumento delle persone controllate del 14,7 per cento rispetto all'anno precedente. Tale trend è confermato in crescita nei primi sei mesi di quest'anno, con un incremento del 3,1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2023. Nelle grandi città la realizzazione sistematica di operazioni interforze, che noi abbiamo definito ad alto impatto, sta inoltre restituendo risultati molto positivi in termini di capacità di controllo del territorio, di prevenzione e di contrasto di ogni forma di illegalità.

A partire dal gennaio 2023 ne sono state realizzate oltre 2.000, con l'impiego di 91.000 unità delle Forze di polizia; sono state controllate 750.000 persone, di cui 263.000 stranieri, 1.400 i soggetti arrestati e oltre 9.000 denunziati. Si tratta di iniziative che si inseriscono nel contesto di un più ampio disegno finalizzato a potenziare la presenza delle Forze dell'ordine nei luoghi pubblici ad elevata concentrazione di persone.

Con l'ultima legge di bilancio abbiamo infatti rafforzato la presenza dei militari nelle stazioni ferroviarie, finanziando un'aliquota di personale dedicato di 800 unità e abbiamo incrementato il contingente dei militari dell'operazione Strade sicure, portando a 6.000 le unità rispetto alle 5.000 originariamente previste.

L'obiettivo è quello di rendere ancora più incisiva l'azione di presidio e controllo delle nostre città grazie al Fondo per le assunzioni, previsto nella legge di bilancio per l'anno 2023, e agli stanziamenti assicurati ancora per gli anni a venire. Stiamo attuando un'inversione di tendenza storica rispetto ai tagli operati nel passato da Governi precedenti, aumentando la presenza delle Forze dell'ordine nelle nostre città e ringiovanendo gli organici.

È mia intenzione, pertanto, continuare ad assicurare il necessario sostegno alle Forze di polizia con ulteriori risorse, che auspico possano essere individuate nella prossima legge di bilancio, e a proseguire con politiche di sicurezza ad ampio raggio anche grazie in prospettiva ai nuovi strumenti offerti dal disegno di legge sicurezza approvato dalla Camera nella giornata di ieri.

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Renzi, per due minuti.

RENZI (IV-C-RE). Signor Ministro, sono molto deluso dalla sua risposta. Ella si è prodotto in una serie di dati e numeri che non colgono il punto di vista molto chiaro che l'ufficio del Viminale ha espresso alla pubblica opinione. Dal 2013 tutti gli anni i reati sono diminuiti. E ripeto: tutti gli anni dal 2013 fino al 2022. Nel 2023 hanno ricominciato a crescere. Sono veri questi dati o dobbiamo dubitare del Viminale? Io non dubito del Viminale. Io ho fiducia nelle Forze dell'ordine e nella Polizia, in quelli che stanno sul territorio e in quelli che stanno negli uffici del Palazzo, al piano dell'ascensore o da un'altra parte. Io ho fiducia nella Polizia.

Forse il fatto che lei non dica la verità, e cioè che in questi due anni qualcosa è andato male, è comprensibile dal punto di vista politico. Ma lei è un servitore dello Stato. Ha fatto riferimento al taglio dei Governi precedenti. Lei era al Viminale quando il nostro Governo ha riaperto contro il blocco delle assunzioni e contro il blocco degli stipendi.

Signor Ministro, la sicurezza non è né di destra né di sinistra: è di tutti, degli ultimi e dei penultimi, delle ragazze che in stazione non ce la fanno (Applausi), dei cittadini che prendono la metropolitana perché non hanno i soldi per il taxi, è di quelli di cui voi volete il voto e a cui poi voi raccontate - come ha fatto lei oggi - una sfilza di numeri privi di significato.

Siccome io ho stima nei suoi confronti, signor Ministro, la prego: la prossima volta anziché parlare di altro, risponda nel merito e, se mi posso permettere, non ci racconti la storia dei trappoloni e dei complotti. Occupatevi dei problemi degli italiani, non dei fantasmi dei vostri Ministri. (Applausi).

PRESIDENTE. Il senatore Patuanelli ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01352 sull'utilizzo dei canali istituzionali di comunicazione per dichiarazioni di segno politico, per tre minuti.

PATUANELLI (M5S). Signor Presidente, Governo, Ministro, colleghi, come è noto, il 14 settembre scorso il pubblico ministero di Palermo, nell'ambito del processo Open Arms, ha chiesto una condanna a sei anni di reclusione per l'allora - è ancora Ministro, ma in un altro Dicastero - ministro Salvini. Non ritorno sul merito della richiesta e della faccenda, di cui si è ampiamente dibattuto. L'interrogazione di oggi volge lo sguardo su due effetti collaterali di questa richiesta. In particolare, mi riferisco alla dichiarazione di solidarietà che tanti membri del Governo - quasi tutti - hanno fatto al ministro Salvini. Però nello specifico, Ministro, abbiamo visto una sua dichiarazione in cui, oltre a esprimere solidarietà a una persona sotto processo - questo mi sembra sia del tutto lecito - ribadisce, con una frase molto precisa, il rischio che una condanna a sei anni di carcere per aver fatto fino in fondo il proprio dovere nel contrasto all'immigrazione irregolare sia un'evidente e macroscopica stortura e un'ingiustizia per lui e per il suo Paese.

Io personalmente ritengo - ma ovviamente chiedo a lei la sua opinione - che un Ministro della Repubblica, essendo Ministro della Repubblica e quindi di tutti noi, possa esprimere un moto di solidarietà verso un collega che ha una situazione complicata, ma dovrebbe cercare in qualche modo di limitare l'acuirsi di uno scontro fra poteri dello Stato. Ritengo che, da Ministro della Repubblica, si debba cercare di evitare di alimentare una visione per cui il potere esecutivo si contrappone al potere giudiziario. Il ministro Salvini avrà un processo, con tutte le garanzie del giusto processo, e sarà la magistratura a determinare se, anche nell'eventualità di un'attività esclusivamente doverosa di contrasto all'immigrazione, sia stato commesso un reato.

Ancor più deprecabile - mi permetto di dire - è il fatto che quella sua dichiarazione sia stata postata sui canali social non suoi, nella sua funzione di Ministro, ma del Viminale, perché ritengo che un Ministero che ha dei suoi canali di comunicazione debba utilizzarli per evidenziare l'attività, anche politica, del Ministero e del Ministro, ma non certamente per fare politica. (Applausi).

PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, prefetto Piantedosi, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

PIANTEDOSI, ministro dell'interno. Signor Presidente, eviterò di riferirmi a casi di personalità di precedenti Governi, anche appartenenti al Gruppo politico interrogante, che durante l'incarico ministeriale hanno rilanciato sul web, tramite canali istituzionali, proprie opinioni politiche, anche poco attinenti al mandato ricoperto. Attribuisco piuttosto il significato di questa interrogazione al tentativo, che ricorre più volte, di rinunziare a contraddire il Governo nel merito delle questioni affrontate, probabilmente per scarsità di argomenti convincenti, preferendo cercare ragioni per contestarne la legittimazione a esprimere le proprie posizioni.

Nel caso di specie, innanzitutto preciso che non ho mai assolutamente detto che sia ingiusta l'attività della magistratura. Prego di controllare bene il testo e il significato della mia dichiarazione. La magistratura requirente e giudicante fa anche in questo caso il proprio lavoro, secondo quanto gli è stato istituzionalmente consegnato. Infatti - come anche molti opinionisti indipendenti hanno sottolineato - è stato ingiusto, per quanto legittimo, consegnare alla giurisdizione penale l'attività istituzionale di un Ministro, volta al contenimento dell'immigrazione irregolare, da parte di Gruppi politici parlamentari che, in altri analoghi precedenti casi, non solo si erano espressi in senso diametralmente opposto, ma avevano anche rivendicato il valore politico e la riconducibilità ad azioni di Governo delle medesime iniziative da parte dello stesso Ministro, in alcuni casi intestandosi persino il reale merito di tali iniziative.

Peraltro a tale situazione, dal significato del messaggio che ne derivò, fece seguito un'immediata ripresa dei numeri crescenti di arrivi di migranti irregolari sulle nostre coste, che solo con l'impegno dell'attuale Esecutivo, dopo alcuni anni, si sta contrastando con efficacia e con risultati che sono sotto gli occhi di tutti: ad oggi meno 65 per cento di ingressi irregolari rispetto all'anno scorso, ma anche meno 34 per cento rispetto al 2022. È questo - io ritengo - l'interesse esclusivamente istituzionale che da attuale Ministro dell'interno annetto all'intera vicenda. E non mancheremo alcuna occasione per ribadire ai trafficanti di esseri umani che il Governo Meloni continuerà in ogni direzione a contrastare il loro vergognoso mercato criminale, assecondando da parte nostra, per converso, corridoi di ingressi legali per motivi umanitari e di lavoro, anche in questo caso con numeri mai registrati nel recente passato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Patuanelli, per due minuti.

PATUANELLI (M5S). Signor Presidente, penso che diciannove mesi di fila di calo della produzione industriale; i dati sull'occupazione che sembrano così buoni, ma in realtà denotano un calo delle ore lavorate e quindi una diminuzione dei lavoratori; i salari che vedono il nostro Paese al penultimo posto in Europa per la loro crescita e la fallimentare politica europea di questo Governo sono questioni che ogni giorno rilanciamo, perché di argomenti per contrastare politicamente e nei fatti questo Governo ce ne sono molti. Ve ne sono anche altri, come quelli illustrati nella mia interrogazione.

Penso che, rispetto all'opinione che si ha sul processo di Salvini, ci sia la massima libertà ed io ho rispetto di tutte le opinioni. Avrei preferito sentire un «sì, scusate» sul sito del Ministero dell'interno e un «forse era meglio che non vi fosse una mia dichiarazione politica», a prescindere da chi l'ha fatto prima e da chi lo farà dopo, perché ciascuno poi è responsabile delle proprie cose. Quindi, il Ministro ha perso l'occasione per ammettere semplicemente che forse è stato un errore e che cercherà di stare più attento nella comunicazione del Ministero.

Su tutto il resto, come sulla lotta all'immigrazione, possiamo confrontarci, ma la domanda era puntuale e specifica. Un po' come nella risposta precedente, lei ha cercato in qualche modo di dribblarla. Ripeto: chiedere scusa in questo Paese credo sia una pratica poco frequentata, ma rende più dignità alle persone. (Applausi).

PRESIDENTE. La senatrice Murelli ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01353 sull'aumento della criminalità urbana in Emilia-Romagna, per tre minuti.

MURELLI (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, ministro Piantedosi, da emiliana e siccome il quesito riguarda l'Emilia-Romagna, permettetemi di cogliere l'occasione - mi sembra doveroso - per rivolgere la mia vicinanza, e penso anche quella dell'Assemblea e vostra, alla popolazione dell'Emilia-Romagna colpita dall'alluvione di questa notte. (Applausi). Ringrazio tutti i soccorritori, i volontari e le Forze dell'ordine che stanno naturalmente lavorando per soccorrere la popolazione.

Veniamo al quesito. Ho voluto presentare questa interrogazione perché purtroppo la situazione delle città, dei cittadini e delle attività commerciali dell'Emilia-Romagna è ogni giorno preoccupante per quanto riguarda la sicurezza. La città e le piazze emiliane, che di solito sono un luogo di socialità e spesso di attività culturali, sono state trasformate, specialmente di notte, in luoghi di delinquenza e violenza. I capoluoghi di Provincia, anche i piccoli Comuni e le piccole città del territorio, sono oggetto di furti, rapine e risse, con interi quartieri in mano alla microcriminalità, in cui si percepisce un livello di insicurezza altissimo. La diffusione incontrollata di spaccio di droga ha raggiunto livelli allarmanti. È un fenomeno criminale che si svolge in pieno giorno nelle vie adiacenti alle stazioni ferroviarie, ma anche in zone frequentate da famiglie e da ragazzi, addirittura davanti alle scuole.

Dal 2014, le amministrazioni comunali di diverse città in Emilia-Romagna hanno inaugurato campagne di accoglienza che, nel tempo, hanno portato però a risultati fortemente negativi e l'aumento tangibile della criminalità. La stessa cosa per quanto riguarda l'accoglienza di minori stranieri, che trovano immediata accoglienza, ma poi vengono lasciati soli e abbracciano direttamente la criminalità, facendo parte anche di baby-gang. Ci sono vere e proprie organizzazioni che gestiscono il racket dei posti letto degli immigrati irregolari e nei centri di accoglienza straordinaria succede di tutto: dallo spaccio al deposito refurtiva, occupazione illegale di spazi, risse, fenomeni collegati al degrado.

Le chiedo quindi, signor Ministro, quali azioni stia mettendo in atto per rafforzare i sistemi di prevenzione e controllo del territorio emiliano e delle Forze dell'ordine, al fine di arginare il grave problema di sicurezza dell'Emilia-Romagna che sta preoccupando direttamente i cittadini, le attività commerciali e anche le attività turistiche.

PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, prefetto Piantedosi, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

PIANTEDOSI, ministro dell'interno. Signor Presidente, anch'io colgo l'occasione per rivolgere a nome mio e del Governo un pensiero di vicinanza e di solidarietà alla popolazione dell'Emilia-Romagna, che in queste ore sta fronteggiando una nuova grave alluvione.

In Emilia-Romagna, come nel resto del Paese, le prefetture sono costantemente impegnate a coordinare l'azione di prevenzione e contrasto poste in essere dalle Forze di polizia sulla base delle specifiche esigenze territoriali e con metodologie di intervento in grado di valorizzare le esperienze informative e investigative.

Tra le città capoluogo dove mi sono recato per presiedere personalmente i comitati provinciali non poteva non esserci Bologna, peraltro città alla quale sono profondamente legato per ragioni professionali e di vita. Altri momenti di confronto e di approfondimento sono stati da me voluti anche a Modena e Ravenna. A Bologna, dove sono stato in più occasioni, è stato anche sottoscritto il nuovo patto per la sicurezza urbana integrato: un accordo di durata biennale tra prefettura e Comune capoluogo che delinea una cornice organica di misure finalizzate a fornire risposte mirate in settori di intervento ritenuti prioritari per la sicurezza e per contrastare situazioni di degrado o di illegalità, in linea con le direttive da me impartite per incrementare i servizi di presidio e di controllo del territorio.

Le Forze di polizia, anche in questa Regione, sono state costantemente impegnate in un'attività che ha portato all'intensificazione dei controlli sulle persone, sui veicoli, sugli esercizi commerciali e ricettivi; al sequestro di stupefacenti, di merce insicura, contraffatta o provento di reato; all'adozione di provvedimenti di espulsione a carico di stranieri irregolari e di misure di prevenzione personale. In questo impegno, dall'inizio dell'anno ad oggi, sono stati messi a disposizione dell'autorità provinciale di pubblica sicurezza di quella Regione oltre 3.300 equipaggi dei reparti prevenzione crimine della Polizia di Stato, con l'impiego aggiuntivo di più di 10.000 unità di personale, oltre alle forze territoriali.

Nelle città di Bologna e Modena vengono inoltre sistematicamente effettuate operazioni cosiddette ad alto impatto: per l'anno in corso nelle due città sono stati già realizzati quarantaquattro servizi con tali modalità, con uno specifico focus su stazioni ferroviarie e aree limitrofe, con importanti risultati in termini di persone identificate e arrestate.

Si tratta di una strategia di intervento articolata sul piano operativo e alla quale stiamo assicurando la necessaria continuità in termini di uomini e mezzi, anche con l'incremento dei militari di Strade sicure, che vede oggi impegnate 226 unità. Siamo convinti che tale azione possa essere ulteriormente rafforzata, sicuramente grazie ai nuovi strumenti normativi contenuti nel disegno di legge per la sicurezza pubblica approvato ieri alla Camera dei deputati. Ricordo che le nuove misure consentiranno di contrastare più efficacemente alcune forme di criminalità che interessano proprio le aree urbane e che incidono sulla percezione di sicurezza, come le occupazioni abusive di immobili, le truffe, i borseggi e i reati commessi in luoghi ad alta densità di persone. Con questo provvedimento rafforziamo la tutela anche degli operatori delle Forze di polizia, che devono poter lavorare con serenità.

Tra le nuove misure introdotte dall'esame alla Camera voglio segnalare peraltro il miglioramento degli strumenti di assistenza legale a favore di chi viene indagato per fatti avvenuti in servizio e le bodycam a garanzia di coloro che sono impegnati in servizio di ordine pubblico e di controllo del territorio.

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Murelli, per due minuti.

MURELLI (LSP-PSd'Az). Signor Ministro, la ringrazio per la risposta. Sono soddisfatta della sua azione e di quello che il Governo sta facendo. Sicuramente il decreto-legge sicurezza approvato ieri alla Camera, che arriverà da noi in Senato, è un'importante risposta alle esigenze del territorio, ma anche delle Forze dell'ordine. Ritengo il suo operato, la sua esperienza e professionalità attenti e lungimiranti. L'intensificazione della presenza delle Forze dell'ordine in numero di unità - come lei ha specificato - su tutto il territorio è importante, ma è importante anche andare a enfatizzare e a prevenire la loro tutela. Ecco perché quanto approvato con il decreto sicurezza alla Camera è rilevante anche dal punto di vista della sicurezza degli operatori. Mi riferisco, ad esempio, alle bodycam; alla copertura delle spese legali fino a 10.000 euro per ogni grado di giudizio nel caso siano imputati o indagati; alle pene più severe per chi usa violenza o minaccia a un ufficiale o agente di Polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza, con un aumento di un terzo della pena.

Ritengo sollecito anche l'importante intensificarsi delle azioni nella lotta alla droga e allo spaccio per il futuro dei nostri ragazzi.

Concludo dicendo che l'azione politica deve essere incisiva. Gli interventi devono mirare a ristabilire l'ordine laddove si è radicata la criminalità, ed è quello che stiamo facendo e che state facendo come Governo. Naturalmente deve essere innalzato anche il livello di sicurezza percepito e, quindi, è importante anche la comunicazione ai cittadini.

PRESIDENTE. Il senatore Verini ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01355 sull'operato del sindaco di Terni, per tre minuti.

VERINI (PD-IDP). Signor Ministro, una persona in piazza minaccia e mette le mani addosso a un giornalista dopo averne insultati pubblicamente altri. Nella stessa piazza quella stessa persona lancia sputi a un cittadino. La medesima persona poi minaccia in un'aula consiliare dirigenti e dipendenti comunali; insulta e intimidisce consiglieri comunali con aggressività, costringendo i vigili urbani a cinturarlo e a bloccarlo.

Pronuncia ripetutamente in quell'aula frasi e insulti sessisti. Lei dirà che questa persona minaccia l'ordine pubblico, che bisogna prevenire e contrastare questi comportamenti. Il problema è che questi gesti da energumeno appartengono a un pubblico ufficiale: il sindaco di Terni. Hanno messo a rischio la coesione sociale in quella città, la convivenza civile e la stessa agibilità democratica in una città di forti tradizioni democratiche e civili, come Terni, e l'agibilità dello stesso consiglio comunale, organo eletto dal popolo, i cui membri devono essere garantiti nell'esercizio del mandato. Questo sindaco, che si chiama Stefano Bandecchi, ha violato ogni regola democratica, mettendo in crisi l'organo, costringendo alcuni consiglieri comunali a presentare perfino denunce per minacce e intimidazioni ricevute, mozioni all'unanimità di censura, di condanna da parte del consiglio regionale dell'Umbria; la deputata Anna Ascani ed io siamo stati dal prefetto; abbiamo anche rivolto a lei domande, presentando iniziative parlamentari. Oggi le chiediamo quali iniziative, nel rispetto del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, si possano adottare per ripristinare la normalità democratica.

Vorrei concludere il mio intervento dicendo che da quando abbiamo presentato l'interrogazione sono accaduti dei fatti nuovi, per esempio c'è stata la chiusura delle indagini per un'inchiesta molto seria, della Guardia di finanza e della procura di Roma, che aveva provocato perfino il sequestro cautelativo di 22 milioni di euro a Bandecchi per evasione fiscale e per violazione delle norme delle università private. C'è un tema di conflitto di interessi legato al nuovo stadio e a una clinica privata che lui vorrebbe costruire; si è dovuto dimettere da presidente della Ternana, sta cercando di vendere la società a chissà quali soggetti poco affidabili, ma c'è un grande tema di incompatibilità e di conflitto d'interesse. Insomma, è davvero una presenza inquinante della democrazia. Mi dispiace che la destra, che lo ha combattuto in questo anno, nei giorni scorsi abbia stretto un accordo politico per le elezioni regionali con questo personaggio e il suo movimento. Non è questo, ovviamente, che voglio imputare a lei, ma a lei chiediamo risposte sulla garanzia dell'agibilità democratica in quella città e in quel consiglio comunale. (Applausi).

PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, prefetto Piantedosi, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

PIANTEDOSI, ministro dell'interno. Signor Presidente, prima di tutto preciso immediatamente che, rispetto all'alterco avvenuto il 5 settembre scorso nei pressi del palazzo municipale tra il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ed un opinionista sportivo locale, non risultano ad oggi essere state presentate denunce o querele da parte degli interessati.

Per quanto attiene ai casi per i quali lo stesso sindaco è stato oggetto di esposti e querele alla competente procura della Repubblica, mi attengo ai reati che possono avere un'incidenza rispetto alle valutazioni che possono essere fatte ai sensi del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali; per reati quali violenza, minaccia e oltraggio a un corpo politico, amministrativo, giudiziario si attendono gli esiti degli accertamenti dell'autorità giudiziaria competente, prima dei quali non è possibile fare ogni altra eventuale e consentita valutazione.

Assicuro comunque che, come lei saprà, ogni situazione concernente la possibile sussistenza di cause ostative all'esercizio del mandato amministrativo da parte di amministratori locali è normalmente e puntualmente oggetto di attenzione da parte del Ministero dell'interno, anche per il tramite delle competenti prefetture.

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Verini, per due minuti.

VERINI (PD-IDP). Signor Presidente, il signor Ministro ha dato una risposta e so che anche al Viminale c'è stata molta preoccupazione per i comportamenti di questo personaggio, mi chiedo però che altro deve accadere. Dei consiglieri comunali sono stati minacciati con violenza, intimiditi, costretti a uscire dall'aula perché non possono rispondere a violenza con la violenza e sono stati costretti a fare delle denunce; mi interrogo sull'agibilità democratica in un organo eletto dal popolo, perché quelle persone, quei consiglieri comunali sono eletti dal popolo e hanno il diritto di svolgere democraticamente il proprio mandato. Ebbene, nell'attesa di tutti gli accertamenti dell'autorità giudiziaria e anche dell'evoluzione delle querele che sono state presentate, credo che il prefetto e il Viminale abbiano il dovere di fare anche qualcosa di più, di andare a vedere davvero concretamente quello che sta succedendo in quella città.

Infine, signor Presidente, prima ho fatto un accenno a quel gravissimo, disperato accordo, imposto dalla Presidente del Consiglio, che la destra umbra, in vista delle elezioni, ha fatto per un'alleanza elettorale con questo signore. Il candidato sindaco di Fratelli d'Italia Masselli e la dirigente scolastica Fabrizi, entrambi consiglieri di Fratelli d'Italia, hanno lasciato, per protesta e dignità, il loro partito contro questo accordo, che è veramente osceno. Esprimo, per così dire, solidarietà a queste persone che hanno fatto questo gesto, ma al tempo stesso credo che, anche in vista delle regionali, non si possa dare fiducia e fare accordi con chi inquina la convivenza civile e democratica di quella città e anche di quella Regione. (Applausi).

PRESIDENTE. Il senatore Paroli ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01351 sulle condizioni dei due istituti penitenziari di Brescia, per tre minuti.

PAROLI (FI-BP-PPE). Signor Presidente, signor Ministro, questa iniziativa si svolge all'interno della più ampia iniziativa che Forza Italia ha promosso quest'estate con un comune sentire operativo con il Partito radicale italiano, denominata «Estate in carcere». C'è stata, signor Ministro, una mobilitazione con visite di parlamentari, consiglieri regionali, amministratori e militanti negli istituti di pena, volta a verificare le reali condizioni delle persone private della libertà personale e a confrontarsi con i dirigenti, gli operatori, la Polizia penitenziaria, i magistrati di sorveglianza, per redigere report dedicati alle singole strutture che, tra l'altro, a giorni verranno presentati pubblicamente, sempre con intento particolarmente costruttivo e positivo, cercando di dare un contributo che possa servire a migliorare le condizioni della popolazione carceraria.

Nell'ambito di questa iniziativa, sono stati visitati anche gli istituti penitenziari di Brescia, che consistono nella casa circondariale Canton Mombello (il vecchio Nerio Fischione, chiamato da noi bresciani Canton Mombello) e la casa di reclusione di Brescia Verziano. Con il collega onorevole Casasco abbiamo visitato entrambe le strutture e parlato a lungo con la direttrice, che vive una situazione chiaramente di grave difficoltà, ma con una strana anomalia: questi due istituti carcerari sono l'uno l'opposto dell'altro. La casa circondariale Canton Mombello-Nerio Fischione è in condizioni di assoluta inagibilità, è una struttura vetusta, fatiscente e degradata in cui non ci sono le condizioni per scontare la pena, mentre l'istituto Verziano rappresenta un vero modello, che, grazie anche agli spazi che ha a disposizione in periferia, ha la possibilità davvero di essere punto di riferimento per nuove iniziative.

Ebbene, oggi accade che il Ministero che lei rappresenta ha elaborato l'esigenza di sostituire il carcere di Canton Mombello con un nuovo carcere che si era localizzato a Verziano, ma il MIT - questo vale per la passata legislatura, a cui risale l'iniziativa, che però prosegue - ha avuto la brillante idea di posizionare questa nuova struttura all'interno del campo da calcio della struttura già esistente del sedime di Verziano. È evidente che questo porterebbe a creare una anomalia negativa dentro un'esperienza positiva che è quella del Verziano, perché venendo meno gli spazi esterni ci sarebbe un aggravio del sovraffollamento che abbiamo a Canton Mombello. In più questa iniziativa non chiuderebbe Canton Mombello, non darebbe la possibilità di superare un bubbone che non ha rispetto della tradizione italiana, del nostro comune sentire rispetto alle condizioni carcerarie.

Gli interroganti, quindi, chiedono di sapere quale sia in proposito la posizione del Ministro in indirizzo, considerato che a Brescia, realizzando le strutture rappresentate fuori dal sedime, quindi nelle aree adiacenti disponibili, si possono creare le condizioni per garantire la detenzione in ambienti non degradati, necessarie a guidare il reinserimento del detenuto dopo aver scontato la pena, noi ci auguriamo in modo dignitoso.

PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, onorevole Nordio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

NORDIO, ministro della giustizia. Signor Presidente, ringrazio anzitutto il collega. Il discorso, ovviamente è molto più ampio, essendo nota la situazione di criticità delle nostre strutture penitenziarie. Essa dipende, per quanto riguarda l'edilizia, da una situazione che si è sedimentata nei decenni perché non sono stati costruiti nuovi edifici carcerari, né ristrutturati abbastanza quelli vecchi. Per quanto riguarda il sovraffollamento, essa dipende da varie componenti. Ne cito tre: abbiamo circa un terzo di detenuti di origine straniera, circa un quinto di detenuti in attesa di giudizio e circa un altro quinto di detenuti per reati legati alla tossicodipendenza. Da un punto di vista strategico, stiamo lavorando in questi tre settori: per quanto riguarda gli stranieri, cercando, nei limiti del possibile, di far loro scontare la pena nei Paesi di origine; per quanto riguarda i tossicodipendenti, che più che essere criminali sono essenzialmente dei malati, di trovare delle strutture alternative per l'esecuzione della pena, quindi comunità e altro; per quanto riguarda i detenuti in custodia cautelare, rivedendo i criteri della detenzione cosiddetta preventiva.

Infine, per quanto riguarda l'edilizia carceraria, che è poi la cosa che ci interessa di più, almeno discutendo questa interrogazione, noi stiamo nominando ad horas un commissario straordinario che avrà la possibilità di accelerare, sia dal punto di vista burocratico sia dal punto di vista organizzativo, la ristrutturazione di queste carceri, che ripeto, in parte sono anziane, in parte sono fatiscenti e in parte devono essere costruite.

Per quanto riguarda nello specifico l'istituto di Brescia di cui lei ha parlato, l'ipotesi progettuale dell'istituto Verziano, sviluppata per l'ampliamento, che contempla allo stato una capacità detentiva pari a 220 posti, consentirà di mantenere adeguati spazi per l'espletamento delle fondamentali attività trattamentali della popolazione detenuta. Faccio presente che il concetto di spazio che lei ha giustamente evocato per noi è fondamentale. Lo spazio infatti nell'ambito del carcere consente quelle due attività, il lavoro e lo sport, che sono deflattive sia dal punto di vista della tensione psicologica sia dal punto di vista dell'attitudine a reiterare i reati.

Per quanto riguarda i fondi occorrenti per la realizzazione degli interventi, sebbene l'amministrazione penitenziaria abbia comunicato la disponibilità a poter sostenere a propria cura e spese gli altri due lotti funzionali, il MIT, in sede di riprogrammazione delle risorse finanziarie in materia di edilizia, ha previsto la copertura finanziaria a suo carico dell'intero intervento. La previsione presuntiva di spesa complessiva è di circa 40 milioni e 500.000 euro. Ciò al netto dell'impegno che è già stato assunto dal Governo per un nuovo progetto di edilizia carceraria a Verziano più capiente rispetto a quello attualmente finanziato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Paroli, per due minuti.

PAROLI (FI-BP-PPE). Signor Ministro, la ringrazio. Sono confortato dalle sue buone intenzioni e dalla visione che è assolutamente comune e condivisa. C'è un problema. Noi siamo abituati, purtroppo da tanti anni, al fatto che i progetti partono con una buona intenzione e, quando poi nascono male, vanno avanti perché non si fermano più. In questo caso si tratta di un progetto positivo che va però spostato. Essendo in periferia, le aree adiacenti sono totalmente disponibili. Noi dobbiamo spostare questo progetto dal sedime interno di Verziano all'esterno. Questo si può e si deve fare. Dobbiamo concordare e capire, soprattutto il suo Ministero, perché non vorrei che chi deve realizzare ciò che i funzionari hanno in mente per superare l'infrazione europea, pensi alla costruzione degli spazi solo in termini di metri quadrati. Dobbiamo avere più metri quadrati possibili per poter dare più risposte possibili in termini di cifre, di metri quadrati per detenuto. Non è così che raggiungiamo l'obiettivo, perché in questo caso, se dovessimo consumare il sedime interno di questo carcere e, in più, non si dovesse chiudere Canton Mombello, avremmo il terzo carcere a Brescia che sarebbe un terzo problema. Il primo lo abbiamo già, il secondo lo diventerebbe e, conseguentemente, si creerebbe il terzo.

Le chiedo davvero di prendere a cuore questa situazione e trovare delle alternative possibili.

Si dice che non è possibile, altrimenti si perderebbe il finanziamento. Quante volte abbiamo sentito queste cose? Si può. Ricordo che a Brescia il nuovo palazzo di giustizia è stato spostato da un'area all'altra, a un chilometro di distanza, mantenendo la stessa concessione edilizia (allora c'erano le concessioni edilizie). Oggi evidentemente ci sono i permessi di costruire, ma questo si può e si deve fare; bisogna volerlo. Certo, c'è un po' di lavoro in più da fare; però ne vale la pena. Grazie, signor Ministro.

PRESIDENTE. La senatrice Campione ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01356 sull'applicazione delle norme sul codice rosso, per tre minuti.

CAMPIONE (FdI). Signor Presidente, ringrazio il Ministro per la presenza in Aula. Apprendiamo di recente dalla stampa che due giornalisti, Nello Trocchia e Sara Giudice, si sarebbero resi autori di violenze sessuali ai danni di una giovane collega giornalista, che per tali fatti ha sporto denuncia. Nella denuncia si precisa che le presunte violenze hanno avuto luogo nella notte del 29 gennaio 2023 in un taxi. La denunciante ipotizza anche di essere stata vittima di somministrazione della cosiddetta droga dello stupro.

In seguito alla denuncia si aprono le indagini e il pubblico ministero procede, tra l'altro, ad ascoltare più volte i due denunciati, ma, sempre secondo quanto riferito dalla denunciante, omette di ascoltare la parte offesa, in palese violazione della legge n. 69 del 2019, meglio conosciuta come codice rosso, che prevede tassativamente l'ascolto della persona offesa entro tre giorni dalla denuncia. Le indagini terminano con una richiesta di archiviazione del procedimento, avverso la quale la denunciante propone opposizione, con udienza fissata al 10 dicembre prossimo. Aggiungo a tutto questo che, sempre secondo quanto si apprende dagli organi di stampa, la denunciante, in seguito alla denuncia sporta, avrebbe perso l'occasione di lavorare nella trasmissione "Piazza Pulita", in onda su LA7.

Ora, tutti sappiamo quanto la corretta applicazione del codice rosso sia fondamentale per reprimere reati che destano un gravissimo allarme sociale. La disapplicazione di questa norma, che prevede un ascolto rapido della parte offesa, è quanto mai grave. Chiedo pertanto al Ministro se intenda avvalersi dei propri poteri ispettivi per verificare la corretta applicazione dell'articolo 362, comma 1-ter, del codice di procedura penale, introdotto proprio dalla legge n. 69 del 2019. (Applausi).

PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, onorevole Nordio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

NORDIO, ministro della giustizia. Signor Presidente, come sempre è molto difficile commentare situazioni che sono in questo momento sotto l'indagine autonoma e indipendente della magistratura. Però i riferimenti normativi cui lei ha fatto riferimento sono esatti. L'articolo 362, comma 1-ter, del codice di procedura penale (introdotto dalla legge n. 69 del 2019, il cosiddetto codice rosso) prevede effettivamente che entro tre giorni debba essere ascoltata la parte offesa, salvo che sussistano imprescindibili esigenze di tutela di minori o della riservatezza delle indagini, anche nell'interesse della parte offesa.

Quindi, nei limiti del rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura, noi ci siamo attivati per chiedere alla procura di Roma una relazione informativa su questo.

Nella serata di ieri è pervenuta la nota di trasmissione a firma del procuratore aggiunto della relazione informativa, che era stata firmata dal sostituto procuratore assegnatario del fascicolo, con allegato il decreto di differimento dell'audizione della persona offesa del 3 febbraio 2023 (come ho detto prima, può essere differita l'audizione della parte offesa) e la richiesta di archiviazione datata luglio 2023.

Il decreto di differimento dell'audizione della persona offesa - che deve essere motivato - recita: «si deve ritenere che sussistano imprescindibili esigenze di riservatezza delle indagini» tanto da «non potersi procedere all'assunzione immediata di informazioni della persona offesa».

Quindi, nel decreto non risultano esplicitate le ragioni di questo differimento. Di conseguenza, è stata chiesta un'integrazione alla procura della Repubblica di Roma e nella tarda mattinata odierna, a seguito di integrazione di istruttoria da parte dei nostri uffici, il procuratore della Repubblica di Roma ha trasmesso una "nota di chiarimento" a firma del pm titolare delle indagini, che, a integrazione della precedente relazione che ho indicato prima, testualmente recita che la ragione per la quale «non si è ritenuto di dover assumere a sommarie informazioni la parte offesa all'esito della effettuazione delle attività di indagine prontamente avviate e prima del deposito della richiesta di archiviazione risiede nel fatto che, come già evidenziato in precedenza, la denuncia querela è stata raccolta da ufficiali di polizia giudiziaria specializzati nella materia dei reati contro la libertà personale, con proposizione di domande anche di approfondimento alla parte offesa in relazione al suo narrato, sicché la sua audizione, oltre a rivelarsi superflua, poteva aumentare il rischio di vittimizzazione secondaria». Da ex magistrato, posso dire che, effettivamente, la denuncia della parte offesa non equivale all'audizione della parte offesa nel termine dei tre giorni.

Del resto, non è dato evincere dagli atti che sono stati trasmessi la delega del PM procedente alla Polizia giudiziaria per l'audizione entro il termine previsto dalla legge. Sulla scorta di queste risultanze, saranno interessate le articolazioni ministeriali per gli opportuni approfondimenti e le valutazioni di competenza.

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Campione, per due minuti.

CAMPIONE (FdI). Signor Presidente, signor Ministro, mi dichiaro soddisfatta della sua risposta. Lei ha la nostra più completa fiducia nelle misure e negli accertamenti che vorrà disporre e le misure che vorrà adottare.

Tutti sappiamo quanto sia importante la corretta applicazione del codice rosso per arginare le violenze di cui quotidianamente veniamo a conoscenza e questo è tanto più importante se teniamo conto che di recente è stata approvata una legge, che prevede addirittura che, in caso di mancato ascolto da parte del pm della persona offesa, si possa procedere addirittura all'avocazione delle indagini. Questo proprio a sottolineare quanto sia importante la tempestività nell'ascolto di chi le violenze, purtroppo, le subisce. (Applausi).

PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata (question time) all'ordine del giorno è così esaurito.

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

D'ELIA (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'ELIA (PD-IDP). Signor Presidente, colleghe e colleghi, mi sembrava giusto omaggiare anche in quest'Aula i novant'anni anni di una grande attrice italiana e una grande donna, Sophia Loren, al secolo Sofia Costanza Brigida Villani Scicolone, nata il 20 settembre del 1934 a Roma.

Domani festeggerà il compleanno in una festa privata in cui si rivedrà il film che l'ha resa famosa come pizzaiola «L'oro di Napoli», film del regista Vittorio De Sica, con cui poi ha girato altri film. «È stata la prima volta della mia vita» - ha detto Sophia Loren - «che qualcuno ha creduto in me e ha scommesso su di me, non lo dimenticherò mai». Qualche giorno fa, in un'intervista a «la Repubblica» di Natalia Aspesi, che le chiedeva quale dei suoi tantissimi film lei metterebbe in un santuario, al massimo due, lei risponde: «"La ciociara" e "Una giornata particolare".

Sì, metterei quelli. Sono due film di cui sono estremamente orgogliosa, perché rappresentano nel senso più profondo il mio lavoro come attrice. Sono così orgogliosa dei momenti che ho creato in questi film, insieme ai registi naturalmente, momenti che hanno toccato i cuori delle persone in tutto il mondo ma che hanno anche parlato alle donne in modo molto diretto. Non posso però non aggiungere a questa risposta anche il mio ultimo film, "La vita davanti a sé"».

Se con De Sica che la dirige diventa la pizzaiola d'Italia, un'icona a vita, l'attrice ha dovuto però imporsi, lottare come tante altre donne per la sua passione, scegliere di non tornare a Pozzuoli, dove viveva con la madre, per seguire il suo desiderio di diventare attrice. Ha vissuto, come tutte le altre donne, le lotte per il lavoro, l'indipendenza e contro la guerra.

Con «La ciociara» vince l'Oscar, dato per la prima volta a un'attrice non di lingua inglese e che rappresentava le speranze di una generazione uscita dal fascismo. Era così inedito che lei non credeva di poter battere Audrey Hepburn in «Colazione da Tiffany» e rimase a Roma. Il 9 aprile 1962 ricevette la telefonata che l'avvisava dell'Oscar. In «Una giornata particolare», capolavoro di Scola, conosce in un casermone, i palazzi Federici qui al quartiere Nomentano, mentre Mussolini e Hitler si stringono la mano il 6 maggio 1938, un gentile inquilino, abile nei passi di danza - è Mastroianni, con cui poi ha girato dodici film - ma prossimo al confino perché omosessuale. In fondo anche lei è una confinata, relegata alla vita domestica, un po' come Delia in «C'è ancora domani», il film della Cortellesi che, non a caso, Sofia Loren in questa intervista omaggia. Siamo però nel 1977 e questo è un film civile, pieno di umanità. Ancora, ne «La vita davanti a sé» - per stare solo a questi tre film - la Loren è una donna ex prostituta che accoglie un turbolento ragazzino di origine senegalese, piantando il seme di un profondo e reciproco affetto (a proposito di cittadinanza). È un film di cui lei è orgogliosa perché girato insieme al figlio.

Sofia Loren è stata una grande diva ed ha interpretato film di successo con i più grandi registi: Monicelli, Scola, Dino Risi, Charlie Chaplin, Lumet. Tutti poi la ricordiamo per come nel 1999 consegna l'Oscar a Roberto Benigni, urlando «Roberto!». Una figura importante e straordinaria, una donna a cui vanno i nostri migliori auguri di compleanno. (Applausi).

PRESIDENTE. Anche la Presidenza porge gli auguri di buon compleanno a Sophia Loren.

Mi unisco agli auguri perché oggi è anche il compleanno di un nostro ex collega, il senatore Bossi, che compie ottantatré anni. (Applausi).

Atti e documenti, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per la seduta di martedì 24 settembre 2024

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 24 settembre, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 15,52).

Allegato A

INTERROGAZIONI

Interrogazioni sui danni derivanti dall'eccessiva diffusione del granchio blu

(3-01282) (23 luglio 2024)

Lombardo. - Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste -

                    Premesso che:

            il granchio blu (Callinectes sapidus), specie invasiva originaria dell'Atlantico occidentale, è stato segnalato in diverse aree costiere italiane, causando significativi impatti negativi sugli ecosistemi locali, sulla biodiversità e sulle attività di pesca tradizionali;

            la presenza del granchio blu rappresenta una seria minaccia per le risorse ittiche, con potenziali danni economici per le comunità costiere e il settore della pesca;

            numerose segnalazioni da parte di pescatori e operatori del settore hanno evidenziato un aumento della presenza del granchio blu nelle acque italiane, con conseguente preoccupazione per la sostenibilità economica e ambientale delle aree colpite;

            si stima che i danni al solo settore della pesca delle vongole ammontino a 40 milioni di euro, rischiando di azzerare un comparto produttivo che vede a Goro, in provincia di Ferrara, il suo centro italiano;

            è compito del Governo intervenire tempestivamente per contrastare la diffusione di specie invasive e tutelare la biodiversità e le risorse economiche delle comunità locali;

            interventi efficaci richiedono la predisposizione di fondi adeguati e specifici piani di gestione e contenimento della specie;

            con il decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104 sono stati stanziati 2.9 milioni di euro per il contrasto alla proliferazione di questa specie;

            con il decreto-legge 15 maggio 2024, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2024, n. 101, è stata prevista l'istituzione di un commissario straordinario che dovrà provvedere alla redazione del piano di contenimento del granchio blu,

            si chiede di sapere:

            quando si provvederà alla nomina del commissario straordinario, quali specifiche misure siano state adottate e si intenda adottare per contrastare la diffusione del granchio blu nelle acque italiane e a quanto ammontino i fondi a questo fine spesi finora e stanziati per il futuro;

            quali enti e istituzioni siano coinvolti nelle operazioni di monitoraggio e gestione della specie, quali collaborazioni siano in atto con organizzazioni internazionali e comunitarie per affrontare congiuntamente il problema e se si intenda valutare l'accesso al FEAMP (Fondo europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca dell'UE) per supportare nella lotta alla debellazione le aziende che sono state danneggiate dalla diffusione del granchio blu, come già richiesto dalla Regione Veneto.

(3-01346) (17 settembre 2024) (già 4-00561) (11 luglio 2023)

Lombardo. - Ai Ministri dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e dell'ambiente e della sicurezza energetica -

                    Premesso che:

            il Callinectes sapidus, comunemente chiamato granchio blu, è un crostaceo autoctono delle coste atlantiche americane;

            a causa del cambiamento climatico le coste del mar Adriatico sono diventate un habitat ideale per il granchio;

            nella costa ferrarese, più precisamente nei comuni di Goro e Comacchio, è presente un distretto di itticoltura di mitili e, soprattutto, di Ruditapes philippinarum (vongole veraci);

                    considerato che:

            nella sacca di Goro le concessioni per l'allevamento della vongola verace hanno un'estensione di circa 13.000.000 metri quadrati;

            la pesca della vongola verace a Goro impiega circa 1.300 addetti, su una popolazione comunale di 3.500 persone attive;

            con una produzione di 50.000 tonnellate all'anno Goro produce il 95 per cento delle vongole veraci prodotte in Europa;

            il granchio blu è un predatore della vongola verace e la diminuzione della quantità delle stesse vongole è già attestata dai pescatori dell'area,

            si chiede di sapere quali azioni intenda intraprendere il Ministro in indirizzo, in sinergia con la Regione Emilia-Romagna, per evitare il ridimensionamento di un indotto produttivo strategico in un territorio a forte trazione ittico-agricola.

Interrogazioni su un caso di sentenza rinvenuta nel fascicolo prima della conclusione del processo

(3-00986) (27 febbraio 2024)

Zanettin. - Al Ministro della giustizia -

            Premesso che, per quanto risulta all'interrogante:

            la stampa ha dato ampio risalto alla notizia relativa a un caso per il quale, nonostante il processo non fosse ancora concluso, era già stata scritta la sentenza di condanna;

            il difensore dell'imputato ha casualmente scoperto il dispositivo nel fascicolo del dibattimento e ha successivamente richiesto ed ottenuto l'astensione, sia del presidente del collegio, che dei due giudici della seconda sezione del Tribunale di Firenze;

            i fatti risalgono al 15 febbraio 2024;

            il legale, durante l'attesa dell'udienza, con il permesso del pubblico ministero ha sfogliato il fascicolo del dibattimento, contenente gli atti e i verbali;

            in questo modo avrebbe trovato il dispositivo riportante la data del 18 ottobre 2023, con il nome dell'imputato e la condanna di 5 anni e mezzo per maltrattamenti, privo della firma del presidente;

            il pubblico ministero non aveva ancora svolto la requisitoria e gli avvocati non avevano nemmeno argomentato le difese;

            il difensore ha richiesto l'astensione da parte del collegio e i tre giudici si sono astenuti. La presidente del Tribunale ha autorizzato la decisione, avviando degli accertamenti;

            la locale camera penale ha giustamente sottolineato che appariva evidente che nella fattispecie una decisione era in realtà stata già assunta, senza prima aver ascoltato le argomentazioni della difesa;

            tale modo di amministrare la giustizia denota una visione del processo penale in cui le ragioni della difesa vengono intese alla stregua di un inutile orpello a cui si possa tranquillamente rinunciare con conseguente oltraggio del ruolo e della funzione del difensore,

            si chiede di sapere quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere, affinché sia fatta piena luce sull'episodio, anche eventualmente attraverso l'attivazione dei propri poteri ispettivi e disciplinari.

(3-01074) (11 aprile 2024)

Potenti. - Al Ministro della giustizia -

                    Premesso che:

            secondo una comunicazione della camera penale di Firenze, la cui notizia appare sul quotidiano "il Corriere Fiorentino" del 24 febbraio 2024, il giorno 14 febbraio 2024, un avvocato difensore in attesa della chiamata del proprio processo, consultando su autorizzazione il fascicolo dibattimentale del Tribunale di Firenze, rinveniva una "minuta" del dispositivo della sentenza completamente redatta comprensiva del nome dell'imputato ed anche del calcolo della pena accessoria rapportata alla pena detentiva prima ancora della discussione finale;

            la vicenda ha provocato la ferma reazione e solidarietà dell'Unione delle camere penali italiane, con la censura corale del comportamento del Tribunale di Firenze per la grave violazione dei diritti di difesa dell'imputato nel processo determinando l'immediato invio degli atti, da parte del presidente del Tribunale, al procuratore generale presso la Corte di cassazione;

            il 6 marzo 2024 l'assemblea della camera penale di Firenze ha deliberato di proclamare l'astensione di tre giorni dalle udienze penali. Nel frattempo il presidente Maggiora ha richiesto il coinvolgimento dell'Unione delle camere penali per capire quali forme di protesta a livello nazionale sarebbero state intraprese. Come reso noto dall'Unione delle camere penali, il presidente del collegio ha sostenuto che: "il 'file' stampato oggetto della censura è frutto di una prassi abituale per la sottoscritta - eseguita spesso anche dagli altri componenti - di preparare, in vista dell'udienza di discussione, una personale bozza di dispositivo che ha la duplice funzione di anticipare il corretto inserimento dei dati utili (numero del processo, generalità dell'imputato e delle altre eventuali parti) nel dispositivo che verrà elaborato all'esito della camera di consiglio, nonché di costituire un sintetico appunto di ciascuno sulle valutazioni emerse dallo studio degli atti processuali in vista della decisione",

            si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quale sia la sua opinione in merito agli accadimenti.

Interrogazione sul potenziamento dell'organico del tribunale di sorveglianza di Roma

(3-01195) (18 giugno 2024)

Verini, Bazoli, Rossomando, Basso, Camusso, Crisanti, D'Elia, Delrio, Franceschelli, Furlan, Malpezzi, Manca, Martella, Nicita, Rando, Rojc, Sensi, Valente. - Al Ministro della giustizia -

                    Premesso che:

            gli organici del Tribunale di sorveglianza di Roma risultano sottodimensionati e con un elevato tasso di scopertura;

            lo ha segnalato Marina Finiti, Presidente del Tribunale di sorveglianza di Roma rispondendo formalmente il 7 giugno 2024 al Presidente e al direttivo della Camera penale di Roma, che con due successive note avevano manifestato le doglianze del foro per il fatto che non siano state evase con la necessaria celerità le istanze autorizzative relative a soggetti sottoposti a misura extra muraria;

            la presidente Marina Finiti sottolinea, nella stessa missiva, che a nulla è valso, di fronte alle centinaia di istanze che giornalmente vengono recapitate via PEC, l'adozione di provvedimenti di esame delle stesse istanze individuando alcune priorità, tralasciando motivazioni di ordine affettivo, quali esigenze di salute, lavoro, giustizia, evitando così che le decisioni in questione vengano rimesse alla responsabilità del singolo operatore;

            rilevato che:

            l'istituzione temporanea di una task force per tentare di aggredire operativamente l'arretrato e il potenziamento della Cancelleria deputata alla ricezione delle istanze di modifica delle istanze delle misure delle alternative in esecuzione non hanno portato alla soluzione dei problemi;

            un interpello distrettuale finalizzato all'assegnazione di ulteriori unità di personale amministrativo è andato deserto;

            gli uffici di sorveglianza non sono ricompresi nei progetti del PNRR e dunque non sono destinatari di alcuna risorsa in termini di personale e di informatizzazione;

            il Tribunale di sorveglianza di Roma già autorizza in via preventiva nelle ordinanze di detenzione domiciliare gli allontanamenti per quanto attiene agli spostamenti per motivi di salute spesso anche in ambito regionale e non solo provinciale, purché documentati e previo avviso agli organi di polizia territorialmente competenti. Nei provvedimenti non sono ricompresi il C.P.S e il N.O.A.;

            la presidente Marina Finiti nella citata lettera ha segnalato, inoltre, che nelle prescrizioni relative alla detenzione domiciliare viene già autorizzato, previo avviso alle forze dell'ordine, l'allontanamento dell'interessato dal domicilio per la via più breve e per il tempo strettamente necessario per comprovati e documentabili motivi di salute,

            si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia al corrente dei fatti esposti in premessa e quali siano le sue valutazioni in merito, nonché se a fronte delle gravi carenze segnalate dal Presidente del Tribunale di sorveglianza di Roma, intenda assumere le opportune iniziative al fine di ripristinare condizioni di piena operatività del tribunale e garantire conseguentemente lo svolgimento regolare delle attività.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA, AI SENSI DELL'ARTICOLO 151-BIS DEL REGOLAMENTO

Interrogazione sulle misure per contrastare l'aumento dei reati violenti

(3-01354) (18 settembre 2024)

Enrico Borghi, Fregolent, Musolino, Paita, Renzi, Sbrollini, Scalfarotto. - Al Ministro dell'interno -

                    Premesso che:

            i dati sulla criminalità che emergono dalle statistiche della banca dati interforze del Dipartimento di pubblica sicurezza del dicastero dell'interno, confrontati con gli anni precedenti, fanno emergere un quadro sconcertante: i reati denunciati in Italia nel 2023 sono tornati a salire per la prima volta dal 2013, registrando 2,34 milioni di reati, l'1,7 per cento in più rispetto al periodo pre COVID e addirittura il 3,8 per cento in più rispetto al 2022;

            a destare preoccupazione, in particolare, è l'aumento dei reati violenti tra cui rapine in pubblica via (16.561 episodi nel 2023, in crescita del 9,5 per cento sul 2022 e del 24,5 per cento sul 2019), percosse (16.645 denunce, 3,1 per cento in più su base annua e 15,6 per cento in più sul 2019), omicidi volontari (pari a 341 episodi, dieci in più rispetto al 2018 e 13 in più rispetto al 2019): inoltre significativo risulta il dato relativo all'indice di criminalità per province, dove ai primi posti si collocano le grandi città, come Milano, Roma e Firenze, e le principali mete turistiche della penisola;

            dai dati forniti dal Viminale il 15 agosto 2024, inoltre, preoccupa il totale dei delitti compiuti dal 1° gennaio 2023 al 31 luglio 2024, pari a 3.650.875, dei quali 44.166 rapine e addirittura 1.605.812 furti: emerge con evidenza una situazione preoccupante per la sicurezza dei cittadini, meritevole di attenzioni e di azioni urgenti da parte del Ministro;

            nonostante la sicurezza e l'incolumità dei cittadini venga messa sempre più a repentaglio dal dilagare incontrastato della criminalità, lo scorso agosto il Ministro in indirizzo ha accennato a un presunto "trappolone" ai danni del Governo, senza fornire spiegazioni su che cosa intendesse nel merito e senza indicare gli eventuali "ideatori": tale dichiarazione appare infatti, secondo gli interroganti, ancora più grave alla luce del ruolo e delle funzioni conferite al Ministro dalla legge, alimentando una cultura del sospetto e complottista che rischia persino di fomentare il dilagare della criminalità all'interno del nostro Paese;

            il Ministro dell'interno è responsabile della tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, è autorità nazionale di pubblica sicurezza ed è chiamato ad adottare i provvedimenti necessari a garantire la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica: non è chiaro, tuttavia, se il Ministro si stia adoperando in tal senso, oppure giustifichi la sua sostanziale inerzia sulla base del contrasto dei suddetti, e mai comprovati, piani sovversivi a danno del Governo, che comunque costituirebbero argomento di preminente interesse nazionale di cui le Camere andrebbero informate senza indugio,

            si chiede di sapere che cosa intenda fare il Ministro in indirizzo per garantire l'incolumità dei cittadini e contrastare il continuo aumento della criminalità all'interno del Paese, anche con particolare riferimento alle grandi città, fortemente esposte all'aumento di criminalità, e quali siano le ragioni per cui, negli ultimi due anni, l'incolumità dei cittadini sia stata messa sempre più a repentaglio dall'intensificarsi di fenomeni criminosi.

Interrogazione sull'utilizzo dei canali istituzionali di comunicazione per dichiarazioni di segno politico

(3-01352) (18 settembre 2024)

Patuanelli. - Al Ministro dell'interno -

                    Premesso che:

            il 14 settembre 2024 il pubblico ministero di Palermo nell'ambito del processo "Open Arms" ha richiesto 6 anni di reclusione per il senatore Matteo Salvini, già Ministro dell'interno, imputato per fatti avvenuti nell'agosto 2019 in relazione allo sbarco nel porto di Lampedusa di 147 naufraghi, soccorsi in mare dalla nave dell'organizzazione non governativa spagnola "Open Arms";

            a seguito della diffusione della notizia, sono state numerose le reazioni e le dichiarazioni di esponenti del Governo;

            tra queste quella del Ministro in indirizzo, che sulle proprie pagine social di "Facebook" e "X" ha pubblicato la seguente dichiarazione: "Piena e totale solidarietà al ministro Salvini. Il rischio a una condanna a sei anni di carcere, per aver fatto fino in fondo il suo dovere nel contrasto all'immigrazione irregolare, è una evidente e macroscopica stortura e un'ingiustizia per lui e per il nostro Paese";

            risulta che la stessa dichiarazione, di carattere prettamente politico, sia stata pubblicata anche sul profilo "Facebook" ufficiale del Ministero dell'interno attraverso una "storia",

            si chiede di sapere:

            se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno che i profili social ufficiali del Ministero siano utilizzati per la diffusione di opinioni strettamente politiche che, sebbene espresse in qualità di Ministro, non attengono all'attività istituzionale, la quale comunque dovrebbe essere rispettosa dell'operato degli altri poteri dello Stato;

            se, nel merito delle dichiarazioni pubblicate anche sul profilo social del Ministero, non ritenga inopportuno esprimere in qualità di Ministro della Repubblica opinioni che definiscono "un'ingiustizia" l'attività della magistratura in merito all'accertamento, mediante tutte le garanzie processuali previste dall'ordinamento, di eventuali profili penali connessi all'ipotizzata violazione di convenzioni internazionali e norme interne che, quale titolare del Ministero preposto al controllo della sicurezza e dell'immigrazione, dovrebbe per primo correttamente applicare.

Interrogazione sull'aumento della criminalità urbana in Emilia-Romagna

(3-01353) (18 settembre 2024)

Murelli, Romeo. - Al Ministro dell'interno -

                    Premesso che:

            nelle città dell'Emilia-Romagna si registrano quasi quotidianamente episodi di violenza nei confronti dei cittadini e delle attività commerciali, che stanno rendendo le città invivibili per i residenti e poco attraenti per i turisti, per il diffuso senso di pericolosità e paura che si respira;

            le città e le piazze emiliane, da sempre luogo di socialità e spesso teatro di eventi culturali, si sono infatti trasformate, principalmente la notte, in luoghi in cui si sviluppano delinquenza e violenza dando luogo ad una vera e propria emergenza sociale;

            i capoluoghi di provincia, ma anche le città più piccole del territorio emiliano, sono purtroppo coinvolte regolarmente in furti, rapine, risse, con interi quartieri in mano alla microcriminalità, in cui si percepisce un livello di insicurezza altissimo, tanto da inibire i cittadini ad uscire e da costringere gli esercenti a chiudere i locali senza adeguata assistenza;

            la diffusione incontrollata dello spaccio di droga ha raggiunto livelli allarmanti: è un fenomeno criminale che si svolge in pieno giorno, nelle vie adiacenti alle stazioni ferroviarie ma anche in zone frequentate regolarmente da ragazzi e famiglie, addirittura davanti alle scuole;

            è fondamentale puntare sulla sicurezza urbana, intesa come pieno godimento degli spazi comuni e come riqualificazione delle aree contraddistinte da degrado e illegalità diffusa, principalmente quelle limitrofe ai parchi e alle stazioni, che sembrano essere diventati dormitori per tossicodipendenti e sbandati, anche prevedendo l'intensificazione della presenza delle forze dell'ordine;

            l'azione politica deve essere incisiva e gli interventi devono mirare, da una parte, a ristabilire l'ordine dove si è radicata la criminalità, e, dall'altra, a prevenire la degenerazione dei fenomeni illegali. Solo con azioni mirate e congiunte si può lavorare per migliorare la qualità di vita dei cittadini, che passa anche attraverso l'innalzamento del livello di sicurezza percepito,

            si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo stia mettendo in atto per rafforzare i sistemi di prevenzione e controllo del territorio emiliano, al fine di arginare il grave problema di sicurezza che la regione sta vivendo e che sta causando ripercussioni preoccupanti sulla qualità di vita dei cittadini, nonché sulle attività commerciali e turistiche.

Interrogazione sull'operato del sindaco di Terni

(3-01355) (18 settembre 2024)

Verini, Camusso, Zambito, Rando, Malpezzi, Nicita, Rossomando, Alfieri, Franceschelli, Furlan, Rojc, Giacobbe, Giorgis, Manca, Verducci, Irto, D'Elia, Martella, Lorenzin. - Al Ministro dell'interno -

                    Premesso che:

            da notizie via web e a mezzo stampa si è appreso che il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, durante un acceso confronto, avrebbe prima insultato e dato del provocatore, e poi avrebbe sputato per due volte dell'acqua, appena bevuta da una bottiglietta, sulla faccia di un cittadino ternano;

            secondo quanto riportato dalla stampa, Bandecchi e il cittadino, noto in città anche come opinionista sportivo, si erano dati appuntamento davanti a palazzo Spada, sede del Comune di Terni, come confermato anche da un post "Instagram" del sindaco;

            Bandecchi, proseguendo una disputa che era iniziata in precedenza on line, avrebbe sputato una prima volta dell'acqua addosso al cittadino, e sarebbe poi tornato sui suoi passi per ripetere il gesto, accusando l'interlocutore, che non ha mai reagito fisicamente, di essere un "provocatore politico";

            l'episodio riportato rappresenta l'ennesima grave ferita alla città di Terni e ai suoi cittadini, ancora una volta costretti ad assistere alla mancanza di quel decoro istituzionale minimo che sarebbe doveroso da parte di tutti i rappresentanti delle istituzioni;

            a quanto detto si aggiungano le espressioni sessiste, i diversi episodi di violenza verbale di cui Bandecchi si è reso protagonista nel corso delle sedute del Consiglio comunale, violenze rivolte a consiglieri comunali di opposizione, a dirigenti, o ancora le aggressioni ai danni di agenti della Polizia municipale e giornalisti;

            il sindaco di Terni, infine, è stato raggiunto da un avviso di conclusione delle indagini dalla Procura di Roma in merito ad un'inchiesta per evasione fiscale. Nello specifico a Bandecchi viene contestata la sottrazione di 20 milioni di euro mediante l'acquisto di beni di lusso e spese di gestione della Ternana calcio, ceduta da pochi mesi, con fatturazione intestata all'università degli studi telematica di Roma "Nicolò Cusano", di cui è stato presidente fino al giugno 2023,

            si chiede di sapere:

            se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative urgenti intenda adottare, per quanto di competenza ed in relazione ai poteri conferiti all'amministrazione dell'interno dal testo unico sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, per garantire il ripristino di un clima di piena agibilità democratica nell'assemblea elettiva e un rapporto consono e rigorosamente istituzionale dell'amministrazione di Terni con i suoi cittadini;

            se sia a conoscenza, ai fini di quanto sopra, di potenziali o attuali conflitti di interesse del sindaco, in relazione a ruoli, funzioni, ricoperti in passato o attuali nell'ambito dell'università, dello sport e della sanità.

Interrogazione sulle condizioni dei due istituti penitenziari di Brescia

(3-01351) (18 settembre 2024)

Gasparri, Damiani, De Rosa, Fazzone, Galliani, Lotito, Occhiuto, Paroli, Ronzulli, Rosso, Silvestro, Ternullo, Trevisi, Zanettin. - Al Ministro della giustizia -

                    Premesso che:

            Forza Italia ha promosso l'iniziativa di "comune sentire operativo" con il Partito radicale italiano, denominata "Estate in carcere", una mobilitazione con visite di parlamentari, consiglieri regionali, amministratori e militanti negli istituti di pena, tesa a verificare le reali condizioni delle persone private della libertà personale, confrontandosi con i dirigenti, gli operatori, la Polizia penitenziaria, i magistrati di sorveglianza, redigendo report dedicati alle singole strutture;

            nell'ambito di questa iniziativa sono stati visitati anche gli istituti penitenziari di Brescia, la casa circondariale "Canton Mombello" e la casa di reclusione "Verziano";

            mentre la prima è una struttura fatiscente e degradata, in cui non ci sono le condizioni per scontare la pena in modo dignitoso, la struttura di Verziano rappresenta un modello su cui investire e che verrebbe meno con l'attuale progetto che vedrebbe costruire un nuovo carcere dentro il sedime di Verziano, compromettendo tutte le attuali condizioni di vivibilità;

            secondo gli interroganti andrebbero quindi avviate le opportune iniziative di acquisizione, anche a carico del Comune di Brescia, per reperire le aree adiacenti, che sono disponibili, dove spostare l'attuale progetto, che è finanziato, ma che appunto va spostato fuori dal sedime di Verziano, cosa che si può e si deve fare, e contemporaneamente la struttura di Canton Mombello va chiusa, perché non ci saranno mai le condizioni di vivibilità che richiede oggi un istituto carcerario,

            si chiede di sapere quale sia in proposito la posizione del Ministro in indirizzo, considerato che a Brescia, realizzando le strutture citate, si possono creare le condizioni per garantire la detenzione in ambienti non degradati, necessaria a guidare il reinserimento del detenuto dopo avere scontato la pena in modo dignitoso.

Interrogazione sull'applicazione delle norme sul "codice rosso"

(3-01356) (18 settembre 2024)

Campione, Malan, Sallemi, Berrino, Sisler, Rastrelli, Rapani, Silvestroni. - Al Ministro della giustizia -

                    Premesso che:

            secondo quanto riportato dalla stampa, dopo una serata trascorsa in un locale romano il 29 gennaio 2023, due giornalisti, Sara Giudice e Nello Trocchia, sono stati denunciati da una collega per il reato di violenza sessuale di gruppo, aggravata dalla somministrazione di droga e alcool, in particolare di acido gamma-idrossibutirrico, noto come "GHB" o "droga dello stupro";

            secondo la denunciante, i due l'avrebbero sottoposta a molestie sessuali a bordo di un taxi, forse dopo la somministrazione, a sua insaputa, del GHB, di cui è stata rilevata la presenza nelle sue urine in un'analisi effettuata il giorno seguente, presenza però negata nelle controanalisi fatte effettuare dalla Procura di Roma; risulterebbe che, di conseguenza, gli avvocati della presunta vittima abbiano chiesto un'ulteriore analisi, quella tricologica, senza esito;

            la denunciante ha, altresì, affermato di non essere stata ascoltata nello svolgimento delle indagini, come invece è previsto dall'articolo 2 della legge 19 luglio 2019, n. 69, denominata "codice rosso", che prevede l'obbligo per il pubblico ministero di assumere informazioni dalla persona offesa nel termine di tre giorni dall'iscrizione della notizia di reato, nonostante l'esplicita richiesta in tal senso del legale, al contrario dei due giornalisti denunciati che sono stati, invece, ascoltati;

            successivamente, non ritenendo che sussistessero elementi per formulare l'imputazione, la Procura ha chiesto l'archiviazione del procedimento alla quale la difesa della denunciante ha proposto opposizione;

            sempre secondo notizie apprese dalla stampa, dalla documentazione allegata risulta che uno degli indagati avrebbe anche affermato che, a seguito della denuncia, la collega si sarebbe preclusa ogni possibilità di lavorare nella trasmissione "Piazza pulita", in quanto avrebbe ormai avuto "terra bruciata" intorno,

            si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda avvalersi dei propri poteri ispettivi per verificare la corretta applicazione dell'articolo 362, comma 1-ter, del codice di procedura penale, introdotto dalla citata legge n. 69 del 2019.

 

Allegato B

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Barachini, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Castelli, Cattaneo, De Poli, Durigon, Fazzolari, Franceschelli, Garavaglia, La Pietra, Licheri Sabrina, Meloni, Mirabelli, Monti, Morelli, Ostellari, Parrini, Rauti, Rubbia, Segre, Sensi, Sisto, Stefani e Turco.

.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Petrucci, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati; Scurria e Zampa, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Alfieri, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'OSCE; Borghese, per partecipare a un incontro internazionale.

Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati

Ministro dell'interno

Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell'usura e di ordinamento penitenziario (1236)

(presentato in data 19/09/2024)

C.1660 approvato dalla Camera dei deputati.

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatrice Tajani Cristina

Misure per lo sviluppo e la diffusione delle imprese start-up innovative a vocazione sociale (1235)

(presentato in data 19/09/2024);

senatori Magni Tino, Boccia Francesco, Patuanelli Stefano, De Cristofaro Peppe, Unterberger Julia, Calenda Carlo

Disposizioni per l'istituzione del salario minimo (1237)

(presentato in data 19/09/2024);

senatore Turco Mario

Limiti massimi agli emolumenti e agli incarichi affidati ai top manager delle società di capitali (1238)

(presentato in data 19/09/2024).

Disegni di legge, assegnazione

In sede redigente

7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport

sen. Rando Vincenza ed altri

Disposizioni per il riconoscimento di manifestazione di patrimonio di interesse nazionale del festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo (1209)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio

(assegnato in data 19/09/2024).

In sede referente

3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa

Gov. Meloni-I: Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Tajani Antonio, Ministro della difesa Crosetto Guido ed altri

Ratifica ed esecuzione della Convenzione sull'istituzione dell'organizzazione governativa internazionale GCAP, fatta a Tokyo il 14 dicembre 2023 (1225)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

(assegnato in data 19/09/2024).

Risposte scritte ad interrogazioni

(Pervenute dal 13 al 19 settembre 2024)

SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 71

DE CRISTOFARO: sul suicidio di un giovane detenuto nel carcere di Paola (4-01350) (risp. NORDIO, ministro della giustizia)

GASPARRI: sull'intitolazione di una strada di Reggio Emilia a D'Annunzio (4-00453) (risp. FERRO, sottosegretario di Stato per l'interno)

sui risarcimenti per ingiusta detenzione (4-01379) (risp. NORDIO, ministro della giustizia)

LOREFICE: sulla sicurezza dei lavoratori che operano sui pontili delle raffinerie italiane, con particolare riferimento a quella di Gela (4-00817) (risp. SALVINI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

POTENTI, CANTALAMESSA: sulla pericolosità della strada statale 268 del Vesuvio (4-00909) (risp. SALVINI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

SCALFAROTTO: sulla situazione del carcere di Quarto (Asti) (4-01314) (risp. NORDIO, ministro della giustizia)

SENSI ed altri: sull'introduzione del servizio di faceboarding presso l'aeroporto di Milano Linate (4-01215) (risp. SALVINI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

STEFANI: sulla fuga e latitanza di Giacomo Bozzoli (4-01313) (risp. NORDIO, ministro della giustizia)

Interrogazioni

VALENTE, ROSSOMANDO, MARTELLA, MIRABELLI, RANDO, GIACOBBE, SENSI, GIORGIS, TAJANI, FRANCESCHELLI, ALFIERI, MANCA, ROJC, D'ELIA - Ai Ministri della salute e per la famiglia, la natalità e le pari opportunità. - Premesso che:

il 9 settembre 2024 è stata inaugurata all'ospedale "Sant'Anna" di Torino la "stanza per l'ascolto", già da tempo annunciata a seguito della convenzione sottoscritta nel luglio 2023 dall'azienda Città della salute e della scienza di Torino e dalla federazione regionale del movimento per la vita; la convenzione è stata fortemente voluta dalla Giunta regionale di centrodestra, che dal suo insediamento nel 2019 ha intrapreso numerose e a giudizio degli interroganti controverse iniziative su maternità ed aborto, come il mantenimento del divieto di somministrazione anche nei consultori della RU486 (la pillola abortiva), nonostante le linee guida emanate nel 2020 dal Ministero della salute che la rendano possibile, e l'attivazione negli ospedali di sportelli informativi sull'aborto, gestiti da associazioni pro vita; inoltre la Regione ha istituito il fondo vita nascente, per il quale sono stati stanziati nella legge di bilancio negli ultimi tre anni risorse che avrebbero dovuto supportare donne incinte in difficoltà economiche inducendole a non abortire;

secondo quanto previsto dalla convenzione, la stanza per l'ascolto sarebbe una sorta di sportello per le donne che vogliono interrompere la gravidanza per "offrire loro un supporto concreto"; l'attività di supporto sarebbe svolta da volontari del movimento Pro Vita che ha in gestione lo sportello, eventualmente anche con il coordinamento del personale sanitario; le donne potranno essere indirizzate al servizio direttamente dal personale sanitario della struttura o potranno contattare direttamente i volontari;

secondo quanto riportato da organi di stampa, il personale volontario che presta servizio è espressione dell'indirizzo apertamente anti abortista del movimento, con conseguente mancanza di obiettività ed imparzialità nello svolgere il ruolo. Si tenga presente che la legge 22 maggio 1978, n. 194, stabilisce che solo la donna può decidere di interrompere la gravidanza nei primi 90 giorni, senza interferenze e condizionamenti e, come prevede l'articolo 5, che neppure il padre (o presunto tale) del concepito possa in alcun modo intromettersi in questa scelta e la sua presenza nel consultorio o nella struttura sanitaria è sempre subordinata al consenso della donna;

nel novembre 2023 la CGIL Torino e l'associazione "SeNonOraQuando" hanno presentato al TAR Piemonte un ricorso per chiedere l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, della convenzione tra l'azienda ospedaliera della salute e della scienza di Torino e l'associazione "Centro di aiuto alla vita e movimento per la vita G. Foradini" di Rivoli, motivando l'impugnazione con la violazione delle norme sulla sanità pubblica, e dei principi della legge n. 194, a tutela della salute delle donne e della libertà di scelta, alla luce del fatto che la stanza è stata data in gestione ad associazioni che nel loro statuto fanno esplicito riferimento al contrasto all'aborto;

il Tribunale amministrativo regionale del Piemonte ha respinto, nel mese di gennaio 2024, l'istanza di sospensione cautelare, riservandosi tuttavia di decidere sul merito del quesito, ovvero sull'opportunità o meno di aprire il centro all'interno dell'ospedale; a tutt'oggi non risulta che sia stata fissata un'udienza per discutere il ricorso;

nel nostro Paese l'applicazione della legge n. 194 continua ad essere complessa, esiste indubbiamente un problema di accessibilità all'interruzione volontaria di gravidanza a causa dell'alto numero di obiettori di coscienza, mancano risorse sufficienti a completare la rete dei consultori e non si riesce a garantire nelle strutture ospedaliere un'equa proporzione tra medici obiettori e non;

sin dal suo insediamento, la Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, ha dichiarato che non avrebbe toccato l'impianto della legge n. 194; di fatto la sua maggioranza attua sistematicamente iniziative normative volte a smontare pezzo per pezzo l'impianto della legge, l'ultima delle quali, come noto, ha condotto all'approvazione, con voto di fiducia, di una norma nel decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19 (decreto PNRR), che consente il coinvolgimento dei movimenti anti abortisti nei consultori. A fronte della nuova disposizione approvata, il Parlamento europeo ha approvato, nello scorso mese di aprile, una risoluzione che chiede di inserire il diritto all'aborto nell'ambito della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;

la stanza per l'ascolto dell'ospedale Sant'Anna di Torino è l'ennesima iniziativa volta ad influire sulla libera determinazione delle donne a decidere di interrompere la gravidanza senza pressioni psicologiche o economiche, in aperta violazione dei principi sanciti dalla legge n. 194, similmente a quanto accaduto nell'ospedale di Aosta dove, secondo quanto risulta agli interroganti, la presidente del centro antiviolenza ha denunciato la pratica seguita da alcuni medici delle strutture sanitarie pubbliche in base alla quale è disposto l'ascolto del battito cardiaco del feto per le donne che vanno in ospedale ad abortire;

l'apertura della stanza per l'ascolto nell'ospedale di Torino appare inoltre poco opportuna in considerazione del fatto che è ancora pendente il ricorso presso il TAR Piemonte che, pur avendo respinto la sospensiva, si è espressamente riservato di decidere nel merito della vicenda,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative, per le parti di reciproca competenza, intendano intraprendere al fine di garantire equamente il rispetto del fondamentale principio di libertà di autodeterminazione previsto dalla legge n. 194 del 1978.

(3-01357)

ZAMPA, CAMUSSO, FURLAN, ZAMBITO, LORENZIN - Al Ministro della salute. - Premesso che:

è notizia recente, diffusa da alcuni quotidiani nazionali, che le mancate vaccinazioni per il SARS-CoV-2 nel 2023 siano costate al nostro Paese quasi 1,6 miliardi di euro;

nonostante, al momento, non sussista più l'emergenza riscontrata negli anni passati, il virus continua a circolare ed è solo grazie ai vaccini e al fatto che gran parte della popolazione è già entrata in contatto con il virus che il rischio di un decorso grave della malattia è molto diminuito;

non si può però dimenticare che il pericolo di contrarre la malattia e di avere seri problemi di salute rimane elevato, soprattutto per le persone anziane e i soggetti con determinate patologie preesistenti;

rimane essenziale, quindi, garantire la migliore protezione possibile e, allo stesso tempo, onde non incorrere più in situazioni già riscontrate, evitare un sovraccarico del sistema sanitario se i casi di COVID-19, influenza e altre infezioni dovessero aumentare: fondamentale sarà la campagna vaccinale promossa dal Ministero della salute;

attualmente è partita la nuova campagna vaccinale contro il COVID con priorità per over 60 fragili e operatori sanitari, ci saranno circa 8,4 milioni di dosi di nuovi vaccini a disposizione, e di queste 1,4 milioni circa sono state già distribuite alle Regioni, mentre un'altra tranche da 1,1 milioni di dosi sarà distribuita a fine settembre; per far partire la campagna si aspetta la nuova circolare del Ministero, attesa a giorni, con le indicazioni sulle categorie per cui sarà raccomandato, alla quale seguirà poi il calendario deciso dalle Regioni;

se la campagna di vaccinazione non dovesse avere successo, l'impatto economico, tra costo delle ospedalizzazioni e mancata produttività, porterebbe ad altre ingenti perdite economiche che il nostro Paese non può permettersi,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia al corrente di tale situazione e come intenda procedere affinché la campagna vaccinale di quest'anno, a differenza di quella del 2023, sia più incisiva e abbia maggiore presa sui cittadini;

se non intenda, per evitare sperpero di denaro e, soprattutto, un'ondata di nuovi casi di COVID-19, pensare a non indicare il vaccino come "raccomandato" a persone di età pari o superiore a 60 anni, agli ospiti delle residenze sanitarie assistenziali, agli operatori sanitari e sociosanitari, ai fragili e agli immunodepressi, ma "necessario".

(3-01358)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

MAZZELLA, ALOISIO, NATURALE, BILOTTI, NAVE, MARTON, LOPREIATO, SIRONI, DI GIROLAMO, PIRONDINI, BEVILACQUA, GUIDOLIN, CROATTI - Al Ministro della salute. - Premesso che:

l'ospedale "Sant'Anna e Maria santissima della neve", situato in via Lenza a Boscotrecase (Napoli), è un presidio ospedaliero classificato come DEA di primo livello, che serve un bacino di utenza compreso tra 150.000 e 300.000 residenti. Tuttavia, a partire dal mese di marzo 2020, durante l'emergenza da COVID-19, tutte le attività ambulatoriali, inclusi i ricoveri programmati e le emergenze del pronto soccorso, sono state sospese;

nonostante la nota del direttore generale della ASL Napoli 3 sud, risalente a ottobre 2022, in cui si disponeva di "ogni necessario adempimento finalizzato alla riapertura del pronto soccorso del presidio ospedaliero di Boscotrecase entro il 15 novembre 2022", le attività di emergenza urgenza risultano ancora soppresse;

in data 2 marzo 2023, il sottosegretario di Stato per la salute, Marcello Gemmato, in risposta all'interrogazione 3-00030, proposta dal primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo, ha dichiarato che la ASL competente aveva comunicato di aver avviato l'iter per il ripristino delle funzioni originarie, prevedendo un arco temporale di circa 4 mesi per garantire strutturalmente un presidio idoneo a gestire percorsi COVID e non. Tuttavia, nonostante lo stesso primo firmatario abbia presentato interrogazioni parlamentari, indirizzato una lettera al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e incontrato il prefetto di Napoli, dottor Di Bari, le attività di emergenza urgenza del pronto soccorso rimangono ad oggi sospese;

il direttore della ASL Napoli 3 sud ha comunicato che "non ci sono medici né per il pronto soccorso né per la medicina d'urgenza". Gli interroganti ritengono che la chiusura del pronto soccorso dell'ospedale abbia generato conseguenze drammatiche che richiedono un intervento immediato, pertanto condividono appieno il documento presentato recentemente al presidente della Giunta regionale, De Luca, da parte di un gruppo di sindaci del territorio. In particolare, questo documento evidenzia la grave crisi che affligge il sistema sanitario locale, sottolineando come, da oltre tre anni, i cittadini siano costretti a rivolgersi a ospedali lontani per ricevere assistenza in caso di emergenze mediche;

tale situazione rappresenta un notevole aggravio per i pazienti e le loro famiglie, comportando rischi significativi per la salute, in particolare per i più vulnerabili. L'appello dei medici e dei sindaci, dei comitati e dei cittadini è chiaro: la mancanza di un pronto soccorso nella zona ha creato un vuoto inaccettabile nell'assistenza sanitaria. Le criticità segnalate includono difficoltà di accesso alle cure urgenti, congestione nei punti di pronto soccorso degli ospedali limitrofi, come quello di Castellammare di Stabia, i cui operatori stessi hanno invitato i pazienti a cercare assistenza altrove, e un generale deterioramento della qualità delle prestazioni sanitarie;

si ritiene inaccettabile che in un periodo post pandemico, in cui ci si aspetterebbe un rafforzamento dei servizi sanitari, i cittadini debbano subire le conseguenze di scelte politiche e gestionali che non tengono conto delle reali necessità del territorio. La salute è un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione, e la chiusura del pronto soccorso ha di fatto limitato l'accesso a cure tempestive per una popolazione già provata. Inoltre, il tragico decesso di una neonata avvenuto il 23 dicembre 2023 è un chiaro segnale della gravità della situazione e deve fungere da campanello d'allarme: non è più accettabile che simili tragedie si ripetano;

il presidente De Luca ha recentemente ribadito l'urgenza di affrontare la questione del personale nei punti di pronto soccorso, dichiarando la sua disponibilità a protestare al Ministero della salute;

considerato che, a parere degli interroganti, la mancanza di risorse e personale non può essere utilizzata come giustificazione per mantenere chiuso un servizio essenziale. Pertanto, è fondamentale e urgente che il Ministero intervenga per garantire la riapertura del pronto soccorso a Boscotrecase, non solo per soddisfare le esigenze immediate della popolazione, ma anche per ristabilire un sistema sanitario che possa rispondere adeguatamente alle emergenze, accogliendo anche le proposte delle istituzioni locali che richiedono un'equa distribuzione degli operatori sanitari lungo il perimetro regionale,

si chiede di sapere:

quali misure intenda adottare il Ministro in indirizzo per garantire la riapertura immediata del pronto soccorso dell'ospedale Sant'Anna e Maria santissima della neve di Boscotrecase;

quali strategie siano previste per affrontare la grave carenza di personale sanitario che attualmente affligge i punti di pronto soccorso della Campania e quali iniziative intenda intraprendere per attrarre, presso i plessi ospedalieri, i professionisti del settore;

se condivida l'opportunità di intervenire per garantire che le strutture sanitarie locali possano offrire un servizio adeguato e tempestivo ai cittadini, migliorando complessivamente la qualità dell'assistenza sanitaria nella regione, così evitando future tragedie;

se condivida l'appello dei sindaci per un'equa distribuzione degli operatori sanitari lungo il perimetro regionale.

(4-01439)

PIRRO, DI GIROLAMO, MARTON, LICHERI Ettore Antonio - Ai Ministri dell'ambiente e della sicurezza energetica e delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:

negli ultimi due anni, caratterizzati da scarsa piovosità, molte associazioni di categoria ed i media hanno invocato provvedimenti urgenti, indicando negli invasi l'unica salvifica soluzione ad una crescente crisi idrica su tutto il territorio nazionale;

le opere da completare, o da costruire, sono così tante e le risorse finanziarie così scarse (richiesti 1,8 miliardi di euro del piano nazionale di ripresa e resilienza per 1.000 nuove dighe e invasi) che le scelte appaiono ardue. Lo stesso commissario straordinario (nominato dal Governo) ha chiarito che prima di decidere quali opere fare occorre rivedere i bilanci idrici e le reali necessità, analisi che richiede tempo;

contro la crisi idrica, la Regione Piemonte, con delibera di Giunta n. 25-7598 del 23 ottobre 2023, ha inserito come opera prioritaria (su un totale di 14 proposte) la costruzione di una diga sul Sessera, torrente che scorre tra le province di Biella e Vercelli per circa 35 chilometri, assegnando a tale opera il punteggio massimo di priorità (pari a 1);

considerato che:

la nuova diga andrebbe a sostituire quella già presente che alimenta la centrale elettrica del Piancone (diga delle Mischie, alta 44 metri e con una capacità di circa 1,5 milioni di metri cubi di acqua). Dagli anni '80 il consorzio di bonifica della Baraggia vercellese, che ne ha la gestione unitamente alla ditta Sistemi energia S.p.A., si è fatto promotore della nuova opera considerandola fondamentale;

la nuova costruzione, che costerà circa 370 milioni di euro, aumenterà il volume dell'invaso fino a 12,5 milioni di metri cubi, sarà costruita 200 metri più a valle della preesistente e avrà un'altezza di 94 metri;

secondo alcune associazioni ambientaliste (Legambiente, CAI, CCTAM, Custodiamo la Valsessera), che hanno presentato ricorso contro il decreto di compatibilità ambientale (VIA) emesso a suo tempo dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (n. 286/2014), l'impatto ambientale sarà enorme. L'area che verrebbe allagata gode di una tutela a livello europeo essendo stata classificata come sito di interesse comunitario (IT1130002), inoltre per la costruzione della diga si dovrebbero realizzare una galleria di 4 chilometri che dalla frazione di Masseranga arriverà alla centrale idroelettrica del Piancone, un tombinamento (drenaggio e canalizzazione) del torrente Sessera in modo da ottenere una superficie pianeggiante abbastanza ampia e una teleferica per trasportare il materiale di costruzione fino al sito della diga. Tutto questo comporterà, oltre al danno ambientale, un notevole inquinamento e il disturbo della fauna selvatica;

il positivo parere di compatibilità ambientale, rilasciato nel 2014, era stato assunto in un contesto normativo completamente differente rispetto all'attuale;

considerato infine che:

la lista redatta dalla Regione Piemonte, attribuendo a tutte quante le 14 proposte pervenute ed esaminate lo stesso punteggio, non ha di fatto individuato alcuna differenza in ordine alle priorità, mentre la richiesta ministeriale (decreto interministeriale n. 350 del 25 ottobre 2022) era volta proprio ad ottenere una specifica graduatoria;

bisogna inoltre valutare che ci sarebbero zone della regione molto più bisognose di interventi in quanto più a rischio desertificazione, ad esempio la zona sudovest del Piemonte (progetto "serra degli ulivi" sul fiume Pesio in zona cuneese);

in questi anni poi, il consorzio non ha ottemperato alle prescrizioni del Ministero dell'ambiente per la redazione e il deposito del progetto esecutivo, e la VIA, già oggetto di proroga, in scadenza a dicembre 2024, non potrà essere ulteriormente prorogata e sarà necessario avviare una nuova procedura di compatibilità ambientale in un contesto con disposizioni normative più severe rispetto ai tempi della richiesta,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione;

se risulti che siano stati coinvolti tutti gli stakeholder nel dibattito sulle soluzioni per la gestione delle risorse idriche e si sia valutato l'enorme impatto ambientale in un'ottica di valutazione del rapporto tra costi e benefici dell'opera;

se siano a conoscenza del criterio adottato dalla Regione per attribuire alla diga in Valsessera la priorità massima e se non intendano attivarsi nelle sedi di competenza per verificare la classifica di priorità delle opere idriche previste, anche in relazione alle reali necessità del territorio interessato, nei confronti di zone più disagiate da questo punto di vista.

(4-01440)

NAVE, CASTIELLO, ALOISIO, SCARPINATO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

il collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura ha recentemente ricevuto serie minacce di morte rivolte a lui e alla sua famiglia, come riportato dal "Quotidiano del Sud" in data 22 giugno 2024;

egli è impegnato da anni nella lotta contro la criminalità organizzata, con particolare riferimento alla 'ndrangheta e svolge un importante lavoro di sensibilizzazione e informazione tra le cittadine e i cittadini, in primis i giovani, di Crotone e della Calabria;

l'assenza di supporto e solidarietà da parte delle istituzioni e delle organizzazioni antimafia rischia di isolare ulteriormente chi lotta contro la mafia, alimentando un clima di indifferenza che favorisce la criminalità organizzata,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intenda intraprendere per garantire la sicurezza e la protezione del collaboratore di giustizia Bonaventura e della sua famiglia, alla luce delle minacce ricevute;

quali misure siano previste per incoraggiare e sostenere pubblicamente chiunque sia impegnato nella lotta contro la criminalità organizzata, anche attraverso campagne di sensibilizzazione e riconoscimento pubblico del loro operato;

se non ritenga opportuno avviare un'indagine per verificare l'efficacia delle misure di protezione attualmente in atto per i collaboratori di giustizia, e, se necessario, attivarsi per migliorarle;

se non ritenga di dover promuovere, in collaborazione con autorità locali e le associazioni antimafia, iniziative volte a rafforzare la rete di sostegno e solidarietà attorno ai collaboratori di giustizia e alle loro famiglie al fine di contrastare l'indifferenza e l'isolamento sociale che possono favorire l'azione della criminalità organizzata.

(4-01441)

NAVE, CASTIELLO, ALOISIO, SCARPINATO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

il Comune di Palermo ha recentemente affidato un immobile confiscato alla mafia, situato in via Decollati, con l'obiettivo di rispondere all'emergenza abilitativa di alcune famiglie;

per quattro volte consecutive, i soggetti assegnatari, dopo aver firmato l'affidamento dell'immobile, hanno abbandonato l'abitazione a causa delle intimidazioni ricevute dai parenti del mafioso cui era stato confiscato;

tali intimidazioni si sono manifestate in varie forme, dalle minacce verbali a episodi più gravi, come il lancio di una molotov contro il balcone dell'immobile nella notte successiva all'assegnazione;

nonostante gli interventi delle forze dell'ordine e la mediazione di figure come un parroco locale, le famiglie sono state costrette a rinunciare alla possibilità di stabilirsi nell'immobile;

il Comune di Palermo, tramite l'Assessorato guidato da Fabrizio Ferrandelli, avrebbe presentato formale denuncia presso la Questura;

il prefetto di Palermo, Massino Mariani, avrebbe convocato un incontro urgente con le forze dell'ordine e le autorità comunali per discutere delle misure da adottare per garantire la sicurezza degli assegnatari,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per contrastare le intimidazioni e garantire la sicurezza delle famiglie assegnatarie di immobili confiscati alla mafia;

se ritenga necessario intensificare la presenza delle forze dell'ordine nella zona di via Decollati a Palermo, al fine di prevenire ulteriori episodi di violenza o intimidazioni;

quali misure straordinarie intenda adottare per tutelare l'integrità del processo di assegnazione degli immobili confiscati alla criminalità organizzata e garantire che tali beni possano essere utilizzati per fini sociali, senza il rischio di rappresaglie mafiose;

se non ritenga opportuno avviare un'indagine per verificare la presenza di altre situazioni simili sul territorio nazionale, al fine di proteggere i soggetti vulnerabili destinatari di tali assegnazioni.

(4-01442)

POTENTI - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

nell'ambito del servizio andato in onda il 18 settembre 2024, nella trasmissione televisiva di Mediaset "Fuori dal coro", condotta da Mario Giordano, è stata documentata dalla giornalista Chiara Giannini una persistente e diffusa attività di spaccio in un'area boschiva situata a Rosignano marittimo (Livorno);

nelle interviste andate in onda, i cittadini di Rosignano sono oramai esasperati e denunciano lo stato di degrado e la costante insicurezza in contatto in zone off limits dove lo spaccio di sostanze stupefacenti è la norma;

effettivamente, nel corso del 2024, la Polizia municipale di Rosignano ha organizzato un'operazione che ha portato allo smantellamento di due postazioni di spaccio di droga all'interno delle aree boschive di Rosignano marittimo: più precisamente, una era ubicata nei pressi dell'intersezione tra via del Saracino e via dei Goracci e l'altra all'intersezione tra via del Saracino e la strada regionale 206;

di recente la provincia di Livorno è stata indicata come la quinta provincia in Italia per dimensioni del fenomeno di spaccio, con ben 190 denunce lo scorso anno;

nelle più datate operazioni condotte negli anni sugli ormai tristemente famosi "boschi dello spaccio" da parte delle forze dell'ordine, sono stati effettuati diversi arresti per traffico illecito di sostanze stupefacenti e si è potuto constatare come quest'attività criminosa sia spesso praticata da cittadini extraeuropei di origine nordafricana,

si chiede di sapere:

quali iniziative di sua competenza il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto al fine di garantire la piena bonifica e riutilizzazione dell'area menzionata alla cittadinanza di Rosignano;

se sia in possesso di dati utili ad analizzare le incidenze tra la crescita del fenomeno dello spaccio e la persistenza del fenomeno di immigrazione clandestina per quanto concerne il territorio della provincia di Livorno.

(4-01443)

MURELLI - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione. - Premesso che:

gli organi di stampa locale riportano in questi giorni la notizia di un'indagine effettuata dalla Polizia di Stato di Piacenza, coordinata dalla Procura della Repubblica territorialmente competente, relativa a presunte condotte di alcuni dipendenti del Dipartimento di sanità pubblica (settore dell'impiantistica ed antinfortunistica) dell'AUSL di Piacenza che, affiancati da liberi professionisti, avrebbero agito dietro ricompensa per fornire certificazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e per agevolare gli imprenditori nella risoluzione di problematiche inerenti agli infortuni sul lavoro occorsi nelle loro aziende;

secondo gli organi di stampa, a seguito delle indagini svolte, in data 18 settembre 2024 sarebbero stati eseguiti 16 decreti di perquisizione nelle province di Piacenza, Parma, Lodi e Pavia, a carico di dipendenti pubblici, imprenditori e liberi professionisti, indagati a vario titolo per i reati di corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, concussione e falso in atto pubblico;

l'indagine, da quanto riferisce la medesima stampa locale, sarebbe partita nell'estate 2023, a seguito di un grave infortunio sul lavoro occorso presso un'officina per riparazioni;

le indagini avrebbero svelato che il titolare dell'attività si sarebbe rivolto ad un libero professionista per risolvere le problematiche insorte dopo l'infortunio, con l'ulteriore coinvolgimento di un dipendente dell'AUSL competente in materia di infortuni sul lavoro, il quale avrebbe operato dietro compenso;

dalle indagini successive sarebbe quindi emersa la costante condotta contraria ai doveri d'ufficio del medesimo dipendente AUSL, che avrebbe operato presso diverse realtà imprenditoriali della zona dietro compenso, consistente in regalie di diversa natura;

nelle pratiche illegali sarebbero coinvolti altri dipendenti pubblici;

in un Paese nel quale si verificano quasi quotidianamente casi di incidenti sul luogo di lavoro, anche mortali, è inconcepibile che ci siano irregolarità o addirittura illeciti nel settore della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro, tanto più se gli illeciti vengono commessi da personale facente parte della pubblica amministrazione chiamato ad operare proprio nel sistema della sicurezza,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano informati dei fatti richiamati;

quali iniziative di propria competenza ritengano opportuno adottare al fine di evitare che si realizzino irregolarità o addirittura illeciti nel settore della salute e della sicurezza sul lavoro, a maggior ragione da parte di dipendenti delle amministrazioni pubbliche.

(4-01444)

MAZZELLA, LOPREIATO, CASTIELLO, NATURALE, SIRONI, CATALDI, FLORIDIA Barbara, BEVILACQUA, LICHERI Sabrina, PIRONDINI, PIRRO, ALOISIO, DE CRISTOFARO - Al Ministro dell'università e della ricerca. - Premesso che:

secondo il report annuale di "omofobia.org", gli episodi di omotransofobia denunciati in Italia tra aprile 2022 e marzo 2023 sono stati 115 e hanno colpito 65 vittime, distribuite in 62 località diverse. Nel 2023 in Italia, tra le vittime che hanno denunciato, 50 hanno subito aggressioni singole, 32 sono state vittime di aggressioni di gruppo o in coppia;

inoltre, si sono registrati 2 omicidi, 4 suicidi, un tentato suicidio e 76 atti non aggressivi, ma comunque di grave rilevanza penale. I dati, ovviamente, non tengono conto di tutti quei casi che, per vergogna o per paura, non vengono denunciati. A queste forme si aggiunge poi la violenza domestica, specie a danno di ragazzi giovani che si trovano costretti ad abbandonare la famiglia, perché questa non accetta la loro identità;

considerato che, secondo quanto risulta agli interroganti:

il professore Carmine Alfano è il direttore della scuola di specializzazione in chirurgia plastica all'università di Salerno, ubicata all'interno dell'ospedale "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona", nonché candidato alla carica di sindaco di Torre Annunziata (Napoli) alle elezioni amministrative di giugno 2024;

l'Associazione liberi specializzandi (ALS) si è rivolta alla testata "l'Espresso" per mettere a conoscenza l'opinione pubblica di quanto avviene all'interno della scuola di specializzazione di Salerno, denunciando il professor Alfano;

in particolare, l'associazione ha consegnato alla testata decine di audio in cui spicca un accanimento del professor Alfano nei confronti degli omosessuali. Sempre secondo notizie di stampa, in un'occasione, ad esempio, il professore ha riferito: "Quello è ric(...), quell'altro è ric(...), sono tutti quanti ric(...) pure in televisione e vogliono tutti quanti posti importanti" ("lespresso.it", 18 giugno 2024);

ancora, a proposito di un "camice bianco" del secondo anno di urologia che vorrebbe passare a chirurgia plastica, il professore commenta: "Ma è gay!". E poi: "E se è ric(...), urologia va bene". E ancora: "Qui ci manca una categoria, se mi posso permettere, dopo che è entrato pure questo, ci mancano le mig(...), poi tenimm a tutti quanti";

i giovani specializzandi raccontano che ogni mattina salgono nello studio di Alfano e partecipano a meeting "in cui l'organizzazione del reparto e la gestione dei pazienti sono secondarie rispetto ai monologhi del professore, che spesso si traducono in offese e urla nei nostri confronti. Noi specializzandi infatti siamo quasi quotidianamente vessati e minacciati con appellativi offensivi ed esclamazioni volgari. Siamo costretti a subire in silenzio e ad ascoltare battute sessiste e omofobe, creando un ambiente di lavoro tossico e umiliante. Questa situazione intollerabile richiede un intervento immediato";

il rettore dell'università di Salerno, Vincenzo Loia, contattato da "L'Espresso" risponde: "In Ateneo, ad oggi, non è pervenuta nessuna segnalazione. Tuttavia ho provveduto ad avviare le necessarie verifiche interne, a fronte della gravità dei fatti prospettati";

l'Osservatorio nazionale scuole di specializzazione, contattato sempre da "L'Espresso", risponde: "Non risultano pervenute all'Osservatorio Nazionale della formazione sanitaria specialistica segnalazioni riguardanti la Scuola di Specializzazione in argomento. Si comunica altresì che ogni qual volta perviene una segnalazione avente ad oggetto criticità riguardanti una scuola di specializzazione essa viene immediatamente posta all'attenzione dell'ONFSS, discussa nella prima riunione utile, e il suddetto Organo procede tempestivamente all'analisi, valutazione ed eventuali provvedimenti del caso, come sempre operato negli ultimi anni";

la ALS, nella persona del suo presidente nazionale dottor Massimo Minerva, in una nota scritta chiede che venga decretata "l'immediata sospensione di Alfano" e aperta "una commissione d'inchiesta composta dal Ministero dell'Università, dal Rettore dell'Università di Salerno, dalla Regione Campania ed dal Presidente dell'Osservatorio Nazionale della Formazione Medica affinché sia fatta luce sulla vicenda e siano presi i dovuti provvedimenti legali ed accademici";

considerato infine che gli interroganti ritengono che quanto descritto mini l'integrità del sistema educativo e professionale, sollevando gravi dubbi sulla gestione e il controllo delle scuole di specializzazione medica. Inoltre, auspicano che la forza politica cui appartiene il docente prenda seri provvedimenti, anche in considerazione del fatto che egli è candidato alla carica di sindaco,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e come intenda risolvere le criticità, nel perimetro delle proprie competenze, così da migliorare la qualità della vita degli specializzandi;

se condivida l'opportunità di avviare un'attività ispettiva per accertare i fatti;

se, altresì, condivida l'appello effettuato dall'Associazione liberi specializzandi.

(4-01445)

MAZZELLA, LOPREIATO, CASTIELLO, NATURALE, SIRONI, CATALDI, FLORIDIA Barbara, BEVILACQUA, LICHERI Sabrina, PIRONDINI, PIRRO, ALOISIO - Ai Ministri della salute e per le disabilità. - Premesso che:

il fondo nazionale per la non autosufficienza (FNA) è stato istituito con legge n. 296 del 2006 (art. 1, comma 1264) al fine di garantire l'attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali su tutto il territorio nazionale con riguardo alle persone non autosufficienti, favorendone altresì una dignitosa permanenza presso il proprio domicilio ed evitando il rischio di istituzionalizzazione;

il fondo per la non autosufficienza è un importante strumento di sostegno per coloro che si trovano in situazioni di fragilità e dipendenza a causa di patologie o disabilità che compromettono la propria autonomia e indipendenza;

grazie a questo fondo, i malati di gravi patologie croniche o disabilità possono accedere ad una serie di servizi e prestazioni che contribuiscono al loro benessere e alla loro qualità di vita;

il fondo offre sostegno economico per l'acquisto di ausili tecnici, per il pagamento di cure mediche specialistiche e per l'assistenza domiciliare. Inoltre, promuove la formazione dei caregiver e la realizzazione di progetti mirati a migliorare l'assistenza e l'inclusione sociale delle persone non autosufficienti;

il Governo fissa, ogni anno, l'ammontare delle risorse da destinare al FNA, in aggiunta a quelle destinate alle prestazioni e ai servizi a favore delle persone non autosufficienti da parte delle Regioni e delle autonomie locali;

la Regione Campania, con delibera n. 325/2020, prevede che le risorse del fondo vengano corrisposte a coloro i quali necessitano di assistenza, con cadenza bimestrale. Tuttavia, risulta agli interroganti che non tutti gli enti locali seguano le disposizioni tecniche di cui alla delibera, mostrando libera interpretazione circa le tempistiche nel versamento delle somme stabilite per gli assistiti;

a tal proposito, si segnala la battaglia ad un'assistenza dignitosa portata avanti da P.I., cittadino di Torre del Greco (Napoli), ammalato di SLA, che ha più volte lamentato un sostanziale abbandono da parte delle istituzioni, e in particolare dell'amministrazione comunale che non provvede ad erogare l'assegno di cura;

considerato che:

i malati che beneficiano del fondo nazionale per la non autosufficienza affrontano quotidianamente sfide e difficoltà con grande resilienza e forza d'animo. Sono individui straordinari che meritano il sostegno e la solidarietà degli enti locali e, certo, non ostacoli come nel caso del signor I.;

il fondo svolge un ruolo fondamentale in questo processo, offrendo un aiuto concreto e tangibile a chi ne ha più bisogno. Pertanto, si ritiene che le istituzioni debbano impegnarsi a sostenere e proteggere i malati non autosufficienti, garantendo loro il rispetto dei propri diritti e la possibilità di vivere una vita dignitosa ed appagante nonostante le avversità,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e come intendano risolvere le criticità, così da migliorare la qualità della vita delle persone non autosufficienti;

quali siano le modalità attraverso cui si intenda fare chiarezza sulla ripartizione delle risorse del fondo nazionale per la non autosufficienza, nonché sui criteri di perequazione e continuità nei riguardi della Regione Campania;

come si intenda incentivare, anche con iniziative di carattere normativo, la società ad essere un luogo più inclusivo e solidale.

(4-01446)

MAZZELLA, LOPREIATO, CASTIELLO, NATURALE, SIRONI, CATALDI, FLORIDIA Barbara, BEVILACQUA, LICHERI Sabrina, PIRONDINI, PIRRO, ALOISIO - Al Ministro della salute. - Premesso che:

la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, ha interamente riscritto il titolo V della Costituzione, modificando l'assetto del governo territoriale e sovvertendo i tradizionali rapporti tra Stato centrale ed enti periferici;

dando seguito ad un criterio diametralmente opposto a quello preesistente, gli enti periferici sono divenuti destinatari delle istanze della collettività in via preferenziale, dando piena attuazione ai principi di autonomia, decentramento amministrativo e adeguamento della legislazione statale, già anticipati all'articolo 5 della Costituzione;

pertanto, lo Stato non risulta essere più referente principale ovvero esclusivo delle istanze dei cittadini, ma lo sono gli enti locali, più prossimi alla società e dunque maggiormente in grado di soddisfarne efficacemente i bisogni;

in quest'ottica è stato radicalmente rivisto anche il rapporto tra Stato e Regioni, estendendo la competenza di queste ultime a tutte le materie non espressamente riservate alla potestà legislativa statale;

la riforma del titolo V della Costituzione ha perfezionato il ciclo di riforme finalizzato al decentramento organizzativo e gestionale del settore sanitario, affidando il potere legislativo concorrente a Stato e Regioni in materia di sanità pubblica:

la riforma, al fine di assicurare l'uniformità dell'assistenza su tutto il territorio nazionale, ha previsto l'obbligo per le Regioni di assicurare i livelli essenziali di assistenza;

secondo quanto emerso in un documento pubblicato nel mese di giugno 2024 dall'Istituto nazionale di statistica, i livelli più bassi di finanziamento effettivo si riscontrano nelle Regioni del Mezzogiorno, in particolare in Campania e Sicilia con 1.994 e 2.035 euro pro capite;

le risorse a disposizione delle Regioni per la gestione ed il funzionamento del servizio sanitario nazionale sono rappresentate dal finanziamento effettivo che, nel 2022, si è attestato a 127,5 miliardi di euro, con un aumento medio dal 2017 dell'1,8 per cento;

come evidenzia l'ISTAT, sussistono importanti differenze in termini di risorse economiche disponibili: Emilia-Romagna e Liguria sono le Regioni con il finanziamento pro capite più elevato, rispettivamente 2.298 e 2.261 euro;

il confronto tra finanziamento effettivo e bisogno potenziale di assistenza, quest'ultimo indicato dalla quota di persone con multicronicità, evidenzia una discreta variabilità e un'allocazione delle risorse non sempre coerente con lo stato di salute della popolazione residente nelle regioni;

l'analisi delle condizioni di salute della popolazione mette in luce marcate differenze territoriali: la speranza di vita alla nascita è significativamente più elevata nelle regioni del Nord;

in particolare, al 2023 nel Nordest un cittadino vive mediamente 83,8 anni, mentre nelle isole la sopravvivenza si ferma a 82 anni;

i divari sono evidenti anche analizzando tutto il periodo che va dal 2004 al 2023, durante il quale l'andamento della speranza di vita nei territori non accenna ad attenuarsi;

in Gazzetta Ufficiale n. 150 del 28 giugno 2024 è stata pubblicata la legge 26 giugno 2024, n. 86, che definisce le norme per l'implementazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario, come previsto dall'articolo 116, terzo comma, della Costituzione;

il provvedimento prevede di trasferire competenze dallo Stato centrale alle Regioni, in ambiti chiave come ad esempio il commercio estero, la tutela della salute, l'energia, i trasporti, l'istruzione, l'ambiente e la cultura,

si chiede di sapere:

quali siano le modalità attraverso cui il Ministro in indirizzo intende risolvere le citate criticità, così da rendere equo l'accesso all'assistenza sanitaria, nel rispetto dell'articolo 32 della Costituzione;

quali misure imminenti intenda adottare per colmare i livelli più bassi di finanziamento effettivo, in materia sanitaria, che si riscontrano nelle Regioni del Mezzogiorno, invertendo il perdurante trend negativo;

se ritenga che l'applicazione di ulteriori forme di autonomia differenziata possa acuire la sperequazione nella distribuzione delle risorse sanitarie nelle Regioni meridionali in assenza di interventi compensativi statali.

(4-01447)

DE CRISTOFARO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che da organi di stampa si apprende che ad Osimo (Ancona) il Consiglio comunale, nonostante vi fosse la mancanza del numero legale dei consiglieri, ha proseguito la seduta in virtù del fatto che, da quanto si legge, il segretario comunale avrebbe affermato che l'ordine del giorno era identico a quello della precedente convocazione dell'11 settembre (saltata per mancanza del numero legale) e quindi il Consiglio doveva essere considerato in "seconda convocazione";

considerato che la giustificazione farebbe riferimento all'articolo 127 del regio decreto n. 148 del 1915 e che nel regolamento del Comune di Osimo non è prevista la seconda convocazione;

ritenuto che la norma di riferimento è risalente a oltre un secolo fa e la decisione è stata ulteriormente giustificata citando una sentenza del TAR del Veneto, la n. 358 del 2016, che ha confermato l'applicabilità del regio decreto in un caso simile riguardante il Comune di Monteforte d'Alpone, in Veneto,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto e se, qualora quando detto fosse verificato, non ravveda una violazione della normativa vigente che stabilisce che il Consiglio comunale non può deliberare su alcuno degli argomenti iscritti all'ordine del giorno se, alla seduta, non interviene almeno la metà dei consiglieri assegnati al Comune, compreso il sindaco, e che qualora i consiglieri non siano presenti nel numero prescritto, il presidente del Consiglio comunale dichiara nulla la seduta.

(4-01448)