Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 197 del 12/06/2024
Azioni disponibili
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIX LEGISLATURA ------
197aSEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
MERCOLEDÌ 12 GIUGNO 2024
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Presidenza del vice presidente RONZULLI,
indi del vice presidente CASTELLONE,
del presidente LA RUSSA
e del vice presidente CENTINAIO
N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Civici d'Italia-Noi Moderati (UDC-Coraggio Italia-Noi con l'Italia-Italia al Centro)-MAIE: Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-Il Centro-Renew Europe: IV-C-RE; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: LSP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-PATT, Campobase): Aut (SVP-PATT, Cb); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS; Misto-Azione-Renew Europe: Misto-Az-RE.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente RONZULLI
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 10,08).
Si dia lettura del processo verbale.
TERNULLO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Seguito della discussione dei disegni di legge costituzionale:
(935) Modifiche agli articoli 59, 88, 92 e 94 della Costituzione per l'elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri, il rafforzamento della stabilità del Governo e l'abolizione della nomina dei senatori a vita da parte del Presidente della Repubblica
(830) RENZI ed altri. - Disposizioni per l'introduzione dell'elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri in Costituzione
(Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (ore 10,12)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione dei disegni di legge costituzionale nn. 935 e 830.
Riprendiamo l'esame degli articoli del disegno di legge n. 935, nel testo proposto dalla Commissione.
Ricordo che nella seduta di ieri ha avuto inizio l'esame degli emendamenti presentati all'articolo 5.
Metto ai voti l'emendamento 5.2134, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 5.2135, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 5.2136, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 5.2156 (testo 2), presentato dal senatore Basso e da altri senatori, fino alle parole: «ottenuto almeno il».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 5.2158 (testo 2) a 5.2164 (testo 2).
Metto ai voti l'emendamento 5.2202 (testo 3), presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.2137.
MAIORINO (M5S). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta non risulta appoggiata).
Metto ai voti l'emendamento 5.2137, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.2141 (testo 2).
Verifica del numero legale
IRTO (PD-IDP). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato non è in numero legale.
Sospendo pertanto la seduta per venti minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10,17, è ripresa alle ore 10,37).
Ripresa della discussione dei disegni di legge costituzionale
nn. 935 e 830 (ore 10,37)
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.2141 (testo 2), presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 5.2138, presentato dal senatore Sensi e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 5.2139 (testo 2), presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori, fino alle parole: «rappresentanza proporzionale».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 5.2140.
Metto ai voti l'emendamento 5.2143 (testo 2), presentato dal senatore Misiani e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 5.2142, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 5.2144, presentato dalla senatrice D'Elia e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.2145.
CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALDI (M5S). Signora Presidente, vorrei approfittare del tempo che mi è concesso su questo articolo per richiamare un po' le parole che ieri ha proferito il collega De Priamo, il quale ha esordito leggendo la prima parte dell'articolo 5, che si focalizza sull'elezione diretta, con questo "scegli tu" che dà potere di scelta del Premier alla popolazione. Egli ci dice, giustamente, che è molto bello, ma questa è la stessa dinamica che sta succedendo negli slogan, che si limitano appunto a guardare una sola parte del provvedimento.
Sì, è molto bella questa parte, peccato però che ci sia tutta una seconda parte che continua a essere taciuta. E quello che è più grave è che viene taciuta proprio ai cittadini, che stanno continuando a subire un processo evidente di manipolazione. Perché non dite la verità? Perché non dite cosa sarà questo nuovo Premier? Questo nuovo Premier sarà una persona che avrà il potere di sciogliere il Parlamento come e quando vuole e il Presidente della Repubblica non potrà proferire parola e non avrà più un ruolo di garanzia, ma dovrà soltanto ratificare la scelta di questo Premier assoluto.
Il Parlamento non sarà più libero di esprimere un voto di sfiducia. Se un parlamentare vuole votare la sfiducia, dev'essere libero di votare senza avere conseguenze, altrimenti diventa un voto condizionato e potrebbe diventare una scelta conservativa. Non sarà una scelta libera, ma un tenere in piedi un Governo che il Parlamento non vuole più, perché per sfiduciarlo bisognerà tornare tutti al voto. Non si torna al voto soltanto per scegliere il nuovo Premier, perché lo avete collegato. Quindi, se il Premier viene sfiduciato, si deve tornare al voto anche per la Camera e per il Senato. È molto bella la prima parte, ma queste cose non sono state dette.
Allo stesso modo, non viene detto che nel provvedimento viene inserita in Costituzione una stortura democratica, ossia costituzionalizzate un premio di maggioranza che va a minare la rappresentatività. Ora, posso capire che le esigenze contingenti conducano a una legge elettorale che introduce un correttivo forzato e fa sì che ci possa essere un Governo di minoranza. Ma com'è possibile pensare che questo diventi addirittura un principio costituzionale? Oltretutto scritto male, perché non avete nemmeno inserito come e quando va concesso questo premio di maggioranza e non avete detto in quali limiti va concesso. State scrivendo un premio di maggioranza che è peggiore di quello che avevano previsto nella legge Acerbo, che ha consentito di avere la maggioranza in Parlamento a Mussolini.
Questo perché non avete messo la soglia minima. Cosa si farà? Bisognerà correggere quello che avete fatto con una legge elettorale? Come possiamo fidarci, viste le premesse e visto che comunque vi ostinate a continuare ad affermare che si tratta di una bellissima riforma, perché si dà finalmente la possibilità ai cittadini di scegliere? Non è vero, state dicendo ai cittadini di nominare un Premier con poteri assoluti, state marginalizzando il Parlamento e attaccando le istituzioni, relegando il Presidente della Repubblica a mero ruolo di conferma e notarile. Abbiate il coraggio di dire la verità. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.2145, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 5.2146, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.2147.
MARTELLA (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARTELLA (PD-IDP). Signora Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 5 rappresenta uno dei cardini dell'intera riforma, una riforma che continuiamo a giudicare sbagliata e pericolosa, perché interviene sulle basi della nostra democrazia rappresentativa e sul principio della separazione tra i poteri sancito dalla Costituzione. E per cosa? Per quale ragione volete piegare il buon senso e le istituzioni? Per quale ragione volete ridurre a ben poca cosa il ruolo del Parlamento? Per quale ragione volete scardinare la nostra Costituzione? Lo fate per bramosia e sete di potere e per assoggettare il nostro sistema ad una parte politica.
In questo articolo si stravolge la forma di repubblica parlamentare e si introduce un ibrido che fa perno sul Presidente del Consiglio. A ben poco servono i maldestri tentativi di chi dice che questo non è un abito su misura; è un abito su misura, anche di cattivo gusto, che si vuole cucire sull'attuale maggioranza e sul Premier.
Signora Ministra, ci piacerebbe sentire il suo parere al riguardo; non c'è uno studioso o un osservatore indipendente che neghi l'evidenza e cioè che l'elezione diretta del Presidente del Consiglio contraddice i tratti fondamentali e il senso stesso della forma di governo parlamentare. Sappiamo che Fratelli d'Italia soffre particolarmente il richiamo alla Costituzione e che sta facendo di tutto per destrutturare più o meno surrettiziamente l'impianto della nostra Carta costituzionale, nata dalla Resistenza e dalla lotta di liberazione. Lo dimostra il fatto che si sta continuando ad evitare il confronto tra le opposizioni senza alcuna ricerca di punti condivisi. Avete scelto lo scontro muscolare, procedete a strappi.
Peraltro, signora Ministra, senza nemmeno un po' di rispetto verso chi sta parlando, lei è al telefono, in una lunga telefonata, ormai da parecchio tempo. (Commenti). Noi la aspettiamo.
PRESIDENTE. Senatore, prosegua, non sprechi così il tempo. (Brusio).
MARTELLA (PD-IDP). È una questione di rispetto verso il Parlamento.
PRESIDENTE. Mi scusi, io non posso sapere adesso l'urgenza della telefonata del ministro Alberti Casellati.
MARTELLA (PD-IDP). Signor Presidente, credo che dovrebbe essere suo compito quello di garantire in primo luogo il rispetto tra le parti... (Applausi).
PRESIDENTE. Lo sto facendo, ma non posso sapere con chi è al telefono il Ministro e onestamente, siccome sono qui, non avevo neanche visto che fosse al telefono se lei non mi avesse avvisato. Vada avanti.
MARTELLA (PD-IDP). Come stavo dicendo, avete scelto lo scontro muscolare. La riforma della giustizia, l'autonomia differenziata e il premierato, che cancella il principio della separazione dei poteri e colpisce il ruolo del Presidente della Repubblica, non sono una partita di poker, né una vicenda che può essere giocata come un gioco d'azzardo e con tanta disinvoltura, quella stessa disinvoltura che abbiamo visto in campagna elettorale e che forse non era solamente provocata da qualche boutade elettorale o da un colpo di calore. Penso alla disinvoltura che ha portato a tentare di logorare il Presidente della Repubblica e di portarlo nell'agone politico, come abbiamo visto dalle battute fatte anche da alcuni esponenti di quest'Assemblea. Non sono venute risposte chiare e ferme da chi avrebbe dovuto darle, a cominciare dalla signora Ministra.
Noi vogliamo ancora una volta ribadire questo nostro principio, ma oggi vogliamo fare una domanda alla signora Ministra. Stiamo discutendo dell'articolo 5, ma è possibile che lei non prenda la parola relativamente a questi temi? È possibile che non si dica nulla sul sistema della legge elettorale? È possibile che su questo non si possa avere una parola da parte del Governo? (Applausi). Io penso che la risposta a questa domanda retorica sia scontata: non volete darla questa risposta, perché non siete d'accordo nemmeno tra di voi e volete cercare di nascondere la verità il più a lungo possibile.
Avviandomi alla conclusione, per noi queste riforme non possono essere accettate così, perché sono irrazionali, figlie di una malcelata bramosia di potere, come ho detto prima; per noi, invece, le istituzioni sono sacre, sono il principio di rappresentatività, perché lì risiedono la democrazia e la partecipazione pubblica dei cittadini; per questo devono essere accessibili, contendibili e bilanciate su una base netta di distinzione dei poteri, senza l'invasività di una sola figura accentratrice.
Di fronte a tutto questo, ribadiamo l'invito di fondo a criticare questa proposta, dicendo ancora una volta: fermatevi. (Applausi).
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signora Presidente, in realtà il senatore Martella, il cui intervento condivido molto, soprattutto nella parte finale ha detto una cosa dal mio punto di vista molto vera e molto giusta. Ieri sera c'è stato l'ennesimo canguro: sono dovuto andare via un'ora prima della fine dei lavori per un impegno personale e stamattina al mio ritorno ho scoperto che stiamo 200 pagine più avanti rispetto a dove eravamo arrivati, quindi si è ricorso a un altro canguro, com'era già successo nel corso dei giorni precedenti. Abbiamo chiesto invano in queste ore, ma anche negli scorsi giorni, di spiegarci in anticipo quale sarebbe stato l'effetto del canguro sugli emendamenti, ma non avete voluto farlo, quindi stamattina arriviamo a questo tipo di discussione; il tempo, come sappiamo bene, è agli sgoccioli, perché i tempi sono contingentati.
Tuttavia, signor Ministro, rimane la domanda che ha fatto adesso il senatore Martella. Io lo trovo davvero incredibile, ma mi rivolgo anche ai miei colleghi, non so come si possa accettare tutto questo: stiamo praticamente concludendo la discussione sull'articolo 5, quindi sul cuore di questo provvedimento, e lo stiamo facendo senza che nessuno, da parte del Governo e della maggioranza, dica al Paese e non semplicemente alle forze di opposizione come si intende che debba essere eletto questo futuro Presidente del Consiglio e come si intende che debba essere eletto il Parlamento. Stiamo concludendo l'iter della riforma costituzionale in prima lettura al Senato, fra pochi minuti avremo finito, si spegnerete i microfoni e ci toglierete la voce, perché i tempi sono contingentati, senza sapere questo punto essenziale. Possiamo sapere come si elegge il Presidente del Consiglio? Qualcuno ce lo può dire? C'è la possibilità concreta, come pensiamo noi, che il futuro Presidente del Consiglio, eletto con il premierato, venga eletto con la minoranza dei voti di questo Paese? Potrà succedere? È un'ipotesi in campo oppure questo scenario non esiste?
Io penso che su questo, signora Ministro, occorrano parole di verità definitive: non lo dovete semplicemente alle forze di opposizione, ma a un obbligo di trasparenza nei confronti del Paese. (Applausi). Non ve la potete cavare dicendo che alla fine della prima lettura ci direte, come se fosse la gentile concessione del sovrano, quale sarà la legge elettorale. Qui non c'è il sovrano e qui non c'è nessuna gentile concessione. Qui c'è la democrazia e questa Camera merita il rispetto (Applausi) e di conoscere perlomeno questo punto di fondo: come si elegge il futuro Presidente del Consiglio? Basterà che prenda la minoranza dei voti? Quanto sarà grande questo premio di maggioranza?
Posso dire a quest'Assemblea che riteniamo decisive queste domande e che pensiamo che sarebbe clamoroso se l'Italia fosse l'unico Paese al mondo in cui si può diventare Presidente del Consiglio anche prendendo la netta minoranza dei voti? Penso che su questo ci dobbiate dare una risposta definitiva, non semplicemente a me, non semplicemente alle forze di opposizione, ma - lo ripeto - al Paese. Avete un obbligo nei confronti del Paese: per favore, prendete la parola e prima che ci togliate la voce, almeno rispondete a questa domanda. (Applausi).
MAIORINO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIORINO (M5S). Signor Presidente, vorrei anche tranquillizzare i colleghi e le colleghe delle opposizioni per quanto riguarda l'attenzione prestata dal Governo a questo provvedimento e in particolare dalla ministra Alberti Casellati: in realtà, si sta mettendo in atto una versione 2.0 di quanto auspicava il padre costituente Calamandrei, che disse che, quando l'Assemblea avesse discusso della modifica di una revisione costituzionale, il Governo non avrebbe neanche dovuto essere presente in Aula. Qui siamo nella versione 2.0: il Governo c'è, ma non c'è; è come se non ci fosse ed è completamente su un altro pianeta (Applausi), perché sa che questa discussione che stiamo affrontando in maniera accorata e appassionata è completamente inutile e non darà nessun frutto; non stanno ascoltando, infatti, perché non hanno la minima intenzione di ascoltare non tanto noi, che pure siamo i rappresentanti del popolo - ricordiamolo ancora una volta, colleghe e colleghi, anche se a voi sembra essere andato in spregio il ruolo di questo Parlamento: siamo i rappresentanti del popolo - quanto gli oltre cinquanta costituzionalisti che tutti, al netto dei due o tre che ovviamente si sono prestati alla scrittura di questo testo, hanno avvisato della pericolosità, della sgrammaticatura di questa proposta di revisione costituzionale e dell'impossibilità che essa possa combaciare con lo spirito della Costituzione repubblicana attualmente vigente.
Avevo annunciato che avrei fatto una mia battaglia per difendere il buon nome dei costituzionalisti che sono stati chiamati in audizione e che vengono a volte rievocati, ma interpretati in maniera erronea. Ho preso fra questi - e lo farò continuamente - un contributo a caso. Ebbene, uno di loro, il professor Fulco Lanchester, dice che ci sono almeno sette questioni per cui questo disegno di legge a suo avviso non è adeguato ed è pericoloso: perché è scritto male sia nella forma, sia nella sostanza, rivelatrice di cattivo drafting, che non deriva da responsabilità dei consulenti esterni, ma dalla contrattazione in infra-coalizione; perché confligge con gli standard del costituzionalismo democratico; perché distrugge la collaborazione elastica tra gli organi costituzionali di indirizzo attivo; perché istituisce sostanzialmente un obbligo di mandato per i parlamentari, in palese violazione dell'articolo 67.
Insomma, a me inquieta il silenzio e quella che, citando in maniera inopportuna il Poeta, direi "divina indifferenza" dei rappresentanti del Governo qui in Aula, in particolare della ministra Alberti Casellati. Vorrei sapere davvero, attraverso di lei, signor Presidente, cosa pensa la Ministra, quando un rappresentante anche importante di questa maggioranza si alza e dice che quanto è successo in Francia pochi giorni fa dimostra la bontà di questa revisione costituzionale, veicolando cioè un messaggio palesemente falso, atto a mistificare la realtà e confondere gli elettori, ossia che il sistema di Stato che c'è oggi in Francia - con la possibilità per il presidente Macron di sciogliere l'Assemblea nazionale - sarebbe la conferma della bontà di questo abominio di modifica costituzionale che voi avete proposto, mentre sapete benissimo che non c'entra nulla. È una cosa completamente diversa, è un unicum in tutto il mondo.
Io vorrei davvero sapere se la signora Ministra si vergogna di ciò che la propria maggioranza afferma, sapendo che sta dicendo una falsità costituzionale. È inaccettabile questo silenzio e il lasciar passare dei messaggi del genere, delle dichiarazioni del genere, senza riprendere la propria maggioranza e dire: attenzione, senatore De Priamo, non è proprio così. Lo status di Macron non è minimamente equiparabile a quello del Premier eletto che noi vogliamo istituire. I due istituti non c'entrano assolutamente nulla l'uno con l'altro.
È davvero mortificante il silenzio del Governo di fronte a queste palesi falsità, interpretazioni forse dovute a ignoranza, che vengono fatte dalla propria maggioranza. Quindi, davvero abbia un po' di rispetto per quest'Aula. Restituisca, perlomeno, la correttezza testuale di quanto è scritto in questa modifica costituzionale. (Applausi).
BORGHI Enrico (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORGHI Enrico (IV-C-RE). Signora Presidente, vorrei riproporre la domanda che ho posto ieri alla Presidenza e che è rimasta totalmente inevasa. Il Gruppo che rappresento ha esaurito i tempi, gli altri Gruppi stanno intervenendo, siamo anche su un articolo che è il cuore di tutta questa vicenda, ma la Presidenza ancora non ci ha detto nulla rispetto al fatto se, bontà sua, intenda consentire che questo dibattito possa avvenire nella polifonia.
PRESIDENTE. Senatore Borghi, la Presidenza assolutamente le concede qualche minuto in più. Alle ore 13 ci sarà una nuova Conferenza dei Capigruppo e probabilmente discuteremo questo punto in tale sede.
BORGHI Enrico (IV-C-RE). Signora Presidente, venendo ora alla dichiarazione di voto sull'emendamento, in connessione con le riflessioni che i colleghi hanno appena fatto, vi è una totale singolarità in questo articolo 5. Mi riferisco al fatto che viene codificata e cristallizzata per la prima volta, nella nostra Carta costituzionale, una regola elettorale; tale regola viene codificata attraverso un processo di attribuzione di un principio maggioritario.
Come abbiamo visto anche nelle scorse letture, siamo un Paese piuttosto singolare. Signora Presidente e signori del Governo, che vedo impegnati in altre conversazioni, noi siamo un Paese che, quando si vota con un sistema maggioritario, rimpiange il sistema proporzionale ed attiva delle letture e delle interpretazioni di carattere proporzionalistico. Quando, invece, si vota con il sistema proporzionale, rimpiange il sistema maggioritario ed attiva delle letture di natura maggioritaria. Questo è quello che è accaduto.
All'interno di questa particolare compressione sembra che non si colga un punto fondamentale, cioè che i processi politici non possono e non devono essere surrogati dalla geometria istituzionale. A mio giudizio, è l'errore che si sta compiendo ora.
Signora Presidente, dal microfono lampeggiante comprendo che ho terminato il mio tempo, ma è evidente e lei comprenderà che l'articolazione di un pensiero, almeno su questi temi, non è riducibile ad una battuta o ad un tweet.
PRESIDENTE.Senatore Borghi, le concedo un minuto in più. Gliene ho già dati due.
BORGHI Enrico (IV-C-RE). Se non ho la possibilità di esprimermi, mi affiderò ad altre modalità.
PRESIDENTE. Le concedo un altro minuto.
BORGHI Enrico (IV-C-RE). Signora Presidente, il punto non è il negoziato con la Presidenza. (Vivaci commenti). Io comprendo lo sforzo della Presidenza.
Comprendo meno l'idiosincrasia che sento da una parte dell'Aula al confronto, alla chiusura e allo spegnimento del pensiero, perché questa sarà, in questo momento in cui vi sentite i padroni, la strada con la quale imboccherete il vostro declino. (Applausi).
CRISANTI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Senatore Crisanti, su questo emendamento è già intervenuto, per il suo Gruppo, il senatore Martella.
Metto ai voti l'emendamento 5.2147, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.2148.
CRISANTI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISANTI (PD-IDP). Signora Presidente, faccio una considerazione: la Costituzione che abbiamo in vigore non fa nessun riferimento alla legge elettorale, per una ragione molto semplice: ci sono tutta una serie di pesi e contrappesi che di fatto rendono irrilevante il sistema, maggioritario o proporzionale, con cui vengono eletti il Presidente del Consiglio e il Parlamento. Questa riforma, introducendo un concetto maggioritario senza specificarne le modalità, è di fatto una delega in bianco. Contrariamente a quello che ha detto il collega Martella, io non sono interessato, ministra Alberti Casellati, a quello che lei pensa relativamente a come verrà eletto il Presidente del Consiglio. Sa perché? Perché è irrilevante, in quanto una maggioranza successiva la potrà cambiare. Noi stiamo dando praticamente una cambiale in bianco a qualsiasi maggioranza. Ciò significa che è irrilevante quello che voi state facendo, perché la prossima maggioranza la potrà cambiare rendendo progressivamente irrilevante la volontà dei cittadini. Voi potreste fare in questo momento una legge tutto sommato ragionevole, ma una nuova maggioranza la potrà cambiare. Questo è, a mio avviso, il vero problema di questo disegno di legge. Stiamo mettendo nella Carta costituzionale una delega a una qualsiasi maggioranza che potrà cambiare le regole del gioco. È questa, a mio avviso, la cosa più grave che stiamo facendo in questo momento.
CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALDI (M5S). Signora Presidente, condivido le parole del collega Crisanti, che ha evidenziato uno dei nodi cruciali di questa riforma. Qui però di grave c'è anche un'altra cosa: l'ipocrisia che state utilizzando nell'inserire nell'articolo 5 il rispetto del principio della rappresentatività. Ditemi, colleghi, come fate a parlare di rispetto del principio di rappresentatività quando state costituzionalizzando il Governo di minoranza? Questo nuovo Premier, che avrà poteri assoluti, sarà il frutto di una coalizione, quindi con programmi diversi che troveranno in qualche maniera il modo di coesistere, e di un premio di maggioranza. Voi state costituzionalizzando esattamente l'opposto di quella parola che avete inserito nell'articolo 5; allora cancellatela. Perché parlate di principio di rappresentatività? La cosa più grave è che lo state facendo in un momento storico in cui c'è una bassissima affluenza alle urne. Rendetevi conto di quanto potere state dando a una sola persona, che sarà la rappresentanza di una sola forza politica, appoggiata da altre forze di coalizione, e che riceverà un premio di maggioranza. Sarà quindi sicuramente un Governo di minoranza.
Voi state sostituendo lo Stato di diritto, il bilanciamento dei poteri, la democrazia, con la proposta di un ritorno primordiale all'idea di una figura paterna, come se gli italiani avessero bisogno di un padre che li rassicura, che li protegge, che fuga le loro paure, che risolve in maniera semplicistica le cose. Trattate così gli italiani? Davvero pensate che siano un popolo di minorenni? Voi state approfittando di quella fetta della popolazione che mostra fragilità.
Voi alimentate le paure, invece che sottrarli ad esse. Approfittate di una fragilità che li conduce a preferire alla loro libertà uno stato di sudditanza e il bisogno di dipendere da una figura paterna, restando come bambini che hanno un padre che si cura di loro e fuga le loro ansie e paure. Tutto questo per cosa? Per introdurre un sistema di autoritarismo che è l'antitesi esatta della democrazia. La democrazia si compie infatti attraverso il dialogo democratico. Non pensate che possa esserci un dialogo democratico all'interno di un Governo dove si faranno anche le leggi (perché questo sta succedendo), perché sarà un dialogo monocorde. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.2148, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 5.2149, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 5.2150, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 5.2151, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.2152.
NATURALE (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NATURALE (M5S). Signora Presidente, intervengo in questo momento perché sono sinceramente allibita nel vedere questo panorama. Poco fa è intervenuto il collega Cataldi e nessuno della maggioranza lo ha ascoltato. (Applausi). Ho una foto che ritrae tutti impegnati al telefono, a partire dalla Ministra. Questa è l'attenzione che diamo a chi sta puntando sui fatti.
Cari colleghi, non ci lamentiamo se poi l'astensionismo vince, perché qui non si ascolta. Ripeto: non ascoltiamo i nostri colleghi in quest'Aula. (Applausi). Tutti noi, come è stato più volte detto, siamo l'espressione e la rappresentanza dei territori, cui diamo voce. Il territorio chiede chiarezza, coerenza e rispetto di quanto previsto dalle leggi che voi approvate, purtroppo senza ascoltare. Ciascuno si fa gli affari propri, mentre dovremmo rispettare quanto è previsto.
Siamo partiti con il dire che il Presidente della Repubblica non perde le sue prerogative, mentre qui è tutto un togliere potere al Capo dello Stato. Giustamente la collega Maiorino ha detto che si fa un miscuglio legato all'attualità. Si parla di Macron come se fosse il Presidente del Consiglio che scioglie le Camere, ma è il Presidente della Repubblica francese! (Applausi). Ma di cosa state parlando? Voi confondete gli elettori, che sono stufi di essere presi in giro. Questo vedo sui territori, perché si dice tutto e il contrario di tutto. Quando faccio i miei interventi nei convegni parlo ormai con le vostre leggi in mano, perché altrimenti non c'è modo di venirne a capo.
La collega Maiorino ha fatto riferimento a tantissimi costituzionalisti. Non stiamo parlando noi politici. Qui si parla di costituzionalisti che conoscono la storia e la Costituzione a menadito. Essere descritti come parlamentari che fanno errori di drafting volontario è gravissimo. (Applausi).
Non vi rendete conto di cosa state facendo. È importante che torniate con i piedi per terra perché qui non si parla di niente. Non c'è legge elettorale, come abbiamo detto, non c'è alcuna riforma. La legge Acerbo che ha guidato le elezioni del 1924 è l'unica che ricordiamo che aveva fissato il quorum minimo al 25 per cento. Qui non abbiamo un quorum, quindi di cosa stiamo parlando? È un salto nel buio sconclusionato. Vi atteggiate a costituzionalisti, a Padri costituenti, ma avete toccato tantissimi articoli della Costituzione impunemente, modificando tutto senza dare alcuna certezza. Gli italiani vogliono una certezza, non hanno certo bisogno dell'uomo solo al potere (che è quello che state cercando di fare), perché è inutile nascondere che, qualora dovesse cadere il Presidente del Consiglio, si porterebbe dietro tutto il Parlamento, un Parlamento schiavo dell'uomo solo al potere. Noi invece siamo in democrazia e vogliamo difenderla, ora e sempre. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.2152, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 5.2153, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 5.2193 (testo 2), presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori, fino alle parole: «ottenuto almeno il».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 5.2195 a 5.2222 (testo 2).
Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 5.2223 (testo 2).
LORENZIN (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LORENZIN (PD-IDP). Signora Presidente, senatori e senatrici, come è stato detto in questo lungo dibattito, siamo nel fulcro della riforma. Non mi vorrei soffermare tanto sulla questione dibattuta dell'elezione diretta del Presidente del Consiglio e del meccanismo di trascinamento dei parlamentari eletti, quanto piuttosto sul richiamo alla legge elettorale.
Nel passato noi abbiamo condizionato l'approvazione da parte del Parlamento delle riforme costituzionali alla definizione delle leggi elettorali e questo non è un caso: non è accaduto perché in quel momento il Parlamento e le stesse maggioranze che sostenevano la riforma costituzionale, che erano maggioranze larghe, non volessero affrontare successivamente la legge elettorale, ma perché la legge elettorale si interseca con la riforma costituzionale, e quindi con il modello che viene scelto, in modo esiziale. Infatti, una legge elettorale con una soglia, ad esempio, al 40 per cento, come è stato detto, porta di fatto a un sistema bipartitico, quindi cambia ulteriormente l'assetto istituzionale del nostro Paese. Non si ha soltanto l'elezione diretta del Presidente del Consiglio, ma di fatto si realizza il modello all'inglese o all'americana (tra l'altro modelli in crisi) con due partiti.
Analogamente, la decisione sulle soglie minime rappresenta un elemento di base per quanto riguarda la definizione di una rappresentatività e della capacità di inserire le minoranze o i partiti meno forti dal punto di vista elettorale all'interno del Parlamento. La legge elettorale, connessa alla riforma costituzionale, sia per l'indicazione del premio di maggioranza, sia per quanto riguarda le soglie, determina in modo esiziale la partecipazione attiva della popolazione al voto e quindi la partecipazione di tutti alla creazione di un maggiore consenso. Inoltre, essa determina la nostra capacità di garantire una pluralità di posizioni articolate e diverse all'interno di un Parlamento che già è ridotto nella sua forma parlamentare, cioè nel numero dei componenti.
Questi aspetti non sono secondari, perché, se già da un lato abbiamo individuato molto chiaramente il primo vulnus di questa riforma, cioè la mancanza dei contrappesi che sono previsti in tutti i sistemi in cui vengono concentrate funzioni e poteri in mano al Presidente del Consiglio o al Presidente della Repubblica, non solo abbiamo qui una vaghezza sui check and balance, che non sono presenti, ma abbiamo anche un'estrema vaghezza nel richiamo alla legge elettorale e ai relativi premi. Tali premi, tra l'altro, verrebbero articolati con meccanismi di approvazione diversi dalle riforme costituzionali nelle leggi elettorali, che andrebbero - a colpi di maggioranza - a definire in modo netto un cambiamento totale del nostro assetto costituzionale, verso il quale ci stiamo dirigendo al buio. Noi non sappiamo dove approda questa norma e quali sono le intenzioni della maggioranza rispetto all'approdo finale, che è complesso, ma che determinerà in modo fondamentale il futuro della Repubblica. (Applausi).
MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGNI (Misto-AVS). Signora Presidente, vorrei intervenire e insistere anch'io su questo tema, come ho già fatto ieri.
Noi stiamo discutendo, come abbiamo detto, dell'articolo più importante della riforma. Capisco che una larga parte della maggioranza magari non sente propria la Costituzione italiana e vuole modificarla costituzionalmente, ma è una Costituzione che ha garantito, oltre alla convivenza civile, anche la democrazia nel nostro Paese, perché ha mantenuto distinto il potere esecutivo dal potere legislativo. Ora voi intanto mettete insieme il fatto che il Parlamento deve essere eletto con il Premier; ammesso e non concesso che fossimo tutti d'accordo a eleggere il Presidente del Consiglio, il Presidente del Consiglio va eletto in modo distinto dalle elezioni di Camera e Senato, perché il problema è che non il potere esecutivo, ma il potere legislativo deve rappresentare la democrazia, la partecipazione e i soggetti della società. Voi vi rifiutate continuamente di dirci esattamente come volete fare in questo senso.
Uso una parola grossa: non dico che è un tentativo di golpe, però francamente mettete insieme aspetti che non stanno insieme, perché la limitazione democratica è davvero troppo pesante. Io penso che i cittadini la rispediranno al mittente, come hanno fatto in altre occasioni, però vorrei suggerirvi di provare ad affrontare questo problema, cioè fare una distinzione rispetto a come si eleggono Camera e Senato in modo autonomo, pluralista, democratico e rappresentativo di questo Paese. Poi si può discutere del problema dell'elezione diretta, quella che dà la certezza e la stabilità del Governo. La stabilità c'è se c'è una maggioranza: io, ad esempio, ho sempre detto e continuo a ripetere che sono per le maggioranze politiche, ma maggioranza politica vuol dire che chi fa la sintesi deve tener conto almeno della sua maggioranza e delle relative opinioni; non può imporle. È proprio un fatto concettuale di democrazia: viene meno la democrazia. Questo è il dato fondamentale: qui viene messa in discussione la democrazia, che è la cosa che ha garantito la libertà (Applausi), la coesione e la partecipazione di questo Paese.
Nonostante le differenze sostanziali, le disuguaglianze e tutti i problemi che abbiamo, il nostro è un Paese che è in grado di rispondere democraticamente e reggere grazie alla presenza di una Costituzione democratica che invece voi volete intaccare e modificare sostanzialmente. Questo non è accettabile. Allo stesso tempo non rispondete a una domanda legittima che viene posta dai banchi dell'opposizione. Io voglio sapere cosa devo rispondere, quando mi viene chiesto quanti voti deve prendere e che maggioranza deve avere il Presidente del Consiglio. Chi lo sa? Vedremo, ci sarà una legge. Chi la fa questa legge? Il problema è che c'è un vulnus che mette in discussione la democrazia. Questo è un fatto molto rilevante. Insisto nel chiedere al Governo e al Primo Ministro di questo Paese di rispondere a queste domande, perché questo è un problema di democrazia e voi dovete dare una risposta su questo terreno. (Applausi).
BEVILACQUA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BEVILACQUA (M5S). Signora Presidente, per suo tramite prendo atto del fatto - già ampiamente dimostrato dalle senatrici e dai senatori della maggioranza - di non opporre nessuna resistenza alla scelta del Governo di relegare il Parlamento ad un semplice passacarte del potere esecutivo, perché ci si limiterà semplicemente a premere un bottone, senza poter esprimere un dissenso o una valutazione differente rispetto ai provvedimenti del Governo. Ne prendo atto, perché già in legge di bilancio abbiamo visto la maggioranza rinunciare a emendare il testo della legge stessa.
Sempre per suo tramite, Presidente, ho necessità di fare una domanda alla ministra Alberti Casellati qui presente, se magari la Ministra presta un attimo attenzione. Vorrei da lei una risposta chiara, una volta per tutte, e non per slogan. Vorrei sapere dalla Ministra se è realmente convinta di sottoscrivere un disegno di legge che non è altro che un furto con destrezza di democrazia. Ministra, ce lo dica per favore, grazie. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 5.2223, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori, fino alle parole: «ottenuto la maggioranza».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 5.2224 (testo 2) a 5.2233 (testo 2).
Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 5.2154.
DI GIROLAMO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIROLAMO (M5S). Signora Presidente, vorrei intervenire per fare insieme a voi una riflessione. Accolgo con favore le parole dei colleghi che mi hanno preceduto sul disinteresse generale di questa Assemblea nell'ambito della riforma che invece la stessa Assemblea sta portando avanti. Stiamo parlando di una riforma che sostanzialmente fuori, ai cittadini, non interessa granché. Abbiamo visto anche il dato di partecipazione alle ultime elezioni europee, dove il reale, il vero partito vincitore è quello dell'astensionismo.
A tale proposito, vorrei spendere una parola e una riflessione su una categoria molto importante di astenuti, i giovani, che ad oggi si sentono molto distaccati da questi discorsi che noi opposizioni sostanzialmente facciamo esclusivamente tra di noi, perché voi non ci ascoltate e perché comunque, quando parliamo, siete tutti distratti. Non intervenite in risposta a quello che diciamo e, se intervenite, lo fate fuori luogo.
Vorrei ricordare all'Assemblea che le riforme si fanno tutti insieme (la ministra Alberti Casellati dovrebbe saperlo meglio di tutti), per evitare che in un momento successivo, quando non ci sarete più voi che ne siete stati i promotori, le vostre riforme vengano prese e smantellate. Voglio ricordare, su tutte, una riforma che ha avuto il consenso la trasversale di tutta l'Assemblea. Lei, Ministra, se lo ricorderà bene (per suo tramite, Presidente). Mi riferisco all'inserimento della tutela dell'ambiente in Costituzione, anche nell'interesse delle future generazioni.
Questo è il collante della parte iniziale e della parte finale del mio discorso e la ragione per cui voteremo a favore dell'emendamento 5.2154 e perché stiamo votando a favore di tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni che vogliono tentare di modificare il testo in discussione e di fermarvi nella realizzazione di questa riforma costituzionale.
Presidenza del vice presidente CASTELLONE (ore 11,29)
(Segue DI GIROLAMO). Se non ci riusciamo noi, questa riforma passerà nelle mani dei cittadini, che oggi si sono astenuti, ma nel momento del referendum useranno la loro matita per dare un chiaro segno e mettere non una croce come voto, ma proprio una croce su questo tipo di riforma che sta davvero mortificando sia le Assemblee parlamentari che tutto il contesto costituzionale, cui fortunatamente abbiamo il privilegio di poterci appellare.
Pensiamo ai nostri Padri costituenti e a tutti i costituzionalisti che si sono espressi su questa riforma. Ecco, noi vi stiamo chiedendo di rifletterci e di pensare. Ministra, ripensi a quei momenti di trasversalità sulle riforme costituzionali già realizzate e guardi quel momento paragonandolo ad oggi e mi dica lei qual è il risultato che state ottenendo. (Applausi).
PARRINI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARRINI (PD-IDP). Signora Presidente, la dichiarazione di voto sull'emendamento 5.2154 è ovviamente favorevole e rappresenta per noi l'opportunità di porre nuovamente al Governo, tramite la ministra Alberti Casellati, la domanda delle domande a cui finora non abbiamo avuto alcuna risposta.
Sappiamo che cosa pensa il Governo. Quel che sappiamo ci fa paura, ma vorremmo che il Governo uscisse dall'ambiguità e fosse esplicito. La domanda che io rivolgo alla ministra Alberti Casellati è la seguente: voi intendete infliggerci oltre all'anomalia mondiale di un Presidente del Consiglio eletto direttamente, anche l'anomalia non democratica di un Presidente del Consiglio eletto a minoranza e dotato di un potere molto grande come quello che questa riforma gli conferisce? Avete idea di far eleggere il Presidente del Consiglio direttamente dal popolo con una soglia inferiore al 50 per cento e quindi alla maggioranza assoluta? Questa cosa noi dovremmo saperla prima che questo dibattito si concluda, perché non dircela è una grandissima mancanza di rispetto non soltanto delle più elementari regole democratiche (ricordo infatti che in tutti i Paesi dove si elegge direttamente un Presidente, la regola della maggioranza assoluta non conosce eccezioni), ma è anche una mancanza di rispetto nei confronti del Parlamento che si trova a giudicare questa riforma nell'ignoranza rispetto a uno dei suoi punti fondamentali.
In questo intervento vorrei lanciare un avvertimento al Governo e alla ministra Alberti Casellati. Ho letto alcune dichiarazioni secondo le quali una soglia del 40 per cento per eleggere direttamente una carica monocratica nazionale sarebbe coperta e legittimata dalle sentenze della Corte costituzionale riguardanti la legge elettorale del 2015. Mi riferisco alla sentenza del 2017. Vi dobbiamo dire da subito che questa è una falsità e una presa in giro. La sentenza della Corte costituzionale del 2017 riguardava la soglia ammissibile per dare un premio di maggioranza per comporre un organo collegiale rappresentativo e non ha niente a che vedere con la soglia che serve per eleggere un organo esecutivo monocratico. Se il Governo non ha la capacità e non ha la voglia di distinguere tra un organo collegiale rappresentativo e un organo monocratico esecutivo vuol dire che siamo messi molto male e, quindi, per amore del Paese e anche per rispetto del Parlamento, la invitiamo a fare chiarezza.
Lei vuole un Premier eletto dal popolo a colpi di minoranza o è disposta ad accettare quello che avviene in tutto il resto del mondo, cioè l'applicazione della regola della maggioranza assoluta per eleggere direttamente una persona a una carica monocratica nazionale, senza possibilità di eleggere il Premier a colpi di minoranza?
Nella misura in cui continua a non dare chiarezza su questo punto ci offende gravemente, ovviamente politicamente e non personalmente. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 5.2154, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori, fino alle parole: «ottenuto almeno il».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 5.2155 a 5.2181.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.2182.
GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIORGIS (PD-IDP). Signora Presidente, attraverso di lei mi rivolgo al relatore, che è anche Presidente della Commissione, e alla Ministra, che è firmataria del disegno di legge, perché non si consumi in quest'Aula un silenzio così triste, così avvilente, sull'articolo che rappresenta il cuore della riforma.
Relatore, signora Ministra, prendete la parola, non perché lo chiede l'opposizione, ma per lasciare agli atti di questo Parlamento le vostre considerazioni su come garantire l'attuazione dell'articolo 5 per chi prenderà in mano i Resoconti di questo dibattito e si chiederà come i proponenti, il Governo e il relatore pensano di garantire la maggioranza assoluta dei seggi alle liste collegate e al tempo stesso garantire che non si verifichi l'ipotesi di liste che ottengono un voto inferiore al 40 per cento, che è la soglia indicata dalla Corte costituzionale come minima per consentire l'attribuzione di un premio. Lasciatelo agli atti. (Applausi). Lasciatelo a chi pensa che questa sia un'Aula di discussione, di confronto. Non vi sembra tristissimo questo silenzio e questo totale spregio nei confronti degli argomenti che abbiamo presentato? Che modo è di riformare la Costituzione?
Ciò che voi state facendo non si è mai verificato, perché anche nei momenti in cui le maggioranze hanno pensato di andare fino in fondo, tali maggioranze avevano al proprio interno, tra i deputati e i senatori della stessa maggioranza, un'articolazione di posizione, un dibattito molto acceso. È agli atti, andateli a leggere, e troverete quanti deputati e quanti senatori della maggioranza che sosteneva la riforma sono intervenuti per criticarla, per fare osservazioni, per proporre cambiamenti, presentando emendamenti. In questo caso non c'è niente: il silenzio. Questo è peggio di una anticipazione della riforma che volete approvare. (Applausi).
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signora Presidente, vorrei solo ribadire nuovamente ciò che ha appena detto il senatore Giorgis, che prima aveva detto il senatore Martella e che abbiamo detto anche noi. Mi riferisco a una richiesta alle forze di maggioranza e al Governo affinché dicano una parola precisa su questo punto, che è troppo importante, perlomeno per non restare agli atti. In questa sede si sta approvando e si sta concludendo l'esame dell'articolo 5, quindi il cuore di questo provvedimento, la settimana prossima faremo le dichiarazioni di voto e avremo finito, il testo passerà all'altro ramo del Parlamento, lasciando quest'Aula e il Paese all'oscuro di questo punto decisivo che riguarda le regole democratiche con le quali si intende mettere a punto la riforma del premierato. È come se noi votassimo una cosa di cui conosciamo il titolo, ma non il contenuto: sappiamo che il Presidente del Consiglio sarà eletto dal popolo, ma incredibilmente non sappiamo come: non sappiamo quanti voti serviranno per eleggere il Presidente del Consiglio, non sappiamo quanto sarà grande il premio di maggioranza, non sappiamo se si intende rispettare la sentenza della Corte costituzionale. Anche nei confronti della Corte costituzionale e degli organismi di garanzia, volete dire una parola chiara su questo o davvero pensate che aver vinto le ultime elezioni vi consenta di esercitare la forza senza però dare alla ragione quella cosa che invece le spetta? Penso che su questo dobbiate dirci delle parole chiare, che dobbiate dirci perlomeno come pensate che debba essere eletto il futuro Presidente del Consiglio e come pensate che debba essere eletto il futuro Parlamento. Non è davvero ammissibile che si concluda la prima lettura di questo provvedimento - cosa che ormai accadrà fra pochi minuti, quando non avremo più una voce perché sarà finito questo dibattito in Aula, sarà votato l'articolo 5 e sentiremo soltanto le dichiarazioni di voto finale - senza che nessuno spieghi come si intende eleggere il Presidente del Consiglio e su quali regole democratiche questa cosa si vuole fare.
Presidenza del vice presidente RONZULLI (ore 11,37)
(Segue DE CRISTOFARO). Per l'ennesima volta vi chiediamo - ve lo chiedono tutte le forze di opposizione, penso che siamo naturalmente tutti d'accordo su questo - perlomeno un elemento di chiarezza e, insisto - ve l'ho detto anche prima - un elemento di trasparenza che dovete non semplicemente a noi, ma al Paese, ai cittadini che sono andati a votare, a quelli che non ci sono andati, a tutti coloro che però pensano giustamente di vivere ancora in una democrazia e che vogliono per l'appunto sapere le regole democratiche di cui si sta discutendo in quest'Aula quali sono oggi e soprattutto quali saranno domani. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 5.2182, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori, fino alle parole: «la maggioranza assoluta».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 5.2183 a 5.2192.
Metto ai voti l'emendamento 5.2213, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 5.2234, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori, fino alle parole: «raggiunto almeno il».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 5.2235 a 5.2237.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.2238, identico all'emendamento 5.2242.
Verifica del numero legale
MAIORINO (M5S). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione dei disegni di legge costituzionale
nn. 935 e 830
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.2238, presentato dalla senatrice Camusso e da altri senatori, identico all'emendamento 5.2242, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.2243.
PIRRO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRRO (M5S). Signor Presidente, sono un po' sconcertata dal fatto che ci avviamo a concludere queste votazioni con pochissime dichiarazioni da parte dei membri della maggioranza e quelle poche che sono state fatte erano anche sbagliate nel merito di quello che sostenevano, come abbiamo avuto modo di rimarcare diverse volte già ieri e stamattina. Mi domando chi si appresta a votare questo provvedimento che concetto abbia della democrazia o, meglio, se abbia qualche concetto e concezione della democrazia, visto quello che ci appropinquiamo a votare; anzi, che vi assumete la responsabilità di votare e di consegnare al futuro del Paese.
Non vi rendete conto di quello che state facendo o forse qualcuno lo vede benissimo. Qualcuno è un utile burattino nelle mani di altri. (Commenti).
PRESIDENTE.Senatrice Pirro, si rivolga alla Presidenza.
PIRRO (M5S). Signor Presidente, infatti non ho mica detto altro. Se magari ascoltasse con più attenzione, si renderebbe conto che ho detto "qualcuno è" e non "siete dei".
PRESIDENTE. Ha detto "burattino", senatrice Pirro. Le orecchie ce le ho. La invito ad andare avanti, a meno che non preferisca usare il suo tempo in questo modo.
PIRRO (M5S). Io posso usare i termini che voglio se fanno parte della lingua italiana e non costituiscono un insulto. Non ho detto "siete dei", ma ho detto "qualcuno è". Signor Presidente, mi interrompa se sbaglio. (Proteste).
PRESIDENTE. Colleghi, lasciate parlare la senatrice Pirro. (Commenti).
PIRRO (M5S). Io ritengo di poter argomentare la mia dichiarazione come meglio credo, se non uso insulti o improperi. Burattino è un termine che non è né un insulto né un'offesa. Gradirei, inoltre, che i mugugni che arrivano da una parte dell'Aula non fossero conteggiati nel mio tempo.
Già vi dà fastidio discutere, già non ascoltate le cose sagge che qualcuno, signor Presidente, avrebbe da dire, tramite lei, ai colleghi di maggioranza. Se quel poco tempo che noi abbiamo, ce lo consumate non capendo quello che stiamo dicendo e insultando, voi, senza motivo, ciò diventa un doppio problema per il Paese.
Signor Presidente, mi rivolgo sempre a lei per sottolineare che, fuori da quest'Aula, ci siamo sentiti spesso dire, nelle scorse settimane di campagna elettorale, che tanti non vanno a votare, cosa che vi fa sicuramente comodo, perché siamo tutti uguali. Io, invece, oggi lo voglio dire con forza: non siamo tutti uguali! Non lo siamo per niente! (Applausi).
E dovreste dirlo anche voi più spesso. Così, quelli che sono stati a casa, quel 51 per cento di italiani che non è andato a votare perché pensa che siamo tutti uguali, forse avrebbe le idee più chiare su chi difende i propri diritti, i diritti dei cittadini italiani e la democrazia, e su chi, invece, aspira solo a ritornare ai "fasti" di un ventennio che ci ha portato in una guerra che ha aumentato le divisioni. Una guerra razzista, una guerra che puntava il dito contro quelli che, secondo loro, erano diversi. In quel momento, magari, erano gli ebrei, gli omosessuali e oggi sono individui di altre parti del mondo e altri cittadini, che hanno invece pari dignità, uguale alla nostra.
Questo abbiamo scritto nei primi articoli di quella Costituzione che questa maggioranza si appresta a calpestare biecamente. Per questo, noi continuiamo a votare a favore degli emendamenti che la Costituzione vogliono difenderla e voteremo contro questo provvedimento che ne vuole fare scempio. Per questo, io ripeto: non siamo tutti uguali! E lo ripeto orgogliosamente. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.2243, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 5.2244, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.2245.
SENSI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SENSI (PD-IDP). Signor Presidente, signora Ministra, colleghe e colleghi, io non credo che un provvedimento di un Governo possa e debba essere mosso dal rancore, da un sentimento - anzi, un risentimento - di vendetta che schiuma da ogni singolo articolo della vostra riforma (sapete che stento a chiamarla così).
Ministra, posso chiederle la cortesia della sua attenzione? Lo chiedo per suo tramite, Presidente.
PRESIDENTE.Signora Ministra, richiamano la sua attenzione.
SENSI (PD-IDP). Le chiedo scusa, signora Ministra, ma vorrei rivolgermi anche a lei, attraverso la Presidente.
Le riforme provano a cambiare lo stato delle cose e a migliorarlo, con una gradualità e un lavoro di confronto, secondo un'intenzione equilibrata, ponderata, senza strappi o fughe in avanti, senza la dismisura di una volontà padronale: si fa come dico io o come mi conviene. È esattamente questo il motivo per il quale, colleghi, la vostra - lo dico tramite lei, Presidente - non è una riforma, ma un tentativo di cancellazione, una damnatio memoriae, un regolamento di conti con una Costituzione che non avete mai sentito vostra: una volta preso il potere, finalmente possiamo vendicarci di una Carta che viene da una storia che non riconosciamo, che non sentiamo nostra, che ogni volta ci si pone davanti (Applausi) come uno specchio che ci svela, ci denuda, ci ricorda chi siamo e da dove veniamo.
La Costituzione italiana, nella coerenza e nella limpidezza del suo profilo antifascista, è l'antidoto a questo richiamo identitario, proprio perché sradica le appartenenze e le porta sul piano del confronto tra i cittadini, del comune richiamo al gioco democratico, alla difesa delle libertà di ognuno. Libertà, Presidente, che è l'unica vera, profonda, autentica identità degli italiani.
Parlando l'altro giorno, in occasione delle commemorazioni per la morte di Giacomo Matteotti, il Presidente della Repubblica ricordava che il coraggio che animò la sua ultima, drammatica denuncia dai banchi di Montecitorio costituisce un atto di fedeltà al Parlamento. Proseguiva il Presidente della Repubblica: «Quel Parlamento che costituisce il cuore di ogni democrazia viva e che venne umiliato dal regime, sino alla sua soppressione». (Applausi). Il cuore di ogni democrazia viva, questo Parlamento, questo Senato, quest'Aula, che di nuovo oggi è sotto attacco.
Lo sa, Presidente, che quell'ultimo discorso, quello del 30 maggio del 1924, non fu l'ultima occasione di Matteotti a Montecitorio? Il 4 giugno, appena sei giorni prima del suo sequestro, Matteotti prende la parola in Aula per fatto personale, polemizzando con un deputato, Barbiellini Amidei (un fascista piacentino eretico e incendiario), in una seduta tumultuosa, tanto tumultuosa che a un certo punto lo stesso Mussolini, Presidente del Consiglio presente in Aula, chiese di parlare, dicendo: «Durante il discorso dell'onorevole Facchinetti l'onorevole Matteotti ha accennato a certi atteggiamenti che avrebbe preso il "Popolo d'Italia" durante il 1919. Quali essi siano questi atteggiamenti, io ne rivendico intera la responsabilità; ma io temo che l'onorevole Matteotti mi voglia giocare un brutto tiro, che consisterebbe nel riesumare i discorsi violentissimi che io ho pronunciato, in svariate occasioni, contro l'amnistia ai disertori, discorsi sui quali forse andavano oltre certi limiti, che oggi non potrei, per debito di coscienza, mantenere».
Matteotti replica e ne nasce un vivace alterco tra i due, con Mussolini mai tanto minaccioso. Dice Matteotti: «Ho ascoltato volentieri le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sulla questione del decreto di amnistia ai disertori. Trovo in esse una leale accettazione del fatto che io ho enunciato». Mussolini: «Dimostrerò il contrario». Matteotti: «L'apprezzamento di quelle frasi stampate nel 1919 sul "Popolo d'Italia" può essere poi fatto dal pubblico. Noi abbiamo pubblicato sul nostro giornale il testo». Mussolini: «Non i miei discorsi». E Matteotti replica: «Non vorrà certo che noi pubblichiamo l'edizione completa dei suoi lavori!». Mussolini: «Lo fate tanto spesso! Vivete ancora su quello. Riportate sempre i miei articoli dopo dieci anni. Persino il 1° maggio!». E Matteotti: «Abbiamo pubblicato solamente, si intende, la parte che ci interessava come avversari e cioè l'approvazione dell'amnistia, data nel vostro giornale nel febbraio e nel settembre del 1919. Le pubblicazioni restano non smentibili; e ognuno ha i suoi errori, sui quali poi il pubblico formula il suo apprezzamento. Perciò questo incidente è chiaramente liquidato!». E Mussolini replica: «Io dimostrerò la vostra mala fede».
A quel punto prende la parola Barbiellini Amidei, che in questo clima lugubre polemizza e ironizza su Matteotti e gli dice: «Lei è stato solidale con l'onorevole Bussi, venditore di esoneri» - i toni sono sempre quelli, infatti vi sono interruzioni del deputato Matteotti, si legge nel Resoconto - «perché a lei è stata rimessa la fotografia della lettera, in lettera raccomandata». E Matteotti replica gridando: «A me no!».
Queste tre parole sono le ultime effettive che Matteotti pronuncia in Parlamento: "a me no". Si riferivano ad altro, come avete sentito, ma mi sono parse una sintesi perfetta della resistenza strenua di Matteotti al fascismo e della sua radicale assoluta alterità a Mussolini. "A me no".
Mi consenta, signor Presidente, di concludere con la sua voce e le sue parole. Quelle sue tre parole dicono tanto di lui - e, chissà, forse anche di noi - della sua forza di opporsi agli abusi, all'arroganza e alla violenza, con gli strumenti della democrazia, con il rispetto delle regole e con la difesa del Parlamento che, ieri come oggi, resta l'ultimo presidio di una democrazia che, di fronte a chi tenta di fare senza, è capace di dire, pena la vita: a me no. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.2245, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 5.2246, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 5.2247, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 5.2249, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.2250.
CAMUSSO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMUSSO (PD-IDP). Signor Presidente, Ministra, colleghi, se provassimo a guardarci da fuori, non pensando di essere seduti su questi scranni, credo che l'impressione sarebbe quella di lunghi monologhi che non trovano alcuna risposta.
Mettiamoci nei panni di chi ci guarda nel Paese. Penso si stiano domandando di che cosa stiamo discutendo visto che si ha una situazione in cui ci sono lunghi monologhi, ma non si apre alcuna discussione e non si trovano soluzioni. Probabilmente stanno pensando che stiamo discutendo di cose così specifiche e difficili da non rendere possibile la discussione.
E invece no. Noi stiamo discutendo della vita democratica del Paese e di ciò che poi, alla fine, condiziona la vita, la libertà e le scelte di ogni singolo cittadino o cittadina di questo Paese. Ed è davvero intollerabile che tutto questo avvenga senza che ci siano le risposte che ci permettono anche di giudicare quello che stiamo facendo: come voteremo, come decideremo la nostra rappresentanza, quali poteri effettivi avrà un Parlamento che, come abbiamo detto tante volte, viene eletto a strascico, come sarà possibile garantire quell'equilibrio di poteri che impedisce a un singolo di determinare il destino di tutti senza alcun confronto democratico.
Ciò non vi sollecita alcuna pulsione e necessità di provare a interloquire, nessuna volontà di provare a spiegare ai cittadini di che cosa stiamo discutendo. Voi forse immaginate che ciò possa rappresentare la vostra prova di forza (noi possiamo comunque andare avanti), mentre ciò che lascerà sarà il segnale che questo Parlamento non rappresenta il Paese e non è in grado di interloquire con esso.
Credo che convenga anzitutto alla maggioranza essere in grado di dire che cosa vuol fare davvero e dare delle risposte, perché il non farlo rappresenterà solo un altro grande argomento, per noi, affinché questa non diventi la riforma del Paese. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.2250, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.2251.
PATUANELLI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PATUANELLI (M5S). Signor Presidente, ci avviamo alla conclusione del voto sugli emendamenti all'articolo 5 che, come abbiamo detto più volte, è il cuore di questa riforma. Vorrei quindi fare alcune considerazioni, partendo da un presupposto: per la discussione sugli emendamenti è stato contingentato un tempo di trenta ore, che in realtà sono meno di tredici, perché diciassette sono le ore che non vengono utilizzate dalla maggioranza per intervenire. Quando si dice che interverremo per trenta ore non è vero. E perché la maggioranza non interviene? È un anticipo di premierato, è esattamente quello che succederà quando questa riforma sarà approvata con il referendum dagli italiani (cosa che io mi auguro non accada). In un ipotetico futuro in cui ciò avvenisse, la maggioranza sarà costretta a questo. Infatti non c'è un luogo di questo Senato, al di là di quest'Assemblea silente, in cui un solo collega di maggioranza difenda questa riforma. Al netto di quanto si fa apparire esternamente, nell'intimità di queste stanze ogni singolo membro di questa maggioranza, di qualsiasi forza politica, esprime enormi perplessità su questo testo. (Applausi).
È un testo che si basa su alcuni assurdi. Vi sono presupposti su cui tutti noi concordiamo: la governabilità, il cercare di dare un limite ai ribaltoni, il garantire che la volontà del popolo trovi una risposta nelle Aule parlamentari: tutti principi sacrosanti. Ebbene, cosa accadrebbe con questo nuovo testo della Costituzione? In questi giorni vi è stata una tornata elettorale in cui c'è stato un voto di preferenza per Giorgia, che ha avuto un enorme successo elettorale, riconosciuto da tutti. Sarebbe quindi lecito pensare che questa maggioranza, che ha avuto un successo elettorale, sarà quella che potenzialmente domani, a elezioni politiche a Costituzione vigente, porterà a casa il risultato della vittoria: Giorgia sarà di nuovo Presidente del Consiglio. Ma ci sono delle forze politiche che sono determinanti per la maggioranza; se una di queste, ad esempio la Lega, che magari non vede approvata l'autonomia differenziata, decide di togliere la fiducia Giorgia, si procederà a un incarico, magari a uno dei Vice Presidenti del Consiglio, magari a Matteo, che magari avrà la maggioranza con tutto il resto del Parlamento. E quello non sarà un inciucio possibile con questa nuova Costituzione? Certo che lo sarà. Ma se poi magari Matteo ha un impedimento, non esiste più una possibilità per il Parlamento, perché dal secondo Presidente incaricato in poi il Parlamento muore, così, senza motivazioni politiche, per un un'eutanasia costituzionale.
Questa è una riforma assurda della Costituzione e, nell'intimità di queste stanze (non di quest'Aula, ma nelle stanze qui dietro), tutti lo state dicendo. Stiamo allora parlando del nulla. (Applausi).
Questa riforma non è quella che verrà portata a termine. Se c'è bisogno di eutanasia, serve a questo testo e non alla nostra bellissima Costituzione. (Applausi).
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signora Presidente, intervengo solo per aggiungere qualche riflessione a quelle che faceva ora il collega Patuanelli, che secondo me ha detto parole molto giuste, molto corrette, anche rappresentando questa discussione, come il senatore l'ha giustamente definita, come una sorta di anticipazione di quello che vedremo completamente con il premierato.
Come dimostra questa discussione, che per l'appunto volge al termine (siamo alle ultime battute, su un provvedimento di prima grandezza, ossia la riforma costituzionale, quindi non un provvedimento che si fa tutti i giorni, un semplice decreto-legge in scadenza, ma una delle norme più significative e più importanti che un'Assemblea parlamentare possa discutere), dicevo, come dimostra il dibattito che stiamo facendo in queste settimane, già ora tra i poteri e le prerogative del Governo e il ruolo del Parlamento vi è un elemento di clamoroso squilibrio. Si vede proprio in questa discussione, con le forze di opposizione quasi messe in una condizione di impotenza e i parlamentari di maggioranza che rinunciano alle diciassette ore citate dal collega Patuanelli sul totale delle trenta complessive destinate a questo dibattito. Già ora, in questa discussione, si vede come tutto quello che è successo in tutti questi anni abbia, finanche psicologicamente, non semplicemente formalmente, messo il Parlamento in una condizione di difficoltà.
Guardate che la discussione di questa settimana è molto indicativa ed è proprio la dimostrazione di come trent'anni di indirizzo politico-culturale portato avanti in un certo modo (il leaderismo, il maggioritario, il partito del capo, i premi di maggioranza, tutto quello che è successo in questi trent'anni) già oggi, a Costituzione vigente, quindi prima della riforma del premierato, hanno modificato l'atteggiamento che invece un tempo aveva segnato le pagine più belle della storia di questo Parlamento. Quanto sono lontane da questo dibattito che stiamo vedendo ora quelle pagine gloriose fatte in tempi passati, quando invece la vita democratica, il radicamento dei partiti, le discussioni, anche le più aspre in quest'Aula, erano però la testimonianza di partiti che avevano una connessione reale con la società civile vera di questo Paese, che portavano avanti e rappresentavano pezzi di interesse, con questa parola considerando le ragioni più nobili. Penso che tutto questo avrebbe dovuto essere al centro di questa discussione; invece è stato tirato via.
Noi stiamo discutendo di come cambiare la Costituzione italiana su un punto essenziale, facendo finta che questi trent'anni non ci siano stati, cioè facendo finta che non abbiamo a che fare con un progressivo svuotamento dell'istituzione democratica massima di questo Paese e anche il dibattito di queste settimane drammaticamente lo dimostra. Di questo avremmo avuto bisogno: discutere di come intervenire e come migliorare, per l'appunto, il Parlamento repubblicano. Cosa andiamo a fare invece? In una condizione già di grande sofferenza come questa, con questo spettacolo che stiamo dando all'esterno di un Parlamento muto rispetto al processo in atto, non solo non cerchiamo di intervenire sulla malattia, ma scegliamo di renderla ancora più grave, potenzialmente irreversibile, perché quando avremo, anzi avrete portato a casa questa riforma - se ci riuscirete, ma io ve l'ho detto tante volte, sono convinto che alla fine non sarà così, perché la saggezza del popolo italiano sarà molto più grande di chi invece li rappresenta (male) dentro quest'Aula (Applausi) -, se malauguratamente questa riforma dovesse vedere la luce, credo che questi aspetti vedranno ulteriori elementi di torsione. È questo il vero elemento di grande preoccupazione.
Ma davvero ci possiamo rassegnare a un Paese in cui l'istituzione massima della Repubblica venga così clamorosamente messa da parte? Davvero possiamo rassegnarci all'idea di dover eleggere quelli che verranno dopo di noi per trascinamento, semplicemente perché fanno parte di liste collegate al Presidente del Consiglio, peraltro probabilmente senza la maggioranza dei voti, con premi di maggioranza abnormi, quando mezzo Paese, se va bene, guarderà questo spettacolo in televisione, senza nemmeno voler partecipare al gioco democratico? Nel frattempo, infatti, come sta accadendo ogni elezione che passa, si abbassa sempre di più la percentuale di quelli che vanno al voto. Le avete viste le percentuali di tutti i nostri partiti, depurate dall'astensione? Guardatele le percentuali di tutti i nostri partiti depurate dall'astensione e scoprirete che il 29 per cento di Fratelli d'Italia diventa il 15 per cento e naturalmente, a cascata, i voti di tutti gli altri; finanche un risultato significativo come quello che ha preso il mio partito dimezza, com'è evidente, quando si misura il fatto che mezzo Paese non va più a votare. Li avete visti questi dati, oppure non vi dicono niente? Vi volete misurare con questa realtà, oppure fate finta che non c'è, che non esiste? (Applausi).
Per questo ieri dicevo che dovremmo mettere un cartello là fuori con scritto «chiuso per lutto» dinanzi a questo disastro che sta accadendo in Italia, peraltro dinanzi al fatto che questa astensione cresce di più dov'è più acuta la sofferenza sociale, al Sud, nei quartieri più periferici, nei quartieri più poveri, dove non va a votare più nessuno. Questo dovrebbe essere un campanello d'allarme gigantesco per tutti quanti noi. Invece cosa si fa dinanzi a questa crisi democratica così clamorosa? Si sceglie di accentuare la crisi democratica, si sceglie una strada scorciatoia che questo distacco tra la popolazione, i partiti e le istituzioni inevitabilmente accentuerà. Si sceglie per l'appunto una strada che sarà - io credo - molto pericolosa per la nostra democrazia.
Siamo ancora in tempo. Ve lo dico per l'ultima volta: fermatevi, anche sulla base di quello che è successo domenica scorsa, facciamo i conti con questa realtà di cui ci parla un Paese reale, un Paese in sofferenza. Ce lo stanno dicendo in tutti i modi; non facciamo finta di niente, cerchiamo di rispondere a questo tipo di domanda e proviamo, per l'appunto, a fare un dibattito all'altezza di quello che servirebbe al Paese e non invece alla propaganda che si sta facendo da molti mesi in quest'Aula parlamentare. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.2251, presentato dalla senatrice Rojc e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.2252.
CASTELLONE (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTELLONE (M5S). Signora Presidente, anche io voglio dire qualche parola prima di chiudere questo articolo 5. Vede, Presidente, quando chiediamo di approfondire dei temi, lo facciamo sempre con cognizione di causa. Quando, durante l'approvazione dell'autonomia differenziata, che purtroppo è al voto finale alla Camera, in Commissione bilancio abbiamo chiesto un'indagine conoscitiva sui profili finanziari di quella legge (che, ricordo, non è stata incardinata in Commissione bilancio), l'abbiamo fatto perché c'erano l'Ufficio parlamentare di bilancio, la Commissione europea e Bankitalia che ci dicevano di fare attenzione a permettere alle Regioni di trattenere il gettito fiscale, perché ciò vuol dire che ci saranno meno risorse a disposizione delle Regioni più povere e che i divari che ci sono oggi non potranno che aumentare in questo assetto. Chiedevamo quell'approfondimento e ancora lo chiediamo, perché siamo convinti che quella legge, senza aver chiarito quei profili finanziari, sia un problema e che anche per voi sia pericoloso votare favorevolmente quella legge senza quell'approfondimento.
Se oggi diciamo che, prima di approvare l'articolo 5, si deve chiarire qual è la legge elettorale che si vuole fare, lo facciamo perché siamo convinti che quello che è stato detto in audizione sia pericoloso, cioè senza dire qual è il premio di maggioranza e come si vuole fare in modo che il Premier traini con sé anche il Parlamento. È un sistema che non esiste da nessuna parte al mondo, e ci sarà un motivo. (Applausi). Se anche dove è stato sperimentato il premierato c'era un Parlamento eletto separatamente, ci sarà un motivo. (Applausi).
Vede, Presidente, ci dicono che c'è una maggioranza che vuole collaborare e un'opposizione che invece pensa a fare l'opposizione e non entra nel merito della questione. Vorrei ricordare che la mia forza politica ha presentato una manciata di emendamenti, che si contavano sulle dita di una mano. Erano emendamenti che davvero miravano a rendere più stabile il Governo: c'era la sfiducia costruttiva, c'era la fiducia a Camere riunite, c'era la possibilità di rimuovere anche un solo Ministro. Quello che voi dite, cioè che il premierato garantisce la stabilità del Governo, è falso, non è vero. (Applausi).
Avete messo una botola sotto la sedia del Premier, come ricordava bene il presidente Patuanelli. C'è un secondo Premier che ha quasi più poteri del primo, tanto che avete dovuto apportare dei correttivi. Avete addirittura scritto che poteva essere resuscitato il primo Premier, a cui poteva essere nuovamente conferita la fiducia. Ci sono degli errori madornali in questa legge, che vi abbiamo chiesto di modificare nel merito. Ma anche qui scena muta. Non abbiamo capito in che modo volete risolvere questi problemi.
Lo dico di nuovo alla Ministra e al relatore: fateci capire come intendete superare i problemi di merito che ci sono in questo testo, anche nell'articolo 5. La campagna elettorale è finita, la propaganda si deve chiudere. Qui abbiamo una Costituzione che state distruggendo. (Applausi). State alterando gli equilibri costituzionali, senza dire in che modo volete mettere dei correttivi. Questo è il momento di dirci come lo volete fare.
Avete fatto addirittura campagna elettorale sulla pelle delle persone e dei malati, annunciando e approvando un decreto liste d'attesa, che ha le liste d'attesa solo nel titolo, a costo zero, anche quello. Non c'è un euro per l'assunzione di personale sanitario (Applausi) che sappiamo essere l'unica cosa che davvero serve per accorciare le liste di attesa.
Dimostrate, in conclusione, di essere patrioti come vi professate, difendete il Paese anche quei cittadini del Sud che hanno deciso di non andare a votare perché ormai non credono più che le istituzioni possano in alcun modo tutelarli, sono disperati, non riescono a curarsi. Oltre 4 milioni di italiani devono rinunciare alle cure, oltre 4 milioni di lavoratori sono poveri. I giovani hanno abbandonato completamente questo Paese; ricordo che ne perdiamo 120.000 all'anno.
Diventate patrioti e fateci capire anche in quest'Aula in che modo siete patrioti e come volete difendere la Costituzione. (Applausi).
BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BOCCIA (PD-IDP). Signor Presidente, riprendo idealmente il ragionamento della vice presidente Castellone, che è esattamente la prosecuzione di quello che le colleghe e i colleghi hanno detto sull'articolo 5. Mi rivolgo ai Presidenti dei Gruppi parlamentari di maggioranza: fermatevi fin quando siete in tempo.
Signora Presidente, siamo molto preoccupati perché prima delle elezioni europee c'era una luce di speranza nonostante alcune cose che non condividevamo. C'era ad esempio il presidente Pera che interveniva sulla Britannia, ora evidentemente è stato colto dalle riflessioni fatte sulla monarchia e anche lui ha perso la parola. C'era l'energia un po' repressa, ma sempre viva del collega Menia, ma vediamo che non interviene più nemmeno lui. C'era il presidente Balboni che in qualche modo ogni tanto reagiva alle nostre richieste e provava a dirci qual era la speranza - a questo punto vana - che la maggioranza aveva. Soprattutto gli appunti della ministra Alberti Casellati si trasformavano in alcune risposte; molte, le devo dire, non ci convincevano, ma almeno ci provava. Oggi silenzio assordante.
Quello che non capiamo è se il silenzio è obbedienza o una libera scelta dei colleghi di maggioranza. Noi temiamo che sia semplicemente obbedienza. (Applausi). Come il collega De Cristofaro ha già più volte denunciato, assistiamo all'umiliazione del Parlamento e pensiamo che siano le prove generali rispetto ad un premierato che noi abbiamo contestato dal primo momento non perché non cogliessimo il tentativo di provare a modificare la Costituzione, ma perché quel tentativo che fa la destra ed alcuni non lo nascondono nemmeno... Signora Presidente, vedo che il microfono lampeggia, signora Presidente, mi dà altro tempo oppure sono imbavagliato?
PRESIDENTE. Le sto dando tutto il tempo che vuole.
BOCCIA (PD-IDP). In tutto questo, signora Presidente, i tempi larghi a disposizione della maggioranza non sono i tempi che ha l'opposizione. L'opposizione ha provato a far cambiare tesi e valutazioni, a spingere la maggioranza verso un confronto di merito che non riguarda un disegno di legge di una senatrice o di un senatore dell'opposizione, ma la nostra Costituzione. La Costituzione che ricorda sempre quest'Aula e che ricordano quanto lei si ritrova dietro le spalle ogni volta che presiede, le parole solenni che sono scolpite sulla parete. Tutto questo non è avvenuto. È evidente che la maggioranza prende questo come un gioco (vedo dei foglietti che girano), ma non lo è, perché sono in ballo la vita del Paese e il funzionamento della nostra democrazia. Prendiamo atto che la nostra richiesta di maggior tempo non è stata ancora esaudita, perché, pur parlando a spizzichi e bocconi, tra un emendamento e l'altro, di fatto non siamo in grado di valutare i tempi che abbiamo a disposizione e quindi quale sforzo dobbiamo fare sugli altri articoli di questa pessima riforma.
Per queste ragioni, signora Presidente, le richiedo per cortesia la convocazione urgente della Conferenza dei Capigruppo prima delle ore 13, perché è evidente che alle 13 non ci arriviamo.
PRESIDENTE. È già convocata alle ore 13.
BOCCIA (PD-IDP). Le chiedo inoltre la massima disponibilità di tempi per tutti i partiti di opposizione. (Applausi).
PRESIDENTE. Va bene. Andiamo avanti. (Commenti. Alcuni senatori dell'opposizione mostrano cartelli di protesta).
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 12,19, è ripresa alle ore 12,31).
Presidenza del vice presidente CASTELLONE (ore 12,31)
Metto ai voti l'emendamento 5.2252, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 5.2253, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'articolo 5.
MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGNI (Misto-AVS). Signor Presidente, non posso che dichiarare il voto contrario all'articolo 5.
Come abbiamo cercato di spiegare, si pensa di approvare un articolo con cui si interviene sulla questione della forma di governo e della forma parlamentare, però senza dire esattamente in quale direzione si vuole andare. Abbiamo cercato di spiegare che la democrazia ha necessità di essere corretta e favorita, quindi occorre intervenire per far sì che i cittadini partecipino alla vita politica, alla discussione e poi alla formazione della propria rappresentanza istituzionale, che ha il compito appunto di rappresentare i cittadini e di fare le leggi. Non ho mai pensato e continuo a non pensare che ci possa essere una sola persona a rappresentare la sintesi di un Paese, che è un'organizzazione complessa con delle differenze, che vanno rappresentate.
Ieri abbiamo ricordato e commemorato una persona straordinaria che ha partecipato, favorito e contribuito a democratizzare questo Paese, e a migliorarlo. Bisognerebbe interpretare e dare risposte concrete. Ad esempio, vogliamo discutere tra di noi sul fatto che in passato si è pensato che i partiti dovessero scomparire e che fossero necessari partiti leggeri? Poi ci accorgiamo che, se i partiti non ci sono, ne va di mezzo la partecipazione dei cittadini e delle cittadine; molto spesso, le persone più in difficoltà, quelle che hanno più bisogno e che subiscono maggiore discriminazione, non sono per niente rappresentate.
Guardiamo alla composizione di questo Parlamento, sia al Senato sia alla Camera: ci sono molte fasce di cittadini che non sono rappresentate, perché non hanno più organizzazioni di massa in grado di costruire gruppi dirigenti e rappresentanze delle istanze. Allora discutiamo di questo e vediamo come fare, ad esempio stabilendo regole democratiche. Penso, ad esempio, che bisognerebbe ripristinare il ruolo e anche il finanziamento dei partiti, togliendo magari ai singoli deputati e senatori, su questo terreno, il potere che hanno nei confronti delle proprie organizzazioni. Parliamoci chiaro, fare politica ha dei costi e non tutti sono nella stessa condizione. Adesso la questione dei cambiamenti dei Gruppi parlamentari è già diversa, però in passato, fino al passato recente, era molto più facile. Chi ti elegge, chi ti ha portato in Parlamento, rischia di non avere più nessuna risorsa perché chi è stato eletto ha cambiato opinione. È possibile cambiare opinione, ma chi ti ha eletto deve continuare a godere del voto che ha dato a un determinato partito.
Vogliamo discutere di questo? Vogliamo discutere di un problema di rappresentanza sociale? Anche fuori dal Parlamento c'è un problema di rappresentanza. So benissimo, per la mia storia personale, che c'è il problema di stabilire delle regole riguardo a come si rappresentano lavoratori e lavoratrici, ma anche per gli imprenditori e le imprenditrici c'è un problema su questo terreno. C'è un problema di coinvolgimento delle forze e delle rappresentanze sociali.
È necessario quindi andare in questa direzione, ma noi invece di cosa discutiamo? Discutiamo del fatto che un uomo solo o una donna sola al comando potrebbero risolvere questi problemi. Per tale ragione contestiamo alla radice questo progetto di riforma, che si pone, sì, un problema di governabilità, ma lo fa escludendo una larga parte della popolazione. Si pensa che il sindaco d'Italia, come qualcuno lo aveva definito, risolva i problemi? Normalmente i sindaci non fanno le leggi, ma sono esecutori di leggi che fa il Parlamento, quindi dobbiamo distinguere tra questione esecutiva e questione rappresentativa dal punto di vista legislativo. Questa cosa va chiarita, perché non è possibile andare in tale direzione. Da ciò nasce il rischio di un conflitto e un pericolo per la democrazia, per la rappresentanza, per i ruoli: questa è la contestazione che noi facciamo.
Signor Presidente, per queste ragioni siamo totalmente contrari al disegno di legge di riforma costituzionale in esame e da oggi organizzeremo i comitati contro questo disegno di legge. (Applausi).
CASTIELLO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIELLO (M5S). Signor Presidente, faccio mie le inquietudini della collega, senatrice Camusso.
Com'è possibile che una riforma di così vasta portata, che incide in profondità sulle libertà fondamentali del cittadino, passi in questo modo, che definire surreale è un eufemismo? Sta infatti passando in un contesto costellato dal silenzio della maggioranza, che si sottrae al dibattito e al confronto, e nell'assordante silenzio del Governo che, soltanto da estemporanee dichiarazioni di stampa, sappiamo aver detto che questa è una riformetta che praticamente incide su una manciata di articoli della Costituzione. In sostanza, che volete che sia! Come se contasse il numero degli articoli modificati, anziché la sostanza delle modifiche apportate al testo della Costituzione. (Applausi). Sappiamo invece che anche un frammento di norma, se incide sulla sostanza dei rapporti, può essere devastante.
Presidenza del presidente LA RUSSA (ore 12,40)
(Segue CASTIELLO). Siamo qui in presenza di un meccanismo veramente terrificante. Sono convinto che la stessa maggioranza non sia consapevole di cosa si stia facendo. Qui si sta sostituendo a un sistema costituzionale nettamente fondato sulla divisione dei poteri, sui ruoli distinti dell'esecutivo e del legislativo e sul ruolo di garanzia del Capo dello Stato, un sistema pasticciato, un ircocervo giuridico, un sistema che Giovanni Sartori avrebbe definito senza né capo, né coda, un bi-presidenzialismo zoppo e claudicante in cui il Capo dello Stato viene ridotto a un simulacro. Altro che organo di garanzia, di cui ci sarebbe oggi una necessità molto più forte che in altre epoche storiche! Sta infatti passando la riforma spacca-Italia, che divide in due il Paese, in cui l'unica possibilità ancora di riconoscersi in una unitarietà di valori e ontologica è nelle mani del Capo dello Stato. Se però costui è indebolito e neutralizzato in questa funzione, capiamo bene che rimangono l'Italia divisa in due e un Presidente della Repubblica che è il simulacro di un Capo dello Stato.
Questa è una riforma pasticciata, che inverte completamente l'ordine dei rapporti disegnati nella Costituzione; è un nuovo modello costituzionale affatto antitetico rispetto a quello originario, che sta passando in queste forme surreali di cui abbiamo detto.
Invito la maggioranza ad andarsi a leggere - o a rileggere, per chi già la conoscesse - la parabola del leone di Eschilo, che, quando era un piccolo leoncino, era il trastullo del re; quando divenne grande, lo divorò. Voi state costruendo un sistema del quale potreste essere vittime e non siete consapevoli di cosa vi state facendo. (Applausi).
Signore, perdona loro, perché non sanno quello che fanno. (Applausi). Voi oggi siete maggioranza e potere egemone, ma domani, in base ai corsi e ricorsi che Giambattista Vico ci ha insegnato appartenere al necessario fluttuare della storia, potreste essere nella condizione di subire l'assalto dell'ircocervo e del Moloch che voi stessi avete costruito. Allora capirete che vi state suicidando. (Applausi). Vi siete suicidati. La nostra opposizione è a difesa non solo delle libertà del cittadino, ma anche dei vostri diritti come cittadini italiani. (Applausi). Avete costruito un autentico "pateracchio", fondato su un accordo sinallagmatico e mercimonioso, in base al quale vi siete scambiati favori (do ut des, do ut facias), nella doppia accezione del termine, come descritto dal Devoto-Oli, dizionario della lingua italiana: pateracchio come accordo furbesco e fraudolento, spregiudicato e mercimonioso, e come pasticcio.
Noi vi esortiamo e mi ricollego alle esortazioni del nostro capogruppo Patuanelli e del senatore Boccia: fermatevi, siete ancora in tempo. Ma non sentite, nel fondo della vostra coscienza, la necessità di recuperare un sussulto di dignitosa coerenza? Voi siete quelli che il 22 agosto hanno sottoposto all'elettorato un programma di governo, firmato da tutti quanti voi, in cui si proponeva l'elezione diretta e popolare del Presidente della Repubblica. State cambiando le carte in tavola, frodando dapprima i vostri elettori e poi tutto il popolo italiano. (Applausi).
Recuperate la dignità e la coerenza, siamo ancora in tempo.
Vi esorto poi ad avere maggiore rispetto per il Parlamento di cui fate parte. Con questa riforma avete ridotto il Parlamento in condizioni di assoluta marginalità e il Capo dello Stato in condizioni di assoluta irrilevanza.
PRESIDENTE. La prego di concludere, è al settimo minuto.
CASTIELLO (M5S). Pensate a quello che dice e prescrive la Corte costituzionale, con statuizione chiara e certa: la compromissione dei poteri del Parlamento... (Il microfono si disattiva automaticamente).
PRESIDENTE. In realtà è già due minuti oltre il tempo, la prego di concludere.
CASTIELLO (M5S). Non può essere illimitata la compressione della rappresentatività dell'Assemblea parlamentare. Già con la riforma dell'autonomia differenziata l'avete ridotta a un potere veramente consultivo. Abbiate la dignità di rispettare il Parlamento, di cui voi stessi siete parte, e le sue funzioni. Abbiate rispetto di voi stessi. (Applausi).
GELMINI (Misto-Az-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio gruppo.
PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.
GELMINI (Misto-Az-RE). Signor Presidente, chiedo di intervenire in dissenso su un articolo che rappresenta il cuore della riforma.
Il dibattito che stiamo facendo, Presidente, non tiene conto del fatto che questo non è il primo tentativo di riforma.
Il dibattito che stiamo facendo, Presidente, non tiene conto del fatto che questo non è il primo tentativo di riforma. Dagli anni Novanta ad oggi ce ne sono ce ne stati molti, tutti naufragati. Eppure, essi hanno provato a superare la frammentazione partitica e l'instabilità dei Governi. Tuttavia, non possiamo dimenticare che, nonostante il ricorso a leggi elettorali maggioritarie, la frammentazione partitica sia proseguita e la bipolarizzazione coatta del sistema politico non abbia affatto reso più stabili i Governi, né quelli di centrodestra, né quelli di centrosinistra.
Di fronte a questi tentativi - naufragati - di utilizzare la riforma della legge elettorale per produrre stabilità e superare la frammentazione, oggi ripartiamo da capo, come se nulla fosse successo, con un sistema che addirittura costituzionalizza la legge elettorale e determina l'elezione diretta del Premier, ma una legge elettorale senza una soglia definita, quindi con un'anomalia ancora più forte rispetto ai tentativi di riforma che già in passato non hanno dato risultati.
Oggi voglio confermare la linea di Azione, ovvero il convincimento che l'elezione diretta del Capo dell'Esecutivo, con la contestuale definizione degli stessi poteri precedentemente vigenti, senza un adeguato rafforzamento, non sia la strada per rendere più stabili gli Esecutivi. L'elezione del Capo dell'Esecutivo può determinare un rafforzamento, laddove si rafforzino anche i poteri e le competenze, ci sia un adeguato ruolo del Parlamento e la legge elettorale non sia contenuta all'interno della Costituzione, ma venga prevista una soglia minima.
Così, con questo sistema, noi riteniamo che la soluzione non solo non stabilizzi i Governi, ma determini la stessa frammentazione che abbiamo vissuto fino ad oggi. Ecco perché, secondo noi, questo articolo è profondamente da rivedere. (Applausi).
LISEI (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LISEI (FdI). Signor Presidente, dico ai colleghi dell'opposizione e di minoranza che non è che ripetere una bugia all'infinito ne fa una verità. Lo dico perché tutte le domande che avete posto e reiterato in modo compulsivo, provocatorio e offensivo, anche sgarbato, a questa maggioranza, gonfiando il petto e alzando la voce, che poi sono sempre le stesse, anche in merito all'articolo 5 della legge elettorale, hanno avuto puntuale risposta, sia in tutto il dibattito che c'è stato in Commissione, sia in alcuni interventi che la maggioranza ha fatto in quest'Aula, sia nella risposta del Ministro, sia nella risposta del relatore. Anche quando accompagno mia figlia da qualche parte, appena ci sediamo in macchina mi chiede «tra quanto arriviamo?», dopo due secondi mi chiede di nuovo «tra quanto arriviamo?» e me lo richiede ancora per molte volte consecutive. Volete che cambiamo risposte, ma, mi dispiace, la risposta resta e rimarrà sempre la stessa.
Vi dico anche che è particolarmente spiacevole che lamentiate il mancato intervento del relatore, ma, quando interviene, lo interrompiate più volte e gli urliate «vergogna». È stato particolarmente spiacevole che quando è intervenuto il Ministro, facendo una lunga relazione, molti di voi fossero distratti, al telefono, facessero completamente altro e non l'ascoltassero, perché, come vi dicevo, la risposta sulla legge elettorale è molto banalmente che, se questa maggioranza avesse presentato una riforma costituzionale affiancata a una legge elettorale, avrebbe voluto dire che il Parlamento era completamente mortificato, perché evidentemente la riforma costituzionale sarebbe stata immodificabile. Quella, sì, sarebbe stata un'offesa al Parlamento, perché avrebbe voluto dire che la maggioranza aveva presentato un pacchetto fatto, finito e chiuso, cosa che non è stata. Infatti questa maggioranza, proprio perché ha accolto e ascoltato le osservazioni delle opposizioni, ha modificato il testo che era previsto ed era stato depositato, con uno che oggi è arrivato in Aula come il frutto di un lungo percorso in Commissione, che ha ascoltato sia gli auditi costituzionalisti e i loro suggerimenti, sia le riflessioni delle opposizioni.
Vi dico e vi chiedo di più: spiegatemi come sia possibile presentare una legge elettorale su una riforma costituzionale che non è stata ancora approvata. Perché di questo si tratterebbe, cioè di depositare il testo di una legge elettorale che prevede cose sulla base di una Costituzione che ancora non è stata approvata e non è esistente. Mi domando e vi domando come sia possibile e cosa direbbe il Presidente della Repubblica, se si vedesse arrivare una legge che modifica qualcosa che ancora non è stato modificato. Credo francamente che non sia corretto nei confronti né del Parlamento, né di una Costituzione che allo stato degli atti, anche una volta approvato questo testo, non sarebbe ancora stata approvata e molto probabilmente dovrebbe passare anche attraverso un referendum da parte del popolo.
La legge elettorale, molto banalmente, non poteva e non può essere presentata come affiancata a questa, a maggior ragione nella consapevolezza che il percorso di una legge elettorale e quello di una riforma costituzionale hanno tempi ben diversi. Paradossalmente, ci troveremmo nella condizione di approvare una legge elettorale su una Costituzione che ancora non è stata modificata, quindi era impossibile.
Dopodiché, rispetto alle osservazioni che sono state fatte sulla possibile legge elettorale, dicendo che non abbiamo detto niente, anche questa è una falsità e anche questa, nonostante la ripetiate più volte, è inutile. È inutile, molto banalmente, in primo luogo perché non inserire in Costituzione la legge elettorale è una maggiore garanzia per l'Italia e per tutti i pericoli fantomatici che avete manifestato in quest'Aula. Trattandosi infatti di legge subordinata alla Costituzione, la legge elettorale deve rispettare in maniera ancora più rigida e ferrea i principi che saranno dettati nella Costituzione e che sono stati dettati puntualmente dalla stessa Corte costituzionale, che in più occasioni avete richiamato in quest'Aula. Quindi è impossibile che ci siano leggi come quelle che ci sono state in passato a Costituzione non vigente (come ho sentito impropriamente richiamare). La legge elettorale rispetterà tutti i principi che sono stati dettati dalla Corte costituzionale nelle note sentenze che in molti casi sono state richiamate. Saranno totalmente impossibili premi di maggioranza che non rispettino il principio di rappresentatività. Questa è una delle ragioni per le quali vi abbiamo già risposto. (Il microfono si disattiva automaticamente).
PRESIDENTE. La prego di concludere, le do qualche secondo.
LISEI (FdI). Vi ha risposto il Ministro e vi ha risposto il senatore Balboni, in più occasioni. Evidentemente, l'ipotesi del ballottaggio è una possibilità molto concreta, che certo sarà in campo, perché è impossibile conferire un premio di maggioranza superiore al 50 per cento a un partito che ha preso il 25, il 26 o il 30 per cento. Quindi le risposte vi sono state date tutte.
Dico una cosa molto sommessamente, perché il senatore Sensi prima ha urlato di stalla.
PRESIDENTE. La ringrazio, concluda.
LISEI (FdI). Dico molto sommessamente, a chi ha parlato di stalla e di animali, che a me qua è parso molto più un circo e invece... (Il microfono si disattiva automaticamente).
PRESIDENTE. Lo decido io quando, non lei.
LISEI (FdI). Continueremo ad affrontare con la massima serietà, come abbiamo fatto sinora, questa riforma costituzionale, che è fatta per l'Italia e per gli italiani, che meritano maggiore serietà e rispetto. (Applausi).
PRESIDENTE. Grazie. Ho dato anche a lei quasi due minuti in più, come al Gruppo 5 Stelle.
A questo punto, secondo le regole, dovrebbe essere conclusa la serie degli interventi su questo articolo, che, come prevede la prassi, finiscono con il partito più grande. Il Partito Democratico però insiste ad avere l'ultima parola e noi gliela diamo. Sì, è così, non siete il partito più grande, ma io credo che la Presidenza non abbia problemi a darvi comunque questa opportunità.
GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIORGIS (PD-IDP). Signor Presidente, la ringrazio di questo ulteriore tempo, ma mi lasci esprimere il rammarico per aver ascoltato soltanto sul finire della giornata un intervento dell'opposizione.
PRESIDENTE. Della maggioranza, non dell'opposizione.
GIORGIS (PD-IDP). Della maggioranza, certo.
Se noi avessimo ascoltato prima queste considerazioni e se ci fosse stata la disponibilità del Governo, del relatore e dello stesso senatore Lisei a entrare nel merito delle considerazioni che ha svolto, noi avremmo dato dignità a quest'Aula. Avremmo dato un ruolo a questo Parlamento. Il senatore Lisei, che cito anche se non alla lettera, ha detto che hanno risposto e che la legge elettorale rispetterà i principi previsti dalla Corte costituzionale e garantirà quindi rappresentatività e premio di maggioranza, eventualmente ricorrendo al ballottaggio.
Questa risposta se noi fossimo in un'Aula che vuole davvero prendere sul serio il confronto, andrebbe approfondita perché, con tutto il rispetto naturalmente per l'ultimo intervento che ho ascoltato, dire che la legge futura rispetterà i principi della Corte a noi non basta. Vorremmo sapere come li rispetterà. (Applausi). Ripeto e ci ritorno sopra per rispetto di quest'Aula, dei senatori di maggioranza, del Governo e dei cittadini, che se si vogliono tenere in considerazione i principi della Corte, è necessario che non si possa verificare l'ipotesi di una maggioranza superiore al 51 per cento dei seggi attribuiti, che non corrisponda almeno a un voto per quelle liste superiore al 40 per cento. Si possono fare tutti i ballottaggi che si vogliono, ma quando noi sottolineiamo il problema della disproporzionalità tra il numero dei seggi attribuiti alle liste collegate e il numero di voti conseguiti dalle liste, non ci riferiamo al problema, pur fondamentale anch'esso, di quanto consenso occorre per legittimare il Presidente del Consiglio, ma di quanto consenso occorre alle liste per avere legittimamente il premio di maggioranza. Sono due questioni diverse, entrambe fondamentali, ma diverse.
Richiamare i principi della Corte e la soglia del 40 per cento vale per definire le condizioni dell'attribuzione del premio alle liste, che in questo testo costituzionale si prevede che debba scattare necessariamente - perché si dice garantisce - in relazione all'elezione del Presidente del Consiglio. A noi sembra che anche una legge che eventualmente prevedesse il doppio turno per l'elezione del Presidente del Consiglio non risolverebbe il problema del rapporto tra numero di voti ottenuti dalle liste collegate e numero di seggi attribuiti. Allora, se noi fossimo consapevoli del ruolo che svolgiamo e anche un po' orgogliosi di svolgerlo, approfondiremmo questo problema, non chiuderemmo il dibattito. Non considereremmo queste nostre argomentazioni come pretestuose ed ostruzionistiche, ma, al contrario, come considerazioni di merito che meritano una risposta. Non c'è niente da fare, da questo problema non si esce ed è il motivo per cui l'articolo 5, al di là della concentrazione inedita di potere e dello stravolgimento della funzione del Parlamento, stando a quello che abbiamo ascoltato dagli auditi e a quello che abbiamo detto, non appare applicabile in maniera conforme ai principi costituzionali. Noi, in quest'Aula, di questo problema fino alle ore 13 non abbiamo sentito una sola parola (Applausi) dal Governo e anche dalla maggioranza. L'intervento del senatore Lisei infatti non ha detto nulla al riguardo.
Presidente, io la ringrazio per i tempi, perché in questo modo lei consente a quest'Aula, seppure all'ultimo, di avere un sussulto di protagonismo. Questo sussulto di protagonismo è possibile però solo se lei riapre i termini (Applausi), rinuncia al contingentamento e ci consente di dialogare, di confrontarci, altrimenti non è possibile farsi partecipi di questa discussione. (Applausi).
PRESIDENTE. La ringrazio anche per l'invito. Lei non se ne è accorto, ma i tempi silenziosamente per voi li ho già riaperti. Avete parlato infatti quindici minuti oltre il tempo assegnato. È un tempo enorme, considerando che, per esempio, il Gruppo Per le Autonomie, che aveva molto meno tempo di voi, ha ancora un'ora di tempo ed è pure intervenuto. Come vedete, l'ho fatto.
Metto ai voti l'articolo 5.
È approvato.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 13,03, è ripresa alle ore 13,46).
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. La seduta riprenderà alle ore 15,30 con il ricordo del presidente Silvio Berlusconi e le mie comunicazioni sul calendario dei lavori.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 13,46, è ripresa alle ore 15,34).
In ricordo di Silvio Berlusconi
GASPARRI (FI-BP-PPE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GASPARRI (FI-BP-PPE). Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, oggi ricorre un anno dalla scomparsa del presidente, senatore Silvio Berlusconi, eletto anche in questa legislatura al Senato della Repubblica.
La vita di Berlusconi e la sua storia sono parte della storia italiana del nostro tempo, ma voglio, in questa occasione, ricordare soprattutto il tratto umano di Silvio Berlusconi, che, pure con il suo ruolo e con la sua storia, aveva sempre l'umiltà dell'ascolto. La sua cortesia era apprezzata da tutti. Anche con le persone più distanti da lui sapeva avere sempre un approccio gentile. Segnava tutti i pensieri che ascoltava; con il suo tipico pennarello, annotando le discussioni che si svolgevano intorno a lui e che seguiva con attenzione. Dicevo del tratto umano. Nel dicembre del 2009 avevo perso mia madre. Ovviamente, era per me un momento particolare. Suonò il telefono. Era il presidente Berlusconi, che la sera prima - era il dicembre 2009 - aveva ricevuto una statuetta di granito sul volto: un episodio che penso tutti ricorderanno. Aveva saputo del lutto e, pure ricoverato e dolorante, mi aveva chiamato.
Io dissi: Presidente, scusami se non ti ho chiamato io. Dovevo cercare io tue notizie, ma ho avuto questo grave lutto. E lui, pur nelle condizioni difficili in cui era in quel momento, ricoverato e dolorante, perché fu un colpo molto pesante, mi disse parole, che ancora ricordo, sulle mamme, su sua mamma, sulle nostre mamme.
Questo è Berlusconi. Cito questo fatto assolutamente personale per ribadire chi sia stato Berlusconi. Le imprese politiche, pubbliche ed economiche, infatti, le conoscono tutti, ma la sua umanità è ciò che noi dobbiamo ricordare più di tutto.
È stato primo in ogni cosa che ha fatto. Primo nell'edilizia, con una capacità di edificare modelli a misura d'uomo; un ambientalista del fare e non della demagogia. È stato primo nel calcio, prendendo una squadra, cui era legato, che era in crisi e portandola al vertice mondiale, come lui aveva profetizzato, con interlocutori increduli quando furono chiamati a condividere quell'impresa che sembrava impossibile.
È stato primo nelle televisioni, con grandi innovazioni e tante polemiche inutili, perché, come prevedemmo anche in quest'Aula in tempi andati, poi il mercato dell'offerta televisiva si è allargato a dismisura, con tutto quello che nel tempo si è aggiunto.
È stato primo nella politica. Nessuno è stato alla guida del Governo per un tempo pari al suo. Ha valorizzato classi dirigenti, ovunque nelle sue aziende. Recentemente, un docufilm su di lui è stato il più visto, per alcune settimane, su una piattaforma televisiva; così come il libro che Paolo Del Debbio ha dedicato a Silvio Berlusconi, al primo programma di Forza Italia, pubblicando anche alcuni scritti degli ultimi giorni di Berlusconi, con una calligrafia che la malattia rendeva incerta, ma con pensieri chiari, è stato il libro più venduto per alcune settimane. Quindi, l'effetto Berlusconi ancora si propaga nei documentari, nei film, nei libri che di lui parlano.
È stato il primo in tanti contesti. Il presidente Confalonieri ha detto, proprio in questo docufilm, una frase che io ho conservato: l'ho incorniciata e la tengo nel mio ufficio, perché è un monito, per me stesso e per tutti. Dice Confalonieri, che con Berlusconi ha condiviso un'intera vita: noi, con Berlusconi, siamo diventati Presidenti di qui e Presidenti di là. Ma Berlusconi sarebbe stato Berlusconi con altri al posto nostro. Un'affermazione di grande umiltà da parte di Fedele Confalonieri e che propongo a tutti noi, a me stesso per primo, e a noi che abbiamo vissuto l'epopea berlusconiana. Io facevo parte addirittura, come giovane Sottosegretario, del primo Governo Berlusconi del 1994. L'abbiamo vissuta con i nostri limiti, le nostre capacità, ma certamente al di sotto della sua grandezza. Forse questa è una riflessione che in politica, indipendentemente dagli schieramenti, dovremmo fare tutti per richiamare noi stessi all'umiltà.
Berlusconi ha valorizzato giornalisti, persone nelle televisioni, manager, ha creato opportunità di lavoro e di crescita a tantissime donne e uomini. Ha creato spazi per tanti in politica, ha fondato il centrodestra con quella celeberrima "discesa in campo". Ha favorito il bipolarismo, ha messo fine alla palude consociativa, ha dato lavoro perfino a chi ha fatto dell'aggressione incessante alla sua persona una ragione di vita e di guadagno. Alcuni non sarebbero diventati celebri se non avessero avuto l'ossessione di Berlusconi nella loro immutabile agenda polemica.
Ha pagato prezzi durissimi accanto alle soddisfazioni enormi, subendo autentiche persecuzioni, ma non è questa oggi l'occasione per parlarne. Oggi ricordiamo l'uomo, la persona, non dobbiamo essere divisivi. Oggi ricordiamo anche il Berlusconi uomo della pace, quello che nel 2002 a Pratica di Mare aveva messo Putin e Bush allo stesso tavolo. Quanto servirebbe oggi al mondo uno statista di quella dimensione, quello che parlava con gli interlocutori più ostici, i Gheddafi e i Putin, perché la pace si mantiene parlando con la gente difficile, più che con i buoni parlando con i cattivi della storia.
È quindi un onore, colleghi, oggi parlare, a nome di Forza Italia e del nostro Gruppo. Voglio anche stringermi attorno alla famiglia e ai suoi figli, che hanno dato una dimostrazione esemplare in questi dodici mesi per come hanno saputo gestire una situazione di grande rilievo, una transizione tutt'altro che banale, un esempio virtuoso, evidentemente anche frutto di un grande insegnamento.
In conclusione, questa sera in televisione sui canali Mediaset andrà in onda una programmazione speciale, come prevedibile, a un anno dalla scomparsa e Toni Capuozzo, che - ho sentito negli spot - ha curato questo programma, ha detto una frase che evidentemente questa sera sentiremo: Berlusconi è un uomo che ha vissuto troppe vite per morire del tutto. Non saprei usare parole migliori per unirmi a tutti voi nel ricordo di un grande italiano. (Applausi).
PRESIDENTE. Mi unisco alle parole di Maurizio Gasparri, che sono le parole di una larga parte del nostro emiciclo, nel ricordo di Silvio Berlusconi, che - come molti in quest'Aula - ho avuto il piacere, vorrei dire l'onore, se non mi correggete, di apprezzare e conoscere. Non voglio parlare dei Ministri che l'hanno conosciuto, credo tutti; cito solo tra i Ministri il ministro degli affari esteri Tajani, che fino alla fine è stato a lui vicinissimo, ma anche nei banchi dell'opposizione, c'è la senatrice Gelmini, per esempio, o il senatore Casini che l'hanno conosciuto molto da vicino, non sempre senza contrasti, anche con contrasti, e ne hanno sicuramente apprezzato le capacità. Poi, nei banchi della maggioranza sono tanti, ma in particolare, a parte il senatore Gasparri, vi è la senatrice Ronzulli e tanti altri parlamentari. Non li voglio citare tutti, uno ad uno.
Che cosa ha fatto di unico Berlusconi? Io credo che lui avesse veramente non la capacità di sognare, che ce l'hanno in tanti, ma la capacità di realizzare i propri sogni. Lo ha fatto quando è sceso in campo, come diceva lui, perché prima non esisteva questa frase, scendere in campo, semmai si saliva in politica. Lui inventò la discesa in campo.
Nessuno aveva neanche mai potuto immaginare, in quel momento, che Fini e Bossi potessero fare parte della stessa maggioranza. Tant'è vero che dopo, prima che Fini e Bossi tornassero a riprendere un caffè insieme, so io la fatica che ho dovuto fare anche personalmente. Ma in quel momento solo Berlusconi poteva immaginare di creare una coalizione così innovativa, così impossibile anche solo da sognare e immaginare vincente.
Non dimenticate che con gli stessi sogni realizzati ha costruito una città che ancora oggi è modernissima. Non so quanti di voi sono stati a Milano 2: ci sono le strade per i pedoni, le strade per le automobili, i ponti che sovrastano le strade per le automobili, le case tutte a dimensione d'uomo. Allora era un sogno e lui tranquillamente lo realizzava.
Chi poteva immaginare che in Italia vi fosse uno spazio per le televisioni private concorrenziale con la RAI, o che addirittura in qualche caso la superasse? Ci voleva un sognatore, e lui l'ha sognato e realizzato.
Chi poteva dire che il Milan, che era sull'orlo del fallimento, potesse diventare la squadra più titolata del mondo? Lui l'ha detto appena l'ha comprata e l'ha realizzato.
Potrei andare avanti con esempi di questo genere, che valgono più di mille parole di circostanze. Poi, certo, è stato un uomo anche molto discusso, un uomo che ha avuto, credo, tanti elogi e tanti amici quanti ne ha avuti di opposti, di avversari, qualche volta di nemici. Ha sempre combattuto la sua battaglia giudiziaria e, comunque la si voglia guardare, anche quella unica nella storia della politica italiana.
Berlusconi se n'è andato forse troppo presto, forse nel momento in cui poteva dire: il ciclo adesso lo consegno, perché è un ciclo ancora con i miei sogni vincenti, che era quello di una larga parte politica che esisteva, il centrodestra, solo perché lui l'aveva sognato, immaginato e voluto. Se n'è andato e devo dirvi - stavolta parlo a titolo personale - che ci manca; ci manca anche l'ultimo Berlusconi, quello che era un punto di riferimento. Non era più il partito più grande, ma se dovevamo fare una riunione, normalmente e abitualmente - forse uno o due volte gli abbiamo detto di venire - andavamo da Berlusconi. Questo perché, oltre che un ricordo per quello che è stato, credo che di Berlusconi sia rimasto in tutti coloro che lo hanno apprezzato un grande, grandissimo rispetto. Grazie Silvio per il ricordo che ci hai lasciato. (Applausi).
Ha chiesto di intervenire il vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Tajani. Ne ha facoltà.
TAJANI,vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Signor Presidente, onorevoli senatori, intervengo soltanto per ricordare brevemente da questi banchi il ruolo di Berlusconi, membro del Governo, Presidente del Consiglio e Ministro degli affari esteri, con un grande impegno per cercare di rinnovare il nostro Paese. Penso alla legge obiettivo; penso alle tante scelte, come la prima di digitalizzare l'Italia per renderla più competitiva; penso alla scelta di far sì che le nostre ambasciate fossero luogo di promozione per le nostre imprese nel mondo. La forte vicinanza agli Stati Uniti, da chiunque fossero governati. Ricordo il suo discorso al Congresso. Divenne un fatto memorabile, invitato dal Presidente degli Stati Uniti a parlare. E lui ricordò l'impegno dei giovani americani che combatterono per la libertà dell'Italia e dell'Europa.
Ricordo l'impegno - l'ha detto il senatore Gasparri - per cercare di avvicinare la Russia all'Occidente, con il disperato tentativo - lì ci riuscì - di bloccare l'invasione di Tblisi da parte dell'armata della Federazione Russa. E anche il dispiacere per un atteggiamento, che non condivideva più, di quello che lui considerava un amico, qual era Putin. Diceva sempre: "è un uomo che è cambiato". Al Parlamento europeo votò contro l'invasione dell'Ucraina, insieme a tutti quanti noi, a dimostrazione che prevalevano i valori dell'Europa e della libertà, rispetto anche a quella che era stata l'amicizia con un leader politico. Per lui non contavano i colori politici, contavano soprattutto i rapporti personali. Certamente difendeva le sue idee in politica estera: l'europeismo, l'atlantismo. Era sempre pronto a confrontarsi con chiunque, pur di tutelare l'interesse nazionale, rispettando sempre e comunque le persone.
Anche come uomo di Governo, ha sempre voluto confrontarsi con le opposizioni. Ricordo che una volta - ero Capogruppo al Parlamento europeo - c'era un'autorizzazione a procedere nei confronti di Massimo D'Alema. Lui ci telefonò e disse: "votate come se fossi io al posto di Massimo D'Alema". A dimostrazione che era garantista non per la sua persona, ma per chiunque dovesse affrontare dei giudizi.
Così come scelse di partecipare all'ultimo Governo di unità nazionale nell'interesse superiore dell'Italia, sia pure con perplessità. Anteponeva sempre, da uomo di Governo, da Ministro degli esteri e da leader di partito, l'interesse nazionale a qualsiasi altra cosa. Decise anche di partecipare all'ultimo Governo prima dell'attuale, quello guidato da Mario Draghi, in compagnia di forze con le quali non condivideva le scelte valoriali e ideali; ma c'era l'interesse dell'Italia.
Così come ricordo - e mi spiace che non ci siano i parlamentari del MoVimento 5 Stelle - che anche nei confronti di Conte Presidente del Consiglio ebbe sempre e comunque un atteggiamento rispettoso, perché, pur non essendo il presidente Conte in sintonia con le sue posizioni, però rispettava sempre l'istituzione, cosa che non è comune di questi tempi, perché il rispetto ci deve essere sempre, anche dell'avversario politico. Qui non si tratta di combattere le persone (Applausi), ma si tratta di combattere semmai le idee, rispettando sempre e comunque le persone, a maggior ragione quando queste persone non ci sono più.
Rendo omaggio al Presidente del Consiglio più longevo della storia della Repubblica. Rendo omaggio al Ministro degli affari esteri. Rendo omaggio al leader politico che ha fatto del rispetto degli altri il centro della sua attività personale e che ha fatto della difesa dei suoi valori, primo fra tutti la libertà, il centro della sua attività politica. (Applausi).
PRESIDENTE. Non mi resta che rivolgere un pensiero ai suoi familiari, a Marta, Pier Silvio, Marina, Barbara, Eleonora, Luigi e ai suoi nipotini e chiedervi qualche secondo di raccoglimento in memoria di Silvio Berlusconi. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio). (Applausi).
Sui lavori del Senato
PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha approvato il nuovo calendario dei lavori fino al 4 luglio.
Restano confermati gli argomenti già stabiliti per la settimana corrente: seguito della discussione del disegno di legge costituzionale sull'elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri e discussione del disegno di legge per il rafforzamento della cybersicurezza. Per il disegni di legge costituzionale la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito di ampliare i tempi del contingentamento, su mia proposta, attribuendo ulteriori due ore complessive ai Gruppi di opposizione che l'hanno richiesto. Dico per inciso che una parte di questo tempo è stata ceduta dai tempi della maggioranza per valutazione dei Capigruppo di maggioranza. Per il disegno di legge sulla cybersicurezza si è proceduto alla ripartizione dei tempi tra i Gruppi per un totale di tre ore e trenta minuti escluse le dichiarazioni di voto.
Il calendario della prossima settimana, che sarà con eventuali sedute senza orario di chiusura, a partire da martedì 18, alle ore 11,30, prevede l'eventuale seguito degli argomenti non conclusi questa settimana, nonché il decreto-legge coesione.
Alle 15,30 di martedì 18 giugno avranno luogo le dichiarazioni di voto finali, con trasmissione diretta televisiva del disegno di legge costituzionale per l'elezione diretta del Presidente del Consiglio.
Nella settimana dal 25 al 27 giugno sarà discusso, oltre all'eventuale seguito degli argomenti non conclusi, il decreto-legge in materia di rappresentanze sindacali militari attualmente all'esame della Camera dei deputati.
Mercoledì 26 giugno, alle ore 15, si terrà la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo del 27 e 28 giugno 2024. Nella mattinata dello stesso mercoledì 26 la presidente Meloni consegnerà al Senato il testo delle comunicazioni rese poco prima alla Camera dei deputati.
Nella settimana dal 2 al 4 luglio sarà discusso il decreto-legge in materia di agricoltura e imprese di interesse strategico.
Nelle sedute di giovedì 27 giugno e di giovedì 4 luglio, alle ore 15, avrà luogo il question time.
Come già comunicato, martedì 25 giugno, alle ore 12,30, è convocato il Parlamento in seduta comune, alla Camera, per la quinta votazione per l'elezione di un giudice della Corte costituzionale. Voteranno per primi gli onorevoli senatori.
Come convenuto, la Conferenza dei Capigruppo tornerà a riunirsi mercoledì 19 giugno.
Calendario dei lavori dell'Assemblea
Reiezione di proposta di modifica
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - il nuovo calendario dei lavori fino al 4 luglio:
| Mercoledì | 12 | giugno | h. 10 | - Seguito disegno di legge costituzionale n. 935 e connesso - Elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri (prima deliberazione del Senato)
- Disegno di legge n. 1143 - Rafforzamento cybersicurezza nazionale (approvato dalla Camera dei deputati) |
| Giovedì | 13 | " | h. 10 |
| Martedì | 18 | giugno | h. 11,30 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi
- Dichiarazioni di voto e voto finale disegno di legge costituzionale n. 935 e connesso - Elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri (prima deliberazione del Senato) (voto finale con la presenza del numero legale) (martedì 18, ore 15,30)
- Disegno di legge n. 1133 - Decreto-legge n. 60, Coesione (scade il 6 luglio) |
| Mercoledì | 19 | " | h. 10 | |
| Giovedì | 20 | " | h. 10 |
Il termine di presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. 1133 (Decreto-legge n. 60, Coesione) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione.
| Martedì | 25 | giugno | h. 16,30-20 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi
- Consegna del testo delle Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 27 e 28 giugno 2024 (mercoledì 26, mattina)
- Discussione sulle Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 27 e 28 giugno 2024 (mercoledì 26, ore 15)
- Disegno di legge n. … - Decreto-legge n. 61, Rappresentanze sindacali militari (ove approvato dalla Camera dei deputati) (scade l'8 luglio)
- Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 27, ore 15) |
| Mercoledì | 26 | " | h. 10 | |
| Giovedì | 27 | " | h. 10 |
Il termine di presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. … (Decreto-legge n. 61, Rappresentanze sindacali militari) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione.
Martedì 25 giugno, alle ore 12,30, è convocato il Parlamento in seduta comune per l'elezione di un giudice della Corte costituzionale. Voteranno per primi gli onorevoli Senatori.
| Martedì | 2 | luglio | h. 16,30-20 | - Eventuale seguito argomenti non conclusi
- Disegno di legge n. 1138 - Decreto-legge n. 63, Agricoltura e imprese di interesse strategico (scade il 14 luglio)
- Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 4, ore 15) |
| Mercoledì | 3 | " | h. 10-20 | |
| Giovedì | 4 | " | h. 10 |
Il termine di presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. 1138 (Decreto-legge n. 63, Agricoltura e imprese di interesse strategico) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione.
Ripartizione dei tempi per la discussione
del disegno di legge costituzionale n. 935 e connesso
(Elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri)
(Gruppi 30 ore, escluse dichiarazioni di voto finale)
| FdI | 6 h | 17' |
| PD-IDP | 4 h | 22' |
| L-SP-PSd'AZ | 3 h | 47' |
| M5S | 3 h | 39' |
| FI-BP-PPE | 3 h | 3' |
| Misto | 2 h | 28' |
| IV-C-RE | 2 h | 11' |
| Aut (SVP-PATT, Cb) | 2 h | 6' |
| Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE | 2 h | 6' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1143
(Rafforzamento cybersicurezza nazionale)
(Gruppi 3 ore e 30 minuti, escluse dichiarazioni di voto)
| FdI |
| 44' |
| PD-IDP |
| 31' |
| L-SP-PSd'AZ |
| 27' |
| M5S |
| 26' |
| FI-BP-PPE |
| 21' |
| Misto |
| 17' |
| IV-C-RE |
| 15' |
| Aut (SVP-PATT, Cb) |
| 15' |
| Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE |
| 15' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1133
(Decreto-legge n. 60, Coesione)
(Gruppi 4 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| FdI |
| 50' |
| PD-IDP |
| 35' |
| L-SP-PSd'AZ |
| 30' |
| M5S |
| 29' |
| FI-BP-PPE |
| 24' |
| Misto |
| 20' |
| IV-C-RE |
| 17' |
| Aut (SVP-PATT, Cb) |
| 17' |
| Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE |
| 17' |
Ripartizione dei tempi per la discussione sulle comunicazioni
del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo
del 27 e 28 giugno 2024
(3 ore e 30 minuti, incluse dichiarazioni di voto)
| Governo |
| 30' |
| Gruppi 3 ore, di cui: |
|
|
| FdI |
| 38' |
| PD-IDP |
| 26' |
| L-SP-PSd'AZ |
| 23' |
| M5S |
| 22' |
| FI-BP-PPE |
| 18' |
| Misto |
| 15' |
| IV-C-RE |
| 13' |
| Aut (SVP-PATT, Cb) |
| 13' |
| Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE |
| 13' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. …
(Decreto-legge n. 61, Rappresentanze sindacali militari)
(Gruppi 3 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| FdI |
| 38' |
| PD-IDP |
| 26' |
| L-SP-PSd'AZ |
| 23' |
| M5S |
| 22' |
| FI-BP-PPE |
| 18' |
| Misto |
| 15' |
| IV-C-RE |
| 13' |
| Aut (SVP-PATT, Cb) |
| 13' |
| Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE |
| 13' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1138
(Decreto-legge n. 63, Agricoltura e imprese di interesse strategico)
(Gruppi 4 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| FdI |
| 50' |
| PD-IDP |
| 35' |
| L-SP-PSd'AZ |
| 30' |
| M5S |
| 29' |
| FI-BP-PPE |
| 24' |
| Misto |
| 20' |
| IV-C-RE |
| 17' |
| Aut (SVP-PATT, Cb) |
| 17' |
| Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE |
| 17' |
BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Boccia, si prenoti. Lei è così puntuale di solito. Ci ha pensato. Ne ha facoltà.
BOCCIA (PD-IDP). Signor Presidente, confidavo nella sua grande saggezza.
PRESIDENTE. Io confidavo che lei ci avesse ripensato.
BOCCIA (PD-IDP). No, signor Presidente. Come abbiamo sottolineato nella Conferenza dei Capigruppo, il Gruppo Partito Democratico, ma immagino anche gli altri Gruppi di opposizione, ha chiesto ripetutamente l'inversione dell'impianto che la maggioranza ci sta proponendo perché, come avevamo già sottolineato nella giornata di ieri, il decreto-legge sulla cybersicurezza è stato rappresentato a metà. Come è noto è stato espunto di altri pezzi che arrivano attraverso un altro provvedimento e già di suo è difficilmente comprensibile. Se poi il nostro Governo, ritiene di potersi presentare al tavolo dei grandi della terra con un decreto-legge così pasticciato e, tra l'altro, votato in fretta e furia in Commissione affari costituzionali e nemmeno esaminato in Aula, noi pensiamo sia un grave errore. Per tale ragione ieri avevamo annunciato e oggi la ribadiamo, alla luce del confronto avvenuto nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, la nostra disponibilità a far arrivare quel provvedimento in Assemblea prima e a discuterlo nel tempo necessario.
Come è noto (lo abbiamo detto e sottolineato), prendiamo atto del tempo extra che è stato dato alle opposizioni, ma riteniamo che non sia sufficiente né adeguato. Sappiamo inoltre della sua disponibilità - gliene abbiamo dato atto - per eventuali allungamenti, ma il tema non è allungare di un quarto d'ora o di mezz'ora la disponibilità al confronto, che però è unilaterale. Il tema vero è che manca la maggioranza: noi parliamo, facciamo richieste, poniamo temi, ma la maggioranza non risponde e non abbiamo capito se non lo fa perché deve obbedire al Governo o se questo è l'unico atteggiamento possibile che la maggioranza ha deciso di avere sulla riforma della nostra Costituzione.
Pertanto insistiamo, insisteremo ancora e continueremo a farlo, ovviamente lo facciamo ora in questo snodo della definizione del nuovo calendario. Ribadiamo che un'ora, due ore o tre ore in più non sono nulla di fronte a settantotto anni di vita nella nostra Costituzione. (Applausi). Dovreste tutti essere preoccupati come lo siamo noi. Ribadiamo che non accettiamo e che non ci arrendiamo all'idea, signora ministra Alberti Casellati, che un Presidente del Consiglio (perché per voi c'è solo un'idea di Presidenza del Consiglio) debba avere il potere di scegliere e sciogliere il Parlamento; noi continuiamo a essere legati all'idea che sia il Parlamento a scegliere il Governo e il Presidente della Repubblica a sciogliere eventualmente il Parlamento. Siamo distanti, continuiamo a chiedervi il ritiro del provvedimento, lo faremo con tutti gli strumenti democratici a disposizione e ovviamente questo passa anche attraverso la proposta di un altro calendario, diverso da quello che ci ha rappresentato e proposto la maggioranza. (Applausi).
PRESIDENTE. Non ho capito se la proposta alternativa è di invertire l'ordine dei lavori.
BOCCIA (PD-IDP). Signor Presidente, la proposta è di anticipare l'esame del decreto-legge sulla cybersicurezza.
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signor Presidente, vorrei solo associarmi alle considerazioni del presidente Boccia.
PATUANELLI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PATUANELLI (M5S). Signor Presidente, esprimo da parte nostra il sostegno alla proposta del presidente Boccia. Ricordo, peraltro, che c'è stata un'accelerazione sul decreto-legge sulla cybersicurezza di cui non abbiamo capito le ragioni, per cui i tempi degli emendamenti in Aula sono stati decisi prima della conclusione dell'esame del provvedimento in Commissione. Questo dal punto di vista regolamentare è lecito, ma non c'era motivo di fissare così tempestivamente la scadenza del termine per la presentazione degli emendamenti in Aula, quando il provvedimento andrà all'esame dell'Aula la prossima settimana. Le Commissioni sono state convocate ieri sera alle ore 20, poi sconvocate e nuovamente convocate stamattina alle ore 8. Non capiamo allora perché non si può concludere l'esame del provvedimento, come ha proposto il presidente Boccia, nella giornata di oggi. (Applausi).
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signor Presidente, intervengo a nome del mio Gruppo per appoggiare la proposta avanzata dal presidente Boccia e per associarmi anche alle valutazioni, che sono oggettivamente condivisibili, portate sia del presidente Boccia, sia dal presidente Patuanelli innanzitutto sul tema dell'urgenza di questo disegno di legge sulla cybersecurity, che sicuramente è un provvedimento importante e urgente, visto che il Governo ci ha spiegato e ha condiviso l'esigenza di approvarlo prima del G7, ma non capiamo come mai, se è così urgente, non ce ne stiamo occupando e stiamo invece votando un provvedimento come la riforma costituzionale che non solo non ha scadenza, ma addirittura deve attraversare almeno quattro letture a distanza di tre mesi l'una dall'altra, quindi non sarà un giorno in più o un giorno in meno a fare la differenza. Se è urgente la cybersecurity, occupiamoci di quella. Tra l'altro, le opposizioni sono state supercollaborative questa mattina nelle Commissioni 1a e 2a riunite, abbiamo concluso l'esame di tutti gli emendamenti in circa quaranta minuti, e credo che addirittura quasi tutti i Gruppi di maggioranza si siano poi astenuti, quindi non c'è un elemento di criticità rispetto a quel provvedimento. Ci saremmo quindi aspettati, sul piano logico, di vederlo arrivare subito in Aula ma così non è. Mi associo quindi alle considerazioni del presidente Boccia e del presidente Patuanelli e naturalmente voteremo a favore della proposta che hanno avanzato.
Aggiungo soltanto, in conclusione, che oggi ci sono state concesse un paio d'ore in più di discussione, che a me non sembrano congrue, perché stiamo discutendo un provvedimento importante, lo dico ancora una volta da parte di un Gruppo che non ha una chiusura pregiudiziale, ma ci sono ancora dei nodi di questa riforma che vanno discussi e sarebbe bene che approfittassimo di questo tempo per provare a fare qualche modifica migliorativa sulle questioni di merito che ancora, anche a giudizio degli studiosi, sono sul tappeto.
PRESIDENTE. Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea di inversione dell'ordine del giorno già approvato, che ha avuto l'adesione di diversi Gruppi, volta ad esaminare il provvedimento sulla cybersicurezza prima di proseguire con l'esame di quello sul premierato, che riprenderebbe dopo.
Non è approvata.
Dispongo la controprova.
Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.
Non è approvata.
Ripresa della discussione dei disegni di legge costituzionale
nn. 935 e 830 (ore 16,08)
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dei disegni di legge costituzionale in materia di elezione diretta del Presidente del Consiglio. Questa mattina si è concluso l'esame dell'articolo 5.
Passiamo all'esame dell'articolo 6, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
Prego gli Uffici di suddividere le due ore non tra tutti i Gruppi dell'opposizione, ma tra quelli che l'hanno chiesto.
Invito il vice Presidente di turno, senatore Centinaio, a sostituirmi.
ROSSOMANDO (PD-IDP). Signor Presidente, signora Ministra, signori del Governo, colleghi, siamo sullo stesso argomento: qui si discute sulle modalità di elezione ed è, in realtà, lo stesso argomento dell'articolo 5, cioè la questione dell'elezione per trascinamento di entrambi i rami del Parlamento sull'elezione diretta del Presidente del Consiglio.
Presidenza del vice presidente CENTINAIO (ore 16,09)
(Segue ROSSOMANDO). Qui il punto è uno: ovviamente, si vengono a sovrapporre completamente le funzioni e questo tipo di elezione trascina la stessa composizione del Parlamento.
Vorrei tornare su un argomento che è stato più volte trattato, cioè il fatto che, nella situazione che stiamo vivendo da anni, come da ultimo ci confermano le percentuali di votanti alle elezioni europee, ci si sarebbe aspettati un dibattito dedicato in Aula, una grande discussione, con la partecipazione e il coinvolgimento di tutte le forze politiche sul perché di quest'astensione e sugli strumenti - che ovviamente non sono solo le modalità di voto e la legge elettorale, ma, più in generale le innovazioni - che sul piano istituzionale sarebbe utile attuare per il coinvolgimento di tutti i cittadini e le cittadine, con la consapevolezza che c'è anche un tema gigantesco, quello della funzione dei partiti. Sappiamo benissimo infatti che i primi anni di vita della Costituzione sono stati vissuti in una democrazia in cui i partiti erano molto forti e molto radicati, al punto che anche le eventuali crisi di Governo si determinavano dentro di essi.
Ieri sera, con sorpresa, in un talk show televisivo, un esponente della maggioranza, su questo punto su cui si era animata molto la discussione, ha affermato, nel significato sostanziale, che, in fondo, se qualcuno non va a votare, è un problema suo. È sbottato sostenendo che negli Stati Uniti molti non vanno a votare, ma non per questo quella non è una democrazia.
Qui mi sovviene un fatto: questa è la riprova che si vuole una democrazia di oligarchi, di pochi, mentre la cifra che si vuole caratterizzante di questa maggioranza, in particolare del partito di maggioranza relativa, è quella del popolo, evocato un giorno sì e l'altro pure, che finalmente decide. In realtà, con la riforma in esame, questo popolo diventa un'entità disabitata, senza porsi minimamente l'interrogativo su cui vi stiamo cercando di coinvolgere dall'inizio di questa discussione, cioè il problema della partecipazione dei cittadini, che è crollata e che è una questione che dovrebbe coinvolgerci tutti.
Quelli che non votano, tra l'altro, sono esattamente i ceti più popolari, chi è più in difficoltà. Questo principio del "decidi tu", allora, si preoccupa o non si preoccupa di ciò? Qui c'è un tema, quindi. È su questo presupposto che la questione della rappresentanza diventa cruciale ed è uno dei punti della riforma dell'articolo di cui stiamo discutendo.
Su questo discorso, nel momento in cui la partecipazione è crollata e vi è un grande astensionismo di cui nessuno si fa carico, si innesta un meccanismo che spezza verticalmente il concetto di rappresentanza, che già è stato innescato. Il dibattito di questi ultimi anni sui sistemi a tendenza maggioritaria si colloca esattamente nel punto di equilibrio tra rappresentanza e governabilità.
Ora, con questa vostra riforma, sganciate completamente il concetto di rappresentanza dal modello di democrazia: questo è il punto. Per questo diciamo che voi volete riscrivere la Costituzione e ciò non è mai avvenuto: sganciare completamente il concetto di rappresentanza dalla democrazia è una questione dirimente. È come quando nei tribunali, tra parti avverse, si citano le sentenze e si dice che non basta leggerle, ma bisogna anche comprenderle ed argomentarle, altrimenti è un dialogo tra sordi.
Mi rivolgo allora anche al relatore, che più volte ha ribadito nel dibattito sui senatori a vita "noi vogliamo un Parlamento di eletti", insistendo sul termine "eletti". Questo concetto di elezione, però, se sganciato da quello di rappresentanza, è vuoto: è la crisi verticale delle democrazie, di qualsiasi democrazia. Questo è il punto fondamentale su cui noi vorremmo che ci deste delle risposte. Quando diciamo che volete riscrivere la Costituzione, intendiamo che volete riscrivere l'idea di democrazia; una democrazia che, a usare termini generosi, è elitaria ed escludente e sicuramente non ha niente a che vedere con il popolo. (Applausi).
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signor Presidente, la senatrice Rossomando ha appena fatto considerazioni che condivido, per cui non devo aggiungere chissà quali osservazioni. Ha fatto bene, secondo me, a fare riferimento al fatto che nella riforma presentata sia totalmente manchevole tutta la parte, che noi crediamo essere di grandissimo rilievo, che riguarda la rappresentatività e che è l'altro corno completamente omesso del ragionamento. Questo fa parte di un andazzo, nel senso che non è la prima volta in questi anni che si sposta la soglia di attenzione tutta sul tema della stabilità di Governo, che pure è reale, esiste e nessuno lo nega. Si mortifica radicalmente e completamente però quello che perlomeno dovrebbe essere l'altro corno della discussione.
Stabilità e rappresentanza dovrebbero perlomeno meritare una trattazione comune. Invece, da molti anni a questa parte, siamo arrivati al punto finale di questo percorso: il tema della stabilità è diventato una sorta di pensiero unico, di mantra attorno al quale è stata definita una narrazione: il Paese non funziona perché ci sono troppi Governi e perché c'è poca stabilità. Quante volte abbiamo sentito questa frase? Migliaia, nel corso di questi anni. Abbiamo sentito però molto di meno l'altra frase che invece meriterebbe perlomeno un'eguale attenzione: il Paese non funziona perché le forze politiche sono sempre meno rappresentative e la popolazione italiana va sempre meno a votare.
Io penso - lo sto dicendo e mi sto sgolando su questo punto da molte settimane a questa parte - che avremmo dovuto centrare tutta l'attenzione su questo punto, ossia sul tema grande, gigantesco della rappresentatività. Avremmo dovuto farlo anche mettendo in discussione alcune idee che sono state presentate come dogmi nel corso di questi decenni e che però, francamente, di dogma non hanno nulla, o meglio vengono presentate come tali, ma sono invece suscettibili di critiche molto semplici. Le possiamo dire? Ad esempio, ritengo che contenere nelle stesse leggi elettorali due princìpi totalmente contraddittori - o, meglio, due princìpi che messi insieme mortificano la rappresentanza, cioè il premio di maggioranza e gli sbarramenti - sia una cosa che, anch'essa, non esiste da nessuna parte. O c'è il premio di maggioranza, quindi non c'è lo sbarramento, oppure c'è lo sbarramento, quindi, come in Germania, non c'è il premio di maggioranza. Tenere insieme queste due cose è stata una delle caratteristiche del sistema politico italiano di questi ultimi trent'anni ed è stato esattamente il segno di quella distorsione maggioritaria sulla quale avremmo dovuto definire e costruire oggi una vera presa di posizione (o, meglio, avremmo dovuto costruire un ragionamento). È possibile che in questo Paese non si possa fare un bilancio su ciò?
Faccio riferimento al maggioritario o alle leggi proporzionali con distorsioni maggioritarie, poiché quelle con cui votiamo oggi sono soltanto apparentemente leggi proporzionali, mentre sono in realtà profondamente maggioritarie nell'impianto distorsivo che presentano. Il maggioritario introdotto in Italia nel 1993 ha migliorato la tenuta sociale di questa democrazia oppure no?
Io penso che questa sia una domanda rispetto alla quale ognuno di noi dovrebbe riflettere molto seriamente, cercando di fare un passo indietro anche rispetto alla propria posizione politico-culturale di fondo. Io, che sono sempre stato un proporzionalista, mi sono molto interrogato nel corso di questi anni se per esempio alcune sperimentazioni che sono state fatte, una per tutte le primarie, che non hanno niente a che fare con la storia dei sistemi proporzionali, non potessero effettivamente portare, almeno in alcune fasi, degli elementi di giovamento. Penso che una tale riflessione andrebbe fatta e in qualche modo articolata.
La cosa che trovo davvero incredibile è che si continui con questo elemento dogmatico. Queste leggi elettorali, questi premi di maggioranza abnormi, in altri anni, Presidente, sono state chiamate leggi-truffa, perché un tempo, quando esisteva nel nostro Paese la democrazia dei partiti, le distorsioni maggioritarie e i premi di maggioranza venivano chiamati così e non in un altro modo. Ebbene questi meccanismi, l'attribuzione cioè di un numero di seggi, che molto spesso è diventato quasi equivalente al peso... (Il microfono si disattiva automaticamente).
PRESIDENTE.Senatore De Cristofaro, la prego di concludere.
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). ...dei partiti nella società, io credo avrebbe meritato un'indagine seria e invece andiamo avanti come l'orchestra che suonava mentre il ghiacciaio si avvicinava.
CATALDI (M5S). Signor Presidente, anche questa volta, tramite lei, voglio rivolgere un ultimo appello ai colleghi giuristi che siedono da questa parte dell'emiciclo, perché sono convinto che i giuristi non possano non provare un sentimento di orrore di fronte a un tale stravolgimento della Carta fondamentale.
La Costituzione è stata concepita come un'opera di ingegneria giuridica di diritto costituzionale ed è stata costruita con una genialità che ha consentito ai Padri costituenti di stabilire una serie di equilibri, di pesi e di contrappesi che hanno consentito di proteggere i diritti dei cittadini e di garantire la democrazia, nonché di proteggere gli italiani da qualsiasi pericolo di una deriva autoritaria. Questa riforma è l'antitesi del diritto. Sembra quasi più un esercizio dilettantistico basato su una confusione di princìpi e, piuttosto che sulla conoscenza delle norme di diritto costituzionale, su una sorta di diritto per sentito dire, il diritto di pancia, che vuole consentire di stravolgere i princìpi cardine della democrazia. Infatti, il Ministro non è ancora stato in grado di dare una risposta a una domanda che continuo a fare anche adesso: come si può parlare, ancora oggi, di Stato di diritto, che è un elemento che caratterizza le democrazie occidentali, contenuto nell'articolo 2 del Trattato sull'Unione europea, ed è considerato da tutti gli Stati europei come un principio fondamentale e fondante? Come si può conciliare questo squilibrio costituzionale con lo Stato di diritto e l'esigenza di bilanciamento dei poteri, senza i quali non si può parlare di democrazia? A questa domanda ci dovete rispondere, perché la stiamo ponendo da tempo, sia in sede di Commissione sia qui in Aula, ma non abbiamo ricevuto risposta e sapete perché non c'è risposta? Perché non è possibile rispondere a questa domanda, in quanto sapete bene che state rompendo quegli equilibri.
Ora, voi commettete anche una stortura che vorrei sapere come fate, voi che siete giuristi, a giustificare: voi che dovreste avere una cultura giuridica, come fate a concepire una norma che tutt'al più può essere inserita all'interno di una legge elettorale? È una distorsione democratica: voi state costituzionalizzando la possibilità di un governo di minoranza, che si basa su una duplice distorsione democratica, perché il Premier che farà riferimento a una forza politica minoritaria avrà l'appoggio di altre forze politiche con le quali si farà un accordo di massima, anche se i programmi sono divergenti, e poi ci sarà il premio di maggioranza.
E questo lo considerate un principio da inserire nella Carta fondamentale, nella nostra Costituzione? Non credo che ci sia la possibilità, da giuristi, di accettare una cosa del genere. Ve lo dimostra un fatto: su una rivista di diritto è stato svolto un sondaggio e quasi l'80 per cento di coloro che vi hanno partecipato (tutti giuristi) ha detto no a questa riforma, perché giuridicamente è un obbrobrio. (Applausi).
PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.
Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
BALBONI, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.
ALBERTI CASELLATI, ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa. Signor Presidente, vorrei dire che sono contraria su tutti gli emendamenti, perché l'articolo 6 prevede che il premio di maggioranza, che viene assegnato al Senato su base nazionale e non regionale, superi quell'asimmetria che c'è sempre stata fra Camera e Senato e che ha dato luogo in passato a complessi problemi di carattere applicativo.
Vorrei anche cogliere l'occasione per fare eco a quello che diceva stamattina, di fronte alle vostre ripetute domande, il senatore Lisei intorno alla legge elettorale. Continuate a chiedere perché non abbiamo scritto prima la legge elettorale e dite continuamente che non avete avuto delle risposte. Non è così, perché sia in Commissione, sia in Aula, nelle repliche ho detto che avrei costruito la legge elettorale nel passaggio dal Senato alla Camera, quando ci fosse stata quantomeno un'ossatura della riforma. Diversamente, mi sembrava infatti di ingessare la riforma costituzionale con paletti troppo rigidi rispetto ad un dialogo che mi immaginavo ci fosse realmente.
E qua davvero mi stupisce il richiamo continuo che si fa in quest'Aula, dicendo che tanto la maggioranza quanto il Governo sono silenziosi. Ma, ditemi, da un lato protestate perché non c'è la legge elettorale, dall'altro continuate a dire che questa legge porterebbe a una sorta di elezione a strascico. Come fate ad affermare questo, se non c'è una legge elettorale? Come fate a dire che c'è una legge a strascico, quando dell'elezione non sapete o dite di non sapere? Fate un'affermazione assolutamente aporetica, di fronte al fatto che è scritto soltanto che ci sarà. (Commenti). Forse chiedete risposte, però poi non sapete ascoltare. (Applausi).
Dopo che il senatore Lisei ha spiegato il perché della mancata riforma elettorale, è intervenuto il senatore Giorgis, che io stimo profondamente. Ma non ho capito perché si fanno delle domande, si ottengono delle risposte e la controrisposta è di nuovo la domanda. Allora, non ci siamo: non è certamente un ragionamento hegeliano (tesi, antitesi e sintesi: di solito, si fa così).
Tra l'altro, mi preoccupano anche i plurimi interventi in cui si continua a dire che non si risponde a nulla.
Il senatore Giorgis si chiede se sia possibile un dibattito di questo tipo; la senatrice Camusso ha detto che se qualcuno ci sente da casa, si chiederà di che tipo di riforma o con che tipo di ragionamento stiamo discutendo, perché c'è un silenzio quasi assordante. Ma io posso rispondere su 1.200 emendamenti, nel 95 per cento dei quali si parla del 73 o dell'80 per cento dei cittadini aventi diritto o si fa tutta una lista di numeri che nulla hanno a che fare con il contenuto di questa riforma?
Io avrei voluto discutere su una proposta alternativa che non c'è stata, non sui numeri, non su questo. (Applausi). In effetti, il senatore De Cristofaro, giustamente, dice sempre che si vuole solo fare ostruzionismo e basta; ci sono infatti 1.200 emendamenti senza contenuto. Non accetto, dall'altra parte, lezioni di democrazia da parte di chicchessia per una legge che non ha e non prospetta alcuna deriva autoritaria, nessuna lacerazione della Carta costituzionale.
Mi stupisce anche che il MoVimento 5 Stelle sia contrario all'elezione diretta, quando ha fatto dell'elezione diretta e della consultazione dei cittadini la sua cifra identitaria. (Applausi). Consultano la piattaforma per qualsiasi cosa e non si consulta per la scelta di chi dovrà venire a governarci? Mi stupisce! (Applausi. Commenti). Avete detto che non ho mai parlato: vorrei parlare.
Il MoVimento 5 Stelle si dimentica forse, quando parla di svilimento del Parlamento, che una delle sue proposte tipo era il referendum propositivo che andava ad eliminare la funzione del Parlamento e la democrazia rappresentativa? (Commenti). Ci siamo dimenticati di questo istituto cardine.
PRESIDENTE.Colleghi, per favore, lasciamo finire il Ministro.
ALBERTI CASELLATI, ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa. Si risponde al senatore De Priamo, che ieri ha parlato del semipresidenzialismo, che qualcuno qui dentro evoca e che era la nostra proposta iniziale (chiaramente con correttivi), che è intervenuto senza conoscere bene il tema. Altro che non conosceva bene: il semipresidenzialismo alla francese elimina totalmente o quasi il ruolo proprio del Parlamento, quel ruolo che dite di difendere a parole (Applausi), ma che di fatto non sostenete.
Ho sempre dimostrato una grande disponibilità, ma sul merito, non sui numeri (73, 74 o 75) o su 1.000 emendamenti ostruzionistici, senza alcuna proposta alternativa. Noi abbiamo mantenuto tutte le prerogative del Capo dello Stato.
Per quanto riguarda la proposta che vagheggia un cancellierato alla tedesca, tutti sanno bene che il Presidente della Repubblica tedesco ha zero poteri rispetto al Parlamento. Allora bisogna dire la verità ai cittadini che ci ascoltano, perché solo su di essa possiamo costruire insieme, come sarebbe dovuto essere e ho tentato di fare. Nel nostro programma c'era infatti il semipresidenzialismo: ho poi virato verso il premierato, per venire incontro alle vostre istanze. Non parlate più di dialogo, se non c'è una proposta di sedersi al tavolo. (Applausi. Commenti).
PARRINI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Per fatto personale di solito si può intervenire a fine seduta.
PARRINI (PD-IDP). Signor Presidente, vorrei intervenire per fatto politico, non per fatto personale.
PRESIDENTE.L'intervento per fatto politico non me lo ricordo nel Regolamento, ma forse sono io che ho qualche mancanza.
PARRINI (PD-IDP). Io ricordo che un intervento del Governo di questo tipo riapre la discussione, questo ricordo: è una prassi consolidata. (Commenti).
PRESIDENTE. Non riapra la discussione: il rappresentante del Governo stava motivando il parere.
PARRINI (PD-IDP). Signor Presidente, non voglio suscitare alcun tipo di ira, come ho visto che può accadere. Abbiamo degli emendamenti da votare, interverremo su quelli, quindi non voglio crearle problemi. Tuttavia, secondo me, il fatto politico con questo intervento c'è e avrebbe giustificato un intervento. Mi rimetto alla sua valutazione; se non sarà possibile intervenire adesso, lo faremo al primo emendamento ed è chiaro che non potrà che avere la caratteristica di un intervento di ripristino della verità non politica, ma dei fatti, che è stata maltrattata nell'intervento della Ministra, come mai ho visto fare in quest'Aula in tanti anni.
PRESIDENTE. Senatore Parrini, la ringrazio e le chiedo la gentilezza istituzionale di intervenire magari nell'illustrazione degli emendamenti, in modo da non creare un precedente sul fatto politico. Le do la parola e poi interviene su quello che vuole nell'illustrazione degli emendamenti, però l'intervento per fatto personale si svolge a fine seduta.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signor Presidente, quando il Governo interviene con un intervento politicamente molto pesante, le opposizioni non possono che interloquire, non è che possono star lì ad ascoltare. Peraltro, la Ministra ha detto delle cose importanti e, se non ci viene data la parola, come di solito accade, per commentare l'opinione della Ministra, utilizzeremo i dieci o dodici minuti che generosamente sono stati octroyé dal presidente La Russa al mio Gruppo per rispondere al Governo.
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signor Presidente, lei non mi dà la parola per fatto personale, ma ovviamente è un fatto personale relativo. Io semplicemente chiedo, anzi pretendo (certo, perché fa parte delle prerogative di un senatore) che, se vengo citato dal Governo, devo essere citato sulla base delle cose che dico e non sulla base delle cose che al Governo fa comodo che vengano dette. (Applausi). Dico pertanto alla ministra Alberti Casellati che mi dispiace, ma evidentemente non mi ha ascoltato in tutte queste settimane, non mi ha ascoltato in Commissione: che le devo dire? Forse è distratta quando parlano le forze politiche più piccole, magari si vada a guardare i dati elettorali, così si accorge che non sono nemmeno così piccole, quindi la invito ad ascoltare meglio. (Applausi). In ogni caso, attribuire alla mia forza politica di aver presentato esclusivamente emendamenti ostruzionistici è una inaccettabile forzatura della realtà. Ho sempre rivendicato in quest'Aula di aver presentato molti emendamenti ostruzionistici, perché li ritengo un diritto, quando si difende la Costituzione, come in questo caso. Tuttavia, signora Ministra, non se ne sarà accorta, ma ho presentato anche molti emendamenti di merito, che contengono - eccome - proposte di merito differenti, anche quelle sul modello tedesco. Poi spiegherò per quale motivo.
Per esempio, voi continuate nella narrazione, anche in questo caso totalmente sbagliata, secondo la quale nel modello tedesco in Germania i poteri del Presidente della Repubblica sarebbero - secondo lei - limitati, poi le spiego perché probabilmente non avete capito come funziona il modello tedesco e come mai quest'affermazione purtroppo non risponde minimamente alla realtà. Su questo veramente basta consultare i manuali di diritto pubblico, ma lo spiegherò in un intervento nel merito fra poco.
BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BOCCIA (PD-IDP). Signor Presidente, penso di poter interpretare anche il senatore Scalfarotto. Senza stravolgere il nostro Regolamento, penso che dopo l'intervento accalorato della ministra Alberti Casellati sia giusto consentire ad ogni Gruppo di opposizione - immagino che la maggioranza non abbia nulla da aggiungere - la possibilità di replicare, perché ha riaperto oggettivamente il dibattito. In maniera molto corretta, ritengo opportuno consentire ad ogni Gruppo di opposizione di ristabilire un punto, perché chi è intervenuto tra i colleghi e le colleghe ha illustrato l'idea contenuta negli emendamenti all'articolo 6.
Me lo permetterà la ministra Casellati, che ha parlato di tutto, non solo dell'articolo 6, è partita da quello e ha fatto una serie di valutazioni anche di merito sul comportamento dei Gruppi parlamentari di opposizione che, se lei mi permette, non è compito della Ministra, al limite sarebbe compito del Presidente se ritenesse di dire alcune cose, ma non lo farebbe mai il Presidente. Noi pensiamo, presidente Centinaio, che forse in questo momento consentire ai Gruppi di opposizione di intervenire per cinque minuti a Gruppo per ripristinare la verità sull'articolo 6 e anche per rispondere alla Ministra possa migliorare il clima già surriscaldato di quest'Aula. Le sto facendo una proposta da pompiere, presidente Centinaio, e non da incendiario.
MAIORINO (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIORINO (M5S). Signor Presidente, mi dispiace aver perso gran parte dell'intervento della ministra Casellati e non ho capito quindi a che titolo interveniva e quindi cosa provoca qui all'interno dell'Aula.
PRESIDENTE. Stava dando il parere sugli emendamenti all'articolo 6.
MAIORINO (M5S). Non si è limitata, però, a dare il parere sugli emendamenti, ma ha espresso opinioni politiche anche rispetto alla democrazia interna dei Gruppi presenti in Aula (Applausi), anche rispetto alle proposte emendative avanzate dai Gruppi di opposizione. Mi sembra che si sia spinta molto oltre quello che è il ruolo che le competerebbe, ossia di esprimere opinioni di merito e pareri sugli emendamenti. Visto che ci siamo entrati, non consento a nessuno di mettere in discussione il concetto di democrazia del mio Gruppo, il MoVimento 5 Stelle. (Applausi). Questo anche perché - voglio rinfrescare la memoria a tutti i colleghi e le colleghe presenti - democrazia non significa semplicemente andare a votare una volta all'anno per una persona, ma democrazia è partecipazione, è consentire alle persone di partecipare ai processi decisionali dall'inizio fino alla fine (Applausi), cosa che voi avete respinto, bistrattando le leggi di iniziativa popolare che qui in quest'Aula avete affossato, per esempio quella rispetto alla modifica del Titolo V della Costituzione, anche se poi però andate in giro a dire che non l'avete voluta voi la modifica del Titolo V nel 2001, ma l'ha fatto qualcun altro e quando avete avuto la possibilità di cambiarlo, ovviamente l'avete gettata nel cestino. (Applausi).
Noi abbiamo proposto anche il rafforzamento del referendum abrogativo e anche del referendum propositivo, che non significa bypassare il Parlamento, perché bypassare il Parlamento, anzi abolirlo è quello che fate voi, concentrando il potere di vita o di morte nelle mani di una sola persona eletta una volta ogni cinque anni per due mandati, eventualmente due mandati e mezzo. (Applausi). Dopodiché, questa potrebbe anche cambiarsi le regole in gioco e rendere il suo un regno potenzialmente infinito e perpetuo, come succede in Russia, come succede in Ungheria, come succede in Turchia. Non andate, allora, a cacciarvi in questi impicci, a parlare di democrazia rispetto al mio Gruppo in particolare, perché mi sembra che di problemi rispetto al concetto di democrazia ne abbiate voi. Il problema più grande che ha questo Paese è che le vostre menzogne stanno coprendo la realtà di questo pateracchio che avete avuto il coraggio di scrivere e di presentare addirittura in Aula, che tutti i costituzionalisti vi hanno detto che è un abominio che non sta né in cielo né in terra, ma che vi ostinate a voler far votare. Tanto il popolo italiano ve lo boccerà. (Applausi).
MALAN (FdI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAN (FdI). Signor Presidente, intervengo anch'io sull'ordine dei lavori, perché interpreto i precedenti interventi come tali, dal momento che non potrebbero essere altro. Ricordo che la norma per la quale se il Governo interviene riapre la discussione si applica, come dice la parola, alla discussione generale. Questo è, basta leggere il Regolamento. (Commenti). Lasciatemi parlare, visto che non avete lasciato parlare il Ministro, sommergendola di ululati e di muggiti. (Commenti). Questo è. Va bene, vi ringrazio perché replicate anche con me. Eravamo in una fase molto semplice: erano stati illustrati gli emendamenti all'articolo 6, il relatore ha espresso il suo parere.
Ricordo che il relatore e il Governo non sono obbligati a leggere il parere che arriva loro da qualcun altro, come abbiamo tante volte visto fare. Anzi, è spesso gradito che il parere venga motivato. Il Ministro ha deciso di motivare e ha motivato, naturalmente, in un modo sul quale voi, che avete presentato gli emendamenti cui siete suppongo favorevoli, non eravate d'accordo.
Ma la regola non è che, se non siete d'accordo voi, voi potete fare tutto quel che volete e, quando non siamo d'accordo noi, dobbiamo stare zitti. Questa è una regola che abbiamo visto tante volte aleggiare in molti interventi. (Applausi).
Noi stiamo facendo cose molto simili a cose già fatte da voi. Però, se le facciamo noi, è sbagliato; quando le facevate voi, erano giuste, non c'era alcuna discussione, nessuno metteva in dubbio che gli interventi sull'ordine dei lavori, i richiami al regolamento nel corso di una discussione con i tempi contingentati facessero parte del tempo contingentato, il sistema del canguro, non lo ha mai messo in discussione nessuno. Adesso il canguro non si può fare e i tempi contingentati dovrebbero interrompersi. Le regole in democrazia - però - valgono per tutti, altrimenti sono solo prepotenze! (Applausi).
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signor Presidente, intervengo soltanto per dire, innanzitutto, che il ministro Alberti Casellati non è intervenuto sui pareri all'articolo 6, perché ha parlato di tutta la riforma e di questioni che con l'articolo 6 non c'entrano niente. Non ha espresso, dunque, i pareri sugli emendamenti all'articolo 6, ma ha fatto un ragionamento molto più ampio, che è legittimo che ella faccia e del quale la ringraziamo. (Applausi).
Dopodiché, signor Ministro, in primo luogo, un testo alternativo lei lo ha. È a firma del senatore Renzi e sta dentro il fascicolo, nel senso che questa parte dell'opposizione ha presentato un disegno di legge costituzionale. Quindi, non è vero che non c'è stata una proposta alternativa.
In secondo luogo, signor Ministro, a lei è stato assegnato un compito assai gravoso, quello del Ministro delle riforme costituzionali. Avendo io fatto il Sottosegretario nello stesso Ministero durante l'esame di una riforma costituzionale, mi perdoni se le dico che quello che sta succedendo qui è normale amministrazione in una democrazia parlamentare.
Non c'è niente di scandaloso in questo, nel senso che le opposizioni fanno l'opposizione, con tutti gli strumenti che hanno, anche con l'ostruzionismo. Le assicuro che, in Governi precedenti, chi era seduto al suo posto riceveva il lancio fisico del Regolamento del Senato. Io ne ho schivati vari, spostandomi con una certa rapidità che poi, con l'età, ho perso.
Quindi, quello che sta succedendo qui, in una discussione così importante, è normale. Io vorrei anche che il Ministro riassumesse la gravitas necessaria per ricoprire il ruolo. Dopodiché, signor Ministro, il punto è che io, come più volte ho avuto occasione di dire, penso che una riforma vada fatta, ma che sussistano alcune questioni.
Lei si è soffermata sulla legge elettorale, dicendoci che la scriverà dopo la prima lettura del Senato e che, quindi, noi non sappiamo. Il problema, signor Ministro, è proprio che noi non sappiamo e che lei ci chiede di votare nel momento in cui noi non sappiamo. Probabilmente, se sapessimo, avremmo anche la possibilità di decidere. Come si dice: conoscere per deliberare.
Lei, però, viene in quest'Aula con un testo criptico, che non spiega che cosa farete. Io le vorrei chiedere, per esempio: facciamo il ballottaggio, sì o no? Mi basterebbe anche questo. Abbiamo la garanzia che il Presidente del Consiglio sia eletto dalla maggioranza più uno degli elettori o vi è la possibilità che il Presidente del Consiglio sia espressione di una minoranza degli elettori e goda della maggioranza sulla base di un meccanismo di premialità che sarebbe a questo punto incostituzionale? Mi accontenterei anche solo di questo. Come vede, mi accontento di poco, ma purtroppo non lo so.
Allora, nonostante tutta l'apertura del mondo ed il desiderio di contribuire alla riforma costituzionale, di cui io credo che noi abbiamo molto bisogno, le dico che, su questa base, è difficile. Quindi, non se ne abbia a male se facciamo opposizione: è normale. Lei non è la prima a passarci e, avendo ricoperto la carica di Presidente di questa Camera, sa bene come funzionano le cose. Io credo che siamo nel normale svolgimento fisiologico della nostra democrazia. Se ci aiutate, facendoci capire meglio, vedrà che anche i lavori funzioneranno meglio. (Applausi).
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.1000.
CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALDI (M5S). Signor Presidente, intanto approfitterei del tempo a disposizione per un chiarimento con la Ministra. Signora Ministra, guardi che la democrazia partecipativa non è la scelta plebiscitaria di un Premier assoluto che ha il potere di sciogliere il Parlamento, che può tenerlo sotto ricatto, che non può essere sfiduciato senza che si sciolgano le Camere. Lei ci dice che non è un'elezione a strascico, ma la regola del simul simul che altro significato può avere?
Fatta questa premessa, parliamo anche in questo caso di un articolo soppressivo e su tutti gli articoli soppressivi noi votiamo convintamente a favore, perché siamo dell'idea che questa riforma truffa i cittadini e viene presentata come un aliud pro alio. State vendendo qualcosa che non è la realtà di questa riforma. State continuando a illudere i cittadini che possano scegliere loro stessi quella stessa figura istituzionale che sono abituati a conoscere, ma non è così. State nascondendo tutti gli altri punti essenziali della riforma, come quello del premio di maggioranza che vorreste inserire nella Costituzione. Se volete inserire in Costituzione una stortura democratica come questa, almeno fatela bene.
Avete messo un premio di maggioranza senza dire quando viene assegnato. Quindi cosa vuol dire? Può essere assegnato se si raggiunge il 25 per cento, oppure il 40 per cento o il 45 per cento? Penso che, se inserite il premio di maggioranza in una legge elettorale, occorra chiarire anche quando questo può essere assegnato. Se lo inserite nella Costituzione - e state commettendo un errore dal punto di vista giuridico -, dovete chiarire anche in quel caso quando può essere assegnato. Altrimenti, costituzionalmente parlando, rendereste legittima qualsiasi legge elettorale preveda un premio di maggioranza, salvo un nuovo intervento della Corte costituzionale, a questo punto, per confermare che bisogna garantire almeno un 40 per cento, oppure, visto che c'è stata una riforma, non riusciamo a prevedere in questo caso che cosa si potrà dire. Abbiate il coraggio di dirlo. Fate una riforma, inserite un premio di maggioranza, dite quando e dite anche quanto: quanto può essere costituzionalmente accettabile un premio. È inutile che usate parole come «rappresentatività»; cancellate quella parola, perché è un'ipocrisia, è l'ennesimo inganno dei cittadini. Alla fine, i cittadini non sceglieranno niente, perché ci saranno le manovre preventive di palazzo, che stabiliranno a tavolino quale coalizione si farà, con un'accozzaglia di programmi, per avere un premio di maggioranza e creare un governo di minoranza che avrà pieni poteri e potrà sciogliere il Parlamento quando vuole. (Applausi).
PARRINI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARRINI (PD-IDP). Signor Presidente, siamo rimasti molto preoccupati dall'intervento della ministra Casellati. Siamo molto, molto preoccupati e cercherò di spiegare perché. Siamo preoccupati per quello che la Ministra si è rifiutata di dire e preoccupati per quello che la Ministra ha detto. La Ministra si è rifiutata, in un intervento molto articolato ed ampio, di rispondere alla domanda più importante che le è stata fatta durante tutta questa discussione; una domanda alla quale si poteva rispondere - adesso lo spiegherò - con dieci o con sette parole. La Ministra ha scelto di non fare questo e non ha dato alcuna risposta. Signora Ministra, le è stato più volte chiesto nel corso del dibattito di dirci se è intenzione del Governo eleggere direttamente un Presidente del Consiglio con molti poteri a colpi di minoranza. Lei a questa domanda poteva rispondere con dieci parole dicendo: noi non vogliamo eleggere un Premier a colpi di minoranza. Oppure poteva rispondere con sette parole: noi non vogliamo una capocrazia a minoranza.
Ha scelto di non dare alcuna risposta a questa nostra domanda e questa omissione è molto sospetta, molto grave e dice sulla natura delle vostre intenzioni riformatrici più di quanto si immagini.
Noi siamo costretti, ancora una volta, a sottolineare questa fuga dai quesiti che l'opposizione pone e la fuga dai quesiti che l'opposizione pone non è mai una buona cosa per la qualità del dibattito parlamentare. Quello che lei ha detto ci preoccupa ancora di più. Noi dovremmo, pur nella diversità delle idee, essere d'accordo sul significato delle parole. Lei ci ha spiegato che non è vero che il Parlamento viene eletto a strascico, ma noi, di fronte a questa affermazione, sobbalziamo perché o ci sono stati consegnati dei testi falsi oppure noi leggiamo all'articolo 5 che la legge disciplina il sistema per le elezioni delle Camere del Presidente del Consiglio, assegnando un premio su base nazionale che garantisca una maggioranza dei seggi in ciascuna delle Camere alle liste e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio.
Ora, nel momento in cui quello che succede alla composizione del Parlamento è un fatto automatico determinato dall'elezione del Presidente del Consiglio, significa che l'elezione del Parlamento non è autonoma, ma è il prodotto di un automatismo e quindi significa che è a strascico. (Applausi).
Ci dica nel prossimo intervento, quando interverrà sui pareri all'articolo 7 parlando di tutti gli articoli della riforma, che cosa intende lei per "a strascico". Noi in questa opera di chiarificazione delle nostre posizioni le diciamo che si dice Parlamento eletto a strascico tutte le volte che l'elezione del Parlamento non è autonoma, ma è determinata da un'altra elezione. Voi avete scritto un articolo che dice esattamente questo, quindi, almeno sui fatti, dovremmo metterci d'accordo. (Applausi).
Seconda cosa che cerco di spiegarle con la massima calma: per tutta la politologia contemporanea, se si paragona la forma di governo di un Paese a un edificio, tutti i politologi dicono che le fondamenta di quell'edificio sono date dalla legge elettorale, il primo piano dal sistema politico e il secondo piano dalle norme costituzionali. Quindi lei, senza far torto a tanti anni di scienza, non può permettersi di dirci che la legge elettorale è cosa diversa dall'ossatura della forma di governo di un Paese. (Applausi).
La legge elettorale è parte essenziale della forma di governo di un Paese. Lei sta trattando come un orpello e un ornamento quello che è un elemento fondamentale dell'architettura della nostra democrazia, ed è per questo che il rifiuto di parlare di legge elettorale è un'offesa a questo Parlamento. Inoltre, nonostante tante nostre avvertenze in questo senso, si continua con il maltrattamento dei sistemi costituzionali degli altri Paesi perché fare la caricatura dei sistemi costituzionali degli altri Paesi io credo che porti male, prima di tutto, e poi non è nemmeno rispettoso sul piano delle relazioni internazionali. Inoltre, signora Ministra, mi è parso anche sfortunato, per il momento in cui avviene, l'accenno che ha fatto, al fatto che il semipresidenzialismo francese annullerebbe l'autonomia del Parlamento rispetto al Presidente della Repubblica, perché leggendo i giornali di questi giorni tutto il mondo pensa che la Francia... (Il microfono si disattiva automaticamente).
PRESIDENTE. La prego di concludere.
PARRINI (PD-IDP). Tutto il mondo si aspetta che la Francia il 14 luglio, dopo che si sarà tenuto il secondo turno delle legislative, avrà un Parlamento con una maggioranza di colore opposto a quella del Presidente della Repubblica, quindi ha detto una cosa non solo falsa, ma che sarà prestissimo dimostrata falsa. (Applausi). Come falso è che il Presidente della Repubblica tedesca abbia zero poteri.
Signora Ministra, le Costituzioni non sono testi segreti a cui solo lei ha accesso, si trovano su Internet. All'articolo 63 della Costituzione tedesca, è scritto che il cancelliere è eletto dal Bundestag su proposta del Presidente federale. Al secondo comma di quell'articolo è scritto che se il Cancelliere non ha la maggioranza assoluta, la decisione insindacabile se far partire il suo Governo o sciogliere le Camere è del Presidente della Repubblica, e questo potere è paragonato dai costituzionalisti a una bomba atomica.
L'articolo 68 dice che se il Premier propone lo scioglimento, il Presidente della Repubblica... (Il microfono si disattiva automaticamente).
PRESIDENTE. Grazie senatore, le ho già dato un minuto in più. (Commenti). Tanto discende il tempo, io non ho problemi. Per me potete parlare anche due ore; poi, quando non ne avete più, non ne avete più. Un minuto, va bene.
PARRINI (PD-IDP). L'articolo 68, che regola la procedura di scioglimento anticipato delle Camere, dice che in Germania questa può essere proposta dal Cancelliere, ma il Presidente della Repubblica può rifiutare la proposta del Cancelliere, mentre voi ci proponete un sistema in cui il Premier propone lo scioglimento e il Presidente della Repubblica ha solo il potere di ratificare la volontà del Presidente del Consiglio. (Applausi). Quindi che in Germania il Presidente della Repubblica abbia zero poteri non è una cosa che si può discutere: è una palese panzana e sarebbe meglio non dire le panzane. (Applausi).
BORGHI Enrico (IV-C-RE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORGHI Enrico (IV-C-RE). Signor Presidente, vorrei far presente al Governo, qui rappresentato, che in politica si può far finta di nulla, ma poi i problemi riemergono alla prima curva. La discussione a cui stiamo cercando di dare corpo con diverse voci questo pomeriggio si sarebbe tranquillamente potuta evitare e voi l'avreste potuta risolvere se aveste avuto la lungimiranza politica di accogliere un ordine del giorno che noi avevamo rappresentato all'inizio di questa discussione. Tale ordine del giorno stabiliva un principio che mi sembra quasi elementare: non si può arrivare al voto finale della riforma costituzionale in assenza di una legge elettorale approvata che sia coerente con il contenuto della riforma costituzionale. Noi abbiamo soltanto proposto questo minimo sindacale, che avrebbe consentito a questa Camera un'attività di esame quantomeno sotto la copertura del vincolo di un impegno politico.
Questo non è avvenuto, ma si è inteso procedere a fari spenti nella notte, immaginando di farsi dare un affidavit da parte della maggioranza, che quindi ritiene di dare al Governo e alla sua Premier una sorta di cambiale, che naturalmente, signora Ministra, è a scadenza, in connessione con alcuni impegni che vi siete assunti sotto altri versanti. Penso all'autonomia differenziata, penso alla riforma della giustizia, dentro un concatenamento che prima o poi arriverà al collo dell'imbuto e vi impedirà di sciogliere il nodo dentro il quale resterete impigliati.
Ma la questione rimanda anche a una concezione un po' più strutturata. Voi ci state proponendo di cambiare costituzionalmente la natura della nostra rappresentanza politico-parlamentare. Questo tema significa voler trasferire sul versante delle geometrie istituzionali questioni che attengono ai rapporti politici. La formazione delle maggioranze e delle alleanze tra forze politiche non dovrebbe essere la conseguenza di una camicia di forza stabilita da una regola costituzionale, ma dovrebbe essere la libera interpretazione scelta da parte delle forze politiche, che, partendo da una condivisione sui contenuti, sui programmi e sugli obiettivi, arrivano a stipulare delle alleanze sulle quali chiedere il consenso e sulle quali, se si ritiene, ragionare in termini di possibile premio di maggioranza.
Voi non state facendo così. Voi state facendo l'opposto, state costruendo una camicia di forza dentro la quale le forze politiche attuali e di domani saranno costrette ad infilarsi, prescindendo dagli elementi di merito.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti quotidianamente. Pensate a un tema così dirimente, qualificante e preoccupante come il tema della guerra e della politica estera. Oggi i due schieramenti, che dovrebbero nascere in nome del rosso e del nero, del bipolarismo forzato, della riduzione a due, su questi temi, a destra come a sinistra, sono spaccati come una mela al loro interno. Questa è la dimostrazione plastica che quando si pretende di trasferire i processi politici alle geometrie istituzionali, ad un certo punto, il sistema non regge più. Ciò accade perché voi state semplicemente espungendo l'elemento fondamentale della politica, che è quello della gestione della complessità, pensando che essa sia la reductio ad unum o al massimo a due. Per un ventennio ad unum voi altri lo avete fatto, quindi figuriamoci se nella corteccia rettile di qualcuno questo elemento non c'è. Il tema vero però è quello di come conciliare l'ordine dello Stato con l'intima libertà del cittadino, che esprime il massimo del suo diritto di cittadinanza nel momento in cui va a votare. In questo senso se viene conculcata la sua di libertà di scelta perché si trova costituzionalmente chiuso, e converrà con me che bisogna dire a questo punto come questo diritto di cittadinanza si esercita, si esplica e soprattutto come si crea un principio di equilibrio fra Esecutivo e Legislativo, e altrimenti siamo oltre l'affidavit, siamo all'atto di fede e, in omaggio al principio della laicità, in questa sede atti di fede non se ne possono fare. (Applausi).
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signor Presidente, vorrei collegarmi molto rapidamente alle considerazioni molto articolate e corrette del senatore Parrini, con la richiesta da parte mia (anche banalmente per non creare situazioni non particolarmente simpatiche con altri Paesi europei e con altri sistemi istituzionali che esistono da altre parti d'Europa) di non citare a sproposito i modelli istituzionali degli altri Paesi. Il senatore Parrini ha citato gli articoli della Costituzione che in Germania regolano i poteri del Capo dello Stato e ha spiegato bene per quali ragioni in quel Paese non è vero che i poteri del capo dello Stato sono limitati, ma che invece, come in Italia oggi, il Capo dello Stato ha effettivamente una serie di prerogative.
Torniamo sempre però alla stessa discussione perché il punto non è dato semplicemente dai poteri del Presidente della Repubblica e dalla cosiddetta fisarmonica, che nel nostro Paese si apre e si chiude a seconda del contesto. Il punto particolarmente grave di questa riforma e anche la totale differenza con il modello tedesco è che qui si immagina una riduzione dei poteri del Presidente della Repubblica a vantaggio del Presidente del Consiglio eletto dal popolo. Nel sistema tedesco la fisarmonica è chiusa esattamente perché quelle prerogative sono costituite sulla base del sistema dei partiti che rappresenta in quel Paese l'elemento di stabilità.
La differenza sostanziale tra noi e la Germania è data dal fatto che in Italia il partito che prende più voti è nato nel 2012, il principale partito di opposizione nel 2007, il MoVimento 5 Stelle nel 2009, Sinistra Italiana SEL nel 2010. Sono invece un po' più antiche la Lega, Forza Italia e i Verdi che sono nati all'inizio degli anni Novanta.
In Germania, invece, il Partito Socialdemocratico (SPD) è nato centosessant'anni fa ed esiste ancora, i cristiano-democratici e i liberali sono nati subito dopo la guerra nel 1945 ed esistono ancora; poi certamente anche in Germania ci sono partiti nuovi o almeno più recenti, come la Linke, che è nata nel 2007, e il partito di destra radicale Alternative für Deutschland, che è nata nel 2013. Io ho fatto questa ricerca adesso su Wikipedia, perché naturalmente non ricordavo tutte queste date di fondazione dei singoli partiti; a fatica ricordavo quella del mio, perché nel nostro Paese negli ultimi anni i partiti sono nati e proliferati con una certa velocità. Come si vede, la prerogativa di quel sistema è quella di essere tutto centrato su questo, cioè quel modello ha definito degli elementi di stabilità per cui anche i poteri del Presidente della Repubblica, quando la fisarmonica è stretta, sono però determinati esattamente sulla robustezza del sistema dei partiti. In questo caso, però, si ragiona su un modello che non c'entra nulla con quello, quindi non tiriamolo in ballo in maniera a mio avviso completamente sbagliata.
Il sistema istituzionale che avete in mente voi non solo riduce i poteri del Presidente della Repubblica (questo è il punto), ma lo fa a favore di un sistema di partiti rinnovato, oppure a favore del Presidente del Consiglio eletto dal popolo in maniera maggioritaria e plebiscitaria? Questa è la domanda di fondo e secondo me è la cosa che proprio non funziona del modello che presentate voi. Come ho detto più volte in questa sede, io non desidero difendere l'estensione dei poteri del Presidente della Repubblica, la cosiddetta fisarmonica; sono stato tra quelli che in Italia alcuni anni fa non hanno avuto particolari problemi a criticare anche quando la fisarmonica dei poteri del Presidente della Repubblica dal mio punto di vista sembrava troppo ampia; vorrei però che si discutesse di una cosa così seria, cioè dei poteri del Presidente della Repubblica, esattamente in relazione al sistema istituzionale di cui si sta parlando e in questo caso mi spaventa molto che quelle prerogative e quei poteri vengano messi in discussione non a vantaggio del sistema democratico dei partiti, ma di un'unica persona: il Presidente del Consiglio eletto dal popolo, che quei poteri li accentra totalmente nelle proprie mani, a mio avviso con un elemento di stortura davvero molto pericoloso.
Pertanto, per favore, se dobbiamo fare un ragionamento, cerchiamo di farlo in maniera seria, altrimenti facciamo anche una figuraccia con gli altri Paesi europei che penseranno che nemmeno nel diritto comparato riusciamo a dire cose che hanno qualche elemento di fondamento. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 6.1000, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori, identico agli emendamenti 6.1001, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, 6.1002, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori, e 6.1003, presentato dal senatore Calenda e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 6.1004, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori, fino alle parole: «con legge».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 6.1005 a 6.1039.
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 6.1040, presentato dalla senatrice Camusso e da altri senatori, fino alle parole: «dalla legge».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 6.1041 a 6.1048.
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 6.1049, presentato dalla senatrice D'Elia e da altri senatori, fino alle parole: «di almeno».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 6.1050 a 6.1052.
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 6.1053, presentato dalla senatrice Lorenzin e da altri senatori, fino alle parole: «senatore per».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 6.1054 a 6.1056.
Metto ai voti l'emendamento 6.1057, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 6.1058, presentato dal senatore Fina e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 6.1059, presentato dal senatore Bazoli e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 6.1060, presentato dalla senatrice Rojc e da altri senatori, fino alle parole: «l'adeguata rappresentanza».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 6.1061 a 6.1063.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.1064.
*VERDUCCI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VERDUCCI (PD-IDP). Signor Presidente, dico ai colleghi della destra - e alla Ministra nonostante non sia adesso in Aula - che c'è un tema gigantesco che ci trascineremo per decenni come elemento di sistema. La destra vuole introdurre in Costituzione un premio di maggioranza elettorale e vuole farlo nel momento stesso in cui trasforma, di fatto, il nostro sistema da parlamentare come è adesso, come lo hanno voluto i nostri Padri costituenti a garanzia della libertà e della partecipazione, in un sistema di fatto presidenziale, in un presidenzialismo accentuato, esasperato, dove il Presidente è il Capo del Governo eletto direttamente. Nessuno, nemmeno lei, signora Ministro - la prego di ascoltare - può negare che il fatto che tutti i poteri siano contemporaneamente nelle mani di uno solo e contestualmente vi sia una maggioranza assoluta definita in Costituzione scardini potenzialmente tutti i bulloni della nostra democrazia. Tutto questo è, nei fatti, una minaccia per la nostra democrazia liberale, che voi dite di voler sostenere e che invece qui, con presunzione e con protervia, volete conculcare, con questa legge che minaccia i fondamenti della nostra democrazia: da una parte perché è un "presidenzialismo" senza contrappesi e dall'altra perché è di fatto una legge elettorale che sarà truffaldina nei confronti dei cittadini, perché non potrete impedire che ci siano più di due candidati alla carica di Capo del Governo e quindi con un riscontro elettorale molto inferiore a quella soglia del 40 per cento invocata dalla Corte costituzionale, che voi sempre citate. Vi sarà un premio di maggioranza abnorme e truffaldino. Fate questo perché guardate esclusivamente al vostro interesse immediato. Invece la Costituzione è di tutti e dovreste ragionare di princìpi, non per convenienza del momento. Fate una riforma per gli appetiti dei capi di turno, di Meloni, di Salvini, ma questo non ha niente a che fare con gli interessi dei cittadini. Serve invece una riforma nell'interesse dei cittadini. C'è un grande inganno nel vostro slogan «decidi tu»: una volta che il cittadino avrà scelto il Capo del Governo, poi non conterà più nulla, perché voi state portando all'estremo i mali attuali del sistema attuale. Negli ultimi trent'anni la personalizzazione, la gerarchizzazione del sistema non sono stati un bene, signora Ministro, al contrario! I cittadini oggi hanno meno potere rispetto a trent'anni fa, perché c'è solo un modo per rafforzare le prerogative dei cittadini ed è la partecipazione, il ruolo delle associazioni, i ruoli di partiti come libere associazioni e come soggetti che costruiscono la democrazia.
Signor Presidente, concludo ricordando i due articoli cardine della nostra Costituzione: l'articolo 2, che prevede che la Repubblica «richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale»; l'articolo 3, che conoscete, per il qualeè compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà, l'eguaglianza, la partecipazione, il pieno sviluppo della persona umana, impediscono la realizzazione e il progetto di vita di ognuno.
Con questa vostra "riforma", con questa vostra concentrazione esasperata, con questa gerarchizzazione esacerbata, voi impedite tutto questo. Voi ingannate i cittadini per un vostro calcolo di potere. Ma questa iattura, questa protervia, sarà uno sfregio per la nostra società, per la nostra Repubblica, per la nostra Costituzione e si ritorcerà contro tutti. Per questo, facciamo appello ad una grande mobilitazione per impedire tutto questo. (Applausi).
LICHERI Ettore Antonio (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LICHERI Ettore Antonio (M5S). Signor Presidente, la dizione prevista nel testo proposto dalla Commissione all'articolo 6: «e salvo il premio su base nazionale, previsto dall'articolo 92» la possiamo leggere così come è scritta. Oppure, cari colleghi e care colleghe, la possiamo leggere come la fine di un presente, la fine di un passato. Un passato che lei Ministra ricorderà molto bene, che risale a quando ha presieduto il Senato.
È la possibilità che il Premier, quando doveva venire in Senato a sottoporre il proprio pensiero e la propria azione, avesse paura e temesse le Camere. Temeva la Camera dei deputati, poi doveva venire anche qui. Temeva i senatori, temeva i deputati. Doveva venire alle Camere e sottoporsi al giudizio dei rappresentanti del popolo. Poteva avere anche un'idea e, al limite, poteva anche cambiarla, respirando ciò che respirava nelle Aule: è vero o no?
Quante volte abbiamo visto qui Presidenti del Consiglio presentarsi terrei in volto. Si giocavano parte della loro sorte al Governo, passando attraverso le Camere. Signora Ministra, lei ricorderà quante sedute convulse ci sono state e la tensione che si respirava.
Con questo articolo, Ministro, finisce tutto. Con questo articolo, lì comparirà la parola applausi. Sarà un trionfo del Presidente del Consiglio e il Presidente del Consiglio verrà qui a parlare alla sua tifoseria, alle persone che gli devono tutta la gratitudine e al quale sono legati. Sarà una cavalcata meravigliosa!
Anzi, quando avrà difficoltà politica, correrà immediatamente in quest'Aula, perché qui saremo pronti ad applaudirlo, perché ci sarà la maggioranza assoluta e, qualunque cosa dovesse dire, noi l'applaudiremo! Noi l'applaudiremo, perché, se vivrà, vivremo anche noi. Se morirà, moriremo anche noi. Quindi, saremo costretti ad applaudirlo! Viva la Repubblica! Viva il Senato! Viva! Viva! (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 6.1064, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 6.1065, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 6.1066, presentato dal senatore Alfieri e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 6.1067, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, fino alle parole: «soglia del».
Non è approvato.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 6.1068 a 6.1168.
Metto ai voti l'emendamento 6.1169, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 6.1170, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 6.1171, presentato dal senatore Sensi e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 6.1172, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'articolo 6.
GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIORGIS (PD-IDP). Signor Presidente, voglio iniziare l'intervento in dichiarazione di voto ringraziando la Ministra, perché ha preso la parola e perché ha provato a replicare a considerazioni che noi abbiamo fatto. Signora Ministra, mi lasci però dire che le sue repliche non hanno apportato al confronto alcun contributo; non se ne abbia. Quando vogliamo far vivere il confronto per davvero, abbiamo due tipi di argomenti. Abbiamo gli argomenti di valore, e su questo terreno, al momento, le distinzioni tra la maggioranza e il Partito Democratico sono abissali e inconciliabili. Si può ritenere, come voi ritenete, che sia preferibile vivere in un ordinamento nel quale il potere è concentrato: questo è il senso della riforma. Voi proponete un modello di istituzioni nel quale il potere si concentra in una sola persona. Noi riteniamo che sia preferibile invece vivere in un ordinamento nel quale il potere è diviso, separato e limitato. Non le voglio ricordare il famoso articolo 16 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, però forse varrebbe la pena tenerlo a mente, signora Ministra. Questo famoso articolo 16, che a volte anche lei mi sembra volesse ricordare, recita: «Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri stabilita, non ha una Costituzione». La Costituzione è infatti questo: è separazione e limitazione del potere.
Su questo terreno noi ci saremmo aspettati argomenti che spiegassero come i cittadini, a vostro giudizio, potrebbero vivere meglio; come i cittadini potrebbero sentire aumentate le loro possibilità di realizzazione in un ordinamento nel quale il potere è concentrato. Noi in Commissione e in Aula abbiamo cercato di spiegare perché un ordinamento nel quale è garantita la separazione dei poteri sia un ordinamento nel quale i cittadini sono più liberi e ci sono più condizioni di crescita e di sviluppo per l'intero Paese. La libertà, la separazione del potere, la garanzia dei diritti, a nostro giudizio, non sono solo una fondamentale condizione per rispettare la primazia della persona, ma sono anche una condizione di crescita e di sviluppo. Però qui siamo sul terreno dei modelli di convivenza che sono preferibili.
E a questo riguardo voi non avete speso una sola parola per spiegare, ripeto, le ragioni per cui sarebbe preferibile uscire dalla tradizione del costituzionalismo e imboccare la strada della concentrazione del potere, quindi della primazia del Governo sul Parlamento.
Ma poi c'è un altro tipo di argomenti, signora Ministra, quelli di carattere logico giuridico, per i quali non sussiste un problema di opzioni o di preferenze, ma un problema di logica. Noi oltre e dopo aver argomentato sul piano dei valori e registrato, ripeto, una distanza al momento incolmabile tra voi, la destra e questo Governo, e l'idea che abbiamo noi di democrazia e di pluralismo, abbiamo anche cercato di mettere in luce alcune contraddizioni, alcune aporie. Quella relativa alla legge elettorale e al come garantire contemporaneamente premio di maggioranza e principio di rappresentatività, lei, signora Ministra, non ha risposto. Non ha risposto lei, non ha risposto prima di lei il relatore, non ha risposto il senatore Lisei, perché la risposta da un punto di vista logico è impossibile.
Prendete atto del fatto che su questo terreno, come sul terreno del merito, non avete argomenti e quando noi vi abbiamo detto che è un vero peccato che non si sia mai aperto un confronto, non era una provocazione, abbiamo detto la verità. Insisto, infatti, sul fatto che alla luce dell'attuale testo costituzionale, così come approvato dalla Commissione, il Parlamento, i senatori e i deputati, saranno eletti non solo in conseguenza del voto dei cittadini sulle liste, ma in conseguenza del voto dei cittadini a un altro organo.
Ora, l'abbiamo ripetuto tante volte: su questo terreno, signora Ministra, prenda la parola e ci parli non di considerazioni eccentriche o di ricostruzioni del diritto comparato che non trovano seguito in nessun testo, ma di come risolvere questa contraddizione. Come si fa a rispondere che l'elezione a strascico non c'è perché non c'è ancora la legge elettorale? Io penso che lei non volesse intendere questo quando ha risposto con queste parole. Io penso che lei avesse ben altre considerazioni. Allora queste altre considerazioni, per cortesia, ce le dica e ci faccia partecipi di come il Governo intende risolvere questo secondo ordine di considerazioni di carattere logico e giuridico, non considerazioni di merito sul quale purtroppo, insisto, non avete... (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi).
GELMINI (Misto-Az-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GELMINI (Misto-Az-RE). Signor Presidente, già nel corso del dibattito abbiamo, insieme ai colleghi, evidenziato due criticità: quella legata alla costituzionalizzazione della legge elettorale che andrebbe invece trattata con legge ordinaria e l'assenza della soglia.
La modifica introdotta con l'articolo 6 di questo provvedimento all'articolo 57 della Costituzione rappresenta un effetto collaterale della costituzionalizzazione della legge elettorale. È un errore da correggere, nel senso che prevedere che il premio di maggioranza alla coalizione collegata al Presidente eletto sia corrisposto su base nazionale, all'interno di una legge che invece, per diversa previsione costituzionale, non comporta l'assegnazione nazionale di seggi, ma l'assegnazione regionale, significa violare il principio di coerenza e omogeneità interno alla legge elettorale stessa, cioè noi stiamo prevedendo un'assegnazione nazionale di seggi laddove invece l'assegnazione oggi è regionale e stiamo portando avanti un premio di maggioranza alla coalizione collegata al Presidente eletto su base nazionale. Cioè da un lato c'è la base nazionale, dall'altro c'è l'assegnazione dei seggi su base regionale, però il meccanismo rimane nazionale. Quindi, come minimo, alla previsione di un premio di maggioranza nazionale avrebbe dovuto corrispondere una modifica dell'articolo 57 con il superamento del criterio regionale di assegnazione dei seggi.
Qui non stiamo parlando di ideologia o di posizioni politiche differenti; stiamo parlando di un errore che deve essere corretto. Diversamente incorriamo in un principio di incoerenza della legge elettorale. Almeno questa questione, che è tecnica e non politica, la volete prendere in considerazione e provare a metterci una pezza, sì o no? Questa è la nostra richiesta. (Applausi).
MAIORINO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIORINO (M5S). Signor Presidente, penso che molti colleghi e colleghe della maggioranza saranno convinti che questa discussione sia sterile e che noi dell'opposizione ci stiamo limitando a ripetere più o meno sempre quei due o tre concetti, semplicemente per riempire uno spazio temporale.
Invece io vi garantisco, cari colleghi e care colleghe, Presidente, Ministra, che non è affatto così, perché più si ha l'opportunità di riflettere, di analizzare e anche di ascoltare i contributi degli altri e delle altre e più davvero questo testo, che voi sottoponete coram populo, perché, sottoponendolo in quest'Aula, lo affidate anche alla lettura e all'intelligenza degli italiani e delle italiane, è inspiegabile. È un testo la cui origine è assolutamente inspiegabile. Avete cominciato con un testo snello, che agiva su quattro articoli della Costituzione. E ve ne siete vantati, dicendo: modifichiamo soltanto quattro articoli della Costituzione, è una modifica minimale, una modifica non invasiva, perché l'importante per noi è raggiungere l'obiettivo della governabilità.
Poi vi siete resi conto che era un assurdo quello che stavate dicendo e quindi avete dovuto cominciare ad aggiustare anche quell'altro articolo e quell'altro ancora; avete dovuto prendere quell'altro articolo ancora. Vi siete resi conto che quello che volete raggiungere è impossibile senza stravolgere la Costituzione nel profondo. Perché dico questo? Perché noi stiamo votando l'articolo 6, che è minimale. Cosa fa l'articolo 6? Aggiunge all'articolo 57 della Costituzione, dove si stabilisce come si vota il Senato della Repubblica, «e salvo il premio su base nazionale previsto dall'articolo 92». Ossia vi state incaprettando mani e piedi.
Prima qualcuno ha detto che avete avuto la faccia tosta di dire che non avete voluto collegare una legge elettorale all'interno della Costituzione, negando anche qui una realtà palese. Voi avete inserito il premio di maggioranza in Costituzione; questo è il motivo per cui poi vi siete accorti che dovevate modificare anche l'articolo 57, perché state apportando uno sfascio totale, da cui non sapete più neanche voi come uscire. Io mi sto convincendo, attraverso questa lunga discussione, che non è stata inutile, che voi questa riforma ve la rimangerete e non avrete il coraggio di sottoporla alla Corte costituzionale per un referendum costituzionale, perché è un obbrobrio senza capo né coda. È una cosa giuridicamente impresentabile ed è davvero la spia che denuncia la vostra pura sete di potere.
Razionalmente infatti non si spiega un pastrocchio del genere, che vi sta costringendo a correggere voi stessi, a tornare su quanto avete scritto, ad aggiustare. Non ci avete detto come i 5 milioni di italiani all'estero eserciteranno il loro diritto costituzionale di essere uguali agli altri elettori, sfasando potenzialmente e completamente il peso del voto sull'elezione del Premier. Non ci avete detto come gli italiani si recheranno alle urne, quante croci dovranno mettere, quante schede avranno. Vi siete infilati in un vicolo cieco.
È per questo che sono sicura - a questo punto sto maturando la convinzione - che questa roba neanche ci arriverà al referendum costituzionale, perché sarete costretti voi stessi a cestinarla prima. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'articolo 6.
È approvato.
IRTO (PD-IDP). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. L'articolo è già stato votato. Dobbiamo passare all'illustrazione degli emendamenti all'articolo 7 e dopo eventualmente può richiedere la verifica del numero legale.
IRTO (PD-IDP). Chiediamo la controprova.
PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.
È approvato.
Passiamo all'articolo 7, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
BAZOLI (PD-IDP). Signor Presidente, intervengo in fase di illustrazione, facendo anche qualche considerazione più generale. Condivido con la Ministra l'idea che questa discussione sarebbe dovuta avvenire in modo diverso, più costruttivo e più condiviso. Fatico tuttavia a comprendere perché si scarichi sull'opposizione la responsabilità di questa modalità che ci ha costretti all'ostruzionismo. Certamente, infatti, non è un dialogo costruttivo, quello della convocazione una volta soltanto delle opposizioni per sentire la loro opinione sulla riforma istituzionale e poi proseguire con la presentazione di un disegno di legge fatto in proprio, in casa, senza più alcuna interlocuzione. A casa mia l'interlocuzione e il dialogo avvengono in maniera diversa; non solo convocando per ascoltare l'opinione degli altri, ma anche provando a misurarsi sull'esistenza di un terreno comune di intesa e di possibile riforma. Mi stupisce l'atteggiamento della maggioranza perché io rimango convinto che se solo si fosse voluto ricercare un terreno comune di intesa, esso era ben possibile e forse sarebbe ancora possibile se ci fosse la volontà della maggioranza di abbandonare questa idea per cui la riforma se la fanno in casa e, o la va o la spacca, si va al referendum senza tentare un approccio dialogante con le opposizioni.
Inviterei la maggioranza a tener conto delle parole che ha pronunciato oggi il cardinal Zuppi, che ha detto che la nostra Costituzione fu il frutto di un'alta condivisione di ciò che univa e fu scritta grazie al contributo delle maggiori culture del Paese, socialista, comunista e liberale. È buon senso - ha detto il cardinal Zuppi - usare per le riforme quello stesso inchiostro, cioè l'inchiostro di una condivisione. Cosa che invece purtroppo non avviene. Io sono però fiducioso e non ho abbandonato la speranza che questo atteggiamento intransigente da parte della maggioranza prima o poi venga abbandonato e ci sia invece la disponibilità a un dialogo vero e serio su terreni d'intesa che sugli obiettivi che sono stati dichiarati dalla maggioranza penso sarebbero ancora praticabili.
L'articolo 7 su cui stiamo ragionando e su cui ho presentato un emendamento è, secondo me, la summa di tutte le contraddizioni di questa riforma. In tale articolo si prevede infatti che il Premier eletto direttamente dai cittadini debba avere anche la fiducia delle Camere. Un Premier eletto direttamente, che avrà la legittimazione popolare dei cittadini, deve avere anche la fiducia delle Camere. Questo perché serve a voi per poter dire che il sistema parlamentare è salvaguardato. Si tratta però di una evidente contraddizione; se infatti un Premier è eletto direttamente dai cittadini, che bisogno ha della fiducia del Parlamento? E allora cosa fate voi per garantire che non ci siano contraddizioni tra un Premier eletto dai cittadini che non ha la maggioranza e quindi la fiducia del Parlamento?
Voi coartate la rappresentanza parlamentare, attraverso quel sistema di elezione contestuale al Premier eletto direttamente dai cittadini (elezione a strascico, a rimorchio, chiamatela come volete), e scrivete addirittura in Costituzione che la legge elettorale deve garantire la maggioranza al Premier eletto, in questo modo stravolgendo i principi posti dalla Corte costituzionale che riguardano la rappresentanza. Infatti, in un sistema parlamentare in cui il Parlamento è al centro del sistema e dell'architettura istituzionale, la rappresentanza parlamentare è ineliminabile. Se voi, invece, immaginate un sistema elettorale in cui la rappresentanza viene totalmente coartata in funzione della maggioranza che deve essere data al Premier, state semplicemente abbandonando il sistema parlamentare che dite di voler garantire e salvaguardare. Questa è una contraddizione che voi non siete in grado di risolvere, perché nessuna legge elettorale può garantire la maggioranza al Premier eletto direttamente dai cittadini, salvo una legge elettorale che rende non più rappresentativo il Parlamento, perché a quel punto anche una maggioranza del 30 per cento dovrà essere trasformata in una maggioranza di oltre il 50 per cento. Questo è il nodo, perché a quel punto il Parlamento non sarà più rappresentativo, il sistema parlamentare non ci sarà più, perché diventa di fatto un sistema presidenziale, con tutte le conseguenze che si porta dietro, perché un Parlamento eletto in questo modo sarà anche quello che elegge il Presidente della Repubblica con quella stessa maggioranza; inoltre il Presidente della Repubblica elegge cinque giudici della Corte costituzionale e presiede il Consiglio superiore della magistratura, che peraltro voi umiliate trasformandolo in un organismo burocratico e privo di rappresentanza. Questo scardina completamente l'assetto e gli equilibri dell'architettura istituzionale del nostro Paese.
Queste sono le ragioni per le quali noi ci opponiamo così strenuamente, non per un pregiudizio, ma perché vediamo tutti i rischi di questa architettura istituzionale che state immaginando e vi invitiamo ad abbandonarla per trovare i terreni d'intesa possibili, che ci sono se solo voleste provare a ragionarci insieme. (Applausi).
Presidenza del vice presidente RONZULLI (ore 17,46)
*FINA (PD-IDP). Signora Presidente, l'intervento della signora Ministra è stato importante, quindi vorrei, sempre tramite lei, rivolgermi alla Ministra, che naturalmente in queste occasioni ha molto da telefonare, ma è importante che tra una telefonata e un'altra ci ascolti, soprattutto quando noi ci riferiamo a quello che lei ha detto.
La signora Ministra ha detto e ha ripetuto che non capisce e si meraviglia del perché, rispetto alle poche risposte che abbiamo alle nostre domande, noi reagiamo ribadendo le stesse domande. Io le vorrei dire che questo capita, in genere (non solo in politica, non solo in questo dibattito), quando le risposte non rispondono alle domande. Cioè se lei mi rivolge una qualunque domanda e io rispondo parlando d'altro, immaginando di aver ascoltato una cosa che non è quella che mi ha chiesto, lei reagirebbe come chiunque di noi, ribadendo quella domanda. Le assicuro che è esattamente la regola che sta alla tesi, antitesi e sintesi: la sintesi può esserci se le due tesi sono sullo stesso piano. Le assicuro che sarebbe d'accordo anche Hegel. Dopo che il presidente Gasparri ha chiamato il re Carlo, voi potete mandare anche un messaggino WhatsApp a Hegel, ve lo confermerebbe. Se le due tesi sono su piani diversi, non ci può essere alcuna sintesi. Il fatto che non ci sia un dialogo e che anche le risposte che abbiamo ascoltato siano state risposte non alle nostre osservazioni e domande è dimostrato da tutti gli esempi che sono stati fatti di diritto costituzionale comparato.
Io, per mio limite, non ho mai capito se i riferimenti che sono stati fatti a Francia, Germania e Inghilterra erano per dire che questa vostra riforma ha degli esempi altrove, oppure che si fa il contrario rispetto ad altri sistemi istituzionali. Abbiamo ascoltato i riferimenti all'Inghilterra per dimostrare che non è vero quello che si dice a proposito del premierato, per poi dire, però, che in Inghilterra non si elegge direttamente il Primo Ministro. La Ministra qui ha detto che il Parlamento francese non conta, ora ha anche aggiunto che il Presidente della Repubblica tedesca non conta niente. Naturalmente faccio sempre notare che siamo nell'Aula del Senato della Repubblica italiana e non al dopolavoro ferroviario; non so se questa sia la posizione del Governo, perché io ho ripetuto parole testuali: "il Parlamento francese non conta, il Presidente della Repubblica tedesca non conta". Altre volte si è invece citata la Francia per dimostrare che anche lì il Presidente della Repubblica scioglie le Camere e non è che lì non vi sia la democrazia. Non ho mai capito se questi esempi servissero per corroborare la tesi di questa riforma o per metterla in contraddizione. Di certo c'è che quello che viene proposto non c'è da alcuna parte al mondo. (Applausi). Si rivendica il fatto che questa è una riforma all'italiana. Va bene, sarà che gli altri non hanno avuto il genio italico che adesso si concretizza in questa riforma, ma non ci sono esempi che si possono addurre per sostenere il fatto che questo è già stato fatto altrove.
Mi tocca far notare che quando c'è un dialogo con il Governo i parlamentari, anche quelli più autorevoli, devono rispettare gli altri parlamentari che parlano. Ministra, ascolti, non è corretto che lei dica che noi non abbiamo fatto proposte, perché dal primo giorno, prima ancora che fosse scritta una sola riga, quando lei ha incontrato la delegazione del Partito Democratico, ha ricevuto una nostra proposta puntuale, che peraltro esiste in natura, cioè l'abbiamo avanzata e abbiamo dimostrato che altrove funziona.
D'altra parte, lei parlava prima con il senatore Pera, il quale in questo dibattito, non da questa parte dell'Aula, ha indicato aporie e contraddizioni; se anche voi avete indicato in questo stesso testo che state votando acriticamente aporie e contraddizioni, emendatelo e modificatelo, altrimenti state portando avanti non un dialogo, non un confronto, nemmeno con voi stessi; non riconoscete nemmeno i vostri stessi limiti.
Ministra, lei ha ripetuto ancora una volta che siete partiti dal presidenzialismo e siete arrivati a questa proposta per venirci incontro. Ebbene, noi le ripetiamo ancora una volta che questa proposta è più lontana dalle nostre di quella che avete proposto in campagna elettorale. (Il microfono si disattiva automaticamente).
PRESIDENTE. La invito a concludere.
FINA (PD-IDP). Concludo, signor Presidente. Non so come dirlo meglio, non perché il premierato sia più lontano, ma perché questo ircocervo è più lontano. Sarebbe stata, per quanto non l'avremmo condivisa, più logica la proposta che avete fatto agli italiani con il presidenzialismo.
Infine, Ministra, la legge elettorale è consustanziale a questa proposta, perché se il "rafforzamento della stabilità di Governo", che è nel titolo del provvedimento, non ha a che fare con la legge elettorale, è evidente che diverse leggi elettorali possono essere coerenti, ma ci deve pur essere una gamma, altrimenti anche questa proposta diventa monca.
Concludo dicendo che non convincerete mai gli italiani. Il presidente Romeo ha detto chiaramente che c'è un patto: il presidenzialismo, l'autonomia differenziata e la riforma della giustizia. Non convincerete mai gli italiani che l'esigenza che loro hanno sia di far fare a Giorgia Meloni e a questo Governo quello che il Parlamento gli impedisce, perché non gli stiamo impedendo niente; quello che i senatori a vita gli impediscono, perché non gli stanno impedendo niente; quello che il Presidente della Repubblica gli impedisce, perché non gli sta impedendo niente. (Il microfono si disattiva automaticamente).
PRESIDENTE.Senatore Fina, sono tre minuti che deve concludere.
FINA (PD-IDP). Nessuno ha impedito niente e si è potuto governare tranquillamente per un anno e mezzo.
Noi crediamo che si debba attuare la Costituzione: lavoro, sanità, diritti. Quella è la priorità del Paese. (Applausi).
PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.
Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
BALBONI, relatore. Signor Presidente, vorrei motivare i pareri replicando brevemente ai colleghi dell'opposizione. In particolare, vorrei replicare al collega Bazoli che non è affatto vero che la fiducia al Governo prevista da questo articolo sia in contraddizione con l'elezione diretta del Premier, perché certamente a lei non è sfuggito che un conto è il Presidente del Consiglio, un conto è il Governo.
Noi prevediamo, certo, l'elezione diretta del Presidente del Consiglio, ma questo non toglie che, nel momento in cui il Presidente del Consiglio forma il Governo, sia giusto un passaggio parlamentare, affinché il Governo nel suo complesso abbia la fiducia del Parlamento, proprio per valorizzare il ruolo del Parlamento nella formazione del Governo e per non fuoriuscire da quel modello parlamentare o neoparlamentare cui lei faceva riferimento.
Non è vero, come ho cercato di spiegare in altra occasione, che il Parlamento non sia più rappresentativo perché è previsto un premio di maggioranza per il Premier eletto: intanto, perché questo premio di maggioranza, in ossequio a tutte le pronunce della Corte Costituzionale ampiamente e ripetutamente citate da più parti, non potrà stravolgere il principio di rappresentatività. Quindi, nella peggiore delle ipotesi, come ho già cercato di spiegare in altre occasioni, sarà dell'ordine del 10 massimo del 15 per cento, della composizione complessiva del Parlamento.
Se fosse vero il suo ragionamento, collega, allora dovremmo concludere che anche tutte le Assemblee legislative delle Regioni non sono rappresentative. Sono assemblee legislative anche quelle, eppure anche lì vige il principio per cui il Governatore che vince trascina un premio di maggioranza; per non parlare dei Comuni, dove addirittura il premio è pari al 60 per cento; e per non parlare dei Comuni sotto i 15.000 abitanti, dove addirittura il premio è pari al 66 per cento. Qui noi, ovviamente, immaginiamo un premio enormemente più ridotto di questo.
Tra l'altro, ho fatto già in quest'Aula negli scorsi dibattiti un esempio, citando i risultati delle ultime 10-12 elezioni regionali. Potrei aggiungere adesso anche quella del Piemonte, che si è svolta questo fine settimana. Sapete, colleghi, qual è l'unico caso nel quale si sarebbe dovuto ricorrere al premio di maggioranza? L'unico caso, su 10-12 Regioni in cui si è votato, nel quale si sarebbe dovuto ricorrere al premio di maggioranza è, guarda caso, la Sardegna: l'unico caso in cui, applicando il principio del premio di maggioranza, c'è stato bisogno di ricorrere a questo premio è stata la Sardegna.
Non vi dice niente che in Sardegna il centrosinistra avrebbe perso, se non si fosse applicato il principio dell'elezione diretta del Presidente della Regione, perché sulla base delle liste, il centrosinistra è arrivato sette punti percentuali dietro? Questo a dimostrazione del fatto che la democrazia diretta può essere anche un valore, persino per il centrosinistra.
Al collega Fina, che lamenta che non c'è stato il dialogo, dico: certo, fra due parti che rifiutano di ascoltare l'altra il dialogo è difficile che ci sia; soprattutto, è impossibile che si arrivi alla sintesi. Non è che la maggioranza non ascolti l'opposizione; semplicemente, la maggioranza e il Governo ascoltano l'opposizione, ma purtroppo o c'è un limite nostro o un limite vostro. Non so, giudicheranno gli italiani, perché alla fine saranno loro a pronunciarsi con un referendum su questa riforma. Spero almeno che siamo tutti d'accordo che sia giusto, legittimo, doveroso e sacrosanto che alla fine siano gli italiani a dire se questa riforma va bene o non va bene, se vogliono scegliere direttamente il Premier con il loro voto o se vogliono affidarsi ancora alla mediazione dei partiti. Questo è giusto che siano gli italiani a dirlo. Collega Fina, non è che siamo noi che non ascoltiamo voi; siete voi che non riuscite a convincerci.
Faccio solo un esempio, visto che continuate a invocare il sistema tedesco. Ebbene, ho già fatto una domanda più volte, ma nessuno mi ha mai risposto su questo (allora anche voi siete sordi). Il sistema tedesco si impernia sulla sfiducia costruttiva, siamo d'accordo su questo? La sfiducia costruttiva prevede che il Bundestag, se decide di cambiare un Cancelliere, gli deve votare la sfiducia e deve indicare nella mozione chi gli deve subentrare. Mi sapete dire qual è il margine di discrezionalità e qual è il ruolo che svolge in questo contesto il Presidente della Repubblica federale tedesca? In altri termini, potrebbe il Presidente della Repubblica federale tedesca nominare Cancelliere una personalità diversa da quella il cui nome e cognome sta scritto nella mozione di sfiducia costruttiva? Certamente non potrebbe, perché farebbe un attentato alla Costituzione. Siamo d'accordo su questo? Allora la domanda che vi faccio è molto semplice, colleghi dell'opposizione: perché non va bene se il vincolo deriva direttamente dal popolo che detiene la sovranità popolare, mentre se deriva dal Parlamento allora va bene? Penso che debba andare bene in entrambi i casi. Il sistema tedesco ha le sue regole, mentre noi ci scriviamo le nostre.
Non ci sono esempi - dite voi - che collimano con le regole che noi stiamo proponendo. È vero. Vi faccio semplicemente e rispettosamente notare che neanche in Francia c'erano precedenti prima che De Gaulle si inventasse la Repubblica semipresidenziale, e la sinistra di allora gridava, esattamente come fate voi adesso, al pericolo fascista e autoritario, nonché allo stravolgimento della democrazia, e delle regole dello Stato di diritto (lo ripeto: esattamente come fate voi adesso). Sapete fino a quando? Fino a quando Mitterrand ha vinto le elezioni presidenziali francesi: da quel momento in poi, la Repubblica presidenziale francese anche per la sinistra francese è diventata un modello straordinario da sottoscrivere.
Colleghi, da questo punto di vista, mi sembra di aver spiegato ampiamente perché come relatore esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti proposti all'articolo 7, tranne all'emendamento 7.900 del Governo, perché certamente riscrive in modo più chiaro e ancora più inequivocabile le regole con cui si dovrà procedere in caso di dimissioni, di morte o di impedimento del Presidente del Consiglio.
Ringrazio da questo punto di vista il Ministro per il lavoro di ulteriore affinamento di questo testo che ha fatto, per arrivare a una formulazione che risponda anche a voi, cari colleghi. Infatti, se avrete la cortesia di leggere l'emendamento 7.900, scoprirete che vi si cerca di dare risposta anche ad alcune delle osservazioni che avete avanzato in Commissione e anche in Aula, proprio a dimostrazione del fatto che non è vero che non ascoltiamo e, quando ci sollevate questioni ragionevoli, anzi le accogliamo, come abbiamo fatto togliendo la percentuale del 55 per cento dal testo, salvo poi sentirci rimproverare il fatto che adesso non ci sarebbe nessuna soglia, nessuna percentuale prevista in Costituzione.
Per tutte queste ragioni, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati e parere favorevole sull'emendamento 7.900 del Governo. (Applausi).
ALBERTI CASELLATI, ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa. Signor Presidente, presidente Balboni, nel ribadire la conformità al parere del relatore, vorrei soffermarmi su questa riformulazione dell'articolo 7, perché la riforma introduce per la prima volta una regolamentazione di tutte le crisi di Governo, definendo e disciplinando anche le possibili soluzioni.
Sono le forze politiche che devono assumersi la responsabilità di fronteggiare le varie tensioni e lo devono fare proprio per preservare la figura del Capo dello Stato e la sua autorevolezza, mettendola al riparo dalle contingenze politiche e da quelle del Governo e dell'agone politico. Il Capo dello Stato, lo sappiamo tutti e lo diceva acutamente anche il costituzionalista Cassese, era costretto a dilatare la fisarmonica dei suoi poteri ogniqualvolta il sistema parlamentare non funzionava. Quindi non possiamo rassegnarci a trovarci sempre di fronte a crisi che destabilizzano il nostro sistema e considerarle come un carattere permanente del nostro sistema costituzionale. Noi aspiriamo, attraverso questa regolamentazione, a superare tale problema con un sistema di equilibrio dei poteri e di pesi e contrappesi dei vari ruoli istituzionali. Quando parlo di pesi e contrappesi, penso al rapporto tra Governo e Parlamento, Presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica.
In questo caso, siccome si dice che con questa regolamentazione andiamo a limitare le occasioni in cui il Capo dello Stato interviene nelle varie crisi, l'osservazione è appunto quella che il Capo dello Stato mantiene tutte le sue prerogative e, stabilendo le possibili soluzioni delle crisi, mantiene pienamente i suoi poteri di garanzia e di controllo dell'attività del Presidente del Consiglio, il quale ha un ruolo del tutto diverso, di indirizzo politico. Quindi, da una parte, il Presidente della Repubblica ha un ruolo di garanzia dell'unità, come rappresentante dell'unità nazionale, dall'altro, il Presidente del Consiglio ha un ruolo di indirizzo politico. Tali ruoli non possono e non devono mai sovrapporsi.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.1000, identico all'emendamento 7.1001, al 7.1002 e al 7.1003.
CATALDI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALDI (M5S). Signora Presidente, intanto vorrei chiarire, anche al presidente Balboni, che non è l'opposizione che non vuole il dialogo. Anzi, lo sta sollecitando: più volte, in Commissione e in quest'Aula, ho continuato a chiedere al Ministro di darci una spiegazione sola: la compatibilità di questa riforma con lo Stato di diritto e con il bilanciamento dei poteri. Non c'è stata risposta e forse a questo silenzio un significato dovremmo pure darlo.
Questa volta voglio leggere, perché mi sembra che siano risultate inutili le mie parole. Mi rivolgo di nuovo ai colleghi giuristi. Partiamo da cose più semplici: la definizione dello Stato di diritto. Anzi, la separazione dei poteri, che è parte dello Stato di diritto. Wikipedia ci dice che la separazione dei poteri o divisione dei poteri - quella, cioè, che voi state compromettendo - nel diritto è uno dei principi giuridici fondamentali dello Stato di diritto e della democrazia liberale. Bene.
Passiamo al sito della Commissione europea. Vi leggo queste due righe e vi pregherei di ascoltare; lo chiedo in particolar modo ai colleghi giuristi. Si legge che lo Stato di diritto è uno dei valori fondamentali dell'Unione, lo sancisce l'articolo 2 del Trattato sull'Unione europea, ed è anche la conditio sine qua non della tutela di tutti gli altri valori fondamentali dell'Unione, a cominciare dai diritti fondamentali e dalla democrazia. Il rispetto dello Stato di diritto è capitale per lo stesso funzionamento dell'Unione e - ascoltate - efficace applicazione del diritto dell'Unione, corretto funzionamento del mercato interno, mantenimento di un contesto propizio agli investimenti.
Colleghi, sapete di cosa stiamo parlando? C'è un'infografica, sempre nel sito del Parlamento europeo, che parla di questi valori e che ribadisce come valore condiviso lo Stato di diritto. Parla di valori fondamentali e li mette alla stessa stregua della dignità umana, che voi spesso dimenticate quando si parla di salario minimo, quando si fa un trattamento disumano dei migranti. Parlano tutti di questo.
Mi sono voluto togliere una curiosità. Vediamo cosa succede andando su un sito del Governo. Mi sono collegato con il sito www.agenziacoesione.gov.it. C'è su Google un risultato sullo Stato di diritto dell'Unione europea, quello su cui voi non rispondete. Vediamo se c'è scritto qualcosa. Apro la pagina, la connessione non è privata, non c'è scritto più nulla.
Allora quantomeno, Ministro, ce la vuole dare lei una risposta? Com'è compatibile con lo Stato di diritto quest'obbrobrio di diritto costituzionale? (Applausi).
MUSOLINO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOLINO (IV-C-RE). Signora Presidente, l'emendamento 7.1002 alla fine fa il paio con gli altri emendamenti che avevamo proposto e sui quali il Governo e il relatore hanno espresso parere negativo e la maggioranza ha espresso un voto sempre contrario. Servivano soltanto a denotare e a caratterizzare i poteri del Presidente del Consiglio dei ministri, che di fatto la vostra riforma, che stiamo affrontando in queste ore in Aula, non tocca, non approfondisce e non specifica come dovrebbe.
Abbiamo quindi un Presidente del Consiglio dei ministri che viene eletto direttamente dai cittadini italiani, ma che non può neanche nominare direttamente i Ministri o revocarli. Lo deve fare sempre per il tramite del Presidente della Repubblica e questo non per la volontà di salvaguardare il ruolo e le prerogative del Presidente, ma per l'approccio che il Governo ha voluto mantenere rispetto a questa riforma, che è abbastanza pasticciato.
Questa riforma assomiglia un po' al titolo di quel famoso libro di Gadda «Quer pasticciaccio brutto de via Merulana»; qua invece c'è questo pasticciaccio brutto del Governo, che continua a voler andare avanti con questa riforma costituzionale, ma si ostina a dire che la sua riforma è fatta con piccoli e leggeri colpi di penna che vanno a tagliare qua e là qualcosa, ignorando o volendo ignorare, nonostante quello che abbiamo detto più volte, che una riforma di questo genere doveva essere accompagnata da una intera revisione del nostro assetto parlamentare non per stravolgere i poteri, ma per armonizzarli.
Se c'era un'equazione che in questo momento comunque aveva funzionato, nel momento in cui andiamo a cambiare gli elementi, dovremmo anche continuare a mantenerli in equilibrio. Così non è. Non si capisce perché su tale emendamento sia stato espresso un parere contrario perché esso, alla fine, dice soltanto una cosa semplicissima e cioè che il Presidente del Consiglio dei ministri è l'organo di vertice del Governo. Noi lo vogliamo cioè eleggere direttamente, però poi continuiamo a dire che ha una responsabilità collegiale ed è un organo collegiale; non è più così: non è più un organo collegiale, giacché vogliamo eleggerlo direttamente.
È perciò incomprensibile la ragione per la quale è stato un parere contrario da parte del relatore e del Governo e incomprensibile è altresì tutto l'approccio che è stato adottato nei confronti degli emendamenti e delle proposte che ha formulato Italia Viva. Diversamente infatti da quello che ha detto prima la Ministra, che il Governo era cioè disponibile a confrontarsi, ma che non è stata fatta mai una proposta in tal senso, mi dispiace, ma noi la proposta l'abbiamo fatta, ribadita con gli emendamenti e riproposta in Aula. Chi lo sa, infatti, magari re melius perpensa, se ci fosse stata un'apertura in Aula, saremmo stati ben lieti di accoglierla. Così però non è stato. Non è stato su tutto quello che abbiamo chiesto di modificare e sugli interventi che andavano fatti sugli istituti repubblicani per garantire veramente che questa riforma funzioni.
Voi ci avete detto sempre di no, ostinatamente di no e io direi anche immotivatamente di no. Su questo emendamento continuo a ribadire l'importanza di un confronto serio, reale e concreto con il Governo. Il relatore Balboni ha invocato il voto popolare a sostegno di questa misura. Ricordo che tutti lo vogliamo, perché continuiamo tutti a essere assolutamente repubblicani e democratici e a sostenere che il potere appartiene sempre al popolo e per questo ci batteremo sempre. Nel momento però in cui si creano un'occasione di confronto e un procedimento di riforma costituzionale, si deve lavorare al meglio delle capacità per realizzarla e io ritengo che questa non sia la migliore riforma possibile. (Applausi).
BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BAZOLI (PD-IDP). Signor Presidente, colgo l'occasione dell'illustrazione di questo emendamento per replicare al presidente Balboni, che ha avuto la gentilezza di ascoltarmi e di fare alcune considerazioni sulle mie riflessioni, che peraltro non mi hanno convinto. Senatore Balboni, prendere atto di quello che lei dice, quando afferma che la legge elettorale assegnerà un premio di maggioranza al Premier eletto, che non potrà superare una certa soglia, significa che lei sta dicendo che, nell'ipotesi in cui il Premier non dovesse raggiunge quella soglia, non scatterebbe il premio di maggioranza. Quindi, per un verso, quella legge sarebbe incostituzionale, perché voi avete detto che la legge deve garantire un premio su base nazionale che garantisca la maggioranza dei seggi nelle Camere e questa non lo garantirebbe; per altro verso, sarebbe una legge che non garantisce la maggioranza, quindi che non garantisce al Premier eletto direttamente dal popolo di avere la fiducia del Parlamento.
Quanto ai sistemi elettorali, visto che il senatore Balboni evidentemente non la ricorda, vorrei leggere la sentenza della Corte costituzionale che ha parlato di questi principi, che afferma che in una forma di governo parlamentare ogni sistema elettorale, seppure deve favorire la formazione di un Governo stabile, non può che essere primariamente destinato ad assicurare il valore costituzionale della rappresentatività. Si riferisce ad un sistema di governo parlamentare.
Non si può derogare a questo principio. Forzare una legge elettorale per andare dietro all'elezione diretta del Premier rischia di sacrificare il valore costituzionale della rappresentatività. La Corte prosegue spiegando le ragioni per le quali questo non accade in Comuni e Regioni, affermando che quel sistema, cioè la disciplina del secondo turno prevista nei Comuni di maggiori dimensioni e anche nelle Regioni in modo diverso, è caratterizzato dall'elezione diretta del titolare del potere esecutivo locale e quindi, secondo la Corte, è ben diverso dalla forma di Governo parlamentare prevista dalla Costituzione a livello nazionale.
Allora delle due l'una: o volete salvaguardare la forma di Governo parlamentare, e allora non potrebbe mai farlo una legge che si accompagni all'elezione diretta del Premier, o altrimenti state facendo un presidenzialismo di fatto, perché sbilanciate completamente il sistema sull'elezione diretta del Premier. Questo è il punto. (Applausi).
GELMINI (Misto-Az-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GELMINI (Misto-Az-RE). Signora Presidente, attraverso l'emendamento 7.0.1001, a firma dei senatori Gelmini, Calenda e altri, proponiamo di introdurre l'articolo 7-bis, che modifica l'articolo 95 della Costituzione, stabilendo che il Capo del Governo abbia nuove e più precise competenze. Per noi, cioè, il Primo Ministro smette di essere un primus inter pares e assume un vero ruolo di direzione dell'Esecutivo.
Fra gli emendamenti che abbiamo presentato, per noi questo è uno dei più rilevanti, perché condividiamo la necessità di stabilizzare i Governi e di rendere più forte e chiaro il ruolo del Presidente del Consiglio, ma quest'obiettivo non si raggiunge con l'elezione diretta, bensì attribuendo al Premier veri poteri, non solo di coordinamento, ma di decisione; poteri che devono essere più simili a quelli del Primo Ministro britannico e a quelli del Cancelliere tedesco. Pertanto, pensare che l'elezione diretta del Premier da sola determini la stabilizzazione dei Governi e un rafforzamento dei poteri del Premier secondo noi non corrisponde al vero. Quello che serve è attribuire competenze più puntuali e più simili a quelle del Cancellierato tedesco o a quelle del sistema inglese, perché c'è bisogno di un Primo Ministro che, non tanto in quanto eletto, ma per la funzione che svolge, possa non solo indirizzare, ma avere capacità decisionali più forti. Pertanto, per noi questo emendamento è particolarmente saliente.
PERA (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PERA (FdI). Signora Presidente, desidero rivolgermi al relatore Balboni e al Ministro, pregandoli di ripensare, da questo momento fino a quando non si voterà, il loro parere negativo sull'emendamento 7.900/54 a mia firma. La motivazione che mi spinge è una questione di chiarezza linguistica.
La situazione è la seguente. Il Presidente del Consiglio che decide di dimettersi si presenta al Parlamento e annuncia le sue dimissioni. Questa si chiama parlamentarizzazione della crisi: è una grande conquista, perché non è mai successo così, salvo per un caso, che il Governo sia caduto in Parlamento. Una volta fatta l'informativa al Parlamento, il Presidente del Consiglio ha sette giorni per recarsi dal Presidente della Repubblica e fare le tre cose che gli sono consentite: chiedere lo scioglimento, chiedere un reincarico o passare la mano.
Purtroppo, talvolta la lingua italiana è ambigua e da qui deriva l'ambiguità semantica, perché credo che la successione che ha in mente il Governo sia l'informativa, che è parlamentarizzazione, e poi decisione entro sette giorni di andare dal Presidente Repubblica e fare la richiesta. Nel testo del Governo questa successione è scritta come segue: «Negli altri casi di dimissioni, il Presidente del Consiglio eletto, entro sette giorni e previa informativa parlamentare, ha facoltà di chiedere lo scioglimento delle Camere (…)».
Scritta così com'è, alla lettera, sembra che la previa informativa parlamentare riguardi lo scioglimento del Parlamento e non è questo il caso, non è questo che vuole il Governo, non è questo che dice il testo: l'informativa parlamentare riguarda le dimissioni del Governo, le ragioni delle dimissioni. Dopodiché, avendole illustrate al Parlamento, il Presidente del Consiglio ha sette giorni per andare dal Presidente della Repubblica e con lui formulare la decisione. Per evitare che nella dicitura «previa informativa parlamentare, ha facoltà di chiedere lo scioglimento» si possa intendere che l'informativa riguardi lo scioglimento e non le ragioni e le motivazioni della crisi, ho riformulato queste poche righe - è una riformulazione linguistica, ma evita l'ambiguità - come segue: «Nel caso di dimissioni volontarie, da presentare al termine di una informativa parlamentare, e nel caso di dimissioni dovute a reiezione di una questione di fiducia, il Presidente del Consiglio eletto, entro sette giorni» ha la facoltà di. Così è più chiaro che l'informativa riguarda le ragioni della crisi e delle dimissioni del Governo. Presumibilmente questo è quello che hanno in mente sia il Governo, sia il relatore, ma in caso contrario resta l'ambiguità che l'informativa si estenda allo scioglimento, la qual cosa comporterebbe grande confusione perché non sta al Parlamento chiedere lo scioglimento e neanche al Governo annunciarlo al Parlamento. Poiché questa riformulazione che ho fatto a me pare molto più chiara e a me pare che non cambi la sostanza di ciò che il Governo ha in mente, prego da qui a quando voteremo questo subemendamento il Governo e il relatore di ripensare il loro parere contrario, perché l'emendamento ha proprio lo scopo di rendere chiaro ciò che loro hanno esattamente in mente, cioè la successione, la scansione delle fasi: informativa sulla crisi, sette giorni di tempo, viaggio dal Presidente della Repubblica e decisione per lo scioglimento o per qualunque altra cosa. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.1000, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori, identico agli emendamenti 7.1001, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, 7.1002, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori e 7.1003, presentato dal senatore Calenda e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.1004, presentato dal senatore Patuanelli e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.1005.
D'ELIA (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ELIA (PD-IDP). Signor Presidente, desidero intervenire a sostegno di questo emendamento e di altri emendamenti che abbiamo presentato, perché se l'articolo 5 è il cuore della riforma, come abbiamo detto, penso che l'articolo 7 dimostri fino in fondo quanto questa riforma svuoti di senso il Parlamento, perché ridisegna il rapporto di fiducia in modo tale, irrigidito in una serie di automatismi che vengono riproposti ulteriormente nell'emendamento che il Governo ha presentato, per cui davvero penso che stiate uccidendo la democrazia parlamentare, non so dirlo in un altro modo. Non è possibile, infatti, parlamentarizzare le crisi, non è possibile qui dentro cercare una risposta diversa, una volta che abbiamo legato, nell'articolo 5, l'esistenza stessa del Parlamento, al di là di quale sarà la soglia del Parlamento, all'elezione del Premier.
È davvero un mondo capovolto: un Parlamento al servizio del Governo, un Parlamento al servizio della maggioranza.
Quello che il Presidente del Consiglio può decidere, come dimostrano anche gli interventi del relatore e del Ministro spiegando il giudizio negativo su tutti gli emendamenti presentati, è di sciogliere il Parlamento. Questo è un grandissimo potere e tale potere è tolto al Presidente della Repubblica.
Per cui non è vero, come vi siete ostinati a dire, che questa riforma non ridisegna le competenze e i poteri del Presidente. E non è vero che questa riforma non svuota il senso del lavoro che noi stiamo facendo qui. Mi faccia anche dire, signor Presidente, che è sbagliato confrontare quello che noi facciamo qui, il ruolo che ha il Parlamento, con quello degli enti locali e delle Regioni.
Noi stiamo parlando del luogo della rappresentanza del popolo italiano, dove risiede il potere legislativo, che non ha nulla a che vedere col premio di maggioranza di un Comune e con come si amministra un Comune ed un territorio. Francamente, è anche svilente e dimostra qual è la cultura istituzionale e costituzionale che sta dietro quest'idea di Parlamento e di Governo.
Sostanzialmente, gli elettori e il popolo saranno chiamati, ogni cinque anni, a scegliere un Premier e da questo dipenderà tutta la vita istituzionale del Paese e tutta l'attività legislativa del Parlamento, che sarà al servizio del Governo. Il fatto che la crisi di quel Governo e le possibili dimissioni del Presidente del Consiglio determinino la vita o meno del Parlamento, con tutta la procedura che è descritta e irrigidita, io non credo darà maggior stabilità al Paese, perché porterà dentro le istituzioni la conflittualità e l'instabilità e impedirà di cercare soluzioni e condivisioni.
Non vi è solo la tesi e l'antitesi, infatti, nella dialettica: c'è la sintesi, ci sono i passi in avanti, c'è il confronto, che voi chiamate inciucio e come tale disprezzate, ci sono la relazione reciproca e il dibattito.
Questo articolo dimostra che per voi il Parlamento non è il luogo della relazione e del dibattito e della ricerca di soluzioni più avanzate. Questa è la morte della democrazia parlamentare. Non so definirlo diversamente. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.1005, presentato dal senatore Boccia e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.1006, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.1007, presentato dal senatore Calenda e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.1008, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.1009, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.1010, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.1011, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.1012, presentato dai senatori Musolino e Borghi Enrico.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.1013, presentato dal senatore Bazoli e da altri senatori, identico agli emendamenti 7.1014, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori, e 7.1015, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 7.1016, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori, fino alle parole: «con le seguenti».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 7.1017 a 7.1022.
Metto ai voti l'emendamento 7.1023, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.1024, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.1025, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.1026, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.1027, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.1028, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.1029.
RANDO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RANDO (PD-IDP). Signor Presidente, come hanno già sottolineato tanti senatori che mi hanno preceduto e che hanno ragionato sull'articolo 7, abbiamo presentato questo emendamento, come anche tanti altri a mia prima firma, perché la formulazione dell'articolo 7 - è per questo motivo che abbiamo presentato tali emendamenti - pone diverse contraddizioni e rischia anche di creare problematiche di interpretazione della Costituzione.
Entro nel merito, signor Presidente. La questione della fiducia richiesta all'atto di presentazione del Presidente eletto e del Consiglio dei ministri nominato è già in sé una contraddizione. Che cosa succederebbe, infatti, se il capo dell'Esecutivo designato direttamente nella consultazione elettorale si trovasse nella condizione di non ottenere la fiducia delle Camere? Ci sarebbe un'opposizione e un blocco istituzionale... (Brusio).
Non vedo la Ministra. Forse è in giro, ma non la vedo.
PRESIDENTE. Però il Governo c'è.
RANDO (PD-IDP). Ce la siamo persa.
PRESIDENTE. Andiamo avanti. (Commenti). Senatrice Rando, vuole continuare, per cortesia? No, non continua? Decide lei, senatrice Malpezzi? Non lo sapevo. (Commenti). Senatrice Malpezzi, non può intervenire; ripeto, non può intervenire. (Commenti).
Senatrice Rando, prosegua, altrimenti procediamo con la votazione. (Commenti). C'è un rappresentante del Governo. Senatrice Rando, se vuole, le do la parola al prossimo emendamento. O prosegue o votiamo e le do la parola al prossimo emendamento. (Commenti). Non aspettiamo. Senatrice Rando, vuole finire? Altrimenti le do la parola dopo.
RANDO (PD-IDP). Sarebbe molto importante che la Ministra fosse...
PRESIDENTE. Glielo riferiremo.
RANDO (PD-IDP). Come dicevo, Presidente, che cosa succederebbe se il capo dell'Esecutivo, designato direttamente della consultazione elettorale, si trovasse nelle condizioni di non ottenere la fiducia delle Camere? Ci sarebbe un'opposizione, un blocco istituzionale tra volontà popolare e potere decisionale dei parlamentari, peraltro anch'essi appena eletti? (Commenti).
PRESIDENTE.Senatore De Carlo, per cortesia.
RANDO (PD-IDP). Che senso ha dunque prevedere e predisporre la richiesta di una fiducia che contiene in sé una sorta di ricatto su più livelli? (Commenti).
PRESIDENTE.Senatore De Carlo.
RANDO (PD-IDP). Il Parlamento, per l'ennesima volta in questo disegno di legge, viene ridotto a segretario dell'Esecutivo, pena il ritornare immediatamente ad elezioni, con tutto ciò che questo comporterebbe.
Inoltre, con questo emendamento abbiamo tentato di ovviare a questa situazione paradossale e anche assurda creata dalla poca perizia del Governo nello stendere la proposta costituzionale, aggiungendo l'illustrazione del programma dell'Esecutivo per dare un senso all'obbligo per il Premier neoeletto e i Ministri di presentarsi davanti al Parlamento, che - lo ricordiamo - nella nostra democrazia è l'istituzione che si fa veicolo della sovranità popolare, proprio perché rappresenta la pluralità, le componenti maggioritarie e le minoranze.
È al Parlamento che va dato sostegno, è il Parlamento che va tutelato, non è non un individuo solo eletto, ma la coralità dei rappresentanti. Si chiama democrazia rappresentativa.
Questo mi porta alla seconda contraddizione, Presidente, di natura simile a quella appena illustrata, ma riguardante ancora una volta in questa proposta di riforma costituzionale, il Presidente della Repubblica. Non si capisce che cosa questa maggioranza trova di minaccioso nella sua figura, ma sta di fatto che in quasi ogni articolo di questo disegno di legge troviamo un attacco alle prerogative del Capo dello Stato e un tentativo di svilimento delle sue funzioni. In questo caso con i commi dell'articolo 7 riguardanti lo scioglimento delle Camere in caso di revoca della fiducia o dimissioni del Premier, si lascia intendere che le dimissioni del Presidente del Consiglio farebbero scattare tale scioglimento in automatico se motivate da revoca della fiducia; mentre vi sarebbe la facoltà dello stesso Premier dimissionario per qualsiasi altra ragione, di richiedere lo scioglimento delle Camere al Capo dello Stato, il quale semplicemente dovrebbe disporlo. Di nuovo, questa maggioranza relega il Presidente della Repubblica al ruolo di funzionario di segreteria, che mette in moto procedimenti apparentemente automatici su cui non ha alcuna prerogativa di controllo.
È chiaro quindi che la ragione per cui negli emendamenti abbiamo proposto di aggiungere almeno la procedura di consultazione da parte del Capo dello Stato dei Presidenti delle due Camere per verificare che realmente non ci siano le condizioni per risolvere la crisi di legislatura in essere.
E che dire Presidente del fantomatico secondo Presidente del Consiglio, paradossalmente non eletto in via diretta da cittadine e cittadini, nonostante il dichiarato intento principale dell'intera proposta...
PRESIDENTE. Le aggiungo un minuto, senatrice Rando.
RANDO (PD-IDP). Rischierebbe persino di avere più poteri del primo, quello teoricamente eletto, in quanto esente da rischi di rimpasti e macchinazioni interne della maggioranza.
In sostanza, Presidente, con questi emendamenti abbiamo provato a ovviare all'inadeguatezza e mi rivolgo ancora al Governo e alla maggioranza, con speranza spero non vana: aprite gli occhi sulla pericolosa china che sta prendendo la nostra democrazia. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.1029, presentato dalla senatrice Rando e da altri senatori.
Non è approvato.
Per un'informativa urgente del Ministro della giustizia
VERINI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VERINI (PD-IDP). Signora Presidente, abbiamo appreso poco fa una notizia e, tramite lei, chiediamo un'informativa urgente, come è stata già chiesta alla Camera anche qui in Senato, del ministro della giustizia Nordio in relazione alla deposizione che stamattina al tribunale di Roma ha rilasciato il capo del DAP Giovanni Russo, sul processo che vede imputato il sottosegretario Delmastro Delle Vedove. Il capo del DAP ha confermato che un anno fa circa inviò due relazioni al sottosegretario Delmastro in relazione alla visita che alcuni parlamentari del PD fecero al carcere di Sassari al detenuto Cospito. Queste relazioni avevano un timbro, ha detto il capo del DAP, con una clausola «a limitata divulgazione interna all'amministrazione». Al di là dei rilievi penali - starà al tribunale stabilire le responsabilità eventuali del Sottosegretario, del quale da tempo abbiamo chiesto le dimissioni - quella limitata divulgazione, il Sottosegretario, come è noto, la interpretò come un manganello da fornire al collega di partito Donzelli, che a sua volta manganellò in Aula l'opposizione con quei contenuti. (Applausi).
Allora noi chiediamo - e mi limito qui alla richiesta perché di polemica ne abbiamo già fatta tanta - che il ministro Nordio venga in Senato perché è inammissibile che il capo del DAP smentisca un Sottosegretario che ha le deleghe alla Polizia penitenziaria, che ha compiuto probabilmente un grave reato. Se ne deve andare. Nordio deve riferire. (Applausi).
PRESIDENTE. Senatore Verini, comunicherò ovviamente al Presidente la sua richiesta ricordando che è già stata prevista una Conferenza dei Capigruppo per la settimana prossima.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente, anch'io mi unisco alla richiesta del collega Verini. Mi sembra un fatto importante, non soltanto per l'uso che poi è stato fatto di questa documentazione, ma soprattutto perché, in un momento nel quale ci occupiamo di cybersecurity e quindi della tutela dei dati della pubblica amministrazione, il fatto che dentro il Governo ci sia una violazione dei protocolli di riservatezza della documentazione, in particolare del Ministero di giustizia, ci preoccupa moltissimo.
Per cui, al di là del fatto in sé, vorremmo che il ministro Nordio venisse a rassicurarci sulla solidità dei protocolli e delle procedure che sono tese a garantire la confidenzialità degli atti del Governo, perché si tratta di atti che spesso rivestono un carattere di profonda riservatezza. Se è così semplice che documenti riservati possano circolare al di fuori di quelle cerchia nelle quali devono restare per legge, questo ci preoccupa in linea più generale.
Al di là dell'aspetto politico, credo che ci sia una questione di compliance, che però ha a che fare con la sicurezza del Paese. Per cui terremmo molto a sentire il ministro Nordio ed eventualmente il sottosegretario alla Presidenza Mantovano, proprio per gli aspetti che hanno a che fare con la sicurezza dello Stato.
PRESIDENTE. Grazie. Ovviamente comunicheremo alla Presidenza.
FLORIDIA Aurora (Misto-AVS). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLORIDIA Aurora (Misto-AVS). Signora Presidente, vorrei unirmi ai colleghi nel sostenere la richiesta espressa dal collega Verini. Anche noi di Alleanza Verdi e Sinistra chiediamo che il ministro Nordio venga a riferire a breve termine.
BALBONI (FdI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BALBONI (FdI). Grazie, Presidente. Vorrei intervenire sulla richiesta del collega Verini, alla quale si sono già associati altri Gruppi dell'opposizione.
Le devo dire, Presidente, che sono veramente meravigliato che un collega, che si è costituito parte civile nel processo nei confronti dell'onorevole Delmastro (Applausi. Commenti), utilizzi e strumentalizzi la sua carica parlamentare e il suo ruolo in quest'Aula, che è chiaramente in totale e plateale conflitto di interessi con la sua costituzione di parte civile (Applausi), per strumentalizzare un'affermazione fatta da un teste nell'ambito di un processo nel quale il collega Verini vuole fare contemporaneamente la parte civile e il giudice. E si permette in quest'Aula di parlare di manganello! (Commenti).
PRESIDENTE. Scusate, colleghi, però non siete stati interrotti. Il senatore Verini non è stato interrotto e neppure il senatore Scalfarotto. Quindi non interrompete, grazie.
BALBONI (FdI). Vi do una notizia, colleghi. Secondo il nostro codice penale e secondo costante giurisprudenza - visto che vogliamo fare il processo qui - rivelare una sostanza... (Commenti). Parlate voi. Quando avete finito, parlo io. Pensavo che il Presidente avesse dato la parola a me. Se il Presidente mi ha dato la parola, vorrei parlare.
PRESIDENTE. No, però, scusate, avete fatto la vostra richiesta nel silenzio dell'Aula. Sta facendo anche lui la sua richiesta allo stesso titolo. (Commenti). Senatrice Malpezzi, la richiamo.
BALBONI (FdI). In questa Aula vige uno strano principio: si può parlare solo quando si dicono le cose che piacciono all'opposizione. (Applausi). Ma io credo che in democrazia si dovrebbe parlare anche quando si dicono cose che non piacciono all'opposizione.
Io stavo semplicemente spiegando che, secondo il nostro sistema penale, rivelare una notizia a chi ha il diritto di conoscerla non è reato. Questo lo dice tutta la giurisprudenza, se vogliamo fare il processo qui. Cari colleghi, la verità è che voi non perdonate all'onorevole Delmastro e all'onorevole Donzelli di aver rivelato agli italiani (Applausi), che avevano diritto di saperlo, che vi stavate facendo strumentalizzare dai terroristi e dai mafiosi. Questa è la verità. (Applausi. Commenti).
BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BOCCIA (PD-IDP). Signora Presidente, vorrei intervenire sull'ordine dei lavori perché il presidente Balboni si è sostituito al Governo e non mi pare faccia ancora il Ministro della giustizia. (Applausi). Noi abbiamo chiesto attraverso, il senatore Verini, che il Governo facesse esattamente quello per cui è stato chiesto a Montecitorio. (Commenti). Lei non c'entra nulla, senatore Balboni.
PRESIDENTE. Non parlate tra di voi.
BOCCIA (PD-IDP). Lei può parlare, ma non rappresenta il Governo.
PRESIDENTE. Non parlava a nome del Governo, senatore Boccia.
BOCCIA (PD-IDP). È presente il sottosegretario Ostellari che se vuole, può intervenire. C'è però una cosa che non possiamo tollerare perché offende il senatore Verini e tutto il Partito Democratico, il Gruppo del Senato e quello della Camera. Dire infatti che Verini è intervenuto perché è costituito parte civile, è un'offesa. (Commenti). È un'offesa alla verità! Sì! (Commenti). È un'offesa alle istituzioni, che calpestate!
PRESIDENTE.Colleghi, vi invito alla calma. Senatore Boccia, concluda l'intervento.
BOCCIA (PD-IDP). Signora Presidente, questa è l'ennesima dimostrazione che questa destra che sta stravolgendo la Costituzione, pensa e ritiene che le Istituzioni siano cosa loro. (Applausi). Io le avrei chiesto la parola perché in queste ore, oltre a questa vicenda vergognosa che riguarda Delmastro e sarà chiarita nelle aule di tribunale, abbiamo affrontato con le colleghe della Commissione lavoro e salute un'altra questione. Mi rivolgo al presidente Zaffini che si sta agitando per fare l'avvocato difensore di Balboni. Vorremmo comprendere come mai l'AIFA, che è un altro pezzo delle nostre Istituzioni, è diventata una sorta di società di consulenza per conto del Ministero della sanità. (Commenti). Ciò è molto grave. Non è mai successo nella storia...
PRESIDENTE.Senatore Boccia, questo passaggio non è sull'ordine dei lavori.
BOCCIA (PD-IDP). Signor Presidente, sull'ordine dei lavori perché abbiamo chiesto al ministro Schillaci di venire qui, magari con il ministro Nordio, così li prendiamo insieme uno dietro l'altro. Stanno utilizzando pezzi dello Stato per fare pressione e lobby attraverso gruppi economici. Lo dico, signora Presidente, perché non consentiamo più a questa maggioranza di calpestare la Carta costituzionale.
Ora le chiedo una sospensione e di sapere quando verrà qui il ministro Nordio, esattamente come ha chiesto il Gruppo Partito Democratico a Montecitorio. Abbiamo già depositato un'interrogazione urgente su questa vicenda gravissima, che sicuramente sarà oggetto di attenzione dell'autorità giudiziaria, perché una cosa del genere non si è mai vista. Le chiediamo quando verrà qui il ministro Schillaci. Siccome l'unica cosa certa, accanto a questa riforma sgangherata, è che state privatizzando le Istituzioni della Repubblica, fermatevi. Se non vi fermate, lo faremo noi, in ogni caso, con gli strumenti della democrazia garantiti dalla Costituzione che volete calpestare. (Applausi).
PRESIDENTE. Senatore Boccia, abbiamo già preso nota di tutti gli interventi e anche della richiesta, che riferiremo, come avevo già detto in precedenza, al presidente La Russa, il quale riferirà, anche perché io non sono in grado di dirle immediatamente l'agenda del ministro Nordio.
Ripresa della discussione dei disegni di legge costituzionale
nn. 935 e 830 (ore 18,54)
Metto ai voti l'emendamento 7.1030, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.1031, presentato dalla senatrice Rojc e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 7.1032.
MALPEZZI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALPEZZI (PD-IDP). Signora Presidente, intanto chiederei al presidente Zaffini, tramite lei, se può tornare dalla sua parte e consentirmi di parlare. (Commenti). Sì, per esempio, direi che è un principio di educazione. Chiedo che torni al suo posto, per esempio, piuttosto che fare il tifo da stadio sotto la curva avversaria, tanto per toccare un tema.
Poco fa abbiamo assistito a qualcosa che, se questa riforma dovesse andare in porto, non vedremo più. Abbiamo assistito ad un intervento serio del presidente Pera (che vorremmo ascoltare più spesso, ma che quando parla ascoltiamo comunque volentieri), il quale ha fatto una richiesta molto semplice: ha chiesto al relatore e al Governo, anche con un certo anticipo, di poter rivedere il parere su un emendamento a sua prima firma, perché quella proposta ha una possibilità di chiarire meglio - ha detto il presidente Pera - quella che può essere la volontà del legislatore. Ha quindi fatto un approfondimento sul lessico italiano e la sintassi, né più né meno.
Dico che se dovesse passare questa riforma, situazioni di questo tipo…
PRESIDENTE.Prosegua, senatrice.
MALPEZZI (PD-IDP). No, io non proseguo finché non c'è silenzio, mi dispiace. (Commenti).
PRESIDENTE. Se lei non prosegue, il tempo va avanti, non si ferma.
MALPEZZI (PD-IDP). Signora Presidente, toccherebbe lei garantire.
PRESIDENTE. Io non sentivo brusio.
MALPEZZI (PD-IDP). Il brusio c'era ed era dato anche dal capogruppo Gasparri. Lo dico perché lo vedevo, quindi lo dico con dispiacere e rammarico.
PRESIDENTE. Prego, senatrice, vada avanti.
MALPEZZI (PD-IDP). Per quanto io possa dire cose che non interessano questa maggioranza, vorrei almeno poterle dire nel silenzio.
Stavo semplicemente dicendo che quello a cui abbiamo assistito non lo potremo più vedere se questa riforma dovesse andare in porto, per il semplice motivo che un parlamentare non si sognerebbe mai più di andare contro la propria maggioranza, perché sa benissimo di essere in balia del Presidente del Consiglio e di non poter esprimere liberamente la propria opinione. Questo perché quella posizione costruita così male, per cui il Presidente del Consiglio si elegge insieme a tutto il Parlamento, limita anche la semplice possibilità di presentare un emendamento, come quello che il presidente Pera ha illustrato poco fa in quest'Aula. (Applausi). Voi volete impedire qualsiasi formula e modello di rapporto tra il potere legislativo e il potere esecutivo, volete eliminare qualsiasi forma di autonomia. Soprattutto c'è un problema e lo dico, tramite lei, alla ministra Alberti Casellati, che quando avrà finito di parlare col ministro Urso magari ascolterà.
PRESIDENTE. È il ministro Musumeci.
MALPEZZI (PD-IDP). Sì, è il ministro Musumeci, mi scusi.
Ho fatto confusione per non conoscenza e mi scuso. Ma quello che volevo dire alla ministra Casellati è che la cosa che a noi preoccupa, oltre a tutto il testo così come è stato scritto, è che dalle risposte che la presidente Casellati ci dà sembra che la stessa ministra Casellati non abbia ben chiaro che cosa c'è scritto in questa riforma, perché dà delle risposte che non sono attinenti nel merito. Qui tutti i colleghi come il senatore Parrini, il senatore Giorgis, come i colleghi del MoVimento 5 Stelle e gli altri colleghi del Partito Democratico, di AVS, delle Autonomie, di tutta l'opposizione, che sono intervenuti hanno dimostrato di avere una volontà di spiegare le cose nel merito, mentre evidentemente la Ministra non ha volontà di ascoltare. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 7.1032, presentato dal senatore Delrio e da altri senatori, fino alle parole: «nuovo Presidente del Consiglio».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 7.1033 a 7.1045.
Invito tutti i senatori, di tutti i Gruppi, ad accomodarsi. Senatore Licheri, ci pensa la Presidenza. Colleghi senatori, per cortesia, accomodatevi.
Noi nel frattempo andiamo avanti con le votazioni.
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 7.1046, presentato dalla senatrice D'Elia e da altri senatori, fino alle parole: «non accordino entro».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 7.1047 a 7.1050.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.1053.
LORENZIN (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LORENZIN (PD-IDP). Signora Presidente, il modo in cui sta proseguendo questo dibattito...
PRESIDENTE. Senatrice Lorenzin, mi scusi, siccome ho sbagliato, ho saltato un emendamento, le va bene anche intervenire sull'emendamento 7.1051?
LORENZIN (PD-IDP). Assolutamente sì.
PRESIDENTE.Passiamo allora alla votazione della prima parte dell'emendamento 7.1051.
LORENZIN (PD-IDP). È importante perché purtroppo l'esito dei nostri interventi non ha una buona fortuna, ma non ci stancheremo di cercare di capire se questa maggioranza - che con l'atteggiamento che ha avuto fino adesso, purtroppo la risposta se la dà da sola - abbia o no intenzione di entrare nel merito di una riforma costituzionale che viene trattata qui come se fosse una specie di scherzo. L'atteggiamento dell'Assemblea non ha gravitas, non c'è serietà, non c'è forma e badate bene, la forma è sostanza. Sembra che stiamo facendo un dibattito al circolo degli amici (Applausi), quando qui siamo in Senato e stiamo affrontando una delle riforme a mio parere più sconclusionate presentate nell'arco di questi ultimi trent'anni sull'assetto costituzionale e istituzionale italiano e ne abbiamo viste tante in Parlamento. (Applausi). Mi dispiace dirlo perché mi aspettavo, una volta che è stata presentata una norma come questa, che ci fosse la volontà di entrare nel merito almeno di quegli aspetti così platealmente fuori dagli assetti delle democrazie liberali e continuiamo a dire questo. Questa riforma costituzionale creerà un Parlamento e un rapporto tra il Parlamento e l'Esecutivo senza contrappesi, senza check and balance, che sono presenti in tutte le democrazie liberali, siano esse presidenziali, semipresidenziali, cancellierato alla tedesca o monarchie costituzionali e parlamentari come in Inghilterra. Questo è un unicum. Il premierato di cui voi vi state riempiendo la bocca sarà ricordato con vergogna da questo Paese. (Commenti). State scrivendo la storia, la state scrivendo voi con queste giornate, con questa sufficienza, con questa supponenza, con questa arroganza, ma gli italiani a un certo punto se ne accorgeranno e vedremo che cosa faranno. (Commenti). Bisogna ringraziare il fatto che abbiamo una diretta su Radio radicale che permette al Paese di assistere in diretta a questo scempio che si sta... (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi).
SIRONI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRONI (M5S). Signor Presidente, io vorrei tentare un approccio schematico, perché la situazione sembra confusa. L'intervento della senatrice Lorenzin ha spiegato, in termini teorici, e io vorrei provare a farlo in termini pratici e sintetici.
Cosa accade? Con l'approvazione dell'articolo 6, che modifica l'articolo 57 della Costituzione, si va ad istituire il premio di maggioranza in Costituzione, garantendo che la coalizione che sostiene la candidatura del Presidente del Consiglio abbia la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento e che quindi, potenzialmente, possa approvare tutto ciò che passa al suo vaglio.
Passiamo all'analisi dell'articolo 7, ora in trattazione, che va a modificare l'articolo 94 della Costituzione, aggiungendo dei commi. Numero uno: cosa accade se il Parlamento approva una mozione di sfiducia al Premier? Il Presidente della Repubblica ha l'obbligo di sciogliere le Camere. Quindi, se il Parlamento, in particolare la maggioranza (quindi, il vostro lato del Parlamento), approva la mozione di sfiducia, praticamente si sta suicidando. Si va tutti a casa, ma difficilmente accadrà il suicidio di massa.
La seconda ipotesi: se il Premier si dimette, può proporre lo scioglimento delle Camere. Di nuovo, il Premier si dimette e porta con sé tutti quanti. Quindi, questo è un suicidio di massa o un suicidio insieme ad un omicidio. Terza ipotesi: se il Premier si dimette e non scioglie le Camere, il Presidente della Repubblica può dare l'incarico di formare un nuovo Governo al Presidente dimissionario. In questo caso mi sorge il dubbio: ma che maggioranza creerà? Forse sceglierà anche tra parlamentari eletti non nelle liste che hanno sostenuto la sua candidatura oppure un altro parlamentare eletto in collegamento col Premier. Qui cosa succede? Il Premier ha il diritto di sopravvivere ai parlamentari della coalizione che ne hanno sostenuto l'elezione. Quindi, pur di non morire, il Premier uccide la maggioranza che lo ha sostenuto.
Quarta ipotesi: se il Premier muore, ma questa volta fisicamente, decade o ha un impedimento permanente, il Presidente della Repubblica può conferire l'incarico di formare il Governo ad altro parlamentare eletto in collegamento col Premier. Qui, invece, il Premier fa testamento e fa sopravvivere a se stesso la maggioranza che lo aveva sostenuto. In estrema sintesi, i parlamentari di maggioranza saranno la longa manus del Premier in Parlamento, a pena della propria sopravvivenza. Quindi, sono di fatto espressione del potere esecutivo e non di quello legislativo che sarebbe loro proprio. Mi pare di intravedere profili di incostituzionalità.
PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 7.1051, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori, fino alle parole: «Presidente della Repubblica».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 7.1052.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.1053.
GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Senatore Giorgis, comunico, a lei e a tutto il Gruppo PD, che il vostro tempo è esaurito.
GIORGIS (PD-IDP). Signor Presidente, per riguardo a un ex Presidente come il senatore Pera ed anche perché noi, fino all'ultimo, non ci rassegneremo a non entrare al merito delle questioni, io ritengo si debba provare a capire le ragioni per cui il Governo e il relatore darebbero parere negativo a questo emendamento.
Io devo essere sincero. Nutro molte perplessità sul merito anche dell'emendamento del presidente Pera, ma il problema, prima di pronunciarsi, è capire qual è il significato.
Senza mancare di rispetto alla Ministra, credo che su questo aspetto varrebbe la pena spendere qualche parola. Il presidente Pera propone di esplicitare la distinzione tra l'ipotesi di una dimissione volontaria e l'ipotesi di una dimissione per mozione di sfiducia. L'emendamento propone quindi di equiparare dimissione volontaria e bocciatura di una questione di fiducia. In questa equiparazione ci sta il voler distinguere, come peraltro fa il testo del Governo, l'ipotesi in cui la fiducia venga meno a seguito di una mozione... (Il microfono si disattiva automaticamente).
PRESIDENTE.Senatore, la faccio concludere, però c'è già stata, come avrà capito, una deroga sul tempo. Voi non avete più tempo.
Prego, senatore.
GIORGIS (PD-IDP). Distinguere il caso in cui il rapporto di fiducia venga meno a seguito di una mozione del Parlamento dal caso in cui il rapporto di fiducia venga meno a seguito di una bocciatura da parte del Parlamento di una questione di fiducia è sempre un atto del Parlamento che interrompe il rapporto fiduciario. Come si può immaginare una diversa disciplina a seconda che ci sia la mozione o ci sia la bocciatura di una questione di fiducia? Lo dico perché su questo meriterebbe effettivamente spendere qualche parola. In un caso il Presidente del Consiglio dovrà dimettersi; nell'altro caso, invece, il Presidente del Consiglio potrà valutare di non dimettersi, o meglio di dimettersi ma di chiedere al Presidente della Repubblica un nuovo incarico. Come si può distinguere queste due ipotesi? C'è sempre un'interruzione del rapporto di fiducia da parte... (Il microfono si disattiva automaticamente).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.1053, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 7.1054.
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signor Presidente, avendo il senatore Giorgis finito i minuti a sua disposizione, intervengo solo per riprendere il concetto che stava esprimendo, che peraltro è stato oggetto di discussione per lunghe settimane anche in Commissione. Più volte le forze di opposizione hanno fatto notare la obiettiva stranezza di questa norma. Vorrei spiegare ai colleghi quello di cui stiamo parlando a chi, non avendo partecipato ai lavori della Commissione, conosce di meno la materia. Qui non stiamo parlando di un normale incidente per cui c'è qualche numero in meno, come può succedere nella vita normale di un Governo, per cui magari si va sotto su un decreto perché quel giorno ci sono delle assenze oppure dei senatori in missione. Stiamo parlando di due fattispecie molto simili, quelle che venivano richiamate dal senatore Giorgis: la mozione di fiducia propriamente detta e materie su cui viene posta la questione di fiducia. Francamente, prevedere per queste due fattispecie così simili due sbocchi diversi (perché in un caso c'è lo scioglimento delle Camere e nell'altro caso invece c'è la possibilità della concessione di un nuovo incarico) sembra davvero una cosa del tutto incomprensibile. Ancora una volta, anche su questo punto, se ci fosse da parte del Governo perlomeno un elemento di precisazione su una cosa che peraltro tantissimi costituzionalisti che abbiamo audito nel corso dei mesi scorsi hanno obiettato un elemento perlomeno di poca certezza o comunque di straniamento rispetto alla questione, penso che sarebbe davvero opportuno. Il fatto che su questo punto invece non ci sia, da parte del Governo e della maggioranza, una precisazione mi sembra abbastanza singolare.
Torno pertanto a chiedere alla Ministra o al relatore se fossero così gentili da spiegare come si distinguono queste due fattispecie e perché in un caso c'è un iter previsto e in un altro caso ce n'è un altro. Davvero viene il dubbio che questa cosa sia frutto di una sintesi fatta male. Ora, non ci giriamo intorno: noi lo sappiamo dall'inizio che su questo punto specifico c'è un dissenso tra le forze di maggioranza perché Fratelli d'Italia era favorevole al simul simul, come sappiamo, la Lega no e io penso - ho finito davvero - che il frutto pasticciato di questo aspetto che è stato richiamato dal senatore Giorgis e che io ho voluto riprendere, abbia probabilmente a che fare con questo. Come si vede, quando si fanno le mediazioni male e si cerca di conciliare punti di vista che non necessariamente sono conciliabili, poi si finisce col mettere in campo una norma che è totalmente discutibile e che, al di là della polemica politica che si può fare in quest'Aula, come è normale che sia, obiettivamente mette in evidenza elementi totalmente incomprensibili.
PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 7.1054, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori, fino alle parole: «con le seguenti: "Presidente del Consiglio».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 7.1055 a 7.1064.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.1065.
VALENTE (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALENTE (PD-IDP). Signora Presidente, chiedo veramente solo un minuto perché dopo l'intervento della ministra Alberti Casellati mi assale veramente un dubbio e credo molto a questo confronto; nonostante sia così mancato, io continuo a crederci ostinatamente. E allora mi pongo una questione poiché oggi la ministra Alberti Casellati ha ribadito chiaramente nel suo intervento, che è stato sostanzialmente più una replica che non un parere, che noi non tocchiamo i poteri del Presidente della Repubblica. Allora forse io che sono ormai parlamentare da diversi anni non ho capito che cosa succede in questi anni quando si apre una crisi di Governo. Mi pare infatti che tutte le volte che si sia aperta una crisi di Governo o comunque ci si arriva, il potere passa - ad oggi, a Costituzione vigente - nelle mani del Presidente della Repubblica che valuta il quadro e indirizza un po' la situazione. Oggi è così. Di fronte a questo articolo, per come lo votiamo - i nostri emendamenti vanno esattamente in questa direzione - ci piaccia oppure no, è proprio evidente che la scelta sta unicamente nelle mani del Presidente del Consiglio, che da questo punto di vista tiene sotto ricatto il Parlamento, perché sarà solo il Presidente del Consiglio che deciderà con le dimissioni che consegna nelle mani del Presidente del Repubblica, che non avrà alcuna scelta qualora si dimettesse. Qualora si dimettesse, il Presidente della Repubblica dovrà sciogliere le Camere. (Applausi).
Allora è vero che cambiano o non cambiano i poteri del Presidente della Repubblica? Me lo chiedo solo per chiarezza tra noi e perché non sia veramente un dialogo tra sordi. È così chiaro che cambia che di fronte a un'affermazione del genere, restiamo davvero basiti e chiediamo ancora una volta chiarezza sul punto.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.1065, presentato dalla senatrice Zambito e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.1066, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.1067, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.1068.
PARRINI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, senatore Parrini.
Le faccio notare, perché resti agli atti, che questo è tutto tempo in più che la Presidenza sta concedendo al Partito Democratico.
PARRINI (PD-IDP). Signora Presidente, noi abbiamo ascoltato le argomentazioni del Presidente di Commissione e della Ministra sui pareri all'articolo 7 ben più lunghe, ma comunque a finire oggetto delle caricature del Governo è stata questa volta la figura del Capo dello Stato, che invece non dovrebbe essere tirata in mezzo così come è stato fatto.
Si continua a dire che i suoi poteri di garanzia non vengono toccati, invece vengono completamente svuotati, ed è bene sapere che le emergenze istituzionali non si possono abolire per decreto. Volevate abolire per decreto la scorsa settimana le liste d'attesa; non si poteva fare; non si possono abolire nemmeno le emergenze politiche.
Possono capitare, anche con questa riforma costituzionale, e, se capitano, è bene che il Capo dello Stato possa prestare la sua autorevolezza per la ricerca di una soluzione. Nel nostro ordinamento il Capo dello Stato aiuta a trovare soluzioni e non può imporre niente. Voi, con questa riforma, gli togliete qualsiasi possibilità di agire nelle emergenze per favorire delle... (Il microfono si disattiva automaticamente).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.1068, presentato dal senatore Calenda e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.1069, presentato dai senatori Musolino e Enrico Borghi.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.1070.
CAMUSSO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMUSSO (PD-IDP). Signora Presidente, provo a proseguire da dove è stato interrotto il presidente Parrini. Noi abbiamo deciso la Repubblica - torno su una cosa che ho già detto in quest'Aula - dopo aver fatto un referendum che sceglieva tra la Repubblica e la monarchia. E il Paese ha scelto la Repubblica esattamente immaginando di non ricostruire una situazione in cui ci fosse un potere unico nelle mani, in quel caso, di una dinastia o di una singola persona.
Qui ci ritroviamo esattamente nella situazione che stiamo ricostruendo un qualcosa che nega il presupposto della nostra Costituzione, cioè che il potere è nella Repubblica parlamentare, per dire che invece c'è una persona che può determinare quali sono le sorti. A me continua a stupire il fatto che non vi rendiate conto che le prime vittime di questo processo sono gli eletti e i rappresentanti nel Senato e nella... (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi).
SIRONI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRONI (M5S). Signora Presidente, continuo sull'onda dell'intervento che mi ha preceduto. Quello che pare veramente strano, la domanda è: ma voi parlamentari di maggioranza - per suo tramite, Presidente - vi state rendendo conto di quello che state votando? La materia effettivamente è abbastanza complessa. Vi dico che, se io fossi l'avvocato dei parlamentari di maggioranza, sarei preoccupata, nel senso che vi direi di fare attenzione, perché state sottoscrivendo un contratto che non vi vede parti favorite, anzi vi vede parti calpestate. Mi chiedo se voi abbiate le idee chiare e se stiate sottoscrivendo questo patto consapevolmente. E mi stupirebbe. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.1070, presentato dalla senatrice Camusso e da altri senatori, identico agli emendamenti 7.1071, presentato dal senatore Bazoli e da altri senatori, e 7.1072, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.1073.
ROSSOMANDO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROSSOMANDO (PD-IDP). Signora Presidente, mi pare che sull'argomento siano evidenti due cose fondamentali. La prima è che la nostra proposta alternativa era chiarissima: la sfiducia costruttiva, che voi non avete preso in considerazione. C'è una differenza fondamentale rispetto a un automatismo che non risolve il problema della stabilità e risponde soltanto a una domanda, quella del controllo del Parlamento senza se e senza ma.
LICHERI Ettore Antonio (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LICHERI Ettore Antonio (M5S). Signora Presidente, solo per sensibilizzare l'Assemblea, perché questa è la fotografia dello svilimento del Presidente della Repubblica. Facciamola una riflessione, leggendo semplicemente il testo, perché lì vediamo come il Presidente della Repubblica diventa il servo sciocco, cioè quello che, tutto sommato, è un esecutore di ordini. In caso di revoca della fiducia il Presidente della Repubblica scioglie e non ha nessun tipo di intervento. E ci siamo. Ma anche in caso di dimissioni del Presidente del Consiglio, se e solo se il Presidente del Consiglio può proporre entro sette giorni lo scioglimento delle Camere.
E il Presidente della Repubblica che fa? Il Presidente del Consiglio può valutare, può fare tutte le analisi, esprimere tutte le considerazioni del caso e il Presidente della Repubblica cosa fa? Il Presidente della Repubblica dispone. State facendo diventare il Presidente della Repubblica uno che esegue semplicemente gli ordini (Applausi) e questo non è bello.
Questo vi autorizza sicuramente a dire che questa è la madre di tutte le riforme, però siete pregati di non dire due cose. In primo luogo non trovate termini di paragone con altri ordinamenti costituzionali stranieri perché non ne troverete uno pari alla schifezza che avete scritto! (Applausi). Non ne troverete uno. Non c'è un solo caso nel pianeta che possa avvicinarsi a questa schifezza. Lasciate stare la Germania, Il Regno Unito o la Francia; questa roba qui non la troverete da nessuna parte. E fatevela una domanda. (Commenti).
In secondo luogo non vi azzardate a dire che non state toccando i poteri del Presidente della Repubblica perché il Presidente della Repubblica tra pochi minuti diventerà il servo sciocco del vostro Premier! (Applausi. Commenti).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.1073, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.
Non è approvato.
PARRINI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARRINI (PD-IDP). Signor Presidente, ho chiesto la parola sull'ordine dell'ordine dei lavori perché mi vedo costretto, e cerco di farlo con la massima pacatezza e in modo niente affatto provocatorio, a chiedere che la Presidente del Consiglio intervenga qui in Senato, per chiarire una questione in maniera definitiva. Credo che l'accoglimento di questa richiesta sarebbe una cosa utile per la maggioranza e per il Governo, oltre che per tutto il Parlamento. Vorrei che il Presidente del Consiglio venga a chiarire qual è il rapporto che questo Governo e questa maggioranza intendono costruire con alcune delle pagine più vergognose della nostra storia.
Spiego perché faccio questa richiesta. (Commenti). È un intervento sull'ordine dei lavori perché ho chiesto che la Presidente del Consiglio riferisca all'Aula. Posso argomentare, Presidente...
PRESIDENTE. Lei può argomentare in un minuto sull'ordine dei lavori.
PARRINI (PD-IDP). Signor Presidente, la richiesta è seria.
PRESIDENTE. Io non discuto se la richiesta è seria o meno. Le sto dicendo che, come previsto dal Regolamento, si interviene sull'ordine dei lavori nei tempi stabiliti.
PARRINI (PD-IDP). Signor Presidente, nell'altra Camera è appena avvenuta l'espulsione di un deputato perché è stato fatto il segno della Decima Mas durante la votazione di un articolo sull'autonomia differenziata.
PRESIDENTE. Io le do un minuto, ma poi concluda. Diamo un minuto, al termine del quale, cade la parola.
PARRINI (PD-IDP). Signor Presidente, mi faccia spiegare. Nell'altra Camera un Presidente della Assemblea che non è un esponente della minoranza ha preso questa decisione molto grave perché era avvenuto un fatto gravissimo come l'esibizione del simbolo della Decima Mas in Aula. Pochi giorni fa noi abbiamo fatto un'interrogazione alla quale non è stata data alcuna risposta. Lei avrà letto che il Governo ha autorizzato l'emissione di un francobollo, dedicato a onorare la memoria di Italo Foschi. (Commenti).
PRESIDENTE.Concluda.
PARRINI (PD-IDP). Concludo. Vorrei concludere, Presidente. (Commenti. Richiami del Presidente).
PRESIDENTE. Ha ventisei secondi.
PARRINI (PD-IDP). Se non vengo interrotto, ventisei secondi mi bastano, altrimenti non mi bastano.
Concludo dicendo che è stato dedicato un francobollo a Italo Foschi, cioè a uno dei peggiori e più violenti esponenti dello squadrismo romano. Siamo finiti sul «Financial Times»; il ministro Urso, in preda all'imbarazzo, non ha partecipato… (Il microfono si disattiva automaticamente).
PRESIDENTE. La ringrazio, anche perché non ho capito la richiesta sull'ordine dei lavori. (Commenti in Aula). Senatore Parrini, io non ho paura della verità, ma lei si è preso tre minuti e non sono ancora riuscita a capire qual è la richiesta sull'ordine dei lavori. Facciamo così: io le do un minuto, se lei ce la fa va bene, altrimenti passo al voto. Chiedo alla maggioranza, per cortesia, di fare silenzio in questo minuto in cui finalmente capiremo qual è la richiesta sull'ordine fuori, perché io ancora non l'ho capita.
PARRINI (PD-IDP). Signora Presidente, volevo finire di spiegare che il ministro Urso, in preda a grave imbarazzo dopo l'uscita dell'articolo sul «Financial Times», ha deciso di non partecipare alla cerimonia di celebrazione di questo francobollo (con una decisione saggia che io apprezzo, perché sapersi vergognare è importante), ma non ha ancora ordinato l'incenerimento di quella emissione filatelica. Quel francobollo dedicato a uno squadrista deve essere incenerito e quindi la Presidente del Consiglio… (Il microfono si disattiva automaticamente.).
PRESIDENTE. La ringrazio, senatore, il suo intervento non aveva nulla a che fare con l'ordine dei lavori.
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 7.1074, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, fino alle parole: «nomina con».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 7.1075.
Passiamo all'esame dei subemendamenti all'emendamento del Governo 7.900.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.900/1.
ZAMPA (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Senatrice, su quale emendamento?
ZAMPA (PD-IDP). Sull'emendamento il cui numero è appena stato da lei enunciato, cioè l'emendamento 7.900/1.
PRESIDENTE. Sì, ripeto quello che ho detto: voi non avreste più tempo. Questo è l'ottavo minuto. Io le do un minuto.
ZAMPA (PD-IDP). Signora Presidente, la ringrazio, ci accontentiamo di un minuto per richiamare quest'Assemblea e anche i colleghi a una riflessione. Io non so se ci si sta rendendo conto del clima che accompagna questa riforma e anche di parole molto bugiarde che si sono sentite in quest'Aula, le più gravi delle quali sono arrivate dal Governo. Continuare a ripetere agli italiani che il ruolo del Presidente della Repubblica non viene toccato è una palese bugia, ma io credo che noi dobbiamo, prima di procedere, interrogarci davvero e provare a ricordarci quanto è valso in questi anni il ruolo e il peso che il Presidente della Repubblica ha messo nella soluzione e nella ricerca di soluzioni per questo Paese, non per la maggioranza.
MARTON (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARTON (M5S). Signora Presidente, adesso stiamo per votare l'emendamento del Governo 7.900, è corretto?
PRESIDENTE. Avevo detto: «passiamo all'esame dei subemendamenti all'emendamento del Governo 7.900».
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 7.900/1, presentato dal senatore Misiani e da altri senatori, fino alle parole: «accordino entro».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 7.900/2 a 7.900/5.
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 7.900/6, presentato dal senatore Meloni e da altri senatori, fino alle parole: «nuovo Presidente del Consiglio».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 7.900/7 a 7.900/16.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.900/17.
BEVILACQUA (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BEVILACQUA (M5S). Signor Presidente, ho bisogno di fare un passaggio, per il suo tramite, con i colleghi e le colleghe della maggioranza. Vorrei ricordare che il Governo ha giurato sulla Costituzione italiana antifascista, ma questa riforma scellerata, insieme a tutte le altre che abbiamo visto e che si ventilano (tipo l'attacco al potere giudiziario, che dev'essere sottoposto al controllo dell'Esecutivo; l'imbavagliamento del Parlamento, che con questa riforma viene sottoposto al potere esecutivo; la riduzione di tutte le prerogative della figura di garanzia che è il Presidente della Repubblica, sempre ad opera di questa riforma, che smantella tutta la Costituzione nei suoi pesi, contrappesi e bilanciamenti), mi sembra denoti un chiaro atteggiamento, nella pratica, fascista. (Applausi. Commenti).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.900/17, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.
Non è approvato.
MANCA (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCA (PD-IDP). Signor Presidente, chiedo, per suo tramite, ovviamente, al presidente Balboni di formalizzare almeno le scuse a quest'Assemblea. Siccome pochi minuti fa, nel suo intervento, ci ha accusati di essere strumentalizzati dai terroristi e dai mafiosi, voglio chiedere formalmente al presidente Balboni, che in quest'Aula dovrebbe essere anche il Presidente di una Commissione e dunque garante del rapporto con le opposizioni, di chiedere formalmente scusa a quest'Assemblea e soprattutto di chiedere a quest'Assemblea il ritiro di una espressione inaccettabile. (Applausi). Le voglio ricordare, Presidente, che noi abbiamo sempre fatto della lotta alla mafia e della legalità le nostre radici e i nostri princìpi. (Applausi). Non vorrei che stessimo interpretando questa modifica... (Il microfono si disattiva automaticamente).
PRESIDENTE.Grazie.
MANCA (PD-IDP). È una questione seria, che riguarda l'ordine dei lavori: le sto chiedendo semplicemente di intervenire in maniera ufficiale affinché siano smentite le accuse che ci sono state rivolte. Noi non abbiamo niente a che fare con queste aggressioni. (Applausi). Semmai, chi sta cambiando la Costituzione deve rileggersi che essa è stata fondata dalla lotta di liberazione, nella quale trova i principi di equilibrio dei poteri.
PRESIDENTE.Concluda.
MANCA (PD-IDP). Non vorrei tornare ad avere gerarchi e kapò in quest'Aula che usano gli strumenti dell'illegalità per accusare le opposizioni. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 7.900/18, presentato dal senatore Irto e da altri senatori, fino alle parole: «previa consultazione».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 7.900/19 a 7.900/22.
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 7.900/23, presentato dal senatore Franceschelli e da altri senatori, fino alle parole: «accordino entro».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 7.900/24 a 7.900/27.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.900/28.
PATUANELLI (M5S). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Lo fa a nome del Gruppo?
PATUANELLI (M5S). Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.
(La richiesta risulta appoggiata).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.900/28, presentato dai senatori Musolino e Borghi Enrico.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 7.900/29, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, fino alle parole: «Presidente del Consiglio dimissionario».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 7.900/30.
MAIORINO (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIORINO (M5S). Signor Presidente, voglio denunciare in quest'Aula quanto poco fa accaduto alla Camera dei deputati, perché è veramente di una violenza inaudita.
PRESIDENTE. Senatrice Maiorino, ma ciò non riguarda i nostri lavori. Siamo in Senato e non riguarda questi lavori. (Proteste).
Senatore Marton, lei questi gesti a me non li fa.
MAIORINO (M5S). Signor Presidente, la violenza in un'Aula parlamentare riguarda anche quest'Assemblea. La violenza avvenuta alla Camera dei deputati riguarda tutte le istituzioni e riguarda anche quest'Assemblea, che quindi è giusto che venga informata. (Applausi).
In un gesto dimostrativo, un deputato del MoVimento 5 Stelle ha semplicemente portato la bandiera, il tricolore, quello dei Fratelli d'Italia, al ministro Calderoli. Gli assistenti parlamentari, giustamente, sono intervenuti, ma poi sono arrivati i deputati della maggioranza a malmenarlo e picchiarlo ed è stato portato via in carrozzella. Questa è una violenza squadrista inaccettabile nelle Aule più sacre della democrazia. È questo è il vostro modo di comportarvi a tutti i livelli? È vergognoso! Questa violenza va arrestata e quest'arroganza va fermata. Riflettete e vergognatevi! (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.900/31, presentato dal senatore Patuanelli e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 7.900/32.
SIRONI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRONI (M5S). Signor Presidente, non mi arrendo e voglio rinnovare l'invito alla maggioranza alla riflessione. State abdicando ai vostri diritti di parlamentari, ma questo poco mi interesserebbe, se non fosse che la vostra abdicazione poi coinvolge tutto il resto dei parlamentari. Non è una cosa accettabile. Mi chiedo alla luce di quale obiettivo finale stiate abdicando ai vostri diritti, ai diritti del Parlamento italiano e, in ultima analisi, ai diritti di tutti gli italiani.
PATUANELLI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PATUANELLI (M5S). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 7.900/32, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori, fino alle parole: «a seguito».
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 7.900/33.
Metto ai voti l'emendamento 7.900/34, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.
Non è approvato.
BOCCIA (PD-IDP). Chiediamo la controprova.
PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.900/35, presentato dalla senatrice Zampa e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.900/36, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.900/37, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.900/38, presentato dal senatore Alfieri e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 7.900/39.
IRTO (PD-IDP). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Senatore Irto, lei non è Presidente di Gruppo, quindi dovrei chiedere se c'è l'appoggio, a meno che la richiesta non la faccia il presidente Boccia.
BOCCIA (PD-IDP). La faccio io, Presidente.
Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 7.900/39, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori, fino alle parole: «previa consultazione».
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 7.900/40 a 7.900/42.
Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 7.900/43.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.
(La richiesta risulta appoggiata).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 7.900/43, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori, fino alle parole «, sentiti».
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 7.900/44 a 7.900/46.
Metto ai voti l'emendamento 7.900/47, presentato dal senatore Calenda e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.900/48, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 7.900/49, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, fino alle parole: «i capoversi secondo».
Non è approvato.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 7.900/50.
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 7.900/51, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori, fino alle parole «accordino entro».
Non è approvato.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 7.900/52 e 7.900/53.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.900/54.
PERA (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PERA (FdI). Signor Presidente, ho già illustrato l'emendamento precedentemente, quindi mi rifaccio a quanto ho già dichiarato: si tratta di precisare meglio la scansione dei tempi.
Il premieriato vuole che, se c'è una mozione di sfiducia motivata, il Presidente della Repubblica sciolga il Parlamento.
Se c'è una dimissione volontaria oppure dimissioni a seguito di mancanza di fiducia su un provvedimento, il Presidente del Consiglio ha tre possibilità: la prima è che passi la mano, come abbiamo visto ha fatto fare nel Regno Unito. Ho capito che questo riferimento suscita dei pruriti, in particolare nel Gruppo PD e nel senatore Parrini, ma non ci si può far niente: se si accetta il sistema del premierato, questo è. Quando c'è crisi di Governo, si può passare la mano. Nel Regno Unito lo hanno fatto due volte nel corso di questa legislatura, oppure si può chiedere lo scioglimento del Parlamento al Presidente della Repubblica, che nel Regno Unito si chiama re.
Tutto questo presuppone la necessità di precisare meglio la scansione temporale che è la seguente: la prima fase - parlo sempre dei casi in cui il Governo si dimette non perché è stata approvata una mozione motivata di sfiducia - è quella in cui il Presidente viene in Parlamento e spiega le ragioni delle sue dimissioni, le ragioni della crisi. A questo punto si apre un dibattito sull'informativa del Presidente, finito il quale il Presidente ha sette giorni di tempo per andare dal Presidente della Repubblica ed esperire le tre possibilità.
Su questa scansione dei tempi è d'accordo il Governo ed è d'accordo il relatore. La prima fase è quella che ho chiamato parlamentarizzazione della crisi, che già sarebbe un grande risultato rispetto all'esperienza che abbiamo avuto in tutti questi anni dal dopoguerra. La seconda fase, invece, sono le decisioni del Presidente del Consiglio e le comunicazioni al Presidente della Repubblica.
La prima fase prevede l'informativa del Presidente del Consiglio. La domanda è: informativa su che cosa? Sulla crisi e sulle ragioni della crisi. È venuta a mancare la maggioranza e il Presidente del Consiglio, per ragioni sue insindacabili, decide di dimettersi. L'informativa, ovviamente, non riguarda le fasi successive (le quali possono essere scioglimento del Parlamento, reincarico oppure passaggio della mano), ma solo le ragioni della crisi.
Osservo che nel modo in cui è scritto il testo del Governo, che pure intende rispecchiare questa successione di fasi, esiste margine di ambiguità. Le lingue naturali hanno questi margini sempre. Non sono linguaggi simbolici e quindi hanno questo margine. Sembrerebbe, secondo un'interpretazione magari un po' forzata, che l'oggetto dell'informativa da parte del Presidente del Consiglio che si dimette sia la facoltà di chiedere lo scioglimento delle Camere, ciò che non è, non ha in mente il Governo e non ha in mente il relatore.
Allora ho riformulato la norma semplicemente in un italiano diverso, credo un po' più semplice, questa successione delle fasi: l'informativa del Presidente del Consiglio, nel caso di dimissioni, riguarda la natura delle dimissioni e le prospettive della crisi. Tutto qua. Penso che sia un emendamento neanche di sostanza, ma la riformulazione linguistica di un'espressione contenuta nel testo del Governo, che rispecchia lo stesso stato di cose, cioè la successione di fasi a cui ho fatto riferimento. Ecco perché raccomando questo emendamento.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente, prenderò soltanto pochi secondi per dire che ho presentato un emendamento identico a quello del senatore Pera, che lo ha illustrato molto meglio di quanto potrei fare io, quindi mi taccio, però mi associo naturalmente alle sue argomentazioni e alla richiesta al Governo e al relatore di accogliere questo emendamento perché, appunto, spiega meglio come si dovranno svolgere le fasi successive alla caduta del Governo, alle dimissioni, alla mozione o quant'altro.
LICHERI Ettore Antonio (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LICHERI Ettore Antonio (M5S). Signor Presidente, volevo dire per il suo tramite all'Assemblea e al senatore Pera che non è che sembrerebbe che nel corso dell'informativa il Premier venga qui e chieda lo scioglimento delle Camere; è così, senatore Pera, e in effetti è vero. In questo momento abbiamo l'eventualità, a meno che non vogliate porvi rimedio, che effettivamente ci sia un passaggio nelle Camere e nel corso dell'informativa, se non differenziamo ovviamente i due iter, scatta la procedura di scioglimento delle Camere. Non sembrerebbe: è. (Applausi).
ALFIERI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFIERI (PD-IDP). Signor Presidente, intervengo solo per dire due cose. La prima è che è evidente che, così com'è scritto, l'informativa riguarda il potere di scioglimento e non la parlamentarizzazione della crisi. Mi sembra abbastanza evidente. Quello che chiede il presidente Pera è una questione di buonsenso e non capiamo il motivo per cui il Governo insista con un parere negativo; non lo capiamo per la forma, non lo capiamo per il contenuto e non lo capiamo soprattutto perché rileviamo anche una mancanza di rispetto per una persona che è stata Presidente del Senato e che cerca di contribuire al miglioramento di una riforma pasticciata. Ammiriamo lo sforzo del presidente Pera. Mi sa che questa è davvero una missione impossibile.
PRESIDENTE. Il relatore e il Governo confermano la loro posizione, pertanto i loro pareri restano contrari.
BOCCIA (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BOCCIA (PD-IDP). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico, a nome del Gruppo Partito Democratico.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.900/54, presentato dal senatore Pera, identico all'emendamento 7.900/55, presentato dal senatore Scalfarotto.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Metto ai voti l'emendamento 7.900/56, presentato dal senatore Cataldi e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.900/57, presentato dal senatore Giorgis e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 7.900/58.
SIRONI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRONI (M5S). Signora Presidente, l'emendamento che aveva proposto il presidente Pera è assolutamente di buonsenso. Ho notato che è stato condiviso da sei parlamentari della maggioranza. Evidentemente, tra i parlamentari di maggioranza, abbiamo sei teste pensanti. (Applausi).
PRESIDENTE. Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 7.900/58, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori, fino alle parole: «riferisce alle Camere».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 7.900/59.
Metto ai voti l'emendamento 7.900/60, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 7.900/61, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 7.900/62, presentato dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, fino alle parole: «con la seguente».
Non è approvata.
Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 7.900/63 a 7.900/149.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.900/150.
Verifica del numero legale
PATUANELLI (M5S). Signora Presidente, in questi lunghi giorni di discussione sulla riforma cosiddetta del premierato, ho chiesto spesso la verifica del numero legale e diciamo che mi è andata spesso abbastanza bene. Volevo dare soddisfazione, perché vedo la maggioranza molto compatta in Aula. Volevo chiedere la verifica del numero legale, sapendo che c'è, per dare soddisfazione alla maggioranza del fatto che per una volta è in Aula. (Applausi).
PRESIDENTE. È un bel modo di perdere tempo.
Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato è in numero legale. (Applausi). Lei ha perso qualche minuto.
Ripresa della discussione dei disegni di legge costituzionale nn. 935 e 830
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 7.900/150, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.900/51.
DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Chiediamo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori.
(La richiesta risulta appoggiata).
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.900/151, presentato dalla senatrice Maiorino e da altri senatori.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Rinvio il seguito della discussione dei disegni di legge in titolo ad altra seduta.
Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno
PATTON (Aut (SVP-PATT, Cb)). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. (Brusio).
Invito l'Assemblea al silenzio, così da consentire al senatore Patton di svolgere il suo intervento.
PATTON (Aut (SVP-PATT, Cb)). Signor Presidente, voglio ricordare in quest'Aula il senatore Alberto Robol, scomparso a Trento lo scorso 29 maggio.
Robol ha cominciato a fare politica da giovanissimo nelle file della Democrazia Cristiana, ricoprendo tutti gli incarichi del movimento giovanile, fino alla segreteria provinciale. Tra i fondatori del Partito Popolare Italiano, ne è stato segretario provinciale.
Nel 1998 viene eletto in Consiglio provinciale, incarico che poi lascia una volta proclamato senatore nel 1991. Da quel momento, siederà tra questi banchi per tre legislature, fino al 2001.
Per molti anni Robol è stato uno dei protagonisti della tradizione cattolico-democratica del Trentino, che ha declinato attraverso una politica dell'ascolto, della costante apertura al dialogo in proposte mai banali e in visioni sempre lungimiranti.
Grande oratore, ha appassionato generazioni di giovani alla politica, anche attraverso il gruppo Don Milani di Trento, in cui si sono formati diversi esponenti politici divenuti poi parlamentari in rappresentanza del Trentino e in vari partiti. Ha certamente contribuito alla trasformazione culturale ed economica del Trentino fin dai primi anni Sessanta nel mito di John Fitzgerald Kennedy, di cui era un grande estimatore, e lo ha saputo fare in anni di profondi cambiamenti che, come sappiamo, impattarono in maniera molto forte sull'esperienza dei cattolici in politica.
Robol non subì però passivamente questi cambiamenti. Da uomo cresciuto alla scuola di Aldo Moro, che considerava il suo maestro politico e il riferimento ideale, ne colse il senso e accettò la sfida per rinverdirli nell'idea che era finito sì il partito dei cattolici, ma non erano finite la funzione e le ragioni storiche del loro ruolo in politica.
Chiusa l'esperienza nelle istituzioni, il suo impegno per la comunità è proseguito per ben diciassette anni come reggente della Fondazione Opera Campana dei caduti, dando lustro e prospettiva internazionale a questa importante istituzione di pace del nostro territorio.
I tanti messaggi di cordoglio di questi giorni e il ricordo delle persone a lui vicine, degli amici come degli avversari politici, sono la cifra delle sue qualità politiche, umane e culturali. Il Trentino ha perso una figura preziosa, ha perso un uomo di pace e quante ce ne vorrebbero adesso di figure come Alberto Robol, in un tempo nel quale, anche nella nostra Europa, la pace ha smesso di essere il bene supremo.
Per questo lo piangiamo e ci stringiamo al dolore dei suoi cari e dei tantissimi che gli hanno voluto bene. (Applausi).
PRESIDENTE. La Presidenza si associa al ricordo e al cordoglio da lei espresso.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di giovedì 13 giugno 2024
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 13 giugno, alle ore 10, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 20,05).
Allegato A
DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE
Modifiche alla parte seconda della Costituzione per l'elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri, il rafforzamento della stabilità del Governo e l'abolizione della nomina dei senatori a vita da parte del Presidente della Repubblica (935)
________________
N.B. Per gli emendamenti già esaminati si rinvia all'Elenco cronologico dei Resoconti, sedute nn. 192, 193, 194, 195 e 196.
ARTICOLO 5 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE
Art. 5.
Approvato
(Modifica dell'articolo 92 della Costituzione)
1. L'articolo 92 della Costituzione è sostituito dal seguente:
« Art. 92. - Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
Il Presidente del Consiglio è eletto a suffragio universale e diretto per cinque anni, per non più di due legislature consecutive, elevate a tre qualora nelle precedenti abbia ricoperto l'incarico per un periodo inferiore a sette anni e sei mesi. Le elezioni delle Camere e del Presidente del Consiglio hanno luogo contestualmente.
La legge disciplina il sistema per l'elezione delle Camere e del Presidente del Consiglio, assegnando un premio su base nazionale che garantisca una maggioranza dei seggi in ciascuna delle Camere alle liste e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio, nel rispetto del principio di rappresentatività e di tutela delle minoranze linguistiche.
Il Presidente del Consiglio è eletto nella Camera nella quale ha presentato la candidatura.
Il Presidente della Repubblica conferisce al Presidente del Consiglio eletto l'incarico di formare il Governo; nomina e revoca, su proposta di questo, i ministri ».
EMENDAMENTI
5.2134
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, capoverso art. 92, sostituire le parole: "assegnando un premio su base nazionale che garantisca una" con le seguenti: "che garantisca la".
Conseguentemente, al medesimo comma, dopo la parola: "rappresentatività" inserire la seguente: ", proporzionalità"
5.2135
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, capoverso art. 92, dopo le parole: "assegnando un premio su base nazionale" inserire le seguenti: "al raggiungimento di una soglia minima di voti".
5.2136
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Respinto
Al comma 1, capoverso "Art. 92", al terzo comma, dopo le parole: "assegnando un premio su base nazionale" aggiungere le seguenti: "non superiore al 5%".
5.2156 (testo 2) (già 3.2000/446)
Basso, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma, dopo le parole: «e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio», inserire le seguenti: «, a condizione che le liste abbiano ottenuto almeno il 54 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 52 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'89 per cento degli aventi diritto».
5.2158 (testo 2) (già 3.2000/449)
Irto, Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma, dopo le parole: «e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio», inserire le seguenti: «, a condizione che le liste abbiano ottenuto almeno il 54 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 52 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'88 per cento degli aventi diritto».
5.2162 (testo 2) (già 3.2000/452)
Misiani, Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma, dopo le parole: «e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio», inserire le seguenti: «, a condizione che le liste abbiano ottenuto almeno il 54 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 52 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'86 per cento degli aventi diritto».
5.2165 (testo 2) (già 3.2000/454)
Rossomando, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma, dopo le parole: «e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio», inserire le seguenti: «, a condizione che le liste abbiano ottenuto almeno il 54 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 52 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'85 per cento degli aventi diritto».
5.2208 (testo 2) (già 3.778)
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma, dopo le parole: «e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio», inserire le seguenti: «a condizione che le liste abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 52 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'82 per cento degli aventi diritto».
5.2194 (testo 2) (già 3.766)
Basso, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma, dopo le parole: «e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio», inserire le seguenti: «, a condizione che le liste abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'89 per cento degli aventi diritto».
5.2196 (testo 2) (già 3.768)
Nicita, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma, dopo le parole: «e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio», inserire le seguenti: «a condizione che le liste abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'88 per cento degli aventi diritto».
5.2199 (testo 2) (già 3.770)
Martella, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma, dopo le parole: «e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio», inserire le seguenti: «a condizione che le liste abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'87 per cento degli aventi diritto».
5.2201 (testo 2) (già 3.771)
Rossomando, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma, dopo le parole: «e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio», inserire le seguenti: «a condizione che le liste abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'86 per cento degli aventi diritto».
5.2203 (testo 2) (già 3.774)
Rossomando, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma, dopo le parole: «e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio», inserire le seguenti: «a condizione che le liste abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'85 per cento degli aventi diritto».
5.2169 (testo 2) (già 3.2000/459)
Bazoli, Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma, dopo le parole: «e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio», inserire le seguenti: «, a condizione che le liste abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'82 per cento degli aventi diritto».
5.2164 (testo 2) (già 3.2000/455)
Franceschelli, Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma, dopo le parole: «e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio», inserire le seguenti: «, a condizione che le liste abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 52 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'85 per cento degli aventi diritto».
5.2202 (testo 3) (già 3.775)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma, dopo le parole: «e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio», inserire le seguenti «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'85 per cento degli aventi diritto».
Conseguentemente, sopprimere il quarto comma.
5.2137
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, capoverso art. 92, dopo le parole: "ai candidati collegati al Presidente del Consiglio" inserire le seguenti: "ed eviti la sovra-rappresentazione delle liste di maggioranza relativa".
5.2141 (testo 2) (già 3.703)
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma sostituire le parole da: «rappresentatività» fino alla fine del comma con le parole: «rappresentanza delle minoranze linguistiche».
Conseguentemente, al medesimo capoverso «Art. 92», sopprimere il comma quarto.
5.2138 (già 3.2000/440)
Sensi, Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Al comma 1, capoverso "Art. 92", al terzo comma, sostituire la parola: «rappresentatività» con le seguenti: «in modo da garantire adeguata rappresentanza del pluralismo sociale e politico».
5.2139 (testo 2) (già 3.702)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma sostituire la parola: «rappresentatività» con le parole: «rappresentanza proporzionale».
Conseguentemente, al medesimo capoverso «Art. 92», sopprimere il comma quarto.
5.2140 (già 3.2000/443)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso "Art. 92", al terzo comma, sostituire la parola: «rappresentatività» con le seguenti: «rappresentanza proporzionale».
5.2143 (testo 2) (già 3.704)
Misiani, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma sostituire la parola: «rappresentatività» con le parole: «rappresentanza di entrambi i generi».
Conseguentemente, al medesimo capoverso «Art. 92», sopprimere il comma quarto.
5.2142 (già 3.2000/442)
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Al comma 1, capoverso "Art. 92", al terzo comma, sostituire la parola: «rappresentatività» con le seguenti «adeguata rappresentanza delle minoranze».
5.2144 (già 3.2000/441)
D'Elia, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa, De Cristofaro, Maiorino, Patton
Respinto
Al comma 1, capoverso "Art. 92", al terzo comma, sostituire la parola: «rappresentatività» con le seguenti «adeguata rappresentanza di entrambi i generi.».
5.2145
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, capoverso art. 92, dopo le parole: "del principio di rappresentatività" inserire le seguenti: ", della parità di genere".
5.2146
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, capoverso art. 92, dopo le parole: "del principio di rappresentatività" inserire le seguenti: ", di eguaglianza del voto".
5.2147
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, capoverso art. 92, dopo le parole: "del principio di rappresentatività" inserire le seguenti: ", di garanzia delle opposizioni".
5.2148
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, capoverso art. 92, dopo le parole: "del principio di rappresentatività" inserire le seguenti: ", politica e territoriale,".
5.2149
Cataldi, Maiorino, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al comma terzo sostituire le parole: "e di tutela delle minoranze linguistiche" con le seguenti: ", di tutela delle minoranze linguistiche e delle opposizioni".
5.2150
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, capoverso art. 92, dopo le parole: "delle minoranze linguistiche" inserire le seguenti: ", prevedendo, altresì, adeguate forme di coordinamento con il principio di elettività su base regionale del Senato".
5.2151
Cataldi, Maiorino, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, capoverso art. 92, dopo le parole: "e di tutela delle minoranze linguistiche." inserire le seguenti: "La legge disciplina, altresì, il concorso all'elezione del Presidente del Consiglio degli italiani residenti all'estero in funzione del rapporto tra il numero di elettori e il numero dei seggi della circoscrizione Estero, assicurando l'effettività della personalità, liberà e segretezza del voto.".
5.2152
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, capoverso art. 92, dopo le parole: "e di tutela delle minoranze linguistiche." inserire le seguenti: "La legge disciplina le cause di decadenza, incandidabilità e ineleggibilità alla carica di Presidente del Consiglio, ferma restando la disciplina vigente per le cariche elettive e di governo.".
5.2153
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, capoverso art. 92, dopo le parole: "e di tutela delle minoranze linguistiche." inserire le seguenti: "Tenuto conto di quanto disposto dall'articolo 48, la legge disciplina, altresì, le modalità di partecipazione al voto dei cittadini italiani residenti all'estero relativamente all'elezione del Presidente del Consiglio.".
5.2193 (testo 2) (già 3.764)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno il 90 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2195 (testo 2) (già 3.765)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'89 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2197 (testo 2) (già 3.767)
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'88 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2198 (testo 2) (già 3.769)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'87 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2200 (testo 2) (già 3.772)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'86 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2204 (testo 2) (già 3.773)
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'85 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2205 (testo 2) (già 3.776)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'84 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2206 (testo 2) (già 3.777)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'83 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2207 (testo 2) (già 3.779)
D'Elia, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'82 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2209 (testo 2) (già 3.780)
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'81 per cento degli aventi diritto». e sopprimere il quarto comma.
5.2210 (testo 2) (già 3.781)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 50 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'80 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2211 (testo 2) (già 3.782)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno il 90 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2212 (testo 2) (già 3.783)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'89 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2214 (testo 2) (già 3.784)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'88 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2215 (testo 2) (già 3.785)
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'87 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2216 (testo 2) (già 3.786)
Basso, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'86 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2217 (testo 2) (già 3.787)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'85 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2218 (testo 2) (già 3.788)
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'84 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2219 (testo 2) (già 3.789)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'83 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2220 (testo 2) (già 3.790)
Bazoli, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'82 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2221 (testo 2) (già 3.791)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'81 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2222 (testo 2) (già 3.792)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'80 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2223 (testo 2) (già 3.793)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno il 90 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2224 (testo 2) (già 3.794)
Lorenzin, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'89 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2225 (testo 2) (già 3.795)
Verducci, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'88 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2226 (testo 2) (già 3.796)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'87 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2227 (testo 2) (già 3.797)
Sensi, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'86 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2228 (testo 2) (già 3.798)
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'85 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2229 (testo 2) (già 3.799)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'84 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2230 (testo 2) (già 3.800)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'83 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2231 (testo 2) (già 3.801)
Zambito, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'82 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2232 (testo 2) (già 3.802)
Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'81 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2233 (testo 2) (già 3.803)
Camusso, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'80 per cento degli aventi diritto» e sopprimere il quarto comma.
5.2154 (già 3.2000/445)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno il 90 per cento degli aventi diritto».
5.2155 (già 3.2000/447)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'89 per cento degli aventi diritto».
5.2157 (già 3.2000/448)
Verducci, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'88 per cento degli aventi diritto».
5.2159 (già 3.2000/451)
Giacobbe, Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'87 per cento degli aventi diritto».
5.2160 (già 3.2000/450)
Martella, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'87 per cento degli aventi diritto».
5.2161 (già 3.2000/453)
Rossomando, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'86 per cento degli aventi diritto».
5.2163 (già 3.2000/456)
Franceschini, Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'85 per cento degli aventi diritto».
5.2166 (già 3.2000/457)
Crisanti, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'84 per cento degli aventi diritto».
5.2167 (già 3.2000/458)
Delrio, Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'83 per cento degli aventi diritto».
5.2168 (già 3.2000/460)
D'Elia, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'82 per cento degli aventi diritto».
5.2170 (già 3.2000/461)
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'81 per cento degli aventi diritto».
5.2171 (già 3.2000/462)
Giacobbe, Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 53 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 50 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'80 per cento degli aventi diritto».
5.2172 (già 3.2000/463)
La Marca, Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno il 90 per cento degli aventi diritto».
5.2173 (già 3.2000/464)
Furlan, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'89 per cento degli aventi diritto».
5.2174 (già 3.2000/466)
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'87 per cento degli aventi diritto».
5.2175 (già 3.2000/467)
Basso, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'86 per cento degli aventi diritto».
5.2176 (già 3.2000/468)
Zampa, Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'85 per cento degli aventi diritto».
5.2177 (già 3.2000/469)
Losacco, Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'84 per cento degli aventi diritto».
5.2178 (già 3.2000/470)
Crisanti, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'83 per cento degli aventi diritto».
5.2179 (già 3.2000/471)
Bazoli, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'82 per cento degli aventi diritto».
5.2180 (già 3.2000/472)
Franceschini, Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'81 per cento degli aventi diritto».
5.2181 (già 3.2000/473)
D'Elia, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'80 per cento degli aventi diritto».
5.2182 (già 3.2000/474)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Al comma 1, capoverso "Art. 92", al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno il 90 per cento degli aventi diritto».
5.2183 (già 3.2000/475)
Lorenzin, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso "Art. 92", al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'89 per cento degli aventi diritto».
5.2184 (già 3.2000/476)
Verducci, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso "Art. 92", al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'88 per cento degli aventi diritto».
5.2185 (già 3.2000/477)
Rojc, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso "Art. 92", al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'87 per cento degli aventi diritto».
5.2186 (già 3.2000/478)
Sensi, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso "Art. 92", al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'86 per cento degli aventi diritto».
5.2187 (già 3.2000/479)
Camusso, Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso "Art. 92", al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'85 per cento degli aventi diritto».
5.2188 (già 3.2000/480)
Misiani, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso "Art. 92", al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'84 per cento degli aventi diritto».
5.2189 (già 3.2000/481)
Rando, Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso "Art. 92", al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'83 per cento degli aventi diritto».
5.2190 (già 3.2000/482)
Zambito, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso "Art. 92", al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'82 per cento degli aventi diritto».
5.2191 (già 3.2000/483)
Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso "Art. 92", al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'81 per cento degli aventi diritto».
5.2192 (già 3.2000/484)
Camusso, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, capoverso "Art. 92", al terzo comma aggiungere in fine le seguenti parole: «, a condizione che le stesse abbiano ottenuto la maggioranza assoluta degli aventi diritto e che abbia partecipato al voto almeno l'80 per cento degli aventi diritto».
5.2213 (già 3.2000/465)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Al comma 1, capoverso «Art. 92», terzo comma, aggiungere in fine le seguenti parole: «a condizione che le stesse abbiano ottenuto almeno il 52 per cento dei voti, corrispondenti ad almeno il 51 per cento degli aventi diritto e che abbia partecipato almeno l'88 per cento degli aventi diritto».
5.2234
Cataldi, Maiorino, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Il premio di maggioranza non può essere assegnato a chi non abbia raggiunto almeno il 45 per cento dei voti validi.».
5.2235
Cataldi, Maiorino, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Il premio di maggioranza non può essere assegnato a chi non abbia raggiunto almeno il 44 per cento dei voti validi.».
5.2236
Cataldi, Maiorino, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Il premio di maggioranza non può essere assegnato a chi non abbia raggiunto almeno il 43 per cento dei voti validi.».
5.2237
Cataldi, Maiorino, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Precluso
Al comma 1, capoverso «Art. 92», al terzo comma aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Il premio di maggioranza non può essere assegnato a chi non abbia raggiunto almeno il 42 per cento dei voti validi».
5.2238 (già 3.804)
Camusso, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Al comma 1, capoverso «Art. 92», sopprimere il quarto comma.
5.2242
Cataldi, Maiorino, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Id. em. 5.2238
Al comma 1, capoverso Art.92, sopprimere il comma quarto.
5.2243
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, capoverso art. 92, dopo le parole: "nella quale ha" inserire la seguente: "eventualmente".
5.2244
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, capoverso art. 92, dopo le parole: "ha presentato la candidatura" inserire le seguenti: "nel caso abbia scelto di candidarsi anche come parlamentare".
5.2245
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, capoverso «Art. 92», comma 4, dopo le parole: "ha presentato la candidatura." inserire le seguenti: "Il Presidente del Consiglio eletto al momento della nomina è sospeso dalla carica di parlamentare ed al suo posto subentra in sostituzione il primo dei non eletti. I regolamenti parlamentari disciplinano il subentro del Presidente del Consiglio in caso di cessazione di tale carica.".
5.2246
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, capoverso art. 92, dopo le parole: "ha presentato la candidatura." inserire le seguenti: "La legge disciplina le forme di coordinamento tra la candidatura a Presidente del Consiglio e la candidatura a parlamentare.".
5.2247 (già 3.813)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Al comma 1, capoverso «Art. 92», sostituire il quinto comma con il seguente: «Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.».
5.2249
Cataldi, Maiorino, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, capoverso «Art. 92», sostituire il quinto comma con il seguente: "Il Presidente della Repubblica nomina e revoca, su proposta del Presidente del Consiglio, i ministri.".
5.2250
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, capoverso art. 92, sostituire le parole: "Il Presidente della Repubblica conferisce al Presidente del Consiglio eletto l'incarico di formare il Governo; nomina e revoca, su proposta di questo, i ministri." con le seguenti: "Il Presidente della Repubblica conferisce al Presidente del Consiglio l'incarico di formare il Governo. Il Presidente della Repubblica nomina e revoca, su proposta del Presidente del Consiglio, i ministri.".
5.2251
Rojc, Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Al comma 1, capoverso «Art. 92», quinto comma, dopo le parole "Presidente del Consiglio" inserire le seguenti "dei ministri".
5.2252
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Respinto
Al comma 1, capoverso «Art. 92», aggiungere infine il seguente comma:
"Le controversie concernenti l'elezione del Presidente del Consiglio, promosse con ricorso diretto firmato da almeno dieci tra deputati e senatori, sono decise dalla Corte costituzionale".
5.2253
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Respinto
Dopo il comma 1 aggiungere il comma seguente:
"2. All'art. 66 Costituzione dopo il primo è aggiunto il seguente comma:
"Sui titoli di ammissione, le cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità, e ogni altra controversia concernente l'elezione del Presidente del Consiglio giudica la Corte costituzionale, nei casi e nei modi stabiliti dalla legge".
ARTICOLO 6 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE
Art. 6.
Approvato
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « e salvo il premio su base nazionale previsto dall'articolo 92 ».
EMENDAMENTI
6.1000
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Sopprimere l'articolo.
6.1002
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Id. em. 6.1000
Sopprimere l'articolo
6.1004 (già 3.0.2000/32)
Giorgis, Lorenzin, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei due terzi in modo da assicurare una soglia minima di almeno cinque senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1005 (già 3.0.2000/33)
Manca, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei due terzi in modo da assicurare una soglia minima di almeno quattro senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1006 (già 3.0.2000/34)
Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei due terzi in modo da assicurare una soglia minima di almeno tre senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1007 (già 3.0.2000/35)
Franceschini, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei due terzi in modo da assicurare una soglia minima di almeno due senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1008 (già 3.0.2000/36)
Sensi, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei due terzi in modo da assicurare ad ogni Regione un senatore per centonovantamila abitanti o per frazione superiore a centoventimila».".
6.1009 (già 3.0.2000/37)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei due terzi in modo da assicurare ad ogni Regione un senatore per duecentomila abitanti o per frazione superiore a centomila».".
6.1010 (già 3.0.2000/30)
Losacco, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei due terzi, in modo da assicurare l'equilibrata rappresentanza delle diverse Regioni e».".
6.1011 (già 3.0.2000/31)
Malpezzi, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei due terzi in modo da non pregiudicare l'adeguata rappresentanza delle Regioni meno popolate e».".
6.1012 (già 3.0.2000/29)
Furlan, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge, approvata dalle Camere a maggioranza dei due terzi e».".
6.1013 (già 3.0.2000/22)
Giorgis, Basso, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata in modo da assicurare una soglia minima di almeno due senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1014 (già 3.0.2000/45)
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei tre quinti dei votanti in modo da assicurare una soglia minima di almeno cinque senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1015 (già 3.0.2000/47)
Tajani, Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei tre quinti dei votanti in modo da assicurare una soglia minima di almeno quattro senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1016 (già 3.0.2000/49)
Alfieri, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei tre quinti dei votanti in modo da assicurare una soglia minima di almeno tre senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1017 (già 3.0.2000/54)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verini, Verducci, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei tre quinti dei votanti in modo da assicurare ad ogni Regione un senatore per trecentomila abitanti o per frazione superiore a centocinquantamila».".
6.1018 (già 3.0.2000/52)
Rojc, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei tre quinti dei votanti in modo da assicurare ad ogni Regione un senatore per duecentomila abitanti o per frazione superiore a centomila».".
6.1019 (già 3.0.2000/43)
Sensi, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei tre quinti dei votanti, in modo da assicurare l'equilibrata rappresentanza delle diverse Regioni e».".
6.1020 (già 3.0.2000/42)
Martella, Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei tre quinti dei votanti in modo da non pregiudicare l'adeguata rappresentanza delle Regioni meno popolate e».".
6.1021 (già 3.0.2000/39)
Irto, Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge, approvata dalle Camere a maggioranza dei tre quinti dei votanti e».".
6.1022 (già 3.0.2000/38)
Nicita, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge, approvata dalle Camere a maggioranza dei tre quinti e».".
6.1023 (già 3.0.2000/40)
La Marca, Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rojc, Rando, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei tre quinti, in modo da assicurare l'equilibrata rappresentanza delle diverse Regioni e».".
6.1024 (già 3.0.2000/44)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei tre quinti in modo da assicurare una soglia minima di almeno cinque senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1025 (già 3.0.2000/46)
Misiani, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei tre quinti in modo da assicurare una soglia minima di almeno quattro senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1026 (già 3.0.2000/48)
Verducci, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei tre quinti in modo da assicurare una soglia minima di almeno tre senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1027 (già 3.0.2000/50)
Misiani, Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei tre quinti in modo da assicurare una soglia minima di almeno due senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1028 (già 3.0.2000/53)
Tajani, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei tre quinti in modo da assicurare ad ogni Regione un senatore per duecentocinquantamila abitanti o per frazione superiore a centotrentamila».".
6.1029 (già 3.0.2000/51)
Martella, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei tre quinti in modo da assicurare ad ogni Regione un senatore per duecentomila abitanti o per frazione superiore a centomila».".
6.1030 (già 3.0.2000/41)
Rossomando, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza dei tre quinti in modo da non pregiudicare l'adeguata rappresentanza delle Regioni meno popolate e».".
6.1031 (già 3.0.2000/57)
D'Elia, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma 1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza assoluta in modo da assicurare una soglia minima di almeno cinque senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1032 (già 3.0.2000/58)
Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza assoluta in modo da assicurare una soglia minima di almeno quattro senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1033 (già 3.0.2000/59)
Verini, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza assoluta in modo da assicurare una soglia minima di almeno tre senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1034 (già 3.0.2000/60)
Basso, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza assoluta in modo da assicurare una soglia minima di almeno due senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1035 (già 3.0.2000/62)
Nicita, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Rando, Rossomando, Rojc, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza assoluta in modo da assicurare ad ogni Regione un senatore per duecentotrentamila abitanti o per frazione superiore a centodiecimila».".
6.1036 (già 3.0.2000/61)
Malpezzi, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza assoluta in modo da assicurare ad ogni Regione un senatore per duecentomila abitanti o per frazione superiore a centomila».".
6.1037 (già 3.0.2000/55)
Zambito, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza assoluta, in modo da assicurare l'equilibrata rappresentanza delle diverse Regioni e».".
6.1038 (già 3.0.2000/56)
Zampa, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge approvata a maggioranza assoluta in modo da non pregiudicare l'adeguata rappresentanza delle Regioni meno popolate e».".
6.1039 (già 3.0.2000/63)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite con legge, approvata dalle Camere a maggioranza assoluta e».".
6.1040 (già 3.0.2000/11)
Camusso, Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite dalla legge in modo da assicurare l'equilibrata rappresentanza delle diverse Regioni e»".
6.1041 (già 3.0.2000/14)
Irto, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite dalla legge in modo da assicurare una soglia minima di almeno cinque senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1042 (già 3.0.2000/16)
Giorgis, Camusso, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite dalla legge in modo da assicurare una soglia minima di almeno quattro senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1043 (già 3.0.2000/19)
Franceschini, Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite dalla legge in modo da assicurare una soglia minima di almeno tre senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1044 (già 3.0.2000/20)
Delrio, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite dalla legge in modo da assicurare una soglia minima di almeno due senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1045 (già 3.0.2000/27)
La Marca, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite dalla legge in modo da assicurare ad ogni Regione un senatore per duecentomila abitanti o per frazione superiore a centomila».".
6.1046 (già 3.0.2000/28)
Parrini, Giorgis, Rojc, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite dalla legge in modo da assicurare ad ogni Regione un senatore per centocinquantamila abitanti o per frazione superiore a novantamila».".
6.1047 (già 3.0.2000/12)
Crisanti, Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «secondo le modalità stabilite dalla legge in modo da non pregiudicare l'adeguata rappresentanza delle Regioni meno popolate e».".
6.1048 (già 3.0.2000/1)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
«Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: "regionale" sono inserite le seguenti: "secondo le modalità stabilite dalla legge e"».
6.1049 (già 3.0.2000/15)
D'Elia, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «in modo da assicurare una soglia minima di almeno cinque senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1050 (già 3.0.2000/17)
Fina, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «in modo da assicurare una soglia minima di almeno quattro senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1051 (già 3.0.2000/18)
Franceschelli, Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «in modo da assicurare una soglia minima di almeno tre senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1052 (già 3.0.2000/21)
Furlan, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «in modo da assicurare una soglia minima di almeno due senatori eletti in ciascuna Regione e».".
6.1053 (già 3.0.2000/23)
Lorenzin, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «in modo da assicurare ad ogni Regione un senatore per duecentomila abitanti o per frazione superiore a centocinquantamila».".
6.1054 (già 3.0.2000/24)
Meloni, Nicita, Giorgis, Parrini, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «in modo da assicurare ad ogni Regione un senatore per trecentomila abitanti o per frazione superiore a centocinquantamila».".
6.1055 (già 3.0.2000/25)
Giacobbe, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «in modo da assicurare ad ogni Regione un senatore per duecentomila abitanti o per frazione superiore a centomila».".
6.1056 (già 3.0.2000/26)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «in modo da assicurare ad ogni Regione un senatore per duecentomila abitanti o per frazione superiore a centomila».".
6.1057 (già 3.0.2000/8)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «assicurando la presenza di rappresentanti delle minoranze linguistiche e»".
6.1058 (già 3.0.2000/7)
Fina, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «assicurando un diritto di tribuna ai rappresentanti delle minoranze linguistiche e»".
6.1059 (già 3.0.2000/13)
Bazoli, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «assicurando l'adeguata rappresentanza dei partiti politici e».".
6.1060 (già 3.0.2000/5)
Rojc, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «garantendo l'adeguata rappresentanza delle minoranze linguistiche e»".
6.1061 (già 3.0.2000/8)
Franceschelli, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa, De Cristofaro
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «garantendo l'adeguata rappresentanza dei territori montani e»".
6.1062 (già 3.0.2000/10)
Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa, De Cristofaro
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «garantendo l'adeguata rappresentanza dei territori insulari e»".
6.1063 (già 3.0.2000/9)
Furlan, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa, De Cristofaro
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «garantendo l'adeguata rappresentanza delle aree interne e».".
6.1064 (già 3.0.2000/2)
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Sostituire l'articolo con il seguente:
«Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: "regionale" sono inserite le seguenti: "nel rispetto del principio pluralistico e"».
6.1065 (già 3.0.2000/3)
Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Sostituire l'articolo con il seguente:
«Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: "regionale" sono inserite le seguenti: "nel rispetto del pluralismo territoriale e"».
6.1066 (già 3.0.2000/4)
Alfieri, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, dopo la parola: «regionale» sono inserite le seguenti: «nel rispetto delle autonomie territoriali e»".
6.1067
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 5%».
6.1068
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,99%».
6.1069
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,98%».
6.1070
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,97%».
6.1071
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,96%».
6.1072
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,95%».
6.1073
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,94%».
6.1074
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,93%».
6.1075
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,92%».
6.1076
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,91%».
6.1077
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,9%».
6.1078
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,89%».
6.1079
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,88%».
6.1080
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,87%».
6.1081
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,86%».
6.1082
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,85%».
6.1083
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,84%».
6.1084
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,83%».
6.1085
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,82%».
6.1086
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,81%».
6.1087
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,8%».
6.1088
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,79%».
6.1089
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,78%».
6.1090
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,77%».
6.1091
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,76%».
6.1092
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,75%».
6.1093
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,74%».
6.1094
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,73%».
6.1095
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,72%».
6.1096
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,71%».
6.1097
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,7%».
6.1098
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,69%».
6.1099
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,68%».
6.1100
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,67%».
6.1101
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,66%».
6.1102
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,65%».
6.1103
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,64%».
6.1104
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,63%».
6.1105
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,62%».
6.1106
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,61%».
6.1107
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,6%».
6.1108
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,59%».
6.1109
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,58%».
6.1110
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,57%».
6.1111
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,56%».
6.1112
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,55%».
6.1113
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,54%».
6.1114
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,53%».
6.1115
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,52%».
6.1116
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,51%».
6.1117
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,5%».
6.1118
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,49%».
6.1119
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,48%».
6.1120
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,47%».
6.1121
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,46%».
6.1122
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,45%».
6.1123
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,44%».
6.1124
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,43%».
6.1125
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,42%».
6.1126
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,41%».
6.1127
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,4%».
6.1128
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,39%».
6.1129
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,38%».
6.1130
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,37%».
6.1131
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,36%».
6.1132
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,35%».
6.1133
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,34%».
6.1134
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,33%».
6.1135
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,32%».
6.1136
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,31%».
6.1137
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,3%».
6.1138
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,29%».
6.1139
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,28%».
6.1140
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,27%».
6.1141
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,26%».
6.1142
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,25%».
6.1143
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,24%».
6.1144
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,23%».
6.1145
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,22%».
6.1146
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,21%».
6.1147
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,2%».
6.1148
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,19%».
6.1149
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,18%».
6.1150
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
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Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,17%».
6.1151
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,16%».
6.1152
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,15%».
6.1153
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,14%».
6.1154
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,13%».
6.1155
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,12%».
6.1156
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,11%».
6.1157
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,1%».
6.1158
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,09%».
6.1159
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,08%».
6.1160
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,07%».
6.1161
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,06%».
6.1162
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,05%».
6.1163
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,04%».
6.1164
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,03%».
6.1165
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,02%».
6.1166
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4,01%».
6.1167
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 4%».
6.1168
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 6
(Modifica all'articolo 57 della Costituzione)
1. Al primo comma dell'articolo 57 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e salvo il premio di maggioranza, previsto dall'articolo 92, stabilito dalla legge elettorale entro la soglia del 3,99%».
6.1169
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1 sostituire le parole: "e salvo il premio su base nazionale previsto dall'articolo 92" con le seguenti: "e fatte salve le disposizioni di legge atte a garantire la stabilità, la rappresentatività e la proporzionalità.".
6.1170
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1 sostituire le parole: "e salvo il premio su base nazionale previsto dall'articolo 92" con le seguenti: "e il coordinamento con i principi per la disciplina per l'elezione delle Camere di cui all'articolo 92".
6.1171
Sensi, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Sostituire le parole "il premio su base nazionale" con le seguenti "il rispetto del principio di rappresentatività e di tutela delle minoranze linguistiche".
6.1172
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Respinto
Al comma 1, sopprimere le parole "su base nazionale".
ARTICOLO 7 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE
Art. 7.
(Modifiche all'articolo 94 della Costituzione)
1. All'articolo 94 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il terzo comma è sostituito dal seguente:
« Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia. Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia al Governo presieduto dal Presidente eletto, il Presidente della Repubblica rinnova l'incarico al Presidente eletto di formare il Governo. Qualora anche in quest'ultimo caso il Governo non ottenga la fiducia delle Camere, il Presidente della Repubblica procede allo scioglimento delle Camere »;
b) sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
« In caso di revoca della fiducia al Presidente del Consiglio eletto, mediante mozione motivata, il Presidente della Repubblica scioglie le Camere.
In caso di dimissioni del Presidente del Consiglio eletto, previa informativa parlamentare, questi può proporre, entro sette giorni, lo scioglimento delle Camere al Presidente della Repubblica, che lo dispone.
Qualora non eserciti tale facoltà e nei casi di morte, impedimento permanente, decadenza, il Presidente della Repubblica può conferire, per una sola volta nel corso della legislatura, l'incarico di formare il Governo al Presidente del Consiglio dimissionario o a un altro parlamentare eletto in collegamento con il Presidente del Consiglio ».
EMENDAMENTI
7.1000 (già 4.4)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Sopprimere l'articolo.
7.1002 (già 4.3)
Maiorino, Patuanelli, Cataldi, Damante, Barbara Floridia, Sironi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Di Girolamo, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Trevisi, Turco
Id. em. 7.1000
Sopprimere l'articolo.
7.1004 (già 4.10)
Patuanelli, Maiorino, Cataldi, Damante, Barbara Floridia, Sironi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Di Girolamo, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Trevisi, Turco
Respinto
Sostituire l'articolo con il seguente:
«Art. 7
(Modifiche all'articolo 94 della Costituzione)
1. L'articolo 94 della Costituzione è sostituito con il seguente:
"Art. 94. - Il Presidente del Consiglio dei ministri deve avere la fiducia del Parlamento in seduta comune.
Il Parlamento in seduta comune accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
Entro dieci giorni dalla formazione del Governo, il Presidente del consiglio dei ministri presenta il suo programma al Parlamento in seduta comune per ottenerne la fiducia.
La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti di ciascuna Camera, non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione ed è approvata dalla maggioranza assoluta dei componenti del Parlamento in seduta comune. Essa deve indicare la persona che sarà incaricata di formare il nuovo Governo. Qualora la mozione sia approvata, il Presidente del Consiglio si dimette e il Presidente della Repubblica incarica il Presidente del Consiglio designato dalla mozione per la formazione del nuovo Governo.
Il voto contrario di una o d'entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni."».
7.1005 (già 4.9)
Boccia, Alfieri, Giorgis, Parrini
Respinto
Sostituire l'articolo con il seguente:
«Art. 7.
(Modifica dell'articolo 94 della Costituzione)
1. L'articolo 94 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 94. - Il Governo deve avere la fiducia del Parlamento.
Il Parlamento in seduta comune accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta al Parlamento in seduta comune per ottenerne la fiducia.
Il voto contrario di una o di entrambe le Camere o del Parlamento in seduta comune su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.
Le dimissioni volontarie del Presidente del Consiglio dei Ministri sono presentate al Presidente della Repubblica dopo la motivata comunicazione al Parlamento in seduta comune e al termine della relativa discussione. Nel caso in cui sia stata presentata una mozione di sfiducia, il Presidente del Consiglio dei Ministri può presentare le dimissioni solo successivamente alla votazione.
La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti del Parlamento. Essa deve contenere l'indicazione della persona che sarà incaricata di formare il nuovo Governo. La mozione di sfiducia non può essere discussa prima di tre giorni dalla sua presentazione ed è approvata dal Parlamento in seduta comune a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Il Governo può presentare una questione di fiducia motivata sull'approvazione di un disegno di legge ordinaria, sul mantenimento di un articolo o sull'approvazione di un emendamento a un disegno di legge ordinaria, nonché su un ordine del giorno, una mozione o una risoluzione in discussione presso una delle Camere o presso il Parlamento in seduta comune.
In tal caso è convocato il Parlamento in seduta comune, che vota sulla questione di fiducia per appello nominale. Se la questione di fiducia non è approvata, il Presidente del Consiglio dei Ministri presenta le dimissioni al Presidente della Repubblica»."».
7.1006 (già 4.11)
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Respinto
Sostituire l'articolo con il seguente:
«Art. 7
(Modifiche all'articolo 94 della Costituzione)
1. L'articolo 94 della Costituzione è sostituito dal presente:
"Art. 94 - Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.
Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
Entro sette giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.
Il voto contrario di una o di entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.
La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di cinque giorni dalla sua presentazione."»
7.1007
Calenda, Gelmini, Lombardo, Versace
Respinto
Sostituire l'articolo con il seguente:
«Art. 7
(Modifiche all'articolo 94 della Costituzione)
1. L'articolo 94 della Costituzione è sostituito dal seguente:
"Art. 94
Il Primo Ministro è eletto se ottiene, entro dieci giorni dalla designazione, la fiducia del Parlamento, a questo fine convocato in seduta comune, mediante una mozione motivata e votata per appello nominale, approvata a maggioranza dei componenti di ciascuna Camera.
I ministri sono nominati dal Presidente della Repubblica su proposta del Primo ministro.
Il voto contrario di una o di entrambe le Camere su una proposta del Governo non comporta l'obbligo delle dimissioni del Primo ministro.
Il Parlamento in seduta comune, su proposta di almeno un terzo dei deputati e di un terzo dei senatori, può revocare la fiducia al Primo ministro mediante una mozione motivata e votata per appello nominale soltanto nel caso in cui, a maggioranza dei componenti di ciascuna Camera, elegga contestualmente con la medesima mozione un nuovo Primo ministro.
L'approvazione della mozione di sfiducia di cui al comma precedente comporta le dimissioni del Primo ministro in carica e la formazione del nuovo Governo ai sensi del comma 2.
Tra la presentazione e la votazione della di sfiducia devono trascorrere almeno quarantotto e non più di novantasei ore.
Se una questione di fiducia presentata dal Primo ministro alla Camera dei Deputati o al Senato della Repubblica è respinta, il Presidente della Repubblica può sciogliere il Parlamento, se entro i ventuno giorni successivi il Parlamento in seduta comune, approvando per appello nominale a maggioranza dei componenti di ciascuna Camera una mozione presentata da almeno un terzo dei deputati e un terzo dei senatori, non elegge un nuovo Primo ministro per la formazione di un nuovo Governo ai sensi del comma 2."».
7.1008
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Respinto
Sostituire l'articolo con il seguente:
«Art. 7
(Modifiche all'articolo 94 della Costituzione)
1. All'articolo 94 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a) I commi secondo, terzo e quarto dell'articolo 94 della Costituzione sono abrogati;
b) il quinto comma è sostituito dal seguente:
«Ciascuna Camera può revocare la fiducia al Governo. La mozione di sfiducia deve essere firmata dalla maggioranza assoluta dei componenti della Camera"».
7.1009
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Respinto
Sostituire l'articolo con il seguente:
«Art. 7
(Modifiche all'articolo 94 della Costituzione)
1. All'articolo 94 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il terzo comma è sostituito dal seguente:
«Entro cinque giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia. Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia al Governo presieduto dal Presidente eletto, il Presidente della Repubblica rinnova l'incarico al Presidente eletto di formare il Governo. Qualora anche in quest'ultimo caso il Governo non ottenga la fiducia delle Camere, il Presidente della Repubblica procede allo scioglimento delle Camere»;
b) è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«In caso di cessazione dalla carica del Presidente del Consiglio eletto, il Presidente della Repubblica può conferire l'incarico di formare il Governo al Presidente del Consiglio dimissionario, per attuare le dichiarazioni relative all'indirizzo politico e agli impegni programmatici su cui il Governo del Presidente eletto ha ottenuto la fiducia. Qualora il Governo così nominato non ottenga la fiducia e negli altri casi di cessazione dalla carica del Presidente del Consiglio subentrante, il Presidente della Repubblica procede allo scioglimento delle Camere».
7.1010
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Respinto
Sostituire l'articolo con il seguente:
«Art. 7
(Modifiche all'articolo 94 della Costituzione)
1. All'articolo 94 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il terzo comma è sostituito dal seguente:
«Entro sette giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia. Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia al Governo presieduto dal Presidente eletto, il Presidente della Repubblica rinnova l'incarico al Presidente eletto di formare il Governo. Qualora anche in quest'ultimo caso il Governo non ottenga la fiducia delle Camere, il Presidente della Repubblica procede allo scioglimento delle Camere»;
b) è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«In caso di cessazione dalla carica del Presidente del Consiglio eletto, il Presidente della Repubblica può conferire l'incarico di formare il Governo al Presidente del Consiglio dimissionario o ad un altro parlamentare. Qualora il Governo così nominato non ottenga la fiducia e negli altri casi di cessazione dalla carica del Presidente del Consiglio subentrante, il Presidente della Repubblica procede allo scioglimento delle Camere».»
7.1011 (già 4.6)
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Sopprimere il comma 1.
7.1012 (4.12)
Respinto
Sostituire il comma 1 con il seguente:
«1. All'articolo 94 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il primo comma è sostituito dal seguente: "Entro dieci giorni dal giuramento il Governo si presenta alle Camere per illustrare le linee programmatiche";
b) al secondo comma, le parole: "accorda o" sono soppresse;
c) il terzo comma è abrogato;
d) al quarto comma, dopo le parole: "proposta del Governo" sono inserite le seguenti "e sulla questione di fiducia" e sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Nel caso di voto contrario sulla questione di fiducia il Governo può, dal giorno successivo, chiedere una nuova deliberazione. Se sulla nuova deliberazione le Camere si esprimono con voto contrario, il Presidente del Consiglio dei ministri rassegna le dimissioni";
e) al quinto comma, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: " La sua approvazione comporta le dimissioni del Presidente del Consiglio dei ministri."»
7.1013 (già 4.2000/3)
Bazoli, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Al comma 1, sopprimere la lettera a).
7.1014 (già 4.20)
Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Id. em. 7.1013
Al comma 1, sopprimere la lettera a).
7.1015
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Id. em. 7.1013
Al comma 1, sopprimere la lettera a).
7.1016 (già 4.62)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Al comma 1, lettera a) sostituire le parole: «dieci giorni» con le seguenti: «quattordici giorni».
7.1017 (già 4.64)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a) sostituire le parole: «dieci giorni» con le seguenti: «tredici giorni».
7.1018 (già 4.66)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a) sostituire le parole: «dieci giorni» con le seguenti: «dodici giorni».
7.1019 (già 4.68)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a) sostituire le parole: «dieci giorni» con le seguenti: «undici giorni».
7.1020 (già 4.69)
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a) sostituire le parole: «dieci giorni» con le seguenti: «nove giorni».
7.1021 (già 4.71)
Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a) sostituire le parole: «dieci giorni» con le seguenti: «otto giorni».
7.1022 (già 4.73)
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a) sostituire le parole: «dieci giorni» con le seguenti: «sette giorni».
7.1023 (già 4.80)
Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Al comma 1, lettera a), sostituire le parole: «alle Camere» con le seguenti: «dinanzi al Parlamento in seduta comune».
7.1024
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, lettera a), dopo le parole: "ottenerne la fiducia" inserire le seguenti: "e illustrare le linee programmatiche".
7.1025
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, lettera a), dopo le parole: "ottenerne la fiducia" inserire le seguenti: "e presentare il programma di Governo".
7.1026 (già 4.81)
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Al comma 1, lettera a), al primo periodo aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, mediante mozione motivata e votata per appello nominale».
7.1027 (già 4.84)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Al comma 1, lettera a), capoverso, al primo periodo aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e il Presidente del Consiglio dei ministri illustra il suo programma».
7.1028 (già 4.85)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Al comma 1, lettera a), capoverso, al primo periodo aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e il Presidente del Consiglio dei ministri presenta il suo programma».
7.1029 (già 4.83)
Rando, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Al comma 1, lettera a), capoverso, al primo periodo aggiungere, in fine, le seguenti parole: «per illustrare il suo programma».
7.1030 (già 4.82)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Al comma 1, lettera a), capoverso, al primo periodo aggiungere, in fine, le seguenti parole: «udite le dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio dei Ministri».
7.1031 (già 4.86)
Rojc, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Al comma 1, lettera a), capoverso, sopprimere i periodi secondo e terzo.
7.1032 (già 4.87)
Delrio, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può nominare un nuovo Presidente del Consiglio, sulla base del risultato delle elezioni.».
7.1033 (già 4.88)
Basso, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può nominare un nuovo Presidente del Consiglio, tenuto conto del risultato delle elezioni.».
7.1034 (già 4.89)
Misiani, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può nominare un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione delle delegazioni politiche.».
7.1035 (già 4.90)
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può nominare un nuovo Presidente del Consiglio, sentite le delegazioni politiche.».
7.1036 (già 4.91)
Verini, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può nominare un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione dei Presidenti dei gruppi parlamentari della Camera e del Senato.».
7.1037 (già 4.92)
Bazoli, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può nominare un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione dei rappresentanti dei gruppi parlamentari.».
7.1038 (già 4.93)
Rossomando, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può nominare un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione dei Presidenti dei gruppi parlamentari.».
7.1039 (già 4.94)
Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può nominare un nuovo Presidente del Consiglio, sentiti i Presidenti dei gruppi parlamentari della Camera e del Senato.».
7.1040 (già 4.95)
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può nominare un nuovo Presidente del Consiglio, sentiti i Presidenti dei gruppi parlamentari.».
7.1041 (già 4.96)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può nominare un nuovo Presidente del Consiglio, sentiti i rappresentanti dei gruppi parlamentari.».
7.1042 (già 4.97)
Fina, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può nominare un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione dei Presidenti delle Camere.».
7.1043 (già 4.98)
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può nominare un nuovo Presidente del Consiglio, sentiti i Presidenti delle Camere.».
7.1044 (già 4.99)
Nicita, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può nominare un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione degli ex Presidenti della Repubblica.».
7.1045 (già 4.100)
Alfieri, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può nominare un nuovo Presidente del Consiglio, sentiti gli ex Presidenti della Repubblica.».
7.1046 (già 4.102)
D'Elia, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro novanta giorni la fiducia a un nuovo Governo.».
7.1047 (già 4.103)
Zambito, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro ottanta giorni la fiducia a un nuovo Governo.».
7.1048 (già 4.104)
Crisanti, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro settanta giorni la fiducia a un nuovo Governo.».
7.1049 (già 4.105)
Furlan, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro cinquanta giorni la fiducia a un nuovo Governo.».
7.1050 (già 4.106)
Tajani, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro quaranta giorni la fiducia a un nuovo Governo.».
7.1051 (già 4.101)
Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può nominare un nuovo Presidente del Consiglio.».
7.1052 (già 4.107)
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire il secondo e il terzo periodo con il seguente: «Nel caso in cui non sia approvata la mozione di fiducia, il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica."»
7.1053
Verducci, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Al comma 1, lettera a), apportare le seguenti modificazioni:
- sopprimere le parole "presieduto dal Presidente eletto";
- sostituire le parole "il Presidente della Repubblica rinnova l'incarico" fino alla fine del periodo con le seguenti "il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può nominare un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione dei Presidenti delle Camere e dei rappresentanti dei gruppi parlamentari".
7.1054
Giorgis, Meloni, Parrini, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:
a) alla lettera a), capoverso, sostituire, ovunque ricorrano, le parole «Presidente eletto» con le seguenti: «Presidente del Consiglio»;
b) alla lettera a), capoverso, primo periodo, sostituire le parole: «alle Camere» con le seguenti: «dinanzi al Parlamento in seduta comune»;
c) alla lettera b), capoverso, sostituire ovunque ricorrano le parole «Presidente del Consiglio eletto» con: «Presidente del Consiglio»;
d) alla lettera b), capoverso, terzo periodo, sostituire le parole: «o un altro parlamentare che è stato candidato eletto in collegamento con il Presidente del Consiglio» con le seguenti: «o un'altra persona» e sopprimere le parole «, per una sola volta nel corso della legislatura,».
7.1055
Giorgis, Meloni, Parrini, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:
a) alla lettera a) capoverso, sostituire, ovunque ricorrano, le parole «Presidente eletto» con le seguenti: «Presidente del Consiglio»;
b) alla lettera a), capoverso, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole:
«, mediante mozione motivata e votata per appello nominale»
c) sostituire la lettera b) con la seguente «b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di cessazione della carica del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione dei rappresentanti dei gruppi parlamentari."»
7.1056
Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:
a) alla lettera a), capoverso, sostituire, ovunque ricorrano, le parole: «Presidente eletto» con le seguenti: «Presidente del Consiglio»;
b) alla lettera a), capoverso, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «,mediante mozione motivata e votata per appello nominale»;
c) sostituire la lettera b) con la seguente: «b) è aggiunto, in fine, il seguente comma "In caso di morte o impedimento permanente del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione dei rappresentanti dei gruppi parlamentari."»
7.1057
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:
a) alla lettera a), capoverso, sostituire, ovunque ricorrano, le parole: «Presidente eletto» con le seguenti: «Presidente del Consiglio»;
b) alla lettera a), capoverso, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «mediante mozione motivata e votata per appello nominale»;
c) sostituire la lettera b) con la seguente: «b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di morte o impedimento permanente del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, sentiti i rappresentanti dei gruppi parlamentari."»
7.1058
Valente, Giorgis, Meloni, Parrini, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:
a) alla lettera a), capoverso, sostituire, ovunque ricorrano, le parole: «Presidente eletto» con le seguenti: «Presidente del Consiglio»;
b) alla lettera a), capoverso, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, mediante mozione motivata e votata per appello nominale»;
c) sostituire la lettera b) con la seguente: «b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di cessazione dalla carica del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione dei Presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato."».
7.1059
Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:
a) alla lettera a), capoverso, sostituire, ovunque ricorrano, le parole: «Presidente eletto» con le seguenti: «Presidente del Consiglio»;
b) alla lettera a), capoverso, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «mediante mozione motivata e votata per appello nominale»;
c) sostituire la lettera b) con la seguente: «b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di morte o impedimento permanente del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione dei Presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato."».
7.1060
Giorgis, Meloni, Parrini, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:
a) alla lettera a), capoverso, sostituire, ovunque ricorrano, le parole: «Presidente eletto» con le seguenti: «Presidente del Consiglio»;
b) alla lettera a), capoverso, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «,mediante mozione motivata e votata per appello nominale»;
c) sostituire la lettera b) con la seguente: «b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di morte o impedimento permanente del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio."»
7.1061
Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:
a) alla lettera a), capoverso, sostituire, ovunque ricorrano, le parole: «Presidente eletto» con le seguenti: «Presidente del Consiglio»;
b) alla lettera a), capoverso, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, mediante mozione motivata e votata per appello nominale»;
c) sostituire la lettera b) con la seguente: «b) è aggiunto in fine, il seguente comma: "In caso di approvazione di una mozione di sfiducia, il Presidente della Repubblica può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro novanta giorni la fiducia a un nuovo Governo."».
7.1062
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:
a) alla lettera a), capoverso, sostituire, ovunque ricorrano, le parole: «Presidente eletto» con le seguenti: «Presidente del Consiglio»;
b) alla lettera a), capoverso, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, mediante mozione motivata e votata per appello nominale»;
c) sostituire la lettera b) con la seguente: «b) è aggiunto in fine, il seguente comma: "In caso di approvazione di una mozione di sfiducia, il Presidente della Repubblica può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro ottanta giorni la fiducia a un nuovo Governo."».
7.1063
Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:
a) alla lettera a), capoverso, sostituire, ovunque ricorrano, le parole: «Presidente eletto» con le seguenti: «Presidente del Consiglio»;
b) alla lettera a), capoverso, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, mediante mozione motivata e votata per appello nominale»;
c) sostituire la lettera b) con la seguente: «b) è aggiunto in fine, il seguente comma: "In caso di dimissioni volontarie del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro novanta giorni la fiducia a un nuovo Governo."».
7.1064
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:
a) alla lettera a), capoverso, sostituire, ovunque ricorrano, le parole: «Presidente eletto» con le seguenti: «Presidente del Consiglio»;
b) alla lettera a), capoverso, primo periodo, aggiungere in fine le seguenti parole: «, mediante mozione motivata e votata per appello nominale»;
c) sostituire la lettera b) con la seguente: «b) è aggiunto in fine, il seguente comma: "In caso di dimissioni volontarie del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro ottanta giorni la fiducia a un nuovo Governo."».
7.1065
Zambito, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zampa
Respinto
Al comma 1, lettera a), apportare le seguenti modificazioni:
- sostituire la parola "eletto" con "incaricato";
- sostituire le parole "il Presidente della Repubblica rinnova l'incarico" fino alla fine del periodo con le seguenti "il Presidente del Consiglio presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, che può nominare un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione dei Presidenti delle Camere e dei rappresentanti dei gruppi parlamentari";
- sostituire la parola "procede" con le seguenti "può procedere".
7.1066
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, lettera a), sostituire le parole: "rinnova l'incarico al Presidente eletto di formare il Governo" con le seguenti: "può rinnovare l'incarico al Presidente eletto di formare il governo, sentiti i gruppi parlamentari composti dagli eletti in collegamento con il Presidente del Consiglio".
7.1067
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
Al comma 1, lettera a), dopo le parole: "l'incarico al Presidente eletto di formare il Governo" inserire le seguenti: "che si ripresenta alle Camere per una nuova deliberazione entro sette giorni".
7.1068
Calenda, Gelmini, Lombardo, Versace
Respinto
Al comma 1, lettera a), dopo le parole: «allo scioglimento delle Camere» aggiungere le seguenti: «se entro i ventuno giorni successivi il Parlamento in seduta comune, approvando per appello nominale a maggioranza dei componenti di ciascuna Camera una mozione presentata da almeno un terzo dei deputati e un terzo dei senatori, non designa un nuovo Presidente del Consiglio, a cui il Presidente della Repubblica affida l'incarico per la formazione di un nuovo Governo.».
7.1069 (già 4.109)
Respinto
Al comma 1, dopo la lettera a), inserire la seguente:
«a-bis) al quarto comma, dopo le parole: "proposta del Governo" sono inserite le seguenti "e sulla questione di fiducia" e sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Nel caso di voto contrario sulla questione di fiducia il Governo può, dal giorno successivo, chiedere una nuova deliberazione. Se sulla nuova deliberazione sulla questione di fiducia le Camere si esprimono con voto contrario, il Presidente del Consiglio dei ministri rassegna le dimissioni";».
7.1070 (già 4.2000/2)
Camusso, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
Al comma 1, sopprimere la lettera b).
7.1071 (già 4.111)
Bazoli, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Id. em. 7.1070
Al comma 1, sopprimere la lettera b).
7.1072
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Id. em. 7.1070
Al comma 1, sopprimere la lettera b).
7.1073 (già 4.2000/7)
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Respinto
Al comma 1, sostituire la lettera b) con la seguente:
«b) All'articolo 94 della Costituzione, il quinto comma è sostituito dai seguenti:
«Le dimissioni volontarie del Governo sono presentate al Presidente della Repubblica dopo la motivata comunicazione del Presidente del Consiglio dei Ministri alle Camere e al termine della relativa discussione. Il Presidente della Repubblica non può dare l'incarico di formare un nuovo Governo al Presidente del Consiglio dei Ministri dimissionario.
La mozione di sfiducia deve essere sottoscritta da almeno un decimo dei componenti di ciascuna Camera, deve essere presentata contestualmente sia alla Camera dei deputati sia al Senato della Repubblica e non può essere discussa prima di tre giorni dalla sua presentazione. Essa deve indicare la persona alla quale il Presidente della Repubblica deve dare l'incarico di formare il nuovo Governo. La mozione di sfiducia è approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera.
Il Governo può presentare una questione di fiducia motivata sul mantenimento di un articolo e sull'approvazione o reiezione di un emendamento ad un disegno di legge ordinaria, nonché su un ordine del giorno, una mozione o una risoluzione in discussione in una delle Camere.
La questione di fiducia non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione. La Camera vota sulla questione di fiducia per appello nominale, secondo quanto previsto dal suo regolamento».».
7.1074 (già 4.2000/9)
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
Al comma 1, sostituire la lettera b) con la seguente:
b) Dopo l'articolo 94 della Costituzione sono inseriti i seguenti:
«Articolo 94-bis. - Ottenuta la fiducia del Parlamento in seduta comune, il Presidente del Consiglio dei Ministri nomina con proprio decreto i Ministri.
Con proprio decreto, il Presidente del Consiglio dei Ministri può revocare i Ministri.
Articolo 94-ter. - La mozione di sfiducia al Governo deve essere motivata, deve contenere la proposta per la formazione di un nuovo Governo con l'indicazione del nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri e deve essere sottoscritta da almeno un decimo dei componenti della Camera e del Senato. Essa è discussa e votata per appello nominale dal Parlamento in seduta comune non prima di dieci giorni dalla sua presentazione.
Se la mozione di sfiducia ottiene il voto favorevole della maggioranza assoluta dei membri del Parlamento in seduta comune, il Presidente della Repubblica provvede alla nomina del Presidente del Consiglio da essa indicato.
Il voto contrario di una o di entrambe le Camere su una proposta del Governo non comporta obbligo di dimissioni, se il Governo non abbia posto su di essa la questione di fiducia».
Conseguentemente, sopprimere la lettera a).
7.1075 (già 4.2000/10)
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'articolo, sostituire la lettera b) la seguente:
b) Dopo l'articolo 94 della Costituzione sono inseriti i seguenti:
«Articolo 94-bis. - Ottenuta la fiducia del Parlamento in seduta comune, il Presidente del Consiglio dei Ministri nomina con decreto i Ministri.
Con decreto motivato, il Presidente del Consiglio dei Ministri può revocare i Ministri.
Articolo 94-ter. - La mozione di sfiducia al Governo deve essere motivata, deve contenere la proposta per la formazione di un nuovo Governo con l'indicazione del nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri e deve essere sottoscritta da almeno un decimo dei componenti della Camera e del Senato. Essa è discussa e votata per appello nominale dal Parlamento in seduta comune non prima di dieci giorni dalla sua presentazione.
Se la mozione di sfiducia ottiene il voto favorevole della maggioranza assoluta dei membri del Parlamento in seduta comune, il Presidente della Repubblica provvede alla nomina del Presidente del Consiglio da essa indicato.
Il voto contrario di una o di entrambe le Camere su una proposta del Governo non comporta obbligo di dimissioni, se il Governo non abbia posto su di essa la questione di fiducia».
Conseguentemente, sopprimere la lettera a)
7.900/1
Misiani, Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di approvazione di una mozione di sfiducia, il Presidente della Repubblica può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro novanta giorni la fiducia a un nuovo Governo."».
7.900/2
Delrio, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di approvazione di una mozione di sfiducia, il Presidente della Repubblica può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro ottanta giorni la fiducia a un nuovo Governo."».
7.900/3
Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di approvazione di una mozione di sfiducia, il Presidente della Repubblica può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro settanta giorni la fiducia a un nuovo Governo."».
7.900/4
Franceschini, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di approvazione di una mozione di sfiducia, il Presidente della Repubblica può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro cinquanta giorni la fiducia a un nuovo Governo."».
7.900/5
Nicita, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di approvazione di una mozione di sfiducia, il Presidente della Repubblica può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro quaranta giorni la fiducia a un nuovo Governo."».
7.900/6
Meloni, Giorgis, Parrini, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di morte o impedimento permanente del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione dei Presidenti delle Camere."».
7.900/7
Nicita, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di morte o impedimento permanente del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione dei rappresentanti dei gruppi parlamentari."».
7.900/8
Lorenzin, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di morte o impedimento permanente del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione dei Presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato."».
7.900/9
Tajani, Giorgis, Parrini, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di morte o impedimento permanente del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione degli ex Presidenti della Repubblica."».
7.900/10
Manca, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di morte o impedimento permanente del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione delle delegazioni politiche."».
7.900/11
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di morte o impedimento permanente del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, sentiti i Presidenti delle Camere."».
7.900/12
Martella, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di morte o impedimento permanente del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, sentiti i Presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato."».
7.900/13
Zampa, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di morte o impedimento permanente del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, sentiti i rappresentanti dei gruppi parlamentari."».
7.900/14
Verducci, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di morte o impedimento permanente del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, sentiti gli ex Presidenti della Repubblica."».
7.900/15
Sensi, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di morte o impedimento permanente del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, sentite le delegazioni politiche."».
7.900/16
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di morte o impedimento permanente del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio."».
7.900/17
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Respinto
All'emendamento 7.900, sostituire la lettera b) con la seguente:
«b) è aggiunto in fine il seguente comma: "In caso di cessazione dalla carica del Presidente del Consiglio, il Presidente della Repubblica incarica un nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri, dopo la consultazione dei Presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato."»
7.900/18
Irto, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di cessazione dalla carica del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione dei Presidenti delle Camere."».
7.900/19
Verducci, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di cessazione dalla carica del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione dei Presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato."».
7.900/20
Alfieri, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di cessazione dalla carica del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione dei rappresentanti dei gruppi parlamentari."».
7.900/21
Rossomando, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di cessazione dalla carica del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione degli ex Presidenti della Repubblica."».
7.900/22
Bazoli, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di cessazione dalla carica del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica procede alla nomina di un nuovo Presidente del Consiglio, previa consultazione delle delegazioni politiche."».
7.900/23
Franceschelli, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di dimissioni volontarie del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro novanta giorni la fiducia a un nuovo Governo."».
7.900/24
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di dimissioni volontarie del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro ottanta giorni la fiducia a un nuovo Governo."».
7.900/25
Camusso, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di dimissioni volontarie del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro settanta giorni la fiducia a un nuovo Governo."».
7.900/26
Parrini, Meloni, Giorgis, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di dimissioni volontarie del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro cinquanta giorni la fiducia a un nuovo Governo."».
7.900/27
Giorgis, Fina, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire il capoverso "lettera b)" con il seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di dimissioni volontarie del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro quaranta giorni la fiducia a un nuovo Governo."».
7.900/28
Respinto
All'emendamento 7.900 sostituire la lettera b) con la seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In caso di cessazione dalla carica del Presidente del Consiglio eletto, il Presidente della Repubblica procede allo scioglimento delle Camere"».
7.900/29
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
All'emendamento 7.900, sostituire la lettera b) con la seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma:
"In caso di cessazione dalla carica del Presidente del Consiglio eletto, il Presidente della Repubblica può conferire l'incarico di formare il Governo al Presidente del Consiglio dimissionario, per attuare le dichiarazioni relative all'indirizzo politico e agli impegni programmatici su cui il Governo del Presidente eletto ha ottenuto la fiducia. Qualora il Governo così nominato non ottenga la fiducia e negli altri casi di cessazione dalla carica del Presidente del Consiglio subentrante, il Presidente della Repubblica procede allo scioglimento delle Camere."».
7.900/30
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, sostituire la lettera b) con la seguente:
«b) è aggiunto, in fine, il seguente comma:
"In caso di cessazione dalla carica del Presidente del Consiglio eletto, il Presidente della Repubblica può conferire l'incarico di formare il Governo al Presidente del Consiglio dimissionario o ad un'altra persona. Qualora il Governo così nominato non ottenga la fiducia e negli altri casi di cessazione dalla carica del Presidente del Consiglio subentrante, il Presidente della Repubblica procede allo scioglimento delle Camere."».
7.900/31
Patuanelli, Maiorino, Cataldi, Damante, Barbara Floridia, Sironi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Di Girolamo, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Trevisi, Turco
Respinto
All'emendamento 7.900, sostituire la lettera b), con la seguente:
«b) aggiungere in fine il seguente comma: "La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti di ciascuna Camera, non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione ed è approvata dalla maggioranza assoluta dei componenti del Parlamento. Essa deve indicare la persona che sarà incaricata di formare il nuovo Governo. Qualora la mozione sia approvata, il Presidente del Consiglio si dimette e il Presidente della Repubblica incarica, per la formazione del nuovo Governo, la persona indicata dalla mozione per la carica di Presidente del Consiglio."».
7.900/32
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
All'emendamento 7.900, lettera b), primo capoverso, sostituire le parole: "mediante mozione motivata" con le seguenti: "sia mediante mozione motivata sia a seguito del respingimento della questione di fiducia".
7.900/33
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Precluso
All'emendamento 7.900, lettera b), primo capoverso, sostituire le parole: "mediante mozione motivata" con le seguenti: "sia mediante mozione motivata sia a seguito della reiezione della questione di fiducia posta dal Governo".
7.900/34
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
All'emendamento 7.900, capoverso "lettera b)", ai capoversi primo, secondo e terzo, dopo le parole: "Presidente del Consiglio", sopprimere, ovunque ricorra, la parola: "eletto".
7.900/35
Zampa, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito
Respinto
All'emendamento 7.900, capoverso "lettera b)", al primo capoverso, sostituire le parole: «scioglie le Camere» con le seguenti: "può procedere allo scioglimento delle Camere, sentiti i Presidenti delle Camere e dei gruppi parlamentari".
7.900/36
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
All'emendamento 7.900, capoverso "lettera b)", al primo capoverso, sostituire le parole: «scioglie le Camere» con le seguenti: «conferisce l'incarico ad altra persona».
Conseguentemente, sopprimere il secondo e il terzo capoverso.
7.900/37
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Respinto
All'emendamento 7.900, lettera b) primo capoverso, sostituire le parole: «scioglie le Camere» con le seguenti: «può conferire l'incarico ad altra persona».
Conseguentemente, sopprimere il secondo e il terzo capoverso.
7.900/38
Alfieri, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
All'emendamento 7.900, capoverso "lettera b)", al primo capoverso, sostituire la parola: «scioglie» con le seguenti: «può sciogliere».
7.900/39
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
All'emendamento 7.900, capoverso "lettera b)", al primo capoverso, dopo le parole: «scioglie» inserire le seguenti: «, previa consultazione dei Presidenti dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica,».
7.900/40
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, capoverso "lettera b)", al primo capoverso, dopo le parole: «scioglie» inserire le seguenti: «, previa consultazione dei Presidenti delle Camere,».
7.900/41
Rossomando, Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, capoverso "lettera b)", al primo capoverso, dopo le parole: «scioglie» inserire le seguenti: «, previa consultazione degli ex Presidenti della Repubblica,».
7.900/42
Lorenzin, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, capoverso "lettera b)", al primo capoverso, dopo le parole: «scioglie» inserire le seguenti: «, previa consultazione dei senatori a vita,».
7.900/43
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
All'emendamento 7.900, capoverso "lettera b)", al primo capoverso, dopo le parole: «scioglie» inserire le seguenti: «, sentiti i Presidenti delle Camere,».
7.900/44
Alfieri, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, capoverso "lettera b)", al primo capoverso, dopo le parole: «scioglie» inserire le seguenti: «, sentiti i Presidenti dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica,».
7.900/45
Bazoli, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, capoverso "lettera b)", al primo capoverso, dopo le parole: «scioglie» inserire le seguenti: «, sentiti gli ex Presidenti della Repubblica,».
7.900/46
Manca, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, capoverso "lettera b)", al primo capoverso, dopo le parole: «scioglie» inserire le seguenti: «, sentiti i senatori a vita,».
7.900/47
Calenda, Gelmini, Lombardo, Versace
Respinto
All'emendamento 7.900, alla lettera b), apportare le seguenti modificazioni:
a) Al primo capoverso dopo le parole "scioglie le Camere", aggiungere in fine le seguenti: "se entro i ventuno giorni successivi il Parlamento in seduta comune, mediante mozione motivata, firmata da almeno un terzo dei deputati e un terzo dei senatori e votata per appello nominale a maggioranza dei componenti di ciascuna Camera, non designa un nuovo Presidente del Consiglio, a cui il Presidente della Repubblica conferisce l'incarico di formare un nuovo Governo.";
b) Sostituire il secondo e il terzo capoverso con il seguente: "Negli altri casi di dimissioni, nonché nei casi di decadenza, impedimento permanente o morte del Presidente del Consiglio eletto, il Presidente della Repubblica dispone lo scioglimento delle Camere salvo il caso in cui il Parlamento non designi un nuovo Presidente del Consiglio, ai sensi del comma precedente.".
7.900/48
Cataldi, Maiorino, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
All'emendamento 7.900, lettera b), primo periodo, dopo le parole: «scioglie le Camere» aggiungere le seguenti: ", salvo i casi in cui la sfiducia è motivata da ragioni che vedono coinvolto il Presidente del Consiglio eletto in delitti contro la pubblica amministrazione per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni, delitti di criminalità organizzata e alto tradimento, ferma restando la legislazione in tema di decadenza. In questo caso il Presidente della Repubblica può decidere di non procedere allo scioglimento delle Camere se risulta preminente la necessità di tutelare l'interesse nazionale, nominando un nuovo Presidente del Consiglio.".
7.900/49
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
All'emendamento 7.900, alla lettera b) sopprimere i capoversi secondo e terzo.
7.900/50
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, alla lettera b) sopprimere il secondo capoverso.
7.900/51
Parrini, Giorgis, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
All'emendamento 7.900, capoverso "lettera b)", al secondo capoverso, sostituire il primo periodo con il seguente: «In caso di dimissioni volontarie del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entronovanta giorni la fiducia a un nuovo Governo.».
7.900/52
Valente, Giorgis, Parrini, Meloni, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, capoverso "lettera b)", al secondo capoverso, sostituire il primo periodo con il seguente: «In caso di dimissioni volontarie del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro ottanta giorni la fiducia a un nuovo Governo.».
7.900/53
Camusso, Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Alfieri, Basso, Bazoli, Boccia, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Precluso
All'emendamento 7.900, capoverso "lettera b)", al secondo capoverso, sostituire il primo periodo con il seguente: «In caso di dimissioni volontarie del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica può procedere allo scioglimento delle Camere solo qualora le Camere non accordino entro settanta giorni la fiducia a un nuovo Governo.»
7.900/54
Respinto
All'emendamento 7.900, lettera b), al secondo capoverso, sostituire le parole: «Negli altri casi di dimissioni, il Presidente del Consiglio eletto, entro sette giorni e previa informativa parlamentare,» con le seguenti: «Nel caso di dimissioni volontarie, da presentare al termine di una informativa parlamentare, e nel caso di dimissioni dovute a reiezione di una questione di fiducia, il Presidente del Consiglio eletto, entro sette giorni,».
7.900/55
Id. em. 7.900/54
All'emendamento 7.900, lettera b), al secondo capoverso, sostituire le parole: "Negli altri casi di dimissioni, il Presidente del Consiglio eletto, entro sette giorni e previa informativa parlamentare," con le seguenti: "Nel caso di dimissioni volontarie, da presentare al termine di una informativa parlamentare, e nel caso di dimissioni dovute a reiezione di una questione di fiducia, il Presidente del Consiglio eletto, entro sette giorni,".
7.900/56
Cataldi, Maiorino, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
All'emendamento 7.900, lettera b), secondo capoverso, dopo le parole: «Negli altri casi di dimissioni» aggiungere le seguenti: «, a esclusione delle dimissioni volontarie avvenute per ragioni personali ed estranee alla carica,».
7.900/57
Giorgis, Parrini, Meloni, Valente, Boccia, Alfieri, Basso, Bazoli, Camusso, Casini, Crisanti, D'Elia, Delrio, Fina, Franceschelli, Franceschini, Furlan, Giacobbe, Irto, La Marca, Lorenzin, Losacco, Malpezzi, Manca, Martella, Mirabelli, Misiani, Nicita, Rando, Rojc, Rossomando, Sensi, Tajani, Verducci, Verini, Zambito, Zampa
Respinto
All'emendamento 7.900, capoverso "lettera b)", secondo capoverso, primo periodo, sostituire le parole «Presidente del Consiglio eletto» con le seguenti «Presidente del Consiglio in carica».
7.900/58
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
All'emendamento 7.900, lettera b), secondo capoverso, primo periodo, sostituire le parole: ", entro sette giorni e previa informativa parlamentare," con le seguenti: "riferisce alle Camere ed entro sette giorni".
7.900/59
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Precluso
All'emendamento 7.900, lettera b), secondo capoverso, primo periodo, sostituire le parole: ", entro sette giorni e previa informativa parlamentare," con le seguenti: "riferisce alle Camere prima di rassegnare le dimissioni ed entro sette giorni".
7.900/60
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
All'emendamento 7.900, lettera b), secondo periodo sostituire le parole: "sette giorni" con le seguenti: "un massimo di dieci giorni".
Conseguentemente, al medesimo periodo, sostituire la parola: "lo dispone" con le seguenti: "può disporlo".
7.900/61
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Respinto
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire le parole "sette giorni", con la seguente:
"un giorno".
7.900/62
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Respinta la parte evidenziata in neretto; preclusa la restante parte
All'emendamento 7.900, al comma 2 sostituire la parola "sette", con la seguente: "due".
7.900/63
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2 sostituire la parola "sette", con la seguente:
"tre".
7.900/64
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2 sostituire la parola "sette", con la seguente:
"quattro".
7.900/65
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"cinque".
7.900/66
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"sei".
7.900/67
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"otto".
7.900/68
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"nove".
7.900/69
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"dieci".
7.900/70
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"undici".
7.900/71
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"dodici".
7.900/72
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"tredici".
7.900/73
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"quattordici".
7.900/74
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"quindici".
7.900/75
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"sedici".
7.900/76
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"diciassette".
7.900/77
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"diciotto".
7.900/78
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"diciannove".
7.900/79
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"venti".
7.900/80
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"ventuno".
7.900/81
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"ventidue".
7.900/82
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"ventitre".
7.900/83
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"ventiquattro".
7.900/84
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"venticinque".
7.900/85
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"ventisei".
7.900/86
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"ventisette".
7.900/87
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"ventotto".
7.900/88
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"ventinove".
7.900/89
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"trenta".
7.900/90
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"trentuno".
7.900/91
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"trentadue".
7.900/92
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"trentatre".
7.900/93
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"trentaquattro".
7.900/94
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"trentacinque".
7.900/95
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"trentasei".
7.900/96
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"trentasette".
7.900/97
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"trentotto".
7.900/98
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"trentanove".
7.900/99
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"quaranta".
7.900/100
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"quarantuno".
7.900/101
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"quarantadue".
7.900/102
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"quarantatré".
7.900/103
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"quarantaquattro".
7.900/104
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"quarantacinque".
7.900/105
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"quarantasei".
7.900/106
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"quarantasette".
7.900/107
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"quarantotto".
7.900/108
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"quarantanove".
7.900/109
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"cinquanta".
7.900/110
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"cinquantuno".
7.900/111
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"cinquantadue".
7.900/112
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"cinquantatré".
7.900/113
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"cinquantaquattro".
7.900/114
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"cinquantacinque".
7.900/115
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"cinquantasei".
7.900/116
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"cinquantasette".
7.900/117
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"cinquantotto".
7.900/118
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"cinquantanove".
7.900/119
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"sessanta".
7.900/120
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"sessantuno".
7.900/121
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"sessantadue".
7.900/122
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"sessantatré".
7.900/123
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"sessantaquattro".
7.900/124
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"sessantacinque".
7.900/125
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"sessantasei".
7.900/126
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"sessantasette".
7.900/127
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"sessantotto".
7.900/128
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"sessantanove".
7.900/129
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"settanta".
7.900/130
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"settantuno".
7.900/131
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"settantadue".
7.900/132
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"settantatré".
7.900/133
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"settantaquattro".
7.900/134
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"settantacinque".
7.900/135
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"settantasei".
7.900/136
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"settantasette".
7.900/137
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"settantotto".
7.900/138
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"settantanove".
7.900/139
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"ottanta".
7.900/140
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"ottantuno".
7.900/141
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"ottantadue".
7.900/142
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"ottantatré".
7.900/143
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"ottantaquattro"
7.900/144
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"ottantacinque"
7.900/145
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"ottantasei".
7.900/146
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"ottantasette".
7.900/147
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"ottantotto".
7.900/148
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"ottantanove".
7.900/149
De Cristofaro, Cucchi, Aurora Floridia, Magni
Precluso
All'emendamento 7.900, al comma 2, sostituire la parola "sette", con la seguente:
"novanta".
7.900/150
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
All'emendamento 7.900, lettera b), secondo capoverso, primo periodo, sostituire le parole: "ha facoltà di chiedere lo scioglimento delle Camere al Presidente della Repubblica, che lo dispone" con le seguenti: "ha facoltà di ritirare le proprie dimissioni o proporre lo scioglimento delle Camere al Presidente della Repubblica, che lo può disporre.".
7.900/151
Maiorino, Cataldi, Aloisio, Bevilacqua, Bilotti, Castellone, Castiello, Croatti, Damante, Di Girolamo, Barbara Floridia, Guidolin, Ettore Antonio Licheri, Sabrina Licheri, Lopreiato, Lorefice, Marton, Mazzella, Naturale, Nave, Patuanelli, Pirondini, Pirro, Scarpinato, Sironi, Trevisi, Turco
Respinto
All'emendamento 7.900, lettera b), secondo comma, sostituire le parole: "che lo dispone." con le seguenti: ", che ne prende atto e può procedere allo scioglimento. Il Presidente della Repubblica accetta con riserva le dimissioni del Presidente del Consiglio eletto.".
Allegato B
VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Barachini, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Calenda, Castelli, Cattaneo, De Poli, Durigon, Fazzolari, Galliani, Garavaglia, Germanà, La Pietra, Monti, Morelli, Ostellari, Rauti, Renzi, Rubbia, Segre e Sisto.
.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Borghi Claudio, Borghi Enrico, Ronzulli e Scarpinato, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
Senatori Turco Mario, Croatti Marco
Delega al Governo per la revisione della gestione degli oneri generali di sistema delle accise e del canone RAI (1163)
(presentato in data 12/06/2024);
senatrice Stefani Erika
Disposizioni per il rafforzamento delle misure di protezione per i minori vittime di maltrattamenti e abusi (1164)
(presentato in data 12/06/2024).
Disegni di legge, assegnazione
In sede redigente
1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione
sen. Borghi Claudio
Riconoscimento dell'obbligo di esposizione della sola bandiera nazionale (1149)
previ pareri delle Commissioni 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio
(assegnato in data 11/06/2024).
In sede referente
8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica
Gov. Meloni-I: Presidente del Consiglio dei ministri Meloni Giorgia, Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Musumeci Nello ed altri
Conversione in legge del decreto-legge 11 giugno 2024, n. 76, recante disposizioni urgenti per la ricostruzione post-calamità, per interventi di protezione civile e per lo svolgimento di grandi eventi internazionali (1162)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Commissione parlamentare questioni regionali, Comitato per la legislazione
(assegnato in data 12/06/2024).
Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli
In data 12/06/2024 la 2ª Commissione permanente Giustizia ha presentato il testo degli articoli proposti dalla Commissione stessa, per il disegno di legge:
sen. Ambrogio Paola ed altri "Introduzione della fattispecie dello sciacallaggio tra le circostanze aggravanti previste dall'articolo 625 del codice penale e modifiche agli articoli 624 e 624-bis del codice penale" (778)
(presentato in data 26/06/2023).
Inchieste parlamentari, annunzio di presentazione di proposte
In data 11 giugno 2024 è stata presentata la seguente proposta d'inchiesta parlamentare d'iniziativa dei senatori Turco, Croatti e Barbara Floridia - "Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario" (Doc. XXII, n. 15).
Governo, trasmissione di atti e documenti
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 5 giugno 2024, ha inviato gli estratti della seguente documentazione concernente l'esercizio di poteri speciali, ai sensi del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56:
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 4 giugno 2024, con condizioni, ai sensi degli articoli 1 e 2, del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, in ordine alla notifica delle società SAFRAN S.A. e MICROTECNICA S.R.L. - Acquisizione, da parte di Safran S.A., dell'intero capitale sociale di Microtecnica S.r.l. e di alcuni asset appartenenti al business dei sistemi di attuazione della divisione commerciale della Collins Aerospace e System. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a, alla 3a e alla 9a Commissione permanente (Atto n. 488);
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 4 giugno 2024, con opposizione all'acquisto, ai sensi dell'articolo 2, del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, in ordine alla notifica della società BM CARPENTERIE OIL & GAS S.R.L. E OFFICINE PICCOLI S.P.A. - Acquisizione, da parte di BM Carpenterie Oil & Gas S.r.l. e Officine Piccoli S.p.a., rispettivamente al 60 per cento e del 40 per cento del capitale sociale di FBM Hudson Italiana S.p.a.. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a, alla 8a e alla 9a Commissione permanente (Atto n. 489).
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 10 giugno 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, la comunicazione concernente il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale al dottor Stefano Vaccari, nell'ambito del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.
Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.
Il Ministro della salute, con lettera in data 11 giugno 2024, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 68, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, la relazione sullo stato della spesa, sull'efficacia nell'allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell'azione amministrativa svolta dal Ministero della salute, riferita all'anno 2023.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a, alla 5a e alla 10a Commissione permanente (Doc. CLXIV, n. 17).
Governo, trasmissione di atti concernenti procedure d'infrazione
Il Ministro per la pubblica amministrazione, con lettera in data 10 giugno 2024, ha inviato, in ottemperanza dell'articolo 15, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la relazione sulla procedura d'infrazione n. 2024/2062 - ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea - sulla mancata attuazione del Regolamento (UE) 2022/868 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2022, relativo alla governance europea dei dati.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 4a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 29/1).
Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento
Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234:
- Proposta di regolamento del Consiglio relativo alla ripartizione delle possibilità di pesca a norma del protocollo di attuazione (2024-2029) dell'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e la Repubblica di Cabo Verde (COM(2024) 234 definitivo), alla 9a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente;
- Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Una pesca sostenibile nell'UE: situazione attuale e orientamenti per il 2025 (COM(2024) 235 definitivo), alla 9a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente.
Corte dei conti, trasmissione di documentazione. Deferimento
La Corte dei conti, con lettera in data 6 giugno 2024, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, il conto consuntivo della Corte dei conti relativo all'esercizio finanziario 2023, corredato dalla relazione illustrativa.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 5a Commissione permanente (Atto n. 490).
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
POTENTI - Al Ministro della difesa. - Premesso che:
ai sensi dell'art. 8 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 dicembre 1993, n. 593, l'istituto di ricerca "Giancarlo Vallauri" di Livorno (Mariteleradar) è transitato dal comparto ministeri a quello degli enti di ricerca e sperimentazione a far data dal 1° gennaio 1994;
i contratti collettivi applicabili ai lavoratori degli enti appartenenti ai due diversi comparti prevedevano differenti ordinamenti del personale, per cui si è reso necessario elaborare delle tabelle di equiparazione tra le posizioni di inquadramento;
con accordo sindacale del 7 dicembre 1999 sono stati concordati i criteri d'inquadramento dei dipendenti di Mariteleradar nell'ambito del comparto di contrattazione degli enti di ricerca e sperimentazione, sulla cui base, di certo ricognitiva della professionalità di ricercatore o tecnologo, il Ministero della difesa nel 2000 ha adottato i decreti di inquadramento del personale, che, nella sostanza, era rimasto dipendente del Ministero della difesa, inquadrandolo nel profilo professionale di III livello del comparto delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione con il profilo di "ricercatore o tecnologo", ma prevedendo valenza retroattiva dal 1° gennaio 1994 e privando i lavoratori dell'anzianità maturata fino al 31 dicembre 1993 ed il profilo economico acquisito in base agli anni di servizio prestati;
la nuova classificazione del personale dipendente del Ministero della difesa nei cui confronti ha trovato applicazione il contratto collettivo del comparto ricerca e sperimentazione ha penalizzato i lavoratori inquadrati nel III livello, poiché hanno avuto riconosciuto il livello base di inquadramento economico ma non hanno avuto riconosciuto il periodo pregresso di anzianità maturata;
sarebbe stato opportuno che al personale ricercatore e tecnologico venisse applicata la valutazione al 1° gennaio 1994 dell'anzianità maturata nelle qualifiche funzionali equiparate riportando tale anzianità sul sistema di classi e scatti previsto dal comma 5 dell'art. 18 del decreto del Presidente della Repubblica 12 febbraio 1991, n. 171, come fatto ad esempio per il IV livello, cui si attribuisce ai fini economici l'anzianità maturata nella qualifica funzionale equiparata,
si chiede di sapere:
se e di quali informazioni sia in possesso il Ministro in indirizzo;
se non ritenga opportuno accertare il diritto dei ricorrenti alla ricostruzione della carriera per tutto il periodo decorrente dall'assunzione in servizio al momento della transizione nel comparto ricerca.
(4-01263)
MURELLI - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Premesso che:
in data 3 giugno 2024 è stata pubblicata nel bollettino ufficiale della Regione Puglia n. 45 la legge regionale 30 maggio 2024, n. 22, recante "Modifica alla legge regionale 16 febbraio 2024, n. 1 (Programma di eliminazione del carcinoma del collo dell'utero e delle altre patologie HPV-correlate) e misure per l'aumento della copertura della vaccinazione anti Papilloma virus umano (HPV) e misure per la prevenzione delle infezioni da Virus respiratorio sinciziale";
la legge recentemente approvata impone l'obbligo per tutti i giovani dagli 11 ai 25 anni di presentare una certificazione di avvenuta o mancata vaccinazione al papilloma virus (HPV) per potersi iscrivere alle scuole medie, superiori e università;
la legge è stata oggetto di apertura di un'istruttoria da parte del Garante per la protezione dei dati personali in data 28 maggio 2024, sulla base del fatto che, salvo casi specifici, la UE impone un generale divieto di trattamento dei dati sulla salute;
la Regione Puglia ha quindi previsto un obbligo di certificazione per una vaccinazione che non è obbligatoria a livello nazionale, ma è prevista nei livelli essenziali di assistenza;
la normativa vigente permette al personale scolastico di richiedere la certificazione delle vaccinazioni solo ed esclusivamente per quelle obbligatorie;
la sezione affari e studi giuridici e legislativi della Regione, nella scheda dell'analisi tecnico-normativa pubblicata sul sito web regionale, segnala che "è opportuno rendere il testo normativo proposto conforme al dettato costituzionale", evidenziando profili di incostituzionalità per violazione della competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della salute e dei livelli essenziali delle prestazioni, ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione, commi secondo e terzo;
l'articolo 127 della Costituzione prevede che "il Governo, quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della Regione, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione",
si chiede di sapere se non si ritenga che la legge della Regione Puglia n.22 del 2024 ecceda la competenza regionale e se, pertanto, non si ritenga urgente esercitare la facoltà costituzionalmente prevista di impugnazione.
(4-01264)
CUCCHI - Ai Ministri della giustizia e della salute. - Premesso che:
da notizie di stampa si apprende che Vincenzo Pugliese, ragazzo di 22 anni affetto da disturbi psichiatrici quali disturbo bipolare, disturbo della personalità, autolesionismo e inoltre tossicodipendente, è morto nel giugno 2023 a San Sisto, nei pressi di Perugia a seguito di un'overdose da metadone e psicofarmaci;
nel 2021, dopo il suo primo ricovero in psichiatria, gli sono stati diagnosticati disturbi ciclotimici e disturbi della personalità, successivamente classificati come borderline. Questi problemi lo avrebbero spinto verso l'abuso di sostanze stupefacenti, che sono culminati in una polidipendenza, in atti di autolesionismo e in vari episodi di violenza;
nel 2022, la madre si è trovata costretta a denunciarlo per comportamenti aggressivi e alterati. Nonostante il fatto che dopo tali denunce il tribunale competente avesse richiesto un ricovero con "massima urgenza" in una comunità per curare le patologie psichiche e le dipendenze sotto libertà vigilata, niente è stato fatto dalle istituzioni e il ragazzo è rimasto a casa, in una situazione difficile da gestire per la madre e i nonni anziani che lo ospitavano;
in seguito all'esposto della famiglia è stato aperto un fascicolo in procura al fine di indagare sulle circostanze che hanno portato a questa tragedia. I reati ipotizzati sono l'omissione di atti d'ufficio e la morte in conseguenza di altro reato. Dalle indagini risulterebbe che ben due pronunciamenti giudiziari avevano ordinato l'ingresso di Vincenzo Pugliese in una comunità di recupero in modo "improcrastinabile";
l'accesso agli atti effettuato dall'avvocato della famiglia avrebbe rivelato che la comunità indicata dal giudice aveva dato, già in precedenza, la disponibilità all'inserimento di Pugliese, ma a condizione che la richiesta pervenisse attraverso il SERT (servizio per le dipendenze) e il centro di salute mentale, che non avevano ritenuto di richiederla. Proprio per questo il pubblico ministero, su impulso stesso del difensore di Vincenzo Pugliese, aveva richiesto ed ottenuto dal giudice per le indagini preliminari l'ordinanza mai eseguita;
considerato che:
il percorso di trattamento e cura non è mai stato avviato;
il caso descritto rappresenta solo uno fra i tanti, troppi casi in cui la negligenza delle istituzioni ha condotto persone affette da disturbi psichiatrici a compiere gesti violenti, contro sé stessi o contro terzi. Anche quando questi gesti non hanno portato ad estreme conseguenze, è evidente che, a parere dell'interrogante, la gestione di persone affette da problemi psichiatrici, soprattutto se correlata a problematiche di tossicodipendenza, non possa essere di esclusiva responsabilità della famiglia,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della vicenda;
quali azioni intendano mettere in atto affinché venga fatta luce sulle responsabilità che hanno portato alla morte di Pugliese;
quali azioni intendano intraprendere per far sì che persone affette da problemi psichiatrici o comunque pericolose per sé e per gli altri possano ricevere cure adeguate in tempi compatibili ad evitare tragedie e se non ritengano che sia opportuno e urgente intervenire per supportare con strumenti e mezzi adeguati le famiglie che si prendono cura di persone affette da simili patologie.
(4-01265)
DE CRISTOFARO - Al Ministro della salute. - Premesso che in occasione della celebrazione del Giubileo, la città di Roma e molte altre località coinvolte nell'evento, vedranno una presenza di persone di gran lunga superiore a quella, già notevole, del trend ordinario;
considerato che il Servizio sanitario nazionale soffre già di evidenti criticità, soprattutto per tutto ciò che riguarda la medicina d'urgenza e gli interventi di pronto soccorso;
ritenuto che a fronte di prevedibili impegnative situazioni appare opportuno valutare la possibilità di coinvolgere la sanità militare e le sue capacità di intervento per affrontare al meglio eventuali emergenze,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda adoperarsi per definire condizioni e procedure che consentano un significativo concorso delle strutture della sanità militare con le modalità e gli assetti da concordare con gli stessi vertici militari, oltre a prevedere un piano straordinario di assunzioni nel comparto sanitario pubblico per poter ottemperare alla situazione emergenziale.
(4-01266)