Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 103 del 20/09/2023
Azioni disponibili
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIX LEGISLATURA ------
103a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
MERCOLEDÌ 20 SETTEMBRE 2023
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Presidenza del vice presidente CASTELLONE
N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Azione-Italia Viva-RenewEurope: Az-IV-RE; Civici d'Italia-Noi Moderati (UDC-Coraggio Italia-Noi con l'Italia-Italia al Centro)-MAIE: Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d'Italia: FdI; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: LSP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-Patt, Campobase, Sud Chiama Nord): Aut (SVP-Patt, Cb, SCN); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente CASTELLONE
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 10,01).
Si dia lettura del processo verbale.
MAFFONI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento.
Seguito della discussione dalla sede redigente e approvazione del disegno di legge:
(403) ROMEO ed altri. - Disposizioni per la promozione della pratica sportiva nelle scuole e istituzione dei Nuovi giochi della gioventù(Relazione orale)(ore 10,04)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 403.
Ricordo che nella seduta di ieri il relatore ha svolto la relazione orale, ha avuto luogo la votazione degli articoli nel testo formulato dalla Commissione e hanno avuto inizio le dichiarazioni di votofinale.
ALOISIO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALOISIO (M5S). Signora Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, la 7a Commissione permanente è stata chiamata ad esaminare in sede redigente il disegno di legge recante disposizioni per la promozione della pratica sportiva nelle scuole e istituzione dei Nuovi giochi della gioventù, che si propone di promuovere l'attività sportiva presso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado.
Durante la passata legislatura, il MoVimento 5 Stelle ha presentato diversi disegni di leggi in materia di sport, tra cui spicca in particolare l'Atto Senato 646, che detta disposizioni per il potenziamento e la diffusione dell'educazione motoria nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria, prevedendo l'istituzione della figura del docente esperto in educazione motoria e le relative classi di insegnamento. Ricordo anche l'Atto Senato 972, che reca disposizioni in materia di professionismo sportivo e di parità di genere nello sport, a prima firma della senatrice Maiorino.
Entrando ulteriormente nel merito tecnico del provvedimento in esame, il testo si compone di 6 articoli: il primo riconosce la formazione sportiva quale parte integrante del percorso scolastico, a partire dalla scuola primaria, evidenziando come l'educazione motoria e la pratica sportiva costituiscano i valori fondamentali per l'espressione della personalità giovanile.
L'articolo 2 disciplina l'istituzione dei Nuovi giochi della gioventù e prevede che la partecipazione coinvolga gli studenti regolarmente iscritti e frequentanti le scuole statali e paritarie, primarie e secondarie.
L'articolo 3 dispone che l'organizzazione dei Giochi vada coordinata da una Commissione organizzatrice nazionale. In particolare, i Giochi dovranno essere articolati in due sezioni: la prima denominata «Giovani in gioco» e la seconda «Nuovi giochi della gioventù».
L'articolo 4 regola le modalità di definizione per i corsi di avviamento e perfezionamento alle discipline sportive, da stipulare attraverso protocolli annuali e pluriennali tra le istituzioni scolastiche e gli organismi sportivi, con il coordinamento degli enti locali territorialmente competenti.
L'articolo 5 pone invece l'accento sulla prevenzione, prevedendo l'istituzione di un tavolo di lavoro che coinvolgerà i rappresentanti delle associazioni sportive maggiormente rappresentative, della società scientifica e tecnico-scientifica e delle professioni sanitarie.
L'articolo 6, nel normare le disposizioni transitorie e finanziarie, dispone che l'avvio in forma sperimentale dei Giochi avvenga in occasione dell'anno scolastico 2024-2025.
Ciò premesso, evidenzio che il provvedimento è stato oggetto di una cospicua attività emendativa, espletata con l'obiettivo di migliorare un testo che presentava oggettivamente alcune criticità. Ad esempio, a seguito del forte contrasto delle opposizioni, è stato soppresso il comma 4 dell'articolo 2, secondo cui avrebbero dovuto partecipare ai Giochi solo gli studenti con la media della sufficienza nel semestre scolastico precedente a quello di svolgimento della manifestazione sportiva. Inutile dire che questa disposizione avrebbe ghettizzato i nostri giovani, acutizzando il gap tra i meritevoli e i meno meritevoli. Piuttosto, riteniamo che la pratica sportiva sia una palestra di vita e di crescita personale (Applausi), che debba prescindere dal voto scolastico. Un semestre andato male non può pregiudicare ai nostri figli la possibilità di praticare l'attività fisica, che apporta benefici alla loro salute psicofisica, ma soprattutto non dimentichiamo che molte famiglie appartenenti alle fasce sociali meno abbienti non possono nemmeno permettere ai propri figli di praticare lo sport. Pertanto, la scuola potrebbe sopperire a questa criticità.
Il lavoro della Commissione ha permesso di migliorare il testo licenziato dal Governo anche sotto un altro punto di vista, cioè la tutela dei soggetti fragili. Non posso che felicitarmi della modifica emendativa apportata all'articolo 2, che ha previsto per gli studenti con disabilità la partecipazione sia a gare integrate sia a gare appositamente dedicate all'interno della medesima manifestazione, disciplinando anche una sezione dedicata a sport di squadra, dove studenti con disabilità e normodotati possono giocare insieme. Vorrei ringraziare a tal riguardo soprattutto la senatrice Giusy Versace, che si è spesa moltissimo per questo aspetto.
Ringrazio i colleghi della maggioranza e delle opposizioni che hanno sostenuto un emendamento a mia firma che reca l'obiettivo di favorire la parità di genere, disponendo che la partecipazione ai Giochi della gioventù debba tenere conto non solo della regolare frequenza delle attività sportive promosse dagli istituti scolastici, ma anche di un'equa rappresentanza di genere. Spiace tuttavia che sia stata bocciata un'altra mia proposta emendativa per sostenere le famiglie con reddito ISEE inferiore ai 10.000 euro, affinché le spese sostenute per la partecipazione ai Giochi della gioventù venissero finanziate dallo Stato. Evidentemente questa maggioranza non condivide il concetto che deve (o dovrebbe) scandire ogni secondo del nostro operato politico, cioè che nessuno deve rimanere indietro. (Applausi).
Al netto degli emendamenti approvati, che recano anche le firme dei colleghi Pirondini e Barbara Floridia, non posso non evidenziare anche l'approvazione di un importante ordine del giorno della collega Elena Sironi, che impegna il Governo a reperire tempestivamente le risorse necessarie alle reali esigenze delle scuole italiane, con l'obiettivo sia di costituire dei centri sportivi scolastici sia di creare palestre, piscine e campi da gioco. A tal proposito sarebbe opportuno, a seguito dell'accorpamento degli istituti scolastici dovuto anche alla riduzione demografica, usare gli stabili non più utilizzati per l'attività didattica per finalità ludico-sportive. Il Governo dovrebbe utilizzare i fondi del PNRR e i fondi di coesione per la valorizzazione dei beni infrastrutturali già esistenti, con particolare riferimento alla scuola primaria: da Nord a Sud, infatti, a molti studenti è di fatto negato il diritto allo sport.
Evidenzio che gli impianti sportivi, i campetti e le attrezzature presenti presso moltissimi istituti scolastici risultano spesso obsoleti e abbandonati. Inoltre occorre responsabilizzare i cittadini, iniziando dalla scuola primaria, a rispettare la cosa pubblica. Sotto questo profilo il testo che stiamo esaminando ha perso la grande occasione di focalizzare l'obiettivo intorno all'edilizia scolastica fatiscente e in particolar modo sulle palestre e le strutture a disposizione delle scuole. Pertanto è necessario efficientare e ristrutturare laddove occorresse, ripensare anche in chiave green il nostro patrimonio scolastico.
Onorevoli colleghe e colleghi, come era solito ripetere il poeta Giovenale: «mens sana in corpore sano». Lo sport non solo costituisce la migliore forma di prevenzione e crescita psicofisica, ma è anche disciplina, impegno, aiuta a formare la propria personalità, a socializzare e a incanalare le energie dei ragazzi per renderli dei cittadini. Memorabili a tal proposito le seguenti parole pronunciate da Nelson Mandela: lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare, di unire le persone come poche altre cose riescono a fare. Parla ai giovani una lingua che comprendono. Lo sport può portare speranza dove una volta c'era solo disperazione.
Mi vengono in mente le tristi immagini di Caivano e delle tante Caivano che popolano la nostra Italia. (Applausi). Se solo si fosse offerto a molti giovani un modo più sano per intrattenere il proprio tempo, anche iniziando con la pratica sportiva sin dalla tenera età, probabilmente molti di loro avrebbero imboccato vie meno buie. Per questo ritengo che, oltre che incrementare il numero dei manganelli - e mi scuso per aver utilizzato questo termine, perché io penso che l'amore sia il solo mezzo attraverso il quale si veicola la conoscenza -, nei territori difficili vada prima di tutto rafforzato il numero delle scuole, delle palestre, dei luoghi di aggregazione e di vita sociale.
Signora Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, ciò premesso e in considerazione della forte attenzione che il MoVimento 5 Stelle da sempre rivolge alla pratica sportiva, pur ritenendo che questo testo andasse migliorato sotto diversi aspetti, annuncio, a nome della nostra formazione politica, un voto favorevole. (Applausi).
ROMEO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMEO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, come primo firmatario di questo disegno di legge sull'istituzione dei Nuovi giochi della gioventù, desidero ringraziare, in fase di dichiarazione di voto, il Presidente della Commissione cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, il nostro senatore Roberto Marti, e tutti i membri della Commissione per l'impegno e la dedizione che hanno mostrato nel corso dell'esame di questo provvedimento e soprattutto per aver coinvolto in maniera determinante e direi decisiva anche il Governo, che parallelamente stava portando avanti un'iniziativa simile. Questo è stato un grande risultato, perché ha dato e dà forza a una prerogativa che spesso il Parlamento rivendica, ossia quella di non votare solo decreti, ma di portare avanti dei disegni di legge e quindi delle iniziative e delle proposte che provengano direttamente dal Parlamento. Questo è stato forse il risultato più importante, a prescindere da chi sia il primo firmatario. C'è stata collaborazione da parte di tutti e c'è stata anche un'interfaccia diretta con il Governo, che ha portato anche ad un miglioramento del testo. Per questo, il mio primo desiderio è che l'Assemblea rivolga un applauso a tutti i membri della Commissione per il fatto che anche maggioranza e opposizione abbiano lavorato a stretto contatto senza polemiche (Applausi), ma anzi collaborando e soprattutto puntando sul fatto che stiamo parlando di un progetto che riguarda il tema della promozione dello sport all'interno delle scuole.
È inutile ricordare l'importanza dello sport per varie ragioni, soprattutto oggi, quando si parla di dedicare una particolare attenzione al mondo dei giovani per tutto quello che sta accadendo, per le tante devianze che si notano e per i tanti impegni che sono in campo per combattere contro le discriminazioni. Lo sport nella scuola diventa dunque un elemento fondamentale, soprattutto se si vuole costruire una società rispettosa, che abbia dei valori, in quanto nello sport sono insiti alcuni valori fondamentali come la lealtà, l'onestà, la solidarietà, il rispetto delle regole, la disciplina, che è uno degli elementi che, nella società moderna, spesso e volentieri manca a tutti i livelli e che però è un valore molto importante e che fa progredire le società stesse. Una chiave importante è anche quella del ruolo sociale che ha lo sport per avvicinare le persone. Innanzitutto siamo partiti dal rammarico che tante volte in questo Paese, quando interveniamo su qualcosa che funziona, come i Giochi della gioventù, purtroppo siamo capaci di non farla funzionare più. Prima nel 1998 e poi nel 2007 ci sono stati dei cambiamenti: prima sono stati chiamati Giochi studenteschi, poi è stata reintrodotta la denominazione di Giochi della gioventù, ma differenziando tra quelli della scuola primaria e quelli della scuola secondaria. A quel punto, c'è stata una dispersione di risorse e tutto questo ha portato al fatto che un progetto che funzionava e che davvero serviva ad avvicinare i giovani al mondo dello sport, piano piano venisse meno. È un peccato ed è per questo motivo che il Parlamento ha voluto prendere in considerazione una proposta che cercasse, invece, di rimettere al centro questa iniziativa e di far sì che essa potesse davvero avvicinare i giovani anche al livello agonistico, perché lo sport sia veramente un elemento di grande unione. Tutto è finalizzato a coinvolgere i giovani nelle diverse fasi della loro crescita, non solo attraverso lo sport, ma anche con la cultura e l'istruzione.
È molto interessante ed importante il fatto che sia stata dedicata una sezione anche ai disabili, anche e soprattutto con sezioni integrate (Applausi), che è l'elemento innovativo e molto importante, proprio per dare l'idea dell'integrazione che serve. C'è il coinvolgimento sia delle scuole statali sia delle scuole paritarie. Il tutto è diretto a un vero rilancio, anche alla luce della nuova società che è stata costituita, Sport e Salute SpA, con dei compiti precisi, affinché si vada nella direzione - si parla tanto di Unione europea e di direttive europee - di una maggiore integrazione e affinché i ragazzi possano apprendere, attraverso lo sport, gli insegnamenti della vita che possono essere utili anche a contrastare alcuni fenomeni.
Avendo anch'io un figlio, spero che il fatto che si impegni nello sport possa aiutarlo, oltre a imparare i valori, a socializzare, a stare vicino e a rispettare i propri amici e compagni, e anche a stare lontano da alcune situazioni che purtroppo spesso e volentieri portano i giovani su cattive strade, soprattutto nelle zone più degradate, nei quartieri periferici e vicini alla criminalità. Tutto questo può essere d'aiuto e dare anche un segnale. Visto che si parla molto di periferie, magari si potrebbe partire proprio con delle iniziative forti in quelle scuole dove la situazione è più difficile e più degradata. Questo è il nostro auspicio.
Rinnovando i miei complimenti a tutti, annuncio con orgoglio il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier. (Applausi).
RANDO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RANDO (PD-IDP). Signora Presidente, colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, oggi lo sport assume un ruolo da protagonista in quest'Aula, come hanno già ricordato tutti i colleghi intervenuti. Io credo che assuma ancora più valore quando lo associamo alla crescita dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, dei nostri giovani, degli studenti e delle studentesse, quando ci occupiamo e preoccupiamo della loro formazione sportiva e culturale.
Quando penso a quale grande funzione può svolgere lo sport nel nostro Paese, mi viene in mente, a distanza di trent'anni dal suo assassinio, quale importanza gli dava nella sua missione quotidiana don Pino Puglisi. (Applausi). Venerdì scorso è stata una data importante, perché la mafia decise di ucciderlo proprio nel giorno del suo compleanno, il 15 settembre 1993. Don Pino Puglisi e, come lui, don Giuseppe Diana e tanti altri avevano capito che lo sport era uno strumento fondamentale per sottrarre i ragazzi alle grinfie della mafia. Usavano lo sport per insegnare ai ragazzi i valori genuini su cui esso si fonda, e da lì nasceva l'insegnamento più grande: il rispetto delle regole e il rispetto della legalità. Don Pino Puglisi lavorò costantemente perché in quel quartiere complicato qual era il Brancaccio nascesse una polisportiva, una palestra, un luogo di aggregazione sano. Non è un caso che Cosa nostra non vedesse di buon occhio questa iniziativa: il campetto della parrocchia come punto di riferimento, come luogo dove crescere e formarsi, come spazio nel quale la mafia e il metodo mafioso non possono entrare perché incompatibili. Infatti la mafia aveva deciso che a Brancaccio, un quartiere che doveva continuare ad essere sotto il controllo e il dominio mafiosi, lo sport non dovesse trovare spazio.
Don Pino Puglisi aveva capito la potenza educativa della pratica sportiva, il campetto come luogo dove stare insieme, l'etica della partecipazione, lo sport per insegnare a competere guardando sempre l'altro e l'altra come persona, come pratica per insegnare le relazioni, l'inclusione. Don Pino Puglisi ha cercato per anni di far giocare i ragazzi del quartiere. Una volta completati i lavori del campetto, la mafia prese di mira quell'impianto rendendolo oggetto di vandalismi, incendi e furti, perché la mafia tenta sempre di fare questo: distruggere ogni seme di legalità che proviamo a seminare; distruggere ogni tentativo di libertà e riscatto. I mafiosi avevano capito che il campetto, quindi lo sport, stava diventando una meravigliosa forma di educazione civica, fondamentale per lo sviluppo fisico, sociale ed emotivo dei ragazzi e delle ragazze, che con lo sport si insegnava la legalità e si formavano le personalità libere dei ragazzi e delle ragazze del quartiere. (Applausi).
Ecco, io penso che proprio nel solco dell'insegnamento che figure come don Puglisi avevano tracciato trenta anni fa, noi oggi siamo chiamati ad investire sullo sport e sulla formazione dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze. Credo che questo valga ancora di più nei territori complicati, nelle periferie urbane, umane e materiali; pensiamo a Caivano, ai quartieri periferici che continuano a stare al centro della cronaca nera. È lì che noi abbiamo il dovere di intervenire e io credo che dobbiamo farlo prevenendo, agendo sulle giovani generazioni, dando loro valori sani, costruendo per loro una prospettiva di vita, lavorativa e sociale. A nulla serve infatti continuare a pensare che la legalità si ripristini con i blitz. È un tentativo che dura il tempo del blitz, ma la presenza delle Forze dell'ordine e dello Stato è sicuramente necessaria. È però altresì di fondamentale importanza l'investimento nelle scuole, nella cultura e, appunto, nello sport. Anche per questo nella discussione che abbiamo avuto in questi mesi in Commissione ci siamo battuti perché i giochi della gioventù non prevedessero ostacoli. Abbiamo infatti insistito, e ringrazio la maggioranza che su questo tema ha cambiato idea, perché ai giochi potessero partecipare tutti, non solo chi aveva una buona media. Questo non significa non premiare il merito, ma credere nel valore più profondo dello sport come strumento in grado di dare riscatto anche a chi conosce più difficoltà.
Credo sia proprio questo il nostro compito: non lasciare indietro nessuno, accompagnare chi è più in difficoltà anche attraverso lo sport. Ecco perché penso che non avremmo svolto un buon servizio se avessimo previsto di abbandonare anche solo uno studente, prevedendo, come detto nel testo base, di escludere chi in un'età così delicata come quella scolastica potrebbe trovarsi in un momento di difficoltà.
Per il resto il provvedimento su cui in questi mesi abbiamo lavorato in Commissione è un provvedimento rispetto al quale abbiamo sempre avuto un atteggiamento di condivisione e propositivo. Abbiamo sempre fatto proposte concrete, presentando diversi emendamenti che sono stati discussi, ma spesso anche accolti. Per questo devo ringraziare il presidente della Commissione, senatore Roberto Marti, che ha mostrato sempre attenzione per portarci ad un testo condiviso, diventato così un testo di legge quasi identico a quello proposto alla Camera dal collega del Partito Democratico, onorevole Mauro Berruto. Come dicevo, l'impianto su cui questa legge si fonda ci trova sicuramente d'accordo; si parla di formazione sportiva quale strumento di apprendimento cognitivo, formativo, relazionale e di socializzazione, come formazione completa dell'individuo, perché agisce nella mente e nel corpo della persona per formare personalità. Si sposa indubbiamente bene con il tentativo, che sono certa arriverà a compimento questa settimana, di inserire lo sport nel testo della nostra Costituzione come valore e principio costituzionale, come rilevato anche da altri colleghi intervenuti prima di me. La modifica che le Camere hanno già approvato, all'ordine del giorno della seduta di domani dell'altro ramo del Parlamento per un'altra lettura, integrerà l'articolo 33 prevedendo che la Repubblica riconosca il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in tutte le sue forme. È una modifica che sottolinea l'importanza dello sport dal punto di vista civile, sociale e culturale. È un'azione congiunta che mostra una particolare attenzione delle Istituzioni verso lo sport, provando a garantire strutture all'altezza di tutti, a colmare lacune che ancora oggi non permettono l'accesso alla pratica sportiva in modo paritario.
Sono ancora troppi infatti i divari che caratterizzano il nostro Paese, soprattutto tra Nord e Sud. Su questo aspetto il rilancio dei Nuovi giochi della gioventù può sicuramente rappresentare un'occasione. Lo dico pensando anche alla grande funzione che lo sport svolge nei luoghi e nei territori carenti di infrastrutture e di servizi. In tali luoghi lo sport potrà costruire comunità più larghe e più forti. Dobbiamo pensare ai Nuovi giochi della gioventù, e ai Giochi della gioventù che molti di noi hanno conosciuto e a cui hanno partecipato, non solo come gare, ma come palestra di relazioni e di responsabilità. Una responsabilità sociale. Ogni ragazzo e ragazza che si avvicina allo sport, che si appassiona e si impegna, rappresenta potenzialmente un bambino sottratto al reclutamento da parte della criminalità oppure alle vecchie e nuove solitudini e fragilità. Questo vale ancora di più in tante periferie delle nostre città.
La partita da giocare e da vincere è quella che ci chiama a cogliere l'occasione e l'opportunità che ci offrono i Nuovi giochi della gioventù: lanciare messaggi concreti di speranza. Devono essere l'occasione per diffondere, sensibilizzare e condividere una serie di contenuti utili per un senso civico delle studentesse e degli studenti.
La preparazione alla gara non deve essere solo tecnica ed atletica, ma deve essere affiancata ad una preparazione sociale, deve educare al rispetto della comunità, alle relazioni, alle emozioni. Avremmo voluto aprire i Giochi della gioventù anche ad altre arti, quali la musica, la poesia, il cinema, la letteratura. Non è passata la nostra linea, ma continueremo a lavorarci.
Nonostante questo aspetto, riteniamo che la Commissione abbia fatto un buon lavoro e che quello che ci apprestiamo a votare sia un buon testo. Per queste ragioni, signora Presidente, annuncio il voto favorevole del Gruppo Partito Democratico. (Applausi).
MARCHESCHI (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARCHESCHI (FdI). Signor Presidente, onorevoli colleghi, consentitemi di esprimere soddisfazione oggi per l'approvazione di questo disegno di legge sui Giochi della gioventù. Celebriamo, in effetti, una settimana vera e propria dello sport, perché, in contemporanea, oggi si vota definitivamente l'inserimento dello sport in Costituzione. È un traguardo molto importante, per chi ama lo sport ma anche per chi vede lo sport come una visione di Governo e una disciplina importante per il Paese in modo trasversale.
Noi voteremo favorevolmente e con convinzione questo disegno di legge, che segue una logica di Governo già portata avanti nella passata legislatura da Fratelli d'Italia, con il provvedimento per l'introduzione dello sport in Costituzione, ma anche in questa legislatura, da colleghi, che voglio ringraziare, come il senatore Antonio Iannone, primo firmatario della legge per l'introduzione dello sport in Costituzione.
Il disegno di legge oggetto della nostra approvazione è a prima firma del senatore Romeo, che ringrazio per la sensibilità, ma anche per l'umiltà con la quale si è posto alla Commissione. Tale provvedimento ha avuto un iter molto veloce, grazie alla collaborazione di tutti i colleghi della 7ª Commissione e al lavoro svolto in modo proficuo e veloce dal presidente Marti. Il provvedimento al nostro esame vede, di fatto, il rilancio dello sport scolastico tramite i Giochi della gioventù. E mi preme sottolineare, perché ovviamente ciò è stato evidenziato poco dagli interventi dei colleghi dell'opposizione, come tale evento sia stato interrotto ben due volte, da quando è stato inserito nel 1968. I giochi sono stati soppressi, sì, due volte per mancanza di fondi, ma, consentitemi di dirlo, anche per mancanza di volontà politica.
Nell'analisi dei vari colleghi, io ho sentito una disamina di quelle che sono state le motivazioni per avere eliminato i Giochi della gioventù, ma nessuna assunzione di responsabilità. Io credo, invece, che ci siano delle responsabilità politiche dei Governi precedenti, in particolare dei Governi di sinistra, che hanno diminuito, fra l'altro, anche di 60 milioni di euro gli stanziamenti previsti per l'impiego dei docenti nel pomeriggio, al massimo al 25 per cento delle istanze. Quindi, c'è stata una volontà politica di sopprimere i Giochi della gioventù, che oggi noi rimarginiamo con questo intervento, per fortuna in modo unanime. (Applausi).
Per noi del Governo Meloni è chiaro che la pratica sportiva è una priorità. La testimonianza di questa visione centrale dello sport l'abbiamo avuta dal fatto che ben sei Ministri hanno firmato un protocollo sul tema dei Giochi della gioventù. E non si tratta di Ministri di poco conto: oltre a quello dello sport e dei giovani, c'erano le firme dei Ministri dell'istruzione e del merito, della salute, dell'agricoltura, di quello per le disabilità e dell'ambiente. Tutti quanti consideriamo lo sport come un'opportunità trasversale, valutandolo finalmente come un potente strumento di forza evocativa e culturale.
Approfitto per ringraziare in particolare il ministro Abodi, che ha seguito sempre in Commissione i nostri lavori (Applausi), e poi anche tutti gli altri Ministri che, con grande rispetto istituzionale, hanno lasciato l'iniziativa legislativa al Parlamento, cosa non banale e non scontata. Si intenda bene che per noi conservatori non si tratta solo di un banale ripristino di una tradizione sportiva. Certamente noi intendiamo conservare lo spirito fortemente fondante e ispiratore di Giulio Onesti, che nel 1968, come presidente del CONI, sottolineava l'opportunità di allargare in modo considerevole la base degli sportivi del nostro Paese e di far conoscere la gioia e i vantaggi dello sport a coloro che non lo hanno ancora conosciuto. Questa è la finalità dei giochi della gioventù.
Per noi del centrodestra, quando si parla di sport, è chiaro che non si parla solo di attività fisica, ma si parla anche di comunità, di inclusione, di pari opportunità e del recupero di quei luoghi dello sport che per noi sono luoghi di umanità, come è recentemente accaduto di fatto, e non solo a parole, con la visita del nostro Governo e del nostro presidente Giorgia Meloni a Caivano. Ma si parla anche di sviluppo personale, di sviluppo della salute, di formazione di un tessuto sociale capace di sostenere i giovani nel loro percorso fino all'età adulta.
Non entro nello specifico del provvedimento, ma mi limito a ricordare che sarà a grosse linee in due fasi: ci sarà il gioco sport, principalmente nei primi anni di scuola, come un approccio pedagogico e con attività motoria, per poi passare, in una fase di crescita dei ragazzi, dalla quarta e dalla quinta elementare fino alle superiori, ad un'attività motoria principalmente rivolta alla pratica agonistica, seguendo la disciplina più idonea alle inclinazioni e al talento.
Concludo dicendo quello che è il cuore della nostra visione politica. Per noi investire nei giochi della gioventù e nello sport non è un costo, ma è un investimento nel nostro futuro collettivo; un investimento che porterà frutti non solo nelle medaglie vinte o nei trofei alzati, ma anche nella formazione di cittadini più consapevoli, attivi e impegnati; un investimento quindi sui giovani e sui loro talenti. Finalmente tornano i giochi della gioventù e con il centrodestra lo sport torna a essere centrale nelle politiche di governo della nostra Nazione. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.
(Segue la votazione).
Il Senato approva all'unanimità. (v. Allegato B). (Applausi).
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Comunico che, previa intesa tra i Gruppi, la discussione della relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla domanda di autorizzazione a procedere in giudizio, ai sensi dell'articolo 96 della Costituzione, nei confronti del dottor Corrado Clini è rinviata ad altra data.
Discussione del documento:
(Doc. IV-ter, n. 1) Richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore Maurizio Gasparri (ore 10,38)
Approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento: «Richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore Maurizio Gasparri, per il reato di cui all'articolo 595, terzo comma, del codice penale (diffamazione col mezzo della stampa), trasmessa dal Tribunale di Roma il 16 febbraio 2018».
La relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è stata stampata e distribuita.
Ricordo che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato, a maggioranza, di proporre all'Assemblea di ritenere che le dichiarazioni rese dal senatore Maurizio Gasparri costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
Chiedo al relatore, senatore Rastrelli, se intende intervenire.
RASTRELLI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo sforzo del relatore in questa procedura di insindacabilità sarà, da un lato, quello di conciliare completezza della relazione integrativa ed essenzialità nella prospettazione all'Assemblea e, dall'altro, quello di astenersi da considerazioni squisitamente politiche e di attenersi, per contro, a considerazioni più strettamente tecnico giuridiche, sul solco del dettato costituzionale e della prassi parlamentare.
Il caso che occupa oggi l'Assemblea e che è stato deferito alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari dalla Presidenza del Senato riguarda una procedura di insindacabilità, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, con riferimento al presidente senatore Maurizio Gasparri. La procedura si inserisce nell'ambito di un procedimento penale che la Giunta ha esaminato, deliberando a maggioranza nel senso della ritenuta insindacabilità.
Il senatore Gasparri risulta indagato, ai sensi dell'articolo 595 del codice penale, per il reato di diffamazione con mezzo della stampa, a seguito di una querela sporta dalle signore Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, riferita a un post pubblicato nel gennaio del 2015 sull'applicazione social Twitter, il cui tenore letterale, per conoscenza dell'Assemblea, è il seguente: «Vanessa e Greta, sesso consenziente con i guerriglieri? E noi paghiamo! Forza Italia».
Va precisato all'Assemblea che Vanessa Marzullo e Greta Ramelli giunsero in Siria nel 2014 quali volontarie nell'ambito di un progetto di cooperazione finalizzato a fornire in loco aiuti medici e sanitari. Le due cooperanti furono poi rapite ad Aleppo nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto del 2014 e liberate soltanto alcuni mesi dopo, laddove alcune fonti qualificate dell'epoca asserirono che ciò fosse avvenuto a seguito del pagamento di un riscatto da parte delle autorità dello Stato italiano.
Contestualmente alla pubblicazione di questo post sul social network, si sviluppava un dibattito parlamentare in Aula, in modo particolare nella seduta assembleare del gennaio 2015. Il dibattito parlamentare fu particolarmente vivo e allo stesso prese parte anche il senatore presidente Gasparri. All'esito di tale dibattito, particolarmente acceso, ci fu anche chi giunse, per effetto di quelle dichiarazioni, rese anche intramoenia, a richiedere le dimissioni del presidente Gasparri.
A questo punto, in tema di applicazione puntuale del dettato costituzionale, è opportuno richiamare che la giurisprudenza costante della Consulta ritiene che le dichiarazioni extramoenia, quindi rese al di fuori del dibattito parlamentare, siano coperte dalla prerogativa della insindacabilità, a condizione che vi sia un nesso funzionale con l'esercizio del mandato parlamentare e che quindi vi sia una coincidenza contenutistica sostanziale tra le dichiarazioni rese in Aula (intramoenia) e quelle rese al di fuori dell'Aula parlamentare, ad esempio con un'intervista, ma anche con uno strumento social.
La Giunta delle elezioni e dell'immunità parlamentari ha ritenuto senza dubbio che, nel caso specifico del senatore Gasparri, il nesso funzionale sia pacifico ed evidente, atteso che - ictu oculi - è possibile ravvisare una esatta corrispondenza sostanziale tra le dichiarazioni rese. In modo particolare il dibattito parlamentare del 19 gennaio del 2015 ebbe a oggetto proprio ed esclusivamente il tema dei rischi e delle criticità legati al volontariato in zone rischiose.
Sotto altro profilo, sempre in materia tecnica, bisogna comprendere se vi sia idoneità dell'intervento rispetto all'articolo 68, primo comma, della Costituzione. In questo soccorre la legge applicativa (l'articolo 3 della legge n. 140 del 2003), che ritiene protette dal tema dell'insindacabilità tutte le attività di ispezione, divulgazione, critica e denuncia politica connessa alla funzione parlamentare, espletate anche al di fuori del consesso parlamentare.
In questo senso, gli interventi della Corte costituzionale, in realtà già prima della legge applicativa, ma soprattutto dopo in termini di interpretazione autentica della norma, stabilivano che andasse coperta dal tema dell'insindacabilità ogni attività, anche estranea all'aura parlamentare, manifestata in atti, anche individuali, purché costituenti estrinsecazione delle facoltà proprie del parlamentare in quanto membro dell'Assemblea; questo superando il tema pregresso della tendenziale indefettibilità del collegamento tra la sede delle istituzioni, cioè il luogo in cui venivano espresse le opinioni, e la vita all'esterno delle Aule parlamentari.
Quindi, non vi è stato dubbio all'interno della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari che le dichiarazioni rese attraverso questo strumento dal senatore Gasparri andassero ricomprese in quelle da ritenere insindacabili, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione. (Applausi).
PRESIDENTE. Poiché non vi sono iscritti a parlare in discussione, passiamo alla votazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.
SCALFAROTTO (Az-IV-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (Az-IV-RE). Signor Presidente, intervengo volentieri per spiegare all'Assemblea quale sarà la nostra posizione.
Il Gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe parte dall'idea che l'articolo 68 della Costituzione sia uno strumento fondamentale per l'esercizio dell'attività parlamentare e che sia in particolare necessario per lo svolgimento di una corretta, ordinata e ricca vita democratica. I parlamentari, in linea di massima, hanno la necessità operativa, proprio per dar vita e linfa alla nostra vita democratica, di potersi esprimere con la maggior libertà e il maggior agio possibile, perché le loro dichiarazioni, soprattutto quelle rese in quest'Aula, esprimono la volontà popolare. La volontà popolare talvolta si esprime anche in modo colorito e forte. La dialettica che si svolge in queste Aule risponde a dinamiche che sono forse più accese di quelle della vita esterna a quest'Aula.
È per questo che i nostri Costituenti, nella loro saggezza e lungimiranza, decisero di introdurre un elemento che evidentemente è di garanzia e va ad alterare i normali equilibri della vita civile e del dibattito tra i nostri concittadini all'esterno delle Aule parlamentari. Se un una persona utilizza espressioni offensive nei confronti di un'altra persona, la legge giustamente prevede che la persona che si è sentita offesa possa ricorrere alla giustizia per vedersi riconosciuto il torto subito ed è giusto che sia così, perché evidentemente non vogliamo che le persone si facciano giustizia da sole. Deleghiamo all'autorità giudiziaria e alla sua terzietà la valutazione della gravità delle affermazioni fatte e della loro idoneità a ledere il prestigio della persona che è stata offesa.
Questo equilibrio viene modificato dalla Costituzione, in cui si dice al cittadino "x" o cittadino medio: se a dire qualcosa che sembra offendere la tua onorabilità è un parlamentare nell'esercizio delle sue funzioni, purtroppo il tuo interesse a preservare la tua onorabilità deve cedere il passo alla libertà del parlamentare, perché quella libertà serve a dare linfa e vita autentica alla nostra democrazia.
Quindi noi dobbiamo sempre avvicinarci con questa ottica quando discutiamo di immunità e io dico che dobbiamo farlo dando pienezza all'articolo 68 della Costituzione. Io trovo che questa eccezione alla possibilità del cittadino di difendersi da un'offesa sia giustificata, dolorosa se vogliamo, ma dovuta se vogliamo fare in modo che in quest'Aula si sia liberi di esprimere le opinioni che il popolo, eleggendoci, ci ha chiesto di esprimere. Non possiamo quindi camminare sulle uova, ma dobbiamo poter parlare.
Pertanto, il nostro atteggiamento - quando discuteremo del caso successivo lo confermerò ancora - è che normalmente l'articolo 68 della Costituzione vada applicato, se possibile. Tuttavia, nel caso specifico di cui ci stiamo occupando credo che andiamo fuori da quanto esso dispone. Il famoso tweet del senatore Gasparri (quello nel quale diceva: sesso consenziente coi terroristi e noi paghiamo) dice sostanzialmente due cose. Nella sua espressione il senatore Gasparri dice due cose: da un lato, pone un tema politico relativo alla gestione degli ostaggi che la nostra Repubblica fa quando degli italiani vengono catturati all'estero e, quindi, pone un tema sulla gestione degli ostaggi, ossia se dobbiamo pagare per liberare gli italiani che siano stati sequestrati all'estero. Nel tweet, però, ne pone anche un altro: parla di sesso consenziente, e cioè dice che le due concittadine siano andate lì per questo (al di là del pagamento, al di là del sequestro), che le due persone siano partite per la Siria perché desiderose di fare sesso consenziente con i terroristi. Quando si viene a discutere in quest'Aula di questa vicenda e la discussione viene iniziata da un intervento contrario della senatrice De Petris, il senatore Gasparri interviene, ma sostanzialmente anche nelle sue dichiarazioni dice che delle sue opinioni per quanto riguarda i riscatti, i rapimenti e il terrorismo, conserva le sue tesi che verranno discusse nei luoghi a ciò deputati e non certamente in quel momento. Pertanto, il senatore Gasparri riafferma la sua opinione politica sulla tematica del terrorismo e degli ostaggi e questa è sicuramente da considerarsi coperta dall'articolo 68 della Costituzione. Tuttavia, sulla vicenda sul sesso consenziente, che era stata pure sollevata dalla senatrice De Petris, il senatore Gasparri dice di scusarsi se qualcuno si è sentito offeso del fatto che sia stata rigirata una domanda. Questa francamente non mi sembra un'opinione politica, una valutazione politica di un fatto.
Devo anche aggiungere una delle cose che il senatore Gasparri ha detto alla Giunta: io ho soltanto ritwittato qualcosa che era stato detto da altri, ma è evidente che il retweet fatto da un personaggio pubblico ovviamente attribuisce a quel messaggio una visibilità che altrimenti non avrebbe avuto. Pertanto, questo aspetto lo terrei completamente al di fuori.
Dal nostro punto di vista certamente dobbiamo avere un occhio di grande attenzione quando riteniamo che l'articolo 68 della Costituzione non sia applicabile, perché in linea di principio riteniamo che lo debba essere. In questo specifico caso, però, noi consideriamo che la parte relativa alla gestione del terrorismo, ostaggi e quant'altro sia sicuramente parte dell'attività politica anche svolta in quest'Aula dal senatore Gasparri e sia chiaramente insindacabile. Riteniamo invece che la condotta, l'accusa e l'affermazione che le due concittadine fossero andate lì per fare del sesso consenziente costituiscano un fatto diverso, distinto e separato da quello relativo al pagamento del riscatto (e noi paghiamo, per intenderci). Quindi, riteniamo che in questo caso l'articolo 68 della Costituzione non possa essere applicato.
LOPREIATO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOPREIATO (M5S). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, l'Assemblea è chiamata a votare in merito alla richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità nell'ambito di procedimento per diffamazione aggravata pendente nei confronti del senatore Gasparri, sulla quale la Giunta si è espressa scudando lo stesso in quanto le opinioni espresse ricadrebbero nell'articolo 68 della Costituzione quale opinione espressa nell'esercizio delle sue funzioni. Riassumo il tutto in due parole: una farsa. (Applausi). È una farsa sotto tutti i punti di vista, sia tecnico che politico. Quanto al profilo tecnico, sarò breve, perché veramente c'è poco da dire.
Con la relazione della Giunta affrontiamo la materia del fantadiritto. Da avvocato ho studiato diritto penale, amministrativo e civile, ma devo candidamente ammettere che nel mio corso non ho mai studiato il fantadiritto, non era ancora materia di esame, nemmeno complementare. Nella relazione si citano le ormai solite, notissime sentenze della Corte costituzionale e si ripete sempre l'assunto che, a prescindere dal tenore delle dichiarazioni intramoenia rese, le stesse siano sufficienti a scudare la condotta grazie al nesso funzionale con l'esercizio del mandato parlamentare, basato sulla corrispondenza tra le opinioni espresse all'esterno e quello espresso nell'ambito delle attività parlamentari.
Ricordo a me stessa che la Corte costituzionale e la Corte di cassazione hanno in più occasioni delineato l'esatto ambito di operatività del precetto costituzionale, evidenziando in particolare la necessaria sussistenza di un nesso funzionale tra la condotta che si assume essere delittuosa e le specifiche iniziative ed attività parlamentari, le quali non dovranno essere ascrivibili a questioni che siano meramente politiche. A chi volesse andarsi a leggere le sentenze, le ricordo: quella della Corte costituzionale n. 120 del 2004, quelle della Cassazione n. 35523 del 2007 e n. 21320 del 2014. Non è quindi sufficiente l'assunto che il fatto sia stato posto in essere in un luogo politico, ma necessiterebbe di un raccordo con le specifiche iniziative di attività parlamentari. Ma vi è di più: occorre anche citare la sentenza della Cassazione (sempre per chi è interessato, la n. 32862 del 2019), laddove richiede, ai fini di una eventuale pronuncia di insindacabilità, un legame fra l'attività parlamentare e l'attività esterna, tale che questa venga ad assumere una finalità divulgativa della prima.
A questo punto, analizziamo i fatti e partiamo proprio dalle parole usate dallo stesso senatore Gasparri, richiamate anche dal senatore Scalfarotto: «Vanessa e Greta, sesso consenziente con i guerriglieri? E noi paghiamo». Questo è il post pubblicato su Twitter il 18 gennaio 2015. Verifichiamo quindi la corrispondenza contenutistica sostanziale con l'intervento reso in corso di seduta dell'Assemblea del 19 gennaio 2015. Intanto, c'è da sottolineare che è la senatrice De Petris a sollevare la questione, stigmatizzando il post proprio in quell'occasione in Aula. Dopodiché, presero la parola altri cinque senatori e poi replicava il senatore Gasparri, all'epoca vice Presidente del Senato, il quale testualmente afferma: «Signora Presidente, ovviamente non concordo con la proposta della senatrice De Petris, mentre apprezzo l'invito alla prudenza del senatore Zanda, che penso debba riguardare sia l'uso dei social network, sia le azioni del volontariato in territori rischiosi. Ovviamente, se qualcuno si è offeso del fatto che sia stata rigirata una domanda (...), perché di questo si è trattato, mi scuso con chi si è ritenuto offeso. Per quanto riguarda i riscatti, i rapimenti e il terrorismo, conservo le mie tesi che discuteremo nei luoghi a ciò deputati, e non certamente in questo momento».
Spiegatemi come può un intervento del genere essere sufficiente al fine di far scattare le guarentigie di cui all'articolo 68 della Costituzione. L'unica cosa che emerge ictu oculi è - come scritto nella relazione della Giunta - non la corrispondenza tra atto intra ed extramoenia, bensì le scuse postume che il senatore Gasparri è stato costretto a fare in relazione alla richiesta di dimissioni formulata dalla senatrice De Petris, nonché l'invito a discutere le questioni nel luogo a ciò deputato. All'epoca, infatti, anche il senatore Gasparri non considerava un luogo adatto alla discussione l'Aula del Senato. Immagino invece si riferisse proprio a un'aula di tribunale. Ebbene, siamo d'accordo con il senatore Gasparri: ne discuta in tribunale e dia seguito a un sacrosanto procedimento.
Sorprende, ma fino a un certo punto, anche la tempistica dell'esame di tale provvedimento. Tale atto fu deferito alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari il 18 luglio 2018. Perché l'esame non fu concluso nella scorsa legislatura? Perché è stato messo all'ordine del giorno solo ora che il centrodestra detiene la maggioranza? Chi era il Presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari nella scorsa legislatura? Come direbbero i francesi, ça va sans dire.
C'è da fare una valutazione generale sul ruolo che il Regolamento del Senato impone alla Giunta. Essa si colloca nel novero degli organismi paragiurisdizionali, imponendo che le decisioni prese debbono essere basate su precisi presupposti di fatto e di diritto, come accade nell'applicazione di qualsiasi istituto giuridico. Purtroppo, questo organismo sta assurgendo a un organo assolutamente politico, anzi direi politico per eccellenza, che prende decisioni fondate su presupposti corporativisti piuttosto che su un'attenta lettura delle carte. (Applausi).
Cosa dobbiamo aspettarci noi da questa maggioranza? Ricordiamo con orrore la votazione del 5 aprile 2011, quando 232 deputati dell'allora PdL votarono che Ruby la notte del 27 maggio 2010 era per lo Stato italiano la nipote di Mubarak. Chissà se l'ha votato anche il senatore Gasparri.
Per queste ragioni, dichiaro il voto contrario alla relazione della Giunta. (Applausi).
STEFANI (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STEFANI (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, oggi discutiamo i documenti della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari su casi di diffamazione che spesso accadono e che aprono una discussione e una riflessione sui rapporti stessi fra l'espressione di un diritto di critica, l'espressione di un'opinione e l'attività politica in sé.
Ricordiamo che l'articolo 68 della Costituzione prevede una guarentigia. Ricordo anche ai colleghi che si sono espressi prima di me che la legge n. 140 del 2003 ritiene che l'articolo 68 copra non solo le dichiarazioni rese in Aula, ma anche la presentazione dei disegni di legge, degli emendamenti e degli ordini del giorno, qualsiasi espressione di voto e ogni altro atto parlamentare, ogni altra attività di ispezione, di divulgazione, di critica e di denuncia politica connessa alla funzione di parlamentare. Quindi l'attività che viene resa extra moenia e l'attività che viene resa intra moenia, se dovessimo anche tenere conto del mutamento dei tempi, non possono essere così rigorose e matematiche. Bisogna tenere conto che, da quando è stata scritta la Costituzione ad oggi, l'attività del parlamentare è anche mutata in sé. Se potevamo pensare che l'onorevole Aldo Moro si esprimesse e facesse politica all'interno dell'Aula attraverso i suoi interventi articolati, oggi vediamo invece un'attività politica che non si esaurisce nell'attività in Assemblea o in Commissione, ma che molto viene estrinsecata all'esterno.
Le decisioni che prendiamo in Giunta da anni devono vincere una forma di equilibrismo nel cercare di far ricomprendere anche delle ipotesi che devono essere riviste, proprio perché l'attività della politica oggi e l'attività del parlamentare non possono esaurirsi qui, ma anzi vengano estrinsecate soprattutto all'esterno.
Dobbiamo anche ricordare che, nel corso dell'esame dei vari casi in Giunta, sono emerse delle lacune nella stessa normativa oggi prevista. Ci siamo posti anche il tema dell'espressione di un'opinione, che magari poi viene censurata a titolo di diffamazione, anche da membri del Governo che non ricoprono la veste di parlamentare o comunque sic et simpliciter da membri del Governo che, non potendo intervenire in Aula, magari rischiano di non poter avere la copertura del nesso funzionale con l'attività parlamentare. Questo potrebbe e dovrebbe portare - a mio avviso - a una sorta di ampliamento delle ipotesi, proprio per adeguarsi a questo cambiamento di mores; cambiamento di mores nel senso che oggi la critica politica non si esaurisce magari in forbiti interventi, ma spesso ha anche delle espressioni magari più aspre e dure che fanno parte del modo stesso in cui sono cambiate le modalità attuali del dibattito. In realtà il caso del senatore Gasparri, che noi andiamo a trattare oggi, rientra pienamente - a nostro avviso - all'interno della portata e della copertura normativa prevista dall'articolo 68 della Costituzione, trattandosi di un'espressione che viene riportata sui diabolici mezzi - come li definisco io - cosiddetti social, e un'attività che invece è stata svolta pienamente all'interno di questa Aula in una seduta di Assemblea del 2015 (alla quale ero presente), forse il giorno dopo del tweet, dove si discusse della questione.
Ammesso e non concesso, il tema del sequestro e dei riscatti su dinamiche internazionali non è certo esauribile ed esaurito in quel dibattito dell'Assemblea, trattandosi comunque di tematica politica ampiamente discussa e appartenente di certo alla proprietà e alle argomentazioni portate avanti dal senatore Gasparri.
Per tale ragione riteniamo che in tal caso il nesso funzionale sia veramente pieno, pur lasciando delle considerazioni nell'ambito della valutazione di quello che è il diritto di critica.
Per quanto riguarda invece le decisioni prese dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari e il fatto se esse possano o meno essere considerate politiche - come rilevato dalla collega che mi ha preceduto - se noi consideriamo le decisioni che sono state prese nella Giunta sul caso riguardanti Matteo Salvini, possiamo dire che in quel caso veramente abbiamo avuto delle decisioni pesantemente politiche (Applausi) al di fuori di quelle che erano delle valutazioni cui è chiamato ciascun membro della Giunta delle elezioni.
Confermiamo pertanto il voto favorevole del Gruppo Lega alla relazione proposta dal senatore Rastrelli. (Applausi).
BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BAZOLI (PD-IDP). Signor Presidente, abbiamo ascoltato la relazione del relatore che peraltro ha riportato già le considerazioni che vennero fatte nella Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla vicenda. Dal punto di vista giuridico, le considerazioni sono anche condivisibili.
È stata fatta una panoramica con la quale si è sottolineato come le espressioni e le opinioni espresse fuori da quest'Aula, che possono avere anche contenuto diffamatorio, siamo coperte dalla guarentigia ex articolo 68 laddove vi siano atti tipici, come interrogazioni o interventi in Assemblea, che riportano quasi integralmente o pressoché integralmente il contenuto delle dichiarazioni espresse fuori da essa. Ciò corrisponde alla necessità di difendere la libertà dei singoli parlamentari che devono poter esprimere ogni critica politica senza il rischio di incorrere in procedimenti anche di diffamazione a loro carico. È un principio condivisibile che è stato anche enunciato in maniera molto chiara dal collega Scalfarotto. Noi condividiamo la necessità di difendere con grande attenzione questa prerogativa, questa caratteristica legata alla funzione parlamentare e delineata in maniera molto chiara dall'articolo 68 della Costituzione. Tuttavia, dobbiamo stare attenti - come abbiamo detto tante volte - a non trasformare questa garanzia, questa guarentigia riguardante l'attività di parlamentare, in un privilegio a scapito dei diritti delle persone e dei cittadini. (Brusio).
Prima la senatrice Stefani ha fatto una affermazione in parte condivisibile...
PRESIDENTE. Scusi, senatore Bazoli, ma devo interromperla brevemente. Colleghi, vi prego di non scattare foto in Aula e di ridurre il brusio che, soprattutto proveniente dal lato destro dell'emiciclo, rende impossibile per me ascoltare.
BAZOLI (PD-IDP). Signor Presidente, dicevo che la senatrice Stefani ha fatto una affermazione in parte condivisibile. Ella ha detto che è cambiata l'attività politica, che la critica politica spesso si è caricata anche di colori, di significati ulteriori. Insomma, molto spesso si utilizzano anche espressioni colorite.
La senatrice Stefani si è però dimenticata di riferire che questo criterio di valutazione, anche delle parole che vengono dette dai parlamentari, si applica alla battaglia politica, cioè alla critica politica che riguarda la battaglia politica che si fa uno nei confronti dell'altro. (Applausi). Quando un esponente politico viene attinto da una critica politica molto forte, si può ritenere che essa non abbia carattere diffamatorio, perché oggi questo è il costume. Oggi, cioè, la critica politica si carica molto spesso anche di termini e di epiteti che fuori sarebbero consigliato offensivi, ma che dentro l'agone della politica non è giusto vengano considerati tali.
Qui, però, stiamo parlando di una cosa diversa, perché stiamo parlando di espressioni, proferite da un esponente politico autorevole e noto, nei confronti di privati cittadini. Quindi, in questo caso, il criterio espresso prima dalla senatrice Stefani non può applicarsi, perché non si tratta, appunto, di una critica politica che si può applicare alla battaglia politica. Sono parole pronunciate nei confronti di due cittadine che sono state rapite.
Anche qui, attenzione: come abbiamo già detto altre volte, noi non possiamo allargare l'articolo 68 della Costituzione fino a ricomprendere le offese personali. Questo è il punto, cari colleghi parlamentari. Non si possono ricomprendere le offese personali nell'ambito delle guarentigie di cui all'articolo 68. (Applausi).
E cosa c'è di più offensivo di una frase, scritta su Twitter, che dice: "Vanessa e Greta, sesso consenziente con i guerriglieri? E noi paghiamo!". Queste sono le parole pronunciate e scritte su Twitter.
La chiara attitudine offensiva di tali parole non può essere scriminata neanche da un intervento in Aula del giorno successivo, nel quale il senatore Gasparri si è scusato. Esse non costituiscono una critica politica e dunque non appartengono al novero della critica politica coperta dall'articolo 68.
Queste sono le ragioni per le quali noi, pur apprezzando la veste giuridica e la costruzione giuridica data dal relatore alla vicenda, non possiamo condividerne le conclusioni. Le caratteristiche offensive di quelle parole pubblicate su Twitter, infatti, non possono mai essere coperte dalla guarentigia di cui all'articolo 68. Ed è un errore che noi facciamo oggi se invece diciamo il contrario, perché in tal modo allarghiamo troppo la nostra guarentigia, trasformandola in un privilegio inaccettabile. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di deliberare che le dichiarazioni rese dal senatore Maurizio Gasparri costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi).
Discussione del documento:
(Doc. IV-ter, n. 5) Richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento civile nei confronti dell'onorevole Nicola Morra, senatore all'epoca dei fatti (ore 11,15)
Approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento: «Richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento civile nei confronti dell'onorevole Nicola Morra, senatore all'epoca dei fatti, procedimento civile n. 280/2017 R.G., trasmessa dal Tribunale di Lamezia Terme il 22 novembre 2022».
La relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è stata stampata e distribuita.
Ricordo che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha proposto, a maggioranza, all'Assemblea di deliberare che le dichiarazioni rese dall'onorevole Nicola Morra, senatore all'epoca dei fatti, costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
Chiedo al relatore, senatore Bazoli, se intende intervenire.
BAZOLI, relatore. Signor Presidente, intervengo per dare conto delle valutazioni che ha fatto la Giunta, ricordando che questo procedimento è originato da una vicenda nella quale l'onorevole Morra è stato citato in giudizio da una società cooperativa, la "Malgrado Tutto srl", in relazione ad alcune affermazioni da lui proferite nel corso della trasmissione televisiva "L'Arena", in onda su Rai 1 il 10 aprile 2016, ritenute dalla società diffamatorie e lesive della propria immagine. In particolare l'onorevole Morra in quel programma televisivo, dopo aver sostenuto di dover riportare un episodio... (Brusio).
PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Bazoli. Colleghi, davvero vi prego di ridurre il brusio e di non voltare le spalle alla Presidenza. Si può anche uscire dall'Aula, se non si vuole partecipare al dibattito.
BAZOLI, relatore. Dicevo che in quella trasmissione, dopo aver sostenuto di dover riportare un episodio relativo alla sua visita presso il centro di accoglienza, che lo lasciava molto turbato, avrebbe sostanzialmente dichiarato di aver visto personalmente alcuni ragazzi del centro che lavoravano ai pannelli fotovoltaici sul tetto della struttura senza alcuna protezione, in violazione delle norme sulla sicurezza. Riferendosi appunto a quel centro di identificazione ed espulsione gestito da quella società cooperativa e al suo rappresentante legale, si domandava «come questa persona possa gestire, e non da oggi ma da parecchi anni, soldi pubblici ma soprattutto vite umane con così grande leggerezza». Proseguiva il senatore Morra dicendo: «Io ricordo che il C.I.E. in questione o C.T.P. o quello che è stato ha anche avuto la tragica esperienza di vantare 5 suicidi e sempre con la Malgrado Tutto che gestiva la struttura». Secondo la società cooperativa queste affermazioni avrebbero riportato circostanze prive di fondamento e attribuito alla stessa fatti mai realmente accaduti e rivestirebbero quindi un carattere diffamatorio.
Anche in questo caso - come in tutti i casi che ci occupano quando si parla di insindacabilità - occorre valutare non solo ovviamente l'attitudine diffamatoria delle dichiarazioni, ma anche se vi siano attività intramoenia, cioè attività svolte dal parlamentare all'interno di quest'Aula attraverso atti tipici che possono svolgere i parlamentari, per capire se quelle parole e le critiche di natura politica pronunciate fuori possano essere coperte, nella loro presunta o ipotetica attitudine diffamatoria, dalle considerazioni svolte in quest'Aula.
Ora, nel caso di specie risulta ed è appunto emerso nell'istruttoria che abbiamo fatto in Giunta che, se è vero che le parole esatte pronunciate nel corso della trasmissione televisiva non furono oggetto di contenuto di atti tipici del senatore Morra all'interno di quest'Aula, è però vero che la questione inerente alla gestione dei migranti e alla condizione dei migranti ospiti nei centri di prima accoglienza è stata al centro dell'attività politica svolta anche in quest'Aula dal senatore Morra nel corso degli anni in cui ha ricoperto la carica di senatore. Ci sono infatti numerose interrogazioni parlamentari che portano la sua firma in cui si pone all'attenzione tale problematica, e ciò avviene attraverso non solo atti tipici parlamentari, ma anche un'altra delle attività tipiche della nostra condizione di parlamentari, ossia quella delle visite ispettive ai centri di prima accoglienza.
Citerò - in modo che l'Assemblea ne sia consapevole, ma il dettaglio è contenuto nella relazione - le interrogazioni delle quali il senatore Morra fu firmatario o cofirmatario, nelle quali esattamente la condizione dei migranti veniva messa al centro dell'attenzione: l'interrogazione a risposta scritta del 25 giugno 2015, l'interrogazione a risposta orale del 23 settembre 2015, l'interrogazione a risposta scritta del 19 novembre 2015, l'interrogazione a risposta scritta del 22 novembre 2013, l'interrogazione a risposta scritta del 10 marzo 2015, e altri atti di cui fu cofirmatario il senatore Morra, tra cui mozioni - per esempio una mozione del 13 giugno 2013 - e altre interrogazioni che riguardavano non tanto la condizione dei migranti, quanto l'immigrazione clandestina, le politiche migratorie e altre questioni attinenti in larga misura alla condizione dei migranti.
Anche sotto il profilo della contestualità delle frasi pronunciate in quella trasmissione televisiva con gli atti tipici depositati dal senatore Morra, abbiamo dovuto constatare che c'è una pertinenza, una coerenza temporale. Anche sotto questo profilo, quindi, riteniamo che ci sia una copertura ai sensi dell'articolo 68 della Costituzione e della giurisprudenza che su tale articolo si è sedimentata.
Alla luce di tali considerazioni e, in particolare, della circostanza che sia fuori discussione che il tema dell'adeguatezza e della legalità del sistema di accoglienza fosse al centro dell'attività politica e parlamentare del senatore Morra, come documentato dai plurimi atti di natura squisitamente parlamentare depositati e dalle numerose visite ispettive effettuate nei centri di accoglienza, si ritiene corretto concludere che anche le dichiarazioni rese nel corso della trasmissione televisiva, sia pure non esattamente coincidenti a livello terminologico e testuale con gli atti menzionati, debbano essere ricomprese nell'ambito della insindacabilità coperta dall'articolo 68 della Costituzione, pena - ad avviso della Giunta, che ha concluso in maniera quasi unanime - una irragionevole limitazione della guarentigia che assicura la piena libertà di mandato al parlamentare, sussistendo nel caso di specie tutti i requisiti richiesti dalla giurisprudenza della Consulta per la configurabilità della insindacabilità.
Per questi motivi la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari propone, sia pure a maggioranza, all'Assemblea di deliberare che le dichiarazioni rese dell'onorevole Morra, senatore all'epoca dei fatti, costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui l'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
PRESIDENTE. Poiché non vi sono iscritti a parlare in discussione, passiamo alla votazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.
SCALFAROTTO (Az-IV-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (Az-IV-RE). Signor Presidente, come dicevo nell'intervento precedente, la nostra linea interpretativa e applicativa dell'articolo 68 della Costituzione tiene conto del contributo di questa norma costituzionale al dibattito, affinché esso sia ricco e libero all'interno del Parlamento e i parlamentari possano quindi svolgere il proprio compito esprimendo la pienezza delle proprie opinioni.
Voteremo quindi a favore della relazione del collega Bazoli, della quale ho apprezzato, in particolare, il tentativo di guardare proprio allo spirito della norma. È giustissimo, infatti, che noi ci atteniamo alle indicazioni della giurisprudenza costituzionale, ma non dobbiamo neanche cadere in una sorta di meccanicismo per cui, per poter applicare l'articolo 68, dobbiamo proprio individuare una perfetta coincidenza delle parole utilizzate. Se un parlamentare, come il senatore Morra, si è occupato durante il suo mandato in particolare di quella materia e se n'è occupato in molti modi e molte sedi, qui in Parlamento e nella sua attività politica fuori, e viene querelato per qualcosa che ha a che fare, se non con un'applicazione meccanica dell'individuazione delle parole, certamente con la sua attività parlamentare, non si può pensare di poter sindacare dal punto di vista giurisdizionale quel contenuto oggettivamente politico, condivisibile o meno, ma certamente parte delle sue opinioni e delle sue attività dentro e fuori dall'Aula. Credo che in quel caso sia fuori discussione che l'articolo 68 vada applicato. Di conseguenza, voteremo a favore della relazione.
POTENTI (LSP-PSd'Az).Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POTENTI (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione riconoscerà con il proprio voto in Aula la proposta pervenuta dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Apprezziamo le argomentazioni logico-giuridiche che supportano l'insindacabilità ex articolo 68, primo comma, della Costituzione in riferimento alle affermazioni espresse dal senatore Nicola Morra. Il carattere di conseguenza logico-temporale tra gli atti parlamentari presentati dall'allora senatore e l'intervento televisivo oggetto di contestazione palesano la sussistenza del cosiddetto elemento temporale fra l'attività parlamentare e la simmetrica attività esterna del parlamentare: un requisito giuridico, elaborato dalla giurisprudenza della Corte costituzionale, che supporta quello della rispondenza contenutistica, appunto, tra atto intramoenia ed extramoenia.
Il tema dell'adeguatezza e della legalità del sistema di accoglienza era al centro delle attività del senatore Morra e non solo del collega ovviamente: le numerose visite ai siti di accoglienza e gli atti ispettivi da lui presentati non recano dubbio alcuno circa la possibilità di vedere operante la garanzia di cui all'articolo 68; di più ed anche, come nel caso che ci interessa, a fronte di una non esatta rispondenza terminologica tra le parole utilizzate nell'ambito del contesto televisivo e quelle oggetto degli atti parlamentari, essendo il tutto, come evidenza, il frutto di un'azione politica unitaria alla quale non possiamo disconoscere la copertura costituzionale dell'articolo 68. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di deliberare che le dichiarazioni rese dall'onorevole Nicola Morra, senatore all'epoca dei fatti, costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Il senatore Guidi fa cenno di non essere riuscito a votare. Mi scuso per non averlo visto. Annullo la votazione.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di deliberare che le dichiarazioni rese dall'onorevole Nicola Morra, senatore all'epoca dei fatti, costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno
SENSI (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SENSI (PD-IDP). Signora Presidente, Gianni Vattimo, che si è spento ieri, era un filosofo, non uno storico della filosofia o un pensatore, un opinionista o un influencer; ovviamente è stato tutte queste cose insieme, ma era un filosofo in un Paese - il nostro - che con la filosofia ha un po' il rapporto di quel distico sulla caccia alla volpe: l'irragionevole che insegue l'immangiabile.
Della sua biografia non saprei davvero fare meglio della corsa a perdifiato - perché la vita di Vattimo questo è stata, una corsa a perdifiato - che Cesare Martinetti gli ha dedicato questa mattina su «La Stampa». Le origini, nella epochè tra la sua Torino e la radice nella Calabria (a Cetraro), la formazione e l'impegno cattolico, la scelta della filosofia, il magistero di Pareyson, la Germania con Gadamer e Löwith (tremano i polsi solo a pronunciarli questi nomi), l'amicizia con Eco, la RAI, la vita accademica, l'estetica, il pensiero debole - certo -, la dimensione politica (controversa, erratica), il rovello della vita personale, la montagna, il coming out come si direbbe oggi, gli anni del fuori, i lutti terribili; le polemiche, anche quelle sbagliate, sbagliatissime; i dissidi direbbe il suo Lyotard. Ieri la morte con quell'ironico «Ei fu» sulla sua pagina Facebook. «Ero debole», che eleganza fino alla fine, quell'imperfetto.
Oggi ci consoliamo con la lezione del pluralismo e del disincanto, del dialogo, l'ermeneutica come vaccino contro gli ipse dixit; non è un caso che al suo Heidegger si attribuisca proprio sull'ermeneutica una smorfia sprezzante (roba da Gadamer) come strumento di falsificazione delle verità solide, ma anche come gioiosa ars combinatoria che restituisce e anticipa uno spirito del tempo che - celiava Vattimo - non è lo spirito santo. Tuttavia la filosofia è sempre stata e rimasta per lui domanda radicale e thaumazein (altro che debolismo). Ha recuperato l'innominabile Nietzsche, lo ha reso ospitale, lui così forastico per le nostre anime belle, soprattutto a sinistra. La ricezione italiana e non solo del pensiero heideggeriano gli deve moltissimo; chi non ha computato avido il suo arancione e Heidegger è con Wittgenstein il Novecento. L'ermeneutica in Italia gli deve semplicemente tutto: verità e metodo - mi perdonerà Emilio Betti, buonanima.
Tormentato, tragico, divertente, religioso, impunito come diciamo a Roma; aveva uno sconsiderato bisogno di amore, come se ci fosse altro nella vita che amare ed essere amati. Nella sua autobiografia dal titolo che manco Carmelo Bene «Non essere Dio: un'autobiografia a quattro mani» torna e ritorna sulla morte: la vera morte scandalosa che devi sopportare non è la tua - scriveva -, è quella degli altri vicino a te. Poi cita Kerenyi: io prima di nascere non sapevo che il mondo fosse così interessante, dopo la morte chissà cosa trovo. Ci dirà, professore caro. A chi resta basti per ora quello che ha cercato. La ringrazio. (Applausi).
SCALFAROTTO (Az-IV-RE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (Az-IV-RE). Signora Presidente, vorrei unirmi al ricordo di Gianni Vattimo. Il collega Sensi ha detto parole più che sufficienti e alate, come suo solito, per ricordarne il profilo, però io desidero anche ricordare un uomo che è stato estremamente coraggioso, una persona che ha vissuto la sua omosessualità pubblicamente in un Paese, il nostro, in cui essere sé stessi non è facile, soprattutto per persone della generazione di Vattimo che ovviamente hanno avuto da aprire porte che loro stessi hanno aperto e di cui noi più giovani generazioni ci siamo sicuramente serviti. È un uomo che si è esposto, che ha deciso di vivere in piena libertà ciò che era, di vivere le sue relazioni sentimentali, ciò che lui considerava famiglia. E credo che grazie anche ad esempi come quelli di persone come Gianni Vattimo oggi la comunità LGBT in Italia abbia diritti che sono nati anche dal loro lavoro e dal loro coraggio. Vattimo riconobbe per esempio il lavoro di Angelo Pezzana, uno dei primi, forse la prima persona a organizzare il Fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano (Fuori!), un'associazione LGBT in Italia, in Piemonte, a Torino.
Desidero quindi unirmi a questo ricordo a nome di tutta la comunità LGBT italiana proprio per ricordare insieme a Gianni Vattimo una generazione di uomini e donne coraggiosi che in un Paese difficile come il nostro hanno deciso di esporsi, di vivere sé stessi in piena libertà e dignità facendo in questo modo crescere la coscienza civile di un intero Paese. (Applausi).
PRESIDENTE. La Presidenza si associa al cordoglio dei colleghi ed esprime vicinanza alla famiglia e agli amici di Gianni Vattimo.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di giovedì 21 settembre 2023
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 21 settembre, alle ore 10, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 11,36).
Allegato B
VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA
SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA
Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione:
Doc. IV-ter, n.1
sulla votazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, la senatrice Gelmini avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Amidei, Barachini, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Calenda, Castelli, Cattaneo, De Poli, Durigon, Fazzolari, Giacobbe, La Pietra, Minasi, Mirabelli, Monti, Morelli, Napolitano, Ostellari, Rauti, Renzi, Rubbia, Segre, Sisto, Unterberger e Versace.
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Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Cataldi, Spelgatti e Spinelli, per attività della 1ª Commissione permanente; Alfieri, Craxi e Paganella, per attività della 3ª Commissione permanente; Borghi Claudio, Borghi Enrico, Ronzulli e Scarpinato, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Barcaiuolo e Malpezzi, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO; Zampa, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Occhiuto, per partecipare a un incontro internazionale.
Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, Ufficio di Presidenza
La Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale ha proceduto all'elezione dei Vice Presidenti e dei Segretari.
Sono risultati eletti:
Vice Presidenti: deputato Andrea Mascaretti e senatore Andrea Martella;
Segretari: deputato Vito De Palma e deputata Maria Cecilia Guerra.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
Senatori Misiani Antonio, Malpezzi Simona Flavia, Valente Valeria, Sensi Filippo, Franceschelli Silvio, Giacobbe Francesco, Fina Michele, Losacco Alberto, Rando Vincenza, Manca Daniele, Camusso Susanna Lina Giulia, Zambito Ylenia, Irto Nicola, D'Elia Cecilia, Rojc Tatjana, Tajani Cristina, Rossomando Anna, Furlan Annamaria, La Marca Francesca, Zampa Sandra, Basso Lorenzo, Nicita Antonio, Alfieri Alessandro, Verini Walter, Giorgis Andrea, Martella Andrea
Delega al Governo per la promozione del lavoro agile nei piccoli comuni, nei comuni istituiti a seguito di fusione tra comuni aventi ciascuno popolazione fino a 5.000 abitanti e nei comuni delle aree interne, nonché riconoscimento di un credito d'imposta e istituzione di un Fondo per favorire il lavoro agile nelle aree interne (879)
(presentato in data 18/09/2023);
senatori Basso Lorenzo, Fina Michele, Irto Nicola
Disposizioni concernenti il contrasto e la prevenzione della diffusione di canidi derivanti dai processi di ibridazione del lupo e l'indennizzo e la prevenzione dei danni alle imprese colpite (880)
(presentato in data 19/09/2023);
senatori Maiorino Alessandra, Cataldi Roberto, Patuanelli Stefano, Di Girolamo Gabriella, Nave Luigi, Pirro Elisa, Aloisio Vincenza, Bevilacqua Dolores, Bilotti Anna, Castellone Maria Domenica, Castiello Francesco, Croatti Marco, Damante Concetta, De Rosa Raffaele, Floridia Barbara, Guidolin Barbara, Licheri Ettore Antonio, Licheri Sabrina, Lopreiato Ada, Lorefice Pietro, Marton Bruno, Mazzella Orfeo, Naturale Gisella, Pirondini Luca, Scarpinato Roberto Maria Ferdinando, Sironi Elena, Trevisi Antonio Salvatore, Turco Mario
Disposizioni in materia di disciplina dei partiti in attuazione dell'articolo 49 della Costituzione, di trasparenza e pubblicità dei finanziamenti dei partiti, movimenti politici, fondazioni e associazioni politiche (881)
(presentato in data 19/09/2023).
senatori Verducci Francesco, D'Elia Cecilia, Rando Vincenza, Franceschini Dario, Parrini Dario, Irto Nicola, Camusso Susanna Lina Giulia, Rojc Tatjana, Furlan Annamaria, Valente Valeria, Giorgis Andrea, Bazoli Alfredo, Zambito Ylenia, Fina Michele, Basso Lorenzo, La Marca Francesca
Disciplina del sostegno e dello sviluppo del settore creativo e culturale (882)
(presentato in data 20/09/2023);
senatori Gasparri Maurizio, Ronzulli Licia, Paroli Adriano, Rosso Roberto, Occhiuto Mario, Silvestro Francesco, Ternullo Daniela, Damiani Dario, Lotito Claudio, Zanettin Pierantonio, Craxi Stefania Gabriella Anastasia, Fazzone Claudio
Nuovo Ordinamento della polizia locale (883)
(presentato in data 20/09/2023).
Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento
Il Ministro dell'istruzione e del merito, con lettera del 12 settembre 2023, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi degli articoli 3, comma 1, e 14, comma 6, della legge 15 luglio 2022, n. 99 - lo schema di decreto ministeriale recante disposizioni concernenti le aree tecnologiche, le figure professionali nazionali di riferimento degli ITS Academy e gli standard minimi delle competenze tecnologiche e tecnico-professionali (n. 80).
Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 7ª Commissione permanente che esprimerà il parere entro 30 giorni dall'assegnazione.
Il Ministro della cultura, con lettera del 18 settembre 2023, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, della legge 1° dicembre 1997, n. 420 - lo schema di decreto ministeriale recante l'elenco delle proposte di istituzione e finanziamento di Comitati nazionali e di Edizioni nazionali per l'anno 2023 (n. 81).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 7ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 30 giorni dall'assegnazione.
Governo, trasmissione di atti e documenti
Il Ministro dell'Economia e delle Finanze, con lettera in data 18 settembre 2023, ha trasmesso la Relazione relativa al quarto anno di sperimentazione del piano dei conti integrato e della contabilità integrata di cui all'articolo 38-sexies della legge 31 dicembre 2009, n. 196, predisposta ai sensi dell'articolo 6, comma 3, lettera b), del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 21 febbraio 2019.
Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a Commissione permanente (Atto n. 267).
Il Ministro dell'Economia e delle Finanze ha inviato, in data 18 settembre 2023, ai sensi dell'articolo 25-bis, comma 8, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, la Relazione in merito all'efficacia dell'introduzione delle azioni nel bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2022.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a Commissione permanente (Doc. XXVII, n. 10).
Il Ministro dell'Economia e delle Finanze ha inviato, in data 18 settembre 2023, la Relazione sui risultati dell'applicazione sperimentale dell'accertamento qualificato di cui all'articolo 6, comma 4, del decreto legislativo 16 marzo 2018, n. 29.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a Commissione permanente (Doc. XXVII, n. 11).
Il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, con lettera in data 14 settembre 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 5-bis, comma 7, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, la relazione sullo stato di utilizzo delle risorse stanziate per potenziare le forme di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli attraverso modalità omogenee di rafforzamento della rete dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza, riferita agli anni 2020- 2022.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 2a Commissione permanente (Doc. CXXIX, n. 1).
Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento
La Commissione europea ha trasmesso, in data 19 settembre 2023, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea:
la Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce la carta europea della disabilità e il contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità (COM(2023) 512 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 4ª Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 19 settembre 2023. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 8ª e alla 10a Commissione permanente, con il parere della Commissione 4ª.
Interrogazioni, apposizione di nuove firme
I senatori Lombardo e Enrico Borghi hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00677 della senatrice Gelmini.
L'ordine delle firme deve intendersi il seguente: Lombardo, Gelmini e Enrico Borghi.
Interrogazioni
RONZULLI, DAMIANI, FAZZONE, GASPARRI, LOTITO, OCCHIUTO, PAROLI, ROSSO, SILVESTRO, TERNULLO, ZANETTIN - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:
il dibattito intorno alla necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento energetico, scatenato dal conflitto russo-ucraino e dal conseguente forte rialzo dei prezzi del gas, ha riportato l'attenzione anche sul tema dell'energia nucleare;
il tema dell'energia nucleare è di recente tornato d'attualità anche in seguito a quanto proposto dalla Commissione europea, di inserire tale forma di produzione di energia nella tassonomia degli investimenti sostenibili, di cui al regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2020, relativo all'istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili e recante modifica del regolamento (UE) 2019/2088;
è fondamentale valutare tutte le soluzioni possibili per accelerare la transizione energetica e raggiungere gli obiettivi climatici al 2030 e al 2050;
considerato che:
a maggio 2023 l'Aula della Camera dei deputati ha approvato la mozione di maggioranza che impegna il Governo, tra l'altro, a valutare l'opportunità di inserire nel mix energetico nazionale anche il nucleare, quale fonte alternativa e pulita per la produzione di energia, al fine di accelerare il processo di decarbonizzazione dell'Italia. Inoltre, la mozione impegna il Governo a "valutare in quali territori al di fuori dell'Italia la produzione di energia nucleare possa soddisfare il fabbisogno nazionale di energia decarbonizzata e a valutare l'opportunità di promuovere e favorire lo sviluppo di accordi e partnership internazionali tra le società nazionali e/o partecipate pubbliche e le società che gestiscono la produzione nucleare al fine di poter soddisfare il suddetto fabbisogno nazionale";
il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica ha annunciato ad inizio settembre la convocazione per il 21 settembre di istituzioni ed imprese per la prima riunione della "piattaforma nazionale per un nucleare sostenibile";
la "piattaforma" costituirà il soggetto di raccordo e coordinamento tra tutti i diversi attori nazionali che a vario titolo si occupano di energia nucleare, sicurezza e radioprotezione, rifiuti radioattivi, sotto tutti i profili. In particolare, si punta allo sviluppo di tecnologie a basso impatto ambientale e ad elevati standard di sicurezza e sostenibilità,
si chiede di sapere quale sia la mission della piattaforma nazionale per un nucleare sostenibile e gli obiettivi che si intende perseguire.
(3-00682)
TURCO, TREVISI, DI GIROLAMO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:
è notizia degli ultimi giorni la riduzione dal prossimo mese, da parte di ITA Airways, dei voli nazionali da e per Brindisi con destinazione Roma e Milano, servizi di collegamento importantissimi per tantissimi cittadini, imprenditori, professionisti, così provocando enormi disagi ad un territorio riferente all'area jonico-salentina, già penalizzata dalla penuria di infrastrutture;
Assoaeroporti (associata Confindustria) ha calcolato in un 5,4 per cento l'entità del taglio operato ai voli nazionali da e per la Puglia nel corso del 2023;
questo drastico taglio nei collegamenti aerei, infatti, mette in pericolo non solo la comodità dei viaggiatori, ma anche gli investimenti cruciali per la crescita economica della regione;
peraltro, continua ad essere ignorata l'apertura dell'aeroporto di Grottaglie (Taranto) ai voli civili, in questo modo penalizzando un'area che potenzialmente potrebbe servire la vicina Basilicata ed il nord della Calabria, sebbene lo stesso aeroporto abbia registrato un traffico di oltre 700 voli privati stimato nei primi 8 mesi dell'anno corrente;
come riportato nell'interrogazione 3-00523 del 21 giugno 2023, Ferrovie dello Stato ha deciso di emarginare ulteriormente la città di Taranto, sopprimendo alcune tratte, nonostante questa rappresenti la seconda città della Puglia, nonché strategicamente uno dei siti di maggiore importanza dell'intero Mezzogiorno d'Italia;
il Governo non ha previsto investimenti aggiuntivi di natura infrastrutturale che riguardino, tra gli altri, il collegamento stradale Mottola-Massafra-Taranto;
considerato che:
Taranto, nella sua attuale evoluzione proiettata verso la riconversione economica, si sta prodigando per diventare meta turistica emergente grazie anche ai flussi di visitatori garantiti dall'attracco di navi da crociera, diventando, tra l'altro, porto d'imbarco, raggiungibile, però, con enormi difficoltà dai crocieristi;
da Taranto, ci sono rarissimi treni sulle relazioni con Roma e Milano, con i viaggiatori costretti, nella migliore delle ipotesi, ad effettuare almeno un cambio per tratta ferroviaria;
sembrerebbe, inoltre, che dal 1° ottobre 2023 sia prevista la cancellazione di alcuni treni Intercity, come il Taranto-Roma, oltre al Frecciarossa Taranto-Milano;
per Taranto, con la cancellazione del Frecciarossa, l'alta velocità diventerà nuovamente un miraggio e la tappa di avvicinamento ad essa si materializza con un potenziamento dei collegamenti intermodali (treno più bus) verso il Nord Italia annunciato da Italo (impresa ferroviaria privata); il che significa scendere da un mezzo su gomma per raggiungere Bari ed usufruire dei treni veloci a lunga percorrenza;
ritenuto che:
la città di Taranto continua a versare in uno stato di profondo disagio, isolamento e abbandono dal punto di vista dei trasporti essendo, come in precedenza evidenziato, priva di un aeroporto aperto ai voli civili e di interconnessioni di prossimità che agevolino il collegamento con altri territori del Paese;
il miglioramento dei collegamenti con il resto dell'Italia, siano essi aerei o ferroviari, rappresenterebbe un fattore determinante per il rilancio non solo del turismo (anche destagionalizzato, visto il clima mite di cui gode il territorio jonico), ma dell'intera economia della provincia,
si chiede di sapere:
quali siano gli interventi che si intenda porre in essere per arginare le ulteriori penalizzazioni di un'area geograficamente decentrata;
se sia nelle intenzioni del Ministro in indirizzo monitorare le compagnie di trasporto, aereo e ferroviario, che svolgono la loro attività di impresa nell'area jonico-salentina, affinché non perpetrino distorsioni o penalizzazioni in danno all'economia locale;
se intenda aprire un tavolo di concertazione con le parti interessate per scongiurare l'isolamento territoriale di una città come Taranto, tra le più importanti del Mezzogiorno, soprattutto in vista dei giochi del Mediterraneo del 2026.
(3-00683)
MAIORINO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
secondo i dati del Ministero dell'interno, aggiornati al 15 settembre 2023, sono 141.201 i migranti in accoglienza sul territorio nazionale distribuiti tra le diverse strutture e le varie regioni, di cui 5.696 negli hotspot, 100.734 nei centri di accoglienza, 34.771 nel SAI (sistema di accoglienza e integrazione);
sempre secondo il Ministero, nei primi 7 mesi del 2023, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, sono più che raddoppiati gli sbarchi di migranti: dai 41.435 del periodo 2022 agli attuali 89.158, con una variazione percentuale del 115,18 per cento;
il decreto-legge n. 124, detto "decreto Sud", pubblicato nella serata del 19 settembre 2023, è stato integrato da alcune disposizioni in tema di immigrazione e ha confermato quello che era stato già anticipato da giorni dagli organi di stampa: la realizzazione sul territorio nazionale di nuovi centri di permanenza per i rimpatri, utilizzando anche strutture militari dismesse, opere considerate di interesse nazionale per la sicurezza, da realizzare, come riportato dal comunicato stampa del Consiglio dei ministri del 18 settembre, in zone scarsamente popolate e facilmente sorvegliabili;
il decreto-legge prevede, inoltre, l'innalzamento del termine di trattenimento nei centri di permanenza per i rimpatri fino al limite massimo consentito dalle attuali normative europee: 6 mesi, prorogabili per ulteriori 18, per un totale di 18 mesi;
considerato che, a giudizio dell'interrogante:
nei centri di permanenza per i rimpatri saranno ospitati e trattenuti anche i richiedenti asilo, per effetto delle disposizioni del decreto-legge "Cutro", che li vede esclusi dal sistema di accoglienza e integrazione, in un'evidente e palese lesione dei diritti umani e una forzatura del nostro ordinamento costituzionale;
risulta quindi palese la violazione del principio della libertà personale e dei doveri di solidarietà che la nostra Carta costituzionale riconosce all'articolo 10; gli interventi definitivi strutturali in tema di immigrazione si basano su un disegno di gestione securitario che non garantisce i diritti umani e la dignità della persona,
si chiede di sapere:
quali siano i dati a disposizione sull'applicazione di quanto disposto dall'articolo 8 del decreto-legge 10 marzo 2023, n. 20, relativamente alle disposizioni penali ivi previste per il contrasto dell'immigrazione clandestina;
quali siano le stime dei costi per la costruzione ex novo e l'adeguamento di strutture già esistenti, nonché per il loro mantenimento a lungo termine quali centri di permanenza;
come il Ministro in indirizzo intenda garantire la sicurezza e la convivenza civile per una tempistica di oltre un anno di detenzione amministrativa all'interno dei centri di permanenza per i rimpatri, dove verrebbero ad essere detenuti anche i richiedenti asilo, in palese violazione dei diritti umani.
(3-00684)
MALPEZZI, BASSO, FINA, IRTO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:
il regolamento di esecuzione (UE) 2021/1228, che modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2016/799 per quanto riguarda le prescrizioni per la costruzione, il collaudo, il montaggio, il funzionamento e la riparazione dei tachigrafi intelligenti e delle loro componenti, ha introdotto l'obbligo di installare, a decorrere dal 21 agosto 2023, la nuova versione del tachigrafo intelligente sui veicoli di nuova immatricolazione, adibiti a trasporto merci o persone, di massa superiore a 3,5 tonnellate;
l'obbligo sarà poi esteso a tutti i veicoli di massa superiore alle 3,5 tonnellate già provvisti di tachigrafo analogico o digitale di prima generazione dal 31 dicembre 2024; a tutti i veicoli con massa superiore alle 3,5 tonnellate provvisti di tachigrafo digitale di seconda generazione, prima versione, a decorrere dal 19 agosto 2025; e infine, dal 1° luglio 2026 a tutti i veicoli con massa superiore alle 2,5 tonnellate;
la nuova versione del tachigrafo digitale di seconda generazione possiede nuove funzionalità, tese a facilitare le attività di registrazione dei conducenti e nuovi meccanismi per impedire le manomissioni, nonché i controlli degli organi di polizia stradale; la sua installazione sui veicoli rappresenta dunque un elemento importante di sicurezza sulle strade e di garanzia per gli stessi lavoratori del settore;
considerato che:
la normativa sui tachigrafi si è in questi anni notevolmente stratificata, creando non poche difficoltà di interpretazione delle norme e degli obblighi a conducenti, aziende e case costruttrici: solo a titolo esemplificativo, oltre al regolamento di esecuzione già citato, il regolamento (UE) 2020/1054, che modifica il regolamento (CE) n. 561/2006 per quanto riguarda gli obblighi minimi in materia di periodi di guida massimi giornalieri e settimanali, di interruzioni minime e di periodi di riposo giornalieri e settimanali e il regolamento (UE) n. 165/2014 per quanto riguarda il posizionamento per mezzo dei tachigrafi; o il nuovo regolamento di esecuzione (UE) 2023/980, che modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2016/799 per quanto riguarda un tachigrafo intelligente di transizione e il suo uso del servizio aperto di autenticazione dei messaggi di navigazione di "Galileo" e che modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2021/1228;
le difficoltà che sta attraversando il settore dell'autotrasporto a causa di questa normativa in costante evoluzione, che a quanto riportano gli operatori del settore sta addirittura spingendo alcune case costruttrici a non consegnare più nuovi mezzi, sono a conoscenza dello stesso Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che ha già evidenziato come, a causa di ritardi nella fornitura dei nuovi dispositivi non attribuibili alle aziende del settore, un consistente numero di veicoli di nuova immatricolazione sul territorio UE non sarà dotato di tachigrafi di nuova generazione entro la data del 21 agosto;
in Italia, il numero di tali autoveicoli sarà probabilmente compreso tra i 7.000 e i 9.000, ma la medesima problematica si è presentata in altri Stati membri, tale da generare conseguenze negative e non volute sul settore dell'autotrasporto, sulla concorrenza tra vettori a livello comunitario e probabili differenze di trattamento tra gli stessi nei diversi Paesi dell'Unione; conseguentemente, a quanto risulta, la Direzione generale mobilità e trasporti della Commissione europea (DG-MOVE) ha garantito, almeno sino al 30 settembre 2023, un regime di tolleranza sul mancato adeguamento;
considerato altresì che:
le problematiche evidenziate sono, ad oggi, rimaste inalterate, tanto da generare un'ampia e generalizzata preoccupazione tra le aziende e i lavoratori del settore, impossibilitati, anche volendolo, a mettersi in regola con gli obblighi europei e ad evitare di essere sanzionati per responsabilità non proprie;
sembra dunque quantomai necessario procedere a nuove interlocuzioni con la Commissione europea al fine di garantire un ulteriore periodo di tolleranza, ed in ogni caso adottare ogni iniziativa tesa a favorire l'adeguamento dei veicoli, a partire dalla pronta consegna da parte delle case costruttrici di nuovi mezzi adeguati alle norme europee,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia conoscenza della posizione della Commissione europea, in particolare nell'ambito della DG-MOVE, in merito all'implementazione degli obblighi previsti dal regolamento di esecuzione (UE) 2021/1228, e se nell'ambito delle prossime interlocuzioni intenda rappresentare le preoccupazioni dei lavoratori e delle imprese del settore al fine di una soluzione delle problematiche;
se intenda chiarire se il regime di tolleranza garantito sino al 30 settembre, di cui anche alla circolare del Ministero dell'interno del 9 agosto 2023 prot. 300/STRAD/2/0000025398.U/2023, sia relativa al solo controllo da parte delle forze dell'ordine per i veicoli circolanti in Italia e che svolgano attività transfrontaliera, ovvero se la deroga consenta l'immatricolazione entro il 30 settembre 2023 di veicoli con tachigrafo versione 4.0 e relativa attivazione presso officine autorizzate;
quali siano gli obblighi per i veicoli nuovi immatricolati tra il 21 agosto e il 30 settembre 2023 con tachigrafi 4.0;
quali iniziative di propria competenza intenda porre in essere per favorire in tempi rapidi l'adeguamento all'obbligo di installazione della nuova versione del tachigrafo intelligente sul parco mezzi circolanti adibiti al trasporto merci e persone, anche attraverso le opportune incentivazioni al fine della messa sul mercato e dell'acquisto dei veicoli di nuova immatricolazione conformi alla normativa europea.
(3-00685)
MIELI, MALAN, AMBROGIO, COSENZA, FAROLFI, LEONARDI, MELCHIORRE, MENNUNI, SPINELLI - Al Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità. - Premesso che:
i recenti fatti di Palermo e Caivano hanno accresciuto l'attenzione sul problema, già noto, dell'esposizione dei minori a contenuti pornografici e violenti, mediante soprattutto i collegamenti in rete;
con l'inizio della pandemia si è assistito all'adozione di strumenti normativi, a livello internazionale e sovranazionale, dedicati ai diritti delle persone di minore età nell'ambiente digitale volti a prevenire e contrastare l'abuso e lo sfruttamento sessuale online di minori, incluse la pornografia minorile e la pedopornografia;
la novità più rilevante in questo ambito è la proposta di regolamento della Commissione europea dell'11 maggio 2022 che prevede, tra l'altro, la creazione di un centro europeo per la prevenzione e il contrasto dello sfruttamento e dell'abuso sessuale dei minori, che muove da analoghe esperienze canadesi e australiane; il futuro regolamento, se approvato, sostituirà il regolamento UE del 14 luglio 2021, n. 1232, cosiddetto regolamento chat control;
la questione relativa all'accesso, da parte di minorenni, a materiale pornografico, è menzionata nel Commento generale n. 25 sui diritti dei minorenni in relazione all'ambiente digitale, adottato nel 2021 dal Comitato ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, che incoraggia gli Stati a "proteggere i minorenni da contenuti dannosi e inattendibili e garantire che le imprese e altri fornitori di contenuti digitali sviluppino e attuino linee guida per consentire ai minorenni di accedere in modo sicuro a diversi contenuti, riconoscendo i loro diritti all'informazione e alla libertà di espressione, proteggendoli al contempo da tali materiali dannosi nel rispetto dei loro diritti e delle loro capacità in evoluzione";
da tempo sono disponibili sul mercato strumenti fruibili in grado di monitorare ed eventualmente regolare la navigazione in rete dei minori, il principale dei quali è il cosiddetto parental control, la cui diffusione è però limitata;
recentemente è stato adottato il decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, che include la sicurezza dei minori in ambito digitale, volto a diffondere l'uso del parental control con relative campagne informative,
si chiede di sapere quali siano le iniziative del Dipartimento per le politiche della famiglia in relazione all'alfabetizzazione digitale e mediatica a tutela dei minori e alle campagne informative di cui all'articolo 14 del decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123.
(3-00686)
CANTALAMESSA, ROMEO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
le stazioni ferroviarie e le relative aree limitrofe si trasformano troppo spesso in luoghi pericolosi e degradati, dove si sviluppano fenomeni di emarginazione, di delinquenza e di violenza e dove la percezione di insicurezza è molto diffusa;
in questi giorni sono stati siglati accordi in diverse città italiane per la promozione della sicurezza integrata nelle stazioni ferroviarie con lo scopo di assicurare, in particolare nelle ore notturne, specifici servizi all'interno degli scali, quando essi non sono presidiati dalla Polizia ferroviaria;
negli ultimi mesi sono state intensificate le attività di prevenzione, controllo e contrasto alla microcriminalità nelle zone adiacenti alle stazioni ferroviarie, a partire da Roma, Milano e Napoli, con l'obiettivo di assicurare una presenza rafforzata e visibile delle forze di polizia e offrire una più efficace risposta al bisogno dei cittadini di protezione;
il potenziamento della sicurezza in prossimità delle stazioni e sui mezzi di trasporto pubblico risulta imprescindibile per garantire il diritto alla mobilità in sicurezza e la fruibilità degli spazi da parte della comunità, sia nella grandi città (nelle aree di Roma Termini e Milano centrale transitano ogni giorno circa un milione di viaggiatori), sia nelle città più piccole, dove nelle aree delle stazioni si concentrano tradizionalmente degrado ed emarginazione e, conseguentemente, criminalità e violenza;
è assolutamente necessario mettere in atto azioni concrete nelle aree a più alto rischio criminalità, che siano quelle adiacenti agli scali ferroviari o quelle periferiche con condizioni di degrado e marginalità sociale in cui le organizzazioni criminali trovano terreno fertile soprattutto tra i giovani, sicuramente attraverso il presidio della sicurezza e della legalità, ma anche con risposte sul piano sociale, educativo, culturale, delle infrastrutture sportive, che offrano opportunità e alternative ai ragazzi;
si assiste con troppa frequenza su tutto il territorio nazionale ad aggressioni violente e immotivate da parte di ragazzi, anche giovanissimi: il fenomeno delle baby gang rappresenta oggi una vera e propria emergenza sociale, che deve essere gestita congiuntamente dalle diverse istituzioni coinvolte,
si chiede di sapere quali siano i risultati degli interventi di prevenzione, controllo e contrasto alla criminalità messi in atto negli ultimi mesi per garantire la sicurezza nelle aree periferiche delle città italiane, in particolare nelle zone limitrofe alle stazioni ferroviarie, e quali siano le azioni programmate per proseguire, ampliare e potenziare tali interventi, anche prevedendo un lavoro congiunto con le altre istituzioni che affianchi l'immediata garanzia della sicurezza pubblica ad un piano di lunga durata finalizzato a combattere il degrado sociale delle periferie e a costruire opportunità per i ragazzi.
(3-00687)
GIORGIS, NICITA, BOCCIA, D'ELIA, FURLAN, MELONI, PARRINI, RANDO, VALENTE - Al Ministro dell'interno. - Premesso che, a giudizio degli interroganti:
nell'ultimo anno gli sbarchi sull'isola di Lampedusa sono aumentati e la situazione è diventata vieppiù critica. L'hotspot versa in condizioni inaccettabili di grave sovraffollamento e di estremo degrado;
fino a questo momento la risposta del Governo alla questione epocale della migrazione è stata del tutto irragionevole e inadeguata: non si comprende che senso abbia, quale giustificazione giuridica e prima ancora politica e umana possa avere costringere le navi delle organizzazioni non governative a percorrere lunghi tratti di navigazione per condurre a terra le persone salvate, e al tempo stesso costringere le stesse a ignorare ulteriori richieste di soccorso nelle vicinanze nel caso abbiano già a bordo persone tratte in salvo, anche quando avrebbero ancora la capacità di effettuare un altro salvataggio. E quale senso abbia restringere la protezione speciale e consegnare all'irregolarità persone che hanno in molti casi stretto relazioni familiari e sono inserite nel tessuto produttivo del nostro Paese;
altrettanto incomprensibile, perché disumana e priva di qualsiasi utilità generale, è la scelta di moltiplicare i centri di permanenza per i rimpatri e di allungare i tempi di trattenimento, senza peraltro prestare alcune attenzioni alle condizioni in cui sono costrette le persone nei centri e senza alcun coinvolgimento delle Regioni e degli enti locali;
non meno irragionevole e dannoso, anche per la sicurezza dell'intero Paese, è lo smantellamento di un complesso e articolato sistema di accoglienza diffusa imperniato sul ruolo e sulle competenze degli enti locali;
le politiche securitarie e punitive, adottate fino a questo momento dal Governo in materia di migrazione, sono lungi dall'essere efficaci risposte di prevenzione e di "contrasto dell'immigrazione irregolare" come il Governo ha cercato e cerca ancora di far credere, salvo poi essere smentito dalla realtà dei numeri, mentre prosegue su una strada demagogica, consapevolmente cinica, ma soprattutto totalmente inefficace sia per il rispetto e la salvaguardia dei diritti umani, sia per la tutela degli interessi del nostro Paese;
a seguito della visita sull'isola di Lampedusa, la Presidente del Consiglio dei ministri ha proposto di reintrodurre una missione europea, sul modello dell'operazione "Sophia", peraltro "sospesa" nel dispiego degli assetti navali nella primavera del 2019 proprio da Salvini, allora Ministro dell'interno, visto il numero crescente dei suoi interventi di soccorso e il mancato accordo tra gli Stati membri riguardante la modifica delle regole sullo sbarco delle persone salvate;
nonostante le mirabolanti promesse fatte durante la campagna elettorale, l'attuale Governo non ha ottenuto nulla di nuovo rispetto alle politiche europee, focalizzate esclusivamente sul controllo delle frontiere, senza nessun risultato sulla redistribuzione obbligatoria delle quote di migranti tra tutti i Paesi UE;
l'unica risposta possibile per gestire il fenomeno della migrazione è quella che coniuga il rispetto dei diritti umani, la necessità di controllo e di governo dei flussi migratori e la cultura della legalità, senza trascurare le potenzialità positive che l'immigrazione può avere, se adeguatamente regolata, sul nostro sistema economico e sociale caratterizzato da un progressivo calo demografico e dalla corrispondente necessità, anche nel sistema previdenziale, di forza lavoro e occupazione regolare;
occorre inoltre sempre ricordare che chi entra in Italia entra in Europa e che le dimensioni e la complessità del fenomeno migratorio necessitano di risposte europee condivise, perché nessun Paese può predisporle da solo;
non è più procrastinabile una strategia europea che rafforzi la cooperazione internazionale e il sostegno allo sviluppo dell'Africa mediante l'investimento su progetti e politiche che rappresentino una reale alternativa alle migrazioni, con l'essenziale coinvolgimento delle Nazioni Unite;
gli accordi con i Paesi terzi riguardanti la cooperazione allo sviluppo e la gestione dei flussi migratori dovrebbero peraltro essere innanzitutto europei e, naturalmente, fondarsi sulla salvaguardia del rispetto dei diritti umani che non può mai rappresentare una "variabile" o una "concessione",
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario adottare tutte le iniziative utili alla riforma del regolamento di Dublino che prevede l'obbligo per il Paese di primo approdo, spesso l'Italia, di registrare tutti i migranti che arrivino sulle sue coste e di occuparsi della loro accoglienza finché non sia riconosciuto o meno il diritto di asilo, assicurando una condivisione obbligatoria dell'accoglienza tra tutti i Paesi UE e una redistribuzione che valorizzi, ove presenti, i legami dei richiedenti asilo, a partire da quelli familiari;
quali siano le sue valutazioni in merito all'adozione di un'operazione "Mare nostrum" europea, con lo scopo primario di salvare le vite, così come fece l'operazione "Mare nostrum" avviata il 18 ottobre 2013, che si caratterizzava per un duplice specifico mandato: garantire la salvaguardia della vita in mare e assicurare alla giustizia i trafficanti di esseri umani;
quali iniziative urgenti, nell'ambito delle sue competenze, intenda adottare al fine di scongiurare ulteriori naufragi e contrastare in modo efficace il traffico di esseri umani, prevedendo nuovi canali d'ingresso legali a tutti i Paesi UE, sia per coloro che chiedono protezione internazionale, sia per coloro che sono in cerca di lavoro, poiché le vie legali e sicure per l'ingresso rappresentano l'unica alternativa efficace al traffico di esseri umani;
quali iniziative urgenti intenda adottare al fine di attuare, di concerto con i sindaci e le amministrazioni comunali, un piano efficace per l'accoglienza diffusa, al fine di evitare grandi concentrazioni di persone accolte in poche singole strutture e in poche città, con l'obiettivo di riaffermare, anche attraverso il pieno coinvolgimento del terzo settore, un sistema di accoglienza di qualità, supporto alla persona, consulenza legale e psicologica, insegnamento della lingua italiana, corsi di formazione, prevedendo altresì un fondo nazionale per le politiche migratorie a cui possano accedere i Comuni;
se non ritenga ineludibile prevedere una nuova legge quadro sull'immigrazione che sostituisca la "legge Bossi-Fini", che sia basata sull'immigrazione legale (e dunque sui canali d'accesso legali) sul potenziamento dei corridoi umanitari e sulla realizzazione di un grande piano nazionale per l'integrazione;
se non ritenga necessario, al fine di salvaguardare le persone più fragili, continuare a dare piena e corretta attuazione alla legge 7 aprile 2017, n. 17 ("legge Zampa"), in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati, prevedendo maggiori risorse e personale per i Comuni che si trovano di fronte a un fenomeno molto complesso, nonché la realizzazione di progetti e interventi per le donne vittime di tratta e per le donne che hanno subìto violenze e abusi.
(3-00688)
DE POLI, BIANCOFIORE - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:
la legge 4 agosto 2017, n. 124, legge annuale per il mercato e la concorrenza, ha stabilito un percorso per promuovere l'ingresso consapevole dei clienti finali nel mercato libero dell'energia mediante procedure concorrenziali;
la liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica, dopo aver interessato negli ultimi 2-3 anni le imprese, dovrebbe perfezionarsi nel 2024 con il passaggio al mercato libero di 10 milioni di famiglie, le quali, non avendo scelto alcun operatore sul mercato libero, usufruiscono attualmente delle condizioni economiche e contrattuali del mercato tutelato definite dall'ARERA;
considerato che:
per i clienti domestici non vulnerabili, il prossimo 10 gennaio 2024 scade il termine per procedere con le gare per l'assegnazione del servizio a tutele graduali (STG);
a partire da aprile 2024, qualora il cliente finale non sottoscriva un'offerta nel mercato libero, è previsto il passaggio automatico della fornitura (senza alcuna interruzione) dal mercato tutelato al servizio a tutele graduali, per un massimo di 3 anni (scadenza ad aprile 2027), al termine del quale il cliente deve passare obbligatoriamente al mercato libero;
il passaggio al servizio a tutele graduali deve avvenire nella piena consapevolezza dei clienti domestici, evitando asimmetrie informative che si possano riverberare sulle tipologie contrattuali e sulle nuove condizioni economiche da sottoscrivere,
si chiede di sapere quali azioni si intenda intraprendere per garantire un'adeguata informazione relativamente alla conclusione del regime del mercato tutelato ai clienti domestici.
(3-00689)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
LOMBARDO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:
il pacchetto dell'Unione europea chiamato "Fit for 55" mira a varare una serie di proposte legislative per raggiungere entro il 2030 la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 55 per cento rispetto ai livelli del 1990, e raggiungere la "carbon neutrality" entro il 2050;
tra le misure che rientrano nel progetto è prevista anche una tassa, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2024 e dovrà essere pagata dalle compagnie di navigazione per tutte le navi con più di 5.000 tonnellate di stazza lorda, un volume in cui rientrano tutte le grandi navi porta container;
il calcolo della tassa è basato su un sistema elaborato dall'EMSA (European maritime safety agency) e si basa, tra le altre, su alcune regole generali che prevedono la tassazione completa per le tratte tra porti interni all'Unione europea e al 50 per cento nel caso in cui solo il porto di provenienza o di arrivo sia nell'Unione;
da questo schema sono stati esclusi Port Said, in Egitto, e il porto di Tangeri in Marocco, il primo perché dista oltre 300 miglia nautiche dalle coste europee e il secondo perché non è considerato scalo, in quanto si occupa prevalentemente di trasbordo, ovvero un porto nel quale i container passano dalle grandi porta container a navi più piccole, per distribuirli negli altri porti che non possono accogliere navi con un pescaggio più profondo;
secondo quanto riportato da organi di stampa (si veda per esempio "La tassa europea sulle emissioni delle navi rischia di far chiudere il porto di Gioia Tauro", pubblicato il 14 settembre su "IlPost.it"), l'Autorità portuale di Gioia Tauro ha commissionato uno studio per capire quali saranno le conseguenze della nuova tassa e ha intitolato l'ultimo capitolo dello studio "Cosa significa perdere Gioia Tauro", nel quale si sostiene apertamente che se la tassa venisse confermata così com'è il porto rischierebbe di chiudere, perché le compagnie di navigazione sposteranno le navi nei porti africani;
tale rischio riguarda Gioia Tauro, ma anche altri porti italiani come Cagliari e Taranto e europei come Valencia in Spagna, Sines in Portogallo, Marsaxlokk a Malta e il porto del Pireo, in Grecia;
le simulazioni pubblicate nello studio evidenziano per esempio come una nave proveniente da Singapore e diretta ad Anversa con scalo a Gioia Tauro pagherebbe la tassa al 50 per cento per la rotta Singapore-Gioia Tauro e al 100 per cento per il percorso Gioia Tauro-Anversa, mentre la stessa rotta, ma con scalo a Port Said, avrebbe una tassa del 50 per cento per entrambi i viaggi;
i porti europei saranno penalizzati anche nei traffici con il continente americano, visto che una nave partita da Mundra, in India, e diretta a New York con scalo a Gioia Tauro pagherà la tassa al 50 per cento per entrambe le rotte, mentre sarà molto più conveniente fare scalo a Port Said o Tangeri perché in quel caso la compagnia di navigazione non pagherebbe nulla;
in una recente intervista al periodico "Shipping Italy", specializzato in trasporto marittimo, Diego Aponte, presidente di MSC, il primo gruppo armatoriale al mondo, ha confermato che la tassa "per come è stata annunciata non va bene assolutamente per i porti europei e saremmo perdenti a tutti i livelli anche a livello di posti di lavoro (...) questa situazione privilegerà tutti i porti tipo Tangeri e gli scali egiziani che toglieranno traffico a scali come Gioia Tauro a Sines in Portogallo, Pireo e tanti altri porti europei";
negli ultimi 20 anni l'Italia ha investito 179 milioni di euro per lo sviluppo del porto di Gioia Tauro e altri 230 milioni sono stati investiti dai gestori dei terminal, dove lavorano 1.600 portuali oltre a 4.000 lavoratori dell'indotto;
nel PNRR sono previsti investimenti per quasi un miliardo di euro per la cosiddetta elettrificazione delle banchine di 34 porti italiani, per renderli più appetibili per le grandi navi, visto che al momento sono obbligate a tenere accesi i motori ausiliari durante l'ormeggio, perché le banchine forniscono energia elettrica soltanto alle gru;
secondo quanto riferito da "Il Post", gli Stati membri avrebbero dovuto far pervenire entro il 18 settembre le proprie osservazioni e i propri commenti alla normativa, nonché identificare i porti di trasbordo non inclusi nella lista della Commissione, ai quali estendere le eccezioni già previste per i porti del Nordafrica,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia intervenuto entro i termini indicati dalla Commissione per chiedere l'esenzione dei porti che si affacciano sul Mediterraneo o altre modifiche a tutela degli interessi dei porti italiani, anche al fine di scongiurare l'impatto disastroso che la riduzione significativa del traffico in transito dai porti di Gioia Tauro, Taranto e Cagliari avrebbe sull'economia italiana e sulla tenuta occupazionale di territori già profondamente in crisi;
quali altre iniziative intenda avviare per scongiurare o quantomeno mitigare il rischio di ridimensionamento dei porti italiani, anche al di là delle paventate conseguenze di questa specifica iniziativa dell'Unione;
se le preoccupazioni espresse dall'Autorità portuale di Gioia Tauro siano state avanzate da altre autorità portuali italiane e quale sia l'orientamento sul punto degli altri Stati che si affacciano sul Mediterraneo.
(4-00699)
PIRRO, GUIDOLIN, SIRONI, MAIORINO, NAVE, TURCO, MARTON, LICHERI Ettore Antonio, CROATTI, LOPREIATO, DE ROSA, NATURALE, DAMANTE, LICHERI Sabrina, PIRONDINI, CATALDI, PATUANELLI, DI GIROLAMO, ALOISIO, BILOTTI - Ai Ministri per lo sport e i giovani, dell'ambiente e della sicurezza energetica e della cultura. - Premesso che:
dal 6 al 22 febbraio 2026 si svolgeranno i XXV giochi olimpici invernali Milano-Cortina d'Ampezzo. Per la prima volta nella storia dei giochi assegnatarie sono due città in forma congiunta, e sarà la terza edizione olimpica invernale in Italia dopo Cortina nel 1956 e Torino nel 2006;
il programma definitivo prevede 16 discipline suddivise in 116 eventi. Tra le discipline ci saranno anche lo slittino, lo skeleton e il bob (12 eventi su 116). Tali attività dovranno svolgersi in uno sliding centre che verrà costruito sul sedime della pista olimpica storica "Eugenio Monti" di Cortina d'Ampezzo (Belluno);
detta struttura, di proprietà del Comune di Cortina, lunga 1.700 metri, nata nel 1923, è stata utilizzata durante le olimpiadi del 1956 e in svariate altre competizioni internazionali, ed è stata chiusa nel gennaio 2008 a causa dei costi di gestione troppo elevati e quasi completamente demolita nel 2023 su autorizzazione del Ministero della cultura. Il Ministero, comunque, nell'autorizzare lo smantellamento del monumento, dettava prescrizioni e condizioni a tutela della memoria storica dei luoghi;
considerato che la Simico S.p.A. (Società infrastrutture Milano Cortina 2020-2026), società statale creata nel 2021 per la realizzazione delle opere connesse allo svolgimento dei XXV giochi olimpici invernali, nei prossimi giorni dovrebbe individuare, mediante trattativa privata, la ditta responsabile della ricostruzione della pista di bob di Cortina, con una base d'asta di 81 milioni di euro per 807 giorni di lavoro (la precedente gara del 31 luglio scorso è andata deserta);
considerato inoltre che:
il CIO (Comitato olimpico internazionale), nella persona del suo presidente, Thomas Bach, aveva consigliato di utilizzare un impianto già esistente, in modo da risparmiare una cifra che nel frattempo è lievitata a circa 120 milioni di euro, e limitare l'impatto ambientale; tale impianto era stato individuato nella pista della città austriaca di Innsbruck;
il sindaco della città austriaca, Georg Willi, si era detto disponibile ad ospitare gli eventi di bob, skeleton e slittino nella struttura cittadina, tanto da scrivere direttamente all'amministratore delegato della fondazione Milano-Cortina 2026, Andrea Varnier, ad agosto 2023;
considerato infine che:
la costruzione della pista da bob avrà, oltre all'impatto economico, un enorme impatto ambientale con l'abbattimento di circa 5 ettari di bosco, ma tutta l'area interessata ai lavori sarà di circa 12 ettari. Verranno eliminati circa 500 larici, alti anche 30 metri, che hanno più di 70 anni di età, coprenti un'area di 35.000 metri quadrati, che fanno parte di un ambiente naturale unico alla quota di 1.200 metri, comprendendo l'intero crinale di una montagna;
la direttiva 85/337/CEE prevede l'obbligo di sottoporre a valutazione di impatto ambientale i progetti per i quali si prevede un impatto ambientale notevole per natura, dimensioni e ubicazione, indipendentemente dalla circostanza che la loro tipologia rientri fra quelle elencate negli allegati I e II della direttiva medesima, come insegna la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea;
in ogni caso tali abbattimenti avverranno in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico e, quindi, ai sensi del decreto ministeriale 30 marzo 2015 e degli articoli 6, comma 6, e 19 del decreto legislativo n. 152 del 2006 (codice dell'ambiente) necessitano di specifica verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale, in quanto ampiamente superiori alle soglie limite di deforestazione consentita,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione;
quale sia il costo complessivo finale del nuovo sliding centre di Cortina d'Ampezzo, comprensivo degli oneri necessari per ottemperare alle prescrizioni del Ministero della cultura;
se sia stata valutata l'offerta dell'amministrazione di Innsbruck in merito alla possibilità di disputare le gare di bob, slittino e skeleton in quella città;
se sia stato valutato l'impatto ambientale dell'opera ai sensi della direttiva europea 85/337/CEE e della giurisprudenza eurounitaria;
se sia stata effettuata una specifica verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale, ai sensi degli articoli 6, comma 6, e 19 del codice dell'ambiente.
(4-00700)
DE POLI - Ai Ministri dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, dell'economia e delle finanze e dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:
il numero delle imprese agricole marchigiane è in netto calo;
l'innalzamento dei prezzi delle materie prime agricole e dei costi energetici ha frenato pesantemente la crescita del settore agricolo sul territorio;
rimane irrisolto, in aggiunta alle criticità citate, il grande tema dei cambiamenti climatici, che non consentono agli agricoltori di redigere una programmazione agronomica certa e che li espongono a crisi di liquidità per costi di ripristino e mantenimento periodici lunghi e ripetitivi;
ritenuto che:
gli imprenditori agricoli, sempre più spesso, vengono gravati di ruoli e funzioni a loro non pertinenti, in termini sia di costi che di responsabilità sociali legate alla qualità e salubrità dei prodotti: sono tenuti, ad esempio, a far fronte con risorse proprie agli eventi atmosferici avversi, che hanno riguardato in modo particolare il territorio marchigiano; a mantenere i prezzi dei prodotti costantemente bassi anche in chiave antinflazionistica ed implicitamente anche a mantenere la stabilità sociale;
il raggiungimento dell'obiettivo di un equo reddito a favore delle imprese agricole lungo la filiera (dalla terra alla tavola) purtroppo non riesce ad arginare le molte speculazioni presenti nei passaggi lunghi della filiera e difficili da intercettare e che finiscono per ridurre il guadagno degli agricoltori ai minimi termini (di contro, aumenta il costo finale del prodotto),
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno: a) mettere a disposizione delle aziende agricole, in particolare quelle medio-piccole, il maggior numero possibile di strumenti normativi ed economici atti a fronteggiare efficacemente gli effetti dei cambiamenti climatici, della concorrenza dei mercati esteri ed europei e degli shock internazionali, quali la guerra in Ucraina, i rincari delle materie prime e, da ultimo, la spirale inflazionistica che, oltre ad aumentare la crescita dei prezzi ed il calo del potere di acquisto dei redditi, rende più difficile e gravoso il ricorso a prestiti, finanziamenti e sostegni sia pubblici che privati; b) porre in essere politiche ed azioni concrete contro il caro energia ed il caro benzina; c) individuare politiche contributive ed aiuti specifici alle aziende agricole impegnate nell'innovazione e nella transizione energetica; d) prevedere per il prossimo programma di sviluppo rurale, in considerazione delle molteplici e maggiori criticità del territorio marchigiano, misure finalizzate all'ammodernamento di tutte le aziende agricole a intensificare gli interventi a sostegno delle filiere più in difficoltà; e) introdurre norme con misure di ristoro effettivo per tutte le aziende sul territorio danneggiate dal maltempo; f) inserire anche nuove misure di salvaguardia del potere di acquisto delle famiglie, quindi dei loro redditi, calmierando i prezzi della filiera anche nei passaggi di trasformazione intermedia dei prodotti.
(4-00701)
DE POLI - Ai Ministri delle imprese e del made in Italy, dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
l'artigianato marchigiano rimane, nelle sue declinazioni più varie, uno dei fiori all'occhiello dell'economia regionale;
le imprese artigiane rappresentano il 30 per cento delle imprese attive nelle Marche;
ritenuto che:
le imprese artigiane registrate alla fine del 2022 nelle Marche sono 40.910; la maggiore concentrazione è nella provincia di Ancona con il 26 per cento, seguono Pesaro e Urbino con il 24,5 per cento, Macerata con il 22,3 per cento, Fermo con il 14,1 per cento e Ascoli Piceno con il restante 13,1 per cento;
rispetto alla fine del 2021, le imprese artigiane registrate nelle Marche sono il 4,8 per cento in meno, pari a 2.078 imprese (meno 1,1 per cento Italia);
lo sviluppo effettivo del settore artigianale dipende da molteplici fattori economici e non solo che influiscono sul mismatch tra domanda e offerta di lavoro,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario il coinvolgimento maggiore delle PMI artigiane in ogni missione opera-obiettivo individuata dal PNRR che possa riguardare questo segmento del comparto generalmente escluso;
se non ritengano utile potenziare gli strumenti finanziari attualmente previsti dalle norme, migliorandone l'efficacia e fruibilità attraverso una riforma in senso agevolativo del fondo centrale di garanzia, della "nuova Sabatini" per gli investimenti destinati alla crescita e allo sviluppo del patrimonio immobiliare e strumentale dell'azienda, di sbloccare le risorse legate ai crediti incagliati relativi all'incentivo superbonus;
se intendano intervenire sul lato dei costi gravanti sulla proprietà, anche con misure di promozione o sostegno all'autoproduzione di energia pulita utilizzando il fotovoltaico anche su strutture e capannoni dismessi;
se, relativamente alle problematiche esistenti per il reperimento della manodopera, intendano migliorare gli strumenti contrattuali e formativi esistenti in modo da avvicinare il mondo della scuola a quello del lavoro;
se non ritengano di dover strategicamente sostenere le "botteghe artigianali", autentico presidio tradizionale delle imprese familiari, rendendo minimi, per loro, i costi generali di gestione e burocrazia.
(4-00702)
DE POLI - Ai Ministri delle imprese e del made in Italy, dell'economia e delle finanze e del turismo. - Premesso che:
lo scenario economico mondiale è ancora caratterizzato dall'incertezza legata al protrarsi del conflitto tra Russia e Ucraina, alle tensioni monetarie dei mercati finanziari globali, all'attenzione stabile delle banche centrali nei confronti dell'inflazione con rialzi cadenzati dei tassi;
le prospettive di crescita per l'anno 2024 sono stimate in flessione, ma comunque in attivo per l'Italia rispetto ad altri Paesi dell'area euro, anche entrati in recessione come la Germania;
la circostanza preoccupa il settore produttivo là dove vi siano dipendenze economiche strette ed interconnesse, come è il caso della meccanica e del settore auto, ma ne risente anche il commercio;
ritenuto che:
il settore commerciale svolge all'interno della catena distributiva dei beni e dei servizi un ruolo importante, ma le aziende del comparto sono fortemente condizionate da costi generalmente crescenti che incidono sulla logistica, sui trasporti, sugli approvvigionamenti energetici, in conseguenza del caro energia e del caro carburanti;
le Marche non possono essere escluse dal circuito di export che da sempre ha caratterizzato positivamente la regione,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, per le rispettive competenze, intendano: a) approntare contromisure alla crisi del 2024 privilegiando, per le aziende medio-piccole del commercio, i canali di alleggerimento della tassazione, come l'aumento delle aliquote dei crediti di imposta e le agevolazioni per le forme di produzione di energia elettrica prodotta ed autoconsumata; b) intervenire contro la concorrenza sleale per arginare il divario di profitti ingiusti, applicando regimi fiscali differenziati come la web tax; c) introdurre in particolare per il settore del turismo una più equa parametrazione dei guadagni con la regolamentazione degli affitti turistici brevi; d) tutelare le esigenze specifiche dei piccoli negozi di vicinato come le botteghe, esposte più di tutte alle difficoltà congiunturali, alla diminuzione del potere di acquisto delle famiglie, alla difficoltà di reperimento di manodopera qualificata; e) avvicinare con strumenti contrattuali e formativi il mondo della scuola a quello del lavoro.
(4-00703)
ROMEO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:
la sentenza del Consiglio di Stato n. 04118/2020 reg. prov. coll. - n. 9693/2019 reg. ric. ha impartito indicazioni per l'apertura di ulteriori stazioni di prova private per veicoli con classificazione ATP;
in conseguenza, il 22 dicembre 2022, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha emanato un decreto recante "Procedure per l'autorizzazione delle nuove stazioni di prova ATP private";
all'articolo 3, comma 4, lettera a), si prevede che per l'ottenimento dell'autorizzazione dell'esercizio dell'attività di stazione di prova ATP, il titolare dell'impresa debba comprovare di avere in organico o di potersi avvalere di un responsabile tecnico che abbia i requisiti di cui al successivo articolo 6, ossia, in particolare, il possesso di un titolo di studio in alternativa tra il diploma di laurea in ingegneria a seguito di corso di studi di almeno 5 anni, ovvero laurea specialistica corrispondente; la laurea magistrale in ingegneria, oppure la laurea triennale in ingegneria;
all'articolo 11 del medesimo decreto si prevede altresì, per le stazioni di prova ATP già autorizzate, un termine di due anni per l'adeguamento ai nuovi requisiti, ivi compreso quello di cui all'articolo 3, comma 4, lettera a), pena la sospensione dell'attività;
considerato che da diversi operatori del settore è stato segnalato come questo termine risulti incongruo rispetto alla durata dei corsi di studi necessari al conseguimento dei titoli richiesti come requisiti,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e se non ritenga opportuno intervenire, concedendo agli operatori già attivi nel settore delle stazioni di prova private ATP un termine di adeguamento, con particolare riferimento al requisito dei titoli richiesti per il responsabile tecnico, che sia più congruo alle effettive tempistiche richieste per il conseguimento dei titoli.
(4-00704)
CUCCHI - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
come si apprende da notizie di stampa, nelle scorse settimane nel carcere "Mammagialla" di Viterbo ci sarebbero stati diversi episodi di proteste e persino rivolte, che si sarebbero concluse con la morte per infarto di un detenuto e con tre ricoverati con codice rosso all'ospedale di Belcolle;
a quanto pare le violente rivolte sarebbero scaturite da malcontenti dei detenuti, che denunciano condizioni di detenzione invivibili;
è noto infatti che il carcere di Viterbo sia sovraffollato, da notizie raccolte dall'interrogante risulterebbero ben 600 i detenuti ivi reclusi a metà agosto, a fronte di una capienza massima di 440 posti;
allo stesso tempo il personale di polizia risulta essere sotto organico, su 343 agenti ne risultano effettivi 260, 201 dei quali solo in servizio;
considerato che:
l'ultima rivolta sarebbe stata molto brutale, le notizie addirittura riportano di mutilazioni compiute durante la protesta, e che per sedarla sarebbe stato necessario richiamare agenti fuori servizio;
la scorsa settimana sarebbe morto anche un altro detenuto nel carcere di "Regina Coeli", che da quanto si apprende era malato di scabbia,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno avviare un'indagine per capire lo stato di affollamento delle carceri e trovare una soluzione che ponga un argine al sovraffollamento;
se non ritenga opportuno attivarsi affinché venga inserito in organico un numero di agenti proporzionato ai detenuti;
quali soluzioni voglia adottare per assistere al meglio i detenuti con problemi di salute sia fisica che psichica.
(4-00705)
CUCCHI, FLORIDIA Aurora - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:
da notizie di stampa si apprende che, il 31 agosto 2023, lo studente italo-palestinese Khaled El Qaisi al controllo bagagli e documenti del valico di Allemby, dopo una lunga attesa, sotto gli occhi increduli del figlio di 4 anni e della moglie, è stato fermato e ammanettato dalla polizia di Israele e portato in carcere;
la famiglia dello studente ha lanciato una campagna denominata "Rilasciatelo", chiedendo la sua immediata scarcerazione: in particolare, la moglie del signor Khaled El Qaisi Francesca Antinucci e la madre Lucia Marchetti hanno denunciato che lo studente è stato trattenuto dalle autorità israeliane ed è tuttora prigioniero, in virtù di una misura precautelare, prima che siano verificati gli elementi per formulare un'accusa;
considerato che:
Khaled El Qaisi, traduttore e studente di Lingue e civiltà orientali all'università "Sapienza" di Roma è tra i fondatori del Centro di documentazione palestinese;
al momento le autorità israeliane non hanno fornito nessuna motivazione per giustificare la detenzione del ricercatore;
il signor El Qaisi è cittadino italiano e sinora solo poche voci si sono levate per denunciare l'accaduto: il giovane, che non ha precedenti di sorta, è stato arrestato mentre rientrava con il figlio e la moglie dalle vacanze trascorse in Palestina. Il Tribunale israeliano ha per ora solo convalidato l'arresto e prolungato la detenzione inizialmente fino al 14 settembre e poi, con ulteriore provvedimento, il Tribunale di Rishon Le Tzion la ha prolungata fino al 21 settembre, senza fornire spiegazioni;
dalle notizie acquisite risulta che Khaled El Qaisi venga sottoposto a continui interrogatori senza la presenza di un legale;
le interroganti nutrono dubbi sul rispetto dei diritti civili da parte delle forze dell'ordine israeliane, e sulla violazione dei principi fondamentali a tutela della libertà personale, riconosciuti in Italia (articoli 13-24-111 della Costituzione) e in Europa (art. 6 CEDU) e anche in seno all'ONU (artt. 9-14 Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici), la cui osservanza consente di definire un processo equo e un arresto non arbitrario;
come rileva Amnesty international, Israele detiene, in aperta violazione del diritto internazionale e del giusto processo, ben 5.000 palestinesi, di cui oltre 1.200 senza accusa né processo. L'organizzazione per i diritti umani auspica quindi "una risposta forte a livello internazionale",
si chiede di sapere:
quali azioni il Ministro in indirizzo voglia intraprendere per assicurare i diritti fondamentali dello studente Khaled El Qaisi;
quali iniziative diplomatiche intenda intraprendere verso le autorità israeliane per verificare le condizioni di salute di Khaled El Qaisi e assicurare la sua liberazione, coerentemente con le garanzie di cui agli articoli 13, 24 e 111 della Costituzione italiana.
(4-00706)
PIRONDINI, GUIDOLIN, PIRRO, FLORIDIA Barbara, LOPREIATO, SCARPINATO, NAVE, MARTON, BILOTTI, NATURALE, ALOISIO - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, della cultura e dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:
il 14 settembre 2023, l'UNESCO, durante la 45a sessione del World heritage committee a Riad, in Arabia saudita, ha deciso di non inserire la città di Venezia nella black list dei siti patrimonio dell'umanità a rischio;
tale decisione, a quanto reso noto dagli organi di informazione presa all'unanimità, sottintenderebbe che le attuali precauzioni adottate dall'Italia e dal Comune di Venezia siano sufficienti a preservare gli "oustanding universal value" del sito;
considerato che:
una delle precauzioni a tutela della città di Venezia è sicuramente il MOSE (modulo sperimentale elettromeccanico), che ad oggi non risulta terminato né tantomeno collaudato, e la cui manutenzione ordinaria e straordinaria non sia ancora strutturata;
il Comune di Venezia sostiene di aver recuperato case per i residenti mentre l'esodo in terraferma continua e i residenti diminuiscono ogni anno;
tra le precauzioni valutate dall'UNESCO ci sarebbe il progetto del Comune volto a limitare il turismo giornaliero con il contributo di accesso, che ad oggi è impostato soltanto come misura provvisoria e sperimentale;
il Comune di Venezia sostiene che aver eretto le barriere (con base in cemento) in piazza San Marco a tutela della basilica di San Marco sia sufficiente a proteggerla dall'acqua, mentre altre accreditate teorie sosterrebbero che sarebbe assolutamente necessario isolare l'intera insula di San Marco;
la previsione di traffico al 2037 all'aeroporto di Venezia è di 20,8 milioni di passeggeri, il doppio rispetto a quelli attuali;
le opere per l'alta velocità in aeroporto riguardano la realizzazione di un tunnel ferroviario sotterraneo che terminerà a bordo della laguna, sito UNESCO;
il piano urbano della mobilità sostenibile, di prossima approvazione, prevede la realizzazione di nuovi terminal turistici in gronda lagunare nord, nelle località di Montiron, Pili e San Giuliano;
non sono state accolte le istanze dei cittadini residenti e delle associazioni per il controllo dei flussi turistici, tra le quali si menzionano, a titolo esplicativo: il sostegno alla residenzialità della città storica e delle isole, il controllo del moto ondoso, la limitazione di nuove concessioni turistiche alberghiere, la privatizzazione delle isole e molto altro,
si chiede di sapere quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano assumere per verificare e monitorare il completamento delle suddette opere e per un controllo continuo e capillare di ogni altra iniziativa volta alla protezione di Venezia.
(4-00707)
Interrogazioni, da svolgere in Commissione
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso la Commissione permanente:
8ª Commissione permanente(Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica):
3-00683 del senatore Turco ed altri, sulle carenze infrastrutturali in Puglia, in particolare nell'area jonico-salentina;
3-00685 della senatrice Malpezzi ed altri, sull'installazione di tachigrafi "intelligenti" sui mezzi pesanti.
Avviso di rettifica
Nel Resoconto stenografico della 54ª seduta pubblica del 5 aprile 2023, a pagina 75, sostituire il titolo: "Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 571" con il seguente: "Parere espresso dalla 5a Commissione permanente al Presidente del Senato, ai sensi dell'articolo 126-bis, comma 2-bis, sul disegno di legge n. 571".
Nel Resoconto stenografico della 60ª seduta pubblica del 26 aprile 2023, a pagina 111, sostituire il titolo: "Parere espresso dalla 5a Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 126-bis, comma 2-bis, sul disegno di legge n. 615" con il seguente: "Parere espresso dalla 5a Commissione permanente al Presidente del Senato, ai sensi dell'articolo 126-bis, comma 2-bis, sul disegno di legge n. 615".
Nel Resoconto stenografico della 102ª seduta pubblica del 19 settembre 2023, a pagina 38, prima del titolo: "Disegni di legge, assegnazione" inserire il seguente annuncio:
"Presidente del Consiglio dei ministri
Ministro dell'interno
Ministro della giustizia
Ministro per lo sport e i giovani
Ministro dell'istruzione e del merito
Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR
Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità
Ministro dell'università e della ricerca
Conversione in legge del decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, recante misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché per la sicurezza dei minori in ambito digitale (878)
(presentato in data 15/09/2023)."