Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 083 del 29/06/2023
Azioni disponibili
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIX LEGISLATURA ------
83a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
GIOVEDÌ 29 GIUGNO 2023
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Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO,
indi del vice presidente CASTELLONE
N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Azione-Italia Viva-RenewEurope: Az-IV-RE; Civici d'Italia-Noi Moderati (UDC-Coraggio Italia-Noi con l'Italia-Italia al Centro)-MAIE: Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d'Italia: FdI; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: LSP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-Patt, Campobase, Sud Chiama Nord): Aut (SVP-Patt, Cb, SCN); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 15).
Si dia lettura del processo verbale.
DURNWALDER, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
PRESIDENTE. Comunico che in data 28 giugno 2023 è stato presentato il seguente disegno di legge:
dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro dell'economia e delle finanze:
«Conversione in legge del decreto-legge 28 giugno 2023, n. 79, recante disposizioni urgenti a sostegno delle famiglie e delle imprese per l'acquisto di energia elettrica e gas naturale, nonché in materia di termini legislativi» (781).
Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (ore 15,04)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time), ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro della giustizia e il Ministro per i rapporti con il Parlamento.
Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso.
Il senatore Scalfarotto ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00536 sui provvedimenti di sequestro dell'immobile dell'ex hotel Astor di Firenze, per tre minuti.
SCALFAROTTO (Az-IV-RE). Signor Ministro, la ragione per la quale sono qui ad interrogarla oggi è relativa alla situazione dell'ex hotel Astor di via Maragliano a Firenze. Si tratta di un immobile che dal settembre 2022 risulta occupato da una settantina di persone. Da quel momento la comunità cittadina e tutte le persone che abitano nei dintorni dell'ex hotel hanno denunciato una situazione di estremo degrado, alla quale si accompagna anche un'estrema - diciamo così - vivacità della comunità che ha occupato l'ex albergo. L'ordine del pubblico infatti è sembrato immediatamente sotto una grande tensione, perché in questo edificio si sono avuti una serie di incidenti anche molto seri. Nel mese di marzo i cittadini hanno denunciato una sorta di maxirissa con violenze con bastoni, bottiglie, scacciacani e quant'altro. Ancora peggio, il 29 maggio scorso c'è stato un tentato omicidio, una grossa lite e tafferugli. Sono intervenute le volanti del "118" e purtroppo una persona è caduta dal terzo piano di questo albergo, per fortuna senza conseguenze estreme, anche se una caduta dal terzo piano non è mai una bella cosa.
In questa situazione già esplosiva si è verificato un caso ancora più grave che tiene accesa l'attenzione dell'opinione pubblica, perché dal 10 giugno, come sappiamo, è sparita Kata (Mia Kataleya Chiclio Alvarez), una bambina di cinque anni, che da notizie di stampa risulta abitasse nell'ex hotel Astor con la madre e la famiglia. Della bambina non ci sono tracce e ci si chiede se questo episodio non si sia verificato anche a cagione del fatto che l'ambiente nel quale la bambina viveva non era certamente un ambiente sano.
Quando c'è un'occupazione, ai sensi dell'articolo 633 del codice penale, si possono verificare due fatti: o la Polizia giudiziaria, ex articolo 55 del codice di procedura penale, procede allo sgombero, oppure ci vuole un sequestro preventivo della procura della Repubblica; sequestro preventivo che è arrivato soltanto a metà giugno. Infatti il 17 giugno la Polizia giudiziaria, sulla base del sequestro ordinato della procura della Repubblica, ha sgomberato l'ex hotel. Da notizie risulta che la Digos avesse più volte chiesto alla procura di emettere questo sequestro preventivo, perché erano evidenti i problemi di ordine pubblico, ma questa decisione della procura non era arrivata.
Vorrei pertanto sapere da lei che cosa mi può riferire relativamente al ritardo nella decisione di sgomberare l'immobile e se il Ministero non ritenga che il caso della bambina scomparsa non dipenda anche dal fatto che tale decisione non è stata presa tempestivamente.
PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, onorevole Nordio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
NORDIO, ministro della giustizia. Signor Presidente, come l'interrogante potrà immaginare, la mia sarà una risposta esclusivamente descrittiva e interlocutoria, perché quando vi è un'indagine in corso il Ministro della giustizia non ha poteri e non deve interferire con il procedimento giudiziario. Pertanto, posso soltanto descrivere quanto ci risulta dalle note che abbiamo acquisito.
In effetti, risale al 18 settembre 2022 l'occupazione di questo immobile per il quale la procura della Repubblica di Firenze, in data 30 settembre, ha iscritto un procedimento penale. Gli autori della condotta venivano compiutamente identificati nell'immediatezza dei fatti: si trattava in prevalenza di nuclei familiari composti anche da 11 soggetti minori degli anni diciotto, in gran parte di età infantile. Secondo quanto indicato dalla Polizia giudiziaria, l'immobile, che era già sede dell'hotel Astor, risultava da tempo in disuso e in stato di abbandono ed era stato oggetto di precedenti occupazioni.
Con riferimento a tale immobile, si rilevava l'esistenza di plurimi procedimenti penali in relazione al reato previsto e punito dall'articolo 633 del codice penale, che l'interrogante ha citato, per fatti commessi tra il 2014 e il 2022. Il 17 novembre del 2022, d'intesa tra la procura della Repubblica presso il tribunale di Firenze e il dirigente della Digos di Firenze, la situazione veniva continuamente monitorata e sottoposta a complessiva ricognizione per censire gli occupanti e i relativi nuclei familiari. In quella data erano in totale 54,19 dei quali minori degli anni diciotto, suddivisi in 17 nuclei familiari. In quell'occasione alcuni degli occupanti si impegnavano a lasciare l'immobile, le donne in gravidanza o con bambini manifestavano la loro disponibilità a trasferirsi in altri luoghi da individuare e la presa di contatto dei servizi sociali con gli occupanti e l'instaurazione di una relazione continuativa con l'offerta di supporto costituivano l'avvio di un percorso che appariva proficuo e utile per una ragionevole ricollocazione di questi nuclei. Senonché, in data 28 gennaio 2023 la procura della Repubblica presso il tribunale di Firenze spediva l'avviso di conclusione delle indagini preliminari per il procedimento penale che ho citato prima e veniva emesso il decreto di citazione diretta con una prima udienza fissata per il 22 maggio 2024. Nel maggio del 2024, quindi, si celebrerà questo processo.
Intervenivano poi dei fatti nuovi. In seguito a un tentativo di omicidio del 28 maggio 2023 all'interno di questo immobile, la procura di Firenze chiedeva informalmente alla Polizia giudiziaria di verificare se vi fosse interesse da parte della parte offesa a presentare una nuova querela. Il 10 giugno 2023, nell'immobile occupato, veniva rapita la minore, di cui non cito il nome, fatto per il quale veniva iscritto un procedimento penale in relazione al reato di sequestro di persona a scopo di estorsione. Dopo la presentazione, il 14 giugno 2023, della querela ad opera del proprietario, veniva avviato un nuovo procedimento penale sempre ai sensi dell'articolo 633 del codice penale e nell'ambito di questo procedimento il 16 giugno 2023 veniva richiesta al giudice per le indagini preliminari l'adozione di un decreto di sequestro preventivo dell'immobile, provvedimento di coercizione reale che veniva emesso in pari data ed eseguito il 17 giugno 2023.
Allo stato, secondo quanto rappresentato dalla locale procura, non sussistono elementi idonei a ritenere che il rapimento della minore possa essere in qualche modo ricondotto alla sua permanenza all'interno dell'immobile occupato.
A questo punto mi devo fermare perché il rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura impone una doverosa astensione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Scalfarotto, per due minuti.
SCALFAROTTO (Az-IV-RE). La ringrazio, signor Ministro. Ovviamente condivido con lei che non possiamo rivelare nessun dettaglio dell'indagine e - per carità - nessuno voleva in realtà accendere una luce sull'indagine in corso, perché è giusto che prosegua così e anzi auspichiamo che la bambina sia trovata sana e salva. Il problema era sostanzialmente un altro, cioè comprendere per quale motivo il provvedimento di sgombero sia stato adottato dopo che una situazione che era evidentemente insostenibile è esplosa con questo caso, che naturalmente ha acceso l'interesse dell'opinione pubblica, perché la sparizione di una minore è un evento di una gravità massima e inaudita.
Chiaramente la situazione, che era sconosciuta al grande pubblico, all'opinione pubblica nazionale, ma ben conosciuta da chi abitava nei dintorni dell'ex hotel Astor, è esplosa ed evidentemente è sembrato un provvedimento reattivo rispetto a un problema. La domanda è perché questo provvedimento, che è sembrato fondamentale il 17 giugno, non fosse stato assunto in precedenza. È successo qualcosa, ma la domanda è se questo qualcosa si sarebbe potuto evitare se la decisione fosse stata presa prima. Questo è il punto, perché il problema - noi ne parliamo spesso e ci è capitato di interloquire anche in Commissione giustizia - è che ovviamente l'obbligatorietà dell'azione penale mette i giudici davanti a un tale numero di stimoli e di possibilità di esercitare l'azione penale, che poi vanno fatte delle scelte. In questo caso si è scelto di non agire, perché forse si è ritenuto che ci fossero altre emergenze. Può anche esserci la responsabilità di una scelta, però, signor Ministro, la responsabilità della decisione si deve accompagnare anche alla responsabilità degli eventuali errori nella scelta. Questo è il vero punto della questione. La domanda era questa, ovviamente lei non mi ha potuto rispondere, quindi non posso dirmi soddisfatto della sua risposta, ma le sottopongo ancora una volta un problema di cui abbiamo già parlato.
PRESIDENTE. La senatrice Stefani ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00541 sull'accordo interistituzionale per l'inserimento lavorativo delle persone sottoposte a pena detentiva, per tre minuti.
STEFANI (LSP-PSd'Az). Signora Presidente, signor Ministro, ci risulta anche da notizie di stampa che sia stato firmato un importante accordo interistituzionale dal Ministero della giustizia e dal Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), in ordine a un percorso finalizzato a promuovere l'inserimento lavorativo di persone che sono in esecuzione di pena detentiva. Questo verrebbe fatto attraverso una collaborazione con enti pubblici e privati.
Come è ben noto, ci sono temi di grande rilievo che vanno ad incidere sulla questione del sovraffollamento carcerario. Per un verso, sicuramente la recidiva non risolve; secondariamente, ma non da meno, dobbiamo attestare e prendere atto dell'inefficacia dei rimedi che sono stati adottati con i cosiddetti provvedimenti svuotacarceri (perdonatemi l'espressione). In questo caso, invece, ci troviamo di fronte a una nuova soluzione che è molto importante, perché se la rieducazione della pena avviene attraverso la possibilità di agevolare l'inserimento lavorativo e quindi l'inserimento sociale del condannato, andiamo incontro e rispettiamo la Costituzione e le stesse persone che subiscono una detenzione in carcere. A volte, infatti, il carcere da solo, senza altri strumenti, non educa.
Signor Ministro, nel ringraziarla per il lavoro che sta svolgendo quotidianamente per migliorare tutto il sistema della giustizia italiana, le chiediamo di illustrarci quali sono gli indirizzi e gli obiettivi che vi prefiggete con questo accordo, nonché di fornirci delucidazioni sulle attività della cabina di regia istituita.
PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, onorevole Nordio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
NORDIO, ministro della giustizia. Signora Presidente,senatrice Stefani, finalmente, dopo tanti argomenti considerati divisivi nel Paese sul problema della giustizia, possiamo dare alcune buone notizie che credo siano condivise da tutti.
L'orientamento strategico del Ministero della giustizia e del Governo è quello di attuare essenzialmente quella parte della Costituzione che mira alla rieducazione e al reinserimento sociale del detenuto. In questo senso noi ci siamo già attivati per fare del carcere, nei limiti del possibile e salvo i casi di maggiore e massima gravità, un luogo dove, attraverso lo sport, il lavoro e l'attività all'aperto si possa procedere proprio a questa forma di rieducazione e di reinserimento sociale. Ci stiamo anche occupando, non soltanto del lavoro all'interno delle carceri, quanto della possibilità di trovare il lavoro dopo la scarcerazione del detenuto e in questo senso ci siamo già attivati attraverso varie fondazioni. Qui si inserisce questo accordo con il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, che ha lo scopo di promuovere, attraverso il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, proprio l'inserimento lavorativo delle persone in esecuzione della pena detentiva.
I dati sono abbastanza indicativi: le persone che vengono inserite in un percorso lavorativo all'interno del carcere e poi trovano un lavoro, una volta dismesse dall'istituto penitenziario, tendono alla cosiddetta recidiva zero, mentre le persone che in carcere non riescono a realizzare le proprie aspirazioni anche in senso lavorativo, una volta uscite, tendono a essere recidive.
In quest'ottica, il Ministero della giustizia e il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro hanno avviato una collaborazione per diffondere, favorire e semplificare le modalità di lavoro subordinato alle dipendenze di terzi offerte ai detenuti. Collaboreranno, altresì, nel contribuire all'evoluzione del quadro normativo e giuridico nel rispetto dell'esigenza di favorire questo processo di reinserimento e valuteranno l'incremento dei percorsi di formazione, anche universitaria, e di riqualificazione professionale.
Per il perseguimento degli obiettivi di cui all'accordo che è stato già firmato è stata prevista la costituzione presso il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria di un'apposita cabina di regia che sarà sotto la guida del sottosegretario di Stato alla giustizia con delega al trattamento dei detenuti, senatore Ostellari, con il compito di trasmettere periodicamente al Ministro della giustizia e al Presidente del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro i risultati dell'attività svolta per la preparazione e l'adozione delle conseguenti iniziative. Questa per noi è una priorità. Lo ripeto per l'ennesima volta. Noi siamo garantisti, ma il garantismo va inteso in due modi: come enfatizzazione della presunzione di innocenza prima del processo e come certezza dell'esecuzione della pena dopo la condanna definitiva. L'esecuzione certa della pena, però, deve sempre tenere presente l'articolo della Costituzione che mira alla rieducazione e al reinserimento del condannato. In questo senso si inseriscono tutte le varie iniziative e l'accordo con il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro è una delle principali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Stefani, per due minuti.
STEFANI (LSP-PSd'Az). Signor Ministro, il Gruppo Lega esprime piena soddisfazione per la sua risposta, in primis a conferma di una salda volontà nella conduzione del Ministero, non facile, del rispetto dei principi, anche al di fuori di impostazioni e pregiudizi ideologici.
Si può essere garantisti, si può credere a una presunzione di innocenza e alla certezza della pena e, al contempo, lavorare affinché chi è detenuto sia poi inserito nella vita sociale e posto nella condizione per cui la pena lo rieduchi e gli consenta di trovare un modo diverso per affrontare le problematiche.
Esprimiamo poi piena soddisfazione perché per lavorare su certi temi, soprattutto su alcuni molto articolati, occorrono co-progettazioni e cooperazione anche fra gli stessi enti, fra il pubblico e il privato e ciò vale anche per la giustizia e lei, signor Ministro, ci ha dimostrato infatti che possiamo pensare che non esistono solo carceri e tribunali, ma che esiste tutta una società che lavora insieme affinché la giustizia sia efficace.
Grazie, signor Ministro, e grazie ancora per il suo lavoro.
PRESIDENTE. Il senatore Bazoli ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00540 sulla situazione del carcere minorile Beccaria di Milano, per tre minuti.
BAZOLI (PD-IDP). Signora Presidente, illustro l'atto di sindacato ispettivo in luogo del senatore Franco Mirabelli che lo ha presentato e, anzi, colgo l'occasione per ringraziarlo di averlo depositato.
Lo scorso aprile, signor Ministro, il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Milano ha presentato un report sulla situazione in cui versa l'istituto penale per i minorenni «Beccaria» di Milano, nel quale si evidenzia l'aggravarsi delle già precari condizioni dell'istituto da dove, com'è noto, lo scorso Natale sono evasi sette detenuti.
Si legge nel report che la situazione giovanile è estremamente preoccupante e i ragazzi che arrivano hanno delle modalità relazionali molto aggressive, spesso con problematiche dovute, non solo alla condotta, ma anche legate all'uso di droga e problemi psichiatrici. Trovare posto in luoghi alternativi non è facile. A oggi ci sono sette provvedimenti di collocamento in comunità, ma non si trovano posti perché le comunità rifiutano di accoglierli in tutta Italia. Infatti, ad oggi, sono ben settanta i dinieghi registrati. Fra i motivi addotti per tali dinieghi ci sono la carenza di spazi, le forti problematiche presentate dai ragazzi e in particolare l'essere molti di loro minori non accompagnati, oltre alle difficoltà nel trovare gli educatori, che notoriamente sono pagati con stipendi assolutamente inadeguati rispetto al delicatissimo ruolo che sono chiamati a svolgere.
Nel report del Garante, inoltre, si evidenzia la particolare criticità delle condizioni di vita dei ragazzi in isolamento che, come si può leggere, pranzano coi piatti sulle ginocchia per l'assenza di tavolini nelle celle, dove anche l'utilizzo di tavole di plastica o a ribalta non risulta adeguato per ragioni di sicurezza.
Relativamente al personale, il report del Garante evidenzia come ogni anno la maggior parte del personale, che spesso è giovanissimo, chieda il trasferimento nel luogo di origine o un luogo più vicino, con richieste che comportano un continuo turnover del personale; alle emergenze che si vengono a creare si risponde di volta in volta facendo ricorso a rinforzi estemporanei per brevi periodi; vi è la mancanza di un progetto educativo, oltre alla mancanza ormai decennale della stabilità nella figura del direttore e del comandante degli agenti di Polizia penitenziaria, che reca un grave nocumento al funzionamento dell'istituto; infine vi è anche la questione degli spazi. Per carità, abbiamo visto che finalmente viene inaugurato un nuovo padiglione dopo tanti anni. Questa è una buona notizia, ma gli altri problemi restano.
Chiediamo quindi di sapere quali iniziative necessarie e urgenti il Ministro intende intraprendere per stabilizzare anzitutto la direzione e porre fine alle numerose criticità dell'istituto penale minorile Beccaria che sono state denunciate dal Garante in tutti questi anni.
PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, onorevole Nordio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
NORDIO, ministro della giustizia. Signor Presidente, ricordo, ancora una volta, che le prime uscite di questo Ministro, una volta nominato, non sono state fatte presso gli uffici giudiziari, che pure versano in condizioni di grave criticità, ma presso una serie di carceri - minorili e circondariali - di cui non farò ora l'elenco perché ne conosciamo benissimo lo stato - lei lo ha anche citato - nei quali le criticità si sono sedimentate nel corso di decenni. Ho fatto poco fa l'esempio di come cerchiamo di porvi rimedio attraverso l'inserimento nel lavoro dei detenuti, ma sappiamo che la situazione del carcere minorile Beccaria è particolarmente critica. Oggi mi limito a fornire alcuni dati. Premetto che la nostra attenzione su questo settore, e soprattutto su quello minorile, è massima. Naturalmente abbiamo a che fare con i limiti imposti dalle nostre risorse ed è inutile che spieghi quanto queste siano limitate. Comunque, le notizie che vi do sono asettiche e rispecchiano, io credo, l'impegno di questo Governo per colmare le suddette lacune.
È stato stipulato un accordo - il 26 gennaio 2023 - tra l'azienda sociosanitaria territoriale Santi Paolo e Carlo della Regione Lombardia e il Ministero della giustizia che ha ad oggetto la graduatoria del concorso pubblico a tempo pieno e indeterminato di collaborazione di personale sanitario ed educatore professionale di categoria D. Nello specifico, sono stati assunti quattro funzionari di professionalità pedagogica, tre dei quali hanno preso servizio in data 12 aprile 2023. Il prossimo prenderà servizio il 20 luglio. È in corso di svolgimento il concorso pubblico per titoli ed esami per il reclutamento di un contingente complessivo di 773 unità, di cui 360 funzionari di professionalità pedagogica.
Per quanto riguarda il Corpo di polizia penitenziaria si fa presente che l'organico dell'istituto penale Beccaria è stato determinato in 71 unità di polizia giudiziaria, a fronte della presenza di 38 detenuti, il che significa un rapporto significativo di 1,87 agenti per detenuto. Ciononostante le criticità permangono.
Per quanto riguarda i collocamenti in comunità, bisogna specificare che, come lei stesso ha rilevato, di fronte all'elevato numero di richieste da parte dell'autorità giudiziaria, le strutture comunitarie disponibili sul territorio non riescono a garantire una sufficiente ricettività.
Si rappresenta - lo voglio dire da ultimo - che in data 14 settembre 2022, in sede di Conferenza unificata, è stato sancito l'accordo tra il Governo, le Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano e gli enti locali che è rivolto alla costituzione di comunità sperimentali di tipo sociosanitario, a elevata integrazione sanitaria, per l'inserimento di minori e giovani adulti con disagio psichico e problematiche di dipendenza.
Il percorso è lungo e difficile, però vi voglio assicurare che fa parte proprio delle nostre priorità, perché se la criticità negli istituti penitenziari è già elevata quella che riguarda gli istituti minorili deve avere una priorità alla quale prestare un'attenzione ancora maggiore.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Verini, per due minuti.
VERINI (PD-IDP). Signor Ministro, non siamo soddisfatti della sua risposta. Le dico anche che non attribuiamo a lei le responsabilità annose della situazione del Beccaria e delle carceri minorili. Però, nei giorni scorsi, il 12 giugno, è stato il cappellano del carcere, don Claudio Burgio, a dire testualmente che la situazione è persino peggiorata dai giorni dell'evasione. I lavori sarebbero terminati, ma i locali verranno assegnati ad ottobre, così come il nuovo direttore. I rinforzi di Polizia penitenziaria non sono arrivati e gli educatori in più erano, a quella data, soltanto due.
Rimane drammaticamente carente - lo ha ammesso anche lei - la comunicazione tra carceri minorili e rete di accoglienza. Il problema non riguarda solo il Beccaria; a Nisida la situazione è altrettanto drammatica, toccata con mano nei giorni scorsi da una delegazione, anche del nostro partito.
Però, signor Ministro, una responsabilità gliela attribuiamo: lei non ha dato segnali di direzione del trattamento dei minori che si trovano nelle carceri e dovrebbero trovarsi lì per un reinserimento. Invece di introdurre temi divisivi, che tra l'altro rischiano di minare la lotta alla corruzione, applichi le riforme che le abbiamo lasciato in eredità: la riforma Cartabia prevede importanti iniziative per la messa alla prova e la giustizia riparativa per i minori. Si attivi - lo diciamo davvero - per accelerare l'assunzione di magistrati, anche nei tribunali dei minori, per stabilizzare i 16.000 addetti degli uffici del processo, per cercare di aumentare il personale, applicare le riforme e non divagare con temi divisivi.
Infine, sostenga il lavoro delle comunità di accoglienza per favorire il reinserimento e il lavoro di questi poveri giovani, spesso emarginati, che stanno lì anche impropriamente.
Sulle carceri ho davvero finito.
Perché non ha ascoltato i nostri ripetuti appelli per non far tornare a dormire in carcere i detenuti semiliberi che da due anni lavoravano e dormivano fuori? Invece sono rientrati; altro che lotta al sovraffollamento.
Perché non garantire la telefonata quotidiana dei detenuti alle loro famiglie? Sarebbe un fatto importante.
Ecco perché non siamo soddisfatti, Ministro. Lei si proclama - e certamente lo è nel suo intimo - garantista, però mi creda: cerchi di iniziare dai poveri cristi e non dai colletti bianchi ad essere garantista. (Applausi).
PRESIDENTE. Il senatore Rastrelli ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00542 sull'accesso degli ufficiali giudiziari alle banche dati dell'amministrazione finanziaria, per tre minuti.
RASTRELLI (FdI). Signora Presidente, illustre signor Ministro, da alcuni anni in tutta Europa, ma anche in Italia fortunatamente, gli investimenti sulla sfera del digitale per l'implementazione dei servizi sono cresciuti in via esponenziale, anche nelle strutture pubbliche e nelle articolazioni centrali e periferiche dello Stato, con specifico riferimento al complesso comparto dell'amministrazione della giustizia.
Le restrizioni dovute alla drammatica emergenza pandemica, con la moltiplicazione dei servizi telematici e dei cosiddetti sportelli virtuali che erano finalizzati a ridurre al minimo gli accessi fisici presso strutture, università, tribunali Ministeri e uffici, da limite si sono trasformati in una straordinaria opportunità per la Nazione e hanno prodotto, quindi, un'accelerazione inarrestabile verso il futuro.
In questo senso, anche i servizi di cooperazione informatica appaiono sempre più fruttuosi, purché naturalmente vengano realizzati in una cornice di sicurezza, in un trasferimento massivo di informazioni e di dati particolarmente sensibili.
Per questo gli osservatori più attenti, in modo particolare gli operatori in ambito giuridico, hanno accolto con grande interesse ed attenzione, nei giorni scorsi, l'intervenuta sottoscrizione di una specifica convenzione da parte del Ministero, da lei magistralmente diretto, e dell'Agenzia delle entrate. Si tratta di una convenzione per un'attuazione operativa del precetto normativo di cui all'articolo 492-bis del codice di procedura civile, che consenta di accedere direttamente, da parte degli ufficiali giudiziari, alle banche dati dell'amministrazione finanziaria.
Siamo quindi a interrogarla, ai sensi del Regolamento, per avere informazioni di maggior dettaglio, in primis sull'orizzonte temporale lungo il quale questa convenzione dovrà dispiegare i suoi effetti e, in secondo luogo, sulle garanzie predisposte dal suo Ministero sulla sicurezza del trattamento dei dati trattati. Soprattutto, interessa comprendere quali riflessi pratici si proponga il Governo e quali vantaggi e benefici si prevede che la convenzione possa determinare per gli operatori del diritto, da un lato, e soprattutto per i cittadini tutti.
PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, onorevole Nordio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
NORDIO, ministro della giustizia. Signor Presidente, in questo caso la risposta è più facile e finalmente possiamo dare buone notizie. Quando parliamo di carceri, si parla sempre di un fardello di dolore, ma in questo caso, per fortuna, possiamo parlare di qualcosa di positivo e di utile anche per la nostra economia. Sono dati tecnici, quindi li riferirò così come li ho ottenuti, dopo un excursus estremamente accurato.
Questa convenzione, stipulata il 23 giugno tra il Ministero della giustizia e il direttore dell'Agenzia delle entrate, con l'approvazione del Garante per la protezione dei dati personali, consente agli ufficiali giudiziari di accedere alle banche dati dell'amministrazione finanziaria, così da rendere agevole la ricerca telematica dei beni da pignorare. È una cosa quasi rivoluzionaria. Si tratta di beni da pignorare, ovviamente, in seguito alla richiesta del creditore, ovvero da sottoporre a procedura concorsuale, in questo caso su richiesta del curatore.
Prima della stipula di questa convenzione, in forza dell'articolo 155-quinquies delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, che era stato inserito nella legge del 2014, era previsto che, in mancanza delle strutture tecnologiche necessarie a consentire l'accesso diretto, il creditore istante potesse ottenere direttamente dai gestori delle banche dati le informazioni in esse contenute.
Con questa novella dell'articolo 155, introdotta nell'ottobre 2022, è stato previsto che, a decorrere dal 28 febbraio 2023, fosse l'ufficiale giudiziario ad attestare che l'accesso diretto alle suddette banche dati non è attuabile per il mancato funzionamento delle strutture tecnologiche. Ecco perché, a seguito della stipula della convenzione del 23 giugno 2023, gli ufficiali giudiziari possono utilizzare direttamente il servizio di accesso alle banche dati dell'amministrazione finanziaria nell'ambito dei propri compiti di ufficio, al fine di acquisire tutte le informazioni utili a individuare i beni da sottoporre a esecuzione forzata nell'ambito delle procedure sia immobiliari sia mobiliari, nonché nell'ambito di quelle concorsuali.
In dettaglio, l'ufficiale giudiziario può richiedere all'Agenzia delle entrate l'accesso alle sue banche dati in relazione a soggetti, che siano il debitore esecutato o sottoposto a procedura concorsuale, per i quali è stata presentata istanza da parte di un creditore in possesso di un titolo esecutivo e del precetto, in seguito alla specifica autorizzazione del presidente del tribunale. A quel punto, l'Agenzia delle entrate, verificata la regolarità della richiesta, invierà la risposta con le notizie al sistema informatico del Ministero della giustizia. Questo permetterà una più rapida verifica sui beni di proprietà del debitore, consentendo al creditore di velocizzare il recupero del credito vantato. Il vantaggio consisterà nella certezza e nella celerità della ricerca di beni da pignorare, assicurando quindi un iter più spedito nelle esecuzioni dei provvedimenti del giudice in materia civile. Ovviamente, gli accessi alle banche dati dell'amministrazione finanziaria e le relative richieste resteranno tracciati.
Questo secondo me è un passo molto importante ai fini dell'accelerazione della certezza dei rapporti economici che derivano da quelli giuridici, in riferimento ai quali - lo ripetiamo ancora una volta - la lentezza della nostra giustizia è giudicata così critica dagli investitori stranieri che l'investimento in Italia risulta per loro in questo momento pregiudizievole, proprio per questi ostacoli che noi cerchiamo ora di superare. (Applausi).
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Rastrelli, per due minuti.
RASTRELLI (FdI). Grazie, signor Ministro. Come Gruppo Fratelli d'Italia siamo assolutamente soddisfatti del suo riscontro, in primo luogo - me lo consentirà - sotto il profilo delle garanzie, quelle di necessaria riservatezza, previste dalla convenzione e peraltro validate dal Garante per la protezione dei dati personali, in merito al tracciamento e alla registrazione degli accessi e delle operazioni, che consentiranno sicuramente le successive verifiche di correttezza e di legittimità, come anche con riferimento alle procedure di gestione delle eventuali anomalie che dovessero risultare.
Siamo poi soddisfatti anche delle sue precisazioni in punto di strumenti individuati dalla convenzione, sempre più orientati alla semplificazione delle procedure e alla celerità degli accertamenti: un accesso sempre più snello per la ricerca di beni e crediti da sottoporre ad esecuzione e un accesso alle banche dati più diversificate (anagrafe tributaria, archivio dei rapporti finanziari, informazioni degli enti previdenziali). Questo sia su richiesta di chi vanti un credito e sia naturalmente in possesso di un precetto o di un titolo esecutivo, sia su istanza del curatore che debba individuare i beni da sottoporre a procedura concorsuale.
Siamo convinti dei possibili benefici da lei preventivati, ma quel che più conta, signor Ministro, è che noi siamo soddisfatti delle sue risposte per la filosofia che ispira questa convenzione, quella della sempre maggiore certezza delle posizioni giuridiche, che rimane uno dei pilastri fondamentali e irrinunciabili di uno Stato di diritto.
Grazie ancora, signor Ministro, e buon lavoro. (Applausi).
PRESIDENTE. Il senatore Damiani ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00537 sui fenomeni di disagio psicologico tra gli studenti universitari, per tre minuti.
DAMIANI (FI-BP-PPE). Signor Presidente, signor Ministro, essere giovani oggi non è affatto semplice. Da sempre, confrontarsi con le sfide della vita (che possono essere personali, scolastiche o lavorative) è stato difficile; lo è ancora di più oggi, perché il mondo contemporaneo offre tante possibilità e tante opportunità, ma dietro l'angolo ci sono tante insidie lungo il percorso della crescita dei nostri ragazzi. Accade quindi molto spesso - lo sentiamo e lo leggiamo dalla cronaca - che queste sfide diventino un peso enorme per i nostri ragazzi, con un sovraccarico di ansia che non si riesce a superare. Non ne hanno assolutamente colpa i nostri ragazzi; l'unica colpa può essere quella anagrafica, di essere giovani e di non avere una struttura tale da riuscire a far sopportare loro questo percorso di crescita.
Negli ultimi tre anni, abbiamo vissuto anche il difficile momento della pandemia, che ci ha visto tutti chiusi in casa. Soprattutto chi ha avuto non tanto la colpa peggiore, ma chi ha vissuto un momento difficile sono stati appunto i nostri ragazzi, perché abbiamo tolto loro la linfa della vita, cioè confrontarsi e relazionarsi con il mondo esterno, con la scuola e con gli altri giovani. Si sono trovati chiusi in casa, con uno strumento dotato di uno schermo per confrontarsi virtualmente con il mondo esterno.
La scuola ha subito tantissimo le conseguenze di questa situazione; infatti, come emerge da alcune ricerche fatte in ambito universitario, su un campione di 5.000 studenti universitari circa il 5 per cento ha sofferto di problemi psicologici. Molti di questi purtroppo arrivano al suicidio, soprattutto nella fascia di età tra i quindici e i trentaquattro anni, e molti sono studenti universitari, tant'è che l'università sta ricorrendo oggi a tanti supporti. Sono stati inaugurati numerosi sportelli di supporto psicologico all'interno degli atenei, mentre il sistema di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) ha istituito la figura del docente delegato alle disabilità, che raccoglie tutte queste informazioni e cerca di dare supporto ai nostri ragazzi.
Alla luce di tutto questo, Ministro, le chiediamo quali sono le azioni da mettere in atto per dare efficacia a questi supporti psicologici nelle nostre università per aiutare i nostri ragazzi, quali le linee di indirizzo del Ministero e anche le risorse a disposizione per l'attuazione di tali misure.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, senatore Ciriani, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
CIRIANI, ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, ringrazio il collega Damiani e il Gruppo Forza Italia per aver posto l'attenzione su un obiettivo cardine del mandato del Governo, in particolare del ministro Bernini, e cioè il benessere psicologico delle studentesse, degli studenti e dell'intera comunità universitaria.
Le varie inaugurazioni degli anni accademici a cui ha partecipato, spesso anche in prima persona, il ministro Bernini sono state un'occasione di confronto con centinaia di studenti e in molti, purtroppo, hanno rilevato - come diceva anche l'interrogante - di aver sofferto un disagio psicologico, ansia da prestazione e paura di non farcela.
Il benessere dei nostri studenti richiede un impegno assoluto e corale; è un'esigenza che dobbiamo garantire insieme alle istituzioni, alle università e naturalmente alle famiglie.
Come correttamente ricordato dal collega Damiani, con la recente conversione del decreto-legge pubblica amministrazione è stato introdotto nelle AFAM e nelle università il docente delegato, che è dedicato al coordinamento e al monitoraggio di tutte le iniziative legate al supporto e al benessere psicologico degli studenti. È un ulteriore passo in avanti per rispondere a un'esigenza concreta di sostegno, con nuove modalità di ascolto e di supporto per il benessere della comunità universitaria.
Il Ministro dell'università e della ricerca si è attivato per fare di più, in modo da dare risposte strutturate e durevoli nel tempo.
Per questo motivo, è stato previsto - nel riparto del fondo di finanziamento del 2023 - uno stanziamento di 35 milioni di euro a sostegno dei programmi di ateneo per il potenziamento dei servizi a favore degli studenti, tra cui quelli finalizzati a promuovere l'inclusione, nonché all'attivazione e al potenziamento di servizi di supporto e sostegno psicologico specifici. Ad essi è intenzione del ministro Bernini aggiungere ulteriori 5 milioni di euro per le medesime finalità, per un totale di 40 milioni. Altri 13 milioni di euro del fondo sono destinati poi a interventi di sostegno dedicati agli studenti con disabilità, con un incremento di 5 milioni rispetto allo scorso anno.
L'università non si può ridurre al sostenimento degli esami o a una corsa alla pur importante corona d'alloro. L'università è anche un reticolato di rapporti umani, fondamentale per conseguire un bagaglio di esperienze e di strumenti utili per la vita. È questo che auguriamo e che si cercherà in ogni modo di assicurare. (Applausi).
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Damiani, per due minuti.
DAMIANI (FI-BP-PPE). Signor Ministro, la ringraziamo poiché ci ha dato la risposta che avremmo voluto ascoltare, ovvero dati precisi e puntuali, soprattutto circa le risorse disponibili.
I casi di cronaca sono oggi all'ordine del giorno e tutte le volte ci diciamo che potevamo evitarlo. Ecco che, allora, oggi, ci prendiamo un impegno che, come diceva lei, Ministro, dev'essere assoluto e corale.
Governo e Parlamento insieme devono aiutare i nostri ragazzi perché quanto ho riportato non deve più accadere. Quindi, possiamo dire che finalmente abbiamo ascoltato i nostri ragazzi, ci abbiamo messo le orecchie e il cuore proprio per essere vicini a loro affinché - lo ripeto - i casi di cronaca, i suicidi, non accadano più. Grazie, Ministro! (Applausi).
PRESIDENTE. La senatrice Castellone ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00539 sulle criticità nella formazione specialistica universitaria di area sanitaria, per tre minuti.
CASTELLONE (M5S). Ministro Ciriani, per il suo tramite mi rivolgo al Ministro dell'università e della ricerca.
Stiamo vivendo un momento drammatico di carenza di personale sanitario, in particolare di personale medico specialista. Questo succede anche perché l'Italia non ha mai avuto una struttura di programmazione del fabbisogno di specialisti in ambito sanitario. E allora nella legge di bilancio del 2020 abbiamo approvato una norma che istituiva proprio una tecnostruttura - tra osservatorio, scuole di specializzazione e Agenas - che serviva a programmare il fabbisogno di specialisti. Poi, questa struttura non è partita perché è arrivata la pandemia.
Il 15 dicembre 2022 ho interrogato il ministro Bernini - con un altro atto di sindacato ispettivo - chiedendo se avesse in programma di far partire la struttura e la Ministra mi rassicurò sul fatto che a breve la struttura sarebbe diventata operativa. Un mese dopo, però, è stato ritirato l'interpello che prevedeva l'incarico del direttore generale di quella struttura.
Inoltre, l'articolo 9 del decreto-legge n. 44 del 2023 riorganizza il Ministero dell'università e abroga proprio quei commi di istituzione della tecnostruttura creando, al suo posto, due nuove direzioni generali.
Oltre a ciò, ci sono state altre due norme in ambito di formazione specialistica: il decreto-legge n. 51 del 2023, il cosiddetto decreto omnibus, che ha anticipato al secondo anno l'assunzione dei medici in formazione specialistica, e il decreto interministeriale n. 138 del 2023, che ha previsto una sensibile riduzione dei volumi dell'assistenza minimi per l'accreditamento delle scuole di specializzazione.
Chiedo pertanto al Ministro presente e anche al Ministro dell'università e della ricerca se si siano a conoscenza del fatto che l'Italia non ha un adeguato supporto ai processi di accreditamento delle scuole di specializzazione, se non si intenda invece ripristinare quella struttura che era voluta dal Parlamento e che aveva in dotazione 3 milioni di euro all'anno, o se si intenda invece trasformare una di queste due nuove direzioni in una struttura dedicata esclusivamente alla formazione, e se non si ritenga che questo abbassamento degli standard formativi previsti per l'accreditamento delle scuole di specializzazione, così come la possibilità di assumere i medici in formazione già dal secondo anno, sia invece un rischio per la qualità della formazione dei nostri medici in formazione specialistica. (Applausi).
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, senatore Ciriani, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
CIRIANI, ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, ringrazio la senatrice Castellone per l'interrogazione.
La diffusione della pandemia da Covid-19 ha reso quanto mai evidente la necessità di personale medico qualificato e numericamente adeguato alle esigenze della nostra popolazione. Per questo, la valorizzazione e il sostegno del percorso di formazione delle professioni mediche con azioni mirate, volte a consentire di garantire standard qualitativi elevati e competitivi a livello internazionale, costituiscono obiettivi prioritari per il Governo e naturalmente anche per il ministro Bernini.
L'obiettivo è quello di adottare una politica organica per la programmazione sanitaria composta da interventi sull'accesso ai corsi in medicina e alle scuole di specializzazione medica.
Sull'acceso programmato ai corsi in medicina è stato avviato presso il Ministero un gruppo di lavoro già dal gennaio scorso, che ha coinvolto il Ministero della salute, esperti del mondo accademico, la Conferenza Stato-Regioni ed esponenti degli ordini professionali interessati, per definire il fabbisogno dei medici e adeguare le capacità e l'offerta potenziale del sistema universitario. Il lavoro svolto è stato attento e ambizioso e ha consentito di adeguare le capacità e l'offerta potenziale del sistema universitario in via transitoria rivedendo i meccanismi di programmazione degli accessi e di porre solide basi per un ampliamento a regime.
Nel solco di questo lavoro proficuo, è intenzione del Ministero promuovere un'iniziativa analoga anche per l'accesso alle scuole di specializzazione di area medico-sanitaria, considerata la stretta consequenzialità con l'aumento del numero dei posti disponibili alla facoltà di medicina.
Alla formazione specialistica universitaria nel settore sanitario saranno dedicati gli sforzi del Ministero anche monitorando la qualità della formazione degli specializzandi, affinché la professione medica sia svolta con competenza e professionalità. In questo senso, l'Osservatorio nazionale per la formazione sanitaria specialistica sta completando il processo di accreditamento delle scuole e ciò avverrà in tempo utile affinché i candidati del concorso indetto lo scorso maggio possano effettuare le scelte delle sedi e delle scuole attivabili dal prossimo autunno.
La revisione delle strutture ministeriali oggetto dell'interrogazione è funzionale a garantire una migliore gestione di tutte le competenze attribuite al Ministero. Agli alti studi medici sono rivolti ancora ulteriori sforzi e tranquillizzo l'interrogante, poiché il tema della qualità del sistema universitario e sanitario sarà al centro dell'agenda politica del ministro Bernini.
In conclusione, la ristrutturazione complessiva del Ministero ancora di più assicurerà coerenza ed efficienza a un'area altamente strategica per il nostro Paese.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Castellone, per due minuti.
CASTELLONE (M5S). Signor Ministro, chiaramente non sono soddisfatta della sua risposta, perché che il Ministero voglia occuparsi della qualità della formazione medica e della programmazione della formazione specialistica ritengo sia non un punto di partenza, ma un dato di fatto.
Non vedo però azioni concrete, anzi vedo che si sta andando indietro rispetto a importanti passi avanti che erano stati fatti e soprattutto non si sta rispettando la volontà del Parlamento, che aveva creato una struttura che serviva proprio a programmare il fabbisogno specialistico. Perché cancellarla riportando le competenze a una direzione del Ministero? Il Ministero già oggi aveva l'obbligo di monitorare l'Osservatorio scuole di specializzazione, ma senza una struttura dedicata che si coordini con Agenas, questo non è successo. Abbiamo visto - e inchieste giornalistiche lo hanno dimostrato - che sono state accreditate scuole di specializzazione, per esempio, in ginecologia che non avevano la sala parto.
Per evitare che si verifichino questi obbrobri e mettere al centro la qualità della formazione, è necessario investire e qui gli investimenti ci sono, perché tre milioni di euro all'anno erano dedicati proprio a questo, alle site visit, agli accreditamenti, ma poi si fanno passi indietro, come anche negli ultimi decreti che sono stati approvati, permettendo di assumere gli specializzandi già dal secondo anno, quando sono le stesse associazioni di giovani medici ad avvertirci che togliere i medici al secondo anno di specializzazione dalla rete formativa significa rischiare che facciano una formazione che non è più di qualità, perché oggi quei volumi formativi che prima erano garantiti da una rete verranno erogati da una sola struttura e quindi si ridurrà la varietà, che invece è fondamentale per una formazione specialistica di qualità. (Applausi).
PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata (question time) all'ordine del giorno è così esaurito.
Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno
CROATTI (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROATTI (M5S). Signor Presidente, tramite lei vorrei parlare ai colleghi e al Governo e informare soprattutto i cittadini su un tema che tocca molto il mio territorio, che è quello del post-alluvione.
La prima domanda che ci facciamo è che fine abbiano fatto tutte le promesse che ha fatto il ministro Musumeci, quei tavoli settimanali con la Regione e con i sindaci del territorio di cui parlava. Abbiamo accettato le prime passerelle con i giubbotti della Protezione civile, con gli stivali nel fango e con l'elicottero, ma adesso sembra che il tema sia stato accantonato e non se ne ricordi tantissimo. Ci penserò io, facendo continuamente interventi per ricordare quello che succede in Emilia-Romagna.
Siete riusciti finalmente, dopo sessanta giorni, a nominare un commissario della ricostruzione e direi: meglio troppo tardi che mai. L'evento del 3 maggio, poi ripetutosi il 16 e 17 maggio e arrivato fino al 29, ha dato un'errata percezione di quello che sta succedendo. Le ruspe che stanno lavorando sull'emergenza sono le stesse che devono lavorare in sinergia con il tema della ricostruzione. Un commissario alla ricostruzione che arriva dopo sessanta giorni ha quasi impedito di portare avanti i lavori in questo momento. Ho girato l'entroterra in questo periodo, ci sono tantissimi Comuni che sono in forte difficoltà. Abbiamo avuto più di mille frane e penso che quest'Assemblea non si renda conto di quello che è successo: alcune di esse sono talmente gravi che non saranno neanche più ripristinate e ci sono Comuni isolati.
Ho incontrato i sindaci del nostro territorio, che al momento sono veramente affranti, perché questo è il periodo in cui arrivano tantissimi turisti per visitare, con il turismo slow, con i camper o con le biciclette, il nostro entroterra, i nostri castelli, i nostri ristoranti, le nostre bellezze, o per acquistare il nostro artigianato. In questo momento invece i paesini sono completamente vuoti dai turisti, sono piccoli borghi che vivevano in maniera forte il turismo e in questo momento sono completamente vuoti.
Come ha detto la nostra Presidente del Consiglio, avete raschiato il fondo del barile per dare uno stanziamento economico ed è una cosa inaccettabile, perché proprio in questi mesi dobbiamo tutelare e lavorare immediatamente perché a settembre e a ottobre le piogge torneranno copiose com'è sempre stato. Questo è in assoluto il momento più importante per lavorare: sono 972 gli interventi già finiti, 1.912 quelli in via di esecuzione, quasi 2.090 quelli programmati e oltre 2.000 ancora da valutare.
I fondi non stanno arrivando, pertanto i Comuni, dopo il dissesto idrogeologico, saranno davanti al dissesto finanziario. È una cosa gravissima quella che sta succedendo. Oggi il ministro Musumeci ha addirittura detto che bisogna reperire risorse, ma che non sa dove trovarle: basta guardare gli extraprofitti di questo Paese, le aziende che li hanno avuti, chi produce gas ed energia elettrica, le industrie farmaceutiche e quelle belliche, le assicurazioni e le banche. Non si può accettare questo tipo di soluzione, fatta di austerità e draghista.
Presidenza del vice presidente CASTELLONE (ore 16)
(Segue CROATTI). Ricordo a tutti, soprattutto agli amici di Fratelli d'Italia, che durante la pandemia hanno avuto il coraggio di dire che bastava un click per arrivare a dare 1.000 euro a 59 milioni di italiani, che questo è il momento di darsi una mossa e cliccare anche per i cittadini della Romagna. (Applausi).
ALOISIO (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALOISIO (M5S). Signora Presidente, onorevoli colleghi, oggi do seguito ai miei ultimi due interventi del 17 maggio e del 22 giugno, intervenendo in relazione al disegno di legge n. 615, riferendomi alla sanità.
Il sistema sanitario non è stato in grado di garantire su tutto il territorio nazionale un'assistenza uniforme per quantità e qualità. Questo monito del 2022 non proviene da una forza di opposizione in cerca di uno scontro politico con la maggioranza, bensì dalla Corte dei conti. La riforma del Titolo V ha inaugurato una stagione nuova per molte materie statali, tra cui la sanità, parcellizzate in tante «repubbliche cisalpine». L'Italia necessita di un'unica cabina di regia: lo Stato, tanto caro a Montesquieu, eliminato dalla bicamerale di D'Alema e Berlusconi. La sperimentazione del modello di gestione regionale della sanità è fallita, infatti si è avuto un incremento della spesa improduttiva, cioè quella non legata alla salute dei cittadini.
Signora Presidente, onorevoli colleghi, come medico, prima che come cittadina, sostengo che l'approccio alla medicina dev'essere olistico; bisogna cioè valorizzare, oltre alla diagnosi e alla cura, la prevenzione e la qualità della vita.
L'esperienza della pandemia ha acceso un riflettore sulle molteplici criticità che si annidano nella frammentazione gestionale della sanità, che ha generato territori di serie A e territori di serie B, non solo tra Nord e Sud, ma nelle stesse Regioni del Settentrione come ad esempio, in Lombardia, Bergamo e Brescia. Durante la pandemia i medici si sono trovati a dover scegliere se intubare un anziano o un ragazzo, perché in quei territori non vi erano più posti letto.
Questo è avvenuto perché dal 2001 sono stati fatti continui tagli alla sanità, inoltre si è proceduto ad assegnare, non solo meno risorse, ma, utilizzando l'artificio della spesa storica, si è creata una sperequazione tra le Regioni settentrionali e quelle meridionali e così nel 2018 la Liguria ha incassato quasi 2.600 euro per cittadino, mentre la Calabria solo 2.200. Signora Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente non intendo puntare il dito contro le Regioni che hanno ottenuto più fondi, ma mettere in evidenza che il sostegno statale dev'essere equo, cioè pro capite per tutte le Regioni, e se c'è un capitolo di spesa che non bisogna mai tagliare è quello della sanità.
Consideriamo altresì che ben sette Regioni, tutte del Centro-Sud, sono finite soggette alla disciplina dei piani di rientro, per cui i commissari hanno dovuto limitare l'accesso alle cure a milioni di cittadini, così assistiamo a lunghe liste d'attesa e al triste fenomeno della mobilità sanitaria. Pertanto, chi non può permettersi il viaggio della speranza è destinato a soccombere.
Noi del MoVimento 5 Stelle lotteremo contro questo provvedimento, continuando a difendere una sanità equa, gratuita e accessibile a tutti. La sanità è patrimonio universale e non appannaggio di pochi privilegiati. Se necessario, utilizzeremo anche la strada referendaria. (Applausi).
LA MARCA (PD-IDP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA MARCA (PD-IDP). Signora Presidente, prendo la parola per affrontare un tema importante che riguarda migliaia di italiani all'estero.
L'Italia in passato ha fatto ricorso allo strumento delle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale per dare un quadro di certezza normativa alle questioni di natura previdenziale e assistenziale. La finalità degli accordi di sicurezza sociale è quella di garantire la parità di trattamento di lavoratori e pensionati che si spostano dall'uno all'altro Paese contraente, oltre che la totalizzazione dei periodi contributivi.
L'Italia, come sappiamo, storicamente Paese di emigrazione, necessita forse più di qualsiasi altro nel mondo dell'efficacia di tali accordi bilaterali di sicurezza sociale, che consentono quindi ai lavoratori italiani emigrati e ai lavoratori stranieri immigrati in Italia di attivare il meccanismo della totalizzazione dei contributi versati nei Paesi contraenti.
Eppure il sistema di tutela previdenziale in regime internazionale non è completo, poiché numerosi Paesi di emigrazione italiana sono rimasti esclusi. Fra questi vi è il Messico, con il quale l'Italia ha sviluppato nel tempo importanti relazioni e dove risiedono oltre 25.000 cittadini italiani iscritti all'Anagrafe italiani residenti all'estero (AIRE) e molti di più che non sono iscritti.
Con il Messico l'accordo è in vigore dal 1977, ma è applicato soltanto ai cittadini italiani rimpatriati, titolari quindi di pensione messicana, mentre per gli italiani residenti in Messico che hanno maturato contributi pensionistici in Italia l'erogazione di un'eventuale pensione praticamente non avviene. È evidente come tali accordi siano anacronistici e anche limitatori nei confronti dei rapporti solidissimi fra Italia e Messico.
Il nostro Paese, il tredicesimo fornitore del Messico, è il secondo partner commerciale europeo dopo la Germania.
I benefici che deriverebbero dalla vigenza di tali accordi internazionali sarebbero fruiti non solo dai lavoratori interessati, ma anche dalle imprese italiane, che sarebbero in grado così di aumentare la propria competitività sul piano internazionale.
Era il lontano 2016, signora Presidente, quando presentai alla Camera un atto di sindacato ispettivo per chiedere quali iniziative urgenti si intendessero adottare per completare il quadro di tutela previdenziale in regime internazionale con la stipula di una convenzione di sicurezza sociale con il Messico, dove vive una vasta e importante comunità di cittadini italiani. Le risposte di allora furono insoddisfacenti. Nel frattempo, ho indirizzato altre interrogazioni ai vari Ministri, ma le risposte sono sempre state altrettanto insoddisfacenti.
Mi chiedo, e concludo, signora Presidente, quale sia la politica del Governo in relazione alla tutela dei diritti previdenziali dei lavoratori italiani in Messico e dei lavoratori di tale Paese in Italia titolari di regolare permesso o carta di soggiorno.
Bisogna intraprendere immediatamente delle iniziative per completare il quadro di tutela previdenziale internazionale, stipulando una convenzione di sicurezza con il Messico. Sono troppi gli interessi e troppo poche le risposte positive che stiamo dando ai cittadini italiani nel mondo.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di mercoledì 5 luglio 2023
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica mercoledì 5 luglio, alle ore 15, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 16,09).
Allegato A
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA, AI SENSI DELL'ARTICOLO 151-BIS DEL REGOLAMENTO
Interrogazione sui provvedimenti di sequestro dell'immobile dell'ex hotel "Astor" di Firenze
(3-00536) (28 giugno 2023)
Paita, Renzi, Scalfarotto. - Al Ministro della giustizia -
Premesso che:
l'ex hotel "Astor" di via Maragliano, a Firenze, risulta occupato da una settantina di persone dal 19 settembre 2022, data a partire dalla quale la comunità cittadina e le forze dell'ordine segnalano, a più riprese, numerosi situazioni di illegalità, racket, tensioni ed episodi violenti, come quello del marzo scorso, dove i cittadini hanno denunciato una maxi rissa con bastoni, bottiglie e scacciacani fra gli occupati, ovvero quello del tentato omicidio del 29 maggio, dove diverse volanti della polizia e del 118 sono intervenute a seguito della denuncia di liti, urla e tafferugli che avrebbero visto uno degli occupanti cadere dal terzo piano dello stabile;
secondo organi di stampa, anche la bambina di 5 anni di origine peruviana, Mia Kataleya Chiclio Alvarez (detta "Kata"), scomparsa lo scorso 10 giugno, abitava con la madre e i familiari all'interno dell'ex hotel Astor;
in caso di occupazione la disciplina vigente consente lo sgombero degli immobili occupati ex articolo 633 del codice penale ad opera della polizia giudiziaria, in forza dell'articolo 55 del codice di procedura penale, ovvero in forza di apposito sequestro preventivo disposto dalla Procura, che però nel caso di specie risulta sia stato disposto solo a metà giugno, cioè dopo la scomparsa di Kata, nonostante le numerose segnalazioni e denunce pervenute alla Procura nel corsi degli ultimi mesi;
la mattina del 17 giugno le forze dell'ordine hanno effettuato lo sgombero dello stabile, in ossequio al decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice delle indagini preliminari di Firenze, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia;
la Divisione investigazioni generali e operazioni speciali (DIGOS) avrebbe chiesto all'autorità giudiziaria più volte, già dal secondo giorno di occupazione dello stabile, l'emanazione del decreto di sequestro preventivo, in ragione delle forti criticità rilevate sul piano della legalità e dell'ordine pubblico;
non si comprendono le ragioni per cui la polizia giudiziaria e la Procura di Firenze abbiano ritenuto di attendere che una situazione di sì protratta illegalità esacerbasse al punto da portare alla sparizione di una bambina di 5 anni prima di intervenire,
si chiede di sapere se siano a conoscenza del Ministro in indirizzo le ragioni per cui la Procura di Firenze non abbia ritenuto di disporre e procedere allo sgombero dei locali occupati nell'ex hotel Astor di via Maragliano, a Firenze, nonostante le segnalazioni della DIGOS e le protratte situazioni di illegalità più volte e da più parti denunciate negli ultimi mesi e se la sparizione di Kata possa in qualche modo ascriversi alla permanenza, sua e della sua famiglia, all'interno dello stabile occupato.
Interrogazione sull'accordo interistituzionale per l'inserimento lavorativo delle persone sottoposte a pena detentiva
(3-00541) (28 giugno 2023)
Stefani, Romeo. - Al Ministro della giustizia -
Premesso che:
da informazioni di stampa si è appreso che il 13 giugno 2023 è stato firmato un accordo interistituzionale tra il Ministero della giustizia e il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), volto a promuovere l'inserimento lavorativo delle persone in esecuzione di pena detentiva, anche in collaborazione con strutture pubbliche o private, al fine di dare concreta attuazione al mandato dell'articolo 27 della Costituzione;
le politiche precedenti volte all'adozione di provvedimenti "svuota carceri" non hanno portato benefici;
il lavoro, invece, rappresenta uno degli elementi del trattamento penitenziario finalizzati al reinserimento sociale dei detenuti e al conseguente abbattimento del rischio di recidiva, secondo quanto previsto dalle norme sull'ordinamento penitenziario;
i detenuti che partecipano ad attività di lavoro e formazione riducono intemperanze e disordini e il 98 per cento smette di delinquere,
si chiede di sapere quali siano gli obiettivi che il Ministro in indirizzo si prefigge di raggiungere con l'accordo ed in particolare quali siano le attività della cabina di regia istituita.
Interrogazione sulla situazione del carcere minorile "Beccaria" di Milano
(3-00540) (28 giugno 2023)
Mirabelli, Boccia, Bazoli, Rossomando, Verini, Malpezzi. - Al Ministro della giustizia -
Premesso che:
nel mese di aprile 2023 il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Milano, Francesco Maisto, ha presentato un report sulla situazione in cui versa l'istituto penale minorile "Beccaria" di Milano, nel quale si evidenzia l'aggravarsi delle già precarie situazioni dell'istituto da dove, come noto, lo scorso Natale sono evasi 7 detenuti;
si legge: "La situazione giovanile è estremamente preoccupante e i ragazzi che arrivano hanno delle modalità relazionali molto aggressive, spesso con problematiche dovute non solo alla condotta ma anche legate all'uso di droga e problemi psichiatrici. Trovare posto in luoghi alternativi non è facile. Ad oggi ci sono sette provvedimenti di collocamento in comunità ma non si trovano i posti poiché le comunità rifiutano in tutta Italia";
infatti, ad oggi sono ben 70 i dinieghi registrati. Fra i motivi addotti vi sono la carenza di spazi, le forti problematiche presentate dai ragazzi e, in particolare, l'essere molti di loro minori non accompagnati, oltre alla difficoltà nel trovare educatori, notoriamente pagati con stipendi assolutamente inadeguati rispetto al delicatissimo ruolo che sono chiamati a svolgere;
nel report, inoltre, si evidenzia la particolare criticità delle condizioni di vita dei ragazzi in isolamento che "pranzano coi piatti sulle ginocchia" per l'assenza di tavolini nelle celle, dove anche l'utilizzo di tavoli di plastica o a ribalta non risulta adeguato per ragioni di sicurezza;
considerato che:
relativamente al personale, il report evidenzia come ogni anno la maggior parte del personale, spesso giovanissimo, chieda il trasferimento nel luogo di origine o in un luogo più vicino, richieste che comportano, pertanto, un continuo turn over;
alle emergenze che si vengono a creare si risponde di volta in volta facendo ricorso a rinforzi estemporanei e per brevi periodi;
come di tutta evidenza la mancanza di un progetto educativo, oltre alla mancanza oramai decennale di una stabilità delle figure del direttore e del comandante e degli agenti di Polizia penitenziaria, arreca un grave nocumento al funzionamento dell'istituto penale minorile milanese;
si aggiunga il problema relativo all'organizzazione e alla gestione degli spazi attualmente carenti, in attesa dell'apertura del nuovo padiglione,
si chiede di sapere quali iniziative necessarie e urgenti il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per stabilizzare la direzione e porre fine alle numerose criticità dell'istituto penale minorile Beccaria di Milano denunciate pubblicamente e a più riprese dal Garante dei detenuti dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Milano.
Interrogazione sull'accesso degli ufficiali giudiziari alle banche dati dell'amministrazione finanziaria
(3-00542) (28 giugno 2023)
Malan, Berrino, Sisler, Rastrelli, Campione, Rapani, Sallemi, Silvestroni. - Al Ministro della giustizia -
Premesso che, nei giorni scorsi, il Ministero della giustizia e l'Agenzia delle entrate hanno siglato, con l'approvazione del Garante per la protezione dei dati personali, una convenzione che consentirà agli ufficiali giudiziari di accedere alle banche dati dell'amministrazione finanziaria, si chiede di sapere quali riflessi pratici scaturiranno in seguito a questo accordo stretto dal Ministro in indirizzo con il direttore dell'Agenzia delle entrate e quali vantaggi ne deriveranno.
Interrogazione sui fenomeni di disagio psicologico tra gli studenti universitari
(3-00537) (28 giugno 2023)
Ronzulli, Damiani, Fazzone, Gasparri, Lotito, Occhiuto, Paroli, Rosso, Silvestro, Ternullo, Zanettin. - Al Ministro dell'università e della ricerca -
Premesso che:
secondo una recente ricerca del 2022, su un campione di 4.760 studenti universitari italiani il 5 per cento degli intervistati ha sofferto un disagio psicologico;
in particolare, sta aumentando il fenomeno dei suicidi in maniera allarmante nella fascia di età 15-34 anni e i casi riscontrati risultano in altissima percentuale proprio tra studenti universitari;
ciò ha condotto numerosi atenei ad inaugurare sportelli psicologici e servizi di supporto per i propri iscritti, anche se si tratta spesso iniziative insufficienti ad arginare un problema che ha cause molto profonde;
i giovani italiani chiedono, invece, anche tramite i loro organismi rappresentativi, misure concrete e sistemiche per affrontare un problema che sta assumendo le dimensioni e la natura di una vera piaga sociale;
recentemente, è stata introdotta anche presso le istituzioni AFAM la figura del docente delegato alle disabilità, con compiti di coordinamento, monitoraggio e supporto di tutte le iniziative concernenti l'integrazione ed al quale sono stati assegnati, altresì, funzioni di implementazione di specifici servizi di supporto al benessere psicologico,
si chiede di sapere quali altre azioni di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto al fine di assicurare la piena effettività del supporto psicologico agli studenti, anche attraverso la predisposizione di piani specifici e di risorse.
Interrogazione sulle criticità nella formazione specialistica universitaria di area sanitaria
(3-00539) (28 giugno 2023)
Castellone. - Al Ministro dell'università e della ricerca -
Premesso che:
con la legge n. 160 del 2019 (art. 1, commi 470-471), come integrata dall'art. 19-quinquies del decreto-legge n. 4 del 2022, il Parlamento ha attribuito al Ministero dell'università e della ricerca importanti competenze nel settore della formazione specialistica universitaria di area sanitaria, legate alla programmazione e all'armonizzazione dei fabbisogni formativi degli atenei con la programmazione dei fabbisogni professionali definiti dal Ministero della salute e dalle Regioni. La norma aveva previsto a tal fine l'istituzione e il finanziamento, con 3 milioni di euro annui, di una struttura tecnica di missione di livello dirigenziale generale, articolata al suo interno in tre uffici dirigenziali di livello non generale;
in particolare, alla struttura tecnica di missione si attribuivano, oltre al compito di fornire supporto all'Osservatorio per la formazione sanitaria specialistica e all'Osservatorio nazionale per le professioni sanitarie, anche le ulteriori importantissime competenze relative alla programmazione dell'offerta formativa degli atenei, armonizzandola con la programmazione dei fabbisogni dei professionisti sanitari e, quindi, all'attuazione, per quanto di competenza del Ministero dell'università, delle materie disciplinate dall'articolo 35 del decreto legislativo n. 368 del 1999, armonizzando le azioni con le connesse competenze del Ministero della salute in tema di programmazione dei fabbisogni di personale sanitario;
il Ministro in indirizzo il 15 dicembre 2022, rispondendo all'atto di sindacato ispettivo 3-00091, aveva dato amplissime rassicurazioni in ordine al fatto che, sotto la sua guida, il Ministero avrebbe dato immediata operatività alla struttura tecnica di missione di cui all'art. 19-quinquies del decreto-legge n. 4 del 2022;
tuttavia, un mese dopo la risposta a quell'interrogazione parlamentare, e nello specifico il 23 gennaio 2023, il Ministero ha ritirato l'interpello che era stato avviato a settembre 2022 per l'attribuzione dell'incarico di direttore generale della struttura tecnica di missione;
il Ministero, non curante dell'importanza delle competenze attribuite dalla legge n. 160 del 2019, come integrata dal decreto-legge n. 4 del 2022, ha successivamente favorito l'inserimento nel decreto-legge n. 44 del 2023, e in particolare all'art. 9, di una disposizione che, in ragione di una non meglio identificata riorganizzazione del Ministero stesso, abrogando i commi 1, 2 e 6 dell'art. 19-quinquies del decreto-legge n. 4 del 2022, ha eliminato quelle competenze così rilevanti che il legislatore aveva attribuito al Dicastero (e, con esse, anche la struttura tecnica di missione destinata alla loro attuazione), destinando così i relativi fondi e risorse per la creazione, presso lo stesso Ministero, di due nuove e diverse direzioni generali, dalle non meglio precisate competenze, in aggiunta alle 6 direzioni che erano state previste dal decreto-legge istitutivo del Ministero;
il comma 1 dell'art. 9 del decreto-legge n. 44 del 2023, ormai convertito in legge, si è limitato a prevedere, tra le competenze ministeriali indicate all'art. 51-bis del decreto legislativo n. 300 del 1999, solamente il supporto agli osservatori citati, competenza che peraltro non è affatto nuova per il Ministero, essendo i due osservatori incardinati da sempre presso il Ministero;
il comma 5-bis dell'articolo 3 del decreto-legge n. 51 del 2023, recante disposizioni urgenti in materia di amministrazione di enti pubblici, di termini legislativi e di iniziative di solidarietà sociale, in corso di conversione, ha anticipato al secondo anno di corso la possibilità di assunzione dei medici in formazione specialistica, col rischio di compromettere il percorso formativo dei futuri specialisti, con potenziali ripercussioni anche sulla qualità dell'assistenza offerta ai pazienti, come lamentato dalle associazioni dei giovani medici specializzandi;
il decreto interministeriale n. 138 del 2023, laddove all'articolo 1 è intervenuto a modificare l'articolo 3, comma 4, del decreto interministeriale n. 68 del 2015, ha determinato una sensibile riduzione dei volumi di attività assistenziali minimi che debbano essere posseduti ai fini dell'attivazione delle scuole di specializzazione sanitarie,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della gravità della situazione in cui si trovano le scuole di specializzazione universitarie di area sanitaria e delle criticità che si riscontrano nell'ambito della formazione specialistica universitaria del settore sanitario, in particolare a causa dell'assenza di adeguato supporto ai processi di accreditamento finalizzati a monitorare la qualità della formazione degli specializzandi in rispondenza agli standard ed ai requisiti previsti dalla legge;
alla luce di quanto evidenziato, se non ritenga indispensabile, ineludibile e necessario, intervenire con una norma che ripristini le competenze attribuite al Ministero dall'art. 19-quinquies del decreto-legge n. 4 del 2022, e conseguentemente la struttura tecnica di missione ivi prevista, apportando eventualmente i correttivi che si renderanno necessari per renderla pienamente operativa;
se non ritenga in alternativa necessario prevedere che una delle due nuove Direzioni generali del Ministero sia interamente dedicata alle materie connesse al settore della formazione universitaria sanitaria;
se non ritenga che il combinato disposto di quanto previsto dal comma 5-bis dell'articolo 3 del decreto-legge enti pubblici e dall'articolo 1 del decreto interministeriale n. 138 del 2023 configuri il rischio di un sensibile abbassamento degli standard e dei requisiti di qualità delle scuole di specializzazione di area sanitaria;
se concordi con la necessità di rilanciare il sistema universitario sanitario, ponendolo nuovamente al centro dell'agenda politica e garantendo la necessaria attenzione alla valorizzazione della qualità della formazione specialistica medica e sanitaria, in particolare garantendo che i 3 milioni di euro annui (che il legislatore, in sede di conversione in legge del decreto-legge n.4 del 2022 aveva appositamente destinato alla realizzazione di una struttura tecnica di missione ed al suo fondamentale ruolo di rafforzamento della qualità della formazione specialistica sanitaria) continuino a rimanere saldamente vincolati e destinati a quel medesimo rilevantissimo obiettivo che, invece, l'articolo 9 del decreto-legge n. 44 del 2023 ha praticamente azzerato.
Allegato B
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Barachini, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Casini, Castelli, Cattaneo, De Poli, Durigon, Fazzolari, Fregolent, La Pietra, Mirabelli, Monti, Morelli, Napolitano, Nastri, Ostellari, Rauti, Rubbia, Segre, Sisto e Tajani.
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Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Alfieri, Ancorotti, Campione e De Cristofaro, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'OSCE.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
Presidente del Consiglio dei ministri
Ministro dell'economia e delle finanze
Conversione in legge del decreto-legge 28 giugno 2023, n. 79, recante disposizioni urgenti a sostegno delle famiglie e delle imprese per l'acquisto di energia elettrica e gas naturale, nonché in materia di termini legislativi (781)
(presentato in data 28/06/2023).
Disegni di legge, assegnazione
In sede referente
5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio
Gov. Meloni-I: Presidente del Consiglio dei ministri Meloni Giorgia, Ministro dell'economia e delle finanze Giorgetti Giancarlo ed altri
Conversione in legge del decreto-legge 28 giugno 2023, n. 79, recante disposizioni urgenti a sostegno delle famiglie e delle imprese per l'acquisto di energia elettrica e gas naturale, nonché in materia di termini legislativi (781)
previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, Comitato per la legislazione
(assegnato in data 29/06/2023).
Affari assegnati
È deferito alle Commissioni riunite 4a (Politiche dell'Unione europea) e 5a (Programmazione economica, bilancio) e, per il parere, a tutte le altre Commissioni permanenti, ai sensi dell'articolo 50 del Regolamento, l'affare concernente la Relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), aggiornata al 31 maggio 2023 (Doc. XIII, n. 1) (Atto n. 182).
Governo, trasmissione di documenti
Il Ministro dell'interno, con lettera in data 21 giugno 2023, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 3, comma 68, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, la relazione sullo stato della spesa, sull'efficacia nell'allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell'azione amministrativa svolta dallo stesso Ministero, riferita all'anno 2022, corredata dal rapporto sull'attività di analisi e revisione delle procedure di spesa e dell'allocazione delle relative risorse in bilancio, di cui all'articolo 9, comma 1-ter, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 5a Commissione permanente (Doc. CLXIV, n. 10).
Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento
Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234:
- Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle misure e alla cooperazione in materia di protezione degli adulti (COM(2023) 280 definitivo), alla 2a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente;
- Proposta di decisione del Consiglio che autorizza gli Stati membri a diventare o rimanere parti, nell'interesse dell'Unione europea, della convenzione del 13 gennaio 2000 sulla protezione internazionale degli adulti (COM(2023) 281 definitivo), alla 2a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente;
- Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul monitoraggio dei regimi di esenzione dal visto dell'UE (COM(2023) 297 definitivo), alla 1a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente;
- Comunicazione della Commissione sull'interpretazione e sull'attuazione di talune disposizioni giuridiche di cui al regolamento sulla tassonomia dell'UE e sui collegamenti con il regolamento relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (C(2023) 3719 definitivo), alla 6a e alla 8a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente.
Concessionaria servizi assicurativi pubblici (CONSAP) Spa, trasmissione di documenti. Deferimento
La società Concessionaria servizi assicurativi pubblici (CONSAP) Spa, con lettera in data 26 giugno 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1, comma 48, lettera c), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, la relazione sull'attività svolta dal Fondo di garanzia per la prima casa, riferita all'anno 2022.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a e alla 9a Commissione permanente (Doc. CXLVII, n. 1).
Assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), variazioni nella composizione della delegazione italiana
Il Presidente del Senato ha chiamato a far parte della delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) la senatrice Anna Bilotti, in sostituzione del senatore Stefano Patuanelli, dimissionario.
Interrogazioni, apposizione di nuove firme
La senatrice Malpezzi ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00540 del senatore Mirabelli ed altri.
Risposte scritte ad interrogazioni
(Pervenute dal 23 al 29 giugno 2023)
SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 24
BORGHESE: sulla necessità di uniformare i servizi resi dalle sedi consolari in Argentina (4-00447) (risp. SILLI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale)
GASPARRI: sulla manifestazione "Wish for a baby" tenutasi a Milano il 20 e 21 maggio 2023 (4-00471) (risp. NORDIO, ministro della giustizia)
Interrogazioni
GIORGIS, VERDUCCI - Al Ministro dell'istruzione e del merito. - Premesso che:
in data 21 maggio 2020, con nota protocollo registro ufficiale n. 0000711 del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell'istruzione, è stato rinnovato il protocollo d'intesa tra il Ministero e l'istituto nazionale "Ferruccio Parri";
il protocollo, all'articolo 2, prevede che l'istituto realizzi percorsi formativi a sostegno della didattica della storia contemporanea, dell'educazione alla convivenza civile e della cultura costituzionale, impegnandosi a predisporre materiali didattici anche digitali da mettere a disposizione delle scuole polo per la formazione;
l'articolo 7 stabilisce una durata triennale, 2020-2023, del protocollo d'intesa;
il Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, con nota protocollo registro ufficiale n. 0001213 del 7 giugno 2022, ha trasmesso ai competenti uffici scolastici regionali, nonché all'istituto nazionale Ferruccio Parri, il piano di lavoro per l'anno scolastico 2022/2023;
in continuità con i due anni precedenti, coerentemente con gli indirizzi piano di lavoro per l'anno 2022/2023 la rete degli istituti per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea, ha proseguito con il progetto formativo sulla Carta costituzionale e sulla sua attuazione negli anni successivi. Un'attenzione costante è dedicata alla riflessione sui diritti fondamentali della persona e sull'allineamento delle norme al diritto internazionale generalmente riconosciuto, riflessione strettamente connessa ai processi storici, italiani e internazionali, delineatisi durante la prima metà del Novecento, che costituiscono comunque uno degli ambiti di ricerca-azione e adattamento didattico fondamentali all'interno della rete;
nello specifico, i temi considerati dagli istituti storici della rete hanno affrontato, anche nell'anno scolastico 2022/2023: a) la definizione della Carta costituzionale, con le innovazioni legate alla scelta contemporanea della forma repubblicana e la cittadinanza; il diritto al voto delle donne con il riconoscimento della piena loro partecipazione alla vita sociale e politica e alle pari opportunità sia di genere che per ogni soggetto svantaggiato; le dinamiche culturali, sociali e ideali che hanno portato alla sua definitiva stesura, nella cornice del rapporto con l'antifascismo e la Resistenza; b) il rapporto tra la nascita della democrazia italiana, le culture dell'antifascismo e l'europeismo che costituisce uno degli apporti più originali dell'antifascismo italiano alla cultura europea del dopoguerra e lo sviluppo e il consolidamento del processo storico di costruzione delle istituzioni europee; c) il rapporto tra i diritti fondamentali (e, in particolare, i diritti sociali), da un lato, con la questione dell'emigrazione dall'Italia e la più recente immigrazione in Italia, nel quadro più generale dei grandi spostamenti di popolazione in Europa al termine della seconda guerra mondiale, ivi compresa la complessa vicenda dell'esodo istriano-dalmata, e del processo di globalizzazione degli ultimi 50 anni, dall'altro, con l'analisi del cambiamento del costume e del quotidiano, fra l'affermazione dei diritti (nel lavoro, nella società, nel welfare) e l'adozione di stili di vita legati ai consumi di massa; d) le leggi razziali del 1938, la loro applicazione, il loro esito nella Shoah. In questo filone tematico viene naturalmente considerato il razzismo italiano e la relazione con le colonie e le minoranze;
considerato che:
lo scorso 21 maggio 2023, è scaduto il protocollo d'intesa triennale tra Ministero e l'istituto Parri;
il Ministro in indirizzo, con la circolare registro ufficiale n. 0071591, dell'8 maggio 2023, avente ad oggetto "comandi dei dirigenti scolastici e del personale docente per l'anno scolastico 2023/24 ai sensi dell'articolo 26, comma 8 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 e dell'articolo 1, comma 65 della legge 13 luglio 2015, n. 107", disciplina l'individuazione del personale scolastico, docenti e dirigenti scolastici, da collocare fuori ruolo per assegnazioni presso enti che operano nel campo della prevenzione del disagio psico-sociale e delle tossicodipendenze, della formazione e della ricerca educativa e didattica, nonché presso associazioni professionali del personale direttivo e docente ed enti cooperativi da esse promossi;
rilevato che:
il comitato paritetico di cui all'articolo 5 del predetto protocollo d'intesa, composto oltre che da un rappresentante dell'istituto nazionale Parri anche da un rappresentante del Ministero, si era riunito per la definizione di un nuovo protocollo d'intesa, la cui bozza definitiva è a disposizione del capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione dallo scorso 15 maggio, come evidenziato nella nota del 21 giugno 2023 dell'istituto Parri inviata ai presidenti e ai direttori degli istituti associati nonché ai docenti e alle docenti in distacco;
tale nota, nel riscostruire le interlocuzioni avute tra le articolazioni ministeriali competenti e i rappresentanti dell'istituto Parri, denuncia un preoccupante cambio di procedura ammnistrativa, che vede non più nel capo Dipartimento, ma nel Ministro, l'organo deputato alla firma del protocollo d'intesa;
rilevato, infine, che gli istituti scolastici regionali hanno comunicato che non possono rinnovare le intese scadute in assenza del rinnovo del protocollo d'intesa a livello nazionale, e che i bandi per i distacchi sono scaduti il 23 giugno, pertanto, non risulta possibile mettere a bando i distacchi riguardanti l'istituto nazionale Ferruccio Parri e la rete degli istituti per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali siano le sue opinioni in merito;
quali siano le ragioni che hanno portato al mancato rinnovo del protocollo d'intesa nonostante il lavoro svolto dal comitato paritetico;
quali iniziative intenda adottare al fine di scongiurare che l'istituto Parri e la rete degli istituti per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea restino senza personale docente comandato, rendendo di fatto impossibile il proseguimento della loro attività e del loro impegno finalizzati a promuovere attività di ricerca su aspetti caratterizzanti la storia del Novecento, i processi di formazione della Repubblica italiana e dell'Unione europea, nonché i diritti fondamentali della persona.
(3-00544)
BASSO, MISIANI, FINA, IRTO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:
la legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità per il 2016), all'articolo 1, comma 648, ha stanziato la spesa annua di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, per il completo sviluppo del sistema di trasporto ferroviario intermodale, autorizzando il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a concedere contributi per questo tipo di servizi;
all'articolo 1, comma 649, ha altresì disposto l'adozione, da parte del Ministro delle infrastrutture, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, di un regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, per l'individuazione dei beneficiari, la commisurazione degli aiuti, le modalità e le procedure per l'attuazione degli interventi riguardanti contributi per i servizi di trasporto ferroviario intermodale ("ferrobonus");
il decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, all'articolo 47, comma 11-ter, ha stabilito che le risorse relative agli anni 2018 e 2019, di cui all'articolo 1, comma 294, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, finalizzate a sostenere gli operatori della logistica e del trasporto ferroviario, siano attribuite, subordinatamente all'autorizzazione della Commissione europea, al Ministero delle infrastrutture che le destina, nel rispetto della normativa europea, alle imprese ferroviarie. Inoltre, ha previsto, all'articolo 47-bis, comma 5, un rifinanziamento di 20 milioni di euro, per l'anno 2018, per le finalità di cui al suddetto articolo 1, comma 648, della legge n. 208 del 2015;
la legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio per il 2020), all'articolo 1, comma 111, ha autorizzato la spesa di 14 milioni di euro per l'anno 2020 e di 25 milioni di euro per l'anno 2021 per il finanziamento del contributo denominato "ferrobonus";
il decreto-legge 20 maggio 2020, n. 34, all'articolo 197, comma 2, ha autorizzato la spesa di ulteriori 20 milioni di euro per le finalità di cui all'articolo 1, comma 648, fermo restando quanto previsto dall' articolo 1, comma 111, della legge n. 160 del 2019;
la legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio per il 2021), all'articolo 1, comma 673, ha previsto l'attribuzione di ulteriori 25 milioni di euro per l'anno 2021, 19 milioni di euro per l'anno 2022 e 22 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026 per finanziare il "ferrobonus";
il decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, all'articolo 13, comma 2, ha rifinanziato per il 2022 il contributo, con un importo di 19 milioni di euro, rappresentando lo stesso uno stanziamento aggiuntivo rispetto a quanto già disposto dalle leggi di bilancio per il 2020 e per il 2021;
considerato che:
il decreto del Ministro delle infrastrutture adottato di concerto con il Ministro dell'economia, registro n. 0000566 del 9 dicembre 2020, prevede, all'articolo 3, che la Direzione generale per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie del Ministero delle infrastrutture, entro 45 giorni dal ricevimento di tutta la documentazione necessaria di cui all'articolo 2, determini, con riferimento ai 12 mesi decorrenti dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, il contributo spettante a ciascuna impresa ferroviaria;
con decreto direttoriale del Ministero del 16 marzo 2020, sono state emanate le disposizioni riguardanti le istruzioni operative di accesso ai contributi per l'erogazione delle risorse di cui all'articolo 1, comma 111, della legge n. 160 del 2019, destinate ad interventi a sostegno del trasporto ferroviario intermodale, per le annualità 2020 e 2021;
con decreto direttoriale del 7 marzo 2022, sono state emanate le disposizioni riguardanti le istruzioni operative di accesso ai contributi per l'erogazione delle risorse di cui all'articolo 1, comma 673, della legge n. 178 del 2020, destinate ad interventi a sostegno del trasporto ferroviario intermodale, ai sensi dell'articolo 1, comma 648, della legge n. 208 del 2015, per il periodo intercorrente tra il 31 agosto 2021 e il 30 agosto 2022;
tenuto conto:
della disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato e, in particolare, le linee guida in materia di aiuti di Stato alle imprese ferroviarie;
delle decisioni con le quali la Commissione europea ha dichiarato compatibile con i trattati i contributi a favore del trasporto ferroviario, ritenendoli coerenti con le necessità del coordinamento dei trasporti sancite dall'articolo 93 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, nello specifico, le decisioni: a) C(2016) 7676 final; b) C(2017) 7279; c) C(2019) 8217, con la quale la Commissione europea ha prorogato il regime di aiuti per il triennio 2020-2022; d) C(2022) 9697 final. Con quest'ultima decisione la Commissione europea, coerentemente con i suoi precedenti orientamenti, ha ritenuto di non sollevare obiezioni circa la compatibilità con il mercato interno, prorogando il regime di aiuti dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2027;
considerato che:
le associazioni di categoria del settore ferroviario e della logistica stanno esprimendo forti preoccupazioni sui gravi ritardi relativi all'adozione dei decreti attuativi delle disposizioni relative agli stanziamenti riguardanti il ferrobonus;
secondo quando dichiarato in una nota dalle principali associazioni di categoria del 26 giugno 2023, l'intero cluster della logistica ferroviaria è molto a rischio, poiché le interruzioni ferroviarie previste per la realizzazione delle opere PNRR, il perdurare della crisi energetica e la burocrazia che affligge il settore rischiano di provocare danni irreversibili per l'intero comparto del trasporto ferroviario merci in Italia. Nel 2026, termine di fine lavori del recovery fund, potrebbero esserci meno operatori attivi sul mercato e vanificare lo sforzo degli investimenti previsto per gli utilizzatori dell'infrastruttura,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;
quali siano le ragioni che hanno finora impedito l'adozione dei provvedimenti attuativi delle disposizioni legislative recanti i contributi, per l'annualità 2023, a sostegno del sistema di trasporto ferroviario intermodale, anche alla luce della decisione della Commissione europea C(2022) 9697 final, che ha ribadito, anche con riferimento al periodo 2023-2027, la compatibilità di tale misura nazionale con il mercato interno UE;
se intenda attivarsi affinché i decreti attuativi siano tempestivamente adottati al fine di sostenere l'intero cluster della logistica ferroviaria ed evitare il rischio di interruzioni del servizio ferroviario merci nel nostro Paese;
se non ritenga opportuno avviare un tavolo tecnico di confronto con gli operatori del sistema logistico ferroviario finalizzato a individuare tutte le criticità emergenti, al fine di predisporre le più adeguate soluzioni per l'intero comparto del traporto su ferro, particolarmente apprezzabile nel corso della fase attuativa del PNRR con riferimento agli investimenti che prevedono interventi e lavori sull'infrastruttura ferroviaria.
(3-00545)
VERDUCCI, FINA, CAMUSSO, FURLAN, RANDO, ZAMBITO, FRANCESCHELLI, ROJC, LA MARCA, GIACOBBE, ALFIERI, MARTELLA, VERINI, NICITA, MANCA, LOSACCO, VALENTE - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:
il 20 aprile 2023 è stato avviato il procedimento autorizzatorio unico relativo ad un impianto di discarica per rifiuti speciali non pericolosi vicino a Ponte Armellina, in località Riceci nel comune di Petriano, in provincia di Pesaro e Urbino, su istanza della ditta AURORA S.r.l.;
a quanto si apprende, la suddetta ditta è stata recentemente costituita al fine della realizzazione della discarica ed è detenuta al 40 per cento da Marche multiservizi S.p.A., società a partecipazione pubblica, e per il restante 60 per cento da Ecoservizi S.r.l., società con sede a San Marino;
il progetto prevede che per 25 anni potranno essere conferite 200.000 tonnellate di rifiuti all'anno, in un sito dalla capacità complessiva di 5 milioni di metri cubi, con una superficie di 115.790 metri quadri e una superficie di intervento complessiva di 268.000 metri quadri, situato in una vallata di grande interesse naturalistico e a meno di 2 chilometri di distanza dall'abitato di Gallo;
la discarica potrebbe, inoltre, essere visibile anche da Urbino, il cui centro storico è nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO;
si apprende che il progetto della realizzazione della discarica è stato portato avanti senza aver mai adottato iniziative di coinvolgimento della cittadinanza;
considerato che:
la presenza di una discarica di così grandi dimensioni porta con sé importanti rischi, non solo per la salute e per l'ambiente, in quanto ci sarà un impatto sulla qualità dell'aria, dell'acqua e del sottosuolo, aumentando potenzialmente l'incidenza di malattie connesse all'inquinamento, ma anche dal punto di vista economico, in quanto saranno penalizzate le attività sostenibili legate ad agricoltura, allevamento e turismo, si verificheranno cali del valore degli immobili adiacenti e si assisterà a un aumento del traffico dei rifiuti;
la direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive, nel considerato numero 6, afferma che "l'obiettivo principale di qualsiasi politica in materia di rifiuti dovrebbe essere di ridurre al minimo le conseguenze negative della produzione e della gestione dei rifiuti per la salute umana e l'ambiente", mentre, nel considerato numero 7, citando la risoluzione del Consiglio del 24 febbraio 1997 sulla strategia comunitaria per la gestione dei rifiuti, ribadisce che "la priorità principale della gestione dei rifiuti dovrebbe essere la prevenzione e che il riutilizzo e il riciclaggio di materiali dovrebbero preferirsi alla valorizzazione energetica dei rifiuti, nella misura in cui essi rappresentano le alternative migliori dal punto di vista ecologico";
rilevato che:
il Consiglio provinciale di Pesaro e Urbino con deliberazione n. 2/2018, ai sensi dell'articolo 197 del decreto legislativo n. 152 del 2006, ha individuato le suddette zone come non idonee alla localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti, secondo i criteri di localizzazione definiti dal piano regionale per la gestione dei rifiuti delle Marche;
nel corso della seduta n. 112 del 6 giugno 2023, il Consiglio regionale delle Marche ha approvato tre mozioni per esprimere contrarietà all'ipotesi di realizzazione della discarica in località Riceci, nel comune di Petriano,
si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di stimare un impatto sulla salute, ambientale ed economico della realizzazione della discarica di Petriano, e, in ogni caso, se intenda tempestivamente attivarsi, affinché venga trovata un'alternativa alla realizzazione della suddetta discarica in un'altra località e che risulti in linea con le priorità sancite dalla citata direttiva 2008/98/CE.
(3-00546)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
PAROLI - Al Ministro dell'università e della ricerca. - Premesso che da organi di stampa si apprende che i vertici della società CM Service S.r.l., aggiudicataria in via provvisoria di uno degli appalti di pulizia e igiene ambientale più grandi di Italia, di 50.000.000 euro, presso gli edifici della città universitaria della Sapienza di Roma, risulterebbero indagati dalla Procura del Tribunale di Ivrea per corruzione e turbativa d'asta, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno avviare tutte le procedure di verifica necessarie sull'operatore aggiudicatario dell'appalto e prendere le iniziative di sua competenza volte a tutelare l'università di Roma da eventuali danni erariali e amministrativi e garantire continuità ad un servizio fondamentale.
(4-00544)
SCALFAROTTO - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
Vladimir Putin, ufficialmente ricercato per crimini di guerra in Ucraina, ha usato la guerra contro Kiev come pretesto per rendere ancora più dura la repressione in Russia;
Aleksei Navalny è un attivista politico, dirigente della fondazione anticorruzione e nota voce critica nei confronti del presidente russo Putin;
sopravvissuto ad un avvelenamento con gas nervino nell'agosto 2020, di cui incolpa il Cremlino, Navalny è stato incarcerato dal gennaio 2021 (882 giorni di carcere) e rischia ora fino a 30 anni di carcere in questo nuovo processo, iniziato lunedì 19 giugno, in cui è accusato, tra l'altro, di "estremismo" e "riabilitazione dell'ideologia nazista", un processo farsa a porte chiuse;
nella Russia di Putin gli oppositori politici vengono sistematicamente condannati con accuse ben poco solide, in processi che secondo le principali organizzazioni internazionali che si occupano di diritti umani sono poco più che una farsa;
nella prima udienza del nuovo processo nessun giornalista è stato ammesso nell'aula, allestita nella prigione di massima sicurezza in cui si trova Navalny, a Melekhovo, circa 250 chilometri a est di Mosca;
il processo si poteva seguire soltanto da un'altra stanza della prigione, con un collegamento in streaming;
nei primi minuti l'audio e il video del collegamento erano pessimi, poco dopo lo streaming è stato disattivato: una volta finita l'udienza, il tribunale ha fatto sapere che il giudice aveva deciso di sospendere la diretta, citando ragioni di sicurezza,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga utile avviare un'interlocuzione internazionale più approfondita sul caso al fine di raggiungere una posizione comune con la più ampia partecipazione di nazioni europee a questa battaglia di libertà e di principio fondamentale per la stessa comunità internazionale;
se non intenda convocare al più presto l'ambasciatore russo in Italia al fine di acquisire ulteriori informazioni su quanto esposto e su quanto avvenuto durante il nuovo processo a Navalny, nonché manifestare contestualmente tutto il dissenso italiano;
quali ulteriori informazioni siano in suo possesso e se non ritenga utile avviare un dibattito pubblico su questo delicatissimo tema che lega insieme i diritti personali e delle legittime e democratiche opposizioni ai governi.
(4-00545)
SCALFAROTTO - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:
"Novaya Gazeta", quotidiano di opposizione russo la cui redazione è stata costretta a riparare all'estero per sfuggire alle persecuzioni, informa che il Ministero della sanità russo provvederà, su proposta del presidente Putin, all'istruzione di un ente psichiatrico "per studiare il comportamento" di omosessuali e transessuali: una vera task force psichiatrica per verificare le devianze mentali degli omosessuali;
l'ultima idea partorita dal Governo di Mosca, sensibile all'avversione di Vladimir Putin per tutto ciò che esula da una sana (e preferibilmente guerriera) virilità del popolo russo, avrebbe, in realtà, l'obiettivo di creare una nuova leva repressiva per la popolazione, ormai stanca del conflitto ucraino. Il regime intende organizzare percorsi di "cura" obbligatoria per queste persone: una serie di pratiche sia psicologiche sia fisiologiche ("terapia di conversione") per ricondurle a una "sessualità normale";
la Camera bassa del Parlamento russo aveva approvato una legge che impedisce ai trans di cambiare l'indicazione del sesso nei documenti e di sottoporsi a "interventi medici". Ai dottori viene esplicitamente proibito di eseguire interventi per il cambio di sesso, salvo nei casi di correzione di anomalie congenite. Ma questo viene dopo che la "terapia di conversione" è già diventata pratica comune in alcune regioni della Russia;
su queste basi gli omosessuali vengono considerati poco meno che malfattori, il loro trattamento avviene in strutture dedicate alla "cura": si può immaginare con quali metodi vengono affrontati, al pari di come vengono trattati i tossicomani o quello che considerano scarti della società;
nella Russia di Putin, del resto, un'idea malsana di tradizionalismo si applica anche al ruolo della donna in famiglia. Sono in vigore leggi che di fatto autorizzano i mariti a usare metodi violenti tra le mura di casa, limitando la possibilità delle mogli di denunciare alla polizia le aggressioni subite;
la proposta di dedicare strutture psichiatriche alla repressione dell'omosessualità, però, rimanda inevitabilmente agli anni '60 e '70 del Novecento, quando l'Unione sovietica rinchiudeva i dissidenti nei manicomi come pratica giudiziaria comune, e nel resto del mondo, la "diversità" era reato da estirpare,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non intenda convocare al più preso l'ambasciatore russo in Italia al fine di acquisire ulteriori informazioni riguardo quanto esposto e manifestare tutto il dissenso dell'Italia;
quali azioni concrete e urgenti intenda porre in essere, anche cercando di creare un fronte europeo unito, per salvaguardare la vita di tutta la comunità LGBT in Russia.
(4-00546)
CASTIELLO, NAVE, TREVISI, MAZZELLA - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:
nel Mezzogiorno la carenza di infrastrutture pregiudica una concreta politica di sviluppo e di assorbimento della disoccupazione che, in particolare quella giovanile e femminile, rimane attestata su percentuali elevate e intollerabili, soprattutto nelle aree interne, alimentando imponenti flussi migratori che provocano grave spopolamento, fino al limite della desertificazione, nei piccoli comuni della dorsale appenninica;
tra le infrastrutture ferroviarie strategiche delle aree interne della provincia di Salerno c'è la linea ferroviaria Sicignano degli Alburni-Lagonegro, lunga 78 chilometri, che è stata sospesa all'esercizio nel 1987 in modo provvisorio: una provvisorietà divenuta, negli anni, una condizione di fatto definitiva. Il Vallo di Diano è rimasto privo del servizio di trasporto ferroviario. Numerosi centri urbani ricchi di storia, tradizioni e risorse culturali (Pertosa, Polla, Sala Consilina, Sassano, Teggiano, Padula e Montesano), dove i treni si fermavano, sono rimasti emarginati con le inevitabili spinte allo spopolamento e connessi degradanti fenomeni di destrutturazione demografica e di destabilizzazione socio-economica, per la fuga dei giovani e la perdita del valore aggiunto che rappresentano;
considerato che:
la linea ferroviaria Sicignano-Lagonegro con decreto interministeriale n. 146 del 17 maggio 2022 è stata inserita nell'elenco (allegato 1) comprendente 26 linee ad uso turistico ai sensi della legge 9 agosto 2017, n. 128;
l'utilizzo dei fondi del PNRR impone che le opere finanziate siano terminate entro il 2026, pertanto necessita che siano cantierabili. Il tratto Sicignano-Polla, lungo circa 26 chilometri, si presta all'immediata cantierabilità, anche per l'utilizzo commerciale dell'infrastruttura, così da consentire ai cittadini del Vallo di Diano di avere accesso diretto ai collegamenti con treni regionali ibridi (batteria-elettrico), necessari per raggiungere i grandi centri urbani, e direttamente con l'aeroporto Salerno-Costa d'Amalfi;
il Vallo di Diano e il lagonegrese, attraversati dalla linea Sicignano-Lagonegro, sono territori classificati dalla protezione civile al massimo rischio sismico e ciò impone la possibilità di utilizzo del treno sanitario, realizzato da Trenitalia in collaborazione con il Dipartimento della protezione civile e l'Agenzia regionale emergenza urgenza (AREU) per la Lombardia, che consente di trasferire e curare i pazienti con personale sanitario dedicato su carrozze equipaggiate con specifiche attrezzature mediche. Pertanto diventa a tale scopo strategica la stazione di Polla, posta a 200 metri del locale ospedale,
si chiede di sapere quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo per garantire il pieno utilizzo delle risorse del PNRR anche in relazione alla possibilità di riaprire al traffico commerciale il primo tratto funzionale Sicignano-Polla della linea ferroviaria Sicignano-Lagonegro.
(4-00547)