Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 075 del 01/06/2023

SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIX LEGISLATURA ------

75a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

GIOVEDÌ 1° GIUGNO 2023

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Presidenza del vice presidente GASPARRI,

indi del presidente LA RUSSA

N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Azione-Italia Viva-RenewEurope: Az-IV-RE; Civici d'Italia-Noi Moderati (UDC-Coraggio Italia-Noi con l'Italia-Italia al Centro)-MAIE: Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d'Italia: FdI; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: LSP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-Patt, Campobase, Sud Chiama Nord): Aut (SVP-Patt, Cb, SCN); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS.

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RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente GASPARRI

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 10,03).

Si dia lettura del processo verbale.

CROATTI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Svolgimento di interrogazioni (ore 10,07)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.

Sarà svolta per prima l'interrogazione 3-00229 sui lavori di ammodernamento del canale Cavour in Piemonte.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.

LA PIETRA, sottosegretario di Stato per l'agricoltura, la sovranità alimentare e le foreste. Signor Presidente, onorevoli senatori, con riferimento all'interrogazione volta a conoscere l'attuale fase di esecuzione dei lavori di ammodernamento e rifacimento del canale Cavour, le spese già sostenute e quelle ancora da affrontare per completare l'opera, rappresento quanto segue.

L'articolo 1, comma 140, della legge di bilancio dell'11 dicembre 2016, n. 232, ha istituito presso il Ministero delle finanze un fondo per il finanziamento degli investimenti e dello sviluppo infrastrutturale del Paese, stanziando risorse per gli anni 2017-2032. Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 21 luglio 2017 una parte di queste risorse sono state assegnate a questo Ministero per il periodo 2017-2021 per complessivi euro 107.654.414, di cui 92.345.169 per il rinnovo e la manutenzione della rete idrica di canali e di acquedotti e 15.309.245 per la difesa del suolo mediante interventi idrogeologici.

A seguito del rifinanziamento del predetto fondo con la legge 27 dicembre 2017, n. 205, il DPCM del 28 novembre 2018 ha assegnato a questo Ministero per il periodo 2018-2023 ulteriori 107.875.361 euro, destinati al settore di spesa infrastrutture anche relative alla rete idrica e alle opere di collegamento, fognature e depurazione per complessivi 215.529.775 euro.

Relativamente alla ristrutturazione del canale Cavour, è stato assegnato un importo pari a 34 milioni di euro facente capo all'intervento di ristrutturazione della Rilevata Dora. Il progetto, elaborato dalle due associazioni facenti parte della Coutenza del canale Ovest Sesia di Vercelli ed Est Sesia di Novara con l'obiettivo originario di consolidare due tratte della Rilevata, dette Dora e Monformoso, ha registrato ritardi dovuti non solo ai tempi occorsi alle predette associazioni per acquisire l'approvazione tecnica da parte del provveditorato interregionale alle opere pubbliche, intervenuta solo nell'ottobre del 2021, ma anche per il completamento della verifica preventiva della progettazione. Sono ritardi intollerabili, pertanto sono state avviate le opportune verifiche per accertarne le responsabilità, tenendo conto che il conseguente disallineamento tra la ripartizione dei fondi stanziati in bilancio 2017-2023 e l'effettivo bisogno stimato per l'anno dall'ente ha determinato la mancata copertura di parte dell'intervento.

Per tali ragioni è stato richiesto all'ente di proporre uno stralcio funzionale dell'intervento trasmesso solo lo scorso 1° marzo. I lavori previsti e finanziati con la predetta legge di bilancio del 2016 avranno quindi ad oggetto prevalentemente un intervento di restauro e ripristino della funzionalità della Rilevata Dora che interessa il fondo del canale, la struttura in muratura e i retrostanti rilevati in terra, attraverso lavorazioni da eseguirsi sia all'esterno sia all'interno del canale, al fine di assicurare condizioni di stabilità.

Informo, infine, che il 30 marzo scorso, con apposito decreto, è stato concesso e finanziato sul capitolo 7470 PG1 e PG3 l'importo di 30.611.948 euro per le annualità 2023, 2024 e 2025. Il decreto è stato registrato lo scorso 12 aprile.

SCALFAROTTO (Az-IV-RE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (Az-IV-RE). Signor Sottosegretario, sento parlare di ritardi imperdonabili e convengo con lei che lo sono, perché il tema della siccità e del dissesto idrogeologico è fondamentale per il nostro Paese, che stiamo vivendo in queste ore e in questi mesi: siamo passati dalla siccità alle alluvioni e l'impreparazione, purtroppo, del Paese ad affrontare queste situazioni fa cadere le braccia. La difesa del territorio dovrebbe essere centrale nelle nostre politiche.

Purtroppo, sappiamo che esisteva un'unità di missione che si chiamava Italia sicura, che ha dato eccellente prova di sé. I fondi di cui stiamo parlando sono degli anni 2016-2017, come ha spiegato lei, signor Sottosegretario, proprio gli anni del Governo Gentiloni, nei quali l'unità di missione funzionava a pieno regime. Ricordiamo che questa unità di missione è stata smantellata dal Governo gialloverde Conte I, che, come prima cosa, ha eliminato quest'unità di missione che era a Palazzo Chigi, come tale funzionava da cabina di regia e consentiva di avere una visione strategica rispetto a questi temi. Era previsto che lavorasse per dieci anni e che portasse avanti, in quel periodo, lavori per 30 miliardi di euro, avendo una capacità di stabilire priorità e di interloquire con le varie amministrazioni locali e con i vari Ministeri. Tuttavia, per una mera questione di competenze all'epoca tra l'allora ministro Centinaio e l'allora ministro Costa, si decise nottetempo di farla sparire.

Questo Senato ha approvato un ordine del giorno che chiede al Governo di ricreare l'unità di missione Italia sicura, che - lo ricordo - veniva da un'idea di Renzo Piano. Stiamo aspettando, signor Sottosegretario, che finalmente l'unità di missione sia ricreata. Se non lo dice quest'Assemblea, lo dicono i fatti che si verificano nel Paese, con le vittime e i danni che stiamo registrando anche in questi giorni e in queste settimane. Il mio invito è quindi, in senso generale, di mettere mano a questo problema e di ricreare quella struttura che aveva fatto bene.

Il canale in discorso è una infrastruttura fondamentale. Quando nel 2016 il presidente Mattarella celebrò i centocinquant'anni del canale Cavour, ricordò che si trattava forse della prima infrastruttura dell'Italia unita. È un canale fondamentale, perché percorre 80 chilometri del Piemonte, dalla provincia di Torino alla provincia di Novara; è un canale che serve a irrigare le terre di un distretto risiero tra i più importanti d'Europa, vitale per la nostra economia; peraltro, chi vive in quelle terre o è coinvolto in quel settore produttivo sa bene che il canale Cavour è stato spesso un'ancora di salvezza in periodi siccitosi, anche rispetto ad altre zone d'Italia dove si coltiva il riso e dove il canale Cavour non c'è. Nel 2020 ci sono stati eventi alluvionali che hanno portato dei danni, quindi ci si aspettava che a tutti i livelli si provvedesse a sistemare quest'opera fondamentale per l'economia del Piemonte.

In realtà, come diceva anche il Sottosegretario, questi lavori che saranno fatti sul canale Cavour sono stati finanziati dalla Regione Piemonte attraverso mutui contratti dai consorzi Sesia Est e Ovest.

La mia soddisfazione rispetto alla risposta del signor Sottosegretario è quindi nulla; non sono soddisfatto, però sono contento di aver portato questo tema all'attenzione del Governo. Sottolineo l'importanza che questi lavori siano completati; invito lei personalmente e quindi, tramite lei, il suo Dicastero ad assicurarsi che queste opere vengano messe in atto quanto prima, perché nell'ambito più ampio degli interventi contro il dissesto idrogeologico e le asperità ambientali, in questo caso parliamo anche di un settore produttivo fondamentale per il nostro Paese.

PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-00015 sulle misure per sostenere le cooperative sociali a fronte degli aumenti delle materie prime.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.

BITONCI, sottosegretario di Stato per le imprese e il made in Italy. Signor Presidente, onorevoli senatori interroganti, con l'atto in parola si richiedono misure specifiche per le imprese e per le cooperative a fronte degli aumenti dei costi che le stesse devono sostenere, al fine di evitare l'interruzione delle loro attività; inoltre, viene chiesto se ci sia intenzione di attivarsi in sede europea per sostenere le imprese alla luce dell'aumento dei costi di materie prime, servizi ed energia.

Al riguardo, si osserva in primis che questo Governo è intervenuto celermente per contrastare l'aumento dei costi delle materie prime e dell'energia, posto che, come osservato dal senatore interrogante, i citati aumenti hanno avuto pesanti ricadute sul sistema produttivo. Si ricorda, a titolo esemplificativo, che con la legge di bilancio del 2023 sono state aumentate le aliquote di credito d'imposta legato ai consumi energetici. Poiché la sfida energetica potrà essere vinta solo con investimenti e una prospettiva a lungo termine, la legge di bilancio 2023 ha previsto anche incentivi alle imprese verso investimenti in fonti di energia rinnovabile, tra i quali anche il finanziamento del fondo green new deal con 565 milioni di euro per il 2023, per il sostegno agli investimenti alle imprese in progetti di ricerca, sviluppo, innovazione e per la transizione ecologica e l'economia circolare.

Con il decreto-legge cosiddetto carburanti sono stati rafforzati i poteri del Garante per la sorveglianza dei prezzi ed è stata istituita la commissione di allerta rapida per individuare eventuali violazioni. È stato inoltre disposto il calmieramento automatico dei prezzi dei carburanti e si è previsto che per il 2023 i buoni carburante per i lavoratori dipendenti siano esentasse.

Il 18 maggio scorso è stato approvato alla Camera il disegno di legge di conversione del cosiddetto decreto-legge bollette, che ora deve essere approvato dal Senato.

Il provvedimento prevede il rafforzamento del bonus sociale elettrico e gas; la riduzione dell'IVA e degli oneri generali di settore del gas per il secondo trimestre del 2023; un contributo in quota fissa in caso di prezzi di gas elevati; un contributo straordinario, sotto forma di credito d'imposta, in favore delle imprese per l'acquisto di energia e gas naturale; agevolazioni fiscali per interventi di risparmio energetico.

Inoltre, si ricorda che presso il Ministero delle imprese e del made in Italy (Mimit) è stato istituito il Fondo per il sostegno alla transizione industriale e che sono operativi i contratti di sviluppo, finalizzati a incentivare le imprese negli investimenti per la realizzazione di impianti di cogenerazione e ad alto rendimento.

Le misure esposte sono rivolte all'intero sistema produttivo nel suo complesso, ivi compreso il sistema delle cooperative.

Il Mimit, inoltre, ha in corso un accordo di collaborazione con Unioncamere al fine di promuovere, attraverso una rete territoriale del sistema camerale, misure di sostegno alle imprese, nonché di fornire supporto all'identificazione dell'incentivo adatto alla tipologia di cooperazione e all'investimento che l'azienda intende realizzare.

Il monitoraggio costante dei costi è garantito inoltre dalla collaborazione, ognuno per la propria parte di competenza, delle seguenti strutture: l'osservatorio prezzi e tariffe, il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (CNCU, che io presiedo) e il Garante per la sorveglianza dei prezzi.

Parallelamente al monitoraggio dei costi energetici, è stato attivato presso il Mimit il tavolo tecnico sui rincari dei prezzi dei carburanti, alla presenza delle principali associazioni che compongono il CNCU e del Garante per la sorveglianza dei prezzi. L'obiettivo è quello di convocare in modo regolare il CNCU e le associazioni che rappresentano gli operatori del settore per affrontare i temi legati al caro prezzi, alle comunità energetiche e alle energie alternative ed operare un confronto generale sul riordino del settore. Il tavolo in parola sarà riconvocato a breve. In tale sede potranno essere senz'altro discusse le proposte avanzate da tutti gli operatori del settore, incluse quelle citate dal senatore interrogante. Ad esito degli incontri del tavolo, saranno valutate dunque eventuali ulteriori misure a sostegno del mondo produttivo, ivi comprese le cooperative, in ragione delle difficoltà che lo stesso ha dovuto affrontare a seguito dell'aumento dei costi energetici.

Infine, per la parte di competenza, si rappresenta la disponibilità ad attivarsi anche in sede europea per sostenere le imprese alla luce dell'aumento dei costi che sono chiamate a fronteggiare.

PARRINI (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PARRINI (PD-IDP). Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario Bitonci per la sua risposta. Sarò franco: trovo che non sia soddisfacente la reazione del Governo al problema enorme del caro energia che il sistema delle nostre imprese ha dovuto affrontare e che soprattutto il sistema delle cooperative ha dovuto sopportare. In questo senso, non sono quindi soddisfatto della risposta del Sottosegretario.

Fatta salva l'estrema cortesia e gentilezza del Sottosegretario, non posso non sottolineare che la risposta a questa mia interrogazione del mese di novembre arriva all'inizio del mese di giugno, quindi con molto ritardo; del resto, però, l'agire tardivo sembra essere la cifra del Governo nella risposta ai problemi sollevati dal rincaro dei prezzi dell'energia e delle materie prime, che ha messo a dura prova le nostre aziende.

Le cooperative, all'interno del sistema delle imprese, hanno problemi specifici legati alle loro peculiarità. Soprattutto le cooperative sociali sono particolarmente fragili e particolarmente preziosi sono i servizi che rendono, soprattutto alle amministrazioni locali, che appaltano attività importanti. Non c'è soltanto il problema del caro energia, rispetto al quale si è fatto troppo poco e troppo tardi. Ci sono anche altri problemi, che nell'interrogazione vengono sollevati e che vorrei nuovamente riproporre all'attenzione del sottosegretario Bitonci: quelli relativi alle basi d'asta delle gare d'appalto; quelli relativi alla necessità di immaginare forme di revisione dei prezzi finanziando l'intervento per gli appalti in corso, perché per molte cooperative lavorare con i prezzi concordati prima del caro energia sta diventando davvero impossibile.

C'è poi un'azione forte da condurre a livello europeo, che mi auguro sia sempre più vigorosa, per prevedere forme di intervento continentale a vantaggio del sistema delle aziende. Il sistema delle cooperative è fatto da 80.000 imprese e 1,1 milioni di lavoratori che in gran parte hanno tra i trenta e i quarantanove anni, quindi di età relativamente giovane. Dobbiamo fare tutto il possibile perché questo mondo non subisca colpi che compromettano la sua possibilità di continuare a contribuire al benessere del nostro Paese e alla creazione di adeguata occupazione in Italia.

Pertanto, sono insoddisfatto e in questo senso rivolgo al Sottosegretario e, per suo tramite, a tutto il Governo l'invito ad essere molto più tempestivi e molto più efficaci nel sostegno alle nostre imprese e in particolare a quelle imprese cooperative.

PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-00403 sulla crisi dell'assicuratore Eurovita e la tutela degli assicurati.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.

BITONCI, sottosegretario di Stato per le imprese e il made in Italy. Signor Presidente, ringrazio il senatore Scalfarotto per la sua interrogazione, sullo stesso tema che è stato oggetto di un'interrogazione alla Camera dei deputati, a cui ho risposto proprio due giorni fa, che è noto a tutti ed è estremamente importante: mi riferisco ad Eurovita SpA, che fa parte dell'omonimo gruppo assicurativo controllato da Cinven partnership, tramite il fondo di private equity Fifth Cinven fund.

Negli ultimi anni, da un'indagine condotta dall'Istituto di vigilanza sulle assicurazioni (Ivass), sono emerse diverse problematiche di solvibilità individuale e di gruppo, nelle determinazioni delle riserve tecniche, nel calcolo del requisito patrimoniale di solvibilità, nonché in materia di gestione dei rischi e dei controlli interni. A tale circostanza ha fatto seguito un'apposita richiesta di rafforzamento patrimoniale da parte di Ivass. Tuttavia, l'azionista di controllo Cinven non ha provveduto. A partire dal terzo trimestre 2022, la capacità delle imprese del gruppo di far fronte agli impegni economici assunti si è ulteriormente deteriorata, fino a condurre alla violazione del requisito patrimoniale di solvibilità di Eurovita holding SpA e Eurovita SpA.

Conseguentemente, il 31 gennaio scorso, Ivass ha nominato un commissario per la gestione provvisoria, ravvisando ragioni di assoluta urgenza, e ha sospeso le funzioni degli organi di amministrazione e di controllo di Eurovita holding e Eurovita SpA, con una durata massima della gestione provvisoria fissata al 31 marzo 2023. Il 6 febbraio scorso è stato poi adottato un provvedimento di sospensione temporanea delle facoltà dei contraenti di esercitare i riscatti sui contratti di assicurazione e di capitalizzazione stipulati con Eurovita SpA. Lo scopo è estremamente chiaro ed è quello di non compromettere in maniera irreversibile la situazione patrimoniale dell'impresa e ogni sua possibilità di risanamento, con conseguente e logico grave pregiudizio per gli interessi degli aventi diritto alle prestazioni di carattere assicurativo.

Come già ho avuto modo di riferire in Aula alla Camera dei deputati qualche giorno fa, il Ministro per le imprese e il made in Italy, su proposta dell'Ivass, ha predisposto, con decreto del 29 marzo scorso, l'amministrazione straordinaria e lo scioglimento degli organi con funzione di amministrazione e controllo nei confronti di Eurovita holding ed Eurovita SpA, ai sensi degli articoli 231 e 275 del codice civile. A seguito del provvedimento, l'Ivass ha nominato il commissario per la gestione straordinaria di entrambe le società e i componenti dei comitati di sorveglianza.

Inoltre, al fine di assicurare un ordinato svolgimento dell'attività e di consentire una soluzione di mercato da parte degli organi di amministrazione straordinaria, l'Ivass ha prorogato sino al 31 giugno la sospensione dei riscatti e dei contratti di assicurazione e di capitalizzazione stipulati con Eurovita SpA, disposta con provvedimento del 6 febbraio 2023.

Rispetto alla situazione di Eurovita, l'operato dell'Ivass e delle amministrazioni coinvolte è costantemente volto alla ricerca di soluzioni finalizzate a conseguire, nel minor tempo possibile e con minor disagio possibile, la piena salvaguardia dei diritti degli assicurati e la stabilità del mercato assicurativo. Ovviamente, questa è una risposta molto vicina a quella che ho dato l'altro giorno alla Camera dei deputati. Abbiamo attenzionato la situazione fin dall'inizio. Personalmente, appena ho avuto notizia da parte dell'Ivass, avendo anche la delega specifica, ho informato subito il Ministro, che ha provveduto in maniera estremamente celere all'indicazione relativa al commissariamento e alle nomine di spettanza.

La situazione ovviamente è estremamente delicata, però è anche vero che non spetta a noi trovare una soluzione di mercato. Dalle notizie e dalle informazioni che abbiamo, si sta andando verso una soluzione che ovviamente deve tener conto della tutela degli assicurati, ma anche - ciò è estremamente chiaro ed evidente - della tutela dei consumatori e dei risparmi di chi ha investito in queste polizze di carattere assicurativo.

È chiaro, concludendo, che si tratta di un tema legato non solo a questo settore, molto indicativo di quanto che sta succedendo agli investimenti effettuati dalle compagnie assicurative. La variazione dei tassi e quindi dei rendimenti ha minato in maniera molto evidente, in questo come anche in altri casi di carattere internazionale (se guardiamo al di là dell'oceano), la possibilità da parte dell'assicurazione di rispondere ai propri assicurati secondo le previsioni di carattere contrattuale.

SCALFAROTTO (Az-IV-RE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (Az-IV-RE). Signor Presidente, ringrazio il Sottosegretario. Purtroppo, come temevo, non abbiamo ancora una risposta, nel senso che ci sono circa 400.000 clienti di Eurovita in attesa. Si calcola che i riscatti potrebbero riguardare 350.000 di loro (parliamo di 10 miliardi di euro di risparmi). Ricordiamo tutti che, ai sensi dell'articolo 47 della Costituzione, la tutela del risparmio è un valore, perché l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e chi lavora cerca anche di accumulare per la propria sicurezza futura. Ciò che accumula è certamente patrimonio del singolo, ma, in un certo senso, è una ricchezza di tutto il Paese.

Quello che capiamo di questa vicenda è che tale assicurazione (Eurovita) e il suo azionista di maggioranza non sono stati in grado di rassicurare l'Istituto di vigilanza sulle assicurazioni sulla propria solidità. Quindi, al fine di non compromettere l'esistenza stessa dell'istituto, qualora ci fosse stata una corsa al riscatto delle polizze, si è deciso di congelarle, proprio per favorire una soluzione di mercato, che però al momento non vediamo.

Capisco bene le sue osservazioni: fa riferimento all'aumento dei tassi e quindi alla difficoltà, non solo per gli istituti assicurativi, ma anche per quelli bancari, di far fronte a questa nuova situazione internazionale, che è molto cambiata rispetto ai decenni nei quali ci siamo abituati a tassi vicini allo zero, se non addirittura negativi. Infatti, come lei giustamente ha detto, le crisi bancarie che abbiamo visto accadere, in particolare dall'altra parte dell'oceano (ma sappiamo che anche in Europa ci sono stati problemi), dipendono anche da questo.

La mia raccomandazione è di continuare a seguire questa vicenda. Posso soltanto provare a immaginare l'ansia e l'angoscia delle persone che hanno affidato i loro risparmi a una società assicurativa che ritenevano seria, in quanto vigilata. È necessario fare in modo che chi oggi ha un'autorità commissariale possa rimettere in sesto queste aziende e soprattutto trovare delle soluzioni che consentano alle imprese di tornare sul mercato. Mi sembra di capire che si parla di 250-300 milioni di capitale: questa è la somma che bisognerebbe trovare, che non è banale, naturalmente.

Bisogna trovare una soluzione: rinnovo pertanto la mia raccomandazione ad occuparsene; probabilmente, sottosegretario Bitonci, torneremo a parlarne, se non ci saranno novità. Comunque il congelamento dei riscatti arriva fino alla fine del mese di giugno, quindi probabilmente ne riparleremo.

Mi lasci fare una digressione, che ha a che fare con un'altra questione che abbiamo sul tavolo, strettamente collegata. Se lei e io infatti stiamo qui a discutere di tutela del risparmio, di crisi di fiducia dei mercati e di difficoltà di chi gestisce il risparmio nel far fronte a una nuova situazione legata all'aumento dei tassi, non posso proprio esimermi dal chiedere al Governo, per suo tramite, cosa state aspettando a ratificare il MES, che, come sappiamo, crea quel backstop - quindi un meccanismo di gestione di eventuali crisi bancarie - che farebbe bene soprattutto al nostro Paese.

Le banche italiane sono solide - anche il governatore Visco ha detto che il sistema bancario è solido - ma sappiamo che il nostro listino borsistico è pieno di titoli bancari e, quando c'è una crisi di fiducia rispetto al risparmio gestito, delle banche in particolare, e si verifica una crisi in Svizzera o in California, il listino di Milano è il primo a precipitare, dal momento che viviamo in un meccanismo interconnesso e complesso, per cui dovrebbe essere considerato interesse nazionale il fatto di avere un sistema sovranazionale che blocca le crisi bancarie. Non si capisce dunque per quale motivo al mondo proprio il Governo italiano non ratifichi il MES, essendo l'unico Paese dell'area euro a non averlo ancora fatto.

Si tratta di una responsabilità gravissima, signor Sottosegretario, perché, se oggi avessimo quel meccanismo funzionante, saremmo tutti più tranquilli, i nostri risparmiatori e il Paese sarebbero più tranquilli, ma per ragioni ideologiche non vediamo ancora questa ratifica.

Scommetto che prima o poi arriverà e sarà una delle molte cose su cui avete cambiato idea, ma speriamo che accada prima piuttosto che dopo.

PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-00436 sulla riforma dei percorsi di formazione iniziale degli insegnanti.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.

FRASSINETTI, sottosegretario di Stato per l'istruzione e il merito. Signor Presidente, ringrazio intanto la collega Malpezzi per la possibilità che mi offre di comunicare che il procedimento di adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è ormai giunto in dirittura d'arrivo. A seguito di una lunga interlocuzione con la Commissione europea, siamo infatti addivenuti a un nuovo testo, anch'esso pienamente condiviso con il Ministero dell'università e della ricerca e ora sottoposto alle definitive valutazioni della stessa Commissione.

L'impostazione attuale del DPCM intende valorizzare, ai fini dell'uniformità dei percorsi, sia i contenuti professionali minimi del docente, sia il ruolo di garanzia svolto dall'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) nel processo di accreditamento iniziale periodico, che costituisce il principale presidio dell'omogeneità dei requisiti qualitativi dell'offerta formativa.

In merito ai contenuti specifici del DPCM, preciso che al momento non si rende possibile entrare nel dettaglio, in quanto il testo, come già detto in precedenza, dev'essere prima validato, quanto meno nella sua nuova impostazione generale, dalla Commissione europea. In ogni caso, posso anticipare fin d'ora che il DPCM individua puntualmente: i requisiti di accreditamento dei percorsi di formazione iniziale, in modo da garantirne l'elevata qualità e solidità; le modalità di organizzazione degli stessi al fine di realizzare una collaborazione strutturata e paritetica tra sistema scolastico e istituzioni della formazione superiore; i contenuti e la strutturazione dell'offerta formativa dei percorsi, con l'obiettivo di assicurare un'erogazione uniforme ed omogenea su tutto il territorio nazionale, nonché gli eventuali costi massimi di iscrizione ai percorsi universitari e accademici di formazione iniziale che tengono conto delle diverse tipologie di partecipanti.

Infine, mi preme segnalare che l'adozione del DPCM non esaurirà le azioni di questo Governo per favorire l'attuazione della riforma del sistema di reclutamento dei docenti prevista dal PNRR e definita nella precedente legislatura.

Infatti, proprio al fine di meglio regolare talune delle questioni citate dal presente atto ispettivo - mi riferisco in particolare alle modalità di erogazione della didattica e alla definizione di strumenti di flessibilità organizzativa al fine ultimo di accrescere al massimo la disponibilità dell'offerta formativa da parte dell'università - preciso che vi è la necessità di intervenire su talune previsioni normative della riforma rivelatesi non coerenti con il raggiungimento degli obiettivi del PNRR. Si tratta di correttivi che stiamo proponendo in sede di conversione del decreto-legge cosiddetto assunzioni PA e che, se approvati, potranno contribuire positivamente, sia ad ampliare l'offerta formativa dell'università, sia a ridurre i costi di erogazione dei percorsi, a beneficio finale degli aspiranti docenti della scuola.

MALPEZZI (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MALPEZZI (PD-IDP). Signor Presidente, ringrazio la Sottosegretaria che conosco per pragmatismo, ma si renderà conto anche lei che la risposta data è quasi simile a quella che il Ministero ha dato nell'altro ramo del Parlamento circa due settimane fa. Dico quasi simile, ma non risolve le questioni che abbiamo sollevato e che ci stanno particolarmente a cuore per una serie di elementi. Provo a metterli in ordine, consegnandoglieli, Sottosegretaria, in modo tale che possa a sua volta consegnarli al Ministro per poter dare una risposta, se non al Partito Democratico, agli studenti e alle università.

Quali sono questi elementi? Primo: le università e gli studenti, che non sono stati ancora coinvolti con le loro rappresentanze studentesche, non hanno alcun tipo di indicazione circa il percorso dei 60 CFU (crediti formativi universitari), perché non ne conoscono i contenuti. Quindi, non hanno idea né le università, né i rappresentanti degli studenti di quale direzione intraprendere, anche a livello organizzativo. Peraltro, siamo in grandissimo ritardo, perché sappiamo anche noi che c'è una data di scadenza ben precisa, che le 70.000 assunzioni dei nuovi insegnanti devono avvenire entro il 2024 e che si deve correre. Per ora il percorso è ancora tutto molto indefinito e - come ricordava giustamente lei - è un percorso che è stato legiferato nel decreto-legge n. 36 del 2022, esattamente un anno fa, ma non sono più partiti i decreti attuativi. Stiamo ancora aspettando e non abbiamo chiarimenti.

C'è un altro tema che ci preoccupa moltissimo, preoccupa noi, le università e soprattutto gli studenti e le loro famiglie. È il tema dei costi. Noi come Partito Democratico in quella sede di conversione avevamo chiesto che venisse inserito lo stesso sistema che si utilizza per l'università, e cioè ampliare la cosiddetta no tax area, spostarla anche in quell'ambito, in modo tale da essere sicuri che gli studenti potessero accedere a quel tipo di percorsi in modalità sostenibile. In caso contrario, si parla di costi - lo riportano le fonti di stampa, ma mi aspetto che il Ministero possa chiarire - che possono arrivare a 2.500 euro. Non è possibile dire ai nostri ragazzi che vogliono diventare insegnanti che quel percorso lo devono pagare loro.

Quindi, dobbiamo trovare una modalità, che può essere ripresa dal decreto legislativo dei tempi della buona scuola, approvato nel 2017, che metteva un massimo di costi per quelli che erano allora i 24 crediti, che era fissato in 500 euro - una sorta di contributo, ma per il resto ci pensa lo Stato - altrimenti così non può funzionare. Noi vediamo anche il messaggio della no tax area, che quindi riguarda l'ISEE e potrebbe avere un significato all'interno del Piano per il diritto allo studio e in questo modo essere riconosciuto.

C'è un altro elemento che ci preoccupa: siccome comprendiamo che c'è un ritardo, noi sapevamo che all'interno di quel decreto c'era una quota di erogazione della formazione online; quota però limitata dal decreto al 33 per cento, in modo tale che ci fossero due terzi di formazione in presenza e solo una piccola parte di erogazione online. Ricordiamoci che all'interno di questi percorsi c'è una parte importante di tirocinio, perché i nostri futuri insegnanti non devono solo avere le competenze - le conoscenze dovrebbero essere già certificate - ma devono anche saperle trasmettere. Quindi, era necessario anche il tirocinio.

È vera la notizia che questa percentuale di formazione erogata online può essere aumentata, addirittura al 50 per cento? Io penso che non sia possibile e che si debbano trovare altre strade, perché la formazione dei ragazzi che saranno gli insegnanti del futuro non può assolutamente avvenire con quel tipo di modalità.

Chiediamo pertanto chiarezza e una compartecipazione.

Non volete confrontarvi? Il Ministero non vuole confrontarsi con le Commissioni competenti perché non è tenuto in maniera così netta? Bene: lo faccia con le università e con le rappresentanze studentesche. Abbiamo bisogno di sentir parlare anche i ragazzi che vogliono diventare insegnanti, che hanno visto in quel decreto-legge n. 36 del 2022 - era dell'allora ministro Bianchi - la possibilità di un percorso molto chiaro, dopo che quello creato nel 2017 era stato eliminato con un colpo di spugna nella legge di bilancio 2019, riportando tutto nuovamente nel caos.

Oggi i nostri studenti hanno un percorso preciso, una possibilità: rendiamogliela chiara, diciamo loro come deve essere e aiutiamoli a dirci anche come la pensano loro.

Sottosegretaria, lo sottolineo ancora una volta: la questione dei costi diventa oggi prioritaria.

PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno è così esaurito.

Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 15 con il question time.

(La seduta, sospesa alle ore 10,45, è ripresa alle ore 15).

Presidenza del presidente LA RUSSA

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (ore 15)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time), ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR e il Ministro dell'istruzione e del merito.

Il senatore Magni ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00481 sulle procedure di valutazione di economicità, efficienza ed efficacia nell'impiego dei fondi del PNRR, per tre minuti.

MAGNI (Misto-AVS). Signor Presidente, signor Ministro, la stampa ha reso noto nel mese di maggio che la Corte dei Conti ha evidenziato ben due volte criticità relative all'attuazione dei progetti del PNRR.

La prima segnalazione, il 3 maggio, in sede di controllo concomitante, ha messo in luce rilevanti criticità sui traguardi previsti per il semestre in corso. In particolare, la Corte ha sostenuto il mancato conseguimento del milestone comunitario che chiedeva di aggiudicare, entro il 31 marzo scorso, gli appalti per almeno quaranta stazioni di rifornimento ad idrogeno per il trasporto stradale e ha definito, in sostanza, che siamo di fronte a un grave ritardo, ormai consolidato, prodotto da un generale difetto di programmazione. L'obiettivo è di aggiudicare, quindi, entro il 30 giugno, i lavori per le colonnine per ricaricare i veicoli elettrici nelle autostrade e nelle aree urbane.

In secondo luogo, la Corte ha posto che tali criticità possono essere quantificabili quali gravi irregolarità gestionali ai fini della responsabilità dirigenziale. In seguito, il 25 maggio, la Corte ha pubblicato un rapporto sul coordinamento della finanza pubblica, nel quale si evidenzia come il Piano abbia finora portato un impegno di risorse decisamente inferiore rispetto a quello annunciato. I conti evidenziano come, nei primi quattro mesi del 2023, erano stati spesi 1,1 miliardi, su una programmazione di 32,7 miliardi per l'intero 2023.

Abbiamo letto alcune dichiarazioni molto contrariate, sue e del suo Sottosegretario. Inoltre, ieri il Governo ha presentato due emendamenti al decreto pubblica amministrazione che hanno sostanzialmente l'obiettivo di limitare il monitoraggio della Corte sulla questione del controllo sui fondi del PNRR e, dall'altra, di intervenire limitando la punibilità di amministratori e dipendenti pubblici, ignorando pesanti critiche avanzate sul punto dal Presidente della Corte dei Conti durante il discorso per l'inaugurazione dell'anno giudiziario.

Abbiamo letto inoltre di essere in sostanza di fronte al fatto che 500 esperti, assunti con concorso e ai quali era stata promessa la stabilizzazione, stanno andando via in massa dai Ministeri, che non hanno i fondi per stabilizzarli e voi non avete previsto di finanziarli. Questo non può che confermare, in modo grave, la situazione di difficoltà organizzativa e gestionale legata all'attuazione dei progetti in essere del PNRR.

Per questo le chiediamo, signor Ministro, invece di limitare le competenze e il ruolo della Corte dei conti, se non ritenga di adoperarsi per stabilizzare realmente gli esperti impegnati nel PNRR e di promuovere una leale collaborazione tra gli organi costituzionali in vista dell'obiettivo prioritario per tutto il Paese, che è quello di raggiungere efficacemente gli obiettivi programmati del PNRR.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di predisporre i testi dei loro interventi in maniera tale da poter rispettare i tempi programmati, dal momento che è in corso la diretta televisiva.

Il ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, onorevole Fitto, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

FITTO, ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR. Signor Presidente, come ricordato dal Presidente del Consiglio Meloni durante la riunione di cabina di regia del 6 novembre, questo Esecutivo fin dal suo insediamento si è impegnato ad attuare senza ritardi o interruzioni le riforme e gli investimenti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Nel corso di questi mesi, il Governo ha provveduto a effettuare una verifica approfondita di cui si darà conto nella terza relazione approvata proprio ieri dalla cabina di regia e della quale ha preso atto il Consiglio dei ministri, che verrà inviata nei prossimi giorni per un dettagliato dibattito che sicuramente avverrà all'interno del Parlamento. Si tratta di una verifica effettuata nella prospettiva di garantire, da un lato, un utilizzo efficace di tutte le risorse e dall'altro, di individuare in relazione a tutti gli investimenti le modalità di attuazione, le forme di finanziamento più adeguate rispetto agli obiettivi e la loro effettiva realizzazione.

In questo contesto, si inseriscono anche le possibilità che sono state offerte dal regolamento REPowerEU, che rappresenta un'ulteriore sfida per l'Italia sia dal punto di vista della tempistica sia della numerosità degli investimenti finanziabili.

Quanto alla presunta intenzione del Governo di limitare le competenze e il ruolo della Corte dei conti, evidenzio che la situazione è molto diversa da quella illustrata dagli interroganti. L'articolo 21 del decreto-legge n. 76 del 2020, ovvero la disposizione che, al fine di superare la cosiddetta paura della firma, limita la responsabilità erariale per le condotte omissive ai soli casi di dolo, è stata introdotta nell'ordinamento giuridico dal secondo Governo Conte quale risposta alla necessità di favorire la ripresa economica post-Covid. La medesima disposizione è stata prorogata fino al 30 giugno 2023 dal Governo Draghi per favorire l'attuazione del PNRR e del Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR (PNC). L'emendamento governativo depositato ieri alla Camera dei deputati in relazione al disegno di legge n. 44 si limita esclusivamente a prorogare quanto deciso dal Governo Conte e prorogato dal Governo Draghi. Pertanto, si tratta di un'iniziativa assunta dall'attuale Esecutivo al pari dei precedenti quale risposta transitoria e parziale rispetto a una più ampia esigenza di intervento riformatore in materia di responsabilità amministrativo-contabile.

Quanto all'attività di controllo della Corte dei conti in materia di Piano nazionale di ripresa e resilienza, evidenzio che il controllo concomitante della Corte è stato previsto dall'articolo 11 della legge n. 15 del 2009 ed è rimasto inattuato per oltre un decennio, ovvero fino alla decisione assunta con la legge n. 76 del 2020. Dunque, la previsione del controllo concomitante non nasce per il PNRR, che all'epoca neppure esisteva. Relativamente al PNRR, invece, la disciplina specifica sul controllo della Corte dei conti è da trovarsi nell'articolo 7 del decreto-legge n. 77 approvato durante il Governo Draghi. In particolare, detta disposizione affida alla Corte dei conti il controllo dei fondi del PNRR nella modalità del controllo successivo sulla gestione e non di quello del controllo concomitante. In attuazione dell'articolo 22 della legge n. 76, il Consiglio di Presidenza della Corte dei conti ha varato un'organizzazione del Collegio del controllo concomitante presso la sezione del controllo successivo della gestione delle amministrazioni centrali dello Stato. Tale delibera istituiva questo organismo senza far riferimento alla legge n. 77 del 2001.

In conclusione, nonostante questo, il Governo ha messo in campo e vuole attuare una politica di coordinamento nel lavoro con la Corte dei conti anche per quanto riguarda l'attuazione di quanto previsto dal decreto-legge n. 77 del precedente Governo. L'attività della Corte dei conti in materia di PNRR è chiaramente disciplinata dal decreto n. 77 e non c'è alcuna intenzione di intervenire su quanto in esso è previsto.

Questa è una ricostruzione corretta dal punto di vista legislativo della tempistica delle questioni di cui oggi ci occupiamo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Magni, per due minuti.

MAGNI (Misto-AVS). Signor Presidente, sono molto insoddisfatto, intanto perché il Ministro non ha neanche accennato a una delle due richieste, cioè a quella di confermare e assumere i tecnici e gli esperti per poter realizzare davvero il PNRR.

In secondo luogo, il Ministro ha detto una cosa per cui il Governo stesso si smentisce, perché ieri avete presentato degli emendamenti e poi stamattina li avete nascosti, quindi li avete ritirati, per la concezione che avete. Vorrei sottolineare che la democrazia è fatta di pesi e contrappesi e le istituzioni che hanno poteri di controllo non possono essere imbavagliate; ci si può quindi arrabbiare, si può anche non essere d'accordo e la politica può fare altre scelte, però certamente tali istituzioni hanno una loro autonomia ed è giusto che diano la loro valutazione e i loro giudizi. Lei stesso è stato molto contrariato rispetto a quanto è stato scritto e detto dalla Corte dei conti. L'idea che avete - posso dirlo? - è autoritaria: pensate di poter comandare su tutto, ma non è così. Avete il diritto di governare, perché il popolo vi ha dato la maggioranza per farlo, ma non di mettere in discussione gli organi di controllo, che sono autonomi e rappresentano l'insieme degli italiani e del Parlamento. (Applausi).

PRESIDENTE. Il senatore Alfieri ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00485 sulla revisione del PNRR italiano e la sua integrazione con misure inerenti al programma REPowerEU, per tre minuti.

ALFIERI (PD-IDP). Signor Presidente, in attesa di avere la relazione semestrale sull'attuazione del PNRR e anche sui progetti che si intendono rivedere e che stiamo aspettando da tempo di sapere quali sono, chiedo al Ministro se abbia effettivamente notificato - noi non lo sappiamo - alla Commissione l'intenzione formale di rivedere i progetti e quali siano. Lo chiedo perché lo stiamo aspettando da tempo.

Faccio riferimento in particolare al capitolo di REPowerEU, perché secondo le raccomandazioni previste nel dispositivo iniziale dovrebbero essere presentati entro il 30 aprile, quindi siamo in ritardo. Il Ministro ci ha fatto sapere più volte che c'è la data di fine agosto, ma quella è la data ultima, quindi siamo molto preoccupati che si accumulino ritardi su ritardi e che non scattino risorse anche della programmazione precedente che possono essere utilizzate.

Soprattutto, signor Ministro, conoscere il vostro intendimento anche alla luce dell'odierna approvazione di uno strumento a disposizione di tutti i Paesi europei con un meccanismo analogo al Meccanismo europeo di stabilità (MES), per cui si può decidere di approvarlo e poi i singoli Paesi decidono se attivarlo o meno. Nell'Act to support ammunition production (ASAP) si afferma che a livello nazionale i Paesi possono avvalersi dei fondi di coesione o dei fondi del PNRR.

Noi siamo decisamente contrari e chiediamo se il Governo intenda utilizzare i fondi del PNRR o fondi di coesione, prendendo quindi risorse da progetti che sono originariamente definiti sul PNRR e spostandole su provvedimenti che non hanno a che fare col PNRR, ma che, ad esempio, possono servire per progetti attinenti alla difesa. Siccome a livello europeo abbiamo già lo European facility, che è il meccanismo di rimborso per scelte importanti come quelle di sostegno al Governo ucraino per il diritto alla legittima difesa, penso non ce ne sia davvero bisogno, ma vogliamo sapere se il Governo intenda avvalersi di quella facoltà a cui siamo decisamente contrari. (Applausi).

PRESIDENTE. Il ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, onorevole Fitto, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

FITTO, ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR. Signor Presidente, vengono poste diverse questioni contemporaneamente, quindi farò una sintesi delle tre per dire che l'Italia sta seguendo esattamente il percorso che stanno seguendo tutti gli altri Stati membri. Vorrei ricordare che ad oggi sono solo cinque i Paesi europei che hanno presentato le modifiche del loro Piano nazionale di ripresa e resilienza insieme al REPowerEU, quindi non c'è alcun ritardo da nessuna parte.

Soprattutto, in una comparazione con gli altri Paesi europei si può intravedere, come emergerà in modo molto dettagliato dalla relazione che abbiamo presentato, che non esiste un ritardo, ma ci sono un dialogo e un confronto costanti con la Commissione europea rispetto agli obiettivi da realizzare all'interno di questa modifica. Tali obiettivi partono da un dato, il primo, che è collegato alla presentazione del capitolo aggiuntivo REPowerEU, per il quale il Governo ha per tempo avviato un tavolo unico con tutti i soggetti interessati, a partire dalle parti sociali e dalle organizzazioni datoriali, ma anche e soprattutto con le principali aziende di Stato interessate, per poter costruire due interventi che sul fronte del Repower vanno dal rafforzamento infrastrutturale sul fronte della rete energetica al mettere in campo interventi sul fronte degli incentivi.

A tale proposito, abbiamo avviato dei confronti nell'ambito dei tempi previsti. Abbiamo già individuato la possibilità di avere risposte preventive sull'ammissibilità o meno degli interventi, perché questo ci consente di avere preventivamente un quadro che si definirà con la presentazione del programma REPowerEU in forma aggiuntiva, come capitolo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nei termini previsti da regolamento, ossia il 31 agosto di quest'anno. Questo dice il regolamento; può anche non piacere, ma è così.

L'ultima considerazione è collegata alla richiesta specifica sulla questione relativa al regolamento della Commissione europea per la produzione di munizioni (ASAP), sulla quale proprio oggi il Parlamento europeo si è espresso. Abbiamo già detto - ma lo voglio ribadire in modo molto chiaro - che il sostegno non è in discussione. La facoltà di accedere all'utilizzo di quelle risorse a tale scopo, per quanto riguarda questo Governo, non è in alcun modo all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Boccia, per due minuti.

BOCCIA (PD-IDP). Signor Presidente, ministro Fitto, le sue rassicurazioni non ci rassicurano, intanto perché oggi qui prendiamo atto che su REPowerEU non c'è ancora una formale richiesta di revisione, mentre non solo questa c'è stata nel dibattito italiano, ma è evidente che il Partito Democratico le chiede da settimane i dettagli dei progetti modificati. Ad ogni modo, ci torneremo in Aula presto, perché abbiamo chiesto di confrontarci con la maggioranza con uno specifico atto indirizzo.

Signor Ministro, oggi a Bruxelles il Gruppo dei Socialisti e Democratici ha presentato, su iniziativa del Partito Democratico e della delegazione italiana, emendamenti che prevedevano espressamente l'eliminazione della possibilità di utilizzo, attraverso i fondi del PNRR, di risorse per l'acquisto di armi e munizioni - gliela dico così perché questa è la sostanza - ma sono stati respinti e affossati dai suoi colleghi nel Parlamento europeo. Infatti, i deputati del Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei, di Identità e Democrazia e del Partito Popolare Europeo hanno votato contro. Quindi, signor Ministro, noi dovremmo fidarci della sua parola, ma oggi nella seduta plenaria del Parlamento europeo è andata in scena esattamente un'azione opposta a quella che lei ha riferito qui. Con il voto dei Gruppi appartenenti al centrodestra italiano, oggi sono stati affossati emendamenti che ci avrebbero garantito che quelle risorse non sarebbero mai state utilizzate a tal fine. Ricordo a tutti noi che il PNRR lo abbiamo ottenuto per ridurre le diseguaglianze, i divari territoriali, generazionali e di genere e soprattutto per rafforzare scuola, sanità, trasporti, transizione ecologica, transizione digitale e inclusione sociale.

Signor Ministro, è necessario votare su questo no. Non ci bastano le sue parole. È evidente che il voto a favore di questa possibilità espresso oggi dai Gruppi di centrodestra presenti nel Parlamento europeo ci preoccupa. Ragion per cui, signor Presidente, il Partito Democratico conferma la necessità di votare al più presto un atto di indirizzo che trasformi l'impegno del ministro Fitto in atti non più reversibili. (Applausi).

PRESIDENTE. Il senatore Satta ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00483 sulle misure da prevedere nell'ambito del programma REPowerEU nel PNRR per l'Italia, per tre minuti.

SATTA (FdI). Signor Presidente, signor Ministro, per l'attuazione del PNNR sono stati riconosciuti all'Italia 191,5 miliardi di euro, di cui 68,9 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti, da erogarsi in dieci rate subordinate al raggiungimento di specifici obiettivi qualitativi e quantitativi indicati nel medesimo PNRR.

Dopo l'adozione del regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, che ha istituito il dispositivo per la ripresa e la resilienza, gli eventi geopolitici senza precedenti provocati dalla guerra di aggressione da parte della Russia nei confronti dell'Ucraina e l'aggravarsi delle conseguenze dirette e indirette della crisi del Covid-19 hanno avuto rilevantissime ripercussioni sulla società e sull'economia dell'Unione, sulla sua popolazione e sulla coesione economica, sociale e territoriale.

Il 18 maggio 2022, la Commissione europea ha presentato il piano REPowerEU, che rappresenta la risposta dell'Unione europea alle perturbazioni del mercato energetico globale causate dall'invasione russa dell'Ucraina. In data 1o marzo 2023, è entrato in vigore il regolamento n. 435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2023, che, nel modificare il regolamento n. 241 del 2021, prevede l'inserimento nel PNRR del capitolo dedicato al piano REPowerEU .

L'iniziativa REPowerEU è stata attuata dalla Commissione europea anche mediante l'introduzione di opportune modifiche ai programmi legate alle politiche di coesione, allo scopo di renderli idonei a fronteggiare l'emergenza energetica. Al regolamento REPowerEU, infatti, è collegata la possibilità di utilizzare le risorse della programmazione 2014-2020 per finanziare misure eccezionali, al fine di supportare le piccole e medie imprese colpite dall'aumento del prezzo dell'energia e sostenere le famiglie bisognose nell'affrontare le spese energetiche, unitamente all'uso flessibile del Fondo europeo di sviluppo regionale e dei Fondi strutturali europei. Pertanto, l'introduzione del capitolo aggiuntivo PNRR relativo a REPowerEU consente di avviare l'allineamento dei quadri programmatori delle diverse fonti di finanziamento, sia europee sia nazionali, in materia di coesione e di assicurarne il coordinamento per una gestione maggiormente efficace ed efficiente.

Avendo l'Italia già utilizzato tutta la quota dei contributi a fondo perduto di 122 miliardi di euro, sotto forma di prestiti resi disponibili dal dispositivo di ripresa e resilienza, la quota italiana dei fondi di REPowerEU è pari a 2,7 miliardi di euro, ai quali si può aggiungere fino al 7,5 per cento dei fondi relativi alla programmazione 2021-2027 della politica di coesione. È indispensabile che il capitolo REPowerEU del PNRR italiano sia costituito da riforme e investimenti non solo realizzabili entro l'arco temporale del dispositivo di ripresa di resilienza, ma anche in grado di contribuire effettivamente a realizzare gli obiettivi di diversificazione dell'approvvigionamento energetico, in particolare dei combustibili fossili, nonché di aumentare la resilienza, la sicurezza e la sostenibilità del piano energetico, così come declinati dall'articolo 21-quater, paragrafo 3, del regolamento n. 241 del 2021.

Il Governo ha comunicato... (Il microfono si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE. Senatore, la invito a concludere.

SATTA (FdI). Signor Presidente, il Governo ha comunicato di aver avviato, così come previsto dalla comunicazione della Commissione europea, pubblicata in data 3 marzo 2023 e recante gli "Orientamenti sui piani per la ripresa e la resilienza nel contesto di REPowerEU", costanti interlocuzioni con la Commissione europea in ordine all'avanzamento dell'istruttoria relativa all'aggiornamento del PNRR e al capitolo REPowerEU.

Si chiede quindi di sapere quali sono le iniziative assunte a livello nazionale ed europeo dal Governo relativamente alla definizione del capitolo REPowerEU all'interno del PNRR italiano.

PRESIDENTE. Il ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, onorevole Fitto, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

FITTO, ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR. Signor Presidente, sicuramente il tema del REPowerEU rappresenta per il Governo uno dei punti centrali dell'azione relativa alla revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Lo dico anche collegandomi alle ragioni di carattere esterno che hanno determinato la definizione del regolamento REPower da parte della Commissione europea, successivamente all'invasione dell'Ucraina e alle conseguenze della crisi energetica che ne sono derivate.

In modo particolare vorrei ricordare, proprio per dare una risposta strutturale, che il Governo, nella sua prima legge finanziaria, su 35 miliardi di euro disponibili, ne ha dovuti mettere a disposizione 21 per andare incontro all'aumento del costo delle bollette per famiglie ed imprese.

È evidente quindi che il tema del REPower assume per diversi aspetti una rilevanza particolare. Il primo è collegato al fatto che vi è la necessità di rafforzare l'autonomia strategica del nostro Paese. Il presidente del Consiglio Meloni lo ha fatto in un incontro specifico con i vertici di ENI, Enel, Snam e Terna, mettendo in campo una definizione degli interventi dal punto di vista del rafforzamento della rete.

Al tempo stesso, si sta lavorando in modo coordinato con tutti i Ministeri interessati per costruire una misura di interventi sul fronte degli incentivi che sia in grado di dare una risposta all'efficientamento energetico per famiglie e imprese.

Allo stesso modo, nella cabina di regia, così come modificata dal decreto-legge n. 13 del 2023 sulla governance, che ha attribuito un ruolo particolarmente rilevante e fondamentale alle parti sociali e alle organizzazioni datoriali, si sta lavorando per condividere i contenuti del REPowerEU, al quale - come è stato ricordato - è attribuita una base finanziaria di 2,7 miliardi di euro conseguenti alla quota di Emission trading system (ETS) assegnata a fondo perduto a livello europeo e, in una composizione articolata, fino al 7,5 per cento delle risorse utilizzate dalla politica di coesione.

Su questo lavoro abbiamo messo in campo un'iniziativa nel rapporto con le Regioni, che si sta sviluppando anche grazie a incontri con i singoli Presidenti di Regione, per definire un coordinamento tra le risorse del PNRR e quelle della coesione, essendo due programmazioni che il Governo ha deciso sin dall'inizio di coordinare in modo organico. All'interno di questo, nei prossimi giorni, sarà definito il quadro di riferimento sia finanziario complessivo sia dal punto di vista dei singoli interventi e non mancherà la possibilità di discuterne in Parlamento, come questo Governo ha sempre fatto su questo tema sin dall'inizio della legislatura. (Applausi).

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Satta, per due minuti.

SATTA (FdI). Signor Presidente, ringrazio il signor Ministro per l'esauriente risposta, della quale mi ritengo ampiamente soddisfatto, e per gli impegni e per la competenza che profonde nel difficile compito di dare concretezza alla rimodulazione della spesa del Piano nazionale di ripresa e resilienza, in particolare ai fini di ottimizzare le sinergie delle risorse destinate a un settore strategico come quello energetico. (Applausi).

PRESIDENTE. Il senatore De Poli ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00488 sull'utilizzo delle risorse del PNRR per la realizzazione di asili nido e scuole per l'infanzia, per tre minuti.

DE POLI (Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE). Signor Presidente, colleghi, il PNRR ha stanziato per asili nido e scuole per l'infanzia circa 4 miliardi di euro per interventi infrastrutturali e circa un miliardo per il potenziamento dei servizi nella fascia di età da zero a sei anni. L'obiettivo è garantire alle famiglie italiane oltre 260.000 nuovi posti negli asili nidi. Sono numeri importanti.

Qualche giorno fa si sono svolti gli stati generali della natalità, alla presenza di Sua Santità Papa Francesco. I figli sono un investimento per il bene comune, senza di loro una comunità non ha futuro. Noi siamo qui oggi per dire con forza che credere nel valore della natalità vuol dire investire sulle politiche di conciliazione lavoro-famiglia e sul welfare familiare. Poco più di un bambino su quattro nel nostro Paese riesce a entrare in un asilo nido pubblico. L'Unione europea ha fissato al 33 per cento la soglia minima da raggiungere. Bisogna invertire con forza la rotta e un impulso positivo in questa direzione deve arrivare dai fondi del PNRR.

Ecco perché oggi pomeriggio pongo tale questione all'attenzione del ministro Giuseppe Valditara, che ringrazio e che so essere molto attento e sensibile su questi argomenti. L'investimento del PNRR su asili nido e scuole dell'infanzia è un obiettivo che il nostro Paese non può mancare, come lei ha giustamente sottolineato più volte, signor Ministro. Penso ad esempio al Veneto, dove una novantina di progetti sono stati ammessi al finanziamento per quasi 200 milioni di euro di cantieri, come ha evidenziato il presidente dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani del Veneto (ANCI Veneto) Mario Conte.

Siamo di fronte a un investimento senza precedenti; bisogna fare bene e presto. Siamo consapevoli che nella fase esecutiva per la realizzazione dei progetti del PNRR sono state riscontrate delle problematiche da parte degli enti territoriali, in modo particolare dai Comuni più piccoli. A questo aspetto si aggiunge anche un altro importante fattore: l'aumento dei prezzi dei materiali, che si è tradotto in un ostacolo significativo per le stazioni appaltanti. Ecco perché oggi in quest'Aula vorrei chiederle se non intenda prorogare i termini delle procedure di assegnazione dei lavori, per dare risposte positive ai Comuni sugli eventuali ritardi nell'esecuzione dei progetti, e se corrisponde al vero - come ho appreso da fonti di stampa - l'intenzione di ridurre le risorse stanziate per la realizzazione di scuole dell'infanzia e asili nido. (Applausi).

PRESIDENTE. Il ministro dell'istruzione e del merito, professor Valditara, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

Presidenza del vice presidente GASPARRI (ore 15,30)

VALDITARA, ministro dell'istruzione e del merito. Signor Presidente, gentili senatori, è ferma intenzione del Governo fare in modo che tutti i fondi messi a disposizione dall'Unione europea siano spesi nel modo più efficace, al fine di raggiungere gli obiettivi previsti dal PNRR.

Dobbiamo tuttavia prendere atto che il mutato scenario economico ci ha imposto di rivedere le strategie per rispettare le scadenze del PNRR e garantire al tempo stesso la qualità e la sostenibilità dei risultati.

L'aumento dei costi dell'edilizia, stimato del 30 per cento, ha un impatto oggettivo sugli obiettivi che possiamo realizzare con le risorse del PNRR. È doveroso dunque precisare che, in vista della revisione del PNRR, contrariamente a quanto è stato affermato da qualche parte in questi giorni, non abbiamo previsto alcun taglio alle risorse, ma solamente una rimodulazione degli obiettivi, al solo fine di renderli compatibili con le risorse assegnate, che sono sempre le stesse, ed evitare di perdere i finanziamenti europei.

Ricordo inoltre che, al fine di colmare i ritardi connessi alla realizzazione del Piano asili, un primo passo in questa direzione è stato fatto con l'ultimo decreto PNRR, con il quale siamo intervenuti con un pacchetto di semplificazioni amministrative davvero eccezionale, che ha consentito una forte accelerazione degli interventi in materia di edilizia scolastica e semplificazioni modellate sul cosiddetto modello Genova. I primi riscontri, che ci vengono anche da interlocuzioni con l'Unione delle province d'Italia (UPI) e con ANCI, sono confortanti. In particolare, proprio al fine di rispettare le tempistiche indicate, è stata riconosciuta ai sindaci e ai Presidenti di Province e di Città metropolitane la possibilità di operare come commissari straordinari, nonché di avvalersi di specifico supporto tecnico, anche esterno alle proprie amministrazioni. Quest'ultima disposizione favorisce specificamente gli enti locali di minori dimensioni, i quali non sempre hanno nel proprio apparato le professionalità tecniche necessarie per seguire lo svolgimento degli appalti.

Da ultimo rappresento che il Ministero, con l'avviso pubblico del 10 maggio scorso, ha prorogato al 20 giugno 2023 il termine per l'aggiudicazione di lavori inizialmente fissato al 31 maggio 2023, in tal modo riconoscendo ulteriore tempo per la conclusione delle procedure amministrative a beneficio dei Comuni.

Quanto fin qui illustrato dimostra che, ben diversamente da chi ritiene che sia stato proposto un taglio di risorse, stiamo invece lavorando con determinazione per gestire in maniera sinergica ed efficiente tutte quelle messe a disposizione, alle quali peraltro abbiamo aggiunto proprio nel settore dell'edilizia scolastica ulteriori 1,2 miliardi di euro non PNRR e non preventivati dal precedente Governo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore De Poli, per due minuti.

DE POLI (Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE). Signor Ministro, sono soddisfatto della risposta e la ringrazio per la puntuale e positiva nota che lei ci ha dato oggi. Le sue parole ci confermano che sui temi della natalità, del welfare familiare e delle politiche per la conciliazione tra lavoro e famiglia Governo e maggioranza stanno lavorando concretamente per invertire la rotta. Ad essere soddisfatti sono però soprattutto i cittadini a casa, le comunità e i nostri territori.

Abbiamo il dovere di utilizzare, come lei ha detto, tutte le risorse del PNRR e metterle a terra. Quindi la proroga prevista per gli interventi ulteriori è fondamentale per dare queste risposte e questo è un obiettivo che il Governo sta perseguendo con il massimo impegno, così come in modo particolare il Ministero da lei guidato.

Vorrei anche ringraziare tutta la struttura amministrativa, che credo in questi giorni abbia migliaia e migliaia di richieste da parte degli enti locali, in modo particolare chiaramente quella che segue tutti i lavori del PNRR, perché non è facile, visto che ognuno ha la sua peculiarità e il suo problema e in questi giorni è investita da mille questioni, come lo siamo noi nelle richieste.

Proprio per questo motivo, signor Ministro, la ringrazio dunque per la sua risposta. (Applausi).

PRESIDENTE. La senatrice Versace ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00489 sulle iniziative per prevenire il disagio giovanile e la violenza in ambito scolastico, per tre minuti.

VERSACE (Az-IV-RE). Signor Presidente, la mattina del 29 maggio uno studente di sedici anni, che frequenta un istituto di istruzione superiore di Abbiategrasso, in Provincia di Milano, ha aggredito con un coltello una delle sue professoresse in classe, durante l'orario di lezione, con conseguente shock anche dei suoi compagni. Com'è noto, l'insegnante ha riportato un taglio a un braccio e altre ferite più lievi ed è stata trasportata in codice giallo all'ospedale di Legnano, dov'è ancora ricoverata.

L'episodio, di evidente e oggettiva gravità, è anche espressione di un malessere purtroppo assai diffuso tra i giovani del nostro Paese. Sempre più studi e analisi concordano sul fatto che questo malessere sia stato anche acuito dal lungo isolamento domestico dovuto alla pandemia.

Questo atto ritengo che debba spingere tutti noi e l'intera comunità nazionale a riflettere sulle ragioni più profonde che possono portare a gesti così estremi, ma reputo anche che l'introduzione della figura del docente tutor o dello psicologo, signor Ministro, forse non sia davvero sufficiente. Servono sicuramente più fondi per rafforzare queste figure, ma anche se vogliamo maggiori interventi sul piano culturale, a maggior ragione in un contesto post pandemico che - com'è evidente - ha incrementato l'utilizzo dei social, il cui abuso o cattivo utilizzo non incide positivamente sulle vite dei ragazzi. Sono giovani il cui disagio suona come un accorato appello e una richiesta di aiuto, attenzione e maggior fiducia, ma soprattutto di ascolto. Questo può avvenire, forse, se si ripristina quel patto di collaborazione non scritto tra scuola e genitori, che purtroppo nell'ultimo decennio evidentemente è venuto meno.

Quindi, con questa interrogazione, signor Ministro, le chiediamo, per quanto di sua competenza, come intenda intervenire concretamente, ma anche con urgenza, per arginare e ancor di più prevenire fenomeni di violenza sempre più numerosi, al di là del caso specifico, e che sono di una gravità quasi intollerabile, che - lo confesso -preoccupa non poco.

PRESIDENTE. Il ministro dell'istruzione e del merito, professor Valditara, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

VALDITARA, ministro dell'istruzione e del merito. Signor Presidente, gentili senatori, innanzitutto desidero esprimere anche in questa sede la mia personale vicinanza alla professoressa Condò, da cui mi ero subito recato per comprenderne personalmente le condizioni.

Al di là della gravità e specificità di questo episodio, affiora - com'è stato giustamente sottolineato - un diffuso malessere nei giovani, acuito da ultimo dal contesto pandemico e dal conseguente confinamento che ha interrotto la relazione interpersonale, che è fondamentale nello sviluppo educativo. Credo profondamente nella scuola proprio come comunità umana ed educante, che appunto è strategica per lo sviluppo anche psicologico dei nostri ragazzi.

A fronte di questo quadro, credo che occorra innanzitutto ricreare nella scuola un clima di serenità per valorizzare proprio quella comunità educante impegnata ogni giorno a sostenere e sviluppare i talenti di ogni ragazzo, ponendo particolare attenzione alla personalità del singolo, perché viva il suo processo di crescita senza che questo generi situazioni conflittuali.

Va pertanto visto con favore il rafforzamento di forme di sostegno psicologico a favore della comunità scolastica, soprattutto per gli studenti che manifestino particolari forme di disagio. A tal riguardo lavoreremo, insieme con il Ministero della salute e ovviamente con il Parlamento, presso il quale già insistono diverse proposte di legge, affinché vengano definite soluzioni di sistema e non episodiche come quelle disposte in seguito alla pandemia. Ho inoltre convocato le associazioni dei genitori, cui ho chiesto di discutere insieme a noi misure per costruire quella grande alleanza che deve unire famiglie, docenti, studenti e mondo della scuola in generale.

Al fine di intervenire in modo efficace su alcune manifestazioni specifiche di questo disagio, è innanzitutto necessario avere un quadro preciso del fenomeno. Per questo motivo, ben prima di quest'ultimo episodio, avevamo già deciso di realizzare sia il tavolo di lavoro per affrontare i temi del bullismo a scuola, sia una specifica banca dati per comprendere i reali numeri dell'aggressione ai docenti e al personale della scuola.

È chiaro che la delicatezza e la diffusione della problematica richiedono una molteplicità di azioni, molte delle quali sono già in essere, tutte convergenti al fine di intercettare e arginare comportamenti a rischio da parte degli studenti. Anche la personalizzazione della didattica a cui lei faceva riferimento - cosa di cui la ringrazio - che abbiamo voluto incarnare nella figura del docente tutor e del docente orientatore può certamente dare un contributo importante. Tra queste rientra, appunto, l'investimento che stiamo mettendo in atto per il percorso di personalizzazione, che a mio avviso è strategico.

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Paita, per due minuti.

PAITA (Az-IV-RE). Signor Presidente, signor Ministro, quello che è accaduto è un episodio che naturalmente dev'essere circostanziato, nel caso specifico, in quella condizione specifica, familiare e umana, ma non può non essere la spia di un malessere che, come giustamente veniva ricordato, è diffuso tra i nostri ragazzi.

La capacità di intervento da parte dello Stato deve pertanto essere rapida e deve essere realizzata attraverso un investimento importante di risorse e l'implementazione di strumenti di sostegno psicologico, come è stato detto. È vero, anche la pandemia ha avuto una fortissima rilevanza per i nostri ragazzi, quindi è giusto che quegli strumenti messi in atto dai Governi precedenti - in Aula c'è il collega Filippo Sensi, che ha lavorato moltissimo su questo fronte - vengano implementati e rafforzati sempre di più. (Applausi).

Signor Ministro, mi stupisce il fatto che lei non abbia citato altre due questioni che abbiamo trattato in questa interrogazione e alle quali teniamo moltissimo.

Avete avuto una responsabilità abbastanza pesante nel destrutturare l'intervento 18app, che era un investimento sui nostri ragazzi. Ebbene, credo che questo sia un elemento su cui dovete riflettere necessariamente, perché la 18app significa cultura, investimento sull'autonomia dei nostri ragazzi, contrasto a ogni forma di disagio e anche arricchimento culturale dei nostri giovani.

L'altra questione concerne una campagna - che deve essere messa in atto subito - di contrasto all'utilizzo delle armi e degli strumenti di offesa. Si tratta di un aspetto che, grazie all'alleanza con le famiglie, al sostegno psicologico dei nostri ragazzi, insieme alla 18app, segnerà sicuramente una svolta. (Applausi).

PRESIDENTE. La senatrice Ternullo ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00486 sul percorso di studi negli ITS academy, per tre minuti.

TERNULLO (FI-BP-PPE). Signor Presidente, signor Ministro, la riforma degli ITS academy ha fatto in modo che questi istituti tecnici superiori costituiscano la formazione terziaria, ma non universitaria, per rispondere alla domanda delle imprese di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche al fine di promuovere i processi di innovazione. Si avvalgono di un corpo docente proveniente per almeno la metà dal mondo del lavoro, che insegna in corsi che si articolano 1.800-2.000 ore, in quattro-sei semestri.

Le sei aree tecnologiche dei corsi di durata biennale o triennale sono: efficienza energetica, mobilità sostenibile, nuove tecnologie della vita, nuove tecnologie per il made in Italy (articolato in sistema agroalimentare, sistema casa, sistema meccanica, sistema moda, servizi alle imprese), tecnologie innovative per i beni e le attività culturali e turismo, tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

Sappiamo che lei, signor Ministro, sta lavorando molto su questo ulteriore percorso di studi, per il quale sono state rilevate criticità che adesso le sintetizzo.

Con il diploma ITS accademy, con la certificazione delle competenze corrispondenti al V livello del quadro europeo delle qualifiche (EQF), il diplomato non può riscattare gli anni di studio ai fini pensionistici, come avviene per la laurea; può utilizzare al massimo solo 40 crediti formativi (CFU) del diploma biennale ITS (e non tutti i diplomi assegnano crediti) per proseguire un eventuale corso di studi, nella stessa area, in ambito universitario, mentre ogni anno universitario riconosce 60 CFU; non può utilizzare il valore legale del diploma per l'eventuale partecipazione a concorsi pubblici, che sono riservati o ai laureati o ai diplomati. Inoltre, i diplomi ITS non danno il titolo che dà una laurea triennale; ad esempio, il dottorato o qualcosa di similare.

Capiamo bene che la ratio degli ITS è quella di formare personale da inserire subito in azienda, ma è lecito per un giovane cambiare idea o programma di vita dopo il percorso di studi, o magari anche, dopo avere lavorato, qualche anno dopo, quella formazione per passare ad altro lavoro.

Chiediamo quindi, Ministro, se, nell'ambito del vasto lavoro che lei sta svolgendo a tal proposito, vi sia anche il superamento delle criticità appena indicate, anche d'intesa con gli altri Dicasteri competenti. (Applausi).

PRESIDENTE. Il ministro dell'istruzione e del merito, professor Valditara, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

VALDITARA, ministro dell'istruzione e del merito. Signor Presidente, gentili senatori, la riforma organica degli istituti tecnologici superiori, ITS academy, punto qualificante del PNRR per la componente istruzione, è scaturita dalla necessità di rendere la formazione terziaria professionalizzante più attrattiva per i giovani e di arricchire l'offerta formativa, anche in risposta alle esigenze del tessuto produttivo dei territori e delle nuove prospettive del mondo del lavoro e dell'economia.

Ciò premesso, per l'attuazione della riforma il PNRR ha previsto un investimento di 1,5 miliardi. Per il riparto di queste risorse, il Governo ha avviato da subito un confronto con le Regioni, recuperando le distanze che si erano registrate in precedenza. Sono stati così subito ripartiti i primi 500 milioni per potenziare i laboratori già esistenti e realizzarne di nuovi, al fine di aumentare il numero di percorsi e incrementare le iscrizioni, con riserva del 40 per cento, negli ITS academy presenti nelle Regioni del Mezzogiorno.

Inoltre, il 26 maggio scorso è stato approvato anche l'ulteriore decreto di riparto di 700 milioni di euro per incrementare l'offerta didattica e favorire una maggiore partecipazione delle aziende ai processi formativi.

Quanto alle questioni specifiche poste dall'interrogazione, faccio presente che la legge di riforma n. 99 del 2022 estende già agli ITS academy la normativa in materia di riscatto degli anni di studio ai fini pensionistici. In merito al collegamento più organico e strutturato tra il percorso della formazione terziaria non universitaria e il sistema terziario accademico, ricordo che la medesima legge prevede, a tale fine, l'adozione di un decreto interministeriale Mim-Mur.

Sarà pertanto in quella sede che il Ministero punterà a valorizzare ed agevolare i passaggi tra ITS academy e università. Inoltre, relativamente al riconoscimento del valore legale del diploma per la partecipazione ai concorsi pubblici, la legge vigente prevede che i diplomi di quinto e sesto livello EQF costituiscano un titolo per l'accesso ai concorsi per insegnante tecnico-pratico.

Infine, con successivo decreto Mim-Mur sarà stabilita la tabella di corrispondenza dei titoli e dei crediti riconoscibili.

Concludo rassicurando che questo Governo crede fortemente nell'attuazione della riforma degli ITS academy e che dunque agirà, anche attraverso i numerosi provvedimenti attuativi ancora previsti, affinché sia rafforzata l'attrattività di tali percorsi a beneficio dell'accrescimento delle competenze dei relativi studenti e al contempo a vantaggio della complessiva competitività del sistema produttivo del nostro Paese.

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Ternullo, per due minuti.

TERNULLO (FI-BP-PPE). Signor Ministro, la ringrazio per la sua risposta e mi dichiaro soddisfatta. Sappiamo che il lavoro che sta svolgendo sul tema degli ITS academy è serio e che punta a massimizzare i risultati. Quindi, ci auguriamo che questo percorso di studi diventi un po' come quello già sperimentato negli altri Paesi, come la Germania, che ha dei percorsi universitari più teorici e altri più pratici.

I giovani di oggi, come ho detto poc'anzi, hanno percorsi più duri dei nostri; dovranno cambiare lavoro più volte nella loro vita ed è opportuno che la formazione, i crediti formativi, le coperture previdenziali siano sempre adeguati e li accompagnino durante tutta la loro carriera.

L'augurio è quello che vi siano tanti giovani che scelgano la formazione verso il mondo del lavoro, come quella degli ITS academy, ma che essi possano cambiare, se vorranno, conservando i propri diritti durante tutta la loro carriera.

PRESIDENTE. La senatrice Floridia Barbara ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00482 sulle ripercussioni della carenza di dirigenti scolastici sull'attuazione degli obiettivi del PNRR nel comparto istruzione, per tre minuti.

FLORIDIA Barbara (M5S). Signor Presidente, signor Ministro, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, come lei ben sa, mette a disposizione del comparto scuola oltre 19 miliardi. Con l'obiettivo Scuola 4.0, gran parte di queste risorse sono destinate, non soltanto al rinnovo degli ambienti didattici innovativi, ma anche alla formazione digitale del personale, alla lotta alla dispersione scolastica ed anche all'aumento del tempo pieno a scuola.

Ora, alla data del 30 giugno 2023 è fissata la scadenza per l'entrata in funzione e l'utilizzo didattico dei laboratori per l'anno scolastico 2024-2025. Tuttavia, come lei ben sa, numerosi dirigenti e anche associazioni di categoria hanno sottolineato le notevoli difficoltà. Chiaramente, queste difficoltà sono date certamente dalla carenza di organico, certamente da una richiesta di proroga, in quanto impossibilitati a rispettare la scadenza stessa, e dalla mancanza di professionalità adeguate. Come lei ben sa, mettere a rischio queste risorse sarebbe non soltanto un peccato per il fatto di non poterne usufruire, ma soprattutto significherebbe una perdita di opportunità da parte dei nostri studenti e delle nostre studentesse.

Inoltre, buona parte di queste risorse, come ben sa, è dedicata alla dispersione scolastica e abbiamo necessità che determinati decreti vengano emanati perché la dispersione scolastica, soprattutto in alcune parti del nostro Paese, è un vulnus davvero grave di cui dobbiamo occuparci.

Abbiamo presentato questa interrogazione, quindi, per chiedere al Ministro se è a conoscenza di questa grave situazione e anche quali misure e iniziative intenda intraprendere per riuscire a far sì che queste risorse possano essere messe a terra per il mondo prezioso della scuola. (Applausi).

PRESIDENTE. Il ministro dell'istruzione e del merito, professor Valditara, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

VALDITARA, ministro dell'istruzione e del merito. Signor Presidente, gentili senatori, il PNRR costituisce un'importante opportunità, come è stato ben detto, per la scuola italiana. In questi mesi, abbiamo lavorato molto per supportare le scuole, in molti casi risolvendo questioni frutto di errori di impostazione dello stesso Piano. Su tutti, cito i molteplici interventi in tema di semplificazione sia a beneficio delle scuole che degli enti locali.

Inoltre, proprio per andare incontro alle esigenze e alle richieste delle istituzioni scolastiche, abbiamo individuato per loro percorsi di accompagnamento amministrativo per facilitare le procedure di affidamento. Ma non ci siamo fermati qui. Abbiamo incrementato la quota di acconto dal 10 per cento previsto dalle prime disposizioni del PNRR fino al 50 per cento proprio in considerazione della necessità, più volte rappresentata dalle scuole, di avere una maggiore disponibilità finanziaria iniziale.

Posso comunicare anzi che proprio in questi giorni abbiamo iniziato a erogare le risorse relative al Piano scuola 4.0 e quelle relative alle azioni per il contrasto alla dispersione scolastica. Ciò dimostra che abbiamo ascoltato le esigenze delle scuole nei limiti delle regole e delle procedure stringenti del PNRR e abbiamo ogni volta trovato le soluzioni più efficaci.

Da ultimo, voglio anticipare in questa sede che abbiamo appena accordato una proroga dei termini per l'affidamento dei servizi e delle forniture al 31 luglio 2023. Tale proroga contempera le esigenze delle scuole di avere un ulteriore margine temporale senza pregiudicare in ogni caso le relative milestone del PNRR.

Desidero infine ricordare che in pochi mesi abbiamo ripartito nei tempi previsti importanti risorse a favore delle scuole sia per le STEM, con lo stanziamento di 600 milioni di euro, sia per la formazione del personale scolastico con 450 milioni di euro, nonché per il potenziamento dei percorsi Erasmus, raddoppiando le risorse annualmente disponibili; infine, altri 150 milioni sono stati stanziati per le competenze linguistiche.

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Floridia Barbara, per due minuti.

FLORIDIA Barbara (M5S). Signor Ministro, non sono soddisfatta perché non ha detto nulla, ad esempio, in merito alla dispersione scolastica, che invece è un tema fondamentale, o meglio in merito ai decreti attuativi delle riforme previste dal PNRR in tale materia. Tra l'altro, avete cominciato a fare degli annunci, ma tecnicamente i tempi previsti saranno rispettati o rischiamo di perdere queste risorse? Parlando poc'anzi degli asili nido, per esempio, ha anche sottolineato che avete aggiunto un miliardo fuori dalle risorse del PNRR e questo mi fa piacere, anche se chiaramente è lontano dal traguardo che il MoVimento 5 Stelle ha raggiunto nel 2020 destinando a questo scopo non un miliardo, ma 10 miliardi in un anno soltanto. Sono veramente contenta di avere contribuito con i Governi precedenti a far sì che adesso il suo Ministero abbia quasi 20 miliardi da poter investire nella scuola. Mi auguro che lei ne faccia buon uso.

Le rivolgo inoltre un appello perché sia ripristinato il servizio psicologico che avevamo finanziato, anche quello utile contro la dispersione scolastica, perché è vero che si può pensare a qualcosa di più strutturale, come ben diceva lei poc'anzi, ma intanto c'era quello ed era assolutamente necessario.

La prego poi, da Ministro dell'istruzione, di non appoggiare e di non permettere che vada avanti l'autonomia differenziata, perché questo significherebbe ulteriore dispersione scolastica e un regionalismo delle disuguaglianze. Glielo dico da docente che ha vent'anni di esperienza nella scuola italiana: se lavorerà bene per la scuola, noi saremo al suo fianco, ma basta proclami e cominciamo con le azioni concrete. (Applausi).

PRESIDENTE. La senatrice Minasi ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00484 sulle nuove norme in materia di dimensionamento degli istituti scolastici, per tre minuti.

MINASI (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, signor Ministro, l'opposizione alla riforma in materia di dimensionamento degli istituti scolastici è stata espressa soprattutto dall'Unione delle Province d'Italia (UPI), dall'Associazione nazionale dei Comuni italiani (ANCI) e dalle Regioni, che hanno sollevato molte preoccupazioni in merito agli effetti devastanti che avrebbe tale riforma, che a loro dire comporterebbe l'accorpamento di molteplici istituzioni scolastiche con meno di 900 alunni.

Tale dissenso si è poi tradotto nel mancato accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per la contrarietà di quattro Regioni (che tra l'altro hanno anche impugnato la norma davanti alla Corte costituzionale), a cui si sono aggiunte anche l'Abruzzo e la Sardegna, che hanno considerato la proposta irrispettosa verso la specificità dei territori e lesiva del diritto a un'istruzione di qualità.

Tra le criticità segnalate vi sarebbe anche la riduzione degli organici e la conseguente soppressione di scuole, che ovviamente penalizzerebbe soprattutto le Regioni del Mezzogiorno e le aree interne del Paese, con il rischio di aumentare le sperequazioni territoriali nell'erogazione del servizio pubblico essenziale garantito dalla Costituzione, ovvero la scuola.

Di fatto, invece, a noi risulta che la norma non prevede chiusure di plessi scolastici, né interviene sui criteri di formazione delle classi, che continuano a essere regolati dal decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009, bensì conferisce maggiori margini di autonomia alle Regioni, che possono procedere ad un'articolazione degli istituti scolastici a prescindere dal rigido parametro del numero degli alunni minimo per singola istituzione scolastica, valorizzando proprio le peculiarità dei singoli territoriali.

Pertanto, signor Ministro, le chiediamo, in merito all'allarme lanciato dalle Regioni, di chiarire se effettivamente il nuovo sistema di dimensionamento mette a rischio la funzionalità degli istituti scolastici, nonché di conoscere i reali effetti della riforma sul sistema scolastico.

PRESIDENTE. Il ministro dell'istruzione e del merito, professor Valditara, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

VALDITARA, ministro dell'istruzione e del merito. Signor Presidente, onorevoli senatori, ringrazio la senatrice Minasi perché con la sua interrogazione mi consente di chiarire un punto a mio avviso molto importante e molto delicato.

Innanzitutto desidero precisare che la grande maggioranza delle Regioni ha votato a favore della nostra proposta dimensionamento; aggiungo peraltro che la regione Abruzzo ha accolto favorevolmente i chiarimenti che noi abbiamo dato, quindi credo che da questo punto di vista il problema si sia risolto.

In realtà noi stiamo attuando una disposizione del PNRR che prevede il dimensionamento come milestone e che quindi abbiamo dovuto organizzare. Se avessimo seguito la normativa vigente, che, come lei giustamente sottolineava, è rigida e non consente alle Regioni alcuna possibilità di intervenire e di modellare il dimensionamento sulle necessità del territorio, avremmo avuto 149 istituzioni scolastiche in meno.

Vorrei subito fare chiarezza anche su un altro punto. Oggi in Italia ci sono 40.000 plessi scolastici, cioè 40.000 edifici in cui ci sono insegnanti, studenti, banchi, arredi, personale; nessuno di questi 40.000 plessi scolastici verrà chiuso. Qui non si tratta di chiudere scuole, ma soltanto di razionalizzare le istituzioni giuridiche. Faccio un esempio molto concreto: oggi in molti casi due scuole, ad esempio una intitolata a Manzoni e un'altra intitolata a Leopardi, sono rette dallo stesso preside. Questo perché in Italia ci sono ben 860 reggenze, il che significa che lo stesso dirigente scolastico è costretto a fare due bilanci, due pubblicità di atti, due contrattazioni, eccetera.

Noi andiamo ad eliminare le reggenze, a concentrare e a razionalizzare, facendo sì dunque che l'offerta sul territorio sia la più coerente possibile. Le risorse risparmiate saranno tutte reinvestite nella scuola, e questo è un primo punto. Non solo: proprio aver dato alle Regioni, al di là di qualsiasi numero prefissato, la possibilità di strutturare l'offerta sul territorio consentirà di tenere in considerazione le aree di montagna e le aree disagiate, e quindi di modellare la strutturazione delle istituzioni scolastiche a seconda delle esigenze dei singoli territori.

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Minasi, per due minuti.

MINASI (LSP-PSd'Az). Signor Ministro, la ringrazio. Ovviamente mi ritengo soddisfatta della sua risposta, che mi auguro possa definitivamente eliminare tutti i dubbi che sono stati sollevati in maniera pretestuosa circa il dimensionamento scolastico. Infatti tale dimensionamento, come lei ha sottolineato, produrrà una riduzione graduale nei prossimi dieci anni che interverrà solo sulle dirigenze scolastiche e non sul numero dei plessi, che rimarrà invariato. Quindi non ci sarà la paventata chiusura di 700 scuole, bensì una riorganizzazione della dirigenza con l'eliminazione progressiva delle reggenze, che ovviamente comportano non solo problemi all'apparato amministrativo, ma anche a livello didattico, come anche tanti presidi hanno lamentato in questi anni. Questo per non parlare anche dello stress personale a cui viene sottoposto un dirigente scolastico. In tal modo ci sarà una migliore programmazione pluriennale della rete scolastica e un miglioramento dell'efficienza amministrativa.

Signor Ministro, la ringrazio ancora non solo per la risposta e per aver eliminato tutti i dubbi, ma anche per l'ottimo lavoro che lei sta portando avanti in un comparto così delicato e importante come la scuola. (Applausi).

PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata (question time) all'ordine del giorno è così esaurito.

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

BILOTTI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BILOTTI (M5S). Signor Presidente, che mondo è quello in cui, se nasci donna, devi temere di morire ammazzata? È il mondo orribile in cui ha trovato la morte, con il suo bambino, Giulia Tramontano. Soprattutto, che mondo è quello in cui, se scompare una donna, nessuno pensa, almeno al primo impatto, che si sia potuta allontanare volontariamente o che abbia avuto un malore, ma si pensa immediatamente che qualcuno abbia potuto ammazzarla? È un mondo che ha normalizzato l'orrore; un mondo che conta il numero delle vittime come se si trattasse di un fatto ineluttabile di fronte al quale non possiamo fare nulla. Invece, signor Presidente, non è così. Noi possiamo e dobbiamo fare di più, partendo però da un presupposto irrinunciabile: abbiamo il dovere di riconoscere che questo fenomeno ha un carattere strutturale e affonda le sue radici in una cultura patriarcale che fa del corpo delle donne l'oggetto del possesso e del dominio altrui.

È una cultura che non più tardi di un'ora fa, a proposito dell'uccisione di Pierpaola Romano, la poliziotta in servizio a Montecitorio, parlava di movente passionale. Signor Presidente, l'unico sentimento, quando viene ammazzata una donna, è quello di chi veramente l'amava e a queste persone in questo momento va il mio e il nostro pensiero. (Applausi).

PRESIDENTE. Grazie, senatrice, sono temi che tutti viviamo con grande angoscia e preoccupazione.

Atti e documenti, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per la seduta di martedì 13 giugno 2023

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 13 giugno, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 16,05).

Allegato A

INTERROGAZIONI

Interrogazione sui lavori di ammodernamento del canale Cavour in Piemonte

(3-00229) (16 febbraio 2023)

Scalfarotto, Fregolent. - Ai Ministri dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e delle infrastrutture e dei trasporti -

                    Premesso che:

            secondo organi di stampa, nel 2017 sono stati assegnati 107 milioni di euro del fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, destinati a finanziare interventi riguardanti infrastrutture idriche, difesa del suolo, dissesto idrogeologico, risanamento ambientale e bonifiche;

            tali risorse sarebbero state finalizzate, in particolare, alla realizzazione di 6 progetti, tra cui sarebbe incluso l'ammodernamento del canale Cavour, lingua di acqua che parte da Chivasso (Torino), e, dopo aver irrigato le campagne per oltre 80 chilometri, termina il suo percorso a Galliate (Novara), sfociando nel Ticino;

            l'opera ha carattere strategico per le coltivazioni, per l'economia e per la biodiversità del territorio risicolo, rivelandosi fondamentale anche in ragione della prossimità del canale Cavour rispetto al deposito di Saluggia (Vercelli) dove è stoccato circa l'80 per cento di tutte le scorie nucleari italiane;

            nel 2016, in occasione del 150° anniversario della costruzione del canale Cavour, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato come tale opera possa essere considerata "la prima grande infrastruttura apprestata nel Regno d'Italia";

            i fenomeni alluvionali occorsi nell'anno 2020 hanno causato ingenti danni al canale Cavour e i lavori di ripristino saranno finanziati dalla Regione Piemonte, che farà fronte ai relativi oneri tramite apposito mutuo contratto dai consorzi est e ovest Sesia;

            il canale Cavour supporta il settore della coltivazione del riso assicurando la necessaria irrigazione alle colture, in particolare nei periodi più caldi in cui si acuisce la siccità dei campi, pertanto eventuali interruzioni o criticità nella sua funzionalità rischiano di cagionare danni economici significativi alle imprese coinvolte,

            si chiede di sapere quale sia l'attuale fase di esecuzione dei lavori di ammodernamento e rifacimento del canale Cavour e a quanto ammontino le spese già sostenute e quelle ancora da affrontare per completare l'opera.

Interrogazione sulle misure per sostenere le cooperative sociali a fronte degli aumenti delle materie prime

(3-00015) (03 novembre 2022)

Parrini, Franceschelli, Zambito. - Ai Ministri dello sviluppo economico, dell'economia e delle finanze e per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR -

                    Premesso che:

            secondo un'analisi a campione condotta da Legacoop Toscana tra le cooperative aderenti risulta che gli aumenti dei costi dell'energia dovuti alla presente situazione internazionale, relativi a utenze elettriche, gas metano, GPL, gasolio e altri carburanti comporteranno sui bilanci del 2022 costi aggiuntivi pari a oltre 190 milioni di euro;

            tali aumenti sarebbero particolarmente onerosi per il settore delle cooperative sociali, le quali potrebbero vedere le proprie spese aumentare del 651 per cento, un incremento nettamente superiore rispetto al risultato di esercizio base atteso per l'anno in corso, con il rischio evidente di dover interrompere definitivamente le attività;

            per questo motivo, Legacoop Toscana ha elaborato tre proposte che ha rivolto alle autorità locali e nazionali che si sostanziano nelle seguenti iniziative da adottare nel più breve tempo possibile: a) gare d'appalto con basi d'asta più sostenibili rispetto a quelle attuali, che costringono i vincitori a scaricare i costi su soci lavoratori e addetti; b) revisione dei prezzi dei servizi in appalto in essere, in linea con le disposizioni adottate in materia di revisione dei prezzi per gli appalti di lavori con l'articolo 1-septies del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106 ("decreto sostegni bis"), con l'articolo 29 del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2022, n. 25 ("decreto sostegni ter") e con l'articolo 7 del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2022, n. 79 ("decreto PNRR 2"); c) adeguati ristori economici per coprire gli aumenti dei costi energetici dovuti alla presente crisi per tutto il periodo interessato;

            accanto a tali iniziative, il presidente della Legacoop nazionale ha indicato quale strada maestra per il Governo quella di negoziare con successo a livello europeo un nuovo strumento, sul modello del SURE, per coprire i costi aggiuntivi dovuti alla crisi energetica;

                    considerato che:

            il mondo delle cooperative, secondo i dati dell'Unione europea delle cooperative (UECOOP), è costituito da circa 80.000 soggetti collocati in tutto il territorio nazionale, che dà lavoro a oltre 1,1 milioni di persone, delle quali la maggior parte ha un'età compresa tra i 30 e i 49 anni;

            nonostante le gravi difficoltà, le cooperative sono riuscite a garantire durante la pandemia da COVID-19 servizi essenziali per il Paese, quali la cura sociosanitaria, le pulizie, i trasporti, l'educazione, l'edilizia e la logistica;

            una crisi generalizzata delle cooperative, pertanto, non solo getterebbe nell'incertezza economica una parte importante della popolazione italiana nel pieno della propria vita professionale, e le loro famiglie, ma comporterebbe anche l'interruzione di servizi fondamentali per aziende, scuole e istituzioni,

            si chiede di sapere:

            se i Ministri in indirizzo intendano dare immediata attuazione, a partire dal disegno di legge di bilancio o nei decreti-legge in via di adozione, alle richieste provenienti dal mondo delle cooperative, garantendo un'adeguata copertura finanziaria per gli interventi di ristoro economico resi necessari a fronte dalla presente situazione;

            quali misure intendano adottare nello specifico in favore del settore delle cooperative sociali a fronte degli aumenti di spesa particolarmente onerosi, nettamente superiori rispetto al risultato di esercizio base atteso per l'anno in corso, al fine di evitare l'interruzione definitiva delle loro attività;

            se intendano attivarsi con urgenza in tutte le sedi istituzionali europee al fine di concordare e ottenere il varo di uno strumento analogo al SURE che sia in grado di sostenere le imprese, ivi comprese le cooperative, a fronte del forte incremento dei costi dei materiali, dei servizi e dell'energia, in assenza delle quali si metterebbero a rischio sia la continuità operativa di molte attività sia numerosi posti di lavoro.

Interrogazione sulla crisi dell'assicuratore "Eurovita" e la tutela degli assicurati

(3-00403) (03 maggio 2023)

Scalfarotto, Paita. - Ai Ministri delle imprese e del made in Italy e dell'economia e delle finanze -

                    Premesso che:

            "Eurovita" è una compagnia assicurativa controllata dal fondo di private equity europeo Cinven che da inizio febbraio 2023 ha congelato i riscatti delle polizze per i suoi 400.000 clienti;

            l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS) avrebbe richiesto, in ragione di problematiche nel coefficiente di solvibilità, una ricapitalizzazione da circa 250 milioni di euro del gruppo assicurativo specializzato nel ramo vita costruito a partire dal 2016 da Cinven, con l'acquisizione e l'integrazione di "Ergo previdenza", "Old mutual wealth Italy" (ex "Skandia") ed "Eurovita assicurazioni", a cui a fine 2019 si è aggiunta anche "Pramerica life";

            nel mese di gennaio 2023 il Ministero delle imprese del made in Italy, su proposta dell'IVASS avanzata ai sensi degli articoli 230 e 275 del codice delle assicurazioni private (decreto legislativo n. 209 del 2005), ha notificato a Eurovita il decreto di attivazione dell'amministrazione straordinaria, con contestuale scioglimento degli organi di amministrazione e controllo e conseguente nomina del commissario Alessandro Santoliquido;

            con nota n. 29903/23 del 6 febbraio 2023, l'IVASS ha disposto, ai sensi dell'articolo 188, comma 3-bis, lettera b), del codice delle assicurazioni private, la sospensione temporanea della facoltà dei contraenti di esercitare i riscatti regolati dai contratti di assicurazione e di capitalizzazione sottoscritti con Eurovita. Tale ultimo provvedimento si applica alle richieste di riscatto, parziale o totale, presentate alla compagnia dopo le ore 20.00 del 6 febbraio 2023 e fino al 30 giugno dello stesso anno (termine prorogato, originariamente fissato al 31 marzo);

            le eventuali richieste di riscatto, totale o parziale, presentate durante il periodo di sospensione non sono dunque considerate valide, anche se la sospensione non opera per le liquidazioni dovute in caso di scadenza e sinistro né per i casi di richieste di riscatto e anticipazioni relative alle forme pensionistiche complementari disciplinate dal decreto legislativo n. 252 del 2005;

            secondo Federconsumatori sarebbero più di 350.000 i clienti interessati dai provvedimenti, per un ammontare complessivo di potenziali riscatti pari a più di 10 miliardi di euro, tra risparmi previdenziali e polizze vita;

            la stima delle risorse necessarie per riportare Eurovita all'interno dei parametri di solvibilità spazierebbe tra i 250 e 300 milioni di euro, con l'azionista di riferimento Cinven che ha già sbloccato 100 milioni di euro;

            approntare, agevolare e attuare senza indugio un piano di salvataggio della compagnia assicurativa, anche attraverso una soluzione di sistema che coinvolga il settore assicurativo nel suo complesso e le banche distributrici, appare indispensabile per garantire a pieno l'interesse dei risparmiatori: la tutela del risparmio in tutte le sue forme è uno specifico obbligo posto in capo alla Repubblica dall'articolo 47 della Costituzione,

            si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo vogliano adottare perché sia garantita la piena solvibilità della compagnia assicurativa e ripristinato il sistema di riscattabilità delle polizze interessate, nonché sia tutelato l'interesse dei risparmiatori, scongiurando eventuali e ulteriori pregiudizi per le loro posizioni.

Interrogazione sulla riforma dei percorsi di formazione iniziale degli insegnanti

(3-00436) (16 maggio 2023)

Malpezzi, D'Elia, Crisanti, Rando, Verducci. - Ai Ministri dell'istruzione e del merito e dell'università e della ricerca -

                    Premesso che:

            da quanto appreso nella VII Commissione permanente (Cultura) della Camera dei deputati, in risposta all'interrogazione 5-00755, presentata da alcuni deputati del Gruppo PD, il Ministro dell'istruzione e del merito avrebbe avviato, dal mese di novembre 2022, un confronto con il Ministro dell'università e della ricerca su una prima bozza del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sulla formazione iniziale, di cui all'articolo 44, comma 4, del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, recante ulteriori misure urgenti per l'attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che sarebbe stata sottoposta, inoltre, anche al vaglio della Commissione europea;

            sembrerebbe, da notizie a mezzo stampa, che la Commissione europea abbia richiesto una maggiore coerenza dei percorsi formativi ed universitari di formazione iniziale con le professionalità richieste al docente;

            il target attualmente previsto dal PNRR è quello dell'assunzione entro il 2024 di 70.000 docenti formati con le nuove regole, per quanto da notizie di stampa sembrerebbe che il Ministero sia intenzionato a chiedere uno spostamento in avanti di tale scadenza;

            inoltre, sempre da notizie pubblicate dalla stampa di settore, i Ministeri competenti, in seguito anche ad un confronto avviato con la CRUI, starebbero prospettando la possibilità di ricorrere a un significativo innalzamento della modalità telematica di erogazione dei corsi di formazione;

            altro aspetto che richiederebbe un confronto è quello relativo al costo di partecipazione al corso di formazione, che verrebbe interamente sostenuto dai corsisti;

            in fase di conversione del decreto-legge n. 36, il Gruppo PD ha proposto di introdurre, relativamente al costo dei percorsi di abilitazione, una norma volta a sottoporre la contribuzione al regime della no tax area, riprendendo un principio già previsto per i corsi di studio e come accadeva, anche, per il conseguimento dei 24 crediti formativi universitari;

            con tale norma si potrebbe contenere l'eventuale impatto negativo sulla regolarità degli studi e quindi sui requisiti per ottenere le provvidenze del diritto allo studio,

            si chiede di sapere quali siano i tempi ed i contenuti del decreto, riguardo, in particolare, ai costi dei percorsi formativi a carico dei partecipanti, alle modalità di erogazione dei percorsi e di selezione in accesso ai medesimi, nel caso in cui le domande siano superiori al fabbisogno individuato dalle singole università, e agli elementi individuati per garantire l'omogeneità dei percorsi a garanzia degli standard professionali previsti dalla norma.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA, AI SENSI DELL'ARTICOLO 151-BIS DEL REGOLAMENTO

Interrogazione sulle procedure di valutazione di economicità, efficienza ed efficacia nell'impiego dei fondi del PNRR

(3-00481) (31 maggio 2023)

Magni, De Cristofaro. - Al Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR -

                    Premesso che:

            secondo l'esigenza di integrare la riscrittura del PNRR con i piani di RePowerEU, nell'ambito dei poteri e delle competenze attribuitegli ai sensi dell'art. 7, comma 7, del decreto-legge n. 77 del 2021, la Corte dei conti esercita il controllo sulla gestione, svolgendo in particolare valutazioni di economicità, efficienza ed efficacia circa l'acquisizione e l'impiego delle risorse finanziarie provenienti dai fondi di cui al PNRR. Riferisce inoltre almeno semestralmente al Parlamento sullo stato di attuazione del piano;

            in aggiunta a tale funzione, la Corte dei conti, ai sensi dell'art. 22, comma 2, del decreto-legge n. 76 del 2020, attraverso il collegio del controllo concomitante istituito presso la sezione centrale di controllo, interviene in itinere durante l'attuazione dei progetti, esercitando un'azione acceleratoria e propulsiva dell'azione amministrativa e assicurando, al contempo, il corretto impiego delle risorse rimesse alla gestione pubblica;

            con due delibere del 3 maggio 2023 (n. 17/2023/CCC e n. 18/2023/CCC) il collegio del controllo concomitante ha esaminato l'attuazione di alcuni investimenti, mettendo in luce rilevanti criticità riguardanti il raggiungimento dei relativi traguardi previsti per il semestre in corso;

            il seguente 25 maggio la Corte ha inoltre pubblicato il Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica, nel quale si evidenzia come nel documento DEF 2023 il Governo abbia ulteriormente abbassato le stime di impatto del PNRR: in particolare, la crescita aggiuntiva attribuita al piano nell'intero periodo 2021-2026 è ora più bassa di 3,5 punti rispetto alle prime quantificazioni (9,2 contro 12,7 punti percentuali) e di 1,5 punti nel confronto con il precedente DEF, quindi l'impatto misurato per il 2022 è sceso, nella successione dei documenti programmatici, dall'originario 1,2 per cento dapprima allo 0,9 e quindi ad appena lo 0,2 per cento;

            la Corte ha concluso evidenziando come piano abbia finora portato a un impegno di risorse minore di quello annunciato: i conti evidenziano come nei primi quattro mesi del 2023 sono stati spesi 1,1 miliardi di euro su una programmazione da 32,7 miliardi per l'intero 2023;

            le notizie di stampa riportano le dichiarazioni contrariate del Ministro in indirizzo e del suo sottosegretario, e da ultimo si apprende che il Governo intenderebbe presentare due emendamenti al "decreto PA" (di cui al decreto-legge n. 44 del 2023), ora in discussione alla Camera dei deputati, con l'obiettivo, da un lato, di limitare le competenze della Corte dei conti in ambito di controllo concomitante, escludendo quindi il monitoraggio sulla gestione dei fondi del "recovery plan" e dall'altra di intervenire limitando la punibilità di amministratori e dipendenti pubblici ai soli casi di dolo, omissione o inerzia e ignorando sul punto le pesanti critiche avanzate dal presidente della Corte dei conti durante il discorso per l'inaugurazione dell'anno giudiziario, solo pochi mesi or sono;

            considerato che limitare la responsabilità di chi ha un potere pubblico crea situazioni propizie alla dispersione delle risorse pubbliche, specialmente di quelle legate al PNRR, così determinando un clima favorevole per l'infiltrazione della criminalità organizzata e accresce l'onere finanziario che ricade sullo Stato e, in ultima istanza, sui cittadini;

            considerata altresì l'autonomia della Corte dei conti, garantita dall'articolo 103 della Costituzione e l'importanza che il controllo concomitante sul piano può avere in un momento decisivo come quello attuale, in cui le interlocuzioni della Corte con i Ministeri e i soggetti attuatori servono anche per evitare che criticità e ritardi sui progetti diventino irreversibili;

            considerate in ultimo le notizie di stampa circa la mobilitazione dei 500 esperti adibiti dal Ministero al monitoraggio dei progetti, i quali in massa starebbero abbandonando l'incarico perché non ancora formalmente stabilizzati, e quindi la conferma di difficoltà organizzative e gestionali legate all'attuazione dei progetti,

            si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno, invece di limitare le competenze e il ruolo della Corte dei conti, adoperarsi per promuovere una leale collaborazione fra organi costituzionali anche in vista della necessità di integrare la riscrittura del PNRR con i piani di RePowerEU e dell'obiettivo prioritario per il Paese di raggiungere efficacemente tutti gli obiettivi programmati.

Interrogazione sulla revisione del PNRR italiano e la sua integrazione con misure inerenti al programma "REPowerEU"

(3-00485) (31 maggio 2023)

Alfieri, Boccia, Manca. - Al Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR -

                    Premesso che:

            la piena attuazione del PNRR rappresenta una prova fondamentale per la credibilità e l'affidabilità dell'Italia nel contesto internazionale. La rinuncia, anche parziale, al conseguimento degli obiettivi e delle riforme del PNRR, come recentemente prefigurato da diversi esponenti del Governo, avrebbe molteplici ricadute negative per il nostro Paese e per la stessa immagine dell'Unione europea;

            l'attuazione del PNRR implica un percorso serrato fino al 30 giugno 2026, previsto dalla decisione di esecuzione del Consiglio relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Italia, cui sono legate le 10 rate di erogazione di risorse fondamentali per il raggiungimento di tutti i traguardi e gli obiettivi (milestone e target) obbligatori del piano. Tuttavia, le incertezze del Governo in carica sul PNRR hanno determinato nel breve volgere di pochi mesi una situazione di stallo nella governance e nel processo di attuazione del piano, che rischiano di compromettere il raggiungimento degli obiettivi previsti per l'anno in corso e il conseguimento delle rate spettanti al nostro Paese. La quarta rata in scadenza a giugno 2023, legata al raggiungimento di 27 traguardi e obiettivi, e alla conseguente assegnazione di 16 miliardi di euro, per stessa ammissione dell'Esecutivo, è a fortissimo rischio;

            in pochi mesi la positiva dote reputazionale acquisita nelle prime fasi di attuazione del PNRR è stata dilapidata dall'Esecutivo con vaghi annunci circa l'"impossibilità" di raggiungere gli obiettivi entro il 2026, "spostamenti" di opere sulle altre fonti di finanziamento e "cambiamenti del piano", cui non è seguito nessun atto ufficiale. Anziché monitorare costantemente l'avanzamento dell'attuazione del piano da parte delle amministrazioni pubbliche e velocizzare le procedure, il Governo ha scelto la strada della discontinuità politica e amministrativa rispetto al passato, formalizzando, con il decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 aprile 2023, n. 41, un radicale cambiamento della governance del PNRR che sta generando forti rallentamenti;

            risultano, inoltre, assolutamente insufficienti le attività di relazione e confronto con le istituzioni europee, come chiaramente indicato nella recente nota informativa del Parlamento europeo sullo stato di avanzamento dell'attuazione dei PNRR nazionali;

            nonostante la Commissione europea abbia reso chiaro che la revisione dei piani nazionali sia possibile, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 21 del regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, ad oggi risulta che dal Governo italiano non sia stata notificata alla Commissione alcuna formale richiesta di revisione del PNRR, a differenza di quanto già fatto da altri Stati membri. Non è stata inoltre richiesta la possibilità di trasferire le risorse assegnate in regime di gestione concorrente ai sensi dell'articolo 26 del regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e il Consiglio;

            come indicato nella comunicazione della Commissione europea 2023/C 80/01, gli Stati membri sono stati invitati a presentare i PNRR modificati con il capitolo REPowerEU entro il 30 aprile 2023, e cioè prima del termine legale del 31 agosto 2023, al fine di consentirne la verifica e la valutazione da parte della Commissione stessa senza ritardi. Il Governo italiano a metà aprile comunicava di non essere ancora in grado di fornire nemmeno un'indicazione dei progetti che dovrebbero essere inclusi nel nuovo capitolo REPowerEU, e al contempo rendeva noto di avere intenzione di rivedere alcuni investimenti del PNRR, per mutate condizioni ed esigenze o per difficoltà di realizzazione nei tempi previsti;

            nella raccomandazione specifica per il nostro Paese (COM(2023) 612 del 24 maggio 2023) presentata nel quadro del pacchetto di primavera del semestre europeo, la Commissione afferma che l'Italia dovrebbe perfezionare celermente il capitolo del PNRR dedicato a REPowerEU, al fine di avviarne rapidamente l'attuazione;

            in tale contesto di grave incertezza, si moltiplicano le notizie e gli annunci di imminenti cambiamenti senza tuttavia garantire una corretta informazione alle Camere e senza fornire relazioni e schede progetto che rendano chiare le modifiche che il Governo intenderebbe apportare al PNRR, né tantomeno sull'inserimento, ai sensi del nuovo regolamento (UE) 2023/435, di un apposito capitolo dedicato al piano REPowerEU;

            da ultimo emergono notizie di un possibile utilizzo delle risorse di pertinenza del PNRR, tra l'altro tema in discussione nell'ambito di una proposta di regolamento (COM(2023) 237 final) presso il Parlamento europeo, anche per la produzione di munizioni in conseguenza degli aiuti forniti all'Ucraina,

            si chiede di sapere:

            se il Governo abbia notificato alla Commissione europea, o si appresti a comunicare e in che tempi, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 21 del regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, una formale richiesta di revisione del PNRR;

            se intenda procedere tempestivamente alla presentazione del capitolo dedicato al piano REPowerEU all'interno del PNRR, come raccomandato dalla Commissione europea, comunque garantendo il coinvolgimento del Parlamento sulla definizione dei programmi ivi ricompresi e sull'utilizzo delle relative risorse, anche al fine di assicurare la coerenza con gli obiettivi fissati dal PNRR e la piena sostenibilità economico-sociale, territoriale e ambientale;

            se intenda esprimere con chiarezza, sin da subito, la contrarietà all'utilizzo delle risorse di pertinenza del PNRR per la produzione di munizioni in conseguenza degli aiuti forniti all'Ucraina.

Interrogazione sulle misure da prevedere nell'ambito del programma " REPowerEU " nel PNRR per l'Italia

(3-00483) (31 maggio 2023)

Satta, Malan, Terzi Di Sant'Agata, Matera, Nastri, Scurria, Pellegrino. - Al Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR -

                    Premesso che:

            per l'attuazione del PNRR sono stati riconosciuti all'Italia 191,5 miliardi di euro, di cui 68,9 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti, da erogarsi in 10 rate subordinate al raggiungimento di specifici obiettivi qualitativi e quantitativi (milestone e target) indicati nel medesimo PNRR;

            dopo l'adozione del regolamento (UE) n. 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, che ha istituito il dispositivo per la ripresa e la resilienza, gli eventi geopolitici senza precedenti provocati dalla guerra di aggressione da parte della Russia nei confronti dell'Ucraina e l'aggravarsi delle conseguenze dirette e indirette della crisi da COVID-19 hanno avuto rilevantissime ripercussioni sulla società e sull'economia dell'Unione, sulla sua popolazione e sulla sua coesione economica, sociale e territoriale;

            il 18 maggio 2022 la Commissione europea ha presentato il piano "REPowerEU", che rappresenta la risposta dell'Unione europea alle perturbazioni del mercato energetico globale causate dall'invasione russa dell'Ucraina;

            in data 1° marzo 2023 è entrato in vigore il regolamento n. 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 febbraio 2023, che, nel modificare il regolamento n. 2021/241, prevede l'inserimento nel PNRR del capitolo dedicato al piano REPowerEU;

            l'iniziativa REPowerEU è stata attuata dalla Commissione europea anche mediante l'introduzione di opportune modifiche ai programmi legati alle politiche di coesione allo scopo di renderli idonei a fronteggiare l'emergenza energetica. Al regolamento REPowerEU è, infatti, collegata la possibilità di utilizzare le risorse della programmazione 2014-2020 per finanziare misure eccezionali per supportare le PMI colpite dall'aumento del prezzo dell'energia e sostenere le famiglie bisognose nell'affrontare le spese energetiche unitamente ad un uso flessibile del FESR e del FSE (cosiddetta iniziativa SAFE). Pertanto, l'introduzione del capitolo aggiuntivo PNRR relativo al REPowerEU consente di avviare l'allineamento dei quadri programmatori delle diverse fonti di finanziamento, sia europee che nazionali, in materia di coesione e di assicurarne il coordinamento per una gestione maggiormente efficace ed efficiente;

            avendo l'Italia già utilizzato tutta la quota dei contributi a fondo perduto di 122 miliardi di euro sotto forma di prestiti resi disponibili dal dispositivo di ripresa e resilienza, la quota italiana dei fondi REPowerEU è pari a 2,7 miliardi di euro, ai quali si può aggiungere fino al 7,5 per cento dei fondi relativi alla programmazione 2021-2027 della politica di coesione. È indispensabile che il capitolo REPowerEU del PNRR italiano sia costituito da riforme e investimenti non solo realizzabili entro l'arco temporale del dispositivo di ripresa e resilienza, ma anche in grado di contribuire effettivamente a realizzare gli obiettivi di diversificazione dell'approvvigionamento energetico, in particolare dei combustibili fossili, nonché di aumentare la resilienza, la sicurezza e la sostenibilità del sistema energetico, così come declinati dall'articolo 21-quater, paragrafo 3, del regolamento n. 241 del 2021;

            il Governo ha comunicato di aver avviato, così come previsto dalla comunicazione della Commissione europea 2023/C 80/01, pubblicata in data 3 marzo 2023 e recante gli "Orientamenti sui piani per la ripresa e la resilienza nel contesto di REPowerEU", costanti interlocuzioni con la Commissione europea in ordine all'avanzamento dell'istruttoria relativa all'aggiornamento del PNRR e al capitolo REPowerEU finalizzate a concordarne preventivamente i contenuti, nonché i tempi e i modi della loro presentazione entro il termine legale del 31 agosto 2023 previsto dai regolamenti europei,

            si chiede di sapere quali siano le iniziative assunte, a livello nazionale ed europeo, dal Governo relativamente alla definizione del capitolo REPowerEU all'interno del PNRR italiano.

Interrogazione sull'utilizzo delle risorse del PNRR per la realizzazione di asili nido e scuole per l'infanzia

(3-00488) (31 maggio 2023)

De Poli, Biancofiore. - Al Ministro dell'istruzione e del merito -

                    Premesso che:

            il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) ha stanziato per asili nido e scuole dell'infanzia risorse pari a circa 4 miliardi di euro per interventi infrastrutturali e circa un miliardo per il potenziamento dei servizi nella fascia di età 0-6 anni, al fine di garantire alle famiglie italiane oltre 260.000 nuovi posti negli asili nido e circa 1.900 interventi di edilizia;

            l'obiettivo è quello di garantire in ciascun comune o bacino territoriale un numero di posti adeguato alla popolazione compresa tra i 3 e i 36 mesi;

                    considerato che:

            molteplici sono state le problematiche affrontate in fase esecutiva, che hanno cagionato ritardi principalmente dovuti alla complessità burocratica alla quale hanno dovuto far fronte gli enti territoriali risultati interessati dalla realizzazione dei progetti relativi alla linea di investimento PNNR citata; nonché alla difficoltà degli stessi di reperire personale per lo specifico supporto tecnico. In particolare gli enti locali di dimensioni minori parrebbe che siano risultati più penalizzati, in quanto spesso non potevano avvalersi, poiché non presente nella dotazione organica della propria amministrazione, di personale capace di seguire le varie fasi tipiche dell'appalto;

            l'aumento dei prezzi dei materiali dovuto ad una serie di fattori esterni ha comportato un impegno economico non prevedibile per le stazioni appaltanti con il rischio di vedere deserte le gare pubbliche d'appalto per la realizzazione dei progetti sia di nuova edificazione che di recupero infrastrutturale di asili nido e scuole per l'infanzia;

            i tempi imposti dal PNRR presentano scadenze difficili da rispettare in considerazione delle procedure amministrative cui necessariamente gli enti locali devono ottemperare;

            fonti di stampa riportano osservazioni mosse da varie organizzazioni in merito alla possibile riduzione, su proposta del Ministero dell'istruzione e del merito, delle risorse per la realizzazione degli asili nido e, in generale, dei progetti PNRR;

            ritenuto che:

            per il nostro Paese è fondamentale il raggiungimento degli obiettivi esposti in quanto l'impatto sociale della presenza scolastica per la popolazione dai 0 ai 6 anni risulta estremamente rilevante sia in termini di sviluppo cognitivo degli infanti sia quale strumento di inclusione e sostegno alle famiglie;

            per tale scopo è di vitale importanza l'attività svolta dall'unità di missione PNRR del Dicastero, in quanto pronta e diretta interfaccia degli enti locali in tutte le fasi di realizzazione dei vari progetti,

            si chiede di sapere:

            quali siano gli intendimenti del Ministro in indirizzo in ordine all'adozione di misure volte a colmare eventuali ritardi connessi alla fase di realizzazione di nuovi posti negli asili nido;

            se intenda promuovere azioni volte a prorogare i termini delle procedure di assegnazione;

            se corrisponda al vero l'intenzione di ridurre le risorse ad oggi stanziate per la realizzazione di asili nido e scuole dell'infanzia.

Interrogazione sulle iniziative per prevenire il disagio giovanile e la violenza in ambito scolastico

(3-00489) (31 maggio 2023)

Paita, Versace. - Al Ministro dell'istruzione e del merito -

                    Premesso che:

            la mattina del 29 maggio 2023 uno studente di 16 anni che frequenta l'istituto di istruzione superiore "Emilio Alessandrini" di Abbiategrasso, in provincia di Milano, ha aggredito con un coltello una delle sue professoresse, in classe, durante l'orario di lezione;

            la professoressa ha riportato un taglio a un braccio e altre ferite più lievi ed è stata trasportata in codice giallo all'ospedale di Legnano, dove è tuttora ricoverata;

            secondo organi di stampa, il sedicenne fino all'aggressione non aveva mostrato comportamenti che potessero far presumere una simile aggressività, né in passato erano stati diagnosticati problemi di natura psichica;

            anche i provvedimenti di natura disciplinare, tutti di lieve entità, del quale era stato oggetto non riguardavano comportamenti violenti e il più grave sarebbe stato quello di aver spruzzato in classe un liquido maleodorante durante una lezione;

            l'episodio, di una gravità inaudita e senza precedenti, è espressone di un malessere purtroppo assai diffuso tra gli studenti e le studentesse del nostro Paese: sempre più studi e analisi concordano sul fatto che il malessere sia stato peraltro acuito dal lungo isolamento domestico dovuto alla pandemia, che ha rotto il legame che ha sempre contraddistinto la comunità educante che gravita attorno alla scuola e che dovrebbe avere al centro proprio gli studenti;

            l'evenienza che questo gesto non abbia avuto conseguenze ancora più tragiche non può indurre in nessun modo a sottovalutarne l'eccezionalità, ma deve spingere l'intera comunità nazionale a riflettere sulle ragioni profonde che possono portare a simili gesti e a come da un lato tutelare i professionisti che tutti i giorni operano nelle nostre scuole, dall'altro utilizzare l'infrastruttura sociale più importante e capillare di cui si dispone, la scuola appunto, per fornire ai ragazzi strumenti che li aiutino nel percorso di vita e li accompagnino verso il futuro;

            il Ministro in indirizzo ha dichiarato, proprio in relazione al tragico evento di Abbiategrasso, che "il rapporto di personalizzazione è decisivo" e il Governo ha recentemente introdotto la figura del docente tutor come misura di contrasto alla dispersione scolastica, di orientamento e personalizzazione dei percorsi, ma anche di relazione costante tra scuola e famiglia, ma ci si è limitati a finanziare gli ultimi tre anni della scuola secondaria e per il solo 2023;

            sarebbe opportuno rafforzare la figura del tutor estendendola a tutte le classi delle scuole secondarie di primo e di secondo grado, prevedendo a regime e non per il solo 2023 un finanziamento che consenta di retribuirli adeguatamente e assegnare a ciascun tutor gruppi di studenti in numero non superiore a 10-12, in modo da garantire sia una reale personalizzazione dei percorsi di studio, sia una relazione proficua e costante con ciascuno studente e la sua famiglia;

            a maggior ragione in un contesto post pandemico acquisiscono particolare importanza anche altri incentivi, alcuni già implementati con successo nel recente passato, che possano incrementare sia il consumo culturale che il ricorso a professionisti quali psicologi e counselor, quali "18App" e il bonus psicologo che il Governo ha deciso di ridimensionare o addirittura sopprimere senza fornire alcuna motivazione;

            in particolare il nuovo meccanismo che ha sostituito 18App, oltre a far temere problemi in relazione alla copertura per i nati nel 2004, introduce l'obbligo della dichiarazione ISEE che di fatto vincola la fruizione del bonus al controllo della famiglia, in contrasto con le finalità e con le ragioni del successo del contributo originario: tale misura, al contrario, si proponeva proprio di rispondere alle difficoltà e al malessere giovanile dovuto alle sfide della contemporaneità attraverso un accesso alla cultura universale, libero e condiviso, capace di scongiurare gli estremismi che da sempre traggono alimento da una società frammentata e ridotta all'individualità;

            anche per il personale scolastico non sono mancate evidenze di come la pandemia abbia acuito il rischio professionale, senza che iniziative specifiche fossero messe in campo e al contrario riducendo quelle già in essere per garantirne l'aggiornamento, quali la carta del docente;

            cultura e supporto psicologico rappresentano passaggi obbligati per un sistema scolastico sano e con prospettiva;

            occorre avviare al più presto una campagna di contrasto all'uso delle armi e di altri strumenti di offesa: strumenti la cui presenza viene spesso incentivata da retoriche securitarie fuorvianti e profondamente negative,

            si chiede di sapere come il Ministro in indirizzo intenda, per quanto di competenza, agevolare la fruizione dei consumi culturali del personale scolastico e che quello degli studenti in modo libero e indipendente, se voglia avviare una campagna di informazione che contrasti l'uso delle armi, nonché come pensi di favorire da un lato la collaborazione delle scuole con professionisti che possano, fornendo supporto psicologico a studenti e personale, aiutarle a intercettare il disagio giovanile e rafforzare quanto già previsto a ordinamento vigente, ovvero la figura del docente tutor, nella direzione indicata.

Interrogazione sul percorso di studi negli "ITS Academy"

(3-00486) (31 maggio 2023)

Ronzulli, Damiani, Fazzone, Gasparri, Lotito, Occhiuto, Paroli, Rosso, Silvestro, Ternullo, Zanettin. - Al Ministro dell'istruzione e del merito -

                    Premesso che:

            la riforma degli "ITS academy" ha fatto in modo che questi istituti tecnici superiori costituiscano la formazione terziaria, ma non universitaria, che dovrebbe rispondere alla domanda delle imprese di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche per promuovere i processi di innovazione, avvalendosi di un corpo docente proveniente per almeno il 50 per cento dal mondo del lavoro, che insegna in corsi che si articolano di norma in quattro semestri (1.800-2.000 ore) e possono arrivare fino a sei semestri;

            le sei aree tecnologiche dei corsi di durata biennale o triennale sono: efficienza energetica, mobilità sostenibile, nuove tecnologie della vita, nuove tecnologie per il made in Italy (sistema agroalimentare, sistema casa, sistema meccanica, sistema moda, servizi alle imprese), tecnologie innovative per i beni e le attività culturali e turismo, tecnologie dell'informazione e della comunicazione;

            di fatto, gli ITS academy sono degli istituti tecnici superiori, ai quali però si accede dopo il diploma della scuola secondaria superiore, valutata una buona conoscenza dell'inglese e dell'informatica;

            in Germania, invece, esiste il percorso universitario delle lauree triennali in scienze applicate, nelle varie discipline, dove gli studenti (oltre un milione ogni anno), oltre ad acquisire una formazione e una competenza per l'inserimento immediato nel mondo del lavoro, al termine della laurea ricevono il bachelor e i crediti formativi utilizzabili qualora vogliano continuare la carriera universitaria;

            il Ministro in indirizzo ha già firmato un decreto di riparto di 500 milioni di euro destinati al potenziamento dei laboratori degli istituti tecnici superiori, nell'ambito della missione istruzione e ricerca del PNRR, che prevede un investimento complessivo di 1,5 miliardi a favore degli ITS;

            si rileva che esistono delle criticità, posto che, una volta ottenuto il diploma di tecnico superiore con la certificazione delle competenze corrispondenti al V livello del quadro europeo delle qualifiche (EQF), il diplomato non può riscattare gli anni di studio, come avviene per la laurea, ai fini pensionistici; può utilizzare al massimo solo 40 crediti formativi del diploma biennale ITS (e non tutti i diplomi assegnano crediti) per proseguire un eventuale corso di studi, nella stessa area, in ambito universitario, mentre ogni anno universitario, invece, riconosce 60 crediti; non può utilizzare il valore legale del diploma per l'eventuale partecipazione a concorsi pubblici, che sono riservati o ai laureati o ai diplomati; inoltre, i diplomi ITS non danno il titolo che dà una laurea triennale; infine, va detto che anche il nome ITS academy non è poi così "seducente" per i ragazzi,

            si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda valutare l'adozione di misure, anche d'intesa con gli altri Ministri competenti (del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione), per risolvere le criticità evidenziate, rendendo in questo modo più attrattivi nei confronti dei ragazzi i percorsi di studio della formazione superiore.

Interrogazione sulle ripercussioni della carenza di dirigenti scolastici sull'attuazione degli obiettivi del PNRR nel comparto istruzione

(3-00482) (31 maggio 2023)

Barbara Floridia. - Al Ministro dell'istruzione e del merito -

                    Premesso che:

            il piano nazionale di ripresa e resilienza mette a disposizione del comparto istruzione circa 19,44 miliardi di euro;

            con l'obiettivo "scuola 4.0" si destina gran parte dell'ammontare alla creazione di ambienti didattici innovativi, mentre quota parte è destinata alla formazione digitale del personale, alla lotta alla dispersione scolastica e all'aumento del tempo pieno;

            alla data del 30 giugno 2023 è fissata la scadenza per l'entrata in funzione e l'utilizzo didattico dei laboratori per l'anno scolastico 2024/2025 così come previsto dal PNRR;

            tuttavia numerosi dirigenti scolastici e associazioni di categoria, quali l'ANDIS, hanno sottolineato le notevoli difficoltà a rispettare tale termine, chiedendo formalmente una proroga;

            considerato che i ritardi non sono, in alcun modo, dovuti all'inerzia dei dirigenti scolastici, bensì alla cronica e inascoltata carenza di organico, in particolare alla mancanza di professionalità adeguate, capaci di dare risposta e attuazione alle innumerevoli scadenze e agli adempimenti burocratici necessari, lasciando di fatto i dirigenti soli nel far fronte a tutte le incombenze previste;

            valutato che:

            il mancato rispetto dei termini non solo metterebbe a serio rischio l'erogazione dei fondi del PNRR ma, soprattutto, costituirebbe la perdita di un'opportunità unica che viene data allo Stato, ossia l'ammodernamento degli istituti scolastici, con conseguente miglioramento della qualità dell'insegnamento;

            tali ritardi comportano, inevitabilmente, una grave lesione e costituiscono un vulnus per le studentesse e gli studenti, primi e reali beneficiari degli interventi previsti dal PNRR;

            al tempo stesso i ritardi non si riferiscono soltanto alla creazione di ambienti innovativi giacché, alla data di oggi, non risulta esserci alcun decreto per la lotta alla dispersione scolastica, piaga assai grave che affligge le zone più bisognose delle città e del Paese, e sulla quale ci si sarebbe aspettati un tempestivo intervento del Governo;

            pari tempestività avrebbe dovuto manifestarsi per un altro punto del piano scuola 4.0, ossia per lo sviluppo e il perfezionamento nell'insegnamento delle discipline STEM e linguistiche, nonché nella formazione al digitale del personale, punti su cui il Ministero ha tardivamente emanato un decreto solo il 12 aprile 2023,

            si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questa grave situazione e quali misure e iniziative intenda intraprendere per porvi rimedio, al fine di evitare di lasciare inascoltate le richieste dei dirigenti scolastici con conseguente danno per i gli studenti e le studentesse.

Interrogazione sulle nuove norme in materia di dimensionamento degli istituti scolastici

(3-00484) (31 maggio 2023)

Marti, Minasi, Romeo. - Al Ministro dell'istruzione e del merito -

                    Premesso che:

            la norma sul dimensionamento della rete scolastica, in attuazione della riforma prevista dal piano nazionale di ripresa e resilienza, è divenuta, soprattutto in questi ultimi giorni, oggetto di scontro politico;

            l'opposizione è stata espressa da UPI e ANCI e dalle Regioni che hanno sollevato preoccupazioni in merito agli effetti devastanti che avrebbe tale riforma che, a loro dire, comporterebbe l'accorpamento di molteplici istituzioni scolastiche con meno di 900 alunni;

            il dissenso si è tradotto nel mancato accordo in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni per la contrarietà di quattro Regioni, che tra l'altro hanno impugnato la norma davanti alla Corte costituzionale, a cui si sono aggiunte anche Abruzzo e Sardegna, che hanno considerato la proposta irrispettosa verso le specificità dei territori e lesiva del diritto a un'istruzione di qualità;

            tra le criticità segnalate vi sarebbero anche la riduzione degli organici e la conseguente soppressione di scuole che penalizzerebbe soprattutto le regioni del Mezzogiorno e delle aree interne del Paese, con il rischio di aumentare le sperequazioni territoriali nell'erogazione del servizio pubblico essenziale garantito dalla Costituzione, ovvero la scuola;

            invero, risulta agli interroganti che la norma non prevede chiusure di plessi scolastici né interviene sui criteri di formazione delle classi che continua ad essere regolata dal decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, bensì conferisce maggiori margini di autonomia alle Regioni che possono procedere ad un'articolazione degli istituti scolastici a prescindere dal parametro rigido del numero di alunni minimo per singola istituzione scolastica, valorizzando proprio le peculiarità dei singoli territori,

            si chiede di sapere, in merito all'allarme lanciato dalle Regioni, se il Ministro in indirizzo intenda chiarire se effettivamente il nuovo sistema di dimensionamento possa mettere a rischio la funzionalità degli istituti scolastici, nonché se intenda esplicitare i reali effetti della riforma sul sistema scolastico.

 

 

Allegato B

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori:Barachini, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Castelli, Cattaneo, Crisanti, De Poli, Durigon, Fazzolari, Giacobbe, La Marca, La Pietra, Mirabelli, Monti, Morelli, Napolitano, Ostellari, Rando, Rauti, Rojc, Rubbia, Segre e Sisto.

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Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Mieli, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Terzi Di Sant'Agata, per attività di rappresentanza del Senato; Borghese, per partecipare a un incontro internazionale.

Commissioni permanenti, variazioni nella composizione

Con lettera in data 31 maggio 2023, il Presidente del Gruppo parlamentare Partito Democratico - Italia Democratica e Progressista ha comunicato che la senatrice Tajani entra a far parte della 6a Commissione permanente.

Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza, variazioni nella composizione

Il Presidente del Senato ha chiamato a far parte della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza il senatore Scurria, in sostituzione della senatrice Cosenza, dimissionaria.

Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, composizione

Il Presidente del Senato, in data odierna, ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, i senatori: Camusso, Dreosto, Furlan, Lombardo, Maffoni, Magni, Mancini, Mazzella, Minasi, Murelli, Naturale, Nocco, Occhiuto, Petrenga, Rapani, Satta, Silvestro, Spagnolli, Zambito e Zullo.

Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati

Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale

Ratifica ed esecuzione del Protocollo emendativo dell'Accordo di collaborazione in materia radiotelevisiva fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di San Marino, con Allegato, del 5 marzo 2008, fatto a Roma il 27 settembre 2021 (741)

(presentato in data 01/06/2023)

C.974 approvato dalla Camera dei deputati.(assorbe C.853).

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatore Scarpinato Roberto Maria Ferdinando

Modifiche al decreto legge 27 luglio 2005, n. 144, all'articolo 266 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, nonché all'articolo 78 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, in materia di intercettazioni preventive (738)

(presentato in data 30/05/2023);

senatori Castellone Maria Domenica, Maiorino Alessandra, Nave Luigi, Pirondini Luca, Bevilacqua Dolores, Trevisi Antonio Salvatore, Bilotti Anna, Mazzella Orfeo, Guidolin Barbara, Sironi Elena

Disposizioni in materia di diagnosi precoce dei disturbi dello spettro autistico, di detrazione delle spese per i percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali e di inclusione sociale e lavorativa (739)

(presentato in data 31/05/2023);

senatore Irto Nicola

Disposizioni per la promozione e la diffusione della lettura in età prescolare (740)

(presentato in data 31/05/2023);

senatori Zampa Sandra, Furlan Annamaria, Delrio Graziano, Zambito Ylenia, Manca Daniele, Camusso Susanna Lina Giulia, Rando Vincenza

Abrogazione del comma 565 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e altre disposizioni in materia di determinazione del fabbisogno di personale degli enti del Servizio sanitario nazionale (742)

(presentato in data 30/05/2023);

senatori Floridia Aurora, De Cristofaro Peppe, Cucchi Ilaria, Magni Tino

Legge quadro sul clima in Italia recante disposizioni per la definizione ed il conseguimento dell'obiettivo della neutralità climatica (743)

(presentato in data 01/06/2023).

Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli

In data 01/06/2023 la 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione ha presentato il testo degli articoli approvati in sede redigente dalla Commissione stessa, per il disegno di legge:

sen. Croatti Marco "Istituzione della Giornata nazionale per il diritto al divertimento in sicurezza" (282)

(presentato in data 03/11/2022)

Governo, trasmissione di atti e documenti

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, con lettere del 29 maggio 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 8-ter, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76, come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 23 settembre 2002, n. 250:

un decreto concernente l'autorizzazione all'utilizzo delle economie di spesa sul contributo assegnato con la ripartizione della quota dell'otto per mille dell'IRPEF, per l'anno 2017, per il progetto proposto dal Comune di Notaresco (TE) - denominato "Consolidamento e risanamento idrogeologico nel territorio comunale in località centro storico nel Comune di Notaresco (TE)". Il predetto documento è trasmesso alla 5a e alla 8a Commissione permanente;

un decreto concernente l'autorizzazione all'utilizzo delle economie di spesa sul contributo assegnato con la ripartizione della quota dell'otto per mille dell'IRPEF, per l'anno 2018, per il progetto proposto dal comune di Umbriatico (KR) - denominato "Consolidamento aree R4 del centro abitato - versante ovest del Comune di Umbriatico (KR)". Il predetto documento è trasmesso alla 5a e alla 8a Commissione permanente.

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 31 maggio 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni la comunicazione concernente il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale alla dottoressa Stefania Congia, dirigente di seconda fascia del ruolo dirigenziale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 31 maggio 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 6-ter del decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 553, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 652, la relazione - predisposta dal Ministero della giustizia - sullo stato di attuazione del programma di costruzione e adattamento di stabilimenti di sicurezza destinati a consentire il trattamento differenziato dei detenuti e sulle disponibilità del personale necessario all'utilizzazione di tali stabilimenti, riferita al primo e al secondo semestre 2022.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2a e alla 8a Commissione permanente (Atto n. 167).

Il Ministro per la pubblica amministrazione, con lettera in data 31 maggio 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 24 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, la relazione sull'attività dell'Istituto nazionale di statistica, sulla raccolta, trattamento e diffusione dei dati statistici della pubblica amministrazione e sullo stato di attuazione del programma statistico nazionale, relativa all'anno 2022, con allegato il rapporto della Commissione per la garanzia della qualità dell'informazione statistica, redatto ai sensi dell'articolo 12 del citato decreto legislativo n. 322 del 1989, riferito al medesimo anno.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (Doc. LXIX, n. 1).

Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento

Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, è deferito alle sottoindicate Commissioni permanenti il seguente documento dell'Unione europea, trasmesso dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234:

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sulle conclusioni adottate dal Comitato di controllo dell'osservanza della convenzione di Aarhus relative al caso ACCC/C/2015/128 per quanto riguarda gli aiuti di Stato: analisi delle implicazioni delle conclusioni e valutazione delle opzioni disponibili (COM(2023) 307 definitivo), alla 4a Commissione permanente.

Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento

La Commissione europea ha trasmesso, in data 31 maggio 2023, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea:

la Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla lotta contro la corruzione, che sostituisce la decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio e la convenzione relativa alla lotta contro la corruzione nella quale sono coinvolti funzionari delle Comunità europee o degli Stati membri dell'Unione europea, e che modifica la direttiva (UE) 2017/1371 del Parlamento europeo e del Consiglio (COM(2023) 234 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 4a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 31 maggio 2023. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 2a Commissione permanente, con il parere della Commissione 4a.

Risposte scritte ad interrogazioni

(Pervenute dal 26 maggio al 1° giugno 2023)

SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 21

BORGHESE: sul funzionamento del consolato generale di La Plata, in Argentina (4-00372) (risp. SILLI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale)

MENIA: sulle difficoltà economiche del COMITES Ungheria (4-00381) (risp. SILLI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale)

SCAALFAROTTO: sul trasferimento in Italia di Chico Forti, detenuto negli USA (4-00328) (risp. SILLI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale)

Mozioni

TERZI DI SANT'AGATA, MALAN, MATERA, MENIA, MIELI, NASTRI, PELLEGRINO, SCURRIA - Il Senato,

premesso che:

il 1° agosto 2014 Hadar Goldin, tenente dell'esercito israeliano, è stato rapito e assassinato a Gaza da uomini appartenenti ad "Hamas"; poche ore dopo l'entrata in vigore, cioè, di un cessate il fuoco umanitario mediato dalle Nazioni Unite e dagli Stati Uniti, durante l'operazione "Protective Edge";

pochi giorni prima, nel corso della medesima operazione, anche il soldato Oron Shaul è stato ucciso da Hamas, che ne ha al contempo sequestrato il corpo;

considerato che:

da anni i genitori Goldin si rivolgono a tutte le istituzioni internazionali per ottenere la salma del figlio ucciso durante una tregua non rispettata da Hamas, che si è sempre rifiutata di restituire le spoglie dei due militari, in violazione della Convenzione di Ginevra e dei fondamentali principi del diritto internazionale umanitario;

tali fatti costituiscono violazione dell'intangibile diritto alla dignità, dell'obbligo di rimpatriare le spoglie di un defunto, del diritto a una degna sepoltura, quest'ultimo considerato espressione del diritto alla libertà religiosa;

ritenuto inoltre che:

il 20 giugno e il 4 luglio 2018, il professore Irwin Cotler, già Ministro della giustizia e procuratore generale del Canada, è comparso davanti alla Commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo e alla Knesset israeliana per denunciare gli abusi dei diritti umani e le gravi violazioni del diritto umanitario internazionale relative al caso in questione commesse da Hamas;

il professor Cotler ha evidenziato come tali avvenimenti investano il tema della legalità internazionale e non solo quello dei rapporti con lo Stato di Israele, spiegando che l'autorità palestinese dovrebbe essere interessata alla restituzione dei corpi da parte di Hamas, poiché si pretende rappresentante dell'intero popolo palestinese, inclusa Gaza;

valutato che:

la UE ha titolo per farsi portatrice dell'esigenza che i corpi siano restituiti, anche in considerazione dello speciale rapporto creato con il popolo palestinese attraverso gli ingenti aiuti, assicurati per molti anni;

rispettivamente il 18 e il 24 aprile 2018, il Parlamento europeo e il Parlamento canadese hanno adottato due risoluzioni per chiedere la restituzione immediata ed incondizionata delle salme di Hadar Goldin e Oron Shaul ai loro familiari;

l'11 giugno 2019 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 2474, con cui invita gli Stati membri a promuovere disposizioni volte a facilitare la ricerca delle persone scomparse, facilitare la restituzione dei loro resti e adottare tutte le misure necessarie per proteggere le vittime e coloro che testimoniano sulle persone scomparse per punire i responsabili di tali crimini,

impegna il Governo:

1) a condannare risolutamente il rifiuto di Hamas di restituire le spoglie di Hadar Goldin e Oron Shaul, adoperandosi per chiedere l'immediato rimpatrio dei loro resti, in linea con la risoluzione 2474 del 2019 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e con il diritto umanitario internazionale;

2) ad attivarsi per sollecitare, nelle opportune sedi internazionali, l'imposizione di sanzioni per le violazioni del diritto internazionale umanitario citate;

3) a fornire la disponibilità nazionale per l'assistenza ad operazioni di riesumazione e identificazione di persone scomparse a seguito di conflitti armati.

(1-00051)

Interrogazioni

BEVILACQUA - Al Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR. - Premesso che:

il decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, all'articolo 44, rubricato "Semplificazione ed efficientamento dei processi di programmazione, vigilanza ed attuazione degli interventi finanziati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione", prevede la creazione di un piano operativo per ogni amministrazione denominato "piano sviluppo e coesione", con modalità unitarie di gestione e monitoraggio (piani sviluppo e coesione);

il combinato disposto dei commi 7, 7-bis e 7-quater del medesimo articolo prevede il definanziamento di tutti gli interventi rispetto ai quali, entro il 31 dicembre 2022, non sia stata assunta l'obbligazione giuridicamente vincolante, a esclusione di quelli che ricadono nell'ambito dei contratti istituzionali di sviluppo e di quelli oggetto di commissariamento governativo, come individuati dalla delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) n. 48 del 27 dicembre 2022;

nonostante la presentazione di proposte emendative alle norme in questione, nessuna di queste è stata accolta in ambito parlamentare, incluse quelle tese ad ampliare la portata del citato comma 7-quater, in particolare rispetto alle nuove strutture scolastiche, oppure a prorogare il termine del 31 dicembre 2022;

considerato che:

in base all'attuale quadro normativo, per il territorio del Comune di Palermo, risultano definanziati i progetti rientranti nel "patto per Palermo" (ciclo di programmazione fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020, ricompresi nel piano sviluppo e coesione Città metropolitana di Palermo) riguardanti due poli scolastici innovativi (via Galletti, II circoscrizione, e via Venere, VII circoscrizione, per un totale di 31 milioni di euro), l'asilo nido "I piccoli di Padre Pino Puglisi" di Brancaccio (oltre 3 milioni di euro), il primo lotto della greenway Palermo-Monreale (4,7 milioni di euro) e numerosi interventi di restauro del teatro Massimo (16,5 milioni di euro), per un totale di quasi 56 milioni di euro;

al momento, non è stata chiarita la possibilità per il Comune di Palermo di riprogrammare tale cifra, al fine di destinarla al finanziamento di interventi soggetti a commissariamento e, dunque, come ricordato, non soggetti al termine del 31 dicembre 2022;

tra tali interventi rientrano, ad esempio, la messa in sicurezza del ponte Corleone, la realizzazione delle bretelle laterali dello stesso e lo svincolo Perpignano,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda compiere ogni atto utile a riprogrammare i quasi 56 milioni di euro ricordati, relativi ad interventi definanziati del "patto per Palermo", al fine di salvaguardare fondamentali risorse per le infrastrutture del capoluogo siciliano.

(3-00491)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

FALLUCCHI - Ai Ministri dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:

la proliferazione incontrollata in Italia della popolazione di cinghiali e di altra fauna selvatica ha determinato negli ultimi decenni gravi problematiche per la sicurezza pubblica, l'agricoltura e gli equilibri ecosistemici;

per l'invasione delle strade da parte di animali selvatici, soprattutto ungulati, nel 2022 si è registrato un incidente ogni 41 ore, con 13 vittime e 261 feriti gravi;

non meno gravi sono i danni che i cinghiali provocano agli agricoltori, i cui terreni seminativi e colture vengono devastati con perdite economiche medie annuali pari a oltre 17 milioni di euro;

la popolazione di cinghiale (Sus scrofa), secondo uno studio di ISPRA e della Coldiretti, è stimata rispettivamente da 1,5 a 2,3 milioni di capi con tendenza ad aumentare a causa della capacità di questa specie di adattarsi a diversi ambienti e della mancanza di predatori;

la Puglia è una delle regioni in cui l'emergenza è maggiore. Le stime contano 250.000 animali selvatici (una vera e propria invasione) e questo comporta non solo la peste dei cinghiali, ma il serio rischio per l'incolumità delle persone, visto che è noto che oramai i cinghiali arrivano in massa fino ai centri abitati con le aree della Murgia barese e tarantina, del Gargano e del subappennino dei monti Dauni divenute purtroppo habitat dei cinghiali;

ad oggi il piano di monitoraggio e di gestione del cinghiale disposto dalla Regione Puglia è oggettivamente insufficiente, visto che a distanza di mesi dalla deliberazione della Giunta regionale n. 1526/2021 la situazione è visibilmente peggiorata;

i dati mostrano in Puglia una superficie agricola utilizzata (SAU) di circa 1.415.597 ettari, collocandosi al secondo posto, dopo la Sicilia, a livello nazionale. Quindi è palese che il Governo regionale avrebbe dovuto e dovrebbe, vista la peculiarità del territorio regionale, intervenire in modo strutturale per tutelare l'economia regionale e delle sue imprese agricole (motore economico e sociale del territorio), nonché per la sicurezza dei cittadini;

in ambito agricolo, le colture più interessate dai danni da cinghiale sono i cereali autunno-vernini, il mais, vigneti, oliveti e frutteti, dove il danno maggiore è dovuto sia all'asportazione dei prodotti di cui si nutrono che all'azione di calpestamento e grufolamento che può determinare la distruzione o l'allettamento di intere colture che non possono più essere sottoposte a raccolta meccanica;

l'impatto del cinghiale incide in primis sulla conservazione delle specie animali e vegetali;

la perdita di ricchezza e diversità di specie, e quindi l'alterazione del funzionamento di un ecosistema costituiscono la principale conseguenza dell'impatto di questa specie. È quindi paradossale come la densità del cinghiale sia particolarmente elevata proprio nelle aree protette, primariamente vocate proprio alla conservazione della biodiversità;

considerato che:

il costante aumento della popolazione di cinghiali, su scala nazionale, ed in particolar modo nel territorio pugliese, richiede l'adozione urgente di una strategia di intervento, estesa a tutto il territorio nazionale, sulla base delle più aggiornate conoscenze scientifiche, che integri interventi di prevenzione dei danni e di contenimento delle popolazioni, e che assicuri prelievi selettivi e pianificati coerentemente con l'obiettivo prioritario di riduzione dei danni sotto ogni profilo;

l'intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni nelle ultime settimane rappresenta un passo fondamentale per l'adozione di un piano straordinario per la gestione e contenimento della fauna selvatica da emanare dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste di concerto con quello dell'ambiente e della sicurezza energetica,

si chiede di sapere con quali tempi, anche a seguito dell'intesa raggiunta con le Regioni, saranno attuati gli interventi previsti dal piano straordinario citato, e se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno individuare ogni utile azione volta a garantire la realizzazione delle attività necessarie alla gestione del fenomeno e al contenimento in caso di eventuale inerzia delle amministrazioni regionali.

(4-00498)

FALLUCCHI - Ai Ministri dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, dell'ambiente e della sicurezza energetica e della salute. - Premesso che:

nel territorio del parco nazionale del Gargano le due colture maggiormente presenti sono gli uliveti e gli agrumeti che, essendo colture arboree, necessitano annualmente di interventi di potatura;

i residui della potatura, nelle aree del parco, devono essere cippati e trinciati e non possono essere bruciati, stante il divieto stabilito dalla legge regionale n. 38 del 2016, art. 2, comma 4, una legge che non tiene conto della conformazione montana delle campagne di questi territori che rende impossibile bruciare il frascame, e quindi di conseguenza anche la prevenzione e la difesa fitosanitaria;

l'imposizione per legge della cippatura e trinciatura mette in seria difficoltà tutto il sistema agricolo all'interno del parco nazionale del Gargano poiché impone un metodo di smaltimento dei residui di potatura che, oltre ad essere difficilmente o per nulla realizzabile, rischia di rendere, qualora attuato, fragile la difesa fitosanitaria verso i patogeni che purtroppo potrebbero infettare l'area;

la criticità inerente alla questione sanitaria è elevatissima soprattutto in una terra dove è un decennio che gli agricoltori del sud della Puglia combattono con l'epidemia di Xylella che sta inesorabilmente risalendo la regione ed oggi si attesta quasi in prossimità di Bari;

nella provincia di Foggia l'oasi agrumaria tra i comuni di Vico, Rodi e Ischitella è stata già compromessa ed infestata dal fitofago Aleurocanthus spiniferus. L'ufficio fitosanitario regionale di Foggia, al riguardo, nella relazione del 2022 indicò chiaramente che una delle soluzioni adottabili per mettere in salvo l'oasi agrumaria (asset fondamentale della produzione economica garganica, oltre che patrimonio storico e culturale) è la pratica dell'abbruciamento delle potature e di ogni altro residuo colturale associato agli agrumeti;

la cippatura e trinciatura creano un substrato vegetale in cui i patogeni non solo non vengono eliminati, ma si moltiplicano e si diffondono. I dati rivelano come negli ultimi anni sia reale l'incremento della "rogna delle olive" che, come noto, è patologia di origine batterica, difficile da contrastare chimicamente;

nella zona del parco gli uliveti si trovano storicamente impiantati in zone marginali, di solito con sesti di impianto del tutto atipici, sviluppandosi in terreni a scheletro prevalente, in zone addirittura rocciose e con pendenze notevoli, spesso del tutto impraticabili dai moderni mezzi meccanici. Tuttavia, le particolari condizioni climatiche e le caratteristiche peculiari dell'"Olearola garganica" hanno prodotto negli anni alberi maestosi e rigogliosi, anche in assenza pressoché totale di irrigazione. Naturalmente questa particolare condizione orografica e agronomica renda difficile la meccanizzazione dei processi produttivi con un evidente aggravio dei costi di colturali. Ciononostante gli agricoltori garganici riescono a tutt'oggi a coltivare con tecniche agronomiche che si perdono nel tempo e delle quali la bruciatura ha rappresentato e rappresenta tuttora la tecnica fondamentale;

per la fauna e per la flora, le tecniche agronomiche tradizionali che ancora sono operate nel territorio garganico sono un patrimonio da salvaguardare e proteggere; purtroppo, per quanto sopra, è in atto un rilevante abbandono delle coltivazioni nel territorio con evidenti segni di rinaturazione degli incolti, sempre più diffusi. L'imposizione per legge della pratica della trinciatura e cippatura determina per gli agricoltori costi insostenibili che non consente loro non solo a di fare impresa e creare lavoro, ma neanche di produrre reddito di sostentamento;

l'abbandono degli uliveti, con il conseguente venir meno della loro potatura e della pulizia del sottostante terreno, determina, questo sì, l'aumento del rischio di incendi e del proliferare delle fitopatologie in una regione già martoriata, nelle sue zone più meridionali, dalla Xylella;

considerato che il decreto ministeriale 15 dicembre 2005, dando attuazione al regolamento (CE) n. 1782/03, all'allegato 4, prevede che: "gli Stati membri provvedono affinché tutte le terre agricole siano mantenute in buone condizioni agronomiche e ambientali",

si chiede di sapere:

quali iniziative intendano intraprendere i Ministri in indirizzo, per quanto di loro competenza, affinché venga tutelata l'attività agricola nella provincia di Foggia, in particolare nel parco nazionale del Gargano e nel territorio della Capitanata, posto che, a fronte di particolari conformazioni del terreno, come è quello che ospita gli uliveti nell'area del parco, l'impossibilità di svolgere le operazioni di cippatura e trinciatura favorisce il continuo abbandono delle colture con ciò che comporta in termini di perdite economiche per gli addetti del settore e di aumento del rischio di incendi e di fitopatologie;

se non ritengano, nell'impossibilità di prevedere eventuali deroghe ai divieti di abbruciamento, di valutare la necessità di incentivare, anche in accordo con la Regione, la realizzazione di interventi alternativi, come l'interramento dei residui colturali, ovvero l'individuazione di soluzioni tecniche che rendano idonea l'attività di trinciatura nelle aree dove attualmente non è praticabile.

(4-00499)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:

5ª Commissione permanente(Programmazione economica, bilancio):

3-00491 della senatrice Bevilacqua, sull'utilizzo di finanziamenti europei per la realizzazione di alcune opere infrastrutturali nella città di Palermo.

Avviso di rettifica

Nel Resoconto stenografico della 73ª seduta pubblica del 30 maggio 2023, a pagina 93, sotto il titolo "Interrogazioni, già assegnate a Commissioni permanenti, da svolgere in Assemblea", alla prima riga sostituire le parole: "L'interrogazione 3-00346" con le seguenti: "L'interrogazione 3-00436".