Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 048 del 09/03/2023

SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIX LEGISLATURA ------

48a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO (*)

GIOVEDÌ 9 MARZO 2023

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Presidenza del vice presidente CASTELLONE

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(*) Include l'ERRATA CORRIGE pubblicato nel Resoconto della seduta n. 84 del 5 luglio 2023
(N.B. Il testo in formato PDF non è stato modificato in quanto copia conforme all'originale)

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N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Azione-Italia Viva-RenewEurope: Az-IV-RE; Civici d'Italia-Noi Moderati (UDC-Coraggio Italia-Noi con l'Italia-Italia al Centro)-MAIE: Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d'Italia: FdI; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: LSP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-Patt, Campobase, Sud Chiama Nord): Aut (SVP-Patt, Cb, SCN); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS.

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RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente CASTELLONE

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 10,05).

Si dia lettura del processo verbale.

MAFFONI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Discussione dalla sede redigente e approvazione del disegno di legge:

(486) MURELLI ed altri. - Dichiarazione di monumento nazionale del Teatro Regio di Parma(Relazione orale)(ore 10,12)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 486.

Il 1° marzo l'Assemblea ha deliberato la procedura abbreviata prevista dall'articolo 81 del Regolamento.

Il relatore facente funzione, senatore Paganella, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. (Brusio).

Colleghi vi prego di ridurre il brusio in Aula.

PAGANELLA, f. f. relatore. Signor Presidente, giunge all'esame dell'Assemblea il disegno di legge n. 486, a prima firma della senatrice Murelli, che ringrazio per la lodevole iniziativa, approvato all'unanimità dalla 7a Commissione permanente lo scorso 7 marzo. Il provvedimento mira a riconoscere il Teatro Regio di Parma quale monumento nazionale. Nel corso dell'esame in sede redigente, la Commissione non ha apportato modifiche al testo dei proponenti. Il disegno di legge in esame recepisce i contenuti di analoga iniziativa legislativa, a prima firma della senatrice Saponara, che, nella scorsa legislatura, venne approvata dal Senato in prima lettura e trasmessa alla Camera. Quest'ultima non ne poté tuttavia concludere l'esame, per via della conclusione anticipata della legislatura.

Il provvedimento si compone di due articoli: l'articolo 1, ai sensi del quale, come detto, il Teatro Regio di Parma è dichiarato monumento nazionale nel testo originario, e l'articolo 2, che dispone in ordine all'invarianza finanziaria del provvedimento in esame.

Il Teatro Regio, in origine Teatro Ducale, venne edificato per volontà della duchessa Maria Luigia d'Asburgo-Lorena, moglie di Napoleone, che resse il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, dal 1816 al 1847. La duchessa, amante della musica e del canto, nel prendere atto che il vecchio Teatro Ducale, fondato nel 1689, era inadeguato alle esigenze della città, promosse la realizzazione di un nuovo edificio più moderno. Il Teatro, in stile neoclassico, in origine era destinato ad accogliere forme diversificate di spettacolo, quali l'opera, la danza e la recitazione di poesie, sino ad includere attività assimilabili agli attuali spettacoli circensi.

Sin dalla sua inaugurazione, il Teatro Regio di Parma è testimone e protagonista dei cruciali cambiamenti che investono il melodramma durante l'Ottocento e il Novecento, dalla fine dell'epoca legata al nome di Rossini alla supremazia del repertorio verdiano, dall'apertura alle esperienze francesi e tedesche all'opera italiana con Mascagni, Leoncavallo e Puccini.

Entrando nel merito dei contenuti del disegno di legge in titolo, la dichiarazione di monumento nazionale del Teatro, di cui all'articolo 1, è volta a riconoscere, direttamente con norma legislativa, l'indiscutibile rilievo culturale del medesimo e l'attività artistica che in esso si è svolta, e continua a svolgersi, sin dalla sua inaugurazione.

La norma appare peraltro in linea con la dichiarazione di monumento nazionale della casa natale di Giuseppe Verdi a Busseto, riconosciuta con la legge 3 febbraio 1901, n. 26. Entrambi questi luoghi, infatti, hanno avuto un significato rilevante nella vita del maestro.

La dichiarazione di monumento nazionale, alla luce di quanto previsto dal codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004, costituisce un riconoscimento di quei beni culturali che rivestono un valore testimoniale o esprimono un collegamento identitario o civico di significato distintivo eccezionale. L'importante riconoscimento, accordato dal provvedimento in titolo direttamente con norma legislativa e non a seguito del procedimento amministrativo previsto in via ordinaria dal richiamato codice, si pone in linea con altri interventi di rango primario, fra cui è possibile ricordare la legge n. 64 del 2014, che ha dichiarato monumento nazionale la Basilica palladiana di Vicenza, la legge n. 207 del 2016, recante dichiarazioni di monumento nazionale della casa museo Gramsci a Ghilarza, la legge n. 213 del 2017 che ha dichiarato monumento nazionale la casa museo Matteotti a Fratta Polesine e la legge 5 luglio 2019, n. 65, con la quale è stato dichiarato monumento nazionale il ponte sul Brenta, detto Ponte vecchio di Bassano. (Applausi).

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto di istruzione superiore «Papareschi» di Roma, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).

Ripresa della discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 486 (ore 10,16)

PRESIDENTE. Il rappresentante del Governo non intende intervenire.

Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 5a Commissione permanente e dal Comitato per la legislazione sul disegno di legge in esame, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna.

Passiamo alla votazione degli articoli.

Metto ai voti l'articolo 1.

È approvato.

Metto ai voti l'articolo 2.

È approvato.

Gli articoli sono stati approvati all'unanimità.

Passiamo alla votazione finale.

MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAGNI (Misto-AVS). Signor Presidente, annuncio il voto favorevole del Gruppo al provvedimento in esame.

FREGOLENT (Az-IV-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FREGOLENT (Az-IV-RE). Signora Presidente, approvare oggi il disegno di legge in oggetto è molto importante, a due anni dal periodo in cui Parma, città culturale per eccellenza, è stata capitale della cultura italiana, con provvedimenti e iniziative fatte nel 2020 e nel 2021, purtroppo in periodo di pandemia. Riconoscere oggi il Teatro Regio come monumento nazionale, di valore storico, in un certo senso completa il percorso fatto in questi due anni e sottolinea ancora più la centralità della cultura a Parma.

Parma, una città che in questi giorni sta avendo grandi soddisfazioni per quanto riguarda la fiera, con l'accordo fatto anche con la fiera di Milano, sempre più food valley e sempre più al centro di interessi economici, diventa capitale culturale ancora più forte. Il Teatro Regio, famoso per le opere verdiane, non è un teatro lirico-sinfonico, ma è un teatro di tradizione. Per questo chiedo ancora una volta al Governo che, nonostante questo handicap, non venga escluso dai festeggiamenti per i duecentodieci anni dalla nascita di Giuseppe Verdi. Sarebbe uno scippo ingiustificabile e una mancanza intollerabile. (Applausi).

Chiedo anzi fermamente e convintamente al Governo che disponga la chiusura dei festeggiamenti per Verdi proprio al Teatro di Parma, che non ha dato soltanto i natali a Giuseppe Verdi.

Come è stato detto in maniera molto chiara dal relatore, quel Teatro, voluto da Maria Luigia d'Austria, ha visto Toscanini solcarne il palco, tant'è vero che l'orchestra del Teatro Regio si chiama, appunto, orchestra Toscanini.

Mi rivolgo anche alla Regione Emilia-Romagna: in questi anni troppo spesso quell'orchestra è stata sacrificata a favore dell'Orchestra di Parma. Mi sembra un atteggiamento non molto lungimirante.

L'orchestra Toscanini è fatta di giovani professionisti, molto bravi e preparati, che meritano il rispetto e il giusto riconoscimento del mondo culturale nazionale e regionale.

Per questo convincimento, voteremo a favore del disegno di legge. Ringraziamo il relatore per averlo esposto in maniera così chiara e chi nei banchi della maggioranza l'ha riproposto favorendo un percorso veloce, che da oggi darà la possibilità al Teatro Regio di Parma di essere un monumento storico. (Applausi).

OCCHIUTO (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

OCCHIUTO (FI-BP-PPE). Signor Presidente, per ogni città il teatro è il tempio della cultura; per chi crede nel valore dell'arte è un po' come una cattedrale per chi crede in Dio. Nel teatro la realtà si incontra con l'illusione e il fruitore, il cittadino, non è solo spettatore passivo, perché insieme all'artista vive un momento irripetibile, magico, in un luogo unico, con una tensione emotiva. Il teatro è, quindi, una forma d'arte riproducibile nell'epoca della riproducibilità.

Il Teatro Regio di Parma è un centro nevralgico della cultura musicale italiana, da cui sono passati gli artisti più importanti. Nel palco hanno manifestato la grande tradizione operistica italiana artisti come Luciano Pavarotti, Carreras, Mario Del Monaco, Giuseppe Di Stefano, Maria Callas e Renata Tebaldi. È anche un luogo straordinario per le caratteristiche architettoniche di impronta neoclassica e artistiche, con la camera acustica decorata, dipinta a tempera, e con sale affrescate che conservano ancora le arie di Verdi e di Bellini; ma lo è soprattutto per il vissuto sociale che ha caratterizzato negli ultimi due secoli quel Teatro.

La dichiarazione di monumento nazionale, a mio avviso, deve considerare non il singolo edificio, non il luogo in sé nella sua esteriorità, ma ciò che quel luogo ha rappresentato, ciò che ha contenuto, cioè le dimensioni che appartenevano a persone, uomini e donne, la memoria di vita.

Il Teatro Regio di Parma rappresenta una visione culturale più complessiva: un Teatro che non si ferma dentro le mura, ma che esce e va nella città a incontrare interi quartieri di gente per dialogare con loro, con le persone anche più svantaggiate. Una visione di sviluppo di una città che promuove eventi di coesione, di legame sociale collettivo senza riferimenti ossessivi alla pura razionalità utilitaristica, per rafforzare nei cittadini la voglia di vivere, quell'istinto ricreativo e vitale che è in ognuno di noi, che ci salva dalla solitudine e dalla depressione, che abbiamo visto, anche in questa Aula, dove può portare.

L'arte alla fine è solo un pretesto; quello che conta sono gli uomini, la vita degli uomini. Eppure, l'arte può avere una funzione politica, perché si occupa dell'uomo e della sua maniera di vivere: l'uomo che possiede anima e sentimento e fame di bellezza e di giustizia, che ha bisogno di conforto e di stimolo.

Tutto ciò lo aveva capito duecento anni fa una donna: la duchessa Maria Luigia d'Austria, e questo edificio, questo Teatro, è un po' il simbolo del vasto progetto culturale di riforme che ella intraprese durante il suo Governo e che ha reso Parma più bella, più vivace, più ricca, permeandola della sua personalità e delle sue inclinazioni: l'arte, la musica, il buon cibo.

Maria Luigia d'Austria si impegnò a ricercare la bellezza in ogni angolo, anche quello più sperduto e abbandonato, lavorando per realizzare progetti che potessero far ritrovare quella dimensione umana che, di solito, nel processo di una città, anche oggi va perduta. Non solo realizzò le più importanti opere pubbliche ancora funzionanti - il ponte allora più lungo d'Europa, i cimiteri - ma realizzò opere soprattutto a beneficio dei poveri. Anche in questo Teatro impose la vendita dei biglietti a prezzi ridotti per far entrare tutti i cittadini, anche quelli più svantaggiati.

Pensò alle donne, ai malati di mente, fece allestire in un convento cittadino una struttura che è nota come l'Ospizio dei pazzerelli. Ieri abbiamo festeggiato le donne, richiamando i successi ottenuti anche di recente in questo ambito e oggi non possiamo, in questa occasione, non ricordare una donna che riuscì a precorrere i tempi in un mondo dominato dallo strapotere maschile. Si dedicò con particolare interesse alla condizione femminile, inaugurando l'istituto di maternità e la clinica ostetrica universitaria.

Era una donna straordinaria che non amava il potere, non era ambiziosa, era di carattere gioviale, non era una rivoluzionaria, ma il suo Governo fu rivoluzionario. Nel Ducato fu donna e sovrana culturalmente illuminata. Maria Luigia ci insegna che la cultura della bellezza si può quindi estendere anche alla politica, all'economia e allo sviluppo di un territorio. Un Paese che non è governato da leader sognatori con una grande visione politica è un Paese senza futuro. Tecnici e burocrati non possono rendere grande una Nazione. La cultura è ciò che permette all'uomo di mantenere la propria dignità e la propria umanità. Il bello della cultura e la sua essenza profonda stanno nella gratuità, nella consapevolezza che in questo nostro mondo ingiusto ognuno deve fare la sua parte, rischiare, avere idee, inventare. Solo così, attraverso la fantasia e la creatività, possiamo immaginarci un mondo migliore.

È per queste ragioni che il Gruppo Forza Italia voterà a favore di questa proposta. (Applausi).

PIRONDINI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIRONDINI (M5S). Signor Presidente, comincio col dire che chiaramente il Gruppo del MoVimento 5 Stelle è a favore di questo provvedimento, lo è stato in Commissione, è stato a favore della procedura abbreviata la settimana scorsa e lo è anche dell'opportunità di riconoscere a un teatro importantissimo come il Teatro Regio di Parma il valore di monumento nazionale perché questo è, senza ombra di dubbio.

Vorrei affermare un principio: non vorrei che oggi uscissimo di qui con la "coscienza pulita" rispetto a tutto quello che possiamo e dobbiamo fare nei riguardi della cultura e di tutto il comparto culturale. Quello di oggi, infatti, è un gesto simbolico, sicuramente importante e doveroso, ma l'articolo 2 del provvedimento che votiamo dice chiaramente che non ci sono oneri aggiuntivi per le finanze pubbliche. Si afferma, quindi che il Teatro Regio di Parma è un monumento nazionale, come è vero e giusto sancire nero su bianco, ma dal riconoscimento di questo titolo non deriverà un euro di risorse pubbliche. Da una parte, quindi, attribuiamo un valore simbolico ad un monumento del nostro Paese, ma dall'altra parte non assumiamo un impegno economico rispetto al tema culturale.

Vorrei anche domandarmi qual è il significato di un teatro nel nostro Paese, perché il Teatro Regio di Parma è sicuramente un monumento, ma credo che soprattutto in Parlamento dovremmo considerare monumenti nazionali tutti i teatri italiani, perché sono un luogo di aggregazione e di cultura, anche per la funzione sociale che hanno nei propri territori. Non credo che non si debbano considerare ugualmente monumenti nazionali il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Verdi di Salerno, il Teatro Cilea di Reggio Calabria, (Applausi) il Teatro Rendano di Cosenza, il Teatro del Maggio musicale fiorentino, il Teatro Verdi di Firenze, il Teatro di Trieste, il Teatro Regio di Torino, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Municipale di Piacenza, dove ha sede l'orchestra giovanile Luigi Cherubini, fondata e diretta dal maestro Riccardo Muti, i teatri cosiddetti di tradizione, che sono pezzi fondamentali della nostra storia e della nostra cultura e che sono pezzi di architettura e di ingegneria straordinari, che ci invidia tutto il mondo, come il Teatro Grande di Brescia e il Teatro Donizetti di Bergamo. Nella stessa Parma c'è un altro capolavoro assoluto che è il Teatro Farnese, che si ispira a un altro capolavoro della nostra storia che è il Teatro Olimpico di Vicenza del Palladio. Il Teatro Farnese è un teatro da 3.000 posti, tutto in legno, dove solo da pochi anni si è ripreso a fare spettacoli teatrali, una struttura stupenda e straordinaria che vi invito veramente ad andare a visitare.

Credo che abbiamo l'obbligo, in quest'Aula, di considerare tutti i teatri, anche quelli di provincia, anche quelli meno importanti, che però sono un luogo di aggregazione fondamentale per tutti i nostri territori. Dobbiamo considerarli tutti dei monumenti, anche quelli per cui non facciamo un disegno di legge.

Dobbiamo porci una domanda: cosa vogliamo che succeda all'interno di questi teatri? Cosa vogliamo fare? In qualche modo possiamo considerare il teatro da due punti di vista. Il primo è quello delle persone che vanno a vedere uno spettacolo. Partendo da tale prospettiva, dobbiamo preoccuparci dell'età media delle persone che vanno a vedere gli spettacoli in Italia; un'età estremamente più alta rispetto all'età media di tutto il resto d'Europa. Rispetto a questo dobbiamo porci delle domande. Il secondo punto di vista concerne il tipo di spettacoli che vogliamo fare all'interno di questi teatri.

Ieri in quest'Aula abbiamo assistito al concerto di una formazione orchestrale proveniente dal Conservatorio di Trieste, rispetto alla quale noi tutti ci siamo alzati in piedi tre volte. Ecco, anche quello non deve essere un gesto di autoassoluzione rispetto a quello che possiamo fare. Ricordo infatti che le studentesse che abbiamo visto ieri fuori di qua non hanno futuro, non hanno un lavoro nel nostro Paese. (Applausi). Non possiamo semplicemente alzarci durante il loro concerto per riconoscere giustamente il loro valore artistico, ma dobbiamo dire a quelle ragazze e a quei ragazzi che nel nostro Paese passano dieci anni in conservatorio a studiare, che quando hanno finito di studiare c'è anche un lavoro, con dei contratti a tempo indeterminato e non a tempo determinato e sottopagati. (Applausi. Commenti). No, è allucinante quello che non fate voi per la cultura da trent'anni in questo Paese, caro presidente Romeo, quello è allucinante. (Applausi).

Detto questo, io credo che si debbano fare delle cose e in questa direzione vorrei ricordare che abbiamo depositato due disegni di legge con il MoVimento 5 Stelle che vanno nella direzione di essere propositivi. Il primo è quello che concerne gli asili musicali. Se vogliamo infatti che i giovani siano interessati ad entrare al Teatro Regio di Parma, come negli altri teatri italiani, dobbiamo far sì che fin dagli asili nido i bambini entrino a contatto con l'arte, con la bellezza e con la cultura. Chiediamo a tutta l'Assemblea di sostenere il disegno di legge che il MoVimento 5 Stelle ha presentato e che è già realtà nel Comune di Genova, dove abbiamo fatto nascere tre asili musicali che stanno andando molto bene. È un tema infatti che evidentemente non ha padri politici, ma riguarda tutti quanti. (Brusio).

Se parlo troppo forte e do fastidio, Presidente, me lo faccia sapere che parlo più piano per non infastidire chi continua a chiacchierare ed è evidentemente molto interessato al tema della cultura. Il secondo disegno di legge, presentato in Commissione cultura, è volto a ripristinare i corpi di danza stabili all'interno delle fondazioni liriche. Anche al Teatro Regio di Parma si sono esibiti grandissimi ballerini di fama mondiale ed internazionale. È questo uno dei motivi per cui oggi riconosciamo ad esso il titolo di monumento al Teatro Regio di Parma.

Voteremo quindi a favore del provvedimento al nostro esame, ma vorrei ricordare all'Assemblea - rispetto alla quale io non volevo fare polemica, ma semplicemente tentare di condividere un percorso congiunto - che quello che stiamo facendo è una cosa giusta, è giusto invitare in quest'Aula delle formazioni orchestrali del nostro Paese, ma è anche giusto, una volta votato questo documento, far sì che gli investimenti per tutto il comparto culturale diventino più importanti di quelli che ci sono oggi. (Applausi).

MURELLI (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MURELLI (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, il disegno di legge al nostro esame arriva dalla scorsa legislatura, su proposta della senatrice Maria Gabriella Saponara, che ringrazio per aver portato in Assemblea una discussione importante al fine di riconoscere monumento nazionale il Teatro Regio di una città, come quella di Parma che, grazie direttamente a Maria Luigia d'Austria, ha conosciuto lo sviluppo della cultura, della musica e dei valori della tradizione della musica italiana.

È sicuramente importante riconoscere questo Teatro come monumento nazionale. Concordo con alcuni colleghi che hanno detto che mancano i fondi perché poi dichiararlo monumento nazionale è solo un riconoscimento simbolico. Successivamente, nel caso in cui ci saranno problematiche e si vorrà direttamente investire sull'arte e sulla cultura, i fondi si troveranno.

È giusto poi anche riconoscere altri monumenti nazionali in Italia per la loro importanza. Abbiamo infatti un patrimonio artistico e culturale inestimabile, di valore mondiale, che tutti ci riconoscono, che noi però non sappiamo valorizzare al meglio. Condivido le parole di alcuni colleghi che hanno affermato la necessità di un maggiore investimento nell'arte, nella cultura e nelle persone che ci lavorano.

Però io dico a questi colleghi: nella scorsa legislatura, per cinque anni, siete stati in maggioranza. Cosa avete fatto? (Applausi. Commenti). Invece di fare polemica in Aula, durante una dichiarazione di voto, ritengo importante farla in Commissione, con il Governo, per arrivare a delle proposte concrete e per portare avanti insieme le competenze per valorizzare questo settore.

Mi rivolgo direttamente al sottosegretario Sgarbi, qui presente, che è venuto a visitare le terre verdiane. Questo è un anno importante e il Teatro Regio di Parma deve sicuramente essere incluso nella rete per la valorizzazione dei festeggiamenti per Verdi, come tutte le realtà del territorio del Granducato di Parma e Piacenza, perché sia il Teatro Regio che altre realtà possono raccontare la storia del maestro Verdi. Noi del Gruppo Lega, siamo i fautori di questa proposta di legge e riteniamo importante dichiarare il Teatro Regio di Parma monumento nazionale. Il nostro voto sarà sicuramente favorevole, come sarà favorevole, naturalmente, su qualsiasi altra proposta volta alla valorizzazione dell'arte e della cultura italiana sia a livello nazionale che nel mondo. (Applausi). (Commenti).

RANDO (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RANDO (PD-IDP). Signora Presidente, colleghe e colleghi, Governo, mi fa molto piacere intervenire nuovamente su questa proposta, che condivido molto e che ci vede uniti nel giudizio di merito. Anche questo io credo rappresenti un po' la grande forza della cultura, della conoscenza e della bellezza della quale la nostra Italia è piena. Ho già avuto modo di approfondire, la scorsa settimana, la grande storia del Teatro Regio di Parma, un vero e proprio monumento per un Paese, il nostro, che sappiamo può contare su teatri dal prestigio e dalla storia importante, la stessa che ha accompagnato e che accompagna il Teatro Regio di Parma e che ci porta a dire qui oggi convintamente sì alla proposta di inserirlo tra i monumenti nazionali.

La dichiarazione di monumento nazionale è doverosa per dare il giusto riconoscimento a un teatro come quello di Parma, considerato tra i più prestigiosi e noti al mondo. Fu inaugurato il 16 maggio del 1829, con «Zaira», un'opera che fu appositamente composta per l'occasione da Vincenzo Bellini. La sua costruzione, voluta - come hanno detto i colleghi - della duchessa Maria Luigia d'Austria, fu affidata all'architetto Nicola Bettoli; dopo otto anni di lavoro venne fuori un'opera imponente, un edificio di gusto neoclassico che oggi conta circa 1.200 posti a sedere. Il Teatro Regio di Parma, inoltre, contiene uno degli esempi più antichi e meglio conservati di camera acustica decorata, dipinta a tempera da Carmignani e composta da pannelli di canapa di forme e dimensioni diverse, da poco restaurati, con motivi che ripropongono la decorazione dei palchi della sala.

Quando, Presidente, la settimana scorsa sono intervenuta sulla richiesta di procedura abbreviata (Brusio) - sento un mormorio - ho fatto riferimento all'importanza della cultura in un tempo nel quale la guerra e la violenza soffiano prepotentemente e insistentemente alle porte dell'Europa. Vorrei ribadire un concetto che forse può aiutarci a comprendere quanto simbolico e quindi importante sia il provvedimento che oggi stiamo approvando. Abbiamo tutti, io credo, ben presente la furia dell'ISIS, intenta a distruggere monumenti e opere d'arte; allo stesso tempo mi ha colpito, invece, la generosità delle donne e degli uomini che, alla vigilia dei bombardamenti, hanno cercato con forza non solo di mettere in sicurezza se stessi, ma anche i materiali dei principali monumenti delle maggiori città ucraine. Sono gesti che hanno un valore simbolico enorme. I primi sanno che con quella azione feriscono e cancellano la storia di un popolo; distruggendo i loro monumenti, infatti, distruggono una parte della loro cultura e della loro stessa identità. (Brusio). I colleghi sono molto interessati.

I secondi, invece, sentono il bisogno di difendere quei monumenti che, al pari dei nostri, rappresentano appunto la loro storia, che è poi la storia di una comunità e di un Paese. Difenderli significa prendersene cura e valorizzarli.

Significa dare dignità alla memoria che esse portano in sé. (Applausi). Una memoria fatta di cultura; cultura che è libertà di pensiero, di espressione e, nel caso del teatro di Parma, cultura che è storia vivente.

L'ho già detto, ma voglio ribadirlo ancora. Mi piace pensare alla cultura e alla conoscenza, in questo preciso momento storico, come ad un fenomeno che unisce i popoli nella pace, che sa riconoscere le persone. In un tempo di guerra come quello che stiamo vivendo in zone così prossime a noi la cultura e la musica sono il rifugio da ricercare per promuovere la pace. In particolare, i teatri sono luoghi sparsi in cui si coltiva l'umanità di un popolo, si radica la identità di una comunità, si insegna a guardare e riconoscere la bellezza: il teatro come bene comune. Naturalmente, bisogna sempre pensare a dare centralità alla cultura e alla conoscenza e, quindi, risorse e riconoscimento a tutti i lavoratori e le lavoratrici del mondo della cultura e dello spettacolo.

Tanti sono gli attori teatrali del cinema che ci chiedono che il teatro e il cinema si insegnino a scuola. Non posso dimenticare le belle parole di un bravissimo attore, Pierfrancesco Favino, quando ci ha detto che le lezioni di teatro e cinema nelle scuole favoriscono la conoscenza. Dal teatro e dal cinema si impara tanta vita.

Favorire conoscenza significa affollare i teatri; significa portare i giovani a stare insieme e a parlarsi; significa unire generazioni. Ancora, il cinema e il teatro che entrano anche nei luoghi di detenzione e nelle carceri minorili, diventando una finestra sul mondo, hanno la forza di salvare i giovani, di insegnare loro a vivere. Ce lo insegna in questi giorni il grande successo di una fiction come «Mare fuori», prodotta anche grazie al lavoro del servizio pubblico Rai.

Signor Presidente, voglio inoltre ricordare la particolarità dell'orologio del Teatro Regio, che dal 1829 scandisce il tempo di opere e concerti e che, grazie a un lungo restauro, nel 2018 è tornato a funzionare. Quell'orologio è certamente il simbolo del tempo che passa, ma è anche, allo stesso tempo, un punto di riferimento per coloro che vivono quel teatro, che amano l'arte, la musica e quei luoghi meravigliosi che sono i nostri teatri.

Mi piace pensare che oggi noi qui, tutti insieme, stiamo facendo la nostra parte. Forse, visto lo scioglimento anticipato delle Camere, che non ha permesso la conclusione dell'iter qualche mese fa, siamo in leggero ritardo, ma sono convinta che stiamo finalmente riconoscendo un luogo della nostra storia centenaria, un luogo all'altezza di rappresentare la nostra Italia, la nostra arte, la nostra storia, la nostra cultura e la nostra tradizione. Grazie anche al relatore, che ci ha dato un po' la geografia del teatro.

Per questo, signor Presidente, a nome del Partito Democratico, comunico che noi ci siamo e che, con il nostro voto favorevole, immaginiamo di scrivere un altro piccolo pezzo della grande storia della nostra bella Italia. (Applausi).

MARCHESCHI (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCHESCHI (FdI). Signor Presidente, colleghi senatori, membri del Governo, sono lieto di intervenire per confermare il voto favorevole di Fratelli d'Italia a questo disegno di legge, che ereditiamo dalla precedente legislatura e quindi da un Parlamento differente e da un Governo differente. Ciò rende l'approvazione di questo disegno di legge oggi una cosa assolutamente non scontata, anche perché abbiamo avuto la capacità politica di adottare la procedura abbreviata, il che fa di questo provvedimento un atto approvato con una velocità degna di una politica con la P maiuscola.

Sono anche particolarmente lieto di intervenire oggi perché la celebrazione della Giornata internazionale della donna di ieri coincide proprio con l'approvazione di questo atto, che sancisce e valorizza l'opera di una grande e illuminata donna del passato, la quale ci ha tramandato, grazie alla sua illuminata attività, l'eredità dell'atto che oggi approviamo. Maria Luigia ad Austria, come hanno già detto altri colleghi prima di me, era una sovrana culturalmente illuminata, che ha fortemente inciso sull'identità culturale di Parma, rimanendo nel cuore dei cittadini, avendo lasciato loro una eredità, non solo fisica, come patrimonio culturale, ma anche di grande valore per la comunità locale. Grande donna, per fortuna non unica. Infatti, mi viene da raffrontarla e paragonarla ad un'altra figura illustre del secolo precedente, che mi è più vicina, essendo fiorentina. Un'altra sovrana illustre, non comprimaria di sovrani che regnavano nel Settecento e nell'Ottocento.

Parlo, in particolare, di Anna Maria Luisa de' Medici, che, analogamente a Maria Luigia d'Austria, ha lasciato un patrimonio molto importante in termini d'identità culturale. Ovviamente mi riferisco alla Toscana, a tutti i beni patrimoniali che attraverso il patto di famiglia lei, con grande generosità e lungimiranza, ha saputo lasciare al popolo fiorentino all'epoca, ma, se guardiamo all'identità culturale nazionale, anche al mondo odierno. Se oggi riusciamo a vedere e a valorizzare tutto quel patrimonio artistico che è stato creato da generazioni della dinastia dei Medici precedenti a Anna Maria e anche a Maria Luigia, si deve assolutamente a donne importanti che hanno saputo valorizzare il loro operato politico nell'Italia dell'epoca.

Tuttavia, sono lieto anche perché questo è un atto che sostanzialmente è l'applicazione pratica dei valori di un partito conservatore come Fratelli d'Italia. Questo, infatti, è proprio un classico esempio di disegno di legge che difende apparentemente piccole cose, ma in realtà grandi valori. È vero che difendiamo un teatro che ha un valore storico, ma noi difendiamo soprattutto una identità culturale, tradizioni ed eccellenza, che sono elementi distintivi delle comunità. Con la nostra attività politica noi ci pregiamo di attuare una salvaguardia, senza arretrare, senza aver paura di apparire rivolti al passato, senza cedere a quel pensiero debole di chi vuol cancellare la cultura e le nostre radici. Noi quelle radici le annaffiamo, perché senza farlo non possono venire frutti e alberi forti. (Applausi).

Certo, essere conservatori non significa rimanere solo nel passato, ma conservare quel passato per garantire un futuro migliore. Noi scacciamo l'idea che il conservatore sia un uomo del passato, anzi è l'uomo del futuro, come del resto si può verificare anche dalle nostre prime iniziative di Governo. Io vorrei sottolineare le prime iniziative del ministro Sangiuliano su un tema che si coniuga con quello del Teatro Regio di Parma, proprio mettendo in sicurezza il patrimonio artistico non solo di Villa Verdi, ma anche il suo contenuto, quindi le opere che il grande compositore Verdi, a pochi chilometri da Parma, cioè a Busseto, ha saputo realizzare.

È chiaro che il teatro di cui oggi discutiamo e che si accinge a divenire monumento nazionale è il luogo adatto per poter valorizzare anche l'opera di Verdi. Per questo ci auguriamo che la polemica che si è letta sui giornali sia sopita. Mi risulta anche che, per fortuna, i gestori del Teatro Regio di Parma abbiano acconsentito a seguire le iniziative individuate per la valorizzazione di Villa Verdi, con tutte le iniziative a sostegno dell'acquisto della stessa e che sono diffuse in tutti i teatri lirici italiani. Per fortuna ci si sta rimettendo sui binari giusti, perché crediamo che il Teatro Regio di Parma debba avere un ruolo fondamentale nella valorizzazione dell'opera e della figura di Verdi e ribadisco che quello è il luogo più adatto rispetto ad altri.

Come dicevo, però, chi opera nel solco dei conservatori non è solo custode delle tradizioni. Noi siamo consapevoli, come diceva qualche collega, del fatto che questo sia un atto quasi solo simbolico, quindi non possiamo accontentarci. Questo non può per noi essere un punto di arrivo, ma semmai un punto di partenza. Dico questo perché, come dicevano i colleghi, il provvedimento in esame non consente di fare un finanziamento pubblico a un monumento, seppur riconosciuto oggi come monumento nazionale.

C'è quindi una necessità di valorizzare i beni culturali e questo lo si può fare solo affidandosi a soggetti gestori capaci di generare offerte culturali all'altezza e iniziative che rilancino il Teatro non solo come mero monumento e come luogo della memoria, ma anzi come luogo vivo e animato, come luogo di confronto, di dibattito locale e sociale, e dove manifestazioni di bellezza, arte, cultura e spettacolo possano diventare nuovamente il centro di quel luogo animato che era la Parma di Maria Luigia d'Austria. Ci auguriamo che diventi nuovamente un luogo di una grande tradizione operistica italiana. Lo dicevo prima: sarebbe bello rivedere anche qualche opera di Verdi rappresentata a Parma.

Concludo sottolineando che oggi è l'inizio di un percorso. Auspichiamo che la valorizzazione trasformi questo monumento nazionale in un volano per la ripresa economica del Teatro: mi riferisco al fatto di saper attrarre visitatori quando non ci sono rappresentazioni (perché un monumento si va a visitare), ma saper anche raccogliere spettatori, cioè chi paga un biglietto per vedere uno spettacolo di alta qualità. Le risorse sono necessarie e credo che sia illusorio pensare - ne abbiamo parlato qualche volta anche in Commissione con il collega Pirondini - che la cultura italiana e i nostri grandi teatri possano basarsi solo su risorse pubbliche.

Ci auguriamo quindi che il principio della raccolta, tramite iniziative culturali, di risorse private abbia, invece di una retromarcia, un avvio virtuoso. Spero pertanto che nella nostra Commissione si possa parlare di allargare il raggio del tax credit anche, ad esempio, ad opere e manifestazioni culturali che si fanno nei teatri, perché oggettivamente è illusorio pensare che solo con risorse pubbliche si possa garantire un'offerta culturale all'altezza in tutto il territorio nazionale.

Concludo quindi dicendo che la sfida per i gestori del Teatro Regio è lanciata. Adesso sta a loro dimostrare che, con una grande offerta culturale, il Teatro può essere rilanciato. Il Governo sta facendo la propria parte. Ci auguriamo che il Teatro Regio faccia parte di quelle iniziative tracciate anche dal ministro Sangiuliano e che questo sia l'avvio di una grande stagione di rilancio non solo del Teatro come monumento, ma come offerta culturale. (Applausi).

PRESIDENTE. Metto ai voti il disegno di legge, nel suo complesso.

È approvato.

Il provvedimento è stato approvato all'unanimità.

Ha chiesto di intervenire il sottosegretario di Stato per la cultura, professor Sgarbi.

SGARBI, sottosegretario di Stato per la cultura. Signor Presidente, è con compiacimento e stupore che prendo atto del voto favorevole all'unanimità e per alzata di mano, che non vedevo, a memoria di una lunga esperienza parlamentare (benché più breve di quella del senatore Casini), da quando in quest'Aula vidi votare i democristiani, dopo un voto ambiguo della Commissione che aveva esaminato il caso del processo Andreotti, all'unanimità contro il senatore Andreotti per mandarlo a processo: una pagina triste della storia italiana. Si votò per alzata di mano. Quindi rivederla di colpo è come tornare indietro di trent'anni, rispetto a procedure che il Parlamento non applica, e mi dà il senso anche di un'acclamazione, di una volontà che nel caso di Andreotti era di giustizia, sia pure negata alla verità, e oggi è di una giustizia nei confronti della cultura, che avete evocato in modo così unanime e perfino in modo polemico. Questo benché le osservazioni della senatrice Murelli, che è la proponente del disegno di legge, in questo momento siano abbastanza corrette, nel senso che non c'è colpa. Semmai, c'è colpa per tutti, per non aver fatto quello che ha detto in modo molto preciso il senatore Pirondini, che è un uomo dotto e colto, nonostante la sua presenza in banchi che sono adusi a polemiche talvolta strumentali. Ma in questo caso ha detto una cosa perfetta, e cioè: perché soltanto il Teatro Regio di Parma? Ogni teatro è monumento nazionale: un monumento nazionale dell'arte, della musica, della storia, della memoria. Faccio fatica a immaginare che non lo sia il Teatro San Carlo di Napoli.

Qui avete scritto una di quelle formulette che, in un disimpegno sostanziale e forse sbagliato, recita: determinare la neutralità finanziaria. Come se la neutralità fosse una questione di guerra. Neutralità vuol dire «non vi diamo soldi» o che non ci sono soldi, che è cosa comunque sbagliata rispetto alla cultura.

Questa neutralità vuol dire nella sostanza che non costa nulla e quindi, se non costa nulla, dico ai senatori in questo momento - ma lo diremo anche ai deputati - che sarebbe cosa buona che i teatri stabili più importanti, o che hanno un valore monumentale, fossero monumento nazionale. Faccio fatica a immaginare che una chiesa non sia un monumento religioso. Si parla di monumenti nazionali. La parola nazionale, che è diversa da comunale o regionale, non riguarda la proprietà, ma riguarda lo spirito e i valori simbolici che sono stati qui evocati dall'amico senatore Occhiuto, dalla senatrice Rando e, da ultimo, dal senatore Marcheschi, ognuno dei quali ha evocato e ricordato anche dettagli tutto sommato non particolarmente significativi, che sono ricordati dalla relazione al disegno di legge, come il pregevole orologio che scandisce il tempo. Ogni orologio scandisce il tempo e non è che sia pregevole in quanto è un riferimento decorativo o artistico. Quindi è stato evocato perché più si perde tempo nello stabilire che i teatri sono monumenti nazionali, più si perde la coscienza stessa della nostra Nazione: questo vuol dire. Un teatro è un monumento nazionale.

L'approvazione del disegno di legge è stata fatta velocemente, facilmente, all'unanimità, con il ritorno di un testo normativo che era stato presentato nella precedente legislatura e che, come singolarmente accade, visto il procedere dal Governo verso il Parlamento, è di iniziativa parlamentare. Questa cosa mi pare la più bella di tutte, ovvero che sia l'iniziativa parlamentare del Senato e della Camera dei deputati ad aver portato unanimemente a questo risultato. Pertanto spero siano utili la mia presenza, la vostra facondia, le vostre considerazioni e la consapevolezza e il compiacimento del fatto che Parma è molto importante, perché è la città di Verdi. Non dimentichiamo però che, se qui non abbiamo oneri o abbiamo neutralità finanziaria, per Puccini, il cui valore è pari a quello di Verdi, è stato stanziato un finanziamento intorno ai 9 milioni di euro per il festival e l'attività di un luogo, in cui sta avvenendo - lo dico a tutti i parlamentari: oggi vedrò il sindaco di Viareggio - la distruzione del piazzale davanti alla villa, che il sindaco ha ritenuto di cambiare, buttando giù i pilastrini, che sono importanti non meno del citato orologio. Quindi esorto tutti voi a vigilare anche sul fatto che poi, nel nome delle celebrazioni, non si dimentichino la storia e la memoria di un luogo, che come i luoghi di Gozzano, è un luogo della poesia, delle cose povere, delle cose piccole, di piccole aiuole. Comunque oggi cercherò di spiegare al sindaco di Viareggio che si può onorare Puccini anche senza fare una pista per gli elicotteri davanti a casa sua.

Detto questo, colgo appunto l'occasione per segnalare l'opportunità di ascoltare le parole del senatore Pirondini in merito ai monumenti nazionali, che ha elencato e cioè quei teatri in cui si celebra per tutti, per l'Italia e per il mondo, la grandezza della musica, nel nome dei valori che avete ricordato, della pace e della neutralità, in questo caso rispetto alla divisione ideologica, perché la musica unisce tutti, destra e sinistra. Se unisce tutti, ogni teatro è monumento nazionale, per cui si cominci da Parma e si proceda per tutti i grandi teatri italiani. (Applausi).

Svolgimento di interrogazioni (ore 10,59)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.

Sarà svolta per prima l'interrogazione 3-00138 sui ritardi nell'erogazione dell'assegno unico e universale da parte dell'Inps.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione. (Brusio).

Prego i colleghi che intendono lasciare l'Aula di farlo in silenzio.

BELLUCCI, vice ministro del lavoro e delle politiche sociali. Signor Presidente, ringrazio la senatrice Murelli per aver portato all'attenzione del Governo la questione avente ad oggetto le misure che si intendono adottare, al fine di garantire l'accredito puntuale da parte dell'INPS dell'assegno unico familiare.

Questo Governo, nella legge di bilancio approvata di recente, ha disposto un cospicuo aumento delle somme stanziate per l'assegno unico e universale quale beneficio economico mensile attribuito ai nuclei familiari per il periodo proprio che va dal marzo di ciascun anno a febbraio dell'anno successivo, tenuto conto dell'Indicatore della situazione economica equivalente. La misura, infatti, è stata rafforzata dal Governo proprio per aiutare le famiglie numerose e dare maggiore sostegno alle persone con disabilità, alle persone di minore età con disabilità.

Dal 1° gennaio 2023 è previsto un incremento del 50 per cento dell'assegno unico per le famiglie con figli di età inferiore a un anno e, per i figli con un'età compresa da uno a tre anni, per le famiglie con tre e più figli con ISEE fino a 40.000 euro. È prevista anche una maggiorazione del 50 per cento dell'assegno unico per le famiglie con quattro o più figli. Sono confermate e rese e strutturali le maggiorazioni dell'assegno unico per ciascun figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.

Con riferimento alla problematica segnalata, si rappresenta che si è provveduto a condurre un'approfondita istruttoria, volta ad acquisire utili elementi da parte dell'Istituto di previdenza, al fine di dare una compiuta ed esaustiva risposta. A tale proposito, l'INPS ha dichiarato che i pagamenti sono eseguiti tramite Banca d'Italia e ammontano a circa 1,3 miliardi di euro al mese, corrispondenti a oltre 5,5 milioni di bonifici mensili.

Nella prima decade di ogni mese l'Istituto provvede a istruire le domande di assegno unico nonché a svolgere tutte le eventuali lavorazioni di carattere straordinario come, ad esempio, arretrati e conguagli. Terminate le istruttorie, l'INPS trasmette i mandati di pagamento alla Banca d'Italia, che procede ai relativi versamenti nel limite massimo stabilito di circa 4 milioni di bonifici per data regolamento, e cioè il giorno in cui una transizione o contratto devono essere regolati e contabilizzati.

Le date di regolamento dei bonifici per la regolazione dell'assegno unico sono state concordate tra il 12 e il 20 del relativo mese di competenza ed eventuali accrediti non eseguiti in tale arco temporale vengono inseriti nel flusso ordinario di erogazione delle altre prestazioni di competenza dell'Istituto.

Per ciò che concerne la segnalazione dei ritardi nell'erogazione dell'assegno unico, l'INPS ha precisato che, dalle verifiche operate sui flussi di pagamento del 2022, è emerso che i rallentamenti si sono verificati esclusivamente nei primi mesi di avvio dell'attività. L'INPS ha altresì dichiarato che, nel solo mese di settembre 2022, a fronte del volume eccezionale di prestazioni effettuate, sono stati riscontrati disservizi per circa 600.000 bonifici, pari a 142 milioni di euro, e corrispondenti all'11 per cento circa delle erogazioni mensili.

L'Istituto ha precisato che, in questa eccezionale occasione, l'erogazione è stata posticipata di non più di cinque giorni lavorativi (questo è ciò che ha sottolineato l'Istituto). Più in generale, secondo quanto riferito dall'INPS, non può parlarsi propriamente di ritardi nei pagamenti della prestazione dell'assegno quanto piuttosto della non predisposizione di date fisse mensili, nelle quali gli stessi pagamenti sono accreditati agli utenti. Infatti, i pagamenti avvengono con regolarità ogni mese sin dall'avvio della prestazione, mentre le date di effettiva disponibilità delle somme da parte dei beneficiari finali possono arrivare da un mese all'altro e variare.

Nell'evidenziare l'importanza della questione sollevata, si rassicura la senatrice interrogante che l'INPS si sta adoperando con il massimo impegno per svolgere tutti gli approfondimenti volti a garantire le modifiche gestionali e le implementazioni informatiche per assicurare che il pagamento avvenga con cadenza stabile.

La soluzione auspicata è quella di rimodulare la tempistica della procedura dei controlli sulla presenza dei requisiti di legge per beneficiare dell'assegno unico e universale al fine di consentire la calendarizzazione degli accrediti in un ristretto numero di date valuta prefissate.

Concludo sottolineando che sarà cura del Ministero del lavoro e delle politiche sociali vigilare sull'attuazione da parte dell'INPS delle modifiche gestionali, nella piena consapevolezza che l'assegno unico rappresenta un'importante misura di sostegno economico per i nuclei familiari e per tale motivo è certamente priorità di questo Governo attenzionare questa misura e la capacità dell'INPS di essere efficiente, efficace e tempestivo senza che nessuna famiglia e nessun bambino possano vedere questo Governo, le istituzioni e il Parlamento distanti dal soddisfacimento dei loro bisogni prioritari.

MURELLI (LSP-PSd'Az). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MURELLI (LSP-PSd'Az). Ringrazio il vice ministro Bellucci per la soddisfacente risposta, perché questa è l'attenzione che il Governo deve avere rispetto alle famiglie. Non ci possono essere ritardi o problemi nelle procedure di erogazione dell'assegno unico, perché in precedenza l'assegno per i figli veniva versato e pagato direttamente regolarmente in busta paga, a seconda dell'azienda, il 10 o il 27 del mese. In questo caso, siccome il pagamento è a carico della Banca d'Italia, non possiamo lasciare queste famiglie nell'incertezza della data precisa in cui questo avverrà, perché esse hanno collegato al pagamento dell'assegno unico la programmazione delle spese famigliari. È quindi importantissimo ciò che il Ministro ha sottolineato per quanto riguarda le procedure informatiche, che devono essere attuate, e anche per quanto riguarda un cambiamento di procedura, in modo tale da garantire effettivamente delle date precise in cui gli assegni familiari vengono pagati, affinché si possa assicurare l'efficacia e l'efficienza di questo sostentamento alle famiglie, specialmente alle famiglie numerose, nell'ottica della nostra politica volta al cambiamento, per sostenere la famiglia e per sostenere la natalità nel nostro Paese. (Applausi).

PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-00176 sulle perdite subite dal comparto ortofrutticolo a causa della siccità.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.

LA PIETRA, sottosegretario di Stato per l'agricoltura, la sovranità alimentare e le foreste. Signor Presidente, onorevoli senatori, una delle priorità per il Ministero è rimettere al centro problematiche e opportunità legate al settore ortofrutticolo, che per il nostro Paese riveste un ruolo strategico. Dopo anni di assenza, lo scorso 8 febbraio ho partecipato, con il vice Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, alla Fruit Logistica 2023 di Berlino, la più grande fiera professionale al mondo del settore ortofrutta. La presenza del vice ministro Cirielli è stata fortemente voluta dal presidente Meloni per simboleggiare quanto il nostro agroalimentare sia un elemento centrale che ha l'Italia per presentarsi all'estero.

In tale contesto, è emersa l'estrema necessità di promuovere politiche che diano risposte concrete ad un settore che soffre per il calo dei consumi interni, il notevole aumento dei costi, le condizioni climatiche disastrose, i fitopatogeni aggressivi e lo scarso riconoscimento di un settore che è trainante non solo per l'agricoltura italiana, ma anche per l'economia stessa del Paese, a partire dal suo cruciale ruolo occupazionale in molte Regioni.

Detto questo, rilevo che riguardo alle iniziative per compensare la perdita di liquidità delle imprese del comparto, nell'ambito dell'organizzazione comune di mercato (OCM), disciplinata dai regolamenti UE/1308 e UE/2021, sono presenti molteplici interventi in favore delle organizzazioni di produttori ortofrutticoli anche di carattere finanziario. Infatti, la vigente normativa unionale e nazionale di riferimento prevede il finanziamento dei programmi di attività delle organizzazioni riconosciute attraverso un aiuto comunitario generalmente pari al 50 per cento delle spese incluse in alcuni specifici programmi di attività, definiti programmi operativi. All'interno dei predetti programmi trovano spazio interventi dedicati agli investimenti, al miglioramento della qualità dei prodotti e delle condizioni di commercializzazione, all'ottimizzazione dei costi di produzione, nonché alla prevenzione della crisi e gestione dei rischi.

In particolare, in relazione al 2023, le organizzazioni di produttori del settore hanno presentato alle competenti Regioni 256 programmi operativi, approvati per un aiuto unionale complessivo pari a circa 300 milioni di euro annui.

Ricordo inoltre che il Ministero, con la Misura 17 del Programma di sviluppo rurale nazionale (PSRN) 2014-2022, interviene per la stipula di polizze assicurative agevolate per l'adesione ai fondi di mutualizzazione, con un contributo fino al 70 per cento della spesa premi, sostenuto dagli agricoltori, a copertura dei rischi da avversità atmosferiche, tra cui anche la siccità.

Occorre poi considerare che per favorire la ripresa dell'attività economica e produttiva l'articolo 13 del decreto-legge n. 115 del 2022 ha esteso anche alle imprese agricole che non hanno stipulato la copertura assicurativa per i danni da siccità subiti dal maggio 2022, la possibilità di accedere agli interventi di cui all'articolo 5 del decreto legislativo n. 102 del 2004. La norma reca una dotazione finanziaria di 200 milioni di euro. Attualmente, le Regioni stanno raccogliendo le domande da parte dei beneficiari e, sulla base dei fabbisogni che verranno comunicati in esito all'istruttoria, si procederà alla ripartizione delle somme tra le Regioni.

Segnalo inoltre che a partire da quest'anno, nell'ambito del piano strategico nazionale, è prevista l'attivazione di un nuovo strumento di intervento ex ante finanziato con le risorse dell'Unione europea sotto forma di fondo di mutualizzazione nazionale, cui potranno accedere tutte le imprese agricole per fronteggiare i danni a carico delle colture in caso di eventi catastrofali quali la siccità ed ottenere così un ristoro in tempi compatibili con le esigenze finanziarie aziendali per garantire la pronta ripresa economica e produttiva.

La novità dell'intervento risiede nel fatto che sarà costituito esclusivamente da risorse comunitarie senza alcun esborso per gli agricoltori, grazie alla possibilità di finanziare con le risorse del primo pilastro della Politica agricola comune (PAC) la quota del 30 per cento a carico dell'agricoltore, coprendo il restante 70 per cento con le risorse del secondo pilastro del Fondo europeo di sviluppo regionale.

Riguardo poi alle misure volte a rafforzare il sistema agricolo e agroalimentare nazionale, ricordo che la legge di bilancio 2023, al fine di incentivare la ripartizione economica del tessuto imprenditoriale del Paese, ha istituito nello stato di previsione del Ministero il Fondo per la stabilità alimentare, con una dotazione di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024, 2025 e 2026. Anche per il settore in esame il Fondo ha l'obiettivo di ridurre i costi sostenuti per la produzione delle imprese agricole, sostenere le relative filiere e gestire la crisi di mercato.

Al fine di rendere costante e puntuale lo scambio di informazioni sull'organizzazione di mercato tra le diverse componenti interessate e di gestire le eventuali situazioni di crisi, è nostra intenzione implementare le attività del tavolo frutticolo nazionale, già istituito con decreto del 6 marzo 2020. Infatti, proprio ieri, con il ministro Lollobrigida abbiamo incontrato i maggiori rappresentanti del settore ortofrutticolo, affrontando alcuni dei principali temi che preoccupano il comparto, quali il prezzo equo, l'import-export, la produttività della filiera, la siccità e gli imballaggi. È stata un'importante occasione di aggiornamento e di confronto per ascoltare le istanze dei protagonisti del comparto ed elaborare insieme, ragionando come sistema Italia, soluzioni e prospettive di sviluppo per un settore fondamentale del made in Italy. Il nostro compito è sostenere questo comparto attraverso un piano di rilancio del settore, non solo per affrontare le emergenze, ma anche per assicurare uno sviluppo solido e sostenibile. Puntiamo con forza sulla sinergia con altri Ministeri, come confermano i tavoli con i Dicasteri di salute, lavoro e made in Italy. In questo modo il sistema Italia può essere ancora più competitivo.

Si tratta di un primo passo al quale seguiranno specifici incontri per risolvere le problematiche del comparto anche in un'ottica strategica che garantisca alle nostre produzioni di qualità di essere ulteriormente valorizzate in termini promozionali e conquistare nuove fette di mercato in Italia e all'estero.

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Salutiamo studenti e docenti del Liceo economico sociale «Regina Margherita» di Torino. Benvenuti. (Applausi).

Ripresa dello svolgimento di interrogazioni (ore 11,14)

BERGESIO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BERGESIO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, gli studenti presenti sono piemontesi come me e li saluto volentieri.

Grazie, signor Sottosegretario, per la risposta. Io credo che dentro ci siano alcuni passaggi importanti, come il sostegno alla produzione e all'export e quello che è stato fatto.

Vorrei tuttavia dare al Governo un suggerimento, che poi è emerso. Rivolgo i miei complimenti e ringrazio il ministro Lollobrigida, perché ieri ha convocato il tavolo; è un momento delicato e importante e so che sono stati attivati anche sottotavoli tecnici di lavoro, perché le problematiche sono molte.

Nel 2021 abbiamo vissuto un anno in cui la produzione agricola è stata pari a 56 miliardi e quella relativa all'ortofrutta fresca è stata pari a 14 miliardi: tanta roba, è il 27 per cento. In Piemonte (sono partito dai dati del nostro territorio) abbiamo 8.000 aziende impegnate nel settore, su quasi 19.000 ettari, ma le problematiche vere che sta vivendo la prima parte della filiera sono costituite da una carenza enorme di liquidità, a seguito della quale gli agricoltori chiederebbero moratorie, cosa oggi complicatissima, perché è stata fatta nel periodo Covid, ma do un suggerimento.

Nell'articolo 19 del decreto-legge n. 21 del 2022 (taglia prezzi) si prevede che gli istituti di credito possono, su richiesta, rimodulare i mutui a venticinque anni. Occorre un intervento, io credo, del Governo, ma anche della Banca d'Italia, per far sì che gli istituti di credito accettino questa rimodulazione, soprattutto nell'aspetto relativo al fatto di non segnalare poi questi clienti in centrale rischi, perché tale rimodulazione viene ritenuta uno sforamento. Io credo che sarebbe auspicabile che il Governo riuscisse, attraverso la sua figura autorevole e importante, signor Sottosegretario (abbiamo lavorato bene in Commissione insieme nella scorsa legislatura), a gestire questa fase e ad aprire a questa possibilità di rimodulare i mutui a venticinque anni, con due anni di preammortamento, magari inserendo anche una condizione di tasso che non sia da strozzinaggio, fatto che diventa fondamentale.

L'altro tema è quello dei dipendenti e del lavoro. Il lavoro in agricoltura ha un costo importante; nelle zone svantaggiate c'è una riduzione dei contributi al 75 per cento. Per le filiere in crisi sarebbe opportuno attivare tale riduzione anche solo per alcuni mesi o per l'anno in corso, portando il settore e la filiera in crisi ad avere costi inferiori per i dipendenti, magari riducendo anche gli oneri contributivi (si pensava del 2-3 per cento, com'è stato segnalato anche dalle associazioni di categoria). In questo modo si potrebbe addirittura far sì che il lavoratore dipendente riesca ad avere in busta paga 1,50 euro in più all'ora.

Credo che questi temi debbano essere affrontati insieme a quelli grandi, come i finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, perché è la quotidianità che rischia di far chiudere le nostre imprese e le nostre aziende agricole. Tenga presente che il discorso di avere un onere contributivo inferiore riguarda 120.000 imprese nel nostro Paese, ma i lavoratori in agricoltura sono 1,05 milioni. Perciò tutta questa forza lavoro va comunque aiutata e sostenuta; se possibile, facciamo anche guadagnare loro qualcosa in più, sempre rimanendo nei canoni dei ricavi.

C'è anche il tema dei flussi. Quest'anno il decreto flussi è stato gestito bene; però molti segnalano che la data del 27 marzo sia un po' in ritardo, perché ci sono produzioni primarie, in certe aree del Paese (vedi il Veneto e altre zone), dove l'assegnazione dei lavoratori dipendenti avrebbe dovuto partire già prima del 27 marzo.

A questo aggiungo il discorso delle polizze assicurative. Bene ha fatto il Governo a inserirsi; la soluzione di AgriCat a mio avviso è importante per dare un sostegno, però nell'ambito dei danni catastrofali (brina, gelo, tempesta o alluvione) ci dev'essere anche la siccità. Non possiamo più permetterci che i contadini e gli agricoltori italiani lavorino senza la garanzia di un ricavo. (Applausi). E lei lo sa bene, perché lo sosteneva con me nella scorsa legislatura ed eravamo d'accordo su questo tema.

La ringrazio pertanto per il contributo che ha dato, soprattutto come risposta, a tutti coloro che oggi la stavano attendendo. Dall'altra parte, le chiedo ancora uno sforzo. Noi contribuiamo come Commissione (il presidente De Carlo e i miei colleghi tutti) per far sì che si possa veramente arrivare a una soluzione ottimale di questo problema e il settore ortofrutticolo possa essere finalmente risollevato. (Applausi).

PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-00100 con carattere d'urgenza, ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento, su un episodio di violenza nel carcere minorile Cesare Beccaria di Milano.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.

OSTELLARI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, in relazione al grave evento citato, accaduto nella notte tra il 7 e l'8 agosto 2022, si evidenzia che in quel periodo presso l'Istituto penale per i minorenni (IPM) di Milano era stata raggiunta la capienza massima, anche a causa delle necessarie misure precauzionali adottate per limitare i rischi di infezione da Covid-19, in ragione delle quali occorreva garantire, nella fase di accoglienza, la disponibilità di stanze che consentissero l'isolamento precauzionale, come previsto dalla vigente circolare del Ministero della salute.

Ciò premesso, risulta che il minorenne era stato temporaneamente allocato presso una stanza del locale infermeria, naturalmente previa compiuta valutazione effettuata dall'équipe dell'istituto, in considerazione delle difficoltà di inserimento nel contesto detentivo, dovute al fatto che il ragazzo sperimentava il suo primo ingresso in un istituto penale minorile.

Il 6 agosto 2022, in ragione della sopravvenuta inagibilità del reparto infermeria, dovuta al danneggiamento dei locali conseguente ad un evento critico di cui si rendeva responsabile un altro minorenne, veniva effettuato lo spostamento del giovane dal locale infermeria a una stanza di diverso reparto, che era occupata anche da altri ragazzi e che rappresentava, in quel frangente, l'unico posto detentivo disponibile.

Purtroppo, nella notte tra il 7 e l'8 agosto, per come riferito dal giovane, venivano perpetrate violenze a suo danno da parte dei suoi compagni di cella, due minorenni e un giovane adulto di diciott'anni. La mattina dell'8 agosto, il minorenne, a seguito del colloquio con l'educatore, dove raccontava le violenze subite, veniva nuovamente trasferito nel reparto infermeria, dove nel frattempo si era resa disponibile una stanza, a seguito del ricovero del giovane che aveva messo in atto i danneggiamenti sopramenzionati.

Acquisite tali informazioni, il giovane veniva altresì immediatamente visitato dal medico dell'istituto e, su disposizione di questi, accompagnato, in data 9 agosto 2022, dapprima presso l'ospedale San Carlo di Milano e, successivamente, presso il Pronto soccorso violenza sessuale istituito presso la clinica Mangiagalli di Milano, e ciò per gli ulteriori approfondimenti specialistici.

Si attivava inoltre l'immediato allertamento del personale dell'istituto, a seguito delle tensioni che inevitabilmente si erano venute a creare tra tutti i ragazzi al diffondersi della notizia di quanto accaduto, e si adottavano altresì provvedimenti per la salvaguardia del minorenne, attraverso la previsione di un regime di alta sorveglianza e il divieto di incontro con i ristretti nelle altre sezioni detentive, ciò principalmente al fine di scongiurare le criticità che potevano scaturire dalla diffusione della notizia tra i giovani detenuti.

Contestualmente e doverosamente veniva inoltrata, al pubblico ministero di turno presso la competente procura della Repubblica, la notitia criminis nei confronti dei ragazzi indicati come autori delle violenze, dando corso altresì alle informative di rito al magistrato di sorveglianza e agli uffici superiori.

A seguito delle dichiarazioni rilasciate dalla giovane vittima nelle varie sedi in cui è stata ascoltata e visitata, il competente ufficio del Dipartimento ha effettuato il trasferimento in altri istituti dei due minorenni coinvolti negli abusi, mentre per il giovane adulto coinvolto si è provveduto a chiedere all'autorità giudiziaria competente il nulla osta al trasferimento presso una struttura detentiva per adulti, essendo venuti meno i presupposti per la prosecuzione del trattamento in ambito minorile, ciò ai sensi dell'articolo 9 del decreto n. 121 del 2018.

L'autorità competente, quindi la procura della Repubblica presso il tribunale dei minorenni di Milano, ha riferito che pende procedimento penale a carico di due persone minorenni, peraltro entrambe detenute per altri fatti. Al riguardo risulta che, in data 27 dicembre 2022, è stata eseguita ordinanza custodiale in danno dei due indagati minorenni e che è stata richiesta l'audizione della persona offesa nelle forme dell'incidente probatorio.

Venendo alle generali problematiche del sovraffollamento delle carceri e alle potenziali misure volte alla deflazione della nota criticità, mi pregio ribadire quanto già relazionato in risposta ad altre interrogazioni di pressoché analogo tenore. Anche a seguito della nota sentenza Torreggiani della CEDU del 2013 ed allo scopo di arginare il fenomeno, si è proceduto all'individuazione, nell'ambito delle disponibilità esistenti, di spazi immediatamente utilizzabili e, contemporaneamente, sono stati progettati nuovi istituti.

Nel tempo, quindi da marzo 2014, sono stati istituiti ufficialmente l'applicativo spazi-detenuti e il relativo gruppo di lavoro, con il quale sono state fornite ulteriori indicazioni riguardanti la locazione di spazi vitali minimi stabiliti dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e diventando, questo strumento informatico, allo stato il sistema più avanzato per definire l'insieme di relazioni tra detenuti e spazi detentivi. Tale applicazione consente non solo di conoscere il numero dei detenuti presenti nei singoli istituti, ma anche la loro corretta collocazione all'interno di ogni istituto, le camere di pernottamento e lo spazio disponibile per ciascun individuo, consentendo così di verificare in tempo reale il rispetto dei parametri CEDU ed eventuali violazioni, con conseguente ripristino della legalità. Questo applicativo è peraltro utilizzabile dalla magistratura di sorveglianza, preposta per legge alla vigilanza sull'esecuzione della pena nel rispetto dei diritti dei detenuti e degli internati.

Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP) è costantemente ed anche attualmente impegnato in un programma teso all'aumento del numero dei posti detentivi mediante il recupero dell'agibilità di quelli indisponibili per carenze manutentive, nonché all'edificazione di nuovi padiglioni in penitenziari già attivi, come pure alla riconversione a uso detentivo di strutture demaniali dismesse, in particolare caserme, aventi caratteristiche tali da poterne prefigurare, prevalentemente con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, un possibile adattamento a istituto penitenziario.

Tra il 2020 e i primi mesi del 2021 sono stati ultimati e attivati quattro nuovi padiglioni da 200 posti ciascuno presso gli istituti di Parma, Trani, Lecce e Taranto. Attualmente sono in fase di collaudo, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il nuovo padiglione dal 92 posti destinato all'applicazione del regime previsto dall'articolo 41-bis presso la casa circondariale di Cagliari e il padiglione da 200 posti della casa di reclusione di Sulmona. Entro il 2023, inoltre, dovrebbe essere ultimato il padiglione da 200 posti che si sta realizzando presso la casa circondariale di Bologna, nonché quello da 400 posti in costruzione presso la casa circondariale Roma Rebibbia. Tra gli interventi avviati per il riadattamento e il riuso di strutture militari dismesse, si annota quello relativo alla caserma «Barbetti» di Grosseto, d'imminente presa in consegna da parte dell'amministrazione penitenziaria, da riconvertire in istituto da 400 posti. Inoltre, effettuati i relativi appalti dei lavori, entro il 2025 dovrebbero essere ultimati il nuovo padiglione da 200 posti presso la casa circondariale di Bologna e il nuovo istituto di Forlì, da 250 posti.

Nell'ambito dei fondi complementari al PNRR, è stata prevista la realizzazione di otto padiglioni da 80 posti detentili, da edificarsi in aree già nella disponibilità di quest'amministrazione quali sedi di istituti di pena (Vigevano, Rovigo, Perugia, Viterbo, Civitavecchia, Santa Maria Capua Vetere, Ferrara e Reggio Calabria), con il duplice obiettivo sia di ampliare la recettività del sistema penitenziario nazionale, sia di favorire una permanenza nei luoghi di detenzione più dignitosa. Il format di questi padiglioni detentivi, di ispirazione fortemente trattamentale, è stato elaborato dalla commissione per l'architettura penitenziaria, costituita nel gennaio del 2021. La concreta attuazione di tali opere è affidata al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con cui si è avviata un'opera di costante collaborazione finalizzata alla tempestiva attuazione dei progetti. La realizzazione di tali otto padiglioni dovrà essere ultimata entro l'anno 2026 e produrrà 640 posti detentivi. Ciò consentirà di contrastare con maggiore adeguatezza ed efficacia la problematica relativa alla condizione di sovraffollamento che affligge il sistema penitenziario, nonché di assicurare maggiore disponibilità di spazi utili al superamento dell'attuale criticità legata anche e soprattutto alla grave mancanza di superfici e ambienti per le attività trattamentali.

Infine, in ordine all'adozione di misure alternative al carcere, allo stato si evidenzia il recente intervento normativo di cui al decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150, contenente appunto, tra le altre, la riforma delle pene sostitutive delle pene detentive brevi.

Merita peraltro segnalare gli effetti e gli interventi nello specifico settore disposti con la legge n. 197 del 29 dicembre 2022 (la legge di bilancio).

Per l'anno finanziario 2023 e pluriennale 2023-2025, nell'articolo 1, comma 856, si prevede che nello stato di previsione del Ministero della giustizia è istituito un Fondo con una dotazione pari a 4 milioni di euro per l'anno 2023 e a 5 milioni per ciascuno degli anni dal 2024 al 2025. Tale Fondo è destinato a progetti volti al recupero e al reinserimento dei detenuti mediante l'attivazione di percorsi di inclusione lavorativi e formativi, in collaborazione con le istituzioni coinvolte, con le scuole e le università, nonché con i soggetti associativi del terzo settore. Nello stesso comma si parla anche di finanziamenti di progetti destinati all'assistenza ai detenuti; alla cura e all'assistenza sanitaria e psichiatrica; al recupero dei soggetti tossicodipendenti o assuntori abituali di sostanze; all'integrazione degli stranieri sottoposti ad esecuzione penale, alla loro cura e assistenza sanitaria.

Il comma 858 dell'articolo 1 della suddetta legge di bilancio prevede procedure concorsuali pubbliche per l'assunzione, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, di 100 unità di personale con posizione di funzionario giuridico-pedagogico e di funzionario mediatore culturale.

Al comma 864 dell'articolo 1 si autorizza l'assunzione straordinaria di un contingente massimo di 1.000 unità del Corpo di polizia penitenziaria sino al 2026 (in diversi scaglioni).

E ancora: all'articolo 6, comma 2, si autorizza la riassegnazione, in termini di competenza e di cassa, delle somme versate dal CONI, dalla società Sport e salute SpA, dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni e da altri enti pubblici e privati all'entrata del bilancio dello Stato.

Concludo osservando che la risposta a questa interrogazione mi permette anche di segnalare un ulteriore elemento. Oltre al tema sollevato dall'interrogante e oltre a quello delle misure alternative, che già ci sono e che sono utilizzate nel nostro sistema, guardiamo tutti anche al tema del lavoro. Se il sì è a utilizzare e a spingere sulla misura alternativa, il no è sicuramente per i provvedimenti che hanno il solo scopo di svuotare le carceri, perché nulla o poco hanno a che fare con il recupero del detenuto. Credo invece che con il lavoro in carcere, soprattutto se coinvolge anche il privato (che può intervenire nel nostro sistema carcerario), si possa incidere veramente nel recupero del soggetto. Questo va in favore del singolo, ma anche della nostra comunità, perché il soggetto che esce dal carcere, se ha imparato qualcosa, difficilmente rientra all'interno del circuito criminale. Non lo dico io, ma i dati: solo il 2 per cento dei detenuti che hanno imparato qualcosa, si sono formati, sono stati rieducati e hanno aderito a un programma di rieducazione rientra nel circuito criminale. Credo che questo sia il vero investimento, al di là di quello sulle misure alternative, che già ci sono. Penso che su questo dobbiamo lavorare e massima è la nostra concentrazione, perché il beneficio è non solo per la singola persona, ma per tutta la nostra comunità.

SCALFAROTTO (Az-IV-RE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (Az-IV-RE). Signor Sottosegretario, la ringrazio molto della sua lunga e completa risposta. Mi faccia però partire dai fatti del carcere minorile Cesare Beccaria, perché la vicenda dalla quale trae origine la mia intervista è veramente terribile: si tratta di un ragazzo che è stato fatto oggetto di violenza anche sessuale all'interno di una struttura dove in teoria bisognava pensare alla sua rieducazione e alla sua protezione.

Tra l'altro, come succede di solito, e ancora di più vale per i minori, occorre chiedersi perché questo ragazzo fosse in prigione e se quello fosse il posto giusto.

Aveva sicuramente commesso qualcosa di non giusto, di non etico e di antigiuridico, quindi probabilmente meritava anche una sanzione, ma, se quella sanzione, ritenuta giusta, fosse privarlo della libertà personale e poi trasferirlo in una cella con altri detenuti per ragioni minime - diciamoci la verità - perché non c'era un'infermeria o non c'era posto? Sono ragioni che ascolto, ma sono sicuro che lei, come me, nel leggerle le avrà trovate evidentemente inaccettabili, considerando la tragedia che il ragazzo ha dovuto affrontare.

Su questa vicenda teniamo quindi gli occhi aperti, anche perché sappiamo che dal Beccaria di Milano c'è stata poi un'evasione: insomma, i problemi sono molteplici e quelli che affliggono le nostre carceri sono importanti.

Il rappresentante del Governo ha anche citato la legge di bilancio, con gli interventi che sono previsti, ma noi tutti ricordiamo che accanto alle assunzioni ci sono anche tagli sostanziali al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, che non avremmo voluto vedere.

Signor Sottosegretario, delle due l'una. O decidiamo di svuotare le carceri, per fare in modo che non diventino, come sono, il ricettacolo di ogni marginalità: sappiamo vi si trova un sacco di gente con problemi di tossicodipendenza, che non dovrebbe stare lì; sappiamo che le residenze per le malattie mentali (REMS) ancora non sono una realtà, ma abbiamo - giustamente - chiuso gli ospedali psichiatrici giudiziari, pertanto le persone con problemi psichiatrici sono ancora nelle carceri; sappiamo che l'anno scorso abbiamo avuto 84 suicidi, record di cui certamente non possiamo andare orgogliosi, ma che costituisce una macchia sulla nostra coscienza collettiva nazionale.

Oppure, evidentemente, è importante che investiamo sulle carceri, che diamo una mano anche alla polizia penitenziaria e ai nostri direttori, che fanno i miracoli. Da quando è cominciata la legislatura sono stato a Le Vallette a Torino, a San Vittore, alla Dozza di Bologna e i problemi sono simili dappertutto: le strutture sono fatiscenti e mancano i soldi per la manutenzione ordinaria. Ci sono luoghi che sono veri e propri inferni in terra, come le sezioni nuovi giunti, quei luoghi in cui le persone che arrivano in carcere per la prima volta si scontrano con la realtà carceraria, i detenuti vengono spostati velocemente e non c'è neanche quel senso di proprietà che invece il carcerato che vive per molti anni nella stessa stanza di solito crea col proprio ambiente circostante. Sono luoghi che nessuno vorrebbe vedere e che si capisce possano portare un detenuto al suicidio.

Voglio però ringraziare il rappresentante del Governo, non soltanto formalmente, per le ultime cose che ha detto. Sono d'accordo con lui: alla Dozza di Bologna ho visitato una bellissima azienda, che si trova dentro al perimetro del carcere e si chiama Fare impresa in Dozza (FID), in cui una quindicina di persone detenute lavorano con il contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici; è un mondo diverso, come il polo universitario che ho visto alle Vallette di Torino, dove i detenuti studiano; e tutti conosciamo l'esperienza del carcere di Bollate.

Voglio dire dunque che abbiamo preso con grande serietà le parole dette dal ministro Nordio all'inizio di questa vostra esperienza di Governo su un uso più intelligente, più sensato - come diceva lei - e anche più egoisticamente logico del carcere: se le persone che escono non delinquono, è un interesse prima di tutto della società. Molto bene, ma vi aspettiamo sui fatti, signor Sottosegretario, perché vi ricordo sempre che il primo atto che avete adottato è stato introdurre un reato sui rave, con sei anni di reclusione, che servivano per consentire le intercettazioni. Dunque, il peggiore armamentario manettaro che si possa pensare è quello che ci avete fatto vedere nella pratica.

Se alle parole del ministro Nordio, alle quali si aggiungono le sue, alate, di questa mattina, seguiranno i fatti, noi del Gruppo Azione-Italia Viva-RenewEurope ne saremo veramente molto lieti, per il bene del Paese. (Applausi).

PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-00145 sulla gestione dei beni mobili e immobili sequestrati alla criminalità organizzata.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.

OSTELLARI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, dev'essere immediatamente posto in risalto che il Fondo unico giustizia è gestito dalla SpA Equitalia giustizia, la quale versa allo Stato le somme confiscate dall'autorità giudiziaria o amministrativa, l'utile della gestione finanziaria delle risorse liquide del Fondo unico giustizia e una quota delle risorse sequestrate stabilita con decreto ministeriale in base ai criteri statistici che tengono conto delle priorità e probabilità di restituzione.

Dalla data di istituzione del fondo a oggi, le somme complessivamente riversate allo Stato consistono in circa 1,4 miliardi per provvedimenti giudiziari di confisca e devoluzione. Ciò è comprensivo di anticipazione di somme sequestrate e utile della gestione finanziaria del Fondo unico giustizia dell'anno precedente.

Le somme riversate allo Stato sono destinate alla riassegnazione in misura non inferiore a un terzo al Ministero dell'interno e in misura non inferiore a un terzo al Ministero della giustizia. Per il resto, entrano nel bilancio dello Stato.

Le quote di riassegnazione sono stabilite annualmente con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. I DPCM finora emanati hanno sempre previsto la destinazione delle quote di riassegnazione nella misura del 49 per cento al Ministero dell'interno, 49 per cento al Ministero della giustizia e due per cento al bilancio dello Stato.

Con specifico riferimento all'anno 2023, considerato che nel bilancio risulta già iscritta la somma di 30 milioni di euro sul capitolo 1537, a titolo di anticipazione della quota del fondo spettante a questo Dicastero per l'anno in corso, sono state invitate le articolazioni ministeriali a comunicare le esigenze riferite al finanziamento degli interventi tesi al funzionamento e potenziamento dei servizi istituzionali del Ministero della giustizia, indicando i corrispondenti capitoli di bilancio sui quali allocare le risorse e il grado di priorità di ciascun intervento da sottoporre alla valutazione del Ministro.

Per quanto attiene più specificamente alla destinazione a scopi sociali dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, occorre ribadire che il decreto legislativo n. 159 del 2011, cosiddetto codice antimafia, agli articoli 45 e 49, stabilisce - con riferimento ai beni immobili definitivamente confiscati - un articolato sistema di prioritaria destinazione al patrimonio indisponibile dell'ente territoriale in cui il bene è situato.

Il trasferimento al patrimonio indisponibile degli enti territoriali per la gestione finalizzata a scopi sociali non priva l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata di stringenti poteri di verifica e di controllo.

Come si evince dal contesto dell'ultima relazione dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, tale Agenzia ha proseguito la mappatura dei beni già consegnati, evidenziando le cause di mancato utilizzo e avviando tutte le azioni a sostegno dell'ente destinatario per una corretta ed effettiva utilizzazione. Può quindi sostenersi che l'attuale sistema di acquisizione e gestione delle risorse sequestrate e confiscate sia già orientato a consentire la loro destinazione all'utilità collettiva dell'ente territoriale soggiogato o comunque infiltrato dalla criminalità mafiosa, secondo le disposizioni richiamate.

In ogni caso, segnalo che è allo studio di questo Dicastero l'introduzione di una modifica del citato decreto legislativo n. 159 del 2011, volta a consentire il prelievo delle rilevanti giacenze del Fondo unico, quindi somme di denaro occorrenti ad affrontare, da un lato, le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria dei beni immobili confiscati e destinati a usi sociali e, dall'altro lato, la promozione di attività sociali, a tal guisa restituendo, ai territori sottoposti al potere della criminalità organizzata di stampo mafioso, una porzione delle risorse alla stessa sottratte.

SCALFAROTTO (Az-IV-RE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (Az-IV-RE). La ringrazio, sottosegretario Ostellari, per la sua risposta. Ne approfitto anche per ricordare - perché è il caso - la figura di Pio La Torre. (Applausi). Soltanto due anni fa abbiamo celebrato i venticinque anni di una legge importantissima, di una intuizione straordinaria qual quella del sequestro e della confisca dei beni dei mafiosi e la loro destinazione per fini sociali. Sa cosa penso, signor Sottosegretario? Penso che sia stata una grande intuizione, perché certamente la mafia va combattuta sul piano della repressione criminale con le manette, con il carcere e bisogna essere il più efficaci possibili. Ma sappiamo anche che la criminalità organizzata vive anche di una sua coreografia, di un suo modo di imporre il proprio giogo sulle comunità nelle quali si infiltra, che è anche visibile. Il boss vuole che il suo potere sia immediatamente riconoscibile, che l'intimidazione si faccia anche oggetti, ostentazione, ricchezza. E allora quando lo Stato decide ed è capace di sottrarre quegli strumenti, quelle insegne del potere di restituirle non soltanto ai territori che soffrono di quella violenza, ma di farli diventare momenti di rinascita civile, sociale e repubblicana, è lì che mostra la sua forza tranquilla, la sua solidità, i suoi pilastri di libertà e di democrazia. (Applausi).

Quella legge, quindi, non soltanto restaura la legalità, ma la mostra in opera. E quindi la dobbiamo difendere, dobbiamo fare in modo che sia effettiva. Eppure, oggi ancora non lo è. Ci sono sicuramente delle bellissime esperienze. Non dimenticherò mai di aver visitato Radio Siani da Sottosegretario all'interno, una radio fatta nel Comune di Ercolano di fronte al municipio dove i ragazzi nella casa del boss hanno creato una radio antimafia intitolandola a Giancarlo Siani, sul corso principale di Ercolano. (Applausi). È un dito in un occhio, ha veramente una potenza simbolica enorme, ma noi di queste esperienze dobbiamo averne sempre di più.

Quello che succede è che spesso, però, purtroppo, quei beni arrivano alle associazioni anche dagli enti locali, magari dopo anni di incuria, magari perché vengono rovinati da chi non vuole che vengano riutilizzati. Dobbiamo fare in modo, allora, che l'assegnazione di quei beni non si risolva in un atto burocratico e formale, ma che lo Stato, oltre ad assegnare il bene, si preoccupi di seguirne la rinascita, che metta chi va a gestirlo in condizioni di trasformarlo dal rudere che era in un luogo di vita civile. (Applausi). Per fare questo abbiamo bisogno di fondi.

La stranezza di questo meccanismo è che i beni sequestrati e confiscati vengono poi allocati alle associazioni del terzo settore; i soldi che invece vengono confiscati al boss mafioso finiscono in questo Fondo unico per la giustizia. Quindi, il bene immobile prende una strada, i fondi ne prendono un'altra. Ma quei fondi dovremmo considerarli serventi rispetto allo scopo principale. Ho ascoltato con attenzione, e ne sono lieto, le sue parole. Vi seguiremo e vi sosterremo nella direzione, se vorrete prenderla, di riportare la vicenda su un piano più logico e dire che, quando c'è un sequestro di beni immobili e di fondi, quei fondi in linea prioritaria vengano destinati al recupero di quei beni immobili che devono essere assegnati. Anche perché fa urlare al cielo per la rabbia l'idea che ci siano delle giacenze sul Fondo unico della giustizia e ci sia una sorta di conto deposito che teniamo fermo. (Applausi). Quei soldi possono essere utilizzati per lo scopo così efficace e così importante di restituire visibilità alla democrazia e al vivere civile in tante nostre Regioni del Sud e - mi lasci dire - non soltanto del Sud, perché questi fenomeni - ahinoi - sono sempre più diffusi anche nelle Regioni settentrionali del Paese. Proviamo a sistemare questa situazione, che sembra più un intoppo burocratico che altro, e a mettere questa bellissima legge, nata dalla grande idea di Pio La Torre, nelle condizioni di funzionare. (Applausi).

PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno è così esaurito.

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

GASPARRI (FI-BP-PPE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GASPARRI (FI-BP-PPE). Signor Presidente, intervengo per sollecitare le risposte ad una serie di interrogazioni che - guarda caso - investono il Ministero della giustizia, e quindi il ministro Nordio. Ma vedo qui presente l'eccellentissimo sottosegretario Ostellari, che avrà da fare, ma che intratterrò per poco tempo perché sarò breve.

Ho rivolto un'interrogazione, in data 21 febbraio, perché la procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano, dopo la sentenza del Ruby-ter, invece di prendere atto della sentenza, si è lasciata a commenti che io definirei politici. Un procuratore può fare le sue accuse, poi c'è il giudizio. Mi è sembrato che fossero attività improprie e per tale ragione ho sollecitato un'attività ispettiva.

Lo stesso ho fatto il 23 febbraio per quanto riguarda il dottor Eugenio Albamonte, noto magistrato di Roma, che in un'intervista sul quotidiano «La Stampa» del 23 febbraio ha dato sostanzialmente direttive all'umanità - essendo un intervento di fine seduta, mi limito a dire questo - e lo ha fatto prevaricando - a mio avviso - le competenze e i ruoli della magistratura.

Ho ricevuto poi degli attacchi dal dottor Santalucia, attuale presidente dell'Associazione nazionale magistrati (ANM), che in un'intervista rilasciata al «Fatto Quotidiano» ha detto che ci sono parlamentari ed esponenti che intervengono fuori luogo. Contesto con un'interrogazione questa invadenza che cerca di intimidire l'attività ispettiva del Parlamento. Io ho presentato delle interrogazioni chiedendo delle ispezioni che poi il Governo, valutando, farà o meno. Trovo grave però che il dottor Santalucia voglia mettere un bavaglio al Parlamento; è una cosa che io non posso accettare. L'ANM, nell'abbandonarsi a dissertazioni di varia natura, si è anche trovata a mal partito con Magistratura Indipendente che in una nota ha criticato le direttive all'umanità, da Albamonte passate all'ANM, che nei giorni scorsi ha spiegato quali leggi sull'immigrazione modificare, quali applicare, quali disapplicare, cosa fare.

È francamente sconcertante questo perdurare di un'invadenza, in violazione del principio della separazione dei poteri - esecutivo, legislativo e giudiziario - che non posso immaginare ignoto a persone così autorevoli.

La combinazione della presenza del sottosegretario Ostellari mi ha consentito, nel rispetto dei tempi, di fare questo intervento, esprimendo la mia preoccupazione per la ritornata, rinnovata e reiterata invadenza della magistratura e addirittura l'intimidazione sull'attività ispettiva di un parlamentare.

Atti e documenti, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per la seduta di martedì 21 marzo 2023

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 21 marzo, alle ore 11,30, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 11,53).

Allegato A

DISEGNO DI LEGGE

Dichiarazione di monumento nazionale del Teatro Regio di Parma (486)

ARTICOLI 1 E 2 NEL TESTO FORMULATO DALLA COMMISSIONE IN SEDE REDIGENTE

Art. 1.

Approvato

1. Il Teatro Regio di Parma è dichiarato monumento nazionale.

Art. 2.

Approvato

1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate vi provvedono nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

INTERROGAZIONI

Interrogazione sui ritardi nell'erogazione dell'assegno unico e universale da parte dell'INPS

(3-00138) (18 gennaio 2023) (già 4-00096) (15 dicembre 2022)

Murelli. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali -

                    Premesso che:

            con il decreto legislativo 29 dicembre 2021, n. 230, è stato istituito, a decorrere dal 1° marzo 2022, l'assegno unico e universale per i figli a carico, un beneficio economico attribuito su base mensile, per il periodo compreso tra marzo di ciascun anno e febbraio dell'anno successivo, ai nuclei familiari sulla base della condizione economica del nucleo;

            l'assegno unico e universale è una misura di sostegno economico rivolto alle famiglie per ogni figlio a carico fino al compimento dei 21 anni e senza limiti di età per i figli disabili, dall'importo variabile in base alla condizione economica del nucleo familiare, in termini ISEE, tenuto conto dell'età del numero dei figli e dell'eventualità di figli con disabilità;

            l'assegno unico e universale è corrisposto dall'INPS ed è erogato al richiedente, ovvero in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale, mediante accredito su conto corrente bancario o postale, ovvero scegliendo la modalità del bonifico domiciliato;

                    considerato che:

            nonostante l'assegno venga erogato dall'INPS verso la metà del mese corrispondente, a quanto consta all'interrogante negli ultimi mesi si sono registrati dei ritardi;

            nel mese di settembre 2022, gli importi sarebbero stati erogati in ritardo per molte delle famiglie beneficiarie e parimenti nel successivo mese di ottobre i pagamenti sarebbero avvenuti verso la fine del mese;

            da ultimo, anche nel mese di novembre, l'INPS avrebbe provveduto ad erogare gli importi con diversi giorni di ritardo rispetto alle tempistiche dei mesi precedenti, a motivo, secondo quanto si apprende da fonti di stampa, di controlli che l'istituto starebbe facendo in ordine alla sussistenza dei requisiti di legge da parte dei nuclei familiari richiedenti;

            sebbene attraverso i propri canali di informazione l'INPS abbia evidenziato che non esiste una data unica e precisa per l'accredito e che essa è soggetta a variazione in ragione delle diverse finestre temporali di erogazione della prestazione, nonché dei volumi massimi giornalieri dei mandati indicati all'INPS dalla Banca d'Italia, va evidenziato che moltissime famiglie fanno affidamento sul trattamento per affrontare spese familiari e scadenze varie;

            l'assegno unico e universale non è un atto di liberalità, ma un trattamento di politica sociale, istituito proprio per favorire la natalità, sostenere la genitorialità e consentire alle famiglie di far fronte alle notevoli ed ingenti spese che ne conseguono, il che implica che la sua erogazione non può essere del tutto episodica ed estemporanea, ma deve essere ancorata a precise scadenze temporali mensili;

            l'assegno unico e universale, del resto, sostituisce le precedenti misure, tra cui l'assegno per il nucleo familiare, che veniva erogato ai lavoratori dipendenti direttamente in busta paga dal datore di lavoro e quindi con cadenza precisa,

            si chiede di sapere:

            quali siano le ragioni per le quali, negli ultimi mesi, l'erogazione dell'assegno unico e universale è avvenuta con ritardo;

            quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire un'erogazione tempestiva e con cadenza temporale precisa del trattamento da parte dell'INPS.

Interrogazione sulle perdite subite dal comparto ortofrutticolo a causa della siccità

(3-00176) (31 gennaio 2023)

Bergesio, Bizzotto, Cantalamessa. - Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste -

                    Premesso che:

            è grave la situazione in cui versa il comparto ortofrutticolo nazionale che, segnato prima dagli effetti della pandemia, si trova adesso a fare i conti con le conseguenze del conflitto russo-ucraino e dall'aumento dei costi dell'energia e di produzione;

            a pesare sui bilanci delle imprese vi è inoltre la siccità, che, in particolare nell'ultimo anno, ha interessato il nostro Paese e che, in alcuni areali, perdura ancora oggi. Il livello dell'acqua del fiume Po, nonostante le piogge stagionali, continua a rimanere inferiore alla media degli ultimi 20 anni;

            nel nostro Paese si stima un crollo delle vendite per il comparto dell'ortofrutta di oltre il 10 per cento rispetto al 2022. Tra aumenti vertiginosi dei prezzi, crollo dei consumi, aumenti dei tassi di interesse, crescita dell'inflazione, si sta correndo il forte rischio di mettere in ginocchio uno dei comparti più rilevanti dell'agricoltura italiana;

            questa situazione nei territori fortemente vocati, quali ad esempio il Piemonte (sono circa 8.000 le aziende frutticole in Piemonte per una superficie coltivata 18.500 ettari) sta diventando insostenibile, perché sta privando le aziende della liquidità per proseguire l'attività;

            nella Gazzetta Ufficiale del 7 gennaio 2023 sono stati pubblicati i decreti ministeriali a sostegno delle imprese agricole di Lombardia, Piemonte, Calabria e Puglia, che sono rimaste danneggiate dagli effetti della siccità, nel periodo dal 1° maggio al 30 settembre 2023, a valere sulle risorse del fondo di solidarietà nazionale;

            alla luce della situazione di emergenza idrica che ha colpito diversi territori del Paese, alcuni istituti bancari hanno riconosciuto a favore delle imprese operanti in settori strategici (dall'agricoltura, all'allevamento, alla viticoltura e floricoltura, fino al settore agrituristico) una sospensione del pagamento della quota capitale dei mutui;

            l'ortofrutta, uno tra i comparti più rilevanti dell'agricoltura nazionale, presenta numeri rilevanti: in termini di valore di produzione (1/4 del valore della produzione agricola), export (ortofrutta fresca e trasformata prima voce dell'export) e di occupazione (si stima che circa il 40 per cento dei rapporti di lavoro di dipendenti attivati in agricoltura afferiscono a produzioni ortofrutticole),

            si chiede di sapere:

            se il Ministro in indirizzo voglia mettere in atto nel più breve tempo possibile tutti gli strumenti necessari ad integrare le perdite subite dalle imprese del comparto ortofrutticolo italiano a causa dell'emergenza siccità;

            quali iniziative di carattere finanziario intenda adottare per compensare la forte perdita di liquidità delle imprese operanti nel comparto agricolo;

            se non ritenga necessario farsi promotore dell'istituzione di un tavolo frutticolo nazionale, al fine di affrontare lo stato di crisi del settore e mettere in atto una strategia per il suo rilancio quale asset strategico per l'economia nazionale.

Interrogazione con carattere d'urgenza su un episodio di violenza nel carcere minorile "Cesare Beccaria" di Milano

(3-00100) (20 dicembre 2022)

Scalfarotto. - Al Ministro della giustizia -

                    Premesso che:

            si apprende da organi di stampa che presso l'Istituto penale per i Minorenni di Milano "Cesare Beccaria" un sedicenne di origine egiziana è stato vittima di torture nella notte del 7 agosto 2022;

            si apprende inoltre che il giovane si trovava presso il carcere minorile con l'accusa di avere palpeggiato una donna in metropolitana e che il ragazzo aveva fatto esperienza di detenzione presso un campo libico;

            considerato che a quanto risulta all'interrogante:

            sin dal suo ingresso presso l'Istituto, il sedicenne sarebbe apparso agli educatori soffrire di difficoltà di adattamento all'ambiente penitenziario e di inserimento tra gli altri ragazzi detenuti;

            al fine di tutelare la sua salute, era stato collocato nel reparto infermeria e solo in un secondo momento era stato trasferito in una cella con altri detenuti;

            tale spostamento sarebbe stato determinato dall'inagibilità dell'infermeria stessa, poiché il locale era stato danneggiato ad opera di alcuni detenuti;

            le carceri italiane soffrono di un atavico problema di sovraffollamento, così come testimoniato nella sentenza del 2013 della Corte europea dei diritti dell'uomo, che condannò l'Italia per tale aspetto, in quanto «trattamento inumano e degradante»;

            nelle dichiarazioni stampa del ministro in indirizzo è stato evidenziato come il tema delle carceri costituirà un asse portante dell'azione governativa,

            si chiede di sapere:

            se il Ministro in indirizzo intenda svolgere un'indagine interna volta a mettere in luce le cause che hanno determinato tale fatto, anche attraverso l'invio di ispettori e con tutti i mezzi a disposizione per accertare i fatti;

            quali politiche il Governo intenda intraprendere in merito al tema del sovraffollamento delle carceri italiane e in particolare, se intenda utilizzare, come frequentemente affermato dal ministro Nordio nel corso di suoi numerosi interventi pubblici, l'adozione di misure alternative al carcere.

Interrogazione sulla gestione dei beni mobili e immobili sequestrati alla criminalità organizzata

(3-00145) (18 gennaio 2023)

Gelmini, Scalfarotto, Paita. - Al Ministro della giustizia -

                    Premesso che:

            il report "FattiPerBene, 25 anni di legge 109", a cura di "Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", relativo al riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità mafiosa, dall'approvazione della legge 7 marzo 1996, n. 109, fino al marzo 2021, scatta una fotografia molto precisa di un modello che necessita di importanti adeguamenti per superare significative criticità;

            dal report si rileva che, dei poco meno di 37.000 beni immobili (particelle catastali) confiscati dal 1982 al 2021, solo il 48 per cento al marzo 2021 era stato destinato a finalità istituzionali e sociali. Delle circa 4400 aziende confiscate solo un terzo era stato destinato alla vendita o alla liquidazione, all'affitto o alla gestione da parte di cooperative formate dai lavoratori;

            la finalità generale della legge è il risarcimento delle comunità depredate dalla criminalità mafiosa, mediante la restituzione dei proventi raccolti dalle organizzazioni criminali con attività illecite o con il controllo diretto e indiretto di ampi settori dell'economia legale;

            in base all'articolo 48 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, codice delle leggi antimafia, l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) versa al fondo unico giustizia (FUG) le somme di denaro confiscate, nonché quelle derivanti dalla vendita di beni mobili confiscati alla criminalità organizzata; solo il 10 per cento delle somme ricavate dalla vendita di beni immobili confiscati e non trasferibili a usi di interesse pubblico sono destinati alle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria dei beni destinati a finalità sociali;

            la relazione sull'analisi delle procedure di gestione dei beni confiscati, approvata dalla Commissione bicamerale d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere nel settembre 2021 aveva rilevato che al 15 dicembre 2019 la giacenza complessiva del FUG era di circa 3,6 miliardi di euro di risorse liquide, al netto delle anticipazioni delle risorse sequestrate e circa 2,3 miliardi di euro risorse non liquide;

            spesso le organizzazioni destinatarie degli immobili sequestrati per usi sociali si trovano in grave crisi anche semplicemente per far fronte alle spese di manutenzione e di gestione, senza considerare le difficoltà legate alla conduzione delle attività o all'accesso al credito, in contesti fortemente condizionati dal potere criminale;

            in modo sostanzialmente unanime il mondo del terzo settore insiste perché una quota del fondo unico giustizia sia riservata alla promozione delle attività sociali e quindi alla restituzione ai territori depredati di parte delle risorse che la criminalità mafiosa aveva loro sottratto,

            si chiede di sapere se e in che termini il Ministro in indirizzo intenda rivedere la disciplina normativa e le modalità organizzative relative alla gestione di somme di denaro e beni mobili e immobili confiscati alla mafia, in modo tale da garantirne in misura significativa la restituzione alle realtà territoriali che subiscono maggiormente gli effetti del condizionamento criminale, attraverso il finanziamento di iniziative e attività economiche e sociali in grado di incidere concretamente sulla vita delle comunità locali e di rappresentare un'alternativa visibile e riconosciuta al potere mafioso.

 

 

Allegato B

Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 486

La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.

Parere espresso dal Comitato per la legislazione sul disegno di legge n. 486

Il Comitato per la legislazione, esaminato il disegno di legge in titolo e rilevato che

sotto il profilo dell'analisi e valutazione d'impatto

la dichiarazione di monumento nazionale del Teatro Regio di Parma mira a riconoscere, con provvedimento legislativo, il rilievo culturale di tale Teatro e l'attività artistica in esso svolta, sin dalla sua inaugurazione, quali elementi testimoniali e identitari di significato distintivo;

la disposizione risulta funzionalmente collegata alla dichiarazione di monumento nazionale della Casa natale di Giuseppe Verdi a Busseto, in provincia di Parma, (legge n. 26 del 1901), prefigurando l'opportunità di realizzare un circuito culturale specifico, con una ricaduta favorevole in termini di maggiore attrattività turistica del territorio parmense;

sotto il profilo della qualità della legislazione:

con riguardo alla proprietà della formulazione,

la dichiarazione di monumento nazionale sancita con legge si pone in alternativa alla modalità disciplinata dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004, che prevede un procedimento amministrativo volto alla verifica e alla dichiarazione dell'interesse culturale;

con disposizioni di rango legislativo sono stati dichiarati monumento nazionale la Basilica Palladiana di Vicenza (legge n. 64 del 2014), la Casa Museo Gramsci in Ghilarza (legge n. 207 del 2016), la Casa Museo Matteotti in Fratta Polesine (legge n. 213 del 2017), il ponte sul Brenta detto «Ponte Vecchio di Bassano» (legge n. 65 del 2019);

in base ai parametri stabiliti dall'articolo 20-bis del Regolamento,

ritiene non vi sia nulla da osservare.

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Augello, Barachini, Berlusconi, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Calenda, Castelli, Cattaneo, De Poli, Dreosto, Durigon, Fazzolari, Giacobbe, La Marca, La Pietra, Lorefice, Manca, Matera, Minasi, Mirabelli, Monti, Morelli, Napolitano, Ostellari, Pera, Rapani, Rauti, Renzi, Rosso, Rubbia, Russo, Sallemi, Scarpinato, Segre e Sisto.

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Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Borghi Claudio, Borghi Enrico e Ronzulli, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Maiorino e Mieli, per partecipare a una missione internazionale.

Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, variazioni nella composizione

Il Presidente del Senato ha chiamato a far parte della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari la senatrice Lopreiato, in sostituzione del senatore Ettore Licheri, dimissionario.

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatori Verducci Francesco, D'Elia Cecilia, Rando Vincenza, Franceschini Dario, Parrini Dario, Irto Nicola, Camusso Susanna Lina Giulia, Rojc Tatjana, Furlan Annamaria, Valente Valeria, Giorgis Andrea, Bazoli Alfredo, Zambito Ylenia, Fina Michele, Basso Lorenzo, La Marca Francesca

Disciplina del sostegno e dello sviluppo del settore creativo e culturale e delega al Governo per l'armonizzazione e il coordinamento delle disposizioni vigenti in materia di agevolazioni fiscali e misure di sostegno indiretto in favore del medesimo settore (585)

(presentato in data 08/03/2023);

senatori Romeo Massimiliano, Stefani Erika

Modifiche al codice penale in materia di circonvenzione di persone anziane (586)

(presentato in data 09/03/2023);

senatore Romeo Massimiliano

Disposizioni in materia di reati contro gli animali e tutela degli animali di affezione e di compagnia (587)

(presentato in data 09/03/2023);

senatori Floridia Barbara, Malpezzi Simona Flavia, De Cristofaro Peppe

Disposizioni per promuovere e incentivare, nelle Scuole di ogni ordine e grado, attività formative legate all'educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile (588)

(presentato in data 09/03/2023);

senatori Garavaglia Massimo, Bergesio Giorgio Maria, Bizzotto Mara, Borghesi Stefano, Cantu' Maria Cristina, Murelli Elena, Spelgatti Nicoletta, Stefani Erika, Testor Elena

Disposizioni in materia di espropriazione dei beni mobili registrati e di cancellazione dal pubblico registro automobilistico di veicoli fuori uso (589)

(presentato in data 09/03/2023).

Disegni di legge, assegnazione

In sede redigente

10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

Sen. Cantu' Maria Cristina

Misure per il potenziamento della medicina territoriale in prevenzione e assistenza primaria (227)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport

(assegnato in data 09/03/2023).

Governo, trasmissione di documenti

Il Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, con lettera in data 7 marzo 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 14, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, l'elenco delle procedure giurisdizionali e di precontenzioso con l'Unione europea, riferito al quarto trimestre 2022.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, a tutte le Commissioni permanenti (Doc. LXXIII-bis, n. 2).

Consiglio di Stato, trasmissione di atti. Deferimento

Il Presidente del Consiglio di Stato, con lettera in data 3 marzo 2023, ha inviato il bilancio di previsione del Consiglio di Stato e dei Tribunali amministrativi regionali, relativo all'anno 2023.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 5a Commissione permanente (Atto n. 110).

Risposte scritte ad interrogazioni

(Pervenute dal 3 al 9 marzo 2023)

SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 10

BALBONI: sulle ripetute aggressioni dei detenuti ai danni degli agenti penitenziari nel carcere di Ferrara (4-00137) (risp. NORDIO, ministro della giustizia)

CUCCHI, MAGNI: sul perdurare del regime di carcere duro per il detenuto Alfredo Cospito (4-00167) (risp. NORDIO, ministro della giustizia)

CUCCHI ed altri: sui risarcimenti per ingiusta detenzione (4-00095) (risp. NORDIO, ministro della giustizia)

ROJC ed altri: sulla graduale integrazione dei sei Paesi dei Balcani occidentali nell'Unione europea (4-00017) (risp. CIRIELLI, vice ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale)

Interrogazioni

MANCA - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

l'articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, ha introdotto nel nostro ordinamento le detrazioni fiscali del 110 per cento per interventi di riqualificazione energetica e riduzione del rischio sismico. Il successivo articolo 121 ha definito il meccanismo delle opzioni alternative alla detrazione diretta (sconto in fattura e cessione del credito) ed esteso oltre che per il superbonus anche per tutti i principali bonus edilizi, fra cui il bonus facciate, l'eco bonus, il sisma bonus, il bonus casa;

nel corso di questi 34 mesi su queste sulle misure previste dall'articolo 119 e 121 sono intervenuti 24 provvedimenti correttivi di seguito riepilogati: decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104; legge 30 dicembre 2020, n. 178; decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41; decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59; decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77; decreto-legge 11 novembre 2021, n. 157, abrogato dalla legge di bilancio per il 2022 (in vigore dal 12 novembre al 31 dicembre 2021); legge 30 dicembre 2021, n. 234; decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4; decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 13, abrogato dalla legge di conversione del "decreto sostegni ter"; decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17; decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21; decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36; decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50; decreto-legge 21 giugno 2022, n. 73; decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115; decreto-legge 18 novembre 2022, n. 176; legge 29 dicembre 2022, n. 197; decreto-legge 16 febbraio 2023, n. 11, in attesa di conversione in legge;

il decreto-legge n. 176 del 2022 ha concesso una proroga al 31 marzo 2023 per l'utilizzo del superbonus 110 per cento sulle spese sostenute per gli interventi realizzati su edifici unifamiliari dai soggetti di cui all'articolo 119, comma 9, lettera b), del decreto-legge n. 34 del 2020, che al 30 settembre 2022 avessero completato almeno il 30 per cento dei lavori complessivi;

il decreto-legge n. 11 del 2023, nel testo originario, ha bloccato l'utilizzo delle opzioni alternative di cui all'art. 121 del "decreto rilancio" per tutti gli interventi con CILAS o altro titolo presentati a partire dal 17 febbraio 2023, nonché abrogato tutte le forme di opzioni alternative contenute agli artt. 14 e 16 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63,

si chiede di sapere:

se, al fine di garantire la chiusura regolare delle pratiche già attive e il medesimo trattamento in caso di utilizzo della detrazione diretta o delle opzioni alternative, il Ministro in indirizzo intenda consentire un'ulteriore proroga al 30 giugno 2023 per gli interventi sugli edifici unifamiliari;

se, in subordine, non consideri la possibilità di garantire i benefici del superbonus 110 per cento in qualsiasi opzione scelta: detrazione, cessione del credito, sconto in fattura, sulle spese sostenute entro il 31 marzo 2023, consentendo l'ultimazione dei lavori entro il 30 giugno 2023 e regolarmente asseverati;

se intenda modificare i contenuti dell'articolo 2, comma 3, lettera c), del decreto-legge n. 11 del 2023, al fine di garantire i diritti acquisiti da chi ha sottoscritto ma non ha registrato un contratto preliminare di compravendita dell'immobile nel caso di acquisto di unità immobiliari ai sensi dell'articolo 16-bis, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o ai sensi dell'articolo 16, comma 1-septies, del decreto legge n. 63 del 2013;

se, a seguito della riclassificazione operata dall'ISTAT del superbonus e del bonus facciate come crediti pagabili, intenda intervenire pagando i crediti per i quali non è stato possibile portare in compensazione oppure se intenda riaprire il meccanismo di cessione del credito e incentivare l'acquisto dei crediti da parte delle partecipate dallo Stato;

quali altre misure si intenda mettere in atto al fine di salvaguardare gli interventi avviati, i diritti acquisiti e l'economia reale.

(3-00283)

ZAMPA, FURLAN, CAMUSSO, ZAMBITO, LORENZIN - Al Ministro della salute. - Premesso che:

il 25 giugno si celebra la giornata mondiale della vitiligine, istituita nel 2011 con l'intento di sensibilizzare l'opinione pubblica su questa malattia della pelle che colpisce circa 100 milioni di persone nel mondo, di cui circa 300.000 solo in Italia;

numerose testimonianze riportate da diverse testate giornalistiche di primo piano mostrano come questa patologia, nonostante negli ultimi anni sia stata ampiamente "sdoganata", condizioni significativamente la qualità di vita dei pazienti e la capacità di relazione e di interazione sociale; cittadini e pazienti affetti da vitiligine sottolineano come l'attenzione orientata sul risvolto estetico, causato dalle macchie bianche sulla superficie cutanea, metta in ombra le vere conseguenze di questa patologia autoimmune cronica e degenerativa, ossia quelle psicologiche;

risulta pertanto fondamentale non banalizzare la vitiligine semplicemente come una forma di malattia estetica o di malattia esterna, ma risulta importante affrontare il problema degenerativo della patologia da un punto di vista biologico, trattandosi molto spesso di una condizione associata a comorbidità con altre malattie autoimmuni o a problemi tiroidei;

al congresso 2022 dell'American academy of dermatology sono stati presentati risultati interessanti su nuove prospettive di cura, che aprono scenari importanti per una patologia ritenuta fino a oggi orfana di opportunità terapeutiche,

si chiede di sapere:

quali iniziative intenda adottare il Ministro in indirizzo al fine di promuovere una maggiore sensibilizzazione sulla patologia, in particolare sugli aspetti clinici e psicologici della vitiligine;

se non intenda attivare un tavolo di confronto con le società scientifiche di riferimento, le associazioni dei pazienti e le altre parti interessate, per definire una visione strutturata sui bisogni organizzativi, per migliorare la presa in carico dei pazienti attraverso team multidisciplinari e per favorire l'adeguato supporto, clinico e psicologico, a pazienti affetti da vitiligine;

se l'Agenzia italiana del farmaco si sia attivata con attività di horizon scanning per valutare la prossima disponibilità di nuovi trattamenti e consentire l'accesso precoce a farmaci di nuova generazione per questa patologia a tutti i pazienti candidabili.

(3-00284)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

MAGNI - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:

la situazione politica e sociale in Perù, da tempo critica, desta particolare allarme a causa di ripetute violazioni dei diritti umani, come denunciato da numerosi osservatori, fra i quali Amnesty international;

il 7 dicembre 2022 l'allora presidente Pedro Castillo ha messo in atto un tentativo di colpo di Stato, attraverso il suo discorso alla nazione nel corso del quale aveva annunciato lo scioglimento del Parlamento, l'avvio di un processo di riforma della Costituzione e un sostanziale commissariamento di tutti gli organi giudiziari peruviani;

Castillo, com'è noto, era coinvolto in diverse inchieste giudiziarie per corruzione e questa operazione è stata definita dalla stampa un auto golpe, realizzata per evitare che potesse tenersi il voto sul suo impeachment;

ciononostante, il Parlamento ha votato per la sua destituzione, Castillo è stato arrestato e la vicepresidente Boluarte ha preso il suo posto;

questi eventi hanno messo a repentaglio la fragile democrazia peruviana, la cui crisi politica e istituzionale risale agli anni '90 e alle ripercussioni del regime precedente, e hanno contribuito alla diffusione di un'imponente ondata di proteste, concentrate in particolare nelle zone più povere del sud del Paese (dove maggiore era il consenso di Castillo), ma che progressivamente sono arrivate anche a Lima, per chiedere nuove elezioni e l'apertura di un processo costituente;

queste proteste hanno subito una repressione sproporzionata e inaccettabile, a parere dell'interrogante, focalizzata in particolare nelle aree rurali e più povere del Paese e contro la popolazione nativa;

ad oggi si contano almeno 60 morti fra i manifestanti, e diverse organizzazioni per la difesa dei diritti umani hanno denunciato la ferocia della repressione ad opera delle forze di polizia governativa;

l'esercito e le forze di polizia avrebbero infatti usato illegalmente e in modo indiscriminato armi letali sui manifestanti, soprattutto contro i nativi e i contadini, nonostante le prescrizioni del diritto internazionale proibiscano l'uso di armi da fuoco con munizioni letali per controllare i raduni: le informazioni raccolte da Amnesty international e diverse altre organizzazioni dimostrano che in più casi le forze di polizia e l'esercito vi abbiano fatto ricorso come primo strumento per disperdere le proteste, anche quando non c'erano rischi per la vita di altre persone;

inoltre il "Cordinador national de derechos humanos" (CNDDHH) ha documentato casi di esecuzioni extragiudiziali e ha denunciato che sono in corso detenzioni arbitrarie di massa. Destano inoltre particolare preoccupazione le azioni di gruppi di estrema destra a supporto delle azioni repressive;

una tale situazione di instabilità politica e di blocco del processo democratico si realizza mentre il Governo è chiamato a decidere sul rinnovo dei contratti per lo sfruttamento delle risorse minerarie, che genera preoccupazione in ordine al rispetto della tutela sanitaria e ambientale, in particolare per quello che riguarda l'inquinamento delle falde acquifere,

si chiede di sapere:

quali iniziative intenda intraprendere il Ministro in indirizzo per manifestare la ferma condanna dell'Italia in ordine alla violazione dei diritti umani operata dalle forze dell'ordine peruviane in danno dei manifestanti;

se non ritenga opportuno influire sui processi internazionali affinché cessi con urgenza la repressione delle proteste, si accertino le responsabilità sulle violazioni dei diritti umani e si riapra un processo democratico con l'indizione di nuove elezioni presidenziali e parlamentari.

(4-00301)

Avviso di rettifica

Nel Resoconto stenografico della 12ª seduta pubblica del 29 novembre 2022, a pagina 48, sotto il titolo: "Avviso di rettifica" all'undicesima riga, sostituire le parole: "sopprimere il nono capoverso", con le seguenti: "sempre a pagina 28, sopprimere il secondo capoverso".

Nel Resoconto stenografico della 46ª seduta pubblica del 7 marzo 2023, a pagina 61, sotto il titolo "Congedi e missioni", dopo il primo paragrafo, inserire il seguente capoverso: "Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Maiorino e Mieli, per partecipare a una missione internazionale.".

Nel Resoconto stenografico della 47ª seduta pubblica dell'8 marzo 2023, alla pagina 295, sotto il titolo "Congedi e missioni", alla quarta riga del secondo capoverso, dopo le parole "sicurezza della Repubblica", inserire le seguenti: "; Maiorino e Mieli, per partecipare a una missione internazionale". Conseguentemente inserire nelle caselle relative a tutte le votazioni delle senatrici un asterisco che richiami la seguente nota da pubblicare in calce alla medesima pagina:

"(*) Le senatrici Alessandra Maiorino ed Ester Mieli sono in missione, e non dunque assenti come figurano dal prospetto della votazione."

Nello stesso Resoconto, a pagina 298, sostituire l'annuncio titolato: "Disegni di legge, ritiro" con il seguente:

"Disegni di legge, restituzione al Governo

Il disegno di legge "Ratifica ed esecuzione del Protocollo emendativo dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Armenia sull'autotrasporto internazionale di passeggeri e di merci, firmato il 7 agosto 1999, fatto a Jerevan il 31 luglio 2018" (540) è stato ritirato dal Governo per essere presentato all'altro ramo del Parlamento."