Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 043 del 28/02/2023

SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIX LEGISLATURA ------

43a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO (*)

MARTEDÌ 28 FEBBRAIO 2023

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Presidenza del vice presidente CASTELLONE,

indi del vice presidente GASPARRI

e del presidente LA RUSSA

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(*) Include l'ERRATA CORRIGE pubblicato nel Resoconto della seduta n. 43 del 28 febbraio 2023
(N.B. Il testo in formato PDF non è stato modificato in quanto copia conforme all'originale)

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N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Azione-Italia Viva-RenewEurope: Az-IV-RE; Civici d'Italia-Noi Moderati (UDC-Coraggio Italia-Noi con l'Italia-Italia al Centro)-MAIE: Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d'Italia: FdI; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: LSP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-Patt, Campobase, Sud Chiama Nord): Aut (SVP-Patt, Cb, SCN); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS.

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RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente CASTELLONE

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,32).

Si dia lettura del processo verbale.

SILVESTRONI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 23 febbraio.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento.

Governo, composizione

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in data 24 febbraio 2023 il Presidente del Consiglio dei ministri ha inviato la seguente lettera:

«Onorevole Presidente,

La informo che il Presidente della Repubblica, con proprio decreto in data odierna, adottato su mia proposta, di concerto con il Ministro dell'università e della ricerca, ha accettato le dimissioni rassegnate dall'onorevole Augusta Montaruli dalla carica di Sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca.

F.to Giorgia Meloni».

Disegni di legge, annunzio di presentazione

PRESIDENTE. Comunico che in data 24 febbraio 2023 è stato presentato il seguente disegno di legge:

dal Presidente del Consiglio dei ministri, dal Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, dal Ministro per la pubblica amministrazione, dal Ministro per lo sport e i giovani, dal Ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa, dal Ministro dell'economia e delle finanze, dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, dal Ministro dell'istruzione e del merito, dal Ministro dell'università e della ricerca, dal Ministro della difesa, dal Ministro dell'interno, dal Ministro della giustizia, dal Ministro del turismo, dal Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, dal Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, dal Ministro della cultura e dal Ministro per la protezione civile e le politiche del mare

«Conversione in legge del decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, recante disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e del Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC), nonché per l'attuazione delle politiche di coesione e della politica agricola comune» (564).

Sospendo la seduta fino alla conclusione della Conferenza dei Capigruppo, attualmente in corso.

(La seduta, sospesa alle ore 16,38, è ripresa alle ore 16,55).

Discussione del disegno di legge:

(462) Conversione in legge del decreto-legge 11 gennaio 2023, n. 3, recante interventi urgenti in materia di ricostruzione a seguito di eventi calamitosi e di protezione civile (Relazione orale)(ore 16,55)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 462.

Il relatore, senatore Sigismondi, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

SIGISMONDI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, il testo del disegno di legge di conversione del decreto-legge 11 gennaio 2023, recante interventi urgenti in materia di ricostruzione a seguito di eventi calamitosi e di protezione civile, dimostra la sensibilità del Governo su un tema particolarmente importante, quale è quello della ricostruzione.

Mi preme ricordare che già in sede di legge di bilancio, per la prima volta, abbiamo visto segnali importanti su questo tema, in quanto già nel testo approvato dal Consiglio dei ministri era presente una serie di norme sulla ricostruzione, eliminando così quella brutta prassi per cui ci si occupava della ricostruzione solamente nella fase emendativa della legge di bilancio. È per questo che voglio ringraziare il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, il ministro Musumeci, il commissario per la ricostruzione Guido Castelli - anche per il grande lavoro fatto in Commissione, da trait d'union con il Governo - e il presidente dell'8a Commissione permanente, Fazzone. Allo stesso modo voglio ringraziare i colleghi senatori per il contributo importante dato durante i lavori della Commissione.

Il testo del decreto-legge si compone di sei articoli, il primo dei quali si occupa di un aspetto fondamentale, quello della semplificazione, e reca misure volte ad accelerare e semplificare la ricostruzione pubblica nelle aree colpite dal sisma del 2009 nella Regione Abruzzo. Esso prevede che, nelle procedure connesse all'affidamento e all'esecuzione dei contratti pubblici per gli interventi di ricostruzione nei Comuni interessati dagli eventi sismici, si applicano le semplificazioni della disciplina dei contratti pubblici relative a interventi finanziati dal PNRR.

L'articolo 2 si occupa della figura del commissario straordinario per la riparazione e la ricostruzione. Il comma 1, nella fattispecie, riguarda l'esercizio dei poteri sostitutivi in relazione agli interventi previsti dal Piano nazionale per gli investimenti complementari per i territori colpiti dal sisma del 2016 e prevede che, laddove il Consiglio dei ministri proceda alla nomina di un commissario ad acta, lo debba individuare nella persona del commissario straordinario. Il comma 2 stabilisce, invece, il percorso per la nomina del commissario straordinario, che prevede sia nominato con decreto del Presidente della Repubblica. Nella fattispecie - cosa molto importante all'interno di questo di questo comma - c'è anche la previsione che il commissario straordinario, entro il 31 maggio 2023, trasmetta al Governo una relazione sullo stato di attuazione della ricostruzione. La reputo importante perché dà la possibilità di valutare l'andamento della ricostruzione e di individuare, quindi, ulteriori misure per accelerare e semplificare la realizzazione degli interventi.

L'articolo 3 è un'interpretazione autentica e prevede che la proroga dei contratti di lavoro a tempo determinato del personale in servizio presso gli uffici per la ricostruzione, costituiti a seguito del sisma 2009, estesa al 31 dicembre 2025 nell'ultima legge di bilancio, concerne anche i titolari dei medesimi due uffici, ferma restando la durata massima dei relativi rapporti.

Il comma 2 affronta un altro argomento importante, che riprenderò quando illustrerò il lavoro della Commissione. Esso si occupa del personale degli uffici speciali della ricostruzione e proroga al 31 dicembre 2023 la possibilità di durata dei contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale in servizio presso gli uffici speciali per la ricostruzione e presso gli altri enti ricompresi nel cratere del sisma 2016.

L'articolo 4 dispone un finanziamento di 10 milioni di euro per il 2023 del fondo regionale di protezione civile, che serve per il potenziamento del sistema regionale di protezione civile e concorre agli interventi diretti a fronteggiare le emergenze che possono essere affrontate a livello regionale senza la necessità della deliberazione dello stato di emergenza nazionale.

L'articolo 5, invece, fa riferimento agli eventi alluvionali verificatisi sul territorio della Regione Marche e sopprime alcune disposizioni contenute all'interno della legge di bilancio 2023, mentre l'articolo 6 disciplina l'entrata in vigore.

Questo è in breve sintesi il testo approvato dal Consiglio dei ministri, che -come ho prima detto - è stato impreziosito dal lavoro dei commissari che voglio ulteriormente ringraziare. Fondamentali per la ricostruzione sono proprio la semplificazione e la velocizzazione dei processi autorizzativi e con un emendamento introdotto dalla Commissione sono state estese le misure di accelerazione previste dall'articolo 1 anche al cratere del sisma del Centro Italia del 2016.

Un'altra norma molto importante e significativa è quella che riserva nei concorsi pubblici la percentuale del 30 per cento per orfani e coniugi delle vittime dei sismi.

Come dicevo, particolare attenzione è stata data al tema del personale, che svolge un ruolo fondamentale nella ricostruzione, perché ha acquisito nel tempo tutta una serie di professionalità che rischia di essere persa con il precariato della ricostruzione. Un emendamento che è stato approvato serve proprio a riaprire i termini per la stabilizzazione al 31 dicembre 2023.

Un'altra norma fortemente voluta dal commissario Castelli è quella relativa l'anticipazione dell'IVA. Si autorizza il commissario a erogare tale anticipazione al fine di far fronte alle difficoltà finanziarie delle imprese connesse al pagamento dell'IVA per fatture relative a interventi di ricostruzione.

Sempre relativamente alla velocizzazione e alla semplificazione, tutta una serie di norme aiuta le amministrazioni a superare quei vincoli che tengono fermi i cantieri, specialmente quelli dei centri storici.

Altra disposizione importante relativa al personale fa riferimento al personale dei Comuni dell'isola di Ischia, la quale autorizza ad assumere a tempo indeterminato il personale a tempo determinato reclutato per la ricostruzione del sisma del 21 agosto 2017.

Di particolare rilievo è un altro emendamento, approvato all'interno della Commissione, che prevede delle norme per l'erogazione di risorse ai Comuni dell'isola di Ischia per compensare le minori entrate derivanti dalla sospensione dei tributi. Mi piace poi ricordare l'emendamento che va a derogare il numero minimo di alunni per ogni classe; emendamento importante perché permette di mantenere in essere l'attuale assetto scolastico dei Comuni interessati dal sisma.

Da ultimo, ma non per importanza, mi piace sottolineare ed evidenziare in questa sede il rifinanziamento del fondo per i contenziosi, che permetterà il risarcimento degli alunni che hanno subito lesioni anche gravi a seguito del crollo della scuola di San Giuliano di Puglia nel 2002. Dopo vent'anni, finalmente creiamo le condizioni per ripagare quei bambini che hanno subito tali lesioni.

Questo, in sintesi, è il lavoro svolto dalla Commissione che oggi viene discusso in Senato. (Applausi).

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Scurria. Ne ha facoltà.

SCURRIA (FdI). Signor Presidente, questo decreto si può leggere probabilmente in due modi. Ci si può compiacere delle azioni che in esso sono state previste, sia nel testo uscito dal Consiglio dei ministri sia negli emendamenti che probabilmente verranno già presi in esame, come ci ha raccontato adesso il relatore senatore Sigismondi.

Fondamentalmente, si può essere contenti per l'accelerazione che questo decreto imprime, per aiutare le aree colpite da eventi sismici e calamitosi in genere. Si può essere contenti perché, chiaramente, si sveltiscono le procedure per l'affidamento dei contratti e dei lavori nelle aree citate.

Siamo contenti perché questo decreto prevede la prosecuzione dei contratti di lavoro e probabilmente, se gli emendamenti verranno approvati, anche la stabilizzazione di chi lavora nel settore; il rafforzamento della struttura di missione o ancora la concessione di contributi per gli immobili residenziali adibiti ad abitazione principale; nonché l'acquisizione, da parte dei Comuni, degli edifici delocalizzati ritenuti inagibili.

Tutto questo rende orgogliosi del decreto-legge in esame, del lavoro fatto dal Governo e poi anche dal Parlamento, che ancora lo sta portando avanti in Commissione, e in particolare del lavoro che sta svolgendo la maggioranza.

Ma ci può essere anche un altro modo per leggere questo provvedimento. Lo si può vedere come la continuazione di un percorso, di un filo rosso che coniuga una serie di azioni. Mi voglio in particolare soffermare su quanto riguarda l'Abruzzo.

Anche se sono romano, fino al 25 settembre scorso ho avuto l'onore di poter collaborare con il Presidente della Regione Abruzzo. E quindi ringrazio il mio Capogruppo e tutti i colleghi del Gruppo per avermi dato la possibilità di intervenire sull'argomento.

In particolare, si legge nel decreto l'azione compiuta da due persone, il lavoro di due persone e delle strutture che con loro operano. Parlo di due dirigenti, orgogliosamente di Fratelli d'Italia, che sono il sindaco di L'Aquila Pierluigi Biondi e il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.

Quando Biondi è diventato sindaco, L'Aquila era una città morta, malgrado fossero passati otto anni dal terribile sisma: il centro era un deserto e gli operai erano gli unici esseri umani a frequentare le strade; non c'era una visione, né un programma o una strategia. Dopo sei anni della sua amministrazione la città è rinata. L'amore per la propria città e per le sue strade ha permesso di agire superando qualunque ritardo; ha portato a interagire con i Ministeri, per bypassare ostacoli burocratici che, fino a quel momento, sembravano insormontabili. Il sindaco, grazie al nuovo Governo regionale, ha avuto a disposizione quelle risorse, quegli strumenti, quel personale e quei fondi europei che fino a quel momento erano stati poco e male spesi.

Oggi L'Aquila vive, spera, produce e sogna. È stato per l'attaccamento alla propria terra, per la voglia di non arrendersi e la pervicace testardaggine di dare un futuro ai propri cittadini e alla propria comunità se oggi quella città e quei territori hanno ricominciato a vivere. Ecco perché questo decreto-legge si può leggere anche in questo modo: è la prosecuzione di un impegno, di un Governo che fa tesoro del lavoro degli enti locali; lo sforzo diventa legge e supera ogni barriera burocratica e di carattere finanziario. Inoltre, con la norma che prevede la nomina del nuovo commissario del cratere si aggiunge un'ulteriore e preziosa tessera al puzzle.

In questo decreto-legge c'è tutto questo. Magari farà meno notizia della legge di bilancio, del milleproroghe o delle tante altre leggi che conquistano le prime pagine dei giornali e i telegiornali. In questo decreto, però, c'è una visione che fa la differenza e valorizza un modo particolare di chi fa politica e di chi si sente istituzione. Poi, ovviamente, vengono fuori le norme. Questo è un decreto che parla di identità, di relazione con il territorio, di sano e organico rapporto con l'ambiente. Parla di persone che hanno fatto del loro modo di far politica il buon Governo, facendolo diventare azione quotidiana e modello per tante altre città e tanti altri territori. (Applausi).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Trevisi. Ne ha facoltà.

TREVISI (M5S). Signor Presidente, l'Italia è purtroppo un Paese a forte rischio di calamità naturali: terremoti, alluvioni ed erosione costiera sono alcuni dei fenomeni angoscianti che si ripercuotono nel tempo.

Per quanto riguarda il rischio sismico, la causa è da ricercare nella posizione geografica del nostro Paese, situato al margine di convergenza tra due grandi placche - quella africana e quella euroasiatica - spesso in movimento, dando origine a numerosi terremoti di varia entità. Alle cause naturali complesse e non facilmente prevedibili vanno aggiunte quelle antropiche, ossia gli effetti dei cambiamenti climatici, che, con un aumento della frequenza degli eventi pluviometrici molto intensi, alternati anche a lunghi periodi di siccità - come quello che abbiamo vissuto la scorsa estate e probabilmente anche in quella che ci attende - comportano conseguenze abbastanza gravi: un aumento della frequenza delle frane, oppure siccità e desertificazione.

L'ultimo rapporto Ispra del 2021 sul dissesto idrogeologico pone in evidenza come il 94 per cento dei Comuni italiani sia a rischio di calamità. Questi fenomeni naturali causano danni a cose e persone, danneggiano il nostro patrimonio economico e culturale (abitazioni, aziende e fabbriche) e spesso il prezzo da pagare in termini di vite umane è altissimo. Solo a L'Aquila sono morte ben 309 persone e oltre mille sono stati i feriti. Alcune città vivono in una situazione di ricostruzione perenne, nonostante gli ingenti stanziamenti statali per la ricostruzione. Tante sono le situazioni irrisolte che gravitano intorno ai terremoti italiani e tanti i danni derivanti da una cattiva politica, dalla criminalità e a volte anche dal giro di tangenti post-terremoto che rallentano la ricostruzione; senza contare i fondi che lo Stato mette a disposizione per sostenere i territori disagiati e rimborsare i cittadini dai danni subiti, che, nonostante siano sempre insufficienti e sempre in ritardo, ammontano a 120 miliardi di euro negli ultimi cinquant'anni.

I danni causati dalle calamità naturali nel nostro Paese vengono drammaticamente sottovalutati e occorre agire con forza in un'ottica di prevenzione. Agevolazioni fiscali come il sismabonus e il superbonus sono fondamentali per ottenere un adeguato miglioramento sismico ed energetico del patrimonio edilizio; strumenti legislativi di questo tipo, chiari, certi e duraturi nel tempo, dovrebbero sempre essere a disposizione per favorire l'incremento della sicurezza in Italia. Il Piano proteggi Italia è stato l'unico e il più grande piano contro il dissesto del territorio per proteggere e mettere in sicurezza il nostro Paese così fragile. Nel segno della concretezza, il Governo Conte ha stanziato quasi 11 miliardi nel triennio 2019-2021, ma purtroppo è l'unico stanziamento dei Governi italiani.

Ho sentito dire da molti politici scettici sui cambiamenti climatici che le future generazioni, per avere un mondo più sicuro, dovrebbero rivolgersi ai grossi Paesi che emettono gas climalteranti, come Cina, India, Stati Uniti e così via. Probabilmente è vero che senza la cooperazione di tutti i grossi Paesi non riusciremo a fermare i cambiamenti climatici. Ma proprio perché non siamo capaci di fermare la follia umana e le scelte di alcune Nazioni, dovremmo investire in resilienza, ossia nella capacità del nostro Paese di adattarsi, riorganizzarsi ed evolversi in configurazioni che migliorano la sostenibilità del sistema, lasciando un territorio meglio preparato per i futuri impatti e meno pericoloso per le future generazioni.

Tra le agevolazioni date dal MoVimento 5 Stelle - come ho detto prima - ci sono il Piano proteggi Italia e il supersismabonus. Abbiamo visto che, investendo in sicurezza, il 60-70 per cento del totale speso nel primo anno rientra già allo Stato grazie al maggiore gettito dovuto ad IVA, Ires, Irpef e ai contributi INPS. A questo vanno aggiunti i danni evitati: logicamente, se ci sarà un terremoto, le case che hanno beneficiato del superbonus e del sismabonus non saranno da ricostruire e lo stesso vale anche per gli interventi che evitano l'acquisto di energia fossile dall'estero, che pesa nel bilancio per 40-50 miliardi l'anno.

A tal proposito non si capisce perché parlamentari del centrodestra continuino a presentare emendamenti per estendere il superbonus, come l'emendamento 1.16 presentato al decreto-legge oggi in discussione, a prima firma del senatore Liris, che chiede appunto di estendere questo famigerato superbonus fino al 31 dicembre 2025 nei territori e nei Comuni dove insistono i crateri dei sismi accaduti nel 2009 e nel 2016. Pertanto, nei fatti riproponete le nostre misure, ma con gli attacchi mediatici studiati a tavolino la coppia Giorgetti e Meloni diffonde dati non veritieri sul superbonus, frenando e intimorendo le famiglie dall'investire in sicurezza ed efficientamento energetico.

Ricordo che misure come il superbonus o il sismabonus, ma anche altre come il reddito di cittadinanza, erano necessarie durante la pandemia per rilanciare il Paese, messo in ginocchio dai continui lockdown. E proprio grazie a queste misure l'Italia, storicamente fanalino di coda dell'Europa, è diventata la locomotiva, superando per crescita un Paese come la Germania. Purtroppo, misure di questo tipo sono ancora oggi insufficienti e dovremmo pensare a mettere in sicurezza tutto il patrimonio edilizio italiano, coinvolgendo anche l'Europa e non litigando come state facendo per la direttiva sulle case green. Dovremmo pensare a un sistema di incentivi strutturale per la sicurezza, che duri nel medio-lungo periodo e sia un investimento per il futuro, ad esempio con percentuali almeno intorno al 100 per cento per gli immobili pubblici (se pubblici, prima o poi vanno comunque risanati e messi in sicurezza da parte dello Stato) e almeno al 70 per cento per gli immobili privati.

Le misure rivoluzionarie ideate dal MoVimento 5 Stelle ora sono state copiate anche da diversi Stati europei, mentre in Italia vengono demolite per motivi ideologici o solo perché concepite dal MoVimento 5 Stelle. Vi chiedo, però, di dirmi una misura che voi proponete per mettere in sicurezza il nostro Paese, per prevenire, equilibrare e adeguarlo alle mutate condizioni economiche e sociali. (Applausi).

Date per scontati gli effetti dei cambiamenti climatici, che dite ci saranno, quindi non possiamo fare nulla. Ebbene, cosa propone il Governo Meloni in termini di resilienza? Cosa state facendo per mettere in sicurezza le case degli italiani da futuri alluvioni e terremoti? Cosa volete fare per evitare che la siccità distrugga il lavoro delle nostre imprese agricole e zootecniche, come è già accaduto questa estate e probabilmente accadrà sempre di più nei prossimi anni? Cosa volete fare per evitare la desertificazione dei territori? Cosa volete fare, ad esempio, per l'erosione costiera, per salvare le imprese balneari, che giustamente vanno rispettate e tutelate? Forse volete che i problemi della gestione delle spiagge del demanio pubblico si risolvano da sole, grazie alla vostra politica iniqua e scellerata, che non tiene conto dei rischi futuri e che probabilmente farà scomparire molti lidi e molte spiagge nei prossimi anni per l'erosione costiera? (Applausi). Spariscono le spiagge e sparisce anche il problema dei balneari: è questa la vostra strategia? (Ilarità).

Non dico che le tante misure messe in campo dal MoVimento 5 Stelle nei pochi anni in cui ha governato siano state in grado di risolvere tutti i problemi, ma almeno sono state sorrette da una visione politica, quella che voi non avete avuto. Almeno il MoVimento 5 Stelle ha proposto il Piano proteggi Italia, la misura del superbonus, le comunità energetiche, il reddito di cittadinanza o i tagli dei privilegi. Nessun Governo ha proposto così tante misure in pochi anni. Almeno noi abbiamo avuto una visione politica.

Si tratta di misure che si possono condividere o meno, ma c'è stata la volontà di fare e si sa che chi fa sbaglia. Forse voi state seguendo un'altra strategia: non fate nulla e in questo modo dimostrate di non avere idee e di non avere una visione politica e quindi vi state limitando ad obbedire a quello che i poteri forti e l'Europa vi chiedono, anche perché si tratta di un Governo - non nascondiamocelo - nato con una forte crisi di credibilità. Cosa state facendo? Assecondate l'Unione europea e i poteri forti, così vi fanno sopravvivere e governate per cinque anni? Questa è l'unica strategia di resilienza? Mi sembra una strategia poco entusiasmante.

Il MoVimento 5 Stelle, invece, ha governato e ha avuto una visione politica nel mondo e in Europa, portando oltre 200 miliardi di euro del PNRR, risorse che in gran parte serviranno per mettere in sicurezza il nostro Paese.

Il superbonus ha alimentato ben 18 filiere e ha creato un grosso extragettito e ora state cercando di eliminarlo, perché ritenete che questo non valga. Ebbene, se questa misura così importante per il nostro Paese non vi piace, cambiatele nome: chiamatela bonus del patriota o patriota-bonus; cambiandole nome, probabilmente ve ne potrete intestare i meriti e questa misura potrà continuare a sopravvivere. A noi non importa se copiate le nostre idee, per noi va bene lo stesso. L'importante è permettere a questo Paese di puntare al benessere collettivo e attuare quanto prima tutte le misure necessarie e utili per poter prevenire nuovi incidenti: sicurezza, indipendenza energetica e resilienza verso l'aumento dei prezzi dell'energia nell'interesse delle generazioni future. (Applausi).

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo classico «Nicola Spedalieri» di Catania, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 462 (ore 17,24)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Irto. Ne ha facoltà.

IRTO (PD-IDP). Signor Presidente, onorevoli colleghi, la discussione del decreto-legge recante interventi urgenti in materia di ricostruzione a seguito di eventi calamitosi e di protezione civile, così come avvenuto con il decreto-legge del 3 dicembre 2022, n. 186, varato dopo gli eventi alluvionali che hanno interessato l'isola di Ischia, conferma una prassi: quella di inseguire l'emergenza con provvedimenti assunti senza una visione organica e trascurando ogni forma di prevenzione. Eppure, la cura del territorio dovrebbe rappresentare una delle priorità principali, se si vuole immaginare un futuro del Paese e difendere l'incolumità e la vita stessa dei cittadini. In buona sostanza, abbiamo aspettato anche questa volta il verificarsi di un evento estremo o di una vera e propria tragedia, come quella avvenuta nelle Regioni del Centro Italia durante gli anni scorsi oppure quelle alluvionali, come nel novembre 2022 ad Ischia, devastata da frane e allagamenti, che hanno causato l'isolamento di diverse località, l'evacuazione di numerose famiglie, 1.500 sfollati e la morte di dodici persone.

Per quanto gli eventi di estremo maltempo, e ancor meno i terremoti, possano essere previsti, non possiamo certo dire che si tratta di eventi che dovrebbero cogliere di sorpresa né le amministrazioni locali né il Governo nazionale, almeno sul fronte fondamentale della prevenzione e dei criteri di costruzione degli edifici, dei controlli e della lotta all'abusivismo. La fragilità del territorio italiano e la sismicità dello stesso sono note e nel corso degli ultimi anni sono stati tanti, purtroppo, gli eventi legati al maltempo e ai terremoti che hanno sconvolto il territorio. Nessuno di questi però è stato sufficiente a realizzare un reale risveglio delle coscienze e a fare in modo che davvero si mettesse mano a una riforma organica della gestione e della manutenzione del territorio, in grado di metterlo realmente in sicurezza, insieme agli altri edifici e alle costruzioni che su di esso insistono.

Un passaggio fondamentale per scongiurare tragedie o almeno per ridurre i danni davanti a eventi particolarmente violenti, garantendo per questa via la stessa incolumità dei cittadini e le reali e concrete possibilità di sviluppo turistico, è indissolubilmente legato alla salvaguardia di ambiente e territorio.

In un quadro del genere e con eventi sismici che hanno devastato le nostre Regioni, mettendo in evidenza sia la fragilità del territorio sia la stessa superficialità e approssimazione con i quali si è spesso proceduto a edificare senza potenziali controlli, si è consentito anche di condonare migliaia di abusi edilizi mai sanati. Sia la tragedia di Ischia, con il conseguente decreto-legge (peraltro il Governo aveva garantito in questa stessa Aula che tale provvedimento sarebbe stato successivamente implementato), sia adesso la discussione su questo decreto-legge potevano e dovevano essere l'occasione per iniziare un percorso diverso, in grado di uscire dalla prospettiva inaccettabile di inseguire le emergenze, provando a tamponare ogni volta che si verifica una tragedia e mettere in campo una strategia compiuta di prevenzione e cura del territorio che avesse una visione di come cambiare passo e mettere in sicurezza il territorio delle Regioni interessate, con una visione che andasse più in là nel tempo.

Il decreto-legge in discussione è al momento del tutto insufficiente e la continua bocciatura degli emendamenti che, come Gruppo Partito Democratico, abbiamo proposto in Commissione dimostra ancora una volta come il Governo non abbia la reale volontà di risolvere i problemi, lasciando inascoltati anche i numerosi appelli e le numerose richieste arrivate durante la fase delle audizioni che abbiamo svolto in Commissione ambiente. (Applausi). Le risorse stanziate non sono sufficienti a permettere di garantire interventi concreti, finalizzati a una reale accelerazione della ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto, con la popolazione da molti anni costretta a vivere in condizioni di precarietà ed emergenza.

Proseguire lungo questa strada vuol dire dare il via libera alla prassi alla quale abbiamo assistito negli anni scorsi: una letale combinazione di mala gestione del territorio ed eventi calamitosi estremi, che si fanno sempre più frequenti e drammatici anche in relazione ai cambiamenti climatici ai quali stiamo assistendo senza aprire un dibattito franco, aperto e complessivo sul modo con cui affrontarlo.

"Prevenzione" dovrebbe essere invece la parola chiave con la quale iniziare ad affrontare la questione; "prevenzione", inoltre, è anche la parola chiave che servirebbe davvero per risparmiare le risorse che si spendono in misura nettamente maggiore continuando a inseguire le emergenze piuttosto che per riparare poi i danni. Invece, nel provvedimento in esame non solo non c'è traccia di un cambio di prospettiva, ma non si rinvengono neanche le risorse necessarie a dare un contributo vero, concreto e decisivo per la ricostruzione delle aree colpite dagli eventi calamitosi.

Non solo: in maniera del tutto ingiustificata, nonostante le diverse proposte emendative presentate, si lascia fuori Ischia dagli interventi, nonostante si fosse detto, sia in Commissione che in quest'Aula, che con questo decreto avremmo recuperato le lacune del decreto Ischia; niente di tutto questo. (Applausi). La maggioranza ha deciso e ha osservato che potrebbe essere più efficace lavorare a un provvedimento ad hoc, preferibilmente di iniziativa parlamentare, previa audizione del Ministro competente, al fine di una non meglio precisata corretta individuazione delle coperture finanziarie, che secondo la maggioranza al momento non sono individuabili, stando ai tempi ristretti dell'esame di questo provvedimento. Sembrano - anzi, sono - tutte scuse. La realtà ci dice che continuare a rimandare non solo rappresenta un modo non efficace di governare, ma espone i territori a rischi incalcolabili, mentre non si riesce neanche a far luce e a far fronte alle calamità già avvenute, che richiederebbero un altro livello di risposte.

Va sottolineato ancora una volta come le amministrazioni locali non possano essere lasciate da sole. Per questo non può essere trascurata, come si sta facendo, la necessità di sostenerle rispetto alle difficoltà esistenti nel ripagare i mutui con il MEF, a causa delle grandi difficoltà nel riprendere la regolare riscossione dei tributi. Abbiamo chiesto di aiutare le famiglie, chiedendo di non far pagare l'IMU ai cittadini le cui abitazioni sono inagibili. È irragionevole chiedere di pagare l'IMU se un'abitazione è inagibile; anche su questo punto il Governo e la maggioranza non ci hanno voluto prestare ascolto. Anzi, la bocciatura di un emendamento del Partito Democratico proprio su questo di fatto costringe i proprietari di immobili gravemente danneggiati o distrutti a pagare comunque l'imposta municipale unica, in maniera del tutto iniqua.

Insomma, il Governo deve fare chiarezza e decidere se vuole aiutare o meno le comunità interessate dagli ultimi eventi calamitosi; non può certo pensare di svicolare nascondendosi dietro raccomandazioni fumose. Anche il rifinanziamento per un importo di 10 milioni del fondo della protezione civile regionale non pare adeguato alle esigenze, soprattutto se l'idea del Governo è quella di rendere efficace la gestione delle protezioni regionali senza l'attivazione dello stato di calamità nazionale: un altro aspetto che va chiarito con attenzione, soprattutto in un momento in cui, con la discussione sull'autonomia differenziata, si rischia di andare a penalizzare sotto ogni aspetto le Regioni in difficoltà. Sarebbe del tutto inaccettabile che ciò si verificasse anche davanti a emergenze che sicuramente dovrebbero essere affrontate con le stesse forze e le stesse possibilità su tutto il territorio nazionale, senza alcun tipo di differenza.

Ci aspettiamo, in ogni caso, che adesso si apra una riflessione generale sulle questioni legate alla prevenzione del dissesto idrogeologico, alla cura del territorio e alla prevenzione del rischio sismico e in ordine alle modalità più congrue per affrontare i cambiamenti climatici in atto, cominciando dalla base e dai provvedimenti più semplici: contrastare per esempio ogni possibilità di condono e fornire alle amministrazioni locali e ai prefetti gli strumenti idonei per abbattere gli immobili abusivi.

Vede, Presidente, tra questo provvedimento e il decreto Ischia si incastra anche il nuovo codice dei contratti pubblici, sul quale qualche giorno fa abbiamo licenziato il parere nella Commissione competente. Se si uniscono i punti del decreto Ischia, di questo decreto e di quel nuovo codice dei contratti pubblici, dove, tra le varie criticità, ne abbiamo evidenziata una gigantesca ed enorme (quella secondo la quale nel nuovo codice si eliminerà la compatibilità geologica e idrogeologica delle opere pubbliche che saranno appaltate in Italia), ecco, se uniamo i due decreti, la mancanza di programmazione e la proposta di questo nuovo codice dei contratti pubblici, sull'altare della cosiddetta semplificazione, senza pensare alla fragilità e senza avere una tutela del territorio, il futuro per questo Paese rischia di essere peggiore e ancora più a rischio. (Applausi).

Presidenza del vice presidente GASPARRI (ore 17,34)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Priamo. Ne ha facoltà.

DE PRIAMO (FdI). Signor Presidente, il decreto-legge in esame è importante perché, come hanno ricordato anche i colleghi e il relatore Sigismondi, mette in campo interventi rilevanti in materia di ricostruzione a seguito di eventi calamitosi e di protezione civile e fa riferimento a vicende che hanno segnato fortemente i territori che sono stati coinvolti. Da questo punto di vista, ci sono interventi importanti, sia nel testo originale, ma anche a seguito del lavoro fatto in Commissione, perché sono indubbiamente stati introdotti elementi significativi.

Nel testo in esame si lavora sul tema delle gestioni commissariali, con riferimento al sisma dell'Abruzzo del 2009 e di quello di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria del 2016. Sul tema della ricostruzione pubblica ci sono norme che prevedono l'accelerazione e la semplificazione delle procedure. Viene estesa la casistica rispetto a norme già previste e viene quindi consentito di proseguire e migliorare il lavoro che è stato fatto fino ad oggi. Vengono rafforzati i poteri del commissario e ci sono norme anche importanti sul tema dei poteri sostitutivi. Eventuali commissari ad acta dovranno corrispondere alla figura del commissario straordinario: questo significa risparmiare lungaggini burocratiche ed evitare di perdere tempo, come purtroppo troppe volte è successo in passato. È importante anche il tema dell'impegno alla trasmissione di una relazione da parte del commissario, entro il 31 maggio di ogni anno, sullo stato della ricostruzione. Si tratta quindi di un elemento di attuazione, con una relazione al Governo e quindi anche con la possibilità da parte del Parlamento di intervenire, di monitorare e di verificare cosa funziona e cosa non funziona.

Ci sono norme molto importanti per quanto riguarda il personale sia delle amministrazioni e dei territori coinvolti, sia degli uffici speciali, come quello per la ricostruzione di L'Aquila e quello per il cratere. Ci sono norme di proroga per i contratti di lavoro: attraverso gli emendamenti in Commissione viene anche prevista l'estensione dei termini per la stabilizzazione di quel personale. Si tratta di elementi fondamentali, perché si riferiscono alla continuità dell'azione e alla possibilità di avere personale adeguato per intervenire su territori, che spesso hanno peculiarità molto diverse tra loro: ci sono infatti anche Comuni molto piccoli, spesso non sostenuti e non adeguatamente supportati. Grazie all'attività emendativa viene introdotta anche una norma importante per il territorio di Ischia, per sostenere i Comuni che avranno mancate entrate, in relazione alla sospensione dei tributi per quella vicenda calamitosa.

Per quanto riguarda gli emendamenti della Commissione, sono importanti anche le deroghe sul numero degli studenti nelle classi. Ciò è importante per evitare la perdita di identità dei luoghi: mi riferisco al fatto che si possa mantenere la presenza degli studenti, anche se non ci sono i numeri previsti dalla normativa vigente. Cito anche la riapertura dei termini per la stabilizzazione del personale e l'estensione di alcuni di questi benefici a zone che sono fuori dal cratere, ma che sono di fatto colpite da tali vicende e dal seguito delle vicende di cui parliamo. Ci sono poi il tema del rimborso IVA alle imprese e quello della riserva del 30 per cento nelle assunzioni per i parenti delle vittime.

In questo quadro è fondamentale il rapporto con il territorio e già il collega senatore Scurria ha ricordato il ruolo fondamentale svolto dai Comuni e l'azione virtuosa del Comune di L'Aquila, del sindaco Biondi e del presidente Marsilio. Da questo punto di vista, ringraziamo anche chi ha svolto il ruolo di commissario, sicuramente in modo degno. Allo stesso tempo, esprimiamo anche la soddisfazione per il nuovo commissario: per noi è un'espressione di soddisfazione non perché sia un collega senatore o perché appartenga al Gruppo Fratelli d'Italia, ma perché è una persona che per anni ha dedicato se stesso al tema della ricostruzione ed è stato a fianco di quelle comunità che hanno sofferto. Possiamo quindi andare fieri della nomina del collega Guido Castelli, che è stata fatta dal Governo. (Applausi).

Da tale punto di vista, riteniamo che questo sia un testo importante. Certamente affrontiamo anche le sfide di intervenire in modo più ampio. Troviamo singolare che si metta in campo un dibattito, sicuramente importante, come quello sul cambiamento climatico, quando si parla di ricostruzione post-sismica: lo dico con un po' di perplessità.

Troviamo invece importante confrontarsi sulle norme. Con i colleghi di Fratelli d'Italia, in particolar modo della Commissione 8a, stiamo pensando - e lo offriamo alla discussione dell'intera Assemblea - ad un testo unico sul tema della ricostruzione e della prevenzione, per avere norme che possano valere per il futuro, perché purtroppo lo sappiamo che questa nostra Italia è fragile e che le vicende che tutti ci auguriamo non avvengano, si possono affrontare in modo migliore se si hanno già delle norme e strumenti di intervento operativi e concreti.

Da questo punto di vista, quindi, c'è da fare e lavoreremo anche insieme, se si riuscirà a dialogare e a non far prevalere logiche strumentali. Parliamo di ferite del territorio e ricostruire per noi non è e non può essere solo mettere mattoni l'uno sull'altro, ma riunire e far tornare a vivere comunità che sono state stravolte. Nessuna nostra azione potrà restituire quei luoghi dell'anima, per citare Ignazio Silone, che così com'erano, purtroppo, resteranno confinati nell'anima e nel cuore di chi li ha vissuti. Il nostro impegno, però, per il quale devo e dobbiamo ringraziare - noi di Fratelli d'Italia - i senatori di quei territori che si sono impegnati tantissimo anche sul tema degli emendamenti per questa discussione, dev'essere mirato a donare linfa nuova - con la rigenerazione urbana e con la ricostruzione, ma anche con la rigenerazione sociale ed economica - a quei territori che sono la spina dorsale della nostra Italia, testimoni di resilienza e di indomabile spirito di rinascita. (Applausi).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Spagnolli. Ne ha facoltà.

SPAGNOLLI (Aut (SVP-Patt, Cb, SCN)). Signor Presidente, gli stimati colleghi della maggioranza che ci governa ripetono spesso che ascoltano gli italiani, ma la sensazione è che facciano pedissequamente quello che gli italiani chiedono loro. Ora, vorrei ricordare che chi governa, chi stabilisce le regole che gestiranno il futuro del nostro Paese, deve perseguire l'interesse e il benessere dei cittadini non solo di oggi, ma anche di domani e dopodomani e quindi assumere talvolta decisioni impopolari, ma necessarie, per garantire tale benessere a chi ci sarà in futuro nel nostro Paese.

Mi sono messo nei panni dei ragazzi che sono qui ad assistere a questa seduta e ho pensato che, se ci mettessimo a leggere il testo di questo provvedimento, probabilmente si chiederebbero se, a quattordici anni dal terremoto, pensiamo davvero che una situazione come questa si risolva con un provvedimento del genere, perché non è il primo. I Governi degli ultimi quattrodici anni hanno assunto diversi provvedimenti di ricostruzione e i Parlamenti li hanno approvati, ma non si è mosso molto. Vogliamo leggere un passaggio, magari le disposizioni del titolo IV della parte seconda del medesimo decreto-legge recante semplificazioni e agevolazioni procedurali con maggiori poteri commissariali? Signori, questo è un provvedimento di mera burocrazia, come lo sono stati anche quelli approvati in passato.

Perdonatemi, se pensavo che il vento fosse cambiato, ma non è cambiato molto. Evidentemente, si continuano a fare provvedimenti di questo tipo, demandando poi alle comunità locali, ai commissari e ai Comuni di agire. Ora, massimo rispetto ovviamente per tutti quelli che agiscono sul territorio, ma è evidente che questo sistema non funziona e che ci vorrebbe un cambio di passo. Nulla si muove, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione, che è necessaria, perché non basta ricostruire. Ricostruire è difficile: è difficile ricostruire manufatti o strade dove ci sono versanti che potrebbero diventare pericolanti, perché la pioggia cade molto più insistente, con concentrazioni molto maggiori oggi rispetto al passato, o magari perché i terremoti possono creare i presupposti perché la montagna frani, dov'è già accaduto. Ebbene, se non si fa il consolidamento dei versanti sopra i manufatti che si ricostruiscono, si lavora per niente, si lavora con il rischio che la prossima volta frani di nuovo tutto, ma forse a questo non si è pensato nei ranghi della maggioranza che ci governa. Io penso che ciò sia sbagliato.

Per quanto concerne il gruppo di lavoro formatosi, di cui ho letto, riguardante la siccità in Val Padana, mi pare sia dell'idea di prendere misure di potenziale razionamento, sperando che comunque l'acqua venga. Io vorrei qui ricordare che quest'estate nel Po scorreva il 20 per cento dell'acqua che normalmente vi scorre in media nei mesi estivi; e vorrei ricordare che il Po porta, per un 20 per cento, acqua di ghiacciaio e, per un 80 per cento, acqua proveniente dalle precipitazioni e dalle falde. Ma allora, se portava solo il 20 per cento, portava l'acqua dei ghiacciai; ma l'acqua dei ghiacciai non la porta in eterno, perché si stanno sciogliendo. Per cui, di questo passo, rischiamo che il Po rimanga in secca, con tutte le conseguenze del caso. Bisogna prendere provvedimenti estremamente forti, se si vuole affrontare il futuro. Non si può rimanere a nicchiare e aspettare, sperando che le cose vadano meglio.

La transizione ecologica è assolutamente necessaria. Questa maggioranza ha fatto dichiarazioni pesanti contro il green new deal, cioè contro i provvedimenti che l'Europa ci vuole imporre relativamente al risanamento energetico degli edifici, ma ricordo che risanare energeticamente gli edifici consente di pagare bollette meno care: quindi, tale intervento è nell'interesse della popolazione, non contro il suo interesse.

Sull'eliminazione di automobili inquinanti a combustibile fossile, certo che c'è il problema che le auto elettriche contengono materiali che ci vende sostanzialmente solo la Cina, dalla quale quindi rischiamo di essere presi per il collo, ma almeno una proposta alternativa va fatta.

Ricordo che tra i cento e i centoventi anni fa ci fu un grande cambiamento per quanto riguarda la mobilità: si passò dai cavalli alle automobili e ai treni, che si diffusero in quel periodo. Allora c'erano lavoratori che vivevano sul trasporto dei cavalli (maniscalchi, costruttori di carrozze, allevatori, produttori e venditori di biada, tutta gente che campava sui cavalli): all'improvviso, i cavalli non c'erano più, sostituiti da altri mezzi di locomozione; non per questo, però, i Governi di allora hanno vietato l'uso delle automobili e l'uso dei treni: hanno sposato lo sviluppo e l'evoluzione naturale della società, modificando le normative, per cui i maniscalchi sono andati a fare qualcos'altro.

Ecco, quello che manca a questa maggioranza di Governo è la visione. Come ho detto all'inizio, però, loro ascoltano i cittadini e si limitano a fare quello che essi chiedono. (Applausi).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lombardo. Ne ha facoltà.

LOMBARDO (Az-IV-RE). Signor Presidente, signor Sottosegretario, onorevoli senatori, il presente disegno di legge è volto alla conversione del decreto-legge n. 3 del 2023, recante interventi urgenti in materia di ricostruzione a seguito di eventi calamitosi e di protezione civile. Come hanno avuto modo di ricordare i colleghi in Aula, è giusto riconoscere che c'è stata una proficua attività in sede di Commissione, che ha portato all'approvazione di diversi emendamenti presentati dalla maggioranza e dall'opposizione per migliorare il presente disegno di legge.

Esso contiene alcune norme che vanno positivamente nell'ottica della cura delle relazioni del territorio, però ce ne sono altre, che avrò modo di evidenziare, che sicuramente non ci soddisfano. Laddove si parla delle misure di accelerazione e semplificazione della ricostruzione pubblica nelle aree colpite dagli eventi sismici, è normale che i temi dell'accelerazione, della semplificazione e dello sblocco dei cantieri siano anche di nostro interesse.

Come giustamente ricordavano alcuni colleghi, però, visto che questo provvedimento si intreccia con un altro, che riguarda il codice degli appalti, vi ricordiamo che andare veloce è importante, ma è più importante andare lontano. (Applausi).

Quando in nome della velocità, della semplificazione e dell'accelerazione si introducono misure che rischiano di portare alcune difficoltà e non lavorare nell'ottica della trasparenza e dell'anticorruzione, soprattutto in un territorio come quello italiano, che ha conosciuto, anche nelle fasi di ricostruzione post-sisma, evidenti elementi di patologia, ci preoccupiamo.

Quando invece si fa una governance dei poteri sostitutivi per i commissari ad acta e si facilita il lavoro di questi commissari e i poteri sostitutivi, siamo ovviamente favorevoli; quando si introducono misure, come quella che è stata presentata dall'emendamento a firma del senatore Sigismondi, per rassicurare i presìdi scolastici anche nelle piccole realtà interne, consentendo alle classi con un numero ridotto di alunni nelle aree del cratere sismico di evitare lo spopolamento, queste sono sicuramente disposizioni positive, che ci convincono. Allo stesso modo, quando si rifinanzia con un fondo di 10 milioni, per gli anni 2022 e 2023, la protezione civile, siamo sicuramente a favore di tali disposizioni.

Che cos'è allora che non ci convince? A noi non convincono essenzialmente tre punti: il primo è il fatto di aver voluto concentrare queste misure e questi interventi soprattutto sul tema della ricostruzione del Centro Italia. Se dobbiamo muoverci, dobbiamo farlo in maniera organica, non possiamo farlo a macchia di leopardo. Tra l'altro, nel Centro Italia, visto che il criterio cronologico non si può usare, perché il terremoto dell'Abruzzo è del 2009, vorrei che ci ricordassimo anche che c'è stato un altro evento sismico che ha riguardato una Regione che conosco molto bene: quello del 2012 in Emilia-Romagna. (Applausi). Credo che quello sia stato un modello virtuoso di ricostruzione post-terremoto e sono convinto che non vi siano state decisioni politiche nel voler includere o escludere altre Regioni. Se però vogliamo un presidio perché la ricostruzione venga fatta per bene, questo dipende anche dalla collaborazione che ci dev'essere delle amministrazioni locali, delle amministrazioni regionali e di tutto il sistema Italia.

Il secondo punto che non mi convince è quello della protezione civile. È certo che il rifinanziamento e l'attribuzione dei fondi nel 2022-2023 alla Protezione civile è un segnale importante, che ci vede favorevoli, ma - come ho avuto modo di dire già in sede di esame del decreto-legge sulla riconfigurazione dei Ministeri - il modello della Protezione civile come avanguardia del nostro Paese era costruito su una catena di comando chiara e precisa, che andava a svolgere un'attività di coordinamento interministeriale che era doveroso lasciare sotto la Presidenza del Consiglio dei ministri. (Applausi). Perché andate a toccare cose che hanno funzionato, cercando di costruire modelli che non sappiamo se e come funzioneranno? Ve lo ripeto: credo che quello sia stato un grave errore.

Il terzo limite - come diceva anche il collega Spagnolli prima - è quello di affrontare il tema della ricostruzione, seppur nell'idea che i soccorsi e la ricostruzione debbano avvenire insieme, senza un pezzo fondamentale, che è la prevenzione. (Applausi). Se non investiamo nella prevenzione, non avremo mai, in un territorio come quello italiano, a rischio idrogeologico e sismico, la vera sicurezza. Su questo, come Gruppo Azione-Italia Viva, abbiamo presentato un ordine del giorno sul tema Italia sicura e Casa Italia, che ci avete chiesto di anticipare nei tempi al 14 febbraio. (Applausi). È possibile che ad ogni intervento dobbiamo richiedervi quanto ancora dobbiamo aspettare, visto che ci avete chiesto voi di anticiparlo? Noi consideriamo infatti che quei provvedimenti che sono utili per il Paese (Casa Italia e Italia sicura) siano la linea della prevenzione sulla quale si fa un investimento sulla sicurezza che esce oltre la dittatura dell'emergenza. (Applausi).

Signor Presidente, nel momento in cui c'è da discutere di curare i territori, di dare risorse alle amministrazioni locali e di aiutare i poteri di intervento, siamo favorevoli. Invece, laddove manca quello che per noi è un elemento fondamentale, cioè la visione organica dei provvedimenti che oggi adottiamo, non possiamo che continuare a muoverci nella prospettiva della riduzione del danno: è quello che faremo in questo intervento e che continueremo a fare nei prossimi interventi con senso di responsabilità e impegno civico rispetto a chi ci guarda da casa e alle popolazioni colpite dal sisma. (Applausi).

Faccio solo un appunto, visto che prima è stato affrontato il tema del consolidamento antisismico, che in un Paese come il nostro dovrebbe essere strutturale. Ricordo che in moltissime aree a rischio idrogeologico e sismico (parlo anche di territori del Sud, come la Sicilia e la Calabria) è inferiore al 30 per cento il numero dei Comuni che hanno adottato quello che una volta si chiamava piano regolatore generale e che oggi si chiama piano urbanistico generale (PUG). (Applausi). Come vogliamo fare prevenzione se i nostri Comuni non si dotano degli strumenti urbanistici previsti dalla legge? Andiamo verso la prevenzione per non dover rincorrere sempre purtroppo eventi catastrofici o dannosi per il nostro Paese e per la nostra popolazione. (Applausi).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Damiani. Ne ha facoltà.

DAMIANI (FI-BP-PPE). Signor Presidente, innanzitutto rivolgo un augurio di buon lavoro al commissario per la ricostruzione post-sisma 2016 nominato dal Governo, il collega senatore Guido Castelli, che sicuramente farà bene, perché conosce bene il territorio ed è un amministratore capace e preparato.

Ho ascoltato gli interventi dei colleghi delle opposizioni, che mi hanno preceduto, di cui condivido anche alcuni aspetti, soprattutto quelli inerenti alla prevenzione, in un momento particolare, in cui le calamità oramai ci piovono addosso anche all'improvviso. Pertanto, oggi fare una politica attenta alla prevenzione delle catastrofi e degli eventi alluvionali, come quelli a cui nelle ultime settimane abbiamo assistito in alcune parti del territorio, in questo caso della Sicilia (l'area geografica di provenienza della collega al mio fianco è stata colpita da questi eventi), è sicuramente importante, quindi sono convinto che da questo dibattito il Governo riuscirà a trarre spunti importanti non soltanto sul decreto-legge che oggi andiamo a convertire, ma anche sulle prospettive, quindi per nuovi interventi legislativi anche in tema di prevenzione. Sicuramente bisogna investire tanto sulla prevenzione e ritengo che questo sia un buon motivo per lavorare tutti insieme su tale aspetto.

Il decreto-legge in esame è importante, per noi significativo e anche simbolico, perché afferma la volontà di questo Governo e di questa maggioranza di centrodestra di dare risposte immediate e concrete agli eventi che hanno colpito alcune Regioni del Centro Italia, in particolare con gli eventi sismici del 2009 e del 2016. Si tratta di ferite ancora aperte, nonostante dal primo evento siano passati quattordici anni e dall'ultimo sette; in questi territori la gente non è ancora tornata alla quotidianità della propria vita, quindi la situazione è indegna e inaccettabile. Per questo, all'inizio dell'anno il Governo è intervenuto in maniera opportuna con un decreto-legge recante la nomina del nuovo commissario e alcune norme volte ad accelerare i processi necessari alla ricostruzione di questi territori, quindi per dare tempestività agli interventi, per accelerare e soprattutto per semplificare.

Ormai lo vediamo in tanti casi, ma soprattutto in questo: la gente non crede più, è sfiduciata e quindi, se non acceleriamo e non diamo risposte immediate, ahimè la gente sarà ancora più sfiduciata. In questo caso, sono passati tanti anni e ancora oggi ci sono zone che non si sono ancora viste assegnare le risorse necessarie, dove i lavori non sono iniziati, mancano le progettazioni esecutive e tutta una serie di gare e non sono stati erogati i contributi. Dobbiamo dare risposte ed ecco perché bisognava accelerare con un decreto ad hoc e norme specifiche.

Parlano i dati: a fronte dei circa 26,5 miliardi di danni che sono stati prodotti dal terremoto del 2016, ad oggi risultano erogati alle imprese esecutrici per le ricostruzioni soltanto 2,5 miliardi circa. Siamo quindi in grande ritardo ed è per questo che oggi bisogna partire, dando un'accelerata importante non soltanto alle erogazioni ai privati che hanno subito i danni, ma soprattutto al patrimonio pubblico del nostro territorio. Serve semplificazione: anche in questo caso, la burocrazia ci soffoca e la semplificazione risulta una proposta importante. Tra le proposte non c'è soltanto quella di semplificare l'attività di ricostruzione, ma anche quella di dare fiducia alla popolazione residente, perché è chiaro che poi si assiste al brutto fenomeno dello spopolamento di interi territori e questo dobbiamo cercare di evitarlo, cercando di riportare la gente nelle proprie case quanto prima.

Tra le proposte, il decreto prevede l'utilizzo di crediti fiscali che siano ricondotti a meccanismi previsti per l'erogazione di contributi, maggiori poteri di intervento al commissario e soprattutto poteri di erogazione diretta dei contributi, stabilizzazioni previste per chi ha lavorato e necessita dell'approvazione dei progetti. È importante, a tale scopo, avere personale che lavora per la pubblica amministrazione, quindi sono previste anche le stabilizzazioni. Fra le misure, vi sono: il combinato dei prezzari unici del cratere con i prezzari regionali, la revisione del costo parametrico su base Istat e l'ampliamento dei casi per i quali è prevista la maggiorazione del contributo concedibile, una norma quindi che stabilisca che la perdita del contributo si verifica solo dove ciò è specificatamente previsto; un pacchetto di proposte su qualificazione e su autonomia negoziale nella stipula dei contratti d'appalto, varianti, controlli, la proroga delle agevolazioni e poi l'ulteriore contributo che il decreto-legge stanzia di 10 milioni di euro per rifinanziare il fondo regionale per la protezione civile.

Quello che stiamo esaminando è dunque un decreto importante, che ha visto già il pieno sostegno in Consiglio dei ministri da parte del Gruppo Forza Italia e ringraziamo la Commissione e i suoi componenti che, in un confronto fra maggioranza e opposizione, hanno aggiunto anche altri articoli importanti al testo che servono a dare un'accelerata, a sburocratizzare, a velocizzare, a semplificare e soprattutto a dare fiducia ai cittadini. I cittadini hanno bisogno di questa ricostruzione e per questo, con convinzione, il Gruppo Forza Italia voterà favorevolmente la conversione del decreto. (Applausi).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Sironi. Ne ha facoltà.

SIRONI (M5S). Signor Presidente, colleghi, gentile rappresentante del Governo, mi ha fatto molto piacere ascoltare l'intervento del senatore Damiani, perché ero un po' perplessa sulla gestione della discussione in Aula, soprattutto per il nostro pubblico di giovani ragazzi. La partecipazione non sembrava eccezionale, invece il senatore Damiani ha ascoltato e altrettanto ho fatto io, perché è importante secondo me che ciascuna delle parti ascolti le rispettive ragioni.

Andrò nella stessa direzione sulla prevenzione, perché ascoltare la parola "ricostruzione" mi suscita un senso di sconforto e di amarezza. Immagino che sia un sentimento comune in quest'Aula, perché, se si parla di ricostruzione, significa che qualcosa è andato distrutto e pare assurdo che ancora oggi, nel 2023, le calamità ci colgano di sorpresa e impreparati. Eppure, anno dopo anno, terremoto dopo terremoto, calamità dopo calamità, ci ritroviamo a contare i morti e a registrare i danni e a osservare un minuto di silenzio in quest'Aula per le vittime innocenti, nonché a discutere di come allocare le scarse risorse dello Stato.

La coperta è regolarmente troppo corta, i tempi della burocrazia troppo lunghi, e l'inefficienza dello Stato ogni volta si appalesa nella sua drammaticità. I cittadini perdono fiducia nelle istituzioni e non si riconoscono in uno Stato che appare incapace di reagire in modo adeguato ed efficace.

D'altra parte, gli elementi calamitosi continuano inesorabilmente a succedersi negli anni e non si può più parlare di fatalità: ormai si deve parlare di incapacità di imparare dalle esperienze passate, di pianificare correttamente e di ammettere che il rischio naturale è la regola nel Paese delle frane, delle valanghe, delle alluvioni e dei terremoti. Non ci vuole un genio della politica per capire che prevenire costa meno che curare (Applausi), che agire sulle cause è meglio che porre rimedio agli effetti, ma pare che in Italia questo sia un approccio sconosciuto.

Occorrerebbe essere formiche invece che cicale. Ad onor del vero, qualche formica al Governo l'abbiamo avuta: sto pensando, a proposito di prevenzione, al DPCM cosiddetto Proteggi Italia, varato dal Governo Conte I nel 2019, che stanziava quasi 11 miliardi in tre anni con l'obiettivo di mettere in sicurezza 3 milioni di nuclei familiari residenti in aree ad alta vulnerabilità, ma anche e soprattutto a mitigare il rischio e a mettere in sicurezza l'intero Paese contro il rischio idrogeologico, con la logica della prevenzione e mettendo in atto una serie di importanti misure di emergenza, prevenzione, manutenzione, ripristino, semplificazione e rafforzamento.

Il MoVimento 5 Stelle, durante questi primi mesi di nuova legislatura, dalla prospettiva di una opposizione costruttiva non ha perso di vista l'importanza di insistere sulla prevenzione del rischio, nel nostro fragile territorio, per la tutela dei cittadini. Nel corso dell'iter di approvazione della legge di bilancio abbiamo utilizzato lo strumento dell'ordine del giorno, sottolineando la necessità di maggiori fondi per l'aggiornamento dell'inventario dei fenomeni franosi italiani che vede alcune Regioni totalmente inadempienti. Inoltre, non abbiamo perso occasione per sottolineare la necessità di stanziare i fondi necessari per il completamento e l'aggiornamento del progetto Carg (Applausi), ossia la Carta geologica d'Italia. Si tratta di uno strumento di grande valenza scientifica e sociale messo in campo all'inizio degli anni Novanta; è stato finanziato per qualche anno, ci si è bloccati nel 1999 e nel 2020, con il Governo Conte, si è ripreso a finanziarlo. La Carta geologica dell'Italia consente di fornire dati georeferenziati utili alla corretta programmazione degli interventi per la mitigazione, la riduzione e la prevenzione. Questa Carta geologica costituisce la base per la redazione di carte tematiche derivate, in merito alla pericolosità sismica, geomorfologica, idrogeologica e geofisica, utili per la pianificazione territoriale.

Ricordo inoltre che come MoVimento 5 Stelle, a prima firma del nostro collega, senatore Pietro Lorefice, è stato depositato un disegno di legge che contiene importanti disposizioni per il completamento e l'aggiornamento di questa cartografia geologica e geotematica d'Italia. Se approvato, si tradurrebbe nella disponibilità di una moderna e georeferenziata cartografia geologica, uno strumento indiscutibilmente scientifico idoneo ad approfondire la conoscenza fisica e geologica del territorio. È quindi è necessario un sistema avanzato e integrato di monitoraggio e di previsione, che consenta di individuare e prevedere i rischi, anziché parare i colpi.

Purtroppo, nella legge di bilancio questo Governo non ha stanziato nulla per combattere e prevenire i rischi sul territorio ed è stato stanziato poco sul piano di adattamento del clima. Occorrono inoltre stanziamenti sui piani per la protezione idraulica e idrogeologica; occorre semplificare la normativa e rivedere quella sul condono.

Occorre una normativa sul governo del territorio, sulla rigenerazione urbana e sul consumo di suolo, perché la prevenzione dei rischi sismici e idrogeologici passa anche da un'appropriata gestione del suolo; ancora oggi abbiamo una normativa urbanistica che risale - sentite bene - al 1942. Occorre intervenire con tempestività sul meccanismo economico, che ancora favorisce l'espansione. È chiaro che questi sono capitoli di spesa che in realtà sono da leggere come capitoli di investimento. Come qualcuno diceva - qualcuno che quest'Aula apprezza - ci sono il debito buono e il debito cattivo.

Questo subito ci fa tornare alla mente un altro capitolo importante, quello relativo, in tema di ricostruzione post-sisma, al superbonus e in particolare alla cessione del credito, che è stato cancellato da un giorno all'altro. Questa gestione era relativa alla parte di spesa eccedente il contributo concesso per gli interventi di riparazione e ricostruzione post-sisma. Il problema è che chiaramente, avendo eliminato la cessione del credito e lo sconto in fattura, rimane solo la detrazione fiscale, che - come tutti sanno - è una cosiddetta roba da ricchi, nel senso che ci vogliono le risorse da anticipare per la misura e poi si deve avere la capienza fiscale per assorbirla. Chiaramente, in una situazione di emergenza sismica, con persone che hanno perso la casa, togliere questo sostegno per un interesse superiore sembra difficilmente comprensibile. Quindi, visto che parte della maggioranza, anche a livello locale, ha sollevato il problema dell'ingiustizia sociale che l'eliminazione di questa misura sta provocando, si auspica che essa venga reintrodotta.

Concludo dicendo che la crisi climatica rappresenta la più grande sfida che l'umanità è costretta ad affrontare in questo secolo. Per essere vinta, essa necessita di un netto cambio di passo nelle politiche di mitigazione e di adattamento entro il 2030. Se vogliamo essere generosi e responsabili nei confronti delle prossime generazioni, dobbiamo smettere di essere cicale e diventare formiche, impegnandoci per lasciare loro i sistemi naturali e la biodiversità in uno stato migliore di quello che a nostra volta abbiamo ereditato. (Applausi).

Presidenza del presidente LA RUSSA (ore 18,12)

PRESIDENTE. Alle ore 18 avevamo previsto una commemorazione. Ma, poiché mancano solo due interventi, con l'accordo dei Capigruppo, si procede con la conclusione della discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Verini. Ne ha facoltà.

VERINI (PD-IDP). Signor Presidente, cercherò di essere celere nel mio intervento.

Noi siamo costretti, anche su questo provvedimento, a dire che il Governo e la maggioranza danno l'impressione di non avere una visione e un orizzonte, anche su temi delicatissimi come quello in esame. In generale, che altro deve accadere in questo Paese, tra siccità e bombe d'acqua, tra dissesto idrogeologico e scioglimento dei ghiacciai, per comprendere che la lotta ai cambiamenti climatici e l'impegno per una sostenibilità produttiva di modi di produrre, di vivere, di muoversi e di consumare sono un imperativo per tutti? Che altro deve accadere per comprendere che immediati e risolutivi interventi per il riassetto e il rammendo del territorio sono fondamentali per il futuro del Paese e per la prevenzione di tragedie e calamità? Di solo presentismo, anche in questi campi, si muore.

A proposito di queste calamità, rappresentano per noi una tappa fondamentale - ma crediamo la rappresentino per tutti - la definizione e l'approvazione di un serio codice della ricostruzione, che possa aiutare l'Italia ad avere modelli seri e flessibili, validi per diverse circostanze. Il provvedimento in esame si colloca in un quadro nel quale molti cittadini, che comunque avevano dato fiducia a questo Governo e a questa maggioranza con il voto, manifestano contrarietà per le discrepanze tra gli annunci fatti in campagna elettorale e i provvedimenti concretamente adottati, sui quali - lo voglio far rilevare - si sono già consumate nove richieste di fiducia. Ripeto: nove, tre al mese. Se - come dite - volete durare cinque anni, ne dovrete porre quasi 180. Del resto eravate pronti, e si vede. A porre le questioni di fiducia eravate prontissimi! Devo dire che è una pratica usata un po' da tutti i Governi, di centro, di destra e di sinistra. Qui vi avviate davvero, però, a polverizzare ogni record e questo significa dire anche basta, perché così si limitano in maniera abnorme le prerogative del Parlamento.

Lo abbiamo visto anche con la legge di bilancio, quando non sono state date quelle risposte strutturali, che pure necessitavano e di cui il Paese aveva bisogno. Anzi, secondo noi sono state date zero risposte alle questioni vere, legate alla crisi energetica, al sostegno alle imprese e alle famiglie, alla sanità pubblica, ai salari, agli stipendi erosi dall'inflazione, al fatto che l'Italia ha i salari tra i più bassi d'Europa, e potremmo continuare. Quello che vediamo, poi, è anche una certa miopia. Magari per cercare di gratificare alcune categorie avete persino rischiato e state rischiando di rompere i rapporti con l'Europa: pensiamo a quello che sta succedendo con la vicenda dei balneari, al richiamo del presidente Mattarella e al rischio della procedura di infrazione da parte dell'Europa.

È il caso - qui entro brevemente nel merito del provvedimento - anche della norma sull'estensione del superbonus per gli immobili ricadenti nei crateri e nelle aree in cui si sono verificati gli eventi sismici degli ultimi anni. Sappiamo anche noi che la misura del superbonus, così come era concepita e attuata, presentava delle criticità per i conti pubblici, pur avendo dato un importante scossone al settore dell'edilizia e all'indotto. Era chiaro che si dovesse costruire una modifica delle norme, ma modo e sostanza con i quali avete agito sono improvvisati e ingiusti. Avete detto che era questa anche la vostra intenzione, che si trattava di trovare i giusti equilibri, ma non è così. Avete fatto un blitz e tantissime imprese e famiglie che aspettavano giuste decisioni si sono ritrovate veramente in una situazione di drammatica difficoltà. Avete bocciato anche i nostri emendamenti in materia.

Insomma, queste decisioni sono gravi - secondo noi - perché colpiscono non solo - come ho detto - imprese, famiglie e lavoratori, ma anche al fondo quei cittadini che le regole hanno rispettato e hanno rispettato quello che era un patto con lo Stato. Dunque colpite chi rispetta i patti con lo Stato e le regole, ma favorite chi non li rispetta, come è avvenuto con gli evasori fiscali, con i no vax e via condonando. Ecco perché è intollerabile questo atteggiamento. Nel merito, sono a grave rischio di blocco parti importanti del piano di ricostruzione, a seguito degli abbattimenti degli edifici che sono in corso, anche in virtù degli incentivi programmati.

Insomma, si tratta di una situazione delicata. Voglio dare atto al commissario Castelli di aver raccolto questo nostro appello, che peraltro era anche l'appello di tanti sindaci e di tante forze sociali di tutti i territori del cratere. Eravamo con il commissario Castelli sabato, a Norcia, in un'occasione di fiducia e di speranza, per l'accensione della fiaccola di San Benedetto, in una bella manifestazione sui prodotti tipici locali. Anche in quella sede il commissario ha rafforzato questo impegno. Ora però, al di là della volontà espressa dal commissario, chiediamo al Governo di fare sul serio, di non limitarsi a fare promesse e di intervenire perché la misura del superbonus venga corretta - come è necessario fare - e soprattutto venga ripristinata per le zone terremotate, perché altrimenti sarebbe un'ingiustizia sopra un'altra ingiustizia. (Applausi).

Infine, avete manifestato immotivata chiusura anche su tanti emendamenti del Partito Democratico e sui riconoscimenti risarcitori ai parenti delle vittime. Insisteremo anche su questo: abbiamo presentato iniziative legislative, una delle quali è a prima firma del collega Michele Fina, per far emergere la questione.

Esprimiamo insoddisfazione anche per la bocciatura degli emendamenti finalizzati all'assunzione di personale per i parchi, garantendo loro stabilità, al supporto psicologico e al patrocinio legale gratuito alle vittime dei disastri, per le risorse da destinare alla lotta ai mutamenti climatici nell'ambito del fondo per la protezione civile. Sono state bocciate anche le nostre proposte dedicate all'alluvione di Ischia, sulla sospensione fiscale, sulle misure per rafforzare gli organici, su quelle relative al trasporto scolastico. Vediamo silenzi imbarazzati dei parlamentari di maggioranza che nei territori rilevano la situazione, ma poi qui sono costretti a votare un provvedimento che essi stessi condividono poco.

Insomma - concludo Presidente - nelle aree della ricostruzione è capitato, e non solo a me naturalmente, di toccare con mano dolore, angoscia per le morti, le tragedie, le case crollate, per i rischi di spopolamento e desertificazione di alcuni tra i territori più belli del nostro Paese, la fascia appenninica, l'Italia di mezzo. Ma a quel dolore, a quella tragedia hanno fatto poi seguito, grazie all'impegno dei Governi e delle Aule parlamentari, lo stanziamento di fondi per la ricostruzione e altre iniziative. Non ci siamo voltati dall'altra parte, e questo è vero. E io do atto anche al lavoro dei precedenti commissari, a partire dall'ultimo. Un ringraziamento voglio rivolgere anche in questa sede a Giovanni Legnini, che ha velocizzato con le sue ordinanze la ricostruzione (Applausi), che oggi è un qualcosa di più di una speranza, un qualcosa che si avvia ad essere concreto. Occorre rafforzare però quella fiducia, non tradirla con provvedimenti sbagliati. Occorre lavorare per accelerare, e non per demolire, quella speranza con questi provvedimenti discutibili e dare forza con due parole chiave: unità e coesione. Per noi sono parole chiave, che però purtroppo sembrano mancare visibilmente a questo Governo e alla sua maggioranza. (Applausi).

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «Erodoto» di Corigliano Rossano, in provincia di Cosenza, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 462 (ore 18,22)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Castelli. Ne ha facoltà.

CASTELLI (FdI). Signor Presidente, signor Sottosegretario, mi pare che Stefano D'Arrigo, lo scrittore siciliano, abbia detto che in Italia ci sono due grandi categorie di persone che si occupano di politica, due partiti: uno è il partito del visto con gli occhi, l'altro è il partito del sentito dire. Io sul tema sisma sono d'ufficio iscritto al partito del visto con gli occhi, visto che alle ore 3,36 del 24 agosto del 2016 ero sindaco. Successivamente, finito di fare il sindaco, ho fatto l'assessore alla ricostruzione e ora mi trovo a fare il commissario straordinario. E posso dire, con l'attenzione che da sempre riservo al tema del sisma 2016, che questo è un buon provvedimento. E invito davvero anche le opposizioni a valutare l'opportunità di votarlo, perché sarebbe non solo un bel segnale, ma anche una restituzione importante e significativa ai molti sindaci, ai molti governatori e a coloro i quali, affollando quella che io definisco la comunità del sisma, chiedevano provvedimenti del genere.

È vero che è stato detto che forse il provvedimento difetta di sistematicità. Collega, però, è stato proprio concepito perché c'erano delle cose ineludibili e indifferibili che andavano fatte. Quindi, dobbiamo guardare a questo provvedimento come a un intervento che probabilmente doveva e poteva essere fatto prima e che va a correggere, almeno per quanto riguarda il sisma 2016, alcune distorsioni che rischiavano di compromettere la ricostruzione stessa, la sua tempestività, la sua adeguatezza.

Cito, fra le diverse cose, tre questioni che sono nodali, quale che sia poi il proprio partito (quello del visto con gli occhi o quello del sentito dire).

Innanzitutto, cito l'assoluta necessità che la ricostruzione possa disporre di un set di professionisti della pubblica amministrazione che possano essere stabilizzati, in maniera tale che quegli operatori pubblici possano, nel tempo, consolidare la propria funzione decisiva. Per ognuna delle 52.000 pratiche del sisma 2016, infatti, vi è la necessità di un provvedimento e di un operatore pubblico.

Qual è il tema che tutti i sindaci ci hanno proposto di tenere in considerazione? Il fatto che - come è noto - i nostri ragazzi, quelli che lavorano nei Comuni, se non hanno una prospettiva, se ne vanno. Non ci lavorano a Pieve Torina, non ci lavorano a Servigliano; ci lavorano per un po' e poi se ne vanno e grande è la concorrenza, anche da parte del privato.

Abbiamo una assoluta necessità, quindi, non solo di consolidare l'apparato amministrativo di quei Comuni (sono 138), ma anche di consentire a quegli stessi Comuni, esaurita la ricostruzione, di mantenere dei presidi, che necessariamente devono disporre di una pubblica amministrazione adeguata.

Il tema della stabilizzazione del nostro personale fa parte, dunque, di una delle richieste che, in maniera più rutilante e continua, veniva posta e che domani spero possa essere ritenuta conseguita, auspicabilmente per merito di tutto il Parlamento.

Vi è poi la questione delle scuole. Io ricordo che il sindaco di Leonessa, Paolo Trancassini, fece una grande battaglia insieme a me, relativamente a un problema di cui purtroppo soffrono e soffrivano le aree del sisma, anche prima del 24 agosto 2016. Il tema è quello dello spopolamento. Non c'è anno, non c'è predisposizione delle classi scolastiche, almeno fino adesso, senza che i sindaci di quei piccoli Comuni non debbano provare a difendere la formazione delle stesse classi; ed è più complicato da mantenerle nella misura in cui si affidano quelle scelte agli standard numerici che sono quelli nazionali e generali.

La chiusura delle classi e il rischio di spopolamento, indotto proprio dalla perdita del servizio dei servizi, che lega in maniera più significativa la scelta delle famiglie alla decisione di rimanere in quei posti, oggi possiamo dire che sono superati: superati nella misura in cui, fino all'anno scolastico 2028-2029, si potrà derogare a quelli che sono gli standard numerici per la formazione di classi, che quindi potranno essere mantenute.

Certo: ciò non esclude che bisognerà essere intelligenti e ragionevoli e cercare comunque di contrastare fenomeni di spopolamento di classi troppo poco nutrite di studenti. Questo, però, ci chiedevano da anni e questo siamo riusciti a fare. Non è un intervento puntuale nel senso deteriore del termine, ma è intervento necessario, che arriva, e speriamo di poter dire non tardivamente, ma che doveva arrivare.

Ce ne sono altre di tali questioni, ma non voglio attardarmi su questi aspetti. Non so quanti di voi conoscono quanto accaduto a coloro i quali hanno perso la propria attività produttiva, che l'hanno vista lesionata dal sisma, da una furia che - non lo dimentichiamo - in quella sequenza fatta di quattro terremoti devastanti ha interessato un'area di circa 600.000 persone. È stata una delle più grandi tragedie nazionali, senza evidentemente voler fare gerarchie tra le tragedie.

Ebbene, le persone che avevano un albergo, che avevano un opificio, una azienda agricola, ancora oggi devono anticipare l'IVA sulla lavorazione dei materiali. Ma vi rendete conto? L'albergatore di Ussita, posto meraviglioso, luogo delle mie amate Marche, che non lavora da anni, deve anticipare l'IVA sulla ricostruzione.

Queste non sono cose da considerare parte di una valutazione ideologica o partitica o delle considerazioni che stiamo mettendo in campo: sono necessità assolute che il Governo ha voluto sostenere anche con delle risorse, fondamentali per fare in modo che queste legittime aspirazioni fossero poi suffragate.

Sono scelte politiche, che io credo sarebbe bene, giusto e auspicabile potessero essere condivise, proprio perché accedono a quei dettagli in cui - come è noto - si annida il diavolo e che, spesso e volentieri, non consentono le giuste e necessarie azioni, che sono complesse e tanto più complicate.

Veniva ricordato prima il sisma del 2012 dell'Emilia-Romagna. Ripeto ancora una volta che non si devono fare gerarchie, perché ogni tragedia ha una sua storia. È evidente, però, che la caratteristica precipua del sisma del 2016 è che si è scaricato in un'area appenninica complicata. Anche fare cantieri è complicato dalle parti di Camerino, oppure là dove ci sono i doppi crateri, cari ai senatori Sigismondi e Liris. Ci sono due crateri, pensate, quello del 2009 e quello del 2016, e norme che spesso si sovrappongono. È una situazione complicata che riguarda una delle aree più identitarie, evocative e significative della nostra Nazione, rispetto alla quale - è un altro argomento che voglio sottoporre all'attenzione di chi magari ancora non ha deciso di votare favorevolmente questo decreto-legge - urge intervenire tempestivamente per la sua ricostruzione fisica, ma si impone anche nel frattempo di non perdere il flusso minimo vitale che anima quei territori, che erano già - ahimè - sofferenti per una gelata demografica ingravescente anche prima del 2016.

Rispetto a quest'ultimo tema, che è la seconda gamba della ricostruzione, noi ambiamo a dire - e vogliamo farlo, sapendo quanto sarà anche complesso - che, oltre alla ricostruzione, è necessario provvedere alla rigenerazione e alla rivitalizzazione economica e sociale del cratere stesso. Sono state fatte delle cose; io ero parte della cabina di coordinamento, insieme al commissario Legnini, che anch'io ringrazio per quello che ha fatto. E devo dire che abbiamo già cominciato a lavorare in maniera tale che la seconda gamba della ricostruzione, ovvero la rivitalizzazione, sia sempre presente nell'agenda del commissario, dei sindaci, dei governatori e degli operatori pubblici che devono portare avanti questa sfida; sfida, che - come ricordava prima un collega - dobbiamo curare, perché siamo in una fase che ancora richiede molta attenzione sull'attuazione concreta delle molte risorse assegnate, che ora devono essere messe a terra e impiegate con scrupolo.

Ecco perché questo decreto-legge attribuisce al commissario anche il ruolo di curare la riparazione, il rammendo, la riconfigurazione di un flusso minimo vitale che sappiamo essere ancora possibile recuperare, se solo sapremo dare continuità a un'azione già promossa nel fondo complementare area sisma, che ha consentito anche di stimolare economicamente quelle aree. Il commissario che si occupa di riparazione e di ricostruzione è colui il quale, insieme alle Regioni e ai Comuni, in una logica multilivello, potrebbe arrivare a far sì che la ricostruzione del terremoto del 2016 possa diventare un modello per le altre aree interne. Guardate che dalle nostre parti -lo dico perché sono di quelle zone - abbiamo avuto solo la sventura di vedere anticipato l'esito di una crisi delle aree interne che da tempo è sotto gli occhi e nell'agenda del decisore pubblico, ma che purtroppo ancora non ha prodotto gli effetti sperati. L'obiettivo è riuscire a costruire, secondo una logica di governance multilivello, ciò che è necessario in sicurezza: è vero che è assolutamente necessario ricostruire in sicurezza.

Qual è stata, in conclusione, la caratteristica della nostra ricostruzione? È stata la prima che ha dovuto attraversare anche il periodo del Covid, la transizione digitale e la transizione ecologica. Quindi, noi non dobbiamo ricostruire semplicemente com'era e dov'era, ma com'era e soprattutto come sarà, tenendo conto che il patrimonio edilizio deve avere quelle caratteristiche e quegli standard che prefigurano luoghi in cui sarà possibile tornare a vivere, anche perché è certo che vi siano connessione, sicurezza, solidità sociale e soprattutto capacità di intercettare la modernità.

Una parte consistente della nostra tradizione nazionale ed europea nasce da quelle parti: noi siamo convinti che, tra le tante cose possibili, sarà possibile continuare questo percorso, sapendo che la rinascita dell'Italia centrale è di per sé anche la ricostituzione del cuore della nostra Italia. (Applausi).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.

Sul naufragio di Crotone

PRESIDENTE. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Senatori e senatrici, come sapete domenica scorsa un barcone di migranti partito dalla Turchia è naufragato davanti alle coste crotonesi. Il bilancio ufficiale è drammatico e registra al momento 64 vittime, di cui 14 minori, ma il numero potrebbe essere molto più alto.

Le immagini che tutti noi abbiamo visto sono veramente drammatiche. Ci troviamo di fronte a una tragedia che non può lasciare nessuno indifferente. Lo ripeto: nessuno.

Consentitemi di rivolgere innanzitutto il mio ringraziamento a quest'Assemblea per l'attenzione che dà ai tanti operatori, agli uomini e alle donne in divisa, ai tanti volontari che sono tuttora impegnati in difficili operazioni di soccorso.

Nessuno ci ridarà indietro quelle donne, quei bambini e quegli uomini. Niente e nessuno potrà sicuramente lenire il dolore dei loro familiari, ma di sicuro possiamo, anzi dobbiamo fare in modo che questi eventi non si ripetano. Perlomeno dobbiamo seriamente provarci. Tutti - come ha ricordato autorevolmente il Presidente della Repubblica - a partire innanzitutto dall'Europa, abbiamo l'obbligo anche morale di impegnarci maggiormente, affinché quello che abbiamo visto a Steccato di Cutro non si ripeta in futuro.

Nel ribadire il mio più alto e sincero senso di cordoglio, invito l'Assemblea a osservare un minuto di raccoglimento. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio).

Presidenza del vice presidente GASPARRI (ore 18,36)

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

IRTO (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

IRTO (PD-IDP). Signor Presidente, come è noto, domenica scorsa in Italia si sono svolte le elezioni primarie del Partito Democratico; oltre un milione di persone si sono recate ai seggi ed è stato uno straordinario esercizio di democrazia che è valso e ha un valore anche al di là del Partito Democratico stesso. Tutte le forze politiche, infatti, quando c'è un esercizio di democrazia devono farne tesoro e attribuirgli un valore importante.

Purtroppo in quella giornata, in quello straordinario esercizio di democrazia, proprio mentre svolgeva le sue funzioni di scrutatore è venuto a mancare Daniele Nocera, che era un iscritto al Partito Democratico, un ingegnere, un amico. Tenace e appassionato, era soprattutto una persona, un professionista con una straordinaria umanità, impegnato dal punto di vista non solo professionale, ma anche politico, che aveva un impegno forte per lo sviluppo del territorio.

Lascia una moglie e una figlia di due anni. Accanto a lui ci stringiamo come Gruppo Partito Democratico, come comunità democratica, ma sono convinto che lo faremo anche attraverso il ricordo, il saluto e l'abbraccio di tutta l'Assemblea del Senato. (Applausi).

TURCO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TURCO (M5S). Signor Presidente, il mio intervento è un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché protegga tutti i bambini che vivono nei siti inquinati, tra cui quello di Taranto. Pochi giorni fa è stato pubblicato, a cura dell'Istituto superiore di sanità, il sesto Studio Sentieri sullo stato di salute delle popolazioni che vivono nei siti inquinati italiani di interesse nazionale. Lo Studio Sentieri ha dedicato particolare attenzione allo stato di salute dei bambini che vivono nell'infelice SIN di Taranto, documentando nel periodo 2013-2017 un eccesso di malformazioni congenite, ricoveri per tumori maligni, tumori del sistema nervoso, nonché un eccesso di leucemie e decessi. Quei bambini tarantini si sono ammalati e sono morti mentre gli impianti funzionavano e gli impianti funzionano ancora, seppur sotto sequestro della magistratura per aver causato morte e malattia nella popolazione.

Allora, nel lontano 2012, si consentì la prosecuzione dell'attività produttiva perché si ritenne che le nuove prescrizioni e le nuove tecnologie fossero tali da bilanciare le esigenze della produzione con quelle della salute e della vita. La morte e la malattia dei bambini tarantini devono indurci a riflettere se quella valutazione non sia stata drammaticamente errata.

Il recente decreto impianti di interesse strategico nazionale ripropone, tra le altre cose, oltre allo scudo penale, lo stesso generico e fallace criterio del bilanciamento, per validare modelli organizzativi atti a prevenire reati e consentire ancora la prosecuzione dell'attività produttiva dell'impianto siderurgico di Taranto.

Non sta a noi dirle, Presidente, quale sia la cosa giusta da fare quando le verrà chiesto di apporre la sua firma in calce a quel decreto-legge, che non condividiamo. Le chiediamo semplicemente di considerare di interesse strategico nazionale la vita dei bambini dell'intera Nazione, che vive il triste e gelido inverno della denatalità; di tutti i bambini che vivono nei SIN italiani e in particolare dei bambini di Taranto, città che recentemente l'ONU ha incluso tra le zone di sacrificio, zone che - come affermato dalla stessa Organizzazione internazionale - rappresentano la peggiore negligenza immaginabile dell'obbligo di uno Stato di rispettare, proteggere e realizzare il diritto a un ambiente pulito, sano e sostenibile.

Chiediamo a lei, presidente Mattarella, di proteggere e garantire tutti i nostri bambini, futuro pulsante della Nazione. (Applausi).

Sui lavori del Senato

PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo, riunitasi questo pomeriggio, ha stabilito di integrare l'ordine del giorno di domani con l'esame della sede redigente del disegno di legge istitutivo di una Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle mafie, già approvato dalla Camera dei deputati, e di rinviare alla prossima settimana le votazioni per i componenti dei consigli di presidenza della giustizia amministrativa, della Corte dei conti e della giustizia tributaria.

Gli emendamenti al decreto-legge sulla ricostruzione a seguito di eventi calamitosi dovranno essere presentati entro le ore 19 di oggi. Gli emendamenti al disegno di legge recante modifiche alle disposizioni per il computo dei votanti per la validità delle elezioni comunali devono essere presentati entro le ore 13 di domani.

Programma dei lavori dell'Assemblea, integrazioni

PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 53 del Regolamento - la seguente integrazione al programma dei lavori del Senato per i mesi di gennaio e febbraio 2023:

- Disegni di legge n. 531 e connessi - Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere (approvato dalla Camera dei deputati) (dalla sede redigente)

Calendario dei lavori dell'Assemblea, variazioni

PRESIDENTE. Nel corso della stessa riunione, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha altresì adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - modifiche e integrazioni al calendario corrente:

Martedì

28

febbraio

h. 16,30-20

- Disegno di legge n. 462 - Decreto-legge n. 3, Ricostruzione a seguito di eventi calamitosi (scade il 12 marzo)

- Disegno di legge n. 379 - Modifiche alle disposizioni per il computo dei votanti per la validità delle elezioni comunali

- Disegno di legge n. 531 e connessi - Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie (approvato dalla Camera dei deputati) (dalla sede redigente)

- Deliberazione sulla richiesta di procedura abbreviata, ai sensi dell'articolo 81 del Regolamento, per il disegno di legge n. 486 concernente la dichiarazione di monumento nazionale del Teatro Regio di Parma

- Sindacato ispettivo (giovedì 2)

- Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 2, ore 15)

Mercoledì

marzo

h. 10-20

Giovedì

2

"

h. 10

Gli emendamenti al disegno di legge n. 462 (Decreto-legge n. 3, Ricostruzione a seguito di eventi calamitosi) dovranno essere presentati entro le ore 19 di martedì 28 febbraio.

Gli emendamenti al disegno di legge n. 379 (Modifiche alle disposizioni per il computo dei votanti per la validità delle elezioni comunali) dovranno essere presentati entro le ore 13 di mercoledì 1° marzo.

Martedì

7

marzo

h. 16,30-20

- Eventuale seguito argomenti non conclusi

- Disegno di legge n. 555 - Decreto-legge n. 5, Trasparenza prezzo carburanti (approvato dalla Camera dei deputati) (scade il 15 marzo)

- Disegno di legge n. 506 - Deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane (ove concluso dalla Commissione)

- Deliberazione sulla richiesta di procedura abbreviata, ai sensi dell'articolo 81 del Regolamento, per il disegno di legge n. 143 Legge quadro per lo sviluppo delle isole minori

- Disegno di legge n. 486 - Dichiarazione di monumento nazionale del Teatro Regio di Parma (dalla sede redigente) (ove deliberata la procedura abbreviata ai sensi dell'articolo 81 del Regolamento)

- Votazioni per l'elezione dei componenti dei Consigli di Presidenza della Giustizia amministrativa, della Corte dei conti e della Giustizia tributaria (votazioni a scrutinio segreto con il sistema elettronico su liste bloccate)

- Sindacato ispettivo (giovedì 9)

- Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 9, ore 15)

Mercoledì

8

"

h. 10-20

Giovedì

9

"

h. 10

I termini di presentazione degli emendamenti ai disegni di legge n. 555 (Decreto-legge n. 5, Trasparenza prezzo carburanti) e n. 506 (Deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane) saranno stabiliti in relazione ai lavori delle Commissioni.

Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 462
(Decreto-legge n. 3, Ricostruzione a seguito di eventi calamitosi)

(Gruppi 4 ore, escluse dichiarazioni di voto)

FdI

50'

PD-IDP

35'

L-SP-PSd'AZ

30'

M5S

30'

FI-BP-PPE

24'

Az-IV-RE

19'

Aut (SVP-Patt, Cb, SCN)

18'

Misto

17'

Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE

17'

Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 555
(Decreto-legge n. 5, Trasparenza prezzo carburanti)

(Gruppi 3 ore, escluse dichiarazioni di voto)

FdI

38'

PD-IDP

27'

L-SP-PSd'AZ

23'

M5S

22'

FI-BP-PPE

18'

Az-IV-RE

14'

Aut (SVP-Patt, Cb, SCN)

14'

Misto

13'

Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE

13'

Ripartizione dei tempi per la discussione sulle Comunicazioni del Presidente
del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 marzo
2023

(3 ore e 30 minuti, incluse dichiarazioni di voto)

Governo

30'

Gruppi 3 ore, di cui:

FdI

38'

PD-IDP

27'

L-SP-PSd'AZ

23'

M5S

22'

FI-BP-PPE

18'

Az-IV-RE

14'

Aut (SVP-Patt, Cb, SCN)

14'

Misto

13'

Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE

13'

Atti e documenti, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per la seduta di mercoledì 1° marzo 2023

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 1° marzo, alle ore 10, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 18,44).

Allegato B

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Ambrogio, Astorre, Augello, Barachini, Bilotti, Boccia, Bongiorno, Borghese, Borgonzoni, Butti, Calenda, Castelli, Cattaneo, De Poli, Durigon, Fazzolari, La Pietra, Leonardi, Marcheschi, Mirabelli, Monti, Morelli, Musolino, Napolitano, Ostellari, Petrucci, Rauti, Renzi, Rossomando, Rubbia, Segre, Sisto e Zambito.

.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Borghi Enrico, Craxi, Garavaglia, Pucciarelli, Terzi Di Sant'Agata, Testor e Zaffini, per partecipare a una conferenza interparlamentare.

Procedimenti relativi ai reati previsti dall'articolo 96 della Costituzione, trasmissione di decreti di archiviazione

Con lettera in data 22 febbraio 2023, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 8, comma 4, della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1, copia del decreto di archiviazione del Tribunale dei Ministri presso il Distretto di Corte di Appello di Lecce, emesso in data 15 febbraio 2023 nei confronti di Barbara Lezzi, all'epoca dei fatti Ministro per il Sud, relativamente ad ipotesi di reato per il quale è stata dichiarata l'incompetenza funzionale a decidere.

Insindacabilità, presentazione di relazioni su richieste di deliberazione

A nome della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, il senatore Scalfarotto ha presentato la relazione sull'applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di una procedura di mediazione civile e di un procedimento penale nei confronti dell'onorevole Mario Michele Giarrusso, senatore all'epoca dei fatti, pendenti rispettivamente dinanzi all'organismo di mediazione civile ExAequo a.d.r. di Potenza e dinanzi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania (Doc. IV-quater, n. 2).

Domande di autorizzazione ai sensi dell'articolo 68, terzo comma, della Costituzione, presentazione di relazioni

A nome della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, la senatrice Ilaria Cucchi ha presentato la relazione sulla domanda di autorizzazione - ai sensi dell'articolo 68, terzo comma, della Costituzione - all'esecuzione del decreto di acquisizione dei dati attinenti ad un profilo informatico personale e ad un account di posta elettronica di pertinenza dell'onorevole Marinella Pacifico, senatrice all'epoca dei fatti - in qualità di persona offesa nell'ambito di un procedimento penale - trasmessa dal Tribunale di Roma-Sezione del Giudice per le indagini preliminari e l'udienza preliminare (Doc. IV, n. 1-A).

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Presidente del Consiglio dei ministri

Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR

Ministro per la pubblica amministrazione

Ministro per lo sport e i giovani

Ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa

Ministro dell'economia e delle finanze

Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

Ministro dell'istruzione e del merito

Ministro dell'università e della ricerca

Ministro della difesa

Ministro dell'interno

Ministro della giustizia

Ministro del turismo

Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste

Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica

Ministro della cultura

Ministro per la protezione civile e le politiche del mare

Conversione in legge del decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, recante disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e del Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC), nonché per l'attuazione delle politiche di coesione e della politica agricola comune (564)

(presentato in data 24/02/2023);

senatori Fallucchi Anna Maria, Melchiorre Filippo, Guidi Antonio, Spinelli Domenica, Della Porta Costanzo, Zullo Ignazio, Nocco Vita Maria, Gelmetti Matteo, Petrenga Giovanna, Matera Domenico, Farolfi Marta, Tubetti Francesca, Ambrogio Paola, Iannone Antonio, Rosa Gianni, Marcheschi Paolo, Silvestroni Marco, Salvitti Giorgio, Ancorotti Renato, Sigismondi Etelwardo, Orsomarso Fausto

Disposizione in materia di assunzioni al fine di favorire innovazione, sviluppo e competitività delle piccole e medie imprese (565)

(presentato in data 27/02/2023).

Disegni di legge, assegnazione

In sede redigente

1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione

Sen. Valente Valeria ed altri

Istituzione della Commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani fondamentali (424)

previ pareri delle Commissioni 2ª Commissione permanente Giustizia, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

(assegnato in data 28/02/2023);

3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa

Sen. La Marca Francesca

Istituzione della Giornata nazionale degli italiani nel mondo (296)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare

(assegnato in data 28/02/2023);

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

Sen. Boccia Francesco

Disposizioni per il potenziamento degli incentivi fiscali previsti dall'articolo 16-bis del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e dall'articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, per l'installazione di impianti fotovoltaici nelle regioni del Mezzogiorno (48)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica

(assegnato in data 28/02/2023);

7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport

Sen. Verducci Francesco

Disposizioni per la promozione e il sostegno delle produzioni, della diffusione, della fruizione e dell'accesso alla creatività, alla cultura, alle arti performative e allo spettacolo e riconoscimento di luoghi e di spazi della cultura, della creatività e delle arti performative (72)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

(assegnato in data 28/02/2023);

7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport

Sen. D'Elia Cecilia

Introduzione dell'educazione all'affettività e al rispetto delle differenze nelle attività didattiche delle scuole del sistema nazionale di istruzione (294)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

(assegnato in data 28/02/2023);

8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica

Sen. Turco Mario

Introduzione dell'obbligo della valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario nell'ambito della procedura di autorizzazione integrata ambientale (141)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

(assegnato in data 28/02/2023);

8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica

Sen. Di Girolamo Gabriella ed altri

Disposizioni in materia di autoservizi pubblici non di linea e del servizio di piazza mediante veicoli a trazione animale (406)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

(assegnato in data 28/02/2023);

8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica

Sen. Tosato Paolo ed altri

Conferimento alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano della facoltà di adottare, per la fauna carnivora, le misure di deroga previste dalla direttiva 92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (407)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

(assegnato in data 28/02/2023);

9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare

Sen. Turco Mario

Misure per il riordino del settore dei call center (140)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

(assegnato in data 28/02/2023);

9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare

Sen. Iannone Antonio ed altri

Modifiche alla legge 2 dicembre 2016, n. 242, in materia di promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa (437)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

(assegnato in data 28/02/2023);

10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

Sen. Zampa Sandra

Disposizioni concernenti la piena cittadinanza delle persone con epilessia (410)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica

(assegnato in data 28/02/2023);

10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

Sen. Ternullo Daniela ed altri

Istituzione dell'Autorità garante dei diritti delle persone anziane (535)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio

(assegnato in data 28/02/2023).

In sede referente

1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione

Sen. Verducci Francesco

Delega al Governo per la disciplina dell'esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini che, per motivi di studio, si trovano in un comune diverso da quello di residenza (354)

previ pareri delle Commissioni 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport

(assegnato in data 28/02/2023);

5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio

Gov. Meloni-I: Presidente del Consiglio dei ministri Meloni Giorgia, Ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR Fitto Raffaele ed altri

Conversione in legge del decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, recante disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e del Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC), nonché per l'attuazione delle politiche di coesione e della politica agricola comune (564)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Comitato per la legislazione

(assegnato in data 28/02/2023);

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

Sen. Turco Mario

Disposizioni per il contrasto della speculazione finanziaria e delega al Governo per la revisione delle aliquote fiscali sulle transazioni relative agli strumenti finanziari (147)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare

(assegnato in data 28/02/2023).

Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli


In data 28/02/2023 la 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica ha presentato il testo degli articoli proposti dalla Commissione stessa, per il disegno di legge: "Conversione in legge del decreto-legge 11 gennaio 2023, n. 3, recante interventi urgenti in materia di ricostruzione a seguito di eventi calamitosi e di protezione civile" (462)

(presentato in data 11/01/2023)

Inchieste parlamentari, deferimento

In data 27 febbraio 2023 è stata deferita, in sede redigente, la seguente proposta d'inchiesta parlamentare:

alla 10a Commissione permanente (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale):

De Cristofaro, De Poli, Barbara Floridia, Malan, Malpezzi, Paita, Romeo, Ronzulli e Unterberger. - "Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro ", previ pareri della 1a, della 2a e della 5a Commissione permanente (Doc. XXII, n. 9).

Governo, trasmissione di atti e documenti

Il Presidente del Consiglio dei ministri, con lettera in data 27 febbraio 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 38 della legge 3 agosto 2007, n. 124, la relazione sulla politica dell'informazione per la sicurezza, riferita all'anno 2022.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 3a Commissione permanente (Doc. XXXIII, n. 1).

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 27 febbraio 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni la comunicazione concernente il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale al dottor Alessandro Rivera, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze.

Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 24 febbraio 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni la comunicazione concernente il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale alla dottoressa Giovanna Romeo, nell'ambito del Ministero della difesa.

Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 24 febbraio 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, la comunicazione concernente il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale alla dottoressa Daniela Beltrame, nell'ambito del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 23 febbraio 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 9-bis, comma 7, della legge 21 giugno 1986, n. 317, la procedura di informazione, attivata presso la Commissione europea dalla Direzione generale per il mercato, la concorrenza, la tutela del consumatore e la normativa tecnica del Ministero delle imprese e del made in Italy, concernente la notifica 2023/0073/I relativa allo schema di regolamento recante "Consultazione pubblica in materia di prominence dei servizi di media audiovisivi e radiofonici di interesse generale e di accessibilità del sistema di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre".

La predetta documentazione è deferita alla 4a e alla 8a Commissione permanente (Atto n. 101).

Il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, con lettera in data 20 febbraio 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 13, comma 1, della legge 28 dicembre 1993, n. 549, la relazione sull'attività di monitoraggio dei livelli di ozono stratosferico e della radiazione ultravioletta al suolo.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8a Commissione permanente (Doc. XXVII, n. 5).

Il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, con lettera in data 28 febbraio 2023, ha inviato - ai sensi dell'articolo 19, comma 9, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni - la comunicazione concernente la nomina dell'incarico di Capo del Dipartimento responsabile dell'Unità di missione per il PNRR al dottor Fabrizio Penna nell'ambito dello stesso Dicastero.

Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con lettera in data 22 febbraio 2023, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 21 della legge 12 marzo 1999, n. 68, la relazione sullo stato di attuazione della legge recante norme per il diritto al lavoro dei disabili, riferita alle annualità 2019.

La predetta documentazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10a Commissione permanente (Doc. CLXXVIII, n. 1).

Il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, con lettera in data 21 febbraio 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 10 della legge 28 agosto 1997, n. 285, la relazione sullo stato di attuazione della legge recante disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza, relativa all'anno 2020.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 10a Commissione permanente (Doc. CLXIII, n. 1).

L'Ufficio per le attività del Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e dei reati intenzionali violenti ha inviato, con lettera in data 23 febbraio 2023, la Relazione annuale sulle attività del medesimo Commissario per l'anno 2022.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 2a Commissione permanente (Atto n. 100).

Con lettera in data 17 febbraio 2023 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento del consiglio comunale di Motta Baluffi (Cremona).

Governo, comunicazioni dell'avvio di procedure di infrazione

Il Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, con lettera in data 21 febbraio 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 15, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, le seguenti comunicazioni concernenti l'avvio di procedure d'infrazione ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) - notificate il 15 febbraio 2023 - che sono trasmesse alle sottoindicate Commissioni permanenti:

comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2022/2218, sul non corretto recepimento dell'articolo 32 della direttiva 2014/56/UE sulle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati, relativamente alla designazione di un'autorità competente che si assuma la responsabilità finale per i compiti di controllo - alla 2a, alla 4a, alla 5a e alla 6a Commissione permanente (procedura d'infrazione n. 6);

comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2022/4024, sulla violazione del diritto dell'Unione ai sensi dell'articolo 45, paragrafo 2, del TFUE relativamente al reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza - alla 2a, alla 4a e alla 10a Commissione permanente (procedura d'infrazione n. 7);

comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2022/4113, sulla compatibilità delle condizioni che determinano il diritto all'assegno unico e universale con l'articolo 45 TFUE, gli articoli 4,7 e 67 del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e l'articolo 7 del regolamento (UE) n. 492/2011 relativo alla libera circolazione dei lavoratori - alla 2a, alla 4a e alla 10a Commissione permanente (procedura d'infrazione n. 8).

Garante del contribuente, trasmissione di atti. Deferimento

In data 24 febbraio 2023 è pervenuta, ai sensi dell'articolo 13, comma 13-bis, della legge 27 luglio 2000, n. 212, la relazione sull'attività svolta nell'anno 2022 dal Garante del contribuente per la Sardegna.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6a Commissione permanente (Atto n. 99).

Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti

Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettera in data 28 febbraio 2023, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso la determinazione e la relativa relazione sulla gestione finanziaria della Fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico - Onlus (INDA) per l'esercizio 2021. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 52).

Petizioni, annunzio

Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia.

il signor Francesco di Pasquale da Cancello ed Arnone (Caserta) chiede:

- misure volte a migliorare la capacità di accoglienza e l'efficienza delle strutture ospedaliere di pronto soccorso nella provincia di Caserta (Petizione n. 325, assegnata alla 10a Commissione permanente);

- misure di contrasto al fenomeno dell'emigrazione, soprattutto giovanile, dalle regioni meridionali (Petizione n. 326, assegnata alla 10a Commissione permanente);

- misure a sostegno delle regioni del Sud, con particolare riguardo ai settori dell'agricoltura e del turismo (Petizione n. 327, assegnata alla 9a Commissione permanente);

- misure di contrasto alla criminalità, con particolare riguardo alle regioni meridionali (Petizione n. 328, assegnata alla 2a Commissione permanente);

- misure volte a contrastare il fenomeno della dispersione scolastica, in particolare nelle regioni del Sud (Petizione n. 329, assegnata alla 7a Commissione permanente);

- la previsione della figura del Garante del contribuente in ogni Comune (Petizione n. 330, assegnata alla 6a Commissione permanente);

- l'istituzione della Giornata della poesia (Petizione n. 331, assegnata alla 7a Commissione permanente);

- l'emissione di un francobollo commemorativo della firma della Costituzione italiana (Petizione n. 332, assegnata alla 8a Commissione permanente);

- la previsione di decurtazioni delle retribuzioni degli amministratori pubblici nei Comuni in stato di dissesto finanziario (Petizione n. 333, assegnata alla 1a Commissione permanente);

- la previsione del gratuito patrocinio e di una disciplina precisa in merito al risarcimento dei danni subiti dai cittadini nei casi di abusi da parte della Pubblica Amministrazione (Petizione n. 334, assegnata alla 1a Commissione permanente);

- misure di contrasto al fenomeno del voto di scambio (Petizione n. 335, assegnata alla 2a Commissione permanente);

- disposizioni severe in materia di reati ambientali (Petizione n. 336, assegnata alle Commissioni permanenti riunite 2a e 8a);

- l'istituzione della Giornata della giustizia (Petizione n. 337, assegnata alla 2a Commissione permanente);

- l'istituzione del premio "Repubblica italiana" rivolto ai cittadini virtuosi che si siano particolarmente distinti per impegno civico e rispetto delle leggi (Petizione n. 338, assegnata alla 1a Commissione permanente);

- l'istituzione del Garante delle tasse (Petizione n. 339, assegnata alla 6a Commissione permanente);

- incentivi per l'ammodernamento del patrimonio immobiliare (Petizione n. 340, assegnata alla 5a Commissione permanente);

- disposizioni in materia di occupazione abusiva di immobili e la previsione di risarcimenti a favore dei proprietari (Petizione n. 341, assegnata alla 2a Commissione permanente);

- disposizioni volte a vietare gli esperimenti nucleari (Petizione n. 342, assegnata alla 8a Commissione permanente);

il signor Luca Marco Comellini, Segretario Generale del Sindacato dei Militari, chiede modifiche all'articolo 1462 del Codice dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, in materia di encomi ed elogi (Petizione n. 343, assegnata alla 3a Commissione permanente);

le signore Laura Massaro e Frida Bertolini, rappresentanti del Comitato Madri Unite contro la Violenza istituzionale, e numerosi altri cittadini, chiedono modifiche all'articolo 250 del codice civile in materia di riconoscimento dei figli (Petizione n. 344, assegnata alla 2a Commissione permanente);

il signor Aniello Traino da Neirone (Genova) chiede:

- modifiche al decreto-legge 16 febbraio 2023, n. 11, in materia di cessione dei crediti fiscali relativi ai bonus edilizi (Petizione n. 345, assegnata alla 6a Commissione permanente);

- l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul COVID-19 e sulla gestione delle informazioni divulgate alla cittadinanza (Petizione n. 346, assegnata alla 10a Commissione permanente);

- l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sugli aumenti speculativi dei prezzi dei materiali edili e dei servizi correlati (Petizione n. 347, assegnata alla 8a Commissione permanente);

- l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sugli aumenti speculativi dei prezzi dei prodotti alimentari e dei beni di prima necessità (Petizione n. 348, assegnata alla 9a Commissione permanente);

- disposizioni in materia di accesso alle prestazioni dei medici di medicina generale (Petizione n. 349, assegnata alla 10a Commissione permanente);

il signor Antonio Boscolo Agostini da Chioggia (Venezia) chiede:

- disposizioni in materia di corsi di laurea in professioni sanitarie nel senso di prevedere la possibilità per gli studenti di svolgere i relativi tirocini presso qualsiasi ospedale pubblico convenzionato con le Aziende Sanitarie Locali, anche in considerazione della distanza della struttura dal luogo di residenza (Petizione n. 350, assegnata alle Commissioni permanenti riunite 7a e 10a Commissione permanente);

- l'installazione di centraline fisse di rilevamento della qualità dell'aria in tutti i Comuni della Pianura Padana con una popolazione superiore ai 25 mila abitanti (Petizione n. 351, assegnata alla 8a Commissione permanente);

- l'abolizione dell'obbligo di prenotazione per l'accesso agli uffici della Pubblica Amministrazione (Petizione n. 352, assegnata alla 1a Commissione permanente);

il signor Danilo Monterotti da Amandola (Fermo) chiede modifiche alla legge 20 agosto 2019, n. 92, nel senso di prevedere che l'insegnamento dell'educazione civica nelle scuole di primo e secondo grado sia affidato ai docenti delle discipline giuridiche ed economiche (Petizione n. 353, assegnata alla 7a Commissione permanente);

il signor Giorgio Bortolo Felice Broglio da Venaria Reale (Torino) chiede modifiche all'articolo 3 della Costituzione nel senso di sostituire la parola "razza" con "etnia" (Petizione n. 354, assegnata alla 1a Commissione permanente);

il signor Mario Staderini, a nome dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica - APS, ed altri cittadini chiedono disposizioni volte a favorire l'esercizio in modalità digitale dei diritti politici (Petizione n. 355, assegnata alla 1a Commissione permanente);

il signor Rolando Terreni, a nome dell'Associazione di volontariato "I ragazzi di Cerbaiola ODV", chiede la sollecita approvazione del disegno di legge Atto Senato n. 118, in materia di misure dirette alla incentivazione delle cure sanitarie e socio-sanitarie domiciliari per le persone non autosufficienti (Petizione n. 356, assegnata alla 10a Commissione permanente);

il signor Renato Lelli da Sant'Ambrogio di Valpolicella (Verona) chiede:

- interventi urgenti di contrasto al fenomeno della siccità, anche mediante la realizzazione di impianti di desalinizzazione dell'acqua e la costruzione di nuovi invasi e raccoglitori idrici (Petizione n. 357, assegnata alla 8a Commissione permanente);

- interventi urgenti di contrasto al fenomeno dell'hackeraggio informatico (Petizione n. 358, assegnata alla 8a Commissione permanente);

la signora Sara Zerbini da Gessate (Milano) chiede modifiche all'articolo 3, comma 1, lettera b), della legge 21 novembre 1967, n. 1185, nel senso di eliminare la necessità di autorizzazione del giudice tutelare per il rinnovo del passaporto del genitore con figli minori in assenza di assenso dell'altro genitore (Petizione n. 359, assegnata alla 2a Commissione permanente);

il signor Marco Geremia Carlo Bava da Castiglione Torinese (Torino) chiede:

- disposizioni volte ad incentivare processi di forestazione urbana di piante sempreverdi mediante una variazione di impiego dei fondi del Piano REPowerEU, al fine di contrastare il fenomeno dell'innalzamento delle temperature (Petizione n. 360, assegnata alla 8a Commissione permanente);

- disposizioni volte a orientare l'offerta formativa scolastica in relazione alle richieste del mercato del lavoro al fine di facilitare la futura occupabilità degli studenti (Petizione n. 361, assegnata alla 7a Commissione permanente);

- l'abolizione dei test d'ingresso e del numero chiuso per l'accesso ai corsi di laurea (Petizione n. 362, assegnata alla 7a Commissione permanente);

- disposizioni volte all'efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati attraverso lo sfruttamento dei tetti da concedere in comodato d'uso per l'installazione di pannelli fotovoltaici (Petizione n. 363, assegnata alla 8a Commissione permanente);

- una variazione di impiego dei fondi del Piano REPowerEU volta all'utilizzo sistematico dell'impianto pilota ROMEO (Recovery Of MEtals by hydrOmetallurgy), al fine del recupero di materiali preziosi da rifiuti elettronici urbani (Petizione n. 364, assegnata alla 8a Commissione permanente);

i signori Salvatore Polizzi da San Donato Milanese (Milano) e Giovanni Pizzati da Gela (Caltanissetta), unitamente ad altri cittadini, chiedono disposizioni volte a tutelare la possibilità di noleggiare autoveicoli e di sottoscrivere polizze assicurative di viaggio a prescindere dall'età anagrafica del contraente (Petizione n. 365, assegnata alla 8a Commissione permanente);

il signor Luciano Battaglini da Trani chiede che venga data piena applicazione a quanto disposto dall'articolo 2120, comma 8, lettere a) e b), del codice civile, in materia di disciplina del trattamento di fine rapporto (Petizione n. 366, assegnata alla 10a Commissione permanente).

Mozioni

AMBROGIO, GUIDI, MALAN, SPERANZON, SALLEMI, ZEDDA, IANNONE - Il Senato,

premesso che:

per semplificare la mobilità delle persone con disabilità munite di Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE) in tutto il territorio nazionale, il decreto del ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili del 5 luglio 2021 ha istituito, in attuazione dell'art. 1, comma 489, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, nell'Archivio nazionale dei veicoli, la "Piattaforma unica nazionale informatica dei contrassegni unici";

la Piattaforma ha la finalità di agevolare la mobilità delle persone titolari del contrassegno in tutto il territorio nazionale, con particolare riferimento alla circolazione stradale nelle zone a traffico limitato e nelle particolari strade o corsie preferenziali dove vigono divieti e limitazioni, permettendo a coloro che devono spostarsi da un comune all'altro di non comunicare più l'ingresso nelle aree a traffico limitato situate in comuni diversi da quello di residenza;

l'inserimento dei dati e l'aggiornamento della piattaforma sono demandati agli uffici comunali preposti al rilascio dei CUDE e il Centro elaborazione dati istituito presso la Direzione generale per la motorizzazione del Ministero all'esito della procedura di inserimento dei dati genera il codice univoco;

considerato che:

al 1° gennaio 2023 i Comuni italiani sono 7.901, e nella fase di sperimentazione, iniziata il 23 maggio 2022 e conclusasi ad ottobre dello stesso anno, 16 Comuni avevano aderito all'iniziativa, rilasciando 180 codici univoci, e alla data del 31 dicembre 2022 risultavano 24 i Comuni aderenti (Verona, Peschiera del Garda, Isola della Scala, Fumane, Vittorio Veneto, Salgareda, San Fior, Torrebelvicino, Grisignano di Zocco, Ceggia, Alpago, Paese, Occhiobello, Jesolo, Milano, Livorno, Lissone, Villacidro, Urbino, Martina Franca, Carignano, Bollengo, Cinisello Balsamo e Udine);

evidenziato che:

al momento la regolamentazione e la gestione di accesso a ZTL e centri storici per i titolari del contrassegno sono demandate alle amministrazioni comunali, creando così un contesto operativo eterogeneo e frammentato che, il più delle volte, limita la libertà di circolazione delle persone con disabilità nei contesti urbani;

constatato che è necessario che la finalità della Piattaforma sia attuata rapidamente in tutto il territorio nazionale,

impegna il Governo a superare la fase sperimentale della Piattaforma, rendendo obbligatoria l'adesione alla stessa da parte di tutti i Comuni italiani che abbiano zone a traffico limitato e delle Città Metropolitane, e a garantire un cronoprogramma attuativo che permetta l'operatività su scala nazionale della Piattaforma in tempi certi e, comunque, entro il 31 dicembre 2023.

(1-00029)

MAZZELLA, FLORIDIA Barbara, CASTELLONE, ALOISIO, BERGESIO, BEVILACQUA, BILOTTI, BIZZOTTO, BORGHESI, CAMUSSO, CANTALAMESSA, CANTÙ, CRISANTI, DAMANTE, DE ROSA, FURLAN, GUIDOLIN, LICHERI Sabrina, LORENZIN, MAGNI, MANCINI, MINASI, MURELLI, NATURALE, PIRONDINI, PIROVANO, PIRRO, POTENTI, PUCCIARELLI, SATTA, SBROLLINI, SIRONI, SPAGNOLLI, SPELGATTI, STEFANI, UNTERBERGER, ZAMBITO, ZAMPA, ZULLO - Il Senato,

premesso che:

nel 1999 l'Italia, contestualmente all'Unione europea, ha identificato nelle malattie rare un'area di priorità in sanità pubblica;

il 28 febbraio di ogni anno ricorre la giornata mondiale delle malattie rare, istituita per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni sulle condizioni delle persone affette da queste patologie a bassa prevalenza nella popolazione;

con "raccomandazione del Consiglio dell'8 giugno 2009 su un'azione nel settore delle malattie rare (2009/C 151/02)" si è convenuto di usare, ai fini dell'elaborazione di politiche a livello comunitario, una definizione comune di malattia rara quale malattia che presenta una prevalenza uguale o inferiore a 5 casi ogni 10.000 persone. Nell'ambito di queste patologie, se ne identificano alcune con una frequenza ancora più bassa, un caso su un milione, definite come ultra rare;

le "malattie rare" sono patologie debilitanti e fortemente invalidanti, potenzialmente letali, caratterizzate da bassa prevalenza nella popolazione ed elevato grado di complessità; in gran parte di origine genetica, circa nell'80 per cento dei casi, per il restante 20 per cento si tratta di malattie multifattoriali derivate, oltre che da una suscettibilità individuale, anche da altri fattori (ad esempio, alcuni fattori ambientali, alimentari) oppure all'interazione tra cause genetiche e ambientali. Secondo le stime esistono attualmente circa 10.000 diverse malattie rare, che colpiscono oltre 2 milioni di persone in Italia, di questi circa 2 su 5 sono bambini o ragazzi sotto i 18 anni di età;

per la loro bassa prevalenza, la loro specificità e l'elevato numero totale di persone colpite, le malattie rare richiedono un approccio globale basato su interventi specifici e combinati volti a prevenire un'elevata morbilità o, laddove sia evitabile, una mortalità precoce e a migliorare la qualità della vita e la situazione socioeconomica delle persone colpite;

nonostante le numerose normative rivolte a questo settore, previste a livello europeo e nazionale, le persone affette da queste patologie continuano ad essere penalizzate per la difficoltà della diagnosi, la scarsa disponibilità di terapie efficaci e dei bisogni medici insoddisfatti, la difficoltà di una presa in carico olistica, il peso individuale e familiare rilevante;

la ricerca scientifica, che ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, oltre agli stanziamenti previsti dal PNRR specifici su malattie rare e tumori rari, va quindi ulteriormente incentivata per comprendere i meccanismi alla base delle malattie rare e sviluppare nuovi approcci diagnostici e terapeutici;

l'ONU ha approvato, all'unanimità, la risoluzione "Affrontare le sfide delle persone affette da una malattia rara e delle loro famiglie" (Addressing the challenges of persons living with a rare disease and their families). L'Italia è stata tra i 54 Paesi sponsor dell'iniziativa grazie anche al supporto di varie associazioni dei pazienti;

la risoluzione ONU promuove il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda ONU 2030, cui sia l'Unione che i singoli Stati membri si sono impegnati. In Europa questo si tradurrà nello sviluppo di un piano d'azione per le malattie rare all'attenzione della Commissione europea. La risoluzione rappresenta dunque un tassello fondamentale dell'operazione complessiva di re-inquadramento delle politiche attuali e future in materia di malattie rare per affrontare i bisogni insoddisfatti anche dei 30 milioni di persone che vivono in Europa con una malattia rara;

considerato che:

in Italia dal 2001 sono stati istituiti: la rete nazionale dedicata alla prevenzione, sorveglianza, diagnosi e terapia delle malattie rare; il registro nazionale malattie rare presso l'Istituto superiore di sanità; un elenco di malattie rare per le quali è riconosciuto il diritto all'esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni di assistenza sanitaria incluse nei livelli essenziali di assistenza (decreto ministeriale n. 279 del 2001 e decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017); gli screening neonatali estesi con la legge n. 167 del 2016: l'Italia si è posizionata al primo posto in Europa con 49 patologie di cui si è fatto lo screening alla nascita;

nel 2014 l'Italia è stata la prima in Europa ad approvare uno specifico piano nazionale per le malattie rare, scaduto nel 2016. La bozza del nuovo piano, consegnata al Ministro della salute a maggio 2022, ha ottenuto il visto del comitato nazionale malattie rare il 21 febbraio 2023;

l'articolo 1, comma 544, della legge n. 145 del 2018 (legge di bilancio per il 2019) ha modificato la legge n. 167 del 2016, recante "Disposizioni in materia di accertamenti diagnostici neonatali obbligatori per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie", e ha inserito tra le patologie da considerare ai fini dello screening neonatale anche le patologie neuromuscolari genetiche, immunodeficienze congenite severe e malattie da accumulo lisosomiale;

nonostante il parere positivo espresso dal gruppo di lavoro "screening neonatale esteso", istituito presso il Ministero della salute, in merito all'introduzione della SMA (atrofia muscolare spinale) nel panel dello screening neonatale sulla SMA, non è stato ancora emanato alcun decreto da parte del Ministero della salute per rendere ufficiale l'inserimento di questa patologia all'interno della lista e dunque garantire questo diritto a tutti i bambini e le loro famiglie nati sul territorio nazionale;

in Italia il 12 dicembre 2021 è entrata in vigore la legge n. 175 del 2021, recante "Disposizioni per la cura delle malattie rare e per il sostegno della ricerca e della produzione dei farmaci orfani", approvata all'unanimità, con l'obiettivo di tutelare il diritto alla salute delle persone affette da malattie rare, attraverso misure volte a garantire: l'uniformità sul territorio nazionale nell'erogazione delle prestazioni e delle terapie, l'aggiornamento periodico dei LEA e dell'elenco delle malattie rare, il riordino e il potenziamento della rete nazionale per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la terapia delle malattie rare e il sostegno della ricerca;

ad oggi solo uno dei decreti attuativi previsti è stato emanato: il decreto del Ministero della salute per l'istituzione del comitato nazionale per le malattie rare (CoNaMR);

l'ultimo aggiornamento dei LEA risale a più di 5 anni fa con l'approvazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, recante "Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502". Nonostante il lungo tempo trascorso, non è ancora stato approvato il decreto sulle tariffe della specialistica ambulatoriale che contiene anche il nuovo nomenclatore degli ausili e delle protesi. La sua mancata approvazione, oltre ad ostacolare l'aggiornamento delle prestazioni sanitarie, del panel delle patologie da sottoporre a screening neonatale esteso e dell'elenco delle malattie rare contenute nell'allegato 7 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, non consente l'applicazione effettiva dei nuovi LEA;

il comma 3 dell'articolo 2 della legge n. 175 del 2021 specifica che i tumori rari, in conformità ai criteri internazionali e concordati a livello europeo, nonché all'intesa Stato-Regioni del 21 settembre 2017, n. 158/CSR, "rientrano tra le malattie rare disciplinate dalla legge";

il comma 4 dell'articolo 4 stabilisce che per tutelare la salute dei soggetti affetti da malattie rare, nelle more del perfezionamento della procedura di aggiornamento dei LEA, il Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, provvede, con proprio decreto, ad aggiornare l'elenco delle malattie rare individuate, sulla base della classificazione orphancode presente nel portale "Orphanet", dal Centro nazionale per le malattie rare dell'Istituto superiore di sanità, nonché le prestazioni necessarie al trattamento delle malattie rare;

il portale Orphanet attribuisce alle malattie rare senza diagnosi dopo indagini approfondite il codice Orpha616874, ricomprendendo tra queste le "malattie rare per la quali gli esperti di malattie rare hanno compiuto ogni ragionevole sforzo per giungere a una diagnosi, sulla base delle conoscenze e dei mezzi diagnostici più avanzati attualmente disponibili, senza tuttavia giungere all'individuazione di alcun concetto clinicamente noto";

la Commissione europea ha annunciato, nella sua strategia farmaceutica adottata il 25 novembre 2020, la necessità di procedere con una revisione della legislazione UE in materia di medicinali per malattie rare e medicinali orfani (regolamento (CE) n. 141/2000 sui medicinali orfani) con l'obiettivo di migliorare il panorama terapeutico e affrontare le esigenze insoddisfatte attraverso incentivi più personalizzati;

ai sensi dell'articolo 4, comma 2, lettera c), della legge n. 175 del 2021, sono posti a totale carico del servizio sanitario nazionale i trattamenti sanitari, già previsti dai LEA o qualificati salvavita, compresi nel piano diagnostico terapeutico assistenziale personalizzato e indicati come essenziali, appartenenti ad alcune categorie, tra cui testualmente le "terapie farmacologiche, anche innovative, di fascia A o H, i medicinali da erogare ai sensi dell'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 21 ottobre 1996, n. 536, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 648, i prodotti dietetici e le formulazioni galeniche e magistrali preparate presso le farmacie ospedaliere e le farmacie pubbliche e private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, per quanto riguarda queste ultime nel rispetto di specifici protocolli adottati dalle Regioni". Tuttavia, risultano escluse le terapie "orphan drug" classificate in fascia C (in particolare i farmaci in classe C ospedalieri). Di conseguenza, tali terapie vengono escluse dalla nota AIFA del 30 novembre 2021, che definisce i "criteri di accesso al fondo AIFA 5%". In particolare, dette terapie in classe C ospedalieri sono dispensati solamente dalle farmacie ospedaliere, ricadendo dunque sulle scelte e sulla sostenibilità di bilancio delle singole Regioni, e non possono essere acquistati (pur volendo) dai pazienti nelle farmacie al pubblico. Tale "stortura" amplifica maggiormente le differenze regionali e l'iniquità di accesso, in contrasto con la normativa vigente che intende garantire gli orphan drug a tutti i malati rari. Pertanto, al fine di rendere accessibile, e a carico del SSN, tutti i farmaci orfani a prescindere dalla classe di rimborsabilità, occorre modificare l'articolo 4, comma 2, lettera c), della legge n. 175 del 2021, includendo le terapie orphan drug classificate in fascia C, ad esclusione della classe di farmaci CNN. In particolare, con la lettera C si indica che il farmaco non è rimborsabile, NN sta per non negoziato;

nel piano europeo di lotta contro il cancro, al punto 5.3, per garantire l'accesso ai farmaci essenziali e all'innovazione, nell'ambito della strategia farmaceutica, è previsto l'avvio di iniziative finalizzate a "testare rapidamente le molecole esistenti, iniziando dai tumori con prognosi infausta e dai tumori rari",

impegna il Governo:

1) a dare concreta attuazione, in tempi brevi, ai restanti decreti attuativi previsti dalla legge n. 175 del 2021, con particolare riferimento all'urgenza dell'ampliamento dell'elenco delle patologie rare e relative prestazioni e all'immediata disponibilità dei farmaci;

2) a prevedere la stesura dei piani diagnostici terapeutici assistenziali personalizzati applicabili e rendere effettiva l'uniformità di presa in carico delle persone con malattia rara su tutto il territorio nazionale, al fine di evitare discriminazioni legate al luogo di residenza delle stesse;

3) in attuazione dell'articolo 8, comma 2, della legge n. 175, a favorire la presenza anche delle federazioni e associazioni di persone con tumori rari più rappresentative nell'ambito del comitato nazionale per le malattie rare istituito presso il Ministero della salute;

4) ad accelerare l'adozione del "decreto tariffe", al fine di rendere completamente operativi i LEA previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, e a procedere contestualmente all'aggiornamento dei LEA, includendo ulteriori prestazioni per i malati oncologici, come i test genomici per il carcinoma alla mammella in stadio iniziale ormonoresponsivo, e per la presa in carico delle malattie rare di cui alla legge n. 175 del 2021, assicurando altresì l'adozione del relativo nomenclatore tariffario;

5) ad attuare velocemente quanto previsto nel piano nazionale 2023-2025 licenziato nei giorni scorsi dal comitato nazionale, con uno specifico riguardo all'introduzione nei LEA di trattamenti e terapie già erogate in regime extra LEA, molti dei quali in fascia C, da molte Regioni e all'integrazione della rete ERN e stanziare fondi dedicati al piano nazionale malattie rare;

6) ad assicurare l'integrazione tra ospedale e territorio, con il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta e a coinvolgere e ascoltare continuativamente i rappresentanti delle associazioni dei pazienti maggiormente rappresentative sin dalle prime fasi dei processi decisionali: dalle sperimentazioni, alle gare, ai comitati etici, alla programmazione sanitaria così come previsto anche dalla riforma del terzo settore e ribadito anche dalle linee guida recentemente emanate dal Ministero della salute;

7) a favorire il coinvolgimento da parte di AIFA delle associazioni dei pazienti maggiormente rappresentative ai fini dell'articolo 5 della legge n. 175 del 2021;

8) a stimolare la formazione e sollecitare la stabilizzazione dei professionisti che si dedicano alle malattie rare e ai tumori rari;

9) a dare attuazione al decreto legislativo n. 229 del 1999, art. 8-sexties, comma 2, lettera d), che prevede per i programmi di assistenza a malattie rare una remunerazione in base al costo standard di produzione del programma di assistenza, con lo stanziamento di specifici fondi;

10) a sollecitare un più omogeneo riconoscimento del peso della malattia rara e dei tumori rari a livello di prestazioni assistenziali, con la realizzazione di progetti pilota e prevedendo tutele specifiche con particolare riguardo anche alle esigenze lavorative;

11) a prevedere nei bandi di ricerca nazionali quanto già previsto dalla Commissione europea, ossia considerare valore aggiunto la collaborazione delle associazioni dei pazienti alla co-progettazione e gestione dei progetti considerato che la ricerca clinica deve essere "patient centred";

12) ad aggiornare l'elenco delle patologie da sottoporre a screening neonatale esteso (SNE) e ad attivare la procedura prevista dal comma 4 dell'articolo 4 della legge n. 175 del 2021 e dunque procedere, attraverso decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia, ad aggiornare l'elenco delle malattie rare individuate, sulla base della classificazione orphancode presente nel portale Orphanet, dal centro nazionale per le malattie rare dell'Istituto superiore di sanità, nonché le prestazioni necessarie al trattamento delle malattie rare;

13) a riconoscere sul territorio nazionale il codice Orpha616874 per malattie rare senza diagnosi dopo indagini approfondite e associare ad esso, in regime di esenzione, tutte le prestazioni sanitarie e terapeutiche per la presa in carico di queste persone, tenendo conto della complessità e delle esigenze delle diverse patologie;

14) a favorire ed estendere, anche sulla scorta della positiva esperienza maturata durante il periodo pandemico, la cura, l'assistenza e la somministrazione di terapie a domicilio per le persone con malattia rara;

15) a prevedere, anche con un intervento di carattere normativo la modifica dell'articolo 4, comma 2, lettera c), della legge n. 175 del 2021, includendo le terapie orphan drug classificate in fascia C, ad esclusione della classe di farmaci CNN al fine di rendere accessibile, e a carico del servizio sanitario nazionale, tutti i farmaci orfani a prescindere dalla classe di rimborsabilità.

(1-00030)

Interrogazioni

PAITA, FREGOLENT - Ai Ministri dell'ambiente e della sicurezza energetica e della salute. - Premesso che:

la zona industriale apuana è stata sede di industrie chimiche che, nel corso di almeno 50 anni, hanno rilasciato nell'ambiente una molteplicità di sostanze inquinanti ad azione cancerogena, mutagena, teratogena e comunque nociva;

dei 116 ettari del sito di interesse nazionale (SIN) e regionale (SIR) apuano risulta bonificato, ad oggi, soltanto il 10 per cento dei terreni e il 3 per cento della falda: in particolare l'ultimo studio per la caratterizzazione della falda, condotto a Massa-Carrara dalla Sogesid S.p.A., società in house del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica e soggetto incaricato delle bonifiche, ha evidenziato che nel corso di due campagne di indagine è stato registrato il superamento dei livelli massimi consentiti di 35 sostanze contaminanti appartenenti a 11 diversi gruppi chimici;

più nello specifico, nell'area SIN denominata ex Ferroleghe di Massa-Carrara sussiste un pesante inquinamento dovuto ad uno stabilimento che produceva ferrocromo e nell'area vi sono due vasconi con fanghi contenenti cromo e cromo esavalente, altamente cancerogeno;

i vasconi si estendono per una superficie di 7.200 metri quadrati, con una profondità di circa 2 metri, per 14.400 metri cubi di sedimento stimati. Al di sopra dei vasconi è presente un cumulo di depositi costituito da scarti di lavorazione con blocchi di marmo e granito, pezzame lapideo e terre sabbiose, fanghi solidificati della segagione del marmo (marmettola), materiale lapideo da demolizione, legno e vegetali: il cumulo presenta una superficie di 12.000 metri quadrati per un'altezza di circa 18 metri, complessivamente sono stati stimati circa 113.800 metri cubi di materiale per un totale di 227.600 tonnellate;

nel sito persiste dunque un gravissimo inquinamento da cromo esavalente e le iniziative volte a bonificare l'area risultano ferme per la mancanza delle risorse finanziarie necessarie per l'intervento (meno di 8 milioni, precisamente 7.682.896 milioni di euro);

nella zona abitata del Murlungo, situata a valle del SIN ex Ferroleghe, è stata registrata una contaminazione della falda da cromo esavalente a partire dal 1990, come dimostrato dagli accertamenti condotti all'epoca dall'Unità sanitaria locale n. 2 di Massa-Carrara, il che dimostra il grave pericolo per l'ambiente e per la salute derivante dalla presenza di tali materiali nocivi nell'area e nella loro capacità di pregiudicare direttamente la popolazione;

la sesta edizione dello studio epidemiologico nazionale SENTIERI, infatti, coordinato dall'Istituto superiore di sanità e presentato a Roma il 23 febbraio 2023, conferma che la provincia di Massa-Carrara risulta una delle province con il più alto livello di tumori e patologie spesso riconducibili all'inquinamento chimico residuale del territorio;

interventi di bonifica tempestivi ed efficaci rappresentano una priorità non più procrastinabile, sia per garantire la tutela dell'ambiente di cui all'articolo 9 della Carta costituzionale, sia per preservare il fondamentale diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della Costituzione, che non può in nessun caso considerarsi recessivo rispetto all'argomento delle risorse finanziarie o risultare pregiudicato da ritardi e inadempienze,

si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare e in quali tempi per provvedere ad attuare gli interventi di risanamento ambientale dell'area SIN ex Ferroleghe di Massa-Carrara, nonché quali iniziative intendano adottare per tutelare l'ambiente e la salute pubblica in un'area in cui la mortalità risulta in eccesso per i tumori del sistema linfo-ematopoietico e per i linfomi non-Hodgkin e in cui le leucemie colpiscono molti giovani, soprattutto nella fascia compresa tra i 20 e i 29 anni e sono oltre la media i dati dei bambini nati con malformazioni congenite.

(3-00249)

LA MARCA, BORGHI Enrico, DELRIO, CAMUSSO, FINA, GIACOBBE, LOSACCO, MARTELLA, RANDO, VERDUCCI, ZAMBITO, COTTARELLI, FURLAN, NICITA, ROJC - Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

l'Italia, in passato, ha fatto ricorso allo strumento delle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale per dare un quadro di certezza normativa alle questioni di natura previdenziale e assistenziale, oltre a quelle di carattere tributario, a beneficio dei lavoratori che si spostavano in altri Stati per periodi di permanenza temporanei o definitivi;

la finalità degli accordi di sicurezza sociale è quella di: garantire la parità di trattamento di lavoratori e pensionati che si spostano, spesso permanentemente, dall'uno all'altro Paese contraente; la totalizzazione dei periodi contributivi; l'esportabilità e il mantenimento delle prestazioni previdenziali di cui sono o saranno eventualmente titolari;

la stipula di tali accordi bilaterali di sicurezza sociale consente quindi ai lavoratori italiani emigrati e ai lavoratori stranieri immigrati in Italia, i quali, per varie ragioni, al compimento dell'età pensionabile non sono in grado di maturare un diritto previdenziale autonomo nel loro Paese d'origine, per insufficienza contributiva, di attivare il meccanismo della totalizzazione dei contributi versati nei Paesi contraenti, ai fini del perfezionamento del diritto a un pro-rata (quota parte di pensione) e quindi di utilizzare proficuamente contributi che altrimenti rimarrebbero inutilizzati;

il sistema di tutela previdenziale in regime internazionale descritto, costruito nel corso degli anni dall'Italia non è purtroppo completo, poiché numerosi Paesi di emigrazione italiana sono rimasti esclusi;

tra i Paesi esclusi vi è il Messico, con il quale l'Italia ha sviluppato nel tempo importanti relazioni e dove risiedono attualmente oltre 21.000 cittadini italiani iscritti all'AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero) e un numero elevato di cittadini non ancora iscritti, tra i quali molti giovani recentemente emigrati dall'Italia. Sono altresì residenti in Italia, con regolare permesso di soggiorno, quasi 6.000 cittadini messicani e migliaia di ex emigrati italiani in Messico rientrati nel territorio della nostra Repubblica;

la consistenza della presenza di cittadini italiani in Messico e di cittadini messicani in Italia privi di tutela previdenziale in convenzione, impone, se lo si ritiene un dovere di un Paese civile, la stipula di convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, che tutelino adeguatamente questi lavoratori nell'ambito socio-previdenziale, anche per evitare che i lavoratori immigrati in Italia rappresentino un onere per il nostro Stato, richiedendo all'INPS, al compimento dell'età prevista, l'erogazione dell'assegno sociale che dovrà essere concesso in mancanza di una prestazione erogata dal Paese di provenienza;

i benefici che deriverebbero dalla vigenza di tali accordi internazionali di sicurezza sociale sarebbero fruiti non solo dai lavoratori interessati, ma anche dalle imprese italiane che sono interessate ad evitare la doppia contribuzione (in Italia e all'estero) al fine di migliorare la propria competitività sul piano internazionale rispetto alle imprese di altri Paesi, che invece beneficiano di analoghe convenzioni;

si ricorda che le relazioni tra Italia e Messico sono solide, risultando il nostro Paese il 13° fornitore del Messico e il secondo socio commerciale europeo, dopo la Germania. Nel 2021 le esportazioni italiane in Messico sono state pari a 6,109 mld di dollari, con un incremento del 26,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2020. Negli ultimi anni grandi gruppi industriali nazionali e imprese di medie dimensioni hanno incrementato l'interesse verso il Messico e hanno realizzato importanti progetti (tra le altre, ENEL Green Power, ENEL X, Ferrero, Pirelli, Stellantis, Brembo, Saipem, Bonatti, Brembo e Diasorin);

in materia di sicurezza sociale e di doppie imposizioni, sono in vigore fra il nostro Paese e il Messico, un accordo del 1977 sulla trasferibilità delle pensioni, ed è stata siglata l'8 luglio 1991 un'intesa per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e prevenire le evasioni fiscali, il cui Protocollo di modifica è entrato in vigore il 16 aprile 2015;

già nel 2016 il primo firmatario del presente atto aveva presentato alla Camera dei deputati analogo atto di sindacato ispettivo, rivolto ai medesimi ministeri, per chiedere «quali iniziative urgenti si intendessero adottare per completare il quadro di tutela previdenziale in regime internazionale con la stipula di una convenzione di sicurezza sociale con il Messico dove vive una vasta e importante comunità di cittadini italiani di vecchia e nuova emigrazione e da dove sono immigrati in Italia migliaia di lavoratori locali»;

in data 30 marzo 2016 il Sottosegretario di Stato pro tempore al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Benedetto Della Vedova, aveva risposto che «pur nella consapevolezza degli indubbi benefici che scaturirebbero per le nostre imprese e per i lavoratori italiani operanti in Messico dall'eventuale stipula di un Accordo di sicurezza sociale, gli attuali stringenti vincoli di bilancio impediscono al momento - a causa dei relativi oneri per la finanza pubblica - l'avvio di nuove trattative in vista della sottoscrizione di un'intesa in materia con il Messico»,

si chiede di sapere:

quale sia la politica del Governo in relazione alla tutela dei diritti previdenziali dei lavoratori italiani emigrati in Messico e dei lavoratori di tale Paese immigrati in Italia titolari di regolare permesso o carta di soggiorno;

quali iniziative si intenda intraprendere per completare il quadro di tutela previdenziale in regime internazionale mediante la stipula di una convenzione di sicurezza sociale con il Messico, dove vive una vasta e importante comunità di cittadini italiani di vecchia e nuova emigrazione e da dove sono immigrati in Italia migliaia di lavoratori locali;

se il Governo non ritenga opportuno inserire la stipula di una convenzione di sicurezza sociale con il Messico tra i punti in discussione nella VI Commissione binazionale Italia - Stati Uniti Messicani, che si celebrerà nel 2023 a Città del Messico.

(3-00250)

BAZOLI, DELRIO, VERINI, PARRINI, BORGHI Enrico, ROJC, ZAMBITO, ROSSOMANDO, CAMUSSO, MARTELLA, IRTO, ASTORRE, GIACOBBE, NICITA - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, dell'ambiente e della sicurezza energetica e delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:

l'articolo 121 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, stabilisce che, sino al 2025, i soggetti che sostengono spese per gli interventi rientranti nella disciplina prevista dall'articolo 119 possono optare, in luogo dell'utilizzo diretto della detrazione spettante, per la cessione di un credito d'imposta corrispondente alla detrazione;

la disciplina sulla cessione dei crediti di cui al suddetto articolo 121 è stata oggetto di numerose modifiche nel corso degli ultimi mesi, rese necessarie per rafforzare i presidi antifrode, in conseguenza delle quali sono emerse serie problematiche attuative con ricadute sia sulle piccole imprese che sulle famiglie e una drastica riduzione del numero dei cessionari disponibili, lasciando molto spazio ai «gestori energetici» nell'acquisizione dei crediti fiscali;

in molti casi i crediti fiscali maturati con l'esecuzione della prima «tranche» dei lavori, che la normativa vigente individua con il raggiungimento del 30 per cento dell'opera, e la loro successiva acquisizione da parte di istituti finanziari, non hanno più trovato la dovuta ricezione per le successive tranche da parte di banche e istituti di credito che avevano sottoscritto con i condomini o i proprietari di case unifamiliari i contratti di cessione dei crediti;

la situazione è resa ancor più grave a causa dell'improvvisa interruzione dell'acquisizione dei crediti fiscali da parte delle citate società energetiche. In tale contesto, a titolo esemplificativo, da più parti viene segnalato che la società ENEL X, una delle società energetiche attive nell'acquisizione dei crediti generati dagli interventi di efficientamento energetico degli edifici, ha improvvisamente chiuso le operazioni di acquisizione dei crediti già a fine novembre 2022, anche in relazione a lavori già avviati. Molte imprese e cittadini sono stati portati a conoscenza del congelamento dell'acquisizione dei crediti fiscali con una semplice e-mail, con la precisazione che il tutto vale sia per le opportunità già in essere sia per quelle nuove;

tale situazione ha dato luogo a due conseguenze:

la richiesta, da parte delle imprese coinvolte dal congelamento attuato da ENEL X, del saldo dei lavori svolti direttamente alle famiglie che hanno dovuto far fronte a pagamenti molto più consistenti rispetto a quanto prospettato nelle fasi di formulazione dell'intera operazione;

le imprese a cui ENEL X aveva concesso «plafond» di acquisizione crediti che ammontano anche a qualche milione di euro, non avendo la possibilità di cedere il credito maturato, sono state costrette a non avviare i lavori anche a fronte di significative spese sostenute per arrivare a delibere assembleari, produzione di progetti depositati presso gli enti comunali, sovente previa autorizzazione delle Soprintendenze, e comunicazioni di «inizio lavori»;

con il decreto-legge sugli incentivi fiscali, le misure del superbonus e gli altri incentivi fiscali, così come la cessione del credito, hanno subito un ulteriore blocco che rischia di aggravare ulteriormente la situazione descritta e provocare una grave crisi per il settore delle costruzioni e della relativa filiera, con conseguente fallimento di migliaia di imprese e la perdita di migliaia di occupati, nonché di mettere in seria difficoltà economica migliaia di famiglie,

si chiede di sapere:

quali iniziative i Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza, intendano adottare per risolvere le problematiche descritte in premessa e per tutelare i proprietari di immobili e gli operatori del comparto edile che, a causa delle disposizioni che hanno portato al blocco della cessione del credito, si trovano oggi in gravi difficoltà;

quali iniziative intendano adottare al fine di consentire ai «gestori energetici» come ENEL X S.r.l. (società del Gruppo ENEL di cui lo Stato italiano è il principale azionista) di mantenere gli impegni assunti nei confronti delle imprese a cui avevano concesso «plafond» di acquisizione di crediti fiscali;

quali misure intendano adottare per garantire la continuità, il rafforzamento e una maggiore efficacia dei vigenti strumenti di finanziamento degli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare del Paese, e se intendano adottare misure volte a garantire la prosecuzione degli interventi di riqualificazione energetica e la rimozione di tutti gli ostacoli che attualmente bloccano la circolazione dei credili fiscali.

(3-00251)

BERGESIO, BIZZOTTO, CANTALAMESSA - Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. - Premesso che:

dopo oltre un anno dalla comparsa della peste suina africana (PSA) sul territorio nazionale la situazione, se pure efficacemente gestita a livello nazionale e regionale, anche con il contributo delle aziende e delle associazioni coinvolte, è sempre di grande attenzione;

le azioni intraprese, anche a seguito dell'approvazione del decreto-legge 17 febbraio 2022, n. 9, hanno infatti permesso di evitare che i contagi, concentrati in diverse aree del Piemonte e della Liguria, e parte del Lazio, giungessero in zone a più alta intensità di capi suini allevati e di stabilimenti produttivi di carni e salumi, aree in cui i danni sarebbero stati inimmaginabili;

secondo una stima elaborata sulla base dei dati forniti dal Ministero della salute e dall'ISMEA, un eventuale sconfinamento della malattia avrebbe provocato danni incalcolabili per il settore, richiedendo lo stanziamento di ingenti risorse, circa 1,5 miliardi di euro, a titolo di indennità di abbattimento degli animali;

da notizie, sembrerebbe che il virus si stia diffondendo anche oltre i confini originariamente individuati, con il rischio di coinvolgere anche le aree geografiche storicamente vocate alla suinicoltura, nelle quali peraltro si concentrano oltre i due terzi dei suini allevati in Italia, base per la produzione dei pregiati salumi DOP, come il prosciutto di Parma e il prosciutto di San Daniele;

la PSA rappresenta oggi una delle minacce più gravi allo sviluppo del comparto suinicolo italiano, che è uno tra i riferimenti più importanti per la promozione dell'agroalimentare made in Italy in tutto il mondo;

il settore suinicolo in Italia vanta un fatturato di circa 3 miliardi di euro per la fase agricola e di circa 8 miliardi di euro per quella industriale, incidendo per il 5,8 per cento sul totale agricolo e agroindustriale nazionale;

è indispensabile portare avanti gli interventi fino ad oggi intrapresi per il contenimento della diffusione e il contrasto della PSA, ai fini di una sua completa eradicazione, che si auspica possa avvenire in tempi brevissimi per liberare milioni di euro di export, oggi bloccati proprio a causa dell'epidemia;

a seguito della comparsa della malattia sul territorio continentale italiano, molti Paesi hanno bloccato tutte le esportazioni di carni suine e salumi dall'Italia, con una perdita per il settore di 20 milioni di euro al mese di export. Il danno è peraltro duplice, in quanto oltre al mancato export si perdono quote di mercato che diventano sempre più difficili da recuperare, lasciando terreno fertile al proliferare del fenomeno dell'Italian sounding,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo voglia portare avanti le azioni già intraprese, anche in attuazione del decreto-legge n. 9 del 2022, prevedendo interventi per l'assegnazione di nuove e specifiche risorse da destinare al contenimento della diffusione e al contrasto della peste suina africana;

quale sia la prospettiva dei tempi entro cui si giungerà all'eradicazione della PSA sul territorio nazionale, e si provvederà al pagamento degli indennizzi per i danni subiti dalle aziende a seguito dell'adozione delle misure di prevenzione, eradicazione e contenimento della malattia.

(3-00252)

BAZOLI, MIRABELLI, ROSSOMANDO, VERINI, ASTORRE, FINA, FURLAN, GIORGIS, LOSACCO, MARTELLA, MISIANI, NICITA, RANDO, ROJC, VALENTE - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:

la legge 27 febbraio 2021, n. 134, recante "Delega al Governo per l'efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari", all'articolo 2, commi 16 e 17 istituisce e disciplina il Comitato tecnico-scientifico per il monitoraggio sull'efficienza della giustizia penale, sulla ragionevole durata del procedimento e sulla statistica giudiziaria;

il Comitato si configura quale organismo di consulenza e di supporto nella valutazione periodica del raggiungimento degli obiettivi di accelerazione e semplificazione del procedimento penale, nel rispetto dei canoni del giusto processo, nonché di effettiva funzionalità degli istituti finalizzati a garantire un alleggerimento del carico giudiziario. Il Comitato, inoltre, promuove la riorganizzazione e l'aggiornamento del sistema di rilevazione dei dati concernenti la giustizia penale e assicura la trasparenza delle statistiche attraverso pubblicazioni periodiche e i siti internet istituzionali;

nel perseguire i propri lavori il Comitato si avvale della Direzione generale di statistica e analisi organizzativa del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi del Ministero della giustizia, dell'Istituto italiano di statistica, nonché dei soggetti appartenenti al Sistema statistico nazionale e delle altre banche dati disponibili in materia;

occorre evidenziare come le citate disposizioni di legge prevedano che il Comitato tecnico-scientifico sia presieduto dal Ministro della giustizia o da un suo delegato e sia formato da un numero di componenti non superiore a quindici, che durano in carica tre anni, componenti ai quali non spettano compensi, gettoni di presenza o altri emolumenti comunque denominati;

un organo, dunque, privo di qualunque connotazione politica e composto da esperti di indubbia professionalita giuridica e scientifica, il cui operato è rigorosamente disciplinato dalle previsioni di cui alla citata legge n. 134 del 2021;

considerato che:

come riportato da un articolo pubblicato sul quotidiano "la Repubblica" in data 23 febbraio 2023, il Ministro in indirizzo avrebbe provveduto a "licenziare" anzitempo i componenti del Comitato con modalità, a giudizio degli interroganti, discutibili posto che, a quanto risulta, il decreto di nomina del Ministro in indirizzo sarebbe allegato in una e-mail indirizzata ai nuovi componenti e per sola conoscenza ai componenti sostituiti, che non avrebbero dunque ricevuto neanche una comunicazione formale diretta;

i componenti destituiti presentavano profili di assoluta autorevolezza e indiscutibile qualità tecnica e scientifica, oltre che essere privi di qualunque connotazione politica;

tra i membri destituiti figuravano infatti giuristi quali Francesco Palazzo, emerito di diritto penale a Firenze e già presidente dell'Associazione dei penalisti italiani, Gabrio Forti, ordinario di diritto penale ed ex preside di giurisprudenza alla Cattolica di Milano, o ancora Paolo Pinotti, ordinario di economia e prorettore all'università Bocconi e i due penalisti che hanno lavorato sulla riforma della giustizia penale Gian Luigi Gatta, docente di diritto penale alla Statale di Milano e Mitja Gialuz, ordinario di procedura penale a Genova;

del Comitato tecnico facevano parte, inoltre, anche due tecnici di Banca d'Italia e dell'ISTAT, rispettivamente Magda Bianco e Giuseppina Muratore, proprio per consentire una piena valutazione degli effetti in termini di efficienza della riforma;

la sostituzione di tali rilevanti personalità con altre, sia pure certamente di degno profilo, è avvenuta ex abrupto, senza alcuna motivazione, e sembra configurarsi più come una scelta di spoil sistem motivato da ragioni puramente politiche e personali, piuttosto che come decisione volta a dare maggiore rilievo e qualità ad un organismo strategico per monitorare l'andamento di una riforma tanto essenziale da essere considerata da Bruxelles decisiva ai fini dell'erogazione dei fondi del PNRR,

si chiede di sapere:

quali siano le ragioni che abbiano portato ad un azzeramento dei membri del Comitato tecnico-scientifico per il monitoraggio sull'efficienza della giustizia penale, sulla ragionevole durata del procedimento e sulla statistica giudiziaria;

quali carenze, mancanze o inadeguatezze siano imputabili ai singoli membri destituiti;

quali miglioramenti sul piano della qualità del lavoro del Comitato si attenda il Ministro in indirizzo dalla scelta dei nuovi nominati;

per quali motivi siano stati eliminate, e non siano stati nemmeno sostituite, le figure dei tecnici di Banca d'Italia e dell'ISTAT, che erano necessarie a garantire al Comitato la competenza scientifica per un effettivo monitoraggio degli effetti sul piano numerico e dell'efficienza del nuovo processo penale.

(3-00253)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

ZAMBITO, BORGHI Enrico, FRANCESCHELLI, PARRINI, BAZOLI, CAMUSSO, FINA, FURLAN, GIACOBBE, LA MARCA, NICITA, RANDO, VERDUCCI, ASTORRE - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:

come si apprende da autorevoli organi di stampa e dalle denunce dei diretti interessati e da diverse associazioni, dal 7 febbraio 2023 due cronisti italiani, Andrea Sceresini e Alfredo Bosco, sarebbero di fatto in stato di fermo in Ucraina per la sospensione degli accrediti che erano stati loro regolarmente rilasciati nel marzo 2022;

le autorità locali quando i cronisti erano di ritorno da Bakhmut, dove avevano appena girato un reportage per la RAI, hanno chiesto di esaminare i loro documenti;

quando sono stati sospesi gli accrediti si trovavano a Kramatorsk, nel Donbass;

l'ambasciata italiana avrebbe chiesto loro di rientrare nella capitale per agevolare la risoluzione di questo problema;

i cronisti sono dei professionisti presenti in territorio ucraino dallo scorso anno per documentare i fatti di guerra. Da anni inviano corrispondenze per diverse testate, da Rainews24 a RAI3, dall'ANSA a La7, da "Fanpage" a Mediaset, da "il Fatto Quotidiano" a "il manifesto";

a un altro cronista italiano, Salvatore Garzilli, sarebbe stato impedito di entrare nel Paese attraverso la frontiera polacca, in quanto "non gradito". Nemmeno a lui sarebbero state fornite ulteriori spiegazioni;

considerato che:

come ha avuto modo di affermare l'avvocata Alessandra Ballerini, che assiste i due reporter, la sospensione degli accrediti comporta l'impossibilità di muoversi liberamente nel Paese, specie nelle zone vicino al fronte, e il rischio concreto di essere arrestati al primo posto di blocco;

la legale, inoltre, ha inviato una lettera aperta al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e alle associazioni dei giornalisti per far luce sulla vicenda e per chiedere di restituire ai suoi assistiti gli accrediti che permetterebbero loro di muoversi e lavorare;

gli stessi Sceresini e Bosco, sui propri social notwork e tramite il proprio legale, parlano di un ipotetico "interrogatorio" al quale sarebbero dovuti essere sottoposti perché considerati potenzialmente delle spie russe;

l'interrogatorio sarebbe dovuto essere eseguito dagli uomini della SBU, il servizio di sicurezza ucraino. Inizialmente, esso avrebbe dovuto svolgersi a Kramatorsk il 6 febbraio e a tal fine sono stati forniti alla SBU i numeri di telefono e l'indirizzo dei due giornalisti con la richiesta che l'interrogatorio potesse avere luogo il prima possibile;

dopo 5 giorni di inutile attesa (che i cronisti hanno dovuto trascorrere, per ovvie ragioni di sicurezza, senza poter uscire di casa, in una città spesso bombardata dalle artiglierie russe, su consiglio dell'ambasciata), i giornalisti hanno deciso di spostarsi a Kyiv, dove hanno sede gli uffici centrali della SBU;

da quel momento non avrebbero più ricevuto più nessuna notizia, né dalla SBU (contattata anche da un avvocato ucraino) né dalla rappresentanza diplomatica italiana;

i cronisti Andrea Sceresini e Alfredo Bosco sarebbero attualmente a Kiev in attesa di indicazioni,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e in che modo il Governo si sia attivato, anche tramite l'ambasciata italiana in Ucraina, affinché ai due cronisti italiani venga restituita la possibilità di muoversi liberamente in territorio ucraino svolgendo il proprio lavoro;

se il Governo sia già a conoscenza delle ragioni che hanno spinto le autorità ucraine a fermare i due cronisti e a sospendere i loro accrediti, perché sarebbe grave se le ragioni di tale sospensione fossero dovute ad un tentativo di impedire loro di svolgere liberamente il lavoro di informazione che è proprio di un giornalista.

(4-00264)

BERGESIO - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:

la RAI - Radio Televisione Italiana - ha prodotto in collaborazione con la Freemantle il programma "Non sono una signora";

doveva trattarsi della versione generalista del predecessore "Drag race Italia", in onda su "Discovery+" ed è stato presentato dal direttore dell'intrattenimento RAI, Stefano Coletta, in una lunga intervista concessa al settimanale "Oggi";

il programma dedicato alle competizioni tra drag queen è già stato registrato, montato, previsto inizialmente per il 7 novembre, promosso con enfasi per il 7 dicembre scorso, e poi nuovamente rimandato al 14 febbraio;

la direzione "Intrattenimento Prime Time" della concessionaria ha comunicato, infine, che il periodo di programmazione per la prima serata condotta da Alba Parietti è previsto a maggio 2023 per 5 puntate;

il direttore del servizio Stefano Coletta, in un primo momento sembrava puntare molto sulla realizzazione del programma, definito addirittura "un'operazione di libertà", a giugno 2021 presentando i palinsesti della TV. Da quanto riportato dall'informazione specialistica on line, al primo posto tra i motivi che hanno spinto la RAI a posticipare la messa in onda del programma ci sarebbe una scarsa soddisfazione per il prodotto effettivamente realizzato;

ad oggi non sono state esplicitate le ragioni del rinvio della messa in onda del programma, che come esposto è già stato interamente prodotto e pertanto, ove fossero emersi dubbi circa l'opportunità della realizzazione dello stesso, sarebbe stato d'uopo esplicitarli prima della sua produzione con evidente dispendio di fondi erariali e non dopo,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda promuovere iniziative, per quanto di competenza, per verificare eventuali violazioni del contratto nazionale di servizio esistente tra il Ministero e la RAI.

(4-00265)

PUCCIARELLI, DREOSTO, PAGANELLA - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:

in Iran, presso Qom, città a sud di Teheran e principale centro sciita del Paese, negli ultimi mesi si sono registrati centinaia di casi di bambine e ragazze ricoverate con sintomi di intossicazione grave per via respiratoria;

come riportato da organi di stampa locali e internazionali, nel corso dei mesi tali bambine o adolescenti sono rientrate da scuola con nausea, mal di testa, tosse, respiro difficile, palpitazioni e letargia;

per queste ragioni nelle ultime settimane decine di famiglie hanno manifestato davanti al governatorato della città per chiedere spiegazioni alle istituzioni;

considerato che:

il viceministro della salute iraniano Younes Panahi, nel corso di una conferenza stampa organizzata per fornire chiarimenti su questi casi, ha confermato una delle teorie che circolava nella società civile iraniana; il viceministro ha infatti parlato di "avvelenamenti intenzionali" nei confronti delle studentesse, che ha come obiettivo la chiusura delle scuole femminili;

come riportato da NCRI Women's Committee, il 18 febbraio un gruppo di estremisti a Qom ha fatto circolare messaggi in cui dichiarava che alle ragazze è vietato studiare e che la loro educazione deve essere messa al bando. Tale gruppo ha inoltre minacciato di diffondere l'avvelenamento delle ragazze nelle scuole in tutto l'Iran;

agenzie di stampa locali hanno riferito che nel corso degli ultimi giorni si sono riscontrati centinaia di casi di avvelenamento anche in altre città, come a Borujerd e a Teheran;

i target risultano essere sempre scuole femminili, che devono pertanto chiudere momentaneamente in quanto impossibilitate a svolgere il loro servizio tutelando la salute delle studentesse;

valutato infine che:

secondo le prime ricostruzioni, la causa dei vari avvelenamenti sarebbe da ricondurre ad un particolare tipo di gas;

casi simili si erano registrati anni fa in Afghanistan, ed avevano il medesimo obiettivo politico, cioè l'esclusione delle studentesse dai piani educativi del Paese;

la società civile iraniana è già fortemente sotto pressione a causa della repressione condotta dalle istituzioni del Paese nel corso degli ultimi mesi,

si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, in via diplomatica, al fine di chiarire la grave situazione descritta, che rischia di indebolire ulteriormente la società civile iraniana.

(4-00266)

BIZZOTTO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

con la ripresa dei flussi turistici dopo l'emergenza sanitaria da COVID-19 e con l'uscita dall'Unione europea della Gran Bretagna, una delle mete più frequentate per motivi di lavoro, di studio o di turismo, negli ultimi mesi la richiesta per il rilascio dei passaporti è notevolmente aumentata, con una media di circa 151.000 rilasci al mese;

le domande relative ai passaporti vengono presentate, di regola, nel luogo dove il richiedente ha residenza, domicilio o dimora, alla questura o all'ufficio locale di pubblica sicurezza e il cittadino è tenuto a prenotare un appuntamento sul sito internet della Polizia di Stato cui si accede tramite SPID, carta d'identità elettronica o carta nazionale dei servizi;

in molti Comuni italiani gli appuntamenti on line vengono fissati anche a 6 mesi di distanza, con la conseguenza che molti cittadini, senza appuntamento, prendono d'assalto le questure con file lunghissime fin dalle prime ore dell'alba;

considerato che:

l'impossibilità di ricevere il passaporto ha un grave riflesso sul mondo del turismo organizzato, che denuncia problemi per circa 80.000 viaggi;

in aderenza alla normativa europea e internazionale in tema di libertà di movimento, l'articolo 1 della legge n. 1185 del 1967 stabilisce che ogni cittadino è libero, salvi gli obblighi di legge, di uscire dal territorio della Repubblica, avvalendosi di passaporto o di documento equipollente;

la situazione caotica che si è venuta a creare, probabilmente per il concorrere di più cause riconducibili all'aumento delle domande, alla carenza di personale, alle disfunzioni del sistema di prenotazione, ha raggiunto livelli preoccupanti con ripercussioni sui diritti e le libertà dei cittadini e richiede un intervento rapido ed efficace,

si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo stia mettendo in atto per risolvere la problematica esposta, al fine di garantire il rispetto dei diritti e della libertà di movimento dei cittadini.

(4-00267)

CALENDA - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. - Premesso che:

il Governo ha deliberato, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 marzo 2022 (Gazzetta Ufficiale 30 maggio 2022, n. 125), anche noto come "decreto energia", la norma recante "l'individuazione delle opere e delle infrastrutture necessarie al phase out dell'utilizzo del carbone in Sardegna e alla decarbonizzazione nei settori industriali dell'isola". Tale norma ha previsto, tra le altre misure, la realizzazione di un rigassificatore nel porto di Oristano e due navi di rigassificazione (anche dette FSRU, floating storage and regasification unit) nei porti di Porto Torres e Portovesme, funzionale alla riapertura dell'impianto "Eurallumina";

nel luglio 2022 la Regione Sardegna ha impugnato il decreto presso il TAR, contestando la mancata leale collaborazione istituzionale, necessaria rispetto ad una materia concorrente tra Stato e Regione, nonché la violazione del principio di insularità dei cittadini sardi che avrebbero avuto ricadute negative da tale provvedimento;

nel settembre 2022 il TAR del Lazio ha respinto il ricorso, affermando che, nonostante il GNL "possa servire anche a produrre energia elettrica, il settore del gas naturale non può essere automaticamente ricompreso nel concetto di energia elettrica, come se l'indicazione della competenza concorrente regionale fosse una clausola aperta e adattabile ad ogni sopravvenienza". Nella stessa sentenza i giudici amministrativi hanno, invece, contestato proprio alla Regione la mancanza di leale collaborazione finalizzata all'implementazione delle reti a GNL;

nel febbraio 2023 il Consiglio di Stato ha accolto l'istanza presentata dalla Regione, rinviando al prossimo novembre il suo pronunciamento sul ricorso in modo da consentire, nei prossimi 9 mesi, alla stessa Regione e al Governo le necessarie interlocuzioni per arrivare alla revisione dei contenuti dello decreto;

a quanto si apprende, le istanze dell'esecutivo regionale sono volte tra l'altro ad estendere la perequazione tariffaria a tutte le infrastrutture di distribuzione gas (non solo quelle con cantieri avviati alla data di pubblicazione del decreto), a non escludere la possibilità di realizzare la dorsale e di convertire a gas le centrali a carbone di Fiumesanto e Sulcis, a spostare la FSRU di Portovesme (con ipotesi Cagliari), a consultare maggiormente Regione ed enti locali per la localizzazione degli impianti rinnovabili e a prevedere la possibilità di riconoscere royalty sul modello della Basilicata per i grandi impianti che trovano e soprattutto troveranno ubicazione nella regione;

si tratta tuttavia di proposte ancora da definire e coordinare con quanto previsto dagli scenari SNAM-Terna per la Sardegna e con le decisioni al riguardo dell'ARERA;

unica conseguenza concreta, nel frattempo, è lo stand-by del progetto di metanizzazione dell'isola, affidata per ora al solo deposito Higas di Oristano da 9.000 metri cubi liquidi, già attivo dal maggio 2021;

come affermato da Confindustria Sardegna, il rinvio rischia di paralizzare definitivamente soluzioni fondamentali e non procrastinabili per la sopravvivenza del tessuto economico e produttivo sardo; al contrario occorrerebbe dare una sollecita attuazione al decreto per scongiurare sospensioni o chiusure di attività strategiche di grande impatto economico ed occupazionale;

preoccupazioni analoghe sono state espresse anche dalle rappresentanze sindacali aziendali di Eurallumina che ricordano che il riavvio genererebbe circa 1.500 buste paga tra lavoratori diretti e relativo indotto, mentre al contrario bloccare un progetto per l'approvvigionamento energetico fondamentale alla ripartenza della stessa Eurallumina rischia di determinare un'ondata di licenziamenti collettivi;

in un incontro nel febbraio 2023 con il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, il presidente della Regione ha affermato la necessità di mettere ordine nelle procedure per il rilascio delle autorizzazioni sui nuovi impianti e allo stesso tempo creare un sistema di raccolta delle royalty derivanti dalle produzioni di energia presenti sul territorio sardo, ridistribuendo gli utili per abbassare le bollette di famiglie e imprese. Nel caso specifico di Portovesme e del polo industriale del Sulcis, è stato richiesto un intervento immediato del Governo per l'estensione del credito di imposta e degli strumenti quali interconnector e superinterrompibilità, che consentano a tutte le imprese sarde di competere alla pari con le realtà industriali del territorio nazionale,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda avviare, e in quali tempi, un tavolo di confronto con la Regione Sardegna per trovare una soluzione che acceleri in primis le procedure necessarie a garantire l'approvvigionamento di gas naturale in particolar modo a Portovesme, al fine di evitare che i continui rinvii determinino effetti irreversibili sul tessuto produttivo e sociale dell'isola.

(4-00268)

COSENZA - Al Ministro della cultura. - Premesso che:

nella Gazzetta Ufficiale 5a Serie Speciale - Contratti Pubblici del 18 luglio 2022, n. 83, è stato reso noto che il Parco archeologico di Pompei ha indetto una procedura europea di manifestazione di interesse per l'attivazione di una forma speciale di partenariato, ai sensi dell'articolo 151, comma 3, del decreto legislativo n. 50 del 2016, avente ad oggetto la gestione dei terreni attualmente nella disponibilità dello stesso Parco, destinati e da destinare a vigneti e al ciclo produttivo del vino;

tale procedura ad evidenza pubblica, tuttora in corso di istruttoria, mira a selezionare un operatore economico, singolo o associato, con cui l'Amministrazione possa condividere la gestione dei vigneti già presenti nelle Regiones I e II di Pompei e nel sito di Villa Regina a Boscoreale, estesi per quasi due ettari, cui si aggiungeranno altri cinque ettari di nuovi impianti nelle aree archeologiche di Pompei, Stabia, Boscoreale e presso il Polverificio Borbonico di Scafati;

considerato che:

la programmazione ricopre un ruolo preminente per la realizzazione di forme di partenariato pubblico-privato, ancor più in campo culturale ed è necessario che sussista, oltre al rispetto delle norme e della ritualità delle fasi della procedura, un'attenta pianificazione delle attività che si intendono realizzare, dei rischi connessi all'operazione, delle possibili implicazioni per l'amministrazione e per gli operatori economici privati;

ad un'approfondita analisi dei contenuti, dei criteri e delle condizioni presenti nell'avviso in esame sono emerse numerose criticità ed irregolarità, in violazione dei principi di correttezza, proporzionalità, non discriminazione, tracciabilità e trasparenza;

in primo luogo, la declinazione dei requisiti richiesti per l'operatore economico offerente si manifestano generici ed incongruenti, rispetto alla portata del progetto oggetto del bando. In particolare, è stabilito che l'operatore economico debba essere "coltivatore e produttore di vini biologici e/o naturali" e che possa, nel contempo, attestare una generale esperienza nella gestione dei vigneti di eccellenza, senza alcun specifico indicatore di performance, né criteri minimi sulla base dei quali poter valutare i dati esperienziali acquisiti. Salvo il rispetto dei criteri di parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza e proporzionalità, non viene assegnato alcun rilievo al rating d'impresa, in base al quale valutare l'affidabilità e reputazione dell'offerente, tenendo pure conto di precedenti comportamentali dell'impresa candidata, avuto precipuo riguardo all'osservanza dei tempi e costi nell'esecuzione dei contratti, all'incidenza del contenzioso, sia in sede di partecipazione alle procedure di gara che in sede di esecuzione del contratto, alla regolarità contributiva, con riferimento almeno agli ultimi tre esercizi;

al di là del requisito formale di cui all'articolo 4, punto 1, dell'Avviso, non si riscontra alcun richiamo al "rating di legalità", che dovrebbe peraltro concorrere a determinare il rating d'impresa ed essere valutato dall'ANAC, in collaborazione con l'Antitrust, anche ai sensi dell'articolo 213, comma 7, del Codice degli appalti;

l'articolo 4, punto 4, dell'Avviso, sembra inoltre apparentemente allargare la platea dei potenziali offerenti, considerando un livello minimo di fatturato globale relativo alla somma degli ultimi 5 anni pari a 5.000.000 di euro, ma attesa la gravosità degli investimenti necessari, la peculiarità dei servizi prestazionali richiesti e l'imponente portata economico-finanziaria del progetto oggetto della procedura, risulta incontrovertibile che l'invito possa essere diretto solo ad un limitato novero di imprenditori, seppur in forma aggregata, deputati a soddisfare i requisiti idonei per l'attuazione del progetto medesimo;

gli evocati limiti, violativi del principio di non discriminazione e proporzionalità, sono aggravati dalla previsione di fattori di valutazione quali, in particolare, la prevalenza attribuita all'indicazione di una percentuale delle royalties "al rialzo" nella commercializzazione dei prodotti, in favore del Parco archeologico di Pompei;

valutato inoltre che:

sul fronte della programmazione condivisa, si riscontra una certa indeterminatezza, dal momento che ci si chiede, nello specifico, con quali misure e modalità verrà attuata l'Azienda agricola di Pompei e se questa dovrà inesorabilmente subentrare, a discrezione del Parco archeologico, all'operatore economico che si aggiudicherà il progetto, senza considerare il termine di durata del rapporto concessorio previsto dal bando, che deve necessariamente tener conto dei tempi di esecuzione del progetto medesimo e dell'effettiva ammortizzabilità del costo degli investimenti;

il bando non contempla poi affatto criteri premiali ai fini della valutazione dell'offerta, in relazione al maggior rating di legalità dell'offerente, nonché per agevolare la concreta partecipazione alle procedure di affidamento per le microimprese, piccole o medie imprese;

ritenuto che:

il Parco archeologico di Pompei ha deliberato la nomina della Commissione giudicatrice per la valutazione delle offerte presentate, dal punto di vista tecnico ed economico, composta da 5 membri, anziché il minor numero di 3 previsto nell'Avviso (art. 5), con inesorabile aggravio erariale, in ragione della misura dei compensi per ciascun commissario ed ha altresì disposto la nomina di figure tutte riconducibili alla Pubblica amministrazione, ovvero 1 funzionario dirigente dell'Agenzia per la Coesione territoriale, 2 dipendenti della Regione Campania e 2 dipendenti dello stesso Parco archeologico di Pompei; questi ultimi per giunta in conflitto d'interesse, stante la omessa previsione di commissari in rappresentanza delle aziende vinicole;

l'Avviso in esame non contempla alcun criterio, né stabilisce alcuna condizione in ordine all'imputazione o riparto dei diritti di proprietà intellettuale, connessi all'attività di ricerca scientifica e alle correlative iniziative di divulgazione culturale ed è stato pubblicato ben oltre 6 mesi dopo l'intervenuta cessazione, il 27 dicembre 2021, del lungo rapporto contrattuale intercorso tra il Parco archeologico di Pompei e la Mastroberardino Società Agricola S.r.l., concessionaria dei terreni da destinarsi a vigneto e dislocati nelle zone Regio I e Regio II dell'area archeologica, a partire dalla Convenzione n. 1155 dell'11 febbraio 1999 e successive integrazioni;

osservato infine che:

in seguito alla definitiva cessazione di tali convenzioni, le aree destinate all'allevamento dei vigneti, il cui accesso è stato definitivamente precluso alla Mastroberardino Società Agricola S.r.l. alla data indicata, versano in grave stato di abbandono, con evidenza, in particolare, di un forte attacco di oidio sui grappoli di aglianico e insidiati da peronospora sia sui grappoli che sulle foglie, come rilevabile da numerosi reperti video e fotografici ritualmente certificati;

nel corso del resto dell'annata agraria 2022, i vigneti insediati sono stati minati da un'opera di potatura assolutamente inappropriata, arbitrariamente affidata a soggetti terzi, oltre che trattati senza tenere in alcun conto le necessità, gli obiettivi di qualità e la salute delle piante, ponendo a serio rischio anche la prospettiva di durata dell'impianto;

il Parco archeologico di Pompei avrebbe potuto evitare tali effetti nefasti ed irreversibili, ove avesse rispettato, quanto meno, il termine di durata della menzionata annata agraria o, comunque, disposto una proroga tecnica dell'intercorsa concessione, a suo tempo in essere con la Mastroberardino Società Agricola S.r.l., per il tempo necessario alla stipula dei nuovi contratti a seguito di espletamento di gara di evidenza pubblica e a condizione che la proroga medesima non superasse, a norma di legge, i sei mesi,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se, nei limiti delle proprie competenze, intenda disporre gli opportuni approfondimenti, onde verificare la conformità dell'operato del Parco archeologico di Pompei alle norme vigenti;

quali iniziative intendano intanto assumere allo scopo di salvaguardare i vigneti in stato di abbandono nelle aree archeologiche Regiones I e II del Parco Archeologico di Pompei.

(4-00269)

LISEI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:

in data 23 febbraio 2021 è stata stipulata una convenzione tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Comune di Bologna per l'erogazione del finanziamento statale destinato alla realizzazione dell'intervento "prima linea tranviaria di Bologna (linea rossa)" di cui all'allegato 1 del decreto ministeriale n. 607 del 2019. In particolare, la convenzione per la realizzazione dell'intervento riconosce al Comune un contributo pari a 509.644.482,60 euro a fronte di un costo ammesso a finanziamento di 511.324.369,22 euro, a valere sulle risorse di cui all'art. 1, comma 1072, della legge n. 205 del 2017 (legge di bilancio per il 2018) di rifinanziamento del fondo per lo sviluppo infrastrutturale del Paese, di cui all'art. 1, comma 140, della legge n. 232 del 2016. La quota residua, pari a 1.679.886,62 euro (511,324 milioni di euro di costo ammissibile; 509,644 milioni sul fondo), veniva destinata al finanziamento locale;

l'art. 1, comma 3, del citato decreto ministeriale prevede espressamente che "gli interventi (...) sono attuati sulla base di convenzioni (...) nelle quali sono definiti modalità e obblighi relativi all'attuazione degli interventi e all'erogazione dei contributi ed è dettagliato il cronoprogramma delle attività"; il successivo comma 4 prescrive che "le risorse (...) si intendono revocate qualora il soggetto beneficiario non provveda all'assunzione dell'obbligazione giuridicamente vincolante per l'affidamento dei lavori entro il 31.12.2022". Le disposizioni sono state recepite dalla convenzione citata: all'art. 3 ("durata"): "il Ministero si riserva la facoltà di recedere dal rapporto costituitosi per effetto del presente atto in caso di grave inadempienza da parte del Comune rispetto agli obblighi assunti ed al programma temporale presentato tale da pregiudicare il completamento e la funzionalità dell'intervento"; all'art. 6 ("tempi di attuazione"): "la scadenza del 31 dicembre 2022 va riferita alla data di approvazione del progetto esecutivo da parte della stazione appaltante"; nell'allegato "cronoprogramma di attuazione e di spesa", che ha cura di ribadire come il termine per la fase di "approvazione e verifica progettazione esecutiva (O.G.V.)" è fissato al "31.12.2022";

le sopravvenute misure del PNRR hanno mutato il quadro finanziario del progetto come convenzionalmente definito in origine. In particolare, il decreto ministeriale n. 448 del 2021, nel definire le risorse destinate alla misura "M2C2 - 4.2 sviluppo trasporto rapido di massa" individua all'allegato 2, tra gli interventi finanziati "a legislazione vigente", anche la "prima linea tranviaria di bologna (linea rossa)" prevedendo che, a fronte del costo ammissibile pari a 511.324.369,22 euro, quota parte dei 509.644.482,60 euro inizialmente finanziati a valere sul fondo investimenti 2018, e nello specifico 151.023.817,66 euro, vengano recuperati attraverso il PNRR. Pertanto, la quota di finanziamento residuo, pari a 360.300.551,56 euro (511,324 milioni di euro di costo ammissibile; 151,023 milioni di euro sul PNRR) continua ad afferire: per 358.620.664,94 euro al fondo investimenti 2018 e per 1.679.886,62 euro al finanziamento locale;

il Comune di Bologna non ha ancora provveduto all'approvazione del progetto esecutivo, concedendo una proroga al soggetto attuatore e nonostante i vincoli imposti dalla convenzione, e non ha ancora provveduto a fornire il parere in merito alla congruità economica dell'intervento. Inoltre, nella corrispondenza intercorsa con il Ministero, ha rappresentato la sussistenza di un problema legato agli extracosti dell'opera, paventando il possibile blocco dei lavori, ipotesi confermata dal soggetto attuatore (nel verbale di esecuzione anticipata del contratto allorché ritiene sussistere la presenza di cause di forza maggiore in merito);

in particolare, sul punto, a seguito di specifica richiesta di accesso agli atti, si è appreso che, nelle interlocuzioni avute con il Ministero, il Comune ha avuto cura di segnalare come il "notevole incremento dei prezzi relativi alle materie prime" determina quale conseguenza che "per l'intervento di cui trattasi sarà effettivamente necessario un aggiornamento del quadro economico propedeutico all'atto dell'approvazione del progetto esecutivo, in considerazione del delta costi straordinario che intercorre tra il prezzario utilizzato per il progetto definitivo (anno 2019) e quello approvato da ultimo con Deliberazione di Giunta della Regione Emilia Romagna (aggiornamento che da una prima stima vale oltre 50 milioni)", concludendo testualmente che "il quadro economico prevede delle somme a disposizione insufficienti per la copertura degli extra-costi derivante dall'adeguamento del Computo Metrico" e avanzando per questo una richiesta di accesso a linee di finanziamento ulteriori, quali in particolare, il "fondo per l'avvio di opere indifferibili" di cui al comma 7 dell'art. 26 del decreto-legge n. 50 del 2022;

successivamente, a seguito delle richieste di chiarimenti del Ministero finalizzate ad ottenere idonee garanzie sull'effettiva copertura finanziaria dell'opera e pertanto sulla sua realizzabilità, il Comune ha rivisto le proprie posizioni in senso opposto alla propria precedente versione dichiarando che "non si ha dunque evidenza di extracosti, né tantomeno una conseguente loro quantificazione" e che "pertanto, la copertura per la realizzazione dell'opera è confermata nell'ambito del Quadro Economico approvato in sede di progetto definitivo e già comunicato". In evidente contraddizione con quanto già dichiarato il Comune ha pertanto negato il problema di extracosti in precedenza oggetto di istanze per ulteriori finanziamenti;

è evidente che l'iniziale riconoscimento, poi smentito, da parte dell'amministrazione comunale di non essere in grado di coprire gli extracosti solleva dubbi sulla fattibilità e la realizzazione dell'opera, alla luce dell'importanza del rispetto del cronoprogramma e del termine di ultimazione dei lavori, come espressamente pattuito nell'art. 6 della convenzione, a norma del quale "Il mancato rispetto del cronoprogramma di cui all'Allegato 2 dovuto a fatti o atti che impediscano l'utilizzo delle risorse disponibili entro 24 mesi dal termine previsto per la conclusione dell'intervento determina la revoca del contributo come previsto all'art. 1, co. 4, del D.M. n. 607 del 27.12.2019";

il Comune di Bologna, pur in assenza del progetto esecutivo, di una quantificazione degli extracosti e del parere di congruità economica ha annunciato con ripetute conferenze stampa la partenza dei lavori dal mese di aprile 2023,

si chiede di sapere:

in quale fase sia l'iter amministrativo del progetto, cioè se la fase istruttoria e la fase decisoria del procedimento amministrativo di approvazione da parte del Ministero sia stata completata e se in assenza della progettazione esecutiva sia possibile procedere all'esecuzione dei lavori;

se il Sindaco di Bologna abbia avuto un'interlocuzione con il Ministro in indirizzo per accertarsi dello stato di attuazione del progetto e sulle eventuali criticità, e se le modalità di comunicazione adottate dal Comune di Bologna siano state concordate o comunicate preventivamente al Ministero.

(4-00270)

PAITA - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:

nella puntata del 16 febbraio 2023 della trasmissione "Piazza Pulita", di La7, è stato mandato in onda un servizio sulle condizioni in cui versano i centri per l'impiego di Monreale e Bagheria, in provincia di Palermo;

il servizio ha rilevato una serie di gravi criticità, quali ad esempio la chiusura dello sportello in orario di servizio, l'assenza di locali atti a ricevere il pubblico, che costringono l'utenza a attendere il proprio turno all'aperto, il mancato rispetto delle più elementari norme antincendio, la carenza di strumentazione informatica adeguata, la pubblicazione sul sito internet di numeri di telefono inesistenti che impediscono i contatti;

il servizio ha altresì verificato come le procedure messe in essere per il collocamento sono spesso caratterizzate da un approccio burocratico e per niente proattivo, che ne limita l'efficacia, nonché dalla mancanza di un'adeguata attività di aggiornamento del personale;

in particolare gli intervistati hanno evidenziato come le interlocuzioni passino da portale, evitando qualsiasi rapporto personale tra il servizio pubblico e le persone in cerca di occupazione ovvero gli imprenditori disponibili a assumere;

questi disservizi impediscono lo svolgimento del compito istituzionale loro affidato di incontro tra domanda e offerta di lavoro, cosa particolarmente grave, visto che si tratta di un'area del Paese caratterizzata da tassi di disoccupazione elevatissimi;

il servizio evidenzia altresì come con questo meccanismo sia pressoché impossibile che i percettori di reddito di cittadinanza siano messi concretamente di fronte a una "offerta congrua", di fatto consentendo l'elusione della normativa di riferimento e pregiudicando le prospettive di inserimento lavorativo e conseguente cessazione del beneficio;

nel corso del servizio è stato sottolineato come esistano specifici finanziamenti già erogati al fine di intervenire su molte delle criticità evidenziate, ma non sembrerebbe che detti interventi siano mai stati effettuati,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione in cui versano i centri per l'impiego di cui in premessa e se non ritenga opportuno, per quanto di sua competenza, verificare sia il corretto utilizzo dei fondi pubblici nazionali stanziati per il loro ammodernamento e funzionamento, che la corretta applicazione delle norme che regolano l'erogazione del reddito di cittadinanza, con particolare riferimento alla disciplina delle politiche attive.

(4-00271)

PAITA - Al Ministro della salute. - Premesso che:

il Piano nazionale di governo delle liste di attesa per il triennio 2019-2021 ha stabilito i tempi massimi d'attesa che le regioni si sono impegnate a rispettare per le prestazioni ambulatoriali, visite specialistiche e prestazioni strumentali, definendoli secondo criteri di priorità: "urgente" (U), da eseguire nel più breve tempo possibile e, comunque, entro 72 ore; "breve" (B) da eseguire entro 10 giorni; "differibile" (D) da eseguire entro 30 giorni per le visite o 60 giorni per gli accertamenti diagnostici; "programmata" (P) da eseguire entro 120 giorni;

pur rivelandosi già estremamente ampie e rischiando di pregiudicare le più elementari esigenze di prevenzione che si pongono alla base di qualsivoglia sistema di tutela sanitaria, dette tempistiche risultano costantemente disattese, rendendo plasticamente anche la forte disomogeneità nell'efficacia del SSN su tutto il territorio nazionale: esse non vengono rispettate, in media, una volta su tre (nelle regioni del Nord) e due volte su tre (nelle regioni del Sud);

anche le tempistiche per ricevere assistenza sanitaria sono sempre più lunghe e aumentano il rischio di pregiudicare le più elementari esigenze di prevenzione, che si pongono alla base di qualsivoglia sistema di tutela sanitaria: tempi d'attesa spesso superiore a un anno e che spesso non riguardano solo le tempistiche relative alla diagnosi, ma anche quelle relative agli interventi terapeutici e assistenziali-riabilitativi, che vengono posti in essere con ritardi che finiscono inesorabilmente per aggravare il quadro clinico del paziente;

secondo il rapporto civico sulla salute di "Cittadinanzattiva", nel 2021 almeno l'11 per cento delle persone ha rinunciato a visite ed esami diagnostici o specialistici per problemi economici o legati alle difficoltà di accesso al servizio, con punte superiori al 18 per cento in alcune regioni, quali la Sardegna, comunque non distanti dai livelli di "rinuncia" di Abruzzo, Lazio e Molise (lo stesso rapporto denuncia che per alcune diagnostiche si possono raggiungere anche i due anni di attesa);

da organi di stampa ("Il Secolo XIX" del 16 febbraio 2023) si apprende ad esempio che il Centro per la tutela dei diritti del malato presso l'ospedale San Paolo di Savona, che dallo scorso gennaio ha riaperto al pubblico il proprio sportello, è stato travolto da numerosissime istanze, di cui l'80 per cento relative a problemi con le liste d'attesa: "ci raccontano di esami che non riescono a prenotare, di tempi infiniti e necessità di prenotare visite col privato per accorciare le attese";

"Il Secolo XIX" del 23 febbraio riferisce altresì che nel 2020 la Liguria è stata una delle dieci regioni italiane "inadempienti" nell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) risultando, secondo i dati raccolti dalla "Fondazione Gimbe" 19esima per quanto riguarda la prevenzione delle malattie e 14esima per l'area ospedaliera;

desta particolare preoccupazione che questi ritardi possano portare alcuni pazienti a rinunciare alla prevenzione o alle cure, visto che i ritardi riguarderebbero perfino interventi e operazioni chirurgiche, generando precarietà e ansia in persone che hanno bisogno di cure e che vogliono esercitare il proprio fondamentale diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della Costituzione,

si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare per risolvere le criticità esposte, al fine di garantire piena tutela al fondamentale diritto alla salute sancito in Costituzione e che rischia di essere pregiudicato dai lunghissimi tempi d'attesa che oggi i cittadini sono chiamati ad affrontare per cure, diagnosi e terapie, fronteggiando ritardi che spesso rischiano di pregiudicare la propria stessa incolumità e benessere.

(4-00272)

POTENTI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:

la strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero, di 523 chilometri, istituita con legge n. 1094 del 1928, è la strada che, attraversando otto province in cinque regioni, collega Pisa al confine austriaco presso il passo del Brennero. Comprende un particolare tratto che si dirige verso l'appennino tosco-emiliano risalendo per alcuni chilometri il corso del fiume Serchio frequentemente sottoposto a smottamenti o caduta di alberi a causa dei pendii scoscesi e molto ripidi;

infatti, a causa di intense piogge cadute tra l'8 e il 9 dicembre 2022 alcuni massi di grosse dimensioni si sono staccati dal versante montuoso e sono finiti sulla strada statale, causando tra l'altro un incidente fortunatamente senza feriti. L'episodio ha causato la chiusura provvisoria al traffico tra il comune di Borgo a Mozzano e Lucca. Il traffico è stato deviato sulla strada provinciale 445 della Garfagnana e sono in corso approfondimenti da parte di ANAS, gestore della tratta;

la viabilità dell'arteria è sottoposta al particolare pendolarismo del turismo della neve diretto nella località sciistica dell'Abetone (Pistoia),

si chiede di sapere:

quali informazioni il Ministro in indirizzo sia in grado di riferire rispetto ai fatti;

se, oltre alla rimessa in pristino della viabilità, vi sia l'intenzione di assumere iniziative per garantire una più complessiva messa in sicurezza del tratto stradale.

(4-00273)

(già 3-00118)

CUCCHI, DE CRISTOFARO, FLORIDIA Aurora, MAGNI - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

il 26 febbraio 2023, a poche miglia da Crotone, si è verificato il naufragio di una imbarcazione usata per il trasporto di migranti;

il naufragio, dovuto probabilmente alle cattive condizioni del mare, ha provocato un drammatico bilancio di circa 64 morti;

da organi di stampa si apprende che un aereo di Frontex, l'agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne, ha avvistato il barcone a 40 miglia dalle coste italiane alle ore 22 del 25 febbraio;

dopo la segnalazione di Frontex sono partite due unità di soccorso marittimo: la vedetta V 5006 di Crotone e il pattugliatore P.V.6 Barbarisi del gruppo aeronavale di Taranto;

considerato che, da quanto si apprende, è stato affermato dai soccorritori che le condizioni meteorologiche e del mare non consentivano di proseguire l'intervento,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non voglia chiarire quanto avvenuto e rendere note le motivazioni del mancato intervento di soccorso;

quali iniziative il Governo intenda porre in essere affinché i Paesi dell'Unione europea avvertano la necessità di condividere l'azione di soccorso e accoglienza dei migranti che giungono sulle coste italiane e adottino politiche comuni di governo dell'immigrazione, promuovendo l'ingresso regolare e l'inserimento dei richiedenti asilo.

(4-00274)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti:

8ª Commissione permanente(Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica):

3-00249 delle senatrici Paita e Fregolent, sulla bonifica della zona ex industriale di Massa-Carrara;

9ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare):

3-00252 del senatore Bergesio ed altri, sulle misure per l'eradicazione della peste suina africana.

Avviso di rettifica

Nel Resoconto stenografico della 42ª seduta pubblica del 23 febbraio 2023, alla 7ª riga di pagina 207, sostituire la parola: "senatori" con la seguente: "senatore";

conseguentemente dopo le parole: " Garavaglia Massimo", eliminare i nomi di tutti gli altri firmatari.