Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 031 del 24/01/2023

SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIX LEGISLATURA ------

31a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO (*)

MARTEDÌ 24 GENNAIO 2023

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Presidenza del vice presidente CENTINAIO

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(*) Include gli ERRATA CORRIGE pubblicati nei Resoconti delle sedute nn. 32 e 34 del 25 e del 31 gennaio 2023
(N.B. Il testo in formato PDF non è stato modificato in quanto copia conforme all'originale)

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N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Azione-Italia Viva-RenewEurope: Az-IV-RE; Civici d'Italia-Noi Moderati (UDC-Coraggio Italia-Noi con l'Italia-Italia al Centro)-MAIE: Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d'Italia: FdI; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: LSP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-Patt, Campobase, Sud Chiama Nord): Aut (SVP-Patt, Cb, SCN); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS.

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RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente CENTINAIO

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,33).

Si dia lettura del processo verbale.

STEFANI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 19 gennaio.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelleha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento.

Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati

PRESIDENTE. Comunico che è stato trasmesso dalla Camera dei deputati il seguente disegno di legge:

«Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 dicembre 2022, n. 186, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi eccezionali verificatisi nel territorio dell'isola di Ischia a partire dal 26 novembre 2022» (473).

Sui lavori del Senato

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il presidente Fazzone per riferire sui lavori dell'8a Commissione permanente in merito al disegno di legge n. 473. Ne ha facoltà.

FAZZONE (FI-BP-PPE). Signor Presidente, l'8a Commissione ha organizzato i suoi lavori in maniera tale da poter riferire all'Assemblea, sul disegno di legge in esame, alle 16,30 di oggi, come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, e di questo ringrazio tutti i componenti della Commissione e il rappresentante del Governo. Purtroppo, però, non è stato ancora possibile concludere il lavoro, non essendo pervenuto il parere della Commissione bilancio che, a quanto ci risulta, tornerà a riunirsi domani mattina alle ore 9.

Signor Presidente, chiedo dunque di rinviare l'esame del provvedimento alla data che lei deciderà.

PRESIDENTE. Senatore Fazzone, domani l'Assemblea è convocata alle ore 9,30. Secondo lei, riusciremo a convocarci alle ore 9,30, oppure è preferibile alle ore 10?

FAZZONE (FI-BP-PPE). Signor Presidente, credo sia meglio alle ore 10.

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(467) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 dicembre 2022, n. 190, recante disposizioni urgenti in materia di prolungamento delle operazioni di votazione (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) (ore 16,38)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 467, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il relatore, senatore Durnwalder, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

DURNWALDER, relatore. Signor Presidente, il disegno di legge n. 467 approvato dalla Camera dei deputati, con modificazioni di carattere formale, reca la conversione in legge del decreto-legge 12 dicembre 2022, n. 190, in merito al prolungamento delle operazioni elettorali. Il decreto consta di due articoli.

L'articolo 1 autorizza il prolungamento delle operazioni di votazione per le consultazioni elettorali e referendarie dell'anno 2023, che si terranno dunque, oltre che nella giornata di domenica, dalle ore 7 alle ore 23, anche in quella di lunedì, limitatamente alla fascia oraria dalle ore 7 alle ore 15. Il comma 2, dell'articolo 1, quantifica in euro 14.874.000 euro i maggiori oneri derivanti dall'attuazione della presente proposta per l'anno 2023 e, pertanto, contempla un incremento dello stesso importo del Fondo da ripartire per fronteggiare le spese derivanti dalle elezioni politiche, amministrative e del Parlamento europeo e dell'attuazione dei referendum. In ragione di tale onere, il comma 3 dispone una corrispondente riduzione del Fondo per le esigenze indifferibili che si manifestano in corso di gestione, di cui all'articolo 1, comma 200, della legge n. 190 del 2014. Il comma 4 prevede di conseguenza che il Ministro dell'economia e delle finanze possa apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. L'articolo 2 dispone inoltre l'entrata vigore del decreto-legge in questione.

Aggiungo due considerazioni: abbiamo convenuto in Commissione, tra i Gruppi parlamentari, di rinunciare alla presentazione degli emendamenti in Assemblea, per cui spero che sarà dato seguito a questo proposito. È emersa poi anche la richiesta di rendere strutturale la giornata del lunedì per lo svolgimento delle consultazioni elettorali e referendarie. Quindi, mi auguro che in un prossimo provvedimento sarà discussa anche questa richiesta e si riesca a darvi seguito.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritta a parlare la senatrice Testor. Ne ha facoltà.

TESTOR (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, votiamo oggi il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 190 del 2022, che prolunga le operazioni di voto, nell'annualità 2023, estendendole, oltre alla giornata di domenica, anche alla giornata del lunedì, dalle ore 7 alle ore 15. Si tratta di una deroga - prevista per la corrente annualità - alla normativa vigente che prevede il voto nella sola giornata di domenica.

Facciamo un breve excursus: fino al 1993 la normativa prevedeva che le operazioni di voto si svolgessero nell'intera giornata di domenica e nella giornata di lunedì fino alle ore 14. La modifica che prevedeva le operazioni di voto nella sola giornata di domenica fu introdotta, appunto, con la riforma elettorale del 1993; quindi, le elezioni politiche del 1996 e del maggio 2001 si svolsero nella sola giornata di domenica. Nel 2002 si ripristinavano le operazioni di voto nelle due giornate, fino al 2013, con la legge n. 147, che ha ridotto a un solo giorno le operazioni di voto: la legge di stabilità per il 2014, appunto, nell'ambito di misure volte a conseguire risparmi di spesa.

Quindi, la ragione che ha spinto a ridurre le operazioni di voto era ed è di carattere meramente economico e finanziario. Credo invece sia utile riconsiderare l'esito di questo risparmio, visti anche l'andamento delle ultime elezioni e la disaffezione nei confronti delle urne, e capire se la politica, invece che disincentivare le operazioni di voto, non debba piuttosto incentivare le stesse, dando più opportunità.

Dare più opportunità significa maggiore democrazia a questo Paese. Significa ridare legittimazione a tutte le istituzioni, perché queste ultime sono forti quando la partecipazione alle urne è forte.

Questa deroga è prevista solo per l'annualità 2023, quando si svolgeranno le diverse elezioni regionali che affronteremo, e credo sia importante dare un'altra possibilità a tutte quelle persone che magari non riescono ad andare alle urne di domenica per motivi di lavoro, perché magari in quel weekend sono impegnate o sono andate in vacanza. Consideriamo anche la posizione di tante mamme che magari la domenica non hanno chi può tenere i bambini, per cui rinunciano a esercitare il loro diritto di voto.

Oggi stiamo votando questa deroga: un'operazione che credo vada incontro al diritto dei cittadini di votare, di scegliere da chi essere governati senza dover rinunciare a fare altre attività, ma potendo scegliere il momento più congruo ai propri impegni per esercitare il proprio diritto di voto.

Le risorse che vengono stanziate per una giornata in più ammontano a 14 milioni, che credo non siano da definire un costo, perché la democrazia non ha prezzo.

Voteremo a favore del provvedimento in esame e sono soddisfatta perché - ripeto - la democrazia non ha costo. (Applausi).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ternullo. Ne ha facoltà.

TERNULLO (FI-BP-PPE). Signor Presidente, onorevoli senatori, il decreto-legge al nostro esame ha una sola previsione: poter fare votare gli elettori in due giorni, nell'anno in corso, come si faceva una volta, anziché in una sola giornata.

È una disposizione che - come è stato detto - avviene in deroga alle norme della legge di stabilità per il 2014, momento dal quale si vota in un solo giorno. Ma se andiamo a vedere le percentuali delle elezioni degli ultimi trent'anni, notiamo che il calo di votanti c'è sempre stato.

I votanti sono diminuiti sia quando si è votato in un giorno sia quando si è votato in un giorno e mezzo, posto che lunedì si vota fino alle ore 13. Nel 1992 alle elezioni politiche, con la legge proporzionale, i votanti sono stati oltre l'87 per cento, nel 1994 l'86 per cento (votando due giorni), nel 1996 l'82,5 per cento (votando un giorno), nel 2001 l'81,3 per cento (votando un solo giorno). In queste tre tornate elettorali si è votato con la legge Mattarella, conosciuta anche come Mattarellum.

Nelle tre tornate elettorali successive si è votato con la cosiddetta legge Calderoli, definita dal suo stesso creatore con il nome latinizzato di Porcellum, e gli elettori hanno sempre avuto a disposizione due giorni per esprimere il loro voto. Anche queste tre tornate hanno registrato un calo costante degli elettori. Si è passati infatti dall'84,2 per cento del 2006, all'80,6 per cento del 2008, al 75,2 per cento del 2013. La legge successiva, legge Rosato, nota anche come Rosatellum, è stata utilizzata, oltre che nelle elezioni anticipate del settembre 2022, anche nel 2018, anno in cui si è registrato il 72,9 per cento dei votanti; nel 2022 il 63,9 per cento, cioè la percentuale più bassa di tutti i tempi in Italia con riferimento alle elezioni che eleggono Camera e Senato. Come abbiamo visto, si è votato in due giorni, anche se in realtà il secondo giorno si è trattato sempre di mezza giornata.

Possiamo notare che il calo dei votanti è stato lento e inesorabile. Che cosa hanno in comune queste leggi? Una progressiva riduzione della possibilità degli elettori di scegliere i propri rappresentanti; da una parte collegi uninominali, peraltro sempre più grandi, e - dall'altra - listini, in cui l'elettore può solo prendere o lasciare. In alcuni casi l'elettore lascia, alimentando ancora di più l'astensionismo. Dico questo conscia di essere stata io stessa eletta in un listino bloccato, di esserlo stata in quanto donna che seguiva un uomo che ha optato per un'altra carica elettiva incompatibile con quella di parlamentare.

Non so quale sia la legge ideale per far tornare gli elettori alle urne, ma non sono nemmeno sicura che questa sia solo la causa, ovvero la concausa. Quello che appare evidente è che la legge elettorale, con una quota di maggioritario o di uninominale, funziona se gli schieramenti che si scontrano sono due. Ma, se l'elettore non si riconosce nei due schieramenti principali e nemmeno nel terzo o nel quarto polo, come è successo nelle ultime elezioni, tende a non andare a votare. Certo, la disaffezione alle urne è andata via via crescendo, e non solo per le elezioni politiche, ma anche per i referendum che - va ricordato - hanno prima di tutto il quorum, cioè il raggiungimento di almeno il 50 per cento degli elettori, per assegnarne la vittoria oppure la sconfitta.

Personalmente conosco anche il vaglio delle preferenze, essendo già stata eletta all'Assemblea regionale siciliana, dove si ricevono i voti sulla propria persona da parte degli elettori, così come si ricevono i voti per essere eletti nei consigli comunali, dove vige ancora il sistema delle preferenze e dove si vota in due turni elettorali.

Il provvedimento al nostro esame è quindi importante perché non vede più l'esercizio del voto come un costo e, quindi, da limitare ad un solo giorno. Esso però non basterà certamente per riportare gli elettori alle urne, posto che diversi problemi che ho segnalato si riproporranno alle prossime elezioni regionali.

Serve una classe dirigente politica credibile; servono programmi realizzabili; serve avere chiaro cosa si può promettere e cosa non si deve. È necessaria, cioè, un'ampia riflessione che porti a un salto di qualità della proposta della classe politica; altrimenti potremmo pure prevedere il voto in una settimana intera, ma il distacco degli elettori dalle urne sarà sempre più ampio, a marcare una sempre più larga distanza tra cittadini ed eletti. (Applausi).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bergesio. Ne ha facoltà.

BERGESIO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, oggi trattiamo un argomento importante, cioè il decreto-legge 12 dicembre 2022, n. 190, che è composto da due articoli, ma tratta in modo chiaro ed esplicito del prolungamento delle operazioni di votazione nelle consultazioni elettorali e referendarie per il 2023.

Non può essere semplicemente un ragionamento economico e finanziario a limitare uno dei diritti più importanti, il diritto di voto, che è costituzionalmente garantito. Si tratta di un diritto personale, che non può quindi essere delegato. La Costituzione prevede anche che sia la legge a dover decidere le modalità e i requisiti con cui il diritto di voto deve essere esercitato: permettendo l'esercizio di questo diritto, stiamo quindi adempiendo a un principio costituzionale.

Signor Presidente, un dato drammatico su tutti è quello dell'assenteismo. Tra le consultazioni politiche del 2018 e la tornata elettorale del 2022 c'è stato da parte degli elettori un calo del 9 per cento. Il voto non è un optional, anche se in Italia ci sono partiti che hanno governato per anni senza essere votati. E questa è la situazione più drammatica della democrazia. (Applausi). Ricordo invece che maggiore è la partecipazione, maggiore è la democrazia e, di conseguenza, la legittimazione delle istituzioni agli occhi dei cittadini e degli elettori, così da ridurre quel distacco tra elettori ed eletti che sovente è proprio la causa della disaffezione.

In considerazione dei crescenti fenomeni di astensionismo, dobbiamo agevolare - come stiamo facendo - e non ostacolare la maggiore partecipazione possibile dei cittadini alle consultazioni elettorali, anche attraverso la scelta del periodo di voto. È indubbio, infatti, che chi decide il periodo del voto mette le persone in condizione di partecipare o meno alle tornate elettorali.

Vorrei poi anche ricordare la problematica posta all'interno del dibattito sul voto dei fuorisede, che è un tema importante. Il primo a riconoscerlo è stato proprio il Governo, che in Commissione affari costituzionale e poi in Aula ha ribadito che sarà una priorità svolgere un dibattito franco, concreto e leale su come intervenire sul diritto di voto per i fuorisede, senza però ledere il principio democratico della rappresentanza. Non possiamo infatti ignorare il fatto che ogni clausola deve essere calata nel sistema elettorale che ne determina le conseguenze; né possiamo ignorare l'esercizio di un voto non orientato, quindi non cristallizzato in maniera perfettamente coerente e chiara, nonché il diritto dei territori ad esprimere la propria vocazione elettorale. Questo è un tema del quale bisogna parlare senza pregiudizi, con la consapevolezza che esiste una volontà politica che deve trovare la forma per potersi esplicare.

Nessuno è in grado di governare un altro senza il suo consenso. Questo lo diceva Abraham Lincoln e credo che oggi tale affermazione sia più attuale che mai. Attraverso il consenso elettorale si attuano le scelte politiche di Governo, ma anche di rappresentanza, di maggioranza e di opposizione, in Parlamento, che determinano la reale portata e il valore di una democrazia, che per il nostro Paese ha un'importanza vitale, alla luce del fatto che proprio in questi giorni ricorderemo dei drammatici eventi della Prima e della Seconda guerra mondiale attraverso il Giorno della memoria. E questo ci riporterà indietro nel tempo, per capire anche il valore della democrazia, che non dobbiamo mai perdere, anche e soprattutto attraverso il diritto di voto. (Applausi).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romeo. Ne ha facoltà.

ROMEO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, intervengo brevemente perché mi è venuto in mente, in occasione della discussione sul decreto-legge in esame, l'intervento che fece tempo fa un collega della precedente legislatura, il senatore Luigi Augussori, che metteva in evidenza un bellissimo libricino che la Presidenza del Consiglio dei ministri aveva elaborato e pubblicato nel maggio 2022, intitolato: «Per la partecipazione dei cittadini». In quel libricino, a pagina 22, si scrive che, per cercare di incentivare la gente a partecipare al voto, si propone di includere nell'election day anche la giornata del lunedì. Quindi c'erano queste buone intenzioni, ma poi però non abbiamo capito perché, quando sono state convocate le elezioni politiche, sia rimasta solo la domenica.

La Presidenza del Consiglio scriveva una cosa e poi, all'atto pratico, ne faceva un'altra. Noi invece, con molta coerenza, teniamo fede a quel lavoro che era stato fatto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e rendiamo operativo quello che ormai penso possano capire tutti: votando un giorno in più fino alle ore 15, ci sono buone possibilità che la gente vada più volentieri a votare e possa recuperare. Era giusto metterlo in evidenza, visto che quello doveva essere il Governo dell'unità nazionale in cui tutti facevano gli interessi dei cittadini e portavano alla partecipazione. Resta invece da capire il perché, all'atto pratico, quando era il momento di decidere di convocare le elezioni, il voto si poteva esprimere un solo giorno. Abbiamo dato sostanzialmente concretezza (Applausi) a una previsione di democrazia, senza calcoli elettorali.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Il relatore e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica.

Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 5a Commissione permanente e dal Comitato per la legislazione sul disegno di legge in esame, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna.

Poiché non sono stati presentati emendamenti e ordini del giorno, passiamoalla votazione finale.

DE POLI (Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE POLI (Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE). Signor Presidente, il testo oggi in discussione dispone che le elezioni amministrative regionali e referendum che si svolgeranno nel 2023 possano svolgersi, oltre che la domenica, anche il lunedì fino alle ore 13. Siamo convinti della bontà di questa scelta, anche perché riteniamo che prolungare le operazioni di voto porti ad agevolare la maggiore partecipazione possibile dei cittadini, anche tenendo conto purtroppo del fattore crescente dell'astensionismo. Ricordiamo, infatti, che nelle ultime elezioni c'è stata una riduzione forte, significativa e importante dell'affluenza alle urne. Basti pensare che i dati diffusi dal Viminale sulle elezioni politiche del 2023 hanno evidenziato che è andato al voto il 64 per cento, mentre nel 2018 si era recato alle urne il 73 per cento degli aventi diritto: il 9 per cento in meno. Questo è il dato più basso che abbiamo registrato fino ad oggi alle elezioni politiche.

La partecipazione dei cittadini è un valore che non ha colori di appartenenza. Dobbiamo lavorare tutti affinché aumenti la partecipazione alle urne e, quindi, alla vita democratica della nostra Nazione, come ricordava poco fa il Capogruppo della Lega. Il diritto di voto è uno dei diritti più importanti previsti dalla nostra Costituzione ed è una delle forme più significative di espressione democratica. Proprio per questo motivo, il Gruppo Civici d'Italia-Noi Moderati (UDC-Coraggio Italia-Noi con l'Italia-Italia al Centro)-MAIE voterà convintamente a favore del provvedimento in esame. (Applausi).

MAGNI (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAGNI (Misto-AVS). Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, noi di Alleanza Verdi e Sinistra non ci opponiamo al disegno di legge di conversione in esame, ma vorrei ricordare a me stesso e a tutti noi che, se pensiamo di risolvere i problemi della democrazia e della partecipazione dei cittadini allungando di mezza giornata la partecipazione al voto, allora abbiamo proprio sbagliato.

Penso che questo Parlamento si dovrebbe porre la domanda giusta del perché assistiamo drammaticamente, a ogni elezione, a un calo di partecipazione. Noi pensiamo siano molti i fattori imputabili di tale riduzione di partecipazione: la continua modifica delle leggi elettorali, il fatto che ogni Regione faccia la propria legge elettorale, il sistema maggioritario o le liste bloccate. Ad esempio, ci sono delle normative che pensiamo abbiano introdotto il voto dei cittadini, ma i cittadini in realtà sono esclusi: abbiamo ancora le Province, ma a votare sono solo i consiglieri e non c'è il voto popolare.

Vorrei sottolineare un altro dato: una legge che tutti noi riteniamo importante, quella dell'elezione diretta del sindaco, riduce comunque la partecipazione nei Consigli comunali, perché il loro potere è diminuito, in quanto la Giunta viene decisa e nominata dal sindaco e le deleghe possono essere date e tolte senza passare in Consiglio comunale. Vengono svuotati i luoghi della democrazia: questo è il dato fondamentale.

Servirebbe una riflessione molto attenta su un altro elemento rispetto al livello di partecipazione. In tutti questi anni si è denigrato molto il ruolo dei partiti. Eppure, i partiti sono strumenti previsti dalla Costituzione e in quanto tali dovevano stare dentro la società, essere sensori di partecipazione e capire quali erano le pulsioni all'interno della società stessa e indirizzare la politica a operare. Questo è il dato. Pensate che la partecipazione e la democrazia si regolano con decreti, oppure stabilendo delle regole? Anche sul terreno sociale, penso alla questione sindacale: c'è una proposta di legge sulla rappresentanza che riguarda realmente chi rappresenta i cittadini e i lavoratori, che non viene approvata da anni.

Per farla breve, la verità è che dovremmo essere in grado di aprire una riflessione sul perché oggi c'è sempre meno partecipazione: non si tratta del fatto che i cittadini hanno mezza giornata in meno per andare a votare, ma perché pensano che la politica non li riguardi e non risolva i loro problemi. Questa è la domanda da porsi e il Parlamento dovrebbe ragionare su quale sistema mettere in campo per favorire la partecipazione.

Noi non ci opponiamo a questo disegno di legge, anche perché è stato deciso e andremo al voto fra quindici giorni nelle Regioni Lazio e Lombardia. Ma la cosa che francamente vi chiedo con grande forza è riaprire la discussione e evitare ipocrisie tra di noi, pensando che prevedendo una mezza giornata in più si risolva il problema della democrazia. Questo è risolvibile solo se la politica ritorna in mezzo ai cittadini con gli strumenti previsti dalla Costituzione, quali la partecipazione dei partiti da un punto di vista sociale, in quanto elementi di democrazia, e leggi elettorali in grado di dare rappresentanza reale a tutti in modo proporzionale, e quindi non con sbarramenti, non con il sistema maggioritario, ma lasciando scegliere ai cittadini le persone che vengono poi in Parlamento a rappresentare le loro istanze. (Applausi).

Saluto ad una rappresentanza del Carnevale di Fano

PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i rappresentanti del Carnevale di Fano, uno dei carnevali più antichi del nostro Paese, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 467 (ore 17,04)

GELMINI (Az-IV-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GELMINI (Az-IV-RE). Signor Presidente, il provvedimento in esame ha una finalità che tutti condividiamo: favorire la partecipazione elettorale dei cittadini in un'epoca di crescente astensionismo, esattamente come ci chiede di fare la nostra Costituzione.

La partecipazione dei cittadini al voto è sicuramente garanzia di un rafforzamento del processo democratico e della rappresentatività delle istituzioni e Dio sa quanto abbiamo bisogno di rafforzare le istituzioni e il processo democratico, visto che negli ultimi vent'anni - come hanno sottolineato i colleghi - la partecipazione al voto è crollata di 20 punti percentuali: siamo passati dal 2001, quando alle elezioni politiche votò l'81 per cento degli aventi diritto, al 25 settembre scorso, quando alle elezioni ha partecipato solo il 63 per cento dei cittadini. In pratica in due decenni abbiamo perso più di 10 milioni di voti. Nelle elezioni di settembre i partecipanti sono scesi sotto i 30 milioni e le elezioni politiche sono le più sentite.

Con il decreto-legge in esame si fa un piccolo passo in avanti, che certamente non sarà decisivo, ma darà comunque un contributo positivo. Il testo prevede di tornare a due giorni di votazione e questo sicuramente agevolerà la partecipazione - almeno ce lo auguriamo - anche in vista delle elezioni regionali del Lazio e della Lombardia.

Quella che era una consolidata tradizione ha ceduto il passo agli interventi per ridurre la spesa pubblica e contenere il costo delle consultazioni elettorali. La riflessione che si impone oggi, però, è che il tema è troppo importante per essere ricondotto a una mera questione economica.

Molto opportunamente nella passata legislatura il ministro D'Incà aveva affidato a una commissione di studio le ragioni della riduzione della partecipazione al voto; era stato redatto dal professor Bassanini un libro bianco che contiene una serie di proposte che meriterebbero di essere valutate.

L'auspicio è dunque che intanto la previsione contenuta in questo provvedimento diventi strutturale e non sia riferita solo alle elezioni regionali di febbraio. (Applausi).

Al tempo stesso sottolineiamo che all'interno del libro bianco ci sono alcuni suggerimenti che vanno oltre la data delle elezioni, come per esempio la valutazione del progressivo invecchiamento della popolazione, con il risultato che molte persone anziane faticano a potersi recare al seggio per gravi difficoltà motorie. Di questo dovremmo tenere conto per dare una mano e la possibilità di votare anche a coloro che hanno difficoltà nel recarsi al seggio.

Allo stesso modo dobbiamo occuparci del problema dei fuori sede e su questo il Gruppo Azione-Italia Viva ha presentato una proposta di legge. La citata relazione della commissione di esperti ha quantificato in circa 5 milioni il numero di elettori che svolgono la propria attività lavorativa o studiano in luoghi diversi dal proprio Comune di residenza. Si tratta di circa il 10 per cento del corpo elettorale e di questi quasi 2 milioni impiegherebbero quattro ore tra andata e ritorno per poter votare.

Oggi solo alcune categorie di lavoratori possono votare fuori sede: giustamente i militari, gli appartenenti alle Forze dell'ordine, i naviganti marittimi o gli aviatori. Moltissime altre categorie, tra le quali anche quella degli studenti fuori sede, non possono farlo. Credo allora che ci dovremmo occupare anche di questo: perché non prevedere la possibilità per gli studenti e per i lavoratori fuori sede di votare dove lavorano e dove è il loro domicilio? (Applausi).

Infine, c'è un ultimo aspetto che desidero segnalare, visto che affrontiamo questi argomenti, e riguarda la collocazione dei seggi elettorali. In Italia l'88 per cento dei seggi è all'interno dei plessi scolastici con l'ovvia conseguenza dell'interruzione temporanea delle elezioni. Anche su questo durante la pandemia abbiamo provato a ragionare: forse sarebbe arrivato il momento di collocare o almeno di porci il problema della necessità di collocare i seggi fuori dagli istituti scolastici per non interrompere le lezioni. Non si risolve dunque tutto semplicemente con la previsione delle due giornate, come ha detto il collega Magni: le due giornate aiutano ed è per questo che, con un atteggiamento molto pragmatico, dichiariamo il nostro voto favorevole al provvedimento in esame. (Applausi).

MAIORINO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAIORINO (M5S). Signor Presidente, voglio sgombrare subito il campo da possibili equivoci: il MoVimento 5 Stelle voterà favorevolmente questo provvedimento che prevede il prolungamento delle operazioni di voto alle prossime elezioni anche nella giornata del lunedì dalle ore 7 alle ore 15. Dare più tempo agli elettori per recarsi alle urne significa favorire l'esercizio di questo diritto e tutti, specialmente qui dentro, sappiamo quanto sia importante, visti i tassi di astensionismo che purtroppo hanno caratterizzato le ultime tornate elettorali. Ogni strumento che sia in grado di aumentare la partecipazione dei cittadini e delle cittadine alla vita politica e al voto in particolare è per noi il benvenuto. Per questo l'occasione ritengo sia quella giusta per ricordare a questa Assemblea che, oltre all'aspetto quantitativo del tempo per esprimere il voto, è necessario ampliare anche qualitativamente e metodologicamente gli spazi di partecipazione, includendo anche chi oggi è ingiustamente escluso o ha difficoltà spesso insormontabili per votare. Mi riferisco in particolare, naturalmente, ai fuori sede, soprattutto agli studenti, ai lavoratori, alle persone che sono lontane dalla propria città perché in cura altrove o perché accompagnano i propri cari a curarsi. Secondo l'Istat, nel nostro Paese si stima ci siano circa 5 milioni di persone alle quali viene sistematicamente preclusa la possibilità di esercitare il diritto di voto. L'Italia è l'unico Paese in Europa a non permettere il voto a distanza a parte Malta e Cipro, che ovviamente per dimensioni hanno meno bisogno di una legge per il voto dei fuori sede.

Negli ultimi quindici anni lo Stato ha investito oltre 60 milioni di euro per agevolare i viaggi di chi, appunto, si deve spostare per votare, ma questo si sta rivelando un sistema chiaramente inefficace e obsoleto. Vogliamo fare in modo che questa sia la volta buona e che in questa legislatura si possa finalmente superare questa stortura enorme che mina la democrazia nel suo cuore pulsante, cioè nell'esercizio del voto? Siete favorevoli - mi rivolgo, chiaramente, soprattutto ai colleghi della maggioranza - a istituire il certificato elettorale digitale o le innovazioni continuano a farvi paura, come avete dimostrato paventando addirittura di "spegnere" lo SPID? Se si vorrà intraprendere una strada di innovazione e di aumento della partecipazione, il MoVimento ci sarà, senza preclusioni ideologiche di nessun tipo.

A fare le spese di questo vulnus tutto italiano sono, come dicevo, soprattutto i giovani, che per loro natura sono quelli che si muovono di più dalle proprie città e sono sempre più ai margini della vita politica. Ma come si possono prendere decisioni se di fatto i protagonisti delle conseguenze di quelle decisioni sono esclusi dal processo di partecipazione? A questo proposito, voglio anche ricordare che è soprattutto grazie all'impulso dato dal MoVimento 5 Stelle se nella scorsa tornata elettorale e per le future anche i diciottenni hanno votato per questa istituzione di cui facciamo parte, per il Senato. (Applausi). Tutti noi, colleghi, siamo qui anche grazie al loro voto ed è la prima volta nella storia della Repubblica italiana. Valutiamo, quindi, insieme se non sia il caso di fare ancora un passo in più e coinvolgere nel diritto di voto anche i sedicenni e fare veramente, concretamente, nei fatti, dei giovani uno dei pilastri su cui si fonda la partecipazione democratica per il futuro del nostro Paese, perché il futuro è il loro, così come questo Paese appartiene a loro.

Presidente, colleghi e colleghe, non limitiamo lo sguardo ogni volta solo alla prossima tornata elettorale, proviamo ad alzare lo sguardo, proviamo ad esprimere una visione di Paese e di democrazia, cerchiamo di superare le ideologie e fare un percorso condiviso per ampliare la partecipazione. Questo decreto lo voteremo, come ho detto, ma facciamo in modo che sia l'occasione per far fare all'Italia quei passi avanti che un grande Paese come l'Italia merita.

Il MoVimento 5 Stelle su questo fronte c'è. E voi, colleghi della maggioranza, mi chiedo e vi chiedo, sperando che la risposta sia positiva, sarete in grado di dare una risposta a queste esigenze e di intraprendere un cammino verso più democrazia e più solida democrazia? (Applausi).

MURELLI (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MURELLI (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, onorevoli colleghi e onorevoli colleghe, il provvedimento che ci accingiamo votare è di buon senso e va incontro al diritto di voto che la nostra Costituzione sancisce nell'articolo 48. Purtroppo, limitare questo diritto a una sola giornata, quando gli impegni personali, familiari, lavorativi ci portano ad occupare anche la domenica, è sicuramente anacronistico. Questa proposta di legge, votata all'unanimità in Commissione, è un primo passo importante per l'appuntamento elettorale delle elezioni regionali nell'anno corrente.

Tuttavia, è necessario considerare urgentemente di aggiornare la legge sulle operazioni di votazione per tre motivi: per questioni anacronistiche, come dicevo prima; per permettere a più persone di esercitare il diritto di voto; ma anche per migliorare la disaffezione alle urne, che in questi anni, appunto, è aumentata sempre di più, facilitando la volontà di andare a votare.

Aggiungo anche che ormai è anacronistico utilizzare le scuole come sedi di seggi elettorali. Ormai gli appuntamenti non sono più saltuari. Tra scadenze di mandati diverse tra elezioni comunali, regionali e politiche anche la gestione dell'anno scolastico è diventata problematica oltre che la sistemazione e la pulizia delle aule per la predisposizione dei seggi elettorali. Lo abbiamo visto soprattutto durante il periodo post Covid-19.

Non ultimo è da considerare il voto dei fuori sede, non solo includendo gli studenti universitari, ma anche i lavoratori trasfertisti e gli anziani che si trovano nelle RSA, che hanno ancora la residenza presso il proprio domicilio. A queste persone viene negato appunto il diritto di voto.

Noi non dobbiamo andare a compromettere la loro volontà di esercitare il proprio diritto di voto. Essi rappresentano circa il 10 per cento dei votanti, circa cinque milioni di persone che non possono andare a votare perché per questioni di tempo ci metterebbero troppo; oppure, il diritto di voto è loro negato perché sono impossibilitati fisicamente ad andare a votare.

Il nostro voto è sicuramente favorevole su questo provvedimento, ma per la partecipazione democratica al voto di tutti i cittadini, è bene andare a rivedere tutta la normativa sulle operazioni di voto per tutti gli appuntamenti elettorali. (Applausi).

GIORGIS (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIS (PD-IDP). Signor Presidente, noi voteremo a favore di questo provvedimento, perché sappiamo bene che una democrazia alla quale i cittadini non partecipano è una democrazia debole; e una democrazia debole è una democrazia incapace di svolgere quella fondamentale funzione di governo dei processi economici e sociali.

Noi, però, vorremmo che quest'Aula, con la stessa condivisione con la quale si accinge a votare questo provvedimento, si esprimesse anche su alcuni disegni di legge che sono già incardinati in Commissione e sui quali è già persino stata svolta la relazione da parte dei relatori. Penso, ad esempio, al provvedimento che la scorsa legislatura, purtroppo, non è potuto giungere in quest'Aula, pur essendo stato approvato alla Camera, per garantire ai cosiddetti cittadini fuori sede - circa cinque milioni di elettori - di esercitare il loro fondamentale diritto di voto.

Abbiamo inoltre riproposto in questa legislatura, anche in quest'Aula, un disegno di legge che fa tesoro di quello che è stato il lavoro svolto da una commissione di esperti su come contrastare l'astensionismo involontario. Abbiamo preso spunto dai suggerimenti avanzati dagli esperti e abbiamo quindi ipotizzato una misura per garantire ai fuori sede, per ragioni specifiche e giustificate (lavoro, malattia, studio), di poter esercitare il diritto di voto attraverso l'istituto del cosiddetto voto presidiato anticipato. Questo disegno di legge è in Commissione e spero che venga rapidamente portato in Aula e approvato.

Lo stesso discorso vale per quanto riguarda un altro disegno di legge che abbiamo presentato, volto a dare una più completa e organica attuazione all'articolo 49 della Costituzione. È difficile prendere sul serio il problema dell'astensionismo e quindi il problema della partecipazione alla vita democratica senza affrontare il problema di come far sì che i soggetti collettivi che organizzano la partecipazione e che rendono possibili i diritti politici tutti i giorni, e non soltanto al momento delle elezioni, siano messi in grado di svolgere questa fondamentale e insostituibile funzione. Abbiamo infatti presentato un disegno di legge, anche questo già incardinato e sul quale il relatore De Priamo ha già svolto la relazione, per garantire la trasparenza e la democrazia interna ai partiti politici e per assicurare loro le risorse indispensabili per attuare concretamente il fondamentale diritto di prendere parte alla determinazione dell'indirizzo politico.

Come ho detto all'inizio, noi voteremo a favore di questo provvedimento. Voteremo a favore dell'estensione, per le elezioni del 2023, delle giornate in cui è possibile esercitare tale diritto. Ma vorremmo che questo voto segnasse l'inizio di una seria discussione, che alla fine conduca all'approvazione di leggi da troppo tempo attese, per assicurare alla nostra democrazia quella legittimazione, quella solidità e quel riconoscimento che sono il presupposto indispensabile per conferirle la forza necessaria perché essa possa mantenere le promesse dell'uguaglianza e dell'emancipazione. Solo una democrazia davvero rappresentativa, solo una democrazia davvero partecipata può svolgere quella funzione emancipante che la nostra Costituzione le assegna. (Applausi).

GASPARRI (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GASPARRI (FI-BP-PPE). Signor Presidente, intervengo in pochi attimi per esprimere il voto favorevole del Gruppo Forza Italia su questo provvedimento. Si tratta certamente di un provvedimento tecnico, perché prolunga lo svolgimento delle operazioni di voto al lunedì; esso però ha anche un valore politico, democratico e partecipativo.

Noi tutti sappiamo - e credo che sia emerso nel dibattito che si è svolto alla Camera, vedendo gli atti, e in quello che si è svolto qui in Commissione e in Aula - che il problema della partecipazione al voto preoccupa tutti. Le cause ovviamente sono di natura politica, perché la politica deve riflettere su se stessa, deve saper fare autocritica e deve trovare i modi per coinvolgere e motivare maggiormente i cittadini.

È pur vero che in tutte le democrazie mature il numero degli elettori è andato scemando, però a volte, quando le elezioni hanno un'importanza maggiore, la partecipazione è cresciuta. Penso agli Stati Uniti, una delle patrie della democrazia, dove abbiamo avuto elezioni importanti con percentuali elettorali più contenute e dove a volte i confronti politici più incerti e più accesi hanno fatto lievitare la quantità dei votanti.

Non c'è dubbio quindi che la politica deve saper avanzare proposte e proporre soluzioni che siano di interesse dei cittadini. Non è soltanto la durata dell'apertura dei seggi che determina la qualità della democrazia. Tuttavia noi siamo stati abituati per lungo tempo alla modalità elettorale della domenica e della seconda giornata del lunedì; ricordo, da giovane scrutatore o da elettore, che così sempre è stato. Poi si è deciso, in varie fasi, per ragioni di costi e di varia natura, di comprimere la durata del voto. Riteniamo che abbia fatto bene il nuovo Governo a ripristinare un arco temporale più ampio. Ciò non è nemmeno dettato da ragioni stagionali, perché questo turno elettorale si svolge in pieno inverno, in questi giorni di clima rigido e di neve, e altre volte si è votato in estate. Quindi i turni elettorali, che generalmente si svolgevano in primavera, ora stanno diventando un'eccezione, perché a causa del Covid abbiamo spostato dei turni elettorali a settembre e le stesse elezioni politiche - ma lì è stato frutto della crisi di Governo - si sono svolte per la prima volta a settembre. Quindi credo che ripristinare un arco di partecipazione più ampio per gli elettori sia un motivo valido per agire con il decreto-legge in esame e per agevolare la maggiore partecipazione possibile dei cittadini: non sto qui a dilungarmi sulle percentuali.

Dopodiché non si deve ritenere - concludo con questo aspetto - che la qualità della politica e la partecipazione alla stessa si risolvano e migliorino solo perché oltre al voto della domenica abbiamo aggiunto alcune ore del lunedì. La capacità di coinvolgere i cittadini ricade su tutti noi, sulla serietà del nostro impegno, sulla coerenza del nostro agire e sulla reputazione della politica, anche cercando di far capire ai cittadini - non voglio polemizzare con nessuno - che in questo periodo si è potuto sperimentare di tutto. Nelle ultime legislature abbiamo avuto Governi di varia natura e abbiamo avuto Governi guidati da persone che non erano state nemmeno candidate alle elezioni. Dunque la democrazia ha determinato una possibilità ampia di scelta e allora, forse, i cittadini oggi devono sì fustigare i difetti della politica e criticare i partiti, ma anche riflettere su tante scelte che sono state fatte: forse non è vero che uno vale uno, non è vero che tutti quelli che proponevano i miracoli in terra poi li potevano realmente realizzare. Qui entrerei però in considerazioni di natura politica, che poco attengono al voto su un decreto-legge che si limita a determinare una diversa scansione temporale del turno elettorale del 12, ma anche del 13 febbraio.

Signor Presidente, voglio infine cogliere questa occasione per ricordare a molti elettori che si vota: lei è lombardo e nella sua Regione si vota, io sono romano e nella mia Regione si vota. Pur partecipando, compatibilmente con i nostri impegni parlamentari e istituzionali, alla campagna elettorale, troviamo ancora tanta gente che non lo sa, visto che una volta si vota a settembre, una volta ad ottobre, una volta si votava in primavera e ora si vota d'inverno. Quindi l'appello che rivolgo, attraverso questo intervento in dichiarazione di voto, è di partecipare al voto. Ovviamente spero che chi va a votare voti per il mio movimento politico, ma faccio un appello alla democrazia e alla partecipazione, quali che siano le scelte degli elettori, perché la libertà è partecipazione, come diceva una bella canzone di un grande protagonista della vita culturale del nostro tempo: Giorgio Gaber (come mi ricorda il senatore Speranzon, ma lo ricordavo anch'io). Vogliamo dunque che la gente possa partecipare e possa votare, perché la vera libertà è la democrazia ed è il voto. Se si ha più tempo per votare, non è mai un tempo perso, perché è tempo per la libertà della scelta. Per questo voteremo a favore della conversione del decreto-legge in esame. (Applausi).

DE PRIAMO (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE PRIAMO (FdI). Signor Presidente, il provvedimento in esame, come illustrato compiutamente dal relatore, dispone la deroga alla normativa vigente in materia di operazioni elettorali e referendarie per l'anno 2023, quindi a cominciare dalle imminenti elezioni regionali del Lazio e della Lombardia, alle quali poi seguiranno quelle del Molise, del Friuli-Venezia Giulia e le elezioni amministrative per tutto l'anno in corso. Si tratta quindi di un provvedimento che al momento ha una validità annuale, ma per il quale ringraziamo il Governo, perché di fatto lo ha licenziato in tempi rapidi, per consentire di attuarlo fin dalle elezioni che si andranno a svolgere tra pochi giorni. Si torna, almeno in questa circostanza, al voto in due giorni, così come è avvenuto fino al 1993 e come non è avvenuto dal 1993 fino al 2001. Ricordiamo che fu un Governo di centro-destra, nel 2002, a riproporre il voto in due giornate, e che successivamente tale diritto fu di nuovo tolto ai cittadini.

Il decreto-legge in esame, come dicevo, ha una validità limitata nel tempo, ma è certamente l'occasione per una riflessione sull'opportunità di una riproposizione anche in forma stabile del voto in due giorni: garanzia di una migliore attuazione del principio costituzionale relativo all'esercizio del diritto di voto.

Negli ultimi anni, infatti, questo diritto si è progressivamente compresso, nel senso che è aumentata esponenzialmente la percentuale degli astenuti. Ovviamente non pensiamo che con una mezza giornata in più ci sia un cambiamento radicale, però, consentire di avere più tempo per recarsi alle urne significa maggiore partecipazione e quindi più rappresentatività per gli eletti. Quella che ci accingiamo a votare è una misura che da sola non è sufficiente a invertire una tendenza - che è macroscopica, di tutto l'Occidente e di tutte le democrazie - ma sicuramente è un elemento importante.

Nei Paesi anglosassoni, ad esempio, si vota durante la settimana lavorativa e c'è una percentuale sensibilmente più alta di votanti. In questo senso l'estensione al lunedì potrà dare un suo contributo. Ripeto, quindi, che sarà necessario riflettere e valutare l'opportunità di estendere le misure di questo provvedimento anche oltre i suoi attuali limiti temporali che lo circoscrivono a quest'anno. È comunque un buon segnale.

Si dovranno approfondire anche altre tematiche. Pensiamo, ad esempio, ai seggi elettorali spesso deserti nelle ultime tornate elettorali, con la mancanza di presidenti e di scrutatori. Siamo certi che il Governo si porrà il tema e interverrà in modo adeguato. Tuttavia, in questi giorni di inizio legislatura ci sono altri temi che stiamo inserendo nella discussione per aumentare la partecipazione dei cittadini alla vita democratica. Mi riferisco, ad esempio, al ritorno del voto diretto per l'elezione dei Presidenti e dei consiglieri delle Province e delle Città metropolitane. Su questo vi sono disegni di legge di Fratelli d'Italia e di altri partiti della maggioranza, e andremo avanti con buona pace della sinistra, che ha votato la legge Delrio, motivandola con la volontà di eliminare le Province, quando, invece, le ha mantenute, privando, però, i cittadini del diritto di scegliere e di partecipare attivamente alla vita democratica di quegli enti. (Applausi).

A proposito di incentivi alla partecipazione, vogliamo anche mettere in discussione il dogma del doppio turno alle elezioni comunali, che troppo spesso ha fatto eleggere sindaci troppo poco rappresentativi.

Insomma, nel dichiarare il voto favorevole del Gruppo Fratelli d'Italia a questo provvedimento, riteniamo che sia un importante segnale, che sarà seguito da altri interventi verso un ritorno alla piena sovranità dei cittadini, dopo anni di disaffezione e di provvedimenti limitativi del diritto di voto degli stessi.

La democrazia, infatti, perisce non solo quando viene sostituita, come, purtroppo, avviene ancora oggi in molte parti del mondo, dalle autocrazie o addirittura dalle dittature, ma anche quando di fatto diventa oligarchia, governo di pochi, perché, con motivi magari di copertura economica, vengono allontanati i cittadini dall'esercizio del voto. È avvenuto fino ad oggi, non accadrà più, perché vi è finalmente un Governo scelto dai cittadini e consapevole di quanto sia importante avvicinare e non allontanare i cittadini dall'esercizio del loro diritto di voto e dalla possibilità di scegliere da chi essere rappresentati. (Applausi).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

VERINI (PD-IDP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VERINI (PD-IDP). Signor Presidente, quarantaquattro anni fa le brigate rosse uccisero a Genova l'operaio Guido Rossa. Domani saranno quaranta anni che Cosa nostra uccise il magistrato Gian Giacomo Ciaccio Montalto nel territorio per troppi anni controllato da Messina Denaro. Due persone diverse, due tragici destini comuni.

L'impegno di Guido Rossa era nel sindacato di Lama, nel partito di Berlinguer, nella fabbrica per i diritti del lavoro e dei lavoratori. Quando scoprì che nella sua Italsider si erano infiltrati e cercavano di radicarsi brigatisti, terroristi che volevano colpire la democrazia, i sindacati, i partiti democratici e le stesse lotte operaie, Guido Rossa non ebbe paura, fece il suo dovere, denunciò responsabilità e connivenze, con grande coraggio e, in quel momento, anche senza troppa solidarietà.

Averlo fatto gli costò la vita, ma il suo esempio ha rappresentato un contributo decisivo per far capire quanto le brigate rosse e il terrorismo fossero nemici del Movimento operaio e contribuì a isolarle e sconfiggerle.

Nel ricordare Guido Rossa, vogliamo mandare anche...

PRESIDENTE. Senatore Verini, mi scusi se la interrompo. Chiedo ai colleghi di uscire dall'Aula o di abbassare il tono di voce, in considerazione del fatto che anche durante le dichiarazioni di voto si sentiva veramente poco. Grazie.

VERINI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Nel ricordare Guido Rossa, vogliamo mandare anche un abbraccio a sua figlia, la cara Sabina, che è stata parlamentare al Senato. (Applausi).

Oggi Liliana Segre, in una bella lettera, ricordando il sacrificio di Rossa e i suoi imponenti funerali, ai quali partecipò il presidente Pertini, afferma che il fatto che questo ricordo venga a ridosso del giorno della memoria non fa che rafforzare un bene prezioso perché la nostra società possa essere ogni giorno più libera dalla violenza e dal bisogno.

Presidente, Gian Giacomo Ciaccio Montalto era un magistrato coraggioso che dopo aver indagato sullo scandalo petroli negli anni Settanta si occupò del contrasto alle mafie, al narcotraffico e al traffico delle armi. Per questo fu ucciso quella sera a Valderice, quel 25 gennaio. La figlia Maria Irene, qualche giorno fa ha detto che vorrebbe incontrare Messina Denaro per capire e chiedergli come sono andate le cose quel 25 gennaio, intendendo l'impegno dello Stato a ricomporre contesti, pezzi di verità e rapporti tra mafia e altri poteri.

Signor Presidente, in conclusione, l'impegno di tutti noi, non solo quello per ricordare queste persone, dovrebbe essere quello di fare in modo che non si abbassi in alcun modo la guardia sulla lotta alle mafie, sulla corruzione, che non si allentino strumenti di prevenzione e contrasto, comprendendo tra questi anche quelli di crescita culturale, intesa come cultura della legalità, crescita sociale e lotta alla povertà.

Ecco, ci sentivamo di dire in questa giornata queste cose, in quest'Aula, nel ricordo di due persone per bene, due italiani come Guido Rossa e Gian Giacomo Ciaccio Montalto. (Applausi).

PAITA (Az-IV-RE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAITA (Az-IV-RE). Signor Presidente, voglio unirmi al ricordo che il senatore Verini ha appena fatto rispetto all'uccisione di Guido Rossa, avvenuta il 24 gennaio 1979.

Voglio anche dire con grande nettezza che la città di Genova pagò un prezzo altissimo proprio in riferimento alle vicende legate alle brigate rosse. Ha fatto bene Verini a ricordare non soltanto la figura di Guido Rossa, insieme a quella del giudice Ciaccio Montalto. Ripeto, quella città... (Brusio). Mi scusi, Presidente, non stiamo parlando di argomenti banali, ma di argomenti molto importanti per la vita del nostro Paese. (Applausi). Non mi riferisco soltanto al suo colloquio, ma anche al brusio dei colleghi.

PRESIDENTE. Senatrice, mi scuso con lei, ma la prossima volta che sarà lei a colloquiare coi suoi colleghi glielo farò notare.

PAITA (Az-IV-RE). Farà benissimo, signor Presidente. Se mai nella mia vicenda politica colloquierò coi miei colleghi durante la commemorazione di Guido Rossa lei farà benissimo a stigmatizzare il mio atteggiamento.

PRESIDENTE. Non è una commemorazione.

PAITA (Az-IV-RE). Le garantisco che non accadrà.

Stavo dicendo che mi vorrei unire al ricordo che aveva sollecitato il senatore Verini, perché penso che quella pagina debba essere ricordata. Mi faccia dire che, in virtù di questo ricordo e anche del prezzo altissimo che il nostro Paese ha pagato in quegli anni, sono rimasta parecchio sconvolta dal fatto di aver visto che la proposta di istituzione di una Commissione sulle vicende legate agli anni di piombo citava solo alcune morti e non altre. Dico questo perché questo Paese ha pagato un prezzo durissimo, sia a destra sia a sinistra, ma quei morti, signor Presidente, sono tutti uguali e meritano di essere tutti ricordati e tutti citati anche in un'attività di indagine delle nostre Commissioni. Lo dico in quest'Aula nel ricordo di Guido Rossa, perché non ci sia differenza tra una morte e l'altra e perché il nostro Paese possa fare chiarezza indistintamente su quelle vicende. (Applausi).

ALOISIO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALOISIO (M5S). Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo i miei natali a una città lucana meravigliosa, situata in provincia di Potenza, Muro Lucano, medaglia d'oro al merito civile.

È un territorio denso di arte e cultura, che affonda le proprie radici in millenni di storia. Basti pensare alla celebre località Raia San Basilio, che fu teatro di uno scontro fra Annibale e Marcello nel 210 avanti Cristo. Qui nei secoli si sono stratificate diverse culture e popolazioni che hanno lasciato traccia di sé, impreziosendo la nostra storiografia di reperti dal pregiato valore archeologico.

Per questo la creazione di un museo archeologico nazionale è stata la risposta più ovvia all'esigenza di un territorio che reclamava a gran voce un luogo dove poter sfogliare i capitoli più significativi della propria esistenza. Non fu scelto un luogo qualsiasi, bensì il cinquecentesco seminario vescovile della città, che accoglie da anni numerosi reperti catalogati, preservati e restaurati. In questo sito d'interesse nazionale, ad esempio, è possibile ammirare la ricostruzione di un settore della necropoli arcaica dell'insediamento di Baragiano, in cui sono stati riposti i più significativi corredi funerari, così come i reperti rinvenuti nel centro antico di Raia San Basilio e presso il santuario ellenistico di contrada Fontana Bona di Ruoti. Questi, però, sono solo alcuni esempi dei beni più preziosi che annualmente migliaia di turisti, tra cui numerosi istituti scolastici, ammirano presso questo centro di eccellenza.

Il punto, però, è un altro. Infatti, se da un lato è un onore illustrare nella sacralità di quest'Aula l'elevato pregio del museo, dall'altro è un onere lanciare un appello al Ministero della cultura. Purtroppo porto all'attenzione del Governo il grido d'allarme lanciato dal sindaco di Muro Lucano e da molti colleghi dell'area interessata, secondo cui il museo rischierebbe di chiudere alla luce dell'esiguità del personale e della prossima quiescenza di alcuni lavoratori. Perciò, alla denuncia che porto quest'oggi in Aula, seguirà una mia interrogazione parlamentare in cui chiederò al Ministero della cultura quali iniziative intenda intraprendere al fine di tutelare il museo e se condivida l'opportunità di sostenere l'assunzione di nuove unità lavorative.

Al di là di ogni colore politico, l'auspicio è che il Governo dia rispose rapide e immediate, perché la cultura non deve essere perimetrata all'interno di steccati partitici. La cultura è un patrimonio universale e come tale va tutelata. (Applausi).

MALAN (FdI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MALAN (FdI). Signor Presidente, vorrei associarmi a quella che è diventata di fatto una commemorazione da parte dei colleghi Verini e Paita. Il Gruppo Fratelli d'Italia si unisce ai sentimenti espressi in ricordo di queste due figure: Giacomo Ciaccio Montalto e Guido Rossa.

Guido Rossa fu un sindacalista, iscritto alla CGIL e al Partito Comunista Italiano, che ebbe il coraggio di opporsi, proprio nell'ambito di quello che si definiva all'epoca proletariato (adesso è un termine che si usa di meno), all'azione violenta delle brigate rosse. Un'opposizione che gli costò la vita a seguito di un agguato delle brigate rosse e che segnò una cesura - questo è scritto anche nei libri di storia - rispetto a un periodo in cui verso le brigate rosse c'era stata una qualche vicinanza da parte di frange della sinistra non violenta, per cui le brigate erano definite le brigate cosiddette rosse, o si parlava di compagni che sbagliano e così via.

L'impegno di Guido Rossa - non lo chiamo sacrificio perché naturalmente avrebbe ben preferito non andare incontro a questa sorte - ha avuto il merito intanto di essersi opposto al fatto di portare avanti idee violente e il merito di aver segnato con quel suo straordinario atto la fine di quel periodo; da quel momento in poi, ogni vicinanza verso le brigate rosse da parte di qualcuno che poteva, in qualche modo, forse lontanamente, forse sotterraneamente condividerne alcuni aspetti, è finito. Per questo merita una commemorazione. Ricordare quegli anni non è sbagliato, perché sono stati anni difficili e di violenza politica; come ha detto la collega Paita, tutte le vittime vanno ricordate, in particolare chi ha compiuto atti particolarmente onorevoli e valorosi. Dobbiamo fare di tutto perché momenti come quello non tornino, e conoscere meglio quei fatti credo che sia un aiuto in questo senso. (Applausi).

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signor Presidente, ho chiesto la parola intanto per associarmi, ovviamente anche a nome del mio Gruppo parlamentare, alla commemorazione che è stata fatta dai miei colleghi per ricordare la validità e l'esempio delle figure che sono state citate, ma anche per sottolineare che in quest'Aula tutto possiamo fare tranne che riscrivere la storia. Scusi se ne parlo così, ma sostenere che da parte della larga sinistra politica di questo Paese la presa di distanza nei confronti delle brigate rosse cominciò con la morte di Guido Rossa è un falso storico, non è vero, non è la verità. (Applausi).

Fu ben altra la storia degli anni Settanta e fu ben altro il lavoro politico che fu fatto in particolare dai militanti, dalle donne, dagli uomini, dai giovani del Partito Comunista Italiano, della FIGC, ma anche di tanti settori della stessa sinistra extraparlamentare che, pur mettendo in campo spesso politiche radicali, non condivisero per nulla la deriva armata di alcuni gruppi, ne contestarono radicalmente la modalità e non soltanto ne presero le distanze, ma costruirono nel Paese un'opposizione profonda a quello che le brigate rosse avrebbero voluto fare, segnando una cesura radicale con il terrorismo. Questo non è cominciato quando è stato ammazzato Guido Rossa, ma molto prima ed ha attraversato la storia e il sangue di uomini e donne che ci hanno appunto rimesso la vita, come nel caso di Rossa, o come tutti quei dirigenti e quei militanti comunisti e della sinistra che, anche a prezzo di scelte e sacrifici molto duri, combatterono la deriva terrorista nei luoghi in cui erano: nelle scuole, nelle università, nelle fabbriche.

Non si falsifichi la storia, perché non facciamo un buon uso della storia stessa. Penso che su questo abbiamo invece il dovere di ricordare le cose come andarono. (Applausi).

GASPARRI (FI-BP-PPE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GASPARRI (FI-BP-PPE). Signor Presidente, il Gruppo Forza Italia si unisce al ricordo di figure come Ciaccio Montalto e Guido Rossa e attraverso loro, ovviamente, ricordiamo una volta di più tutti gli esponenti della magistratura, delle Forze dell'ordine, cittadini comuni e persone del mondo del lavoro che sono state vittime del terrorismo politico o del terrorismo mafioso, che è diventato a un certo punto un fenomeno di stragi e uccisioni che hanno costellato, purtroppo, la storia italiana.

Non sarei intervenuto e lo faccio, pur senza intenti polemici (il Parlamento è anche un luogo di riflessione politica), dopo aver sentito alcune considerazioni del senatore De Cristofaro. Io non voglio datare fenomeni che sono stati diversamente valutati, però voglio ricordare a me stesso, per la mia esperienza di militante politico e anche di giornalista, anche perché gli anni mi consentono di averne memoria diretta, che non fu facile la maturazione di alcuni giudizi nei confronti delle brigate rosse. Io ricordo che una terribile strage fatta non dalle brigate rosse, ma da Potere operaio a Roma a Primavalle, quella in cui morirono i fratelli Mattei nell'aprile del 1973, a lungo fu considerata una faida interna di missini (Applausi). Lo dico al senatore De Cristofaro: non lo dicevano dei militanti avversi, lo scriveva il giornale più venduto della capitale, che oggi rispetto ed è un'altra storia; quindi non sto chiamando in causa oggi quel giornale e il suo direttore, ma allora fecero un libro, perché si doveva affermare una verità, poi in realtà Lollo, Grillo e altri personaggi vari si sono sottratti alla condanna.

Nel 1974 avvenne la prima uccisione politica, il primo omicidio delle brigate rosse (che non è stato ricordato nemmeno nella recente fiction, ben fatta e molto bella su Dalla Chiesa), a via degli Zabarella a Padova, quando furono uccisi Mazzola e Giralucci, due militanti del Movimento Sociale Italiano. Avevo diciotto anni all'epoca, Presidente, quindi ne ho memoria diretta. (Applausi). Furono uccisi; i brigatisti erano andati nella sede per prendere degli schedari, quindi l'uccisione andò al di là del programma, però furono uccisi. Per molte settimane si disse che anche quella era una faida interna di non si sa chi. «L'Unità» per molti anni pubblicava titoli che parlavano «delle sedicenti brigate rosse»: su questo ho avuto anche una discussione con direttori successivi, perché c'erano titoli che parlavano «delle sedicenti brigate rosse, che sono rosse di nome, ma nere di fatto. Giorgio Bocca ha scritto (quindi sto parlando di anni precedenti)... (Commenti).

Posso parlare? Hanno parlato altri colleghi, non sto offendendo nessuno. Giorgio Bocca, personaggio importante nella storia del giornalismo italiano, per molto tempo ha scritto articoli di un certo tipo; non voglio parlare dei manifesti contro il commissario Calabresi, sottoscritti da fior di giornalisti. Ce ne sono alcuni che vanno ancora oggi in televisione tutti i giorni, ma sottoscrissero il manifesto di vituperio - e uso un termine ottimistico - del commissario Calabresi, che poi fu ucciso e decenni dopo è stato condannato Sofri.

È chiaro che poi la sinistra ha pagato un prezzo, quando nelle fabbriche la lotta all'infiltrazione terroristica è stata fatta da eroici sindacalisti, come Guido Rossa, o quando nella Fiat furono licenziati i famosi 41 sospettati. Ci sono state pagine di coraggio: ricordo anche la figlia di Guido Rossa, che è stata eletta poi in Parlamento anni fa. Nessuno vuole minimizzare la storia, però c'è stata, Presidente, una fase diversa della storia italiana. Poi si potrebbe dire che anche in altre vicende ci sono stati depistaggi e storie varie. Anni fa andai all'emeroteca del Senato a prendere alcune prime pagine de «l'Unità» e trovai i titoli - spero che nel mio ufficio da qualche parte ci siano ancora - che parlavano delle sedicenti brigate rosse che erano nere. Quindi, è chiaro che la critica da sinistra al terrorismo c'era stata, ma all'inizio ci fu un po' di fatica a farla. (Applausi).

Atti e documenti, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per la seduta di mercoledì 25 gennaio 2023

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 25 gennaio, alle ore 10, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 17,55).

Allegato A

DISEGNO DI LEGGE

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 dicembre 2022, n. 190, recante disposizioni urgenti in materia di prolungamento delle operazioni di votazione (467)

ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE

Art. 1.

1. Il decreto-legge 12 dicembre 2022, n. 190, recante disposizioni urgenti in materia di prolungamento delle operazioni di votazione, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

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N.B. Approvato il disegno di legge composto del solo articolo 1.

ALLEGATO RECANTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

All'articolo 1:

al comma 2:

al primo periodo, le parole: « del presente provvedimento, sono » sono sostituite dalle seguenti: « del comma 1 sono »;

al secondo periodo, le parole: « del parlamento europeo » sono sostituite dalle seguenti: « del Parlamento europeo » e le parole: « iscritto presso lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze » sono sostituite dalle seguenti: « iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, »;

al comma 3, le parole: « al comma 2, si provvede » sono sostituite dalle seguenti: « al comma 2 si provvede ».

ARTICOLI 1 E 2 DEL DECRETO-LEGGE NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Articolo 1.

(Prolungamento delle operazioni di votazione)

1. Le operazioni di votazione per le consultazioni elettorali e referendarie dell'anno 2023 si svolgono, in deroga a quanto previsto dall'articolo 1, comma 399, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, nella giornata di domenica, dalle ore 7 alle ore 23, e nella giornata di lunedì, dalle ore 7 alle ore 15.

2. I maggiori oneri derivanti dall'attuazione del comma 1 sono valutati in 14.874.000 euro per l'anno 2023. Conseguentemente, il fondo da ripartire per fronteggiare le spese derivanti dalle elezioni politiche, amministrative, del Parlamento europeo e dall'attuazione dei referendum, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, è incrementato di euro 14.874.000 per l'anno 2023.

3. Agli oneri di cui al comma 2 si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

4. Ai fini dell'attuazione del presente decreto, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Articolo 2.

(Entrata in vigore)

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

 

 

Allegato B

Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 467

La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, alla luce dei chiarimenti forniti dal Governo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.

Parere espresso dal Comitato per la legislazione sul disegno di legge n. 467

Il Comitato per la legislazione, esaminato il disegno di legge in titolo e rilevato che sotto il profilo dell'analisi e valutazione d'impatto:

il provvedimento non risulta corredato dell'analisi tecnico-normativa (ATN) e dell'analisi di impatto della regolamentazione (AIR);

l'intervento normativo permette potenzialmente di conseguire una maggiore partecipazione alle consultazioni elettorali dell'anno in corso e di contrastare l'astensionismo elettorale, mediante il prolungamento della durata delle operazioni di voto;

sotto il profilo della qualità della legislazione:

con riguardo ai presupposti di straordinaria necessità e urgenza,

le disposizioni in esame, funzionali alle imminenti votazioni per il rinnovo dei Consigli regionali del Lazio e della Lombardia, sono coerenti con i requisiti di necessità e urgenza che, nel preambolo, giustificano il ricorso alla decretazione d'urgenza;

con riguardo alla specificità e omogeneità e ai limiti di contenuto,

le misure sono omogenee e coerenti con le finalità del decreto-legge; in base ai parametri di cui all'articolo 20-bis del Regolamento, ritiene che non vi sia nulla da osservare.

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Augello, Barachini, Berlusconi, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Cataldi, Cattaneo, De Poli, Durigon, Fazzolari, Franceschelli, La Pietra, Liris, Manca, Mirabelli, Monti, Morelli, Napolitano, Ostellari, Rauti, Rojc, Rubbia, Segre, Sisto, Tosato e Valente.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Craxi e Menia, per attività della 3ª Commissione permanente; Floridia Aurora, Licheri Ettore Antonio, Scurria, Spinelli e Verducci, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Paroli, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO.

Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati

Presidente del Consiglio dei ministri

Ministro per la protezione civile e le politiche del mare

Ministro dell'economia e delle finanze

Ministro della giustizia

Ministro del lavoro e delle politiche sociali

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 dicembre 2022, n. 186, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi eccezionali verificatisi nel territorio dell'isola di Ischia a partire dal 26 novembre 2022 (473)

(presentato in data 19/01/2023)

C.674 approvato dalla Camera dei deputati.

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatrice Stefani Erika

Modifiche al codice penale in tema di procedibilità di ufficio per reati commessi da associazioni di tipo mafioso e procedibilità d'ufficio per ipotesi di furto aggravato (474)

(presentato in data 19/01/2023);

senatori Romeo Massimiliano, Bizzotto Mara, Germana' Antonino, Centinaio Gian Marco, Paganella Andrea, Stefani Erika, Cantu' Maria Cristina, Murelli Elena, Minasi Tilde, Marti Roberto, Garavaglia Massimo, Bergesio Giorgio Maria, Borghesi Stefano, Borghi Claudio, Cantalamessa Gianluca, Dreosto Marco, Pirovano Daisy, Potenti Manfredi, Pucciarelli Stefania, Spelgatti Nicoletta, Testor Elena, Tosato Paolo

Norme in materia di contrasto alla surrogazione di maternità (475)

(presentato in data 19/01/2023);

Regione Toscana

Disposizioni di semplificazione in materia di selvicoltura. Modifiche al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (476)

(presentato in data 18/01/2023);

Regione Toscana

Modifiche al decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, recante nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148 (477)

(presentato in data 18/01/2023);

Regione Toscana

Modifiche alla legge 30 dicembre 2020, n. 178, recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023, in materia di agevolazione contributiva per l'occupazione nelle aree interne (478)

(presentato in data 18/01/2023);

Regione Toscana

Modifiche al Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, in materia di ampliamento delle destinazioni di uso degli immobili confiscati alle associazioni di criminalità organizzata (479)

(presentato in data 18/01/2023);

senatori Tosato Paolo, Bizzotto Mara, Stefani Erika, Bergesio Giorgio Maria, Borghesi Stefano, Borghi Claudio, Cantalamessa Gianluca, Cantu' Maria Cristina, Centinaio Gian Marco, Dreosto Marco, Garavaglia Massimo, Germana' Antonino, Marti Roberto, Minasi Tilde, Murelli Elena, Paganella Andrea, Pirovano Daisy, Potenti Manfredi, Pucciarelli Stefania, Romeo Massimiliano, Spelgatti Nicoletta, Testor Elena

Disposizioni e delega al Governo per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna (480)

(presentato in data 23/01/2023);

senatori Stefani Erika, Potenti Manfredi, Bergesio Giorgio Maria, Bizzotto Mara, Borghesi Stefano, Borghi Claudio, Cantalamessa Gianluca, Cantu' Maria Cristina, Centinaio Gian Marco, Dreosto Marco, Garavaglia Massimo, Germana' Antonino, Marti Roberto, Minasi Tilde, Murelli Elena, Paganella Andrea, Pirovano Daisy, Pucciarelli Stefania, Romeo Massimiliano, Spelgatti Nicoletta, Testor Elena, Tosato Paolo

Modifiche all'art 38 del Testo unico delle Leggi Sanitarie di cui al Regio Decreto 27 luglio 1934, N. 1265 (481)

(presentato in data 23/01/2023);

senatore Potenti Manfredi

Modifiche al Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia (482)

(presentato in data 23/01/2023);

senatori Cantu' Maria Cristina, Murelli Elena, Minasi Tilde, Bergesio Giorgio Maria, Bizzotto Mara, Borghesi Stefano, Borghi Claudio, Cantalamessa Gianluca, Centinaio Gian Marco, Dreosto Marco, Garavaglia Massimo, Germana' Antonino, Marti Roberto, Paganella Andrea, Pirovano Daisy, Potenti Manfredi, Pucciarelli Stefania, Romeo Massimiliano, Spelgatti Nicoletta, Stefani Erika, Testor Elena, Tosato Paolo

Disposizioni per la tutela delle persone affette da patologie oculari cronico degenerative e promozione della prevenzione, della ricerca e dell'innovazione nella cura delle malattie causa di ipovisione e cecità (483)

(presentato in data 23/01/2023);

senatori Tosato Paolo, Bizzotto Mara, Stefani Erika

Norme riguardanti il trasferimento al patrimonio disponibile e la successiva cessione a privati di aree demaniali nel comune di Caorle (484)

(presentato in data 23/01/2023);

senatori Cantu' Maria Cristina, Murelli Elena, Minasi Tilde, Bergesio Giorgio Maria, Bizzotto Mara, Borghesi Stefano, Borghi Claudio, Cantalamessa Gianluca, Centinaio Gian Marco, Dreosto Marco, Garavaglia Massimo, Germana' Antonino, Marti Roberto, Paganella Andrea, Pirovano Daisy, Potenti Manfredi, Pucciarelli Stefania, Romeo Massimiliano, Spelgatti Nicoletta, Stefani Erika, Testor Elena, Tosato Paolo

Disposizioni in materia di diagnosi, assistenza e cura della sindrome fibromialgica (485)

(presentato in data 23/01/2023).

senatori Murelli Elena, Marti Roberto, Paganella Andrea, Romeo Massimiliano, Bergesio Giorgio Maria, Bizzotto Mara, Borghese Mario Alejandro, Borghi Claudio, Cantalamessa Gianluca, Cantu' Maria Cristina, Centinaio Gian Marco, Dreosto Marco, Garavaglia Massimo, Germana' Antonino, Minasi Tilde, Pirovano Daisy, Potenti Manfredi, Pucciarelli Stefania, Spelgatti Nicoletta, Stefani Erika, Testor Elena, Tosato Paolo

Dichiarazione di monumento nazionale del Teatro Regio di Parma (486)

(presentato in data 23/01/2023).

Disegni di legge, assegnazione

In sede redigente

1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione

Sen. Verducci Francesco

Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, e altre disposizioni in materia di cittadinanza (70)

previ pareri delle Commissioni 2ª Commissione permanente Giustizia, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

(assegnato in data 24/01/2023);

1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione

Sen. Verini Walter ed altri

Disposizioni in materia di controlli sulla detenzione di armi da fuoco e per il rilascio e il rinnovo della licenza di porto d'armi (78)

previ pareri delle Commissioni 2ª Commissione permanente Giustizia, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

(assegnato in data 24/01/2023);

1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione

Sen. Verducci Francesco

Abrogazione di disposizioni del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132, del decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2019, n. 77, e del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 aprile 2017, n. 48, in materia di sicurezza pubblica nelle aree urbane e di occupazione arbitraria di immobili, di ordine e sicurezza nelle manifestazioni pubbliche e sportive, nonché di tutela del decoro di particolari luoghi (84)

previ pareri delle Commissioni 2ª Commissione permanente Giustizia, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 9ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

(assegnato in data 24/01/2023);

1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione

Sen. Verducci Francesco

Modifiche al decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Modifiche al decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2019, n. 77, recante disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica (86)

previ pareri delle Commissioni 2ª Commissione permanente Giustizia, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 4ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

(assegnato in data 24/01/2023);

2ª Commissione permanente Giustizia

Sen. Verducci Francesco

Disposizioni in materia di utilizzo doloso di spray urticanti o prodotti contenenti gas paralizzante (85)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio

(assegnato in data 24/01/2023);

7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport

Sen. Verducci Francesco

Riconoscimento dei teatri storici delle Marche (71)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio

(assegnato in data 24/01/2023);

10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

Sen. Verducci Francesco

Riconoscimento della vulvodinia e della neuropatia del pudendo come malattie croniche e invalidanti nonché disposizioni per la loro diagnosi e cura e per la tutela delle persone che ne sono affette (83)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 7ª Commissione permanente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport

(assegnato in data 24/01/2023);

10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale

Sen. Pirro Elisa

Disposizioni in materia di tutela del lavoro (117)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio

(assegnato in data 24/01/2023).

In sede referente

1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione

Sen. Parrini Dario

Reintroduzione degli assessori metropolitani e provinciali (459)

previ pareri delle Commissioni 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio

(assegnato in data 20/01/2023);

1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione

Sen. Rossomando Anna

Modifiche al titolo IV della parte seconda della Costituzione in materia di istituzione dell'Alta corte (94)

previ pareri delle Commissioni 2ª Commissione permanente Giustizia, 3ª Commissione permanente Affari esteri e difesa, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

(assegnato in data 24/01/2023);

8ª Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica

Gov. Meloni-I: Pres. Consiglio Meloni, Ministro per le politiche del mare e il sud Musumeci ed altri

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 dicembre 2022, n. 186, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi eccezionali verificatisi nel territorio dell'isola di Ischia a partire dal 26 novembre 2022 (473)

previ pareri delle Commissioni 1ª Commissione permanente Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione, 2ª Commissione permanente Giustizia, 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio, 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro, 10ª Commissione permanente Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Comitato per la legislazione

C.674 approvato dalla Camera dei deputati

(assegnato in data 19/01/2023).

Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli


In data 23/01/2023 le 3ª (Aff. esteri e difesa) e 6ª (Finanze) hanno presentato il testo degli articoli proposti dalle Commissioni stesse, per i disegni di legge:

- Sen. Alfieri Alessandro "Ratifica ed esecuzione dei seguenti Accordi:
a) Accordo tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri, con Protocollo aggiuntivo e Scambio di Lettere, fatto a Roma il 23 dicembre 2020,
b) Protocollo che modifica la Convenzione tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, con Protocollo aggiuntivo, conclusa a Roma il 9 marzo 1976, così come modificata dal Protocollo del 28 aprile 1978 e dal Protocollo del 23 febbraio 2015, fatto a Roma il 23 dicembre 2020, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno" (108)
(presentato in data 13/10/2022) "Ratifica ed esecuzione dei seguenti Accordi:
a) Accordo tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri, con Protocollo aggiuntivo e Scambio di Lettere, fatto a Roma il 23 dicembre 2020,
b) Protocollo che modifica la Convenzione tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, con Protocollo aggiuntivo, conclusa a Roma il 9 marzo 1976, così come modificata dal Protocollo del 28 aprile 1978 e dal Protocollo del 23 febbraio 2015, fatto a Roma il 23 dicembre 2020, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno" (376)
(presentato in data 28/11/2022).

Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento

Il Ministro dell'università e della ricerca, con lettera del 13 gennaio 2023, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 28 marzo 1991, n. 113 - lo schema di decreto ministeriale recante la tabella triennale 2021-2023 relativa ai soggetti beneficiari dei finanziamenti per iniziative per la diffusione della cultura scientifica (n. 20).

Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 7ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 20 giorni dall'assegnazione.

Governo, trasmissione di atti e documenti

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 20 gennaio 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni le comunicazioni concernenti:

il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale al dottor Amedeo Teti, nell'ambito del Ministero delle imprese e del made in Italy;

la revoca di incarico di funzione dirigenziale di livello generale al dottor Simone Vellucci, nell'ambito del Ministero delle imprese e del made in Italy;

la revoca di incarico di funzione dirigenziale di livello generale al dottor Fabio Vitale, dirigente nei ruoli dell'INPS, nell'ambito del Ministero delle imprese e del made in Italy.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha inviato, ai sensi dell'articolo 8-ter, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76, come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 23 settembre 2002, n. 250, un decreto concernente l'autorizzazione alla variazione dell'oggetto di interventi relativi all'utilizzo delle economie di spesa sul contributo assegnato con la ripartizione della quota dell'otto per mille dell'IRPEF per il progetto "Welcome home": sviluppo di azioni pilota per ampliare il ventaglio delle opportunità e modelli di accoglienza per i rifugiati da svolgersi nelle regioni Lazio-Roma; Veneto-Verona; Puglia-Lecce".

Il predetto documento è trasmesso alla 1a e alla 5a Commissione permanente.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 20 gennaio 2023, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 9-bis, comma 7, della legge 21 giugno 1986, n. 317, i commenti sulla reazione dell'Italia al parere circostanziato formulati, ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 2, della direttiva (UE) 2015/1535, dalla Commissione europea, riguardanti la procedura di informazione attivata presso la Commissione europea dalla Direzione generale per il mercato, la concorrenza e il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica del Ministero dello sviluppo economico, in ordine alla notifica 2022/0454/I relativa al progetto di regola tecnica recante "Decreto ministeriale concernente la modifica dell'allegato 1 Concimi nazionali, dell'allegato 2 Ammendanti, dell'allegato 3 Correttivi, dell'allegato 7 Tolleranze, della Tabella 1 "Elenco dei fertilizzanti idonei all'uso in agricoltura biologica" nell'allegato 13 Registro dei fertilizzanti, al decreto legislativo 29 aprile 2010, n. 75, recante "Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a norma dell'articolo 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88".

La predetta documentazione è deferita alla 4a, alla 9a e alla 10a Commissione permanente (Atto n. 41).

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 19 gennaio 2023, ai sensi dell'articolo 9-bis, comma 7, della legge 21 giugno 1986, n. 317, informa che l'Unità Centrale di notifica della Direzione generale per il mercato, la concorrenza, la tutela del consumatore e la normativa tecnica del Ministero dello sviluppo economico ha comunicato che il 13 gennaio 2023 la Commissione europea ha archiviato il dossier di notifica 2022/0832/I relativo al progetto recante «Art. 26-ter, legge 28 marzo 2022, n. 25, conversione del DL 27 gennaio 2022, n. 4 - "Misure a sostegno dei produttori e contrasto allo spreco"», a causa dell'adozione del testo da parte dell'Italia prima della scadenza del periodo di status quo previsto dall'articolo 6 della direttiva (UE) 2015/1535, invitando l'Italia a comunicare le misure intraprese per regolarizzare tale situazione.

La predetta documentazione è deferita alla 4a e alla 9a Commissione permanente (Atto n. 43).

Il Ministro della cultura, con lettera in data 17 gennaio 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1, comma 4, della legge 15 dicembre 1998, n. 444, la relazione sugli immobili adibiti a teatro ammessi ai contributi di legge, relativa all'anno 2022.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 7a Commissione permanente (Atto n. 42).

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con lettera in data 17 gennaio 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19, comma 1, della legge 30 marzo 2001, n. 152, la relazione sulla costituzione e sul riconoscimento degli istituti di patronato e di assistenza sociale, nonché sulle strutture, sulle attività e sull'andamento economico degli istituti stessi, relativa all'anno 2021.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a e alla 10a Commissione permanente (Doc. CXCIII, n. 1).

Il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, con lettera in data 16 gennaio 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, lettera f), del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, la relazione sull'effettiva applicazione del principio di parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica e sull'efficacia dei meccanismi di tutela, nonché sull'attività svolta dall'Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull'origine etnica, riferita all'anno 2021.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (Doc. CXXX, n. 1).

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, con lettera in data 20 gennaio 2023, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 1 della legge 7 agosto 1997, n. 266, e dell'articolo 14, comma 2, della legge 29 luglio 2015, n. 115, la relazione sugli interventi di sostegno alle attività economiche e produttive, aggiornata al 30 settembre 2022.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a e alla 9a Commissione permanente (Doc. LVIII, n. 1).

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, in data 23 gennaio 2023, ha inviato, ai sensi dell'articolo 50, comma 1, della legge 23 luglio 2009, n. 99, la relazione concernente l'andamento del processo di liberalizzazione dei servizi a terra negli aeroporti civili, relativa al primo semestre 2022.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8a Commissione permanente (Doc. LXXI-bis, n. 1).

Con lettera in data 18 gennaio 2023 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento del consiglio comunale di Vezza d'Alba (Cuneo).

Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento

Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234:

- Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Quadro strategico dell'UE sulle plastiche a base biologica, biodegradabili e compostabili (COM(2022) 682 definitivo), alla 8a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente;

- Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Quinta relazione sui progressi compiuti nell'attuazione della strategia dell'UE per l'Unione della sicurezza (COM(2022) 745 definitivo), alla 1a e alla 2a Commissione permanente e, per il parere, alla 4a Commissione permanente.

Corte costituzionale, trasmissione di sentenze. Deferimento

La Corte costituzionale ha trasmesso, a norma dell'articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, la seguente sentenza, che è deferita, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni competenti per materia:

sentenza n. 3 del 23 novembre 2022, depositata il successivo 20 gennaio, con la quale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 656, comma 9, lettera a), del codice di procedura penale, nella parte in cui stabilisce che non può essere disposta la sospensione dell'esecuzione nei confronti dei condannati per il delitto di incendio boschivo colposo di cui all'art. 423-bis, secondo comma, del codice penale (Doc VII, n. 15) - alla 1a, alla 2a e alla 8a Commissione permanente.

Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti

Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettera in data 19 gennaio 2022, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso la determinazione e la relativa relazione sulla gestione finanziaria dell'Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza della Professione Infermieristica (ENPAPI) per gli esercizi dal 2018 al 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 10a Commissione permanente (Doc. XV, n. 43).

Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti

È pervenuto al Senato un voto della Regione Piemonte riguardante la "Sollecitazione al Governo affinché sostenga il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari".

Il predetto voto è deferito, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 3a Commissione permanente (n. 2).

Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento

La Commissione europea ha trasmesso, in data 19 gennaio 2023, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea:

la Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2000/60/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque, della direttiva 2006/118/CE sulla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento e della direttiva 2008/105/CE relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque (COM(2022) 540 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 4a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 19 gennaio 2023. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 8a Commissione permanente, con il parere della Commissione 4a;

la Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il trattamento delle acque reflue urbane (rifusione) (COM(2022) 541 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 4a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 19 gennaio 2023. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 8a Commissione permanente, con il parere della Commissione 4a;

la Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa (rifusione) (COM(2022) 542 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 4a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 19 gennaio 2023. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 8a Commissione permanente, con il parere della Commissione 4a.

Petizioni, annunzio

Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia.

Il signor Domenico Lanciano da Agnone (Isernia) chiede l'istituzione della "Festa del nome Italia" per la giornata del 21 giugno, al fine di valorizzare il patrimonio storico e culturale della Nazione (Petizione n. 226, assegnata alla 7a Commissione permanente);

il signor Francesco Di Pasquale da Cancello ed Arnone (Caserta) chiede:

- l'istituzione della Giornata dei Giovani (Petizione n. 227, assegnata alla 1a Commissione permanente);

- disposizioni volte a prevedere rilevazioni sistematiche dell'inquinamento atmosferico in tutti i Comuni (Petizione n. 228, assegnata all'8a Commissione permanente);

- misure per la valorizzazione dei territori circostanti la via Domiziana in Campania (Petizione n. 229, assegnata alla 8a Commissione permanente);

- l'istituzione di un nuovo presidio dei Carabinieri nel Comune di Cancello e Arnone (Caserta) (Petizione n. 230, assegnata alla 3a Commissione permanente);

- disposizioni volte a migliorare la condizione delle persone senza fissa dimora attraverso l'istituzione in ogni Comune di strutture preposte all'accoglienza (Petizione n. 231, assegnata alla 10a Commissione permanente);

- l'istituzione di presidi sanitari in ogni Comune (Petizione n. 232, assegnata alla 10a Commissione permanente);

- disposizioni volte a tutelare e valorizzare il Made in Italy nel settore dell'abbigliamento (Petizione n. 233, assegnata alla 9a Commissione permanente);

- disposizioni per la valorizzazione della tradizione culinaria italiana e la tutela dei prodotti nazionali in ambito agroalimentare (Petizione n. 234, assegnata alla 9a Commissione permanente);

- l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sulle conseguenze per il personale militare dell'esposizione all'uranio impoverito (Petizione n. 235, assegnata alla 3a Commissione permanente);

- la riduzione dei costi relativi al passaggio di proprietà degli autoveicoli nonché la previsione di procedure semplificate (Petizione n. 236, assegnata alla 8a Commissione permanente);

- la previsione di maggiori controlli durante le procedure elettorali nei Comuni (Petizione n. 237, assegnata alla 1a Commissione permanente);

- misure volte a contrastare l'inflazione (Petizione n. 238, assegnata alla 5a Commissione permanente);

- misure a tutela delle persone anziane (Petizione n. 239, assegnata alla 10a Commissione permanente);

- disposizioni volte a garantire la sicurezza dei cittadini attraverso la presenza di personale militare in strade e luoghi pubblici (Petizione n. 240, assegnata alla 3a Commissione permanente);

- la previsione del divieto di utilizzo di fuochi artificiali durante le ore notturne (Petizione n. 241, assegnata alla 2a Commissione permanente);

- misure severe avverso i fenomeni di bullismo e di delinquenza minorile in ambito scolastico (Petizione n. 242, assegnata alla 2a Commissione permanente);

- misure a tutela della produzione vitivinicola italiana (Petizione n. 243, assegnata alla 9a Commissione permanente);

- misure per il potenziamento dei mezzi pubblici di superficie nei Comuni del Basso Volturno (Petizione n. 244, assegnata alla 8a Commissione permanente);

- disposizioni volte a tutelare la libertà di voto dei cittadini (Petizione n. 245, assegnata alla 1a Commissione permanente);

- interventi a sostegno delle famiglie in significative condizioni di disagio economico al fine di scongiurare l'affidamento dei figli minori a strutture di accoglienza (Petizione n. 246, assegnata alla 10a Commissione permanente);

- disposizioni a tutela dell'insegnamento della religione cattolica e in merito all'esposizione del Crocifisso (Petizione n. 247, assegnata alla 1a Commissione permanente);

il signor Francesco Romano da Saviano (Napoli) chiede:

- il conferimento dello status di evento di preminente rilevanza nazionale al Carnevale di Saviano (Napoli) (Petizione n. 248, assegnata alla 7a Commissione permanente);

- la pubblicazione nella sezione dedicata del sito internet delle Camere degli aggiornamenti relativi all'iter procedurale delle petizioni popolari presentate (Petizione n. 249, assegnata alla 1a Commissione permanente);

il signor Carlo Morganti da Roma chiede che venga concessa a tutti i combattenti della Seconda Guerra Mondiale l'onorificenza di Cavaliere della Patria (Petizione n. 250, assegnata alla 3a Commissione permanente);

il signor Zaccaria Rigoni da Rimini chiede che venga riconosciuto al canto "La canzone del Piave" lo status di inno nazionale o comunque un rilievo istituzionale (Petizione n. 251, assegnata alla 1a Commissione permanente);

il signor Renato Lelli da Sant'Ambrogio di Valpolicella (Verona) chiede:

- disposizioni a sostegno della categoria degli infermieri professionali (Petizione n. 252, assegnata alla 10a Commissione permanente);

- disposizioni volte a prevedere la possibilità di procedere d'ufficio per tutti i reati per i quali sia contestata l'aggravante del metodo mafioso, della finalità di terrorismo o di eversione (Petizione n. 253, assegnata alla 2a Commissione permanente).

Interrogazioni, apposizione di nuove firme

Il senatore Astorre ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00139 della senatrice Camusso ed altri.

Mozioni

VERDUCCI, MALPEZZI, D'ELIA, CASINI, CRISANTI, RANDO, LORENZIN, MISIANI, BASSO, ROSSOMANDO, ZAMPA, ASTORRE, BORGHI Enrico, COTTARELLI, DELRIO, FINA, MANCA, PARRINI, VALENTE, VERINI, ZAMBITO - Il Senato,

premesso che:

la Costituzione italiana, all'articolo 34, stabilisce che "I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi", che si "rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze" e attribuisce, all'articolo 117, comma secondo, lettera m), allo Stato, nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali, la potestà legislativa in materia di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;

il piano nazionale di ripresa e resilienza ha individuato specifiche iniziative sotto forma di intervento straordinario, finalizzate alla riduzione dei divari territoriali nei cicli primo e secondo della scuola secondaria di secondo grado e alla riduzione dell'abbandono scolastico (M4C1-7, M4C1-25 e M4C1-riforma 1.4), con l'obiettivo di abbattere entro il 2026 il tasso di abbandono al di sotto della media UE del 2019, pari al 10,2 per cento; mentre con M5C3 investimento 3 sono previsti "interventi socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del terzo settore";

da ultimo, con decreto del Ministro dell'istruzione e del merito 22 dicembre 2022, n. 328, sono state adottate le Linee guida per l'orientamento, relative alla riforma 1.4 "Riforma del sistema di orientamento", nell'ambito della missione 4, componente 1, del PNRR;

considerato che:

la proposta di raccomandazione della Commissione europea sul successo scolastico del 30 giugno 2022 ha rilevato che l'abbandono precoce dell'istruzione e della formazione rimane una sfida strategica per l'Europa, ed è particolarmente presente in una serie di Paesi e di regioni, nonché in gruppi specifici di destinatari: l'Italia, a tal proposito, è tra i Paesi con le maggiori carenze. In particolare, la "povertà e i fattori socioeconomici sono il filo conduttore che sta alla base di queste sfide: il contesto socioeconomico dei discenti e delle loro famiglie rimane il fattore che maggiormente determina i risultati scolastici, il che indica la presenza di un rischio persistente di trasmissione intergenerazionale dello svantaggio e di una riduzione della mobilità sociale ascendente per i discenti che provengono da contesti più svantaggiati";

la crisi provocata dalla pandemia da COVID-19 ha reso tali sfide ancora più significative, rallentando i progressi scolastici dei discenti e aumentando la probabilità che coloro che rischiano di distaccarsi dalla vita scolastica effettivamente abbandonino la scuola, facendo così emergere una vera e propria crisi educativa; risulta, invece, un dato condiviso che essa abbia determinato effetti negativi sul benessere degli studenti a causa, tra l'altro, dell'aumento dello stress e dell'ansia provocati dall'isolamento e dalla carenza di contatti con i loro pari, nonché della maggiore esposizione alla violenza domestica e delle limitazioni all'accesso ai servizi essenziali;

si tratta di un fenomeno che, nel cotesto dell'Italia, non risultava affatto limitato: secondo i dati Eurostat 2021, la media nazionale di dispersione è pari al 13,1 per cento, con picchi nelle regioni del Sud (19,4 in Sicilia, 17,3 in Campania, 16,6 in Calabria, 15,6 in Puglia). Come affermato dall'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza nel documento sulla dispersione scolastica in Italia, pubblicato nel giugno 2022, al di là della sua rappresentazione numerica, la dispersione costituisce "un fenomeno complesso che coinvolge diverse dimensioni della vita sociale della persona di minore età e della comunità in cui vive". Infatti, "i fattori connessi possono dipendere dalla disoccupazione, dalle situazioni di esclusione sociale e di povertà, ma non si possono escludere nemmeno quelle motivazioni riconducibili a disagi personali e/o familiari, difficoltà nell'apprendimento e, più in generale, il modo in cui il singolo studente reagisce al sistema scolastico";

nella stessa indagine, si rileva come, nonostante l'Italia abbia registrato progressi sul fronte degli abbandoni rispetto al 2010, la quota di early leavers from education and training (ELET) sia tra le più alte della UE e corrispondente a circa 543.000 giovani; a questo si aggiungano i dati estremamente preoccupanti relativi agli abbandoni (ultima rivelazione disponibile del 2021 da parte del Ministero dell'istruzione, DGSI), che per la scuola secondaria di primo grado sono stati dello 0,64 per cento (pari a 10.938 alunni), mentre per la scuola secondaria di secondo grado ammontano al 3,79 per cento (98.787 alunni);

tale filiera negativa di dispersione ed abbandono scolastico ha, nei fatti, una ripercussione anche sul fronte della formazione di terzo livello: gli ultimi numeri a disposizione consegnano un quadro preoccupante sul fronte delle immatricolazioni universitarie. A dicembre risultano essersi immatricolati presso atenei italiani 295.660 studenti (di cui 129.085 uomini e 166.575 donne) contro i 301.776 (di cui 169.981 maschi e 131.795 femmine) dell'anno accademico 2021/2022: una flessione del 2 per cento che sale al 5 per cento rispetto ai 312.388 dell'anno accademico 2020/2021;

nelle linee guida "Costruire reti territoriali per il contrasto alla dispersione scolastica e alla povertà educativa", pubblicate nel settembre 2022 da Save the Children, si individua nel consolidamento delle comunità educanti l'asse portante di un modello di intervento integrato e sostenibile, basato sul coinvolgimento sinergico di tutti gli attori territoriali e centrato sul protagonismo degli adolescenti; un approccio orizzontale e partecipativo, contro il rischio di misure "calate dall'alto" senza un'adeguata aderenza alle problematiche che caratterizzano ciascun contesto territoriale e sociale;

è grazie, in particolare, al presidio di Save the Children che alcuni anni fa e per la prima volta in Italia è stato introdotto il concetto di "povertà educativa", inteso come "la privazione da parte dei bambini, delle bambine e degli/delle adolescenti della possibilità di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni" e strettamente connessa alla povertà economica: dai dati raccolti da INVALSI nel 2021 nelle scuole italiane, infatti, gli studenti di famiglie con livello socio-economico e culturale più basso hanno visto un calo significativo nei punteggi relativi alle prove di matematica ed italiano, in ogni grado scolastico. Rimane centrale, quindi, l'offerta educativa al fine interrompere il ciclo vizioso della povertà, laddove la privazione materiale delle famiglie non può né deve ricadere sul percorso di educazione e formazione dei minori poiché, da adulti, rischierebbero di soffrire a loro volta della marginalizzazione sociale ed economica;

nel 2017 il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha istituito una cabina di regia per la lotta alla dispersione scolastica e alla povertà educativa, la quale ha elaborato un documento che ha offerto, oltre ad una panoramica completa sul fenomeno, una serie di raccomandazioni sulle azioni da mettere in campo nel successivo quinquennio per continuare a contrastare con forza la dispersione e le povertà educative, passando attraverso "un piano nazionale di contrasto";

considerato inoltre che:

nella XVIII Legislatura, le Commissioni riunione 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali) e 12ª (Igiene e sanità) del Senato della Repubblica hanno approvato, il 26 maggio 2021, una risoluzione in merito all'impatto della didattica digitale integrata (DDI) sui processi di apprendimento e sul benessere psicofisico degli studenti (Doc. XXIV, n. 39), nella quale veniva evidenziato come la didattica a distanza (DAD) avesse aggravato il già grave fenomeno dell'abbandono scolastico, rarefatto il rapporto tra genitori e insegnanti, accresciuto in maniera preoccupante tendenze già in essere tra i più giovani, quali isolamento, disagio emotivo, ansia, depressione, minando profondamente l'approccio alla socialità e alle relazioni;

in tale quadro, anche l'orientamento ricopre una funzione centrale nella lotta alla dispersione e all'insuccesso formativo degli studenti, ovvero nel miglioramento dell'efficacia della proposta didattica e formativa e nella promozione della cittadinanza attiva e nell'inclusione sociale; tuttavia, come auspicato anche dal Consiglio superiore della pubblica istruzione nel parere sullo schema di decreto ministeriale di cui sopra, approvato nella seduta n. 95 del 20 dicembre 2022, "scopo dell'orientamento è favorire la maturazione e lo sviluppo delle competenze necessarie per definire o ridefinire i propri obiettivi personali e professionali in rapporto al contesto e per elaborare un progetto di vita con la capacità di sostenere le scelte che esso comporta" e esso trova sussistenza nella centralità del sistema scolastico, laddove orientare non significa solo dare informazioni circa i percorsi futuri di lavoro e studio, ma soprattutto "garantire gli strumenti per acquisire la conoscenza di sé e quindi delle proprie attitudini, sviluppare atteggiamenti costruttivi nel rapporto con gli altri e con il mondo"; a tal proposito emerge, sia dal CSPI sia da più parti, come le Linee guida risultino non del tutto sufficienti;

come segnalano molti dirigenti scolastici, attraverso interviste rilasciate agli organi di stampa, il decreto del Ministro dell'istruzione 24 giugno 2022, n. 170, che definisce i criteri di riparto delle risorse per le azioni di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica in attuazione della linea di investimento 1.4 della missione M4C1 del PNRR, il rischio è quello che i progetti finalizzati al contrasto di abbandono e dispersione scolastica "si disperdano e non producano cambiamenti strutturali",

impegna il Governo:

1) a prevedere misure e interventi specifici per affrontare, attraverso un piano nazionale di contrasto alla dispersione e all'abbandono scolastico, la sfida della povertà educativa, la quale rischia di colpire una vasta fascia dei giovani in età scolastica, in particolare considerando gli effetti negativi della crisi da COVID-19 e dell'ulteriore perdita di potere economico delle famiglie a causa del ciclo inflativo che sta investendo il Paese;

2) ad incrementare ulteriormente le risorse per il finanziamento di servizi professionali per il supporto e l'assistenza psicologica e pedagogica da rivolgere alle studentesse e agli studenti, ovvero a rafforzare il sostegno diretto ai Comuni ai fini di una più proficua collaborazione tra la scuola, le famiglie, il terzo settore, i centri di aggregazione (parti integranti della comunità educante), con il compito, tra gli altri, di prevenire e cogliere precocemente le forme di disagio;

3) nei successivi provvedimenti, ad integrare le linee guida per l'orientamento ai percorsi individuali già in essere nell'ordinamento, volti all'acquisizione delle competenze trasversali e l'orientamento degli studenti, ovvero a predisporre specifiche misure finalizzate a favorire, in modo flessibile, il ri-orientamento e il successo formativo;

4) a predisporre un piano strategico nazionale per consentire a tutti gli studenti un adeguato recupero e un consolidamento della formazione e di ottimizzare gli apprendimenti acquisiti, considerate le difficoltà e il lascito della didattica a distanza adottata durante la fase acuta della pandemia;

5) ad implementare in modo sinergico le politiche per il sostegno al diritto allo studio e le politiche contro la dispersione, l'abbondono scolastico e la povertà educativa.

(1-00020)

Interrogazioni

SALLEMI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che la condizione di insularità della Sicilia e il suo deficit infrastrutturale comportano annosi problemi di mobilità per residenti, emigranti e visitatori;

considerato che:

l'Italia assume il ruolo di primo Paese europeo per il numero di cittadini insulari, oltre 6,7 milioni (quasi il 12 per cento della popolazione complessiva tra Sicilia e Sardegna e la Sicilia è ormai la più grande isola europea) sui 17 milioni di insulari europei;

la "specialità" derivante dalla condizione insulare è stata espressamente riconosciuta anche in sede comunitaria con la risoluzione del Parlamento europeo del 4 dicembre 2016, la quale rimanda in maniera chiara all'esigenza di assicurare la continuità territoriale nel trasporto delle persone che, vista la condizione di insularità, può essere efficacemente espletato attraverso il trasporto aereo;

la Costituzione all'articolo 3 recita: "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese";

l'articolo 119 della Costituzione recita: "La Repubblica riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall'insularità";

rilevato che:

nei fatti, il dettato costituzionale viene sostanzialmente non applicato per i siciliani, per i sardi fuorisede, per gli studenti, per i lavoratori emigrati che intendono far rientro nelle loro città di residenza, in particolar modo in occasione delle festività;

il costo dei biglietti aerei da anni rappresenta un ostacolo sinora insormontabile a una compiuta continuità territoriale;

nell'anno 2021 il Governo pro tempore Draghi ha introdotto delle particolari tariffe sociali stanziando 25 milioni di euro, al fine di lenire il caro voli con una scontistica dedicata ai siciliani e in particolare a studenti fuori sede, cittadini con redditi inferiori ai 25.000 euro, emigrati con residenza in Sicilia, disabili;

il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha attivato il portale "Siciliavola" per richiedere l'emissione dei buoni sconto da utilizzare con le compagnie aeree;

considerato inoltre che:

da un articolo di stampa del giornale on line "Open" risulta che 1.256 studenti, 674 lavoratori, 38 disabili gravi e 63 "migranti sanitari" hanno fruito dei buoni tramite il portale "Siciliavola" e sono stati spesi solamente 98.000 euro delle risorse disponibili;

le compagnie aeree non hanno, sino allo scorso anno, aderito al sistema Siciliavola e quindi non hanno accettato i buoni per difficoltà di natura burocratica e tecnica;

il portale non si è rivelato funzionale a fronte dei 1.274 buoni annullati e addirittura 2.464 scaduti, con risorse per 50 milioni spalmati su due anni utilizzate solo per lo 0,27 per cento;

solamente la compagnia aerea ITA Airways ha aderito in una prima fase dell'iniziativa,

si chiede di sapere:

quali azioni il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire un'effettiva continuità territoriale;

se vi siano in programma interventi per garantire, almeno per la prossima estate, e soprattutto per le prossime festività natalizie del 2023, per le prossime elezioni comunali ed europee, voli a prezzi calmierati per i residenti in Sicilia, che abbiano i requisiti di studenti fuori sede, emigrati "sanitari" e per motivi lavorativi, diversamente abili con residenza in Sicilia, e percettori di redditi bassi sotto i 25.000 euro annui;

se vi siano in programma incontri o tavoli tecnici con le compagnie aeree che, specie nei periodi di maggiore domanda, pongono prezzi capestro e fuori mercato e quali azioni intenda attuare per evitare possibili speculazioni.

(3-00151)

(già 4-00066)

MARTELLA - Ai Ministri delle imprese e del made in Italy e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:

la società AkzoNobel, con sede centrale in Olanda, opera nel settore della produzione di vernici destinate all'applicazione in diversi settori, ad esempio nell'industria e nell'edilizia;

la società attualmente occupa in Italia circa 570 dipendenti così suddivisi: 348 lavoratori nel sito di Como, 110 a Castelletto sopra Ticino (Novara), 55 a Peseggia di Scorzè (Venezia), 36 a Genova, 16 ad Assago (Milano) e 5 a Torino;

il sito di Peseggia è dedicato in via principale alla produzione e commercializzazione delle vernici cosiddette wood (legno) e, per il restante, al confezionamento e distribuzione di adesivi per il legno;

in data 20 gennaio 2023 è stata data comunicazione dell'avvio della procedura di licenziamento collettivo per i 46 dipendenti considerati in esubero da AkzoNobel;

la motivazione addotta è la seguente: "I volumi produttivi dello stabilimento di Peseggia negli ultimi 5 anni sono costantemente diminuiti. Il gruppo AkzoNobel intende pertanto concentrare la produzione delle vernici Wood in paesi diversi dall'Italia dove, tra l'altro, esistono siti produttivi con impianti più efficienti";

sulla base di quanto riportato dalle organizzazioni sindacali, la produzione sarebbe diminuita per alcune tipologie di prodotto in quanto trasferita all'estero, e al contempo sarebbero stati aumentati i volumi di altri prodotti;

rilevato che:

la comunicazione da parte dell'azienda ha carattere definitivo e al momento non sussistono prospettive né di cessione dell'attività né di reindustrializzazione del sito;

già nel recente passato il gruppo ha deciso di chiudere altre realtà in Italia privilegiando la produzione all'estero, come testimoniano i precedenti di Vicenza nel 2013 e Codogno (Lodi) nel 2019;

le organizzazioni dei lavoratori ritengono inaccettabile questa modalità di approccio da parte del gruppo e rivendicano la possibilità di trovare soluzioni alternative agli esuberi,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato e quali iniziative intendano attivare per quanto di competenza per scongiurare gli esuberi e consentire il prosieguo dell'attività del sito di Peseggia salvaguardando gli attuali livelli occupazionali.

(3-00152)

FREGOLENT - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

stando alle notizie fornite da organi di stampa locali e nazionali, gli open day organizzati dalle questure al fine di presentare istanza il rilascio dei passaporti si stanno trasformando in attese, spesso notturne, che appaiono indegne di un Paese civile;

risulta che a Parma, nella notte tra domenica 22 gennaio e lunedì 23, data del secondo open day della Questura per la richiesta dei passaporti nel mese di gennaio, vi fossero in coda oltre 285 persone rispetto alle 70 preventivate dalla Questura stessa;

i 70 numeri previsti per la giornata del 23 gennaio dalla Questura di Parma sembra che siano stati raggiunti già intorno alla mezzanotte precedente dalle persone che erano in fila e, in considerazione del fatto che gli uffici competenti di Borgo della Posta aprivano alle ore 9 della mattina del 23 gennaio, gli utenti in coda hanno dovuto organizzare un'autonoma numerazione che evitasse incidenti e disagi ulteriori rispetto a quelli già subiti dalla cittadinanza;

risulta all'interrogante che situazioni analoghe si siano presentate in diverse questure italiane, segno che il disservizio è diffuso e generalizzato;

i cittadini, in taluni casi, sono costretti ad aspettare anche sei mesi per ottenere il rinnovo del passaporto, rinunciando o rimandando impegni e viaggi, anche quando la richiesta di appuntamento venga trasmessa tramite il sito, spesso bloccato o non in grado di sostenere gli accessi simultanei degli utenti interessati,

si chiede di sapere quali provvedimenti urgenti intenda prendere il Ministro in indirizzo per garantire ai cittadini, in attesa di un documento indispensabile come il passaporto, di avere tempi di rilascio accettabili ed in linea con gli altri Paesi europei.

(3-00153)

PAITA, FREGOLENT - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:

una frana ha interessato il fondo valle a Camposele, in Irpinia, provincia di Avellino, proprio a ridosso del viadotto della strada statale 691, Fondo Valle Sele;

l'ANAS ha assicurato che controllerà la stabilità della struttura, ma la circolazione non è stata immediatamente interrotta, come dimostrano video diffusi da varie testate, che mostrano il passaggio di mezzi pesanti sul viadotto minacciato dalla frana;

la mancata interruzione della circolazione sul viadotto interessato dall'evento franoso, prima delle verifiche dell'ANAS, costituisce una grave dimostrazione di negligenza dalle possibili gravissime conseguenze,

si chiede di sapere per quale ragione dopo la frana non sia stata interrotta la circolazione stradale sul viadotto di Caposele e quali siano gli esiti del controllo disposto dall'ANAS sulla stabilità della struttura.

(3-00154)

CUCCHI, DE CRISTOFARO, MAGNI, FLORIDIA Aurora - Ai Ministri delle imprese e del made in Italy e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:

nell'Area di sviluppo industriale di Foggia è presente dagli anni '80 del secolo scorso una importante realtà produttiva, in precedenza facente capo al gruppo Tozzi Holding di Ravenna, e dal 2019 ceduta all'americana G&W Electric Co., primario gruppo statunitense attivo da oltre un secolo nel disegno e nella produzione di prodotti e soluzioni innovative per il settore energetico, che sino allora non vantava insediamenti produttivi nel mercato europeo;

il ramo di azienda ceduto svolgeva attività di progettazione e produzione di impianti elettrici industriali, di impianti di strumentazione industriale e di quadri elettrici di bassa e media tensione;

al momento dell'acquisizione da parte della G&W Electric il ramo d'azienda contava 120 dipendenti e 20 milioni di fatturato, per il 90 per cento realizzato oltreconfine in più di 40 Paesi;

pur scontando l'azienda le difficoltà connesse alla situazione economica internazionale, nulla faceva presagire le drastiche decisioni recentemente comunicate dalla consociata italiana (G&W S.r.l., con sede legale in Roma). Con una comunicazione data 18 febbraio 2023 la Confindustria di Foggia comunicava alle organizzazioni sindacali e alle competenti autorità pubbliche una nota aziendale con la quale si manifestava la volontà, deliberata il giorno precedente dall'assemblea dei soci, di mettere in liquidazione la società per perdite;

le ragioni addotte sono in parte comprensibili (la recessione collegata alla pandemia, l'aumento dei prezzi e i ritardi nell'approvvigionamento delle materie prime a livello internazionale), sebbene genericamente addotte, e in parte poco convincenti ("i pur numerosi prodotti dell'azienda acquisita richiedevano inaspettatamente una notevole rielaborazione e numerose verifiche prima di potere essere immessi sul mercato, la qual cosa comportava un ingente dispendio di risorse finanziarie e non. Ciò è perdurato negli anni sino alla decisione di porre la società in liquidazione");

la scelta aziendale, se non modificata tempestivamente, comporta la cessazione dell'attività e dunque il licenziamento di tutti i 7 dipendenti addetti all'unità produttiva di Peschiera Borromeo (Milano), dove vengono svolte attività di ricerca e sviluppo e di vendita, e, cosa ancor più grave, data la situazione di grande difficoltà del mercato del lavoro locale, di tutti i 114 dipendenti addetti allo stabilimento di Foggia (69 operai a tempo indeterminato, 11 operai a tempo determinato in scadenza il 31 marzo 2023, 1 operaio a tempo determinato in scadenza il 30 giugno 2023; 1 impiegato assunto con contratto di apprendistato, 28 impiegati a tempo indeterminato, 2 quadri e 2 dirigenti, tutti a tempo indeterminato, oltre i 13 dipendenti di un'agenzia di somministrazione il cui contratto sarebbe scaduto il 31 marzo dopo circa sei anni di attività presso l'azienda, lavoratori non oggetto della comunicazione aziendale ma che sono destinati anch'essi a perdere il lavoro);

molti dei destinatari del licenziamento sono ultracinquantenni e sarebbero di difficile ricollocazione anche in contesti economico-sociali più favorevoli della Capitanata;

a far dubitare della fondatezza delle ragioni addotte vi è da un lato l'indicata presenza di una notevole aliquota di personale precario e dall'altro il fatto che nella stessa comunicazione aziendale si indica che i licenziamenti "verranno effettuati nei tempi necessari alla Società per evadere gli ordini già accettati", mostrando come il mercato dei prodotti di questa impresa non sia affatto estinto, come i vertici aziendali avevano sempre riferito alle rappresentanze sindacali;

appare altresì a parere degli interroganti inaccettabile il metodo della decisione aziendale, che ha fatto a meno di ogni confronto sindacale preventivo atteso, invece, sia sull'andamento aziendale che sulla situazione dei lavoratori in somministrazione;

l'incontro svolto presso Confindustria Foggia lunedì 23 gennaio ha registrato l'indisponibilità totale della parte aziendale nel rivedere la scelta di chiusura;

a parere degli interroganti, è nella responsabilità del Governo e del Ministero delle imprese e del made in Italy in indirizzo (tanto più per la presenza aziendale nel mercato internazionale di prodotti tecnologicamente avanzati di un settore non destinato a ridimensionamenti) intervenire convocando nel più breve tempo possibile un tavolo tecnico che esplori tutte le possibili soluzioni che, anche eventualmente attraverso la cessione dell'azienda o l'intervento degli ammortizzatori sociali, siano utili a garantire la continuità dei rapporti di lavoro e a scongiurare il pesante impatto sociale che i licenziamenti avrebbero sul tessuto sociale della provincia interessata,

si chiede di sapere quali urgenti iniziative intendano assumere i Ministri in indirizzo a tutela dei lavoratori e delle famiglie colpiti dalla prospettata chiusura di cui in premessa.

(3-00155)

Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

DE CRISTOFARO - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:

Alfredo Cospito, detenuto all'interno della casa circondariale di Bancali, a Sassari, ha intrapreso dallo scorso 20 ottobre 2022 uno sciopero della fame per denunciare le condizioni cui si trova costretto in regime del 41-bis dell'ordinamento penitenziario cui è sottoposto dall'aprile 2022, nonché per protestare contro la misura comminatagli dell'ergastolo ostativo;

si ricorda come Cospito abbia riportato nei primi due gradi di giudizio una condanna per strage contro la pubblica incolumità (art. 422 del codice penale) per due ordigni a basso potenziale esplosi presso la scuola allievi Carabinieri di Fossano (Cuneo), senza causare morti né feriti: un reato che prevede la pena non inferiore ai 15 anni;

lo scorso luglio, tuttavia, la Cassazione ha riqualificato il fatto in strage contro la sicurezza dello Stato (art. 285 del codice penale), reato che prevede l'ergastolo, anche ostativo, pur in assenza di vittime: una fattispecie che non è stata contestata nemmeno agli autori degli attentati che uccisero i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino;

a parere dell'interrogante si configura uno stravolgimento della ratio del regime di cui all'art. 41-bis, che vede l'estensione ad un anarchico individualista: l'obiettivo originario del regime differenziato era infatti quello di impedire i collegamenti tra il detenuto e l'associazione criminale di appartenenza, mentre nel caso di Cospito la finalità è quella di impedirgli di continuare a esternare il proprio pensiero politico, attività svolta pubblicamente e dunque né occulta né segreta. La scelta appare motivata, infatti, proprio dal diffondersi di una serie di scritti e opuscoli di Cospito che, invitando gli anarchici a non rinunciare alla violenza, lasciano intendere per i giudici un collegamento con la militanza attiva al di fuori del carcere e la possibilità di condurre i movimenti anarchici verso nuovi atti criminali;

fino ad aprile 2022 Cospito poteva comunicare con l'esterno, inviare scritti e articoli e partecipare al dibattito della sua area politica, ricevere corrispondenza e beneficiare dell'ordinario regime trattamentale in termini di socialità, colloqui visivi e telefonici, ore di aria, palestra e biblioteca. La sottoposizione al regime del 41-bis comporta ora il trattenimento delle lettere in entrata (e conseguentemente la censura delle sue) nonché la riduzione a due ore d'aria in un cubicolo di cemento di pochi metri quadrati; la "socialità" è limitata a un'ora al giorno, nessun accesso alla biblioteca di istituto, con la fruizione di un unico colloquio mensile: una vera e propria deprivazione sensoriale, che finisce con l'ottundere e deprimere la sua personalità;

si segnala come il 19 dicembre 2022 la Corte di assise di appello di Torino, davanti alla quale si celebra il processo, abbia accolto la richiesta dei legali di sollevare una questione di legittimità costituzionale per verificare la prevalenza della circostanza attenuante prevista dall'art. 311 del codice penale sulla recidiva ex art. 99, comma 4, del codice;

nelle scorse settimane il Tribunale di Roma ha invece respinto un'istanza del legale di Cospito per la revoca dell'applicazione del carcere duro, fornendo come motivazione un mancato "percorso di revisione critica";

una nuova istanza in tal senso è stata presentata nei giorni scorsi al Ministro in indirizzo sulla base delle motivazioni di una sentenza depositata successivamente alla decisione del tribunale di sorveglianza di Roma. L'avvocato Rossi Albertini ha recentemente affermato che sulla questione che il Ministero "continua a serbare un incomprensibile silenzio sull'istanza eppure era stato lo stesso Ministro a lamentare in una nota l'assenza di un suo formale coinvolgimento. Ciò detto, anche qualora la decisione ministeriale fosse negativa, Cospito e tutti e tutte coloro che si sono mobilitati in questi mesi a sostegno del suo sciopero della fame hanno il diritto di sapere per quali ragioni l'anarchico debba essere condannato ad espiare la sua pena nel regime detentivo speciale",

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover rispondere con urgenza all'istanza relativa alla revoca del regime di cui all'art. 41-bis dell'ordinamento penitenziario presentata dai legali di Cospito, anche considerato il deterioramento dello stato psicofisico del detenuto, in sciopero della fame da ormai diversi mesi.

(3-00150)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

ALOISIO, LICHERI Sabrina, PIRONDINI, LICHERI Ettore Antonio, NAVE, DAMANTE, CASTIELLO, DI GIROLAMO, LOPREIATO, LOREFICE, DE ROSA, MARTON, SIRONI, MAZZELLA, BILOTTI, NATURALE, PIRRO, CASTELLONE - Ai Ministri della cultura e dell'economia e delle finanze. - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

lo schema di decreto ministeriale recante la tabella delle istituzioni culturali da ammettere al contributo ordinario annuale dello Stato per il triennio 2021-2023 (atto del Governo n. 251) ha disciplinato il riparto fra le istituzioni dell'importo complessivo di 19.374.433 euro riferito a ciascun anno del medesimo triennio;

i parametri individuati per la determinazione del contributo da assegnare alle Regioni hanno determinato una sperequazione nella distribuzione territoriale dei fondi;

in particolare, mentre l'Emilia-Romagna ha ottenuto finanziamenti per 20 siti culturali, il Piemonte 17 e la Toscana 33, la Puglia ha portato a casa risorse per appena 4 istituti, l'Abruzzo per 2 e la Sardegna per uno. La Basilicata, la Calabria e il Molise, per il triennio 2021-2023, non conteranno su alcun finanziamento;

il 40 per cento degli stanziamenti è stato ripartito negli istituti del Settentrione, il 51 per cento negli istituti del Centro Italia e il 9 per cento in quelli del Mezzogiorno;

discorso analogo per gli enti accreditati ad accedere ai fondi del "5 per mille alla cultura" per l'anno 2021: a titolo d'esempio, se Lombardia e Piemonte hanno ottenuto, rispettivamente, il 19 e il 16 per cento, Puglia e Sardegna si sono accontentate del 2,4 e del 4,7 per cento,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo condividano l'opportunità di stanziare fondi ulteriori alle Regioni escluse dal contributo;

se il Ministro della cultura intenda modificare gli indicatori di valutazione e i requisiti d'accesso al finanziamento, anche di concerto con l'Associazione nazionale Comuni italiani e le soprintendenze, al fine di consentire un'equa distribuzione degli stanziamenti;

se ritenga che la tabella che include le istituzioni culturali da ammettere al contributo ordinario possa essere sottoposta anche al parere dell'ANCI, in aggiunta al parere delle Commissioni parlamentari competenti e del comitato tecnico-scientifico per le biblioteche e gli istituti culturali.

(4-00160)

NASTRI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:

la linea dei treni ad alta velocità denominati Frecciarossa, del gruppo Ferrovie dello Stato italiane, rappresenta il moderno sistema di trasporto capace di rivoluzionare positivamente la concezione di mobilità di milioni di italiani, con evidenti vantaggi, soprattutto per i pendolari per ragioni di lavoro;

l'attivazione della linea alta velocità dei Frecciarossa, infatti, ha modificato il modo di viaggiare di milioni di passeggeri fruitori del servizio di trasporto ferroviario su scala nazionale, grazie a collegamenti più veloci e maggiore frequenza dei treni sulle linee a maggior traffico;

nonostante Rete ferroviaria italiana abbia previsto che i collegamenti della linea alta velocità includano le direttrici più importanti della penisola, quale ad esempio la linea Torino-Milano, con soste nelle principali città, tuttavia appaiono ad oggi incomplete le fermate in alcune città di notevole rilevanza economica e commerciale, come ad esempio Novara, capoluogo di provincia e seconda città del Piemonte;

la città di Novara, per la sua posizione geografica tra il Piemonte e la Lombardia, rappresenta un distretto economico importante anche a livello internazionale, essendo crocevia strategico di considerevoli traffici commerciali tra le assi viarie che congiungono Milano, Torino e Genova alla Svizzera;

inoltre, è sede dell'Università degli studi del Piemonte orientale, dotata di una struttura tripolare condivisa con Alessandria e Vercelli, la quale accoglie un numero sempre più elevato di studenti e docenti;

ciononostante, attualmente, non rientra fra lo scalo ferroviario dei treni Frecciarossa, penalizzando, di conseguenza, i centri abitati limitrofi, migliaia di pendolari e viaggiatori novaresi, oltre alla stessa economia cittadina;

appare pertanto fondamentale che, per la parte orientale del Piemonte, vengano garantiti non solo una sosta del treno Frecciarossa, ma anche le conseguenti infrastrutture necessarie a stabilire la fermata ferroviaria e l'ampliamento dell'offerta di convogli rapidi per il territorio sull'asse Torino-Milano;

l'interrogante ha proposto la convocazione di un tavolo tecnico con i soggetti interessati per valutare ogni soluzione possibile per potenziare il servizio ferroviario nella città di Novara;

è opportuno avviare un'occasione di confronto tra Regione, Comune, Provincia e tutti i soggetti economici e sociali del territorio, affinché possano spiegare a RFI l'importanza di avere una migliore connessione con il resto d'Italia,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire, per quanto di competenza, in maniera urgente presso Ferrovie dello Stato, al fine di prevedere, anche per la città di Novara, seconda città del Piemonte per numero di abitanti, la sosta del treno ad alta velocità, nonché il potenziamento di tutta la rete ferroviaria veloce, in modo da determinare un aumento del volume dei viaggiatori ferroviari novaresi e della stessa provincia limitrofa, oltre ad un evidente giovamento per l'attività economica e commerciale dell'area interessata.

(4-00161)

DE CRISTOFARO - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

gli interventi legislativi in materia di contratti di locazione passiva hanno sempre disincentivato l'utilizzo di tale tipologia contrattuale da parte delle pubbliche amministrazioni, in un'ottica di razionalizzazione del patrimonio pubblico e di contenimento della spesa pubblica;

si ricorda in tal senso come l'art. 3 del decreto-legge n. 95 del 2012 abbia previsto molte limitazioni al rinnovo del rapporto di locazione, nonché una riduzione del canone del 15 per cento per i contratti in corso. Successivamente, con l'articolo 24 del decreto-legge n. 66 del 2014 fu previsto un nuovo piano di razionalizzazione per un complessivo efficientamento della presenza territoriale attraverso l'utilizzo di immobili pubblici disponibili e la riduzione delle locazioni passive, che garantisse, per ciascuna amministrazione, una riduzione dal 2014 al 2016 di almeno il 50 per cento della spesa per locazioni e del 30 per cento degli spazi utilizzati (ad esclusione dei presidi di pubblica sicurezza, di soccorso pubblico e le carceri);

l'immobile demaniale di Via Atanasio Soldati n. 80 a Roma, in zona La Rustica, è attualmente sede dell'Ispettorato generale per l'Informatica e l'Innovazione tecnologica della Guardia di finanza, della SOGEI, oltre che del personale addetto ai vari servizi di supporto all'immobile. Tale immobile ha sempre rappresentato un polo di eccellenza del Ministero dell'economia e delle finanze, dotato di spazi necessari per ogni esigenza lavorativa;

sono tuttavia state sollevate "considerazioni inerenti agli elevati costi di gestione del compendio" rappresentate da motivazioni generiche che non rimandano a documenti relativi a studi di fattibilità determinati e conosciuti in merito. Ad oggi risultano costi annui di locazione passiva per le sedi del Ministero dislocate in Roma e provincia pari a circa 5.000.000 di euro di cui 3.669.450 euro per la sola sede di Via dei Normanni come risulta dalla sezione "Amministrazione trasparente" del sito istituzionale del Ministero dell'economia;

da un punto di vista patrimoniale, il complesso immobiliare "La Rustica" presenta nel conto del patrimonio un valore pari a 72.000.000 di euro secondo una stima effettuata nel 2010 dall'Agenzia del Demanio. Su tale bene sono stati inoltre recentemente effettuati ingenti investimenti di manutenzione straordinaria, al fine di garantirne la massima funzionalità. Nel caso in cui al rilascio consegua un abbandono o una vendita a prezzi inferiori al valore effettivo si determinerebbero una gravosa perdita patrimoniale ed un conseguente danno erariale;

si ricorda che SOGEI è una società "in house" del Ministero e che, ai sensi del decreto legislativo n. 175 del 2016 (Testo unico sulle società a partecipazione pubblica), rappresenta una longa manus ministeriale. Pertanto, è lo stesso Ministero dell'economia che esercita il controllo analogo di SOGEI, indirizzandone le scelte strategiche;

si segnala come il 30 novembre 2022 si sia concluso il trasferimento del personale SOGEI presso la sede di Via Carucci in Roma, in una tra le aree più congestionate della città. La sede è in locazione, con conseguenti canoni passivi di affitto che andrebbero confrontati con gli esborsi normalmente richiesti per la gestione della sede già di proprietà dello Stato (nel caso specifico "La Rustica");

giova inoltre ricordare che il fatturato prevalente di SOGEI è verso il Ministero: i costi sono dunque coperti da spesa pubblica, che deve essere gestita con razionalità, economicità e trasparenza;

il 26 settembre 2022 l'organizzazione sindacale UGL FP aveva inviato al Ministero una richiesta di accesso civico generalizzato ex art. 5, comma 2, del decreto legislativo n. 33 del 2013, per acquisire informazioni ed atti riguardanti due procedure in corso, la dismissione della sede di "La Rustica", e l'acquisizione di una nuova sede in locazione passiva. In data 26 ottobre il Ministero ha risposto a tale istanza in maniera insoddisfacente: le motivazioni fornite per giustificare il diniego sono state la mancata formalizzazione delle informazioni richieste in documentazione amministrativa o un differimento dell'accesso all'esito della conclusione della procedura attualmente in corso;

UGL Funzione Pubblica ha dunque deciso di evidenziare i fatti al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Ministero per un riesame della richiesta di accesso civico generalizzato, rappresentando altresì come la stessa UGL si riservasse di richiedere direttamente all'Autorità nazionale Anticorruzione di esercitare, ai sensi dell'art. 45 del decreto legislativo n. 33 del 2013, il controllo dell'esatto adempimento degli obblighi di trasparenza e di pubblicazione da parte del Ministero. La risposta del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza tuttavia confermato le medesime risposte "inconsistenti" fornite precedentemente dall'Amministrazione,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda intervenire, per quanto di sua competenza, affinché sia garantito il rispetto della trasparenza dell'azione amministrativa, anche al fine di perseguire con la massima chiarezza gli obiettivi di valorizzazione, tutela e rilancio dei beni appartenenti al patrimonio pubblico.

(4-00162)

MAZZELLA - Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze. - Premesso che nel gennaio 2023, nei giorni della toccante perdita del celebre calciatore Gianluca Vialli, affetto da cancro al pancreas, numerosi oncologi e associazioni, tra cui "Codice Viola" (impegnata a migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti affetti da adenocarcinoma del pancreas) hanno esortato l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), a rivedere la propria decisione di escludere la rimborsabilità di "Olaparib", valutazione avvenuta nel novembre 2021. Quest'ultimo è un farmaco che, come anche sostenuto da "Codice Viola", garantirebbe un vantaggio terapeutico ai pazienti portatori della mutazione ereditata BRCA con adenocarcinoma del pancreas, sottogruppo che rappresenta circa l'8 per cento dei pazienti affetti dal tumore esocrino che aveva Gianluca Vialli e che riguarda il 95 per cento di tutti i tumori del pancreas;

considerato che:

come riportato nel rapporto "I numeri del Cancro in Italia 2022", il carcinoma pancreatico è la terza causa di morte. Atteso che i tre quarti dei malati periscono entro un anno dalla diagnosi, oltre 20.000 italiani risultano affetti da questa malattia. Tra i fattori capaci di incrementare il rischio del carcinoma, si segnala: l'età avanzata, l'obesità, il fumo, la familiarità per malattie genetiche che possono aumentare il rischio di cancro, il diabete e infiammazioni croniche del pancreas;

tra le neoplasie più infauste, complice anche la rapidità di diffusione, l'aggressività, la tendenza a recidivare (il 66 per cento dei pazienti recidiva nel primo anno) e la refrattarietà alla chemioterapia, è uno dei tumori più difficili da gestire. Atteso che il trattamento può prevedere la chirurgia, la chemioterapia, la radioterapia e terapie palliative, solo il 16 per cento (dati AGENAS 2022), dei pazienti possono essere operati (ovvero quando il carcinoma non ha generato metastasi al fegato o ai polmoni, alla cavità addominale o quando non sia esteso ai principali vasi sanguigni circostanti). Analogamente, nei pazienti non trattabili chirurgicamente, la chemioterapia è somministrata per ridurre le dimensioni del tumore, conferendo però risultati limitati. La radioterapia, invece, reca l'obiettivo di ridurre i sintomi organo-dipendenti e l'estensione locale della malattia;

atteso che l'8 per cento (dato fornito da una ricerca epidemiologica "Germinal BRCA1-2 pathogenic variants (gBRCA1-2pv) and pancreatic cancer: epidemiology of an Italian patient cohort" pubblicata nel 2021 su "ESMO open") dei tumori del pancreas presenta mutazioni in uno o entrambi i geni BRCA, in occasione del congresso mondiale di oncologia dell'American Society of Clinical Oncology svoltosi a Chicago nel 2019, furono presentati i dati di uno studio internazionale che presentava l'efficacia di un farmaco, l'Olaparib, come terapia di mantenimento in pazienti affetti da adenocarcinoma duttale del pancreas metastatico con mutazione germinale del gene BRCA. Relativamente ai risultati della ricerca, il farmaco ha ridotto del 47 per cento il rischio di progressione della malattia o di decesso rispetto al placebo: a distanza di 24 mesi, il 22 per cento dei pazienti trattati con Olaparib non è risultato soggetto ad una progressione della malattia, rispetto al 9,6 per cento di quelli trattati con placebo;

in particolare Olaparib, che si assume per via orale (non bisogna recarsi in ospedale per fare le infusioni), è già stato autorizzato come terapia di mantenimento dal Food and Drug Administration (FDA) e dall'European Medicines Agency (EMA) ed è indicato per i pazienti portatori della mutazione ereditata BRCA con adenocarcinoma del pancreas;

considerato infine che:

nel mese di febbraio 2022, a seguito del diniego di AIFA di rendere rimborsabile il farmaco inserendolo in fascia C, non ritendo sufficienti gli studi effettuati, 230 oncologi di 77 centri italiani hanno chiesto all'ente regolatore di rivalutare la posizione espressa sul farmaco. Si specifica che la decisione adottata dall'ente diretto dal Ministero della salute e vigilato dal Ministero della salute e dell'economia e delle finanze, comporta un esborso di 4.000 euro al mese da parte di ciascun paziente che utilizza Olaparib;

come riferito in un'intervista del direttore del programma strategico di coordinamento clinico del pancreas Center del San Raffaele e referente dell'attività ambulatoriale focalizzata al trattamento dei tumori del pancreas, prof. Michele Reni: "per noi oncologi il suo l'utilizzo [Olaparib] è importante perché ritarda la progressione della malattia e l'uso di una chemioterapia tossica" ("Dire", 29 novembre 2021);

analogamente, secondo quanto dichiarato alla stampa dalla direttrice dell'associazione "aBRCAdabra", prima onlus nata per i portatori delle mutazioni oncogenetiche BRCA: "Togliere questa unica speranza per chi è aggrappato alla vita vuol dire andare in direzione opposta ai bisogni di salute dei pazienti". Dello stesso parare la chirurga senologa del San Matteo di Pavia ed esperta sulle mutazioni BRCA, dottoressa Alberta Ferrari, che ha bollato l'iniziativa di AIFA come "un dispiacere, una battuta d'arresto laddove si vedeva finalmente un farmaco che agiva sulla qualità vita di questi pazienti" ("Dire", 29 novembre 2021),

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo condividano l'appello dei 230 oncologi di 77 centri italiani e delle relative associazioni di settore;

quali siano le iniziative che, nel perimetro di propria competenza, intendano adottare per sostenere l'utilizzo di Olaparib o di farmaci analoghi per la cura del carcinoma pancreatico;

se condividano le posizioni dell'American Society of Clinical Oncology, di FDA ed EMA relativamente all'efficacia di Olaparib quale terapia di mantenimento;

quale sia il motivo per cui si è deciso di negare la rimborsabilità del farmaco.

(4-00163)

MAZZELLA - Ai Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:

nel dicembre 2020, il commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell'emergenza da SARS-CoV-2 ha avviato una richiesta di manifestazione di interesse per il reperimento di personale sanitario volto all'esecuzione dei vaccini anti COVID. Nel ricorrere all'istituto della "somministrazione di manodopera" per il reclutamento del personale, l'avviso era rivolto ai laureati in medicina e chirurgia, agli infermieri e agli assistenti sanitari iscritti ai rispettivi albi professionali;

nel dicembre 2022 l'unità per il completamento della campagna vaccinale e per l'adozione di altre misure di contrasto alla pandemia ha stabilito di non prorogare i contratti di somministrazione in scadenza al 31 dicembre 2022. Al riguardo, nell'annunciare un'interrogazione regionale in data 3 gennaio 2023, il consigliere della Regione Campania Vincenzo Ciampi del Movimento 5 Stelle ha evidenziato che gli operatori dei centri vaccinali sono stati licenziati con un semplice sms;

ai sensi di quanto disposto dall'art. 1, comma 268, lettera b), della legge n. 234 del 2021 (legge di bilancio per il 2022), le aziende sanitarie possono assumere, a tempo indeterminato, il personale sanitario e gli operatori sociosanitari, alle dipendenze di un ente del Servizio sanitario nazionale, che abbiano maturato al 30 giugno 2022 perlomeno 18 mesi di servizio, anche non continuativi, di cui almeno sei mesi nel periodo che intercorre tra il 31 gennaio 2020 e il 30 giugno 2022, secondo criteri di priorità definiti da ciascuna Regione. Analogamente, la normativa dispone che queste unità lavorative debbano essere state reclutate con procedure concorsuali o selezioni pubbliche per titoli ed esami;

quanto disciplinato dalla legge non si estende, dunque, ai contratti stipulati ricorrendo all'istituto della "somministrazione di manodopera", come anche richiamato dalla sentenza n. 3477 del 4 maggio 2022 del Consiglio di Stato. Pertanto, la giurisprudenza amministrativa ha previsto espressamente l'esclusione dei lavoratori in regime di somministrazione, di cui all'art. 20, comma 9, del decreto legislativo n. 75 del 2017, dalle procedure di stabilizzazione;

ciò premesso, il personale contrattualizzato a seguito dell'avviso di procedura aperta per l'attuazione del piano vaccinale, pubblicata nel dicembre 2022, ai sensi della normativa vigente, non può essere oggetto di stabilizzazione. Tuttavia, si evidenzia che durante la pandemia questi lavoratori, anche definiti "angeli del COVID", hanno permesso al Paese di riprendersi dal periodo più difficile della storia contemporanea, lavorando senza sosta e mettendo a repentaglio anche il proprio stato di salute;

ad oggi la pandemia non ha ancora terminato di dispiegare i suoi effetti, se si considera che solo nel dicembre 2022 oltre 250 milioni di cinesi sono stati contagiati. In particolare, secondo un recente rapporto del "Financial Times", gli ospedali cinesi sono stati travolti da un afflusso di pazienti, soprattutto soggetti fragili e anziani. Pertanto, il nostro Paese necessita di personale sanitario sufficiente ad affrontare questa e altre ipotetiche forme pandemiche;

risulta all'interrogante quanto riportato testualmente nella nota CISL FP Campania, protocollo n. 3/2023, indirizzata anche al presidente della Regione Campania: "Posto che al dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri è stato chiesto un parere per quanto concerne la possibilità per gli enti del SSN di avviare procedure selettive al fine di assumere risorse da impiegare per l'assolvimento di funzioni reinternalizzate. Il quesito - nello specifico - si chiedeva se la riserva dei posti, in misura non superiore al 50% prevista allo scopo di valorizzare il personale esterno che abbia garantito attività di assistenza ai pazienti durante il periodo di esternalizzazione del servizio, sia attribuita anche a coloro che hanno lavorato nei suddetti enti in regime di somministrazione. Atteso che il Dipartimento di cui trattasi (...) pur evidenziando differenze sostanziali tra i lavoratori operanti in regime di somministrazione e quelli che svolgono le loro mansioni nell'ambito di un appalto di servizi, e sottolineando la necessità che la materia vada regolata mediante strumenti normativi, si è espresso dichiarando che l'obiettivo del legislatore, nel redigere il comma 268 della legge di bilancio per il 2022, fosse il rafforzamento strutturale dei servizi sanitari regionali, da ottenere anche attraverso la valorizzazione di detto personale che ha prestato servizio durante l'emergenza Covid-19. (...) il Dipartimento della Funzione pubblica non ritiene che vi siano pregiudizi di tipo ideologico all'estensione, per analogia, di tale vantaggio ai lavoratori che, benché dipendenti di un'agenzia esterna, abbiano operato in regime di somministrazione all'interno di un'azienda pubblica",

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intendano adottare per tutelare il personale in questione;

se intendano disporre l'internalizzazione, mediante avviso pubblico, del personale assunto ricorrendo all'istituto della "somministrazione di manodopera" di cui all'avviso disposto nel dicembre 2020 dal commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica;

se ritengano che anche i lavoratori in somministrazione, rispondenti ai requisiti della normativa disciplinata dall'art. 1, comma 268, della legge di bilancio per il 2022, debbano avere accesso ai benefici derivanti dalla legge sulla reinternalizzazione, come dichiarato dal capo del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, ovvero se intendano adottare iniziative, anche di carattere normativo, al fine di rivedere la normativa vigente estendendo le procedure di stabilizzazione anche ai lavoratori in regime di somministrazione.

(4-00164)

MURELLI - Ai Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:

il centro "BeNe" - Bellaria Neuroscienze, è una struttura autorizzata per la diagnosi e la cura delle sindromi riconosciute come malattie neurologiche rare e neuroimmuni, facente parte del Dipartimento di Neuroscienze dell'Azienda AUSL di Bologna, presso l'Unità operativa complessa di Neurologia dell'ospedale "Bellaria" di Bologna;

il centro è stato diretto in questi anni dal dottor Fabrizio Salvi, dirigente di 1° livello, che ha conseguito la specializzazione in Neurologia e il dottorato in Fisiopatologia Applicata e si è poi specializzato in malattie neurologiche rare (SLA, Atassia, Amiloidosi, Neuro-Behcet, Miastenia Gravis) e neuroimmuni (Sclerosi multipla, Miastenia Gravis);

il centro rappresenta un luogo di eccellenza e un assoluto punto di riferimento per la qualità della ricerca nel campo delle malattie neurologiche rare e neuroimmuni;

a seguito del pensionamento del dottor Salvi, per sopraggiunti limiti di età, l'Azienda AUSL ha deciso di chiudere il centro, nonostante il reparto abbia in cura circa 2.000 persone affette da malattie molto gravi come la sindrome laterale amiotrofica (meglio nota come SLA), l'atassia, l'amiloidosi, la miastenia, la sclerosi multipla, il Morbo di Behcet e varie altre patologie neurologiche rare e neuroimmuni;

nonostante i ripetuti confronti con i rappresentanti dei pazienti, riuniti in quattro associazioni (AssiSLA, AISA, AssiSM e Miastenia Insieme), l'AUSL Bologna non ha assunto alcuna iniziativa volta a garantire la continuità dei programmi e non ha affiancato al dottor Salvi uno o più neurologi nella prospettiva di consentire un avvicendamento alla guida del centro;

si pone pertanto il problema di garantire il diritto alla salute di moltissimi cittadini affetti da malattie molto gravi e che richiedono un centro altamente specializzato nella cura di tali disturbi;

la normativa attuale permette all'Azienda AUSL di trattenere in servizio il dottor Salvi per i prossimi 36 mesi, arco di tempo sufficiente per consentire l'affiancamento di un neurologo destinato a rilevare la direzione e la guida del centro, evitando nello stesso tempo interruzioni o ritardi nella coordinazione e nella esecuzione dei progetti medico-scientifici,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano informati dei fatti richiamati in premessa;

quali iniziative di propria competenza intendano adottare al fine di consentire l'operatività del centro "BeNe", al fine di non disperdere un reparto di assoluta eccellenza e garantire la tutela del diritto alla salute di tutti i pazienti in cura presso il medesimo.

(4-00165)

DE CRISTOFARO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

in data 8 gennaio 2023 presso l'area di servizio Badia al Pino, nota per essere stata teatro dell'omicidio del tifoso laziale Gabriele Sandri nel 2007, si sono verificati pesanti scontri tra i tifosi della Roma e del Napoli, con il ferimento di numerose persone e il blocco del tratto autostradale con circa 15 chilometri di conseguente coda;

un incontro che è risultato programmato, in una sorta di resa dei conti per l'omicidio del tifoso napoletano Ciro Esposito avvenuto nel 2014, presso un luogo dove vengono spesso organizzate le soste delle tifoserie;

in data 14 gennaio il Ministro in indirizzo ha emanato un decreto che comporta il divieto di trasferte ai tifosi di Roma e Napoli, per un periodo di due mesi. Un provvedimento che, facendo prevalere la logica del sospetto come anticamera della verità, colpisce e penalizza migliaia di sostenitori delle tifoserie, che hanno sempre dimostrato un rigoroso rispetto delle regole;

appare infatti ingiustificata l'equiparazione del tifoso a quella dei delinquenti che hanno partecipato agli scontri. È un pregiudizio, uno stigma sociale, che non aiuta nella gestione dell'ordine pubblico e non contribuisce alla promozione e alla crescita di un tifo organizzato, consapevole e responsabile. La generalizzazione colpisce infatti in modo evidente anche coloro i quali seguono la propria squadra dalla parte del rispetto delle regole e delle leggi;

lo sport e il tifo sono perfettamente compatibili con valori e pratiche di legalità, essendo occasioni per promuovere iniziative sociali, di comunità e solidarietà, momenti di scambio culturale, crescita delle persone e impegno civico collettivo;

vicende come gli scontri dell'8 gennaio confermano, invece, tutti i dubbi sorti negli anni circa l'effettiva utilità nella gestione dell'ordine pubblico di strumenti quali la tessera del tifoso o la chiusura di curve e settore ospiti;

molte organizzazioni che sostengono un tifo pacifico e responsabile, e che collaborano con gli organi istituzionali per fornire un contributo alla prevenzione e al rispetto dell'ordine pubblico, si augurano oggi che il provvedimento del Ministro possa essere rivisto per consentire ai i tifosi di assistere alle partite della propria squadra;

in occasione degli incontri di calcio Sampdoria-Napoli, Milan-Roma e Spezia-Lecce, era inoltre noto che i tifosi avrebbero potuto incrociarsi in aree comuni lungo il tragitto. Un testa coda che doveva essere previsto, monitorato e affrontato dall'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, suggerendo ad esempio l'anticipo 12.30 della partita Sampdoria-Napoli,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda avviare una ispezione per comprendere i motivi dell'inadeguato monitoraggio dei rischi precedente gli scontri dell'8 gennaio e se non intenda rivedere i propri intendimenti in merito al provvedimento di cui in premessa, in modo da consentire ai tifosi di Napoli e Roma di assistere alle partite della propria squadra, nel settore a loro dedicato e con le dovute limitazione necessarie alla gestione dell'ordine pubblico.

(4-00166)

CUCCHI, MAGNI - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:

Alfredo Cospito, l'anarchico detenuto dal mese di maggio 2022 nel carcere di Bancali (Sassari), ha intrapreso dal 20 ottobre uno sciopero della fame per protestare contro la sua sottoposizione al regime differenziato speciale ai sensi dell'art. 41-bis dell'ordinamento penitenziario;

egli è ormai giunto al 92° giorno di digiuno (19 gennaio);

ha perso 40 chili passando dai 118 del 20 ottobre scorso agli attuali 75;

il detenuto non intende interrompere lo strumento di protesta intrapreso, ritenendo il regime applicatogli una "mera e gratuita afflizione ai suoi danni" e che la sua adozione sarebbe priva degli elementi giustificativi tanto normativi che esegetici;

lo stato di salute di Cospito non consente ulteriori attendismi;

pende tuttora il ricorso per Cassazione proposto dal difensore contro la decisione del tribunale di sorveglianza di Roma di confermare il particolare regime detentivo;

è ignota la data di fissazione della relativa camera di consiglio, in cui si discuterà se effettivamente sussistano le ragioni legittimanti l'adozione del provvedimento;

lo stato di salute di Cospito è oggettivamente incompatibile con i tempi di definizione del procedimento giurisdizionale;

in data 10 gennaio 2023 il Ministro in indirizzo ha diramato una nota con la quale ha tra l'altro fatto sapere "Al momento al Ministero della Giustizia non è arrivata alcuna richiesta di revoca del regime speciale 41 bis né da parte del detenuto, né da parte dell'autorità giudiziaria";

il 13 gennaio il difensore dell'anarchico ha inviato al Ministro una richiesta di revoca anticipata del decreto fondata su elementi nuovi e diversi da quelli presi in esame dal tribunale di sorveglianza di Roma perché emersi successivamente alla data di celebrazione dell'udienza camerale di sorveglianza;

è interesse dell'opinione pubblica conoscere la risposta e le motivazioni che il Ministro vorrà fornire in ordine alla richiesta di revoca anticipata avanzatagli;

alla data odierna, nonostante le evidenti ragioni di preoccupazione sullo stato di salute di Cospito, il Ministero continua a serbare un incomprensibile silenzio sull'istanza di revoca inviatagli dalla difesa;

in una nota pubblicata il 17 gennaio su un noto quotidiano sembrerebbe che il sottosegretario Sisto abbia affermato in proposito "la magistratura di sorveglianza saprà se e come intervenire", ma non è dato sapere se la stessa sia veritiera, se rappresenti la decisione ministeriale, se corrisponda alle forme con cui il Ministro intenda informare l'opinione pubblica della decisione implicitamente assunta nonché trattare la vicenda dell'anarchico;

diversamente da quella che appare la risposta del Sottosegretario, la giurisprudenza di legittimità afferma che "Si tratta, del resto, di un orientamento ermeneutico consolidato, dovendosi evidenziare che, anche a seguito delle modifiche legislative introdotte dalla legge 15 luglio 2009, n. 94, sussiste il diritto del detenuto sottoposto al regime differenziato di chiedere la revoca anticipata del provvedimento di sottoposizione alla misura ex art. 41-bis Ord. pen., alla luce dei principi affermati dalla sentenza della Corte costituzionale 28 maggio 2010, n. 190" (Corte di cassazione penale, sezione I, sentenza dell'8 ottobre 2021, n. 36707);

pertanto, a giudizio degli interroganti, il trincerarsi e celarsi alle spalle del rimedio giurisdizionale, stante la notoria lentezza della soluzione adombrata, costituisce il modo per condannare il detenuto all'unico esito prevedibile;

il Ministro ha 30 giorni dal deposito dell'istanza per decidere sulla stessa dopo di che si realizzerà il cosiddetto silenzio-rifiuto ovvero, a giudizio degli interroganti, l'ignavia eletta a prassi amministrativa,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno esprimersi con la massima rapidità sull'istanza di revoca anticipata del regime di cui all'art. 41-bis cosicché anche Alfredo Cospito, assieme all'opinione pubblica, possa conoscere il tenore della decisione e le argomentazioni poste a fondamento della stessa.

(4-00167)

Interrogazioni, già assegnate a Commissioni permanenti, da svolgere in Assemblea

Le interrogazioni 3-00064 e 3-00117, del senatore Potenti, precedentemente assegnate per lo svolgimento alla 8ª Commissione permanente (Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica), saranno svolte in Assemblea, in accoglimento della richiesta formulata in tal senso dall'interrogante.

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti:

1ª Commissione permanente(Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione):

3-00153 della senatrice Fregolent, sulle difficoltà nell'ottenimento del passaporto in questura;

8ª Commissione permanente(Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica):

3-00154 delle senatrici Paita e Fregolent, sulla frana a ridosso del viadotto della strada statale 691 a Camposele, in Irpinia;

9ª Commissione permanente(Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare):

3-00152 del senatore Martella, sulla dismissione del sito produttivo di Peseggia (Venezia) della società AkzoNobel.