Ordine del Giorno n. G1.201 al DDL n. 564
Azioni disponibili
G1.201
Basso, Alfieri, D'Elia, Manca, Misiani, Lorenzin, Nicita
V. testo 2
Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, recante disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e del Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC), nonché per l'attuazione delle politiche di coesione e della politica agricola comune (A.S. 564);
premesso che:
lo scorso 28 marzo 2023, le Sezioni Unite in sede di controllo della Corte dei Conti hanno presentato al Parlamento la relazione semestrale sullo stato di attuazione del PNRR. La relazione, pur sottolineando diversi aspetti positivi sull'attuazione del PNRR, ha evidenziato numerose criticità che, se non opportunamente e tempestivamente affrontate, potrebbero mettere a repentaglio il raggiungimento degli obiettivi europei e nazionali connessi al piano;
per quanto riguarda gli indicatori comuni di monitoraggio adottati a livello europeo, risultano carenze nella scelta degli indicatori, e in particolare: a) la trascuratezza dei profili dell'articolazione geografica; b) il fatto che circa un terzo degli investimenti e la quasi totalità delle riforme non siano associati a indicatori; c) la scelta di introdurre un nuovo sistema di indicatori che appare non immediatamente riconducibile ai framework di misurazione già disponibili; d) i Piani nazionali presentati, e il sistema degli indicatori, appaiono non ancora integrati con il framework dello sviluppo sostenibile previsto dall'Agenda 2030 delle Nazioni Unite;
relativamente ai profili di attuazione del Piano, rispetto agli obiettivi europei, che risultano tutti conseguiti alla scadenza del secondo semestre del 2022, per gli obiettivi nazionali risulta un conseguimento pari solo al 62 per cento, nella misura in cui "le attività inerenti a 7 target risultavano solo avviate, 5 target figuravano ancora in via di definizione, mentre per ulteriori 8 obiettivi emergevano ritardi rispetto alla scadenza programmata";
con l'avanzare del cronoprogramma, è atteso un aumento del peso relativo dei target rispetto alle milestone, e al semestre in corso risulta solamente già conseguito un solo target;
per quanto concerne l'attuazione finanziaria, la Corte ha sottolineato come oltre la metà delle misure interessate dai flussi sulle specifiche contabilità di tesoreria e a quelli del bilancio mostri ritardi o sia ancora in una fase sostanzialmente iniziale dei progetti, e in particolare l'avanzamento dei pagamenti nelle missioni legate alle politiche agricole, all'istruzione scolastica e agli interventi per la resilienza, la valorizzazione del territorio e l'efficienza energetica dei Comuni stia procedendo a rilento;
al netto dei crediti d'imposta del piano Transizione 4.0 relativi ai beni strumentali innovativi e alle attività di formazione e all'Ecobonus-Sismabonus, per i quali si è registrato un livello di spesa molto più elevato del previsto, il livello di attuazione finanziaria scende al 6 per cento e le missioni 4, 5 e 6 non raggiungono nemmeno la soglia del 5 per cento;
per quanto riguarda il PNC, i progetti di 3 programmi su 24 osservati dalla Corte non risultano concretamente avviati, mentre poco più del 10 per cento delle risorse non sono state ancora attivate;
relativamente al Mezzogiorno, la Corte ha evidenziato le seguenti criticità:
a) in generale, sia la spesa per consumi finali sia per gli investimenti, le quote di risorse indirizzate al Mezzogiorno si sono ridotte negli ultimi anni, nonostante le difficoltà riscontrate dal Sud, in particolare nella fase di recupero dopo la crisi pandemica rispetto alle altre aree del Paese;
b) resta aperto il problema della messa a punto di adeguati strumenti di gestione dei programmi, che rischia di influenzare negativamente la capacità di spesa delle Amministrazioni, considerata in particolare la presenza di tempi di realizzazione delle opere pubbliche sistematicamente superiori a quelli medi nazionali;
c) sorgono dubbi sull'effettiva capacità di assorbimento delle risorse, in considerazione della bassa dinamicità economica del territorio, con il rischio di interventi subottimali;
d) un ulteriore elemento di difficoltà consiste nella disparità delle regioni del Sud in quanto a dotazioni digitali, e in particolare al fatto che l'allocazione di risorse al Mezzogiorno nei settori associati all'indice dell'economia e della società digitale (DESI) non rispetti il vincolo di destinazioni pari al 40 per cento e che si prospettino difficoltà di rispettare le relative scadenze del cronoprogramma;
per quanto riguarda giovani e donne, circa il 10 per cento degli obiettivi non risultano completati a fine 2022;
l'ultimo aspetto coperto dalla relazione della Corte è relativo al settore delle costruzioni, per il quale si evidenziano rischi di una crescita eccessiva del settore, che comporta rischi di mancato reperimento della manodopera, in particolare straniera, e alla saturazione della capacità produttiva che potrebbe causare ritardi nell'attuazione degli investimenti;
oltre alle criticità sottolineate dalla Corte dei Conti, secondo i dati dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, circa il 70 per cento degli oltre 48.000 affidamenti registrati da luglio a oggi prevedano una deroga totale alle clausole di condizionalità, previste dal PNRR, che impongono di destinare ai giovani di età inferiore ai 36 anni e alle donne almeno il 30 per cento delle assunzioni necessarie a realizzare l'affidamento, mentre 1.343 affidamenti abbiano usufruito di una deroga parziale delle suddette clausole. A ciò si aggiunge il fatto che le linee guida di cui all'articolo 47, comma 8, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 - secondo cui con provvedimento del Presidente del Consiglio dei ministri ovvero dei Ministri o delle autorità delegati per le pari opportunità e della famiglia e per le politiche giovanili e il servizio civile universale, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro per le disabilità, sono definiti le modalità e i criteri applicativi delle misure previste per le pari opportunità e l'inclusione lavorativa nei contratti pubblici relativi al PNRR e al PNC, nonché indicate le misure premiali e predisposti i modelli di clausole da inserire nei bandi di gara differenziati per settore, tipologia e natura del contratto o del progetto - non risultano ancora adottate a causa di infondati timori e presunti rischi di complicazione delle procedure o incremento dei costi dei progetti;
permangono, inoltre, criticità importanti connesse alla mancanza di trasparenza e alla carenza di informazioni da parte dei portali ufficiali sullo stato di attuazione del PNRR, sia a livello dei singoli interventi e, più in generale, sul monitoraggio del PNRR, a partire dalla piattaforma governativa "Italia domani";
tutto ciò premesso,
impegna il Governo:
a garantire la continuità operativa delle amministrazioni centrali titolate al monitoraggio del PNRR e all'attuazione di specifici investimenti e riforme, evitando modifiche alla Governance che possano mettere a rischio il raggiungimento di tutti gli obiettivi e le riforme legate al PNRR;
ad adoperarsi per garantire la piena attuazione, nel rispetto degli obiettivi europei e nazionali, tanto del PNRR quanto del PNC, con particolare riferimento ai profili finanziari, tenendo conto dell'aumento del peso dei target rispetto alle milestone previsto per i prossimi mesi;
a garantire una maggiore trasparenza e accessibilità ai dati relativi all'attuazione del PNRR, con particolare riferimento alle piattaforme a ciò preposte, a iniziare da "Italia domani";
a garantire il pieno raggiungimento delle priorità trasversali connesse al Mezzogiorno, ai giovani e alle donne, garantendo, in particolare:
a) la messa a punto di adeguati strumenti di gestione dei programmi per le Amministrazioni del Mezzogiorno e un completamento equo ed efficace delle dotazioni digitali delle diverse aree meridionali;
b) che le stazioni appaltanti prevedano nei bandi di gara, negli avvisi e negli inviti, come requisiti necessari e come ulteriori requisiti premiali dell'offerta, criteri orientati a promuovere l'imprenditoria giovanile, la parità di genere e l'assunzione di giovani;
c) l'adozione delle linee guida di cui all'articolo 47, comma 8, del decreto-legge n. 77 del 2021;
d) il tempestivo recupero degli obiettivi non raggiunti a fine 2022 connessi a giovani e donne.